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“Cream “White Room/Crossroads/Badge” Live-2005″


~Poetyca

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La carezza del vento


LA POESIA DELLA SETTIMANA

LA CAREZZA DEL VENTO

di Daniela Poetyca

Dany è nata a Roma, ma risiede a Reggio Calabria dal 1968. Scrive componimenti poetici dall’età di 12 anni. E’ portata al dialogo e all’ascolto di se stessa e degli altri, ama la natura e «sentire» le proprie emozioni. Ama la lettura e la riflessione.

Scrivere è condividere con gli altri il suo animo. Considera che ognuno di noi ha la Luce interiore, ma va cercata. E’ sempre alla ricerca di un evoluzione interiore che porta alla propria autocoscienza.

Ha molto entusiasmo in tutte le cose che intraprende e crede in quello che ama.

Attraverso internet ha una vasta rete di contatti che le consentono di ascoltare la vita degli altri spesso fonte d’ispirazione per le poesie.

Il mondo poetico oggi ha perduto la sua singolarità, è rimasta soltanto la tematica che è di un’enorme vastità e non impone una severa meditazione; soprattutto per evitare il rischio di dilungarsi e di evadere dall’argomento. Quando parla di affetti umani, subito il pensiero corre alla famiglia, al vincolo naturale che lega il marito alla moglie, i figli ai genitori e viceversa, i fratelli ai fratelli. Credo che intorno a ciò non ci siano dispareri e che tutti quanti considerino l’affetto familiare come fondamentale per la società umana. C’è poi l’affetto dell’uomo per l’uomo. Il Cristianesimo dice: «Amerai il prossimo tuo come te stesso».

Appunto perché gli affetti esistono in noi, vivi, eterni e indistruttibili, possiamo affermare che l’origine altissima dell’uomo è l’essere fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Non fa quindi meraviglia che tali sentimenti abbiano trovato nei poeti la loro più genuina ed efficace espressione. Una delle nostre prime letture scolastiche fu quella dell’Iliade e noi tutti ricordiamo i personaggi di Ettore, Andromaca ed Astianatte che Omero ha eternato nel famoso incontro descritto nel libro VI. Si tratta di parole scritte 2900 anni fa e che sembrano di oggi, perché anche oggi conservano la loro efficacia, e i padri, le madri e i figli d’oggi nutrono gli stessi sentimenti delle famiglie dell’antica Grecia e di Roma. La stessa osservazione si può fare, ricordando l’incontro di Ulisse col figlio Telemaco, dello stesso eroe con la moglie Penelope e col padre Laerte e, giungiamo, con la madre Anticlea la quale, ormai negli Inferi, risveglia in lui la più profonda tenerezza.

Il sentimento per il volo di «chi è nato per il cielo» ha trovato in questa lirica la sua più alta espressione, tanto da riportare alla memoria Virgilio di cui si possono ricordare le «alate parole con le quali celebrò la grandezza e la missione di Roma: Tu, o Romano, ricordati di reggere col tuo comando i popoli, di dare a tutti l’ordine e le leggi, di risparmiare quelli che obbediscono e di debellare i superbi».

Credo che bastino questi pochi esempi per capire, leggendo tra le righe e scavare nell’anima di Dany Poetyca ci ha portato, indubbiamente, a considerare e riflettere sulla sua interpretazione del sentimento umano, con ardore ed efficacia.

Spesso il maggior nemico da superare, non è la natura del suolo o l’avversità delle condizioni climatiche, ma l’ignoranza cui («non fugge mai il silenzio»). Anche se l’affermazione potrà sembrare strana il numero degli analfabeti è ancora molto elevato in vastissimi paesi, comunemente denominati «in via di sviluppo». A questi popoli dovrebbe giungere il monito della nostra autrice: «ogni attimo è un seme».

Ecco le efficacissime armi per la lotta contro la fame, la rivalutazione della dignità del lavoro; in modo che aggrappandosi all’immagine del Gabbiano in volo anch’essi lo potranno fare, sorvolando le vaste zone dei paesi africani ed asiatici, dove gran parte della popolazione maschile ritiene che il lavoro abbassi la dignità dell’uomo e «aspetta che il vento gli accarezzi le piume» intanto lascia alle donne il compito di lavorare.

LA CAREZZA DEL VENTO

di Dany Paetyca

Non abbandona mai il volo

chi è nato per il cielo:

Apre le ali

e cerca le sue rotte.

Non scioglie il coraggio

chi ha visto “oltre”:

stringe i denti e lotta.

Non stringe mai il pugno

in segno di rabbia

chi ha il cuore sereno.

Non fugge mai il silenzio

chi è in ricerca:

ogni attimo è un seme.

Non abbandona le lacrime

chi ha il cuore sensibile

e lava al mondo tutte le pene.

Ama e tace chi sogna

aspetta che il vento

gli accarezzi le piume.

Vola ancora gabbiano

perché sei sempre

figlio del cielo.

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Un forte abbraccio circolare e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il tuo cuore desidera, Reno Bromuro

9 Aprile 2005

Il Baricentro Mensile di critica artistica e letteraria

THE POETRY OF THE WEEK

THE CARESS OF THE WIND

Daniela Poetyca

Dany was born in Rome, but residing in Reggio Calabria in 1968. He wrote poems from the age of 12 years. And ‘capacity to dialogue and listening to herself and others, love nature and “feel” their emotions. She loves reading and reflection.

To write is to share with others her feelings. Consider that each of us has an inner light, but must be sought. It ‘s always in search of an inner evolution that leads to self-consciousness.

He has a lot of enthusiasm in everything he undertakes and believes in what he loves.

Through the Internet has a vast network of contacts that you can listen to the lives of others is often a source of inspiration for the poems.

The poetic world today has lost its uniqueness, has remained the only issue that is of enormous size and does not impose a strict meditation, mainly to avoid the risk of escape and dwell on the topic. When he talks about human emotions, thoughts turn immediately to the family, the natural bond that binds the husband to his wife, children against parents and vice versa, brothers to brothers. I think about what we are dispareri and consider all of the affected family as fundamental to human society. Then there is the love of man for man. Christianity says: “You shall love your neighbor as yourself.”

Just because there are affections in us, the living, eternal and indestructible, we can say that the origin of man is the highest to be made in the image and likeness of God is not surprising that these sentiments in the poets have found their most genuine and effective expression. One of our first school was reading the Iliad and we all remember the characters of Hector, Andromache and Astyanax, which Homer immortalized in the famous encounter described in Book VI. These are words written 2900 years ago and seem today, because even today retain their effectiveness, and the fathers, mothers and children today eat the same feelings of families of ancient Greece and Rome. The same observation can be done, remembering the encounter of Odysseus with his son Telemachus, the hero himself with his wife Penelope and his father Laertes, and we arrive, with his mother Anticlea which, now in the Underworld, he awakens the deepest tenderness .

The feeling for the flight of “who is born for heaven,” he found in this opera to its highest expression, so as to bring the memory of Virgil which you may remember the “winged words with which he celebrated the greatness and mission Rome: Thou, O Roman, remember to hold your command with the people, to give all the order and laws, save those who obey and to eradicate the proud. “

I think these few examples suffice to understand, reading between the lines and dig into the soul of Dany Poetyca has brought us, no doubt, to consider and reflect on its interpretation of human feeling, with enthusiasm and effectiveness.

Often the greatest enemy to overcome, not the nature of the soil or climatic conditions of adversity, but the ignorance of which (“never flees the silence”). Although the statement may seem odd number of illiterate people is still very high in the vast country, commonly referred to as “developing.” These people should get the warning of our author, “every moment is a seed.”

These are very effective weapons in the fight against hunger, the appreciation of the dignity of labor, so that by clinging to the image of Seagull in flight also they will do it, flying over the vast areas of countries in Africa and Asia, where most of the male population believes that the work lowers the dignity of man and “wait for the wind caress the feathers” while leaving the task of working women.

THE CARESS OF THE WIND

Dany Paetyca

It never leaves the flight

who is born for heaven:

Spreads its wings

and seeks its routes.

Do not melt the courage

who has seen “over”:

grits his teeth and fight.

Do not tighten the fist

as a sign of anger

who has the serene heart.

Never flees the silence

those in search:

every moment is a seed.

Do not leave the tears

who has a sensitive heart

and washes all the troubles in the world.

He loves and is silent dreamer

expect that the wind

stroked his feathers.

Seagull still Fly

why are you always

son of heaven.

*************************

A strong move and embrace the hope that the sun is warm and sincere as ever your heart desires, Reno Bromuro

April 9, 2005

The center of gravity Monthly art criticism and literary

Meditiamo con… Gibran


Meditiamo con… Gibran

Kahlil Gibran

commentato da Poetyca

Chi è Gibran :

Poeta Pittore Filosofo

Kahlil, nasce a Bisherri,una cittadina nel Libano settentrionale,il 6
gennaio 1883, luogo circondato dai famosi “Cedri del Libano”. Si chiamava
Gibran Khalil Gibran e quando emigrò negli Stati Uniti a undici anni il
nome gli fu abbreviato da un’insegnante inglese. Nei suoi scritti in
inglese la sua firma sarà sempre
Kahlil Gibran.

I genitori sono cristiani maroniti,religione cattolica formata dopo lo
scisma bizantino del V sec a.C., ha due sorelle, Mariana e Sultana, e il
fratellastro Boutros (nato da un precedente matrimonio della madre). La sua
formazione si può ricostruire attraverso gli anni neoplatonici e
paganeggianti di Boston, ove emigra nel 1894 con la madre, i fratelli ed
alcuni zii. Sono gli anni dell’emigrazione araba verso gli Stati Uniti e il
Brasile. Il padre, semialcoolizzato, rimane in Libano forse in prigione,
Gibran non avrà un buon ricordo del rapporto con lui. E la madre, Kamele
Rahmè, gli trasmette la religiosità e i valori umani della sua tradizione
culturale.

A 14 anni Kahlil torna in Libano per frequentare la scuola superiore all’
Hikmè di Beirut. In questo periodo si imbatte nel classicismo libanese che
separa abissalmente i ricchi dai poveri, l’aristocrazia ed il clero dal
popolo. Verosimilmente risale a questi anni il contatto più profondo e
duraturo con le Sacre Scritture.Completati gli studi, nel 1897, viaggia
attraverso il Libano e la Siria. Vi fa ritorno nel 1902 come guida e
interprete di una famiglia americana, ma presto deve rientrare a Boston a
causa della malattia della madre, che muore di tisi l’anno seguente, e
sucessivamente anche i suoi fratelli.

A Boston,nel 1904, conosce Mary Haskell,
l’incontro più importante della sua vita. Mary sarà sua mecenare,
collaboratrice, amica, musa, e più tardi curatrice delle sue opere. Mary
rappresentò un sostegno decisivo per lui, morale e materiale. Si sono
incontrati all’esposizione di alcuni quadri di Kahlil presso lo studio di un
amico fotografo. Mary che ha 10 anni più di lui, è preside di una scuola
femminile. Grazie ai suoi contributii Gibran studia pittura a Parigi, tra il
1908 e il 1910, all’Acadèmie Lucien (accademia delle belle arti di Parigi).
Legge Voltaire e Rousseau, Blake, Nietzsche; scrive “Spiriti Ribelli”,
pubblicato in arabo nel 1908, una breve raccolta di racconti dal tono aspro
e nostalgico sulla società libanese. Tornato negli Stati Uniti (1912), va a
vivere a New York dove apre uno studio, da lui definito nei suoi scritti
“l’eremo” si dedica contemporaneamente alla letteratura e alle arti
figurative. Insieme all’amico Mikhail Naimy é la figura di spicco di
un’associazione letteraria Siro-Libanese, Arrabitah-al-Alima, nata a Boston
e New York tra letterati e pittori arabi d’oltre oceano, i Mahjar
“immigrati” appunto.

Con il suo impegno in questa associazione Gibran vuole portare avanti una
“rivolta contro l’occidente tramite l’oriente”, parole scritte in occasione
della pubblicazione de “Il Folle” (1918), cioè contro il decadentismo
dell’occidente e il tradimento del suo stesso Romanticismo. Allo stesso
tempo sente il bisogno di un rinnovamento formale e contenutistico della
letteratura araba, per esempio si libera della poesia monorima e
quantitativa per il verso libero. Nel nuovo continente egli si inserisce
nella poesia americana sulla scia di Thoreau, Whiteman, Emerson (che stimò
in modo particolare), poeti naturalisti di tradizione protestante e
predicatoria. Spesso pubblica dei disegni insieme alle opere, mai lunghe.

Le prime biografie di Gibran, scritte da chi lo frequentò molto negli ultimi
anni, come Mikhail Naimy e Barbara Young, e in parte dettate da Kahlil
stesso, non sono tuttavia completamente affidabili, in quanto tendono ad
alimentare il ruolo di Guru che molti ammiratori già vedevano in Gibran. Il
primo studio serio su di lui è quello di Kahlil S. Hawi, pubblicato a Beirut
nel 1963.

La salute di Gibran è piuttosto minata negli ultimi anni di vita che
trascorre tra New York e Boston, dove vive e lavora sua sorella Mariana.
Muore a New York, di cirrosi epatica e con un polmone colpito da
tubercolosi, il 10 Aprile 1931, aveva 48 anni e stava lavorando a “The
Wanderer” raccolta di parabole e parole. Gibran è sepolto in un antico
monastero del suo paese d’origine, secondo la sua volontà. Fu sepolto in un
giorno di pioggia, accompagnato da pochi amici, tra i quali Barbara Young.
Per l’occasione il giornale “The New York Sun” annuncio’: “A Prophet is
Dead.” “Un profeta è morto”. Gibran lascia i diritti d’autore in eredità
agli abitanti di Bisherri per opere di pubblico beneficio.

Sensibile scrittore divenuto celebre per la poetica raccolta di
scritti riuniti nel volume “Il profeta”, Kahlil Gibran è nato il 6 dicembre
1883 a Bisharri (Libano), da una famiglia piccolo-borghese maronita. I
genitori erano cristiani maroniti, cattolici della Palestina
settentrionale;crebbe con due sorelle, Mariana e Sultana, e il fratellastro
Boutros, nato dal primo matrimonio della madre, rimasta vedova.

Famiglia unita e permeata dal rispetto reciproco, i Gibran si videro
costretti ad emigrare per ragioni economiche negli Stati Uniti. Approdarono
così sul suolo americano nel 1895. A dodici anni Kahlil cominciò a
frequentare le scuole del posto ed è per questo motivo che il suo nome venne
abbreviato in Kahlil Gibran, formula che usò successivamente anche nei suoi
scritti in inglese.

In seguito, adulto, visse a Boston nel quartiere cinese, abitato da
immigrati italiani, irlandesi e siriani.
Tornato nel 1899 per tre anni a Beirut per studiare la lingua e la
letteratura araba, soggiornò poi in Libano e Siria, ma nel 1902, desideroso
di rivedere la terra che aveva segnato gran parte della sua vita, tornò a
Boston.

Nel 1908 è a Parigi per studiare all’Accademia di Belle Arti e si
avvicina alla filosofia di Nietzsche e di Rousseau. Nel 1920 è tra i
fondatori a New York della Lega Araba, che doveva rinnovare la tradizione
araba con l’apporto della cultura occidentale.

Il successo (occidentale) di Gibran, infatti, si deve soprattutto al
fascinoso sincretismo religioso che permea “Il profeta” (scritto nel 1923):
su tutto prevale l’idea di una generica concezione della divinità, in cui vi
si intrecciano immagini e simboli di ogni religione e filosofia
(cattolicesimo, induismo, islamismo, mistici sufi accanto agli idealisti
europei, romanticisti, Nietzsche e mistici arabi).
Per Kahlil Gibran l’esistenza è il tempo regalato per ricomporre la
frattura esistente tra noi e Dio; quando nell’individuo bene e male,
perfezione e imperfezione, piccoli sentimenti e grandi passioni riusciranno
a convivere, ecco che nella coincidenza degli opposti si manifesteranno
saggezza, perfezione e felicità.
La mistica di Gibran sfugge a ogni classificazione, il poeta parla per
immagini ricorrendo a un mondo simbolico dai mille significati, che per la
sua universalità sollecita l’uomo indù e il cristiano, l’ateo e il credente.
Il suo successo deriva proprio dal suo porsi tra oriente e occidente,
tra Beirut, Parigi e New York.

In qualità di artista Gibran è stato un personaggio davvero eclettico,
contrariamente a quanto la sua fama, legata perlopiù a “Il Profeta”, faccia
presupporre.
Oltre che scrittore infatti Gibran fu anche pittore e organizzatore di
cultura, in controtendenza al suo carattere schivo ed introverso. Gran parte
delle sue iniziative si devono al lodevole aiuto della sua amica Mary
Haskell, che lo ha finanziato più volte.

Tra le altre sue opere segnaliamo “Il miscredente,” breve romanzo
scritto nel 1908 per la rivista “L’Emigrante”, in cui impegno politico e
tensione civile prevalgono ancora sulla dimensione religiosa.
Altre sue produzioni da ricordare sono il testo autobiografico (in cui
esprime il dolore per la morte dell’adorata moglie Selma), “Le ali infrante”
(1912), scritto in inglese e le “Massime spirituali”, un testo tipico della
sua produzione, tra l’aforistico e il mistico, teso a una conciliazione tra
occidente e oriente.

Morì a New York il giorno 11 aprile 1931, stroncato dalla cirrosi
epatica e dalla tubercolosi; la sua salma fu portata, secondo le sue
volontà, in un eremo libanese.
Due anni dopo verrà pubblicata un’opera che aveva lasciato incompiuta:
“Il Giardino del Profeta”.

Stralci da ” Il Profeta “:

I figli

E una donna che portava un bimbo al seno disse,
Parla con noi dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono vostri figli.
Essi sono i figli e le figlie della brama della Vita per la vita.
Essi vengono attraverso voi ma non per voi.
E benché essi siano con voi essi non appartengono a voi.
Voi potete dare loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri,
Poiché essi hanno i propri pensieri.
Voi potete custodire i loro corpi, ma non le loro anime,
Poiché le loro anime dimorano case di domani, che non potrete visitare,
neppure in sogno.
Potrete essere come loro, ma non cercate di farli simili a voi,
Poiché la vita procede e non si ferma a ieri.
Voi siete gli archi di i vostri figli sono frecce vive scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sulla strada dell’infinito, ed Egli con forza vi
tende affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Piegatevi nelle mani dell’Arciere con gioia:
Poiché come egli ama la freccia che vola, così Egli ama l’equilibrio
dell’arco

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]

Poetyca:” Viene preso in considezione il rapporto più importante e forse
contraddittorio che un essere umano possa condurre – quello di genitore – si
pone l’accento sul senso del possesso, sulle aspettative e su come,aver
generato dei figli non debba essere fonte di – riscatto – su quanto la vita
possa aver sottratto relativamente alle nostra ambizioni.
Amare dunque, è sicuramente non strumentalizzare e soffocare le generazioni
future ma avere quella sensibilità e capacità educativa che sappia – tirare
fuori – quello che è già – piuttosto che riempire un vaso con l’intento di
mettere i nostri preconcetti e condizionamenti culturali.

Non si è – buone madri o buoni padri – se plasmiamo un figlio come vorremmo.
Credo che lo stesso discorso valga per un rapporto d’amicizia o d’amore.
Non si andrebbe troppo lontano con l’attaccamento e con le aspettative,
allora amare sarebbe colmare il nostro bisogno.

Amicizia

E un ragazzo disse: Parlaci dell’Amicizia

…E lui rispose dicendo:

Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. È il campo
che seminate con amore e mietete con riconoscenza.

È la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui
e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l’amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione,
né abbiate paura di contraddirlo.

E quando tace,il vostro cuore
non smetta di ascoltare il suo cuore.

Nell’amicizia ogni pensiero,ogni desiderio,
ogni attesa nasce in silenzio
e viene condiviso con inesprimibile gioia.

Quando vi separate dall’amico, non rattristatevi.
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara dalla pianura.

E non vi sia nell’amicizia altro scopo
che l’approfondimento dello spirito.

Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi
lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
ma una rete lanciata in avanti
e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.

Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.

Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si
ristora.

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]

Poetyca: ” La rugiada delle piccole cose, il bisogno saziato, la gioia
condivisa ma sopratutto il discernimento che il dialogo sia non legato solo
ad un aspetto,al meglio di sè per poi tenere nascosta l’altra faccia della
luna. Non si deve temere di mostare se stessi: fragilità e timori, al
contempo non si deve confondere l’amare con il colmare un proprio vuoto
interiore,una propria insoddisfazione attraverso la presenza dell’amico o
degli altri.
Possiamo indubbiamente essere tutti ottimi compagni di viaggio,essere
preziosi gli uni per gli altri -senza perdere di vista- che si deve essere
consapevoli e pronti all’ascolto di sè stessi senza gravare sugli altri.
Questo sarebbe capace di fare dell’amicizia una preziosa offerta e
strumento per maturare, sopratutto se ci sforzassimo di essere un pò meno
egocentrici e sapessimo cogliere con empatia quanto vivano gli altri.Basta
poco per dare segni di presenza,molto meno di quanto sia capace di ferire
il silenzio. Rispetto e dignità vanno di pari passo con la chiarezza ed il
dialogo,senza nascondimenti.”

Il bene ed il male :

E un anziano della città disse:
Parlaci del Bene e del Male

Io posso parlare del bene che è in voi, ma non del male.
Poiché il cattivo non è che un buono torturato dalla fame e dalla sete.
In verità, quando buono è affamato cerca cibo anche in una caverna buia e
quando è assetato beve anche acqua morta.

Siate buoni quando siete in armonia con voi stessi.
Tuttavia, quando non siete una sola cosa con voi stessi, voi non siete
cattivi.

Una casa divisa non è un covo di ladri, è semplicemente una casa divisa.
E una nave senza timone può errare senza meta tra isole pericolose senza
fare naufragio.

Siete buoni nello sforzo di donare voi stessi, tuttavia non siete cattivi
quando perseguite il vostro vantaggio.
Quando cercate di ottenere, non siete che una radice avvinghiata alla terra
per succhiare il seno.
Certo, il frutto non può dire alla radice: «Sii come me, maturo e pieno e
sempre generoso della tua abbondanza».
Poiché come il frutto ha bisogno di dare, così la radice ha bisogno di
ricevere.
Siete buoni quando la vostra parola è pienamente consapevole,
Tuttavia non siete cattivi quando nel sonno la vostra lingua vaneggia.
E anche un discorso confuso può rafforzare una debole lingua.
Siete buoni quando procedete verso la meta, decisi e con passo sicuro.
Tuttavia non siete cattivi quando vagate qua e là zoppicando.
Anche chi zoppica procede in avanti.
Ma chi è agile e forte, non zoppichi davanti allo zoppo stimandosi cortese.
Vi siete buoni in molteplici modi e non siete cattivi quando non siete
buoni.
Siete soltanto pigri e indolenti.
Purtroppo il cervo non può insegnare alla tartaruga ad essere veloce.
Nel desiderio del gigante che è in voi risiede la vostra bontà, e questo
desiderio è di tutti.
In alcuni è un torrente che scorre impetuoso verso il mare, trascinando con
sé i segreti delle colline e il canto delle foreste.
in altri è una corrente placida che si perde in declivi e indugia prima di
raggiungere la sponda.
Ma chi desidera molto non dica a chi desidera poco: «Perché esiti e
indugi?».
Poiché, in verità, chi è buono non chiede a chi è nudo: « Dov’é il tuo
vestito? », né a chi è senza tetto: «Cos’è accaduto alla tua casa?».

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]

Poetyca :” Viviamo in un mondo duale,non si potrebbe infatti apparire o
essere del tutto buoni o del tutto cattivi, non avrebbe senso alcuno
persino dare ” giudizio” e dividere questi due aspetti: luci ed ombre sono
in tutto ed in tutti.
Si evidenzia attraverso il pensiero espresso da Gibran che in chi è
attraversato dai mali come la rabbia o la necessità di colpire difendendosi
, in realtà sia presente la fame e la sete …ma di cosa ? Sicuramente si è
fragili e si cerca attenzione ed amore,una reazione che porta poi gli
altri a difendersi e a negare quell’amore richiesto.
Basta osservare un gattino spaventato per vedere come, smarrito e timido
mostri aggressività per difendere la propria vita. In una forma più sottile
accade questo a chi,temendo il rifiuto mette in atto meccanismi di difesa.
Ecco sarebbe da tenere questo in considerazione.
Ci si difende se ci si sente invasi o feriti,poi in realtà-in forma
silente- i chiede attenzione ed amore,che non va elargito in modo da
alimentare il vittimismo e il senso di dipendenza ma piuttosto alimentando
la consapevolezza e la ricerca del proprio valore ed autostima.

Non abbiamo un valore(Gibran lo evidenzia) a priscindere se apparissimo
cattivi o buoni.
In noi la ricerca per stimare e cogliere la nostra Luce interiore, che non
deve essere appresa dagli altri- come attraverso uno specchio – ma avere la
certezza di quello che siamo e del nostro valore, meritiamo sempre e
comunque amore e siamo ricchi di doni.

Come cominciare a trovare consapevolezza e la capacità di cogliere la realtà
senza farcene coinvolgere?

SU RAGIONE E PASSIONE

E ancora la sacerdotessa parlò e disse: Parlaci della Ragione e della
Passione.
E lui rispose dicendo:

La vostra anima è sovente un campo di battaglia dove giudizio e ragione
muovono guerra all’avidità e alla passione.
Potessi io essere il pacificatore dell’anima vostra, che converte
rivalità e discordia in unione e armonia.
Ma come potrò, se non sarete voi stessi i pacificatori, anzi gli amanti
di ogni vostro elemento?

La ragione e la passione sono il timone e la vela di quel navigante che è
l’anima vostra.
Se il timone e la vela si spezzano, non potete far altro che, sbandati,
andare alla deriva, o arrestarvi nel mezzo del mare.
Poiché se la ragione domina da sola, è una forza che imprigiona, e la
passione è una fiamma che, incustodita, brucia fino alla sua distruzione.
Perciò la vostra anima innalzi la ragione fino alla passione più alta,
affinché essa canti,
E con la ragione diriga la passione, affinché questa viva in quotidiana
resurrezione, e come la fenice sorga dalle proprie ceneri.

Vorrei che avidità e giudizio fossero per voi come sgraditi ospiti nella
vostra casa.
Certo non onorereste più l’uno dell’altro, perché se hai maggiori
attenzioni per uno perdi la fiducia di entrambi.
Quando sui colli sedete alla fresca ombra dei pallidi pioppi,
condividendo la pace e la serenità dei campi e dei prati lontani, allora vi
sussurri il cuore: “Nella ragione riposa Dio”.
E quando infuria la tempesta e il vento implacabile scuote la foresta, e
lampi e tuoni proclamano la maestà del cielo, allora dite nel cuore con
riverente trepidazione: “Nella passione agisce Dio”.
E poiché siete un soffio nella sfera di Dio e una foglia nella sua
foresta, voi pure riposerete nella ragione e agirete nella passione.

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]

Poetyca:” I grandi antagonisti del nostro cammino:Ragione e Passione,
dove l’una non deve prevalere sull’altra e dove l’equilibrio e il
discernimento sono l’albero maestro che non si spezza alle tempeste. In
fondo è proprio la capacità di integrazione tra queste due parti(come gli
emisferi cerebrali) che ci conduce verso il non attaccamento e verso la
possibilità di avere rettitudine.Riconoscersi come microscopico elemento
dinnanzi all’infinito,ma interconnesso ad esso con il suo valore e
riflesso di quello che sappiamo vivere e cogliere è sapere che affidandosi
alla grandezza del Tutto siamo sempre particella d’Amore.
Trovare Pace nel dialogo tra questi antagonisti è accogliere e vivere le
opportunità della vita nel non attaccamento e nelle aspettative.

Amore ed amicizia pensieri di Gibran:

°
Ognuno ha qualcosa che desidera donare:
e così, troppo spesso,
nessuno è disposto a prendere.
Poniamo che io abbia una casa
e inviti gente.
Verranno e accetteranno la mia casa,
il mio cibo e perfino le mie idee,
ma non il mio amore.
E invece proprio l’amore
è ciò che la maggior parte di noi
desidera donare sopra ogni altra cosa.

Citato da Mary Haskell, “Journal”
Cambridge, 30 maggio 1922

°
A volte, quando le anime sono piccole
e in primo luogo sono piccole le cose,
dobbiamo lasciarle stare
nei loro momenti bui,
perché vengano alla luce
in quella che è la loro stagione.
Ma il gesto di lasciarle a sé stesse
dev’essere un gesto d’amore.

Citato da Mary Haskell, “Journal”
New York, 5 febbraio 1921

.

Nessun rapporto umano
dà l’uno in possesso dell’altro.
in ogni coppia d’anime
i due sono assolutamente diversi.
In amicizia come in amore,
i due, a fianco a fianco,
sollevano le mani
insieme
per trovare ciò che né l’uno né l’altro
può raggiungere da solo.

Citato da Mary Haskell, “Journal”
New York, 8 giugno 1924

Poetyca:”Dopo un lavoro consapevole si è capaci di un rapporto maturo che
sappia condurre alla vera gioia e alla condivisione e dove si è capaci di
stare bene insieme,si sta bene anche da soli perchè, con l’aiuto degli
altri (presenza indispensabile se non prendono e basta ma sanno anche
offrirsi in dono) si è capaci di arricchimento reciproco e pienezza, si è
capaci di essere miglior .”

Un aforisma di autore ignoto cita:- Ti amo non per chi sei ma per chi sono
io quando sono con te. Credo che dovremmo tenere questo a mente,essere
migliori per la presenza di una persona,comprendere che ci accolga e
valorizzi non significa che sia l’amore ricevuto a trasformarci ma che noi
stessi siamo persone capaci di miglioramento,che siamo persone propositive
e non dovremmo attaccarci alle aspettative e alle persone,ma piuttosto
saper donare senza attendere poi di vedere la nostra immagine riflessa nei
frutti.Un lungo lavoro che sa portare lontano.

Poetyca 09.09.2005

Cream Live in Royal Albert Hall


I Cream sono stati una band rock britannica attiva tra il 1966 e il 1968, che, rivisitando vecchi schemi del blues, riuscì ad innovare il rock in generale,[3] influenzando molti artisti, tra i quali Jimi Hendrix,[3] Queen[4], Black Sabbath[5] e Van Halen.[6] Formati dal chitarrista Eric Clapton, dal bassista Jack Bruce e dal batterista Ginger Baker, furono il primo power trio ad aver avuto notevole successo[1][7][8] e uno dei primi supergruppi della storia.[1][3][7][8]

Nei soli tre anni di attività il gruppo riuscì a pubblicare tre album[9] e a vendere 15 milioni di dischi.[3][8] Dopo lo scioglimento del gruppo, i tre componenti ebbero delle carriere molto diverse tra loro: Clapton divenne uno dei musicisti più conosciuti del mondo, grazie a canzoni come Layla e Cocaine, Bruce collaborò con artisti jazz, mentre Baker si dedicò alla world music.[3] Tuttavia, la band si riunì in due occasioni: nel 1993, per suonare alla cerimonia della loro introduzione nel Rock and Roll Hall of Fame, e nel 2005, esibendosi in quattro concerti al Royal Albert Hall di Londra e in due al Madison Square Garden di New York.[8]

In una classifica stilata nel 2003 dalla rivista Rolling Stone, sono tra i 100 migliori artisti di sempre, figurando al 67º posto.[10] L’emittente VH1 ha classificato il gruppo al sedicesimo posto tra i 100 migliori artisti hard rock di sempre.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cream

Cream were a 1960s British rock supergroup power trio consisting of bassist/singer Jack Bruce, drummer Ginger Baker, and guitarist/singer Eric Clapton. Their unique sound was characterised by a hybrid of blues rock, hard rock and psychedelic rock,[1] combining psychedelia themes, Clapton’s blues guitar playing, Bruce’s powerful, versatile vocals and prominent bass playing, Baker’s pulsating, jazz-influenced drumming and Pete Brown’s poetry-inspired lyrics. The group’s third album, Wheels of Fire, was the world’s first platinum-selling double album.[2][3] The band is widely regarded as being the world’s first successful supergroup.[4][5][6][7] In their career, they sold over 15 million albums worldwide.[8] Their music included songs based on traditional blues such as “Crossroads” and “Spoonful”, and modern blues such as “Born Under a Bad Sign”, as well as more eccentric songs such as “Strange Brew”, “Tales of Brave Ulysses” and “Toad”.

The band’s biggest hits are “I Feel Free” (UK, number 11),[3] “Sunshine of Your Love” (US, number 5),[9] “White Room” (US, number 6),[9] “Crossroads” (US, number 28),[9] and “Badge” (UK, number 18).[10] The band made a significant impact on the popular music of the time, and, along with Jimi Hendrix, and Terry Kath of Chicago, popularised the use of the wah-wah pedal. They provided a heavy yet technically proficient musical theme that foreshadowed and influenced the emergence of British bands such as Led Zeppelin, The Jeff Beck Group and Black Sabbath in the late 1960s and the early 1970s. The band’s live performances influenced progressive rock acts such as Rush.[11] The band was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 1993.[12] They were included in both Rolling Stone and VH1’s lists of the “100 Greatest Artists of All Time,” at number 67 and 61 respectively.[13][14] They were also ranked number 16 on VH1’s “100 Greatest Artists of Hard Rock”

https://en.wikipedia.org/wiki/Cream_(band)

La tua natura – Your nature – Osho


La tua natura

Concedi alla tua natura
piena libertà,
e rispetta te stesso.
Sii fiero di essere te stesso,
qualunque cosa tu sia.
Abbi dignità.

Osho

Your nature

Grant to your nature
full freedom,
and respect yourself.
Be proud of yourself,
whatever you are.
Have dignity.

Osho

Cat Stevens Greatest Hits


Yusuf Islam, nato Steven Demetre Georgiou e a lungo conosciuto con il suo nome d’arte Cat Stevens (Londra, 21 luglio 1948), è un cantautore britannico.

Figlio di padre greco-cipriota (Stavros Georgiou) e madre svedese (Ingrid Wickman), cresce a Shaftesbury Avenue, nel quartiere di Soho a Londra, sopra il ristorante di proprietà del padre dove veniva spesso suonata musica popolare greca, dalla quale verrà influenzato.[2] Per un breve periodo della sua infanzia si sposta con la madre a Gävle in Svezia, dove impara i primi rudimenti della pittura dallo zio Hugo. Ciò influenzerà la carriera artistica del futuro Cat Stevens, spesso autore delle copertine dei propri album.

All’inizio della sua carriera musicale, Georgiou adotta il nome “Cat Stevens” dopo che un’amica gli fa notare che i suoi sembrano gli occhi di un gatto. Siamo in pieno periodo Swinging London, e Stevens incarna in pieno lo stereotipo del cantante pop commerciale dell’epoca, un’immagine dalla quale egli si distanzierà notevolmente negli anni a seguire. Dopo i primi due album Matthew and Son e New Masters, che ottengono un tiepido successo soprattutto grazie a qualche singolo come I Love My Dog, Stevens si ammala gravemente di tubercolosi e passa un certo periodo in un sanatorio di Midhurst, nella campagna inglese. Qui comincia a riflettere sul proprio futuro, sulla propria carriera (cambia casa discografica), sul proprio stile di vita, decidendo di operare un drastico cambiamento anche a partire dall’immagine: capelli più lunghi, barba e abiti più informali.

Il periodo lontano dalle scene lascia il segno e nel giro di due anni (1970 e 1971) dà alle stampe Mona Bone Jakon, Tea for the Tillerman e Teaser and the Firecat, che lo faranno diventare famoso in tutto il mondo: Lady D’Arbanville che arriva prima in Francia per quattro settimane, seconda nei Paesi Bassi ed ottava nel Regno Unito, Wild World, Father and Son, Morning Has Broken, Moonshadow, Peace Train tra le più celebri. Da segnalare la presenza tra i musicisti di artisti del calibro di Peter Gabriel (flauto in Katmandu) e Rick Wakeman, all’epoca quasi sconosciuti ai più.

Lo stile musicale che ne esce fuori è quello che contraddistinguerà Cat Stevens per tutta la sua carriera: chitarre acustiche in primo piano, sonorità delicate, richiami alla tradizione greca, testi a metà strada tra la canzone d’amore ed il misticismo, il tutto condito dalla calda vocalità dello stesso Stevens. In questo periodo partecipa alla colonna sonora del film Harold e Maude, con brani già editi e i due inediti Don’t Be Shy e If You Want to Sing Out, Sing Out. Gli album successivi Catch Bull at Four, Foreigner, Buddha and the Chocolate Box e Numbers abbandonano in parte lo stile acustico per soluzioni sperimentali più elettriche.
Yusuf Islam/Cat Stevens (2009)
Decisivo è in tal senso l’ingresso, nel gruppo di musicisti che accompagna Stevens, del tastierista Jean Roussell. Tra i brani di maggior successo di tali album vi sono Sitting, The Hurt e Oh Very Young. Nel frattempo Stevens intraprende una serie di tour intorno al mondo e arriverà a vendere oltre quaranta milioni di dischi. Il suo unico concerto in Italia si tiene a Roma nel 1974. Si trasferisce successivamente in Brasile per motivi di tasse, e comincia ad avvicinarsi a tematiche prettamente religiose. Nel 1976 suo fratello, di ritorno da un viaggio a Gerusalemme, gli regala una copia del Corano: quest’avvenimento segnerà la vita del cantautore.

Nel 1977, dopo aver rischiato di morire annegato a Malibù, secondo un aneddoto da lui stesso citato più volte, Stevens si converte all’Islam adottando il nome Yusuf Islam. Incide ancora Isitzo e Back to Earth dopodiché si ritira completamente dalle scene e diventa un membro eminente della comunità musulmana di Londra, aprendo anche la Islamia Primary School, una scuola nel nord della capitale britannica. Balza agli onori delle cronache nel 1989, quando apparentemente appoggia la fatwa lanciata contro lo scrittore Salman Rushdie per i suoi I versi satanici. In realtà Islam, il quale si trovava al Kingston Polytechnic di Londra per un incontro con gli studenti, si era limitato a spiegare il perché di quella condanna da parte del mondo musulmano, senza mai invocare direttamente alcuna sanzione, precisando successivamente che non avrebbe appoggiato la richiesta dell’ayatollah Khomeini in quanto lesiva della legislazione britannica. Questa controversia comunque gli avrebbe causato l’ostracismo di gran parte del mondo musicale per lungo tempo.

Nel 2004 Islam è di nuovo nell’occhio del ciclone quando gli viene negato l’ingresso negli USA perché il suo nome è nella lista degli indesiderati dopo gli eventi dell’11 settembre 2001. Il cantautore si trovava su un volo Londra-Washington, quando all’improvviso l’aeroplano viene dirottato in un altro aeroporto e Islam viene trattenuto e fatto tornare in patria. Il caso fa mobilitare anche l’allora Ministro degli Esteri britannico Jack Straw in difesa del cantante. Yusuf Islam vive tuttora a Londra con sua moglie e i suoi cinque figli. Ha fondato associazioni benefiche come Muslim Aid e Small Kindness per assistere le vittime della carestia in Africa. Inoltre, il cantante ha donato parte delle royalties del suo Box Set americano del 2001 al fondo per le vittime degli attentati dell’11 settembre 2001.

Tornato a calcare le scene, collaborando di nuovo con Peter Gabriel in occasione di un concerto in onore di Nelson Mandela a Johannesburg nel 2013, duettando con Ronan Keating il brano Father and Son, nel 2006 ha pubblicato l’album An Other Cup. Nel 2007 pubblica un DVD live, Yusuf’s Cafè Session, registrato durante un concerto tenuto al Porchester Hall di Londra, mentre nel 2009 esce il suo album Roadsinger, per il quale nel 2011 si è esibito in un tour europeo. Nel 2012 ha scritto, sceneggiato e prodotto un suo musical, denominato Moonshadow, in world premiere a Melbourne, con 58 appuntamenti in Australia: il tour europeo è ancora da definire. Nel 2014 partecipa come ospite alla serata iniziale del Festival di Sanremo dove propone Peace Train, Maybe There´s a World (con citazione di All You Need Is Love dei Beatles) e Father and Son e annuncia il suo prossimo album, in fase di ultimazione. Nel 2014 esce il suo ultimo album Tell ‘Em I’m Gone, metà cover e metà scritte da lui, accompagnato dal nuovo tour Peace train… late again tour con un’unica data italiana al Forum di Assago.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cat_Stevens

Cat Stevens

Yusuf Islam (born Steven Demetre Georgiou, 21 July 1948), commonly known by his former stage name Cat Stevens, is a British singer-songwriter, multi-instrumentalist, humanitarian, and education philanthropist. His 1967 debut album reached the top 10 in the UK, and the album’s title song “Matthew and Son” charted at number 2 on the UK Singles Chart. His albums Tea for the Tillerman (1970) and Teaser and the Firecat (1971) were both certified triple platinum in the US by the RIAA.

His 1972 album Catch Bull at Four spent three weeks at number one on the Billboard 200, and fifteen weeks at number one in the Australian ARIA Charts. He earned two ASCAP songwriting awards in 2005 and 2006 for “The First Cut Is the Deepest”, and the song has been a hit for four different artists. His other hit songs include “Father and Son”, “Wild World”, “Peace Train”, “Moonshadow”, and “Morning Has Broken”. In 2007 he received the British Academy’s Ivor Novello Award for Outstanding Song Collection.

In December 1977, Stevens converted to Islam[10] and adopted the name Yusuf Islam the following year. In 1979, he auctioned all his guitars for charity[11] and left his music career to devote himself to educational and philanthropic causes in the Muslim community. He was embroiled in a long-running controversy regarding comments he made in 1989 about the death fatwa on author Salman Rushdie. He has received two honorary doctorates and awards for promoting peace from two organisations founded by Mikhail Gorbachev.

In 2006, he returned to pop music – releasing his first album of new pop songs in 28 years, titled An Other Cup. With that release and for subsequent ones, he dropped the surname “Islam” from the album cover art – using the stage name “Yusuf” as a mononym. In 2009, he released the album Roadsinger, and in 2014, he released the album Tell ‘Em I’m Gone, and began his first US tour since 1978. He was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 2014.

https://en.wikipedia.org/wiki/Cat_Stevens

Tuffo nel passato


Tuffo nel passato

Un olio come balsamo
aloe o mirra
che in silenzio penetra
nel cuore d’ una ferita antica
lenendo incise parole
vecchie spade che trafiggono

Un tempo già percorso
dove si celava
dietro ad ogni curva
un tranello ad arte
per soffiare fragilità
che scheggia l’anima

Cristallo trasparente
infranto da chi giudica
e mette in risalto ogni incertezza
imbrattando l’animo
con risata e sarcasmo
per non farmi essere me stessa

Accesa solitudine a sospirare
ancora attesa
tra sogni e visione di un tempo
da vivere
con la forza dell’orgoglio
ed accesa tenerezza

Trascinata goffaggine
senza alcuna mano
che oltre ogni lacrima
s’ allungasse in carezza
questo è tuffo nel passato
che si manifesta

07.04.2005 Poetyca

A dip in the past

Oil as a balm
myrrh and aloes
in silence penetrates
in the heart of ‘old wound
soothing words engraved
old swords that pierce

Already come a time
where concealed
behind every corner
a trap for art
blow to fragile
that the soul shard

Crystal Clear
broken by those who judge
and highlights any uncertainty
fouling soul
with laughter and sarcasm
will not let me be myself

Loneliness turned to sigh
still waiting
between dreams and vision of a time
living
with the power of pride
tenderness and burning

Dragged clumsiness
no hand
that beyond all tears
s’ elongated caress
this is back in time
manifested

07.04.2005 Poetyca

Esiste un luogo


Esiste un luogo

Esiste un luogo
dove non si abbatte
mai la tempesta
dove non si conosce
la paura e la separazione

Esiste un luogo
dove nessuno
potrebbe essere lontano
e nella notte profonda
quando il buio
sembra inghiottire tutto
è serenità che illumina
e accoglie lacrime

Esiste un luogo
senza fame o guerra
senza sogno o illusione
dove tutto palpita
e conduce ad un respiro solo

Esiste un luogo
che ha i colori
che tu cercavi
i respiri senza tempo
per colorare vita
oltre il battito di un istante

Esiste un luogo
che abbraccia tutti
senza domande
senza incertezza
per raccogliere voci
senza suono
e avvolgere di forza
immersa oltre le ombre

Esiste …
Si chiama Amore

19.01.2005 Poetyca

there a place

There is a place
where it strikes
ever the storm
where you do not know
fear and separation

There is a place
where no
could be far
and deep in the night
when darkness
seems to swallow everything
serene light
and welcomes tears

There is a place
no hunger or war
without a dream or illusion
where everything pulsates
and leads to a single breath

There is a place
which colors
you were looking for
breaths timeless
coloring life
than the blink of an instant

There is a place
that embraces all
no questions asked
without uncertainty
to collect items
soundless
and wind power
immersed beyond the shadows

There …
It’s called Love

19.01.2005 Poetyca

U2 The Best of 1980-1990: New Year’s Day



Gli U2 sono un gruppo musicale irlandese formatosi a Dublino nel 1976. Il gruppo è composto da Paul David Hewson in arte Bono (cantante), David Howell Evans in arte The Edge (chitarrista), Adam Clayton (bassista) e Larry Mullen Jr. (batterista).

Nella loro carriera hanno venduto 150 milioni di dischi[7] e ricevuto il maggior numero di Grammy Awards per un gruppo, con 22 premi[8].

Nel 2005, appena raggiunto il termine minimo dei 25 anni di carriera, sono stati introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame.

Fin dagli esordi, gli U2 si sono occupati della questione irlandese e del rispetto per i diritti civili, improntando su questi temi anche buona parte della loro attività artistica. Inoltre gli U2 sono tra i pochi gruppi internazionali a potersi vantare di aver sempre mantenuto la propria formazione originale.

https://it.wikipedia.org/wiki/U2

U2 are an Irish rock band from Dublin. Formed in 1976, the group consists of Bono (vocals and guitar), The Edge (guitar, keyboards, and vocals), Adam Clayton (bass guitar), and Larry Mullen Jr. (drums and percussion). U2’s early sound was rooted in post-punk but eventually grew to incorporate influences from many genres of popular music. Throughout the group’s musical pursuits, they have maintained a sound built on melodic instrumentals. Their lyrics, often embellished with spiritual imagery, focus on personal themes and sociopolitical concerns.

The band formed at Mount Temple Comprehensive School in 1976 when the members were teenagers with limited musical proficiency. Within four years, they signed with Island Records and released their debut album Boy. By the mid-1980s, U2 had become a top international act. They were more successful as a touring act than they were at selling records until their 1987 album The Joshua Tree which, according to Rolling Stone, elevated the band’s stature “from heroes to superstars”.[1] Reacting to musical stagnation and criticism of their earnest image and musical direction in the late-1980s, U2 reinvented themselves with their 1991 album, Achtung Baby, and the accompanying Zoo TV Tour; they integrated dance, industrial, and alternative rock influences into their sound, and embraced a more ironic and self-deprecating image. They embraced similar experimentation for the remainder of the 1990s with varying levels of success. U2 regained critical and commercial favour in the 2000s with the records All That You Can’t Leave Behind (2000) and How to Dismantle an Atomic Bomb (2004), which established a more conventional, mainstream sound for the group. Their U2 360° Tour from 2009–2011 was the highest-attended and highest-grossing concert tour in history.

U2 have released 13 studio albums and are one of the world’s best-selling music artists of all time, having sold more than 170 million records worldwide.[2] They have won 22 Grammy Awards, more than any other band; and, in 2005, were inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in their first year of eligibility. Rolling Stone ranked U2 at number 22 in its list of the “100 Greatest Artists of All Time”, and labelled them the “Biggest Band in the World”.[3] Throughout their career, as a band and as individuals, they have campaigned for human rights and philanthropic causes, including Amnesty International, the ONE/DATA campaigns, Product Red, and The Edge’s Music Rising.

https://en.wikipedia.org/wiki/U2

Vera vita



Vera Vita

Sono luci
e poi ombre
e luci ancora
in alternata danza
che sfiora e confonde
che vortica e prende
oltre tutte le illusioni
per condurre un giorno
alla quieta aurora
dove il tempo ha senso
e stringi il palpito
nel soffio eterno
che contorna vita vera

02.05.2005 Poetyca

True Life

Lights are
and then shadows
and lights still
ac dance
and nearly indistinguishable
that vortices and takes
beyond all the illusions
to conduct a day
the quiet dawn
where time sense
and tighten the pulse
the eternal breath
which bypasses real life

02.05.2005 Poetyca

La nostra responsabilità


 

La nostra responsabilità

Avete il pennello, avete i colori, dipingete l’inferno, fate pure,

dipingetelo, ma poi non date la colpa ai vostri genitori, non date la

colpa alla società e, per amor del cielo, non date la colpa a Dio.

Assumetevi la piena responsabilità di aver creato il vostro inferno.

Nikos Kazantzakis

Amare se stessi

Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza che ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere appreso dai genitori, se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri. Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo che a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi, amando altre persone ,è in realtà una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare: sensibilità , doti da non far emergere, sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri. Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi. Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore che non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.

30.07.2006 Poetyca

Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione, se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino a far emergere in sè quella parte che non è germogliata ancora, si sostiene e non si possiede nulla. E’ importante capire come l’amore universale sia diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose. Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare, invece di restare ancorati alla ;perdita, si deve capire che hanno finito il loro compito, che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori. Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico, è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli per essere migliori

07.04.2007 Poetyca

Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare che che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno che questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione. Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci. Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri che lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna. Mi viene in mente la frase del buddismo Se incontri il Budda per strada…uccidilo!

rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.

04.12.2005 Poetyca

In punta di piedi…oltre il silenzio

Non temo il mondo e non ho motivo di nascondere quel che attimo per attimo si manifesta, offro la voce che su note intime conduce una lunga storia, quella che mi segue e mi sostiene da tanto tempo. Posso anche tacere, non è importante cosa posso ricevere, se il mondo accoglie o rigetta chi non sia riconosciuto, seguo quel che il cuore detta, non conosco separatezza da altre essenze che sono parte di me stessa.Per questo spesso non scrivo solo quello che vivo in prima persona, ma anche quanto per empatia a volte con sofferenza raccolgo degli altri, si vive e ci trasforma, si accoglie e si porge quel che ci è possibile dare con amorevolezza e speranza, ma non si tratta di qualcosa da sottolineare, di cui rivestirci per meglio apparire, è tutto a livello sottile e non sempre è facile descrivere a parole, la poesia, l’essenza concentrata delle sensazioni, l’energia che scaturisce e di getto suggerisce parole è capace di colmare queste lacune, da tempo però non le permetto di manifestarsi, indirizzo altrove la mia attenzione.Spesso si vive nel silenzio per poi dare il meglio possibile per accompagnare, è spesso attesa, presenza silenziosa dove ci si adatta agli altri. La fucina o la fornace del nostro essere è in continua evoluzione e si cerca semplicemente di stare accanto, solo se viene consentito, senza nulla imporre. Semplicemente posso tacere quando avverto di creare disagio. Quando comprendo che si cerca altro e non si tenta di fare nulla per responsabilizzarsi, spesso proiettando le cause; di disagio su altri, compresa me e non sulle proprie scelte personali.Conosco i miei limiti e non insisto, non ha senso farlo, con ulteriore presenza se essa non è compresa:

“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. 8 E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. Marco 6, 7-13

Non ho la pretesa di – portare a me – nessuno e non lo faccio nel nome di nessuno,sopratutto preferisco il dialogo con persone capaci di attenzione verso di sè, di maturità e che non abbiano pretesa alcuna di possesso, che condividano con la gioia di farlo senza attaccamento e pretese di attenzione continua – motivo di possesso – ma che sappiano apprezzare ed alimentare la libertà reciproca, per quel senso sottile di rispetto, non impongo e non ho attaccamento o pretesa di essere accolta, chi sono io per pretenderlo? Semplicemente mi anima l’entusiasmo della condivisione, ma non cambia nulla se quel poco che sono capace di offrire non fosse accolto, si potrebbe essere sgraditi e non per questo si deve avere la pretesa di imporsi agli altri…Va tutto bene così come è.

29.07.2007 Poetyca

Il mio scritto è una sorta di analisi, sofferta è vero, di come quello che si offre, si è, si attraversa con un certo atteggiamento, fosse anche il tacere per rispetto e perchè si attendono i tempi degli altri, venga poi reinterpretato con la personalità di chi legge, di chi si sentisse deluso o non trova attenzioni particolari che colmino delle lacune che trovano risoluzione attraverso un lavoro interiore personale e non aggrappandosi alla mia presenza. Non è facile quando qualcuno crede essere dovuto l’essere presenti, poi in nome di qualcosa che , in realtà non ricade neppure su mie capacità o responsabilità . Non è facile non cadere in conflitto tra quelle intenzioni che si erano preposte espresse con chiarezza e quanto si riporti a disamina da parte di altri individui di atteggiamenti e atti che vengono visti con uno spirito che non mi rappresenta. L’orgoglio, la voglia di chiarire, la voglia di prendermela con me stessa per avere offerto cose che sono state male interpretate o disprezzate, che hanno seminato la diffidenza perchè non saprei fornire cose diverse da quello che ci si attendeva sono momenti particolarmente difficili da attraversare, sopratutto perchè non si riesce a non provare attaccamento, a non reagire contro l’ingiustizia. Il silenzio, la ricerca di equilibrio oppure il rispetto dei tempi degli altri, senza nulla pretendere, viene visto come atteggamento giudicante, come rappresaglia malevola. Ma come spiegare? Sembra persino giustificare agli occhi di chi ha già tratto delle conclusioni. Non è facile far capire la propria natura, matura o meno che sia, sicuramente diversa da tante persone. Ecco l’origine del mio scritto, non resta che accogliere le cose così come sono ed imparare sulla pelle cosa sia quella sensazione di solitudine a volte. In fondo tutti abbiamo sperimentato come più si proceda nella Sadhana e come maggiore sia il senso di estraneità verso un Mondo che forse non comprende ma non si potrebbe fare a meno di comprenderlo: nei limiti, nelle aspettative e nell’incapacità di accogliere il proprio essere così come si è piuttosto che rappresentazione delle altrui proiezioni possessive.

un sorriso

29.07.2007 Poetyca

Our responsibility

You brush, you have the colors, paint the hell, go ahead,
paint them, but then do not blame your parents, do not give
blame the company and, for heaven’s sake, do not blame God
Assume full responsibility for having created your own hell.

Nikos Kazantzakis

love yourself

To love oneself is often branded as selfish, sometimes it’s pure spirit of survival that they are really our wounds, past experiences that break down our image of ourselves, then love we should have learned from their parents, if we have been neglected could become unexpressed anger or apathy, feelings of inferiority and a belief to count little or nothing for others. The path to healing is long, sometimes takes full years or cycles before you can understand that we are worth it in spite of what made us believe that we are trying to fill that void at all costs, loving other people, is actually a voice that asks us to love, appreciate and discover who we are and everything that made us choke: sensitivity, qualities not to give rise to, are our essence – to be respected by us all – and enforced by others. The pain that Buddhism is something that we create ourselves and make us slaves was the result of attachment and expectations, illusions, melting this slavery we are really free to be ourselves. Especially as we feel that something is a source of discomfort or pain in us we must seek the cause and have a lot of knocks when gratitude because it is growth opportunity for free from the lies of the mind. E ‘healing process that gives us the path to inner growth that we must not flee but to touch the root that is often more profound than we think.

30.07.2006 Poetyca

Love and loss

Love knows no fear, but especially taxation does not know if you love it allows the other to manifest itself, it even helps to bring out the part that in itself is not sprouted yet, it is claimed, and you do not have anything. It ‘important to understand how universal love is different from a relationship, one must not confuse things. We are fellow travelers who arrive in our lives, but whether they should go, instead of being anchored to, loss, you must understand that they have finished their task, which lost them is just an illusion because their presence is in us and what we have taught, the transformation that has made us better. Often the obstacles and trials of life are discarded, make us panic, it is through this step instead of us can grasp the limits and overcome them to be better

07.04.2007 Poetyca

Growing

The repetition, in the guise of different situations that contain the essence of the lessons that we have refused to take to fear, has given us the opportunity to learn to mature in us, our weaknesses, attachments, and in holding the opportunity to love. That step to overcome is expecting our commitment to read through this life experience, the karma that we have the tools to guide our personal lesson. Everything that we set aside that amount and it is time that separates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems in order to better direct us towards our evolving. A Master teaches us life, the ability to grow and relate to ourselves and others away from the illusions and fear that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, not to mention that he is the finger that showed the moon and the moon. I am reminded of the phrase in Buddhism If you meet the Buddha on the road … kill him!

represents our need to detach ourselves from the source of the teaching that has been our crutch to begin the journey within ourselves to be …. The most important journey of our life.

04.12.2005 Poetyca

tiptoe … beyond the silence

Do not fear the world and I have no reason to hide what is obvious from moment to moment, I offer private voice notes on conducting a long history, one that follows me and supports me a long time. I can also be quiet, it does not matter what I get, if the world accepts or rejects anyone who is not recognized, I follow what my heart said, I know of separateness from other species that are part of me stessa.Per this is often not only what I write I live in person, but also how to empathize with suffering, sometimes I pick the other, lives and transforms us, and we welcome it extends what we can give with kindness and hope, but it is not something to stress, of which seem best to put on, it’s all in subtle and not always easy to describe in words, poetry, the concentrated essence of the feelings, the energy of the jet suggests words and is able to fill these gaps, however long does not allow her to appear, my address elsewhere attenzione.Spesso you live in silence and then give the best to accompany you, it is often waiting, silent presence, where you adapt to others. The forge or furnace of our being is constantly changing and just trying to be close, unless it is allowed, without imposing anything. Just keep quiet when I feel I can create discomfort. When you try to understand each other and not try to do anything to take responsibility, often projecting their causes; uncomfortable about others, including me, and not on their choices personali.Conosco my limits and do not insist, does not make sense to do so, with further presence if it is not included:

“Then he called the twelve, and began to send them out two by two and gave them authority over unclean spirits. 8 And commanded them that, besides the stick, do not take anything for the trip: no bread, no bag, no money in the bag, but to wear sandals and not put on two tunics. And he said to them, “you enter a house, stay there until you leave from that place. If any place will not welcome them and do not hear you, on leaving, shake off the dust under your feet as a testimony to them. ” They went out and preached that men should repent, cast out many demons, and anointed with oil many that were sick and healed them. Mark 6, 7-13

I do not pretend to – bring to me – and no I do not do in the name of anyone, especially my favorite dialogue with people capable of paying attention to oneself, to maturity and do not have any claim of ownership, which share the joy of do it without attachment and claims constant attention – because of the possession – but who appreciate the freedom and power with each other, for that subtle sense of respect, and I do not impose attachment or claims to be accepted, who am I to expect? I simply share the enthusiasm of the soul, but does not change anything if what little I can offer is not accepted, it could be unpleasant and not for this one must have the pretension to impose other … Everything is fine as is.

29.07.2007 Poetyca

My writing is a kind of analysis, painful it is true, as what is offered, it is, you cross a certain attitude, even if the silence out of respect and because you are awaiting the other, is then reinterpreted with the personality of the reader, who felt disappointed or not special attention is to bridge the gaps that they find a resolution through personal inner work and not clinging to my presence. It is not easy when someone thinks is due to be present, then the name of something that really does not fall on either my ability or responsibility. It is not easy to fall into conflict with those intentions that were expressed clearly in charge and what is reported to scrutiny by other people’s attitudes and actions which are seen with a spirit that does not represent me. The pride, the desire to clarify, the urge to blame myself for having offered things that were misunderstood or despised, they have sown distrust because I could not provide something different from what was expected to be particularly difficult moments through, especially because you can not not try attachment, not to react against injustice. The silence, the search for balance on time or the other, with nothing to claim, is seen as a judgmental attitude, as spiteful retaliation. But how to explain? Seems to justify even in the eyes of those who have already drawn conclusions. It is not easy to understand its nature, mature or not it is certainly different from many people. Here is the source of my writing, you just have to accept things as they are on the skin and learn what that feeling of loneliness at times. Basically we have all experienced as more and how to proceed in Sadhana greater is the sense of estrangement from a world that perhaps does not understand but you could not help but understand it: the limits, expectations and be unable to accommodate your as it is rather that the representation of other people’s projections possessive.

a smile

29.07.2007 Poetyca

Autorità e rispetto


Autorità e Rispetto

La base di tutto parte dal rispetto, appare una parola limitante, confusa come ” essere assogettati ad un autorità ”
– poi tra autorità ed autoritario – passa un’altra differenza.
Si crede ad esempio di dover essere capaci di porgere di tutto per colmare ed ” essere vicini “, che ci si debba adeguare ai tempi e spesso non è¨ una vera presenza la nostra ma un imporre e proporre cose, un volere mostrare solo il nostro punto di vista senza sforzarci a comprendere cosa l’altro abbia vissuto, cosa colga la sua sensibilità e quali pietre miliari segnino il suo cammino interiore.
Allora si educano i figli ad avere tutto, persino quello che non è mai stato chiesto, che non era nel loro interesse e si gareggia a dimostare la grande conoscenza che possano avere, con amici e conoscenti – lontana da cultura e da assimilazione- si diviene assuefatti , incapaci di mettere in moto la curiosità, la vigilanza e la voglia di seguire una via precisa – tutto è talmente superficiale e troppo vasto da non cogliere essenzialità oppure, come per le specializzazioni, diviene talmente – parte del tutto – da non avere più la conoscenza generale.
Di sicuro era meglio la cultura di un tempo.
Non credo sia possibile una ” libertà” di comportamento senza tenere conto degli altri (il mancato rispetto), di quello che l’agire in forma “anarchica” possa comportare nel calpestare altrui sensibilità, in fondo abbiamo tutti delle linee guida, penso che relativamente al tenere conto del ” giudizio”, che lego a confronto o paragone con gli altri al voler credere che alcune reazioni siano giustificabili,denoto che spesso giudicare è¨ pre-meditare qualcosa non sempre inerente ad una comprensione degli atteggiamenti degli altri ma ergersi come ” migliori “. Esiste un migliore, quando in fondo abbiamo tutti un diverso cammino? Non è¨ la competizione, il saper lasciare indietro gli altri a renderci ” al di sopra”, la saggezza è¨ in colui che se lo desidera sa anche aspettare e non decidere di andare oltre i gradini della competizione, sa cogliere opportunità e conoscenza da quello che vive attimo per attimo. Anche questo è¨ modo per setacciare ” verità ” e tra i dubbi trovare il senso delle cose .
Rispetto è scandire il proprio valore e quello altrui attraverso la consapevolezza e la fuga dall’ovvietà delle cose, è cogliere piccole sfumature che nobilitino se stessi e gli altri per farne compagni di viaggio se li troviamo a noi affini.
E’ dialogo e capacità di trovare negli altri gli elementi che li caratterizzino, semplicemente accogliendone la loro unicità.

07.05.2005 Poetyca

Authority and Respect

 

The basis of all the respect, it is a word boundary, confused as “the goodwill to be an authority”
– Then between authority and authoritarian – passing another difference.
It is believed for example that they must be able to give everything to fill and “being close”, that we should adapt to the times and often is ° a real presence but we propose and impose things, will only show our point of view without trying harder to understand what others have experienced, what captures her sensitivity and what milestones will mark his inner journey.
Then they raise their children to have everything, even what he has never asked, that was not in their interest to compete and can show the great knowledge which may have, with friends and acquaintances – away from culture and assimilation, it becomes addicted, unable to start the curiosity, attention and the desire to steer a clear – everything is so superficial and too vast to grasp essential or not, as specializations, it becomes so – the part of all – they no longer general knowledge.
It was certainly better the culture of the past.
I do not think there is a “freedom” to conduct without taking into account other (non-compliance) of what the act as “anarchist” could result in trampling other people’s sensibilities, basically we have all the guidelines, I think relatively to take into account the “opinion”, tying compare or comparison with others to want to believe that some reactions are justifiable, denotes that often pre-judge is ° not always reflect something inherent to an understanding of the attitudes of others but stand as ” best “. There is better when the end we all have a different way? ¨ It is not competition, the ability to leave behind the others to make “above”, ¨ in wisdom is one who knows even if they want to wait and decide not to go beyond the steps of competition, knows how to seize opportunities and knowledge one who lives moment to moment. This is also s no way to sift the “truth” among the doubts find the meaning of things.
Respect is articulate its value and that of others through awareness and flight dall’ovvietà of things, is to capture small nuances that nobilitino themselves and others to make traveling companions if they are related to us.
And ‘dialogue and ability to find other elements that characterize them, just accept their uniqueness.

07.05.2005 Poetyca

Aggiungendo la genuina visione


Aggiungendo la genuina visione

Note di cose mai dette, ma che ti circolano tra la mente e il cuore. E sai che ne farai melodia.

Abitudini smesse per esasperazione. Scelta giusta! Guardati la nuova vita, dall’ interno.

Osservando senza pregiudizi, e rimarcando solo cose belle.

La meta è vicina; una delle mete. Non mollare! Un passo alla volta…

Cogli l’essenza delle cose, guarda tra le righe. E lo squallore materiale, perituro, diventerà Paradiso…

Giuseppe Bustone

Illusione spezzata


Illusione spezzata

Se fosse reale
l’immagine che appare
e non quel che dona lo specchio
con solchi e cicatrici d’anima
in tracce di tumulti e cadute

Se fosse tutto reale
ed in plastica posa
con edonismo e perfezione
a mostrar quel che s’imbelletta

Dove la verità e la forza
di essere se stessi ?
Allora salato dalle lacrime
sarà questo lago

E Narciso più non cerca
d’amar l’immagine sua
tanto perfetta
per aver spezzato ogni illusione

15.11.2005 Poetyca

Illusion shattered

If it were real
the image that appears
and not that which gives the mirror
with furrows and scars of the soul
trace of turmoil and falling

If it were all real
and plastic laying
with hedonism and perfection
To show what s’imbelletta

Where the truth and strength
to be themselves?
So salty tears
will this lake

It does not look as Narcissus
love the image of his
so perfect
for breaking any illusion

15.11.2005 Poetyca

Sogni – Dreams


🌸Sogni🌸

Sogni svaniti
in un cielo
pieno di nubi
in un solo attimo
Tintinnio lieve
come richiamo
inaspettatamente
ha smesso di suonare
È silenzio
e vuoto
in questa realtà
monocromatica
Cerco la bussola
in fondo alla mia anima:
Nulla è perduto
se sai cercare

28.08.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Dreams🌸

Faded dreams
in a sky
full of clouds
in a single moment
Soft clinking
as a reminder
unexpectedly
has stopped playing
It’s silence
it’s empty
in this reality
monochrome
I’m looking for the compass
in the bottom of my soul:
Nothing is lost
if you know how to search

28.08.2019 Poetyca

Piccoli gesti – Small gestures


🌸Piccoli gesti🌸

Piccoli gesti
offerte per accendere
consapevole gratitudine
attimo dopo attimo
come note silenti
sul pentagramma
di questa vita
Cuore spalancato
per essere ancora
cassa di risonanza
nella sinfonia immota
di note e colori
che ci uniscono
all’infinito

28.08.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Small gestures

Small gestures
offers to turn on
aware gratitude
moment after moment
as silent notes
on the pentagram
of this life
Wide open heart
to be still
sounding board
in the motionless symphony
of notes and colors
that unite us
endlessly

28.08.2019 Poetyca

Tutte le cose -All things – Giordano Bruno


🌸Tutte le cose🌸

“Colui che vede
in se stesso tutte le cose
è al tempo stesso
tutte le cose.”

Giordano Bruno
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸All things

“He who sees
in itself all things
it is at the same time
all things.”

Giordano Bruno

Bauhaus


I Bauhaus sono un gruppo musicale Post-punk/Goth rock inglese, formatosi a Northampton nel 1978. Inizialmente battezzati Bauhaus 1919, nome derivato dall’omonima scuola d’arte tedesca fondata, appunto, nel 1919.

https://it.wikipedia.org/wiki/Bauhaus_(gruppo_musicale)

Bauhaus were an English post-punk band, formed in Northampton, England in 1978. The group consisted of Peter Murphy (vocals, occasional instruments), Daniel Ash (guitar), Kevin Haskins (drums) and David J (bass). The band was originally named Bauhaus 1919 as a reference to the first operating year of the art school Bauhaus. They dropped the numerical portion within a year of formation. Bauhaus is best known for their gloomy sound and dark image. Generally considered the first gothic rock group, musically the band was also quite diverse. Over their career, they released tracks that encompassed everything from ska to folk rock.

Bauhaus broke up in 1983. Peter Murphy began a solo career while Ash and Haskins continued as Tones on Tail and, later, reunited with David J to form Love and Rockets. Both enjoyed greater commercial success in the United States than Bauhaus had, but disappeared from the charts in their homeland. Bauhaus eventually reunited for a 1998 tour and again from 2005–2008.

https://en.wikipedia.org/wiki/Bauhaus_(band)

Mahavishnu Orchestra – 1971 Inner Mounting Flame


Costituitasi nel 1971 e disciolta nel 1976, la Mahavishnu Orchestra fu creata dal chitarrista John McLaughlin e dal batterista Billy Cobham, entrambi riconosciuti come strumentisti di valore assoluto, e chiamati nel corso del tempo a collaborare ad esperienze musicali di grande valore da maestri come Miles Davis.

Fu un gruppo jazz-rock dal grande successo artistico e commerciale nel corso della sua pur breve storia gratificata dalla presenza nella formazione di talenti di eccelsa caratura. Il genio musicale di John McLaughlin non si manifestò solo nelle composizioni, ma anche nell’arrangiamento. Molte persone al primo approccio con il disco The Inner Mounting Flame rimasero sconvolte dal linguaggio musicale “diverso” da tutti i dischi precedenti. I primi due album sono dei capolavori che consacrano per sempre la prima formazione come uno dei gruppi più innovativi della storia della musica. Gli assoli intrecciati di violino, chitarra, tastiere; la qualità e pulizia della equalizzazione; le invenzioni di Cobham e le linee di basso solide di Laird furono caratteristiche predominanti dei primi due dischi. La potenza tecnica ed il feeling della band ne fecero uno dei gruppi di riferimento del genere fusion. Nel 2005 è stato pubblicato il libro Power, Passion and Beauty: The Story of the Legendary Mahavishnu Orchestra che racconta la storia del gruppo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Mahavishnu_Orchestra

The Mahavishnu Orchestra was a jazz-rock fusion group led by John McLaughlin, active during 1971–1976 and again in 1984–1987 after major line-up changes.

https://en.wikipedia.org/wiki/Mahavishnu_Orchestra

The best of Rolling Stones


I Rolling Stones sono un gruppo musicale rock britannico, composto da Mick Jagger (voce, armonica, chitarra), Keith Richards (chitarre, voce), Ronnie Wood (chitarre, cori) e Charlie Watts (batteria, percussioni). È una delle band più importanti e tra le maggiori espressioni della miscela tra i generi della musica rock e blues, quel genere musicale che è l’evoluzione del rock & roll anni cinquanta, da loro rivisitato in chiave più dura con ritmi lascivi, canto aggressivo, continui riferimenti al sesso e, talvolta, alle droghe pesanti.

Per il loro essere trasgressivi furono chiamati i “brutti, sporchi e cattivi” e contrapposti ai più rassicuranti Beatles, anche se tale contrapposizione fu spesso creata dagli stessi Rolling Stones che si comportavano in modo volutamente antitetico rispetto ai Beatles (con i quali ebbero peraltro sempre un ottimo rapporto di stima e amicizia), proponendo così un modello alternativo a uso e consumo della stampa musicale. I Rolling Stones sono stati, e sono tuttora, un’autentica pietra miliare nell’evoluzione della musica rock del XX secolo, portando sotto i riflettori il malcontento e di conseguenza la protesta di intere generazioni, incarnando così il travagliato spirito dei grandi bluesman del passato e scegliendo il titolo di una canzone di uno di questi (Muddy Waters) come nome del loro gruppo.

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Rolling_Stones

The Rolling Stones are an English rock band formed in London in 1962. The first settled line-up consisted of Brian Jones (guitar, harmonica), Ian Stewart (piano), Mick Jagger (lead vocals, harmonica), Keith Richards (guitar), Bill Wyman (bass) and Charlie Watts (drums). Stewart was removed from the official line-up in 1963 but continued as occasional pianist until his death in 1985. Jones departed the band less than a month prior to his death in 1969, having already been replaced by Mick Taylor, who remained until 1975. Subsequently, Ronnie Wood has been on guitar in tandem with Richards. Following Wyman’s departure in 1993, Darryl Jones has been the main bassist. Other notable keyboardists for the band have included Nicky Hopkins, active from 1967 to 1982; Billy Preston through the mid 1970s (most prominent on Black and Blue) and Chuck Leavell, active since 1982. The band was first led by Jones but after teaming as the band’s songwriters, Jagger and Richards assumed de facto leadership.

The Rolling Stones were in the vanguard of the British Invasion of bands that became popular in the US in 1964–65. At first noted for their longish hair as much as their music, the band are identified with the youthful and rebellious counterculture of the 1960s. Critic Sean Egan states that within a year of the release of their 1964 debut album, they “were being perceived by the youth of Britain and then the world as representatives of opposition to an old, cruel order — the antidote to a class-bound, authoritarian culture.”[1] They were instrumental in making blues a major part of rock and roll and of changing the international focus of blues culture, to the less sophisticated blues typified by Chess Records artists such as Muddy Waters, writer of “Rollin’ Stone”, after which the band is named. After a short period of musical experimentation that culminated with the poorly received and largely psychedelic album Their Satanic Majesties Request (1967), the group returned to its bluesy roots with Beggars’ Banquet (1968) which—along with its follow-ups, Let It Bleed (1969), Sticky Fingers (1971) and Exile on Main St. (1972)—is generally considered to be the band’s best work and are considered the Rolling Stones’ “Golden Age”. Musicologist Robert Palmer attributed the “remarkable endurance” of the Rolling Stones to being “rooted in traditional verities, in rhythm-and-blues and soul music”, while “more ephemeral pop fashions have come and gone”.[2]

The band continued to release commercially successful records in the 1970s and sold many albums, with Some Girls (1978) and Tattoo You (1981) being their two most sold albums worldwide. In the 1980s, a feud between Jagger and Richards about the band’s musical direction almost caused the band to split but they managed to patch their relationship and had a big comeback with Steel Wheels (1989) which was followed by a big stadium and arena tour. Since the 1990s, new recorded material from the group has been increasingly less well-received and less frequent. Despite this, the Rolling Stones have continued to be a huge attraction on the live circuit, with big stadium tours in the 1990s and 2000s. By 2007, the band had made what were then four of the top five highest-grossing concert tours of all time (Voodoo Lounge Tour (1994–95), Bridges to Babylon Tour (1997–99), Licks Tour (2002–03) and A Bigger Bang Tour (2005–07).[3]

The Rolling Stones were inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 1989, and the UK Music Hall of Fame in 2004. Rolling Stone magazine ranked them fourth on the “100 Greatest Artists of All Time” list, and their estimated album sales are above 250 million. They have released twenty-nine studio albums, eighteen live albums and numerous compilations. Let It Bleed (1969) was their first of five consecutive number one studio and live albums in the UK. Sticky Fingers (1971) was the first of eight consecutive number one studio albums in the US. In 2008, the band ranked 10th on the Billboard Hot 100 All-Time Top Artists chart. In 2012, the band celebrated its 50th anniversary.

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Rolling_Stones

Deus


I dEUS sono un gruppo musicale indie rock di Anversa (Belgio), nato all’inizio degli anni novanta e tuttora attivo.
Il loro stile è caratterizzato da una eclettica combinazione di elementi tratti da diversi generi musicali, in particolare rock, punk, blues e jazz, in cui si
riconoscono l’influenza di artisti eterogenei quali Velvet Underground, Captain Beefheart, Charles Mingus e Leonard Cohen.
Il nucleo originale dei dEUS, formato da Tom Barman, Stef Kamil Carlens, Klaas Janzoons e Jules De Borgher, si formò nel 1991 ma pubblicò il primo album in studio nel 1994.

Il loro lavoro di debutto, Worst Case Scenario, viene talvolta considerato uno degli album più influenti degli anni ’90, e rivela già completamente
l’eclettismo stilistico di questa band. Vi si trovano elementi che ricordano Sonic Youth, Yo La Tengo e Pixies, composti in un art rock arricchito di soluzioni jazz e sperimentali.

Nel 1993 si unisce a loro l’eclettico chitarrista e pittore Rudy Trouvé, artefice delle copertine dei primi lavori, che lascerà la band due anni dopo.

Nel 1995 i dEUS pubblicarono un EP intitolato My Sister Is My Clock composto da una sola traccia della durata di 25 minuti e composta a sua volta da 13 brevi tracce.

Nel 1996 il loro secondo album In a Bar, Under the Sea, rispetto al precedente più orientato a soluzioni melodiche e pop, pur interpretate in uno spirito arty.

Dopo l’abbandono di Carlens (che decide di formare una band tutta sua, i Moondog Jr.), il gruppo pubblicò The Ideal Crash (1999), il loro disco più conosciuto, nel quale il gruppo riuscì a fondere l’anima psichedelica e alla continua ricerca di nuove sonorità, con quella più intima e pacata. In questo album infatti sono presenti canzoni che ricordano lo stile di Worst Case Scenario, come ad esempio la traccia d’apertura Put the freaks up front e la title track The Ideal Crash, ma anche canzoni più melodiche come Sister Dew e Instant Street, per finire al lo-fi di Dream sequence #1.

Barman nel 2003 scrive e dirige il film Any Way the Wind Blows.

Nel 2004 Barman ruppe il silenzio, collaborando con C.J. Bolland alla creazione del progetto di musica elettronica chiamato Magnus. Diversi cambiamenti di organico portarono più volte la band sul punto dello scioglimento. Nel 2005, tuttavia, Barman ha pubblicato (insieme a una formazione rinnovata e inedita:
Klaas Janzoons, Stéphane Misseghers, Alan Gevaert e Mauro Pawlowski) il quarto album dei dEUS, Pocket Revolution.

Nel 2007 il gruppo è tornato in studio per registrare il quinto lavoro dal titolo Vantage Point uscito il 21 aprile del 2008. A questo lavoro collabora Karin Dreijer Andersson dei Knife (in Slow). La protagonista del videoclip del singolo Eternal Woman è l’attrice toscana Martina Stella.

Il frontman Tom Barman nel gennaio 2011 aveva dichiarato che ad aprile 2011 sarebbe uscito il nuovo album dal titolo Keep You Close, uscita poi posticipata per il settembre dello stesso anno. Il 19 luglio 2011 esce il primo singolo, dal titolo Constant Now, mentre il nuovo album è uscito il 20 settembre dello stesso anno. Ospite della band, in due tracce, Greg Dulli (Afghan Whigs).

Poche settimane dopo la pubblicazione di Keep You Close, la band ritorna in sala di registrazione e attraverso il suo sito ufficiale la band annuncia l’uscita di un nuovo album, pubblicato l’8 giugno 2012 ed intitolato Following Sea.

Alla fine del 2014 la band pubblica, in occasione del ventennale dalla sua formazione, l’antologia doppia “Selected Songs 1994-2014” che raccoglie gli episodi più significativi tratti dalla loro discografia.

https://it.wikipedia.org/wiki/DEUS

Deus (styled as dEUS) is a rock band based in Antwerp, Belgium, whose only continuous members up to the present day are Tom Barman (vocals, guitars) and Klaas Janzoons (keyboards, violin). The rest of the band’s line-up currently consists of drummer Stéphane Misseghers, bassist Alan Gevaert and guitarist/backing vocalist Mauro Pawlowski.

Formed in 1991, Deus began their career as a covers band, but soon began writing their own material Their musical influences range from folk and punk to jazz and progressive rock. They first came to attention in Humo’s Rock Rally of 1992, and after the release of the four-track EP “Zea”, they were offered a recording contract with Island Records. They became the first Belgian indie act ever to sign to a major international label

https://en.wikipedia.org/wiki/Deus_(band)

Antony & The Johnsons


Gli Antony and the Johnsons sono un gruppo musicale di New York.
Nato in Inghilterra, a Chichester, West Sussex nel 1971, Antony Hegarty si trasferì ad Amsterdam nel 1977 per 18 mesi prima di sistemarsi a San José
(California) nel 1981. Negli Stati Uniti frequenta una scuola cattolica dove fa parte del coro. Al suo 11º compleanno gli viene regalata una tastiera Casio e si cimenta con le canzoni dei Soft Cell, Kate Bush e Yazoo. Da adolescente fu influenzato dal synth pop britannico, in particolare da cantanti come Marc Almond e Boy George. Attratto dal palcoscenico, frequenta la School for the Performing Arts di San José e l’Università della California a Santa Cruz. All’età di 18 anni mette in scena le prime performance, ispirate a John Waters e all’icona-guru Divine. Attratto dal mondo newyorchese degli anni ottanta, ispirato anche da personaggi come Joey Arias che cantava A Hard Day’s Night vestito da Billie Holiday, si trasferisce nella grande mela. Il “Mondo di New York” risulta essere più consono alla sua sensibilità artistica e alla sua ricerca espressiva incentrata sul tema dell’identità.

Nel 1990 Antony entra nella dimensione che più sente appartenergli, impersonando una drag queen ed esibendosi al Pyramid Club in guêpière, testa rasata e sigaretta fra le dita. Antony (con gli altri componenti del gruppo, i Blacklips) scrive scenari, canzoni, arrangiamenti ed entra in scena in tarda notte come Fiona Blue, drag queen e archetipo androgino ispirato da Klaus Nomi, Leigh Bowery e Diamanda Galas. Nello stesso periodo Antony si laurea in Teatro Sperimentale.

Nel 1995 Antony decide di dedicarsi completamente alla musica, dai Blacklips appena sciolti chiama il batterista Todd Cohen, che insieme a Joan Wasser e Maxim Moston ai violini, Jeff Langston al basso elettrico, Jason Hart al piano e Michele Schifferle ospite al violoncello, formano l’orchestra artefice dei raffinati arrangiamenti delle sue composizioni. Nascono così Antony and the Johnsons, nome ispirato a Marsha P. Johnson, il travestito newyorchese che nel 1970 fondò la casa di accoglienza per travestiti STAR, la cui tragica fine nel fiume Hudson sarà evocata in River Of Sorrow.

https://it.wikipedia.org/wiki/Antony_and_the_Johnsons
Antony and the Johnsons is a music group presenting the work of Antony Hegarty and her collaborators.

British experimental musician David Tibet of Current 93 heard a demo and offered to release Antony’s music through his Durtro label. Antony started the band, its name inspired by the transgender rights activist Marsha P. Johnson.[3] The debut album, Antony and the Johnsons, was released in 1998. In 2001, Hegarty released a short follow-up EP, I Fell in Love with a Dead Boy, which, in addition to the title track, included a cover of “Mysteries of Love”, a David Lynch/Angelo Badalamenti song and “Soft Black Stars”, a Current 93 cover.

Producer Hal Willner heard the EP and played it to Lou Reed, who immediately recruited Hegarty for his project The Raven. Now gaining more attention, Hegarty signed to US-based record label Secretly Canadian, and released another EP, The Lake, with Lou Reed guest-performing on one of the tracks. Secretly Canadian also re-released Hegarty’s debut album in the United States to wider distribution in 2004.

Antony’s second full-length album, 2005’s I Am a Bird Now, was greeted with positive reviews and significantly more mainstream attention. The album featured guest appearances by Lou Reed, Rufus Wainwright, Boy George and Devendra Banhart, and circled themes of duality and transformation. I Am a Bird Now featured arrangements by Maxim Moston and Julia Kent and was mixed by Doug Henderson. In September 2005 Antony and the Johnsons were awarded the Mercury Prize or the best UK album of 2005. Rival Mercury nominees, and favorites for the prize, the Kaiser Chiefs suggested that Antony got in on a technicality; despite the fact she was born in the United Kingdom she spent much of her time in the US – although they later apologized for the suggestion that she wasn’t a deserving winner.
https://en.wikipedia.org/wiki/Antony_and_the_Johnsons

Il dolore insegna


Il dolore insegna

Il dolore è ago della bilancia che sappia indicare le nostre aspettative, gli attaccamenti e quello a cui non sappiamo rinunciare. Il dolore è a volte rivestito d’orgoglio ; di quel sentirsi non rispettati o ascoltati. Il più grande dolore è la consapevolezza della nostra morte, della finitezza del nostro corpo; la malattia e quella di chi ci è caro; il dubbio di perderlo o di perderci senza poter più godere di beni materiali o quell’amore che conosciamo. Ma la nostra vita non è solo materia, non è solo quello che resta nella memoria di chi ci ama: abbiamo un percorso interiore, un significato, un’opporetunità di crescita interiore che ci possa condurre a fare per noi stessi e per gli altri un miglioramento che sia capace di incidere il senso del nostro passaggio qui. Noi non restiamo sempre qui; siamo destinati a tornare ” a casa” a lo faremo senza il peso di cose inutili ma con maggiore consapevolezza e ricchezza interiore se sapremo rendere produttiva la nostra vita.

04.12.2005 Poetyca

Pain teaches

Pain is the balance indicate that knows our expectations,attachments, and we do not know what to give up. The pain issometimes coated with pride of what does not feel respected orheard. The biggest pain is the awareness of our death, of the finiteness of our body, the disease and that of the ones we love, thedoubt of losing it or lose without being able to enjoy more material goods that we know or love. But our life is not only matter, is not onlywhat remains in the memory of those who love us, we have an inner journey, a meaning, un’opporetunità inner growth that can lead us todo for ourselves and for others a improvement that is capable ofaffecting the sense of our passage here. We do not always remainhere, we are destined to return “home ” we will do without the burden of unnecessary things, but with greater awareness and inner wealth if we can make a productive life.

04.12.2005 Poetyca

Radiohead


I Radiohead sono un gruppo musicale rock inglese proveniente dall’Oxfordshire e formatosi nel 1985. Fino al 1992, quando cambiarono nome, erano noti come On a Friday. Hanno venduto più di 30 milioni di dischi in tutto il mondo.

La band è formata da Thom Yorke (voce, chitarra, pianoforte), Jonny Greenwood (chitarra solista, tastiere), Ed O’Brien (chitarra, voce di supporto), Colin Greenwood (basso elettrico, sintetizzatori) e Philip Selway (percussioni).

I Radiohead pubblicarono il loro primo singolo, Creep, nel 1992. La canzone fu inizialmente un insuccesso, ma dopo la pubblicazione dell’album di debutto Pablo Honey, il singolo ebbe un inaspettato successo mondiale. L’album, seppur ben accolto negli Stati Uniti, passò quasi inosservato in Inghilterra. Il successo in patria arrivò solo con il secondo album, The Bends (1995), che fece guadagnare al gruppo numerosi fan. La loro reputazione crebbe ancor di più con l’uscita del terzo album; caratterizzato da un suono più esteso e dal tema ricorrente dell’alienazione moderna, OK Computer (1997) è riconosciuto da diversi critici come una pietra miliare della musica rock degli anni novanta.
Con i loro successivi album Kid A (2000) e Amnesiac (2001), la popolarità dei Radiohead arrivò ai massimi livelli. Con questi dischi la band conobbe un’ulteriore evoluzione del proprio stile musicale, fortemente influenzato dalla musica classica contemporanea, dal free jazz e dall’elettronica. Il loro sesto album, Hail to the Thief (2003), caratterizzato da testi maggiormente rivolti all’attualità, è sembrato mescolare influenze da tutta la carriera della band.

I Radiohead, dopo quattro anni di assenza dalle scene, nel 2007, completarono le registrazioni del loro settimo album, intitolato In Rainbows, disponibile per il download digitale a partire dal 10 ottobre 2007.

Nel 2011 il gruppo ha pubblicato il suo ottavo album in studio, The King of Limbs, scaricabile anch’esso dal sito della band a partire dal 18 febbraio 2011.

La rivista statunitense Rolling Stone ha incluso cinque album dei Radiohead nella sua lista dei 500 migliori album: Kid A alla posizione 67, The Bends alla 111,OK Computer alla 162,[14] Amnesiac alla 320 e In Rainbows alla 336.[16] La stessa rivista ha inoltre inserito i Radiohead alla posizione numero 73 nella propria lista dei 100 migliori artisti. Gli stessi cinque album sono inseriti nel libro 1001 Albums You Must Hear Before You Die.

https://it.wikipedia.org/wiki/Radiohead

Radiohead are an English rock band from Abingdon, Oxfordshire, formed in 1985. The band consists of Thom Yorke (lead vocals, guitar, piano), Jonny Greenwood (lead guitar, keyboards, other instruments), Colin Greenwood (bass), Phil Selway (drums, percussion, backing vocals) and Ed O’Brien (guitar, backing vocals).

Radiohead released their debut single “Creep” in 1992. It became a worldwide hit after the release of the band’s debut album, Pablo Honey (1993). Their popularity rose in the United Kingdom with the release of their second album, The Bends (1995). Radiohead’s third album, OK Computer (1997), propelled them to international fame; featuring an expansive sound and themes of modern alienation, OK Computer is often acclaimed as one of the landmark records of the 1990s and one of the best albums of all time.

Kid A (2000) and Amnesiac (2001) marked a dramatic evolution in Radiohead’s musical style, as they incorporated experimental electronic music, krautrock and jazz influences. Hail to the Thief (2003), a mix of piano and guitar rock, electronics, and lyrics inspired by war, was the band’s final album for their record label, EMI. Radiohead self-released their seventh album In Rainbows (2007) as a digital download for which customers could set their own price, to critical and chart success. Their eighth album, The King of Limbs (2011), was an exploration of rhythm and quieter textures, and was also self-released.

Radiohead have sold more than 30 million albums worldwide.[7] Their work places highly in both listener polls and critics’ lists of the best music of the 1990s and 2000s.[8][9] In 2005, they were ranked 73rd in Rolling Stone’s list of “The Greatest Artists of All Time”; Jonny Greenwood (48th[10]) and O’Brien were both included in Rolling Stone‍ ’​s list of greatest guitarists, and Yorke (66th[11]) in their list of greatest singers. In 2009, Rolling Stone readers voted the group the second best artist of the 2000s.

https://en.wikipedia.org/wiki/Radiohead

Dead Can Dance


[youtube https://youtu.be/g0L5RFspwyE?list=PLMhEO-BZNPqSKOPI0hV6WR_3j1BvmyoUD]

I Dead Can Dance sono un duo musicale world-fusion anglo-australiano composto da Lisa Gerrard (contralto) e Brendan Perry (baritono).

Il gruppo nasce a Melbourne (Australia) nel 1981, si scioglie nel 1998 e viene riunito per un tour mondiale nel 2005 e ancora nel 2011 per un nuovo album e relativo tour mondiale.

https://it.wikipedia.org/wiki/Dead_Can_Dance

 

Dead Can Dance is an English-Australian musical project formed in 1981 in Melbourne by Lisa Gerrard and Brendan Perry. The band relocated to London, England, in May 1982. Australian music historian Ian McFarlane described Dead Can Dance’s style as “constructed soundscapes of mesmerising grandeur and solemn beauty; African polyrhythms, Gaelic folk, Gregorian chant, Middle Eastern mantras and art rock.”[1]

Having disbanded in 1998, they reunited briefly in 2005 for a world tour and reformed in 2011, releasing a new album (Anastasis) and embarking on several tours.

https://en.wikipedia.org/wiki/Dead_Can_Dance

Bagliori di stelle


Bagliori di stelle

Sono belle le stelle
e mai uguali:
ognuna una luce diversa
un diverso tesoro
racchiuso nell’Universo

Sono palpiti che brillano
in cerca di senso
tra milioni di eoni
e vibrano all’unisono
armonie d’infinito

Siamo come quelle stelle
parte d’ un intenso percorso
irradiati d’Amore
nel risveglio dell’Anima

Non è solo un giorno
– microframmento dell’esistere –
ma cammino senza tempo
che ci rende uguali:
non ci sono schegge
a separare
perduto è l’orgoglio
nel sentirsi eletti

Fratelli con la Vita
che palpita e si offre
in Amore gratuito
per essere nel disegno
di Colui che Ama

29.11.2005 Poetyca


Shimmering stars

The stars are beautiful
and never the same:
each a different light
a different treasure
enclosed in the Universe

Heartbeats are shining
in search of meaning
millions of eons
and vibrate in unison
harmonies of the infinite

We are like the stars
part of ‘an intense
irradiated Love
the awakening of the Soul

It’s not just one day
– Microfragments existence –
but timeless way
that makes us equal:
there are no splinters
to separate
lost is pride
at being elected

Brothers with Life
that throbs and offers
Free to Love
for drawing
One who loves

29.11.2005 Poetyca

XTC


[youtube https://youtu.be/hk41Gbjljfo?list=RDEM4jZhzWeVLFsRZR4C6gwP-g]

Gli XTC sono un gruppo rock alternativo inglese formatosi nel 1976 e scioltosi nel 2005.

I due membri fondatori del gruppo, Andy Partridge, chitarra e voce, e Colin Moulding, basso e voce, iniziano a suonare insieme nel 1972, e dal 1973 insieme a Terry Chambers alla batteria, danno vita a gruppi quali The Helium Kidz e Star Park. Loro maggiori influenze vanno dal glam rock dei New York Dolls ai Beatles.

Nel 1976 si unisce a loro Barry Andrews, alle tastiere, e il gruppo prende definitivamente il nome “XTC” dalla pronuncia della parola “extacy”, in italiano “estasi”. Nel momento di piena espansione del movimento punk, gli XTC lo propongono in una miscela di funk, punk, ska e reggae.

Nel 1977, il gruppo firma un contratto con la Virgin Records. Nell’estate dello stesso anno registrano l’EP 3D – EP, seguito a ruota dal primo LP, White Music, che riceve favorevoli recensioni ed entra nella classifica dei primi trenta dischi inglesi, nonostante il singolo Statue of Liberty venisse censurato dalla BBC per i suoi riferimenti “sconci” al noto simbolo americano.

Dopo il loro secondo album, Go2, Andrews lascia il gruppo per formare gli Shriekback ed in seguito lavorare con la League of Gentlemen di Robert Fripp, e nel 1979 è sostituito da Dave Gregory alla chitarra e alle tastiere. Con l’arrivo di Gregory, gli XTC ottengono la loro prima entrata nelle classifiche con Life Begins at the Hop.

La perdita delle tastiere di Andrews, il cui suono ne aveva caratterizzato fino ad allora la musica, porta gli XTC verso sonorità più convenzionali. Il disco che ne risulta, Drums and Wires, contiene la prima grande hit del gruppo, Making Plans for Nigel.

Nel 1980 pubblicano Black Sea, dal quale sono tratti i singoli Generals and Majors e Sgt. Rock (Is Going to Help Me), basato su un personaggio di un fumetto americano e riflette la passione di Partridge per l’argomento.

Altro brano in classifica è Senses Working Overtime, tratto dal doppio album seguente, English Settlement, che raggiunge la posizione numero 10.

Il logorante tour de force dei concerti causa un progressivo rifiuto da parte di Partridge al contatto col pubblico e, all’apice della loro popolarità e nel bel mezzo di un concerto, Partridge abbandona il palco a Parigi il 18 marzo 1982. A causa degli attacchi di panico di Partridge, le date europee sono cancellate, e dopo un solo concerto a San Diego negli Stati Uniti, Partridge decide di non esibirsi più in pubblico. Da quel momento in poi gli XTC diventano un gruppo da studio di registrazione, con qualche deroga per alcuni spettacoli televisivi e performance radiofoniche.

https://it.wikipedia.org/wiki/XTC

XTC was a new wave rock band from Swindon, England, led by songwriters Andy Partridge and Colin Moulding and active between 1976 and 2005. The band enjoyed some chart success, including the UK and Canadian hits “Making Plans for Nigel” (1979) and “Senses Working Overtime” (1982).

XTC were a performing and touring band up until 1982. For the remaining twenty-three years of XTC’s existence they were a studio-based project involving session players around a nucleus of Partridge, Moulding and Dave Gregory.

https://en.wikipedia.org/wiki/XTC

CrCosby, Stills, Nash e Young – Full Concert – 12/04/88 – Oakland Coliseum Arena (OFFICIAL)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=W80XEPxDDQM]

Crosby, Stills, Nash & Young (spesso abbreviato CSN&Y) è un supergruppo musicale statunitense di musica pop/rock che ha avuto un momento di particolare notorietà nei primi anni settanta. I musicisti che lo formavano erano appartenuti a tre gruppi attivi nella metà degli anni sessanta e specializzati nel repertorio folkrock (gli statunitensi Byrds e Buffalo Springfield e gli inglesi Hollies). Tali gruppi erano considerati una sorta di alter ego dei Beatles e, almeno in parte, un tentativo di risposta statunitense allo strapotere del gruppo di Liverpool

La formazione base era inizialmente costituita dal trio Crosby, Stills & Nash: nel 1969 fu pubblicato il loro primo album il cui titolo era costituito semplicemente dai loro cognomi e che scalò rapidamente le classifiche di vendita. Solo successivamente ad essi si aggiunse Neil Young (in occasione del Festival di Woodstock).

Furono tre gli album pubblicati a cavallo degli anni sessanta e settanta: Déjà vu; So Far (con l’immagine in copertina disegnata da Joni Mitchell); e il doppio live 4 Way Streetche costituisce la summa del loro percorso artistico unitario, che contiene tra le altre la celebre canzone-invettiva Ohio, scritta da Neil Young in memoria dell’eccidio compiuto nel 1970 a Kent (Ohio) dalla polizia che sparò su studenti pacifisti uccidendone quattro, divenuta il loro personale manifesto contro l’impegno statunitense nella guerra del Vietnam.

Altri brani da segnalare nella produzione di quegli anni sono Teach Your Children, The Lee Shore, Suite: Judy Blue Eyes, Carry On, Right Between the Eyes, Love the One You’re With, e la loro interpretazione di Woodstock di Joni Mitchell.

Anche singolarmente – nel divenire di lunghe anche se non sempre lineari carriere – i quattro componenti del CSN&Y hanno riscosso un notevole successo sia in termini di popolarità che di vendite di dischi. Nel 1998 CSN&Y sono stati inseriti nella Vocal Group Hall of Fame. Più volte scioltisi e più volte ricompostisi – sotto forma di duo o trio, in combinazioni differenti – sono tornati a esibirsi live nella primavera del 2005. CSN hanno poi fatto due tournée, con passaggi anche in Italia, nel 2011 (Padova, Milano, Firenze e Roma) e poi nel 2013 (Brescia e Piazzola Sul Brenta di Padova).

http://it.wikipedia.org/wiki/Crosby,_Stills,_Nash_%26_Young

Crosby, Stills & Nash (CSN) is a folk rock supergroup made up of David Crosby, Stephen Stills and Graham Nash. They are known as Crosby, Stills, Nash & Young (CSNY) when joined by occasional fourth member Neil Young. They are noted for their intricate vocal harmonies, often tumultuous interpersonal relationships, political activism, and lasting influence on American music and culture. All four members of CSNY have been inducted into the Rock and Roll Hall of Fame twice,[1] though Young’s inductions were for work not involving the group.

Prior to the formation of CSN, each member of the band had belonged to another prominent group. David Crosby played guitar, sang and wrote songs with the Byrds; Stephen Stills had been a guitarist, keyboardist, vocalist and songwriter in the band Buffalo Springfield (which also featured Neil Young); and Graham Nash had been a guitarist, singer and songwriter with the Hollies.

Due to internal friction, Crosby was dismissed from The Byrds in late 1967.[2] By early 1968, Buffalo Springfield had disintegrated, and after aiding in putting together the band’s final album, Stills was unemployed. He and Crosby began meeting informally and jamming. The result of one encounter in Florida on Crosby’s schooner was the song “Wooden Ships“, composed in collaboration with another guest, Jefferson Airplane‘sPaul Kantner.[3]

Graham Nash had been introduced to Crosby when the Byrds had toured the United Kingdom in 1966, and when the Hollies ventured to California in 1968, Nash resumed his acquaintance with him.[4] At a party in July 1968 at Joni Mitchell‘s house, Nash asked Stills and Crosby to repeat their performance of a new song by Stills, “You Don’t Have To Cry”, with Nash improvising a third part harmony.[5] The vocals jelled, and the three realized that they had a unique vocal chemistry.

Creatively frustrated with the Hollies, Nash decided to quit the band and work with Crosby and Stills. After failing an audition with the BeatlesApple Records, they were signed to Atlantic Records by Ahmet Ertegün, who had been a fan of Buffalo Springfield and was disappointed by that band’s demise.[6] From the outset, given their previous experiences, the trio decided not to be locked into a group structure. They used their surnames as identification to ensure independence and a guarantee that the band could not continue without one of them, unlike both the Byrds and the Hollies. They picked up a management team in Elliot Robertsand David Geffen, who got them signed to Atlantic and would help to consolidate clout for the group in the industry.[7] Roberts kept the band focused and dealt with egos, while Geffen handled the business deals, since, in Crosby’s words, they needed a shark and Geffen was it.[8]

Stills was already signed to Atlantic Records through his Buffalo Springfield contract. Crosby had been released from his Byrds’ deal with Columbia, as he was considered to be unimportant and too difficult to work with. Nash, however, was still signed to Epic Records through the Hollies. Ertegun worked out a deal with Clive Davis to essentially trade Nash to Atlantic in exchange for Richie Furay (who was also signed to Atlantic from having been in Buffalo Springfield) and his new band Poco

http://en.wikipedia.org/wiki/Crosby,_Stills,_Nash_%26_Young

Certezze


Certezze

Cosa stringi
degli attimi incerti?
Tutto cambia
e tocca l’anima

Sorrisi
cancellati
dalla tempesta
a strappar certezze

Ma variabile
è il moto del tempo
e respiri
dopo il deserto
anche lo sciogliere
dell’arsura
con il dono
di sottile pioggia

Cosa insegna
la vita nel suo mutare?
A raccogliere gocce
come cosa preziosa
per volgere gli occhi
al generoso cielo

Irriga il cuore
con la speranza
che squarcia nubi
impigliando
le tue paure

05.05.2005 Poetyca

Certainties

What tighten
on moments of uncertainty?
everything changes
and touches the soul

smiles
deleted
by storm
certainties to wrest

but variable
is the motion time
and breathe
after the desert
also dissolve
dell’arsura
with the gift
of drizzle

what it teaches
life in its changing ?
To collect drops
as a precious thing
to turn the eyes
the generous sky

Flush the heart
with the hope
that pierces the clouds
hang up
your fears

05.05.2005 Poetyca