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Profumo di gratitudine – Scent of gratitude


Profumo di gratitudine

Il profumo della gratitudine, per il dono della vita,
per le cose che arricchiscono il nostro tempo,
per le persone che ci danno amore con umiltà e pazienza,
è il profumo della nostra capacità di amare e di riconoscere
che siamo benedetti ogni giorno.

02.08.2012 Poetyca

Scent of gratitude

The scent of gratitude for the gift of life,
for the things that enrich our time,
for people who love to give us with humility and patience,
is the scent of our capacity to love and to recognize
that we are blessed every day.

02.08.2012 Poetyca

The Strawbs_ Hero & Heroine (1974) full album



Gli Strawbs sono un gruppo rock inglese fondato nel 1964. Originariamente noti come Strawberry Hill Boys, iniziarono come band bluegrass, per poi passare ad altri generi musicali come folk rock, glam rock, rock progressivo e hard rock. Il leader del gruppo è il cantante e chitarrista Dave Cousins, autore della maggior parte delle canzoni.

Oltre a Cousins, negli Strawbs suonarono musicisti come Tony Hooper, Ron Chesterman, Rick Wakeman (in seguito tastierista degli Yes), Blue Weaver (che suonò anche con gli Amen Corner, i Mott the Hoople e i Bee Gees), Richard Hudson (detto “Hud”) e John Ford (che in seguito scrissero alcune canzoni di successo insieme come Hudson-Ford), Dave Lambert, Brian Willoughby, Chas Cronk e John Hawken (che suonò anche nei Nashville Teens, Renaissance, Spooky Tooth, e nei Vinegar Joe). Gli Strawbs suonarono spesso anche con Sandy Denny (cantante di Fairport Convention e Fotheringay).

L’apice del successo degli Strawbs fu nel 1973, con la formazione Cousins, Lambert, Hudson, Ford e Weaver.

Verso la fine degli anni settanta, mentre l’ascesa del movimento punk causava la caduta di popolarità di tutti i grandi del rock progressivo, Hudson e Ford si unirono a Terry Cassidy e al batterista Clive Pearce formando il gruppo “pseudo-punk” Monks, che pubblicarono nel 1979 l’album Bad Habits. Da quell’album fu tratto il singolo Nice Legs, Shame About the Face, che ebbe un buon successo commerciale raggiungendo la posizione 19 nelle classifiche di vendita. Nel 1980 pubblicarono un altro album (di musica stile anni trenta) col nome High Society, e poi tornarono a pubblicare come Monk con l’album Suspended Animation (pubblicato solo in Canada), in cui comparivano anche Brian Willoughby alla chitarra e Chris Parren alle tastiere. L’album ebbe un enorme successo in Canada, diventando disco di platino.

All’inizio del 2005 gli Strawbs hanno intrapreso un tour in Inghilterra col nome Acoustic Strawbs. La formazione (secondo il loro sito web) è la ventiquattresima della loro carriera: Cousins, Lambert, Hudson, Ford, Weaver, e Willoughby.

https://it.wikipedia.org/wiki/Strawbs

Strawbs (or The Strawbs) are an English rock band founded in 1964. Although the band started out as a bluegrass group they eventually moved on to other styles such as folk rock, progressive rock, and (briefly) glam rock.

They are best known for their hit, “Part of the Union”, which reached number two in the UK charts in February 1973, as well as for “Lay Down” a popular Progressive Rock hit from the same LP. The Strawbs also toured with Supertramp in their “Crime of the Century” tour, doing their own “Hero and Heroine” tour, which drew musical similarities and themes.

https://en.wikipedia.org/wiki/Strawbs

Verità – Truth


Verità

Ogni storia, ogni vissuto è traccia da percorrere e da leggere nella sua verità, è come una pepita d’oro da cercare tra la sabbia, uno specchio a cui togliere la polvere per ritrovarne la luminosità. Non sempre si è pronti per accogliere la verità, non sempre essa si manifesta in forma tangibile. Un esempio è nell’essere ” illuminati” improvvisamente e nel cogliere che quanto ci fosse sempre stato sotto gli occhi, senza una spiegazione sembra assumere una diversa percezione e l’oro che si cercava non era lontano da noi, inutile il viaggio che ci allontanasse dalla nostra casa, infatti era nascosto in un angolo e non ce ne accorgevamo, malgrado quell’angolo era da noi vissuto giorno dopo giorno. La verità assume la caratteristica di ” vissuto personale” e non si potrebbe indicare ad altri, in particolare se non pronti a cogliere cosa essa sia, non si potrebbe perchè chi ha timore non sa accoglierla. Possiamo invece offrire strumenti, “essere con” chi sia confuso e non ha imboccato ancora un sentiero che lo conduca verso la ricerca. Non serve che questo, insieme alla pazienza ed un giorno la Verità si rivelerà agli occhi ed al cuore di chi ha cercato con cuore puro, come un fanciullo.

12.07.2005 Poetyca

Truth

Every story, every track is lived forward and read in its truth, is like a gold nugget to search the sand, a mirror in which to remove the dust to find their luminosity. Not always ready to accept the truth, it does not always manifested in tangible form. An example is being “enlightened” suddenly and seize it as it had always been under the eyes, without an explanation seems to be a different perception and the gold that was sought was not far from us, needless journey that takes us away from our house, it was hidden in a corner and do not realize it, although the corner was that we lived day by day. The truth takes on the characteristic of “personal experience” and not one could give to others, particularly if not ready to grasp what it is, because we could not accept those who do not know fear. We are able to offer tools, “being with” who is confused and does not yet embarked on a path that leads towards research. We do not need this, along with patience and one day the truth will be revealed to the eyes and the hearts of those who have tried with a pure heart, like a child.

12.07.2005 Poetyca

Oltre la tua parete liscia – More than to your wall, smooth


Oltre la tua parete liscia

Specchio
che osservi
il mio volto
non m’ingannare
– non è l’immagine –
a portare in vita
il mio sentire

Non è questo
silenzio opaco
a raccontare
il mio percorso
tra argini di speranza
a lenire
le mie vecchie ferite

La solitudine cercata
tra infiniti spazi di tempo
– tu che ne sai –
di quel che è stato
e dove abbia trovato
la forza di essere

Ogni passo
un giorno nuovo
per fare di alba
la vera certezza
– era forza –
oltre il confine del nulla

Oltre occhi
che non sapevano capire
perchè tutto è racchiuso
oltre la tua parete liscia
che tenta d’ingannare

25.04.2005 Poetyca

More than to your wall, smooth

Mirror
you, look
my face
do not deceive me
– Is not the image –
bring to life
my feelings

This is not
matt silence
to tell
my path
between banks hope
to soothe
my old wounds

The solitude sought
between infinite spaces of time
– What do you know –
of what has been
and where he found
the strength to be

each step
a new day
to make the Sunrise
the true confidence
– Was strong –
beyond the edge of nowhere

Besides eye
who could not understand
because everything is enclosed
over your smooth wall
attempting to deceive

25.04.2005 Poetyca

Passato – Past


🌸Passato🌸

Bello riallacciare
il filo con il passato
ritrovare quel che è stato
e riconoscerne il valore
proprio adesso

10.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Past

Nice to reconnect
the thread with the past
find what it was
and recognize its value
right now

10.03.2022 Poetyca

Sofferenza – Suffering


🌸Sofferenza🌸

Saper accogliere il dolore degli altri è anche aver saputo accogliere il proprio; esser stati capaci di immergersi in esso senza temere. Poi forse il tempo o l’esperienza insegnano a offrire parole e sostegno che sono espressione viva del vissuto
è com – partecipazione .

Come dice Osho si potrebbe con – dividere quello che si vuole trasmettere;
ma il silenzio, l’intesa anche se
non si usano parole è com – unione.

Chi apre il chakra del cuore;
senza averne cercato il fine,
si accorge che si assimila
quello che gli altri vivono in assonanza
e sintonia che è ” empatia ”
alla quale si resta sgomenti
all’inizio ma che si impara a gestire.

A volte il destino non fa trovare
persone che sappiano,in atto reciproco,
dare lo stresso ascolto.

Non sempre si è forti e capaci di affrontare le prove della vita; ma nella capacità
di essere autoconsapevoli e nell’autostima
si impara che abbiamo già gli strumenti
per affrontare ogni cosa.

Chi ci affianca è semplicemente capace
di farci da specchio; in noi il riconoscere
chi siamo.

11/10/2005 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Suffering

Knowing how to welcome the pain of others is also knowing how to welcome one’s own; having been able to immerse yourself in it without fear. Then perhaps time or experience teach us to offer words and support that are a living expression of our experience
is com – participation.

As Osho says, one could share – what one wants to transmit;
but silence, understanding even if
words and communion are not used.

Who opens the heart chakra;
without having sought the end,
he realizes that he assimilates
what others live in assonance
and harmony that is “empathy”
to which one is dismayed
at the beginning but that you learn to manage.

Sometimes fate does not find
people who know, in mutual act,
listen carefully.

You are not always strong and capable of facing the trials of life; but in capacity
to be self-aware and in self-esteem
you learn that we already have the tools
to face everything.

Those who work alongside us are simply capable
to act as a mirror; in us the recognition
who we are.

10/11/2005 Poetyca

Uno – One


Uno

Uno
il seme e l’atomo
che spande Presenza
Uno non diviso
o frammentato
in tante sfere

Uno
il cammino
che di Luce
ha senso oltre il tempo
per essere dono
senza interruzione

E se tu leggi
come immagine riflessa
nella Vita
trovi lo specchio
che dona Amore

15.03.2005 Poetyca

One

One
the seed and the atom
that spreads Presence
One not divided
or fragmented
in many spheres

One
the path
that of Light
it makes sense beyond time
to be a gift
without interruption

And if you read
as a mirror image
in life
find the mirror
which gives Love


15.03.2005 Poetyca

Sbriciolo ricordi – I crumble memories


wpid-libera1.jpg

Sbriciolo ricordi

Erano rose
accarezzate e recluse
tra le pagine di un libro

Era soffuso incanto
che avvolgeva
anima e pensiero

Corda senza interruzione
che tenevano inseme
parole e vita

Più volte ho creduto
sperato e amato
senza credere vero
il sottile filo
che nero varcava
il disincanto

Eravamo tu ed io
sotto la pergola antica
a raccontare incanti
in lamine d’oro
– parole di vita –
perchè ci credevamo

Ed ora dimmi
di questo tuono
questa discordia sdrucita
tra parole acute
senza più poesia

Perle cadute
e ferita aperta
che mormora apatia
di un perduto sorriso

Volevo che non finisse
questo sogno sfatto
per essere fonte di magia
in aeree danze

Ma il tempo è inganno
lo sento avanzare
a rubare tutto
per non farci credere
– ancora una volta –
al perduto attimo
che possa tornare

Alimento volute di fumo
– i nostri ideali –
e nel silenzio immoto
saranno ali
oltre le piaghe infette
di chi s’è fermato
e non ci vuol seguire

24.05.2005 Poetyca

I crumble memories

There were roses
caressed and recluse
between the pages of a book

It was suffused with charm
that enveloped
soul and mind

Rope without interruption
that held concomitantly
words and life

I have often thought
hoped and loved
without believing true
the thin wire
that black crossed
disenchantment

Were you and I
under the pergola old
telling charms
in gold foil
Words of life
because we believed

And now tell me
This thunder
this strife torn
words between acute
no more poetry

pearls falls
and open wound
that murmurs apathy
of a lost smile

I wanted it to never end
this dream unmade
to be a source of magic
in aerial dance

But time is deception
I feel advance
to steal everything
for us not to believe
Once again
lost in the moment
he can return

Food plumes of smoke
Our ideals
and in motionless silence
wings will be
over infected wounds
who has stopped
and we do not want to follow

24.05.2005 Poetyca

Ritorno – Return


Ritorno

Volto riflesso sul lago
occhi che conoscono mondi
lontani e silenti
– vie percorse e sconosciute –
per essere ancora
il respiro di questo universo

Tragitto su sentieri
che in salita
ricordano fatiche
– senza tempo –
Dimore abbandonate
tra passi sicuri
senza nome

Poi il ritorno
a ricordare eventi
di quel che è stato
e tu eri
dove io ero
tra mondi lontani
ma racchiusi per sempre
negli eoni del cuore

07.09.2005 Poetyca

Return

Face reflected on the lake
eyes that know worlds
distant and silent
– Routes traveled and unknown –
to still be
the breath of the universe

Walking on trails
that uphill
recall efforts
– Timeless –
abandoned homes
safe distance between
nameless

Then the return
to remember events
of what has been
and you were
where I was
between distant worlds
but enclosed forever
over the eons of the heart

07.09.2005 Poetyca

L’amare – To love


L’amare

Vorrei condividere quanto scrissi tempo fa a proposito dell’amare, di quanto venga insegnato o ci venga richiesto relativamente all’amare gli altri, dimenticando spesso quella cura che dobbiamo a noi stessi che sicuramente non avremmo molto da dare se non sappiamo bastare a noi stessi senza attaccamento ed aspettative nei confronti di chi non sembra accorgersi di noi. Sopratutto amare non è un modo di dimostare la nostra bontà ma è essere compagni di vita, di percorso dove le esperienze possano aiutare a crescere. Amore e dolore, Morte ed attaccamento spesso sono intrecciati tra loro, a noi sciogliere questi nodi per essere liberi e capaci di una forma di amore incondizionato, di gratitudine e di forza sottile che ci elevino oltre le apparenze. Amare è responsabilità e accoglienza senza giudizio, dove il possesso non ha presa ma ci si sente a proprio agio se si permette e si aiutano gli altri ad essere quel che sono.

Amare se stessi

Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza che ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere appreso dai genitori, se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri. Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo che a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi, amando altre persone ,è in realtà una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare: sensibilità , doti da non far emergere, sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri. Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi. Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore che non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.

30.07.2006 Poetyca

Ma per approfondire, ci sarebbe da dire anche che spesso si confonde l’amore con i rapporti di coppia, con una sorta di giuramento e lagame alla reciproca fedeltà , che non signiifica approvare ogni cosa dell’altro come atto di sottomissione ma aiuto vicendevole per crescere in armonia, perdere il proprio compagno di viaggio non significa gettare via i semi ricevuti ma impegnarsi, con gratitudine affinchè possano restare in noi

Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione, se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino a far emergere in sè quella parte che non è germogliata ancora, si sostiene e non si possiede nulla. E’ importante capire come l’amore universale sia diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose. Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare, invece di restare ancorati alla ;perdita, si deve capire che hanno finito il loro compito, che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori. Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico, è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli per essere migliori

07.04.2007 Poetyca

Per amare, per riconoscere questo bisogno,quest’opportunità che la vita ci insegna, esperienza dopo esperienza è opportuno leggere in noi stessi e crescere….

Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare che che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno che questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione. Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci. Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri che lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna. Mi viene in mente la frase del buddismo Se incontri il Budda per strada…uccidilo!
rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.

04.12.2005 Poetyca

Ecco.. in noi tutti gli strumenti per aprirci alla compassione, per non alimentare l’attaccamento e per Amare.

Un sorriso

Poetyca

To love

Let me share what I wrote recently about the beloved, to what is taught or are being requested for loving others, often forgetting that care we owe to ourselves that surely we would not have much to give if we do not know enough about ourselves without attachment and expectations of those who do not seem to notice us. Above all, love is not a way of demonstrating our goodness but to be companions in life, the path where experiences can help to grow. Love and pain, death and attachment are often intertwined, we untie these knots to be free and able to a form of unconditional love, gratitude and subtle force we elevino than appearances. Love and acceptance is the responsibility without a trial, where the possession did not take but one feels at ease if you can and help others to be what they are.


To love oneself

To love oneself is often branded as selfish, sometimes it is pure spirit of survival that they are really our wounds, past experiences that break down our image of ourselves, then love we should have learned from their parents, if we have neglected may become apathetic or unexpressed anger, feelings of inferiority and a belief to count little or nothing for others. The path to healing is long, sometimes takes years or whole cycles before you can understand that we are worth it despite what have made us believe that we are trying to fill that void at all costs, loving other people, is actually a voice that asks us to love, appreciate and discover who we are and everything that made us choke: sensitivity, qualities not give rise to, are our essence – must be respected by ourselves – and enforced by others. The pain that Buddhism is something that we create ourselves and make us slaves was the result of attachment and expectations, illusions, melting this slavery we really free to be ourselves. Especially as we feel that something is a source of discomfort or pain in us we must seek the cause and have a lot of knocks when gratitude is why growth opportunities for free from the lies of the mind. And ‘healing process that gives us the path to inner growth that we should not flee but touch the root of which is often deeper than we think.

30.07.2006 Poetyca

But further, one might also say that often confuses love relationships of torque, with a sort of oath and lagame mutual fidelity, not signiifica approve all of the other as an act of submission but for mutual help grow in harmony, losing his traveling companion does not mean throwing away the seeds received but engage with gratitude so that we can remain on

Love and Loss

Love knows no fear, but especially taxation does not know if you love it allows another to express himself, he even helps bring out the party itself has not sprung yet, you support and do not have anything. It ‘important to understand how universal love is different from a couple relationship, you should not confuse things. We are fellow travelers who arrive in our lives, but if they go, instead of remaining anchored to, loss, one must understand that they have finished their task, which had lost only in us is illusion because their presence and what we have taught, the transformation that has made us better. Often the obstacles, the trials of life are discarded, make us fall into a panic, it is through this step instead of us can grasp the limits and overcome them to be better

07.04.2007 Poetyca

To love, to recognize this need, this opportunity that life teaches us, experience after experience should be read in ourselves and grow ….

Grow

The repetition, in various situations of clothes that contain the essence of the lessons that we have refused to take to fear, has granted us the opportunity to learn to mature in us, our fragility, attachments and brakes as an opportunity loving. That step expected to exceed our commitment to this life to read through experience the karma that we have the tools to guide our personal lesson. Everything is time we put aside that sum and that alienates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems to better direct us towards our evolving. A Master teaches us life, the opportunity to grow and relate to ourselves and others away from illusions and fears that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, without forgetting he is the finger that showed the moon and the moon. I am reminded of the phrase in Buddhism If you meet the Buddha on the road … kill him!
represents our need to detach from the source of course we did from crutch to begin the journey within ourselves … To be. The most important journey of our life.

04.12.2005 Poetyca

Here .. in all of us the means to open ourselves to compassion, not to feed the attachment and love.

A smile

Poetyca

Crosby, Stills, Nash e Young – Full Concert – 12/04/88 – Oakland Coliseum Arena (OFFICIAL)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=W80XEPxDDQM]

Crosby, Stills, Nash & Young (spesso abbreviato CSN&Y) è un supergruppo musicale statunitense di musica pop/rock che ha avuto un momento di particolare notorietà nei primi anni settanta. I musicisti che lo formavano erano appartenuti a tre gruppi attivi nella metà degli anni sessanta e specializzati nel repertorio folkrock (gli statunitensi Byrds e Buffalo Springfield e gli inglesi Hollies). Tali gruppi erano considerati una sorta di alter ego dei Beatles e, almeno in parte, un tentativo di risposta statunitense allo strapotere del gruppo di Liverpool

La formazione base era inizialmente costituita dal trio Crosby, Stills & Nash: nel 1969 fu pubblicato il loro primo album il cui titolo era costituito semplicemente dai loro cognomi e che scalò rapidamente le classifiche di vendita. Solo successivamente ad essi si aggiunse Neil Young (in occasione del Festival di Woodstock).

Furono tre gli album pubblicati a cavallo degli anni sessanta e settanta: Déjà vu; So Far (con l’immagine in copertina disegnata da Joni Mitchell); e il doppio live 4 Way Streetche costituisce la summa del loro percorso artistico unitario, che contiene tra le altre la celebre canzone-invettiva Ohio, scritta da Neil Young in memoria dell’eccidio compiuto nel 1970 a Kent (Ohio) dalla polizia che sparò su studenti pacifisti uccidendone quattro, divenuta il loro personale manifesto contro l’impegno statunitense nella guerra del Vietnam.

Altri brani da segnalare nella produzione di quegli anni sono Teach Your Children, The Lee Shore, Suite: Judy Blue Eyes, Carry On, Right Between the Eyes, Love the One You’re With, e la loro interpretazione di Woodstock di Joni Mitchell.

Anche singolarmente – nel divenire di lunghe anche se non sempre lineari carriere – i quattro componenti del CSN&Y hanno riscosso un notevole successo sia in termini di popolarità che di vendite di dischi. Nel 1998 CSN&Y sono stati inseriti nella Vocal Group Hall of Fame. Più volte scioltisi e più volte ricompostisi – sotto forma di duo o trio, in combinazioni differenti – sono tornati a esibirsi live nella primavera del 2005. CSN hanno poi fatto due tournée, con passaggi anche in Italia, nel 2011 (Padova, Milano, Firenze e Roma) e poi nel 2013 (Brescia e Piazzola Sul Brenta di Padova).

http://it.wikipedia.org/wiki/Crosby,_Stills,_Nash_%26_Young

Crosby, Stills & Nash (CSN) is a folk rock supergroup made up of David Crosby, Stephen Stills and Graham Nash. They are known as Crosby, Stills, Nash & Young (CSNY) when joined by occasional fourth member Neil Young. They are noted for their intricate vocal harmonies, often tumultuous interpersonal relationships, political activism, and lasting influence on American music and culture. All four members of CSNY have been inducted into the Rock and Roll Hall of Fame twice,[1] though Young’s inductions were for work not involving the group.

Prior to the formation of CSN, each member of the band had belonged to another prominent group. David Crosby played guitar, sang and wrote songs with the Byrds; Stephen Stills had been a guitarist, keyboardist, vocalist and songwriter in the band Buffalo Springfield (which also featured Neil Young); and Graham Nash had been a guitarist, singer and songwriter with the Hollies.

Due to internal friction, Crosby was dismissed from The Byrds in late 1967.[2] By early 1968, Buffalo Springfield had disintegrated, and after aiding in putting together the band’s final album, Stills was unemployed. He and Crosby began meeting informally and jamming. The result of one encounter in Florida on Crosby’s schooner was the song “Wooden Ships“, composed in collaboration with another guest, Jefferson Airplane‘sPaul Kantner.[3]

Graham Nash had been introduced to Crosby when the Byrds had toured the United Kingdom in 1966, and when the Hollies ventured to California in 1968, Nash resumed his acquaintance with him.[4] At a party in July 1968 at Joni Mitchell‘s house, Nash asked Stills and Crosby to repeat their performance of a new song by Stills, “You Don’t Have To Cry”, with Nash improvising a third part harmony.[5] The vocals jelled, and the three realized that they had a unique vocal chemistry.

Creatively frustrated with the Hollies, Nash decided to quit the band and work with Crosby and Stills. After failing an audition with the BeatlesApple Records, they were signed to Atlantic Records by Ahmet Ertegün, who had been a fan of Buffalo Springfield and was disappointed by that band’s demise.[6] From the outset, given their previous experiences, the trio decided not to be locked into a group structure. They used their surnames as identification to ensure independence and a guarantee that the band could not continue without one of them, unlike both the Byrds and the Hollies. They picked up a management team in Elliot Robertsand David Geffen, who got them signed to Atlantic and would help to consolidate clout for the group in the industry.[7] Roberts kept the band focused and dealt with egos, while Geffen handled the business deals, since, in Crosby’s words, they needed a shark and Geffen was it.[8]

Stills was already signed to Atlantic Records through his Buffalo Springfield contract. Crosby had been released from his Byrds’ deal with Columbia, as he was considered to be unimportant and too difficult to work with. Nash, however, was still signed to Epic Records through the Hollies. Ertegun worked out a deal with Clive Davis to essentially trade Nash to Atlantic in exchange for Richie Furay (who was also signed to Atlantic from having been in Buffalo Springfield) and his new band Poco

http://en.wikipedia.org/wiki/Crosby,_Stills,_Nash_%26_Young

Meditiamo con… Gibran – Let’s meditate with … Gibran



Meditiamo con… Gibran
Kahlil Gibran
commentato da Poetyca

Chi è Gibran :
Poeta Pittore Filosofo
Kahlil, nasce a Bisherri,una cittadina nel Libano settentrionale,il 6
gennaio 1883, luogo circondato dai famosi “Cedri del Libano”. Si chiamava
Gibran Khalil Gibran e quando emigrò negli Stati Uniti a undici anni il
nome gli fu abbreviato da un’insegnante inglese. Nei suoi scritti in
inglese la sua firma sarà sempre
Kahlil Gibran.

I genitori sono cristiani maroniti,religione cattolica formata dopo lo
scisma bizantino del V sec a.C., ha due sorelle, Mariana e Sultana, e il
fratellastro Boutros (nato da un precedente matrimonio della madre). La sua
formazione si può ricostruire attraverso gli anni neoplatonici e
paganeggianti di Boston, ove emigra nel 1894 con la madre, i fratelli ed
alcuni zii. Sono gli anni dell’emigrazione araba verso gli Stati Uniti e il
Brasile. Il padre, semialcoolizzato, rimane in Libano forse in prigione,
Gibran non avrà un buon ricordo del rapporto con lui. E la madre, Kamele
Rahmè, gli trasmette la religiosità e i valori umani della sua tradizione
culturale.

A 14 anni Kahlil torna in Libano per frequentare la scuola superiore all’
Hikmè di Beirut. In questo periodo si imbatte nel classicismo libanese che
separa abissalmente i ricchi dai poveri, l’aristocrazia ed il clero dal
popolo. Verosimilmente risale a questi anni il contatto più profondo e
duraturo con le Sacre Scritture.Completati gli studi, nel 1897, viaggia
attraverso il Libano e la Siria. Vi fa ritorno nel 1902 come guida e
interprete di una famiglia americana, ma presto deve rientrare a Boston a
causa della malattia della madre, che muore di tisi l’anno seguente, e
sucessivamente anche i suoi fratelli.

A Boston,nel 1904, conosce Mary Haskell,
l’incontro più importante della sua vita. Mary sarà sua mecenare,
collaboratrice, amica, musa, e più tardi curatrice delle sue opere. Mary
rappresentò un sostegno decisivo per lui, morale e materiale. Si sono
incontrati all’esposizione di alcuni quadri di Kahlil presso lo studio di un
amico fotografo. Mary che ha 10 anni più di lui, è preside di una scuola
femminile. Grazie ai suoi contributii Gibran studia pittura a Parigi, tra il
1908 e il 1910, all’Acadèmie Lucien (accademia delle belle arti di Parigi).
Legge Voltaire e Rousseau, Blake, Nietzsche; scrive “Spiriti Ribelli”,
pubblicato in arabo nel 1908, una breve raccolta di racconti dal tono aspro
e nostalgico sulla società libanese. Tornato negli Stati Uniti (1912), va a
vivere a New York dove apre uno studio, da lui definito nei suoi scritti
“l’eremo” si dedica contemporaneamente alla letteratura e alle arti
figurative. Insieme all’amico Mikhail Naimy é la figura di spicco di
un’associazione letteraria Siro-Libanese, Arrabitah-al-Alima, nata a Boston
e New York tra letterati e pittori arabi d’oltre oceano, i Mahjar
“immigrati” appunto.

Con il suo impegno in questa associazione Gibran vuole portare avanti una
“rivolta contro l’occidente tramite l’oriente”, parole scritte in occasione
della pubblicazione de “Il Folle” (1918), cioè contro il decadentismo
dell’occidente e il tradimento del suo stesso Romanticismo. Allo stesso
tempo sente il bisogno di un rinnovamento formale e contenutistico della
letteratura araba, per esempio si libera della poesia monorima e
quantitativa per il verso libero. Nel nuovo continente egli si inserisce
nella poesia americana sulla scia di Thoreau, Whiteman, Emerson (che stimò
in modo particolare), poeti naturalisti di tradizione protestante e
predicatoria. Spesso pubblica dei disegni insieme alle opere, mai lunghe.

Le prime biografie di Gibran, scritte da chi lo frequentò molto negli ultimi
anni, come Mikhail Naimy e Barbara Young, e in parte dettate da Kahlil
stesso, non sono tuttavia completamente affidabili, in quanto tendono ad
alimentare il ruolo di Guru che molti ammiratori già vedevano in Gibran. Il
primo studio serio su di lui è quello di Kahlil S. Hawi, pubblicato a Beirut
nel 1963.

La salute di Gibran è piuttosto minata negli ultimi anni di vita che
trascorre tra New York e Boston, dove vive e lavora sua sorella Mariana.
Muore a New York, di cirrosi epatica e con un polmone colpito da
tubercolosi, il 10 Aprile 1931, aveva 48 anni e stava lavorando a “The
Wanderer” raccolta di parabole e parole. Gibran è sepolto in un antico
monastero del suo paese d’origine, secondo la sua volontà. Fu sepolto in un
giorno di pioggia, accompagnato da pochi amici, tra i quali Barbara Young.
Per l’occasione il giornale “The New York Sun” annuncio’: “A Prophet is
Dead.” “Un profeta è morto”. Gibran lascia i diritti d’autore in eredità
agli abitanti di Bisherri per opere di pubblico beneficio.

Sensibile scrittore divenuto celebre per la poetica raccolta di
scritti riuniti nel volume “Il profeta”, Kahlil Gibran è nato il 6 dicembre
1883 a Bisharri (Libano), da una famiglia piccolo-borghese maronita. I
genitori erano cristiani maroniti, cattolici della Palestina
settentrionale;crebbe con due sorelle, Mariana e Sultana, e il fratellastro
Boutros, nato dal primo matrimonio della madre, rimasta vedova.

Famiglia unita e permeata dal rispetto reciproco, i Gibran si videro
costretti ad emigrare per ragioni economiche negli Stati Uniti. Approdarono
così sul suolo americano nel 1895. A dodici anni Kahlil cominciò a
frequentare le scuole del posto ed è per questo motivo che il suo nome venne
abbreviato in Kahlil Gibran, formula che usò successivamente anche nei suoi
scritti in inglese.

In seguito, adulto, visse a Boston nel quartiere cinese, abitato da
immigrati italiani, irlandesi e siriani.
Tornato nel 1899 per tre anni a Beirut per studiare la lingua e la
letteratura araba, soggiornò poi in Libano e Siria, ma nel 1902, desideroso
di rivedere la terra che aveva segnato gran parte della sua vita, tornò a
Boston.

Nel 1908 è a Parigi per studiare all’Accademia di Belle Arti e si
avvicina alla filosofia di Nietzsche e di Rousseau. Nel 1920 è tra i
fondatori a New York della Lega Araba, che doveva rinnovare la tradizione
araba con l’apporto della cultura occidentale.

Il successo (occidentale) di Gibran, infatti, si deve soprattutto al
fascinoso sincretismo religioso che permea “Il profeta” (scritto nel 1923):
su tutto prevale l’idea di una generica concezione della divinità, in cui vi
si intrecciano immagini e simboli di ogni religione e filosofia
(cattolicesimo, induismo, islamismo, mistici sufi accanto agli idealisti
europei, romanticisti, Nietzsche e mistici arabi).
Per Kahlil Gibran l’esistenza è il tempo regalato per ricomporre la
frattura esistente tra noi e Dio; quando nell’individuo bene e male,
perfezione e imperfezione, piccoli sentimenti e grandi passioni riusciranno
a convivere, ecco che nella coincidenza degli opposti si manifesteranno
saggezza, perfezione e felicità.
La mistica di Gibran sfugge a ogni classificazione, il poeta parla per
immagini ricorrendo a un mondo simbolico dai mille significati, che per la
sua universalità sollecita l’uomo indù e il cristiano, l’ateo e il credente.
Il suo successo deriva proprio dal suo porsi tra oriente e occidente,
tra Beirut, Parigi e New York.

In qualità di artista Gibran è stato un personaggio davvero eclettico,
contrariamente a quanto la sua fama, legata perlopiù a “Il Profeta”, faccia
presupporre.
Oltre che scrittore infatti Gibran fu anche pittore e organizzatore di
cultura, in controtendenza al suo carattere schivo ed introverso. Gran parte
delle sue iniziative si devono al lodevole aiuto della sua amica Mary
Haskell, che lo ha finanziato più volte.

Tra le altre sue opere segnaliamo “Il miscredente,” breve romanzo
scritto nel 1908 per la rivista “L’Emigrante”, in cui impegno politico e
tensione civile prevalgono ancora sulla dimensione religiosa.
Altre sue produzioni da ricordare sono il testo autobiografico (in cui
esprime il dolore per la morte dell’adorata moglie Selma), “Le ali infrante”
(1912), scritto in inglese e le “Massime spirituali”, un testo tipico della
sua produzione, tra l’aforistico e il mistico, teso a una conciliazione tra
occidente e oriente.

Morì a New York il giorno 11 aprile 1931, stroncato dalla cirrosi
epatica e dalla tubercolosi; la sua salma fu portata, secondo le sue
volontà, in un eremo libanese.
Due anni dopo verrà pubblicata un’opera che aveva lasciato incompiuta:
“Il Giardino del Profeta”.

Stralci da ” Il Profeta “:
I figli
E una donna che portava un bimbo al seno disse,
Parla con noi dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono vostri figli.
Essi sono i figli e le figlie della brama della Vita per la vita.
Essi vengono attraverso voi ma non per voi.
E benché essi siano con voi essi non appartengono a voi.
Voi potete dare loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri,
Poiché essi hanno i propri pensieri.
Voi potete custodire i loro corpi, ma non le loro anime,
Poiché le loro anime dimorano case di domani, che non potrete visitare,
neppure in sogno.
Potrete essere come loro, ma non cercate di farli simili a voi,
Poiché la vita procede e non si ferma a ieri.
Voi siete gli archi di i vostri figli sono frecce vive scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sulla strada dell’infinito, ed Egli con forza vi
tende affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Piegatevi nelle mani dell’Arciere con gioia:
Poiché come egli ama la freccia che vola, così Egli ama l’equilibrio
dell’arco

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]
Poetyca:” Viene preso in considezione il rapporto più importante e forse
contraddittorio che un essere umano possa condurre – quello di genitore – si
pone l’accento sul senso del possesso, sulle aspettative e su come,aver
generato dei figli non debba essere fonte di – riscatto – su quanto la vita
possa aver sottratto relativamente alle nostra ambizioni.
Amare dunque, è sicuramente non strumentalizzare e soffocare le generazioni
future ma avere quella sensibilità e capacità educativa che sappia – tirare
fuori – quello che è già – piuttosto che riempire un vaso con l’intento di
mettere i nostri preconcetti e condizionamenti culturali.

Non si è – buone madri o buoni padri – se plasmiamo un figlio come vorremmo.
Credo che lo stesso discorso valga per un rapporto d’amicizia o d’amore.
Non si andrebbe troppo lontano con l’attaccamento e con le aspettative,
allora amare sarebbe colmare il nostro bisogno.

Amicizia
E un ragazzo disse: Parlaci dell’Amicizia
…E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. È il campo
che seminate con amore e mietete con riconoscenza.

È la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui
e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l’amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione,
né abbiate paura di contraddirlo.

E quando tace,il vostro cuore
non smetta di ascoltare il suo cuore.

Nell’amicizia ogni pensiero,ogni desiderio,
ogni attesa nasce in silenzio
e viene condiviso con inesprimibile gioia.

Quando vi separate dall’amico, non rattristatevi.
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara dalla pianura.

E non vi sia nell’amicizia altro scopo
che l’approfondimento dello spirito.

Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi
lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
ma una rete lanciata in avanti
e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.

Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.

Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si
ristora.

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]
Poetyca: ” La rugiada delle piccole cose, il bisogno saziato, la gioia
condivisa ma sopratutto il discernimento che il dialogo sia non legato solo
ad un aspetto,al meglio di sè per poi tenere nascosta l’altra faccia della
luna. Non si deve temere di mostare se stessi: fragilità e timori, al
contempo non si deve confondere l’amare con il colmare un proprio vuoto
interiore,una propria insoddisfazione attraverso la presenza dell’amico o
degli altri.
Possiamo indubbiamente essere tutti ottimi compagni di viaggio,essere
preziosi gli uni per gli altri -senza perdere di vista- che si deve essere
consapevoli e pronti all’ascolto di sè stessi senza gravare sugli altri.
Questo sarebbe capace di fare dell’amicizia una preziosa offerta e
strumento per maturare, sopratutto se ci sforzassimo di essere un pò meno
egocentrici e sapessimo cogliere con empatia quanto vivano gli altri.Basta
poco per dare segni di presenza,molto meno di quanto sia capace di ferire
il silenzio. Rispetto e dignità vanno di pari passo con la chiarezza ed il
dialogo,senza nascondimenti.”

Il bene ed il male :
E un anziano della città disse:
Parlaci del Bene e del Male

Io posso parlare del bene che è in voi, ma non del male.
Poiché il cattivo non è che un buono torturato dalla fame e dalla sete.
In verità, quando buono è affamato cerca cibo anche in una caverna buia e
quando è assetato beve anche acqua morta.

Siate buoni quando siete in armonia con voi stessi.
Tuttavia, quando non siete una sola cosa con voi stessi, voi non siete
cattivi.

Una casa divisa non è un covo di ladri, è semplicemente una casa divisa.
E una nave senza timone può errare senza meta tra isole pericolose senza
fare naufragio.

Siete buoni nello sforzo di donare voi stessi, tuttavia non siete cattivi
quando perseguite il vostro vantaggio.
Quando cercate di ottenere, non siete che una radice avvinghiata alla terra
per succhiare il seno.
Certo, il frutto non può dire alla radice: «Sii come me, maturo e pieno e
sempre generoso della tua abbondanza».
Poiché come il frutto ha bisogno di dare, così la radice ha bisogno di
ricevere.
Siete buoni quando la vostra parola è pienamente consapevole,
Tuttavia non siete cattivi quando nel sonno la vostra lingua vaneggia.
E anche un discorso confuso può rafforzare una debole lingua.
Siete buoni quando procedete verso la meta, decisi e con passo sicuro.
Tuttavia non siete cattivi quando vagate qua e là zoppicando.
Anche chi zoppica procede in avanti.
Ma chi è agile e forte, non zoppichi davanti allo zoppo stimandosi cortese.
Vi siete buoni in molteplici modi e non siete cattivi quando non siete
buoni.
Siete soltanto pigri e indolenti.
Purtroppo il cervo non può insegnare alla tartaruga ad essere veloce.
Nel desiderio del gigante che è in voi risiede la vostra bontà, e questo
desiderio è di tutti.
In alcuni è un torrente che scorre impetuoso verso il mare, trascinando con
sé i segreti delle colline e il canto delle foreste.
in altri è una corrente placida che si perde in declivi e indugia prima di
raggiungere la sponda.
Ma chi desidera molto non dica a chi desidera poco: «Perché esiti e
indugi?».
Poiché, in verità, chi è buono non chiede a chi è nudo: « Dov’é il tuo
vestito? », né a chi è senza tetto: «Cos’è accaduto alla tua casa?».

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]
Poetyca :” Viviamo in un mondo duale,non si potrebbe infatti apparire o
essere del tutto buoni o del tutto cattivi, non avrebbe senso alcuno
persino dare ” giudizio” e dividere questi due aspetti: luci ed ombre sono
in tutto ed in tutti.
Si evidenzia attraverso il pensiero espresso da Gibran che in chi è
attraversato dai mali come la rabbia o la necessità di colpire difendendosi
, in realtà sia presente la fame e la sete …ma di cosa ? Sicuramente si è
fragili e si cerca attenzione ed amore,una reazione che porta poi gli
altri a difendersi e a negare quell’amore richiesto.
Basta osservare un gattino spaventato per vedere come, smarrito e timido
mostri aggressività per difendere la propria vita. In una forma più sottile
accade questo a chi,temendo il rifiuto mette in atto meccanismi di difesa.
Ecco sarebbe da tenere questo in considerazione.
Ci si difende se ci si sente invasi o feriti,poi in realtà-in forma
silente- i chiede attenzione ed amore,che non va elargito in modo da
alimentare il vittimismo e il senso di dipendenza ma piuttosto alimentando
la consapevolezza e la ricerca del proprio valore ed autostima.

Non abbiamo un valore(Gibran lo evidenzia) a priscindere se apparissimo
cattivi o buoni.
In noi la ricerca per stimare e cogliere la nostra Luce interiore, che non
deve essere appresa dagli altri- come attraverso uno specchio – ma avere la
certezza di quello che siamo e del nostro valore, meritiamo sempre e
comunque amore e siamo ricchi di doni.

Come cominciare a trovare consapevolezza e la capacità di cogliere la realtà
senza farcene coinvolgere?

SU RAGIONE E PASSIONE
E ancora la sacerdotessa parlò e disse: Parlaci della Ragione e della
Passione.
E lui rispose dicendo:

La vostra anima è sovente un campo di battaglia dove giudizio e ragione
muovono guerra all’avidità e alla passione.
Potessi io essere il pacificatore dell’anima vostra, che converte
rivalità e discordia in unione e armonia.
Ma come potrò, se non sarete voi stessi i pacificatori, anzi gli amanti
di ogni vostro elemento?

La ragione e la passione sono il timone e la vela di quel navigante che è
l’anima vostra.
Se il timone e la vela si spezzano, non potete far altro che, sbandati,
andare alla deriva, o arrestarvi nel mezzo del mare.
Poiché se la ragione domina da sola, è una forza che imprigiona, e la
passione è una fiamma che, incustodita, brucia fino alla sua distruzione.
Perciò la vostra anima innalzi la ragione fino alla passione più alta,
affinché essa canti,
E con la ragione diriga la passione, affinché questa viva in quotidiana
resurrezione, e come la fenice sorga dalle proprie ceneri.

Vorrei che avidità e giudizio fossero per voi come sgraditi ospiti nella
vostra casa.
Certo non onorereste più l’uno dell’altro, perché se hai maggiori
attenzioni per uno perdi la fiducia di entrambi.
Quando sui colli sedete alla fresca ombra dei pallidi pioppi,
condividendo la pace e la serenità dei campi e dei prati lontani, allora vi
sussurri il cuore: “Nella ragione riposa Dio”.
E quando infuria la tempesta e il vento implacabile scuote la foresta, e
lampi e tuoni proclamano la maestà del cielo, allora dite nel cuore con
riverente trepidazione: “Nella passione agisce Dio”.
E poiché siete un soffio nella sfera di Dio e una foglia nella sua
foresta, voi pure riposerete nella ragione e agirete nella passione.

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]
Poetyca:” I grandi antagonisti del nostro cammino:Ragione e Passione,
dove l’una non deve prevalere sull’altra e dove l’equilibrio e il
discernimento sono l’albero maestro che non si spezza alle tempeste. In
fondo è proprio la capacità di integrazione tra queste due parti(come gli
emisferi cerebrali) che ci conduce verso il non attaccamento e verso la
possibilità di avere rettitudine.Riconoscersi come microscopico elemento
dinnanzi all’infinito,ma interconnesso ad esso con il suo valore e
riflesso di quello che sappiamo vivere e cogliere è sapere che affidandosi
alla grandezza del Tutto siamo sempre particella d’Amore.
Trovare Pace nel dialogo tra questi antagonisti è accogliere e vivere le
opportunità della vita nel non attaccamento e nelle aspettative.

Amore ed amicizia pensieri di Gibran:
°
Ognuno ha qualcosa che desidera donare:
e così, troppo spesso,
nessuno è disposto a prendere.
Poniamo che io abbia una casa
e inviti gente.
Verranno e accetteranno la mia casa,
il mio cibo e perfino le mie idee,
ma non il mio amore.
E invece proprio l’amore
è ciò che la maggior parte di noi
desidera donare sopra ogni altra cosa.

Citato da Mary Haskell, “Journal”
Cambridge, 30 maggio 1922

°
A volte, quando le anime sono piccole
e in primo luogo sono piccole le cose,
dobbiamo lasciarle stare
nei loro momenti bui,
perché vengano alla luce
in quella che è la loro stagione.
Ma il gesto di lasciarle a sé stesse
dev’essere un gesto d’amore.

Citato da Mary Haskell, “Journal”
New York, 5 febbraio 1921

.
Nessun rapporto umano
dà l’uno in possesso dell’altro.
in ogni coppia d’anime
i due sono assolutamente diversi.
In amicizia come in amore,
i due, a fianco a fianco,
sollevano le mani
insieme
per trovare ciò che né l’uno né l’altro
può raggiungere da solo.

Citato da Mary Haskell, “Journal”
New York, 8 giugno 1924

Poetyca:”Dopo un lavoro consapevole si è capaci di un rapporto maturo che
sappia condurre alla vera gioia e alla condivisione e dove si è capaci di
stare bene insieme,si sta bene anche da soli perchè, con l’aiuto degli
altri (presenza indispensabile se non prendono e basta ma sanno anche
offrirsi in dono) si è capaci di arricchimento reciproco e pienezza, si è
capaci di essere miglior .”

Un aforisma di autore ignoto cita:- Ti amo non per chi sei ma per chi sono
io quando sono con te. Credo che dovremmo tenere questo a mente,essere
migliori per la presenza di una persona,comprendere che ci accolga e
valorizzi non significa che sia l’amore ricevuto a trasformarci ma che noi
stessi siamo persone capaci di miglioramento,che siamo persone propositive
e non dovremmo attaccarci alle aspettative e alle persone,ma piuttosto
saper donare senza attendere poi di vedere la nostra immagine riflessa nei
frutti.Un lungo lavoro che sa portare lontano.

Poetyca 09.09.2005

Let’s meditate with … Gibran
Kahlil Gibran
commented by Poetyca

Who is Gibran:
Poet Painter Philosopher
Kahlil was born in Bisherri, a town in northern Lebanon, on the 6th
January 1883, place surrounded by the famous “Cedars of Lebanon”. He was called
Gibran Khalil Gibran and when he emigrated to the United States at the age of eleven
name was abbreviated by an English teacher. In his writings in
English his signature will always be
Kahlil Gibran.
The parents are Maronite Christians, a Catholic religion formed after him
Byzantine schism of the fifth century BC, has two sisters, Mariana and Sultana, and the
half-brother Boutros (born from a previous marriage of the mother). Her
formation can be reconstructed through the Neoplatonic years and
paganeggianti of Boston, where he emigrated in 1894 with his mother, brothers and
some uncles. These are the years of Arab emigration to the United States and the
Brazil. The half-alcoholic father remains in Lebanon perhaps in prison,
Gibran won’t have a good memory of the relationship with him. And the mother, Kamele
Rahmè, he transmits the religiosity and human values of his tradition
cultural.
At 14 Kahlil returns to Lebanon to attend high school at the
Beirut hikmè. In this period he comes across Lebanese classicism which
abyssally separates the rich from the poor, the aristocracy and the clergy from
people. The most profound contact probably dates back to these years
lasting with the Holy Scriptures. After completing his studies, in 1897, he traveled
through Lebanon and Syria. He returned in 1902 as a guide and
interpreter of an American family, but soon has to return to Boston a
cause of the mother’s disease, who died of phthisis the following year, and
later also his brothers.
In Boston, in 1904, he met Mary Haskell,
the most important meeting of his life. Mary will be her patron,
collaborator, friend, muse, and later curator of her works. Mary
represented a decisive support for him, both moral and material. Yes. I am
met at the exhibition of some paintings by Kahlil at a studio
friend photographer. Mary, 10 years older than him, is the principal of a school
female. Thanks to his contributions Gibran studied painting in Paris, between the
1908 and 1910, at the Acadèmie Lucien (Paris Academy of Fine Arts).
Voltaire and Rousseau, Blake, Nietzsche law; writes “Rebel Spirits”,
published in Arabic in 1908, a short collection of stories with a harsh tone
and nostalgic about Lebanese society. Back in the United States (1912), he goes to
living in New York where he opens a studio, which he defines in his writings
“the hermitage” is dedicated simultaneously to literature and the arts
figurative. Together with his friend Mikhail Naimy he is the leading figure of
a Syrian-Lebanese literary association, Arrabitah-al-Alima, born in Boston
and New York among overseas Arab writers and painters, the Mahjar
“immigrants” in fact.
With his commitment in this association Gibran wants to carry on one
“turned against the West through the East”, words written on the occasion
of the publication of “Il Folle” (1918), that is against decadentism
of the West and the betrayal of its own Romanticism. At the same
time feels the need for a formal and content renewal of the
Arabic literature, for example, gets rid of monorime poetry and
quantity for the free verse. In the new continent he inserts himself
in American poetry in the wake of Thoreau, Whiteman, Emerson (whom he estimated
in particular), naturalist poets of Protestant tradition and
preachy. He often publishes drawings together with his works, which are never long.
The first biographies of Gibran, written by those who frequented him a lot in the last few
years, such as Mikhail Naimy and Barbara Young, and partly dictated by Kahlil
itself, however, are not completely reliable, as they tend to
feed the role of Guru that many admirers already saw in Gibran. The
first serious study on him is that of Kahlil S. Hawi, published in Beirut
in 1963.
Gibran’s health is somewhat undermined in the last few years of his life
he spends between New York and Boston, where his sister Mariana lives and works.
He dies of liver cirrhosis in New York and with a lung affected by
tuberculosis, on April 10, 1931, was 48 years old and was working on “The
Wanderer “collection of parables and words. Gibran is buried in an ancient
monastery of his country of origin, according to his will. He was buried in a
rainy day, accompanied by a few friends, including Barbara Young.
For the occasion, the newspaper “The New York Sun” announced: “A Prophet is
Dead. “” A prophet is dead. “Gibran bequeaths copyright
to the inhabitants of Bisherri for works of public benefit.
Sensitive writer who became famous for his poetic collection
writings gathered in the volume “The Prophet”, Kahlil Gibran was born on December 6th
1883 in Bisharri (Lebanon), from a Maronite petty-bourgeois family. THE
parents were Maronite Christians, Catholics from Palestine
Northern; he grew up with two sisters, Mariana and Sultana, and his half-brother
Boutros, born of her mother’s first marriage, remained a widow.
Family united and permeated by mutual respect, the Gibrans saw each other
forced to emigrate to the United States for economic reasons. They landed
so on American soil in 1895. At twelve Kahlil began to
attend local schools and that’s why his name came
abbreviated as Kahlil Gibran, a formula that was later used in his
written in english.
Later, as an adult, he lived in Boston in the Chinese neighborhood, inhabited by
Italian, Irish and Syrian immigrants.
He returned to Beirut for three years in 1899 to study the language and the
Arabic literature, then stayed in Lebanon and Syria, but in 1902, eager
to review the land that had marked much of his life, he returned to
Boston.
In 1908 he was in Paris to study at the Academy of Fine Arts and yes
approaches the philosophy of Nietzsche and Rousseau. In 1920 he was among the
founders in New York of the Arab League, which was to renew the tradition
Arab with the contribution of western culture.
The (western) success of Gibran, in fact, is mainly due to
fascinating religious syncretism that permeates “The prophet” (written in 1923):
above all the idea of a generic conception of divinity prevails, in which there
images and symbols of every religion and philosophy are intertwined
(Catholicism, Hinduism, Islamism, Sufi mystics alongside idealists
Europeans, Romanticists, Nietzsche and Arab Mystics).
For Kahlil Gibran, existence is the time given to recompose the
fracture between us and God; when in the individual good and evil,
perfection and imperfection, small feelings and great passions will succeed
to coexist, here in the coincidence of opposites will manifest
wisdom, perfection and happiness.
Gibran’s mystique escapes any classification, the poet speaks for
images resorting to a symbolic world of a thousand meanings, which for the
Its universality urges the Hindu man and the Christian, the atheist and the believer.
Its success derives from its position between east and west,
between Beirut, Paris and New York.
As an artist Gibran was a truly eclectic character,
contrary to what his fame, mostly linked to “The Prophet”, does
assume.
In addition to being a writer, Gibran was also a painter and organizer of
culture, in contrast to its shy and introverted character. Most of
of his initiatives are due to the praiseworthy help of his friend Mary
Haskell, who financed it several times.
Among his other works we point out “Il miscredente,” short novel
written in 1908 for the magazine “L’Emigrante”, in which political commitment and
Civil tension still prevail over the religious dimension.
Other of his productions to remember are the autobiographical text (in which
expresses sorrow for the death of his beloved wife Selma), “The broken wings”
(1912), written in English and the “Spiritual Maxims”, a typical text of the
his production, between the aphoristic and the mystical, aimed at a conciliation between
west and east.
He died in New York on April 11, 1931, struck down by cirrhosis
liver and tuberculosis; his body was brought, according to his
will, in a Lebanese hermitage.
Two years later a work that had left unfinished will be published:
“The Garden of the Prophet”.
Excerpts from “The Prophet”:
Children
And a woman who carried a baby on her breast said,
Talk to us about the Sons.
And he said:
Your children are not your children.
They are the sons and daughters of Life’s lust for life.
They come through you but not through you.
And although they are with you they do not belong to you.
You can give them your love, but not your thoughts,
Because they have their own thoughts.
You can guard their bodies, but not their souls,
Since their souls dwell in tomorrow’s houses, which you cannot visit,
not even in a dream.
You can be like them, but don’t try to make them similar to you,
Because life goes on and does not stop yesterday.
You are the bows of your children are live arrows shot far away.
The Archer sees the target on the way to infinity, and He forcefully there
he tends so that his arrows can go fast and far.
Bend into the hands of the Archer with joy:
For as he loves the arrow that flies, so he loves balance
arc
[from: “The Prophet” by Gibran Kalil Gibran]
Poetyca: “The most important and perhaps most important relationship is taken into consideration
contradictory that a human being can lead – that of parent – yes
emphasizes the sense of possession, expectations and how to have
begotten children should not be a source of – redemption – on how much life
may have stolen in relation to our ambitions.
To love therefore, is surely not to exploit and suffocate the generations
future but have that sensitivity and educational capacity that I know – to pull
outside – what it is already – rather than filling a vase with the intent of
put our cultural preconceptions and conditioning.
We are not – good mothers or good fathers – if we shape a child as we would like.
I believe the same goes for a friendship or love relationship.
You wouldn’t go too far with attachment and expectations
then loving would fill our need.
Friendship
And a boy said: Tell us about friendship
… And he replied saying:
Your friend is your need. It is the field
that you sow with love and reap with gratitude.
It is your canteen and your hearth.
Because, hungry, you take refuge in him
and you seek it for your peace.
When your friend confides his thought to you,
don’t deny your approval,
nor be afraid to contradict him.
And when your heart is silent
don’t stop listening to his heart.
In friendship every thought, every desire,
all waiting arises in silence
and is shared with inexpressible joy.
When you separate from your friend, don’t be sad.
His absence can clarify what you love most about him,
like the climber, the mountain is clearer from the plain.
And there is no other purpose in friendship
than the deepening of the spirit.
Because love that does not seek in all ways
the unfolding of one’s mystery is not love,
but a network launched forward
and that only grasps what is in vain.
And the best of you is for your friend.
If he has to know the ebb of your tide,
let me know its full.
Which friend is yours, to look for him in the hours of death?
Always look for it in the hours of life.
For he can fill your every need, but not your emptiness.
And share the pleasures by smiling in the sweetness of friendship.
For in the dew of small things the heart finds its morning again and yes
refreshed.
[from: “The Prophet” by Gibran Kalil Gibran]
Poetyca: “The dew of small things, the need satiated, the joy
shared but above all the discernment that dialogue is not only linked
to one aspect, to the best of himself and then to hide the other face of the
moon. One should not be afraid to show oneself: fragility and fears, al
at the same time love should not be confused with filling one’s own void
inner, one’s own dissatisfaction through the presence of the friend or
of others.
We can undoubtedly all be excellent travel companions, be
precious to each other -without losing sight- that one must be
aware and ready to listen to themselves without burdening others.
This would be able to make friendship a valuable offer
tool to mature, especially if we tried to be a little less
self-centered and we knew how to empathize how much others live
little to show signs of presence, much less than it is capable of hurting
silence. Respect and dignity go hand in hand with clarity and
dialogue, without hiding. ”
The good and the bad:
And an elder of the city said:
Tell us about Good and Evil
I can speak of the good in you, but not of the bad.
For the bad is nothing but a good tortured by hunger and thirst.
Indeed, when good is hungry, he looks for food even in a dark cave
when thirsty he also drinks dead water.
Be good when you are in harmony with yourself.
However, when you are not one with yourself, you are not
bad.
A divided house is not a den of thieves, it is simply a divided house.
And a ship without a rudder can wander aimlessly between dangerous islands without
shipwreck.
You are good in the effort to give yourself, however you are not bad
when you pursue your advantage.
When you try to obtain, you are only a root clinging to the earth
to suck the breasts.
Of course, the fruit cannot say at the root: «Be like me, mature and full and
always generous with your abundance ».
Since as the fruit needs to give, so the root needs
receive.
You are good when your word is fully aware,
However, you are not evil when your tongue rambles in sleep.
And even confused speech can strengthen a weak language.
You are good when you proceed towards the goal, determined and with a sure step.
However, you are not bad when you wander limp here and there.
Even those who limp proceed forward.
But who is agile and strong, do not limp in front of the lame esteeming courteous.
You are good in many ways and you are not bad when you are not
good.
You are just lazy and indolent.
Unfortunately, the deer cannot teach the turtle to be fast.
Your goodness lies in the desire of the giant within you, and this
desire belongs to everyone.
In some it is a torrent that flows impetuously towards the sea, dragging with
the secrets of the hills and the song of the forests.
in others it is a placid current that is lost in slopes and lingers before
reach the shore.
But those who want a lot do not say to those who want little: «Why do you hesitate and
ado? “.
For, in truth, who is good does not ask who is naked: “Where is yours
dress? Nor to those who are homeless: “What happened to your home?”
[from: “The Prophet” by Gibran Kalil Gibran]
Poetyca: “We live in a dual world, we couldn’t in fact appear either
to be completely good or completely bad, it wouldn’t make any sense
even give “judgment” and divide these two aspects: lights and shadows are
in all and in all.
It is highlighted through the thought expressed by Gibran that in who he is
crossed by evils such as anger or the need to strike defending oneself
, actually there is hunger and thirst … but what? It certainly is
fragile and seeking attention and love, a reaction that then leads to him
others defend themselves and deny that required love.
Just look at a frightened kitten to see how it is, lost and shy
show aggression to defend your life. In a more subtle form
this happens to those who, fearing rejection, put in place defense mechanisms.
Here would be to take this into consideration.
We defend ourselves if we feel invaded or injured, then actually-fit
silent – he asks for attention and love, which should not be given in such a way
fueling victimization and a sense of addiction but rather fueling
awareness and the search for one’s own value and self-esteem.
We have no value (Gibran highlights it) regardless of whether we appeared
bad or good.
In us the search to estimate and grasp our inner Light, which is not
it must be learned from others – like through a mirror – but have the
certainty of who we are and of our value, we always deserve and
however love and we are rich in gifts.
How to start finding awareness and the ability to grasp reality
without getting involved?
ON REASON AND PASSION
And again the priestess spoke and said: Tell us about Reason and
Passion.
And he replied saying:
Your soul is often a battleground where judgment and reason
they wage war on greed and passion.
I could be the pacifier of your soul, which converts
rivalry and discord in union and harmony.
But how can I, if you are not yourself the peacemakers, indeed the lovers
of all your elements?
Reason and passion are the rudder and the sail of that sailor who is
your soul.
If the rudder and the sail are broken, you can not help but skid,
drifting, or stopping in the middle of the sea.
For if reason dominates on its own, it is a force that imprisons, and there
passion is a flame that, unattended, burns to its destruction.
So your soul raises reason to the highest passion,
for it to sing,
And with reason direct the passion, so that it lives in everyday life
resurrection, and how the phoenix rises from its ashes.
I wish greed and judgment were for you as unwelcome guests in the
your home.
Of course you would not honor each other anymore, because if you have more
attention for one you lose the trust of both.
When on the hills you sit in the cool shade of the pale poplars,
sharing the peace and serenity of the distant fields and meadows, then vi
your heart whispers: “God rests in reason.”
And when the storm rages and the relentless wind shakes the forest, e
lightning and thunder proclaim the majesty of heaven, then say in the heart with
reverent trepidation: “God works in passion”.
And because you are a breath in the sphere of God and a leaf in his
forest, you also will rest in reason and act in passion.
[from: “The Prophet” by Gibran Kalil Gibran]
Poetyca: “The great antagonists of our journey: Reason and Passion,
where one should not prevail over the other and where balance and
discernment I am the master tree that does not break in storms. In
the bottom line is precisely the ability to integrate these two parts (like
cerebral hemispheres) which leads us to non-attachment and to
possibility of having righteousness. Recognizing oneself as a microscopic element
before infinity, but interconnected to it with its value e
reflection of what we know how to live and grasp is knowing that by entrusting ourselves
to the greatness of the Whole we are always a particle of Love.
Finding peace in the dialogue between these antagonists is welcoming and living the
life’s opportunity in non-attachment and expectations.
Love and friendship thoughts of Gibran:
°
Everyone has something they want to donate:
and so, too often,
nobody is willing to take.
Let’s say I have a home
and invite people.
They will come and accept my home,
my food and even my ideas,
but not my love.
Instead, just love
is what most of us do
want to donate above all else.
Quoted from Mary Haskell, “Journal”
Cambridge, May 30, 1922
°
Sometimes when souls are small
and in the first place things are small,
we have to leave them alone
in their dark moments,
because they come to light
in what is their season.
But the gesture of leaving them to themselves
it must be a gesture of love.
Quoted from Mary Haskell, “Journal”
New York, February 5, 1921
.
No human relationship
gives one in possession of the other.
in every couple of souls
the two are absolutely different.
In friendship as in love,
the two, side by side,
raise your hands
together
to find what neither
can reach alone.
Quoted from Mary Haskell, “Journal”
New York, June 8, 1924
Poetyca: “After conscious work one is capable of a mature relationship that
know how to lead to true joy and sharing and where you are capable of
feel good together, you feel good even on your own because, with the help of the
others (indispensable presence if they don’t just take it but they also know
offering oneself as a gift) one is capable of mutual enrichment and fullness, one is
capable of being better. ”
An aphorism by an unknown author quotes: – I love you not for who you are but for who I am
me when I’m with you. I think we should keep this in mind, be
better for the presence of a person, understand that he welcomes us and
Valuing does not mean that it is the love received that transforms us, but that we do
we ourselves are people capable of improvement, who are proactive people
and we shouldn’t stick to expectations and people, but rather
knowing how to donate without waiting to see our image reflected in the
fruits: a long job that can take you far.

Poetyca 09.09.2005

The Best of Patti Smith


[youtube https://www.youtube.com/playlist?list=PL6A0E9CCF4B45E549 ]

Patricia Lee Smith (Chicago, 30 dicembre 1946) è una cantante e poetessa statunitense. Figura atipica e rivoluzionaria nel rock degli anni ’70, è stata tra le grandi protagoniste del proto-punk e della New wave.[1][2][3] Il grande carisma interpretativo e la suggestiva potenza delle sue liriche le hanno fatto guadagnare il soprannome di ”sacerdotessa maudit del rock”.[4]

La rivista Rolling Stone la inserisce al quarantasettesimo posto nella sua classifica dei 100 migliori artisti

http://it.wikipedia.org/wiki/Patti_Smith

 

Patricia LeePattiSmith (born December 30, 1946)[1] is an American singer-songwriter, poet and visual artist who became a highly influential component of the New York City punk rock movement with her 1975 debut album Horses.[2]

Called the “punk poet laureate”, Smith fused rock and poetry in her work. Smith’s most widely known song is “Because the Night“, which was co-written with Bruce Springsteen and reached number 13 on the Billboard Hot 100 chart in 1978.[2] In 2005, Patti Smith was named a Commander of the Ordre des Arts et des Lettres by the French Ministry of Culture,[3] and in 2007, she was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame.[4] On November 17, 2010, she won the National Book Award for her memoir Just Kids.[5] She is also a recipient of the 2011 Polar Music Prize.

http://en.wikipedia.org/wiki/Patti_Smith

Gocce d’infinito – Drops of infinity


Goccia d’infinito


Essenza di sogno
essenza di vita
oltre i confini del nulla
dove non inganna il tempo
e dove non respirano illusioni
per essere semplicemente
goccia d’infinito che si specchia


30.01.2005 Poetyca

Drop of infinity


Dream essence
essence of life
beyond the borders of nowhere
where time does not pass
and where they do not breathe illusions
to be simply
drop of infinity that is reflected


30.01.2005 Poetyca

Bruce Cockburn playlist


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=4s2zN9j78LM&list=PLQXCjPp9upb_0J83QGoCj_6Y4dwXJnfiH]

Bruce Cockburn (Ottawa, 27 maggio 1945) è un cantautore canadese.

Il suo stile, con il personalissimo modo di suonare la chitarra, fonde generi come pop, folk, rock, reggae e jazz. Le liriche sono ispirate dalla sua visione umanistica e metafisica della vita vicina all’etica cristiana. 

http://it.wikipedia.org/wiki/Bruce_Cockburn

Bruce Douglas Cockburn OC (/ˈkbərn/; born May 27, 1945)[1] is a Canadian guitarist and singer-songwriter whose career spans over 40 years. His song styles range from folk to jazz-influenced rock and his lyrics cover a broad range of topics that reveal a passion for human rights, politics and spirituality.

In 2014, he released his memoirs, Rumours of Glory: A Memoir.[2]  

Cockburn was born in 1945 in Ottawa, Ontario, Canada, and spent some of his early years on a farm outside Pembroke, Ontario. He has stated in interviews that his first guitar was one he found around 1959 in his grandmother’s attic, which he adorned with golden stars and used to play along to radio hits.[3] Cockburn attended Nepean High School, where his 1964 yearbook photo states his desire “to become a musician”.[4]He attended Berklee School of Music in Boston for three semesters in the mid-1960s. In 1966 he joined an Ottawa band called The Children, which lasted for about a year. In the spring of 1967 he joined the final lineup of The Esquires. He moved to Toronto that summer to form The Flying Circus with former Bobby Kris & The Imperials members Marty Fisher and Gordon MacBain and ex-Tripp member Neil Lillie. The group recorded some material in late 1967 (which remains unreleased) before changing its name to Olivus in the spring of 1968, by which time Lillie (who changed his name to Neil Merryweather) had been replaced by Dennis Pendrith from Livingstone’s Journey. Olivus opened for The Jimi Hendrix Experience and Cream in April 1968. That summer Cockburn broke up the band with the intention of going solo, but ended up in the band 3’s a Crowd with David Wiffen, Colleen Peterson, and Richard Patterson, who had been a co-member of The Children. Cockburn left 3’s a Crowd in the spring of 1969 to pursue a solo career.

Cockburn’s first solo appearance was at the Mariposa Folk Festival in 1967, and in 1969 he was a headliner. In 1970 he released his self-titled, solo album. Cockburn’s guitar work and songwriting won him an enthusiastic following. His early work featured rural and nautical imagery and Biblical metaphors. Raised as an agnostic, early in his career he became a Christian.[5] Many of his albums from the 1970s refer to Christianity, which in turn informs his concerns for human rights and environmentalism. His references to Christianity include the Grail imagery of 20th-century Christian poet Charles Williams and the ideas of theologian Harvey Cox.[6]

In 1970 Cockburn became partners with Bernie Finkelstein in the music publishing firm Golden Mountain Music.[7]

While Cockburn had been popular in Canada for years, he did not have a big impact in the United States until 1979, with the release of the album Dancing in the Dragon’s Jaws. “Wondering Where the Lions Are“, the first single from that album, reached No. 21 on the Billboard Hot 100 in the US in June 1980, and earned Cockburn an appearance on NBC‘s hit TV show Saturday Night Live.

Cockburn was married from 1969 to 1980 and has a daughter from that marriage.[citation needed] He wrote the song “Little Seahorse”, released on In the Falling Dark, in late 1975 about the time when his daughter wasin utero.[citation needed]

Through the 1980s Cockburn’s songwriting became increasingly urban, global and political as he became more involved with progressive causes. His political concerns were first hinted at on the albums: Humans,Inner City Front and The Trouble with Normal. They became more evident in 1984, with his second US radio hit, “If I Had a Rocket Launcher” (No. 88 in the US) from the Stealing Fire album. He had written the song a year earlier, after visiting Guatemalan refugee camps in Mexico that were attacked by Guatemalan military helicopters. His political activism continues to the present. Cockburn has travelled to countries such as Mozambique and Iraq, played benefit concerts, and written songs on a variety of subjects ranging from the International Monetary Fund to land mines. His internationalist bent is reflected in the many world musicinfluences in his music, including reggae and Latin music.

In 1991 Intrepid Records released Kick at the Darkness, a tribute album to Cockburn whose title comes from a phrase in his song “Lovers in a Dangerous Time“. It features the Barenaked Ladies‘ cover of that song, which became their first Top 40 hit and an element in their early success. This lyric was also referenced by U2 in their song “God Part II” from their album Rattle and Hum.

In the early 1990s, Cockburn teamed with T-Bone Burnett for two albums, Nothing but a Burning Light and Dart to the Heart. The latter included a song, “Closer to the Light”, inspired by the death of songwriter Mark Heard, a close friend of Cockburn and Burnett. Cockburn frequently refers to Heard as his favourite songwriter and he was one of many artists who paid tribute to Heard on an album and video titled Strong Hand of Love.

In 1998 Cockburn travelled with filmmaker Robert Lang to Mali, West Africa, where he jammed with Grammy Award-winning blues musician Ali Farka Toure and kora master Toumani Diabate. The month-long journey was documented in the film River of Sand, which won the Regard Canadien award for best documentary at the Vues d’Afrique Film Festival in Montreal. It was also invited for competition at the International Festival of Environmental Films in Paris.[8]

Some of Cockburn’s previously published material had been collected in several albums: Resume, Mummy Dust, and Waiting for a Miracle. His first greatest hits collection was Anything Anytime Anywhere: Singles 1979–2002, released in 2002.

In January 2003 Cockburn finished recording his 21st album, You’ve Never Seen Everything, which features contributions from Emmylou Harris, Jackson Browne, Sam Phillips, Sarah Harmer, Hugh Marsh, Jonell Mosser, Larry Taylor and Steven Hodges. (Taylor and Hodges, formerly of Canned Heat who performed at Monterey and Woodstock in the 1960s, may be known best for their work with Tom Waits).

Cockburn performed a set at the Live 8 concert in Barrie, Ontario, on July 2, 2005. Speechless, an instrumental compilation of new and previously released material, was released on October 24, 2005. His 22nd album, Life Short Call Now, was released on July 18, 2006.

Canadian senator and retired general Roméo Dallaire, who is active in humanitarian fundraising and promoting awareness, appeared on stage at the University of Victoria with Cockburn. The October 4, 2008, concert was held to aid the plight of child soldiers.[9]

In 2009 Cockburn travelled to Afghanistan to visit his brother, Capt. John Cockburn, and to play a concert for Canadian troops. He performed his 1984 song “If I Had a Rocket Launcher” and was temporarily awarded an actual rocket launcher by the military. Cockburn has stated that, while unsure of the original Invasion of Afghanistan, he supported Canada’s role there.[10]

Cockburn released his studio album Small Source of Comfort in 2011. “Lois on the Autobahn”, a cheerful and experiential instrumental recalling “Rouler sa bosse” from Salt, Sun and Time is a tribute to Cockburn’s mother, Lois, who succumbed to cancer in 2010.[citation needed]

Cockburn married his longtime girlfriend M.J. Hannett shortly after the birth of his second daughter, Iona (b. November 2011) in 2011.[11][12] As of 2014, the family lives in the San Francisco area, where Cockburn is writing his memoirs up to 2004.[13]

A documentary film, Bruce Cockburn Pacing the Cage,[14][15] was released in 2013 on television and a brief theatrical showing; directed by Joel Goldberg, gave a rare look into Cockburn’s music, life and politics

http://en.wikipedia.org/wiki/Bruce_Cockburn

Rod Stewart Greatest Hits (Full Album) – The Best Of Rod Stewart (HD/HQ Mp3)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=n7SeqcWBgo8]

Roderick David Stewart (Londra, 10 gennaio 1945) è un cantautore britannico.

Caratterizzato dalla sua graffiante voce, Rod Stewart è uno degli artisti di maggiore successo di tutti i tempi, avendo venduto oltre 200 milioni di dischi in tutto il mondo. In tutta la sua lunga carriera, Rod ha conquistato sei volte la prima posizione nella classifica degli album più venduti nel Regno Unito e 31 volte la top ten per quanto riguarda quella dei singoli. Egli ha avuto un grande successo anche in America, con 16 singoli entrati nella top ten della Billboard Hot 100., di cui quattro che hanno raggiunto il primo posto. Sempre in America, grazie al concerto gratuito del 31 dicembre 1994 davanti a oltre quattro milioni di spettatori sulla spiaggia di Copacabana, Stewart è entrato nel Guinness dei primati, diventando l’artista con maggiore pubblico a un proprio concerto dell’intera storia del rock. Nel 2007 è stato nominato CBE, Commendatore dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico (Commander of the Order of the British Empire) a Buckingham Palace per i meriti e il contributo dato alla musica.

Vincitore di numerosi prestigiosi premi, tra cui 1 Grammy Award nel 2005, 1 BRIT Awards nel 1993, 1 American Music Award nel 1994 e 2 World Music Award nel 1993 e nel 2001, nel 2008, la rivista Billboard lo ha posizionato al 17esimo posto nella classifica dei 100 artisti di maggior successo, mentre si trova alla posizione numero 59 nella classifica dei 100 maggiori cantanti di tutti i tempi, stilata dalla rivista Rolling Stone .[ Come artista solista, Stewart è stato inserito nella US Rock and Roll Hall of Fame nel 1994, nella UK Music Hall of Fame nel 2006 e una seconda volta nella US Rock and Roll Hall of Fame nel 2012, come membro del gruppo dei Faces. Infine, il suo nome è scritto anche sulla Hollywood Walk of Fame, a Hollywood.

https://it.wikipedia.org/wiki/Rod_Stewart

Roderick David “Rod” Stewart, CBE (born 10 January 1945) is a British rock singer-songwriter. Born and raised in London, he is of English and Scottish ancestry. Stewart is one of the best-selling music artists of all time, having sold over 100 million records worldwide.

He has had six consecutive number one albums in the UK, and his tally of 62 UK hit singles includes 31 that reached the top 10, six of which gained the number one position. He has had 16 top ten singles in the US, with four reaching number one on the Billboard Hot 100. In 2007, he received a CBE at Buckingham Palace for services to music.

With his distinctive raspy singing voice, Stewart came to prominence in the late 1960s and early 1970s with The Jeff Beck Group and then with Faces, though his music career had begun in 1962 when he took up busking with a harmonica. In October 1963 he joined the Dimensions as a harmonica player and part-time vocalist, then in 1964 he joined Long John Baldry and the All Stars. Later, in August 1964, he also signed a solo contract, releasing his first solo single, “Good Morning Little Schoolgirl”, in October of the same year. He maintained a solo career alongside a group career, releasing his debut solo album An Old Raincoat Won’t Ever Let You Down (US: The Rod Stewart Album), in 1969. His early albums were a fusion of rock, folk music, soul music and R&B. His aggressive blues work with The Jeff Beck Group and the Faces influenced heavy metal genres. From the late 1970s through the 1990s, Stewart’s music often took on a new wave or soft rock/middle-of-the-road quality, and in the early 2000s he released a series of successful albums interpreting the Great American Songbook.

In 2008, Billboard magazine ranked him the 17th most successful artist on the “Billboard Hot 100 All-Time Top Artists”.[7] A Grammy and Brit Award recipient, he was voted at No. 33 in Q Magazine’s list of the top 100 Greatest Singers of all time, and No. 59 on Rolling Stone 100 Greatest Singers of all time.[9] As a solo artist, Stewart was inducted into the US Rock and Roll Hall of Fame in 1994, the UK Music Hall of Fame in 2006 and was inducted a second time into the US Rock and Roll Hall of Fame in 2012, as a member of the Faces.

https://en.wikipedia.org/wiki/Rod_Stewart

Misterioso universo – Mysterious universe


Misterioso universo

Argentei riflessi
tra piccole onde
che cullano i pensieri
moti dell’anima
che al mattino
son nascosti da nebbie

Ti vengo a cercare
e m’ascolti
oltre il silenzio
bevendo gli attimi
che m’attraversano

Vita parallela
d’ attese e sogni
nel tempo che s’abbatte
per la lezione della vita
che è dono

Tutto di me conosci
del mio percorso
e come padre
mi consoli
insieme ai salici

In te mi specchio
liquido occhio
che tutto leggi
e m’abbracci

Fiume placido
che a volte
in un moto di vita
percorre il confine
e poi tracima

Con te i primi inganni
e le lacrime che rigavano
l’anima inqueta
e tu m’accoglievi
portando pace
al mio vivere le paure

Te ritraggo
in immagini vive
per essere di te figlio
che impara
il respiro di vita
oltre le stagioni

Tu amico
che la notte
accogli la luna
e ti fai accarezzare
dal generoso vento

Fonte di vita
per tutte le tue creature
che benevolo sorvegli
abbeverando radici
e dissetando stormi

Mi dicono in attesa
come te fratello
che nella mia anima vivo
e son guardiano
che raccoglie con te
speranze e sogni

Il sole gira ancora
e la mia anima accarezza
oltre il timore
di cadere da sottile lama

E tutto ora comprendo
del senso delle cose
e di questo respiro immoto
d’ un misterioso universo

14.04.2005 Poetyca

Mysterious universe

silvery reflections
of small waves
that cradle your thoughts
motions of the soul
in the morning
are hidden by fog

I’ll come and look
and hear me
than silence
drinking the moments
that m’attraversano

parallel lives
‘s hopes and dreams
in time s’abbatte
Lesson for life
which is a gift

Know everything about me
of my path
and as a father
comfort me
together with willows

My reflection in you
liquid eye
that all laws
and hug me

leisurely
that sometimes
in a movement of life
crosses the border
and then overflows

With you the first deception
and the tears streaming down
soul inqueta
welcomes me and you
bringing peace
I live in fear

you flinch
lives in pictures
for you son
who learns
the breath of life
over the seasons

you friend
the night
you welcome the moon
and I do pat
by the generous wind

Source of life
for all your creatures
monitor that kind
providing water in roots
flocks and drink

They tell me on hold
brother like you
I live in my soul
and I am the guardian
gathering with you
hopes and dreams

The sun still revolves
and caresses my soul
beyond fear
falling from thin blade

And I understand everything now
the meaning of things
and this breath motionless
d ‘a mysterious universe

14.04.2005 Poetyca

Tutti in viaggio – All travelers


Tutti in viaggio

Tutti siamo in viaggio:
scoperta di quel che siamo,
leggero il bagaglio – togliendo via
quel che è inutile –
Sentimenti di attaccamento;
timori e rabbia a nulla serviranno.

Tutti sulla stessa via,
alla ricerca di senso:
scoperta del tempo
che non ha tempo
dello spazio
senza spazio
per essere Fratelli
e Sorelle dell’Anima
che chiama.

Una sola coperta
che riscalda il cuore
una sola borraccia
per estinguere la sete
Amore che raccoglie
anche l’ultima stella
nel riflesso della gioia.

La meta è vicina
e non dimentichiamo
anche l’ultimo viandante
che non crede più
e non spera
in quest’attesa,
perchè non manda via la nebbia
delle sue illusioni.

01.12.2005 Poetyca

All travelers

We are all travelers:
discover what we are,
lightweight luggage – taking away
what is useless –
Feelings of attachment;
fears and anger at nothing will.

All in the same way,
in search of meaning:
discovery of time
no time
space
no space
for Brothers
Sisters and Soul
the caller.

One blanket
that warms the heart
one bottle
to quench thirst
Love that collects
also the last star
the reflection of the joy.

The end is near
and do not forget
the last wanderer
that no longer believes
and hopes
in this expectation,
why not send away the fog
of his illusions.

01.12.2005 Poetyca

Nuova forza – New force


Nuova forza

La danza del tempo
riporta sospiri
ed attesa presenza
che rapita dal silenzio
è ora sempre
più vera

E se tutto è racchiuso
in un attimo
è il mistero che tarda
nello scivolare dei giorni
a portare nuova forza

11.10.2005 Poetyca

New force

The dance of time
brings sighs
and expected presence
that abducted by silence
is now increasingly
truest

And if it is enclosed
in an instant
is the mystery that late
slip in the days
to bring new strength

11.10.2005 Poetyca

Autorità e rispetto – Authority and Respect



Autorità e Rispetto
La base di tutto parte dal rispetto, appare una parola limitante, confusa come ” essere assoggettati ad un autorità ”
– poi tra autorità ed autoritario – passa un’altra differenza.
Si crede ad esempio di dover essere capaci di porgere di tutto per colmare ed ” essere vicini “, che ci si debba adeguare ai tempi e spesso non è¨ una vera presenza la nostra ma un imporre e proporre cose, un volere mostrare solo il nostro punto di vista senza sforzarci a comprendere cosa l’altro abbia vissuto, cosa colga la sua sensibilità e quali pietre miliari segnino il suo cammino interiore.
Allora si educano i figli ad avere tutto, persino quello che non è mai stato chiesto, che non era nel loro interesse e si gareggia a dimostare la grande conoscenza che possano avere, con amici e conoscenti – lontana da cultura e da assimilazione- si diviene assuefatti , incapaci di mettere in moto la curiosità, la vigilanza e la voglia di seguire una via precisa – tutto è talmente superficiale e troppo vasto da non cogliere essenzialità oppure, come per le specializzazioni, diviene talmente – parte del tutto – da non avere più la conoscenza generale.
Di sicuro era meglio la cultura di un tempo.
Non credo sia possibile una ” libertà” di comportamento senza tenere conto degli altri (il mancato rispetto), di quello che l’agire in forma “anarchica” possa comportare nel calpestare altrui sensibilità, in fondo abbiamo tutti delle linee guida, penso che relativamente al tenere conto del ” giudizio”, che lego a confronto o paragone con gli altri al voler credere che alcune reazioni siano giustificabili,denoto che spesso giudicare è¨ pre-meditare qualcosa non sempre inerente ad una comprensione degli atteggiamenti degli altri ma ergersi come ” migliori “. Esiste un migliore, quando in fondo abbiamo tutti un diverso cammino? Non è¨ la competizione, il saper lasciare indietro gli altri a renderci ” al di sopra”, la saggezza è¨ in colui che se lo desidera sa anche aspettare e non decidere di andare oltre i gradini della competizione, sa cogliere opportunità e conoscenza da quello che vive attimo per attimo. Anche questo è¨ modo per setacciare ” verità ” e tra i dubbi trovare il senso delle cose .
Rispetto è scandire il proprio valore e quello altrui attraverso la consapevolezza e la fuga dall’ovvietà delle cose, è cogliere piccole sfumature che nobilitino se stessi e gli altri per farne compagni di viaggio se li troviamo a noi affini.
E’ dialogo e capacità di trovare negli altri gli elementi che li caratterizzino, semplicemente accogliendone la loro unicità.

07.05.2005 Poetyca
Authority and Respect

The basis of all the respect, it is a word boundary, confused as “the goodwill to be an authority”
– Then between authority and authoritarian – passing another difference.
It is believed for example that they must be able to give everything to fill and “being close”, that we should adapt to the times and often is ° a real presence but we propose and impose things, will only show our point of view without trying harder to understand what others have experienced, what captures her sensitivity and what milestones will mark his inner journey.
Then they raise their children to have everything, even what he has never asked, that was not in their interest to compete and can show the great knowledge which may have, with friends and acquaintances – away from culture and assimilation, it becomes addicted, unable to start the curiosity, attention and the desire to steer a clear – everything is so superficial and too vast to grasp essential or not, as specializations, it becomes so – the part of all – they no longer general knowledge.
It was certainly better the culture of the past.
I do not think there is a “freedom” to conduct without taking into account other (non-compliance) of what the act as “anarchist” could result in trampling other people’s sensibilities, basically we have all the guidelines, I think relatively to take into account the “opinion”, tying compare or comparison with others to want to believe that some reactions are justifiable, denotes that often pre-judge is ° not always reflect something inherent to an understanding of the attitudes of others but stand as ” best “. There is better when the end we all have a different way? ¨ It is not competition, the ability to leave behind the others to make “above”, ¨ in wisdom is one who knows even if they want to wait and decide not to go beyond the steps of competition, knows how to seize opportunities and knowledge one who lives moment to moment. This is also s no way to sift the “truth” among the doubts find the meaning of things.
Respect is articulate its value and that of others through awareness and flight dall’ovvietà of things, is to capture small nuances that nobilitino themselves and others to make traveling companions if they are related to us.
And ‘dialogue and ability to find other elements that characterize them, just accept their uniqueness.

07.05.2005 Poetyca

La carezza del vento – The Caresses of the wind


LA POESIA DELLA SETTIMANA

LA CAREZZA DEL VENTO

di Daniela Poetyca

Dany è nata a Roma, ma risiede a Reggio Calabria dal 1968. Scrive componimenti poetici dall’età di 12 anni. E’ portata al dialogo e all’ascolto di se stessa e degli altri, ama la natura e «sentire» le proprie emozioni. Ama la lettura e la riflessione.

Scrivere è condividere con gli altri il suo animo. Considera che ognuno di noi ha la Luce interiore, ma va cercata. E’ sempre alla ricerca di un evoluzione interiore che porta alla propria autocoscienza.

Ha molto entusiasmo in tutte le cose che intraprende e crede in quello che ama.

Attraverso internet ha una vasta rete di contatti che le consentono di ascoltare la vita degli altri spesso fonte d’ispirazione per le poesie.

Il mondo poetico oggi ha perduto la sua singolarità, è rimasta soltanto la tematica che è di un’enorme vastità e non impone una severa meditazione; soprattutto per evitare il rischio di dilungarsi e di evadere dall’argomento. Quando parla di affetti umani, subito il pensiero corre alla famiglia, al vincolo naturale che lega il marito alla moglie, i figli ai genitori e viceversa, i fratelli ai fratelli. Credo che intorno a ciò non ci siano dispareri e che tutti quanti considerino l’affetto familiare come fondamentale per la società umana. C’è poi l’affetto dell’uomo per l’uomo. Il Cristianesimo dice: «Amerai il prossimo tuo come te stesso».

Appunto perché gli affetti esistono in noi, vivi, eterni e indistruttibili, possiamo affermare che l’origine altissima dell’uomo è l’essere fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Non fa quindi meraviglia che tali sentimenti abbiano trovato nei poeti la loro più genuina ed efficace espressione. Una delle nostre prime letture scolastiche fu quella dell’Iliade e noi tutti ricordiamo i personaggi di Ettore, Andromaca ed Astianatte che Omero ha eternato nel famoso incontro descritto nel libro VI. Si tratta di parole scritte 2900 anni fa e che sembrano di oggi, perché anche oggi conservano la loro efficacia, e i padri, le madri e i figli d’oggi nutrono gli stessi sentimenti delle famiglie dell’antica Grecia e di Roma. La stessa osservazione si può fare, ricordando l’incontro di Ulisse col figlio Telemaco, dello stesso eroe con la moglie Penelope e col padre Laerte e, giungiamo, con la madre Anticlea la quale, ormai negli Inferi, risveglia in lui la più profonda tenerezza.

Il sentimento per il volo di «chi è nato per il cielo» ha trovato in questa lirica la sua più alta espressione, tanto da riportare alla memoria Virgilio di cui si possono ricordare le «alate parole con le quali celebrò la grandezza e la missione di Roma: Tu, o Romano, ricordati di reggere col tuo comando i popoli, di dare a tutti l’ordine e le leggi, di risparmiare quelli che obbediscono e di debellare i superbi».

Credo che bastino questi pochi esempi per capire, leggendo tra le righe e scavare nell’anima di Dany Poetyca ci ha portato, indubbiamente, a considerare e riflettere sulla sua interpretazione del sentimento umano, con ardore ed efficacia.

Spesso il maggior nemico da superare, non è la natura del suolo o l’avversità delle condizioni climatiche, ma l’ignoranza cui («non fugge mai il silenzio»). Anche se l’affermazione potrà sembrare strana il numero degli analfabeti è ancora molto elevato in vastissimi paesi, comunemente denominati «in via di sviluppo». A questi popoli dovrebbe giungere il monito della nostra autrice: «ogni attimo è un seme».

Ecco le efficacissime armi per la lotta contro la fame, la rivalutazione della dignità del lavoro; in modo che aggrappandosi all’immagine del Gabbiano in volo anch’essi lo potranno fare, sorvolando le vaste zone dei paesi africani ed asiatici, dove gran parte della popolazione maschile ritiene che il lavoro abbassi la dignità dell’uomo e «aspetta che il vento gli accarezzi le piume» intanto lascia alle donne il compito di lavorare.

LA CAREZZA DEL VENTO

di Dany Paetyca

Non abbandona mai il volo

chi è nato per il cielo:

Apre le ali

e cerca le sue rotte.

Non scioglie il coraggio

chi ha visto “oltre”:

stringe i denti e lotta.

Non stringe mai il pugno

in segno di rabbia

chi ha il cuore sereno.

Non fugge mai il silenzio

chi è in ricerca:

ogni attimo è un seme.

Non abbandona le lacrime

chi ha il cuore sensibile

e lava al mondo tutte le pene.

Ama e tace chi sogna

aspetta che il vento

gli accarezzi le piume.

Vola ancora gabbiano

perché sei sempre

figlio del cielo.

*************************

Un forte abbraccio circolare e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il tuo cuore desidera, Reno Bromuro

9 Aprile 2005

Il Baricentro Mensile di critica artistica e letteraria

THE POETRY OF THE WEEK

THE CARESS OF THE WIND

Daniela Poetyca

Dany was born in Rome, but residing in Reggio Calabria in 1968. He wrote poems from the age of 12 years. And ‘capacity to dialogue and listening to herself and others, love nature and “feel” their emotions. She loves reading and reflection.

To write is to share with others her feelings. Consider that each of us has an inner light, but must be sought. It ‘s always in search of an inner evolution that leads to self-consciousness.

He has a lot of enthusiasm in everything he undertakes and believes in what he loves.

Through the Internet has a vast network of contacts that you can listen to the lives of others is often a source of inspiration for the poems.

The poetic world today has lost its uniqueness, has remained the only issue that is of enormous size and does not impose a strict meditation, mainly to avoid the risk of escape and dwell on the topic. When he talks about human emotions, thoughts turn immediately to the family, the natural bond that binds the husband to his wife, children against parents and vice versa, brothers to brothers. I think about what we are dispareri and consider all of the affected family as fundamental to human society. Then there is the love of man for man. Christianity says: “You shall love your neighbor as yourself.”

Just because there are affections in us, the living, eternal and indestructible, we can say that the origin of man is the highest to be made in the image and likeness of God is not surprising that these sentiments in the poets have found their most genuine and effective expression. One of our first school was reading the Iliad and we all remember the characters of Hector, Andromache and Astyanax, which Homer immortalized in the famous encounter described in Book VI. These are words written 2900 years ago and seem today, because even today retain their effectiveness, and the fathers, mothers and children today eat the same feelings of families of ancient Greece and Rome. The same observation can be done, remembering the encounter of Odysseus with his son Telemachus, the hero himself with his wife Penelope and his father Laertes, and we arrive, with his mother Anticlea which, now in the Underworld, he awakens the deepest tenderness .

The feeling for the flight of “who is born for heaven,” he found in this opera to its highest expression, so as to bring the memory of Virgil which you may remember the “winged words with which he celebrated the greatness and mission Rome: Thou, O Roman, remember to hold your command with the people, to give all the order and laws, save those who obey and to eradicate the proud. “

I think these few examples suffice to understand, reading between the lines and dig into the soul of Dany Poetyca has brought us, no doubt, to consider and reflect on its interpretation of human feeling, with enthusiasm and effectiveness.

Often the greatest enemy to overcome, not the nature of the soil or climatic conditions of adversity, but the ignorance of which (“never flees the silence”). Although the statement may seem odd number of illiterate people is still very high in the vast country, commonly referred to as “developing.” These people should get the warning of our author, “every moment is a seed.”

These are very effective weapons in the fight against hunger, the appreciation of the dignity of labor, so that by clinging to the image of Seagull in flight also they will do it, flying over the vast areas of countries in Africa and Asia, where most of the male population believes that the work lowers the dignity of man and “wait for the wind caress the feathers” while leaving the task of working women.

THE CARESS OF THE WIND

Dany Paetyca

It never leaves the flight

who is born for heaven:

Spreads its wings

and seeks its routes.

Do not melt the courage

who has seen “over”:

grits his teeth and fight.

Do not tighten the fist

as a sign of anger

who has the serene heart.

Never flees the silence

those in search:

every moment is a seed.

Do not leave the tears

who has a sensitive heart

and washes all the troubles in the world.

He loves and is silent dreamer

expect that the wind

stroked his feathers.

Seagull still Fly

why are you always

son of heaven.

*************************

A strong move and embrace the hope that the sun is warm and sincere as ever your heart desires, Reno Bromuro

April 9, 2005

The center of gravity Monthly art criticism and literary

Oltre l’aurora – Beyond the aurora


Oltre l’aurora

Un attimo di vita
che raccoglie le fronde
di pensieri ed anima
che come brezza
s’involano oltre confine
Sono figli del cielo
che si donano oltre l’apparire
e non è tempo
non è lotta
ma solo vibrare sommesso
di quel che non conosci ancora
ma t’accarezza per essere tu
seme di gioia che sconfina
oltre l’aurora
Non è timore
non è forza
ma sono intimo vibrare
di pace che si proietta
senza resta e senza estremi
per cogliere soltanto
infinito ed Amore
tra le nuvole ridenti
che di te si fan gioco
coprendo la Luce
con l’illusione
Ma tutto attendi
e tutto speri
per far germogliare
nel tuo silenzio
dorate trine di speranza
che ti conduce lontano
partendo da soffi d’anima
che schiudono alla brina
le corolle del cuore
15.05.2005 Poetyca
Beyond the aurora
A moment of life
that collects the leaves
of thought and soul
and as a breeze
flees across the border
They are sons of heaven
giving themselves over the appearance
it is not time
it is not fight
but only vibrate softly
of what we do not yet know
but caresses to be you
seed of joy that borders
over the Northern
Do not be afraid
is not strength
but they are vibrating underwear
peace that is projected
no remains and no extremes
to capture only
Love is infinite and
between cloudy laughing
that you are game fans
covering the Light
with the illusion
But wait
and all hope
to sprout
in your silence
gold lace of hope
that takes you away
starting from blasts of soul
which opens up to frost
the flowers of the heart
15.05.2005 Poetyca

Senza domande – No questions


Senza domande
Ed è cercare
tra rigagnoli di tempo
il tuo esistere
oltre ogni allargato cerchio
che d’apparente
dona riflesso

E vita
che scorre
come pennellata lieve
come capriole di fumo
nell’attimo
d’un respiro
per la danza delle ore

E’ scoperta
dell’attimo fuggente
per essere
senza più domande

05.05.2005 Poetyca
No questions
And is trying
between streams of time
your existence
extended beyond the circle
that of apparent
gives a reflection

And life
flowing
as mild stroke
somersaults as smoke
in the moment
of breath
for dance of the hours

It is discovery
of fleeting moment
to be
no more questions

05.05.2005 Poetyca

Lo splendore è in te – The brilliance is in you


Lo splendore è in te

Piccola anima che a volte ti assopisci ed hai timore
per quelle ferite che la vita infligge,
una persona splendida sei tu!
Tu che cogli sfumature ed attraversi la notte,
che colori con magia mille istanti
Con te non servono neppure le parole,
con te che anche attraverso piccoli gesti
sai proteggere e vivere emozione,
vorrei che la vita fosse generosa.
Con te non mi è difficile esserci,
saper leggere nella tua trasparenza
e cogliere ogni cosa.
Non mi è difficile condividere
il cammino di questo mio esistere.
Esserci…
Per me esserci è nella scommessa del quotidiano,
nel passo leggero, quasi in punta di piedi ad osservare,
cogliere e sostenere, se sento che debbo essere più vicina .
E’ nell’ascolto intimo di quelle sensazioni che chiedono conferme
– lampi ed intuizioni – che accolgo e rifletto,
senza fretta – seppure io sia un’impulsiva,
è nell’entusiasmo vivo che a volte mi fa correre lontano
con la mente e con il cuore, con le mani piene di sogni
che vorrei distribuire intorno. Ma è sopratutto attesa, senza aspettative,
nella calma del silenzio, con la certezza che si compie per tutti
la bellezza della realizzazione.
Ogni giorno è meraviglia, è colore, incanto e respiro
che sa porgere senso ad ogni attimo di vita,
la cosa più bella è saperlo trovare insieme.
Sogni, utopie e desiderio di unità per molti,
per questo vagare senza saper trovare un senso preciso.
Un nuovo anno nella mia vita non è peso
ma ricerca consapevole di quel che è stato dono,di quello
che potrebbe essere sfuggito ed attesa di quello
che si coglierà ancora per essere consapevoli
di cosa si manifesta lungo questo mio cammino.
Non analisi fredda, razionale, non inventario e bilancio
ma un toccare con il cuore e scorgere lo sbocciare di semi inaspettati:
un filo sottile che ha saputo tracciare colori
ascolto per scoprire da che parte si deve andare.
Io sono in cammino da sempre e tanto ancora ho da scoprire.
Io sono senza età, perchè quello che sono lo vivo
e lo vivrò sempre con la consapevolezza che il vero senso delle cose
è scolpito in fondo all’anima e solo chi lo sa vedere,
lo coglie ed è capace di trovare valore nel proprio cammino.
Cara Anima
sappi che lo splendore è in te e non smettere mai di crederci, di stupirti
e di rialzarti se cadi, di essere la persona che sei
perchè è in questo la tua unicità.
5 giugno 2005 Poetyca
The brilliance is in you
Little soul that sometimes you fall asleep and you fear
for those wounds that life inflicts,
a wonderful person you!
You cross that captures the nuances and night,
color with magic moments that one thousand
With you do not even need the words,
with you that even through small gestures
You know protect and live emotion,
I wish that life was generous.
With you it’s hard to be there,
able to read in your transparency
and seize everything.
I can easily share
the journey of my existence.
Be there …
For me there is the challenge of everyday life,
in the light step, almost on tiptoe to observe,
understand and support, as I feel that I must be closer.
And ‘listening intimate feelings of those who ask for confirmation
– Flashes and insights – that I accept and reflect,
unhurried – although I am impulsive,
you live in the enthusiasm that sometimes makes me run away
with the mind and heart, with hands full of dreams
I would like to distribute around. But it is mostly waiting, no expectations,
in the stillness of silence, with the certainty that it does for all
the beauty of creation.
Every day you wonder, is color, charm and breath
who knows how to give meaning to every moment of life,
The best thing is to know to find together.
Dreams, utopias and desire for many units,
for this wandering without knowing how to find a precise meaning.
A new year in my life is not weight
but a conscious search for what was a gift, what
that might have escaped and waiting for what
that will take you again to be aware
what occurs along my path.
No analysis of cold, rational, non-inventory and budget
but touch the heart and see the blossoming of seeds unexpected:
a thin wire that has been able to trace color
listen to find out which way to go.
I am always on the move and so I still have to discover.
I am ageless, because what I am I live
and I will live forever with the knowledge that the true meaning of things
is carved at the bottom of the soul and just see who knows,
seizes him and is able to find value in their own way.
Dear Soul
know that the brilliance is in you and never stop believing, be amazed
and get up if you fall, you are the person you are
This is because your uniqueness.
June 5, 2005 Poetyca

Lo splendore è in te – The brilliance is in you


Lo splendore è in te

Lo splendore è in te…

Piccola anima che a volte si assopisce ed ha timore per quelle ferite che la vita infligge, la persona splendida sei tu!

Tu che cogli sfumature ed attraversi la notte, che colori con magia mille istanti … Con te non servono neppure le parole, ed è per pochi, con te che anche attraverso piccoli gesti sai proteggere e vivere emozione, vorrei che la vita fosse generosa.

Con te non mi è difficile esserci, saper leggere nella tua trasparenza e cogliere ogni cosa.

Non mi è difficile condividere il cammino di questo mio esistere.

Esserci…

Per me esserci è nella scommessa del quotidiano, nel passo leggero, quasi in punta di piedi ad osservare, cogliere e sostenere se sento che debbo essere più vicina. E’ nell’ascolto intimo di quelle sensazioni che chiedono conferme – lampi ed intuizioni – che accolgo e rifletto, senza fretta – seppure io sia un’impulsiva, è nell’entusiasmo vivo che a volte mi fa correre lontano con la mente e con il cuore, con le mani piene di sogni che vorrei distribuire intorno.

Ma è sopratutto attesa, senza aspettative, che si compia negli altri la realizzazione .

Ogni giorno è meraviglia, è colore, incanto e respiro che sappia porgere senso ad ogni attimo di vita, la cosa più bella e saperlo trovare insieme.

Sogni, utopie e desiderio di unità per molti, per questo vagare senza saper trovare un senso preciso.

Un nuovo anno nella mia vita non è peso ma ricerca consapevole di quel che è stato dono,di quello che potrebbe essere sfuggito ed attesa di quello che si coglierà ancora per essere consapevoli di cosa si possa manifestare lungo questo mio cammino.

Non analisi fredda, razionale, non inventario e bilancio ma un toccare,con il cuore e uno scorgere lo sbocciare di semi inaspettati: un filo sottile che abbia saputo tracciare colori per avere poi ascoltato da che parte si dovesse andare.

Io sono in cammino da sempre e tanto ancora ho da scoprire.

Io sono senza età, perchè quello che sono lo vivo e lo vivrò sempre con la consapevolezza che il vero senso delle cose è scolpito in fondo all’anima e solo chi lo sa vedere, lo coglie è capace di trovare valore nel proprio cammino.

Sappi che lo splendore è in te e non smettere mai di credere, di stupirti e di rialzarti se cadi, di essere la persona che sei perchè è in questo la tua unicità.

05.06.2005 Poetyca

The brilliance is in you

The brilliance is in you …

Little soul who sometimes falls asleep and has fear of the wounds that life inflicts, the wonderful person you!

You cross that captures the nuances and night, that one thousand color with magic moments … With you do not even need words, and that is just with you know that even through small gestures and protect living emotion, I wish that life was generous.

With you it’s hard to be there, knowing how to read in your transparency and seize everything.

I can easily share the journey of my existence.

Be …

For me there is the bet of the day, the light step, almost on tiptoe to observe, understand and support if I feel that I must be closer. And ‘intimate listening seeking confirmation of those feelings – flashes and insights – that I accept and consider, in no hurry – even though I’m impulsive, living in the enthusiasm that sometimes it makes me run away with the mind and the heart, with hands full of dreams that I would like to distribute around.

But it is above expectation, with no expectations, which is carried in the other realization.

Every day you wonder, is color, charm and who can give meaning to breathe every moment of life, the best thing and being able to find together.

Dreams, utopias, and the desire for unity for many, for this wandering without knowing how to find a precise meaning.

A new year in my life is not weight but a conscious search for what was a gift, what could have escaped and waiting for what will take you to even be aware of what is observable along this my way.

Not cold analysis, rational, non-inventory and budget, but a touch, with a heart and see the blossoming of seeds unexpected: a thin wire that has been able to trace color to have then heard what side you were to go.

I am always on the move and so I still have to discover.

I am ageless, because I live what I am and always will live with the knowledge that the true meaning of things is carved at the bottom and only soul who knows how to see, he grasps is able to find value in their own way.

Know that the glory is in you and never stop believing, be surprised if you fall and get up, to be the person you are because this is your uniqueness.

05.06.2005 Poetyca

The best of Rolling Stones


I Rolling Stones sono un gruppo musicale rock britannico, composto da Mick Jagger (voce, armonica, chitarra), Keith Richards (chitarre, voce), Ronnie Wood (chitarre, cori) e Charlie Watts (batteria, percussioni). È una delle band più importanti e tra le maggiori espressioni della miscela tra i generi della musica rock e blues, quel genere musicale che è l’evoluzione del rock & roll anni cinquanta, da loro rivisitato in chiave più dura con ritmi lascivi, canto aggressivo, continui riferimenti al sesso e, talvolta, alle droghe pesanti.

Per il loro essere trasgressivi furono chiamati i “brutti, sporchi e cattivi” e contrapposti ai più rassicuranti Beatles, anche se tale contrapposizione fu spesso creata dagli stessi Rolling Stones che si comportavano in modo volutamente antitetico rispetto ai Beatles (con i quali ebbero peraltro sempre un ottimo rapporto di stima e amicizia), proponendo così un modello alternativo a uso e consumo della stampa musicale. I Rolling Stones sono stati, e sono tuttora, un’autentica pietra miliare nell’evoluzione della musica rock del XX secolo, portando sotto i riflettori il malcontento e di conseguenza la protesta di intere generazioni, incarnando così il travagliato spirito dei grandi bluesman del passato e scegliendo il titolo di una canzone di uno di questi (Muddy Waters) come nome del loro gruppo.

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Rolling_Stones

The Rolling Stones are an English rock band formed in London in 1962. The first settled line-up consisted of Brian Jones (guitar, harmonica), Ian Stewart (piano), Mick Jagger (lead vocals, harmonica), Keith Richards (guitar), Bill Wyman (bass) and Charlie Watts (drums). Stewart was removed from the official line-up in 1963 but continued as occasional pianist until his death in 1985. Jones departed the band less than a month prior to his death in 1969, having already been replaced by Mick Taylor, who remained until 1975. Subsequently, Ronnie Wood has been on guitar in tandem with Richards. Following Wyman’s departure in 1993, Darryl Jones has been the main bassist. Other notable keyboardists for the band have included Nicky Hopkins, active from 1967 to 1982; Billy Preston through the mid 1970s (most prominent on Black and Blue) and Chuck Leavell, active since 1982. The band was first led by Jones but after teaming as the band’s songwriters, Jagger and Richards assumed de facto leadership.

The Rolling Stones were in the vanguard of the British Invasion of bands that became popular in the US in 1964–65. At first noted for their longish hair as much as their music, the band are identified with the youthful and rebellious counterculture of the 1960s. Critic Sean Egan states that within a year of the release of their 1964 debut album, they “were being perceived by the youth of Britain and then the world as representatives of opposition to an old, cruel order — the antidote to a class-bound, authoritarian culture.”[1] They were instrumental in making blues a major part of rock and roll and of changing the international focus of blues culture, to the less sophisticated blues typified by Chess Records artists such as Muddy Waters, writer of “Rollin’ Stone”, after which the band is named. After a short period of musical experimentation that culminated with the poorly received and largely psychedelic album Their Satanic Majesties Request (1967), the group returned to its bluesy roots with Beggars’ Banquet (1968) which—along with its follow-ups, Let It Bleed (1969), Sticky Fingers (1971) and Exile on Main St. (1972)—is generally considered to be the band’s best work and are considered the Rolling Stones’ “Golden Age”. Musicologist Robert Palmer attributed the “remarkable endurance” of the Rolling Stones to being “rooted in traditional verities, in rhythm-and-blues and soul music”, while “more ephemeral pop fashions have come and gone”.[2]

The band continued to release commercially successful records in the 1970s and sold many albums, with Some Girls (1978) and Tattoo You (1981) being their two most sold albums worldwide. In the 1980s, a feud between Jagger and Richards about the band’s musical direction almost caused the band to split but they managed to patch their relationship and had a big comeback with Steel Wheels (1989) which was followed by a big stadium and arena tour. Since the 1990s, new recorded material from the group has been increasingly less well-received and less frequent. Despite this, the Rolling Stones have continued to be a huge attraction on the live circuit, with big stadium tours in the 1990s and 2000s. By 2007, the band had made what were then four of the top five highest-grossing concert tours of all time (Voodoo Lounge Tour (1994–95), Bridges to Babylon Tour (1997–99), Licks Tour (2002–03) and A Bigger Bang Tour (2005–07).[3]

The Rolling Stones were inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 1989, and the UK Music Hall of Fame in 2004. Rolling Stone magazine ranked them fourth on the “100 Greatest Artists of All Time” list, and their estimated album sales are above 250 million. They have released twenty-nine studio albums, eighteen live albums and numerous compilations. Let It Bleed (1969) was their first of five consecutive number one studio and live albums in the UK. Sticky Fingers (1971) was the first of eight consecutive number one studio albums in the US. In 2008, the band ranked 10th on the Billboard Hot 100 All-Time Top Artists chart. In 2012, the band celebrated its 50th anniversary.

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Rolling_Stones

Voce – Voice


Voce

Voce, vibrazione d’anima
ed incanto che permetta connessione
tra chi offre e chi riceve; che rinsalda nel tempo
tutti i legami, per portare gioia e passione,
che spezza dubbi ed abbatte tutte le paure.

Voce che raccoglie tutti gli istanti
in trepida attesa di nuove parole:
sognate, desiderate e mai cancellare
sull’anima, che festante,
è spiaggia che attende la carezza
d’un onda senza fine.

Voce accesa, viva,
che racconta lacrime nascoste
d’una nostalgia senza suono,
oltre l’istante e il suo colore;
oltre la vita e l’amore.

Voce mia, voce tua
in perpetuo intreccio
che vibra nel silenzio,
nelle asperità di una vita
che nega la presenza.

Voce attesa, amata,
che sospinge oltre la solitudine
ed accarezza senza fine
nell’espansione del respiro
tra gioie d’Universo

Sei tu forza che prorompe,
smorza ed arricchisce
legami dove tutto scorre;
dove tutto si conosce
anche in accoglienza
nell’ascolto del silenzio.

16.01.2005 Poetyca

Voice

Voice, vibration of the soul
and charm that allows connection
between who provides and who receives that strengthens in the time
all bonds, to bring joy and passion,
that breaks down all the fears and doubts.

Voice that collects all the moments
anxiously waiting for new words:
dream, and never want to delete
soul, that festive,
is the beach that awaits the caress
of a wave without end.

Voice on, alive,
that tells hidden tears
of nostalgia without sound,
over time and its color;
beyond life and love.

My voice, your voice
in a perpetual interweaving
that vibrates in the silence,
in the rough of a life
denying its presence.

Voice wait, loved,
that pushes beyond the solitude
and endless caresses
expansion of the breath
joys of the Universe

Are you the force that breaks out,
softens and enriches
ties where everything flows;
where everything is known
in reception
listening to the silence.

16.01.2005 Poetyca

Quel che sei – What you are


Quel che sei


E ti vorrei ascoltare
oltre i silenzi e l’illusione
oltre le rotte antiche
che conducono all’inganno
per essere ora cielo azzurro
che per te sappia raccontare
di voli d’anima e sereno

Vorrei il tuo coraggio
per essere soltanto
quel che sei


05.02.2005 Poetyca

What you are


And I would like to listen to you
beyond the silences and illusion
beyond the ancient routes
which lead to deception
to be now blue sky
that for you can tell
of flights of soul and serene

I would like your courage
to be alone
what you are


05.02.2005 Poetyca

Senza chiasso – Without fuss


Senza chiasso


Saggezza prende dimora nel silenzio
che tutto accarezza oltre le apparenze
non servono vesti multicolori
affinché l’occhio catturi luce
Basta un soffio leggero
che sappia condurre la mente
basta un’ emozione lieve
per portare vita al cuore
Senza chiasso
senza troppe parole
per essere unione
oltre ogn’illusione


18.03.2005 Poetyca

Without fuss


Wisdom takes up residence in silence
that caresses everything beyond appearances
no multicolored robes are needed
so that the eye catches light
A light puff is enough
who knows how to lead the mind
a slight emotion is enough
to bring life to the heart
Without fuss
without too many words
to be union
beyond any illusion


18.03.2005 Poetyca