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“Cream “White Room/Crossroads/Badge” Live-2005″


~Poetyca

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The Best of Patti Smith


[youtube https://www.youtube.com/playlist?list=PL6A0E9CCF4B45E549 ]

Patricia Lee Smith (Chicago, 30 dicembre 1946) è una cantante e poetessa statunitense. Figura atipica e rivoluzionaria nel rock degli anni ’70, è stata tra le grandi protagoniste del proto-punk e della New wave.[1][2][3] Il grande carisma interpretativo e la suggestiva potenza delle sue liriche le hanno fatto guadagnare il soprannome di ”sacerdotessa maudit del rock”.[4]

La rivista Rolling Stone la inserisce al quarantasettesimo posto nella sua classifica dei 100 migliori artisti

http://it.wikipedia.org/wiki/Patti_Smith

 

Patricia LeePattiSmith (born December 30, 1946)[1] is an American singer-songwriter, poet and visual artist who became a highly influential component of the New York City punk rock movement with her 1975 debut album Horses.[2]

Called the “punk poet laureate”, Smith fused rock and poetry in her work. Smith’s most widely known song is “Because the Night“, which was co-written with Bruce Springsteen and reached number 13 on the Billboard Hot 100 chart in 1978.[2] In 2005, Patti Smith was named a Commander of the Ordre des Arts et des Lettres by the French Ministry of Culture,[3] and in 2007, she was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame.[4] On November 17, 2010, she won the National Book Award for her memoir Just Kids.[5] She is also a recipient of the 2011 Polar Music Prize.

http://en.wikipedia.org/wiki/Patti_Smith

Il nome che attendevi


Il nome che attendevi

Occhi scossi
e incanto
di tempi perduti
dove nulla esiste
oltre il pianto
d’anime in ricerca

Sorrisi e vacuità
lasciati alle spalle
come formicai
che non nutrono l’anima
come le mosche d’un incubo
che non rivela il senso

Dimmi straniero dei tuoi passi
e se senti ancora il suono
d’un respiro che oltrepassa
questo denso silenzio
e che cosa trattengono le tue mani

Dimmi cosa cerca
quella tua voglia di capire
e se avrai la forza
di scavare ancora
dentro la tua anima stanca
che non conosce la povertà
di chi non possiede nulla

Io ci sarò
come lampada nella notte
come attesa di pioggia
dopo la lunga siccità
e mi riconoscerai
semplicemente
come l’odore di casa

Sarò il nome che attendevi
e non è sorte quel destino
che hai costruito
spalancando consapevolezza
a quel che sei

Sarò vita oltre misura
per portare pace
dentro lo scavo di occhi
che non vedevano
la luce che abbraccia
senza nulla chiedere
allargando il confine
della tua verità

18.04.2005 Poetyca

The name you’ve been waiting

eyes shaken
and charm
of time lost
where nothing exists
cried over
in search of souls

Smiles and emptiness
left behind
as anthills
that nourish the soul
like flies in a nightmare
that reveals the meaning

Tell me stranger of your footsteps
and if you still feel the sound
of a breath that passes
this dense silence
and what to keep your hands

Tell me what to look for
the desire to understand your
and if you have the strength
to dig even
inside your weary soul
that knows no poverty
those who do not possess anything

I’ll be there
as a lamp in the night
as the expectation of rain
after the long drought
and I recognize
just
like the smell of home

I will be the name you’ve been waiting
and it is not fate that destiny
you built
widening awareness
then you’re

I will be life beyond measure
to bring peace
in the excavation of eyes
who did not
the light that embraces
without asking
expanding the boundary
of your truth

18.04.2005 Poetyca

Canti oltre la rete


Premio Poeta dell’anno 2005
Renato Milleri

Parola

Parola:
frammento di stella
concesso dal cielo
per essere vita
oltre ogni apparire

Vibrazione eterna
che l’immagine cattura
e restituisce in un barlume
di attimi ricevuti
senza interruzione

Scheggia d’anima
che conosce linguaggio
da non poter tracciare
in un percorso
d’mpalpabile polvere
che respira eterno

16.04.2005 © Poetyca

Il nome che attendevi

Occhi scossi
e incanto
di tempi perduti
dove nulla esiste
oltre il pianto
d’anime in ricerca

Sorrisi e vacuità
lasciati alle spalle
come formicai
che non nutrono l’anima
come le mosche d’un incubo
che non rivela il senso

Dimmi straniero dei tuoi passi
e se senti ancora il suono
d’un respiro che oltrepassa
questo denso silenzio
e che cosa trattengono le tue mani

Dimmi cosa cerca
quella tua voglia di capire
e se avrai la forza
di scavare ancora
dentro la tua anima stanca
che non conosce la povertà
di chi non possiede nulla

Io ci sarò
come lampada nella notte
come attesa di pioggia
dopo la lunga siccità
e mi riconoscerai
semplicemente
come l’odore di casa

Sarò il nome che attendevi
e non è sorte quel destino
che hai costruito
spalancando consapevolezza
a quel che sei

Sarò vita oltre misura
per portare pace
dentro lo scavo di occhi
che non vedevano
la luce che abbraccia
senza nulla chiedere
allargando il confine
della tua verità

14.04.2005 ©Poetyca

Ascolto ed Incanti

E’ poesia di vita
è forza contro gli affanni
è sogno che cela il viaggio
di una mente
e della voce del cuore
per essere nel silenzio
cantore d’anima
che tutto accoglie
come dono

E’ bellezza
che si trasfigura
oltre le immagini
di passi tra le pieghe
di questo cammino
a volte difficile
per gli inciampi
di mani vuote
che non contengono
più emozioni

Solo le fronde
compagne d’incanti
sanno ascoltare
ed accogliere
quel che non dice
la voce muta
ma che trapela
dal cuore spalancato

Vibrazioni sottili
che son dialogo
oltre le parole
in danza d’anima
che si proietta
come raggio di sole

15.04.2005 © Poetyca

Word

World:
star fragment
granted from heaven
for life
look beyond

Vibration eternal
that the image capture
and returns in a glimpse
moments of the received
without interruption

Soul shard
who knows the language
they can not track
in a path
mpalpabile of dust
breathing forever

16.04.2005 © Poetyca

The name you’ve been waiting

Eyes shaken
and charm
of time lost
where nothing exists
cried over
in search of souls

Smiles and emptiness
left behind
as anthills
that nourish the soul
like flies in a nightmare
that reveals the meaning

Tell me stranger of your footsteps
and if you still feel the sound
of a breath that passes
this dense silence
and what to keep your hands

Tell me what to look for
the desire to understand your
and if you have the strength
to dig even
inside your weary soul
that knows no poverty
those who do not possess anything

I’ll be there
as a lamp in the night
as the expectation of rain
after the long drought
and I recognize
just
like the smell of home

I will be the name you’ve been waiting
and it is not fate that destiny
you built
widening awareness
then you’re

I will be life beyond measure
to bring peace
in the excavation of eyes
who did not
the light that embraces
without asking
expanding the boundary
of your truth

14.04.2005 © Poetyca

Listening and Incantations

And ‘the poetry of life
is strongly against the worries
it harbors the dream trip
of a mind
and the voice of the heart
to be in silence
soul singer
that all hosts
as a gift

And ‘beauty
that transforms
beyond images
of steps between the lines
of this path
sometimes difficult
for tripping
of empty
that do not contain
more emotions

Only the leaves
companions of charms
know how to listen
and welcome
that it does not say
the voice changes
but that transpires
from the heart wide open

Subtle vibrations
dialogue that are
beyond words
in dance of the soul
which is projected
as a ray of sunshine

15.04.2005 © Poetyca

Canti oltre la rete 2. Premio poeta dell’anno 2005 Renato Milleri (Remil) Di Aa.vv.

Neil Young – The Needle & The Damage Done


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=UyRwde95sfE&list=PL76C4C09DDAFF76C8]

Neil Percival Young (Toronto, 12 novembre 1945) è un cantautore e chitarrista canadese.

Dopo aver debuttato giovanissimo con la storica formazione dei Buffalo Springfield e aver raggiunto il successo nel supergruppo Crosby, Stills, Nash & Young,[1] Neil si è imposto come uno dei più carismatici e influenti cantautori degli anni settanta,[2] contribuendo a ridefinire la figura del songwriter con album come After the Gold Rush e il vendutissimo Harvest.[3]

Artista solitario e tormentato,[3] capace di passare con disinvoltura dalla quiete della ballata acustica alla brutalità della cavalcata rock, per l’approccio spesso volutamente “grezzo” che contraddistingue tanto i suoi dischi quanto i suoi concerti è stato considerato da alcuni un precursore del punk,[3] mentre la ruvida passione delle sue performance ha spinto tanto la critica quanto gli appassionati e gli stessi musicisti ad acclamarlo negli anni novanta padrino del grunge.[3][4] È stato inoltre un personaggio determinante per l’evoluzione di generi come l’alternative country[5] e l’alternative rock in generale.[6]

Tratti inconfondibili del suo stile sono la voce acuta e nasale, la chitarra “sporca” e cacofonica, i testi introspettivi e malinconici (specie nella cosiddetta Trilogia del dolore,[7] culminata nell’album Tonight’s the Night,[8] da molti ritenuto il primo concept album della storia del rock a misurarsi con temi quali il dolore e la perdita) nonché l’immancabile camicia di flanella, divenuta negli anni un autentico status symbol alternativo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Neil_Young

Neil Percival Young, OC OM[4][5] (born November 12, 1945) is a Canadian singer-songwriter and musician. He began performing in a group covering Shadowsinstrumentals in Canada in 1960, before moving to California in 1966, where he co-founded the band Buffalo Springfield together with Stephen Stills and Richie Furay, and later joined Crosby, Stills & Nash in 1969. He released his first album in 1968 and has since forged a successful and acclaimed solo career, spanning over 45 years and 35 studio albums, with a continuous and uncompromising exploration of musical styles.[6] The Rock and Roll Hall of Fame website describes Young as “one of rock and roll’s greatest songwriters and performers”.[7] He was inducted into the Hall of Fame twice, first as a solo artist in 1995, and second as a member of Buffalo Springfield in 1997.[8]

Young’s music is characterized by his distinctive guitar work, deeply personal lyrics[9][10][11] and characteristic alto or high tenor singing voice.[12][13] Although he accompanies himself on several different instruments, including piano and harmonica, his idiosyncratic electric and clawhammer acoustic guitar playing are the defining characteristics of a varyingly ragged and melodic sound.

While Young has experimented with differing music styles throughout a varied career, including swing and electronic music, most of his best known work is either acousticfolk-rock and country rock or electric, amplified hard rock (most often in collaboration with the band Crazy Horse). Musical styles such as alternative rock and grunge also adopted elements from Young. His influence has caused some to dub him the “Godfather of Grunge“.[14]

Young has directed (or co-directed) a number of films using the pseudonym Bernard Shakey, including Journey Through the Past (1973), Rust Never Sleeps (1979),Human Highway (1982), Greendale (2003), and CSNY/Déjà Vu (2008). He has also contributed to the soundtracks of films including Philadelphia (1993) and Dead Man(1995).

Young is an environmentalist[15] and outspoken advocate for the welfare of small farmers, having co-founded in 1985 the benefit concert Farm Aid. He is currently working on a documentary about electric car technology, tentatively titled LincVolt. The project involves his 1959 Lincoln Continental converted to hybrid technology as an environmentalist statement.[16][17] In 1986, Young helped found The Bridge School,[18] an educational organization for children with severe verbal and physical disabilities, and its annual supporting Bridge School Benefit concerts, together with his ex-wife Pegi Young (née Morton). Young has three children: sons Zeke (born during his relationship with actress Carrie Snodgress) and Ben, who were diagnosed with cerebral palsy, and daughter Amber Jean who, like Young, has epilepsy. Young lives on his ranch in La Honda, California.[19] Although he has lived in northern California since the 1970s and sings as frequently about U.S. themes and subjects as he does about his native country, he has retained his Canadian citizenship.[20] On July 14, 2006, Young was awarded the Order of Manitoba,[5] and on December 30, 2009, was made an Officer of the Order of Canada.[4]

http://en.wikipedia.org/wiki/Neil_Young

 

Lo splendore è in te


Lo splendore è in te

Piccola anima che a volte ti assopisci ed hai timore

per quelle ferite che la vita infligge,

una persona splendida sei tu!

Tu che cogli sfumature ed attraversi la notte,

che colori con magia mille istanti

Con te non servono neppure le parole,

con te che anche attraverso piccoli gesti

sai proteggere e vivere emozione,

vorrei che la vita fosse generosa.

Con te non mi è difficile esserci,

saper leggere nella tua trasparenza

e cogliere ogni cosa.

Non mi è difficile condividere

il cammino di questo mio esistere.

Esserci…

Per me esserci è nella scommessa del quotidiano,

nel passo leggero, quasi in punta di piedi ad osservare,

cogliere e sostenere, se sento che debbo essere più vicina .

E’ nell’ascolto intimo di quelle sensazioni che chiedono conferme

– lampi ed intuizioni – che accolgo e rifletto,

senza fretta – seppure io sia un’impulsiva,

è nell’entusiasmo vivo che a volte mi fa correre lontano

con la mente e con il cuore, con le mani piene di sogni

che vorrei distribuire intorno. Ma è sopratutto attesa, senza aspettative,

nella calma del silenzio, con la certezza che si compie per tutti

la bellezza della realizzazione.

Ogni giorno è meraviglia, è colore, incanto e respiro

che sa porgere senso ad ogni attimo di vita,

la cosa più bella è saperlo trovare insieme.

Sogni, utopie e desiderio di unità per molti,

per questo vagare senza saper trovare un senso preciso.

Un nuovo anno nella mia vita non è peso

ma ricerca consapevole di quel che è stato dono,di quello

che potrebbe essere sfuggito ed attesa di quello

che si coglierà ancora per essere consapevoli

di cosa si manifesta lungo questo mio cammino.

Non analisi fredda, razionale, non inventario e bilancio

ma un toccare con il cuore e scorgere lo sbocciare di semi inaspettati:

un filo sottile che ha saputo tracciare colori

ascolto per scoprire da che parte si deve andare.

Io sono in cammino da sempre e tanto ancora ho da scoprire.

Io sono senza età, perchè quello che sono lo vivo

e lo vivrò sempre con la consapevolezza che il vero senso delle cose

è scolpito in fondo all’anima e solo chi lo sa vedere,

lo coglie ed è capace di trovare valore nel proprio cammino.

Cara Anima

sappi che lo splendore è in te e non smettere mai di crederci, di stupirti

e di rialzarti se cadi, di essere la persona che sei

perchè è in questo la tua unicità.

5 giugno 2005 Poetyca

The brilliance is in you

Little soul that sometimes you fall asleep and you fear

for those wounds that life inflicts,

a wonderful person you!

You cross that captures the nuances and night,

color with magic moments that one thousand

With you do not even need the words,

with you that even through small gestures

You know protect and live emotion,

I wish that life was generous.

With you it’s hard to be there,

able to read in your transparency

and seize everything.

I can easily share

the journey of my existence.

Be there …

For me there is the challenge of everyday life,

in the light step, almost on tiptoe to observe,

understand and support, as I feel that I must be closer.

And ‘listening intimate feelings of those who ask for confirmation

– Flashes and insights – that I accept and reflect,

unhurried – although I am impulsive,

you live in the enthusiasm that sometimes makes me run away

with the mind and heart, with hands full of dreams

I would like to distribute around. But it is mostly waiting, no expectations,

in the stillness of silence, with the certainty that it does for all

the beauty of creation.

Every day you wonder, is color, charm and breath

who knows how to give meaning to every moment of life,

The best thing is to know to find together.

Dreams, utopias and desire for many units,

for this wandering without knowing how to find a precise meaning.

A new year in my life is not weight

but a conscious search for what was a gift, what

that might have escaped and waiting for what

that will take you again to be aware

what occurs along my path.

No analysis of cold, rational, non-inventory and budget

but touch the heart and see the blossoming of seeds unexpected:

a thin wire that has been able to trace color

listen to find out which way to go.

I am always on the move and so I still have to discover.

I am ageless, because what I am I live

and I will live forever with the knowledge that the true meaning of things

is carved at the bottom of the soul and just see who knows,

seizes him and is able to find value in their own way.

Dear Soul

know that the brilliance is in you and never stop believing, be amazed

and get up if you fall, you are the person you are

This is because your uniqueness.

June 5, 2005 Poetyca

Lo splendore è in te


Lo splendore è in te

Lo splendore è in te…

Piccola anima che a volte si assopisce ed ha timore per quelle ferite che la vita infligge, la persona splendida sei tu!

Tu che cogli sfumature ed attraversi la notte, che colori con magia mille istanti … Con te non servono neppure le parole, ed è per pochi, con te che anche attraverso piccoli gesti sai proteggere e vivere emozione, vorrei che la vita fosse generosa.

Con te non mi è difficile esserci, saper leggere nella tua trasparenza e cogliere ogni cosa.

Non mi è difficile condividere il cammino di questo mio esistere.

Esserci…

Per me esserci è nella scommessa del quotidiano, nel passo leggero, quasi in punta di piedi ad osservare, cogliere e sostenere se sento che debbo essere più vicina. E’ nell’ascolto intimo di quelle sensazioni che chiedono conferme – lampi ed intuizioni – che accolgo e rifletto, senza fretta – seppure io sia un’impulsiva, è nell’entusiasmo vivo che a volte mi fa correre lontano con la mente e con il cuore, con le mani piene di sogni che vorrei distribuire intorno.

Ma è sopratutto attesa, senza aspettative, che si compia negli altri la realizzazione .

Ogni giorno è meraviglia, è colore, incanto e respiro che sappia porgere senso ad ogni attimo di vita, la cosa più bella e saperlo trovare insieme.

Sogni, utopie e desiderio di unità per molti, per questo vagare senza saper trovare un senso preciso.

Un nuovo anno nella mia vita non è peso ma ricerca consapevole di quel che è stato dono,di quello che potrebbe essere sfuggito ed attesa di quello che si coglierà ancora per essere consapevoli di cosa si possa manifestare lungo questo mio cammino.

Non analisi fredda, razionale, non inventario e bilancio ma un toccare,con il cuore e uno scorgere lo sbocciare di semi inaspettati: un filo sottile che abbia saputo tracciare colori per avere poi ascoltato da che parte si dovesse andare.

Io sono in cammino da sempre e tanto ancora ho da scoprire.

Io sono senza età, perchè quello che sono lo vivo e lo vivrò sempre con la consapevolezza che il vero senso delle cose è scolpito in fondo all’anima e solo chi lo sa vedere, lo coglie è capace di trovare valore nel proprio cammino.

Sappi che lo splendore è in te e non smettere mai di credere, di stupirti e di rialzarti se cadi, di essere la persona che sei perchè è in questo la tua unicità.

05.06.2005 Poetyca

The brilliance is in you

The brilliance is in you …

Little soul who sometimes falls asleep and has fear of the wounds that life inflicts, the wonderful person you!

You cross that captures the nuances and night, that one thousand color with magic moments … With you do not even need words, and that is just with you know that even through small gestures and protect living emotion, I wish that life was generous.

With you it’s hard to be there, knowing how to read in your transparency and seize everything.

I can easily share the journey of my existence.

Be …

For me there is the bet of the day, the light step, almost on tiptoe to observe, understand and support if I feel that I must be closer. And ‘intimate listening seeking confirmation of those feelings – flashes and insights – that I accept and consider, in no hurry – even though I’m impulsive, living in the enthusiasm that sometimes it makes me run away with the mind and the heart, with hands full of dreams that I would like to distribute around.

But it is above expectation, with no expectations, which is carried in the other realization.

Every day you wonder, is color, charm and who can give meaning to breathe every moment of life, the best thing and being able to find together.

Dreams, utopias, and the desire for unity for many, for this wandering without knowing how to find a precise meaning.

A new year in my life is not weight but a conscious search for what was a gift, what could have escaped and waiting for what will take you to even be aware of what is observable along this my way.

Not cold analysis, rational, non-inventory and budget, but a touch, with a heart and see the blossoming of seeds unexpected: a thin wire that has been able to trace color to have then heard what side you were to go.

I am always on the move and so I still have to discover.

I am ageless, because I live what I am and always will live with the knowledge that the true meaning of things is carved at the bottom and only soul who knows how to see, he grasps is able to find value in their own way.

Know that the glory is in you and never stop believing, be surprised if you fall and get up, to be the person you are because this is your uniqueness.

05.06.2005 Poetyca

La nostra responsabilità


 

La nostra responsabilità

Avete il pennello, avete i colori, dipingete l’inferno, fate pure,

dipingetelo, ma poi non date la colpa ai vostri genitori, non date la

colpa alla società e, per amor del cielo, non date la colpa a Dio.

Assumetevi la piena responsabilità di aver creato il vostro inferno.

Nikos Kazantzakis

Amare se stessi

Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza che ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere appreso dai genitori, se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri. Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo che a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi, amando altre persone ,è in realtà una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare: sensibilità , doti da non far emergere, sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri. Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi. Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore che non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.

30.07.2006 Poetyca

Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione, se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino a far emergere in sè quella parte che non è germogliata ancora, si sostiene e non si possiede nulla. E’ importante capire come l’amore universale sia diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose. Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare, invece di restare ancorati alla ;perdita, si deve capire che hanno finito il loro compito, che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori. Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico, è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli per essere migliori

07.04.2007 Poetyca

Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare che che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno che questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione. Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci. Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri che lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna. Mi viene in mente la frase del buddismo Se incontri il Budda per strada…uccidilo!

rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.

04.12.2005 Poetyca

In punta di piedi…oltre il silenzio

Non temo il mondo e non ho motivo di nascondere quel che attimo per attimo si manifesta, offro la voce che su note intime conduce una lunga storia, quella che mi segue e mi sostiene da tanto tempo. Posso anche tacere, non è importante cosa posso ricevere, se il mondo accoglie o rigetta chi non sia riconosciuto, seguo quel che il cuore detta, non conosco separatezza da altre essenze che sono parte di me stessa.Per questo spesso non scrivo solo quello che vivo in prima persona, ma anche quanto per empatia a volte con sofferenza raccolgo degli altri, si vive e ci trasforma, si accoglie e si porge quel che ci è possibile dare con amorevolezza e speranza, ma non si tratta di qualcosa da sottolineare, di cui rivestirci per meglio apparire, è tutto a livello sottile e non sempre è facile descrivere a parole, la poesia, l’essenza concentrata delle sensazioni, l’energia che scaturisce e di getto suggerisce parole è capace di colmare queste lacune, da tempo però non le permetto di manifestarsi, indirizzo altrove la mia attenzione.Spesso si vive nel silenzio per poi dare il meglio possibile per accompagnare, è spesso attesa, presenza silenziosa dove ci si adatta agli altri. La fucina o la fornace del nostro essere è in continua evoluzione e si cerca semplicemente di stare accanto, solo se viene consentito, senza nulla imporre. Semplicemente posso tacere quando avverto di creare disagio. Quando comprendo che si cerca altro e non si tenta di fare nulla per responsabilizzarsi, spesso proiettando le cause; di disagio su altri, compresa me e non sulle proprie scelte personali.Conosco i miei limiti e non insisto, non ha senso farlo, con ulteriore presenza se essa non è compresa:

“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. 8 E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. Marco 6, 7-13

Non ho la pretesa di – portare a me – nessuno e non lo faccio nel nome di nessuno,sopratutto preferisco il dialogo con persone capaci di attenzione verso di sè, di maturità e che non abbiano pretesa alcuna di possesso, che condividano con la gioia di farlo senza attaccamento e pretese di attenzione continua – motivo di possesso – ma che sappiano apprezzare ed alimentare la libertà reciproca, per quel senso sottile di rispetto, non impongo e non ho attaccamento o pretesa di essere accolta, chi sono io per pretenderlo? Semplicemente mi anima l’entusiasmo della condivisione, ma non cambia nulla se quel poco che sono capace di offrire non fosse accolto, si potrebbe essere sgraditi e non per questo si deve avere la pretesa di imporsi agli altri…Va tutto bene così come è.

29.07.2007 Poetyca

Il mio scritto è una sorta di analisi, sofferta è vero, di come quello che si offre, si è, si attraversa con un certo atteggiamento, fosse anche il tacere per rispetto e perchè si attendono i tempi degli altri, venga poi reinterpretato con la personalità di chi legge, di chi si sentisse deluso o non trova attenzioni particolari che colmino delle lacune che trovano risoluzione attraverso un lavoro interiore personale e non aggrappandosi alla mia presenza. Non è facile quando qualcuno crede essere dovuto l’essere presenti, poi in nome di qualcosa che , in realtà non ricade neppure su mie capacità o responsabilità . Non è facile non cadere in conflitto tra quelle intenzioni che si erano preposte espresse con chiarezza e quanto si riporti a disamina da parte di altri individui di atteggiamenti e atti che vengono visti con uno spirito che non mi rappresenta. L’orgoglio, la voglia di chiarire, la voglia di prendermela con me stessa per avere offerto cose che sono state male interpretate o disprezzate, che hanno seminato la diffidenza perchè non saprei fornire cose diverse da quello che ci si attendeva sono momenti particolarmente difficili da attraversare, sopratutto perchè non si riesce a non provare attaccamento, a non reagire contro l’ingiustizia. Il silenzio, la ricerca di equilibrio oppure il rispetto dei tempi degli altri, senza nulla pretendere, viene visto come atteggamento giudicante, come rappresaglia malevola. Ma come spiegare? Sembra persino giustificare agli occhi di chi ha già tratto delle conclusioni. Non è facile far capire la propria natura, matura o meno che sia, sicuramente diversa da tante persone. Ecco l’origine del mio scritto, non resta che accogliere le cose così come sono ed imparare sulla pelle cosa sia quella sensazione di solitudine a volte. In fondo tutti abbiamo sperimentato come più si proceda nella Sadhana e come maggiore sia il senso di estraneità verso un Mondo che forse non comprende ma non si potrebbe fare a meno di comprenderlo: nei limiti, nelle aspettative e nell’incapacità di accogliere il proprio essere così come si è piuttosto che rappresentazione delle altrui proiezioni possessive.

un sorriso

29.07.2007 Poetyca

Our responsibility

You brush, you have the colors, paint the hell, go ahead,
paint them, but then do not blame your parents, do not give
blame the company and, for heaven’s sake, do not blame God
Assume full responsibility for having created your own hell.

Nikos Kazantzakis

love yourself

To love oneself is often branded as selfish, sometimes it’s pure spirit of survival that they are really our wounds, past experiences that break down our image of ourselves, then love we should have learned from their parents, if we have been neglected could become unexpressed anger or apathy, feelings of inferiority and a belief to count little or nothing for others. The path to healing is long, sometimes takes full years or cycles before you can understand that we are worth it in spite of what made us believe that we are trying to fill that void at all costs, loving other people, is actually a voice that asks us to love, appreciate and discover who we are and everything that made us choke: sensitivity, qualities not to give rise to, are our essence – to be respected by us all – and enforced by others. The pain that Buddhism is something that we create ourselves and make us slaves was the result of attachment and expectations, illusions, melting this slavery we are really free to be ourselves. Especially as we feel that something is a source of discomfort or pain in us we must seek the cause and have a lot of knocks when gratitude because it is growth opportunity for free from the lies of the mind. E ‘healing process that gives us the path to inner growth that we must not flee but to touch the root that is often more profound than we think.

30.07.2006 Poetyca

Love and loss

Love knows no fear, but especially taxation does not know if you love it allows the other to manifest itself, it even helps to bring out the part that in itself is not sprouted yet, it is claimed, and you do not have anything. It ‘important to understand how universal love is different from a relationship, one must not confuse things. We are fellow travelers who arrive in our lives, but whether they should go, instead of being anchored to, loss, you must understand that they have finished their task, which lost them is just an illusion because their presence is in us and what we have taught, the transformation that has made us better. Often the obstacles and trials of life are discarded, make us panic, it is through this step instead of us can grasp the limits and overcome them to be better

07.04.2007 Poetyca

Growing

The repetition, in the guise of different situations that contain the essence of the lessons that we have refused to take to fear, has given us the opportunity to learn to mature in us, our weaknesses, attachments, and in holding the opportunity to love. That step to overcome is expecting our commitment to read through this life experience, the karma that we have the tools to guide our personal lesson. Everything that we set aside that amount and it is time that separates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems in order to better direct us towards our evolving. A Master teaches us life, the ability to grow and relate to ourselves and others away from the illusions and fear that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, not to mention that he is the finger that showed the moon and the moon. I am reminded of the phrase in Buddhism If you meet the Buddha on the road … kill him!

represents our need to detach ourselves from the source of the teaching that has been our crutch to begin the journey within ourselves to be …. The most important journey of our life.

04.12.2005 Poetyca

tiptoe … beyond the silence

Do not fear the world and I have no reason to hide what is obvious from moment to moment, I offer private voice notes on conducting a long history, one that follows me and supports me a long time. I can also be quiet, it does not matter what I get, if the world accepts or rejects anyone who is not recognized, I follow what my heart said, I know of separateness from other species that are part of me stessa.Per this is often not only what I write I live in person, but also how to empathize with suffering, sometimes I pick the other, lives and transforms us, and we welcome it extends what we can give with kindness and hope, but it is not something to stress, of which seem best to put on, it’s all in subtle and not always easy to describe in words, poetry, the concentrated essence of the feelings, the energy of the jet suggests words and is able to fill these gaps, however long does not allow her to appear, my address elsewhere attenzione.Spesso you live in silence and then give the best to accompany you, it is often waiting, silent presence, where you adapt to others. The forge or furnace of our being is constantly changing and just trying to be close, unless it is allowed, without imposing anything. Just keep quiet when I feel I can create discomfort. When you try to understand each other and not try to do anything to take responsibility, often projecting their causes; uncomfortable about others, including me, and not on their choices personali.Conosco my limits and do not insist, does not make sense to do so, with further presence if it is not included:

“Then he called the twelve, and began to send them out two by two and gave them authority over unclean spirits. 8 And commanded them that, besides the stick, do not take anything for the trip: no bread, no bag, no money in the bag, but to wear sandals and not put on two tunics. And he said to them, “you enter a house, stay there until you leave from that place. If any place will not welcome them and do not hear you, on leaving, shake off the dust under your feet as a testimony to them. ” They went out and preached that men should repent, cast out many demons, and anointed with oil many that were sick and healed them. Mark 6, 7-13

I do not pretend to – bring to me – and no I do not do in the name of anyone, especially my favorite dialogue with people capable of paying attention to oneself, to maturity and do not have any claim of ownership, which share the joy of do it without attachment and claims constant attention – because of the possession – but who appreciate the freedom and power with each other, for that subtle sense of respect, and I do not impose attachment or claims to be accepted, who am I to expect? I simply share the enthusiasm of the soul, but does not change anything if what little I can offer is not accepted, it could be unpleasant and not for this one must have the pretension to impose other … Everything is fine as is.

29.07.2007 Poetyca

My writing is a kind of analysis, painful it is true, as what is offered, it is, you cross a certain attitude, even if the silence out of respect and because you are awaiting the other, is then reinterpreted with the personality of the reader, who felt disappointed or not special attention is to bridge the gaps that they find a resolution through personal inner work and not clinging to my presence. It is not easy when someone thinks is due to be present, then the name of something that really does not fall on either my ability or responsibility. It is not easy to fall into conflict with those intentions that were expressed clearly in charge and what is reported to scrutiny by other people’s attitudes and actions which are seen with a spirit that does not represent me. The pride, the desire to clarify, the urge to blame myself for having offered things that were misunderstood or despised, they have sown distrust because I could not provide something different from what was expected to be particularly difficult moments through, especially because you can not not try attachment, not to react against injustice. The silence, the search for balance on time or the other, with nothing to claim, is seen as a judgmental attitude, as spiteful retaliation. But how to explain? Seems to justify even in the eyes of those who have already drawn conclusions. It is not easy to understand its nature, mature or not it is certainly different from many people. Here is the source of my writing, you just have to accept things as they are on the skin and learn what that feeling of loneliness at times. Basically we have all experienced as more and how to proceed in Sadhana greater is the sense of estrangement from a world that perhaps does not understand but you could not help but understand it: the limits, expectations and be unable to accommodate your as it is rather that the representation of other people’s projections possessive.

a smile

29.07.2007 Poetyca

Cambiamento


tavolozza

Oltre
Oltre il tempo
ed oltre lo spazio
il distinguere del tempo
e l’estinguere di ragioni
per essere …semplicemente

16.10.2005 Poetyca

 

Riflettere per costruire

Riflettere è un passo per comprendere e costruire.
Perchè non si migliora il mondo per i propri figli? In realtà non si rende migliore neppure per noi stessi e per chi coabita in esso, seppure l’essere genitori possa fare leva per una miglore qualità della vita; questo non sembra essere sufficiente anzi a volte spinge a lavorare di più per produrre. Troppe le situazioni che fanno venire meno la fiducia, che pongono dei condizonamenti e non permettono di sentire che; nel proprio piccolo, realmente si possano avere delle soluzioni. Eppure basterebbe un controllo della qualità degli acquisti relativamente a cosa si introduca tra le proprie pareti domestiche ( ci sono più veleni in una casa che in un ambiente risaputo come insalubre), nel nostro piatto, e sulla qualità del tempo che spendiamo
per ” ricaricarci”. Una vita che sia votata solo al lavoro, al produrre qualcosa che sia tangibile e releghi come ” perdita di tempo” la lettura, una passeggiata, il contatto con noi stessi e con un dialogo amorevole con chi ci circonda; spesso producendo sforzi solo per erigere barriere; con la convinzione che le
cose ” astratte” contino poco, allontanando quello che possa distrarre o non coltivando dei rapporti umani costruttivi ed amichevoli per diffidenza o timore, è sicuramente un modo, non solo per seminare male nei confronti di noi stessi ma, di conseguenza per gli altri, non ultimi i nostri figli.
Uno sforzo produttivo nel cercare di non sprecare i beni; come l’acqua, il tempo, il denaro e quanto sia legato alle energie è un modo per essere capaci di collaborare con responsabilità.
Ma importante è la ricerca alla consapevolezza e alla trasformazione per migliorare noi stessi ed il rapporto con gli altri, facendo fiorire : gentilezza, compassione ed amore.
Quando avremo migliorato la qualità del nostro quotidiano, nello sforzo delle piccole cose, saremo in grado di riflettere e cogliere in cosa possiamo migliorare attimo per attimo;il nostro vivere e di conseguenza;saper proiettare serenità e pace interiore senza dualità per essere capaci di farne dono agli altri.. Ecco che si prospetta, a volte un capovolgimento di valori, un rendersi conto che piuttosto che l’accumulo di beni materiali, con conseguente stress e discutibile valore della vita, sai da preferire il rispetto e la conservazione; senza inutili sprechi dei beni esistenti e questo diverrebbe anche uno strumento ( da genitori) di educazione all’ecologia che sia capace di accorgersi di quello che abbiamo la fortuna di avere, ma senza dimenticare di alimentare il valore dell'” essere”; quello strumento che sappia farci condividere e offrire con compassione il nostro sentire.

Un buon cammino
Poetyca

sea


Opposti in ricerca di unità

Nella società e nella visione legata alla struttura delle cose tutto è separato e posto in antagonismo : Luce/Ombra – Giorno/Notte- Buono/Cattivo .Eppure sono aspetti mutabili della stessa cosa a noi comprendere ed integrare. E’ vero che si tende a produrre il disagio della separazione , seppure il mondo sia duale con gli opposti , questo non significa che il campo della ricerca che coinvolga la ” Luce” o quello che appare nascosto e protetto prevalentemente negli stati alterati di coscienza debba essere colto fuori dagli aspetti prettamente “quotidiani” Le cose sono più semplici di quello che appaia e seppure sembra che la capacità di studio, di disciplina o di ricerca di mezzi per trovare la parte legata alla spiritualità o il modo di alterare la coscienza richieda un particolare sforzo e sopratutto l’allontanamento dalla vita comune , è pur vero che si richiede padronanza e consapevolezza proprio nella vita ” ordinaria ” . Si perde altrimenti di vista una cosa importante , non si deve infatti sfuggire il disagio , le paure o le ombre – lo stress del vivere – è invece proprio quello l’ambito che la vita stessa ci presenta per apprendere le nostre lezioni .
Ogni esperienza è opportunità per porre le sue lezioni , a noi il modo di reagire .Ci si offre un piano sottile per comprendere che solo in noi è la capacità di donare amore o rabbia , luce o ombra a noi stessi e agli altri . Importante la legge di causa ed effetto o Karma e se si lasciasse qualcosa di incompiuto per ricercare ” paradisi artificiali” nella vana illusione di progredire , lasciando da parte il tunnel delle ombre , in realtà non andremmo molto lontano .Si deve vedere in faccia la realtà per avere poi la capacità di trasformarla e integrarla come accade con i due emisferi cerebrali ( Ragione e Sentimento ) sono le due parti del nostro piccolo universo e con la Com-passione possiamo amare , perdonare e comprendere noi stessi e gli altri .Utile la disciplina del buddismo – tra le altre – che fa ” osservare e accogliere” sentimenti come la rabbia e ci consente di migliorare la nostra vita .Sopratutto è aprendoci e confrontandoci che possiamo smettere di creare barriere inutili.
© Poetyca

Opposites in search of unity

In society and the vision related to the structure of things everything is separated and placed in antagonism: Light / Shadow – Day/Night – Good / Bad. Yet variable aspects are the same things to us to understand and integrate. It is true that we tend to produce the inconvenience of the separation, although the world is opposed to duality. This does not mean that research involving the “Light” or what is hidden and protected mainly in altered states of consciousness should be strictly picked out “daily” from the aspects. Things are more simple than it appears and although it seems that the ability to study, discipline or research resources to find the part related to spirituality or how to alter the consciousness, requires special effort and especially the separation from common life, the fact remains that it requires knowledge and awareness in their “ordinary” lives. Otherwise you lose sight of something important. It must not escape the discomfort, the fears and shadows – the stress of living – is just to what extent that life itself presents us to learn our lessons.
Every experience is the opportunity to put its lessons to us how to react. It offers a subtle plan to understand that only in us is the ability to give love or anger, or light shade to ourselves and to others. It is important to the law of cause and effect or karma, and if you leave something unfinished to search for “artificial paradises” in the illusion of progress to no purpose, leaving the tunnel of darkness, do not actually go very far. We must see the reality then to have the ability to transform and integrate it as with the two cerebral hemispheres (Reason and Feelings) which are the two parts of our little universe, and the Com-passion to love, forgive and understand ourselves and others. Utile discipline Buddhism – among others – which is “to observe and accept” feelings such as anger that allows us to improve our lives. Especially when opening and comparing them we can stop creating unnecessary barriers.

© Poetyca


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Ogni lacrima


Ogni lacrima

Io non so perché esista il dolore, ma so che è necessario.

Un breve articolo in una nota rivista americana racconta la storia di una bambina di nome Ashlyn. Ha sei anni, è spensierata come solo i bambini possono essere, curiosa di tutto. Ma è una delle cinquanta persone al mondo con una rarissima malattia genetica che le impedisce di sentire il dolore. Può percepire di essere toccata, o il solletico, ma non può sentire il dolore o le temperature molto alte.

I rischi a cui va incontro questa bambina sono altissimi. I genitori di Ashlyn hanno detto: “Se il dolore esiste è perché c’è una ragione”. Da piccola si era rotta da sola otto denti senza provare la minima sofferenza, si era ferita a un occhio senza versare una sola lacrima. Una volta entrò in casa dicendo che non riusciva a togliersi lo sporco dalla pelle, ma non era sporco; Ashlyn era coperta da centinaia di formiche.

Leggere queste notizie mette tristezza tanto per il futuro di Ashlyn quanto per l’amara conclusione che se ne trae: il dolore è necessario. Immaginatevi di ingoiare un cibo bollente che vi rovina lingua e corpo, e non sentire niente; ferirvi fino a sanguinare e il dolore non vi avverte del pericolo.

Noi siamo specialisti a farci domande frustranti, tipo “se Dio è buono perché permette queste cose?” Invece la risposta è contenuta nelle righe finali dell’articolo, da queste parole di uno dei genitori della bambina: “Darei ogni cosa, davvero ogni cosa, perché Ashlyn potesse sentire il dolore”. Il problema: “perché esiste il dolore?” è falso – perché il dolore è necessario. Il dolore è un segnale del pericolo, senza dolore navighiamo alla cieca nel mare della vita, abbassando ogni cautela. Un grande scrittore, C. S. Lewis, ha affermato che il dolore è il megafono di Dio per farci uscire da un mondo di sordi.

Il Signore ci ha fatto una promessa straordinaria in Apocalisse 21, 2-5. Parlando del Paradiso, che chiama “la nuova Gerusalemme”, dice che il dolore avrà fine, che ogni lacrima sarà asciugata:

«Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.
Udii allora una voce potente che usciva dal trono:
“Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli dimorerà tra di loro
ed essi saranno suo popolo
ed egli sarà il “Dio-con-loro”.

E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;
non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate.

E Colui che sedeva sul trono disse: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”; e soggiunse: “Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci.”»

Durante questi anni, quando le cose andavano male – scusate, quando non andavano come io pensavo – mi ha dato grande conforto la promessa che Dio mi ha fatto contenuta nel Salmo 55, 9:

«le mie lacrime nell’otre tuo raccogli;
non sono forse scritte nel tuo libro?»

Nessuna tua lacrima è andata persa: Dio le ha raccolte tutte. Ogni tuo fallimento, ogni tua sofferenza Dio l’ha annotata – e sarà trasformata in gioia.

Il Padre tuo che è nei cieli sa’, Lui che vede nel segreto. Ogni lacrima è contata come sofferenza per farti crescere nell’amore, per allargare il tuo cuore nel donarti a Lui, per far maturare il tuo abbandono. Come un genitore corre premuroso davanti alla ferita del proprio figlio, così Dio ti raggiunge nella tua sofferenza – e probabilmente attraverso quella sofferenza – parlandoti con dolcezza, perché il dolore ha finalmente aperto il tuo cuore alla Sua voce. E come Gesù ha pianto alla tomba di Lazzaro, così Lui ora raccoglie ogni tua lacrima nel suo otre fino al giorno in cui, Lui in persona, le asciugherà per sempre dai tuoi occhi.

[L’articolo a cui mi riferisco è apparso in “People” (Jan. 24, 2005) p. 100].

Tratto da: Incontri con la parola.com

Every tear

I do not know why there is pain, but I know that you need.

A short article in a known magazine tells the story of a girl named Ashlyn. He has six years, is carefree as only children can be curious about everything. But it is one of the fifty people in the world with a rare genetic disease that prevents her from feeling the pain. May perceive to be touched or tickled, but can not feel pain or very high temperatures.

The risks faced by this child are very high. Ashlyn’s parents said: “If the pain is there because there’s a reason”. As a child he had only broken by eight teeth without the least suffering, was wounded in the eye without shedding a single tear. Once he entered the house saying that he could not remove the dirt from the skin, but it was not dirty; Ashlyn was covered by hundreds of ants.

Read this news puts so much sadness for the future of Ashlyn and for the bitter conclusion drawn from them: pain is necessary. Imagine swallowing a hot food that will ruin and body language, and not feel anything, until he bled hurt and the pain did not warn you of danger.

We are specialists in frustrating us questions, “if God is good because it allows these things?” But the answer is contained in the final lines of the article, these words of one girl’s parents: “I would give everything, really everything, because Ashlyn could feel the pain.” The question: “why is there pain?” is false – because the pain is necessary. Pain is a signal of danger, pain-free sail blindly into the sea of ​​life, lowering the utmost caution. A great writer, C. S. Lewis said that pain is God’s megaphone to get us out from a world of the deaf.

The Lord has made an extraordinary promise in Revelation 21, 2-5. Speaking of paradise, which he calls “the new Jerusalem”, says that the pain will end, that every tear will be wiped:

“I saw the holy city, new Jerusalem, coming down out of heaven from God, prepared as a bride adorned for her husband.
I heard a loud voice from the throne:
“Behold, the dwelling of God with men!
He will dwell with them
and they shall be his people
and he will be the “God-with-them.”

He will wipe every tear from their eyes;
there will be no more death,
neither sorrow, nor crying, nor pain,
because the former things have passed away.

And He that sat upon the throne said: “Behold, I make all things new”, and added: “Write, for these words are trustworthy and true.” “

During these years, when things went wrong – sorry, when they were not going as I thought – it gave me great comfort to the promise that God made me contained in Psalm 55, 9:

“My tears nell’otre your pick;
are they not written in your book? “

No your tear is lost: God has gathered them all. Once your bankruptcy, all your suffering, God has noted – and will be turned into joy.

Your Father in heaven knows, ‘He who sees in secret. Every tear is counted as suffering for you to grow in love, to enlarge your heart give yourself to Him in, to grow your abandonment. As a parent caring runs in front of the wound of her son, so God will get you in your suffering – and probably through that suffering – Speak softly, because the pain has finally opened your heart to His voice. And as Jesus wept at the tomb of Lazarus, so He now collects all your tears in his bottle until the day when he himself, will dry them for ever from your eyes.

[The article to which I refer appeared in “People” (Jan. 24, 2005) p. 100].

Taken from: Meetings with the parola.com

Deus


I dEUS sono un gruppo musicale indie rock di Anversa (Belgio), nato all’inizio degli anni novanta e tuttora attivo.
Il loro stile è caratterizzato da una eclettica combinazione di elementi tratti da diversi generi musicali, in particolare rock, punk, blues e jazz, in cui si
riconoscono l’influenza di artisti eterogenei quali Velvet Underground, Captain Beefheart, Charles Mingus e Leonard Cohen.
Il nucleo originale dei dEUS, formato da Tom Barman, Stef Kamil Carlens, Klaas Janzoons e Jules De Borgher, si formò nel 1991 ma pubblicò il primo album in studio nel 1994.

Il loro lavoro di debutto, Worst Case Scenario, viene talvolta considerato uno degli album più influenti degli anni ’90, e rivela già completamente
l’eclettismo stilistico di questa band. Vi si trovano elementi che ricordano Sonic Youth, Yo La Tengo e Pixies, composti in un art rock arricchito di soluzioni jazz e sperimentali.

Nel 1993 si unisce a loro l’eclettico chitarrista e pittore Rudy Trouvé, artefice delle copertine dei primi lavori, che lascerà la band due anni dopo.

Nel 1995 i dEUS pubblicarono un EP intitolato My Sister Is My Clock composto da una sola traccia della durata di 25 minuti e composta a sua volta da 13 brevi tracce.

Nel 1996 il loro secondo album In a Bar, Under the Sea, rispetto al precedente più orientato a soluzioni melodiche e pop, pur interpretate in uno spirito arty.

Dopo l’abbandono di Carlens (che decide di formare una band tutta sua, i Moondog Jr.), il gruppo pubblicò The Ideal Crash (1999), il loro disco più conosciuto, nel quale il gruppo riuscì a fondere l’anima psichedelica e alla continua ricerca di nuove sonorità, con quella più intima e pacata. In questo album infatti sono presenti canzoni che ricordano lo stile di Worst Case Scenario, come ad esempio la traccia d’apertura Put the freaks up front e la title track The Ideal Crash, ma anche canzoni più melodiche come Sister Dew e Instant Street, per finire al lo-fi di Dream sequence #1.

Barman nel 2003 scrive e dirige il film Any Way the Wind Blows.

Nel 2004 Barman ruppe il silenzio, collaborando con C.J. Bolland alla creazione del progetto di musica elettronica chiamato Magnus. Diversi cambiamenti di organico portarono più volte la band sul punto dello scioglimento. Nel 2005, tuttavia, Barman ha pubblicato (insieme a una formazione rinnovata e inedita:
Klaas Janzoons, Stéphane Misseghers, Alan Gevaert e Mauro Pawlowski) il quarto album dei dEUS, Pocket Revolution.

Nel 2007 il gruppo è tornato in studio per registrare il quinto lavoro dal titolo Vantage Point uscito il 21 aprile del 2008. A questo lavoro collabora Karin Dreijer Andersson dei Knife (in Slow). La protagonista del videoclip del singolo Eternal Woman è l’attrice toscana Martina Stella.

Il frontman Tom Barman nel gennaio 2011 aveva dichiarato che ad aprile 2011 sarebbe uscito il nuovo album dal titolo Keep You Close, uscita poi posticipata per il settembre dello stesso anno. Il 19 luglio 2011 esce il primo singolo, dal titolo Constant Now, mentre il nuovo album è uscito il 20 settembre dello stesso anno. Ospite della band, in due tracce, Greg Dulli (Afghan Whigs).

Poche settimane dopo la pubblicazione di Keep You Close, la band ritorna in sala di registrazione e attraverso il suo sito ufficiale la band annuncia l’uscita di un nuovo album, pubblicato l’8 giugno 2012 ed intitolato Following Sea.

Alla fine del 2014 la band pubblica, in occasione del ventennale dalla sua formazione, l’antologia doppia “Selected Songs 1994-2014” che raccoglie gli episodi più significativi tratti dalla loro discografia.

https://it.wikipedia.org/wiki/DEUS

Deus (styled as dEUS) is a rock band based in Antwerp, Belgium, whose only continuous members up to the present day are Tom Barman (vocals, guitars) and Klaas Janzoons (keyboards, violin). The rest of the band’s line-up currently consists of drummer Stéphane Misseghers, bassist Alan Gevaert and guitarist/backing vocalist Mauro Pawlowski.

Formed in 1991, Deus began their career as a covers band, but soon began writing their own material Their musical influences range from folk and punk to jazz and progressive rock. They first came to attention in Humo’s Rock Rally of 1992, and after the release of the four-track EP “Zea”, they were offered a recording contract with Island Records. They became the first Belgian indie act ever to sign to a major international label

https://en.wikipedia.org/wiki/Deus_(band)

Antony & The Johnsons


Gli Antony and the Johnsons sono un gruppo musicale di New York.
Nato in Inghilterra, a Chichester, West Sussex nel 1971, Antony Hegarty si trasferì ad Amsterdam nel 1977 per 18 mesi prima di sistemarsi a San José
(California) nel 1981. Negli Stati Uniti frequenta una scuola cattolica dove fa parte del coro. Al suo 11º compleanno gli viene regalata una tastiera Casio e si cimenta con le canzoni dei Soft Cell, Kate Bush e Yazoo. Da adolescente fu influenzato dal synth pop britannico, in particolare da cantanti come Marc Almond e Boy George. Attratto dal palcoscenico, frequenta la School for the Performing Arts di San José e l’Università della California a Santa Cruz. All’età di 18 anni mette in scena le prime performance, ispirate a John Waters e all’icona-guru Divine. Attratto dal mondo newyorchese degli anni ottanta, ispirato anche da personaggi come Joey Arias che cantava A Hard Day’s Night vestito da Billie Holiday, si trasferisce nella grande mela. Il “Mondo di New York” risulta essere più consono alla sua sensibilità artistica e alla sua ricerca espressiva incentrata sul tema dell’identità.

Nel 1990 Antony entra nella dimensione che più sente appartenergli, impersonando una drag queen ed esibendosi al Pyramid Club in guêpière, testa rasata e sigaretta fra le dita. Antony (con gli altri componenti del gruppo, i Blacklips) scrive scenari, canzoni, arrangiamenti ed entra in scena in tarda notte come Fiona Blue, drag queen e archetipo androgino ispirato da Klaus Nomi, Leigh Bowery e Diamanda Galas. Nello stesso periodo Antony si laurea in Teatro Sperimentale.

Nel 1995 Antony decide di dedicarsi completamente alla musica, dai Blacklips appena sciolti chiama il batterista Todd Cohen, che insieme a Joan Wasser e Maxim Moston ai violini, Jeff Langston al basso elettrico, Jason Hart al piano e Michele Schifferle ospite al violoncello, formano l’orchestra artefice dei raffinati arrangiamenti delle sue composizioni. Nascono così Antony and the Johnsons, nome ispirato a Marsha P. Johnson, il travestito newyorchese che nel 1970 fondò la casa di accoglienza per travestiti STAR, la cui tragica fine nel fiume Hudson sarà evocata in River Of Sorrow.

https://it.wikipedia.org/wiki/Antony_and_the_Johnsons
Antony and the Johnsons is a music group presenting the work of Antony Hegarty and her collaborators.

British experimental musician David Tibet of Current 93 heard a demo and offered to release Antony’s music through his Durtro label. Antony started the band, its name inspired by the transgender rights activist Marsha P. Johnson.[3] The debut album, Antony and the Johnsons, was released in 1998. In 2001, Hegarty released a short follow-up EP, I Fell in Love with a Dead Boy, which, in addition to the title track, included a cover of “Mysteries of Love”, a David Lynch/Angelo Badalamenti song and “Soft Black Stars”, a Current 93 cover.

Producer Hal Willner heard the EP and played it to Lou Reed, who immediately recruited Hegarty for his project The Raven. Now gaining more attention, Hegarty signed to US-based record label Secretly Canadian, and released another EP, The Lake, with Lou Reed guest-performing on one of the tracks. Secretly Canadian also re-released Hegarty’s debut album in the United States to wider distribution in 2004.

Antony’s second full-length album, 2005’s I Am a Bird Now, was greeted with positive reviews and significantly more mainstream attention. The album featured guest appearances by Lou Reed, Rufus Wainwright, Boy George and Devendra Banhart, and circled themes of duality and transformation. I Am a Bird Now featured arrangements by Maxim Moston and Julia Kent and was mixed by Doug Henderson. In September 2005 Antony and the Johnsons were awarded the Mercury Prize or the best UK album of 2005. Rival Mercury nominees, and favorites for the prize, the Kaiser Chiefs suggested that Antony got in on a technicality; despite the fact she was born in the United Kingdom she spent much of her time in the US – although they later apologized for the suggestion that she wasn’t a deserving winner.
https://en.wikipedia.org/wiki/Antony_and_the_Johnsons

Radiohead


I Radiohead sono un gruppo musicale rock inglese proveniente dall’Oxfordshire e formatosi nel 1985. Fino al 1992, quando cambiarono nome, erano noti come On a Friday. Hanno venduto più di 30 milioni di dischi in tutto il mondo.

La band è formata da Thom Yorke (voce, chitarra, pianoforte), Jonny Greenwood (chitarra solista, tastiere), Ed O’Brien (chitarra, voce di supporto), Colin Greenwood (basso elettrico, sintetizzatori) e Philip Selway (percussioni).

I Radiohead pubblicarono il loro primo singolo, Creep, nel 1992. La canzone fu inizialmente un insuccesso, ma dopo la pubblicazione dell’album di debutto Pablo Honey, il singolo ebbe un inaspettato successo mondiale. L’album, seppur ben accolto negli Stati Uniti, passò quasi inosservato in Inghilterra. Il successo in patria arrivò solo con il secondo album, The Bends (1995), che fece guadagnare al gruppo numerosi fan. La loro reputazione crebbe ancor di più con l’uscita del terzo album; caratterizzato da un suono più esteso e dal tema ricorrente dell’alienazione moderna, OK Computer (1997) è riconosciuto da diversi critici come una pietra miliare della musica rock degli anni novanta.
Con i loro successivi album Kid A (2000) e Amnesiac (2001), la popolarità dei Radiohead arrivò ai massimi livelli. Con questi dischi la band conobbe un’ulteriore evoluzione del proprio stile musicale, fortemente influenzato dalla musica classica contemporanea, dal free jazz e dall’elettronica. Il loro sesto album, Hail to the Thief (2003), caratterizzato da testi maggiormente rivolti all’attualità, è sembrato mescolare influenze da tutta la carriera della band.

I Radiohead, dopo quattro anni di assenza dalle scene, nel 2007, completarono le registrazioni del loro settimo album, intitolato In Rainbows, disponibile per il download digitale a partire dal 10 ottobre 2007.

Nel 2011 il gruppo ha pubblicato il suo ottavo album in studio, The King of Limbs, scaricabile anch’esso dal sito della band a partire dal 18 febbraio 2011.

La rivista statunitense Rolling Stone ha incluso cinque album dei Radiohead nella sua lista dei 500 migliori album: Kid A alla posizione 67, The Bends alla 111,OK Computer alla 162,[14] Amnesiac alla 320 e In Rainbows alla 336.[16] La stessa rivista ha inoltre inserito i Radiohead alla posizione numero 73 nella propria lista dei 100 migliori artisti. Gli stessi cinque album sono inseriti nel libro 1001 Albums You Must Hear Before You Die.

https://it.wikipedia.org/wiki/Radiohead

Radiohead are an English rock band from Abingdon, Oxfordshire, formed in 1985. The band consists of Thom Yorke (lead vocals, guitar, piano), Jonny Greenwood (lead guitar, keyboards, other instruments), Colin Greenwood (bass), Phil Selway (drums, percussion, backing vocals) and Ed O’Brien (guitar, backing vocals).

Radiohead released their debut single “Creep” in 1992. It became a worldwide hit after the release of the band’s debut album, Pablo Honey (1993). Their popularity rose in the United Kingdom with the release of their second album, The Bends (1995). Radiohead’s third album, OK Computer (1997), propelled them to international fame; featuring an expansive sound and themes of modern alienation, OK Computer is often acclaimed as one of the landmark records of the 1990s and one of the best albums of all time.

Kid A (2000) and Amnesiac (2001) marked a dramatic evolution in Radiohead’s musical style, as they incorporated experimental electronic music, krautrock and jazz influences. Hail to the Thief (2003), a mix of piano and guitar rock, electronics, and lyrics inspired by war, was the band’s final album for their record label, EMI. Radiohead self-released their seventh album In Rainbows (2007) as a digital download for which customers could set their own price, to critical and chart success. Their eighth album, The King of Limbs (2011), was an exploration of rhythm and quieter textures, and was also self-released.

Radiohead have sold more than 30 million albums worldwide.[7] Their work places highly in both listener polls and critics’ lists of the best music of the 1990s and 2000s.[8][9] In 2005, they were ranked 73rd in Rolling Stone’s list of “The Greatest Artists of All Time”; Jonny Greenwood (48th[10]) and O’Brien were both included in Rolling Stone‍ ’​s list of greatest guitarists, and Yorke (66th[11]) in their list of greatest singers. In 2009, Rolling Stone readers voted the group the second best artist of the 2000s.

https://en.wikipedia.org/wiki/Radiohead

Dead Can Dance


[youtube https://youtu.be/g0L5RFspwyE?list=PLMhEO-BZNPqSKOPI0hV6WR_3j1BvmyoUD]

I Dead Can Dance sono un duo musicale world-fusion anglo-australiano composto da Lisa Gerrard (contralto) e Brendan Perry (baritono).

Il gruppo nasce a Melbourne (Australia) nel 1981, si scioglie nel 1998 e viene riunito per un tour mondiale nel 2005 e ancora nel 2011 per un nuovo album e relativo tour mondiale.

https://it.wikipedia.org/wiki/Dead_Can_Dance

 

Dead Can Dance is an English-Australian musical project formed in 1981 in Melbourne by Lisa Gerrard and Brendan Perry. The band relocated to London, England, in May 1982. Australian music historian Ian McFarlane described Dead Can Dance’s style as “constructed soundscapes of mesmerising grandeur and solemn beauty; African polyrhythms, Gaelic folk, Gregorian chant, Middle Eastern mantras and art rock.”[1]

Having disbanded in 1998, they reunited briefly in 2005 for a world tour and reformed in 2011, releasing a new album (Anastasis) and embarking on several tours.

https://en.wikipedia.org/wiki/Dead_Can_Dance

XTC


[youtube https://youtu.be/hk41Gbjljfo?list=RDEM4jZhzWeVLFsRZR4C6gwP-g]

Gli XTC sono un gruppo rock alternativo inglese formatosi nel 1976 e scioltosi nel 2005.

I due membri fondatori del gruppo, Andy Partridge, chitarra e voce, e Colin Moulding, basso e voce, iniziano a suonare insieme nel 1972, e dal 1973 insieme a Terry Chambers alla batteria, danno vita a gruppi quali The Helium Kidz e Star Park. Loro maggiori influenze vanno dal glam rock dei New York Dolls ai Beatles.

Nel 1976 si unisce a loro Barry Andrews, alle tastiere, e il gruppo prende definitivamente il nome “XTC” dalla pronuncia della parola “extacy”, in italiano “estasi”. Nel momento di piena espansione del movimento punk, gli XTC lo propongono in una miscela di funk, punk, ska e reggae.

Nel 1977, il gruppo firma un contratto con la Virgin Records. Nell’estate dello stesso anno registrano l’EP 3D – EP, seguito a ruota dal primo LP, White Music, che riceve favorevoli recensioni ed entra nella classifica dei primi trenta dischi inglesi, nonostante il singolo Statue of Liberty venisse censurato dalla BBC per i suoi riferimenti “sconci” al noto simbolo americano.

Dopo il loro secondo album, Go2, Andrews lascia il gruppo per formare gli Shriekback ed in seguito lavorare con la League of Gentlemen di Robert Fripp, e nel 1979 è sostituito da Dave Gregory alla chitarra e alle tastiere. Con l’arrivo di Gregory, gli XTC ottengono la loro prima entrata nelle classifiche con Life Begins at the Hop.

La perdita delle tastiere di Andrews, il cui suono ne aveva caratterizzato fino ad allora la musica, porta gli XTC verso sonorità più convenzionali. Il disco che ne risulta, Drums and Wires, contiene la prima grande hit del gruppo, Making Plans for Nigel.

Nel 1980 pubblicano Black Sea, dal quale sono tratti i singoli Generals and Majors e Sgt. Rock (Is Going to Help Me), basato su un personaggio di un fumetto americano e riflette la passione di Partridge per l’argomento.

Altro brano in classifica è Senses Working Overtime, tratto dal doppio album seguente, English Settlement, che raggiunge la posizione numero 10.

Il logorante tour de force dei concerti causa un progressivo rifiuto da parte di Partridge al contatto col pubblico e, all’apice della loro popolarità e nel bel mezzo di un concerto, Partridge abbandona il palco a Parigi il 18 marzo 1982. A causa degli attacchi di panico di Partridge, le date europee sono cancellate, e dopo un solo concerto a San Diego negli Stati Uniti, Partridge decide di non esibirsi più in pubblico. Da quel momento in poi gli XTC diventano un gruppo da studio di registrazione, con qualche deroga per alcuni spettacoli televisivi e performance radiofoniche.

https://it.wikipedia.org/wiki/XTC

XTC was a new wave rock band from Swindon, England, led by songwriters Andy Partridge and Colin Moulding and active between 1976 and 2005. The band enjoyed some chart success, including the UK and Canadian hits “Making Plans for Nigel” (1979) and “Senses Working Overtime” (1982).

XTC were a performing and touring band up until 1982. For the remaining twenty-three years of XTC’s existence they were a studio-based project involving session players around a nucleus of Partridge, Moulding and Dave Gregory.

https://en.wikipedia.org/wiki/XTC

Infinito


Infinito

Non credere inganno
quel che vedono
gli occhi del cuore
perchè la speranza
non conosce confine
sono pronte le ali
che ti conducono
in smisurati voli
è pronto il percorso
che ti regala vita
nel paese dell’oltre
dove non esiste tempo
perchè infinito
è il suo nome

15.07.2005 Poetyca

Infinite

Do not believe deception
what they see
eyes of the heart
because the hope
knows no boundary
wings are ready
you lead
Flights to disproportionate
the path is ready
that gives you life
in the land of the beyond
where there is no time
because infinite
is his name

15.07.2005 Poetyca

Stella/Speranza


Stella/Speranza

Dove mi condurrà
il mio timore?
Quanti i passi ancora
in questa notte?
Tante le domande
senza risposta
e sono stanca di attendere
e di cercare un faro
oltre questa nebbia

Stringo forte il pugno
in cerca di qualcosa
ma nel silenzio
mi sento sempre più sola
e se aprissi queste mie dita
mi accorgo di non avere nulla

Chi raccoglierà le mie lacrime?
Chi le vorrà asciugare?
Nella mia illusione
non mi sono mai accorta
che è solo in me la scelta
di essere libera dalle catene

Soffia la brezza del mattino
e si fa carezza lieve
per mandare via il timore
e comprendo che con me stessa
non potrei mai esser sola

Un sorriso sboccia
con forza nuova
e la rugiada nutre
il cuore colmo di compassione

Stella diventa la mia speranza
e mi sospinge ancora
oltre tutte le paure

Nulla posseggo
è vero e nulla mi possiede
ed è questo che mi libera
per condurmi nel mio essere
senza tempo che mi lega

30.12.2005 Poetyca


Star / Hope

Where lead me
my fear?
How many steps yet
On this night?
Many questions
unanswered
and are tired of waiting
and look for a lighthouse
beyond the fog

Gripping hand
looking for something
but in the silence
I always feel more alone
I open my fingers and if these
I realize I have nothing

Who will collect my tears?
Who will want to dry?
In my illusion
I never noticed
that is in me the choice
to be free from the chains

The breeze blows in the morning
and makes minor stroke
to get rid of the fear
and I understand that about myself
could never be alone

A smile blossoms
with new force
and the dew feeds
hearts full of compassion

Star becomes my hope
and I still pushes
beyond all fears

I own nothing
is true and I have nothing
and this is what sets me free
to lead me in my being
timeless that binds me

30.12.2005 Poetyca

Delineato senso


Delineato senso

Nessuno nasce sbagliato
tutto è esperienza
per aprire varchi nel cuore
per essere vita : dono e respiro
che accarezzino paure
oltre i confini del tempo
ricongiunto seme che delinei senso
alle domande senza risposte
– tempo senza tempo –
ad asciugare lacrime
ed accogliere gioia e sorrisi
tra i respiri del vento
– colta presenza –
di un oltre che attendeva
Innesto d’amore
su onde sinuose
che accarezzano l’anima
che tremula non sa avanzare
tra trappole di una vita
che ha tenuto l’inganno
tra le cortine dell’illusione
Ma arriverà il giorno
di Luce radiosa
che fara svanire ogni ombra
e l’antico dolore
per essere caduti in trappole
d’una beffarda illusione
Saremo sorriso
che avvolge la notte
per condurre consapevolezza
su nuovo cammino
che sciolga lacrime
e legacci stretti di dolore
Stretta mano
oltre l’abisso
che frastaglia ed scuote
le sicurezze del viaggiatore
in ricerca di rotte
che senza mappe
trova incise in cuore

14.05.2005 Poetyca


Sense outlined

No one is born wrong
experience is everything
to punch holes in heart
for life gift and breath
fears that caress
beyond the boundaries of time
reunited seed outlining sense
questions without answers
– Timeless time –
to dry tears
and welcome joy and smiles
between breaths of wind
– Read the presence –
beyond that expected of a
Coupling of love
winding up order
that caress the soul
not know that tremulous advance
between traps of a life
which held the trick
between the curtains of illusion
But the day will come
Light shining
that will make every shadow fading
and the old pain
to be trapped
of a mocking illusion
We smile
that wraps the night
to conduct awareness
on new path
that melt tears
and close ties with pain
Close hand
over the abyss
that jags and shakes
the safety of travelers
in search of routes
without maps
is engraved in my heart

14.05.2005 Poetyca

Crosby, Stills, Nash e Young – Full Concert – 12/04/88 – Oakland Coliseum Arena (OFFICIAL)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=W80XEPxDDQM]

Crosby, Stills, Nash & Young (spesso abbreviato CSN&Y) è un supergruppo musicale statunitense di musica pop/rock che ha avuto un momento di particolare notorietà nei primi anni settanta. I musicisti che lo formavano erano appartenuti a tre gruppi attivi nella metà degli anni sessanta e specializzati nel repertorio folkrock (gli statunitensi Byrds e Buffalo Springfield e gli inglesi Hollies). Tali gruppi erano considerati una sorta di alter ego dei Beatles e, almeno in parte, un tentativo di risposta statunitense allo strapotere del gruppo di Liverpool

La formazione base era inizialmente costituita dal trio Crosby, Stills & Nash: nel 1969 fu pubblicato il loro primo album il cui titolo era costituito semplicemente dai loro cognomi e che scalò rapidamente le classifiche di vendita. Solo successivamente ad essi si aggiunse Neil Young (in occasione del Festival di Woodstock).

Furono tre gli album pubblicati a cavallo degli anni sessanta e settanta: Déjà vu; So Far (con l’immagine in copertina disegnata da Joni Mitchell); e il doppio live 4 Way Streetche costituisce la summa del loro percorso artistico unitario, che contiene tra le altre la celebre canzone-invettiva Ohio, scritta da Neil Young in memoria dell’eccidio compiuto nel 1970 a Kent (Ohio) dalla polizia che sparò su studenti pacifisti uccidendone quattro, divenuta il loro personale manifesto contro l’impegno statunitense nella guerra del Vietnam.

Altri brani da segnalare nella produzione di quegli anni sono Teach Your Children, The Lee Shore, Suite: Judy Blue Eyes, Carry On, Right Between the Eyes, Love the One You’re With, e la loro interpretazione di Woodstock di Joni Mitchell.

Anche singolarmente – nel divenire di lunghe anche se non sempre lineari carriere – i quattro componenti del CSN&Y hanno riscosso un notevole successo sia in termini di popolarità che di vendite di dischi. Nel 1998 CSN&Y sono stati inseriti nella Vocal Group Hall of Fame. Più volte scioltisi e più volte ricompostisi – sotto forma di duo o trio, in combinazioni differenti – sono tornati a esibirsi live nella primavera del 2005. CSN hanno poi fatto due tournée, con passaggi anche in Italia, nel 2011 (Padova, Milano, Firenze e Roma) e poi nel 2013 (Brescia e Piazzola Sul Brenta di Padova).

http://it.wikipedia.org/wiki/Crosby,_Stills,_Nash_%26_Young

Crosby, Stills & Nash (CSN) is a folk rock supergroup made up of David Crosby, Stephen Stills and Graham Nash. They are known as Crosby, Stills, Nash & Young (CSNY) when joined by occasional fourth member Neil Young. They are noted for their intricate vocal harmonies, often tumultuous interpersonal relationships, political activism, and lasting influence on American music and culture. All four members of CSNY have been inducted into the Rock and Roll Hall of Fame twice,[1] though Young’s inductions were for work not involving the group.

Prior to the formation of CSN, each member of the band had belonged to another prominent group. David Crosby played guitar, sang and wrote songs with the Byrds; Stephen Stills had been a guitarist, keyboardist, vocalist and songwriter in the band Buffalo Springfield (which also featured Neil Young); and Graham Nash had been a guitarist, singer and songwriter with the Hollies.

Due to internal friction, Crosby was dismissed from The Byrds in late 1967.[2] By early 1968, Buffalo Springfield had disintegrated, and after aiding in putting together the band’s final album, Stills was unemployed. He and Crosby began meeting informally and jamming. The result of one encounter in Florida on Crosby’s schooner was the song “Wooden Ships“, composed in collaboration with another guest, Jefferson Airplane‘sPaul Kantner.[3]

Graham Nash had been introduced to Crosby when the Byrds had toured the United Kingdom in 1966, and when the Hollies ventured to California in 1968, Nash resumed his acquaintance with him.[4] At a party in July 1968 at Joni Mitchell‘s house, Nash asked Stills and Crosby to repeat their performance of a new song by Stills, “You Don’t Have To Cry”, with Nash improvising a third part harmony.[5] The vocals jelled, and the three realized that they had a unique vocal chemistry.

Creatively frustrated with the Hollies, Nash decided to quit the band and work with Crosby and Stills. After failing an audition with the BeatlesApple Records, they were signed to Atlantic Records by Ahmet Ertegün, who had been a fan of Buffalo Springfield and was disappointed by that band’s demise.[6] From the outset, given their previous experiences, the trio decided not to be locked into a group structure. They used their surnames as identification to ensure independence and a guarantee that the band could not continue without one of them, unlike both the Byrds and the Hollies. They picked up a management team in Elliot Robertsand David Geffen, who got them signed to Atlantic and would help to consolidate clout for the group in the industry.[7] Roberts kept the band focused and dealt with egos, while Geffen handled the business deals, since, in Crosby’s words, they needed a shark and Geffen was it.[8]

Stills was already signed to Atlantic Records through his Buffalo Springfield contract. Crosby had been released from his Byrds’ deal with Columbia, as he was considered to be unimportant and too difficult to work with. Nash, however, was still signed to Epic Records through the Hollies. Ertegun worked out a deal with Clive Davis to essentially trade Nash to Atlantic in exchange for Richie Furay (who was also signed to Atlantic from having been in Buffalo Springfield) and his new band Poco

http://en.wikipedia.org/wiki/Crosby,_Stills,_Nash_%26_Young

E tu rivivrai


E tu rivivrai

E cogli silenzi 
dalla nebbia d’ idee 
non solo pensieri 
ma pregnanti atmosfere 
che avvolgono 

Respiri senza tempo 
come carezze di cielo 
si proiettano su noi 
saldi appigli e certezze 
anche se 
non li puoi misurare 
non ne conosci il nome 

E senti che vibra 
l’intero universo 
con frammenti di stelle 
per far dono di sè 
oltre ogni spazio 
ogni temuta illusione 

E ti dicono 
di non credere 
a questa realtà diversa 
solo perchè 
non si vuole cercare 

Oltre parole e dimostrazioni 
di quello che porta sempre 
il nome impresso 
eppure è magia 
o forse soltanto 
un sognare dietro le nubi 

Brezza leggera 
che passa 
che passa 
e tu la coglierai 
senza più domande 

Tempo di un sogno 
che racchiude 
quel che è l’anima 
ad ali spiegate 
dentro un sorriso 

Scopri ed ascolta 
ancora quel che sei 
e non ti fermare 
carezza sulle ciglia 
é attimo 
che tu rivivrai 

22.04.2005 Poetyca

And you will live

And with their silence
ideas from the mist
not only thoughts
but poignant atmospheres
that surround

Breathe timeless
how to caress the sky
are projected on us
holds and balances certainties
though
you can measure them
do not know the name

And you feel that vibrates
the entire universe
with fragments of stars
to self-giving
beyond space
each dreaded illusion

And you say
not to believe
to this different reality
just because
do not want to try

Beyond words and demonstrations
what always leads
name imprinted
yet it is magic
or perhaps only
a dream behind the clouds

light air
passing
passing
and you shall gather the
no more questions

Time for a dream
that encloses
what is the soul
with spread wings
into a smile

Discover and listen
yet what you are
and do not stop
caress on eyelashes
is briefly
you will live

22.04.2005 Poetyca

Viaggio empatico


Viaggio empatico

Oscuro cammino 
in bilico 
tra luci ed ombre 
dove cerchi ancora 
la gioia del silenzio 
per ritrovare ali 
che ti sfiorino l’anima 
per essere vibrazione 
al di là del confine 
che nessuno coglie 
e saper sorridere 
anche oltre il tempo 

E’ forse dono 
sono tele di ragno 
che imprigionano 
in immagini nel cuore 
in dubbi e paure 
degli altri 
in ferite laceranti 
che tolgono fiato 

E’ attimo 
– senza identità – 
dove scivoli in un respiro 
che non t’appartiene 

25.04.2005 Poetyca 

Empathic travel

Dark path
in the balance
between lights and shadows
circles, where even
the joy of silence
to find food
you just touch the soul
for vibration
beyond the border
that no one takes
and know how to smile
beyond time

It is perhaps a gift
are spider webs
that imprison
in images in the heart
in doubts and fears
other
lacerating wounds in
that take away his breath

It is moment
– No identities –
which slides in a breath
that does not belong

25.04.2005 Poetyca

Anima in viaggio




Anima in viaggio

In quest’istante
non è solo sogno
che dipinge il cielo
ci sono aliti di vita
respira amore
che carezza di luce
ogni universo

Sono atmosfere
senza voce
che illuminano la notte
in squarci di meraviglia
per essere attimo
che ritrova il senso
oltre il non detto

Fugace è il dolore
nel ritrovato percorso
che accende in scintilla
l’immenso che si manifesta
e non era illusione
l’attimo colto
dall’ anima in viaggio

27.07.2005 Poetyca



Soul journey

In this moment
is not just a dream
who paints the sky
there are breaths of life
breathe love
who caress of light
each universe

Atmospheres are
voiceless
that illuminate the night
in glimpses of wonder
for moment
found that the sense
than not that

The pain is fleeting
found in the path
which in turn spark
the immense manifested
and was not an illusion
seized the moment
from ‘soul travel

27.07.2005 Poetyca

Senza confine



Senza confine

E’ soffio
attimo che fa cadere
tutto il costruire
certezze di anni

E’ forza dirompente di vita
che annulla barriere
e fa scivolare l’anima
dentro ad un cuore
che anela amore

Tutto si sfalda
cambiando orizzonte
in perpetua emozione
che racconta un sogno
Libertà svapora
e socchiude le ciglia
su ignoti voli
senza più confine

18.05.2005 Poetyca


Without border

And ‘breath
moment that knocks
throughout the building
certainties years

And ‘disruptive power of life
annulling barriers
and the soul slips
inside a heart
who longs for love

Everything falls apart
changing horizon
in perpetual emotion
that tells a dream
Freedom evaporates
and closes the eyelids
unknown on flights
without border

18.05.2005 Poetyca

Indifferenza


Indifferenza

Nulla scioglie più
il sorriso della gente
il suo acclamare
per la sorpresa
di cose che nascono
da amore e fatica :
volteggi e sudore
per avere ali

Ed è sul trapezio la vita
di chi se la sta per giocare
tra un misero silenzio
e mancati appausi
inghiottiti dall’apatia
di chi respira indifferenza

Malinconia accende una lacrima
all’ultimo clown buffone
che mette da parte
anche l’ultma speranza
insieme al trucco
e alle scarpe grosse

E siamo solo noi
che non accendiamo più
colori e fantasia
in questa vita
che facciamo diventare prigione
divorando solo il tempo
di un sogno bambino
da lasciare libero
nel cielo della nostra anima
in ricerca di gioco ed armonia
per proiettare capriole d’amore

07.05.2005 Poetyca

Indifference

Nothing melts
the smile of the people
cheer her
in surprise
of things that come
by love and effort:
vaulting and sweat
for wings

And is on the trapeze
of who is going to play if the
between a miserable silence
and missed appausi
swallowed up by apathy
indifference of those who breathe

Melancholy turn on a tear
last clown clown
that sets aside
also hope ultma
along with the make-up
and big shoes

It’s just us
that does not turn on more
color and fantasy
in this life
we do become a prison
eating only time
a child’s dream
leave a clear
in the heaven of our soul
in search of game and harmony
to project somersaults of love

07.05.2005 Poetyca

Bruce Cockburn playlist


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=4s2zN9j78LM&list=PLQXCjPp9upb_0J83QGoCj_6Y4dwXJnfiH]

Bruce Cockburn (Ottawa, 27 maggio 1945) è un cantautore canadese.

Il suo stile, con il personalissimo modo di suonare la chitarra, fonde generi come pop, folk, rock, reggae e jazz. Le liriche sono ispirate dalla sua visione umanistica e metafisica della vita vicina all’etica cristiana. 

http://it.wikipedia.org/wiki/Bruce_Cockburn

Bruce Douglas Cockburn OC (/ˈkbərn/; born May 27, 1945)[1] is a Canadian guitarist and singer-songwriter whose career spans over 40 years. His song styles range from folk to jazz-influenced rock and his lyrics cover a broad range of topics that reveal a passion for human rights, politics and spirituality.

In 2014, he released his memoirs, Rumours of Glory: A Memoir.[2]  

Cockburn was born in 1945 in Ottawa, Ontario, Canada, and spent some of his early years on a farm outside Pembroke, Ontario. He has stated in interviews that his first guitar was one he found around 1959 in his grandmother’s attic, which he adorned with golden stars and used to play along to radio hits.[3] Cockburn attended Nepean High School, where his 1964 yearbook photo states his desire “to become a musician”.[4]He attended Berklee School of Music in Boston for three semesters in the mid-1960s. In 1966 he joined an Ottawa band called The Children, which lasted for about a year. In the spring of 1967 he joined the final lineup of The Esquires. He moved to Toronto that summer to form The Flying Circus with former Bobby Kris & The Imperials members Marty Fisher and Gordon MacBain and ex-Tripp member Neil Lillie. The group recorded some material in late 1967 (which remains unreleased) before changing its name to Olivus in the spring of 1968, by which time Lillie (who changed his name to Neil Merryweather) had been replaced by Dennis Pendrith from Livingstone’s Journey. Olivus opened for The Jimi Hendrix Experience and Cream in April 1968. That summer Cockburn broke up the band with the intention of going solo, but ended up in the band 3’s a Crowd with David Wiffen, Colleen Peterson, and Richard Patterson, who had been a co-member of The Children. Cockburn left 3’s a Crowd in the spring of 1969 to pursue a solo career.

Cockburn’s first solo appearance was at the Mariposa Folk Festival in 1967, and in 1969 he was a headliner. In 1970 he released his self-titled, solo album. Cockburn’s guitar work and songwriting won him an enthusiastic following. His early work featured rural and nautical imagery and Biblical metaphors. Raised as an agnostic, early in his career he became a Christian.[5] Many of his albums from the 1970s refer to Christianity, which in turn informs his concerns for human rights and environmentalism. His references to Christianity include the Grail imagery of 20th-century Christian poet Charles Williams and the ideas of theologian Harvey Cox.[6]

In 1970 Cockburn became partners with Bernie Finkelstein in the music publishing firm Golden Mountain Music.[7]

While Cockburn had been popular in Canada for years, he did not have a big impact in the United States until 1979, with the release of the album Dancing in the Dragon’s Jaws. “Wondering Where the Lions Are“, the first single from that album, reached No. 21 on the Billboard Hot 100 in the US in June 1980, and earned Cockburn an appearance on NBC‘s hit TV show Saturday Night Live.

Cockburn was married from 1969 to 1980 and has a daughter from that marriage.[citation needed] He wrote the song “Little Seahorse”, released on In the Falling Dark, in late 1975 about the time when his daughter wasin utero.[citation needed]

Through the 1980s Cockburn’s songwriting became increasingly urban, global and political as he became more involved with progressive causes. His political concerns were first hinted at on the albums: Humans,Inner City Front and The Trouble with Normal. They became more evident in 1984, with his second US radio hit, “If I Had a Rocket Launcher” (No. 88 in the US) from the Stealing Fire album. He had written the song a year earlier, after visiting Guatemalan refugee camps in Mexico that were attacked by Guatemalan military helicopters. His political activism continues to the present. Cockburn has travelled to countries such as Mozambique and Iraq, played benefit concerts, and written songs on a variety of subjects ranging from the International Monetary Fund to land mines. His internationalist bent is reflected in the many world musicinfluences in his music, including reggae and Latin music.

In 1991 Intrepid Records released Kick at the Darkness, a tribute album to Cockburn whose title comes from a phrase in his song “Lovers in a Dangerous Time“. It features the Barenaked Ladies‘ cover of that song, which became their first Top 40 hit and an element in their early success. This lyric was also referenced by U2 in their song “God Part II” from their album Rattle and Hum.

In the early 1990s, Cockburn teamed with T-Bone Burnett for two albums, Nothing but a Burning Light and Dart to the Heart. The latter included a song, “Closer to the Light”, inspired by the death of songwriter Mark Heard, a close friend of Cockburn and Burnett. Cockburn frequently refers to Heard as his favourite songwriter and he was one of many artists who paid tribute to Heard on an album and video titled Strong Hand of Love.

In 1998 Cockburn travelled with filmmaker Robert Lang to Mali, West Africa, where he jammed with Grammy Award-winning blues musician Ali Farka Toure and kora master Toumani Diabate. The month-long journey was documented in the film River of Sand, which won the Regard Canadien award for best documentary at the Vues d’Afrique Film Festival in Montreal. It was also invited for competition at the International Festival of Environmental Films in Paris.[8]

Some of Cockburn’s previously published material had been collected in several albums: Resume, Mummy Dust, and Waiting for a Miracle. His first greatest hits collection was Anything Anytime Anywhere: Singles 1979–2002, released in 2002.

In January 2003 Cockburn finished recording his 21st album, You’ve Never Seen Everything, which features contributions from Emmylou Harris, Jackson Browne, Sam Phillips, Sarah Harmer, Hugh Marsh, Jonell Mosser, Larry Taylor and Steven Hodges. (Taylor and Hodges, formerly of Canned Heat who performed at Monterey and Woodstock in the 1960s, may be known best for their work with Tom Waits).

Cockburn performed a set at the Live 8 concert in Barrie, Ontario, on July 2, 2005. Speechless, an instrumental compilation of new and previously released material, was released on October 24, 2005. His 22nd album, Life Short Call Now, was released on July 18, 2006.

Canadian senator and retired general Roméo Dallaire, who is active in humanitarian fundraising and promoting awareness, appeared on stage at the University of Victoria with Cockburn. The October 4, 2008, concert was held to aid the plight of child soldiers.[9]

In 2009 Cockburn travelled to Afghanistan to visit his brother, Capt. John Cockburn, and to play a concert for Canadian troops. He performed his 1984 song “If I Had a Rocket Launcher” and was temporarily awarded an actual rocket launcher by the military. Cockburn has stated that, while unsure of the original Invasion of Afghanistan, he supported Canada’s role there.[10]

Cockburn released his studio album Small Source of Comfort in 2011. “Lois on the Autobahn”, a cheerful and experiential instrumental recalling “Rouler sa bosse” from Salt, Sun and Time is a tribute to Cockburn’s mother, Lois, who succumbed to cancer in 2010.[citation needed]

Cockburn married his longtime girlfriend M.J. Hannett shortly after the birth of his second daughter, Iona (b. November 2011) in 2011.[11][12] As of 2014, the family lives in the San Francisco area, where Cockburn is writing his memoirs up to 2004.[13]

A documentary film, Bruce Cockburn Pacing the Cage,[14][15] was released in 2013 on television and a brief theatrical showing; directed by Joel Goldberg, gave a rare look into Cockburn’s music, life and politics

http://en.wikipedia.org/wiki/Bruce_Cockburn

Pennellata lieve


Pennellata lieve 

Ed è ascolto intimo 
sono gesti 
un catturare istanti 
nel viaggio dell’anima 
sguardo che spazia 
oltre l’orizzonte 

E’ imbrigliare 
vibranti attese 
per ricercare il senso 
di quel che che origina 
pennellata lieve 

Tavolozza di colori 
sulla tela della vita 
e respiri che strappano 
il percorso del tempo 
tra ieri 
oggi e domani 
mentre una lacrima 
asciuga la speranza 

Sono rotaie impazzite 
per portare lontano 
tutte le paure 
che non sanno urlare 
il dolore impigliato 
in quest’anima in fuga 

26.04.2005 Poetyca 

Small stroke
And it is intimate listening
gestures are
capturing a moment
the journey of the soul
look which ranges
beyond the horizon

It is harnessing
vibrant expectations
to search for the meaning
of what that originates
Small stroke

Color palette
on the canvas of life
breaths and ripping
the path of time
between yesterday
today and tomorrow
as a tear
dries hope

They are crazy rails
to carry out
all fears
who can not scream
pain entangled
in this soul on the run

26.04.2005 Poetyca

Esiste un luogo


Esiste un luogo

Esiste un luogo
dove non si abbatte
mai la tempesta
dove non si conosce
la paura e la separazione

Esiste un luogo
dove nessuno
potrebbe essere lontano
e nella notte profonda
quando il buio
sembra inghiottire tutto
è serenità che illumina
e accoglie lacrime

Esiste un luogo
senza fame o guerra
senza sogno o illusione
dove tutto palpita
e conduce ad un respiro solo

Esiste un luogo
che ha i colori
che tu cercavi
i respiri senza tempo
per colorare vita
oltre il battito di un istante

Esiste un luogo
che abbraccia tutti
senza domande
senza incertezza
per raccogliere voci
senza suono
e avvolgere di forza
immersa oltre le ombre

Esiste …
Si chiama Amore

19.01.2005 Poetyca

there a place

There is a place
where it strikes
ever the storm
where you do not know
fear and separation

There is a place
where no
could be far
and deep in the night
when darkness
seems to swallow everything
serene light
and welcomes tears

There is a place
no hunger or war
without a dream or illusion
where everything pulsates
and leads to a single breath

There is a place
which colors
you were looking for
breaths timeless
coloring life
than the blink of an instant

There is a place
that embraces all
no questions asked
without uncertainty
to collect items
soundless
and wind power
immersed beyond the shadows

There …
It’s called Love

19.01.2005 Poetyca

Pennellata lieve


Pennellata lieve

Ed è ascolto intimo
sono gesti
un catturare istanti
nel viaggio dell’anima
sguardo che spazia
oltre l’orizzonte

E’ imbrigliare
vibranti attese
per ricercare il senso
di quel che che origina
pennellata lieve

Tavolozza di colori
sulla tela della vita
e respiri che strappano
il percorso del tempo
tra ieri
oggi e domani
mentre una lacrima
asciuga la speranza

Sono rotaie impazzite
per portare lontano
tutte le paure
che non sanno urlare
il dolore impigliato
in quest’anima in fuga

26.04.2005 Poetyca

Mild stroke

And it is intimate listening
gestures are
capturing a moment
the journey of the soul
look which ranges
beyond the horizon

It is harnessing
vibrant expectations
to search for the meaning
of what that originates
Mild stroke

Color palette
on the canvas of life
breaths and ripping
the path of time
between yesterday
today and tomorrow
as a tear
dries hope

They are crazy rails
to carry away
all fears
who can not scream
pain entangled
in this soul on the run

26.04.2005 Poetyca

 

Mahavishnu Orchestra – 1971 Inner Mounting Flame


Costituitasi nel 1971 e disciolta nel 1976, la Mahavishnu Orchestra fu creata dal chitarrista John McLaughlin e dal batterista Billy Cobham, entrambi riconosciuti come strumentisti di valore assoluto, e chiamati nel corso del tempo a collaborare ad esperienze musicali di grande valore da maestri come Miles Davis.

Fu un gruppo jazz-rock dal grande successo artistico e commerciale nel corso della sua pur breve storia gratificata dalla presenza nella formazione di talenti di eccelsa caratura. Il genio musicale di John McLaughlin non si manifestò solo nelle composizioni, ma anche nell’arrangiamento. Molte persone al primo approccio con il disco The Inner Mounting Flame rimasero sconvolte dal linguaggio musicale “diverso” da tutti i dischi precedenti. I primi due album sono dei capolavori che consacrano per sempre la prima formazione come uno dei gruppi più innovativi della storia della musica. Gli assoli intrecciati di violino, chitarra, tastiere; la qualità e pulizia della equalizzazione; le invenzioni di Cobham e le linee di basso solide di Laird furono caratteristiche predominanti dei primi due dischi. La potenza tecnica ed il feeling della band ne fecero uno dei gruppi di riferimento del genere fusion. Nel 2005 è stato pubblicato il libro Power, Passion and Beauty: The Story of the Legendary Mahavishnu Orchestra che racconta la storia del gruppo.

https://it.wikipedia.org/wiki/Mahavishnu_Orchestra

The Mahavishnu Orchestra was a jazz-rock fusion group led by John McLaughlin, active during 1971–1976 and again in 1984–1987 after major line-up changes.

https://en.wikipedia.org/wiki/Mahavishnu_Orchestra

Cat Stevens Greatest Hits


Yusuf Islam, nato Steven Demetre Georgiou e a lungo conosciuto con il suo nome d’arte Cat Stevens (Londra, 21 luglio 1948), è un cantautore britannico.

Figlio di padre greco-cipriota (Stavros Georgiou) e madre svedese (Ingrid Wickman), cresce a Shaftesbury Avenue, nel quartiere di Soho a Londra, sopra il ristorante di proprietà del padre dove veniva spesso suonata musica popolare greca, dalla quale verrà influenzato.[2] Per un breve periodo della sua infanzia si sposta con la madre a Gävle in Svezia, dove impara i primi rudimenti della pittura dallo zio Hugo. Ciò influenzerà la carriera artistica del futuro Cat Stevens, spesso autore delle copertine dei propri album.

All’inizio della sua carriera musicale, Georgiou adotta il nome “Cat Stevens” dopo che un’amica gli fa notare che i suoi sembrano gli occhi di un gatto. Siamo in pieno periodo Swinging London, e Stevens incarna in pieno lo stereotipo del cantante pop commerciale dell’epoca, un’immagine dalla quale egli si distanzierà notevolmente negli anni a seguire. Dopo i primi due album Matthew and Son e New Masters, che ottengono un tiepido successo soprattutto grazie a qualche singolo come I Love My Dog, Stevens si ammala gravemente di tubercolosi e passa un certo periodo in un sanatorio di Midhurst, nella campagna inglese. Qui comincia a riflettere sul proprio futuro, sulla propria carriera (cambia casa discografica), sul proprio stile di vita, decidendo di operare un drastico cambiamento anche a partire dall’immagine: capelli più lunghi, barba e abiti più informali.

Il periodo lontano dalle scene lascia il segno e nel giro di due anni (1970 e 1971) dà alle stampe Mona Bone Jakon, Tea for the Tillerman e Teaser and the Firecat, che lo faranno diventare famoso in tutto il mondo: Lady D’Arbanville che arriva prima in Francia per quattro settimane, seconda nei Paesi Bassi ed ottava nel Regno Unito, Wild World, Father and Son, Morning Has Broken, Moonshadow, Peace Train tra le più celebri. Da segnalare la presenza tra i musicisti di artisti del calibro di Peter Gabriel (flauto in Katmandu) e Rick Wakeman, all’epoca quasi sconosciuti ai più.

Lo stile musicale che ne esce fuori è quello che contraddistinguerà Cat Stevens per tutta la sua carriera: chitarre acustiche in primo piano, sonorità delicate, richiami alla tradizione greca, testi a metà strada tra la canzone d’amore ed il misticismo, il tutto condito dalla calda vocalità dello stesso Stevens. In questo periodo partecipa alla colonna sonora del film Harold e Maude, con brani già editi e i due inediti Don’t Be Shy e If You Want to Sing Out, Sing Out. Gli album successivi Catch Bull at Four, Foreigner, Buddha and the Chocolate Box e Numbers abbandonano in parte lo stile acustico per soluzioni sperimentali più elettriche.
Yusuf Islam/Cat Stevens (2009)
Decisivo è in tal senso l’ingresso, nel gruppo di musicisti che accompagna Stevens, del tastierista Jean Roussell. Tra i brani di maggior successo di tali album vi sono Sitting, The Hurt e Oh Very Young. Nel frattempo Stevens intraprende una serie di tour intorno al mondo e arriverà a vendere oltre quaranta milioni di dischi. Il suo unico concerto in Italia si tiene a Roma nel 1974. Si trasferisce successivamente in Brasile per motivi di tasse, e comincia ad avvicinarsi a tematiche prettamente religiose. Nel 1976 suo fratello, di ritorno da un viaggio a Gerusalemme, gli regala una copia del Corano: quest’avvenimento segnerà la vita del cantautore.

Nel 1977, dopo aver rischiato di morire annegato a Malibù, secondo un aneddoto da lui stesso citato più volte, Stevens si converte all’Islam adottando il nome Yusuf Islam. Incide ancora Isitzo e Back to Earth dopodiché si ritira completamente dalle scene e diventa un membro eminente della comunità musulmana di Londra, aprendo anche la Islamia Primary School, una scuola nel nord della capitale britannica. Balza agli onori delle cronache nel 1989, quando apparentemente appoggia la fatwa lanciata contro lo scrittore Salman Rushdie per i suoi I versi satanici. In realtà Islam, il quale si trovava al Kingston Polytechnic di Londra per un incontro con gli studenti, si era limitato a spiegare il perché di quella condanna da parte del mondo musulmano, senza mai invocare direttamente alcuna sanzione, precisando successivamente che non avrebbe appoggiato la richiesta dell’ayatollah Khomeini in quanto lesiva della legislazione britannica. Questa controversia comunque gli avrebbe causato l’ostracismo di gran parte del mondo musicale per lungo tempo.

Nel 2004 Islam è di nuovo nell’occhio del ciclone quando gli viene negato l’ingresso negli USA perché il suo nome è nella lista degli indesiderati dopo gli eventi dell’11 settembre 2001. Il cantautore si trovava su un volo Londra-Washington, quando all’improvviso l’aeroplano viene dirottato in un altro aeroporto e Islam viene trattenuto e fatto tornare in patria. Il caso fa mobilitare anche l’allora Ministro degli Esteri britannico Jack Straw in difesa del cantante. Yusuf Islam vive tuttora a Londra con sua moglie e i suoi cinque figli. Ha fondato associazioni benefiche come Muslim Aid e Small Kindness per assistere le vittime della carestia in Africa. Inoltre, il cantante ha donato parte delle royalties del suo Box Set americano del 2001 al fondo per le vittime degli attentati dell’11 settembre 2001.

Tornato a calcare le scene, collaborando di nuovo con Peter Gabriel in occasione di un concerto in onore di Nelson Mandela a Johannesburg nel 2013, duettando con Ronan Keating il brano Father and Son, nel 2006 ha pubblicato l’album An Other Cup. Nel 2007 pubblica un DVD live, Yusuf’s Cafè Session, registrato durante un concerto tenuto al Porchester Hall di Londra, mentre nel 2009 esce il suo album Roadsinger, per il quale nel 2011 si è esibito in un tour europeo. Nel 2012 ha scritto, sceneggiato e prodotto un suo musical, denominato Moonshadow, in world premiere a Melbourne, con 58 appuntamenti in Australia: il tour europeo è ancora da definire. Nel 2014 partecipa come ospite alla serata iniziale del Festival di Sanremo dove propone Peace Train, Maybe There´s a World (con citazione di All You Need Is Love dei Beatles) e Father and Son e annuncia il suo prossimo album, in fase di ultimazione. Nel 2014 esce il suo ultimo album Tell ‘Em I’m Gone, metà cover e metà scritte da lui, accompagnato dal nuovo tour Peace train… late again tour con un’unica data italiana al Forum di Assago.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cat_Stevens

Cat Stevens

Yusuf Islam (born Steven Demetre Georgiou, 21 July 1948), commonly known by his former stage name Cat Stevens, is a British singer-songwriter, multi-instrumentalist, humanitarian, and education philanthropist. His 1967 debut album reached the top 10 in the UK, and the album’s title song “Matthew and Son” charted at number 2 on the UK Singles Chart. His albums Tea for the Tillerman (1970) and Teaser and the Firecat (1971) were both certified triple platinum in the US by the RIAA.

His 1972 album Catch Bull at Four spent three weeks at number one on the Billboard 200, and fifteen weeks at number one in the Australian ARIA Charts. He earned two ASCAP songwriting awards in 2005 and 2006 for “The First Cut Is the Deepest”, and the song has been a hit for four different artists. His other hit songs include “Father and Son”, “Wild World”, “Peace Train”, “Moonshadow”, and “Morning Has Broken”. In 2007 he received the British Academy’s Ivor Novello Award for Outstanding Song Collection.

In December 1977, Stevens converted to Islam[10] and adopted the name Yusuf Islam the following year. In 1979, he auctioned all his guitars for charity[11] and left his music career to devote himself to educational and philanthropic causes in the Muslim community. He was embroiled in a long-running controversy regarding comments he made in 1989 about the death fatwa on author Salman Rushdie. He has received two honorary doctorates and awards for promoting peace from two organisations founded by Mikhail Gorbachev.

In 2006, he returned to pop music – releasing his first album of new pop songs in 28 years, titled An Other Cup. With that release and for subsequent ones, he dropped the surname “Islam” from the album cover art – using the stage name “Yusuf” as a mononym. In 2009, he released the album Roadsinger, and in 2014, he released the album Tell ‘Em I’m Gone, and began his first US tour since 1978. He was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 2014.

https://en.wikipedia.org/wiki/Cat_Stevens