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Eric Burdon – Spill The Wine (Live at Lugano, 2006)



Eric Victor Burdon (Newcastle upon Tyne, 11 maggio 1941) è un cantante inglese. È noto per essere stato il leader degli Animals e, in seguito, del gruppo funk War, per poi condurre una carriera solista. È stato inserito al 57º posto nella Lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone
Nel 1963, Burdon si unì al gruppo Alan Price Rhythm and Blues Combo, fondato dal tastierista Alan Price, il quale cambiò il nome in The Animals, per via delle loro performance, selvagge per quei tempi. Il gruppo fu tra i rappresentanti della cosiddetta British invasion, assieme a Beatles, Who, Rolling Stones, The Dave Clark Five e Kinks. Gli Animals divennero noti soprattutto grazie al singolo The House of the Rising Sun e ad altri brani come I’m Crying, It’s My Life, Don’t Let Me Be Misunderstood e We’ve Gotta Get Out of This Place. La band si scioglie prematuramente nel 1966.

Poco dopo, Burdon assieme al batterista Barry Jenkins formò un nuovo progetto chiamato Eric Burdon & The Animals (da altri chiamato “Eric Burdon and The New Animals”) che rimase in attività fino al 1969, quando Eric si trasferì a San Francisco per formare i War (inizialmente denominati “Eric Burdon and War”), una formazione di estrazione multietnica dedita a una miscela tra funk, R&B, jazz e latin. La band esordì con Eric Burdon Declares “War”, che contiene singoli come Tobacco Road e Spill the Wine. Durante una tournée, il cantante ebbe un attacco di asma e gli altri membri dovettero gestire le restanti tappe senza di lui.

Burdon lasciò i War per collaborare con il cantante blues Jimmy Witherspoon, incidendo l’album Guilty! (1971) e intraprendendo una carriera solista con la creazione di una band autoreferenziale, la Eric Burdon Band, che pubblicò Sun Secrets (1974) e Stop (1975). Nel 1975 si riunì momentaneamente con gli Animals pubblicando un nuovo disco, Before We Were So Rudely Interrupted (1977).

Nel 1990 Burdon incise la canzone No Man’s Land insieme a Tony Carey e Anne Haigis.

Nel 1994 Eric e gli altri componenti degli Animals vennero ammessi alla Rock and Roll Hall of Fame. Accanto alla sua carriera musicale, Burdon ha partecipato saltuariamente ad alcune pellicole cinematografiche, ad esempio nel film The Doors, ove fa una breve apparizione nel ruolo di un manager.

https://it.wikipedia.org/wiki/Eric_Burdon

Eric Victor Burdon (born 11 May 1941) is an English singer-songwriter best known as a member and vocalist of rock band the Animals and the funk band War[2] and for his aggressive stage performance. He was ranked 57th in Rolling Stone’s list The 100 Greatest Singers of All Time.
Burdon was lead singer of the Animals, formed during 1962 in Newcastle upon Tyne, England. The original band was the Alan Price Rhythm and Blues Combo, which formed in 1958 they became The Animals shortly after Burdon joined the band. The Animals combined electric blues with rock and in the USA were one of the leading bands of the British Invasion. Along with the Beatles, the Rolling Stones, the Dave Clark Five, and the Kinks, the group introduced British music and fashion. Burdon’s powerful voice can be heard on the Animals’ singles “The House of the Rising Sun”, “Sky Pilot”, “Monterey”, “I’m Crying”, “Boom Boom”, “Don’t Let Me Be Misunderstood”, “Bring It On Home to Me”, “Baby Let Me Take You Home”, “It’s My Life”, “We Gotta Get out of This Place”, “Don’t Bring Me Down”, and “See See Rider”.

https://en.wikipedia.org/wiki/Eric_Burdon

Devo


I Devo sono un gruppo musicale statunitense formatosi ad Akron (Ohio) nel 1972.

Il loro stile musicale è stato classificato come punk, art rock o post-punk, ma sono per lo più ricordati come una delle band-simbolo della New wave. Sono oggi considerati dalla critica un gruppo fondamentale per l’evoluzione del rock contemporaneo.

Il gruppo viene fondato da Gerald Casale, Bob Lewis e Mark Mothersbaugh, nel 1972.

Il nome “Devo” viene dal termine “de-evolution” (de-evoluzione), teoria secondo cui l’umanità, invece che continuare ad evolversi, avrebbe cominciato a regredire, come dimostrerebbero le disfunzioni e la mentalità gretta della società americana. Tale teoria era frutto di uno scherzo di Casale e Lewis, nato nella fine degli anni sessanta, quando i due frequentavano la Kent State University.

La prima formazione prevedeva sei componenti: i fratelli Gerald e Bob Casale (basso e voce il primo, chitarra, tastiere e cori il secondo), Bob Lewis (chitarra), Mark Mothersbaugh (voce, sintetizzatori e chitarra), Rod Reisman (batteria) e Fred Weber (voce). La loro prima performance avviene nel 1973 al Performing Arts Festival della Kent State University.[6] Dopo questa prima esibizione, il gruppo abbandona Reisman e Weber, e ingaggia Jim Mothersbaugh alla batteria elettronica e Bob Mothersbaugh alla chitarra, entrambi fratelli di Mark. Negli anni a venire, il gruppo passerà attraverso cambi di formazione, che vedono, tra gli altri, l’abbandono di Jim Mothersbaugh, ed esibizioni dal vivo conflittuali.

Nel 1976 viene reclutato il batterista Alan Myers alla batteria, che sancisce una formazione solida che durerà dieci anni circa.

Lo stile del gruppo, ironico, pungente, irriverente e critico nei confronti della società moderna, inserito in un contesto estetico che rimanda a una sorta di fantascienza al limite del kitsch, gli fa guadagnare la simpatia di artisti noti come Neil Young e David Bowie, nonché apparizioni in film dei quali Mark Mothersbaugh curerà la colonna sonora. Il gruppo sarà anche pioniere nell’uso del videoclip, il più noto dei quali, Whip It, godrà di una massiccia presenza nei primi mesi di vita di MTV.

Nel 1977, grazie anche a Bowie e Iggy Pop, ottengono un contratto con la Warner Bros. Il loro primo album, Q: Are We Not Men? A: We Are Devo! viene prodotto nientemeno che da Brian Eno. L’anno successivo sono ospiti del Saturday Night Live, dove si esibiranno in una cover di (I Can’t Get No) Satisfaction dei Rolling Stones.

Nel 1984, lo scarso successo commerciale del sesto album Shout e l’abbandono del batterista Myers, costringono il gruppo a rinunciare al tour di promozione, con conseguente pausa delle attività. Nel frattempo, Mark Mothersbaugh si diletta nella produzione di musica per la televisione, nonché di un progetto solista, Musik for Insomniaks.

Nel 1987 il gruppo si riforma con un nuovo batterista, David Kendrick, precedentemente con gli Sparks. L’anno successivo esce Total Devo, che contiene brani che compariranno in alcuni B movie come Slaughterhouse Rock e The Tapeheads, con John Cusack e Tim Robbins.

Nel 1990 esce Smooth Noodle Maps, che non raccoglie grandi consensi di pubblico e critica, e l’anno successivo il gruppo si scioglie nuovamente. Successivamente, Mark Mothersbaugh fonda uno studio di registrazione per produzioni musicali commerciali, il Mutato Muzika, insieme col fratello Bob e Bob Casale. Lo studio lavora principalmente per produzioni televisive come sigle, programmi, cartoni animati, videogame e film, tra cui alcuni di Wes Anderson. Nel frattempo, Gerald Casale intraprende una carriera come regista di spot pubblicitari e video musicali, per gruppi come Rush, Silverchair e Foo Fighters.

Nel 1995 il gruppo appare nella colonna sonora del film Tank Girl, e l’anno successivo si esibisce al Sundance Film Festival e al Lollapalooza proponendo alcuni classici del periodo tra il 1978 e il 1982.

Pur non pubblicando album fino al 2010, il gruppo produce una serie di singoli per compilation, produzioni televisive, spot pubblicitari per aziende come Dell e la multinazionale Target.

Nel 2006 collaborano con la Disney per un progetto chiamato Devo 2.0, un gruppo composto da bambini che suonano classici dei Devo.

Nel 2008 l’azienda McDonald’s propone un personaggio in omaggio che indossa l’Energy dome, il tipico copricapo dei Devo in plastica rossa a forma di ziqqurat circolare. Il gruppo intenterà una causa alla multinazionale, che successivamente alcuni blog riporteranno come “amichevolmente risolta”.

Nel 2010 esce il loro ultimo album Something for Everybody, a vent’anni dal precedente.

Nel 2013 il loro ex batterista Alan Myers muore a causa di un tumore cerebrale.

Il 17 febbraio 2014 muore improvvisamente Bob Casale, membro fondatore del gruppo, per arresto cardiaco.

https://it.wikipedia.org/wiki/Devo
Devo (/ˈdiːvoʊ/, originally /diːˈvoʊ/) is an American rock band formed in 1972, consisting of members from Kent and Akron, Ohio. The classic line-up of the band included two sets of brothers, the Mothersbaughs (Mark and Bob) and the Casales (Gerald and Bob), along with Alan Myers. The band had a No. 14 Billboard chart hit in 1980 with the single “Whip It”, and has maintained a cult following throughout its existence.

Devo’s style, over time, has shifted between punk, art rock, post-punk and new wave. Their music and stage show mingle kitsch science fiction themes, deadpan surrealist humor, and mordantly satirical social commentary. Their often discordant pop songs feature unusual synthetic instrumentation and time signatures that have proven influential on subsequent popular music, particularly new wave, industrial and alternative rock artists. Devo was also a pioneer of the music video, creating many memorable clips for the LaserDisc format, with “Whip It” getting heavy airplay in the early days of MTV.

https://en.wikipedia.org/wiki/Devo

Captain Beefheart


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=auYDeaXSo10]

Don Van Vliet (nato Don Glen Vliet[1]; Glendale, 15 gennaio 1941 – Arcata, 17 dicembre 2010) è stato un cantante, musicista e pittore statunitense, celebre con lo pseudonimo Captain Beefheart. Fu tra i precursori e maggiori esponenti del rock sperimentale statunitense.

« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l’ho presa non bisogna pagare per averla. »
(Don Van Vliet)
La sua esperienza musicale si sviluppò insieme ad un folto gruppo di musicisti, che si alternavano nel tempo, conosciuti come “The Magic Band”. Il gruppo cominciò la propria attività a metà degli anni sessanta, per arrivare ai primi ottanta. Van Vliet era il principale autore delle canzoni, il cantante e armonicista, con una forte attitudine per il rumorismo, ed il free jazz. Le sue composizioni sono caratterizzate da un’originale mistura di tempi dispari delle partiture e di testi surreali. Van Vliet è anche conosciuto per il suo rapporto dittatoriale con gli altri musicisti e per l’enigmatica relazione con la quale si rapportava al suo pubblico.

Van Vliet approdò nel gruppo che di lì a poco sarebbe diventato la Magic Band nel 1965, diventandone immediatamente il leader. Le loro prime canzoni mischiavano blues e rock (che rimarranno i due generi di riferimento per il gruppo), ma con il passare del tempo, Captain Beefheart & the Magic Band adottarono gradualmente un approccio sempre più sperimentale[3]. Nel 1969 venne pubblicato il loro album più conosciuto ed apprezzato, Trout Mask Replica, prodotto dall’amico d’infanzia di Van Vliet, Frank Zappa. Questo lavoro è tuttora considerato una pietra miliare della musica del ‘900.

Van Vliet pubblicò diversi altri album negli anni settanta, con molte variazioni nella Magic Band. Verso la fine di quel decennio, Van Vliet cambiò completamente la formazione del gruppo, pubblicando, tra il 1978 ed il 1982, gli ultimi tre album, ricevendo un buon successo di critica ma nessun riscontro di vendite presso il pubblico.

Dopo aver annunciato la fine della sua carriera musicale, nel 1982, Van Vliet si è presentato raramente in pubblico, preferendo una vita tranquilla nella contea di Northern Humboldt (California), dove si è concentrato sulla sua attività di pittore. Il suo interesse per le arti visuali, in realtà, cominciò durante l’infanzia, quando era considerato una giovane promessa della scultura. Il suo lavoro mostra una certa affinità con l’astrattismo neo-primitivo e con l’espressionismo estetico.

Van Vliet soffriva di sclerosi multipla, malattia che divenne aggressiva negli ultimi anni della sua vita, passati nel sud della California. Alcuni degli ex-musicisti hanno riformato la Magic Band per dei concerti tenutisi tra il 2003 ed il 2006, i cui ricavati sono andati a favore della ricerca sulla malattia di cui l’artista era affetto. Van Vliet è morto la mattina del 17 dicembre 2010 all’età di 69 anni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Captain_Beefheart

Don Van Vliet (/væn ˈvliːt/, born Don Glen Vliet;was conducted with a rotating ensemble of musicians called the Magic Band (1965–1982), with whom he recorded 13 studio albums. Noted for his powerful singing voice and his wide vocal range, Van Vliet also played the harmonica, saxophone and numerous other wind instruments. His music integrated blues, rock, psychedelia, and jazz with contemporary experimental composition and the avant-garde; many of his works have been classified as “art rock.” Beefheart was also known for often constructing myths about his life and for exercising an almost dictatorial control over his supporting musicians.

A child prodigy sculptor, Van Vliet later developed an eclectic musical taste during his teen years in Lancaster, California and formed “a mutually useful but volatile” friendship with musician Frank Zappa, with whom he sporadically competed and collaborated.[8] He began performing with his Captain Beefheart persona in 1964 and joined the original Magic Band line-up, initiated by Alexis Snouffer, in 1965. The group drew attention with their cover of Bo Diddley’s “Diddy Wah Diddy”, which became a regional hit. It was followed by their acclaimed debut album Safe as Milk, released in 1967 on Buddah Records. After being dropped by two consecutive record labels, they signed to Zappa’s Straight Records. As producer, Zappa granted Beefheart unrestrained artistic freedom in making 1969’s Trout Mask Replica, which was ranked 58th in Rolling Stone magazine’s 2003 list of the 500 greatest albums of all time.[9] Beefheart followed this up with the album Lick My Decals Off, Baby, released in 1970. In 1974, frustrated by lack of commercial success, he released two albums of more conventional rock music that were critically panned; this move, combined with not having been paid for a European tour, and years of enduring Beefheart’s abusive behavior, led the entire band to quit. Beefheart eventually formed a new Magic Band with a group of younger musicians and regained contemporary approval through three final albums: Shiny Beast (Bat Chain Puller) (1978), Doc at the Radar Station (1980) and Ice Cream for Crow (1982).

Van Vliet has been described as “one of modern music’s true innovators” with “a singular body of work virtually unrivalled in its daring and fluid creativity.” Although he achieved little commercial or mainstream critical success, he sustained a cult following as a “highly significant” and “incalculable” influence on an array of new wave, punk, post-punk, experimental and alternative rock musicians.[10][12] Known for his enigmatic personality and relationship with the public, Van Vliet made few public appearances after his retirement from music in 1982. He pursued a career in art, an interest that originated in his childhood talent for sculpture, and a venture which proved to be his most financially secure. His expressionist paintings and drawings command high prices, and have been exhibited in art galleries and museums across the world. Van Vliet died in 2010, having suffered from multiple sclerosis for many years.

https://en.wikipedia.org/wiki/Captain_Beefheart

Sex Pistols


[youtube https://youtu.be/qbmWs6Jf5dc?list=PLFAA6FE26CA5246AC]

I Sex Pistols sono stati uno dei più influenti gruppi punk rock britannici e una grande icona della prima ondata punk.

L’inizio del gruppo, originariamente composto dal cantante Johnny Rotten, dal chitarrista Steve Jones, dal batterista Paul Cook e dal bassista Glen Matlock, poi sostituito da Sid Vicious, risale al 1975, a Londra. Anche se la loro carriera durò solo tre anni, pubblicando solo quattro singoli discografici e un album in studio, i Sex Pistols vennero descritti dalla BBC come «la sola punk rock band inglese». Il gruppo è spesso indicato come il fondatore del movimento punk britannico[3] e il creatore del primo divario generazionale con il rock ‘n’ roll.

I Sex Pistols emersero come risposta a ciò che era sempre visto come più eccessivo, come il rock progressivo e le produzioni pop della metà degli anni settanta. Il gruppo creò molte controversie durante la sua breve carriera, attirando l’attenzione su di sé,ma mettendo spesso in secondo piano la musica.[7] I loro show e i loro tour erano ripetutamente ostacolati dalle autorità, e le loro apparizioni pubbliche spesso finivano disastrosamente. Il singolo del 1977 God Save the Queen, pubblicato appositamente durante il giubileo d’argento della regina d’Inghilterra, è stato considerato un attacco alla monarchia e al nazionalismo degli inglesi.

Johnny Rotten lasciò il gruppo nel 1978, durante un turbolento tour negli Stati Uniti; il trio rimasto continuò fino alla fine dell’anno, ma si sciolse all’inizio del 1979. Con Lydon il gruppo organizza un concerto nel 1996 per il Filthy Lucre Tour (“Tour a scopo di lucro”, traducibile anche in “Tour per il lurido guadagno”), anche se senza Sid Vicious, morto di overdose nel 1979 a soli 21 anni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Sex_Pistols

The Sex Pistols were an English punk rock band formed in London in 1975. Although they lasted just two-and-a-half years and produced only four singles and one studio album, Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols, they were one of the most influential acts in the history of popular music,[1][2] initiated a punk movement in the United Kingdom, and inspired many later punk and alternative rock musicians. The first incarnation of the Sex Pistols included singer John Lydon, lead guitarist Steve Jones, drummer Paul Cook and bass player Glen Matlock. Matlock was replaced by Sid Vicious early in 1977. Under the management ofMalcolm McLaren, a visual artist, performer, clothes designer and boutique owner, the band provoked controversies that garnered a significant amount of publicity. Their concerts repeatedly faced difficulties with organisers and local authorities, and public appearances often ended in mayhem. Their 1977 single “God Save the Queen”, attacking social conformity and deference to the Crown, precipitated the “last and greatest outbreak of pop-based moral pandemonium”. Other subjects addressed in their frequently obscene lyrics included the music industry, consumerism, abortion, and the Holocaust.

In January 1978, at the end of a turbulent tour of the United States, Rotten left the Sex Pistols and announced its break-up. Over the next several months, the three other band members recorded songs for McLaren’s film version of the Sex Pistols’ story, The Great Rock ‘n’ Roll Swindle. Vicious died of a heroin overdose in February 1979. In 1996, Rotten, Jones, Cook and Matlock reunited for the Filthy Lucre Tour; since 2002, they have staged further reunion shows and tours. On 24 February 2006, the Sex Pistols—the four original, surviving members and Sid Vicious—were inducted into the Rock and Roll Hall of Fame, but they refused to attend the ceremony, calling the museum “a piss stain”

https://en.wikipedia.org/wiki/Sex_Pistols

La comprensione non può essere praticata – The realm of non-thought , can not be explored


gurutattwa2

Riflettendo…

La Riflessione

Il reame del non pensiero,
non può essere esplorato dalle percezioni.

Nella sfera del genuino “essere ciò che è”
Non v’è né “io” né “altro”.

Maestro Yunmen (864-949)

Quando l’incessante flusso
del pensiero cade nella nostra osservazione;
nulla deve turbare il nostro essere presenti:
restare specchio immoto senza turbamento
dove nessuna forma si rifletta è
guardare e non giudicare, accogliere e non separare.

Poetyca

L’insegnamento

La comprensione non può essere praticata

La comprensione non può essere praticata.
E’ stata fatta un po’ di confusione tra comprensione e presenza mentale.
Sono collegati, ma distinti.

“Sati”, o presenza mentale, implica che ci sia azione della mente.
Noi volutamente ci disponiamo a prestare attenzione alle nostre menti.
Esercitiamo uno sforzo.

La comprensione è diversa.
La comprensione è priva di qualsiasi azione.
La mente semplicemente “comprende”.

Non c’è alcuna azione qui,
solo una comprensione raccolta e spontanea che semplicemente “vede”.
Qui la presenza mentale è la causa e la comprensione è l’effetto.
Non puoi praticare o addestrare un effetto.
Puoi solo praticare qualcosa che sia la causa di ciò.

Dobbiamo partire dalla presenza mentale
così che la comprensione possa sorgere in noi.

Thynn Thynn, in Living Meditation, Living Insight
da Everyday Mind, pubblicato da Jean Smith, a cura di Tricycle book

La mente raccoglie e separa,
restringe ed allarga il suo raggio
nelle pulsioni del discernimento.

Essere comprensivi è quanto possa condurre
all’osservare senza sentirsi coinvolti
in reazioni e separazioni, dettate dal giudizio
nell’intento di protezione.

Poetyca

17.09.2006 Poetyca

Reflecting …

Reflection

The realm of non-thought ,
can not be explored by perceptions.

In the sphere of genuine ” being what it is “
There is neither ” I” nor “other.”

Master Yunmen ( 864-949 )

When the incessant flow
of thought falls in our observation ;
nothing should disturb our being present :
remain motionless mirror without disturbance
where no form is reflected is
look at and do not judge , welcome and do not separate .

Poetyca

The teaching

The understanding can not be practiced

The understanding can not be practiced.
E ‘ was made a little ‘ of confusion between understanding and mindfulness.
They are related, but distinct.

” Sati ” , or mindfulness, implies that there is action of the mind .
We deliberately we have to pay attention to our minds .
Exert some effort.

The understanding is different.
The understanding is devoid of any action.
The mind simply ” includes”.

There is no action here ,
only an understanding of collection and spontaneous than simply ” sees” .
Here the presence of mind is the cause and understanding the effect.
You can not practice or train an effect.
You can only practice something that is the cause of this.

We have to start from mindfulness
so that understanding may arise in us.

Thynn Thynn , in Living Meditation , Living Insight
from Everyday Mind , edited by Jean Smith, a Tricycle book

The mind collects and separates ,
narrows and widens its range
the impulses of discernment.

Being inclusive is what can lead
to observing without feeling caught
in reactions and separations , dictated by the judgment
the aim of protection.

Poetyca

17.09.2006 Poetyca

Pace interiore – Inner peace


🌸Pace interiore🌸

La pace interiore
è un percorso
di trasformazione:
Nessuno ci è nemico,
lo siamo noi di noi stessi.
È importante superare
pregiudizio e separatività
nessuno è diverso,
siamo tutti unici e speciali.

11.03.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Inner peace

Inner peace
it is a path
transformation:
No one is our enemy,
we are of ourselves.
It is important to overcome
prejudice and separativeness
no one is different,
we are all

11.03.2021 Poetyca

Nel nulla – Inside the void


Nel nulla

Stringo il mio nulla
conficco le unghie
mi ci aggrappo
per non scivolare
in nuovo inganno

La superficie del lago
non è increspata
mi ci specchio
è nella sua profondità
la mia immagine:
ecco sono tornata!

..Nulla si smorza
ed urla – lacerante suono –
che alimenta il ritmo
d’un cuore che accellera
ed offre l’infinito colore
nascosto dal volto
…Senza lacrime

01.07.2006 Poetyca

Inside the void

I squeeze my nothing
stick nails
I cling
Non slip
deception in the new

The lake surface
not wrinkled
I mirror us
is its depth
my image:
I came back here!

Nothing fades ..
and scream – shrill sound –
feeding rhythm
a heart that accelerates
and offers endless color
hidden face
… Without Tears

01.07.2006 Poetyca

Nel nulla – Into the anything


Nel nulla

Stringo il mio nulla
conficco le unghie
mi ci aggrappo
per non scivolare
in nuovo inganno

La superficie del lago
non è increspata
mi ci specchio
è nella sua profondità
la mia immagine:
ecco sono tornata!

..Nulla si smorza
ed urla – lacerante suono –
che alimenta il ritmo
d’un cuore che accellera
ed offre l’infinito colore
nascosto dal volto
…Senza lacrime

01.07.2006 Poetyca

Into the anything

I squeeze my nothingness
dug her nails
I cling
not to slip
in New Cloak

The surface of the lake
is not creped
There I mirror
is in its depth
my image:
I came back here!

Nothing fades ..
and screaming – piercing sound –
that feeds the rhythm
of a heart that accelerates
and offers endless color
hidden face
No tears …

01.07.2006 Poetyca

Sciogliere le ombre


Sciogliere le ombre

Si dissipano tutte le ombre quando si comprende che non esiste in nessun essere umano la perfezione; non possiamo esigerla in noi stessi, così come, se leggiamo la realtà attraverso il cuore; non la potremmo pretendere dagli altri; è pur vero però, che possiamo accogliere il nostro cammino imperfetto; svelare i nostri timori, i sentimenti che non accettiamo e che possiamo fare lo sforzo di migliorare, anche e sopratutto tentando di aiutare gli altri; che non significa fingere di non vederne i limiti ma tentare di porgere la nostra presenza, cercare di cogliere da dove nasca il loro comportamento e comprendere.

Non sarebbe costruttivo avere aspettative da chi, troppo diverso da noi, non potrebbe cogliere la nostra mente e la nostra sensibilità; mai nessuno dev’essere il nostro bastone per camminare, il nostro specchio per riflettere un’immagine che ci piaccia; non sono gli altri lo strumento che ci faccia sentire più o meno buoni; siamo noi che dobbiamo manifestare, in tutta onestà quel che sentiamo, scoprire perchè lo sentiamo e da dove nascano i nostri sentimenti. Spesso prima di poterci confrontare con gli altri nacessitiamo di confrontarci con noi stessi, per maturare, ” lasciare andare” i nostri attaccamenti e le incertezze, essere talmente gioiosi nel porgere quel che si manifesta ; senza nulla imporre fino al non avvertire alcun peso nel nostro essere come siamo. Questo processo di trasformazione, di abbandono delle paure ( del giudizio altrui,del non fare una cosa giusta, delle conseguenze delle nostre scelte) è la cosa più importante che ci possa accadere; un confronto che ci dia l’opportunità di essere noi stessi, quell’essenza che ci abita, piuttosto che incarnare quanto gli altri vorrebbero vedere in noi. E’ molto difficile sciogliere condizionamenti ed aspettative, trovare intorno persone aperte e capaci di seguire il nostro modo di essere, oppure doversi adattare a strumenti che ci vengono offerti ma che appaiono restrittivi. Ma quando tutto scorre, neppure le domande vengono fuori perchè tutto è esattamente come dev’essere.

16.02.2006

Poetyca

Dissolve the shadows

Dissipate all the shadows when you realize that there is no perfection in any human being, we can not claim it in ourselves, as well as, if we look at reality through the heart, we might not expect from others, it is also true, however, we can accommodate our way imperfect; reveal our fears, feelings, and we do not accept that we can make the effort to improve, even and especially trying to help others, and that does not mean pretending not to see the limits but groped to extend our presence , try to understand where to be born and to understand their behavior.

It would not be constructive to have those expectations, too different from us, could not capture our minds and our senses; nobody must be our cane to walk, our mirror to reflect an image that we like, are not the other tool that makes us feel more or less good, we who must demonstrate, in all honesty what we feel, find out why and where we feel our feelings arise. Often, before we compare with other nacessitiamo to confront ourselves, to mature, “let go” of our attachments and uncertainties, so joyful to be that which is manifested in turning, without imposing anything to not feel any weight in our be like us. This transformation process, fears of abandonment (of the judgments of others, of not doing the right thing, the consequences of our choices) is the most important thing that can happen, a comparison that gives us the opportunity to be ourselves, essence that lives there, rather than what others would like to see embodied in us. It ‘very difficult to loosen constraints and expectations around to find people who are open and able to follow our way of being, or having to adapt to tools that are offered but are restrictive. But when everything is flowing, the questions are not even out why everything is exactly as it should be.

16.02.2006

Poetyca

Leonard Cohen


[youtube https://youtu.be/IEVow6kr5nI?list=PL22135BF03C47D7CC]

Leonard Norman Cohen (Montréal, 21 settembre 1934) è un cantautore, poeta, scrittore e compositore canadese. È uno dei cantautori più celebri, influenti e apprezzati della storia della musica.

Nelle sue opere esplora temi come la religione, l’isolamento e la sessualità, ripiegando spesso sull’individuo. Vincitore di numerosi premi e onorificenze, è inserito nellaRock and Roll Hall of Fame, nella Canadian Songwriters Hall of Fame e nella Canadian Music Hall of Fame. È inoltre insignito del titolo di Compagno dell’Ordine del Canada, la più alta onorificenza concessa dal Canada. Nel 2011, ricevette il Premio Principe delle Asturie per la letteratura.

https://it.wikipedia.org/wiki/Leonard_Cohen

Leonard Norman Cohen, CC GOQ (born 21 September 1934) is a Canadian singer, songwriter, musician, painter, poet, and novelist. His work has explored religion, politics, isolation, sexuality, and personal relationships. Cohen has been inducted into both the Canadian Music Hall of Fame and the Canadian Songwriters Hall of Fame as well as the American Rock and Roll Hall of Fame. He is also a Companion of the Order of Canada, the nation’s highest civilian honor. In 2011, Cohen received aPrincess of Asturias Awards for literature.

The critic Bruce Eder assessed Cohen’s overall career in popular music by asserting that “[he is] one of the most fascinating and enigmatic … singer/songwriters of the late ’60s … [and] has retained an audience across four decades of music-making…. Second only to Bob Dylan (and perhaps Paul Simon) [in terms of influence], he commands the attention of critics and younger musicians more firmly than any other musical figure from the 1960s who is still working at the outset of the 21st century.”

One of his notable novels, Beautiful Losers (1966) received attention from the Canadian press and was considered controversial because of a number of sexually graphic passages.[4] The Academy of American Poets has commented more broadly on Cohen’s overall career in the arts, including his work as a poet, novelist, and songwriter, stating that “Cohen’s successful blending of poetry, fiction, and music is made most clear in Stranger Music: Selected Poems and Songs, published in 1993, which gathered more than 200 of Cohen’s poems … several novel excerpts, and almost 60 song lyrics… While it may seem to some that Leonard Cohen departed from the literary in pursuit of the musical, his fans continue to embrace him as a Renaissance man who straddles the elusive artistic borderlines.”

Cohen’s first album was Songs of Leonard Cohen (1967) followed by Songs from a Room (1969) (featuring the often-recorded “Bird on the Wire”) and Songs of Love and Hate (1971). His 1977 record Death of a Ladies’ Man was co-written and produced by Phil Spector, which was a move away from Cohen’s previous minimalist sound. In 1979 Cohen returned with the more traditional Recent Songs, which blended his acoustic style with jazz and Oriental and Mediterranean influences. “Hallelujah” was first released on Cohen’s studio album Various Positions in 1984. I’m Your Man in 1988 marked Cohen’s turn to synthesized productions and remains his most popular album. In 1992 Cohen released its follow-up, The Future, which had dark lyrics and references to political and social unrest. Cohen returned to music in 2001 with the release ofTen New Songs, which was a major hit in Canada and Europe. In 2006 Cohen produced and co-wrote Blue Alert, a collaboration with jazz chanteuse Anjani Thomas. After the success of his 2008–13 world tours, Cohen released the highest charting album in his entire career, Old Ideas, to positive reviews. On 22 September 2014, one day after his 80th birthday, Cohen released his 13th studio album, Popular Problems, again to positive reviews.

https://en.wikipedia.org/wiki/Leonard_Cohen

L’amare – To love


L’amare

Vorrei condividere quanto scrissi tempo fa a proposito dell’amare, di quanto venga insegnato o ci venga richiesto relativamente all’amare gli altri, dimenticando spesso quella cura che dobbiamo a noi stessi che sicuramente non avremmo molto da dare se non sappiamo bastare a noi stessi senza attaccamento ed aspettative nei confronti di chi non sembra accorgersi di noi. Sopratutto amare non è un modo di dimostare la nostra bontà ma è essere compagni di vita, di percorso dove le esperienze possano aiutare a crescere. Amore e dolore, Morte ed attaccamento spesso sono intrecciati tra loro, a noi sciogliere questi nodi per essere liberi e capaci di una forma di amore incondizionato, di gratitudine e di forza sottile che ci elevino oltre le apparenze. Amare è responsabilità e accoglienza senza giudizio, dove il possesso non ha presa ma ci si sente a proprio agio se si permette e si aiutano gli altri ad essere quel che sono.

Amare se stessi

Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza che ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere appreso dai genitori, se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri. Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo che a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi, amando altre persone ,è in realtà una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare: sensibilità , doti da non far emergere, sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri. Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi. Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore che non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.

30.07.2006 Poetyca

Ma per approfondire, ci sarebbe da dire anche che spesso si confonde l’amore con i rapporti di coppia, con una sorta di giuramento e lagame alla reciproca fedeltà , che non signiifica approvare ogni cosa dell’altro come atto di sottomissione ma aiuto vicendevole per crescere in armonia, perdere il proprio compagno di viaggio non significa gettare via i semi ricevuti ma impegnarsi, con gratitudine affinchè possano restare in noi

Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione, se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino a far emergere in sè quella parte che non è germogliata ancora, si sostiene e non si possiede nulla. E’ importante capire come l’amore universale sia diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose. Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare, invece di restare ancorati alla ;perdita, si deve capire che hanno finito il loro compito, che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori. Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico, è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli per essere migliori

07.04.2007 Poetyca

Per amare, per riconoscere questo bisogno,quest’opportunità che la vita ci insegna, esperienza dopo esperienza è opportuno leggere in noi stessi e crescere….

Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare che che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno che questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione. Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci. Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri che lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna. Mi viene in mente la frase del buddismo Se incontri il Budda per strada…uccidilo!
rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.

04.12.2005 Poetyca

Ecco.. in noi tutti gli strumenti per aprirci alla compassione, per non alimentare l’attaccamento e per Amare.

Un sorriso

Poetyca

To love

Let me share what I wrote recently about the beloved, to what is taught or are being requested for loving others, often forgetting that care we owe to ourselves that surely we would not have much to give if we do not know enough about ourselves without attachment and expectations of those who do not seem to notice us. Above all, love is not a way of demonstrating our goodness but to be companions in life, the path where experiences can help to grow. Love and pain, death and attachment are often intertwined, we untie these knots to be free and able to a form of unconditional love, gratitude and subtle force we elevino than appearances. Love and acceptance is the responsibility without a trial, where the possession did not take but one feels at ease if you can and help others to be what they are.


To love oneself

To love oneself is often branded as selfish, sometimes it is pure spirit of survival that they are really our wounds, past experiences that break down our image of ourselves, then love we should have learned from their parents, if we have neglected may become apathetic or unexpressed anger, feelings of inferiority and a belief to count little or nothing for others. The path to healing is long, sometimes takes years or whole cycles before you can understand that we are worth it despite what have made us believe that we are trying to fill that void at all costs, loving other people, is actually a voice that asks us to love, appreciate and discover who we are and everything that made us choke: sensitivity, qualities not give rise to, are our essence – must be respected by ourselves – and enforced by others. The pain that Buddhism is something that we create ourselves and make us slaves was the result of attachment and expectations, illusions, melting this slavery we really free to be ourselves. Especially as we feel that something is a source of discomfort or pain in us we must seek the cause and have a lot of knocks when gratitude is why growth opportunities for free from the lies of the mind. And ‘healing process that gives us the path to inner growth that we should not flee but touch the root of which is often deeper than we think.

30.07.2006 Poetyca

But further, one might also say that often confuses love relationships of torque, with a sort of oath and lagame mutual fidelity, not signiifica approve all of the other as an act of submission but for mutual help grow in harmony, losing his traveling companion does not mean throwing away the seeds received but engage with gratitude so that we can remain on

Love and Loss

Love knows no fear, but especially taxation does not know if you love it allows another to express himself, he even helps bring out the party itself has not sprung yet, you support and do not have anything. It ‘important to understand how universal love is different from a couple relationship, you should not confuse things. We are fellow travelers who arrive in our lives, but if they go, instead of remaining anchored to, loss, one must understand that they have finished their task, which had lost only in us is illusion because their presence and what we have taught, the transformation that has made us better. Often the obstacles, the trials of life are discarded, make us fall into a panic, it is through this step instead of us can grasp the limits and overcome them to be better

07.04.2007 Poetyca

To love, to recognize this need, this opportunity that life teaches us, experience after experience should be read in ourselves and grow ….

Grow

The repetition, in various situations of clothes that contain the essence of the lessons that we have refused to take to fear, has granted us the opportunity to learn to mature in us, our fragility, attachments and brakes as an opportunity loving. That step expected to exceed our commitment to this life to read through experience the karma that we have the tools to guide our personal lesson. Everything is time we put aside that sum and that alienates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems to better direct us towards our evolving. A Master teaches us life, the opportunity to grow and relate to ourselves and others away from illusions and fears that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, without forgetting he is the finger that showed the moon and the moon. I am reminded of the phrase in Buddhism If you meet the Buddha on the road … kill him!
represents our need to detach from the source of course we did from crutch to begin the journey within ourselves … To be. The most important journey of our life.

04.12.2005 Poetyca

Here .. in all of us the means to open ourselves to compassion, not to feed the attachment and love.

A smile

Poetyca

Città eterna – Eternal City


Città eterna

Incanti e splendori
dove l’occhio cattura
e raccoglie immagini
dirette ad anime assetate.

Crogiolo di vita
che incide la Storia
oltrepassando il presente
ed i suoi affanni densi

Colori ed odori
nutrimento ed estasi
per aprirsi ancora
senza tempo
ai sospiri

Dove tutto muta
con luce e stagioni
ed inciso resta
del passato il fulgore

Tu sei onore
di cui si forgia
la memoria nuova
che raccoglie ed ama

Città eterna
lastricata di vita
calpestate strade
che annullano distanze

15.09.2006 Poetyca

Eternal City

Magic and splendor
catch the eye
and collects images
intended to thirsty souls.

Crucible of Life
affecting the Story
beyond this
dense and its troubles

Colors and odors
food and ecstasy
to open it again
timeless
sighs

Where everything changes
with light and seasons
and recorded remains
the splendor of the past

You are honor
of which is forged
new memory
which collects and loves

Eternal City
paved with life
trodden paths
that cancel distances

15.09.2006 Poetyca

Sussurro – Whisper


Sussurro

Ed una mano
nel silenzio sfiora la tua;
accende la speranza
e raccoglie le stelle della notte
per essere più forti
sul sentiero della vita.

Scaccia via le ombre
e in un sorriso,
che sospinge nuova forza,
racconterà ancora storie
di vita e d’amicizia;
perchè ogni attimo
ha il valore d’infinito
in attesa del futuro.

Ricama fantasie
oltre ogni sospiro,
che ininterrotte
suonano la musica
che armonizza il cuore;
ed è sussurro che abbraccia
anche l’ultimo timore.

23.03.2006 Poetyca

Whisper

And it is an hand
that touches your silence;
arouses hope
and collects the stars of the night
to be stronger
the path of life.

Chases away the shadows
and a smile
that pushes new force,
tell more stories
of life and friendship;
Cause every moment
has the value of infinity
waiting for the future.

Embroider patterns
beyond sigh
that continuous
play music
harmonizing the heart;
It is whispered that embraces
the last fear.

23.03.2006 Poetyca

Ad una sola voce – Whith one voice


🌸Ad una sola voce🌸

Una preghiera
rivolta al cielo
ad una sola voce
diventa la luce
e la fratellanza
pronte a solcare
il buio della notte

06.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸With one voice

A prayer
turned to the sky
with a single voice
becomes the light
and brotherhood
ready to furrow
the darkness of the night

06.03.2022 Poetyca

Pearl Jam


 

I Pearl Jam sono un gruppo grunge/alternative rock statunitense, formatosi a Seattle nel 1990.

Sono stati tra i gruppi più famosi e di successo degli anni novanta: in carriera hanno venduto oltre 60 milioni di copie di cui 30 milioni soltanto negli Stati Uniti. Nonostante il loro stile differisca molto da gruppi quali i Nirvana e gli Alice in Chains, caratterizzati rispettivamente da profonde influenze punk e metal, hanno creato una di quelle che sono considerate le tre vie del grunge, insieme alle due precedenti, più affine al rock classico degli anni settanta.

Secondo la rivista Rolling Stone, il gruppo «spese la maggior parte degli anni novanta ad allontanare la propria fama» per via del loro atteggiamento anti-commerciale.

Tuttora in piena attività, il gruppo raccoglie consensi di critica e di pubblico, continuando a influenzare numerosi gruppi rock contemporanei.

https://it.wikipedia.org/wiki/Pearl_Jam

Pearl Jam is an American rock band, formed in Seattle, Washington, in 1990. Since its inception, the band’s line-up has comprised Eddie Vedder (lead vocals), Mike McCready (lead guitar), Stone Gossard (rhythm guitar) and Jeff Ament (bass). The band’s fifth member is drummer Matt Cameron (also of Soundgarden), who has been with the band since 1998. Boom Gaspar (piano) has also been a session/touring member with the band since 2002. Drummers Dave Krusen, Matt Chamberlain, Dave Abbruzzese and Jack Irons are former members of the band.

Formed after the demise of Gossard and Ament’s previous band, Mother Love Bone, Pearl Jam broke into the mainstream with its debut album, Ten, in 1991. One of the key bands in the grunge movement of the early 1990s, over the course of the band’s career, its members became noted for their refusal to adhere to traditional music industry practices, including refusing to make proper music videos or give interviews, and engaging in a much-publicized boycott of Ticketmaster. In 2006, Rolling Stone described the band as having “spent much of the past decade deliberately tearing apart
their own fame.”

To date, the band has sold nearly 32 million records in the U.S. and an estimated 60 million worldwide. Pearl Jam has outlasted and outsold many of its contemporaries from the alternative
rock breakthrough of the early 1990s, and is considered one of the most influential bands of that decade. Stephen Thomas Erlewine of AllMusic referred to Pearl Jam as “the most popular American
rock & roll band of the ’90s

https://en.wikipedia.org/wiki/Pearl_Jam

Bon Jovi – Greatest Hits: The Ultimate Collection (Full Album) Qk.


[youtube https://youtu.be/2qRMmpc9__M]

I Bon Jovi sono un gruppo glam metal e hard rock statunitense, formatosi nel 1983 a Sayreville, New Jersey. La band è attualmente costituita da Jon Bon Jovi (voce),David Bryan (tastiere) e Tico Torres (batteria).

La formazione originaria comprendeva anche Alec John Such (basso), il quale ha lasciato la band nel 1994 in seguito a dei problemi personali e Richie Sambora(chitarra), che ha abbandonato il gruppo nel 2014 dopo essersi assentato per buona parte del Because We Can – The Tour nel 2013.

I Bon Jovi sono tra i più importanti gruppi della scena rock moderna e contemporanea, hanno contribuito alla nascita ed allo sviluppo del movimento Hair metal, emerso negli anni ottanta, i quali vennero subito ritenuti i leader indiscussi e ancora oggi molti li ritengono gli innovatori e i maggiori esponenti. Vengono ricordati per alcuni classici del rock, alcuni considerati dei veri e propri inni generazionali: Livin’ on a Prayer, You Give Love a Bad Name, Wanted Dead or Alive, Bad Medicine, Keep the Faith, Bed of Roses, Always, e It’s My Life.

Nel corso della loro carriera, i Bon Jovi hanno pubblicato un totale di tredici album in studio e hanno venduto oltre 135 milioni di dischi in tutto il mondo. Inoltre, hanno effettuato più di 2.700 concerti in oltre 50 paesi per più di 35 milioni di fan[6], e sono stati introdotti nella UK Music Hall of Fame nel 2006. Il gruppo è stato anche onorato con un “Award of Merit” (“Premio di merito”) agli American Music Awards del 2004[7], mentre Jon Bon Jovi e Richie Sambora, come autori, sono stati introdotti nellaSongwriters Hall of Fame nel 2009[8]. Inoltre Jon Bon Jovi e Richie Sambora sono stati gli ispiratori del programma televisivo MTV Unplugged.

https://it.wikipedia.org/wiki/Bon_Jovi

Bon Jovi is an American rock band from Sayreville, New Jersey. Formed in 1983, Bon Jovi consists of lead singer and namesake Jon Bon Jovi (born John Francis Bongiovi, Jr.), pianist and keyboard player David Bryan, and drummer Tico Torres. The band’s lineup has remained mostly static during its history, with the only exceptions being the 1994 dismissal of bass player Alec John Such, who was unofficially replaced by Hugh McDonald, and the departure of longtime guitarist and co-songwriter Richie Sambora in 2013 In 1986, Bon Jovi achieved widespread global recognition with their third album, Slippery When Wet. The band’s fourth album, New Jersey was equally successful in 1988. After touring and recording non-stop during the late 1980s, the band went on hiatus following the New Jersey Tour in 1990, during which time Jon Bon Jovi and Richie Sambora both released successful solo albums. In 1992, the band returned with the album Keep the Faith. Their 2000 single “It’s My Life”, which followed a second hiatus, successfully introduced the band to a younger audience. Bon Jovi have been known to use different styles in their music, which has included country for their 2007 album Lost Highway. On March 12, 2013, Bon Jovi released their 12th studio album, What About Now.

Thus far, Bon Jovi has released 12 studio albums, plus two compilations and two live albums. They are one of the world’s best-selling bands of all time, having sold more than 100 million records worldwide and performed more than 2,700 concerts in over 50 countries for more than 34 million fans. Bon Jovi was inducted into the UK Music Hall of Fame in 2006. The band was also honored with the Award of Merit at the American Music Awards in 2004, and as songwriters and collaborators, Jon Bon Jovi and Richie Sambora were inducted into Songwriters Hall of Fame in 2009.

https://en.wikipedia.org/wiki/Bon_Jovi

 

Replay


Replay

Ed è viaggio che attraversa
correnti ed emozioni
per essere essenza
senza più prigioni:
ali aperte oltre l’immaginazione
per scrivere sulle pagine bianche
del sogno da realizzare

Oltre l’attimo
oltre la vita
dove la realtà
non ha più nome

E’ candido il tuo sguardo
che colora ogni confine
mentre attraverso il tempo
e te lo vengo a regalare

Unità contro corrente
dove ogni respiro
è sogno che rivive
Eterni istanti
srotolano ricordi
disegnati con l’anima
che non sapeva raccontare

03.03.2006 Poetyca

Replay

And it is traveling through
current and emotions
for essence
no more prisons
wings beyond imagination
to write on the blank pages
the dream to realize

Beyond the moment
After Life
where reality
has no name

And ‘white your eyes
that colors every boundary
and through time
and we’ll come to give

Unit against the current
where every breath
dream is alive
Eternal moments
memories unroll
designed with the soul
who could not tell

03.03.2006 Poetyca

Hafiz, i sette angeli ed il vetro del maestro – Hafiz, the seven angels and the glass of the master


Hafiz, i sette angeli ed il vetro del maestro

Racconto ispirato al mondo orientale dei Sufi

Hafiz era disperato, il suo caro maestro, Rahim, aveva lasciato il corpo e ne sentiva la mancanza; se n’era andato senza rivelare al giovane il segreto della vita, come aveva promesso, e questo aveva gettato Hafiz nella più profonda prostrazione. Solo, nel bosco, piangeva deluso e triste. All’improvviso, per incanto, comparse uno splendido Angelo: “Carissimo Hafiz, ti porto il saluto del tuo maestro, anche se non più su questa terra ti pensa e ti protegge. Mi ha detto di rivelarti che sotto la pianta ove tu sei seduto troverai il tesoro che ti aveva promesso. Cercalo e custodiscilo, ne scoprirai un grande insegnamento”. Detto questo scomparve lasciando un’atmosfera leggera e gioiosa. Hafiz si mise subito a scavare, con le mani, e dopo alcune ore, in una scatola di legno, ne trasse un pezzo di vetro, molto sporco ed opaco. Non capiva quale poteva esserne il suo valore, ma era anche consapevole che spesso il maestro velava negli oggetti un significato: con il tempo sarebbe emerso. Decise di portarlo a casa e di pulirlo per bene. Emerse un bel pezzo quadrato di vetro opaco, scuro, come se fosse stato nella terra per secoli. Tutte le sere, tornato dal lavoro, lo prendeva tra le sue mani e con pazienza infinita lo puliva, toglieva ogni increspatura e linea di sporco. Mentre faceva questo pensava molto al suo maestro e pregava come gli era stato insegnato. Notte dopo notte, preghiera dopo preghiera, il tempo passava, e in cuor suo Hafiz cominciava a dubitare sull’oggetto. Lentamente una certa sfiducia si faceva spazio dentro di lui e questa lo spingeva nel sonno. Al mattino si risvegliava, il vetro in mano e un senso di scoraggiamento. Dopo alcuni giorni, all’alba, si risvegliò e fu colto da completo smarrimento e vuoto e si mise a piangere liberando il cuore da tanta delusione. In quel momento comparve di nuovo un Angelo, ancora più bello e luminoso del primo che aveva rivelato ove si trovava il vetro: “Caro Hafiz, ti porto i saluti del maestro. Non ti scoraggiare, come lui t’insegnò, abbi fiducia e continua nel tuo lavoro, presto il vetro ti rivelerà i suoi misteri.”. Detto questo scomparve lasciandosi alle spalle un alone roseo e luminoso. Il giovane Hafiz si rincuorò e riprese con vigore a pregare e ripulire. Venne una sera in cui cominciò a scorgere nel vetro un volto che sembrava famigliare. Lo osservò meglio e scorse che il vetro da opaco si stava trasformando in uno specchio: ciò che vedeva era il suo volto. Ne rimase ammaliato e notte dopo notte tale visione divenne sempre più chiara. Dallo specchio poteva scorgere meglio i suoi lineamenti, le fattezze del viso, i suoi occhi e così, pregando e osservando, cominciò in lui a sorgere un vero amore per se stesso: scopriva che attraverso la visione nello specchio poteva meglio conoscersi. Divenne per lui un richiamo forte, tanto da passare tutto il tempo libero dal lavoro a specchiarsi, trascurando a volte i suoi doveri e le preghiere. Una notte lo specchio improvvisamente ridivenne opaco e Hafiz si ritrovò scoraggiato. Le lacrime tornarono a solcare il suo viso e il cuore a piangere. Improvvisamente comparve di nuovo un Angelo, questa volta molto fiero, forte, austero: “Caro Hafiz, ti porto il saluto del tuo maestro. E’ molto deluso, in vita t’insegnò quanto pericolose sono la vanità e l’ammirazione della bellezza esteriore. Ricordati del suo insegnamento e cerca di scendere alla conoscenza del cuore”. Detto questo scomparve lasciando un’atmosfera fredda, dura, forte. Hafiz si risvegliò dalla vanità del suo ego, ricordò le parole del maestro e si pentì del suo comportamento. Riprese in mano lo specchio e ricominciò a pulirlo. Lentamente il vetro tornò a presentare il volto di Hafiz, ma osservandolo con gli occhi del cuore, il giovane cominciò a vedere più in profondità, a conoscere il suo essere interiore, e pulendolo, nella notte, accompagnato dalle preghiere, era come se ripulisse i suoi difetti. Una sera cominciò a scorgere non più il suo volto, ma quello del maestro. Ne fu felice, finalmente rivedeva l’amato Rahim. Non vi era notte che non passasse in compagnia delle preghiere e dello specchio osservandovi dentro il volto del maestro: il viso si scioglieva nel cuore ed esso rivelava la scienza profonda dell’insegnamento di Rahim. Facendo questo Hafiz si trasformava, diveniva sempre più saggio. Una sera, mentre fuori la neve nascondeva ogni cosa, improvvisamente comparve di nuovo un Angelo. Era bello, raggiante, dagli occhi profondi, sinceri, caldi: “Caro Hafiz ti porto i saluti e la felicità del tuo maestro. E’giunto tempo in cui tu compia la Sua volontà. Il vetro ti rivelerà come”. Detto questo scomparve lasciandosi alle spalle un alone di curiosità e mistero. Hafiz riprese nella sua contemplazione e preghiera notturna. Una notte mentre osservava il volto del maestro, nello specchio, esso scomparve e in una lunga ed eterna sequela al suo posto vide molti altri volti: donne, uomini, bambini, vecchi, giovani, saggi, ignoranti, tante e tante persone quante ne presentava il mondo. Al mattino Hafiz si destò come da un lungo sogno e per tutta la giornata cercò di comprenderne il significato. La sera si rimise di fronte allo specchio e si concentrò nel proprio cuore. In quel momento ricordò il primo insegnamento del suo maestro, l’unico in cui lui parlò chiaramente: “Carissimo discepolo, il mio compito è condurti alla conoscenza di te stesso, superare il muro della vanità dell’ego, e attraverso il tuo cuore imparare ad amare incondizionatamente il tuo maestro. Verrà il giorno in cui la presenza del maestro sarà costante e quest’amore ti permetterà di vederlo in ogni persona che incontrerai. Allora il mio compito sarà finito e toccherà a te illuminare il cuore di chi il cammino ti presenterà”. Alla fine di questo pensiero improvvisamente comparve un Angelo, bellissimo, mostrava la grazia femminile, soave e dolce, magnetica: “Così sia Hafiz!” e sparì. In quel momento il vetro scoppiò in mille pezzi scomparendo. Hafiz comprese, nel suo volto solcarono lacrime di grande gioia ed estasi. Il sole albeggiava lontano. Da quel giorno Hafiz divenne un grande saggio e maestro, percorse il mondo in ogni direzione insegnando quanto aveva compreso. Con lui raccolse molti discepoli e guarì molte persone. Si dice che ad accompagnarlo vi erano sempre sette Angeli: i cinque che comparvero nelle notti, quello che lo accompagnò il giorno della nascita e quando lasciò il corpo terreno, mentre il settimo, si racconta che in realtà fosse lo spirito del suo maestro.
Questo racconto, nel 2006 si è classificato al terzo posto (su oltre 500 racconti) al Concorso “Montagne d’Argento” ad Aosta ed è stato pubblicato nel volume ANGELI custodi e portatori di luce” edito da Keltia Edizioni nel 2006 ISBN 88-7392-029-2
http://www.innatura.it/it/news/hafiz-i-sette-angeli-ed-il-vetro-del-maestro.html
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Hafiz, the seven angels and the glass of the master
Story inspired by the oriental world of the Sufis
Hafiz was desperate, his dear master, Rahim, left his body and he missed, he left without telling the young man the secret of life, as he had promised, and that Hafiz had thrown into the deepest dejection. Only in the woods, crying disappointed and sad. Suddenly, magically, a beautiful angel appeared: “Dear Hafiz, I bring you the greetings of your master, even if no longer on this earth thinks you and protects you. He told me to reveal that under the plan where you are sitting you will find the treasure you had promised. Guard it and look for it, you will discover a great lesson. ” Having said this he disappeared, leaving a light atmosphere and joyful. Hafiz immediately began to dig with his hands, and after a few hours, in a wooden box, took out a piece of glass, very dirty and dull. He did not understand what could be its value, but it was also aware that often the master objects in a veiled meaning would emerge over time. He decided to take it home and clean it well. Emerged a nice square piece of opaque glass, dark, as if it had been in the ground for centuries. Every evening, returning from work, took him into his hands with infinite patience and cleaned it, removed all dirt and line ripple. While doing this much thought and prayed to his master as he had been taught. Night after night, prayer after prayer, time passed, Hafiz and his heart began to doubt the object. Slowly it was a lack of confidence in him and this space was pushing him in his sleep. In the morning we woke up, glass in hand and a sense of discouragement. After a few days, at dawn, he awoke and was caught by complete loss and emptiness and began to cry so much freeing the heart from disappointment. At that moment an angel appeared again, even more beautiful and bright he had first revealed when the glass was: “Dear Hafiz, I bring you greetings from the master. Do not be discouraged, as he taught thee, and be confident in your work continues, soon the glass will reveal its mysteries. “. Having said this he disappeared, leaving behind a halo and bright pink. The young Hafiz took heart and began to pray and clean up with vigor. It was an evening when the glass began to see a face that seemed familiar. The most watched and saw that the glass mat was turning into a mirror what he saw was his face. I was charmed and night after night that vision became clearer. From the mirror he could see better than his features, the features of the face, and so his eyes, praying and watching, began to spring up in him a true love for himself, he discovered that through the vision in the mirror could know better. He became a strong appeal for him, much to spend as much time off from work to look at himself, at times neglecting his duties and prayers. One night the mirror suddenly found himself once again became opaque and Hafiz discouraged. The tears returned to ply his face and heart to cry. Suddenly an angel appeared again, this time very proud, strong, austere: “Dear Hafiz, I bring you the greetings of your teacher. It ‘very disappointed in life have taught thee how dangerous the vanity of external beauty and admiration. Remember his teaching and try to get the knowledge of the heart. ” Having said this he disappeared, leaving an atmosphere cold, hard, strong. Hafiz awoke from the vanity of his ego, he remembered the words of the teacher and repented of his conduct. He picked up the mirror and began to clean it. Slowly the glass again to present the face of Hafiz, but watching him through the eyes of the heart, the young man began to see deeper, to know his inner being, and cleaning, in the night, accompanied by prayers, it was as if the ripulisse its shortcomings. One evening he began to see his face no more, but that of the master. He was happy, loved the final revised Rahim. There was no night in the company to pass the prayers of the mirror and looking in the face of the master’s face melted into the heart and it revealed the profound teaching of science Rahim. Hafiz doing this is changed, becoming more and more wise. One night, while outside the snow hid everything, suddenly an angel appeared again. It was beautiful, radiant, deep-eyed, sincere, warm, “Dear Hafiz will bring you greetings and happiness of your master. E’giunto long as you do His will. The glass will reveal how “. Having said this he disappeared, leaving behind an aura of curiosity and mystery. Hafiz taken in contemplation and prayer night. One night while watching the face of the master, in the mirror, and it disappeared in a long sequence and eternal in its place he saw many faces: women, men, children, old, young, wise, ignorant, and many many people as presented the world. Hafiz in the morning he awoke as if from a long dream, and for the whole day trying to understand their meaning. In the evening, went back in front of the mirror and focused on your heart. At that moment he remembered the first lesson of his master, the only one in which he spoke clearly: “My dearest disciple, my job is to lead you to know yourself, to overcome the wall of the vanity of the ego, and through your heart to learn unconditionally loving your teacher. The day will come when the presence of the master will be constant and this love will allow you to see in every person you meet. So my task is finished and it’s up to you to illuminate the hearts of those who will introduce the walk. ” At the end of this thought suddenly appeared an angel, beautiful, women showed grace, gentle and sweet, magnetic: “This is Hafiz” and disappeared. At that moment the glass broke into pieces disappearing. Including Hafiz, his face furrowed in tears of joy and ecstasy. The sun dawned far. From that day Hafiz became a great sage and teacher, traveled the world in every direction by teaching what he had understood. As he gathered many disciples and healed many people. It is said that there were always seven to accompany Angels who appeared in five nights, the one who accompanied him on the day of birth and when he left his earthly body, while the seventh, it is said that in reality it was the spirit of his master.
This story, in 2006 it ranked third (over 500 stories) at the “Silver Mountain” in Aosta and was published in the book “guardian angels and light-bearers”, published by Editions Keltia in 2006 ISBN 88 – 7392-029-2

Hüsker Dü


Gli Hüsker Dü sono stati una band hardcore punk/alternative rock statunitense, formatasi nel 1979, generalmente considerata dalla critica di grande importanza e influenza sulla storia del rock. Il nome (senza il segno diacritico) significa Ti Ricordi? in Danese/Norvegese, e proviene da un gioco da tavolo svedese.
Iniziarono la carriera come gruppo hardcore punk. La svolta avvenne nel 1984 con il disco Zen Arcade, un concept album su doppio LP (due fattori assolutamente insoliti per una formazione punk) caratterizzato da una forte sperimentazione e contaminazione musicale, che segnò il distacco dagli esordi; con New Day Rising, e ancor più con Flip Your Wig, la band si spostò verso uno stile più melodico e introspettivo, definito dalla critica “alternative rock” e per certi versi premonitore del grunge[. Nel 1986 furono messi sotto contratto dalla Warner Bros, aprendo la strada al fenomeno della crescente attenzione delle majors nei confronti delle band indipendenti. Dopo Candy Apple Grey del 1986 e Warehouse: Songs and Stories del 1987, la band si sciolse a causa delle tensioni tra i due leader, Bob Mould e Grant Hart.
Hüsker Dü /ˈhʊskər ˈduː/ was an American rock band formed in Saint Paul, Minnesota in 1979. The band’s continual members were guitarist/vocalist Bob Mould, bassist Greg Norton, and drummer/vocalist Grant Hart.
Hüsker Dü first gained notability as a hardcore punk band, later crossing over into alternative rock. Mould and Hart split the songwriting and singing duties.
Following an EP and three LPs on independent label SST Records, including the critically acclaimed Zen Arcade (1984), the band signed to Warner Bros. Records in 1986 to release their final two studio albums.
Mould released two solo albums before forming Sugar in the early 1990s, while Hart released a solo album on SST and later formed Nova Mob. Norton was initially less active musically after Hüsker Dü’s demise and focused on being a restaurateur instead. He returned to the recording industry in 2006.

David Bowie Greatest Hits | Best Songs Of David Bowie (Full Album 2015)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=SbyNyjSzxAg%5D]

David Bowie, [ˈboʊi]; pseud. di David Robert Jones (Londra, 8 gennaio 1947), è un cantautore, polistrumentista, attore e compositore britannico.

Attivo dalla metà degli anni sessanta, Bowie ha attraversato cinque decenni della musica rock, reinventando nel tempo il suo stile e la sua immagine e creando alter ego come Ziggy Stardust, Halloween Jack, Nathan Adler, e The Thin White Duke (noto in Italia come il “Duca Bianco”). Dal folk acustico all’elettronica, passando attraverso il glam rock, il soul e il krautrock, David Bowie ha lasciato tracce che hanno influenzato molti artisti.[1]

Come attore, dopo alcune piccole apparizioni ha avuto un ottimo successo nel 1976 come protagonista del film di fantascienza L’uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roeg. Tra le sue interpretazioni più note si ricordano Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence) di Nagisa Oshima del 1983, Absolute Beginners e Labyrinth del 1986 e Basquiat di Julian Schnabel del 1996 nel quale interpreta il ruolo di Andy Warhol.

David Bowie è sposato dal 1992 con la modella somala Iman Mohamed Abdulmajid ed ha due figli, Duncan Zowie Haywood (nato nel 1971 dal precedente matrimonio con Mary Angela Barnett) e Alexandria Zahra (nata nel 2000), oltre a Zulekha, nata dal precedente matrimonio di Iman. Nel 2008 è stato inserito al 23º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone[2], e tra le sue migliori “tracce vocali” ci sono Life on Mars?, Space Oddity, Starman ed Heroes[3]. Nel 2007 è secondo la rivista Forbes al quarto posto nell’elenco dei cantanti più ricchi del mondo[4].

Al ritmo di un disco all’anno, Bowie per parecchi anni nel bene e nel male non si è mai limitato a creare un “marchio Bowie” uguale a se stesso e rassicurante: dalle nostalgie beat con Pin Ups, agli incubi orwelliani di Diamond Dogs, al R&B bianco con Station to Station e Young Americans, all’electro pop intellettuale che, secondo molti critici, costituirà la fase più creativa della sua carriera fra il 1977 e il 1979, con la cosiddetta trilogia berlinese di Low, Heroes e Lodger, album in realtà (salvo il secondo) realizzati solo parzialmente a Berlino, ma comunque fortemente influenzati dalle contaminazioni tra rock ed elettronica di cui erano maestri i Kraftwerk e i Neu!, gruppi entrambi tedeschi.

Decisivo l’incontro con Brian Eno, altro reduce dal glam-rock dei primi settanta con i Roxy Music del dandy Bryan Ferry. Altrettanto decisivo un successo ormai consolidato che permette all’artista di sperimentare soluzioni nuove senza inseguire il riscontro commerciale. Nel frattempo il personaggio non è più l’androgino Ziggy Stardust ma un thin white duke (sottile duca bianco) dalle inquietanti suggestioni androgine sotto uno stile musicale esteriormente sempre più virile, colto, e raffinato.

https://it.wikipedia.org/wiki/David_Bowie
David Bowie (/ˈboʊ.i/;[1] born David Robert Jones, 8 January 1947) is an English singer, songwriter, multi-instrumentalist, record producer, arranger, and actor. He is also a painter and collector of fine art.[2] Bowie has been a major figure in the world of popular music for over four decades, and is renowned as an innovator, particularly for his work in the 1970s. He is known for his distinctive baritone voice as well as the intellectual depth and eclecticism of his work. Aside from his musical abilities, he is recognised for his androgynous beauty, which was an iconic element to his image, particularly in the 1970s and 1980s.[3][4]

Bowie first caught the eye and ear of the public in July 1969 when his song “Space Oddity” reached the top five of the UK Singles Chart. After a three-year period of experimentation he re-emerged in 1972 during the glam rock era with the flamboyant, androgynous alter ego Ziggy Stardust, spearheaded by the hit single “Starman” and the album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. Bowie’s impact at that time, as described by biographer David Buckley, “challenged the core belief of the rock music of its day” and “created perhaps the biggest cult in popular culture.”[5] The relatively short-lived Ziggy persona proved merely one facet of a career marked by continual reinvention, musical innovation and striking visual presentation.

In 1975, Bowie achieved his first major American crossover success with the number-one single “Fame” and the hit album Young Americans, which the singer characterised as “plastic soul”. The sound constituted a radical shift in style that initially alienated many of his UK devotees. He then confounded the expectations of both his record label and his American audiences by recording the minimalist album Low (1977)—the first of three collaborations with Brian Eno over the next two years. Low, “Heroes”, and Lodger, the so-called “Berlin Trilogy” albums, all reached the UK top five and received lasting critical praise. After uneven commercial success in the late 1970s, Bowie had UK number ones with the 1980 single “Ashes to Ashes”, its parent album Scary Monsters (and Super Creeps), and “Under Pressure”, a 1981 collaboration with Queen. He then reached a new commercial peak in 1983 with Let’s Dance, which yielded several hit singles. Throughout the 1990s and 2000s, Bowie continued to experiment with musical styles, including blue-eyed soul, industrial, adult contemporary, and jungle. He has not toured since the 2003–04 Reality Tour and has not performed live since 2006. Bowie’s latest studio album The Next Day was released in March 2013.

David Buckley says of Bowie: “His influence has been unique in popular culture—he has permeated and altered more lives than any comparable figure.”[5] In the BBC’s 2002 poll of the 100 Greatest Britons, Bowie was placed at number 29. Throughout his career, he has sold an estimated 140 million albums.[6] In the UK, he has been awarded nine Platinum album certifications, 11 Gold and eight Silver, and in the US, five Platinum and seven Gold certifications. In 2004, Rolling Stone ranked him 39th on their list of the “100 Greatest Artists of All Time”, and 23rd on their list of the best singers of all time.

https://en.wikipedia.org/wiki/David_Bowie

Passerà domani – Will be gone tomorrow


Passerà domani
Consunta speranza
a raccontare il tempo
con colori vecchi
su volti nuovi
mentre un battito di ciglia
fa scivolare una lacrima
incastrata dal silenzio di ieri
– tutto è in offerta –
e scivola lenta la vita
senza rumore

Il pugno stretto al cuore
conteneva una rosa
di seta ormai sbiadita
ornamento fuori moda
per i capelli di allora
sul sorriso fanciullo
è troppo presto ora
per ricordare il sogno

Scarpette da ballo
che scivolavano lievi
sul pavimento di legno
come piccole ali
– ballerina evanescente –
che respira memorie
e tra nuvole dipinge colori
che resteranno scolpiti
anche domani

15.09.2006 Poetyca
Will be gone tomorrow
Worn hope
telling time
old colors
on new faces
while blink of an eye
Slide a tear
trapped by the silence of yesterday
– Everything is on offer –
slips and slow life
noiselessly

The clenched fist to the heart
contained a pink
faded silk
ornament Fuorimoda
the hair then
smile on the child
it is too early hours
to remember the dream

Dancing shoes
slipping slightly
on the wooden floor
like little wings
– Dancer evanescent –
breathing memories
between clouds and paint colors
that will remain engraved
tomorrow

15.09.2006 Poetyca

Bruce Cockburn playlist


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=4s2zN9j78LM&list=PLQXCjPp9upb_0J83QGoCj_6Y4dwXJnfiH]

Bruce Cockburn (Ottawa, 27 maggio 1945) è un cantautore canadese.

Il suo stile, con il personalissimo modo di suonare la chitarra, fonde generi come pop, folk, rock, reggae e jazz. Le liriche sono ispirate dalla sua visione umanistica e metafisica della vita vicina all’etica cristiana. 

http://it.wikipedia.org/wiki/Bruce_Cockburn

Bruce Douglas Cockburn OC (/ˈkbərn/; born May 27, 1945)[1] is a Canadian guitarist and singer-songwriter whose career spans over 40 years. His song styles range from folk to jazz-influenced rock and his lyrics cover a broad range of topics that reveal a passion for human rights, politics and spirituality.

In 2014, he released his memoirs, Rumours of Glory: A Memoir.[2]  

Cockburn was born in 1945 in Ottawa, Ontario, Canada, and spent some of his early years on a farm outside Pembroke, Ontario. He has stated in interviews that his first guitar was one he found around 1959 in his grandmother’s attic, which he adorned with golden stars and used to play along to radio hits.[3] Cockburn attended Nepean High School, where his 1964 yearbook photo states his desire “to become a musician”.[4]He attended Berklee School of Music in Boston for three semesters in the mid-1960s. In 1966 he joined an Ottawa band called The Children, which lasted for about a year. In the spring of 1967 he joined the final lineup of The Esquires. He moved to Toronto that summer to form The Flying Circus with former Bobby Kris & The Imperials members Marty Fisher and Gordon MacBain and ex-Tripp member Neil Lillie. The group recorded some material in late 1967 (which remains unreleased) before changing its name to Olivus in the spring of 1968, by which time Lillie (who changed his name to Neil Merryweather) had been replaced by Dennis Pendrith from Livingstone’s Journey. Olivus opened for The Jimi Hendrix Experience and Cream in April 1968. That summer Cockburn broke up the band with the intention of going solo, but ended up in the band 3’s a Crowd with David Wiffen, Colleen Peterson, and Richard Patterson, who had been a co-member of The Children. Cockburn left 3’s a Crowd in the spring of 1969 to pursue a solo career.

Cockburn’s first solo appearance was at the Mariposa Folk Festival in 1967, and in 1969 he was a headliner. In 1970 he released his self-titled, solo album. Cockburn’s guitar work and songwriting won him an enthusiastic following. His early work featured rural and nautical imagery and Biblical metaphors. Raised as an agnostic, early in his career he became a Christian.[5] Many of his albums from the 1970s refer to Christianity, which in turn informs his concerns for human rights and environmentalism. His references to Christianity include the Grail imagery of 20th-century Christian poet Charles Williams and the ideas of theologian Harvey Cox.[6]

In 1970 Cockburn became partners with Bernie Finkelstein in the music publishing firm Golden Mountain Music.[7]

While Cockburn had been popular in Canada for years, he did not have a big impact in the United States until 1979, with the release of the album Dancing in the Dragon’s Jaws. “Wondering Where the Lions Are“, the first single from that album, reached No. 21 on the Billboard Hot 100 in the US in June 1980, and earned Cockburn an appearance on NBC‘s hit TV show Saturday Night Live.

Cockburn was married from 1969 to 1980 and has a daughter from that marriage.[citation needed] He wrote the song “Little Seahorse”, released on In the Falling Dark, in late 1975 about the time when his daughter wasin utero.[citation needed]

Through the 1980s Cockburn’s songwriting became increasingly urban, global and political as he became more involved with progressive causes. His political concerns were first hinted at on the albums: Humans,Inner City Front and The Trouble with Normal. They became more evident in 1984, with his second US radio hit, “If I Had a Rocket Launcher” (No. 88 in the US) from the Stealing Fire album. He had written the song a year earlier, after visiting Guatemalan refugee camps in Mexico that were attacked by Guatemalan military helicopters. His political activism continues to the present. Cockburn has travelled to countries such as Mozambique and Iraq, played benefit concerts, and written songs on a variety of subjects ranging from the International Monetary Fund to land mines. His internationalist bent is reflected in the many world musicinfluences in his music, including reggae and Latin music.

In 1991 Intrepid Records released Kick at the Darkness, a tribute album to Cockburn whose title comes from a phrase in his song “Lovers in a Dangerous Time“. It features the Barenaked Ladies‘ cover of that song, which became their first Top 40 hit and an element in their early success. This lyric was also referenced by U2 in their song “God Part II” from their album Rattle and Hum.

In the early 1990s, Cockburn teamed with T-Bone Burnett for two albums, Nothing but a Burning Light and Dart to the Heart. The latter included a song, “Closer to the Light”, inspired by the death of songwriter Mark Heard, a close friend of Cockburn and Burnett. Cockburn frequently refers to Heard as his favourite songwriter and he was one of many artists who paid tribute to Heard on an album and video titled Strong Hand of Love.

In 1998 Cockburn travelled with filmmaker Robert Lang to Mali, West Africa, where he jammed with Grammy Award-winning blues musician Ali Farka Toure and kora master Toumani Diabate. The month-long journey was documented in the film River of Sand, which won the Regard Canadien award for best documentary at the Vues d’Afrique Film Festival in Montreal. It was also invited for competition at the International Festival of Environmental Films in Paris.[8]

Some of Cockburn’s previously published material had been collected in several albums: Resume, Mummy Dust, and Waiting for a Miracle. His first greatest hits collection was Anything Anytime Anywhere: Singles 1979–2002, released in 2002.

In January 2003 Cockburn finished recording his 21st album, You’ve Never Seen Everything, which features contributions from Emmylou Harris, Jackson Browne, Sam Phillips, Sarah Harmer, Hugh Marsh, Jonell Mosser, Larry Taylor and Steven Hodges. (Taylor and Hodges, formerly of Canned Heat who performed at Monterey and Woodstock in the 1960s, may be known best for their work with Tom Waits).

Cockburn performed a set at the Live 8 concert in Barrie, Ontario, on July 2, 2005. Speechless, an instrumental compilation of new and previously released material, was released on October 24, 2005. His 22nd album, Life Short Call Now, was released on July 18, 2006.

Canadian senator and retired general Roméo Dallaire, who is active in humanitarian fundraising and promoting awareness, appeared on stage at the University of Victoria with Cockburn. The October 4, 2008, concert was held to aid the plight of child soldiers.[9]

In 2009 Cockburn travelled to Afghanistan to visit his brother, Capt. John Cockburn, and to play a concert for Canadian troops. He performed his 1984 song “If I Had a Rocket Launcher” and was temporarily awarded an actual rocket launcher by the military. Cockburn has stated that, while unsure of the original Invasion of Afghanistan, he supported Canada’s role there.[10]

Cockburn released his studio album Small Source of Comfort in 2011. “Lois on the Autobahn”, a cheerful and experiential instrumental recalling “Rouler sa bosse” from Salt, Sun and Time is a tribute to Cockburn’s mother, Lois, who succumbed to cancer in 2010.[citation needed]

Cockburn married his longtime girlfriend M.J. Hannett shortly after the birth of his second daughter, Iona (b. November 2011) in 2011.[11][12] As of 2014, the family lives in the San Francisco area, where Cockburn is writing his memoirs up to 2004.[13]

A documentary film, Bruce Cockburn Pacing the Cage,[14][15] was released in 2013 on television and a brief theatrical showing; directed by Joel Goldberg, gave a rare look into Cockburn’s music, life and politics

http://en.wikipedia.org/wiki/Bruce_Cockburn

Rod Stewart Greatest Hits (Full Album) – The Best Of Rod Stewart (HD/HQ Mp3)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=n7SeqcWBgo8]

Roderick David Stewart (Londra, 10 gennaio 1945) è un cantautore britannico.

Caratterizzato dalla sua graffiante voce, Rod Stewart è uno degli artisti di maggiore successo di tutti i tempi, avendo venduto oltre 200 milioni di dischi in tutto il mondo. In tutta la sua lunga carriera, Rod ha conquistato sei volte la prima posizione nella classifica degli album più venduti nel Regno Unito e 31 volte la top ten per quanto riguarda quella dei singoli. Egli ha avuto un grande successo anche in America, con 16 singoli entrati nella top ten della Billboard Hot 100., di cui quattro che hanno raggiunto il primo posto. Sempre in America, grazie al concerto gratuito del 31 dicembre 1994 davanti a oltre quattro milioni di spettatori sulla spiaggia di Copacabana, Stewart è entrato nel Guinness dei primati, diventando l’artista con maggiore pubblico a un proprio concerto dell’intera storia del rock. Nel 2007 è stato nominato CBE, Commendatore dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico (Commander of the Order of the British Empire) a Buckingham Palace per i meriti e il contributo dato alla musica.

Vincitore di numerosi prestigiosi premi, tra cui 1 Grammy Award nel 2005, 1 BRIT Awards nel 1993, 1 American Music Award nel 1994 e 2 World Music Award nel 1993 e nel 2001, nel 2008, la rivista Billboard lo ha posizionato al 17esimo posto nella classifica dei 100 artisti di maggior successo, mentre si trova alla posizione numero 59 nella classifica dei 100 maggiori cantanti di tutti i tempi, stilata dalla rivista Rolling Stone .[ Come artista solista, Stewart è stato inserito nella US Rock and Roll Hall of Fame nel 1994, nella UK Music Hall of Fame nel 2006 e una seconda volta nella US Rock and Roll Hall of Fame nel 2012, come membro del gruppo dei Faces. Infine, il suo nome è scritto anche sulla Hollywood Walk of Fame, a Hollywood.

https://it.wikipedia.org/wiki/Rod_Stewart

Roderick David “Rod” Stewart, CBE (born 10 January 1945) is a British rock singer-songwriter. Born and raised in London, he is of English and Scottish ancestry. Stewart is one of the best-selling music artists of all time, having sold over 100 million records worldwide.

He has had six consecutive number one albums in the UK, and his tally of 62 UK hit singles includes 31 that reached the top 10, six of which gained the number one position. He has had 16 top ten singles in the US, with four reaching number one on the Billboard Hot 100. In 2007, he received a CBE at Buckingham Palace for services to music.

With his distinctive raspy singing voice, Stewart came to prominence in the late 1960s and early 1970s with The Jeff Beck Group and then with Faces, though his music career had begun in 1962 when he took up busking with a harmonica. In October 1963 he joined the Dimensions as a harmonica player and part-time vocalist, then in 1964 he joined Long John Baldry and the All Stars. Later, in August 1964, he also signed a solo contract, releasing his first solo single, “Good Morning Little Schoolgirl”, in October of the same year. He maintained a solo career alongside a group career, releasing his debut solo album An Old Raincoat Won’t Ever Let You Down (US: The Rod Stewart Album), in 1969. His early albums were a fusion of rock, folk music, soul music and R&B. His aggressive blues work with The Jeff Beck Group and the Faces influenced heavy metal genres. From the late 1970s through the 1990s, Stewart’s music often took on a new wave or soft rock/middle-of-the-road quality, and in the early 2000s he released a series of successful albums interpreting the Great American Songbook.

In 2008, Billboard magazine ranked him the 17th most successful artist on the “Billboard Hot 100 All-Time Top Artists”.[7] A Grammy and Brit Award recipient, he was voted at No. 33 in Q Magazine’s list of the top 100 Greatest Singers of all time, and No. 59 on Rolling Stone 100 Greatest Singers of all time.[9] As a solo artist, Stewart was inducted into the US Rock and Roll Hall of Fame in 1994, the UK Music Hall of Fame in 2006 and was inducted a second time into the US Rock and Roll Hall of Fame in 2012, as a member of the Faces.

https://en.wikipedia.org/wiki/Rod_Stewart

GENESIS | Live at Wembley (England, 1987)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=qAdh85n1MjM]

I Genesis sono un gruppo progressive rock britannico, cresciuto e affermatosi all’interno del vasto movimento del rock progressivo. Sono considerati una delle band più importanti e innovative della storia del rock.

Durante la loro carriera, hanno venduto più di 150 milioni di dischi in tutto il mondo, inserendosi nella lista dei trenta artisti di maggior successo commerciale di tutti i tempi.

Nel corso della propria storia il gruppo ha subito diversi cambiamenti di formazione, mantenendo tuttavia inalterata la presenza di Tony Banks (alle tastiere) e Mike Rutherford (al basso e alle chitarre). Le formazioni più celebri e riconosciute sono due: la prima, quella dell’affermazione negli anni settanta, comprendeva Phil Collins, Mike Rutherford, Tony Banks, Steve Hackett e Peter Gabriel; la seconda, quella degli anni ottanta e novanta, Phil Collins, Mike Rutherford e Tony Banks, con il costante supporto, durante i live, di Daryl Stuermer (chitarra elettrica e basso) e Chester Thompson (batteria e percussioni), che tuttavia non divennero mai membri ufficiali del gruppo. Quest’ultima formazione è anche la più longeva e quella che ha ottenuto il maggior successo commerciale. Nel corso del tempo hanno poi fatto parte della band molti musicisti provenienti da diverse esperienze musicali.

Abili esecutori e abilissimi compositori, i Genesis vantano anche una larga produzione di materiale dal vivo, testimoniata da numerosi album live, sia ufficiali che bootleg.

https://it.wikipedia.org/wiki/Genesis

Genesis are an English rock band formed in Godalming, Surrey in 1967, with Peter Gabriel, Tony Banks, Mike Rutherford, Anthony Phillips and Chris Stewart as founding members. The band has had numerous line-ups throughout its history, of which eleven musicians became full time members. Its most recent formation comprised two founding members — keyboardist Tony Banks and bassist/guitarist Mike Rutherford — and drummer/singer Phil Collins, who joined in 1970. Genesis are one of the best selling music artists of all time with approximately 130 million records sold worldwide.[2] They were inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 2010.

Formed by five pupils at Charterhouse School, Genesis were initially regarded as a “pop experiment” as evident by their debut album, From Genesis to Revelation(1969).[3] They evolved into a progressive rock band with Trespass (1970) and Nursery Cryme (1971), which showcased longer tracks, fantasy inspired lyrics, and complex song structures and instrumentation – the latter featured the debut of Collins on drums and new lead guitarist Steve Hackett. Their success continued withFoxtrot (1972), which features the 23-minute track “Supper’s Ready“, and Selling England by the Pound (1973). Genesis concerts during this time became theatrical experiences with stage design, pyrotechnics, story telling, and singer Peter Gabriel wearing make-up and costumes. In 1975, after touring in support of their doubleconcept album The Lamb Lies Down on Broadway (1974), Gabriel left the band. Collins would handle drums, percussion, drum machine (starting in 1980) and lead vocals on their subsequent studio albums, of which three more were released in the 1970s: A Trick of the Tail (1976), Wind & Wuthering (1976), and …And Then There Were Three… (1978). The single “Follow You Follow Me” from the latter was a major international success and represented a change in their musical direction, becoming more pop-oriented and commercially accessible.

In 1980, Genesis scored their first UK No. 1 album with Duke (1980). Their commercial success grew with further UK No. 1 albums Abacab (1981) and Genesis (1983), which coincided with Collins’s increasing popularity as a solo artist. The band peaked with Invisible Touch (1986), their best-selling album, from which all five singles released entered the top five on the U.S. Billboard Hot 100 chart, with “Invisible Touch” reaching the No. 1 spot. In 1991, after a five-year break, Genesis continued their mainstream success with We Can’t Dance (1991), which contained the worldwide hit single “I Can’t Dance“. In 1996, Collins departed the band, which led to Ray Wilsontaking his place on vocals. Wilson, Banks and Rutherford released Calling All Stations (1997), which sold well in Europe but peaked at No. 53 in the U.S., their lowest charting album since 1974. Following a European tour in 1998, the band went on hiatus.

In 2006, Banks, Rutherford and Collins reunited for the 2007 Turn It On Again Tour, which included a free concert in Rome that was attended by 500,000 people. The future of the band remains uncertain; Collins stated that he was retiring from the music industry in 2011 but has since indicated he is considering a return,[4] whilst Banks indicated that Genesis had come to an end during an interview in 2012.[5] In 2014, Gabriel, Banks, Rutherford, Collins, and Hackett reunited for a BBC documentary,Genesis: Together and Apart.[6]

https://en.wikipedia.org/wiki/Genesis_(band)

 

Obelischi in poesia – Obelisks in poetry


Obelischi
in poesia

Sul foglio
danzano sinuose
parole vive
– frammenti d’anima –
in misteriosi rituali
s’offrono al silenzio
portando caldi respiri

Ossimori e metafore
pennellano la mente
in immagini fluttuanti
– chiose e versi –
allagano l’orizzonte
aprendo un varco
nell’anima spiegata

Come bandiera
tra brezza o tempesta
che canta odi
al sospiro del tempo
– solfeggio del cuore –
consunto ricettacolo
d’attese e lacrime

Attimo fremente
incide memorie
scolpendo obelischi
al sentimento
– papaveri e viole –
tra rose smarrite accordando
s’elevano in sinfonie

Colore al prato
s’offre ora in petali
soavi coriandoli
macchie vibranti
– endecasillabi sciolti –
e baci di rime
respirano appena

Nuova armonia
s’esprime
– schiude corolle –
accarezza e svanisce
bevuta presenza
in sguardi attenti
di gente in lettura

15.06.2006 Poetyca

Obelisks
in poetry

On the sheet
sinuous dance
living words
– Fragments of soul –
in mysterious rituals
offer themselves to silence
bringing warm breaths

Oxymorons and metaphors
brush the mind
floating in pictures
– Notes and verses –
flooded the horizon
opening a gap
soul explained

As flag
between wind or storm
who sings odes
the sigh of time
– Music theory of the heart –
worn receptacle
of expectations and tears

Moment trembling
affect memory
carving obelisks
sentiment
– Poppies and violets –
lost between giving roses
flickers in symphonies

Color to green
now yields itself petals
sweet confetti
vibrant spots
– Hendecasyllables loose –
kisses and poems
just breathe

New Harmony
is expressed
– Opens flowers –
Shakes and vanishes
drunk presence
careful look at
people reading

15.06.2006 Poetyca

Gang Of Four


[youtube https://youtu.be/rmiwPZczUy8]

I Gang of Four sono un gruppo post punk britannico, formatosi a Leeds nel 1977.

I membri originari erano il cantante Jon King, il chitarrista Andy Gill, il bassista Dave Allen e il batterista Hugo Burnham. In attività dal 1977 al 1984, si sono riformati due volte negli anni novanta con King e Gill. Nel 2004 sono tornati anche Allen e Burnham.

Il gruppo suona punk rock fortemente influenzato da funk e dub reggae, e si dedica a temi incentrati sulle difficoltà della società moderna. Il loro primo disco, Entertainment!, arrivò al numero 490 della lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone. Gli ultimi lavori dei Gang of Four (Songs of the Free ed Hard) li hanno visti più alle prese con sonorità più contemporanee e quasi vicine alla disco music.

https://it.wikipedia.org/wiki/Gang_of_Four_(gruppo_musicale)

Gang of Four are an English post-punk group, formed in 1977 in Leeds.[1] The original members were singer Jon King, guitarist Andy Gill, bass guitarist Dave Allen and drummer Hugo Burnham. There have been many different line-ups including, among other notable musicians, Sara Lee and Gail Ann Dorsey. After a brief lull in the 1980s, different constellations of the band recorded two studio albums in the 1990s. Between 2004 and 2006 the original line-up was reunited; as of 2013, Gill is the sole original member.

The band plays a stripped-down mix of punk rock, funk and dub, with an emphasis on the social and political ills of society. Gang of Four are widely considered one of the leading bands of the late 1970s/early 1980s post-punk movement. Their later albums (Songs of the Free and Hard) found them softening some of their more jarring qualities, and drifting towards dance-punk and disco. Their debut album, Entertainment!, ranked at Number 483 in Rolling Stone’s 500 Greatest Albums of All Time, and is listed by Pitchfork Media as the 8th best album of the 1970s.[3] David Fricke of Rolling Stone described Gang of Four as “probably the best politically motivated band in rock & roll

https://en.wikipedia.org/wiki/Gang_of_Four_(band)

Cura – Care


🌸Cura🌸

Aver cura,offrire attenzione
è come quella clorofilla
capace di colorare la vita.

27.02.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Care

To take care, to offer attention
it’s like that chlorophyll
capable of coloring life.

27.02.2022 Poetyca

Presenza – Presence


Presenza

Solo attimo
che respira universo
in accoglienza
e presenza
che non si pone domande
per condursi
a quel che è

Tutto
si manifesta
in gocce vive
lacrime e gioia
nei colori del silenzio

29.07.2006 Poetyca

Presence

One moment
breathing universe
in reception
and presence
that do not pose questions
to behave
to what is

All
occurs
living in the drops
tears and joy
colors of silence

29.07.2006 Poetyca