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Eric Burdon – Spill The Wine (Live at Lugano, 2006)



Eric Victor Burdon (Newcastle upon Tyne, 11 maggio 1941) è un cantante inglese. È noto per essere stato il leader degli Animals e, in seguito, del gruppo funk War, per poi condurre una carriera solista. È stato inserito al 57º posto nella Lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone
Nel 1963, Burdon si unì al gruppo Alan Price Rhythm and Blues Combo, fondato dal tastierista Alan Price, il quale cambiò il nome in The Animals, per via delle loro performance, selvagge per quei tempi. Il gruppo fu tra i rappresentanti della cosiddetta British invasion, assieme a Beatles, Who, Rolling Stones, The Dave Clark Five e Kinks. Gli Animals divennero noti soprattutto grazie al singolo The House of the Rising Sun e ad altri brani come I’m Crying, It’s My Life, Don’t Let Me Be Misunderstood e We’ve Gotta Get Out of This Place. La band si scioglie prematuramente nel 1966.

Poco dopo, Burdon assieme al batterista Barry Jenkins formò un nuovo progetto chiamato Eric Burdon & The Animals (da altri chiamato “Eric Burdon and The New Animals”) che rimase in attività fino al 1969, quando Eric si trasferì a San Francisco per formare i War (inizialmente denominati “Eric Burdon and War”), una formazione di estrazione multietnica dedita a una miscela tra funk, R&B, jazz e latin. La band esordì con Eric Burdon Declares “War”, che contiene singoli come Tobacco Road e Spill the Wine. Durante una tournée, il cantante ebbe un attacco di asma e gli altri membri dovettero gestire le restanti tappe senza di lui.

Burdon lasciò i War per collaborare con il cantante blues Jimmy Witherspoon, incidendo l’album Guilty! (1971) e intraprendendo una carriera solista con la creazione di una band autoreferenziale, la Eric Burdon Band, che pubblicò Sun Secrets (1974) e Stop (1975). Nel 1975 si riunì momentaneamente con gli Animals pubblicando un nuovo disco, Before We Were So Rudely Interrupted (1977).

Nel 1990 Burdon incise la canzone No Man’s Land insieme a Tony Carey e Anne Haigis.

Nel 1994 Eric e gli altri componenti degli Animals vennero ammessi alla Rock and Roll Hall of Fame. Accanto alla sua carriera musicale, Burdon ha partecipato saltuariamente ad alcune pellicole cinematografiche, ad esempio nel film The Doors, ove fa una breve apparizione nel ruolo di un manager.

https://it.wikipedia.org/wiki/Eric_Burdon

Eric Victor Burdon (born 11 May 1941) is an English singer-songwriter best known as a member and vocalist of rock band the Animals and the funk band War[2] and for his aggressive stage performance. He was ranked 57th in Rolling Stone’s list The 100 Greatest Singers of All Time.
Burdon was lead singer of the Animals, formed during 1962 in Newcastle upon Tyne, England. The original band was the Alan Price Rhythm and Blues Combo, which formed in 1958 they became The Animals shortly after Burdon joined the band. The Animals combined electric blues with rock and in the USA were one of the leading bands of the British Invasion. Along with the Beatles, the Rolling Stones, the Dave Clark Five, and the Kinks, the group introduced British music and fashion. Burdon’s powerful voice can be heard on the Animals’ singles “The House of the Rising Sun”, “Sky Pilot”, “Monterey”, “I’m Crying”, “Boom Boom”, “Don’t Let Me Be Misunderstood”, “Bring It On Home to Me”, “Baby Let Me Take You Home”, “It’s My Life”, “We Gotta Get out of This Place”, “Don’t Bring Me Down”, and “See See Rider”.

https://en.wikipedia.org/wiki/Eric_Burdon

Leonard Cohen


[youtube https://youtu.be/IEVow6kr5nI?list=PL22135BF03C47D7CC]

Leonard Norman Cohen (Montréal, 21 settembre 1934) è un cantautore, poeta, scrittore e compositore canadese. È uno dei cantautori più celebri, influenti e apprezzati della storia della musica.

Nelle sue opere esplora temi come la religione, l’isolamento e la sessualità, ripiegando spesso sull’individuo. Vincitore di numerosi premi e onorificenze, è inserito nellaRock and Roll Hall of Fame, nella Canadian Songwriters Hall of Fame e nella Canadian Music Hall of Fame. È inoltre insignito del titolo di Compagno dell’Ordine del Canada, la più alta onorificenza concessa dal Canada. Nel 2011, ricevette il Premio Principe delle Asturie per la letteratura.

https://it.wikipedia.org/wiki/Leonard_Cohen

Leonard Norman Cohen, CC GOQ (born 21 September 1934) is a Canadian singer, songwriter, musician, painter, poet, and novelist. His work has explored religion, politics, isolation, sexuality, and personal relationships. Cohen has been inducted into both the Canadian Music Hall of Fame and the Canadian Songwriters Hall of Fame as well as the American Rock and Roll Hall of Fame. He is also a Companion of the Order of Canada, the nation’s highest civilian honor. In 2011, Cohen received aPrincess of Asturias Awards for literature.

The critic Bruce Eder assessed Cohen’s overall career in popular music by asserting that “[he is] one of the most fascinating and enigmatic … singer/songwriters of the late ’60s … [and] has retained an audience across four decades of music-making…. Second only to Bob Dylan (and perhaps Paul Simon) [in terms of influence], he commands the attention of critics and younger musicians more firmly than any other musical figure from the 1960s who is still working at the outset of the 21st century.”

One of his notable novels, Beautiful Losers (1966) received attention from the Canadian press and was considered controversial because of a number of sexually graphic passages.[4] The Academy of American Poets has commented more broadly on Cohen’s overall career in the arts, including his work as a poet, novelist, and songwriter, stating that “Cohen’s successful blending of poetry, fiction, and music is made most clear in Stranger Music: Selected Poems and Songs, published in 1993, which gathered more than 200 of Cohen’s poems … several novel excerpts, and almost 60 song lyrics… While it may seem to some that Leonard Cohen departed from the literary in pursuit of the musical, his fans continue to embrace him as a Renaissance man who straddles the elusive artistic borderlines.”

Cohen’s first album was Songs of Leonard Cohen (1967) followed by Songs from a Room (1969) (featuring the often-recorded “Bird on the Wire”) and Songs of Love and Hate (1971). His 1977 record Death of a Ladies’ Man was co-written and produced by Phil Spector, which was a move away from Cohen’s previous minimalist sound. In 1979 Cohen returned with the more traditional Recent Songs, which blended his acoustic style with jazz and Oriental and Mediterranean influences. “Hallelujah” was first released on Cohen’s studio album Various Positions in 1984. I’m Your Man in 1988 marked Cohen’s turn to synthesized productions and remains his most popular album. In 1992 Cohen released its follow-up, The Future, which had dark lyrics and references to political and social unrest. Cohen returned to music in 2001 with the release ofTen New Songs, which was a major hit in Canada and Europe. In 2006 Cohen produced and co-wrote Blue Alert, a collaboration with jazz chanteuse Anjani Thomas. After the success of his 2008–13 world tours, Cohen released the highest charting album in his entire career, Old Ideas, to positive reviews. On 22 September 2014, one day after his 80th birthday, Cohen released his 13th studio album, Popular Problems, again to positive reviews.

https://en.wikipedia.org/wiki/Leonard_Cohen

Vera forza


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Vera Forza

Forse la vera forza non è racchiusa nell’alzare la voce, nelle urla che possano coprire chi stia tentando di dirci qualcosa; quanto piuttosto nell’attesa e nei saper accogliere che anche gli altri, nel loro universo e nella loro unicità possano dire qualcosa che ci tocchi profondamente; a noi permettere che questo accada.

Allora la vera forza, è nel giunco che in apparenza si piega al vento, ma in realtà ne sa cogliere il movimento per essere elastico e più forte di quella quercia che, inflessibile potrebbe essere abbattuta dal vento perchè non sa assecondare gli eventi.

Questo un Haiku che scrissi circa 5 anni fa:

Vento non spezza
giunco flessibile ma
abbatte quercia

http://www.poetyca.it/ sezione haiku

quando ancora non avevo incontrato il cammino induista e buddista, io stessa mi stupisco di quello che scrissi e che poi trovò semi del tutto simili attraverso quelle ricerche spirituali.

Un motto orientale cita che la vita è dolore. Finché la vita è una forma di lotta, essa non può non essere sofferenza. La lotta è scontro di due forze che cercano ognuna di sopraffare l’altra e se si perde la battaglia, l’esito è la morte, la morte è la cosa che più si teme al mondo. Anche se si evita la morte, può attenderci la solitudine, talvolta più intollerabile della stessa morte. Si può non essere coscienti di tutto ciò e continuare a darsi ai piaceri passeggeri che i sensi ci procurano. Ma questa incoscienza non cambia nulla nella realtà della vita. Il cieco può insistere nel negare l’esistenza del sole, ma non potrà annientarlo. Il caldo tropicale continuerà a bruciarlo senza pietà e se egli non se ne difende sarà spazzato via dalla superficie della terra.

A noi prendere coscienza, comprendere i nostri atteggiamenti di chiusura per maturare quella trasformazione che ci renda strumento di vero dialogo.

07.05.2006 Poetyca

Pink Floyd – Hits (Full Album)



I Pink Floyd sono stati un gruppo musicale rock britannico formatosi nella seconda metà degli anni sessanta che, nel corso di una lunga e travagliata carriera, è riuscito a riscrivere le tendenze musicali della propria epoca, diventando uno dei gruppi più importanti della storia.[1][4]

Sebbene agli inizi si siano dedicati prevalentemente alla psichedelia[5] e allo space rock, il genere che meglio definisce l’opera dei Pink Floyd, caratterizzata da una coerente ricerca filosofica, esperimenti sonori, grafiche innovative e spettacolari concerti, è il rock progressivo.[5][6][7]

Nel 2008 si è stimato che abbiano venduto circa 250 milioni di dischi in tutto il mondo,[8][9] di cui 74,5 milioni nei soli Stati Uniti d’America.[10]

I Pink Floyd hanno influenzato considerevolmente la musica successiva, dai gruppi progressive degli anni settanta, come Genesis e Yes,[11] fino a musicisti contemporanei, come Nine Inch Nails,[12] Dream Theater e Porcupine Tree.[13]

Il gruppo, nato a Londra nel 1965,[14][15] viene fondato dal cantante e chitarrista Roger Keith “Syd” Barrett, dal bassista George Roger Waters, dal batterista Nicholas Berkeley “Nick” Mason e dal tastierista Richard William “Rick” Wright. Nel dicembre del 1967 si aggiunge al gruppo il chitarrista David Jon “Dave” Gilmour,[14][15] che si affianca e quindi si sostituisce definitivamente a Barrett, progressivamente emarginatosi dal gruppo a causa del pesante uso di droghe e di una forma di alienazione.

Il gruppo, dopo essersi fatto notare grazie a lavori di stampo psichedelico, raggiunge la maturità con Atom Heart Mother e Meddle, e si afferma a livello mondiale con The Dark Side of the Moon e i successivi album, tra cui Wish You Were Here, Animals e The Wall, che consegnano i quattro alla storia del rock.[16] La formazione non subisce sostanziali cambiamenti fino al 1985,[15] escludendo una parentesi di alcuni anni in cui Wright figura solo come turnista.[14] Nel 1985 Waters abbandona il gruppo e i membri rimanenti, dopo aver vinto la breve battaglia legale per stabilire a chi spettasse continuare a usare il nome “Pink Floyd”, pubblicano successivamente altri due album in studio: A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell. La formazione cessa la propria attività nel 1995,[14] sciogliendosi definitivamente nel 2006, quando Gilmour nega ufficialmente la possibilità di una riunione.[17] Nel 2008, con la morte di Wright, si spengono di fatto le speranze dei fan di rivedere il gruppo dal vivo con tutti e quattro i componenti al completo. Tuttavia, il 5 luglio 2014 viene annunciata da Polly Samson, moglie di David Gilmour, la pubblicazione a ottobre dello stesso anno di un quindicesimo album in studio, The Endless River.

https://it.wikipedia.org/wiki/Pink_Floyd
Pink Floyd were an English rock band formed in London. They achieved international acclaim with their progressive and psychedelic music. Distinguished by their use of philosophical lyrics, sonic experimentation, extended compositions and elaborate live shows, they are one of the most commercially successful and musically influential groups in the history of popular music.

Pink Floyd were founded in 1965 by students Syd Barrett, Nick Mason, Roger Waters, and Richard Wright. They gained popularity performing in London’s underground music scene during the late 1960s, and under Barrett’s leadership released two charting singles and a successful debut album, The Piper at the Gates of Dawn (1967). David Gilmour joined as a fifth member in December 1967; Barrett left the band in April 1968 due to deteriorating mental health exacerbated by drug use. Waters became the band’s primary lyricist and, by the mid-1970s, their dominant songwriter, devising the concepts behind their critically and commercially successful albums The Dark Side of the Moon (1973), Wish You Were Here (1975), Animals (1977), The Wall (1979) and The Final Cut (1983).

Wright left Pink Floyd in 1979, followed by Waters in 1985, declaring it a “spent force”. Gilmour and Mason continued as Pink Floyd; Wright rejoined them as a session musician and, later, a band member. The three produced two more albums, A Momentary Lapse of Reason (1987) and The Division Bell (1994), and toured until 1994. After nearly two decades of acrimony, Pink Floyd reunited with Waters in 2005 for a performance at the global awareness event Live 8, but Gilmour and Waters have since stated they have no plans to reunite as a band again. Barrett died in 2006 and Wright in 2008. The final Pink Floyd studio album, The Endless River, recorded without Waters and based on material recorded in 1993–1994, was released in November 2014.

Pink Floyd were inducted into the US Rock and Roll Hall of Fame in 1996, and the UK Music Hall of Fame in 2005. By 2013, the band had sold more than 250 million records worldwide, including 75 million certified units in the United States.

https://en.wikipedia.org/wiki/Pink_Floyd

Per chi non vive


Per chi non vive

Dipingo immagini
al silenzio che avanza
e le offro a chi
crede ancora
di ritrovar la voce

Stringe il pugno
mentre un nodo
si ferma in gola
senza note
senza musica
danza l’illusione

Srotolo la memoria
che rincorre la storia
di ferite passate
mai depennate:
incise come solco

Ipocriti gesti
per farsi coraggio
e permettere di non toccare
il tempo fuggito
– senza una ragione –
le lacrime scendono furtive

Si chiude il sipario
e non c’è più applauso
per chi non vive

27.06.2006 Poetyca

For those living outside

Paint pictures
the silence moves
and offer them to those who
still believe
to find his voice

Shakes fist
while a node
stops in the throat
without notes
without music
dance illusion

Unroll memory
that chases history
wounds of past
never be removed:
recorded as furrow

Hypocritical gestures
to be brave
and allow not to touch
Time flies
– No reason –
furtive tears fall

The curtain closes
and there’s applause
for those living outside

27.06.2006 Poetyca

Obelischi in poesia


Obelischi
in poesia

Sul foglio
danzano sinuose
parole vive
– frammenti d’anima –
in misteriosi rituali
s’offrono al silenzio
portando caldi respiri

Ossimori e metafore
pennellano la mente
in immagini fluttuanti
– chiose e versi –
allagano l’orizzonte
aprendo un varco
nell’anima spiegata

Come bandiera
tra brezza o tempesta
che canta odi
al sospiro del tempo
– solfeggio del cuore –
consunto ricettacolo
d’attese e lacrime

Attimo fremente
incide memorie
scolpendo obelischi
al sentimento
– papaveri e viole –
tra rose smarrite accordando
s’elevano in sinfonie

Colore al prato
s’offre ora in petali
soavi coriandoli
macchie vibranti
– endecasillabi sciolti –
e baci di rime
respirano appena

Nuova armonia
s’esprime
– schiude corolle –
accarezza e svanisce
bevuta presenza
in sguardi attenti
di gente in lettura

15.06.2006 Poetyca

Obelisks
in poetry

On the sheet
sinuous dance
living words
– Fragments of soul –
in mysterious rituals
offer themselves to silence
bringing warm breaths

Oxymorons and metaphors
brush the mind
floating in pictures
– Notes and verses –
flooded the horizon
opening a gap
soul explained

As flag
between wind or storm
who sings odes
the sigh of time
– Music theory of the heart –
worn receptacle
of expectations and tears

Moment trembling
affect memory
carving obelisks
sentiment
– Poppies and violets –
lost between giving roses
flickers in symphonies

Color to green
now yields itself petals
sweet confetti
vibrant spots
– Hendecasyllables loose –
kisses and poems
just breathe

New Harmony
is expressed
– Opens flowers –
Shakes and vanishes
drunk presence
careful look at
people reading

15.06.2006 Poetyca

Senza tempo


Senza tempo

Immagini senza tempo
raccontano la storia
che lentamente si snoda
alla calura:
voci antiche tra mura
e l’offerta d’oro del sole
tra onde e tempesta
d’un mare complice

Voci che chiosano
tra realtà e fantasia
in merlettati istanti
di vecche che giustificano
ricami e corredo
per storie vissute d’un fiato

Vicoli sempre uguali
che smorzano le stagioni
nello spopolare di gente
emigrata altrove

Sassi e voci
nei cortili
non fanno più eco
agli odori nelle cucine

Notti fresche
e luna che occhieggia
tra il nero del mare
a far dono d’incanto
che s’accomoda in cuore

25.06.2006 Poetyca

Timeless

Timeless Images
tell the story
that slowly unfolds
the heat:
ancient voices from walls
and supply of gold of the sun
between waves and storm
a sea of accomplice

Voices that chitosan
between reality and fantasy
lace moments
old justifying
embroidery and equipment
to stories lived in one breath

Lanes are always the same
that muffle the seasons
depopulate the people
emigrate

Stones and articles
courtyards
no longer echo
the smells in the kitchen

Cool nights
and the moon shines
between the black sea
to make a gift of charm
Sit down in your heart that

25.06.2006 Poetyca

Ballata per una donna


Ballata per una donna

Note sul pentagramma della vita
compongono ritmo presente
con arpeggi del passato
per armonizzare il tempo
– dove tutto si replica –
oltre lacrime e sorrisi

Colorate immagini
ed attesa che sfoglia
accartocciate speranze
strette nel pugno
mentre le unghie
si conficcano ancora
nei consunti palmi

Dimmi se posso
– se posso fermare –
ancora una volta
tutte le mie paure
o credere allo sguardo
che scruta con me

Orizzonti dipinti
che forse scoloriranno
e non posso trattenere
un nuovo sogno
– osso duro che scheggia –
anche l’ultimo confine

E mi ritrovo donna
a solfeggiare
questo batticuore
tra fragilità ed orgoglio
– sfondate pareti –
in avvolgente risveglio

26.08.2006 Poetyca

Ballad for a woman

Notes on the staff of life
make up this pace
with arpeggios of the past
to harmonize the time
– Where everything is replicated –
beyond tears and smiles

Colorful images
and waiting for dough
withered hopes
tight in his fist
and nails
still stick
the worn palms

Tell me if I
– If I stop –
again
all my fears
or believe the eye
who searches me

Horizons paintings
that may discolor
and I can not hold
a new dream
– Tough to splinter –
the last frontier

And I find woman
to solmisate
this heartbeat
between frailty and pride
– Smashed walls –
awakening in the enveloping

26.08.2006 Poetyca

Intreccio d’arcobaleno


Intreccio d’arcobaleno

Un intreccio di sospiri e speranza
per quel che incide nella ferita di un’ anima
e quel che possa ancora accadere;
forse tra un’ ora, tra un istante
o tra i sogni del giorno nuovo.

Onde e flutti nel suono compagno
nell’occhio che osserva e scioglie;
solitudine accesa e groppo di sale.

Tutto ritorna dal passato,
racconta di sé e stenta il volo;
ma oggi è sole che rinnova la vita
per quel che in orme lontane ero;
nuvole svanite ed arcobaleno
mentre s’asciuga la pioggia
ed il tempo torna sereno.

10.09.2006 Poetyca

Weave rainbow

A mixture of sighs and hope
for that which affects the wound of a ‘soul
and what can still happen;
perhaps in a ‘now, in a moment
or between the dreams of the day again.

Waves and sound waves in the companion
in the eye that observes and melts;
solitude on and lump of salt.

All returns from the past,
tells about herself and barely able to fly;
but today is only renewing life
for that which was distant footsteps;
clouds vanished and rainbow
and wipes the rain
and time again peaceful.

10.09.2006 Poetyca

Inspiegabili richiami


Inspiegabili richiami

La musica nelle orecchie
come eco del tempo
in variazioni d’anima
che sospira e ricompone
un antico attimo

Note e pause
armonia che nutre
in continuità d’ottave
crescendo e variazione
per dispiegar le ali
oltre tutti i confini

Occhi spalancati
e sensibilità in accordo
dove nulla è l’immenso
e tutto è nel palpito
– battito immoto –
che richiama

Sospiri impercettibili
come luna che è mistero
oltre lo sguardo
e sulla nostalgia
scivola una lacrima

Inspiegabili richiami
che ricamano antiche trame
di storie incise
di cui non si compone il senso

06.07.2006 Poetyca

Unexplained references

The music in my ears
as the echo time
in variations of soul
sighing and reassembles
an ancient moment

Notes and rests
harmony that nurtures
in continuity of the eighth
grow and change
to deploy the wings
beyond all boundaries

Eyes wide open
and sensitivity in accordance
where nothing is immense
and everything is in the heartbeat
– Beat motionless –
recalls

Sighs imperceptible
as the moon is a mystery
well look
and nostalgia
a tear slides

Unexplained references
that embroider old plots
recorded stories
of which comprises the sense

06.07.2006 Poetyca

Eppure…


Eppure..

Non è facile accettare
di essere diversi
di non seguire
tutte quelle strade
che ti propongono
per essere migliore

Migliore di chi?
Migliore di cosa?
Tra mille vie diverse
ci sarebbe da fare confusione

Non voler essere modello
manichino che ripete
le parole di altri
mentre perde di vista
quel cuore che spasima

Non è facile essere
semplicemente se stessi
con quella forza interiore
che spinge verso l’ascolto
di un’ anima che ha tanto da dire

Eppure se sei qui
a raccogliere attimi
che oltre il silenzio
sanno dare senso
a questo vagare
senza una vera meta
senza un vero modello

Eppure se sai ascoltare
nell’infinito valore
di suoni che armonizzano
il tuo ed il nostro andare
saprai comprendere
che in te è la via
da seguire

Quella mappa non scritta
che conduce al centro
da strade non viste
e non ti farà mai perdere
perchè sei tu ad essere
esattamente quel che sei

Se sai aprire le ali
senza temere il vento
o le mille tempeste
in cerca di sole

Sarai libero
di vivere armonia
ed amore
senza nulla chiedere
e con la voglia di offrire
quel che in te scorre

Sarai semplice goccia
che disseta in un deserto
di sabbia confusa
da un vento che scuote
e nulla è miraggio
ma via senza tempo

Qui ed ora
adesso seguimi
e continuerà in tuo viaggio
senza interruzione
per essere semplicemente
amore

11-01.2006 Poetyca

 

However …

It is not easy to accept
to be different
not to follow
all those roads
you propose
to be better

Better than whom?
Better than what?
A thousand different ways
there would be confusion

Not wanting to be model
dummy repeats
the words of others
while losing sight
heart that yearns

It’s Complicated
just themselves
with that inner strength
that leads to listen
a ‘soul that has much to say

But if you are here
moments to collect
that more than silence
can give meaning
This wandering
without a real goal
without a real model

But if you can hear
infinite value
sounds that harmonize
your and our go
know to understand
that is the way you
to follow

That map is not written
leading to the center
by roads unseen
and you will never lose
why are you being
exactly what you are

If you can open the wings
without fear of the wind
or the thousand storms
in search of sun

You will be free
live in harmony
and love
without asking
and the desire to offer
what flows in you

You will simply drop
that quenches thirst in a desert
Sandy confused
a wind that shakes
and nothing is mirage
but by timeless

Here and now
follow me now
and continue on your journey
without interruption
to be simply
love

11-01.2006 Poetyca

Autentica presenza


Riflettendo…

La Riflessione

Ogni giorno, da quando sorge il sole,
ci viene offerta la possibilità di divenire un Buddha.

Tuttavia, questi giorni sono contati.
Dipende da noi non sprecare il nostro tempo.

Rev. Harvey So Daiho

————

Spesso inciampiamo
nella voglia di produrre
o di tenere sotto controllo
quel che ci circonda;
una forma di potere
che non serve a molto
se non sappiamo aprire il cuore
verso la fermezza che ci risvegli
al nostro vero essere.

Poetyca

———–

L’insegnamento

Autentica presenza

Quando praticate la meditazione,
è importante non restare invischiati nei commenti mentali,
nelle analisi o nel dialogo interno.

Non scambiate per consapevolezza
lo scorrere delle osservazioni nella vostra mente, quali:
“Ora sto inspirando, ora sto espirando”.

La cosa veramente importante,
è l’autentica presenza.

Rigpa Glimpse

—————

Presenza non è analisi,
dialogo della mente e valutazione;
ma è il semplice accogliere quanto accada
nel sorgere e nell’andare
senza trattenere nulla
come flusso che faccia del respiro
il ritmo silenzioso del nostro cammino.

Poetyca

20.11.2006 Poetyca

Testi tratti dal sito: http://www.bodhidharma.it

Dominare la collera


Dominare la collera
“Chi non sa dominare la propria collera ignora che quella forza
viene da molto più lontano e vuole introdursi in lui. Crede
persino, almeno per un momento, che quella corrente potente gli
trasmetta qualche cosa della propria potenza. Ma è un’illusione,
perché è la corrente stessa ad essere potente, e non chi viene
attraversato dalla corrente. Così, dopo il suo passaggio, il
povero infelice si ritrova talmente debole che in lui tutto
trema: mascelle, gambe, mani.
Il discepolo di una Scuola iniziatica ha compreso che dominando
la collera che sente salire dentro di sé e cercando di
trasformarla, acquisisce la vera potenza. Avviene la stessa cosa
con l’energia sessuale: dominandola, ci si rinforza
considerevolmente. Ecco perché gli Iniziati, che hanno imparato a
dominare l’istinto di aggressività, così come l’istinto sessuale,
possiedono tante energie per pensare e parlare, al fine di
illuminare gli esseri.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

✿•*¨`*•. (¯`v´¯) (¯`v´¯) .•*¨`*•✿

Saggio è colui che sa dominare la collera

Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

“Adirarsi è facile. Ma farlo con chi si deve, nella misura giusta, al momento opportuno, con lo scopo e nel modo convenienti, non è da tutti né facile. Ed è per questo che il farlo bene è cosa rara, degna di lode e bella”.
Il concetto cardinale illustrato più di 2500 anni fa dal saggio Aristotele, nell’Etica Nicomachea, era uno solo: la differenza tra il lasciarsi dominare dall’ira, in uno spontaneismo dilagante, oggi più di ieri, e l’essere protagonisti dell’ira. Nel senso di essere così capaci di mantenere saldo il controllo razionale di sé e della situazione, da riuscire a scegliere in modo mirato come e quando adirarsi, con chi e perché. In modo così elegante da arrivare ad un’estetica dell’ira. Con il risultato di essere capaci di finalizzare la collera, come un puntatore laser, così da renderla mirata, efficace e costruttiva – o distruttiva, se necessario – ma sempre sotto il lucido controllo di una visione lungimirante del suo significato. Una visione che aiuta a scegliere le argomentazioni più efficaci, le parole più appropriate, l’obiettivo più strategico e la modalità espressiva più rigorosa. In taluni momenti e contesti, questo tipo di collera può arrivare a elevarsi a indignazione sacra. In questo senso, perfino degna di lode. Perché è quella forma di sdegno profondo e risonante, che nasce dal riconoscere l’indegnità – in genere etica – di un comportamento e di una situazione che ci fa dire in fondo al cuore: “Fosse anche l’ultimo giorno della mia vita, su questo non posso tacere”. E che fa dire tutto quello che non va “apertis verbis”, con parole aperte e chiare, e con il coraggio che viene dal cuore. Perché questa indignazione non nasce dalla frustrazione di bisogni personali, come la collera di bassa lega, ma da un senso alto della vita e dei suoi valori. A costo anche di attirarsi antipatie, controaggressioni o ritorsioni di vario tipo e livello.
Sull’impulsività e sullo spontaneismo, sulle ondate di parole vomitate e laide, sotto l’influsso di una collera informe e bruta, su questo è bene riflettere. Viviamo in tempi che hanno osannato il diritto di lasciarsi andare alle emozioni e all’espressione di ogni moto dell’animo, con picchi di furore che trovano nel mezzo televisivo l’amplificazione più destruente. Assistiamo allora ad un’espressione di collera non filtrata dall’intelligenza e dall’educazione, né dal senso del tempo e della misura. La propria “verità”, fino all’insulto, viene lanciata in faccia, possibilmente in pubblico, in un gusto perverso – nel senso di distruttivo – dell’esibizione di quanto di più magmatico esista nell’animo e nel cervello umani. Di fatto diventando preda dell’emozione più distruttiva per sé e per gli altri.
L’uomo, e la donna, che sentano una profonda emozione di collera, sono come il cavaliere, o l’amazzone, sul cavallo di razza, ma ombroso. Come il cavaliere, che sa controllare e indirizzare l’energia e la forza del suo cavallo, può costruire un’unità di pensiero e di azione straordinarie, così l’uomo che sa indirizzare la sua collera può incidere sul contesto in cui vive, sul suo tempo, anche scardinando obsoleti equilibri e opportunismi, se la esplosiva energia vitale che si libera resta governata e indirizzata. Così fece Alessandro Magno con lo straordinario Bucefalo, montato a pelo  e volto sgroppante verso il sole, sotto gli occhi terrorizzati del padre e dei cortigiani, che vedevano in quell’animale, che era bellezza e forza della natura allo stato puro, un rischio mortale per il giovane principe. Eppure Alessandro, con la forza lucida del suo corpo e il vigore intelligente della sua anima, fece sentire a Bucefalo che nessun’altro avrebbe saputo indirizzare la sua energia in modo migliore. E il cavallo divenne un tutt’uno con il suo cavaliere. Così racconta Plutarco. E così è l’uomo che sa vivere la sua collera con quell’intelligenza forte e lucida al punto da farne un tutt’uno con il suo io, in tempo di pace e di guerra. Nel senso di saper tenere calma e pronta la sua arma migliore. La soddisfazione per l’efficacia con cui riesce a portarla sull’obiettivo nei modi e con il tempismo appropriato di nuovo assomiglia alla squisita concentrazione di forza e leggerezza con cui il cavaliere porta il suo cavallo sull’ostacolo più alto, raccolto e potente nell’attacco, e poi disteso nell’arrivare oltre l’ostacolo, in perfetto e apparentemente rilassato controllo.
Questa capacità è naturale? No. E’ bene dirlo con chiarezza. Nasce da un esercizio continuo. Non ci si improvvisa cavalieri perfetti e potenti, come non ci si può improvvisare nell’uso lucido della propria collera, l’emozione che con più probabilità può disarcionare e fracassare l’uomo – o la donna – che credano di dominarla facilmente.
Fin da bambini dovremmo essere educati  a saper governare quest’emozione antica e potente. Il che non significa reprimere, come tanti a torto pensano, ma indirizzare, canalizzare, rendere efficace. Un esercizio straordinario, utile sia nel migliorare la capacità di abitare anche i propri astratti o concreti furori, sia nel diventare sempre più incisivi. Ma richiede esercizio nell’arte di pensare con efficacia, di dialogare, di scegliere le parole che meglio vestano il proprio sentire.
Nella collera tutto va a mille: e il pensiero confuso porta fuori strada, e dalla parte del torto assoluto, l’uomo che si faccia dominare dal proprio istinto più cieco. Non a caso letto come vizio.
Ancora una volta, ecco un apprendimento al saper vivere che dovrebbe iniziare con il caffelatte, fin dai primi anni di vita, quando cresce in noi anche il senso etico della vita. E allora potremmo dire che esiste nell’adirarsi una dimensione etica: cui si può attingere solo se l’emozione abbia decantato tutte le proprie impurità istintuali e sia forza pura e passione limpida, al servizio di una causa che meriti la nostra energia e il nostro cuore.

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RABBIA : la emozione a tinte fortidi Vittoria Nervi

Ero arrabbiato con il mio amico, gli dissi della mia rabbia, la rabbia sparì. Ero arrabbiato con il mio nemico Non gli dissi della mia rabbia, la mia rabbia aumentò. William Blake
La nostra salute ne risente e specialmente il nostro sistema immunitario che e’ la combat zone dei conflitti che si agitano dentro di noi.Somatizziamo.Io non mi arrabbio, non sono bravo ad esprimere l’ira. È uno dei problemi che ho.Interiorizzo, invece; mi allevo un tumore”.Woody Allen, “Manhattan”Spesso le persone non sono consapevoli dei conflitti  perche’ sono nel profondo del nostro inconscio o ormai di vecchia data e ormai sepolti.Sembrano all’apparenza tranquille quindi non si rendono conto per esempio di essere arrabbiate. L’EMOZIONE ROSSA
La rabbia è una emozione antica, primitiva, presente sin dall’infanzia dell’uomo oltre che nel regno animale
E’ una reazione alla frustrazione .Ci  arrabbiamo per vari motivi:
1  quando c’e’ un ostacolo tra noi e un possibile bisogno. 2 situazioni fisiche che possono minacciare l’incolumità di se stessi e dei propri beni3 disturbi o ostacoli alle proprie attività o che non ci permettono di concentrarci4 ingiustizie nei confronti nostri o altrui,accuse ingiustificate5 una persona che continua ad irritarci con il suo atteggiamento6 qualcuno che non ha mantenuto una promessa7 una minaccia di fallimento, sconfitta, perdita di sicurezza in sé, una paura della propria inadeguatezza nell’affrontare situazioni difficili.Spesso la collera improvvisa  che ci porta a  sfogare tutto il nostro rancore e la nostra rabbia, è il risultato del senso di impotenza nel realizzare i propri desideri o raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi  per incapacità decisionale. In questo caso riversiamo addosso agli altri la nostra rabbia,diamo loro la colpa o a volte al resto del mondo8 Paura della sconfitta e della perdita (gelosia)9  quando viene minacciata l’immagine di sé ,la propria autostima10  quando sentiamo che qualcosa o qualcuno a cui teniamo si oppone volutamente alla realizzazione di un nostro bisogno,Lo fa di proposito per ferirci . La nostra rabbia e’ maggiore contro le persone alle quali teniamo  per due motivi :a)perché le nostre aspettative nei loro confronti sono molto elevate, e quindi inevitabilmente  possiamo subire una delusioneb)perché sappiamo che siccome provano amore,affetto per noi non si vendicheranno Con gli estranei ci arrabbiamo molto di meno perché li frequentiamo poco e abbiamo quindi poche occasioni possibili di scontro.Con le persone che non sopportiamo o  odiamo perché tendiamo a  tenerle a distanza. Possiamo arrabbiarci contro un oggetto/persona che ci provoca la frustrazione o  con un altro oggetto/persona sostitutivi perche’ non abbiamo il coraggio di affrontare, ma su un obiettivo meno temibile o più facilmente raggiungibile: il capro espiatorio. Oppure prendercela con noi stessi,autopunirci ,colpevolizzarci,criticarci perché non troviamo  altro  su cui orientare il proprio scontento. La rabbia si esprime anche in altri modi piu’ mascherati:con la calunnia, l’ironia, le insinuazioni e le critiche denigratorie per mettere in cattiva luce l’altra persona,svalutarla o farla sentire in colpa. La rabbia è quindi una maniera di far valere i propri diritti basilar .
Secondo Lowen quelli basilari sono:
il diritto di esistere il diritto di sicurezzail diritto all’autonomia e all’indipendenza il diritto di desiderare e soddisfare i propri bisogni.  Chi non esprime in alcun modo i propri sentimenti di rabbia tende a viverli per un tempo più lungo. Spesso reprimiamo la rabbia perche’ esprimere questa emozione va contro le regole educative e sociali e perche’ abbiamo paura di perdere il controllo e provocare danni o la rottura irreparabile di una amicizia o di un rapporto.Non riuscendo ad esprimerla o far valere i nostri diritti in maniera assertiva ci sentiamo deboli e accumuliamo altra rabbia (escalation della rabbia)
La depressione è la rabbia senza entusiasmo
LE RABBIE
Vi sono vari tipi di rabbia:
1 la rabbia primaria In questo caso c’e’ stata una reale violazione dei propri diritti.Invece di reagire spesso in questo caso vengono adottate diverse strategie a seconda del tipo di persona e del suo vissuto- crollo emozionale, accompagnato da lacrime e senso di impotenza – minimizzazione-razionalizzazione- lamentoLa rabbia diventa disadattiva: quando e’ la risposta non a una violazione reale del presente ma ad una situazione che ci riporta indietro ad eventi simili del passato accompagnati da rabbia (es: mi arrabbio con te ORA….perche’ mi ricordi mia madre,mio padre quando mi diceva…)  2 la rabbia secondaria: la rabbia copre un’ altra emozione piu’ profonda  per esempio una delusione o una preoccupazione(es qualcuno che aspettavamo non chiama..) oppure la tristezza( la rabbia cancella il dolore).E’ importante allora non fermarsi alla rabbia ma capire cosa si cela sotto questa emozione e rielaborarla con la consapevolezza o facendosi aiutare da un/una professionista .A volte ci si arrabbia con se stessi perche’ avremmo dovuto fare…..o non avremmo dovuto dire…  o perche’ non accettiamo alcune parti di noi stessi.La depressione e’ spesso rabbia rivolta contro se stessi.3 la rabbia strumentale: in questo caso la rabbia diventa un mezzo per controllare gli altri e convincerli a fare cio’ che noi vogliamo.La reazione degli altri e’ di solito: amarezza, risentimento e distacco.4 la collera conseguente al sentirsi ignorati nei propri bisogni fondamentali.5 l’ira è la rabbia di essere stati invasi ed ha come obiettivo il ristabilireconfini adeguati.6 il litigio come discussione e’ una forma di rabbia che ha a che fare col non aver avuto adeguate informazioni; il suo scopo è di ottenere le informazioni che servono per capire il senso di determinate regole o modi di agire. 7 il risentimento è un tipo di rabbia legata all’essere fraintesi o malcompresi rispetto ad un sentimento importante per la persona. Il suo obiettivo è di far sentire l’altro responsabile di tale errata comprensione
A cosa serve la rabbia?
Diamo alla rabbia una connotazione  negativa quindi  da rimuovere,inutile. In realtà è un segnale che ci avverte che dobbiamo farci valere e ci dà la motivazione per farlo. L’espressione della rabbia è spesso più convincente di qualsiasi discorso e permette talvolta di ottenere quel che si chiede, di affrontare e risolvere situazioni di sopruso e di riaffermare se stessi e il proprio mondo dei valori. Ma per questo ci vuole la “giusta misura”, ,cosa che non c’e’ quando siamo alterati  dalla rabbia. Spesso ci viene insegnato che bisogna controllarsi per educazione ed evitare di esprimere la rabbia.Questa e’ piu’ una regola sociale che un bisogno vero poiche’ Il trattenere, il reprimere situazioni di disagio può portare a sofferenze fisiche e mentali serie.La gestione  della rabbia è un problema fondamentale nella nostra società. L’incapacità di auto-controllarsi porta a  situazioni spesso drammatiche che tutti noi sentiamo durante i TG. o leggiamo sulle pagine di cronaca nera. E’ fondamentale, quindi che ognuno riconosca i segnali della propria rabbia e di quella altrui e si  chieda da dove viene  quella rabbia  e come nella maniera più adeguata.

come fare per gestire la rabbia ?
Ecco alcuni suggerimenti.Quando qualcuno e’ arrabbiato con noi spesso re-agiamo istintivamente con la stessa emozione di rabbia il che’ non fa che innescare l’escalation e peggiorare la situazione.Riuscire a mantenere la calma non e’ facile quando ci sentiamo offesi,feriti e attaccati, Se riusciamo a mantenere la calma e capire quali possono essere  le cause della rabbia dell’altro, saremo  sulla buona strada.- LA RABBIA IMPEDISCE DI capire quale e’ il problema reale da risolvereSe siamo arrabbiati/e una buona tecnica e’ quella delTIME OUT : la tecnica dello spostamento utile per ridurla rimandare la discussione,cambiare argomento,andar via a far quattro passi o sdrammatizzare con delicatezzaSe e’ l’altra persona che e’ arrabbiata con noi cerchiamo di farle capire che la sua rabbia ci impedisce di capire o risolvere il problema .Diamole modo di ‘svuotare il cestino’ senza ribattere e cerchiamo di riportare la discussione al nocciolo del problema senza allargare il campo ( pero’ tu quella volta….ecco,sei sempre il solito..pero’ tu..)Spesso si alza la voce ma chi urla non e’ mai il piu’ forte. – SPAZIO RABBIA
questa tecnica  e’ utile se ci troviamo a contatto con persone che spesso ci fanno arrabbiare.Programmiamo dei momenti in cui ciascuno e’ libero di sfogarsi.Sapremo che in quei momenti sono fatti per quello.  1. Stabiliamo quando e dove farlo senza altre persone che ci ascoltino e chiariamo con precisione su che cosa vogliamo discutere.Non coinvolgere parenti o amici.Peggiorano  la situazione creando ulteriori malintesi.2. Stabiliamo la durata di questo spazio rabbia (in genere vanno bene 15/20 minuti)3. Lasciamo parlare l’altra persona senza interromperla4. A turno prendiamo la parola per un tempo stabilito come fanno nei dibattiti in tv (non più  5 minuti)5. Facciamo delle pause se l’altro ne ha bisogno 6 evitiamo l’ uso della violenza verbale e fisica facendo notare all’altra persona i limiti da non superare e difendendo  i propri confini altrimenti ci allontaneremo (usciamo di casa,andiamo in un’altra stanza…..).7  stiamo nel qui e oraDurante la discussione non andate a rinvangare altri momenti  simili per sostenere la vostra ragione. Non si rinfacciano i litigi passati. Tirare in ballo genitori e parenti (a meno che non siano motivo della discussione) sono proibiti quindi evitare il ‘sei come tua madre ecc’Questo allarga il fronte della discussione e allontana dalla soluzione dei problemi confondendo entrambi.Quindi lasciate perdere i ‘pero’ tu quella volta mi hai detto,hai fatto…’.Non confondete il problema con la persona8  win-windiscutere non e’ una gara per vincere e imporre il proprio punto di vista, né per dimostrare la propria superiorità o per dare una lezione all’altra persona.Evitiamo di svalutare l’altra persona o usare il sarcasmo perche’  porta solo a  una reazione aggressiva.Cerchiamo un punto in comune e una soluzione creativa.Ognuno ha il suo punto di vista sulle cose.Rimanere ostinatamente rigidi sulle proprie posizioni senza mai cercare di mettersi nei panni dell’altra persona porta solo ad altre discussioniRinegoziare i compiti in casa,riguardo ai figli, i propri spazi per rilassarsi,per rimanere insieme ecc  invece di far finta e serbare rancore o mettere in atto ripicche inutili.Si parla con sincerità senza usare il silenzio come un’arma  o tenere il muso per farsi chiedere “cos’hai”  o per far sentire in colpa l’altra persona9 le parole “sempre” e “mai” sono ASSOLUTAMENTE PROIBITE (invece di “non mi stai mai a sentire” dite ” ora  non mi hai ascoltata” invece di “non mi fai mai un complimento ” dite “da qualche giorno non mi dici niente di gentile”
BIBLIOTERAPIASimionato, Anderson Terapia d’urto. La comunicazione come strumento per gestire le proprie emozioni Franco Angeli W. Davies Dominare la rabbia ArmeniaH. Lerner La danza della rabbia    TEA Pratica

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Bonno, l’inganno delle passioni
Scopi e trappole del buddhismo
di Cristiano Martorella

Il buddhismo è l’insegnamento esposto dal saggio della famiglia Shakya, Siddhartha (563-483 a.C.) detto il Buddha(1). La pratica e l’applicazione dell’insegnamento buddhista hanno lo scopo di liberare gli esseri umani dal giogo del dolore e della sofferenza, e quindi sviluppare pienamente le loro vite. Però lo stesso Buddha predisse che col tempo il suo insegnamento sarebbe stato corrotto, frainteso e degenerato(2). Questa profezia trova conferma in un’analisi puntuale delle pratiche del buddhismo nei paesi più lontani dall’originario insegnamento, ossia Cina e Giappone. Quest’ultimo paese conobbe anche un vivace scontro, spesso violento e feroce, fra i riformatori del buddhismo.Tuttavia è stato proprio il conflitto delle passioni a rendere il buddhismo giapponese(3) più attivo e interessante, nonostante il travisamento dell’insegnamento originario. Ciò spiega anche il successo in Europa e negli Stati Uniti delle sette giapponesi in tutte le loro forme (comunità di monaci, associazioni di laici, centri di studio accademici, etc.). Per comprendere adeguatamente il buddhismo giapponese è necessario penetrare criticamente nei princìpi che regolano le pratiche buddhiste.
Il termine giapponese bonno indica le passioni e le illusioni che dominano la nostra vita. La parola bonno traduce il vocabolo sanscrito klesa che significa appunto passione ingannevole, illusione che avvince l’animo umano. Il termine bonno è composto da bon (letto anche come wazurawashii significa complesso, problematico, difficoltoso) e no (nella forma verbale nayamu significa soffrire, tormentarsi, angosciarsi). Da un punto strettamente psicologico è chiaro il senso di questa teoria. Le passioni ed emozioni forti sono capaci di provocare una distorsione cognitiva che altera le percezioni della realtà. Viceversa le emozioni sono necessarie per creare le motivazioni, e dunque non possono essere eliminate completamente. Ciò che propone Buddha è una moderazione ed una consapevolezza che rende manifesto ogni aspetto del reale piuttosto che le false aspettative. La questione della distorsione cognitiva(4) è cruciale sia dal punto di vista psicologico, sia nel contesto della corretta pratica religiosa. Il buddhismo non nega la realtà del mondo, ma propone un migliore rapporto con essa, più autentico e verace. Il buddhismo è nichilismo nel senso che distrugge e annienta le illusioni, svelando la verità dell’essere.
La questione della distorsione cognitiva è ripresa anche in un altro insegnamento buddhista, presente in quasi tutte le sette giapponesi: i tre veleni (sandoku). I tre veleni che inquinano l’animo umano sono il desiderio (musabori), la collera (ikari) e l’ignoranza (oroka). L’affrancamento dai tre veleni avviene tramite le tre porte che conducono alla liberazione: non desiderio, non sé, non forma. Praticamente nell’esercizio di trasformare (hendoku iyaku) i tre veleni. Si trasforma così il desiderio in compassione, la collera in forza vitale, l’ignoranza in saggezza. Purtroppo i tre veleni sono capaci di infiltrarsi dappertutto e assumere aspetti insospettabili. La stessa pratica buddhista è contaminata dai tre veleni, come dimostrano i numerosi tradimenti e scismi, e Buddha spronava sempre gli adepti a non abbassare la guardia nei confronti delle insidie dei falsi maestri e delle dottrine nocive. Chi usa il buddhismo per i suoi meschini scopi personali reca grave danno a sé e agli altri. Lo scopo del buddhismo è la liberazione ed è esattamente il contrario dell’asservimento autoritario praticato in molte sette, scuole e associazioni che ne usano il nome.
Per questo motivo, molte tecniche mistiche sono nocive piuttosto che benefiche. L’adorazione di un oggetto di culto(5), il gohonzon, è una pratica contraria e opposta all’insegnamento di Siddhartha. Chi venera un oggetto di culto non ne è mai libero, ma ne è lo schiavo. Ci si aspetta dall’oggetto di culto miracoli o interventi divini, benefici e protezione. Però quello che si ottiene è l’alimentazione e la diffusione dei tre veleni (sandoku). La dinamica psicologica di questo processo è chiara ed evidente. Si crede ciecamente nei poteri miracolosi di un oggetto di culto venerato come un idolo. Ciò avviene per ignoranza, superstizione, stupidità (oroka). Si esprime il desiderio (musabori) e si prova rabbia e collera (ikari) perché non esaudito. L’oggetto di culto diventa così lo strumento di tortura che produce i tre veleni in questa sequenza: l’ignoranza, il desiderio e la collera. In conclusione si ottiene l’effetto contrario a quanto auspicato. Paradossalmente chi crede di praticare il buddhismo anche sbagliando finisce inevitabilmente per dimostrare la pericolosità delle passioni che ingannano la mente, ossia la correttezza dell’analisi del Buddha storico, Siddhartha.

Note

1. Il titolo Buddha significa “risvegliato” o “illuminato”, ossia colui che si è liberato dell’ignoranza e conosce la verità circa l’esistenza. Siddhartha (563-483 a.C.) nacque a Kapilavastu, località attualmente in Nepal, ma all’epoca regno indipendente di tipo repubblicano gentilizio. Secondo la cronologia più attendibile sarebbe nato nel 563 a.C. e morto nel 463 a.C. circa. Tuttavia altre datazioni spostano le coordinate temporali in maniera rilevante. Secondo la cronologia singalese sarebbero 663-543 a.C. circa, le date secondo la tradizione nell’India settentrionale sarebbero 463-383 a.C. circa.
2. In giapponese l’epoca in cui l’insegnamento di Buddha è divenuto incomprensibile è chiamato mappo. Attualmente l’epoca moderna in cui viviamo sarebbe nel periodo del mappo.
3. Le scuole giapponesi più importanti sono Hosso, Kegon, Tendai, Shingon, Rinzai, Soto, Obaku, Ritsu, Nichiren e Jodo.
4. Le analisi più interessanti sulla distorsione cognitiva sono state pubblicate da Jon Elster. Cfr. Elster, Jon, Più tristi ma più saggi? Razionalità ed emozioni, Anabasi, Milano, 1994. Si veda anche il volume Uva acerba. Cfr. Elster, Jon, Uva acerba. Versioni non ortodosse della razionalità, Feltrinelli, Milano, 1989.
5. L’oggetto di culto, in giapponese gohonzon, è presente in molte sette buddhiste. Nella setta della Terra Pura (Jodo) è rappresentato da statue di Amida, mentre per la setta di Nichiren è un mandala costituito da un rotolo con l’iscrizione dei nomi di divinità sovrannaturali e il titolo del Sutra del Loto. Al contrario, Bodhidharma proibiva l’uso di oggetti di culto, perciò le sette zen giapponesi ne sono privi.

Bibliografia

Botto, Oscar, Buddha, Mondadori, Milano, 1985.
Conze, Edward, Scritture buddhiste, Astrolabio-Ubaldini, Roma, 1973.
Conze, Edward, Breve storia del Buddhismo, Rizzoli, Milano, 1985.
Coomaraswami, Ananda, Vita di Buddha, SE, Milano, 2000.
Filippani Ronconi, Pio, Il buddhismo, Newton Compton, Roma, 1994.
Filippani Ronconi, Pio, Buddha. Aforismi e discorsi, Newton Compton, Roma, 1994.
Filippani Ronconi, Pio, Canone buddhista, UTET, Torino, 1976.
Forzani, Giuseppe, I fiori del vuoto, Bollati Boringhieri, Torino, 2006.
Martorella, Cristiano, Gioco linguistico e satori. Relazione del corso di filosofia del linguaggio, Facoltà di Lettere e Filosofia, Genova, 1999.
Martorella, Cristiano, Affinità fra il Buddhismo Zen e la filosofia di Wittgenstein, in “Quaderni Asiatici”, anno XX, n. 61, marzo 2003.
Martorella, Cristiano, La verità e il luogo, in “Diogene Filosofare Oggi”, n. 4, anno II, giugno-agosto 2006.
Martorella, Cristiano, Filosofare da cuore a cuore, in “Diogene Filosofare Oggi”, n. 4, anno II, giugno-agosto 2006.
Oldenberg, Hermann, Budda. La vita, gli insegnamenti e il retaggio dell’illuminato, TEA, Milano, 1998.
Puech, Henri-Charles, Storia del buddhismo, Arnoldo Mondadori, Milano, 1992.
Puech, Henri-Charles, Le religioni dell’Estremo Oriente, Laterza, Roma-Bari, 1988.

 

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Mastering anger

“Those who can not control his anger ignores that the force
comes from much further away and wants to break into it. He believes
even, at least for a moment, that’s the current powerful
convey something of its power. But it is an illusion,
because it is the current itself to be powerful, not who is
current passes through it. Thus, after its passage, the
poor wretch is so weak that he found all
tremble jaws, legs, hands.
The initiation of a school pupil has understood that dominating
the rage he feels rising within himself and trying to
turn, becomes the true power. It is the same
with sexual energy: domination, there is strengthened
considerably. That’s why the Initiates, who have learned to
dominate the instinct of aggression, as well as the sexual instinct,
have so much energy to think and talk in order to
light beings. ”

Mikhael Omraam Aïvanhov

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Wise is he who can control the anger

Prof. Alessandra Graziottin
Director of the Center of Gynecology and Medical Sexology H. San Raffaele Resnati, Milan

“Angry is easy. But who should do it in the right size, when appropriate, with the purpose and as convenient, not everyone is not easy. And that is why the do it right is rare, praiseworthy and beautiful. ”
The cardinal concept shows more than 2500 years ago by the sage Aristotle, Nicomachean Ethics, there was only one: the difference between letting yourself be overcome by anger, in a rampant spontaneity, today more than ever, and being the protagonists of anger. So as to be able to maintain balance the rational control of self and situation to be able to choose how and when to target angry, with whom and why.In such an elegant way to arrive at an aesthetic of anger. With the result of being able to finalize the rage, like a laser pointer, so as to make targeted, effective and constructive – destructive or, if necessary – but always under the control of a polished farsighted vision of its meaning. A vision that will help you choose the most effective arguments, the more appropriate words, the goal more strategic and more rigorous way of expression. In certain moments and contexts, this kind of anger can get to rise in indignation sacred. In this sense, even praiseworthy. Why is that form of anger and deep resonance that comes from recognizing the indignity – in general ethics – a behavior or a situation that makes us say in his heart “was also the last day of my life, on this can not be silent. ” And that is to say everything that is wrong “in words”, words with open and clear, and the courage that comes from the heart. Why the anger is born from the frustration of personal needs, such as anger, low alloy, but by a high sense of life and its values. At the risk of incurring even dislikes, controaggressioni or retaliation of various kinds and levels.
Sull’impulsività on spontaneity and, on the waves of vomit and ugly words, under the influence of a formless anger and brute is good to reflect on this. We live in times that have celebrated the right to indulge in emotion and expression of each movement of the soul, with peaks of rage that found in television amplification more destructive.Then we witness an expression of anger is not filtered by the intelligence and education, nor the sense of time and measurement. Its “truth”, to insult, is thrown in your face, preferably in public, in a perverse taste – in the sense of destructive – the exhibition of the most chaotic and there is soul in the human brain. In fact most destructive emotion becoming prey for themselves and others.
The man and the woman, who feel a deep emotion of anger, they are like the knight, ol’amazzone on the horse race, but shady. Like the knight, who knows how to control and direct the energy and the strength of his horse, can build a unit of thought and action, amazing, so the man who knows how to direct its anger can affect the context in which he lives, on their time, even breaking up obsolete balances and relevant, whether the explosive life energy that is released is governed and directed. So did Alexander the Great to the extraordinary Bucephalus, mounted bareback and sgroppante face towards the sun, under the terrified eyes of his father and his courtiers, who saw the creature, that was the beauty and power of nature at its best, a life-threatening risk for the young prince. Yet Alexander, with the strength of its shiny body and intelligent force of his soul, he felt that nobody would know Bucephalus to direct its energy in a better way. And the horse became one with his rider. So says Plutarch. And so is the man who knows how to live his anger with loud and clear that intelligence to the extent that it becomes one with his ego, in peacetime and war. In the sense of being able to keep calm and ready for his best weapon. The satisfaction with the effectiveness with which it manages to bring the lens in the manner and with the appropriate timing of new looks to the exquisite concentration of power and ease with which the rider takes his horse over the obstacle highest in the harvesting and powerful ‘ attack, and then spread over the obstacle in arriving, apparently relaxed and in perfect control.
This ability is natural? No. ‘should be said clearly. It comes from constant practice.There is sudden and powerful knights perfect as you can not improvise in the use of polished his anger, the emotion that most likely can throw and smash the man – or woman – who think they control it easily.
Since children should be educated to know how to govern this emotion ancient and powerful. This does not mean suppress, as many wrongly think, but direct, channel, to be effective. An exercise extraordinary, useful in improving the ability to also live their fury abstract or concrete, is becoming increasingly effective. But the art takes practice to think effectively, to communicate, to choose appropriate words to adorn his own feelings.
In anger all goes to a thousand: and the muddled thinking is misleading and absolutely in the wrong, the man who is made to dominate by their instincts more blind. Not by chance read as vice.
Again, here is a learning experience that should be able to start with the coffee, from the earliest years of life, it grows in us the sense of ethical life. And then we could say that there is an ethical dimension nell’adirarsi: that can be drawn only if the emotion has praised all its impurities and instinctual power is pure passion and clear in the service of a cause that deserves our energy and our heart.

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ANGER: The emotion strong colors  di Vittoria Nervi

I was angry with my friend, I told him of my anger, the anger was gone. I was angry with my foe did not tell him of my anger, my anger grew. William Blake
Our health is affected and especially our immune system and ‘the combat zones of conflict that move within noi.Somatizziamo.Io not get angry, I’m not good at expressing anger. It is one of the problems ho.Interiorizzo, however, brought me up a tumor. “Woody Allen’s” Manhattan “Often people are not aware of the conflicts’ cause I’m deep in our unconscious or long-standing and now all sepolti.Sembrano’seemingly quiet so they do not realize, for example, to be angry. THE THRILL RED
Anger is an emotion ancient, primitive, this man since childhood as well as in the animal kingdom
It ‘a reaction to frustration. We get angry for several reasons:
1 when there is’ an obstacle between us and a possible need. Two physical situations that can threaten the safety of themselves and their beni3 disturbances or obstacles to their activities or do not allow us to concentrarci4 injustices against us or others, accusations ingiustificate5 a person who continues to annoy us with his atteggiamento6 someone did not maintain a promessa7 a threat of failure, defeat, loss of self-confidence, a fear of their own inadequacy in dealing with situations difficili.Spesso sudden anger that leads us to give vent to all our grievances and our anger is the result the sense of helplessness in achieving their desires or achieve the goals we have set ourselves for inability to make decisions. In this case, the other poured upon our anger, guilt or sometimes we give them the rest of the mondo8 Fear of defeat and loss (Jealousy) 9 when it is threatened self-image, their autostima10 when we feel that something or someone we care about is deliberately opposed to the realization of our need, He does it on purpose to hurt us. Our anger and ‘higher against the persons to whom we hold for two reasons: a) because our expectations are very high for them, and then we will inevitably suffer a delusioneb) because we feel that as love, affection for us not to retaliate With strangers we get angry a lot less because they did not spend much and have so few opportunities possible scontro.Con people who do not endure or hate because we tend to keep them away.We can get angry against an object or person that causes us frustration or with another object / person substitutes’ cause we do not have the courage to face, but on a goal less fearful or more easily accessible: the scapegoat. Or take ourselves, autopunirci, blame, criticize us because we do not find much on which to orient their discontent. Anger is expressed in other ways more ‘masked: the slander, irony, innuendo and smear critics to put the other person look bad, devalue or make her feel guilty. Anger is thus a way of asserting their basic right.
According to Lowen basic ones are:
the right to exist the right to sicurezzail right to autonomy and independence and want the right to meet their own needs. Who does not in any way express his feelings of anger tends to experience them for a longer time. Often repress anger because ‘to express this emotion goes against the rules and social and educational’ cause we are afraid to lose control and cause irreparable damage or breakdown of a friendship or a rapporto.Non able to express or enforce our rights assertive in a way we feel weak and accumulate more anger (anger escalation)
Depression is anger without enthusiasm
THE ANGER
There are various types of anger:
A primary rabies in this case there ‘was a real violation of their diritti.Invece to react in this case are often adopted different strategies depending on the type of person and experiences-emotional collapse, accompanied by tears and a sense of Impotence – minimization, rationalization-lamentoLa anger becomes maladaptive when and ‘the answer is not a real violation of this but to a situation that brings us back to similar events of the past accompanied by anger (eg, I get angry with you now. … because ‘I remember my mother, my father when he told me …) 2 secondary anger: anger covers an’ other emotions’ such as a deep disappointment or concern (eg someone who does not call waiting ..) or sadness (the anger clears the pain). It ‘important, then look beneath the anger but to understand what lies beneath this emotion and rework it with the knowledge or with assistance from a / a professional. Sometimes we get angry with yourself’ cause we had to do … .. or not … or why we should say ‘we do not accept some parts of us stessi.La depression’ is often anger turned against rabies if stessi.3 instrumental in this case, anger becomes a means to control others and convince them to do this ‘that we vogliamo.La reaction of others and’ the usual bitterness, resentment and anger caused by the distacco.4 feel ignored in their needs fondamentali.5 anger is the anger of having been invaded and its aim is theristabilireconfini adeguati.6 the discussion and argument as’ a form of anger that has to do with not having adequate information, its purpose is to get the information you need to understand the meaning of certain rules or ways of acting. 7, the resentment is a type of anger related to being misunderstood or badly understood important than a feeling for the person. Its goal is to make you feel more responsible for this misunderstanding
What is anger?
We give a negative connotation to anger and then to remove and useless. It’s actually a sign that warns us that we must assert ourselves and gives us the motivation to do so. The expression of anger is often more convincing than any words and can sometimes get what you ask, to address and resolve situations of abuse and to reassert themselves and their world of values. But for this we need the “right size”, which is not there ‘when we are affected by anger. Often we are taught that education should check for and avoid expressing rabbia.Questa and ‘more’ a social rule that a real need since ‘detention, suppressing the uncomfortable situations can lead to mental and physical sufferings serie.La management Anger is a fundamental problem in our society. The inability of self-control often leads to dramatic situations that we all feel during the TG. or read on the pages of crime. E ‘therefore important that everyone recognize the signs of his anger and that of others and ask where it comes from and how that anger is most appropriate.

how to manage anger?
Here are some suggerimenti.Quando someone ‘angry with us often re-act instinctively with the same emotion of anger which’ does nothing but worsen the trigger and escalate situazione.Riuscire to remain calm and not ‘easy when we feel offended , attacked and wounded, If we can keep calm and understand what may be the causes of the anger of others, we are on track .- PREVENT RABIES to understand what is’ the real problem by risolvereSe we are angry / and a good technique and ‘that delTIME OUT: useful technique to reduce the displacement postpone the debate, change the subject, go away to make a walk or play down with delicatezzaSe and’ the other person who is’ angry with us trying to make them understand that his angerprevents us from understanding or solving the problem. let us give way to ‘empty the trash’ without reply and try to bring the discussion to the core of the problem without enlarging the field (but ‘you this time. … here, you’re still the same though .. ‘you ..) often raises his voice but not shouting’ ever more ‘strong. – AREA RAGE
this technique and ‘useful if we are in contact with people who are often times when each arrabbiare.Programmiamo and’ free sfogarsi.Sapremo that in those moments are made for that. 1. Identify when and where other people do not listen to us and let’s be clear on exactly what we want to involve relatives or discutere.Non amici.Peggiorano the situation by creating more malintesi.2. State the duration of this space rage (usually 15-20 minutes is good) 3. Let the other person talk without interromperla4. In turn, we take the floor for a set time as they do in the debates on TV (not more than 5 minutes) 5. We pauses if the other has avoided the need 6 ‘use of verbal and physical violence to another person by pointing out the limits are not exceeded and defending its borders or we turn away (we leave the house, go to another room … ..) .7 oraDurante we are in the here and the discussion does not go rinvangare other similar moments to support your reason. Do not reproach the squabbles in the past. To bring in parents and relatives (unless they are a matter of debate) is prohibited thereby avoid the ‘you’re like your mother ecc’Questo broadens the debate and facing away from the solution of the problems confounding entrambi.Quindi let go of the’ but ‘ you that time you told me, did you …. ‘Do not confuse the issue with the win-persona8 windiscutere not’ a race to win and impose their point of view, nor to demonstrate its superiority or to give a lesson to ‘ other persona.Evitiamo to devalue the other person or use sarcasm because ‘only leads to a reaction aggressiva.Cerchiamo a common point and a solution creativa.Ognuno has its own views on cose.Rimanere stubbornly rigid on their position without never try to take the role of the other person just leads to other discussioniRinegoziare tasks at home, in regard to children, their own space to relax, to stay together so instead of pretending and keep grudges or resentments implement inutili.Si speaks honestly without the use of silence as a weapon or keep its nose to get to ask “what have you” or to feel guilty about the other persona9 the words “always” and “never” are absolutely prohibited (instead of “I do not you never hear “you say” now I’ve heard “instead of” You never make me a compliment, “you say” some days I do not say anything nice ”
BIBLIOTERAPIASimionato, Anderson Anger Management. Communication as a tool to manage their emotions Franco Angeli W. Davies Dominate ArmeniaH anger.Lerner The Dance of Anger TEA Practice

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Bonno, deception of the passions
Aims and traps of Buddhism
Cristiano MartorellaBuddhism is the teaching expounded by the sage of the Shakya family, Siddhartha (563-483 BC) known as the Buddha (1). The practice and application of Buddhist teaching are designed to liberate human beings from the yoke of pain and suffering, and then develop their full lives. But the Buddha himself predicted that in time his teaching would have been corrupted, misunderstood and degenerate (2). This prophecy is confirmed by a detailed analysis of the practices of Buddhism in countries further from the original teaching, namely China and Japan.The latter country also enjoyed a lively battle, fierce and often violent, between buddhismo.Tuttavia reformers was precisely the conflict of passions to make Japanese Buddhism (3) more active and interesting, despite the misrepresentation of the original teaching. This also explains the success in Europe and the United States of the seven Japanese in all their forms (community of monks, lay associations, academic centers of learning, etc.).. To fully understand Japanese Buddhism is critically necessary to penetrate in the principles that govern the Buddhist practices.
The Japanese word Bonno indicates the passions and illusions that dominate our lives. Bonno The word translates the Sanskrit word which means “passion klesa misleading illusion that captivates the human soul. The term Bonn is composed of bon (bed also means wazurawashii complex, difficult, difficult) and not (in verbal form nayamu means suffering, torment, anguish). From a strictly psychological explain the reason of this theory. The passions and emotions are capable of causing a cognitive distortion that alters the perceptions of reality. In contrast, the emotions are necessary to establish the motives, and therefore can not be eliminated completely. This suggests that the Buddha is a restraint and an awareness that demonstrates every aspect of the real rather than false expectations. The issue of cognitive distortion (4) is crucial both from the psychological point of view, both in the context of proper religious practice. Buddhism does not deny the reality of the world, but offers a better relationship with it, most authentic and true. Buddhism is nihilism in the sense that it destroys and destroys the illusion, revealing the truth of being.
The issue of cognitive distortions and resumed in another Buddhist teaching, present in almost all the sects in Japan: the three poisons (sandoku). The three poisons that pollute the human soul is the desire (musabori), anger (Ikari) and ignorance (Orok).The freeing of the three poisons with the three doors leading to the release, not desire, not themselves, not form. The exercise of virtually transform (hendoku iyaku) the three poisons. It becomes so desire into compassion and anger in life force, ignorance into wisdom. Unfortunately, the three poisons are able to penetrate everywhere and assume unexpected dimensions. The Buddhist practice itself is contaminated by the three poisons, as evidenced by the numerous schisms and betrayals, and Buddha urged their followers to always remain vigilant against the dangers of false teachers and doctrines harmful. Who is using Buddhism for his petty personal use causes serious harm to himself and others. The aim of Buddhism is liberation and that is exactly the opposite dell’asservimento authoritarian practiced in many sects, schools and associations that use the name.
For this reason, many mystical techniques are detrimental rather than beneficial. The worship of a cult (5), the Gohonzon, it is a practice that is contrary and opposed to the teachings of Siddhartha. Who worships an object of worship is not never free, but it is the slave. We expect miracles from the object of worship or divine intervention, benefits and protection. But what you get is the power and the spread of the three poisons (sandoku). The psychological dynamic of this process is clear and obvious.He blindly believes in the miraculous powers of a venerated object of worship as an idol. This is done out of ignorance, superstition, stupidity (Orok). It expresses the desire (musabori) and try fury and anger (Ikari), why not fulfilled. The object of worship becomes the instrument of torture that produces this sequence in the three poisons: ignorance, desire and anger. Finally you get the opposite effect to what is desired.Paradoxically, those who believe they practice Buddhism also inevitably prove wrong the dangers of the passions that deceive the mind, namely the correctness of the historical Buddha, Siddhartha.

Notes

1. The title Buddha means “awakened” or “enlightened”, ie one who has freed himself of ignorance and know the truth about existence. Siddhartha (563-483 BC) was born in Kapilavastu locations currently in Nepal, but then independent kingdom of noble republican type. According to the most reliable history was born in 563 BC and died in 463 BC about. However, other dates moving time coordinates in a significant way.According to the Sri Lankan history would be 663-543 BC about the dates according to the tradition in northern India would be 463-383 BC about.
2. In Japanese, the time when the teachings of Buddha has become incomprehensible is called map. Currently, the modern age in which we live would be the time of the map.
3. The Japanese schools are more important Hoss, Kegon, Tendai, Shingon, Rinzai, Soto, Obaku, Ritsu, Jodo and Nichiren.
4. The most interesting analysis on the cognitive distortions have been published by Jon Elster. See Elster, Jon, sadder but wiser? Rationality and emotions, Anabasis, Milan, 1994. See also the volume of sour grapes. See Elster, Jon, sour grapes.Unorthodox versions of rationality, Feltrinelli, Milano, 1989.
5. The object of worship, the Gohonzon in Japanese, is present in many Buddhist sects. In the Pure Land sect (Jodo) is represented by statues of Amida, while the Nichiren sect is a mandala made up of a scroll with the inscription of the names of supernatural deity and the title of the Lotus Sutra. On the contrary, Bodhidharma forbade the use of religious objects, so the Japanese Zen sect do not.

Bibliography

Botto, Oscar, Buddha, Mondadori, Milano, 1985.
Conze, Edward, Buddhist Scriptures, Astrolabe-Ubaldini, Rome, 1973.
Conze, Edward, A Short History of Buddhism, Rizzoli, Milano, 1985.
Coomaraswami, Ananda, The Life of Buddha, SE, Milan, 2000.
Filippani Ronconi, Pio, Buddhism, Newton Compton, Rome, 1994.
Filippani Ronconi, Pio, Buddha. Aphorisms and speeches, Newton Compton, Rome, 1994.
Filippani Ronconi, Pio, Buddhist Canon, UTET, Torino, 1976.
Forzani, Joseph, Flowers of emptiness, Boringhieri Bollati, Torino, 2006.
Martorella, Christian, language games and satori. Report of the Philosophy of Language, Faculty of Humanities, Genova, 1999.
Martorella, Christian, affinity between Zen Buddhism and the philosophy of Wittgenstein, in “Quaderni Asians”, year XX, No 61 March 2003.
Martorella, Christian, Truth, and the place, “Diogenes philosophers today,” No 4, year II, from June to August 2006.
Martorella, Christian, Philosophy from heart to heart, “Diogenes philosophers today,” No 4, year II, from June to August 2006.
Oldenberg, Hermann, Buddha. The life, teachings and legacy of the Enlightenment, TEA, Milano, 1998.
Puech, Henri-Charles, History of Buddhism, Arnoldo Mondadori, Milan, 1992.
Puech, Henri-Charles, Eastern Religions, Laterza, Roma-Bari, 1988.

 

La corda del liuto


Il Buddha aveva un discepolo di nome Sona, che praticava la meditazione con un tale impeto che non faceva altro che procurargli ostacoli. Sona stava ormai pensando di lasciar perdere e abbandonare la vita monastica. Il Buddha capì il suo problema e gli disse: “Sona, prima di diventare monaco eri un musicista”. Sona lo ammise: “Sì, è vero”. Il Buddha proseguì: “Come musicista sai senz’altro come deve essere la corda per produrre un suono piacevole e armonioso. Deve essere molto tirata?”. “No, replicò Sona, la corda troppo tesa produce un brutto suono e corre il rischio di rompersi da un momento all’altro”. “E allora, continuò il Buddha, deve essere allentata?” “No, ribatté Sona, la corda troppo lenta non produce un bel suono armonioso. La corda che dà un bel suono armonioso è quella che non è né troppo tesa né troppo lenta”. In questo caso una vita troppo dedita ai piaceri e al lusso la si può definire troppo allentata, senza disciplina e determinazione, mentre una vita di auto-mortificazione è troppo tirata, troppo dura e repressa, col rischio di un improvviso collasso del corpo o della mente, così come la corda eccessivamente tesa può rompersi da un momento all’altro.

Dalla tradizione buddhista

The Buddha had a disciple named Sona who practiced meditation with such a rush that did nothing but bring him obstacles. Sona was now planning to give up and abandon the monastic life. The Buddha realized his problem and said: “Sona, before becoming monaco you were a musician.” Sona he admitted: “Yes, it is true.” The Buddha continued: “As a musician you know definitely how it should be the string to produce a soothing and harmonious. It must be very tight? “. “No, replied Sona, the rope too tight produces a bad sound and it runs the risk of rupture at any moment.” “And then, continued the Buddha, should be loose?” “No, said Sona, the rope is too slow does not produce a nice smooth sound. The rope that gives a nice smooth sound is one that is neither too tight nor too slow. “In this case too a life devoted to the pleasures and luxury can be defined too loose, without discipline and determination, while a life of self-mortification is too tight, too long repressed, with the risk of sudden collapse of the body or mind, as well as the rope too tight can break at any moment.

From the Buddhist tradition

Nuove albe


Nuove albe

Una vita
intessuta di lacrime antiche
di mai sbiaditi colori
che ruggiscono dentro

Passi compiuti
senza esitazione
e solo ora
ricerca di braccia

Nuove albe avvolgano
allungando questa dolcezza
che ridestata
pennella amore

15.06.2006 Poetyca

New dawn

A life
interwoven with ancient tears
of never faded colors
Roaring in

Steps have been taken
without hesitation
and only now
search for arms

New dawn wrap
extending this sweetness
that awakened
love sweep

15.06.2006 Poetyca

Nel suo vagare


Nel suo vagare

Nulla perdura
ed è solo attimo
a raccogliere alba
o notte profonda

Siamo noi
in eterna ricerca
a proiettare attese
ed aspettative postume
su solchi nella ghiaia

Respiro profondo
che calca il timore
e raccoglie la vita
nel suo vagare

11.06.2006 Poetyca

In his wanderings

Nothing lasts
and is only briefly
dawn to collect
or deep night

Are we
in the eternal search
to project expectations
and expectations posthumous
ruts on the gravel

Deep breath
that appears on the fear
and collects the life
in his wanderings

11.06.2006 Poetyca

Un gesto semplice


lilly78

Un gesto semplice

Freddo d’anima

non si smorza

l’antico brivido

riflette ancora

questa solitudine

Un gesto semplice

racchiude ora

tra le braccia

quel vuoto

In sconfinata pienezza

trasmette calore

L’abbraccio rinnova

energia nascosta

Forza sopita

riaccende

speranza viva

…E manifesta amore

08.07.2006 Poetyca

A simple gesture

Cold Core

no fades

the old thrill

still reflects

this loneliness

A simple gesture

now encompasses

the arms

that void

In boundless fullness

transmits heat

The embrace renewed

hidden energy

force dormant

on again

living hope

…It shows love

08.07.2006 Poetyca


Un gesto semplice


Un gesto semplice

Freddo d’anima
non si smorza

l’antico brivido
riflette ancora
questa solitudine

Un gesto semplice
racchiude ora
tra le braccia
quel vuoto

In sconfinata pienezza
trasmette calore

L’abbraccio rinnova
energia nascosta

Forza sopita
riaccende
speranza viva

…E manifesta amore

08.07.2006 Poetyca

A simple gesture

Cold Core
no fades

the old thrill
still reflects
this loneliness

A simple gesture
now encompasses
the arms
that void

In boundless fullness
transmits heat

The embrace renewed
hidden energy

force dormant
on again
living hope

It shows love …

08.07.2006 Poetyca


Sia Luce


Sia Luce

E’ stato solo un frammento
il colore che il tempo
quietamente ti ha donato

Gentile presenza di madre
che con lo sguardo
accompagnava il mio passo

Poi..mi hai salutato
ed ho scoperto
tra lacrime e speranza
che il pensiero incide il tempo
e non fa svanire
il ricordo di chi ci ha amato
– sia Luce per chi ci lascia –

21 02 2006 Poetyca

Be Light

It ‘was only a fragment
the color that the time
quietly gave you

Dear mother of presence
that his eyes
accompanied my step

Then you have greeted me ..
And I discovered
between tears and hope
that thought affects the time
and does not fade
the memory of those who loved us
– Light is for those who leave us –

21 02 2006 Poetyca

Attesa ed attimi


Attesa ed attimi

Cosa sono gli attimi eterni
dell’attesa?
Fuoco che divampa
ed ammutolire
dell’inganno disilluso
di chi pensa di avere perduto
mille battaglie…Ma non s’arrende
e nella notte cerca riparo
per afferrare la luna
ed insieme alle stelle
allargare l’anima
per accogliere nuova speranza.

All’amico che legge
le parole ma sopratutto
sa raccogliere il valore
di ogni silenzio.

05.05.2006 Poetyca


Waiting and moments

What are the timeless moments
of waiting?
Fire blazes
and mute
deception disillusioned
who thinks he has lost
But do not give a thousand battles …
and at night looking for shelter
to catch the moon
and together with the stars
enlarge the soul
to accommodate new hope.

Friend who reads
words but above all
knows the value of collecting
each silence.

05.05.2006 Poetyca

Tom Petty greatest hits


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=TsH4CrwExCQ&list=PLupOSjd2mAJDGEqaZeac4zWVQtJyFQRQY]

Thomas Earl Petty è nato a Gainesville, in Florida, e non aveva nessuna aspirazione musicale finché Elvis Presley non visitò la sua città natale. Dopo aver fatto parte di alcune band come The Sundowners, The Epics, e Mudcrutch (di cui facevano parte i futuri membri degli Heartbreakers Mike Campbell e Benmont Tench) inizia la sua carriera discografica come Tom Petty & the Heartbreakers, quando la band irrompe nella scena musicale nel 1976 con l’album omonimo di debutto. La canzoneBreakdown, pubblicata come singolo, entra nella Top 40 nel 1977.

Il secondo album You’re Gonna Get It! uscito nel 1978 conferma le buone musicalità dell’album di debutto, ma i singoli tratti da questo album (Listen To Her Heart e I Need To Know non ripetono il successo di Breakdown. Petty stesso racconta che in quel periodo erano considerati troppo hard per gli amanti del mainstream e troppo soft per i punk.

Nel periodo successivo la sua casa discografica fallisce, scatenando l’apertura di una causa giudiziaria con la nuova per la proprietà dei diritti d’autore delle sue canzoni. Petty finanzierà le spese della causa con un nuovo tour chiamato appunto Lawsuite Tour. In questo stato precario nasce il suo album di maggior successo, Damn the Torpedoes, che raggiunge negli USA il triplo platino. L’album successivo, Hard Promises, ottiene un buon giudizio di critica, ma un minor successo di pubblico, risultando tuttavia un buon lavoro.

Sul suo quinto album Long After Dark (1982), il bassista Ron Blair è sostituito da Howie Epstein, che completa la line-up degli Heartbreakers. Petty in quel periodo ha problemi di stress dovuto al successo e si prende un periodo di pausa dalle scene.

Con il suo album del ritorno Southern Accents (1985) Tom Petty & The Heartbreakers ricominciano lì da dove avevano interrotto. Secondo il progetto iniziale il disco doveva essere doppio, avendo una parte più acustica dedicata alla riscoperta del sud degli Stati Uniti e una parte più sperimentale alla quale collabora Dave Stewart. Durante le registrazioni si verificano problemi e Petty a, causa della frustrazione, si frattura la mano sinistra, tirando un pugno contro il muro. Per questo incidente l’artista non potrà suonare la chitarra per circa otto mesi e questo farà tramontare del tutto l’idea dell’album doppio. Il singolo tratto dall’album èDon’t Come Around Here No More prodotto da Dave Stewart, il video della canzone vede Tom vestito come il Cappellaio Matto dal libro Alice nel Paese delle Meraviglie.

Il tour è un successo, e verrà documentato sull’album Pack Up The Plantation: Live! (1986). Le capacità live della band vengono ulteriormente confermate quando Bob Dylan invita Tom Petty & the Heartbreakers a unirsi a lui durante il True Confessions Tour attraverso USA, Australia, Giappone nel (1986) ed Europa nel (1987).

Durante il 1987, il gruppo incide anche l’album Let Me Up (I’ve Had Enough), un album in studio che presenta sonorità assimilabili a quelle di un album dal vivo, registrato utilizzando tecniche prese in prestito da Bob Dylan. L’album include Jammin’ Me, che Petty scrive con Dylan.

Prima di Full Moon Fever, Lynne e Petty lavorano insieme nella all-stars band Traveling Wilburys, nella quale sono presenti anche Bob Dylan, George Harrison e Roy Orbison.[1] I Traveling Wilburys nascono per gioco per registrare il lato B di un singolo di George Harrison, ma Handle with Care, la canzone che ne viene fuori, è considerata troppo valida per essere relegata sul lato B di un singolo e infatti ha un tale successo che i membri decidono di registrare un intero album. Traveling Wilburys Vol. 1 esce nel 1988 ma pochi mesi dopo la morte improvvisa di Roy Orbison fa calare un’ombra sul successo dell’album, visto anche che Del Shannon, con il quale il gruppo avrebbe intenzione di sostituirlo, si suicida. Nonostante ciò un secondo album, curiosamente chiamato Traveling Wilburys Vol. 3 segue nel 1990.

Nel 1989, Petty registra Full Moon Fever, solo nominalmente un progetto solista, infatti altri membri degli Heartbreakers e altri musicisti famosi partecipano alla produzione. Mike Campbell co-produce l’album con Petty e Jeff Lynne. Il disco raggiunge la Top Ten della rivista Billboard e vi rimane per più di 34 settimane, raggiungendo il triplo disco di platino, insieme ai singoli I Won’t Back Down, Free Fallin’ e Runnin’ Down A Dream.

Petty si riunisce con gli Heartbreakers per l’album successivo, Into the Great Wide Open nel 1991. È prodotto di nuovo da Jeff Lynne e include i singoli Learning to Fly e la title-track Into the Great Wide Open, che vede gli attori Johnny Depp, Gabrielle Anwar e Faye Dunaway nel video.

Nel 1994, Petty registra il suo secondo album solista, Wildflowers prodotto da Rick Rubin, che include i singoli You Don’t Know How It Feels, You Wreck Me, It’s Good to Be King, A Higher Place e Honey Bee. Petty considera questo uno dei suoi album più riusciti, parere condiviso anche dalla critica.

Due anni dopo 1996 realizza la colonna sonora del film Il senso dell’amore del regista Edward Burns. Nominato direttore artistico del progetto, non riusce però a trovare nessun altro musicista disposto a fornirgli brani validi e decide quindi di usare insieme alle canzoni nuove composte per l’occasione, anche brani non usati nel disco precedente.

Dovranno passare ancora tre anni, periodo travagliato del divorzio dalla prima moglie, prima che esca il successivo album in studio Echo, con cui Petty ottiene un buon successo soprattutto negli USA. Nonostante in questo periodo conosca Dana, quella che diventerà la sua seconda moglie, l’album ha testi molto tristi e sofferti.

Dopo che nel 2000 esce un’altra antologia in doppio CD, nel 2002 esce The Last DJ, in cui parte dei testi esprimono una critica all’industria discografica, che a suo parere schiaccia la vera arte per cercare solo l’utile economico. La critica musicale non è tenera e giudica l’album il peggiore in assoluto della sua carriera, giudizio senz’altro severo visto che il disco benché sia distante dai picchi della sua produzione, resta un disco ascoltabile con qualche pezzo discreto. L’artista stesso si stupirà di come tutte le critiche siano rivolte ai testi senza nessun accenno alla qualità delle canzoni.

Il 24 luglio 2006 è uscito Highway Companion, nuovo album solista dell’artista, realizzato nuovamente con Jeff Lynne e il fido Mike Campbell.[2] L’album prodotto come l’album solista Wildflower del 1994 da Rick Rubin, è il primo inciso per la American Recordings, etichetta del produttore stesso, che fa parte della Warner con la quale Tom Petty incide da più di dieci anni. Si tratta di un album certamente migliore da un punto di vista musicale rispetto al precedente anche se certi capolavori sembrano oramai irripetibili. 

Nella primavera del 2008 Tom Petty riunisce la sua prima band, i Mudcrutch, con cui non aveva mai inciso alcun disco e pubblica l’album Mudcrutch, che stilisticamente non si discosta troppo dalle sue recenti produzioni.

Nel giugno 2010 Petty pubblica, nuovamente con gli Heartbrakers, l’album Mojo, seguito nel luglio 2014 da Hypnotic Eye.

http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Petty

 

Thomas EarlTomPetty (born October 20, 1950) is an American musician, singer, songwriter, multi-instrumentalist, and record producer. He is best known as the lead vocalist of Tom Petty and the Heartbreakers, but is also known as a member and co-founder of the late 1980s supergroup the Traveling Wilburys (under the pseudonymsof Charlie T. Wilbury, Jr. and Muddy Wilbury) and Mudcrutch.

He has recorded a number of hit singles with the Heartbreakers and as a solo artist, many of which remain heavily played on adult contemporary and classic rock radio. His music has been classified as rock and roll, heartland rock and even stoner rock. His music, and notably his hits, have become popular among younger generations as he continues to host sold-out shows.[1] Throughout his career, Petty has sold more than 80 million records worldwide, making him one of the best-selling music artists of all time.[2] In 2002, he was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame.

http://en.wikipedia.org/wiki/Tom_Petty

Svanite immagini


Svanite immagini

Cede la mente
all’incedere di pensieri
che racccolgono memorie;
ordine sparso e spasimo
per quel che non si manifesta.

Pugno stretto del cuore
che nasconde il deluso rantolo
di chi cercava immagini
nascoste da patinati sorrisi
mai connessi all’anima.

08.06.2006 Poetyca

Faded images

Gives the mind
all’incedere thoughts
that racccolgono memories;
random order and spasm
for that which does not occur.

Fist of the heart
that hides disappointed gasp
images of those who sought
hidden by glossy smiles
never connected to the soul.

08.06.2006 Poetyca

Nel dualismo


Nel dualismo

E’ nel dualismo che nascono le paure, il timore di non essere accolti per quel che siamo; eppure in tutti noi è la capacità di onestà verso noi stessi – la chiara Luce – che possa sostenere il nostro cammino; siamo noi che decidiamo di fermarci o avanzare recidendo i legami del dubbio e degli attaccamenti, siamo noi che, colmi di aspettative, ci ancoriamo ad un percorso sempre uguale.

Lavorare con responsabilità, ammettere i nostri bisogni, credere delle nostre possibilità – sopratutto sperare e vedere nelle piccole cose della vita le opportunità – è offrire a noi stessi, oltre il silenzio dell’ascolto interiore, la chiave per aprirci alla Luce.

Nulla è più importante della comprensione, del rispetto per se stessi e per gli altri e del lavoro che possa allargare i confini del nostro ego.

ci somigliamo tutti, pur essendo diversi; siamo diversi pur simili. Ogni esperienza letta attraverso il mezzo delle parole potrebbe essere parte di noi, lo stesso quel che trasmettiamo con lealtà ( poichè nessun filtro dovrebbe coprire la nostra essenza) è lo specchio in cui far riflettere chi accogliamo.

Nessuno avrebbe la capacità di leggere ogni cosa, ma il poco di cui è capaci, se sa rispettare gli altri è sempre un seme che, se trova terreno adatto; germoglia fiducia e presenza.

17.11.2006 Poetyca

Oltre il silenzio, l’attesa


Oltre il silenzio, l’attesa

Anche il silenzio, l’attesa di parole,
è capacità di disegnare quel che
nel cuore preme ed incoraggia.
Una forza che non fa piegare
di fronte all’inevitabile inciampare
tra ostacoli che la vita ci offre.
Leggo in cielo opportunità
che sospinga a credere, ancora
a quel che ricama il soffio d’amore;
senza più domande, ma la mia voglia
di una presenza che abbia volto.
Una mano si stringe nel buio
e si crede ancora alla capacità
di poter continuare, perchè
l’ingiustizia non abbia spazio
e non ferisca l’anima che…
…non sa capire.

22.10.2006 Poetyca

Beyond the silence, waiting

The silence, waiting for words
is the ability to draw what
pressed in the heart and encourages.
A force that does not bend
facing the inevitable stumble
between obstacles that life offers us.
I read in heaven opportunities
that pushes us to believe, yet
what to embroider the breath of love;
no more questions but my desire
a presence that has face.
A hand is shaking in the dark
and still believes the ability
can continue, because
injustice has space
and not injure the soul …
… Incapable of understanding.

22.10.2006 Poetyca

S’innalzi al sublime


S’innalzi al sublime

Nessun attaccamento resti
a quel che con tanta passione
s’è costruito; attimo per attimo
sul canovaccio della vita;
rabbia, odio, rancore
e di contro attesa, spasimo
e forza leggera d’amore

Tutto scritto, vergato
in calligrafia fine
per lasciare orme
oltre lo svanire del tempo
ad imprimere memoria
e palpito vivo un solo nome
– labbra rosse e sinuoso verso-

Incidere e simulacro
vita e morte tra le pieghe
della cenere che dilania
– tutto è compiuto –
e il sospiro profondo
offre requiem al cuore

Castelli di sabbia
crollano e nulla resta
di quel correre dietro
al sogno andato
perchè non ci segua
l’effimero ed il mortale
ma logos s’innalzi al sublime

04.09.2006 Poetyca

Raised to the sublime

No attachment remains
then with such passion
He’s built, minute by minute
on the canvas of life;
anger, hatred, resentment
and against pending, spasm
light and power of love

All written, written
calligraphy in order
leaving footprints
over the fading time
memory to print
live and beat only one name
– Red lips and sinuous to-

Cut and simulacrum
life and death among the folds
Ash who slays
– Everything is made –
and sigh
offers a requiem to the heart

Sandcastles
collapse and nothing remains
of that run after
the dream went
why do not you follow
the ephemeral and mortal
but raised to the sublime logos

04.09.2006 Poetyca

Sciogliere le ombre


Sciogliere le ombre

Si dissipano tutte le ombre quando si comprende che non esiste in nessun essere umano la perfezione; non possiamo esigerla in noi stessi, così come, se leggiamo la realtà attraverso il cuore; non la potremmo pretendere dagli altri; è pur vero però, che possiamo accogliere il nostro cammino imperfetto; svelare i nostri timori, i sentimenti che non accettiamo e che possiamo fare lo sforzo di migliorare, anche e sopratutto tentando di aiutare gli altri; che non significa fingere di non vederne i limiti ma tentare di porgere la nostra presenza, cercare di cogliere da dove nasca il loro comportamento e comprendere.

Non sarebbe costruttivo avere aspettative da chi, troppo diverso da noi, non potrebbe cogliere la nostra mente e la nostra sensibilità; mai nessuno dev’essere il nostro bastone per camminare, il nostro specchio per riflettere un’immagine che ci piaccia; non sono gli altri lo strumento che ci faccia sentire più o meno buoni; siamo noi che dobbiamo manifestare, in tutta onestà quel che sentiamo, scoprire perchè lo sentiamo e da dove nascano i nostri sentimenti. Spesso prima di poterci confrontare con gli altri nacessitiamo di confrontarci con noi stessi, per maturare, ” lasciare andare” i nostri attaccamenti e le incertezze, essere talmente gioiosi nel porgere quel che si manifesta ; senza nulla imporre fino al non avvertire alcun peso nel nostro essere come siamo. Questo processo di trasformazione, di abbandono delle paure ( del giudizio altrui,del non fare una cosa giusta, delle conseguenze delle nostre scelte) è la cosa più importante che ci possa accadere; un confronto che ci dia l’opportunità di essere noi stessi, quell’essenza che ci abita, piuttosto che incarnare quanto gli altri vorrebbero vedere in noi. E’ molto difficile sciogliere condizionamenti ed aspettative, trovare intorno persone aperte e capaci di seguire il nostro modo di essere, oppure doversi adattare a strumenti che ci vengono offerti ma che appaiono restrittivi. Ma quando tutto scorre, neppure le domande vengono fuori perchè tutto è esattamente come dev’essere.

16.02.2006

Poetyca

Dissolve the shadows

Dissipate all the shadows when you realize that there is no perfection in any human being, we can not claim it in ourselves, as well as, if we look at reality through the heart, we might not expect from others, it is also true, however, we can accommodate our way imperfect; reveal our fears, feelings, and we do not accept that we can make the effort to improve, even and especially trying to help others, and that does not mean pretending not to see the limits but groped to extend our presence , try to understand where to be born and to understand their behavior.

It would not be constructive to have those expectations, too different from us, could not capture our minds and our senses; nobody must be our cane to walk, our mirror to reflect an image that we like, are not the other tool that makes us feel more or less good, we who must demonstrate, in all honesty what we feel, find out why and where we feel our feelings arise. Often, before we compare with other nacessitiamo to confront ourselves, to mature, “let go” of our attachments and uncertainties, so joyful to be that which is manifested in turning, without imposing anything to not feel any weight in our be like us. This transformation process, fears of abandonment (of the judgments of others, of not doing the right thing, the consequences of our choices) is the most important thing that can happen, a comparison that gives us the opportunity to be ourselves, essence that lives there, rather than what others would like to see embodied in us. It ‘very difficult to loosen constraints and expectations around to find people who are open and able to follow our way of being, or having to adapt to tools that are offered but are restrictive. But when everything is flowing, the questions are not even out why everything is exactly as it should be.

16.02.2006

Poetyca

L’anima che ti accompagna


L’anima che t’accompagna

E’ sorriso che fende
le nebbie dell’incertezza
– attesa e risposta –
per raccogliere tra le righe
la nuova ricchezza
espressa con parole e cuore
oltre l’abitudine in toni vivi
per riscattare ogni silenzio
ed essere fonte e fuoco
che dalla forma arde
e regala vita racchiusa
in un anima che t’ accompagna.

03.11.2006 Poetyca

The soul who accompanies you

It is smile that cleaves
the fog of uncertainty
– Hold and answer –
to gather between the lines
the new wealth
expressed in words and heart
in tone than the habit live
to redeem any silence
and cause fire and
that shaped burns
gives life and enclosed
in a spirit that accompanies you.

03.11.2006 Poetyca

Tu guerriera


Tu guerriera

Ali di vetro
nella corrente
eppure forti
crateri nell’anima
non spengono il sentire
di questo tempo

E’ fatto di nulla
ogni attimo che avanza
e tutto è ragnatela
che avviluppa il cuore

Oggi non cambiare scena
ma raccogli raggi di luna
e spezza il silenzio
che imprigiona lacrime
la vita ti attende
per essere guerriera

04.12.2006 Poetyca

You female warrior

wings of glass
in the current
yet strong
craters in the soul
not go out feeling
this time

It is made of nothing
every moment advancing
and everything is web
that envelops the heart

Today no scene change
but gather moonbeams
and breaks the silence
imprisoning tears
life awaits you
for warlike

04.12.2006 Poetyca