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“Kansas – Dust In The Wind Live in Chile 2006 Legendado”


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Eric Burdon – Spill The Wine (Live at Lugano, 2006)



Eric Victor Burdon (Newcastle upon Tyne, 11 maggio 1941) è un cantante inglese. È noto per essere stato il leader degli Animals e, in seguito, del gruppo funk War, per poi condurre una carriera solista. È stato inserito al 57º posto nella Lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone
Nel 1963, Burdon si unì al gruppo Alan Price Rhythm and Blues Combo, fondato dal tastierista Alan Price, il quale cambiò il nome in The Animals, per via delle loro performance, selvagge per quei tempi. Il gruppo fu tra i rappresentanti della cosiddetta British invasion, assieme a Beatles, Who, Rolling Stones, The Dave Clark Five e Kinks. Gli Animals divennero noti soprattutto grazie al singolo The House of the Rising Sun e ad altri brani come I’m Crying, It’s My Life, Don’t Let Me Be Misunderstood e We’ve Gotta Get Out of This Place. La band si scioglie prematuramente nel 1966.

Poco dopo, Burdon assieme al batterista Barry Jenkins formò un nuovo progetto chiamato Eric Burdon & The Animals (da altri chiamato “Eric Burdon and The New Animals”) che rimase in attività fino al 1969, quando Eric si trasferì a San Francisco per formare i War (inizialmente denominati “Eric Burdon and War”), una formazione di estrazione multietnica dedita a una miscela tra funk, R&B, jazz e latin. La band esordì con Eric Burdon Declares “War”, che contiene singoli come Tobacco Road e Spill the Wine. Durante una tournée, il cantante ebbe un attacco di asma e gli altri membri dovettero gestire le restanti tappe senza di lui.

Burdon lasciò i War per collaborare con il cantante blues Jimmy Witherspoon, incidendo l’album Guilty! (1971) e intraprendendo una carriera solista con la creazione di una band autoreferenziale, la Eric Burdon Band, che pubblicò Sun Secrets (1974) e Stop (1975). Nel 1975 si riunì momentaneamente con gli Animals pubblicando un nuovo disco, Before We Were So Rudely Interrupted (1977).

Nel 1990 Burdon incise la canzone No Man’s Land insieme a Tony Carey e Anne Haigis.

Nel 1994 Eric e gli altri componenti degli Animals vennero ammessi alla Rock and Roll Hall of Fame. Accanto alla sua carriera musicale, Burdon ha partecipato saltuariamente ad alcune pellicole cinematografiche, ad esempio nel film The Doors, ove fa una breve apparizione nel ruolo di un manager.

https://it.wikipedia.org/wiki/Eric_Burdon

Eric Victor Burdon (born 11 May 1941) is an English singer-songwriter best known as a member and vocalist of rock band the Animals and the funk band War[2] and for his aggressive stage performance. He was ranked 57th in Rolling Stone’s list The 100 Greatest Singers of All Time.
Burdon was lead singer of the Animals, formed during 1962 in Newcastle upon Tyne, England. The original band was the Alan Price Rhythm and Blues Combo, which formed in 1958 they became The Animals shortly after Burdon joined the band. The Animals combined electric blues with rock and in the USA were one of the leading bands of the British Invasion. Along with the Beatles, the Rolling Stones, the Dave Clark Five, and the Kinks, the group introduced British music and fashion. Burdon’s powerful voice can be heard on the Animals’ singles “The House of the Rising Sun”, “Sky Pilot”, “Monterey”, “I’m Crying”, “Boom Boom”, “Don’t Let Me Be Misunderstood”, “Bring It On Home to Me”, “Baby Let Me Take You Home”, “It’s My Life”, “We Gotta Get out of This Place”, “Don’t Bring Me Down”, and “See See Rider”.

https://en.wikipedia.org/wiki/Eric_Burdon

Eppure…


Eppure..

Non è facile accettare
di essere diversi
di non seguire
tutte quelle strade
che ti propongono
per essere migliore

Migliore di chi?
Migliore di cosa?
Tra mille vie diverse
ci sarebbe da fare confusione

Non voler essere modello
manichino che ripete
le parole di altri
mentre perde di vista
quel cuore che spasima

Non è facile essere
semplicemente se stessi
con quella forza interiore
che spinge verso l’ascolto
di un’ anima che ha tanto da dire

Eppure se sei qui
a raccogliere attimi
che oltre il silenzio
sanno dare senso
a questo vagare
senza una vera meta
senza un vero modello

Eppure se sai ascoltare
nell’infinito valore
di suoni che armonizzano
il tuo ed il nostro andare
saprai comprendere
che in te è la via
da seguire

Quella mappa non scritta
che conduce al centro
da strade non viste
e non ti farà mai perdere
perchè sei tu ad essere
esattamente quel che sei

Se sai aprire le ali
senza temere il vento
o le mille tempeste
in cerca di sole

Sarai libero
di vivere armonia
ed amore
senza nulla chiedere
e con la voglia di offrire
quel che in te scorre

Sarai semplice goccia
che disseta in un deserto
di sabbia confusa
da un vento che scuote
e nulla è miraggio
ma via senza tempo

Qui ed ora
adesso seguimi
e continuerà in tuo viaggio
senza interruzione
per essere semplicemente
amore

11-01.2006 Poetyca

 

However …

It is not easy to accept
to be different
not to follow
all those roads
you propose
to be better

Better than whom?
Better than what?
A thousand different ways
there would be confusion

Not wanting to be model
dummy repeats
the words of others
while losing sight
heart that yearns

It’s Complicated
just themselves
with that inner strength
that leads to listen
a ‘soul that has much to say

But if you are here
moments to collect
that more than silence
can give meaning
This wandering
without a real goal
without a real model

But if you can hear
infinite value
sounds that harmonize
your and our go
know to understand
that is the way you
to follow

That map is not written
leading to the center
by roads unseen
and you will never lose
why are you being
exactly what you are

If you can open the wings
without fear of the wind
or the thousand storms
in search of sun

You will be free
live in harmony
and love
without asking
and the desire to offer
what flows in you

You will simply drop
that quenches thirst in a desert
Sandy confused
a wind that shakes
and nothing is mirage
but by timeless

Here and now
follow me now
and continue on your journey
without interruption
to be simply
love

11-01.2006 Poetyca

Ecco cosa fare


Riflettendo…

La Riflessione

Ogni sofferenza è un seme di Buddha,
perché la sofferenza spinge i mortali a cercare la saggezza.

Ma puoi dire soltanto che la sofferenza fa sorgere la buddhità,
non puoi dire che la sofferenza sia la buddhità.

Il corpo e la mente sono il terreno,
la sofferenza è il seme,
la saggezza il germoglio
e la buddhità il grano.

Bodhidharma

Rabbia, collera, attaccamento
e tutto s’incrina
e conduce al dolore.

Dove la sua fonte?
Come liberarsene?

Osservando da dove proviene
l’increspare delle emozioni
è la chiave per trarre insegnamento.

Tutto è colto
per permettere di levigare
ogni asperità
ed essere liberi e saggi
oltre quel che appare.

Poetyca

L’insegnamento

Ecco cosa fare

Ecco cosa fare: nulla, assolutamente nulla.
Fare nulla è sempre la cosa migliore.

Così come c’è il tuono nel silenzio, così c’è pace nella vasta vacuità.
Lascia sbraitare le voci, abbi pace nella collera.
Sorridi molto. Inchinati molto.
L’umiltà è sempre una buona cosa.

In uno stagno tranquillo,
le pietre vengono inghiottite intere.

Siate felici.

Harvey So Daiho

Un’azione genera
una pari reazione
e se quel che automaticamente
fosse sono un frutto atteso
– con la capacità di manifestare
cause del dolore –
o reazione alla gioia
che non perdura
perchè parte della vacuità

Solo l’osservare in silenzio,
senza attaccarsi a nulla
genera l’imperturbabilità
e la forza che sgretola
ogni illusione.

Poetyca

03.09.2006

Testi tratti da 

Reflecting …

ReflectionAll suffering is a seed of Buddha,
because suffering impels mortals to seek wisdom.

But you can only say that suffering gives rise to Buddhahood,
you can not say that suffering is Buddhahood.

The body and mind are the terrain,
Suffering is the seed,
wisdom the sprout
and Buddhahood the grain.

Bodhidharma

Rage, anger, attachment
and all cracks
and leads to pain.

Where its source?
How to get rid of?

Looking at where it comes from
the ripple of emotion
is the key to learn.

Everything is caught
to allow smooth
all types of rough
and be free and essays
than what appears.

Poetyca

The teaching

Here is what to do

Here is what to do: nothing, absolutely nothing.
Doing nothing is always the best.

Just as there is thunder in the silence, so there is peace in the vast emptiness.
Leave yelling voices, have peace in anger.
Smile a lot. Bow much.
Humility is always a good thing.

In a tranquil pond,
the stones are swallowed whole.

Be happy.

I know Harvey Daiho

action generates
an equal reaction
and if that which automatically
it is an expected result
– With the ability to manifest
causes of pain –
or reaction to Joy
it does not last
because of the emptiness

Only observe in silence,
not attached to anything
generates equanimity
and the strength crumbles
any illusion.

Poetyca

03.09.2006

Text taken from

Il Fiore di Bodhidharma

                                                                                        Prendere rifugio – Riflettendo

Stella di pace


Stella di pace

Attimi che si ricompongono,
petali di un unico fiore
per donare pace oltre il tempo.
Ricerca in noi e armonia
che possiamo donare
oltre ogni silenzio.

08.07.2006 Poetyca

Star of Peace

Moments that are recomposed,
petals of a single flower
to give peace beyond time.
Search and harmony in us
we can give
beyond all silence.

08.07.2006 Poetyca

Per chi t’accoglie


Per chi t’accoglie

Sogno e realtà
s’accompagnano al cuore
e nulla è distante
se lo sai colorare:
– Vita e palpito
armonia e sorriso-
per chi sa respirare
ed in ascolto espande

Vibrante sospiro
accarezza l’anima
– viaggio senza confine –
dove tutto è tesoro
per chi t’accoglie

31.08.2006 Poetyca

For those who welcome you

Dream and reality
accompanied to the heart
and nothing is far
if you know color:
– Life and pulse
harmony and smile-
for those who can breathe
and listening expands

Vibrant sigh
caresses the soul
– Travel without border –
where everything is treasure
for those who bring thee

31.08.2006 Poetyca

Obelischi in poesia


Obelischi
in poesia

Sul foglio
danzano sinuose
parole vive
– frammenti d’anima –
in misteriosi rituali
s’offrono al silenzio
portando caldi respiri

Ossimori e metafore
pennellano la mente
in immagini fluttuanti
– chiose e versi –
allagano l’orizzonte
aprendo un varco
nell’anima spiegata

Come bandiera
tra brezza o tempesta
che canta odi
al sospiro del tempo
– solfeggio del cuore –
consunto ricettacolo
d’attese e lacrime

Attimo fremente
incide memorie
scolpendo obelischi
al sentimento
– papaveri e viole –
tra rose smarrite accordando
s’elevano in sinfonie

Colore al prato
s’offre ora in petali
soavi coriandoli
macchie vibranti
– endecasillabi sciolti –
e baci di rime
respirano appena

Nuova armonia
s’esprime
– schiude corolle –
accarezza e svanisce
bevuta presenza
in sguardi attenti
di gente in lettura

15.06.2006 Poetyca

Obelisks
in poetry

On the sheet
sinuous dance
living words
– Fragments of soul –
in mysterious rituals
offer themselves to silence
bringing warm breaths

Oxymorons and metaphors
brush the mind
floating in pictures
– Notes and verses –
flooded the horizon
opening a gap
soul explained

As flag
between wind or storm
who sings odes
the sigh of time
– Music theory of the heart –
worn receptacle
of expectations and tears

Moment trembling
affect memory
carving obelisks
sentiment
– Poppies and violets –
lost between giving roses
flickers in symphonies

Color to green
now yields itself petals
sweet confetti
vibrant spots
– Hendecasyllables loose –
kisses and poems
just breathe

New Harmony
is expressed
– Opens flowers –
Shakes and vanishes
drunk presence
careful look at
people reading

15.06.2006 Poetyca

L’energia del cuore


L’energia del cuore

Quando un armadio è tanto pieno da traboccare, nulla può impedire che il contenuto si riversi fuori se si aprono le ante.
Quando le chiuse sono aperte, l’acqua scorre con impeto e forza terribili, trascinando ogni cosa con sé.
Lo stesso accade con l’energia spirituale che è in te: una volta che è stata riconosciuta e liberata, niente può fermare la corrente.
Essa si riversa, spazzando via tutti gli elementi negativi e disarmonici, portando con sé pace, amore, armonia e comprensione.
E’ l’amore che trionferà sul mondo; è l’amore che riunirà tutta l’umanità. Perciò, prima sprigionerai questa straordinaria forza d’amore che è in te e la lascerai scorrere liberamente, prima contemplerai la pace e l’armonia del mondo e l’unità di tutta l’umanità.
Quando nel tuo cuore c’è amore ottieni il meglio da ognuno, poiché l’amore vede solo il meglio e l’attira a sé. Non aver paura:
apriti, non trattenere nulla, e lascia che tutto scorra liberamente.

(Eileen Caddy – Le porte interiori)

Eileen Caddy – (1917 2006)
Fondatrice della comunità di Findhorn,la nota comunità spirituale nel nord della Scozia.
Affermandosi come una delle autrici New Age più quotate,
ha pubblicato numerosi libri di successo con messaggi ispiranti
provenienti dalla fonte a lei nota come la piccola, quieta voce interiore,la cui fonte è una scintilla della divinità che risiede in ogni cosa e in ognuno di noi.

The energy of the heart

When a closet is so full to overflowing, nothing can prevent the contents pour out of you if you open the doors.
When the locks are open, water flows with terrible strength and momentum, dragging everything with it.
The same happens with the spiritual energy that is in you: once it has been recognized and released, nothing can stop the current.
It is pouring, sweeping away all negative and disharmonious elements, bringing peace, love, harmony and understanding.
And ‘the love that will triumph over the world, it is love that will bring together all mankind. Therefore, the first source of this extraordinary power of love in you and leave freely, first contemplate peace and harmony in the world and the unity of all humanity.
When there is love in your heart get the best from everyone, because love sees only the best and attracts him. Do not be afraid:
open your heart, do not hold anything, and let everything flow freely.

(Eileen Caddy – The interior doors)

Eileen Caddy – (1917 2006)
Founder of the community of Findhorn, the famous spiritual community in northern Scotland.
Establishing itself as one of the authors listed as New Age,
has published several successful books with inspiring messages
from a source known to her as the small, quiet inner voice, whose source is a spark of divinity that resides in everything and everyone.


Eppure…


Eppure…

Non è facile accettare
di essere diversi
di non seguire
tutte quelle strade
che ti propongono
per essere migliore

Migliore di chi?
Migliore di cosa?
Tra mille vie diverse
ci sarebbe da fare confusione

Non voler essere modello
manichino che ripete
le parole di altri
mentre perde di vista
quel cuore che spasima

Non è facile essere
semplicemente se stessi
con quella forza interiore
che spinge verso l’ascolto
di un’ anima che ha tanto da dire

Eppure se sei qui
a raccogliere attimi
che oltre il silenzio
sanno dare senso
a questo vagare
senza una vera meta
senza un vero modello

Eppure se sai ascoltare
nell’infinito valore
di suoni che armonizzano
il tuo ed il nostro andare
saprai comprendere
che in te è la via
da seguire

Quella mappa non scritta
che conduce al centro
da strade non viste
e non ti farà mai perdere
perchè sei tu ad essere
esattamente quel che sei

Se sai aprire le ali
senza temere il vento
o le mille tempeste
in cerca di sole

Sarai libero
di vivere armonia
ed amore
senza nulla chiedere
e con la voglia di offrire
quel che in te scorre

Sarai semplice goccia
che disseta in un deserto
di sabbia confusa
da un vento che scuote
e nulla è miraggio
ma via senza tempo

Qui ed ora
adesso seguimi
e continuerà il tuo viaggio
senza interruzione
per essere semplicemente
amore

11-01-2006 Poetyca

And yet …

It is not easy to accept
to be different
not to follow
all those roads
they propose
to be better

Better than whom?
Better than what?
A thousand different ways
there would be confusion

Not wanting to be a model
mannequin repeats
the words of others
while losing sight of
the heart that yearns

It is not easy to be
simply themselves
with that inner strength
that pushes toward the listening
of a ‘soul that has much to say

But if you’re here
moments to collect
that over the silence
know how to make sense
This wandering
without a real goal
without a true model

Yet if you listen
infinite value
of sounds that harmonize
Your and our go
know to understand
that is the way you
to follow

That map is not written
leading to the center
by roads unseen
and will not make you lose
because you’re the one
exactly what you are

If you can open the wings
without fear of wind
or the thousand storms
in search of sun

You will be free
harmony of living
and love
without asking
and the desire to offer
what flows in you

You will simply drop
which quenches thirst in a desert
sand confused
a wind that shakes
and nothing is mirage
but as a timeless

Here and now
Now follow me
and continue your trip
without interruption
to be simply
love

01/11/2006 Poetyca

Viaggio


Viaggio

Nell’esilio e nella lontananza
l’uomo è scintilla
che abbandona la fiamma.
Se scivola su un piano liscio,
la vedi che si estingue.
Se trova ramoscelli
la vedi che s’infiamma

13.06.2006 Poetyca

Travel

In exile and in distance
Man is the spark
that leaves the flame.
If it slip on a smooth floor,
you see that is liquidated.
If it find twigs
you see that ignites

13.06.2006 Poetyca

VIAJE

En exhilio y distancia
el hombre es la chispa
que abandona la flama
si cayera en un suave piso
tu verias que se extingue
si encuentra retoños
veras que se enciende.

13.06.2006 Poetyca

Questa notte


Questa notte

Non sciupare mai i sogni
essi ti permettono di vivere
di animare il grigiore del tempo

Non raccontarti che si tratta
solo di illusioni e che il realismo
accompagna meglio il viaggio
di quest’incognita che è la vita

Persino credere di saper vedere
con la forza della ragione
oltre l’immaginazione
diventa illusione che tu stesso crei
per fuggire tutte le paure

Non temere
le lacrime o i sorrisi
sono l’unica ricchezza che possiedi
ma non stringere troppo forte quel pugno
apri la mano e lascia andare
anche l’ultima piuma dei tuoi sogni
che questa notte colorerà il cielo

10.02.2006 Poetyca

 

Tonight

Do not ever waste your dreams
them allow you to live
to enliven the dullness of the time

Do not tell that it is
only illusions, and that realism
provide better support the trip
of this unknown factor which is the life

Even being able to see to believe
by force of reason
beyond imagination
becomes illusion that you create for yourself
to escape all fears

Do not be afraid
tears or smiles
are the only wealth they have
but do not squeeze too hard that punch
open your hand and let go
the last feather of your dreams
that color the night sky

10.02.2006 Poetyca

Morti dentro


Morti dentro

Siamo morti dentro
mille volte
quando la voce
urlava di paura
al tremore di questo tempo
che non sa accogliere
il nostro essere

Ed ora non resta
che sollevare il mento
in cerca di forza nuova
stracciando nel silenzio
tutte le ombre
con l’impeto del cuore

Perchè tu sia speranza
che abbatte le porte
della tua prigione
e soffia vita all’anima
che s’innalza

26.09.2006 Poetyca

Dead inside

We are dead inside
thousand times
when the voice
screaming with fear
tremor at this time
who can not accept
our being

And now remains
that raise the chin
looking for new force
tearing the silence
all the shadows
with the impetus of the heart

Because you’re hoping
which brings down the doors
of your prison
and breathe life to the soul
which rises

26.09.2006 Poetyca

Sfumature poetiche


amorepace Riflessi di poesia Fantasia che nulla costa, scacciata a volte come fosse follia. Sorriso nel cuore che regala speranze incupito da realtà logore che non donano respiro Indossa i sogni,falli volare e sarai più vivo. © Poetyca In note colorate, pensieri, respiri nel tempo che hanno lasciato addosso emozioni. Provo a condividere il mio sentire

Raccolta di Poesie di Poetica

Percorso di interiorità avvenuto tra  il 1998 ed il 2015.

Sfumature poetiche

Archivio annuale

Anno 1983 Anno 1999 Anno 2000

Anno 2001 Anno 2002 Anno 2003

Anno 2004 Anno 2005 Anno 2006

Anno 2007 Anno 2008 Anno 2009

Dedicato a chi ha colpito il mio sentire, chi mi ha regalato sensazioni e riflessioni e a chi in esse si riconosce.Se qualcosa resta,se briciole rimangono In chi mi legge nulla è stato vano. Ovunque si posi il tuo sguardo, vedi la natura intorno,ovunque tu vada hai un sentiero. Ovunque tu sia cerca nel cuore. Tutto è vibrazione, musica, un’unica fonte.Tutto è AMORE, non lo tenere per te,non servirebbe a nulla, regalalo.


Reflections of Fantasy poetry that costs nothing, sometimes driven away like crazy. Smile in your heart that gives hope darkened by shabby reality that give breath Wear dreams, make them fly and be more alive. © Poetyca In colored notes, thoughts, breathe in the time left on emotions. I try to share my feeling

Portrait

Of

Woman

Collection of Poems Poetry

Inner path occurred between 1998 and 2010.

Dedicated to those who hit my feelings, who gave me feelings and thoughts in them and who riconosce.Se something is, if people read my crumbs remain in nothing is in vain. Wherever you lay your eyes, see the nature around wherever you go you have a path. Wherever you look in my heart. Everything is vibration, music, single font .All is LOVE, not hold for you, would serve no purpose, given away.

Sfumature poetiche

(Universal love)


Menù sito Poetyca

Ritratto di Donna Attimi intensi

Oceano orizzonte Il sacchetto dei sogni

Infiniti spazi Frammenti di vita

Voci e Armonie Brezze e piume


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Sogno illuso


Sogno illuso

Brezza che sospira speranza
per una memoria da non sbiadire
ancora sino all’ultimo giorno
prima che avvolga Primavera
tra nuovi colori e vita oltre questo
sogno illuso di possesso e grigiore

14.09.2006 Poetyca

 Illused dream

Breeze sighs hope
a memory not fade
yet until the last day
Spring wrap before
between colors and new life beyond this
deluded dream of possession and gray

14.09.2006 Poetyca

La nostra responsabilità


 

La nostra responsabilità

Avete il pennello, avete i colori, dipingete l’inferno, fate pure,

dipingetelo, ma poi non date la colpa ai vostri genitori, non date la

colpa alla società e, per amor del cielo, non date la colpa a Dio.

Assumetevi la piena responsabilità di aver creato il vostro inferno.

Nikos Kazantzakis

Amare se stessi

Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza che ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere appreso dai genitori, se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri. Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo che a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi, amando altre persone ,è in realtà una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare: sensibilità , doti da non far emergere, sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri. Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi. Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore che non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.

30.07.2006 Poetyca

Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione, se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino a far emergere in sè quella parte che non è germogliata ancora, si sostiene e non si possiede nulla. E’ importante capire come l’amore universale sia diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose. Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare, invece di restare ancorati alla ;perdita, si deve capire che hanno finito il loro compito, che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori. Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico, è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli per essere migliori

07.04.2007 Poetyca

Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare che che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno che questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione. Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci. Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri che lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna. Mi viene in mente la frase del buddismo Se incontri il Budda per strada…uccidilo!

rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.

04.12.2005 Poetyca

In punta di piedi…oltre il silenzio

Non temo il mondo e non ho motivo di nascondere quel che attimo per attimo si manifesta, offro la voce che su note intime conduce una lunga storia, quella che mi segue e mi sostiene da tanto tempo. Posso anche tacere, non è importante cosa posso ricevere, se il mondo accoglie o rigetta chi non sia riconosciuto, seguo quel che il cuore detta, non conosco separatezza da altre essenze che sono parte di me stessa.Per questo spesso non scrivo solo quello che vivo in prima persona, ma anche quanto per empatia a volte con sofferenza raccolgo degli altri, si vive e ci trasforma, si accoglie e si porge quel che ci è possibile dare con amorevolezza e speranza, ma non si tratta di qualcosa da sottolineare, di cui rivestirci per meglio apparire, è tutto a livello sottile e non sempre è facile descrivere a parole, la poesia, l’essenza concentrata delle sensazioni, l’energia che scaturisce e di getto suggerisce parole è capace di colmare queste lacune, da tempo però non le permetto di manifestarsi, indirizzo altrove la mia attenzione.Spesso si vive nel silenzio per poi dare il meglio possibile per accompagnare, è spesso attesa, presenza silenziosa dove ci si adatta agli altri. La fucina o la fornace del nostro essere è in continua evoluzione e si cerca semplicemente di stare accanto, solo se viene consentito, senza nulla imporre. Semplicemente posso tacere quando avverto di creare disagio. Quando comprendo che si cerca altro e non si tenta di fare nulla per responsabilizzarsi, spesso proiettando le cause; di disagio su altri, compresa me e non sulle proprie scelte personali.Conosco i miei limiti e non insisto, non ha senso farlo, con ulteriore presenza se essa non è compresa:

“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. 8 E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. Marco 6, 7-13

Non ho la pretesa di – portare a me – nessuno e non lo faccio nel nome di nessuno,sopratutto preferisco il dialogo con persone capaci di attenzione verso di sè, di maturità e che non abbiano pretesa alcuna di possesso, che condividano con la gioia di farlo senza attaccamento e pretese di attenzione continua – motivo di possesso – ma che sappiano apprezzare ed alimentare la libertà reciproca, per quel senso sottile di rispetto, non impongo e non ho attaccamento o pretesa di essere accolta, chi sono io per pretenderlo? Semplicemente mi anima l’entusiasmo della condivisione, ma non cambia nulla se quel poco che sono capace di offrire non fosse accolto, si potrebbe essere sgraditi e non per questo si deve avere la pretesa di imporsi agli altri…Va tutto bene così come è.

29.07.2007 Poetyca

Il mio scritto è una sorta di analisi, sofferta è vero, di come quello che si offre, si è, si attraversa con un certo atteggiamento, fosse anche il tacere per rispetto e perchè si attendono i tempi degli altri, venga poi reinterpretato con la personalità di chi legge, di chi si sentisse deluso o non trova attenzioni particolari che colmino delle lacune che trovano risoluzione attraverso un lavoro interiore personale e non aggrappandosi alla mia presenza. Non è facile quando qualcuno crede essere dovuto l’essere presenti, poi in nome di qualcosa che , in realtà non ricade neppure su mie capacità o responsabilità . Non è facile non cadere in conflitto tra quelle intenzioni che si erano preposte espresse con chiarezza e quanto si riporti a disamina da parte di altri individui di atteggiamenti e atti che vengono visti con uno spirito che non mi rappresenta. L’orgoglio, la voglia di chiarire, la voglia di prendermela con me stessa per avere offerto cose che sono state male interpretate o disprezzate, che hanno seminato la diffidenza perchè non saprei fornire cose diverse da quello che ci si attendeva sono momenti particolarmente difficili da attraversare, sopratutto perchè non si riesce a non provare attaccamento, a non reagire contro l’ingiustizia. Il silenzio, la ricerca di equilibrio oppure il rispetto dei tempi degli altri, senza nulla pretendere, viene visto come atteggamento giudicante, come rappresaglia malevola. Ma come spiegare? Sembra persino giustificare agli occhi di chi ha già tratto delle conclusioni. Non è facile far capire la propria natura, matura o meno che sia, sicuramente diversa da tante persone. Ecco l’origine del mio scritto, non resta che accogliere le cose così come sono ed imparare sulla pelle cosa sia quella sensazione di solitudine a volte. In fondo tutti abbiamo sperimentato come più si proceda nella Sadhana e come maggiore sia il senso di estraneità verso un Mondo che forse non comprende ma non si potrebbe fare a meno di comprenderlo: nei limiti, nelle aspettative e nell’incapacità di accogliere il proprio essere così come si è piuttosto che rappresentazione delle altrui proiezioni possessive.

un sorriso

29.07.2007 Poetyca

Our responsibility

You brush, you have the colors, paint the hell, go ahead,
paint them, but then do not blame your parents, do not give
blame the company and, for heaven’s sake, do not blame God
Assume full responsibility for having created your own hell.

Nikos Kazantzakis

love yourself

To love oneself is often branded as selfish, sometimes it’s pure spirit of survival that they are really our wounds, past experiences that break down our image of ourselves, then love we should have learned from their parents, if we have been neglected could become unexpressed anger or apathy, feelings of inferiority and a belief to count little or nothing for others. The path to healing is long, sometimes takes full years or cycles before you can understand that we are worth it in spite of what made us believe that we are trying to fill that void at all costs, loving other people, is actually a voice that asks us to love, appreciate and discover who we are and everything that made us choke: sensitivity, qualities not to give rise to, are our essence – to be respected by us all – and enforced by others. The pain that Buddhism is something that we create ourselves and make us slaves was the result of attachment and expectations, illusions, melting this slavery we are really free to be ourselves. Especially as we feel that something is a source of discomfort or pain in us we must seek the cause and have a lot of knocks when gratitude because it is growth opportunity for free from the lies of the mind. E ‘healing process that gives us the path to inner growth that we must not flee but to touch the root that is often more profound than we think.

30.07.2006 Poetyca

Love and loss

Love knows no fear, but especially taxation does not know if you love it allows the other to manifest itself, it even helps to bring out the part that in itself is not sprouted yet, it is claimed, and you do not have anything. It ‘important to understand how universal love is different from a relationship, one must not confuse things. We are fellow travelers who arrive in our lives, but whether they should go, instead of being anchored to, loss, you must understand that they have finished their task, which lost them is just an illusion because their presence is in us and what we have taught, the transformation that has made us better. Often the obstacles and trials of life are discarded, make us panic, it is through this step instead of us can grasp the limits and overcome them to be better

07.04.2007 Poetyca

Growing

The repetition, in the guise of different situations that contain the essence of the lessons that we have refused to take to fear, has given us the opportunity to learn to mature in us, our weaknesses, attachments, and in holding the opportunity to love. That step to overcome is expecting our commitment to read through this life experience, the karma that we have the tools to guide our personal lesson. Everything that we set aside that amount and it is time that separates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems in order to better direct us towards our evolving. A Master teaches us life, the ability to grow and relate to ourselves and others away from the illusions and fear that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, not to mention that he is the finger that showed the moon and the moon. I am reminded of the phrase in Buddhism If you meet the Buddha on the road … kill him!

represents our need to detach ourselves from the source of the teaching that has been our crutch to begin the journey within ourselves to be …. The most important journey of our life.

04.12.2005 Poetyca

tiptoe … beyond the silence

Do not fear the world and I have no reason to hide what is obvious from moment to moment, I offer private voice notes on conducting a long history, one that follows me and supports me a long time. I can also be quiet, it does not matter what I get, if the world accepts or rejects anyone who is not recognized, I follow what my heart said, I know of separateness from other species that are part of me stessa.Per this is often not only what I write I live in person, but also how to empathize with suffering, sometimes I pick the other, lives and transforms us, and we welcome it extends what we can give with kindness and hope, but it is not something to stress, of which seem best to put on, it’s all in subtle and not always easy to describe in words, poetry, the concentrated essence of the feelings, the energy of the jet suggests words and is able to fill these gaps, however long does not allow her to appear, my address elsewhere attenzione.Spesso you live in silence and then give the best to accompany you, it is often waiting, silent presence, where you adapt to others. The forge or furnace of our being is constantly changing and just trying to be close, unless it is allowed, without imposing anything. Just keep quiet when I feel I can create discomfort. When you try to understand each other and not try to do anything to take responsibility, often projecting their causes; uncomfortable about others, including me, and not on their choices personali.Conosco my limits and do not insist, does not make sense to do so, with further presence if it is not included:

“Then he called the twelve, and began to send them out two by two and gave them authority over unclean spirits. 8 And commanded them that, besides the stick, do not take anything for the trip: no bread, no bag, no money in the bag, but to wear sandals and not put on two tunics. And he said to them, “you enter a house, stay there until you leave from that place. If any place will not welcome them and do not hear you, on leaving, shake off the dust under your feet as a testimony to them. ” They went out and preached that men should repent, cast out many demons, and anointed with oil many that were sick and healed them. Mark 6, 7-13

I do not pretend to – bring to me – and no I do not do in the name of anyone, especially my favorite dialogue with people capable of paying attention to oneself, to maturity and do not have any claim of ownership, which share the joy of do it without attachment and claims constant attention – because of the possession – but who appreciate the freedom and power with each other, for that subtle sense of respect, and I do not impose attachment or claims to be accepted, who am I to expect? I simply share the enthusiasm of the soul, but does not change anything if what little I can offer is not accepted, it could be unpleasant and not for this one must have the pretension to impose other … Everything is fine as is.

29.07.2007 Poetyca

My writing is a kind of analysis, painful it is true, as what is offered, it is, you cross a certain attitude, even if the silence out of respect and because you are awaiting the other, is then reinterpreted with the personality of the reader, who felt disappointed or not special attention is to bridge the gaps that they find a resolution through personal inner work and not clinging to my presence. It is not easy when someone thinks is due to be present, then the name of something that really does not fall on either my ability or responsibility. It is not easy to fall into conflict with those intentions that were expressed clearly in charge and what is reported to scrutiny by other people’s attitudes and actions which are seen with a spirit that does not represent me. The pride, the desire to clarify, the urge to blame myself for having offered things that were misunderstood or despised, they have sown distrust because I could not provide something different from what was expected to be particularly difficult moments through, especially because you can not not try attachment, not to react against injustice. The silence, the search for balance on time or the other, with nothing to claim, is seen as a judgmental attitude, as spiteful retaliation. But how to explain? Seems to justify even in the eyes of those who have already drawn conclusions. It is not easy to understand its nature, mature or not it is certainly different from many people. Here is the source of my writing, you just have to accept things as they are on the skin and learn what that feeling of loneliness at times. Basically we have all experienced as more and how to proceed in Sadhana greater is the sense of estrangement from a world that perhaps does not understand but you could not help but understand it: the limits, expectations and be unable to accommodate your as it is rather that the representation of other people’s projections possessive.

a smile

29.07.2007 Poetyca

Notte e stelle


Notte e stelle

Attimi eterni
che frustano il cuore
nella rincorsa di battiti
che non san più cercare

Occhi di gelo
che rabbrividiscono
in questa lunga notte
e non sanno allagare
istanti perduti
e speranze scivolate
nel silenzio

Poi una stella
che si offre
con nuovi bagliori
e riaccende speranza
senza nulla chiedere
in questo soffio di vita
che non ti vuole abbandonare

08.06.2006 Poetyca

Night and stars

Eternal moment
lashing the heart
in pursuit of beats
who do not know more try

Eyes of Frost
shivering
in this long night
flood and do not know
moments lost
and hopes slip
silence

Then a star
who offers
with new glow
and rekindles hope
without asking
in this breath of life
you do not want to leave

08.06.2006 Poetyca

Rapimento


Rapimento

Eco del tempo
ed il suo incanto
– dimenticato –
note soavi in fattezze
di volti e colori
marmoree sculture

Turpe avanzare
di graffi erborei
che si conficcano
nell’anima assetata
Pietose le mani
discostano il velo

Rinasce alla vita
l’antico splendore
– sommesso ritorna –
ed ancestrali vibrazioni
rapiscono l’attimo

15.08.2006 Poetyca

Kidnapping

Echo time
and its charm
– Forgot –
sweet notes in features
faces and colors
marble sculpture

Foul advance
scratches erborei
sticking
thirsty soul
Compassionate hands
depart the veil

Born again to life
the former glory
– Low back –
ancestral and vibration
kidnap the moment

15.08.2006 Poetyca

Ticchettio di danza


Ticchettio e danze

Le rime ad alcuni nascono senza fare nulla;
nella sponteneità dell’ascolto interiore:
zampilla, si manifesta senza chiedere permesso.

Altri le cercano, con attenzione,
ne fanno encomiabili costruzioni
dove tutto sorregge il decantare;
fole, sonetti ed endecasillabi
che regalano armoniosi suoni.

Ed è lei regina del brano;
gaudente, timida e veloce
che zampetta, apre le ali
e ti rapisce nel cullare
di quegli attimi antichi e nuovi
– quando la memoria imprimeva
suoni e danze al cuore –
Una dolce nenia
un’ irriverente corsa
tra sorrisi ed emozioni
che incidono e respirano
tutto il tuo essere
in ticchettio e danze

10.10.2006 Poetyca

ticking and dance

The rhymes some are born without doing anything;
spontaneous is in the interior listening:
welling, occurs without asking permission.

Others try, with attention
make commendable development
where everything holds the precipitate;
tales, sonnets and hendecasyllables
that give harmonious sounds.

And she is queen of the track;
jolly, modest and fast
that claw, spreads its wings
and kidnaps you in the cradle
those moments of old and new
– When the memory imprinted
sound and dancing to the heart –
A sweet lullaby
an ‘irreverent travel
between smiles and emotions
affecting and breathe
your whole being
in tapping and dancing

10.10.2006 Poetyca

Linee sottili


Linee sottili

Petali di rose
come richiamo ed omaggio
alla grande madre
che riversa sul tempo
il lontano sogno
di un era dorata
dove soffia magia

Mani giunte sul cuore
a diffondere nell’aria
linee sottili come fumi d’incenso
per la millenaria storia
che non si cancella

Soffio divino
che respira e riconduce
alla via dell’anima
oltre ogni illusione
e danze di parole

01.12.2006 Poetyca

Fine lines

Rose petals
as a reminder and tribute
the great mother
pours on time
a distant dream
a golden era
blows magic

Hands clasped over his heart
to spread in the air
lines as thin as smoke of incense
for the millennial history
that is not cleared

Divine Breath
breathing and back
soul on the street
beyond all illusion
and dance of words

01.12.2006 Poetyca

Cuore onda


Cuore onda

Il cuore in sussurro
s’armonizza all’onda
che lieva accarezza
e cancella l’attimo
che s’impenna
all’affanno di perdersi
in rivoli di timore.

22.08.2006 Poetyca

Heart Wave

The heart murmur
readily harmonized wave
and minor strokes
and deletes the moment
that rears
the grief of losing
in streams of fear.

22.08.2006 Poetyca

Silenzio denso


Silenzio denso

Spalancare gli occhi al mattino
e rubare l’incanto
di attimi scivolati in cuore

Ricami d’argento
che dipingono le tue parole
nella tela del sogno

Carezze d’anima
che respirano la luna
e sono tesoro

Dove una voce si dona
tra sorrisi e lacrime
in un silenzio denso d’amore

30.08.2006 Poetyca

Heavy Silence

Eyes open wide in the morning
and steal the magic
slipped into the heart of moments

Silver embroidery
that paint your words
in the web of dreams

Pats soul
breathing the moon
and treasure

Where an item gives
between smiles and tears
in a silence full of love

30.08.2006 Poetyca

Rimembranze


Rimembranze

Un silenzio che si racconta,
rimescola ricordi del passato
e cerca la ragione delle cose;
proprio quando era l’impulso
a dare la direzione di ogni azione.

Il percorso a ritroso che respira,
rincorre quel che si raccoglie,
quando era il sentire delle viscere
a portare quella forza oltre
ogni pacata ragionevolezza.

Ed ora che nulla rimane,
le ali del sogno sono bruciate,
è solo memoria che s’incide
per accarezzare con tenerezza
il tempo che ci ha nutrito.

Erano attimi vivi
eppure..pieni di quella gioia
che ora sembra morire;
era quel che è stato nel cuore
e che la speranza ancora,
se vorrai, potrà restituire.

11.10.2006 Poetyca

Remembrances

A silence that says,
stirred memories of the past
and look for the reason of things;
just when was the impetus
to give direction to all action.

The journey back through breathing,
chases what is collected,
when was the feeling of the bowels
to bring that power over
all calm reasonableness.

And now nothing remains,
wings of dreams are burned,
memory that is incised
to caress with tenderness
the time it has nurtured.

There were moments alive
.. and yet full of the joy
that now seems to die;
was what was in the heart
and that hope again,
if you want, can return.

11.10.2006 Poetyca

Petali in soffio


Petali in soffio

Corroso il tempo
nel sinuoso percorso
tra affanni e speranza
dove tutto è attimo
che allarga il cerchio
– emozione in respiro –
che qui ed ora
dipana il soffio
di un vuoto che riempie
…ed è vita!

03.12.2006 Poetyca

Petals in breath

Corroded time
the winding path
between grief and hope
where everything is instant
that widens the circle
– Breath in excitement –
here and now
the winds blow
an emptiness that fills
… And it is life!

03.12.2006 Poetyca

Iride e dialogo


Iride e dialogo

L’aquila conosce
respira in altitudine
eppure è lacrima
che s’accende
si frange all’orizzonte
per quel silenzio
che immoto
riconduce a solitudine
dove si sgretolano colori
d’iride e dialogo

03.09.2006 Poetyca

Iris and dialogue

The eagle knows
breathing at altitude
yet it is tear
that kindled
the horizon is broken
for the silence
that motionless
leads to loneliness
where crumbling colors
iris and dialogue

03.09.2006 Poetyca

Anapanasati Sutta: Discorso sulla consapevolezza del respiro



ANAPANASATI SUTTA Discorso sulla consapevolezza del respiro

La presenza mentale del respiro, monaci, coltivata e regolarmente praticata, è di gran frutto e di gran beneficio. La presenza mentale del respiro, coltivata e regolarmente praticata, porta a compimento i quattro fondamenti della presenza mentale; i quattro fondamenti della presenza mentale, coltivati e regolarmente praticati, portano a compimento i sette fattori di illuminazione; i sette fattori di illuminazione, coltivati e regolarmente praticati, portano a compimento la saggezza e la liberazione.
E in che modo coltivata e regolarmente praticata, la presenza mentale del respiro è di gran frutto e beneficio?
Quanto a questo, monaci, un monaco, recatosi nella foresta, ai piedi di un albero o in un luogo deserto, siede con le gambe incrociate, mantiene il corpo eretto e l’attenzione vigile. Consapevole inspira, e consapevole espira.

I. Prima tetrade (Contemplazione del corpo)

1. Inspirando un lungo respiro, egli sa, “Io inspiro un lungo respiro”; espirando un lungo respiro, egli sa, “Io espiro un lungo respiro”.
2. Inspirando un breve respiro, egli sa, “Io inspiro un breve respiro”; espirando un breve respiro, egli sa, “Io espiro un breve respiro”.
3. “Sperimentando l’intera estensione (del respiro) io inspirerò”, così egli si esercita; “Sperimentando l’intera estensione (del respiro) io espirerò”, così egli si esercita.
4. “Calmando la funzione corporea (della respirazione) io inspirerò”, così egli si esercita; “Calmando la funzione corporea (della respirazione) io espirerò”, così egli si esercita.

II. Seconda tetrade (Contemplazione delle sensazioni)

5. “Sperimentando l’estasi io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.
6. “Sperimentando la felicità io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.
7. “Sperimentando le funzioni mentali io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.
8. “Calmando le funzioni mentali io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.

III. Terza tetrade (Contemplazione della mente)

9. “Sperimentando la mente io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.
10. “Rallegrando la mente io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.
11. “Concentrando la mente io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.
12. “Liberando la mente io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.

IV. Quarta tetrade (Contemplazione degli oggetti mentali)

13. “Contemplando l’impermanenza io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.
14. “Contemplando il distacco io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.
15. “Contemplando la cessazione io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.
16. “Contemplando la rinuncia io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.

In tal modo, monaci, coltivata e regolarmente praticata, la presenza mentale del respiro porta gran frutto e grande beneficio.

Perfezionare i fondamenti della presenza mentale

E coltivata in che modo, regolarmente praticata in che modo, la presenza mentale del respiro porta a perfezione i quattro fondamenti della presenza mentale?
I. Ogni volta che un monaco, mentalmente presente, inspira ed espira un lungo respiro o un breve respiro; o quando si esercita a inspirare ed espirare mentre sperimenta la funzione corporea (della respirazione); o ancora, mentre calma questa funzione, in quel momento, monaci, egli dimora praticando la contemplazione del corpo sul corpo, ardente, chiaramente comprendendo e mentalmente presente, avendo vinto il desiderio e l’angoscia nei riguardi del mondo. Poiché appunto, monaci, inspirare ed espirare rientra fra i processi corporei.
II. Ogni volta che il monaco si esercita a inspirare ed espirare mentre sperimenta l’estasi, o mentre sperimenta la felicità, o mentre sperimenta le funzioni mentali, o mentre calma le funzioni mentali, in quel momento, monaci, egli dimora praticando la contemplazione della sensazione sulle sensazioni, ardente, chiaramente comprendendo e mentalmente presente, avendo vinto il desiderio e l’angoscia nei riguardi del mondo. Poiché appunto la piena attenzione all’inspirare e all’espirare rientra fra le sensazioni.
III. Ogni volta che un monaco si esercita a inspirare ed espirare mentre sperimenta la mente, o mentre rallegra la mente, o mentre concentra la mente, o mentre libera la mente, in quel momento egli dimora praticando la contemplazione della mente sulla mente, ardente, chiaramente comprendendo e mentalmente presente, avendo vinto il desiderio e l’angoscia nei riguardi del mondo. Poiché appunto, chi difetta di presenza mentale e di chiara comprensione, non può sviluppare la presenza mentale del respiro.
IV. Ogni volta che un monaco si esercita a inspirare ed espirare contemplando l’impermanenza, il distacco, la cessazione o la rinuncia, in quel momento egli dimora praticando la contemplazione degli oggetti mentali sugli oggetti mentali, ardente, chiaramente comprendendo e mentalmente presente, avendo vinto il desiderio e l’angoscia nei riguardi del mondo. Avendo saggiamente lasciato cadere desiderio e angoscia, osserva con perfetta equanimità.
La presenza mentale del respiro, monaci, coltivata e regolarmente praticata in questo modo, porta a perfezione i quattro fondamenti della presenza mentale.
E in che modo i quattro fondamenti della presenza mentale, coltivati e regolarmente praticati, portano a perfezione i sette fattori di illuminazione?
Ogni volta che un monaco dimora nella contemplazione del corpo, delle sensazioni, della mente e degli oggetti mentali, ardente, chiaramente comprendendo e mentalmente presente, si stabilisce in lui una presenza mentale inoffuscata, in quel momento si instaura in lui il fattore di illuminazione ‘presenza mentale’; in quel momento il monaco sviluppa il fattore di illuminazione ‘presenza mentale’; in quel momento raggiunge la perfezione nello sviluppo del fattore di illuminazione ‘presenza mentale’.
Permanendo in un tale stato di presenza mentale, egli accortamente indaga, esplora ed esamina in dettaglio il rispettivo oggetto; così facendo, si instaura nel monaco il fattore di illuminazione ‘investigazione della realtà’; in quel momento il monaco sviluppa il fattore di illuminazione ‘investigazione della realtà’; in quel momento raggiunge la perfezione nello sviluppo del fattore di illuminazione ‘investigazione della realtà’.
Mentre egli accoratamente indaga, esplora ed esamina in dettaglio quell’oggetto, si instaura un’instancabile energia. E quando si instaura un’instancabile energia, in quel momento il monaco sviluppa il fattore di illuminazione ‘energia’; in quel momento egli raggiunge la perfezione nello sviluppo del fattore di illuminazione ‘energia’.
In chi è dotato di energia si produce un’estasi spirituale. E quando in un monaco dotato di energia si produce un’estasi spirituale, in quel momento si instaura in lui il fattore di illuminazione ‘estasi’; in quel momento il monaco sviluppa il fattore di illuminazione ‘estasi’; in quel momento egli raggiunge la perfezione nello sviluppo del fattore di illuminazione ‘estasi’.
Il corpo e la mente di chi è rapito dall’estasi si acquietano. E quando il corpo e la mente di chi è rapito dall’estasi si acquietano, in quel momento si instaura in lui il fattore di illuminazione ‘quiete’; in quel momento il monaco sviluppa il fattore di illuminazione ‘quiete’.
La mente di qualcuno che gode di quiete gioiosa diventa concentrata. E quando la mente di un monaco che gode di quiete gioiosa diventa concentrata, in quel momento si instaura in lui il fattore di illuminazione ‘concentrazione’; in quel momento il monaco sviluppa il fattore di illuminazione ‘concentrazione’; in quel momento egli raggiunge la perfezione nello sviluppo del fattore di illuminazione ‘concentrazione’.
Alla mente così concentrata egli guarda con perfetta equanimità. E mentre guarda alla sua mente con perfetta equanimità, in quel momento si instaura in lui il fattore di illuminazione ‘equanimità’; in quel momento il monaco sviluppa il fattore di illuminazione ‘equanimità’, in quel momento egli raggiunge la perfezione nello sviluppo del fattore di illuminazione ‘equanimità’.
I quattro fondamenti della presenza mentale, coltivati e regolarmente praticati in questo modo, portano a perfezione i sette fattori di illuminazione.
E in che modo i sette fattori di illuminazione, coltivati e regolarmente praticati, portano a perfezione la saggezza e la liberazione?
Quanto a questo, monaci, un monaco sviluppa i fattori di illuminazione presenza mentale, investigazione della realtà, energia, estasi, quiete, concentrazione ed equanimità, fondati sulla serenità, fondati sul distacco, fondati sulla cessazione, culminanti nella rinuncia.
I sette fattori di illuminazione, coltivati e regolarmente praticati in questo modo, portano a perfezione la saggezza e la liberazione.
Così parlò il Sublime. Lieti in cuore, i monaci gioirono delle parole del Beato.

http://www.lameditazionecomevia.it/anapanasatisutta.htm

MN 118 PTS: M iii 78
Anapanasati Sutta: Mindfulness of Breathing

translated from the Pali by
Thanissaro Bhikkhu
© 2006–2011
I have heard that on one occasion the Blessed One was staying at Savatthi in the Eastern Monastery, the palace of Migara’s mother, together with many well-known elder disciples — with Ven. Sariputta, Ven. Maha Moggallana, Ven. Maha Kassapa, Ven. Maha Kaccana, Ven. Maha Kotthita, Ven. Maha Kappina, Ven. Maha Cunda, Ven. Revata, Ven. Ananda, and other well-known elder disciples. On that occasion the elder monks were teaching & instructing. Some elder monks were teaching & instructing ten monks, some were teaching & instructing twenty monks, some were teaching & instructing thirty monks, some were teaching & instructing forty monks. The new monks, being taught & instructed by the elder monks, were discerning grand, successive distinctions.

Now on that occasion — the Uposatha day of the fifteenth, the full-moon night of the Pavarana ceremony — the Blessed One was seated in the open air surrounded by the community of monks. Surveying the silent community of monks, he addressed them:

“Monks, I am content with this practice. I am content at heart with this practice. So arouse even more intense persistence for the attaining of the as-yet-unattained, the reaching of the as-yet-unreached, the realization of the as-yet-unrealized. I will remain right here at Savatthi [for another month] through the ‘White Water-lily’ Month, the fourth month of the rains.”

The monks in the countryside heard, “The Blessed One, they say, will remain right there at Savatthi through the White Water-lily Month, the fourth month of the rains.” So they left for Savatthi to see the Blessed One.

Then the elder monks taught & instructed the new monks even more intensely. Some elder monks were teaching & instructing ten monks, some were teaching & instructing twenty monks, some were teaching & instructing thirty monks, some were teaching & instructing forty monks. The new monks, being taught & instructed by the elder monks, were discerning grand, successive distinctions.

Now on that occasion — the Uposatha day of the fifteenth, the full-moon night of the White Water-lily Month, the fourth month of the rains — the Blessed One was seated in the open air surrounded by the community of monks. Surveying the silent community of monks, he addressed them:

“Monks, this assembly is free from idle chatter, devoid of idle chatter, and is established on pure heartwood: such is this community of monks, such is this assembly. The sort of assembly that is worthy of gifts, worthy of hospitality, worthy of offerings, worthy of respect, an incomparable field of merit for the world: such is this community of monks, such is this assembly. The sort of assembly to which a small gift, when given, becomes great, and a great gift greater: such is this community of monks, such is this assembly. The sort of assembly that it is rare to see in the world: such is this community of monks, such is this assembly — the sort of assembly that it would be worth traveling for leagues, taking along provisions, in order to see.

“In this community of monks there are monks who are arahants, whose mental effluents are ended, who have reached fulfillment, done the task, laid down the burden, attained the true goal, laid to waste the fetter of becoming, and who are released through right gnosis: such are the monks in this community of monks.

“In this community of monks there are monks who, with the wasting away of the five lower fetters, are due to be reborn [in the Pure Abodes], there to be totally unbound, destined never again to return from that world: such are the monks in this community of monks.

“In this community of monks there are monks who, with the wasting away of [the first] three fetters, and with the attenuation of passion, aversion, & delusion, are once-returners, who — on returning only once more to this world — will make an ending to stress: such are the monks in this community of monks.

“In this community of monks there are monks who, with the wasting away of [the first] three fetters, are stream-winners, steadfast, never again destined for states of woe, headed for self-awakening: such are the monks in this community of monks.

“In this community of monks there are monks who remain devoted to the development of the four frames of reference… the four right exertions… the four bases of power… the five faculties… the five strengths… the seven factors for awakening… the noble eightfold path: such are the monks in this community of monks.

“In this community of monks there are monks who remain devoted to the development of good will… compassion… appreciation… equanimity… [the perception of the] foulness [of the body]… the perception of inconstancy: such are the monks in this community of monks.

“In this community of monks there are monks who remain devoted to mindfulness of in-&-out breathing.

“Mindfulness of in-&-out breathing, when developed & pursued, is of great fruit, of great benefit. Mindfulness of in-&-out breathing, when developed & pursued, brings the four frames of reference to their culmination. The four frames of reference, when developed & pursued, bring the seven factors for awakening to their culmination. The seven factors for awakening, when developed & pursued, bring clear knowing & release to their culmination.

Mindfulness of In-&-Out Breathing
“Now how is mindfulness of in-&-out breathing developed & pursued so as to be of great fruit, of great benefit?

“There is the case where a monk, having gone to the wilderness, to the shade of a tree, or to an empty building, sits down folding his legs crosswise, holding his body erect, and setting mindfulness to the fore.[1] Always mindful, he breathes in; mindful he breathes out.

“[1] Breathing in long, he discerns, ‘I am breathing in long’; or breathing out long, he discerns, ‘I am breathing out long.’ [2] Or breathing in short, he discerns, ‘I am breathing in short’; or breathing out short, he discerns, ‘I am breathing out short.’ [3] He trains himself, ‘I will breathe in sensitive to the entire body.'[2] He trains himself, ‘I will breathe out sensitive to the entire body.’ [4] He trains himself, ‘I will breathe in calming bodily fabrication.'[3] He trains himself, ‘I will breathe out calming bodily fabrication.’

“[5] He trains himself, ‘I will breathe in sensitive to rapture.’ He trains himself, ‘I will breathe out sensitive to rapture.’ [6] He trains himself, ‘I will breathe in sensitive to pleasure.’ He trains himself, ‘I will breathe out sensitive to pleasure.’ [7] He trains himself, ‘I will breathe in sensitive to mental fabrication.'[4] He trains himself, ‘I will breathe out sensitive to mental fabrication.’ [8] He trains himself, ‘I will breathe in calming mental fabrication.’ He trains himself, ‘I will breathe out calming mental fabrication.’

“[9] He trains himself, ‘I will breathe in sensitive to the mind.’ He trains himself, ‘I will breathe out sensitive to the mind.’ [10] He trains himself, ‘I will breathe in satisfying the mind.’ He trains himself, ‘I will breathe out satisfying the mind.’ [11] He trains himself, ‘I will breathe in steadying the mind.’ He trains himself, ‘I will breathe out steadying the mind.’ [12] He trains himself, ‘I will breathe in releasing the mind.’ He trains himself, ‘I will breathe out releasing the mind.'[5]

“[13] He trains himself, ‘I will breathe in focusing on inconstancy.’ He trains himself, ‘I will breathe out focusing on inconstancy.’ [14] He trains himself, ‘I will breathe in focusing on dispassion [literally, fading].’ He trains himself, ‘I will breathe out focusing on dispassion.’ [15] He trains himself, ‘I will breathe in focusing on cessation.’ He trains himself, ‘I will breathe out focusing on cessation.’ [16] He trains himself, ‘I will breathe in focusing on relinquishment.’ He trains himself, ‘I will breathe out focusing on relinquishment.’

“This is how mindfulness of in-&-out breathing is developed & pursued so as to be of great fruit, of great benefit.

The Four Frames of Reference
“And how is mindfulness of in-&-out breathing developed & pursued so as to bring the four frames of reference to their culmination?

“[1] On whatever occasion a monk breathing in long discerns, ‘I am breathing in long’; or breathing out long, discerns, ‘I am breathing out long’; or breathing in short, discerns, ‘I am breathing in short’; or breathing out short, discerns, ‘I am breathing out short’; trains himself, ‘I will breathe in…&… out sensitive to the entire body’; trains himself, ‘I will breathe in…&…out calming bodily fabrication’: On that occasion the monk remains focused on the body in & of itself — ardent, alert, & mindful — putting aside greed & distress with reference to the world. I tell you, monks, that this — the in-&-out breath — is classed as a body among bodies, which is why the monk on that occasion remains focused on the body in & of itself — ardent, alert, & mindful — putting aside greed & distress with reference to the world.

“[2] On whatever occasion a monk trains himself, ‘I will breathe in…&…out sensitive to rapture’; trains himself, ‘I will breathe in…&…out sensitive to pleasure’; trains himself, ‘I will breathe in…&…out sensitive to mental fabrication’; trains himself, ‘I will breathe in…&…out calming mental fabrication’: On that occasion the monk remains focused on feelings in & of themselves — ardent, alert, & mindful — putting aside greed & distress with reference to the world. I tell you, monks, that this — careful attention to in-&-out breaths — is classed as a feeling among feelings,[6] which is why the monk on that occasion remains focused on feelings in & of themselves — ardent, alert, & mindful — putting aside greed & distress with reference to the world.

“[3] On whatever occasion a monk trains himself, ‘I will breathe in…&…out sensitive to the mind’; trains himself, ‘I will breathe in…&…out satisfying the mind’; trains himself, ‘I will breathe in…&…out steadying the mind’; trains himself, ‘I will breathe in…&…out releasing the mind’: On that occasion the monk remains focused on the mind in & of itself — ardent, alert, & mindful — putting aside greed & distress with reference to the world. I don’t say that there is mindfulness of in-&-out breathing in one of lapsed mindfulness and no alertness, which is why the monk on that occasion remains focused on the mind in & of itself — ardent, alert, & mindful — putting aside greed & distress with reference to the world.

“[4] On whatever occasion a monk trains himself, ‘I will breathe in…&…out focusing on inconstancy’; trains himself, ‘I will breathe in…&…out focusing on dispassion’; trains himself, ‘I will breathe in…&…out focusing on cessation’; trains himself, ‘I will breathe in…&…out focusing on relinquishment’: On that occasion the monk remains focused on mental qualities in & of themselves — ardent, alert, & mindful — putting aside greed & distress with reference to the world. He who sees with discernment the abandoning of greed & distress is one who watches carefully with equanimity, which is why the monk on that occasion remains focused on mental qualities in & of themselves — ardent, alert, & mindful — putting aside greed & distress with reference to the world.

“This is how mindfulness of in-&-out breathing is developed & pursued so as to bring the four frames of reference to their culmination.

The Seven Factors for Awakening
“And how are the four frames of reference developed & pursued so as to bring the seven factors for awakening to their culmination?

“[1] On whatever occasion the monk remains focused on the body in & of itself — ardent, alert, & mindful — putting aside greed & distress with reference to the world, on that occasion his mindfulness is steady & without lapse. When his mindfulness is steady & without lapse, then mindfulness as a factor for awakening becomes aroused. He develops it, and for him it goes to the culmination of its development.

“[2] Remaining mindful in this way, he examines, analyzes, & comes to a comprehension of that quality with discernment. When he remains mindful in this way, examining, analyzing, & coming to a comprehension of that quality with discernment, then analysis of qualities as a factor for awakening becomes aroused. He develops it, and for him it goes to the culmination of its development.

“[3] In one who examines, analyzes, & comes to a comprehension of that quality with discernment, persistence is aroused unflaggingly. When persistence is aroused unflaggingly in one who examines, analyzes, & comes to a comprehension of that quality with discernment, then persistence as a factor for awakening becomes aroused. He develops it, and for him it goes to the culmination of its development.

“[4] In one whose persistence is aroused, a rapture not-of-the-flesh arises. When a rapture not-of-the-flesh arises in one whose persistence is aroused, then rapture as a factor for awakening becomes aroused. He develops it, and for him it goes to the culmination of its development.

“[5] For one enraptured at heart, the body grows calm and the mind grows calm. When the body & mind of a monk enraptured at heart grow calm, then serenity as a factor for awakening becomes aroused. He develops it, and for him it goes to the culmination of its development.

“[6] For one who is at ease — his body calmed — the mind becomes concentrated. When the mind of one who is at ease — his body calmed — becomes concentrated, then concentration as a factor for awakening becomes aroused. He develops it, and for him it goes to the culmination of its development.

“[7] He carefully watches the mind thus concentrated with equanimity. When he carefully watches the mind thus concentrated with equanimity, equanimity as a factor for awakening becomes aroused. He develops it, and for him it goes to the culmination of its development.

(Similarly with the other three frames of reference: feelings, mind, & mental qualities.)

“This is how the four frames of reference are developed & pursued so as to bring the seven factors for awakening to their culmination.

Clear Knowing & Release
“And how are the seven factors for awakening developed & pursued so as to bring clear knowing & release to their culmination? There is the case where a monk develops mindfulness as a factor for awakening dependent on seclusion, dependent on dispassion, dependent on cessation, resulting in relinquishment. He develops analysis of qualities as a factor for awakening… persistence as a factor for awakening… rapture as a factor for awakening… serenity as a factor for awakening… concentration as a factor for awakening… equanimity as a factor for awakening dependent on seclusion, dependent on dispassion, dependent on cessation, resulting in relinquishment.

“This is how the seven factors for awakening are developed & pursued so as to bring clear knowing & release to their culmination.”

That is what the Blessed One said. Gratified, the monks delighted in the Blessed One’s words.

Notes

1.
To the fore (parimukham): The Abhidhamma takes an etymological approach to this term, defining it as around (pari-) the mouth (mukham). In the Vinaya, however, it is used in a context (Cv.V.27.4) where it undoubtedly means the front of the chest. There is also the possibility that the term could be used idiomatically as “to the front,” which is how I have translated it here.
2.
The commentaries insist that “body” here means the breath, but this is unlikely in this context, for the next step — without further explanation — refers to the breath as “bodily fabrication.” If the Buddha were using two different terms to refer to the breath in such close proximity, he would have been careful to signal that he was redefining his terms (as he does below, when explaining that the first four steps in breath meditation correspond to the practice of focusing on the body in and of itself as a frame of reference). The step of breathing in and out sensitive to the entire body relates to the many similes in the suttas depicting jhana as a state of whole-body awareness (see MN 119).
3.
“In-&-out breaths are bodily; these are things tied up with the body. That’s why in-&-out breaths are bodily fabrications.” — MN 44.
4.
“Perceptions & feelings are mental; these are things tied up with the mind. That’s why perceptions & feelings are mental fabrications.” — MN 44.
5.
AN 9.34 shows how the mind, step by step, is temporarily released from burdensome mental states of greater and greater refinement as it advances through the stages of jhana.
6.
As this shows, a meditator focusing on feelings in themselves as a frame of reference should not abandon the breath as the basis for his/her concentration.
See also: SN 54.8.

Provenance: ©2006 Thanissaro Bhikkhu. Transcribed from a file provided by the translator. This Access to Insight edition is ©2006–2011.
Terms of use: You may copy, reformat, reprint, republish, and redistribute this work in any medium whatsoever, provided that: (1) you only make such copies, etc. available free of charge; (2) you clearly indicate that any derivatives of this work (including translations) are derived from this source document; and (3) you include the full text of this license in any copies or derivatives of this work. Otherwise, all rights reserved. For additional information about this license, see the FAQ.
How to cite this document (one suggested style): “Anapanasati Sutta: Mindfulness of Breathing” (MN 118), translated from the Pali by Thanissaro Bhikkhu. Access to Insight, 25 September 2010,

http://www.accesstoinsight.org/tipitaka/mn/mn.118.than.html  . Retrieved on 25 August 2011.

La comprensione, la Bontà, la Bellezza


La Riflessione

Non si può né dire che “un singolo momento della mente”
venga prima di “tutti i fenomeni”,
né che “tutti i fenomeni”
vengano prima di “un singolo momento della mente.

Se si afferma che tutti i fenomeni derivano da un momento della mente
si ha una relazione verticale.
Se si dice che tutti i fenomeni sono ad un tempo manifesti nella mente
si ha una relazione orizzontale.

Né verticale né orizzontale sono corretti.

Tutto quello che si può dire
è che la mente è tutti i fenomeni
e che tutti i fenomeni sono la mente.

Questo è oscuro, sottile e profondo.
La conoscenza non può afferrarlo,
né le parole esprimerlo.
Pertanto è detto “regione dell’inesprimibile”.

Maestro Chih-i (VI sec. d.C.)

Non si potrebbe descrivere qualcosa che si vive,
nella sua manifestazione, se solo ci si affidasse
alla razionalità, alle parole che ne svelino
attributi, qualità e misurazioni; avremmo lo svanire
del nostro momento.
Tutto è interconnesso, vivo e presente,
tutto è parte di una nostra immersione profonda
ed il solo cercare di capire ne farebbe svanire l’incanto.
Non esiste un dentro o un fuori dai fenomeni;
noi stessi siamo fenomeno e come l’osservatore non potrebbe
cogliere e comprendere osservandosi,
così come un dito non potrebbe cogliere se stesso;
resta inesprimibile quel che si vive.

06.08.2006 Poetyca

L’insegnamento

La Comprensione, la Bontà e la Bellezza

La certezza che avete già dentro di voi, in forma essenziale,
la Comprensione, la Bontà e la Bellezza,
è veramente importante per la pratica della meditazione buddhista.

Comunemente, pensiamo di non valere poi molto.
Per questo, cerchiamo in altre persone, ciò che pensiamo di non avere.

Maestro Thich Nhat Hanh

Spesso cerchiamo fuori, intorno a noi ” qualcosa”
che ci sembra essere un richiamo, che ci possa saziare
donandoci un senso di appagamento; siamo capaci di riconoscere
quel che sia in grado di placare, di farci sentire completi.

Eppure per essere capaci di riconoscere, di provare assonanza
dev’esserci in noi quanto somigli a quel che rappresenti
una fonte d’attrazione.
la Bontà e la Bellezza che vediamo con gli occhi del cuore
in ogni luogo della natura, nell’innocenza di un bimbo,
non sono che specchio di una parte di noi.

Piuttosto che correre ed agitarsi per raccogliere briciole intorno;
è più saggio fermarsi ed ascoltare, accogliere quella fonte
che in noi cerca – ed è – Bontà e Bellezza, potremmo anche farne dono,
interpretare gli altri con la stessa assonanza e ritrovarci
sulla stessa reciproca vibrazione.

06.08.2006 Poetyca

Testi tratti da: 

ReflectionOne can not say that “a single moment of mind”
comes before “all phenomena”,
or that “all phenomena”
be the first of “a single moment of mind.If it says that all phenomena arise from a moment of mind
it has a vertical relationship.
If we say that all phenomena are at once manifest in the mind
there is a horizontal relationship.

Neither vertical nor horizontal are correct.

All one can say
is that the mind is all the phenomena
and that all phenomena are the mind.

This is obscure, subtle and profound.
Knowledge can not grasp it,
no words to express it.
Therefore it is said “the region of the inexpressible.”

Master Chih-i (VI sec. A.D.)

You could not describe something that is lived,
in its manifestation, if only we were to trust
rationality, the words that unveil
attributes, quality and measurement, we would have the vanishing
of our time.
Everything is interconnected, alive and present,
everything is part of our deep dive
and it would only try to understand the magic fade.
There is an inside or an outside phenomena;
phenomenon and as we ourselves are the observer could not
perceive and understand by observing,
as a finger could not understand himself;
remains inexpressible what you live.

06.08.2006 Poetyca

The teaching

Understanding, Goodness and Beauty

The certainty that you have within you, in simple form,
Understanding, Goodness and Beauty,
is really important for the practice of Buddhist meditation.

Commonly, we think not worth much.
For this, we look for in others, what we think we do not have.

Master Thich Nhat Hanh

Often we look out around us “something”
there seems to be a call, we can satisfy
giving us a sense of accomplishment, we are able to recognize
that it is able to placate, to make us feel complete.

Yet to be able to recognize, to try assonance
there must be in us that resemble what constitutes
a source of attraction.
Goodness and Beauty which we see with the eyes of the heart
everywhere in nature, in the innocence of a child,
that are not mirror of a part of us.

Rather than rushing to collect crumbs and stir around;
is wise to pause and listen, accept that source
that we look for – and is – Goodness and Beauty, we could also donate them,
interpret others with the same assonance and stand
each other on the same vibration.

06.08.2006 Poetyca

 

Il Fiore di Bodhidharma

…E solo tu


…E solo tu

A te che ami i miei silenzi
vorrei offrire
nuove sorgenti
ricche di forza e sfumature

Per la dinamica incisa
in attimi estesi
su tavolozze
di vivo colore

Raccontarti
il fruscio di foglie
quando si smorza la ruggine
e restano scarlatti
anche i miei sogni

Attesa di Luce
che estenda la vita
per specchiarmi ancora
nel respiro del vento

Palpiti vivi
tra le carezze
dell’anima
che ritrova il suo senso

Anche ora
che mi perdo
tra sguardi e parole
nuovo sussurro
ti offro
…e solo tu
lo sai ascoltare

03.09.2006 Poetyca


And only you ..
.

To you who love my silence
I offer
new sources
full of strength and nuances

Engraved for the dynamics
moments in extended
on palettes
of bright color

Tell
the rustle of leaves
when the rust fades
scarlet and remain
even my dreams

Waiting for the Light
extending life
for mirrored yet
a breath of wind

Live beats
between strokes
soul
who finds his way

Even now
I lose
between gaze and words
new whisper
you offer
… And only you
you know listening

03.09.2006 Poetyca

Perchè tu lo vuoi


Perchè tu lo vuoi

Tu vuoi
un solo battito
che frema,
tra palpiti e sogni,
apri la mani e non temere:
scivolando ancora
anche oggi è attesa
che cattura l’eco del tempo,
in un viaggio senza confine.

Non lo vedo più
il confine che temevo;
ho allargato le braccia
alla vita e non potrò inciampare.

Non sospiro più
come quando asciugavo lacrime
che fuggivano nel silenzio;
tutto cambia, perchè tu lo vuoi.

22.11.2006 Poetyca


Cause  you want it

You want
one beat
indignant that,
between heartbeats and dreams,
open your hands and do not fear:
still slipping
today is expected
that captures the echo time,
a journey without borders.

I do not see more
I feared that the border;
I spread my arms
to life and I can not stumble.

Sigh no more
as when wiped tears
fleeing into silence;
everything changes, because you want it.

22.11.2006 Poetyca

Idealisti fragili


Idealisti fragili

Attesa che dipinge
immagini, speranze e quella
necessità di mutare una realtà
capace solo di ferire.
Orme da cercare come traccia indelebile
dove gli ideali siano ricerca
di un mondo migliore.

Siamo fragili, idealisti,
forti nella tempesta
grazie a questa voglia di credere;
malgrato tutto.

Non si potrebbe rinnegare
la vera fonte di energia
capace di non farci smarrire
quando con gli occhi di chi legga
oltre le apparenze sa interpretare
i segni della natura
che immutabile accompagna
la presenza dell’Amore.

07.02.2006 Poetyca

Idealists fragile

Waiting for paint
images, and hopes that
need to change a reality
can only hurt.
To look like indelible footprints
where the ideals are research
a better world.

We are fragile, idealistic,
strong in the storm
Thanks to this desire to believe;
Malgrate everything.

You could not deny
the true source of energy
can not make us lose
when the eyes of those who read
beyond appearances can interpret
signs of nature
immutable that accompanies
the presence of Love.

07.02.2006 Poetyca

Qui ed ora


Qui ed ora

Il tempo
sul piatto della bilancia
cerca senso
a quel che s’è attraversato:
Ieri, oggi, domani
ed intanto tutto è mutato

Io resto qui
a cercare alle spalle
briciole e ricordi
ma nulla afferro
allora proietto al domani
per costruire un sogno

Intanto mi sfugge
quest’istante
ed il prezioso dono
racchiuso in un attimo
e nel respiro:
vita da raccattare

– qui ed ora-
01.09.2006 Poetyca

Here and now

Time
on the scales
search direction
to what has been crossed:
Yesterday, Today and Tomorrow
and while everything has changed

I stay here
to look behind
crumbs and memories
but nothing grabbed
then project it to tomorrow
to build a dream

Meanwhile escapes me
this instant
the precious
enclosed in an instant
and breath:
life by picking up

– Here and now-
01.09.2006 Poetyca