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“Eagles : Long Road Out Of Eden 2007 – Eagles Full Album 2007”


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Sospiri nel vento


Sospiri nel vento

Racconto sospiri nel vento
con incurante certezza
impallidita dalla luna tacita
– per una nota sola si respira vita –
come violino che accompagna
il rossore del giorno

Li accolgo e li incasello
oltre il confine del tempo andato
dove tutto era certezza
sulla falsariga di un sogno
che non ha più ali

Porterò fiori
ad adornare capelli sciolti
tra le pieghe di quest’attesa
in punta di piedi
per essere ancora una volta
anima libera da lacci
e crescente colore
nascosto al giorno

10.04.2007 Poetyca

Sighs in the wind

Tale sighs in the wind
careless with certainty
the pale moon silent
– A single note is breathed life –
as violin accompanying
redness of the day

We welcome them pigeonholed
beyond the border of the old days
where everything was certainty
along the lines of a dream
which has no wings

Bring flowers
to adorn her hair down
the folds of this expectation
on tiptoe
for once
soul-free bonds
and growing color
Hidden day

10.04.2007 Poetyca

Trama di un sogno


Trama d’un sogno

Il tormento celato s’infrange
allo scorrere di questo tempo
ed in silenzio ripiega il ricordo
come un vecchio e caldo maglione
mentre l’anima accarezza l’istante
in cui tutto si possa sperare

Racchiusa trama d’un sogno
nel cassetto della memoria
palpita acceso attimo di vita
a non far svanire l’odore
di quel che inciso si svela
ed anche oggi vorrei urlare

24.01.2007 Poetyca

Plot of a dream

The torment hidden shattered
the passing of this time
and silently folded the memory
like an old sweater and warm
while the soul Shakes the moment
where all we can hope

Enclosed plot of a dream
in the cassette memory
beats on second life
not to dispel the odor
the way of what is revealed
and even today I would scream

24.01.2007 Poetyca

Aiutare senza abusare


Riflettendo…

La Riflessione

Prego per tutti noi,
oppressori ed amici,
che possiamo riuscire, insieme,
a costruire un mondo migliore,
grazie alla comprensione umana e all’amore;

Prego che così facendo
possiamo ridurre il dolore
e la sofferenza di tutti gli esseri senzienti.

S.S. il XIV Dalai Lama

———————–

Lavorare insieme,costruire
mattone su mattone con l’impegno
per essere migliore è dare linfa
alla trasformazione di ogni essere
che non è distinto da noi
ma è parte integrante del nostro vivere.
Nulla è separato e possiamo
pregare ed agire per ridurre il dolore
attraverso l’amorevolezza e la gentilezza.

Poetyca

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L’insegnamento

Aiutare senza abusare

Occorre sia parlare con energia per condividere l’insegnamento,
sia percorrere il cammino con convinzione per dare l’esempio della pratica.

Ma costringere qualcuno ad ingurgitare parole ed esempi,
significa abusare della persona che si suppone vorremmo aiutare.

Maestro Shiqin

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E’ importante comprendere
chi davvero vorremmo aiutare,
se desideriamo porgere qualcosa
che altri elaboreranno, oppure
solo imporre il nostro atteggiamento
per un personale bisogno.
Aiutare è restare al fianco
e mai sostituirsi agli altri.
Non si deve opprimere ma accogliere
nell’ascolto e nell’altrui attenzione,
senza confondersi o proiettare
delle proprie attitudini.

Che alle parole sia sempre coerente
il giusto esempio, lavoro del nostro percorso.
A poco servirebbe mostrare di conoscere
e non aver mai tentato di vivere davvero
le parole che si sanno esporre con abilità.

Poetyca

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19.12.2007 Poetyca

Reflecting …

Reflection

I pray for all of us,
oppressors and friends,
that we can succeed together
to build a better world ,
through human understanding and love ;

I pray that in doing so
we can reduce the pain
and the suffering of all sentient beings.

S.S. the XIV Dalai Lama

———————–

Working together , build
brick by brick with the commitment
to be better is to sap
the transformation of every
which is not distinct from us
but is an integral part of our lives .
Nothing is separate and can
pray and act to reduce the pain
through the kindness and gentleness .

Poetyca

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The teaching

Helping without abusing

It should be speaking with energy to share teaching,
either walk the path with conviction to give the example of the practice.

But forcing someone to swallow words and examples,
means abusing the person who is supposed would like to help .

Master Shiqin

———————————-

It ‘ important to understand
who really would like to help ,
if we want to give something
that others will develop , or
only impose our attitude
for a personal need.
Helping you stay on the side
and never replace the other .
You must not oppress but welcome
in another’s listening and attention ,
without confusion or project
their attitudes .

That the words are always consistent
the right example , the work of our journey .
A little show would know
and he never really tried to live
the words that are known to exhibit with skill.

Poetyca

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19.12.2007 Poetyca

bodhidarma

La mia vera natura è Amore


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La mia vera natura è Amore

La mia vera natura è Amore. L’amore tende naturalmente a esprimersi, affermarsi, superare le difficoltà . Quando avrai capito che il mondo è amore in azione?, lo vedrai in un modo tutto diverso. Ma prima deve cambiare il tuo atteggiamento verso la sofferenza, che è anzitutto una richiesta di attenzione, essa stessa un moto d’amore. Più che la felicità, l’amore vuole la crescita, l’allargamento e l’approfondimento della coscienza e dell’essere. Tutto ciò che lo impedisce, diviene causa di dolore?, e l’amore, si sa, non si sottrae al dolore. Il sattva, l’energia che opera a favore della giustizia e di uno sviluppo ordinato, non deve essere ostacolato. Altrimenti, si rivolta contro se stesso e diviene distruttivo. Ogni volta che si frena l’amore e si permette alla sofferenza di espandersi, la guerra diventa inevitabile. La nostra indifferenza alla pena del vicino, porta la pena alla nostra porta.

Tratto da Io sono Quello di Nisargadatta

Seguendo il nostro disagio, paura ed attaccamento alla mancata attenzione accade di temere la perdita, di mettere in moto meccanismi che come per chi precipita dal un dirupo sono di autoconsevazione dell’ego e imprimono la necessità  di attaccarsi saldamente alla roccia. La mente intenta la battaglia con quelle energie che nobilitano e conducono allo scuoterci e al condurci alla nostra vera natura. Amorevolezza e compassione sono quel disvelamento del velo di Maya, la capacità  di comprendere come gli altri siano specchio e proiezione di noi stessi, come, piuttosto che combattere contro quello che possano rappresentare,per il timore della perdita, si possa incentrare la nostra attenzione verso quei movimenti interiori e cercarne le vere cause per riportare equidistanza. Il vero lavoro è dentro di noi, nella capacità  di applicare con sincerità  quanto si sia appreso delle esperienze di vita. Molti dei miei movimenti di timore e di senso di perdita, che un tempo erano capaci di farmi bloccare e di trattenere in una sorta di mura difensive la mia vera natura, erano legati alla mia aspettiva per il mio sentimento di lealtà  calpestato. Ho compreso come, in fondo fossi io stessa a determinare quei meccanismi, motivo per analizzare a fondo e saper lasciare andare, con il tempo ogni attaccamento. Conosco dunque molto bene questo genere di percorso e posso dire che averne trasformato la causa mi ha liberata e resa più accogliente degli eventi e più forte. Spesso è Avidya l’ignoranza a condurci su vie controverse, ma è pur vero che ogni ostacolo, ogni motivo di inquietudine è opportunità  per portare in luce il lavoro compiuto. I praticanti possono scacciare le ombre e rinnovare la Luce. Poi, in fondo è solo dentro noi stessi il lavoro da compiere e lasciato andare l’ultimo lembo di Ego è possibile accogliere Amore, essere Amore che si riconosce e manifesta. Se non si diviene contenitori vuoti, senza alcuna resistenza sarebbe difficile poter comprendere come tutto sia interconnesso e che, in fondo, gli altri sono esattamente come noi: stesse paure e stesse aspirazioni. Nessun nemico se non noi stessi.

07.02.2007 Poetyca

My true nature is Love

 My true nature is Love. The love naturally tends to express itself, assert itself, overcome the difficulties. Once you understand that the world is love in action?, You’ll see a totally different way. But first he must change your attitude to suffering, which is primarily a demand for attention, itself a movement of love. More than happiness, love wants growth, enlargement and deepening of consciousness and being. All that prevents, becomes the cause of pain?, Love, you know, is not immune to pain. Sattva, the energy that works on behalf of justice and orderly development, must not be hindered. Otherwise, it turns against itself and becomes destructive. Every time you brake the love and suffering is allowed to expand, the war becomes inevitable. Our indifference to the pain of having close, brings pain to our door.

Adapted from What I am Nisargadatta

Following our discomfort, fear and attachment to the lack of attention happens to fear of loss, set in motion the mechanisms as to who falls from a cliff are autoconsevazione ego and impress the need to stick firmly to the rock. The mind intent battle with the energies that bring glory and lead to shake us and bring us to our true nature. Kindness and compassion that are uncovering the veil of Maya, the ability to understand how others are mirror projection of ourselves as, rather than fight against what can be, for fear of loss, we can focus our attention to those inner movements and seeking the real causes for back spacing. The real work is inside us, the ability to apply what you have learned with sincerity of life experiences. Many of my movements with fear and sense of loss, which once were able to block and keep me in a sort of defensive walls my true nature, were linked to my expectation for my sense of loyalty trampled. I understand how, after I had myself to determine the mechanisms, so thoroughly analyze and be able to let go, with time each attachment. So I know very well this kind of path and I can say that because I have turned the liberated and made more welcoming events and stronger. Avidya is ignorance often lead to inland controversial, but it is true that every obstacle, every reason for concern is opportunity to bring to light the work done. Practitioners can cast shadows and re-light. Then, it is only within ourselves the job done and let go the last part of Ego can receive love, be love that is acknowledged and manifest. If you do not become empty, without any resistance would be difficult to understand how everything is interconnected and that, basically, the rest are just like us, those same fears and aspirations. No enemy but ourselves.

07.02.2007 Poetyca

Mente e karma


Mente e Karma

La pratica di Metta, la compassione, il comprendere che Karma è seminare e poi raccogliere quel che si semina per noi e per gli altri annulla la domanda circa cosa sia stato fatto e perchè si possa sentire ingiusto qualcosa. La liberazione è comunque nel nostro percorso di rettitudine.
In soccorso e per riflettere potrebbe venire il pensiero dello stesso Buddha sul seminare un pensiero, un azione e il nostro destino:

Semina un pensiero…

Semina un pensiero e nascerà un’azione. Semina un’azione e nascerà un’abitudine. Semina un’abitudine e nascerà un carattere. Semina un carattere e nascerà un destino …

Poiché la mente precede i modi d’essere, originati dalla mente, creati dalla mente. Nella mente ha origine la sofferenza. Nella mente ha origine la cessazione della sofferenza.

(Dai detti del Buddha © copyleft perle.risveglio.net)

E’ dunque la mente che ci libera o ci incatena al seminare il Karma,che altri non è che una ruota tra azione e reazione. A noi la scelta di procedere nell’ininterrotta catena di reazioni o nello spezzarla per procedere verso una via d’uscita che sia nel consapevole agire verso la rettitudine.

Poetyca 10.05.2007

Il ribelle – Osho


Il ribelle

La gente ha paura,
un vero terrore
di coloro che conoscono se stessi.
Essi hanno un potere ben preciso,
un’aura e un magnetismo,
un carisma in grado di estrarre
chi è giovane e vivo
dalla prigione delle tradizioni.

Che sia ricco o povero,
il Ribelle è un vero imperatore
poiché ha spezzato le catene
dei condizionamenti
e delle opinioni
della società repressiva.
Ha dato forma a se stesso,
abbracciando tutti i colori dell’arcobaleno,
emergendo dall’oscurità
e dalle radici informi
del suo passato inconsapevole
e sviluppando ali con cui volare alto nel cielo.

Il suo modo di essere è ribelle
– non perché lotti contro qualcuno
o qualcosa,
ma perché ha scoperto
la propria vera natura
ed è determinato a vivere in base a essa.

L’aquila è il suo spirito animale,
un messaggero tra la terra e il cielo.

Il ribelle ti sfida a essere coraggioso
a sufficienza per assumerti la responsabilità
di ciò che sei e per vivere in funzione della tua verità.

Tutto passa, ma tu rimani.
Tu sei la realtà; tutto il resto
non è altro che un semplice sogno.

Ci sono sogni meravigliosi,
e ci sono incubi terribili…
ma non importa
che si tratti di un sogno magnifico
o di un incubo terrificante;
ciò che conta è colui che osserva il sogno.
Colui che vede è l’unica realtà.

Questa è la cosa
più importante da ricordare.
Se inizi a pensare
a come rendere permanenti
i tuoi momenti di estasi,
hai già iniziato a distruggerli.

Quando giungono, sii grato;
quando se ne vanno,
ringrazia l’esistenza.
Resta aperto.
Accadrà molte volte:
non giudicare mai,
non scegliere mai,
non privilegiare nulla.
Resta in uno stato d’animo
privo di scelta.

Osho

@@@@@

Un ribelle, per come intendo io questo termine, è un fenomeno spirituale. Il suo approccio è assolutamente individuale. La sua idea è questa: se vogliamo cambiare la società, dobbiamo cambiare l’individuo. La società in sé non esiste (…) Ovunque incontri qualcuno, incontri un individuo. Società non è altro che un nome collettivo privo di realtà, senza sostanza. (…)
Nessuna rivoluzione è ancora riuscita a cambiare gli esseri umani, ma sembra che non ce ne siamo accorti. Ancora continuiamo a pensare in termini di rivoluzione, di cambiamento della società, del governo, della burocrazia, delle leggi, dei sistemi politici. Feudalesimo, capitalismo, comunismo, socialismo, fascismo: tutti, a loro modo, erano rivoluzionari, e tutti hanno completamente fallito, un fallimento inequivocabile perché l’uomo è rimasto lo stesso. (…). Il ribelle è tuttora una dimensione inesplorata.
Dobbiamo essere ribelli, non rivoluzionari. Il rivoluzionario appartiene a una sfera terrena; il ribelle e la sua ribellione sono sacri. Il rivoluzionario non può stare da solo: ha bisogno di una folla, di un partito politico, di un governo. Ha bisogno del potere… e il potere corrompe. In particolare, il potere assoluto corrompe in modo assoluto.
Tutti i rivoluzionari che sono riusciti a prendere il potere ne sono stati corrotti. Non sono riusciti a cambiare la natura del potere e le su istituzioni; il potere ha cambiato loro e la loro mente, corrompendoli. La società è rimasta la stessa, solo i nomi sono cambiati.
(…)
Il mondo ha conosciuto solo pochissimi ribelli. Ma ora è il momento: se l’umanità non riesce a produrre un gran numero di spiriti ribelli, i prossimi decenni potrebbero diventare la nostra tomba. Siamo molto vicini a quel punto di non ritorno.(…) Una discontinuità con il passato: questo è il significato della ribellione.
La ribellione è una discontinuità. Non è né riforma né rivoluzione: semplicemente, ti sconnetti da tutto ciò che è vecchio, Le vecchie religioni, le vecchie ideologie politiche, il vecchio essere umano… ti stacchi radicalmente da tutto cò che è vecchio; riparti da zero, inizi la vita da capo.
Il rivoluzionario cerca di cambiare il vecchio; il ribelle semplicemente ne esce, come il serpente che si lascia alle spalle la vecchia pelle senza mai guardare indietro.
(…)
Nei decenni a venire, o l’umanità scomparirà o sulla Terra farà la sua comparsa un nuovo essere umano con una visione diversa.

Quel nuovo essere umano sarà un ribelle.

Osho


“Una nuova spiritualità per il ventunesimo secolo: non una rivoluzione politica ma una ribellione individuale”
in Liberi di essere, Arcobaleno, 2007


(raccolta dei discorsi pubblici di Osho)

Rebel

People are afraid,
a real terror
those who know themselves.
They usually have very specific
aura and magnetism,
charisma can extract
who is young and alive
from the prison of tradition.

Whether rich or poor,
The Rebel is a true emperor
because it has broken the chains
constraints
and opinions
repressive society.
He shaped himself,
embracing all the colors of the rainbow,
emerging from obscurity
and roots inform
unaware of his past
and develop wings to fly high in the sky.

His way of being is rebellious
– Not because someone fights against
, or something,
but because he found
true nature
and is determined to live up to it.

The eagle is his spirit animal
a messenger between earth and sky.

The rebel challenges you to be brave
enough to take responsibility
of who you are and to live according to your truth.

Everything passes, but you remain.
You’re really all the rest
is nothing but a mere dream.

There are wonderful dreams,
and there are terrible nightmares …
but no matter
that it is a wonderful dream
or a terrifying nightmare;
what matters is the watcher’s dream.
Seer is the only reality.

This is the thing
important to remember.
If you start thinking
how to make permanent
your moments of ecstasy,
have already begun to destroy them.

When they arrive, be grateful;
when they go,
Thanks to its existence.
Remains open.
It will happen many times:
never judge,
never choose,
not focus on anything.
Remains in a state of mind
free choice.

Osho

@@@@@

A rebel, for me, as I understand this term, is a spiritual phenomenon. His approach is entirely individual. His idea is this: if we change society, we must change the individual. The company itself does not exist (…) Everywhere you meet someone, you meet a person. Society is nothing but a collective name without reality, without substance. (…)
No revolution has yet been able to change human beings, but it seems that we realized. Still continue to think in terms of revolution, a change in society, government bureaucracy, laws, political systems. Feudalism, capitalism, communism, socialism, fascism all in their own way, they were revolutionaries, and all have completely failed, an unequivocal failure because the man has remained the same. (…). The rebel is still an unexplored dimension.
We have to be rebels, not revolutionaries. The revolutionary one of a terrestrial sphere, the rebel and his rebellion are sacred. The revolutionary can not be alone: he needs a crowd, a political party, a government. He needs the power … and power corrupts. In particular, absolute power corrupts absolutely.
All revolutionaries who managed to take power have been corrupted. Failed to change the power of anthuriums and on institutions and their power has changed their minds, corrupting. The company has remained the same, just the names have changed.
(…)
The world has known only a handful of rebels. But now is the time: if humanity fails to produce a large number of rebel spirits, the next few decades could become our grave. We are very close to that point of no return. (…) A break with the past: this is the meaning of rebellion.
The rebellion is a discontinuity. It is neither reform nor revolution simply Disconnect you from everything that is old, old religions, the old political ideologies, the old human being … you fall radically from all CO is old allocation from scratch, beginning life as a head.
The revolutionary attempts to change the old, leaving the rebel just like the snake leaves behind the old skin and never look back.
(…)
In the decades to come, old humanity disappear on Earth will be found a new human being with a different view.

That new human being be a rebel.

Osho


“A new spirituality for the twenty-first century: a political revolution but not an individual rebellion”
in Free to be, Rainbow, 2007
(Collection of public discourses of Osho)

Tuffo nel passato


 

Tuffo nel passato

Un olio come balsamo
aloe o mirra
che in silenzio penetra
nel cuore d’ una ferita antica
lenendo incise parole
vecchie spade che trafiggono

Un tempo già percorso
dove si celava
dietro ad ogni curva
un tranello ad arte
per soffiare fragilità
che scheggia l’anima

Cristallo trasparente
infranto da chi giudica
e mette in risalto ogni incertezza
imbrattando l’animo
con risata e sarcasmo
per non farmi essere me stessa

Accesa solitudine a sospirare
ancora attesa
tra sogni e visione di un tempo
da vivere
con la forza dell’orgoglio
ed accesa tenerezza

Trascinata goffaggine
senza alcuna mano
che oltre ogni lacrima
s’ allungasse in carezza
questo è tuffo nel passato
che si manifesta

01.03.2007 Poetyca

Back in past

Oil as a balm
myrrh and aloes
in silence penetrates
in the heart of ‘old wound
soothing words engraved
old swords that pierce

Already come a time
where concealed
behind every corner
a trap for art
blow to fragile
that the soul shard

Crystal Clear
broken by those who judge
and highlights any uncertainty
fouling soul
with laughter and sarcasm
will not let me be myself

Loneliness turned to sigh
still waiting
between dreams and vision of a time
living
with the power of pride
tenderness and burning

Dragged clumsiness
no hand
that beyond all tears
s’ elongated caress
this is back in time
manifested

01.03.2007 Poetyca

La nostra responsabilità


 

La nostra responsabilità

Avete il pennello, avete i colori, dipingete l’inferno, fate pure,

dipingetelo, ma poi non date la colpa ai vostri genitori, non date la

colpa alla società e, per amor del cielo, non date la colpa a Dio.

Assumetevi la piena responsabilità di aver creato il vostro inferno.

Nikos Kazantzakis

Amare se stessi

Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza che ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere appreso dai genitori, se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri. Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo che a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi, amando altre persone ,è in realtà una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare: sensibilità , doti da non far emergere, sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri. Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi. Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore che non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.

30.07.2006 Poetyca

Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione, se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino a far emergere in sè quella parte che non è germogliata ancora, si sostiene e non si possiede nulla. E’ importante capire come l’amore universale sia diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose. Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare, invece di restare ancorati alla ;perdita, si deve capire che hanno finito il loro compito, che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori. Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico, è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli per essere migliori

07.04.2007 Poetyca

Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare che che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno che questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione. Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci. Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri che lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna. Mi viene in mente la frase del buddismo Se incontri il Budda per strada…uccidilo!

rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.

04.12.2005 Poetyca

In punta di piedi…oltre il silenzio

Non temo il mondo e non ho motivo di nascondere quel che attimo per attimo si manifesta, offro la voce che su note intime conduce una lunga storia, quella che mi segue e mi sostiene da tanto tempo. Posso anche tacere, non è importante cosa posso ricevere, se il mondo accoglie o rigetta chi non sia riconosciuto, seguo quel che il cuore detta, non conosco separatezza da altre essenze che sono parte di me stessa.Per questo spesso non scrivo solo quello che vivo in prima persona, ma anche quanto per empatia a volte con sofferenza raccolgo degli altri, si vive e ci trasforma, si accoglie e si porge quel che ci è possibile dare con amorevolezza e speranza, ma non si tratta di qualcosa da sottolineare, di cui rivestirci per meglio apparire, è tutto a livello sottile e non sempre è facile descrivere a parole, la poesia, l’essenza concentrata delle sensazioni, l’energia che scaturisce e di getto suggerisce parole è capace di colmare queste lacune, da tempo però non le permetto di manifestarsi, indirizzo altrove la mia attenzione.Spesso si vive nel silenzio per poi dare il meglio possibile per accompagnare, è spesso attesa, presenza silenziosa dove ci si adatta agli altri. La fucina o la fornace del nostro essere è in continua evoluzione e si cerca semplicemente di stare accanto, solo se viene consentito, senza nulla imporre. Semplicemente posso tacere quando avverto di creare disagio. Quando comprendo che si cerca altro e non si tenta di fare nulla per responsabilizzarsi, spesso proiettando le cause; di disagio su altri, compresa me e non sulle proprie scelte personali.Conosco i miei limiti e non insisto, non ha senso farlo, con ulteriore presenza se essa non è compresa:

“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. 8 E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. Marco 6, 7-13

Non ho la pretesa di – portare a me – nessuno e non lo faccio nel nome di nessuno,sopratutto preferisco il dialogo con persone capaci di attenzione verso di sè, di maturità e che non abbiano pretesa alcuna di possesso, che condividano con la gioia di farlo senza attaccamento e pretese di attenzione continua – motivo di possesso – ma che sappiano apprezzare ed alimentare la libertà reciproca, per quel senso sottile di rispetto, non impongo e non ho attaccamento o pretesa di essere accolta, chi sono io per pretenderlo? Semplicemente mi anima l’entusiasmo della condivisione, ma non cambia nulla se quel poco che sono capace di offrire non fosse accolto, si potrebbe essere sgraditi e non per questo si deve avere la pretesa di imporsi agli altri…Va tutto bene così come è.

29.07.2007 Poetyca

Il mio scritto è una sorta di analisi, sofferta è vero, di come quello che si offre, si è, si attraversa con un certo atteggiamento, fosse anche il tacere per rispetto e perchè si attendono i tempi degli altri, venga poi reinterpretato con la personalità di chi legge, di chi si sentisse deluso o non trova attenzioni particolari che colmino delle lacune che trovano risoluzione attraverso un lavoro interiore personale e non aggrappandosi alla mia presenza. Non è facile quando qualcuno crede essere dovuto l’essere presenti, poi in nome di qualcosa che , in realtà non ricade neppure su mie capacità o responsabilità . Non è facile non cadere in conflitto tra quelle intenzioni che si erano preposte espresse con chiarezza e quanto si riporti a disamina da parte di altri individui di atteggiamenti e atti che vengono visti con uno spirito che non mi rappresenta. L’orgoglio, la voglia di chiarire, la voglia di prendermela con me stessa per avere offerto cose che sono state male interpretate o disprezzate, che hanno seminato la diffidenza perchè non saprei fornire cose diverse da quello che ci si attendeva sono momenti particolarmente difficili da attraversare, sopratutto perchè non si riesce a non provare attaccamento, a non reagire contro l’ingiustizia. Il silenzio, la ricerca di equilibrio oppure il rispetto dei tempi degli altri, senza nulla pretendere, viene visto come atteggamento giudicante, come rappresaglia malevola. Ma come spiegare? Sembra persino giustificare agli occhi di chi ha già tratto delle conclusioni. Non è facile far capire la propria natura, matura o meno che sia, sicuramente diversa da tante persone. Ecco l’origine del mio scritto, non resta che accogliere le cose così come sono ed imparare sulla pelle cosa sia quella sensazione di solitudine a volte. In fondo tutti abbiamo sperimentato come più si proceda nella Sadhana e come maggiore sia il senso di estraneità verso un Mondo che forse non comprende ma non si potrebbe fare a meno di comprenderlo: nei limiti, nelle aspettative e nell’incapacità di accogliere il proprio essere così come si è piuttosto che rappresentazione delle altrui proiezioni possessive.

un sorriso

29.07.2007 Poetyca

Our responsibility

You brush, you have the colors, paint the hell, go ahead,
paint them, but then do not blame your parents, do not give
blame the company and, for heaven’s sake, do not blame God
Assume full responsibility for having created your own hell.

Nikos Kazantzakis

love yourself

To love oneself is often branded as selfish, sometimes it’s pure spirit of survival that they are really our wounds, past experiences that break down our image of ourselves, then love we should have learned from their parents, if we have been neglected could become unexpressed anger or apathy, feelings of inferiority and a belief to count little or nothing for others. The path to healing is long, sometimes takes full years or cycles before you can understand that we are worth it in spite of what made us believe that we are trying to fill that void at all costs, loving other people, is actually a voice that asks us to love, appreciate and discover who we are and everything that made us choke: sensitivity, qualities not to give rise to, are our essence – to be respected by us all – and enforced by others. The pain that Buddhism is something that we create ourselves and make us slaves was the result of attachment and expectations, illusions, melting this slavery we are really free to be ourselves. Especially as we feel that something is a source of discomfort or pain in us we must seek the cause and have a lot of knocks when gratitude because it is growth opportunity for free from the lies of the mind. E ‘healing process that gives us the path to inner growth that we must not flee but to touch the root that is often more profound than we think.

30.07.2006 Poetyca

Love and loss

Love knows no fear, but especially taxation does not know if you love it allows the other to manifest itself, it even helps to bring out the part that in itself is not sprouted yet, it is claimed, and you do not have anything. It ‘important to understand how universal love is different from a relationship, one must not confuse things. We are fellow travelers who arrive in our lives, but whether they should go, instead of being anchored to, loss, you must understand that they have finished their task, which lost them is just an illusion because their presence is in us and what we have taught, the transformation that has made us better. Often the obstacles and trials of life are discarded, make us panic, it is through this step instead of us can grasp the limits and overcome them to be better

07.04.2007 Poetyca

Growing

The repetition, in the guise of different situations that contain the essence of the lessons that we have refused to take to fear, has given us the opportunity to learn to mature in us, our weaknesses, attachments, and in holding the opportunity to love. That step to overcome is expecting our commitment to read through this life experience, the karma that we have the tools to guide our personal lesson. Everything that we set aside that amount and it is time that separates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems in order to better direct us towards our evolving. A Master teaches us life, the ability to grow and relate to ourselves and others away from the illusions and fear that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, not to mention that he is the finger that showed the moon and the moon. I am reminded of the phrase in Buddhism If you meet the Buddha on the road … kill him!

represents our need to detach ourselves from the source of the teaching that has been our crutch to begin the journey within ourselves to be …. The most important journey of our life.

04.12.2005 Poetyca

tiptoe … beyond the silence

Do not fear the world and I have no reason to hide what is obvious from moment to moment, I offer private voice notes on conducting a long history, one that follows me and supports me a long time. I can also be quiet, it does not matter what I get, if the world accepts or rejects anyone who is not recognized, I follow what my heart said, I know of separateness from other species that are part of me stessa.Per this is often not only what I write I live in person, but also how to empathize with suffering, sometimes I pick the other, lives and transforms us, and we welcome it extends what we can give with kindness and hope, but it is not something to stress, of which seem best to put on, it’s all in subtle and not always easy to describe in words, poetry, the concentrated essence of the feelings, the energy of the jet suggests words and is able to fill these gaps, however long does not allow her to appear, my address elsewhere attenzione.Spesso you live in silence and then give the best to accompany you, it is often waiting, silent presence, where you adapt to others. The forge or furnace of our being is constantly changing and just trying to be close, unless it is allowed, without imposing anything. Just keep quiet when I feel I can create discomfort. When you try to understand each other and not try to do anything to take responsibility, often projecting their causes; uncomfortable about others, including me, and not on their choices personali.Conosco my limits and do not insist, does not make sense to do so, with further presence if it is not included:

“Then he called the twelve, and began to send them out two by two and gave them authority over unclean spirits. 8 And commanded them that, besides the stick, do not take anything for the trip: no bread, no bag, no money in the bag, but to wear sandals and not put on two tunics. And he said to them, “you enter a house, stay there until you leave from that place. If any place will not welcome them and do not hear you, on leaving, shake off the dust under your feet as a testimony to them. ” They went out and preached that men should repent, cast out many demons, and anointed with oil many that were sick and healed them. Mark 6, 7-13

I do not pretend to – bring to me – and no I do not do in the name of anyone, especially my favorite dialogue with people capable of paying attention to oneself, to maturity and do not have any claim of ownership, which share the joy of do it without attachment and claims constant attention – because of the possession – but who appreciate the freedom and power with each other, for that subtle sense of respect, and I do not impose attachment or claims to be accepted, who am I to expect? I simply share the enthusiasm of the soul, but does not change anything if what little I can offer is not accepted, it could be unpleasant and not for this one must have the pretension to impose other … Everything is fine as is.

29.07.2007 Poetyca

My writing is a kind of analysis, painful it is true, as what is offered, it is, you cross a certain attitude, even if the silence out of respect and because you are awaiting the other, is then reinterpreted with the personality of the reader, who felt disappointed or not special attention is to bridge the gaps that they find a resolution through personal inner work and not clinging to my presence. It is not easy when someone thinks is due to be present, then the name of something that really does not fall on either my ability or responsibility. It is not easy to fall into conflict with those intentions that were expressed clearly in charge and what is reported to scrutiny by other people’s attitudes and actions which are seen with a spirit that does not represent me. The pride, the desire to clarify, the urge to blame myself for having offered things that were misunderstood or despised, they have sown distrust because I could not provide something different from what was expected to be particularly difficult moments through, especially because you can not not try attachment, not to react against injustice. The silence, the search for balance on time or the other, with nothing to claim, is seen as a judgmental attitude, as spiteful retaliation. But how to explain? Seems to justify even in the eyes of those who have already drawn conclusions. It is not easy to understand its nature, mature or not it is certainly different from many people. Here is the source of my writing, you just have to accept things as they are on the skin and learn what that feeling of loneliness at times. Basically we have all experienced as more and how to proceed in Sadhana greater is the sense of estrangement from a world that perhaps does not understand but you could not help but understand it: the limits, expectations and be unable to accommodate your as it is rather that the representation of other people’s projections possessive.

a smile

29.07.2007 Poetyca

L’ultimo viaggio


L’ultimo viaggio

A volte ci si riempie di una falsa sicurezza, si crede di avere già tutto pronto in valigia, come se si sapesse precisamente cosa possa servirci: niente maglioni di emergenza, tanto non serviranno o fazzoletti per tergere il sudore, le valigie da preparare non devono essere d’ingombro e, in verità devono contenere solo un cuore compassionevole, talmente grande da contenere il mondo intero, dal momento che siamo tutti interconnessi, ma talmente discreto da poterlo mettere in un taschino. Poi, malgrado si sappia di essere ancora solo alla fase dei saluti, ci troviamo sospinti a dover attraversare la pensilina – c’è davvero poco tempo!

Siamo confusi e come un bimbo che per la prima volta vede un treno, cerchiamo di osservare ogni dettaglio, eppure, non lo ricordiamo – ma questo viaggio è già stato sperimentato, più volte…

Eravamo già entrati in quegli scompartimenti, ed in fondo i visi degli altri passeggeri ci erano già noti ma tutto si è cancellato nell’oblio. A preparare il treno è la saggezza del Maestro Karma che sa bene da dove proveniamo e dove andremo, sa cosa abbiamo imparato e cosa ancora è da completare e con grande compassione prepare le lezioni prossime per noi. Ecco che, insieme ad altre persone potremmo vedere scorrere dal nostro finestrino un paesaggio adatto al nostro percorso, diverso da quello di altri viaggiatori.

Allora, vista in questa prospettiva, credo sia solo la certezza di ritrovare chi amiamo forse in una stazione o in un luogo che ci accolga per crescere sino alla prossima fermata. Si parte… la Vita ci aspetta!

22.06.2007 Poetyca

The last trip

Sometimes it is filled with a false security, is believed to have everything ready in a suitcase, as if we knew exactly what to serve: no emergency sweaters, so they will not serve or tissues to wipe away the sweat, the bags should not be prepared be of size and, indeed contain only a compassionate heart, so large as to contain the entire world, since we are all interconnected, but so discreet that you can put in a pocket. Then, although you know you are still very preliminary stage of greetings, we are driven to having to cross the platform – there is very little time!

We are confused and as a child first sees a train, try to observe every detail, and yet, I do not remember – but this trip has already been tried several times …

We have entered into these compartments, and the bottom faces of other passengers were already known to us but everything is erased into oblivion. To prepare the train is the wisdom of the Master Karma that knows where we came from and where we go, know what we learned and what is yet to be completed with great compassion and prepare lessons for us next. Here, along with others flow from our window we could see a landscape suited to our location, different from that of other passengers.

Then, seen in this perspective, I think only certain of finding loved ones, perhaps a station or a place to take us to grow to the next stop. To start with … Life is waiting for us!

22.06.2007 Poetyca

Nella pioggia


Nella pioggia

Piove piove nei miei occhi piove piove nella mia anima
se tu non sei nella mia mente
se tu non sei qui ancora

Piove piove in questo cielo senza nuvole e voce
dove sento onde di pace
qui ed ora dove tutto è amore

Piove piove ora ed ancora perchè la vita è nel cuore
oltre il tempo e le parole
senza spazio e confine

Piove piove ed è vita in ricerca di speranza
dove nulla è tutto 
e tutto è nulla 
se tu fossi luce adesso

27.05.2007 Poetyca

Sogni


Sogni

Rincorri sogni
mille angoli di cielo
tra ali e sorriso

mentre vita racconti
sul selciato del cuore

17.10.2007 Poetyca

Dreams

Chasing dreams
thousands of places of heaven
between wings and smile

and life stories
on the pavement of the heart

17.10.2007 Poetyca

Vita e speranze


Vita e speranze

La rima e il sogno
il sorriso e il lampo
per corse al galoppo
su vaste pianure
che accarezzano il silenzio

Frammenti e parole
odore di vita
che sprigiona speranze
respira nel tempo
anche l’ultimo attimo

Sii te stesso
sotto la pioggia
e in trafitture di sole
con le certezza nel pugno
e dove il dubbio ti fa inciampare

Perchè tutto è evanescente
e non lo puoi trattenere
oltre le pareti del cuore
tra parole non dette
e forza nel lasciare andare

16.03.2007 Poetyca

Life and hope

The rhyme and the Dream
smile and flash
for racing gallop
over vast plains
that caress the silence

Fragments and words
smell of life
hopes that releases
breathe in time
the last moment

Be yourself
on rain
and piercing sun
with certainty in his fist
and where the question makes you stumble

Because everything is evanescent
and you can not hold
beyond the walls of the heart
between words unsaid
and strength in letting go

16.03.2007 Poetyca

Vibrare d’emozioni


Vibrare d’emozioni

Eppure il silenzio
ha mille parole
sfumature da cercare
tra la tavolozza di attimi
sono emozioni che si rincorrono
tra memoria e speranza

Solo sospiri e paure
fan tremare le attese
e pennellano memorie
che non smettono vita
nei respiri profondi
ed accarezzano il cielo

19.01.2007 Poetyca

Vibrate with emotions

Yet the silence
a thousand words
nuances to search
between the palette of moments
are emotions that run
between memory and hope

Only sighs and fears
fans tremble expectations
brush and memories
that life does not stop
in deep breaths
and touch the sky

19.01.2007 Poetyca

Verità


Verità

La verità è un viaggio che inizia a farci percorrere strade mai battute, dove nulla ci potrebbe indicare il sentiero e non serve il sestante o le stelle, la vita vissuta da altri e scritta in libri o quelle parole che altri ci gettano addosso perchè non sia perduto quello che dicono essere saggio. Ogni saggezza o scoperta nascono sempre da qualche errore e solo se ci feriamo le mani, se strisciamo per terra sbucciandoci le ginocchio – vivendo nel profondo ogni emozione – possiamo apprendere la rotta del nostro esistere.
Non lasciare traccia scritta, magari per confondere le carte, per apparire migliori è fare i conti con se stessi senza prendersi sul serio o per essere pronti a gettare tutto per ricominciare sino all’ultimo respiro.
Vivere è aprire il cuore, strapparselo se serve ma non permettere di chiudersi dentro corazze che non ci facciano imparare ad amare.

27.01.2007 Poetyca

Truth

The truth is a journey that started us along roads never stops, where nothing we could indicate the path and does not serve the sextant and the stars, the life lived by others, and written in books or other words that we throw him why not lost what they say be wise. Any wisdom or discovered there are always some error, and if you cut your hands if you crawl on the ground peel the knee – are living in deep emotion – we can learn the route of our existence.
Leave no written record, perhaps to confuse the cards to look better is to deal with without taking themselves seriously or be ready to throw it to start until the last breath.
Living is open our hearts, but if you need strapparselo not afford to close themselves into armor that we do not learn to love.
27.01.2007 Poetyca


Amore incondizionato


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Sii un imperatore

In amore non essere un mendicante, sii un imperatore.
Da’ e resta semplicemente a vedere cosa accade…
Quando cominci a donare amore con un profondo senso di gratitudine per tutti coloro che lo accettano, avrai una sorpresa: sarai diventato un imperatore, non sei più un mendicante che implora l’amore con una ciotola, bussando a ogni porta. E le persone alle cui porte stai bussando non possono darti amore, sono loro stesse dei mendicanti.
I mendicanti si chiedono amore l’un l’altro e provano rabbia e frustrazione, perché l’amore non arriva. Ma questo è inevitabile. L’amore appartiene al mondo degli imperatori, non dei mendicanti. E un uomo è un imperatore quando è così colmo d’amore da poterlo donare senza condizioni.

OSHO

Amore incondizionato

Semina e dimentica quel che hai dato,
non pensare che frutto se ne tragga,
innaffia ed incoraggia con il Cuore.

Nulla ti appartiene e sei solo un mezzo
che offre quel che hai ricevuto in abbondanza,
non dire mai di essere tu, che per mezzo di te
l’amore sboccia, perchè tu sei solo una canna vuota
che suona la musica del Vento e non fare altro
che seguire il senso della Vita: amare.

04.09.2007 Poetyca

Tutto è uno


Tutto è Uno

Il giudizio verso se stessi e verso gli altri è una traccia che spesso si percorre per sentirci migliori e sminuire gli altri, si raccoglie una visione in cui ” buono” o ” cattivo” – “giusto ” o ” sbagliato” sono i paradigmi necessari per rafforzare il nostro sentirci a posto.
Eppure amare, amarci, è accoglienza, capacità di non innescare aspettative o attaccamento al risultato. A giudicare, a frammentare la realtà è spesso la mente, il cuore non ha questi attributi, non si mette a dare giudizi, Amare non conosce attaccamento, aspettative e giudizio. La mente ha i suoi attaccamenti, il suo ego. Da questo nasce il dolore: desiderio di attenzione, attaccamento, aspettative e timore di non essere accetti dagli altri, paura di perdere l’oggetto d’amore, senso di abbandono.
Siamo immersi in una società ” giudicante”, dove piuttosto che essere costruttivi e leggersi dentro si ama sfuggire proprie responsabilità, si proiettano su altri.
Si agisce d’impulso e il rancore e la rabbia sono quella forza distruttiva che prende origine dalla frustrazione, dal sentirsi non apprezzati. Il senso di giustizia frustrato nasce dal sentirsi ” buoni” ( a volte nascondendo sotto il tappeto le proprie responsabilità) e non adeguatamente ricompensati. Ora, io non considero che si debba vivere ” a briglia sciolta”, semplicemente è importante proprio l’apprendere il valore delle responsabilità – del mettere in moto un meccanismo che non trova ” giudicanti e punizioni” ma una legge di causa ed effetto per cui se si compiono atti nocivi si è responsabili del loro effetto. Se sappiamo accogliere gli eventi senza vederli – Buoni o Cattivi per noi, ma come opportunità e guida al nostro cammino interiore, raccogliendone l’insegnamento possiamo imparare anche l’accoglienza. E’ difficile in molte situazione accettare una perdita, eppure nulla dura per sempre, non si dovrebbe provare attaccamento al passato o alle illusioni o aspettative del futuro – la vita è attimo da raccogliere ora, in questo istante. Arricchendoci con l’attenzione verso quel che ci attraversa dentro, con il ” non giudizio” ma da osservatori si impara una forma di distacco che è comunque partecipazione lucida, questo ci insegna una nuova prospettiva che allontana il timore. La Speranza è la gioia e la capacità di non temere, di avere fiducia negli eventi e nella nostra Luce interiore. Come si potrebbe vivere in un mondo ” diviso” che vede tutto come dualismo e non sa poggiare sulla Divina presenza?
Abbiamo dimenticato molte cose, tra queste che non dobbiamo temere, tutto è legato alla Presenza e non ce ne accorgiamo. Vaghiamo come bimbi smarriti e la paura ci fa separare tutto in Bene e Male, eppure tutto è Uno.

15.02.2007 Poetyca

Sincronicità e cuore


Sincronicità e Cuore

Di solito ad ogni accadimento si trova la causa che lo ha determinato.Siamo abituati a trovare una spiegazione ” logica” a tutto, eppure ci sono eventi che appaiono senza una causa determinante, si dice che siano acausali perchè non rientrano nella riconosciuta legge di causa- effetto.Accade a volte che senza una causa ( apparente) si possano sperimentare o osservare dei fenomeni che si manifestano contemporanei, addirittura sembrano perfettamente incastrati l’uno con l’altro da poterne cogliere una sorta di misterioso nesso. A volte si verificano intere catene di questi fenomeni e su questo si è giocato anche nella trama di film dove si descrive il viaggio nel tempo ( se nello spazio/tempo andassimo a modificare un’azione passata, si ipotizza che non possa esiste quella attuale) Se ad esempio un nostro avo non avesse sposato la consorte noi non saremmo nati.

Ma ecco in dettaglio di cosa si tratta:

“La sincronicità è un termine introdotto da C.G.Jung nel 1950 per descrivere una connessione fra eventi, psichici o oggettivi, che avvengono in modo sincrono, cioè nello stesso tempo, e tra i quali non vi è una relazione di causa-effetto ma una evidente comunanza di significato. La sincronicità è relativa quindi alle “coincidenze significative”. “

Nel suo trattato sulla Sincronicità Jung postula l’esistenza di un aspetto della realtà per cui, indipendentemente da qualsiasi nesso causale, il mondo per qualche oscuro motivo ci corrisponde, concordando in modo sorprendente con la nostra vicenda individuale. Jung chiama questi episodi coincidenze significative e suppone che la realtà possieda un lato creativo che si mostra a chi si predispone a riconoscerlo. ” Il prinipio di sincronicità formula un punto di vista diametralmente opposto alla causalità. Siccome quest’ultimo è una verità meramente statistica e non assoluta, essa è una specie di ipotesi di lavoro esprimente come gli eventi evolvono uno dall’altro, mentre la sincronicità considera la coincidenza degli eventi in spazio e tempo come significatore di qualche cosa di più di un mero caso, cioè di una peculiare interdipendenza di eventi oggettivi tra di loro, come pure fra essi e le condizioni soggettive (psichiche) dell’osservatore o degli osservatori(…).(…)Soltanto la radicata convinzione dell’onnipotenza della causalità crea difficoltà alla comprensione e fa apparire impensabile che possano verificarsi o esistere eventi privi di causa. Ma se essi esistono, dobbiamo definirli atti creativi nel senso di una creatio continua (…). Bisogna guardarsi ovviamente dal considerare acausale ogni evento la cui causa sia ignota.(…) Coincidenze significative sono pensabili come puri casi. Ma quanto più si assommano e quanto più grande e precisa è la corrispondenza, tanto più diminuisce la loro probabilità, e tanto più cresce la loro impensabilità: vale a dire, non possono più valere come puri e semplici casi, ma – in mancanza di una possibile spiegazione causale – debbono essere concepiti come ordinamenti”.
(C. G. Jung, La Sincronicità, Bollati Boringhieri 1992, pp. 114 sg).

Mi accade spesso di pensare a qualcosa ( evento psichico) o di avere una sensazione che, sistematicamente ha una ” risposta”. Ti è mai capitato di pensare, ad esempio a un evento o una persona e, accendendo la radio ascoltare la musica che la ricordi? Pensare a qualcuno che non senti da tempo e riceverne subito la telefonata?
A cosa ascrivere la causa? O persone che per un disguido all’ultimo momento non hanno preso un aereo e si sono salvate la vita, poichè questo ha un incidente?

In apparenza non vi sarebbe una causa, a meno che non volessimo pensare che noi stessi siamo tale causa con il nostro pensiero o con l’intuito consapevole delle cose.

Ritengo che se questo possa mettere in moto delle energie, è importante essere sempre ” positivi” ( ma che fatica! )perchè magari si possa trasmettere serenità, perchè la benevolenza sia fattore determnante di realtà accogliente.

Anche la preghiera è un mezzo per dare energia e determinare una significanza che spesso, con il collegamento al divino sa portare beneficio agli altri.

Se sappiamo entrare in noi stessi, con profondità, accade di saper trascendere lo spazio/tempo e di sinntonizzarci in questa sincronicità dove l’intuizione, l’ispirazione o la percezione determinano questa particolare realtà.Credo che la causa di ogni sincronicità si colleghi al nostro essere in sintonia con il Cuore.

25.08.2007 Poetyca

Ricerca d’armonia


Ricerca d’armonia

Saper reggere anche lo stato di squilibrio, la distrazione,
quanto sembra rompere l’armonia è, in fondo, motivo di maturazione.
Non si dovrebbe fuggire la realtà, colorandola di illusione,
la vera armonia si costruisce camminando sulle macerie, ricostruendo
dagli stessi mattoni che erano stati gettati in un angolo.
Non dobbiamo nascondere a noi stessi la vera causa di turbamento,
è da questa poi che ci si rimbocca le maniche per lavorare.
E’ soffiando con atteggiamento sereno ogni nube che si ritrovano
tutte le dinamiche per ristabilire armonia qui ed ora.

27.11.2007 Poetyca

Find harmony

Being able to withstand even the state of imbalance, distraction,
It seems to break the harmony is, after all, no reason to maturity.
You should not escape the reality of illusion coloring it,
true harmony is built by walking over the rubble, rebuilding
by the same brick that had been thrown into a corner.
We must not conceal from ourselves the real cause of disturbance,
it is from this that we then rolls up his sleeves to work.
And ‘every cloud blowing serene attitude that can be found
all the dynamics in order to restore harmony here and now.

27.11.2007 Poetyca

Silenzio interiore


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Silenzio interiore

Lo sguardo fermo verso l’infinito è in realtà ascolto
del nostro silenzio interiore:
Non spazio vuoto da temere
ma profondità del nostro Essere che si specchia,
manifestazione che non ha parole ma solo vibrazione.

01 set 2007 Poetyca

Inner silence

Steady gaze towards infinity is actually listening
of our inner silence:
Not to be afraid of empty space
but the depths of our being that is reflected,
event that has no words but only vibration.

September 1, 2007 Poetyca

La mia vera natura è Amore


La mia vera natura è Amore

La mia vera natura è Amore. L’amore tende naturalmente a esprimersi, affermarsi, superare le difficoltà . Quando avrai capito che il mondo è amore in azione?, lo vedrai in un modo tutto diverso. Ma prima deve cambiare il tuo atteggiamento verso la sofferenza, che è anzitutto una richiesta di attenzione, essa stessa un moto d’amore. Più che la felicità, l’amore vuole la crescita, l’allargamento e l’approfondimento della coscienza e dell’essere. Tutto ciò che lo impedisce, diviene causa di dolore?, e l’amore, si sa, non si sottrae al dolore. Il sattva, l’energia che opera a favore della giustizia e di uno sviluppo ordinato, non deve essere ostacolato. Altrimenti, si rivolta contro se stesso e diviene distruttivo. Ogni volta che si frena l’amore e si permette alla sofferenza di espandersi, la guerra diventa inevitabile. La nostra indifferenza alla pena del vicino, porta la pena alla nostra porta.

Tratto da Io sono Quello di Nisargadatta

Seguendo il nostro disagio, paura ed attaccamento alla mancata attenzione accade di temere la perdita, di mettere in moto meccanismi che come per chi precipita dal un dirupo sono di autoconsevazione dell’ego e imprimono la necessità di attaccarsi saldamente alla roccia. La mente intenta la battaglia con quelle energie che nobilitano e conducono allo scuoterci e al condurci alla nostra vera natura. Amorevolezza e compassione sono quel disvelamento del velo di Maya, la capacità di comprendere come gli altri siano specchio e proiezione di noi stessi, come, piuttosto che combattere contro quello che possano rappresentare,per il timore della perdita, si possa incentrare la nostra attenzione verso quei movimenti interiori e cercarne le vere cause per riportare equidistanza. Il vero lavoro è dentro di noi, nella capacità di applicare con sincerità quanto si sia appreso delle esperienze di vita. Molti dei miei movimenti di timore e di senso di perdita, che un tempo erano capaci di farmi bloccare e di trattenere in una sorta di mura difensive la mia vera natura, erano legati alla mia aspettiva per il mio sentimento di lealtà calpestato. Ho compreso come, in fondo fossi io stessa a determinare quei meccanismi, motivo per analizzare a fondo e saper lasciare andare, con il tempo ogni attaccamento. Conosco dunque molto bene questo genere di percorso e posso dire che averne trasformato la causa mi ha liberata e resa più accogliente degli eventi e più forte. Spesso è Avidya l’ignoranza a condurci su vie controverse, ma è pur vero che ogni ostacolo, ogni motivo di inquietudine è opportunità per portare in luce il lavoro compiuto. I praticanti possono scacciare le ombre e rinnovare la Luce. Poi, in fondo è solo dentro noi stessi il lavoro da compiere e lasciato andare l’ultimo lembo di Ego è possibile accogliere Amore, essere Amore che si riconosce e manifesta. Se non si diviene contenitori vuoti, senza alcuna resistenza sarebbe difficile poter comprendere come tutto sia interconnesso e che, in fondo, gli altri sono esattamente come noi: stesse paure e stesse aspirazioni. Nessun nemico se non noi stessi.

07.02.2007 Poetyca

My true nature is Love

My true nature is Love. The love naturally tends to express itself, assert itself, overcome the difficulties. Once you understand that the world is love in action?, You’ll see a totally different way. But first he must change your attitude to suffering, which is primarily a demand for attention, itself a movement of love. More than happiness, love wants growth, enlargement and deepening of consciousness and being. All that prevents, becomes the cause of pain?, Love, you know, is not immune to pain. Sattva, the energy that works on behalf of justice and orderly development, must not be hindered. Otherwise, it turns against itself and becomes destructive. Every time you brake the love and suffering is allowed to expand, the war becomes inevitable. Our indifference to the pain of having close, brings pain to our door.

 

Adapted from What I am Nisargadatta

Following our discomfort, fear and attachment to the lack of attention happens to fear of loss, set in motion the mechanisms as to who falls from a cliff are autoconsevazione ego and impress the need to stick firmly to the rock. The mind intent battle with the energies that bring glory and lead to shake us and bring us to our true nature. Kindness and compassion that are uncovering the veil of Maya, the ability to understand how others are mirror projection of ourselves as, rather than fight against what can be, for fear of loss, we can focus our attention to those inner movements and seeking the real causes for back spacing. The real work is inside us, the ability to apply what you have learned with sincerity of life experiences. Many of my movements with fear and sense of loss, which once were able to block and keep me in a sort of defensive walls my true nature, were linked to my expectation for my sense of loyalty trampled. I understand how, after I had myself to determine the mechanisms, so thoroughly analyze and be able to let go, with time each attachment. So I know very well this kind of path and I can say that because I have turned the liberated and made more welcoming events and stronger. Avidya is ignorance often lead to inland controversial, but it is true that every obstacle, every reason for concern is opportunity to bring to light the work done. Practitioners can cast shadows and re-light. Then, it is only within ourselves the job done and let go the last part of Ego can receive love, be love that is acknowledged and manifest. If you do not become empty, without any resistance would be difficult to understand how everything is interconnected and that, basically, the rest are just like us, those same fears and aspirations. No enemy but ourselves.

07.02.2007 Poetyca

Chi siamo?


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Chi siamo?

Gli altri, gli accadimenti, le cose che ci fanno reagire sono solo lo specchio nel quale scrutare il nostro volto.Sono le opportunità per educare la mente, che, come l’efante fugge l’addestramento, proietta su altri le cause di un disagio, le accuse, le ” voci” che ci ideboliscono.
In psicologia Freud chiamò SuperIo questa voce che ci reguardisce:
– devi…non sei abbastanza…non sei capace…non ci riuscirai!
Se facessimo un viaggio a ritroso scopriremmo che è la stessa voce dei nostri genitori, della loro volontà di ” educare” magari con una forma che non rispettava le nostre inclinazioni ma aveva la pretesa di farci a ” loro immagine”, anche i genitori hanno avuto le frustrazioni nella vita, cause e concause che li abbia forgiati in quel modo, vorremmo essere come loro o cercare la nostra vera natura? Per fortuna con l’adolescenza avviene la riscoperta di sè e la capacità di sganciarci da questi condizionamenti per formare la nostra personalità. Purtroppo non è sempre facile, sia perchè non tutti si sanno rendere indipendenti dai condizionamenti ( la pesantezza) sia perchè in noi spesso si crea conflitto se desideriamo combattere la figura genitoriale ( che nel bene o nel male amiamo) e non possiamo ” distruggere”, in realtà non si devono attaccare i genitorima si deve cercare in noi la causa del malessere, le aspettive, spesso hanno agito come meglio hanno potuto o saputo, malgrado un certo cumulo di errori, quello che dobbiamo capire è che ci possiamo liberare dalle loro energie, a volte da una subdola dipendenza o dall’insicurezza di non essere stati amati, ed allora spinti da aspettative strisciamo ai loro piedi nell’eterna attesa di un gesto che ci faccia capire che forse oggi ci dimostreranno l’amore che non hanno dato ieri. Ai genitori possiamo dare compassione, consapevoli che hanno dei limiti come tutti, possiamo invece trasformare dentro di noi quella voce che ci discredita, che ci appare quando siamo fragili, possiamo incominciare a non darle ascolto, sappiamo che è la nostra mente che non ci vuole diversi, non ci vuole fare decondizionare, alimenta la paura, la fragilità – il dolore.
Chi siamo? Quello che la mente dice? NO!
Siamo quello che altri possano pensare o dire di noi? La Persona ( la maschera secondo Jung)? NO! Siamo contenitori della buddhità, esseri meravigliosi che possono aprire gli occhi ed amare la vita, le opportunità, la presenza di piccole cose che, con attenzione scopriremo giorno per giorno. Ecco, lasciare andare l’ordinario, le abitudini, lo stress, i doveri e iniziare ad amare quello che facciamo, che siamo, che gli altri sono, senza giudizio, separatività è dare a noi stessi l’opportunità di danzare sul sorriso che regaleremo al mondo perchè il sorriso siamo noi.

08.08.2007 Poetyca

Anicca – Impermanenza


Anicca – Impermanenza

Anicca – l’impermanenza delle cose, la capacità di comprendere
che tutto è senza una durata ” eterna” – sia per il piacere o il dispiacere,
non è una realizzazione, una sorta di traguardo da raggiungere, si tratta
solo di un profondo momento di consapevolezza nel quale, osservando la realtà
si diventa poi capaci di comprendere come sia illusiorio da parte nostra credere
tutto senza una fine. Sapendo questo, comprendendo in profondità che
il dolore, come arriva va via, la gioia come ci inebria è destinata a
finire, possiamo attraversare la nostra vita senza aspettative o attaccamento,
credendo di disegnare una realtà che è più proiezione delle nostre
aspettative che osservazione e apprendimento di uno stato di fatto.

Poi considerando che quanto possa interessare relativamente alla nostra
attenzione è il momento presente – il qui ed ora – poco importano sentimenti legati al
passato,( rabbia, frustrazioni e rimpianti) o legati al futuro ( timore, pre -occupazione ed illusione) spesso carichi di energie che fanno da peso alla nostra ricerca, esse sono una lente deformante per l’osservazione della realtà presente, e ci espongono a disagio e fonte di dolore, ecco che avere chiaro il valore di Anicca
( l’impermanenza ) dukkha ( la sofferenza) e anatta ( l’inconsistenza dell’io) è cogliere che quanto é
impermanente all’esterno ( nella nostra osservazione) è esteso anche a noi stessi – Il nostro io è inconsistente – siamo dunque sogetti ad impermanenza – comprendere questo non è motivo di nichilismo, di pessimismo o peggio di depressione, è una verità che è motivo per renderci liberi da attaccamento ed aspettative, è input per vivere al meglio ogni attimo nella consapevolezza che non possa durare per sempre.
Manifestare – qui ed ora – tutto quello che siamo e desideriamo condividere è opportunità per arricchire e
sperimentare al meglio quel prezioso ed irripetibile attimo che, con consapevolezza, sappiamo non durerà per
sempre.
Compassione, amorevolezza, rispetto di ogni forma vivente non sono azioni che farebbe un depresso, sono invece quelle qualità – quei semi di benevolenza – che sanno dare senso ad un vivere consapevolmente la realtà esattamente come essa è.

27 .06. 2007 Poetyca

Anicca – Impermanence

Anicca – impermanence of things, the ability to understand
that all is not a term “eternal” – both for pleasure or displeasure,
is a realization, a kind of goal to be achieved, it is
only a profound moment of awareness in which, observing the reality
it becomes capable of understanding how illusiorio by our belief
all without an end. Knowing this, including in depth
pain, as it comes on, joy as there is intended to intoxicate
Finally, we can get through life without expectation or attachment
thinking of designing a reality that is our projection
expectations and observations of a learning situation.

Then whereas what is of interest to our relatively
attention is the present moment – the here and now – no matter the feelings associated
past (anger, frustration and regret) or related to the future (fear, pre-employment and delusion) are often full of energy that gives weight to our research, it is a distorting lens for observation of present reality, and expose us a source of pain and discomfort, here have clear value Anicca
(Impermanence), dukkha (suffering) and anatta (the inconsistency of the ego) is to grasp that what is
impermanent outside (our observation) is extended also to ourselves – our self is inconsistent – so we are Subjects to impermanence – understand this is not a cause of nihilism, pessimism, depression or worse, is a truth that is why make free from attachment and expectations, is input to enjoy every moment knowing that can not last forever.
Expressions – here and now – everything we are and wish to share and opportunities to enrich and
experience the best of that precious and unforgettable moment that, with awareness, we know not last
forever.
Compassion, kindness, respect for all living actions would not have a depressed, are instead the qualities – the seeds of benevolence – who can give meaning to living a conscious reality exactly as it is.

27 .06. 2007 Poetyca

Foglie al suolo


Foglie al suolo

Siamo soli e non lo sappiamo:
immersi tra la folla, nel gioco della vita
dove si possa credere di afferrare qualcosa,
di essere qualcuno.

La voglia di compagnia,le ore sempre piene di mille cose
da organizzare,da fare, poi questo silenzio
che insopportabile va coperto di parole,
di immagini, di suoni che accenda pensieri,
moto perpetuo che non deve smettere o ci si
ritrova a precipitare nella paura.

La voce, il rumore,la fretta, presenze
incontenibili ed insopprimibili.

Ma qualcosa accade…L’inaspettato,
il temuto il rimandato e a volte
il maledetto incubo: il silenzio!

Silenzio che striscia lungo le pareti,
che ci rincorre come ombra e che vorremmo
tenere distante, che potremmo staccare di metri,
di kilometri ma ci doppia, ci afferra
facendoci sudare freddo nella notte.

Ecco,la musica sparata nelle orecchie,
che invenzione,che opportunità
– ci stacchiamo dal mondo caotico,
dal runore o da noi stessi? Non importa,
è attraverso le melodie, le note,
i turbini emotivi che emergono e che,
compostamente adagiamo sul cuore ovattato,
che scivolano, come foglie d’Autunno al suolo,
le tracce di cammino di riscoperta, di contatto
della nostra Anima verso la via perduta da troppo tempo.

21.08.2007 Poetyca

Siamo quello che pensiamo


Siamo quello che pensiamo

Siamo quello che pensiamo – se il nostro percorso si legasse ad un pessimismo cosmico, ecco che il nostro pensiero attirerebbe a sè mettendo in moto dei campi magnetici e delle vibrazioni come una sorta di potente
calamita tutto quanto sia manifestazione del nostro sentire, pensare e credere – la nostra realtà più
profonda, al punto che spesso non è da noi consapevolmente riconosciuta, da una causa ( il pensiero oscuro) si avrebbe un effetto ( eventi nefasti e dolore), non si tratta di magia o di cose legate ad essa, è una legge che – il simile attira il simile – lo stesso se seminassimo amorevolezza e compassione troveremmo la capacità di produrre qualcosa di radioso. Si è responsabili di quello che troviamo nella nostra realtà, lo stesso discorso vale per quella forma di attrazione verso persone che ci somiglino o per le quali si provi feeling..Essendo sulla stessa frequenza d’onda ( o emissione in herz del cervello), si è in grado di riconoscere delle particolari sensazioni.

Ora cosa ( o chi) sia attratto o cosa ( o chi) attiri, poichè si tratta di similarietà, con pari attributi non credo sia rilevante. Prendere comuque atto che: siamo responsabili delle cause del dolore,per poi agire con
consapevolezza circa il modo di trasformare e migliorare la nostra realtà ( interiore ed esterna) è motivo per lavorare con attenzione.

In fondo, riflettendo, il buddhismo pone l’opportunità di compredere il peso della mente nelle manifestazioni della nostra realtà:

Semina un pensiero e nascerà un’azione. Semina un’azione e nascerà
un’abitudine. Semina un’abitudine e nascerà un carattere. Semina un
carattere e nascerà un destino.

Poiché la mente precede i modi d’essere, originati dalla mente, creati dalla
mente. Nella mente ha origine la sofferenza. Nella mente ha origine la
cessazione della sofferenza.

(Dai detti del Buddha © copyleft perle.risveglio.net)

Noi dunque seminiamo e noi dunque raccogliamo, l’albero si vede dal frutto – la liberazione dal dolore, il nostro risveglio, da come sappiamo riconoscerci capaci di seminare, importante è la nostra volontà e la
consapevolezza dell’impermanenza.

Il Buddha Shakyamuni spiegò che tutti gli esseri sono mossi da un singolo comune obiettivo; sopra ogni cosa cerchiamo di trovare la felicità e di evitare la sofferenza. Il Buddha, avendo ottenuto la comprensione completa del karma, l’insieme delle cause sia dei momenti positivi che di quelli negativi che noi tutti sperimentiamo, cominciò ad insegnare i metodi per ottenere la felicità ed evitare la sofferenza.

Il Buddha spiegò che la natura della realtà, così come viene sperimentata da un essere non illuminato, è continuamente costituita da felicità temporanea e dolore, indissolubilmente connessi con la causalità. Il modo in cui gli esseri sperimentano le loro vite, le loro personali gioie, tristezze ed inevitabili perdite, ha come propria base il pensiero, la parola e l’azione precedentemente e continuamente delusi, in questa e in tutte le vite precedenti.

Andare a ricercare le cause del dolore, per poi impegnarsi, attraverso il Nobile Ottuplice Sentiero verso ma realizzazione di quella consapevolezza che di renda responsabili e capaci, come un bodhisatva di offrire i propri meriti per il benessere di tutti gli esseri senzienti è seminare amorevolezza e compassione.
Attirare a sè o porgere la propria compassione non cambia, l’importante è seminare bene.

03.07.2007 Poetyca

Soffio


Soffio

Accompagno le parole ad un sorriso
e senza laccio alcuno le spargo
dove armonia è l’ascolto del cuore,
come zefiro che disperde la polvere

Scopro sfaccettature nuove
che impreziosiscono l’attimo
nascosto da muta coltre
che imprigionava il diamante

Nelle viscere della terra
che era custode era nascosto
ed ora che è iride viva
posso aprire le ali ed esser soffio

Poetyca 10.05.2007


Breath

I accompany the words to a smile
and without the snare some scatter
where Harmony is listening to the heart,
zephyr as it disperses the dust

I discover new facets
that embellish the moment
hidden layer outline
that imprisoned the diamond

In the bowels of the earth
who was caretaker had hidden
and now that is living iris
I open the wings and being blown

Poetyca 10.05.2007

L’amare


L’amare

Vorrei condividere quanto scrissi tempo fa a proposito dell’amare, di quanto venga insegnato o ci venga richiesto relativamente all’amare gli altri, dimenticando spesso quella cura che dobbiamo a noi stessi che sicuramente non avremmo molto da dare se non sappiamo bastare a noi stessi senza attaccamento ed aspettative nei confronti di chi non sembra accorgersi di noi. Sopratutto amare non è un modo di dimostare la nostra bontà ma è essere compagni di vita, di percorso dove le esperienze possano aiutare a crescere. Amore e dolore, Morte ed attaccamento spesso sono intrecciati tra loro, a noi sciogliere questi nodi per essere liberi e capaci di una forma di amore incondizionato, di gratitudine e di forza sottile che ci elevino oltre le apparenze. Amare è responsabilità e accoglienza senza giudizio, dove il possesso non ha presa ma ci si sente a proprio agio se si permette e si aiutano gli altri ad essere quel che sono.

Amare se stessi

Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza che ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere appreso dai genitori, se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri. Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo che a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi, amando altre persone ,è in realtà una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare: sensibilità , doti da non far emergere, sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri. Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi. Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore che non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.

30.07.2006 Poetyca

Ma per approfondire, ci sarebbe da dire anche che spesso si confonde l’amore con i rapporti di coppia, con una sorta di giuramento e lagame alla reciproca fedeltà , che non signiifica approvare ogni cosa dell’altro come atto di sottomissione ma aiuto vicendevole per crescere in armonia, perdere il proprio compagno di viaggio non significa gettare via i semi ricevuti ma impegnarsi, con gratitudine affinchè possano restare in noi

Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione, se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino a far emergere in sè quella parte che non è germogliata ancora, si sostiene e non si possiede nulla. E’ importante capire come l’amore universale sia diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose. Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare, invece di restare ancorati alla ;perdita, si deve capire che hanno finito il loro compito, che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori. Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico, è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli per essere migliori

07.04.2007 Poetyca

Per amare, per riconoscere questo bisogno,quest’opportunità che la vita ci insegna, esperienza dopo esperienza è opportuno leggere in noi stessi e crescere….

Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare che che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno che questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione. Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci. Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri che lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna. Mi viene in mente la frase del buddismo Se incontri il Budda per strada…uccidilo!
rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.

04.12.2005 Poetyca

Ecco.. in noi tutti gli strumenti per aprirci alla compassione, per non alimentare l’attaccamento e per Amare.

Un sorriso

Poetyca

To love

Let me share what I wrote recently about the beloved, to what is taught or are being requested for loving others, often forgetting that care we owe to ourselves that surely we would not have much to give if we do not know enough about ourselves without attachment and expectations of those who do not seem to notice us. Above all, love is not a way of demonstrating our goodness but to be companions in life, the path where experiences can help to grow. Love and pain, death and attachment are often intertwined, we untie these knots to be free and able to a form of unconditional love, gratitude and subtle force we elevino than appearances. Love and acceptance is the responsibility without a trial, where the possession did not take but one feels at ease if you can and help others to be what they are.


To love oneself

To love oneself is often branded as selfish, sometimes it is pure spirit of survival that they are really our wounds, past experiences that break down our image of ourselves, then love we should have learned from their parents, if we have neglected may become apathetic or unexpressed anger, feelings of inferiority and a belief to count little or nothing for others. The path to healing is long, sometimes takes years or whole cycles before you can understand that we are worth it despite what have made us believe that we are trying to fill that void at all costs, loving other people, is actually a voice that asks us to love, appreciate and discover who we are and everything that made us choke: sensitivity, qualities not give rise to, are our essence – must be respected by ourselves – and enforced by others. The pain that Buddhism is something that we create ourselves and make us slaves was the result of attachment and expectations, illusions, melting this slavery we really free to be ourselves. Especially as we feel that something is a source of discomfort or pain in us we must seek the cause and have a lot of knocks when gratitude is why growth opportunities for free from the lies of the mind. And ‘healing process that gives us the path to inner growth that we should not flee but touch the root of which is often deeper than we think.

30.07.2006 Poetyca

But further, one might also say that often confuses love relationships of torque, with a sort of oath and lagame mutual fidelity, not signiifica approve all of the other as an act of submission but for mutual help grow in harmony, losing his traveling companion does not mean throwing away the seeds received but engage with gratitude so that we can remain on

Love and Loss

Love knows no fear, but especially taxation does not know if you love it allows another to express himself, he even helps bring out the party itself has not sprung yet, you support and do not have anything. It ‘important to understand how universal love is different from a couple relationship, you should not confuse things. We are fellow travelers who arrive in our lives, but if they go, instead of remaining anchored to, loss, one must understand that they have finished their task, which had lost only in us is illusion because their presence and what we have taught, the transformation that has made us better. Often the obstacles, the trials of life are discarded, make us fall into a panic, it is through this step instead of us can grasp the limits and overcome them to be better

07.04.2007 Poetyca

To love, to recognize this need, this opportunity that life teaches us, experience after experience should be read in ourselves and grow ….

Grow

The repetition, in various situations of clothes that contain the essence of the lessons that we have refused to take to fear, has granted us the opportunity to learn to mature in us, our fragility, attachments and brakes as an opportunity loving. That step expected to exceed our commitment to this life to read through experience the karma that we have the tools to guide our personal lesson. Everything is time we put aside that sum and that alienates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems to better direct us towards our evolving. A Master teaches us life, the opportunity to grow and relate to ourselves and others away from illusions and fears that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, without forgetting he is the finger that showed the moon and the moon. I am reminded of the phrase in Buddhism If you meet the Buddha on the road … kill him!
represents our need to detach from the source of course we did from crutch to begin the journey within ourselves … To be. The most important journey of our life.

04.12.2005 Poetyca

Here .. in all of us the means to open ourselves to compassion, not to feed the attachment and love.

A smile

Poetyca

L’albero si vede dai frutti


7

L’albero si vede dai suoi frutti

“Io non credo affatto in un Dio personale che giudica l’uomo per il suo
operato.
Non posso immaginare un Dio che premi e punisca gli oggetti della sua
creazione, i cui fini siano modellati sui nostri, un Dio, in breve, che non
è che un riflesso della fragilità umana.”

Albert Einstein

Non si potrebbe credere in un Dio,sempre nell’aspetto “punitivo”,
dimenticando che Dio è Amore.Il Dio dell’Antico Testamento in fondo è stato superato: Cristo nel Vangelo ci ha insegnato il ” comandamento nuovo” dell’amore reciproco, è l’insegnamento che egli stesso ha dato. Il Vangelo di Giovanni ( denominato Vangelo della Luce) è, dall’inizio alla fine un tracciato di Amore.
Ma se andassimo a cogliere altri percorsi, per l’Islaàm, in particolare il Sufismo,
Dio è l’Amato da cercare, da riconoscere per essere con Lui Amore.
Per il Vedantismo Brahaman è Amore del quale siamo portatori di una scintilla ( Atman)
e il percorso da compiere è nella ricerca e nell’assorbimento in Dio.
Ogni etica religiosa è legata alla consapevolezza che il nostro viaggio nella vita
è per riconoscere la nostra consapevolezza, per sciogliere l’ego e trasformarci in Amore.
Prendendo l’immagine del Vangelo : “L’albero si vede dai frutti”, i nostri frutti, come umanità devono essere frutti d’Amore, esso è accoglienza, attenzione per in cammino sia verticale ( verso Dio ) che orizzontale (verso il fratelli)
una simbologia che somiglia alla croce dove al centro è posto il Cuore.
L’albero nell’Eden era l’albero del Bene e del Male, questo dualismo va superato per ricondurci ad un’Unità che è Amore, riconoscimento e gioia nell’Unione con il Divino.

Per in Buddhismo tutto poggia sulla consapevolezza di essere artefici del proprio percorso personale. Come mai potrebbe essere che il Dharma ( la legge eterna) o il Karma ( il rapporto di causa ed effetto che somiglia all’albero del Bene e del Male ) siano disarmonici o pumitivi? Difatti la legge del karma è legge dell’armonia.
In realtà siamo noi stessi a seminare e portare quei frutti all’albero.
Tutto ha una ragione di essere, si impronta all’accompagnarci alla consapevolezza che quel che seminiamo raccoglieremo. Ma non si parla di un Dio ( è presente il concetto di Anatman – non Sè) che punisce ma della responsabilità personale sulle azioni che sono ” causa” che generano un ” effetto”.

Se si comprendesse che non è un Dio a punire, che siamo noi stessi a dover maturare per essere responsabili delle nostre azioni, sentiremmo meno rancore, meno timore e ci sentiremmo liberi da questi schemi mentali.
Naturalmente la mia riflessione non è un tentativo di sincretismo ( che non avrebbe senso) ma è la volontà di cogliere come per ogni percorso vi sia una visione che non si aggrappa all’idea di un Dio punitivo, siamo noi che dovremmo aprirci di più ed essere portatori di amore.

23.09.2007 Poetyca
The tree seen by its fruits

“I do not believe in a personal God who judges man for his work.
I can not imagine a God who rewards and punishes the objects of his creation, whose purposes are modeled on our own, a God, in short, that is not a reflection of human frailty. “

Albert Einstein

The tree seen by its fruits

“I do not believe in a personal God who judges man for his work.
I can not imagine a God who rewards and punishes the objects of his creation, whose purposes are modeled on our own, a God, in short, that is not a reflection of human frailty. “

Albert Einstein

You might not believe in a God who is always in appearance “punitive”
forgetting that God is Love. The God of the Old Testament has been passed down: Christ in the Gospel has taught us the “new commandment” to love one another, is the teaching that he gave. The Gospel of John (called the Gospel of Light) is a path from beginning to end of love.
But if we were to take other routes, for Islaam, especially Sufism,
God is the Beloved to look for, to acknowledge Love to be with him.
For the Vedanta Brahman is Love which we are bearers of a spark (Atman) and the road ahead is in research and in absorption in God
Every religious ethics is linked to the realization that our journey in life
is to acknowledge our awareness, to dissolve the ego and transform ourselves into Love.

Taking the image of the Gospel: “The tree is seen by its fruits”, our fruits, such as humanity should be fruits of love, it is welcome, attention to the road or vertically (to God) and horizontal (to the brothers )
a symbology that resembles the cross where the center is placed the Heart.
The tree in Eden was the tree of Good and Evil, this dualism must be overcome to lead us back to a Unit that is love, and joy in the recognition of the Divine.

For in all Buddhism is based on the awareness of being agents of their own personal journey. Why might it be that the Dharma (the eternal law) or Karma (the relationship of cause and effect that resembles the tree of Good and Evil) are discordant or pumitivi? In fact, the law of karma is the law of harmony.
In fact, we ourselves and bring the fruit tree planting.
Everything has a reason for being, you mark the accompaniment to the realization that we reap what we sow. But no one speaks of a God (there is the concept of anatman – not if), but the personal responsibility that punishes actions that are “causes” that create an “effect”.

If you understood that it is not a God to punish, that we ourselves
have to grow to be responsible for our actions, feelings
less anger, less fear and we feel free from these mindsets.
Of course, my reflection is not an attempt at syncretism (which would not make sense) but it is the will to grasp how each path there is a vision that does not cling to the idea of ​​a punitive God , are we that we should become more open and be bearers of love.

23.09.2007 Poetyca

Meditazione


Riflettendo…

La Riflessione

Nella vostra vita di discepoli Zen,
se giungete ad una difficoltà così grande
da sembrare una montagna del Nepal,
e che sembra non offrire alcun sentiero,
saprete che c’è sempre una via per attraversarla.

Shunryu Suzuki Roshi

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Anche dove non appare la via
essa è profondamente in te,
cerca e medita, raccogli ed attendi:
Nel Dharmakaya sai trovare
forza e splendore del tuo sentire.

Poetyca

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L’insegnamento

Meditazione

Il vero splendore della meditazione non risiede in alcun metodo,
ma nella continua esperienza vitale della presenza mentale.

Nonché nella sua armonia, chiarezza, pace e, più importante di ogni cosa,
nella completa assenza di attaccamento.

Sogyal Rinpoche

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Fermati ed ascolta,
respira ed attraversa
tempo senza tempo,
nel qui ed ora
dove tutto è chiarezza
per conoscere quel che sei.
In armonia le tue orme
imprimono nel Dharma traccia,
in silenzio accogli il suono
della tua attenzione:
oltre apparenze ed illusioni
tutto è adesso amorevolezza
ed interessere nell’impermanenza
di ogni attimo, dove tutto svanisce
e rinasce svuotandoti dall’attaccamento.

Poetyca

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04.11.2007 Poetyca

Testi tratti da:http://www.bodhidharma.it