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La mia vera natura è Amore


La mia vera natura è Amore

La mia vera natura è Amore. L’amore tende naturalmente a esprimersi, affermarsi, superare le difficoltà . Quando avrai capito che il mondo è amore in azione?, lo vedrai in un modo tutto diverso. Ma prima deve cambiare il tuo atteggiamento verso la sofferenza, che è anzitutto una richiesta di attenzione, essa stessa un moto d’amore. Più che la felicità, l’amore vuole la crescita, l’allargamento e l’approfondimento della coscienza e dell’essere. Tutto ciò che lo impedisce, diviene causa di dolore?, e l’amore, si sa, non si sottrae al dolore. Il sattva, l’energia che opera a favore della giustizia e di uno sviluppo ordinato, non deve essere ostacolato. Altrimenti, si rivolta contro se stesso e diviene distruttivo. Ogni volta che si frena l’amore e si permette alla sofferenza di espandersi, la guerra diventa inevitabile. La nostra indifferenza alla pena del vicino, porta la pena alla nostra porta.

Tratto da Io sono Quello di Nisargadatta

Seguendo il nostro disagio, paura ed attaccamento alla mancata attenzione accade di temere la perdita, di mettere in moto meccanismi che come per chi precipita dal un dirupo sono di autoconsevazione dell’ego e imprimono la necessità di attaccarsi saldamente alla roccia. La mente intenta la battaglia con quelle energie che nobilitano e conducono allo scuoterci e al condurci alla nostra vera natura. Amorevolezza e compassione sono quel disvelamento del velo di Maya, la capacità di comprendere come gli altri siano specchio e proiezione di noi stessi, come, piuttosto che combattere contro quello che possano rappresentare,per il timore della perdita, si possa incentrare la nostra attenzione verso quei movimenti interiori e cercarne le vere cause per riportare equidistanza. Il vero lavoro è dentro di noi, nella capacità di applicare con sincerità quanto si sia appreso delle esperienze di vita. Molti dei miei movimenti di timore e di senso di perdita, che un tempo erano capaci di farmi bloccare e di trattenere in una sorta di mura difensive la mia vera natura, erano legati alla mia aspettiva per il mio sentimento di lealtà calpestato. Ho compreso come, in fondo fossi io stessa a determinare quei meccanismi, motivo per analizzare a fondo e saper lasciare andare, con il tempo ogni attaccamento. Conosco dunque molto bene questo genere di percorso e posso dire che averne trasformato la causa mi ha liberata e resa più accogliente degli eventi e più forte. Spesso è Avidya l’ignoranza a condurci su vie controverse, ma è pur vero che ogni ostacolo, ogni motivo di inquietudine è opportunità per portare in luce il lavoro compiuto. I praticanti possono scacciare le ombre e rinnovare la Luce. Poi, in fondo è solo dentro noi stessi il lavoro da compiere e lasciato andare l’ultimo lembo di Ego è possibile accogliere Amore, essere Amore che si riconosce e manifesta. Se non si diviene contenitori vuoti, senza alcuna resistenza sarebbe difficile poter comprendere come tutto sia interconnesso e che, in fondo, gli altri sono esattamente come noi: stesse paure e stesse aspirazioni. Nessun nemico se non noi stessi.

07.02.2007 Poetyca

My true nature is Love

My true nature is Love. The love naturally tends to express itself, assert itself, overcome the difficulties. Once you understand that the world is love in action?, You’ll see a totally different way. But first he must change your attitude to suffering, which is primarily a demand for attention, itself a movement of love. More than happiness, love wants growth, enlargement and deepening of consciousness and being. All that prevents, becomes the cause of pain?, Love, you know, is not immune to pain. Sattva, the energy that works on behalf of justice and orderly development, must not be hindered. Otherwise, it turns against itself and becomes destructive. Every time you brake the love and suffering is allowed to expand, the war becomes inevitable. Our indifference to the pain of having close, brings pain to our door.

 

Adapted from What I am Nisargadatta

Following our discomfort, fear and attachment to the lack of attention happens to fear of loss, set in motion the mechanisms as to who falls from a cliff are autoconsevazione ego and impress the need to stick firmly to the rock. The mind intent battle with the energies that bring glory and lead to shake us and bring us to our true nature. Kindness and compassion that are uncovering the veil of Maya, the ability to understand how others are mirror projection of ourselves as, rather than fight against what can be, for fear of loss, we can focus our attention to those inner movements and seeking the real causes for back spacing. The real work is inside us, the ability to apply what you have learned with sincerity of life experiences. Many of my movements with fear and sense of loss, which once were able to block and keep me in a sort of defensive walls my true nature, were linked to my expectation for my sense of loyalty trampled. I understand how, after I had myself to determine the mechanisms, so thoroughly analyze and be able to let go, with time each attachment. So I know very well this kind of path and I can say that because I have turned the liberated and made more welcoming events and stronger. Avidya is ignorance often lead to inland controversial, but it is true that every obstacle, every reason for concern is opportunity to bring to light the work done. Practitioners can cast shadows and re-light. Then, it is only within ourselves the job done and let go the last part of Ego can receive love, be love that is acknowledged and manifest. If you do not become empty, without any resistance would be difficult to understand how everything is interconnected and that, basically, the rest are just like us, those same fears and aspirations. No enemy but ourselves.

07.02.2007 Poetyca

Chi siamo?


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Chi siamo?

Gli altri, gli accadimenti, le cose che ci fanno reagire sono solo lo specchio nel quale scrutare il nostro volto.Sono le opportunità per educare la mente, che, come l’efante fugge l’addestramento, proietta su altri le cause di un disagio, le accuse, le ” voci” che ci ideboliscono.
In psicologia Freud chiamò SuperIo questa voce che ci reguardisce:
– devi…non sei abbastanza…non sei capace…non ci riuscirai!
Se facessimo un viaggio a ritroso scopriremmo che è la stessa voce dei nostri genitori, della loro volontà di ” educare” magari con una forma che non rispettava le nostre inclinazioni ma aveva la pretesa di farci a ” loro immagine”, anche i genitori hanno avuto le frustrazioni nella vita, cause e concause che li abbia forgiati in quel modo, vorremmo essere come loro o cercare la nostra vera natura? Per fortuna con l’adolescenza avviene la riscoperta di sè e la capacità di sganciarci da questi condizionamenti per formare la nostra personalità. Purtroppo non è sempre facile, sia perchè non tutti si sanno rendere indipendenti dai condizionamenti ( la pesantezza) sia perchè in noi spesso si crea conflitto se desideriamo combattere la figura genitoriale ( che nel bene o nel male amiamo) e non possiamo ” distruggere”, in realtà non si devono attaccare i genitorima si deve cercare in noi la causa del malessere, le aspettive, spesso hanno agito come meglio hanno potuto o saputo, malgrado un certo cumulo di errori, quello che dobbiamo capire è che ci possiamo liberare dalle loro energie, a volte da una subdola dipendenza o dall’insicurezza di non essere stati amati, ed allora spinti da aspettative strisciamo ai loro piedi nell’eterna attesa di un gesto che ci faccia capire che forse oggi ci dimostreranno l’amore che non hanno dato ieri. Ai genitori possiamo dare compassione, consapevoli che hanno dei limiti come tutti, possiamo invece trasformare dentro di noi quella voce che ci discredita, che ci appare quando siamo fragili, possiamo incominciare a non darle ascolto, sappiamo che è la nostra mente che non ci vuole diversi, non ci vuole fare decondizionare, alimenta la paura, la fragilità – il dolore.
Chi siamo? Quello che la mente dice? NO!
Siamo quello che altri possano pensare o dire di noi? La Persona ( la maschera secondo Jung)? NO! Siamo contenitori della buddhità, esseri meravigliosi che possono aprire gli occhi ed amare la vita, le opportunità, la presenza di piccole cose che, con attenzione scopriremo giorno per giorno. Ecco, lasciare andare l’ordinario, le abitudini, lo stress, i doveri e iniziare ad amare quello che facciamo, che siamo, che gli altri sono, senza giudizio, separatività è dare a noi stessi l’opportunità di danzare sul sorriso che regaleremo al mondo perchè il sorriso siamo noi.

08.08.2007 Poetyca

Anicca – Impermanenza


Anicca – Impermanenza

Anicca – l’impermanenza delle cose, la capacità di comprendere
che tutto è senza una durata ” eterna” – sia per il piacere o il dispiacere,
non è una realizzazione, una sorta di traguardo da raggiungere, si tratta
solo di un profondo momento di consapevolezza nel quale, osservando la realtà
si diventa poi capaci di comprendere come sia illusiorio da parte nostra credere
tutto senza una fine. Sapendo questo, comprendendo in profondità che
il dolore, come arriva va via, la gioia come ci inebria è destinata a
finire, possiamo attraversare la nostra vita senza aspettative o attaccamento,
credendo di disegnare una realtà che è più proiezione delle nostre
aspettative che osservazione e apprendimento di uno stato di fatto.

Poi considerando che quanto possa interessare relativamente alla nostra
attenzione è il momento presente – il qui ed ora – poco importano sentimenti legati al
passato,( rabbia, frustrazioni e rimpianti) o legati al futuro ( timore, pre -occupazione ed illusione) spesso carichi di energie che fanno da peso alla nostra ricerca, esse sono una lente deformante per l’osservazione della realtà presente, e ci espongono a disagio e fonte di dolore, ecco che avere chiaro il valore di Anicca
( l’impermanenza ) dukkha ( la sofferenza) e anatta ( l’inconsistenza dell’io) è cogliere che quanto é
impermanente all’esterno ( nella nostra osservazione) è esteso anche a noi stessi – Il nostro io è inconsistente – siamo dunque sogetti ad impermanenza – comprendere questo non è motivo di nichilismo, di pessimismo o peggio di depressione, è una verità che è motivo per renderci liberi da attaccamento ed aspettative, è input per vivere al meglio ogni attimo nella consapevolezza che non possa durare per sempre.
Manifestare – qui ed ora – tutto quello che siamo e desideriamo condividere è opportunità per arricchire e
sperimentare al meglio quel prezioso ed irripetibile attimo che, con consapevolezza, sappiamo non durerà per
sempre.
Compassione, amorevolezza, rispetto di ogni forma vivente non sono azioni che farebbe un depresso, sono invece quelle qualità – quei semi di benevolenza – che sanno dare senso ad un vivere consapevolmente la realtà esattamente come essa è.

27 .06. 2007 Poetyca

Anicca – Impermanence

Anicca – impermanence of things, the ability to understand
that all is not a term “eternal” – both for pleasure or displeasure,
is a realization, a kind of goal to be achieved, it is
only a profound moment of awareness in which, observing the reality
it becomes capable of understanding how illusiorio by our belief
all without an end. Knowing this, including in depth
pain, as it comes on, joy as there is intended to intoxicate
Finally, we can get through life without expectation or attachment
thinking of designing a reality that is our projection
expectations and observations of a learning situation.

Then whereas what is of interest to our relatively
attention is the present moment – the here and now – no matter the feelings associated
past (anger, frustration and regret) or related to the future (fear, pre-employment and delusion) are often full of energy that gives weight to our research, it is a distorting lens for observation of present reality, and expose us a source of pain and discomfort, here have clear value Anicca
(Impermanence), dukkha (suffering) and anatta (the inconsistency of the ego) is to grasp that what is
impermanent outside (our observation) is extended also to ourselves – our self is inconsistent – so we are Subjects to impermanence – understand this is not a cause of nihilism, pessimism, depression or worse, is a truth that is why make free from attachment and expectations, is input to enjoy every moment knowing that can not last forever.
Expressions – here and now – everything we are and wish to share and opportunities to enrich and
experience the best of that precious and unforgettable moment that, with awareness, we know not last
forever.
Compassion, kindness, respect for all living actions would not have a depressed, are instead the qualities – the seeds of benevolence – who can give meaning to living a conscious reality exactly as it is.

27 .06. 2007 Poetyca

Foglie al suolo


Foglie al suolo

Siamo soli e non lo sappiamo:
immersi tra la folla, nel gioco della vita
dove si possa credere di afferrare qualcosa,
di essere qualcuno.

La voglia di compagnia,le ore sempre piene di mille cose
da organizzare,da fare, poi questo silenzio
che insopportabile va coperto di parole,
di immagini, di suoni che accenda pensieri,
moto perpetuo che non deve smettere o ci si
ritrova a precipitare nella paura.

La voce, il rumore,la fretta, presenze
incontenibili ed insopprimibili.

Ma qualcosa accade…L’inaspettato,
il temuto il rimandato e a volte
il maledetto incubo: il silenzio!

Silenzio che striscia lungo le pareti,
che ci rincorre come ombra e che vorremmo
tenere distante, che potremmo staccare di metri,
di kilometri ma ci doppia, ci afferra
facendoci sudare freddo nella notte.

Ecco,la musica sparata nelle orecchie,
che invenzione,che opportunità
– ci stacchiamo dal mondo caotico,
dal runore o da noi stessi? Non importa,
è attraverso le melodie, le note,
i turbini emotivi che emergono e che,
compostamente adagiamo sul cuore ovattato,
che scivolano, come foglie d’Autunno al suolo,
le tracce di cammino di riscoperta, di contatto
della nostra Anima verso la via perduta da troppo tempo.

21.08.2007 Poetyca

Siamo quello che pensiamo


Siamo quello che pensiamo

Siamo quello che pensiamo – se il nostro percorso si legasse ad un pessimismo cosmico, ecco che il nostro pensiero attirerebbe a sè mettendo in moto dei campi magnetici e delle vibrazioni come una sorta di potente
calamita tutto quanto sia manifestazione del nostro sentire, pensare e credere – la nostra realtà più
profonda, al punto che spesso non è da noi consapevolmente riconosciuta, da una causa ( il pensiero oscuro) si avrebbe un effetto ( eventi nefasti e dolore), non si tratta di magia o di cose legate ad essa, è una legge che – il simile attira il simile – lo stesso se seminassimo amorevolezza e compassione troveremmo la capacità di produrre qualcosa di radioso. Si è responsabili di quello che troviamo nella nostra realtà, lo stesso discorso vale per quella forma di attrazione verso persone che ci somiglino o per le quali si provi feeling..Essendo sulla stessa frequenza d’onda ( o emissione in herz del cervello), si è in grado di riconoscere delle particolari sensazioni.

Ora cosa ( o chi) sia attratto o cosa ( o chi) attiri, poichè si tratta di similarietà, con pari attributi non credo sia rilevante. Prendere comuque atto che: siamo responsabili delle cause del dolore,per poi agire con
consapevolezza circa il modo di trasformare e migliorare la nostra realtà ( interiore ed esterna) è motivo per lavorare con attenzione.

In fondo, riflettendo, il buddhismo pone l’opportunità di compredere il peso della mente nelle manifestazioni della nostra realtà:

Semina un pensiero e nascerà un’azione. Semina un’azione e nascerà
un’abitudine. Semina un’abitudine e nascerà un carattere. Semina un
carattere e nascerà un destino.

Poiché la mente precede i modi d’essere, originati dalla mente, creati dalla
mente. Nella mente ha origine la sofferenza. Nella mente ha origine la
cessazione della sofferenza.

(Dai detti del Buddha © copyleft perle.risveglio.net)

Noi dunque seminiamo e noi dunque raccogliamo, l’albero si vede dal frutto – la liberazione dal dolore, il nostro risveglio, da come sappiamo riconoscerci capaci di seminare, importante è la nostra volontà e la
consapevolezza dell’impermanenza.

Il Buddha Shakyamuni spiegò che tutti gli esseri sono mossi da un singolo comune obiettivo; sopra ogni cosa cerchiamo di trovare la felicità e di evitare la sofferenza. Il Buddha, avendo ottenuto la comprensione completa del karma, l’insieme delle cause sia dei momenti positivi che di quelli negativi che noi tutti sperimentiamo, cominciò ad insegnare i metodi per ottenere la felicità ed evitare la sofferenza.

Il Buddha spiegò che la natura della realtà, così come viene sperimentata da un essere non illuminato, è continuamente costituita da felicità temporanea e dolore, indissolubilmente connessi con la causalità. Il modo in cui gli esseri sperimentano le loro vite, le loro personali gioie, tristezze ed inevitabili perdite, ha come propria base il pensiero, la parola e l’azione precedentemente e continuamente delusi, in questa e in tutte le vite precedenti.

Andare a ricercare le cause del dolore, per poi impegnarsi, attraverso il Nobile Ottuplice Sentiero verso ma realizzazione di quella consapevolezza che di renda responsabili e capaci, come un bodhisatva di offrire i propri meriti per il benessere di tutti gli esseri senzienti è seminare amorevolezza e compassione.
Attirare a sè o porgere la propria compassione non cambia, l’importante è seminare bene.

03.07.2007 Poetyca

Soffio


Soffio

Accompagno le parole ad un sorriso
e senza laccio alcuno le spargo
dove armonia è l’ascolto del cuore,
come zefiro che disperde la polvere

Scopro sfaccettature nuove
che impreziosiscono l’attimo
nascosto da muta coltre
che imprigionava il diamante

Nelle viscere della terra
che era custode era nascosto
ed ora che è iride viva
posso aprire le ali ed esser soffio

Poetyca 10.05.2007


Breath

I accompany the words to a smile
and without the snare some scatter
where Harmony is listening to the heart,
zephyr as it disperses the dust

I discover new facets
that embellish the moment
hidden layer outline
that imprisoned the diamond

In the bowels of the earth
who was caretaker had hidden
and now that is living iris
I open the wings and being blown

Poetyca 10.05.2007

L’amare


L’amare

Vorrei condividere quanto scrissi tempo fa a proposito dell’amare, di quanto venga insegnato o ci venga richiesto relativamente all’amare gli altri, dimenticando spesso quella cura che dobbiamo a noi stessi che sicuramente non avremmo molto da dare se non sappiamo bastare a noi stessi senza attaccamento ed aspettative nei confronti di chi non sembra accorgersi di noi. Sopratutto amare non è un modo di dimostare la nostra bontà ma è essere compagni di vita, di percorso dove le esperienze possano aiutare a crescere. Amore e dolore, Morte ed attaccamento spesso sono intrecciati tra loro, a noi sciogliere questi nodi per essere liberi e capaci di una forma di amore incondizionato, di gratitudine e di forza sottile che ci elevino oltre le apparenze. Amare è responsabilità e accoglienza senza giudizio, dove il possesso non ha presa ma ci si sente a proprio agio se si permette e si aiutano gli altri ad essere quel che sono.

Amare se stessi

Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza che ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere appreso dai genitori, se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri. Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo che a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi, amando altre persone ,è in realtà una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare: sensibilità , doti da non far emergere, sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri. Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi. Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore che non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.

30.07.2006 Poetyca

Ma per approfondire, ci sarebbe da dire anche che spesso si confonde l’amore con i rapporti di coppia, con una sorta di giuramento e lagame alla reciproca fedeltà , che non signiifica approvare ogni cosa dell’altro come atto di sottomissione ma aiuto vicendevole per crescere in armonia, perdere il proprio compagno di viaggio non significa gettare via i semi ricevuti ma impegnarsi, con gratitudine affinchè possano restare in noi

Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione, se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino a far emergere in sè quella parte che non è germogliata ancora, si sostiene e non si possiede nulla. E’ importante capire come l’amore universale sia diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose. Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare, invece di restare ancorati alla ;perdita, si deve capire che hanno finito il loro compito, che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori. Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico, è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli per essere migliori

07.04.2007 Poetyca

Per amare, per riconoscere questo bisogno,quest’opportunità che la vita ci insegna, esperienza dopo esperienza è opportuno leggere in noi stessi e crescere….

Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare che che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno che questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione. Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci. Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri che lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna. Mi viene in mente la frase del buddismo Se incontri il Budda per strada…uccidilo!
rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.

04.12.2005 Poetyca

Ecco.. in noi tutti gli strumenti per aprirci alla compassione, per non alimentare l’attaccamento e per Amare.

Un sorriso

Poetyca

To love

Let me share what I wrote recently about the beloved, to what is taught or are being requested for loving others, often forgetting that care we owe to ourselves that surely we would not have much to give if we do not know enough about ourselves without attachment and expectations of those who do not seem to notice us. Above all, love is not a way of demonstrating our goodness but to be companions in life, the path where experiences can help to grow. Love and pain, death and attachment are often intertwined, we untie these knots to be free and able to a form of unconditional love, gratitude and subtle force we elevino than appearances. Love and acceptance is the responsibility without a trial, where the possession did not take but one feels at ease if you can and help others to be what they are.


To love oneself

To love oneself is often branded as selfish, sometimes it is pure spirit of survival that they are really our wounds, past experiences that break down our image of ourselves, then love we should have learned from their parents, if we have neglected may become apathetic or unexpressed anger, feelings of inferiority and a belief to count little or nothing for others. The path to healing is long, sometimes takes years or whole cycles before you can understand that we are worth it despite what have made us believe that we are trying to fill that void at all costs, loving other people, is actually a voice that asks us to love, appreciate and discover who we are and everything that made us choke: sensitivity, qualities not give rise to, are our essence – must be respected by ourselves – and enforced by others. The pain that Buddhism is something that we create ourselves and make us slaves was the result of attachment and expectations, illusions, melting this slavery we really free to be ourselves. Especially as we feel that something is a source of discomfort or pain in us we must seek the cause and have a lot of knocks when gratitude is why growth opportunities for free from the lies of the mind. And ‘healing process that gives us the path to inner growth that we should not flee but touch the root of which is often deeper than we think.

30.07.2006 Poetyca

But further, one might also say that often confuses love relationships of torque, with a sort of oath and lagame mutual fidelity, not signiifica approve all of the other as an act of submission but for mutual help grow in harmony, losing his traveling companion does not mean throwing away the seeds received but engage with gratitude so that we can remain on

Love and Loss

Love knows no fear, but especially taxation does not know if you love it allows another to express himself, he even helps bring out the party itself has not sprung yet, you support and do not have anything. It ‘important to understand how universal love is different from a couple relationship, you should not confuse things. We are fellow travelers who arrive in our lives, but if they go, instead of remaining anchored to, loss, one must understand that they have finished their task, which had lost only in us is illusion because their presence and what we have taught, the transformation that has made us better. Often the obstacles, the trials of life are discarded, make us fall into a panic, it is through this step instead of us can grasp the limits and overcome them to be better

07.04.2007 Poetyca

To love, to recognize this need, this opportunity that life teaches us, experience after experience should be read in ourselves and grow ….

Grow

The repetition, in various situations of clothes that contain the essence of the lessons that we have refused to take to fear, has granted us the opportunity to learn to mature in us, our fragility, attachments and brakes as an opportunity loving. That step expected to exceed our commitment to this life to read through experience the karma that we have the tools to guide our personal lesson. Everything is time we put aside that sum and that alienates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems to better direct us towards our evolving. A Master teaches us life, the opportunity to grow and relate to ourselves and others away from illusions and fears that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, without forgetting he is the finger that showed the moon and the moon. I am reminded of the phrase in Buddhism If you meet the Buddha on the road … kill him!
represents our need to detach from the source of course we did from crutch to begin the journey within ourselves … To be. The most important journey of our life.

04.12.2005 Poetyca

Here .. in all of us the means to open ourselves to compassion, not to feed the attachment and love.

A smile

Poetyca

L’albero si vede dai frutti


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L’albero si vede dai suoi frutti

“Io non credo affatto in un Dio personale che giudica l’uomo per il suo
operato.
Non posso immaginare un Dio che premi e punisca gli oggetti della sua
creazione, i cui fini siano modellati sui nostri, un Dio, in breve, che non
è che un riflesso della fragilità umana.”

Albert Einstein

Non si potrebbe credere in un Dio,sempre nell’aspetto “punitivo”,
dimenticando che Dio è Amore.Il Dio dell’Antico Testamento in fondo è stato superato: Cristo nel Vangelo ci ha insegnato il ” comandamento nuovo” dell’amore reciproco, è l’insegnamento che egli stesso ha dato. Il Vangelo di Giovanni ( denominato Vangelo della Luce) è, dall’inizio alla fine un tracciato di Amore.
Ma se andassimo a cogliere altri percorsi, per l’Islaàm, in particolare il Sufismo,
Dio è l’Amato da cercare, da riconoscere per essere con Lui Amore.
Per il Vedantismo Brahaman è Amore del quale siamo portatori di una scintilla ( Atman)
e il percorso da compiere è nella ricerca e nell’assorbimento in Dio.
Ogni etica religiosa è legata alla consapevolezza che il nostro viaggio nella vita
è per riconoscere la nostra consapevolezza, per sciogliere l’ego e trasformarci in Amore.
Prendendo l’immagine del Vangelo : “L’albero si vede dai frutti”, i nostri frutti, come umanità devono essere frutti d’Amore, esso è accoglienza, attenzione per in cammino sia verticale ( verso Dio ) che orizzontale (verso il fratelli)
una simbologia che somiglia alla croce dove al centro è posto il Cuore.
L’albero nell’Eden era l’albero del Bene e del Male, questo dualismo va superato per ricondurci ad un’Unità che è Amore, riconoscimento e gioia nell’Unione con il Divino.

Per in Buddhismo tutto poggia sulla consapevolezza di essere artefici del proprio percorso personale. Come mai potrebbe essere che il Dharma ( la legge eterna) o il Karma ( il rapporto di causa ed effetto che somiglia all’albero del Bene e del Male ) siano disarmonici o pumitivi? Difatti la legge del karma è legge dell’armonia.
In realtà siamo noi stessi a seminare e portare quei frutti all’albero.
Tutto ha una ragione di essere, si impronta all’accompagnarci alla consapevolezza che quel che seminiamo raccoglieremo. Ma non si parla di un Dio ( è presente il concetto di Anatman – non Sè) che punisce ma della responsabilità personale sulle azioni che sono ” causa” che generano un ” effetto”.

Se si comprendesse che non è un Dio a punire, che siamo noi stessi a dover maturare per essere responsabili delle nostre azioni, sentiremmo meno rancore, meno timore e ci sentiremmo liberi da questi schemi mentali.
Naturalmente la mia riflessione non è un tentativo di sincretismo ( che non avrebbe senso) ma è la volontà di cogliere come per ogni percorso vi sia una visione che non si aggrappa all’idea di un Dio punitivo, siamo noi che dovremmo aprirci di più ed essere portatori di amore.

23.09.2007 Poetyca
The tree seen by its fruits

“I do not believe in a personal God who judges man for his work.
I can not imagine a God who rewards and punishes the objects of his creation, whose purposes are modeled on our own, a God, in short, that is not a reflection of human frailty. “

Albert Einstein

The tree seen by its fruits

“I do not believe in a personal God who judges man for his work.
I can not imagine a God who rewards and punishes the objects of his creation, whose purposes are modeled on our own, a God, in short, that is not a reflection of human frailty. “

Albert Einstein

You might not believe in a God who is always in appearance “punitive”
forgetting that God is Love. The God of the Old Testament has been passed down: Christ in the Gospel has taught us the “new commandment” to love one another, is the teaching that he gave. The Gospel of John (called the Gospel of Light) is a path from beginning to end of love.
But if we were to take other routes, for Islaam, especially Sufism,
God is the Beloved to look for, to acknowledge Love to be with him.
For the Vedanta Brahman is Love which we are bearers of a spark (Atman) and the road ahead is in research and in absorption in God
Every religious ethics is linked to the realization that our journey in life
is to acknowledge our awareness, to dissolve the ego and transform ourselves into Love.

Taking the image of the Gospel: “The tree is seen by its fruits”, our fruits, such as humanity should be fruits of love, it is welcome, attention to the road or vertically (to God) and horizontal (to the brothers )
a symbology that resembles the cross where the center is placed the Heart.
The tree in Eden was the tree of Good and Evil, this dualism must be overcome to lead us back to a Unit that is love, and joy in the recognition of the Divine.

For in all Buddhism is based on the awareness of being agents of their own personal journey. Why might it be that the Dharma (the eternal law) or Karma (the relationship of cause and effect that resembles the tree of Good and Evil) are discordant or pumitivi? In fact, the law of karma is the law of harmony.
In fact, we ourselves and bring the fruit tree planting.
Everything has a reason for being, you mark the accompaniment to the realization that we reap what we sow. But no one speaks of a God (there is the concept of anatman – not if), but the personal responsibility that punishes actions that are “causes” that create an “effect”.

If you understood that it is not a God to punish, that we ourselves
have to grow to be responsible for our actions, feelings
less anger, less fear and we feel free from these mindsets.
Of course, my reflection is not an attempt at syncretism (which would not make sense) but it is the will to grasp how each path there is a vision that does not cling to the idea of ​​a punitive God , are we that we should become more open and be bearers of love.

23.09.2007 Poetyca

Meditazione


Riflettendo…

La Riflessione

Nella vostra vita di discepoli Zen,
se giungete ad una difficoltà così grande
da sembrare una montagna del Nepal,
e che sembra non offrire alcun sentiero,
saprete che c’è sempre una via per attraversarla.

Shunryu Suzuki Roshi

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Anche dove non appare la via
essa è profondamente in te,
cerca e medita, raccogli ed attendi:
Nel Dharmakaya sai trovare
forza e splendore del tuo sentire.

Poetyca

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L’insegnamento

Meditazione

Il vero splendore della meditazione non risiede in alcun metodo,
ma nella continua esperienza vitale della presenza mentale.

Nonché nella sua armonia, chiarezza, pace e, più importante di ogni cosa,
nella completa assenza di attaccamento.

Sogyal Rinpoche

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Fermati ed ascolta,
respira ed attraversa
tempo senza tempo,
nel qui ed ora
dove tutto è chiarezza
per conoscere quel che sei.
In armonia le tue orme
imprimono nel Dharma traccia,
in silenzio accogli il suono
della tua attenzione:
oltre apparenze ed illusioni
tutto è adesso amorevolezza
ed interessere nell’impermanenza
di ogni attimo, dove tutto svanisce
e rinasce svuotandoti dall’attaccamento.

Poetyca

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04.11.2007 Poetyca

Testi tratti da:http://www.bodhidharma.it

Pratica e responsabilità


Pratica e responsabilità


La pratica e la consapevolezza di poter praticare, portano sempre anche una grande responsabilità.
La pratica è un modo di vivere responsabile, la visione dell’interessere comporta il conoscere la propria interconnessione, come pensieri, parole e azioni, con tutto ciò che ci circonda. Ricordando che ogni cosa è coscienza, sia personale che collettiva. Qualunque seme della coscienza che nutriamo oggi, in questo momento, in noi o negli altri, darà frutti che riguardano l’intera manifestazione.
Poiché hai in te gli elementi della consapevolezza, della concentrazione e della visione profonda sai benissimo che sei capace di essere consapevole, sei capace di essere concentrato, sei capace di avere la visione profonda che ti libera.
Queste non sono idee astratte, sono una realtà, perché la natura di Buddha è in ognuno di noi.

Thich Nhat Hanh

In fondo siamo noi ad originare la sofferenza, a determinare la palude in cui si cerca di uscire, seminiamo un canneto intricato di pensieri che imprigionano, se non sappiamo agire con rettitudine e non serve a nulla il tentativo di liberarsi,si avrebbe solo la sensazione di farlo mentre in realtà si resta invischiati in un’illusione se, con attenzione non ci adoperiamo con retta visione alla consapevolezza.
Non si deve temere di ” non essere capaci”, infatti tutti abbiamo gli strumenti, solo che sono un pò appannati, mettere in pratica la nostra retta attenzione è asciugare il terreno, dissodarlo e permettere di farne un giardino pieno di frutti da donare agli altri, infatti ogni cosa è dono e va condivisa perché noi tutti intersiamo. Una frase di Gandhi citava: “Quanto ferisco un fratello ferisco me stesso”, non si tratta solo di considerare l’eccesso di sensibilità in un uomo che ha dato tutto se stesso per l’Aimsha, per quella che è considerata Karuna o compassione ma la consapevolezza che siamo davvero responsabili per noi stessi e per tutti come conseguenza del nostro agire.
E’ facile accusare gli altri della nostra frustrazione o per le mancate soddisfazioni alle nostre aspettative, siamo ciechi e non capaci di aprire le braccia all’accoglienza senza pregiudizio, senza guardare a cosa si riceve davvero, perché ancorati alla visione di quanto non si è ricevuto, è importante non ” muoversi in reazione” ma accogliere la via di mezzo.
Nella mente/cuore l’essenza della compassione e l’abbracciare tutti gli esseri incondizionatamente – senza preferenze.

In questa condizione tutto è ” neti neti ” – né questo né quello ma pura coscienza. La nostra responsabilità è nel saper evitare di creare confusione, competizione e incoerenza perchè il camminare nella confusione esterna deve impedirci di farci contaminare, restando – nella via di mezzo – senza preferire questo o quello.
Dove la realtà è abbracciata esattamente per quello che essa è, con sentimenti di amorevolezza e compassione.

03.05.2007 Poetyca


Practice and responsibilities


The practice and the knowledge to practice, always bring a big responsibility.
The practice is a responsible way of life, the vision of the means of knowing their interconnection, as thoughts, words and actions, with all that surrounds us. Remembering that everything is consciousness, both personal and collective. Any seed of consciousness that we have today in this moment, us or the other, will bear fruit covering the entire event.
Because you have in you the elements of awareness, concentration and insight you know that you are capable of being aware, you are able to be focused, you are able to have the insight that sets you free.
These are not abstract ideas are real, because the nature of Buddha is in everyone.

Thich Nhat Hanh

Basically we rise to suffering, to determine the swamp in which you try to exit, sow a cane intricate thoughts that trap, if we can not act rightly and no use trying to escape, it would only feel to do while in reality it remains caught in an illusion if not we work closely with the right understanding consciousness.
Do not be afraid of “not being able”, as all have the tools, but they are a bit dim, put into practice our right attention is the soil dry, broken and allow to make a garden full of fruit to give to others In fact everything is a gift and should be shared because we all cross. A phrase quoted Gandhi: “As a brother hurt hurt myself,” not just to consider the excess sensitivity in a man who gave himself wholly for the Aimsha for what is considered Karuna or compassion, but awareness that we are truly responsible for ourselves and for all as a result of our actions.
It ‘s easy to blame others for our frustration or for failure to satisfy our expectations, we are blind and not able to open our arms to welcome without prejudice, without looking at what you get really, why not anchored to the vision of what it is received, it is important not to “move in reaction but to accept the middle way.
In the mind / heart and the essence of compassion to embrace all beings unconditionally – without preferences.

In this condition everything is “neti neti” – neither this nor that but pure consciousness. Our responsibility is to know how to avoid creating confusion, inconsistency and race walking in confusion because of us must prevent external contamination, prejudice – in the middle – not prefer this or that.
Where reality is embraced exactly what it is, with feelings of kindness and compassion.

03.05.2007 Poetyca

La Risalita


La risalita

Scuoto ora la polvere dai passi
e guardo indietro, a quel che è stato:

Luce che come sfera mi cerchi
– parli un linguaggio dimenticato –
d’ emanazione e potenza che d’Amore
è traccia oltre questo tempo,
mi hai aperto la via della consapevolezza
ed è con te che è iniziato il mio viaggio:

Mille ostacoli per la risalita
d’una montagna, che con compagni,
dai volti non messi in luce,
ma con la forte presenza di una guida,
dal capo incappucciato è benevolenza
ed emanazione di quella legge incisa,
nel rispetto della scelta – andare o tornare –
E senza indugio mi tuffo,
per ricacciarmi indietro dove mi conduce il cuore.
Ed avanzando resti accanto ad ogni passo.

Sorella e Fratello – Cuore e Ratio
opposti in ricerca d’unità
per proteggere ed amalgamare
il correre nel mondo
come anima indifesa che teme:
si conduce tra sensibilità e riflessione.
Ho cercato e compreso come fortificare
tutte le mie paure dove il cuore vacilla
ed è l’equidistanza a condurre la ragione.

Passero ferito;
io sono questa
nella provenienza, dei giorni
che ho vissuto.
Cuore antico come il mondo,
dove tutto passa dentro la ferita
che non s’è rimarginata ancora
e poi… malgrado tutto
quel vociare, sull’incapacità,
per bloccare la mia crescita.
Apro le ali al cielo:
casa da sempre riconosciuta
e poi…gabbiano tra gabbiani
e senza che sapessi nulla,
Aquila che mi cerca
e mi riporta a casa
– dove tutto riconosco –
ed Aquila anch’io,
tra potenza d’ali e pace
ma una la scelta, una soltanto:
ritornare tra passeri
a sollecitare la capacità di volo.
Scorreva la storia di quel che ero
nel comprendere il vivere l’istante.

Solitaria presenza,sono io,
anima che vaga nel bosco:
tra memoria di voci
che non seguiranno il mio passo
e scelte da loro fatte ed altre mie da fare,
tra chi è stato e chi deve arrivare.
Voce che fuoricampo indica
di non essere in pena perchè
c’è chi resta e chi devo incontrare,
che molti potrei perdere ancora
ma altri arriveranno,
mentre resto in silenzio con questa
nostalgia che indefinibile
comprende che qualcosa presto accade:
bivacco e fuoco spento,
cenere in un cerchio di pietra,
mentre la notte arriva ed è attesa
di chi non arriverà perchè teme.

Inquietudine e ricerca,
parole che corrono
e quel peso attaccato addosso:
brama,proiezione di altri e in me fatica
che rallentano il mio passo,
ed è ora Volontà da cercare;
dentro di me voce potente,
perchè si separi quel che non fa avanzare
da quel che si è compreso ed è valore.
Notte di fatica e lotta per ritrovare Luce
ed essere consapevole della Forza
che solo io posso guidare:

“Che le acque si separino dalla terra
che la tenebra rifugga da me
ora che so scegliere e capire
dove poggerò i passi da questo istante!”

Ed ora dal bosco dell’attesa,
della sera in nostalgia,
avanzo decisa alla radura
piena di brillanti colori,
prato in pieno sole tra fiori
che intensi offrono dono:
Compagni di viaggio ancora,
antiche figure ritrovate
– E’ festa per questo chiarore –
stessa Luce che accoglie,
tre occhi e non uno solo,
per vedere oltre quel che appare:
dove la forma cambia
ma è sempre stato Amore.

09.09.2007 Poetyca

The slope

I shake the dust from hour walk
and look back at what has been:

Light ball as I try
– Speak a forgotten language –
‘s adoption and power of Love
is no trace beyond this time,
I have opened the way to awareness
with you and that started my journey:

Thousand barriers for ascending
of a mountain, with companions,
faces is not highlighted,
but with the strong presence of a guide,
the head is hooded goodness
and enactment of the law engraved
in respect of the choice – or go back –
And immediately I dive,
drive back to where my heart leads me.
And advancing the ruins next to each step.

Sister and Brother – Heart and Ratio
opposites in search of unity
to protect and mix
the race in the world
as helpless soul who fears:
is conducted between sensitivity and reflection.
I tried and understood as strengthening
all my fears where the heart falters
and is equidistant to lead the right.

Wounded sparrow;
I have this
its provenance, days
I have lived.
Heart ancient as the world,
where everything goes into the wound
that he has not healed yet
and then … despite all
that shouting, inability,
to stop my growth.
I open the wings to the sky:
home has always recognized
and then … between gull gulls
and without that I knew nothing,
Aquila looking for me
and me home
– Where all recognize –
and Aquila, too,
between power and peace of wings
but a choice, just one:
return between sparrows
to encourage the capacity for flight.
Ran the story of what was
in understanding the experience the moment.

Solitary presence, I am,
soul wandering in the woods:
between memory items
who do not follow my footsteps
and choices made by them and my other to do
between who was and who is to come.
Entry indicates that home run
not in pain because
there are those who remain and who I meet,
that many could still lose
but more on the way,
while the rest in silence with this
indefinable nostalgia
understands that something happens soon:
bivouac fire off,
ashes in a circle of stone,
as the night arrives and is waiting
who will not come because fears.

Concern and research,
words that run
and the weight attached to him:
longing, projection and other trouble in me
that slow down my pace,
Will and is now sought;
powerful voice within me,
because it separates what does not feed
from what is included and value.
Night of toil and struggle to find light
and be aware of Force
I can only drive:

“Let the waters separating the land
darkness to flee from me
now that I choose and understand
will rest where the steps from this instant! ”

And now the wood of expectation,
the night of nostalgia
decided to clear surplus
full of bright colors,
meadow of flowers in full sun
intense that offer gift:
Traveling companions again
ancient figures found
– It ‘s party for this light –
same light that welcomes,
three eyes, not just one,
to see beyond what appears:
where the shape changes
but was always Love.

09.09.2007 Poetyca

Senza inganni


Senza inganni

Come un viaggiatore del tempo
che dalla balaustra della vita
osserva lo scorrere di eventi:
è l’alternarsi di luce ed ombra
a regalare il senso ai sorrisi

Nel soffio di un solo istante
è la riconoscenza ed il colmare
di petali un inarrestabile sogno
che dipinge nel silenzio il dono
che ci arricchisce senza inganni

16.01.2007 Poetyca

No tricks

As a time traveler
that the banisters of life
notes the flow of events:
is the alternation of light and shadow
to give the way to smiles

In the breath of a moment
is the gratitude and fill
petals of an unstoppable dream
who paints in silence the gift
which enriches us without cheating

16.01.2007 Poetyca

Passi indietro


Passi indietro

E’ filo invisibile che a volte collega ricordi
mentre assonanze ed idee non si accavallano più
mistero della mente in variazioni sul tema

E’ corsa sul tempo che a ritroso s’impenna
come musica al pianoforte: palpita dentro
rincorre emozioni e ci fa trattenere il fiato

E’ ricordo che affiora e ci fa tremare
sfuggite lacrime per quella mano
che a pugno chiuso non trattiene più nulla

E’ sospiro di vita che si spezza in una scheggia di silenzio
pochi attimi dopo che si era riempito tutto di parole
soffiato ordine e senso al nostro percorrere quest’ illusione

E’ nuovo inganno che chiama a gran voce l’alba
ragnatele di ombre in lotta contro antiche paure
sospirano a notte fonda e ci prendono il cuore in mano

E’ luce che avanza oltre lo schermo di una nuvola fuggita
riconosciuta apparenza per accendere nuovo sorriso
tra le pieghe di un’ anima che con forza riprende fiato

01.02.2007 Poetyca

Setbacks

It is sometimes invisible thread that connects memories
while the similarities and the ideas do not cross over
mystery of the mind in variations on a theme

It is time to ride on the back rears
as piano music: beats inside
chasing emotions and makes us hold your breath

It is memory that surfaces and makes us tremble
escaped tears for that hand
that a closed fist does not hold anything

It is breath of life that breaks the silence in a shard of
just moments after he had filled all the words
order and meaning to blow our cover this’ illusion

It is a new trick that calling out the dawn
webs of shadows in the fight against old fears
sigh at night, and we take heart in hand

It is the light that moves beyond the screen of a cloud fled
recognized appearance to turn new smile
between the folds of a ‘soul takes breath with force

01.02.2007 Poetyca

Sassolini della gratitudine


Sassolini della gratitudine

In casa ho delle ciotole ( di rame o di terracotta) riempite con dei sassolini presi al mare, sembra una cosa naif o strana eppure sanno dare una sensazione di serenità. Ricordare di aggiungere un sassolino in segno di gratitudine per quanto si riceva di volta in volta dalla vita,per quelle piccole realizzazioni che il nostro impegno e lo sforzo ci fanno toccare è renderci consapevoli di come si possa ricevere tanto e accorgercene poco, è un modo per renderci conto in modo tangibile di quei doni che spesso non sappiamo rammentare o non apprezziamo, la sera ad esempio, riguardando i nostri sassolini nella ciotola possiamo rivalutare che, in fondo, invece di lamentarci per quanto nella nostra vita ci facca sentire insoddisfatti, potremmo ribaltare il nostro punto di vista ed imparare la gratitudine.Si possono sostituire i sassolini a delle monetine da un centesimo o più, per poi accorgerci che si possa mettere da parte una somma di monete che sarebbe bello regalare a qualcuno. In fondo i doni che riceviamo non sono solo nostri ma vanno condivisi con gli altri. Ma oltre all’aspetto materiale, concreto e visibile, esiste un modo per essere con gli altri e condividere, un modo sottile e sensibile che è legato alle attenzioni che possiamo dare a chi ci sta attorno, essere grati si trasforma in amorevolezza verso gli altri, in ascolto ed attenzione consapevole, senza innescare meccanismi di giudizio e paura, infatti dobbiamo imparare a cogliere di cosa essere grati, giorno per giorno e condividere. Gioire delle energie benefiche del nostro nuovo schema di comportamento è motivo per determinare una nuova apertura che ci renda capaci di maggiore positività e responsabilità nei confronti del nostro percorso interiore, essere grati è costruire un sentiero di sassolini che ci possa riportare a casa, verso la nostra vera natura. Il sasso si associa spesso al lancio, come segno di giudizio, come motivo che separi, invece usare sassolini come promemoria, magari colorandoli, ricoprendoli di vernice è un modo per portare allegria, se deponiamo i sassi e non li scagliamo come armi sotto l’influsso della rabbia, ci accorgiamo che davvero sono un ottimo mezzo per riconoscere che la vita è sempre pronta ad offrire ottime opportunità di crescita, a noi saperle riconoscere con gratitudine.

27.09.2007 Poetyca

Pebbles of gratitude

At home I have the bowl (copper or terra cotta) filled with pebbles taken to the sea, one thing seems naive or strange yet know how to give a feeling of serenity. Remember to add a pebble in a sign of gratitude for what you receive from time to time by the waist, for those small accomplishments that our commitment and effort to touch us and make us aware of how you can receive so much and not realizing it is a way to realize in a tangible way of those gifts that we often do not remember or do not appreciate the night, for example, regarding our pebbles in the bowl that we can reassess, in the end, instead of complaining in our lives make us feel dissatisfied, we reverse our point of view and learn gratitudine.Si can replace the pebbles of nickels in a dime or more, and then realize that you can set aside a sum of money that would be nice to give someone. After all the gifts we receive are not only ours, but should be shared with others. But besides its material, concrete and visible, there is a way to be with others and share, a subtle and sensitive that it is linked to attention that we give to those around us, be thankful turns into kindness towards others , mindfulness and listening, without triggering mechanisms of judgment and fear, in fact we must learn to understand what to be grateful every day and share. Rejoicing of the beneficial energies of our new pattern of behavior is no reason to determine a new openness that enables us to more positive and responsibility towards our inner journey, to be grateful is to construct a gravel path that we can bring home, to the our true nature. The stone is often associated with the launch, as a sign of view, as a reason to separate, but instead use stones as a reminder, perhaps coloring, paint covering them is a way to bring joy, if we lay the stones and hurl them as weapons under the ‘ influence of anger, we realize that you really are a great way to recognize that life is always ready to offer excellent growth opportunities, we know how to recognize with gratitude.

27.09.2007 Poetyca

Esperienze e realizzazione


Riflettendo…

La Riflessione

I fenomeni materiali e mentali vengono e vanno,
come nuvole nel cielo azzurro.

Avidità, collera e ignoranza; queste tre forme,
appaiono e scompaiono come un miraggio nell’oceano.

Yoka-daishi (d. 713)

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Nulla resta immutabile,
ed è speranza il sapere
che cercando le cause
sappiano soffiare via anche il dolore.

Poetyca

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L’insegnamento

Esperienze e realizzazione

Continuando a praticare la meditazione,
può capitarvi di avere ogni tipo di esperienza,
sia piacevole che spiacevole.

Potete sperimentare stati di estasi, chiarezza o assenza di pensieri.
In un certo senso, queste sono esperienze molto positive
e segni di un progresso nella meditazione.

Questo perché, se sperimentate beatitudine,
è un segno che il desiderio si è temporaneamente dissolto.
Quando sperimentate vera chiarezza,
è un segno che l’aggressività è temporaneamente cessata.
Se sperimentate uno stato di assenza di pensiero,
significa che la vostra inconsapevolezza è temporaneamente estinta.

Si tratta, quindi, di esperienze molto positive,
ma se sviluppate un attaccamento verso di esse, allora diventano ostacoli.

Le esperienze non sono, in se stesse, la realizzazione;
ma se vi mantenete liberi dall’attaccamento,
esse divengono ciò che sono realmente e cioè
una risorsa, un nutrimento per la realizzazione.

Sogyal Rinpoche

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La meditazione e quanto, attraverso essa,
si sappia portare in luce,è solo un mezzo e non il fine
per la nostra chiarezza interiore,
per imparare il non giudizio e per essere equidistanti.
Non si deve perseguire, attraverso essa, uno strumento
che ci limiti e sia motivo di attaccamento al risultato,
cosi come non si deve considerare di avere un arma
che ci faccia sentire superiori agli altri.
Se quanto emerge è fonte di appagamento, non deve
essere posta come via di fuga dalle problematiche quotidiane,
è piuttosto motivo per comprendere i nostri meccanismi interiori.

Poetyca

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Percorsi

La pace e l’azione

Ricordiamo che “Percorsi” è una raccolta di condivisione e non una serie di insegnamenti dottrinali. Nessun percorso rappresenta una definitiva e inappellabile risposta alla riflessione di partenza. Non si stupiscano i lettori, se non troveranno qui espressi dei principi non relativi e non opinabili, come alcuni preferirebbero. Il Buddhismo è un sentiero che creiamo con i nostri stessi passi, facendo esperienza di quella realtà così com’è nel qui ed ora che chiamiamo Dharma, non un insieme di dogmi.

Riflessione

La pace è anche fare le piccole come le grandi cose con totale non attaccamento ai risultati.
Nostra è l’azione, ma non il risultato dell’azione.
Questo è il Karma Yoga, lo Yoga dell’abilità nell’azione.

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Fare dono di sè, portare armonia in noi stessi
e per gli altri, è spargere dei semi su ogni terreno,
senza pensare se esso potrà produrre frutto
o se la sua aridità non ci offrirà nulla.
Portare pace, dove era la disarmonia a scompigliare il dialogo,
è semplicemente manifestare le proprie capacità senza aspettative.

Poetyca

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16.06.2007 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Joni Mitchell from Albums


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=bbJo-dsFGfI&list=PL5A6233B934F0DFB4]

Joni Mitchell, nome d’arte di Roberta Joan Anderson (Fort Macleod, 7 novembre 1943), è una cantautrice e pittrice canadese.

Dopo una gavetta tra café canadesi e locali statunitensi nei quali germogliava e veniva alla luce una nuova generazione di musicisti folk, Joni Mitchell ottenne il successo commerciale alla fine degli anni ’60, definendo uno stile che farà epoca e sarà fonte d’ispirazione per tutte le cantautrici dei decenni successivi.[1][2] Il suo impatto sul cantautorato al femminile, di cui è considerata la vera capostipite, è paragonabile a quello di artisti come Bob Dylan, Neil Young o Eric Andersen su quello dei colleghi uomini.[3][4] Col passare del tempo, il folk verrà sempre più relegato al passato per dar spazio a nuove sonorità vicine al blues e aljazz che la porteranno a collaborazioni prestigiose con artisti del calibro di Metheny, Pastorius, Hancock, Brecker e Mingus.[1]

Joni Mitchell non è solo nota per la sua musica sofisticata e i suoi testi estremamente ricercati e poetici, ma anche per la sua passione e talento per le arti pittoriche. È lei stessa infatti a dire: “Sono prima di tutto una pittrice, poi una musicista…”. Cura personalmente la grafica e le copertine dei propri album, utilizzando la maggior parte delle volte quadri ma spesso anche elaborazioni fotografiche.

http://it.wikipedia.org/wiki/Joni_Mitchell

Roberta Joan “Joni” Mitchell, CC (née Anderson; born November 7, 1943) is a Canadian singer-songwriter and painter.[1] Mitchell began singing in small nightclubs inSaskatchewan and Western Canada and then busking in the streets and dives of Toronto. In 1965, she moved to the United States and began touring. Some of her original songs (“Urge for Going”, “Chelsea Morning“, “Both Sides, Now“, “The Circle Game”) were covered by folk singers, allowing her to sign with Reprise Records and record her own debut album in 1968.[2]

Settling in Southern California, Mitchell, with popular songs like “Big Yellow Taxi” and “Woodstock“, helped define an era and a generation. Her 1971 recording Blue was rated the 30th best album ever made in Rolling Stone‘s list of the “500 Greatest Albums of All Time“.[3] Mitchell switched labels and began moving toward jazz rhythms by way of lush pop textures on 1974’s Court and Spark, her best-selling LP, featuring the radio hits “Help Me” and “Free Man in Paris“.[4]

Her wide-ranging contralto[5] vocals and distinctive open-tuned guitar and piano compositions grew more harmonically and rhythmically complex as she explored jazz, melding it with influences of rock and roll, R&B, classical music, and non-western beats. In the late 1970s, she began working closely with noted jazz musicians, among them Jaco Pastorius, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Pat Metheny, and Charles Mingus; the latter asked her to collaborate on his final recordings.[6] She turned again toward pop, embraced electronic music, and engaged in political protest.

She is the sole record producer credited on most of her albums, including all her work in the 1970s. With roots in visual art, she has designed her own album artwork throughout her career. A blunt critic of the music industry, she quit touring and released her 17th, and reportedly last, album of original songs in 2007. She describes herself as a “painter derailed by circumstance”.[7]

Mitchell has deeply influenced fellow musicians in a diverse range of genres, and her work is highly respected by critics. AllMusic said, “When the dust settles, Joni Mitchell may stand as the most important and influential female recording artist of the late 20th century”,[8] and Rolling Stone called her “one of the greatest songwriters ever”.[9] Her lyrics are noted for their developed poetics, addressing social and environmental ideals alongside personal feelings of romantic longing, confusion, disillusion, and joy.

http://en.wikipedia.org/wiki/Joni_Mitchell

Peter Gabriel – Full Concert – 08/14/94 – Woodstock 94 (OFFICIAL)ę


Peter Brian Gabriel (Chobham, 13 febbraio 1950) è un cantante, polistrumentista, compositore, produttore discografico e attivista britannico.

Dopo aver raggiunto il successo nel celebre gruppo progressive rock dei Genesis come cantante, flautista e percussionista, ha intrapreso una carriera solista di successo sperimentando numerosi linguaggi musicali.[1] Recentemente è stato impegnato nella promozione della world music, nella ricerca di moderne tecniche di incisione e nello studio di nuovi metodi di distribuzione della musica online. È anche noto per il suo costante impegno umanitario.

https://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Gabriel

Peter Brian Gabriel (born 13 February 1950) is an English singer-songwriter, musician and humanitarian activist who rose to fame as the original lead singer and flautistof the progressive rock band Genesis.[2] After leaving Genesis, Gabriel went on to a successful solo career, with “Solsbury Hill” his first single. His 1986 album, So, is his most commercially successful, and is certified triple platinum in the UK and five times platinum in the U.S.[3][4] The album’s biggest hit, “Sledgehammer“, won a record nine MTV Awards at the 1987 MTV Video Music Awards, and it remains the most played music video in the history of MTV.[5]

Gabriel has been a champion of world music for much of his career. He co-founded the WOMAD festival in 1982.[6] He has continued to focus on producing and promoting world music through his Real World Records label. He has also pioneered digital distribution methods for music, co-founding OD2, one of the first online music download services.[7] Gabriel has been involved in numerous humanitarian efforts. In 1980, he released the anti-apartheid single “Biko“.[6] He has participated in several human rights benefit concerts, including Amnesty International‘s Human Rights Now! tour in 1988, and co-founded the WITNESS human rights organisation in 1992.[6]Gabriel developed The Elders with Richard Branson, which was launched by Nelson Mandela in 2007.[8]

Gabriel has won three Brit Awards—winning Best British Male in 1987,[9] six Grammy Awards,[10] thirteen MTV Video Music Awards, the first Pioneer Award at the BT Digital Music Awards,[11] the Q magazine Lifetime Achievement,[12] the Ivor Novello Award for Lifetime Achievement,[13] and the Polar Music Prize.[14] He was made a BMIIcon at the 57th annual BMI London Awards for his “influence on generations of music makers”.[15] In recognition of his many years of human rights activism, he received the Man of Peace award from the Nobel Peace Prize Laureates,[16] and TIME magazine named Gabriel one of the 100 most influential people in the world.[17] AllMusichas described Gabriel as “one of rock’s most ambitious, innovative musicians, as well as one of its most political”.[18] He was inducted into the Rock and Roll Hall of Fameas a member of Genesis in 2010,[19] followed by his induction as a solo artist in 2014.[20]

https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Gabriel

 

 

La convizione” io sono”


 

Dall’aggrapparsi all'”io sono”, alla convinzione d’essere qualcuno, hanno origine cosi’ tanta paura e desiderio che infine ci portano all’angoscia e alla disperazione, perche’ la vita ci appare molto piu’ difficile di quel che effettivamente e’. Ma quando osserviamo la vita cosi’ com’e’ allora tutto va bene:  le gioie, la bellezza, i piaceri
sono quel che sono e nulla piu’.

Ajahn Sumedho, “Vedere la via

By clinging to ‘”I m”, the belief of being someone, originate so’ much fear and desire that ultimately lead us to the anguish and despair, ‘cause life seems much more’ difficult than it actually and ‘. But when we look at life ‘as is’ then all is well: the joys, the beauty, the pleasures
are what they are and nothing more. ‘

Ajahn Sumedho, “Seeing the way”

Danza e manifestazione


Danza e manifestazione

Nel silenzio è l’ascolto
tra battito del cuore
e respiro che immoto
è linfa che vibrante sfiora:
cresce, danza e rincorre
il vuoto di chi si svuota
per riempirsi del Tutto
che come onda rigenera Vita

Sinuoso calmo completo
istante che immoto
espande ogni forma
perchè tutto sia Musica
del sentire senza barriere
Oltre il detto ed il conosciuto
nel rimbalzo d’amore
….perchè tu sia!

01.09.2007 Poetyca

Dance and Events

In the silence is listening
between heartbeat
breath and motionless
sap that is vibrant touches:
grows, dance and chase
the emptiness of those who empties
to fill the Whole
Life as a wave that regenerates

Complete calm winding
instant motionless
expand all forms
because everything is music
of feeling without barriers
Beyond that and the known
rebound in love
…. Because you are!

01.09.2007 Poetyca

Oltre…


Oltre…

Oltre le parole
è arrivato il momento di capire
di seminare e raccogliere
e con lo sguardo accarezzare
tutto quel che vibrando
con forza vive
per non smettere di offrire in dono
l’attimo eterno in respiro:
ricchezza che sprigiona unità,
richiamo d’infinito senza barriere.

Oltre il fragore del dubbio
è arrivato il momento
di allacciare l’impalpabile
per collegare ogni vita nascente
a quel candore senza ombre
dove tutto alla foce di ricordi s’illumina:
nuove particelle di silenzio
che dilatano spazio e tempo,
danza senza più timore
su sentieri assolati
che ricuciono il senso dell’Essere.

Oltre quel che conosci
è arrivato il momento
di scostare il velo
per abbracciare la realtà
ove è infranta l’illusione
ed è danza senza lacrime,
estasi di gioia
ad assaporare palpito:
lucciole in dono che in continuità
volteggiano rapite
dove tutto è unico
e per sempre infinito Amore.

03.10.2007 Poetyca


More …

Beyond words
the time has come to understand
sowing and harvest
and his eyes caress
all that vibrating
Strongly lives
not stop to offer a gift
moment in the eternal breath
richness that emanates unity
reminder of the infinite without barriers.

Over the roar of the doubt
the time has come
to establish the impalpable
to connect each new life
then white without shadows
where everything lights up at the mouth of memories:
new particles of silence
expand that space and time,
dance without fear
on sunny paths
that restores the sense of Being.

Beyond that you know
the time has come
to draw back the veil
to embrace the reality
when the illusion is shattered
and dance without tears
ecstasy of joy
pulse to savor:
fireflies as a gift in continuity
hover kidnapped
where all is one
and forever infinite Love.

03.10.2007 Poetyca

Nelle viscere


Nella viscere

La terra ed il suo dono, stagione dopo stagione
come fertile madre che si spoglia e si riveste
di buio e nutrimento, tenuto nascosto
tra battito di ciglia nelle anse del tempo
in mormorio sommesso come preghiera lieve
in viscere profonde e carezze di sole

17.02.2007 Poetyca

In the bowels

The earth and its gifts, season after season
as a fertile mother who strips and plays
of darkness and food, hidden
between blink of an eye in the loops of the time
in slight murmur softly as a prayer
deep in the bowels and caresses of the sun

17.02.2007 Poetyca

Complice


Complice

Nella densità di attimi
è vita che scorre
in bagliori e  forza
di stelle e sole

Prorompenti emozioni
sono manifestazione vibrante
di un fiume che in gola smorza
l’essenza del cuore

Rincorro sogni ed intrecci
di capelli e mani
sul bordo di labbra
in sinuoso suono

Nel ripetere di mantra
s’ accende ora
l’attimo presente
in un sorriso complice di Tutto

25.07.2007 Poetyca

Complicity

The density of moments
Life is flowing
in flare and strength
of stars and sun

Irrepressible emotions
are vibrant event
of a river gorge in dampening
the essence of the heart

Run after dreams and plots
hair and hands
on the edge of lips
in winding sound

In repeating the mantra
s’ lights hours
the present moment
All of a knowing smile

25.07.2007 Poetyca

In punta di piedi…oltre il silenzio


In punta di piedi…oltre il silenzio

Non temo il mondo e non ho motivo di nascondere quel che attimo per attimo si manifesta, offro la voce che su note intime conduce una lunga storia, quella che mi segue e mi sostiene da tanto tempo. Posso anche tacere, non è importante cosa posso ricevere, se il mondo accoglie o rigetta chi non sia riconosciuto, seguo quel che il cuore detta, non conosco separatezza da altre essenze che sono parte di me stessa.Per questo spesso non scrivo solo quello che vivo in prima persona, ma anche quanto per empatia a volte con sofferenza raccolgo degli altri, si vive e ci trasforma, si accoglie e si porge quel che ci è possibile dare con amorevolezza e speranza, ma non si tratta di qualcosa da sottolineare, di cui rivestirci per meglio apparire, è tutto a livello sottile e non sempre è facile descrivere a parole, la poesia, l’essenza concentrata delle sensazioni, l’energia che scaturisce e di getto suggerisce parole è capace di colmare queste lacune, da tempo però non le permetto di manifestarsi, indirizzo altrove la mia attenzione.Spesso si vive nel silenzio per poi dare il meglio possibile per accompagnare, è spesso attesa, presenza silenziosa dove ci si adatta agli altri. La fucina o la fornace del nostro essere è in continua evoluzione e si cerca semplicemente di stare accanto, solo se viene consentito, senza nulla imporre. Semplicemente posso tacere quando avverto di creare disagio. Quando comprendo che si cerca altro e non si tenta di fare nulla per responsabilizzarsi, spesso proiettando le cause; di disagio su altri, compresa me e non sulle proprie scelte personali.Conosco i miei limiti e non insisto, non ha senso farlo, con ulteriore presenza se essa non è compresa:

“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. 8 E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. Marco 6, 7-13


Non ho la pretesa di – portare a me – nessuno e non lo faccio nel nome di nessuno,sopratutto preferisco il dialogo con persone capaci di attenzione verso di sè, di maturità e che non abbiano pretesa alcuna di possesso, che condividano con la gioia di farlo senza attaccamento e pretese di attenzione continua – motivo di possesso – ma che sappiano apprezzare ed alimentare la libertà reciproca, per quel senso sottile di rispetto, non impongo e non ho attaccamento o pretesa di essere accolta, chi sono io per pretenderlo? Semplicemente mi anima l’entusiasmo della condivisione, ma non cambia nulla se quel poco che sono capace di offrire non fosse accolto, si potrebbe essere sgraditi e non per questo si deve avere la pretesa di imporsi agli altri…Va tutto bene così come è.

29.07.2007 Poetyca

Il mio scritto è una sorta di analisi, sofferta è vero, di come quello che si offre, si è, si attraversa con un certo atteggiamento, fosse anche il tacere per rispetto e perchè si attendono i tempi degli altri, venga poi reinterpretato con la personalità di chi legge, di chi si sentisse deluso o non trova attenzioni particolari che colmino delle lacune che trovano risoluzione attraverso un lavoro interiore personale e non aggrappandosi alla mia presenza. Non è facile quando qualcuno crede essere dovuto l’essere presenti, poi in nome di qualcosa che , in realtà non ricade neppure su mie capacità o responsabilità . Non è facile non cadere in conflitto tra quelle intenzioni che si erano preposte espresse con chiarezza e quanto si riporti a disamina da parte di altri individui di atteggiamenti e atti che vengono visti con uno spirito che non mi rappresenta. L’orgoglio, la voglia di chiarire, la voglia di prendermela con me stessa per avere offerto cose che sono state male interpretate o disprezzate, che hanno seminato la diffidenza perchè non saprei fornire cose diverse da quello che ci si attendeva sono momenti particolarmente difficili da attraversare, sopratutto perchè non si riesce a non provare attaccamento, a non reagire contro l’ingiustizia. Il silenzio, la ricerca di equilibrio oppure il rispetto dei tempi degli altri, senza nulla pretendere, viene visto come atteggamento giudicante, come rappresaglia malevola. Ma come spiegare? Sembra persino giustificare agli occhi di chi ha già tratto delle conclusioni. Non è facile far capire la propria natura, matura o meno che sia, sicuramente diversa da tante persone. Ecco l’origine del mio scritto, non resta che accogliere le cose così come sono ed imparare sulla pelle cosa sia quella sensazione di solitudine a volte. In fondo tutti abbiamo sperimentato come più si proceda nella Sadhana e come maggiore sia il senso di estraneità verso un Mondo che forse non comprende ma non si potrebbe fare a meno di comprenderlo: nei limiti, nelle aspettative e nell’incapacità di accogliere il proprio essere così come si è piuttosto che rappresentazione delle altrui proiezioni possessive.

un sorriso

29.07.2007 Poetyca


Tiptoed over… the silence

Do not fear the world and I have no reason to hide what is obvious from moment to moment, the voice that offer intimate notes on conducting a long history, the one following me and supports me a long time. I can be quiet, it does not matter what I get, if the world accepts or rejects anyone who is not recognized, I follow what my heart said, I know of separateness from other essences that are part of me stessa.Per this often do not write only what live in person, but also how to empathize with suffering sometimes pick the other, lives and transforms us, it welcomes and extends what we can give with kindness and hope, but it is not something to stress ofwhich seem best to put on, everything is fine and level is not always easy to describe in words, poetry, the concentrated essence of the feelings, the energy flows and jet suggests words is capable of filling these gaps, however long not dare to appear, my address elsewhere attenzione.Spesso you live in silence and then give the best possible accompaniment, often waiting, silent presence, where you adapt to others. The forge or furnace of our being is evolving and is simply trying to be close, unless it is allowed, without imposing anything. Just keep quiet when I feel I can create discomfort. When you try to understand each other and not try to do anything to take responsibility, often projecting their causes; uncomfortable about others, including my own choices and not on personali.Conosco my limits and do not insist, makes no sense to do so, with further presence if it is not included:

“He called the twelve, and began to send two to two and gave them authority over unclean spirits. 8 And commanded them that, besides the stick, take nothing for the journey: no bread, no bag, no money in the bag; but shod with sandals and not put on two tunics. And he said to them, “you enter a house, stay there until you leave that place. If somewhere there will not hear you, on leaving, shake the dust under your feet as a testimony to them. “And parties, preached that men should repent, cast out many demons, and anointed with oil many sick and healed them. Mark 6, 7-13

I do not pretend to – bring to me – no, not do it in the name of anyone, especially my favorite dialogue with people capable of paying attention to oneself, of maturity and not have any claim of ownership, who share the joy of do it without attachment and claims constant attention – because of possession – but who can appreciate and nurture mutual freedom, for that subtle sense of respect, and I do not impose attachment or claims to be accepted, who am I to expect? I just share the enthusiasm of the soul, but nothing changes if what little I can offer is not accepted, it could be unpleasant and not for this you must have the pretension to impose other … It’s all right as it is.

29.07.2007 Poetyca


My writing is a kind of analysis, suffering is true, as what is offered, it is, you cross a certain attitude, even if the silence out of respect and because you are awaiting the other, is then reinterpreted with personality of the reader, who felt disappointed or not special attention is to bridge the gaps that they find a resolution through personal inner work and not clinging to my presence. It is not easy when someone believes is due to be present, then the name of something that really does not fall on either my ability or responsibility. It is not easy not to fall into conflict with those intentions that were expressed clearly in charge and what is reported to scrutiny by other people attitudes and acts that are seen with a spirit that does not represent me. The pride, the desire to clarify, the urge to blame myself for offering things that were misunderstood or despised, they have sown distrust because I can not provide things other than what was expected moments are particularly difficult to crossing, especially because you can not not try attachment, not to react against injustice. The silence, the search for balance or respect for other times, with nothing to claim, is seen as judgmental attitude, spiteful retaliation.But how to explain? Seems to justify even in the eyes of those who have already drawn conclusions. It is not easy to understand its nature, mature or not it is certainly different from many people. Here is the source of my writing, we have to accept things as they are on the skin and learn what that feeling of loneliness at times. Basically we have all experienced as more and how to proceed in Sadhana greater is the sense of estrangement from a world that may not include but could not help but understand: the limits, expectations and be unable to accommodate your as it is rather possessive representation of the projections of others.

a smile

29.07.2007 Poetyca

Come nuvola


Come nuvola

Non si cancella
l’alito che accarezza
in inchini di gioia
il temerario cuore

Soffice come nuvola
è l’abbraccio
che intensifica
il filo sottile
del nostro esistere

29.12.2007 Poetyca

How cloud

Not remove
breath caressing
in bows of joy
the fearless heart

Soft as a cloud
is the embrace
that intensifies
fine wire
of our existence

29.12.2007 Poetyca

Cielo d’anima


Cielo d’anima

Agrodolce il vivere di colori
che presto sbadiscono
– sono paure a tingere la notte –
mille tormenti ad offuscare
un cielo che era sereno

Forse un attimo
o solo un bagliore
era la speranza
perduta in fretta

Erano sogni
legati al tempo
come palloncini colorati
presto volati via

Sorrisi spenti
per quell’attesa
che non trovava
voci e presenza

Ma una luce prigioniera
attende di essere liberata
– faro della notte –
che illumina il cammino

21.01.2007 Poetyca

Sky soul

Bittersweet living color
soon careless
– Fears have to dye the night –
thousand torments to blur
a sky that was clear

Perhaps a moment
or just a flash
was the hope
lost in a hurry

They were dreams
related to time
as colorful balloons
soon flew away

Smiles off
that waiting for
that was not
voices and presence

But a light prisoner
waiting to be freed
– Flagship of the night –
that illuminates the path

21.01.2007 Poetyca

Viaggio d’Anima


Viaggio d’Anima

Senza meta e ricordo
è soffio divino che si manifesta
dove tutto è attimo
e non spezza mai l’essere
che raccoglie vita dopo vita
il vero senso di questo divenire:
armonia si offre abbattendo confine

Non ho turbamento
e s’espande in questo istante
ogni respiro unito al battito
come forti ali che aperte
accarezzano ogni lembo di cielo:
caleidoscopio di luci avvolge

Non ho memoria
senza aspettativa
delle rotte di domani
è qui che il vento
in soffio potente
mi trasforma ancora
è palpito al centro
di questo inconsistente
ed immoto vortice

Attimo ed ancora attimo
in un viaggio d’Anima
senza più domande
in mulinelli di respiro
che annullano tutte le ombre

Io so di non sapere
perchè nulla resta
nell’eterno mutamento
di cui sono parte
ma integro è l’Essere
che oltrepassa tutte le forme
e resta per sempre
palpito d’Amore

03.11.2007 Poetyca

Soul Journey

Aimlessly, and I remember
divine breath is manifested
where everything is instant
and do not ever be broken
which brings together life after life
the true meaning of this future:
harmony has broken down borders

I have no trouble
and expands at this moment
every breath combined with the beat
as strong wings that open
caress each piece of heaven
kaleidoscope of light winds

I can not remember
without expectation
routes tomorrow
This is where the wind
in powerful blast
I still turns
is at the heart throb
This inconsistent
and motionless vortex

Moment and still moment
on a journey of Soul
no more questions
in a whirlwind of breath
that eliminate all the shadows

I know I do not know
because nothing is
eternity changes
they are part of
intact but is Being
that transcends all forms
and remains forever
throb of Love

03.11.2007 Poetyca

L’essenza del Dhamma


Riflettendo…

La Riflessione

Quando filtriamo le informazioni attraverso il nostro senso del sé condizionato,
diventiamo un facile bersaglio per il dolore.

Des Boo-ngoh

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Apri la mano che tutto trattiene,
lascia andare l’aspettiva:
miriadi di preconcetti che sono prigione.

Tutto è adesso, non prevedibile attimo,
tutto è da osservare con retta attenzione.

Non hai già vissuto questo,
non ancora…anche se credi di sapere.

Lascia tutto e accogli,
perchè trattenere è ostacolo
e non resta spazio per comprendere
– qui ed ora – preziosa fonte del tuo essere.

Poetyca

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L’insegnamento

Essenza del Dharma

Realizzate la conoscenza dell’essenza della mente.
Questa essenza intrinseca è pura chiarezza
essenzialmente è identica alla Buddhità.

Realizzate la conoscenza delle funzioni della mente.
Queste funzioni creano il tesoro dell’Insegnamento.

Quando l’attività della mente è costante silenzio,
le miriadi di illusioni diventano essenza del Dharma.

Tao-hsin (580-651)

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Quando la nebbia non si dipana
e si crea confusione: in te voci che denigrano
che pretendono di sapere,
tu non combattere e lascia cadere tutto.

Il silenzio alleato è spazio
che spezza tutte le catene:
maschere di latta che atterriscono,
cambi di rotta che non fanno chiarezza.

Semplicemente siedi in silenzio,
ascolta il tuo respiro e puoi ritrovare
con profonda dolcezza la tua vera essenza
capace di accompagnare in armonia profonda.

Poetyca

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05.12.2007 Poetyca

Testi tratti da 

Reflecting …ReflectionWhen we filter information through our sense of self-conditioned
become an easy target for pain.Boo-des ngoh

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Open the hand that holds everything,
lets go of the aspect:
myriad of preconceptions that are imprisoned.

Everything is now unpredictable moment,
all is to observe with a straight attention.

You have not experienced this,
not yet … even if you think you know.

Leave everything and accept,
hold because it hinders
and there’s no space for understanding
– Here and now – valuable source of your being.

Poetyca

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teaching

Essence of Dharma

Build knowledge of the essence of the mind.
This intrinsic essence is pure clarity
is essentially identical to Buddhahood.

Make the knowledge of the functions of the mind.
These functions create the treasure Teaching.

When the activity of the mind is constant silence,
the myriad of illusions become the essence of Dharma.

Tao-hsin (580-651)

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When the fog does not unfold
and creates confusion in you items that are degrading
who claim to know,
you do not fight and he drops everything.

The space is silent ally
which breaks all chains:
masks can that terrify,
course changes that are not clear.

Simply sit in silence,
Listen to your breath and you can find
with the deep sweetness of your true essence
can accompany deep in harmony.

Poetyca

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05.12.2007 Poetyca

Il Fiore di Bodhidharma

Retta concentrazione


Riflettendo…

La Riflessione

Il Sutra del Diamante dice:

“Non attaccatevi alla verità, non attaccatevi alla falsità,
e non attaccatevi a ciò che non è non-vero.”

Dice, inoltre:

“La verità che i Buddha realizzano,
non è né reale, né non-reale.”

Pai-chang (720-814)

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Dal giudizio nasce divisione,
dalla ricerca di una ragione o ” verità”,l’orgoglio,
eppure esiste una visione limpida di quel che è reale,
solo se non ci si attacca all’apparenza.

Lasciare andare è dare energia
al retta visione e alla conoscenza non duale.

Poetyca

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L’insegnamento

Retta concentrazione

La natura di tutte le cose è illusoria ed effimera,
coloro che hanno una percezione dualistica guardano la sofferenza come fosse gioia,
come chi lecca il miele dalla lama affilata di un rasoio.

Come sono miserevoli coloro che si attaccano stolidamente alla realtà dei sensi:
volgete la vostra concentrazione all’interno, miei cari amici.

Nyoshul Khen Rinpoche

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Non è nel mondo delle cose esteriori che si raccoglie conoscenza di sè,
tutto è effimero e non lascia segno,duale è il mondo per chi
non sappia offrire spazio ad un ascolto di elevazione e rettitudine.
S’inciampa nell’apparenza delle cose se si percorre la ricerca dei sensi
e non si porge attenzione alla rettitudine, dove nulla si separe e tutto è unità.

Poetyca

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Poetyca 01/04/2007

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it