Risultati della ricerca per: 2007

Senza inganni


Senza inganni

Come un viaggiatore del tempo
che dalla balaustra della vita
osserva lo scorrere di eventi:
è l’alternarsi di luce ed ombra
a regalare il senso ai sorrisi

Nel soffio di un solo istante
è la riconoscenza ed il colmare
di petali un inarrestabile sogno
che dipinge nel silenzio il dono
che ci arricchisce senza inganni

16.01.2007 Poetyca

No tricks

As a time traveler
that the banisters of life
notes the flow of events:
is the alternation of light and shadow
to give the way to smiles

In the breath of a moment
is the gratitude and fill
petals of an unstoppable dream
who paints in silence the gift
which enriches us without cheating

16.01.2007 Poetyca

Passi indietro


Passi indietro

E’ filo invisibile che a volte collega ricordi
mentre assonanze ed idee non si accavallano più
mistero della mente in variazioni sul tema

E’ corsa sul tempo che a ritroso s’impenna
come musica al pianoforte: palpita dentro
rincorre emozioni e ci fa trattenere il fiato

E’ ricordo che affiora e ci fa tremare
sfuggite lacrime per quella mano
che a pugno chiuso non trattiene più nulla

E’ sospiro di vita che si spezza in una scheggia di silenzio
pochi attimi dopo che si era riempito tutto di parole
soffiato ordine e senso al nostro percorrere quest’ illusione

E’ nuovo inganno che chiama a gran voce l’alba
ragnatele di ombre in lotta contro antiche paure
sospirano a notte fonda e ci prendono il cuore in mano

E’ luce che avanza oltre lo schermo di una nuvola fuggita
riconosciuta apparenza per accendere nuovo sorriso
tra le pieghe di un’ anima che con forza riprende fiato

01.02.2007 Poetyca

Setbacks

It is sometimes invisible thread that connects memories
while the similarities and the ideas do not cross over
mystery of the mind in variations on a theme

It is time to ride on the back rears
as piano music: beats inside
chasing emotions and makes us hold your breath

It is memory that surfaces and makes us tremble
escaped tears for that hand
that a closed fist does not hold anything

It is breath of life that breaks the silence in a shard of
just moments after he had filled all the words
order and meaning to blow our cover this’ illusion

It is a new trick that calling out the dawn
webs of shadows in the fight against old fears
sigh at night, and we take heart in hand

It is the light that moves beyond the screen of a cloud fled
recognized appearance to turn new smile
between the folds of a ‘soul takes breath with force

01.02.2007 Poetyca

Sassolini della gratitudine


Sassolini della gratitudine

In casa ho delle ciotole ( di rame o di terracotta) riempite con dei sassolini presi al mare, sembra una cosa naif o strana eppure sanno dare una sensazione di serenità. Ricordare di aggiungere un sassolino in segno di gratitudine per quanto si riceva di volta in volta dalla vita,per quelle piccole realizzazioni che il nostro impegno e lo sforzo ci fanno toccare è renderci consapevoli di come si possa ricevere tanto e accorgercene poco, è un modo per renderci conto in modo tangibile di quei doni che spesso non sappiamo rammentare o non apprezziamo, la sera ad esempio, riguardando i nostri sassolini nella ciotola possiamo rivalutare che, in fondo, invece di lamentarci per quanto nella nostra vita ci facca sentire insoddisfatti, potremmo ribaltare il nostro punto di vista ed imparare la gratitudine.Si possono sostituire i sassolini a delle monetine da un centesimo o più, per poi accorgerci che si possa mettere da parte una somma di monete che sarebbe bello regalare a qualcuno. In fondo i doni che riceviamo non sono solo nostri ma vanno condivisi con gli altri. Ma oltre all’aspetto materiale, concreto e visibile, esiste un modo per essere con gli altri e condividere, un modo sottile e sensibile che è legato alle attenzioni che possiamo dare a chi ci sta attorno, essere grati si trasforma in amorevolezza verso gli altri, in ascolto ed attenzione consapevole, senza innescare meccanismi di giudizio e paura, infatti dobbiamo imparare a cogliere di cosa essere grati, giorno per giorno e condividere. Gioire delle energie benefiche del nostro nuovo schema di comportamento è motivo per determinare una nuova apertura che ci renda capaci di maggiore positività e responsabilità nei confronti del nostro percorso interiore, essere grati è costruire un sentiero di sassolini che ci possa riportare a casa, verso la nostra vera natura. Il sasso si associa spesso al lancio, come segno di giudizio, come motivo che separi, invece usare sassolini come promemoria, magari colorandoli, ricoprendoli di vernice è un modo per portare allegria, se deponiamo i sassi e non li scagliamo come armi sotto l’influsso della rabbia, ci accorgiamo che davvero sono un ottimo mezzo per riconoscere che la vita è sempre pronta ad offrire ottime opportunità di crescita, a noi saperle riconoscere con gratitudine.

27.09.2007 Poetyca

Pebbles of gratitude

At home I have the bowl (copper or terra cotta) filled with pebbles taken to the sea, one thing seems naive or strange yet know how to give a feeling of serenity. Remember to add a pebble in a sign of gratitude for what you receive from time to time by the waist, for those small accomplishments that our commitment and effort to touch us and make us aware of how you can receive so much and not realizing it is a way to realize in a tangible way of those gifts that we often do not remember or do not appreciate the night, for example, regarding our pebbles in the bowl that we can reassess, in the end, instead of complaining in our lives make us feel dissatisfied, we reverse our point of view and learn gratitudine.Si can replace the pebbles of nickels in a dime or more, and then realize that you can set aside a sum of money that would be nice to give someone. After all the gifts we receive are not only ours, but should be shared with others. But besides its material, concrete and visible, there is a way to be with others and share, a subtle and sensitive that it is linked to attention that we give to those around us, be thankful turns into kindness towards others , mindfulness and listening, without triggering mechanisms of judgment and fear, in fact we must learn to understand what to be grateful every day and share. Rejoicing of the beneficial energies of our new pattern of behavior is no reason to determine a new openness that enables us to more positive and responsibility towards our inner journey, to be grateful is to construct a gravel path that we can bring home, to the our true nature. The stone is often associated with the launch, as a sign of view, as a reason to separate, but instead use stones as a reminder, perhaps coloring, paint covering them is a way to bring joy, if we lay the stones and hurl them as weapons under the ‘ influence of anger, we realize that you really are a great way to recognize that life is always ready to offer excellent growth opportunities, we know how to recognize with gratitude.

27.09.2007 Poetyca

Esperienze e realizzazione


Riflettendo…

La Riflessione

I fenomeni materiali e mentali vengono e vanno,
come nuvole nel cielo azzurro.

Avidità, collera e ignoranza; queste tre forme,
appaiono e scompaiono come un miraggio nell’oceano.

Yoka-daishi (d. 713)

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Nulla resta immutabile,
ed è speranza il sapere
che cercando le cause
sappiano soffiare via anche il dolore.

Poetyca

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L’insegnamento

Esperienze e realizzazione

Continuando a praticare la meditazione,
può capitarvi di avere ogni tipo di esperienza,
sia piacevole che spiacevole.

Potete sperimentare stati di estasi, chiarezza o assenza di pensieri.
In un certo senso, queste sono esperienze molto positive
e segni di un progresso nella meditazione.

Questo perché, se sperimentate beatitudine,
è un segno che il desiderio si è temporaneamente dissolto.
Quando sperimentate vera chiarezza,
è un segno che l’aggressività è temporaneamente cessata.
Se sperimentate uno stato di assenza di pensiero,
significa che la vostra inconsapevolezza è temporaneamente estinta.

Si tratta, quindi, di esperienze molto positive,
ma se sviluppate un attaccamento verso di esse, allora diventano ostacoli.

Le esperienze non sono, in se stesse, la realizzazione;
ma se vi mantenete liberi dall’attaccamento,
esse divengono ciò che sono realmente e cioè
una risorsa, un nutrimento per la realizzazione.

Sogyal Rinpoche

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La meditazione e quanto, attraverso essa,
si sappia portare in luce,è solo un mezzo e non il fine
per la nostra chiarezza interiore,
per imparare il non giudizio e per essere equidistanti.
Non si deve perseguire, attraverso essa, uno strumento
che ci limiti e sia motivo di attaccamento al risultato,
cosi come non si deve considerare di avere un arma
che ci faccia sentire superiori agli altri.
Se quanto emerge è fonte di appagamento, non deve
essere posta come via di fuga dalle problematiche quotidiane,
è piuttosto motivo per comprendere i nostri meccanismi interiori.

Poetyca

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Percorsi

La pace e l’azione

Ricordiamo che “Percorsi” è una raccolta di condivisione e non una serie di insegnamenti dottrinali. Nessun percorso rappresenta una definitiva e inappellabile risposta alla riflessione di partenza. Non si stupiscano i lettori, se non troveranno qui espressi dei principi non relativi e non opinabili, come alcuni preferirebbero. Il Buddhismo è un sentiero che creiamo con i nostri stessi passi, facendo esperienza di quella realtà così com’è nel qui ed ora che chiamiamo Dharma, non un insieme di dogmi.

Riflessione

La pace è anche fare le piccole come le grandi cose con totale non attaccamento ai risultati.
Nostra è l’azione, ma non il risultato dell’azione.
Questo è il Karma Yoga, lo Yoga dell’abilità nell’azione.

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Fare dono di sè, portare armonia in noi stessi
e per gli altri, è spargere dei semi su ogni terreno,
senza pensare se esso potrà produrre frutto
o se la sua aridità non ci offrirà nulla.
Portare pace, dove era la disarmonia a scompigliare il dialogo,
è semplicemente manifestare le proprie capacità senza aspettative.

Poetyca

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16.06.2007 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Joni Mitchell from Albums


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=bbJo-dsFGfI&list=PL5A6233B934F0DFB4]

Joni Mitchell, nome d’arte di Roberta Joan Anderson (Fort Macleod, 7 novembre 1943), è una cantautrice e pittrice canadese.

Dopo una gavetta tra café canadesi e locali statunitensi nei quali germogliava e veniva alla luce una nuova generazione di musicisti folk, Joni Mitchell ottenne il successo commerciale alla fine degli anni ’60, definendo uno stile che farà epoca e sarà fonte d’ispirazione per tutte le cantautrici dei decenni successivi.[1][2] Il suo impatto sul cantautorato al femminile, di cui è considerata la vera capostipite, è paragonabile a quello di artisti come Bob Dylan, Neil Young o Eric Andersen su quello dei colleghi uomini.[3][4] Col passare del tempo, il folk verrà sempre più relegato al passato per dar spazio a nuove sonorità vicine al blues e aljazz che la porteranno a collaborazioni prestigiose con artisti del calibro di Metheny, Pastorius, Hancock, Brecker e Mingus.[1]

Joni Mitchell non è solo nota per la sua musica sofisticata e i suoi testi estremamente ricercati e poetici, ma anche per la sua passione e talento per le arti pittoriche. È lei stessa infatti a dire: “Sono prima di tutto una pittrice, poi una musicista…”. Cura personalmente la grafica e le copertine dei propri album, utilizzando la maggior parte delle volte quadri ma spesso anche elaborazioni fotografiche.

http://it.wikipedia.org/wiki/Joni_Mitchell

Roberta Joan “Joni” Mitchell, CC (née Anderson; born November 7, 1943) is a Canadian singer-songwriter and painter.[1] Mitchell began singing in small nightclubs inSaskatchewan and Western Canada and then busking in the streets and dives of Toronto. In 1965, she moved to the United States and began touring. Some of her original songs (“Urge for Going”, “Chelsea Morning“, “Both Sides, Now“, “The Circle Game”) were covered by folk singers, allowing her to sign with Reprise Records and record her own debut album in 1968.[2]

Settling in Southern California, Mitchell, with popular songs like “Big Yellow Taxi” and “Woodstock“, helped define an era and a generation. Her 1971 recording Blue was rated the 30th best album ever made in Rolling Stone‘s list of the “500 Greatest Albums of All Time“.[3] Mitchell switched labels and began moving toward jazz rhythms by way of lush pop textures on 1974’s Court and Spark, her best-selling LP, featuring the radio hits “Help Me” and “Free Man in Paris“.[4]

Her wide-ranging contralto[5] vocals and distinctive open-tuned guitar and piano compositions grew more harmonically and rhythmically complex as she explored jazz, melding it with influences of rock and roll, R&B, classical music, and non-western beats. In the late 1970s, she began working closely with noted jazz musicians, among them Jaco Pastorius, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Pat Metheny, and Charles Mingus; the latter asked her to collaborate on his final recordings.[6] She turned again toward pop, embraced electronic music, and engaged in political protest.

She is the sole record producer credited on most of her albums, including all her work in the 1970s. With roots in visual art, she has designed her own album artwork throughout her career. A blunt critic of the music industry, she quit touring and released her 17th, and reportedly last, album of original songs in 2007. She describes herself as a “painter derailed by circumstance”.[7]

Mitchell has deeply influenced fellow musicians in a diverse range of genres, and her work is highly respected by critics. AllMusic said, “When the dust settles, Joni Mitchell may stand as the most important and influential female recording artist of the late 20th century”,[8] and Rolling Stone called her “one of the greatest songwriters ever”.[9] Her lyrics are noted for their developed poetics, addressing social and environmental ideals alongside personal feelings of romantic longing, confusion, disillusion, and joy.

http://en.wikipedia.org/wiki/Joni_Mitchell

Amore incondizionato


image

Sii un imperatore

In amore non essere un mendicante, sii un imperatore.
Da’ e resta semplicemente a vedere cosa accade…
Quando cominci a donare amore con un profondo senso di gratitudine per tutti coloro che lo accettano, avrai una sorpresa: sarai diventato un imperatore, non sei più un mendicante che implora l’amore con una ciotola, bussando a ogni porta. E le persone alle cui porte stai bussando non possono darti amore, sono loro stesse dei mendicanti.
I mendicanti si chiedono amore l’un l’altro e provano rabbia e frustrazione, perché l’amore non arriva. Ma questo è inevitabile. L’amore appartiene al mondo degli imperatori, non dei mendicanti. E un uomo è un imperatore quando è così colmo d’amore da poterlo donare senza condizioni.

OSHO

Amore incondizionato

Semina e dimentica quel che hai dato,
non pensare che frutto se ne tragga,
innaffia ed incoraggia con il Cuore.

Nulla ti appartiene e sei solo un mezzo
che offre quel che hai ricevuto in abbondanza,
non dire mai di essere tu, che per mezzo di te
l’amore sboccia, perchè tu sei solo una canna vuota
che suona la musica del Vento e non fare altro
che seguire il senso della Vita: amare.

04.09.2007 Poetyca

Peter Gabriel – Full Concert – 08/14/94 – Woodstock 94 (OFFICIAL)ę


Peter Brian Gabriel (Chobham, 13 febbraio 1950) è un cantante, polistrumentista, compositore, produttore discografico e attivista britannico.

Dopo aver raggiunto il successo nel celebre gruppo progressive rock dei Genesis come cantante, flautista e percussionista, ha intrapreso una carriera solista di successo sperimentando numerosi linguaggi musicali.[1] Recentemente è stato impegnato nella promozione della world music, nella ricerca di moderne tecniche di incisione e nello studio di nuovi metodi di distribuzione della musica online. È anche noto per il suo costante impegno umanitario.

https://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Gabriel

Peter Brian Gabriel (born 13 February 1950) is an English singer-songwriter, musician and humanitarian activist who rose to fame as the original lead singer and flautistof the progressive rock band Genesis.[2] After leaving Genesis, Gabriel went on to a successful solo career, with “Solsbury Hill” his first single. His 1986 album, So, is his most commercially successful, and is certified triple platinum in the UK and five times platinum in the U.S.[3][4] The album’s biggest hit, “Sledgehammer“, won a record nine MTV Awards at the 1987 MTV Video Music Awards, and it remains the most played music video in the history of MTV.[5]

Gabriel has been a champion of world music for much of his career. He co-founded the WOMAD festival in 1982.[6] He has continued to focus on producing and promoting world music through his Real World Records label. He has also pioneered digital distribution methods for music, co-founding OD2, one of the first online music download services.[7] Gabriel has been involved in numerous humanitarian efforts. In 1980, he released the anti-apartheid single “Biko“.[6] He has participated in several human rights benefit concerts, including Amnesty International‘s Human Rights Now! tour in 1988, and co-founded the WITNESS human rights organisation in 1992.[6]Gabriel developed The Elders with Richard Branson, which was launched by Nelson Mandela in 2007.[8]

Gabriel has won three Brit Awards—winning Best British Male in 1987,[9] six Grammy Awards,[10] thirteen MTV Video Music Awards, the first Pioneer Award at the BT Digital Music Awards,[11] the Q magazine Lifetime Achievement,[12] the Ivor Novello Award for Lifetime Achievement,[13] and the Polar Music Prize.[14] He was made a BMIIcon at the 57th annual BMI London Awards for his “influence on generations of music makers”.[15] In recognition of his many years of human rights activism, he received the Man of Peace award from the Nobel Peace Prize Laureates,[16] and TIME magazine named Gabriel one of the 100 most influential people in the world.[17] AllMusichas described Gabriel as “one of rock’s most ambitious, innovative musicians, as well as one of its most political”.[18] He was inducted into the Rock and Roll Hall of Fameas a member of Genesis in 2010,[19] followed by his induction as a solo artist in 2014.[20]

https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Gabriel

 

 

La convizione” io sono”


 

Dall’aggrapparsi all'”io sono”, alla convinzione d’essere qualcuno, hanno origine cosi’ tanta paura e desiderio che infine ci portano all’angoscia e alla disperazione, perche’ la vita ci appare molto piu’ difficile di quel che effettivamente e’. Ma quando osserviamo la vita cosi’ com’e’ allora tutto va bene:  le gioie, la bellezza, i piaceri
sono quel che sono e nulla piu’.

Ajahn Sumedho, “Vedere la via

By clinging to ‘”I m”, the belief of being someone, originate so’ much fear and desire that ultimately lead us to the anguish and despair, ‘cause life seems much more’ difficult than it actually and ‘. But when we look at life ‘as is’ then all is well: the joys, the beauty, the pleasures
are what they are and nothing more. ‘

Ajahn Sumedho, “Seeing the way”

Danza e manifestazione


Danza e manifestazione

Nel silenzio è l’ascolto
tra battito del cuore
e respiro che immoto
è linfa che vibrante sfiora:
cresce, danza e rincorre
il vuoto di chi si svuota
per riempirsi del Tutto
che come onda rigenera Vita

Sinuoso calmo completo
istante che immoto
espande ogni forma
perchè tutto sia Musica
del sentire senza barriere
Oltre il detto ed il conosciuto
nel rimbalzo d’amore
….perchè tu sia!

01.09.2007 Poetyca

Dance and Events

In the silence is listening
between heartbeat
breath and motionless
sap that is vibrant touches:
grows, dance and chase
the emptiness of those who empties
to fill the Whole
Life as a wave that regenerates

Complete calm winding
instant motionless
expand all forms
because everything is music
of feeling without barriers
Beyond that and the known
rebound in love
…. Because you are!

01.09.2007 Poetyca

Oltre…


Oltre…

Oltre le parole
è arrivato il momento di capire
di seminare e raccogliere
e con lo sguardo accarezzare
tutto quel che vibrando
con forza vive
per non smettere di offrire in dono
l’attimo eterno in respiro:
ricchezza che sprigiona unità,
richiamo d’infinito senza barriere.

Oltre il fragore del dubbio
è arrivato il momento
di allacciare l’impalpabile
per collegare ogni vita nascente
a quel candore senza ombre
dove tutto alla foce di ricordi s’illumina:
nuove particelle di silenzio
che dilatano spazio e tempo,
danza senza più timore
su sentieri assolati
che ricuciono il senso dell’Essere.

Oltre quel che conosci
è arrivato il momento
di scostare il velo
per abbracciare la realtà
ove è infranta l’illusione
ed è danza senza lacrime,
estasi di gioia
ad assaporare palpito:
lucciole in dono che in continuità
volteggiano rapite
dove tutto è unico
e per sempre infinito Amore.

03.10.2007 Poetyca


More …

Beyond words
the time has come to understand
sowing and harvest
and his eyes caress
all that vibrating
Strongly lives
not stop to offer a gift
moment in the eternal breath
richness that emanates unity
reminder of the infinite without barriers.

Over the roar of the doubt
the time has come
to establish the impalpable
to connect each new life
then white without shadows
where everything lights up at the mouth of memories:
new particles of silence
expand that space and time,
dance without fear
on sunny paths
that restores the sense of Being.

Beyond that you know
the time has come
to draw back the veil
to embrace the reality
when the illusion is shattered
and dance without tears
ecstasy of joy
pulse to savor:
fireflies as a gift in continuity
hover kidnapped
where all is one
and forever infinite Love.

03.10.2007 Poetyca

Nelle viscere


Nella viscere

La terra ed il suo dono, stagione dopo stagione
come fertile madre che si spoglia e si riveste
di buio e nutrimento, tenuto nascosto
tra battito di ciglia nelle anse del tempo
in mormorio sommesso come preghiera lieve
in viscere profonde e carezze di sole

17.02.2007 Poetyca

In the bowels

The earth and its gifts, season after season
as a fertile mother who strips and plays
of darkness and food, hidden
between blink of an eye in the loops of the time
in slight murmur softly as a prayer
deep in the bowels and caresses of the sun

17.02.2007 Poetyca

Complice


Complice

Nella densità di attimi
è vita che scorre
in bagliori e  forza
di stelle e sole

Prorompenti emozioni
sono manifestazione vibrante
di un fiume che in gola smorza
l’essenza del cuore

Rincorro sogni ed intrecci
di capelli e mani
sul bordo di labbra
in sinuoso suono

Nel ripetere di mantra
s’ accende ora
l’attimo presente
in un sorriso complice di Tutto

25.07.2007 Poetyca

Complicity

The density of moments
Life is flowing
in flare and strength
of stars and sun

Irrepressible emotions
are vibrant event
of a river gorge in dampening
the essence of the heart

Run after dreams and plots
hair and hands
on the edge of lips
in winding sound

In repeating the mantra
s’ lights hours
the present moment
All of a knowing smile

25.07.2007 Poetyca

In punta di piedi…oltre il silenzio


In punta di piedi…oltre il silenzio

Non temo il mondo e non ho motivo di nascondere quel che attimo per attimo si manifesta, offro la voce che su note intime conduce una lunga storia, quella che mi segue e mi sostiene da tanto tempo. Posso anche tacere, non è importante cosa posso ricevere, se il mondo accoglie o rigetta chi non sia riconosciuto, seguo quel che il cuore detta, non conosco separatezza da altre essenze che sono parte di me stessa.Per questo spesso non scrivo solo quello che vivo in prima persona, ma anche quanto per empatia a volte con sofferenza raccolgo degli altri, si vive e ci trasforma, si accoglie e si porge quel che ci è possibile dare con amorevolezza e speranza, ma non si tratta di qualcosa da sottolineare, di cui rivestirci per meglio apparire, è tutto a livello sottile e non sempre è facile descrivere a parole, la poesia, l’essenza concentrata delle sensazioni, l’energia che scaturisce e di getto suggerisce parole è capace di colmare queste lacune, da tempo però non le permetto di manifestarsi, indirizzo altrove la mia attenzione.Spesso si vive nel silenzio per poi dare il meglio possibile per accompagnare, è spesso attesa, presenza silenziosa dove ci si adatta agli altri. La fucina o la fornace del nostro essere è in continua evoluzione e si cerca semplicemente di stare accanto, solo se viene consentito, senza nulla imporre. Semplicemente posso tacere quando avverto di creare disagio. Quando comprendo che si cerca altro e non si tenta di fare nulla per responsabilizzarsi, spesso proiettando le cause; di disagio su altri, compresa me e non sulle proprie scelte personali.Conosco i miei limiti e non insisto, non ha senso farlo, con ulteriore presenza se essa non è compresa:

“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. 8 E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. Marco 6, 7-13


Non ho la pretesa di – portare a me – nessuno e non lo faccio nel nome di nessuno,sopratutto preferisco il dialogo con persone capaci di attenzione verso di sè, di maturità e che non abbiano pretesa alcuna di possesso, che condividano con la gioia di farlo senza attaccamento e pretese di attenzione continua – motivo di possesso – ma che sappiano apprezzare ed alimentare la libertà reciproca, per quel senso sottile di rispetto, non impongo e non ho attaccamento o pretesa di essere accolta, chi sono io per pretenderlo? Semplicemente mi anima l’entusiasmo della condivisione, ma non cambia nulla se quel poco che sono capace di offrire non fosse accolto, si potrebbe essere sgraditi e non per questo si deve avere la pretesa di imporsi agli altri…Va tutto bene così come è.

29.07.2007 Poetyca

Il mio scritto è una sorta di analisi, sofferta è vero, di come quello che si offre, si è, si attraversa con un certo atteggiamento, fosse anche il tacere per rispetto e perchè si attendono i tempi degli altri, venga poi reinterpretato con la personalità di chi legge, di chi si sentisse deluso o non trova attenzioni particolari che colmino delle lacune che trovano risoluzione attraverso un lavoro interiore personale e non aggrappandosi alla mia presenza. Non è facile quando qualcuno crede essere dovuto l’essere presenti, poi in nome di qualcosa che , in realtà non ricade neppure su mie capacità o responsabilità . Non è facile non cadere in conflitto tra quelle intenzioni che si erano preposte espresse con chiarezza e quanto si riporti a disamina da parte di altri individui di atteggiamenti e atti che vengono visti con uno spirito che non mi rappresenta. L’orgoglio, la voglia di chiarire, la voglia di prendermela con me stessa per avere offerto cose che sono state male interpretate o disprezzate, che hanno seminato la diffidenza perchè non saprei fornire cose diverse da quello che ci si attendeva sono momenti particolarmente difficili da attraversare, sopratutto perchè non si riesce a non provare attaccamento, a non reagire contro l’ingiustizia. Il silenzio, la ricerca di equilibrio oppure il rispetto dei tempi degli altri, senza nulla pretendere, viene visto come atteggamento giudicante, come rappresaglia malevola. Ma come spiegare? Sembra persino giustificare agli occhi di chi ha già tratto delle conclusioni. Non è facile far capire la propria natura, matura o meno che sia, sicuramente diversa da tante persone. Ecco l’origine del mio scritto, non resta che accogliere le cose così come sono ed imparare sulla pelle cosa sia quella sensazione di solitudine a volte. In fondo tutti abbiamo sperimentato come più si proceda nella Sadhana e come maggiore sia il senso di estraneità verso un Mondo che forse non comprende ma non si potrebbe fare a meno di comprenderlo: nei limiti, nelle aspettative e nell’incapacità di accogliere il proprio essere così come si è piuttosto che rappresentazione delle altrui proiezioni possessive.

un sorriso

29.07.2007 Poetyca


Tiptoed over… the silence

Do not fear the world and I have no reason to hide what is obvious from moment to moment, the voice that offer intimate notes on conducting a long history, the one following me and supports me a long time. I can be quiet, it does not matter what I get, if the world accepts or rejects anyone who is not recognized, I follow what my heart said, I know of separateness from other essences that are part of me stessa.Per this often do not write only what live in person, but also how to empathize with suffering sometimes pick the other, lives and transforms us, it welcomes and extends what we can give with kindness and hope, but it is not something to stress ofwhich seem best to put on, everything is fine and level is not always easy to describe in words, poetry, the concentrated essence of the feelings, the energy flows and jet suggests words is capable of filling these gaps, however long not dare to appear, my address elsewhere attenzione.Spesso you live in silence and then give the best possible accompaniment, often waiting, silent presence, where you adapt to others. The forge or furnace of our being is evolving and is simply trying to be close, unless it is allowed, without imposing anything. Just keep quiet when I feel I can create discomfort. When you try to understand each other and not try to do anything to take responsibility, often projecting their causes; uncomfortable about others, including my own choices and not on personali.Conosco my limits and do not insist, makes no sense to do so, with further presence if it is not included:

“He called the twelve, and began to send two to two and gave them authority over unclean spirits. 8 And commanded them that, besides the stick, take nothing for the journey: no bread, no bag, no money in the bag; but shod with sandals and not put on two tunics. And he said to them, “you enter a house, stay there until you leave that place. If somewhere there will not hear you, on leaving, shake the dust under your feet as a testimony to them. “And parties, preached that men should repent, cast out many demons, and anointed with oil many sick and healed them. Mark 6, 7-13

I do not pretend to – bring to me – no, not do it in the name of anyone, especially my favorite dialogue with people capable of paying attention to oneself, of maturity and not have any claim of ownership, who share the joy of do it without attachment and claims constant attention – because of possession – but who can appreciate and nurture mutual freedom, for that subtle sense of respect, and I do not impose attachment or claims to be accepted, who am I to expect? I just share the enthusiasm of the soul, but nothing changes if what little I can offer is not accepted, it could be unpleasant and not for this you must have the pretension to impose other … It’s all right as it is.

29.07.2007 Poetyca


My writing is a kind of analysis, suffering is true, as what is offered, it is, you cross a certain attitude, even if the silence out of respect and because you are awaiting the other, is then reinterpreted with personality of the reader, who felt disappointed or not special attention is to bridge the gaps that they find a resolution through personal inner work and not clinging to my presence. It is not easy when someone believes is due to be present, then the name of something that really does not fall on either my ability or responsibility. It is not easy not to fall into conflict with those intentions that were expressed clearly in charge and what is reported to scrutiny by other people attitudes and acts that are seen with a spirit that does not represent me. The pride, the desire to clarify, the urge to blame myself for offering things that were misunderstood or despised, they have sown distrust because I can not provide things other than what was expected moments are particularly difficult to crossing, especially because you can not not try attachment, not to react against injustice. The silence, the search for balance or respect for other times, with nothing to claim, is seen as judgmental attitude, spiteful retaliation.But how to explain? Seems to justify even in the eyes of those who have already drawn conclusions. It is not easy to understand its nature, mature or not it is certainly different from many people. Here is the source of my writing, we have to accept things as they are on the skin and learn what that feeling of loneliness at times. Basically we have all experienced as more and how to proceed in Sadhana greater is the sense of estrangement from a world that may not include but could not help but understand: the limits, expectations and be unable to accommodate your as it is rather possessive representation of the projections of others.

a smile

29.07.2007 Poetyca

Come nuvola


Come nuvola

Non si cancella
l’alito che accarezza
in inchini di gioia
il temerario cuore

Soffice come nuvola
è l’abbraccio
che intensifica
il filo sottile
del nostro esistere

29.12.2007 Poetyca

How cloud

Not remove
breath caressing
in bows of joy
the fearless heart

Soft as a cloud
is the embrace
that intensifies
fine wire
of our existence

29.12.2007 Poetyca

Cielo d’anima


Cielo d’anima

Agrodolce il vivere di colori
che presto sbadiscono
– sono paure a tingere la notte –
mille tormenti ad offuscare
un cielo che era sereno

Forse un attimo
o solo un bagliore
era la speranza
perduta in fretta

Erano sogni
legati al tempo
come palloncini colorati
presto volati via

Sorrisi spenti
per quell’attesa
che non trovava
voci e presenza

Ma una luce prigioniera
attende di essere liberata
– faro della notte –
che illumina il cammino

21.01.2007 Poetyca

Sky soul

Bittersweet living color
soon careless
– Fears have to dye the night –
thousand torments to blur
a sky that was clear

Perhaps a moment
or just a flash
was the hope
lost in a hurry

They were dreams
related to time
as colorful balloons
soon flew away

Smiles off
that waiting for
that was not
voices and presence

But a light prisoner
waiting to be freed
– Flagship of the night –
that illuminates the path

21.01.2007 Poetyca

Viaggio d’Anima


Viaggio d’Anima

Senza meta e ricordo
è soffio divino che si manifesta
dove tutto è attimo
e non spezza mai l’essere
che raccoglie vita dopo vita
il vero senso di questo divenire:
armonia si offre abbattendo confine

Non ho turbamento
e s’espande in questo istante
ogni respiro unito al battito
come forti ali che aperte
accarezzano ogni lembo di cielo:
caleidoscopio di luci avvolge

Non ho memoria
senza aspettativa
delle rotte di domani
è qui che il vento
in soffio potente
mi trasforma ancora
è palpito al centro
di questo inconsistente
ed immoto vortice

Attimo ed ancora attimo
in un viaggio d’Anima
senza più domande
in mulinelli di respiro
che annullano tutte le ombre

Io so di non sapere
perchè nulla resta
nell’eterno mutamento
di cui sono parte
ma integro è l’Essere
che oltrepassa tutte le forme
e resta per sempre
palpito d’Amore

03.11.2007 Poetyca

Soul Journey

Aimlessly, and I remember
divine breath is manifested
where everything is instant
and do not ever be broken
which brings together life after life
the true meaning of this future:
harmony has broken down borders

I have no trouble
and expands at this moment
every breath combined with the beat
as strong wings that open
caress each piece of heaven
kaleidoscope of light winds

I can not remember
without expectation
routes tomorrow
This is where the wind
in powerful blast
I still turns
is at the heart throb
This inconsistent
and motionless vortex

Moment and still moment
on a journey of Soul
no more questions
in a whirlwind of breath
that eliminate all the shadows

I know I do not know
because nothing is
eternity changes
they are part of
intact but is Being
that transcends all forms
and remains forever
throb of Love

03.11.2007 Poetyca

L’essenza del Dhamma


Riflettendo…

La Riflessione

Quando filtriamo le informazioni attraverso il nostro senso del sé condizionato,
diventiamo un facile bersaglio per il dolore.

Des Boo-ngoh

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Apri la mano che tutto trattiene,
lascia andare l’aspettiva:
miriadi di preconcetti che sono prigione.

Tutto è adesso, non prevedibile attimo,
tutto è da osservare con retta attenzione.

Non hai già vissuto questo,
non ancora…anche se credi di sapere.

Lascia tutto e accogli,
perchè trattenere è ostacolo
e non resta spazio per comprendere
– qui ed ora – preziosa fonte del tuo essere.

Poetyca

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L’insegnamento

Essenza del Dharma

Realizzate la conoscenza dell’essenza della mente.
Questa essenza intrinseca è pura chiarezza
essenzialmente è identica alla Buddhità.

Realizzate la conoscenza delle funzioni della mente.
Queste funzioni creano il tesoro dell’Insegnamento.

Quando l’attività della mente è costante silenzio,
le miriadi di illusioni diventano essenza del Dharma.

Tao-hsin (580-651)

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Quando la nebbia non si dipana
e si crea confusione: in te voci che denigrano
che pretendono di sapere,
tu non combattere e lascia cadere tutto.

Il silenzio alleato è spazio
che spezza tutte le catene:
maschere di latta che atterriscono,
cambi di rotta che non fanno chiarezza.

Semplicemente siedi in silenzio,
ascolta il tuo respiro e puoi ritrovare
con profonda dolcezza la tua vera essenza
capace di accompagnare in armonia profonda.

Poetyca

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05.12.2007 Poetyca

Testi tratti da 

Reflecting …ReflectionWhen we filter information through our sense of self-conditioned
become an easy target for pain.Boo-des ngoh

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Open the hand that holds everything,
lets go of the aspect:
myriad of preconceptions that are imprisoned.

Everything is now unpredictable moment,
all is to observe with a straight attention.

You have not experienced this,
not yet … even if you think you know.

Leave everything and accept,
hold because it hinders
and there’s no space for understanding
– Here and now – valuable source of your being.

Poetyca

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teaching

Essence of Dharma

Build knowledge of the essence of the mind.
This intrinsic essence is pure clarity
is essentially identical to Buddhahood.

Make the knowledge of the functions of the mind.
These functions create the treasure Teaching.

When the activity of the mind is constant silence,
the myriad of illusions become the essence of Dharma.

Tao-hsin (580-651)

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When the fog does not unfold
and creates confusion in you items that are degrading
who claim to know,
you do not fight and he drops everything.

The space is silent ally
which breaks all chains:
masks can that terrify,
course changes that are not clear.

Simply sit in silence,
Listen to your breath and you can find
with the deep sweetness of your true essence
can accompany deep in harmony.

Poetyca

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05.12.2007 Poetyca

Il Fiore di Bodhidharma

Retta concentrazione


Riflettendo…

La Riflessione

Il Sutra del Diamante dice:

“Non attaccatevi alla verità, non attaccatevi alla falsità,
e non attaccatevi a ciò che non è non-vero.”

Dice, inoltre:

“La verità che i Buddha realizzano,
non è né reale, né non-reale.”

Pai-chang (720-814)

————

Dal giudizio nasce divisione,
dalla ricerca di una ragione o ” verità”,l’orgoglio,
eppure esiste una visione limpida di quel che è reale,
solo se non ci si attacca all’apparenza.

Lasciare andare è dare energia
al retta visione e alla conoscenza non duale.

Poetyca

———–

L’insegnamento

Retta concentrazione

La natura di tutte le cose è illusoria ed effimera,
coloro che hanno una percezione dualistica guardano la sofferenza come fosse gioia,
come chi lecca il miele dalla lama affilata di un rasoio.

Come sono miserevoli coloro che si attaccano stolidamente alla realtà dei sensi:
volgete la vostra concentrazione all’interno, miei cari amici.

Nyoshul Khen Rinpoche

————-

Non è nel mondo delle cose esteriori che si raccoglie conoscenza di sè,
tutto è effimero e non lascia segno,duale è il mondo per chi
non sappia offrire spazio ad un ascolto di elevazione e rettitudine.
S’inciampa nell’apparenza delle cose se si percorre la ricerca dei sensi
e non si porge attenzione alla rettitudine, dove nulla si separe e tutto è unità.

Poetyca

——-

Poetyca 01/04/2007

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Buddha non ancora


Riflettendo…

La Riflessione

Attento!

Perfino le gocce di rugiada illuminate dalla luna,
se sei smanioso di guardarle,
sono un muro che ti separa dalla verità.

Maestro Sogyo (18° secolo)

————-

Perchè questa fretta,
di carpire, di possesso;
dove nulla si possiede,
questa voglia di stringere nel pugno
che strappa un sospiro?

Tutto ha il suo tempo,
il suo spazio, ma se sai
aprirti senza aspettative,
cade il muro che separa
e sarai nel momento dove devi essere:
– qui ed ora – con occhio che vede
e cuore che accoglie senza separare.

Poetyca

————–

L’insegnamento

Buddha: non ancora!

Non vi aspettate che gli altri si comportino come dei Buddha,
nemmeno gli “insegnanti” di Dharma o gli altri “anziani”,
semplicemente perché in realtà la maggior parte di loro
è lontana dall’essere un Buddha.. finora.

È meglio sforzarsi personalmente di essere come un Buddha,
piuttosto che aspettarsi che lo faccia qualcun altro.
Moltissima sofferenza proviene dalle aspettative;
è una forma di attaccamento, una causa di sofferenza.

Più vi aspettate che gli altri siano dei Buddha,
più voi stessi siete lontani dal diventare un Buddha.

Maestro Shian

————–

Il seme dell’aspettativa genera dolore,
la sofferenza è nel nostro proiettare fuori
una perfezione che non esiste,poi delusi si è pronti
nel formulare un giudizio che separa: non è fuori
l’appiglio e la ricerca, ma in noi,
nell’accoglienza dei nostri limiti si trova la serenità.
Sul lavoro retto da buone intenzioni il loro scioglimento.

In noi il retto agire,la scelta di lavorare per migliorarci.
Non si gettano lontano i semi, siamo noi terreno da dissodare:
tutto quel che ci serve è leggere con lealtà quel che siamo
e lavorare per abbracciare la realtà come essa è.

A poco serve proiettare su altri i nostri limiti o attendersi una guida.
Solo noi possiamo conoscere quello che siamo e su questo lavorare.

Dove non si giudica è la forza per accogliere,
dove non si compete la via della comprensione,
perchè amorevolezza sia il seme della compassione

E’ nell’interessere la scoperta di opportunità
che ci prendono per mano verso la crescita:
perchè Shanga è mutuo accogliere limiti e punti di forza
in noi stessi e negli altri ( che non sono separati da noi),
senza aggrapparci ad aspettative inutili,
ma fornendo il nostro sostegno con sincerità ed attenzione.

Poetyca

……..

01.09.2007 Poetyca

 

Reflecting …

Reflection

Look out!

Even moonlit dewdrops,
if you are eager to look at,
have a wall that separates you from the truth.

Master Sogyo (18 century)

————-

Why this haste,
to steal, to possess;
where no one has,
this desire to shake the hand
ripping a sigh?

Everything has its time,
its space, but if you know
open yourself without expectations,
falls on the wall that separates
and you will be in the moment where you have to be:
– Here and now – with an eye that sees
and heart that welcomes without separating.

Poetyca

————–

The teaching

Buddha: not yet!

Do not expect others to behave as the Buddha,
even the “teachers” of Dharma or the other “older”
simply because in reality most of them
is far from being a Buddha .. so far.

It is best to personally strive to be like a Buddha,
rather than expecting someone else does.
A great deal of suffering comes from expectations;
is a form of attachment, a cause of suffering.

The more you expect others to be the Buddha,
more yourself you are far from becoming a Buddha.

Master Shian

————–

The seed of expectation causes pain,
suffering is in our project outside
a perfection that does not exist, then disappointed you are ready
in formulating an opinion that separates: it is not out
the grip and research, but in us,
in welcoming our limitations is the serenity.
Work supported by the good intentions of their dissolution.

Right action in us, the choice of working to improve.
You do not throw away the seeds, we are tilling the ground by:
all we need is what we read with loyalty
and work to embrace the reality as it is.

There is little other project on our limits or expect a guide.
Only we can know and what we are working on this.

Where it is judged is the power to receive,
where you compete the way of understanding,
because loving is the seed of compassion

And ‘in the interest of the discovery of opportunities
we join hands to growth:
Sangha is because mortgage accommodate limitations and strengths
in ourselves and in others (which are not separated from us),
without holding on to unnecessary expectations,
but with sincerity by providing our support and attention.

Poetyca

……..

01.09.2007 Poetyca

texts from:

Il Fiore di Bodhidharma

                                                                                                    Prendere rifugio – Riflettendo

Calmare il respiro


Riflettendo…

La Riflessione

Ogni cosa è così com’è.
Non ha alcun nome,
oltre a quello che noi le diamo.

Siamo noi che definiamo un fenomeno;
gli diamo un valore.
Diciamo che è buono o cattivo,
ma in sé, il fenomeno è solo ciò che è.

Non è un assoluto;
è solo così com’è.

Ajahn Sumedho

—————————

Nell’osservare la realtà
spesso attribuiamo un valore;
appiglio al nostro desiderarare,
al nostro voler essere capaci
di manipolare le cose, poichè è questo
che ci rende sicuri.
Che senso ha temere quel che crediamo
” cattivo” e riempirci di gioia
verso quello che crediamo ” buono”?
Ogni evento non si manifesta
solo per noi, come pioggia e sole
sono offerti a tutti, così dobbiamo imparare
l’equidistanza o saremmo schiavi delle nostre
mille aspettative, seminando sofferenza
o eccesso di attenzione a quegli eventi che reputiamo ” buoni”,
temendo invece quello che non gradiamo e di cui,
senza saperlo siamo stati i seminatori, poichè tutto
procede nella nostra mente.
Il vero saggio non si turba e resta sereno
di fronte ad ogni accadimento, senza farsi muovere
da forze che possano trascinare verso la disperazione
o verso l’esaltazione poichè sa che tutto è impermanente,
nulla dura a lungo ed è per questo che non dobbiamo
provare attaccamento.
Sarebbe poco saggio proiettare all’esterno
le nostre aspettative senza avere cura di meditare
e raccogliere con attenzione le nostre incertezze.
Invece di guardare all’esterno il nostro lavoro
interiore deve essere condotto al riconoscimento
degli attaccamenti e delle aspettative che ci conducono
verso il dualismo e non fanno maturare l’accoglienza
della realtà esattamente come essa è, un accoglienza
che tramuta la sofferenza in amorevolezza e compassione.

Poetyca

—————————

L’insegnamento

Calmare il respiro

Inspirando, calmo il mio corpo.
Espirando, sorrido.

Dimorando nel momento presente,
so che questo è un momento meraviglioso.

Maestro Thich Nhat Hanh

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Sorridere non è mai gesto meccanico,
senza vera partecipazione infatti
resta solo un mascherare il volto.
Sorridere è un effetto, la manifestazione
del nostro saper raccogliere calma
e donare a noi stessi e agli altri
quella rassicurante presenza
che solo l’attenzione al momento presente,
che meraviglioso ci accoglie e si dona
ci potrebbe dare, perchè tutto è ricchezza.
A noi coglierne le mille sfumature.

Poetyca

——————————-

08.12.2007 Poetyca

testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Consapevolezza e dualismo


Consapevolezza e dualismo

L’attraversamento consapevole, la capacità di ” guardare in faccia” ogni aspetto di sè, cogliere che in noi vi possano essere due polarità opposte senza negarne l’esistenza è sapere da che base parta il lavoro di ricerca consapevole: seppure opposto al proprio proposito di essere un ” rappresentante del Bene” è nello scendere nel pozzo oscuro e non fuggire, che si possa iniziare un cammino di trasformazione duraturo, capace di unire tali opposti e di non identificarsi o identificare altri con un aspetto piuttosto che non l’altro.Interessante anche il concetto di ” male neccessario” al fine di trasformare una condizione che crea disagio come via che conduca ad un sommo bene. In fondo non è mettendo la polvere sotto il tappeto che si possa considerare di avere fatto pulizia, così come non è su una proiezione esterna che si possa trovare la reale causa del nostro disagio.Facendo incarnare ad altri la figura ombrosa e a noi quella colma di bontà falsiamo la realtà, non esiste infatti un assoluto Bene e un assoluto Male, questo è importante al fine di attivare un successivo lavoro di integrazione delle nostre polarità.

La negazione come fuga non permette di prendere consapevolezza della realtà. Lo stesso principio vale per l’ illudersi di non vedere in nessuno delle ombre, mostrando di accogliere tutto e tutti come condizione idealizzata – mentre in realtà si giudica e si vuole apparire sopra le parti ( o meglio migliori di altri) , con particolare attaccamento alle apparenze, saper vedere nel profondo la realtà, accoglerla per quella che è, senza un giudizio, che di fatto è un atto separativo, dunque senza alimentare delle aspettative, è un atteggamento capace di condurre alla realizzazione dell’integrazione degli opposti. Mentre nello scoprire che in noi vi possa essere quanto non si accogliesse è motivo di disagio poichè non si accetta di avere una parte non ben illuminata e tale resterebbe se non si lavorasse nel disvelarla, nulla è facile, anzi spesso si richiede un cammino sofferto perchè deve toccare sia la conflittualità che la fuga da se stessi.
Trovare comunque l’unità delle polarità è saper accogliere con più pazienza le discrepanze e il dualismo in altri oltre che in se stessi.. Siamo umani e la cosa importante è accogliere questa umanità, in ogni aspetto, che non significa giustificare se stessi e le proprie mancanze e nel contempo accusare altri di essere peggiori di noi, un accusa che parte proprio dal giudizio separativo. Per evitare conflittualità è importante accogliere la realtà per quello che è e lavorare con sincerità verso l’integrazione degli opposti al fine di trovare Armonia.

21.09.2007 Poetyca

Impermanenza


Riflettendo…

La Riflessione

Possessi

Una storia dei tempi del Buddha racconta che un giorno,
mentre l’Onorato nel mondo stava seduto con i suoi monaci vicino al ciglio della strada,
si avvicinò un contadino con un’ espressione molto abbattuta, e chiese:

“Avete visto passare una piccola mandria di mucche da questa parte?”
“No” rispose il Buddha, “Mi spiace”.

“Oh santo cielo!” esclamò il contadino,
“Ho perso tutte le mie mucche e l’anno scorso non c’è stata pioggia a sufficienza per un buon raccolto.
Sono così infelice! La mia vita è rovinata”.

Dopo che il poveretto se ne fu andato, il Buddha si volse verso i suoi monaci e disse loro:

”Monaci, non siete fortunati a non possedere alcuna mucca?”

Maestro di Dharma

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L’avere qualcosa è diverso
dall’identificarci,dal confondere in noi
un valore dato dal possesso di beni.
La fortuna è accogliere l’impermanenza,
la consapevolezza che ogni cosa è destinata
a non perdurare,al nostro retto sforzo per essere
capaci di non dare alimento al dolore.

Poetyca

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L’insegnamento

Impermanenza

La paura che l’impermanenza risveglia in noi
(che nulla è reale in assoluto e nulla permane a lungo) è, come veniamo a scoprire,
la nostra migliore amica poiché ci porta a domandarci:

Se ogni cosa muore e cambia, cos’è veramente reale?
C’è qualcosa dietro le apparenze?
C’è qualcosa, infatti, a cui possiamo risalire
e che sopravvive a ciò che chiamiamo morte?

Lasciando che queste domande ci colmino imperativamente e riflettendo su di esse,
lentamente ci troviamo a maturare una svolta profonda nel modo in cui osserviamo ogni cosa.
Iniziamo a svelare e realizzare in noi un “qualcosa”
posto al di là di tutti i cambiamenti e le morti del mondo.

Appena ciò accade, catturiamo ripetute e illuminate visioni
delle vaste implicazioni che sottendono alla verità dell’impermanenza.
Giungiamo a scoprire una pace profonda,
una gioia e fiducia in noi stessi che ci riempie di meraviglia
e gradualmente genera i noi la certezza che c’è in noi “qualcosa” che nulla distrugge,
che niente può alterare e che non può morire.

Sogyal Rinpoche

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Di stagione in stagione,
di mutamento in mutamento,
in bilico tra paura e speranze,
è questo attimo che ci insegna
che il passato è andato,
che del futuro non sappiamo nulla,
è la paura che ci annienta
e fa della mente una fragorosa tiranna:
si agita come foglia che trema
e non permette di raccogliere
la vera essenza del Dharma.
Tutto ha forza e senso
dove si cerca quel filo sottile
che è nel qui ed ora:
meraviglia che scioglie ogni timore,
fonte di amorevolezza del Dharmakaya.

Poetyca

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27.10.2007 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Il suono del silenzio


Il suono del silenzio

Siamo tutti abituati a riempire la nostra vita con pensieri a ciclo continuo, con suoni che possano offrire una condizione che non dia spazio al silenzio, spesso riempiendo tutto lo spazio con pensieri e parole o con musica,magari rumorosa ed inconsapevolmente non ci si accorge che essa non è confacente alla nostra ricerca d’armonia. Spesso si escogita un modo che ci tolga dal disagio o da quell’imbarazzo che nasce tra due persone qualora ,non si parlasse, come se l’assenza di parola sia vissuto con assenza di significato e se siamo soli, sfuggendo quanto si possa concepire come suono del silenzioâ€?. Un suono a molti sconosciuto eppure fondamentale per il nostro ritrovare senso a quel che siamo. Si teme il silenzio come se contenesse un inganno, un precipizio verso il vuoto e dal quale non sapersi difendere. La nostra vita, riempita dalla corsa alla costruzione di una personalità  esteriore, al dare energie alle apparenze, ha perso il fondamentale valore di contatto con se stessi e con la natura. Non sappiamo infatti ascoltare la mente contemplativa,quella parte interiore che si possa armonizzare proprio attraverso la ricerca del silenzio, essa è la nostra parte più autentica e ricca di intuizioni e luce. Essa è una goccia che ci collega all’oceano, solo il silenzio contiene un cordone ombelicale che ci conduca dove non esiste spaziotempo e tutto è intuizione, lampo d’infinito che si manifesta nel qui ed ora. E’ la percezione, il continuo fluire di pensieri ad emarginare la mente contemplativa e :se in questo istante pensassimo alla mente contemplativa saremmo intrappolati dalle facoltà  analitiche e dalla memoria o immaginazione, ci spingeremmo a fare paragoni tra noi stessi il nostro disvalore, chi è illuminato ed irraggiungibile perchè allenato all’ascolto del silenzio e alla meditazione.Invece di mettere in pratica tale ascolto saremmo impegnati a pensare. L’unica opportunità  possibile sarebbe quella di sedersi in silenzio, per udire il suono di quanto accada intorno, di quella quiete armonizzante che si attiverebbe dando vigore al corpo e chiarezza alle emozioni spesso confuse e contaminate dal giudizio. Riuscire a raggiungere il ronzio, quasi metallico del silenzio, senza per questo andarlo a cercare come finalità  di meditazione, è come udire se stessi pensare, come se si trattasse di un nostro interlocutore, un modo di essere osservatori affacciati alla balaustra della nostra mente. Ascoltare il suono del silenzio è possibile anche in una situazione in cui si è circondati da persone, in realtà  il silenzio è una nostra condizione interiore: è calma e vacuità  è lasciare andare l’irrequietezza e la voglia di raggiungere un fine, è distanza dal mondo duale della personalità . La comunicazione è il frutto di un silenzio che sia attraversamento del nostro ascolto interiore, di un’opportunità  nata dal riflettere e comprendere – dove gli altri non siano appiglio o proiezione di sè – ma compagni di viaggio che sappiano apprendere con noi la sfida del vivere giorno per giorno. La parola è verbo vivo e con la parola si scagliano sassi che colpiscono bersagli, a noi farne frecce di offesa o aquiloni che colorano il cielo della nostra anima. La parola è rispetto, discrezione, ma oltre la nostra parola, a volte imposta, il nostro desiderio di dominare, l’attaccamento ad ogni forma di apparenza e potere, è importante avere la capacità  di donare ascolto in noi stessi di creare uno spazio che attraverso la vacuità  sia contenitore empatico per l’ascolto, dove il silenzio ci regali una particolare capacità  di attenzione per le parole interiori degli altri, per il saper decifrare energie che ci avvolgano e ci offrano il dono della sincronicità  e della scoperta di una dimensione sconosciuta. Dopo una pausa allora si è capaci di occasioni migliori. Se dalla musica con il valore offerto alle pause, capaci di imprimere valore ed armonia alle note sul pentagramma e alla loro esecuzione, scorgiamo quello che emerge dalla fisica l’interconnessione tra pianeti e la loro emissione di suoni, l’armonia e l’energia che si manifesta, passiamo semplicemente alla nostra esperienza di osservazione e attenzione rivolta a noi stessi, abbiamo mai considerato quella quot; pausaquot; tra un respiro e l’altro? Eppure è motivo di ricerca profonda. La meditazione è silenzio, capacità  di accogliere senza fretta e rumore, ma il suono quot; misticoquot; dato dal respiro, forse, o dal cuore ha una particolarità  – è vissuto come uno strano scampanellio, è illusorio? Non per gli induisti che ne traggono persino una sorta di indicazione. Si dice che i chakra o quot; ruote energetichequot; emettano dei suoni, misurabili in hertz. Allora anche il silenzio ci offre dei suoni, oltre al respiro avvertiamo il battito cardiaco. Il concentrarsi su di sè ci armonizza a questo. Ma anche le galassie emettono dei suoni registrati con dei potentissimi apparecchi elettronici. Credere ad un silenzio assoluto è ingannevole. Anche i sentimenti potrebbero emettere una valenza energetica, emissioni in hertz e magari dei suoni non percepibili a livello consapevole. Così come potrebbero emettere una gamma di colori legati all’aura. Tutto è meraviglia e non possiamo che considerane il valore. Dunque anche il silenzio, apparentemente vuoto contiene il Tutto. Noi siamo microcosmo e parte di quel Tutto che è la meta da raccogliere per essere armonia nel silenzio.Soprattutto ci si potrebbe soffermare su come dal Caos si sia arrivati all’armonia attraverso un suono,considerato come suono del silenzioâ€? ossia l ‘OM Si dice che OM AUMsia il suono seme, la vibrazione creativa dell’energia Shakti. OM è il quot;suono del silenzioquot;. Un silenzio necessario per riscoprirci gocce di un immenso mare, manifestazione che trova il proprio senso attraverso l’ascolto, il rendersi contenitori vuoti, canne di un flauto che emetta il suono dell’OM, questo è possibile se ci si distacca dalla personalità  e si trova il valore della mente contemplativa. Suono è equilibrio se esso emette delle note assonanti: Esistono tecniche di equilibratura dei chakra che si basano sulla musicoterapia ed anche i mantra sono capaci di far vibrare alcuni chakra, inoltre essi sono presi in esame dal Mantra Yoga al Raja yoga o Yoga della Meditazione. Non tentiamo di rifuggire il silenzio, la nostra parte più vera ma ricerchiamola e con onestà  alimentiamone il valore profondo perchè solo così possiamo essere costruttori del legame con il Divino e la nostra vera natura.

09-04-2007  Poetyca

The sound of silence

We’re all used to fill our lives with thoughts on a continuous cycle, with sounds that can offer a condition that does not give room for silence, often filling the entire space with thoughts and words or music, perhaps unknowingly, and there is heavy realizes that it is not suited to our quest for harmony. Often devises a way that removes us from the discomfort or embarrassment that comes between two people should not be spoken, as if no word is shared with no meaning and if we are alone, avoiding what can be conceived as sound of silence?. A sound to many unknown yet crucial to our sense of what we find. It is feared the silence as if it contained a hoax, a precipice into the void and not knowing what to defend. Our life is filled by a race to build a persona, to give energy to appearances, has lost the fundamental value of touch with oneself and with nature. We do not know it listening to the contemplative mind, the inner part that we can harmonize their research through the silence, it is our most authentic and full of insights and light. It is a drop in the ocean that connects us, but the silence has an umbilical cord that lead us where there is no spacetime and everything is intuition of infinity lightning occurring in the here and now. And ‘perception, the continuous flow of thoughts and to marginalize the contemplative mind: If at this moment we thought we would be trapped by the mind contemplative and analytical faculties from memory or imagination, urging us to make comparisons between ourselves, our lack thereof, who is enlightened and trained unattainable because of the silence and listen to meditazione.Invece to practice listening that we committed to thinking. The only possible chance would be to sit in silence, to hear the sound of what happens around the rest of harmonizing which would be triggered, giving force to the body and clarity to emotions often confused and contaminated by the court. Able to reach the hum, almost metallic silence, without purpose to go and try meditation, it’s like to hear themselves think, as if it were an interlocutor, a way of being observers facing the railing of our mind. Listen to the sound of silence is also possible in a situation where you are surrounded by people, in fact the silence is our inner state is calm and emptiness is to let go of restlessness and desire to reach an end, away from world of dual personality. Communication is the result of a silence that is crossing our inner listening, an opportunity born of reflection and understanding – where others do not hold or projection of himself – but fellow passengers who can learn with us the challenge of living day by day. The verb word is alive and words are hurled stones hitting targets, we make arrows offensive or kites that color the sky of our souls. The word is respect and discretion, but more than our words, sometimes imposed, our desire to dominate, attachment to any form of appearance and power, it is important to have the capacity to give ourselves listening to create a space that through the emptiness is the container for empathic listening, where silence gives us a unique ability to focus on interior words of others, his ability to decipher energy that envelops us and give us the gift of synchronicity and the discovery of an unknown dimension . After a pause, then he is capable of better opportunities. If the value offered by the music breaks, capable of imparting value and harmony to the notes on the stave and to implementation, we see what emerges from the physical interconnection between planets and their emission of sound, harmony and energy that occurs, simply pass on our experience of observation and attention to ourselves that we never considered quot; pausaquot; between a breath and another? Yet it is cause for deep search. Meditation is silence, the ability to accept without haste and noise, but the sound quot; misticoquot and given breath, maybe, or the heart has a particular – is seen as a strange ringing, it is an illusion? Not for Hindus would give them even a kind of indication. They say that the chakras or quot; energetichequot wheels; emit sound, measured in hertz. Then the silence gives us the sounds, in addition to the breath feel your heartbeat. The focus on this if we harmonize. But galaxies emit recorded sounds with powerful electronic devices. Believe the silence is deceptive. Feelings may also issue a valence energy emission in hertz and even sounds inaudible to the conscious level. So how could deliver a range of colors related to the aura. Everything is wonderful and we can RECITAL value. So the silence, apparently empty contains the whole. We are the microcosm and part of that whole which is the goal to collect to be in harmony silenzio.Soprattutto one might dwell on how we have come from chaos to harmony through sound, regarded as sound silenzioâ €? namely â € ~ OM OM AUMsia It is said that the seed sound, vibration creative energy Shakti. OM is the quot; sound silenzioquot;. Silence is necessary to discover ourselves drops an immense sea, an event that finds its way through listening, become empty, the barrel of a flute emits sound that IMO, this is possible if there is detached from the personality and is the value of the contemplative mind. Sound balance if it issues notes assonant: There chakra balancing techniques that rely on music therapy and mantras are also able to make some chakras vibrate while they are examined by the Mantra Yoga Raja Yoga or Yoga of Meditation. Do not try to escape the silence, our most real and honest but ricerchiamola alimentiamone the profound value because the only way to be builders of the link with the Divine and our true nature.

04/09/2007 Poetyca

Resta


Resta

E’ infinito il raggio intimo
che Luce promana
sfera di compassione
che eterea danza offre
un soffio, un altro ancora
e la vita raccoglie amore
e si nasconde per farsi dono
quanto la chiami oltre le sponde
di quel silenzio che è attesa.
E’ sogno o realtà caduta in oblio
che bussa alla tua porta
e che si manifesta se l’accogli
perchè la resa è vera forza
oltre ogni creduta ragione

03.01.2007 Poetyca

Remains

It is infinite radius underwear
Light that shines
sphere of compassion
ethereal dance that offers
a breath, a much more
collects love and life
and hides to get a gift
As the call over the banks
of silence that is expected.
E ‘dreams and reality fall into oblivion
knocking at your door
and if that occurs, accept the
because the yield is real strength
believed beyond all reason

03.01.2007 Poetyca

L’ultima poesia di Hoshin


10. L’ultima poesia di Hoshin

Il maestro di Zen Hoshin visse in Cina per molti anni. Poi tornò nella parte nord-orientale del Giappone, dove si mise a insegnare ai suoi discepoli. Quando era ormai molto vecchio, raccontò agli allievi una storia che aveva sentita in Cina. Ecco la storia:

Il venticinque dicembre di un certo anno Tokufu, che era molto vecchio, disse ai suoi discepoli: «Poiché l’anno prossimo non sarò più vivo, dovreste trattarmi bene quest’anno».

Gli allievi pensarono che stesse scherzando, ma dato che era un insegnante di gran cuore, nei restanti giorni di quella fine d’anno tutti loro, a turno, lo invitarono a un gran pranzo.

Alla vigilia del nuovo anno, Tokufu concluse: «Siete stati buoni con me. Io vi lascerò domani pomeriggio quando avrà smesso di nevicare».

I discepoli risero pensando che la vecchiaia lo facesse sragionare, perché era una serata limpida e senza neve. Ma a mezzanotte cominciò a nevicare, e l’indomani nessuno riusciva a trovare il maestro. Andarono tutti nella sala di meditazione. Il maestro era spirato là.

Hoshin, che aveva raccontato questa storia, disse ai discepoli: «Non è necessario che un maestro di Zen preannunci la propria morte, ma se veramente lo desidera, può farlo».

«Tu puoi farlo?» domandò qualcuno.

«Sì» rispose Hoshin. «Tra sette giorni vi mostrerò quello che posso fare».

Nessuno dei discepoli gli credette, e quando Hoshin tornò a riunirli, la maggior parte di loro aveva persino dimenticato quel discorso.

«Sette giorni fa» cominciò il maestro «ho detto che stavo per lasciarvi. È d’uso scrivere una poesia di commiato, ma io non sono né poeta né calligrafo. Che uno di voi scriva le mie ultime parole».

I discepoli pensarono che scherzasse, ma uno di loro si preparò a scrivere.

«Sei pronto?» domandò Hoshin.

«Sì, signore» rispose il giovane.

Allora Hoshin dettò:

Io venni dallo splendore
E torno allo splendore.
Cos’è questo?
La poesia mancava di un verso rispetto ai quattro tradizionali, e il discepolo disse: «Maestro, ci manca un verso».

Col ruggito di un leone vittorioso, Hoshin gridò: «Kaa!» ed era morto.

Tratto da 101 Storie Zen 

The Last Poem of Hoshin

The Zen master Hoshin lived in China many years. Then he returned to the northeastern part of Japan, where he taught his disciples. When he was getting very old, he told them a story he had heard in China. This is the story:

One year on the twenty-fifth of December, Tokufu, who was very old, said to his disciples: “I am not going to be alive next year so you fellows should treat me well this year.”

The pupils thought he was joking, but since he was a great-hearted teacher each of them in turn treated him to a feast on succeeding days of the departing year.

On the eve of the new year, Tokufu concluded: “You have been good to me. I shall leave you tomorrow afternoon when the snow has stopped.”

The disciples laughed, thinking he was aging and talking nonsense since the night was clear and without snow. But at midnight snow began to fall, and the next day they did not find their teacher about. They went to the meditation hall. There he had passed on.

Hoshin, who related this story, told his disciples: “It is not necessary for a Zen master to predict his passing, but if he really wishes to do so, he can.”

“Can you?” someone asked.

“Yes,” answered Hoshin. “I will show you what I can do seven days from now.”

None of the disciples believed him, and most of them had even forgotten the conversation when Hoshin next called them together.

“Seven days ago,” he remarked, “I said I was going to leave you. It is customary to write a farewell poem, but I am neither poet nor calligrapher. Let one of you inscribe my last words.”

His followers thought he was joking, but one of them started to write.

“Are you ready?” Hoshin asked.

“Yes, sir,” replied the writer.

Then Hoshin dictated:

I came from brilliancy.
And return to brilliancy.
What is this?

The poem was one line short of the customary four, so the disciple said: “Master, we are one line short.”

Hoshin, with the roar of a conquoring lion, shouted “Kaa!” and was gone.

Taken from 101 Zen Stories

Non temere


Non temere

Tutto quel che avvertiamo, che vibra in noi è risposta e bussola al nostro
pensare, all’agire a opportunità per le scelte, dell’attimo, del quotidiano e
nella vita. L’incontro tra due esseri che possano essere come spalla l’un
l’altro, che sappiano donare quel che sono con sincerità è rafforzamento e
crescita, sviluppo ed amore incondizionato dove si sappia essere compagni di
viaggio e reciproci maestri di vita.
Tutto è nella fiducia e nella capacità di realizzazione attraverso i messaggi
della sincronicità e la capacità di cogliere il senso profondo delle cose.

Ogni passo è capace di lasciare un’orma, ogni tanto ti fermi a guardarti alle
spalle, non ricordare solo quelle ombre che scalfiscono il tuo cuore, raccogli
quella luce già presente in ogni esperienza, poichè ogni passo è avanzamento e
sei più avanti ora rispetto a ieri. Raccogli come un tesoro tutto quel che le
lacrime possano aver regalato perchè innaffiano i germogli del tuo futuro.

12.10.2007 Poetyca

Do not be afraidAll that feel, that vibrates in us is our response and compass
thinking, to acting on opportunities for choices of the moment, the daily
in life. The meeting between two beings who can be like one shoulder
the other, they know what they are donating it with sincerity and strengthening
growth, development and unconditional love which is known to be mates
Travel and mutual life teachers.
Everything is in confidence and ability to carry through the messages
of synchronicity and the ability to grasp the deep meaning of things.Each step is able to leave a footprint, every time you stop to look at
shoulders, not only remember those shadows that scratch your heart, pick up
the light is already present in every experience, because every step is progress and
six hours later than yesterday. Collect a treasure as all that the
tears may have given because watering the seeds of your future.

12.10.2007 Poetyca

Colorare il cielo


Colorare il cielo

Aggrappati ad un sorriso
e conquista il mondo:
emozioni ed attimi
che solo in te possono
colorare il cielo

Poetyca 21.01.2007

Coloring the sky

Clinging to a smile
and conquer the world:
emotions and moments
that only you can
Coloring the sky

Poetyca 21.01.2007

Soffio di poesia


Soffio di poesia

Soffio di poesia, immagini e parole
al ritmo del battito del cuore:
dove profonda è la ricerca
ed il silenzio si fa essenza
per lo spirito che libero sa ritrovar se stesso.

Soffi d’armonia tra lacrime e sorriso,
per la tenerezza viva di quel che in un istante
è vita che si dispiega – qui ed ora –
con ali e carezza sempre accesa.

09.05.2007 Poetyca

Breath of poetry

Breath of poetry, pictures and words
the rhythm of the heartbeat:
where is the deep search
and the silence becomes essence
for the free spirit who knows to find himself.

Puffs of harmony between tears and smiles,
for the tenderness of what living in an instant
is life that unfolds – here and now –
with wings and pat always on.

09.05.2007 Poetyca