Risultati della ricerca per: 2008

Visioni


Visioni

Attimi e visioni
senza più tempo
i n e b r i a n d o s i
oltre la memoria
dove le ali conducono
dove il suono del cuore
ripete la stessa musica
– una coperta di gioia –
ed in questo attimo
socchiudendo gli occhi
vivo quel che è
palpito e sospiro
di un anima libera

06.01.2008 Poetyca

Visions

Moments and visions
no longer
i n e b r i a t e
beyond the memory
where the wing leading
where the sound of the heart
repeats the same music
– A blanket of joy –
and in this moment
squinting
what is alive
throb and sigh
a free soul

06.01.2008 Poetyca

Con le parole


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Con le parole

Con le parole
dipingi l’aurora
Colori si spargono
sulla tela dei respiri
mentre con stupore
rincorro istanti
illuminati dalla Luce
di questa scintilla
chiamata vita

24.05.2015 Poetyca

With words

With words
paint the aurora
Color spread
on canvas breaths
while in amazement
run after moments
illuminated by the Light
this spark
called life

24/05/2015 Poetyca

Pratica senza giudizio


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Pratica senza giudizio

Nessuno è un giudice severo
più di quanto possa esserlo tu stesso,
quando ti fai fermare dal timore del giudizio di altri,
quando ti credi imperfetto e non all’altezza
per fare qualcosa: Solo con la pratica ci si perfeziona.

08.11.2014 Poetyca

Practice without judgment

No one is a severe judge
more than can be yourself,
when do you stop the fear of the judgment of others,
when you think you are flawed and not up to
to do something only with practice it is perfected.

08/11/2014 Poetyca

Crepe


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Crepe

Benedetta la sofferenza che apre crepe nelle mura,
costruite con fatica, intorno al nostro cuore,
ma in realtà rese inutili: la nostra vera natura
non va soffocata, chi è sensibile infatti,
non ha un difetto da coprire,
da soffocare dentro corazze di cemento.

30.10.2014 Poetyca

Cracks

Blessed is the suffering that opens cracks in the walls,
built with hard work, around our hearts,
but in fact rendered useless: our true nature
should not be suppressed, those who are sensitive in fact,
does not have a defect to be covered,
to drown in concrete armor.

30/10/2014 Poetyca

Nell’oceano d’Amore


Nell’oceano d’Amore

Consapevole il passo
di chi sa cercare
vede il colore delle cose
oltre tutte le forme
le accarezza e ne assapora il senso:
tutto è scoperta, come pezzi di un puzzle
che nell perfetto incastro
restituiscono voce
al tuo infinito viaggio.

Sono attimi infiniti
senza più tempo
dove ogni respiro è goccia
che al mare ritorna
” Tutto è in Uno ed Uno è in Tutto”
e non potresti mai naufragare
nell’oceano d’Amore
che da sempre ti sorregge.

25.03.2008 Poetyca

Ocean of Love

Conscious way
of who knows how to seek
see the color of things
over all forms
caresses and relished the way:
everything is uncovered, like pieces of a puzzle
that in the perfect joint
return item
your endless journey.

Moments are infinite
no longer
where every breath is drop
that returns to the sea
“All is One and One is All”
and you could never fail
Ocean of Love
that always supports you.

25.03.2008 Poetyca

Qui ed ora


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Qui ed ora

Nella danza dell’attimo,
quando lasci aperte tutte le porte,
quando non è la mente ad avere voce,
quando non giudichi nulla,
ma tutto scorre in accordo, sulle note d’armonia,
scopri la vera Vita ed il senso profondo dell’Essere,
scopri che tutto è molto più semplice
se ti fai uno con la corrente, se diventi vuoto.

Scopri il senso del mondo
in accordo con il tuo cuore,
espansione di coscienza
in un rivolo svelato,
inteconnessione profonda
dove il tuo palpito
è quello di ogni essere senziente:
amorevole gesto e silenzio senza ricerca.

Nelle mani non trattieni più niente
ed ogni istante è momento presente
che espande e raccoglie la tua essenza,
che svela il mistero che tutto alimenta:
viaggio senza meta perchè sia respiro profondo
che accarezza ed accoglie la realtà come essa è,
scopri che il tempo non ha nessun senso
oltre ogni razionale ordine della tua mente.

22.02.2008 © Poetyca

Here and now

In the dance of the moment,
when you leave the door open,
when the mind is not to have a voice,
when not judge anything,
but everything flows according to the notes of harmony,
discover the real life and the profound sense of Being,
discover that everything is much simpler
if you get one with the current, if it becomes empty.

Discover the meaning of the world
in agreement with your heart,
expansion of consciousness
in a trickle revealed,
interconnect deep
where your heartbeat
is to every sentient being:
loving gesture and silence without research.

In the hands do not hold anything
and each moment is the present moment
which expands and collects your essence,
that reveals the mystery that everything feeds:
journey without a destination because both deep breath
that caresses and welcomes the reality as it is,
discover that the time does not make sense
beyond any rational order of your mind.

22.02.2008 © Poetyca

Accogliere l’impermanenza


Riflettendo…

La Riflessione

Meditazione camminata

La mente va in mille direzioni,
ed io cammino in pace su questo splendido sentiero.

Ad ogni passo soffia un vento fresco,
ad ogni passo sboccia un fiore

Maestro Thich Nhat Hanh

———————-

Portare l’attenzione
al momento presente,
a quanto ci apprestiamo a fare,
a quel che accade intorno
ed alla postura del nostro corpo,
è offrire alla mente l’opportunità
di placare la sua folle corsa:
di pensiero in pensiero,
di timore in timore.

Quante volte, distratti
dalle sue proiezioni
non siamo stati capaci
di lasciare andare?

Ecco, nel respiro profondo
prendo e lascio,
raccolgo amorevolezza
ed abbandono ogni veleno.

Qui ed ora
posso raccogliere il tesoro
che si manifesta
nel camminare con calma,
nella pace dell’essere presente.

Poetyca

———————-

L’insegnamento

Accogliere l’impermanenza

Accogliere nel cuore l’impermanenza, significa liberarsi lentamente dall’attaccamento,

All’inizio ciò è molto difficile da accettare.
Ma, riflettendo e praticando, la nostra Mente-Cuore inizia una graduale trasformazione.
Lasciar andare inizia a sembrarci più naturale e diventa sempre più facile.

Più pratichiamo, più sviluppiamo l’attitudine a lasciar andare.
E’ allora che si verifica un completo mutamento nel nostro modo di guardare la realtà.

Sogyal Rinpoche

———————–

Guardare la realtà
è aprire la mano,
non stringere nulla.
Guardare la realtà
è accogliere quel che accade,
senza giudizio, consapevoli
che tutto cessa,
arriva e ci lascia,
muta come noi stessi mutiamo.

Nulla dura per sempre
ed ogni attimo
contiene il qui ed ora.

Quando comprendiamo questo
si apre la porta alla gioia
per essere testimoni di qualcosa
che non è mai uguale,
la accogliamo e siamo pronti
a lasciarla andare.

Tutto è come un fiore:
nella sua bellezza
sai scorgere che presto
ci deve abbandonare.

Poetyca

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05.04.2008 Poetyca

testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Karma da inazione


Riflettendo…

La Riflessione

La mente di una persona risvegliata è come uno specchio,
né si attacca, né si oppone;
bensì accoglie e lascia andare.

Per questo il saggio
abbraccia il mondo senza dolore.

Maestro Chuang-tzu

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Abbracciare gli eventi,
saper camminare con fiducia
sostenuti da equidistanza;
dove nessun onda increspa
la superficie della mente,
è saper raccogliere
e conservare saggezza
– da testimoni – che guardano
e non si aggrappano,
dove il dualismo smette di essere
presenza costante del nostro illuderci.

Lasciare andare è aprire
il sacchetto che portiamo in tasca,
che contiene:
rabbia,desiderio ed illusione;
nell’incapacità di vivere l’attimo presente
perchè si prova attaccamento e paura
per il passato e per il futuro.

Trovarsi a camminare leggeri
sulla Via della consapevolezza
è gettare via ogni veleno
e trovarsi liberi da ogni peso,
per abbracciare la realtà così
come essa è – adesso!

Poetyca

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L’insegnamento

Karma da inazione

Di solito, si pensa che il karma sia generato da azioni intenzionali,
ma si dimentica facilmente che anche la nostra inazione può avere delle conseguenze.
L’inazione intenzionale crea karma così come l’azione “mentale” intenzionale.

Ad esempio:

Non chiarificare intenzionalmente un litigio (mancanza di amorevolezza e compassione)
o non ringraziare (mancanza di gratitudine)
o non scusarsi di un torto (mancanza di umiltà)
o non rallegrarsi dei successi altrui o non congratularsi (mancanza di gioia empatica)
o non cercare di comprendere gli errori degli altri (eccesso di critica inutile)

Shian

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Ogni attimo di attenzione è un dono,
dimenticare di essere presenti,
di offrire il nostro contributo e sostegno
tutte le volte che possiamo, è ” mollare la presa”
verso quelle opportunità offerte per essere
– gentilezza amorevole e compassione –
verso il sentero del Dharma che ci conduce
a riconoscere che siamo tutti interconessi,
che il seme di gioia ed accoglienza
è un frutto che va diviso con tutti.
Che il cuore aperto verso la presenza degli altri
è un casa accogliente che va purificata
perchè sia semplice ma spaziosa.
In ogni nostra mancata attenzione è presente
una nube che va cercata e spazzata
dal cielo della nostra retta attenzione.

Poetyca

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08.03.2008 Poetyca

Testi tratto da: http://www.bodhidharma.it

Un abbraccio al mondo


Un abbraccio al mondo

In tutti noi una risorsa,
la fonte ricca di beni:

Cuore forte nell’amorevolezza
senza giudizio alcuno.

Fermo esempio di equidistanza,
dove non si sceglie ma si esperisce
la compassione per tutti gli esseri.

A volte è il silenzioso rumore
di una lacrima che solca il viso,
solo perchè le braccia sono corte
per un abbraccio al mondo.

25.03.2009 Poetyca

 

An embrace to world

In all of us a resource,
the rich source of goods:

Heart strong in love
without any trial.

firm example of equidistance,
do not choose where it carries
compassion for all beings.

Sometimes it’s the quiet noise
a tear that solca face,
just because your arms are short
for a hug in the world.

25.03.2009 Poetyca


Quando apriamo gli occhi alla realtà, al suo signiificato più profondo, siamo capaci di accogliere ma anche di dare.

Nel dialogo e nella presenza incondizionata è l’opportunità di offrirsi e di accogliere quanto si manifesti negli altri.


In richiamo

Sospeso in un solo respiro
è quel senso di evanescenza,
dove tutto è richiamo,
indicazione di un meraviglioso attimo
che vissuto – qui ed ora – ripete
l’armonia di gesti e di ricerca viva.

14.08.2008 Poetyca

In tutti noi una traccia sottile della quale cogliere che il dualismo non è Amore e non si sposa con la negazione di quella scintilla meravigliosa
che spinge verso gli altri con gentilezza e compassione perchè intersiamo e non potremmo pensare che le risorse che riusciamo a maturare attraverso il nostro percorso interiore, la capacità di superare nodi e tensioni restino come un ” bottino” del quale conservare solo per noi stessi il merito e la sostanza.

Ogni cosa che siamo capaci di essere, dopo aver aperto la strada alla consapevolezza è un dono ricevuto, sempre per causa di altri ( anche e sopratutto in situazioni problematiche) e come altri ci hannno permesso di vincere una battaglia con noi stessi, attaverso il canovaccio della vita, così anche noi nel nostro essere in ricerca possiamo essere causa per altri di chiarificazione e maturazione. Non è la rabbia o l’attaccamento, la confusione e le illusioni a farci da viatico ma l’apertura amorevole verso noi stessi e verso gli altri. Una delle immagini fondamentali che vovremmo avere presente è che coloro che ci appaiono come ” nemici ” o ostili, sono specchio di una parte di noi che va attraversata e risolta, solo con pazienza ed amore possiamo apprendere cosa queste persone ci stiano indicando con il loro tormento e la loro inquietudine e possiamo adoperarci per essere attenti a non dare ” risposta” con il medesimo atteggiamento. Solo l’amore scaccia le ombre.

Un abbraccio dal cuore

Poetyca

When we open our eyes to reality, it is a deeper way
we can accept but also to give.

In dialogue and unconditional presence is the opportunity to offer and
to accept as it occurs in others.

In reference

Suspended in one breath
is that sense of evanescence,
where everything is decoy,
indication of a wonderful second
who lived – here and now – repeat
the harmony of gestures and research alive.

14.08.2008 Poetyca

In all of us a thin track which does not grasp the duality
Love is not married and the negation of that wonderful spark
pushing towards others with kindness and compassion because cross
and we could not believe that the resources we can to mature through
our path interior nodes and the ability to overcome tensions
remain as a “booty” of which only keep for ourselves the
merit and substance.

Everything that we can be, having pioneered
awareness is a gift, again because of other (and also
especially in problem situations) and how others will permit hannno
to win a battle with ourselves, the canvas of attaverso
life, we too in our research can be cause
for more clarification and maturation. It is not anger or
attachment, confusion and delusions to be our food for the journey but
opening loving towards ourselves and towards others. One of
Images fundamental vovremmo have in mind is that those who
appear as enemies or hostile, are a mirror of us who
goes through and resolved, only with patience and love we can learn
What these people are giving us with their anguish and their
concern and we strive to be careful not to give ”
response “with the same attitude. Only love dispels the shadows.

A hug from the heart
Poetyca



Sulla mappa della tua anima


Sulla mappa della tua anima

Mille notti di solitudine
non bastano per dare senso
al tuo cammino

Non ti abbattere
alla vista della tempesta
e pensa che in essa
è racchiusa l’opportunità
di superare ogni apparenza

Il mare raccoglie
ogni lacrima
ed il sole riscalda il sorriso

In piccole gemme di sale
è incisa tutta la storia:
tentativi ed errori
che segnano il percorso
sulla mappa della tua anima

08.09.2008 Poetyca

On the map of your soul

Hundreds nights of solitude
not enough to make sense
your path

Do not kill
the sight of the storm
and thinks it
the opportunity is enclosed
to overcome any appearance

The sea gathers
every tear
and the sun heats the smile

In small buds of salt
is engraved the whole story:
trial and error
that mark the path
Map of your soul

08.09.2008 Poetyca

Un nuovo giorno


Riflettendo….

La Riflessione

Se apri spezzando
il ramo di un ciliegio,
non trovi un solo fiore.

Ma il cielo della primavera,
ne invita la fioritura.

Ikkyu (1394-1481)

…………………

Non analizzare con la mente
in cerca di risposte,
ma sappi accogliere ed essere
nella presenza mentale,
dove tutto quel che è interconesso
sa offrire bellezza e meraviglia,
perchè tu sia ascolto e partecipazione.

Poetyca

—————————–

L’insegnamento

Un nuovo giorno

Svegliandomi al mattino,
sono consapevole di quanto sia veramente prezioso un nuovo giorno:
la sua freschezza non dovrebbe essere data per scontata.

Quindi, cosa farò di questo giorno?
Cosa farete di questo giorno?

Insegnante di Dharma

——————————–

Ogni attimo è opportunità:
scoperta e partecipazione,
dialogo e manifestazione
che prende origine dal nostro atteggiamento.

Ogni porta aperta è accoglienza
che non chiuda fuori lo stupore
e la gioia di essere – qui ed ora –
nell’incessante presenza di ogni respiro.

Poetyca

——————————–

03.05.2008 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Oriente


Oriente

In Oriente si rispetta ogni essere visto come manifestazione divina, contenitore di divinità e il solo gesto semplicissimo del saluto ( la mudra) del Namaste è indicativo dell’inchinarsi e riconoscere nell’altro la divinità. Immagina dunque se essa sgorgasse da persona elevata, che genere di devozione si possa applicare.

Noi siamo abituati diversamente, considerandoci creature e spesso miserevoli e non meritevoli di attenzione divine. Questo in eredità della tradizione ebraica, dal quale deriva il Vangelo.

Possiamo in fondo avvicinarci alla lettura e cultura orientale ma in noi, nel nostro tessuto sociale, resta il rispetto di sè e il non fare delle persone un motivo di venerazione, questo perchè cogliamo il divino in forma esterna e non ” dentro” le persone.

Non ci poniamo problemi su Atman e Brahman, su quella scintilla che rappresenta l’essere abitati dal divino stesso, come sua manifestazione in svariate forme.

Nell’Antico Testamento si raffigura la Creazione come l’emissione della ” Ruah”, il soffio divino, l’emissione dello Spirito nella materia, ma si vede la presenza di un Padre e noi le creture impefette che devono ancora maturare, per capire la differenza tra Bene e Male.

Si cade in quella che è la dualità, questo mondo la rappresenta.

In Oriente ( inteso come cultura orientale) la dualità è solo illusione ( Maya) della quale liberarsi, alla quale strappare il velo per riconoscere come il divino sia in ogni forma, anche in coloro che ci appaiano distanti e nemici.
Ogni essere viene considerato come parte di noi stessi, questo perchè tutti è lo stessi divino.

Da questo nasce il considerare : Tutto in Uno – Uno in Tutto.

A distaccarsi da questi atteggiamenti di venerazione di Guru e Dei è la scuola del Buddha, dove lui stesso ha spiegato che tutti sono contenitori di un seme di buddhità e che si è uniti nel Dharmakaya ( una sorta di filo che unisce le perle di una collana) che permette l’interconnessione, ma non trova in questo alcuna presenza divina ma la contemplazione della ” realtà come essa è” e dunque l’armonia con la legge immutabile del Dharma.

Lo spezzare l’armonia procura la sofferenza.
Il Buddha non si pone alcuna domanda circa la presenza divina, concentra la sua attenzione sulla liberazione dalla sofferenza, la ricerca delle sue cause e la soluzione sarebbe nel rispetto di quella legge naturale che è il Dharma.

Lui stesso non amava essere visto come una sorta di estensione o rappresentazione divina.

Come immagini allora è importante entrare nella mentalità di chi si esprime negli scritti, coglierne l’essenza e considerare quanto comunque sia poco importante dal punto di vista formale.

Ogni via contiene un seme d’insegnamento.

24.09.2008 Poetyca

East

In the East, we respect each be seen as a manifestation of God, gods, and the container only simple gesture of greeting (the mudra) of namaste is indicative dell’inchinarsi and recognize the divinity in the other. Imagine then if it flowed from high person, what kind of devotion can be applied.

We are used differently, and often perceived as mere miserable and not worthy of divine attention.
This is a legacy of the Jewish tradition, which derives from the Gospel.

We can get closer to the bottom in reading and Eastern culture but in ourselves, in our social fabric, there is the self-respect and not make people a reason to worship, this is because we take the divine in external form and not “inside” people.

No problems on ourselves Atman and Brahman, on the spark that is being inhabited by the divine itself, as its manifestation in different forms.

The Old Testament depicts the Creation as the issue of “Ruah”, the divine breath, the release of the Spirit in matter, but you can see the presence of a Father and we creture impefette that have yet to mature, to understand the difference between Good and Evil.

You fall into what is the duality, this world is.

In the East (as a culture of Eastern Europe) the duality is only an illusion (Maya) which escape, which tear the veil to recognize how the divine is, in any form, even those who appear distant enemies.
Each will be considered as part of ourselves, because all this is the same God.

From this comes the consideration of: All in One – All in One.

A move away from this attitude of worship of Gods and Gurus is a school of Buddha, where he explained that all containers are the seed of Buddhahood and that we are united in the Dharmakaya (a sort of common thread between the beads of a necklace ) that allows the interconnection, but can not find this in any but the contemplation of divine presence “reality as it is,” and therefore in harmony with the immutable law of Dharma.

The breaking of the harmony brings suffering.
The Buddha does not arise any question about the divine presence, focuses on the liberation from suffering,
the search for its causes and the solution would have respected the natural law that is the Dharma.

He himself did not like being seen as a kind of extension or representation of God.

How do you picture then it is important to get into the mindset of those who express themselves in writing, grasping the essence and is still considered as unimportant by the formal point of view.

Each path contains a seed of education.

24.09.2008 Poetyca

In richiamo


In richiamo

Sospeso in un solo respiro
è quel senso di evanescenza,
dove tutto è richiamo,
indicazione di un meraviglioso attimo
che vissuto – qui ed ora – ripete
l’armonia di gesti e di ricerca viva.

14.08.2008 Poetyca


In callback

Suspended in one breath
is that sense of evanescence,
where everything is decoy,
indication of a wonderful moment
who lived – here and now – repeat
the harmony of gestures and research alive.

14.08.2008 Poetyca

Questa via mi basterà


Riflettendo…

La Riflessione

Dove soggetto e oggetto sono compresi
come una sola sfera,
la gioia e il dolore si fondono in uno.

Qualunque circostanza debba affrontare,
sono libero nel beato reame
della saggezza risvegliata.

Milarepa

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Se tutto sai abbracciare
non trovi separazione
e saggio è colui
che non mette confine,
osservando fa svanire
attaccamento e timore
perchè nutre con amorevolezza
tutti gli attimi che vive.

Poetyca

———————-

L’insegnamento

Questa via mi basterà

In armonia con il mio cuore,
ogni cosa si manifesta
in un unico accordo.

Guadagno e perdita,
non mi interessano;
questa via mi basterà
fino alla fine dei miei giorni.

Wen-siang (1210-1280)

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Ogni giorno armonizza
ogni tuo passo,
raccogli note e fai suonare
la musica che s’accorda al cuore:
allargando le braccia nel silenzio svuotati,
da ogni attaccamento sarai liberato
per divenire strumento
che si riconduce all’essenza del tuo essere
e troverai nel dharma la via del risveglio.

Poetyca

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16.02.2008 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Sono realmente onesto con me stesso?


Riflettendo

La Riflessione

Come le soffici piogge riempiono i torrenti,
affluiscono nei fiumi
e si incontrano negli oceani,

così abbondante possa la forza del tuo amore
fluire innanzi, ad ogni istante,
per risvegliare e curare tutti gli esseri.

Quelli presenti ora,
quelli già andati in passato,
quelli che ancora devono giungere.

Benedizione Tradizionale Buddhista

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Amorevolezza e compassione sono la forza viva
che abbraccia il sentiero che percorriamo,
a noi il retto sforzo per non alimentare attaccamento
e per offrire ad ogni essere l’accoglienza benevola
che accompagni verso la cura della sofferenza.

Poetyca

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L’insegnamento

Sono realmente onesto con me stesso?

Sono realmente onesto con me stesso?

E’ una buona domanda da farsi al momento giusto,
perché a noi in realtà non piace mai vederci nel nostro aspetto più negativo o ‘spiacevole’.

Ma in realtà vedere chiaramente non significa soltanto
accettare di avere una percezione più ‘onesta’ di se stessi,
si tratta piuttosto di vedere che tutte le percezioni del “sé”,
se ci si attacca e si crede ad esse,
distorcono la verità e creano solo maggiore illusione e dukkha.

Ajahn Jitindriya

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Quando saremo capaci di alimentare
a nostra attenzione alla consapevolezza
potremo anche scorgere un luogo particolare,
quello che avevamo sempre relegato ad un angolo
dimenticato di noi stessi.

E’ un luogo che ci appartiene,
senza forma, senza tempo
e che si coltiva nel silenzio,
dentro la capacità di accogliere gemme,
vederle nascere e gioire delle piccole cose.

Un lussureggiante spazio che non è fuori ma in noi,
nella nostra armonia, una stanza segreta, senza pareti,
dove non c’è aspettativa e delusione,
dove non ci si attacca a nulla
ma si scorge in tutto una possibile fiammella che scaldi il Cuore.

Liberarsi è non credere alle apparenze,
a quello che ci è indicato come vero
da chi non sa neppure cosa siamo, cosa proviamo e in che modo
la nostra sensibilità si manifesti.

La lotta tra la nostra vera natura ed i condizionamenti esterni
inizia presto e si perde ogni ricchezza lungo il cammino.
A noi fare questo viaggio a ritroso ed in profondità,
per respirare con gioia ed attenzione il – qui ed ora –
dove mai nulla è perduto.

Quella luce è specchio di noi stessi:
– Come uno specchio risplende quando viene tolta la polvere,
così fai risplendere il tuo volto ed il tuo cuore
Dentro hai la Luce la devi solo cercare –
Soffia via la polvere e sii Luce,
sii semplicemente quel che sei

Poetyca

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21.06.2008 Poetyca

testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Fiducia del triplice Gioiello


Riflettendo…

La Riflessione

Karma e percezioni

Perfino all’interno del reame umano, ognuno di noi ha un karma individuale.
Gli esseri umani si assomigliano molto,
ma ciascuno percepisce le cose in modo completamente diverso
e ognuno vive nel suo mondo individuale e distinto.

Come disse Kalu Rimpoche:

“Se cento persone dormono e sognano, ciascuna di esse, nei suoi sogni,
farà esperienza di un mondo diverso.

I sogni di tutti potrebbero dirsi veri,
ma non avrebbe senso affermare che solo il sogno di una determinata persona è il mondo vero
e quelli di tutte le altre sono falsi.

C’è una verità per ciascun osservatore in conformità alla struttura karmica
che condiziona le sue percezioni.”

Sogyal Rinpoche

—————————–

Diversi eppure uguali,
come gocce d’acqua che si cercano.

In infiniti mondi il nostro sognare
con diversi percorsi verso la stessa meta.

Unica la ricerca che non confonda
e riporti all’origine di una realtà
che non sia riflesso in tante sfumature.

Poetyca

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L’insegnamento

Fiducia nel Triplice Gioiello

Non è forse uno spreco avere un medico fidato,
che ha fiducia nella sua conoscenza medica,
che ha fiducia nei suoi assistenti,
se i pazienti non sanno avere fiducia in lui?

Il più grande medico è il Buddha.
La perfetta medicina è il Dharma da Lui insegnato.
I perfetti assistenti sono il Sangha che Lui ha nutrito.
Siamo forse noi i pazienti dubbiosi?

Shian

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Vacillando nel dubbio
non sai imprimere il passo
ad una ricerca che spalanchi le porte
al tuo prendere rifugio:
in ogni respiro un buddha
in ogni ricerca l’armonia del Dharma
in ogni confronto le braccia protese del Shanga.

Poetyca

—————————

10.05.2008 Poetyca

testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Musica d’amore


Musica d’amore

Per rendere un puro gioiello
il giardino della nostra amorevolezza
noi dobbiamo lavorare molto.

Ogni spazio aperto da una ferita
diventa solco che accoglie il seme.

Noi siamo anfora che contiene acqua viva,
noi siamo flauto che è soffiato
per portare la musica dell’ amato.

Om shanti om

sia pace ed armonia

23.10.2008 Poetyca

Il tuo cuore è come una tazza


Riflettendo…

La Riflessione

L’odio non cessa con l’odio,
in nessun tempo;

l’odio cessa con l’amore:
questa è la legge eterna.

(Dhammapada I, 5)

………………….

Solo quello che tu semini
con il tempo raccoglierai,
nulla potrebbe essere diverso
da quello che tu manifesti:
leggi profondamente in te
e sii amorevolezza e compassione
per essere in armonia
con la legge del Dharma.

Poetyca

………………….

L’insegnamento

Il tuo cuore è come una tazza

Se la tua tazza è piccola,
solo un po’ di sale renderà salata la tua acqua.

Se il tuo cuore è piccolo,
solo un po’ di dolore sarà sufficiente a farti soffrire.

Il tuo cuore deve essere grande.

Maestro Thich Nhat Hanh

…………………..

La sofferenza non è solo nostra,
ed è importante comprendere
che non esiste ” Io e mio”.

L’amorevolezza è spalancare
il nostro cuore per accogliere
ogni essere indistintamente,
senza separazione,
perchè siamo tutti unità
di un percorso indissolubile
poichè intersiamo oltre quello
che la mente è in grado di comprendere.

Poetyca

…………………..

26.10.2008 Poetyca

testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Un mondo migliore


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Un mondo migliore

Da un cuore spazioso,
ricco di buoni propositi,
nasce sempre armonia.
Sintonizzarsi all’idea
di un mondo migliore,
contenitore di accoglienza
e amore incondizionato
é come coltivare
i semi del futuro.

03.09.2015 Poetyca

A better world

From a spacious heart,
full of good intentions,
always arises harmony.
tune to the idea
of a better world,
storage of  welcome
and unconditional love
It is how to grow
the seeds of the future.

09/03/2015 Poetyca

Kabir


Kabir

I suoi Canti sono una delle massime espressioni della poesia indiana di ispirazione religiosa. Il loro messaggio è universale: travalica i limiti di spazio e tempo.

Kabir nacque nel 1440 nell’ India settenrionale in un’ umile famiglia di tessitori musulmani, pur da poco convertiti. Secondo la tradizione seguì come discepolo il Guru Ramananda, un saggio vishnuita devoto a Rama. Fu quindi educato a concepire l’Islam e l’Induismo come due vie convergenti verso un’unica verità.
Divenne mistico, poeta e musicista celebre per il disprezzo che manifestava vigorosamente verso le rigorose affiliazioni religiose; sono numerose le sue esortazioni a ignorare tanto il Corano quanto i Veda per seguire semplicemente la via Sahaj, ossia la naturale unità in Dio. Pur credendo in concetti vedantici quale l’Atman, Kabir rifiutò l’ortodossia della società castale indù e l’adorazione di idoli.

La sua opera principale è Bijak, Seme. Questa raccolta di poemi mostra la personale visione di spiritualità universale di Kabir. In questi, spuntano chiarissime idee sufi e della Bhakti indù sulla comprensione di Dio. Kabir si esprimeva in un hindi molto popolare, semplice e chiaro, come il suo pensiero filosofico. La maggior parte dei suoi canti venne raccolta da Guru Nanak, fondatore della religione Sikh, ed inserita nel Guru Granth Sahib, libro sacro dei Sikh che raccoglie il pensiero di uomini santi di varie religioni a cui questo credo offre stesso rispetto e devozione. Si crede che Kabir fosse analfabeta.

Alla sua morte, nel 1518, indù e musulmani si contesero il corpo per i riti funebri. La leggenda vuole che, quando sollevarono il sudario che lo ricopriva, trovarono al suo posto solo fiori. I musulmani ne seppellirono metà e gli indù cremarono l’altra parte. A Maghar, nei pressi di Gorakhpur nell’ Uttar Pradesh, la tomba e il memoriale della cremazione sorgono fianco a fianco.

Kabir è anche considerato la figura chiave della tradizione Sants. Fu un movimento di maestri indiani la cui origine in realtà risale al XIII secolo e che si inserisce nel movimento Bhakti. I loro insegnamenti vertevano verso la devozione per un unico principio divino e verso un egualitarismo sociale opposto alle distinzioni castali e religiose della società indiana dell’epoca. Il termine Sant deriva dal sanscrito Sat ( verità, realtà) e possiede molti significati a seconda del contesto, ma in origine significava colui che conosce la verità, la realtà ultima. Questo termine ha assunto il significato generale di “brava persona” ma si assegna specificamente ai poeti – santi del medioevo indiano. Alcuni dei nomi più noti di questo movimento furono Namdev (1350), Kabir, Nanak, Mirabai, Surdas e Tulsidas(1623). Formalmente solo una piccola minoranza di indù seguì questo movimento mistico – religioso, ma la sua tradizione ha considerevolmente influenzato la cultura indiana, attraversando sette e caste.

La tradizione Sant è l’ unica della storia che abbia con successo attraversato le barriere religiose tra indù e musulmani.

Nel nostro secolo fu Rabindranath Tagore a riscoprire la validità perenne degli insegnamenti di Kabir e l’altezza della sua poesia.
E fu ancora Tagore a diffondere in Occidente la conoscenza di Kabir attraverso una magistrale traduzione in inglese dei suoi Canti, che diventarono ben presto un vero e proprio libro di culto.

Trafitti dalla Parola

“Shabd ki chot” o ‘la ferita della Parola’ è un’espressione Hindi nata nell’ambiente dei cantori e seguaci di Kabir, il poeta mistico vissuto seicento anni fa in India. È un modo di descrivere l’esperienza che la ‘parola’ di Kabir può produrre nella mente e nella vita di chi l’ascolta (si tratta infatti di una tradizione prevalentemente orale, tenuta in vita per secoli da cantori itineranti). È una cosa molto più intensa e profonda dell’essere semplicemente ‘toccati’, e coloro che sperimentano questa particolarissima ‘ferita’ non sentono dolore, ma un’immensa felicità e gratitudine.

La poesia spirituale di Kabir non si fonda sul tema devozionale o bhakti come si potrebbe immaginare, non si sofferma in modo particolare sulla separazione dal Signore visto come Persona e come Amante, e sulla gioia di incontrarlo. Al contrario, va direttamente all’aspetto nirgun o assoluto del Brahman, del Divino, normalmente considerato di ardua comprensione e per sua natura ineffabile, ma che attraverso le canzoni di Kabir diventa come per magia concreto e percepibile.

I canti di Kabir

a cura di R.Tagore

ed. Boroli Editore 2004

pp. 96

Euro: 7,00

Il flauto dell’infinito

Ed Passigli, 2008

Euro: 10,00

Canzoni dell’amore infinito

Ed.Sellerio, 1996

Pgg. 160

Euro:8,00

I cento canti di Kabir

Ed. SEAR, 1988

Pg.114

Euro: 8,00

CIELO D’AMORE

Cadono le ombre della sera
lunghe, serrate,
di buio avvolgono il corpo e la mente.
Tu apri la finestra che dà a ponente
perditi nel cielo d’amore.
Bevi il miele stillato dai petali
del loto che hai in cuore.
Lascia che ti penetrino
le onde del mare, le onde
di splendore.
Ascolta, un suono di conchiglie, di campanelli
si leva dalle acque.
Kabir dice: “Fratelli,
è Dio in questo vaso, in questo mio corpo”

Kabir

Kabir

His songs are the best expression of Indian poetry of religious inspiration. Their message is universal: it transcends boundaries of space and time.

Kabir was born in 1440 in ‘India settenrionale in a’ humble Muslim weaver family, but recently converted. According to tradition as a disciple followed the Guru Ramananda, a wise Vaishnava devotee of Rama. He was so polite to conceive Islam and Hinduism as two streets converge on a single truth.
He became a mystic, poet and musician known for vigorously expressed contempt towards the strict religious affiliations, are a number of his exhortations to ignore both the Quran as the Vedas for Sahaj simply follow the path, ie the natural unity in God while believing in concepts which Vedantic Atman, Kabir rejected the orthodoxy of the Hindu caste society and the worship of idols.

His principal work is Bijak, Seed. This collection of poems shows his personal vision of universal spirituality of Kabir. In these, appear very clear ideas of the Sufi and Bhakti Hindu understanding of God expressed in a Hindi Kabir very popular, simple and clear, as his philosophical thought. Most of her songs was picked up by Guru Nanak, founder of the Sikh religion, and included in Guru Granth Sahib, the Sikh holy book that collects the thoughts of holy men of various religions believe that this offers the same respect and devotion. It is believed that Kabir was illiterate.

At his death in 1518, Hindus and Muslims fought over the body for funeral rites. Legend has it that, when lifted the cloth that covered it, and found only flowers in its place. Muslims and Hindus half of it buried the cremated elsewhere. In Maghar, near Gorakhpur in ‘Uttar Pradesh, the tomb and the memorial cremation stand side by side.

Kabir is also considered the key figure in the tradition of Sants. It was a movement of Indian teachers whose origins actually dates from the thirteenth century and is part of the Bhakti movement. Their devotion to the teachings focused on a single divine principle and from a social egalitarianism opposed to the caste and religious distinctions of Indian society of that time. The term derives from the Sanskrit Sant Sat (truth, reality) and has many meanings depending on context, but originally meant one who knows the truth, the ultimate reality. This term has taken the general meaning of “good person” but he specifically assigns to the poet – saints of medieval India. Some of the biggest names of this movement were Namdev (1350), Kabir, Nanak, Mirabai, Surdas and Tulsidas (1623). Formally, only a small minority of Hindus followed this mystical movement – religious, but its tradition has greatly influenced Indian culture, through seven castes.

The Sant tradition is the ‘unique history that has successfully crossed religious barriers between Hindus and Muslims.

In our century, Rabindranath Tagore was to rediscover the enduring validity of the teachings of Kabir and the height of his poetry.
And it was Tagore in the West to spread the knowledge of Kabir through a masterful English translation of his songs, which soon became a true cult book.

Pierced by the Word

“Shabd Ki Chot ‘or’ the wound of the Word ‘is an expression of the singers in the Hindi born and followers of Kabir, the mystic poet who lived six hundred years ago in India. It’s a way to describe the experience that the ‘word’ of Kabir can produce in the mind and life of the hearer (because it is a predominantly oral tradition, kept alive for centuries by itinerant singers). It’s much more intense and profound just being ‘touched’, and those who experience this very special ‘hit’ do not feel pain, but an immense happiness and gratitude.

Spiritual poetry of Kabir is not based on devotional or bhakti as you might imagine, it focuses in particular on the separation from the Lord seen as a person and as a lover, and the joy of meeting him. Instead, go directly Nirgun or absolute aspect of Brahman, the Divine, normally considered difficult to understand its nature and the ineffable, but that through the songs of Kabir becomes magically real and perceived.

The songs of Kabir

edited by R. Tagore

ed. Boroli Publisher 2004

pp. 96

Euro: 7.00

The flute of the infinite

And Passigli, 2008

Euro: 10.00

Songs of the infinite

Ed.Sellerio, 1996

Pgg. 160

Euro: 8.00

The hundred songs of Kabir

Ed SEAR, 1988

Pg.114

Euro: 8.00

SKY OF LOVE

The evening shadows fall
long, tight,
darkness envelop the body and mind.
You open the window overlooking the west
lose yourself in the sky of love.
Drink honey dripped from the petals
you have in the heart of the lotus.
Let me enter
the waves of the sea, the waves
of splendor.
Listen, the sound of shells, bells
rises from the waters.
Kabir says: “Brothers,
God is in this vessel, in this my body “

Kabir

Benessere


Riflettendo…

La Riflessione

Lascia che il tuo amore fluisca per tutto l’universo,
per tutta la sua altezza, profondità e ampiezza.

Un amore infinito, senza ombra di risentimento, né di ostilità.

Sutta Nipata

———————

Nulla mi appartiene e tutto è dono,
in reciprocità e scambio.

Germoglia il seme
in un terreno fertile
e colora il tempo
di petali ed aromi
che a nessuno appartengono.

Nell’amore è l’offerta di sè,
il passo incondizionato
che restituisce con gratitudine
quanto ricevuto dalla vita.

Non c’è recinto che trattenga
e s’espande karuna senza confine
mentre vibrante è la voce della mente/cuore
in un abbraccio che è interdipendenza.

Poetyca

———————

L’insegnamento

Benessere

Un essere umano è in grado di sperimentare un consistente senso di benessere e felicità,
indipendentemente dalle circostanze.

L’intenzione del Buddha non era fondare una religione
o radunare un vasto seguito di discepoli,
ma aiutare chi lo desiderasse, a realizzare il semplice obbiettivo del benessere.

Ajahn Sucitto

—————-

Immersi nell’ascolto profondo
si semina gentilezza amorevole

Abbracciando ogni essere
senza attaccamento ed aspettative
si offre il frutto della presenza paziente
che è amore compassionevole
e nell’interessere è il beneficio
che s’inchina alla liberazione dalla sofferenza.

Poetyca

—————-

07.06.2008 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Lo stesso sentiero


Lo stesso sentiero
E poi
giorno dopo giorno
tu costruisci
un percorso nuovo
e riconosci stelle
da sogni di cartone
Punti il dito
all’immenso
per cercare
quella gioia
specchiata
in occhi
che accanto a te
scrutano
lo stesso sentiero

18.05 2017 Poetyca

The same path

And then
day after day
You build
a new route
and recognize stars
from cardboard dreams
point your finger
to the immense
to search
that joy
mirrored
in eyes
next to you
scrutinize
the same path

18.05 2017 Poetyca

Figli della Luce


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Figli della Luce

Dell’oceano
gocce
dono di vita
nell’errare
tra le pagine
del mondo
Evaporiamo
al tramonto
esposti al tempo
per ritornare
come pioggia
all’alba
Figli della Luce
in palpito
siamo amore e gioia
disseminati
dove nessuno
viene a cercare

27.06.2015 Poetyca

Children of Light

Of Ocean
drops
gift of life
in wandering
between pages
of the world
we evaporiamo
at sunset
exposed to time
to come back
like rain
at dawn
Children of Light
in heartbeat
we are love and joy
disseminated
where no one
is looking for

06/27/2015 Poetyca

Separati


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Continuiamo a credere che siamo separati.
Non lo siamo – neanche per un solo istante.
Lascia andare l’idea della separazione
e sparirà la paura della morte.  
Se diventi uno con il tutto, vivrai per sempre,
sarai al di là della nascita e della morte.

                                          Osho

We continue to believe that we are separate.
We’re not – not even for an instant.
Let go of the idea of ​​separation
will disappear and the fear of death.
If you become one with everything, you will live forever,
‘re beyond birth and death.

                                           Osho

Noi siamo


Noi siamo

Noi siamo la vita
e il suo mistero

Noi siamo tutto e nulla
nel cammino infinito

Noi siamo silenzio e parola
per scambiare il tempo
e svanire come nuvola
nei colori di questa sera

15.10.2008 Poetyca

We are

We are the life
and his mystery

We are everything and nothing
in endless journey

We are silence and word
to exchange time
and vanish as a cloud
in the colors tonight

15.10.2008 Poetyca

Cinque cose da ricordare


Riflettendo…

La Riflessione

Non parliamo di karma,
ma semplicemente di responsabilità verso il mondo intero.

Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama

————-

Quando accogliamo in noi
il senso della responsabilità
possiamo comprendere
che possiamo migliorare noi stessi,
di conseguenza il mondo.

Nulla è solo predeterminato
ed immodificabile,
noi possiamo agire
perchè ogni cosa migliori.

Poetyca

————-

L’insegnamento

Cinque cose da ricordare

Cinque cose sono state ben insegnate da quel beato che sa e vede,
da quel puro, risvegliato perfettamente da se stesso,
ovvero le cose che tutte le persone, donne e uomini, monaci e laici,
dovrebbero ricordare ogni giorno.

Quali cinque cose?

1) La mia natura è di decadere:
io non sono esente dalla decadenza.

2) La mia natura è d’essere soggetto a malattia:
io non sono immune dalle malattie.

3) La mia natura è di dover morire:
io non sono immune dalla morte.

4) Tutto quel che ho, che mi è caro e fonte di piacere,
cambierà e sparirà.

5) Io sono il padrone delle mie azioni, l’erede delle mie azioni,
originato dalle mie azioni, dipendente dalle mie azioni,
vivo sostentandomi con le mie azioni.

Di qualunque azione compia, buona o cattiva che sia,
sarò io ad ereditare il frutto.

Anguttara Nikaya, V, 57

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In noi la scelta e l’opportunità
per coltivare una buon seme
che non conosca veleni,
che sappia offrire attenzione
con compassione ed amorevolezza
verso tutti gli esseri.

In noi la capacità di comprendere
cosa sia davvero durevole e cosa
sia evanescente perchè si possa
seguire la via del risveglio
che come filo invisibile ma robusto
unisce ogni essere come una perla
di una preziosa collana.

Poetyca

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12.10.2008 Poetyca
testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Tom Petty greatest hits


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=TsH4CrwExCQ&list=PLupOSjd2mAJDGEqaZeac4zWVQtJyFQRQY]

Thomas Earl Petty è nato a Gainesville, in Florida, e non aveva nessuna aspirazione musicale finché Elvis Presley non visitò la sua città natale. Dopo aver fatto parte di alcune band come The Sundowners, The Epics, e Mudcrutch (di cui facevano parte i futuri membri degli Heartbreakers Mike Campbell e Benmont Tench) inizia la sua carriera discografica come Tom Petty & the Heartbreakers, quando la band irrompe nella scena musicale nel 1976 con l’album omonimo di debutto. La canzoneBreakdown, pubblicata come singolo, entra nella Top 40 nel 1977.

Il secondo album You’re Gonna Get It! uscito nel 1978 conferma le buone musicalità dell’album di debutto, ma i singoli tratti da questo album (Listen To Her Heart e I Need To Know non ripetono il successo di Breakdown. Petty stesso racconta che in quel periodo erano considerati troppo hard per gli amanti del mainstream e troppo soft per i punk.

Nel periodo successivo la sua casa discografica fallisce, scatenando l’apertura di una causa giudiziaria con la nuova per la proprietà dei diritti d’autore delle sue canzoni. Petty finanzierà le spese della causa con un nuovo tour chiamato appunto Lawsuite Tour. In questo stato precario nasce il suo album di maggior successo, Damn the Torpedoes, che raggiunge negli USA il triplo platino. L’album successivo, Hard Promises, ottiene un buon giudizio di critica, ma un minor successo di pubblico, risultando tuttavia un buon lavoro.

Sul suo quinto album Long After Dark (1982), il bassista Ron Blair è sostituito da Howie Epstein, che completa la line-up degli Heartbreakers. Petty in quel periodo ha problemi di stress dovuto al successo e si prende un periodo di pausa dalle scene.

Con il suo album del ritorno Southern Accents (1985) Tom Petty & The Heartbreakers ricominciano lì da dove avevano interrotto. Secondo il progetto iniziale il disco doveva essere doppio, avendo una parte più acustica dedicata alla riscoperta del sud degli Stati Uniti e una parte più sperimentale alla quale collabora Dave Stewart. Durante le registrazioni si verificano problemi e Petty a, causa della frustrazione, si frattura la mano sinistra, tirando un pugno contro il muro. Per questo incidente l’artista non potrà suonare la chitarra per circa otto mesi e questo farà tramontare del tutto l’idea dell’album doppio. Il singolo tratto dall’album èDon’t Come Around Here No More prodotto da Dave Stewart, il video della canzone vede Tom vestito come il Cappellaio Matto dal libro Alice nel Paese delle Meraviglie.

Il tour è un successo, e verrà documentato sull’album Pack Up The Plantation: Live! (1986). Le capacità live della band vengono ulteriormente confermate quando Bob Dylan invita Tom Petty & the Heartbreakers a unirsi a lui durante il True Confessions Tour attraverso USA, Australia, Giappone nel (1986) ed Europa nel (1987).

Durante il 1987, il gruppo incide anche l’album Let Me Up (I’ve Had Enough), un album in studio che presenta sonorità assimilabili a quelle di un album dal vivo, registrato utilizzando tecniche prese in prestito da Bob Dylan. L’album include Jammin’ Me, che Petty scrive con Dylan.

Prima di Full Moon Fever, Lynne e Petty lavorano insieme nella all-stars band Traveling Wilburys, nella quale sono presenti anche Bob Dylan, George Harrison e Roy Orbison.[1] I Traveling Wilburys nascono per gioco per registrare il lato B di un singolo di George Harrison, ma Handle with Care, la canzone che ne viene fuori, è considerata troppo valida per essere relegata sul lato B di un singolo e infatti ha un tale successo che i membri decidono di registrare un intero album. Traveling Wilburys Vol. 1 esce nel 1988 ma pochi mesi dopo la morte improvvisa di Roy Orbison fa calare un’ombra sul successo dell’album, visto anche che Del Shannon, con il quale il gruppo avrebbe intenzione di sostituirlo, si suicida. Nonostante ciò un secondo album, curiosamente chiamato Traveling Wilburys Vol. 3 segue nel 1990.

Nel 1989, Petty registra Full Moon Fever, solo nominalmente un progetto solista, infatti altri membri degli Heartbreakers e altri musicisti famosi partecipano alla produzione. Mike Campbell co-produce l’album con Petty e Jeff Lynne. Il disco raggiunge la Top Ten della rivista Billboard e vi rimane per più di 34 settimane, raggiungendo il triplo disco di platino, insieme ai singoli I Won’t Back Down, Free Fallin’ e Runnin’ Down A Dream.

Petty si riunisce con gli Heartbreakers per l’album successivo, Into the Great Wide Open nel 1991. È prodotto di nuovo da Jeff Lynne e include i singoli Learning to Fly e la title-track Into the Great Wide Open, che vede gli attori Johnny Depp, Gabrielle Anwar e Faye Dunaway nel video.

Nel 1994, Petty registra il suo secondo album solista, Wildflowers prodotto da Rick Rubin, che include i singoli You Don’t Know How It Feels, You Wreck Me, It’s Good to Be King, A Higher Place e Honey Bee. Petty considera questo uno dei suoi album più riusciti, parere condiviso anche dalla critica.

Due anni dopo 1996 realizza la colonna sonora del film Il senso dell’amore del regista Edward Burns. Nominato direttore artistico del progetto, non riusce però a trovare nessun altro musicista disposto a fornirgli brani validi e decide quindi di usare insieme alle canzoni nuove composte per l’occasione, anche brani non usati nel disco precedente.

Dovranno passare ancora tre anni, periodo travagliato del divorzio dalla prima moglie, prima che esca il successivo album in studio Echo, con cui Petty ottiene un buon successo soprattutto negli USA. Nonostante in questo periodo conosca Dana, quella che diventerà la sua seconda moglie, l’album ha testi molto tristi e sofferti.

Dopo che nel 2000 esce un’altra antologia in doppio CD, nel 2002 esce The Last DJ, in cui parte dei testi esprimono una critica all’industria discografica, che a suo parere schiaccia la vera arte per cercare solo l’utile economico. La critica musicale non è tenera e giudica l’album il peggiore in assoluto della sua carriera, giudizio senz’altro severo visto che il disco benché sia distante dai picchi della sua produzione, resta un disco ascoltabile con qualche pezzo discreto. L’artista stesso si stupirà di come tutte le critiche siano rivolte ai testi senza nessun accenno alla qualità delle canzoni.

Il 24 luglio 2006 è uscito Highway Companion, nuovo album solista dell’artista, realizzato nuovamente con Jeff Lynne e il fido Mike Campbell.[2] L’album prodotto come l’album solista Wildflower del 1994 da Rick Rubin, è il primo inciso per la American Recordings, etichetta del produttore stesso, che fa parte della Warner con la quale Tom Petty incide da più di dieci anni. Si tratta di un album certamente migliore da un punto di vista musicale rispetto al precedente anche se certi capolavori sembrano oramai irripetibili. 

Nella primavera del 2008 Tom Petty riunisce la sua prima band, i Mudcrutch, con cui non aveva mai inciso alcun disco e pubblica l’album Mudcrutch, che stilisticamente non si discosta troppo dalle sue recenti produzioni.

Nel giugno 2010 Petty pubblica, nuovamente con gli Heartbrakers, l’album Mojo, seguito nel luglio 2014 da Hypnotic Eye.

http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Petty

 

Thomas EarlTomPetty (born October 20, 1950) is an American musician, singer, songwriter, multi-instrumentalist, and record producer. He is best known as the lead vocalist of Tom Petty and the Heartbreakers, but is also known as a member and co-founder of the late 1980s supergroup the Traveling Wilburys (under the pseudonymsof Charlie T. Wilbury, Jr. and Muddy Wilbury) and Mudcrutch.

He has recorded a number of hit singles with the Heartbreakers and as a solo artist, many of which remain heavily played on adult contemporary and classic rock radio. His music has been classified as rock and roll, heartland rock and even stoner rock. His music, and notably his hits, have become popular among younger generations as he continues to host sold-out shows.[1] Throughout his career, Petty has sold more than 80 million records worldwide, making him one of the best-selling music artists of all time.[2] In 2002, he was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame.

http://en.wikipedia.org/wiki/Tom_Petty

The Band – The Last Waltz (full album)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=8i-m_yaFh2k]

The Band è stato uno storico gruppo rock canadese, formatosi nel 1967 a Toronto e scioltosi nel 1976 per poi riformarsi nel 1983 fino al 1999.
I componenti, tutti musicisti di grande levatura, erano: Robbie Robertson (chitarra, pianoforte); Richard Manuel (pianoforte, armonica a bocca, sassofono, batteria, voce);Garth Hudson (tastiere, sintetizzatore, fisarmonica, sassofono); Rick Danko (basso, violino, voce) e Levon Helm (unico statunitense, batteria, cordofoni e voce).[1]

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Band

The Band was a Canadian-American roots rock group that originally consisted of Rick Danko (bass guitar, double bass, fiddle, trombone, vocals), Levon Helm (drums, mandolin, guitar, vocals), Garth Hudson (keyboard instruments, saxophones, trumpet), Richard Manuel (piano, drums, baritone saxophone, vocals) and Robbie Robertson (guitar, vocals). The members of the Band first came together as they joined rockabilly singer Ronnie Hawkins‘ backing group The Hawks one by one between 1958 and 1963.

In 1964, they separated from Hawkins, after which they toured and released a few singles as Levon and the Hawks and the Canadian Squires. The next year, Bob Dylan hired them for his U.S. tour in 1965 and world tour in 1966.[1] Following the 1966 tour, the group moved with Dylan to Saugerties, New York, where they made the informal 1967 recordings that became The Basement Tapes, which forged the basis for their 1968 debut album Music from Big Pink. Because they were always “the band” to various frontmen, Helm said the name “the Band” worked well when the group came into its own.[2][a] The group began performing officially as the Band in 1968, and went on to release ten studio albums. Dylan continued to collaborate with the Band over the course of their career, including a joint 1974 tour.

The original configuration of the Band ended its touring career in 1976 with an elaborate live ballroom performance featuring numerous musical celebrities. This performance was immortalized in Martin Scorsese‘s 1978 documentary The Last Waltz. The Band recommenced touring in 1983 without guitarist Robbie Robertson, who had found success with a solo career and as a Hollywood music producer. Following a 1986 show, Richard Manuel was found dead of suicide, but the remaining three members continued to tour and record albums with a revolving door of musicians filling Manuel’s and Robertson’s respective roles, before finally settling on Richard Bell,Randy Ciarlante, and Jim Weider. Danko died of heart failure in 1999, after which the group broke up for good. Levon Helm was diagnosed with throat cancer in 1998, and after a series of treatments was able to regain use of his voice. He continued to perform and released several successful albums until he succumbed to the disease in 2012.

The group was inducted into the Canadian Music Hall of Fame in 1989 and the Rock and Roll Hall of Fame in 1994.[4][5] In 2004, Rolling Stone ranked them No. 50 on their list of the 100 Greatest Artists of All Time,[6] and in 2008, they received the Grammy‘s Lifetime Achievement Award.[7] In 2004, “The Weight” was ranked the 41st best song of all time in Rolling Stone’s 500 Greatest Songs of All Time list.[8]

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Band

Parole e spazi


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Parole e spazi

E’ quando non ci aspettiamo nulla,
quando ” ci lasciamo andare”,
che l’inaspettato bussa alla nostra porta.
Quando si tratta di scrivere,
semplicemente si deve fare un varco di silenzio
dentro se stessi, allora un’ondata di parole
si affaccia: parole e spazi si compongono
per dare vita alle nostre emozioni.

03.04.2015 Poetyca
Words and Spaces

And ‘when we do not expect anything,
when “we let ourselves go,”
  that the unexpected knocks at our door.
When it comes to writing,
  you simply must do a gap of silence
within themselves, then a wave of words
  faces: words and spaces are made
to give life to our emotions.

03/04/2015 Poetyca

Leonard Cohen


[youtube https://youtu.be/IEVow6kr5nI?list=PL22135BF03C47D7CC]

Leonard Norman Cohen (Montréal, 21 settembre 1934) è un cantautore, poeta, scrittore e compositore canadese. È uno dei cantautori più celebri, influenti e apprezzati della storia della musica.

Nelle sue opere esplora temi come la religione, l’isolamento e la sessualità, ripiegando spesso sull’individuo. Vincitore di numerosi premi e onorificenze, è inserito nellaRock and Roll Hall of Fame, nella Canadian Songwriters Hall of Fame e nella Canadian Music Hall of Fame. È inoltre insignito del titolo di Compagno dell’Ordine del Canada, la più alta onorificenza concessa dal Canada. Nel 2011, ricevette il Premio Principe delle Asturie per la letteratura.

https://it.wikipedia.org/wiki/Leonard_Cohen

Leonard Norman Cohen, CC GOQ (born 21 September 1934) is a Canadian singer, songwriter, musician, painter, poet, and novelist. His work has explored religion, politics, isolation, sexuality, and personal relationships. Cohen has been inducted into both the Canadian Music Hall of Fame and the Canadian Songwriters Hall of Fame as well as the American Rock and Roll Hall of Fame. He is also a Companion of the Order of Canada, the nation’s highest civilian honor. In 2011, Cohen received aPrincess of Asturias Awards for literature.

The critic Bruce Eder assessed Cohen’s overall career in popular music by asserting that “[he is] one of the most fascinating and enigmatic … singer/songwriters of the late ’60s … [and] has retained an audience across four decades of music-making…. Second only to Bob Dylan (and perhaps Paul Simon) [in terms of influence], he commands the attention of critics and younger musicians more firmly than any other musical figure from the 1960s who is still working at the outset of the 21st century.”

One of his notable novels, Beautiful Losers (1966) received attention from the Canadian press and was considered controversial because of a number of sexually graphic passages.[4] The Academy of American Poets has commented more broadly on Cohen’s overall career in the arts, including his work as a poet, novelist, and songwriter, stating that “Cohen’s successful blending of poetry, fiction, and music is made most clear in Stranger Music: Selected Poems and Songs, published in 1993, which gathered more than 200 of Cohen’s poems … several novel excerpts, and almost 60 song lyrics… While it may seem to some that Leonard Cohen departed from the literary in pursuit of the musical, his fans continue to embrace him as a Renaissance man who straddles the elusive artistic borderlines.”

Cohen’s first album was Songs of Leonard Cohen (1967) followed by Songs from a Room (1969) (featuring the often-recorded “Bird on the Wire”) and Songs of Love and Hate (1971). His 1977 record Death of a Ladies’ Man was co-written and produced by Phil Spector, which was a move away from Cohen’s previous minimalist sound. In 1979 Cohen returned with the more traditional Recent Songs, which blended his acoustic style with jazz and Oriental and Mediterranean influences. “Hallelujah” was first released on Cohen’s studio album Various Positions in 1984. I’m Your Man in 1988 marked Cohen’s turn to synthesized productions and remains his most popular album. In 1992 Cohen released its follow-up, The Future, which had dark lyrics and references to political and social unrest. Cohen returned to music in 2001 with the release ofTen New Songs, which was a major hit in Canada and Europe. In 2006 Cohen produced and co-wrote Blue Alert, a collaboration with jazz chanteuse Anjani Thomas. After the success of his 2008–13 world tours, Cohen released the highest charting album in his entire career, Old Ideas, to positive reviews. On 22 September 2014, one day after his 80th birthday, Cohen released his 13th studio album, Popular Problems, again to positive reviews.

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