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Devo


I Devo sono un gruppo musicale statunitense formatosi ad Akron (Ohio) nel 1972.

Il loro stile musicale è stato classificato come punk, art rock o post-punk, ma sono per lo più ricordati come una delle band-simbolo della New wave. Sono oggi considerati dalla critica un gruppo fondamentale per l’evoluzione del rock contemporaneo.

Il gruppo viene fondato da Gerald Casale, Bob Lewis e Mark Mothersbaugh, nel 1972.

Il nome “Devo” viene dal termine “de-evolution” (de-evoluzione), teoria secondo cui l’umanità, invece che continuare ad evolversi, avrebbe cominciato a regredire, come dimostrerebbero le disfunzioni e la mentalità gretta della società americana. Tale teoria era frutto di uno scherzo di Casale e Lewis, nato nella fine degli anni sessanta, quando i due frequentavano la Kent State University.

La prima formazione prevedeva sei componenti: i fratelli Gerald e Bob Casale (basso e voce il primo, chitarra, tastiere e cori il secondo), Bob Lewis (chitarra), Mark Mothersbaugh (voce, sintetizzatori e chitarra), Rod Reisman (batteria) e Fred Weber (voce). La loro prima performance avviene nel 1973 al Performing Arts Festival della Kent State University.[6] Dopo questa prima esibizione, il gruppo abbandona Reisman e Weber, e ingaggia Jim Mothersbaugh alla batteria elettronica e Bob Mothersbaugh alla chitarra, entrambi fratelli di Mark. Negli anni a venire, il gruppo passerà attraverso cambi di formazione, che vedono, tra gli altri, l’abbandono di Jim Mothersbaugh, ed esibizioni dal vivo conflittuali.

Nel 1976 viene reclutato il batterista Alan Myers alla batteria, che sancisce una formazione solida che durerà dieci anni circa.

Lo stile del gruppo, ironico, pungente, irriverente e critico nei confronti della società moderna, inserito in un contesto estetico che rimanda a una sorta di fantascienza al limite del kitsch, gli fa guadagnare la simpatia di artisti noti come Neil Young e David Bowie, nonché apparizioni in film dei quali Mark Mothersbaugh curerà la colonna sonora. Il gruppo sarà anche pioniere nell’uso del videoclip, il più noto dei quali, Whip It, godrà di una massiccia presenza nei primi mesi di vita di MTV.

Nel 1977, grazie anche a Bowie e Iggy Pop, ottengono un contratto con la Warner Bros. Il loro primo album, Q: Are We Not Men? A: We Are Devo! viene prodotto nientemeno che da Brian Eno. L’anno successivo sono ospiti del Saturday Night Live, dove si esibiranno in una cover di (I Can’t Get No) Satisfaction dei Rolling Stones.

Nel 1984, lo scarso successo commerciale del sesto album Shout e l’abbandono del batterista Myers, costringono il gruppo a rinunciare al tour di promozione, con conseguente pausa delle attività. Nel frattempo, Mark Mothersbaugh si diletta nella produzione di musica per la televisione, nonché di un progetto solista, Musik for Insomniaks.

Nel 1987 il gruppo si riforma con un nuovo batterista, David Kendrick, precedentemente con gli Sparks. L’anno successivo esce Total Devo, che contiene brani che compariranno in alcuni B movie come Slaughterhouse Rock e The Tapeheads, con John Cusack e Tim Robbins.

Nel 1990 esce Smooth Noodle Maps, che non raccoglie grandi consensi di pubblico e critica, e l’anno successivo il gruppo si scioglie nuovamente. Successivamente, Mark Mothersbaugh fonda uno studio di registrazione per produzioni musicali commerciali, il Mutato Muzika, insieme col fratello Bob e Bob Casale. Lo studio lavora principalmente per produzioni televisive come sigle, programmi, cartoni animati, videogame e film, tra cui alcuni di Wes Anderson. Nel frattempo, Gerald Casale intraprende una carriera come regista di spot pubblicitari e video musicali, per gruppi come Rush, Silverchair e Foo Fighters.

Nel 1995 il gruppo appare nella colonna sonora del film Tank Girl, e l’anno successivo si esibisce al Sundance Film Festival e al Lollapalooza proponendo alcuni classici del periodo tra il 1978 e il 1982.

Pur non pubblicando album fino al 2010, il gruppo produce una serie di singoli per compilation, produzioni televisive, spot pubblicitari per aziende come Dell e la multinazionale Target.

Nel 2006 collaborano con la Disney per un progetto chiamato Devo 2.0, un gruppo composto da bambini che suonano classici dei Devo.

Nel 2008 l’azienda McDonald’s propone un personaggio in omaggio che indossa l’Energy dome, il tipico copricapo dei Devo in plastica rossa a forma di ziqqurat circolare. Il gruppo intenterà una causa alla multinazionale, che successivamente alcuni blog riporteranno come “amichevolmente risolta”.

Nel 2010 esce il loro ultimo album Something for Everybody, a vent’anni dal precedente.

Nel 2013 il loro ex batterista Alan Myers muore a causa di un tumore cerebrale.

Il 17 febbraio 2014 muore improvvisamente Bob Casale, membro fondatore del gruppo, per arresto cardiaco.

https://it.wikipedia.org/wiki/Devo
Devo (/ˈdiːvoʊ/, originally /diːˈvoʊ/) is an American rock band formed in 1972, consisting of members from Kent and Akron, Ohio. The classic line-up of the band included two sets of brothers, the Mothersbaughs (Mark and Bob) and the Casales (Gerald and Bob), along with Alan Myers. The band had a No. 14 Billboard chart hit in 1980 with the single “Whip It”, and has maintained a cult following throughout its existence.

Devo’s style, over time, has shifted between punk, art rock, post-punk and new wave. Their music and stage show mingle kitsch science fiction themes, deadpan surrealist humor, and mordantly satirical social commentary. Their often discordant pop songs feature unusual synthetic instrumentation and time signatures that have proven influential on subsequent popular music, particularly new wave, industrial and alternative rock artists. Devo was also a pioneer of the music video, creating many memorable clips for the LaserDisc format, with “Whip It” getting heavy airplay in the early days of MTV.

https://en.wikipedia.org/wiki/Devo

Luce d’anima – Light of soul


Luce d’anima

E sono ritmi
del cuore che espande
e ricerca le radici
sono ritmi senza confini
che raggiungono eco d’amore

Tutto vibra e porta calore
tra giovani vite
che matureranno frutto

Seme sparso con sudore
che rigoglioso
sarà nutrimento di luce

Generazioni che faranno
vibrare colore
d’arcobaleno e Speranza

Futuro che non tramonta
per le vibrazioni
ora in risveglio

…Tutto quel che è
verso il grande cerchio
che con luce d’anima avanza

19.12.2003 Poetyca

Light of soul

And these rhythms are
the heart expands
and research roots
rhythms are boundless
reaching echoes of love

Everything vibrates and carries heat
among young lives
that mature fruit

Seed sown with sweat
that rank
will be living on light

Generations that will
vibrate color
Rainbow of Hope

Future that never sets
for vibrations
now awakening

… All that is
to the great circle
light of soul that moves

19.12.2003 Poetyca

Una perla al giorno – Gautama Buddha


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“Il segreto della salute per il corpo e la mente
non piangere per il passato, né preoccuparsi del futuro,
ma vivere con saggezza e sinceramente il momento presente. “

Gautama Buddha

“The secret of health for both mind and body
 is not to mourn for the past, nor to worry about the future,
 but to live the present moment wisely and earnestly.”

Gautama Buddha

Prigionia – Imprisonment


Prigionia

Fatemi vivere
della mia
sconsiderata follia

– voglia di urlare forte –

contro le ingiustizie
di questo mondo

per chi
non ha voce
e muto resta
raggomitolato
nel suo angolo

Fatemi
correre a piedi
per chi è stanco

– nuove lotte –

contro l’ipocrisia
di chi soffoca dentro
e non apre più
un varco
tra nebbie stanche

Fatemi abbracciare
questa terra
ed i popoli tutti

– ferite che sanguinano –

senza cura
sarà dura la vita
di chi ha paura

– Io non temo –

e continuo
a spezzare catene
di prigionia

06.12.2003 Poetyca

Imprisonment

Let me live
my
reckless folly

– Want to scream loud –

against injustice
of this world

for those
no voice
and remains silent
curled
in his corner

Let me
run walk
for the weary

– New struggles –

the hypocrisy
who suffocates inside
and opens more
a gap
between fog tired

Let me embrace
this land
and all peoples

– Wounds that bleed –

carelessly
life will be tough
Who’s afraid of

– I am not afraid –

and I continue
to break the chains
of this prison

06.12.2003 Poetyca

Danze arcane – Dances arcane


Danze arcane

Nel silenzio si nutrono
tutte le crepe arcane
e le nuove gocce
sono ora lacrime
che disciolgono incertezze
Fuori piove
ma resta l’arcobaleno
nell’anima che danza

03.10.2003 Poetyca

Dances arcane

In silence they eat
all cracks arcane
and new drops
are now tears
uncertainties that dissolve
Raining outside
but remains the rainbow
soul dancing

03.10.2003 Poetyca

Respirando – Breathing


Respirando

Ad una nuvola affido
il mio sogno,
il vento l’accarezza
e lo conduce lontano.

Sono mutevoli forme
a galoppare lievi
aggrappate a quest’attimo
e respirando piano.

Fantasia viva
in colorato passo
tinge nel cuore
l’arcobaleno.

08.08.2008 Poetyca

Breathing

To entrust a cloud
my dream
the wind caresses
and leads him away.

They are changing forms
mild to gallop
cling to this moment
floor and breathing.

Fantasy alive
colored in step
dyed in the heart
the rainbow.

08.08.2008 Poetyca

Captain Beefheart


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=auYDeaXSo10]

Don Van Vliet (nato Don Glen Vliet[1]; Glendale, 15 gennaio 1941 – Arcata, 17 dicembre 2010) è stato un cantante, musicista e pittore statunitense, celebre con lo pseudonimo Captain Beefheart. Fu tra i precursori e maggiori esponenti del rock sperimentale statunitense.

« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l’ho presa non bisogna pagare per averla. »
(Don Van Vliet)
La sua esperienza musicale si sviluppò insieme ad un folto gruppo di musicisti, che si alternavano nel tempo, conosciuti come “The Magic Band”. Il gruppo cominciò la propria attività a metà degli anni sessanta, per arrivare ai primi ottanta. Van Vliet era il principale autore delle canzoni, il cantante e armonicista, con una forte attitudine per il rumorismo, ed il free jazz. Le sue composizioni sono caratterizzate da un’originale mistura di tempi dispari delle partiture e di testi surreali. Van Vliet è anche conosciuto per il suo rapporto dittatoriale con gli altri musicisti e per l’enigmatica relazione con la quale si rapportava al suo pubblico.

Van Vliet approdò nel gruppo che di lì a poco sarebbe diventato la Magic Band nel 1965, diventandone immediatamente il leader. Le loro prime canzoni mischiavano blues e rock (che rimarranno i due generi di riferimento per il gruppo), ma con il passare del tempo, Captain Beefheart & the Magic Band adottarono gradualmente un approccio sempre più sperimentale[3]. Nel 1969 venne pubblicato il loro album più conosciuto ed apprezzato, Trout Mask Replica, prodotto dall’amico d’infanzia di Van Vliet, Frank Zappa. Questo lavoro è tuttora considerato una pietra miliare della musica del ‘900.

Van Vliet pubblicò diversi altri album negli anni settanta, con molte variazioni nella Magic Band. Verso la fine di quel decennio, Van Vliet cambiò completamente la formazione del gruppo, pubblicando, tra il 1978 ed il 1982, gli ultimi tre album, ricevendo un buon successo di critica ma nessun riscontro di vendite presso il pubblico.

Dopo aver annunciato la fine della sua carriera musicale, nel 1982, Van Vliet si è presentato raramente in pubblico, preferendo una vita tranquilla nella contea di Northern Humboldt (California), dove si è concentrato sulla sua attività di pittore. Il suo interesse per le arti visuali, in realtà, cominciò durante l’infanzia, quando era considerato una giovane promessa della scultura. Il suo lavoro mostra una certa affinità con l’astrattismo neo-primitivo e con l’espressionismo estetico.

Van Vliet soffriva di sclerosi multipla, malattia che divenne aggressiva negli ultimi anni della sua vita, passati nel sud della California. Alcuni degli ex-musicisti hanno riformato la Magic Band per dei concerti tenutisi tra il 2003 ed il 2006, i cui ricavati sono andati a favore della ricerca sulla malattia di cui l’artista era affetto. Van Vliet è morto la mattina del 17 dicembre 2010 all’età di 69 anni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Captain_Beefheart

Don Van Vliet (/væn ˈvliːt/, born Don Glen Vliet;was conducted with a rotating ensemble of musicians called the Magic Band (1965–1982), with whom he recorded 13 studio albums. Noted for his powerful singing voice and his wide vocal range, Van Vliet also played the harmonica, saxophone and numerous other wind instruments. His music integrated blues, rock, psychedelia, and jazz with contemporary experimental composition and the avant-garde; many of his works have been classified as “art rock.” Beefheart was also known for often constructing myths about his life and for exercising an almost dictatorial control over his supporting musicians.

A child prodigy sculptor, Van Vliet later developed an eclectic musical taste during his teen years in Lancaster, California and formed “a mutually useful but volatile” friendship with musician Frank Zappa, with whom he sporadically competed and collaborated.[8] He began performing with his Captain Beefheart persona in 1964 and joined the original Magic Band line-up, initiated by Alexis Snouffer, in 1965. The group drew attention with their cover of Bo Diddley’s “Diddy Wah Diddy”, which became a regional hit. It was followed by their acclaimed debut album Safe as Milk, released in 1967 on Buddah Records. After being dropped by two consecutive record labels, they signed to Zappa’s Straight Records. As producer, Zappa granted Beefheart unrestrained artistic freedom in making 1969’s Trout Mask Replica, which was ranked 58th in Rolling Stone magazine’s 2003 list of the 500 greatest albums of all time.[9] Beefheart followed this up with the album Lick My Decals Off, Baby, released in 1970. In 1974, frustrated by lack of commercial success, he released two albums of more conventional rock music that were critically panned; this move, combined with not having been paid for a European tour, and years of enduring Beefheart’s abusive behavior, led the entire band to quit. Beefheart eventually formed a new Magic Band with a group of younger musicians and regained contemporary approval through three final albums: Shiny Beast (Bat Chain Puller) (1978), Doc at the Radar Station (1980) and Ice Cream for Crow (1982).

Van Vliet has been described as “one of modern music’s true innovators” with “a singular body of work virtually unrivalled in its daring and fluid creativity.” Although he achieved little commercial or mainstream critical success, he sustained a cult following as a “highly significant” and “incalculable” influence on an array of new wave, punk, post-punk, experimental and alternative rock musicians.[10][12] Known for his enigmatic personality and relationship with the public, Van Vliet made few public appearances after his retirement from music in 1982. He pursued a career in art, an interest that originated in his childhood talent for sculpture, and a venture which proved to be his most financially secure. His expressionist paintings and drawings command high prices, and have been exhibited in art galleries and museums across the world. Van Vliet died in 2010, having suffered from multiple sclerosis for many years.

https://en.wikipedia.org/wiki/Captain_Beefheart

Appeso ad un filo – Hanging by a thread


Appeso ad un filo

Appeso ad un filo
il nostro passo
in bilico sul cuore
tentennando su scelte
senza contraddizione
soffice percorso
tra cortine di colore
che regalano respiro
ad un nuovo arcobaleno

Vita in punta di piedi
a spezzare mura
di fortezze antiche
delle quali anche oggi
non si conosce nome
cavalcando i sogni
con ali leggere e forti
per raggiungere l’ebbrezza
che colora in un soffio
sempre e soltanto amore

21.05.2011 Poetyca

Hanging by a thread

Hanging by a thread
our step
poised on the heart
shaking on choices
without contradiction
soft path
between curtains of color
that give breath
to a new rainbow

Life on tiptoe
to break down walls
of ancient fortresses
which even today
you do not know name
riding dreams
with ligth and heavy wings
to achieve intoxication
that coloring in a flash
always and only love

21.05.2011 Poetyca

La tua vita – Your life


La tua vita

Ho trovato in tasca
un arcobaleno
è piccolo
ha pochi colori
ma cerca un pò di calore
per crescere ancora

Ho speranze da regalare
vogliono illuminare
tutti i visi tristi
che senza sorriso
fanno impallidire
anche la luna

Ho voglia di dare
anche a te
un soffio di vita
che sia pioggia
o sole
è la tua vita

31.01.2003 Poetyca

Your life

I found in my pocket
a rainbow
is small
has few colors
but try a little heat
to grow again

I hope to give away
want to illuminate
all the sad faces
that without a smile
are pale
the moon

I want to give
you too
a breath of life
that rain
or sun
is your life

31.01.2003 Poetyca

Le tue parole – Your words 


Le tue parole

Parole stropicciate
ma mai perdute
aggrappate ad un foglio
per lasciarti il segno
di una speranza viva
Nessuna notte
è troppo buia
per non poterla illuminare
Guarda ora lassù in alto
la nuova stella che per te
diventa prezioso faro
Apri le braccia e sorridi
indossa un arcobaleno
e riprendi a sognare
Sarai tu la prossima stella
ad illuminare il cammino

10.09.2003 Poetyca


Your words

Crumpled words
but never lost
clinging to a sheet
to make its mark
a living hope
No night
is too dark
not able to illuminate
Watch Now up above
the new star for you
becomes a precious beacon
Open your arms and smile
wearing a rainbow
and resume to dream
Will you be the next star
to illuminate the path

10.09.2003 Poetyca

Sognando Amore – Dreamming Love


Sognando Amore

Esprit e luce
Esprit e luce

Sto camminando
nella tua anima
Paradiso e notte
Paradiso e  notte

Tu fai brillare  i colori
al cielo

Non lo so
quando ci sono andata

Grandi nuvole
grandi nuvole
stanno piovendo
nei miei occhi

siamo arcobaleno
al buio
dell’anima

Apriamo le mani
sulla strada
della vita
perché stiamo sognando
solo amore

06.01.2004 Poetyca

Esprit è una parola francese che è – Anima o Spirito

 

Dreamming Love

Esprite and light
Esprite and light

I’m walking
In your soul
Paradise and night
Paradise and night

You bright the colours
To the sky

I don’t know
when I gone

Big clouds
big clouds
is raining
in my eyes

we are rainbow
in the dark
of soul

We open hands
on the way
of life

because we are dreamming
only love

06.01.2004 Poetyca

Esprite is a frech word it is – Soul or Spirit


 

Quinta stagione – Fifth Season


Quinta stagione

Di speranza
regali colore
con il pennello intingi
ora nell’anima
il tuo pensiero
Saranno arcobaleni
a danzare tra le nuvole
a far di te contenitore
di nuove emozioni
Saranno mandorli fioriti
a spandere fragranze
sempre nuove
– dono del vento –
che accarezza vecchie paure
Sarai tu a dipingere
il nuovo quadro
– quinta stagione –
che ogni istante varia
come varia il tuo creare

10.09.2003 Poetyca

Fifth Season

To hope
you gift colors
with the brush dip
hour soul
your thoughts
Will be rainbows
dancing in the clouds
container to you
new emotions
Almond will bloom
to spread fragrance
always new
– Gift of the wind –
That Shakes old fears
Will you be painting
the new framework
– Season Five –
that every moment varies
varies as create your

10.09.2003 Poetyca

Piccole cose – Small things


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Piccole cose
La nostra vita
è un susseguirsi di piccole cose
una routine nella quale
restiamo spesso prigionieri
Sta solo a noi il cercare
lo straordinario nell’ordinario
quella scintilla improvvisa
che ci permette di cogliere
il sole dietro alle nubi
15.03.2015 Poetyca

Small things
Our life
is a series of small things
a routine in which
often remain prisoners
It’s up to us the look
extraordinary in the ordinary
that spark sudden
that allows us to capture
the sun behind the clouds
15/03/2015 Poetyca

Viaggiatore – Traveler


Viaggiatore

Son venuto da lontano,
son venuto da oriente
con il mio cuore in mano
e te nella mente.
Ho bussato alla tua porta,
il tuo castello visitato,
tu mi hai aperto piano,
il tuo sorriso regalato.
Avevo con me
il sacchetto dei sogni,
avevo il limpido ricordo
dei nostri voli d’aquile in cielo.
Quanto cercare, quanto sudare,
prima di vedere il fondo del lago.
Acqua cheta ed arcobaleni,
le tue mille capriole…
dovevo conoscere, dovevo vedere.
Ed ora tu qui…
Principessa dei sogni,
Donna e fiore d’aprile.
Quando la Vita si svela
Regalando colore e profumo.
Chi le mie pupille allieta
E mi regala tesoro,
adesso è qui, concreta.
Io non posso ripartire,
io non posso restare,
ora che la mia Vita è rubata,
devo andare di là dal mare.
Prendo coraggio ed indietro ritorno,
seguo la ragione e vado,
con la morte nel cuore,
richiudo la porta del sogno
e riprendo il mio grigiore.

20.10.2001 Poetyca

Traveler

I come from afar,
I came from the east
with my heart in my hand
and you in mind.
I knocked on your door,
your castle visited
you made me open floor
give your smile.
I had with me
bag of dreams,
I remember the clear
our flights of eagles in the sky.
As for search, as sweating,
before seeing the bottom of the lake.
Acqua Cheta and rainbows
your one thousand somersaults …
I know, I see.
And now you are here …
Princess of dreams
Woman and flower in April.
When life is revealed
Give color and fragrance.
Who gladdens my eyes
It gives me treasure,
is now here, concrete.
I can not leave,
I can not stay,
Now that my life is stolen,
I have to go across the sea.
I take courage back and forth,
follow reason and go,
with a heavy heart,
closes the door of the dream
and continue my dullness.

20.10.2001 Poetyca

Cogli l’attimo – Seize the day


 

Cogli l’attimo

” cogli l’attimo”, per farlo esso va letto nella profondità del suo senso, del suo richiamo e della tua predisposizione.
La vita è un quadro vivo, di manifestazioni, di stato evolutivo e di cicli e seppure tutto appaia monotono, con una cadenza oramai assuefatta, questo è solo perchè ci si identifica con la personalità:
siamo un ruolo, scelto per noi o che abbiamo scelto – quello che per Jung è la Persona, dove ci si deve adattare a calcare delle maschere.

Ma forse qualcosa per qualcuno accade, spezza questa monotona visione e permette un giorno di colmare una distanza talmente a portata di mano, talmente semplice da sfuggire alla vista:

– Il percorso tra mente e cuore!

Allora quel pilota automatico, quel vivere di riflessi ( ma senza riflettere) apre una breccia…

A volte sono eventi traumatici, altre il permettere a se stessi di non fare soffocare quella voce, quella sensibilità e quella unicità che urlava attenzione.

Finalmente sbocciamo!

Ma un giardino è ricco di bellezza e colori se non accoglie un solo fiore ma anche altri compagni per offrire il profumo dell’amore incondizionato.

23,09.2010 Poetyca

Seize the day

“Seize the day” to do so it must be read in the depth of his sense of his call and your preparation.
Life is a living picture of events, status and evolution of cycles and although everything seems monotonous, with every now addicted, this is only because we identify with the personality:
we have a role, chosen for us or that we have chosen – for what Jung is the person, where you must adapt to limestone masks.

But perhaps something happens to someone, break this monotonous vision and allows one day a distance so close at hand, so easy to escape the view:

– The path between mind and heart!

So the autopilot, that live reflections (without thinking) opens a gap …

Sometimes traumatic events, the others allow themselves not to stifle that voice, that feeling is the only one screaming attention.

Finally blossom!

But a garden is rich in beauty and colors if you can not accept a single flower but also other partners to provide the scent of unconditional love.

23,09.2010 Poetyca

Nel silenzio – In the silence


Nel silenzio


Da questa duna
cerco delle stelle la luce.
Le conosco ad una ad una
per aver sempre guardato
l’immensità del cielo.
Quando ero triste
accarezzavo la più grande
e mi ci afferravo.
Le persone che mi scrutano
mi offrono un po’ di nulla,
lo servono in una tazza d’oro.
Con un sorriso valuto
se prenderla come sempre
o smettere di accettare.
Ho fatto un lungo viaggio,
affrontato mille paure
per cercare oltre
l’inebriante profumo,
per afferrare oltre
i confini della mente,
per scrutare oltre
le leggi del nulla.
Ad ogni passo nuovo
trovavo una contraddizione
e se nulla mi restava
che mi potesse bastare,
dalle fatiche ho imparato
di ogni cosa il valore.
Dai miei passi incerti
ho imparato dove
poggiare il piede.
Per proteggermi da quello
che non volevo affrontare
ho costruito la mia prigione.
Il mio errore ho scoperto
quando ho saputo aprire il cuore,
è da quel giorno che
questa chiave porto al collo.
Io che tanto ho imparato
non ho nulla da insegnare.
Cerca tu la tua strada,
dopo un inverno gelido
c’è sempre un mandorlo in fiore.

01.02.2002 Poetyca

In the silence

From this dune
I seek the light of the stars.
I  know them one by one
have always looked for
the immensity of the sky.
When I was sad
stroked the largest
and I grabbed it.
The people that I stare
I offer a bit ‘of anything,
serve it in a cup of gold.
With a smile I rate
if you take it as always
or stop accepting.
I made a long journey,
dealt with a thousand fears
to look beyond
the heady perfume,
to grab more than
the boundaries of the mind,
to look beyond
the laws of nowhere.
At each new step
I found a contradiction
and if I was left with nothing
I could suffice,
I learned from the strain
every thing its value.
From my uncertain steps
I learned where
rest the foot.
To protect myself from that
I did not want to face
I built my prison.
I discovered my mistake
when I heard opening the heart,
And from that day that
this key on my neck.
I’ve learned that both
I have nothing to teach.
You look your way,
after a cold winter
there is always an almond tree in bloom.

01.02.2002 Poetyca

L’amore – Love – J. Krishnamurti


L’amore


(…) Cos’è l’amore? La parola è talmente falsata e contaminata che non mi va granché di usarla. Tutti parlano di amore – ogni rivista e ogni giornale, ogni missionario parla incessantemente di amore. Amo il mio paese, il mio re, qualche libro, quella montagna, il piacere, mia moglie, Dio. L’amore è una idea? Se lo è può essere coltivata, nutrita, accarezzata, comandata a bacchetta, alterata come volete. Quando dite di amare Dio cosa significa? Significa che amate una proiezione della vostra immagine, una proiezione di voi stessi sotto certe spoglie di rispettabilità secondo quello che credete sia nobile e santo. (…) L’amore può essere l’ultima soluzione a tutte le difficoltà, i problemi e le pene dell’uomo, dunque come faremo a scoprire cos’è l’amore? Limitandoci a definirlo? La chiesa lo ha definito in un modo, la società in un altro, e c’è una gran quantità di deviazioni e di interpretazioni sbagliate. Adorare qualcuno, dormirci insieme, lo scambio emotivo, l’amicizia – è questo quello che intendiamo per amore? (…) L’amore può essere diviso in sacro e profano, umano e divino, o c’è solamente amore? L’amore appartiene a uno e non a molti? Se dico, “Ti amo”, esclude forse ciò l’amore dell’altro? L’amore è personale o impersonale? Morale o immorale? E’ qualcosa di intimo o no? Se amate l’umanità potete amare il particolare? L’amore e un sentimento? E’ una emozione? E’ piacere e desiderio? Tutte queste domande indicano – non è vero? – che abbiamo delle idee sull’amore, idee su ciò che dovrebbe e non dovrebbe essere; un modello o un codice maturato nella cultura in cui viviamo. Così per approfondire la questione di cosa sia l’amore dobbiamo come prima cosa liberarci dalle incrostazioni dei secoli, mettere da parte tutti gli ideali e le ideologie su ciò che dovrebbe o non dovrebbe essere. Dividere qualsiasi cosa in quello che dovrebbe essere e in ciò che è, è il modo più ingannevole di vivere. Dunque, come farò a scoprire cos’è questa fiamma che chiamiamo amore – non per esprimerlo a qualcun altro ma per sapere cosa esso sia in se stesso? Come prima cosa devo respingere quello che la chiesa, la società, i miei genitori e amici, quello che ogni persona e ogni libro ha detto su di esso, perché voglio scoprire da solo cosa è. (…) Il governo dice: “Va’ e uccidi per amore del tuo paese”. È amore questo? La religione dice: “Dimentica il sesso per amore di Dio”. E’ amore questo? L’amore è desiderio? Non dite di no. Per la maggior parte di noi lo è – desiderio e piacere, il piacere che è derivato dai sensi, dalla attrazione sessuale e dalla soddisfazione. Non sono contrario al sesso, ma cercate di vedere cosa in esso sia implicato. Quello che il sesso vi dà momentaneamente è il totale abbandono di voi stessi, poi finite per ritornate alla vostra confusione e così volete ripetere e ripetere quello stato in cui non c’è preoccupazione, problema, io. (…) L’appartenere a un altro, l’essere psicologicamente nutrito da un altro, dipendere da un altro – in tutto ciò deve esserci sempre ansietà, paura, gelosia, colpa, e finché c’è paura non c’è amore; una mente oppressa dal dolore non saprà mai cos’è l’amore; il sentimentalismo e l’emotività non hanno assolutamente niente a che fare con l’amore. E così l’amore non ha niente a che fare con il piacere e il desiderio. L’amore non è un prodotto del pensiero che è il passato. Il pensiero non può assolutamente coltivare l’amore. L’amore non è limitato o intrappolato dalla gelosia poiché la gelosia appartiene al passato. L’amore è sempre attivo presente. Non è “Amerò” oppure “Ho amato”. Se conoscete l’amore non seguirete nessuno, l’amore non obbedisce. Quando amate non c’è rispetto né irriverenza. Non sapete cosa realmente vuol dire amare qualcuno – amare senza odio, senza gelosia, senza rabbia, senza volere interferire con quello che l’altro fa o pensa, senza condannare, senza far paragoni – non sapete cosa vuol dire? Dove c’è amore c’è paragone? Quando amate qualcuno con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutto il corpo con tutto il vostro essere c’è paragone? Quando vi abbandonate completamente a quell’amore allora non c’è l’altro. Forse che l’amore ha delle responsabilità e dei doveri e ne fa uso? Quando fate qualcosa al di fuori del dovere, c’è amore? Nel dovere non c’è amore. La struttura del dovere in cui l’essere umano è intrappolato lo va distruggendo. Finché sarete costretti a fare qualcosa perché è vostro dovere non amerete quello che fate. Quando c’è amore non c’è dovere o responsabilità. (…) Se ci fate caso potete vedere che tutto ciò accade dentro di voi, Potete vederlo con pienezza, completamente, in uno sguardo, senza sprecare tempo a farci su delle analisi. Potete vedere in un momento l’intera struttura e natura di questa piccola cosa senza valore chiamata “io”, le mie lacrime, la mia famiglia, la mia nazione, la mia fede, la mia religione – tutte queste brutture sono dentro di voi. Quando ve ne renderete conto con il cuore non con la mente, quando ve ne renderete conto dal più profondo del cuore, allora avrete la chiave che potrà mettere fine al dolore. (…) Quando chiedete cos’è l’amore, potreste essere troppo spaventati per vedere la risposta. Essa potrebbe significare un cambiamento radicale; potrebbe frantumare la famiglia; potreste scoprire di non amare vostra moglie o vostro marito o i vostri bambini – no? – potreste dover distruggere la casa che avete costruito, potreste non tornare più al tempio. Ma se volete ancora scoprirlo, vedrete che la paura non è amore, che dipendere non è amore, la gelosia non è amore, la possessività e il desiderio di dominare non sono amore, la responsabilità e il dovere non sono amore, l’autocommiserazione non è amore, l’angoscia di non essere amato non è amore, amore non è l’opposto di odio più di quanto umiltà non sia l’opposto di vanità. (…) E così siamo arrivati al punto: può la mente incontrare l’amore senza bisogno di disciplina, pensiero, sforzo, senza alcun libro o maestro o guida – incontrarlo come si incontra un bel tramonto? (…) Una mente che ricerca non è una mente appassionata e incontrare l’amore senza cercare è l’unico modo per trovarlo – incontrarlo ignari, e non come risultato di uno sforzo o di una esperienza. Questo amore, scoprirete non appartiene al tempo; questo amore è sia personale che impersonale, appartiene sia ad uno che a molti. Come per un fiore profumato che voi potete odorare o trascurare. Quel fiore è lì per chiunque, anche per colui che si prende la pena di odorarlo profondamente e di guardarlo con piacere. Sia egli molto vicino nel giardino o molto lontano, per il fiore è la stessa cosa, essendo ricco di quel profumo lo distribuisce a tutti. L’amore è qualcosa di nuovo, fresco, vivo. Non ha ieri né domani. E’ al di là della confusione del pensiero. Solo la mente innocente sa cosa sia l’amore, e la mente innocente può vivere nel mondo che innocente non è. E’ possibile scoprire questa cosa straordinaria che l’uomo ha cercato eternamente, nel sacrificio, nell’adorazione, nel rapporto, nel sesso, in ogni forma di piacere e di dolore, solamente quando il pensiero arriva a comprendere se stesso e giunge naturalmente a fine. (…) Potete leggere queste parole ipnotizzati e incantati, ma andare al di là del pensiero e del tempo realmente – cioè andare al di là del dolore – vuol dire essere consapevoli che c’è un’altra dimensione chiamata amore. Ma non sapete come raggiungere questa straordinaria sorgente – cosa fate dunque? Se non sapete che fare, non fate niente, non è vero? Assolutamente niente. Allora intimamente voi siete nel più completo silenzio. Capite cosa vuoi dire? Vuol dire che non cercate non volete, non andate a caccia di qualcosa; non c’è assolutamente un centro. Allora c’è amore.
Estratto dal libro:
J. Krishnamurti – Libertà dal conosciuto – Ed. Ubaldini Editore – Roma
© 1969 Krishnamurti Foundation London
© 1973 Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma

Love

(…) What is love? The word is so distorted and contaminated much that I’m not going to use it. All about love – every magazine and every newspaper, every missionary talks incessantly about love. I love my country, my king, a few books, that mountain, the pleasure, my wife, God’s love is an idea? If it can be cultivated, nourished, cherished, pushed around, altered as you wish. When you say you love God what does this mean? It means you love a projection of your image, a projection of yourself under some guise of respectability according to what they think is noble and holy. (…) Love can be the ultimate solution to all the difficulties, problems and sorrows of man, then how do we discover what love is? Enough to call it? The church called him in a way, society to another, there is a lot of detours and misunderstandings. Adoring someone, sleeping together, the emotional exchange, friendship – that’s what we mean by love? (…) Love can be divided into sacred and profane, human and divine, or is there only love? Love belongs to one and not many? If I say, “I love you”, except perhaps that the love of the other? Love is personal or impersonal? Moral or immoral? And ‘something intimate or not? If you love mankind can you love the most? The love and feelings? It ‘s a thrill? And ‘pleasure and desire? All these questions show – is not it? – We have ideas about love, ideas about what should and should not be, a model or a code developed in the culture in which we live. So to explore the question of what love is how we must first free ourselves from the scale of centuries, put aside all the ideals and ideologies on what should or should not be. Divide anything into what should be and what it is, is the most deceptive of life. So, how will I find out what this flame we call love – not to express it to someone else but to know what it is in itself? First I must reject what the Church, society, my parents and friends, what every person and every book says about it, because I want to find out just what it is. (…) The government says: ‘Go and kill for the sake of your country. ” Is this love? Religion says: “Forget the sex for love of God.” And ‘love this? Is love desire? Do not say no. For most of us it is – desire and pleasure, the pleasure is derived from the senses, the sexual attraction and satisfaction. I am not against sex, but try to see what is involved in it. What sex gives you momentarily is the total abandonment of yourself, then finished to return to your confusion and so you repeat and repeat that state where there is concern, problem, myself. (…) The belong to another, being psychologically nourished by another, depend on others – this must always be anxiety, fear, jealousy, guilt, fear and as long as there is no love; a mind oppressed with grief will never know what love, sentimentality and emotion have absolutely nothing to do with love. And so love has nothing to do with pleasure and desire. Love is not a product of thought that is the past. Thought can not possibly cultivate love. Love is not limited or trapped by jealousy because jealousy of the past. Love is always on this. It is not “America” or “I loved.” If you know love will not follow anyone, love does not obey. When you love there is no respect or disrespect. Do not really know what it means to love someone – love without hate, without jealousy, without anger, without wanting to interfere with what the other person does or thinks, without condemning, without comparing – do not know what that means? Where there is love there is no comparison? When you love someone with all your heart, with all his mind, his whole body with your whole being is no comparison? When you abandon completely love then there is another. Perhaps that love has responsibilities and duties, and uses it? When you make something out of duty, there is love? In duty there is no love. The structure of duty in which the human being is caught is destroying him. Until you are forced to do something because it is your duty not you love what you do. When there is love there is no duty or responsibility. (…) If you notice you can see that everything happens within you, You can see the full, complete, at a glance, without wasting time on us for analysis. You can see in a moment the whole structure and nature of this worthless little thing called “me”, my tears, my family, my nation, my faith, my religion – all this ugliness is within you. When you know it with your heart not your mind when you realize the depths of my heart, then you have the key that will put an end to pain. (…) When you ask what love is, you might be too scared to see the answer. It could mean a radical change, could shatter the family, you might not love your wife or your husband or your children – right? – You have to destroy the house that you built, you could never come to the temple. But if you still want to find out, you will see that fear is not love, that dependence is not love, jealousy is not love, possessiveness and desire for domination are not love, responsibility and duty are not love, not self-pity is love, the anguish of not being loved is not love, love is not the opposite of hate any more than humility is the opposite of vanity. (…) So we got to the point: can the mind find love without discipline, thought, effort, without any book or teacher or guidance – see him as he meets a beautiful sunset? (…) A mind that research is not a passionate mind and without trying to find love is the only way to find him – see him unwary, and not as a result of effort or expertise. This love, you will discover not of time, this love is both personal and impersonal, is one that belongs to many. Like a fragrant flower that you can smell or neglect. That flower is there for anyone, even for one who takes the trouble to look and smell deeply with pleasure. He is very close or very far in the garden, the flower is the same thing, being rich in the aroma gives it to everyone. Love is something new, fresh and alive. It has no yesterday or tomorrow. And ‘beyond the confusion of thought. Only the mind knows what love is innocent and the innocent mind can live in the world is not innocent. And ‘possible to discover this extraordinary thing which man has ever attempted, sacrifice, adoration, in the relationship, sex, in any form of pleasure and pain, only when the thought comes to understand itself and comes naturally end. (…) You can read these words mesmerized and enchanted, but go beyond the thought and time really – that go beyond the pain – it means being aware that there is another dimension called love. But do not know how to reach this remarkable source – what do you do then? If you do not know what to do, do nothing, is not it? Absolutely nothing. Then inwardly you are in complete silence. Know what I mean? It means that you do not want do not try, do not go hunting for something, there is absolutely a center. Then there is love.

Excerpts:
J. Krishnamurti – Freedom from the known – Ed Ubaldini Publisher – Rome
© 1969 Krishnamurti Foundation London
© 1973 Publishing House Astrolabe – Ubaldini Editore, Rome

Ogni giorno – Every day


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Ogni giorno

Ogni giorno è da vivere
come un sogno sempre proiettato
sulle pareti del nostro incanto
Ogni giorno è la scoperta
respiro vivo in impareggiabile ricchezza
sbocciata ora tra ali d’amore
Ogni giorno è quel profumo
dono e fragranza che rinnova
di alba in alba l’esistere

13.05.2015 Poetyca

Every day

Every day is a living
like a dream always projected
on the walls of our enchantment
Every day is the discovery
living breath in incomparable richness
now blossomed between wings of love
Every day is the smell
gift and fragrance that renews
sunrise in the dawn exist

13/05/2015 Poetyca

Profumo leggero – Light scent


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Profumo leggero

Non ha tempo
il profumo di quel fiore
fragile e forte
al contempo
nel sussurro di occhi
capaci di scrutare il silenzio
Non ha fretta
il fremito leggero
color dell’aurora
intinto di gioia
in punta di labbra
a chiamare amore

31.05.2015 Poetyca

Light scent

Has no time
the scent of that flower
fragile and strong
at the same time
in the whisper of eyes
able to scan the silence
In no hurry
is the lightweight tremor
colored of dawn
dipped for joy
on the tips of lips
to call love

31/05/2015 Poetyca

Fragile


 

Fragile

Fragile…
Fragile è il castello della malinconia,
aliti di vita che si nascondono
come gocce di pioggia sui vetri.
Mentre dietro cortine di nebbie
il cuore intirizzito
ascolta una nenia lontana.

Fragile…
è un vetro appena soffiato
da un vecchio maestro di Murano
che oramai lavora a memoria
e forgia animaletti per bambini distratti
che scalpitano per correre a giocare
tra pozzanghere che specchiano la luna.

Fragile…
fragile profumo speziato
inonda l’anima
sulle note di una ferita
mentre un callion suona
e la ballerina s’illude di essere l’etoile
sullo stacco finale della morte del cigno.

11.12.2010 Poetyca

 

Fragile

Fragile …
Fragile is the castle of melancholy
breath of life hide
like raindrops on glass.
While behind curtains of mist
numb the heart
listening to a distant lullaby.

Fragile …
is just a pane of glass blown
from an old master from Murano
who now works in memory
animals and molds for children distracted
prancing to run and play
between puddles that reflected the moon.

Fragile …
Delicate spicy
floods the soul
the notes of a wound
while playing a callion
and the illusion of being the dancer etoile
Out on the end of the Dying Swan.

11.12.2010 Poetyca

Sento – Feel


Sento

Sento del mare
il salmastro profumo
nella libertà ritrovata
che annulla passato
ed ombre lontane
Sento del vento carezza
che sospinge ancora
le mie ali aperte
su nuvole ridenti
e spazi di cielo
Sento vibrare nell’aria
la rotta ambita
di quel che sono stata
ed ora sono ancora :
figlia d’universo vivo
Sento scivolare
la voce di chi spezza catene
e vola libero alla ricerca
di un presente nuovo:
tutto cambia e si rinnova

27.11.2003 Poetyca

Feel

I feel sea
the salty scent
in newfound freedom
annulling past
and distant shadows
I feel the wind caress
that still drives
my wings
laughing at clouds
and spaces of sky
I feel the air vibrate
route coveted
of what I was
and now they are again:
daughter living universe
Feel myself slipping
the voice of broken chains
and fly free in search
This new one:
everything changes and is renewed

27.11.2003 Poetyca

Felicità – Happiness


Per poco che la felicità ritorni,
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste,
dei baci che non si è osato dare,
delle occasioni lasciate ad aspettare,
degli occhi mai più rivisti.

De Andrè – Le passanti

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Ricordi di Felicità – qui ed ora

Momenti sfuggiti,
perduti per via, forse rimpianti
o cuore aperto alla compassione,
per la forza che sfiora
la bellezza che tutto regala
e la nostra cecità
che non sa riconoscere
quell’occasione che mutava
in vita nuova.

Io sono come sono,
mani in tasche piene di nuvole:
gioie immaginate e mai perdute,
ritmo di un cuore impazzito
mai sazio di respirare compassione,
sulla pietra al sole,
sulle onde del mare che gettano luce
su quel muso di cane che sprigiona amore.

Ogni passo è occasione
per raccogliere frutti
e gettare semi nuovi ricchi di bellezza,
mani che offrono ed occhi che in lacrime vive
brillano di questo spazio senza orologio e confine,
percorso di un cuore libero da apparenze,
sbarre divelte a prigioni di una mente ottusa.

Io sono come sono,
dove non esiste passato
non resto ad attendere un futuro incerto
e nel cerchio del mio abbraccio
avvolgo questo infinito percepire
che s’inebria di fiori per tutti
ed il loro profumo.

14.02.2010 Daniela Poetyca

❤ ❤ ❤

For what little happiness returns,
very rarely remember
episodes of the journey


But if life stops to help
is more difficult to forget
those glimpsed happiness,
kisses that has not dared to give
opportunities left to wait
eye ever again.

De Andrè – Le Passanti

°°°°°°°°

Memories of Happiness – here and now

Moments escaped,
lost due, perhaps regret
or open heart to compassion,
the strength of nearly, all the beauty that gives
and our blindness that can not recognize
occasion that changed into new life.

I am who I am,
hands in his pockets full of clouds:
Imagine the joys and never lost
rhythm of a heart gone mad
never had enough compassion to breathe,
on the stone in the sun
on the sea waves which throw light
muzzle on that dog that emanates love.

Every step is an opportunity to pick fruit
and throw new seeds rich in beauty,
offering hands and eyes in tears live
shine and watch this space without boundary,
path of a heart free from appearances,
bars torn prisons in a dull mind.

I am who I am,
where there is no past
and where else to wait for an uncertain future
and the circle of my arms
wrap perceive this infinite
Flowers for all that intoxicated
and their perfume.

14.02.2010 Poetyca

Solo per te – Just for you


Solo per te

Non si potrebbe trattenere con le mani
l’acqua che dal fiume prorompe
non potresti andare controcorrente
e quello che è già e che forse conosci
ha motivo di essere per il respiro
per la vita e per essere più forti
solo insieme

Le spine che feriscono
troverebbero in te balsamo
le ombre che ingannano
svanirebbero con la tua luce
e la debolezza sarebbe
sorretta a te :
nuova forza per far fiorire la vita
che si nasconde

Attenderai la brezza del mattino
e si dischiuderà un fiore nuovo
il dono di profumo e colori
solo per te

20.06.2004 Poetyca

Just for you

You could not hold back with your hands
the water from the river bursts
you could not go against
and what is already know and that maybe
has reason to be for the breath
for life and to be stronger
only together

The thorns that hurt
find balm in you
the shadows that deceive
vanish with your light
and the weakness would
held up to you:
renewed strength for life to flourish
that hides

Wait for the morning breeze
and a new flower will unfold
the gift of scent and color
just for you

20.06.2004 Poetyca

Specchio – Mirror


Specchio

Qui seduta e sola
presso la sponda
di questo lago
mi scruto.
Colgo nell’acqua
la mia immagine riflessa.
I capelli che al sole
hanno del rame il bagliore,
occhi profondi e scuri
che tutto sanno osservare,
su pelle candida
e di lentiggini spruzzata,
bocca pronta al sorriso.
Io qui che rifletto
le mie malinconie
ed il sentire mio.
Poi sento te che mi guardi
ed anche la tua immagine è nel lago.
Tu come me,
io ora so che uguale mi sei,
verrò sempre qui a cercare te.
Ora che ti conosco,
questo lago sarà sempre mio specchio.

23.10.2001 Poetyca

Mirror

Sitting here alone
at the shore
of this lake
stared at me.
I take water
my reflection.
The hair in the sun
have the glow of copper,
eyes deep and dark
know that all observed
on white skin
and sprinkled with freckles,
mouth ready to smile.
I here reflect
my blues
and my feeling.
Then you feel that you look at me
and also your picture is in the lake.
You like me,
I now know who are my equals,
always come here looking for you.
Now that you know,
this lake will always be my mirror.

23.10.2001 Poetyca

Nei tuoi occhi – In your eyes


occhianima
Nei tuoi occhi
Nei tuoi occhi mi specchio
come cielo nel mare
mentre resto in ascolto
di quel tempo che non sa tornare
23.10.2014 Poetyca
In your eyes

In your eyes I mirror myself
as the sky into the sea
rest while listening
of the time he does not know return

23/10/2014 Poetyca

Uomo in ricerca – Man who is in search


Uomo in ricerca

Tu sei
uomo trasparente
con cuore di cristallo

Specchio che riflette
immagini di cielo

Terso e senza ombre
in solitari viaggi
di ricerca costante

Sei piccolezza
dell’immenso
e grandezza della semplicità

dove il cuore palpita
spalanchi l’anima
a quanto t’attraversa
nel moto riflesso del tuo essere

Spicchio di luna
per il viandante nel deserto
che nel viaggio ritrova se stesso

07.09.2008 Poetyca

Man who is in search

You are
Transparent Man
with crystal heart

Mirror that reflects
images of the sky

Smooth and without shadows
solo travel
Research consistently

You smallness
immense
size and simplicity

where the heart beats
yawn soul
what t’attraversa
reflected in the motion of your being

Crescent moon
for the traveler in the desert
who finds himself in the journey

07.09.2008 Poetyca

Nello specchio


Nello specchio

Dentro questo specchio
io posso vedere me stesso:
luci ed ombre
ed una mano che accompagna
nel percorso della vita
una nebbia che si allontana
e mostra con chiarezza
il mio volto

Dentro questo specchio
guardo nel profondo degli occhi
e non ho paura di essere
quello che io sono
nell’abbraccio della vita
e della tua presenza

20.06.2009 Poetyca

In the mirror

Inside this mirror
I can see myself:
lights and shadows
and a hand that accompanies
in the path of life
a mist that recedes
and clearly shows
my face

Inside this mirror
I look deep into the eyes
and I’m not afraid of being
what I am
in the embrace of life
and your presence

20.06.2009 Poetyca

Tempo di riflessione – Time for reflection


Tempo di riflessione

E sei tu
frammento di fuoco
che non estirpi la via
tra immutate stagioni
che lasciano la scia
di ogni ipocrisia
Sei tu
cenere che colora
sporcando i muri
di questo aver creduto
allo specchio cristallo
di attimi vissuti
senza freddezza
senza riserve
per quel mio essere
come tu sai

Ma viene il tempo
della riflessione
dei cordoni stretti
per riparare il cuore
Quel tempo senza inganno
per essere io:
Libera nel mio cielo
con il mio orgoglio
di essere vissuta
e continuare a farlo
frastagliando i sogni
come nuvole fatate
o respirando colori
che neppure conosci
e che non hai mai
voluto sfiorare
in punta di sguardo

Si, viene il tempo
della consapevolezza
e senza amarezza ormai
sarò io quella capace
di essere sempre
oltre le frontiere
della tua ruvida attesa
di un sorriso
che non verrà mai:
estirpato dalla crudezza
di una realtà
che non avevo mai guardato
e che mi hai gettato in faccia
con il tuo essere solo
quello che non mi ha letta mai

07.01.2003 Poetyca

Time for reflection

And you are
fragment of fire
not eradicate way
unchanged between seasons
leaving the trail
any hypocrisy
Are you
ash color
soiling walls
believing this
mirror glass
of moments lived
without cold
unreserved
for that my being
as you know

But the time comes
reflection
narrow cords of
to repair the heart
That time without deception
for I:
Freedom in my sky
with my pride
of living
and continue to do so
jagged dreams
as cloud fairy
or breathing color
that not even know
and you never
wanted to tap
tip-glance

It is time
awareness
and without bitterness now
I’m the one capable
always be
beyond borders
of your rough waiting
a smile
that will never be:
extirpated from the crudeness
of a reality
I had never looked
and I’ve thrown in my face
be alone without you
some you have never read in me

-07.01.2003 Poetyca

Parole e immagini – Words and images


Parole e immagini

Le parole disegnano immagini
che nascondono verità.
Esse solo a te appartengono
– celano il tuo sentire-

Quando Pandora
il vaso ruppe
tutti i mali
navigarono sul mondo
-ne subiamo i torti-
Nessuno però ricorda
che luce verde era rimasta
in quella giara
-Speranza-
il suo nome
aiutami a cercarla
ti regalerò sorriso.

Naviga e ascolta.
Quando avrai raccolto
tutte le lacrime del mondo
– gli inganni-
guarda il vaso colmo
chiediti chi le tue perle
asciugherà
-Io ci sarò-
Solo illusione è la tua
se non vuoi credere
che il mondo poggia
sull’imperfezione.
Perché voler
cambiare qualcosa
se intorno incontri
solo Male.
Vivere il destino
– non cambia-
quel che si è.
Mentire potrai a tutti
mai a Te stessa.
Cassandra sarei Io
ma Minerva sia
la tua Dea
saggezza.

Quel che ho dentro
fuori manifesto,
quel che è fuori
in me filtra.
Emozioni vedi ora
-sai quel che provo-
Viaggio cattura sensi
in un oceano d’amore
– noi universo vivo-
Il volto mio è specchio
di quel che sono.
Vibrando ci solleviamo in volo

01.03.2002 Poetyca

Words and images

The words draw images

that hide the truth.
They belong only to you
– Hide your feel-

When Pandora
the vase broke
all evils
sailed the world
-The wrongs we suffer-
But no one remembers
that green light had been
in the jar
-Hope-
his name
Help me to seek
I’ll give you a smile.

Browse and listen.
When you have collected
all the tears of the world
– The deceit-
looks at the jar filled
ask yourself who your pearls
dry
-I will be there-
Illusion only is your
if you do not want to believe
that the world rests
imperfection.
Why would you want
change something
if meetings around
Male only.
Experience the fate
– No change
what it is.
You can lie to everyone
never to yourself.
Cassandra I would
but Minerva is
your Goddess
wisdom.

What I have inside
out manifesto
what is out
filters in me.
Emotions see now
-You know what I feel-
Travel captures the meaning
in an ocean of love
– Universe we live-
The face is my mirror
of what they are.
Vibrating in the air we raise

01.03.2002 Poetyca