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Essere amore


Essere amore

Gli ostacoli sono prove per rendere noi capaci di confermare
quello che è nel nostro processo di trasformazione:
lezioni da comprendere e da assimilare.
Tutto è nella luce e nell’ Amore di Dio naturalmente,
ma le persone devono capire che la paura è credere
di non essere accolti o amati. Che il senso di vuoto interiore
è perchè nella confusione non si ancora in grado di capire
che noi dobbiamo amare e gettare lontano il nostro ego,
la brama e l’attaccamento ad una identità: siamo gocce
dello stesso Oceano d’Amore e il nostro compito è semplice – essere amore.

01.06.2011 Poetyca

Be love

The obstacles are evidence to enable us to confirm
what is in our transformation process:
lessons to understand and assimilate.
Everything is in the light and ‘Love of God, of course
people must understand that fear is the belief of not
being accepted or loved. That the sense of emptiness
in the confusion is because you are not yet able to understand
that we must love and throw away our ego, craving and attachment
to an identity that is not ours, we are drops of the same Ocean of Love
and our job is simple – be love.

01.06.2011 Poetyca

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Il senso


Il senso

Cerco il senso:
Sinfonia
in monocromia
di un assolo
al ritmo spezzato
d’un sogno senza suono

Orchestra
d’armoniche voci
in un coro
di colori vivi
per l’elevarsi
d’ogni respiro

Ascolto
d’assorto momento
che espande l’attimo
oltre il tempo
d’intuibile moto
del tuo universo

04.11.2003 Poetyca

The sense

Seeking sense:
Symphony
mono
of a solo
the rythmn
a dream without sound

Orchestra
harmonics items
in a choir
bright colors
the rise
every breath

Listening
absorbed in the moment
which expands the moment
over time
intuitable of motion
your universe

04.11.2003 Poetyca

Siamo tutti feriti


Siamo tutti feriti

Siamo tutti reduci
per tempeste del cuore
parole non comprese
e ferite che grondano

Siamo viandanti stanchi
in cerca di sguardi
e mani che stringano
senza nulla rubare

Siamo paure e tremore
per questa vita
che non sempre ci accoglie

Figli dell’universo
con in mano un sogno
e la voglia d’ amare
calpestata da chi non comprende

13.10.2004 Poetyca


We are all wounded

We are all veterans
for storms of the heart
words not included
and wounds that drip

We are weary travelers
in search of looks
and shake hands
without stealing anything

We fear and trembling
for this life
not always welcomes us

Young universe
holding a dream
and the desire of ‘love
trampled by those who do not include

13.10.2004 Poetyca

E forse


E forse

…E nella notte
cadono stelle
– le tue parole –
bagliori silenti
e schegge di luna
che portano a casa
ancora una volta
il senso del tempo
non ancora perduto

…E nel gorgo di sospiri
raccogli attimi
avanzi di un sogno
che non toccavi più
– forse dimenticato –
o pieno di patina
lo tenevi nascosto

…E forse
ancora respira
nelle acque quiete
di una solitudine
ancora cercata
ma per pennellare
ogni suo istante
di polvere dorata

05.11.2003 Poetyca

And perhaps

… And in the night
falling star
– Your words –
silent glow
and slivers of moon
bringing home
again
timing
not yet lost

… And in the maelstrom of sighs
collect moments
remnants of a dream
that it was not more
– Perhaps forgot –
and full of patina
you kept it hidden

And maybe …
still breathing
quiet waters
a loneliness
still sought
but to brush
every moment
of gold dust

05.11.2003 Poetyca

Armonie


      blueroselady           

   Armonie       

      
Infrangere d’onde
                              celato tumulto,
muover di fronde
                             vento leggero
          brezza lieve,sfiora.
             Emozione
tacita freme, accarezza
                         svelando mistero
di vibrante mondo interiore.

  17.12.2001Poetyca

Harmonies

      
Breaking wave
                               hidden turmoil,
roll round of fronds
                              light wind
           slight breeze, touches.
              emotion
tacit trembles, Shakes
                          revealing mystery
of vibrant inner world.

   17.12.2001Poetyca

Nei tuoi occhi


occhianima

Nei tuoi occhi

Nei tuoi occhi mi specchio
come cielo nel mare
mentre resto in ascolto
di quel tempo che non sa tornare

23.10.2014 Poetyca

In your eyes

In your eyes I mirror myself
as the sky into the sea
rest while listening
of the time he does not know return

23/10/2014 Poetyca

 

Una perla la giorno – Samyutta


buddha03

Coloro che attraversano questo mare brulicante, duro con le onde possenti.

Loro la vita santa della Sapienza hanno vissuto,l’ estremità del mondo hanno raggiunto, andando oltre.

 Samyutta

Those who cross this teeming sea, hard with mighty waves.

 Wisdom’s theirs the holy life lived, world’s end reached, gone beyond.

 Samyutta

I tuoi colori


I tuoi colori

Il vestito più bello
è quello che indossi
tra sospiri ed istanti
che raccolgano del cielo
la sinfonia silente
e quale nostalgia
racconterà ancora
all’impallidir della luna
di preziosi tesori
che solo la tua anima
che danza leggera
è capace di dono
Solo tu stella brillante
vedi la vita
con occhi nuovi
e la racconti al vento
affinchè disponga ogni cuore
all’ascolto lieto dei tuoi colori

23.11.2003 Poetyca

The colors of your

The best dress
is what you wear
between sighs and moments
that collect in the sky
the silent symphony
and what nostalgia
tell still
all’impallidir moon
valuable treasures
that only your soul
dancing light
is capable of giving
Only you shining star
see life
with new eyes
and stories in the wind
so has every heart
Listens glad of your color

23.11.2003 Poetyca

Sento


Sento

Sento del mare
il salmastro profumo
nella libertà ritrovata
che annulla passato
ed ombre lontane
Sento del vento carezza
che sospinge ancora
le mie ali aperte
su nuvole ridenti
e spazi di cielo
Sento vibrare nell’aria
la rotta ambita
di quel che sono stata
ed ora sono ancora :
figlia d’universo vivo
Sento scivolare
la voce di chi spezza catene
e vola libero alla ricerca
di un presente nuovo:
tutto cambia e si rinnova

27.11.2003 Poetyca

Feel

I feel sea
the salty scent
in newfound freedom
annulling past
and distant shadows
I feel the wind caress
that still drives
my wings
laughing at clouds
and spaces of sky
I feel the air vibrate
route coveted
of what I was
and now they are again:
daughter living universe
Feel myself slipping
the voice of broken chains
and fly free in search
This new one:
everything changes and is renewed

27.11.2003 Poetyca

Il silenzio Sri Aurobindo


Il silenzio Sri Aurobindo

Il Silenzio testimone è la base segreta del Pensatore:
nascosta in silenziose profondità si forma la parola,
da silenzi nascosti nasce l’atto
nella mente sonora, nel mondo in travaglio;
avvolge in segreto il seme gettato dall’Eterno
il Silenzio, luogo natale mistico dell’anima.

(Savitri, II, XIII, 26-31)

“Non è possibile stabilire una base nello yoga se la mente è agitata. La prima cosa necessaria è la quiete nella mente. Inoltre, annullare la coscienza personale non è la prima meta dello yoga: la prima meta è aprire la coscienza ad una coscienza spirituale superiore e, anche per questo, la prima necessità è una mente quieta”. (Lettere, I, 269)

“L’equanimità e la pace, in tutte le condizioni e in tutte le parti dell’essere, costituiscono il primo fondamento dello stato yogico. In seguito, a seconda della tendenza della natura, possono venire la Luce (che porta con sé la Conoscenza), o la Forza (che porta potere e dinamismo di vario genere) o la Gioia (che porta amore e beatitudine). Ma la pace è la prima condizione, senza di cui nient’altro può essere stabile”. (Ivi, 291)

“La prima cosa da fare nella sadhana è ottenere una pace e un silenzio stabili nella mente. Altrimenti, potete avere esperienze, ma niente di duraturo: è nella mente silenziosa che si può costruire la vera coscienza”. (Ivi, 269)

“Quando la mente è silenziosa, c’è la pace, e nella pace tutto ciò che è divino può venire. Quando non c’è la mente, c’è il Sé, che è più grande della mente”. (Ivi, 291)

“Per la realizzazione del Sé, la pace e il silenzio della mente sono la prima condizione. In seguito si comincia a sentire una liberazione, una libertà, una vastità, e a vivere in una coscienza silenziosa, tranquilla, che niente può toccare e che esiste ovunque e in tutto, unita al Divino”. (Ivi, 271)

“Allorché l’ego è affievolito e quasi spento, e gli strumenti dello Spirito sono accordati e purificati, la purezza, l’infinità e l’immobilità dell’Uno si riflettono in una coscienza interamente pura, silenziosa, chiarificata, allargata come il cielo che si riflette in un limpido lago. L’incontro, l’assorbimento della grande Coscienza riflessa da parte di chi la riflette, diviene sempre più probabile e forte; gettare un ponte sull’abisso o abolire addirittura questo abisso spaziale fra l’immensità impersonale, immutabile, eterea e ciò che fu mutevole turbinio o piccola corrente di esistenza personale, non è più un’ardua improbabilità, ma può divenire un’esperienza frequente se non addirittura una condizione permanente”. (Sintesi, vol.II, p. 76)

“La verità delle cose è nella calma delle profondità, non nelle oscillazioni dell’onda di superficie. Il supremo Essere cosciente, non turbato dai clamori superficiali, dirige da quelle profondità con la Sua conoscenza, la Sua volontà e il Suo amore divino, l’evoluzione delle cose che per noi rappresenta spesso confusione o crudele follia. La natura divina non partecipa alle nostre incertezze e alle nostre passioni; quando parliamo del furore o del favore divino, o di Dio che soffre nell’uomo, ci serviamo di un linguaggio umano che traduce falsamente il significato interiore del Suo movimento. Possiamo intravederne qualche verità sollevandoci al di sopra della mente fenomenica, alle altezze dell’essere spirituale; percepiamo allora che tanto nel silenzio del Sé, quanto nell’azione del cosmo, il Divino è sempre esistenza e coscienza infinita e potere fondato su di un Sé infinitamente cosciente, infinita beatitudine in tutto il Suo esistere.[…] La perfetta equanimità del nostro spirito e della nostra natura è il mezzo che ci permette di ritrarci dalla coscienza ignorante e sconvolta per entrare nel regno dei cieli interiori e possedere gli eterni regni dello spirito, nella grandezza, nella gioia e nella pace”. (Ivi, III, 138)

“Per giungere alla conoscenza del Sé è indispensabile una completa passività intellettuale, il potere di allontanare ogni pensiero; bisogna che la mente abbia il potere di non pensare […]. E’ questo un compito difficile per una mente occidentale, che ritiene che non esista nulla di più alto del pensiero ed è pronta a confondere il potere mentale di non pensare, il suo completo silenzio, con l’incapacità di pensare. Ma il potere del silenzio intellettuale è una capacità, non una incapacità, è una forza, non una debolezza. E’ un’immobilità profonda e fertile. Solo quando la mente si fa immobile come un’acqua chiara e senza increspature scendendo nella purezza di una perfetta pace, e l’anima trascende il pensiero, il Sé affiora nella pura essenza del nostro essere, sorgente e superamento di tutte le attività e di tutto il divenire, Silenzio da dove nascono tutte le parole, Assoluto di cui tutte le relatività sono parziali riflessi. Solo nel silenzio completo si ode il Silenzio; solo in una pace assoluta si svela l’Essere. Perciò per noi il Suo nome è Silenzio e Pace”. (Ivi, II, 35)

The silence of Sri Aurobindo

The Silent Witness is the secret base of the Thinker
hidden in the silent depths the word is formed,
silences hidden by the act is born
sound in mind, the world in labor;
surrounds the seed sown in secret by the Eternal
Silence is the birthplace mystical soul.

(Savitri, II, XIII, 26-31)

“You can not establish a basis in yoga where the mind is agitated. The first thing we need is stillness in the mind. Also, set aside the personal conscience is not the first goal of yoga: the first goal is to open the consciousness to a higher spiritual consciousness and for this reason, the first need is a quiet mind. ” (Letters, I, 269)

“The peace and equanimity in all conditions and in all parts of the being, are the first foundation of the yogic state. Then, depending on the tendency of nature, may come to light (which carries with it the knowledge), or the Force (which brings the power and dynamism of various kinds) or Joy (who brings love and bliss). But peace is the first condition, without which nothing else can be stable. ” (Ibid., 291)

“The first thing to do in the sadhana is to achieve a stable peace and silence in the mind. Otherwise, you can have experiences, but nothing lasting: the mind is silent that you can build true consciousness. ” (Ibid., 269)

“When the mind is silent, there is peace, and peace in all that is divine can come. When there is no mind, there is the Self, which is larger than the mind. ” (Ibid., 291)

“For the realization of the Self, silence and peace of mind are the first condition. Then you start to feel a liberation, a freedom, a vast, silent and live in a conscious, peaceful, and that nothing can touch that exists everywhere and in everything, united to the Divine. ” (Ibid., 271)

“When the ego is weakened and almost extinguished, and the Spirit are the tools provided and purified, the purity, the infinity of the One and immobility are reflected in a completely pure consciousness, silent, clarified, expanded as the sky which is reflected in a clear lake. The meeting, the absorption of the great Consciousness reflected by those who reflect, it becomes increasingly likely and strong bridge over the abyss, or even eliminate this gap space between the immensity of impersonal, immutable, ethereal and what was changing current swirl or small personal existence, is no longer a daunting improbabilities, but it may become a frequent experience if not a permanent condition. ” (Summary, vol.II, p. 76)

“The truth of things is in the calm of the deep, in the oscillations of the wave surface. The Supreme Being conscious, undisturbed by the clamor surface, directed from the depths with His knowledge, His will and His divine love, the evolution of things which for us is often confusion or cruel madness. The divine nature is not involved in our uncertainties and our passions, when we speak of the wrath or divine favor, or suffering God in man, we use a human language that falsely translates the inner meaning of his movement. We can glimpse some truth rising above the phenomenal mind, to the heights of the spiritual, then we perceive that both the silence of the Self, the action of the cosmos, the Divine is always there and infinite consciousness and power based on a self infinitely conscious, infinite bliss in your whole being. […] The perfect equanimity of our spirit and our nature is the medium that allows us to shrink from the ignorant consciousness and upset to enter the kingdom of heaven and possess the inner realms of eternal spirit, the greatness, joy and peace. ” (Ibid., III, 138)

“To attain knowledge of self is essential to a complete intellectual passivity, the power to dismiss any thought, it is necessary that the mind has the power not to think […]. And ‘this is a difficult task for a Western mind, which believes that there is nothing higher than thought and is ready to confuse the mind power not to think, his complete silence, with the inability to think. But the intellectual power of silence is a skill, not a failure, is a strength, not a weakness. It ‘a stillness deep and fertile. Only when the mind is still as clear water with no ripples down through the purity of a perfect peace, and the soul transcends the thought, the self emerges in the pure essence of our being, and overcoming the source of all activities and all becoming, Silence from where did all the words, Absolute of which all relativities are partial reflections. Only in complete silence you hear the silence, and only in absolute peace is revealed Being. So for us His name is Silence and Peace. ” (Ibid., II, 35)

Gasho


Gasho

Gasho nasce come ali sul cuore
piccola perla che s’inchina
oltre tutte le forme ed il silenzio:
tepore antico che si dona
alla carezza d’un sorriso

Fiore di loto nella tiepida fragranza
perchè si è aperto lo scrigno
che ad occhi socchiusi appare vuoto
e in un tocco leggero sprigiona aromi
senza più tempo e logore domande

22.06.2007 Poetyca


Gasho

Gasho was born as the heart wings
small pearl bows
over all forms and silence:
old warmth that gives
the caress of a smile

Lotus flower in the warm fragrance
because it opened the casket
that is blank, eyes half closed
and a light touch releases aromas
no longer worn and questions

22.06.2007 Poetyca

Vita che respira


Vita che respira

Ogni cuore rifugge
se inarrestabile  è il frastuono
e si frappone il silenzio
nella capacità di raccogliere
il giusto valore delle cose

A volte è prezzo troppo alto
che incide e scava
senza chiedere permesso
e come una frustata
segna l’anima confusa

Attimi e realtà
che non sfuggono più
e tra le dita scorrono
in un istante magico
che colora di tutto il senso

Nell’ovattato sentire
si percepisce l’attimo
che ci elargisce il dono
che non si era compreso:
e ancora è vita  che respira

13.06.2007 Poetyca


That breathes life

Each heart shrinks
if the noise is unstoppable
and silence imposed by the
the ability to gather
the true value of things

Sometimes the price is too high
affecting and digs
without asking permission
and as a whip
marks the confused soul

Moments and reality
not escape more
and between the fingers slide
in a magical moment
that colors all the way

Nell’ovattato feel
you feel the moment
we bestow the gift
that was not included:
and still is breathing life

13.06.2007 Poetyca

La piccola anima e il sole


La piccola anima e il sole    

 


Non avere paura del buio, ti aiuterà a trovare la luce

di Neale Donald Walsch
(Sperling & Kupfer Editori)

Ai miei futuri nipotini se mai ne avrò,
e a tutte le Piccole Anime in attesa di venire al mondo.
Siete per noi benedizione e speranza, innocenza e gioia,
siete una promessa e la prova dell’amore infinito di Dio.


C’era una volta, in un luogo fuori dal tempo, una Piccola Anima
che disse a Dio: “Io so chi sono!”
“Ma è meraviglioso! E dimmi, chi sei?” chiese il Creatore.

“Sono la Luce!”
Il volto di Dio si illuminò di un grande sorriso.
“E’ proprio vero! Tu sei la Luce.”

La Piccola Anima si sentì tanto felice, perchè aveva finalmente
scoperto quello che tutti i suoi simili nel Regno avrebbero
dovuto immaginare.
“Oh”, mormorò, “è davvero fantastico!”

Ben presto però, sapere chi era non fu più sufficiente.
Sentiva crescere dentro di sè una certa agitazione,
perchè voleva essere ciò che era.
Tornò quindi da Dio (un’idea niente male per chiunque desideri
essere Chi è in realtà) e, dopo aver esordito con un:
“Ciao, Dio!” domandò: “Adesso che so Chi Sono, va bene se lo sono?”

E Lui rispose: “Intendi dire che vuoi essere Chi Sei Già?”
“Beh, una cosa è saperlo, ma quanto a esserlo veramente…
Insomma, io voglio capire come ci si sente nell’essere la Luce!”
“Ma tu sei la Luce”, ripetè Dio, sorridendo di nuovo.
“Si, ma voglio scoprire che cosa si prova!”
piagnucolò la Piccola Anima.

“Eh, già” ammise il Creatore nascondendo a malapena una risatina,
“avrei dovuto immaginarmelo.
Hai sempre avuto un grande spirito d’avventura.”
Poi cambiò espressione.
“Però, però… C’è un problemino..”
“Di che si tratta?”
“Ebbene, non c’è altro che Luce. Vedi io ho creato solo ciò che sei e,
di conseguenza, non posso suggerirti nulla per sentire Chi Sei,
perchè non c’è niente che tu non sia.”

“Ehh?” balbettò la Piccola Anima,
che a quel punto faceva fatica a seguirlo.
“Mettiamola in questo modo”, spiegò Dio. “Tu sei come una candela
nel Sole. Oh, esisti, indubbiamente. In mezzo a milioni di miliardi
di altre candele che tutte insieme lo rendono ciò che è.
E il sole non sarebbe il Sole senza di te.
Senza una delle sue fiammelle rimarrebbe una semplice stella…
perche’ non risulterebbe altrettanto splendente.
E, dunque, la domanda è questa:
Come fare a riconoscersi nella Luce quando se ne è circondati ?”

“Ehi”, protestò la Piccola Anima, “il Creatore sei tu. Escogita una soluzione !”
Lui sorrise di nuovo. “L’ho già trovata”, affermo’.
“Dal momento che non riesci a vederti come Luce quando sei dentro la luce,
verrai sommerso dalle tenebre.”

“E che cosa sarebbero queste tenebre”
“Sono ciò che tu non sei” fu la Sua risposta.
“Mi faranno paura?”
“Solo se sceglierai di lasciarti intimorire”, lo tranquillizzò Dio.
“In effetti, non esiste nulla di cui avere paura, a meno che non sia tu
a decidere altrimenti.
Vedi, siamo noi a inventarci tutto. A lavorare di fantasia.”

“Ah, se è così…” fece un sospiro di sollievo la Piccola Anima.

Poi Dio proseguì spiegando che si arriva alla percezione delle cose
quando ci appare il loro esatto opposto.
“E questa è una vera benedizione”, affermò, “perchè, se così non fosse,
tu non riusciresti a distinguerle.

Non capiresti che cos’è il Caldo senza il Freddo, ne’ che cos’è
Su se non ci fosse Giù, ne’ Veloce senza Lento.
Non sapresti che cos’è la Destra in mancanza della Sinistra,
e neppure che cosa sono Qui e Adesso, se non ci fossero La’ e Poi.
Perciò – concluse –  quando le tenebre saranno ovunque,
non dovrai agitare i pugni e maledirle.
Sii piuttosto un fulgore nel buio e non farti prendere dalla collera.
Allora saprai Chi Sei in Realtà, e anche tutti gli altri lo sapranno.
Fa’ che la tua Luce risplenda al punto da mostrare a chiunque
quanto sei speciale!”

“Intendi dire che non é sbagliato fare in modo che gli altri
capiscano il mio valore?” chiese la Piccola Anima.
“Ma naturalmente!” ridacchiò Dio.
“E’ sicuramente un bene! Rammenta, però, che
non significa .

Tutti sono speciali, ognuno a modo proprio!
Tuttavia, molti lo hanno dimenticato. Capiranno che è buona cosa
esserlo nel momento in cui lo comprenderai tu.”

“Davvero?” esclamò la Piccola Anima danzando,
saltellando e ridendo di gioia.
“Posso essere speciale quanto voglio?”
“Oh, si, e puoi iniziare fin da ora”, rispose il Creatore
che danzava, saltellava e rideva a Sua volta.

“In che modo ti va di esserlo?”
“In che modo? Non capisco.”
“Beh”, suggerì Dio, “essere la Luce non ha altri significati,
ma l’essere speciali può essere interpretato in vari modi.
Lo si è quando si è teneri, o quando si è gentili, o creativi.
E ancora, si è speciali quando ci si dimostra pazienti.
Ti vengono in mente altri esempi?”

La Piccola Anima rimase seduta per qualche istante a riflettere.
“Ne ho trovati un sacco!” esclamo’ infine.
“Rendersi utili, e condividere le esperienze, e comportarsi
da buoni amici.
Essere premurosi nei confronti del prossimo.
Ecco, questi sono modi per essere speciali!”.

“Si!” ammise Dio, “e tu puoi sceglierli tutti, o trovare qualsiasi
altro modo per essere speciale che ti vada a genio, in ogni momento.
Ecco che cosa significa essere la Luce.”

“So cosa voglio essere, io so cosa voglio essere!” annunciò la Piccola Anima
sprizzando felicità da tutti i pori.
E ho deciso che sceglierò quella parte che viene chiamata
.
Non è forse speciale essere indulgenti?
“Oh, certo”, assicurò Dio. “E’ molto speciale.”

“Va bene, è proprio quello che voglio essere.
Voglio saper perdonare.
Voglio Fare Esperienza in questo modo.”

“C’è una cosa però che dovresti sapere.”

La Piccola Anima fu quasi sul punto di perdere la pazienza.
Sembrava ci fosse sempre qualche complicazione.
“Che c’è ancora?” ribattè con un sospiro.
“Non c’è nessuno da perdonare”, disse Dio.

“Nessuno?” Era difficile credere a ciò che aveva appena udito.
“Nessuno”, ripetè il Creatore. “Tutto ciò che ho creato è perfetto.
Non esiste anima che sia meno perfetta di te. Guardati attorno.”

Solo allora la Piccola Anima si rese conto che si era radunata
una grande folla.
Tanti altri suoni simili erano arrivati da ogni angolo del Regno
perchè si era sparsa la voce di quella straordinaria
conversazione con Dio e tutti volevano ascoltare.

Osservando le innumerevoli altre anime radunate li’ intorno,
non potè fare a meno di dare ragione al Creatore.
Nessuna appariva meno meravigliosa, meno magnifica o meno perfetta.
Tale era il prodigio di quello spettacolo, e tanta era la Luce
che si sprigionava tutt’attorno, che la Piccola Anima
riusciva a malapena a tenere lo sguardo fisso sulla moltitudine.

“Chi, dunque, dovrebbe essere perdonato?” tornò alla carica Dio.
“Accidenti, mi sa proprio che non mi divertirò!
Mi sarebbe tanto piaciuto essere Colui Che Perdona.
Volevo sapere come ci si sente a essere speciali in quel senso.”

La Piccola Anima capì, in quel momento, che cosa di prova
a essere tristi.

Ma un’Anima Amica si fece avanti tra la folla e disse:
“Non te la prendere, io ti aiuterò.”
“Dici davvero? Ma che cosa puoi fare?”
“Ecco, posso offrirti qualcuno da perdonare!”
“Tu puoi…”
“Certo! Posso venire nella tua prossima vita e fare qualcosa
che ti consentirà di dimostrare la tua indulgenza.”

“Ma perchè? Per quale motivo?” chiese la Piccola Anima.
“Sei un Essere di suprema perfezione! Puoi vibrare a una velocità
così grande da creare una Luce tanto splendente
da impedirmi quasi di guardarti!
Che cosa mai potrebbe indurti a rallentare le tue vibrazioni
fino a offuscarla? Che cosa potrebbe spingere te
-che sei  in grado di danzare in cima alle stelle
e viaggiare per il Regno alla velocità del pensiero-
a calarti nella mia vita e divenire tanto pesante da compiere
questo atto malvagio?”

“E’ semplice”, spiegò l’Anima Amica, “perchè ti voglio bene.”
Sentendo quella risposta, lo stupore invase la Piccola Anima.
“Non essere tanto meravigliato, Piccola Anima.
Tu hai fatto lo stesso per me. Davvero non ricordi?
Oh, abbiamo danzato insieme molte volte, tu e io.
Nel corso di tutte le età del mondo e di ogni periodo storico,
abbiamo ballato.
Abbiamo giocato per tutto l’arco del tempo e in molti luoghi.
Solo che non te ne rammenti.

“Entrambi siamo stati Tutto. Siamo stati Su e Giu’,
la Sinistra e la Destra, il Qui e il La’, l’Adesso e il Poi;
e anche maschio e femmina, bene e male:
siamo ambedue stati la vittima e l’oppressore.
Ci siamo incontrati spesso, tu e io, in passato;
e ognuno ha offerto all’altro l’esatta e perfetta opportunità
di Esprimersi e di Fare Esperienza di Ciò che Siamo in Realtà.”

“E quindi”, continuò a spiegare l’Anima Amica,
“io verrò nella tua prossima vita e, questa volta, sarò il .
Commenterò nei tuoi confronti qualcosa di veramente terribile,
e allora riuscirai a provare come ci si sente nei panni
di Colui Che Perdona”.

“Ma che cosa farai”, domandò la Piccola Anima,
leggermente a disagio, “da risultare tanto tremendo?”
“Oh”, rispose l’Anima Amica strizzando l’occhio,
“ci faremo venire qualche bella idea”.

Poi soggiunse a voce bassa:
“Sai, tu hai ragione riguardo a una cosa”.
“E quale sarebbe?”
“Dovrò diminuire alquanto le mie vibrazioni, e aumentare
a dismisura il mio peso per commettere questa brutta cosa.
Mi toccherà fingere di essere ciò che non sono.
E quindi, ti chiedo in cambio un favore.”

“Oh, qualsiasi cosa, qualsiasi cosa!” gridò la Piccola Anima,
che intanto ballava e cantava.
“Riuscirò a perdonare, riuscirò a perdonare!”
Poi si rese conto del silenzio dell’Anima Amica e allora chiese:
“Che cosa posso fare per te? Sei davvero un angelo,
sei così disponibile ad accontentarmi!”

“E’ naturale che sia un angelo!” li interruppe Dio.
“Ognuno di voi lo e’! E rammentatelo sempre:
Io vi ho mandato solo angeli.”

A quel punto la Piccola Anima sentì ancora più forte il desiderio
di esaudire la richiesta e chiese di nuovo:
“Che cosa posso fare per te?”
“Quando ti colpirò e ti maltratterò, nell’attimo in cui commetterò
la cosa peggiore che tu possa immaginare,
in quello stesso istante …”

“Si? Si…”
“Dovrai rammentare Chi Sono in Realtà”, concluse l’Anima Amica
gravemente.
“Oh, ma lo farò!” esclamò la Piccola Anima, “lo prometto!
Ti ricorderò sempre così come sei qui, in questo momento!”

“Bene”, commentò l’Anima Amica, “perchè, vedi, dopo che
avrò finto con tanta fatica, avrò dimenticato chi sono.
E se non mi ricorderai per come sono, potrei non rammentarmelo
per un sacco di tempo.
Se mi scordassi Chi Sono, tu potresti addirittura dimenticare
Chi Sei, e saremo perduti entrambi.
E allora avremmo bisogno di un’altra anima che venisse
in nostro soccorso per rammentarci Chi Siamo.”

“No, questo non accadrà!” promise la Piccola Anima.
“Io ti ricorderò! E ti ringrazierò per avermi fatto questo dono:
l’opportunità di provare Chi Sono.”

Quindi, l’accordo fu fatto.
E la Piccola Anima andò verso una nuova vita,
felice di essere la Luce e raggiante per la parte
che aveva conquistato, la Capacità di Perdonare.

Attese con ansia ogni momento in cui avrebbe potuto fare
questa esperienza per ringraziare l’anima che
con il suo amore l’aveva resa possibile.

E in tutti gli istanti di quella nuova vita,
ogni qualvolta compariva una nuova anima a portare
gioia o tristezza –specialmente tristezza-
ricordava quello che aveva detto Dio.

“Rammentatelo sempre”,
aveva affermato con un sorriso,
“Io vi ho mandato solo angeli”.

The Little Soul and The Sun

A Children’s Parable
by Neale Donald Walsch, Conversations With God

Once upon no time, there was a little Soul who said to God, “I know who I am.”

And God said, “That’s wonderful! Who are you?”

And the Little Soul shouted, “I’m the Light!”

God smiled a big smile. “That’s right!” God exclaimed. “You are the Light.”

The Little Soul was so happy, for it had figured out what all the souls in the Kingdom were there to figure out.

“Wow,” said the Little Soul, “this is really cool!”

But soon, knowing who it was was not enough. The Little Soul felt stirrings inside, and now wanted to be who it was. And so the Little Soul went back to God (which is not a bad idea for all souls who want to be Who They Really Are) and said,

“Hi, God! Now that I know Who I am, is it okay for me to be it?”

And God said, “You mean you want to be Who You Already Are?”

“Well,” replied the Little Soul,” it’s one thing to know Who I Am, and another thing altogether to actually be it. I want to feel what it’s like to be the Light!”

“But you already are the Light,” God repeated, smiling again.

“Yes, but I want to see what that feels like!” cried the Little Soul.

“Well,” said God with a chuckle, “I suppose I should have known. You always were the adventuresome one.”

Then God’s expression changed. “There’s only one thing…”

“What?” asked the Little Soul.

“Well, there is nothing else but the Light. You see, I created nothing but what you are; and so, there is no easy way for you to experience yourself as Who You Are, since there is nothing that you are not.”

“Huh?” said the Little Soul, who was now a little confused.

“Think of it this way,” said God. “You are like a candle in the Sun. Oh, you’re there all right. Along with a million, gazillion other candles who make up the Sun. And the sun would not be the Sun without you. Nay, it would be a sun without one of its candles…and that would not be the Sun at all; for it would not shine as brightly. Yet, how to know yourself as the Light when you are amidst the Light -that is the question.”

“Well,” the Little Soul perked up, “you’re God. Think of something!”

Once more God smiled. “I already have,” God said. “Since you cannot see yourself as the Light when you are in the Light, we’ll surround you with darkness.”

“What’s darkness?” the Little Soul asked.

God replied, “It is that which you are not.”

“Will I be afraid of the dark?” cried the Little Soul.

“Only if you choose to be,” God answered. “There is nothing, really, to be afraid of, unless you decide that there is. You see, we are making it all up. We are pretending.”

“Oh,” said the Little Soul, and felt better already.

Then God explained that, in order to experience anything at all, the exact opposite of it will appear. “It is a great gift,” God said, “because without it, you could not know what anything is like. You could not know Warm without Cold, Up without Down, Fast without Slow. You could not know Left without Right, Here without There, Now without Then.”

“And so,” God concluded, “when you are surrounded with darkness, do not shake your fist and raise your voice and curse the darkness. Rather be a Light unto the darkness, and don’t be mad about it. Then you will know Who You Really Are, and all others will know, too. Let your Light shine so that everyone will know how special you are!”

“You mean it’s okay to let others see how special I am?” asked the Little Soul.

“Of course!” God chuckled. “It’s very okay! But remember,’special’ does not mean ‘better.’ Everybody is special, each in their own way! Yet many others have forgotten that. They will see that it is okay for them to be special only when you see that it is okay for you to be special.”

“Wow,” said the Little Soul, dancing and skipping and laughing and jumping with joy. “I can be as special as I want to be!”

“Yes, and you can start right now,” said God, who was dancing and skipping and laughing right along with the Little Soul.

“What part of special do you want to be?”

“What part of special?” the Little Soul repeated. “I don’t understand.”

“Well,” God explained, “being the Light is being special, and being special has a lot of parts to it. It is special to be kind. It is special to be gentle. It is special to be creative. It is special to be patient. Can you think of any other ways it is special to be?”

The Little Soul sat quietly for a moment. “I can think of lots of ways to be special!” the Little Soul then exclaimed. “It is special to be helpful. It is special to be sharing. It is special to be friendly. It is special to be considerate of others!”

“Yes!” God agreed, “and you can be all of those things, or any part of special you wish to be, at any moment. That’s what it means to be the Light.”

“I know what I want to be, I know what I want to be!” the Little Soul announced with great excitement. “I want to be the part of special called ‘forgiving’. Isn’t it special to be forgiving?”

“Oh, yes,” God assured the Little Soul. “That is very special.”

“Okay,” said the Little Soul. “That’s what I want to be. I want to be forgiving. I want to experience myself as that.”

“Good,” said God, “but there’s one thing you should know.”

The Little Soul was becoming a bit impatient now. It always seemed as though there were some complication.

“What is it?” the Little Soul sighed.

“There is no one to forgive.”

“No one?” The Little Soul could hardly believe what had been said.

“No one!” God repeated. “Everything I have made is perfect. There is not a single soul in all creation less perfect than you. Look around you.”

It was then that the Little Soul realized a large crowd had gathered. Souls had come from far and wide ~ from all over the Kingdom ~ for the word had gone forth that the Little Soul was having this extraordinary conversation with God, and everyone wanted to hear what they were saying. Looking at the countless other souls gathered there, the Little Soul had to agree. None appeared less wonderful, less magnificent, or less perfect than the Little Soul itself. Such was the wonder of the souls gathered around, and so bright was their Light, that the Little Soul could scarcely gaze upon them.

“Who, then, to forgive?” asked God.

“Boy, this is going to be no fun at all!” grumbled the Little Soul. “I wanted to experience myself as One Who Forgives. I wanted to know what that part of special felt like.”

And the Little Soul learned what it must feel like to be sad. But just then a Friendly Soul stepped forward from the crowd.

“Not to worry, Little Soul,” the Friendly Soul said, “I will help you.”

“You will?” the Little Soul brightened. “But what can you do?”

“Why, I can give you someone to forgive!”

“You can?”

“Certainly!” chirped the Friendly Soul. “I can come into your next lifetime and do something for you to forgive.”

“But why? Why would you do that?” the Little Soul asked. “You, who are a Being of such utter perfection! You, who vibrate with such a speed that it creates a Light so bright that I can hardly gaze upon you! What could cause you to want to slow down your vibration to such a speed that your bright Light would become dark and dense? What could cause you ~ who are so light that you dance upon the stars and move through the Kingdom with the speed of your thought–to come into my life and make yourself so heavy that you could do this bad thing?”

“Simple,” the Friendly Soul said. “I would do it because I love you.”

The Little Soul seemed surprised at the answer.

“Don’t be so amazed,” said the Friendly Soul, “you have done the same thing for me. Don’t you remember? Oh, we have danced together, you and I, many times. Through the eons and across all the ages have we danced. Across all time and in many places have we played together. You just don’t remember.”

“We have both been All Of It. We have been the Up and the Down of it, the Left and the Right of it. We have been the Here and the There of it, the Now and the Then of it. We have been the male and the female, the good and the bad; we have both been the victim and the villain of it.”

“Thus have we come together, you and I, many times before; each bringing to the other the exact and perfect opportunity to Express and to Experience Who We Really Are. And so,” the Friendly Soul explained further, “I will come into your next lifetime and be the ‘bad one’ this time. I will do something really terrible, and then you can experience yourself as the One Who Forgives.

“But what will you do?” the Little Soul asked, just a little nervously, “that will be so terrible?”

“Oh,” replied the Friendly Soul with a twinkle, “we’ll think of something.”

Then the Friendly Soul seemed to turn serious, and said in a quiet voice, “You are right about one thing, you know.”

“What is that?” the Little Soul wanted to know.

“I will have to slow down my vibration and become very heavy to do this not-so-nice thing. I will have to pretend to be something very unlike myself. And so, I have but one favour to ask of you in return.”

“Oh, anything, anything!” cried the Little Soul, and began to dance and sing, “I get to be forgiving, I get to be forgiving!”

Then the Little Soul saw that the Friendly Soul was remaining very quiet.

“What is it?” the Little Soul asked. “What can I do for you? You are such an angel to be willing to do this for me!”

“Of course this Friendly Soul is an angel!” God interrupted. “Everyone is! Always remember: I have sent you nothing but angels.”

And so the Little Soul wanted more than ever to grant the Friendly Soul’s request. “What can I do for you?” the Little Soul asked again.

“In the moment that I strike you and smite you,” the Friendly Soul replied, “in the moment that I do the worst to you that you could possible imagine ~ in that very moment…”

“Yes?” the Little Soul interrupted, “yes…?””Remember Who I Really Am.”

“Oh, I will!” cried the Little Soul, “I promise! I will always remember you as I see you right here, right now!”

“Good,” said the Friendly Soul, “because, you see, I will have been pretending so hard, I will have forgotten myself. And if you do not remember me as I really am, I may not be able to remember for a very long time. And if I forget Who I Am, you may even forget Who You Are, and we will both be lost. Then we will need another soul to come along and remind us both of Who We Are.”

“No, we won’t!” the Little Soul promised again. “I will remember you! And I will thank you for bringing me this gift ~ the chance to experience myself as Who I Am.

” And so, the agreement was made. And the Little Soul went forth into a new lifetime, excited to be the Light, which was very special, and excited to be that part of special called Forgiveness.

And the Little Soul waited anxiously to be able to experience itself as Forgiveness, and to thank whatever other soul made it possible. And at all the moments in that new lifetime, whenever a new soul appeared on the scene, whether that new soul brought joy or sadness–and especially if it brought sadness–the Little Soul thought of what God had said.

“Always remember,” God had smiled, “I have sent you nothing but angels.”

by Neale Donald Walsch, Conversations With God

Senza catene


Senza Catene

Segnali di fumo
pentagramma in cielo
per un saluto
dalla tastiera d’oro
di un pianoforte sospeso
come anima leggera
senza catene

Snodati percorsi
che sono musica
senza frontiere

nel ritrovarsi
al ritmo avvolgente
di un cuore solo

18.11.2003 Poetyca


Without Chains

Smoke signals
pentagram in the sky
a greeting
Keyboard gold
a piano suspended
soul as light
without chains

Articulated pathways
that is for all music
without borders

find ourselves in
the rhythm wrap
with one heart

18.11.2003 Poetyca

Figli di pace


Figli di pace

Hanno stracciato speranze
e gettato via i colori
e tra mani macchiate di sangue
si gioca la partita
che sparpaglia sul mondo
odio e paura
Drago fiammeggiante
con fauci senza freno
– linea sottile –
senza campo di battaglia
ovunque t’insinui
e fai pagare colpe
per essere soltanto
figli di pace
che si chiedono ancora
dove sia andata a finire

21.11.2003 Poetyca

Children of Peace

They tore hopes
and threw away the colors
and between his hands stained with blood
you play the game
that scatters the world
hatred and fear
Fiery dragon
with jaws unbridled
– Thin line –
without the battlefield
everywhere t’insinui
and you pay faults
to be only
children of peace
you ask again
where it ended up

21.11.2003 Poetyca

Una perla al giorno – Buddha


buddha24
“Una brava persona dà in cinque modi: fuori dalla fede, con rispetto, al momento giusto, generosamente e senza denigrare l’altro.”

Buddha

“A good person gives in five ways: out of faith, with respect, at the right time, generously, and without denigrating the other.”

Buddha

Anima libera



Anima libera

Quanti fuggono se stessi
nella convinzione che ci si debba ” specchiare ”
in quei modelli che provengono dall’esterno :
le aspettative, le voci pressanti che ci vorrebbero
secondo un preciso modello .

La mente, più che il cuore, allora orienterebbe
a costruire una personalità, a volte fittizia pur
di non ” restare soli”, eppure tale ” solitudine ”
sarebbe necessaria per l’ascolto interiore, della natura
e degli altri oltre parole e gestualità, in una sensibilità
che si teme di sviluppare, quasi fosse ” fragilità ”
toccare il nucleo del Sé .

Non si ha nulla da insegnare ,
tutto è sotto gli occhi , è in noi ,
non resta che aprire la porta del proprio cuore,
trovare consapevolezza in quel che si è,
nel potenziale sopito.
Nessuno insegna, neppure il più grande dei Maestri,
quello che si trova è unico e impotante , è filo conduttore
che possa trovare condivisione .
Come gocce d’acqua tutti ci somigliamo eppure siamo diversi.
Il frammento di uno specchio riflette l’immagine intera e non la scompone ,
ogni piccola cosa contiene l’intero universo di cui è parte.

25.11.2004 Poetyca


Free soul

Those fleeing themselves
in the belief that one should “mirror”
in those models that come from outside:
expectations, the voices pressing that it would
according to a precise model.

The mind, rather than the heart, then orientated
to build a personality, sometimes even fictitious
not “stand alone”, yet this “loneliness”
would be required to listen to inner nature
and other words and gestures as well, in a sensitivity
which is feared to develop, as if “fragility”
touch the core of the self.

You have nothing to teach,
everything is plain, is in us,
do is open the door to your heart
found that awareness that is
in the dormant potential.
No one teaches, even the greatest of the Masters,
what is impotant is unique and is guiding
that can be shared.
As we all are like drops of water and yet we are different.
The fragment of a mirror reflects the whole picture and not decomposed,
every little thing contains the whole universe to which it belongs.

25.11.2004 Poetyca

Il canto alla vita


Il canto alla vita

La vita non sempre ci trova preparati ad affrontare difficoltà, a risollevarci dal buio che frena entusiasmi e vorremmo fuggire, magari essere altrove, capaci di forza, di speranza che ci sollevi in volo verso uno spazio infinito, verso confini che ci allarghino gli orizzonti…
Non è mai facile e vorremmo trovare la capacità e la forza interiore per trovare il nostro valore dimenticato.
Vorremmo avere la certezza di essere capaci di aprire le ali in quel cielo che possa accoglierci…
Eppure è in noi quel cielo, la forza e la luce necessari per scoprirlo sono nel non fuggire se stessi ,nell’ascolto dei sentimenti e della voce interiore, nessun deserto è troppo silenzioso ,la voce del vento arriva sempre e sostiene i nostri voli…
Sapere che altri ritrovano tracce di un cammino percorso, che altri trovano le stesse esperienze e che hanno la stessa nostra capacità sensibile è sapere che tutto ha un senso e scoprirlo insieme è scoprire un frammento di sè stessi..
Siamo tutti frammenti di stelle e figli d’universo, smarriti cerchiamo il senso della nostra storia e piuttosto che essere voce sola è meglio sentire che si è tante voci che si raccolgono per il canto alla vita…

12.07.2008 Poetyca

Song to life

 

Life does not always find us prepared to face difficulties in raising us from the darkness that hinders enthusiasm and we would run away, maybe somewhere else, capable of strength, hope that we raise in flight towards an infinite space, to widen the boundaries that we the horizons …
It is never easy and we would like to have the ability and inner strength to find our value forgotten.
We want to be sure of being able to open the wings to take him into the sky …
Yet it is in us that sky, strength and light are necessary to find in themselves no escape, listening to the feelings and inner voice, no desert is too quiet, the voice of the wind always comes and supports our flights. ..
Knowing that others found traces of a journey, that others find the same experiences and have the same sensitive is our ability to know that everything has a meaning and discover it together is to find a piece of themselves ..
We are all fragments of stars and sons of the universe, we lost our sense of history rather than voice is better heard that you have many items that you collect for the song to life …

12.07.2008 Poetyca

Limiti


 

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Tu stesso imponi dei limiti

alla tua vera natura di Essere Infinito,

e poi ti lamenti di essere una creatura limitata.

Allora intraprendi questo o quel sadhana (pratica)

per trascendere gli inesistenti limiti.

Ma se il tuo stesso sadhana

presuppone l’esistenza dei limiti,

come può aiutarti a trascenderli?

                                   Ramana Maharshi

Yourself Impose limits

your true nature of Infinite Being,

and then you complain about being a creature limited.

Then you embark on this or that sadhana (practice)

to transcend the limits do not exist.

But if your sadhana same

presupposes the existence of the limits,

how it can help you transcend them?

Ramana Maharshi

Solo chi


Solo chi

Solo chi
nella brezza getta un seme
e con amore lo cura

Solo chi
ha la serenità in cuore
e vede oltre le altrui nuvole

Solo chi
Amore cerca senza riserve
alfine lo trova

Solo chi
in me legge e sfiora
l’aurea ricerca senza tempo

Saprà in se stesso trovare
il senso del percorso
che non conosce distanze

25.10.2004 Poetyca


Only who

Only  who
sow a seed in the breeze
the care and love

Only who
has the serenity in the heart
than others and sees clouds

Only who
Love unconditionally search
finally finds

Only who
Act in me and touches
the golden search timeless

Will find itself
the sense of the route
that knows no distance

25.10.2004 Poetyca

Segreto


Segreto


S’intona il canto

dell’anima in festa

tra note ed armonie

nel risveglio d’alba

Soavi accordi

per nutrire di vita

un cuore che si sveglia

di colori e sogni

Turbinio di voci

che vibrano e danzano

per raccogliere respiri

in melodie d’amore

Occhi si spalancano

tra mille sfumature

che inebriando attimi

svelano il candore

E tutto racconta

un segreto racchiuso

e sprigionato

da attese e Primavere


01.07.2005 Poetyca


Secret


Blends in the song

soul Party

between notes and harmonies

in the wake of dawn

Smooth chords

to nourish life

a heart that wakes

Color and dreams

Flurry of rumors

that vibrate and dance

breaths to collect

in love songs

Eyes open wide

thousand shades

moments that inebriate

reveal the whiteness

It tells all

a secret enclosed

and radiated

from expectations and Springs


01.07.2005 Poetyca

Briciole di colore


Briciole di colore

Sciolgo il cuore
tra nuove parole
alla ricerca di senso
per quello che vivo

Attimi intensi
ad offrire colori:
giallo, cremisi e scarlatto
in una danza di sfumature
come su tela
racconto di vita
respirata attimo per attimo

Un senso vero
intinto nell’anima
che racchiuda
il valore profondo
di ogni emozione

Sotto gli occhi scorre
un vasto prato
ricco di profumi
di aromi che inebriano
petali di un tempo
che posso rivivere ancora

Memorie di sorrisi
nati per la gioia
a solleticare la vita
in una danza di sogni
scorrere lento
come ruscello
– voci, primi passi
parole di bimbi –
ed io madre
a sperimentare
la scoperta

Tempi della scuola
tra il relativo
e l’ideale mai morto
ad incidere parole
su indelebili pansieri

Sole del mattino
a donare energie nuove
per il giorno mai uguale
che s’offre
tra ore e minuti
in attesa del tuo respiro

Parole che accarezzano
le anime stanche
di voli senza meta
in itinerari senza cuore
ed occhi attenti
ad impecettibili sfumature

Anche oggi
pennello sulla tela
il senso di questo vuoto
che rapisce chi non vive

Offro colori allo sfondo
come briciole
che nutrono nuove speranze


28.06.2006 Poetyca

Crumb color

Melt the heart
between new words
seeking meaning
for those who live

Intense moments
colors to offer:
yellow, crimson and scarlet
in a dance of colors
as on canvas
life story
breathing moment to moment

A real sense
dipped soul
encompassing
the deep value
each emotion

Under the eyes runs
a large lawn
bouquet
aromas that intoxicate
petals of a time
I can still relive

Memoirs of smiles
born for joy
to tickle the life
in a dance of dreams
scroll slow
as stream
– Voices, first steps
words of children –
mother and I
experimenting
discovery

School days
between the relative
and the ideal never died
to affect words
on indelible pansieri

Morning sun
to give new energy
for the day never the same
that yields itself
between hours and minutes
waiting for your breath

Words that caress
tired souls
flights aimlessly
in itineraries without heart
and watchful eyes
nuances to impecettibili

Even today
brush on canvas
the sense of the void
who kidnaps those living outside

Offered to the background color
like crumbs
that nurture new hope

28.06.2006 Poetyca

Frammenti di stelle


Frammenti di stelle


Frammenti di stelle

ritorneranno a colorare

in piccoli bagliori questi occhi.


Palpiti di luna contorneranno

il cielo di ricordi …ancora.


Saranno lacrime

e forse stagioni

a raccontare del tempo

andato via.


Sarai tu a ravvivare

questo silenzio

di note e speranze

per ritrovarne il senso.


Ed intanto tutto

prende vita oltre la notte.

Rinasce l’attimo

per essere attesa.


Amore dai passi di velluto

accarezza i pensieri

e vanifica ogni timore.


Io ci sono, tra queste cortine

di accattivante scia:

respiro oltre lo spazio

e ti offro frammenti di stelle.


17.08.2005 Poetyca



Fragments of stars

Fragments of stars

return to color
in such a glittering eyes.

Surround the moon beats
memories of the sky … again.

Will be tears
and perhaps seasons
telling time
gone.

To you to revive
this silence
notes and hopes
to find his way.

And while all
comes to life over night.
Reborn the moment
to be expected.

Love by walking velvet
Shakes thoughts
and destroys all fear.

I am here, among these curtains
captivating trail:
breathing space over
and I offer fragments of stars.

17.08.2005 Poetyca

Siamo Luce e non lo sappiamo


luce

 

Siamo Luce e non lo sappiamo

Quando tutte le domande si placheranno, al centro del nostro viaggio,
sarà il momento di renderci conto che non era un luogo o una meta il motivo della nostra ricerca,
ma, semplicemente bastava porsi in ascolto, far cadere tutte le domande e vivere il momento presente.
Con cuore aperto e mente quieta si scopre la Bellezza in tutto, quel tutto del quale siamo parte.

E’ la vita stessa ad essere nostra alleata, ad insegnarci il coraggio di essere quel che siamo
nel profondo di noi stessi, smettendo di uniformarci alle altrui aspettative,
a quei messaggi più o meno palesi che condizionano la nostra vera natura.
Siamo Luce e non lo sappiamo, questo lo scopo del viaggio, imparare ad essere…quel che siamo.

09.08.2014 Poetyca

 

We are Light, and we do not know

When all the questions they will be quieted in the middle of our journey,
it’s time to realize that it was not a place or a goal the reason for our research,
but, just enough hearkens, dropping all the questions and live the present moment.
With an open heart and quiet mind you will discover the beauty in everything, that everything of which we are part.

And life itself to be our ally, to teach us the courage to be who we are
deep within ourselves and stop uniformarci the expectations of others,
to those messages more or less obvious that affect our true nature.
We are Light, and we do not know, this is the purpose of the trip, learn to be what we are.

09/08/2014 Poetyca

Una perla al giorno – Osho


 

osho

La meditazione è l’arte di pulire il vostro specchio da tutta la polvere che la società, la religione, il sistema educativo ha riversato su di voi, di togliere tutto ciò che non è nato con voi, per portarvi alla vostra assoluta innocenza, come siete nati, come un bambino.

Osho

Meditation is the art of cleaning your mirror from all the dust that the society, the religion, the educational system has poured on you, to take away everything that has not been born with you, to bring you to your absolute innocence as you were born as a child.

Osho

Ad occhi chiusi


Ad occhi chiusi
(pensando a te)


Ad occhi chiusi
sfioro il ricordo:
corse e risate,
un tempo lontano
per sempre svanito
dietro tristi amarezze.

Ad occhi chiusi
stringo i pugni
cercando di fermare
tutto quello che è stato.

Ad occhi chiusi
scivolano lacrime
mai asciugate
che nel mio cuore
hanno scavato un solco.

Ad occhi chiusi
ricordo l’amico
che mi sedeva accanto.
E’ rimasto,
per sempre muto.

Ad occhi chiusi
è partito
e non asciugherà
mai più
il mio pianto.

28.02.2002 Poetyca

Eyes closed
(Thinking of you)


Eyes closed
overflow the memory:
races and laughter,
a distant
forever gone
sad bitterness behind.

Eyes closed
clench your fists
trying to stop
all that was.

Eyes closed
Tears slide
never dried
that in my heart
They dug a furrow.

Eyes closed
I remember my friend
I sat beside him.
E ‘remained
forever silent.

Eyes closed
started
and dry
never again
my tears.

28.02.2002 Poetyca

Canti d’anima


Canti d’anima

Baciata d’aurora
è la vita di chi ama
e non esiste presente
o passato o futuro
tutto è un canto
che sorride alla vita
tutto è un attimo
che diventa dono

La nostalgia
senza sorriso
diventa luce
che avvolge
e gocce di rugiada
sono voce che corre
senza distanze
per intonare note
che partono dall’anima

13.12.2003 Poetyca

Songs of Soul

Kissed of dawn
is the life of lovers
and there is this
or past or future
everything is a song
Smiling to life
Everything is a moment
that becomes a gift

Nostalgia
unsmiling
becomes light
surrounding
and drops of dew
are running voice
distances without
to sing notes
starting from the soul

13.12.2003 Poetyca

Polvere nel vento


Polvere nel vento

Sperduta
polvere nel vento
sul sentiero dell’amarezza
colgo ora acini acerbi
d’ un disatteso attimo
Forse vissuto
o mai vissuto
– ma adesso
nulla importa –
E’ raggio d’un nuovo sole
che riscalderà la via
per compiere speranze

20.11.2003 Poetyca

Dust in the wind

Lost
Dust in the wind
on the path of bitterness
I take hours unripe berries
d ‘an unexpected moment
Perhaps living
or never lived
– But now
no matter –
It ‘a new range of sun
that heats the way
hopes to accomplish

20.11.2003 Poetyca

51. Il miso acido


51. Il miso acido

Il monaco cuoco Dairyo, nel monastero di Bankei, decise di prendersi cura della salute del suo vecchio insegnante e di servirgli soltanto miso fresco, una pasta di soia mescolata con grano e lievito che spesso fermenta. Bankei, notando che il miso servito a lui era migliore di quello dei suoi allievi, domandò: «Chi è il cuoco, oggi?».

Dairyo fu mandato a chiamare. E da lui Bankei seppe che, data la sua età e la sua posizione, doveva mangiare soltanto miso fresco. Allora disse al cuoco: «Dunque tu pensi che non devo mangiare affatto». E detto questo, entrò nella sua stanza e chiuse la porta a chiave.

Dairyo, seduto davanti alla porta, chiedeva perdono all’insegnante. Bankei non rispondeva. Per sette giorni rimasero Dairyo seduto fuori e Bankei chiuso dentro. Infine, per disperazione, un seguace gridò a Bankei: «Tu puoi anche star bene, vecchio maestro, ma questo giovane discepolo deve mangiare. Non può continuare a star digiuno per l’eternità!».

Allora Bankei aprì la porta. Sorrideva. Disse a Dairyo: «Io insisto per mangiare quello che mangia l’ultimo dei miei seguaci. Quando diventerai insegnante, voglio che non te ne dimentichi».

Sour Miso

The cook monk Dairyo, at Bankei’s monastery, decided that he would take good care of his old teacher’s health and give him only fresh miso, a paste of soy beans mixed with wheat and yeast that often ferments. Bankei, noticing that he was being served better miso than his pupils, asked: “Who is the cook today?”

Dairyo was sent before him. Bankei learned that according to his age and position he should eat only fresh miso. So he said to the cook: “Then you think I shouldn’t eat at all.” With this he entered his room and locked the door.

Dairyo, sitting outside the door, asked his teacher’s pardon. Bankei would not answer. For seven days Dairyo sat outside and Bankei within.

Finally in desperation an adherent called loudly to Bankei: “You may be all right, old teacher, but this young disciple here has to eat. He cannot go without food forever!”

At that Bankei opened the door. He was smiling. He told Dairyo: “I insist on eating the same food as the least of my followers. Whe you become the teacher I do not want you to forget this.”

Entrare in una casa vuota


Entrare in una casa vuota

Come possiamo affrontare la rabbia nella vita di tutti i giorni?

Prima di tutto dobbiamo capire che la rabbia non è mai nostra amica. Crea problemi. È come bruciare banconote invece di usarle per comprare legna o carbone. Spesso dico alle persone che, se sono arrabbiate, dovrebbero guardarsi attorno: chi vuole comprare la loro rabbia? Non troviamo nessuno disposto ad acquistarla. Nessuno la vuole. Forse allora la rabbia non serve a niente… e la si butta via! Questa è la verità finale.

In termini più pratici, evitiamo prima di tutto situazioni in cui già sappiamo che avremo problemi. Se iniziamo discorsi su cose che ci fanno sempre arrabbiare, andiamocene a fare due passi o al cinema o a far visita a qualcuno. Non è molto eroico, ma sempre meglio che lasciar aumentare la rabbia.

Il secondo livello è quando vediamo apparire la sensazione. Nel momento in cui succede, capovolgiamola e pensiamo a tutta quella povera gente che, arrabbiandosi, soccombe a questa sgradevole sensazione. Oppure pensiamo che noi stiamo con la tale persona difficile solo per mezz’ora, mentre lei deve vivere con se stessa ventiquattro ore al giorno. In questo modo cerchiamo di creare compassione dalla situazione difficile ed evitiamo di darle energia.

Al livello più elevato è come entrare in una casa vuota. Non ti importa, non ti interessa. La rabbia appare, sta un po’ in giro e poi sparisce nuovamente. Non può farti male. Puoi vedere tutto come fosse uno zoo, con strane bestie feroci che stanno per allontanarsi dalla tua mente. Oppure puoi vedere tutto come un brutto programma televisivo che non hai alcuna voglia di seguire. Se si è in grado di evitare di interessarti all’emozione e di darle forza, il risultato è ottimo. Non deve essere una cosa drammatica. Funziona!

[estratto da Domande e Risposte, Lama Ole Nydahl, (2011) I Libri di Marpa Editore]

Entering into an empty house

How can we deal with anger in everyday life?

First of all we must understand that anger is not our friend. Creates problems. It’s like burning banknotes instead of using them to buy wood or coal. I often tell people that if they are angry, they should look around: who wants to buy their anger? We can not find anyone willing to buy it. Nobody wants it. Maybe then the anger does not help … and gets thrown away! This is the final truth.

In more practical terms, let us first of all situations in which we already know that we will have problems. If we start conversations about things that make us more angry, let’s go for a walk or to the cinema or to visit someone. It is not very heroic, but better than letting the anger increases.

The second level is when we see appear the feeling. The moment happens, capovolgiamola and think about all those poor people, angry, succumbs to this unpleasant feeling. Or we think we are such a difficult person with only half an hour, while she has to live with herself around the clock. In this way we try to create sympathy and avoid the difficult situation to give her energy.

At the highest level is like stepping into an empty house. You do not care, you do not care. The anger appears, is a little ‘around and then disappears again. It can not hurt you. You can see everything like a zoo, with strange beasts that are going to get away from your mind. Or you can see it all like a bad television program that you have no desire to follow. If you are able to avoid interest and emotion to give her strength, the result is excellent. It should not be a dramatic thing. It works!

[excerpt from Questions and Answers, Lama Ole Nydahl, (2011) The Books of Marpa Editor]