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Devo


I Devo sono un gruppo musicale statunitense formatosi ad Akron (Ohio) nel 1972.

Il loro stile musicale è stato classificato come punk, art rock o post-punk, ma sono per lo più ricordati come una delle band-simbolo della New wave. Sono oggi considerati dalla critica un gruppo fondamentale per l’evoluzione del rock contemporaneo.

Il gruppo viene fondato da Gerald Casale, Bob Lewis e Mark Mothersbaugh, nel 1972.

Il nome “Devo” viene dal termine “de-evolution” (de-evoluzione), teoria secondo cui l’umanità, invece che continuare ad evolversi, avrebbe cominciato a regredire, come dimostrerebbero le disfunzioni e la mentalità gretta della società americana. Tale teoria era frutto di uno scherzo di Casale e Lewis, nato nella fine degli anni sessanta, quando i due frequentavano la Kent State University.

La prima formazione prevedeva sei componenti: i fratelli Gerald e Bob Casale (basso e voce il primo, chitarra, tastiere e cori il secondo), Bob Lewis (chitarra), Mark Mothersbaugh (voce, sintetizzatori e chitarra), Rod Reisman (batteria) e Fred Weber (voce). La loro prima performance avviene nel 1973 al Performing Arts Festival della Kent State University.[6] Dopo questa prima esibizione, il gruppo abbandona Reisman e Weber, e ingaggia Jim Mothersbaugh alla batteria elettronica e Bob Mothersbaugh alla chitarra, entrambi fratelli di Mark. Negli anni a venire, il gruppo passerà attraverso cambi di formazione, che vedono, tra gli altri, l’abbandono di Jim Mothersbaugh, ed esibizioni dal vivo conflittuali.

Nel 1976 viene reclutato il batterista Alan Myers alla batteria, che sancisce una formazione solida che durerà dieci anni circa.

Lo stile del gruppo, ironico, pungente, irriverente e critico nei confronti della società moderna, inserito in un contesto estetico che rimanda a una sorta di fantascienza al limite del kitsch, gli fa guadagnare la simpatia di artisti noti come Neil Young e David Bowie, nonché apparizioni in film dei quali Mark Mothersbaugh curerà la colonna sonora. Il gruppo sarà anche pioniere nell’uso del videoclip, il più noto dei quali, Whip It, godrà di una massiccia presenza nei primi mesi di vita di MTV.

Nel 1977, grazie anche a Bowie e Iggy Pop, ottengono un contratto con la Warner Bros. Il loro primo album, Q: Are We Not Men? A: We Are Devo! viene prodotto nientemeno che da Brian Eno. L’anno successivo sono ospiti del Saturday Night Live, dove si esibiranno in una cover di (I Can’t Get No) Satisfaction dei Rolling Stones.

Nel 1984, lo scarso successo commerciale del sesto album Shout e l’abbandono del batterista Myers, costringono il gruppo a rinunciare al tour di promozione, con conseguente pausa delle attività. Nel frattempo, Mark Mothersbaugh si diletta nella produzione di musica per la televisione, nonché di un progetto solista, Musik for Insomniaks.

Nel 1987 il gruppo si riforma con un nuovo batterista, David Kendrick, precedentemente con gli Sparks. L’anno successivo esce Total Devo, che contiene brani che compariranno in alcuni B movie come Slaughterhouse Rock e The Tapeheads, con John Cusack e Tim Robbins.

Nel 1990 esce Smooth Noodle Maps, che non raccoglie grandi consensi di pubblico e critica, e l’anno successivo il gruppo si scioglie nuovamente. Successivamente, Mark Mothersbaugh fonda uno studio di registrazione per produzioni musicali commerciali, il Mutato Muzika, insieme col fratello Bob e Bob Casale. Lo studio lavora principalmente per produzioni televisive come sigle, programmi, cartoni animati, videogame e film, tra cui alcuni di Wes Anderson. Nel frattempo, Gerald Casale intraprende una carriera come regista di spot pubblicitari e video musicali, per gruppi come Rush, Silverchair e Foo Fighters.

Nel 1995 il gruppo appare nella colonna sonora del film Tank Girl, e l’anno successivo si esibisce al Sundance Film Festival e al Lollapalooza proponendo alcuni classici del periodo tra il 1978 e il 1982.

Pur non pubblicando album fino al 2010, il gruppo produce una serie di singoli per compilation, produzioni televisive, spot pubblicitari per aziende come Dell e la multinazionale Target.

Nel 2006 collaborano con la Disney per un progetto chiamato Devo 2.0, un gruppo composto da bambini che suonano classici dei Devo.

Nel 2008 l’azienda McDonald’s propone un personaggio in omaggio che indossa l’Energy dome, il tipico copricapo dei Devo in plastica rossa a forma di ziqqurat circolare. Il gruppo intenterà una causa alla multinazionale, che successivamente alcuni blog riporteranno come “amichevolmente risolta”.

Nel 2010 esce il loro ultimo album Something for Everybody, a vent’anni dal precedente.

Nel 2013 il loro ex batterista Alan Myers muore a causa di un tumore cerebrale.

Il 17 febbraio 2014 muore improvvisamente Bob Casale, membro fondatore del gruppo, per arresto cardiaco.

https://it.wikipedia.org/wiki/Devo
Devo (/ˈdiːvoʊ/, originally /diːˈvoʊ/) is an American rock band formed in 1972, consisting of members from Kent and Akron, Ohio. The classic line-up of the band included two sets of brothers, the Mothersbaughs (Mark and Bob) and the Casales (Gerald and Bob), along with Alan Myers. The band had a No. 14 Billboard chart hit in 1980 with the single “Whip It”, and has maintained a cult following throughout its existence.

Devo’s style, over time, has shifted between punk, art rock, post-punk and new wave. Their music and stage show mingle kitsch science fiction themes, deadpan surrealist humor, and mordantly satirical social commentary. Their often discordant pop songs feature unusual synthetic instrumentation and time signatures that have proven influential on subsequent popular music, particularly new wave, industrial and alternative rock artists. Devo was also a pioneer of the music video, creating many memorable clips for the LaserDisc format, with “Whip It” getting heavy airplay in the early days of MTV.

https://en.wikipedia.org/wiki/Devo

Stelle e riflessi – Stars and reflections


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Stelle e riflessi

Armonia arpeggia
sinuosi respiri d’incanto
sciogliendo antichi nodi
dimenticati in angoli remoti

Iridescente arcobaleno
accompagna i pensieri
come sogni ad accogliere
viaggiatori stanchi

Stelle e riflessi all’infinito
tingono di luce il cielo
tra le note leggere
di una musica senza tempo

12.08.2013 Poetyca

Stars and reflections

Harmony arpeggiates
sinuous breaths of enchantment
dissolving ancient nodes
forgotten in remote corners

Iridescent rainbow
accompanies thoughts
like dreams to welcome
weary travelers

Stars and reflections to infinity
tinged with light the sky
between light notes
in a timeless music

12/08/2013 Poetyca
 

Perle -Pearls


perle

Perle

Noi siamo perle
perle preziose
piccole perle
in un abbraccio
pieno di luce
Perle rotolano
come lacrime
come speranze
tutte insieme
collana di vita
Arcobaleno e colore
canto d’amore
celato in un sorriso
delicata carezza
senza interruzione

01.05.2013 Poetyca

Pearls

We are pearls
precious pearls
little pearls
in an embrace
full of light
pearls rolling
like tears
as hopes
all together
necklace of life
Rainbow and color
love song
hidden in a smile
gentle caress
without interruption

01.05.2013 Poetyca

Essere presenza – Being present


esserepresenza

Essere presenza

Voglio cantare
tra monti e vallate
il coraggio di un sorriso
forte al punto
da farsi varco
tra tristezza e ferite

Voglio disegnare
arcobaleni impalpabili
per illuminare
le nebbie malinconiche
nel canovaccio del cielo

Voglio essere presenza
aperta a tutto
nello stupore profondo
 improvviso lampo
dono ed attesa
densa d’emozione

Voglio danzare
sull’asse d’equilibrio
del prossimo respiro
figlio della vita
musica che si rinnova
regalando Primavera

10.01.2013 Poetyca

Being present

I will sing
through mountains and valleys
the courage of a smile
strong to the point
to be breached
between sadness and wounds

I want to draw
impalpable rainbows
to illuminate
the melancholy fogs
in the canvas of the sky

I want to be presence
open to all
in profound astonishment
sudden flash
gift and waiting
thick with emotion

I want to dance
on the axis of balance
of the next breath
son of life
music that renews itself
by giving Spring

10.01.2013 Poetyca

Gravido silenzio – Laden silence


preghiera

Gravido silenzio

Dire e non dire
agli occhi in ascolto
di gocce di vita
intrise d’amore
Manifestare con pudore
onde sinuose di bellezza
piume e colore
– palpiti di un colibrì –
Carezze al cielo
a labbra socchiuse
portando alla terra
sprazzi di stelle
Circumnavigare
petali di sogni
dove tutto albeggia
in un gravido silenzio

15.09.2013 Poetyca

Laden silence

Say and not to say
to the eyes listening
of drops of life
imbued with love
Manifesting with shame
sinuous waves of beauty
feathers and color
– Beats of a hummingbird –
Caresses the sky
with pursed lip
bringing to earth
bursts of star
To circumnavigate
petals of dreams
where everything dawns
in a laden silence

15.09.2013 Poetyca

Scintilla d’incanto – Spark of enchantment


scintilla dìincanto

Scintilla d’incanto

Abbraccio questo momento
portatore di sogni e chimere
ali stese sul ciglio di un ricordo
dove il tempo non svanisce

Sorrido al giorno nuovo
srotolato in silenzi e parole
nell’ascolto profondo
di ogni piccolo vibrare lieve

Luce e colori si accendono
senza fare rumore
come scintilla d’incanto
alimento eterno d’amore

19.04.2013 Poetyca

Spark of enchantment

I embrace this moment
bearer of dreams and chimeras
wings spread on the edge of a memory
where time does not fade

I smile at the new day
rolled out in silence and words
as deep listening
of every little vibrate slightly

Light and color light
quietly
as a spark of enchantment
of food eternal love

19.04.2013 Poetyca

Nuova promessa – New promise


nuova promessa

Nuova promessa

Guarisce la ferita
di un cuore
immerso nei dolori
Luce asciuga ombre
– pianto senza tempo –
incrostate come gabbie

Rapido il momento
cattura ed espande
la certezza di Essere
Petali di vita
nuova promessa
nel profumo di Primavera

10.04.2013 Poetyca

New promise

Heals the wound
of a heart
immersed in pain
Light dry shadows
– Cried timeless –
encrusted as cages

Quick time
captures and expands
the certainty of Being
Petals of life
new promise
the scent of Spring

10.04.2013 Poetyca

Caravan – In The Land Of Grey And Pink 1971


I Caravan sono un gruppo musicale inglese di rock progressivo formatosi nel 1968 a Canterbury, nel Kent. Il loro stile musicale combina la musica pop con il jazz rock ed il rock psichedelico.

Insieme ai Soft Machine, depositari di uno stile maggiormente basato sulla fusion e sulla sperimentazione, rappresentano i due filoni principali della corrente musicale nota come scena di Canterbury. La band, capostipite del filone melodico di questo movimento, ha influenzato diverse band progressive degli anni settanta,[1] come i Camel.

https://it.wikipedia.org/wiki/Caravan_(gruppo_musicale)

Caravan are an English band from the Canterbury area, founded by former Wilde Flowers members David Sinclair, Richard Sinclair, Pye Hastings and Richard Coughlan in 1968.[1] The band have not achieved much commercial success, but are considered a key part of the Canterbury scene, blending psychedelic rock, jazz and classical influences to create a distinctive sound.

The band were originally based in Whitstable, Kent, near Canterbury, but moved to London when briefly signed to Verve Records. After being dropped by Verve, the band signed to Decca Records, where they released their most critically acclaimed album, In the Land of Grey and Pink in 1971. David Sinclair left after the album’s release and the group split up the following year. Hastings and Coughlan added new members, notably viola player Geoffrey Richardson, continuing on before splitting in 1978.

The band reformed several times in the following decades, and Caravan still remain active as a live band in the 21st century, despite Coughlan’s death in December 2013.

https://en.wikipedia.org/wiki/Caravan_(band)

Anime in viaggio – Souls on the road


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Anime in viaggio

La magia senza tempo
spande le note del cuore
come musica dal profumo
di un’ infinita storia:
la ricerca di un senso
dove tutto era scritto
per fissare all’infinito
poesia e forza delle parole
Eterna è la danza
di stelle nate solo
per portare alla luce
i palpiti di anime in viaggio

17.02.2013 Poetyca

Souls on the road

Timeless magic
spreads the notes of the heart
as music perfume
of an infinitely story:
the search for meaning
where everything was written
to fix the infinite
poetry and the power of words
Is the eternal dance
of stars born only
to bring to light
the beating of souls on the road

17.02.2013 Poetyca

Distillato – Distillate


🌸Distillato🌸

Siamo tutti
petali
dello stesso
fiore

Aggrappati
da sempre
al centro
dell’essere

Siamo bellezza
e regaliamo
profumo di vita
ed amore

03.10.2020 Poetyca
🌸🍃🌸#Poetycamente
Distillate

We are all
petals
of the same
flower

Hold on
always
in the center
of being

We are beauty
and we give
scent of life
and love

03.10.2020 Poetyca

Luogo senza tempo – Timeless place


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Luogo senza tempo

Inaspettato
appare il sole
nascosto
tra verdi chiome
Luci ad arco
nel profumo
inebriante
di questo meriggio
Ricerco il percorso
ed intanto mi perdo
proprio di fronte
ad un luogo senza tempo

13.05.2015 Poetyca

 

Timeless place

unexpected
the sun appears
hidden
among green foliage
Arc lights
in fragrance
intoxicant
this afternoon
I seek the path
and meanwhile I get lost
just in front of
a timeless place

13/05/2015 Poetyca

Profumo di stelle – Scent of stars


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Profumo di stelle

Ho perduto la strada
non so più dove cercare
ricordo solo un respiro
nel silenzio del sogno
nel cuore della notte
tra nuvole e speranze

Ho cercato a lungo
– itinerario confuso –
ma non ricordo
il tuo volto
non ricordo il suono
della tua voce

Ho solo sensazione
profumo di stelle
incise nella mia carne
– é questa la chiave –
incapace di confondere
essenza d’amore

04.05.2013 Poetyca

Scent of stars

I have lost my way
I do not know where to look for
I only remember one breath
in the silence of the dream
in the middle of the night
between clouds and hopes

I searched long
– route confused –
I do not remember
your face
I do not remember the sound
of your voice

I only have feeling
scent of stars
engraved in my flesh
– This is the key –
unable to confuse
essence of love

04.05.2013 Poetyca

Tutto in un respiro – All in one breath


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Tutto in un respiro

Il corpo e la mente, la nostra stessa postura sono strettamente interconessi,
la nostra partecipazione e la nostra cura devono essere ben distribuiti.
Noi siamo un insieme di legami sottili che determinano la prima impressione che possiamo dare agli altri, sebbene non ci rendiamo conto di questo.

Spesso trascuriamo la cura del corpo, la giusta attenzione al nostro stato di salute, a quei blocchi che ci costringono a delle tensioni muscolari, a contratture che sono lo specchio del nostro stato interiore.

La meditazione è un primo passo per rilasciare le tensioni e la prima cura avviene attraverso la nostra la nostra attenzione al respiro:

La “respirazione addominale” è quella che facciamo spingendo il diaframma verso il nostro basso ventre e la riconosciamo perchè vediamo la “pancia gonfiarsi” ( in realtà non è la pancia che si gonfia ma le viscere che sono spinte in fuori dall’abbassarsi del diaframma, che è il muscolo che divide la cassa toracica dai polmoni);

La “respirazione toracica è quella che ci fa gonfiare la cassa toracica e che si riconosce anche perché sentiamo e vediamo le spalle che si alzano.

Quando si decide di meditare è importante non occupare la mente con congetture, pensieri, sentimenti legati al passato o proponimenti ed aspettative legati alla meditazione stessa: più si rilascia ogni causa di ” impegno” della mente e maggiore sarà il senso di presenza – qui ed ora – al momento della meditazione.

Vi possono essere meditazioni mirate a collocare la nostra attenzione ad un ” oggetto” e meditazioni semplicemente focalizzate al respiro.

Se si volesse focalizzare l’attenzione ai rumori circostanti, ad ascoltare ed accogliere quanto avvenga intorno, è importante che non vi siano elementi disturbanti.

Concentrarsi in modo dolce sul respiro,con presenza mentale cercando di non farsi sopraffare dai pensieri ( riprendendo l’attenzione perduta sul respiro) è un modo per lasciare andare ed armonizzarci.

19.01.2013 Poetyca

All in one breath

The body and mind , our own posture are closely interconnected ,
our participation and our care must be well distributed.
We are a collection of thin ties that determine the first impression we give to others, even though we do not realize this .

Often we neglect the care of the body, proper attention to our health , to those blocks that force us to muscle tension , contractures that are the mirror of our inner state.

Meditation is a first step to release the tension and the first care is through our attention to our breath :

” Abdominal breathing ” is what we do by pushing the diaphragm toward our lower abdomen and recognize why we see the “belly bulge ” (actually it is not the stomach that swells but the bowels are pushed out of the dall’abbassarsi diaphragm, which is the muscle that separates the chest from the lungs ) ;

” Chest breathing is the one that makes us inflate the chest and also because it recognizes that we hear and see that the shoulders are raised .

When you decide to meditate is important not to occupy your mind with conjectures, thoughts, or feelings related to past intentions and expectations related to the meditation itself : you release any more because of ” commitment ” of the mind , the greater the sense of presence – and here now – at the time of meditation.

There may be meditations designed to put our attention to an “object” and meditations simply focused on the breath.

If you wanted to focus attention to the sounds around you , to listen and accept what happens around , it is important that there are no disturbing elements .

Focus on the breath in a gentle , mindful trying not to be overwhelmed by thoughts ( recovering lost the attention on the breath ) is a way to let go and harmonize .
19.01.2013 Poetyca

La comprensione non può essere praticata – The realm of non-thought , can not be explored


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Riflettendo…

La Riflessione

Il reame del non pensiero,
non può essere esplorato dalle percezioni.

Nella sfera del genuino “essere ciò che è”
Non v’è né “io” né “altro”.

Maestro Yunmen (864-949)

Quando l’incessante flusso
del pensiero cade nella nostra osservazione;
nulla deve turbare il nostro essere presenti:
restare specchio immoto senza turbamento
dove nessuna forma si rifletta è
guardare e non giudicare, accogliere e non separare.

Poetyca

L’insegnamento

La comprensione non può essere praticata

La comprensione non può essere praticata.
E’ stata fatta un po’ di confusione tra comprensione e presenza mentale.
Sono collegati, ma distinti.

“Sati”, o presenza mentale, implica che ci sia azione della mente.
Noi volutamente ci disponiamo a prestare attenzione alle nostre menti.
Esercitiamo uno sforzo.

La comprensione è diversa.
La comprensione è priva di qualsiasi azione.
La mente semplicemente “comprende”.

Non c’è alcuna azione qui,
solo una comprensione raccolta e spontanea che semplicemente “vede”.
Qui la presenza mentale è la causa e la comprensione è l’effetto.
Non puoi praticare o addestrare un effetto.
Puoi solo praticare qualcosa che sia la causa di ciò.

Dobbiamo partire dalla presenza mentale
così che la comprensione possa sorgere in noi.

Thynn Thynn, in Living Meditation, Living Insight
da Everyday Mind, pubblicato da Jean Smith, a cura di Tricycle book

La mente raccoglie e separa,
restringe ed allarga il suo raggio
nelle pulsioni del discernimento.

Essere comprensivi è quanto possa condurre
all’osservare senza sentirsi coinvolti
in reazioni e separazioni, dettate dal giudizio
nell’intento di protezione.

Poetyca

17.09.2006 Poetyca

Reflecting …

Reflection

The realm of non-thought ,
can not be explored by perceptions.

In the sphere of genuine ” being what it is “
There is neither ” I” nor “other.”

Master Yunmen ( 864-949 )

When the incessant flow
of thought falls in our observation ;
nothing should disturb our being present :
remain motionless mirror without disturbance
where no form is reflected is
look at and do not judge , welcome and do not separate .

Poetyca

The teaching

The understanding can not be practiced

The understanding can not be practiced.
E ‘ was made a little ‘ of confusion between understanding and mindfulness.
They are related, but distinct.

” Sati ” , or mindfulness, implies that there is action of the mind .
We deliberately we have to pay attention to our minds .
Exert some effort.

The understanding is different.
The understanding is devoid of any action.
The mind simply ” includes”.

There is no action here ,
only an understanding of collection and spontaneous than simply ” sees” .
Here the presence of mind is the cause and understanding the effect.
You can not practice or train an effect.
You can only practice something that is the cause of this.

We have to start from mindfulness
so that understanding may arise in us.

Thynn Thynn , in Living Meditation , Living Insight
from Everyday Mind , edited by Jean Smith, a Tricycle book

The mind collects and separates ,
narrows and widens its range
the impulses of discernment.

Being inclusive is what can lead
to observing without feeling caught
in reactions and separations , dictated by the judgment
the aim of protection.

Poetyca

17.09.2006 Poetyca

Chi siamo? – Who we are ?


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Chi siamo?
Gli altri, gli accadimenti, le cose che ci fanno reagire sono solo lo specchio nel quale scrutare il nostro volto.Sono le opportunità per educare la mente, che, come l’elefante fugge l’addestramento, proietta su altri le cause di un disagio, le accuse, le ” voci” che ci indeboliscono.
In psicologia Freud chiamò SuperIo questa voce che ci reguardisce:
– devi…non sei abbastanza…non sei capace…non ci riuscirai!
Se facessimo un viaggio a ritroso scopriremmo che è la stessa voce dei nostri genitori, della loro volontà di ” educare” magari con una forma che non rispettava le nostre inclinazioni ma aveva la pretesa di farci a ” loro immagine”, anche i genitori hanno avuto le frustrazioni nella vita, cause e concause che li abbia forgiati in quel modo, vorremmo essere come loro o cercare la nostra vera natura? Per fortuna con l’adolescenza avviene la riscoperta di sè e la capacità di sganciarci da questi condizionamenti per formare la nostra personalità. Purtroppo non è sempre facile, sia perchè non tutti si sanno rendere indipendenti dai condizionamenti ( la pesantezza) sia perchè in noi spesso si crea conflitto se desideriamo combattere la figura genitoriale ( che nel bene o nel male amiamo) e non possiamo ” distruggere”, in realtà non si devono attaccare i genitori ma si deve cercare in noi la causa del malessere, le aspettative, spesso hanno agito come meglio hanno potuto o saputo, malgrado un certo cumulo di errori, quello che dobbiamo capire è che ci possiamo liberare dalle loro energie, a volte da una subdola dipendenza o dall’insicurezza di non essere stati amati, ed allora spinti da aspettative strisciamo ai loro piedi nell’eterna attesa di un gesto che ci faccia capire che forse oggi ci dimostreranno l’amore che non hanno dato ieri. Ai genitori possiamo dare compassione, consapevoli che hanno dei limiti come tutti, possiamo invece trasformare dentro di noi quella voce che ci discredita, che ci appare quando siamo fragili, possiamo incominciare a non darle ascolto, sappiamo che è la nostra mente che non ci vuole diversi, non ci vuole fare decondizionare, alimenta la paura, la fragilità – il dolore.
Chi siamo? Quello che la mente dice? NO!
Siamo quello che altri possano pensare o dire di noi? La Persona ( la maschera secondo Jung)? NO! Siamo contenitori della buddhità, esseri meravigliosi che possono aprire gli occhi ed amare la vita, le opportunità, la presenza di piccole cose che, con attenzione scopriremo giorno per giorno. Ecco, lasciare andare l’ordinario, le abitudini, lo stress, i doveri e iniziare ad amare quello che facciamo, che siamo, che gli altri sono, senza giudizio, separatività è dare a noi stessi l’opportunità di danzare sul sorriso che regaleremo al mondo perchè il sorriso siamo noi.

08.08.2007 Poetyca

Who we are?

The others, the events, the things that make us react are only the mirror in which to scrutinize our face.They are the opportunities to educate the mind, which, like the elephant flees training, projects the causes of a discomfort onto others. , the accusations, the “rumors” that weaken us.
In psychology, Freud called this voice that concerns us super-ego:
– you must … you are not enough … you are not capable … you will not succeed!
If we made a journey backwards we would discover that it is the same voice as our parents, of their desire to “educate” perhaps with a form that did not respect our inclinations but had the claim to make us in “their image”, even the parents have had the frustrations in life, causes and contributing causes that forged them that way, would we like to be like them or seek our true nature? Fortunately, with adolescence there is the rediscovery of oneself and the ability to disengage from these conditionings to form our personality. Unfortunately it is not always easy, both because not everyone knows how to make themselves independent from conditioning (heaviness) and because conflict is often created in us if we want to fight the parental figure (which for better or for worse we love) and we cannot “destroy”, in reality we must not attack the parents but we must look for the cause of the malaise in us, the expectations, often they acted as best they could or knew, despite a certain accumulation of errors, what we need to understand is that we can free ourselves from them energies, sometimes from a devious addiction or from the insecurity of not having been loved, and then driven by expectations we crawl to their feet in the eternal waiting for a gesture that makes us understand that perhaps today they will show us the love they have not given yesterday. We can give compassion to parents, aware that they have limits like everyone else, we can instead transform within us that voice that discredits us, which appears to us when we are fragile, we can begin not to listen to it, we know that it is our mind that does not want us. different, does not want us to decondition, it feeds fear, fragility – pain.
Who we are? What does the mind say? NO!
Are we what others may think or say about us? The Person (the mask according to Jung)? NO! We are containers of Buddhahood, wonderful beings who can open our eyes and love life, opportunities, the presence of little things that we will carefully discover day by day. Here, letting go of the ordinary, habits, stress, duties and starting to love what we do, who we are, what others are, without judgment, separativeness is to give ourselves the opportunity to dance on the smile that we will give. to the world because we are the smile.
08.08.2007 Poetyca

Il cambiamento consapevole – The conscious change



Il cambiamento consapevole

Si dice che quando si è di fronte ad un problema, ad una nostra condizione di caos interiore – il prendere consapevolezza – possa indicare già una via risolutiva.
Se con atteggiamento incoerente si dicesse solo a parole di voler sanare un nostro atteggiamento ( riconoscendoci responsabili della realtà esteriore come specchio della propria interiorità) ma ad esso non seguisse alcuno sforzo o fatto concreto, persino il prendere atto sarebbe energia dispersa.

Ecco che l’informazione approfondita, il riconoscere reali cause e reali effetti equivale alla retta visione.
Ma ad essere deve fare seguito il retto sforzo, la capacità di abbracciare quella volontà che possa rendere attenta la nostra capacità di agire rettamente.

Chiaramente si delinea la scelta di quanto si faccia, di cosa si voglia apportare – partendo dal nostro quotidiano – assumendo precise responsabilità e tentando di scuoterci dalla letargia di chi accetta tutto, non si pone domande, non tenta di cambiare le proprie abitudini e segue il solito branco.
Forse non si potrebbe varcare la soglia del cambiamento, della determinazione e della volontà se non si arrivasse sull’orlo del baratro, solo guardando verso il fondo e sentendo premere lo spirito di conservazione potremmo essere capaci di quella iniziativa che ” salva il mondo”.
Un tempo Giovanbattista Vico parlava di corsi e ricorsi storici, di ere e di atteggiamenti politici che erano destinati a decadere per poi ritornare, una muta spirale che ci conduce ad essere passivi e mai capaci di consapevolezza, di valore individuale.
Eppure ci sono cose che potrebbero cambiare, che possono apparire controtendenza ma sono realmente efficaci se solo si volesse percorrere con intelligenza il percorso che spazza via l’egemonia di alcune ” corporazione” che schiacciano i più deboli e che mantengono il loro impero sul petrolio e sul dollaro.
Che affamano gli Stati più poveri del mondo attraverso il debito pubblico e i semi transgenici, che permettono all’economia di far pascolare vacche per il consumo di carne senza criterio e non incrementa la coltivazione di cereali per il fabbisogno dei paesi del terzo mondo.

Basterebbe utilizzare risorse non inquinanti, a basso costo con l’energia alternativa. Ma gli interessi per non lanciare queste risorse,per mantenere l’attuale stato di cose, sono molto alti.Non si pensa all’effetto serra, all’entropia e alle reali cause delle guerre e quanto conduca alla situazione attuale in Medio Oriente per via del petrolio.
Basti pensare che se si usasse l’olio di colza, persino ritenuto nocivo per la salute ma venduto nei supermercati, come carburante per auto, esso in funzione di carburante avrebbe il suo prezzo maggiorato perchè si devono pagare le tasse governative e si verrebbe multati se ci si sottrae a questo, eppure il prodotto è il medesimo!
Se il corporativismo, ad imitazione ed accettazione di quella sorta di globalizzazione servaggia deve stravolgere l’economia dei popoli, se solo alcuni paesi devono essere ricchi e non si pensa al beneficio di tutti.
Se è sempre sulla pelle dei più deboli, di bambini che sono sfruttati, se la causa delle carestie e delle migrazioni di massa si lega al corpotativismo che con la sua pressione non sa tutelare e proteggere,
davvero credo che si perderà ogni giorno il valore delle tradizioni, delle piccole cose e di quanto sia insito in una cultura che va morendo giorno per giorno perchè al progresso non deve mai corrispondere lo spazzare il vecchio. Una cultura senza radici è destinata a morire. Tutti noi stiamo morendo e non vogliamo fare nulla.

Riflettiamo

28.04.2009 Poetyca

The conscious change

It is said that when we are faced with a problem, with our condition of inner chaos – becoming aware – it can already indicate a solution.
If with an incoherent attitude we were told only in words that we wanted to heal our attitude (recognizing ourselves responsible for the external reality as a mirror of our own interiority)but no concrete effort or fact followed, even taking note would be dispersed energy.
Here, in-depth information, recognizing real causes and real effects is equivalent to right view.
But right effort must follow, the ability to embrace that will that can make our ability to act rightly attentive.
The choice of what to do, what to bring – starting from our daily life – is clearly defined responsibility and trying to shake us from the lethargy of those who accept everything, do not ask questions, do not try to change their habits and follows the usual pack.
Perhaps one could not cross the threshold of change, determination and will if one did not reach the brink of the abyss, just looking down and feeling the spirit press of conservation we might be capable of that initiative that “saves the world”.
Giovanbattista Vico once spoke of historical courses and recourses, of eras and political attitudes that were destined to decay and then return, a silent spiral that leads us to be passive and never capable of awareness, of individual value.
Yet there are things that could change, which may seem counter-trend but are really effective if only one wanted to travel with intelligence the path that sweeps away the hegemony of some “corporations” that crush the weakest and maintain their empire on oil and the dollar.
That starve the poorest states in the world through public debt and the transgenic seeds, which they allow the economy of grazing cows for the consumption of meat without criteria and does not increase the cultivation of cereals for the needs of third world countries.
It would be enough to use non-polluting, low-cost resources with alternative energy. But the interest in not launching these resources, in maintaining the current state of affairs, is very high entropy and the real causes of wars and how much oil leads to the current situation in the Middle East.
Just think that if you used the oil of rapeseed, even considered harmful to health but sold in supermarkets, as fuel for cars, it would have its price as fuel increased because you have to pay government taxes and you would be fined if you avoid this, yet the product is the same!
If corporatism, in imitation and acceptance of that sort of globalization, serves it must upset the economy of peoples, if only some countries are to be rich and not everyone’s benefit is thought of.
If it is always on the skin of the weakest, of children who are exploited, if it causes it of famines and mass migrations is linked to corpotativism that with its pressure does not know how to protect and protect,
I really believe that every day we will lose the value of traditions, small things and what is inherent in a culture that is dying day by day because progress must never match the sweep the old. A rootless culture is doomed to die. We are all dying and we don’t want to do anything.
We reflect

28.04.2009 Poetyca

Sogno di carta – Dream paper


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Sogno di carta

Ripiegato e stretto
nel chiuso di un cassetto
senza colori da respirare
senza mare da attraversare
Foglio di carta bianco
in cerca di tinte pastello
sogni d’esser barchetta
in un dipinto mare
magico specchio
per un quarto di luna
Magiche mani d’artista
ti vestono di vita
sulla tela del suo quadro
e con altre compagne
diventi infanzia perduta
e ancora da accarezzare

29.08.2003 Poetyca

Dream paper

Folded and narrow
in a locked drawer
colorless to breathe
no sea to cross
Blank sheet of paper
looking for pastel
dreams of being boat
Painted in a sea
magic mirror
for a quarter of the moon
Artist’s magical hands
you dress in life
on the canvas of his painting
and with other companions
become lost childhood
and again to stroke

29.08.2003 Poetyca


Sull’Amare – On loving


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Sull’Amare

Ci troviamo a cercare e a confrontarci con noi stessi per seminare le cose in cui crediamo. Il rapporto con gli altri,diversi da noi per consuetudini ed idee è spesso un rapporto di compromesso: Apertura e disponibilitá sono la via spianata per esperire atteggiamenti,attenzione e confronto con altri aspetti di noi stessi in altre persone,le quali a volte fungono da specchio.E’ attraverso questo confronto che possiamo mettere in atto flessibilità,accoglienza e compassione ma questo non deve farci perdere di vista il rispetto di sè,la continuità della ricerca interiore ed un mirato ascolto di quanto si manifesta,in modo spontaneo,senza farsi manipolare o piegare dall’altrui giudizio o da pressioni esterne atte a farci mutare comportamento o, soprattutto,dal nostro attaccamento alla nostra immagine o alle apparenze. Amare o partecipare alla vita degli altri deve essere un percorso spontaneo ed incondizionato. Tutti noi dovremmo lavorare per trovare la gioia di un confronto costruttivo. Senza rabbia o timore.

Esistono persone capaci di amare…malgrado tutto e senza pianificare nulla.
Non lo fanno in nome di un Dio o per guadagnarsi un lontano Paradiso, semplicemente provano una gioia profonda nell’esprimere la propria natura.Non tentano di trarre piacere ma vivono pienamente l’attimo presente. Perchė consapevoli che tutto è Amore.

Il ricevere quel che si semina è una legge naturale, qualcuno lo chiama Karma.
Anche nella Bibbia, nell’Antico Testamento, in Proverbi si afferma che ” Chi semina vento raccoglie tempesta” (Osea 8,7). Una piccola nota per comprendere che siamo responsabili delle nostre azioni. Amare non è qualcosa che si programma o si imita, accade.
La rabbia, l’odio, la vendetta, hanno una sorta di potere corrosivo che danneggia chi per primo coltiva tali semi.
Meglio dimenticare le cause di sofferenze e amare comunque ( anche se difficile) che farsi contaminare da energie corrosive e distruttive.

16.01.2014 Poetyca

On loving

We are to seek and confront ourselves to sow the things we believe . The relationship with others different from us for traditions and ideas is often a relationship of compromise : Opening and availability are clearing the way for seeking attitudes , attention and comparison with other aspects of ourselves in other people , which sometimes act as specchio.E ‘ through this comparison we can implement flexibility , warmth and compassion but this should not make us lose sight of the self-respect , the continuity of soul searching and a focused listening to what occurs in a spontaneous way , without being manipulate or bend dall’altrui judgment or by outside pressures designed to make us change behavior or , more importantly, from our attachment to our image or appearances. To love or to participate in the lives of others should be a path spontaneous and unconditional . All of us should work to find the joy of a constructive dialogue . Without anger or fear .

There are people who are able to love in spite of everything … and not planning anything.
Do not do it in the name of God or to earn a distant paradise , simply feel a deep joy in expressing their natura.Non try to get pleasure but fully live the present moment . Because they are aware that everything is Love.

The get what you sow is a natural law , some call it Karma .
Even in the Bible, in the Old Testament , Proverbs says that “He who sows the wind reaps the whirlwind .” (Osea 8,7) A small note to understand that we are responsible for our actions. Love is not something you or program imitates , it happens .
Anger , hatred , revenge, have some sort of corrosive power that harms those who first cultivated these seeds.
Better to forget the causes of suffering and still love (although difficult ) to be contaminated by corrosive and destructive energies .

16/01/2014 Poetyca

La ragazza che guardava le stelle – The girl looked at the stars


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La ragazza che guardava le stelle

C’era una volta una ragazza che nella propria vita conosceva il buio della notte
ma non dimenticava di guardare  anche le stelle.
              In una notte splendida la ragazza pensò di voler diventare una Lady di Luce,
questo era il suo più grande desiderio, con il convincimento che potesse aiutare gli altri.
Ella espresse  il desiderio ad una stella cadente e quando la ragazza andò a dormire non poteva
essere a conoscenza del fatto che il suo cammino era già diverso.
 
              Nel tempo  la ragazza si accorse  di come alcune cose la facessero soffrire e di come,
in quei momenti, si sentisse tanto fragile e sola,temeva  allora di aver perduto tutte le proprie forze,
decise  allora che tutte le sue lacrime  dovessero essere conservate in una boccetta di cristallo.
In poco tempo la ragazza riempì la sua boccetta e la teneva attaccata ad una catena d’argento
come ciondolo, per rendersi conto di quanto fosse fragile.
Avrebbe voluto recuperare le sue forze, essere diversa e non dover piangere per ogni circostanza,
senza saper come fare per cambiare le cose, nella sua vita e in quella degli altri.
 
             Una notte di luna piena, mentre  la ragazza era accanto ad un lago, incapace di riposare, vide la sua immagine riflessa e rimase stupita nel constatare che il suo volto, a differenza del passato, fosse tanto luminoso,chiese allora ad un cerbiatto con occhi dolcissimi  che era lì vicino, per quale motivo la sua immagine fosse luminosa, la ragazza sentiva che quell’animale era in grado di dare una risposta e il cerbiatto che altri non era che la fata Speranza , le rispose che quello era il momento più bello, capace di mostrare come le cose siano trasformate e come si possano usare degli strumenti che erano già in noi ma che erano dimenticati, quel momento  si chiamava “consapevolezza”.La ragazza si fece spiegare il senso di quelle parole e la fata mostrò le sue vere sembianze, svelo di non essere un cerbiatto bensì Fata Speranza, chiedendo alla ragazza di gettare la boccetta nel lago, poiché il suo cuore aveva sempre racchiuso un prezioso tesoro che l’avrebbe resa Lady Luce : la sensibilità.

Non era necessario raccogliere le lacrime e temere di perdere le forze, di essere fragili, ma era importante agire
con il Cuore e con gli strumenti dimenticati.
La ragazza si specchio di nuovo nelle acque del lago e vide se stessa che ora era una principessa di Luce bellissima,comprese dunque che tutto quel dolore era a causa di quel cuore sensibile, che ogni lacrima era un dono che una stella faceva , un prezioso frutto del Cuore che è seme per imparare ad accogliere e comprendere anche la sofferenza degli altri.

La ragazza non raccolse più le lacrime e non si sentì fragile ma capace di comprendere la forza della sensibilità.
 
Poetyca

The girl looked at the stars

There once was a girl in his life he knew the dark of night
but do not forget to also look at the stars.
              In one night the beautiful girl he thought he wanted to be a Lady of Light,
this was his greatest desire, with the belief that he could help others.
She expressed a wish to a shooting star, and when the girl went to sleep could not
be aware of the fact that his path was already different.
 
              Over time, she realized that some of the things made him suffer and how,
in those moments, he felt so fragile and alone, then he feared that he had lost all his strength,
then decided that all her tears were to be preserved in a bottle of crystal.
In a short time she filled his flask and kept attached to a silver chain
as a pendant, to realize how fragile it was.
He wanted to recover his strength, be different and not have to cry for all circumstances,
without knowing how to go about changing things in his life and the lives of others.
 
             A full moon night, while the girl was next to a lake, unable to rest, he saw his reflection and was startled to see that his face, unlike in the past, it was so bright, then asked a young stag with eyes sweet that was close by, why his image was bright, she felt that this animal was able to give an answer, and the fawn that was none other than the fairy Hope, he replied that it was the most beautiful moment capable of showing how things have transformed and how you can use the tools that were already in us, but they were forgotten, that time was called “mindfulness.” She stepped explain the meaning of those words and the fairy showed his true likeness, reveal that it is not a deer but Fata Hope, asking the girl to throw the bottle in the lake, because his heart had always enclosed a precious treasure that would make Lady Light: the sensitivity.

It was not necessary to collect the tears and fear losing the forces, to be fragile, but it was important to act
with the heart and with the tools forgotten.
The girl in the mirror again and saw the waters of the lake itself was now a beautiful princess of Light, including, therefore, that all that pain was due to the sensitive heart, every tear that was a gift that was a star, a valuable Heart fruit of that seed is to learn to accept and even understand the suffering of others.

The girl did not pick up more tears and did not feel fragile but able to understand the strength of feeling.
 
Poetyca

The Church


I The Church sono fra gli esponenti del rock psichedelico degli anni ottanta. La formazione è nata a Sydney, in Australia nel 1978.

Esordiscono nel 1980 con il singolo She Never Said. L’anno successivo pubblicano per il mercato australiano, il loro primo album intitolato Of Skins and Heart trainato dai singoli The Ungarded Moment, Too Fast for You e Tear It All Away, che a breve distanza viene pubblicato anche in Europa con il titolo di The Church.

La band propone un rock neopsichedelico con venature pop, sull’onda di analoghe neonate formazioni come R.E.M., Rain Parade, Green on Red, Dream Syndicate, Game Theory, The Triffids, Three O’Clock, Plimsouls, Hoodoo Gurus, The Long Ryders, si stava affermando nello scenario rock di quegli anni.

Il sound dei Church, tuttavia, si contraddistingue per le forti tonalità visionarie che, coi successivi album The Blurred Crusade (del 1982), Seance (del 1983) e Remote Luxury (del 1984), trovano la loro piena espressione.

Ma è con Heyday (del 1985) e Starfish (del 1988), che Steve Kilbey, Marty Willson-Piper, Peter Koppes e Richard Ploog sfiorano il successo mondiale, grazie a un rock che si fa più sostenuto e corposo e strizza l’occhio anche a sonorità più radiofoniche. Il singolo Under the Milky Way con le sue atmosfere agrodolci e arpeggi di chitarra che richiamano atmosfere irreali, rimane il loro brano più conosciuto, grazie anche ad un videoclip promozionale in assidua rotazione sulle televisioni musicali più note di quel periodo.

Il sound dei Church negli anni 90 si è sviluppato percorrendo nuove strade, pur mantenendo una coerenza stilistica di base, senza però ottenere il successo precedente. Si è accentuato l’uso dell’elettronica soprattutto negli album come Priest=Aura e Sometime Anywhere. Sono invece arrivati ad una buona mediazione tra il loro sound degli anni ottanta e la sperimentazione dei novanta nei lavori prodotti dopo il 2000: After Everything Now This, Forget Yourself e Uninvited, Like the Clouds, i tre dischi forse più completi e maturi che la band australiana abbia mai prodotto.

I componenti del gruppo hanno affiancato un’intensa carriera solista e di progetti paralleli. Si segnalano gli Hex e i Jack Frost di Kilbey, i Well di Koppes.

Il 17 ottobre 2014 esce il 25º album in studio intitolato “Further/Deeper”, registrato in soli otto giorni alla fine del 2013. L’album segna l’ingresso nella band del chitarrista Ian Haug al posto di Marty Wilson Piper che, secondo Kilbey, si era dichiarato non disponibile per l’incisione di un nuovo disco e ralativo tour.

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Church

The Church is an Australian psychedelic rock band formed in Sydney in 1980. Initially associated with new wave, neo-psychedelia and indie rock, their music later came to feature slower tempos and surreal soundscapes reminiscent of dream pop and post-rock. Glenn A. Baker has written that “From the release of the ‘She Never Said’ single in November 1980, this unique Sydney-originated entity has purveyed a distinctive, ethereal, psychedelic-tinged sound which has alternatively found favour and disfavor in Australia”.The Los Angeles Times has described the band’s music as “dense, shimmering, exquisite guitar pop”.

The founding members were Steve Kilbey on lead vocals and bass guitar, Peter Koppes and Marty Willson-Piper on guitars and Nick Ward on drums. Ward only played on their debut album and the band’s drummer for the rest of the 1980s was Richard Ploog. Jay Dee Daugherty (ex-Patti Smith Group) played drums from 1990 to 1993 and was replaced by Tim Powles, who has remained with them ever since. Koppes left the band from 1992 to 1997 and Willson-Piper left in 2013. He was replaced by Ian Haug, formerly of Powderfinger. Kilbey, Koppes and Powles also recorded together as “The Refo:mation” in 1997.

The Church’s debut album, Of Skins and Heart (1981), delivered their first radio hit “The Unguarded Moment” and they were signed to major labels in Australia, Europe and the United States. However, the US label was dissatisfied with their second album and dropped the band without releasing it. This put a dent in their international success, but they returned to the charts in 1988, with the album Starfish and the US Top 40 hit “Under the Milky Way”. Subsequent mainstream success has proved elusive, but the band retains a large international cult following and were inducted into the ARIA Hall of Fame in Sydney in 2011. The Church continue to tour and record, releasing their 24th studio album, Further/Deeper, in October 2014.
https://en.wikipedia.org/wiki/The_Church_(band)

Petali -Petals


purelove

Petali

Oceano lambisce
anime in viaggio
nel respiro lieve
Mandala racchiuso
nel tempo senza tempo
impresso nel silenzio
Petali sovrapposti
colori di luce viva
soffice incanto
Specchio del Cuore
dove l’infinito cammino
abbraccia e regala Amore
09.08.2013 Poetyca
Petals
Ocean lapping
souls on the road
in the light breath
Mandala enclosed
in time without time
imprinted in the silence
Overlapping petals
colors of bright light
soft charm
Mirror of the Heart
where the infinite path
Embraces and gives Love
09/08/2013 Poetyca

Sbriciolo ricordi – I crumble memories


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Sbriciolo ricordi

Erano rose
accarezzate e recluse
tra le pagine di un libro

Era soffuso incanto
che avvolgeva
anima e pensiero

Corda senza interruzione
che tenevano inseme
parole e vita

Più volte ho creduto
sperato e amato
senza credere vero
il sottile filo
che nero varcava
il disincanto

Eravamo tu ed io
sotto la pergola antica
a raccontare incanti
in lamine d’oro
– parole di vita –
perchè ci credevamo

Ed ora dimmi
di questo tuono
questa discordia sdrucita
tra parole acute
senza più poesia

Perle cadute
e ferita aperta
che mormora apatia
di un perduto sorriso

Volevo che non finisse
questo sogno sfatto
per essere fonte di magia
in aeree danze

Ma il tempo è inganno
lo sento avanzare
a rubare tutto
per non farci credere
– ancora una volta –
al perduto attimo
che possa tornare

Alimento volute di fumo
– i nostri ideali –
e nel silenzio immoto
saranno ali
oltre le piaghe infette
di chi s’è fermato
e non ci vuol seguire

24.05.2005 Poetyca

I crumble memories

There were roses
caressed and recluse
between the pages of a book

It was suffused with charm
that enveloped
soul and mind

Rope without interruption
that held concomitantly
words and life

I have often thought
hoped and loved
without believing true
the thin wire
that black crossed
disenchantment

Were you and I
under the pergola old
telling charms
in gold foil
Words of life
because we believed

And now tell me
This thunder
this strife torn
words between acute
no more poetry

pearls falls
and open wound
that murmurs apathy
of a lost smile

I wanted it to never end
this dream unmade
to be a source of magic
in aerial dance

But time is deception
I feel advance
to steal everything
for us not to believe
Once again
lost in the moment
he can return

Food plumes of smoke
Our ideals
and in motionless silence
wings will be
over infected wounds
who has stopped
and we do not want to follow

24.05.2005 Poetyca

Fiore di loto – Lotus Flower


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Fiore di loto

Gli antichi cinesi sostenevano che, dopo aver visto una volta come cresce il loto negli ambienti acquatici, non si può più dimenticarne quanto è spettacolare e altamente allusivo. Quando i popoli primitivi si ritrovarono ad assistere al risorgere del loto dal fondo dei corsi d’acqua inariditi dalla mancanza di pioggia, lo considerarono simbolico dell’immortalità e della resurrezione. I semi durissimi e impermeabili possono rimanere in uno stato di prolungata quiescenza e germinare anche dopo oltre 400 anni, ma ne sono stati ritrovati in Cina addirittura risalenti a 1.200 anni fa. I fiori delicati e profumati, del diametro fino a 25 cm, della pianta d’acqua dolce del loto hanno un profondo significato nelle religioni orientali: rappresentano la purezza e il potere creativo in un ambiente avverso, la sapienza divina, il progresso interiore della coscienza dell’individuo verso il livello superiore ma, per via del loro generarsi spontaneamente, ricordano la nascita divina e la fertilità.

Secondo alcune interpretazioni, il loto sarebbe nativo in Egitto, poi diffuso in India e assimilato dal Buddismo in seguito. Brahma, il Creatore e Dio padre dell’universo nella dottrina induista, è raffigurato nascente da un fiore di loto che spunta dall’ombelico della divinità Vishnu, il Conservatore, nelle tradizionali rappresentazioni indù. Per la sua caratteristica naturale di nascere dal fango senza risultarne macchiato, il significato del loto è diventato simbolico della purezza, dell’elevazione spirituale che emerge dal caos primordiale negli insegnamenti spirituali e nelle tradizioni filosofiche ed esoteriche tantriche originatesi nelle religioni indiane. I centri energetici (‘chakra’) della funzione vivente a multilivello sono associati con il numero variabile dei petali del loto e il suo fiorire diventa equivalente dell’illuminazione, della rivelazione finale.

Nel Buddismo, i fiori di loto costituiscono un’offerta particolarmente sacra quale simbolo di Buddha, della purezza del corpo e della parola, dell’affidabilità e dell’illuminazione della mente nell’uomo virtuoso. La preghiera buddista tradotta come ‘Oh, il gioiello del fiore di loto!’ ne esalta gli attributi di purezza, delicatezza e bellezza. I fiori si aprono soltanto per pochi giorni, poi ogni petalo scivola silenziosamente in acqua, uno per volta, nell’arco di un breve periodo, mentre le foglie coriacee rimangono sempre pulite essendo assai idrofobiche in superficie in seguito ad una proprietà denominata ‘effetto loto’. La pianta nasce da un seme che attecchisce sul fondo di acque stagnanti, immerso nel fango – sinonimo di ciò che è materiale, attaccamento, desiderio, avidità, odio, illusione – al buio come è l’ignoranza, che non consente di individuare con chiarezza la verità nella vita. La semenza cresce verso l’alto, attratta dal calore e dalla luce del sole, allo stesso modo degli esseri umani che crescono ricercando per natura l’amore, la compassione, il vero. Gli steli lunghi e tubolari portano separatamente una foglia rotonda di grandi dimensioni e un fiore appariscente che si dischiude a poco a poco, un petalo alla volta, al risveglio dei raggi del sole mattutino, come ad aprirsi completamente all’illuminazione, alla vita spirituale. I petali, come raggi di sole, galleggiano sempre in superficie, completamente alla luce, per richiudersi con il calare della sera. Il fiore rimane ancorato con le radici, ma si muove liberamente secondo il flusso di acqua, come succede ogni istante nell’evoluzione di ogni situazione. La rivelazione di Buddha nel ‘Sutra del Loto’ – uno dei testi fondamentali per le scuole buddiste cinesi e giapponesi – riguarda la forza vitale universale che origina e regola tutti i fenomeni esistenti.

http://www.giardinaggio.net/Fiori/significato-dei-fiori/Loto.asp

Lotus Flower

The ancient Chinese claimed that, having once seen as the lotus grows in aquatic environments, one can not forget what is spectacular and highly suggestive. When primitive peoples found themselves witness the resurgence of lotus from the bottom of rivers dried up from lack of rain, saw it as symbolic of immortality and resurrection. The seeds are extremely hard and impermeable to remain in a state of prolonged quiescence and germinate even after more than 400 years, but have been found in China even dating back to 1,200 years ago. The delicate flowers and fragrant, with a diameter up to 25 cm, the plant freshwater lotus have a deep meaning in Eastern religions: they represent the purity and creative power in an adverse environment, the divine wisdom, the inner progress of consciousness to the upper level of the individual, but because of their generated spontaneously, remember the divine birth and fertility.

According to some interpretations, the lotus was native to Egypt, then spread to India and assimilated by Buddhism later. Brahma, the Creator and God the Father of the universe in Hindu doctrine, is shown emerging from a lotus flower that grows from the navel of the god Vishnu, the Preserver, in the traditional Hindu representation. Due to its characteristic natural born from the mud without reason be stained, the meaning of the lotus has become symbolic of the purity of the spiritual that emerges from the primordial chaos in spiritual teachings and traditions of philosophical and esoteric Tantric originated in Indian religions. The energy centers (‘chakra’) of living in multi-function associated with the variable number of petals of the lotus flower and its becomes equivalent illumination, the final revelation.

In Buddhism, the lotus flowers are a particularly sacred as a symbol of Buddha, the purity of body and speech, reliability and enlightenment of the mind virtuous man. The Buddhist prayer translated as, ‘Oh, the jewel of the lotus flower!’ Enhances the attributes of purity, delicacy and beauty. The flowers open only for a few days, then each petal slips silently in water, one at a time, over a short period, while the leaves coriaceous remain always clean being very hydrophobic surface in response to a property named ‘lotus effect ‘. The plant originates from a seed that takes root at the bottom of stagnant water, in the mud – synonymous with what is material, attachment, desire, greed, hatred, delusion – in the dark as ignorance, which does not allow to clearly identify the truth in life. The seed grows up, attracted by the warmth and light of the sun, in the same way human beings who grow up searching for the nature of love, compassion, true. The long stems and tubular separately carry a large round leaves and a showy flower that unfolds gradually, one petal at a time, the awakening of the rays of the morning sun, as to open up completely to enlightenment, spiritual life. The petals, like rays of sunshine, always floating on the surface, the light completely, to close again with nightfall. The flower remains anchored with the roots, but moves freely according to the flow of water, as happens every moment in the evolution of each situation. The revelation of the Buddha in ‘Lotus Sutra’ – one of the fundamental texts for the Chinese and Japanese Buddhist schools – about the universal life force that creates and governs all phenomena exist.

The Best of the Doors [Full Album]


I Doors sono stati un gruppo musicale statunitense, fondato nel 1965 da Jim Morrison (cantante), Ray Manzarek (tastierista), Robby Krieger (chitarrista) e John Densmore (batterista), e scioltosi definitivamente dopo otto anni di carriera effettiva nel 1973[2], due anni dopo la morte di Jim Morrison (avvenuta il 3 luglio del 1971).

Sono considerati uno dei gruppi più influenti e controversi nella storia della musica, alla quale hanno unito con successo elementi blues, psichedelia[2] e jazz[3][4]. Molti dei loro brani, come Light My Fire, The End, Hello, I Love You e Riders on the Storm, sono considerati dei classici e sono stati reinterpretati da numerosi artisti delle generazioni successive.

I Doors hanno venduto più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo.[5][6] Tre album in studio della band, The Doors (1967), L.A. Woman (1971) e Strange Days (1967), sono presenti nella lista dei 500 migliori album, rispettivamente alle posizioni 42, 362 e 407. Nel 1993 i Doors furono inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame.

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Doors

The Doors were an American rock band formed in 1965 in Los Angeles, with vocalist Jim Morrison, keyboardist Ray Manzarek, guitarist Robby Krieger and drummer John Densmore. The band took its name from the title of Aldous Huxley’s book The Doors of Perception,[2] which itself was a reference to a William Blake quote: “If the doors of perception were cleansed every thing would appear to man as it is, infinite.”[3] They were among the most controversial, influential and unique rock acts of the 1960s, mostly because of Morrison’s lyrics and charismatic but unpredictable stage persona. After Morrison’s death on 3 July 1971, aged 27, the remaining members continued as a trio until disbanding in 1973.[4]

Signing with Elektra Records in 1966, the Doors released eight albums between 1967 and 1971. All but one hit the Top 10 of the Billboard 200 and went platinum or better. The 1967 release of The Doors was the first in a series of top ten albums in the United States, followed by Strange Days (1967), Waiting for the Sun (1968), The Soft Parade (1969), Morrison Hotel (1970), Absolutely Live (1970) and L.A. Woman (1971), with 20 Gold, 14 Platinum and 5 Multi-Platinum album awards in the United States alone.[5] The band had three million-selling singles in the U.S.—”Light My Fire”, “Hello, I Love You” and “Touch Me”. After Morrison’s death in 1971, the surviving trio released two albums Other Voices and Full Circle with Manzarek and Krieger sharing lead vocals. The three members also collaborated on the spoken-word recording of Morrison’s An American Prayer in 1978 and on the “Orange County Suite” for a 1997 boxed set. Manzarek, Krieger and Densmore reunited in 2000 for an episode of VH1’s “Storytellers” and subsequently recorded Stoned Immaculate: The Music of the Doors with a variety of vocalists.

Although the Doors’ active career ended in 1973, their popularity has persisted. According to the RIAA, they have sold 33 million certified units in the US[6] and over 100 million records worldwide,[7] making them one of the best-selling bands of all time.[8] The Doors have been listed as one of the greatest artists of all time by many magazines, including Rolling Stone, which ranked them 41st on its list of the 100 Greatest Artists of All Time.[9] The Doors were the first American band to accumulate eight consecutive gold and platinum LPs.[10]

In 2002 Manzarek and Krieger started playing together again, branding themselves as the Doors of the 21st Century, with Ian Astbury of the Cult on vocals. Densmore opted to sit out and, along with the Morrison estate, sued the duo over proper use of the band’s name and won. After a short time as Riders On the Storm, they settled on the name Manzarek-Krieger and continued to tour until Manzarek’s death in 2013 at the age of 74.

Three of the band’s studio albums, The Doors (1967), L.A. Woman (1971), and Strange Days (1967), were featured in Rolling Stone’s 500 Greatest Albums of All Time, at positions 42, 362 and 407 respectively.

The band, their work, and Morrison’s celebrity are considered important to the counterculture of the 1960s.[11][12][13][14][15]

The Doors were inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 1993.

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Doors

Crosby, Stills, Nash e Young – Full Concert – 12/04/88 – Oakland Coliseum Arena (OFFICIAL)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=W80XEPxDDQM]

Crosby, Stills, Nash & Young (spesso abbreviato CSN&Y) è un supergruppo musicale statunitense di musica pop/rock che ha avuto un momento di particolare notorietà nei primi anni settanta. I musicisti che lo formavano erano appartenuti a tre gruppi attivi nella metà degli anni sessanta e specializzati nel repertorio folkrock (gli statunitensi Byrds e Buffalo Springfield e gli inglesi Hollies). Tali gruppi erano considerati una sorta di alter ego dei Beatles e, almeno in parte, un tentativo di risposta statunitense allo strapotere del gruppo di Liverpool

La formazione base era inizialmente costituita dal trio Crosby, Stills & Nash: nel 1969 fu pubblicato il loro primo album il cui titolo era costituito semplicemente dai loro cognomi e che scalò rapidamente le classifiche di vendita. Solo successivamente ad essi si aggiunse Neil Young (in occasione del Festival di Woodstock).

Furono tre gli album pubblicati a cavallo degli anni sessanta e settanta: Déjà vu; So Far (con l’immagine in copertina disegnata da Joni Mitchell); e il doppio live 4 Way Streetche costituisce la summa del loro percorso artistico unitario, che contiene tra le altre la celebre canzone-invettiva Ohio, scritta da Neil Young in memoria dell’eccidio compiuto nel 1970 a Kent (Ohio) dalla polizia che sparò su studenti pacifisti uccidendone quattro, divenuta il loro personale manifesto contro l’impegno statunitense nella guerra del Vietnam.

Altri brani da segnalare nella produzione di quegli anni sono Teach Your Children, The Lee Shore, Suite: Judy Blue Eyes, Carry On, Right Between the Eyes, Love the One You’re With, e la loro interpretazione di Woodstock di Joni Mitchell.

Anche singolarmente – nel divenire di lunghe anche se non sempre lineari carriere – i quattro componenti del CSN&Y hanno riscosso un notevole successo sia in termini di popolarità che di vendite di dischi. Nel 1998 CSN&Y sono stati inseriti nella Vocal Group Hall of Fame. Più volte scioltisi e più volte ricompostisi – sotto forma di duo o trio, in combinazioni differenti – sono tornati a esibirsi live nella primavera del 2005. CSN hanno poi fatto due tournée, con passaggi anche in Italia, nel 2011 (Padova, Milano, Firenze e Roma) e poi nel 2013 (Brescia e Piazzola Sul Brenta di Padova).

http://it.wikipedia.org/wiki/Crosby,_Stills,_Nash_%26_Young

Crosby, Stills & Nash (CSN) is a folk rock supergroup made up of David Crosby, Stephen Stills and Graham Nash. They are known as Crosby, Stills, Nash & Young (CSNY) when joined by occasional fourth member Neil Young. They are noted for their intricate vocal harmonies, often tumultuous interpersonal relationships, political activism, and lasting influence on American music and culture. All four members of CSNY have been inducted into the Rock and Roll Hall of Fame twice,[1] though Young’s inductions were for work not involving the group.

Prior to the formation of CSN, each member of the band had belonged to another prominent group. David Crosby played guitar, sang and wrote songs with the Byrds; Stephen Stills had been a guitarist, keyboardist, vocalist and songwriter in the band Buffalo Springfield (which also featured Neil Young); and Graham Nash had been a guitarist, singer and songwriter with the Hollies.

Due to internal friction, Crosby was dismissed from The Byrds in late 1967.[2] By early 1968, Buffalo Springfield had disintegrated, and after aiding in putting together the band’s final album, Stills was unemployed. He and Crosby began meeting informally and jamming. The result of one encounter in Florida on Crosby’s schooner was the song “Wooden Ships“, composed in collaboration with another guest, Jefferson Airplane‘sPaul Kantner.[3]

Graham Nash had been introduced to Crosby when the Byrds had toured the United Kingdom in 1966, and when the Hollies ventured to California in 1968, Nash resumed his acquaintance with him.[4] At a party in July 1968 at Joni Mitchell‘s house, Nash asked Stills and Crosby to repeat their performance of a new song by Stills, “You Don’t Have To Cry”, with Nash improvising a third part harmony.[5] The vocals jelled, and the three realized that they had a unique vocal chemistry.

Creatively frustrated with the Hollies, Nash decided to quit the band and work with Crosby and Stills. After failing an audition with the BeatlesApple Records, they were signed to Atlantic Records by Ahmet Ertegün, who had been a fan of Buffalo Springfield and was disappointed by that band’s demise.[6] From the outset, given their previous experiences, the trio decided not to be locked into a group structure. They used their surnames as identification to ensure independence and a guarantee that the band could not continue without one of them, unlike both the Byrds and the Hollies. They picked up a management team in Elliot Robertsand David Geffen, who got them signed to Atlantic and would help to consolidate clout for the group in the industry.[7] Roberts kept the band focused and dealt with egos, while Geffen handled the business deals, since, in Crosby’s words, they needed a shark and Geffen was it.[8]

Stills was already signed to Atlantic Records through his Buffalo Springfield contract. Crosby had been released from his Byrds’ deal with Columbia, as he was considered to be unimportant and too difficult to work with. Nash, however, was still signed to Epic Records through the Hollies. Ertegun worked out a deal with Clive Davis to essentially trade Nash to Atlantic in exchange for Richie Furay (who was also signed to Atlantic from having been in Buffalo Springfield) and his new band Poco

http://en.wikipedia.org/wiki/Crosby,_Stills,_Nash_%26_Young

Best Of Bob Marley


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Robert Nesta Marley, detto Bob (Nine Mile, 6 febbraio 1945Miami, 11 maggio 1981), è stato un cantautore, chitarrista e attivista giamaicano.

generalmente identificato con il genere musicale reggae, che peraltro lo rese popolare fuori dalla Giamaica anzi, è più esatto affermare che grazie a Bob Marley questo genere (il reggae) fu apprezzato in tutto il mondo. In riconoscimento dei suoi meriti, un mese dopo la morte fu insignito del prestigioso Jamaican Order of Merit. In molte delle sue canzoni Marley denuncia l’emarginazione dei poveri da parte del potere.

La sua attività ha inizio nel 1961 con il suo primo singolo Judge Not prodotta per l’etichetta Beverley’s del produttore Leslie Kong, ma questa canzone, anche se molto innovativa, non ebbe grande successo e quindi nel 1964 Bob decise di formare la band The Wailers (Piagnoni); dopo il loro scioglimento, nel 1974, riforma la band reclutando nuovi elementi, ma continua a suonare e a pubblicare dischi con il nome Bob Marley and The Wailers. Nel 2008 è stato posizionato al 19º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone e tra le sue migliori “tracce vocali” ci sono I Shot the Sheriff, No Woman, No Cry, e Redemption Song

http://it.wikipedia.org/wiki/Bob_Marley

Robert Nesta “Bob” Marley, OM (6 February 1945 – 11 May 1981) was a Jamaican reggae singer, songwriter, musician, and guitarist who achieved international fame and acclaim.[1][2] Starting out in 1963 with the group the Wailers, he forged a distinctive songwriting and vocal style that would later resonate with audiences worldwide. The Wailers would go on to release some of the earliest reggae records with producer Lee Scratch Perry.[3] After the Wailers disbanded in 1974,[4] Marley pursued a solo career that culminated in the release of the album Exodus in 1977, which established his worldwide reputation and produced his status as one of the world’s best-selling artists of all time, with sales of more than 75 million records.[5][6] He was a committed Rastafari who infused his music with a sense of spirituality

http://en.wikipedia.org/wiki/Bob_Marley

Nel mistero – In the mystery


nel mistero

Nel mistero

Danzano
Gocciolano
Abbracciano il mondo
parole sbocciate
Soffice incanto
Fascino lieve
in punta di dita
dalla mente al cuore
Girandola di stelle
illumina il tempo
di un solo sospiro:
È vita intinta
nel mistero

11. 04. 2013 Poetyca

In the mystery

Dance
Drips
Spanning the world
words blossomed
Soft charm
Charm slight
at your fingertips
from the mind to the heart
Swirl of stars
illuminates the time
a single sigh:
Life is dipped
in the mystery

11. 04. 2013 Poetyca