Risultati della ricerca per: 2019

❀ Buona Domenica ❀


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Essere se stessi – Be yourself


🌸Essere se stessi🌸

Fare di un problema
una virtù non è facile,
è importante non farsi imprigionare
in aspettative altrui, spesso distanti
dal proprio modo di essere.
Il valore della manifestazione di sè
supera tutto.Essere se stessi è vitale.

31.03.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Be yourself

Make a problem
a virtue is not easy,
it is important not to be imprisoned
in other people’s expectations,
often distant from one’s way of being.
The value of the self-manifestation
it exceeds everything.
Being yourself is vital.

31.03.2019 Poetyca

Tutto e subito – Everything immediately


💮Tutto e subito💮

È importante riflettere
su come essenziale sia
la capacità di scegliere,
di cogliere cosa davvero
sia utile per la nostra trasformazione.
È infatti vitale cercare la sostanza,
elaborare e fare nostra
la forza di parole
dense di significato.
Il fine della ricerca è anche questo,
poi in realtà ogni persona,
come davanti ad uno specchio,
cerca e si identifica
con quanto le somigli
e prende le distanze
da quanto sia solo
un inciampo o perdita
di tempo prezioso
e strano a dirsi,
qualcuno prende le distanze
proprio da quanto
possa impegnare
o insegnare qualcosa:
vuole tutto e subito.

27.12.2019 Poetyca
💮🌿💮#Poetycamente
💮Everything immediately

It is important to reflect
about how essential it is
the ability to choose,
to grasp what really is
is useful for our transformation.
It is indeed vital to seek the substance,
elaborate and make ours
the strength of words
full of meaning.
The purpose of the search is also this,
then actually every person,
as in front of a mirror,
seeks and identifies
with what you look like
and distances itself
how lonely he is
a stumble or leak
of precious time
and strange to say,
someone distances himself
just how long
can commit
or teach something:
they wants everything immediately.

27.12.2019 Poetyca

✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼Libertà interiore✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼


Libertà interiore

Fa’ della libertà interiore il tuo principale obiettivo nella vita».

Swami Kriyananda

Inner freedom

Make inner freedom your main goal in life ».

Swami Kriyananda

Verità – Truth


🌸Verità🌸

Verità
dalle mille
sfumature
anche
le tue
e le mie
in questo
lungo percorso
senza inizio
nè fine
Un abbraccio
e la reciproca
comprensione
per abbattere
ogni recinzione
e in reciprocità
diventare
insieme
voce manifesta
di compassione

12.02.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Truth

Truth
from the thousand
shades
also
yours
and mine
in this
long route
without beginning
nor end
A hug
and mutual
comprehension
to break down
every fence
and in reciprocity
become
together
manifest voice
of compassion

12.02.2019 Poetyca

Dalla mente al cuore – From the mind to the heart


🌸Dalla mente al cuore🌸

Quanto è lungo
il percorso
che dobbiamo
attraversare oggi
dalla mente
al cuore?
Non avere fretta
mentre tutto accade
non distrarti
resta attento
all’essenza
di questo momento
Prova a tacere
adesso
e come sassi
rotoleranno giú
dal cammino
le parole invadenti
ed i pensieri
Tutto muta
come sogno
svanisce
eppure osserva
come è ricco di senso
il vuoto
di questo silenzio

28.04.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸From the mind to the heart

How long
is the path
that we must
have to cross today
from the mind
to the heart?
Do not rush
while everything happens
do not distract
stay alert
to the essence
of this moment
Try to keep quiet
just now
and like stones
they will roll down
from the path
the intrusive words
and thoughts
Everything changes
as a dream
vanishes
yet You observes
how rich of meaning
is the void
of this silence

28.04.2019 Poetyca

Gli insegnamenti del Budda – The teaching of Buddha


Gli insegnamenti del Budda

Nel buddismo gli skandha (sanscrito) o khandha (Pāḷi), aggregati in inglese, sono le cinque funzioni o aspetti che costituiscono l’essere senziente: materia, sensazione, percezione, formazioni mentali e coscienza. Il Buddha insegna che niente tra loro è davvero “io” o “mio”.

Gli elementi sono:

“forma”
“sensazione”
“cognizione”
“formazioni mentali”

“coscienza”

Nella tradizione Theravada, la sofferenza sorge quando ci si identifica o si aggrappa ad un aggregato. La sofferenza si estingue cedendo gli allegati agli aggregati.

La tradizione Mahayana mette ulteriormente in evidenza che la massima libertà si realizza penetrando profondamente nella natura di tutti gli aggregati come intrinsecamente vuoti di esistenza indipendente.

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THE TEACHINGS OF BUDDHA
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In Buddhism the skandhas (Sanskrit) or khandhas (Pāḷi), aggregates in English, are the five functions or aspects that constitute the sentient being: matter, sensation, perception, mental formations and consciousness. The Buddha teaches that nothing among them is really “I” or “mine”.

The elements are:

“form”
“sensation”
“cognition”
“mental formations”
“consciousness”

In the Theravada tradition, suffering arises when one identifies with or clings to an aggregate. Suffering is extinguished by relinquishing attachments to aggregates.

The Mahayana tradition further puts forth that ultimate freedom is realized by deeply penetrating the nature of all aggregates as intrinsically empty of independent existence.

Nessuna confusione -No confusion – Ramesh S. Balkesar


Nessuna confusione

Nessuna confusione potrebbe sorgere nel ricercatore spirituale se i concetti fondamentali della manifestazione e del suo funzionamento che chiamiamo “vita e vivere” fossero profondamente incisi nella sua psiche.
Questi concetti sono i seguenti:

1. La manifestazione fenomenica è l’attivazione del potenziale noumenico dell’Energia-Sorgente-Coscienza; quando l’energia scatenata dal Big Bang si esaurisce, la manifestazione attivata torna al potenziale, fino a che non si verifica di nuovo un evento simile.

2. La totalità della manifestazione fenomenica è la totalità di tutti gli oggetti di ogni specie immaginabile; una pietra, un albero, un animale, un essere umano ecc. fanno tutti parte della totalità della manifestazione.

3. Quel che succede in ogni momento per ogni oggetto manifestato può avvenire soltanto in accordo con la Legge Cosmica in vigore fin dal primo giorno della manifestazione e fino a che questa non ha termine.

Nessuno può arrivare a conoscere le basi di questa Legge Cosmica impersonale.

4. Il Creatore ha infuso nell’oggetto chiamato essere umano:

a) un’anima-vita animale con i sensi, con una comprensione o consapevolezza attiva in quanto elemento funzionante attraverso i sensi;

b) una mente-intelligenza che crea l’identificazione dell’ego con un corpo particolare e un nome in quanto entità separata, munita di libero arbitrio e del senso di essere l’autore dell’azione.

5. La manifestazione, fondamentalmente, funziona sulla dualità, ossia sull’esistenza costante di opposti polari di ogni genere, come maschio e femmina, bellezza e bruttezza, bene e male, salute e malattia, conoscenza e ignoranza, luce e oscurità ecc.

Il saggio è tale perché ha accettato questo fatto; ha realizzato che la sua programmazione è una combinazione di elementi positivi e negativi, che non può essere un essere umano perfetto (e che nessuno può esserlo); in questo modo è capace di accettare gli eventi, senza giudicare mai niente e nessuno.

In altre parole: egli è in grado di accettare, senza difficoltà alcuna, “Ciò che È”, ovvero quello che avviene nel momento presente.

La persona non realizzata, generalmente, non è capace di accettare questa dualità come fondamento della vita e del vivere; osserva ogni cosa con occhio critico e, nelle varie situazioni di dualità che la vita le presenta, vive un’altalena di preferenze. Per questa ragione molti si sentono perennemente scontenti e frustrati.

In altre parole: il saggio, avendo accettato le dualità della vita, vive con un atteggiamento di grande tolleranza e quindi gode di una pace costante, sentendosi appagato e tranquillo; al contrario la persona non realizzata vive immersa nel dualismo, e passa da una preferenza all’altra il che la porta a giudicare e a fare dei continui paragoni, rifiutando ciò che il momento presente le offre.

Questa situazione porta con sé profondo scontento, cattivo umore e confusione.

6. Un altro aspetto della vita che non viene afferrato chiaramente è quello della sua incertezza.

Nessuno può sapere ciò che avverrà il momento seguente, dolore o piacere, e nessuno può evitare né l’uno né l’altro.

La ricerca spirituale non ha niente a che vedere con tutto ciò.

Ci sono ricercatori che non hanno afferrato questo concetto e si rivolgono a uno Swami nella speranza di ridurre la propria sofferenza fisica, psicologica o economica, ma in questi casi non si può parlare di ricerca spirituale.

C’è bisogno di chiarezza. Anche i migliori tra i saggi hanno dovuto sopportare la sofferenza.

Se per ridurre la propria sofferenza una persona compie degli sforzi impegnandosi in pratiche spirituali di ogni genere, non potrà evitare enormi sensi di frustrazione e maggiore confusione.

Cito il caso di un importante uomo politico che aveva annunciato pomposamente di aver perso la fede in Dio perché, prima di mettersi in viaggio, sua moglie si era recata in un certo tempio, e nonostante questo, durante il viaggio era morta in un incidente.

Un altro devotissimo ricercatore spirituale si vantava di non avere mai omesso, neppure per un solo giorno, di compiere i suoi rituali devozionali (puja).

Quando suo figlio morì, l’uomo accettò il fatto con coraggio e adottò un parente come figlio, ma anche questo figlio adottivo morì in un incidente.

Questo fatto lo fece sentire così frustrato che entrò nella stanza dove aveva allestito un piccolo altare, raccolse tutte le statuette delle divinità in un sacchetto e le buttò nel pozzo (è accaduto in un villaggio molti anni fa); dopo di che egli non celebrò mai più alcun rito devozionale, né partecipò a cerimonie religiose.

Ogni cosa è predeterminata; non esiste pratica spirituale con cui poter ridurre il dolore o aumentare il piacere assegnatoli dal Creatore secondo la Legge Cosmica. Se il ricercatore spirituale ignora questo aspetto rischia di prendere una grossa cantonata.

7. Il Buddha ha affermato: “L’illuminazione significa la fine della sofferenza”.

Questo potrebbe creare confusione se non si comprende che la sofferenza è causata dall’individuo che crede di avere il libero arbitrio e d’essere colui che agisce.

I sensi di colpa e i rancori sono le conseguenze ovvie di una erronea comprensione.

Soltanto la piena accettazione del fatto che non esiste, in nessun caso, un individuo che agisce potrà rimuovere questo tipo di sofferenza e di ansie.

Fonte: Ramesh S. Balkesar – Non più confusione – Ed. Laris

No confusion
No confusion can arise if the spiritual seeker the fundamental concepts of the event and its operation that we call “life and living” were deeply etched into his psyche.
These concepts are the following:
1. The phenomenal manifestation is the activation of the potential noumenal Energy-Source-Consciousness; when the energy unleashed by the Big Bang is exhausted, the event turned back to potential, until it occurs again for a similar event.
2. The totality of the phenomenal manifestation is the totality of all objects of every kind imaginable; a stone, a tree, an animal, a human being etc. are all part of the totality of the event.
3. What happens at all times for each object can only be expressed in accordance with the Cosmic Law in force since the first day of the event and until this has no end.
No one can get to know the basics of this Cosmic Law impersonal.
4. The Creator has instilled in the object called a human being:
a) a soul-animal life with the senses, with an understanding or awareness as active element working through the senses;
b) a mind-intelligence that creates the ego identification with a particular body and a name as a separate entity, equipped with free will and the sense of being the author of the action.
5. The event, basically, it works on duality, ie the existence of constant polar opposites of all kinds, as male and female, beauty and ugliness, good and evil, health and disease, knowledge and ignorance, light and darkness etc.
The essay is that it has accepted this fact; has realized that its programming is a combination of positive and negative elements, which can not be a perfect human being (and that no one can be); in this way it is able to accept the events, without ever judging anyone or anything.
In other words: he is able to accept, without any difficulty, “What is”, or what is happening in the present moment.
The person is not realized, generally, is not able to accept this duality as the foundation of life and living; observes everything with a critical eye and, in various situations of duality that life presents, lives a swing of preferences. For this reason many feel perpetually dissatisfied and frustrated.
In other words: the wise, having accepted the dualities of life, lives with an attitude of great tolerance and therefore enjoys a constant peace, feeling satisfied and quiet; on the contrary the person unrealized lives immersed in dualism, and passes by a preference to another which leads to the judge and to the continual comparisons, rejecting what the present moment offers.
This situation brings deep discontent, bad mood and confusion.
6. Another aspect of life that is not clearly grasped is that of its uncertainty.
No one can know what will happen the next moment, pain or pleasure, and no one can prevent neither the one nor the other.
The spiritual quest has nothing to do with anything.
There are researchers who have not grasped this concept and are turning to a Swami in the hope of reducing their physical suffering, psychological or economic, but in these cases we can not speak of the spiritual quest.
There is need for clarity. Even the best of the sages have had to endure the suffering.
If to reduce their suffering a person makes efforts by engaging in spiritual practices of any kind, can not avoid huge senses of frustration and more confusion.
I cite the case of a prominent politician who had pompously announced that he had lost faith in God because, prior to travel, his wife had gone to a temple, and in spite of this, during the trip had died in an accident.
Another devoted spiritual seeker boasted that it never failed, even for a single day, to make his devotional rituals (puja).
When his son died, the man accepted the fact with courage and adopted a relative as a child, but even that adopted son died in an accident.
This fact made him feel so frustrated that he entered the room where he had set up a small altar, picked up all the statues of the gods in a bag and threw it into the well (it happened in a village many years ago); after which he never celebrated any devotional rite, nor participated in religious ceremonies.
Everything is predetermined; there is no spiritual practice which can reduce pain or increase pleasure assigned to him by the Creator according to the Cosmic Law. If the spiritual seeker ignores this aspect is likely to take a big blunder.
7. The Buddha said: “The lighting means the end of suffering.”
This could be confusing if you do not understand that suffering is caused by the individual who believes he has the free will and of being the doer.
Feelings of guilt and resentment are the obvious consequences of an erroneous understanding.
Only the full acceptance of the fact that there is, in any case, an individual acting will remove this type of suffering and anxiety.
Source: S. Ramesh Balkesar – No more confusion – Ed. Laris