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Una stella in sogno


Una stella in sogno

Ho visto e percepito una piccola casa, raccolta e ricca della bellezza delle cose semplici,
costruita con legni profumati e con un’ampia finestra. Il camino in Inverno riscalda il cuore
e con il suo scoppiettare tiene compagnia. In estate questa casetta diventa un faro,
dove tanti gabbiani si raccolgono e cantano canzoni antiche al mare.
Conosco questo luogo,il suo profumo di buono: cioccolata calda, resina dei boschi e nocciole.
Un luogo dove nessuno alza mai la voce, dove anche il silenzio sa comunicare armonia, pace del cuore.
Dove guardando fuori dalla finestra le stelle della notte sembrano sempre grandi e vicine:
giocano, mandano bagliori per accendere le nostre emozioni più profonde. Questa casa è il tuo cuore,
ora aperto a tutti, in offerta per abbracciare tutti coloro che ti vogliono bene.
Ho portato un regalo, un piccolo pacchetto rosso con un fiocco giallo e sulla carta sono disegnate piccole Trilly che spargono con una scia di stelline armonia per chi lo apre. Il pacchetto contiene una piccola stella
raccolta sulla spiaggia, ma non è una stella marina, è una vera stella scesa dal cielo per restare in questa tua casetta ed illuminare tutti i momenti che penserai di essere sola. Ti accorgerai allora di quanti cuori battono insieme al tuo per creare la favola più bella che l’amore sappia creare.

06.01.2011 Poetyca

A star in a dream

I saw and felt a small house, and rich collection of the beauty of simple things,
constructed of wood and scented with a large window. The fireplace in winter warms the heart
and his company keeps popping. In summer, this house becomes a beacon,
where many gulls gather and sing ancient songs of the sea.
I know this place, its scent is good, hot chocolate, resin, woods and nuts.
A place where no one ever raises his voice, where even the silence can communicate harmony, peace of heart.
Looking out the window where the stars of the night always seem larger and closer:
play, they send rays to kindle our deepest emotions. This home is your heart,
now open to all, offered to embrace all those who love you.
I brought a gift, a small red packet with a yellow ribbon and paper are designed with small Tinkerbell scattering a trail of stars who opens it to harmony. The package contains a small star
collection on the beach but not a starfish, is a star falling from heaven for your stay in this house and enlighten every moment that you think you are alone. Then you’ll see how many hearts beat with your tale to create the most beautiful love with creating.

06.01.2011 Poetyca

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Ariel il messaggero degli alberi


Ariel il messaggero degli alberi

“In passato tutta la vita si fondava sugli alberi. I loro fiori ci abbellivano,i frutti ci sfamavano,le foglie e le fibre ci vestivano e ci davano riparo. Noi ci nascondevamo tra i rami per proteggerci dagli animali selvatici. Il legno ci scaldava, o utilizzavamo per fare i bastoni che ci sorreggevano nella vecchiaia e armi per difenderci. Eravamo molto legati agli alberi. Oggi,circondati da macchine sofisticate e computer  ad alte prestazioni nei nostri  uffici ultra moderni, è facile per noi dimenticare il legame con la natura.”

XIV Dalai Lama

Ariel lesse questa frase prima di chiudere il libro che aveva comprato una settimana prima presso una grande libreria del centro. Aveva fretta e doveva prepararsi per la serata alla festa di un amico. Aveva scelto accuratamente il libro e per essere sicuro ne aveva acquistato due copie, una per sé e una per il suo amico, nel caso non fosse del tutto convinto del contenuto avrebbe fatto in tempo per cambiare, ma si riteneva soddisfatto da quanto letto e non era necessario scegliere un diverso libro per la festa di laurea in scienza politiche di Alessio.

Naturalmente insieme al libro avrebbe ben figurato con il  set di penne stilografiche e il navigatore satellitare che quella sera avrebbe regalato ad Alessio. Infatti era in programma per l’Estate successiva un viaggio insieme in Brasile e i due ragazzi non vedevano l’ora di andare nelle zone rurali e di incontrare i nativi del luogo, in particolare era nel loro programma una settimana nella foresta per studiare usi e costumi delle popolazione e per apprendere alcune arcane scienze che in Occidente erano state sin troppo edulcorate attraverso alcuni libri che erano stati a lungo il best seller nelle vetrine della grande libreria del centro ma che, in realtà, nulla spiegavano circa alcuni particolari fenomeni che sia in Ariel che in Alessio si erano presentati in forma del tutto spontanea.

Quello da un paio di anni sembrava essere nelle capacità dei due ragazzi era il contatto particolare con le piante, ne avvertivano l’aura e quelle energie sottili erano in grado di far cogliere lo stato di salute delle piante, questo aveva spinto i due ragazzi ad assolvere molte pratiche burocratiche al fine di entrare in possesso di alcuni terreni agricoli ed impiantare delle specie rare di piante e di curare la loro crescita in forma del tutto biologica senza uso di concimi o di antiparassitari di origine chimica.

Ogni cosa era coordinata e messa in pratica attraverso una forma di istinto e di ascolto profondo e sembrava fossero le piante stesse a “ suggerire” cosa fosse necessario. Il loro piccolo Paradiso era diventato in poco tempo un luogo di armonia e di serenità, dove molti erano i volontari e i braccianti regolarmente registrati che offrivano assistenza per la parte più pratica del lavoro.

Persino un comitato scientifico era giunto dagli Stati Uniti per cercare di misurare i campi elettrici e le emissioni di energia delle piante , sembrava infatti che vi fosse una sorta di presenza di “ endorfine” e che nell’insieme il solo sostare poco più di trenta minuti nei pressi della cooperativa agricola favoriva sensazioni piacevoli alle persone, non solo ogni cosa era studiata per non utilizzare generatori di corrente inquinanti e per favorire ogni processo naturale, un fenomeno che avrebbe condotto a studi sull’energia alternativa da impiegare insieme a quella eolica. Tutto funzionava sfruttando il vento, il sole e un grande mulino faceva  muovere in canali appositi l’acqua per irrigare le piante favorendo un’autonomia di circa dieci giorni senza fare la fatica di abbeverare manualmente le piante.

Questo progetto era nato da profonde intuizioni da parte dei due ragazzi che, malgrado questo sogno, mai avevano smesso di studiare e di seguire il senso pratico della vita. Il prodotto finale consistente in prodotti ortofrutticoli di prima qualità veniva venduto e con parte del ricavato si era pensato di aiutare popolazioni lontane e in difficoltà.

La festa venne organizzata nel patio e in giardino dove alcuni tavoli ben decorati con fiori freschi facevano la loro bella figura. Gli invitati arrivarono e l’atmosfera familiare e serena faceva da contorno perché tutti si sentissero a proprio agio, alcuni amici che non avevano creduto troppo nel loro progetto e che negli ultimi tempi si erano allontanati, erano quella sera tra gli invitati e naturalmente la tavola venne imbandita con diverse pietanze vegetariane, nulla infatti sarebbe stato usato sacrificando degli animali, anzi in una zona poco distante dalla grande casa di pietra erano stati curati degli animali scampati all’abbandono da parte di proprietari senza rispetto e ora scorazzavano felici su una vasta area, era personale cura di Ariel e di Alessio visitarli ogni giorno e molte tempo era speso in coccole.

Quella sera anche gli orgogliosi genitori di Alessio erano presenti, commossi da quel luogo e dalla capacità imprenditoriale del loro figlio, mai infatti avrebbero pensato, con le grandi difficoltà che quest’epoca comporta di poter vedere assicurato al proprio figlio un futuro così intelligente e capace di salvaguardare la salute e l’ambiente, quel loro sacrificio in sostegno del figlio, insieme ai genitori di Ariel era davvero valso  permettendo di fare di quel progetto una realtà della quale essere orgogliosi.

I due ragazzi erano davvero persone in gamba e la loro attività era stata in principio ostacolata da persone che non ne capivano la portata ma ora, finalmente, avevano tutte le carte in regola per fare della loro scelta di “ tornare alla terra” uno dei migliori esempi per coloro che oramai stanchi di competizioni, veleni e recessioni, insieme alla corsa al potere erano stressati e logorati, perdendo soprattutto identità a causa delle maschere che la società vuole fare indossare a chi “ entra nella corsa”.

Ma da qualche tempo il livello di cultura medio, le incompetenze e la corruzione in diversi settori aveva resto i cittadini scontenti ed incapaci di una pur minima iniziativa. Era davvero una grande soddisfazione vedere dei ragazzi impegnati anche socialmente, capaci di affidarsi alla capacità intuitiva nel rispetto della natura, doti che sembravano essere sopite da lungo tempo.

La serata fu molto piacevole e Alessio ricevette molti doni, in particolare il libro di Arie fu per lui un gradito regalo, aveva sentito parlare di Dharma e di compassione e lo trovava essere un percorso naturale in lui, ma in fondo anche Ariel ara un ragazzo compassionevole, capace di essere profondamente attento al sentimenti , davvero lui era un grande amico, un compagno d’infanzia che aveva sempre ceduto alla compassione e mai aveva alimentato contrapposizioni o attaccamento.

Avere affrontato con lui quell’avventura tra piante e animali, con il fine di offrire alle persone svantaggiate un particolare contributo, soprattutto per il mercato equo solidale era a suo avviso la scelta migliore che si potesse fare e andare a visitare personalmente quei lontani luoghi, avere l’occasione di abbracciare i bambini e di fare parte della loro vita per alcuni giorni era la cosa più bella che potesse capitare loro, in particolare avrebbero riprodotto il modello di azienda agricola presso quelle popolazioni, per evitare loro un aggravio di spese in modo che una economia naturale potesse allentare il peso delle spese e li avrebbe resi indipendenti. In quel momento non ricordava chi avesse detto “ Se vuoi aiutare qualcuno a mangiare, non dare il pesce ma insegna a pescare”, quello era il loro intento perché alcune aziende agricola non fossero  oppresse dalle grandi Lobby e non dovessero trovarsi a comprare semi transgenici e sterili, questo era una vera follia per paesi poveri, il loro contributo avrebbe permesso di offrire come una sorta di “ banca delle sementi” solo prodotti di ottima qualità e a prezzo di favore, dove non ci sarebbe stata la necessità di comprare ancora perché quanto offerto  era produttivo e non sterile.

Trascorsi alcuni mesi tutto era pronto per il viaggio in Brasile, sia i documenti che il carico di sementi ed i bagagli, questo sarebbe stato uno dei momenti più importanti per la loro vita ed anche sul loro sito web era stato annunciato come da lì a pochi giorni sarebbero partiti, per l’estate avevano avuto alcune prenotazioni nella loro azienda per alcuni matrimoni ed anche un paio di negozi avevano ordinato le loro marmellate le i biscotti che “ Mamma Lina” preparava magnificamente, parte del ricavato era già destinato per aiutare le popolazioni in Brasile. Ogni cosa era davvero fonte di serenità e di fermento per le emozioni che li avrebbero attesi.

Lo spostamento dall’aeroporto all’albergo avvenne senza troppi scossoni, sia Alessio che Ariel erano stravolti per il lungo viaggio e una camera li attendeva, ci sarebbe voluta una bella doccia e poi direttamente una dormita, il fuso orario si faceva sentire e l’indomani mattina dovevano essere pronti per spostarsi nella zona interna al confine con la foresta, un viaggio non facile li attendeva ma non si sarebbero certo scoraggiati perché i loro intenti erano la forza motrice che li spingeva ad avventurarsi in zone impervie e in situazioni imprevedibili.

La notte fu agitata a causa delle zanzare e del caldo ma soprattutto Ariel il mattino dopo raccontò di un sogno, forse una visione dove entrambi erano stati catturati da persone che volevano impedire loro di aiutare le popolazioni, alcuni interessi economici avrebbero spinto  alcuni nativi a svendere le proprie origini e la foresta era in pericolo. Malgrado queste sensazioni forti di pericolo sia Ariel che Alessio decisero di non farsi suggestionare, in qualche modo, il loro intento era di aiutare, qualunque cosa fosse accaduta.

Al mattino il bagaglio fu pronto, anche una scorta di viveri venne sistemata nella jeep e soprattutto acqua e medicine che sarebbero potute servire per i bambini e per gli anziani.

Il viaggio si protrasse per tre lunghi giorni, le jeep puntavano a nord e la strada era molto sconnessa, a tratti ampie pianure assolate mostravano il luogo dove intere porzioni di foresta era stata deforestata e, incredibile, vi erano persino delle discariche di immondizia, uno spettacolo inaspettato, come era possibile la produzione di quella immondizia e di materiale ingombrante in una zona tanto povera?

Cosa stava accadendo? La guida disse che grossi camion la notte andavano a scaricare e che coprivano la targa, non si sapeva da dove provenissero e al mattino non vi era traccia, solo nuovi cumoli di immondizia e molti animali erano morti, altri si erano spostati. Ma chi era tanto incosciente da non tutelare questo polmone verde per il mondo intero?

Forse Alessio e Ariel avevano alti ideali ma non avevano fatto i conti con la cruda realtà che solo andando di persona presso quelle popolazioni avrebbero potuto costatare.

Chi era tanto cieco, per una manciata di soldi, da attentare la vita dell’intero pianeta?

Finalmente il viaggio ebbe fine e toccarono l’ambita meta, una sgranchita alle gambe, un sopralluogo ai posti che avevano solo visto sulla cartina e un po’ di tempo per acclimatarsi, ora molto lavoro li attendeva, soprattutto erano attesi da un’altra guida e da un facilitatore culturale che li avrebbe aiutati a comprendere usi e costumi dei nativi.

Era quasi l’ora del tramonto quando giunsero di fronte ad una grande capanna posta al centro di una serie di altre sette capanne che ospitavano altre famiglie e una piccola scuola, un dispensario e una foresteria.

Vennero accolti da un anziano che con un gesto e un’espressione gutturale fu felice di accoglierli, quando la guida disse chi erano il vecchio si aprì ad un ampio sorriso sdentato e offrì del latte di cocco in una tazza di legno.

Alessio e Ariel erano stralunati ma felici, con calma e attenzione, che mostrasse di essere in ascolto, fecero scaricare le medicine, i viveri e alcuni doni per la collettività, infatti erano stati avvisati che il capo tribù mai avrebbe accettato doni personali ma solo quanto potesse essere gradito e di uso comune  per tutti.

Un nugolo di bambini, sorridenti e timidi si avvicinarono e salutarono nella lingua dei visitatori i quali restarono stupiti, il vecchio saggio sorrise ed indicò il loro maestro della piccola scuola per fare capire che se i bambini sapevano quella lingua era per merito suo.

Dopo i primi momenti  di timidezza i bambini furono pronti a mostrare la loro grande curiosità per quei gradi pacchi che venivano scaricati dalle due jeep di supporto a quella che aveva accompagnato Alessio e Ariel. Venne mostrata ai nuovi ospiti la foresterie e i “ confort” che avrebbero avuto: un ventilatore molto vecchio ma funzionante e delle zanzariere avviluppate intorno ai loro letti.

Non era molto importante come era strutturata la loro temporanea dimora, era molto più importante, il mattino seguente, poter parlare di come organizzare un miglioramento alle risorse di quella popolazione perché “ imparassero a pescare”. Il mattino dopo era stato progettata anche una visita alla porzione di foresta che i nativi occupavano da millenni perché i nuovi visitatori prendessero confidenza con il territorio e soprattutto con il clima. Ci sarebbe stata una visita anche al fiume e al “ grande albero” che da sempre era stato il “ consigliere” del capo villaggio, un privilegio che non a tutti era concesso ma il vecchio saggio aveva percepito in Ariel la sua particolare sensibilità con le piante e mai gli era accaduto di trovare un occidentale così aperto alla natura vegetale, era allora importante che si potesse avere questo contatto, utile soprattutto a Ariel come “ messaggero” del mondo occidentale.

Una nuova notte trascorse ed ancora una volte fu agitata, questa volta non avevano alcuna responsabilità le zanzare ma Ariel percepiva quei luoghi come molto familiari, come se appartenesse a quel territorio e si fosse allontanato da tempo, come un ritorno a casa, ma non sapeva ben focalizzare quella sensazione, mai infatti era stato prima di allora in quei luoghi.

Il mattino seguente il capo tribù raccontò una storia che  riguardava una ragazza forse una leggenda che da alcuni anni si raccontava presso un villaggio vicino:

Una ragazza era stata rapita da un villaggio del quale non si conosceva il nome  da un “ uomo bianco” che l’aveva portata con sé strappandola alla sua gente, il fratello della ragazza, aveva promesso che l’avrebbe cercata per riportarla indietro, ma il tempo passava e non gli fu possibile trovarla  con grande dispiacere di tutto il  villaggio che la aveva vista crescere , il fratello morì e non si seppe più nulla della ragazza. Una storia che forse faceva capire come la presenza dell’uomo bianco avesse spesso invaso e saccheggiato tutto a quella povera gente del tutto inerme e pacifica che conoscenza erbe e piante per curare e non sapeva offendere o aggredire era del tutto impotente alla sete di potere che come un’ombra si stagliava sulle mire di chi voleva quei territori per tagliare alberi e per svendere i terreni per farne allevamenti di mucche.

Ariel a sentire quella storia si sentì turbato, era come se quella storia per una strana ragione lo riguardasse e provò una profonda compassione per quella ragazza, strappata dalla sua terra, dal villaggio, per andare a vivere chissà dove, se per ipotesi avesse dovuto vivere in Occidente, come si sarebbe adattata?

Davvero una tragedia ed una perdita di valori atavici scolpiti del cuore di quella gente che sarebbero stati inquinati da una corsa alle apparenze, al possesso e al vuoto di valori, in fondo per quanto quel villaggio potesse apparire piccolo, insignificante, povero di tutto, sia i bambini che gli adulti emanavano una forza vibrante, una luce d’amore che mai nella sua vita aveva incontrato, erano persona spontanee, pronte ad abbracciare, ad aiutarsi l’un l’altro e la collaborazione e la condivisione erano del tutto spontanei, non aveva infatti osservato alcun gesto di stizza o di competizione ma tutti erano come un gruppo affiatato che si prodigava al benessere di tutti. I bambini non appartenevano ad una sola famiglia ma spesso si mangiava tutti insieme e si esercitava una comune attenzione alla protezione della prole e alla costruzione di case o locali comuni. Alessio al sentire queste spiegazioni da parte del facilitatore rimase pensieroso per un attimo pensando a come nelle grande metropoli dell’Occidente accadesse l’esatto contrario, dove la competizione e la superficialità distruggono il dialogo sincero e la manifestazione dei sentimenti.

La sere di fronte al fuoco arrivò in fretta, tutto il giorno fu dedicato alla spiegazione di come Alessio e Ariel organizzassero il loro progetto e come le strutture permettessero l’uso di energia naturale, in particolare fu importante dare disposizioni, per quel tipo di terreno ad alcuni adulti del luogo su come costruire il mulino e  i canali dell’acqua condotta dal vicino fiume per evitare viaggio con i secchi e permettere una irrigazione automatica delle culture, venne anche dato inizio alla costruzione di un magazzino per conservare le sementi e vennero collocati due generatori di energia eolica vicino alla foresteria e vicino alla piccola scuola per poter usufruire di energia pulita.

Nelle prime ore del pomeriggio in programma era stata preparata la visita alla zona sacra dove solo in capo villaggio  e Ariel si sarebbero avvicinato al “ grande albero”, l’ispiratore delle visioni e il protettore del villaggio. Presso i nativi infatti, non solo la foresta era considerata sacra perché fonte di vita, con le piogge e le erbe mediche ma in particolare il saggio era in grado di percepire l’albero a capo della intera foresta che con la sua saggezza e presenza governava il regno vegetale, permetteva alle piante di rigenerarsi, di produrre i frutti seguendo le stagioni e di cadere nel grande sonno quando era finito il loro tempo di vita.

Lungo il cammino, circa otto kilomentri a piedi presso un altipiano, il capo villaggio aiutato dal facilitatore fece capire a Ariel come il grande albero fosse preoccupato per l’ecosistema e come molti fratelli siano stati abbattuti, che era necessario proteggere la foresta, il rispetto da parte dell’Uomo di ogni albero anche nei grandi centri urbani perché possa svolgere il proprio compito di fornire umidità ed ossigeno per la vita di tutto il pianeta. Ariel era stupito di come il vecchio saggio parlasse di inquinamento e centri urbani, cosa che non pensava potesse conoscere in quell’angolo remoto di mondo, allora si azzardò a chiedere come sapesse di inquinamento, di ossigeno e di cose lontane, il vecchio fece un largo sorriso e disse – me io non so nulla, mai ho visto qualcosa di lontano da questo luogo- è il Maestro albero che mi racconta tutto, lui ascolta il vento o gli uccelli migratori, io ascolto lui ed imparo davvero molte cose. Forse tu, caro ragazzo, non sai che siamo tutti interconnessi? Che ogni cosa è legata e si supporta a vicenda?

Ariel aveva in mente le parole del libro:

 

“In passato tutta la vita si fondava sugli alberi. I loro fiori ci abbellivano,i frutti ci sfamavano,le foglie e le fibre ci vestivano e ci davano riparo. Noi ci nascondevamo tra i rami per proteggerci dagli animali selvatici. Il legno ci scaldava, o utilizzavamo per fare i bastoni che ci sorreggevano nella vecchiaia e armi per difenderci. Eravamo molto legati agli alberi. Oggi,circondati da macchine sofisticate e computer  ad alte prestazioni nei nostri  uffici ultra moderni, è facile per noi dimenticare il legame con la natura.”

XIV Dalai Lama

Sorrise pensando che quel vecchio non aveva bisogno di leggere un libro ma davvero viveva quella dimensione e che gli alberi sono sempre stati una presenza importante nella vita umana ma che tutti si è diventati ciechi ed incapaci di capire.

Con passi lenti si avvicinarono ad un enorme albero, Ariel avvertì una potente energia, molto più pulita di quelle delle piante nella sua cooperativa, in realtà tutto il luogo emanava una forte energia di compassione e di bellezza, sembrava che tutta l’energia primordiale del mondo provenisse da quel luogo e pensò come fosse fortunato il capo villaggio ad avere quel privilegio di vivere quello spazio, sino a quando gli fosse consentito, gli venne in mente il suo brutto sogno e i pericoli che quella gente pacifica attraversavano per la sola ragione che essi vivono quel luogo da sempre.

Che senso avrebbe annullare ogni cosa per il potere o il denaro, inquinando o devastando senza ritegno, possibile non potesse esserci una soluzione?

Un fremere di foglie sembrava avere ascoltato i suoi pensieri, il capo villaggio disse al facilitatore che il Maestro albero era felice di incontrare Ariel e che finalmente era arrivato.

Finalmente? Era così atteso? Ma questa volta il Maestro albero parlò direttamente dentro di lui e anche il capo villaggio poté capire perché si trattava della lingua delle visioni, dove non si hanno parole e meccanismi mentali ma un sentire diretto.

La visione apparve, in un luogo del mondo era nato un bambino, un essere di luce, ricco di compassione che avrebbe avuto a cuore le sorti del pianeta, avrebbe aiutato la gente in difficoltà.

Il Maestro albero disse che la crisi, lo scossone era inevitabile per spezzare la vecchia guardia ed anche se molti fratelli alberi erano stati sacrificati, anche se la terra era avvelenata, questa non sarebbe stata la fine definitiva, che tutto  deve trovare la collaborazione di tutti, che non si devono sfruttare risorse inquinanti.

Ariel era scosso nel profondo, toccato, incapace di parlare ma aveva recepito a fondo il messaggio, aveva capito che la collaborazione, lo sforzo di tutti, la pulizia morale sarebbero state la “ culla “ per quel bambino, per quella era in arrivo della quale tutti noi siamo responsabili.

Quando Ariel ritornò al villaggio sembrava emanare luce, era vibrante e anche Alessio si accorse di questo, con un filo di voce, temendo di disturbare, chiese all’amico cosa fosse accaduto, ma non servì parlare, Ariel prese le mani di Alessio e la visione venne trasferita a lui.

Ebbero la certezza di avere scelto la strada giusta nella propria vita e di essere messaggeri di amore.

12.07.2010 © Poetyca


Ariel the messenger of the trees

In the past life was based on trees. Their flowers there
embellished, we fed the fruits, leaves and fibers we dress and we
gave shelter. We hid among the branches to protect us from
wildlife. The wood we warmed, or used to make
ci sticks holding up in old age and weapons to defend ourselves.
We were tied to trees. Today, surrounded by sophisticated machines
and high performance computers in our ultra modern offices, is
easy for us to forget the connection with nature. “

Dalai Lama

Ariel read this sentence before closing the book he had bought
a week before at a major library in the center. Hurry and
was to prepare for the evening at a friend’s party. Chose
the book carefully and be sure it had bought two copies,
one for himself and for his friend, if not entirely convinced
content would have had time to change, but it was believed
satisfied by the bed and it was not necessary to choose a different
free for the feast of science degree in political Alessio.

Of course with the book was well illustrated with a set of pens
fountain and a navigation system that evening would
given to Alexis. In fact it was scheduled for next summer a
travel together in Brazil and the two boys could not wait to go
in rural areas and meet the natives, in particular was
into their programs a week in the forest to study customs
of people and learn some arcane science in the West
were all too sweeten through some books that were
Long the best seller in the windows of the great library of the center but
that, in reality, nothing explained about some particular phenomena that
is that Ariel Alexis were presented in a completely
spontaneous.

What a couple of years seemed to be in the ability of two boys
was the particular contact with plants, I felt the aura and those
subtle energies were able to capture the health status of
plants that had pushed the two boys to perform many practices
bureaucracy in order to get hold of some farmland and
planting of rare species of plants and care for their growth
form entirely without the use of organic fertilizers or pesticides
chemical origin.

Everything was coordinated and implemented through a form of
instinct and deep listening and seemed to be the plants themselves ”
suggest “what was needed. Their little paradise had become
soon a place of harmony and serenity, where there were many
volunteers and laborers regularly registered offering assistance
to the more practical work.

Even a scientific committee had come from the United States to seek
to measure electric fields and power plant emissions,
it appeared that there was a sort of presence of “endorphins” and that
throughout the stand only a little over thirty minutes near
agricultural cooperative favored pleasant feelings to people, not only
everything was designed to not use power generators
pollution and to encourage every natural process, a phenomenon that would
studies led to alternative energy to be used together with the
wind. Everything worked using the wind, sun and a large mill
did move in the appropriate channels the water to irrigate plants
promoting a range of about ten days without the trouble of
Manually watering the plants.

This project was born of profound insights by two guys
that despite this dream, never ceased to study and follow
the practical sense of life. The final product consists of products
top quality fruit was sold and the proceeds
was designed to help people in remote and difficult.

The festival was organized on the patio and garden tables where some very
decorated with fresh flowers made them look good. Guests
arrived and the family atmosphere was serene and surround it
everyone feel at ease, some friends who had not believed
too in their project and had recently moved,
were among the guests that evening and of course the table was
laid with several vegetarian dishes, it was nothing
sacrificing of animals used, even in an area not far from
large stone house had been treated animals survived
abandoned by owners no respect and now roamed
happy over a wide area, was personal care of Ariel and Alexis
visit every day and many time was spent on pampering.

That night also the proud parents of Alexis were present,
moved from that place and the entrepreneurial skills of their son,
never thought it would, with great difficulty this time
means assured of being able to see their child as a future
intelligent and capable of safeguarding health and the environment, that their
sacrifice in support of the child, with parents of Ariel was
really worth it possible to make this project a reality
which to be proud of.

The two boys were really good people and their activity was
at first hampered by people who did not understand the scale but now
finally had all it takes to make their choice
“back to earth” one of the best examples for those who now
tired of competitions, poisons and recessions, with the race
power were stressed and worn out, especially losing identity because
masks that society wants to wear on those who “enters
race.

But recently the level of culture medium, incompetence and
corruption in different sectors had other disgruntled citizens and
unable to even a small initiative. It was really great
satisfaction to see children engaged socially capable of
rely on intuition to respect nature, qualities that
appeared to be dormant for a long time.

The evening was very pleasant and Alessio received many gifts,
Arie particular book was a welcome gift for him, he heard
about Dharma and compassion, which she found a path
natural in him, but they were also an altar boy Ariel compassionate
able to be deeply attentive to the feelings, he really was a
great friend, a childhood friend who had always yielded to
compassion and never had fueled opposition or attachment.

Have discussed with him the adventure between plants and animals with the
order to give the disadvantaged a particular contribution,
especially for the fair trade market was in its view, the choice
best we could do and to visit personally those
distant places, have the opportunity to embrace the children and make
part of their lives for a few days was the best thing that could
happen to them, in particular-The specimen holding
farm at those people for them avoid additional cost
so that a natural economy could ease the burden of costs and
would make them independent. At that moment he remembered those who had
said “If you help someone to eat the fish but not to teach
to fish, that was their intent because some farms do not
were oppressed by the big lobby and should not be buying
transgenic seeds and sterile, this was a madness for poor countries
their contribution would be allowed to offer as a “bank
seed “only products of excellent quality and favorable price, where
there would be no need to buy again because the
offered was not productive and sterile.

After some months, everything was ready for the trip to Brazil, both
documents that the load of seed and storage, this would be a
the most important moments in their lives and also on their website
was announced as a few days would leave for
Summer had some reservations in their company for some
weddings and a couple of stores had ordered their jams
the cookies that “Mamma Lina” magnificently prepared, the
proceeds was intended to help people in Brazil. Every
What was really a source of serenity and emotional turmoil for them
would have expected.

Moving from the airport to happen without too many shocks,
is that Ariel Alexis were twisted along for the ride and a room
waiting for them, it would take a shower and then a direct
sleep, time zone and the next morning was felt had
be ready to move to the area inside the edge of the forest,
a challenging journey awaited them but you would certainly have discouraged
because their intent was the driving force that pushes them to
venturing into inaccessible areas and in unpredictable situations.

The night was restless because of the mosquitoes and heat but also
Ariel the next morning told of a dream, perhaps a vision where
both were caught by people who wanted to prevent them
assist populations, economic interests have led some
some natives to sell off their roots and the forest was in danger.
Despite these strong feelings of danger that is Ariel Alexis
decided not to influence in some way, their intent was
to help, whatever happened.

In the morning the bag was ready, even a supply of food was
placed in the jeep and especially water and medicine that could have
serve children and the elderly.

The journey lasted for three long days, the jeep and pointed to the north
the road was very bumpy at times showed large sunny plains
the place where portions of the forest was deforested and
unbelievable, there were even the garbage dumps, a
show unexpected, as it was possible to produce the
garbage and bulky material in an area so poor?

What was happening? The guide said that big trucks on the night were
download and covering the plate, no one knew where they came from
In the morning there was no evidence, only new mounds of dirt and many
animals were killed, others were moved. But who was so
irresponsible not to protect this green lung for the whole world?

Perhaps Alexis and Ariel had high ideals but had not reckoned
with the harsh reality that only by going in person to those people
could ascertain.

Who was so blind, for a handful of money, by undermining the life
the entire planet?

Finally the journey ended and touched the coveted goal, a limbered
legs, a visit to the places they had only seen on the map
and a little ‘time to acclimatise, now a lot of work waiting for them,
especially were expected to be another guide and a facilitator cultural
that would help them understand and customs of the natives.

It was almost sunset when they came across a large
hut in the center of a series of seven huts
other families and housed a small school, a dispensary and a
guesthouse.

They were greeted by an elderly man who with a gesture and expression guttural
were happy to welcome them, when the guide said those were the old man
opened a wide toothless smile and offered the coconut milk in a cup
wood.

Alexis and Ariel were dazed but happy, calmly and carefully, which
showed to be listening, they download the medicines, food and
some gifts to the community, it had been advised that the Chief
tribes have never accepted personal gifts but what could be
acceptable and common for all.

A swarm of children, smiling and shy approached and greeted
in the language of the visitors who were amazed, the wise old man
smiled and pointed to the small school for their teacher to understand
that if children knew that language was because of him.

After the first moments of shyness, the children were ready to show
their curiosity for those packages that were downloaded by degrees
two jeeps of support that had accompanied Alexis and Ariel.
Was shown to the guests the new guesthouses and “comfort” that would
had: a very old but working fan and mosquito nets
wrapped around their beds.

It was not very important as it was structured their temporary residence,
was much more important the next morning to talk about how
better organize the resources of that population because ”
learn to fish. ” The next morning was also designed
visit to the portion of forest that occupied the natives for millennia
that new visitors become familiar with the area and
especially with the climate. There was a visit to river and
“Big tree” that had always been the “Board” of Chapter
village, not a privilege that was granted to all but the old
essay had received in Ariel with his particular sensitivity
plants and never had happened to find a way open to Western
vegetable nature, was so important that we could have this
contact, especially useful to Ariel as a “messenger” of the world
West.

A new night passed and once again was upset this time
had no responsibility but the mosquitoes Ariel those perceived
places such as very familiar, as if it belonged to that territory and
was removed by time, like a homecoming, but did not know well
focus on that feeling, it never was before then
those places.

The next morning the tribal chief told a story about a
girl perhaps a legend that some years it was said at a
Village near

A girl was kidnapped from a village which was not known
the name of a “white man” who had brought with him tearing
his people, the girl’s brother, had promised that he would
sought to bring her back, but time passed and he was not
You can find it with great regret of the whole village that the
He had seen her grow, the brother died and no one knew anything about
girl. A story that was perhaps understand how the human presence
White had often invaded and plundered all that poor people
completely unarmed and peaceful knowledge that herbs and plants to treat and not
could offend or attack was totally helpless to the thirst for power
that as a shadow loomed over ambitions of those who wanted these territories
to cut trees and sell off land to make farms
cows.

Ariel felt shocked to hear that story, it was as if the story
for some strange reason it felt a deep concern and compassion
for that girl, torn from their land, from the village to go
to live somewhere, if assumptions were to live in the West
adapted as he would?

Truly a tragedy and a loss of ancestral values carved heart
of those people that were polluted by a race
appearance to the possession and lack of values, in the end as that
village might appear small, insignificant, poor in everything, whether
children and adults gave off a vibrant force, a light of love
that never in his life he had met were spontaneous person, ready
to embrace, to help each other and collaboration and
sharing were completely spontaneous, but they had not observed any
gesture of anger or competition but all were a close group
who lavished the welfare of all. Children do not belong to
but one family often ate together and practiced a
Joint attention to the protection of children and building homes
or local municipalities. Alessio to hear these explanations from the
facilitator remained thoughtful for a moment thinking about how great the
metropolis of the West the opposite happen, where
competition and destroy the superficiality and sincere dialogue
expression of feelings.

The evening before the fire arrived quickly throughout the day was dedicated
explanation as to how Alexis and Ariel organize their project
and how the structures would allow the use of natural energy in
was particularly important to give instructions for that type of land to
some adult site how to build the mill and channels
conduct water from the nearby river to avoid traveling with the buckets and
allow an automatic irrigation of cultures, was also given
starting the construction of a warehouse to store seeds and
were placed two wind generators near the guesthouse
and near the small school to take advantage of clean energy.

In the early hours of the afternoon program was prepared to visit
the sacred zone where only the village chief and Ariel would
approached the “big tree”, the inspiration of the visions and
protecting the village. In fact, the natives, not only the forest
was considered sacred because the source of life, with the rains and herbs
medical, but especially the paper was able to perceive the tree
head of the entire forest with his wisdom and presence governed the
plant kingdom, allows plants to regenerate to produce the
fruits according to season and fall asleep when he was in great
over their lifetimes.

Along the way, about eight kilometers away on foot at a plateau, the
village head helped by the facilitator made it clear to Ariel as
large tree was concerned about the ecosystem and how many brothers
been killed, it was necessary to protect the forest,
Man of compliance by each tree even in large urban centers
it can do its task of providing moisture and oxygen
for the life of the planet. Ariel was amazed at how the old
essay talking about pollution and urban centers, which is not thought
could meet in that corner of the remote world, then ventured to
ask how he knew of pollution, oxygen and distant objects, the
old smiled broadly and said – I do not know anything about me, I have never seen
something away from this place-is the master tree that tells me
all, he hears the wind or migrating birds, I listen to him and
really learned a lot. Perhaps you, dear boy, you do not know that we
all interconnected? That everything is connected and support each other?

Ariel had in mind the words of the book:

“In the past life was based on trees. Their flowers there
embellished, we fed the fruits, leaves and fibers we dress and we
gave shelter. We hid among the branches to protect us from
wildlife. The wood we warmed, or used to make
sticks to sustain us in old age and weapons to defend ourselves.
We were tied to trees. Today, surrounded by sophisticated machines
and high performance computers in our ultra modern offices, is
easy for us to forget the connection with nature. “

Dalai Lama

He smiled thinking about that old did not need to read a book
but that size really lived and that the trees were always
an important presence in human life but all is now
blind and unable to understand.

With slow steps came to a huge tree, Ariel felt a
powerful energy, much cleaner than plants in its
Cooperative, in fact all over the place gave off a strong energy
compassion and beauty, it seemed that all the energy of the primordial
world came from that place and thought how lucky was the head
village to have the privilege of living space that, until
he had allowed, he remembered his nightmare and dangers
that people peacefully through for the sole reason that they
live in that place forever.

What sense would cancel everything for power or money,
polluting or destroying without restraint, there could be a possible
solution?

A shudder of leaves seemed to have heard his thoughts, his head
village told the facilitator that the tree was happy to Master
meet Ariel and who had finally arrived.

Finally? It was so long awaited? But this time the tree spoke to Master
directly into him and even the village chief could understand why
it was the language of vision, where there are no words
mental mechanisms, but a direct feel.

The vision appeared in a place the world was born a child, be
light, full of compassion that would care about the fate of
planet, would help people in distress.

Master tree said that the crisis, the shock was inevitable
break the old guard, and although many trees were brothers
sacrificed, even if the land was poisoned, it was not
the definitive end that everything must be cooperation of all
that we should not exploit resources pollutants.

Ariel was deeply shocked, touched, unable to speak but had
transposed to end the message, he realized that collaboration, the
efforts of all, the moral cleanliness were the “cradle” for that
child, for that was on the way which we are all
responsible.

When Ariel returned to the village seemed to emanate light, it was vibrant and
Alessio also noticed that, with a whisper, fearing
disturbed, asked his friend what had happened, but it was talking
Ariel took her hands and the vision of Alexei was transferred to him.

They had the certainty of having chosen the right path in life and
to be messengers of love.

 

12.07.2010 © Poetyca

 

Il Paradiso dei giocattoli


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Il Paradiso dei giocattoli

Un giorno un bambino volle immaginare un luogo dove tutti i giocattoli non venissero dimenticati, dove la polvere non li avesse corrosi e dove, quei bambini cresciuti , afferrati all’orecchio di un orsacchiotto, con ancora il ricordo di una bambola stretta in petto, solo perché il tempo era trascorso, solo perché si era diventati “adulti” e non si poteva più cercare il compagno di giochi, il conforto contro le paure, quale era per quel giocattolo. L’inesorabile destino era di essere stato utile per ore liete, magari a sacrificio di capelli, braccia, orecchie , pur di sapere che aveva reso migliore il tempo a quei bambini,ma il bambino non riusciva a comprendere perché , per tutti quei compagni di fantasie, di sogni abbandonati dovesse esistere la dimenticanza. Si immaginò allora che tutti quei giocattoli mutilati, dimenticati, tutte quelle bambole, ormai irriconoscibili e gettate via da genitori stanchi di vederli come “disordine” nella vita dei figli, potessero avere il loro Paradiso, fu così che si propose, con pazienza di imparare a ricostruirne , pezzo per pezzo , la dignità perduta. Quel bambino da “grande”, perché grande era il suo cuore, decise di raccogliere tutti i giocattoli possibili: ai mercatini, nei posti più improbabili e dimenticati e, poiché la notte non riusciva a dormire, di impiegare quel tempo per lavare, pettinare capelli, cucire e dipingere , incollare e risistemare ogni parte e far rivivere, per il Paradiso, ogni giocattolo che, con la sua piccola anima lo chiamava. Il dono magico che una piccola dea dagli occhi di giada volle fargli per la sua generosità e per quella dolcezza fu il suo sorriso che incantava gli occhi ed il cuore di chi la vedesse, si perché era il vero sorriso della sua anima bambina.

®Poetyca

Paradise toys

One day a child wanted to imagine a place where all the toys were not forgotten, where the powder had corroded them and where those children grew up, caught the ear of a teddy bear, even with the memory of a doll close to his chest, only because time was spent, only because he had become “adults” and could no longer seek the playmate, comfort against the fears, which was for that toy. The inexorable destiny was to be helpful for happy hours, maybe a sacrifice of hair, arms, ears, just to know that he had made better time to those children, but the child could not understand why, for all those companions fantasies, dreams abandoned not exist forgetfulness. He imagined then that all those toys mutilated, forgotten, all the dolls, now unrecognizable and thrown away by parents tired of seeing them as a “disorder” in the lives of children, could have their paradise, that was how it was proposed, with patience to learn to reconstruct, piece by piece, the lost dignity. That kid from “great” because great was his heart, he decided to collect all the toys possible: to the markets, in the most unlikely places and forgotten, and as the night could not sleep, to use that time to wash, comb hair , sew and paint, paste, and rearrange all over and revive, for heaven, every toy, with her little soul was calling him. The magical gift that a small-eyed goddess Jade wanted him for his generosity and for that sweetness was his smile that charmed the eyes and hearts of those who see her, because it was the true smile of his soul child.

®Poetyca

La ragazza che guardava le stelle


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La ragazza che guardava le stelle

C’era una volta una ragazza che nella propria vita conosceva il buio della notte
ma non dimenticava di guardare  anche le stelle.
              In una notte splendida la ragazza pensò di voler diventare una Lady di Luce,
questo era il suo più grande desiderio, con il convincimento che potesse aiutare gli altri.
Ella espresse  il desiderio ad una stella cadente e quando la ragazza andò a dormire non poteva
essere a conoscenza del fatto che il suo cammino era già diverso.
 
              Nel tempo  la ragazza si accorse  di come alcune cose la facessero soffrire e di come,
in quei momenti, si sentisse tanto fragile e sola,temeva  allora di aver perduto tutte le proprie forze,
decise  allora che tutte le sue lacrime  dovessero essere conservate in una boccetta di cristallo.
In poco tempo la ragazza riempì la sua boccetta e la teneva attaccata ad una catena d’argento
come ciondolo, per rendersi conto di quanto fosse fragile.
Avrebbe voluto recuperare le sue forze, essere diversa e non dover piangere per ogni circostanza,
senza saper come fare per cambiare le cose, nella sua vita e in quella degli altri.
 
             Una notte di luna piena, mentre  la ragazza era accanto ad un lago, incapace di riposare, vide la sua immagine riflessa e rimase stupita nel constatare che il suo volto, a differenza del passato, fosse tanto luminoso,chiese allora ad un cerbiatto con occhi dolcissimi  che era lì vicino, per quale motivo la sua immagine fosse luminosa, la ragazza sentiva che quell’animale era in grado di dare una risposta e il cerbiatto che altri non era che la fata Speranza , le rispose che quello era il momento più bello, capace di mostrare come le cose siano trasformate e come si possano usare degli strumenti che erano già in noi ma che erano dimenticati, quel momento  si chiamava “consapevolezza”.La ragazza si fece spiegare il senso di quelle parole e la fata mostrò le sue vere sembianze, svelo di non essere un cerbiatto bensì Fata Speranza, chiedendo alla ragazza di gettare la boccetta nel lago, poiché il suo cuore aveva sempre racchiuso un prezioso tesoro che l’avrebbe resa Lady Luce : la sensibilità.

Non era necessario raccogliere le lacrime e temere di perdere le forze, di essere fragili, ma era importante agire
con il Cuore e con gli strumenti dimenticati.
La ragazza si specchio di nuovo nelle acque del lago e vide se stessa che ora era una principessa di Luce bellissima,comprese dunque che tutto quel dolore era a causa di quel cuore sensibile, che ogni lacrima era un dono che una stella faceva , un prezioso frutto del Cuore che è seme per imparare ad accogliere e comprendere anche la sofferenza degli altri.

La ragazza non raccolse più le lacrime e non si sentì fragile ma capace di comprendere la forza della sensibilità.
 
Poetyca

The girl looked at the stars

There once was a girl in his life he knew the dark of night
but do not forget to also look at the stars.
              In one night the beautiful girl he thought he wanted to be a Lady of Light,
this was his greatest desire, with the belief that he could help others.
She expressed a wish to a shooting star, and when the girl went to sleep could not
be aware of the fact that his path was already different.
 
              Over time, she realized that some of the things made him suffer and how,
in those moments, he felt so fragile and alone, then he feared that he had lost all his strength,
then decided that all her tears were to be preserved in a bottle of crystal.
In a short time she filled his flask and kept attached to a silver chain
as a pendant, to realize how fragile it was.
He wanted to recover his strength, be different and not have to cry for all circumstances,
without knowing how to go about changing things in his life and the lives of others.
 
             A full moon night, while the girl was next to a lake, unable to rest, he saw his reflection and was startled to see that his face, unlike in the past, it was so bright, then asked a young stag with eyes sweet that was close by, why his image was bright, she felt that this animal was able to give an answer, and the fawn that was none other than the fairy Hope, he replied that it was the most beautiful moment capable of showing how things have transformed and how you can use the tools that were already in us, but they were forgotten, that time was called “mindfulness.” She stepped explain the meaning of those words and the fairy showed his true likeness, reveal that it is not a deer but Fata Hope, asking the girl to throw the bottle in the lake, because his heart had always enclosed a precious treasure that would make Lady Light: the sensitivity.

It was not necessary to collect the tears and fear losing the forces, to be fragile, but it was important to act
with the heart and with the tools forgotten.
The girl in the mirror again and saw the waters of the lake itself was now a beautiful princess of Light, including, therefore, that all that pain was due to the sensitive heart, every tear that was a gift that was a star, a valuable Heart fruit of that seed is to learn to accept and even understand the suffering of others.

The girl did not pick up more tears and did not feel fragile but able to understand the strength of feeling.
 
Poetyca

Viola


Viola

Seduta sul bordo del suo lettino Viola attendeva che la mamma arrivasse, anche questa volta aveva fatto un brutto sogno e dopo aver sudato tanto, compreso che si trattava solo un sogno, aveva chiamato la mamma perché l’abbracciasse e le raccontasse una delle sue bellissime storie.

Non era facile per Viola di soli cinque anni capire come mai non tutti erano capaci di fare cose che lei faceva spontaneamente e non aveva intenzione di dare preoccupazione alle persone , solo che non capiva cosa era possibile manifestare e cosa era meglio trattenere o fare solo quando nessuno guardava, come accaduto la mattina prima, quando in giardino aveva visto una farfalla battere inesorabilmente e con grande fatica le ali, era davvero un grande sforzo per lei volare di nuovo.

Viola  indicò  quella povera farfalla al nonno e la bambina disse  che voleva aiutala a volare, il nonno spiegò che aveva volato tanto ma ora era il tempo di un lungo sonno, che per tutti arriva la fatica e quel sonno, che ci sono cose che accadono e che non si può reagire, lei non avrebbe potuto fare nulla!

Eppure Viola sentiva quel solletico sulla punta delle dita, sentiva quel calore e vedeva intorno alla farfalla un alone colorato che stava per spegnersi, perché non offrire un poco dei suoi colori alla farfalla? In fondo aveva dato gioia al cielo e ai fiori!

Viola disse al nonno di non preoccuparsi, ci avrebbe pensato lei! Il nonno sorrise per il candore e la convinzione di quella bimbetta, così simile nell’esprimere i sogni che la sua mamma faceva da piccola, lei che inventava fiabe ed era solitaria, seria e attenta a tutto. Quanta fatica per aiutarla a cambiare perché i sogni non servono a nulla nella vita e si deve essere concreti.

Viola si avvicinò alla farfalla, la prese delicatamente e la adagiò sul palmo della mano sinistra mente con la mano destra compiva degli strani movimenti circolari intorno alle ali della farfalla, il nonno guardava stupito e scettico, preoccupato della imminente delusione che la piccola Viola avrebbe avuto a breve.

Restava in silenzio, pronto a cercare parole adatte, ad accogliere le lacrime della bambina. Trascorsero pochi attimi e  come una piccola nuvola azzurrina apparve avvolgendo la farfalla, il nonno credeva di avere delle allucinazioni perché immediatamente dopo la farfalla iniziò a muovere le ali e a volare intorno alla bambina disegnando alcuni ghirigori festanti.

Come era possibile? Si trattava di una particolare coincidenza?

Eppure solo pochi minuti prima quella farfalla era disidratata e morta, certamente non era così colorata e viva come adesso!

La bimba aveva un’aria soddisfatta e a guardare il viso serio e stupito del nonno  si rese conto che forse aveva fatto qualcosa di sbagliato, almeno per il nonno e chiese: – Nonno sono stata cattiva? Perché i tuoi occhi mi stanno rimproverando?

Cosa ho fatto di sbagliato?

Il nonno non sapeva cosa rispondere, quello allora era un prodigio se la bambina era consapevole di avere fatto qualcosa per cambiare la realtà della farfalla, l’unica cosa che riuscì a chiedere fu: – Ma dove hai imparato? Sei così piccina, come hai fatto?

La bimba sgranò gli occhi :

–          Perché nonno tu non lo sai fare?

–         No piccola mia io non sono capace, nessuno mi ha insegnato o forse ..non ho mai provato perché non credevo possibile una cosa del genere. Comunque piccola mia forse è meglio non dire questo alla mamma, potrebbe preoccuparsi e se proprio devi fare queste cose, stai molto attenta che non ti veda nessuno!

Viola percepì ancora una volta come il nonno fosse turbato e che lei ne era la causa, allora disse al nonno di rilassarsi e di non essere preoccupato perché lei avrebbe fatto attenzione, non lo avrebbe detto neppure a Francy la sua migliore amica.

Il sogno era stato davvero spaventoso, una grossa nube scura si stava spostando e con dei vortici che sembravano tentacoli cercava di penetrare nelle case, nei boschi e dove arrivava sotto forma di nebbia cambiava l’aspetto delle cose; alberi e rocce, fiumi e mari, tutto sembrava perdere vita, come un contenitore vuoto, senza più energia, la gente sembrava non avere volontà ed agiva senza riflettere.

Nel suo sogno le farfalle, gli uccelli, i pesci e le voci di altri bambini come lei, così sensibili e speciali sembrava la chiamassero per portare aiuto e per riportare energie colorate a quel disastro.

Quel sogno appariva così vero! Infine la farfalla che la mattina prima l’aveva ringraziata con la danza del cuore le appariva e le diceva che per gratitudine le avrebbe presentato la fatina del giardino e che con lei avrebbe potuto aiutare piante e d insetti, animali ed esseri umani, ma non sarebbe stata sola, altre fatine avevano l’incarico di parlare con altri bambini e si sarebbero tutti incontrati, che una missione la stava attendendo.

Viola si svegliò perché quella brutta visione della nube la faceva sentire come senza fiato, come avrebbe potuto aiutare tutti lei che era tanto piccola?

Poi ricordò come il nonno fosse preoccupato e cercò la mamma per capire cosa stesse accadendo.

La mamma arrivò, semi addormentata ma calma, chiese cosa fosse accaduto e cosa la bambina avesse sognato di tanto brutto.

Ascoltò attenta, sebbene la bambina non sapesse come fare per dire che nel sogno era stata richiesta per aiutare , ma che il nonno che aveva assistito al volo della farfalla era preoccupato.

Viola disse che era stato un sogno brutto, che era presente una brutta nuvola che si sentiva soffocare per questo ma che alcune cose erano difficili da capire per la mamma come lo erano per il nonno, che forse qualcosa di sbagliato era nelle sue mani.

La mamma accarezzò la fronte della bambina e le stampò un bacio, seduta sul letto, con la manina stretta alla sua, le disse di non temere, che la mamma non aveva mai pensato che lei potesse essere sbagliata, che anzi, da quando lei era nel pancione e la mamma sentiva i suoi calcetti sapeva come quella fosse stata una bimba speciale che sognava spesso e come alla nascita la piccola Viola fosse esattamente come nel sogno, persino il piccolo neo a forma di cuore sul pancino!

Le disse che anche lei quando era una bambina per molte persone poteva apparire strana, ricca di fantasia, solitaria e che solo se immersa nella natura si sentiva bene.

Solo che aveva dovuto mettere da parte ogni sogno, ogni fiaba per essere come altri volevano e solo ora, con la piccola Viola poteva raccontare le sue favole e le sue sensazioni che altri non avrebbero compreso. Dunque di non temere perché la mamma sapeva quanto lei fosse speciale.

La bimba allora, ritrovata fiducia le disse della farfalla e la mamma sorrise, le disse del sogno e di come dovesse l’indomani andare in giardino a ricercare la farfalla e come questa le avrebbe fatto conoscere la fatina del giardino.

La mamma sorrise ancora, sembrava le credesse e la bimba si rilassò, chiedendo un bicchiere d’acqua e una favola nuova.

La mamma andò in cucina e prese l’acqua con sé e lì per lì inventò una favola che parlava dei sogni dei bambini, di come ogni sogno ricco di bellezza, di purezza e di amore fosse energia colorata che salva il mondo, che tante cose invece sono capaci di inaridire la vita, soprattutto non saper sognare o avere paura di farlo,di come tante cose possano invece contaminare e distruggere la bellezza e la Natura, perché si perde il rispetto e si è sordi alla voce del cuore.

La bimba comprese come la mamma le stesse indicando di credere in se stessa, di non farsi influenzare delle cose che spesso i grandi dicono perché hanno perso quella fiducia e camminano su una strada che ha perso colori.

Il mattino dopo Viola e la sua mamma andarono in giardino insieme, mano nella mano, sorridenti e piene di speranze.

Improvvisamente apparve la farfalla, ma a guardarla meglio era una fatina minuscola che emanava grazia e colori, ovunque battesse le sue piccole ali folate di polvere di stelle sprizzavano allegramente e con la sua piccola bacchetta magica fece dei ghirigori e disse con una vocina dolcissima a Viola che lei non doveva mai smettere di manifestare quelle sue doti speciali, che l’intero mondo ne aveva bisogno e se persone tristi e scettiche preferivano restare cieche, lei e altri bambini che presto avrebbe conosciuto non devono fermarsi ma portare avanti l’Opera dalle Bellezza e del Cuore Puro, per salvare la terra da quella nube velenosa che lei aveva sognato.

L’appuntamento era nel parco, un centinaio di bambini venuti da ogni parte del mondo avevano fatto dei sogni di vita, di speranza e di bellezza ed ora, con i genitori che attraverso di loro avevano capito come si stessero dimenticando il valore profondo delle  cose, finalmente si sarebbero incontrati.

Quanta emozione e quanti abbracci! Finalmente si poteva regalare luce e colori alla Natura morente per fermare le nubi tossiche della violenza e del rancore per portare pace e compassione nel Mondo.

Viola era felice, raggiante e vibrava alla medesima frequenza di quei bambini.

Tutto stava per iniziare.

© Poetyca

Violet

Sitting on the edge of his bed Viola waited for her mother arrived, this time he had a bad dream, and after sweating so much, including that it was only a dream, because her mother had called the hug and tell her one of her beautiful histories.

It was not easy for Viola just five years to understand why not everyone was able to do things that she did voluntarily and was not going to give concern to people, just do not understand what was possible to demonstrate and to retain what was best or only when doing no one was looking, as happened in the morning before, in the garden when he saw a butterfly beating relentlessly and with great difficulty the wings, was really a great effort for her to fly again.

Purple Butterfly indicated that poor girl and her grandfather said he wanted to help her fly, explained that his grandfather had flown a lot but now it was time for a long sleep, that for all the hard work and get that sleep, that there are things that happen and that we can not respond, she could not do anything!

Yet Viola felt that tickled my fingertips, feeling the heat and saw the glow around the butterfly that was about to go out, why not offer a little of its color to the butterfly? In the end he gave joy to the sky and the flowers!

Viola told his grandfather not to worry, she would have done! The grandfather smiled for the candor and conviction of that little girl, so like to express the dreams that his mother was a child, she was lonely and invented tales, serious and attentive to everything. How much effort to help change that dreams serve no purpose in life and you must be concrete.

Viola went to the butterfly, took it gently and laid him on the left palm with his right hand He made the mind of strange circular motions around the wings of the butterfly, the grandfather looked surprised and skeptical, worried about the impending disappointment that little Violet would short.

He remained silent, ready to seek appropriate words, to accept the tears of a child. They spent a few moments and appeared as a small blue cloud enveloping the butterfly, the grandfather thought he had hallucinations because immediately after the butterfly began to move his wings and fly around the little girl drawing a few squiggles revelers.

How was this possible? This was a particular coincidence?

Yet only a few minutes before that butterfly was dehydrated and died, it certainly was not so colorful and lively as now!

The girl looked pleased and surprised look on his face serious and grandfather realized that perhaps he had done something wrong, at least for my grandfather and asked: – I was Grandpa bad? Because your eyes are blaming me?

What did I do wrong?

The grandfather did not know what to answer, what was then a miracle if the child was conscious of having done something to change the reality of the butterfly, the only thing I could ask was: – But where did you learn? You’re so tiny, like you did?

The girl’s eyes widened:

– Why do not you know my grandfather do?

– No, my baby I’m not able, or perhaps no one has taught me .. I never tried because I did not believe such a thing possible. However, my baby I probably should not say this to my mother, and may worry if you must do these things, be very careful that you do not see anyone!

Viola felt once more like his grandfather was upset and she was the cause, then told his grandfather to relax and not be worried because you have been paying attention, he would not even told her best friend to Francy.

The dream was really scary, a big dark cloud was moving with the vortices that appeared tentacles trying to break into houses, forests, and where he came in the form of fog changed the look of things, trees and rocks, rivers and seas , everything seemed to lose life, like an empty shell, without energy, people seemed to have no will and acted without thinking.

In his dream, butterflies, birds, fish, and the voices of other children like her, so sensitive and special seemed to call her in to help restore energy and color of this disaster.

That dream seemed so real! Finally, the butterfly in the morning before he had thanked her with the dance of the heart appeared to her and told her she would submit to the gratitude of the fairy garden and that she could help with plants and insects, animals and humans, but not been alone, other fairies were assigned to talk to other children and they would all be met, which was waiting at a mission.

Violet woke up that ugly vision of the cloud because it made her feel as breathless as she could to help everyone who was so small?

Then he remembered how his grandfather was worried about his mother and tried to understand what was happening.

The mother arrived, half asleep, but calm, asked what had happened and what the girl had dreamed of as ugly.

He listened attentively, although the girl did not know how to say that the dream had been asked to help, but the grandfather who had witnessed the flight of the butterfly was worried.

Viola said he had been a bad dream, that there was a nasty cloud that was being choked for this but some things that were difficult to understand for the mother as they were for his grandfather, that maybe something was wrong in his hands.

The mother stroked the child’s forehead and planted a kiss sitting on the bed, with her hand close to her, told her not to worry, that my mother had never thought she could be wrong, that indeed, since she was in the belly and the mother felt her kicks knew how this had been a special little girl who dreamed about the birth and how often the little Violet was just like in the dream, even the small heart-shaped mole on his tummy!

He told her that when she was a girl might seem strange to many people, full of fantasy, solitary and immersed in nature only if it felt good.

Only he had to put aside every dream, every fairy tale to be like others wanted and only now, with little Violet could tell his stories and feelings that others would not understand. So not to worry because my mother knew what she was special.

The girl then told her newfound confidence of the butterfly and the mother smiled, told her the dream and how he had to go the next day to search for the butterfly garden and how it would have made known to the fairy garden.

The mother smiled again, and seemed to believe the child is relaxed, asking for a glass of water and a new story.

The mother went into the kitchen and took the water with them and there and then concocted a story that spoke of the dreams of children, like every dream world of beauty, purity and love were colored energy that saves the world, that so many things Instead they are capable of drying up the life, especially not to dream or be afraid to do so, instead of how many things can contaminate and destroy the beauty and nature, because you lose the respect and they are deaf to the voice of the heart.

Including the child as her mother was indicating to believe in herself, not to be influenced of the great things that often say they have lost that trust and walk on a road that has lost color.

The next morning, Violet and her mom went into the garden together, hand in hand, smiling and full of hope.

Suddenly, there was the butterfly, but a closer look was a tiny fairy who exuded grace and color, its tiny wings beat anywhere gusts of dust and stars flashed brightly with her little magic wand made of doodles and said with a sweet little voice in Purple that she must never stop manifesting those special skills, that the whole world needed it and if people preferred to remain sad and skeptical blind, she and other children who would soon have known not to stop but to continue the Work by Beauty and Pure Heart, to save the earth from the poisonous cloud that she had dreamed.

The appointment was in the park, hundreds of children come from all over the world had had dreams of life, hope and beauty and now, with parents who had got through them as they were forgetting the profound value of things at last they met.

How much excitement and many hugs! Finally you could give the dying light and color to nature to stop toxic clouds of violence and hatred to bring peace and compassion in the world.

Viola was happy, radiant and vibrated at the same frequency of those children.

Everything was about to begin.

© Poetyca

Alla ricerca del sole


Alla ricerca del sole

Alcuni uomini cercavano la via per arrivare alla vetta di una montagna,essi sapevano che arrivati sulla cima avrebbero visto il sole molto vicino. Dunque decisero da che parte iniziare il viaggio.

Uno disse – io vado a nord – sicuramente la mia strada è quella migliore.
Un altro uomo disse – oh no! Tu stai sbagliano, la strada migliore è a sud, io andrò da quella parte!
Il terzo uomo disse -voi siete in errore – la vera via è a est! Io vado ad est.
Il quarto uomo disse, amici siete tutti in errore – voi non sapete cosa è scritto nei sacri testi? la via sacra è a ovest, io salgo la montagna da ovest . perchè voi non seguite me?
Ma nessuno voleva seguire l’uomo perchè tutti erano convinti della loro opinione.

Gli uomini iniziarono la loro salita, da diverse direzioni.
Infine tutti giunsero sulla cima, nello stesso luogo e tutti dissero – ma come siamo stupidi.
Il sole è qui per tutti, esso non sceglie – esso è un vero dono.

02.06.2011 Poetyca

In search of the sun

Some men were seeking a way to reach the top of a mountain, they knew that arrived on the summit would see the sun very closely.
So they decided where to begin the journey.
One said – I’m going north – definitely my way is the best.
Another man said – oh no! You’re wrong, the best way is to the south, I’ll go that way!
The third man said, you are in error – the true way is east! I’m going to the east.
The fourth man said, friends are all wrong – you do not know what is written in sacred texts? is the sacred way to the west, I climb the mountain from the west. why do not you follow me?
But no one wanted to follow the man that everyone was convinced of their opinion.

The men began their ascent, from different directions.
Finally, all reached the top, in the same place and they all said – but as we are stupid.
The sun is here for everyone, it does not choose – it is a true gift.

02.06.2011 Poetyca

Cigno nero


Cigno nero

Girasole era stanca di volare,lei, giovane cigno nero, era sempre stata considerata diversa dagli altri cigni: bianchi, fieri, altezzosi e incapaci di credere alla possibilità di conoscere verità superiori. Si era trovata quasi per caso in quello stagno e il ricordo più lontano risaliva a quando piccolissima e debole era riuscita a nascondersi tra le fronde di un cespuglio,lontano dai pericoli ed una superba mamma di altri piccoli cigni come lei, le indicò lo stagno come luogo tranquillo. Condivideva con tutti gli altri l’ora del bagno e il cibo ed in fondo erano gentili , ma era evidente che lei, cigno nero dovesse avere una diversa provenienza , così come diverso era il mondo che sentiva dentro. Non era per quello stagno, quel limite nel quale gli altri , i cigni bianchi, sembrava si sentissero a loro agio. In fondo per loro la vita era tutta racchiusa nelle abitudini: il cibo,il bagno,e la stagione degli amori, anche quest’ultima la rendeva triste, nessun cigno bianco infatti cercava le sue attenzioni. Era in volo dal giorno precedente, sola e senza nessuno che in fondo si preoccupasse della sua assenza, era stato più forte di lei, sentiva infatti che la grande saggia : la nonna di tutti i cigni bianchi che viveva nel parco da anni, si sbagliava quando diceva che loro non erano migratori e che la vita migliore era quella che conducevano nel parco. Girasole lo sentiva dentro che non era così e che se lei era diversa ci sarebbe stata una ragione, intendeva scoprirla piuttosto che fermarsi in quel luogo senza dar vita a quello che sentiva essere vero, i cigni bianchi comunque erano felici con quello che avevano e non cercavano altro, ma non era per lei quel vivere. Ora era stanca e doveva cercare un giaciglio e un pò di cibo prima che giungesse la notte, dall’alto vide un campo e una casa, forse lì poteva riposare, scese e si nascose all’interno di un cespuglio che sembrava adatto al suo riposo. mangiò alcune foglie prima di scivolare in un sonno profondo. Fece un sogno : Un grande cigno nero volava in testa ad uno stormo e l’accoglieva nel gruppo dicendo : “Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…la rotta non è dimenticata e non è mai tardi.” Era un bel sogno, non la faceva sentire sola ma con la sicurezza di trovare altri cigni neri come lei. Al risveglio fu felice ed il pensiero che per la prima volta avesse sognato dei suoi simili la colmò di gioia malgrado la stanchezza e le titubanze per quel suo viaggio, chissà, forse la meta era vicina e comunque qualcosa le faceva comprendere che per lei tutto presto sarebbe cambiato, poteva ora ascoltare l’istinto che si svegliava come un orologio biologico pronto a compiere il proprio dovere,non solo, sentiva infatti che qualcuno l’avrebbe accolta,qualcuno non diverso da lei e quindi capace di comprenderla. Quel sogno le mise una nuova carica. Si guardò intorno e si mise all’ascolto dei suoni dell’ambiente, ad un tratto senti un gracidare sommesso, a poca distanza doveva esserci uno stagno, attraversò la breve distanza a passi misurati ponendo attenzione ad eventuali pericoli, era da tempo abituata a badare a se stessa ma quello era un territorio sconosciuto, la prudenza era necessaria.Lo vide: piccolo e verde con un fare vivace che metteva allegria : ” Ciao, arrivata oggi? Che carina che sei, ma ti sei persa? Non ti sei accorta dei tuoi compagni partiti due giorni fa? Dormivi? A fare tutte quelle domande era Greg : un ranocchio gonfio e verde con due occhietti vispi che fece sorridere Girasole.Lei raccontò di essere lì dalla sera precedente e chiese di che colore fossero i cigni che Greg aveva considerato suoi compagni.” Oh bella! ma come te! Perché di che colore sono i cigni dalle tue parti?” Lei sorrise ancora, era evidente che lui non conoscesse i cigni bianchi, rimase infatti stupito nell’apprenderne l’esistenza , un ranocchio sempre vissuto in quello stagno non poteva immaginare diversi pezzettini di mondo a lui sconosciuti. Dunque altri cigni neri erano in volo , chissà,forse anche loro verso ” casa” come aveva compreso attraverso il suo sogno, ancora più forte sentì l’emozione dominarla insieme alla necessità di ascoltare il cuore che le avrebbe mostrato in che direzione volare. Restò poco presso quello stagno e dopo aver ringraziato ( quel ranocchio era stato molto prezioso) e salutato calorosamente si mise in ascolto del vento e dei fremiti del suo cuore, presto sarebbe tornata a casa. Seguendo il cammino del sole giunse presso la riva di un lago, avrebbe dormito lì , era infatti molto stanca dopo ore d’interminabile volo, si accoccolò tra canne di bambù, mangiò un pò e si addormentò. Era l’alba quando aprì gli occhi, il chiarore l’avvolse ,un nuovo giorno era pronto ad accoglierla con le braccia protese verso di lei, nuotò nel lago a lungo poi…si mise a correre sul pelo d’acqua e finalmente si staccò da esso…Lì in alto uno stormo messo in formazione a ” V ” era pronto per il viaggio, lei si avvicinò ad un giovane cigno che con occhi languidi le disse ” Ti aspettavo, è ora di tornare a casa “. Ecco il suo sogno che si realizzava, sapeva ora che quello in cui aveva creduto era possibile : Davanti allo stormo, a guidarlo per il viaggio riconobbe il grande cigno nero che le sorrise e dentro di sé risuonarono le stesse parole ” Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…La rotta non è dimenticata e non è mai tardi” Ecco ora era pronta per il viaggio, stava tornando a casa, sorrise al giovane cigno e rispose ” Sono pronta”.

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Black Swan

Sunflower was tired of flying, her young black swan, had always been considered different from other swans: white, proud, arrogant and unable to believe the opportunity to learn higher truths. It was found by chance in that pond and the memory went back as far as small and weak she could hide among the branches of a bush, away from danger and a proud mother of other children like her swans, pointed to the pond as quiet place. Shared with all other hours of the bathroom and the food and ultimately they were friendly, but it was obvious that she, black swan would have a different origin, as well as different was the world he felt inside. It was not that pond, that limit in which the other, the white swans, seemed to feel at ease. In the bottom for them life was encapsulated in habits: food, towels, and the mating season, it also made her sad, because no white swan sought his attention. It was in flight from the previous day, alone and with no one cared at the bottom of his absence, was stronger than she, in fact, felt that the great wise: the grandmother of all the white swans that lived in the park for years, he was wrong when he said that they were not migratory, and that the best life was that which led into the park. Sunflower felt within him that was not as if she was different and that there would be a reason, wanted to discover it rather than stay in that place without giving rise to what he felt was true, the white swans were still happy with what they had and not tried another, but that was not for her life. Now she was tired and had to try a bed and some food the night before he came, he saw a top field and a house, maybe there could rest, went and hid in a bush that seemed suited to his rest . ate some leaves before slipping into a deep sleep. He had a dream: a big black swan flew into a flock and head welcomed the group saying: “Hear the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … the route is not forgotten and not it is never too late. “It was a beautiful dream, do not make her feel alone but with the certainty of finding other swans blacks like her. Upon awakening he was happy and thought that for the first time he had dreamed of his fellow human beings filled with joy, despite the tiredness and reticence for his trip, who knows, maybe the goal was near, and still something made her understand that she very quickly would be changed, could now listen to the instinct that is awakened as a biological clock ready to do his duty, not only because he felt that someone would have received, someone other than you and therefore able to understand it. That dream put a new post. He looked around and started listening to the sounds of the environment, all of a sudden you hear a faint croak, a short distance there was a pond, crossed the short distance with measured steps, paying attention to possible dangers, had long been accustomed to look after in itself, but it was unknown territory, prudence was necessaria.Lo saw: small and green with a spirited put to cheer: “Hello, come now? What you’re cute, but you missed? You did not notice your mates went two days ago? Were you asleep? To do all those questions was Greg: A green frog with two eyes swollen and he smiled gaily as Girasole.Lei told to be there the night before and asked what color were the swans that Greg had seen his companions. “Oh good! but like you! Because what color are the swans in your part? “She smiled again, it was evident that he knew the white swans, was in fact surprised nell’apprenderne existence, always had a frog in that pond could not imagine different pieces of the world unknown to him. So blacks were more swans in flight, who knows, maybe even to their “home” as understood by his dream, even more strongly felt emotion dominate along with the need to listen to the heart that would show which way to fly. He stayed at the little pond and thanked (the frog was very valuable) and greeted warmly began listening to the wind and tremors of his heart, he would soon be returned home. Following the path of the sun arrived at the shore of a lake, he would sleep there, it was very tired after hours of endless flight, crouched between bamboo poles, ate a little and fell asleep. It was dawn when he opened his eyes, the glow enveloped her, a new day was ready to welcome it with arms outstretched towards her, swam in the lake for a long time … then he ran on the surface and finally broke away it … There he put up a flight training in “V” was ready for the trip, she came to a young swan with languishing eyes said, “I was waiting, it’s time to go home.” Here’s his dream come true, now that he knew what he had believed was possible: In front of the flock, to guide him for the trip recognized the great black swan who smiled and inwardly echoed the same words, “Hear the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … The route is not forgotten and is never late, “Here he was now ready for the trip, was returning home, the young swan smiled and replied” I’m ready. “

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