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La ragazza che guardava le stelle – The girl looked at the stars


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La ragazza che guardava le stelle

C’era una volta una ragazza che nella propria vita conosceva il buio della notte
ma non dimenticava di guardare  anche le stelle.
              In una notte splendida la ragazza pensò di voler diventare una Lady di Luce,
questo era il suo più grande desiderio, con il convincimento che potesse aiutare gli altri.
Ella espresse  il desiderio ad una stella cadente e quando la ragazza andò a dormire non poteva
essere a conoscenza del fatto che il suo cammino era già diverso.
 
              Nel tempo  la ragazza si accorse  di come alcune cose la facessero soffrire e di come,
in quei momenti, si sentisse tanto fragile e sola,temeva  allora di aver perduto tutte le proprie forze,
decise  allora che tutte le sue lacrime  dovessero essere conservate in una boccetta di cristallo.
In poco tempo la ragazza riempì la sua boccetta e la teneva attaccata ad una catena d’argento
come ciondolo, per rendersi conto di quanto fosse fragile.
Avrebbe voluto recuperare le sue forze, essere diversa e non dover piangere per ogni circostanza,
senza saper come fare per cambiare le cose, nella sua vita e in quella degli altri.
 
             Una notte di luna piena, mentre  la ragazza era accanto ad un lago, incapace di riposare, vide la sua immagine riflessa e rimase stupita nel constatare che il suo volto, a differenza del passato, fosse tanto luminoso,chiese allora ad un cerbiatto con occhi dolcissimi  che era lì vicino, per quale motivo la sua immagine fosse luminosa, la ragazza sentiva che quell’animale era in grado di dare una risposta e il cerbiatto che altri non era che la fata Speranza , le rispose che quello era il momento più bello, capace di mostrare come le cose siano trasformate e come si possano usare degli strumenti che erano già in noi ma che erano dimenticati, quel momento  si chiamava “consapevolezza”.La ragazza si fece spiegare il senso di quelle parole e la fata mostrò le sue vere sembianze, svelo di non essere un cerbiatto bensì Fata Speranza, chiedendo alla ragazza di gettare la boccetta nel lago, poiché il suo cuore aveva sempre racchiuso un prezioso tesoro che l’avrebbe resa Lady Luce : la sensibilità.

Non era necessario raccogliere le lacrime e temere di perdere le forze, di essere fragili, ma era importante agire
con il Cuore e con gli strumenti dimenticati.
La ragazza si specchio di nuovo nelle acque del lago e vide se stessa che ora era una principessa di Luce bellissima,comprese dunque che tutto quel dolore era a causa di quel cuore sensibile, che ogni lacrima era un dono che una stella faceva , un prezioso frutto del Cuore che è seme per imparare ad accogliere e comprendere anche la sofferenza degli altri.

La ragazza non raccolse più le lacrime e non si sentì fragile ma capace di comprendere la forza della sensibilità.
 
Poetyca

The girl looked at the stars

There once was a girl in his life he knew the dark of night
but do not forget to also look at the stars.
              In one night the beautiful girl he thought he wanted to be a Lady of Light,
this was his greatest desire, with the belief that he could help others.
She expressed a wish to a shooting star, and when the girl went to sleep could not
be aware of the fact that his path was already different.
 
              Over time, she realized that some of the things made him suffer and how,
in those moments, he felt so fragile and alone, then he feared that he had lost all his strength,
then decided that all her tears were to be preserved in a bottle of crystal.
In a short time she filled his flask and kept attached to a silver chain
as a pendant, to realize how fragile it was.
He wanted to recover his strength, be different and not have to cry for all circumstances,
without knowing how to go about changing things in his life and the lives of others.
 
             A full moon night, while the girl was next to a lake, unable to rest, he saw his reflection and was startled to see that his face, unlike in the past, it was so bright, then asked a young stag with eyes sweet that was close by, why his image was bright, she felt that this animal was able to give an answer, and the fawn that was none other than the fairy Hope, he replied that it was the most beautiful moment capable of showing how things have transformed and how you can use the tools that were already in us, but they were forgotten, that time was called “mindfulness.” She stepped explain the meaning of those words and the fairy showed his true likeness, reveal that it is not a deer but Fata Hope, asking the girl to throw the bottle in the lake, because his heart had always enclosed a precious treasure that would make Lady Light: the sensitivity.

It was not necessary to collect the tears and fear losing the forces, to be fragile, but it was important to act
with the heart and with the tools forgotten.
The girl in the mirror again and saw the waters of the lake itself was now a beautiful princess of Light, including, therefore, that all that pain was due to the sensitive heart, every tear that was a gift that was a star, a valuable Heart fruit of that seed is to learn to accept and even understand the suffering of others.

The girl did not pick up more tears and did not feel fragile but able to understand the strength of feeling.
 
Poetyca

Viola – Violet


Viola

Seduta sul bordo del suo lettino Viola attendeva che la mamma arrivasse, anche questa volta aveva fatto un brutto sogno e dopo aver sudato tanto, compreso che si trattava solo un sogno, aveva chiamato la mamma perché l’abbracciasse e le raccontasse una delle sue bellissime storie.

Non era facile per Viola di soli cinque anni capire come mai non tutti erano capaci di fare cose che lei faceva spontaneamente e non aveva intenzione di dare preoccupazione alle persone , solo che non capiva cosa era possibile manifestare e cosa era meglio trattenere o fare solo quando nessuno guardava, come accaduto la mattina prima, quando in giardino aveva visto una farfalla battere inesorabilmente e con grande fatica le ali, era davvero un grande sforzo per lei volare di nuovo.

Viola  indicò  quella povera farfalla al nonno e la bambina disse  che voleva aiutala a volare, il nonno spiegò che aveva volato tanto ma ora era il tempo di un lungo sonno, che per tutti arriva la fatica e quel sonno, che ci sono cose che accadono e che non si può reagire, lei non avrebbe potuto fare nulla!

Eppure Viola sentiva quel solletico sulla punta delle dita, sentiva quel calore e vedeva intorno alla farfalla un alone colorato che stava per spegnersi, perché non offrire un poco dei suoi colori alla farfalla? In fondo aveva dato gioia al cielo e ai fiori!

Viola disse al nonno di non preoccuparsi, ci avrebbe pensato lei! Il nonno sorrise per il candore e la convinzione di quella bimbetta, così simile nell’esprimere i sogni che la sua mamma faceva da piccola, lei che inventava fiabe ed era solitaria, seria e attenta a tutto. Quanta fatica per aiutarla a cambiare perché i sogni non servono a nulla nella vita e si deve essere concreti.

Viola si avvicinò alla farfalla, la prese delicatamente e la adagiò sul palmo della mano sinistra mente con la mano destra compiva degli strani movimenti circolari intorno alle ali della farfalla, il nonno guardava stupito e scettico, preoccupato della imminente delusione che la piccola Viola avrebbe avuto a breve.

Restava in silenzio, pronto a cercare parole adatte, ad accogliere le lacrime della bambina. Trascorsero pochi attimi e  come una piccola nuvola azzurrina apparve avvolgendo la farfalla, il nonno credeva di avere delle allucinazioni perché immediatamente dopo la farfalla iniziò a muovere le ali e a volare intorno alla bambina disegnando alcuni ghirigori festanti.

Come era possibile? Si trattava di una particolare coincidenza?

Eppure solo pochi minuti prima quella farfalla era disidratata e morta, certamente non era così colorata e viva come adesso!

La bimba aveva un’aria soddisfatta e a guardare il viso serio e stupito del nonno  si rese conto che forse aveva fatto qualcosa di sbagliato, almeno per il nonno e chiese: – Nonno sono stata cattiva? Perché i tuoi occhi mi stanno rimproverando?

Cosa ho fatto di sbagliato?

Il nonno non sapeva cosa rispondere, quello allora era un prodigio se la bambina era consapevole di avere fatto qualcosa per cambiare la realtà della farfalla, l’unica cosa che riuscì a chiedere fu: – Ma dove hai imparato? Sei così piccina, come hai fatto?

La bimba sgranò gli occhi :

–          Perché nonno tu non lo sai fare?

–         No piccola mia io non sono capace, nessuno mi ha insegnato o forse ..non ho mai provato perché non credevo possibile una cosa del genere. Comunque piccola mia forse è meglio non dire questo alla mamma, potrebbe preoccuparsi e se proprio devi fare queste cose, stai molto attenta che non ti veda nessuno!

Viola percepì ancora una volta come il nonno fosse turbato e che lei ne era la causa, allora disse al nonno di rilassarsi e di non essere preoccupato perché lei avrebbe fatto attenzione, non lo avrebbe detto neppure a Francy la sua migliore amica.

Il sogno era stato davvero spaventoso, una grossa nube scura si stava spostando e con dei vortici che sembravano tentacoli cercava di penetrare nelle case, nei boschi e dove arrivava sotto forma di nebbia cambiava l’aspetto delle cose; alberi e rocce, fiumi e mari, tutto sembrava perdere vita, come un contenitore vuoto, senza più energia, la gente sembrava non avere volontà ed agiva senza riflettere.

Nel suo sogno le farfalle, gli uccelli, i pesci e le voci di altri bambini come lei, così sensibili e speciali sembrava la chiamassero per portare aiuto e per riportare energie colorate a quel disastro.

Quel sogno appariva così vero! Infine la farfalla che la mattina prima l’aveva ringraziata con la danza del cuore le appariva e le diceva che per gratitudine le avrebbe presentato la fatina del giardino e che con lei avrebbe potuto aiutare piante e d insetti, animali ed esseri umani, ma non sarebbe stata sola, altre fatine avevano l’incarico di parlare con altri bambini e si sarebbero tutti incontrati, che una missione la stava attendendo.

Viola si svegliò perché quella brutta visione della nube la faceva sentire come senza fiato, come avrebbe potuto aiutare tutti lei che era tanto piccola?

Poi ricordò come il nonno fosse preoccupato e cercò la mamma per capire cosa stesse accadendo.

La mamma arrivò, semi addormentata ma calma, chiese cosa fosse accaduto e cosa la bambina avesse sognato di tanto brutto.

Ascoltò attenta, sebbene la bambina non sapesse come fare per dire che nel sogno era stata richiesta per aiutare , ma che il nonno che aveva assistito al volo della farfalla era preoccupato.

Viola disse che era stato un sogno brutto, che era presente una brutta nuvola che si sentiva soffocare per questo ma che alcune cose erano difficili da capire per la mamma come lo erano per il nonno, che forse qualcosa di sbagliato era nelle sue mani.

La mamma accarezzò la fronte della bambina e le stampò un bacio, seduta sul letto, con la manina stretta alla sua, le disse di non temere, che la mamma non aveva mai pensato che lei potesse essere sbagliata, che anzi, da quando lei era nel pancione e la mamma sentiva i suoi calcetti sapeva come quella fosse stata una bimba speciale che sognava spesso e come alla nascita la piccola Viola fosse esattamente come nel sogno, persino il piccolo neo a forma di cuore sul pancino!

Le disse che anche lei quando era una bambina per molte persone poteva apparire strana, ricca di fantasia, solitaria e che solo se immersa nella natura si sentiva bene.

Solo che aveva dovuto mettere da parte ogni sogno, ogni fiaba per essere come altri volevano e solo ora, con la piccola Viola poteva raccontare le sue favole e le sue sensazioni che altri non avrebbero compreso. Dunque di non temere perché la mamma sapeva quanto lei fosse speciale.

La bimba allora, ritrovata fiducia le disse della farfalla e la mamma sorrise, le disse del sogno e di come dovesse l’indomani andare in giardino a ricercare la farfalla e come questa le avrebbe fatto conoscere la fatina del giardino.

La mamma sorrise ancora, sembrava le credesse e la bimba si rilassò, chiedendo un bicchiere d’acqua e una favola nuova.

La mamma andò in cucina e prese l’acqua con sé e lì per lì inventò una favola che parlava dei sogni dei bambini, di come ogni sogno ricco di bellezza, di purezza e di amore fosse energia colorata che salva il mondo, che tante cose invece sono capaci di inaridire la vita, soprattutto non saper sognare o avere paura di farlo,di come tante cose possano invece contaminare e distruggere la bellezza e la Natura, perché si perde il rispetto e si è sordi alla voce del cuore.

La bimba comprese come la mamma le stesse indicando di credere in se stessa, di non farsi influenzare delle cose che spesso i grandi dicono perché hanno perso quella fiducia e camminano su una strada che ha perso colori.

Il mattino dopo Viola e la sua mamma andarono in giardino insieme, mano nella mano, sorridenti e piene di speranze.

Improvvisamente apparve la farfalla, ma a guardarla meglio era una fatina minuscola che emanava grazia e colori, ovunque battesse le sue piccole ali folate di polvere di stelle sprizzavano allegramente e con la sua piccola bacchetta magica fece dei ghirigori e disse con una vocina dolcissima a Viola che lei non doveva mai smettere di manifestare quelle sue doti speciali, che l’intero mondo ne aveva bisogno e se persone tristi e scettiche preferivano restare cieche, lei e altri bambini che presto avrebbe conosciuto non devono fermarsi ma portare avanti l’Opera dalle Bellezza e del Cuore Puro, per salvare la terra da quella nube velenosa che lei aveva sognato.

L’appuntamento era nel parco, un centinaio di bambini venuti da ogni parte del mondo avevano fatto dei sogni di vita, di speranza e di bellezza ed ora, con i genitori che attraverso di loro avevano capito come si stessero dimenticando il valore profondo delle  cose, finalmente si sarebbero incontrati.

Quanta emozione e quanti abbracci! Finalmente si poteva regalare luce e colori alla Natura morente per fermare le nubi tossiche della violenza e del rancore per portare pace e compassione nel Mondo.

Viola era felice, raggiante e vibrava alla medesima frequenza di quei bambini.

Tutto stava per iniziare.

© Poetyca

Violet

Sitting on the edge of his bed Viola waited for her mother arrived, this time he had a bad dream, and after sweating so much, including that it was only a dream, because her mother had called the hug and tell her one of her beautiful histories.

It was not easy for Viola just five years to understand why not everyone was able to do things that she did voluntarily and was not going to give concern to people, just do not understand what was possible to demonstrate and to retain what was best or only when doing no one was looking, as happened in the morning before, in the garden when he saw a butterfly beating relentlessly and with great difficulty the wings, was really a great effort for her to fly again.

Purple Butterfly indicated that poor girl and her grandfather said he wanted to help her fly, explained that his grandfather had flown a lot but now it was time for a long sleep, that for all the hard work and get that sleep, that there are things that happen and that we can not respond, she could not do anything!

Yet Viola felt that tickled my fingertips, feeling the heat and saw the glow around the butterfly that was about to go out, why not offer a little of its color to the butterfly? In the end he gave joy to the sky and the flowers!

Viola told his grandfather not to worry, she would have done! The grandfather smiled for the candor and conviction of that little girl, so like to express the dreams that his mother was a child, she was lonely and invented tales, serious and attentive to everything. How much effort to help change that dreams serve no purpose in life and you must be concrete.

Viola went to the butterfly, took it gently and laid him on the left palm with his right hand He made the mind of strange circular motions around the wings of the butterfly, the grandfather looked surprised and skeptical, worried about the impending disappointment that little Violet would short.

He remained silent, ready to seek appropriate words, to accept the tears of a child. They spent a few moments and appeared as a small blue cloud enveloping the butterfly, the grandfather thought he had hallucinations because immediately after the butterfly began to move his wings and fly around the little girl drawing a few squiggles revelers.

How was this possible? This was a particular coincidence?

Yet only a few minutes before that butterfly was dehydrated and died, it certainly was not so colorful and lively as now!

The girl looked pleased and surprised look on his face serious and grandfather realized that perhaps he had done something wrong, at least for my grandfather and asked: – I was Grandpa bad? Because your eyes are blaming me?

What did I do wrong?

The grandfather did not know what to answer, what was then a miracle if the child was conscious of having done something to change the reality of the butterfly, the only thing I could ask was: – But where did you learn? You’re so tiny, like you did?

The girl’s eyes widened:

– Why do not you know my grandfather do?

– No, my baby I’m not able, or perhaps no one has taught me .. I never tried because I did not believe such a thing possible. However, my baby I probably should not say this to my mother, and may worry if you must do these things, be very careful that you do not see anyone!

Viola felt once more like his grandfather was upset and she was the cause, then told his grandfather to relax and not be worried because you have been paying attention, he would not even told her best friend to Francy.

The dream was really scary, a big dark cloud was moving with the vortices that appeared tentacles trying to break into houses, forests, and where he came in the form of fog changed the look of things, trees and rocks, rivers and seas , everything seemed to lose life, like an empty shell, without energy, people seemed to have no will and acted without thinking.

In his dream, butterflies, birds, fish, and the voices of other children like her, so sensitive and special seemed to call her in to help restore energy and color of this disaster.

That dream seemed so real! Finally, the butterfly in the morning before he had thanked her with the dance of the heart appeared to her and told her she would submit to the gratitude of the fairy garden and that she could help with plants and insects, animals and humans, but not been alone, other fairies were assigned to talk to other children and they would all be met, which was waiting at a mission.

Violet woke up that ugly vision of the cloud because it made her feel as breathless as she could to help everyone who was so small?

Then he remembered how his grandfather was worried about his mother and tried to understand what was happening.

The mother arrived, half asleep, but calm, asked what had happened and what the girl had dreamed of as ugly.

He listened attentively, although the girl did not know how to say that the dream had been asked to help, but the grandfather who had witnessed the flight of the butterfly was worried.

Viola said he had been a bad dream, that there was a nasty cloud that was being choked for this but some things that were difficult to understand for the mother as they were for his grandfather, that maybe something was wrong in his hands.

The mother stroked the child’s forehead and planted a kiss sitting on the bed, with her hand close to her, told her not to worry, that my mother had never thought she could be wrong, that indeed, since she was in the belly and the mother felt her kicks knew how this had been a special little girl who dreamed about the birth and how often the little Violet was just like in the dream, even the small heart-shaped mole on his tummy!

He told her that when she was a girl might seem strange to many people, full of fantasy, solitary and immersed in nature only if it felt good.

Only he had to put aside every dream, every fairy tale to be like others wanted and only now, with little Violet could tell his stories and feelings that others would not understand. So not to worry because my mother knew what she was special.

The girl then told her newfound confidence of the butterfly and the mother smiled, told her the dream and how he had to go the next day to search for the butterfly garden and how it would have made known to the fairy garden.

The mother smiled again, and seemed to believe the child is relaxed, asking for a glass of water and a new story.

The mother went into the kitchen and took the water with them and there and then concocted a story that spoke of the dreams of children, like every dream world of beauty, purity and love were colored energy that saves the world, that so many things Instead they are capable of drying up the life, especially not to dream or be afraid to do so, instead of how many things can contaminate and destroy the beauty and nature, because you lose the respect and they are deaf to the voice of the heart.

Including the child as her mother was indicating to believe in herself, not to be influenced of the great things that often say they have lost that trust and walk on a road that has lost color.

The next morning, Violet and her mom went into the garden together, hand in hand, smiling and full of hope.

Suddenly, there was the butterfly, but a closer look was a tiny fairy who exuded grace and color, its tiny wings beat anywhere gusts of dust and stars flashed brightly with her little magic wand made of doodles and said with a sweet little voice in Purple that she must never stop manifesting those special skills, that the whole world needed it and if people preferred to remain sad and skeptical blind, she and other children who would soon have known not to stop but to continue the Work by Beauty and Pure Heart, to save the earth from the poisonous cloud that she had dreamed.

The appointment was in the park, hundreds of children come from all over the world had had dreams of life, hope and beauty and now, with parents who had got through them as they were forgetting the profound value of things at last they met.

How much excitement and many hugs! Finally you could give the dying light and color to nature to stop toxic clouds of violence and hatred to bring peace and compassion in the world.

Viola was happy, radiant and vibrated at the same frequency of those children.

Everything was about to begin.

© Poetyca

Il soldato a la vestale – The Soldier and the Vestal



Il Soldato e la Vestale.

Era di Vesta il tempio,nella Roma antica, epoca che tutti sanno e conoscono dai libri di Storia. Ma questa storia non ebbe mai gloria né citazione a causa della vergogna e del disonore per aver rotto il patto ed antico giuramento. Lei,di timido candore aveva lo sguardo che lanciava fugace con un sospiro a quell’eroe delle gesta gloriose. Lui, che conosceva sangue e furore e delle battaglie aveva il destino. Fu quando L’imperatore per una sentita minaccia di invasioni straniere dietro suggerimento della moglie devota a Vesta Dea della Purificazione volle la guardia rinforzare. Mai ella conobbe uomo,giovinetta fu condotta presso l’altare,fu iniziata alla modestia e all’elevazione dello Spirito,a Vesta dedicata, lei che in se aveva lo Spirito Puro e la modestia. Quale delicatezza,quale fragilità e quale pudore in quei tratti fini, in quell’incedere silenzioso presso l’altare. Lui che delle battaglie conosceva la polvere e le ferite,che di donne conosceva quelle mercenarie che in se aveva una sicura forza e non conosceva commozione,la vide con il suo sorriso ed il pudore di chi non conobbe mai il mondo e la corruzione di feste e banchetti. Il giuramento lui fece alla legione e l’onore era sacro, la sua vita era di ordini a cui obbedire ciecamente,senza chiedere mai nulla.Lei giovinetta il voto fece e non doveva disobbedire ormai tutta la sua vita a Vesta era dedicata e il Sacro fuoco era la sua ragione di devozione, il suo tempo ed il suo amore erano per quel fuoco La sera quando le ombre di allungavano e la fiamma mandava i suoi suggestivi bagliori, il soldato stanco ed infreddolito desiderava avvicinarsi a quel fuoco per rubare un po’ di calore per le proprie stanche membra. Non poteva,regola voleva che non si avvicinasse mai ad alcuna Vestale, neanche a quella dallo sguardo sì dolce che emanava soave candore. Ma la vestale dal grande Cuore,non poteva restare a vegliare il fuoco sapendo il soldato infreddolito. Solo un muto sguardo per l’invito ad avvicinarsi al fuoco,in fondo che male ci sarebbe stato,nessuna regola infranta se il fuoco poteva servire a scaldare il soldato, la Dea ne sarebbe stata felice, un soldato romano avrebbe avuto un po’ di conforto, in fondo difendeva le sue ancelle. Con modi un po’ bruschi da guerriero fiero il soldato si avvicinò,non voleva mostrare la debolezza delle sue membra ma il freddo di quelle notti non era un piacere,meglio una battaglia con coraggio che ore fermo presso un tempio. Anche se la visione di quella fanciulla aveva da giorni corroso qualcosa. Cosa era accaduto a lui così insensibile ormai a tutto?,lui si poneva mille ragioni e da soldato preparava strategie,alla vita era pronto. Questo era quel che aveva creduto. Solo da qualche giorno sostava per le guardie davanti al tempio e già si sentiva sconvolgere dentro alla vista della fanciulla. Si sentiva ardere un fuoco del tutto simile a quel Sacro fuoco che la fanciulla doveva vegliare. Ella vedendolo la sera si abbandonava a pensieri,ad emozioni che mai aveva provati e di cui non conosceva il nome, ma che le accadeva?Mai vista la forza ed i muscoli in quel luogo, mai visto quel rigore,si era luogo Sacro ma con le altre fanciulle si cantava e la vita era soave. Sguardo fiero aveva quell’uomo e nelle battaglie chissà quante cose aveva veduto,ma la tenerezza,quella non l’aveva mai conosciuta. La ragazza quante volte si sentiva prendere da paure,da incertezze ed anche se serena desiderava sicurezza. Fu quello sguardo fugace ad avvicinare i due mondi,a dargli legame. Occhi che parlavano,si cercavano anche se proibito. Quante cose in quello sguardo desiderio di proteggere la Donna e ricerca di quelle braccia per farsi cullare. Ma una promessa,un pegno, un giuramento,un voto. Non poter parlare,non poter osare tanto. Se fossero stati scoperti così vicini era la morte,la persecuzione,il disonore. Che fare?no povera fanciulla,il soldato non voleva violare quel tenero fiore,quella purezza. Timida lei non poteva chieder nulla,che solitudine tra quelle mura,neanche il calore del fuoco poteva riscaldarla dal suo freddo interiore. Da lì a poche ore lui sarebbe andato a dormire e lei doveva restare ancora presso il Sacro fuoco. Come la notte precedente lei ne avrebbe sentito il vuoto,avrebbe ricordato i fugaci sorrisi…. Lui lungo il tragitto per raggiungere la residenza dei soldati avrebbe ripensato a come lei fosse bella,delicata,che pensieri indegni gli giungevano, si doveva trattenere,era la fanciulla una vestale e non una donna di facili costumi. Da lì a poco sarebbe finito il turno e sarebbe stato sostituito,che tristezza presagiva. Ancora un po’ vicino al fuoco, a quell’ora nessuno se ne sarebbe accorto. Se solo potesse stringerle le mani,null’altro! Come ad intuire il pensiero del soldato,con molta indecisione la fanciulla si avvicinò a lui, con lo sguardo basso e pieno di vergogna,un passo ancora,sarebbe stata vicinissima … D’improvviso un grido si levò nella notte,non era neppure soffocato,forse sarebbe stato meglio! Vergogna,disonore,scandalo,non si capì bene il motivo del grido,in realtà nulla era ancora accaduto, la fantasia a volte precede i fatti. Forse se la fanciulla avesse solo leggermente allungato una mano poi i desideri che ardevano avrebbero fatto il loro corso o il soldato avrebbe retto il giuramento a Roma ma contro se stesso ed il suo volere. La legge era chiara al riguardo e questa volta la legge era Divina per Vesta e terrena per il soldato. Condannati!!Torture,supplizi, che cosa li attendeva? Quel grido era una condanna,un’accusa più forte della coscienza. Non doveva perdurare,si doveva far tacere… Fu un attimo ,uno scatto,fu zittito dal pugnale del soldato quel grido,era di un’altra vestale,tutti sarebbero accorsi per qualcosa di non compiuto,non ancora aveva sfiorato quella mano. Sangue,l’urlo della ragazza,paura. Basta,una sola cosa ora, fuggire nella notte, nascondersi,cercare riparo. Prese per mano la ragazza intontita e confusa e con lei fuggì nella notte. Nessuno ne seppe nulla,non se ne volle parlare e non entrò mai nella Storia.

© Poetyca

 

The Soldier and the Vestal.

It was the temple of Vesta in ancient Rome, an era that everyone knows and they know from history books. But this story never had glory, nor quote because of the shame and disgrace for having broken the covenant and ancient oath. She had the look of shy innocence that he threw a fleeting sigh that hero of the glorious deeds. He, who knew blood and fury and the fate of battles had. It was when the emperor felt a threat of foreign invasion at the suggestion of a devoted wife Vesta Goddess of Purification wanted to strengthen the guard. She never knew a man, a girl was brought to the altar, was begun at the modesty and the elevation of the Spirit, dedicated to Vesta, that if she had the Spirit Pure and modesty. As gently as fragility and modesty in those traits for which, in quell’incedere silent at the altar. He knew that the dust of battles and wounds, that the women knew that if she had a mercenary force and did not know certain emotion, saw her with her smile and the decency of those who never knew the world and the corruption of parties and banquets. The oath he made to the legion and the honor was sacred, his life was to obey orders blindly, without asking nulla.Lei girl ever did and the vote was not to disobey now his whole life was dedicated to Vesta and the Sacred fire was the devotion of his reason, his time and his love for that fire was the evening when the shadows lengthened and the flame sent its rays striking the soldier tired and wanted to go near that cold fire to steal a little ‘ Heat to their tired limbs. He could not, would not rule it never approached any Vestal, even to that which emanated from the look so sweet sweet innocence. But the great heart from Vestal, could not stay to watch the fire knowing the soldier shivering. Only a dumb look for the invitation to approach the fire, after all what harm there would be no rule broken if the fire could be used to heat the soldier, the Goddess would have been happy, a Roman soldier would have had a bit ‘of comfort, after defending her maids. With a little ways’ sudden fierce warrior from the soldier came up, did not want to show the weakness of his limbs but the cold of those nights was not a pleasure, rather a battle with courage what time it stopped at a shrine. Although the vision of that girl had eaten anything for days. What had happened to him so numb to everything now?, He placed a thousand reasons and a soldier preparing strategies, life was ready. This was what he had believed. Only a few days for the guards stood in front of the temple and he was already upset at the sight of the girl inside. He felt a fire burning very similar to that sacred fire which the girl had to watch. She saw him the night he gave himself up to thoughts, emotions that had never tested and not know the name, but that happened? Never seen the strength and the muscles in that place, never seen that penalty, but it was the Sacred Shrine the other girls are singing and life was sweet. A proud man and he battles a lot of things he had seen, but the tenderness, that he had never known. She felt many times as you take from fears, uncertainties, and although serene wanted security. It was that fleeting glimpse to bring the two worlds, to give bond. Eyes that speak, even if you were trying prohibited. How many things in that glance desire to protect the woman and search for those arms to be rocked. But a promise, a pledge, an oath, a vow. Not to mention, they can not dare so much. If they were found so close was death, persecution, reproach. What to do? No poor girl, the soldier did not want to violate that tender flower, that purity. Shy she could not ask anything, that alone within these walls, even the heat of the fire could heat it from its cold interior. From there a few hours he would go to sleep and she still had to remain at the Sacred Fire. Like the night before she would have felt the void, he would remember the fleeting smiles …. Him along the journey to the residence of the soldiers would have thought about how she was beautiful, delicate, unworthy thoughts that came to him, you had to hold back, the girl was a vestal virgin and not a woman of easy virtue. After a while it would end the round and would be replaced, how sad presaging. Just a little ‘by the fire, at that time no one would notice. If only he could shake hands, nothing else! How to grasp the mind of the soldier, with much hesitation the girl approached him, looking down and full of shame, a step further, it would have been very close … Suddenly a cry arose in the night, was not even suffocated, might have been better! Shame, shame, scandal, not well understood why the cry, in fact nothing had happened yet, fantasy sometimes precedes the facts. Maybe if the girl had only slightly elongated one hand and then i want that burned would run their course, or the soldier would hold the swearing in Rome but against himself and his will. The law was clear about it and this time the law was divine and the earthly to Vesta for the soldier. Doomed! Torture, torture, what awaited them? That cry was a conviction, a charge stronger than conscience. It was not to last, you had to keep quiet … It was a moment, one shot, was silenced by the dagger of the soldier that cry, was another Vestal, everyone would be noticed for something unfinished, had not yet touched that hand. Blood, the cries of the girl, afraid. Just, one thing now, fleeing into the night, hide, seek shelter. He took the girl by the hand numb and confused, and she fled into the night. No one knew nothing, he wanted to talk and never entered into history.

© Poetyca

Cigno nero – Black Swan


Cigno nero

Girasole era stanca di volare,lei, giovane cigno nero, era sempre stata considerata diversa dagli altri cigni: bianchi, fieri, altezzosi e incapaci di credere alla possibilità di conoscere verità superiori. Si era trovata quasi per caso in quello stagno e il ricordo più lontano risaliva a quando piccolissima e debole era riuscita a nascondersi tra le fronde di un cespuglio,lontano dai pericoli ed una superba mamma di altri piccoli cigni come lei, le indicò lo stagno come luogo tranquillo. Condivideva con tutti gli altri l’ora del bagno e il cibo ed in fondo erano gentili , ma era evidente che lei, cigno nero dovesse avere una diversa provenienza , così come diverso era il mondo che sentiva dentro. Non era per quello stagno, quel limite nel quale gli altri , i cigni bianchi, sembrava si sentissero a loro agio. In fondo per loro la vita era tutta racchiusa nelle abitudini: il cibo,il bagno,e la stagione degli amori, anche quest’ultima la rendeva triste, nessun cigno bianco infatti cercava le sue attenzioni. Era in volo dal giorno precedente, sola e senza nessuno che in fondo si preoccupasse della sua assenza, era stato più forte di lei, sentiva infatti che la grande saggia : la nonna di tutti i cigni bianchi che viveva nel parco da anni, si sbagliava quando diceva che loro non erano migratori e che la vita migliore era quella che conducevano nel parco. Girasole lo sentiva dentro che non era così e che se lei era diversa ci sarebbe stata una ragione, intendeva scoprirla piuttosto che fermarsi in quel luogo senza dar vita a quello che sentiva essere vero, i cigni bianchi comunque erano felici con quello che avevano e non cercavano altro, ma non era per lei quel vivere. Ora era stanca e doveva cercare un giaciglio e un pò di cibo prima che giungesse la notte, dall’alto vide un campo e una casa, forse lì poteva riposare, scese e si nascose all’interno di un cespuglio che sembrava adatto al suo riposo. mangiò alcune foglie prima di scivolare in un sonno profondo. Fece un sogno : Un grande cigno nero volava in testa ad uno stormo e l’accoglieva nel gruppo dicendo : “Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…la rotta non è dimenticata e non è mai tardi.” Era un bel sogno, non la faceva sentire sola ma con la sicurezza di trovare altri cigni neri come lei. Al risveglio fu felice ed il pensiero che per la prima volta avesse sognato dei suoi simili la colmò di gioia malgrado la stanchezza e le titubanze per quel suo viaggio, chissà, forse la meta era vicina e comunque qualcosa le faceva comprendere che per lei tutto presto sarebbe cambiato, poteva ora ascoltare l’istinto che si svegliava come un orologio biologico pronto a compiere il proprio dovere,non solo, sentiva infatti che qualcuno l’avrebbe accolta,qualcuno non diverso da lei e quindi capace di comprenderla. Quel sogno le mise una nuova carica. Si guardò intorno e si mise all’ascolto dei suoni dell’ambiente, ad un tratto senti un gracidare sommesso, a poca distanza doveva esserci uno stagno, attraversò la breve distanza a passi misurati ponendo attenzione ad eventuali pericoli, era da tempo abituata a badare a se stessa ma quello era un territorio sconosciuto, la prudenza era necessaria.Lo vide: piccolo e verde con un fare vivace che metteva allegria : ” Ciao, arrivata oggi? Che carina che sei, ma ti sei persa? Non ti sei accorta dei tuoi compagni partiti due giorni fa? Dormivi? A fare tutte quelle domande era Greg : un ranocchio gonfio e verde con due occhietti vispi che fece sorridere Girasole.Lei raccontò di essere lì dalla sera precedente e chiese di che colore fossero i cigni che Greg aveva considerato suoi compagni.” Oh bella! ma come te! Perché di che colore sono i cigni dalle tue parti?” Lei sorrise ancora, era evidente che lui non conoscesse i cigni bianchi, rimase infatti stupito nell’apprenderne l’esistenza , un ranocchio sempre vissuto in quello stagno non poteva immaginare diversi pezzettini di mondo a lui sconosciuti. Dunque altri cigni neri erano in volo , chissà,forse anche loro verso ” casa” come aveva compreso attraverso il suo sogno, ancora più forte sentì l’emozione dominarla insieme alla necessità di ascoltare il cuore che le avrebbe mostrato in che direzione volare. Restò poco presso quello stagno e dopo aver ringraziato ( quel ranocchio era stato molto prezioso) e salutato calorosamente si mise in ascolto del vento e dei fremiti del suo cuore, presto sarebbe tornata a casa. Seguendo il cammino del sole giunse presso la riva di un lago, avrebbe dormito lì , era infatti molto stanca dopo ore d’interminabile volo, si accoccolò tra canne di bambù, mangiò un pò e si addormentò. Era l’alba quando aprì gli occhi, il chiarore l’avvolse ,un nuovo giorno era pronto ad accoglierla con le braccia protese verso di lei, nuotò nel lago a lungo poi…si mise a correre sul pelo d’acqua e finalmente si staccò da esso…Lì in alto uno stormo messo in formazione a ” V ” era pronto per il viaggio, lei si avvicinò ad un giovane cigno che con occhi languidi le disse ” Ti aspettavo, è ora di tornare a casa “. Ecco il suo sogno che si realizzava, sapeva ora che quello in cui aveva creduto era possibile : Davanti allo stormo, a guidarlo per il viaggio riconobbe il grande cigno nero che le sorrise e dentro di sé risuonarono le stesse parole ” Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…La rotta non è dimenticata e non è mai tardi” Ecco ora era pronta per il viaggio, stava tornando a casa, sorrise al giovane cigno e rispose ” Sono pronta”.

© Poetyca

Black Swan

Sunflower was tired of flying, her young black swan, had always been considered different from other swans: white, proud, arrogant and unable to believe the opportunity to learn higher truths. It was found by chance in that pond and the memory went back as far as small and weak she could hide among the branches of a bush, away from danger and a proud mother of other children like her swans, pointed to the pond as quiet place. Shared with all other hours of the bathroom and the food and ultimately they were friendly, but it was obvious that she, black swan would have a different origin, as well as different was the world he felt inside. It was not that pond, that limit in which the other, the white swans, seemed to feel at ease. In the bottom for them life was encapsulated in habits: food, towels, and the mating season, it also made her sad, because no white swan sought his attention. It was in flight from the previous day, alone and with no one cared at the bottom of his absence, was stronger than she, in fact, felt that the great wise: the grandmother of all the white swans that lived in the park for years, he was wrong when he said that they were not migratory, and that the best life was that which led into the park. Sunflower felt within him that was not as if she was different and that there would be a reason, wanted to discover it rather than stay in that place without giving rise to what he felt was true, the white swans were still happy with what they had and not tried another, but that was not for her life. Now she was tired and had to try a bed and some food the night before he came, he saw a top field and a house, maybe there could rest, went and hid in a bush that seemed suited to his rest . ate some leaves before slipping into a deep sleep. He had a dream: a big black swan flew into a flock and head welcomed the group saying: “Hear the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … the route is not forgotten and not it is never too late. “It was a beautiful dream, do not make her feel alone but with the certainty of finding other swans blacks like her. Upon awakening he was happy and thought that for the first time he had dreamed of his fellow human beings filled with joy, despite the tiredness and reticence for his trip, who knows, maybe the goal was near, and still something made her understand that she very quickly would be changed, could now listen to the instinct that is awakened as a biological clock ready to do his duty, not only because he felt that someone would have received, someone other than you and therefore able to understand it. That dream put a new post. He looked around and started listening to the sounds of the environment, all of a sudden you hear a faint croak, a short distance there was a pond, crossed the short distance with measured steps, paying attention to possible dangers, had long been accustomed to look after in itself, but it was unknown territory, prudence was necessaria.Lo saw: small and green with a spirited put to cheer: “Hello, come now? What you’re cute, but you missed? You did not notice your mates went two days ago? Were you asleep? To do all those questions was Greg: A green frog with two eyes swollen and he smiled gaily as Girasole.Lei told to be there the night before and asked what color were the swans that Greg had seen his companions. “Oh good! but like you! Because what color are the swans in your part? “She smiled again, it was evident that he knew the white swans, was in fact surprised nell’apprenderne existence, always had a frog in that pond could not imagine different pieces of the world unknown to him. So blacks were more swans in flight, who knows, maybe even to their “home” as understood by his dream, even more strongly felt emotion dominate along with the need to listen to the heart that would show which way to fly. He stayed at the little pond and thanked (the frog was very valuable) and greeted warmly began listening to the wind and tremors of his heart, he would soon be returned home. Following the path of the sun arrived at the shore of a lake, he would sleep there, it was very tired after hours of endless flight, crouched between bamboo poles, ate a little and fell asleep. It was dawn when he opened his eyes, the glow enveloped her, a new day was ready to welcome it with arms outstretched towards her, swam in the lake for a long time … then he ran on the surface and finally broke away it … There he put up a flight training in “V” was ready for the trip, she came to a young swan with languishing eyes said, “I was waiting, it’s time to go home.” Here’s his dream come true, now that he knew what he had believed was possible: In front of the flock, to guide him for the trip recognized the great black swan who smiled and inwardly echoed the same words, “Hear the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … The route is not forgotten and is never late, “Here he was now ready for the trip, was returning home, the young swan smiled and replied” I’m ready. “

© Poetyca

Malgrado tutto – In spite of everything


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Malgrado tutto

Anche quella mattina il sole era sbiadito, quasi inesistente.
Anna era incapace di sorridere da quando aveva saputo della sua malattia, era troppo stanca per lottare, per farsene una ragione.
Quel treno, era un piccolo mondo, un incontrare gente proveniente da ogni parte della città, sopratutto pendolari che al mattino si recavano al lavoro.
Lui era lì, forse per la prima volta, da quando la sua vita era cambiata, ora non si poteva più permettere una macchina, era un uomo che si arrangiava nella vita, specialmente da quando era disoccupato. Non si immaginava che la crisi lo avrebbe toccato.
Se Anna era lì per recarsi la lavoro, indossando una parrucca ben acconciata, almeno lei credeva, l’uomo era invece salito sul treno per cedere il suo salone di bellezza, ora che non aveva più soldi per mantenerlo. Voleva recarsi in un agenzia in una città vicina, nella speranza di sistemare la situazione.
Il loro sguardo si era incrociato per un solo attimo e sembrava si riconoscessero, almeno così era sembrato.
Così Giorgio sorrise ad Anna, la quale, sollevato lo sguardo dalla rivista che stava sfogliando, si ricordò del suo compagno di scuola ai tempi delle scuole medie.
Lui le appoggiò una mano sul braccio e con aria attenta le chiese se potesse fare qualcosa per lei!
Perché quella domanda?
Allora lui spiegò che quando era salito sul treno era molto arrabbiato, nel vederla, invece quella tensione si era dissolta subito.
Lei le mostrò una foto dal giornale e sorridendo le disse che le sarebbe piaciuto poter avere l’acconciatura della ragazza sul giornale, ma lo disse solo per scherzare, Giorgio invece, con uno sguardo attento studiò il taglio e pensò che Anna con quell’acconciatura poteva stare davvero bene.
Allora entrambi, ridendo rumorosamente, incuranti del luogo in cui si trovavano, dissero che in fondo tutto era possibile. Una frase che usavano spesso ai tempi della scuola, ma come in questo caso?
Giorgio sfilò dallo zaino che aveva con sè una custodia che conteneva un paio di forbici, spiegando con un sorriso che Anna aveva di fronte un mago delle forbici, così, di fronte alla gente incredula, accolse la parrucca che Anna gli porgeva. A lei non interessava di mostrarsi senza capelli, anzi, quello era ora per Anna un importante motivo di sfida.
Quando, insieme arrivarono alla stazione, scesero dal treno e passeggiarono sottobraccio: il sole fece capolino per coronare quella giornata speciale.
Non importava più nulla ad Anna e Giorgio, solo di poter affrontare tutto con un sorriso.

15.01.2015 Poetyca

 

Despite all

That morning the sun had faded, almost nonexistent.
Anna was unable to smile since he had learned of his illness, he was too tired to fight, to get over it.
That train, it was a small world, a meet people from all over the city, especially in the morning commuters on their way to work.
He was there, perhaps for the first time since his life was changed, now you could not afford a car, was a man who made do in life, especially since he was unemployed. Never thought that the crisis would have touched.
If Anna was there to go to work, wearing a wig well coiffed, at least she believed the man had boarded the train instead to give her beauty salon, now that he had no more money to maintain it. He wanted to go to an agency in a nearby town, hoping to fix the situation.
Their eyes were crossed for a moment and seemed to recognize, at least so it seemed.
So George smiled at Anna, which, looked up from the magazine he was leafing, remembered his classmate at the time of middle school.
He put a hand on his arm and air careful asked if he could do something for her!
Why that question?
Then he explained that when he got on the train was very angry to see her instead that tension had dissolved immediately.
She showed her a picture from the newspaper and smiling told her that she would like to have the hairstyle of the girl in the newspaper, but he said only joking, Giorgio instead, with an eye studied cutting and thought that Anna with quell’acconciatura could be really good.
Then both, laughing loudly, regardless of where they were, they said that basically everything was possible. A phrase often used in school, but as in this case?
George pulled from the bag he was carrying a case containing a pair of scissors, explaining with a smile that Anna had faced a magician of the scissors, so, in front of people in disbelief, welcomed the wig that Anna handed him. She did not care to show no hair, in fact, that it was time for Anna an important reason to challenge.
When they arrived together at the station, got off the train and walked arm in arm, the sun peeped to cap that special day.
No longer cared to Anna and George, only to face everything with a smile.

01/15/2015 Poetyca

La Principessa del sorriso – Princess of smile – The Princess of the smile


💮La Principessa del sorriso💮

“Quello che nasce dentro è un piccolo miracolo che nessuna
avversità può mai fermare “

La giovane Sabine apri gli occhi,da dove provenivano quelle parole?
Chi le aveva pronunciate? La sensazione che provava la stava avvolgendo,
una strana calma,sembrava che tutto fosse illuminato da una luce irreale,eppure
prima di addormentarsi era tanto triste,sola,aveva freddo e non aveva vestiti adatti per quel clima,presto l’inverno sarebbe giunto e forse questa volta anche la neve. La neve,da quanto tempo non ricordava una nevicata dolce,
che fosse una magia,ora la neve sarebbe stata solo capace di farla tremare fin dentro le ossa,mangiava troppo poco per potersi scaldare.

Quanto tempo era passato da quando da piccola la nonna la coccolava e le raccontava storie magiche,quelle storie che dipingono di magia i pensieri e fanno illuminare il cuore,poi si avvicinava ai vetri e alitava, faceva vivere quelle storie disegnando sul vapore i personaggi,
le sembrava di vederli lì fuori al buio .Quella casa era piccola ma conteneva
tanto amore e la nonna era l’unica persona che poteva prendersi cura di lei.

Loro,lei e la nonna non potevano permettersi quei lampioni che erano presenti nelle strade dei ricchi,la notte la strada non era mai troppo sicura e lo
sapevano anche se non ne parlavano mai.
La nonna preferiva raccontarle di sogni e cose fantastiche di cose che solo un cuore bambino può raccogliere, le tiene strette e le fa volare in un cielo limpido perché ci crede e quando si crede tutto accade.

Ora invece non conosceva più l’odore dei sogni e la nonna lasciò solo tristezza e vuoto il giorno che morì. Lei, ragazzina senza nessuno dovette mettere da parte ogni gioco, ogni sogno per imparare a sopravvivere.
Non era sola, altri ragazzini avevano il suo stesso destino: piccole cose da trascinare in una giornata,pochi abiti,poco cibo e poche parole,piccole
ossa leggere che facevano chilometri alla ricerca di qualche buon cuore
che lasciasse qualche spicciolo.
Sabine della nonna aveva un ricordo indelebile e poiché aveva un sorriso
talmente bello da illuminare il volto,la cara nonna la chiamava “Principessa
del sorriso”,quello era il suo piccolo dono,un tesoro che malgrado
le avversità,le ferite che la vita aveva inciso non aveva perduto,sapeva che
la nonna sarebbe stata orgogliosa di lei perché con quel suo sorriso sapeva
prendersi cura dei più piccoli del gruppo.

Tutti bambini con la stessa sorte,età diverse,alcuni piccolissimi ma con gli
stessi occhi grandi e smarriti,lei,Sabine era più grande ed aveva avuto l’amore
della nonna,sapeva raccontare storie fantastiche e sapeva far addormentare
chi aveva paura del buio .La notte erano i cartoni trovati per strada a coprirli.
Al mattino era il suo sorriso a scaldarli.

Quel mattino sentì che sarebbe accaduto qualcosa di diverso,forse quel sogno,
quelle sensazioni strane. Ma cosa poteva mai accadere a dei bambini
che non interessavano a nessuno?
Ma non volle farsi domande,la giornata era appena cominciata
e bisognava abbandonare quel luogo prima che li cacciassero, dovevano raggiungere la fontana ad un paio di isolati per potersi lavare. Fu lei a svegliare tutti con una canzone,poi concesse la magia di un suo sorriso e i bambini cominciarono a stiracchiarsi e ad illuminare il volto per quel sorriso che accarezzava l’anima.
Era rassicurante ricevere quella silenziosa carezza,sapere che Sabine non li avrebbe lasciati.

Era il momento di andare, tutti in fila cominciarono a muovere i primi passi verso la durezza della giornata.
Erano stanchi ma non lo avrebbero detto per far vedere che potevano resistere a tante prove,che erano come giovani eroi,
gli stessi delle storie di Sabine,quelli che sfidavano ogni avversità con il coraggio di leoni.
Poi la tristezza,il desiderio di un abbraccio stretto che cancellasse
tutte le paure lo nascondevano dentro come un segreto.

Clara quel giorno aveva voglia di visitare i quartieri che le guide turistiche non avrebbero mai mostrato,Matteo suo marito era come lei, quando visitava un nuovo luogo voleva vederne tutti gli aspetti,
non avrebbe mai permesso di restare fermo ai luoghi “per turisti”.
Erano arrivati da tre giorni invitati da un amico che lavorava da anni per quella terra,per la sua popolazione,per chi era dimenticato.
Pensarono di farsi portare con un taxi ma chiamarono prima Antonio, volevano essere guidati. Dopo circa un ora il taxi accoglieva i tre amici,erano giunti nelle strade più squallide ma era quello che volevano.

Angoli sporchi,odori repellenti e un grigiore che sembrava avesse inghiottito i colori di quei luoghi,ecco dunque la realtà,quello che la gente è costretta a vivere mentre a chi viene da fuori mostra cose che illudono, distanze nette tra questo mondo e quel paradiso artificiale.
Clara era una giornalista,sapeva che era in questo modo,lo stesso aveva visto in altre città,non era mai fuggita inorridita ma desiderava, seppure per poco, conoscere quella verità e riflettere su quello che poi la circondava, era una lezione senza paragoni. Lei era maturata moltissimo da quando aveva perduto la sua unica figlia,sapeva che non poteva averne.

Accadde in un attimo. L’autista distratto da un riflesso di sole proveniente
da una finestra aperta non si accorse di quella bambina magra,sorridente
e con un aria sognante…troppo tardi, stava attraversando la strada e a nulla
servì frenare. Clara con un sussulto nel cuore apri la portiera della macchina,
scese di corsa seguita dal marito incredulo e dall’autista che urlava contro
quella creatura,Antonio era inebetito.

Clara stesa a terra sorreggeva la testa della bambina,per fortuna era stata
presa di striscio,i piccoli compagni di Sabine singhiozzavano e non sapevano
che fare senza i suoi sorrisi che accarezzavano.
Sabine era scivolata in uno strano torpore,ancora quella voce,quelle parole
“Quello che nasce dentro è un piccolo miracolo che nessuna avversità
può mai fermare”

Ecco, ora vedeva un bellissimo Angelo che le accarezzava i capelli,le sorrideva
pronunciando quelle parole,si sentiva meglio e sorrise,quando aprì gli occhi
vide una donna che le parlava,le sorrideva e la chiamava per nome.

Come conosceva il suo nome?
Le sembrava di vedere nella donna qualcosa di familiare ma non comprendeva, non sapeva.
Seppe dopo due giorni che Clara era sua zia e che quando sua madre scappò con suo padre li cercò per tutto il paese e che il suo lavoro la teneva lontana,la zia la riconobbe per quel suo sorriso identico a quello della madre, per quei modi,per la dolcezza.

Giunse l’inverno e la neve da dietro i vetri era uno spettacolo,
Sabine e i suoi “ fratelli” dalla casa di Clara potevano vederla,
era il momento delle storie che ancora poteva inventare per loro,
poi,tutti insieme si andava a giocare.

Non pensava che il suo sorriso potesse permettere ad una donna di riconoscerla e ringraziava ogni giorno il suo Angelo per esserle stato sempre vicino.

Poetyca
💮🌿💮#Poetycamente
💮The Princess of the smile

“What is born inside is a small miracle that none
adversity can never stop ”
Young Sabine opened her eyes, where did those words come from?
Who had said them? The feeling he felt was enveloping her,
a strange calm, it seemed that everything was illuminated by an unreal light, yet
before falling asleep she was so sad, alone, she was cold and had no clothes suitable for that climate, soon winter would come and perhaps this time even snow. The snow, how long had it not remembered a gentle snowfall,
that it was magic, now the snow would only have been able to make it tremble right into the bones, it ate too little to warm up.
How long had it been since when my grandmother cuddled her and told her magical stories, those stories that paint thoughts with magic and light up the heart, then she approached the windows and breathed, made those stories live by drawing the characters on the steam,
she seemed to see them out there in the dark. That house was small but contained
a lot of love and the grandmother was the only person who could take care of her.
They, she and her grandmother could not afford those street lamps that were present in the streets of the rich, at night the street was never too safe and
they knew even if they never talked about it.
The grandmother preferred to tell her about dreams and fantastic things about things that only a child’s heart can collect, holds them tight and makes them fly in a clear sky because she believes in it and when you believe everything happens.
Now, however, she no longer knew the smell of dreams and her grandmother left only sadness and emptiness the day she died. She, a girl with no one, had to put aside every game, every dream to learn to survive.
She was not alone, other kids had the same fate: little things to drag in a day, few clothes, little food and few words, little
light bones that made miles in search of some good heart
that would leave a few coins.
Sabine’s grandmother had an indelible memory and since she had a smile
so beautiful as to illuminate the face, the dear grandmother called her “Princess
of the smile ”, that was his little gift, a treasure that despite
the adversities, the wounds that life had affected had not lost, he knew that
grandmother would have been proud of her because with that smile she knew
take care of the little ones in the group.
All children with the same fate, different ages, some very small but with children
same large and lost eyes, she, Sabine was older and had had love
of her grandmother, she knew how to tell fantastic stories and knew how to put her to sleep
who was afraid of the dark. The night were the cartoons found on the street to cover them.
In the morning it was his smile that warmed them.
That morning he felt that something different would happen, maybe that dream,
those strange sensations. But what could ever happen to children
that nobody cared about?
But he didn’t want to ask himself questions, the day had just begun
and they had to leave that place before they hunted them, they had to reach the fountain a couple of blocks away in order to wash themselves. It was she who woke everyone up with a song, then she conceded the magic of a smile and the children began to stretch and illuminate the face for that smile that caressed the soul.
It was reassuring to receive that silent caress, to know that Sabine would not leave them.
It was time to go, everyone in line began to take the first steps towards the hardness of the day.
They were tired but they would not have said it to show that they could withstand many trials, that they were like young heroes,
the same as Sabine’s stories, those who defied adversity with the courage of lions.
Then the sadness, the desire for a tight embrace that would cancel
all fears hid it inside like a secret.
Clara that day wanted to visit the neighborhoods that the tourist guides would never show, Matteo her husband was like her, when she visited a new place she wanted to see all its aspects,
he would never have allowed us to stand still at “tourist” places.
They had been arriving for three days invited by a friend who had worked for years for that land, for its population, for those who were forgotten.
They thought of being taken by taxi but called Antonio first, they wanted to be guided. After about an hour the taxi greeted the three friends, they had come to the squalid streets but that was what they wanted.
Dirty corners, repellent smells and a gray that seemed to have swallowed the colors of those places, so here is the reality, what people are forced to live while to those who come from outside it shows illusory things, clear distances between this world and that paradise artificial.
Clara was a journalist, she knew it was this way, the same she had seen in other cities, she had never run away horrified but she wanted, even if for a short time, to know that truth and reflect on what then surrounded her, it was an unparalleled lesson. She had matured a lot since she lost her only daughter, she knew she couldn’t have.
It happened in an instant. The driver distracted by a reflection of the coming sun
from an open window he did not notice that thin, smiling girl
and with a dreamy air … too late, he was crossing the road and nowhere
it served to brake. Clara with a start in the heart open the car door,
she ran down followed by her incredulous husband and the driver who yelled at him
that creature, Antonio was dazed.
Clara lying on the ground supported the girl’s head, luckily she had been
smeared, Sabine’s little companions sobbed and didn’t know
what to do without his smiles that caressed.
Sabine had slipped into a strange numbness, still that voice, those words
“What is born inside is a small miracle that no adversity
can never stop ”
Here, now he saw a beautiful Angel stroking her hair, smiling at her
saying those words, he felt better and smiled when he opened his eyes
he saw a woman who spoke to her, smiled at her and called her by name.
How did you know his name?
She seemed to see something familiar in the woman but did not understand, did not know.
After two days she knew that Clara was her aunt and that when her mother ran away with her father she looked for them all over the country and that her work kept her away, her aunt recognized her for her smile identical to that of her mother, for those ways , for the sweetness.
Winter came and the snow from behind the windows was a sight,
Sabine and her “brothers” from Clara’s house could see her,
it was time for the stories he could still make up for them,
then, all together we went to play.
He did not think that his smile could allow a woman to recognize her and he thanked his Angel every day for being always close to her.

Poetyca

I tre passeri – The three sparrows


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I tre passeri

Tre amici andarono a fare una passeggiata,
era Inverno e faceva freddo.
I tre amici si imbatterono nella presenza
di tre passeri, caduti dal nido, infreddoliti
e deboli, incapaci di volare.
Gli amici decisero di prendersi cura,
ognuno a proprio modo dei passeri
e si sarebbero incontrati il giorno dopo
in una radura, per vedere chi di loro
avesse trovato la migliore soluzione
per portare benessere al proprio passero.
Il primo uomo pensò che Dio, nella sua misericordia,
non abbandona mai le sue creature, dunque si sedette a terra,
avvolto in una calda coperta, iniziando a pregare e cantare,
invocando un intervento divino che salvasse il passero,
il quale, intanto, era ancora nel punto preciso del ritrovamento,
la notte sopraggiungeva e l’uomo era ancora intento a pregare.
Il secondo uomo, che da bambino amava andare nel bosco con il padre,
penso di accendere un fuoco, di costruire un piccolo rifugio per
il passero, mantenendo caldo e asciutto il terreno circostante,
accarezzando la testolina del passero che ora era più vitale.
Il terzo uomo,molto sensibile, reagì come era solito fare,
tante lacrime sgorgavano, si disperava, mentre guardava il passero,
pensava come fosse ingiusto che quella piccola creatura
stesse tanto male, ricordando tutte le volte che lui stesso
si era sentito come quel passero, arrabbiandosi per le ingiustizie della vita.
Il giorno dopo, di buon mattino, i tre uomini si incamminarono
verso la radura, ognuno con il passero in mano, chi sconsolato,
pensando alla grande ingiustizia, chi profondamente ferito per non essere
stato in grado di fare qualcosa, avendo sperato in un intervento divino
e chi soddisfatto per essere riuscito a trarre in salvo la vita del passero
del quale si prese cura.
Nella radura era presente un uomo, con la barba incolta,
con uno sguardo amichevole, sembrava li stesse aspettando.
I tre uomini arrivarono, poco alla volta, l’uomo chiese loro
cosa avessero in mano e perchè due di loro erano tanto tristi.
Gli uomini allora raccontarono quanto fosse accaduto e come
avessero impiegato il cuore, la speranza e l’azione per poter
aiutare quelle piccole creature.
L’uomo, rimasto per un attimo pensieroso, con un gesto della mano,
invitò gli uomini a sedersi accanto al fuoco che aveva acceso nel frattempo.
Fece avvicinare l’uomo che aveva solo pregato, chiedendo se, accanto al fuoco
sentisse calore. L’uomo rispose che, naturalmente, con la presenza del fuoco
ora provava la sensazione benefica del calore.Comprendendo che il solo pregare,
senza aver acceso un fuoco per il passero, era stato del tutto inutile.
Poi fece avvicinare il secondo uomo, che teneva con delicatezza il suo passero,
salvo dalla disavventura. Gli sorrise e gli disse che aveva agito e trovato
una soluzione tangibile.
Poi fece avvicinare il terzo uomo, che sconsolato accarezzata la testolina
del passero, morto, nella sua mano. Gli disse che egli aveva un grande cuore,
ma piangere e disperarsi, arrabbiarsi persino, senza trovare una retta azione
era solo muovere polvere che sarebbe di nuovo ricaduta, senza cambiare nulla.
I tre uomini, grati per le parole di quella persona saggia,
si ripromisero di parlare ancora, tra di loro, dei sentimenti provati,
di come poter meglio aver cura delle soluzioni adatte nel percorso della vita.
Convinti che quell’esperienza e quell’uomo incontrato nella radura
era un seme da coltivare con gioia.

03.11.2014 Poetyca

The three sparrows

Three friends went for a walk,
it was winter and it was cold.
The three friends came across in the presence
three sparrows, fallen from the nest, cold
and weak, unable to fly.
The friends decided to take care,
each in its own way Sparrow
and they would meet the next day
in a clearing, to see which of them
had found the best solution
to bring well-being to their sparrow.
The first man thought that God, in His mercy,
does not abandon his creatures, then sat on the ground,
wrapped in a warm blanket and began to pray and sing,
invoking divine intervention that would save the sparrow,
which, meanwhile, was still in the exact spot of the discovery,
the night came up and the man was still trying to pray.
The second man, who as a child loved to go into the woods with his father,
I think I make a fire, build a shelter for small
the sparrow, keeping warm and dry the surrounding land,
stroking the little head of the sparrow was now more vital.
The third man, very sensitive, reacted like he used to,
so many tears flowed, in despair, as he watched the sparrow,
thought how unfair it was that the little creature
themselves so bad, remembering all the times that he
he felt like the sparrow, angry at the injustices of life.
The next day, early in the morning, the three men walked
toward the clearing, each with the sparrow in his hand, who sadly,
thinking about the great injustice, who deeply hurt not to be
was able to do something, having hoped for divine intervention
and who is pleased to be able to rescue the life of sparrow
which took care.
In the clearing there was a man with a beard,
with a friendly glance, it looked like he was waiting for them.
The three men arrived, little by little, the man asked them
what they had in hand, and because two of them were so sad.
The men then told him what had happened and how
had used the heart, hope and action to
help those little creatures.
He remained thoughtful for a moment, with a wave of his hand,
invited the men to sit by the fire she had in the meantime.
He brought the man who had just prayed, asking if, by the fire
feel the heat. The man replied that, of course, with the presence of fire
now felt a sense of charity calore.Comprendendo the only pray,
without a fire for the sparrow, was totally unnecessary.
Then he brought the second man, who was holding her gently sparrow,
except by misadventure. She smiled at him and told him that he had done and found
a tangible solution.
Then he brought the third man, who caressed her head sadly
Sparrow, who died in his hand. He told him that he had a big heart,
but weep and despair, angry even, without finding a right action
it was just moving dust that would relapse again, without changing anything.
The three men, grateful for the words of the wise,
vowed to speak again, to each other, the feelings experienced,
how to better take care of the appropriate solutions in the path of life.
Convinced that experience in the clearing and the man met
was a seed to grow with joy.

11/03/2014 Poetyca

Il Paradiso dei giocattoli – Paradise toys


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Il Paradiso dei giocattoli

Un giorno un bambino volle immaginare un luogo dove tutti i giocattoli non venissero dimenticati, dove la polvere non li avesse corrosi e dove, quei bambini cresciuti , afferrati all’orecchio di un orsacchiotto, con ancora il ricordo di una bambola stretta in petto, solo perché il tempo era trascorso, solo perché si era diventati “adulti” e non si poteva più cercare il compagno di giochi, il conforto contro le paure, quale era per quel giocattolo. L’inesorabile destino era di essere stato utile per ore liete, magari a sacrificio di capelli, braccia, orecchie , pur di sapere che aveva reso migliore il tempo a quei bambini,ma il bambino non riusciva a comprendere perché , per tutti quei compagni di fantasie, di sogni abbandonati dovesse esistere la dimenticanza. Si immaginò allora che tutti quei giocattoli mutilati, dimenticati, tutte quelle bambole, ormai irriconoscibili e gettate via da genitori stanchi di vederli come “disordine” nella vita dei figli, potessero avere il loro Paradiso, fu così che si propose, con pazienza di imparare a ricostruirne , pezzo per pezzo , la dignità perduta. Quel bambino da “grande”, perché grande era il suo cuore, decise di raccogliere tutti i giocattoli possibili: ai mercatini, nei posti più improbabili e dimenticati e, poiché la notte non riusciva a dormire, di impiegare quel tempo per lavare, pettinare capelli, cucire e dipingere , incollare e risistemare ogni parte e far rivivere, per il Paradiso, ogni giocattolo che, con la sua piccola anima lo chiamava. Il dono magico che una piccola dea dagli occhi di giada volle fargli per la sua generosità e per quella dolcezza fu il suo sorriso che incantava gli occhi ed il cuore di chi la vedesse, si perché era il vero sorriso della sua anima bambina.

®Poetyca

Paradise toys

One day a child wanted to imagine a place where all the toys were not forgotten, where the powder had corroded them and where those children grew up, caught the ear of a teddy bear, even with the memory of a doll close to his chest, only because time was spent, only because he had become “adults” and could no longer seek the playmate, comfort against the fears, which was for that toy. The inexorable destiny was to be helpful for happy hours, maybe a sacrifice of hair, arms, ears, just to know that he had made better time to those children, but the child could not understand why, for all those companions fantasies, dreams abandoned not exist forgetfulness. He imagined then that all those toys mutilated, forgotten, all the dolls, now unrecognizable and thrown away by parents tired of seeing them as a “disorder” in the lives of children, could have their paradise, that was how it was proposed, with patience to learn to reconstruct, piece by piece, the lost dignity. That kid from “great” because great was his heart, he decided to collect all the toys possible: to the markets, in the most unlikely places and forgotten, and as the night could not sleep, to use that time to wash, comb hair , sew and paint, paste, and rearrange all over and revive, for heaven, every toy, with her little soul was calling him. The magical gift that a small-eyed goddess Jade wanted him for his generosity and for that sweetness was his smile that charmed the eyes and hearts of those who see her, because it was the true smile of his soul child.

®Poetyca

Una stella in sogno – A star in a dream


Una stella in sogno
Ho visto e percepito una piccola casa, raccolta e ricca della bellezza delle cose semplici,
costruita con legni profumati e con un’ampia finestra. Il camino in Inverno riscalda il cuore
e con il suo scoppiettare tiene compagnia. In estate questa casetta diventa un faro,
dove tanti gabbiani si raccolgono e cantano canzoni antiche al mare.
Conosco questo luogo,il suo profumo di buono: cioccolata calda, resina dei boschi e nocciole.
Un luogo dove nessuno alza mai la voce, dove anche il silenzio sa comunicare armonia, pace del cuore.
Dove guardando fuori dalla finestra le stelle della notte sembrano sempre grandi e vicine:
giocano, mandano bagliori per accendere le nostre emozioni più profonde. Questa casa è il tuo cuore,
ora aperto a tutti, in offerta per abbracciare tutti coloro che ti vogliono bene.
Ho portato un regalo, un piccolo pacchetto rosso con un fiocco giallo e sulla carta sono disegnate piccole Trilly che spargono con una scia di stelline armonia per chi lo apre. Il pacchetto contiene una piccola stella
raccolta sulla spiaggia, ma non è una stella marina, è una vera stella scesa dal cielo per restare in questa tua casetta ed illuminare tutti i momenti che penserai di essere sola. Ti accorgerai allora di quanti cuori battono insieme al tuo per creare la favola più bella che l’amore sappia creare.
06.01.2011 Poetyca
A star in a dream


I saw and felt a small house, and rich collection of the beauty of simple things,
constructed of wood and scented with a large window. The fireplace in winter warms the heart
and his company keeps popping. In summer, this house becomes a beacon,
where many gulls gather and sing ancient songs of the sea.
I know this place, its scent is good, hot chocolate, resin, woods and nuts.
A place where no one ever raises his voice, where even the silence can communicate harmony, peace of heart.
Looking out the window where the stars of the night always seem larger and closer:
play, they send rays to kindle our deepest emotions. This home is your heart,
now open to all, offered to embrace all those who love you.
I brought a gift, a small red packet with a yellow ribbon and paper are designed with small Tinkerbell scattering a trail of stars who opens it to harmony. The package contains a small star
collection on the beach but not a starfish, is a star falling from heaven for your stay in this house and enlighten every moment that you think you are alone. Then you’ll see how many hearts beat with your tale to create the most beautiful love with creating.
06.01.2011 Poetyca

Il lupacchiotto


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Il lupacchiotto

La mattinata era quasi trascorsa e nella tana,in un bosco fitto che confinava con un piccolo villaggio erano rimasti la lupa Shamy e i piccoli Tao e Gray del padre il grande ed orgoglioso Smoke non si avevano ancora notizie. Da quando il villaggio era nato sui lupi si raccontavano tante storie troppe di cattiveria,come se i lupi volessero sempre fare del male, in realtà era la legge della sopravvivenza,leggi i lupi ne avevano tante e esisteva anche quella della solidarietà e del branco. Shamy cominciava ad agitarsi,mai il suo compagno aveva ritardato tanto, i piccoli avevano fame e tra poco non avrebbero resistito,era suo compito trattenerli nella tana e soprattutto proteggerli dai pericoli,da quando l’uomo era tanto vicino il pericolo era maggiore Doveva però cercare il suo compagno, forse era lui ad essere in pericolo. Disse ai suoi piccoli di non muoversi dalla tana per nessuna ragione e di tacere affinché potesse trovare il loro padre. I piccoli promisero e lei con il cuore gonfio di ansia si allontanò. Il piccolo Tao che era il più vivace cominciò a mordicchiare Gray sul collo,voleva mostrare la sua forza ed il suo coraggio come un giovane guerriero.
Una farfalla colorata distrasse i suoi giochi,sembrava chiedere di essere seguita,Gray si era addormentato,lui invece voleva ancora giocare così seguì quella farfalla. Un salto…e…fuggita,meglio riprovare. Ecco un salto più veloce, nulla da fare,quella farfalla era furba e capace di volare sugli alberi dove lui di certo non sapeva andare. Troppo tardi quando si accorse di essere lontano dalla protezione della sua tana,ma mamma dov’era?Quando torna? Nel bosco qual giorno Paolo era con suo padre,era sabato e potevano fare la loro gara di raccolta di funghi e fragole e more,per loro quello era un momento magico,un modo di stare insieme dal momento che suo padre lavorava tutta la settimana e non poteva stare con lui. Paolo sentì guaire nel bosco,era proprio lì vicino,qualcuno piangeva e aveva bisogno d’aiuto,strinse la mano a suo padre,chiese se anche lui sentisse piangere. Lo videro in un cespuglio un esserino tremante,spaurito. Paolo lo voleva portare a casa,suo padre disse di essere prudenti, sua madre poteva essere nelle vicinanze,sarebbe stato un pericolo. Attesero. Trascorse del tempo e nulla accadeva,nessuna lupa nelle vicinanze. Quel giorno invece di funghi o fragole tra le braccia di Paolo un musino cercava conforto. Padre e figlio si avviarono in cucina e dopo un po’ in un piatto fu pronta una zuppa di pane e latte che il piccolo lupo divorò in un attimo,poi una vecchia coperta divenne culla per il riposo di Tao ormai sfinito. Shamy e Smoke erano di ritorno a casa,lui ferito e lei pronta alla difesa,preoccupata per i suoi piccoli si accorse che Tao era sparito,dove era andato? Non perse tempo e lasciato il compagno a riposare nella loro tana andò alla ricerca delle tracce. Venne condotta ad una casa confinante con il bosco, l’odore dell’uomo,del cucciolo d’uomo del suo Tao erano netti,suo figlio era lì. Restò a distanza ed emise un richiamo. In casa si sentiva ululare,proveniva da fuori, Tao si svegliò e Paolo e suo padre erano felici che la mamma di Tao fosse riuscita a trovarlo, lui era una creatura del bosco e solo lì sarebbe stato felice. Il giovane lupo era felice e scodinzolava, guaiva verso la porta che dava nel bosco, la sua mamma era arrivata,lo aveva trovato! Paolo aprì la porta e il piccolo Tao gli leccò le mani,fece le feste anche al padre di Paolo, aveva trovato due amici speciali ma ora era il momento di andare. Corse da sua madre e si voltò indietro, anche la mamma lo fece ed emise un ululato di riconoscenza,non tutti gli umani erano cattivi come era stato raccontato e lei e il suo piccolo lo avevano scoperto quel giorno. Nel cuore del piccolo uomo e in quello del piccolo lupo ora era presente un legame speciale. Arrivati alla tana c’era una nuova storia da raccontare, e Tao raccontò sempre che nel cuore di alcuni uomini ci sono le stesse leggi del branco,della solidarietà e del rispetto dei deboli da proteggere
®Poetyca
The wolf

The morning was almost spent and in the den, in a dense forest that bordered a small village had been the wolf Shamy and small Tao and Gray’s father, the great and proud Smoke does not have news yet. Since the village was born on wolves were told too many stories of malice, as if the wolves always wanted to hurt, in fact it was the law of survival, they had many more wolves and there was also one of solidarity and of the pack. Shamy becoming agitated, never his companion had delayed so much, the little they were hungry and soon can not survive, it was his job to keep them in the den and especially protect them from danger, since man was so near the danger was greater, however, had to look for his companion, perhaps he was to be in danger. He told his children not to move from the den for any reason and to be quiet so he could find their father. Small and promised her with a heart full of anxiety went away. Little Tao who was the most lively Gray began to nibble on her neck, she wanted to show his strength and his courage as a young warrior.
A colorful butterfly distracted his games, seemed to ask to be followed, Gray had fallen asleep, he still wanted to play so instead followed the butterfly. A jump … … and fled, better try again. That’s a jump faster, nothing to do, that butterfly was clever and capable of flying in the trees where he certainly could not go. Too late when he realized he was far from the protection of his den, but where was Mom? When he comes back? In the forest which day Paul was with his father, it was Saturday and they could do their race gathering mushrooms and strawberries and blackberries, for them it was a magical moment, a way of being together since his father worked all week and could not be with him. Paul heard yelping in the woods, it was right near there, someone was crying and he needed help, shook hands with his father, he asked if he felt cry. They saw him in a bush a creature trembling, frightened. Paul wanted to take home, his father told him to be cautious, his mother could be nearby, it would have been a danger. They waited. He spent the time and nothing happened, no wolf nearby. That day, instead of mushrooms or strawberries in the arms of a Paul musino sought comfort. Father and son walked into the kitchen and after a while ‘in a dish was ready a soup of bread and milk that little wolf devoured in a moment, then an old blanket became the cradle for the rest of Tao now exhausted. Shamy and Smoke were returning home, he hurt and ready to defend her, worried about her children realized that Tao was gone, where he went? Wasted no time left the companion to rest in their den went in search of traces. Was conducted at a house bordering the forest, the smell of man, the man cub of his Tao were net, his son was there. He stood at a distance and let out a recall. At home he felt howl came from outside, Tao awoke and Paul and his father were happy that the mother of Tao was able to find it, he was a creature of the forest and only there would have been happy. The young wolf was happy and wagging his tail, whining to the door that led into the woods, his mother had arrived, he found it! Paul opened the door and the small Tao licked his hands, did the parties also the father of Paul, had found two special friends but now it was time to go. She ran to her mother and turned back, even the mother did and let out a howl of gratitude, not all humans were bad as had been told, and she and her baby had discovered that day. In the heart of the little man, and in that of the small wolf now there was a special bond. Arrived at the den there was a new story to tell, and Tao always told that in the heart of some men are the same laws of the pack, solidarity and respect for the weak to protect

®Poetyca

Cigno nero


Cigno nero
Girasole era stanca di volare,lei, giovane cigno nero, era sempre stata considerata diversa dagli altri cigni: bianchi, fieri, altezzosi e incapaci di credere alla possibilità di conoscere verità superiori. Si era trovata quasi per caso in quello stagno e il ricordo più lontano risaliva a quando piccolissima e debole era riuscita a nascondersi tra le fronde di un cespuglio,lontano dai pericoli ed una superba mamma di altri piccoli cigni come lei, le indicò lo stagno come luogo tranquillo. Condivideva con tutti gli altri l’ora del bagno e il cibo ed in fondo erano gentili , ma era evidente che lei, cigno nero dovesse avere una diversa provenienza , così come diverso era il mondo che sentiva dentro. Non era per quello stagno, quel limite nel quale gli altri , i cigni bianchi, sembrava si sentissero a loro agio. In fondo per loro la vita era tutta racchiusa nelle abitudini: il cibo,il bagno,e la stagione degli amori, anche quest’ultima la rendeva triste, nessun cigno bianco infatti cercava le sue attenzioni. Era in volo dal giorno precedente, sola e senza nessuno che in fondo si preoccupasse della sua assenza, era stato più forte di lei, sentiva infatti che la grande saggia : la nonna di tutti i cigni bianchi che viveva nel parco da anni, si sbagliava quando diceva che loro non erano migratori e che la vita migliore era quella che conducevano nel parco. Girasole lo sentiva dentro che non era così e che se lei era diversa ci sarebbe stata una ragione, intendeva scoprirla piuttosto che fermarsi in quel luogo senza dar vita a quello che sentiva essere vero, i cigni bianchi comunque erano felici con quello che avevano e non cercavano altro, ma non era per lei quel vivere. Ora era stanca e doveva cercare un giaciglio e un pò di cibo prima che giungesse la notte, dall’alto vide un campo e una casa, forse lì poteva riposare, scese e si nascose all’interno di un cespuglio che sembrava adatto al suo riposo. mangiò alcune foglie prima di scivolare in un sonno profondo. Fece un sogno : Un grande cigno nero volava in testa ad uno stormo e l’accoglieva nel gruppo dicendo : “Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…la rotta non è dimenticata e non è mai tardi.” Era un bel sogno, non la faceva sentire sola ma con la sicurezza di trovare altri cigni neri come lei. Al risveglio fu felice ed il pensiero che per la prima volta avesse sognato dei suoi simili la colmò di gioia malgrado la stanchezza e le titubanze per quel suo viaggio, chissà, forse la meta era vicina e comunque qualcosa le faceva comprendere che per lei tutto presto sarebbe cambiato, poteva ora ascoltare l’istinto che si svegliava come un orologio biologico pronto a compiere il proprio dovere,non solo, sentiva infatti che qualcuno l’avrebbe accolta,qualcuno non diverso da lei e quindi capace di comprenderla. Quel sogno le mise una nuova carica. Si guardò intorno e si mise all’ascolto dei suoni dell’ambiente, ad un tratto senti un gracidare sommesso, a poca distanza doveva esserci uno stagno, attraversò la breve distanza a passi misurati ponendo attenzione ad eventuali pericoli, era da tempo abituata a badare a se stessa ma quello era un territorio sconosciuto, la prudenza era necessaria.Lo vide: piccolo e verde con un fare vivace che metteva allegria : ” Ciao, arrivata oggi? Che carina che sei, ma ti sei persa? Non ti sei accorta dei tuoi compagni partiti due giorni fa? Dormivi? A fare tutte quelle domande era Greg : un ranocchio gonfio e verde con due occhietti vispi che fece sorridere Girasole.Lei raccontò di essere lì dalla sera precedente e chiese di che colore fossero i cigni che Greg aveva considerato suoi compagni.” Oh bella! ma come te! Perché di che colore sono i cigni dalle tue parti?” Lei sorrise ancora, era evidente che lui non conoscesse i cigni bianchi, rimase infatti stupito nell’apprenderne l’esistenza , un ranocchio sempre vissuto in quello stagno non poteva immaginare diversi pezzettini di mondo a lui sconosciuti. Dunque altri cigni neri erano in volo , chissà,forse anche loro verso ” casa” come aveva compreso attraverso il suo sogno, ancora più forte sentì l’emozione dominarla insieme alla necessità di ascoltare il cuore che le avrebbe mostrato in che direzione volare. Restò poco presso quello stagno e dopo aver ringraziato ( quel ranocchio era stato molto prezioso) e salutato calorosamente si mise in ascolto del vento e dei fremiti del suo cuore, presto sarebbe tornata a casa. Seguendo il cammino del sole giunse presso la riva di un lago, avrebbe dormito lì , era infatti molto stanca dopo ore d’interminabile volo, si accoccolò tra canne di bambù, mangiò un pò e si addormentò. Era l’alba quando aprì gli occhi, il chiarore l’avvolse ,un nuovo giorno era pronto ad accoglierla con le braccia protese verso di lei, nuotò nel lago a lungo poi…si mise a correre sul pelo d’acqua e finalmente si staccò da esso…Lì in alto uno stormo messo in formazione a ” V ” era pronto per il viaggio, lei si avvicinò ad un giovane cigno che con occhi languidi le disse ” Ti aspettavo, è ora di tornare a casa “. Ecco il suo sogno che si realizzava, sapeva ora che quello in cui aveva creduto era possibile : Davanti allo stormo, a guidarlo per il viaggio riconobbe il grande cigno nero che le sorrise e dentro di sé risuonarono le stesse parole ” Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…La rotta non è dimenticata e non è mai tardi” Ecco ora era pronta per il viaggio, stava tornando a casa, sorrise al giovane cigno e rispose ” Sono pronta”
®Poetyca

Black Swan
Sunflower was tired of flying, her young black swan, had always been considered different from other swans: white, proud, haughty and unable to believe in the possibility of knowing truth superiors. It was found by chance in that pond and the earliest memory dates back to when small and weak she could hide among the branches of a bush, away from the dangers and superb mom of other small swans as she pointed to the pond as quiet place. Shared with all other bath time and the food and in the end they were friendly, but it was obvious that she, black swan should have a different origin, as well as different was the world he felt inside. It was not for that pond, the limit to which the other, the white swans, seemed to feel at ease. Basically for their life was encapsulated in the habits: the food, the bathroom, and the season of love, it also made her sad, no white swan in fact sought his attentions. Was flying from the previous day, alone and with no one at the bottom he cared for his absence, he was stronger than she, in fact, felt that the great wise: the grandmother of all the white swans that lived in the park for years, he was wrong when he said that they were not migratory, and that life was better that they led in the park. Sunflower he felt inside was not as if she was different and that there would be a reason, intended to discover it rather than stopping in that place without giving life to what he felt to be true, however, the white swans were happy with what they had and not tried another, but that was not for her to live. Now she was tired and had to look for a bed and some food the night before he came, he saw from a field and a house, maybe there could rest, got out and hid in a bush that seemed suitable to his rest . ate some leaves before slipping into a deep sleep. Had a dream: A big black swan flew overhead to a flock and welcomed the group saying, “Listen to the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … the route is not forgotten and is never late. ” It was a beautiful dream, not made her feel alone but with the certainty of finding other swans blacks like her. Upon awakening was happy and thought that for the first time he had dreamed of his fellows filled her with joy despite fatigue and hesitation for his trip, who knows, maybe the goal was near and still something made her realize that for her all soon would change, could now hear the instinct that woke as a biological clock ready to do their duty, not only, in fact, felt that someone would welcome, someone different from you and therefore able to understand it. That dream put a new charge. He looked around and started listening to the sounds of the environment, all of a sudden you hear a faint croak, not far there had to be a pond, crossed the short distance measured with attention to possible dangers, had long been accustomed to look after in itself, but it was unknown territory, prudence was necessaria.Lo saw: small and green with a lively do that put joy: “Hello, arrived today? What you’re cute, but you missed? Have not you noticed the your classmates started two days ago? You were asleep? To do all those questions was Greg: a frog swollen and green with two lively eyes that made him smile Girasole.Lei told to be there the night before and asked what color they were swans that Greg had considered his companions. ” Oh beautiful! but like you! Because of that color are the swans in your part? “She smiled again, it was obvious that he did not know the white swans, was in fact amazed nell’apprenderne existence, a frog always lived in that pond could not imagine different pieces of world unknown to him. So other swans blacks were in the air, who knows, maybe even their “home” as understood through his dream, he felt even stronger emotions dominate and the need to listen to the heart that would have shown that direction to fly. He stayed at the little pond and thanked (the frog had been very valuable) and greeted warmly he listened wind and tremors of his heart, would be home soon. Following the path of the sun arrived at the shore of a lake, he would sleep there, it was in fact very tired after hours of endless flight, snuggled between bamboo poles, ate a little and fell asleep. It was dawn when he opened his eyes, the light enveloped her, a new day was ready to welcome her with his arms outstretched toward her, swam in the lake for a long time … then began to run on the surface of the water and finally broke away from it … There, at the top a flock put in training “V” was ready for the journey, she approached a young swan with languid eyes said “I expected you, it’s time to go home.” Here is his dream come true, now that he knew what he had believed was possible: In front of the flock, to guide him for the trip recognized the big black swan who smiled and within himself echoed the same words “Listen to the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … The route is not forgotten and is never late “Here now was ready for the trip, was returning home, he smiled at the young swan and replied” I’m ready “

 
®Poetyca

Alla ricerca del sole


Alla ricerca del sole

Alcuni uomini cercavano la via per arrivare alla vetta di una montagna,essi sapevano che arrivati sulla cima avrebbero visto il sole molto vicino. Dunque decisero da che parte iniziare il viaggio.

Uno disse – io vado a nord – sicuramente la mia strada è quella migliore.
Un altro uomo disse – oh no! Tu stai sbagliano, la strada migliore è a sud, io andrò da quella parte!
Il terzo uomo disse -voi siete in errore – la vera via è a est! Io vado ad est.
Il quarto uomo disse, amici siete tutti in errore – voi non sapete cosa è scritto nei sacri testi? la via sacra è a ovest, io salgo la montagna da ovest . perchè voi non seguite me?
Ma nessuno voleva seguire l’uomo perchè tutti erano convinti della loro opinione.

Gli uomini iniziarono la loro salita, da diverse direzioni.
Infine tutti giunsero sulla cima, nello stesso luogo e tutti dissero – ma come siamo stupidi.
Il sole è qui per tutti, esso non sceglie – esso è un vero dono.

02.06.2011 Poetyca

In search of the sun

Some men were seeking a way to reach the top of a mountain, they knew that arrived on the summit would see the sun very closely.
So they decided where to begin the journey.
One said – I’m going north – definitely my way is the best.
Another man said – oh no! You’re wrong, the best way is to the south, I’ll go that way!
The third man said, you are in error – the true way is east! I’m going to the east.
The fourth man said, friends are all wrong – you do not know what is written in sacred texts? is the sacred way to the west, I climb the mountain from the west. why do not you follow me?
But no one wanted to follow the man that everyone was convinced of their opinion.

The men began their ascent, from different directions.
Finally, all reached the top, in the same place and they all said – but as we are stupid.
The sun is here for everyone, it does not choose – it is a true gift.

02.06.2011 Poetyca