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Il gallo e la volpe – La Fointaine


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Il gallo e la volpe

Sul ramo di un grande albero stava l’astuto gallo a far da sentinella. Fu allora che la volpe, con aria da santarella, gli disse:
– Lo sai amico mio? Non siamo più in guerra adesso, c’è la pace universale. Scendi, ti voglio abbracciare. Fa presto, vieni giù perché devo portare questa notizia in cento luoghi e più. Ora siete liberi di andar dove volete, noi saremo come fratelli. Vi siano fuochi artificiali, allegria e buonumore! Scendi a prendere il bacio del fraterno amore!
– Amica – le rispose il furbo gallo – mi commuovono queste cose e te ne sono grato. Ma voglio fare la pace in modo più solenne e gaio abbracciando, insieme a te, anche quel levriero che corre verso di noi. Sarà sicuramente un corriere mandato a dare questo annuncio. Mentre egli arriva, io scendo dalla pianta, così potremo abbracciarci tutti quanti.
– Salutamelo – rispose la volpina – ho troppa fretta e la strada che devo fare è molto lunga. Nel caso, festeggeremo domattina. –
E, in fretta e furia, se la svignò per la campagna delusa dal fallimento del suo tranello.
Vedendo ciò il vecchio gallo sorrise e cantò questa celebre sentenza: è doppio il perdono quando inganni chi ti inganna.

La Fontaine

The rooster and the fox

On the branch of a large tree was the wily rooster to act as sentinel. It was then that the fox, with air from goody, said:
– Do you know my friend? We are no longer at war now, there is universal peace. Come down, I want to embrace. Hurry, come down because I have to bring this news and more in a hundred places. Now you are free to go where you want, we will be like brothers. There are fireworks, joy and good humor! Go down and take the kiss of brotherly love!
– Amica – he replied the crafty rooster – these things move me and I appreciate it. But I want to make peace in a more solemn and gay embracing, with you, even that greyhound racing toward us. It will surely be a courier sent to this ad. As he arrives, I go down from the tree, so we can embrace everyone.
– Say hello – said the fox – I hurry and the way I have to do it very long. In the event, we will celebrate tomorrow. –
And, in a hurry, he slunk off to the countryside disappointed by the failure of his catch.
Seeing this, the old cock smiled and sang this famous sentence: is double forgiveness when deceive those who are deceiving you.

La Fontaine

Il vecchio e l’asino


Il Vecchio e l’Asino
Un giorno un vecchio contadino col suo giovane nipotino intrapresero un viaggio. Come mezzo di trasporto avevano un asinello. Il vecchio fece salire il nipotino sull’animale e iniziarono a camminare. Lungo il percorso sentirono commentare delle persone: “Guardate quel ragazzo quanto è maleducato, lui sull’asino e il povero vecchio a piedi che lo tira, che vergogna!”. Udendo questo, il vecchio fece scendere il bambino dall’asino e salì lui. Dopo qualche metro però incontrarono un altro gruppo di persone che disse ad alta voce: “Guardate che sfacciato quel tipo, lascia che il ragazzino tiri l’asino mentre lui se ne sta comodamente in groppa, che vergogna!”. Il contadino allora disse al nipote di salire sull’asinello anche lui, ma poco più avanti udirono un nuovo gruppo di persone commentare: “Guardate quei due, conun asinello così piccolo gli stanno sopra entrambi, finiranno per sfiancarlo, che vergogna!”. A queste parole il vecchio scese dall’asinello e fece scendere anche il nipote, poi si incamminarono a piedi, tirando l’asino, ma non passò molto tempo che udirono nuovamente i commenti della gente:”Guardate quei due, vanno a piedi anche se hanno un asino a disposizione, che stupidi!”
Quando facciamo qualcosa facciamolo per noi, non per compiacere gli altri;
se nelle nostre scelte cercheremo l’approvazione altrui non l’otterremo mai.

Da Jean de La Fontaine

The Old Man and the Donkey
One day an old farmer with his young grandson embarked on a journey. As a means of transportation had a donkey. The old man made up his grandson on the animal and began to walk. Along the way they heard people comment: “Look at that guy because it is rude, his donkey and the old man on foot and pulls him, what a shame.” Hearing this, the old man down the boy and the donkey got him. After a few meters, however, encountered another group of people who said loudly: “Look at that cheeky kind, let the kid throws the ass while he is sitting comfortably on my back, what a shame.” The farmer then told his nephew to go sull’asinello too, but little later they heard a new group of people commenting: “Look at those two, CONUN the donkey so small they are above both, will eventually sfiancarlo, what a shame.” A these words the old man fell dall’asinello and brought down his nephew, then walked on foot, pulling the donkey, but it was not long before they heard again, people had to say: “Look at those two, go on foot, although they available to an ass, that stupid! “
When we do let’s do something for us, not to please others;
whether in our choices we will not get the approval of others never.

By Jean de La Fontaine

Viola


Viola

Seduta sul bordo del suo lettino Viola attendeva che la mamma arrivasse, anche questa volta aveva fatto un brutto sogno e dopo aver sudato tanto, compreso che si trattava solo un sogno, aveva chiamato la mamma perché l’abbracciasse e le raccontasse una delle sue bellissime storie.

Non era facile per Viola di soli cinque anni capire come mai non tutti erano capaci di fare cose che lei faceva spontaneamente e non aveva intenzione di dare preoccupazione alle persone , solo che non capiva cosa era possibile manifestare e cosa era meglio trattenere o fare solo quando nessuno guardava, come accaduto la mattina prima, quando in giardino aveva visto una farfalla battere inesorabilmente e con grande fatica le ali, era davvero un grande sforzo per lei volare di nuovo.

Viola  indicò  quella povera farfalla al nonno e la bambina disse  che voleva aiutala a volare, il nonno spiegò che aveva volato tanto ma ora era il tempo di un lungo sonno, che per tutti arriva la fatica e quel sonno, che ci sono cose che accadono e che non si può reagire, lei non avrebbe potuto fare nulla!

Eppure Viola sentiva quel solletico sulla punta delle dita, sentiva quel calore e vedeva intorno alla farfalla un alone colorato che stava per spegnersi, perché non offrire un poco dei suoi colori alla farfalla? In fondo aveva dato gioia al cielo e ai fiori!

Viola disse al nonno di non preoccuparsi, ci avrebbe pensato lei! Il nonno sorrise per il candore e la convinzione di quella bimbetta, così simile nell’esprimere i sogni che la sua mamma faceva da piccola, lei che inventava fiabe ed era solitaria, seria e attenta a tutto. Quanta fatica per aiutarla a cambiare perché i sogni non servono a nulla nella vita e si deve essere concreti.

Viola si avvicinò alla farfalla, la prese delicatamente e la adagiò sul palmo della mano sinistra mente con la mano destra compiva degli strani movimenti circolari intorno alle ali della farfalla, il nonno guardava stupito e scettico, preoccupato della imminente delusione che la piccola Viola avrebbe avuto a breve.

Restava in silenzio, pronto a cercare parole adatte, ad accogliere le lacrime della bambina. Trascorsero pochi attimi e  come una piccola nuvola azzurrina apparve avvolgendo la farfalla, il nonno credeva di avere delle allucinazioni perché immediatamente dopo la farfalla iniziò a muovere le ali e a volare intorno alla bambina disegnando alcuni ghirigori festanti.

Come era possibile? Si trattava di una particolare coincidenza?

Eppure solo pochi minuti prima quella farfalla era disidratata e morta, certamente non era così colorata e viva come adesso!

La bimba aveva un’aria soddisfatta e a guardare il viso serio e stupito del nonno  si rese conto che forse aveva fatto qualcosa di sbagliato, almeno per il nonno e chiese: – Nonno sono stata cattiva? Perché i tuoi occhi mi stanno rimproverando?

Cosa ho fatto di sbagliato?

Il nonno non sapeva cosa rispondere, quello allora era un prodigio se la bambina era consapevole di avere fatto qualcosa per cambiare la realtà della farfalla, l’unica cosa che riuscì a chiedere fu: – Ma dove hai imparato? Sei così piccina, come hai fatto?

La bimba sgranò gli occhi :

–          Perché nonno tu non lo sai fare?

–         No piccola mia io non sono capace, nessuno mi ha insegnato o forse ..non ho mai provato perché non credevo possibile una cosa del genere. Comunque piccola mia forse è meglio non dire questo alla mamma, potrebbe preoccuparsi e se proprio devi fare queste cose, stai molto attenta che non ti veda nessuno!

Viola percepì ancora una volta come il nonno fosse turbato e che lei ne era la causa, allora disse al nonno di rilassarsi e di non essere preoccupato perché lei avrebbe fatto attenzione, non lo avrebbe detto neppure a Francy la sua migliore amica.

Il sogno era stato davvero spaventoso, una grossa nube scura si stava spostando e con dei vortici che sembravano tentacoli cercava di penetrare nelle case, nei boschi e dove arrivava sotto forma di nebbia cambiava l’aspetto delle cose; alberi e rocce, fiumi e mari, tutto sembrava perdere vita, come un contenitore vuoto, senza più energia, la gente sembrava non avere volontà ed agiva senza riflettere.

Nel suo sogno le farfalle, gli uccelli, i pesci e le voci di altri bambini come lei, così sensibili e speciali sembrava la chiamassero per portare aiuto e per riportare energie colorate a quel disastro.

Quel sogno appariva così vero! Infine la farfalla che la mattina prima l’aveva ringraziata con la danza del cuore le appariva e le diceva che per gratitudine le avrebbe presentato la fatina del giardino e che con lei avrebbe potuto aiutare piante e d insetti, animali ed esseri umani, ma non sarebbe stata sola, altre fatine avevano l’incarico di parlare con altri bambini e si sarebbero tutti incontrati, che una missione la stava attendendo.

Viola si svegliò perché quella brutta visione della nube la faceva sentire come senza fiato, come avrebbe potuto aiutare tutti lei che era tanto piccola?

Poi ricordò come il nonno fosse preoccupato e cercò la mamma per capire cosa stesse accadendo.

La mamma arrivò, semi addormentata ma calma, chiese cosa fosse accaduto e cosa la bambina avesse sognato di tanto brutto.

Ascoltò attenta, sebbene la bambina non sapesse come fare per dire che nel sogno era stata richiesta per aiutare , ma che il nonno che aveva assistito al volo della farfalla era preoccupato.

Viola disse che era stato un sogno brutto, che era presente una brutta nuvola che si sentiva soffocare per questo ma che alcune cose erano difficili da capire per la mamma come lo erano per il nonno, che forse qualcosa di sbagliato era nelle sue mani.

La mamma accarezzò la fronte della bambina e le stampò un bacio, seduta sul letto, con la manina stretta alla sua, le disse di non temere, che la mamma non aveva mai pensato che lei potesse essere sbagliata, che anzi, da quando lei era nel pancione e la mamma sentiva i suoi calcetti sapeva come quella fosse stata una bimba speciale che sognava spesso e come alla nascita la piccola Viola fosse esattamente come nel sogno, persino il piccolo neo a forma di cuore sul pancino!

Le disse che anche lei quando era una bambina per molte persone poteva apparire strana, ricca di fantasia, solitaria e che solo se immersa nella natura si sentiva bene.

Solo che aveva dovuto mettere da parte ogni sogno, ogni fiaba per essere come altri volevano e solo ora, con la piccola Viola poteva raccontare le sue favole e le sue sensazioni che altri non avrebbero compreso. Dunque di non temere perché la mamma sapeva quanto lei fosse speciale.

La bimba allora, ritrovata fiducia le disse della farfalla e la mamma sorrise, le disse del sogno e di come dovesse l’indomani andare in giardino a ricercare la farfalla e come questa le avrebbe fatto conoscere la fatina del giardino.

La mamma sorrise ancora, sembrava le credesse e la bimba si rilassò, chiedendo un bicchiere d’acqua e una favola nuova.

La mamma andò in cucina e prese l’acqua con sé e lì per lì inventò una favola che parlava dei sogni dei bambini, di come ogni sogno ricco di bellezza, di purezza e di amore fosse energia colorata che salva il mondo, che tante cose invece sono capaci di inaridire la vita, soprattutto non saper sognare o avere paura di farlo,di come tante cose possano invece contaminare e distruggere la bellezza e la Natura, perché si perde il rispetto e si è sordi alla voce del cuore.

La bimba comprese come la mamma le stesse indicando di credere in se stessa, di non farsi influenzare delle cose che spesso i grandi dicono perché hanno perso quella fiducia e camminano su una strada che ha perso colori.

Il mattino dopo Viola e la sua mamma andarono in giardino insieme, mano nella mano, sorridenti e piene di speranze.

Improvvisamente apparve la farfalla, ma a guardarla meglio era una fatina minuscola che emanava grazia e colori, ovunque battesse le sue piccole ali folate di polvere di stelle sprizzavano allegramente e con la sua piccola bacchetta magica fece dei ghirigori e disse con una vocina dolcissima a Viola che lei non doveva mai smettere di manifestare quelle sue doti speciali, che l’intero mondo ne aveva bisogno e se persone tristi e scettiche preferivano restare cieche, lei e altri bambini che presto avrebbe conosciuto non devono fermarsi ma portare avanti l’Opera dalle Bellezza e del Cuore Puro, per salvare la terra da quella nube velenosa che lei aveva sognato.

L’appuntamento era nel parco, un centinaio di bambini venuti da ogni parte del mondo avevano fatto dei sogni di vita, di speranza e di bellezza ed ora, con i genitori che attraverso di loro avevano capito come si stessero dimenticando il valore profondo delle  cose, finalmente si sarebbero incontrati.

Quanta emozione e quanti abbracci! Finalmente si poteva regalare luce e colori alla Natura morente per fermare le nubi tossiche della violenza e del rancore per portare pace e compassione nel Mondo.

Viola era felice, raggiante e vibrava alla medesima frequenza di quei bambini.

Tutto stava per iniziare.

© Poetyca

Violet

Sitting on the edge of his bed Viola waited for her mother arrived, this time he had a bad dream, and after sweating so much, including that it was only a dream, because her mother had called the hug and tell her one of her beautiful histories.

It was not easy for Viola just five years to understand why not everyone was able to do things that she did voluntarily and was not going to give concern to people, just do not understand what was possible to demonstrate and to retain what was best or only when doing no one was looking, as happened in the morning before, in the garden when he saw a butterfly beating relentlessly and with great difficulty the wings, was really a great effort for her to fly again.

Purple Butterfly indicated that poor girl and her grandfather said he wanted to help her fly, explained that his grandfather had flown a lot but now it was time for a long sleep, that for all the hard work and get that sleep, that there are things that happen and that we can not respond, she could not do anything!

Yet Viola felt that tickled my fingertips, feeling the heat and saw the glow around the butterfly that was about to go out, why not offer a little of its color to the butterfly? In the end he gave joy to the sky and the flowers!

Viola told his grandfather not to worry, she would have done! The grandfather smiled for the candor and conviction of that little girl, so like to express the dreams that his mother was a child, she was lonely and invented tales, serious and attentive to everything. How much effort to help change that dreams serve no purpose in life and you must be concrete.

Viola went to the butterfly, took it gently and laid him on the left palm with his right hand He made the mind of strange circular motions around the wings of the butterfly, the grandfather looked surprised and skeptical, worried about the impending disappointment that little Violet would short.

He remained silent, ready to seek appropriate words, to accept the tears of a child. They spent a few moments and appeared as a small blue cloud enveloping the butterfly, the grandfather thought he had hallucinations because immediately after the butterfly began to move his wings and fly around the little girl drawing a few squiggles revelers.

How was this possible? This was a particular coincidence?

Yet only a few minutes before that butterfly was dehydrated and died, it certainly was not so colorful and lively as now!

The girl looked pleased and surprised look on his face serious and grandfather realized that perhaps he had done something wrong, at least for my grandfather and asked: – I was Grandpa bad? Because your eyes are blaming me?

What did I do wrong?

The grandfather did not know what to answer, what was then a miracle if the child was conscious of having done something to change the reality of the butterfly, the only thing I could ask was: – But where did you learn? You’re so tiny, like you did?

The girl’s eyes widened:

– Why do not you know my grandfather do?

– No, my baby I’m not able, or perhaps no one has taught me .. I never tried because I did not believe such a thing possible. However, my baby I probably should not say this to my mother, and may worry if you must do these things, be very careful that you do not see anyone!

Viola felt once more like his grandfather was upset and she was the cause, then told his grandfather to relax and not be worried because you have been paying attention, he would not even told her best friend to Francy.

The dream was really scary, a big dark cloud was moving with the vortices that appeared tentacles trying to break into houses, forests, and where he came in the form of fog changed the look of things, trees and rocks, rivers and seas , everything seemed to lose life, like an empty shell, without energy, people seemed to have no will and acted without thinking.

In his dream, butterflies, birds, fish, and the voices of other children like her, so sensitive and special seemed to call her in to help restore energy and color of this disaster.

That dream seemed so real! Finally, the butterfly in the morning before he had thanked her with the dance of the heart appeared to her and told her she would submit to the gratitude of the fairy garden and that she could help with plants and insects, animals and humans, but not been alone, other fairies were assigned to talk to other children and they would all be met, which was waiting at a mission.

Violet woke up that ugly vision of the cloud because it made her feel as breathless as she could to help everyone who was so small?

Then he remembered how his grandfather was worried about his mother and tried to understand what was happening.

The mother arrived, half asleep, but calm, asked what had happened and what the girl had dreamed of as ugly.

He listened attentively, although the girl did not know how to say that the dream had been asked to help, but the grandfather who had witnessed the flight of the butterfly was worried.

Viola said he had been a bad dream, that there was a nasty cloud that was being choked for this but some things that were difficult to understand for the mother as they were for his grandfather, that maybe something was wrong in his hands.

The mother stroked the child’s forehead and planted a kiss sitting on the bed, with her hand close to her, told her not to worry, that my mother had never thought she could be wrong, that indeed, since she was in the belly and the mother felt her kicks knew how this had been a special little girl who dreamed about the birth and how often the little Violet was just like in the dream, even the small heart-shaped mole on his tummy!

He told her that when she was a girl might seem strange to many people, full of fantasy, solitary and immersed in nature only if it felt good.

Only he had to put aside every dream, every fairy tale to be like others wanted and only now, with little Violet could tell his stories and feelings that others would not understand. So not to worry because my mother knew what she was special.

The girl then told her newfound confidence of the butterfly and the mother smiled, told her the dream and how he had to go the next day to search for the butterfly garden and how it would have made known to the fairy garden.

The mother smiled again, and seemed to believe the child is relaxed, asking for a glass of water and a new story.

The mother went into the kitchen and took the water with them and there and then concocted a story that spoke of the dreams of children, like every dream world of beauty, purity and love were colored energy that saves the world, that so many things Instead they are capable of drying up the life, especially not to dream or be afraid to do so, instead of how many things can contaminate and destroy the beauty and nature, because you lose the respect and they are deaf to the voice of the heart.

Including the child as her mother was indicating to believe in herself, not to be influenced of the great things that often say they have lost that trust and walk on a road that has lost color.

The next morning, Violet and her mom went into the garden together, hand in hand, smiling and full of hope.

Suddenly, there was the butterfly, but a closer look was a tiny fairy who exuded grace and color, its tiny wings beat anywhere gusts of dust and stars flashed brightly with her little magic wand made of doodles and said with a sweet little voice in Purple that she must never stop manifesting those special skills, that the whole world needed it and if people preferred to remain sad and skeptical blind, she and other children who would soon have known not to stop but to continue the Work by Beauty and Pure Heart, to save the earth from the poisonous cloud that she had dreamed.

The appointment was in the park, hundreds of children come from all over the world had had dreams of life, hope and beauty and now, with parents who had got through them as they were forgetting the profound value of things at last they met.

How much excitement and many hugs! Finally you could give the dying light and color to nature to stop toxic clouds of violence and hatred to bring peace and compassion in the world.

Viola was happy, radiant and vibrated at the same frequency of those children.

Everything was about to begin.

© Poetyca

Una stella in sogno


Una stella in sogno

Ho visto e percepito una piccola casa, raccolta e ricca della bellezza delle cose semplici,
costruita con legni profumati e con un’ampia finestra. Il camino in Inverno riscalda il cuore
e con il suo scoppiettare tiene compagnia. In estate questa casetta diventa un faro,
dove tanti gabbiani si raccolgono e cantano canzoni antiche al mare.
Conosco questo luogo,il suo profumo di buono: cioccolata calda, resina dei boschi e nocciole.
Un luogo dove nessuno alza mai la voce, dove anche il silenzio sa comunicare armonia, pace del cuore.
Dove guardando fuori dalla finestra le stelle della notte sembrano sempre grandi e vicine:
giocano, mandano bagliori per accendere le nostre emozioni più profonde. Questa casa è il tuo cuore,
ora aperto a tutti, in offerta per abbracciare tutti coloro che ti vogliono bene.
Ho portato un regalo, un piccolo pacchetto rosso con un fiocco giallo e sulla carta sono disegnate piccole Trilly che spargono con una scia di stelline armonia per chi lo apre. Il pacchetto contiene una piccola stella
raccolta sulla spiaggia, ma non è una stella marina, è una vera stella scesa dal cielo per restare in questa tua casetta ed illuminare tutti i momenti che penserai di essere sola. Ti accorgerai allora di quanti cuori battono insieme al tuo per creare la favola più bella che l’amore sappia creare.

06.01.2011 Poetyca

A star in a dream

I saw and felt a small house, and rich collection of the beauty of simple things,
constructed of wood and scented with a large window. The fireplace in winter warms the heart
and his company keeps popping. In summer, this house becomes a beacon,
where many gulls gather and sing ancient songs of the sea.
I know this place, its scent is good, hot chocolate, resin, woods and nuts.
A place where no one ever raises his voice, where even the silence can communicate harmony, peace of heart.
Looking out the window where the stars of the night always seem larger and closer:
play, they send rays to kindle our deepest emotions. This home is your heart,
now open to all, offered to embrace all those who love you.
I brought a gift, a small red packet with a yellow ribbon and paper are designed with small Tinkerbell scattering a trail of stars who opens it to harmony. The package contains a small star
collection on the beach but not a starfish, is a star falling from heaven for your stay in this house and enlighten every moment that you think you are alone. Then you’ll see how many hearts beat with your tale to create the most beautiful love with creating.

06.01.2011 Poetyca

Il leone ed il topo – Esopo


favolediesopo

Il leone ed il topo

Mentre un leone sonnecchiava nel bosco, topi di campagna facevano baldoria. Uno di loro, un po’ sbadato, nel correre si buttò su quel corpo sdraiato. Povero disgraziato! Il leone con una rapida zampata lo afferrò deciso a sbranarlo. Il topolino supplicò clemenza e promise, in cambio della libertà, eterna riconoscenza. Il re della foresta scoppiò a ridere e lo risparmiò.
Una sera, poco tempo dopo, il leone, attraversando la foresta, cadde in una rete tesa dai cacciatori, si impigliò nelle maglie e rimase prigioniero. Il topolino udì i suoi ruggiti di lamento e accorse in suo aiuto. Senza perdere tempo, con i suoi dentini aguzzi si mise a rosicchiare la corda.
Dopo averlo liberato gli disse: – Ecco! Tempo fa hai riso di me perché credevi di non poter ricevere la ricompensa del bene che mi hai fatto. Ora sai che anche un piccolo topolino può essere d’aiuto ad un grande leone! –

Esopo

The lion and the mouse 

While a lion dozing in the woods, field mice they whooped. One of them, a little ‘careless, as he ran and fell on his body lying. Poor wretch! The lion with a quick paw grabbed decided to tear him to pieces. The mouse begged forgiveness and promised, in exchange for freedom, eternal gratitude. The king of the forest laughed and spared him.
One evening, shortly after, the lion, through the forest, fell into a net spread by hunters, got entangled in the net and remained a prisoner. The mouse heard his roars of complaint and came to his rescue. Wasting no time, with its sharp teeth began to gnaw the rope.
After freeing him said – Here! Some time ago you laughed at me because you thought you could not receive the reward of the good you did to me. Now you know that even a small mouse can help to a great lion! –

Aesop

L’albero triste


L’Albero Triste

C’era una volta un bellissimo giardino, con alberi e fiori di ogni tipo, meli, aranci, rose, tutti felici e soddisfatti. C’era solo felicità in quel giardino, tranne che per un albero che era molto triste. Il povero albero aveva un problema: non sapeva chi fosse!

“Ti manca la concentrazione” gli disse il melo, “se davvero ti impegni, puoi fare mele deliziose. Guarda com’è facile”. “Non ascoltarlo” intervenne il cespuglio di rose ”e guarda quanto siamo belle noi!”. L’albero disperato provò ogni cosa gli venisse suggerita, provò a produrre mele e a far sbocciare rose, ma -non riuscendo- ad ogni tentativo si sentiva sempre più frustrato.

Un giorno un gufo arrivò nel giardino, era il più saggio di tutti gli uccelli, e vedendo la disperazione dell’albero esclamò: “Non ti preoccupare. Il tuo problema non è così serio. E’ lo stesso di tanti esseri umani sulla terra! Ti darò io la soluzione: non passare la tua vita ad essere ciò che gli altri vogliono che tu sia. Sii te stesso. Conosci te stesso e per far ciò ascolta la tua voce interiore”. Poi il gufo scomparve.

“La mia voce interiore? Essere me stesso? Conoscere me stesso?” l’albero disperato pensava tra sé e sé, quando all’improvviso comprese. Si tappò le orecchie e aprì il suo cuore e sentì la sua voce interiore che gli stava dicendo “Non darai mai mele perché non sei un melo, e non fiorirai ogni primavera perché non sei un cespuglio di rose. Tu sei una Sequoia, e il tuo destino è crescere alto e maestoso. Sei qui per offrire riparo agli uccelli, ombra ai viaggiatori, bellezza al paesaggio! Tu hai questa missione! Seguila!”. A queste parole, l’albero si sentì forte e sicuro di sé e troncò ogni tentativo di diventare quello che gli altri si aspettavano da lui. In breve tempo riempì il suo spazio e divenne ammirato e rispettato da tutti. Solo da quel momento il giardino divenne completamente felice.

Guardiamoci intorno e chiediamoci: quante sono le sequoie che non sanno di essere tali? Quanti sono i cespugli di rose che per paura danno solo spine? Quanti alberi di mele non sanno di poter far frutta? Nella vita tutti abbiamo una missione da realizzare, uno spazio da riempire. Non permettiamo a niente e nessuno di impedirci di conoscere e condividere la meravigliosa essenza del nostro essere.
The Sad Tree

There was once a beautiful garden with trees and flowers of all kinds, apples, oranges, roses, all happy and satisfied. There was only joy in the garden, except for a tree that was very sad. The poor tree had a problem: he did not know who he was!

“You lack the concentration,” said the apple, “if you really commit yourself, you can make delicious apples. Watch how easy it is. ” “Do not listen to him,” broke in the bush of roses “and look how beautiful we are.” The tree desperately tried everything suggested he be, he tried to produce apples and roses to bloom, but-not-succeeding at every attempt he felt increasingly frustrated.

One day an owl arrived in the garden, was the wisest of all birds, and seeing the despair of the tree exclaimed: “Do not worry. Your problem is not so serious. It ‘the same as many human beings on earth! I’ll give you the solution: Do not spend your life to be what others want you to be. Be yourself. Know yourself and listen to what your inner voice. ” Then the owl disappeared.

“My inner voice? Be myself? Knowing myself? “Tree desperate thought to himself, when he suddenly understood. He covered his ears and opened his heart and heard his inner voice was saying “Do not ever give apples because you’re not an apple tree, and do not bloom every spring because you are not a rose bush. You are a Sequoia, and your destiny is to grow tall and majestic. You are here to provide shelter for birds, shade for travelers, beauty to the landscape! You have this mission! Follow her. ” At these words, the tree he felt strong and confident, and cut short any attempt to become what others expect from him. Soon it filled its space and was admired and respected by all. Only by that time the garden was completely happy.

Look around and ask: how many redwoods do not know they are these? How many rose bushes for fear that harm only thorns? How many apple trees do not know they can make fruit? In life we all have a mission to create a space to fill. We do not allow anyone or anything to prevent us know and share the wonderful essence of our being.

Alla ricerca del sole


Alla ricerca del sole

Alcuni uomini cercavano la via per arrivare alla vetta di una montagna,essi sapevano che arrivati sulla cima avrebbero visto il sole molto vicino. Dunque decisero da che parte iniziare il viaggio.

Uno disse – io vado a nord – sicuramente la mia strada è quella migliore.
Un altro uomo disse – oh no! Tu stai sbagliano, la strada migliore è a sud, io andrò da quella parte!
Il terzo uomo disse -voi siete in errore – la vera via è a est! Io vado ad est.
Il quarto uomo disse, amici siete tutti in errore – voi non sapete cosa è scritto nei sacri testi? la via sacra è a ovest, io salgo la montagna da ovest . perchè voi non seguite me?
Ma nessuno voleva seguire l’uomo perchè tutti erano convinti della loro opinione.

Gli uomini iniziarono la loro salita, da diverse direzioni.
Infine tutti giunsero sulla cima, nello stesso luogo e tutti dissero – ma come siamo stupidi.
Il sole è qui per tutti, esso non sceglie – esso è un vero dono.

02.06.2011 Poetyca

In search of the sun

Some men were seeking a way to reach the top of a mountain, they knew that arrived on the summit would see the sun very closely.
So they decided where to begin the journey.
One said – I’m going north – definitely my way is the best.
Another man said – oh no! You’re wrong, the best way is to the south, I’ll go that way!
The third man said, you are in error – the true way is east! I’m going to the east.
The fourth man said, friends are all wrong – you do not know what is written in sacred texts? is the sacred way to the west, I climb the mountain from the west. why do not you follow me?
But no one wanted to follow the man that everyone was convinced of their opinion.

The men began their ascent, from different directions.
Finally, all reached the top, in the same place and they all said – but as we are stupid.
The sun is here for everyone, it does not choose – it is a true gift.

02.06.2011 Poetyca