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La parte del leone – Fedro


favolefedro

La parte del leone

La mucca, la capretta e la pecora, tolleranti delle offese, si allearono nei boschi col leone. Avendo essi preso un grosso cervo, dopo aver fatto le parti, il leone prese la parola e disse: – Io mi prendo la prima perché mi chiamo leone; la seconda me la concederete perché sono forte; la terza parte toccherà a me perché valgo di più; quanto alla quarta, guai a chi la tocca! –
Così l’arroganza di uno solo portò via l’intera preda.

Dell’alleanza col potente non ci si può mai fidare.

Fedro

The lion’s share

The cow, goat and sheep, tolerant of offenses, allied themselves with the lion in the woods. Since they took a big deer, after the parties, the lion spoke up and said: – I’ll take the first because my name is lion; the second will grant me because they are strong; the third part will touch me because I am worth more; As to the fourth, woe betide anyone who touches it! –
So the arrogance of one took away the whole prey.

Alliance with the powerful you can not ever trust.

Phaedrus

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L’elefantino Chimbo



 

L’elefantino Chimbo

Il vento racconta sempre tante storie e per chi non riesce a dormire e resta in ascolto,la notte è capace di portarne sempre di nuove,basta restare in silenzio e far riposare i pensieri . C’era una volta nella foresta africana una bella famiglia di elefanti,tutti erano in attesa della nascita di un nuovo elefantino che avrebbe arricchito il “ Grande gruppo”. L’evento era molto atteso e le elefantesse più anziane tenevano d’occhio Aurora la giovane sposina che cominciava ad agitarsi… La luna era piena e giù al fiume le canne erano agitate dal vento… Aurora sentì essere giunto il momento di allontanarsi per il grande evento lentamente si spostò dove sapeva esserci uno spiazzo e vicino un cespuglio che l’avrebbe protetta da occhi indiscreti. Dopo qualche attimo di smarrimento per la visuale poco nitida e per la trepidazione per quanto stesse per accadere,l’elefantessa sentì l’istinto che la guidava… Dopo un po’ di tempo vide nell’erba un esserino tenero che coccolò amorevolmente,ecco ora poteva fare la conoscenza del suo piccolo e volle chiamarlo Chimbo. L’elefantino era vivace e amava scoprire tutte le cose che il mondo conteneva : odori,suoni e sapori,non era una cosa di tutti i giorni avere un mondo da assaggiare e una mamma così premurosa! Ritornata al gruppo con quel nuovo componente venne festeggiata ed accolta da tutti con gioia,il suo piccolo era proprio carino. La mamma era paziente ed ogni mattina lo portava al fiume per fare il bagno e gli insegnava i luoghi dove avrebbe trovato l’erba migliore. Il piccolo Chimbo era davvero felice,non conosceva il pericolo e nessuno gli avrebbe mai fatto del male con la presenza della sua adorata mamma. Un giorno dal cielo scese uno strano animale che nella sua pancia trasportava degli umani,scesero dei cacciatori in cerca di nuove prede da vendere ai circhi più importanti d’Europa. Era un gruppo,tra i vari cacciatori il più temuto ed abile Albert ,era quello che sapeva fare il suo mestiere con destrezza,tutti sapevano che la cicatrice che aveva nel braccio era per la lotta che ebbe con un feroce leone,lui non temeva nulla e conosceva il territorio come nessuno. La notte dell’arrivo fu subito impiegata per mettere delle reti molto robuste e il fatto che la luna mandasse poca luce a causa delle nubi era per lui un’occasione da non far fuggire. Si nascose nei pressi del fiume che sapeva essere territorio di abbeverata per gli elefanti con la speranza di trovarne uno abbastanza giovane in modo da essere addestrato in un Circo. Alle prime luci dell’alba l’elefantino assetato si sveglio e si allontanò per andare a bere al fiume,non volle svegliare la madre che era molto stanca. Appena si avvicino alla riva senti un odore sconosciuto ma non ci fece caso e ZAC! fu prigioniero della rete,il cacciatore soddisfatto per la sua preda,prima che l’elefantino potesse emettere un suono lo narcotizzò e lo mise in una grande cassa dotata di ruote agganciata alla sua jeep. Il piccolo era confuso,non comprendeva nulla e sapeva solo che si sentiva molto pesante. Dopo ore di sonno si risvegliò in un luogo rumoroso e buio con la strana sensazione di rollare,era infatti nel bagagliaio di un aereo,cominciò a pensare alla sua mamma,alla foresta e al suo fiume,gli amici che forse non avrebbe più rivisto…Si mise a piangere e una brutta voce rispose “ Ti sei svegliato finalmente? Tu ed io dovremmo fare un lungo viaggio insieme e poi…Sarai importante sai? Sarai capace di lavorare in un bellissimo Circo! Era il domatore del Circo Betrix che era andato a prenderlo,era un omone grosso,grosso con uno sguardo che metteva paura,per lui,domatore di leoni ed elefanti era importante dover essere imponente e farsi rispettare soprattutto dalle belve. L’ elefantino lo temeva,aveva una voglia matta di andare dalla sua mamma,ma dov’era? Il piccolo si mise a piangere…Sentì una vocettina che gli disse : “ Non piangere piccino,vedrai che non è poi così brutto il Circo,sai,ci sono tanti bambini che ci vengono a vedere e ci regalano mille sorrisi !” Era Coco la scimmietta del domatore,com’era piccola e buffa con quel vestitino rosso con bottoni dorati,addirittura aveva un cappellino! Chimbo la guardò e sorrise ,si,era proprio carina,le ricordava Dolly e Molly le sue amiche della foresta. Così ,da questo primo incontro Coco e Chimbo rimasero sempre insieme,l’elefantino imparò molti esercizi ed era bravo,non poteva però cancellare dal cuore la foresta e la sua mamma. Un giorno la piccola Coco rimase chiusa in una scatola,conteneva dei vestiti colorati da pagliaccio e lei non riuscì a trattenere la sua curiosità ,la serratura scattò ma essendo difettosa la rese prigioniera. Non riusciva a respirare,era buio ed aveva paura,cominciò allora a piangere e ad agitarsi. Per fortuna Chimbo la sentì poiché era vicino al tendone dove stava provando i suoi esercizi,subito corse e con la proboscide aprì la scatola e la trasse in salvo. Coco fu felice per la dimostrazione d’amicizia e chiese cosa desiderasse tanto e se lei potesse aiutarlo per ricambiare l’atto d’amicizia. Chimbo divenne triste,voleva tornare nella sua foresta,era felice di fare gli esercizi per i sorrisi dei bambini ma lui non poteva dimenticare la foresta e la sua mamma,voleva che Coco prendesse la chiave della sua gabbia dalla roulotte del domatore per poter tornare a casa. Quella notte Coco con le chiavi sottratte al domatore aprì la gabbia del suo amico che lo salutò con le lacrime agli occhi riconoscente per la conquistata libertà e per doversi separare,le chiese se volesse andare con lui ma la scimmietta rifiutò dicendo di non aver mai visto una foresta e di essere nata nel Circo e non avrebbe mai lasciato il sorriso dei bambini che amava. Chimbo sparì nel buio della notte,non sapeva dove andare,era stanco e infreddolito,troppi rumori minacciosi,aveva fame e voleva sempre di più la presenza della sua mamma. Finì distrutto in un parco e si addormentò. Al mattino presto Angelo e suo padre insieme al cane Ringo erano andati a fare la passeggiata del mattino. Quando Angelo lo vide credette di sognare,com’era possibile che ci fosse un elefante nel parco? Lo portarono nel giardino di casa e poi in garage stando attenti a non farsi scoprire,il padre di Angelo amava la natura e gli animali e conosceva molti zoofili così organizzò un viaggio e dopo pochi giorni il piccolo Chimbo vide dal finestrino dell’aereo la sua amata foresta e il fiume degli elefanti. Quando lo fecero scendere si voltò per salutare il bambino con uno dei suoi esercizi più belli e il bambino dopo averlo abbracciato gli regalo un sorriso,per Chimbo fu il più prezioso che conserva ancora nel cuore. Il vento ha portato questa storia raccolta in uno dei suoi lunghi viaggi e altre ne raccoglie se in silenzio lo sai ascoltare.

®Poetyca

 

The baby elephant Chimbo
The wind always tells many stories and for those who can not sleep and listens, the night is always able to bring new, just remain silent and let rest thoughts. Once upon a time in a beautiful African forest elephant family, everyone was awaiting the birth of a new baby elephant that would have enriched the “Large Group”. The event was highly anticipated and older female elephants were watching the Aurora young bride who was beginning to stir … The moon was full and down the river reeds were shaken by the wind … Aurora felt to be high time to get away for the big event slowly moved where he knew a clearing near a bush and that would protect her from prying eyes. After a few moments of bewilderment for the view blurry and trepidation for what was about to happen, the elephant felt the instinct that drove … After a bit ‘of time saw a creature in the grass tender that lovingly petted, here now could make the acquaintance of his little and wanted to call Chimbo. The elephant was lively and loved discover all the things that the world contained: smells, sounds and tastes, was not a thing of every day have a world to taste and a mother so thoughtful! Returned to the group with the new component was celebrated and welcomed by all with joy, his little was really nice. Mom was patient and every morning took him to the river to bathe and taught him the places where he would find the best grass. The small Chimbo was really happy, did not know the danger and no one would ever hurt by the presence of his beloved mother. One day the sky fell a strange animal in his belly carrying humans, they went down the hunters in search of new prey to sell to circuses most important in Europe. It was a group, among other hunters the most feared and skilled Albert, was the one who knew how to do his job with skill, everyone knew that the scar that he was in the arm for the fight he had with a ferocious lion, he was not afraid of anything and knew the territory as anyone. The night arrival was immediately used to put the networks very robust and the fact that the moon would send little light because of clouds was for him an opportunity not to flee. He hid near the river he knew to be the territory of watering for elephants in the hope of finding one young enough to be trained in a Circus. At first light the thirsty elephant is awake and moved away to go to the river to drink, he would not wake up the mother who was very tired. As soon as you get close to the shore you feel a strange smell but took no notice and ZAC! was a prisoner of the network, the hunter satisfied for its prey, before the elephant could make a sound narcotizzò him and put him in a large chest with wheels attached to his jeep. The child was confused, did not understand anything and only knew that he felt very heavy. After hours of sleep he woke up in a dark and noisy place with the strange sensation of rolling, it was in the trunk of a plane, began to think of his mother, to the forest and its river, the friends that he might not see again … began to weep and a bad voice replied “You woke up finally? You and I should make a long journey together and then … You will be important to know? You will be able to work in a beautiful Circus! It was tamer Circus Betrix who had gone to pick him up, he was a big man, big with a look that was frightening for him, tamer of lions and elephants have to be impressive, and it was important to be respected especially by wild beasts. L ‘elephant feared him, he had a strong desire to go to her mother, but where was it? The small began to cry … She heard a little voice that said, “Do not cry baby, you’ll see that it’s not that bad the Circus, you know, there are many children who come to see us and give us a thousand smiles!” It was the Coco monkey’s tamer, it was small and funny with that little red dress with gold buttons, even had a hat! Chimbo looked at her and smiled, it was really pretty, reminded Dolly Molly and her friends of the forest. So, from this first meeting and Coco Chimbo were always together, the elephant learned many years and it was good, but could not clear the forest from the heart and her mom. One day the little Coco remained closed in a box, contained clothes colored clown and she could not hold back her curiosity, the lock clicked but being defective made her prisoner. He could not breathe, it was dark and he was afraid, then began to cry and fidget. Fortunately Chimbo heard her because it was near the tent where he was rehearsing his exercises, and immediately ran with the trunk opened the box and pulled to safety. Coco was happy for the demonstration of friendship and asked what he wanted so much and if she could help him to reciprocate the act of friendship. Chimbo became sad, he wanted to return to his forest, he was happy to do the exercises for the smiles of the children, but he could not forget the forest and his mother, who wanted Coco took the key to his cage by caravans of tamer to return to home. That night Coco with the keys removed from tamer opened the cage of his friend who greeted him with tears in her eyes grateful for the conquered freedom and for parting, he asked if she wanted to go with him but the monkey refused, saying that he had never seen a forest and being born in Circus and would never let the smile of the children he loved. Chimbo disappeared into the darkness of the night, he did not know where to go, he was tired and cold, too many noises threatening, he was hungry and wanted more and more the presence of his mother. Was destroyed in a park and fell asleep. Early in the morning Angelo and his father together with the dog Ringo had gone to do the walk in the morning. When Angelo saw it believed to dream, as it was possible that there was an elephant in the park? They took him in the garden of the house and then in the garage being careful not to be discovered, the father of Angelo loved nature and animals and knew so many animal lovers organized a trip and after a few days the little Chimbo saw the window of his beloved forest and river of elephants. When they made him get turned to greet the child with one of his most beautiful exercises and the baby after it embraced the gift of a smile, for Chimbo was the more valuable it still keeps the heart. The wind brought this story in a collection of his long journeys and other collects if you know listen in silence.

®Poetyca

Il lupo e l’agnello – Fedro


favolefedro

Il lupo e l’agnello

Un giorno un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si trovarono a bere al medesimo ruscello. Mentre il lupo stava in alto, l’agnello era più in basso. Ed ecco che il brigante, spinto dalla sua insaziabile fame, suscitò un pretesto per litigare.
– Perché – disse il lupo – hai reso torbida l’acqua che sto bevendo? –
L’agnellino, spaventato, replicò: – Come potrei fare ciò di cui ti lamenti, lupo? L’acqua parte da te e poi scende alla mia bocca –
Sconfitto dalla forza della verità il lupo disse: – Hai sparlato di me sei mesi fa –
L’agnello rispose: – Veramente non ero ancora nato –
Ma il lupo urlò di nuovo: – Allora fu tuo padre a parlar male di me – E lanciandosi sul povero agnellino lo sbranò, dandogli ingiusta morte.

Questa favola è stata scritta per gli uomini che opprimono gli innocenti con falsi pretesti.

Fedro

The wolf and the lamb

One day a wolf and a lamb, driven by thirst, they found drinking at the same stream. While the wolf was high, the lamb was lower. And then the robber, driven by his insatiable hunger, caused a pretext for arguing.
– Why – he said the wolf – have made murky water I’m drinking? –
The lamb, trembled, and answered: – How could I do that of which you complain, wolf? The water part of you and then down to my mouth –
Defeated by the force of the truth the wolf said: – You have spoken ill of me six months ago –
The lamb replied: – Actually I was not yet born –
But the wolf shouted again: – So was your father to speak ill of me – and throwing it on the poor lamb Sbrano, giving unjust death.

This story was written by men who oppress the innocent with false pretenses.

Phaedrus

Cigno nero


Cigno nero
Girasole era stanca di volare,lei, giovane cigno nero, era sempre stata considerata diversa dagli altri cigni: bianchi, fieri, altezzosi e incapaci di credere alla possibilità di conoscere verità superiori. Si era trovata quasi per caso in quello stagno e il ricordo più lontano risaliva a quando piccolissima e debole era riuscita a nascondersi tra le fronde di un cespuglio,lontano dai pericoli ed una superba mamma di altri piccoli cigni come lei, le indicò lo stagno come luogo tranquillo. Condivideva con tutti gli altri l’ora del bagno e il cibo ed in fondo erano gentili , ma era evidente che lei, cigno nero dovesse avere una diversa provenienza , così come diverso era il mondo che sentiva dentro. Non era per quello stagno, quel limite nel quale gli altri , i cigni bianchi, sembrava si sentissero a loro agio. In fondo per loro la vita era tutta racchiusa nelle abitudini: il cibo,il bagno,e la stagione degli amori, anche quest’ultima la rendeva triste, nessun cigno bianco infatti cercava le sue attenzioni. Era in volo dal giorno precedente, sola e senza nessuno che in fondo si preoccupasse della sua assenza, era stato più forte di lei, sentiva infatti che la grande saggia : la nonna di tutti i cigni bianchi che viveva nel parco da anni, si sbagliava quando diceva che loro non erano migratori e che la vita migliore era quella che conducevano nel parco. Girasole lo sentiva dentro che non era così e che se lei era diversa ci sarebbe stata una ragione, intendeva scoprirla piuttosto che fermarsi in quel luogo senza dar vita a quello che sentiva essere vero, i cigni bianchi comunque erano felici con quello che avevano e non cercavano altro, ma non era per lei quel vivere. Ora era stanca e doveva cercare un giaciglio e un pò di cibo prima che giungesse la notte, dall’alto vide un campo e una casa, forse lì poteva riposare, scese e si nascose all’interno di un cespuglio che sembrava adatto al suo riposo. mangiò alcune foglie prima di scivolare in un sonno profondo. Fece un sogno : Un grande cigno nero volava in testa ad uno stormo e l’accoglieva nel gruppo dicendo : “Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…la rotta non è dimenticata e non è mai tardi.” Era un bel sogno, non la faceva sentire sola ma con la sicurezza di trovare altri cigni neri come lei. Al risveglio fu felice ed il pensiero che per la prima volta avesse sognato dei suoi simili la colmò di gioia malgrado la stanchezza e le titubanze per quel suo viaggio, chissà, forse la meta era vicina e comunque qualcosa le faceva comprendere che per lei tutto presto sarebbe cambiato, poteva ora ascoltare l’istinto che si svegliava come un orologio biologico pronto a compiere il proprio dovere,non solo, sentiva infatti che qualcuno l’avrebbe accolta,qualcuno non diverso da lei e quindi capace di comprenderla. Quel sogno le mise una nuova carica. Si guardò intorno e si mise all’ascolto dei suoni dell’ambiente, ad un tratto senti un gracidare sommesso, a poca distanza doveva esserci uno stagno, attraversò la breve distanza a passi misurati ponendo attenzione ad eventuali pericoli, era da tempo abituata a badare a se stessa ma quello era un territorio sconosciuto, la prudenza era necessaria.Lo vide: piccolo e verde con un fare vivace che metteva allegria : ” Ciao, arrivata oggi? Che carina che sei, ma ti sei persa? Non ti sei accorta dei tuoi compagni partiti due giorni fa? Dormivi? A fare tutte quelle domande era Greg : un ranocchio gonfio e verde con due occhietti vispi che fece sorridere Girasole.Lei raccontò di essere lì dalla sera precedente e chiese di che colore fossero i cigni che Greg aveva considerato suoi compagni.” Oh bella! ma come te! Perché di che colore sono i cigni dalle tue parti?” Lei sorrise ancora, era evidente che lui non conoscesse i cigni bianchi, rimase infatti stupito nell’apprenderne l’esistenza , un ranocchio sempre vissuto in quello stagno non poteva immaginare diversi pezzettini di mondo a lui sconosciuti. Dunque altri cigni neri erano in volo , chissà,forse anche loro verso ” casa” come aveva compreso attraverso il suo sogno, ancora più forte sentì l’emozione dominarla insieme alla necessità di ascoltare il cuore che le avrebbe mostrato in che direzione volare. Restò poco presso quello stagno e dopo aver ringraziato ( quel ranocchio era stato molto prezioso) e salutato calorosamente si mise in ascolto del vento e dei fremiti del suo cuore, presto sarebbe tornata a casa. Seguendo il cammino del sole giunse presso la riva di un lago, avrebbe dormito lì , era infatti molto stanca dopo ore d’interminabile volo, si accoccolò tra canne di bambù, mangiò un pò e si addormentò. Era l’alba quando aprì gli occhi, il chiarore l’avvolse ,un nuovo giorno era pronto ad accoglierla con le braccia protese verso di lei, nuotò nel lago a lungo poi…si mise a correre sul pelo d’acqua e finalmente si staccò da esso…Lì in alto uno stormo messo in formazione a ” V ” era pronto per il viaggio, lei si avvicinò ad un giovane cigno che con occhi languidi le disse ” Ti aspettavo, è ora di tornare a casa “. Ecco il suo sogno che si realizzava, sapeva ora che quello in cui aveva creduto era possibile : Davanti allo stormo, a guidarlo per il viaggio riconobbe il grande cigno nero che le sorrise e dentro di sé risuonarono le stesse parole ” Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…La rotta non è dimenticata e non è mai tardi” Ecco ora era pronta per il viaggio, stava tornando a casa, sorrise al giovane cigno e rispose ” Sono pronta”
®Poetyca

Black Swan
Sunflower was tired of flying, her young black swan, had always been considered different from other swans: white, proud, haughty and unable to believe in the possibility of knowing truth superiors. It was found by chance in that pond and the earliest memory dates back to when small and weak she could hide among the branches of a bush, away from the dangers and superb mom of other small swans as she pointed to the pond as quiet place. Shared with all other bath time and the food and in the end they were friendly, but it was obvious that she, black swan should have a different origin, as well as different was the world he felt inside. It was not for that pond, the limit to which the other, the white swans, seemed to feel at ease. Basically for their life was encapsulated in the habits: the food, the bathroom, and the season of love, it also made her sad, no white swan in fact sought his attentions. Was flying from the previous day, alone and with no one at the bottom he cared for his absence, he was stronger than she, in fact, felt that the great wise: the grandmother of all the white swans that lived in the park for years, he was wrong when he said that they were not migratory, and that life was better that they led in the park. Sunflower he felt inside was not as if she was different and that there would be a reason, intended to discover it rather than stopping in that place without giving life to what he felt to be true, however, the white swans were happy with what they had and not tried another, but that was not for her to live. Now she was tired and had to look for a bed and some food the night before he came, he saw from a field and a house, maybe there could rest, got out and hid in a bush that seemed suitable to his rest . ate some leaves before slipping into a deep sleep. Had a dream: A big black swan flew overhead to a flock and welcomed the group saying, “Listen to the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … the route is not forgotten and is never late. ” It was a beautiful dream, not made her feel alone but with the certainty of finding other swans blacks like her. Upon awakening was happy and thought that for the first time he had dreamed of his fellows filled her with joy despite fatigue and hesitation for his trip, who knows, maybe the goal was near and still something made her realize that for her all soon would change, could now hear the instinct that woke as a biological clock ready to do their duty, not only, in fact, felt that someone would welcome, someone different from you and therefore able to understand it. That dream put a new charge. He looked around and started listening to the sounds of the environment, all of a sudden you hear a faint croak, not far there had to be a pond, crossed the short distance measured with attention to possible dangers, had long been accustomed to look after in itself, but it was unknown territory, prudence was necessaria.Lo saw: small and green with a lively do that put joy: “Hello, arrived today? What you’re cute, but you missed? Have not you noticed the your classmates started two days ago? You were asleep? To do all those questions was Greg: a frog swollen and green with two lively eyes that made him smile Girasole.Lei told to be there the night before and asked what color they were swans that Greg had considered his companions. ” Oh beautiful! but like you! Because of that color are the swans in your part? “She smiled again, it was obvious that he did not know the white swans, was in fact amazed nell’apprenderne existence, a frog always lived in that pond could not imagine different pieces of world unknown to him. So other swans blacks were in the air, who knows, maybe even their “home” as understood through his dream, he felt even stronger emotions dominate and the need to listen to the heart that would have shown that direction to fly. He stayed at the little pond and thanked (the frog had been very valuable) and greeted warmly he listened wind and tremors of his heart, would be home soon. Following the path of the sun arrived at the shore of a lake, he would sleep there, it was in fact very tired after hours of endless flight, snuggled between bamboo poles, ate a little and fell asleep. It was dawn when he opened his eyes, the light enveloped her, a new day was ready to welcome her with his arms outstretched toward her, swam in the lake for a long time … then began to run on the surface of the water and finally broke away from it … There, at the top a flock put in training “V” was ready for the journey, she approached a young swan with languid eyes said “I expected you, it’s time to go home.” Here is his dream come true, now that he knew what he had believed was possible: In front of the flock, to guide him for the trip recognized the big black swan who smiled and within himself echoed the same words “Listen to the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … The route is not forgotten and is never late “Here now was ready for the trip, was returning home, he smiled at the young swan and replied” I’m ready “

 
®Poetyca

I figli discordi – Esopo


favolediesopo

I figli discordi – Esopo

I figli di un contadino non andavano d’accordo, ed egli,
per quanto continuasse ad ammonirli, non riusciva a correggerli.
Pensò allora di ricorrere ad un esempio pratico,
e disse loro di portargli un fascio di verghe.
Unì le verghe in un fascio ben stretto,
le consegnò ai figli e ordinò loro di spezzarle,
ma per quanti sforzi facessero non ci riuscirono.
Allora sciolse il fascio e diede loro le verghe una ad una,
e siccome le rompevano senza difficoltà, soggiunse:
<< Così anche voi, figli miei, se sarete uniti,
non sarete sopraffatti dai nemici,
ma se litigherete, offrirete loro una facile preda. >>
La favola mostra che più grande è la concordia,
maggiore è l’unione e la forza.

The children divided – Aesop

The children of a farmer did not get along, and he,
however he continued to warn, could not correct them.
Then thought to have recourse to a practical example,
and he told them to bring him a bundle of rods.
He joined the rods into a tight beam,
handed to the children and ordered them to break them,
but try as they did they could not.
Then untied the bundle and gave them the rods one by one,
and as the broke without difficulty, he added:
<< So you also, my children, if you will be united,
      you will not be overwhelmed by enemies,
      but if you quarrel, you shall offer them an easy prey. >>
The fable shows that the greater harmony,
greater unity and strength.

Tra il dire ed il fare – Esopo


favolediesopo

Tra il dire ed il fare

Un giorno i topi si riunirono a congresso per escogitare il modo di sfuggire all’orribile gatto
che abitava nel loro stesso appartamento.
Ad un tratto un giovane topolino esclamò: – Vi dirò io che cosa dobbiamo fare…una cosa
semplice: attaccare un campanello alla coda del gatto. Quando si muoverà, il campanello suonerà e
noi sapremo dov’è la bestiaccia. –
I topi si misero a strillare saltellando di gioia finchè un vecchio topone domandò: – E chi andrà
ad attaccare il campanello? –
Tutti tacquero. Nessuno dei topi era disposto a tentare l’impresa.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Esopo

Between saying and doing

One day the mice gathered in Congress to figure out how to escape the horrible cat who lived in their own apartment.
Suddenly a young rat exclaimed: – I’ll tell you what to do … something simple: attach a bell to the cat’s tail. When you move, the bell will ring and we will know where the beast. –
The mice began to shriek with joy hopping until an old rat asked – and who will go to attack the bell? –
All were silent. None of the mice was willing to groped the company.

Between saying and doing is middle of the sea.

Aesop

 

Il soldato a la vestale



Il Soldato e la Vestale.

Era di Vesta il tempio,nella Roma antica, epoca che tutti sanno e conoscono dai libri di Storia. Ma questa storia non ebbe mai gloria né citazione a causa della vergogna e del disonore per aver rotto il patto ed antico giuramento. Lei,di timido candore aveva lo sguardo che lanciava fugace con un sospiro a quell’eroe delle gesta gloriose. Lui, che conosceva sangue e furore e delle battaglie aveva il destino. Fu quando L’imperatore per una sentita minaccia di invasioni straniere dietro suggerimento della moglie devota a Vesta Dea della Purificazione volle la guardia rinforzare. Mai ella conobbe uomo,giovinetta fu condotta presso l’altare,fu iniziata alla modestia e all’elevazione dello Spirito,a Vesta dedicata, lei che in se aveva lo Spirito Puro e la modestia. Quale delicatezza,quale fragilità e quale pudore in quei tratti fini, in quell’incedere silenzioso presso l’altare. Lui che delle battaglie conosceva la polvere e le ferite,che di donne conosceva quelle mercenarie che in se aveva una sicura forza e non conosceva commozione,la vide con il suo sorriso ed il pudore di chi non conobbe mai il mondo e la corruzione di feste e banchetti. Il giuramento lui fece alla legione e l’onore era sacro, la sua vita era di ordini a cui obbedire ciecamente,senza chiedere mai nulla.Lei giovinetta il voto fece e non doveva disobbedire ormai tutta la sua vita a Vesta era dedicata e il Sacro fuoco era la sua ragione di devozione, il suo tempo ed il suo amore erano per quel fuoco La sera quando le ombre di allungavano e la fiamma mandava i suoi suggestivi bagliori, il soldato stanco ed infreddolito desiderava avvicinarsi a quel fuoco per rubare un po’ di calore per le proprie stanche membra. Non poteva,regola voleva che non si avvicinasse mai ad alcuna Vestale, neanche a quella dallo sguardo sì dolce che emanava soave candore. Ma la vestale dal grande Cuore,non poteva restare a vegliare il fuoco sapendo il soldato infreddolito. Solo un muto sguardo per l’invito ad avvicinarsi al fuoco,in fondo che male ci sarebbe stato,nessuna regola infranta se il fuoco poteva servire a scaldare il soldato, la Dea ne sarebbe stata felice, un soldato romano avrebbe avuto un po’ di conforto, in fondo difendeva le sue ancelle. Con modi un po’ bruschi da guerriero fiero il soldato si avvicinò,non voleva mostrare la debolezza delle sue membra ma il freddo di quelle notti non era un piacere,meglio una battaglia con coraggio che ore fermo presso un tempio. Anche se la visione di quella fanciulla aveva da giorni corroso qualcosa. Cosa era accaduto a lui così insensibile ormai a tutto?,lui si poneva mille ragioni e da soldato preparava strategie,alla vita era pronto. Questo era quel che aveva creduto. Solo da qualche giorno sostava per le guardie davanti al tempio e già si sentiva sconvolgere dentro alla vista della fanciulla. Si sentiva ardere un fuoco del tutto simile a quel Sacro fuoco che la fanciulla doveva vegliare. Ella vedendolo la sera si abbandonava a pensieri,ad emozioni che mai aveva provati e di cui non conosceva il nome, ma che le accadeva?Mai vista la forza ed i muscoli in quel luogo, mai visto quel rigore,si era luogo Sacro ma con le altre fanciulle si cantava e la vita era soave. Sguardo fiero aveva quell’uomo e nelle battaglie chissà quante cose aveva veduto,ma la tenerezza,quella non l’aveva mai conosciuta. La ragazza quante volte si sentiva prendere da paure,da incertezze ed anche se serena desiderava sicurezza. Fu quello sguardo fugace ad avvicinare i due mondi,a dargli legame. Occhi che parlavano,si cercavano anche se proibito. Quante cose in quello sguardo desiderio di proteggere la Donna e ricerca di quelle braccia per farsi cullare. Ma una promessa,un pegno, un giuramento,un voto. Non poter parlare,non poter osare tanto. Se fossero stati scoperti così vicini era la morte,la persecuzione,il disonore. Che fare?no povera fanciulla,il soldato non voleva violare quel tenero fiore,quella purezza. Timida lei non poteva chieder nulla,che solitudine tra quelle mura,neanche il calore del fuoco poteva riscaldarla dal suo freddo interiore. Da lì a poche ore lui sarebbe andato a dormire e lei doveva restare ancora presso il Sacro fuoco. Come la notte precedente lei ne avrebbe sentito il vuoto,avrebbe ricordato i fugaci sorrisi…. Lui lungo il tragitto per raggiungere la residenza dei soldati avrebbe ripensato a come lei fosse bella,delicata,che pensieri indegni gli giungevano, si doveva trattenere,era la fanciulla una vestale e non una donna di facili costumi. Da lì a poco sarebbe finito il turno e sarebbe stato sostituito,che tristezza presagiva. Ancora un po’ vicino al fuoco, a quell’ora nessuno se ne sarebbe accorto. Se solo potesse stringerle le mani,null’altro! Come ad intuire il pensiero del soldato,con molta indecisione la fanciulla si avvicinò a lui, con lo sguardo basso e pieno di vergogna,un passo ancora,sarebbe stata vicinissima … D’improvviso un grido si levò nella notte,non era neppure soffocato,forse sarebbe stato meglio! Vergogna,disonore,scandalo,non si capì bene il motivo del grido,in realtà nulla era ancora accaduto, la fantasia a volte precede i fatti. Forse se la fanciulla avesse solo leggermente allungato una mano poi i desideri che ardevano avrebbero fatto il loro corso o il soldato avrebbe retto il giuramento a Roma ma contro se stesso ed il suo volere. La legge era chiara al riguardo e questa volta la legge era Divina per Vesta e terrena per il soldato. Condannati!!Torture,supplizi, che cosa li attendeva? Quel grido era una condanna,un’accusa più forte della coscienza. Non doveva perdurare,si doveva far tacere… Fu un attimo ,uno scatto,fu zittito dal pugnale del soldato quel grido,era di un’altra vestale,tutti sarebbero accorsi per qualcosa di non compiuto,non ancora aveva sfiorato quella mano. Sangue,l’urlo della ragazza,paura. Basta,una sola cosa ora, fuggire nella notte, nascondersi,cercare riparo. Prese per mano la ragazza intontita e confusa e con lei fuggì nella notte. Nessuno ne seppe nulla,non se ne volle parlare e non entrò mai nella Storia.

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The Soldier and the Vestal.

It was the temple of Vesta in ancient Rome, an era that everyone knows and they know from history books. But this story never had glory, nor quote because of the shame and disgrace for having broken the covenant and ancient oath. She had the look of shy innocence that he threw a fleeting sigh that hero of the glorious deeds. He, who knew blood and fury and the fate of battles had. It was when the emperor felt a threat of foreign invasion at the suggestion of a devoted wife Vesta Goddess of Purification wanted to strengthen the guard. She never knew a man, a girl was brought to the altar, was begun at the modesty and the elevation of the Spirit, dedicated to Vesta, that if she had the Spirit Pure and modesty. As gently as fragility and modesty in those traits for which, in quell’incedere silent at the altar. He knew that the dust of battles and wounds, that the women knew that if she had a mercenary force and did not know certain emotion, saw her with her smile and the decency of those who never knew the world and the corruption of parties and banquets. The oath he made to the legion and the honor was sacred, his life was to obey orders blindly, without asking nulla.Lei girl ever did and the vote was not to disobey now his whole life was dedicated to Vesta and the Sacred fire was the devotion of his reason, his time and his love for that fire was the evening when the shadows lengthened and the flame sent its rays striking the soldier tired and wanted to go near that cold fire to steal a little ‘ Heat to their tired limbs. He could not, would not rule it never approached any Vestal, even to that which emanated from the look so sweet sweet innocence. But the great heart from Vestal, could not stay to watch the fire knowing the soldier shivering. Only a dumb look for the invitation to approach the fire, after all what harm there would be no rule broken if the fire could be used to heat the soldier, the Goddess would have been happy, a Roman soldier would have had a bit ‘of comfort, after defending her maids. With a little ways’ sudden fierce warrior from the soldier came up, did not want to show the weakness of his limbs but the cold of those nights was not a pleasure, rather a battle with courage what time it stopped at a shrine. Although the vision of that girl had eaten anything for days. What had happened to him so numb to everything now?, He placed a thousand reasons and a soldier preparing strategies, life was ready. This was what he had believed. Only a few days for the guards stood in front of the temple and he was already upset at the sight of the girl inside. He felt a fire burning very similar to that sacred fire which the girl had to watch. She saw him the night he gave himself up to thoughts, emotions that had never tested and not know the name, but that happened? Never seen the strength and the muscles in that place, never seen that penalty, but it was the Sacred Shrine the other girls are singing and life was sweet. A proud man and he battles a lot of things he had seen, but the tenderness, that he had never known. She felt many times as you take from fears, uncertainties, and although serene wanted security. It was that fleeting glimpse to bring the two worlds, to give bond. Eyes that speak, even if you were trying prohibited. How many things in that glance desire to protect the woman and search for those arms to be rocked. But a promise, a pledge, an oath, a vow. Not to mention, they can not dare so much. If they were found so close was death, persecution, reproach. What to do? No poor girl, the soldier did not want to violate that tender flower, that purity. Shy she could not ask anything, that alone within these walls, even the heat of the fire could heat it from its cold interior. From there a few hours he would go to sleep and she still had to remain at the Sacred Fire. Like the night before she would have felt the void, he would remember the fleeting smiles …. Him along the journey to the residence of the soldiers would have thought about how she was beautiful, delicate, unworthy thoughts that came to him, you had to hold back, the girl was a vestal virgin and not a woman of easy virtue. After a while it would end the round and would be replaced, how sad presaging. Just a little ‘by the fire, at that time no one would notice. If only he could shake hands, nothing else! How to grasp the mind of the soldier, with much hesitation the girl approached him, looking down and full of shame, a step further, it would have been very close … Suddenly a cry arose in the night, was not even suffocated, might have been better! Shame, shame, scandal, not well understood why the cry, in fact nothing had happened yet, fantasy sometimes precedes the facts. Maybe if the girl had only slightly elongated one hand and then i want that burned would run their course, or the soldier would hold the swearing in Rome but against himself and his will. The law was clear about it and this time the law was divine and the earthly to Vesta for the soldier. Doomed! Torture, torture, what awaited them? That cry was a conviction, a charge stronger than conscience. It was not to last, you had to keep quiet … It was a moment, one shot, was silenced by the dagger of the soldier that cry, was another Vestal, everyone would be noticed for something unfinished, had not yet touched that hand. Blood, the cries of the girl, afraid. Just, one thing now, fleeing into the night, hide, seek shelter. He took the girl by the hand numb and confused, and she fled into the night. No one knew nothing, he wanted to talk and never entered into history.

© Poetyca