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Namastè


🌸Namastè 🌸

Namasté: letteralmente significa “mi inchino a te” e deriva dal sanscrito. Si compone di due parole, ovvero namas (che significa inchinarsi o salutare con reverenza) e te (a te).

Si tratta, quindi, di un saluto che può essere utilizzato sia quando ci si incontra sia quando ci si lascia.

Questo modo di salutare, inoltre, si caratterizza anche per il rituale che lo accompagna: alla parola Namasté, infatti, è spesso associato il gesto di congiungere le mani. Le mani si uniscono mediante i loro palmi, le dita sono rivolte verso l’alto e si posizionano all’altezza del petto.

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In alternativa c’è anche chi nel congiungere le mani ferma queste ultime in prossimità del mento o della fronte: ad ogni modo all’azione di unione segue un leggero inchino del capo verso la persona che si ha di fronte.

Dietro la parola Namasté, però, si nasconde anche una valenza spirituale: proprio per questo spesso alla traduzione letterale si preferisce una versione più completa ovvero le qualità divine che sono in me si inchinano alle qualità divine che sono in te .

Corpo e mente si uniscono richiamando l’attenzione su quello che viene riconosciuto come proprio potenziale divino: questo avviene non solo per se stessi ma anche per l’altro che si ha davanti. Ovvero si riconosce in lui la stessa potenza ponendo l’attenzione sulla sacralità di chi porge e riceve il saluto.

Namasté nella cultura indiana rappresenta un gesto simbolico che ritroviamo anche nella pratica dello yoga, in modo particolare in quella che è una delle posizioni fondamentali. Si tratta dell’āsana Pranamasana chiamata anche posizione della preghiera o posizione del saluto.

Namasté, infatti, è un saluto originario proprio della zona di India e Nepal e le sue origini si sono presto espanse arrivando a toccare molte regioni dell’Asia e dell’Australia meridionale.

Il fatto che sia arrivato anche nella nostra società occidentale è dovuto principalmente alla diffusione dello Yoga e delle pratiche olistiche, momenti singolari e significativi in cui il momento del saluto riveste un ruolo fondamentale.

Quanto alla quotidianità il saluto Namastè è spesso utilizzato da coloro che hanno sposato filosofie di vita orientali, almeno in Occidente, mentre nelle regioni in cui si parla l’hindi è molto diffuso come saluto abituale.

Infine è bene sapere che in alcune zone dell’India Namasté viene usato solo per salutare gli induisti, mentre per salutare i musulmani ad esempio si utilizzano formule diverse.

https://www.google.com/amp/s/www.sololibri.net/%3fpage=amp&id_article=149528

🌸Namastè 🌸

Namaste: literally means “I bow to you” and derives from Sanskrit. It consists of two words, Namas (meaning to bow or greet with reverence) and you (to you).

It is, therefore, a greeting that can be used both when you meet and when you leave.

Moreover, this way of greeting is also characterized by the ritual that accompanies it: the word Namasté, in fact, is often associated with the gesture of joining hands. The hands are joined by their palms, the fingers are pointing upwards and positioned at chest level.

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Alternatively, there are also those who join the hands of the latter in the possession of the chin or the forehead: in any case the action of union follows a slight bow of the head towards the person in front of him.

Behind the word Namasté, however, there is also a spiritual value: precisely for this reason a more complete version is preferred to the literal translation, ie the divine qualities that are in me bow to the divine qualities that are in you.

Body and mind come together calling attention to what is recognized as their own divine potential: this happens not only for oneself but also for the other that is before. In other words, the same power is recognized in him, placing the attention on the sacredness of the one who gives and receives the greeting.

Namaste in Indian culture represents a symbolic gesture that we also find in the practice of yoga, particularly in what is one of the fundamental positions. This is the Pranamasana asana also called the position of the prayer or position of the greeting.

Namaste, in fact, is a greeting originally from the area of India and Nepal and its origins soon spread to touch many regions of Asia and southern Australia.

The fact that he has also arrived in our Western society is mainly due to the spread of Yoga and holistic practices, singular and meaningful moments whose salutation has a fundamental role.

As for everyday life, the Namaste ‘greeting is often used by those who have embraced oriental philosophies of life, at least in the West, while in the regions where Hindi is spoken, it is widespread as a usual greeting.

Finally, it is good to know that in some areas of India Namasté is used only to greet the Hindus, while to greet Muslims for example using different formulas.

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1 Maggio Festa del Lavoro


Festa dei Lavoratori 2015
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1 maggio 2015 

La festa del lavoro, o dei lavoratori, è celebrata il primo maggio non solo in Italia ma in moltissimi paesi del mondo. La festa del lavoro cade in questo giorno soprattutto per via di quello che accadde nel 1886 negli Stati Uniti in questo periodo dell’anno (una festa del lavoro era stata già celebrata negli anni precedenti a settembre): la polizia sparò sui lavoratori in sciopero a Chicago e uccise due persone. I lavoratori scioperavano per il mancato rispetto della legge che istituiva il tetto delle otto ore lavorative al giorno. Nei giorni successivi ulteriori manifestazioni furono represse dalla polizia e culminarono nella manifestazione di Haymarket, la piazza del mercato delle macchine agricole, durante la quale morirono altre persone – manifestanti e agenti – a causa di un attentato esplosivo. I responsabili dell’organizzazione della manifestazione del primo maggio furono arrestati e processati, sette di loro furono condannati a morte – con prove molto traballanti, per non dire inesistenti. Due condanne furono trasformate in ergastoli dal governatore dell’Illinois. Un condannato a morte si uccise in prigione il giorno prima dell’esecuzione. Altri quattro furono uccisi, e secondo le cronache dell’epoca cantarono la Marsigliese prima di morire. Nel 1890 la Seconda internazionale socialista decise di promuovere in tutto il mondo la festa dei lavoratori, il primo maggio.

In Italia la festa dei lavoratori si tiene il primo maggio dal 1891. La festa fu soppressa dal fascismo e fu ripristinata nel 1945.
Il primo maggio del 1947 duemila persone – soprattutto contadini – manifestarono contro il latifondismo a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo. Un attacco armato, deciso dalla mafia con la complicità di chi era interessato a reprimere i tentativi di rivolta dei contadini, portò alla morte di 11 persone e al ferimento di altre 27. Il bandito Salvatore Giuliano fu identificato come il capo degli autori della strage, ma nel tempo si succederanno diverse ipotesi su chi potesse averlo sostenuto e aiutato. Le persone uccise a Portella della Ginestra si chiamavano Margherita Clesceri, Giorgio Cusenza, Giovanni Megna, Francesco Vicari, Vito Allotta, Serafino Lascari, Filippo Di Salvo, Giuseppe Di Maggio, Castrense Intravaia, Giovanni Grifò, Vincenza La Fata. Tre di loro avevano meno di 13 anni.

 

May 1, 2015
Labor Day, or workers, is celebrated on May 1 not only in Italy but in many countries around the world. Labor Day falls on this day mainly because of what happened in 1886 in the United States at this time of year (a celebration of the work had already been celebrated in previous years in September): the police fired on striking workers at Chicago and killed two people. The workers went on strike for non-compliance of the law which established the roof of the eight working hours per day. In the following days further demonstrations were repressed by the police and the event culminated in the Haymarket, the market square of agricultural machinery, during which killed other people – protesters and agents – because of a bomb attack. Those responsible for the organization of the event of May were arrested and put on trial, seven of them were sentenced to death – with evidence very shaky, if not non-existent. Two convictions were transformed into life terms by the governor of Illinois. A condemned man killed himself in prison the day before the execution. Four others were killed, and according to the chronicles of sang the Marseillaise before dying. In 1890 the Second Socialist International decided to promote worldwide Labor Day, May 1.

In Italy Labor Day is held on May 1 since 1891. The party was suppressed by fascism and was restored in 1945.
On May of 1947 two thousand people – mostly farmers – demonstrated against landlordism in Portella della Ginestra, in the province of Palermo. An armed attack, decided by the mafia with the complicity of those who were interested in suppressing attempts peasant uprising led to the death of 11 people and injuring another 27. The bandit Salvatore Giuliano was identified as the leader of the authors of the massacre, but over time it will happen several theories about who might have supported and helped. The people killed in Portella della Ginestra is called Margherita Clesceri, Giorgio Cusenza, John Megna, Francesco Vicari, Vito Allotta, Serafino Lascari, Filippo Di Salvo, Giuseppe Di Maggio, Military Intravaia, John Grifò, Vincenza La Fata. Three of them were less than 13 years.
Labor Day, or workers, is celebrated on May 1 not only in Italy but in many countries around the world. Labor Day falls on this day mainly because of what happened in 1886 in the United States at this time of year (a celebration of the work had already been celebrated in previous years in September): the police fired on striking workers at Chicago and killed two people. The workers went on strike for non-compliance of the law which established the roof of the eight working hours per day. In the following days further demonstrations were repressed by the police and the event culminated in the Haymarket, the market square of agricultural machinery, during which killed other people – protesters and agents – because of a bomb attack. Those responsible for the organization of the event of May were arrested and put on trial, seven of them were sentenced to death – with evidence very shaky, if not non-existent. Two convictions were transformed into life terms by the governor of Illinois. A condemned man killed himself in prison the day before the execution. Four others were killed, and according to the chronicles of sang the Marseillaise before dying. In 1890 the Second Socialist International decided to promote worldwide Labor Day, May 1.

In Italy Labor Day is held on May 1 since 1891. The party was suppressed by fascism and was restored in 1945.
On May of 1947 two thousand people – mostly farmers – demonstrated against landlordism in Portella della Ginestra, in the province of Palermo. An armed attack, decided by the mafia with the complicity of those who were interested in suppressing attempts peasant uprising led to the death of 11 people and injuring another 27. The bandit Salvatore Giuliano was identified as the leader of the authors of the massacre, but over time it will happen several theories about who might have supported and helped. The people killed in Portella della Ginestra is called Margherita Clesceri, Giorgio Cusenza, John Megna, Francesco Vicari, Vito Allotta, Serafino Lascari, Filippo Di Salvo, Giuseppe Di Maggio, Military Intravaia, John Grifò, Vincenza La Fata. Three of them were less than 13 years.

Buona Epifania


Dai doni dei Re Magi a Gesù, proviene la tradizione di portare dolci e giocattoli ai bambini; questa tradizione si incrocia con la leggenda della Befana che racconta come i Re Magi, durante il viaggio verso Betlemme, si fermarono alla casa della vecchietta e la invitarono ad unirsi a loro. La Befana declinò l’invito ma poi decise di seguirli. Non riuscendo a ritrovarli, da allora, lascia a tutti i bambini un dono, sperando che fra quei bambini ci sia Gesù.

 

La Befana, (è un termine che significa Epifania, ovvero manifestazione), e nell’immaginario collettivo rappresentata un mitico personaggio dall’aspetto di una vecchia che porta doni ai bambini buoni nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.
La sue origini si perdono nella notte dei tempi, in quanto discenderebbe da alcune tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, la Befana, si fonderebbe con elementi folcloristici e cristiani.

Infatti, ella porta dei doni in ricordo di quelli che furono offerti al Gesù Bambino da parte dei 3 re magi.

Indossa un gonnellone scuro ed ampio, un bel grembiule con le tasche, uno scialle un po’ liso, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, con tante toppe colorate.

Volando sui tetti, la tanto attesa vecchietta, è a cavallo di una scopa e compie veri prodigi. A volte, lascia carbone (per chi buono non è stato), ma non è cattiva. C’è chi sostiene che è vecchia e brutta perché rappresenta la natura spoglia che poi rinascerà, e chi invece la vede come l’immagine dell’anno ormai consunto che porta il nuovo e svanisce.

Nell’antichità, la 12 esima notte dopo Natale, ossia dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte nonché la rinascita della natura, attraverso una figura pagana di Madre Natura. Così la notte del 6 gennaio, Madre Natura, ormai stanca per aver donato tutte le sue energie durante il corso dell’anno, appariva sotto le vesti di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli al galoppo di una scopa. E Madre Natura era dunque pronta per essere bruciata come un ramo, per rinascere dalle ceneri come giovinetta Natura, e luna nuova.

Prima di perire la vecchina passava a distribuire doni e dolci a tutti, in modo da piantare anche i semi che sarebbero nati durante l’anno successivo.
In molte regioni del nostro Paese, in questo periodo, sono molti i riti purificatori come quelli che si svolgono durante il Carnevale, in cui si scaccia il maligno dai campi con dei pentoloni che fanno chiasso o si accendono imponenti fuochi, e in alcune regioni si costruiscono dei fantocci di paglia a forma di vecchia, che vengono bruciati durante la notte tra il 5 ed il 6 gennaio.

La Befana coincide in molte tradizioni, con la rappresentazione femminile dell’anno passato, ed è pertanto pronta a sacrificarsi per far rinascere quello nuovo con un periodo di prosperità.

Questa festa ha assunto nel tempo, un significato lievemente diverso. Nella cultura italiana la Befana non è tanto vista come la simbolizzazione di un periodo di tempo ormai scaduto, ma come una Nonna buona che premia o punisce i bambini.

I bambini buoni riceveranno infatti tante leccornie nella calza che i genitori o loro avranno appeso al camino o al letto, nonché qualche regalino, ma per quelli cattivi ci sarà solo il carbone, magari di zucchero, che simboleggerà le malefatte dell’anno ormai trascorso. Il potere psicologico della Befana sui bambini è molto forte ed i suoi aspetti pedagogici non sono sicuramente da trascurare.

In alcune regioni, infatti, come ad esempio nel Lazio, la Befana è una figura importante ed intorno a tale festa si svolgono importanti fiere culinarie. Inoltre, rappresenta anche l’ultimo giorno di vera festa, l’ultimo in cui si tengono in casa l’albero di Natale, gli addobbi e il presepe.

In molte regioni d’Italia, c’è l’usanza, tra gli adulti, di scambiarsi dei doni, sebbene modesti rispetto a quelli del 25 dicembre, e a farlo sono anche gli innamorati, che si scambiano una calza ricca di dolciumi e qualche altro pensierino carino.

http://www.tuttoperlei.it/2012/01/06/la-festa-dellepifania-e-il-simbolo-della-befana/

🌸Consigli di lettura – Osho🌸


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“L’amore non é un bisogno, ma un traboccare” L’amore é un lusso. È abbondanza. Significa possedere così tanta vita che non sai più cosa farne, quindi la condividi. Significa avere nel cuore infinite melodie da cantare; che qualcuno ascolti o no é irrilevante. Anche se nessuno ascolta, devi comunque cantare, devi danzare la tua danza.” Nelle profonde e illuminanti pagine di Con te e senza di te Osho riflette sul tema dell’amore. L’amore affrontato in tutti i suoi aspetti spirituali e fisici e in tutte le sue forme dal punto di vista affascinante e rivoluzionario del grande mistico indiano. Una lezione fondamentale di un maestro contemporaneo che ancora una volta illumina e spiazza con la sua inconfondibile alchimia di leggerezza e profondità.