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Il dono



Il dono

Ogni giorno qualcuno ci offre un dono:
Il dono racchiuso nella scatola chiede che sia accolto,
mai che se ne valuti il prezzo. Le scatole sono umili,
all’apparenza tutte uguali, solo il loro contenuto
è quanto ci renda pieni di gioia.
Tutti hanno un dono da offrire,
non importa l’aspetto delle persone
ma conta soltanto con quanto sentimento
porgono il loro dono.

24.01.2012 Poetyca

The gift

Every day someone offers us a gift:
The gift enclosed in the box that asks to be welcomed,
ever that they estimate the price. The boxes are humble,
apparently all the same, only their contents
is what makes us joyful.
Everyone has a gift to offer,
no matter the appearance of persons
but it counts only as feeling
hold out their gift.

24.01.2012 Poetyca

Apprendi le tre difficoltà


Apprendi le tre difficoltà

Nel raggiungimento della consapevolezza ci sono tre difficoltà ed è essenziale che ogni ricercatore le comprenda. Di fatto ciascun essere umano diventa consapevole, ma solo quando l’azione è terminata. Sei andato in collera, hai schiaffeggiato tua moglie o hai tirato un cuscino a tuo marito; più tardi, quando la collera è sbollita, diventi consapevole della tua azione, ma ora è inutile, non puoi fare niente per cancellarla. Oramai è troppo tardi: ciò che hai fatto non puo’ essere disfatto.

Devi ricordare tre cose. la prima: devi diventare consapevole mentre compi l’azione. Questa è la prima difficoltà che incontra chi vuole raggiungere la consapevolezza: diventare consapevole mentre compie l’azione. E’ presente la rabbia, come un fumo interiore. All’inizio vedrai che diventi consapevole solo dopo che la collera sarà sbollita, ne diventerai consapevole solo dopo una quindicina di minuti. Con qualche sforzo ulteriore, diventerai consapevole dopo cinque minuti. Con qualche sforzo ulteriore, diventerai consapevole dopo un minuto soltanto. Con un altro sforzo, diventerai consapevole proprio mentre la collera starà sbollendo. Ancora uno sforzo e diventerai consapevole proprio mentre sei in preda alla collera. In questo consiste il primo passo: essere consapevole mentre si compie l’azione.

Poi viene il secondo passo, ancora piu’ difficile, perché ora ti stai addentando in acque profonde. Il secondo passo, o la seconda difficoltà, è essere consapevole prima di compiere l’azione, quando non hai ancora compiuto l’azione, ma essa è gia’ presente nel tuo pensiero, non l’hai ancora messa in atto, ma è già diventata un pensiero nella tua mente. Il pensiero dell’azione è là, potenzialmente è un seme che puoi trasformare in azione in qualsiasi momento

Questi sono i tre stadi: prima sorge il sentimento, poi arriva il pensiero e poi accade l’azione.
Apprendi le tre difficoltà. Se riuscirai a fare queste tre cose, improvvisamente cadrai nel nucleo piu’ profondo del tuo essere. L’azione è elemento più lontano dal tuo essere, poi viene il pensiero e per ultimo il sentimento. E nascosto proprio dietro il sentimento c’è il tuo essere. Quell’essere è universale. Quell’essere è la meta di tutti i meditatori, la meta di tutti coloro che pregano, puoi chiamarla Dio, atman, Sè o non-Sé, qualsiasi nome tu voglia darle questa rimane la meta del meditatore. Devi comunque attraversare queste tre barriere. Esse sono come tre cerchi concentrici che circondano il centro del tuo essere.

Fonte: Cogli l’attimo, Osho, pp. 129-132

Learn the three difficulties

In reaching awareness, there are three difficulties and it is essential that all researchers understand them. In fact, each human being becomes conscious, but only when the action is completed. You went into a rage, you slapped your wife or you pulled a pillow to your husband, and later, when the anger has subsided, you become aware of your action, but now is useless, can not do anything to delete it. It is now too late: you’ve done can not ‘be undone.

You have to remember three things. first: you must become aware while doing the action. This is the first difficulties faced by those who want to reach awareness to become aware of while performing the action. And ‘this anger, like smoke inside. At the beginning you’ll see that only after becoming aware that anger is subsided, they will become aware only after fifteen minutes. With some extra effort, you will become aware after five minutes. With some extra effort, you will become aware only after a minute. In another effort, you will become aware of the anger will stay just as cool off. One more effort and you will become aware of their own while you are in anger. This is the first step: to be aware when you perform the action.

Then comes the second step, even more ‘difficult, because now you’re biting into deep water. The second step, or the second difficulty is to be aware of before taking the action, where you have not yet taken action, but it is already ‘present in your thinking, you have not yet implemented, but it is already become a thought in your mind. The action is thought there is a seed that can potentially be transformed into action at any time

These are the three stages: first there is the feeling, then comes the thought and then action occurs.
Learn the three difficulties. If you can do these three things suddenly fall into the nucleus more ‘depth of your being. The action element is further away from your being, then comes the last thought and feeling. And hidden behind the feeling your being there. That being is universal. That being is the goal of all meditators, the goal of all those who pray, you can call it God, Atman, the Self or non-self, whatever name you want to give this remains the goal of the meditator. You must still go through these three barriers. They are like three concentric circles surrounding the center of your being.

Source: Seize the day, Osho, pp. 129-132

Immagine riflessa – Haiku


Immagine riflessa – Haiku
Noi siamo Luce
riflessa immagine
di quello che È

09.04.2017 Poetyca

Mirror image – Haiku

We are Light
reflected image
of what is

04/09/2017 Poetyca

Chi siamo?


Riflettendo…

La Riflessione

Nell’Insegnamento buddhista, la legge del karma, dice solo questo:

“Per ogni evento che accade, seguirà un ulteriore evento la cui esistenza è stata causata dal primo.
Il secondo evento sarà salutare o non salutare, a seconda che la sua causa sia stata abile o non abile”.

Un evento abile, non è accompagnato da brama, repulsione o illusione;
un evento non abile, è, invece, accompagnato da una o più di queste tre caratteristiche.

(Gli eventi non sono abili o non abili in se stessi, ma sono chiamati così
in virtù delle formazioni mentali che si manifestano con essi).

Per cui, la legge del karma ci insegna che la responsabilità delle azioni non abili
viene generata da colui che le commette.

Insegnante di Dharma

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La responsabità di un’azione,
che a volte si abatte sugli altri,
non è della persona che vive le sua conseguenza,
ma essa è della persona che ha dato inizio alle sue cause.
Osservare la realtà, comprendere con il retto sforzo
a fonte di quanto accada come causa di sofferenza
è una lezione possibile da imparare,
in ogni azione è possibile avere la visione chiara della sua causa.
Come attraverso uno specchio, possiamo guardare i moti interni
e comprendere che essi si manifestano nella realtà esteriore.
Con la compassione e l’amorevolezza
possiamo essere manifestazione di rette cause per rette azioni.

Poetyca

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L’insegnamento

Chi siamo?

Durante la meditazione possiamo entrare in profondità nella mente,
per investigare cosa e chi veramente siamo.

Chi muore? Poiché ciò che muore, non è ciò che siamo.

Sister Medhanandi

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Attraverso la nostra osservazione
possiamo comprendere
come tutto sia impermanente:
sogetto a svanire, a non restare
non ancorato ad un aspetto inattaccabile
dal tempo, dalle illusioni e dall’attaccamento.

E’ come aprire una mano
ed accorgersi che analizzato
quanto possa perdurare
di quelle immagini mentali
che ci identificano…
presto essa resterà vuota.

Non ha senso pensare di poter possedere
una forma, un’idea stabile e immortale
di qualcosa che muta di continuo.

Se osserviamo noi stessi,
tolto ogni aspetto evanenscente
e non duraturo, cosa resta?

Poetyca

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27.06.2009 Poetyca

testi tratti da

Reflecting …

Reflection

Teaching Buddhist law of karma, says only this:

“For every event that happens, it will follow another event whose existence was caused by the first.
The second event will be healthy or unhealthy, depending on whether its cause was skillful or unskillful. “

A skillful event is not accompanied by craving, aversion or delusion;
an unskillful event is, however, accompanied by one or more of these three characteristics.

(Events are not skillful or not skillful in themselves, but are so called
under the mental formations that come with them).

So, the law of karma teaches that responsibility for actions not disabled
is generated by the one who commits them.

Dharma teacher

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The responsibilities of an action,
Abatte that sometimes the other,
the person who is not alive its consequence,
but it is the person who initiated its causes.
Observing reality, with the right effort to understand
what happens to a source as the cause of suffering
is a lesson can be learned,
in every action you can have a clear vision of its cause.
As through a mirror, we can look at the internal motions
and understand that they are manifested in external reality.
With compassion and kindness
we can be a manifestation of righteous causes for righteous actions.

Poetyca

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The teaching

Who are we?

During meditation we can go deep in the mind,
to investigate what and who we really are.

Who dies? Since that dies, is not what we are.

Sister Medhanandi

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Through our observation
we can understand
that everything is impermanent:
subjects has to vanish, not to be
not anchored to look unassailable
by time, by delusions and attachment.

And ‘how to open a hand
and realize that analyzed
As will persist
mental images of those
that identify us …
soon it will remain empty.

It makes no sense to think we can have
form, stable and eternal idea
something that changes constantly.

If we look at ourselves,
removed every aspect evanenscente
and not long lasting, what remains?

Poetyca

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27.06.2009 Poetyca

texts from


Il Fiore di Bodhidharma

Gang Of Four


[youtube https://youtu.be/rmiwPZczUy8]

I Gang of Four sono un gruppo post punk britannico, formatosi a Leeds nel 1977.

I membri originari erano il cantante Jon King, il chitarrista Andy Gill, il bassista Dave Allen e il batterista Hugo Burnham. In attività dal 1977 al 1984, si sono riformati due volte negli anni novanta con King e Gill. Nel 2004 sono tornati anche Allen e Burnham.

Il gruppo suona punk rock fortemente influenzato da funk e dub reggae, e si dedica a temi incentrati sulle difficoltà della società moderna. Il loro primo disco, Entertainment!, arrivò al numero 490 della lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone. Gli ultimi lavori dei Gang of Four (Songs of the Free ed Hard) li hanno visti più alle prese con sonorità più contemporanee e quasi vicine alla disco music.

https://it.wikipedia.org/wiki/Gang_of_Four_(gruppo_musicale)

Gang of Four are an English post-punk group, formed in 1977 in Leeds.[1] The original members were singer Jon King, guitarist Andy Gill, bass guitarist Dave Allen and drummer Hugo Burnham. There have been many different line-ups including, among other notable musicians, Sara Lee and Gail Ann Dorsey. After a brief lull in the 1980s, different constellations of the band recorded two studio albums in the 1990s. Between 2004 and 2006 the original line-up was reunited; as of 2013, Gill is the sole original member.

The band plays a stripped-down mix of punk rock, funk and dub, with an emphasis on the social and political ills of society. Gang of Four are widely considered one of the leading bands of the late 1970s/early 1980s post-punk movement. Their later albums (Songs of the Free and Hard) found them softening some of their more jarring qualities, and drifting towards dance-punk and disco. Their debut album, Entertainment!, ranked at Number 483 in Rolling Stone’s 500 Greatest Albums of All Time, and is listed by Pitchfork Media as the 8th best album of the 1970s.[3] David Fricke of Rolling Stone described Gang of Four as “probably the best politically motivated band in rock & roll

https://en.wikipedia.org/wiki/Gang_of_Four_(band)

La vera libertà


rosaflor

La vera libertà

La vera libertà è scelta,
non è percorso obbligato ma opportunità.
In noi la capacità di leggere nel profondo,
di applicare la presenza mentale
per cercare le origini della nostra sofferenza.

Non è attraverso la reazione che si trova la libertà, essa fiorisce attraverso l’azione consapevole, dove il nostro disagio possa essere letto e con attenzione si possa trovare la soluzione ad esso.

Il Nobile Ottuplice Sentiero è strumento per essere capaci di risalire la corrente di un fiume, di relazionarsi con la nostra mente
e da essa sciogliere le cause della sofferenza.

Ogni effetto nuovo è fiore che conduce
ad amorevolezza e compassione verso noi stessi e tutti gli esseri senzienti.

La libertà dai condizionamenti esterni, intesi come non consapevolezza e ripetizione di credenze a volte erronee, senza riflettere se effettivamente esse sono capaci di rappresentarci, è un piccolo passo alla scoperta di Sè. L’ascolto di noi stessi, delle emozioni è il tracciato da percorrere.
In forma semplicistica Susanna Tamaro affermerebbe ” Vai dove ti porta il Cuore”, questo non signifca un seguire senza regole l’impulsività a volte distruttiva e cieca, ci sfugge spesso che l’aggressività trova origine dalla paura, dal timore di non essere oggetto d’amore.
La conoscenza dei meccanismi che procurano la sofferenza conduce a svelarne l’origine nella paura, nell’attaccamento, nelle aspettative e nelle illusioni. Quando riconosciamo in noi questi atteggiamenti, perchè siamo stati capaci di osservarci senza farci trascinare, con equidistanza, allora possiamo attraversare il nostro spazio interiore con una consapevolezza nuova che ci permetta di manifestare la nostra vera natura.Sopratutto ci permette di non reagire di fronte a chi tentasse di provocarci perchè ne comprendiamo i meccanismi mentali e proviamo comprensione.
Non è facile camminare nel Mondo del tutto disarmati, trasparenti, senza maschere, ma è una sfida che ci permetta di ascoltare e manifestare il nostro vero Sè.
Quando infatti avremo fatto spazio, con l’ascolto del silenzio, delle piccole manifestazioni, siamo pronti ad essere quel che siamo. Come una freccia scoccata che possa colpire il bersaglio senza esitazione.

Le regole che ci possiamo dare diventano delle naturali inclinazioni che conoscono e manifestano il rispetto di sè e degli altri, non come ” disciplina” ma come evoluzione di queli disagi oramai tramutati in empatia, attenzione amorevole verso tutti gli altri esseri.

Poetyca 25.08.2008

True freedom

True freedom is choice,
path but is not obligated opportunities.
In us the ability to read deeply,
to apply mindfulness
search for the origins of our suffering.

Not by the reaction that is freedom, it blooms through conscious action, where our discomfort can be read and carefully you can find the solution to it.

The Noble Eightfold Path is the instrument to be able to travel upstream in a river, to relate to our mind
and dissolve it causes suffering.

Each flower is a new effect that leads
with kindness and compassion towards ourselves and all sentient beings.

Freedom from external constraints, meaning no repetition of awareness and mistaken beliefs sometimes, without thinking whether they are actually able to represent us, is a small step to self-discovery. Listening to ourselves, emotion is the path ahead.
In simplistic form Susanna Tamaro would say “Go where your heart”, this is not a meaning to our follow no rules impulsiveness sometimes destructive and blind, often escapes us that aggression originates from fear, fear of not being the subject of ‘love.
Knowledge of the mechanisms that bring suffering leads to reveal the origin in fear, in attachment, expectations and illusions. When we recognize these attitudes in us, because we were able to observe without being carried away, equidistant, then we can cross our inner space with a new awareness that allows us to express our true natura.Sopratutto we can not react towho tried to provoke because we understand the mental mechanisms and try to understand.
It is not easy to walk in the World completely disarmed, transparent, without masks, but it is a challenge that allows us to listen and show our true self.
Indeed, when we made room, listening silence, small events, we are ready to be who we are. As an arrow that can hit a target without hesitation.

The rules that we can to become familiar with the natural inclinations and show respect for self and others, not as “discipline” but as an evolution of that unease now turned into empathy, loving attention to all other beings.

Poetyca 25.08.2008