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Curved Air — phantasmagoria — 1972


I Curved Air sono un gruppo pionieristico britannico di rock progressive costituitosi nel 1969.
Il gruppo è stata una evoluzione della band Sisyphus,[3] e il suo nome è stato preso dall’album A Rainbow in Curved Air di Terry Riley. I musicisti provenivano da esperienze artistiche molto diverse, come musica classica, musica folk e musica elettronica, che portarono a una miscela di rock progressive, folk rock e fusion con elementi classici. Assieme a High Tide, It’s a Beautiful Day e East of Eden, i Curved Air sono stati una delle prime rock band ad usare un violino.

La prima formazione era composta da:

Francis Monkman – (tastiere, chitarra)

Darryl Way – (violino elettrico, voce)

Sonja Kristina Linwood – (voce)

Florian Pilkington-Miksa – (batteria)

Rob Martin (basso).

Durante la vita della band vi sono state continue sostituzioni dei membri, il che ha costituito un grosso handicap. Già nel secondo album Ian Eyre (basso) prende il posto di Rob Martin e nel terzo viene a sua volta sostituito da Mike Wedgwood. Dopo la registrazione abbandonano Darryl Way, Francis Monkman e Florian Pilkington-Miksa, lasciando praticamente sola Sonja Kristina che ingaggia il batterista Jim Russell, Kirby Gregory (chitarra) ed Eddie Jobson (sint.) con i quali incide “Air Cut”, ma nel luglio 1973, dopo il disco, la band si scioglie di nuovo. Se ne riparla nell’autunno del 1974, con una riunione dei membri originali per dei concerti nei college inglesi (vedi album “Live”). Il tour non è privo di problemi, a causa di altri impegni di alcuni membri della band, e così, finito questo, altro scioglimento del gruppo. Restano Kristina e Darryl Way che reclutano nuovi musicisti, tra cui Tony Reeves. Kristina, che aveva fatto parte anche del cast inglese di Hair, è stata praticamente l’unico membro dei Curved Air sempre presente.

L’album di debutto del 1970, Airconditioning, raggiunse la posizione numero 8 nella UK Albums Chart[4], restando 21 settimane in classifica, ed è stato uno dei primi picture disc in vinile ad essere pubblicato. Second Album raggiunse la posizione numero 11, mentre il loro terzo album, Phantasmagoria raggiunse la numero 20.

Il singolo di maggior successo della band è stato “Back Street Luv”, che raggiunse la posizione numero 4 nella UK Singles Chart) (12 settimane in classifica).

Dopo il 1972 non ebbero comunque più successi da classifica. Nel 1976 il gruppo si scioglie ufficialmente, dando il concerto di addio il 23 dicembre di quell’anno[7]. Vi furono alcuni tentativi di ricostituirlo, ma fallirono.

Il batterista dell’esibizione del 1971 al Beat Club della TV tedesca, dove hanno eseguito Back Street Luv, è stato il sessionman Barry de Souza (Lou Reed, Jeff Beck, Kate Bush), che è morto recentemente di cancro.

https://it.wikipedia.org/wiki/Curved_Air

Curved Air are a pioneering British progressive rock group formed in 1970 by musicians from mixed artistic backgrounds, including classical, folk, and electronic sound. The resulting sound of the band was a mixture of progressive rock, folk rock, and fusion with classical elements. Along with High Tide and East of Eden, Curved Air were one of the first rock bands after It’s a Beautiful Day and the United States of America to feature a violin. Considered (according to AllMusic) “one of the most dramatically accomplished of all the bands lumped into Britain’s late-’60s prog explosion”, Curved Air released eight studio albums (the first three of which broke the UK Top 20) and had a hit single with “Back Street Luv” (1971) which reached number 4 in the UK Singles Chart.

https://en.wikipedia.org/wiki/Curved_Air

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Derek and the Dominos – Live at the Fillmore


Derek and the Dominos sono stati un supergruppo blues rock formatosi nella primavera del 1970 e di cui facevano parte il chitarrista e cantante Eric Clapton, il tastierista Bobby Whitlock, il batterista James Beck “Jim” Gordon e il bassista Carl Radle. Questi ultimi avevano già suonato con Clapton nei Delaney & Bonnie & Friends.

Il gruppo pubblicò un solo album studio, Layla and Other Assorted Love Songs, caratterizzato da importanti collaborazioni del chitarrista guest Duane Allman[1] degli Allman Brothers Band. L’album arrivò ad essere acclamato dalla critica, ma inizialmente fallì sia nelle vendite sia nell’airplay delle radio.

Nonostante fosse stato pubblicato nel 1970, il singolo Layla (il racconto dell’amore irrequieto tra Clapton e Pattie Boyd, moglie del suo amico George Harrison) entrò nella top ten sia negli Stati Uniti d’America sia nel Regno Unito solo nel marzo del 1972. Nel 2004 è stato inserito al 27º posto nella Lista delle 500 migliori canzoni secondo Rolling Stone. L’album, che ha ricevuto apprezzamenti sia dalla critica sia dal pubblico, è spesso considerato l’apice della carriera di Clapton

https://it.wikipedia.org/wiki/Derek_and_the_Dominos

Derek and the Dominos were a blues rock band formed in the spring of 1970 by guitarist and singer Eric Clapton, keyboardist and singer Bobby Whitlock, bassist Carl Radle and drummer Jim Gordon. All four members had previously played together in Delaney & Bonnie and Friends, during and after Clapton’s brief tenure with Blind Faith. Dave Mason supplied additional lead guitar on early studio sessions and played at their first live gig. Another participant at their first session as a band was George Harrison, the recording for whose album All Things Must Pass marked the formation of Derek and the Dominos.

The band released only one studio album, the Tom Dowd-produced Layla and Other Assorted Love Songs, which also featured notable contributions on slide guitar from Duane Allman. A double album, Layla went on to receive critical acclaim, but initially faltered in sales and in radio airplay. Although released in 1970 it was not until March 1972 that the album’s single “Layla” (a tale of unrequited love inspired by Clapton’s relationship with his friend Harrison’s wife, Pattie Boyd) made the top ten in both the United States and the United Kingdom. The album is often considered to be the defining achievement of Clapton’s career.

https://en.wikipedia.org/wiki/Derek_and_the_Dominos

The Best Of Jeff Buckley


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Jeffrey Scott Buckley (Anaheim, 17 novembre 1966 – Memphis, 29 maggio 1997) è stato un cantautore e chitarrista statunitense.

Figlio del cantautore Tim Buckley, Jeff riscosse in vita la maggior fetta di fama in Francia e Australia e poi, dopo il suo decesso avvenuto per annegamento il 29 maggio 1997, in tutto il mondo, tanto che i suoi lavori rimasero famosi nel tempo e appaiono regolarmente nelle classifiche delle riviste di settore.

https://it.wikipedia.org/wiki/Jeff_Buckley

Jeffrey ScottJeffBuckley (November 17, 1966 – May 29, 1997), raised as Scott “Scottie” Moorhead, was an American singer-songwriter and guitarist. After a decade as a session guitarist in Los Angeles, Buckley amassed a following in the early 1990s by playing cover songs at venues in Manhattan‘s East Village, such as Sin-é, gradually focusing more on his own material. After rebuffing much interest from record labels and his father’s manager Herb Cohen he signed with Columbia, recruited a band, and recorded what would be his only studio album, Grace, in 1994. Rolling Stone considered him one of the greatest singers of all time.

Over the following two years, the band toured widely to promote the album, including concerts in the U.S., Europe, Japan, and Australia. In 1996, they stopped touring and made sporadic attempts to record Buckley’s second album in New York with Tom Verlaine as producer. In 1997, Buckley moved to Memphis, Tennessee, to resume work on the album, to be titled My Sweetheart the Drunk, recording many four-track demos while also playing weekly solo shows at a local venue. On May 29, 1997, while awaiting the arrival of his band from New York, he drowned during a spontaneous evening swim, fully clothed, in the Mississippi River when he was caught in the wake of a passing boat; his body was found on June 4.

Since his death, there have been many posthumous releases of his material, including a collection of four-track demos and studio recordings for his unfinished second album My Sweetheart the Drunk, expansions of Grace, and the Live at Sin-é EP. Chart success also came posthumously: with his famous cover of Leonard Cohen‘s song “Hallelujah” he attained his first No. 1 on Billboards Hot Digital Songs in March 2008 and reached No. 2 in the UK Singles Chart that December. Buckley and his work remain popular and are regularly featured in “greatest” lists in the music press.

https://en.wikipedia.org/wiki/Jeff_Buckley

Cat Stevens Greatest Hits


Yusuf Islam, nato Steven Demetre Georgiou e a lungo conosciuto con il suo nome d’arte Cat Stevens (Londra, 21 luglio 1948), è un cantautore britannico.

Figlio di padre greco-cipriota (Stavros Georgiou) e madre svedese (Ingrid Wickman), cresce a Shaftesbury Avenue, nel quartiere di Soho a Londra, sopra il ristorante di proprietà del padre dove veniva spesso suonata musica popolare greca, dalla quale verrà influenzato.[2] Per un breve periodo della sua infanzia si sposta con la madre a Gävle in Svezia, dove impara i primi rudimenti della pittura dallo zio Hugo. Ciò influenzerà la carriera artistica del futuro Cat Stevens, spesso autore delle copertine dei propri album.

All’inizio della sua carriera musicale, Georgiou adotta il nome “Cat Stevens” dopo che un’amica gli fa notare che i suoi sembrano gli occhi di un gatto. Siamo in pieno periodo Swinging London, e Stevens incarna in pieno lo stereotipo del cantante pop commerciale dell’epoca, un’immagine dalla quale egli si distanzierà notevolmente negli anni a seguire. Dopo i primi due album Matthew and Son e New Masters, che ottengono un tiepido successo soprattutto grazie a qualche singolo come I Love My Dog, Stevens si ammala gravemente di tubercolosi e passa un certo periodo in un sanatorio di Midhurst, nella campagna inglese. Qui comincia a riflettere sul proprio futuro, sulla propria carriera (cambia casa discografica), sul proprio stile di vita, decidendo di operare un drastico cambiamento anche a partire dall’immagine: capelli più lunghi, barba e abiti più informali.

Il periodo lontano dalle scene lascia il segno e nel giro di due anni (1970 e 1971) dà alle stampe Mona Bone Jakon, Tea for the Tillerman e Teaser and the Firecat, che lo faranno diventare famoso in tutto il mondo: Lady D’Arbanville che arriva prima in Francia per quattro settimane, seconda nei Paesi Bassi ed ottava nel Regno Unito, Wild World, Father and Son, Morning Has Broken, Moonshadow, Peace Train tra le più celebri. Da segnalare la presenza tra i musicisti di artisti del calibro di Peter Gabriel (flauto in Katmandu) e Rick Wakeman, all’epoca quasi sconosciuti ai più.

Lo stile musicale che ne esce fuori è quello che contraddistinguerà Cat Stevens per tutta la sua carriera: chitarre acustiche in primo piano, sonorità delicate, richiami alla tradizione greca, testi a metà strada tra la canzone d’amore ed il misticismo, il tutto condito dalla calda vocalità dello stesso Stevens. In questo periodo partecipa alla colonna sonora del film Harold e Maude, con brani già editi e i due inediti Don’t Be Shy e If You Want to Sing Out, Sing Out. Gli album successivi Catch Bull at Four, Foreigner, Buddha and the Chocolate Box e Numbers abbandonano in parte lo stile acustico per soluzioni sperimentali più elettriche.
Yusuf Islam/Cat Stevens (2009)
Decisivo è in tal senso l’ingresso, nel gruppo di musicisti che accompagna Stevens, del tastierista Jean Roussell. Tra i brani di maggior successo di tali album vi sono Sitting, The Hurt e Oh Very Young. Nel frattempo Stevens intraprende una serie di tour intorno al mondo e arriverà a vendere oltre quaranta milioni di dischi. Il suo unico concerto in Italia si tiene a Roma nel 1974. Si trasferisce successivamente in Brasile per motivi di tasse, e comincia ad avvicinarsi a tematiche prettamente religiose. Nel 1976 suo fratello, di ritorno da un viaggio a Gerusalemme, gli regala una copia del Corano: quest’avvenimento segnerà la vita del cantautore.

Nel 1977, dopo aver rischiato di morire annegato a Malibù, secondo un aneddoto da lui stesso citato più volte, Stevens si converte all’Islam adottando il nome Yusuf Islam. Incide ancora Isitzo e Back to Earth dopodiché si ritira completamente dalle scene e diventa un membro eminente della comunità musulmana di Londra, aprendo anche la Islamia Primary School, una scuola nel nord della capitale britannica. Balza agli onori delle cronache nel 1989, quando apparentemente appoggia la fatwa lanciata contro lo scrittore Salman Rushdie per i suoi I versi satanici. In realtà Islam, il quale si trovava al Kingston Polytechnic di Londra per un incontro con gli studenti, si era limitato a spiegare il perché di quella condanna da parte del mondo musulmano, senza mai invocare direttamente alcuna sanzione, precisando successivamente che non avrebbe appoggiato la richiesta dell’ayatollah Khomeini in quanto lesiva della legislazione britannica. Questa controversia comunque gli avrebbe causato l’ostracismo di gran parte del mondo musicale per lungo tempo.

Nel 2004 Islam è di nuovo nell’occhio del ciclone quando gli viene negato l’ingresso negli USA perché il suo nome è nella lista degli indesiderati dopo gli eventi dell’11 settembre 2001. Il cantautore si trovava su un volo Londra-Washington, quando all’improvviso l’aeroplano viene dirottato in un altro aeroporto e Islam viene trattenuto e fatto tornare in patria. Il caso fa mobilitare anche l’allora Ministro degli Esteri britannico Jack Straw in difesa del cantante. Yusuf Islam vive tuttora a Londra con sua moglie e i suoi cinque figli. Ha fondato associazioni benefiche come Muslim Aid e Small Kindness per assistere le vittime della carestia in Africa. Inoltre, il cantante ha donato parte delle royalties del suo Box Set americano del 2001 al fondo per le vittime degli attentati dell’11 settembre 2001.

Tornato a calcare le scene, collaborando di nuovo con Peter Gabriel in occasione di un concerto in onore di Nelson Mandela a Johannesburg nel 2013, duettando con Ronan Keating il brano Father and Son, nel 2006 ha pubblicato l’album An Other Cup. Nel 2007 pubblica un DVD live, Yusuf’s Cafè Session, registrato durante un concerto tenuto al Porchester Hall di Londra, mentre nel 2009 esce il suo album Roadsinger, per il quale nel 2011 si è esibito in un tour europeo. Nel 2012 ha scritto, sceneggiato e prodotto un suo musical, denominato Moonshadow, in world premiere a Melbourne, con 58 appuntamenti in Australia: il tour europeo è ancora da definire. Nel 2014 partecipa come ospite alla serata iniziale del Festival di Sanremo dove propone Peace Train, Maybe There´s a World (con citazione di All You Need Is Love dei Beatles) e Father and Son e annuncia il suo prossimo album, in fase di ultimazione. Nel 2014 esce il suo ultimo album Tell ‘Em I’m Gone, metà cover e metà scritte da lui, accompagnato dal nuovo tour Peace train… late again tour con un’unica data italiana al Forum di Assago.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cat_Stevens

Cat Stevens

Yusuf Islam (born Steven Demetre Georgiou, 21 July 1948), commonly known by his former stage name Cat Stevens, is a British singer-songwriter, multi-instrumentalist, humanitarian, and education philanthropist. His 1967 debut album reached the top 10 in the UK, and the album’s title song “Matthew and Son” charted at number 2 on the UK Singles Chart. His albums Tea for the Tillerman (1970) and Teaser and the Firecat (1971) were both certified triple platinum in the US by the RIAA.

His 1972 album Catch Bull at Four spent three weeks at number one on the Billboard 200, and fifteen weeks at number one in the Australian ARIA Charts. He earned two ASCAP songwriting awards in 2005 and 2006 for “The First Cut Is the Deepest”, and the song has been a hit for four different artists. His other hit songs include “Father and Son”, “Wild World”, “Peace Train”, “Moonshadow”, and “Morning Has Broken”. In 2007 he received the British Academy’s Ivor Novello Award for Outstanding Song Collection.

In December 1977, Stevens converted to Islam[10] and adopted the name Yusuf Islam the following year. In 1979, he auctioned all his guitars for charity[11] and left his music career to devote himself to educational and philanthropic causes in the Muslim community. He was embroiled in a long-running controversy regarding comments he made in 1989 about the death fatwa on author Salman Rushdie. He has received two honorary doctorates and awards for promoting peace from two organisations founded by Mikhail Gorbachev.

In 2006, he returned to pop music – releasing his first album of new pop songs in 28 years, titled An Other Cup. With that release and for subsequent ones, he dropped the surname “Islam” from the album cover art – using the stage name “Yusuf” as a mononym. In 2009, he released the album Roadsinger, and in 2014, he released the album Tell ‘Em I’m Gone, and began his first US tour since 1978. He was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 2014.

https://en.wikipedia.org/wiki/Cat_Stevens

Weather Report – Live in Offenbach – September 28, 1978


I Weather Report sono stati uno dei gruppi jazz fusion più significativi degli anni settanta e ottanta.

La band nacque fra la fine degli anni sessanta e i primi anni ottanta da uno spin-off di un gruppo di musicisti che ruotavano intorno a Miles Davis. Il nucleo stabile del gruppo è stato costituito dal pianista Joe Zawinul e dal sassofonista Wayne Shorter, mentre gli altri musicisti variavano quasi ad ogni album.

Inizialmente la musica del gruppo era un jazz caratterizzato da ampie improvvisazioni, simili a quelle del disco di Miles Davis Bitches Brew, in lavorazione nello stesso periodo. La formazione includeva un batterista tradizionale e un secondo percussionista (prima Airto Moreira e successivamente Dom Um Romao). Sia Zawinul sia il primo bassista del gruppo, Miroslav Vitous, avevano sperimentato effetti elettronici, Zawinul sul piano elettrico e l’organo, Vitous con il contrabbasso suonato con l’archetto.

https://it.wikipedia.org/wiki/Weather_Report

Weather Report was an American jazz fusion band of the 1970s and early 1980s. The band was co-led by the Austrian-born keyboard player Joe Zawinul and the American saxophonist Wayne Shorter (and, initially, by Czech bass player Miroslav Vitouš). Other prominent members at various points in the band’s lifespan included Jaco Pastorius, Peter Erskine, Alex Acuña, Alphonso Johnson, Victor Bailey, Airto Moreira and Chester Thompson.

Alongside Miles Davis’s electric bands, The Mahavishnu Orchestra, Return to Forever, and Headhunters, Weather Report is considered to be one of the pre-eminent early jazz fusion bands. As a continuous working unit, Weather Report outlasted all of its contemporaries despite (or perhaps because of) frequent changes of personnel, with a career lasting sixteen years between 1970 and 1986.

https://en.wikipedia.org/wiki/Weather_Report