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Imperfezioni – Imperfections – Stephen Hawking


🌸Imperfezioni🌸

Se qualcuno si lamenta
di un vostro errore,
rispondete che senza imperfezione
né io né voi esisteremmo.

Stephen Hawking
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Imperfections

If anyone complains
of your mistake,
answer that without imperfection
neither you nor I would exist.

Stephen Hawking

Allan Wallance – Meditazione sulla gioia empatica – Allan Wallance – Meditation on empathic joy


Allan Wallance – Meditazione sulla gioia empatica

Assumete una posizione comoda, mantenendo la colonna vertebrale diritta. Stabilizzate il corpo nel suo stato di riposo, e lasciate che sia pervaso delle tre qualità del rilassamento, della calma e della vigilanza. Pensate a una persona di vostra conoscenza che emani un senso d’allegria e benessere, e riflettete sul suo aspetto fisico, sulle sue parole e azioni. Mentre vi concentrate sulla gioia di questa persona, aprite il cuore al suo stato d’animo e deliziatevene. Ciò vi sarà facile se già le siete molto legati.

Ora richiamate alla mente un’altra persona, a cui di recente o in passato sia accaduto qualcosa di meraviglioso. Rivivete la sua felicità e condividetela. Adesso pensate a qualcuno che sia per voi fonte d’ispirazione per le sue doti di generosità, gentilezza o saggezza. Compiacetevi di queste qualità positive, per il bene per quella persona, per voi stessi e per tutti coloro che ne beneficiano.

Ora volgete la consapevolezza alla vostra vita. È infatti assai importante provare la gioia empatica anche per le proprie virtù, sebbene spesso non sia tenuta nella giusta considerazione. Pensate a periodi della vostra esistenza che sono stati fonte d’ispirazione per voi e forse anche per altri. Concentratevi sulle occasioni in cui avete incarnato i vostri stessi ideali e gioite delle vostre qualità. Non occorre vantarsi o provare orgoglio e arroganza. Richiamando alla mente le persone e le circostanze che vi hanno permesso di vivere serenamente e di godere il frutto dei vostri sforzi, potrete anzi sperimentare un profondo senso di gioia e gratitudine. Ciò v’impedirà di cadere in un futile senso di autocompiacimento e superiorità.

Alcune pratiche sono difficili, ma non quella della gioia empatica. Per tutto il giorno, quando rileverete le qualità o la fortuna di qualcuno oppure ne sentirete parlare, gioitene in modo empatico. Ciò vi risolleverà il morale, oltre ad aiutarvi a riemergere dai cedimenti emotivi causati da depressione e scarsa autostima.

Da: Alan Wallace,La rivoluzione dell’attenzione. Liberare il potere della mente concentrata “

Astrolabio Ubaldini, 2008.

Allan Wallance – Meditation on empathic joy

Take a comfortable position, keeping the spine straight. Stabilize the body in its state of rest, and let it be imbued with the three qualities of relaxation, calm and alertness. Think of a person of your knowledge who emanates a sense of happiness and well-being, and reflect on his physical appearance, his words and actions. As you focus on the joy of this person, open your heart to your state of mind and delight in it. This will be easy if you are already very attached to it.
Now call to mind another person, to whom something wonderful has happened recently or in the past. Relive his happiness and share it. Now think of someone who is your source of inspiration for his gifts of generosity, kindness or wisdom. Take pleasure in these positive qualities, for the good for that person, for yourself and for all those who benefit from it.
Now turn awareness to your life. It is indeed very important to try empathic joy also for one’s own virtues, although often it is not held in proper consideration. Think of periods of your existence that have been an inspiration to you and perhaps others. Focus on the occasions when you have embodied your own ideals and enjoy your qualities. There is no need to boast or feel pride and arrogance. By recalling the people and circumstances that have allowed you to live serenely and enjoy the fruits of your efforts, you can even experience a deep sense of joy and gratitude. This will prevent you from falling into a futile sense of complacency and superiority.
Some practices are difficult, but not that of empathic joy. All day long, when you detect someone’s qualities or good fortune, or you’ll hear about it, enjoy it empathically. This will raise your morale, as well as help you re-emerge from the emotional failures caused by depression and low self-esteem.
From: Alan Wallace, “The revolution of attention. Freeing the power of the concentrated mind “, Astrolabio Ubaldini, 2008.

Luce ed ombra – Light and shadow


Immagine di © Poetyca

“Più luce si raggiunge, più oscurità si scopre; l’oscurità ferita protesta contro la luce. Non si può fare un passo verso l’alto senza fare anche un passo verso il basso; nessuno può raggiungerre il cielo se non è passato per l’inferno. Più ci avviciniamo alla cima più tocchiamo il fondo, ma tutti i fondi sono la superficie di qualcos’altro. Ogni negatività è per forza l’altra faccia di una medaglia positiva.

Quando incominciamo a chiarificarci, ci accorgiamo che in noi c’è di tutto. Il progresso non consiste tanto nell’andare sempre più in alto, quanto nel far decantare tutto ciò che è d’intralcio. Il campo di battaglia siamo noi stessi: è in noi che si incontrano tutti i mondi, dal più alto al più basso, dal paradiso al’inferno. La soluzione non sta nel fuggire tappandosi il naso o facendosi il segno della croce, ma nello scendere in questi mondi e vincerli.

Niente guarisce se non viene guarito a fondo, nè si può scendere nel fondo se non si sale alle cime più alte. Se non vogliamo farci divorare, più intendiamo scendere e più ci occorre una luce potente. Dopo la conquista di ogni cima dobbiamo scendere a portare il potere e la luce giù in basso: soltanto così si trasforma la vita: altrimenti potremo continuare a sublimizzare e a spiritualizzare le cime quanto vorremo, ma la vita quaggiù continuerà nel suo solito caos.

Quando vedete un’ombra molto oscura da qualche parte in voi, qualcosa di davvero doloroso, potete stare sicuri di avere anche la possibilità di raggiungere la luce corrispondente. Sempre troverete che in voi l’ombra e la luce vanno di pari passo: se in voi c’è una capacità, c’è anche la negazione di questa capacità. Ma se scoprite un’ombra molto fitta e profonda, state tranquilli che da qualche parte in voi c’è una grande luce. A voi saper usare l’una per realizzare l’altra.

Se il ricercatore fa sua quest’ipotesi di lavoro, di salire di livello in livello, accettando di percorrere ogni volta il livello corrispondente in basso senza lasciar fuori niente e di portarvi la stessa luce nascosta sotto ogni maschera, in ogni elemento, anche nel fango più oscuro, anche nell’errore più grottesco e nel male più sordido, vedrà che poco per volta tutto si schiarisce sotto i suoi occhi: e non in teoria, ma tangibilmente. Scoprirà allora non solo “cime”, ma “abissi” di verità. Ogni caduta lo costringerà a liberare la verità prigioniera nel fondo.”

(Satprem – Sri Aurobindo, L’Avventura della Coscienza)

“The more light one reaches, the more darkness one discovers; the wounded darkness protests against the light. One cannot step up without also taking a step down; no one can reach heaven if he has not passed through hell. The closer we get to the top the more we touch the bottom, but all the bottoms are the surface of something else. Any negativity is necessarily the other side of a me

When we begin to clarify, we realize that there is everything in us. Progress does not consist so much in going higher and higher, as in letting everything stand in the way decant. The battlefield is ourselves: it is in us that all worlds meet, from the highest to the lowest, from heaven to hell. The solution is not to escape by holding your nose or doing away

Nothing heals if it is not thoroughly healed, nor can you go down to the bottom if you do not climb to the highest peaks. If we don’t want to be devoured, the more we intend to go down the more we need a light powerful. After the conquest of each peak we must go down to bring the power and the light downwards: only in this way does it transform life: otherwise we can continue to sublimate and spiritualize the peaks as much as we want, but life down here will continue in its usual chaos.

When you see a very dark shadow somewhere in you, something really painful, you can be sure that you also have a chance to reach the corresponding light. You will always find that in you shadow and light go hand in hand: if there is a capacity in you, there is also the negation of this capacity. But if you discover a very dense shadow and deep, rest assured that somewhere in you there is a great light. It is up to you to know how to use one to realize the other.

If the researcher makes this working hypothesis his own, to go up from level to level, agreeing to go through the corresponding level down each time without leaving anything out. and to bring you the same light hidden under every mask, in every element, even in the darkest mud, even in the most grotesque error and in the most sordid evil, he will see that little by little everything clears up before his eyes: and not in theory, but tangibly. You will then discover not only “peaks”, but “abysses” of truth. Each fall will force him to release the imprisoned truth at the bottom. “

Satprem – Sri Aurobindo, The Adventure of Consciousness

Aspettative – Expecting – Omraam Mikhaël Aïvanhov


Aspettative

“Amare senza aspettare di essere amati, ma anche lavorare senza aspettarsi di essere riconosciuti e ricompensati: ecco ciò che dovete riuscire a realizzare. Cercate di capire che non c’è
ostacolo peggiore dell’aspettativa di essere apprezzati per il proprio lavoro.

Voi aspettate, aspettate…
ma quell’attesa è paralizzante
e così perdete il vostro slancio.

Ora, l’essere umano può realizzarsi unicamente nell’attività: quella del suo corpo fisico,
ma soprattutto quella del suo cuore,
del suo intelletto, della sua anima e del suo spirito.

Aspettandovi un riconoscimento sotto qualsiasi forma, non sentite che vi limitate, che vi incupite?

Dovete agire soltanto perché sentite
che è utile e buono, ecco tutto.

Non aspettatevi niente in cambio,
e vivrete nella libertà e nella luce. ”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Expecting

“The capacity to love without expecting to be loved, and also to work without expecting to be acknowledged or rewarded – this is what you must be able to achieve. Understand that there is no greater obstacle than expecting appreciation for the work you do. You wait and wait, and the waiting is crippling; you lose your enthusiasm. But human beings can only blossom when they are active, when their physical body is active but, above all, when their heart, mind, soul and spirit are active.
By expecting some form of recognition, do you not feel you are limiting yourself, becoming gloomy? Act only because you feel it is useful and good to do so, and for no other reason. Do not expect anything in return, and you will live in freedom and light.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Vincere – To win – Simon Bolivar




🌸Vincere🌸

L’arte di vincere
la si impara nella sconfitta.

Simon Bolivar
#pensierieparole
🌸🌿🌸
🌸To win

The art of winning
you learn it in defeat.

Simon Bolivar

Sapere – Know – Einstein


🌸Sapere🌸

Il sapere che
l’impenetrabile
esiste realmente
e si manifesta a noi
come la più alta saggezza
e la bellezza più splendida,
che le nostre facoltà limitate riescono a comprendere
solo nelle loro forme
più primitive – questa coscienza, questo sentimento,
è al cuore di ogni autentica religiosità.

A. Einstein
🌸🍃🌸
🌸Know

The knowledge that
the impenetrable
it really exists
and manifests itself to us
as the highest wisdom
and the most splendid beauty,
that our limited faculties can understand
only in their forms
more primitive – this conscience, this feeling, is at the heart
of every authentic religiosity.

A. Einstein

✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼Terzo occhio✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼


Terzo occhio

Concentrati sul Divino nell’occhio spirituale perché questa è la mia Vera Forma. Io non sono questo corpo di carne e ossa. Sono il servo di tutti.

Lahiri Mahasaya

Third Eye

Concentrate on the Divine in the spiritual eye because this is my True Form. I am not this body of flesh and bones. I am the servant of all.

Lahiri Mahasaya

Guarda verso l’esterno – Look outward


🌼Guarda verso l’esterno🌼

Quando guardiamo
verso l’esterno,
siamo facilmente
influenzati
dai venti del mondo.
Quando ci troviamo
di fronte a noi stessi,
possiamo trovare
il nostro centro
e riposare nella calma.

Haemin Sunim
🌼🌿🌼#pensierieparole
🌼Look outward

When we look outward,
we are easily swayed
by the winds of the world.
When we face inward,
we can find our center
and rest in stillness.

Haemin Sunim

★ cღPoeti amici ღ★


Attimo

Tutto ciò che avviene
attorno alla nostra coscienza
è un attimo da cogliere
con gratitudine,amore
e passione,
con la consapevolezza
che in tale attimo è racchiusa
tutta l’eternità.
Dobbiamo cogliere l’occasione,
non si può tornare indietro
o l’attimo fuggente
sarà perduto per sempre.
Dobbiamo avere il coraggio
di accoglierne la bellezza.

Pasquale Latorre

Moment

Everything that happens
around our consciousness
it is a moment to seize
with gratitude, love
and passion,
with awareness
which in such a moment is enclosed
all eternity.
We must take the opportunity,
you can not go back
or the fleeting moment
will be lost forever.
We must have the courage
to welcome its beauty.

Pasquale Latorre

Vorrei poter dire – I Wish I could


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Vorrei poter dire

„Vorrei poter dire tutto quello che c’è da dire in una sola parola. Odio tutte le cose che possono accadere tra l’inizio di una frase e la sua fine.“

Leonard Cohen

I Wish I could

I wish I could say all there is to say in one word. I hate all the things that can happen between the beginning of a sentence and its end. “

Leonard Cohen

 

Un incontro – A meeting


💮Un incontro💮

Era forse follia quella che sembrava dominasse quell’uomo?
Eppure amava camminare sotto la pioggia, quella notte danzava preso dal ritmo che solo lui sentiva, tra le gocce che non temeva e che piuttosto desiderava che lo sfiorassero, voleva catturarne la luce, riprodurla sulle sue tele. Ricordava, perché un altro uomo, come lui era diventato la sua
“ardente passione”, che molti anni prima qualcun altro si metteva in ricerca di emozioni e desiderava riprodurle, era il suo ispiratore, era qualcosa difficile da spiegare per chi, preso dalla razionalità non avrebbe compreso. Ora
era lì, zuppo di pioggia nel buio della notte rotto soltanto dalla fioca luce lunare che faceva capolino, a tratti tra le nubi cariche di pioggia.
Era un pittore emulo di Vincent Van Gogh, conosceva ogni cosa, ogni atto della vita dell’artista e sentiva in sé la sua presenza e a volte anche intorno, sarebbe stato difficile spiegare, ma in fondo lui, non cercava spiegazioni, desiderava solo vivere le sue emozioni. Da qualche tempo aveva
fatto delle particolari ricerche sulla cromaticità e trasparenza di alcune tinte, in particolare sui gialli e sui blu, quelli erano per lui colori importanti.

Il suo animo era sempre sereno, solare e tendeva a donarsi fino all’ultima stilla, eppure la sua vita era stata poco generosa con lui, particolare la sua
infanzia e prima giovinezza, una cosa aveva imparato con l’intatto animo d’innocenza, come quello di un bimbo entusiasta: ogni istante era prezioso,
ogni cosa che la vita avrebbe donato non doveva essere sprecata, mai!
Tutti i solchi che la sua anima aveva ricevuto, quegli invisibili semi in essi sparsi erano tutti germinati, un dono inaspettato per chi come lui aveva subite molte privazioni. Ora era lì ad ascoltare quel ritmo gioioso che faceva danzare la sua anima, era ad allargare il cerchio d’anima per quel dono che tanto amava: la pioggia. Tutte le volte che pioveva per lui era una gioia, pensava a quanti arcobaleni ci potevano essere intorno e n’era affascinato.

Nella sua vita non erano mancate le difficoltà ma non si era perso d’animo, nella convinzione che servissero per trovare qualcosa di grande, quello che aveva sempre “ sentito” esistere oltre ogni linea di confine data dalla vita
come appare.
Credeva molto alle sue sensazioni, agli attimi impalpabili che sentiva provenire da una diversa dimensione, in fondo, seppure la sua vita in principio fosse stata molto solitaria ed il destino avverso si era impadronito della sua porzione di serenità, sapeva che da altre dimensioni esistevano i suoi cari e vegliavano su di lui, accoglieva quel suo particolare destino anche se poteva apparire triste.

Il suo orgoglio consisteva nel fatto che aveva potuto seguire la sua inclinazione naturale, nessuno gli aveva potuto impedire di esprimere la sua tendenza artistica, la sua stessa vita era imperniata sugli studi che lo potevano aiutare in tal senso, ma non aveva potuto completarli, non era un problema: artista si è nell’animo e non nell’acquisizione di nozioni e di teorie, lo aveva dimostrato quando per mantenersi vendeva i suoi quadri nati da istinto, era autodidatta, sentiva dentro come e cosa portare fuori quel suo mondo emotivo che lo affascinava: bastava poco per farlo gioire, il primo sole al mattino, l’incontro con gli animali del bosco, del lago, la natura per lui aveva un fascino assoluto e in particolari
giornate tra i raggi di sole che filtravano tra le foglie del
bosco, quando la luce e il pulviscolo dorato assumevano, insieme al silenzio, un’atmosfera rarefatta, si rendeva conto di sconfinare in un particolare sentire.

Il giorno precedente era accaduto un episodio particolare: immerso nel silenzio, tra la quiete dei suoi pensieri e la luce del bosco, aveva avuto la particolare sensazione di essere osservato, ma nulla di inquietante, solo una “presenza” che espandesse la pace di quel luogo, era come
se lui stesse per essere spettatore di qualcosa di non comune, persino il respiro sembrava essersi bloccato, il cuore invece cominciò a tamburellare quasi a dare la certezza di non essere morto. In un attimo sembrò che i colori, gli odori, le sagome e i contorni prendessero una diversa connotazione: tutto era brillante, intenso, correva incontro… Tutto era precipitato come attraverso un vorticoso tunnel “ dentro l’anima” e lui
ora era parte di quel tutto. Lei era lì, davanti a lui o dentro le sue emozioni, era un tutto indistinguibile, sapeva che la conosceva da sempre eppure era consapevole che quello era il primo incontro. Non era quello il momento di formularsi domande, temeva che se lo avesse fatto tutto sarebbe svanito.

Lei era una creatura particolare, su questo non vi erano dubbi: alta, candida, capelli lunghi e occhi che contenevano una strana luce: pacata e forte al contempo, sembrava che emettesse una conoscenza bonaria, il sorriso era come quello che si vede nei volti dei “ vecchi saggi” di alcune miniature orientali. Lui si sentiva come essere entrato, non si sa bene come,
dentro una favola, un mito, una di quelle storie che si raccontano ai bambini: era una fata dei boschi?

Aveva il corpo non troppo diafano e neppure esageratamente possente, ma quello che colpiva era quanto emettesse: armonia, dolcezza, consapevolezza e ogni gesto era accompagnato da un sorriso radioso e una luminescenza doratache ora aumentava, ora si stemperava. Non stava certo sognando,
quello era un episodio che lo stava avvolgendo di una serenità che mai aveva conosciuto. Questa particolare situazione a lui parve durasse ore, poi tutto
svanì poco a poco.

In lui rimase una strana euforia, una gioia indescrivibile e un impeto che lo spinse a cercare, vivere, gioire di ogni attimo di vita per quella meravigliosa scoperta, sentiva che l’avrebbe incontrata ancora, che quella serenità che aveva ancora dentro di sé quella notte di pioggia, era ormai incapace di svanire. Voleva dipingerla, dare a quel volto, a quella coroncina di
foglie che le cingeva il capo una “concretizzazione” attraverso un quadro, cercava ora di riprodurre gli stessi colori, le stesse sensazioni che aveva provato, voleva vivere con la natura, nella natura e darle vita anche sulla tela. Sentiva persino che la sua interiorità aveva trovato un diverso ascolto, sentiva Vincent che lo guidava e tutto quanto
gli stesse accadendo, no, non poteva essere compreso.

Da “Fiabe di Poetyca”
💮🌿💮#Poetycamente
💮A meeting

Was it madness that seemed to dominate that man?
Yet he loved to walk in the rain, that night he danced taken by the rhythm that only he felt, among the drops that he did not fear and that he rather wanted them to touch, he wanted to capture the light, reproduce it on his canvases. He remembered why another man, like him, had become his
“Ardent passion”, which many years before someone else was looking for emotions and wanted to reproduce them, was his inspiration, it was something difficult to explain for those who, taken by rationality would not understand. Now
it was there, soaked with rain in the dark of the night broken only by the faint moonlight that peeped, at times among the clouds full of rain.
He was a painter emulated by Vincent Van Gogh, he knew everything, every act of the artist’s life and felt his presence in himself and sometimes even around it, it would have been difficult to explain, but after all he, he wasn’t looking for explanations, he just wanted to live the his emotions. For some time he had
made particular research on the chromaticity and transparency of some shades, in particular on yellows and blues, those were important colors for him.
His soul was always peaceful, sunny and tended to give himself up to the last drop, yet his life had been not very generous with him, especially his
childhood and early youth, one thing he had learned with the intact spirit of innocence, like that of an enthusiastic child: every moment was precious,
everything that life would have given should never be wasted!
All the furrows that his soul had received, those invisible seeds scattered in them were all germinated, an unexpected gift for those who, like him, had suffered many deprivations. Now he was there to listen to that joyful rhythm that made his soul dance, it was to widen the circle of soul for that gift he loved so much: the rain. Every time it rained it was a joy for him, he thought about how many rainbows could be around and he was fascinated by it.
In his life there was no lack of difficulties but he did not lose heart, in the belief that they were used to find something great, what he had always “felt” exist beyond any boundary given by life
how it looks.
He believed a lot in his sensations, in the impalpable moments that he felt came from a different dimension, after all, even if his life in the beginning had been very lonely and the adverse destiny had taken possession of his portion of serenity, he knew that from other dimensions existed the loved ones and watched over him, welcomed his particular destiny even if it could appear sad.
His pride consisted in the fact that he had been able to follow his natural inclination, nobody had been able to prevent him from expressing his artistic tendency, his own life was centered on the studies that could help him in this sense, but he had not been able to complete them, not it was a problem: artist was in the soul and not in the acquisition of notions and theories, he had shown it when he sold his paintings born from instinct to maintain himself, he was self-taught, he felt inside how and what to bring out that emotional world of his that it fascinated him: it didn’t take much to make him rejoice, the first sun in the morning, the meeting with the animals of the forest, of the lake, nature had an absolute and particular charm for him
days in the rays of sunshine that filtered through the leaves of the
forest, when the light and the golden dust assumed, together with the silence, a rarefied atmosphere, he realized that he was trespassing on a particular feeling.
The previous day a particular episode had happened: immersed in the silence, between the quiet of his thoughts and the light of the forest, he had had the particular sensation of being observed, but nothing disturbing, only a “presence” that would expand the peace of that place, it was like
if he was going to be a spectator of something uncommon, even his breath seemed to have stopped, the heart instead began to drum almost to give the certainty of not being dead. In a moment it seemed that the colors, the smells, the shapes and the outlines took on a different connotation: everything was bright, intense, it ran towards it … Everything had precipitated as though through a swirling tunnel “inside the soul” and he
now it was part of that whole. She was there, in front of him or inside his emotions, he was an indistinguishable whole, he knew that he had always known her and yet he was aware that this was the first meeting. This was not the time to ask questions, he feared that if he did everything would be gone.
She was a particular creature, there was no doubt about this: tall, candid, long hair and eyes that contained a strange light: calm and strong at the same time, she seemed to emit a good-natured knowledge, the smile was like what you see in the faces of the “old sages” of some oriental miniatures. He felt like he got in, no one knows how,
in a fairy tale, a myth, one of those stories that are told to children: was she a fairy of the woods?
Her body was not too diaphanous and not exaggeratedly powerful, but what struck was how much she emitted: harmony, sweetness, awareness and every gesture was accompanied by a radiant smile and a golden glow that now increased, now faded. He was certainly not dreaming,
that was an episode that was enveloping him with a serenity he had never known. This particular situation seemed to him to last for hours, then everything
gradually vanished.
In him remained a strange euphoria, an indescribable joy and an impetus that pushed him to seek, live, rejoice in every moment of life for that wonderful discovery, he felt that he would meet her again, that that serenity that still had within him that rainy night, he was now unable to fade. He wanted to paint it, give it to that face, to that little crown of
leaves that surrounded her head a “concretization” through a picture, she was now trying to reproduce the same colors, the same sensations that she had felt, she wanted to live with nature, in nature and give it life also on the canvas. He even felt that his interior had found a different listening, he felt Vincent guiding him and everything
it was happening to him, no, it couldn’t be understood.
From “Fairy Tales of Poetyca”

Gli insegnamenti del Budda – The teaching of Buddha


Gli insegnamenti del Budda

Nel buddismo gli skandha (sanscrito) o khandha (Pāḷi), aggregati in inglese, sono le cinque funzioni o aspetti che costituiscono l’essere senziente: materia, sensazione, percezione, formazioni mentali e coscienza. Il Buddha insegna che niente tra loro è davvero “io” o “mio”.

Gli elementi sono:

“forma”
“sensazione”
“cognizione”
“formazioni mentali”

“coscienza”

Nella tradizione Theravada, la sofferenza sorge quando ci si identifica o si aggrappa ad un aggregato. La sofferenza si estingue cedendo gli allegati agli aggregati.

La tradizione Mahayana mette ulteriormente in evidenza che la massima libertà si realizza penetrando profondamente nella natura di tutti gli aggregati come intrinsecamente vuoti di esistenza indipendente.

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THE TEACHINGS OF BUDDHA
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In Buddhism the skandhas (Sanskrit) or khandhas (Pāḷi), aggregates in English, are the five functions or aspects that constitute the sentient being: matter, sensation, perception, mental formations and consciousness. The Buddha teaches that nothing among them is really “I” or “mine”.

The elements are:

“form”
“sensation”
“cognition”
“mental formations”
“consciousness”

In the Theravada tradition, suffering arises when one identifies with or clings to an aggregate. Suffering is extinguished by relinquishing attachments to aggregates.

The Mahayana tradition further puts forth that ultimate freedom is realized by deeply penetrating the nature of all aggregates as intrinsically empty of independent existence.

Il vero amore – True love – Thich Nhat Hahn


Il vero amore

In Vietnam c’è la storia famosissima di un marito che dovette andare in guerra, lasciando la moglie che era incinta. Tre anni dopo, fu congedato e poté tornare a casa. La moglie andò ad accoglierlo all’ingresso del villaggio, portandosi il figlioletto. Quando marito e moglie si videro, non riuscirono a trattenere le lacrime. Si sentirono grati verso gli antenati che li avevano protetti, perciò il giovane chiese alla moglie di andare al mercato a comprare frutta, fiori e altre offerte da porre sull’altare degli antenati.

Mentre lei era a fare spesa, il giovane chiese al bambino di chiamarlo papà, ma il figlio rifiutò: ‘Signore, voi non siete il mio papà. Il mio papà veniva ogni sera e la mamma parlava con lui e piangeva. Quando la mamma si sedeva, anche papà si sedeva. Quando la mamma si coricava, anche papà si coricava’. Nell’udire queste parole, il cuore del giovane si fece di pietra.
Quando la donna tornò, egli non riusciva nemmeno a guardarla. Offrì i frutti, i fiori e l’incenso agli antenati, fece le prosternazioni e, poi riavvolse il materassino, senza permettere alla moglie di compiere gli stessi riti, poiché non la considerava degna di presentarsi davanti agli antenati. Ella non comprese il perché di quel modo di agire. Nei giorni successivi, il marito non rimaneva a casa, andava abere e non tornava che a notte fonda. Alla fine, dopo tre giorni di quella vita, ella non riuscì più a sopportare la situazione e si buttò nel fiume, annegando.

La sera stessa del funerale, quando il padre accese la lampada a kerosene, il bambino esclamò: ‘Ecco il mio papà!’ e indicava l’ombra che il padre proiettava sul muro. ‘Così veniva papà ogni sera e la mamma parlava e piangeva con lui. Quando la mamma si sedeva, anche lui si sedeva. Quando la mamma si coricava, anche lui si coricava’. ‘Caro, da quanto tempo sei lontano. Come farò a crescere tutta sola il nostro bambino?’ diceva piangendo alla sua ombra. E una sera che il bambino le chiese chi e dove fosse suo padre, ella indicò la sua ombra sul muro e disse: ‘Ecco tuo padre’. Sentiva così tanto la sua mancanza!

D’improvviso il giovane padre comprese, ma era troppo tardi. Se appena il giorno prima fosse riuscito ad andare dalla moglie a dirle: ‘Cara, soffro tanto. Nostro figlio parla di un uomo che veniva ogni sera, con cui parlavi e piangevi, che si sedeva quando tu ti sedevi. Chi è?’ ladonna avrebbe avuto la possibilità di chiarire la situazione. Ma non l’aveva fatto, per orgoglio. Lo stesso era stato per la donna. Anche lei si era sentita ferita profondamente dal comportamento del marito, ma non aveva chiesto il suo aiuto. Avrebbe dovuto praticare il quarto mantra: ‘Caro, soffro tanto. Per piacere, aiutami. Non capisco perché non mi guardi e non parli con me. Perché non mi permetti di prosternarmi agli antenati? Ho fatto qualcosa di male?’. Se lo avesse fatto, il marito le avrebbe riportato le parole del bambino. Ma anch’ella, prigioniera del suo orgoglio, non chiese nulla.

Nel vero amore, non c’è posto per l’orgoglio. Non cadete nella stessa trappola. Quando vi sentite feriti dalla persona che amate, quando soffrite per causa sua, ricordate questa storia. Non agite come la madre e il padre del bambino. Non fatevi bloccare dall’orgoglio, praticate il quarto mantra: ‘Caro, soffro. Per piacere, aiutami’. Se realmente pensate che l’altro sia la persona che più amate nella vita, dovete farlo. Quando l’altro udrà le vostre parole, tornerà a se stesso e praticherà lo sguardo profondo. Insieme potrete risolvere la questione, riconciliarvi e dissolvere quella percezione.

Thich Nhat Hahn

True love

In Vietnam there is the very famous story of a husband who had to go to war, leaving his wife who was pregnant. Three years later, he was discharged and was able to go home. His wife went to welcome him at the entrance to the village, taking her little son. When husband and wife saw each other, they could not hold back the tears. They felt grateful to the ancestors who had protected them, so the young man asked his wife to go to the market to buy fruit, flowers and other offerings to place on the altar of the ancestors.

While she was shopping, the young man asked the child to call him dad, but the son refused: ‘Sir, you are not my dad. My dad came every night and mom talked to him and cried. When mom sat down, dad sat too. When mom went to bed, dad went to bed too ‘. On hearing these words, the young man’s heart turned to stone.
When the woman returned, he couldn’t even look at her. He offered the fruits, flowers and incense to the ancestors, prostrated and then rewrapped the mattress, without allowing his wife to perform the same rites, since he did not consider her worthy to present herself in front of her ancestors. She did not understand the reason for that way of acting. In the following days, the husband did not stay at home, went to abere and did not return until late at night. Finally, after three days of that life, she could no longer bear the situation and jumped into the river, drowning.

On the evening of the funeral, when the father lit the kerosene lamp, the child exclaimed: ‘Here is my dad!’ And pointed to the shadow that his father was projecting on the wall. ‘So dad used to come every night and mum talked and cried with him. When Mom sat down, he sat too. When his mother went to bed, he too went to bed. ‘ ‘Dear, how long have you been away. How am I going to grow our baby all alone? ‘She said crying to her shadow of her. And one evening when the child asked her who and where her father was, she pointed to her shadow on the wall and said: ‘Here is your father’. She missed her so much!

Suddenly the young father understood, but it was too late. If just the day before he had managed to go to his wife and say: ‘Dear, I suffer so much. Our son talks about a man who came every night, with whom you talked and cried, who sat when you sat. Who is he? She, the woman, she would have had the opportunity to clarify the situation. But she didn’t do it, out of pride. The same had been for the woman. She too had felt deeply hurt by her husband’s behavior, but she hadn’t asked for her help. She should have practiced the fourth mantra: ‘Dear, I suffer a lot. Please help me. I don’t understand why you don’t look at me and talk to me. Why don’t you allow me to prostrate myself to the ancestors? Have I done something wrong?’. If she did, her husband would bring back the baby’s words. But she too, a prisoner of her pride, did not ask for anything.

In true love, there is no place for pride. Don’t fall into the same trap. When you feel hurt by the person you love, when you suffer because of him, remember this story. Don’t act like the baby’s mother and father. Do not be blocked by pride, practice the fourth mantra: ‘Dear, I suffer. Please help me ‘. If you really think that the other is the person you love most in life, you have to do it. When the other hears your words, he will return to himself and practice the deep gaze. Together you will be able to resolve the issue, reconcile and dissolve that perception.

Thich Nhat Hahn

Arcangeli


Arcangeli

Gli arcangeli compongono il Concilio Ristretto attorno al Trono di Dio. Sono gli angeli che sono a capo delle schiere angeliche. Il significato del termine arcangelo è appunto “capo degli angeli”. Questo ordine angelico è incaricato di mantenere l’ordine all’interno del mondo fisico degli esseri umani e di intervenire in caso ve ne sia bisogno.

I cattolici venerano principalmente tre arcangeli: Michele, Gabriele e Raffaele.

Questi sono gli unici a essere nominati esplicitamente all’interno dei testi religiosi non apocrifi. In realtà, nella Bibbia, di questi tre solo Michele è chiamato arcangelo, ovvero capo degli angeli.

https://www.sapernedipiu.it/i-sette-arcangeli-i-loro-nomi-il-loro-compito-e-il-loro-significato/amp/

Serenità – Serenity


🌸Serenità🌸

La serenità è un seme
che possiamo coltivare,
non sempre
dipende dagli eventi
ma dal nostro modo
di reagire ad essi.

31.12.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Serenity

Serenity is a seed
that we can cultivate,
not always
it depends on the events
but by our way
to react to them.

31.12.2020 Poetyca

Amare la vita – To love life – Buddha


🌸Amare la vita🌸

Tutti gli esseri tremano
di fronte alla violenza.
Tutti temono la morte.
Tutti amano la vita.

Buddha

🌸🌿🌸

🌸To love life

All beings tremble
in the face of violence.
Everyone fear death.
Everyone loves life.

Buddha

Due uomini -Two men – Kahlil Gibran


image

Due uomini

” L’ uomo è due uomini
contemporaneamente:
solo che uno è sveglio
nelle tenebre e l’altro
dorme nella luce . ”

Kahlil Gibran

Two men

“is two men
at the same time:
only one is awake
in the darkness
and the other
sleeps in the light. ”

Kahlil Gibran

Intervenire – To intervene – C.G. Jung


Intervenire – C.G. Jung

“Tu non devi intervenire sull’altro, ma su di te, a meno che l’altro richieda il tuo aiuto o la tua opinione. Comprendi tu quello che l’altro fa? Da dove viene il diritto di avere opinioni sugli altri o di agire su di loro?

Tu hai trascurato te stesso, il tuo giardino è pieno di cose, e tu vuoi insegnare al tuo vicino l’ordine e fargli notare i suoi difetti! Tu stesso sei forse perfetto? Tu stesso hai anzitutto bisogno del tuo aiuto; i tuoi consigli anzichè correre dagli altri, come una sgualdrina, una prestazione, e a voler dare aiuto. Non hai bisogno di atteggiarti a Dio.

È crudeltà abbandonare a se stesso il proprio simile accecato? Sarebbe crudele se tu potessi aprirgli gli occhi. Ma tu potresti aprirgli gli occhi solo se ti assisterà la tua opinione e il tuo aiuto. Se però non richieda il tuo aiuto, allora non ne ha bisogno. Se tu, malgrado questo, imponi a lui la tua opinione, allora per lui sei un demone e aumenti il suo accecamento, poichè gli dai un cattivo esempio. ”

C.G. Jung, Liber Novus

To intervene – C.G. Jung

“You do not have to intervene on the other, but on you, unless the other requires your help or your opinion. Do you understand what the other one does? Where do you get the right to have opinions about others or to act on them?

You have neglected yourself, your garden is full of weeds, and you want to teach your neighbor the order and make him notice his faults! Are you perhaps perfect? You yourself first need your help; you must hold opinions and good advice for yourself instead of running from others, like a slut, to offer understanding and wanting to help. You do not need to pose to God.

Is it cruelty to abandon one’s blinded fellow to himself? It would be cruel if you could open his eyes. But you could open his eyes only if he asks for your opinion and your help. But if you do not need your help, then you do not need it. If you, in spite of this, dictate your opinion to him, then for him you are a demon and increase his blindness, as you give him a bad example. ”

C. G. Jung, Liber Novus

Domande – Osho


Domande

Il cuore non ha domande,
ma questo è uno
dei misteri della vita,
ha tutte le risposte.

Il benessere emotivo, Osho

Answers

The heart has no questions, but this is one of the mysteries of life, it has all the answers.

Emotional well-being, Osho

Pensieri – Thoughts – Osho


Pensieri – Osho

I pensieri sono come una nuvola che riposa sopra a una collina. Per questo si muovono in autonomia, tu non devi fare nulla. Se osservi semplicemente, senza giudicare, criticare o commentare ne ottieni il controllo.

Osho

Thoughts – Osho

Thoughts are like a cloud resting on a hill. That’s why they move independently, you do not have to do anything. If you simply observe, without judging, criticizing or commenting, you gain control.

Osho

Vita – Life – Alan Watts


🌸Vita🌸

“Quando la vita è vuota,
rispetto al passato,
e senza scopo,
rispetto al futuro,
il vuoto è colmato dal presente “.

Alan Watts
🌸🍃🌸#pensierieparole
🌸Life

“When life is empty,
with respect to the past,
and aimless,
with respect to the future,
the vacuum is filled by the present.”

Alan Watts

Solitudine – Solitude – Osho


Solitudine

La solitudine
diventa lo specchio.
La società è l’inganno.
Ecco perché hai sempre paura
di stare da solo: sarai costretto
a conoscerti nella tua nudità.

Osho

Solitude

Loneliness
becomes the mirror.
Society is deception.
That’s why you’re always afraid
to be alone: you will be forced
to know you in your nakedness.

Osho

Inizio e fine – Start and end – Osho


Inizio e fine

Nulla inizia mai, né finisce.
E ciò che può avere
un inizio o una fine
sarà inevitabilmente artificiale.
La natura permane sempre,
è imperitura.Esiste sempre.

Osho

Start and end

Nothing ever begins or ends.
And what it can have
a beginning or an end
will inevitably be artificial.
Nature always remains,
it is imperishable.It always exists.

Osho

Dipende da te – It depends on you – Osho


Dipende da te

“L’uomo nasce come seme:
può diventare un fiore oppure no.
Dipende tutto da te, da cosa fai di te stesso; crescere o no dipende da te.
È una tua scelta e questa scelta
va affrontata ogni momento;
in ogni istante ti trovi a un crocevia.”

Osho

It depends on you

“Man is born as a seed:
it can become a flower or not.
It all depends on you, what you do with yourself; growing up or not depends on you.
It is your choice and this choice
every moment must be faced;
at any time you are at a crossroads. ”

Osho

Creare – Create – Osho


Creare

“La mente e la paura, insieme,
creano la tua miseria;
meditazione e amore, insieme,
creano tutto ciò che hai sempre
sognato e desiderato.”

Osho

Create

“Mind and fear together
they create your misery;
meditation and love together
they create everything you always
have dreamed and desired. ”

Osho

La causa dell’infelicità – The cause of unhappiness – Osho


La causa dell’infelicità

“La causa dell’infelicità
risiede nel nostro attaccarci agli altri,
nelle aspettative che abbiamo
nei loro confronti,
nella speranza che siano gli altri
a darci la felicità.
E ogni volta che la speranza
ti abbandona,
ti senti frustrato”.

Osho

The cause of unhappiness

“The cause of unhappiness
lies in our attachment to others,
in the expectations we have
towards them,
in the hope that they are others
to give us happiness.
And every time hope
leave you,
you feel frustrated ”.

Osho

Aspirazioni – Aspirations – Osho


🌸Aspirazioni🌸

Rispetta
le tue aspirazioni
più profonde.
Rispettare
le tue aspirazioni
più profonde,
vuol dire rispettare
la voce di Dio
che è dentro di te.

Osho Rajeneesh
🌸🍃🌸
🌸Aspirations

Respects
your aspirations
deeper.
Comply
your aspirations
deeper,
means to respect
the voice of God
that is inside of you.

Osho Rajeneesh

La verità – The truth – Osho


La verità

Tu non sei il corpo in perenne mutamento, non sei la mente e il suo flusso incessante di pensieri – è un processo – non sei le emozioni che vanno e vengono. Tu sei ciò che rimane e rimane e rimane. Il corpo va e viene, la mente va e viene; Quello che resta sempre nascosto dietro tutto ciò è la verità.

Osho “Yoga: amore e meditazione”

The truth

You are not the body in perpetual change, you are not the mind and its incessant flow of thoughts – it is a process – you are not the emotions that go and come. You are what remains and remains and remains. The body goes and goes, the mind goes and goes; What remains hidden behind all this is the truth.

Osho “Yoga: Love and Meditation”