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La morte non è niente


 

La morte non è niente di Henry Scott Holland

La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.


Death is nothing at all

Death is nothing at all,
I have only slipped away
into the next room.

I am I,
and you are you;
whatever we were to each other,
that, we still are.

Call me by my old familiar name,
speak to me in the easy way
which you always used,
put no difference in your tone,
wear no forced air
of solemnity or sorrow.

Laugh as we always laughed
at the little jokes we shared together.
Let my name ever be
the household word that it always was.
Let it be spoken without effect,
without the trace of a shadow on it.

Life means all
that it ever meant.
It is the same as it ever was.
There is unbroken continuity.

Why should I be out of mind
because I am out of sight?

I am waiting for you,
for an interval,
somewhere very near,
just around the corner.

All is well.

Henry Scott Holland
1847 -1918

Preghiera del Pellegrino


Preghiera del Pellegrino

Abbi pietà, Signore,
perchè siamo pellegrini in viaggio verso Compostela,
e questo può essere un vizio.
Nella Tua infinità pietà,
aiutaci a non utilizzare mai la Conoscenza contro noi stessi.

Abbi pietà di coloro che provano pietà verso se stessi,
e che si ritengono buoni e trascurati dalla vita,
e sostengono che non meritavano le cose che gli sono accadute,
giacchè costoro non riusciranno mai a combattere il Buon Combattimento.
Ma abbi ancora più pietà
di coloro che si dimostrano crudeli con se stessi,
che scorgono soltanto cattiveria nei propri atti
e che si considerano colpevoli per tutte le ingiustizie del mondo.
Perchè costoro non hanno conosciuto la Tua legge che dice:
“Persino i capelli del vostro corpo sono contati.”

Abbi pietà di coloro che comandano
e di coloro che servono per molte ore di lavoro,
e si sacrificano in cambio di una domenica in cui ogni negozio è chiuso
e non esiste alcun posto dove andare.
Ma abbi ancora più pietà di coloro che santificano le proprie opere
e si spingono oltre i limiti della propria follia,
e finiscono indebitati o inchiodati alla croce per i loro fratelli.
Perchè costoro ignorano la Tua legge che dice:
“Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.”

Abbi pietà perchè l’uomo può dominare il mondo
e non combattere mai il Buon Combattimento con se stesso.
Ma abbi ancora più pietà
di coloro che hanno vinto il Buon Combattimento con se stessi,
e adesso si trascinano fra angoli e bar della vita,
perchè non sono riusciti a sconfiggere il mondo.
Perchè costoro ignorano la Tua legge che dice:
“Chiunque ascolta le mie le parole e le mette in pratica
sarà paragonato a un uomo avveduto
che ha costruito la propria casa sopra la roccia.”

Abbi pietà di coloro che hanno paura
di impugnare la penna, il pennello, lo strumento o l’attrezzo,
perchè pensano che qualcuno lo abbia già fatto meglio di loro,
e non si sentono degni di entrare nella possente magione dell’Arte.
Ma abbi ancora più pietà di coloro che hanno impugnato
la penna, il pennello, lo strumento o l’attrezzo,
trasformando la loro ispirazione in una forma meschina
di orgoglio nel sentirsi migliori degli altri.
Perchè costoro ignorano la Tua legge:
” Non c’è niente di nascosto che non debba essere scoperto,
né di occulto che non debba essere conosciuto.”

Abbi pietà di coloro che mangiano, bevono e ingrassano,
ma sono infelici e solitari nella loro pinguedine.
Ma abbi ancora più pietà di coloro che digiunano, censurano e proibiscono
e si sentono santi, e girano per le piazze predicando il Tuo nome.
Perchè costoro ignorano la Tua legge che dice:
” Se io rendo testimonianza di me stesso,
la mia testimonianza non è vera.”

Abbi pietà di coloro che temono la Morte
e ignorano i numerosi regni che hanno attraversato
e le molteplici morti che hanno già vissuto,
e sono infelici perchè pensano che, un giorno, tutto finirà.
Ma abbi ancora più pietà
di coloro che hanno già conosciuto le loro numerose morti,
e che oggi si giudicano immortali.
Perchè costoro ignorano la Tua legge che dice:
” Se uno non è nato di nuovo,
non può vedere il Regno di Dio.”

Abbi pietà di coloro che divengono schiavi
del legame di seta dell’Amore,
e si reputano padroni di qualcuno, e provano gelosia
e si uccidono con il veleno, e si torturano
perchè non riescono a vedere
che l’amore è mutevole come il vento e tutte le cose.
Ma abbi ancora più pietà
di coloro che muoiono per la paura di amare,
e rifiutano l’amore in nome di un Amore Maggiore che non conoscono.
Perchè costoro ignorano la Tua legge che dice:
” Chi beve l’acqua che io gli darò
non avrà mai più sete.”

Abbi pietà di coloro che riducono l’Universo a una spiegazione,
Dio a una pozione magica, e l’uomo a un essere con necessità fondamentali
che hanno bisogno di venire soddisfatte,
perchè queste persone non udranno mai la Musica delle Sfere.
Ma abbi ancora più pietà di coloro che possiedono la fede cieca,
e nei laboratori trasformano mercurio in oro,
e sono circondati da libri
sui segreti del Tarot e il potere delle Piramidi.
Perchè costoro ignorano la Tua legge che dice:
“Il Regno dei Cieli è per chi assomiglia ai bambini.”

Abbi pietà di coloro che non vedono nessuno, oltre a se stessi,
e per i quali gli altri sono uno scenario sfocato e distante
quando percorrono la strada nelle loro automobili,
e si rinchiudono negli uffici con l’aria condizionata all’ultimo piano,
e soffrono in silenzio la solitudine del potere.
Ma abbi ancora più pietà di coloro che hanno offerto tutto,
e sono premurosi, e cercano di vincere il Male soltanto con l’Amore.
Perchè costoro ignorano la Tua legge che dice:
” Chi non ha spada venda il mantello e ne compri una.”

Abbi pietà, Signore, di noi che cerchiamo
e osiamo impugnare la spada che ci hai promesso,
e che siamo un popolo santo e peccatore sparpagliato sulla terra.
Perchè non riconosciamo noi stessi,
e molte volte pensiamo di essere vestiti mentre siamo nudi,
di aver commesso un crimine quando, in realtà, abbiamo salvato qualcuno.
Non dimenticarti, nella Tua pietà, di tutti noi che leviamo la spada
ora con la mano di un angelo ora con la mano di un demonio:
essi stringono la medesima impugnatura.
Perchè siamo al mondo, continuiamo a essere nel mondo e abbiamo bisogno di Te.
Abbiamo sempre bisogno della Tua legge che dice:
“Quando vi mandai senza borsa, senza bisacca e senza calzari,
vi è forse mancato qualcosa?”

Pilgrim’s Prayer

Have mercy, Lord,
because we are pilgrims on their way to Compostela
and this can be a vice.
In Your infinite mercy,
help us never to use the knowledge against ourselves.

Have mercy on those who feel pity for themselves,
and that you feel good and neglected by life
and argue that they did not deserve the things that have happened,
since they are never going to fight the good fight.
But have still more pity
of those who show cruel to themselves,
who see only evil in their actions
and who consider themselves guilty for all the injustices of the world.
Why they did not know thy law that says:
“Even the hairs of your body are numbered.”

Have mercy on those who command
and those who serve for many hours of work,
and sacrifice in exchange for a Sunday where every shop is closed
and there is no place to go.
But even more Have mercy on those who sanctify their work
and go beyond the limits of their folly,
and end up in debt or nailed to the cross for their brothers.
Because they know thy law that says:
“Be wise as serpents and harmless as doves.”

Have pity because the man can rule the world
and do not ever fight the good fight with himself.
But have still more pity
of those who have won the Good Fight with yourself,
and now you drag from the corners and bars of life,
because they failed to conquer the world.
Because they know thy law that says:
“Anyone who hears my words and puts them into practice
be likened to a wise man
who built his house upon a rock. “

Have mercy on those who fear
of the pen, brush, tool, or tool,
because they think that someone has already done better than them,
and do not feel worthy to enter the imposing mansion of Art.
But even more Have mercy on those who have challenged
pen, brush, tool, or tool,
transforming their inspiration in a pitiful shape
of pride in feeling better than others.
Why ignore them thy law:
“There is nothing hidden except to be discovered,
nor hidden that will not be known. “

Have mercy on those who eat, drink and get fat,
but they are unhappy and lonely in their corpulence.
But even more Have mercy on those who fast, censor and prohibit
and feel holy, and wander the streets preaching Thy name.
Because they know thy law that says:
“If I bear witness of myself,
my testimony is not true. “

Have mercy on those who fear death
and ignore the many kingdoms that have crossed
and the many deaths that have already experienced,
and are unhappy because they think that one day everything will end.
But have still more pity
of those who have already met their numerous dead
and that today are judged immortal.
Because they know thy law that says:
“If a man be born again,
can not see the kingdom of God “

Have mercy on those who become slaves
Love the silk tie,
and consider themselves masters of someone, and feel jealous
and kill with poison, and torture
because they can not see
that love is as changeable as the wind and all things.
But have still more pity
of those who die from the fear of love,
and reject the love in the name of a Greater Love who do not know.
Because they know thy law that says:
“Whoever drinks the water I give him
will never be thirsty. “

Have mercy on those that reduce the universe to an explanation,
God to a magic potion, and the man to a being with basic needs
that need to be met,
why do not these people ever hear Music of the Spheres.
But even more Have mercy on those who have blind faith,
laboratories and in turn mercury into gold,
and are surrounded by books
the secrets of the Tarot and the power of the Pyramids.
Because they know thy law that says:
“The Kingdom of Heaven is for those who like children.”

Have mercy on those who do not see nobody but themselves,
and for which the others are blurry and distant scenery
when they travel the road in their cars,
and close themselves up in offices with air-conditioned top floor,
suffer in silence and solitude of power.
But even more Have mercy on those who have offered everything,
and considerate, and try to conquer evil with only love.
Because they know thy law that says:
“He who has no sword sell his cloak and buy one.”

Have mercy, Lord, we seek
and dare the sword which you have promised,
and that we are a people scattered saint and sinner on earth.
Why do not recognize ourselves,
and many times we think we are dressed and naked
of having committed a crime when, in fact, we saved someone.
Do not forget, in your mercy, all of us that we raise the sword
now with the hour hand of an angel with a demon’s hand:
they bind the same handle.
Why are we here, we continue to be in the world and we need you.
We always need Your law which says:
“When I sent you without purse, no wallet and no shoes,
did you lack anything? “

Abbandono


Abbandono

Mi abbandono, o Dio, nelle tue mani.
Gira e rigira quest’argilla,
come creta nelle mani del vasaio.
Dalle una forma e poi spezzala, se vuoi.
Domanda, ordina, cosa vuoi che io faccia?
Innalzato, umiliato, perseguitato,
incompreso, calunniato, sconsolato,
sofferente, inutile a tutto,
non mi resta che dire,
sull’esempio della tua Madre:
«Sia fatto di me secondo la tua parola».
Dammi l’amore per eccellenza,
l’amore della croce,
ma non delle croci eroiche
che potrebbero nutrire l’amor proprio,
ma di quelle croci volgari,
che purtroppo porto con ripugnanza…
Di quelle croci che si incontrano
ogni giorno nella contraddizione,
nell’insuccesso, nei falsi giudizi,
nella freddezza, nel rifiuto
e nel disprezzo degli altri,
nel malessere e nei difetti del corpo,
nelle tenebre della mente
e nel silenzio e aridità del cuore.
Allora solamente tu saprai che ti amo,
anche se non lo saprò io,
ma questo mi basta.

John Kennedy

Surrender

I surrender myself, or God, into thy hands.
Round and round this clay,
putty in the hands of the potter.
From a form and then break them, if you want.
Demand, order, what do you want me to do?
Lifted up, humiliated, persecuted,
misunderstood, maligned, sadly,
suffering, needless to all,
I can only say,
the example of your mother:
“Be it done unto me according to thy word.”
Give me the love of excellence,
the love of the cross,
but not of heroic crosses
that could feed the self-esteem,
but of those crosses vulgar,
which unfortunately carry with revulsion …
Crosses of those who meet
every day in the contradiction,
in failure, in false judgments,
the coldness and rejection
and contempt of others,
in sickness and in defects of the body,
in the darkness of the mind
and in the silence of the heart and dryness.
Then only you will know that I love you,
although I will not know,
but this is enough for me.

John Kennedy

La preghiera del cuore


 

PREGHIERA DEL CUORE detta anche PREGHIERA DI GESU’

” Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore ” (da ” i racconti del pellegrino russo “)

Una modalità particolare di preghiera è la orazione esicastica, chiamata (per fortuna!) preghiera del cuore o preghiera di Gesù.

E’ una forma particolarmente efficace di preghiera in cui, seppure con modalità assolutamente diverse si persegue un effetto simile a quello della preghiera in lingue anche se probabilmente a livello più profondo: stabilire una diretta congiunzione dell’anima con Dio, saltando conpletamente gli ostacoli prodotti dalla mente e i suoi tarli. Praticata da molti Santi, si basa su un progressivo abbandono della propria materialità per raggiungere uno stato di coscienza di livello superiore a quello mentale per avvertire profondamente l’estasi del rapporto CUORE A CUORE con Dio.
Troviamo forme tecnicamente simili nella meditazione orientale, nello yoga, nel tai-chi, nel training autogeno, nell’ipnosi e autoipnosi.
La ovvia differenza consiste nel non cercare un rapporto con se stessi, ma con il Padre Celeste che permea tutte le cose e tutte le creature. Non è un modo panteistico di cercare Dio nelle sue creature, ma coglierlo attraverso di esse. Qui sta la grande distanza tra le dottrine orientali e questa preghiera: le tecniche possono somigliarsi, il percorso essere comune, ma il traguardo non sta sulla terra… è molto più in alto!!
C’è un rischio da evitare da subito: credere che la tecnica applicata sia la cosa fondamentale, che i mantra siano indispensabili, che tutto si riduca a una immobilità quasi forzata in cui si applicano respirazioni controllate e si ripetono parole sacre. Santa Teresa d’Avila raggiungeva livelli estatici di rapporto con Dio con esperienze persino di levitazione da terra senza usare tecniche sofisticate, ma attraverso un abbandono completo a Lui di tutto il corpo e di tutta la mente anche se pure lei aveva seguito un percorso progressivo che aveva chiamato metaforicamente “prima, seconda, terza, quarta acqua”

Da un articolo dell’esperto Benvenuto De Matteis: ” Senza pretendere di offrire delle regole valide per tutti o di esaurire un argomento così complesso e difficile, offriamo un primo abbozzo di percorso pratico-metodologico, nella consapevolezza che l’aspetto tecnico è secondario rispetto agli altri elementi della preghiera e non va perciò nè sopravvalutato nè troppo sviluppato, per non cadere nell’errore delle tecniche yogiche buddhiste e induiste che concedono troppo spazio allo sforzo “tecnico” personale e alle complesse architetture mistico-immaginative e gestuali che supportano le fasi della meditazione.”

E’ comunque una forma antica di preghiera, praticata in una forma o in un’altra dai mistici ed asceti di tutti i tempi, sicuramente anche prima dei tempi di Gesù, anche se i due maggiori sostenitori e diffusori di questa forma di preghiera sono stati: San Gregorio Il Sinaita, che, al XV secolo, introdusse la Preghiera di Gesù al monte Athos e ne fu l’instancabile propagatore; e San Simeone il Nuovo Teologo che fu il maestro eminente dell’ XI secolo nonchè San Giovanni Climaco detto S.Giovanni della Scala. L’immobilità, gli occhi chiusi, la postura sono elementi utili ma come ormai abbiamo ribadito più volte non bisogna avere eccessiva attenzione agli elementi puramente tecnici.

Metodo di San Giovanni Climaco (detto San Giovanni della Scala)
Senza alcun dubbio, fra tutti i metodi il primo posto spetta a quello raccomandato da Giovanni Climaco è semplice e piuttosto libero: questo favorisce chi è agli inizi perchè senza grandi regole o prescrizioni. Tale metodo, infatti, è particolarmente pratico e non presenta alcun pericolo: esso è alla portata di tutti i cristiani che vivono con pietà e cercano la salvezza, siano essi monaci o laici. Giovanni Climaco, grande guida dei monaci, parla di tale metodo in due punti della sua Scala verso il Paradiso (Klimax tou Paradeisou) nel gradino che tratta dell’obbedienza e in quello sulla preghiera.

“Rinchiudi il tuo pensiero nelle parole”

Nel gradino sulla preghiera Giovanni Climaco dice: “Sforzati di ricondurre o esattamente di rinchiudere il pensiero nella preghiera. Se, dato il suo stato d’infanzia, il tuo pensiero viene a mancare e si disperde, riconducilo. La mente tende all’instabilità. Ma colui che mette ordine in tutte le cose può darle stabilità. Se tu perseveri in questa attività e la custodisci costantemente, colui che stabilisce in te dei limiti al tuo mare verrà e le dirà durante la tua preghiera: “Fin qui giungerai e non oltre”(Gb 38.11). Non è possibile legare lo spirito; ma là dove si trova il creatore di tale spirito, tutto si sottomette a lui”.
La fase iniziale della preghiera consiste nel respingere i pensieri fin dal loro nascere, mediante la preghiera; la fase centrale si ha invece quando la mente rimane esclusivamente nelle parole pronunciate vocalmente o mentalmente; il coronamento, infine, è il rapimento della mente verso Dio. Nel gradino sull’obbedienza, Giovanni afferma: “Lotta costantemente con il tuo pensiero e fallo ritornare a te ogni volta che prende il volo. Dio non esige dai novizi una preghiera totalmente libera dalle distrazioni; non affliggerti se derubato, ma resisti e fai costantemente ritornare la mente verso di te”.
“Pregare con attenzione”

Il metodo esposto qui consiste fondamentalmente nel pregare con attenzione, cioè che ogni parola abbia un peso e sia diretta in un unica direzione, al di là del numero di ripetizioni o del tipo di formula;,sia che lo si faccia vocalmente che mentalmente. Quando si prega con attenzione, il cuore non può estraniarsi, come ha detto Marco l’Asceta: “La mente che prega senza distrazione rende il cuore contrito”.Così, dunque, colui che prega secondo il metodo esposto da Giovanni Climaco pregherà con le labbra, con la mente e con il cuore; e chi avrà progredito in questo modo di pregare possiederà la preghiera della mente e del cuore e attirerà su di sé la grazia divina, come si può vedere dalle parole del grande maestro dei monaci. Sembra semplice e ovvio, ma escludere il mondo e i tuoi problemi per rinchiudere i tuoi pensieri solo nelle parole spostandole progressivamente dalla mente al cuore è un percorso importante e non si può raggiungere senza un certo impegno e desiderio.

Possiamo racchiudere le tecniche della preghiera di Gesù in cinque categorie principali che potrebbero costituire anche un percorso graduale e progressivo:

1. Preghiera vocale/mentale semplice: senza sincronizzazione col respiro

Consiste nella continua e insistita ripetizione dell’invocazione “Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore” fatta per un certo periodo di tempo. Nel primo periodo di pratica si può stabilire un programma graduale e progressivo di ripetizioni, ma tenendo presente che la nostra attuale condizione di vita non ci permette, perlomeno agli inizi, di andare oltre un certo numero.
Naturalmente l’invocazione può essere modificata o sostituita da parole sacre come: “Gesù, Abba, Kyrie Eleison, Spirito Santo, Ruah”.
L’invocazione risulta forse un poco lunga quando si vorrà passare a una sincronizzazione col respiro.

2. Preghiera vocale/mentale semplice: sincronizzata col ritmo respiratorio

Di questo secondo metodo esistono diverse varianti: noi suggeriamo, per esperienza, quello più semplice e naturale, senza trattenuto respiratorio:

I fase – abbinamento dell’inspirazione con la prima parte dell’invocazione: “Signore Gesù Cristo Figlio di Dio” o parola sacra

II fase – abbinamento dell’espirazione con la seconda parte dell’invocazione: “Abbi pietà di me peccatore”. o seconda parola sacra

Nella prima fase ci “riempiamo” del Nome e iniziamo a portare la nostra attenzione al cuore.Nella seconda fase ci “svuotiamo” dei nostri peccati ed iniziamo a “riposarci” e rilassarci, nella consapevolezza commossa e gioiosa della misericordia che ci viene donata da Gesù.

Questa tecnica sembra la più naturale ed equilibrata in quanto non altera il processo naturale del ritmo respiratorio e si integra perfettamente con il nostro funzionamento fisiologico. Anzi, portando la nostra attenzione sul respiro, permette una maggiore consapevolezza e controllo delle fasi inspiratorie ed espiratorie e l’eventuale correzione dei difetti. A lungo andare diventa spontanea e automatica.

3. Preghiera del cuore diretta

TECNICA DIRETTA, FONDAMENTALE

Consiste nella sequenza: INTELLIGENZA > DISCESA NEL CUORE > TRATTENIMENTO DEL RESPIRO > PREGHIERA DI GESU’

San Gregorio il Sinaita: “Siedi su di un seggio basso, fa discendere la intelligenza dalla testa nel cuore e mantienila in questo luogo; poi, penosamente inclinato fino a risentire un vivo dolore nel petto, nelle spalle e nel collo per la tensione dei muscoli, grida di cuore e di spirito : Signor Gesù Cristo, abbi pietà di me ! Ciò facendo, trattieni il respiro, non respirare con troppo ardire, in quanto ciò può dissipare il pensiero. Se pensieri sopravvengono , non prestarvi attenzione quand’anche fossero semplici e buoni, e non solo vani ed impuri. Trattenendo la respirazione per quanto puoi, imprigionando la tua intelligenza nel cuore e moltiplicando pazienemente i tuoi appelli al Signore Gesù, tu spezzerai e annienterai rapidamente questi pensieri con i colpi invisibili che infligge loro il Nome Divino. San Giovanni Climaco dice : ” Colpisci i tuoi avversari col Nome di Gesù ; non esiste arma più; potente sulla terra o nei cieli”.
Quando il tuo pensiero verrà meno, quando il tuo corpo e il tuo cuore saranno divenuti doloranti a forza di piantare in essi con frequenza il nome di Gesù, sicchè ogni occupazione avrà cessato di apportar loro il calore e la gioia necessari per sostenere lo zelo e la pazienza di colui che vi si dedica, allora (soltanto) alzati e solo o col tuo discepolo, salmodia o esercita il pensiero su tale passaggio delle Scritture o rifletti alla morte oppure leggi o dedicati al lavoro manuale o a qualche altra occu­pazione che faccia penare il tuo corpo

San Simeone il Nuovo Teologo:

Devi in primo luogo vegliare a tre cose : prima, a non avere alcuna preoccupazione, buona o cattiva; in secondo luogo, devi avere una coscienza pura in tutto che nulla ti rimproveri; e per terzo, ad avere un distacco perfetto in modo tale che il tuo pensiero non inclini verso alcuna attrazione di questo mondo. Avendo fortemente stabilito tutte queste disposizioni nel tuo cuore, stai in un luogo ritirato, solo, in un angolo; chiudi la porta, concentra la tua intelligenza, allontana da essa ogni oggetto temporale o vano, appoggia fortemente la barba contro il petto; trattieni un po’ la respirazione, fa discendere la tua intelligenza nel cuore mentre dirigi al tempo stesso su di esso gli occhi del corpo tuo, e presta attenzione a ciò che avviene ; costringi 1′ intelligenza a restarvi legata e cerca col pensiero di trovare il luogo dove si trova il cuore affinchè la tua intelligenza vi si fissi completamente. Dapprima vi incontrerai le tenebre e la pena ; ma poi, se perseveri in questo esercizio d’attenzione notte e giorno, tu ne ricaverai una gioia incessante. L’intelligenza, a forza di sforzarvisi, troverà il luogo del cuore, ed allora vedrà presto cose che mai ha visto e di cui non ha nozione : si vedrà luminosa, piena di saggezza e di discernimento. Ed allora, da qualsiasi parte possa venire un pensiero illegittimo, prima ancora che penetri nel cuore e vi introduca una qualsiasi immagine, l’ intelligenza lo scaccerà e 1′ annienterà dicendo : Signore Gesu’ Cristo, abbi pietà’ di me! È a partire da questo momento che essa comincia ad avere risentimento ed odio per i demoni, li insegue, li colpisce e li annienta. In merito alle altre cose che avvengono nello stesso tempo, tu apprenderai a conoscerle più tardi con l’aiuto di Dio, da te stesso, con la tua propria esperienza, nella misura stessa in cui custodirai nel tuo cuore Gesù, vale a dire la preghiera indicata: “ Signore Gesù, abbi pietà di me!”.

4. Preghiera del cuore mediata

TECNICA MEDIATA ACCESSORIA

Sequenza: RACCOLTA DELLO SPIRITO/MENTE NELLE NARICI > DISCESA-INALAZIONE NEL CUORE > TRATTENIMENTO-RIPOSO-GIOIA > PREGHIERA DI GESU’

In questo caso la discesa della mente nel cuore non è diretta, ma mediata, appunto, dall’inalazione. Non dobbiamo però fare dei raffronti inopportuni con le tecniche yogiche di meditazione tantrica (tibetane e induiste) che “pretendono” di guidare/controllare le “energie sottili” dell’essere umano. L’aiuto nel nostro caso è solo psicologico-immaginativo, quindi strumentale, in quanto è impensabile che lo spirito possa veramente raccogliersi nelle narici. Esiste d’altra parte un ricco parallelismo simbolico-spirituale di biblica matrice che rimanda al “soffio-spirito” e che andrebbe maggiormente sviluppato a livello pratico oltre che teologico.

A proposito di questa tecnica, San Niceforo l’ Astinente ci dice: “Prima di tutto, che la tua vita sia libera da ogni agitazione, da ogni preoccupazione, sii in pace con tutti. Poi, ritirati nella tua cella, ‘chiudi la porta dietro di te; siedi in qualche angolo e fai quanto ti dirò. Concentra il tuo spirito e fai seguire, per raggiungere il cuore, il cammino che segue l’aria, e costringilo a discendere nel cuore con l’aria che inspiri. Abitualo a non abbandonare questo luogo” troppo presto, in quanto al principio esso soffre molto di restare così rinchiuso ed allo stretto, ma quando vi si abitua non vuol più errare al di fuori”.Tu sai che la respirazione consiste nell’inspirare e nell’espirare aria. L’organo che a tale scopo serve è il cuore, esso è il principio della vita e del calore. Il cuore attira a sè il fiato per diffondere all’esterno il suo calore con l’espirazione e assicurarsi una temperatura ideale. Il principio o più precisamente lo strumento di questo ritmo sono i polmoni. Costruiti dal Creatore con un tenue tessuto, introducono ed estromettono l’aria come un soffietto, così che il cuore assorbendo nel respiro l’aria fredda ed emettendola riscaldata, mantiene intatta quella funzione che gli è stata affidata per l’equilibrio del corpo vivente.

1) Come già ho detto, mettiti seduto, raccogli il tuo spirito e introducilo nelle narici; è il cammino che l’aria segue per andare al cuore. Spingilo, forzalo a discendere nel cuore, insieme con l’aria inspirata Quando vi sarà giunto, vedrai la gioia che eromperà: nulla avrai da rimpiangere. Come uno che torna a casa dopo una lunga assenza non sa frenare la gioia di aver ritrovato la moglie e i figli; così lo spirito quando si unisce all’anima, è colmo di gioia e di ineffabile allegrezza. A questo punto, abituati a non fare uscire lo spirito con impazienza, le prime volte si sentirà smarrito in questa interiore reclusione e prigione. Ma, quando si sarà ambientato, non avrà alcun desiderio di sortire nelle consuete divagazioni; il regno dei cieli è dentro di noi.

Chi volge nel suo intimo lo sguardo, e con pura preghiera cerca di dimorarvi, considera le cose esteriori prive di valore e di pregio.

2) Se fin da principio riesci a discendere nel cuore nel modo che ti ho descritto, ringrazia Dio! A lui dà gloria, esulta e sii fedele a questo esercizio, ti manifesterà le cose che ignori. A questo punto hai bisogno di un altro insegnamento: mentre il tuo pensiero dimora nel cuore, non stare silenzioso e ozioso, ma costantemente sii impegnato a gridare “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio abbi pietà di me”, e non ti stancare. Questa pratica tenendo lontano il tuo pensiero dalle divagazioni, lo rende invulnerabile e inattaccabile alle suggestioni del nemico, e ogni giorno lo eleva all’amore e alla nostalgia di Dio.

5. Preghiera del cuore mista

TECNICA MISTA

E’ questa una tecnica più avanzata e difficile.

Consiste nella sincronizzazione di un certo numero di battiti del cuore con ognuna delle fasi della respirazione, e nell’adattamento, ad ogni battito del cuore, di uno dei termini della Preghiera di Gesù: “Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore “.

Anche su questa tecnica si trovano preziose indicazione nei Racconti del Pellegrino:
“Bene. Allora immagina nella stessa maniera il tuo cuore e rivolgi ad esso i tuoi occhi, come se lo guardassi. Ascolta attentamente con la mente i suoi battiti, l’uno dopo l’altro. I santi Padri chiamano quest’operazione ‘ portare la mente dalla testa al cuore ‘. Quando ti sarai abituato a questo, comincia allora, sempre guardando interiormente il cuore, a far coincidere a ogni suo battito una parola della preghiera:

– Al primo battito dirai o penserai: “Signore; – al secondo: Gesù; – al terzo: Cristo; – al quarto: abbi pietà – al quinto: di me peccatore”.

Dopo aver dato questo insegnamento, il Pellegrino dice ancora al cieco che lo ascoltava:
” Ripeti molte volte questo esercizio; per te sarà facile, perchè conosci già la preghiera del cuore e sei preparato ad essa. Poi, quando ti sarai abituato anche a questo, comincia ad inspirare ed inspirare dal cuore tutta la preghiera di Gesù insieme con il respiro, così come insegnano i Padri.

– Inspirando devi dire o pensare: Signore Gesù Cristo;

– espirando: abbi pietà di me.

Ripetendo sempre più spesso questo esercizio, presto sentirai nel cuore un piacevole dolore, poi una specie di sensazione di sensazione di tepore. E in questo modo, con l’aiuto di Dio, farai tua la dolce e spontanea preghiera interiore del cuore. Ma sta bene attento a non coltivare figure o fantasie nella tua mente, chè i santi Padri raccomandano con forza di evitare la presenza di immagini nella preghiera interiore, e questo per non cadere in tentazione.”

Queste raccomandazioni sembrano apparentemente rimandare alla tecnica semplice di sincronizzazione con le fasi di inspiarzione-espirazione che abbiamo descritto all’inizio; ma riflettendo attentamente scopriamo che rispetto alla tecnica semplice da noi indicata c’è un elemento in più: il raccoglimento nel cuore. Questo la pone quindi tra le forme più avanzate e complesse che integrano l’attenzione, la postura, il respiro, la mente, il cuore e la preghiera di Gesù.

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PRAYER OF THE HEART also known as the Jesus Prayer ‘  

“Lord Jesus Christ, Son of God, have mercy on me a sinner” (from “Tales of the Russian pilgrim)

A particular method of prayer is the prayer hesychastic, call (thankfully!) Prayer or prayer of the heart of Jesus

It ‘a particularly effective form of prayer in which, albeit in very different is pursuing a similar effect to that of praying in tongues though probably on a deeper level: to establish a direct connection of the soul with God, bypassing obstacles Headline exactmatch products from the mind and its worms. Practiced by many saints, is based on a gradual abandonment of its materiality to achieve a state of consciousness above the level of mind to deeply feel the ecstasy of intimate relationship with God
Forms are technically similar in Eastern meditation, yoga, tai-chi in in biofeedback, hypnosis and self hypnosis.
The obvious difference lies in not seeking a relationship with oneself, but with the Heavenly Father that permeates all things and all creatures. It is not a pantheistic way of seeking God in His creatures, but grasping it through them. Herein lies the great distance between the Eastern doctrines and this prayer: techniques may resemble the path to be common, but the goal is not on earth … is much higher!
There is a risk to be avoided from the start: to believe that the technique is the most important thing that the mantras are necessary, that everything is reduced to an almost forced immobility in which they apply, controlled breathing and repeating sacred words. St. Teresa of Avila reaching levels of relationship with God through ecstatic experiences even levitation from the floor without using sophisticated techniques, but through a complete abandonment to Him the whole body and whole mind even though she had followed a progressive had called metaphorically “the first, second, third, fourth water”

Welcome to the expert from an article De Matteis: “Without claiming to offer the rules that apply to all or to exhaust a subject as complex and difficult, we first outline a path of practical and methodological, in the knowledge that the technical aspect is secondary to the other elements of prayer and therefore should not be overestimated nor not too developed, not to fall into the trap of Hindu and Buddhist yogic techniques that has too much effort “technical” personnel and complex architectures mystical imagery and gestures that support the phases of meditation. ”

It ‘still an ancient form of prayer, practiced in one form or another by the mystics and ascetics of all time, certainly well before the time of Jesus, even though the two main speakers and supporters of this form of prayer were : St. Gregory the Sinai, which, to the fifteenth century, introduced the Prayer of Jesus to the Mount Athos and was a tireless propagator, and St. Symeon the New Theologian, who was the leading master of ‘the eleventh century as well as St. John Climacus said S. Giovanni della Scala. The immobility, closed eyes, the posture is useful now but as we have said many times we should not have too much attention to purely technical factors.

Method of St. John Climacus (known as St. John of the Ladder)
Without doubt, among all the methods, first place goes to the one recommended by John Climacus is simple and rather off: this encourages those who are at the beginning because no major rules or regulations. This method is indeed very practical and there is no danger: it is accessible to all Christians who live with pity, and seek salvation, whether monks or laymen. John Climaco, great leader of the monks, speaks of this method in two places in his stairway to heaven (Klimax tou Paradeisou) that is in step and in obedience to the prayer.

“Pen your thoughts in the words”

In step John Climacus says about prayer: “Strive to bring back or just the thought of locking up in prayer. If, as was his childhood, your mind is lost and scattered, bring him. The mind tends to instability.But he who brings order in all things may give you stability. If you will persevere in this activity and keep them constantly, he who lays down with you to your limits and the sea will tell you during your prayer: “As you come, and no further” (Job 38.11). You can not bind the spirit, but where he is the creator of that spirit, all obey him. ”
The initial phase of prayer is to dismiss the thoughts since their birth, through prayer, the central phase is, instead, when the mind is only in the words spoken vocally or mentally, the culmination, finally, is the rapture of the mind to God In step obedience, John says, “constant struggle with your thoughts and have it return to you every time you take the flight. God does not require a prayer from novice totally free from distractions, do not fret if robbed, but resist and you continuously the mind back to you. ”
“Praying with care”

The method described here is basically to pray with attention, that every word has weight and is directed in one direction, beyond the number of repetitions or the type of formula;, whether it is done vocally and mentally. When we pray with attention, the heart can not alienate, as Mark the Ascetic says: “The mind praying without distraction makes a contrite heart.” So then, those who pray “according to the method described by John Climacus will pray withlips, his mind and heart, and who have progressed in this way of praying will own the prayer of the mind and heart and will draw upon himself the divine grace, as you can see from the words of the great master of the monks. It sounds simple and obvious, but exclude the world and your problems to lock up your thoughts in words only gradually moving from mind to heart is an important path and can not be achieved without some effort and desire.

We enclose the techniques of the prayer of Jesus in five main categories that may also be a gradual and progressive:

1. Vocal prayer / Mental simple: without synchronization with the breath

It consists in the continuous and insistent repetition of the invocation, “Lord Jesus Christ, Son of God, have mercy on me a sinner” made for a certain period of time. In the first period of practice you can establish a program of gradual and progressive reps, but keep in mind that our present condition of life does not allow us, at least in the beginning, to go beyond a certain number.
Of course, the invocation may be amended or replaced by such sacred words: “Jesus, Abba, Kyrie Eleison, Holy Spirit, Ruah”.
The invocation is perhaps a little long when you’ll want to switch to a synchronization with the breath.

2. Vocal prayer / Mental simple synchronized with the respiratory rhythm

In this second method there are several variants: we suggest, from experience, the most simple and natural, without respiratory held:

Phase I – combined with the first part of the inspiration of the invocation: “Lord Jesus Christ, Son of God” or sacred word

Phase II – combined with the second part of expiration of the invocation: “Have mercy on me a sinner.” or second word sacred

In the first stage “fill” the name and begin to bring our attention to the second phase we cuore.Nella “emptied” of our sins and begin to rest and relax in the knowledge that emotion and joy of mercy is given to us by Jesus

This technique seems the most natural and balanced because it does not alter the natural process of respiration rate and integrates seamlessly with our physiological functioning. Indeed, bringing our attention to the breath, allowing a greater awareness and control of inspiratory and expiratory phases and possible defect correction. In the long run it becomes automatic and spontaneous.

3. Prayer of the heart live

DIRECT TECHNOLOGY, BASIC

It consists of the sequence: INTELLIGENCE> DOWN IN THE HEART> holding the breath> PRAYER OF JESUS ​​’

St. Gregory the Sinai: “Sit on a seat bottom, is the intelligence from the head down in my heart and keep it in this place, and then, painfully inclined to suffer a severe pain in the chest, shoulders and neck muscle tension , cries of the heart and soul: the Lord Jesus Christ, have mercy on me! In doing so, hold your breath, not daring to breathe too, as this may dispel the thought. Thoughts if they occur, do not pay attention even if they were simple and good, and not only vain and impure. While holding the breath as you can, imprisoning your intelligence at the heart patients and multiplying your appeals to the Lord Jesus, you break and destroy them quickly these thoughts with imposing their invisible blows the divine name. St. John Climacus says, “Hit your opponents with the name of Jesus, there is no weapon, powerful on earth or in heaven.”
When do you think will not, when your body and your heart will become sore in force to plant them in the name of Jesus with frequency, so that every occupation has ceased to provide them with warmth and joy needed to sustain the zeal and the patience of someone who is dedicated, then (only) get up and alone or with your disciple, chanting exercises or thoughts on this passage of Scripture or death to think or read or devoted to manual labor or some other occupations that do suffer the your body

St. Symeon the New Theologian:

You must first ensure three things: first, to not have any concern, good or bad, and secondly, you must have a clear conscience that nothing in all reproaches, and third, to have a perfect posting in such a way that your thinking is not prone to any attraction in the world.Having strongly established all these provisions in your heart, you’re in a remote, alone in a corner, shut the door, focus your intelligence away from it each time or space, strongly supports a beard to his chest, hold a little ‘breathing, your intelligence is down in the heart while directing both eyes on it your body, and pay attention to what is happening, compel an’ intelligence and tries to remain tied with the thought of finding the place where is the heart so that your intelligence will be completely fixed. First you’ll meet darkness and pain, but then, if you persevere in this exercise of attention night and day, you’ll get a constant joy. Intelligence, by dint of sforzarvisi, find the place of the heart, and then things will soon see that man has ever seen and which has no notion: you will see bright, full of wisdom and discernment. So, any party can be thought illegitimate, even before getting into the heart and will introduce any image, ‘the intelligence and drive out a’ destroy saying, Lord Jesus ‘Christ, have mercy’ on me! It is from this moment that it begins to have resentment and hatred for demons, chasing them, hitting them and destroying them. With regard to other things happening at the same time, you will learn to know them later with the help of God, by yourself, with your own experience, in the same measure in which keep them in your heart Jesus, that is to say the prayer stated: “Lord Jesus, have mercy on me.”

4. Prayer of the heart mediated

TECHNOLOGY MEDIATED ACCESSORY

Sequence: HARVEST OF THE SPIRIT / MIND into the nostril> INHALATION IN THE HEART OF DOWN-> Holding JOY-REST-> PRAYER OF JESUS ​​’

In this case, the descent of the mind in the heart is not direct, but mediated, in fact, inhalation. But we must not make inappropriate comparisons with the tantric yogic techniques of meditation (Tibetan and Hindu) to “pretend” to drive / control the “subtle energies” of the human. The aid in our case is only psychological and imaginative, and instrumental, as it is unthinkable that the spirit can really get together in the nostrils. On the other hand there is a rich biblical parallel symbolic-spiritual matrix that refers to “mind-blowing” and that should be further developed in practice as well as theological.

About this technique, the St. Nicephorus’ abstinent tells us: “First of all, that your life is free of any agitation, any concern, be at peace with everyone. Then, retire to your cell, ‘shut the door behind you, sit in a corner and do what you say. Focuses your mind and you follow, to reach the heart, the path that follows the air, and compel them to descend to the heart with the air we breathe. Usually not leave this place “too soon, because the principle it suffers so much to stay locked up and a strong, but when you get used to it no longer wants to roam outside.” You know that breathing is inhaling and in ‘exhale air. The body that serves this purpose is the heart, it is the beginning of life and heat. The heart to pull on the wind to spread outside its heat with the breath and make an ideal temperature . The principle, or more precisely the instrument of this rhythm are the lungs. Made by the Creator with a soft cloth, being sidelined and introduce the air like a bellows, so that the heart in absorbing and emitting breathing cold air heated, retains the function entrusted to him for the balance of the living body.

1) As I said, sit up, pick up your spirit and introducilo nostrils, is the path that air follows to get to the heart. Push it, force detection down to the heart, along with the inspired air will come when you will see the joy that eromperà: you have nothing to regret. As one who returns home after a long absence can not stop the joy of having found his wife and children, so when the spirit is united to the soul, is filled with joy and gladness inexpressible. At this point, not used to bring out the spirit forward, the first few times you feel lost in this inner prison and jail. But when it will be set, will have no desire to sorting in the usual digressions, and the kingdom of heaven is within us.

Who draws the eye in his heart, and try to live a pure prayer, consider the external things of no value and quality.

2) For by now you can descend into the heart the way you’ve described, thank God! He gives glory, exult and be faithful to this exercise, you will manifest the things you ignore. At this point you need another lesson: While your thought dwells in the heart, do not stay silent and idle, but constantly Be committed to cry “Lord Jesus Christ, Son of God have mercy on me,” and do not tire. This practice taking away your thoughts from wandering, makes him invulnerable and impervious to the suggestions of the enemy, and every day it rises to the love and longing for God

5. Joint prayer of the heart

MIXED TECHNIQUE

And ‘This is a technique more advanced and difficult.

It consists in the synchronization of a number of beats of the heart with each phase of respiration, and adaptation, with each beat of the heart, one of the terms of the Jesus Prayer: “Lord Jesus Christ, Son of God, have mercy on me , a sinner. ”

Also on this technique are valuable indication of the Pilgrim Tales:
“Good. Then imagine the same way your heart and call it your eyes, as if watching him. Listen carefully with his mind ticks, one after the other. The holy Fathers called this operation ‘lead the mind from the head to heart. ‘When you get used to this, then began, still looking inside the heart to match his every beat a word of prayer:

– On the first beat will say or think, “Lord, – second: Jesus – in the third, Christ, – the fourth, pity – the fifth, to me a sinner.”

After giving this teaching, the Pilgrim says the blind man who listened to him:
“Repeat this exercise many times, it will be easy for you, because you already know the prayer of the heart and you’re prepared for it. Then, when you get used to this too, begin to breathe in and breathe from the heart throughout the prayer of Jesus together with thebreath, as the Fathers teach.

– Inhale, or think you have to say: Lord Jesus Christ;

– Exhaling, pity me.

By repeating this exercise more often, soon you will feel in my heart a pleasant pain, then a sort of feeling of feeling of warmth. And so, with the help of God, do your inner sweet and spontaneous prayer of the heart. But he is careful not to cultivate figures or patterns in your mind, that the holy Fathers strongly advised to avoid the presence of images in the interior prayer, and this will not fall into temptation. ”

These recommendations appear to apparently refer to the simple technique of synchronization with the phases of breath-inspiarzione we described earlier, but think carefully we find that compared to the simple technique we have shown there is an additional element: the gathering in the heart. This raises among the most advanced and complex forms that integrate attention, posture, breath, mind, heart and the prayer of Jesus

Nelle tue mani, o Dio


Nelle tue mani, o Dio

Mi abbandono, o Dio, nelle tue mani.
Gira e rigira quest’argilla,
come creta nelle mani del vasaio.
Dalle una forma e poi spezzala, se vuoi.
Domanda, ordina, cosa vuoi che io faccia?
Innalzato, umiliato, perseguitato,
incompreso, calunniato, sconsolato,
sofferente, inutile a tutto,
non mi resta che dire,
sull’esempio della tua Madre:
«Sia fatto di me secondo la tua parola».
Dammi l’amore per eccellenza,
l’amore della croce,
ma non delle croci eroiche
che potrebbero nutrire l’amor proprio,
ma di quelle croci volgari,
che purtroppo porto con ripugnanza…
Di quelle croci che si incontrano
ogni giorno nella contraddizione,
nell’insuccesso, nei falsi giudizi,
nella freddezza, nel rifiuto
e nel disprezzo degli altri,
nel malessere e nei difetti del corpo,
nelle tenebre della mente
e nel silenzio e aridità del cuore.
Allora solamente Tu saprai che Ti amo,
anche se non lo saprò io,
ma questo mi basta.

John Kennedy

Into yours hands, O God

I surrender, or God, into thy hands.
this clay round and round,
putty in the hands of the potter.
From a form and then break them if you want.
Demand, order, what do you want me to do?
Lifted up, humiliated, persecuted,
misunderstood, maligned, sadly,
suffering, needless to all,
I can only say,
the example of your mother:
"Be it done unto me according to thy word."
Give me the love of excellence,
love the cross,
crosses but not heroic
that might feed the self-esteem,
but of those crosses vulgar,
unfortunately carry with revulsion ...
Crosses of those who meet
every day in the contradiction,
in failure, in the false judgments,
the coldness and rejection
and contempt of others,
in sickness and in defects of the body,
in the darkness of the mind
and in the silence of the heart and dryness.
Then only you will know that I love you,
although I will not know,
but this is enough for me.

John Kennedy

La Preghiera del Musicista


La Preghiera del Musicista

Voglio rivolgermi a te, Signore,
ma non userò parole..
mi servirò del dono che tu stesso mi hai donato,
di quel talento che si esprime al posto mio
e chiede solo di essere ascoltato..
un talento che si muove nel silenzio
e che nel silenzio troverà espansione,
da un pianissimo a un crescendo..
da una preghiera sussurrata
ad un urlo a piena voce..
dal suono di un unico strumento
alla sinfonia di un’orchestra intera.
Se la musica, Signore, è il mio talento,
se questo è il dono tuo per me
non mi occorre altro per parlarti.
Da ogni nota ti giungerà un messaggio,
una richiesta, un grazie, un grido di dolore
e in una nota che potrà sembrarti vuota
troverai quello che ho da dirti e
quello che ho da darti.
La musica ha solo sette note,
ma son bastate per le grandi opere
e da quelle sette note, basse, alte o anche stonate,
volerà a te la mia preghiera.
Quando incontrerò una pausa
mi fermerò a pensarti e alla nota successiva
continuerò a suonare per pregarti ancora.

Antonella Garofolo

The Musician’s Prayer

I speak to you, Lord,
but my words will not ..
I will use the gift that you yourself have given me,
of that talent which is expressed in my place
and asks only to be heard ..
a talent that moves in silence
and that the silence will expand,
by a pianissimo to a crescendo ..
whispered a prayer
a full-throated cry ..
by the sound of one instrument
the entire symphony orchestra.
If music, Lord, is my talent,
If this is your gift to me
I do not need to talk more.
From each note will reach you a message,
a request, thank you, a cry of pain
and a note that may seem empty
find what I have to say and
I have to give.
The music has only seven notes,
but they are big enough for the great works
and those seven notes, low, high or even out of tune,
will fly to thee my prayer.
When I meet a break
I plan on thinking about you and the next note
I will continue to beg to play again.

Antonella Garofalo

Tu sei mio amico


Paramahansa Yogananda

Tu sei mio amico

Caro Padre Celeste,
quando dormo Tu vieni a me come Pace.
Quando mi sveglio Tu vieni a me come Gioia.
Quando amo i miei amici Tu vieni a me come Amore.
Quando corro, Tu corri con me:
Quando gioco, anche Tu Ti diverti:
Quando penso, Tu pensi con me.
Quando voglio, Tu mi dai la capacità di volere.
Insegnami a giocare correttamente,
a pensare correttamente
e a comportarmi correttamente.
Io voglio piacere a Te, che sei dentro di me.
Amo essere guidato da Te,
Perché Tu sei il mio più grande Amico.

Paramahansa Yogananda

Samadhi

Svaniti di luce e d’ombra i veli, sollevata ogni nebbia di dolore,
sparita ogni alba di fugace gioia è scomparso dei sensi l’incerto miraggio.
Amore, odio, salute, malattia, vita morte:
periron queste false ombre sullo schermo della dualità.
Onde di risa, turbini di sarcasmo, vortici di tristezza
Si fondono nel vasto oceano del rapimento.
Di maya la tempesta s’è acquietata per incanto della profonda intuizione.
L’universo, obliato sogno occhieggia nel subconscio.
Pronto a invadere l’appena ridestata Memoria del Divino.
Io vivo senza la cosmica ombra,
ma essa non è viva se divisa da me,
come il mare esiste senza le onde, ma non le onde senza il mare.
Sogni risvegli, profondo sonno turiya,
presente, passato, futuro per me non son più:
ma eternamente onnipresente.
Io, io dovunque. Pianeti, stelle, nebulose, terra,
vulcanici cataclismi da Giorno del Giudizio,
fornace plasmante la creazione, ghiacciai di silenti raggi X,
brucianti torrenti d’elettroni,
pensieri passati, presenti, futuri degli uomini tutti.
Ogni filo d’erba, me, l’umanità,
ogni particella di polvere degli universi,
collera, avidità, bene, male, salvezza, lussuria,
tutto inghiottii, tramutando tutto nel vasto oceano del sangue
del mio stesso e solo Essere.
Gioia covante sotto le ceneri, spesso attizzata dalla meditazione,
accecante i miei occhi di pianto,
divampò nelle immortali fiamme delle immortali fiamme dell’estasi,
consumò le mie lacrime, la mia forma, tutto me stesso.
Tu sei me, io sono Te, Conoscenza, Conoscitore, Conosciuto in Uno.
Quieto ininterrotto brivido, eterna vita, sempre nuova pace!
Godibile oltre ogni immaginazione, estasi del samadhi!
Non uno stato inconscio, o narcosi mentale senza voluto ritorno
È il SAMADHI; esso espande il regno della mia coscienza
oltre i limiti della mia forma mortale, fino ai più lontani margini dell’eternità,
ove io, Cosmico Mare, guardo il piccolo ego fluttuante in Me.
Un passerotto, un granello di sabbia non sfuggono al mio sguardo.
Tutto lo spazio è fluttuante come un iceberg nel mio Mare mentale.
L’infinito contenitore sono io d’ogni cosa creata.
Dalle lunghe, profonde, assetate meditazioni insegnatemi dal Guru
Viene questo SAMADHI celestiale.
S’odono i mobili mormorii degli atomi.
L’oscura terra, monti, valli, ecco son liquido fuso!
Fluenti mari si tramutano in vapori di nebulose!
Om soffia sul vapori squarciando meravigliosamente i loro veli.
Stan rivelati oceani scintillanti, elettroni,
finché all’ultimo tocco del cosmico tamburo
le luci più dense svaniscono nei raggi eterni dell’onnipervadente beatitudine.
Io venni dalla gioia, di gioia vivo, in sacra gioia mi dissolvo.
Oceano di mente, Io bevo tutte le onde della creazione.
Quattro veli: solidi, liquidi, vapori, luce si sollevano dinanzi a me.
Io stesso in ogni cosa entro nel Grande Me Stesso.
Svanite son per sempre le incostanti, vacillanti ombre di memorie mortali.
Immacolato è il mio cielo mentale sotto, davanti, in alto.
L’Eternità ed io, un solo raggio.
Da piccolissima bolla di risa, io sono divenuto il Mare stesso dell’Allegrezza.

Paramahansa Yogananda

You are my friend

Dear Heavenly Father, when I’m asleep,
come to me as peace.
When I’m awake, come to me as joy.
When I give kindness to others,
come to me as love.
When I run, run with high energy through my legs.
When I think, send understanding through my thoughts.
When I use will power, send your will power through me.
Teach me to think, play, behave, and use my will rightly,
for Thou art always by me.
I love to be guided by Thee, for Thou,
more even than my parents,
dost always wish the best for me.

Paramahansa Yogananda

Samadhi

Vanished the veils of light and shade,
Lifted every vapor of sorrow,
Sailed away all dawns of fleeting joy,
Gone the dim sensory mirage.
Love, hate, health, disease, life, death,
Perished these false shadows on the screen of duality.
Waves of laughter, scyllas of sarcasm, melancholic whirlpools,
Melting in the vast sea of bliss.
The storm of maya stilled
By magic wand of intuition deep.
The universe, forgotten dream, subconsciously lurks,
Ready to invade my newly wakened memory divine.
I live without the cosmic shadow,
But it is not, bereft of me;
As the sea exists without the waves,
But they breathe not without the sea.
Dreams, wakings, states of deep turiya sleep,
Present, past, future, no more for me,
But ever-present, all-flowing I, I, everywhere.
Planets, stars, stardust, earth,
Volcanic bursts of doomsday cataclysms,
Creation’s molding furnace,
Glaciers of silent x-rays, burning electron floods,
Thoughts of all men, past, present, to come,
Every blade of grass, myself, mankind,
Each particle of universal dust,
Anger, greed, good, bad, salvation, lust,
I swallowed, transmuted all
Into a vast ocean of blood of my own one Being!
Smoldering joy, oft-puffed by meditation
Blinding my tearful eyes,
Burst into immortal flames of bliss,
Consumed my tears, my frame, my all.
Thou art I, I am Thou,
Knowing, Knower, Known, as One!
Tranquilled, unbroken thrill, eternally living, ever new peace!
Enjoyable beyond imagination of expectancy, samadhi bliss!
Not a mental chloroform
Or unconscious state without wilful return,
Samadhi but extends my conscious realm
Beyond the limits of the mortal frame
To farthest boundary of eternity
Where I, the Cosmic Sea,
Watch the little ego floating in me.
The sparrow, each grain of sand, fall not without my sight.
All space like an iceberg floats within my mental sea.
Colossal Container, I, of all things made.
By deeper, longer, thirsty, guru-given meditation
Comes this celestial samadhi
Mobile murmurs of atoms are heard,
The dark earth, mountains, vales, lo! molten liquid!
Flowing seas change into vapors of nebulae!
Aum blows upon the vapors, opening wondrously their veils,
Oceans stand revealed, shining electrons,
Till, at last sound of the cosmic drum,
Vanish the grosser lights into eternal rays
Of all-pervading bliss.
From joy I came, for joy I live, in sacred joy I melt.
Ocean of mind, I drink all creation’s waves.
Four veils of solid, liquid, vapor, light,
Lift aright.
Myself, in everything, enters the Great Myself.
Gone forever, fitful, flickering shadows of mortal memory.
Spotless is my mental sky, below, ahead, and high above.
Eternity and I, one united ray.
A tiny bubble of laughter, I
Am become the Sea of Mirth Itself.

Paramahansa Yogananda