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Sfumature


Sfumature

Quante sfumature ha la vita? Quanto colore si perde per via?
Silenzi…attese di risposte e quella certezza che non arriva.
Ma davvero ascoltano, colgono nel profondo cosa si comunichi? No!
Cosa comprende chi ha un mondo diverso? Chi dentro di sè ha
un panorama differente?Se andiamo tutti in un sottomarino a vedere
il mare nei suoi abissi ( che dalla superficie non è concesso osservare);
un oblò per uno…malgrado si sia, immersi nella stessa pozione di mare,.
nessuno vedrà le cose ( i pesci, le alghe i giochi di luce) nello stesso modo.
Ecco, siamo palombari alla ricerca di una verità e poi…
Vorremmo che gli altri raccogliessero solo la nostra.Come pretendere
che accada? Magari siamo noi che, spostandoci da un oblò all’altro
possiamo scoprire che bellezza ci venga offerta e come ci possa arricchire.

08.09.2006 Poetyca

Shades

How many nuances have life? What color is lost on the way?
Silence … waiting for answers and the certainty that never comes.
Really listen, grasp the profound thing you tell? No!
Includes those who have a different world? Who to himself has
a different view? If we all go in a submarine to see
the sea in its depths (the surface that is not allowed to observe);
a porthole for one … although it is immersed in the same potion of the sea.
no one will see things (fish, algae play of light) in the same way.
Here, divers are searching for a truth and then …
We would like others collect only the claim nostra.Come
that happen? Maybe we who, moving from one porthole to another
we find that there is beauty and how we can enrich offer.

08.09.2006 Poetyca

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Due diversi mondi


Due diversi mondi

Forse viviamo due diversi mondi o due facce diverse della stessa cosa: da una parte quello che gli occhi osservano e che ci sembra ” diverso” da quel che siamo, che incarna aspetti che sentiamo dissonanti con il nostro essere, vorremmo poter correggere o forse essere protetti da quel mondo che chiamiamo realtà, che non sempre ci rappresenta, dal quale ci si sente alieni, distanti per modi e linguaggio.Troppa invadenza, troppe pressioni affinché si segua un ordine ed un tempo preconfezionato per tutti, senza la possibilità di scendere nel profondo per un ascolto ed un accordarsi ad un ritmo più soggettivo. Ma esiste un altro aspetto, un mondo che invece ci appartiene che è dentro di noi, fatto di sensazioni, di attimi interminabili e di silenzio ricco di armonia, basta soltanto fermarsi ad assaporarlo per sentirci ” a casa” e per comprendere come esso sia il senso stesso della nostra ricerca, non è mai stato distante e non si deve percorrere nulla spostandosi in altri luoghi, come per un viaggio, per trovarlo,esso infatti va solo ascoltarlo per accedervi e per comprendere come esso sia ricco di pace, come un giardino che va curato, è filo sottile di bellezza che si manifesta nei sentimenti indistruttibili e nel ricordo di quanto ci abbia arricchito nel tempo. Basta semplicemente accogliere quel che è, senza la pretesa di cambiare qualcosa o di trattenere, tutto scorre e tutto ha un senso impalpabile che offre sostanza al nostro spazio interiore con un continuo adattamento ed una continua flessibilità che innalza le frequenze energetiche per essere come un fiume che accoglie affluenti di armonia, per divenire armonia viva.

Spesso accecati dalla voglia di possesso, come se si trattasse di un ” luogo” esteriore, non ci rendiamo conto che facciamo fuggire quel che impalpabile come la neve è pura essenza, non ha forma o consistenza ma è proprio per questo che è preziosa e vera, è come una musica che non si ode con l’orecchio ma con l’anima che vibrante riconosce la musica primigenia dell’Amore e ne ripercorre la strada arricchendosi si Armonia e contenuto per essere portatori di pace.

26.10.2010 Poetyca

Two different worlds

Perhaps we live in two worlds or two different faces of the same thing: on one hand and what the eyes observe that there seems to be “different” from what we are, we feel that embodies aspects dissonant with our being, we would like to correct or perhaps be protected from that world we call reality, which is not always there, from which it feels alien, distant and ways to linguaggio.Troppa intrusive, too much pressure to follow a pre-order and once for all, without the possibility of going into deep listening and an agreement at a rate more subjective. But there is another side, a world that belongs to us but that is within us, made up of sensations, of endless moments of silence and of harmony, you just stop and savor it to feel “at home” and to understand how it is the sense of our research was never far away and you should not take anything by moving to other places, such as a trip, to find it, in fact it is only hear to access and to understand how it is full of peace, like a garden which is nice, is thin of beauty that manifests itself in the feelings and indestructible memory of what we have enriched over time. Just accept what is, without pretending to change something or to withhold, everything flows and everything makes sense that impalpable substance offers to our inner space with a constant change and continuous flexibility that raises the energy frequencies to be like a river which receives tributaries of harmony, harmony and become alive. Often blinded by the desire of possession, as if it were a “place” outside, we do not realize what we do to escape the snow is as fine as pure essence, has no form or substance but that is precisely why it is valuable and true it’s like a music that is heard with the ear but with the soul that recognizes the vibrant music of love and primitive traces its path is enriched Harmony and content to be peacemakers.

26.10.2010 Poetyca

Dialogo


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Dialogo

Un dialogo profondo e vero si legge anche nei silenzi o nello spazio vuoto tra le parole scritte.
Quando il dialogo ė spento o non ė mai stato,vuoto e silenzio sono voragini dalle quali non ci si solleva e solo noi possiamo darci slancio ad accorciare i confini con chi non ci sa vedere oltre le apparenze.
Le nostre esperienze ci devono sempre migliorare.

27.05.2016 Poetyca

Dialogue

A profound dialogue and true also says in the silences or into the gap between the written words.
It is when the dialogue  gone off or never was, emptiness and silence are chasms from which no one raises and only we can give us momentum to shorten the boundaries with those who know not see beyond appearances.
Our experiences are always improving there.

05/27/2016 Poetyca

Sii cambiamento


Sii cambiamento

Sulla conoscenza

E un uomo disse: Parlaci della Conoscenza.
E lui rispose dicendo:
Il vostro cuore conosce nel silenzio i segreti dei giorni e delle notti.
Ma il vostro orecchio è assetato dal rumore di quanto il cuore conosce.
Vorreste esprimere ciò che avete sempre pensato.
Vorreste toccare con mano il corpo nudo dei vostri sogni.

Ed è bene che sappiate:
La fonte nascosta della vostra anima dovrà necessariamente effondersi e fluire mormorando verso il mare;
E il tesoro della vostra infinita profondità si mostrerà ai vostri occhi;
Ma non con la bilancia valuterete questo sconosciuto tesoro;
E non scandaglierete con asta o sonda le profondità della vostra conoscenza.
Poiché l’essere è un mare sconfinato e incommensurabile.

Non dite: “Ho trovato la verità”, ma piuttosto, “Ho trovato una verità”.
Non dite: “Ho trovato il sentiero dell’anima”, ma piuttosto, “Ho incontrato l’anima in cammino sul mio sentiero”.
Poiché l’anima cammina su tutti i sentieri.
L’anima non procede in linea retta, e neppure cresce come una canna.
L’anima si schiude, come un fiore di loto dagli innumerevoli petali.

Khalil Gibran

” Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”

Gandhi.

” Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sarò con loro”.

Gesù

Noi non siamo separati dal mondo,ogni nostro piccolo sforzo, ogni piccola realizzazione è già parte del cambiamento.

Siamo seminatori instancabili, non dobbiamo attendere che altri facciano qualcosa ma noi stessi dobbiamo portare amore.

Non essere sfiduciato se non vedi quanto desideri , se ti attendi grandi progetti e grandi realizzazioni,

non gettare la spugna smettendo di credere nelle tue capacità,ma sii felice del fatto che piccoli squarci di luce avvengono ed esistono anche se nessuno ne parla per farci sentire impotenti e sfiduciati.

La reazione di chi ci vive intorno è la paura,si teme il cambiamento avvenuto in noi,si teme di perdere quel che si conosceva e sembra esserci un baratro su quanto siamo diventati.E’ come se, ora che si aprono le ali, gli altri volessero trattenerci,legarle per non farci sfuggire. Questo è una naturale reazione di chi teme per perdere la nostra presenza, ci vede impegnati in qualcosa che non si comprende a fondo.Noi possiamo essere comprensivi, ma non possiamo fermare un processo che fa il suo corso, questo è un sentiero senza ritorno.L’amore incondizionato, come quel fiore, dona aroma e bellezza perchè è la sua vera natura.

Sii perseverante e sii esempio per tutti, segui il profumo dell’amore incondizionato.

12.12.2010 Poetyca


Be Change

Knowledge

And a man said, Speak to us of knowledge.
And he answered saying:
Your heart knows in silence the secrets of the days and nights.
But your ears thirst for the sound to what the heart knows.
Would you say what you’ve always thought.
Would you like to touch the naked body of your dreams.

And it is good to know:
The hidden source of your soul must necessarily flow poured out, and murmuring to the sea;
And the treasure of your infinite depths will show in your eyes;
But not with the balance going to evaluate this unknown treasure;
And not with probing rod or probe the depths of your knowledge.
Since the self is a sea boundless and immeasurable.

Do not say: “I found the truth,” but rather, “I found a truth.”
Do not say: “I found the path of the soul”, but rather, “I met the soul walking upon my path.”
For the soul walks upon all paths.
The soul is not in a straight line, neither does it grow like a reed.
The soul unfolds itself, like a lotus of countless petals.

Khalil Gibran

“Be the change you want to see in the world”

Gandhi.

“Where two or three are gathered in my name, there am I with them.”

Jesus

We are not separate from the world, each of our small effort, every little achievement is already part of the change.

We are tireless sowers, we should not wait for others to do something but we ourselves must bring love.

Do not be discouraged if you do not see what you want if you wait for big projects and big achievements,

Do not throw in the towel and stopped believing in your abilities, but be happy that small patches of light takes place and there even if nobody talks about it to make us feel helpless and hopeless.

The reaction of those who live around us is fear, there are fears the change that occurred in us, the fear of losing what was known and there seems to be a chasm that we diventati.E ‘as if, now opens its wings, others wanted to hold us back, let us not tie them to escape. This is a natural reaction of those who fear to lose our presence, we are engaged in something that does not include a fondo.Noi may be understandable, but we can not stop a process that has taken its course, this is a path of no return.Unconditional love, like the flower, gives flavor and beauty that is his true nature.

Be persistent and be an example to all, follow the scent of unconditional love.

12.12.2010 Poetyca

Con Armonia


Due amanti silenziosi somigliano a due arpe con lo stesso diapason e pronte a confondere le voci in una divina armonia. (p. 50)

Jean-Baptiste Alphonse Karr, Aforismi sulle donne, sull’uomo e sull’amore, a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1993.

Armonia

“Mettete la parola “armonia” nel cuore della vostra esistenza,
custoditela in voi come una sorta di diapason, e non appena vi
sentite un po’ inquieti o turbati, prendete quel diapason e
ascoltatelo in modo da mettere tutto il vostro essere in
consonanza con la vita illimitata, la vita cosmica.
Dite che riuscite già ad armonizzarvi con la vostra famiglia,
con i vostri amici, con i vostri vicini, con i vostri colleghi di
lavoro?… Va bene, ma non è sufficiente. Potete essere in
accordo con la vostra famiglia o con la società, ma essere in
disaccordo con la vita universale, e allora, a poco a poco tale
dissonanza si infiltra in voi e rode il vostro organismo
psichico. Sforzatevi sin da ora di accordarvi con la vita
universale; sarà questa a portarvi la salute, la bellezza, la
luce, la gioia, e a fare di voi, ovunque andrete, un fattore di
armonia.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Dai Discorsi di Thich Nhat Hanh

Sorridere a voi stessi è un atto molto gentile nei vostri confronti, perchè state soffrendo e quando soffrite avete bisogno di amore. Voi siete la prima persona che può offrirvelo, non aspettate che sia un’altra a farlo. La pratica della meditazione è la pratica del guardare in profondità nella natura delle cose. E quando sarete in grado di guardare nella natura delle cose otterrete la comprensione, che può liberarvi dalla vostra sofferenza. Nel buddhismo la liberazione avviene attraverso l’intuizione, non attraverso la grazia, e quell’intuizione non sarà possibile senza la pratica della meditazione e del guardare in profondità. Non perdete neanche un minuto delle vostre giornate, ogni minuto della vostra giornata può essere utilizzato per generare l’energia della presenza mentale:camminando, respirando, sedendo. Inspirate, godetevi il vostro respiro e dite:”Sono arrivato”. Lo scopo è smettere di correre. Quando espirate dite:”Sono a casa”, e la vostra casa comincerà a rivelarvisi. Dovrebbe esserci sempre al vostro interno una specie di dialogo permanente con voi stessi, così che possiate scoprire qual è il sentiero da percorrere. E, quando conoscerete il vostro sentiero, smetterete di soffrire. Quando fate qualcosa per far sentire un altro sollevato, improvvisamente vi sentite molto felice. Se non avete la possibilità di fare qualcosa per dar sollievo a qualcun altro ma desiderate essere in grado di farlo, già quella voglia vi renderà più felice. Chi non ha l’energia dell’amore, chi non ha nessuna voglia di amare, è perso, molto solo e molto infelice.

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La retta parola

Nel Vinaya leggiamo queste istruzioni: «Chiunque
stia per ammonire un altro deve suscitare in sé
cinque qualità prima di aprir bocca, in modo da
poter dire così: “Parlerò a tempo debito, non nel
momento sbagliato. Dirò la verità, non bugie.
Parlerò soavemente, non con severità. Parlerò a
suo vantaggio, non a suo danno. Parlerò con
intento gentile, non con rabbia”».

Parlare rettamente è sopratutto mantenere una costante attenzione
al proprio modo di esprimersi in ogni circostanza,
perchè la parola è manifestazione del proprio essere.

Una delle cose importanti è il non parlare vanamente,
l’essere prudenti e misurati andando a verificare le fonti,
perchè non si trasmetta ad altri qualcosa di non vero,
che propagasse ignoranza (nel senso di falsa conoscenza).

Sopratutto nell’evitare di sovraccaricare gli altri
di troppe parole che non sempre sono utili.
Si deve sviluppare un processo di sintesi
per trasmettere l’essenza e dare spazio agli altri
nella ricerca ed ascolto interiore.

Non è la mente che deve parlare e soppesare
ma il nostro accostarci con amorevolezza
e compassione, in questo modo cade il giudizio
e la rabbia per mantenere sempre posizioni di supremazia.

Essere duali è percorrere la strada della competizione
e non ci sono giudici e gare.

Si apprende molto osservando ad ascoltando,
mentre non si ha nulla da insegnare a nessuno imponendo
delle proprie opinioni. Meglio tenerle per se stessi
o chiedersi se sono davvero valide o frutto
di condizionamenti della nostra mente.

La ricerca interiore è un giardino che ogni essere
coltiva in prima persona, possiamo solo dare sostegno
e non serve essere concitati ed agitarsi con gli altri
per far capire di essere vicini o di sentirsi distanti.

Meglio un fermo silenzio, addolcito da un sorriso
ed un amorevole accoglienza che il farsi trascinare
da un fiume in piena che non placa la mente.

Non giova sapere se si è approvati o disapprovati
da qualcuno, è importante riflettere e capire
se il passo che compiamo è costruttivo
o arreca danno ad altri esseri, in questo
possiamo essere capaci da soli.

Si è davvero vicino ad una persona restando in silenzio,
per permetterle di leggersi nel profondo,
ed aspettando che quello che noi avevavo compreso,
finalmente trovi chiarezza nell’altro attraverso
la retta visione ed il suo retto sforzo.
Possiamo suggerire con dolcezza, mai sovrapporci
o sostituirci agli altri.

Questo è nella mia esperienza e nel mio
modo di porgere la mia presenza in tanti anni.

Nel nostro rapporto con gli altri
non abbiamo merito alcuno, siamo solo testimoni
del loro sforzo per migliorare.
Ma sopratutto non dobbiamo distrarci
dal lavoro che serve per migliorare noi stessi.

Un sorriso
Poetyca

Vinaya è un termine sanscrito e pāli che significa disciplina e nel Buddhismo indica la raccolta scritturale delle norme di condotte seguite dai monaci (bhiksu, sanscr., bhikkhu, pāli) e dalle monache (bhiksuni, sanscr., bhikkhuni, pāli).
Il vinaya è una delle due categorie degli antichi insegnamenti del Buddha Shakyamuni (o Buddhadharma) insieme al ‘Dharma’ (ovvero dottrina). Un altro termine per indicare il Buddhismo è infatti Dharmavinaya.
Attualmente disponiamo di sette vinaya delle antiche scuole (Buddhismo dei Nikaya).
Il vinaya Theravada, di probabile origine Sthaviravada Vibhajyavada, è conservato nel Canone pāli ed è suddiviso in tre parti:

Suttavibhanga, le regole di condotta fondamentali dei monaci e delle monache (patimokkha) con le storie all’origine di ciascuna regola;
Khandhaka, a sua volta suddiviso in:
Mahavagga, altre regole di condotta e di etichetta per il sangha insieme ad altri discorsi e insegnamenti del Buddha;
Cullavagga, elaborazioni sull’etichetta e le norme dei monaci e delle monache e la trattazione di come vadano affrontati i casi di infrazione delle regole monastiche;
Parivara, una ricapitolazione delle sezioni precedenti riportante in sunto le regole classificate in vari modi a scopo didattico.

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Harmony

Two lovers are like two harps silent with the same pitch and ready to confuse the entries in a divine harmony. (P. 50)Jean-Baptiste Alphonse Karr, aphorisms on women, man and love, by Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1993.Harmony

“Put the word” harmony “in the heart of your existence,
Guard them in you as a kind of tuning fork, and as soon as you
feel a bit ‘anxious or upset, take this fork and
listen to put your whole being in
consonance with unlimited life, cosmic life.
You say you have failed to harmonize with your family,
with your friends, your neighbors, your colleagues
work? … Okay, but not enough. You may be
agreement with your family or society, but be
disagreement with the universal life, and then, little by little this
dissonance seeps into you and eats your body
psychic. Make an effort from now to agree with the life
universal, this will take you to the health, beauty,
light, joy, and to you, wherever you go, a factor
harmony. “

Mikhael Omraam Aïvanhov

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Speeches by Thich Nhat Hanh

Smiling to yourself is an act very kind to you, because you are suffering and suffering when you need love. You are the first to offer it can not wait until it is another to do so.The practice of meditation is the practice of looking deeply into the nature of things.And when you’re able to look at the nature of things will get understanding, which can free you from your suffering. In Buddhism, liberation is through intuition, not through the grace and intuition will not be possible without the practice of meditation and deep looking. Do not miss a minute of your day, every minute of your day can be used to generate the energy of mindfulness: walking, breathing, sitting. Breathe, enjoy your breath and say, “I came.” The aim is to stop running. When you exhale say, “I’m home, and your home will begin to rivelarvisi. There should always be your kind of interior permanent dialogue with yourself, so you can find out what path to take. And, when you know your path, stop suffering. When you do something to make another raise, suddenly you feel very happy. If you do not have the opportunity to do something to give relief to someone else but would like to be able to do so, that should already make you happier. Who has the energy of love, who has no desire to love is lost, very lonely and very unhappy.

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Right speech

In the Vinaya read these instructions: “Whoever
is to warn another to be perceived as such
five qualities before opening his mouth, so
I can say this: “I will in due course, not in
wrong time. Tell the truth, not lies.
I will speak softly, not with severity. I’ll talk to
his advantage, not to their detriment. I’ll talk to
kind intent, not with anger. “

Speak directly above is to maintain a consistent focus
its mode of expression in all circumstances,
because the word is a manifestation of his being.

One of the important things is to not speak in vain,
being cautious and measured by checking the sources,
why do not you send to others something that is not true,
that propagates ignorance (in the sense of false consciousness).

Above all, avoid overloading the other
too many words that are not always useful.
We must develop a synthesis process
to convey the essence and give space to others
in research and inner listening.

It is the mind that has to speak and weigh
but our approach with kindness
and compassion, so that falls on court
and anger to maintain positions of supremacy.

Being dual is the path of competition
and there are judges and competitions.

You learn a lot by watching to listening,
while you have nothing to teach anyone requiring
of their views. Better to keep it for themselves
or whether they are really valid or fruit
of conditioning of our mind.

The research is an inner garden that every
grow personally, we can only give support
and no need to be excited and agitated with the other
to understand to be near or distant feel.

Better a still silence, softened by a smile
and a loving welcome that being dragged
by a swollen river that calms the mind.

Not useful to know whether you approve or disapprove
by someone, it is important to reflect and understand
if the step you take is constructive
or causes harm to other beings, in this
we may be able by themselves.

It was really close to a person remaining silent,
to enable it to read in depth,
and waiting for what we had understood,
finally find clarity in the other through
the right view and its right effort.
We suggest gently, never sovrapporci
or replace them with others.

This is in my experience and my
way to extend my presence in many years.

In our relationship with others
we have no merit, we are only witnesses
of their effort to improve.
But above all we must not distract us
the work they need to improve ourselves.

A smile
Poetyca

Vinaya is a Sanskrit word that means discipline and Pali and in Buddhism means the collection of scriptural standards of conduct of monks (bhiksu, Skt., Bhikkhus, poles) and nuns (bhiksuni, Skt., Bhikkhuni, poles).
The Vinaya is one of two categories of the ancient teachings of Buddha Shakyamuni (or Buddhadharma) together with the ‘Dharma’ (ie doctrine). Another term for Buddhism is in fact Dharmavinaya.
Currently we have seven schools of the ancient Vinaya (the Buddhist Nikaya).
The Theravada Vinaya, probably from Sthaviravada Vibhajyavada, is preserved in the Pali Canon and is divided into three parts:

Suttavibhanga, the fundamental rules of conduct of monks and nuns (Patimokkha) with the origin stories of each rule;
Khandhaka in turn divided into:
Mahavagga, other rules of conduct and label for the sangha with other discourses and teachings of the Buddha;
Cullavagga, processing and labeling standards of monks and nuns and the discussion of how to be dealt with breaches of monastic rules;
Parivara, a recapitulation of the previous sections showing in summary the rules classified in various ways for teaching purposes.

Meditiamo con… Gibran


Meditiamo con… Gibran

Kahlil Gibran

commentato da Poetyca

Chi è Gibran :

Poeta Pittore Filosofo

Kahlil, nasce a Bisherri,una cittadina nel Libano settentrionale,il 6
gennaio 1883, luogo circondato dai famosi “Cedri del Libano”. Si chiamava
Gibran Khalil Gibran e quando emigrò negli Stati Uniti a undici anni il
nome gli fu abbreviato da un’insegnante inglese. Nei suoi scritti in
inglese la sua firma sarà sempre
Kahlil Gibran.

I genitori sono cristiani maroniti,religione cattolica formata dopo lo
scisma bizantino del V sec a.C., ha due sorelle, Mariana e Sultana, e il
fratellastro Boutros (nato da un precedente matrimonio della madre). La sua
formazione si può ricostruire attraverso gli anni neoplatonici e
paganeggianti di Boston, ove emigra nel 1894 con la madre, i fratelli ed
alcuni zii. Sono gli anni dell’emigrazione araba verso gli Stati Uniti e il
Brasile. Il padre, semialcoolizzato, rimane in Libano forse in prigione,
Gibran non avrà un buon ricordo del rapporto con lui. E la madre, Kamele
Rahmè, gli trasmette la religiosità e i valori umani della sua tradizione
culturale.

A 14 anni Kahlil torna in Libano per frequentare la scuola superiore all’
Hikmè di Beirut. In questo periodo si imbatte nel classicismo libanese che
separa abissalmente i ricchi dai poveri, l’aristocrazia ed il clero dal
popolo. Verosimilmente risale a questi anni il contatto più profondo e
duraturo con le Sacre Scritture.Completati gli studi, nel 1897, viaggia
attraverso il Libano e la Siria. Vi fa ritorno nel 1902 come guida e
interprete di una famiglia americana, ma presto deve rientrare a Boston a
causa della malattia della madre, che muore di tisi l’anno seguente, e
sucessivamente anche i suoi fratelli.

A Boston,nel 1904, conosce Mary Haskell,
l’incontro più importante della sua vita. Mary sarà sua mecenare,
collaboratrice, amica, musa, e più tardi curatrice delle sue opere. Mary
rappresentò un sostegno decisivo per lui, morale e materiale. Si sono
incontrati all’esposizione di alcuni quadri di Kahlil presso lo studio di un
amico fotografo. Mary che ha 10 anni più di lui, è preside di una scuola
femminile. Grazie ai suoi contributii Gibran studia pittura a Parigi, tra il
1908 e il 1910, all’Acadèmie Lucien (accademia delle belle arti di Parigi).
Legge Voltaire e Rousseau, Blake, Nietzsche; scrive “Spiriti Ribelli”,
pubblicato in arabo nel 1908, una breve raccolta di racconti dal tono aspro
e nostalgico sulla società libanese. Tornato negli Stati Uniti (1912), va a
vivere a New York dove apre uno studio, da lui definito nei suoi scritti
“l’eremo” si dedica contemporaneamente alla letteratura e alle arti
figurative. Insieme all’amico Mikhail Naimy é la figura di spicco di
un’associazione letteraria Siro-Libanese, Arrabitah-al-Alima, nata a Boston
e New York tra letterati e pittori arabi d’oltre oceano, i Mahjar
“immigrati” appunto.

Con il suo impegno in questa associazione Gibran vuole portare avanti una
“rivolta contro l’occidente tramite l’oriente”, parole scritte in occasione
della pubblicazione de “Il Folle” (1918), cioè contro il decadentismo
dell’occidente e il tradimento del suo stesso Romanticismo. Allo stesso
tempo sente il bisogno di un rinnovamento formale e contenutistico della
letteratura araba, per esempio si libera della poesia monorima e
quantitativa per il verso libero. Nel nuovo continente egli si inserisce
nella poesia americana sulla scia di Thoreau, Whiteman, Emerson (che stimò
in modo particolare), poeti naturalisti di tradizione protestante e
predicatoria. Spesso pubblica dei disegni insieme alle opere, mai lunghe.

Le prime biografie di Gibran, scritte da chi lo frequentò molto negli ultimi
anni, come Mikhail Naimy e Barbara Young, e in parte dettate da Kahlil
stesso, non sono tuttavia completamente affidabili, in quanto tendono ad
alimentare il ruolo di Guru che molti ammiratori già vedevano in Gibran. Il
primo studio serio su di lui è quello di Kahlil S. Hawi, pubblicato a Beirut
nel 1963.

La salute di Gibran è piuttosto minata negli ultimi anni di vita che
trascorre tra New York e Boston, dove vive e lavora sua sorella Mariana.
Muore a New York, di cirrosi epatica e con un polmone colpito da
tubercolosi, il 10 Aprile 1931, aveva 48 anni e stava lavorando a “The
Wanderer” raccolta di parabole e parole. Gibran è sepolto in un antico
monastero del suo paese d’origine, secondo la sua volontà. Fu sepolto in un
giorno di pioggia, accompagnato da pochi amici, tra i quali Barbara Young.
Per l’occasione il giornale “The New York Sun” annuncio’: “A Prophet is
Dead.” “Un profeta è morto”. Gibran lascia i diritti d’autore in eredità
agli abitanti di Bisherri per opere di pubblico beneficio.

Sensibile scrittore divenuto celebre per la poetica raccolta di
scritti riuniti nel volume “Il profeta”, Kahlil Gibran è nato il 6 dicembre
1883 a Bisharri (Libano), da una famiglia piccolo-borghese maronita. I
genitori erano cristiani maroniti, cattolici della Palestina
settentrionale;crebbe con due sorelle, Mariana e Sultana, e il fratellastro
Boutros, nato dal primo matrimonio della madre, rimasta vedova.

Famiglia unita e permeata dal rispetto reciproco, i Gibran si videro
costretti ad emigrare per ragioni economiche negli Stati Uniti. Approdarono
così sul suolo americano nel 1895. A dodici anni Kahlil cominciò a
frequentare le scuole del posto ed è per questo motivo che il suo nome venne
abbreviato in Kahlil Gibran, formula che usò successivamente anche nei suoi
scritti in inglese.

In seguito, adulto, visse a Boston nel quartiere cinese, abitato da
immigrati italiani, irlandesi e siriani.
Tornato nel 1899 per tre anni a Beirut per studiare la lingua e la
letteratura araba, soggiornò poi in Libano e Siria, ma nel 1902, desideroso
di rivedere la terra che aveva segnato gran parte della sua vita, tornò a
Boston.

Nel 1908 è a Parigi per studiare all’Accademia di Belle Arti e si
avvicina alla filosofia di Nietzsche e di Rousseau. Nel 1920 è tra i
fondatori a New York della Lega Araba, che doveva rinnovare la tradizione
araba con l’apporto della cultura occidentale.

Il successo (occidentale) di Gibran, infatti, si deve soprattutto al
fascinoso sincretismo religioso che permea “Il profeta” (scritto nel 1923):
su tutto prevale l’idea di una generica concezione della divinità, in cui vi
si intrecciano immagini e simboli di ogni religione e filosofia
(cattolicesimo, induismo, islamismo, mistici sufi accanto agli idealisti
europei, romanticisti, Nietzsche e mistici arabi).
Per Kahlil Gibran l’esistenza è il tempo regalato per ricomporre la
frattura esistente tra noi e Dio; quando nell’individuo bene e male,
perfezione e imperfezione, piccoli sentimenti e grandi passioni riusciranno
a convivere, ecco che nella coincidenza degli opposti si manifesteranno
saggezza, perfezione e felicità.
La mistica di Gibran sfugge a ogni classificazione, il poeta parla per
immagini ricorrendo a un mondo simbolico dai mille significati, che per la
sua universalità sollecita l’uomo indù e il cristiano, l’ateo e il credente.
Il suo successo deriva proprio dal suo porsi tra oriente e occidente,
tra Beirut, Parigi e New York.

In qualità di artista Gibran è stato un personaggio davvero eclettico,
contrariamente a quanto la sua fama, legata perlopiù a “Il Profeta”, faccia
presupporre.
Oltre che scrittore infatti Gibran fu anche pittore e organizzatore di
cultura, in controtendenza al suo carattere schivo ed introverso. Gran parte
delle sue iniziative si devono al lodevole aiuto della sua amica Mary
Haskell, che lo ha finanziato più volte.

Tra le altre sue opere segnaliamo “Il miscredente,” breve romanzo
scritto nel 1908 per la rivista “L’Emigrante”, in cui impegno politico e
tensione civile prevalgono ancora sulla dimensione religiosa.
Altre sue produzioni da ricordare sono il testo autobiografico (in cui
esprime il dolore per la morte dell’adorata moglie Selma), “Le ali infrante”
(1912), scritto in inglese e le “Massime spirituali”, un testo tipico della
sua produzione, tra l’aforistico e il mistico, teso a una conciliazione tra
occidente e oriente.

Morì a New York il giorno 11 aprile 1931, stroncato dalla cirrosi
epatica e dalla tubercolosi; la sua salma fu portata, secondo le sue
volontà, in un eremo libanese.
Due anni dopo verrà pubblicata un’opera che aveva lasciato incompiuta:
“Il Giardino del Profeta”.

Stralci da ” Il Profeta “:

I figli

E una donna che portava un bimbo al seno disse,
Parla con noi dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono vostri figli.
Essi sono i figli e le figlie della brama della Vita per la vita.
Essi vengono attraverso voi ma non per voi.
E benché essi siano con voi essi non appartengono a voi.
Voi potete dare loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri,
Poiché essi hanno i propri pensieri.
Voi potete custodire i loro corpi, ma non le loro anime,
Poiché le loro anime dimorano case di domani, che non potrete visitare,
neppure in sogno.
Potrete essere come loro, ma non cercate di farli simili a voi,
Poiché la vita procede e non si ferma a ieri.
Voi siete gli archi di i vostri figli sono frecce vive scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sulla strada dell’infinito, ed Egli con forza vi
tende affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Piegatevi nelle mani dell’Arciere con gioia:
Poiché come egli ama la freccia che vola, così Egli ama l’equilibrio
dell’arco

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]

Poetyca:” Viene preso in considezione il rapporto più importante e forse
contraddittorio che un essere umano possa condurre – quello di genitore – si
pone l’accento sul senso del possesso, sulle aspettative e su come,aver
generato dei figli non debba essere fonte di – riscatto – su quanto la vita
possa aver sottratto relativamente alle nostra ambizioni.
Amare dunque, è sicuramente non strumentalizzare e soffocare le generazioni
future ma avere quella sensibilità e capacità educativa che sappia – tirare
fuori – quello che è già – piuttosto che riempire un vaso con l’intento di
mettere i nostri preconcetti e condizionamenti culturali.

Non si è – buone madri o buoni padri – se plasmiamo un figlio come vorremmo.
Credo che lo stesso discorso valga per un rapporto d’amicizia o d’amore.
Non si andrebbe troppo lontano con l’attaccamento e con le aspettative,
allora amare sarebbe colmare il nostro bisogno.

Amicizia

E un ragazzo disse: Parlaci dell’Amicizia

…E lui rispose dicendo:

Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. È il campo
che seminate con amore e mietete con riconoscenza.

È la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui
e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l’amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione,
né abbiate paura di contraddirlo.

E quando tace,il vostro cuore
non smetta di ascoltare il suo cuore.

Nell’amicizia ogni pensiero,ogni desiderio,
ogni attesa nasce in silenzio
e viene condiviso con inesprimibile gioia.

Quando vi separate dall’amico, non rattristatevi.
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara dalla pianura.

E non vi sia nell’amicizia altro scopo
che l’approfondimento dello spirito.

Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi
lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
ma una rete lanciata in avanti
e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.

Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.

Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si
ristora.

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]

Poetyca: ” La rugiada delle piccole cose, il bisogno saziato, la gioia
condivisa ma sopratutto il discernimento che il dialogo sia non legato solo
ad un aspetto,al meglio di sè per poi tenere nascosta l’altra faccia della
luna. Non si deve temere di mostare se stessi: fragilità e timori, al
contempo non si deve confondere l’amare con il colmare un proprio vuoto
interiore,una propria insoddisfazione attraverso la presenza dell’amico o
degli altri.
Possiamo indubbiamente essere tutti ottimi compagni di viaggio,essere
preziosi gli uni per gli altri -senza perdere di vista- che si deve essere
consapevoli e pronti all’ascolto di sè stessi senza gravare sugli altri.
Questo sarebbe capace di fare dell’amicizia una preziosa offerta e
strumento per maturare, sopratutto se ci sforzassimo di essere un pò meno
egocentrici e sapessimo cogliere con empatia quanto vivano gli altri.Basta
poco per dare segni di presenza,molto meno di quanto sia capace di ferire
il silenzio. Rispetto e dignità vanno di pari passo con la chiarezza ed il
dialogo,senza nascondimenti.”

Il bene ed il male :

E un anziano della città disse:
Parlaci del Bene e del Male

Io posso parlare del bene che è in voi, ma non del male.
Poiché il cattivo non è che un buono torturato dalla fame e dalla sete.
In verità, quando buono è affamato cerca cibo anche in una caverna buia e
quando è assetato beve anche acqua morta.

Siate buoni quando siete in armonia con voi stessi.
Tuttavia, quando non siete una sola cosa con voi stessi, voi non siete
cattivi.

Una casa divisa non è un covo di ladri, è semplicemente una casa divisa.
E una nave senza timone può errare senza meta tra isole pericolose senza
fare naufragio.

Siete buoni nello sforzo di donare voi stessi, tuttavia non siete cattivi
quando perseguite il vostro vantaggio.
Quando cercate di ottenere, non siete che una radice avvinghiata alla terra
per succhiare il seno.
Certo, il frutto non può dire alla radice: «Sii come me, maturo e pieno e
sempre generoso della tua abbondanza».
Poiché come il frutto ha bisogno di dare, così la radice ha bisogno di
ricevere.
Siete buoni quando la vostra parola è pienamente consapevole,
Tuttavia non siete cattivi quando nel sonno la vostra lingua vaneggia.
E anche un discorso confuso può rafforzare una debole lingua.
Siete buoni quando procedete verso la meta, decisi e con passo sicuro.
Tuttavia non siete cattivi quando vagate qua e là zoppicando.
Anche chi zoppica procede in avanti.
Ma chi è agile e forte, non zoppichi davanti allo zoppo stimandosi cortese.
Vi siete buoni in molteplici modi e non siete cattivi quando non siete
buoni.
Siete soltanto pigri e indolenti.
Purtroppo il cervo non può insegnare alla tartaruga ad essere veloce.
Nel desiderio del gigante che è in voi risiede la vostra bontà, e questo
desiderio è di tutti.
In alcuni è un torrente che scorre impetuoso verso il mare, trascinando con
sé i segreti delle colline e il canto delle foreste.
in altri è una corrente placida che si perde in declivi e indugia prima di
raggiungere la sponda.
Ma chi desidera molto non dica a chi desidera poco: «Perché esiti e
indugi?».
Poiché, in verità, chi è buono non chiede a chi è nudo: « Dov’é il tuo
vestito? », né a chi è senza tetto: «Cos’è accaduto alla tua casa?».

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]

Poetyca :” Viviamo in un mondo duale,non si potrebbe infatti apparire o
essere del tutto buoni o del tutto cattivi, non avrebbe senso alcuno
persino dare ” giudizio” e dividere questi due aspetti: luci ed ombre sono
in tutto ed in tutti.
Si evidenzia attraverso il pensiero espresso da Gibran che in chi è
attraversato dai mali come la rabbia o la necessità di colpire difendendosi
, in realtà sia presente la fame e la sete …ma di cosa ? Sicuramente si è
fragili e si cerca attenzione ed amore,una reazione che porta poi gli
altri a difendersi e a negare quell’amore richiesto.
Basta osservare un gattino spaventato per vedere come, smarrito e timido
mostri aggressività per difendere la propria vita. In una forma più sottile
accade questo a chi,temendo il rifiuto mette in atto meccanismi di difesa.
Ecco sarebbe da tenere questo in considerazione.
Ci si difende se ci si sente invasi o feriti,poi in realtà-in forma
silente- i chiede attenzione ed amore,che non va elargito in modo da
alimentare il vittimismo e il senso di dipendenza ma piuttosto alimentando
la consapevolezza e la ricerca del proprio valore ed autostima.

Non abbiamo un valore(Gibran lo evidenzia) a priscindere se apparissimo
cattivi o buoni.
In noi la ricerca per stimare e cogliere la nostra Luce interiore, che non
deve essere appresa dagli altri- come attraverso uno specchio – ma avere la
certezza di quello che siamo e del nostro valore, meritiamo sempre e
comunque amore e siamo ricchi di doni.

Come cominciare a trovare consapevolezza e la capacità di cogliere la realtà
senza farcene coinvolgere?

SU RAGIONE E PASSIONE

E ancora la sacerdotessa parlò e disse: Parlaci della Ragione e della
Passione.
E lui rispose dicendo:

La vostra anima è sovente un campo di battaglia dove giudizio e ragione
muovono guerra all’avidità e alla passione.
Potessi io essere il pacificatore dell’anima vostra, che converte
rivalità e discordia in unione e armonia.
Ma come potrò, se non sarete voi stessi i pacificatori, anzi gli amanti
di ogni vostro elemento?

La ragione e la passione sono il timone e la vela di quel navigante che è
l’anima vostra.
Se il timone e la vela si spezzano, non potete far altro che, sbandati,
andare alla deriva, o arrestarvi nel mezzo del mare.
Poiché se la ragione domina da sola, è una forza che imprigiona, e la
passione è una fiamma che, incustodita, brucia fino alla sua distruzione.
Perciò la vostra anima innalzi la ragione fino alla passione più alta,
affinché essa canti,
E con la ragione diriga la passione, affinché questa viva in quotidiana
resurrezione, e come la fenice sorga dalle proprie ceneri.

Vorrei che avidità e giudizio fossero per voi come sgraditi ospiti nella
vostra casa.
Certo non onorereste più l’uno dell’altro, perché se hai maggiori
attenzioni per uno perdi la fiducia di entrambi.
Quando sui colli sedete alla fresca ombra dei pallidi pioppi,
condividendo la pace e la serenità dei campi e dei prati lontani, allora vi
sussurri il cuore: “Nella ragione riposa Dio”.
E quando infuria la tempesta e il vento implacabile scuote la foresta, e
lampi e tuoni proclamano la maestà del cielo, allora dite nel cuore con
riverente trepidazione: “Nella passione agisce Dio”.
E poiché siete un soffio nella sfera di Dio e una foglia nella sua
foresta, voi pure riposerete nella ragione e agirete nella passione.

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]

Poetyca:” I grandi antagonisti del nostro cammino:Ragione e Passione,
dove l’una non deve prevalere sull’altra e dove l’equilibrio e il
discernimento sono l’albero maestro che non si spezza alle tempeste. In
fondo è proprio la capacità di integrazione tra queste due parti(come gli
emisferi cerebrali) che ci conduce verso il non attaccamento e verso la
possibilità di avere rettitudine.Riconoscersi come microscopico elemento
dinnanzi all’infinito,ma interconnesso ad esso con il suo valore e
riflesso di quello che sappiamo vivere e cogliere è sapere che affidandosi
alla grandezza del Tutto siamo sempre particella d’Amore.
Trovare Pace nel dialogo tra questi antagonisti è accogliere e vivere le
opportunità della vita nel non attaccamento e nelle aspettative.

Amore ed amicizia pensieri di Gibran:

°
Ognuno ha qualcosa che desidera donare:
e così, troppo spesso,
nessuno è disposto a prendere.
Poniamo che io abbia una casa
e inviti gente.
Verranno e accetteranno la mia casa,
il mio cibo e perfino le mie idee,
ma non il mio amore.
E invece proprio l’amore
è ciò che la maggior parte di noi
desidera donare sopra ogni altra cosa.

Citato da Mary Haskell, “Journal”
Cambridge, 30 maggio 1922

°
A volte, quando le anime sono piccole
e in primo luogo sono piccole le cose,
dobbiamo lasciarle stare
nei loro momenti bui,
perché vengano alla luce
in quella che è la loro stagione.
Ma il gesto di lasciarle a sé stesse
dev’essere un gesto d’amore.

Citato da Mary Haskell, “Journal”
New York, 5 febbraio 1921

.

Nessun rapporto umano
dà l’uno in possesso dell’altro.
in ogni coppia d’anime
i due sono assolutamente diversi.
In amicizia come in amore,
i due, a fianco a fianco,
sollevano le mani
insieme
per trovare ciò che né l’uno né l’altro
può raggiungere da solo.

Citato da Mary Haskell, “Journal”
New York, 8 giugno 1924

Poetyca:”Dopo un lavoro consapevole si è capaci di un rapporto maturo che
sappia condurre alla vera gioia e alla condivisione e dove si è capaci di
stare bene insieme,si sta bene anche da soli perchè, con l’aiuto degli
altri (presenza indispensabile se non prendono e basta ma sanno anche
offrirsi in dono) si è capaci di arricchimento reciproco e pienezza, si è
capaci di essere miglior .”

Un aforisma di autore ignoto cita:- Ti amo non per chi sei ma per chi sono
io quando sono con te. Credo che dovremmo tenere questo a mente,essere
migliori per la presenza di una persona,comprendere che ci accolga e
valorizzi non significa che sia l’amore ricevuto a trasformarci ma che noi
stessi siamo persone capaci di miglioramento,che siamo persone propositive
e non dovremmo attaccarci alle aspettative e alle persone,ma piuttosto
saper donare senza attendere poi di vedere la nostra immagine riflessa nei
frutti.Un lungo lavoro che sa portare lontano.

Poetyca 09.09.2005

Un luogo


 

Un luogo

Vorrei andare in un luogo dove non esiste ingiustizia, pericolo e follia. Dove la vita conosce il rispetto, la gioia della condivisione e la volontà di aiutare chi si incontra sul proprio cammino. Ma esiste davvero questo luogo? Dobbiamo cercarlo in luoghi distanti nello spazio? Forse è questo il luogo ed invece di voltare le spalle a tutto quello che non piace dobbiamo fare il possibile per rendere noi stessi migliori e poi mettere il nostro cuore in una mano e donarlo agli altri, senza nascondere l’altra dietro la schiena per nascondere un coltello. Ma si ha così tanta paura ad essere semplicemente se stessi? Allora ammiro il coraggio di chi mostra il proprio essere trasparente, la propria semplicità che colui che fugge sempre se stesso indossando mille maschere.

07.01.2011 Poetyca

A place

I would go to a place where there is injustice, danger and madness. Where life knows respect, the joy of sharing and willingness to help those you meet on your journey. But this place really exists? We need to look in distant places in space? Perhaps this is the place and instead of turning away from everything that we do not like to do everything possible to make ourselves better and then put our heart in one hand and give it to others, without hiding the other behind his back to hide a knife. But we so afraid to just be themselves? So I admire the courage of those who show their being transparent, its simplicity that one who flees himself always wear a thousand masks.

07.01.2011 Poetyca