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Partecipi alla vita


Partecipi alla vita

Nulla, mai davvero nulla, è frutto del caso:
nessuna pianta potrebbe nascere senza il rispettivo seme.
Non sempre siamo consapevoli di questo,
siamo capaci di reagire, nel bene o nel male
ad ogni evento, senza comprendere da quale seme
esso ha preso linfa.
Per cambiare gli eventi è necessario cercare i semi.
dare linfa a quanto sia causa di armonia, di pace,
di benessere per tutti e non alimentare rabbia,
competizione, vittimismo, le erbacce del giardino
del nostro essere compartecipi alla Vita.

24.06.2012 Poetyca

Participate in the life

Nothing, really anything, is a mere coincidence:
no plant could be born without their seed.
We are not always aware of this,
we are able to react, for better or for worse
any event, without understanding from which seed
It took sap.
To change the events you need to find the seeds.
give life to what is the cause of harmony, peace,
of health for people and not anger, food,
competition, victimization, the weeds in the garden
to be sharers of our life.

24.06.2012 Poetyca

La vera felicità


La vera felicità

La vera felicità nasce dalla nostra capacità
di essere capaci di tenere a bada noi stessi:
attaccamenti, desideri, la paura e il possesso.
Solo se noi siamo capaci di governare noi stessi
allora possiamo accogliere la realtà come essa è.
Dunque essere felici corrisponde ad essere
liberi dalla schiavitù della nostra mente.
tutti noi possiamo interpretare, possiamo reagire, possiamo creare la nostra realtà – a volte davvero possiamo ottenere così tanta disarmonia e la causa di essa, lascia andare tutte le buone opportunità e l’essenza dell’ esperienza come ciechi, non così in grado di capire quello che sta intorno a loro , La vita è un test e siamo in grado di perdere tutto, che siamo davvero così lontano dalla nostra luce! Così tutto è una scelta di avere profondamente attenzione per ottenere armonia, ed aprire il cuore per vivere, non un senso di paura o di vendetta o intenzioni separative come pregiudizio o la ricerca di utili gli uni dagli altri, ma si può avere il rispetto e la compassione vera, ed è per ottenere la nostra manifestazione sul nostro modo reale e profondo per la conferma della nostra luce interiore.

07.06.2011 Poetyca

True happiness

True happiness comes from our ability
to be able to hold off ourselves
attachments, desires, fear and possession.
Only if we are able to govern ourselves
then we can accept reality as it is.
So be happy is to be
free from the bondage of our minds. we all can interpretate, we can react, we can create our reality – sometime really we can get so much disarmony and cause of it, we lets go all the good opportunities and essence of experience like blind not so able to understand what is around them, life is a test and we can lose all, that we really going so far from our own light! So all is a choosing to have deeply attention to get harmony, to open heart and to live not a way of fear or revenge or separative intentions like prejudice or search of usefull from each others but we can have respect and true compassion and it is to get our manifestation on our real and deep way for confirmation of our inner light.

07.06.2011 Poetyca

La risonanza e l’esegesi


Le risonanze e l’esegesi.

Seguire un percorso perché qualcosa di interno sembra guidare, qualcosa che sembra sbocciare come fiore a cause di simbologie o archetipi che sono nell’umanità dalla notte dei tempi o andare ad interpretare, a coniugare un percorso
del tutto filologico o ontologico che mai deve uscire da idee o costruzioni che fanno parte di una precisa ortodossia o si rischia di contaminare i testi originali?
Dunque, potrebbe esservi risonanza in qualcosa che ” spiega” più che lasciare inalterata l’essenza stessa di un testo?
Se confrontassimo ad esempio i vari passaggi che  testi come l’Antico Testamento o il Vangelo hanno subito – con un confronto con testi in altre lingue antiche ci accorgeremmo che tra errori di trascrizione e traduzione alcune cose in realtà sono state stravolte come – i cammelli che entrano nelle crune degli aghi.
Nel Vangelo di San Matteo si legge: “È più facile che un cammello passi nella cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei Cieli”. Non so a voi, ma a me l’immagine di un cammello usato come filo di cotone è sempre suonata come un divertente nonsense.  In realtà pare che San Gerolamo, l’autore della  vulgata editio della Bibbia, traducendo dal greco al latino interpretasse la parola kamelos come cammello, mentre l’esatto significato sarebbe “grossa fune usata per l’attracco delle navi”. Se non altro, in questo modo la frase acquisterebbe più coerenza. Qualcuno ha anche pensato che dalla parola kamelos derivasse il nome  degli scaricatori del porto di Genova, chiamati Camalli. Tuttavia l’etimo di questa parola è ben diverso e proviene dall’arabo hammal, che vuol dire “portatore”. Un’altra versione, peraltro non documentata, dice che la “cruna dell’ago” sarebbe stato il nome di un passo di montagna talmente stretto che un uomo vi ci passava a fatica e che a maggior ragione per un cammello sarebbe stato impossibile da attraversare. Il senso del versetto, comunque sia, resta abbastanza chiaro.
(………)

Relativamente a percorsi spirituali, per non perdere la ” sostanza” sarebbe opportuno porre attenzione all’originale, vi sono alcuni ” eredi” di Maestri, che ad esempio, controllano tutto quello che viene prodotto o condiviso al fine di non stravolgere i testi originali. Vi sono allora organi che tutelano tale ortodossia per il bene di tutti. Ma sarebbe comunque necessario sopratutto un tuffo nell’oceano della risonanza o forse in quello del Silenzio dove il suono si accorda alle nostre note interiori per suonare una melodia che accenda la nostra partecipazione.
Ma questa sorta di ” fondamentalismo” riesce davvero ad accendere la fiamma dell’Amore, dalla Compassione e della capacità di trasformazione interiore?
Credo che spesso dipenda dal recipiente che ospita l’acqua, sebbene alcuni recipienti in apparenza non ” belli” siano poi capaci di offrire vita e non esserne consapevoli.

Il vaso rotto

Un contadino di un lontano paese, si recava ogni giorno al ruscello con due grossi vasi posti all’estremità di una lunga canna, per poter raccogliere l’acqua.
Uno dei due vasi era perfetto e sano e conteneva completamente l’acqua, fino all’arrivo a casa dell’uomo.
L’altro invece, aveva una crepa su di un lato e alla fine del percorso compiuto per andare dal ruscello a casa, giungeva sempre con la metà dell’acqua con cui era stato riempito.
Un giorno affranto da ciò disse all’uomo: -Mi vergogno di me, sono imperfetto e a causa di questo mio difetto tu fai solo della fatica inutile. Perché non mi butti via? Ti prego! Ho fallito in quello che è lo scopo per cui sono stato creato, sono inutile!-
Il contadino sorrise e gli rispose: -Ma hai notato quanti bellissimi fiori ci sono lungo il sentiero? E ci sono solo dal lato in cui io passo con te, non dall’altro. Grazie a quello che tu chiami “difetto”, ho potuto piantare dei semi e da due anni raccolgo questi meravigliosi fiori che allietano la mia tavola. Se tu non fossi esattamente così come sei, oggi la mia casa sarebbe triste e spoglia!-
Storiella Zen

La risonanza è la nostra risposta, è l’eco di un suono che sa farci vibrare profondamente, a dire il vero non esistono parole per ” spiegare” quello stato di pienezza nel quale ci si sente e se parole arrivano esse sono forse del tutto incontaminate dalla nostra personalità?
Ecco che questo dialogo, questo confronto si dipana su irte salite per cercare di comprendere sopratutto noi stessi e il significato della nostra ” reazione” di fronte ad un testo.
Come suscitare tale profonda attenzione e la nostra risonanza? Essa avviene anche se il testo originale ha perduto il suo ” segno” originale?
Molte domande forse…Ma potrebbero essere un motivo per cercare risposte.

Poetyca

Cambiamento


tavolozza

Oltre
Oltre il tempo
ed oltre lo spazio
il distinguere del tempo
e l’estinguere di ragioni
per essere …semplicemente

16.10.2005 Poetyca

 

Riflettere per costruire

Riflettere è un passo per comprendere e costruire.
Perchè non si migliora il mondo per i propri figli? In realtà non si rende migliore neppure per noi stessi e per chi coabita in esso, seppure l’essere genitori possa fare leva per una miglore qualità della vita; questo non sembra essere sufficiente anzi a volte spinge a lavorare di più per produrre. Troppe le situazioni che fanno venire meno la fiducia, che pongono dei condizonamenti e non permettono di sentire che; nel proprio piccolo, realmente si possano avere delle soluzioni. Eppure basterebbe un controllo della qualità degli acquisti relativamente a cosa si introduca tra le proprie pareti domestiche ( ci sono più veleni in una casa che in un ambiente risaputo come insalubre), nel nostro piatto, e sulla qualità del tempo che spendiamo
per ” ricaricarci”. Una vita che sia votata solo al lavoro, al produrre qualcosa che sia tangibile e releghi come ” perdita di tempo” la lettura, una passeggiata, il contatto con noi stessi e con un dialogo amorevole con chi ci circonda; spesso producendo sforzi solo per erigere barriere; con la convinzione che le
cose ” astratte” contino poco, allontanando quello che possa distrarre o non coltivando dei rapporti umani costruttivi ed amichevoli per diffidenza o timore, è sicuramente un modo, non solo per seminare male nei confronti di noi stessi ma, di conseguenza per gli altri, non ultimi i nostri figli.
Uno sforzo produttivo nel cercare di non sprecare i beni; come l’acqua, il tempo, il denaro e quanto sia legato alle energie è un modo per essere capaci di collaborare con responsabilità.
Ma importante è la ricerca alla consapevolezza e alla trasformazione per migliorare noi stessi ed il rapporto con gli altri, facendo fiorire : gentilezza, compassione ed amore.
Quando avremo migliorato la qualità del nostro quotidiano, nello sforzo delle piccole cose, saremo in grado di riflettere e cogliere in cosa possiamo migliorare attimo per attimo;il nostro vivere e di conseguenza;saper proiettare serenità e pace interiore senza dualità per essere capaci di farne dono agli altri.. Ecco che si prospetta, a volte un capovolgimento di valori, un rendersi conto che piuttosto che l’accumulo di beni materiali, con conseguente stress e discutibile valore della vita, sai da preferire il rispetto e la conservazione; senza inutili sprechi dei beni esistenti e questo diverrebbe anche uno strumento ( da genitori) di educazione all’ecologia che sia capace di accorgersi di quello che abbiamo la fortuna di avere, ma senza dimenticare di alimentare il valore dell'” essere”; quello strumento che sappia farci condividere e offrire con compassione il nostro sentire.

Un buon cammino
Poetyca

sea


Opposti in ricerca di unità

Nella società e nella visione legata alla struttura delle cose tutto è separato e posto in antagonismo : Luce/Ombra – Giorno/Notte- Buono/Cattivo .Eppure sono aspetti mutabili della stessa cosa a noi comprendere ed integrare. E’ vero che si tende a produrre il disagio della separazione , seppure il mondo sia duale con gli opposti , questo non significa che il campo della ricerca che coinvolga la ” Luce” o quello che appare nascosto e protetto prevalentemente negli stati alterati di coscienza debba essere colto fuori dagli aspetti prettamente “quotidiani” Le cose sono più semplici di quello che appaia e seppure sembra che la capacità di studio, di disciplina o di ricerca di mezzi per trovare la parte legata alla spiritualità o il modo di alterare la coscienza richieda un particolare sforzo e sopratutto l’allontanamento dalla vita comune , è pur vero che si richiede padronanza e consapevolezza proprio nella vita ” ordinaria ” . Si perde altrimenti di vista una cosa importante , non si deve infatti sfuggire il disagio , le paure o le ombre – lo stress del vivere – è invece proprio quello l’ambito che la vita stessa ci presenta per apprendere le nostre lezioni .
Ogni esperienza è opportunità per porre le sue lezioni , a noi il modo di reagire .Ci si offre un piano sottile per comprendere che solo in noi è la capacità di donare amore o rabbia , luce o ombra a noi stessi e agli altri . Importante la legge di causa ed effetto o Karma e se si lasciasse qualcosa di incompiuto per ricercare ” paradisi artificiali” nella vana illusione di progredire , lasciando da parte il tunnel delle ombre , in realtà non andremmo molto lontano .Si deve vedere in faccia la realtà per avere poi la capacità di trasformarla e integrarla come accade con i due emisferi cerebrali ( Ragione e Sentimento ) sono le due parti del nostro piccolo universo e con la Com-passione possiamo amare , perdonare e comprendere noi stessi e gli altri .Utile la disciplina del buddismo – tra le altre – che fa ” osservare e accogliere” sentimenti come la rabbia e ci consente di migliorare la nostra vita .Sopratutto è aprendoci e confrontandoci che possiamo smettere di creare barriere inutili.
© Poetyca

Opposites in search of unity

In society and the vision related to the structure of things everything is separated and placed in antagonism: Light / Shadow – Day/Night – Good / Bad. Yet variable aspects are the same things to us to understand and integrate. It is true that we tend to produce the inconvenience of the separation, although the world is opposed to duality. This does not mean that research involving the “Light” or what is hidden and protected mainly in altered states of consciousness should be strictly picked out “daily” from the aspects. Things are more simple than it appears and although it seems that the ability to study, discipline or research resources to find the part related to spirituality or how to alter the consciousness, requires special effort and especially the separation from common life, the fact remains that it requires knowledge and awareness in their “ordinary” lives. Otherwise you lose sight of something important. It must not escape the discomfort, the fears and shadows – the stress of living – is just to what extent that life itself presents us to learn our lessons.
Every experience is the opportunity to put its lessons to us how to react. It offers a subtle plan to understand that only in us is the ability to give love or anger, or light shade to ourselves and to others. It is important to the law of cause and effect or karma, and if you leave something unfinished to search for “artificial paradises” in the illusion of progress to no purpose, leaving the tunnel of darkness, do not actually go very far. We must see the reality then to have the ability to transform and integrate it as with the two cerebral hemispheres (Reason and Feelings) which are the two parts of our little universe, and the Com-passion to love, forgive and understand ourselves and others. Utile discipline Buddhism – among others – which is “to observe and accept” feelings such as anger that allows us to improve our lives. Especially when opening and comparing them we can stop creating unnecessary barriers.

© Poetyca


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Meditare


Meditare

Meditare è attraversare, raccogliere come un osservatore tutto quanto possa scorrere nel nostro panorama interiore; senza divisione, o meglio senza dualismo, senza imprigionare nulla e sopratutto provando a mettere la nostra attenzione in condizione di verificare come reagiamo alle causa del nostro disagio: paura, attaccamento, illusioni e quello che possa distruggere il nostro sogno di una realtà perfetta.

In un certo senso è come se, usciti da un grembo materno che ci garantiva un ambiente perfetto, camminando a tentoni attraverso una realtà che nasconde armi accuminate ne temiano l’offesa.
Quante volte ci si proietta al passato, a quel mondo che possa avere regalato gioia, oppure che ancora oggi a distanza di anni semina in noi rabbia e rancore per cose che, a ben vedere dovrebbero aver perso il loro alone di colore per essere sbiadite in un angolo, eppure non permettiamo di ” mollare la presa” e ripetiamo come un disco rigato lo stesso meccanismo di ” voci ininterrotte” che ci accusano o ci demoliscono interiormente, accanto ad una catena di ” se avessi…avrei potuto”. Tutti modi questi per portare uno zaino pesante sulle spalle che ci faccia procedere a fatica e ci impedisce di guardare al nostro presente.

Quante volte invece, presi da progetti immaginiamo il nostro futuro, lo ipotechiamo con tutte le nostre energie e poi…quando vediamo che quello che vorremmo non si realizza stiamo male?
O quante volte, spinti dal timore di non riuscita ci pre- occupiamo di qualcosa restando inchiodati al terreno invece di progredire? Eppure siamo qui ed ora, il nostro tempo, la nostra attenzione sono un’ininterrotta catena di attimi che se colti con attenzione, con atteggamento retto ed equidistante sono motivo per far diradare le nebbie della mente e cogliere la realtà esattamente come è.

Questa forma di realismo non è paragonabile a nichilismo o a disfattismo, nel presente, letto con attenzione sono possibili tantissime sfumature motivo di leggerezza e gioia, opportunità per maturare il non attaccamento e scoprire una dimensione limpida che, come fonte viva sa dare energie all’amorevolezza, al non giudizio e all’apertura verso gli altri. Solo allora il nostro procedere, senza peso alcuno ci offre il senso profondo della vita.

Per maturare questo atteggiamento è necessario ricavare uno spazio interiore, un ascolto profondo che sia ” cura della mente” e della sua voce per rassicurarla, per indicare gli inganni. Un’attenzione che è data all’ininterrotto fluire di pensieri – la loro nascita, l’apparire con il loro mormorio ed il loro allontanamento.
Una mente calma sa accogliere il silenzio come nutrimento e l’attenzione verso di sè come opportunità che sappia tracciare nel respiro il percorso verso l’ascolto del profondo e nel battito del cuore il suono della calma che ci faccia espandere oltre la mente.

La meditazione è ” lasciare andare”, depositare lo zaino al bordo della strada per rinnovarci di nuovo vigore ed essere pronti verso il nostro cammino.

17.04.2007 Poetyca


Meditation

Meditation is to cross, as an observer to collect all that can flow into our inner landscape, without division, or rather without duality, without anything to imprison and especially trying to put our attention in a position to see how we react to the cause of our discomfort, fear,attachment and illusions that can destroy our dream of a perfect reality.

In a way, as if emerging from a womb that guaranteed us the perfect environment for walking groping through a reality that hides the sharp weapons it temiano offense.
How many times have you projected the past, to the world that could have given joy, or that even today after years of sowing resentment and anger in us for things that, in hindsight would have lost their aura of color to be faded in a corner, and yet not allow it to “let go” and repeat like a striped disk the same mechanism of “unbroken voices” who accuse us or we break down inside, near a chain of “if I had … I could.” All these ways to carry a heavy backpack on his shoulders so that we do proceed to fatigue and prevents us from looking at our present.

How many times have instead taken from projects we imagine our future, the mortgage with all our energy and then … when we see what we’re not done wrong?
Or how many times, driven by the fear of us failed to pre-occupy some remain nailed to the ground instead of forward? Yet we are here and now, our time our attention is an unbroken chain of moments that, if read carefully, with attitudes are equally spaced right reason to dispel the mists of the mind and grasp the reality exactly as it is.

This form of realism is not comparable to nihilism, or defeatism in the present, carefully read lots of nuances are possible because of lightness and joy, opportunities for mature non-attachment and discover a dimension clear that, as a living source can give energy all’amorevolezza , opening the proceedings and not to others. Only then will our progress, by no offers us the deepest meaning of life.

For mature attitude is necessary to produce an interior space, deep listening that is a “cure of mind” and to reassure her of her voice to indicate deception. Attention that is given all’ininterrotto flow of thoughts – their birth, appear with their murmuring and their removal.
A calm mind can embrace silence as food and attention toward you know that as an opportunity to draw breath in the path of deep listening to the heartbeat and the sound of calm that makes us expand beyond the mind.

Meditation is “letting go”, deposit the bag at the roadside to renew again and be ready to force our way.

17.04.2007 Poetyca

La sorgente di tutto


La sorgente di tutto

Esiste una sorta di frattura,

non solo a livello interiore

ma che si ripropone anche nella società;

ragione e sentimento, necessità di controllo

e di avere potere sugli altri ( con la fuga da se stessi)

e la possibilità di essere in armonia con il Tutto.

Quando abbandoniamo la paura e l’idea di separazione

allora non esiste identificazione ed ego ma ci ” sciogliamo”

in armonia senza ostacolare il flusso delle cose:

diventiamo osservatori e parte del paesaggio.

Nella corrente d’amore sei amore,

ma la paura ti fa credere di non meritarlo,

di essere incapace di amare. Da questo nasce

un processo di separazione. Pur essendo amore

dimentichiamo di esserlo e ci allontaniamo dalla Fonte.

Siamo liberi di poterlo fare,

malgrado questo senso di vuoto

sia anche causa di sofferenza.

La Fonte Amore non impone nulla,

possiamo allontanarci ( illudendoci di farlo)

e ritornare. Questo è libero arbitrio,

anche il venire al mondo è una scelta

quando siamo consapevoli che manchiamo

di ulteriore esperienza per manifestare

e sperimentare nei rapporti umani Amore.

La vera sorgente di tutto,

e non è importante il suo nome,

a quale storia o popolo essa appartiene,

perchè non è un popolo che possiede questo,

ma tutta la umanità è posseduta

in un unico flusso,

che le idee non possono capire,

perchè esse separano tutto,

questa fonte è oltre la coscienza,

essa è in una profonda Presenza,

essa è solo Amore.

Ma le emozioni, i piccoli gesti del cuore

non conoscono una contaminazione dettata

dalla condizione esterna,

non si ama se….ma si offre incondizionatamente

23.02.2011 Poetyca

 

 

The source of all

There is a kind of fracture,
not only in the inner
but that recurs in society;
reason and feeling, the need to control
and to have power over others (by running away from oneself)
and the ability to be in harmony with the Whole.
When we leave the fear and the idea of separation
then there is no identification and ego but it “melts”
in harmony without impeding the flow of things:
observers and become part of the landscape.

In the current of love are love,
but fear makes you think do not deserve it,
of being unable to love. From this arises
a separation process. Although love
and we forget to be away from the source.

We are free to do so,
despite this sense of emptiness
is also the cause of suffering.
The Source Love does not prescribe any
can leave (the illusion of it)
and return. This is free will,
also come into the world is a choice
when we realize that we lack
further experience to manifest
experience in human relationships and love.

The true source of all
and his name is not important,
in which history or the people it belongs,
because it is a people that has this
but all of humanity is possessed
in a single stream,
that ideas can not understand,
because they separate all
this source is beyond consciousness,
it has a profound presence,
it is only Love.

But the emotions, the small gestures of the heart
know of no contamination dictated
external conditions,
…. but if you do not love you unconditionally offers

23.02.2011 Poetyca

Il potere delle parole


Il potere delle parole

E’  stato accertato che le parole sono in grado di ferire,
di umiliare, di sollevare chi ha bisogno di attenzione.
Noi allora abbiamo una grande responsabilità nel modo di interagire con gli altri,perché quello che noi diciamo è causa di una reazione che imprime impressioni o idee nelle persone.
Un primo passo per portare pace in noi stessi e nel rapporto con gli altri
è nel dare un senso di incoraggiamento, di pulizia e armonia anche nelle nostre parole che diventano marcatori del nostro profondo rispetto per noi stessi e per gli altri.

01.07.2012 Poetyca

The power of words

It was found that words can hurt,
to humiliate, to lift those in need of attention.
We then have a great responsibility in the way we interact with others, because what we say is due to a reaction that gives impressions or ideas in people.
A first step in bringing peace in ourselves and in relationship with others
it is in giving a sense of encouragement, cleaning and harmony in our own words that become markers of our deep respect for ourselves and for others.

01.07.2012 Poetyca