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Sassi e ali


Sassi e ali
Nella vita c’è chi resta fermo,
cerca solo sassi o macigni per non muovere passi
verso l’ascolto del Cuore e manifestare la propria leggerezza.
Il sasso lo scaglia chi non sa danzare, non ci prova neppure
e teme di restare bloccato con un macigno nel cuore.
Chi non ha tempo e voglia di raccogliere sassi,
chi si scrolla tutto di dosso, sa restare affascinato
dall’incanto dell’attimo e danza,
apre le ali oltre tutte le mura che rinchiudono
in gabbie gli altri, con preconcetti e senso di superiorità.
Ma siamo noi i danzatori, quelli che possono scegliere
se restare bloccati con i sassi in tasca o lasciarli,
perdendosi in una danza,una danza che non svanisce,
che vale nella misura in cui noi sappiamo credere
alla percezione di attimi d’incanto
perché è solo questa la nostra vera natura
e stiamo male se ci facciamo contagiare
da chi ha perso per strada la propria capacità
di vivere la Vita nel suo senso più vero.

13.02.2012 Poetyca
Rocks and wings
In life there are those who remain stationary,
search only stones or boulders for not moving steps
Listening to the Heart and express their lightness.
The stone throws those who can not dance, do not even try
and fears of being stuck with a boulder in the middle.
Who has time or inclination to gather stones,
Who is shaking everything off, you know being fascinated
enchantment of the moment and dance,
spreading its wings all over the walls that enclose
in the other cages, with preconceptions and sense of superiority.
But we are the dancers, who can choose
if you get stuck with rocks in your pocket or leave them,
lost in a dance, a dance that does not vanish,
that applies to the extent that we believe we know
the perception of moments of charm
because this is only our true nature
and we’re bad if we do infect
those who have lost their capacity for road
to live life in its truest sense.

13.02.2012 Poetyca

Risvegliati e Risvegliatori


Risvegliati e Risvegliatori

Si inciampa sempre più spesso in persone che
invece di ” frugare” nella propria mente
per fare un buon lavoro di pulizia,
restano affacciate alla finestra in cerca
di quello che credono di vedere nel giardino dei vicini,
non come ” erba sempre più verde” ma come foglie
che appaiono come grossi insetti.

Allora corrono a suonare a tutti i campanelli
per dire che c’è l’invasione delle cavallette,
mentre il rubinetto rimasto aperto nella loro ” casa”
sta allagando la propria mente di agitazione e nuove illusioni.

In sintesi: chi si risveglia è poco loquace
e non interferisce, impegnato a mantenere
uno stato di ” pulizia profonda”,
chi pensa di ” fare il bene” risvegliando gli altri,
a volte sembra abbia la sveglia al collo.
trascorre il tempo a sbeffeggiare gli altri,
a cercare fuscelli, incurante della propria trave.

Meglio non dare importanza
a chi fa tempeste in un bicchiere d’acqua.

19.12.2010 Poetyca

Awake and Awakened

You stumble more often in people who
instead of “poking” in his own mind
to do a good job of cleaning,
she stood by the window looking
of what they think they see in the neighbor’s yard,
not as “grass always greener” but like leaves
which look like large insects.

Then they run and play in all the bells
to say that there is an invasion of locusts,
while the tap remained open in their “home”
his mind is flooded with excitement and new illusions.

In short: who wakes up is not very talkative
and does not interfere, pledged to maintain
a state of “deep cleaning”
those who think they “do good” awakening others,
sometimes seems to have the alarm clock around his neck.
spends his time deriding the other,
to look for grass, regardless of its beam.

Better not give importance
who is storm in a glass of water.

19.12.2010 Poetyca

La vita è un viaggio


La vita è un viaggio

La nostra vita è un percorso, un confronto che ci accompagna
ad aprirci alle domande e alla ricerca di risposte.
Un meraviglioso percorso di domande
che nascono dall’osservare se stessi e il mondo,
quel mondo facile di usare parole, a volte prese in prestito da altri,
con l’attaccamento a dimostrare di essere discepoli di maestri,
che poi non seguiamo davvero.
Per sciogliere il nodo che ci rende statici tutti noi dobbiamo
accogliere il dono della ricerca e come i salmoni dobbiamo fare il viaggio
a ritroso, superare ostacoli per nuotare controcorrente e arrivare all’origine di tutto.
Infatti siamo già immersi dove è possibile l’esperienza,
ogni istante, con le nostre scelte interiori. Con la capacità di comporre
il puzzle degli elementi che si affacciano sul percorso e
con questi tasselli ricomporre il senso di noi stessi, per poi,
con dolce determinazione ( compassione e fermezza) fare delle nostra
comprensione raggiunta la chiave di volta per aprire tutti gli argini
che per timore avevamo costruito intorno al nostro Cuore.
Allora, quanto tutto è più chiaro e noi tutti comprendiamo tutte le tappe del viaggio
che si chiama vita, noi possiamo comprendere la nostra stessa trasformazione.

15.05.2011 Poetyca

Life is a journey

Our life is a journey, a comparison that takes us
to be open to questions and seeking answers.
A wonderful journey of questions
that arise from observing ourselves and the world,
that world easier to use words, sometimes borrowed from others,
with attachment to prove to be disciples of masters
that will not really follow.
To undo the knot that makes us all we need static
receive the gift of research such as salmon and we must do the journey
backward, overcome obstacles and get to swim against the origin of everything.
In fact we are already immersed where you can experience every
moment with our inner choices. With the ability to compose
the puzzle of the elements that border the path with these
pieces and rebuild a sense of ourselves, then, with gentle
determination (compassion and firmness) to reach our understanding
of the key to open all the banks for fear that we built around our hearts.
Then, when all is clear, and we all understand every step of the journey
that we call life, we can understand our own transformation.

15.05.2011 Poetyca

Tutto è Uno



Tutto è Uno

Il giudizio verso se stessi e verso gli altri è una traccia che spesso si percorre per sentirci migliori e sminuire gli altri, si raccoglie una visione in cui ” buono” o ” cattivo” – “giusto ” o ” sbagliato” sono i paradigmi necessari per rafforzare il nostro sentirci a posto.
Eppure amare, amarci, è accoglienza, capacità di non innescare aspettative o attaccamento al risultato. A giudicare, a frammentare la realtà è spesso la mente, il cuore non ha questi attributi, non si mette a dare giudizi, Amare non conosce attaccamento, aspettative e giudizio. La mente ha i suoi attaccamenti, il suo ego. Da questo nasce il dolore: desiderio di attenzione, attaccamento, aspettative e timore di non essere accetti dagli altri, paura di perdere l’oggetto d’amore, senso di abbandono.
Siamo immersi in una società ” giudicante”, dove piuttosto che essere costruttivi e leggersi dentro si ama sfuggire proprie responsabilità, si proiettano su altri.
Si agisce d’impulso e il rancore e la rabbia sono quella forza distruttiva che prende origine dalla frustrazione, dal sentirsi non apprezzati. Il senso di giustizia frustrato nasce dal sentirsi ” buoni” ( a volte nascondendo sotto il tappeto le proprie responsabilità) e non adeguatamente ricompensati. Ora, io non considero che si debba vivere ” a briglia sciolta”, semplicemente è importante proprio l’apprendere il valore delle responsabilità – del mettere in moto un meccanismo che non trova ” giudicanti e punizioni” ma una legge di causa ed effetto per cui se si compiono atti nocivi si è responsabili del loro effetto. Se sappiamo accogliere gli eventi senza vederli – Buoni o Cattivi per noi, ma come opportunità e guida al nostro cammino interiore, raccogliendone l’insegnamento possiamo imparare anche l’accoglienza. E’ difficile in molte situazione accettare una perdita, eppure nulla dura per sempre, non si dovrebbe provare attaccamento al passato o alle illusioni o aspettative del futuro – la vita è attimo da raccogliere ora, in questo istante. Arricchendoci con l’attenzione verso quel che ci attraversa dentro, con il ” non giudizio” ma da osservatori si impara una forma di distacco che è comunque partecipazione lucida, questo ci insegna una nuova prospettiva che allontana il timore. La Speranza è la gioia e la capacità di non temere, di avere fiducia negli eventi e nella nostra Luce interiore. Come si potrebbe vivere in un mondo ” diviso” che vede tutto come dualismo e non sa poggiare sulla Divina presenza?
Abbiamo dimenticato molte cose, tra queste che non dobbiamo temere, tutto è legato alla Presenza e non ce ne accorgiamo. Vaghiamo come bimbi smarriti e la paura ci fa separare tutto in Bene e Male, eppure tutto è Uno.


© Poetyca

All is One

The judgment toward themselves and toward others is a track that often go along in order to feel better and belittle others , gathers a vision in which “good” or “bad” – “right” or “wrong” are the paradigms needed to strengthen our sense of right.
Yet love , love one another , it is welcome, ability not to trigger expectations or attachment to the outcome . A judge , to fragment the reality is often the mind , the heart does not have these attributes, does not begin to make judgments , love knows no attachment, expectations and judgment. The mind has its attachments, his ego. From this comes the pain : desire for attention , attachment, expectations and fear of not being welcome by others, fear of losing the object of love , a sense of abandonment.
We are immersed in a society ” judgmental ” , where rather than be constructive and read inside you love to escape their responsibilities, are projected onto others.
It acts on impulse and resentment and anger are the destructive force that originates from the frustration, the feeling unappreciated . The frustrated sense of justice comes from feeling “good” (sometimes hiding their responsibilities under the carpet ) and not properly rewarded . Now, I do not consider that we should live ” free rein ” , but it is important just to learn the value of responsibility – the setting in motion a mechanism that is not ” judgmental and punishment ” but a law of cause and effect where if you commit acts harmful you are responsible for their effect. If we accept events without seeing them – Good or Bad for us, but as an opportunity and guidance to our inner journey , gathering his lessons can we learn also the host . It ‘ hard to accept a loss in many situations , but nothing lasts forever, you should not try attachment to the past or illusions or expectations of the future – life is moment to gather now in this moment . Enriching us with the focus on what we cross inside, with the ” non-judgment ” by observers but you learn a form of detachment that is still glossy participation , this teaches us a new perspective that removes the fear . Hope is the joy and the ability to not be afraid to have confidence in the events and in our inner Light . How could one live in a world ” divided ” who sees everything and does not know how dualism rest on the Divine presence ?
We have forgotten many things , among them that we should not be afraid , everything is related to the presence and do not realize it . We wander like lost children and fear makes us separate all in good and evil, and yet everything is One.

© Poetyca

Ricerca


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Ricerca

Non è una ricerca attraverso i nostri mezzi imperfetti,
attraverso le convenzioni, che ci permette
di trascendere noi stessi:
E’ chi abbandona ogni attaccamento
o idea preconcetta, che permette al silenzio
di portare l’inaspettato.

20.04.2015 Poetyca

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In verità, come le varie parti del corpo
non possono vedere gli occhi,
così gli esseri viventi
non possono capire Dio con i sensi,
con la mente, con lo spirito vitale,
anche se ognuno di noi
Lo porta nel profondo del cuore.

SRIMAD BHAGAVATAM, VI, 3, 16

Coraggio di Essere


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Coraggio di Essere

Un grande uomo ha il coraggio
di combattere se stesso:
paure, illusioni, convenzioni sociali.
Spezza le catene che imprigionano la sua mente
ed oltrepassa il mondo, diventa voce del cuore.

20.04.2015 Poetyca​

”˜˜”*°•.☼”˜˜”*°•.☼”˜˜”*°•.☼

Chi ascoltando le voci del cuore
o gli insegnamenti dei saggi
si distacca dalle cose materiali
e lascia il mondo delle apparenze
per seguire quel Dio che è dentro di lui,
ecco veramente un grande uomo.

Srimad Bhagavatam, I, 13, 27

 

Courage to Be

A great man has the courage
to fight himself:
fears, illusions, social conventions.
Breaks the chains that imprison his mind
and transcends the world, become the voice of the heart.

04/20/2015 Poetyca

“~~” * ° • .☼ “~~” * ° • .☼ “~~” * ° • .☼

About listening to the voices of the heart
or the teachings of the sages
is detached from material things
and leaves the world of appearances
to follow the God that is within him,
here is truly a great man.

Srimad Bhagavatam, I, 13, 27

La morte dentro


 

base haiku 6

La morte ” dentro”

Non è morte solo quella che ineluttabile arriva – non puoi farci nulla -ci separa,lascia il vuoto e aggredisce : la morte fisica.

Esiste anche la morte interiore: la tua che tocchi nel profondo la perdita,il dolore…ma anche la mia nella consapevolezza impotente di chi sa che non può fare nulla – il toccare il limite – che dona la capacità di scoprire di volta in volta che non possiamo nulla,che siamo nulla,che tutto è vano e che il vero valore è amare,insegnare a farlo…
Siamo piccoli ! Esiste la morte ,per chi cerca occhi,uno sguardo,una voce ed il calore: la nostra morte del tempo finito,del percorso sciolto e scivolato via…verso l’ignoto: quello che temiamo .Se sapessimo cosa ci aspetta oltre,se potessimo vedere al di là di quel muro…forse sapremmo che i morti in realtà siamo solo noi,così legati alle illusioni,le nostre piccole cose,alla concretezza,pronti a rinnegare tutto quello che non ” tocchi”: ecco il limite,il dolore,la consapevolezza della separazione,dell’abbandono,ma è abbandono? E’ separazione?

Stessi gli amici,stessi i gesti,stesso il quotidiano,quello di sempre…ma le parole scivolano,tutto è cambiato,troppo grande il dolore e nulla conforta…Lo stesso dolore provato da altri,parole che cercano di abbracciare,di far sentire calore.
Dolore provato anche da me : la perdita di mio padre,di nonne,zii…Amici…Conosco il significato del dolore e so che si attraversa da soli,tutto appare ingiusto: giovani vite stroncate,malattia,perdita,mancanza improvvisa e inaspettata.

A soffrire è chi non la sa accogliere,accettare,chi resta incredulo e non potrebbe mai comprendere il senso di qualcosa che sfugge.
E’ un cammino doloroso uscire dal tunnel della morte interiore…

Conosco come le parole di chi è partecipe suonino inutili,distanti,non penetrano e non alleviano…lo saranno anche le mie. Ecco…anche io muoio per questa mia inutilità,per la mia riconosciuta piccolezza,questo mi accade ogni volta che con impeto,con affetto,vorrei ” fare qualcosa” e sono consapevole del mio essere incapace,del mio essere nulla.

Accetta allora il mio nulla,altro non ho…il mio essere granello di sabbia nel vento…altro non sono…e con il mio nulla,comunque,ci sono.

” Apri la mano e libera nel vento quello che hai dentro,
lo vedrai volare ,come piuma in cielo “

© Poetyca