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Sotto attacco


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Sotto attacco

Siamo immersi in questo meraviglioso mondo dell’informazione,
dove le notizie arrivano in tempo reale, dove le notizie viaggiano
abbattendo tutte le distanze geografiche, dunque si dovrebbe assistere
ad una maggiore apertura e capacità di accoglienza, un atteggiamento
pronto ed aperto agli altri. Il rovescio della medaglia è che l’essere bombardati
da immagini e notizie spesso drammatiche, senza il necessario ” filtro”
o il tempo di assimilazione degli eventi stessi, ci rende incapaci di reagire
in modo adeguato, diventa naturale cercare di proteggersi e dunque
si ” inspessisce” la corazza con atteggiamenti di distacco che non sempre
ci permettono di riconoscere in noi stessi la capacità di amare incondizionatamente
o di provare compassione perchè si avverte la sensazione di essere
sotto attacco e di doversi difendere.
Si è sovraesposti a qualcosa che ci aggredisce.

24.04.2015 Poetyca

 

Under attack

We are immersed in this wonderful world of information,
where news arriving in real time, where news travels
knocking down all geographical distances, then you should attend
to greater openness and reception capacity, an attitude
ready and open to others. The downside is that being bombarded
by images and news often dramatic, without the need to “filter”
or the time of assimilation of the events themselves, makes us unable to respond
appropriately, it becomes natural to try to protect themselves and therefore
you “thickens” the armor with attitudes of detachment which is not always
allow us to recognize in ourselves the ability to love unconditionally
or feel compassion because you feel a sense of being
under attack and having to defend.
It is over-exposed to something that attacks us.

24/04/2015 Poetyca

 

 

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Difficoltà


Difficoltà

Quando tu sei in difficoltà
e tu temi di non farcela…
Scuoti la polvere e tu vai avanti
Non ti trovera mai su un sentiero di fiori
ma non temere le spine,
se non puoi camminare…vola!

03.07.2012 Poetyca

Difficulties

When you’re in trouble
and you are afraid of failing …
Shake the dust and you go on
Do not you never will find a path of flowers
But fear not the thorns,
If you can not walk … fly!

03.07.2012 Poetyca

Respiro consapevole


Respiro consapevole

Riempiamo la nostra vita
di voci che nascondano la paura del silenzio, di cose da fare, per non restare fermi, atterriti da quello smarrimento momentaneo quando la mente vaga per afferrare qualcosa.
Per riconoscere chi siamo riempiamo la testa di diverse identificazioni, idee precostruite e che ci vengono lanciate da altri. Eppure…è nello spazio tra un respiro e l’altro, nel silenzio che svuota le nostre valigie riempite, stracariche di orpelli inutili che riusciamo a riempire il vuoto con la bellezza di un respiro consapevole, silenzioso e ricco d’amore…da non trattenere ma da offrire al mondo.

Un respiro che abbraccia un sorriso consapevole.

07.10.2012 Poetyca

Conscious breathing

We fill our lives
of rumors that hide the fear of silence, things to do, not to stand still, terrified by the momentary loss when the mind wanders to grab something.
To recognize who we fill our heads of different identifications, pre-built and ideas that are thrown by others. And yet … it’s in the space between one breath and the next, in the silence that empties our suitcases filled, overloaded with unnecessary frills that we can fill the void with the beauty of a conscious breath, silent and full of love .. . as not to hold but to offer the world.

A breath that embraces a knowing smile.

07.10.2012 Poetyca

Lampi improvvisi


< Lampi improvvisi >

– Pensieri estemporanei traccia di un percorso interiore –

La Poesia

La Poesia è la capacità di cogliere le sfumature dei colori che non tutti
vedono,farle penetrare nell’animo e non riuscire a trattenere le emozioni e con impeto sentire l’esigenza di comunicarle.
La Poesia è ricerca del nostro modo di essere,del ritmo e dalla forma
La Poesia è voglia di tracciare su un foglio quello che l’universo ci detta,non siamo noi a scrivere,noi ascoltiamo soltanto.

Fantasia

Fantasia che nulla costa,scacciata a volte come fosse follia. Sorriso nel cuore che regala speranze,incupito da realtà logore che non donano
respiro. Indossa i sogni,falli volare e sarai più vivo.

Quando le parole sfiorano sogni,quando le emozioni catturano Luce. Una nuova dimensione avvolge il nostro cammino .Sensibilità risvegliate che svelano orizzonti nuovi. Respira la vita interiore e prenderai il volo.

Avvolgi il tuo sorriso nel sogno,afferra le tue emozioni e indossa
speranze,nulla forse è come appare. La vita, strano mistero che svela quello che non credevi reale. Respirala e riempiti d’amore.

Di un gabbiano conosco il volo. Libertà assoluta di chi il sogno
cattura. Solcando infiniti spazi, liberi certezze. Mentre la brezza ti accarezza le ali,il tuo sorriso riempie il cielo.

Quando la sera scioglie colori,la luce si stempera per ceder il posto
all’ombra,finito di correre e la festa,tra pensieri e sorrisi anche il color del sogno indossa. Vivi e respira sempre gioia.

Quando lo sguardo sfiora nel firmamento stelle,quando l’Universo diventa dimora dell’anima….è lì che ti perdi:

Sogni e ebbrezze,vita e mistero,tutto scioglie il cielo.

L’amore è vita e la vita è amore, la poesia è catturarne i colori e regalare respiro a chi non è capace di farlo.

Fantasia non è solo sogno ma un costruire realtà,sogno non è solo fantasia ma sperare in realtà migliori. Chi sogna e spera vive bene la realtà.

Anche un’antica lacrima mai detersa è rugiada quando ne comprendi il valore è la sua capacità è dono per quel fiore che palpita in petto. Un tuo pensiero è dono e perla che riflette in cielo.

Se la festa finisce il ricordo non è rimpianto ma nostalgia e attesa della
prossima, un bene è il bel ricordo che riempie i momenti vuoti e tristi.

Ogni attimo di vita è una goccia del mare,uguale ad un altra appare ma ha la sua unicità e la sua importanza. Ogni respiro è un nuovo scambio:dono e forza che Luce regala. Assapora il momento che il tutto dona.

Non ho occhi,ho solo il cuore che come specchio cattura immagini che posso solo amare. Amo chi si ferma davanti alla Luce e cattura colori per farne dono.

Perle sono piccole gocce che nascono nel cuore vibrando all’aurora,dono del sole che mi fa espandere raggi che toccano e donano sorriso e vita ad ogni fiore.

Petali multicolori,scendono tra mille profumi,prendi la gioia nel cuore e dona sorriso,è il dono d’amore che chiede la vita.

Amore

Grandi ali ha l’amore,
forti contro le intemperie
e capaci di volare in alto.
Grandi palpiti dona l’emozione,
vibrazioni che espandono
in un sentire unico.
Che vuoto senza la capacità
d’amare,di emozionarsi
e di sentirsi vivi.

Mente e cuore

Un cuore diviso, che teme di perdere,
non conosce condivisione.
Una mente confusa,che non trova certezze,
non conosce l’accoglienza
di quel che non comprende.
Basta fermarsi, senza fuga attraversare le paure
e nell’ascolto di se stessi, tutto accade
se si supera l’apparenza delle cose,
se si spera.
Solo cercando pace e non inutile conflitto
prende vita la ricerca
e si aprono mente e cuore
alla luce che ci attendeva
dentro di noi.
Si è capaci allora di essere Amore.
Sembra lungo il viaggio dalla mente al cuore,
a volte tortuoso, non dobbiamo temere
di compierlo , in noi stessi la bussola
e la capacità di intraprenderlo senza incertezze.

Dal buio al seme

Sicuramente nel mondo duale non si potrebbe cadere nell’inganno di
aggrapparsi a qualcosa per rigettare il suo opposto . Non esiste
antagonismo o qualcosa di ” buono ” da coltivare e qualcosa di ” cattivo”
da demonizzare. Tutto è come per il Tao: lo ying e lo yang , seppure con elementi opposti è nell’unità che tutto coesiste , non solo ma è presente la ciclicità dagli eventi .
Se, ad esempio ,nel chiaro intento di trovare il Bene in noi stessi , ci
illudessimo che disconoscendo e soffocando la nostra parte ” ombra” essa
non esistesse , cosa accadrebbe ? Giustificando ogni azione eccessiva
diverremmo come quegli integralisti che , non rendendosi conto , usano
un’ideologia o il suo archetipo per delle guerre giustificate.
La vera pace , la consapevolezza e conoscenza di noi stessi prendono vita dall’attraversamento di un tunnel buio ( il nostro inconscio ) per
ritrovare la luce duratura dell’armonia degli opposti e la vera
consapevolezza .

Non servono metodologie alla moda che promettono miracoli o sostanze
allucinogene per andare a cercare quello che è in noi . Non ci si deve
sentire falliti se non si toccano subito risultati , anzi non è quello il
fine , semplicemente si osserva la mente e si accoglie il dono che essa ci
potrebbe fare : anche e sopratutto attraverso quei pensieri o quelle
sensazioni disturbanti che vorremmo disconoscere perché proviamo
attaccamento ad un”immagine di noi che sia positiva e rassicurante.
Non dimentichiamo che il seme per germogliare ha bisogno del buio.

Attaccamenti

Non è ribelle il cuore che cerca giustizia,
forse sogna e desidera una diversa realtà .
Non è capace di restare dove – prigioniero
è colui che non sa cogliere la vera libertà .

Non si è liberi quando facendo quel che si desidera,
si fa del male a se stessi, si sacrificano gli altri ;
ma è libero colui che – consapevolmente –
sa dirigere le proprie scelte verso la volontà
di un beneficio per tutti .
Anche con il sacrificio dei propri attaccamenti .

Silenzio e momenti

Momenti cercati o evocati dove il silenzio conduce all’ascolto della vera essenza .Dove respirare è fare dono di quel ‘ impercettibile attimo di vita – senza tempo – Dove tutto comunica senza confine , per riportare un Paradiso mai perduto ,ma solo celato dal timore di essere divisi dalla vera Luce .

Opposti in ricerca di unità

Nella società e nella visione legata alla struttura delle cose tutto è separato e posto in antagonismo : Luce/Ombra – Giorno/Notte- Buono/Cattivo .Eppure sono aspetti mutabili della stessa cosa a noi comprendere ed integrare. E’ vero che si tende a produrre il disagio della separazione , seppure il mondo sia duale con gli opposti , questo non significa che il campo della ricerca che coinvolga la ” Luce” o quello che appare nascosto e protetto prevalentemente negli stati alterati di coscienza debba essere colto fuori dagli aspetti prettamente “quotidiani” Le cose sono più semplici di quello che appaia e seppure sembra che la capacità di studio, di disciplina o di ricerca di mezzi per trovare la parte legata alla spiritualità o il modo di alterare la coscienza richieda un particolare sforzo e sopratutto l’allontanamento dalla vita comune , è pur vero che si richiede padronanza e consapevolezza proprio nella vita ” ordinaria ” . Si perde altrimenti di vista una cosa importante , non si deve infatti sfuggire il disagio , le paure o le ombre – lo stress del vivere – è invece proprio quello l’ambito che la vita stessa ci presenta per apprendere le nostre lezioni .
Ogni esperienza è opportunità per porre le sue lezioni , a noi il modo di reagire .Ci si offre un piano sottile per comprendere che solo in noi è la capacità di donare amore o rabbia , luce o ombra a noi stessi e agli altri . Importante la legge di causa ed effetto o Karma e se si lasciasse qualcosa di incompiuto per ricercare ” paradisi artificiali” nella vana illusione di progredire , lasciando da parte il tunnel delle ombre , in realtà non andremmo molto lontano .Si deve vedere in faccia la realtà per avere poi la capacità di trasformarla e integrarla come accade con i due emisferi cerebrali ( Ragione e Sentimento ) sono le due parti del nostro piccolo universo e con la Com-passione possiamo amare , perdonare e comprendere noi stessi e gli altri .Utile la disciplina del buddismo – tra le altre – che fa ” osservare e accogliere” sentimenti come la rabbia e ci consente di migliorare la nostra vita .Sopratutto è aprendoci e confrontandoci che possiamo smettere di creare barriere inutili.

Amicizia e riflessione

Credo sia importante un’analisi relativa alle proprie responsabilità , alle aspettative e se e in che modo abbiamo trasmesso amicizia o altro.
Sicuramente , se è amicizia che offriamo ( e non pretendiamo ) , dobbiamo essere in grado di scacciare da noi stessi sentimenti di possesso , cogliere in noi se , dietro la parola amicizia si cela altro .
Prima di puntare il dito su quanto altri non avrebbero fatto verso di noi sarebbe opportuno chiedersi se , in fondo ci attendevamo qualcosa .

Se riusciamo a non fuggire le nostre responsabilità , se siamo capaci di vedere cosa abbiamo sbagliato , se siamo capaci di manifestare dove si sia colto un malinteso ( facile interpretare diversamente ed il dialogo leale serve a questo ) allora si è capaci di portare avanti un rapporto maturo . Troppo facile dare ad altri responsabilità e non vedere la trave che ci renderebbe ciechi. Dialogo, condivisione , senza nulla pretendere è la migliore base per mettere le radici a rapporti destinati a durare nel tempo. Quando muore in fretta era solo illusione .

Cambiamento interiore

Se fossimo in molti a condurre i nostri sforzi al fine di un cambiamento
interiore ; ma non per questo sentendoci migliori delle incoerenze e delle
illusioni di chi persegue e si attacca al mondo ; se fossimo capaci di
compassione anziché di giudizio – il mondo sarebbe un luogo migliore .

Dividere e condividere

Saper accogliere il dolore degli altri è anche aver saputo accogliere il proprio ; esser stati capaci di immergersi in esso senza temere . Poi forse il tempo o l’esperienza insegnano a offrire parole e sostegno che sono espressione viva del vissuto è com – partecipazione .

Come dice Osho si potrebbe con- dividere quello che si vuole trasmettere ma il silenzio , l’intesa anche se non si usano parole è com – unione.

Chi apre il chakra del cuore ; senza averne cercato il fine , si accorge che si assimila quello che gli altri vivono in assonanza e sintonia che è una forma di ” empatia ” alla quale si resta sgomenti all’inizio ma che si impara a gestire .

A volte il destino non fa trovare persone che sappiano ; in atto reciproco , dare lo stesso ascolto .

Non sempre si è forti e capaci di affrontare le prove della vita ; ma nella capacità di essere autoconsapevoli e nell’autostima si impara che abbiamo già gli strumenti per affrontare ogni cosa.

Chi ci affianca è semplicemente capace da farci da specchio; in noi il riconoscere chi siamo.

 

La stessa ricerca

Ci sono cose lungo il percorso della vita che ci indicano una via da seguire; molte le titubanze ,ma a volte si coglie la sensazione che qualcosa possa essere utile per non inciampare .

La presenza degli altri è utile per un confronto che chiarisse quello che da tempo si avverte;per averne conferma .
Essere con gli altri è come un viaggio – tappa dopo tappa – che può dare un rinforzo a quelle cose che si erano scorte ma non si era del tutto sicuri sulla loro validità .

Ho avuto l’opportunità di riflettere ; di trovare un confronto perchè nessuna orma lascia realmente un segno se non ci si misura con l’altrui sentire e quell’orma è un percorso comune .

Quante volte si potrebbe credere di stringere una ” verità” ed invece si alimenta un’illusione;
Importante allora una guida,la chiarezza nelle indicazioni e quella porta che si apre di fronte ad un universo;lo stesso che è in noi .

Portare il nostro meglio è accompagnare chi con noi cammina con nel cuore la stessa ricerca.

Aquiloni

A volte vorrei che potessimo diventare come aquiloni, capaci di vedere le cose da una diversa prospettiva; che portando con noi altre persone, si possa insieme comprendere che tutto quello che appariva in un modo, in realtà, era diverso. Si, non è facile…

Ma se sai conservare; malgrado tutto, i tuoi colori ,la tua leggerezza; se sai addomesticare il vento, avere resistenza anche di fronte a chi cerca di spezzare il tuo filo di speranza, a chi cerca di trattenerti troppo o non sa comprendere dove sia il tuo posto e ti vorrebbe con un filo troppo corto…
Comprendi che è meglio combattere contro il vento, che ormai conosci, che contro chi, invece di volare con te, cerca di trattenerti da quel filo.

Seminatori

Siamo noi stessi che caduti nella dualità separiamo più che unire;
giudichiamo più che accogliere e questo muro invisibile;
questa protezione è in realtà la nostra stessa prigione.

Trovare il proprio Sé, la capacità di non fuggire
seguendo la mente che distorce e distoglie dal suono del silenzio;
dalla nostra armonia, è poter raccogliere quel prezioso tesoro
che abbiamo seppellito nel nostro giardino ed andiamo a cercare altrove:
non serve un intellettualismo sterile; non servono nozioni che confondono;
serve il coraggio di ascoltarsi, di allargare il cuore e manifestare quel
che per troppo tempo è stato soffocato.

Questo è da ” seminatori ” instancabili che, semplicemente
vedono oltre le apparenze ed amano il viaggio della Vita;
spargono il seme d’Amore perché è quanto sentono.
Non cercano gratificazioni; poteri e abilità;
la vera via è spogliarsi di condizionamenti; di artifici ed essere
se stessi senza timore.

Il sentiero siamo noi …

Briciole

E’ la nebbia dell’ ego a nascondere antiche esperienze;
importanti insegnamenti; qualora siano stati acquisiti;
oppure ci sarebbe da ritenere che chi non avesse ancora un
atteggiamento empatico e tendente verso gli altri; in
realtà, abbia ancora molto cammino da fare. A che
servirebbe biasimare gli altri o emarginarli quando se ne
cogliessero i limiti? Non è forse di chi ha maggiore
cammino il prendersi cura degli altri tendendo la mano?
Discriminare, giudicare, mettere da parte non è tanto
diverso da quel comportamento che si attribuisce a chi non
si vedesse proprio pari. Gettare la cenere in aria è
ricoprirsene, offuscando la vista ed il cuore. Dove allora
quel dichiarare; a parole, concetti positivi se poi si
divide con il pre-giudizio e si restasse nella dualità?

Non siamo forse tutti parte dell’Uno e ogni creatura è come
noi? Ogni giudizio è frammentarci in mille parti e non far
combaciare le parole ai fatti. Perchè temiamo l’ombra che
altri proiettano sentendoci superiori ad essa? Oppure,
facendo il confronto con quel che altri raccolgono lungo il
cammino; frutti seminati con sudore; perchè si avrebbe la
pretesa si sentirsene proprietari?

Perché siamo illusi di aver sciolto la nostra ombra; ma la
mente inganna e ci fa credere; nella sua illusione, di aver
superato quello che in realtà abbiamo insabbiato. Ben
vengano le prove, il confronto con le esperienze che
seppure appaiano come attacchi esterni o dolore; sono il
banco di prova per la nostra raggiunta maturità. Ci
colpiscono realmente? Se questo accade significa che siamo
ancora con i ceppi ai piedi; quell’attaccamento ci radica
al terreno. Nulla accade per caso e la vita stessa; o le
nostre scelte non ricordate, sono quanto possa essere utile
per trovare saggezza e sgretolare residui di ego.

Nessun cammino è facile; non è stringendosi all’orgoglio e
all’ego che si possa andare più avanti. Si dovrebbe
rispetto alle altrui scelte; anche le cadute se queste
fossero necessarie; risollevandosi dalla polvere infatti,
si potrebbero avere di fronte nuove opportunità. Nessuno è

immune da questo percorso e se oggi siamo “santi”, un tempo
eravamo “demoni”, perchè mai giudicare? Sarebbe più utile
allungare la mano senza giudizio che indossare vesti che si
sporcano solo per quell’aria di superiorità che allontana…

Combattere contro se stessi; senza avere altri “rivali” è
la vera conquista e la lezione più importante che si possa
apprendere… E’ in noi l’opportunità e la capacità di
cogliere queste briciole di verità.

Il dolore insegna

Il dolore è ago della bilancia che sappia indicare le nostre aspettative, gli attaccamenti e quello a cui non sappiamo rinunciare. Il dolore è a volte rivestito d’orgoglio ; di quel sentirsi non rispettati o ascoltati. Il più grande dolore è la consapevolezza della nostra morte, della finitezza del nostro corpo; la malattia e quella di chi ci è caro; il dubbio di perderlo o di perderci senza poter più godere di beni materiali o quell’amore che conosciamo. Ma la nostra vita non è solo materia, non è solo quello che resta nella memoria di chi ci ama: abbiamo un percorso interiore, un significato, un’opporetunità di crescita interiore che ci possa condurre a fare per noi stessi e per gli altri un miglioramento che sia capace di incidere il senso del nostro passaggio qui. Noi non restiamo sempre qui; siamo destinati a tornare ” a casa” a lo faremo senza il peso di cose inutili ma con maggiore consapevolezza e ricchezza interiore se sapremo rendere produttiva la nostra vita.

 

 

 

Strumento d’amore

Quale più grande vittoria se non quella
di comprendere che attraversato il deserto di se stessi
si possa proseguire il viaggio verso la libertà
dalla schiavitù che lega a falsi idoli?
Ma è solo il nostro impegno ; il cuore aperto agli altri
a fare di noi scoperta di vita.
A permetterci di veedere oltre le apparenze
in un cammino di evoluzione interiore.
In noi il ricettacolo per accoglie la spiritualità
e farci strumento d’amore.

Perdono tra Oriente ed Occidente.

Per-dono: fare dono
di qualcosa, il lasciare andare sentimenti che tengono
legato qualcuno e la sua ombra oltre il tempo dell’azione
che ha ferito, che ha sconvolto l’esistenza ha una diversa
valenza in Oriente e in Occidente.

Non si potrebbe pretendere di essere compresi, non tutti
sono capaci di capire in cosa e in che misura si possa
essere calpestati; non tutti saprebbero soffrire del male
arrecato; allora se chiedere scusa è provare disagio per la
sofferenza inflitta, con responsabilità e vera capacità a
non ripetere l’azione si coglie un frutto per la persona
che ha compreso. Ma chi sente con consapevolezza che
un’azione provoca una reazione può evitare di compierla.

Essere capaci – prima – è degli orientali; per gli
occidentali è un po’ una sorta di cammino per tentativi ed
errori dove spesso si incappa nella ripetizione di azioni;
poi basta chiedere perdono e si crede di “sanare” una
situazione. Per orgoglio è difficile chiedere scusa,
accogliere le scuse… Ma quanto gioverebbe essere capaci
di non ferire e di essere com-passionevoli. Non è la mente
o l’abitudine a dover tracciare il nostro percorso, ma
quella parte che spesso non sappiamo ascoltare per timore
dei sentimenti: il Cuore.

 

 

Pensieri

Vedere le stelle, saperne ammirare il loro splendore
è permesso perché il buio le esalta.
Potremmo mai afferrare una stella se provassimo a guardarla
in uno stagno? Allungando la mano agiteremmo solo la superficie;
quell’acqua darebbe un’immagine spezzata e saremmo preda
della nostra illusione; la stella è sempre imperturbabile.

A che serve agitare pensieri, timori se non cambiassimo
una realtà che immota è quella che è?

I pensieri sono una ragnatela che creiamo; possiamo essere
il ragno che se ne serve per sopravvivere o la mosca che cade in trappola.
Potremmo renderli costruttivi o farne un cappio dal quale non saperci
più liberare. Una la scelta,l’opportunità e l’occasione:
saper smettere di ripetere pensieri inutili; frutto di illusioni e timori.

La trasformazione – tra dolore e rabbia

Non dovremmo credere di essere ” indifferenti o spenti”
qualora non si provassero sentimenti forti; tra questi la rabbia.
Immaginiamo una miccia per una bomba inesplosa, senza
il nostro consapevole atteggiamento che ci conduca alla radice
della stessa rabbia, cosa sarebbe.
Ecco il valore dell’analisi e della meditazione; perché accade di provare
rabbia? Cosa ci si aspettava e non accade? Immagina se poi
quella forza si potesse tramutare nella consapevolezza che tutti siamo
inter-connessi e se il dolore che si prova non ci trovasse come unici
sofferenti ma sia “bene comune” (alla luce della trasformazione)?
Ecco un mezzo per compartecipare alla vita degli altri., ed
attraverso il nostro atto evolverci.


L’altalena della vita

Ed è viaggio
tra inciampi del passato:
proiezioni di una mente che divora.
Paracadutati istanti di leggerezza
per trovare di nuovo un silenzio
che non offre risposte.

E’ l’altalena della vita;
un percorso tra paradigmi interiori
e quel significato di ricerca nella struttura
esterna del presente.


Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare; che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno; questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione.
Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci.
Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri; lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna.
Mi viene in mente la frase del buddismo :”Se incontri il Budda per strada…uccidilo!”,rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.


La nostra responsabilità

Siamo noi la pietra angolare del nostro cammino; la capacità di abbattere i condizionamenti e le paure;
l’opportunità di toccare la radice del nostro essere e manifestare quel che è l’essenza e il significato del nostro esistere. Non legati alle apparenze, al possesso di beni, al desiderio di mostrare quel che non siamo dietro ad una maschera che ci renda sapienti: il primo passo è comprendere che non sappiamo nulla e si deve partire da zero; da quella scoperta interiore che nasce dall’ascolto sincero della nostra interiorità; dalla lealtà e capacità di migliorarci; dal saper amare incondizionatamente senza attenderci nulla che colmi le nostre frustrazioni.

Sciogliere le ombre

Si dissipano tutte le ombre quando si comprende che non
esiste in nessun essere umano la perfezione; non possiamo esigerla in noi
stessi, così come, se leggiamo la realtà attraverso il cuore; non la
potremmo pretendere dagli altri; è pur vero però, che possiamo accogliere
il nostro cammino imperfetto; svelare i nostri timori, i sentimenti che non accettiamo e che possiamo fare lo sforzo di migliorare, anche e sopratutto tentando di aiutare gli
altri; che non significa fingere di non vederne i limiti ma tentare di
porgere la nostra presenza, cercare di cogliere da dove nasca il loro comportamento
e comprendere. Non sarebbe costruttivo avere aspettative da chi, troppo diverso da noi, non potrebbe cogliere la nostra mente e la nostra sensibilità; mai nessuno dev’essere il nostro bastone per camminare, il nostro specchio per riflettere un’immagine che ci piaccia; non sono gli altri lo strumento che ci faccia sentire più o meno buoni; siamo noi che dobbiamo manifestare, in tutta onestà quel che sentiamo,
scoprire perchè lo sentiamo e da dove nascano i nostri sentimenti. Spesso prima di poterci confrontare con gli altri nacessitiamo di confrontarci
con noi stessi, per maturare, ” lasciare andare” i nostri attaccamenti e le
incertezze, essere talmente gioiosi nel porgere quel che si manifesta ; senza nulla imporre fino al non avvertire alcun peso nel nostro
essere come siamo. Questo processo di trasformazione, di abbandono delle
paure ( del giudizio altrui,del non fare una cosa giusta, delle conseguenze delle nostre scelte) è la cosa più importante che ci possa accadere; un confronto che ci dia l’opportunità di essere noi stessi, quell’essenza che ci abita,
piuttosto che incarnare quanto gli altri vorrebbero vedere in noi.

E’ molto difficile sciogliere condizionamenti ed aspettative, trovare
intorno persone aperte e capaci di seguire il nostro modo di essere, oppure doversi
adattare a strumenti che ci vengono offerti ma che appaiono restrittivi. Ma quando tutto scorre, neppure le domande vengono fuori perchè tutto è esattamente come dev’essere.

Mattino

Il mattino ha fatto capolino con il suo scandire il tempo: gli orari, il ritmo da seguire e di cui siamo parte,ma anche quello spazio interiore che possa offrire la nostra essenza che trascende il tempo stesso.
Da qualche parte, sul filo dell’infinito si formulano pensieri, idee, sentimenti e quanto possa forgiare un mondo non di materia ma di emozioni. Non sono molte le persone consapevoli di questo ed anche l’Arte ha la sua espressione, il suo condursi attraverso l’infinito per portare a noi, di questa finitezza, la Bellezza e il suo essere forza che comunica senza parole.

Ci sono degli attimi che vissuti portano oltre il confine di questo tempo e ti conducono a quella dimensione in cui sai che gli incontri non sono mai casuali, che quel che è in quella persona di fronte a noi è semplicemente specchio di noi stessi; non possiamo che essere lieti di questo scivolare in un eterno divenire che ci accompagna.

Alla ricerca di Pace – percorsi di riflessioni

Non ci accorgiamo spesso che, prendiamo gli altri come bersaglio da colpire con le nostre frustrazioni; attribuiamo ” colpe” e crediamo
irrisolvibili alcune situazioni, ci chiudiamo nella gabbia delle illusioni,perchè pensare che altri abbiano torti e noi assolutamente ragione
ci pone nella condizione di sentirci superiori alle situazioni. A volte accade il ripetersi di esperienze o ” nodi” che siamo incapaci di sciogliere e tutto parte da noi stessi, dal nostro attaccamento, dal nostro ego ferito. Ed è sempre da noi l’opportunità di fermarci a cogliere cosa e perchè alimenti la nostra reazione di rabbia.
Perchè si ami attribuire colpe a ” ologrammi” esteriori?

Mi viene in mente, quando da bambini, se cadevamo o ci facevamo male contro qualcosa, per consolarci un adulto diceva che la ” colpa” era del sasso che ha fatto inciampare o della porta contro la quale urtavamo.
Magari ci creedevamo e vedere come si attribuisse ” colpa” agli oggetti ci faceva stare meglio.
Ora non si starebbe meglio se, nel retto sforzo, non provassimo a rendere pace il nostro cuore.
La nostra non realtà è spesso indotta dai mezzi di informazione; dal nascondere i veri motivi delle cose.
Come si sa è sempre stato nella politica delle guerre cercare motivazioni al farle scoppiare, motivazioni che montino giudizi ” contro” ma la realtà si lega alle risorse di un territorio che facciano gola, al potere che amplifichi l’egemonia e sempre a carico della vita di innocenti.
Miseria, divisione, sopruso e quella forma di violenza non sempre fisica sono i mezzi per piegare un popolo e parole come ” pulizia etnica” , come ” genocidio”, ” olocausto,” sono tra le più ignobili che l’umanità possa aver coniato. Spero sempre che ci possa essere un ravvedimento ed un modo di condurre verso un’inversione di rotta che non conosca violenza ma dialogo ed equaminità.
Forse, agire dal nostro piccolo mondo del quotidiano non sarebbe sufficiente ma che non ci sia confusione tra “pace ” e quei movimenti politici che dietro alle bandiere hanno altri fini. La pace si conquista ( parola forte che appare bellica) dentro di sè per essere poi capaci di avere comportamenti costruttivi.

La guerra, come si sa, è sempre stata antagonista dell’amore, della saggezza e dell’equità. Minacce, promesse di rivendicazione sono quanto possa mettere in atto chi voglia caricare di rabbia gente che in fondo non ha chiesto guerre. Difesa ed offesa, mezzi che non si giustificano ma fanno perdere il senso della misura; ogni guerra ha conosciuto atti immorali, il piegare ” il nemico” dimostrando la propria forza.

Un’ombra ingigantisce la fama di chi se la costruisce, è mostrarsi potente è farsi temere; mezzi che sono lontani dall’abbandonare la forza per mostrare maggiore maturità.

Poi, si fa anche tanto parlare, senza realizzare nulla; una forma di dispersione che non arriva neppure all’essenzialità e che non ha alcuna opportunità risolutiva per situazioni che degenerano in violenza e prevaricazione.

Si resta impotenti, incapaci di trovare soluzioni e superamento di condizioni che si trascinano senza fine.

Si tratta di libere scelte, per noi, per coloro che davanti ad un dilemma possano essere presi nella trappola del ” fare come gli altri”, perchè magari li fa stare meglio. Ci sono persone ” attive” – sentono il bisgno di essere presenti ad alzare la voce – a muoversi e magari le fa stare meglio. Ci sono poi persone che, nel silenzio sono partecipi ai dolori del mondo seppure apparentemente distanti. Credo, semplicemente, che senza altrui suggerimenti, attivi con alzar di voci o apparentemente ” passivi” e compassionevoli – senza alcun giudizio – perchè il dolore, la privazione e la violenza tocca tutti indistintamente e non solo una parte della terra rispetto ad un’altra. Tutti siamo uno, infatti, credo che si possa includere nella nostra via anche la capacità di ” allargare il cerchio” del nostro non- dividere, del nostro ascolto nelle piccole cose del quotidiano che siano briciola di pace che s’espande. Possiamo lavorare su noi stessi, cercare pace interiore per non allargare a macchia d’olio effetti che incrinano armonia. Si parte dal non giudizio o meglio dal non alimentare dualità. Andare ad una manifestazione, in libertà perchè si sente di farlo e non per ” moda” o perchè non si trovano altre soluzioni , per aver letto un manifesto che invitasse a farlo o perchè ce lo consigliano ( è poi una soluzione la marcia di Pace?) è opportuno solo se si sente – lo si accoglie -da consapevoli; come per la pratica.


Semplicemente si deve dare voce e manifestazione a quel rispetto per tutti gli esseri sensienti senza ricerca di torto o ragioni, di verità o menzogna perchè la guerra, tutte le guerre, non ha sconfitti e vincitori; se si arriva all’odio, al mancato dialogo – si è tutti sconfitti.
In particolare se per il potere si calpesta il valore di vite.

In fondo tutti coloro che possono, in base alle proprie caratteristiche ed opportunità, dare voce alla pace, possono coinvolgere gli altri nel parlarne, con amorevolezza e lontani dal giudizio. Per parlare di pace si deve essere pace.
La consapevolezza è la capacità di raccogliere dalle esperienze del passato per offrire – qui ed ora – energie al futuro nella via di trasformazione – dalle tenebre dell’ignoranza alla luce dell’Amore.

Noi possiamo!

Sfumature

Quante sfumature ha la vita? Quanto colore si perde per via?
Silenzi… attese di risposte e quella certezza che non arriva.
Ma davvero ascoltano, colgono nel profondo cosa si comunichi? No!
Cosa comprende chi ha un mondo diverso? Chi dentro di sè ha
un panorama differente?Se andiamo tutti in un sottomarino a vedere
il mare nei suoi abissi ( che dalla superficie non è concesso osservare);
un oblò per uno… malgrado si sia, immersi nella stessa pozione di mare,.
nessuno vedrà le cose ( i pesci, le alghe i giochi di luce) nello stesso modo.
Ecco, siamo palombari alla ricerca di una verità e poi…
Vorremmo che gli altri raccogliessero solo la nostra. Come pretendere
che accada? Magari siamo noi che, spostandoci da un oblò all’altro
possiamo scoprire che bellezza ci venga offerta e come ci possa arricchire.

Nel dualismo

E’ nel dualismo che nascono le paure, il timore di non essere accolti per quel che siamo; eppure in tutti noi è la capacità di onestà verso noi stessi – la chiara Luce – che possa sostenere il nostro cammino; siamo noi che decidiamo di fermarci o avanzare recidendo i legami del dubbio e degli attaccamenti, siamo noi che, colmi di aspettative, ci ancoriamo ad un percorso sempre uguale.

Lavorare con responsabilità, ammettere i nostri bisogni, credere delle nostre possibilità – sopratutto sperare e vedere nelle piccole cose della vita le opportunità – è offrire a noi stessi, oltre il silenzio dell’ascolto interiore, la chiave per aprirci alla Luce.

Nulla è più importante della comprensione, del rispetto per se stessi e per gli altri e del lavoro che possa allargare i confini del nostro ego.

ci somigliamo tutti, pur essendo diversi; siamo diversi pur simili. Ogni esperienza letta attraverso il mezzo delle parole potrebbe essere parte di noi, lo stesso quel che trasmettiamo con lealtà ( poichè nessun filtro dovrebbe coprire la nostra essenza) è lo specchio in cui far riflettere chi accogliamo.

Nessuno avrebbe la capacità di leggere ogni cosa, ma il poco di cui è capaci, se sa rispettare gli altri è sempre un seme che, se trova terreno adatto; germoglia fiducia e presenza.

Attaccamento ed imperfezione

Attaccamento ( brama) ed aspettative
camminano vicine; ma da cosa nascono? Dal credere
determinante il giudizio degli altri, la loro accettazione
di quel che siamo. Avere affetti, provare il senso di perdita,
commuoversi è del tutto naturale; ma sarebbe
un eccesso se credessimo di non essere capaci di continuare
ad avere valore per quel che siamo; per le nostre qualità
che sono sempre lì, seppure non venissero riconosciute; se
pensassimo che la nostra vita finisse qualora nessuno si accorgesse di noi.

Spesso per piacere agli altri, per quell’insicurezza interiore
che ci caratterizza non sappiamo fare piccole cose per noi stessi;
comprare un CD che ci piace, vedere un film o cercare spazi
per noi stessi, che ci permettano di vivere e non solo di essere
al servizio delle altrui aspettative. Anche noi ci attendiamo qualcosa
dagli altri, convinti che, se nulla arriva forse non siamo meritevoli
di attenzioni; ma molte persone sono distratte, non significa che noi
perdiamo per questo il nostro valore; perchè tentare di accontentare
tutti rinunciando al nostro modo di essere? Ma ci conosciamo realmente;
sappiamo mettere da parte i condizionamenti e manifestare quello che realmente siamo?

Spesso chiediamo ad altri quello che, in realtà è in noi ma temiamo di svelare per timore
che non sia approvato. Il legame più profondo è quello dell’amore; credere ad esempio
che una persona lontana sia perduta è solo illusione; non è forse con noi attraverso
i pensieri o meglio i sentimenti? Non siamo forse uniti anche se non la vediamo o non ne
ascoltiamo la voce? Possibile che abbiamo bisogno di questo aspetto per annullare
il timore di perderla?

Magari si desiderano dimostrazioni continue relativamente all’ essere il fulcro
della sua vita e non ci accorgiamo che siamo noi stessi a mettere in moto
la nostra insicurezza. Non vogliamo più cogliere le eventuali difficoltà
che si possano originare in un momento di silenzio nel quale invece
attendavamo che si venisse ricolmanti di attenzioni.

Ecco che questo meccanismo nasce dalla nostra insicurezza – la mente comincia a
congetturare aspetti che non credevamo di generare- gelosia, rabbia, senso di abbandono e
quello che era un sentimento d’amore, di condivisione e gioia …Diventa sofferenza.

Non siamo forse noi ad averlo alimentato?
Se invece gioissimo nel ” qui ed ora” per il bellissimo momento in cui siamo accanto alla
persona amata, in cui avviene lo scambio e ne vivessimo ogni attimo cogliendolo nel suo
significato e nella sua interezza; senza pensare al prima – a quello che ha fatto, per
quanto tempo non si è avuta occasione d’incontro ( per gli impegni del quodidiano)- o al
dopo – a quando ci si potrà vedere ancora, se sarà un momento piacevole – o peggio, al
fatto che potremmo perderla se non siamo come lei vorrebbe; magari ci modelliamo ” a sua
immagine” per sfatare questo timore; saremmo capaci di ” cogliere l’attimo” e trasmettere
serenità ed intensità in quello che stiamo vivendo?

In questo è presente la consapevolezza dell’impermanenza che accompagna a – gustare- la
vita per il tesoro che è capace di offrire. La felicità è cosrituità da attimi; a noi
l’opportunità di raccoglierli. Se restiamo incatenati alle nostre paure non faremmo altro
che avvelenare ogni rapporto, a tenere lontano da noi stessi quello che siamo realmente.
Se non attraversiamo il tunnel del nostro timore non potremmo vedere la luce che ci
attende alla fine di esso e la nuova capacità di saper amare quello che siamo:
con l’accettare le nostre umane imperfezioni e quelle degli altri, ai quali spesso
gettiamo addosso rabbia perchè ci delude il fatto che non siano perfetti come vorremmo.

Sciogliere le ombre

Si dissipano tutte le ombre quando si comprende che non
esiste in nessun essere umano la perfezione; non possiamo esigerla in noi
stessi, così come, se leggiamo la realtà attraverso il cuore; non la
potremmo pretendere dagli altri; è pur vero però, che possiamo accogliere
il nostro cammino imperfetto; svelare i nostri timori, i sentimenti che non accettiamo e che possiamo fare lo sforzo di migliorare, anche e sopratutto tentando di aiutare gli
altri; che non significa fingere di non vederne i limiti ma tentare di
porgere la nostra presenza, cercare di cogliere da dove nasca il loro comportamento
e comprendere.
Non sarebbe costruttivo avere aspettative da chi, troppo diverso da noi,
non potrebbe cogliere la nostra mente e la nostra sensibilità; mai nessuno dev’essere il nostro bastone per camminare, il nostro specchio per riflettere un’immagine che ci piaccia; non sono gli altri lo strumento che ci faccia sentire più o meno buoni;
siamo noi che dobbiamo manifestare, in tutta onestà quel che sentiamo,
scoprire perchè lo sentiamo e da dove nascano i nostri sentimenti. Spesso prima di poterci confrontare con gli altri nacessitiamo di confrontarci
con noi stessi, per maturare, ” lasciare andare” i nostri attaccamenti e le
incertezze, essere talmente gioiosi nel porgere quel che si manifesta ; senza nulla imporre fino al non avvertire alcun peso nel nostro
essere come siamo. Questo processo di trasformazione, di abbandono delle
paure ( del giudizio altrui,del non fare una cosa giusta, delle conseguenze delle nostre scelte) è la cosa più importante che ci possa accadere; un confronto che ci dia l’opportunità di essere noi stessi, quell’essenza che ci abita,
piuttosto che incarnare quanto gli altri vorrebbero vedere in noi.

E’ molto difficile sciogliere condizionamenti ed aspettative, trovare
intorno persone aperte e capaci di seguire il nostro modo di essere, oppure doversi
adattare a strumenti che ci vengono offerti ma che appaiono restrittivi. Ma quando tutto scorre, neppure le domande vengono fuori perchè tutto è esattamente come dev’essere.

Dall’ego all’amore universale
Processo di trasformazione.

“La verità era uno specchio che cadendo dal cielo si ruppe.
Ciascuno ne prese un pezzo e vedendo riflessa in esso la propria immagine,
credette di possedere l’intera verità.

” (Mevlana Rumi, Sec. XVI)

Questa frase sottolinea la frammentarietà con cui percepiamo noi stessi e il mondo, pur convinti di entrare in contatto con qualcosa di intero ed assoluto. Dimentichiamo che le apparenze, i condizionamenti e le aspettative ci allontanano dalla nostra vera natura, mentre in realtà dovremmo imparare che nulla ha un valore assoluto, ed è necessario aprirsi agli altri per ricomporre ciò che siamo e che loro sono; senza chiuderci in una pretesa verità separata; questo è possibile solo attraverso il confronto e la condivisione.
Quando, con il nostro sforzo, tentiamo di ricomporre quello specchio, comprendiamo di essere spinti dalla necessità di salvaguardare noi stessi a discapito degli altri e possiamo, allora, cominciare a condurre una vita consapevole.
Spesso proviamo attaccamento per tutto ciò che può rappresentarci e temiamo il giudizio altrui, senza renderci conto che siamo i primi a giudicare, condizionati come siamo a percepire come negativo in altri, quanto è, invece, il riflesso di noi stessi e del nostro piccolo ego. Ma quanto investiamo per modificare i nostri atteggiamenti? Siamo consapevoli di essere la causa delle nostre proiezioni e reazioni?
Non sappiamo fermarci e non poniamo attenzione a quel che accade in noi per poterci correggere. Presi come siamo ad investire energie per la ricerca di quel che ci manca e che poi non appaga, siamo ciechi di fronte alle potenzialità che sono in noi e che somigliano a semi da curare e da far germogliare, semi che sono spesso: paura, orgoglio, rancore, attaccamento e rivalsa, ma che potrebbero essere: consapevolezza, fiducia, pace e amore.
Non comprendiamo che a ben poco serve la strenue difesa di cose illusorie che non perdurano e che siamo soggetti alla legge dell’impermanenza; quale verità resta dunque da difendere se restiamo attaccati alla personalità e ad un orgoglio inutile? Un cambiamento potrebbe avvenire se fossimo capaci di mettere a fuoco i nostri sforzi per annullare gli argini di quel piccolo “io” ponendoci in condizione di alimentare il Cuore.
Il Cuore ha sempre avuto importanza come contenitore di energie che producono apertura verso gli altri. Esso non è scisso dalla mente consapevole e soprattutto dalla volontà di manifestare unicità. Non è una mente illusa e distratta, con i suoi inganni, attaccamenti e percezioni erronee a doverci condurre. Nella scuola Dhyana, Bodhidharma affermava che non è possibile trovare la verità fuori da sé stessi e considerava la Mente-Cuore come la luce della coscienza risvegliata che è “non originata” e “senza forma”.
In noi stessi dunque troviamo l’opportunità di essere, riscopriamo il sentiero da percorrere ed il saper vivere, istante dopo istante, quella ricchezza che è già in noi ed intorno a noi e, immersi in essa, diveniamo capaci di donarla ad altre persone che l’attendono.
Rumi, autore del pensiero che ci conduce a queste riflessioni, nasce in quel sentiero che è conosciuto come la “via del cuore” o “via della purezza”, in seno al Sufismo. Si tratta di un percorso mistico ed ascetico che mira alla comprensione dell’amore e della verità. Indifferentemente dal nostro cammino, tutti siamo chiamati a maturare amore e verità. Una verità da non afferrare come unica e separata, ma da ricomporre con cura, permettendo a noi stessi di porgere ad altri quel che siamo ed accogliendo quel frammento di specchio/cuore che gli altri ci possono offrire.
Che si sia credenti o che ci si tenga a distanza da un cammino religioso, l’essere consapevoli delle nostre responsabilità circa il dolore o l’allontanamento dall’unità o legame tra l’uomo e Dio, è nelle nostre facoltà, così come il compiere un percorso che ci renda soggetti attivi e capaci di trasformazione; cosa che avviene se dai nostri istinti, o sé inferiore, siamo capaci di percorrere il cammino che ci conduce a quella capacità di trasformarci in amore.
Per il Buddhismo, che non si pone domande circa la presenza divina, ma mira a trasformare il dolore tramite l’impegno consapevole libero dal vittimismo, il cammino interiore prende forma dal proprio agire in modo retto.
E’ necessario risvegliare la nostra attenzione e le nostre energie per raccogliere tutti quegli insegnamenti che possono aiutarci a migliorare. Riveste soprattutto importanza la pratica della meditazione ed un cammino che nutra la capacità di ascoltare consapevolmente per essere presenti a noi stessi, per imparare a lasciare andare giudizio, attaccamento, aspettative e tutte quelle cause che generano ignoranza e dolore. E’ importante l’attenzione che poniamo al nostro respiro consapevole, l’essere capaci di presenza nel “qui ed ora” e, poiché il passato non ci appartiene e del futuro non sappiamo nulla, a che serve tenersi ancorati a questi pesi inutili? E’ ora, in questo preciso istante, che possiamo respirare e prestare attenzione e mentre lo facciamo lasciamo andare le tensioni e gli attaccamenti per scoprire gioia e fiducia.
L’ascolto profondo è il mezzo che ci permette di sciogliere le nostre illusioni e smascherare gli inganni della mente; è uno strumento che porta a quella trasformazione che ci fa aprire le ali verso la vera vita.
Quando saremo in grado di offrire a noi stessi la pace interiore, dopo aver fatto cadere le aspettative e compreso i nostri meccanismi di difesa, facendo tacere la mente distratta per ascoltare il Cuore risvegliato, saremo capaci di aprire le braccia agli altri; proprio per scoprire quella ricchezza che nascondevamo per timore.
Quando amiamo, dobbiamo sciogliere ogni aspettativa e sentire che quanto offriamo è solo per la gioia di farlo; saperci condurre verso un cammino di gentilezza, equanimità e compassione per gli altri, senza fare distinzioni e senza erigere divisioni, perché siamo tutti petali di uno stesso fiore. Non è facile amare senza nulla attenderci, ma l’amore non è merce di scambio. Essere capaci di sciogliere ogni dualità, ogni diversità é portare la nostra acqua in un altro fiume per farne uno solo; non dobbiamo provare attaccamento e identificazione con un “io” o un “mio”, ma essere unità, attraverso quella compassione che è dei Bodhisattva. Possiamo imparare ad inter-essere con equanimità, abbattendo tutti i muri che ci impedivano di far entrare la luce della comprensione in noi.
Quando questo accade, ci rendiamo conto che siamo entrati in una diversa dimensione dove gentilezza, accoglienza e capacità di provare compassione sono parte di noi stessi. Avvertiamo in noi quella trasformazione che ci conduce all’amore universale. Questo non si lega a religioni né a principi imposti, ma ad un’esperienza diretta da vivere con costanza.
Non smettiamo di credere nella Mente-Cuore, di vivere e di sperimentare modi per realizzarla, di essere e di respirare… quel che è in noi. Non facciamoci paralizzare dal timore perché per camminare ci vuole coraggio. Per amare ci vuole la consapevolezza di essere vivi e liberi da ogni aspettativa.
Siamo noi gli artefici del nostro presente per far fiorire il futuro nella gioia.
Un buon cammino

Riflettere e costruire

Riflettere è un passo per comprendere e costruire.
Perchè non si migliora il mondo per i propri figli? In realtà non sirende migliore neppure per noi stessi e per chi coabita in esso, seppure l’essere genitori possa fare leva per una miglore qualità della vita; questo non sembra essere sufficiente anzi a volte spinge a lavorare di più per produrre. Troppe le situazioni che fanno venire meno la fiducia, che pongono dei condizonamenti e non permettono di sentire che; nel proprio piccolo, realmente si possano avere delle soluzioni. Eppure basterebbe un controllo della qualità degli acquisti relativamente a cosa si introduca tra le proprie pareti domestiche ( ci sono più veleni in una casa che in un ambiente risaputo come insalubre), nel nostro piatto, e sulla qualità del tempo che spendiamo per ” ricaricarci”. Una vita che sia votata solo al lavoro, al produrre qualcosa che sia tangibile e releghi come ” perdita di tempo” la lettura, una passeggiata, il contatto con noi stessi e con un dialogo amorevole con chi ci circonda; spesso producendo sforzi solo per erigere barriere; con la convinzione che le cose ” astratte” contino poco, allontanando quello che possa distrarre o non coltivando dei rapporti umani costruttivi ed amichevoli per diffidenza o timore, è sicuramente un modo, non solo per seminare male nei confronti di noi stessi ma, di conseguenza per gli altri, non ultimi i nostri figli.
Uno sforzo produttivo nel cercare di non sprecare i beni; come l’acqua, il tempo, il denaro e quanto sia legato alle energie è un modo per essere capaci di collaborare con responsabilità.
Ma importante è la ricerca alla consapevolezza e alla trasformazione per migliorare noi stessi ed il rapporto con gli altri, facendo fiorire : gentilezza, compassione ed amore.
Quando avremo migliorato la qualità del nostro quotidiano, nello sforzo delle piccole cose, saremo in grado di riflettere e cogliere in cosa possiamo migliorare attimo per attimo;il nostro vivere e di conseguenza;saper proiettare serenità e pace interiore senza dualità per essere capaci di farne dono agli altri.. Ecco che si prospetta, a volte un capovolgimento di valori, un rendersi conto che piuttosto che l’accumulo di beni materiali, con conseguente stress e discutibile valore della vita, sai da preferire il rispetto e la conservazione; senza inutili sprechi dei beni esistenti e questo diverrebbe anche uno strumento ( da genitori) di educazione all’ecologia che sia capace di accorgersi di quello che abbiamo la fortuna di avere, ma senza dimenticare di alimentare il valore dell'” essere”; quello strumento che sappia farci condividere e offrire con compassione il nostro sentire.

Sogni e rettitudine


Tra tante realtà e tanti sogni, solo noi possiamo adoperarci
a scostare il velo dell’illusione. Non si tratta di un percorso
di solitudine, poichè nessuno è separato; ma di quella capacità
di lettura interiore – nostra e con gli altri – capace di farci
scorgere la nostra responsabilità e il nostro modo a volte erroneo
di percepire le cose; dettato da timori, attaccamenti ed aspettative;
e da ricomporre con rettitudine, per costruire qualcosa di migliore.

Sulle rotte dell’essere

Cogliere come non si debba caricare di aspettative o di retrospettive
quello che è il filo sottile degli eventi ( come siamo abituati con le congetture
della mente) in una forma dove tutto debba apparire sul piano della ” spiegazione”
e del timore di non ” colpire il bersaglio” perchè la logica ci imprigioni con le deduzioni
che rassicurino; è anche permettere a noi stessi di vivere le cose attimo per attimo,
nel ” qui ed ora” dove tutto è essenziiale e pregno di valore, dove tutto è capacità
di convolgimento totale senza remore, dove noi stessi siamo quel tutto che ci
alimenta di significato. Rispetto al cammino che voglia cogliere una sorta di ascesa
dove un passo e concatenato all’altro, dove le orme incise siano il senso perchè
la meta è dinnanzi a noi e ci si volta indietro per meglio alimentare aspirazioni
e magari orgoglio su quanto di nuovo si sia potuto apprendere; un cammino
dove senza retrospettiva o prospettiva futura, nell’eterno presente, il vero valore
“è”. Come a dire che non importa dove conduca la strada ma è la consapevolezza
di essere quella strada, di scoperta e di vita nell’essere desti il senso di quell’istante
e della sua Verità. Essere pregni di Verità non è essere superiori a nessuno,
non si deve infatti cercare una sorta di potere o dominio in scala gerarchica su nessuno,
quanto l’essere presenti a se stessi, al nascere, apparire e svanire di forme/pensiero
e sopratutto del motivo del loro nascere, dalla fonte del nostro soffrire ( per attaccamento,
aspettative, illusioni di Maya), liberarsi di queste ” paranoie ” è andare alla radice dei propri meccanismi mentali, assumersene la piena responsabilità ( piuttosto che rimandare o
giustificarsi su esperienze vittimistiche del passato o dare responsabilità ad altri).
Siamo noi e solo noi che progrediamo, cogliamo, raccogliamo e viviamo gli attimi,
nella speranza di saperlo fare sempre meglio, nella speranza di assumerci responsabilità
per ogni nostro atteggiamento o scelta.

Da ragazzina per me la parola ” responsabilità” era un peso, infatti è stato nell’ambito
dell’educazione ricevuta che questa parola era usata ed abusata per condizionare ogni mio gesto,ogni mia scelta con la famosa spada di Damocle sul capo e metaforicamente era come essere davanti ad un bivio per ogni cosa che, spontaneamente avrei fatto ma, frenavo per valutare le eventuali conseguenze. Frutto di una pressione materna che avrebbe volentieri desiderato la ” bambina” perfetta da esibire e di cui essere orgogliosa. Inutile dire che già di mio ero alquanto timida e timorosa di non ferire gli altri, con questo atteggiamento legato al sentirsi responsabile sarebbe stato maggiormente una condizione di blocco o di ” senso di colpa” se avessi desiderato qualcosa di opposto alle supposte aspettative genitoriali. Devo però dire che, oltre a permettermi di riflettere prima di agire,pur non perdendo la spontaneità, con il tempo ho imparato a vedere oltre me stessa per comprendere
come altri avrebbero potuto vivere i miei atti, poi relativamente il ” peso ” delle responsabilità il tempo ha trasformato la mia ottica e seppure abbia poi sviluppato ( e in forma tenace) un mio carattere posso affermare che se in misura equilibrata si avesse contatto con l’atteggiamento riflessivo (che esaltato sfocia in paranoia) spesso non si avrebbe modo di pentirsi di atteggiamenti o scelte avventate che possano in seguito alimentare sensi di colpa difficili da sgretolare. Chi proietta paranoie spesso blocca azioni o desideri che vede come nocivi e crede di sentire il giudizio ronzare intorno, che altri non è che il proprio senso di colpa che come un’ombra insegue passo dopo passo.
Nel campo della psicologia rappresenta il Super- Ego, le figura introiettate dei genitori che condizionano e rendono “giudicante” ogni pensiero, spesso smontando il rispetto di sè.
Questo è lontano dai criteri religiosi o spirituali ed anzi si dovrebbe analizzare con che atteggiamento si confonda “religione” e regole morali con quella voce genitoriale troppo opprimente che spesso ” mette in regola” e sminuisce il proprio rispetto di sè, spesso capita di sentirsi “buon figlio di Dio” se si è ligi alle regole ( direi rigidi nelle regole) dimenticando l’apertura del cuore. Ogni religione ( al di là di quale fosse o chi la rappresenti) coduce al trovare e manifestare Amore. Cosa improbabile se si resta rigidi nelle regole della mente e delle paranoie dove il giudizio contro di sè o problemi non risolti corrispondono anche ad integralismo ed intolleranza perchè ci si confronta in forma sbagliata, si divide con il giudizio piuttosto che manifestare compassione ed amore per gli altri (anche per se stessi).
Ecco che, nella prospettiva di un cammino interiore sarebbe utile cogliere che “vivere l’attimo” è anche allontanamento delle “colonne di Ercole” da attraversare per giungere lontano, sulla rotta della liberazione. Tali colonne sono il passato (ormai vissuto) che ci pesa addosso per le scelte, i giudizi, i rimpianti e i rimorsi, zavorra per non vivere attimi nuovi e diversi che si respirano instante dopo istante.
Il passato e il macigno che portiamo sulle spalle e potremmo lasciare al bordo della strada prima di proseguire. L’altra colonna è il futuro; non sappiamo nulla di esso eppure congetturiamo, temiamo, ci fasciamo la testa. Non pensare al futuro non significa essere nella totale incoscienza e senza un briciolo di previdenza. Non significa “Quant’ è bella giovinezza che si fugge tuttavia ! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c è certezza.” sulle orme di Lorenzo il Magnifico, significa semplicemente il vivere le cose per come esattamente sono al momento, senza farne spauracchi ed ombre che non ci sono. Ecco che in quest’ottica le paranoie o ombre si possono allontanare con la luce del nostro saper discernere ed osservare, non con la ” mente che mente” ma attraverso il cuore che legge oltre le apparenze e vive dell’attimo e delle sue emozioni. Se volessimo cogliere quale degli emisferi cerebrali venisse risvegliato o coinvolto troveremmo ampia partecipazione dell’emisfero destro. Ma il raggiungimento del ponte e contatto dei due emisferi tra mente razionale ed emozionale sarebbe il perfetto equlibrio e il bagaglio per condividere e camminare sulle rotte dell’essere.


Amare se stessi

Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza; ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere ( insegnato dai genitori) se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri.

Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo; a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi amando altre persone; in realtà è una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare : sensibilità, doti da non far emergere sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri.

Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi.

Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore; non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.

Aspettative

Sono le aspettative – mano che si stringe nel desiderio –
spesso a darci stringimenti di cuore;
a volte l’impazienza di vedere già il frutto
su un tenero germoglio.
Attesa e Speranza, nella fiducia che ogni seme
possa generare quel che conteneva è il nostro compito.
Il bimbo, o piccolo ” io” si ancora alla personalità,
ma cogli quanto Amore sia presente in te, in chi
ha aperto gli occhi? Non pensare a quel che si possa
ricevere in cambio, semplicemente conduciti alla gioia
di saper amare.

Nascere ancora

Se si seminasse solo per raccogliere saremmo sul cammino delle aspettative;
ecco che, come il buddhismo insegna – avere aspettative è una delle cause del dolore –
Non siamo forse noi quegli individui in cerca di consapevolezza e libertà dai condizionamenti?
Pensa cosa sarebbe se noi stessi ci condizionassimo nell’agire nella prigione delle aspettative!
Se senti di amare, ama, se senti di fermarti, fermati e raccogli quell’ascolto che conduca
alle cause del tuo sentire; meditare è questo viaggio di scoperta è quell’ascolto nel silenzio
sii quello che sei e ti accorgerai allora del “se” e del”perchè” dare agli altri sia libero
o condizionato dall’ aspettarsi qualcosa in cambio. L’amore è gratuito, non si chiede
nulla e pur esposti alle intemperie,alle incomprensioni, del mancato riconoscimento
di quello che sei e che doni, la vera gioia è poter essere ponte che collega la tua interiorità
con quella degli altri; non ha un vero valore l’oggetto che si offre ma cosa esso
accompagni è quella parte di te che manifesti con tutto te stesso,il seme d’amore
che nulla e nessuno potrebbe mai distruggere.

La vita non sconfigge nessuno, segue delle leggi immutabili e come tutto nasce,
poi si trasforma per morire, nella sua immutabilità,essa poggia sull’impermanenza,
sul trovare e perdere qualcosa ma malgrado questo anche il bagliore di un attimo
ha in sè il valore infinito del Tutto. Tutti siamo parte di quel Tutto/Amore ma immersi
in un Mondo che sotto il suo velo d’illusione ci fa credere che le nuvole ed il buio
durino per sempre….ma l’alba ci attende per nascere ancora.

La via della felicità

Riflettendo sul cammino della mia esperienza;
che poi si accomuna a quella di tutti; potrei cogliere, ad esempio che la Pace e
l’equilibrio si trovano se si cerca realmente, sopratutto se si è conosciuta la ” crisi”.
Provo ad esprimermi malgrado l’inadeguatezza ed il limite delle parole.

Ci sono tanti aspetti nella vita su cui riflettere in base alla propria esperienza; uno tra essi è la consapevolezza e come ci possa liberare la mente dalle illusioni e un altro aspetto da considerare e da accogliere per il nostro personale percorso è invece il principio dell’impermanenza.

Nella vita di tutti giorni è un continuo cambiare maschera, al lavoro, con gli amici, con la famiglia perchè ci si pone sempre nel modo che gli altri si aspettano da noi e siamo fortemente condizionati da fattori esterni, allora è veramente difficile riuscire ad essere se stessi.

Ad un certo punto non sappiamo piu’ chi siamo realmente e si cade in crisi; non si trova equilibrio e tra una mente che ci sollecita e quella forza interiore che ci avverte facendoci sentire a disagio; viene meno la capacità di leggerci dentro, di manifestare quel che realmente siamo. Si pensa alla carriera, a far soldi, ad essere brillanti in ogni frangente, ma riflettendo, cercando il nucleo del nostro malessere ( che non va attribuito agli altri ma a noi stessi), si cerca sino al punto di trovare delle risposte. Sopratutto si coglie come tutto questo riflettere immagini come in una miriade di specchi e personalità non corrisponda in modo genuino a quel che siamo; nessuna di quelle sfaccettature è soggetta a perdurare.

La vita, a volte, sembra voler porre delle sfide quasi impossibili. C’è sempre una soluzione, bisogna solo trovarla:

Benedetta quella crisi; senza la quale non si coglierebbe come ci si attacchi ad aspettative, alla nostra immagine; al risultato e ci si dimentichi di quello spazio interiore solo nostro – dubbi, retto sforzo per comprendere – e volontà.
Benedetto il nostro attimo di timore per scacciare via tutte le nebbie e accogliere quel che possiamo essere:
Non sempre comprendiamo che più si cerca di aprire la gabbia (dove ci gettano i condizionamenti esterni dai quali ci facciamo illudere) e più ci sentiamo ricacciati dentro.
Sicuramente è quando troviamo l’essenziale, l’opportunità di gioire delle piccole conquiste, delle emozioni che ci fanno sentire in pace con noi stessi
che possiamo scorgere un barlume di felicità.
A noi avere la forza di ” essere”.

Quattro formine colorate – caleidoscopio

Riflettendo mi è venuto in mente come sia costruito un caleidoscopio; quell’affascinante illusione che ci permette di vedere quel che in realtà
non esiste. Infatti quelle che sono una manciata di formelle colorate, attraverso un gioco di specchi ( o maschere ) ci mostra figure incantevoli.

Non tutti sono consapevoli di avere una maschera e magari con atteggiamento pirandelliano pensano di essere capaci di sostenere una miriade di ruoli, un caleidoscopio che, ingannando faccia credere vero quel che appare.
Ma non si tratta che di una manciata di formine colorate che noi vogliamo ” magicamente” trasformare.

Quando saremo capaci di guardare la realtà? Di cogliere che quelle quattro figure colorate sono quel che siamo realmente? Che, in fondo non sono poi tanto male anche se togliessimo gli specchi che ne moltiplichino gli attributi? Ecco, il vero coraggio non è nel saper ben truccare la maschera, quanto quello nel saperla togliere per mostare a noi stessi e agli altri : fragilità, timori, attaccamenti ed aspettative; da qui si comincia a muovere i primi passi per accorgersi che, in fondo, anche queste ombre hanno una controparte luminosa che non abbiamo mai osato cercare. Che la sensibilità, la tenerezza e quella parte che pensiamo essere fragile è solo la nostra ricchezza che temiamo.

Bellissimo essere se stessi, capire che ci accoglieranno per quello che permettiamo di mostrare e spesso con il cuore.
Sopratutto sarebbe importante cogliere che se avvertiamo l’esigenza di quelle maschere, se desideriamo una perfezione che non esiste è perchè ci giudichiamo duramente e temiamo di essere giudicati – ci difendiamo – ma a che serve difendersi quanto toccata e accolta la realtà di quel che siamo ( le quattro formine colorate) possiamo accogliere gli altri? Scoprire che dopotutto non siamo tanto male!

Poi è bello accorgerci che gli altri hanno delle sfumature che prima non sapevamo guardare, presi dal nostro recitare.
Allora perchè non arricchirsi a vicenda con le nostre diversità?

Scivoloni

Da uno scivolone all’altro, condizionati anche dalla prigionia
di credersi liberi dall’illusione ma, di fatto, essere completamente
invischiati in un nuovo condizionamento; o essere sempre nello
stesso a cui, è sin troppo facile cambiare semplicemente il nome!
Dove poggia il piede, o le mani tastano al buio è sempre un condizionamento
nuovo, ininterrotta catena, scatole cinesi o matrioska e non sai se sei all’interno;
dove lo spazio è angusto ma via, via potrebbe ingigantirsi all’infinito come la tua illusione, oppure all’esterno e come per un imbuto, lo spazio si restringe e malgrado
sembri che le illusioni perdano di consistenza ed ampiezza è anche vero
che ti si cuciono addosso togliendo il respiro.
Non è condizione facile ed infine getteresti via persino le piccole scaglie d’oro
che hai incontrato lungo il cammino credendo siano fasulle.
Non è facile fare i pionieri di se stessi.

Ed infatti non è facile e tutto si confonde e sovrappone;
intanto si deve essere puri, si deve amore per se stessi;
ma dove te lo insegnano? Dove si impara quando intorno sembra non si sappia
accordare la voce interiore a questa Musica?
Tante, troppe persone soffrono e sono confuse,
tanto lavoro e tanta strada le attende, si potrebbe solo sperare e tentare
che non scivolino e non sbaglino direzione. Che altro?


Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione,
se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino
a far emergere in sé quella parte che non è germogliata ancora,
si sostiene e non si possiede nulla.

E’ importante capire come l’amore universale sia
diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose.

Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare,
invece di restare ancorati alla ” perdita”, si deve capire che hanno finito il loro compito,
che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano
insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori.

Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico,
è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli
per essere migliori.

Nuovo giorno

Un nuovo giorno, forse identico a tanti, stessi gesti, stesse attese.
Ma nessun giorno indossa le stesse sfumature interiori, siamo noi costruttori
del giorno, dei respiri che imprimono senso alla nascita del sole,
al calore dell’anima che s’eleva verso l’orizzonte per essere seguita
da membra stanche di vagare oltre il confine della notte.
Siamo noi che raccogliamo sprazzi di silenzio per farne preghiera e speranza
– luce viva – che guidi nella tormenta di dolore ed illusioni,
noi ad aprire il pugno, che troppo stretto tiene sogni strappati al tempo.
Soli di fronte a noi stessi, pellegrini di questo percorso saremo capaci
semplicemente di essere, gettando lontano tutte le apparenze, ombre inutili
che proiettano solo inganni, saremo figli della Luce che sanno raccoglie Speranza
e farne dono con il vibrare del coraggio.

Separatività

E’ difficile superare l’attaccamento al nostro sentire di avere ragioni, il nostro orgoglio ferito tenterebbe solo di urlare le proprie ferite o le parti che sente calpestate.
Una cosa che non si dovrebbe dimenticare è che si lavora per la pace interiore e per l’unità, questa non avrebbe senso se proiettassimo disgregazione e separazione da noi verso gli altri.
Gli altri sono parte di noi, infatti nell’interessere essi raccolgono quello che siamo e sappiamo comunicare. Se siamo persone mature ed in pace con noi stessi anche il nostro interagire è armonico, senza rabbia o accuse ad altri di cose che non li rappresentano. La proiezione su altri di nostre problematiche non risolte è una delle caratteristiche più frequenti, esse innestano la separatività generata dal non amore, difficilmente chi abbia problemi con l’accogliere se stesso per quello che è,sarebbe poi capace di accogliere gli altri. Eppure siamo tutti degni di pari dignità, di stesse opportunità e tutti conteniamo un seme di Luce, poi è nel lavoro personale il saper coltivare quel talento o lasciarlo sotterrato al buio del nostro ego per sempre.

Ci sono cose

Ci sono cose fuori di te, che sono come sono e che credi di comprendere attraverso un tuo giudizio, vuoi assumerne il controllo, ma non le puoi cambiare, puoi solo accoglierle senza separare e ci sono cose dentro di te che devi migliorare lavorando sul tuo atteggiamento, perchè la mente giudica e separa, mentre atterrita si aggrappa a tutte le illusioni per non restare muta, mentre il cuore accoglie e conduce alla vera pace che è armonia ed amorevolezza.

Il silenzio e la parola

La comunicazione è il frutto di un silenzio che sia attraversamento del nostro
ascolto interiore, di un’opportunità nata dal riflettere e comprendere – dove gli altri non siano appiglio o proiezione di sé – ma compagni di viaggio che sappiano apprendere con noi la sfida del vivere giorno per giorno. La parola è verbo vivo e con la parola si scagliano sassi che colpiscono bersagli, a noi farne frecce di offesa o aquiloni che colorano il cielo della nostra anima. La parola è rispetto, discrezione, ma oltre la nostra parola, a volte imposta, il nostro desiderio di dominare, è importante avere la capacità di donare
ascolto in noi stessi, dove il silenzio ci regala una voce, di essere silenzio
per le parole interiori degli altri. Dopo una pausa allora si è capaci di occasioni migliori.

Amicizia

L’amicizia, quella vera, è rifugio, lettura profonda che sappia cogliere sfumature,
soprattutto che sappia donare tempo:
tempo per l’attesa, tempo per ritrovarsi, tempo per il sorriso e tempo per le lacrime, dove insieme si raccolga il frutto dell’esperienza.
Nessuno è capace di trattenere qualcosa, di rubare il tempo all’altro se sa riappacificarsi con se stesso e non ha la pretesa di catturare l’attenzione infrangendo il rispetto verso gli altri. L’amicizia a volte percorre le strade del silenzio, eppure è dono per offrire spazio alla riflessione.

Verità

Ogni storia, ogni vissuto è traccia da percorrere e da leggere nella sua verità, è come una pepita d’oro da cercare tra la sabbia, uno specchio a cui togliere la polvere per ritrovarne la luminosità. Non sempre si è pronti per accogliere la verità, non sempre essa si manifesta in forma tangibile. Un esempio è nell’essere ” illuminati” improvvisamente e nel cogliere che quanto ci fosse sempre stato sotto gli occhi, senza una spiegazione sembra assumere una diversa percezione e l’oro che si cercava non era lontano da noi, inutile il viaggio che ci allontanasse dalla nostra casa, infatti era nascosto in un angolo e non ce ne accorgevamo, malgrado quell’angolo era da noi vissuto giorno dopo giorno. La verità assume la caratteristica di ” vissuto personale” e non si potrebbe indicare ad altri, in particolare se non pronti a cogliere cosa essa sia, non si potrebbe perchè chi ha timore non sa accoglierla. Possiamo invece offrire strumenti, “essere con” chi sia confuso e non ha imboccato ancora un sentiero che lo conduca verso la ricerca. Non serve che questo, insieme alla pazienza ed un giorno la Verità si rivelerà agli occhi ed al cuore di chi ha cercato con cuore puro, come un fanciullo.

Tutto è Uno

Il giudizio verso se stessi e verso gli altri è una traccia che spesso si percorre per sentirci migliori e sminuire gli altri, si raccoglie una visione in cui ” buono” o ” cattivo” – “giusto ” o ” sbagliato” sono i paradigmi necessari per rafforzare il nostro sentirci a posto.
Eppure amare, amarci, è accoglienza, capacità di non innescare aspettative o attaccamento al risultato. A giudicare, a frammentare la realtà è spesso la mente, il cuore non ha questi attributi, non si mette a dare giudizi, Amare non conosce attaccamento, aspettative e giudizio. La mente ha i suoi attaccamenti, il suo ego. Da questo nasce il dolore: desiderio di attenzione, attaccamento, aspettative e timore di non essere accetti dagli altri, paura di perdere l’oggetto d’amore, senso di abbandono.
Siamo immersi in una società ” giudicante”, dove piuttosto che essere costruttivi e leggersi dentro si ama sfuggire proprie responsabilità, si proiettano su altri.
Si agisce d’impulso e il rancore e la rabbia sono quella forza distruttiva che prende origine dalla frustrazione, dal sentirsi non apprezzati. Il senso di giustizia frustrato nasce dal sentirsi ” buoni” ( a volte nascondendo sotto il tappeto le proprie responsabilità) e non adeguatamente ricompensati. Ora, io non considero che si debba vivere ” a briglia sciolta”, semplicemente è importante proprio l’apprendere il valore delle responsabilità – del mettere in moto un meccanismo che non trova ” giudicanti e punizioni” ma una legge di causa ed effetto per cui se si compiono atti nocivi si è responsabili del loro effetto. Se sappiamo accogliere gli eventi senza vederli – Buoni o Cattivi per noi, ma come opportunità e guida al nostro cammino interiore, raccogliendone l’insegnamento possiamo imparare anche l’accoglienza. E’ difficile in molte situazione accettare una perdita, eppure nulla dura per sempre, non si dovrebbe provare attaccamento al passato o alle illusioni o aspettative del futuro – la vita è attimo da raccogliere ora, in questo istante. Arricchendoci con l’attenzione verso quel che ci attraversa dentro, con il ” non giudizio” ma da osservatori si impara una forma di distacco che è comunque partecipazione lucida, questo ci insegna una nuova prospettiva che allontana il timore. La Speranza è la gioia e la capacità di non temere, di avere fiducia negli eventi e nella nostra Luce interiore. Come si potrebbe vivere in un mondo ” diviso” che vede tutto come dualismo e non sa poggiare sulla Divina presenza?
Abbiamo dimenticato molte cose, tra queste che non dobbiamo temere, tutto è legato alla Presenza e non ce ne accorgiamo. Vaghiamo come bimbi smarriti e la paura ci fa separare tutto in Bene e Male, eppure tutto è Uno.

Amare

“Una frase diceva -Ti amo per quello che posso essere quando sono con te – Cosa si ama la persona o la capacità che ha di far venir fuori il meglio di noi stessi? Entrambe! Un intero universo è racchiuso in ognuno : fragilità,paure,desiderio di essere accolti ed amati per quel che si è e non per quello che gli altri ci vogliono far diventare.. ma ci sono anche muri da abbattere,orgoglio,necessità di tener nascosto quel ” nido caldo” che si cela dentro occhi ed anima- allora solo poche persone possono leggere dentro,trovare il filo d’Arianna per portarci verso noi stessi… Una complessità tale da reggere sui contrasti e dove un attimo prima c’era la persona sensibile che si commuove per un film ,solo dopo un attimo si potrebbe avere una persona combattiva per lealtà, per difendere un amico… Mille sfaccettature che fanno la ricchezza di chi è consapevole che seppure si rischi di perdere ogni cosa,anche l’amicizia stessa per cui si è combattuto,nulla potrebbe fermarla… Il rischio è quel respiro che conduce verso l’essere svegli di fronte alla vita.


Percorsi a ritroso


E’ filo invisibile che a volte collega ricordi
mentre assonanze ed idee non si accavallano più
mistero della mente in variazioni sul tema

E’ corsa sul tempo che a ritroso s’impenna
come musica al pianoforte: palpita dentro
rincorre emozioni e ci fa trattenere il fiato

E’ ricordo che affiora e ci fa tremare
sfuggite lacrime per quella mano
che a pugno chiuso non trattiene più nulla

E’ sospiro di vita che si spezza in una scheggia di silenzio
pochi attimi dopo che si era riempito tutto di parole
soffiato ordine e senso al nostro percorrere quest’ illusione

E’ nuovo inganno che chiama a gran voce l’alba
ragnatele di ombre in lotta contro antiche paure
sospirano a notte fonda e ci prendono il cuore in mano

E’ luce che avanza oltre lo schermo di una nuvola fuggita
riconosciuta apparenza per accendere nuovo sorriso
tra le pieghe di un’ anima che con forza riprende fiato


Integrità

Integro è colui che conosce la propria anima;
percorre la via del cuore e non inciampa in ostacoli che confondono.
Tutto è possibile in chi lotta per essere se stesso
e raccoglie lungo il sentiero la limpidezza della sua essenza.

Vagare in un lampo

Si legge in trasparenza chi si sente affine
chi ha quel cogliere della vita sfumature:
istanti per tutti del medesimo colore
a volte tono su tono con il nostro sentire

Si raccoglie della vita esperienza
che non si getta e non si rinnega
ma è filo sottile che in carezza imprime
l’attimo vissuto ed il suo dolore

Anima e carni – fuoco che plasma
sino a cercare nel profondo parole
che siano balsamo per chi con te
ha conosciuto sempre ferite e gioia

Tempo senza tempo in eterno
vagare in un lampo- radice e storia
tra ali aperte e penoso strisciare
dove tu possa conoscere amore

© Poetyca

English version

<Sudden flash>

– Thoughts extemporaneous trace of an inner journey –

Poetry

Poetry is the ability to grasp the nuances of color that not all
see them and let them penetrate the soul and unable to hold back emotions and rush feel the need to communicate.
Poetry is our way of research, rhythm and form
Poetry is like to draw on paper what the universe that we do not we write, we listen only.

Fantasy

Nothing fancy coast, driven sometimes like madness. Smile in your heart that gives hopes, darkened by reality worn not give
breath. Wear your dreams, make them fly and be more alive.

When the words touch dreams, when emotions capture Light. A new dimension surrounds our path. Reawakened sensitivity that reveal new horizons. Breathe the inner life and take flight.

Wrap your smile in the dream, grab your emotions and wearing
hopes, perhaps nothing is as it appears. The life and strange mystery that reveals what is not real credit. Breathe it and filled with love.

Know of a gull in flight. Absolute freedom of those who dream
capture. Plowing through endless space, free certainties. While the breeze caresses you wings, your smile fills the sky.

When the evening dissolves colors, the light fades will give way to
shade over to race and party, between thoughts and smiles even dream of wearing the color.Live and breathe more joy.

When gaze touches stars in the firmament, when the universe becomes the soul …. home is where you get lost:

Dreams and rapture, life and mystery, everything melts the sky.

Love is life and life is love, poetry is to capture the colors and give breath to those who are not able to do so.

Imagination is not only dream but a reality to build, dream is not just fantasy but in fact the best hope. About dreams and hopes alive really well.

Even an old tear when dew is never cleaned understand its value is its ability is a gift for the flower that beats in his chest. Your thought is a gift and pearl that reflects the sky.

If the party ends the memory is not nostalgia, but nostalgia and pending
Next, an asset is the beautiful memory that fills the empty and sad moments.

Every moment of life is a drop of the sea, is equal to another but its uniqueness and its importance. Every breath is a new exchange: gift and power that gives light. Enjoy the moment that brings all things.

I have no eyes, I just capture my heart as a mirror image that I can only love. I love those who stop before the light and capture colors as a gift.

Pearls are tiny droplets that come in at dawn quivering heart, a gift of the sun rays that touch me expand and smile and give life to every flower.

Multi-colored petals, fall between scents, take joy in your heart and gives a smile, is the gift of love that calls for life.

Love

Big Ali’s love,
strong against the weather
and able to fly high.
Great beats gives the emotion,
vibrations that expand
in a single hearing.
That empty without the ability
of love, emotions
and feeling alive.

Mind and heart

A divided heart, fearing to lose,
knows no sharing.
A confused mind, which is not certain,
does not know the host
than they understand.
Just stop, without escaping through the fears
and listening to yourself, everything happens
if you exceed the appearance of things,
if one hopes.
Just looking for peace and not unnecessary conflict
research comes to life
and open mind and heart
the light that awaited us
within us.
It is then able to be Love.
It seems the journey from mind to heart
sometimes tortuous, no fear
to accomplish in ourselves the compass
and capacity to undertake without uncertainties.

From the darkness to the seed

Certainly not in the dualistic world could fall into the deception of
something to cling to reject its opposite. There
antagonism or something “good” to cultivate and something “bad”
to demonize. Everything is like the Tao: the ying and yang, but with opposite elements into is that everything coexists, but not only is the cyclical nature of events.
If, for example, a clear intention to find the good in ourselves, we
illudessimo that disregard and stifling our side “shadow” it
did not exist, what would happen? Justifying any action over
become like those fundamentalists who, not realizing, using
ideology or the archetype for the wars justified.
True peace, understanding and knowledge of ourselves to life by crossing a dark tunnel (our unconscious) for
find the light lasting harmony of opposites and the real
awareness.

Methodologies are not trendy or substances that promise miracles
hallucinogenic to look for what is in us. Do not be
feel unsuccessful if you do not immediately affect the results, even that is not the
Finally, simply watch the mind and accept the gift it to us
could be done: even and especially through those thoughts and those
disturbing feelings that we ignore because we feel
un”immagine attachment to us to be positive and reassuring.
Do not forget that the seed needs the darkness to germinate.

Attachments

It is not the rebellious heart that seeks justice,
Perhaps dreams and want a different reality.
He can not stay where – Prisoner
is someone who can not grasp the true freedom.

You are not free when doing what you want,
you hurt yourself, you sacrifice the other;
but he who is free – knowingly –
can direct their choices toward the will
a benefit for everyone.
Even with the sacrifice of their attachments.

Silence and moments

Moments sought summoned or where silence leads to listening to the true essence. Where breathing is making a gift of that ‘imperceptible moment of life – Timeless – Where everything communicates boundless, for reporting a paradise never lost, only hidden by the fear of be divided by the true Light.

Opposites in search of unity

In society and the vision related to the structure of things everything is separated and placed in antagonism: Light / Shadow – Giorno/Notte- Good / Bad. Yet they are mutable aspects of the same thing to us understand and integrate. It ‘true that we tend to produce discomfort of separation, even if the world is dual with opposites, this does not mean that research involving the “Light” or what is hidden and protected mainly in altered states of consciousness should be read out from the strictly “daily” Things are much simpler than it looks and it seems that although study skills, discipline or research resources to find the part related to spirituality or how to alter consciousness requires special effort and especially the departure from common life, it is true that it requires knowledge and mastery in your life “routine.” Otherwise you lose sight of something important, you should not in fact escape the discomfort, the fears and shadows – the stress of living – but just what is the extent that life itself presents us to learn our lessons.
Every experience is opportunity to put his lessons to us how to react. We offer a subtle plane to realize that only in us is the ability to give love or anger, or light shade to ourselves and to others. Important to the law of cause and effect or Karma and if you leave something unfinished search for “artificial paradises” in the vain illusion of progress, leaving aside the tunnel of shadows, really would not go very far. There should face the facts then to have the ability to transform and integrate as with the two cerebral hemispheres (Sense and Sensibility) are the two parts of our little universe and the compassion we can love, forgive and understand ourselves and others. Profit discipline Buddhism – among others – which is “to observe and uphold” feelings such as anger and helps us improve our lives. Above is confronting and opening ourselves that we can stop creating unnecessary barriers.

Friendship and reflection

I think it’s important to test for their responsibilities, expectations and whether and how we have transmitted friendship or more.
Surely, if friendship is that we (and not expect), we must be able to rid ourselves of feelings of ownership, if we take in, hides behind the word friendship more.
Before pointing the finger at what others have done to us would be asked whether, after all we were expecting something.

If we can not escape our responsibilities if we are able to see what we did wrong, if we are able to demonstrate where you have caught a misunderstanding (easily interpreted differently and honest dialogue serves this) then you are able to pursue a relationship mature. Too easy to give responsibility to others and not see the beam that blinds us. Dialogue, sharing nothing claim is the best basis for putting the roots in relationships that will last over time. When he dies in a hurry was just an illusion.

Inner change

If we had many to lead our efforts to change
inner but not the best feeling of inconsistencies and
illusions of those who pursue and attack the world, if we were able to
compassion rather than opinion – the world would be a better place.

Divide and share

Being able to accept the pain of others is also able to accommodate you on their own, having been able to dive into it without fear. Then perhaps the time or experience to offer teaching words and support are vital expression of lived experience is com – participation.

As Osho says it could with-divide what you want to transmit but the silence, the agreement even if you do not use words is com – union.

Who opens the heart chakra, without having sought the end, he realizes that we digest what the others live in consonance and harmony that is a form of “empathy” to which we remain dismayed at the beginning but you learn to manage.

Sometimes fate does not find people who know, ongoing mutual giving the same play.

Was not always strong and capable of facing the trials of life, but in the ability to be self-conscious and nell’autostima we learn that we have the tools to deal with everything.

Who supports us is simply to make us able to mirror in us recognize who we are.

The same research

There are things along the way of life that show us a way forward, many hesitations, but sometimes it takes the feeling that something can be useful not to stumble.

The presence of others is useful to compare it to clarify what has long been felt, for confirmation.
Being with others is like a journey – step by step – that can make a reinforcement to those things that were in stock but was not quite sure about their validity.

I had the opportunity to reflect, to find a comparison because it leaves no footprint actually a sign if there is measured with the others feel and quell’orma is a common path.

How many times you might think to shake a “truth” and instead feeds a delusion;
Important then a guide, the clarity in the guidelines and the door opening in front of a universe that is the same in us.

Bring our best to accompany those who walk with us in our hearts the same search.

Kites

Sometimes I wish we could become like kites, capable of seeing things from a different perspective, we bring other people, we can all understand that everything seemed in a way, in fact, was different. It is not easy …

But if you can store, despite everything, your colors, your light, if you can tame the wind, have strength in the face of those who try to break your string of hope for those looking to spend too much or can not understand where it is your place and you would like a little too short …
Understand that it is better to fight against the wind, now you know, against those who, instead of flying with you, try to keep you from that thread.

Sowers

We killed ourselves in the duality we separate more than unite;
judge more than welcome and this invisible wall;
this protection is a reality of our own prison.

Finding one’s self, the ability not to flee
following the mind distorts and distracts from the sound of silence;
our harmony, is to gather that precious treasure
we buried in our garden and go look elsewhere:
do not need a sterile intellectualism; concepts are not confounding;
need the courage to listen, to expand the heart and show that
for too long been suppressed.

This is from “sowers” tireless that simply
see beyond appearances and love the journey of life;
sowing the seeds of Love because it is what they hear.
They do not seek rewards; powers and abilities;
the true way is to strip conditions, of artifice and be
themselves without fear.

The path we are …

Crumbs

And ‘the fog of’ ego to hide old experiences;
important lessons, if they were acquired;
or we would be assumed that those who do not have an
empathic attitude and a tendency towards others in
Indeed, still has a long way to go. What
would marginalize or blame others when they
seize the limits? Is it not those who have greater
The path to care for others by reaching out?
Discriminate, judge, set aside is not so much
other behavior that is attributed to non-
you saw their peers. Throw the ashes in the air
cover, blurring vision and heart. Where then
that declare, in words, concepts, while being positive
shares with the pre-trial and remains in duality?

Are we not all part of the One and every creature is as
us? Each trial is fragmented into a thousand pieces and not to
matching words to deeds. Why do we fear the shadow
other project feel superior to it? Or
by comparison with what others collect along the
way; fruits sown with sweat because you would have the
claim owners will feel?

Because we are deluded to have loosened our shadow, but the
mind tricks and makes us believe, in his delusion that he
exceeded what we actually covered up. Ben
are the tests, the comparison with the experiences
even appear as external attacks or pain are
test of our coming of age. Us
really affect? If this happens it means that we
still strains the foot, that attachment roots us
the ground. Nothing happens by chance and life itself, or
Our choices are not mentioned, it may be useful
to find wisdom and erode residual ego.

No journey is easy, not clinging to pride and
ego that we can go further. Should
choices than others, even falls if these
were necessary, it rebounded from dust,
you may have faced new opportunities. Nobody
immune from this location and if today we are “saints”, a time
we were “demons”, because really blame? It would be more useful
reach out without trial that wearing clothes that
only dirty air of superiority that away …

Fighting against itself without other “rival” is
the real conquest and the most important lesson that we can
learn … E ‘in us the opportunity and ability to
take these crumbs of truth.

Pain teaches

The pain is knowing that tip the balance indicate our expectations, attachments and we do not know what to give. The pain is sometimes coated with pride of what does not feel respected or heard. The biggest pain is the awareness of our death, of finitude of our bodies, the disease and that of the ones we love, the doubt of losing it or lose without being able to enjoy more material goods that we know or love. But our life is not only matter, is not only what remains in the memory of one who loves us, we have an inner journey, a meaning, un’opporetunità of inner growth that can lead us to do for ourselves and for others a improvement that is capable of affecting the sense of our passage here. We do not always remain here, we are destined to return “home” for we do without the burden of unnecessary things but with greater awareness and inner wealth if we can make a productive life.

Instrument of love

What greater victory than that
understand that crossing the desert of themselves
can continue their journey to freedom
from the slavery that binds to false idols?
But it’s only our commitment, our hearts open to others
to make us discover life.
To afford veed beyond appearances
a path of inner evolution.
Welcomes us into the receptacle for spirituality
and make us an instrument of love.

Forgiveness between East and West.

For-gift: make a gift
of something, let go of feelings that keep
someone tied its shadow over the action time
that hurt, that shocked that there has a different
value in the East and West.

You could not expect to be understood, not all
are able to understand what and how much you can
be walked on, not everybody would know suffer harm
done, then if you try to apologize for the inconvenience
suffering imposed by a real responsibility and ability to
not repeat the action for the person picks a fruit
who understood. But who feels with the knowledge that
action causes a reaction can avoid doing it.

Being able – before – is the Oriental for
Western is a bit ‘a sort of way by trial and
where errors often stumbles in the repetition of actions;
then just ask for forgiveness and is believed to “heal” a
situation. For pride is hard to apologize,
accept the apology … But what would benefit from being able
not to hurt and to be com-passionevoli. Is not the mind
or the habit of having to trace our path, but
the part that often do not know how to listen for fear
feelings: the Heart.

Thoughts

See the stars, learn to admire their splendor
is allowed because the darkness brings.
We could never catch a star if trying to watch
in a pond? Acted only reaching out to the surface;
that water would broken image and would prey
of our illusions, the star is always unruffled.

What is stirring thoughts, fears if we change
a reality that is what it is motionless?

Thoughts are a web we create, we can be
the spider uses it to survive or fly falls into a trap.
We could make it constructive or not knowing how a noose from which
more free. A choice, opportunity and the occasion:
know how to stop repeating useless thoughts; result of illusions and fears.

The transformation – between pain and anger

We should not pretend to be “indifferent or off”
if no strong feelings among them rabies.
Imagine a fuse to an unexploded bomb, without
our conscious attitude that leads us to the root
of that anger, it would be.
Here the value of analysis and meditation, because it happens to prove
anger? What was expected and does not happen? Imagine if we
that force could transform the awareness that we are all
inter-related and if the pain we feel we are not as unique
but suffering is “common good” (the light processing)?
That’s half-responsibility for the lives of others. And
through our act evolve.

The swing of life

And is traveling
stumble between the past:
projections of a mind that devours.
Parachuted moments of lightness
to find again a silence
that offers no answers.

And ‘the swing of life;
a path between inner paradigms
and that meaning in the structure of research
outside of this.

Grow

The repetition, in various situations of clothes that contain the essence of the lessons, we refused to take to fear, is granted us the opportunity to learn to mature in us, our fragility, attachments and brakes as an opportunity loving. That step expected to exceed our commitment, to read through this life experience, the karma that we have the tools to guide our personal lesson.
Everything is time we put aside that sum and that alienates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems to better direct us towards our evolving.
A Master teaches us life, the opportunity to grow and relate to ourselves and others away from illusions and fears that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, without forgetting he is the finger that showed the moon and the moon.
I am reminded of the phrase in Buddhism: “If you meet the Buddha on the road … kill him!” Represents our need to detach from the source of course we did from crutch to begin the journey within ourselves … To be. The most important journey of our life.

Our responsibility

We are the cornerstone of our journey, the ability to reduce the constraints and fears;
the opportunity to touch the root of our being and to express what is the essence and meaning of our existence. Not linked to appearances, the possessions, the desire to show that we are not behind a mask that makes us wise: the first step is to understand that we do not know anything and you must start from scratch, from the inner discovery that comes from ‘sincere listening to our inner self, the loyalty and ability to improve ourselves, by knowing how to love unconditionally without expecting anything to fill our frustrations.

Dissolve the shadows

Dissipate all the shadows when you understand that
There is no human being in perfection, we can not claim it in ourselves
same as if we read reality through the heart, not the
we expect from others is true, however, we can accommodate
our imperfect way, to reveal our fears, feelings that do not accept and we can make the effort to improve, even and especially trying to help
others does not mean pretending not to see the limits but groped
extend our presence, trying to understand where does their behavior
and understand. It would not be constructive to have those expectations, too different from us, could not take our minds and our senses; nobody should we stick to walk, our mirror to reflect an image that we like, are not other tool that makes us feel more or less good, we must show that, in all honesty that we feel,
find out why and where we feel our feelings arise. Often before we compare with others to confront nacessitiamo
with ourselves, to mature, “let go” of our attachments and
uncertainties, so be joyful in offering what appears, without imposing anything to feel no weight in our
be like us. This process of transformation, the abandonment of
fears (of the judgments of others, of not doing it right, the consequences of our choices) is the most important thing that can happen to us, a comparison that gives us the opportunity to be ourselves, that essence that lives there,
rather than embody what others would see us.

It ‘very difficult to loosen constraints and expectations, find
around people who are open and able to follow our way of being or having
adapt tools that are offered but which appear restrictive. But when everything goes, even the questions are out why everything is exactly as it should be.

Morning

The morning showed with its head scanning the time schedules, and the timetable according to which we are part, but also the interior space that can offer our essence that transcends time itself.
Somewhere on the edge of infinity are formulated thoughts, ideas, feelings and how to forge a world of matter but of emotions. Not many people are aware of this and the Arts has its expression, its infinity behave through to bring us this finitude, the beauty and strength to be communicating without words.

There are moments that lived across the border to take this time and will lead to that dimension when you know that the meetings are never random, which is what the person before us is simply a mirror of ourselves, we can not be glad that this slide into an eternal future that takes us.

In Search of Peace – reflections paths

We are not aware that often, we take the other as a target to hit with our frustrations attribute “blame” and believe
unsolvable some situations, we close the cage of illusion, because others think that we are wrong and absolutely right
puts us in a position to feel superior to situations. Sometimes it happens, the repetition of experiences or “nodes” that we are unable to dissolve and all part of ourselves, our attachment, our wounded egos. And it’s always us the opportunity to stop to pick what foods and why our reaction to anger.
Why we love to apportion blame “holograms” appearance?

Comes to mind when, as children, if we did badly against cadevamo or something, to console one adult said that the “fault” was the stone that has tripped or the door against which urtavamo.
Maybe we Creed and how to attributing “blame” articles made us feel better.
Currently you would be better if, right effort, do not try to make peace our hearts.
Our reality is not often induced by the media, by hiding the real reasons of things.
As you know has always been the policy of wars look for reasons to make them burst, motivations that Montini judgments “against” but the reality is bound to the resources of a territory which gives throat to boost power and hegemony increasingly dependent life of innocent people.
Poverty, division, injustice and violence that are not always physical means to subdue a people and words such as “ethnic cleansing”, as “genocide,” “holocaust,” are among the most despicable that humanity may have coined. I always hope that there can be repentance and a way to lead to a reversal of that dialogue and not violence but knows equaminità.
Maybe act from our little world of the everyday is not sufficient but that there is confusion between “peace” and those political movements that have other purposes behind the flags.Peace is won (strong word that appears war) to himself and then be able to have constructive behavior.

The war, as we know, has always been antagonistic love, wisdom and fairness. Threats, promises of what are claimed to implement those who want to charge people with anger that basically did not seek war. Defense and offense, which means but do not justify losing a sense of proportion, every war has known immoral acts, the bend “the enemy” proving its strength.

Shadow magnified if the fame of who builds it, is powerful show is inspire fear, means that are far from abandoning the strength to show more maturity.

Then, you talk too much without achieving anything, a form of dispersion that can not even essentiality and has no opportunity for resolving situations degenerate into violence and abuse.

It remains impotent, unable to find solutions and overcome the conditions that have been dragging endlessly.

It’s free choices, for us, for those in a dilemma to be taken into the trap of “doing as others,” because maybe makes them feel better. There are those “active” – feel the bisgno to be present to raise their voices – to move and maybe makes you feel better. There are people who are participating in the silent sorrows of the world even seemingly distant. I believe simply that no suggestions of others, with active raising of voices or apparently “passive” and compassionate – without trial – because the pain, deprivation and violence touches everyone equally and not only part of the earth with respect to another . We are all one, in fact, I believe that we can include on our street also the ability to “widen the circle” of our non-dividing, our listening in small things of everyday life that bit of peace expands. We can work on ourselves, to seek inner peace does not extend to wildfire effects crack harmony. It starts from the proceedings or not most of the non-food duality. Going to an event, because he feels at liberty to do so and not for “fashion” or not because there are other solutions, for having read a manifesto calling for or why we do recommend it (the gear is then a solution of Peace? ) is only appropriate if you feel – you know-it accepts, as for practice.

You simply must give voice and expression to the respect for all sentient beings without seeking right or wrong, truth or lie because the war, all wars, not losers and winners, and if you get hate, not dialogue – we are all losers.
In particular, if the power is contempt for the value of lives.

Basically everyone who can, according to their characteristics and opportunities, give voice to peace, may involve others in talking about it, with affection and away from the court. To speak of peace should be peace.
Awareness is the ability to collect from past experience to offer – here and now – the future of energy in the process of transformation – from the darkness of ignorance in the light of Love.

© Poetyca

La zattera


La zattera

Il Buddha paragonò il suo insegnamento a una zattera: essa
serve per attraversare il fiume. Chi ritenesse opportuno, arrivato a riva, portarsela dietro, confonderla con un totem, un idolo, una stampella cui aggrapparsi, sarebbe ancora in preda all’illusione.
L’insegnamento non è qualcosa cui attaccarsi, ma il suo scopo reale è essere semplicemente uno strumento, qualcosa da abbandonare una volta assolta la sua funzione: è un metodo di liberazione, non una dottrina cui aderire. La zattera ha la sua necessità, ma dopo è solo un peso inutile.

Poetyca

“Una volta il Buddha spiegò la dottrina di causa ed effetto ai suoi discepoli ed essi dissero di averla vista e compresa chiaramente. Allora il Buddha disse:”Bhikkhu, persino in merito a questa visione, così pura e chiara, se -vi ci aggrappate, se la vezzeggiate, se la tesaurizzate, s’ vi ci attaccate, non comprendete che l’insegnamento è simile ad una zattera utile per attraversare il fiume e non come oggetto posseduto” .
Il Buddha spiega in altra circostanza questa famosa similitudine in cui il suo insegnamento è paragonato a una zattera
utile per attraversare l’acqua e da non trasportarsi poi. sulle spalle: “Bhikkhu, un uomo sta compiendo un viaggio. Arriva davanti a una vasta distesa d’acqua. Dalla sua parte la riva è pericolosa mentre dall’altra è sicura e senza pericolo. Nessuna barca però va verso l’altra riva, che è sicura e senza pericolo, né c’è un ponte per attraversare l’acqua. Egli allora pensa tra sé e sé: “Questa distesa d’acqua è vasta e la riva da questa parte è piena di pericoli, dall’altra parte invece è sicura e senza pericolo. Nessuna barca va verso l’altra riva e non c’è un ponte per attraversare l’acqua. Sarebbe quindi opportuno che raccogliessi erba, legno, rami e foglie per farne una zattera e che per mezzo di questa zattera attraversassi 1’acqua per raggiungere l’altra riva, al sicuro, usando mani e piedi come remi”. Ed ecco che quell’uomo, bhikkhu, raccoglie erba, legno, rami e foglie e costruisce una zattera e con questa zattera attraversa l’acqua fino all’altra riva, al sicuro, usando mani e piedi come remi. Raggiunta l’altra riva, egli pensa: “Questa zattera mi è stata di grande aiuto. Grazie ad essa ho attraversato l’acqua fino a questa riva per essere al sicuro, usando mani e piedi come remi. Sarebbe bene che io portassi questa zattera sulla testa o sulla schiena ovunque vada”.
“Che cosa pensate, bhikkhu , se egli agisse in questo modo, agirebbe bene riguardo alla zattera?”. “No, signore.” “In quale modo allora egli agirebbe bene per quel che concerne la zattera? Dopo aver attraversato ed essere andato dall’altra parte, supponete che quell’uomo pensi: “Questa zattera mi è stata di grande aiuto.. Per merito suo ho raggiunto senza pericolo questa riva, usando mani e piedi come remi. Sarebbe bene che io tirassi a secco questa zattera sulla riva o che, Pur lasciandola in acqua, la legassi e poi continuassi per la mia strada, quale essa sia.” Se si comportasse in questo modo, quell’uomo agirebbe bene riguardo. a quella zattera.
“Allo stesso modo, bhikkhu, ho insegnato che la dottrina è simile a una zattera. Serve per attraversare e non per trasportarsela sulle spalle (lett. per prenderla). Voi, bhikkhu, che comprendete che l’insegnamento è simile a una zattera, voi dovreste abbandonare persino le cose (dhamma) buone e quanto più ancora dovreste abbandonare le cattive (àdhamma)”

Mahatanhasahkhaya-sutta

The raft

The Buddha compared his teachings to a raft: it
 need to cross the river. If deemed appropriate, come to shore, take her, confusing it with a totem, an idol, a crutch to hold on, it would still deluded.
Teaching is not something to latch on, but its real purpose is simply to be a tool, something to be abandoned once discharged its function: it is a method of liberation, not a doctrine adhere to. The raft has its necessity, but after only a useless burden.

Poetyca

“Once the Buddha explained the doctrine of cause and effect to his disciples and they said they have seen and understood clearly. Then the Buddha said: “Bhikkhus, even on this vision, so pure and clear, if we-will cling, if the vezzeggiate, if hoarded, s’ you are attached, do you not understand that teaching is similar to a useful life raft to cross the river and not the object possessed. “
The Buddha explains this famous simile in other circumstances in which his teaching is likened to a raft
useful to cross the water and not to be transported onwards. on his shoulders: “Bhikkhus, a man is making a trip. arrives in front of a vast expanse of water. On his side the shore is dangerous while the other is safe and without danger. No boat, however, goes to the other side, that is safe and without danger, nor is there a bridge to cross the water. He then thinks to himself: “This vast expanse of water and the shore on this side is full of dangers, on the other side Instead it is safe and without danger. No boat goes to the other side and there is no bridge to cross the water. It is therefore appropriate that raccogliessi grass, wood, branches and leaves to make a raft and raft through this attraversassi 1’acqua to reach the other shore safely, using hands and feet like oars. “And then THAT ‘Man, bhikkhus, gathers grass, wood, branches and leaves and this builds a raft and raft through the water to the other side, safely, using hands and feet like oars. reached the other shore, he thinks: ” This raft was of great help to me. Thanks to it I crossed the water to this river to be safe, using hands and feet like oars. Would be good to me to bring this raft on my head or on his back wherever he goes. “
“What do you think, bhikkhus, if he acted in this way would act good about the raft?”. “No, sir.” “In what way then he would act well for what concerns the raft? Having crossed and gone the other hand, suppose that the man thinks:” This raft was of great help to me .. Thanks to him I have reached this shore safely, using hands and feet like oars. I shot would be good if I dry this raft on the shore or that, yet still in the water, and then legassi I continued on my way, whatever it is. “If you behave in this way, the man would act good about. That raft.
“Similarly, bhikkhus, I taught that the doctrine is similar to a raft. Need to cross and not trasportarsela shoulders (literally, to take it). You, bhikkhus, you understand that teaching is like a raft, you should abandon even the things (dhamma) and the more good you should still leave the bad (àdhamma) “

Mahatanhasahkhaya-sutta

La serenità


La serenità

La serenità è come un soffione, lo vedi intero, ci soffi sopra e si disperde in mille semi che poi devi rincorrere per non perderne la presenza. Non esiste nulla che possa rendere la sensibilità un evento stabile perchè la mente umana è inquieta e non saprebbe restare ferma a lungo, deve sempre aggrapparsi a qualcosa, sempre farsi domande o ingigantire gli eventi con la paura per difendere l’unico momento nel quale si è creduto di essere sereni. Non è pessimismo ma osservazione di come non sono gli eventi esterni ad offrire serenità ma la nostra capacità di far tacere la mente e di vivere il momento presente che racchiude tutto.
La gioia vera è come una rosa nel giardino del nostro cuore, noi dobbiamo avere cura di essa ma senza il sole, senza la pioggia, senza l’aria anche se desideriamo avere una bellissima rosa essa non ha l’opportunità di vivere. Il sole, l’acqua e l’aria sono tutte le persone che credono in noi e con la bellissima magia dell’amore ci aiutano a manifesta la nostra essenza, ci accolgono così come siamo e non importa il colore della pelle, la religione o il linguaggio, quello che veramente è importante è comprendere che dentro gli occhi di chi è con noi si specchia sempre il nostro cuore se noi lo permettiamo.

29.12.2010 Poetyca

Serenity

Serenity is like a shower head, you see it all, blew on it and is dispersed in a thousand seeds that then you have to chase as it will lose its presence. There is nothing that can make the event a stable sensitivity because the human mind is restless and would not be able to stay still for long, must always cling to something, always ask questions or exaggerate events with fear to defend the only time in which is believed to be calm. It is not pessimism but observation of how external events are not to offer serenity, but our ability to silence the mind and live the present moment that encompasses everything.
The true joy is like a rose in the garden of our hearts, we must take care of it but without the sun, without rain, without air, even if we want to have a beautiful rose it has no chance to live. The sun, water and air are all people who believe in us and with the wonderful magic of love help us to manifest our essence, we welcome as we are and no matter the skin color, religion or language, what is really important is to understand that in the eyes of those who are with us always reflected our hearts if we let it.

29.12.2010 Poetyca

Ogni giorno


attimi haiku
Ogni giorno

Nessun giorno è da buttare via, ogni giorno infatti
è un seme che possiamo coltivare, anche se sembra
non portare nulla, in realtà segue delle logiche che non conosciamo.

06.11.2014 Poetyca

Every day

No day is thrown away every day in fact
is a seed that can grow, even if it seems
not to take anything, really follow the logic that we do not know.

06/11/2014 Poetyca