★ cღPoeti amici ღ★


sandroremiddi6

 

Così come cresce dentro
un fiore
così una luce cosciente,
silenziosamente presente
declina le nuove favole
come un solfeggio
di anime
negli accordi di sensazioni
pronte a trasformare
un muto tappeto di neve.

Sandro Remiddi

As well as increases in
a flower
as a conscious light,
this quietly
accept new stories
as a solfege
anime
agreements of sensations
ready to transform
a silent carpet of snow.

Sandro Remiddi

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La vibrazione in ogni cosa – Vibration in everything


purezza della vita

“Ogni cosa di cui avete cognizione ha una vibrazione relativa dentro di voi.
Colui il quale è pronto a vedere e giudicare il male nelle altre persone
reca il seme di quel male in sé stesso. La persona gradita al signore, la
cui nota di purezza vibra altamente, è sempre consapevole della scintilla
divina in tutto ciò che egli tocca, e la sua vibrazione magnetica dell’anima
richiama a maggiore intensità la forza vibratoria di coloro che si trovano
dentro il suo raggio di vibrazioni.”

Paramahsa Yogananda

“Every thing you cognition has a relative vibration within you.
One who is ready to see and judge evil in other people
bears the seed of the evil in himself. The person acceptable to the Lord, the
note that vibrates high purity, is always aware of the spark
divine in everything he touches, and its magnetic vibration of the soul
draws to greater intensity the vibratory force of those who are
within its range of vibration. “

Paramahsa Yogananda

Il Duello del Maestro di Cerimonia del Tè – The Duel of the Master of Tea Ceremony – Suzuki Daisetz T


Il Duello del Maestro di Cerimonia del Tè

Un giorno, a Edo, un pacifico maestro del tè (che non aveva il rango di samurai, sebbene il protocollo gli imponesse di vestirsi come tale) fece un incontro che aveva sempre temuto da quando aveva lasciato il castello: si imbatte in un ronin(un samurai senza padrone) che lo sfidò a duello: Il maestro del tè spiegò chi era, ma il ronin, nella speranza di estorcere danaro alla sua vittima, continuò a minacciarlo. Pagare per venire lasciato in pace sarebbe stata un’azione disonorevole per il maestro del tè, per il suo signore e per il suo clan. L’unica alternativa era accettare la sfida. Ormai rassegnato alla morte, il maestro del tè aveva l’unico desiderio di morire in un modo degno di un samurai. Perciò chiese all’avversario il permesso di rinviare lo scontro e si precipitò in una scuola di scherma che aveva visto nelle vicinanze, sperando di ricevere almeno le informazioni fondamentali, cioè di imparare a morire onorevolmente di spada. Senza lettere di presentazione di solito era difficile farsi ricevere dal maestro di una scuola, ma in questo caso, i portinai si accorsero del turbamento del maestro del tè, e rimasero colpiti dall’enfasi con cui chiedeva di entrare. Egli venne finalmente condotto dal maestro che, dopo aver ascoltato attentamente la storia, pregò il visitatore di servire un po’ di tè prima di imparare l’arte di morire. Il maestro di scherma, vedendolo compiere la cerimonia del tè con totale concentrazione e serenità mentale, a un certo punto si batté la mano sul ginocchio, in segno di cordiale approvazione ed esclamò: “Ecco! Non c’è bisogno che tu impari l’arte della morte! Lo stato d’animo in cui ora ti trovi è sufficiente per permetterti di affrontare qualunque spadaccino. Quando vedrai il tuo ronin, comportati così: prima pensa che ti accingi a servire il tè ad un ospite. Salutalo cortesemente, scusandoti per il ritardo, e digli che ora sei pronto per lo scontro. Togliti il haori, la sopravveste, piegalo con cura, e poi posa su di esso il ventaglio, come quando stai lavorando. Poi cingiti la testa con il tenugui, la fascia, rimboccati le maniche e legale con una corda, e raccogli la tua hakama. Sguaina la spada, levala sopra la testa, pronto ad abbattere l’avversario e , chiudendo gli occhi, raccogli i tuoi pensieri per il combattimento. Quando lo udrai lanciare un urlo, colpiscilo con la tua spada. Probabilmente l’incontro si concluderà con la morte di entrambi”. Ringraziando profusamente lo schermitore, il maestro del tè ritornò dal ronin, si preparò ed attese. Il ronin vide “una persona completamente diversa” e “chiese perdono al maestro del tè per la sua scortese richiesta, affrettandosi ad andarsene”

Suzuki Daisetz T. “Zen and Japanese Culture” NewYork: Pantheon Book,1960

The Duel of the Master of Tea Ceremony

One day, in Edo, a peaceful tea master (who had the rank of samurai, the protocol to impose a dress like that) had a meeting that he had always feared since she left the castle, he runs into a ronin ( a masterless samurai) who challenged him to a duel: The tea master explained who he was, but the ronin, in the hope of extorting money to his victim, continued to threaten him. Paying for being left alone would have been dishonorable action for the tea master, for his master and his clan. The only alternative was to accept the challenge. Resigned to death, the tea master was the only wish of dying in a manner worthy of a samurai. So the opponent asked for permission to postpone the fight and ran a school of fencing that had seen nearby, hoping to receive at least basic information, that is to learn to die honorably by the sword. No letters of introduction was usually difficult to be received by the master of a school, but in this case, the caretakers noticed the disturbance of the tea master, and were struck with dall’enfasi asking to enter. He was finally taken by the master who, after listening carefully to the story, the visitor asked him to serve a little ‘tea before learning the art of dying. The fencing master, seeing him do the tea ceremony with full concentration and peace of mind, at one point slapped his hand on her knee as a sign of cordial approval and exclaimed: “Behold! There is no need for you to learn the art of death! The mood you are in now is sufficient to allow it to tackle any swordsman. When you see your ronin, behaved like this: first think that you prepare to serve tea to a visitor. Greet kindly, apologizing for the delay, and tell him that you are now ready for battle. Take off the haori, the surcoat, fold it carefully, and then lay the fan on it, like when you’re working. Then gird up my head with tenugui, the band, roll up your sleeves and legal with a rope, and pick up your hakama. Draws his sword, Leval overhead, ready to shoot down the opponent, and closing his eyes, collect your thoughts for combat. When you hear a scream run, hit him with your sword. Probably the meeting will end with the death of both. ” Thanking him profusely fencer, returned from the tea master ronin, he prepared himself and waited. The ronin saw “a completely different person” and “begged forgiveness from the tea master for his rude request, hurrying to leave,”

T. Suzuki Daisetz “Zen and Japanese Culture”, New York: Pantheon Books, 1960

Vita e tempo – Life and time


🌼Vita e tempo🌼

C’è stato un grosso fraintendimento
tra la vita e il tempo. Si è detto che il tempo consiste di tre stati: il passato, il presente e il futuro. È sbagliato. Il tempo è formato solo dal passato e dal futuro. È la vita che è fatta di presente. Quindi, chi vuol vivere non ha altra alternativa che vivere questo momento. Solo il presente è esistenziale.

Osho Rajeneesh
🌼🌿🌼#pensierieparole
🌼Life and time

There has been a great misunderstanding between life and time. It has been said that time consists of three states: the past, the present and the future. It’s wrong. Time is formed only by the past and the future. It is life that is made of present. So, those who want to live have no alternative but to live this moment. Only the present is existential.

Osho Rajeneesh

Bodhicaryavatara


Il Bodhicaryavatara

Capitolo I: Il beneficio dello spirito di risveglio

NOTA: Il Bodhicaryavatara (BCA) poichè compare su Shantideva in linea è una prova corretta basata sull’edizione di BIONA ed è stato esaminato per esattezza dagli insegnanti non solo di Chan, di Dzogchen e di Pureland, ma anche da Stephen Batchelor, il traduttore di uno dei migliori – versioni tibetane conosciute del Bodhicaryavatara.

1. Riverente piegandomi al Sugatas, che è dotato davanti il Dharmakaya, insieme ai loro bambini ed a tutti che sono degni di veneration, presenterò brevemente una guida alla disciplina dei bambini del Sugatas in conformità con le sacre scritture.

2. Ci è niente qui di che non sia stato detto prima, né ho tutta l’abilità in composizione. Quindi, non ho preoccupazione per il benessere di altri ed ho composto solamente questo per condire la mia propria mente.

3. A causa di questo, il potere della mia fede aumenta per coltivare la virtù. Inoltre, se qualcun’altro con una disposizione come il miei propri esamina questo, può essere espressivo.

4. Questa svago e dotazione, che sono così difficili verificarsi si sono acquistati e determinano il benessere del mondo. Se uno non riesce a prendere questa occasione favorevole in considerazione, come potrebbe questa occasione accadere ancora?

5. Appena poichè il lampo illumina la nerezza di una notte nuvolosa per un istante, nello stesso senso, dal potere del Buddha, le menti della gente sono occasionalmente momentaneamente propense verso merito.

6. Quindi, la virtù è perpetuo mai così debole, mentre il potere di vizio è grande ed estremamente terribile. Se non ci fosse spirito di risveglio perfetto, che cosa l’altra virtù lo sormonterebbe?

7. I signori delle salvie, che stanno contemplando per molti eoni, hanno veduto questo solo mentre una benedizione da cui la gioia è aumentata facilmente ed il gran numero illimitato di esseri sono salvati.

8. Coloro che lungamente per sormontare le miserie abbondanti dell’esistenza terrena, che desiderano dissipare le forze maggiori degli esseri sentient e coloro che yearn sperimentare una miriade delle gioia dovrebbe mai non forsake lo spirito di risveglio.

9. Quando lo spirito di risveglio ha presentato, in un istante un wretch che è limitato nella prigione del ciclo dell’esistenza è denominato un bambino del Sugatas e diventa degno di riverenza nei mondi dei dei e degli esseri umani.

10. Sul prendere questa forma impura, la converte nell’immagine senza prezzo della gemma del Jina. Così, tenga saldamente all’elisir del mercurio, denominato lo spirito di risveglio, che deve assolutamente essere convertito.

11. I soli capi del mondo, di cui le menti sono fathomless, hanno buono hanno esaminato il relativo gran valore. , Che sono inclinate per fuoriuscire dalle condizioni dell’esistenza terrena, tenete velocemente al gioiello dello spirito di risveglio.

12. Appena mentre un albero di plantano decade sulla perdita la relativa frutta, in modo da fa ogni altro declino di virtù. Ma l’albero dello spirito di risveglio perpetuo porta i suoi frutti, non decade e soltanto fiorisce.

13. A causa della relativa protezione, come dovuto la protezione di un uomo potente, anche dopo commettere i vizi orrendi, uno immediatamente sormonta i grandi timori. Perché gli esseri ignari gli non cercano il rifugio?

14. Come la conflagrazione ai tempi della distruzione dell’universo, consuma grande ghiaccia in un istante. Il signore saggio Maitreya ha insegnato ai relativi benefici incalcolabili a Sudhana.

15. Nel riassunto, questo spirito di risveglio è conosciuto per essere di due generi: lo spirito di risveglio e lo spirito di aspirazione per il risveglio e lo spirito di avventurarsi verso svegliarsi.

16. Appena poichè si percepisce la differenza fra una persona che yearns viaggiare e un viaggiatore, in modo da fa l’istruito riconosce la differenza corrispondente fra quei due.

17. Anche se il risultato dello spirito dell’aspirazione per il risveglio è grande all’interno del ciclo dell’esistenza, non è ancora come la condizione continua di merito dello spirito di avventurarsi.

18. A partire dal tempo che si adotta quello spirito con un atteggiamento irreversibile per la liberazione degli esseri sentient illimitati.

19. Da quel momento in poi, un flusso ininterrotto di merito, uguale al cielo, presenta costantemente anche quando uno è addormentato o distratto.

20. Il Tathágata egli stesso ha asserito valido questo nel Subahuprccha per gli esseri che sono propensi verso il poco veicolo.

21. Una persona well-intentioned che pensa, “eliminerò le emicranie degli esseri sentient,„ sopporto il merito illimitato.

22. Che cosa allora di una persona chi vuole rimuovere il dolore incomparabile di ogni singolo essere e dotarlo di buone qualità illimitate?

23. Chi ha persino una madre o un padre con tale altruismo? I dei, le salvie, o il Brahmas lo avrebbero?

24. Se quegli esseri non ha mai prima che avuto quel desiderio nel loro proprio interesse anche nei loro sogni, come potesse possibilmente averlo per altri?

25. Come questo gioiello senza precedenti e distinto, di cui il desiderio a favore di altri non presenta in altri neppure per il loro proprio interesse personale, entra in esistenza?

26. Come può uno misurare il merito del gioiello della mente, che è il seme dei mondi la gioia ed il rimedio ai mondi sta soffrendo?

27. Se la riverenza per il Buddhas è oltrepassata soltanto tramite un’intenzione altruistica, quanto più così tentando d’ottenere la felicità completa di tutti gli esseri sentient?

28. Quelli che vogliono fuoriuscire dalla sofferenza accelerano a destra verso soffrire. Con molto il desiderio per felicità, da delusione distruggono la loro propria felicità come se sia stato un nemico.

29. Soddisfa con tutte le gioia coloro che è affamato per felicità ed elimina tutti i dispiaceri di coloro che è afflitto in molti sensi.

30. Dissipa la delusione. Dove altrimenti è ci un tal san? Dove altrimenti è ci un tal amico? Dove altrimenti è ci tale merito?

31. Anche si chi rimborsa un documento legale gentile è elogiato piuttosto, in modo da che cosa dovrebbe essere detto di un bodhisattva di cui il buon documento legale è non sollecitato?

32. Gli onori del mondo come quello virtuoso chi fa un regalo ad alcuna gente, anche se è soltanto una donazione momentanea e sprezzante di alimento e di contributo normali a mezza giornata.

33. Che cosa allora di uno chi per sempre concede agli esseri sentient innumerevoli l’adempimento di tutti i desideri, che è inesauribile fino all’estremità degli esseri illimitati quanto lo spazio?

34. Il signore dichiarato, “uno chi produce un pensiero impuro nel suo cuore contro un benefattore, un bambino del Jina, abiterà negli inferni per altretanti eoni poichè ci erano pensieri impuri.

35. Ma se la sua mente è inclinata gentilmente, una produrrà una frutta ancora maggior. Anche quando un crimine notevolmente violento è commesso contro i bambini del Jinas, la loro virtù presenta spontaneamente.

36. Rendo l’omaggio ai corpi di quelli quale questo gioiello prezioso della mente ha presentato. Vado per il rifugio a coloro che è menti della gioia, verso quale persino un’offesa provoca la felicità.

The Bodhicaryavatara

Chapter I: The Benefit of the Spirit of Awakening

NOTE: The Bodhicaryavatara (BCA) as it appears on Shantideva Online is a corrected proof based on the BIONA edition and has been examined for accuracy by not only Chan, Dzogchen, and Pureland teachers, but also by Stephen Batchelor, the translator of one of the better known Tibetan versions of the Bodhicaryavatara.

1. Reverently bowing to the Sugatas, who are endowed with the Dharmakaya, together with their children and all who are worthy of veneration, I shall concisely present a guide to the discipline of the children of the Sugatas in accordance with the scriptures.

2. There is nothing here that has not been said before, nor do I have any skill in composition. Thus, I have no concern for the welfare of others, and I have composed this solely to season my own mind.

3. Owing to this, the power of my faith increases to cultivate virtue. Moreover, if someone else with a disposition like my own examines this, it may be meaningful.

4. This leisure and endowment, which are so difficult to obtain have been acquired, and they bring about the welfare of the world. If one fails to take this favorable opportunity into consideration, how could this occasion occur again?

5. Just as lightning illuminates the darkness of a cloudy night for an instant, in the same way, by the power of the Buddha, occasionally people’s minds are momentarily inclined toward merit.

6. Thus, virtue is perpetually ever so feeble, while the power of vice is great and extremely dreadful. If there were no spirit of perfect awakening, what other virtue would overcome it?

7. The Lords of Sages, who have been contemplating for many eons, have seen this alone as a blessing by which joy is easily increased and immeasurable multitudes of beings are rescued.

8. Those who long to overcome the abundant miseries of mundane existence, who wish to dispel the adversities of sentient beings, and those who yearn to experience a myriad of joys should never forsake the spirit of awakening.

9. When the spirit of awakening has arisen, in an instant a wretch who is bound in the prison of the cycle of existence is called a child of the Sugatas and becomes worthy of reverence in the worlds of gods and humans.

10. Upon taking this impure form, it transmutes it into the priceless image of the gem of the Jina. So, firmly hold to the quicksilver elixir, called the spirit of awakening, which must be utterly transmuted.

11. The world’s sole leaders, whose minds are fathomless, have well examined its great value. You, who are inclined to escape from the states of mundane existence, hold fast to the jewel of the spirit of awakening.

12. Just as a plantain tree decays upon losing its fruit, so does every other virtue wane. But the tree of the spirit of awakening perpetually bears fruit, does not decay, and only flourishes.

13. Owing to its protection, as due to the protection of a powerful man, even after committing horrendous vices, one immediately overcomes great fears. Why do ignorant beings not seek refuge in it?

14. Like the conflagration at the time of the destruction of the universe, it consumes great ices in an instant. The wise lord Maitreya taught its incalculable benefits to Sudhana.

15. In brief, this spirit of awakening is known to be of two kinds: the spirit of awakening, and the spirit of aspiring for awakening, and the spirit of venturing towards awakening.

16. Just as one perceives the difference between a person who yearns to travel and a traveler, so do the learned recognize the corresponding difference between those two.

17. Although the result of the spirit of aspiring for awakening is great within the cycle of existence, it is still not like the continual state of merit of the spirit of venturing.

18. From the time that one adopts that spirit with an irreversible attitude for the sake of liberating limitless sentient beings.

19. From that moment on, an uninterrupted stream of merit, equal to the sky, constantly arises even when one is asleep or distracted.

20. The Tathágata himself cogently asserted this in the Subahuprccha for the sake of beings who are inclined toward the lesser vehicle.

21. A well-intentioned person who thinks, “I shall eliminate the headaches of sentient beings,” bears immeasurable merit.

22. What then of a person who desires to remove the incomparable pain of every single being and endow them with immeasurable good qualities?

23. Who has even a mother or father with such altruism? Would the gods, sages, or Brahmas have it?

24. If those beings have never before had that wish for their own sake even in their dreams, how could they possibly have it for the sake of others?

25. How does this unprecedented and distinguished jewel, whose desire for the benefit of others does not arise in others even for their own self-interest, come into existence?

26. How can one measure the merit of the jewel of the mind, which is the seed of the worlds joy and is the remedy for the worlds suffering?

27. If reverence for the Buddhas is exceeded merely by an altruistic intention, how much more so by striving for the complete happiness of all sentient beings?

28. Those desiring to escape from suffering hasten right toward suffering. With the very desire for happiness, out of delusion they destroy their own happiness as if it were an enemy.

29. He satisfies with all joys those who are starving for happiness and eliminates all the sorrows of those who are afflicted in many ways.

30. He dispels delusion. Where else is there such a saint? Where else is there such a friend? Where else is there such merit?

31. Even one who repays a kind deed is praised somewhat, so what should be said of a bodhisattva whose good deed is unsolicited?

32. The world honors as virtuous one who makes a gift to a few people, even if it is merely a momentary and contemptuous donation of plain food and support for half a day.

33. What then of one who forever bestows to countless sentient beings the fulfillment of all yearnings, which is inexhaustible until the end of beings as limitless as space?

34. The Lord declared, “One who brings forth an impure thought in his heart against a benefactor, a child of the Jina, will dwell in hells for as many eons as there were impure thoughts.

35. But if one’s mind is kindly inclined, one will bring forth an even greater fruit. Even when a greatly violent crime is committed against the children of the Jinas, their virtue spontaneously arises.

36. I pay homage to the bodies of those whom this precious jewel of the mind has arisen. I go for refuge to those who are minds of joy, toward whom even an offence results in happiness.


Verso il futuro – To the future


🌸Verso il futuro🌸

Di fronte a noi
c’è la porta
per giungere al futuro.
Non si deve temere
di aprire quella porta,
non manchi il coraggio
di lasciare quel che è stato
e di essere pronti al nuovo.

11.09.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸To the future

In front of us
there is the door
to get to the future.
There is no need to fear
to open that door,
non manchi il coraggio
di lasciare quel che è stato
e di essere pronti al nuovo.

11.09.2022 Poetyca

Ascolta – Listen – Ernest Hemingway


🌸Ascolta🌸

Quando la gente parla,
ascolta completamente.
La maggior parte delle persone
non ascolta mai.

Ernest Hemingway
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Listen

When people talk,
listen completely.
Most people
never listen.

Ernest Hemingway

Una perla al giorno – Tirukkural


mandala e

Non la luna coi suoi freschi raggi,
non il lago fiorito di loti
danno tanta letizia all’animo
quanto le azioni dell’uomo virtuoso.

Tirukkural, XCVI, 721

Not the moon with its cool rays,
not the lake bloomed lotus
They give so much joy to the soul
As the actions of the virtuous man.

Tirukkural, XCVI, 721

Note – Notes


Note

Dentro un sogno
trovi la luce
che illumina ancora
il cammino

Nel battere del cuore
raccogli i voli
senza confini
stemperando silenzi

Nell’immensità
di una carezza
fatta di cielo
trovi certezze

Nel giungere di un sorriso
nato dal nulla
superi orizzonti
che diventano suoni

Note si disperdono
in mille palpiti
e ti regalano strade
fatte d’amore

10.02.2003 Poetyca

Notes

Within a dream
see the light
that still lights
the path

In the beat of the heart
collect Flights
without borders
dissolving silences

Immensity
a caress
made in heaven
certainties are

In reaching a smile
born from nothing
beyond horizons
which become sound

Notes disperse
in a thousand heartbeats
and delivers streets
without love

10.02.2003 Poetyca

Anche se…Although


Anche se…

Anche se ti dicono che sei idealista,
cercano di farti desistere, perchè il tuo sentire sarebbe diverso
dalla maggior parte delle persone, che non credono più;
che si sono disperse nell’illusione che tutto sia da gettare via…

Tu non ti arrendere!

Anche se dentro di te le lacrime sono l’unica fonte
che possa irrigare la speranza,
perchè è cocente constatare
che si attraversa ogni giorno il deserto e l’indifferenza…

Non smettere di credere!

Ascoltati, immergiti nel silenzio e lascia andare ogni cosa…
Riprendi la forza del sorriso, della consapevolezza che, in fondo,
ogni amarezza, ogni paura, ogni sofferenza si lega ad una precisa scelta,
anche quella di aspettarti qualcosa,
di credere che altri siano capaci di seguirti,
di abbracciare il tuo stesso desiderio
di un mondo perfetto e giusto.

Nella danza degli opposti sarebbe difficile che questo accada,
sii consapevole!

Semplicemente cerca la gioia,
l’equidistanza e la volontà di fare tutto il possibile,
affinché, nel tuo piccolo, tu sappia dare senso al tuo essere
qui ed ora,

sembra poco ma il vento accarezza ogni seme
e ne fa l’essenza perchè sia frutto da offrire
– nell’interessere –
a tutti coloro che sono nella sofferenza.

21.03.2008 Poetyca

Although …

Even if you say you are idealistic,
try to make you give up, because your feeling is different
by most people, who no longer believe;
that were released in the illusion that everything is to throw away …

You did not give up!

Even if inside you tears are the only source
that can irrigate hope
because it is hot note
that cross the desert each day and indifference …

Do not stop believing!

Play, enjoy the silence and let everything go …
Shoot the power of smile, knowing that, ultimately,
all bitterness, all fear, all suffering binds to a specific choice,
also to expect something
to believe that others are able to follow you,
to embrace your own desire
a perfect world and just.

In the dance of opposites would be difficult for this to happen,
Be aware!

Simply search for joy,
the equidistance and willingness to do everything possible
ensure that your child, you know make sense of your being
here and now,

seems little but the wind caresses each seed
and makes the essence because the fruit has to offer
– In the interest –
to all those who are suffering.

21.03.2008 Poetyca

Discorso del Buddha sulle due frecce – Sallatha Sutta: The Arrow


Discorso del Buddha sulle due frecce (Sallena Sutta).

“Meditatori, sia l’uomo ignorante che l’uomo saggio che percorre il sentiero percepiscono sensazioni piacevoli, spiacevoli e neutre. Ma qual’è la differenza tra i due, ciò che li caratterizza?
Facciamo l’esempio di una persona che, trafitta da una freccia, ne riceva una seconda, sentendo quindi il dolore di entrambe le ferite. Ecco, la stessa cosa accade quando un ignorante, che non conosce l’insegnamento, viene a contatto con una sensazione spiacevole e – come reazione – si preoccupa, si agita, piange, grida, si batte sul petto, perde il senso della realtà. Quindi egli fa esperienza di due dolori: quello fisico e quello mentale. Gravato dalla sensazione spiacevole, reagisce con avversione e, con questo atteggiamento, inizia a creare in sè un condizionamento di avversione.
Infatti, quando prova queste sensazioni negative, egli cerca il diletto in qualche sensazione piacevole, perchè – da persona ignorante quale è – non sa rispondere correttamente ad una sensazione spiacevole se non cercando riparo nel piacere dei sensi. E quando comincia a godere di un piacere, allora comincia ad instaurarsi in lui un condizionamento al desiderio, alla bramosia.
Egli è completamente inconsapevole di come vadano le cose, non sa cioè che le sensazioni sono impermanenti, non sa quale sia l’origine della bramosia verso di esse, non conosce il pericolo che rappresentano, e non sa quale sia la via per non esserne schiavi.
Questa sua incapacità crea dentro questo tipo di uomo un condizionamento di ignoranza. Provando sensazioni piacevoli, spiacevoli o neutre, l’ignorante, rimanendone condizionato, lontano dalla verità, è soggetto alla nascita, alla morte, alla vecchiaia, ai turbamenti, alle sofferenze, alle negatività. L’ignorante è così destinato all’infelicità.
Invece l’uomo saggio, che percorre la via della verità, quando prova una sensazione spiacevole, non si preoccupa, non si agita, non piange, non urla, non si batte il petto, non perde il senso della realtà.
È come chi venga trafitto da una sola freccia e non da due, percependo solo un tipo di sensazione spiacevole, quella fisica e non quella mentale. Colpito così da questa sensazione, non reagisce con avversione, e così non si forma in lui un condizionamento all’avversione. Inoltre non cerca rifugio in una sensazione piacevole per sfuggire quella spiacevole che sta vivendo. Egli sa, da persona saggia che è sulla via della verità, come ripararsi dalla sensazione sgradevole senza cadere nel piacere dei sensi. Così evita di creare un condizionamento di bramosia e desiderio. Egli comprende la realtà così come essa è effettivamente, del perenne sorgere e passare delle sensazioni, di quale sia l’origine della bramosia verso esse, del pericolo che essa costituisce e del modo di uscirne. Avendo dunque la perfetta e completa comprensione della realtà, egli non permette che si formino in lui questi condizionamenti di ignoranza.
Quindi il meditante impara a rimanere equanime e distaccato qualora si manifestino sensazioni piacevoli, spiacevoli e neutre. Così facendo, chi cammina sulla via del retto insegnamento, rimane distaccato anche dalla nascita, dalla vecchiaia, dalla morte, dai turbamenti, dalle sofferenze e dalle negatività. Egli è equanime davanti a tutte le sofferenze. Questa è la differenza tra il saggio e l’ignorante.
L’uomo saggio, concretamente addestrato nella pratica del retto insegnamento, rimane equanime di fronte alle sensazioni gradevoli e sgradevoli che sorgono nella sua persona”.

Sallatha Sutta: The Arrow
translated from the Pali by
Thanissaro Bhikkhu
Alternate translation: Nyanaponika

“Monks, an uninstructed run-of-the-mill person feels feelings of pleasure, feelings of pain, feelings of neither-pleasure-nor-pain. A well-instructed disciple of the noble ones also feels feelings of pleasure, feelings of pain, feelings of neither-pleasure-nor-pain. So what difference, what distinction, what distinguishing factor is there between the well-instructed disciple of the noble ones and the uninstructed run-of-the-mill person?”

“For us, lord, the teachings have the Blessed One as their root, their guide, & their arbitrator. It would be good if the Blessed One himself would explicate the meaning of this statement. Having heard it from the Blessed One, the monks will remember it.”

“In that case, monks, listen & pay close attention. I will speak.”

“As you say, lord,” the monks responded.

The Blessed One said, “When touched with a feeling of pain, the uninstructed run-of-the-mill person sorrows, grieves, & laments, beats his breast, becomes distraught. So he feels two pains, physical & mental. Just as if they were to shoot a man with an arrow and, right afterward, were to shoot him with another one, so that he would feel the pains of two arrows; in the same way, when touched with a feeling of pain, the uninstructed run-of-the-mill person sorrows, grieves, & laments, beats his breast, becomes distraught. So he feels two pains, physical & mental.

“As he is touched by that painful feeling, he is resistant. Any resistance-obsession with regard to that painful feeling obsesses him. Touched by that painful feeling, he delights in sensual pleasure. Why is that? Because the uninstructed run-of-the-mill person does not discern any escape from painful feeling aside from sensual pleasure. As he is delighting in sensual pleasure, any passion-obsession with regard to that feeling of pleasure obsesses him. He does not discern, as it actually is present, the origination, passing away, allure, drawback, or escape from that feeling. As he does not discern the origination, passing away, allure, drawback, or escape from that feeling, then any ignorance-obsession with regard to that feeling of neither-pleasure-nor-pain obsesses him.

“Sensing a feeling of pleasure, he senses it as though joined with it. Sensing a feeling of pain, he senses it as though joined with it. Sensing a feeling of neither-pleasure-nor-pain, he senses it as though joined with it. This is called an uninstructed run-of-the-mill person joined with birth, aging, & death; with sorrows, lamentations, pains, distresses, & despairs. He is joined, I tell you, with suffering & stress.

“Now, the well-instructed disciple of the noble ones, when touched with a feeling of pain, does not sorrow, grieve, or lament, does not beat his breast or become distraught. So he feels one pain: physical, but not mental. Just as if they were to shoot a man with an arrow and, right afterward, did not shoot him with another one, so that he would feel the pain of only one arrow. In the same way, when touched with a feeling of pain, the well-instructed disciple of the noble ones does not sorrow, grieve, or lament, does not beat his breast or become distraught. He feels one pain: physical, but not mental.

“As he is touched by that painful feeling, he is not resistant. No resistance-obsession with regard to that painful feeling obsesses him. Touched by that painful feeling, he does not delight in sensual pleasure. Why is that? Because the well-instructed disciple of the noble ones discerns an escape from painful feeling aside from sensual pleasure. As he is not delighting in sensual pleasure, no passion-obsession with regard to that feeling of pleasure obsesses him. He discerns, as it actually is present, the origination, passing away, allure, drawback, and escape from that feeling. As he discerns the origination, passing away, allure, drawback, and escape from that feeling, no ignorance-obsession with regard to that feeling of neither-pleasure-nor-pain obsesses him.

“Sensing a feeling of pleasure, he senses it disjoined from it. Sensing a feeling of pain, he senses it disjoined from it. Sensing a feeling of neither-pleasure-nor-pain, he senses it disjoined from it. This is called a well-instructed disciple of the noble ones disjoined from birth, aging, & death; from sorrows, lamentations, pains, distresses, & despairs. He is disjoined, I tell you, from suffering & stress.

“This is the difference, this the distinction, this the distinguishing factor between the well-instructed disciple of the noble ones and the uninstructed run-of-the-mill person.”

The discerning person, learned, doesn’t sense a (mental) feeling of pleasure or pain: This is the difference in skillfulness between the sage & the person run-of-the-mill. For a learned person who has fathomed the Dhamma, clearly seeing this world & the next, desirable things don’t charm the mind, undesirable ones bring no resistance. His acceptance & rejection are scattered, gone to their end, do not exist. Knowing the dustless, sorrowless state, he discerns rightly, has gone, beyond becoming, to the Further Shore.

Templi – Temples – Dalai Lama


Templi

“Lo scopo di tutte le major
tradizioni religiose non è costruire
grandi tempie all’esterno,
ma per creare templi di bontà
e compassione dentro,
nei nostri cuori.”

Dalai Lama

Temples

“The purpose of all the major
religious traditions is not to construct
big temples on the outside,
but to create temples of goodness
and compassion inside,
in our hearts.”

Dalai Lama

Nove Sutra sulla Pace – Nina Sutras of Peace – Raimond Panikkar


Nove sutra sulla Pace

I sutra sono fili di un’unica collana.
Insieme formano il gioiello chiamato Pace.

1. La pace è partecipazione all’armonia del ritmo dell’Essere

La pace non altera il ritmo della realtà. Non è statica, né dinamica. Non è nemmeno un movimento dialettico. E non significa assenza di forze o di polarità. L’Essere è ritmico, è ritmo, integrazione a-dualista del movimento e del riposo. La cultura tecnocratica occidentale, coltivando l’accelerazione, ha sconvolto i ritmi naturali: è senza pace.

2. È difficile vivere senza pace esterna; impossibile senza pace interna.

Ogni giorno, dopo l’ultima guerra mondiale, mille persone muoiono vittime della guerra. In tutto il mondo vi sono milioni di profughi, bambini nelle strade e persone che muoiono di fame. Non si deve minimizzare questa degradazione umana della nostra razza. Ma se la pace interna sussiste c’è ancora speranza. D’altronde non si può godere di una pace interna se il nostro ambiente umano ed ecologico è vittima di violenze e di ingiustizie. In tal caso la pace interna è un’illusione. E nessun autentico saggio (da Buddha a Cristo) si rinchiude nell’egoismo e nell’autosufficienza.

3. La pace: non la si conquista per se stessi, né la si impone agli altri. È dono dello Spirito

La pace non proviene né da spiritualità masochiste, né da pedagogie sadiche. I regimi imposti non fondano la pace per chi li riceve: bambino, povero, famiglia o nazione che sia. A noi manca l’atteggiamento più femminile del ricevente. La natura della pace è d’essere grazia, dono. È frutto di una rivelazione: dell’amore, di Dio, della bellezza della realtà, è esistenza della provvidenza, bontà della creazione, speranza, giustizia. È Gabe e Aufgabe, dono e responsabilità.

4. La vittoria ottenuta con la sconfitta violenta del nemico non conduce mai alla pace

La maggior parte delle guerre ha trovato giustificazione come risposta a trattati di pace anteriori. I vinti riappaiono ed esigono ciò che è stato loro rifiutato. La stessa repressione del male non ha risultati durevoli. La pace non è il risultato di un processo dialettico del bene contro il male. Il giovane rabbino di Nazaret invitava a far crescere insieme grano e zizzania. La pace fugge il campo dei vittoriosi (Simone Weil). La vittoria è sempre sulle persone; e le persone non sono mai assolutamente cattive.

5. Il disarmo militare richiede un disarmo culturale

La civiltà occidentale ha sviluppato un arsenale di armamenti, qualitativamente e quantitativamente; deve esservi un che di inerente a questa cultura: spirito di competizione, soggettività, tendenza a trascurare il campo dei sentimenti, senso di superiorità, di universalità, ecc.. Il fatto che i discorsi [per la pace, nella civiltà occidentale] si concentrino sulla distruzione degli armamenti, senza prestare attenzione alle questioni più fondamentali, costituisce un esempio di questo stato spirituale. Allora il disarmo culturale – prerequisito per la pace – è difficile almeno come quello militare. Implica una critica alla cultura e un approccio autenticamente interculturale.

6. Nessuna cultura, religione o tradizione può risolvere isolatamente i problemi del nostro mondo

Oggi nessuna religione potrebbe fornire risposte universali (se non altro perché le domande non sono le stesse). Purtroppo nel momento in cui gran parte delle religioni tradizionali tendono a deporre il manto dell’imperialismo, del colonialismo e dell’universalismo, la cosiddetta visione “scientifica” del mondo sembra raccogliere l’eredità culturale di questi atteggiamenti. Qui bisognerebbe citare la parola pluralismo.

7. La pace appartiene principalmente all’ordine del mythos, non del logos

Shalom, pax, eirene, salam, Friede, shanti, píng-an…: la Pace è polisemica; ha numerosi significati. La mia nozione di pace può non essere pacifica per qualcun altro. La pace non è sinonimo di pacifismo. È un mito, qualcosa in cui si crede in quanto dato. Ma non è irrazionale, anzi rende intelligibile l’atto di intendere. Un tempo la pace veniva firmata in nome di Dio; nella nostra epoca la pace sembra un mito unificante emergente ed è anche in suo nome che si fa guerra. Il mythos non dev’essere separato dal logos, ma i due non dovrebbero venire identificati.

8. La religione, via verso la pace

La religione è stata sempre considerata in passato come via di salvezza. Perciò le religioni erano fattori di pace interiore per i propri adepti e di guerre per gli altri. È un fatto che gran parte delle guerre nel mondo sono state guerre religiose. Oggi siamo testimoni di una trasformazione della nozione stessa di religione: le religioni sono modi di raggiungere la pace (non significa ridurle ad un unico denominatore). E la strada per la pace è rivoluzionaria: esige l’eliminazione dell’ingiustizia, dell’egoismo e della cupidigia.

9. Perdono, riconciliazione, dialogo: solo essi conducono alla pace

Punizione, indenizzo, restituzione, riparazione e cose simili non portano alla pace, non spezzano la legge del karma. Credere che ristabilire l’ordine spezzato risolva la situazione è un modo di pensare grossolano, meccanicistico e immaturo. L’innocenza perduta esige la redenzione e non il sogno di una paradiso ritrovato. La via verso la pace è in avanti e non indietro. La storia umana esige perdono. Per perdonare ci vuole una forza che vada oltre l’ordine meccanico di azione-reazione, ci vuole lo Spirito Santo, Amore pilastro dell’universo.

Da: Raimon Panikkar, Pace e interculturalità, Jaca Book, Milano 2002. (Adattamento. Col permesso dell’A.)

❤ ❤ ❤

Nine sutras of Peace

The sutras are strings of single necklace.
Together they form the jewel called Peace.

1. Peace is the harmony of the participation rate of Being

Peace does not alter the rhythm of reality. Is not static nor dynamic. It is not a dialectical movement. It does not mean lack of power or polarity. Being is rhythmic, it’s rhythm, integration-dualist movement and rest. Western technocratic culture, cultivating the acceleration, has disrupted the natural rhythms: it is no peace.

2. It’s hard to live without external peace; impossible without inner peace.

Every day after the last world war, a thousand people die of war victims. Throughout the world there are millions of refugees, children in the streets and people dying of hunger. We must not minimize this degradation of our human race. But if there is internal peace, there is still hope. On the other hand you can not enjoy internal peace if our human and ecological environment is the victim of violence and injustice. In this case, the inner peace is an illusion. And no authentic essay (from Buddha to Christ) to be contained in self and selfishness.

3. The peace is won not by themselves, nor can it imposes on others. It is a gift of the Spirit

Peace does not come as spirituality or masochistic, sadistic nor pedagogies. The regimes imposed do not establish peace for those who receive them: child poverty, family or nation it is.We miss the attitude of the recipient female. The nature of peace is to be grace, a gift. It is the result of a revelation of love, of God, the beauty of reality is existence of providence, the goodness of creation, hope, justice. It’s Gabe and Aufgabe, gift and responsibility.

4. The violent victory with the defeat of the enemy never leads to peace

Most wars have been justified as a response to earlier peace treaties. The vanquished reappear and demand what they have been refused. The same repression of evil has no lasting results. Peace is not the result of a dialectical process of good versus evil. The young rabbi from Nazareth invited to wheat and weeds grow together. Peace fled the camp of the victors (Simone Weil). The victory is always on people, and people are never quite bad.

5. The military disarmament disarmament requires a cultural

Western civilization has developed an arsenal of weapons, both qualitatively and quantitatively, there must be something inherent in this culture: the spirit of competition, subjectivity, a tendency to overlook the range of feelings, a sense of superiority, universality, etc. .. The fact that the speeches [for peace in Western civilization] focus on the destruction of weapons, while ignoring the more fundamental issues, is an example of this spiritual state. Then disarmament culture – a prerequisite for peace – at least as hard as military. Implies a critique of culture and intercultural approach authentically.

6. No culture, religion or tradition alone can solve the problems of our world

Today, no religion could provide universal answers (if only because the questions are not the same). Unfortunately, when most of the traditional religions tend to lay the mantle of imperialism, colonialism and universalism, the view of so-called “scientific” in the world seems to collect the cultural heritage of these attitudes. Here one should mention the word pluralism.

7. Peace belongs mainly to the order of the mythos, not the logos

Shalom, Pax, Eirene, salam, Friede, shanti, Ping-an …: Peace is polysemic; has many meanings. My notion of peace can not be peaceful for someone else. Peace is not a synonym for pacifism. It is a myth, something you believe as facts. But it is not irrational, even the act of understanding makes it intelligible.Once peace was signed in the name of God, peace in our time seems to be a unifying myth and it is also emerging in his name that makes war. The mythos should not be separated from the logos, but the two should not be identified.

8. Religion, on the road to peace

Religion has always been considered in the past as a way of salvation. Therefore, religions were factors of inner peace for their followers and other wars. It is a fact that most wars were religious wars in the world. We are witnessing a transformation of the very notion of religion: the religions are ways of achieving peace (means do not reduce them to a common denominator).And the path to peace is revolutionary: it requires the elimination of injustice, selfishness and greed.

9. Forgiveness, reconciliation, dialogue: they alone lead to peace

Punishment, indemnification, restitution, reparation and things like that do not lead to peace, do not break the law of karma.Believe that restoring order to resolve the situation is a broken way of thinking crude, mechanistic and immature. The innocence lost and do not require the redemption of the dream of a paradise regained. The road to peace is forward and not backward. Human history requires forgiveness. To forgive takes a force that goes beyond a mechanical action-reaction, we want the Holy Spirit, Love pillar of the universe.

From: Raimon Panikkar, Peace and Interculturalism, Jaca Book, Milan 2002. (With permission from the A Adattament..)

Lettera sulla felicità -Letter to Menoeceus – Epicuro


Epicuro

Lettera sulla felicità

Meneceo,

Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’anima. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l’età. Da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l’avvenire. Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c’è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per averla.

Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato: sono fondamentali per una vita felice. Prima di tutto considera l’essenza del divino materia eterna e felice, come rettamente suggerisce la nozione di divinità che ci è innata. Non attribuire alla divinità niente che sia diverso dal sempre vivente o contrario a tutto ciò che è felice, vedi sempre in essa lo stato eterno congiunto alla felicità. Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha. Perciò non è irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che i giudizi del popolo attribuisce alla divinità.

Tali giudizi, che non ascoltano le nozioni ancestrali, innate, sono opinioni false. A seconda di come si pensa che gli dei siano, possono venire da loro le più grandi sofferenze come i beni più splendidi. Ma noi sappiamo che essi sono perfettamente felici, riconoscono i loro simili, e chi non è tale lo considerano estraneo. Poi abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza. L’esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, togliendo l’ingannevole desiderio dell’immortalità.

Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c’è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l’affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire. La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c’è, quando c’è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c’è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.

Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c’è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è l’arte del ben vivere e del ben morire. Ancora peggio chi va dicendo: bello non essere mai nato, ma, nato, al più presto varcare la porta dell’ Ade.

Se è così convinto perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece se lo dice così per dire fa meglio a cambiare argomento. Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro. Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s’avveri, né allo stesso modo disperare del contrario. Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra i necessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita.

Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell’animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall’ansia. Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell’animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno.

Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore. E’ bene primario e naturale per noi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venirci più male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi se un piacere più grande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo. Ogni piacere dunque è bene per sua intima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tutti sono sempre da fuggire.

Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene. Consideriamo inoltre una gran cosa l’indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l’abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l’inutile è difficile.

I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l’acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d’apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un’esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte. Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l’animo a essere sereno.

Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l’animo causa di immensa sofferenza. Di tutto questo, principio e bene supremo è la saggezza , perciò questa è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia saggia, bella e giusta, né vita saggia, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili.

Chi suscita più ammirazione di colui che ha un’opinione corretta e reverente riguardo agli dei, nessun timore della morte, chiara coscienza del senso della natura, che tutti i beni che realmente servono sono facilmente procacciabili, che i mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare ? Questo genere d’uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode.

Piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici, era meglio allora credere ai racconti degli dei, che almeno offrono la speranza di placarli con le preghiere, invece dell’atroce, inflessibile necessità. La fortuna per il saggio non è una divinità come per la massa – la divinità non fa nulla a caso – e neppure qualcosa priva di consistenza. Non crede che essa dia agli uomini alcun bene o male determinante per la vita felice, ma sa che può offrire l’avvio a grandi beni o mali.

Però è meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti, e nella pratica è preferibile che un bel progetto non vada in porto piuttosto che abbia successo un progetto dissennato. Medita giorno e notte tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell’ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini. Non sembra più nemmeno mortale l’uomo che vive fra beni immortali.

Letter to Menoeceus

Epicurus

In this letter, Epicurus summarizes his ethical doctrines:

Epicurus to Menoeceus, greetings:

Let no one be slow to seek wisdom when he is young nor weary in the search of it when he has grown old. For no age is too early or too late for the health of the soul. And to say that the season for studying philosophy has not yet come, or that it is past and gone, is like saying that the season for happiness is not yet or that it is now no more. Therefore, both old and young alike ought to seek wisdom, the former in order that, as age comes over him, he may be young in good things because of the grace of what has been, and the latter in order that, while he is young, he may at the same time be old, because he has no fear of the things which are to come. So we must exercise ourselves in the things which bring happiness, since, if that be present, we have everything, and, if that be absent, all our actions are directed towards attaining it.

Those things which without ceasing I have declared unto you, do them, and exercise yourself in them, holding them to be the elements of right life. First believe that God is a living being immortal and blessed, according to the notion of a god indicated by the common sense of mankind; and so believing, you shall not affirm of him anything that is foreign to his immortality or that is repugnant to his blessedness. Believe about him whatever may uphold both his blessedness and his immortality. For there are gods, and the knowledge of them is manifest; but they are not such as the multitude believe, seeing that men do not steadfastly maintain the notions they form respecting them. Not the man who denies the gods worshipped by the multitude, but he who affirms of the gods what the multitude believes about them is truly impious. For the utterances of the multitude about the gods are not true preconceptions but false assumptions; hence it is that the greatest evils happen to the wicked and the greatest blessings happen to the good from the hand of the gods, seeing that they are always favorable to their own good qualities and take pleasure in men like themselves, but reject as alien whatever is not of their kind.

Accustom yourself to believing that death is nothing to us, for good and evil imply the capacity for sensation, and death is the privation of all sentience; therefore a correct understanding that death is nothing to us makes the mortality of life enjoyable, not by adding to life a limitless time, but by taking away the yearning after immortality. For life has no terrors for him who has thoroughly understood that there are no terrors for him in ceasing to live. Foolish, therefore, is the man who says that he fears death, not because it will pain when it comes, but because it pains in the prospect. Whatever causes no annoyance when it is present, causes only a groundless pain in the expectation. Death, therefore, the most awful of evils, is nothing to us, seeing that, when we are, death is not come, and, when death is come, we are not. It is nothing, then, either to the living or to the dead, for with the living it is not and the dead exist no longer.

But in the world, at one time men shun death as the greatest of all evils, and at another time choose it as a respite from the evils in life. The wise man does not deprecate life nor does he fear the cessation of life. The thought of life is no offense to him, nor is the cessation of life regarded as an evil. And even as men choose of food not merely and simply the larger portion, but the more pleasant, so the wise seek to enjoy the time which is most pleasant and not merely that which is longest. And he who admonishes the young to live well and the old to make a good end speaks foolishly, not merely because of the desirability of life, but because the same exercise at once teaches to live well and to die well. Much worse is he who says that it were good not to be born, but when once one is born to pass quickly through the gates of Hades. For if he truly believes this, why does he not depart from life? It would be easy for him to do so once he were firmly convinced. If he speaks only in jest, his words are foolishness as those who hear him do not believe.

We must remember that the future is neither wholly ours nor wholly not ours, so that neither must we count upon it as quite certain to come nor despair of it as quite certain not to come.

We must also reflect that of desires some are natural, others are groundless; and that of the natural some are necessary as well as natural, and some natural only. And of the necessary desires some are necessary if we are to be happy, some if the body is to be rid of uneasiness, some if we are even to live. He who has a clear and certain understanding of these things will direct every preference and aversion toward securing health of body and tranquillity of mind, seeing that this is the sum and end of a blessed life. For the end of all our actions is to be free from pain and fear, and, when once we have attained all this, the tempest of the soul is laid; seeing that the living creature has no need to go in search of something that is lacking, nor to look for anything else by which the good of the soul and of the body will be fulfilled. When we are pained because of the absence of pleasure, then, and then only, do we feel the need of pleasure. Wherefore we call pleasure the alpha and omega of a blessed life. Pleasure is our first and kindred good. It is the starting-point of every choice and of every aversion, and to it we come back, inasmuch as we make feeling the rule by which to judge of every good thing.

And since pleasure is our first and native good, for that reason we do not choose every pleasure whatsoever, but will often pass over many pleasures when a greater annoyance ensues from them. And often we consider pains superior to pleasures when submission to the pains for a long time brings us as a consequence a greater pleasure. While therefore all pleasure because it is naturally akin to us is good, not all pleasure is should be chosen, just as all pain is an evil and yet not all pain is to be shunned. It is, however, by measuring one against another, and by looking at the conveniences and inconveniences, that all these matters must be judged. Sometimes we treat the good as an evil, and the evil, on the contrary, as a good.

Again, we regard independence of outward things as a great good, not so as in all cases to use little, but so as to be contented with little if we have not much, being honestly persuaded that they have the sweetest enjoyment of luxury who stand least in need of it, and that whatever is natural is easily procured and only the vain and worthless hard to win. Plain fare gives as much pleasure as a costly diet, when once the pain of want has been removed, while bread and water confer the highest possible pleasure when they are brought to hungry lips. To habituate one’s self, therefore, to simple and inexpensive diet supplies all that is needful for health, and enables a man to meet the necessary requirements of life without shrinking, and it places us in a better condition when we approach at intervals a costly fare and renders us fearless of fortune.

When we say, then, that pleasure is the end and aim, we do not mean the pleasures of the prodigal or the pleasures of sensuality, as we are understood to do by some through ignorance, prejudice, or willful misrepresentation. By pleasure we mean the absence of pain in the body and of trouble in the soul. It is not an unbroken succession of drinking-bouts and of revelry, not sexual lust, not the enjoyment of the fish and other delicacies of a luxurious table, which produce a pleasant life; it is sober reasoning, searching out the grounds of every choice and avoidance, and banishing those beliefs through which the greatest tumults take possession of the soul. Of all this the beginning and the greatest good is wisdom. Therefore wisdom is a more precious thing even than philosophy ; from it spring all the other virtues, for it teaches that we cannot live pleasantly without living wisely, honorably, and justly; nor live wisely, honorably, and justly without living pleasantly. For the virtues have grown into one with a pleasant life, and a pleasant life is inseparable from them.

Who, then, is superior in your judgment to such a man? He holds a holy belief concerning the gods, and is altogether free from the fear of death. He has diligently considered the end fixed by nature, and understands how easily the limit of good things can be reached and attained, and how either the duration or the intensity of evils is but slight. Fate, which some introduce as sovereign over all things, he scorns, affirming rather that some things happen of necessity, others by chance, others through our own agency. For he sees that necessity destroys responsibility and that chance is inconstant; whereas our own actions are autonomous, and it is to them that praise and blame naturally attach. It were better, indeed, to accept the legends of the gods than to bow beneath that yoke of destiny which the natural philosophers have imposed. The one holds out some faint hope that we may escape if we honor the gods, while the necessity of the naturalists is deaf to all entreaties. Nor does he hold chance to be a god, as the world in general does, for in the acts of a god there is no disorder; nor to be a cause, though an uncertain one, for he believes that no good or evil is dispensed by chance to men so as to make life blessed, though it supplies the starting-point of great good and great evil. He believes that the misfortune of the wise is better than the prosperity of the fool. It is better, in short, that what is well judged in action should not owe its successful issue to the aid of chance.

Exercise yourself in these and related precepts day and night, both by yourself and with one who is like-minded; then never, either in waking or in dream, will you be disturbed, but will live as a god among men. For man loses all semblance of mortality by living in the midst of immortal blessings.

Inaspettato – Unexpected


🌸Inaspettato🌸

Cercare di vendere
il proprio sogno
ben costruito
ricco di colori
ed aspettative
barattandolo
è tenere la porta
socchiusa
all’inaspettato
alla vita
che in fondo
dentro la scatola
dell’imprevisto
potrebbe celare
qualcosa di più colorato
di quanto si fosse temuto
ed immaginato

23.01.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Unexpected

Try to sell
your dream
well built
rich in colors
and expectations
bartering it
is to hold the door
ajar
the unexpected
to life
that basically
Inside the box
of the unexpected
could conceal
something more colorful
than had been feared
and imagined

23.01.2022 Poetyca

Vita – Life – James Joyce




🌸Vita🌸

“La vita è come un’eco:
se non ti piace quello
che ti rimanda,
devi cambiare
il messaggio che invii.”

James Joyce
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Life

“Life is like an echo:
if you don’t like that
that sends you back,
you have to change
the message you send. “

James Joyce

Amore Universale – Universal Love – Deepak Chopra


Amore Universale


L’amore universale, e l’innamoramento di coppia
Intervista a Deepak Chopra (*)

Deepak Chopra, di Tim Miejan.
Microfono puntato su un altro grande personaggio della nuova era, il “medico New Age” indiano, che da molti anni si è trasferito negli Stati Uniti, dove, tra l’altro, è diventato la “guida spirituale” di numerose star dello spettacolo.
Al di là di facili malizie, si tratta effettivamente di un uomo affascinante, che sembra vivere davvero molte delle splendide cose che scrive.
E ascoltarlo è comunque un piacere.
Qui, prendendo spunto dalla realizzazione del suo primo CD musicale, ci parla soprattutto del rapporto d’amore, con se stessi e con la vita, oltre che con un partner.
– Il suo ultimo lavoro, “A Gift of Love” (Un dono d’amore), è un potente tributo all’amore. Perché ha scelto Rumi? –
“Jalaleddin Rumi nacque nel 1207 e fu un Sufi. All’interno delle cerchie di Sufi islamici, viene considerato un profeta e riverito come tale”. –
– Era un mistico? –
“Senza dubbio. Parlava soprattutto dell’esperienza dell’amore. Diceva che, in un vero rapporto, due persone possono trovare l’una nell’altra e, perciò, aprire la porta all’esperienza di Dio. Ed il modo migliore di trovare Dio è attraverso il rapporto umano.
Rumi dice che nel rapporto umano si entra in contatto e si comunica con un’altra anima; che il rapporto è la cosa più importante nella vita.
L’esistenza senza rapporti sarebbe impossibile. La comunione non implica soltanto la fiducia, ma la parità e la sensibilità, nonché un livello di comunicazione aperta, onesta e fiduciosa. Ma ciò rappresenta soltanto il preludio alle varie fasi dell’amore, tra le quali figurano l’attrazione, l’infatuazione, l’intimità, l’arrendersi, la passione e l’estasi.

L’obiettivo fondamentale è l’esperienza dell’estasi, che è il nostro stato primordiale ed originario. E questa estasi è letteralmente la trascendenza dal mondo ordinario e mondano al mondo della magia e del mistero. L’estasi giunge attraverso l’amore e attraverso l’accesso a livelli sempre più profondi di comprensione dell’amore. “L’amore non è un semplice sentimento. L’amore non è una semplice emozione. L’amore è la verità fondamentale alla base della creazione.
E la verità fondamentale alla base della creazione è che esiste uno soltanto di noi che finge di essere tanti di noi.
Quando parliamo di amore per noi stessi, non parliamo di amore per il nostro ego, o per l’immagine che abbiamo di noi, ma parliamo di intimità con una parte più vasta di noi stessi. Una volta arrivati a quella parte di noi stessi che è il fondamento del nostro essere, riconosciamo l’esistenza di un’intelligenza che governa l’attività della nostra mente e del nostro corpo. E quando ci sintonizziamo maggiormente con essa, ci rendiamo conto che si tratta della stessa intelligenza che governa l’attività di tutte le
menti e di tutti i corpi, nonché, in effetti, di tutto l’universo.

Questo significa sperimentare coscientemente l’unità di tutto ciò che esiste. Ed è quando sperimentiamo questa unità che siamo innamorati. Ed essere innamorati è la nostra condizione originaria. E trovare questa condizione originaria significa superare la paura della mortalità, che è alla base di qualsiasi altra paura.
La coscienza dell’unità del tutto è quello stato di consapevolezza in cui sai veramente, a livello di esperienza, che tutti noi siamo un’unica cosa, che l’osservatore e la cosa osservata, l’amante e l’amato, colui che conosce e l’oggetto della sua conoscenza sono tutti lo stesso essere, sia pure in guise diverse. La coscienza dell’unità è l’intelligenza che in realtà fa di noi un’unica cosa, ma che si differenzia nell’apparente separazione che esiste tra di noi”.
– E quale è il collegamento tra l’amore e l’energia che collega ogni cosa? –
“L’amore è il mezzo per trovare questo collegamento”.
– Dunque, quando ci innamoriamo, si apre davanti a noi una porta che conduce a questa consapevolezza? –
“Quando qualcuno si innamora per la prima volta, entra in contatto con lo spirito. Dentro di sé, perde le abituali certezze, il che costituisce uno dei primi modi di esplorare l’ignoto, che è spirito. Chi è innamorato si distacca dalle cose mondane, triviali. E’ pervaso da un senso di meraviglia, è più esposto, più vulnerabile, ma anche più spensierato, più allegro. Sono questi i segni del fatto che, in realtà, sta sperimentando una connessione con lo spirito. E’ anche uno stato d’innocenza.
Pensi a un bambino”.

– Ed è l’essere nel momento presente. –
“Quando si è innamorati, si sta nel momento presente. Quando si è allegri e scherzosi, si sta nel momento presente. Quando si ha l’innocenza, si sta nel momento presente. E in realtà, è questo l’unico momento che esiste. Il momento presente è l’unico che non ha mai fine. Tutto il resto è nell’immaginazione. E’ la nostra immaginazione che ci distoglie dall’essere innamorati”.
– Esistono dei modi per rimanere ininterrottamente in questo stato? –
“Sì. Innanzitutto, sentirsi a proprio agio con ciò che si è. Quando cerchiamo di non essere chi siamo, ci mettiamo addosso costantemente delle maschere, e in questo modo ci priviamo del nostro fascino. Il nostro fascino deriva dalle nostre contraddizioni, dal sentirci a nostro agio con le nostre contraddizioni. Il nostro fascino deriva dalla sicurezza interiore che avere delle debolezze non significa essere imperfetti, ma completi. Se si vuole fare esperienza dell’amore, la prima cosa da fare è sentirsi a proprio agio con se stessi. E’ un altro modo per dire: ama te stesso. Ma bisogna anche imparare a non giudicare il comportamento degli altri. Non bisogna aspettarsi nulla in risposta al proprio atteggiamento amorevole. Quest’ultimo rappresenta la sua stessa ricompensa. Bisogna credere profondamente di essere degni d’amore. Bisogna imparare a dare sempre. Se si fa questo, allora ci si sente davvero innamorati”.
– Ed una società piena d’amore sarebbe davvero straordinaria! –
“Una società piena d’amore guarirebbe di certo le ferite della nostra anima, perché è quello di cui siamo alla ricerca. E’ questa la base di tutte le guerre, di tutto il razzismo, ed anche della profanazione del nostro pianeta e della nostra ecologia. Tutto questo deriva dall’incapacità di entrare in contatto con quella parte di noi stessi che è piena d’amore”.
– Nel suo CD, lei parla della differenza tra Amore e Attaccamento. Nella nostra società attuale c’è molto attaccamento collegato all’amore. –
“Sì, è una cosa terribile che facciamo. L’attaccamento deriva dal preoccuparsi solo di sé, dall’autocommiserazione, dal dare importanza solo a sé e dal lamentarsi per sé. E’ perciò il vero contrario dell’amore. L’attaccamento è incentrato su di Me, non su di Te. E l’amore, nel vero senso, non è incentrato su di Me, ma su di Te. E’ la capacità di dare, di permettere, di lasciare che le persone siano ciò che sono. Vede, quando si è davvero innamorati, non si sente la necessità di pensare a se stessi. Quando si è in quello stato di consapevolezza in cui non si ha la necessità di manipolare, controllare, blandire, convincere, insistere, pregare, o sedurre, allora si è davvero innamorati. Tutto il resto è soltanto una maschera della presunzione”.
– Lei afferma nel libretto che accompagna il CD che una delle sue missioni è trovare guarigione ed amore. –
“La mia missione sta andando sempre più in quella direzione: guarigione, amore e servizio”.
– Il fatto di aver realizzato questo CD sta ad indicare che Rumi ha rappresentato per lei un’ispirazione. –
“Rumi è stato una delle maggiori ispirazioni nella mia vita, fin da quando ero bambino. Nella mia infanzia, sono cresciuto nutrendomi molto di poesia, sia orientale sia occidentale, grazie ai miei genitori che me ne leggevano ogni sera, quando era il momento di andare a letto. Sono stato molto influenzato dai poeti visionari. Rumi era un poeta che andavamo certamente ad ascoltare la sera quando le persone ne recitavano i versi e danzavano. E, subito dopo Rumi, c’era Tagore, il poeta indiano. A dire il vero, attualmente sto lavorando ad una nuova traduzione delle poesie di Tagore, che affrontano il fenomeno della morte e il modo in cui possiamo superare la paura della morte. Sono poesie davvero belle e raffinate”.
– Lei ha fatto riferimento, prima al collegamento, tra l’amore ed il superamento della paura della morte. –
“Sì. Il superamento della paura della morte deriva unicamente dal trovare quella parte di se stessi che non muore. Il corpo muore, la mente muore, le emozioni muoiono, l’intelletto muore e l’ego muore – si spera! – ma c’è una parte di sé che non muore. L’anima è fondamentalmente un coagulo d’amore con un po’ di software karmico registrato sopra”.
– Mi chiedo se, nel nostro processo di evoluzione come esseri umani, ci stiamo evolvendo anche nel modo di comprendere l’amore. –
“Credo di sì. Le varie fasi dell’evoluzione della coscienza umana sono ben delineate nella tradizione vedantica. I Vedanta descrivono sette stadi distinti nell’evoluzione della coscienza: il primo stadio è quello di sonno profondo, poi si passa a quello onirico, alla veglia, a quello in cui si intravede l’anima, alla coscienza cosmica, alla coscienza divina e, infine, alla coscienza dell’unità. “Man mano che ci evolviamo attraverso questi stadi, acquisiamo spontaneamente gli attributi dell’amore. Siamo in grado di essere felici e di provare compassione e amore. Abbiamo la capacità di provare gioia anche quando attraversiamo un momento di agitazione, e siamo in grado di estendere questa gioia agli altri. Ci sentiamo connessi alla parte creativa dell’universo, al mistero che tiene insieme tutto. Sentiamo altresì che la nostra vita ha un senso e uno scopo. E tutto questo fa parte della nostra sempre maggiore capacità di sperimentare l’amore”.
– Qual è la principale barriera che ci separa dall’amore? –
“La non conoscenza di noi stessi. La distrazione. Il fatto di non essere collegati alla nostra essenza. Trascorriamo più tempo con chiunque altro che con noi stessi. Veniamo indottrinati, ci viene fatto il lavaggio del cervello, siamo programmati per trascorrere il nostro tempo praticamente con qualsiasi cosa ci distragga. Siamo distratti continuamente da preoccupazioni assai ordinarie e viviamo una vita davvero inconsapevole. Diventiamo una massa di riflessi condizionati, innescati da persone e circostanze per portarci a dei risultato totalmente prevedibili. Quando guardate la televisione e vedete, per esempio, i politici, in realtà sullo schermo state vedendo dei bambini di cinque anni in corpi vecchi. Non c’è stata alcuna crescita, alcuna evoluzione, alcuna maturità. Ciononostante, queste persone hanno raggiunto livelli straordinari di successo nella società. In effetti, sono le persone che ci governano”.
– Mi chiedo cosa le piaccia fare nella sua vita privata, quando si trova in uno spazio aperto… –
“Mi piace andare nuotare sott’acqua, mi piace paracadutarmi da un aereo, mi piace andare in deltaplano, oppure mi piace semplicemente mettermi seduto a scrivere, o a leggere delle belle poesie di Rumi”.
– Non riesco ad immaginarla mentre vola su un deltaplano… –
“E invece lo faccio abbastanza spesso con i miei figli”.
– Molte persone hanno paura di un’esperienza del genere. –
“Ogni paura, in realtà, non è che paura dell’ignoto. Una volta che cominci a gettarti nell’abisso dell’ignoto, ti accorgi che ciò comporta un senso di esaltazione che il noto non riuscirà mai più a procurarti”.
– E quando riesci a superare una paura, è facile superarle tutte. –
“E’ vero. Assolutamente”.
(Deepak Chopra)
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(L’autore) Deepak Chopra, indiano di nascita, ma americano d’adozione, oltre ad essere il più celebre “medico New Age” del mondo (è endocrinologo ed esperto di medicina ayurvedica, e dirige il Chopra Center for Well Being a San Diego, in California) è soprattutto l’autore di libri tra i più ispiranti degli ultimi anni.

Universal Love

Universal love, and falling in love as a couple
Interview with Deepak Chopra (*)
Deepak Chopra, by Tim Miejan.
Microphone aimed at another great character of the new era, the Indian “New Age doctor”, who for many years has moved to the United States, where, among other things, he has become the “spiritual guide” of numerous stars of the show.
Beyond easy mischief, he is indeed a charming man, who seems to really experience many of the splendid things he writes.
And listening to him is still a pleasure.
Here, taking inspiration from the creation of his first music CD, he speaks above all of the relationship of love, with oneself and with life, as well as with a partner.
– His latest work, “A Gift of Love”, is a powerful tribute to love. Why did you choose Rumi? –
“Jalaleddin Rumi was born in 1207 and was a Sufi. Within the circles of Islamic Sufis, he is considered a prophet and revered as such.” –
– Was he a mystic? –
“Without a doubt. He spoke mostly of the experience of love. He said that, in a true relationship, two people can find each other and, therefore, open the door to the experience of God. And the best way to find God is through the human relationship.
Rumi says that in the human relationship one comes into contact and communicates with another soul; that relationship is the most important thing in life.
Existence without relationships would be impossible. Communion implies not only trust, but equality and sensitivity, as well as a level of open, honest and trusting communication. But this is only the prelude to the various stages of love, which include attraction, infatuation, intimacy, surrender, passion and ecstasy.
The fundamental objective is the experience of ecstasy, which is our primordial and original state. And this ecstasy is literally the transcendence from the ordinary and mundane world to the world of magic and mystery. Ecstasy comes through love and through accessing ever deeper levels of understanding of love. “Love is not a simple feeling. Love is not a simple emotion. Love is the fundamental truth behind creation.
And the fundamental truth behind creation is that there is only one of us pretending to be many of us.
When we talk about love for ourselves, we are not talking about love for our ego, or for the image we have of ourselves, but we are talking about intimacy with a larger part of ourselves. Once we get to that part of ourselves which is the foundation of our being, we recognize the existence of an intelligence that governs the activity of our mind and body. And when we tune into it more, we realize that it is the same intelligence that governs the activity of all
minds and all bodies, as well as, indeed, the whole universe.
This means consciously experiencing the unity of all that exists. And it is when we experience this unity that we are in love. And being in love is our original condition. And finding this primal condition means overcoming the fear of mortality, which is the basis of any other fear.
The consciousness of the unity of the whole is that state of awareness in which you truly know, on the level of experience, that we are all one, that the observer and the observed, the lover and the beloved, the one who he knows and the object of his knowledge are all the same being, albeit in different guises. The consciousness of unity is the intelligence that actually makes us one thing, but which differs in the apparent separation that exists between us “.
– And what is the connection between love and the energy that connects everything? –
“Love is the means to find this connection”.
– So, when we fall in love, does a door open before us that leads to this awareness? –
“When someone falls in love for the first time, he comes into contact with the spirit. Inside himself, he loses his usual certainties, which is one of the first ways to explore the unknown, which is spirit. Whoever is in love detaches himself from things worldly, trivial. He is pervaded by a sense of wonder, he is more exposed, more vulnerable, but also more carefree, more cheerful. These are the signs that, in reality, he is experiencing a connection with the spirit. a state of innocence.
Think of a child. ”
– And it’s being in the present moment. –
“When you are in love, you are in the present moment. When you are cheerful and playful, you are in the present moment. When you have innocence, you are in the present moment. And in reality, this is the only moment that exists. . The present moment is the only one that never ends. Everything else is in the imagination. It is our imagination that distracts us from being in love. ”
– Are there any ways to remain in this state continuously? –
“Yes. First of all, to feel comfortable with who you are. When we try not to be who we are, we constantly put on masks, and in this way we deprive ourselves of our charm. Our charm derives from our contradictions, from feeling ourselves at ease with our contradictions. Our fascination comes from the inner confidence that having weaknesses does not mean being imperfect, but complete. If you want to experience love, the first thing to do is to feel comfortable with yourself. It is another way of saying: love yourself. But you also have to learn not to judge the behavior of others. You shouldn’t expect anything in response to your loving attitude. The latter is your own reward. You have to deeply believe that you are worthy. love. We must learn to always give. If you do this, then you feel truly in love. ”
– And a society full of love would be truly extraordinary! –
“A society full of love would certainly heal the wounds of our soul, because that is what we are looking for. This is the basis of all wars, of all racism, and also of the desecration of our planet and ours. ecology. All this derives from the inability to get in touch with that part of ourselves that is full of love “.
– On your CD, you talk about the difference between Love and Attachment. In our current society there is a lot of attachment connected with love. –
“Yes, it’s a terrible thing we do. Attachment comes from worrying only about oneself, from self-pity, from giving importance only to oneself and from complaining for oneself. It is therefore the true opposite of love. Attachment is centered on Me, not on You. And love, in the true sense, is not centered on Me, but on You. It is the ability to give, to allow, to let people be what they are . You see, when you are truly in love, you don’t feel the need to think about yourself. When you are in that state of awareness where you don’t need to manipulate, control, coax, persuade, insist, pray, or seduce , then you are really in love. Everything else is just a mask of presumption “.
– You state in the booklet accompanying the CD that one of your missions is to find healing and love. –
“My mission is moving more and more in that direction: healing, love and service.”
– The fact that she made this CD indicates that Rumi was an inspiration for her. –
“Rumi has been one of the greatest inspirations in my life, ever since I was a child. In my childhood, I grew up eating a lot of poetry, both Eastern and Western, thanks to my parents who read it to me every night, when it was time to I was very influenced by visionary poets. Rumi was a poet that we certainly went to listen to in the evenings when people recited his verses and danced. And, right after Rumi, there was Tagore, the Indian poet. true, I am currently working on a new translation of Tagore’s poems, which address the phenomenon of death and how we can overcome the fear of death. They are really beautiful and refined poems. ”
– You referred first to the connection between love and overcoming the fear of death. –
“Yes. Overcoming the fear of death comes solely from finding that part of yourself that does not die. The body dies, the mind dies, the emotions die, the intellect dies and the ego dies – hopefully! – but c “it’s a part of oneself that doesn’t die. The soul is basically a love clot with some karmic software recorded on it.”
– I wonder if, in our process of evolution as human beings, we are also evolving in the way of understanding love. –
“I believe so. The various phases of the evolution of human consciousness are well delineated in the Vedantic tradition. The Vedantas describe seven distinct stages in the evolution of consciousness: the first stage is that of deep sleep, then we move on to the oneiric one, to the wakefulness to that in which the soul is glimpsed, to cosmic consciousness, to divine consciousness and, finally, to the consciousness of unity. “As we evolve through these stages, we spontaneously acquire the attributes of love. We are able to be happy and have compassion and love. We have the ability to feel joy even when we are going through a moment of turmoil, and we are able to extend that joy to others. We feel connected to the creative part of the universe, to the mystery that holds everything together. We also feel that our life has meaning and purpose. And all of this is part of our growing capacity to experience love. ”
– What is the main barrier that separates us from love? –
“Not knowing about ourselves. Distraction. Not being connected to our essence. We spend more time with anyone else than with ourselves. We are indoctrinated, we are brainwashed, we are programmed to spend our time. with practically anything distracting us. We are continually distracted by very ordinary worries and live a truly unconscious life. We become a mass of conditioned reflexes, triggered by people and circumstances to lead us to totally predictable results. When you watch television and see, for example , the politicians, actually on the screen you are seeing five-year-old children in old bodies. There has been no growth, no evolution, no maturity. Nonetheless, these people have achieved extraordinary levels of success in society. In fact, they are the people who govern us “.
– I wonder what she likes to do in her private life, when she is in an open space … –
“I like to go swimming underwater, I like to parachute from a plane, I like to hang gliding, or I like to just sit down to write, or read some beautiful poems by Rumi”.
– I can’t imagine her flying on a hang glider … –
“But I do it quite often with my children.”
– Many people are afraid of such an experience. –
“All fear, in reality, is nothing but fear of the unknown. Once you begin to throw yourself into the abyss of the unknown, you realize that this brings about a sense of exaltation that the known will never be able to give you again.”
– And when you can overcome one fear, it’s easy to overcome them all. –
“It’s true. Absolutely.”
(Deepak Chopra)
*************************
(The author) Deepak Chopra, Indian by birth, but American by adoption, as well as being the most famous “New Age doctor” in the world (he is an endocrinologist and expert in Ayurvedic medicine, and directs the Chopra Center for Well Being in San Diego, California) is above all the author of some of the most inspiring books of recent years.

Squarcio – Gash


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Squarcio

È dentro la scintilla
fonte di parole
sussurro nel buio
germina come seme
– riportando vita –
trionfo di verità senza nome
31.03.2015 Poetyca
Gash
It is inside the spark
source of words
whisper in the dark
as the seed germinates
– Bearer of life –
triumph of truth nameless
31/03/2015 Poetyca

Preghiera per il Grande Spirito – Great Spirit Prayer


Preghiera per il Grande Spirito

Oh Grande Spirito, la cui voce ascolto nel vento,
il cui respiro da vita a tutte le cose.
Ascoltami; io ho bisogno della tua forza e della
tua saggezza,
lasciami camminare nella bellezza,
e fa che i miei occhi sempre guardino il rosso
e purpureo tramonto.

Fa che le mie mani rispettino la natura in ogni
sua forma e che le mie orecchie rapidamente
ascoltino la tua voce.
Fa che sia saggio e che possa capire le cose
che hai pensato per il mio popolo.
Aiutami a rimanere calmo e forte di fronte
a tutti quelli che verranno contro di me.

Lasciami imparare le lezioni che hai nascosto
in ogni foglia
ed in ogni roccia.
Aiutami a trovare azioni e pensieri puri per poter
aiutare gli altri.
Aiutami a trovare la compassione senza la
opprimente
contemplazione di me stesso.

Io cerco la forza, non per essere più grande
del mio fratello,
ma per combattere il mio più grande nemico:
Me stesso.
Fammi sempre essere pronto a venire da te
con mani pulite e sguardo alto.
Così quando la vita appassisce, come
appassisce il tramonto,
il mio spirito possa venire a te senza vergogna.

Tatanka Mani Bisonte che Cammina

Great Spirit Prayer

“Oh, Great Spirit, whose voice I hear in the wind,
Whose breath gives life to all the world.
Hear me; I need your strength and wisdom.
Let me walk in beauty, and make my eyes ever behold the red and purple sunset.
Make my hands respect the things you have made and my ears sharp to hear your voice
Make me wise so that I may understand the things you have taught my people.
Help me to remain calm and strong in the face of all that comes towards me.
Let me learn the lessons you have hidden in every leaf and rock.
Help me seek pure thoughts and act with the intention of helping others.
Help me find compassion without empathy overwhelming me.
I seek strength, not to be greater than my brother, but to fight my greatest enemy
Myself.
Make me always ready to come to you with clean hands and straight eyes.
So when life fades, as the fading sunset, my spirit may come to you without shame.

Tatanka Mani Walking Buffalo

Solo noi – We only


🌸Solo noi🌸

Solo noi
possiamo
dare un senso
ad ogni passo
Fare di un respiro
un donare luce
sull’asse d’equilibrio
delle nostre anime
Dare conferma
di quel che siamo
scavando dentro
e spalancando ali

31.08.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸We only

We only can
make sense
at every step
Take a breath
a gift of light
on the balance axis
of our souls
Give confirmation
of what we are
digging in
and opening wings

31.08.2019 Poetyca

Meditare e pregare – Meditate and pray – Autori vari


Meditare e pregare
“Meditare e pregare non sono attività qualsiasi: esse devono farvi
provare sensazioni di una natura particolare. Se la meditazione e
la preghiera non vi fanno sentire un calore, una luce, una forza,
una gioia, un incanto, dovete ricercarne la causa.
A volte, si strofina un fiammifero e questo non si accende
perché è umido, oppure forse lo è la scatola; e se un accendino
non funziona, significa che manca benzina o che la pietrina è
consumata. Nelle pratiche spirituali così come sul piano
materiale, i fallimenti hanno sempre una causa che è necessario
trovare. L’intelletto non deve mai essere umido e il cuore non
deve mai essere asciutto. Bisogna che il cuore sia umido e caldo,
e che l’intelletto sia asciutto e freddo. Un cuore asciutto
diventa egoista, e se è freddo, manca d’amore. Se lo si scalda,
l’intelletto si addormenta, e se lo si inumidisce troppo,
marcisce. Queste immagini semplici e chiare devono aiutarvi a
rimediare alle difficoltà della vostra vita interiore.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Silenzio e preghiera

Se prendiamo come nostra guida il più antico libro di preghiera, il libro dei Salmi, notiamo due principali forme di preghiera. Uno è un lamento, un grido di aiuto. L’altro è di ringraziamento e lode a Dio. Ad un livello più nascosto c’è un terzo tipo di preghiera, senza domande o più esplicite espressioni di lode. Nel Salmo 131, ad esempio, non c’è altro che tranquillità e fiducia: “Io sono tranquillo e sereno …. spera nel Signore, ora e sempre.”
A volte la preghiera diventa silenziosa. Una tranquilla comunione con Dio si può trovare senza parole. “Io sono tranquillo e sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre” Come un bambino soddisfatto che ha smesso di piangere ed è nelle braccia della madre, così può “stare la mia anima” in presenza di Dio. La preghiera allora non ha bisogno di parole, forse neppure di pensieri.
Come è possibile raggiungere un silenzio interiore? Qualche volta siamo apparentemente in silenzio, e tuttavia abbiamo grandi discussioni dentro di noi, lotte con compagni immaginari o con noi stessi. Calmare la nostra anima richiede una specie di semplicità. “Non mi tengo occupato con cose troppo grandi o troppo meravigliose per me” Silenzio significa riconoscere che le mie preoccupazioni non possono fare molto. Silenzio significa lasciare a Dio ciò che è oltre la mia portata e le mie capacità. Un momento di silenzio, anche molto breve, è come una sosta santa, un riposo sabbatico, una tregua dalle preoccupazioni.
Il tumulto dei nostri pensieri può essere paragonato alla tempesta che colpisce la barca dei discepoli sul mare di Galilea, mentre Gesù stava dormendo. Come loro possiamo sentirci senza aiuto, pieni di ansietà ed incapaci di calmarci. Ma Cristo è abile nel venire in nostro aiuto. Come rimprovera il vento e il mare e “ci fu una grande calma”, egli può anche donare calma al nostro cuore quando è agitato dalla paura e dalle preoccupazioni. (Marco 4)
Rimanendo nel silenzio, confidiamo e speriamo in Dio. Un salmo ci suggerisce che il silenzio è perfino una forma di lode. Siamo soliti leggere all’inizio del Salmo 65: “A te si deve lode, o Dio”. Questa traduzione segue il testo greco, ma effettivamente il testo ebraico dice: “Il silenzio è lode a te, o Dio”. Quando le parole ed i pensieri si fermano, Dio è lodato in un silenzio di stupore e ammirazione.
La parola di Dio: tuono e silenzio
Sul Sinai, Dio parlò a Mosè e agli Israeliti. La parola di Dio fu preceduta ed accompagnata da tuoni e lampi ed un sempre più forte suono di tromba (Esodo 19). Secoli dopo, il profeta Elia tornò sulla montagna di Dio. Lì sperimentò tempesta,terremoto e fuoco, come era successo ai suoi antenati, ed fu pronto ad ascoltare Dio che parlava nel tuono. Ma il Signore non era in nessuno di quei potenti fenomeni familiari. Quando tutto il rumore terminò, Elia udì “il mormorio di un vento leggero” e Dio gli parlò.(1 Re 19)
Dio parla con voce forte o in un mormorio silenzioso? Dobbiamo prendere come esempio le persone riunite sul Sinai o il profeta Elia? Potrebbe essere un’alternativa sbagliata. I terribili fenomeni connessi con il dono dei Dieci Comandamenti servono a mettere in evidenza quanto questi ultimi siano seri. Accoglierli o rigettarli è una questione di vita o di morte. Vedendo un bambino correre sotto una macchina è bene gridare il più forte possibile. In situazioni analoghe i profeti riferiscono le parole di Dio per far vibrare le nostre orecchie.
Le parole dette ad alta voce sono certamente ascoltate: sono di effetto. Ma sappiamo anche che difficilmente toccano i cuori. Sono rigettate piuttosto che accolte. L’esperienza di Elia mostra che Dio non vuole impressionare, ma vuole essere capito ed accettato. Dio sceglie “il mormorio di un vento leggero” per parlare. Questo è un paradosso: Dio è silenzioso e tuttavia parla.
Quando la parola di Dio diventa “il mormorio di un vento leggero” è più efficiente di altre cose per cambiare i nostri cuori. La tempesta sul Monte Sinai spaccava le rocce, ma le parole silenziose di Dio sono capaci di fare breccia nei cuori di pietra degli uomini. Per lo stesso Elia il silenzio improvviso era probabilmente più spaventoso della tempesta e dei tuoni. In qualche modo le manifestazioni potenti di Dio gli erano familiari. Il silenzio di Dio lo disorienta, una cosa così diversa da quella che aveva sperimentato in passato.
Il silenzio ci rende pronti ad un nuovo incontro con Dio. Nel silenzio la parola di Dio può raggiungere gli angoli più nascosti dei nostri cuori. Nel silenzio, la parola di Dio dimostra di essere “efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito” (Ebrei 4,12). Nel silenzio smettiamo di nasconderci di fronte a Dio, e la luce di Cristo ci può raggiungere e guarire e trasformare anche quello di cui ci vergogniamo.
Silenzio e amore
Cristo dice: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati” (Giovanni 15,12). Abbiamo bisogno di silenzio per accogliere queste parole e metterle in pratica. Quando siamo agitati e irrequieti , abbiamo così tanti argomenti e ragioni per non perdonare e per non amare. Ma quando “abbiamo calmato e reso quieta la nostra anima”, queste ragioni ci paiono insignificanti. Forse qualche volta rifuggiamo il silenzio, preferendo qualunque rumore, parola o distrazione, perché la pace interiore è una cosa rischiosa: ci rende vuoti e poveri, disintegra le amarezze e ci conduce al dono di noi stessi. Silenziosi e poveri i nostri cuori sono ricolmati dello Spirito Santo, riempiti con un amore incondizionato. Il silenzio è un umile ma sicuro cammino verso l’amore.
http://www.taize.fr/it_article958.html

Da ” Il cammino semplice ” di Madre Teresa di Calcutta

“Il frutto del silenzio è la preghiera”
“Il frutto della preghiera è la fede”
“Il frutto della fede è l’amore”
“Il frutto dell’amore è il servizio”
“Il frutto del servizio è la pace”
Il frutto del silenzio è la preghiera.
“Bisogna che tutti noi troviamo il tempo di restare in silenzio e di contemplare, soprattutto se viviamo nelle metropoli come Londra o New York, dove tutto si muove tanto in fretta. Ecco perchè ho deciso di aprire la prima Casa per le sorelle contemplative (la cui vocazione è pregare per buona parte della giornata) a New York anzichè sull’Himalaya: ritenevo che silenzio e contemplazione fossero più necessari nelle città del mondo.
“Comincio sempre la mia preghiera in silenzio, perchè è nel silenzio del cuore che Dio parla. Dio è amico del silenzio: dobbiamo ascoltare Dio perchè ciò che conta non è quello che diciamo noi, ma quello che Egli dice a noi e attraverso di noi”.
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“Se stai cercando Dio e non sai da che parte cominciare, impara a pregare e assumiti l’impegno di farlo ogni giorno. Puoi pregare in qualsiasi momento, ovunque. Non è necessario trovarsi in una cappella o in chiesa. Puoi pregare al lavoro: il lavoro non deve necessariamente fermare la preghiera nè la preghiera deve fermare il lavoro.”.
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Il frutto della preghiera è la fede
“Dio è ovunque e in ogni cosa e senza di Lui non possiamo esistere. Io non ho mai dubitato dell’esistenza di Dio, nemmeno per un momento, ma so che talune persone sono dubbiose. Se non credi in Dio, puoi aiutare gli altri facendo opere d’amore, e i frutti di queste opere saranno le grazie che entrano nella tua anima. Comincerai allora, lentamente, ad aprirti e a desiderare la gioia di amare Dio.
“Vi sono moltissime religioni, e ciascuna ha modi diversi di seguire Dio. Io seguo Cristo:
Gesù è il mio Dio,
Gesù è il mio Sposo,
Gesù è la mia Vita,
Gesù è il mio unico Amore,
Gesù è ogni Cosa per me,
Gesù per me è Tutto.
” Per questo non ho mai paura. Faccio il mio lavoro con Gesù, lo faccio per Gesù, lo faccio a Gesù e dunque i frutti sono Suoi non miei. Se hai bisogno di una guida, basta che tu guardi a Gesù.. Devi darti a Lui e affidarti a Lui completamente. Quando lo fai, ogni dubbio viene dissolto, e raggiungi una piena convinzione. Gesù ha detto: . “.
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Il frutto della fede è l’amore
“La peggiore malattia dell’Occidente oggi non è la tubercolosi o la lebbra, ma è il non sentirsi desiderati nè amati, il sentirsi abbandonati. La medicina può guarire le malattie del corpo, ma l’unica cura per la solitudine, la disperazione e la mancanza di prospettive è l’amore. Vi sono molte persone al mondo che muoiono per un pezzo di pane, ma un numero ancora maggiore muore per mancanza d’amore. E la povertà in Occidente assume forme nuove: non è solo solitudine, ma è anche povertà spirituale. Vi è fame d’amore, e vi è fame di Dio”.
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Il frutto dell’amore è il servizio
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“La preghiera attiva è amore, e l’amore attivo è servizio. Cerca in ogni momento di dare incondizionatamente qualsiasi cosa di cui una persona abbia bisogn. L’importante è fare qualche cosa (per quanto piccola) e dimostrare con le proprie azioni, donando il proprio tempo, che si vuol bene. A volte vorrà dire impegnarsi in un lavoro fisico (come facciamo nelle nostre Case per i malati e i moribondi), altre volte offrire sostegno spirituale a chi se ne sta sempre chiuso in casa. Se un malato vuole medicine, dàgli medicine, se ha bisogno di conforto, confortalo”.
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Il frutto del servizio è la pace
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“Abbiamo il diritto di vivere felici e in pace. Siamo stati creati per questo – per essere felici – e possiamo trovare la vera felicità e la vera pace solo quando siamo in un rapporto d’amore con Dio: vi è grande felicità nell’amarLo. Molti pensano, specie in Occidente, che il denaro renda felici. Io penso invece sia più difficile essere felice se sei ricco, perchè ti è più difficile vedere Dio: hai troppe altre cose cui pensare. Se tuttavia Dio ti ha dato il dono della ricchezza, allora usala per i Suoi scopi: aiutare gli altri, aiutare i poveri, creare posti di lavoro, dare lavoro agli altri. Non sprecare la tua ricchezza: anche avere cibo, una casa, dignità, libertà, salute e istruzione sono tutti doni di Dio, ed è questo il motivo per cui dobbiamo aiutare chi è meno fortunato di noi.
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“Quando offendiamo i poveri, o ci offendiamo l’un l’altro, offendiamo Dio”.
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” Per finire, io ho soltanto un messaggio di pace, quello di amarvi gli uni gli altri come Dio ama ognuno di voi.
Gesù è venuto per portarci la buona novella che Dio ci ama, e desidera che noi ci amiamo l’un l’altro.
E quando verrà il tempo il tempo di morire per tornare nuovamente a casa, da Dio, Egli ci dirà: ”Venite e prendete il Regno preparato per voi, poichè avevo fame e mi avete dato da mangiare, ero nudo e mi avete vestito, ero malato e mi avete visitato. quanto avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatto a me”.
Dio vi benedica.
Madre Teresa”.
(Le note qui riportate sono state tratte dal libro edito dalla Arnoldo Mondadori S.p.A. – Milano nella collana Oscar Mondadori: “IL CAMMINO SEMPLICE” – Traduzione di Stefano Castelli e Bruno Osimo – Introduzione: di Lucinda Vardey – Titolo originale : ” A Simple Path “. )
Meditate and prayer

“Meditation and prayer are not any activity: they must make
sensations of a special nature. If meditation and
prayer does not make you feel a warmth, a light, a force,
a joy, a charm, you have to find the cause.
Sometimes, rubbing a match and this will not turn on
because it is wet, or perhaps it is the case, and if a lighter
does not work, or gasoline that is missing is the flint
consumed. Spiritual practices as well as on the floor
material, the failures are always a cause that is necessary
find. The intellect should never be wet and the heart
should never be dry. Must the heart be warm and humid,
and that the intellect is dry and cold. A heart asciuttto
becomes selfish, and if it is cold, lack of love. If it warms up,
the mind is asleep, and if it is too damp,
rots. These images are clear and simple help
overcome the difficulties of your inner life. “
Mikhael Omraam Aïvanhov
Silence and Prayer
If we take as our guide the oldest prayer book, the book of Psalms, we see two main forms of prayer. One is a lament, a cry for help. The other is of thanksgiving and praise to God For a more hidden level is a third type of prayer, without questions, or more explicit expressions of praise. In Psalm 131, for example, there is nothing but trust and confidence: “I am calm and serene …. hope in the Lord, now and forever. “
At times prayer becomes silent. A quiet communion with God can find no words. “I am calm and serene like a child quieted at its mother,” How satisfied that a child has stopped crying and is in the arms of his mother, so he can “feel my soul” in the presence of God prayer then he has need for words, perhaps not even thought of.
How is it possible to reach an inner silence? Sometimes we are apparently silent, and yet we have great discussions within us, struggles with imaginary companions or with ourselves. Soothe your soul requires a kind of simplicity. “I keep busy with things too big or too wonderful for me,” Silence is to recognize that my concerns can not do much. Silence means leaving to God what is beyond my reach and my skills. A moment of silence, very short, is like a holy rest, a Sabbath rest, a respite from worries.
The turmoil of our thoughts can be compared to the storm hitting the boat of the disciples on the Sea of Galilee while Jesus was sleeping. Like them, we may feel helpless, full of anxiety and unable to calm down. But Christ is adept at coming to our aid. As rebukes the wind and the sea, “there was a great calm”, he can also give peace to our hearts when it is shaken by fear and worries. (Mark 4)
Remaining in silence, trust and hope in God A Psalm tells us that silence is even a form of praise. We usually read at the beginning of Psalm 65: “To you it must be praise, O God.” This translation follows the greek text, but actually the Hebrew text says: “Silence is praise to thee, O God.” When words and thoughts stop, God is praised in a silence of awe and admiration.
The word of God and silence Thunder
At Sinai, God spoke to Moses and the Israelites. The word of God was preceded and accompanied by thunder and lightning and a louder sound of the trumpet (Exodus 19). Centuries later, the prophet Elijah came to the mountain of God We hope the storm, earthquake and fire, as had happened to his ancestors, and was ready to hear God speaking in the thunder. But the Lord was not in any of those phenomena powerful family. When all the noise was over, Elijah heard “a whisper of a gentle wind,” and God spoke to him. (1 Kings 19)
God speaks in a loud voice or a whisper quiet? We must take as an example the people gathered at Sinai or the prophet Elijah? Could possibly be a wrong. The terrible events associated with the gift of the Ten Commandments serve to highlight what they are serious. Accept or reject is a matter of life or death. Seeing a child in a car is running good scream as loud as possible. In situations such as the prophets refer to God’s words to our ears vibrate.
The words spoken aloud are certainly heard: are having an effect. But we also know that hardly touch the hearts. Are rejected rather than accepted. Elijah’s experience shows that God does not want to impress, but he wants to be understood and accepted. God chooses “the murmur of a gentle wind” to speak. This is a paradox: God is silent and yet speaks.
When the word of God becomes “the murmur of a gentle wind” is more efficient than other things to change our hearts. The storm broke the rocks on Mount Sinai, but the silent words of God are able to break through the stony hearts of men. For the same Elijah the sudden silence was probably the most frightening storm and thunder. Somehow the powerful manifestations of God were familiar. The silence of God is confusing, something so different from what he experienced in the past.
Silence makes us ready for a new encounter with God in silence the word of God can reach the furthest corners of our hearts. In the silence, the word of God proves to be “effective and sharper than any two-edged sword, piercing to the division of soul and spirit” (Hebrews 4:12). Stop hiding in silence before God, and Christ’s light can reach us and heal and transform what we are ashamed.
Silence and love
Christ says: “This is my commandment: love one another as I have loved you” (John 15:12). We need silence to take up these words and put them into practice. When we are agitated and restless, we have so many arguments and reasons not to forgive and not to love. But when we “have calmed and quieted our soul”, these reasons seem to us insignificant. Maybe sometimes avoid silence, preferring any noise, word or distraction, because inner peace is a dangerous thing: it makes us empty and poor, disintegrates bitterness and leads us to the gift of ourselves. Silent poor and our hearts are filled with the Holy Spirit, filled with unconditional love. Silence is a humble but sure path to love.
http://www.taize.fr/it_article958.html

From “simple path” of Mother Teresa of Calcutta

“The fruit of silence is prayer”
“The fruit of prayer is faith”
“The fruit of faith is love”
“The fruit of love is service”
“The fruit of service is peace”
The fruit of silence is prayer.
“We need that we all find the time to remain silent and to contemplate, especially if you live in big cities like London or New York, where everything moves so fast. That’s why I decided to open the first home for contemplative sisters ( whose vocation is to pray for a good part of ghiornata) to New York instead of Himalayas felt silence and contemplation were needed more in cities around the world.
“I always start my prayer in silence, because it is in silence that God speaks. God is the friend of silence, we must listen to God because what matters is not what we say, but what He says to us and through us “.
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“If you’re looking for God and do not know where to start, learn to pray and take the trouble to do it every day. You can pray anytime, anywhere. You do not need to be in a chapel or church. You can pray at work: work does not necessarily stop the prayer nor prayer have to stop work. “.
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The fruit of prayer is faith
“God is everywhere and everything and we can not exist without him. I have never doubted the existence of God, even for a moment, but I know that some people are doubtful. If you do not believe in God, you can help others doing works of love, and the fruits of these works will be by entering in your soul. Thus began, slowly, to open yourself and want the joy of loving God
“There are many religions, and each has different ways to follow God I follow Christ:
Jesus is my God
Jesus is my Spouse,
Jesus is my Life
Jesus is my only love,
Jesus is everything to me,
Jesus is everything to me.
“That’s why I never fear. I do my job with Jesus, I do it for Jesus, I do it to Jesus and then the fruits are His not my own. If you need a guide, as long as you look to Jesus. You have to give Him and trusting in Him completely. When you do, all doubt is dispelled, and to achieve full conviction. Jesus said, ‘If you become like bambini, can not come to me>.. “
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The fruit of faith is love
“The worst disease of the West today is not leprosy or tuberculosis, but it is not desired nor feeling loved, feeling abandoned. The medicine can cure diseases of the body, but the only cure for loneliness, despair and the lack of prospects is love. There are many people in the world who die for a piece of bread but even more die for lack of love. and poverty in the West is taking new forms: not only is loneliness, but it is also spiritual poverty. There is hunger for love, and there is a hunger for God. “
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The fruit of love is service
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“Prayer is an active love, and love activities and services. Search unconditionally at all times to give any thing a person needs. The important thing is to do something (however small) and show by their actions, donating their time, that you love. Sometimes it means to engage in physical work (as we do in our homes for the sick and dying), sometimes they offer spiritual support to those it is always closed in the house. If a patient medicine wants, give him medicine if he needs comfort, console him. “
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The fruit of service is peace
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“We have the right to live happily and in peace. We were created for this – to be happy – and we can find true happiness and true peace only when we are in a loving relationship with God: there is great happiness in loving . Many people think, especially in the West, that money makes you happy. I think instead it is more difficult to be happy if you’re rich, it is more difficult because you see God, you have too many other things to think about. However, if God gave you the gift of wealth, then use it for His purpose: to help others, help the poor, create jobs, give jobs to others. Do not waste your wealth also have food, shelter, dignity, freedom, health and education are all gifts of God, and this is why we must help those less fortunate than ourselves.
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“When we offend the poor, or we offend one another, we offend God.”
……………..
“Finally, I only get a message of peace, to love one another as God loves each of you.
Jesus came to bring us the good news that God loves us and desires that we love one another.
And when the time comes time to die to get back home again, by God, He will say:”Come and take the kingdom prepared for you, because I was hungry and you gave me food, I was naked and you clothed me, I was sick and you visited me. what you did for one of the least of these my brethren, ye have done it unto me.”
God bless you.
Mother Teresa. “
(Information provided here are taken from the book published by Arnoldo Mondadori SpA – Milan Oscar Mondadori in the series: “THE EASY WAY” – Translation by Stefano Castelli and Bruno Osimo – Introduction: Lucinda Vardey – Original title: “A Simple Path” .)

Non dimenticate! – Do not forget! – Giornata della memoria


Non dimenticate!
(Giornata della Memoria )

Senza rispetto
e solo una parola
Lontana
oscurata per sempre
stracciata
Senza freno
“libertà”
che non ebbe ascolto
che non ebbe senso
per chi ha tolto la vita
di gente innocente
Senza motivo
e solo potere
che ha calpestato
graffiato l’anima
di un intero popolo
Non si resta a guardare
ora
non si lascia grondare
altro sangue innocente
Tutti sapevano
tutti avevano compreso
Olocausto
che ha disperso ceneri
che ha tranciato vite
con una sola colpa
– Stella di Davide
gialla sul petto –
e incrostate lacrime
piaga che
non si rimargina

26.01.2004 Poetyca
Do not forget!
(Memorial Day)

Without respect
and only a word
Far
obscured forever
torn
Without brake
“Freedom”
who did not listen
who had no sense
for those who have taken the life
of innocent people
No reason
and only power
who trod
scratched the soul
of an entire people
No one is watching
now
does not let pour
Another innocent blood
Everyone knew
they understood all
Holocaust
that has scattered ash
who sliced vine
with one fault
– Star of David
yellow on the chest –
encrusted and tears
wound that
does not heal

26.01.2004 Poetyca

Io non dimentico – I do not forget


🌸Io non dimentico🌸

Io non c’ero
ma non dimentico
le urla strazianti
e la rassegnazione
di gente innocente
di fronte alla morte
Io non c’ero
ma non comprendo
l’egemonia folle
di chi perseguita
in nome di un simbolo
che separa ogni fratello
Io non c’ero
ma prendo le distanze
da chi nega la verità
e poi prevarica
perché vuole annientare
il figlio di Davide

27.01.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
I do not forget

I was not there
but I don’t forget
the excruciating screams
and resignation
of innocent people
in the face of death
I was not there
but I don’t understand
insane hegemony
of those who persecute
in the name of a symbol
that separates every brother
I was not there
but I distance myself
by those who deny the truth
and then prevails
because he wants to annihilate
David’s son

27.01.2020 Poetyca

Memoria – Memory


Memoria

Il tempo non scolora
dalla memoria
quello che è il valore
di vite recise
come fiori
Un popolo
tra piaghe
senza alcuna ragione
solo sopruso
che non giustifica
Lo scagliare di pietre
di chi giudica
ritenendosi migliore
e depriva il tempo
ed ogni respiro
Camere a gas
nella follia
di chi sopprime
il futuro di vite
con il diritto di essere
Olocausto
di un umanità
dimenticata
senza il senso
della misura
Mai più
carri merci
per carne da macello
Mai più
simboli ignobili
di svastiche
e stelle gialle
Solo una stella
brilli in cielo:
SPERANZA


27.01.2003 Poetyca

Memory

Time does not fade
from memory
what is the value
of lives cut
like flowers
A people
of wounds
no reason
abuse only
that does not justify
The throwing of stones
those who judge
feel better
and deprives the time
and every breath
Gas chambers
into madness
of those who suppress
the future of life
with the right to be
Holocaust
of humanity
Forgot
without the sense
measure
Never again
freight wagons
for cannon fodder
Never again
ignoble symbols
swastikas
and yellow stars
Only a star
shine in the sky:
HOPE

27.01.2003 Poetyca