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A te che piangi i tuoi morti, ascolta – “You that while cry your dead, listen”


Preghiera/meditazione di Padre Giacomo Perico attribuita nel web a Sant’Agostino
Tratta da “Resta con noi Signore!” San Paolo Edizioni, 2001 – Prefazione del Rev.mo Cardinale Carlo Maria Martini.
Padre Perico ha avuto questa ispirazione ai piedi del letto di morte di suo papà.

“A te che piangi i tuoi morti, ascolta”

“Se mi ami non piangere!
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo
dove ora vivo; se tu potessi vedere e sentire
quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.
Qui si é ormai assorbiti
dall’incanto di Dio e dai riflessi
della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo,
quanto piccole e fuggevoli,al confronto!
Mi é rimasto
un profondo affetto per te;
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Ora l’amore che mi stringe
profondamente a te,
é gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo
nella serena ed esaltante attesa,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti
di sconforto e di stanchezza,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte,
dove ci disseteremo insieme
nel trasporto più intenso,.
alla fonte inesauribile
dell’amore e della felicità.
Non piangere più
se veramente mi ami!”

@@@@@

Prayer / meditation by Father James Perico Web attributed to St. Augustine
Taken from “Stay with us Lord!” St. Paul Editions, 2001 – Preface Rev.mo Cardinal Carlo Maria Martini.
Perico father had this inspiration at the foot of the deathbed of his father.

“You that while cry your dead, listen”

“If you love me do not cry!
If you knew the immense mystery of the sky
where I now live, if you could see and hear
what I see and hear
in these endless horizons
and in this light that penetrates everything and invest,
You will not cry if you love me.
Here it is now absorbed
enchantment of God and reflections
its boundless beauty.
The things of the past,
however small and fleeting in comparison!
I was
a deep affection for you;
a tenderness that I have ever known.
Now the love that binds me
deeply to you,
is pure joy and no evening.
While I live
Waiting in the serene and exciting,
you think of me like that!
In your battles,
during your times
of discomfort and fatigue,
think of this wonderful home,
where there is no death,
where we quench with
transport more intense.
the inexhaustible
love and happiness.
Weep no more
if you really love me! “

Il costo del silenzio – The cost of silence – John Tillotson


🌸Il costo del silenzio🌸

Una buona parola è
un obbligo facile;
ma non parlare male richiede
solo il nostro silenzio;
che non ci costa nulla.

John Tillotson
🌸🍃🌸#pensierieparole
🌸The cost of silence

A good word is
an easy obligation;
but not to speak ill requires
only our silence;
which costs us nothing.

John Tillotson

Spirito libero – Free spirit


Spirito libero

Sono vera, reale, pulsa il mio cuore,
sente palpiti e sente
il sentire di chi mi cerca,
di chi mi respira nella notte.
Io sento le paure del mondo,
le sue angosce ma…
non diventano le mie paure,
non sono più le mie angosce,
io ho preso il volo,
cerco nell’oscurità degli altri,
afferro le emozioni e regalo
solo i miei arcobaleni,
non ho più che ali,
mille ali per tutti,
non ho più che voli,
mille capriole in cielo.
Io sono il mio cuore,
io sono il mio sentire,
io sono solo me stessa,
ho gettato in una notte di luna
la maschera ormai stretta.
era stretto anche il mio cuore
in una morsa di gelo.
non potevo più tacere,
non potevo più essere costretta
ad esser chi non ero.
Ho cominciato con poco,
ho rivelato il mio pensiero.
Ma il pensiero era un freddo concetto,
una distanza dal sentire la vita,
ha aperto il cuore e le sue emozioni
scorrevano piano, ma il risveglio
come un torrente in piena
senza argini ha fatto fluire
acqua che attendeva,
cascate, gorgoglii,
spuma e mille gocce,
tutto libero ora,
tutto come fresca fonte
che libera e regala purezza nuova.
Ecco ora parla chi in me vive,
in me respira, io sono Spirito libero
che s’innalza e vola,
io sono il sogno e la realtà,
la Luce e l’ombra che non fa male.
Io sono chi cerca e porta una libera meta
a sogni, desideri e cuore da liberare.
Apri la finestra, respira l’aria notturna,
conta le stelle in cielo,
quelle stelle che non guardi più.
Liberà il cuore che tieni stretto in prigione.
Il tuo cuore bene prezioso,
tu me ne fai dono,
generoso gesto
di chi desidera ancora,
chi comprende la rotta
verso la vita vera.
lo sento…palpita,
desidera e spera
di seguirmi all’aurora
verso il nuovo giorno che attende.
Quando apri gli occhi al mattino,
non lasciare i sogni sparsi sul tuo cuscino,
rendili reali, basta poco sai?
comincia con il sorriso,
ma che nasca dal cuore,
se tu sai ora di non essere solo,
che ti afferro la mano,
quando al mattino tu corri lontano
dai sogni lasciati,ascoltami nel battito del tuo cuore,
lo vedi che non sono lontana?
ed allora regalami un sorriso,
ma non ho occhi,
non lo posso vedere,
porta allora il sorriso a me regalato
a chi incontri per strada,
non sarà mai sprecato,
vedrai che i tuoi occhi vedranno
il mio sorriso stampato sul volto
di chi il tuo sorriso avrà ricevuto.
Non sono che reale,
non sono che sogno,
sono quel che tu desideri,
prendimi per mano,
ti seguo dove mi vorrai portare.
comprendo quel che provi,
sono io immagine di poesia vivente,
son io fantasia che potresti realizzare.
Ma non voglio farti del male, vorrei solo che il sogno che io regalo sia per te stimolo per portare avanti con forza nuova il tuo reale, la sua crudezza, la sua monotonia, la sua mancanza di sorriso.
Tu poi la tua vita trasformare,
basta poco, comincia dal sorriso che mi vorresti regalare.
Comincia tu e poi come sassolino gettato nel lago,
le piccole onde diventano cerchi che possono cambiare
il reale.della tua vita.

16.10.2001 Poetyca

Free spirit

I’m real, I am true, my heart beats,
feel palpitations and feels
the feelings of those looking for me,
who I breathe in the night.
I feel the fears of the world,
his troubles, but …
do not take my fears,
no longer my anguish,
I took off,
I seek the darkness of others
grab the emotions and gift
only my rainbows,
I have no more than wings
for every thousand wings,
I no longer have to fly,
one thousand somersaults in the sky.
I am my heart,
I am my own feeling,
I’m just myself
I cast on a moonlit night
now close the form.
Strait was also my heart
in a grip of frost.
I could no longer keep silent
I could not be forced
to be who I was.
I started with little
I revealed my thoughts.
But the thought was a cool concept,
apart from feeling life
opened his heart and his emotions
flowing floor, but the awakening
like a raging torrent
banks did not flow
water that awaited
waterfalls, gurgling,
foam and a thousand drops
all free now
everything as fresh source
liberating and gives new purity.
Now, about those who live in me,
breathe in me, I am free spirit
that rises and flies,
I am the dream and reality,
Light and shadow can not hurt.
I’m looking and carrying a free destination
to dreams, desires and heart to be freed.
Open the window, breathing the night air,
count the stars in the sky
those stars that are not watching anymore.
Free your heart that you hold in prison.
Your precious heart,
you make me a gift
generous gesture
who want more,
those who understand the route
to real life.
… I feel it throbbing,
desires and hopes
to follow dawn
toward the new day ahead.
When you open your eyes in the morning
do not let dreams scattered on your pillow,
make them real, just a little you know?
begins with a smile,
but that comes from the heart,
if you can not just now,
you grab his hand,
the morning when you run away
let the dreams, listen to the beat of your heart,
you see that are not far away?
With You, and then a smile,
but I have no eyes,
I can not see,
then the door gave me a smile
who meet on the street,
will never be wasted,
you’ll see that your eyes will see
smile on my face
who has received your smile.
That are not real
are but a dream
are what you want,
Take me by the hand,
I will follow you where I want to wear.
I understand what you feel,
I am the living image of poetry,
Am I fancy you might realize.
But I do not want to hurt you, I just wish that the dream is that I present to you impetus to push forward with your real new force, its rawness, its sameness, its lack of a smile.
You then transform your life,
just a little, starts with a smile that I would like to give.
Begins as you and then pebble thrown into the lake,
small circles that can change to become
the reale.della your life.

16/10/2001 Poetyca

Radiohead


I Radiohead sono un gruppo musicale rock inglese proveniente dall’Oxfordshire e formatosi nel 1985. Fino al 1992, quando cambiarono nome, erano noti come On a Friday. Hanno venduto più di 30 milioni di dischi in tutto il mondo.

La band è formata da Thom Yorke (voce, chitarra, pianoforte), Jonny Greenwood (chitarra solista, tastiere), Ed O’Brien (chitarra, voce di supporto), Colin Greenwood (basso elettrico, sintetizzatori) e Philip Selway (percussioni).

I Radiohead pubblicarono il loro primo singolo, Creep, nel 1992. La canzone fu inizialmente un insuccesso, ma dopo la pubblicazione dell’album di debutto Pablo Honey, il singolo ebbe un inaspettato successo mondiale. L’album, seppur ben accolto negli Stati Uniti, passò quasi inosservato in Inghilterra. Il successo in patria arrivò solo con il secondo album, The Bends (1995), che fece guadagnare al gruppo numerosi fan. La loro reputazione crebbe ancor di più con l’uscita del terzo album; caratterizzato da un suono più esteso e dal tema ricorrente dell’alienazione moderna, OK Computer (1997) è riconosciuto da diversi critici come una pietra miliare della musica rock degli anni novanta.
Con i loro successivi album Kid A (2000) e Amnesiac (2001), la popolarità dei Radiohead arrivò ai massimi livelli. Con questi dischi la band conobbe un’ulteriore evoluzione del proprio stile musicale, fortemente influenzato dalla musica classica contemporanea, dal free jazz e dall’elettronica. Il loro sesto album, Hail to the Thief (2003), caratterizzato da testi maggiormente rivolti all’attualità, è sembrato mescolare influenze da tutta la carriera della band.

I Radiohead, dopo quattro anni di assenza dalle scene, nel 2007, completarono le registrazioni del loro settimo album, intitolato In Rainbows, disponibile per il download digitale a partire dal 10 ottobre 2007.

Nel 2011 il gruppo ha pubblicato il suo ottavo album in studio, The King of Limbs, scaricabile anch’esso dal sito della band a partire dal 18 febbraio 2011.

La rivista statunitense Rolling Stone ha incluso cinque album dei Radiohead nella sua lista dei 500 migliori album: Kid A alla posizione 67, The Bends alla 111,OK Computer alla 162,[14] Amnesiac alla 320 e In Rainbows alla 336.[16] La stessa rivista ha inoltre inserito i Radiohead alla posizione numero 73 nella propria lista dei 100 migliori artisti. Gli stessi cinque album sono inseriti nel libro 1001 Albums You Must Hear Before You Die.

https://it.wikipedia.org/wiki/Radiohead

Radiohead are an English rock band from Abingdon, Oxfordshire, formed in 1985. The band consists of Thom Yorke (lead vocals, guitar, piano), Jonny Greenwood (lead guitar, keyboards, other instruments), Colin Greenwood (bass), Phil Selway (drums, percussion, backing vocals) and Ed O’Brien (guitar, backing vocals).

Radiohead released their debut single “Creep” in 1992. It became a worldwide hit after the release of the band’s debut album, Pablo Honey (1993). Their popularity rose in the United Kingdom with the release of their second album, The Bends (1995). Radiohead’s third album, OK Computer (1997), propelled them to international fame; featuring an expansive sound and themes of modern alienation, OK Computer is often acclaimed as one of the landmark records of the 1990s and one of the best albums of all time.

Kid A (2000) and Amnesiac (2001) marked a dramatic evolution in Radiohead’s musical style, as they incorporated experimental electronic music, krautrock and jazz influences. Hail to the Thief (2003), a mix of piano and guitar rock, electronics, and lyrics inspired by war, was the band’s final album for their record label, EMI. Radiohead self-released their seventh album In Rainbows (2007) as a digital download for which customers could set their own price, to critical and chart success. Their eighth album, The King of Limbs (2011), was an exploration of rhythm and quieter textures, and was also self-released.

Radiohead have sold more than 30 million albums worldwide.[7] Their work places highly in both listener polls and critics’ lists of the best music of the 1990s and 2000s.[8][9] In 2005, they were ranked 73rd in Rolling Stone’s list of “The Greatest Artists of All Time”; Jonny Greenwood (48th[10]) and O’Brien were both included in Rolling Stone‍ ’​s list of greatest guitarists, and Yorke (66th[11]) in their list of greatest singers. In 2009, Rolling Stone readers voted the group the second best artist of the 2000s.

https://en.wikipedia.org/wiki/Radiohead

Passaggi – Steps


🌸Passaggi🌸

Respiro
di stelle
ed ogni suono
smorzato
come carezza
al centro
della notte

Palpiti
e vita
in una nuova
dimensione
con ovattate
movenze
senza parole

È la pace
mai compromessa
da coltivare
non si è interrotta
neppure
dal canto del gallo
che decanta il sole

28.08.2020 Poetyca
🌸🍃🌸#Poetycamente
🌸Steps

Breath
of stars
and every sound
muffled
as a caress
in the center
of the night

Throbbing
and life
in a new one
dimension
with wadding
movements
without words

It is peace
never compromised
to cultivate
did not stop
not even
from the cock crow
that praises the sun

08.28.2020 Poetyca

Voli d’anima- Soul flights


🌸Voli d’anima🌸

Ti cerco nel silenzio
dove l’incanto interiore
imprime orme indelebili
Voli d’anima toccano il cielo
in un tuffo nell’Essere
tu sei questo

27.08.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Soul flights

I look for you in silence
where the inner enchantment
imprints indelible marks
Soul flights touch the sky
in a dive into the Being
you are this

27.08.2019 Poetyca

Attrazione – Attraction


🌸Attrazione🌸

Non attiriamo
quello che vogliamo;
attiriamo ciò che siamo.

Wayne Dyer
🌸🍃🌸#pensierieparole
🌸Attraction

We do not attract
that which we want;
we attract that which we are.

Wayne Dyer

Percorsi d’amore – Paths of Love


Percorsi d’amore

Espando adesso
questo mio sentire
oltre lo spazio, il tempo
le intemperie del cuore
dove immoto è l’essere
dove tutto è vibrazione
Mente in cerca
di tracce liquide
senza orme
senza paure
particelle atomiche
senza destinazione
Cuore alla deriva
dove il sogno
è denso
attimo prezioso
per chi ricerca il ritmo
senza perdere respiro
Estasi viva
parole inconcepibili
dove tutto inizia
dove nulla si perde
nell’eco infinite
di percorsi d’amore
05.01.2013 Poetyca
Paths of Love
I expand now
this my feeling
over the space, time
weather of the heart
where motionless it is being
where all is vibration
Mind looking for
traces of liquid
without footprints
without fear
atomic particles
no destination
Heart drifting
where the dream
is dense
precious moment
for those looking for the rhythm
without losing breath
Ecstasy alive
words inconceivable
where it all begins
where nothing is lost
in the echo endless
of paths of love
05.01.2013 Poetyca

Separatività – Separateness


Separatività
E’ difficile superare l’attaccamento al nostro sentire di avere ragioni, il nostro orgoglio ferito tenterebbe solo di urlare le proprie ferite o le parti che sente calpestate.
Una cosa che non si dovrebbe dimenticare è che si lavora per la pace interiore e per l’unità, questa non avrebbe senso se noi proiettiamo disgregazione e separazione da noi verso gli altri.
Gli altri sono parte di noi, infatti nell’interessere essi raccolgono quello che siamo e sappiamo comunicare. Se siamo persone mature ed in pace con noi stessi anche il nostro interagire è armonico, senza rabbia o accuse ad altri di cose che non li rappresentano. La proiezione su altri di nostre problematiche non risolte è una delle caratteristiche più frequenti, esse innestano la separatività generata dal non amore, difficilmente chi ha problemi con l’accogliere se stesso per quello che è, poi non è capace di accogliere gli altri. Eppure siamo tutti degni di pari dignità, di stesse opportunità e tutti conteniamo un seme di Luce, poi è nel lavoro personale il saper coltivare quel talento o lasciarlo sotterrato al buio del nostro ego per sempre.
©Poetyca
Separateness
It is difficult to overcome attachment to our feeling of having reasons, our wounded pride would attempt only to scream their wounds or the parties that feels trampled .
One thing you should not forget is that you work for inner peace and for unity, this would not make sense if we project disruption and separation from us to others.
The others are part of us, in fact interbeing they collect what we know and communicate. If we are mature people and at peace with ourselves even our interaction is harmonious, without anger or accusations of other things that do not represent them. The projection onto others of our unresolved issues is one of the most frequent, they do not engage the separateness generated by love , difficult to accommodate those who have trouble with himself for what he is, then he is unable to accept the other . Yet we are all worthy of equal dignity, equal opportunity and take in all the seed of Light, then work the staff know how to cultivate that talent or leave it buried in the darkness of our ego forever.
©Poetyca

Donna del mistero – Woman of Mystery


Donna del Mistero

Donna che con sguardo fiero
e sorriso pronto vai,
dietro il tuo volto
nascondi il mistero
di quel cuore
che sente e geme,
palpita e lotta
contro chi lo vuol ferire.
Stretta in un abbraccio
vorrei farti ballare
tra le nuvole ed il cielo,
prenderti la mano,
portarti con me nella notte
e regalarti le stelle
per adornare i tuoi capelli.
Vorrei guardare nel silenzio
la profondità dei tuoi occhi
e perdermi dentro.
Il sorriso…
Solo il sorriso
del cuor tuo attendo.
Donna del Mistero
con la pelle di luna
ed occhi di stelle,
parlami ancora
con le parole tue più belle,
leggimi dentro
e traduci la mia emozione,
dai vita ai palpiti del cuore.
Qui nel cielo il nostro incontro,
dove nessuno ci potrà trovare.
Mia Donna, donna ideale,
dimmi che non sei solo sogno.

Mio Cavaliere che l’elmo indossi,
quante tempeste nel tuo cuore,
buio e tormento,
fatica e dolore
questa vita ti ha donato.
Non ci pensare e dammi la mano,
insieme a me tra nubi e cielo
cancellerai il triste passato,
vedi la vita da quassù?
Piccole cose le delusioni,
prendi in mano e porta nel cuore
tutto il mistero che io ti dono,
cancella pene e dispiaceri,
inizia con me un cammino nuovo.

Si mia Donna,
donna del cuore,
tu mi regalerai
tutto il tuo amore.

29.10.2001 Poetyca

Woman of Mystery

Woman with a proud look
ready smile and go,
behind your face
hide the mystery
of that heart
he feels and groans,
throbs and fight
against those who want to hurt.
Close in an embrace
I would like to make you dance
the clouds and sky,
take my hand,
bring with me the night
and give you the stars
to adorn your hair.
I would watch in silence
the depth of your eyes
and lose myself in it.
The smile …
Only a smile
look of your heart.
Woman of Mystery
Skin moon
and eyes of stars,
Tell me more
with your words more beautiful,
readme inside
and translate my emotions,
life by the beating of his heart.
Our meeting here in heaven,
where nobody can find.
My Woman, ideal woman,
Tell me that you’re not just dream.

My Knight that wears the helmet,
how many storms in your heart,
darkness and torment,
fatigue and pain
this life has given you.
We think and give me your hand,
with me between clouds and sky
erase the sad past
see life from up here?
Little things disappointments
take in hand and in his heart
all the mystery that I give you,
remove pain and sorrow,
begins a new journey with me.

Yes my Lady,
woman’s heart
you gives me
all your love.

29.10.2001 Poetyca

Il vero miracolo – The Real Miracle – Storie Zen


80. Il vero miracolo
Quando Bankei predicava nel tempio Ryumon, un prete Shinshu, che credeva nella salvezza ottenuta ripetendo il nome del Buddha dell’Amore, si ingelosì del suo vasto pubblico e volle discutere con lui.
Bankei stava parlando allorché comparve il prete, ma questo creò una tale confusione che Bankei si interruppe e domandò che cosa fosse tutto quel baccano.
«Il fondatore della nostra setta» si vantò il prete «aveva poteri così miracolosi che stando su una riva del fiume con un pennello in mano riusciva a scrivere attraverso l’aria il sacro nome di Amida su un foglio che un suo assistente reggeva sull’altra riva. Tu puoi fare questa cosa prodigiosa?».
Bankei rispose gaiamente: «Forse questo gioco di prestigio può farlo la tua volpe, ma non è questo il modo dello Zen. Il mio miracolo è che se ho fame mangio, e se ho sete bevo».
Tratto da 101 Storie Zen

The Real Miracle
When Bankei was preaching at Ryumon temple, a Shinshu priest, who believed in salvation through repetition of the name of the Buddha of Love, was jealous of his large audience and wanted to debate with him.
Bankei was in the midst of a talk when the priest appeared, but the fellow made such a disturbance that Bankei stopped his discourse and asked about the noise.
“The founder of our sect,” boasted the priest, “had such miraculous powers that he held a brush in his hand on one bank of the river, his attendant held up a paper on the other bank, and the teacher wrote the holy name of Amida through the air. Can you do such a wonderful thing?”
Bankei replied lightly: “Perhaps your fox can perform that trick, but that is not the manner of Zen. My miracle is that when I feel hungry I eat, and when I feel thirsty I drink.”
Taken from 101 Zen Stories

Alla ricerca di Pace – Looking for Peace



Alla ricerca di Pace


Non ci accorgiamo spesso che, prendiamo gli altri come bersaglio da colpire con le nostre frustrazioni; attribuiamo ” colpe” e crediamo irrisolvibili alcune situazioni, ci chiudiamo nella gabbia delle illusioni,perchè pensare che altri abbiano torti e noi assolutamente ragione ci pone nella condizione di sentirci superiori alle situazioni. A volte accade il ripetersi di esperienze o ” nodi” che siamo incapaci di sciogliere e tutto parte da noi stessi, dal nostro attaccamento, dal nostro ego ferito. Ed è sempre da noi l’opportunità di fermarci a cogliere cosa e perchè alimenti la nostra reazione di rabbia.
Perchè si ami attribuire colpe a ” ologrammi” esteriori?

Mi viene in mente, quando da bambini, se cadevamo o ci facevamo male contro qualcosa, per consolarci un adulto diceva che la ” colpa” era del sasso che ha fatto inciampare o della porta contro la quale urtavamo.
Magari ci credevamo e vedere come si attribuisse ” colpa” agli oggetti ci faceva stare meglio.
Ora non si starebbe meglio se, nel retto sforzo, non provassimo a rendere pace il nostro cuore.
La nostra non realtà è spesso indotta dai mezzi di informazione; dal nascondere i veri motivi delle cose.
Come si sa è sempre stato nella politica delle guerre cercare motivazioni al farle scoppiare, motivazioni che montino giudizi ” contro” ma la realtà si lega alle risorse di un territorio che facciano gola, al potere che amplifichi l’egemonia e sempre a carico della vita di innocenti.
Miseria, divisione, sopruso e quella forma di violenza non sempre fisica sono i mezzi per piegare un popolo e parole come ” pulizia etnica” , come ” genocidio”, ” olocausto,” sono tra le più ignobili che l’umanità possa aver coniato. Spero sempre che ci possa essere un ravvedimento ed un modo di condurre verso un’inversione di rotta che non conosca violenza ma dialogo ed equanimità.
Forse, agire dal nostro piccolo mondo del quotidiano non sarebbe sufficiente ma che non ci sia confusione tra “pace ” e quei movimenti politici che dietro alle bandiere hanno altri fini. La pace si conquista ( parola forte che appare bellica) dentro di sè per essere poi capaci di avere comportamenti costruttivi.

La guerra, come si sa, è sempre stata antagonista dell’amore, della saggezza e dell’equità. Minacce, promesse di rivendicazione sono quanto possa mettere in atto chi voglia caricare di rabbia gente che in fondo non ha chiesto guerre. Difesa ed offesa, mezzi che non si giustificano ma fanno perdere il senso della misura; ogni guerra ha conosciuto atti immorali, il piegare ” il nemico” dimostrando la propria forza.
Un’ombra ingigantisce la fama di chi se la costruisce, è mostrarsi potente è farsi temere; mezzi che sono lontani dall’abbandonare la forza per mostrare maggiore maturità.
Poi, si fa anche tanto parlare, senza realizzare nulla; una forma di dispersione che non arriva neppure all’essenzialità e che non ha alcuna opportunità risolutiva per situazioni che degenerano in violenza e prevaricazione.
Si resta impotenti, incapaci di trovare soluzioni e superamento di condizioni che si trascinano senza fine.
Si tratta di libere scelte, per noi, per coloro che davanti ad un dilemma possano essere presi nella trappola del ” fare come gli altri”, perchè magari li fa stare meglio. Ci sono persone ” attive” – sentono il bisogno di essere presenti ad alzare la voce – a muoversi e magari le fa stare meglio. Ci sono poi persone che, nel silenzio sono partecipi ai dolori del mondo seppure apparentemente distanti. Credo, semplicemente, che senza altrui suggerimenti, attivi con alzare di voci o apparentemente ” passivi” e compassionevoli – senza alcun giudizio – perchè il dolore, la privazione e la violenza tocca tutti indistintamente e non solo una parte della terra rispetto ad un’altra. Tutti siamo uno, infatti, credo che si possa includere nella nostra via anche la capacità di ” allargare il cerchio” del nostro non- dividere, del nostro ascolto nelle piccole cose del quotidiano che siano briciola di pace che s’espande. Possiamo lavorare su noi stessi, cercare pace interiore per non allargare a macchia d’olio effetti che incrinano armonia.
Si parte dal non giudizio o meglio dal non alimentare dualità. Andare ad una manifestazione, in libertà perchè si sente di farlo e non per ” moda” o perchè non si trovano altre soluzioni , per aver letto un manifesto che invitasse a farlo o perchè ce lo consigliano ( è poi una soluzione la marcia di Pace?) è opportuno solo se si sente – lo si accoglie -da consapevoli; come per la pratica.
Semplicemente si deve dare voce e manifestazione a quel rispetto per tutti gli esseri sensienti senza ricerca di torto o ragioni, di verità o menzogna perchè la guerra, tutte le guerre, non ha sconfitti e vincitori;
se si arriva all’odio, al mancato dialogo – si è tutti sconfitti.
In particolare se per il potere si calpesta il valore di vite.

In fondo tutti coloro che possono, in base alle proprie caratteristiche ed opportunità, dare voce alla pace, possono coinvolgere gli altri nel parlarne, con amorevolezza e lontani dal giudizio. Per parlare di pace si deve essere pace.
La consapevolezza è la capacità di raccogliere dalle esperienze del passato per offrire – qui ed ora – energie al futuro nella via di trasformazione – dalle tenebre dell’ignoranza alla luce dell’Amore.

Noi possiamo!
Poetyca 13.08.2006

Looking for Peace

We don’t often notice that, we target others to target with our frustrations; we attribute “faults” and believe some situations to be unsolvable, we lock ourselves in the cage of illusions, because to think that others are wrong and we absolutely right puts us in a position to feel superior to situations. Sometimes the repetition of experiences or “knots” happens that we are unable to untie and everything starts from ourselves, from our attachment, from our wounded ego. And it is always with us the opportunity to stop and understand what and why feed our anger reaction.
Why do you love to blame external “holograms”?
It occurs to me, when as children, if we fell or hurt ourselves against something, to console us, an adult said that the “fault” was of the stone he tripped or the door we hit.
Maybe we believed it and seeing how we attributed “guilt” to objects made us feel better.
Now it would not be better if, in the right effort, we did not try to make our heart peaceful.
Our non-reality is often induced by the media; from hiding the real reasons for things.
As you know, it has always been in the politics of wars to look for motivations to make them burst, motivations that mount judgments “against” but reality is tied to the resources of a territory that make a throat, to the power that amplifies hegemony and always borne by life of innocents.
Misery, division, abuse and that form of violence that is not always physical are the means to bend a people and words like “ethnic cleansing”, like “genocide”, “holocaust,” are among the most ignoble that humanity could have coined. I always hope that there can be a repentance and a way of leading towards a change of direction that knows no violence but dialogue and equanimity.
Perhaps, acting from our small everyday world would not be enough but that there is no confusion between “peace” and those political movements that have other purposes behind flags. Peace is conquered (a strong word that appears warlike) within oneself in order to be capable of constructive behavior.
War, as we know, has always been the antagonist of love, wisdom and fairness. Threats, promises of vindication are what can be put in place by those who want to charge people with anger who have not asked for wars. Defense and offense, means that are not justified but make you lose the sense of measure; every war has known immoral acts, to bend “the enemy” by showing its strength.
A shadow magnifies the fame of those who build it, it is to be powerful and to be feared; means that are far from abandoning strength to show greater maturity.
Then, there is also a lot of talk, without realizing anything; a form of dispersion that does not even reach essentiality and that has no solution opportunity for situations that degenerate into violence and abuse.
We remain powerless, unable to find solutions and overcome conditions that drag on endlessly.
These are free choices, for us, for those who, in the face of a dilemma, can be caught in the trap of “doing like the others”, because maybe it makes them feel better. There are “active” people – they feel the need to be present to raise their voices – to move and maybe make them feel better. Then there are people who, in silence, participate in the pains of the world, although apparently distant. I simply believe that without others’ suggestions, you are active with voices or apparently “passive” and compassionate – without any judgment – because the pain, deprivation and violence affects everyone indiscriminately and not just one part of the earth compared to another . We are all one, in fact, I believe that we can also include in our way the ability to “widen the circle” of our non-sharing, of our listening to the little things of everyday life that are a crumb of peace that expands. We can work on ourselves, seek inner peace so as not to spread effects that damage harmony like wildfire.
It starts from non-judgment or better not from nourishing duality. Go to a demonstration, in freedom because you feel like doing it and not because of “fashion” or because there are no other solutions, for having read a poster that invited you to do it or because they recommend it to us (is the Peace March a solution? ) it is only appropriate if you feel it – you welcome it – by being aware; as for practice.
Simply one must give voice and manifestation to that respect for all sensible beings without seeking wrong or reason, of truth or lie because war, all wars, has no defeats and winners;
if it comes to hatred, to lack of dialogue – everyone is defeated.
In particular if the value of lives is trampled for power.
After all, all those who can, according to their characteristics and opportunities, give voice to peace, can involve others in talking about it, lovingly and far from judgment. To speak of peace one must be peace.
Awareness is the ability to gather from past experiences to offer – here and now – energies to the future on the path of transformation – from the darkness of ignorance to the light of Love.

We can!

Poetyca 13.08.2006

Vivere nell’amore – Live in love – Rudolf Steiner


Vivere nell’amore
La massima fondamentale dell’uomo libero è quella di vivere nell’amore per l’azione e di lasciar vivere avendo comprensione per la volontà altrui.

Rudolf Steiner, La filosofia della libertà, 1894

Live in love
The fundamental maxim of a free man is to live, loving the action and let live having understanding for the will of others.

Rudolf Steiner, The Philosophy of Freedom, 1894

Il Re dei Sogni – The King of Dreams


Il Re dei Sogni

Finita è la pioggia,
presso il muro del pianto
ho cercato riparo,
libero i sogni
sui quali ho potere:
annusano l’aria e vanno,
ritornano e mi sollevano in volo.
Nel mondo reale
nulla posso
è questo il confine
le sue tristi leggi
e il loro dolore,
mentre la pioggia smette
e s’acquieta il cuore
qui nel mio colorato mondo
tutto voglio provare:
voli, sorrisi e illusioni.
Apro dell’immaginario il regno
e tra sospiri e viaggi
un nuovo arcobaleno
mi vado a cercare,
comando al sogno
di aprire le fauci
e il reale inghiotte.

17.11.2001 Poetyca

The King of Dreams

Over and the rain
at the Wailing Wall
I sought shelter,
free dreams
on which I have power,
Sniff the air and go,
I raise and return flight.
In the real world
nothing can
This is the boundary
its sad read
and their pain,
as the rain stops
and quieted my heart
here in my colorful world
all I want to try:
flights, smiles and illusions.
I open the realm of imagination
and between sighs and travel
new rainbow
I’m going to try,
control to the dream
to open the mouth
and the real swallows.

17.11.2001 Poetyca

Viaggiatore – Traveler


Viaggiatore

Son venuto da lontano,
son venuto da oriente
con il mio cuore in mano
e te nella mente.
Ho bussato alla tua porta,
il tuo castello visitato,
tu mi hai aperto piano,
il tuo sorriso regalato.
Avevo con me
il sacchetto dei sogni,
avevo il limpido ricordo
dei nostri voli d’aquile in cielo.
Quanto cercare, quanto sudare,
prima di vedere il fondo del lago.
Acqua cheta ed arcobaleni,
le tue mille capriole…
dovevo conoscere, dovevo vedere.
Ed ora tu qui…
Principessa dei sogni,
Donna e fiore d’aprile.
Quando la Vita si svela
Regalando colore e profumo.
Chi le mie pupille allieta
E mi regala tesoro,
adesso è qui, concreta.
Io non posso ripartire,
io non posso restare,
ora che la mia Vita è rubata,
devo andare di là dal mare.
Prendo coraggio ed indietro ritorno,
seguo la ragione e vado,
con la morte nel cuore,
richiudo la porta del sogno
e riprendo il mio grigiore.

20.10.2001 Poetyca

Traveler

I come from afar,
I came from the east
with my heart in my hand
and you in mind.
I knocked on your door,
your castle visited
you made me open floor
give your smile.
I had with me
bag of dreams,
I remember the clear
our flights of eagles in the sky.
As for search, as sweating,
before seeing the bottom of the lake.
Acqua Cheta and rainbows
your one thousand somersaults …
I know, I see.
And now you are here …
Princess of dreams
Woman and flower in April.
When life is revealed
Give color and fragrance.
Who gladdens my eyes
It gives me treasure,
is now here, concrete.
I can not leave,
I can not stay,
Now that my life is stolen,
I have to go across the sea.
I take courage back and forth,
follow reason and go,
with a heavy heart,
closes the door of the dream
and continue my dullness.

20.10.2001 Poetyca

Fantasia – Fantasy


Fantasia
Mi respiri nel vento,
mi afferri nella notte,
mi accarezzi nei pensieri,
io non più fanciulla
vivo nei tuoi desideri.
Io che posso esser tutto,
che vivo nel sogno per te
non ho un mondo reale,
cercami nel battito d’ali,
cercami nell’odore del mare,
tra le risate del tempo,
nell’infrangersi di onde
a quattro passi dal cuore.
Sentimi quando busso piano
alla porta della tua mente,
non tenermi lontano.
Con me saprai affrontare
tutta la durezza del tuo reale,
mi farò prender per mano,
afferrami e non lasciarmi andare.

06.10.2001 Poetyca
Fantasy
You breathe me in the wind,
You grab me in the night
you enfold me in your thoughts,
I no longer girl
live in your desires.
I can be everything,
I live in a dream for you
I have a real world
Look for me in the beating of wings,
Look for me in the smell of the sea,
the laughter of the time,
in breaking waves
four steps from the heart.
Listen to me when I knock Plan
the door of your mind,
not stay away.
Deal with me know
all the hardness of your real
I’ll take you by the hand,
Hold me and do not let me go.

06.10.2001 Poetyca

Vivere la Natura che si risveglia


“Certo la vita in Occidente è molto affannata e piena di distrazioni.
Ma volendo, se ci si impegna, si riesce a ritagliare spazi per
l’attività spirituale. Io dico sempre che, invece di fare lunghi
weekend o le ore piccole per divertirsi, ci si può svegliare presto
la mattina e godersi le emozioni della natura che si risveglia”.

Il Dalai Lama in un’intervista alla Repubblica, 9 dicembre 2001

“Certainly life in the West is very troubled and full of distractions.
But if you want, if you engage, you can cut out spaces for
spiritual activity. I always say that, instead of making long
weekend or the wee hours to have fun, you can wake up early
the morning and enjoy the excitement of awakening nature. “

The Dalai Lama in an interview to the Republic, December 9, 2001

Contenimento


Contenimento

Leggera e capace la mia mente
contenitore di astrazioni multiple
oggi ricca di immaginazione e fantasia
Mentre io, da solo, cerco di contrastare simile scoramento consolato dal sapere
quante persone eccezionali
si trovano nel nostro bel paese
Lividi ancora e sofferenti,
molti che si affidano al Nostro Salvatore
che nessuno dimentica
e che al di qua o già dall’altra parte
tutti ci accoglie
e consola.

Giuseppe Bustone

Donna del Mistero – Woman of Mystery


Donna del Mistero

Donna che con sguardo fiero
e sorriso pronto vai,
dietro il tuo volto
nascondi il mistero
di quel cuore
che sente e geme,
palpita e lotta
contro chi lo vuol ferire.
Stretta in un abbraccio
vorrei farti ballare
tra le nuvole ed il cielo,
prenderti la mano,
portarti con me nella notte
e regalarti le stelle
per adornare i tuoi capelli.
Vorrei guardare nel silenzio
la profondità dei tuoi occhi
e perdermi dentro.
Il sorriso…
Solo il sorriso
del cuor tuo attendo.
Donna del Mistero
con la pelle di luna
ed occhi di stelle,
parlami ancora
con le parole tue più belle,
leggimi dentro
e traduci la mia emozione,
dai vita ai palpiti del cuore.
Qui nel cielo il nostro incontro,
dove nessuno ci potrà trovare.
Mia Donna, donna ideale,
dimmi che non sei solo sogno.

Mio Cavaliere che l’elmo indossi,
quante tempeste nel tuo cuore,
buio e tormento,
fatica e dolore
questa vita ti ha donato.
Non ci pensare e dammi la mano,
insieme a me tra nubi e cielo
cancellerai il triste passato,
vedi la vita da quassù?
Piccole cose le delusioni,
prendi in mano e porta nel cuore
tutto il mistero che io ti dono,
cancella pene e dispiaceri,
inizia con me un cammino nuovo.

Si mia Donna,
donna del cuore,
tu mi regalerai
tutto il tuo amore.

29.10.2001 Poetyca


Woman of Mystery

Woman with a proud look
ready smile and go,
behind your face
hide the mystery
of that heart
he feels and groans,
throbs and fight
against those who want to hurt.
Close in an embrace
I would like to make you dance
the clouds and sky,
take my hand,
bring with me the night
and enjoy the stars
to adorn your hair.
I would watch in silence
the depth of your eyes
and lose myself in it.
The smile …
Only a smile
look of your heart.
Woman of Mystery
Skin moon
and eyes of stars,
Tell me more
with your words more beautiful,
readme inside
and translate my emotion,
life by the beating of his heart.
Our meeting here in heaven,
where nobody can find.
My Woman, ideal woman,
Tell me that you’re not just dream.

My Knight that wears the helmet,
How many storms in your heart,
darkness and torment,
fatigue and pain
this life has given you.
We think and give me your hand,
with me between clouds and sky
erase the sad past
see life from up here?
Little things disappointments
take in hand and in his heart
all the mystery that I give you,
remove pain and sorrow,
begins a new journey with me.

It is my Lady,
woman’s heart
You gives me
all your love.

29.10.2001 Poetyca

Viaggiatori


Viaggiatori

Ci sono persone che vivono in penombra
Tenendo raccolti in un angolo:
sogni,desideri,pensieri.

Altre nascondono dietro un sorriso
Le paure e le fatiche.

Chi invece ha perso le speranze,
crede che la vita non abbia valore.
Non vuole più lottare.

Quanto coraggio ci vorrebbe
Per uscire fuori?
Nessuno è solo,
siamo tutti viaggiatori
di questa vita,
tutti alla ricerca di “qualcosa”.
Se seguiamo gli stessi ideali,
la stessa rotta:
amore,vita,solidarietà
nel mare lasceremo una scia.
Ognuno ha un cammino,
ognuno è speciale…
per i suoi pensieri,
il suo dolore,
il suo viaggiare.
Anche tu hai qualcosa da dare.

Comincia il tuo cammino,
avrai come punto di riferimento
il cielo…
il cuore è la stella polare.
Se qualcuno annega
O ha paura.
Non l’abbandonare
Al suo dolore.

Lanciagli un po’ del tuo amore
Come fosse una scialuppa.
Quante tempeste,
quanta solitudine.
La salsedine brucia
Ma rende forti
Come lupi di mare.
Quando approderemo all’isola meravigliosa
Del nostro cuore,
lasceremo un segno
del nostro passaggio
amando gli altri
ed insegnando amore.
Se questo avremo imparato…
Avrà senso il nostro vagare.

12.05.2001 Poetyca


Passengers

There are people who live in darkness
Taking gathered in a corner:
dreams, desires, thoughts.

Others hide behind a smile
The fears and hardships.

Those who have lost hope,
believes that life has no value.
No longer wants to fight.

How much courage it would take
To leave out?
No one is alone,
We are all travelers
of this life,
all looking for “something”.
If we follow the same ideals,
the same route:
love, life, solidarity
into the sea leaving a trail.
Everyone has a journey,
everyone is special …
for his thoughts,
her pain,
its travel.
You also have something to give.

Begin your journey
you as a reference point
the sky …
the heart is the North Star.
If someone drowns
Or afraid.
Not abandon
His pain.

Lanciagli a bit ‘of your love
Like a boat.
How many storms,
how much solitude.
Salt water burns
But it makes strong
Like wolves of the sea.
When they land, beautiful island
Of our hearts,
leave a mark
of our passage
loving others
teaching and love.
If we learn this …
Will wander our way.

12.05.2001 Poetyca

I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh


buddha1

I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh
Il Primo Addestramento: Apertura
Consapevoli della sofferenza creata dal fanatismo e dall’intolleranza, siamo determinati a non idolatrare e a non vincolarci a nessuna dottrina, teoria o ideologia, neppure a quelle buddhiste. Gli insegnamenti buddhisti sono guide che ci aiutano a imparare il guardare in profondità e a sviluppare comprensione e compassione. Non sono dottrine per cui combattere, uccidere o morire.

Il Secondo Addestramento: Non Attaccamento alle Opinioni
Consapevoli della sofferenza creata dall’attaccamento alle opinioni e alle percezioni erronee, siamo determinati a non avere una mente ristretta, legata alle opinioni attuali. Impareremo e praticheremo il non attaccamento alle opinioni, per essere aperti alla visione profonda e alle esperienze degli altri. Siamo consapevoli che la conoscenza del momento non è l’immutabile e assoluta verità. La verità si trova nella vita e noi osserveremo la vita dentro e intorno a noi in ogni momento, pronti a imparare da essa.

Il Terzo Addestramento: Libertà di Pensiero
Consapevoli della sofferenza che causiamo imponendo le nostre opinioni, ci impegniamo a non forzare gli altri, neppure i nostri figli, ad adottare le nostre opinioni con alcun mezzo: autorità, minacce, denaro, propaganda o indottrinamento. Rispetteremo il diritto degli altri di essere diversi e di scegliere in cosa credere e come decidere. Tuttavia, con il dialogo compassionevole, aiuteremo gli altri a rinunciare al fanatismo e alla ristrettezza mentale.

Il Quarto Addestramento: Consapevolezza della Sofferenza
Consapevoli che guardare in profondità la natura della sofferenza ci aiuta a sviluppare la compassione e a trovare modi per uscire dalla sofferenza, siamo determinati a non fuggire e a non chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza. Ci impegniamo a trovare modi, compresi contatti personali, immagini e suoni, per stare con coloro che soffrono, per capirne profondamente la situazione e aiutarli a trasformare la sofferenza in compassione, pace e gioia.

Il Quinto Addestramento: Vita Semplice e Sana
Consapevoli che la vera felicità si fonda sulla pace, la stabilità, la libertà e la compassione, siamo determinati a non porci come scopo della vita la fama, il profitto, il benessere o il piacere sensuale, a non accumulare ricchezza, mentre ci sono milioni di esseri che hanno fame e muoiono. Ci impegniamo a vivere con semplicità e a condividere tempo, energia e risorse materiali con chi ne ha bisogno. Praticheremo il consumo consapevole, non usando alcol, droghe o altri prodotti che introducano tossine in noi stessi, così come nel corpo e nella coscienza collettivi.

Il Sesto Addestramento: Prendersi Cura della Rabbia
Consapevoli che la rabbia blocca la comunicazione e crea sofferenza, siamo determinati a prenderci cura dell’energia della rabbia quando sorge e a riconoscerne e trasformarne i semi che giacciono nel profondo delle nostre coscienze. Quando sorge la rabbia, siamo determinati a non fare e a non dire nulla, praticando invece il respiro consapevole e la meditazione camminata, per riconoscere , abbracciare e guardare in profondità la rabbia. Impareremo a guardare con gli occhi della compassione coloro che pensiamo siano la causa della nostra rabbia.

Il Settimo Addestramento: Dimorare Felicemente nel Momento Presente
Consapevoli che la vita è disponibile solo nel momento presente e che è possibile vivere felicemente qui e ora, ci impegniamo ad addestrarci per vivere profondamente ogni momento della nostra vita quotidiana. Non ci faremo trasportare dai rimpianti del passato, dalle preoccupazioni per il futuro, o dall’avidità, dalla rabbia e dalla gelosia nel presente. Siamo determinati ad imparare l’arte del vivere consapevole, entrando in contatto con gli elementi meravigliosi, vitali e salutari che esistono in noi e intorno a noi, e nutrendo i semi di gioia, pace, amore e comprensione in noi stessi, per facilitare il lavoro di trasformazione e di guarigione della nostra coscienza.

L’Ottavo Addestramento: Comunità e Comunicazione
Consapevoli che la mancanza di comunicazione porta sempre divisione e sofferenza, ci impegniamo ad addestrarci nella pratica dell’ascolto compassionevole e della parola amorevole. Impareremo ad ascoltare in profondità, senza giudicare o reagire, e ci asterremo dal pronunciare parole che possano causare discordia o divisioni nella comunità. Faremo ogni sforzo per mantenere aperta la comunicazione e per ricomporre e risolvere tutti i conflitti, per quanto piccoli.

Il Nono Addestramento: Parola Veritiera e Amorevole
Consapevoli che le parole possono creare sofferenza o felicità, ci impegniamo a imparare a parlare in modo veritiero e costruttivo, usando solo parole che ispirino speranza e fiducia. Siamo determinati a non dire il falso per salvare interessi personali o per impressionare gli altri e a non pronunciare parole che causino divisione e odio. Non diffonderemo notizie di cui non siamo certi e non condanneremo cose di cui non siamo sicuri. Faremo del nostro meglio per denunciare situazioni di ingiustizia, anche quando ciò minacci la nostra incolumità.

Il Decimo Addestramento: Proteggere il Sangha
Consapevoli che l’essenza e lo scopo di un Sangha è la pratica della comprensione e della compassione, ci impegniamo a non usare la comunità buddhista per profitto personale e a non trasformare la nostra comunità in uno strumento politico. Tuttavia, una comunità spirituale dovrebbe prendere una chiara posizione contro l’oppressione e l’ingiustizia e dovrebbe lottare per cambiare la situazione, senza impegnarsi in conflitti di parte.

L’Undicesimo Addestramento: Retti Mezzi di Sostentamento
Consapevoli che l’ambiente e la società hanno subìto grandi violenze e ingiustizie, ci impegniamo a non vivere di una professione dannosa per gli esseri umani e per la natura. Faremo del nostro meglio per scegliere un mezzo di sostentamento che aiuti a realizzare il nostro ideale di comprensione e di compassione. Consapevoli dell’economia globale e della realtà politica e sociale, ci comporteremo in modo responsabile come consumatori e come cittadini, non investendo in aziende che privino gli altri della possibilità di vivere.

Il Dodicesimo Addestramento: Rispetto per la Vita
Consapevoli che molta sofferenza viene causata da guerre e conflitti, siamo determinati a coltivare la nonviolenza, la comprensione e la compassione nelle nostre vite quotidiane, per promuovere l’educazione alla pace, la mediazione consapevole e la riconciliazione nelle famiglie, nelle comunità, nelle nazioni e nel mondo. Siamo determinati a non uccidere e a non permettere che altri uccidano. Con il nostro Sangha praticheremo diligentemente il guardare in profondità, per scoprire modi migliori per proteggere la vita e prevenire la guerra.

Il Tredicesimo Addestramento: Generosità
Consapevoli della sofferenza causata da sfruttamento, ingiustizia sociale, furto e oppressione, ci impegniamo a coltivare la gentilezza amorevole e ad imparare modi per favorire il benessere di persone, animali, piante e minerali. Praticheremo la generosità, condividendo tempo, energie e risorse materiali con coloro che ne hanno bisogno. Siamo determinati a non rubare e a non possedere nulla che appartenga ad altri. Rispetteremo la proprietà altrui, ma cercheremo di impedire che altri traggano profitto dalla sofferenza umana e dalla sofferenza di altri esseri.

Il Quattordicesimo Addestramento: Retta Condotta
Consapevoli che le relazioni sessuali motivate dall’avidità non riescono a dissipare il sentimento di solitudine, ma creano maggior sofferenza, frustrazione e isolamento, siamo determinati a non intraprendere relazioni sessuali senza reciproca comprensione, amore e impegno a lungo termine. Nelle relazioni sessuali dobbiamo essere consapevoli della sofferenza che potremmo causare in futuro. Sappiamo che, per proteggere la felicità nostra e degli altri, dobbiamo rispettare i diritti e gli impegni nostri e degli altri. Faremo tutto quanto è in nostro potere per proteggere i bambini dagli abusi sessuali e per proteggere coppie e famiglie dalle rotture dovute a una condotta sessuale scorretta. Tratteremo il nostro corpo con rispetto e conserveremo le energie vitali (del sesso, del respiro e dello spirito) per la realizzazione del nostro ideale di bodhisattva. Saremo pienamente consapevoli della responsabilità di nuove vite e mediteremo sul mondo in cui intendiamo fare nascere nuovi esseri.

Thich Nhat Hanh

Monaco zen vietnamita, poeta e costruttore di pace, è oggi insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo.

Nato in Vietnam centrale nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha operato fin dalla sua giovinezza affinché il buddhismo portasse pace, riconciliazione e fratellanza nella società. Testimone delle devastazioni portate nel suo Paese dalla guerra, ha avuto chiara la percezione che il buddhismo non poteva rinchiudersi nei templi disinteressandosi delle vicende umane ma era chiamato ad agire con equanimità, compassione ed efficacia e portare alle persone aiuti concreti, insieme a insegnamenti e sostegno spirituale.

Nel 1964, durante la guerra in Vietnam, ha dato vita a uno dei movimenti di resistenza nonviolenta più significativi del secolo, i Piccoli Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico.

Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, già costretto all’esilio, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese. Stabilitosi in Francia, nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l’arte di vivere in consapevolezza. Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam, accompagnato da un folto gruppo di monaci e laici, per un viaggio di riconciliazione e insegnamenti.

Conduce ogni anno in tutto il mondo ritiri sull’arte di vivere in consapevolezza, ai quali partecipano migliaia di persone. Ha guidato ritiri speciali per reduci americani della guerra nel Vietnam, per parlamentari statunitensi, per psicoterapeuti, per artisti, per attivisti ambientalisti e per gruppi di praticanti israeliani e palestinesi.
I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue. Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori e Neri Pozza.

Maggiori informazioni su di lui e sulla sua comunità possono essere trovate su www.plumvillage.org (in inglese) e sul sito www.esserepace.org (in italiano).

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The Fourteen Mindfulness Trainings Introduction
(from Interbeing by Thich Nhat Hanh)

1. The First Mindfulness Training: Openness
Aware of the suffering created by fanaticism and intolerance, we are determined not to be idolatrous about or bound to any doctrine, theory, or ideology, even Buddhist ones. Buddhist teachings are guiding means to help us learn to look deeply and to develop our understanding and compassion. They are not doctrines to fight, kill, or die for.

2. The Second Mindfulness Training: Nonattachment from Views
Aware of the suffering created by attachment to views and wrong perceptions, we are determined to avoid being narrow-minded and bound to present views. We shall learn and practice nonattachment from views in order to be open to others’ insights and experiences. We are aware that the knowledge we presently possess is not changeless, absolute truth. Truth is found in life, and we will observe life within and around us in every moment, ready to learn throughout our lives.

3. The Third Mindfulness Training: Freedom of Thought
Aware of the suffering brought about when we impose our views on others, we are committed not to force others, even our children, by any means whatsoever – such as authority, threat, money, propaganda, or indoctrination – to adopt our views. We will respect the right of others to be different and to choose what to believe and how to decide. We will, however, help others renounce fanaticism and narrowness through practicing deeply and engaging in compassionate dialogue.

4. The Fourth Mindfulness Training: Awareness of Suffering
Aware that looking deeply at the nature of suffering can help us develop compassion and find ways out of suffering, we are determined not to avoid or close our eyes before suffering. We are committed to finding ways, including personal contact, images, and sounds, to be with those who suffer, so we can understand their situation deeply and help them transform their suffering into compassion, peace, and joy.

5. The Fifth Mindfulness Training: Simple, Healthy Living
Aware that true happiness is rooted in peace, solidity, freedom, and compassion, and not in wealth or fame, we are determined not to take as the aim of our life fame, profit, wealth, or sensual pleasure, nor to accumulate wealth while millions are hungry and dying. We are committed to living simply and sharing our time, energy, and material resources with those in need. We will practice mindful consuming, not using alcohol, drugs, or any other products that bring toxins into our own and the collective body and consciousness.

6. The Sixth Mindfulness Training: Dealing with Anger
Aware that anger blocks communication and creates suffering, we are determined to take care of the energy of anger when it arises and to recognize and transform the seeds of anger that lie deep in our consciousness. When anger comes up, we are determined not to do or say anything, but to practice mindful breathing or mindful walking and acknowledge, embrace, and look deeply into our anger. We will learn to look with the eyes of compassion at ourselves and at those we think are the cause of our anger.

7. The Seventh Mindfulness Training: Dwelling Happily in the Present Moment
Aware that life is available only in the present moment and that it is possible to live happily in the here and now, we are committed to training ourselves to live deeply each moment of daily life. We will try not to lose ourselves in dispersion or be carried away by regrets about the past, worries about the future, or craving, anger, or jealousy in the present. We will practice mindful breathing to come back to what is happening in the present moment. We are determined to learn the art of mindful living by touching the wondrous, refreshing, and healing elements that are inside and around us, and by nourishing seeds of joy, peace, love, and understanding in ourselves, thus facilitating the work of transformation and healing in our consciousness.

8. The Eighth Mindfulness Training: Community and Communication
Aware that lack of communication always brings separation and suffering, we are committed to training ourselves in the practice of compassionate listening and loving speech. We will learn to listen deeply without judging or reacting and refrain from uttering words that can create discord or cause the community to break. We will make every effort to keep communications open and to reconcile and resolve all conflicts, however small.

9. The Ninth Mindfulness Training: Truthful and Loving Speech
Aware that words can create suffering or happiness, we are committed to learning to speak truthfully and constructively, using only words that inspire hope and confidence. We are determined not to say untruthful things for the sake of personal interest or to impress people, nor to utter words that might cause division or hatred. We will not spread news that we do not know to be certain nor criticize or condemn things of which we are not sure. We will do our best to speak out about situations of injustice, even when doing so may threaten our safety.

10. The Tenth Mindfulness Training: Protecting the Sangha
Aware that the essence and aim of a Sangha is the practice of understanding and compassion, we are determined not to use the Buddhist community for personal gain or profit or transform our community into a political instrument. A spiritual community should, however, take a clear stand against oppression and injustice and should strive to change the situation without engaging in partisan conflicts.

11. The Eleventh Mindfulness Training: Right Livelihood

Aware that great violence and injustice have been done to our environment and society, we are committed not to live with a vocation that is harmful to humans and nature. We will do our best to select a livelihood that helps realize our ideal of understanding and compassion. Aware of global economic, political and social realities, we will behave responsibly as consumers and as citizens, not supporting companies that deprive others of their chance to live.

12. The Twelfth Mindfulness Training: Reverence for Life
Aware that much suffering is caused by war and conflict, we are determined to cultivate nonviolence, understanding, and compassion in our daily lives, to promote peace education, mindful mediation, and reconciliation within families, communities, nations, and in the world. We are determined not to kill and not to let others kill. We will diligently practice deep looking with our Sangha to discover better ways to protect life and prevent war.

13. The Thirteenth Mindfulness Training: Generosity
Aware of the suffering caused by exploitation, social injustice, stealing, and oppression, we are committed to cultivating loving kindness and learning ways to work for the well-being of people, animals, plants, and minerals. We will practice generosity by sharing our time, energy, and material resources with those who are in need. We are determined not to steal and not to possess anything that should belong to others. We will respect the property of others, but will try to prevent others from profiting from human suffering or the suffering of other beings.

14. The Fourteenth Mindfulness Training: Right Conduct
(For lay members): Aware that sexual relations motivated by craving cannot dissipate the feeling of loneliness but will create more suffering, frustration, and isolation, we are determined not to engage in sexual relations without mutual understanding, love, and a long-term commitment. In sexual relations, we must be aware of future suffering that may be caused. We know that to preserve the happiness of ourselves and others, we must respect the rights and commitments of ourselves and others. We will do everything in our power to protect children from sexual abuse and to protect couples and families from being broken by sexual misconduct. We will treat our bodies with respect and preserve our vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal. We will be fully aware of the responsibility of bringing new lives into the world, and will meditate on the world into which we are bringing new beings.

(For monastic members): Aware that the aspiration of a monk or a nun can only be realized when he or she wholly leaves behind the bonds of worldly love, we are committed to practicing chastity and to helping others protect themselves. We are aware that loneliness and suffering cannot be alleviated by the coming together of two bodies in a sexual relationship, but by the practice of true understanding and compassion. We know that a sexual relationship will destroy our life as a monk or a nun, will prevent us from realizing our ideal of serving living beings, and will harm others. We are determined not to suppress or mistreat our body or to look upon our body as only an instrument, but to learn to handle our body with respect. We are determined to preserve vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal


Biography of  teacher Thich Nhat Hanh

One of the best known and most respected Zen masters in the world today, poet, peace and human rights activist, Thich Nhat Hanh has led an extraordinary life. Born in central Vietnam in 1926, Nhat Hanh was ordained a Buddhist monk in 1942, at the age of sixteen. Just eight years later, he co-founded what was to become the foremost center of Buddhist studies in South Vietnam , the An Quang Buddhist Institute.

In 1961, Nhat Hanh came to the United States to study and teach comparative religion at Columbia and Princeton Universities . But in 1963, his monk-colleagues in Vietnam invited him to come home to join them in their work to stop the US-Vietnam war. After returning to Vietnam , he helped lead one of the great nonviolent resistance movements of the century, based entirely on Gandhian principles.

In 1964, along with a group of university professors and students in Vietnam, Thich Nhat Hanh founded the School of Youth for Social Service, called by the American press the “little Peace Corps,” in which teams of young people went into the countryside to establish schools and health clinics, and later to rebuild villages that had been bombed. By the time of the fall of Saigon, there were more than 10,000 monks, nuns, and young social workers involved in the work. In the same year, he helped set up what was to become one of the most prestigious publishing houses in Vietnam, La Boi Press. In his books and as editor-in-chief of the official publication of the Unified Buddhist Church, he called for reconciliation between the warring parties in Vietnam, and because of that his writings were censored by both opposing governments.

In 1966, at the urging of his fellow monks, he accepted an invitation from the Fellowship of Reconciliation and Cornell University to come to the U.S. “to describe to [us] the aspirations and the agony of the voiceless masses of the Vietnamese people” ( New Yorker , June 25, 1966). He had a densely packed schedule of speaking engagements and private meetings, and spoke convincingly in favor of a ceasefire and a negotiated settlement. Martin Luther King, Jr. was so moved by Nhat Hanh and his proposals for peace that he nominated him for the 1967 Nobel Peace Prize, saying, “I know of no one more worthy of the Nobel Peace Prize than this gentle monk from Vietnam .” Largely due to Thich Nhat Hanh’s influence, King came out publicly against the war at a press conference, with Nhat Hanh, in Chicago .

When Thomas Merton, the well-known Catholic monk and mystic, met Thich Nhat Hanh at his monastery, Gethsemani, near Louisville , Kentucky , he told his students, “Just the way he opens the door and enters a room demonstrates his understanding. He is a true monk.” Merton went on to write an essay, “Nhat Hanh Is My Brother,” an impassioned plea to listen to Nhat Hanh’s proposals for peace and lend full support for Nhat Hanh’s advocacy of peace. After important meetings with Senators Fullbright and Kennedy, Secretary of Defense McNamara, and others in Washington, Thich Nhat Hanh went to Europe, where he met with a number of heads of state and officials of the Catholic church, including two audiences with Pope Paul VI, urging cooperation between Catholics and Buddhists to help bring peace to Vietnam .

In 1969, at the request of the Unified Buddhist Church of Vietnam, Thich Nhat Hanh set up the Buddhist Peace Delegation to the Paris Peace Talks. After the Peace Accords were signed in 1973, he was refused permission to return to Vietnam , and he established a small community a hundred miles southwest of Paris , called “Sweet Potato.” In 1976-77, Nhat Hanh conducted an operation to rescue boat people in the Gulf of Siam , but hostility from the governments of Thailand and Singapore made it impossible to continue. So for the following five years, he stayed at Sweet Potato in retreat – meditating, reading, writing, binding books, gardening, and occasionally receiving visitors.

In 1982, Thich Nhat Hanh established Plum Village, a larger, thriving retreat center near Bordeaux, France, where he has been living in exile from his native Vietnam . Since 1983 he has traveled to North America to lead retreats and give lectures on mindful living and social responsibility, “making peace right in the moment we are alive.” He has offered retreats for Vietnam veterans, mental health and social workers, prison inmates, ecologists, businessmen, police officers and members of Congress. In 1997, Nhat Hanh founded the Green Mountain Dharma Center and Maple Forest Monastery in Vermont . In 2000, he founded Deer Park Monastery in Escondido, California. He has ordained over two hundred monks and nuns from different parts of the world. In addition, 230 lay practice communities practicing in the tradition of Thich Nhat Hanh meet regularly throughout the United States and around the world.

Since his days in Vietnam , Thich Nhat Hanh has been a leading proponent of “engaged Buddhism,” a way of life and a spiritual practice that works actively in the world to relieve suffering. Nhat Hanh continues his work to alleviate the suffering of refugees, boat people, political prisoners and hungry families in Vietnam and other Third World countries. He has been instrumental in initiating the declaration, by the General Assembly of the United Nations, dedicating 2001-2010 as the “International Decade for a Culture of Peace and Non-Violence for the Children of the World” (Resolution A/RES/53/2519/111998). He collaborated with the Nobel Peace Laureates in drafting the “Manifesto 2000,” with six points on the Practice of Peace and Non-violence distributed by UNESCO. In December 2000, Thich Nhat Hanh was invited to give a lecture at the White House World Summit Conference on HIV and AIDS. He has also been invited to speak at The Gorbachev World Forum and the World Economic Summit in Davos , Switzerland .

Thich Nhat Hanh has received recognition for his prolific writings on meditation, mindfulness, and peace. He has published over 85 titles of accessible poems, prose, and prayers, with more than 40 of those works in English. His best-known books include Peace is Every Step , Being Peace , Touching Peace , Call Me by My True Names , Living Buddha, Living Christ , Teachings on Love , and Anger .

Now eighty years old, Thich Nhat Hanh is emerging as one of the great teachers of our time. In the midst of our society’s emphasis on speed, efficiency, and material success, Thich Nhat Hanh’s ability to walk calmly with peace and awareness and to teach us to do the same has led to his enthusiastic reception in the West. Although his mode of expression is simple, his message reveals the quintessence of the deep understanding of reality that comes from his meditations, his Buddhist training, and his work in the world.

Parole – Words


🌸Parole🌸

Parole
rase
e silenzi
in occhi
e cuore
Parole
come semi
gettati
nei solchi
di ogni emozione
Parole
pazienti
oltre confine
in attesa
di Primavera
Parole
vive
in abbraccio
nell’Eden
della poesia

16.03.2020 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Words

Words
rase
and silences
in eyes
and heart
Words
as seeds
thrown
in the furrows
of every emotion
Words
patients
beyond the border
waiting
of Spring
Words
lives
in embrace
in Eden
of poetry

16.03.2020 Poetyca

Buona fortuna!



Buona fortuna!

Solo impegnandosi
al di là del sentirsi immuni
(nessuno lo è)

E rispettando se stessi
e gli altri con i giusti accorgimenti, che non dobbiamo inventarci
e un pochino di pazienza ancora…

Pregando e meditando
con fede e fiducia,
amici cari:

CE LA FACCIAMO!

Giuseppe Bustone

Trama sciolta


Trama sciolta

Un pensiero

viaggio inizia,

storia nuova

vibrando emozioni

immagini cattura.

Desideri

avevan perso luce,

magicamente

diventano stelle,

sorrisi riaccesi.

Lacrime

illuminano la notte.

26.01.2001 Poetyca

dissolved Plot


A thought

journey begins,

new history

vibrating emotions

image capture.

Would

they had lost the light,

magically

become stars,

smiles reactivated.

Tears

light up the night.

26.01.2001 Poetyca

La speranza


La speranza

Aspetta di scoprire cosa ti riserva
il tuo futuro. Non averne paura. Continua a lottare. E non fermarti. Pian piano vedrai all’orizzonte mostrarsi un essere di luce.
Non temere: è un Angelo. No.
Non significa che la tua vita
sia arrivata all’epilogo.
Anzi, comincia veramente ora.
Adesso si realizzeranno
tutti quei personaggi di cui sentivi raccontarti da bambino.
Nelle fiabe, nelle storie
che tua madre e tuo padre
ti raccontavano per regalarti
la possibilità di sognare…
Sai, io non mi ricordo più
di quelle favole di fantasia.
Ti prego, tu che le vivi:
vieni a raccontarmele ancora.
E ancora. Affinché io non perda
la speranza.

Giuseppe Bustone

Salpando



Salpando

Disavvedutamente ripenso
Echi lontani tra il bosco
Raccolgo indeboliti tormenti
A monte di presidi preoccupanti
I miei unici e ancor arzilli lamenti
Ormai invecchiati, sempre i medesimi
Ondeggiano flutti inesistenti
Se non in cuor mio
O, caro mare ch’io ti vidi adolescente
Mentre il mio senno perdevo
Sol dopo più decenni ora ragiono
E in testa il cervello è ancor il mio.

Giuseppe Bustone

Raggiungere la pace


Raggiungere la pace

Il cambiamento necessario ad ottenere uno stato di beatitudine è quello della pace mentale. C’è una sostanziale differenza tra silenzio mentale e pace mentale. Penso che il silenzio mentale non sia raggiungibile, foss’anche solo perché dentro di noi vi è anche solo il sintomo della vita: ‘Io sono, esisto. Sono qui presente…’ Mentre è ottenibile la pace mentale, nonostante i pensieri ed i ricordi sempre presenti ma che non disturbano la tranquillità imperturbabile raggiunta dai praticanti la meditazione. Consiglio vivamente di praticare lo yoga e la meditazione quali insostituibili mezzi per raggiungere la beatitudine (ananda). Namastè 🙏

Giuseppe Bustone

Riemergendo


Riemergendo

Non buttare al vento ciò che dovrai preservare, rispettando il diritto di ognuno di rimanere in salute. Insieme, saremo più forti. Non credere ne che sia un male devastatore, ma non considerarlo con leggerezza. Facciamo di questa notte una meravigliosa unione dei cuori. E, meditiamo.

Giuseppe Bustone

Ciò che ho non è mio



Ció che non è mio

Il distacco per me è vivere sapendo bene che tutto è transitorio e nulla mi appartiene veramente. Quindi uso quello che mi è dato di utilizzare senza considerarmi padrone di niente. Quando penso che ciò che mi appartiene non sia davvero di mia proprietà. Vi è un unico padrone nell’universo. E resto distaccato da tutto ciò ch’è materiale. Infine ciò che mi resta, ciò che ho dentro, l’amore, il sentimento, e tutte quelle nobili qualità che ognuno ha e se vuole può espanderle e condividerle… Insomma: rimani distaccato da tutto e goditi la vita guardandoti da una diversa prospettiva. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è amare ed essere amati. Questo alla fine ci resta davvero. L’unico attaccamento. E ti sarà facile rinunciare a tutto il resto se non avrai bisogno di nient’altro.

Giuseppe Bustone