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Sarà notte – Night will


Sarà notte

Sarà la notte
a restituire suoni
di voci intrecciate:
sospiri di luna
e ansimante gioia
che avvolga i sensi

Sarà solo uno sguardo
ad accendere la passione
che ti cerca e sfiora
ogni tuo palpito

Sarò io ad assecondare
con sinuosa danza
il tuo cercarmi:
oltre il silenzio
oltre le paure
che sapranno
cullare la mia offerta
per essere ora
semplicemente Donna

15.01.2004 Poetyca

Night will

It will be the night
to restore sound
voices intertwined
sighs moon
and panting joy
that envelop the senses

It will just take a look
light the passion
you try and grazes
your every heartbeat

I will be to indulge
with sinuous dance
Your Search:
beyond the silence
than fears
that will
rock my offer
for to be now
Simply Woman

15.01.2004 Poetyca

Zoomare la vita – Zoom in on life



Zoomare la vita
Immagina un prato,
ricco di vita e di colori,
fiori che sanno diffondere bellezza,punteggiando l’erba.

Che accadrebbe se d’improvviso un fiore pensasse di essere unico,
talmente importate da dimentica l’intero prato?

Che ne sarebbe del senso del polline che, con la spinta del vento,
con la cura delle api, è capace di far nascere piccoli semi?

Un semplice fiore piega il capo nel terreno, quando finisce il suo tempo,
nulla è stato vano, nulla smette di essere perché un piccolo fiore
sa portare ancora vita anche grazie all’interconnessione con l’intero prato.

Non possiamo essere ” fiori ciechi” che non sanno capire il valore profondo dell’essere
oltre ” io ” e ” mio” ma possiamo usare la visione profonda che ci permette di ” zoomare” la vita.

Oltre al particolare è presente un campo lungo che ci aiuta a guardare nell’interessere.
Poetyca 28.03.2010

La vita è viaggio – Life’s journey


La vita è viaggio

La vita è il più bel viaggio che ci possa capitare,
ma non basta guardare fuori dai finestrini,
noi non siamo semplice parte del paesaggio:
siamo parte attiva e il nostro credere o pensare
non dovrebbe rimanere in silenzio, così come
mai si deve tacere la nostra emozione.
La vita è ricchezza che ci rende migliori
e possiamo guardare alle opportunità
di un passato che insegna,di un futuro sconosciuto
ed un presente che è ora,in questo attimo,
ed è in esso che dobbiamo respirare ogni suo valore.
La vita è esperienza che resta indelebile dono
da proiettare nello spazio e nel tempo
che ci è concesso di attraversare
perchè solo così avrebbe senso
il nostro passaggio chiamato apprendimento.
La vita non è solitudine ma è l’armonia
dello scambio con condivisione e capacità
di portare agli altri quelle gocce d’oceano
che siamo, ogni goccia è capace di formare
il mare che tutto lambisce e ci rende amore.

01.03.2003 Poetyca

Life’s journey

Life is the most beautiful journey that can happen,
but not enough to look out the windows,
we are not simply part of the landscape:
we are active and our believing or thinking
should not remain silent, as well as
must never be silenced our emotion.
Life is wealth that makes us better
and we can look at opportunities
of a past that sign, of an unknown future
and that it is now, at this moment,
and we breathe it in all its value.
Life is experience which remains indelible gift
to be projected in space and time
that we are allowed to cross
because only then would make sense
our passage called learning.
Life is not solitude but the harmony
with the exchange and sharing capabilities
to bring those to the other drops of ocean
who we are, every drop is capable of forming
the sea that washes us and makes us all love.
01.03.2003 Poetyca

Essere amore – Be love


Essere amore

Gli ostacoli sono prove per rendere noi capaci di confermare
quello che è nel nostro processo di trasformazione:
lezioni da comprendere e da assimilare.
Tutto è nella luce e nell’ Amore di Dio naturalmente,
ma le persone devono capire che la paura è credere
di non essere accolti o amati. Che il senso di vuoto interiore
è perchè nella confusione non si ancora in grado di capire
che noi dobbiamo amare e gettare lontano il nostro ego,
la brama e l’attaccamento ad una identità: siamo gocce
dello stesso Oceano d’Amore e il nostro compito è semplice – essere amore.

01.06.2011 Poetyca

Be love

The obstacles are evidence to enable us to confirm
what is in our transformation process:
lessons to understand and assimilate.
Everything is in the light and ‘Love of God, of course
people must understand that fear is the belief of not
being accepted or loved. That the sense of emptiness
in the confusion is because you are not yet able to understand
that we must love and throw away our ego, craving and attachment
to an identity that is not ours, we are drops of the same Ocean of Love
and our job is simple – be love.

01.06.2011 Poetyca

Tim Buckley Anthology


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=D9xFTX011O8]

Timothy Charles Buckley III nacque a Washington, figlio di Elaine, un’italoamericana, e di Tim Charles Buckley Jr., un pluridecorato della seconda guerra mondiale con origini irlandesi. Trascorse l’infanzia ad Amsterdam, cittadina industriale dello Stato di New York, dove ebbe i primi contatti con la musica: la madre era una fan di Miles Davis e il padre della musica country. Nel 1956 la famiglia si trasferì a Bell Gardens in California.[6]

A tredici anni imparò a suonare il banjo e con il compagno di scuola Dan Gordon formò un gruppo ispirato al The Kingston Trio. Entrò nella squadra di football americanodella scuola, dove coprì il ruolo di quarterback. Durante uno scontro di gioco si ruppe le prime due dita della mano sinistra. Non riottenne mai l’uso completo delle dita, tanto che non poté più suonare il barré e ciò lo costrinse a usare accordi estesi. Durante il periodo delle scuole superiori conobbe Larry Beckett, autore della maggior parte dei testi dei suoi primi brani, e Jim Fiedler. Il 25 ottobre del 1965, a diciannove anni, sposò la compagna di scuola Mary Guibert, dalla quale, un anno più tardi, ebbe un figlio, Jeff Buckley, nato il 17 novembre 1966. Anche egli, negli anni novanta, sarebbe divenuto un musicista.

Finita la scuola iniziò a esibirsi in diversi club di Los Angeles. In uno di questi spettacoli venne notato da Jac Holzman, proprietario della Elektra Records, che lo mise sotto contratto, permettendogli di pubblicare nel dicembre del 1966 il suo primo LP, l’omonimo Tim Buckley. In supporto al disco cominciò un lungo tour negli Stati Uniti, durante il quale partecipò anche allo show televisivo di Johnny Carson.[7]

Nel 1967, ancora per l’Elektra, pubblicò Goodbye and Hello, disco fortemente influenzato dal folk rock di Bob Dylan e dal rock psichedelico in auge in quegli anni. L’album è considerato dalla critica il primo dei suoi capolavori.[8] I brani I Never Asked to Be Your Mountain e Once I Was verranno reinterpretati dal figlio Jeff durante il concerto in memoria del padre, tenutosi a New York il 26 aprile del 1991. Un altro brano, Morning Glory, verrà reinterpretato dalla band britannica This Mortal Coil nell’album del 1986 Filigree & Shadow. Anche a questo disco fece seguito un lungo tour, che giunse anche in Europa, dove si esibì per lo show radiofonico di John Peel.

Nel 1969 uscì il terzo album, Happy Sad, influenzato questa volta più dal jazz, in particolare da Miles Davis, con brani più dilatati rispetto al disco precedente. Anche questo lavoro è ben valutato dalla critica, nonostante lo scarso successo di vendite.[9]

Nello stesso anno rescisse il contratto con l’Elektra, passando alla Straight Records di Frank Zappa e del produttore Herb Cohen. Per questa etichetta pubblicò Blue Afternoon (1969). Nel 1970 uscì per l’Elektra l’album Lorca, che venne registrato contemporaneamente a Blue Afternoon.[10] Proprio Lorca è generalmente considerato dalla critica come l’album di passaggio fra il “periodo folk” di Goodbye and Hello e Happy Sad a quello “psichedelico” del successivo Starsailor.[11]

Nel 1970 realizzò e diede alle stampe Starsailor, disco più vicino alla sperimentazione, considerato da molti critici il suo massimo capolavoro e indubbiamente uno dei più ardui esperimenti sul canto mai realizzati.[12]In questo album è presente il brano Song to the Siren, probabilmente il più famoso di Buckley, la cui reinterpretazione della band inglese This Mortal Coil sull’album It’ll End in Tears del 1984 riscuoterà notevole successo. Il brano verrà inoltre reinterpretato nel 2002 da Robert Plant sul suo album Dreamland, nel 2009 da John Frusciante su The Empyrean e nel 2010 da Sinéad O’Connor.

In seguito allo scarso successo commerciale dei suoi dischi, dopo la pubblicazione di Starsailor Buckley sospese temporaneamente l’attività musicale, cadendo preda della depressione e sviluppando una dipendenza per l’alcool e le droghe. Inoltre, si dedica ad altre attività, come il cinema, scrivendo sceneggiature e recitando nel film mai uscito Why?, di Victor Stoloff.[13]

Nel 1972 vi fu il ritorno sulle scene con l’album Greetings from L.A., che virò il suono verso il funk,[14] a cui fecero seguito nel 1973 Sefronia e nel 1974 Look at the Fool, due album considerati dalla critica come il punto più basso della sua produzione.[15][16]

Tim Buckley morì la sera del 29 giugno 1975 a Santa Monica, in California, per overdose di eroina e alcool.[17]

http://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Buckley

 

Tim Buckley was born in Washington, D.C. on St. Valentine’s Day, to Elaine (née Scalia), an Italian American, and Timothy Charles Buckley Jr., a highly decoratedWorld War II veteran who was the son of Irish immigrants from Cork. He spent his early childhood in Amsterdam, New York, an industrial city approximately 40 miles northwest of Albany; at five years old he began listening to his mother’s progressive jazz recordings, particularly Miles Davis.

Buckley’s musical life began in earnest after his family moved to Bell Gardens in southern California in 1956. His grandmother introduced him to the work of Bessie Smith and Billie Holiday, his mother to Frank Sinatra and Judy Garland and his father to the country music of Hank Williams and Johnny Cash.[1] When the folk music revolution came around in the early 1960s, Buckley taught himself the banjo at age 13, and with several friends formed a folk group inspired by the Kingston Trio that played local high school events.[2]

During his initial high school years, Buckley was a popular and engaged student; he was elected to numerous offices, played on the baseball team and quarterbacked the football team.[3] During a football game he broke the first two fingers on his left hand, permanently damaging them. He later said that the injury prevented him from playing barre chords. This disability may have led to his use of extended chords, many of which don’t require barres.[4]

Buckley attended Loara High School in Anaheim, California,[5] which left him disillusioned. He quit football and cut classes regularly, focusing most of his attention on music instead. He befriended Larry Beckett, his future lyricist, and Jim Fielder, a bass player with whom he formed two separate musical groups, The Bohemians, who initially played popular music,[6] and The Harlequin 3, a folk group which regularly incorporatedspoken word and beat poetry into their gigs.[1]

In 1965, during French class, Buckley met Mary Guibert, one grade his junior. Their relationship inspired some of Buckley’s music, and provided him time away from his turbulent home life. His father had become unstable, angry and occasionally violent in his later years. He had suffered a serious head injury during the war; that, along with a severe work-related injury, was said to have affected his mental balance.[7]

Buckley and Guibert married on October 25, 1965, as Guibert believed she was pregnant.[3] The marriage angered Mary’s father and he did not attend the wedding; Buckley’s father attended, but joked to the priest, “I give it six months”. Shortly after the wedding Mary realized that she was not pregnant after all.

The marriage was tumultuous, and Buckley quickly moved out, but Mary soon became pregnant. After several months, Buckley found himself neither willing nor able to cope with marriage and impending fatherhood. From then on he and Mary only saw each other sporadically. They divorced in October 1966, about a month before their son Jeffrey Scott was born.[8]

By then, he and lyricist/friend Beckett had written dozens of songs; several were to appear on Tim’s debut album, Tim Buckley. “Buzzin’ Fly”, was also written during this period, and was featured on Happy Sad, his 1969 LP.[8]

Buckley’s ill-conceived college career at Fullerton College lasted only two weeks in 1965;[2][3] Buckley dropped out and dedicated himself fully to his music and to playing L.A. folk clubs. During the summer of 1965 he played regularly at a club co-founded by Dan Gordon. Later in the year he played various Orange County coffeehouses, such as the White Room in Buena Park, and the Monday night hootenannies at the famed Los Angeles Troubadour.[9] That year Cheetah Magazine deemed Buckley an up-and-comer, one of “The Orange County Three”, along with Steve Noonan and Jackson Browne.[1]

In February 1966, following a gig at L.A.’s It’s Boss, The Mothers of Invention‘s drummer Jimmy Carl Black recommended Buckley to Mothers manager, Herb Cohen. Cohen saw potential in Tim[2] and landed him an extended gig at the Nite Owl Cafe in Greenwich Village. Buckley’s new girlfriend, Jainie Goldstein, drove him cross-country to New York in her VW bug.[7] While living in the Bowery with Jainie, Buckley ran into Lee Underwood, and asked him to play guitar for him. From there, they became lifelong friends and collaborators.

Under Cohen’s management, Buckley recorded a six song demo acetate disc, which he sent to Elektra records owner Jac Holzman,[1][6] who offered him a recording contract.

http://en.wikipedia.org/wiki/Tim_Buckley

Vita e speranze – Life and hope


Vita e speranze

La rima e il sogno
il sorriso e il lampo
per corse al galoppo
su vaste pianure
che accarezzano il silenzio

Frammenti e parole
odore di vita
che sprigiona speranze
respira nel tempo
anche l’ultimo attimo

Sii te stesso
sotto la pioggia
e in trafitture di sole
con le certezza nel pugno
e dove il dubbio ti fa inciampare

Perchè tutto è evanescente
e non lo puoi trattenere
oltre le pareti del cuore
tra parole non dette
e forza nel lasciare andare

16.03.2007 Poetyca

Life and hope

The rhyme and the Dream
smile and flash
for racing gallop
over vast plains
that caress the silence

Fragments and words
smell of life
hopes that releases
breathe in time
the last moment

Be yourself
on rain
and piercing sun
with certainty in his fist
and where the question makes you stumble

Because everything is evanescent
and you can not hold
beyond the walls of the heart
between words unsaid
and strength in letting go

16.03.2007 Poetyca

Arcobaleni – Rainbows


Arcobaleni
Un pensiero è come una goccia di cielo
che sfiora il cuore regalando
una rete sottile di emozioni
Arcobaleni ci legano
e dal cuore proiettiamo
i nostri archi
Passi leggeri
ci conducono
dove è guida la speranza
Domani attende
e tra battiti di ciglia
e un nuovo sospiro
Tra voglia di credere
e la forza di lottare
saremo capaci di essere colore
27.01.2003 Poetyca
Rainbows


A thought is like a drop of heaven
that touches the heart giving
a thin mesh of emotions
Rainbows bind us
and projecting from the heart
our bows
Light steps
lead us
where is the hope of driving
Tomorrow awaits
and between blinks of an eye
and a new breath
Among want to believe
and the strength to fight
we will be able to be color
27.01.2003 Poetyca

Ci sei anche tu – Where are you


Ci sei anche tu

Ci sei anche tu
tra miliardi di stelle
che portano la luce di un attimo
rapito dall’oblio
tra sogni interrotti
e gettati nel fuoco
da una vita cruda
che brucia i desideri

Ci sei anche tu a levar la voce
per chi resta muto
per te stesso
e per chi vorrebbe ancora credere
ad una bugia o è in ricerca di realtà
da colorare o da spogliare
per essere pronti a vivere
oltre la Storia che imprigiona
senza dover poi raccogliere
colpe o condanne

04.07.2004 Poetyca


Where  are you

Where are you
with billions of stars
leading light of a moment
kidnapped from oblivion
between broken dreams
and thrown into the fire
a harsh life
Burning desires

Where are you to raise your voice
those who remain silent
for yourself
and for those who want to believe
a lie or is in search of reality
Coloring or strip
to be prepared to live
History beyond the imprisoning
without having to collect
guilt or convictions

04.07.2004 Poetyca

Occasioni speciali – Special Occasions


Occasioni speciali

Tutta la nostra vita è un susseguirsi di eventi,
esperienze alle quali reagiamo, manifestiamo quanto
siamo convinti essere corretto e coerente con il nostro essere interiore.
Ma ci sono occasioni dove, aggrappati ad un ruolo, a quanto ci sia inculcato dall’esterno
e che naturalmente crediamo essere opportuno per noi, voltiamo le spalle al cuore.
Forse crediamo nelle ricompense, nell’elogio e nel credere che tutto quel che difende quel ruolo
al quale ci identifichiamo sia la cosa migliore possibile. Ma potrebbe accadere che,
un cedimento, un gesto compassionevole ( che crediamo sbagliato) sia invece l’elemento chiave
per fare di noi esseri speciali che allargano il proprio confine e vibrano
sulle onde sottili dell’amore incondizionato.

24.04.2011 Poetyca

Special Occasions

Our whole life is a succession of events,
experiences to which we react, we show how
we believe to be correct and consistent with our inner being.
But there are occasions where, clinging to a role, as there is inculcated from the outside
and of course that we believe to be appropriate for us, we turn our backs to the heart.
Perhaps we believe in the rewards, in praise and believe that everything that defends role
which we identify is the best thing possible. But it may happen that
a failure, a compassionate gesture (which I think wrong) is instead the key element
to make us special beings who expand its borders and vibrate
subtle waves of unconditional love.

24.04.2011 Poetyca

Tu – You


Tu

Tu cerchi le rotte perdute
naufrago di una vita
senza più sogni :
calpestati e delusi
strappati come foglie

Tu che parli al tempo
e lo accusi dei tuoi inganni
lo distruggi e gli urli
tutte le tue ragioni

Tu che uccidi la vita
ed anneghi le voci
che ti dicono solo
– aspetta ancora –
perchè è l’attesa
la speranza
che non vuoi guardare

Tu che sfuggi
tutti i silenzi del cuore
perché da solo
non ti vuoi cercare
e credi sconfitta
l’essere lasciato

Tu che nulla cerchi
e vuoi solo urlare
tutta la rabbia
che scoppia dentro

Tu…Ascoltami ora
e raccogli tutte
le tue forze rimaste
– prendi la tua vita …
e non la gettare! –

07.11.2003 Poetyca

You

You seek the lost routes
survivor of a life
no more dreams:
downtrodden and disappointed
like leaves torn

You speak to the time
and accuse him of your deceptions
Destroy him and the screams
all your reasons

You kill that life
and drown the voices
you just say
– Still waiting –
because it is the expectation
hope
do not want to look

You who escaped
all the silences of the heart
because only
you do not want to search
and believe defeat
being left

You who seek nothing
and you just want to cry
all the rage
bursting into

You Hear … hours
and collect all
your strength remained
– Take your life …
and not throw! –

07.11.2003 Poetyca

Danza senza confine – Dance without borders


Danza senza confine

Nelle notti di diamante
pacato è il flusso delle maree
dove la luce si diffonde
oltre la cortina del silenzio
e sbocciano colori

Nel segreto della pazienza
si annullano distanze
al tuo saper ascoltare
anche l’impercettibile respiro
che armonia manifesta

Nei colori pastello delle vita
hai disteso le ombre
dove la gioia a preso il posto
di tremore e di paura
impigliate tra ali di farfalla

Tutto è incondizionato amore
oltre le apparenze
in una danza senza parole:
umile goccia di rugiada
che si offre e nulla chiede

21.11.2010 Poetyca

Dance without borders

In the nights diamond
calm the flow of the tides
where the light is diffused
beyond the curtain of silence
and bloom colors

The secret of patience
cancel distances
to listen to your
even the subtle breath
harmony that manifests

In the pastel colors of life
have stretched the shadows
where joy took its place
of tremor and fear
caught between the wings of a butterfly

Everything is unconditional love
beyond appearances
in a dance without words:
humble dewdrop
that offers nothing Calls

21.11.2010 Poetyca

Senza gabbie – Without cages


Senza gabbie

Apostema
apostata
apostasia
lasciando la via
ortodossa e concettuale
di un recinto
dal quale
non puoi fuggire

Tutto è vita
La Vita è tutto
da qualunque parte
la si guardi
e nell’oltre
potrai volare
ad ali aperte
senza gabbie

05.03.2004 Poetyca

Without cages

Apostema
apostate
apostasy
leaving the way
Orthodox and conceptual
a fence
from which
you can not escape

Everything is life
Life is all
from anywhere
you look
and nell’oltre
You can fly
open wings
without cages

05.03.2004 Poetyca

Tom Petty greatest hits


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=TsH4CrwExCQ&list=PLupOSjd2mAJDGEqaZeac4zWVQtJyFQRQY]

Thomas Earl Petty è nato a Gainesville, in Florida, e non aveva nessuna aspirazione musicale finché Elvis Presley non visitò la sua città natale. Dopo aver fatto parte di alcune band come The Sundowners, The Epics, e Mudcrutch (di cui facevano parte i futuri membri degli Heartbreakers Mike Campbell e Benmont Tench) inizia la sua carriera discografica come Tom Petty & the Heartbreakers, quando la band irrompe nella scena musicale nel 1976 con l’album omonimo di debutto. La canzoneBreakdown, pubblicata come singolo, entra nella Top 40 nel 1977.

Il secondo album You’re Gonna Get It! uscito nel 1978 conferma le buone musicalità dell’album di debutto, ma i singoli tratti da questo album (Listen To Her Heart e I Need To Know non ripetono il successo di Breakdown. Petty stesso racconta che in quel periodo erano considerati troppo hard per gli amanti del mainstream e troppo soft per i punk.

Nel periodo successivo la sua casa discografica fallisce, scatenando l’apertura di una causa giudiziaria con la nuova per la proprietà dei diritti d’autore delle sue canzoni. Petty finanzierà le spese della causa con un nuovo tour chiamato appunto Lawsuite Tour. In questo stato precario nasce il suo album di maggior successo, Damn the Torpedoes, che raggiunge negli USA il triplo platino. L’album successivo, Hard Promises, ottiene un buon giudizio di critica, ma un minor successo di pubblico, risultando tuttavia un buon lavoro.

Sul suo quinto album Long After Dark (1982), il bassista Ron Blair è sostituito da Howie Epstein, che completa la line-up degli Heartbreakers. Petty in quel periodo ha problemi di stress dovuto al successo e si prende un periodo di pausa dalle scene.

Con il suo album del ritorno Southern Accents (1985) Tom Petty & The Heartbreakers ricominciano lì da dove avevano interrotto. Secondo il progetto iniziale il disco doveva essere doppio, avendo una parte più acustica dedicata alla riscoperta del sud degli Stati Uniti e una parte più sperimentale alla quale collabora Dave Stewart. Durante le registrazioni si verificano problemi e Petty a, causa della frustrazione, si frattura la mano sinistra, tirando un pugno contro il muro. Per questo incidente l’artista non potrà suonare la chitarra per circa otto mesi e questo farà tramontare del tutto l’idea dell’album doppio. Il singolo tratto dall’album èDon’t Come Around Here No More prodotto da Dave Stewart, il video della canzone vede Tom vestito come il Cappellaio Matto dal libro Alice nel Paese delle Meraviglie.

Il tour è un successo, e verrà documentato sull’album Pack Up The Plantation: Live! (1986). Le capacità live della band vengono ulteriormente confermate quando Bob Dylan invita Tom Petty & the Heartbreakers a unirsi a lui durante il True Confessions Tour attraverso USA, Australia, Giappone nel (1986) ed Europa nel (1987).

Durante il 1987, il gruppo incide anche l’album Let Me Up (I’ve Had Enough), un album in studio che presenta sonorità assimilabili a quelle di un album dal vivo, registrato utilizzando tecniche prese in prestito da Bob Dylan. L’album include Jammin’ Me, che Petty scrive con Dylan.

Prima di Full Moon Fever, Lynne e Petty lavorano insieme nella all-stars band Traveling Wilburys, nella quale sono presenti anche Bob Dylan, George Harrison e Roy Orbison.[1] I Traveling Wilburys nascono per gioco per registrare il lato B di un singolo di George Harrison, ma Handle with Care, la canzone che ne viene fuori, è considerata troppo valida per essere relegata sul lato B di un singolo e infatti ha un tale successo che i membri decidono di registrare un intero album. Traveling Wilburys Vol. 1 esce nel 1988 ma pochi mesi dopo la morte improvvisa di Roy Orbison fa calare un’ombra sul successo dell’album, visto anche che Del Shannon, con il quale il gruppo avrebbe intenzione di sostituirlo, si suicida. Nonostante ciò un secondo album, curiosamente chiamato Traveling Wilburys Vol. 3 segue nel 1990.

Nel 1989, Petty registra Full Moon Fever, solo nominalmente un progetto solista, infatti altri membri degli Heartbreakers e altri musicisti famosi partecipano alla produzione. Mike Campbell co-produce l’album con Petty e Jeff Lynne. Il disco raggiunge la Top Ten della rivista Billboard e vi rimane per più di 34 settimane, raggiungendo il triplo disco di platino, insieme ai singoli I Won’t Back Down, Free Fallin’ e Runnin’ Down A Dream.

Petty si riunisce con gli Heartbreakers per l’album successivo, Into the Great Wide Open nel 1991. È prodotto di nuovo da Jeff Lynne e include i singoli Learning to Fly e la title-track Into the Great Wide Open, che vede gli attori Johnny Depp, Gabrielle Anwar e Faye Dunaway nel video.

Nel 1994, Petty registra il suo secondo album solista, Wildflowers prodotto da Rick Rubin, che include i singoli You Don’t Know How It Feels, You Wreck Me, It’s Good to Be King, A Higher Place e Honey Bee. Petty considera questo uno dei suoi album più riusciti, parere condiviso anche dalla critica.

Due anni dopo 1996 realizza la colonna sonora del film Il senso dell’amore del regista Edward Burns. Nominato direttore artistico del progetto, non riusce però a trovare nessun altro musicista disposto a fornirgli brani validi e decide quindi di usare insieme alle canzoni nuove composte per l’occasione, anche brani non usati nel disco precedente.

Dovranno passare ancora tre anni, periodo travagliato del divorzio dalla prima moglie, prima che esca il successivo album in studio Echo, con cui Petty ottiene un buon successo soprattutto negli USA. Nonostante in questo periodo conosca Dana, quella che diventerà la sua seconda moglie, l’album ha testi molto tristi e sofferti.

Dopo che nel 2000 esce un’altra antologia in doppio CD, nel 2002 esce The Last DJ, in cui parte dei testi esprimono una critica all’industria discografica, che a suo parere schiaccia la vera arte per cercare solo l’utile economico. La critica musicale non è tenera e giudica l’album il peggiore in assoluto della sua carriera, giudizio senz’altro severo visto che il disco benché sia distante dai picchi della sua produzione, resta un disco ascoltabile con qualche pezzo discreto. L’artista stesso si stupirà di come tutte le critiche siano rivolte ai testi senza nessun accenno alla qualità delle canzoni.

Il 24 luglio 2006 è uscito Highway Companion, nuovo album solista dell’artista, realizzato nuovamente con Jeff Lynne e il fido Mike Campbell.[2] L’album prodotto come l’album solista Wildflower del 1994 da Rick Rubin, è il primo inciso per la American Recordings, etichetta del produttore stesso, che fa parte della Warner con la quale Tom Petty incide da più di dieci anni. Si tratta di un album certamente migliore da un punto di vista musicale rispetto al precedente anche se certi capolavori sembrano oramai irripetibili. 

Nella primavera del 2008 Tom Petty riunisce la sua prima band, i Mudcrutch, con cui non aveva mai inciso alcun disco e pubblica l’album Mudcrutch, che stilisticamente non si discosta troppo dalle sue recenti produzioni.

Nel giugno 2010 Petty pubblica, nuovamente con gli Heartbrakers, l’album Mojo, seguito nel luglio 2014 da Hypnotic Eye.

http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Petty

 

Thomas EarlTomPetty (born October 20, 1950) is an American musician, singer, songwriter, multi-instrumentalist, and record producer. He is best known as the lead vocalist of Tom Petty and the Heartbreakers, but is also known as a member and co-founder of the late 1980s supergroup the Traveling Wilburys (under the pseudonymsof Charlie T. Wilbury, Jr. and Muddy Wilbury) and Mudcrutch.

He has recorded a number of hit singles with the Heartbreakers and as a solo artist, many of which remain heavily played on adult contemporary and classic rock radio. His music has been classified as rock and roll, heartland rock and even stoner rock. His music, and notably his hits, have become popular among younger generations as he continues to host sold-out shows.[1] Throughout his career, Petty has sold more than 80 million records worldwide, making him one of the best-selling music artists of all time.[2] In 2002, he was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame.

http://en.wikipedia.org/wiki/Tom_Petty

Petali – Petals


Petali

Sfoglio sogni
petali di cuore
mi hai portato
in dono

intreccio
ghirlande
d’accesi
colori

sorriso
accarezza
le forze
sopite

Sciolgo paure
coltivando
speranze
nuove

14.09.2002 Poetyca

Petals

I flip through dreams
petals of the heart
I’ve brought
a gift

I plot
garlands
of lit
colors

smile
Shakes
forces
dormant

I ciolgo fears
cultivating
new
hopes

14.09.2002 Poetyca


Amarti – Love you


Amarti

Nelle prospettive
danzanti
di albe
fluttuanti
ho imprigionato la notte.

Nello scorrere
lieve
di mille carezze
ho sciolto il dolore.

Nei sogni improvvisi
come scrosci
di pioggia
ho lavato il grigiore.

Nei sorrisi accesi
di giorni di festa
ho steso le labbra.

Con la bocca appoggiata
sulla tua bocca
ho placato
la furia del vento
che ora i pensieri
t’accarezza.

Con sorrisi fragranti
ho ipotecato
i nostri sogni
garanzia
d’ebbrezza.

Con occhi d’argento
ho fermato
visioni
svettavano decise
malgrado
smagriti colori.

Nel passato perduto
agonia del presente
ho perdonato
ricordi.
Nella speranza vitale
che palpita sempre
ho affidato futuro.

Dalla teoria del nulla
nascevano dubbi………..

………….Dissolti
in abbraccio
ho la balenata certezza
d’amarti.

10.05.2002 Poetyca

Love you

In Perspective
dancing
sunrises
floating
I locked the night.

Scroll through
slight
a thousand caresses
I dismissed the pain.

In dreams sudden
as bursts
rain
I washed the gray.

In the bright smiles
of holidays
I stretched my lips.

With his mouth resting
On your mouth
I calmed
the fury of the wind
now the thoughts
caresses.

With smiles fragrant
I mortgaged
our dreams
Warranty
intoxicating.

With silver eyes
I stopped
visions
soared decided
despite
emaciated colors.

In the past lost
agony of this
I have forgiven
memories.
Hoping life
that beats forever
I entrusted the future.

From the theory of nothing
doubts arose … … … ..

… … … …. Dissolved
to embrace
I flashed the certainty
loving you.

10.05.2002 Poetyca

Cielo del mio volo – Sky of my flight



Cielo del mio volo

Dimmi tu chi sei
e socchiudi gli occhi stanchi

Sei nuvola leggera
che dipinge forme
nello spazio blu del cielo
– sei presenza senza tempo
che raccoglie canti –
percorre sogni senza distanze

Dimmi cosa fai
quando stringi il pugno
in questo
silenzio opaco

Sei chi ha voglia di fuggire via
quanto tutto è grigio intorno
ed accendi la fantasia
per stringermi la mano
senza le parole ed oltre
i tuoi silenzi

Dimmi quando sorriderai
nel tuo immenso giorno
tra colori vivi
accesi in quest’immenso

Sei capace di snodare
tutti i percorsi
che separano questo spazio
per toccare dentro l’anima
tutto il tuo tesoro
senza più paure

Ecco quel che sei
– tu cielo del mio volo –

11.12.2003 Poetyca

Sky of my flight

Tell me who you are
close your eyes and tired

Six light cloud
forms he paints
space blue sky
– You are timeless presence
gathering songs –
traveling distances without dreams

Tell me what you do
when you hold your fist
in this
silent matt

Six people who want to run away
As everything is gray around
and kindle the imagination
to shake hands
without the words and beyond
your silence

Tell me when you smile
in your great day
between bright colors
lighted in this immense

Can you loosen
all paths
separating this space
to tap into the soul
all your treasure
without fear

Here is what you are
– You heaven of my flight –

11.12.2003 Poetyca

Top Tracks for Steve Miller Band


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=DzSC2__LXk4&list=PLN5z36XuyXJe0rUfavquTahXaAOWZ0u8h]

La Steve Miller Band è un gruppo musicale rock statunitense costituito nel 1967 a San Francisco, California.[1] Il gruppo è diretto da Steve Miller che si esibisce allachitarra e nella veste di voce solista, noto per una serie di singoli, soprattutto di metà degli anni 1970, che rappresentano pietre miliari del rock classico radiofonico.

Nel 1965 dopo essersi trasferito a Chicago per suonare il blues, Steve Miller e il tastierista Barry Goldberg fondarono la Blues Band Goldberg-Miller insieme al bassistaShawn Yoder, al chitarrista ritmico Craymore Stevens, e il batterista Lance Haas. Il gruppo venne messo sotto contratto dall’etichetta discografica Epic Records dopo aver suonato in molti club di Chicago ed essere apparsi nella serie televisiva Hullabaloo assieme ai Four Tops and the Supremes.

Miller lasciò il gruppo per andare a San Francisco, dove era fiorente la scena psichedelica. Lì costituì, nel 1967, la Steve Miller Blues Band. Harvey Kornspan, socio manager del gruppo, negoziò e sottoscrisse un grande contratto (860 000 dollari in cinque anni, oltre a 25 000 dollari di denaro promozione che doveva essere speso a discrezione della band) con l’allora presidente della Capitol Records, Alan Livingston. Poco dopo, il nome della band venne accorciato a Steve Miller Band, al fine di ampliare il suo fascino. La band, composta da Miller, dal chitarrista James Cooke, dal bassista Lonnie Turner, dal batterista Tim Davis (che sostituì Lance Haas alla batteria) e Jim Peterman all’organo Hammond B3, accompagnò Chuck Berry in un concerto presso la Fillmore West che venne registrato e pubblicato come album live,Live at Fillmore Auditorium.[2] Il chitarrista Boz Scaggs si unì al gruppo subito dopo, quando lo stesso gruppo si esibì in giugno al Monterey Pop Festival.

Nel febbraio 1968, in Inghilterra, il gruppo registrava l’album di debutto, Children of the Future, presso gli studi Olympic con Glyn Johns al missaggio. L’album fu un insuccesso e non entrò fra i Top 100 chart album, ma i brani migliori erano l’acustico “Baby’s Calling Me Home” e il blues funky “Steppin’ Stone”. Il brano di chiusura del disco era una versione lenta del blues “Key To The Highway”.

Il loro secondo album Sailor vide la luce nell’ottobre 1968, balzando subito al numero 24 del Billboard. Fra i maggiori successi i singoli “Livin’ In The USA”, “Lucky Man”, “Overdrive” e “Dime-A-Dance Romance”.

La fama del gruppo andò crescendo alla pubblicazione di ogni nuovo album: Brave New World (numero 22, 1969), con le canzoni di successo “Space Cowboy” e “My Dark Hour” scritta e interpretata con Paul McCartney (aka Paul Ramon) alle percussioni, basso, chitarra e voce di fondo; seguita da Your Saving Grace (numero 38, 1969) e Number 5 (numero 23, 1970).

Nel 1971, Miller ebbe un incidente d’auto che gli procurò un frattura al collo. La Capitol Records pubblicò l’album Rock Love. L’album era caratterizzato inedite registrazioni dal vivo (tra cui una jam session di undici minuti sulla traccia del titolo) e materiale realizzato in studio, uno dei due album della Steve Miller Band non ancora pubblicato su CD, assieme all’altro Recall the Beginning…A Journey From Eden. Nel 1972, il doppio album compilation Anthology è stato pubblicato con 16 canzoni tratte dai primi cinque album della band.

The Joker (numero 2, 1973) mostrò al pubblico un nuovo stile della band. La traccia del titolo divenne un singolo numero 1 singolo nella Billboard Hot 100, nella UK Singles Chart, in Irlanda e nei Paesi Bassi per due settimane ed in Nuova Zelanda, secondo in Canada e Norvegia, quarto in Svezia, quinto in Svizzera ed Austria e settimo in Germania e venne certificato disco di platino per il raggiungimento di oltre un milione di copie vendute.

Tre anni dopo la band tornò con Fly Like an Eagle, che si piazzò al numero 3. I tre singoli estratti: “Take The Money and Run” (numero 11), “Fly Like an Eagle” (numero 2) e il secondo pezzo al primo posto, “Rock’n Me“. Miller dichiarò che l’introduzione della chitarra in “Rock’n Me” era un tributo alla canzone “All Right Now” della bandFree.[3]

Book of Dreams (numero 2, 1977) comprendeva altri tre successi: “Jet Airliner” (numero 8), “Jungle Love” (numero 23) (successivamente utilizzata per i titoli di testa dell’ottava stagione della sitcom Everybody Loves Raymond), e “Swingtown” (numero 17). L’album del 1982 Abracadabradiede al gruppo il terzo numero 1 con singolo del titolo. Il singolo di Miller scalzò dal primo posto della classifica i Chicago con la loro “Hard to Say I’m Sorry“, proprio come aveva fatto “Rock’n Me” con “If You Leave Me Now” nel 1976.[3]

Nel 1978 uscì Greatest Hits 1974-78 vendendo più di 13 milioni di copie mentre Miller continuava a tenere concerti da tutto esaurito.[4]

Il 15 giugno 2010 venne pubblicato Bingo!, un nuovo album di cover blues e R&B e il 18 aprile 2011 vide la luce Let Your Hair Down, album gemello di Bingo!.[5]

Uno dei decani della band, Norton Buffalo, morì di cancro ai polmoni il 30 ottobre 2009. John King (batterista durante l’era “The Joker”) morì poco dopo di cancro al rene il 26 ottobre 2010. James Cooke è morto di cancro il 16 maggio 2011.[6][7]

Il chitarrista blues Jacob Peterson entrò a far parte della band prima del tour di primavera del 2011. Dopo l’ingresso di Petersen, il chitarrista Kenny Lee Lewis passò definitivamente al basso.

Il 10 novembre 2011 la band si esibì all’interno degli stabilimenti Boeing di Everett, nello Stato di Washington, per celebrare il definitivo progetto dell’aereo 747-8. Il concerto iniziò con “Jet Airliner”.[8]

http://it.wikipedia.org/wiki/Steve_Miller_Band

The Steve Miller Band is an American rock band formed in 1966 in San Francisco, California.[4] The band is managed by Steve Miller on guitar and lead vocals, and is best known today for a string of (mainly) mid-1970s hit singles that are staples of classic rock radio, as well as several earlier acid rock albums. Steve Miller left his first band to move to San Francisco and form the Steve Miller Blues Band. Shortly after Harvey Kornspan negotiated the band’s landmark contract with Capitol Records in 1967, the band shortened its name to ‘Steve Miller Band’. In February 1968, the band recorded its debut album Children of the Future. They went on to produce albumsSailor, Brave New World, Your Saving Grace, Number 5, Rock Love and more. The Steve Miller Band’s Greatest Hits 1974-1978, released in 1978, sold over 13 million copies. They continued to produce more albums and in 2014, Steve Miller Band is touring with the rock band Journey.

In 1965 after moving to Chicago to play the blues, Steve Miller and keyboardist Barry Goldberg founded the Goldberg-Miller Blues Band along with bassist Shawn Yoder, rhythm guitarist Craymore Stevens, and drummer Lance Haas. The band was contracted to Epic Records after playing many Chicago clubs. They also appeared onHullabaloo with the Four Tops and the Supremes.

Miller left the group to go to San Francisco where the psychedelic scene was flourishing. He then formed the Steve Miller Blues Band. Harvey Kornspan, managing partner, wrote and negotiated the band’s landmark contract ($860,000 over 5 years as well as $25,000 of promotion money that was to be spent at the band’s discretion) with Capitol Records then president, Alan Livingston in 1967. Shortly after, the band’s name was shortened to the Steve Miller Band in order to broaden its appeal. The band, consisting of Miller, guitarist James Cooke, bassist Lonnie Turner, drummer Tim Davis (who replaced the departing Lance Haas on drums) and Jim Peterman on Hammond B3 organ, backed Chuck Berry at a gig at the Fillmore West that was released as the live album, Live at Fillmore Auditorium.[5] Guitarist Boz Scaggs joined the band soon after and the group performed at the Magic Mountain Festival and the Monterey Pop Festival in June.

In February 1968, while in England, the band recorded their debut album Children of the Future at Olympic studios with Glyn Johns as engineer/producer. The album did not score among the Top 100 album chart. The second album Sailor appeared in October 1968 and climbed the Billboard chart to #24. Successes included the single “Living in the USA”.

Brave New World (#22, 1969) featured the song “Space Cowboy” and “My Dark Hour” which was co-written by “Paul Ramon” (alias Paul McCartney) who also played drums, bass and guitar and sang backing vocals. This was followed by Your Saving Grace (#38, 1969); and then Number 5 (#23, 1970).

In 1971 Miller broke his neck in a car accident. Capitol Records released the album Rock Love, featuring unreleased live performances (including an eleven-minute jam on the title track) and studio material. This is one of two Steve Miller Band albums not to be released on CD, the other being Recall the Beginning…A Journey from Eden. In 1972, the double album compilation Anthology was released, containing 16 songs from the band’s first five albums.

The style and personnel of the band changed radically with The Joker (#1, 1973), concentrating on straightforward rock and leaving the psychedelic side of the band behind. The title track became a #1 single and was certified platinum, reaching over one million sales.

Three years later, the band returned with the album Fly Like an Eagle, which charted at #3. Three singles were released from the album: “Take the Money and Run” (#11), “Fly Like an Eagle” (#2) and their second Number One success, “Rock’n Me“. Miller credits the guitar intro to “Rock’n Me” as a tribute to the classic song by Free, “All Right Now“.[6]

Book of Dreams (#2, 1977) also included three successes: “Jet Airliner” (#8), “Jungle Love” (#23) (later becoming the song played over the opening credits of the 8th season of the sitcom Everybody Loves Raymond), and “Swingtown” (#17). 1982’s Abracadabra album gave Steve Miller his third Number One success with the title track. Miller’s hit pushed Chicago‘s “Hard to Say I’m Sorry” out of the #1 spot, just as his “Rock’n Me” had knocked Chicago’s “If You Leave Me Now” out of the #1 spot in 1976.[6]

Released in 1978, The Steve Miller Band’s Greatest Hits 1974-1978 has sold over 13 million copies and Miller continues to perform successful sold-out concert performances.[7]

Bingo!, a new album of blues and R&B covers, was released on June 15, 2010. Let Your Hair Down, a companion release to Bingo!, was released 10 months later, on April 18, 2011.[8]

Founding member Tim Davis died from complications due to diabetes on September 20, 1988 at the age of 44. Longtime band member Norton Buffalo died from lung cancer on October 30, 2009. John King (drummer during “The Joker” era) died after a short bout with kidney cancer on October 26, 2010. James Cooke died from cancer on 16 May 2011.[9][10]

Blues guitarist Jacob Peterson officially joined the band before the Spring 2011 tour. Following Petersen joining the band, longtime guitarist Kenny Lee Lewis switched instruments to become the band’s full-time bassist.

On November 10, 2011 the band played inside the Boeing factory in Everett, Washington to celebrate the successful delivery milestones of the 747-8 program. They opened the set with “Jet Airliner”.[11]

In 2014 Steve Miller Band is touring with fellow San Francisco rock band Journey.[12]

http://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Miller_Band

Aurora – Dawn



Aurora
Tra cadute stelle
nasce l’aurora
in colori accesi
ti ristora
-vita-
speranza sognata
è afferrare
bagliori sopiti
10.08.2002 Poetyca
Dawn


Among fallen star
comes the dawn
in bright colors
refreshes you
-Life-
dream hope
is to grab
flashes dormant
10.08.2002 Poetyca

Non è facile mai – It is never easy 


Non è facile mai

Non è facile volare,
unire le tue forze alle mie.
Non è facile credere
in quello che non vedi.

Non è facile sorridere
tra le grida di altri.
Non è facile comprendere
e non usare la ragione.

Tu, soltanto non ti arrendere
non devi farlo mai.
Se non ci avessi creduto
non potevi insistere.

Se non avessi sorriso
saresti stato triste.
Se non avessi compreso
ti avrebbe frenato la ragione.

Se ti fossi arreso
non l’avresti fatto.
Ed ora non saresti qui,
ed ora non saresti rinato.

Ma non sei mai stato solo,
La tua Luce ti attendeva.
Non ti sei mai perduto
eri pronto al volo.

15.10.2001 Poetyca

It is never easy

It is not easy to fly,
add your strength to mine.
It is not easy to believe
in what you cannot see.

It is not easy smile
amid the cries of others.
It is hard to
and use reason.

You only do not give up
do not you ever.
If  you had not believed
could not insist.

If  you did not smile
you will be sad.
If you  had not understood
you would have curbed the reason.

If you had surrendered
not you would.
And now would not be here,
and now you would not be reborn.

But you’ve never been alone
Your Light is awaits you.
You’ve never lost
were ready to fly.

15.10.2001 Poetyca

Immota notte – Motionless night


Immota notte

Appare sempre senza ritorno
il viaggio autunnale
che ad Inverno conduce :
nella stretta di gelo
s’addormenta il cuore
– senza forze è l’abbandono –
Appare sempre ultimo
il treno della notte
nell’arreso sospiro
Sparse ormai le memorie
e nulla si proietta al futuro
in un irreale luogo
dove non poter fuggire
Distese le membra stanche
resta la ricerca del silenzio
tra immacolate pagine
– senza più luogo –
Passi nuovi giungeranno
tra macchie di sole
a scaldare il viso
a nuove Primavere
Dopo l’immota notte
è palpito nuovo
a sollevare in alto
in rimembrate danze
immortali speranze

– 03.01.2004 Poetyca

Motionless night

It is increasingly no return
The autumn trip
which leads to Winter:
in the grip of frost
The heart falls asleep
– No energy is leaving –
Always appears last
the night train
nell’arreso sigh
Now scattered memories
and nothing is projected to the future
in an unreal place
where they can not escape
Stretched his tired limbs
still searching for silence
over pristine pages
– No longer necessary –
New steps come
between patches of sun
Heat the face
new Springs
After the motionless night
is the pulse again
lift up
dances in remembrance
immortal hopes

– 03.01.2004 Poetyca

Nella musica del cuore – Into Music of the Heart


Nella musica del cuore

Danza che liberi dalle tenebre
di un mondo arreso
Danza che nasce
con musica dell’anima
in un tumulto di liberazione
Danza al ritmo del cielo
che chiede voce
per lavare la polvere
con pioggia nuova
che fecondi la terra
con seme d’Amore

08.01.2004 Poetyca

Into Music of the Heart

Dance free from the darkness
a world surrendered
Dance born
soul music
in a tumult of liberation
Dancing to the sky
seeking entry
washing powder
with new rain
to the earth
semen of Love

08.01.2004 Poetyca

Nel mistero – In the mystery


Nel mistero

Era sogno o immaginazione
di quella che tocca
un solo istante
e resta impigliata in parole

Un lungo tratto nel silenzio
e la ricerca di un percorso perduto
dove tutto si colora
e poi diventa vago come soffio
che fa scivolare ingiustificate lacrime

“Io ti aspetto a questa riva lo sai
ma ho fatto la tua stessa strada
è facile che possa essere toccata
da cose che ho conosciuto
e non devo resistere o giudicare
ma essere presente ed aiutare come posso”

Era Donna che nel sorriso
scioglieva emozioni
era sagoma conosciuta
senza sapere chi fosse
forse Angelo che accompagna
per placare la sete
di chi nel tormento cerca orme

Scala verso il cielo
che spalanca la porta del mistero
e racchiude in un istante il Cuore
in respiro ed attesa senza tempo
accarezzando l’anima ed il volto

30.01.2007 Poetyca

In the mystery

It was a dream or imagination
of that which is
a moment
and gets caught in words

A long stretch of silence
and the search for a lost path
where everything is colored
and then becomes vague as breath
bring about a shift unwarranted tears

“I will look at this bank
you know
but I did it your own way
is likely to be affected
from things I know
and I must not resist or judge
but be there and help as I can “

A woman was in her smile
melting emotions
shape was known
without knowing who he was
Angelo perhaps accompanying
to quench thirst
in the torment of those who look for footprints

Stairway to heaven
that opens the door of the mystery
and contains in an instant the Heart
in breath and waiting time without
caressing the soul and the face

30.01.2007 Poetyca

Intensità e visione – intensity and vision


Intensità e visione

Bambù dal vento piegato
intona un canto
che in armoniche danze
raccoglie il pallore della luna

Sulle acque della placida attesa
è vita che trasmette il soffio
d’un malinconico attimo
oltre il confine del silenzio

Sentieri sgretolano il tempo
e riportano alla memoria
ologrammi che seguono il respiro
– immaginarie figure –
che avvolgono la notte

Saraswati si racconta
e quattro ottave sono dono
che vibra nell’anima
in intensità e visione
senza più domande

28.10.2005 Poetyca
In India, dove l’arte della musica si è sviluppata al punto di divenire una scienza, ci sono migliaia di scale, chiamate Raga, che mirano ad avere particolari effetti sulle emozioni. La scala che nasce dalle serie armoniche delle prime quattro ottave è conosciuta come “Raga Saraswati”. È chiamata con il nome della Dea indiana della musica e della scienza, Saraswati.

intensity and vision

Bamboo wind bent
sings a song
in harmonic dances
collects the pallor of the moon

On the placid waters of waiting
is the breath of life that transmits
of a melancholy moment
beyond the border of silence

Crumble time paths
and back to memory
holograms that follow the breath
– Imaginary figures –
that wrap the night

Saraswati is said
and four octaves are a gift
that vibrates in the soul
in intensity and vision
no more questions

28.10.2005 Poetyca
In India, where the art of music has developed to the point of becoming a science, there are thousands of steps, called Raga, which aim to have major effects on emotions. The scale comes from the harmonic series of the first four octaves is known as “Raga Saraswati. It is named after the Indian goddess of music and science, Saraswati.

Vivere, amare, capirsi – Nati per amare – Leo Buscaglia


A ridere c’è il rischio di apparire sciocchi;
a piangere c’è il rischio di essere chiamati sentimentali;
a stabilire un contatto con un altro c’è il rischio di farsi coinvolgere;
a mostrare i propri sentimenti c’è il rischio di mostrare il vostro vero io;
a esporre le vostre idee e i vostri sogni c’è il rischio d’essere chiamati ingenui;
Ad amare c’è il rischio di non essere corrisposti;
a vivere c’è il rischio di morire;
a sperare c’è il rischio della disperazione e
a tentare c’è il rischio del fallimento.
Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l’angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.
Ha rinunciato alla libertà.
Solo la persona che rischia è veramente libera.

Vivere, amare, capirsi – Leo Buscaglia


Forse l’amore è il processo con il quale ti riconduco dolcemente a te stesso.
Non a ciò che io voglio che tu sia, ma a ciò che sei.

Maybe love is the process by which you gently back to yourself.
Not what I want you to be, but what you are.

Ricordate che tutto cambia, soprattutto i rapporti umani, e che per mantenerli
noi dobbiamo cambiare con essi. Assicuratevi di progredire e di crescere
costantemente insieme, ma separatamente.

Molti di noi cercano se stessi qui, alla luce. Non troverete quello che cercate.

Dovete mettervi carponi dentro, dove qualche volta c’è un buio spaventoso, e scoprire cose meravigliose su voi stessi.

Tu sei al centro di tutte le tue relazioni, quindi sei responsabile della stima di te stesso, crescita, felicità e realizzazione. Non aspettarti che l’altro ti regali queste cose. Devi vivere come se fossi solo e gli altri fossero doni che ti vengono offerti per aiutarti ad arricchire la tua vita.


Vai bene come sei

Attenti a non cadere vittime della persuasione che non possiamo essere amati perché siamo troppo questo e troppo poco quell’ altro. Andiamo bene come siamo, questa è la verità.La diversità è la vita.Vi sono stuoli di individui, per esempio, che prediligono le persone alte, oppure quelle basse: Ad alcuni piacciono le brune, altri preferiscono le bionde. C’è chi apprezza i grassi, chi i magri: Chi ama i loquaci, chi ha un debole per i taciturni. E così via. Meno ci sentiamo in torto per essere ciò che siamo, più sapremo di poter contare su un affetto veramente duraturo.Con calma, con pazienza, scopriremo le persone che ci sapranno amare.E da quel momento noi potremo contare su un’intera vita sgombra di artifici e delusioni, liberi di essere chi siamo.

Esternare il bisogno

Nessuno è mai tenuto a piangere o a soffrire in solitudine. Eppure molti fra noi sarebbero disposti a patire in silenzio pur di non chiedere aiuto di cui peraltro hanno urgente necessità. Tendiamo a ritenere che gli altri siano perfettamente consapevoli delle nostre pene, anche se noi non ne parliamo affatto.E’ dalla forza emotiva, non dalla debolezza, che noi sappiamo trarre la capacità di invocare aiuto. Il timore del rifiuto, o del ridicolo, o di qualunque altro impulso ci spinga a nascondere le nostre sofferenze, dev’essere sconfitto a ogni costo. Diversamente, non otterremmo mai il supporto morale che ci occorre. Naturalmente, nell’atto di sollecitare aiuto noi esprimiamo il nostro apprezzamento nei confronti di un’altra persona.Implicitamente le facciamo capire che nutriamo fiducia in lei, che la reputiamo in gradi di aiutarci in un momento di grande vulnerabilità.Non le chiediamo soluzioni. Vogliamo solo che sia presente, che ci accordi un sostegno temporaneo in attesa di trovare le nostre vie personale di superamento. Un sano”Ho bisogno di te” è un’espressione importante d’amore.


Solitudine come sorgente d’amore

E’ bene tener presente che, indipendentemente dal numero delle persone che ci amano, ci circondano, hanno a cuore il nostro benessere e la nostra serenità, di fatto noi siamo veramente soli. Nessuno, per quanto possa esserci vicino, può comprenderci perfettamente, capire le nostre paure, le nostre speranze, i nostri sogni. Siamo ignoti perfino a noi stessi, e molti trascorrono l’intera vita nel tentativo di comprendere la loro vera essenza.Tale estraniazione può diventare fonte di grande solitudine, ma non è detto che sia sempre così.In realtà essa ci offre il destro di affrontare le nostre paure attraverso un processo di autorivelazione. Noi sapremo davvero chi siamo solo quando vorremo scavare nei recessi più profondi del nostro io.Altri scopriranno chi siamo solo quando ci arrischieremo a dischiuderci. E’ un compito arduo, in continuo divenire. Attraverso l’accettazione della nostra solitudine, possiamo finalmente intuire l’autentico peso dell’amore e il motivo per cui vivere senza amore non è davvero possibile.

La possessività finisce sempre col distruggere ciò che ci si propone di proteggere

Il controllo assoluto su un altro essere umano non è possibile e tantomeno auspicabile. Ed è sempre distruttivo.Uno dei grandi miti sul vero amore vorrebbe che le vite di un uomo e di una donna fossero intrecciate per sempre, incamminate sulla stessa via, protese verso le stesse mete e i medesimi interessi, e che ogni istante di separazione fosse per loro un’eternità.Quand’anche ciò fosse possibile, a me sembra tristissimo!Sentirsi uniti, protetti, solidali è un sentimento del tutto naturale.Ma diventa un problema quando noi ne facciamo un’esigenza esclusiva. Chi focalizza il proprio amore su un unico soggetto ha difficoltà nei suoi rapporti con gli altri.Constatare che le persone che amiamo sanno amare, oltre a essere amate, dovrebbe essere un conforto, non una minaccia. Dovremmo rallegrarci che abbiano interessi estranei alla nostra persona, che siano autosufficienti e abbiano fiducia in se stessi.In realtà, noi siamo in grado di amare molte persone contemporaneamente senza con ciò diluire ciò che abbiamo da offrire.Anzi, quanto più numerose sono le nostre esperienze affettive, tanto maggiore è il patrimonio che rechiamo con noi quando ci concentriamo su un rapporto intimo e profondo.La spartizione non scredita la qualità dell’amore; al contrario viene intensificata e ulteriormente arricchita dalla nostra esperienza.

(Brani tratti dal libro: “Nati per amare” di Leo Buscaglia, edito da Mondadori)

Laughing is the risk of appearing foolish;
to cry you risk being called sentimental;
to establish contact with another there is a risk of getting involved;
to show their feelings there is a risk to show your true self;
to expose your ideas and your dreams there is a risk of being called naive;
For love there is the risk of not being paid;
to live there is the risk of dying;
hoping there is a risk of despair and
groped in there is the risk of failure.
But we must take the risks, because the biggest risk in life is not risking anything.
The person who risks nothing, is nothing and becomes nothing. May avoid suffering and anguish, but can not learn to listen and change and progress and love and live. Chained to his certitudes, is a slave.
He declined to freedom.
Only the person who risks is truly free.

Live, love, understanding each other – Leo Buscaglia

Maybe love is the process by which you gently back to yourself.
Not what I want you to be, but what you are.

You are at the heart of all your relationships, then you are responsible for the estimate of yourself, growth, happiness and fulfillment. Do not expect the other gifts you these things. You must live as if I were one and the other gifts you are offered to help enrich your life.

Remember that everything changes, especially human relationships, and to keep
we must change with them. Be sure to progress and grow
constantly together, but separately.


Go right as you are

 

Careful not to fall victims of persuasion that we can not be loved because we are too this and too little that ‘other. Let us as well, this is the verità.La diversity is vita.Vi are crowds of people, for example, that people prefer high or low ones: Some like brown, others prefer blondes. Some people appreciate the fat, the thin people: Those who love the talkative, who has a penchant for silent. And so on. Unless we are at fault for what we are, more we can count on a real affection duraturo.Con calmly, patiently, we find the people who know amare.E from that moment we can count on a lifetime of cleared tricks and delusions, free to be who we are.

externalize the need

No one is ever held to cry or suffer in solitude. Yet many of us would be willing to suffer in silence so as not to ask for help which also are in urgent need. We tend to believe that others are perfectly aware of our pain, even if we do not talk affatto.E ‘from the emotional strength, not weakness, we know that we take the ability to call for help. The fear of rejection or ridicule, or any other impulse forcing us to hide our suffering, must be defeated at all costs. Otherwise, you’ll never get the moral support we need. Of course, in the urge to help us express our appreciation to another persona.Implicitamente we do understand that we have confidence in you, which we think can help us in a moment of great vulnerabilità.Non ask the solutions. We just want to be present, we grant a temporary support in order to find our ways of overcoming personal. A healthy “I need you” is an important expression of love.


Solitude as a source of love

 

It ‘good to keep in mind that, whatever the number of people who love us, around us who care about our health and our peace of mind, in fact we are really alone. Nobody, it may be close, can fully understand, to understand our fears, our hopes, our dreams. We are unknown even to ourselves, and many spend their entire lives trying to understand their true essenza.Tale alienation can become a source of great loneliness, but it is said that it is always così.In fact it gives us the right to address our fears through a process of self. We will know only when we are who we want to delve into the deepest recesses of our io.Altri discover who we are until we venture to unfolding. It ‘s a difficult task, in constant evolution. Through the acceptance of our loneliness, we can finally perceive the true weight of love and reason to live without love is not really possible.

possessiveness always ends up destroying what we intend to protect

 

Absolute control over another human being is not possible and even desirable. And it’s always distruttivo.Uno of the great myths about the true love that would screw a man and a woman were intertwined forever, started on the same street, leaned toward the same goals and same interests, and that every moment of separation was to them forever. Even if this were possible, it seems to me sad! feel united, secure, united and feeling totally naturale.Ma becomes a problem when we do need them exclusive. Who focuses their love on a single subject has difficulties in its relations with altri.Constatare that people know that we love to love, than to be loved, should be a comfort, not a threat. We should rejoice that we have interests outside the person, are self-reliant and have confidence in stessi.In fact, we are capable of loving many people at once without diluting it with what we have to offrire.Anzi, the more numerous are our affective experiences, the greater the wealth we possess us when we focus on an intimate and sharing profondo.La not discredit the quality of love, on the contrary is heightened and enriched by our experience.

(Excerpts from the book: “Born to Love” by Leo Buscaglia, published by Mondadori)

Cos’è l’amore – What is love


Cos’è l’amore
Amore su ali d’argento
leggero come piuma
come soffio che accarezza il cuore
sogno che abbraccia leggero
sfiora gli occhi
respiro e non possesso
ali aperte per volare
l’ hai vissuto
hai più vita dentro
esperienza
di chi prova amore
ma non è come viene concepito
non è ristretto
quante forme d’amore conosci?
Tenero cuore di bambino
che cerca la gioia perduta
sei tu in attesa di parole
di sorrisi e raggi di sole.
Dalla parete sgretolata di un muro
dal grigiore degli anni
cerchi balconi fioriti
e colori che rallegrino il cuore
tesoro e luce negli occhi
palpiti d’amore
vita che si rinnova
e capacità di volare.
Ecco cos’è l’amore
23.02.2002 Poetyca
What is love


Love on silver wings
light as a feather
as the wind that caresses the heart
dream that embraces light
upon the eyes
breath and do not possess
wings to fly
‘s have you lived
you have more life in
experience
of those who love test
but it is conceived as
is not restricted
know how many forms of love?
Tender heart for children
who seeks the lost joy
are you waiting for words
smiles and sunshine.
From the wall of a crumbling wall
the greyness of the year
circles flowered balconies
and colors that rejoice the heart
Treasury and light in your eyes
beats of love
life changing
and ability to fly.
That’s what love is
23.02.2002 Poetyca

Oltre il silenzio, l’attesa – Beyond the silence, waiting


Oltre il silenzio, l’attesa

Anche il silenzio, l’attesa di parole,
è capacità di disegnare quel che
nel cuore preme ed incoraggia.
Una forza che non fa piegare
di fronte all’inevitabile inciampare
tra ostacoli che la vita ci offre.
Leggo in cielo opportunità
che sospinga a credere, ancora
a quel che ricama il soffio d’amore;
senza più domande, ma la mia voglia
di una presenza che abbia volto.
Una mano si stringe nel buio
e si crede ancora alla capacità
di poter continuare, perchè
l’ingiustizia non abbia spazio
e non ferisca l’anima che…
…non sa capire.

22.10.2006 Poetyca

Beyond the silence, waiting
The silence, waiting for words
is the ability to draw what
pressed in the heart and encourages.
A force that does not bend
facing the inevitable stumble
between obstacles that life offers us.
I read in heaven opportunities
that pushes us to believe, yet
what to embroider the breath of love;
no more questions but my desire
a presence that has face.
A hand is shaking in the dark
and still believes the ability
can continue, because
injustice has space
and not injure the soul …
… Incapable of understanding.

22.10.2006 Poetyca

Incerto amore – Uncertain Love


Incerto amore

Amore che a volte
naviga nell’incertezza
e teme anche lo sfiorare
di realtà e concretezza
solo paziente attesa…
Il cadere di un pudore
che cerca voce
tra tremanti e fredde dita
che non sanno ancora toccare
quel che rappresenta
Amore che sospira
dietro i vetri
con lacrime nuove
per aver compreso
che è pur sempre amore

29.11.2003 Poetyca

Uncertain Love

Love sometimes
uncertainty browse
and also fears the tap
of reality and concreteness
just patiently waiting …
The fall of a shame
seeking entry
between cold and trembling fingers
who can not yet touch
what is
Love sighs
behind the glass
with new tears
for understanding
which is always love

29.11.2003 Poetyca

Respiri d’attesa – Breaths waiting


Respiri d’attesa

Meraviglia ed incanto
di parole vive
che come lanterna
accendono il buio di silenzi
spesso spezzati da un sospiro

Attimi ed attese
tra sponde di sogni
che tagliano il tempo
come la nave un oceano di pensieri

Tu che sorridi
e con la voce
accompagni l’aurora
in attimi lucenti
di bellezza

Apolide
senza terra
corre nel vento
per una carezza ancora

Abbracci della sera
quando strappi un solo attimo
alla vita che scorre pigra
per destare la fiamma

Desideri e sogni
che respirano piano
e costruiscono trame
che incantano la vita

17.08.2010 Poetyca

Breaths waiting

Wonder and enchantment
of words heated
and as a lantern
light up the darkness of silence
often broken by a sigh

Moments and expectations
between the shores of dreams
that cut the time
the ship as an ocean of thoughts

You who smile
and voice
accompany the aurora
shining moments in
Beauty

Stateless
landless
runs in the wind
even for a caress

Embrace the night
when tears one moment
life flowing lazy
to arouse the flame

Wishes and dreams
breathing plane
and building plots
life that enchant

17.08.2010 Poetyca

Sogno – Dream


Sogno

Sogno è desiderio che la realtà fosse diversa,
sogno è la forza che ti ha aiutata a farti varco tra le spine.
sogno è la capacità di usare la propria forza anche per altri…
coloro che vedevano in te fonte d’amore.

Silenzio è vedere ancora questo muro grigio,
volerlo abbattere, farlo sgretolare.
Silenzio è il peso delle parole che mai arrivano
parole di chi non mi legge nel cuore.

Attesa è il tempo che intercorre tra oggi e il mio domani,
essere consapevole che è solo un momento.
Attesa è prendere il tempo per ricaricarmi ancora.
Attesa è quel sogno che all’alba non scolora.

11.10.2001 Poetyca

Dream

Dream is a wish that the reality was different,
dream is the force that helped you make you way through the thorns.
dream is the ability to use their strength to other …
those who saw in you a source of love.

Silence is still see this gray wall,
wanting to break down, crumble it.
Silence is the weight of words that never come
words of those who do not read my heart.

Waiting is the time between today and my tomorrow
be aware that it is only a moment.
Is waiting to take the time to reload.
Waiting is not the dream that fades at dawn.

11.10.2001 Poetyca

Quel che è – What it is


Quel che è

Si ripete la storia
di gente caduta
nel pozzo profondo
tra schizzi di fango
a sporcare polvere d’oro
rimasta impigliata
tra ciglia di pianto
intorpidita
sorpresa nella tormenta
senza la voglia di cercare
ali d’argento
nel tunnel profondo
tra sorriso e risveglio reale
Nuvola
carica di pioggia
di mille domanda
tra le strade
di questo mondo
confuso
spazientito
squarciato da tuoni
dal senso di perduto incanto
dove la speranza tace
senza musica
al ritmo del cuore
caduto nell’ignoranza
Luce nascosta
nella scatola del dubbio
tra identità svaporate
aggrappate
ad un’impercettibile piega
– indelebile ferita –
inferta nella notte dei coltelli
aperta dal linguaggio indecifrabile
della paura violenta
scossa dei nervi
prima che l’abbandono
di ogni resistenza
lavi per sempre
le nostre anima tremanti

Crisalide sofferta
in punta di foglia
sembra dormiente
nel segreto dell’attesa:
Fili sottili a costruire ali
nello slancio profondo
impalpabili colori
tessuti d’amore
lamelle dorate
accarezzano l’aria
senza voce sulle labbra
senza ripiego o dogma
solo fiducia di quel che è

04.05.2012 Poetyca

 

What it is

Repeats itself the history
of people falling
in deep pit
through splashes of mud
to dirty gold dust
entangled
between cilia of crying
sluggish
surprise in the storm
without the desire to find
silver wings
Deep in the tunnel
between waking reality and smile
Coud
full of rain
thousand question
the streets
of this world
confused
impatiently
torn by thunder
the sense of lost enchantment
where hope is silent
no music
the rhythm of the heart
fell in ignorance
Hidden light
in the case of doubt
between identity evaporated
clinging to
to an imperceptible fold
– Permanent injury –
inflicted on the night of knives
open the indecipherable language
Fear of violent
shaken nerves
before leaving
all resistance
wash forever
our soul trembling

Chrysalis suffered
tip of leaf
seems dormant
in the secrecy of expectation:
Thin wires to build wings
momentum in the deep
impalpable colors
tissues of love
golden plates
caress the air
voiceless lips
no fallback or dogma
only trust of what it is

04.05.2012 Poetyca