Risultati della ricerca per: 2007

Complice – Accomplice


Complice

Nella densità di attimi
è vita che scorre
in bagliori e forza
di stelle e sole

Prorompenti emozioni
sono manifestazione vibrante
di un fiume che in gola smorza
l’essenza del cuore

Rincorro sogni ed intrecci
di capelli e mani
sul bordo di labbra
in sinuoso suono

Nel ripetere di mantra
s’ accende ora
l’attimo presente
in un sorriso complice di Tutto

25.07.2007 Poetyca

Accomplice

In the density of moments
Life is flowing
in flashes and strength
of stars and sun

Uncontainable emotions
are vibrant manifestation
of a the river that in gorge damps
essence of the heart

I run after dreams and plots
hair and hands
on the edge of the lips
in sinuous sound

In repeating of mantram
it is turn on now
the present moment
in a smile in complicity with All

25.07.2007 Poetyca

Oltre… – Beyond


Oltre…

Oltre le parole
è arrivato il momento di capire
di seminare e raccogliere
e con lo sguardo accarezzare
tutto quel che vibrando
con forza vive
per non smettere di offrire in dono
l’attimo eterno in respiro:
ricchezza che sprigiona unità,
richiamo d’infinito senza barriere.


Oltre il fragore del dubbio
è arrivato il momento
di allacciare l’impalpabile
per collegare ogni vita nascente
a quel candore senza ombre
dove tutto alla foce di ricordi s’illumina:
nuove particelle di silenzio
che dilatano spazio e tempo,
danza senza più timore
su sentieri assolati
che ricuciono il senso dell’Essere.


Oltre quel che conosci
è arrivato il momento
di scostare il velo
per abbracciare la realtà
ove è infranta l’illusione
ed è danza senza lacrime,
estasi di gioia
ad assaporare palpito:
lucciole in dono che in continuità
volteggiano rapite
dove tutto è unico
e per sempre infinito Amore.

03.10.2007 Poetyca


Beyond

Beyond words
the time has come to understand
sowing and harvest
and his eyes caress
all that vibrating
Strongly lives
not stop to offer a gift
moment in the eternal breath
richness that emanates unity
reminder of the infinite without barriers.

Over the roar of the doubt
the time has come
to establish the impalpable
to connect each new life
then white without shadows
where everything lights up at the mouth of memories:
new particles of silence
expand that space and time,
dance without fear
on sunny paths
that restores the sense of Being.

Beyond that you know
the time has come
to draw back the veil
to embrace the reality
where the illusion is shattered
and dance without tears
ecstasy of joy
pulse to enjoy:
fireflies as a gift in continuity
hover kidnapped
where everything is unique
and forever infinite Love.

03.10.2007 Poetyca

Oltre… – Beyond …


Oltre…

Oltre le parole
è arrivato il momento di capire
di seminare e raccogliere
e con lo sguardo accarezzare
tutto quel che vibrando
con forza vive
per non smettere di offrire in dono
l’attimo eterno in respiro:
ricchezza che sprigiona unità,
richiamo d’infinito senza barriere.

Oltre il fragore del dubbio
è arrivato il momento
di allacciare l’impalpabile
per collegare ogni vita nascente
a quel candore senza ombre
dove tutto alla foce di ricordi s’illumina:
nuove particelle di silenzio
che dilatano spazio e tempo,
danza senza più timore
su sentieri assolati
che ricuciono il senso dell’Essere.

Oltre quel che conosci
è arrivato il momento
di scostare il velo
per abbracciare la realtà
ove è infranta l’illusione
ed è danza senza lacrime,
estasi di gioia
ad assaporare palpito:
lucciole in dono che in continuità
volteggiano rapite
dove tutto è unico
e per sempre infinito Amore.

03.10.2007 Poetyca

Beyond …

Beyond words
the time has come to understand
of sowing and reaping
and with his eyes caress
all that vibrating
strongly live
not cease to offer as a gift
the eternal moment in breath:
richness that emanates units,
Barrier-free reminder of the infinite.

Beyond the roar of the doubt
the time has come
to establish the impalpable
to connect each new life
then white without shadows
where everything is lit at the mouth of memories:
new particles of silence
expand that space and time,
dance without fear
sunlit paths of
to sew up the sense of Being.

Beyond that you know
the time has come
push aside the veil of
to embrace the reality
where the illusion is shattered
and dance without tears,
ecstasy of joy
pulse to savor:
Fireflies in the gift in continuity
circle kidnapped
where everything is unique
Infinite Love and forever.

03.10.2007 Poetyca

Resta – Remains


Resta

E’ infinito il raggio intimo
che Luce promana
sfera di compassione
che eterea danza offre
un soffio, un altro ancora
e la vita raccoglie amore
e si nasconde per farsi dono
quanto la chiami oltre le sponde
di quel silenzio che è attesa.
E’ sogno o realtà caduta in oblio
che bussa alla tua porta
e che si manifesta se l’accogli
perchè la resa è vera forza
oltre ogni creduta ragione

03.01.2007 Poetyca

Remains

It is infinite radius underwear
Light that shines
sphere of compassion
ethereal dance that offers
a breath, a much more
collects love and life
and hides to get a gift
As the call over the banks
of silence that is expected.
E ‘dreams and reality fall into oblivion
knocking at your door
and if that occurs, accept the
because the yield is real strength
believed beyond all reason

03.01.2007 Poetyca

In punta di piedi…oltre il silenzio – Tiptoed over… the silence


In punta di piedi…oltre il silenzio
Non temo il mondo e non ho motivo di nascondere quel che attimo per attimo si manifesta, offro la voce che su note intime conduce una lunga storia, quella che mi segue e mi sostiene da tanto tempo. Posso anche tacere, non è importante cosa posso ricevere, se il mondo accoglie o rigetta chi non sia riconosciuto, seguo quel che il cuore detta, non conosco separatezza da altre essenze che sono parte di me stessa.Per questo spesso non scrivo solo quello che vivo in prima persona, ma anche quanto per empatia a volte con sofferenza raccolgo degli altri, si vive e ci trasforma, si accoglie e si porge quel che ci è possibile dare con amorevolezza e speranza, ma non si tratta di qualcosa da sottolineare, di cui rivestirci per meglio apparire, è tutto a livello sottile e non sempre è facile descrivere a parole, la poesia, l’essenza concentrata delle sensazioni, l’energia che scaturisce e di getto suggerisce parole è capace di colmare queste lacune, da tempo però non le permetto di manifestarsi, indirizzo altrove la mia attenzione.Spesso si vive nel silenzio per poi dare il meglio possibile per accompagnare, è spesso attesa, presenza silenziosa dove ci si adatta agli altri. La fucina o la fornace del nostro essere è in continua evoluzione e si cerca semplicemente di stare accanto, solo se viene consentito, senza nulla imporre. Semplicemente posso tacere quando avverto di creare disagio. Quando comprendo che si cerca altro e non si tenta di fare nulla per responsabilizzarsi, spesso proiettando le cause; di disagio su altri, compresa me e non sulle proprie scelte personali.Conosco i miei limiti e non insisto, non ha senso farlo, con ulteriore presenza se essa non è compresa:
“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. 8 E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. Marco 6, 7-13
Non ho la pretesa di – portare a me – nessuno e non lo faccio nel nome di nessuno,soprattutto preferisco il dialogo con persone capaci di attenzione verso di sè, di maturità e che non abbiano pretesa alcuna di possesso, che condividano con la gioia di farlo senza attaccamento e pretese di attenzione continua – motivo di possesso – ma che sappiano apprezzare ed alimentare la libertà reciproca, per quel senso sottile di rispetto, non impongo e non ho attaccamento o pretesa di essere accolta, chi sono io per pretenderlo? Semplicemente mi anima l’entusiasmo della condivisione, ma non cambia nulla se quel poco che sono capace di offrire non fosse accolto, si potrebbe essere sgraditi e non per questo si deve avere la pretesa di imporsi agli altri…Va tutto bene così come è.
29.07.2007 Poetyca
Il mio scritto è una sorta di analisi, sofferta è vero, di come quello che si offre, si è, si attraversa con un certo atteggiamento, fosse anche il tacere per rispetto e perchè si attendono i tempi degli altri, venga poi reinterpretato con la personalità di chi legge, di chi si sentisse deluso o non trova attenzioni particolari che colmino delle lacune che trovano risoluzione attraverso un lavoro interiore personale e non aggrappandosi alla mia presenza. Non è facile quando qualcuno crede essere dovuto l’essere presenti, poi in nome di qualcosa che , in realtà non ricade neppure su mie capacità o responsabilità . Non è facile non cadere in conflitto tra quelle intenzioni che si erano preposte espresse con chiarezza e quanto si riporti a disamina da parte di altri individui di atteggiamenti e atti che vengono visti con uno spirito che non mi rappresenta. L’orgoglio, la voglia di chiarire, la voglia di prendermela con me stessa per avere offerto cose che sono state male interpretate o disprezzate, che hanno seminato la diffidenza perchè non saprei fornire cose diverse da quello che ci si attendeva sono momenti particolarmente difficili da attraversare, sopratutto perchè non si riesce a non provare attaccamento, a non reagire contro l’ingiustizia. Il silenzio, la ricerca di equilibrio oppure il rispetto dei tempi degli altri, senza nulla pretendere, viene visto come atteggamento giudicante, come rappresaglia malevola. Ma come spiegare? Sembra persino giustificare agli occhi di chi ha già tratto delle conclusioni. Non è facile far capire la propria natura, matura o meno che sia, sicuramente diversa da tante persone. Ecco l’origine del mio scritto, non resta che accogliere le cose così come sono ed imparare sulla pelle cosa sia quella sensazione di solitudine a volte. In fondo tutti abbiamo sperimentato come più si proceda nella Sadhana e come maggiore sia il senso di estraneità verso un Mondo che forse non comprende ma non si potrebbe fare a meno di comprenderlo: nei limiti, nelle aspettative e nell’incapacità di accogliere il proprio essere così come si è piuttosto che rappresentazione delle altrui proiezioni possessive.
un sorriso
29.07.2007 Poetyca
Tiptoed over… the silence
Do not fear the world and I have no reason to hide what is obvious from moment to moment, the voice that offer intimate notes on conducting a long history, the one following me and supports me a long time. I can be quiet, it does not matter what I get, if the world accepts or rejects anyone who is not recognized, I follow what my heart said, I know of separateness from other essences that are part of me stessa.Per this often do not write only what live in person, but also how to empathize with suffering sometimes pick the other, lives and transforms us, it welcomes and extends what we can give with kindness and hope, but it is not something to stress ofwhich seem best to put on, everything is fine and level is not always easy to describe in words, poetry, the concentrated essence of the feelings, the energy flows and jet suggests words is capable of filling these gaps, however long not dare to appear, my address elsewhere attenzione.Spesso you live in silence and then give the best possible accompaniment, often waiting, silent presence, where you adapt to others. The forge or furnace of our being is evolving and is simply trying to be close, unless it is allowed, without imposing anything. Just keep quiet when I feel I can create discomfort. When you try to understand each other and not try to do anything to take responsibility, often projecting their causes; uncomfortable about others, including my own choices and not on personali.Conosco my limits and do not insist, makes no sense to do so, with further presence if it is not included:
“He called the twelve, and began to send two to two and gave them authority over unclean spirits. 8 And commanded them that, besides the stick, take nothing for the journey: no bread, no bag, no money in the bag; but shod with sandals and not put on two tunics. And he said to them, “you enter a house, stay there until you leave that place. If somewhere there will not hear you, on leaving, shake the dust under your feet as a testimony to them. “And parties, preached that men should repent, cast out many demons, and anointed with oil many sick and healed them. Mark 6, 7-13
I do not pretend to – bring to me – no, not do it in the name of anyone, especially my favorite dialogue with people capable of paying attention to oneself, of maturity and not have any claim of ownership, who share the joy of do it without attachment and claims constant attention – because of possession – but who can appreciate and nurture mutual freedom, for that subtle sense of respect, and I do not impose attachment or claims to be accepted, who am I to expect? I just share the enthusiasm of the soul, but nothing changes if what little I can offer is not accepted, it could be unpleasant and not for this you must have the pretension to impose other … It’s all right as it is.
29.07.2007 Poetyca
My writing is a kind of analysis, suffering is true, as what is offered, it is, you cross a certain attitude, even if the silence out of respect and because you are awaiting the other, is then reinterpreted with personality of the reader, who felt disappointed or not special attention is to bridge the gaps that they find a resolution through personal inner work and not clinging to my presence. It is not easy when someone believes is due to be present, then the name of something that really does not fall on either my ability or responsibility. It is not easy not to fall into conflict with those intentions that were expressed clearly in charge and what is reported to scrutiny by other people attitudes and acts that are seen with a spirit that does not represent me. The pride, the desire to clarify, the urge to blame myself for offering things that were misunderstood or despised, they have sown distrust because I can not provide things other than what was expected moments are particularly difficult to crossing, especially because you can not not try attachment, not to react against injustice. The silence, the search for balance or respect for other times, with nothing to claim, is seen as judgmental attitude, spiteful retaliation.But how to explain? Seems to justify even in the eyes of those who have already drawn conclusions. It is not easy to understand its nature, mature or not it is certainly different from many people. Here is the source of my writing, we have to accept things as they are on the skin and learn what that feeling of loneliness at times. Basically we have all experienced as more and how to proceed in Sadhana greater is the sense of estrangement from a world that may not include but could not help but understand: the limits, expectations and be unable to accommodate your as it is rather possessive representation of the projections of others.
a smile
29.07.2007 Poetyca

Colore pastello – Pastel colors


Colore pastello

Inganno tutte le tensioni
con questi colori pastello
da distribuire in essenza di vita

Oltre le paure e le pressioni
del tuo turbamento
per una mente che annulla
la voce e l’essenza del suo sentire

Dove non penetra la polvere
e tutto brilla di luce vera
perchè tu sia capace di sorriso

Smorzo l’acceso colore
di ogni emozione che urla
e di questo tempo che corre

La brezza estiva
è un tenue ricordo
di quella goccia che scivola
per esssere amore

Con furore esso supera
l’istante del respiro
per essere foglia che trema

25.07.2007 Poetyca

Pastel colors

Deceit all voltages
with these pastel colors
distribution in the essence of life

Apart from the fears and pressures
your trouble
for a mind that cancels
the voice and the essence of his feelings

Where it penetrates the dust
and all true light shines
because you are able to smile

Dampening on color
every emotion that screams
and running this time

The summer breeze
is a faint memory
that drop that slides
esssere for love

With fury it exceeds
the moment of breath
to be a leaf that trembles

25.07.2007 Poetyca

Nick Cave Full – Royal Albert Hall, London May 3 2015


[youtube https://youtu.be/14zqRhtcb5c]

Nick Cave, all’anagrafe Nicholas Edward Cave (Warracknabeal, 22 settembre 1957), è un cantautore, compositore, scrittore, sceneggiatore e attore australiano.

Grazie ad una serie di notevoli album e intense esibizioni dal vivo, ha coniato uno stile lirico e musicale inconfondibile che lo ha imposto come una delle figure più influenti e carismatiche della musica contemporanea.

Dagli esordi post-punk ai lavori recenti, più vicini al cantautorato, Cave ha sviluppato una personalissima rielaborazione dei generi cardine della musica nata negli Stati Uniti (blues, gospel, country), affrontati con lo spirito cupo e sperimentale della new wave e del gothic rock, anche grazie alla sua caratteristica voce gutturale dabaritono. I suoi testi, attraversati da una forte tensione religiosa e da un costante senso di apocalisse imminente, affrontano tematiche quali il ruolo del divino nella vita dell’uomo, la ricerca della redenzione, l’angoscia esistenziale e l’amore perduto

https://it.wikipedia.org/wiki/Nick_Cave

 

Nicholas EdwardNickCave (born 22 September 1957) is an Australian musician, songwriter, author, screenwriter, composer and occasional film actor. He is best known as the frontman of Nick Cave and the Bad Seeds, established in 1983, a group known for its diverse output and ever-evolving line-up. Prior to this, he fronted the Birthday Party, one of the most extreme and confrontational post-punk bands of the early 1980s. In 2006, he formed the garage rock band Grinderman, releasing its debut album the following year.

Referred to as rock music’s “Prince of Darkness”, Cave’s music is generally characterised by emotional intensity, a wide variety of influences, and lyrical obsessions with death, religion, love and violence. NME described him as “the grand lord of gothic lushness”.

Cave has also worked as a composer for films, often in collaboration with fellow Australian musician Warren Ellis. Their films together include The Proposition (2005, based on a screenplay by Cave), The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford (2007) and The Road (2009). Cave is the subject and co-writer of the semi-fictional “day in the life” documentary 20,000 Days on Earth (2014).

Upon Cave’s induction into the ARIA Hall of Fame, ARIA Awards committee chairman Ed St John said: “Nick Cave has enjoyed—and continues to enjoy—one of the most extraordinary careers in the annals of popular music. He is an Australian artist like Sidney Nolan is an Australian artist—beyond comparison, beyond genre, beyond dispute.”

https://en.wikipedia.org/wiki/Nick_Cave

 

GENESIS | Live at Wembley (England, 1987)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=qAdh85n1MjM]

I Genesis sono un gruppo progressive rock britannico, cresciuto e affermatosi all’interno del vasto movimento del rock progressivo. Sono considerati una delle band più importanti e innovative della storia del rock.

Durante la loro carriera, hanno venduto più di 150 milioni di dischi in tutto il mondo, inserendosi nella lista dei trenta artisti di maggior successo commerciale di tutti i tempi.

Nel corso della propria storia il gruppo ha subito diversi cambiamenti di formazione, mantenendo tuttavia inalterata la presenza di Tony Banks (alle tastiere) e Mike Rutherford (al basso e alle chitarre). Le formazioni più celebri e riconosciute sono due: la prima, quella dell’affermazione negli anni settanta, comprendeva Phil Collins, Mike Rutherford, Tony Banks, Steve Hackett e Peter Gabriel; la seconda, quella degli anni ottanta e novanta, Phil Collins, Mike Rutherford e Tony Banks, con il costante supporto, durante i live, di Daryl Stuermer (chitarra elettrica e basso) e Chester Thompson (batteria e percussioni), che tuttavia non divennero mai membri ufficiali del gruppo. Quest’ultima formazione è anche la più longeva e quella che ha ottenuto il maggior successo commerciale. Nel corso del tempo hanno poi fatto parte della band molti musicisti provenienti da diverse esperienze musicali.

Abili esecutori e abilissimi compositori, i Genesis vantano anche una larga produzione di materiale dal vivo, testimoniata da numerosi album live, sia ufficiali che bootleg.

https://it.wikipedia.org/wiki/Genesis

Genesis are an English rock band formed in Godalming, Surrey in 1967, with Peter Gabriel, Tony Banks, Mike Rutherford, Anthony Phillips and Chris Stewart as founding members. The band has had numerous line-ups throughout its history, of which eleven musicians became full time members. Its most recent formation comprised two founding members — keyboardist Tony Banks and bassist/guitarist Mike Rutherford — and drummer/singer Phil Collins, who joined in 1970. Genesis are one of the best selling music artists of all time with approximately 130 million records sold worldwide.[2] They were inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 2010.

Formed by five pupils at Charterhouse School, Genesis were initially regarded as a “pop experiment” as evident by their debut album, From Genesis to Revelation(1969).[3] They evolved into a progressive rock band with Trespass (1970) and Nursery Cryme (1971), which showcased longer tracks, fantasy inspired lyrics, and complex song structures and instrumentation – the latter featured the debut of Collins on drums and new lead guitarist Steve Hackett. Their success continued withFoxtrot (1972), which features the 23-minute track “Supper’s Ready“, and Selling England by the Pound (1973). Genesis concerts during this time became theatrical experiences with stage design, pyrotechnics, story telling, and singer Peter Gabriel wearing make-up and costumes. In 1975, after touring in support of their doubleconcept album The Lamb Lies Down on Broadway (1974), Gabriel left the band. Collins would handle drums, percussion, drum machine (starting in 1980) and lead vocals on their subsequent studio albums, of which three more were released in the 1970s: A Trick of the Tail (1976), Wind & Wuthering (1976), and …And Then There Were Three… (1978). The single “Follow You Follow Me” from the latter was a major international success and represented a change in their musical direction, becoming more pop-oriented and commercially accessible.

In 1980, Genesis scored their first UK No. 1 album with Duke (1980). Their commercial success grew with further UK No. 1 albums Abacab (1981) and Genesis (1983), which coincided with Collins’s increasing popularity as a solo artist. The band peaked with Invisible Touch (1986), their best-selling album, from which all five singles released entered the top five on the U.S. Billboard Hot 100 chart, with “Invisible Touch” reaching the No. 1 spot. In 1991, after a five-year break, Genesis continued their mainstream success with We Can’t Dance (1991), which contained the worldwide hit single “I Can’t Dance“. In 1996, Collins departed the band, which led to Ray Wilsontaking his place on vocals. Wilson, Banks and Rutherford released Calling All Stations (1997), which sold well in Europe but peaked at No. 53 in the U.S., their lowest charting album since 1974. Following a European tour in 1998, the band went on hiatus.

In 2006, Banks, Rutherford and Collins reunited for the 2007 Turn It On Again Tour, which included a free concert in Rome that was attended by 500,000 people. The future of the band remains uncertain; Collins stated that he was retiring from the music industry in 2011 but has since indicated he is considering a return,[4] whilst Banks indicated that Genesis had come to an end during an interview in 2012.[5] In 2014, Gabriel, Banks, Rutherford, Collins, and Hackett reunited for a BBC documentary,Genesis: Together and Apart.[6]

https://en.wikipedia.org/wiki/Genesis_(band)

 

La nostra responsabilità – Our responsibility


La nostra responsabilità
Avete il pennello, avete i colori, dipingete l’inferno, fate pure,
dipingetelo, ma poi non date la colpa ai vostri genitori, non date la
colpa alla società e, per amor del cielo, non date la colpa a Dio.
Assumetevi la piena responsabilità di aver creato il vostro inferno.
Nikos Kazantzakis
Amare se stessi
Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza che ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere appreso dai genitori, se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri. Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo che a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi, amando altre persone ,è in realtà una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare: sensibilità , doti da non far emergere, sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri. Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi. Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore che non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.
30.07.2006 Poetyca
Amore e perdita
L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione, se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino a far emergere in sè quella parte che non è germogliata ancora, si sostiene e non si possiede nulla. E’ importante capire come l’amore universale sia diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose. Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare, invece di restare ancorati alla ;perdita, si deve capire che hanno finito il loro compito, che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori. Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico, è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli per essere migliori
07.04.2007 Poetyca
Crescere
Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare che che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno che questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione. Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci. Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri che lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna. Mi viene in mente la frase del buddismo Se incontri il Budda per strada…uccidilo!
rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.
04.12.2005 Poetyca
In punta di piedi…oltre il silenzio
Non temo il mondo e non ho motivo di nascondere quel che attimo per attimo si manifesta, offro la voce che su note intime conduce una lunga storia, quella che mi segue e mi sostiene da tanto tempo. Posso anche tacere, non è importante cosa posso ricevere, se il mondo accoglie o rigetta chi non sia riconosciuto, seguo quel che il cuore detta, non conosco separatezza da altre essenze che sono parte di me stessa.Per questo spesso non scrivo solo quello che vivo in prima persona, ma anche quanto per empatia a volte con sofferenza raccolgo degli altri, si vive e ci trasforma, si accoglie e si porge quel che ci è possibile dare con amorevolezza e speranza, ma non si tratta di qualcosa da sottolineare, di cui rivestirci per meglio apparire, è tutto a livello sottile e non sempre è facile descrivere a parole, la poesia, l’essenza concentrata delle sensazioni, l’energia che scaturisce e di getto suggerisce parole è capace di colmare queste lacune, da tempo però non le permetto di manifestarsi, indirizzo altrove la mia attenzione.Spesso si vive nel silenzio per poi dare il meglio possibile per accompagnare, è spesso attesa, presenza silenziosa dove ci si adatta agli altri. La fucina o la fornace del nostro essere è in continua evoluzione e si cerca semplicemente di stare accanto, solo se viene consentito, senza nulla imporre. Semplicemente posso tacere quando avverto di creare disagio. Quando comprendo che si cerca altro e non si tenta di fare nulla per responsabilizzarsi, spesso proiettando le cause; di disagio su altri, compresa me e non sulle proprie scelte personali.Conosco i miei limiti e non insisto, non ha senso farlo, con ulteriore presenza se essa non è compresa:
“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. 8 E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. Marco 6, 7-13
Non ho la pretesa di – portare a me – nessuno e non lo faccio nel nome di nessuno,sopratutto preferisco il dialogo con persone capaci di attenzione verso di sè, di maturità e che non abbiano pretesa alcuna di possesso, che condividano con la gioia di farlo senza attaccamento e pretese di attenzione continua – motivo di possesso – ma che sappiano apprezzare ed alimentare la libertà reciproca, per quel senso sottile di rispetto, non impongo e non ho attaccamento o pretesa di essere accolta, chi sono io per pretenderlo? Semplicemente mi anima l’entusiasmo della condivisione, ma non cambia nulla se quel poco che sono capace di offrire non fosse accolto, si potrebbe essere sgraditi e non per questo si deve avere la pretesa di imporsi agli altri…Va tutto bene così come è.
29.07.2007 Poetyca
Il mio scritto è una sorta di analisi, sofferta è vero, di come quello che si offre, si è, si attraversa con un certo atteggiamento, fosse anche il tacere per rispetto e perchè si attendono i tempi degli altri, venga poi reinterpretato con la personalità di chi legge, di chi si sentisse deluso o non trova attenzioni particolari che colmino delle lacune che trovano risoluzione attraverso un lavoro interiore personale e non aggrappandosi alla mia presenza. Non è facile quando qualcuno crede essere dovuto l’essere presenti, poi in nome di qualcosa che , in realtà non ricade neppure su mie capacità o responsabilità . Non è facile non cadere in conflitto tra quelle intenzioni che si erano preposte espresse con chiarezza e quanto si riporti a disamina da parte di altri individui di atteggiamenti e atti che vengono visti con uno spirito che non mi rappresenta. L’orgoglio, la voglia di chiarire, la voglia di prendermela con me stessa per avere offerto cose che sono state male interpretate o disprezzate, che hanno seminato la diffidenza perchè non saprei fornire cose diverse da quello che ci si attendeva sono momenti particolarmente difficili da attraversare, sopratutto perchè non si riesce a non provare attaccamento, a non reagire contro l’ingiustizia. Il silenzio, la ricerca di equilibrio oppure il rispetto dei tempi degli altri, senza nulla pretendere, viene visto come atteggamento giudicante, come rappresaglia malevola. Ma come spiegare? Sembra persino giustificare agli occhi di chi ha già tratto delle conclusioni. Non è facile far capire la propria natura, matura o meno che sia, sicuramente diversa da tante persone. Ecco l’origine del mio scritto, non resta che accogliere le cose così come sono ed imparare sulla pelle cosa sia quella sensazione di solitudine a volte. In fondo tutti abbiamo sperimentato come più si proceda nella Sadhana e come maggiore sia il senso di estraneità verso un Mondo che forse non comprende ma non si potrebbe fare a meno di comprenderlo: nei limiti, nelle aspettative e nell’incapacità di accogliere il proprio essere così come si è piuttosto che rappresentazione delle altrui proiezioni possessive.
un sorriso
29.07.2007 Poetyca
Our responsibility

You brush, you have the colors, paint the hell, go ahead,
paint them, but then do not blame your parents, do not give
blame the company and, for heaven’s sake, do not blame God
Assume full responsibility for having created your own hell.

Nikos Kazantzakis

love yourself
To love oneself is often branded as selfish, sometimes it’s pure spirit of survival that they are really our wounds, past experiences that break down our image of ourselves, then love we should have learned from their parents, if we have been neglected could become unexpressed anger or apathy, feelings of inferiority and a belief to count little or nothing for others. The path to healing is long, sometimes takes full years or cycles before you can understand that we are worth it in spite of what made us believe that we are trying to fill that void at all costs, loving other people, is actually a voice that asks us to love, appreciate and discover who we are and everything that made us choke: sensitivity, qualities not to give rise to, are our essence – to be respected by us all – and enforced by others. The pain that Buddhism is something that we create ourselves and make us slaves was the result of attachment and expectations, illusions, melting this slavery we are really free to be ourselves. Especially as we feel that something is a source of discomfort or pain in us we must seek the cause and have a lot of knocks when gratitude because it is growth opportunity for free from the lies of the mind. E ‘healing process that gives us the path to inner growth that we must not flee but to touch the root that is often more profound than we think.
30.07.2006 Poetyca
Love and loss
Love knows no fear, but especially taxation does not know if you love it allows the other to manifest itself, it even helps to bring out the part that in itself is not sprouted yet, it is claimed, and you do not have anything. It ‘important to understand how universal love is different from a relationship, one must not confuse things. We are fellow travelers who arrive in our lives, but whether they should go, instead of being anchored to, loss, you must understand that they have finished their task, which lost them is just an illusion because their presence is in us and what we have taught, the transformation that has made us better. Often the obstacles and trials of life are discarded, make us panic, it is through this step instead of us can grasp the limits and overcome them to be better
07.04.2007 Poetyca
Growing
The repetition, in the guise of different situations that contain the essence of the lessons that we have refused to take to fear, has given us the opportunity to learn to mature in us, our weaknesses, attachments, and in holding the opportunity to love. That step to overcome is expecting our commitment to read through this life experience, the karma that we have the tools to guide our personal lesson. Everything that we set aside that amount and it is time that separates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems in order to better direct us towards our evolving. A Master teaches us life, the ability to grow and relate to ourselves and others away from the illusions and fear that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, not to mention that he is the finger that showed the moon and the moon. I am reminded of the phrase in Buddhism If you meet the Buddha on the road … kill him!
represents our need to detach ourselves from the source of the teaching that has been our crutch to begin the journey within ourselves to be …. The most important journey of our life.
04.12.2005 Poetyca
tiptoe … beyond the silence
Do not fear the world and I have no reason to hide what is obvious from moment to moment, I offer private voice notes on conducting a long history, one that follows me and supports me a long time. I can also be quiet, it does not matter what I get, if the world accepts or rejects anyone who is not recognized, I follow what my heart said, I know of separateness from other species that are part of me stessa.Per this is often not only what I write I live in person, but also how to empathize with suffering, sometimes I pick the other, lives and transforms us, and we welcome it extends what we can give with kindness and hope, but it is not something to stress, of which seem best to put on, it’s all in subtle and not always easy to describe in words, poetry, the concentrated essence of the feelings, the energy of the jet suggests words and is able to fill these gaps, however long does not allow her to appear, my address elsewhere attenzione.Spesso you live in silence and then give the best to accompany you, it is often waiting, silent presence, where you adapt to others. The forge or furnace of our being is constantly changing and just trying to be close, unless it is allowed, without imposing anything. Just keep quiet when I feel I can create discomfort. When you try to understand each other and not try to do anything to take responsibility, often projecting their causes; uncomfortable about others, including me, and not on their choices personali.Conosco my limits and do not insist, does not make sense to do so, with further presence if it is not included:
“Then he called the twelve, and began to send them out two by two and gave them authority over unclean spirits. 8 And commanded them that, besides the stick, do not take anything for the trip: no bread, no bag, no money in the bag, but to wear sandals and not put on two tunics. And he said to them, “you enter a house, stay there until you leave from that place. If any place will not welcome them and do not hear you, on leaving, shake off the dust under your feet as a testimony to them. ” They went out and preached that men should repent, cast out many demons, and anointed with oil many that were sick and healed them. Mark 6, 7-13
I do not pretend to – bring to me – and no I do not do in the name of anyone, especially my favorite dialogue with people capable of paying attention to oneself, to maturity and do not have any claim of ownership, which share the joy of do it without attachment and claims constant attention – because of the possession – but who appreciate the freedom and power with each other, for that subtle sense of respect, and I do not impose attachment or claims to be accepted, who am I to expect? I simply share the enthusiasm of the soul, but does not change anything if what little I can offer is not accepted, it could be unpleasant and not for this one must have the pretension to impose other … Everything is fine as is.
29.07.2007 Poetyca
My writing is a kind of analysis, painful it is true, as what is offered, it is, you cross a certain attitude, even if the silence out of respect and because you are awaiting the other, is then reinterpreted with the personality of the reader, who felt disappointed or not special attention is to bridge the gaps that they find a resolution through personal inner work and not clinging to my presence. It is not easy when someone thinks is due to be present, then the name of something that really does not fall on either my ability or responsibility. It is not easy to fall into conflict with those intentions that were expressed clearly in charge and what is reported to scrutiny by other people’s attitudes and actions which are seen with a spirit that does not represent me. The pride, the desire to clarify, the urge to blame myself for having offered things that were misunderstood or despised, they have sown distrust because I could not provide something different from what was expected to be particularly difficult moments through, especially because you can not not try attachment, not to react against injustice. The silence, the search for balance on time or the other, with nothing to claim, is seen as a judgmental attitude, as spiteful retaliation. But how to explain? Seems to justify even in the eyes of those who have already drawn conclusions. It is not easy to understand its nature, mature or not it is certainly different from many people. Here is the source of my writing, you just have to accept things as they are on the skin and learn what that feeling of loneliness at times. Basically we have all experienced as more and how to proceed in Sadhana greater is the sense of estrangement from a world that perhaps does not understand but you could not help but understand it: the limits, expectations and be unable to accommodate your as it is rather that the representation of other people’s projections possessive.
a smile
29.07.2007 Poetyca

Buddhismo e dualismo – Buddhism and dualism


Buddhismo e dualismo

Per il buddhismo non si contempla scissione netta relativa al dualismo, al
punto che non si cerca di ricomporla , si è consapevoli che ogni cosa è e non è.
Che tutto è impermanente e che la realtà è diversa da quella che la mente ci
propone. Dunque se l’illusione ci mostra un albero, per esempio, esso si
considera anche come non albero, poichè frutto della percezione dei sensi. Non
ci si oppone a quanto la mente ci mostri, si cerca solo di non provare
attaccamento verso quegli elementi che possano generare conflitto accogliendoli
ma sapendo che sono impermanenti..
Si potrebbe allora essere ” buoni” e allo stesso tempo ” non -buoni” , “cattivi
” e allo stesso tempo” non -cattivi”, un modo questo per neutralizzare il
giudizio dettato dalla mente stessa e per accogliere la realtà delle cose,
diversa da quanto la mente indichi. Un modo per non attaccarsi alle proprie
opinioni e alla necessità della critica, strumento dettato dalla mente quanto si
avverte paura.
La paura, in particolare quella inconsapevole ma sempre viva della morte è una
delle principali causa del dolore, come si sa il buddhismo mette in atto
dei meccanismi efficaci, perchè sperimentabili proprio per liberarsi dal dolore.

Il koan è tipico della scuola zen ed ha il compito di spezzare, in forma veloce,
quegli inganni della mente per aprire un varco al risveglio. Si tratta si
particolari ” indovinelli” che mandano in corto circuito la logica mentale e
fanno ritrovare una diversa dimesione. Solo nella scuola zen è presa in
considerazione la possibiltà del risveglio in questa vita e viene perseguito
attraverso questo meccanismoe non solo, le altre scuole non definiscono e non
ricercano un risveglio attraverso questi mezzi ma si dedicano allo studio dei
testi o all’uso di mantra, fondamentale è la meditazione che conduca ad un
lavoro interiore di notevole efficacia.

Consideriamo che per ogni scelta, ogni aspetto del nostro comportamento o quella
Persona ( come la definisce C.G.Jung) protratto nel tempo, quello che vogliamo
mostrare di essere, determini anche che scartiamo aspetti di noi che manteniamo
nell’ombra. Proprio per il principio del dualismo ed il timore di ricevere un
giudizio frustrante e doloroso, ci porta ad alimentare una seconda nostra
personalità che manteniamo sotterranea e che prende il nome di Ombra ( sempre
per C.G..Jung) Ora sebbene sia netto il confronto è come se si dicesse che un
uomo integerrimo abbia nascosto l’uomo scapestrato, la donna esemplare abbia in
uno spazio sotterraneo nascosto la sua parte ombra e dunque la donna
trasgressiva. Certo queste oltre ad essere teorie demarcano confini netti.
Ma il mio richiamo serve per far riflettere che, in fondo quelle parti di noi
scisse, perchè non accolte ed allontanate per effetto del dualismo, diventano
poi dei pesi ingombranti, delle energie che potrebbero emergere d’improvviso
perchè non accolte ed approfondite a suo tempo.

In un certo senso alimentare il dualismo porta sempre dei rischi, oltre a negare
la vita a parti di noi stessi, mai riconosciute, sopratutto perchè si segue il
modello di condizionamenti, accade che si alimenti un pesante giudizio nei
confronti degli altri e si desidera ” combattere” su di essi quello che
nascondiamo a noi stessi della nostra parte Ombra.
In fondo il buddhismo ha dissolto questo atteggiamento attraverso il
riconoscimento della dicotomia degli opposti nel retto sforzo di abbracciare la
realtà per quella che è, sopratutto limitando quelle proiezioni su altri e
lavorando nella lettura profonda di sè stessi..
Ma aspetto importante, a mio avviso, il buddhismo contempla che tutti contengono
un seme di buddhità che va ricercato ed alimentato.
Dunque anche chi ci apparisse distante da un comportamento apprezzabile è un
potenziale risvegliando. Motivo maggiore per non alimentare il giudizio, sotto i
panni della persona contestabile è presente il suo opposto, lo stesso si
potrebbe dire per chi sia apparentemente perfetto. La ricerca conduce ad
alimentare la via di mezzo, quel giusto equilibrio che possa mantenere un
atteggiamento equidistante su avventimenti della vita e giudizio e nel contempo
insegni ad abbracciare ogni nostro aspetto facendolo convivere senza
conflittualità ma anche la presenza di rispetto verso gli altri che sono
riconosciuti come interdipendenti.

06.10.2007 Poetyca

Buddhism and dualism

For Buddhism is not considered a net spin on the duality, the
point that no one tries to reassemble it, you are aware that everything is and is not.
That everything is impermanent and that reality is different from that which the mind there
proposes. So if it shows us the illusion of a tree, for example, it
considered as non-tree, as the result of the perception of the senses. Not
we are opposed to what the mind shows us, you just try not to try
attachment to those elements that may generate conflict, welcoming
but knowing that they are impermanent ..
It would then be “good” while “no-good” “bad
“While” non-evil “, a way to neutralize this
opinion dictated by the mind itself and accept the reality of things,
different from what the mind indicate. One way not to stick to their
opinions and needs of the critical tool that is dictated by the mind
feel afraid.
Fear, in particular the unconscious but still alive is a death
the main cause of the pain, as you know, Buddhism implements
effective mechanisms, because experiencing right to be free of pain.

The koan is typical of the Zen school and its mission is to break, at a fast pace,
those tricks of the mind to open a path to awakening. It is
special “riddles” that short-circuit the mental logic and
return to a normal size are different. Only in the Zen school is taken into
consider the possibility of awakening in this life and is pursued
meccanismoe not only through this, other schools and do not define
looking for a revival through such means but they dedicate themselves to the study of
texts or the use of mantras, meditation is the key that leads to a
inner work of considerable effectiveness.

Consider that for every choice, every aspect of our behavior or that
Person (as defined by CG Jung) lasted, what we want
show that they, too, that leads to discard aspects of us that we keep
shadows. Just for the principle of duality and the fear of receiving a
rating frustrating and painful, brings us to our food a second
personality that keep underground and is called the Shadow (always
for CG.Jung) Now although the comparison is less like saying that a
upright man hid reckless man, the woman has in an exemplary
underground space hidden his shadow side and therefore the woman
transgressive. Of course these theories in addition to demarcate clear boundaries.
But my point is to reflect that, after all those parts of us
split, and why not accepted due to the duality away, become
then the bulky weights, energies that might emerge suddenly
why not accepted at the time and depth.

In a sense the duality of food always brings risks, as well as denying
life to parts of ourselves, never recognized, especially because it follows the
model of conditioning, it happens that a heavy food court proceedings
toward others and want to “fight” on them that
we hide ourselves part of our Shadow.
After all, Buddhism has dissolved this attitude through the
recognition of the dichotomy of opposites in the right effort to embrace the
reality for what it is, mostly limited to those with projections of others and
working in deep reading of themselves ..
But important, in my opinion, Buddhism, provides that all contain
a seed of Buddhahood which is researched and energized.
So even those who appeared far from a behavior is a valuable
potential awakening. More reason not to feed the trial, under
shoes of the person objectionable is its opposite, the same
could say who is seemingly perfect. The search leads to
feed the middle way, that it can maintain a proper balance
Adventist equidistant attitude of the life and trial and at the same time
teach you to embrace every aspect of our co-exist without causing
conflict but also the presence of respect towards others who are
recognized as interdependent.

06.10.2007 Poetyca

Meditazione – Meditation – Riflettendo…


Riflettendo…

La Riflessione

Nella vostra vita di discepoli Zen,
se giungete ad una difficoltà così grande
da sembrare una montagna del Nepal,
e che sembra non offrire alcun sentiero,
saprete che c’è sempre una via per attraversarla.

Shunryu Suzuki Roshi

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Anche dove non appare la via
essa è profondamente in te,
cerca e medita, raccogli ed attendi:
Nel Dharmakaya sai trovare
forza e splendore del tuo sentire.

Poetyca

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L’insegnamento

Meditazione

Il vero splendore della meditazione non risiede in alcun metodo,
ma nella continua esperienza vitale della presenza mentale.

Nonché nella sua armonia, chiarezza, pace e, più importante di ogni cosa,
nella completa assenza di attaccamento.

Sogyal Rinpoche

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Fermati ed ascolta,
respira ed attraversa
tempo senza tempo,
nel qui ed ora
dove tutto è chiarezza
per conoscere quel che sei.
In armonia le tue orme
imprimono nel Dharma traccia,
in silenzio accogli il suono
della tua attenzione:
oltre apparenze ed illusioni
tutto è adesso amorevolezza
ed interessere nell’impermanenza
di ogni attimo, dove tutto svanisce
e rinasce svuotandoti dall’attaccamento.

Poetyca

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04.11.2007 Poetyca

The Reflection

In your life as a Zen disciple,
if you come to such a great difficulty
to look like a mountain in Nepal,
and which seems to offer no path,
you will know that there is always a way to cross it.

Shunryu Suzuki Roshi

Even where the street does not appear
it is deep in you,
seek and meditate, collect and wait:
In the Dharmakaya you can find
strength and splendor of your feeling.

Poetyca

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The teaching

Meditation

The true splendor of meditation does not lie in any method,
but in the continuing vital experience of mindfulness.

As well as in its harmony, clarity, peace, and most important of all,
in the complete absence of attachment.

Sogyal Rinpoche

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Stop and listen,
breathe and cross
timeless time,
in the here and now
where everything is clarity
to know what you are.
Your footsteps in harmony
imprint in the Dharma a trace,
in silence welcome the sound
of your attention:
beyond appearances and illusions
all is now love
and interest in impermanence
of every moment, where everything vanishes
and reborn emptying you of attachment.

Poetyca

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04.11.2007 Poetyca

Sassolini della gratitudine – Pebbles of gratitude



Sassolini della gratitudine

In casa ho delle ciotole ( di rame o di terracotta) riempite con dei sassolini presi al mare, sembra una cosa naif o strana eppure sanno dare una sensazione di serenità. Ricordare di aggiungere un sassolino in segno di gratitudine per quanto si riceva di volta in volta dalla vita,per quelle piccole realizzazioni che il nostro impegno e lo sforzo ci fanno toccare è renderci consapevoli di come si possa ricevere tanto e accorgercene poco, è un modo per renderci conto in modo tangibile di quei doni che spesso non sappiamo rammentare o non apprezziamo, la sera ad esempio, riguardando i nostri sassolini nella ciotola possiamo rivalutare che, in fondo, invece di lamentarci per quanto nella nostra vita ci faccia sentire insoddisfatti, potremmo ribaltare il nostro punto di vista ed imparare la gratitudine.Si possono sostituire i sassolini a delle monetine da un centesimo o più, per poi accorgerci che si possa mettere da parte una somma di monete che sarebbe bello regalare a qualcuno. In fondo i doni che riceviamo non sono solo nostri ma vanno condivisi con gli altri. Ma oltre all’aspetto materiale, concreto e visibile, esiste un modo per essere con gli altri e condividere, un modo sottile e sensibile che è legato alle attenzioni che possiamo dare a chi ci sta attorno, essere grati si trasforma in amorevolezza verso gli altri, in ascolto ed attenzione consapevole, senza innescare meccanismi di giudizio e paura, infatti dobbiamo imparare a cogliere di cosa essere grati, giorno per giorno e condividere. Gioire delle energie benefiche del nostro nuovo schema di comportamento è motivo per determinare una nuova apertura che ci renda capaci di maggiore positività e responsabilità nei confronti del nostro percorso interiore, essere grati è costruire un sentiero di sassolini che ci possa riportare a casa, verso la nostra vera natura. Il sasso si associa spesso al lancio, come segno di giudizio, come motivo che separi, invece usare sassolini come promemoria, magari colorandoli, ricoprendoli di vernice è un modo per portare allegria, se deponiamo i sassi e non li scagliamo come armi sotto l’influsso della rabbia, ci accorgiamo che davvero sono un ottimo mezzo per riconoscere che la vita è sempre pronta ad offrire ottime opportunità di crescita, a noi saperle riconoscere con gratitudine.

27.09.2007 Poetyca

Pebbles of gratitude

At home I have the bowl (copper or terra cotta) filled with pebbles taken to the sea, one thing seems naive or strange yet know how to give a feeling of serenity. Remember to add a pebble in a sign of gratitude for what you receive from time to time by the waist, for those small accomplishments that our commitment and effort to touch us and make us aware of how you can receive so much and not realizing it is a way to realize in a tangible way of those gifts that we often do not remember or do not appreciate the night, for example, regarding our pebbles in the bowl that we can reassess, in the end, instead of complaining in our lives make us feel dissatisfied, we reverse our point of view and learn gratitudine.Si can replace the pebbles of nickels in a dime or more, and then realize that you can set aside a sum of money that would be nice to give someone. After all the gifts we receive are not only ours, but should be shared with others. But besides its material, concrete and visible, there is a way to be with others and share, a subtle and sensitive that it is linked to attention that we give to those around us, be thankful turns into kindness towards others , mindfulness and listening, without triggering mechanisms of judgment and fear, in fact we must learn to understand what to be grateful every day and share. Rejoicing of the beneficial energies of our new pattern of behavior is no reason to determine a new openness that enables us to more positive and responsibility towards our inner journey, to be grateful is to construct a gravel path that we can bring home, to the our true nature. The stone is often associated with the launch, as a sign of view, as a reason to separate, but instead use stones as a reminder, perhaps coloring, paint covering them is a way to bring joy, if we lay the stones and hurl them as weapons under the ‘ influence of anger, we realize that you really are a great way to recognize that life is always ready to offer excellent growth opportunities, we know how to recognize with gratitude.
27.09.2007 Poetyca

Fiori di loto – Lotus flowers


budda2
Fiori di loto

Se nulla attendi
e la tua via non ha attaccamento
sai già che non servono domande:
– tutto raccogli con attenzione e sarai pronto –
qui ed ora per essere viva presenza
Lampo di cielo è l’attimo
che si salda al respiro
ed apre la porta allo sgretolarsi
di particelle di dolore che solo la mente
nel cerchio del timore alimenta
Sii cuore che palpita
e con fiducia si fa largo
tra proiettate tenebre e tremore
mentre la pioggia batte
tra le immagini della tua illusione
Sii te stesso nel sorriso
di una luna che accarezza il tuo capo
nel tempo saldo del tuo ultimo respiro
e nel silenzio sarai risvegliato
dallo sfiorare di mille petali di fiori di loto

09.01.2007 Poetyca

Lotus flowers

If anything wait
and your street has no attachment
you already know that you do not need questions:
– Collect everything carefully and you will be ready –
here and now to be living presence
Lightning sky is the moment
that is welded to the breath
and opens the door to crumble
particle of pain that only the mind
in the circle of fear feeds
Be heart flutters
and confidently makes its way
projected between darkness and trembling
while the rain beats
between the images of your illusion
Be yourself in the smile
of a moon that caresses your boss
over time the balance of your last breath
and in the silence you will be awakened
by the touch of a thousand petals of lotus flowers
09.01.2007 Poetyca

La ricchezza – The wealth


La ricchezza

La vita è una ricchezza che non svanisce,
nella memoria del vissuto che ci ha accompagnato,
nelle linee sottili della speranza che giorno per giorno
alimenta la lampada della nostra attesa.

La vita sei tu, nella lacrima
che sfiora silenziosa la tua gota,
nel sorriso di un tempo e nell’abbraccio
di parole che non conoscono confine.

Anche oggi, in questa mia gratitudine
per quello che tu sei, che resta scolpito
oltre il tempo e apre uno squarcio
tra le nuvole delle tue paure.

Oltre le parole anche il silenzio
intinge il colore nella serenità
di questa speranza sempre viva…per te!

10.02.2007 Poetyca

The wealth

Life is a treasure that does not disappear,
lived in the memory of which we have,
lines in the hope that day by day
nourishes the lamp of our expectation.

The life you are in tears
nearly silent your cheek
the smile of a time and in embracing
of words that do not recognize borders.

Even today, my gratitude
for what you are, which is carved
over time and opened a gash
in the clouds of your fears.

Beyond words the silence
dip into the color serenity
this always hope alive … for you!

10.02.2009 Poetyca

The Smiths- Hatful Of Hollow (1984)


[youtube https://youtu.be/ymwJBgcYrIM]

Gli Smiths sono stati un gruppo alternative rock inglese, formatosi a Manchester nel 1982.

Raggiunta la popolarità nel corso degli anni ottanta, hanno avuto grande influenza nello sviluppo della musica rock degli anni successivi ed un notevole seguito di pubblico. Il gruppo si è sciolto nel 1987.

I componenti erano Morrissey alla voce, Johnny Marr alla chitarra, Andy Rourke al basso, e Mike Joyce alla batteria.

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Smiths

The Smiths were an English rock band formed in Manchester in 1982. The band consisted of vocalist Morrissey, guitarist Johnny Marr, bassist Andy Rourke and drummer Mike Joyce. Critics have called them the most important alternative rock band to emerge from the British independent music scene of the 1980s.[1] Qmagazine’s Simon Goddard argued in 2007 that The Smiths were “the one truly vital voice of the ’80s”, “the most influential British guitar group of the decade” and the “first indie outsiders to achieve mainstream success on their own terms”.[2] The NME named the Smiths the “most influential artist ever” in a 2002 poll, even topping the Beatles.[3]

Based on the songwriting partnership of Morrissey and Marr, the group signed to the independent record label Rough Trade Records, on which they released four studio albums, The Smiths (1984), Meat Is Murder (1985), The Queen Is Dead (1986) and Strangeways, Here We Come (1987). Four of their albums (including three studio albums) appeared on Rolling Stone’s list of the 500 Greatest Albums of All Time. They have also released several compilations, and numerous non-LP singles.

The Smiths had several singles reach the UK top twenty and all four of their studio albums reached the UK top five, including one which topped the charts. They won a significant following and remain cult favourites, although they had limited commercial success outside the UK while they were still together. The band broke up in 1987 and have turned down several offers to reunite.

The band’s focus on a guitar, bass, and drum sound, and their fusion of 1960s rock and post-punk, were a repudiation of synthesizer-based contemporary dance-pop – the style popular in the early 1980s. Marr’s guitar-playing on his Rickenbacker often had a jangly sound reminiscent of Roger McGuinn of the Byrds.[4] Marr’s guitar-playing influenced later Manchester bands, including The Stone Roses and Oasis. Morrissey and Marr’s songs combined themes about ordinary people with complex, literate lyrics delivered by Morrissey with a mordant sense of humour.

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Smiths

Sincronicità e cuore – Synchronicity and Heart



Sincronicità e Cuore
Di solito ad ogni accadimento si trova la causa che lo ha determinato.Siamo abituati a trovare una spiegazione ” logica” a tutto, eppure ci sono eventi che appaiono senza una causa determinante, si dice che siano acausali perchè non rientrano nella riconosciuta legge di causa- effetto.Accade a volte che senza una causa ( apparente) si possano sperimentare o osservare dei fenomeni che si manifestano contemporanei, addirittura sembrano perfettamente incastrati l’uno con l’altro da poterne cogliere una sorta di misterioso nesso. A volte si verificano intere catene di questi fenomeni e su questo si è giocato anche nella trama di film dove si descrive il viaggio nel tempo ( se nello spazio/tempo andassimo a modificare un’azione passata, si ipotizza che non possa esiste quella attuale) Se ad esempio un nostro avo non avesse sposato la consorte noi non saremmo nati.
Ma ecco in dettaglio di cosa si tratta:
“La sincronicità è un termine introdotto da C.G.Jung nel 1950 per descrivere una connessione fra eventi, psichici o oggettivi, che avvengono in modo sincrono, cioè nello stesso tempo, e tra i quali non vi è una relazione di causa-effetto ma una evidente comunanza di significato. La sincronicità è relativa quindi alle “coincidenze significative”. “
Nel suo trattato sulla Sincronicità Jung postula l’esistenza di un aspetto della realtà per cui, indipendentemente da qualsiasi nesso causale, il mondo per qualche oscuro motivo ci corrisponde, concordando in modo sorprendente con la nostra vicenda individuale. Jung chiama questi episodi coincidenze significative e suppone che la realtà possieda un lato creativo che si mostra a chi si predispone a riconoscerlo. ” Il principio di sincronicità formula un punto di vista diametralmente opposto alla causalità. Siccome quest’ultimo è una verità meramente statistica e non assoluta, essa è una specie di ipotesi di lavoro esprimente come gli eventi evolvono uno dall’altro, mentre la sincronicità considera la coincidenza degli eventi in spazio e tempo come significatore di qualche cosa di più di un mero caso, cioè di una peculiare interdipendenza di eventi oggettivi tra di loro, come pure fra essi e le condizioni soggettive (psichiche) dell’osservatore o degli osservatori(…).(…)Soltanto la radicata convinzione dell’onnipotenza della causalità crea difficoltà alla comprensione e fa apparire impensabile che possano verificarsi o esistere eventi privi di causa. Ma se essi esistono, dobbiamo definirli atti creativi nel senso di una creatio continua (…). Bisogna guardarsi ovviamente dal considerare acausale ogni evento la cui causa sia ignota.(…) Coincidenze significative sono pensabili come puri casi. Ma quanto più si assommano e quanto più grande e precisa è la corrispondenza, tanto più diminuisce la loro probabilità, e tanto più cresce la loro impensabilità: vale a dire, non possono più valere come puri e semplici casi, ma – in mancanza di una possibile spiegazione causale – debbono essere concepiti come ordinamenti”.
(C. G. Jung, La Sincronicità, Bollati Boringhieri 1992, pp. 114 sg).

Mi accade spesso di pensare a qualcosa ( evento psichico) o di avere una sensazione che, sistematicamente ha una ” risposta”. Ti è mai capitato di pensare, ad esempio a un evento o una persona e, accendendo la radio ascoltare la musica che la ricordi? Pensare a qualcuno che non senti da tempo e riceverne subito la telefonata?
A cosa ascrivere la causa? O persone che per un disguido all’ultimo momento non hanno preso un aereo e si sono salvate la vita, poichè questo ha un incidente?

In apparenza non vi sarebbe una causa, a meno che non volessimo pensare che noi stessi siamo tale causa con il nostro pensiero o con l’intuito consapevole delle cose.
Ritengo che se questo possa mettere in moto delle energie, è importante essere sempre ” positivi” ( ma che fatica! )perchè magari si possa trasmettere serenità, perchè la benevolenza sia fattore determinante di realtà accogliente.
Anche la preghiera è un mezzo per dare energia e determinare una significanza che spesso, con il collegamento al divino sa portare beneficio agli altri.
Se sappiamo entrare in noi stessi, con profondità, accade di saper trascendere lo spazio/tempo e di sintonizzarsi in questa sincronicità dove l’intuizione, l’ispirazione o la percezione determinano questa particolare realtà.Credo che la causa di ogni sincronicità si colleghi al nostro essere in sintonia con il Cuore.
25.08.2007 Poetyca

Synchronicity and Heart

Usually the cause that determined it is found at every event. We are used to finding a “logical” explanation for everything, yet there are events that appear without a determining cause, they are said to be non-causal because they do not fall within the recognized law of cause – effect It sometimes happens that without an (apparent) cause one can experience or observe phenomena that occur contemporaneously, even seem perfectly interlocked with one another to be able to grasp a sort of mysterious connection. Sometimes entire chains of these phenomena occur and this is also played out in the plot of films where time travel is described (if in space / time we were to modify a past action, it is assumed that the current one cannot exist) For example, if one of our ancestors had not married his wife, we would not have been born.
But here’s in detail what it is:
“Synchronicity is a term introduced by CGJung in 1950 to describe a connection between events, psychic or objective, which occur synchronously, that is, at the same time, and between which there is no cause-effect relationship but an evident commonality of meaning. Synchronicity is therefore relative to “significant coincidences”. ”
In his treatise on Synchronicity Jung postulates the existence of an aspect of reality for which, regardless of any causal link, the world for some obscure reason corresponds to us, surprisingly agreeing with our individual story. Jung calls these episodes significant coincidences and supposes that reality has a creative side that shows itself to those who are ready to recognize it. “The principle of synchronicity formulates a point of view diametrically opposed to causality. Since the latter is a purely statistical and not an absolute truth, it is a kind of working hypothesis expressing how events evolve from one another, while synchronicity considers the coincidence of events in space and time as a significator of something more than mere chance, that is, of a peculiar interdependence of objective events between them, as well as between them and the subjective (psychic) conditions of the observer or observers ( …). (…) Only the deep-rooted conviction of the omnipotence of causality creates difficulties in understanding and makes it seem unthinkable that uncaused events can occur or exist. But if they exist, we must define them creative acts in the sense of a creatio continues (…) Obviously, one must beware of considering any event whose cause is unknown as acausal. (…) Significant coincidences are conceivable as pure Yes. But the more they are added together and the greater and more precise the correspondence, the more their probability decreases, and the more their unthinkability increases: that is to say, they can no longer count as pure and simple cases, but – in the absence of a possible causal explanation – they must be conceived as orders “.
(C. G. Jung, The Synchronicity, Bollati Boringhieri 1992, pp. 114 ff).
It often happens to me to think about something (psychic event) or to have a feeling that systematically has a “response”. Have you ever thought of, for example, an event or a person and, turning on the radio, listen to the music that you remember? Thinking of someone you haven’t heard from for a long time and get the call right away?
To what to ascribe the cause? Or people who, due to a mistake at the last moment, did not take a plane and saved their lives, as this has an accident?
Apparently there would be no cause, unless we wanted to think that we ourselves are that cause with our thinking or with the conscious intuition of things.
I believe that if this can set in motion the energies, it is important to always be “positive” (but what an effort!) So that perhaps serenity can be transmitted, because benevolence is a determining factor of welcoming reality.
Prayer is also a means of giving energy and determining a significance that often, with its connection to the divine, can benefit others.
If we know how to enter into ourselves, with depth, it happens to know how to transcend space / time and to tune into this synchronicity where intuition, inspiration or perception determine this particular reality. our being in tune with the Heart.

25.08.2007 Poetyca

Verità – Truth


Verità

La verità è un viaggio che inizia a farci percorrere strade mai battute, dove nulla ci potrebbe indicare il sentiero e non serve il sestante o le stelle, la vita vissuta da altri e scritta in libri o quelle parole che altri ci gettano addosso perchè non sia perduto quello che dicono essere saggio. Ogni saggezza o scoperta nascono sempre da qualche errore e solo se ci feriamo le mani, se strisciamo per terra sbucciandoci le ginocchio – vivendo nel profondo ogni emozione – possiamo apprendere la rotta del nostro esistere.
Non lasciare traccia scritta, magari per confondere le carte, per apparire migliori è fare i conti con se stessi senza prendersi sul serio o per essere pronti a gettare tutto per ricominciare sino all’ultimo respiro.
Vivere è aprire il cuore, strapparselo se serve ma non permettere di chiudersi dentro corazze che non ci facciano imparare ad amare.

27.01.2007 Poetyca

Truth

The truth is a journey that started us along roads never stops, where nothing we could indicate the path and does not serve the sextant and the stars, the life lived by others, and written in books or other words that we throw him why not lost what they say be wise. Any wisdom or discovered there are always some error, and if you cut your hands if you crawl on the ground peel the knee – are living in deep emotion – we can learn the route of our existence.
Leave no written record, perhaps to confuse the cards to look better is to deal with without taking themselves seriously or be ready to throw it to start until the last breath.
Living is open our hearts, but if you need strapparselo not afford to close themselves into armor that we do not learn to love.
27.01.2007 Poetyca


Come nuvola – As cloud


Come nuvola
Non si cancella
l’alito che accarezza
in inchini di gioia
il temerario cuore

Soffice come nuvola
è l’abbraccio
che intensifica
il filo sottile
del nostro esistere

29.12.2007 Poetyca

As cloud
Not remove
breath caressing
in bows of joy
the fearless heart

Soft as a cloud
is the embrace
that intensifies
fine wire
of our existence

29.12.2007 Poetyca

Sorrisi e ricordi – Smiles and memories


Sorrisi e ricordi
Vorrei solo
fiori di campo
piegati in preghiera:
soldatini silenziosi
a vegliarmi le ossa
quando sarà angusta
la mia dimora
e nessuna lacrima
rintocchi memoria
ma folate di vento
a rubare sorrisi
e ricordi

16.02.2007 Poetyca
Smiles and memories
I just wish
wildflowers
folded in prayer:
silent soldiers
to watch over the bones
when it is narrow
my home
and no tears
tolling memory
But gusts of wind
to steal smiles
and memories

16.02.2007 Poetyca

Un giorno magari…


Immagine di Giuseppe Bustone

Un giorno magari…

E’ Un viaggio infinito, che cominciò quando nascesti e proseguirà fino alla fine, che non sarà mai una fine. Se avrai cercato passerai fra differenti realizzazioni: le prime non le comprenderai. Ti chiederai,anzi, se non siano fandonie, stupidità.Ma,piano,piano che proseguirai,si dispiegheranno, rivelandoti piccoli misteri che ti convinceranno che sei sulla strada giusta. Ma tu,non fermarti mai! poiché ricco è il cammino di chi non si arrenderà mai e (cosa ancor più importante) non rivelare mai nulla a nessuno. Gesù disse: “…e il Padre che vede nel segreto te ne darà la ricompensa”. Altrimenti ti prenderanno per matto e non approderai a nulla.

Forza allora,prosegui!

©Giuseppe Bustone

Amore – Love


Amore
Sono io amore
che cerco te nel buio
come eco urlo il tuo nome
ma non rispondi
stringo nel pugno il silenzio
dai muti occhi scivolano
le mie perle opache
sei tu la luce che nella notte cerco
ma lontana sfugge
lasciandomi nel freddo del cuore
che ferito non colore il tempo
Dov’è la mia dimora
non corrono le ombre
e la luce danza
alla ricerca di una stretta d’anima
senza fermare i passi e le paure
che conducono allo scivolare
l’uno dentro l’altra
per stringere più forte
ogni attimo eterno
01.09. 2003 Poetyca
Love
Am I love
I’m looking you in the dark
echoing scream your name
but do not answer
clench his fist in silence
by dumb eyes slip
my pearls opaque
You’re the light in the night I try
but far eludes
leaving me in the cold heart
color does not hurt that the weather
Where is my home
do not run the shadows
and the light dance
in search of a narrow core
without stopping the steps and fears
leading to the slip
one inside the other
to forge stronger
every moment forever
01.09.2003 Poetyca

La nostra responsabilità – Our responsibility


La nostra responsabilità
Siamo noi la pietra angolare del nostro cammino; la capacità di abbattere i condizionamenti e le paure;
l’opportunità di toccare la radice del nostro essere e manifestare quel che è l’essenza e il significato del nostro esistere. Non legati alle apparenze, al possesso di beni, al desiderio di mostrare quel che non siamo dietro ad una maschera che ci renda sapienti: il primo passo è comprendere che non sappiamo nulla e si deve partire da zero; da quella scoperta interiore che nasce dall’ascolto sincero della nostra interiorità; dalla lealtà e capacità di migliorarci; dal saper amare incondizionatamente senza attenderci nulla che colmi le nostre frustrazioni.

© Poetyca

Our responsibility

We are the cornerstone of our path; the ability to break down conditioning and fears;
the opportunity to touch the root of our being and manifest what is the essence and meaning of our existence. Not tied to appearances, to the possession of goods, to the desire to show what we are not behind a mask that makes us wise: the first step is to understand that we know nothing and we must start from scratch; from that inner discovery that arises from sincere listening to our interiority; from loyalty and ability to improve ourselves; from knowing how to love unconditionally without expecting anything to fill our frustrations.

© Poetyca

Alito di pioggia


Immagine di Giuseppe Bustone

Alito di pioggia

Avvolto in un contesto tutto sommato rassicurante
Mentre attendo fiducioso positivi sviluppi
Anestetizzato da ebbrezze autunnali
in questo fine Settembre piuttosto mite comunque
Arieggia la flebile pioggia quasi asciutta sul mio capo
Girovagando fra pensieri insoliti
ancora cerco stabilità emotive
semplicemente ancora emozionato
Pacatamente ringrazio il Cielo.

Giuseppe Bustone

Essere e avere – To be and to Have – Erich Fromm


Essere e avere

La differenza tra essere e avere non è essenzialmente quella tra Oriente e Occidente,

ma piuttosto tra una società imperniata sulle persone e una società imperniata sulle cose.

Erich Fromm

To be and to Have

The difference between being and not have is essentially that between East and West,
but rather between a society centered on people and a society centered on things.
Erich Fromm

Regola per il concreto


Immagine di Giuseppe Bustone

Regola per il concreto

Azzerare rimpianti e malinconie
non cambierebbe nulla a rivangarli,
eccezion fatta per le accusate perdite
di cari defunti anzitempo.
Plasmare l’immaginazione,
ove possibile realizzare i sogni
e poi ancora credere e sperare
che il Cielo si accorga e ricordi
di me

Giuseppe Bustone

Conoscenza



Conoscenza

È questione di leggere tutti i segni che la vita ci mostra nel nostro quotidiano incedere, mentre intorno molti enigmi vengono svelati. Non avremo più timore di credere nell’ineffabile destino che eternamente ci attende, tra dimostrazioni di verità e falsità che decadono.

Giuseppe Bustone

Effetto riparo d’ombra


Effetto riparo d’ombra

Reminiscenze a portarmi
nella vita leggere certezze
Per questo spesso esito
e mi interrogo
su cosa e come fare
ad accendere e scaldare la vita
Con mille dubbi e un paio di successi
pure un paio di eccessi
tra girovagare  in boschi pieni
di alberi vertiginosi
che celano curiosi animali
e animaletti che dall’alto
osservano il mio incedere dubbioso
Stanco mi fermo a riprender fiato
e riparto, con la voglia di riuscire nel disegno di una vita finalmente guadagnata
E ringrazio.

Giuseppe Bustone

Spiccioli di vita


Immagine di Giuseppe Bustone

Spiccioli di vita

Esente da sensazioni ininfluenti
Mentre accarezzo il mio fido quadrupede
Oltre orizzonti inesplorati
Guardo di già chi fermo sta al tramonto
È ancor presto e mi dilungo
Tra andirivieni di maldestri burattini
Tutti uguali e taciturni come in certi sogni
Rimango a guardare chi vero è sempre
Pago, sincero.

Giuseppe Bustone

Senza pretese…



Immagine di Giuseppe Bustone

Senza pretese

…E allora ringrazio…
Anche se ho varcato
la soglia della povertà,
con le lacrime agli occhi
dico: “Grazie, Signore!”,
e vado avanti, non so dove ma vado. Sento e so che è lì
che devo arrivare e ci arriverò.
Anche se perderò ormai tutto, Signore, ti raggiungerò…
E sarò felice!

Giuseppe Bustone

Crisi di crescenza


Immagine di Giuseppe Bustone

Crisi di crescenza

A sei anni pensavo
che i miei coetanei
fossero immaturi
e mi sentivo vecchio.
Idem a dieci anni.
A quindici anni
uscivo coi trent’enni.
Solo le ragazze erano
un pò più mature a parità d’etá
Poi,dopo i quarant’anni
mi sono sempre sentito un ragazzo.
Oggi,a cinquant’uno,
mi sento molto,ma molto giovane,
nonostante i capelli bianchi
che si moltiplicano
e non ho praticamente
nessuna ruga.
Ma…che strano!

Giuseppe Bustone