★ღPoetyca ★ღ


 

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Daniela Durante, in arte Poetyca, è nata a Roma e risiede a Reggio Calabria dall’età di sei anni. A dodici anni ha scritto il suo primo componimento poetico; sposata, madre di tre figli, sensibile ed osservatrice della natura, ne ama ogni sua espressione; introspettiva e con un innato istinto alla lettura degli eventi oltre le apparenze, per il dono di una particolare carica empatica, naviga da sedici anni in rete dove si confronta nella grafica, la poesia e la spiritualità; iscritta in vari luoghi per confrontarsi in forma costruttiva; ha studiato psicologia ed è appassionata di letture spirituali, vicina alla spiritualità orientale dove trae opportunità di tracciare un confronto con il proprio Sè. E’ titolare di un sito che gestisce da sola che è contenitore del suo personale percorso che offre agli altri come oggetto di scambio e dono. Ha partecipato nel 2004 a Reggio Calabria, alla prima edizione del concorso di poesia ” La Città del sole” organizzata dall’associazione ” Athena millennium ” conseguendo il primo premio. Non ha registrato pubblicazioni ma ha scritto un notevole numero di poesie suddivise in più raccolte che ne delineano il percorso interiore.

Il mio percorso di autoconoscenza è iniziato presto, ero poco più di una bambina, molto timida e spesso mi soffermavo ad osservare: la natura, gli altri ed il loro agitarsi e sopratutto me stessa. Volevo capire, andare in profondità per cercare le motivazioni al comportamento mio e di altri. Osservando la natura, in particolare le stagioni e la ” rinascita” delle piante pensavo che anche noi dovremmo considerare che dopo quella che in apparenza è la morte oppure un momento interiore difficile, dovremmo renderci conto che, oltre all’attraversamento di un tunnel buio, dove spesso per paura restiamo fermi nel mezzo senza provare ad andare avanti, incapaci di proseguire e vedere la luce, neppure troppo lontana per venirne fuori e svegliarci dal nostro torpore, non troveremo il modo per riconoscere la nostra stessa luce.

Sono sempre stata convinta, forse ingenuamente, che in tutti noi è presente la Luce, una piccola fiamma che dobbiamo cercare, ho sempre visto le persone senza pregiudizio ma con la convinzione che malgrado la razza, sesso o età, dal loro punto di vista religioso, dentro siamo tutti impauriti ma con la presenza di quella Luce da recuperare. Ho sempre visto la Speranza come fonte vitale, come opportunità che si deve accompagnare al nostro sforzo per manifestare quel che siamo veramente. Non siamo solo proiezione di questo modo di vivere materiale e parziale ma siamo anche altro.

Ho compreso che i miei momenti di incertezza, di solitudine, di timore di non riuscire a superare gli ostacoli, in fondo, non erano che un’esperienza comune e che spesso, piuttosto che restare ferma a coltivare la frustrazione è più produttivo il tentativo di comprensione di quelle lezioni che la vita ci offre, che non dobbiamo fermarci di fronte ad ostacoli che spesso sono solo il frutto delle nostre paure, dell’ingigantire le ombre piuttosto che il vedere la realtà con coerenza. Ho cominciato a scrivere poesie che avevo 12 anni e non sapevo che sarebbero state il modo di esprimermi anche nel corso del tempo, ma oltre la poesia, che è solo una forma di espressione, era importante la raccolta di quelle emozioni, del frutto dell’osservazione per farne la linea guida del mio modo di essere, sopratutto era importante sperimentare se quanto per intuizione vedevo fosse poi realizzabile.

Sono giunta forse su una strada che mi permetta la serenità interiore, che mi consente di allungare una mano, di racchiudere in un abbraccio, coloro che ancora procedono dentro la nube del turbamento, non significa che io stessa non abbia attraversato periodi difficili, sopratutto quando si tratta di lasciare andare certi atteggiamenti, oppure quando ci si sente investiti di una sensibilità spropositata che a volte paralizza e necessita di equidistanza ed equilibrio per non sentire addosso tutti i dolori del mondo. Ecco, il discernere, il saper guardare a volte restando tre passi indietro, per non essere troppo coinvolti è stata una conquista molto difficile perché per modo di essere sono empatica, sono partita da questa posizione per essere ora più equilibrata. So che tanto ancora devo imparare e conoscere, sperimento di giorno in giorno e non mancano l’entusiasmo e il continuo stupore per la meraviglia che ogni giorno attraversa la mia vita.

Molto ho potuto confrontare attraverso la lettura di libri, senza una scelta univoca ma leggendo di tutto senza pregiudizio. Quanto ho trovato tra le pagine scritte è stato spesso legato a quello che avevo letto o intuito in me o attraverso l’osservazione di quella che è la vita. Amo condividere quanto passo dopo passo è scaturito nel tempo e queste pagine sono solo una piccola offerta di sorriso.

© Poetyca

 

Who I’m

Daniela Durante, alias Poetyca, was born in Rome. From the age of six years onwards she has been living in Reggio Calabria. At the age of twelve years she wrote her first poem. Now she is a married, mother of three children and a sensitive observer of nature, who loves all expressions; introspective and with an innate instinctive perception of events beyond appearances for the gift of a particular empathic caring.

She comes with an experience of a sixteen years surfing in the internet with her focus on graphics, poetry and spirituality. During this time she has had the opportunity to work in various places in a constructive way as moderator of several groups. She studied psychology and is a passionate reader of spiritual content, close to Eastern spirituality where she takes the opportunity to make a comparison with the inner self.

She is the owner of a site and enables herself to take care of it as a webmaster with her personal journey who offers herself to others in a sharing gifting way.

In 2004, in Reggio Calabria, she participated in the first edition of the poetry contest “City of the Sun”, organized by “Athena Millennium” and awarded the first prize.

She has not publisheed her poems, aphorism and other text so far. However, she has written a remarkable number of poems divided into several collections that delineate her inner path.

My path to my self started soon. I was quite small, however, more than a little girl, very shy and often talked to myself to observe the nature “rebirth” of the plants I was thinking of. I also considered that we should realize – that after what appears to be the death or a difficult time interrior, besides the movement of a dark tunnel, often for fear we remain steadfast in half without trying to move forward, unable to continue and see the light, nor too far away to get out and wake up from our slumber – we will not find a way to recognize our own light.

I have always been convinced, perhaps naively, that we all are light, a small flame that is present in us, with the aim to find it. I have always seen people without injury but with the conviction that regardless of race, gender or age, from the point of religious views, our life does not only provide us with these things, nor in a partial material way, but also reveals that we are much more than that.

I understand that basically my moments of uncertainty, loneliness, fear of being unable to overcome obstacles, which was not a common experience to attempt to understand those lessons life offers us, that we must not stop when being faced with obsticles that often are the result of our fears, magnify the shadows rather than seeing the reality with consistency.

I started to write poems at the age of 12 years and I did not know that it would be a way to express myself in the course of time. However, besides the poetry, which is only one form of expression, it was important to the collection of those emotions, of the fruit of observation, to pave the guideline for my way of being. Above all, in addition it was important to test to see if it was feasible by intuition to allow me the peace of mind as well as to stretch out my hand. Especially, when it comes to let go off certain attitudes or when you feel a disproportionate sensititivty – that sometimes paralyzes and requires an equal and balanced way so as not to hear all the sorrows of the world.

Here, the discerning, the ability to watch at times staying three steps back, in a way not to be too much involved, a conquest was very difficult because of being too empathetic. So I left this position to be more balanced. I know that I still have to learn and get to know my experiences day by day in order not to miss the enthusiasm for the wonder that every day takes places in my life.

Mostly I was able to make comparations by reading books, without a choice but by unambiguous reading of the whole matter without having any prejudices.What I found between the pages was often linked to what I read or sensed in me or through the observation of what is life.

I love to share that gradually was the result of the time, whereas the content of pages shared, my smiles are to be seen as a gift on a smaller scale.

© Poetyca

 

 

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ballonamici

Poeti Amici

Canti oltre la rete 2. Premio poeta dell’anno 2005 Renato Milleri (Remil)

 

Di Remil ( 2000 )
Rintocchi di campana e dalla periferia del mondo
popoli e gente di tutti i paesi si muovono verso la speranza.
Un fascio di giornali ed un piccolo televisore
con il domani in bianco e nero
depositati ai piedi del Bimbo appena nato.
Purifica quanto scritto e dona i colori della giustizia:
era il coro della preghiera, coro di uomini da sempre in attesa.
D’improvviso una figura affascinante
apparve all’entrata della chiesa.
Elegante, compito, discreto.
“Sono un racconto di Pablo Neruda, disse con voce suadente,
mi chiamo L’alba Del Giorno Migliore”
Aveva un foglio bianco in mano.
Erano poesie, racconti e drammi
di sconosciuti che nessuno leggera’ mai.
Lo lascio’ volare sino ai piedi del Bimbo.
S’inginocchio’ e pianse.
La piccola mano lo sfioro’con un alito di vento mentre dai suoi occhi
un luminoso raggio di un’intensa bellezza ancora sconosciuta scrisse:
” BENVENUTA SPERANZA, COME OGNI ANNO, PER UN ANNO NUOVO “
© Remil
 

Grazie Reno

UN POETA AL GIORNO Sab 2 Ago 2003

Daniela Poetyca «LA CAREZZA DEL VENTO»

Dany è nata a Roma, ma risiede a Reggio Calabria dal 1968. Scrive componimenti poetici dall’età di 12 anni. E’ portata al dialogo e all’ascolto di se stessa e degli altri, ama la natura e «sentire» le proprie emozioni e la vita. Ama la lettura e la riflessione; scrivere e condividere con gli altri il suo animo. Considera che ognuno di noi ha la Luce interiore e che va cercata.
Ha molto entusiasmo in tutte le cose che intraprende e crede in quello che ama. Ha completato cinque raccolte di poesie e attualmente sta lavorando alla sesta.
Non ha mai pubblicato i suoi lavori perché desidera far dono dei suoi stati d’animo tramite internet, perché qui ha una vasta rete di contatti che le consentono di ascoltare la vita degli altri, spesso fonte d’ispirazione per le poesie. La società umana è fondata su quel principio ed è comune anche — credo — a tutte le altre religioni. Da un tale stato d’animo nasce il particolare affetto che si chiama sentimento e che è forte in tutti e quasi direi anche in coloro che oggi affermano di non sentirlo. Inoltre l’uomo ama il bello e su questa sua innata passione è fondata la manifestazione artistica e, si può dire, tutto il progresso. In ogni uomo esiste il desiderio di sapere, il senso della giustizia, l’ammirazione per il sacrificio, per la bontà, per il perdono, per la tolleranza, insomma per quelle manifestazioni della spiritualità umana perciò veramente si può affermare che l’uomo è superiore a tutti gli altri esseri della terra.Studiando l’antica storia greca, abbiamo imparato a conoscere queste persone attraverso la narrazione di Omero:
«Non abbandona mai il volo
chi è nato per il cielo:
Apre le ali
e cerca le sue rotte».
Il sentimento per il volo di «chi è nato per il cielo» ha trovato in questa lirica la sua più alta espressione, tanto da riportare alla memoria Virgilio di cui si possono ricordare le «alate parole con le quali celebrò la grandezza e la missione di Roma: Tu, o Romano, ricordati di reggere col tuo comando i popoli, di dare a tutti l’ordine e le leggi, di risparmiare quelli che obbediscono e di debellare i superbi».
L’umanità ha attraversato nel corso dei secoli momenti di splendore e momenti di crisi. Spesso ha assistito a modi o costumanze assolutamente indegne, imposte magari da una minoranza ma abominate dai più. Voglio qui accennare, per esempio, al cicisbeismo, al cavalier servente, a questa balorda e stupida istituzione del ‘600 e del ‘700 italiano e francese. L’interprete dell’anima popolare contro quella indegna moda fu Giuseppe Parini nel «Giorno», e la sua voce fu così efficace che egli non poté nemmeno porre termine all’opera sua perché, mentre ancora continuavano a uscire i suoi versi, il disgusto popolare cui il poeta aveva dato espressione concreta, spazzava via la balorda costumanza.
Spesso il maggior nemico da superare, in questa lotta, non è la natura del suolo o l’avversità delle condizioni climatiche, ma l’ignoranza («non fugge mai il silenzio»). Anche se l’affermazione potrà sembrare strana il numero degli analfabeti è ancora molto elevato in vastissimi paesi, comunemente denominati «in via di sviluppo». A questi popoli dovrebbe giungere il monito della nostra autrice: «ogni attimo è un seme».
Ecco le efficacissime armi per la lotta contro la fame, la rivalutazione della dignità del lavoro; in modo che aggrappandosi all’immagine del Gabbiano in volo anch’essi lo potranno fare, sorvolando le vaste zone dei paesi africani ed asiatici, dove gran parte della popolazione maschile ritiene che il lavoro abbassi la dignità dell’uomo e «aspetta che il vento gli accarezzi le piume» intanto si lascia alle donne il compito di lavorare.
LA CAREZZA DEL VENTO
di Dany Poetyca

Non abbandona mai il volo
chi è nato per il cielo:
Apre le ali
e cerca le sue rotte.
Non scioglie il coraggio
chi ha visto “oltre”:
stringe i denti e lotta.
Non stringe mai il pugno
in segno di rabbia
chi ha il cuore sereno.
Non fugge mai il silenzio
chi è in ricerca:
ogni attimo è un seme.

Non abbandona le lacrime
chi ha il cuore sensibile
e lava al mondo tutte le pene.
Ama e tace chi sogna
aspetta che il vento
gli accarezzi le piume.
Vola ancora gabbiano
perché sei sempre
figlio del cielo.

Reno Bromuro


 

22 commenti

22 thoughts on “★ღPoetyca ★ღ

  1. Sto navigando da te e ora mi sembra che riesco a leggerti meglio.
    E’ una gioia leggere di te, della tua vita, del tuo percorso.
    Il tuo cammino è aperto alle novità e ne son contenta: cerco anche io di comportarmi così e non farmi vincolare dagli immancabili inciampi.
    Buona serata dalla Campania

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    • Grazie cara Marzia,mi fa piacere sapere che ora la lettura è scorrevole.
      Essere aperti permette di accogliere con gioia quanto la vita ci riserva e si deve essere capaci di mettere il cuore in tutto perché ovunque ci sono opportunità per fare esperienza. ☺

      Mi piace

      • Io so anche, però che il cuore ci fa soffrire, è pathos.
        Ma come possiamo rinunciarvi??
        Qui in paese abbiamo con mio marito adottato un cane, cieco e zoppo ( lo avranno picchiato) al quale è morto il padrone.
        La vedova non lo ha voluto ..quanto avrà sofferto questa povera bestiola…
        Mi fa tenerezza.

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        • Provare sentimenti ė la nostra umana ricchezza e non ha senso anestetizzare il proprio sentire. Il vostro ė un gesto molto importante e il vostro cane è fortunato ad avere voi. Io ho tre cani ed ho avuto un gatto per 18 anni. Gli animali sono nostri maestri. ☺

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          • p.s. noi abbiamo adottato due ani fa una randagia abbandonata e affamata in una proprietà in montagna di mia suocera.
            E’ stata amata fin da subito.
            Era incinta; ci ha partoriti 6 cuccioli. Quattro di essi hanno trovato una casa e un ruolo ( uno per esempio guarda le pecore).
            Due cuccioli con “Guappa”, come mio marito ha battezzato la randagina, sono divenuti parte integrante della nostra famiglia ( siamo rimasti solo noi: i figli lavorano fuori) ..e ci fanno molta compagnia.
            Un affettuoso saluto

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