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Dhammapada XII Te stesso


XII Te stesso

Se ti ami, osservati.
Veglia durante una parte della notte.

Prima di mostrare il cammino ad altri
consolidalo in te,
se vuoi evitare la sofferenza

Pratica ciò che predichi.
Prima di cercare di correggere gli altri
fa una cosa più difficile:
correggi te stesso.

Tu sei il tuo solo maestro.
Chi altro può guidarti?
Diventa padrone di te stesso
e scopri il tuo maestro interno.

L’inconsapevole è spezzato dal male
che lui stesso fa,
come una pietra è spezzata da un diamante.

E’ soffocato dal male che lui stesso fa
come un albero è soffocato da un rampicante.
Da sé si riduce in uno stato
che solo il suo peggior nemico
potrebbe augurargli.

E’ difficile
fare ciò che ci è veramente d’aiuto.
E’ facile fare del male,
fare ciò che ci nuoce.

L’inconsapevole si fa beffe della saggezza,
deride coloro che seguono
la via della consapevolezza
e si perde in false dottrine.
Il frutto delle sue azioni
è la sua rovina,
come avviene per la canna di khattaka,
che muore dopo aver fruttificato.

Facendo del male,
tu stesso ti corrompi.
Ma facendo del bene,
tu stesso ti purifichi.
Tu sei la fonte
di ogni purezza e di ogni impurità.
Nessuno può purificare un’altra persona.

Non trascurare il tuo compito
per intraprenderne un altro,
per quanto grande possa essere.
Scopri il tuo compito
e dedicati a esso con tutto il cuore.

12. Self

If a person holds oneself dear,
let one watch oneself carefully.
The wise should be watchful
during at least one of the three watches.

Let each person first direct oneself to what is right;
then let one teach others; thus the wise will not suffer.
If a person makes oneself as one teaches others to be,
then being well-controlled, that one might guide others,
since self-control is difficult.

Self is the master of self;
who else could be the master?
With self well-controlled
a person finds a master such as few can find.

The wrong done by oneself, born of oneself,
produced by oneself, crushes the fool,
just as a diamond breaks even a precious stone.
The one whose vice is great brings oneself down
to that condition where one’s enemy wishes one to be,
just as a creeper overpowers the entangled sala tree.
Bad actions and actions harmful to ourselves are easy to do;
what is beneficial and good, that is very difficult to do.

The fool who scorns the teaching of the saintly,
the noble, and the virtuous, and follows wrong ideas,
bears fruit to one’s own destruction,
like the fruits of the katthaka reed.

By oneself is wrong done; by oneself one suffers;
by oneself is wrong left undone; by oneself is one purified.
Purity and impurity come from oneself;
no one can purify another.

Let no one neglect one’s own duty
for the sake of another’s, however great;
let a person after one has discerned one’s own duty,
be always attentive to this duty.

Dhammapada – Capitolo XX – Il Cammino


Dhammapada – Capitolo XX – Il Cammino

273. Il cammino più alto
è il cammino ottuplice.
La verità più alta
è espressa dalle quattro nobili verità.
Lo stato di coscienza più alto
è il non-attaccamento.
La condizione umana più alta
è quella di chi è capace di vedere.

274. Questo è il cammino
che purifica la visione.
Seguilo,
se vuoi trascendere la morte.

275. Seguendo questo cammino
metterai fine alla sofferenza.
Questo è il cammino che insegno
da quando ho estratto da me
la freccia della sofferenza.

276. Ma lo sforzo è tuo.
I Tathagata possono solo indicare la via.
Percorrila, medita
e liberati dalla schiavitù
del desiderio e della morte.

277. “Ogni cosa esistente è impermanente”
Comprendendo ciò,
vai al di là della sofferenza.
Questo è il cammino della purezza.

278. “L’esistenza è sofferenza”.
Comprendendo ciò,
vai al di là della sofferenza.
Questo è il cammino della purezza.

279. “Nessun essere è dotato di un sé”.
Comprendendo ciò,
vai al di là della sofferenza.
Questo è il cammino della purezza.

280. Se, benché giovane e forte,
non ti alzi quando è il momento di alzarti,
se sei pigro e inerte,
se sei irresoluto e pieno di pensieri futili,
non troverai il cammino della saggezza.

281. Sii padrone delle tue parole,
sii padrone dei tuoi pensieri,
non nuocere ad alcuno con il tuo corpo..
Quando queste tre vie sono aperte
raggiungi il cammino insegnato dai saggi.

282. Meditando coltivi la saggezza,
trascurando la meditazione
la lasci deperire.
Vedendo chiaramente questi due cammini,
volgi i tuoi passi verso la saggezza crescente.

283. Taglia l’intera foresta del desiderio,
non il singolo albero:
il pericolo si annida nella foresta.
Tagliati gli alberi e il sottobosco, o bhikkhu,
sei sulla via della liberazione.

284. Finché c’è in te
una traccia di desiderio sessuale,
la tua mente resta attaccata alla vita
come un vitellino lattante alla madre.

285. Taglia ogni autocompiacimento
come coglieresti un fiore di loto autunnale
e percorri la via della pace
insegnata dai Beati.

286. “Qui avrò la mia dimora estiva,
qui quella invernale,
qui quella per la stagione delle piogge.”
Cosi l’inconsapevole fa progetti,
senza soffermarsi un attimo
sull’imprevedibilità della morte.

287. Ma, come un’alluvione trascina via
un villaggio addormentato,
la morte lo rapisce,
intossicato dall’attaccamento
ai suoi figli e ai suoi beni.

288. Né figli, né genitori, né parenti,
possono proteggerti
quando vieni afferrato dalla morte.

289. Comprendendo ciò,
affrettati a sgomberare la via
che conduce alla liberazione.

Chapter XX
The Way

273. The best of ways is the eightfold; the best of truths the four words; the best of virtues passionlessness; the best of men he who has eyes to see.

274. This is the way, there is no other that leads to the purifying of intelligence. Go on this way! Everything else is the deceit of Mara (the tempter).

275. If you go on this way, you will make an end of pain! The way was preached by me, when I had understood the removal of the thorns (in the flesh).

276. You yourself must make an effort. The Tathagatas (Buddhas) are only preachers. The thoughtful who enter the way are freed from the bondage of Mara.

277. `All created things perish,’ he who knows and sees this becomes passive in pain; this is the way to purity.

278. `All created things are grief and pain,’ he who knows and sees this becomes passive in pain; this is the way that leads to purity.

279. `All forms are unreal,’ he who knows and sees this becomes passive in pain; this is the way that leads to purity.

280. He who does not rouse himself when it is time to rise, who, though young and strong, is full of sloth, whose will and thought are weak, that lazy and idle man will never find the way to knowledge.

281. Watching his speech, well restrained in mind, let a man never commit any wrong with his body! Let a man but keep these three roads of action clear, and he will achieve the way which is taught by the wise.

282. Through zeal knowledge is gotten, through lack of zeal knowledge is lost; let a man who knows this double path of gain and loss thus place himself that knowledge may grow.

283. Cut down the whole forest (of lust), not a tree only! Danger comes out of the forest (of lust). When you have cut down both the forest (of lust) and its undergrowth, then, Bhikshus, you will be rid of the forest and free!

284. So long as the love of man towards women, even the smallest, is not destroyed, so long is his mind in bondage, as the calf that drinks milk is to its mother.

285. Cut out the love of self, like an autumn lotus, with thy hand! Cherish the road of peace. Nirvana has been shown by Sugata (Buddha).

286. `Here I shall dwell in the rain, here in winter and summer,’ thus the fool meditates, and does not think of his death.

287. Death comes and carries off that man, praised for his children and flocks, his mind distracted, as a flood carries off a sleeping village.

288. Sons are no help, nor a father, nor relations; there is no help from kinsfolk for one whom death has seized.

289. A wise and good man who knows the meaning of this, should quickly clear the way that leads to Nirvana.

Dhammapada XI La vecchiaia


Dhammapada
XI La vecchiaia

146 Di che cosa puoi rallegrarti
mentre il tuo mondo brucia?
Sei immerso nell’oscurità
e non cerchi la luce?

147 Guarda questo tuo corpo:
un fantoccio dipinto
che sta insieme in qualche modo,
malato, pieno di ferite,
agitato da fantasie mutevoli e vacue.

148 Questo tuo corpo fragile,
malato, putrescente,
destinato, come ogni cosa vivente,
a morire e a dissolversi.

149 Guarda queste bianche ossa,
che un giorno saranno gettate via
come zucche in autunno.

150 Queste ossa costituiscono una fortezza
intonacata di carne e di sangue,
abitata da orgoglio e ipocrisia,
vecchiaia e morte.

151 Anche gli splendidi carri dei re
perdono con il tempo i loro colori.
Così il corpo invecchia.
Ma la legge eterna non invecchia:
questo è l’insegnamento che i saggi
trasmettono ai saggi.

152 Chi non impara dalla vita
invecchia come un bue:
la sua carne cresce,
ma non la sua saggezza.

153 Innumerevoli vite ho attraversato
cercando invano il costruttore
di questo edificio di ossa e di carne.
Doloroso è continuare a rinascere.

154 Ma ora ti ho trovato, costruttore,
e non ricostruirai mai più questa mia dimora.
La trave di colmo è spezzata,
le travi sono rotte.
Ogni desiderio è estinto
e la mente riposa nel nirvana.

155 Coloro che hanno dissipato
gli anni della loro giovinezza
da vecchi intristiscono
come vecchie gru in un lago senza pesci.

156 Giacciono inutili come archi spezzati,
rimpiangendo il passato.

Dhammapada
11. Old Age

Why is there laughter, why is there joy
while this world is always burning?
Why do you not seek a light,
you who are shrouded in darkness?

Consider this dressed-up lump covered with wounds,
joined with limbs, diseased, and full of many schemes
which are neither permanent nor stable.
This body is wearing out, a nest of diseases and frail;
this heap of corruption falls apart; life ends in death.

What pleasure is there
for one who sees these white bones
like gourds thrown away in the autumn?
A fortress is made out of the bones,
plastered over with flesh and blood,
and in it lives old age and death, pride and deceit.

The glorious chariots of the kings wear out;
the body also comes to old age;
but the virtue of good people never ages;
thus the good teach each other.

People who have learned little grow old like an ox;
their flesh grows, but their knowledge does not grow.

I have run through a course of many births
looking for the maker of this dwelling and did not find it;
painful is birth again and again.
Now you are seen, the builder of the house;
you will not build the house again.
All your rafters are broken; your ridgepole is destroyed;
your mind, set on the attainment of nirvana,
has attained the extinction of desires.

People who have not practiced proper discipline
who have not acquired wealth in their youth,
pine away like old cranes in a lake without fish.
People who have not practiced proper discipline,
who have not acquired wealth in their youth,
lie like broken bows, sighing after the past.

Dhammapada X La violenza


–                                   

X La violenza

129 Come te, tutti gli esseri tremano 
di fronte alla violenza,
tutti temono la morte. 
Rispecchiandoti negli altri,
non uccidere e non ferire.

130 Come te, tutti gli esseri tremano 
di fronte alla violenza,
tutti amano la vita. 
Rispecchiandoti negli altri,
non uccidere e non ferire.

131 Chi cerca la propria felicità 
ferendo altri esseri
che come lui cercano la felicità 
non sarà mai felice.

132 Non ferire chi come te
cerca la felicità,
se vuoi essere felice.

133 Non ferire con parole crudeli.
La parole irate fanno male
e il dolore che provochi
rimbalza verso di te.

134 Immobile e silenzioso
come un gong spezzato
entra nel nirvana,
dove ogni agitazione scompare.

135 Come un mandriano con il suo bastone
spinge le vacche al pascolo,
la vecchiaia e la morte
sospingono le creature
verso nuove vite.

136 Ma l’inconsapevole non se ne rende conto
e brucia nel fuoco
delle sue proprie azioni.

137 Chi ferisce un innocente
o infligge una punizione immeritata
incorre in una di queste dieci calamità.

138 Subisce crudeli sofferenze, una grave malattia, 
una mutilazione, l’invalidità o la pazzia.

139 Oppure viene perseguitato dal sovrano,
viene accusato di un crimine spaventoso, 
subisce un lutto o la rovina economica.

140 Oppure la sua casa viene distrutta dal fulmine.
E quando il suo corpo si è dissolto
continua a bruciare all’inferno.

141 Né la nudità,
né i capelli arruffati,
né il digiuno,
né il dormire sulla nuda terra,
né il cospargersi il corpo di cenere,
né il sedere immobile:
nulla di tutto questo
può liberare chi non è libero dal dubbio.

142 Ma chi vive in serenità e purezza, 
astenendosi dal nuocere ad alcun essere, 
anche se indossa vesti eleganti
è un vero bramino,
un vero asceta, un vero bhikshu.

143 Un cavallo ben addestrato
non ha bisogno della frusta.

144 Come un cavallo ben addestrato
toccato dalla frusta,
sii ardente e scattante.
Liberati di questa sofferenza
con la meditazione, la consapevolezza, 
la saggezza, la virtù, la fiducia
e l’impegno nella ricerca della verità.

145 Come il contadino incanala l’acqua, 
come il fabbro raddrizza le sue frecce, 
come il falegname lavora il legno,
così il saggio lavora se stesso.

10. Punishment

Everyone trembles at punishment; everyone fears death.
Likening others to oneself,
one should neither kill nor cause killing.

Everyone trembles at punishment; everyone loves life.
Likening others to oneself,
one should neither kill nor cause killing.

Whoever seeking one’s own happiness
inflicts pain on others who also want happiness
will not find happiness after death.

Whoever seeking one’s own happiness
does not inflict pain on others who also want happiness
will find happiness after death.

Do not speak anything harsh.
Those who are spoken to will answer you.
Angry talk is painful, and retaliation will touch you.
If you make yourself as still as a broken gong,
you have attained nirvana, for anger is not known to you.

Just as a cowherd with a staff
drives the cows into the pasture,
so old age and death drive the life of living beings.

A fool committing wrong actions does not know
that the stupid person burns through one’s own deeds,
like one burned by fire.

Whoever inflicts punishment
on those who do not deserve it
and offends against those who are without offense
soon comes to one of these ten states:
cruel suffering, infirmity, injury of the body, fearful pain,
or mental loss, or persecution from the ruler,
or a fearful accusation, loss of relations,
or destruction of possessions,
or lightning fire burning one’s houses,
and when one’s body is destroyed the fool goes to hell.

Neither nakedness nor matted hair nor mud
nor fasting nor lying on the ground
nor rubbing with dust nor sitting motionless
purify a mortal who is not free from doubt and desire.

Whoever though dressed in fine clothes, lives peacefully,
is calm, controlled, restrained, pure,
and does not hurt any other beings,
that one is holy, an ascetic, a mendicant.

Is there in the world anyone
who is so restrained by modesty
that they avoid blame like a trained horse avoids the whip?
Like a trained horse when touched by a whip,
be strenuous and eager, and by faith, by virtue, by energy,
by meditation, by discernment of the truth
you will overcome this great sorrow,
perfected in knowledge, behavior, and mindfulness.

Engineers of canals guide the water;
fletchers make the arrow straight;
carpenters shape the wood;
good people mold themselves.

Dhammapada – Capitolo XXII – La Caduta


Dhammapada – Capitolo XXII – La Caduta

306. Colui che afferma il falso,
e colui che nega ciò che ha fatto
entrambi, dopo la morte,
precipitano nello stesso stato
nell’altro mondo.

307. Molti indossano l’abito giallo,
ma si comportano in maniera
irresponsabile ed egoistica.
Costoro rinascono all’inferno.

308. E meglio per un tale bhikkhu
ingoiare una palla di ferro rovente
che vivere della carità dei fedeli.

309. Chi commette adulterio
perde meriti, sonno, onore
e infine precipita nell’oscurità.

310. Perdita di meriti,
il rischio di una pesante condanna,
la discesa nel buio:
ben misero è il piacere di un uomo spaventato
fra le braccia di una donna spaventata.

311. Ma, come anche un filo d’erba maneggiato
male può tagliarti, così anche l’ascetismo vissuto male
può precipitarti nell’oscurità.

312. Se agisci sbadatamente,
se osservi i voti meccanicamente,
se rispetti la regola di castità per paura,
la tua disciplina non dà buoni frutti.

313. Se una cosa va fatta,
falla con tutta la tua energia.
il monaco svogliato
si copre soltanto di polvere.

314. Non fare il male,
che è seguito dalla sofferenza.
Fa il bene,
che non è seguito dalla sofferenza.

315. Veglia su te stesso
come su una città fortificata
ai confini del regno.
Non lasciare che un solo momento
trascorra nell’inconsapevolezza.
Coloro che si lasciano sfuggire
il momento presente
precipitano nell’oscurità.

316. Coloro che, sviati da false dottrine,
si vergognano di ciò di cui non dovrebbero
e non si vergognano di ciò di cui dovrebbero
precipitano nell’oscurità.

317. Coloro che, sviati da false dottrine,
temono ciò che non dovrebbero temere
e non temono ciò che dovrebbero temere
precipitano nell’oscurità.

318. Coloro che, sviati da false dottrine,
vedono il male in ciò che non è male
e non vedono il male in ciò che è male
precipitano nell’oscurità.

319. Ma chi, vedendo la verità,
sa discernere il bene e il male
percorre il cammino ascendente.


Dhammapada 22. Hell

The liar goes to the state of woe;
also he who, having done (wrong), says,
“I did not do it.”
Men of base actions both,
on departing they share the same destiny
in the other world.
There are many evil characters
and uncontrolled men
wearing the saffron robe.
These wicked men
will be born in states of woe
because of their evil deeds.
It would be better
to swallow a red-hot iron ball,
blazing like fire,
than as an immoral and uncontrolled monk
to eat the alms of the people.
Four misfortunes befall the reckless man
who consorts with another’s wife:
acquisition of demerit,
disturbed sleep,
ill-repute,
and (rebirth in) states of woe.
Such a man acquires demerit
and an unhappy birth in the future.
Brief is the pleasure
of the frightened man and woman,
and the king imposes heavy punishment.
Hence, let no man consort with another’s wife.
Just as kusa grass wrongly handled cuts the hand,
even so, a recluse’s life wrongly lived
drags one to states of woe.
Any loose act,
any corrupt observance,
any life of questionable celibacy —
none of these bear much fruit.
If anything is to be done,
let one do it with sustained vigor.
A lax monastic life
stirs up the dust of passions all the more.
An evil deed is better left undone,
for such a deed torments one afterwards.
But a good deed is better done,
doing which one repents not later.
Just as a border city is closely guarded
both within and without, even so, guard yourself.
Do not let slip this opportunity (for spiritual growth).
For those who let slip this opportunity
grieve indeed when consigned to hell.
Those who are ashamed
of what they should not be ashamed of,
and are not ashamed
of what they should be ashamed of —
upholding false views,
they go to states of woe.
Those who see something to fear
where there is nothing to fear,
and see nothing to fear
where there is something to fear —
upholding false views,
they go to states of woe.
Those who imagine evil
where there is none,
and do not see evil where it is —
upholding false views,
they go to states of woe.
Those who discern
the wrong as wrong
and the right as right —
upholding right views,
they go to realms of bliss.

Dhammapada IX Il male


IX Il male

116 Affrettati a fare il bene.
Astieniti dal male.
Se trascuri di coltivare il bene,
il male infesta la tua mente.

117 Se ti capita di fare del male,
non ripeterlo,
non lasciare che metta radici in te,
onde non incorrere nella sofferenza.

118 Se ti capita di far del bene,
ripetilo,
lascia che metta radici in te
e ti riempia di gioia.

119 Anche chi ha fatto del male
può gioire
finché le conseguenze del male fatto
non sono maturate.

120 che chi ha fatto del bene
può soffrire
finché il bene che ha fatto
non dà i suoi frutti.

121 Non prendere alla leggera
il male che fai,
pensando che non ti tocchi.
Una brocca si riempie
d’acqua che cade goccia a goccia.

122 Non prendere alla leggera
il bene che fai,
pensando che non ti tocchi.
Una brocca si riempie
d’acqua che cade goccia a goccia.

123 Come un ricco mercante
che viaggia senza scorta
evita un cammino pericoloso,
come chi ama la vita evita un veleno,
così evita il male.

124 Ma una mano senza ferite
può maneggiare veleni senza danno.
Così il male non tocca l’innocente.

125 Il male fatto a un innocente
è come polvere gettata controvento.
Esso si ritorce contro chi lo fa.

126 Alcuni rinascono in questo mondo,
altri all’inferno,
altri ancora in paradiso.
Ma coloro che sono senza macchia
entrano nel nirvana.

127 In nessun luogo al mondo,
né in cielo, né in fondo al mare,
né nelle più remote gole montane,
puoi sottrarti alle conseguenze
del male che hai fatto.

128 In nessun luogo al mondo,
né in cielo, né in fondo al mare,
né nelle più remote gole montane,
puoi sottrarti al dominio
della morte.

9. Good and Bad

A person should hurry toward the good
and restrain one’s thoughts from the bad.
If a person is slow in doing good,
one’s mind will find pleasure in wrong.

If a person does what is wrong, let one not do it again.
Let one not find pleasure in wrong.
Painful is the accumulation of bad conduct.

If a person does what is good, let one do it again.
Let one find joy in it.
Happiness is the result of good conduct.

Even a wrong-doer sees happiness
as long as one’s wrong action does not ripen;
but when the wrong action has ripened,
then does the wrong-doer see bad.

Even a good person sees bad
as long as one’s good action does not ripen;
but when one’s good action has ripened,
then the good person sees the good.

Let no one underestimate evil,
thinking, “It will not come near me.”
Even a water-pot is filled by the falling of drops of water.
A fool becomes full of evil
even if one gathers it little by little.

Let no one underestimate good,
thinking, “It will not come near me.”
Even a water-pot is filled by the falling of drops of water.
A wise person becomes full of goodness
even if one gathers it little by little.

Let a person avoid wrong actions, as a merchant,
who has few companions and carries much wealth,
avoids a dangerous road;
as a person who loves life avoids poison.

Whoever has no wound on one’s hand
may touch poison with that hand;
poison does not affect one who has no wound;
nor does evil one who does no wrong.

Whoever does wrong to an innocent person
or to one who is pure and harmless,
the wrong returns to that fool
just like fine dust thrown against the wind.

Some people are born again in the womb;
wrong-doers go to hell;
the good go to heaven;
those free from worldly desires attain nirvana.

Neither in the sky nor in the middle of the ocean
nor by entering the caves of mountains
is there known a place on earth
where a person can escape from a wrong action.

Neither in the sky nor in the middle of the ocean
nor by entering the caves of mountains
is there known a place on earth
where a person can escape from death.

Dhammapada XVIII L’impurità


Dhammapada

XVIII L’impurità

235 Sei ora come una foglia secca,
i messaggeri della morte ti sono vicini.
Stai per partire per un lungo viaggio
e non hai fatto alcun preparativo.

236 Fa di te stesso un’isola,
affrettati, sii saggio.
Dissolvi ogni impurità
e raggiungi il cielo degli eletti.

237 La tua vita è prossima alla fine,
sei giunto in presenza della morte.
Non ci sono soste in questo viaggio
e non hai fatto alcun preparativo.

238 Fa di te stesso un’isola,
affrettati, sii saggio.
Dissolvi ogni impurità
e va al di là della nascita e della morte.

239 A poco a poco,
come il gioielliere
separa le impurità dall’argento,
così il saggio
si libera di ogni impurità.

240 Sei consumato dal male che fai
come il ferro é corroso
dalla propria ruggine.

241 Una pecca è l’oblio dei sacri testi,
una pecca l’abbandono della casa,
una pecca la pigrizia del corpo,
una pecca il sonno della sentinella.

242 Una pecca nella donna è la condotta lasciva,
una pecca in chi dona è l’avarizia,
una pecca in questa e nella prossima vita
è il male fatto.

243 Ma la pecca più grande
è l’ignoranza.
0 bhikshu! Liberati di quella macchia
e sarai libero da ogni macchia.

244 La vita è facile
per chi è senza vergogna,
impudente come un corvo,
arrogante, corrotto ed egoista.

245 Più difficile è vivere
nella modestia, nella purezza,
disinteressatamente e saggiamente.

246 Chi uccide, mente, ruba,
chi commette adulterio,

247 chi si ubriaca,
scava la propria fossa
in questa stessa vita.

248 Non lasciare che l’avidità
e una vita vissuta male
ti precipitino a lungo nella sofferenza.

249 Chi invidia ciò che è dato a un altro
perde la propria pace giorno e notte.

250 Sradica in te lo spirito dell’invidia
e vivi in pace giorno e notte.

251 Nessun fuoco brucia come la passione,
nessun cappio strangola come l’odio,
nessuna rete è più tenace dell’illusione,
nessun torrente più impetuoso del desiderio.

252 É facile vedere i difetti altrui,
più difficile vedere i tuoi.
Vagli i difetti degli altri come la pula,
i tuoi li nascondi
come un baro nasconde un lancio perdente.

253 Ergendoti a censore dei difetti altrui
moltiplichi i tuoi.
In questo modo sei ben lontano
dal liberarti delle tue impurità.

254 Non c’è alcuna via nel cielo,
la via è dentro di te.
Gli uomini cercano la felicità
nei propri attaccamenti.
Il Tathagata,
“colui che cammina nel semplice essere-così”,
è libero da ogni attaccamento.

255 Non c’è alcuna via nel cielo,
la via è dentro di te.
Non c’è nulla di eterno
nel mondo fenomenico,
ma immutabile è la coscienza del Buddha.

Dhammapada

18. Impurity

Like a withered leaf are you now;
death’s messengers await you.
You stand on the eve of your departure,
yet you have made no provision for your journey!
Make an island for yourself!
Strive hard and become wise!
Rid of impurities and cleansed of stain,
you shall enter the celestial abode of the Noble Ones.
Your life has come to an end now;
You are setting forth
into the presence of Yama, the king of death.
No resting place is there for you on the way,
yet you have made no provision for the journey!
Make an island unto yourself!
Strive hard and become wise!
Rid of impurities and cleansed of stain,
you shall not come again to birth and decay.
One by one, little by little, moment by moment,
a wise man should remove his own impurities,
as a smith removes his dross from silver.
Just as rust arising from iron
eats away the base from which it arises,
even so, their own deeds
lead transgressors to states of woe.
Non-repetition is the bane of scriptures;
neglect is the bane of a home;
slovenliness is the bane of personal appearance,
and heedlessness is the bane of a guard.
Unchastity is the taint in a woman;
niggardliness is the taint in a giver.
Taints, indeed, are all evil things,
both in this world and the next.
A worse taint than these is ignorance,
the worst of all taints.
Destroy this one taint and become taintless, O monks!
Easy is life for the shameless
one who is impudent as a crow,
is backbiting and forward,
arrogant and corrupt.
Difficult is life for the modest
one who always seeks purity,
is detached and unassuming,
clean in life, and discerning.
One who destroys life,
utters lies,
takes what is not given,
goes to another man’s wife,
and is addicted to intoxicating drinks —
such a man digs up his own root
even in this world.
Know this, O good man:
evil things are difficult to control.
Let not greed and wickedness
drag you to protracted misery.
People give according to their faith or regard.
If one becomes discontented
with the food and drink given by others,
one does not attain meditative absorption,
either by day or by night.
But he in who this (discontent) is fully destroyed,
uprooted and extinct,
he attains absorption, both by day and by night.
There is no fire like lust;
there is no grip like hatred;
there is no net like delusion;
there is no river like craving.
Easily seen is the fault of others,
but one’s own fault is difficult to see.
Like chaff one winnows another’s faults,
but hides one’s own,
even as a crafty fowler
hides behind sham branches.
He who seeks another’s faults,
who is ever censorious —
his cankers grow.
He is far from destruction of the cankers.
There is no track in the sky,
and no recluse outside (the Buddha’s dispensation).
Mankind delights in worldliness,
but the Buddhas are free from worldliness.
There is not track in the sky,
and no recluse outside (the Buddha’s dispensation).
There are no conditioned things
that are eternal,
and no instability in the Buddhas.