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Abbandona ogni desiderio


Maestro è chi ha abbandonato
ogni desiderio e ogni presa sul mondo
chi ha visto la verità
al di là delle forme eppure possiede
una profonda conoscenza delle parole.
Di tale grande essere si può dire
che abbia portato a compimento
il suo scopo.
Dhammapada strofa 352
Lasciar andare non è qualcosa che facciamo, è qualcosa che accade quando capiamo che quello che facciamo causa sofferenza. Finché siamo intrappolati nel cercare di lasciar andare, l’io che sta cercando di lasciar andare crea squilibrio. Ma anche non provarci affatto non è corretto. Cosa possiamo fare per realizzare il grande compito della ricerca della libertà? Che cosa significa fare un retto sforzo? Un aspetto del retto sforzo consiste nell’esaminare il tipo di sforzo che stiamo già facendo. Ci domandiamo: quello che facciamo è una forma di
egocentrismo, o viene da un luogo più profondo, più quieto, un
semplice interesse verso il vero? Sappiamo di voler essere liberi dalla sofferenza, ma è davvero utile il modo in cui lo vogliamo? Anche voler essere liberi può creare ostacoli se ci aggrappiamo a tale desiderio. La nostra aspirazione a ‘vedere la verità al di là delle forme’ può essere di sostegno al retto sforzo, se rallentiamo, ci ricordiamo della gentilezza, ed esaminiamo come riceviamo l’esperienza del presente.
Con Metta,
Bhikkhu Munindo
(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)
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Santacittarama
Monastero Buddhista
02030 Frasso Sabino (RI) Italy

Master is one who has abandoned
every desire and every grip on the world
who has seen the truth
beyond the forms and yet possesses
a deep understanding of the words.
Of this great being can be said
that has achieved
its purpose.
Dhammapada verse 352
Letting go is not something we do, it is something that happens when we realize that what we do cause suffering. As long as we get caught up in trying to let go, the ‘I’ who is trying to let go creates imbalance. But do not try at all is incorrect. What can we do to accomplish the great task of the search for freedom? What does it mean to make a right effort? One aspect of the right effort is to examine the type of effort that we are already doing. We ask ourselves, what we do is a form of
egocentrism, or comes from a place deeper, more quietly, as a
simple interest in the truth? We want to be free from suffering, but is very useful the way we want it? Also want to be free can create barriers if we cling to that desire. Our aspiration to ‘see the truth beyond the forms’ can be of support to the right effort, if we slow down, we remember the kindness, receive and examine how the experience of the present.
With Metta,
bhikkhu Munindo
(Thanks to Chandra for the translation)
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Santacittarama
Buddhist Monastery
02030 Frasso Sabino (RI) Italy

Una perla al giorno – Dhammapada


Dhammapada

Colui che cerca la propria felicità
causando dolore ad altri,
essendo lui stesso impigliato
nel groviglio dell’ostilità,
non si può liberare dall’ostilità.

Dhammapada, 291

He who seeks his own happiness
causing pain to others,
being himself entangled
in the tangle of hostility,
you can free up hostility.

Dhammapada, 291

Dhammapada 49


Dhammapada 49

Come un’ape raccogliendo il nettare
non nuoce né danneggia
il colore e il profumo del fiore
così il saggio si muove
nel mondo.

Verse 49. The Monk In The Village

Just as a bee in a flower
harming neither hue nor scent
gathers nectar, flies away,
so in towns a Wise One fares.

Dhammapada 48


Dhammapada 48

Essere insoddisfatti e inappagati
e tuttavia cercare ancora solo
i fiori casuali dei piaceri dei sensi
sottomette al dominio del distruttore.

Verse 48. Attachment To Senses If Folly

For one of desires insatiate
who gathers only pleasure-flowers,
for one who has a clinging mind
Death the sovereign overpowers

 

Dhammapada 47


Dhammapada 47

Come un’improvvisa alluvione
può spazzar via un villaggio addormentato
così può la morte distruggere
quelli che cercano solo i fiori casuali
dei piaceri dei sensi.

Verse 47. Pleasure Seeker Is Swept Away

For one who has a clinging mind
and gathers only pleasure-flowers,
Death does seize and carry away
as great flood a sleeping village.

Dhammapada 41


Dhammapada 41

Ben presto questo corpo giacerà senza vita:
per terra abbandonato
privo di coscienza
inutile come un ceppo bruciato.

Verse 41. Without The Mind, Body Is Worthless

Not long alas, and it will lie
this body, here upon the earth.
Discarded, void of consciousness,
useless as a rotten log.

Dhammapada 37


24 Maggio – 20

Dhammapada 37

Libera vagabonda
senza forma
la mente dimora nell’intima caverna del cuore.
Dominandola
si è liberi
dalle catene dell’ignoranza.

Verse 37. Death’s Snare Can Be Broken By Tamed Mind

Drifting far, straying all alone,
formless, recumbent in a cave.
They will be free from Mara’s bonds
who restrain this mind.

Dhammapada 26


Dhammapada 26

Chi è stolto e confuso
si smarrisce nella distrazione.
Il saggio fa tesoro della consapevolezza
che ha coltivato
come il più prezioso dei possessi.

Verse 26. Treasured Mindfulness

Foolish folk of little wit
in heedlessness indulge,
the one who’s wise guards heedfulness
kin to the greatest wealth.

Dhammapada 11


Dhammapada 11

Scambiando la falsità per verità
la verità per falsità
si vive immersi nella menzogna.

Verse 11. False Values Bar Spiritual Progress

Conceiving the real in unreality
while seeing unreal the truly real,
roaming fields of thoughts ill-formed:
never they at the real arrive.

Dhammapada 10


Dhammapada 10

Totalmente padrone di sé
onesto e accurato nel comportamento:
ecco chi è degno
dell’abito di rinunciante.

Verse 10. The Virtuous Deserve the Stained Robe

But one who is self-cleansed of stain,
in moral conduct firmly set,
having restraint and truthfulness
is fit for the stainless robe.

Dhammapada 7


Dhammapada 7

Come un vento burrascoso
sradica un albero fragile
così chi incurante si aggrappa al piacere
indulge al cibo e alla pigrizia
può sradicarlo Mara.

Verse 7. Laziness Defeats Spirituality

One who beauty contemplates,
whose faculties are unrestrained,
in food no moderation knows,
is languid, who is indolent:
that one does Mara overthrow
as wind a tree of little strength.

Dhammapada 6


Dhammapada 6

Chi è litigioso dimentica
che moriremo tutti;
non ci sono litigi
per il saggio che riflette sulla morte.

Verse 6. Recollection of Death Brings Peace

Still others do not understand
that we must perish in this world,
those who understand this,
there quarrels are allayed.

Dhammapada 5


Dhammapada 5

L’odio non può sconfiggere l’odio,
solo esser pronti all’amore lo può.
Questa è la legge eterna.

Verse 5. Hatred is Overcome Only by Non-hatred

Never here by enmity
are those with enmity allayed,
they are allayed by amity,
this is the timeless Truth.

Dhammapada 4


4
Se ci liberiamo del tutto
da pensieri che insinuano:
“Mi hanno insultato, maltrattato,
mi hanno offeso, derubato”,
l’odio è spento.

Verse 4. Overcoming Anger

Who bears within no enmity:
“He has abused and beaten me,
defeated me and plundered me”,
hate is quite allayed for them.

Dhammapada 2


Dhammapada

2

Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.
E’ la mente che traccia la strada.
Come la nostra ombra incessante ci segue
così ci segue il benessere
quando parliamo o agiamo
con purezza di mente.

Dhammapada

Verse 2. Happiness Follows The Doer of Good

Mind precedes all knowables,
mind’s their chief, mind-made are they.
If with a clear, and confident mind
one should speak and act
as one’s shadow ne’er departing.

Dhammapada 1


Dhammapada

1
Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.
E’ la mente che traccia la strada.
Come la ruota del carro segue
l’impronta del bue che lo traina
così la sofferenza ci accompagna
quando sventatamente parliamo o agiamo
con mente impura.

Verse 1. Suffering Follows The Evil-Doer

Mind precedes all knowables,
mind’s their chief, mind-made are they.
If with a corrupted mind
one should either speak or act
dukkha follows caused by that,
as does the wheel the ox’s hoof.

Dhammapada XVII L’ira


Dhammapada XVII L’ira

221 Abbandona l’ira, abbandona l’orgoglio,
liberati da ogni attaccamento.
Chi non si appropria di nulla,
chi non è legato ai nomi e alle forme
va al di là della sofferenza.

222 Controlla la rabbia
come un buon auriga
governa il suo carro impazzito.

223 Vinci l’ira con la delicatezza,
la cattiveria con la bontà,
l’avarizia con la generosità,
la menzogna con la verità.

224 Sii sincero,
non lasciarti trascinare dall’ira,
condividi ciò che hai, anche se. è poco.
Queste tre chiavi aprono la porta del cielo.

225 Sii padrone del tuo corpo,
non ferire alcun essere
e raggiungerai l’eterna dimora
al di là della sofferenza.

226 Sii costantemente consapevole,
osservati notte e giorno,
cerca soltanto la liberazione
e ogni impurità si dissolverà.

227 C’è un vecchio detto:
“La gente ti biasima se taci,
ti biasima se parli troppo
e ti biasima se parli troppo poco”.
Nessuno sfugge al biasimo.

228 Il mondo trova sempre modo
di mescolare il biasimo alla lode.
Così è sempre stato e sempre sarà.

229 Ma chi oserà biasimare
l’uomo saggio e virtuoso,
meditativo e immacolato?

230 Egli splende come oro puro.
Perfino gli dei lo lodano.

231 Osserva il manifestarsi ~dell’ira
nel tuo corpo.
Sii padrone del tuo corpo,
abitalo con purezza.

232 Osserva il manifestarsi dell’ira
nelle tue parole.
Sii padrone delle tue parole,
abitale con purezza.

233 Osserva il manifestarsi dell’ira
nei tuoi pensieri.
Sii padrone dei tuoi pensieri,
abitali con purezza.

234 Padrone del proprio corpo,
delle proprie parole,
dei propri pensieri,
il saggio è padrone di sé.

17. Anger

Give up anger; renounce pride;
transcend all worldly attachments.
No sufferings touch the person
who is not attached to name and form,
who calls nothing one’s own.
Whoever restrains rising anger like a chariot gone astray,
that one I call a real driver;
others merely hold the reins.

Overcome anger by love; overcome wrong by good;
overcome the miserly by generosity, and the liar by truth.
Speak the truth; do not yield to anger;
give even if asked for a little.
These three steps lead you to the gods.

The wise who hurt no one, who always control their body,
go to the unchangeable place,
where, once they have gone, they suffer no more.
Those who are always aware, who study day and night,
who aspire for nirvana, their passions will come to an end.

This is an old saying, Atula, not just from today:
“They blame the person who is silent;
they blame the person who talks much;
they also blame the person who talks in moderation;
there is no one on earth who is not blamed.”
There never was, nor ever will be, nor is there now
anyone who is always blamed or anyone who is always praised.

But the one whom those who discriminate praise
continually day after day as without fault,
wise, rich in knowledge and virtue,
who would dare to blame that person,
who is like a gold coin from the Jambu river?
That one is praised even by the gods, even by Brahma.

Be aware of bodily anger and control your body.
Let go of the body’s wrongs
and practice virtue with your body.

Be aware of the tongue’s anger and control your tongue.
Let go of the tongue’s wrongs
and practice virtue with your tongue.

Be aware of the mind’s anger and control your mind.
Let go of the mind’s wrongs
and practice virtue with your mind.

The wise who control their body,
who control their tongue,
the wise who control their mind are truly well controlled.

Dhammapada – Versi Gemelli


 

I Versi gemelli

1 Siamo ciò che pensiamo.
Tutto ciò che siamo
è prodotto dalla nostra mente.
Ogni parola o azione
che nasce da un pensiero torbido
è seguita dalla sofferenza,
come la ruota del carro
segue lo zoccolo del bue.

2 Siamo ciò che pensiamo.
Tutto ciò che siamo
è prodotto dalla nostra mente.
Ogni parola o azione
che nasce da un pensiero limpido
è seguita dalla gioia,
come la tua ombra ti segue,
inseparabile.

3 «Mi ha insultato, mi ha aggredito,
mi ha ingannato, mi ha derubato.»
Se coltivi questi pensieri
vivi immerso nell’odio.

4 «Mi ha insultato, mi ha aggredito,
mi ha ingannato, mi ha derubato.»
Abbandonando questi pensieri
ti liberi dell’odio.

5 In questo mondo l’odio
non può porre fine all’odio.
Solo l’amore è capace
di estinguere l’odio.
Questa è la legge eterna.

6 In questo mondo tutti
siamo destinati a morire.
Ricordandotene,
come puoi serbare rancore?

7 Con la stessa facilità con cui il vento
sradica un fragile albero
le tentazioni trascinano
chi è alla ricerca del piacere,
chi è avido, pigro e debole.

8 Ma, come il vento
non riesce ad abbattere una montagna,
nessuna tentazione scuote
chi è desto, energico,
fiducioso e vive semplicemente.

9 Se la tua mente non è limpida,
se sei insincero e incapace di controllarti,
invano indossi l’abito giallo.

10 Se la tua mente è limpida,
se sei sincero e padrone di te,
ben ti si addice l’abito giallo.

11 Confondendo l’essenziale e l’inessenziale
perdi di vista la tua vera natura
e coltivi vani desideri.

12 Riconoscendo l’essenziale come tale
e l’inessenziale come tale
ritrovi la tua vera natura
e arrivi all’essenza.

13 Come la pioggia penetra in una capanna
il cui tetto non è ben impagliato,
così le passioni si insinuano
in una mente inconsapevole.

14 Ma una mente consapevole
è come una capanna
dal tetto ben impagliato.

15 Chi fa del male
soffre in questo mondo e nell’altro.

16 Chi fa del bene
gioisce in questo mondo e nell’altro.

17 Chi fa del male
soffre in questo mondo e nell’altro.
Soffre contemplando il male che ha fatto
e ancora di più soffre
scendendo nell’oscurità.

18 Chi fa del bene
gioisce in questo mondo e nell’altro.
Gioisce contemplando il bene che ha fatto
e ancora di più gioisce
innalzandosi nella luce.

19 Chi recita a memoria le scritture,
ma non le mette in pratica,
è come un mandriano
che conta le vacche altrui.
Costui non è partecipe
della vita dello spirito.

20 Ma se, pur conoscendo solo
una piccola parte delle scritture,
pratichi il dharma,
abbandoni le passioni, l’odio e le illusioni,
coltivi la saggezza e la serenità,
non hai desideri
né in questo mondo né nell’altro,
allora veramente sei partecipe
della vita dello spirito.

http://www.guruji.it/dammapada2.htm#I

The Dhammapada

Chapter I: The Twin-Verses

  1. All that we are is the result of what we have thought: it is founded on our thoughts, it is made up of our thoughts. If a man speaks or acts with an evil thought, pain follows him, as the wheel follows the foot of the ox that draws the carriage.
  2. All that we are is the result of what we have thought: it is founded on our thoughts, it is made up of our thoughts. If a man speaks or acts with a pure thought, happiness follows him, like a shadow that never leaves him.
  3. “He abused me, he beat me, he defeated me, he robbed me,”–in those who harbour such thoughts hatred will never cease.
  4. “He abused me, he beat me, he defeated me, he robbed me,”–in those who do not harbour such thoughts hatred will cease.
  5. For hatred does not cease by hatred at any time: hatred ceases by love, this is an old rule.
  6. The world does not know that we must all come to an end here;–but those who know it, their quarrels cease at once.
  7. He who lives looking for pleasures only, his senses uncontrolled, immoderate in his food, idle, and weak, Mara (the tempter) will certainly overthrow him, as the wind throws down a weak tree.
  8. He who lives without looking for pleasures, his senses well controlled, moderate in his food, faithful and strong, him Mara will certainly not overthrow, any more than the wind throws down a rocky mountain.
  9. He who wishes to put on the yellow dress without having cleansed himself from sin, who disregards temperance and truth, is unworthy of the yellow dress.
  10. But he who has cleansed himself from sin, is well grounded in all virtues, and regards also temperance and truth, he is indeed worthy of the yellow dress.
  11. They who imagine truth in untruth, and see untruth in truth, never arrive at truth, but follow vain desires.
  12. They who know truth in truth, and untruth in untruth, arrive at truth, and follow true desires.
  13. As rain breaks through an ill-thatched house, passion will break through an unreflecting mind.
  14. As rain does not break through a well-thatched house, passion will not break through a well-reflecting mind.
  15. The evil-doer mourns in this world, and he mourns in the next; he mourns in both. He mourns and suffers when he sees the evil of his own work.
  16. The virtuous man delights in this world, and he delights in the next; he delights in both. He delights and rejoices, when he sees the purity of his own work.
  17. The evil-doer suffers in this world, and he suffers in the next; he suffers in both. He suffers when he thinks of the evil he has done; he suffers more when going on the evil path.
  18. The virtuous man is happy in this world, and he is happy in the next; he is happy in both. He is happy when he thinks of the good he has done; he is still more happy when going on the good path.
  19. 19. The thoughtless man, even if he can recite a large portion (of the law), but is not a doer of it, has no share in the priesthood, but is like a cowherd counting the cows of others.
  20. The follower of the law, even if he can recite only a small portion (of the law), but, having forsaken passion and hatred and foolishness, possesses true knowledge and serenity of mind, he, caring for nothing in this world or that to come, has indeed a share in the priesthood.

Dhammapada XIX Il seguace del dharma



Dhammapada XIX Il seguace del dharma

256 Se cerchi di realizzare i tuoi fini con la forza
non sei sulla via del dharma.

Il saggio esamina attentamente
ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

257 Nel guidare gli altri
non si serve della forza,
è giusto e imparziale.
Egli viene detto
“guardiano della legge”.

258 Un uomo non è un saggio perché sa parlare.
Saggio è chi è paziente,
libero dall’odio e dalla paura.

259 Non è un “custode della legge” perché sa parlare.
L’uomo che, pur conoscendo poco le scritture,
vive il dharma nel proprio corpo
e non se ne discosta,
questi è un vero “custode della legge”.

26o Non bastano i capelli bianchi
a fare del vecchio un saggio.
Molti invecchiano invano.

261 Il vero anziano è colui
in cui abitano verità, giustizia,
non-violenza e autocontrollo,
saggezza e purezza.

262 Né le belle parole né il bell’aspetto
possono rendere bella
una persona invidiosa, avida e falsa.

263 Sradica in te queste erbacce,
coltiva la saggezza e la purezza
e la tua bellezza risplenderà da sé.

264 Non basta il capo rasato a fare un asceta
di chi è bugiardo e indisciplinato.
Come può essere un asceta
chi è schiavo dei propri desideri e attaccamenti?

265 Asceta è chi è pronto
a sradicare in sé ogni impurità
e ad acquietare la mente.

266 Non basta vivere di elemosina
per essere un bhikshu, un monaco mendicante.
Bhikshu è chi vive il dharma nella sua totalità.

267 Bhikshu è chi vive
nella purezza e nella consapevolezza,
al di là del merito e dei demerito.

268 Non basta il silenzio a fare un saggio
di chi è inconsapevole e ignorante.

269 Saggio è colui che tiene in mano
la bilancia del bene e del male,
che soppesa e sceglie.

270 Nobile è colui che non fa del male
ad alcuna creatura vivente.

271 Non è grazie ai voti
e ai precetti morali,
né alla sapienza,
né alla pratica della meditazione,
né alla castità e alla solitudine,

272 che puoi ottenere
la beatitudine della liberazione,
irraggiungibile da chi è prigioniero del mondo.
0 bhikshu! Non fermarti
finché non avrai sradicato in te ogni impurità.

Chapter XIX
The Just

256, 257. A man is not just if he carries a matter by violence; no, he who distinguishes both right and wrong, who is learned and leads others, not by violence, but by law and equity, and who is guarded by the law and intelligent, he is called just.

258. A man is not learned because he talks much; he who is patient, free from hatred and fear, he is called learned.

259. A man is not a supporter of the law because he talks much; even if a man has learnt little, but sees the law bodily, he is a supporter of the law, a man who never neglects the law.

260. A man is not an elder because his head is grey; his age may be ripe, but he is called `Old-in-vain.’

261. He in whom there is truth, virtue, love, restraint, moderation, he who is free from impurity and is wise, he is called an elder.

262. An envious greedy, dishonest man does not become respectable by means of much talking only, or by the beauty of his complexion.

263. He in whom all this is destroyed, and taken out with the very root, he, when freed from hatred and wise, is called respectable.

264. Not by tonsure does an undisciplined man who speaks falsehood become a Samana; can a man be a Samana who is still held captive by desire and greediness?

265. He who always quiets the evil, whether small or large, he is called a Samana (a quiet man), because he has quieted all evil.

266. A man is not a mendicant (Bhikshu) simply because he asks others for alms; he who adopts the whole law is a Bhikshu, not he who only begs.

267. He who is above good and evil, who is chaste, who with knowledge passes through the world, he indeed is called a Bhikshu.

268, 269. A man is not a Muni because he observes silence (mona, i.e. mauna), if he is foolish and ignorant; but the wise who, taking the balance, chooses the good and avoids evil, he is a Muni, and is a Muni thereby; he who in this world weighs both sides is called a Muni.

270. A man is not an elect (Ariya) because he injures living creatures; because he has pity on all living creatures, therefore is a man called Ariya.

271, 272. Not only by discipline and vows, not only by much learning, not by entering into a trance, not by sleeping alone, do I earn the happiness of release which no worldling can know. Bhikshu, be not confident as long as thou hast not attained the extinction of desires.

Dhammapada XXV



XXV Il bhikshu

360 Sii padrone dei tuoi occhi,
delle tue orecchie,
del tuo naso,
della tua lingua.

361 Sii padrone del tuo corpo,
delle tue parole,
dei tuoi pensieri;
sii padrone di te stesso in ogni situazione
e sarai libero dalla sofferenza.

362 Chi è padrone delle proprie mani,
dei propri piedi
e della propria lingua,
chi è perfettamente padrone di sé
e gioisce della meditazione e della solitudine,
questi è un vero bhikshu.

363 Dolce è ascoltare quel bhikshu
che è padrone della propria lingua,
che parla con saggezza e senza arroganza
e illumina lo spirito del dharma.

364 Se il dharma è la tua gioia,
la tua meditazione, la tua devozione,
non smarrirai mai il cammino del dharma.

365 Accetta di buon grado ciò che ti è dato
e non invidiare ciò che è dato ad altri.
Non lasciare che l’invidia
turbi la tua meditazione.

366 Anche gli dei lodano quel bhikshu
che accetta di buon grado ciò che gli è dato,
per quanto poco sia,
e vive con purezza e totalità.

367 É un vero bhikshu colui
che non si identifica con alcun nome o forma,
che non si appropria di nulla
e non si rattrista per ciò che non c’è.

368 Vivi nell’amore e nella serenità,
segui fiducioso il cammino del Buddha
e raggiungi il luogo di pace
dove l’esistenza è a riposo.

369 Svuota la tua barca, o bhikshu,
rendila più leggera.
Abbandona le passioni e l’odio
e naviga verso la libertà.

370 Elimina i cinque ostacoli,
liberati dei cinque attaccamenti,
sviluppa le cinque virtù.
Chi si è liberato dei cinque legami
è detto oghatinnoti,
“uno che ha attraversato la corrente”.

371 Medita, o bhikshu,
non essere negligente.
Non smarrirti nella ricerca del piacere,
non ingoiare la palla di ferro rovente
per poi gridare di dolore.

372 Non c’è meditazione
senza profonda percezione,
non c’è profonda percezione
senza meditazione.
Quando entrambe sono presenti,
sei prossimo al nirvana.

373 Sovrumana è la beatitudine di quel bhikshu
che penetra nella casa vuota
con la pace nel cuore
e coglie l’essenza del dharma.

374 Contemplando il sorgere e lo svanire
degli elementi dell’esistenza fenomenica,
gioisci realizzando l’eterno.

375 Questi sono i primi passi del cammino:
padronanza dei sensi,
semplicità,
pratica degli insegnamenti,
coltivare amicizie pure, virtuose, attive.

376 Vivi l’amicizia
e svolgi i tuoi compiti.
La tua felicità diverrà sempre più profonda
e metterà fine alla sofferenza.

377 Lascia cadere le passioni e l’odio
come il gelsomino lascia cadere
i suoi fiori appassiti.

378 Indifferente agli allettamenti del mondo,
metti pace nel tuo corpo,
metti pace nelle tue parole,
metti pace nei tuoi pensieri.

379 Risvegliati da te,
sii l’osservatore di te stesso.
Consapevole e autonomo,
vivi felice.

380 Tu sei il tuo maestro.
Tu sei il tuo rifugio.
Guida te stesso
come un mercante controlla un cavallo focoso.

381 Vivi nella gioia,
segui fiducioso il cammino del Buddha
e raggiungi il luogo di pace
dove l’esistenza è a riposo.

382 Il giovane bhikshu
che intraprende il cammino del dharma
illumina il mondo
come la luna che emerge da dietro le nubi.

Dhammapada25. The Monk

  1. Good is restraint over the eye;
    good is restraint over the ear;
    good is restraint over the nose;
    good is restraint over the tongue.
  2. Good is restraint in the body;
    good is restraint in speech;
    good is restraint in thought.
    Restraint everywhere is good.
    The monk restrained in every way
    is freed from all suffering.
  3. He who has control over his hands,
    feet and tongue;
    who is fully controlled,
    delights in inward development,
    is absorbed in meditation,
    keeps to himself and is contented —
    him do people call a monk.
  4. That monk who has control over his tongue,
    is moderate in speech, unassuming
    and who explains the Teaching
    in both letter and spirit —
    whatever he says is pleasing.
  5. The monk who abides in the Dhamma,
    delights in the Dhamma,
    meditates on the Dhamma,
    and bears the Dhamma well in mind —
    he does not fall away
    from the sublime Dhamma.
  6. One should not despise
    what one has received,
    nor envy the gains of others.
    The monk who envies the gains of others
    does not attain to meditative absorption.
  7. A monk who does not despise
    what he has received,
    even though it be little,
    who is pure in livelihood
    and unremitting in effort —
    him even the gods praise.
  8. He who has no attachment whatsoever
    for the mind and body,
    who does not grieve for what he has not —
    he is truly called a monk.
  9. The monk who abides in universal love
    and is deeply devoted
    to the Teaching of the Buddha
    attains the peace of Nibbana,
    the bliss of the cessation
    of all conditioned things.
  10. Empty this boat, O monk!
    Emptied, it will sail lightly.
    Rid of lust and hatred,
    you shall reach Nibbana.
  11. Cut off the five, abandon the five,
    and cultivate the five.
    The monk who has overcome the five bonds
    is called one who has crossed the flood.
  12. Meditate, O monk! Do not be heedless.
    Let not your mind whirl on sensual pleasures.
    Heedless, do not swallow a red-hot iron ball,
    lest you cry when burning, “O this is painful!”
  13. There is no meditative concentration
    for him who lacks insight,
    and no insight for him
    who lacks meditative concentration.
    He in whom are found both
    meditative concentration and insight,
    indeed, is close to Nibbana.
  14. The monk who has retired
    to a solitary abode
    and calmed his mind,
    who comprehends the Dhamma with insight,
    in him there arises a delight
    that transcends all human delights.
  15. Whenever he sees with insight
    the rise and fall of the aggregates,
    he is full of joy and happiness.
    To the discerning one
    this reflects the Deathless.
  16. Control of the senses, contentment, restraint
    according to the code of monastic discipline —
    these form the basis of holy life
    here for the wise monk.
  17. Let him associate with friends
    who are noble, energetic, and pure in life,
    let him be cordial and refined in conduct.
    Thus, full of joy,
    he will make an end of suffering.
  18. Just as the jasmine creeper
    sheds its withered flowers,
    even so, O monks,
    should you totally shed lust and hatred!
  19. The monk who is calm in body,
    calm in speech,
    calm in thought,
    well-composed
    and who has spewn out worldliness —
    he, truly, is called serene.
  20. By oneself one must censure oneself
    and scrutinize oneself.
    The self-guarded and mindful monk
    will always live in happiness.
  21. One is one’s own protector,
    one is one’s own refuge.
    Therefore, one should control oneself,
    even as a trader controls a noble steed.
  22. Full of joy, full of faith
    in the Teaching of the Buddha,
    the monk attains the Peaceful State,
    the bliss of cessation of conditioned things.
  23. That monk who while young devotes himself
    to the Teaching of the Buddha
    illumines this world like the moon
    freed from clouds.

Dhammapada XXIV


Dhammapada XXIV La bramosia

334 Nell’inconsapevole
la bramosia cresce come un rampicante.
Egli salta di vita in vita,
come una scimmia alla ricerca di frutti
nella foresta
salta di albero in albero.

335 Se sei sopraffatto dal veleno
di questo ardente desiderio
la tua sofferenza cresce
rigogliosa come la gramigna.

336 Ma se sottometti la compulsione del desiderio,
difficile da dominare,
la sofferenza scivola via
come una goccia d’acqua su una foglia di loto.

337 Perciò vi esorto,
voi tutti che siete qui raccolti:
sradicate il desiderio
come si sradica la gramigna
per trovare la radice di usira,
affinché la morte non vi trascini via
sempre di nuovo,
come un fiume in piena
si porta via le fragili canne
che crescono sulla riva.

338 Perché, come un albero tagliato
ricresce sempre di nuovo
se la sua radice è intatta,
così la sofferenza
si riproduce sempre di nuovo
se la radice del desiderio
non è stata estirpata.

339 Quando i trentasei torrenti
che scorrono verso i piaceri dei sensi
si precipitano tumultuosi
e i pensieri sono carichi di passione,
la corrente ti trascina via.

340 I torrenti del desiderio
scorrono in ogni direzione,
il rampicante della bramosia
ricresce continuamente.
Appena lo vedi spuntare,
sradicalo per mezzo della saggezza.

341 Tutti gli esseri cercano i piaceri dei sensi
e vi si attaccano.
Abbracciando quei piaceri e inseguendoli,
essi continuano a ripercorrere
il ciclo della nascita e della morte.

342 Spinti dalla bramosia,
gli uomini corrono in cerchi
come lepri inseguite
e la loro sofferenza
si riproduce sempre di nuovo.

343 Spinti dalla bramosia,
gli uomini corrono in cerchi
come lepri inseguite.
Perciò, o bhikshu,
se vuoi liberarti delle passioni
trascendi il desiderio.

344 Alcuni escono dalla foresta
dei desideri mondani
solo per addentrarsi nella foresta
dei desideri spirituali.
Guardali! Sono liberi
e corrono di nuovo verso la schiavitù.
345 Il legame più forte
non è una catena di ferro,
né una morsa di legno, né una fune,
ma l’attaccamento a un gioiello,
ai figli, a una donna.

346 Il legame più tenace è quello che,
pur essendo morbido,
non si scioglie e ti trascina giù.
Chi taglia anche questo legame
diventa indifferente ai piaceri dei sensi
e si ritira dal mondo.

347 Se sei schiavo delle passioni
resti prigioniero della corrente del desiderio
come un ragno della tela
che lui stesso ha tessuto.
Il saggio arresta la corrente del desiderio,
e, libero da ogni ansia,
va al di là della sofferenza.

348 Abbandona passato, presente e futuro.
Attraversa il fiume dell’esistenza
e raggiungi l’altra sponda.
La mente completamente libera,
non ricadrai più
nel ciclo della vita e della morte.

349 Se i tuoi pensieri sono carichi di passione,
se la tua mente è agitata
dalla ricerca del piacere,
i tuoi legami si rafforzano sempre più.

350 Medita. Rendi silenziosa la tua mente.
Contempla la sofferenza
dell’esistenza fenomenica
e taglia i lacci della morte.

351 Colui che ha raggiunto la meta
è libero da ogni ansia,
da ogni passione e desiderio.
Ha spezzato le frecce della sofferenza
e questo è il suo ultimo corpo.

352 Colui che è libero
dalla bramosia e dall’attaccamento,
comprende il significato delle parole
e sa servirsene,
viene detto “grande saggio”, “grande uomo”.
Questo è il suo ultimo corpo.

353 “Ho vinto, so, sono senza macchia.
Ho rinunciato a tutto
e, distruggendo il desiderio,
mi sono liberato.
Da solo ho trovato la via.
Chi posso chiamare mio maestro?”

354 Il dono del dharma è il dono più grande,
il sapore del dharma è il sapore più dolce,
la gioia del dharma è la gioia più grande.
L’estinzione del desiderio
è la fine di ogni sofferenza.

355 La sete di ricchezza
schiaccia l’inconsapevole,
non chi è proteso verso l’altra sponda.
Cercando la ricchezza l’inconsapevole
distrugge se stesso e gli altri.

356 Come le erbacce soffocano i campi,
le passioni soffocano la natura umana.
Perciò onora chi è libero dalle passioni.

357 Come le erbacce soffocano i campi,
l’odio soffoca la natura umana.
Perciò onora chi è libero dall’odio.

358 Come le erbacce soffocano i campi,
l’illusione soffoca la natura umana.
Perciò onora chi è libero dall’illusione.

359 Come le erbacce soffocano i campi,
il desiderio soffoca la natura umana.
Perciò onora chi è libero dal desiderio.

The Dhammapada Chapter XXIV. Thirst

334. The thirst of a thoughtless man grows like a creeper; he runs from life to life, like a monkey seeking fruit in the forest.

335. Whomsoever this fierce thirst overcomes, full of poison, in this world, his sufferings increase like the abounding Birana grass.

336. He who overcomes this fierce thirst, difficult to be conquered in this world, sufferings fall off from him, like water-drops from a lotus leaf.

337. This salutary word I tell you, `Do ye, as many as are hereassembled, dig up the root of thirst, as he who wants the sweet-scented Usira root must dig up the Birana grass, that Mara (the tempter) may not crush you again and again, as the stream crushes the reeds.’

338. As a tree, even though it has been cut down, is firm so long as its root is safe, and grows again, thus, unless the feeders of thirst are destroyed, the pain (of life) will return again and again.

339. He whose thirst running towards pleasure is exceeding strong in the thirty-six channels, the waves will carry away that misguided man, viz. his desires which are set on passion.

340. The channels run everywhere, the creeper (of passion) standssprouting; if you see the creeper springing up, cut its root by means of knowledge.

341. A creature’s pleasures are extravagant and luxurious; sunk in lust and looking for pleasure, men undergo (again and again) birth and decay.

342. Men, driven on by thirst, run about like a snared hare; held in fetters and bonds, they undergo pain for a long time, again and again.

343. Men, driven on by thirst, run about like a snared hare;let therefore the mendicant drive out thirst, by striving afterpassionlessness for himself.

344. He who having got rid of the forest (of lust) (i.e. after having reached Nirvana) gives himself over to forest-life (i.e. to lust), and who, when removed from the forest (i.e. from lust), runs to the forest (i.e. to lust), look at that man! though free, he runs into bondage.

345. Wise people do not call that a strong fetter which is made of iron, wood, or hemp; far stronger is the care for precious stones and rings, for sons and a wife.

346. That fetter wise people call strong which drags down, yields, but is difficult to undo; after having cut this at last, people leave the world, free from cares, and leaving desires and pleasures behind.

347. Those who are slaves to passions, run down with the stream (of desires), as a spider runs down the web which he has made himself; when they have cut this, at last, wise people leave the world free from cares, leaving all affection behind.

348. Give up what is before, give up what is behind, give up what is in the middle, when thou goest to the other shore of existence; if thy mind is altogether free, thou wilt not again enter into birth and decay.

349. If a man is tossed about by doubts, full of strong passions, and yearning only for what is delightful, his thirst will grow more and more, and he will indeed make his fetters strong.

350. If a man delights in quieting doubts, and, always reflecting, dwells on what is not delightful (the impurity of the body, &c.), he certainly will remove, nay, he will cut the fetter of Mara.

351. He who has reached the consummation, who does not tremble, who is without th rst and without sin, he has broken all the thorns of life: this will be his last body.

352. He who is without thirst and without affection, who understands the words and their interpretation, who knows the order of letters (those which are before and which are after), he has received his last body, he is called the great sage, the great man.

353. `I have conquered all, I know all, in all conditions of life I am free from taint; I have left all, and through the destruction of thirst I am free; having learnt myself, whom shall I teach?’

354. The gift of the law exceeds all gifts; the sweetness of the law exceeds all sweetness; the delight in the law exceeds all delights; the extinction of thirst overcomes all pain.

355. Pleasures destroy the foolish, if they look not for the other shore; the foolish by his thirst for pleasures destroys himself, as if he were his own enemy.

356. The fields are damaged by weeds, mankind is damaged by passion: therefore a gift bestowed on the passionless brings great reward.

357. The fields are damaged by weeds, mankind is damaged by hatred: therefore a gift bestowed on those who do not hate brings great reward.

358. The fields are damaged by weeds, mankind is damaged by vanity: therefore a gift bestowed on those who are free from vanity brings great reward.

359. The fields are damaged by weeds, mankind is damaged by lust:therefore a gift bestowed on those who are free from lust brings great reward.

Dhammapada XIV Il risvegliato


Dhammapada XIV Il risvegliato

179 L’invincibile, colui che si è risvegliato,
infinita consapevolezza
che non lascia tracce,
da quali parole può essere descritto?

180 La rete velenosa del desiderio
non ha più potere su di lui.

181 Si è ridestato.
É libero, consapevole,
immerso nella luce
e nella pace gioiosa della meditazione.
Anche gli dei lo invidiano.

182 Difficile è ottenere di nascere
come essere umano,
più difficile vivere umanamente,
ancora più difficile incontrare il dharma
ed estremamente difficile risvegliarsi.

183 L’insegnamento
di coloro che si sono risvegliati è:
evita il male,
fa il bene,
purifica la tua mente.

184 Alla fine del cammino, la liberazione.
Durante il cammino, coltiva la pazienza
che sa attraversare ogni sofferenza.
Non opprimere e non causare dolore ad alcuno.

185 Non ferire alcuno
con parole o con atti.
Vivi semplicemente,
mangia con moderazione,
coltiva la solitudine,
purifica la tua mente.
Questo è l’insegnamento dei Buddha.

186 Il desiderio di piacere non è saziato
neppure da una pioggia d’oro.
Il saggio sa che per ogni goccia di piacere
esso porta con sé un bagno di dolore.

187 Il desiderio di piacere non è saziato
neppure da tutte le gioie celesti.
Perciò il discepolo del Buddha
trova la sua gioia
solo nel bruciare ogni desiderio.

188 Spinti dalla paura, gli uomini cercano rifugio
negli eremi montani e nelle foreste,
presso sacri alberi e templi.

189 Ma nessuno di questi luoghi
è un rifugio sicuro.
Nessuno di essi
ti mette al riparo dalla sofferenza.

190 Prendi rifugio nel Buddha,
nella legge eterna,
nella comunità dei ricercatori.
Comprendi le quattro nobili verità:

191 la sofferenza,
l’origine della sofferenza,
la cessazione della sofferenza
e il nobile ottuplice cammino
che porta alla cessazione della sofferenza.

192 Questo è un rifugio sicuro.
Questo è un rifugio
che ti mette al riparo dalla sofferenza.

193 Rari sono coloro che si risvegliano.
Fortunata è la casa
dove nasce un Buddha.

194 Benedetta è la nascita del Buddha,
benedetto il suo insegnamento,
benedetta la comunità dei ricercatori,
benedetta la loro concordia e determinazione.

195 E benedetto è chi onora
il Buddha e i suoi discepoli,
chi onora colui che ha trasceso tutti i mali
e attraversato il fiume della sofferenza.

196 Incalcolabile è il merito di chi onora
colui che ha trasceso la paura
e raggiunto la liberazione.

14. The Awakened

The one whose conquest cannot be conquered again,
into whose conquest no one in this world enters,
by what track can you lead that one,
the awakened, the omniscient, the trackless?

The one whom no desire
with its snares and poisons can lead astray,
by what track can you lead that one,
the awakened, the omniscient, the trackless?

Even the gods emulate those who are awakened and aware,
who are given to meditation, who are wise,
and who find joy in the peace of renunciation.

It is difficult to be born as a human being;
difficult is the life of mortals;
difficult is the hearing of the true path;
difficult is the awakening of enlightenment.

Not to do wrong, to do good, and to purify one’s mind,
that is the teaching of the awakened ones.
The awakened call patience the highest sacrifice;
the awakened declare nirvana the highest good.

The one who strikes others is not a hermit;
one is not an ascetic who insults others.
Not to blame, not to strike,
to live restrained under the law,
to be moderate in eating, to live alone,
and to practice the highest consciousness—
this is the teaching of the awakened ones.

There is no satisfying lusts,
even by a shower of gold pieces.
Whoever knows that lusts have a short taste
and cause pain is wise.
Even in heavenly pleasures one finds no satisfaction;
the disciple who is fully awakened
finds joy only in the destruction of all desires.

People driven by fear go for refuge
to mountains and forests, to sacred groves and shrines.
That is not a safe refuge; that is not the best refuge.
After having got to that refuge,
a person is not delivered from all pains.

Whoever takes refuge with the awakened one,
the truth, and the community,
who with clear understanding perceives the four noble truths:
namely suffering, the origin of suffering,
the cessation of suffering, and the eightfold holy way
that leads to the cessation of suffering,
that is the safe refuge; that is the best refuge;
having gone to that refuge,
a person is delivered from all pains.

A person of true vision is not easy to find;
they are not born everywhere.
Wherever such a sage is born, the people there prosper.
Blessed is the arising of the awakened;
blessed is the teaching of the truth;
blessed is the harmony of the community;
blessed is the devotion of those who live in peace.

Whoever gives reverence to those worthy of reverence,
whether the awakened or their disciples,
those who have overcome the army
and crossed the river of sorrow,
whoever gives reverence to such as have found deliverance
and are free of fear,
their merit cannot be measured by anyone.

Dhammapada XI La vecchiaia


Dhammapada
XI La vecchiaia

146 Di che cosa puoi rallegrarti
mentre il tuo mondo brucia?
Sei immerso nell’oscurità
e non cerchi la luce?

147 Guarda questo tuo corpo:
un fantoccio dipinto
che sta insieme in qualche modo,
malato, pieno di ferite,
agitato da fantasie mutevoli e vacue.

148 Questo tuo corpo fragile,
malato, putrescente,
destinato, come ogni cosa vivente,
a morire e a dissolversi.

149 Guarda queste bianche ossa,
che un giorno saranno gettate via
come zucche in autunno.

150 Queste ossa costituiscono una fortezza
intonacata di carne e di sangue,
abitata da orgoglio e ipocrisia,
vecchiaia e morte.

151 Anche gli splendidi carri dei re
perdono con il tempo i loro colori.
Così il corpo invecchia.
Ma la legge eterna non invecchia:
questo è l’insegnamento che i saggi
trasmettono ai saggi.

152 Chi non impara dalla vita
invecchia come un bue:
la sua carne cresce,
ma non la sua saggezza.

153 Innumerevoli vite ho attraversato
cercando invano il costruttore
di questo edificio di ossa e di carne.
Doloroso è continuare a rinascere.

154 Ma ora ti ho trovato, costruttore,
e non ricostruirai mai più questa mia dimora.
La trave di colmo è spezzata,
le travi sono rotte.
Ogni desiderio è estinto
e la mente riposa nel nirvana.

155 Coloro che hanno dissipato
gli anni della loro giovinezza
da vecchi intristiscono
come vecchie gru in un lago senza pesci.

156 Giacciono inutili come archi spezzati,
rimpiangendo il passato.

Dhammapada
11. Old Age

Why is there laughter, why is there joy
while this world is always burning?
Why do you not seek a light,
you who are shrouded in darkness?

Consider this dressed-up lump covered with wounds,
joined with limbs, diseased, and full of many schemes
which are neither permanent nor stable.
This body is wearing out, a nest of diseases and frail;
this heap of corruption falls apart; life ends in death.

What pleasure is there
for one who sees these white bones
like gourds thrown away in the autumn?
A fortress is made out of the bones,
plastered over with flesh and blood,
and in it lives old age and death, pride and deceit.

The glorious chariots of the kings wear out;
the body also comes to old age;
but the virtue of good people never ages;
thus the good teach each other.

People who have learned little grow old like an ox;
their flesh grows, but their knowledge does not grow.

I have run through a course of many births
looking for the maker of this dwelling and did not find it;
painful is birth again and again.
Now you are seen, the builder of the house;
you will not build the house again.
All your rafters are broken; your ridgepole is destroyed;
your mind, set on the attainment of nirvana,
has attained the extinction of desires.

People who have not practiced proper discipline
who have not acquired wealth in their youth,
pine away like old cranes in a lake without fish.
People who have not practiced proper discipline,
who have not acquired wealth in their youth,
lie like broken bows, sighing after the past.

Dhammapada XVI Il piacere


Dhammapada XVI Il piacere

209 Non lasciare che la ricerca del piacere
ti distragga dalla meditazione
e dal tuo stesso bene.

210 Va al di là del piacere e del dispiacere.
Sia cercando il piacere
sia fuggendo il dispiacere
alimenti la sofferenza.

211 Non attaccarti a nulla.
La perdita di ciò a cui sei attaccato
è sofferenza.
Chi non nutre attaccamento né avversione 
è libero.

212 Ogni desiderio
è fonte di dolore e di paura.
Liberati dal desiderio
e non conoscerai dolore né paura.

213 Ogni piacere
è fonte di dolore e di paura.
Liberati dal piacere
e non conoscerai dolore né paura.

214 Ogni avidità
è fonte di dolore e di paura.
Liberati dall’avidità
e non conoscerai dolore né paura.

215 Ogni passione
è fonte di dolore e di paura.
Liberati dalle passioni
e non conoscerai dolore né paura.

216 Ogni attaccamento
è fonte di dolore e di paura.
Liberati dall’attaccamento
e non conoscerai dolore né paura.

217 Tutti amano chi è virtuoso e saggio, 
saldo nel cammino,
sincero e devoto ai suoi compiti.

218 Colui la cui sola nostalgia è l’ineffabile, 
la cui coscienza è desta
e il cui cuore è libero da ogni desiderio 
viene detto uddhamsoto,
“uno che ha risalito la corrente”.

219 Con gioia amici e parenti accolgono 
chi ritorna dopo lungo tempo
da terre lontane.

220 Con la stessa gioia
le tue buone azioni ti accolgono
all’ingresso nella tua prossima vita.

16. Pleasure

Whoever gives oneself to distractions
and does not give oneself to meditation,
forgetting true purpose and grasping at pleasure,
will eventually envy the one who practices meditation.

Let no one cling to what is pleasant or unpleasant.
Not to see what is pleasant is painful,
as it is to see what is unpleasant.
Therefore do not become attached to anything;
loss of what is loved is painful.
Those who have neither likes nor dislikes have no chains.

From pleasure comes grief; from pleasure comes fear.
Whoever is free from pleasure knows neither grief nor fear.

From attachment comes grief; from attachment comes fear.
Whoever is free from attachment knows neither grief nor fear.

From greed comes grief; from greed comes fear.
Whoever is free from greed knows neither grief nor fear.

From lust comes grief; from lust comes fear.
Whoever is free from lust knows neither grief nor fear.

From craving comes grief; from craving comes fear.
Whoever is free from craving knows neither grief nor fear.

Whoever has virtue and insight,
who is just, truthful, and does one’s own work,
the world will love.

The one in whom a desire for the ineffable has arisen,
whose mind is satisfied
and whose thoughts are free from desires
is called one who ascends the stream.

Family, friends, and well-wishers welcome a person
who has been away long and returns safely from afar.
Similarly, one’s good actions receive the good person
who has gone from this world to the other,
as family receive a friend who is returning.

Dhammapada XII Te stesso


XII Te stesso

Se ti ami, osservati.
Veglia durante una parte della notte.

Prima di mostrare il cammino ad altri
consolidalo in te,
se vuoi evitare la sofferenza

Pratica ciò che predichi.
Prima di cercare di correggere gli altri
fa una cosa più difficile:
correggi te stesso.

Tu sei il tuo solo maestro.
Chi altro può guidarti?
Diventa padrone di te stesso
e scopri il tuo maestro interno.

L’inconsapevole è spezzato dal male
che lui stesso fa,
come una pietra è spezzata da un diamante.

E’ soffocato dal male che lui stesso fa
come un albero è soffocato da un rampicante.
Da sé si riduce in uno stato
che solo il suo peggior nemico
potrebbe augurargli.

E’ difficile
fare ciò che ci è veramente d’aiuto.
E’ facile fare del male,
fare ciò che ci nuoce.

L’inconsapevole si fa beffe della saggezza,
deride coloro che seguono
la via della consapevolezza
e si perde in false dottrine.
Il frutto delle sue azioni
è la sua rovina,
come avviene per la canna di khattaka,
che muore dopo aver fruttificato.

Facendo del male,
tu stesso ti corrompi.
Ma facendo del bene,
tu stesso ti purifichi.
Tu sei la fonte
di ogni purezza e di ogni impurità.
Nessuno può purificare un’altra persona.

Non trascurare il tuo compito
per intraprenderne un altro,
per quanto grande possa essere.
Scopri il tuo compito
e dedicati a esso con tutto il cuore.

12. Self

If a person holds oneself dear,
let one watch oneself carefully.
The wise should be watchful
during at least one of the three watches.

Let each person first direct oneself to what is right;
then let one teach others; thus the wise will not suffer.
If a person makes oneself as one teaches others to be,
then being well-controlled, that one might guide others,
since self-control is difficult.

Self is the master of self;
who else could be the master?
With self well-controlled
a person finds a master such as few can find.

The wrong done by oneself, born of oneself,
produced by oneself, crushes the fool,
just as a diamond breaks even a precious stone.
The one whose vice is great brings oneself down
to that condition where one’s enemy wishes one to be,
just as a creeper overpowers the entangled sala tree.
Bad actions and actions harmful to ourselves are easy to do;
what is beneficial and good, that is very difficult to do.

The fool who scorns the teaching of the saintly,
the noble, and the virtuous, and follows wrong ideas,
bears fruit to one’s own destruction,
like the fruits of the katthaka reed.

By oneself is wrong done; by oneself one suffers;
by oneself is wrong left undone; by oneself is one purified.
Purity and impurity come from oneself;
no one can purify another.

Let no one neglect one’s own duty
for the sake of another’s, however great;
let a person after one has discerned one’s own duty,
be always attentive to this duty.

Dhammapada – Capitolo XX – Il Cammino


Dhammapada – Capitolo XX – Il Cammino

273. Il cammino più alto
è il cammino ottuplice.
La verità più alta
è espressa dalle quattro nobili verità.
Lo stato di coscienza più alto
è il non-attaccamento.
La condizione umana più alta
è quella di chi è capace di vedere.

274. Questo è il cammino
che purifica la visione.
Seguilo,
se vuoi trascendere la morte.

275. Seguendo questo cammino
metterai fine alla sofferenza.
Questo è il cammino che insegno
da quando ho estratto da me
la freccia della sofferenza.

276. Ma lo sforzo è tuo.
I Tathagata possono solo indicare la via.
Percorrila, medita
e liberati dalla schiavitù
del desiderio e della morte.

277. “Ogni cosa esistente è impermanente”
Comprendendo ciò,
vai al di là della sofferenza.
Questo è il cammino della purezza.

278. “L’esistenza è sofferenza”.
Comprendendo ciò,
vai al di là della sofferenza.
Questo è il cammino della purezza.

279. “Nessun essere è dotato di un sé”.
Comprendendo ciò,
vai al di là della sofferenza.
Questo è il cammino della purezza.

280. Se, benché giovane e forte,
non ti alzi quando è il momento di alzarti,
se sei pigro e inerte,
se sei irresoluto e pieno di pensieri futili,
non troverai il cammino della saggezza.

281. Sii padrone delle tue parole,
sii padrone dei tuoi pensieri,
non nuocere ad alcuno con il tuo corpo..
Quando queste tre vie sono aperte
raggiungi il cammino insegnato dai saggi.

282. Meditando coltivi la saggezza,
trascurando la meditazione
la lasci deperire.
Vedendo chiaramente questi due cammini,
volgi i tuoi passi verso la saggezza crescente.

283. Taglia l’intera foresta del desiderio,
non il singolo albero:
il pericolo si annida nella foresta.
Tagliati gli alberi e il sottobosco, o bhikkhu,
sei sulla via della liberazione.

284. Finché c’è in te
una traccia di desiderio sessuale,
la tua mente resta attaccata alla vita
come un vitellino lattante alla madre.

285. Taglia ogni autocompiacimento
come coglieresti un fiore di loto autunnale
e percorri la via della pace
insegnata dai Beati.

286. “Qui avrò la mia dimora estiva,
qui quella invernale,
qui quella per la stagione delle piogge.”
Cosi l’inconsapevole fa progetti,
senza soffermarsi un attimo
sull’imprevedibilità della morte.

287. Ma, come un’alluvione trascina via
un villaggio addormentato,
la morte lo rapisce,
intossicato dall’attaccamento
ai suoi figli e ai suoi beni.

288. Né figli, né genitori, né parenti,
possono proteggerti
quando vieni afferrato dalla morte.

289. Comprendendo ciò,
affrettati a sgomberare la via
che conduce alla liberazione.

Chapter XX
The Way

273. The best of ways is the eightfold; the best of truths the four words; the best of virtues passionlessness; the best of men he who has eyes to see.

274. This is the way, there is no other that leads to the purifying of intelligence. Go on this way! Everything else is the deceit of Mara (the tempter).

275. If you go on this way, you will make an end of pain! The way was preached by me, when I had understood the removal of the thorns (in the flesh).

276. You yourself must make an effort. The Tathagatas (Buddhas) are only preachers. The thoughtful who enter the way are freed from the bondage of Mara.

277. `All created things perish,’ he who knows and sees this becomes passive in pain; this is the way to purity.

278. `All created things are grief and pain,’ he who knows and sees this becomes passive in pain; this is the way that leads to purity.

279. `All forms are unreal,’ he who knows and sees this becomes passive in pain; this is the way that leads to purity.

280. He who does not rouse himself when it is time to rise, who, though young and strong, is full of sloth, whose will and thought are weak, that lazy and idle man will never find the way to knowledge.

281. Watching his speech, well restrained in mind, let a man never commit any wrong with his body! Let a man but keep these three roads of action clear, and he will achieve the way which is taught by the wise.

282. Through zeal knowledge is gotten, through lack of zeal knowledge is lost; let a man who knows this double path of gain and loss thus place himself that knowledge may grow.

283. Cut down the whole forest (of lust), not a tree only! Danger comes out of the forest (of lust). When you have cut down both the forest (of lust) and its undergrowth, then, Bhikshus, you will be rid of the forest and free!

284. So long as the love of man towards women, even the smallest, is not destroyed, so long is his mind in bondage, as the calf that drinks milk is to its mother.

285. Cut out the love of self, like an autumn lotus, with thy hand! Cherish the road of peace. Nirvana has been shown by Sugata (Buddha).

286. `Here I shall dwell in the rain, here in winter and summer,’ thus the fool meditates, and does not think of his death.

287. Death comes and carries off that man, praised for his children and flocks, his mind distracted, as a flood carries off a sleeping village.

288. Sons are no help, nor a father, nor relations; there is no help from kinsfolk for one whom death has seized.

289. A wise and good man who knows the meaning of this, should quickly clear the way that leads to Nirvana.

Dhammapada X La violenza


–                                   

X La violenza

129 Come te, tutti gli esseri tremano 
di fronte alla violenza,
tutti temono la morte. 
Rispecchiandoti negli altri,
non uccidere e non ferire.

130 Come te, tutti gli esseri tremano 
di fronte alla violenza,
tutti amano la vita. 
Rispecchiandoti negli altri,
non uccidere e non ferire.

131 Chi cerca la propria felicità 
ferendo altri esseri
che come lui cercano la felicità 
non sarà mai felice.

132 Non ferire chi come te
cerca la felicità,
se vuoi essere felice.

133 Non ferire con parole crudeli.
La parole irate fanno male
e il dolore che provochi
rimbalza verso di te.

134 Immobile e silenzioso
come un gong spezzato
entra nel nirvana,
dove ogni agitazione scompare.

135 Come un mandriano con il suo bastone
spinge le vacche al pascolo,
la vecchiaia e la morte
sospingono le creature
verso nuove vite.

136 Ma l’inconsapevole non se ne rende conto
e brucia nel fuoco
delle sue proprie azioni.

137 Chi ferisce un innocente
o infligge una punizione immeritata
incorre in una di queste dieci calamità.

138 Subisce crudeli sofferenze, una grave malattia, 
una mutilazione, l’invalidità o la pazzia.

139 Oppure viene perseguitato dal sovrano,
viene accusato di un crimine spaventoso, 
subisce un lutto o la rovina economica.

140 Oppure la sua casa viene distrutta dal fulmine.
E quando il suo corpo si è dissolto
continua a bruciare all’inferno.

141 Né la nudità,
né i capelli arruffati,
né il digiuno,
né il dormire sulla nuda terra,
né il cospargersi il corpo di cenere,
né il sedere immobile:
nulla di tutto questo
può liberare chi non è libero dal dubbio.

142 Ma chi vive in serenità e purezza, 
astenendosi dal nuocere ad alcun essere, 
anche se indossa vesti eleganti
è un vero bramino,
un vero asceta, un vero bhikshu.

143 Un cavallo ben addestrato
non ha bisogno della frusta.

144 Come un cavallo ben addestrato
toccato dalla frusta,
sii ardente e scattante.
Liberati di questa sofferenza
con la meditazione, la consapevolezza, 
la saggezza, la virtù, la fiducia
e l’impegno nella ricerca della verità.

145 Come il contadino incanala l’acqua, 
come il fabbro raddrizza le sue frecce, 
come il falegname lavora il legno,
così il saggio lavora se stesso.

10. Punishment

Everyone trembles at punishment; everyone fears death.
Likening others to oneself,
one should neither kill nor cause killing.

Everyone trembles at punishment; everyone loves life.
Likening others to oneself,
one should neither kill nor cause killing.

Whoever seeking one’s own happiness
inflicts pain on others who also want happiness
will not find happiness after death.

Whoever seeking one’s own happiness
does not inflict pain on others who also want happiness
will find happiness after death.

Do not speak anything harsh.
Those who are spoken to will answer you.
Angry talk is painful, and retaliation will touch you.
If you make yourself as still as a broken gong,
you have attained nirvana, for anger is not known to you.

Just as a cowherd with a staff
drives the cows into the pasture,
so old age and death drive the life of living beings.

A fool committing wrong actions does not know
that the stupid person burns through one’s own deeds,
like one burned by fire.

Whoever inflicts punishment
on those who do not deserve it
and offends against those who are without offense
soon comes to one of these ten states:
cruel suffering, infirmity, injury of the body, fearful pain,
or mental loss, or persecution from the ruler,
or a fearful accusation, loss of relations,
or destruction of possessions,
or lightning fire burning one’s houses,
and when one’s body is destroyed the fool goes to hell.

Neither nakedness nor matted hair nor mud
nor fasting nor lying on the ground
nor rubbing with dust nor sitting motionless
purify a mortal who is not free from doubt and desire.

Whoever though dressed in fine clothes, lives peacefully,
is calm, controlled, restrained, pure,
and does not hurt any other beings,
that one is holy, an ascetic, a mendicant.

Is there in the world anyone
who is so restrained by modesty
that they avoid blame like a trained horse avoids the whip?
Like a trained horse when touched by a whip,
be strenuous and eager, and by faith, by virtue, by energy,
by meditation, by discernment of the truth
you will overcome this great sorrow,
perfected in knowledge, behavior, and mindfulness.

Engineers of canals guide the water;
fletchers make the arrow straight;
carpenters shape the wood;
good people mold themselves.

Dhammapada – Capitolo XXII – La Caduta


Dhammapada – Capitolo XXII – La Caduta

306. Colui che afferma il falso,
e colui che nega ciò che ha fatto
entrambi, dopo la morte,
precipitano nello stesso stato
nell’altro mondo.

307. Molti indossano l’abito giallo,
ma si comportano in maniera
irresponsabile ed egoistica.
Costoro rinascono all’inferno.

308. E meglio per un tale bhikkhu
ingoiare una palla di ferro rovente
che vivere della carità dei fedeli.

309. Chi commette adulterio
perde meriti, sonno, onore
e infine precipita nell’oscurità.

310. Perdita di meriti,
il rischio di una pesante condanna,
la discesa nel buio:
ben misero è il piacere di un uomo spaventato
fra le braccia di una donna spaventata.

311. Ma, come anche un filo d’erba maneggiato
male può tagliarti, così anche l’ascetismo vissuto male
può precipitarti nell’oscurità.

312. Se agisci sbadatamente,
se osservi i voti meccanicamente,
se rispetti la regola di castità per paura,
la tua disciplina non dà buoni frutti.

313. Se una cosa va fatta,
falla con tutta la tua energia.
il monaco svogliato
si copre soltanto di polvere.

314. Non fare il male,
che è seguito dalla sofferenza.
Fa il bene,
che non è seguito dalla sofferenza.

315. Veglia su te stesso
come su una città fortificata
ai confini del regno.
Non lasciare che un solo momento
trascorra nell’inconsapevolezza.
Coloro che si lasciano sfuggire
il momento presente
precipitano nell’oscurità.

316. Coloro che, sviati da false dottrine,
si vergognano di ciò di cui non dovrebbero
e non si vergognano di ciò di cui dovrebbero
precipitano nell’oscurità.

317. Coloro che, sviati da false dottrine,
temono ciò che non dovrebbero temere
e non temono ciò che dovrebbero temere
precipitano nell’oscurità.

318. Coloro che, sviati da false dottrine,
vedono il male in ciò che non è male
e non vedono il male in ciò che è male
precipitano nell’oscurità.

319. Ma chi, vedendo la verità,
sa discernere il bene e il male
percorre il cammino ascendente.


Dhammapada 22. Hell

The liar goes to the state of woe;
also he who, having done (wrong), says,
“I did not do it.”
Men of base actions both,
on departing they share the same destiny
in the other world.
There are many evil characters
and uncontrolled men
wearing the saffron robe.
These wicked men
will be born in states of woe
because of their evil deeds.
It would be better
to swallow a red-hot iron ball,
blazing like fire,
than as an immoral and uncontrolled monk
to eat the alms of the people.
Four misfortunes befall the reckless man
who consorts with another’s wife:
acquisition of demerit,
disturbed sleep,
ill-repute,
and (rebirth in) states of woe.
Such a man acquires demerit
and an unhappy birth in the future.
Brief is the pleasure
of the frightened man and woman,
and the king imposes heavy punishment.
Hence, let no man consort with another’s wife.
Just as kusa grass wrongly handled cuts the hand,
even so, a recluse’s life wrongly lived
drags one to states of woe.
Any loose act,
any corrupt observance,
any life of questionable celibacy —
none of these bear much fruit.
If anything is to be done,
let one do it with sustained vigor.
A lax monastic life
stirs up the dust of passions all the more.
An evil deed is better left undone,
for such a deed torments one afterwards.
But a good deed is better done,
doing which one repents not later.
Just as a border city is closely guarded
both within and without, even so, guard yourself.
Do not let slip this opportunity (for spiritual growth).
For those who let slip this opportunity
grieve indeed when consigned to hell.
Those who are ashamed
of what they should not be ashamed of,
and are not ashamed
of what they should be ashamed of —
upholding false views,
they go to states of woe.
Those who see something to fear
where there is nothing to fear,
and see nothing to fear
where there is something to fear —
upholding false views,
they go to states of woe.
Those who imagine evil
where there is none,
and do not see evil where it is —
upholding false views,
they go to states of woe.
Those who discern
the wrong as wrong
and the right as right —
upholding right views,
they go to realms of bliss.

Dhammapada IX Il male


IX Il male

116 Affrettati a fare il bene.
Astieniti dal male.
Se trascuri di coltivare il bene,
il male infesta la tua mente.

117 Se ti capita di fare del male,
non ripeterlo,
non lasciare che metta radici in te,
onde non incorrere nella sofferenza.

118 Se ti capita di far del bene,
ripetilo,
lascia che metta radici in te
e ti riempia di gioia.

119 Anche chi ha fatto del male
può gioire
finché le conseguenze del male fatto
non sono maturate.

120 che chi ha fatto del bene
può soffrire
finché il bene che ha fatto
non dà i suoi frutti.

121 Non prendere alla leggera
il male che fai,
pensando che non ti tocchi.
Una brocca si riempie
d’acqua che cade goccia a goccia.

122 Non prendere alla leggera
il bene che fai,
pensando che non ti tocchi.
Una brocca si riempie
d’acqua che cade goccia a goccia.

123 Come un ricco mercante
che viaggia senza scorta
evita un cammino pericoloso,
come chi ama la vita evita un veleno,
così evita il male.

124 Ma una mano senza ferite
può maneggiare veleni senza danno.
Così il male non tocca l’innocente.

125 Il male fatto a un innocente
è come polvere gettata controvento.
Esso si ritorce contro chi lo fa.

126 Alcuni rinascono in questo mondo,
altri all’inferno,
altri ancora in paradiso.
Ma coloro che sono senza macchia
entrano nel nirvana.

127 In nessun luogo al mondo,
né in cielo, né in fondo al mare,
né nelle più remote gole montane,
puoi sottrarti alle conseguenze
del male che hai fatto.

128 In nessun luogo al mondo,
né in cielo, né in fondo al mare,
né nelle più remote gole montane,
puoi sottrarti al dominio
della morte.

9. Good and Bad

A person should hurry toward the good
and restrain one’s thoughts from the bad.
If a person is slow in doing good,
one’s mind will find pleasure in wrong.

If a person does what is wrong, let one not do it again.
Let one not find pleasure in wrong.
Painful is the accumulation of bad conduct.

If a person does what is good, let one do it again.
Let one find joy in it.
Happiness is the result of good conduct.

Even a wrong-doer sees happiness
as long as one’s wrong action does not ripen;
but when the wrong action has ripened,
then does the wrong-doer see bad.

Even a good person sees bad
as long as one’s good action does not ripen;
but when one’s good action has ripened,
then the good person sees the good.

Let no one underestimate evil,
thinking, “It will not come near me.”
Even a water-pot is filled by the falling of drops of water.
A fool becomes full of evil
even if one gathers it little by little.

Let no one underestimate good,
thinking, “It will not come near me.”
Even a water-pot is filled by the falling of drops of water.
A wise person becomes full of goodness
even if one gathers it little by little.

Let a person avoid wrong actions, as a merchant,
who has few companions and carries much wealth,
avoids a dangerous road;
as a person who loves life avoids poison.

Whoever has no wound on one’s hand
may touch poison with that hand;
poison does not affect one who has no wound;
nor does evil one who does no wrong.

Whoever does wrong to an innocent person
or to one who is pure and harmless,
the wrong returns to that fool
just like fine dust thrown against the wind.

Some people are born again in the womb;
wrong-doers go to hell;
the good go to heaven;
those free from worldly desires attain nirvana.

Neither in the sky nor in the middle of the ocean
nor by entering the caves of mountains
is there known a place on earth
where a person can escape from a wrong action.

Neither in the sky nor in the middle of the ocean
nor by entering the caves of mountains
is there known a place on earth
where a person can escape from death.

Dhammapada XVIII L’impurità


Dhammapada

XVIII L’impurità

235 Sei ora come una foglia secca,
i messaggeri della morte ti sono vicini.
Stai per partire per un lungo viaggio
e non hai fatto alcun preparativo.

236 Fa di te stesso un’isola,
affrettati, sii saggio.
Dissolvi ogni impurità
e raggiungi il cielo degli eletti.

237 La tua vita è prossima alla fine,
sei giunto in presenza della morte.
Non ci sono soste in questo viaggio
e non hai fatto alcun preparativo.

238 Fa di te stesso un’isola,
affrettati, sii saggio.
Dissolvi ogni impurità
e va al di là della nascita e della morte.

239 A poco a poco,
come il gioielliere
separa le impurità dall’argento,
così il saggio
si libera di ogni impurità.

240 Sei consumato dal male che fai
come il ferro é corroso
dalla propria ruggine.

241 Una pecca è l’oblio dei sacri testi,
una pecca l’abbandono della casa,
una pecca la pigrizia del corpo,
una pecca il sonno della sentinella.

242 Una pecca nella donna è la condotta lasciva,
una pecca in chi dona è l’avarizia,
una pecca in questa e nella prossima vita
è il male fatto.

243 Ma la pecca più grande
è l’ignoranza.
0 bhikshu! Liberati di quella macchia
e sarai libero da ogni macchia.

244 La vita è facile
per chi è senza vergogna,
impudente come un corvo,
arrogante, corrotto ed egoista.

245 Più difficile è vivere
nella modestia, nella purezza,
disinteressatamente e saggiamente.

246 Chi uccide, mente, ruba,
chi commette adulterio,

247 chi si ubriaca,
scava la propria fossa
in questa stessa vita.

248 Non lasciare che l’avidità
e una vita vissuta male
ti precipitino a lungo nella sofferenza.

249 Chi invidia ciò che è dato a un altro
perde la propria pace giorno e notte.

250 Sradica in te lo spirito dell’invidia
e vivi in pace giorno e notte.

251 Nessun fuoco brucia come la passione,
nessun cappio strangola come l’odio,
nessuna rete è più tenace dell’illusione,
nessun torrente più impetuoso del desiderio.

252 É facile vedere i difetti altrui,
più difficile vedere i tuoi.
Vagli i difetti degli altri come la pula,
i tuoi li nascondi
come un baro nasconde un lancio perdente.

253 Ergendoti a censore dei difetti altrui
moltiplichi i tuoi.
In questo modo sei ben lontano
dal liberarti delle tue impurità.

254 Non c’è alcuna via nel cielo,
la via è dentro di te.
Gli uomini cercano la felicità
nei propri attaccamenti.
Il Tathagata,
“colui che cammina nel semplice essere-così”,
è libero da ogni attaccamento.

255 Non c’è alcuna via nel cielo,
la via è dentro di te.
Non c’è nulla di eterno
nel mondo fenomenico,
ma immutabile è la coscienza del Buddha.

Dhammapada

18. Impurity

Like a withered leaf are you now;
death’s messengers await you.
You stand on the eve of your departure,
yet you have made no provision for your journey!
Make an island for yourself!
Strive hard and become wise!
Rid of impurities and cleansed of stain,
you shall enter the celestial abode of the Noble Ones.
Your life has come to an end now;
You are setting forth
into the presence of Yama, the king of death.
No resting place is there for you on the way,
yet you have made no provision for the journey!
Make an island unto yourself!
Strive hard and become wise!
Rid of impurities and cleansed of stain,
you shall not come again to birth and decay.
One by one, little by little, moment by moment,
a wise man should remove his own impurities,
as a smith removes his dross from silver.
Just as rust arising from iron
eats away the base from which it arises,
even so, their own deeds
lead transgressors to states of woe.
Non-repetition is the bane of scriptures;
neglect is the bane of a home;
slovenliness is the bane of personal appearance,
and heedlessness is the bane of a guard.
Unchastity is the taint in a woman;
niggardliness is the taint in a giver.
Taints, indeed, are all evil things,
both in this world and the next.
A worse taint than these is ignorance,
the worst of all taints.
Destroy this one taint and become taintless, O monks!
Easy is life for the shameless
one who is impudent as a crow,
is backbiting and forward,
arrogant and corrupt.
Difficult is life for the modest
one who always seeks purity,
is detached and unassuming,
clean in life, and discerning.
One who destroys life,
utters lies,
takes what is not given,
goes to another man’s wife,
and is addicted to intoxicating drinks —
such a man digs up his own root
even in this world.
Know this, O good man:
evil things are difficult to control.
Let not greed and wickedness
drag you to protracted misery.
People give according to their faith or regard.
If one becomes discontented
with the food and drink given by others,
one does not attain meditative absorption,
either by day or by night.
But he in who this (discontent) is fully destroyed,
uprooted and extinct,
he attains absorption, both by day and by night.
There is no fire like lust;
there is no grip like hatred;
there is no net like delusion;
there is no river like craving.
Easily seen is the fault of others,
but one’s own fault is difficult to see.
Like chaff one winnows another’s faults,
but hides one’s own,
even as a crafty fowler
hides behind sham branches.
He who seeks another’s faults,
who is ever censorious —
his cankers grow.
He is far from destruction of the cankers.
There is no track in the sky,
and no recluse outside (the Buddha’s dispensation).
Mankind delights in worldliness,
but the Buddhas are free from worldliness.
There is not track in the sky,
and no recluse outside (the Buddha’s dispensation).
There are no conditioned things
that are eternal,
and no instability in the Buddhas.