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Dhammapada XXV



XXV Il bhikshu

360 Sii padrone dei tuoi occhi,
delle tue orecchie,
del tuo naso,
della tua lingua.

361 Sii padrone del tuo corpo,
delle tue parole,
dei tuoi pensieri;
sii padrone di te stesso in ogni situazione
e sarai libero dalla sofferenza.

362 Chi è padrone delle proprie mani,
dei propri piedi
e della propria lingua,
chi è perfettamente padrone di sé
e gioisce della meditazione e della solitudine,
questi è un vero bhikshu.

363 Dolce è ascoltare quel bhikshu
che è padrone della propria lingua,
che parla con saggezza e senza arroganza
e illumina lo spirito del dharma.

364 Se il dharma è la tua gioia,
la tua meditazione, la tua devozione,
non smarrirai mai il cammino del dharma.

365 Accetta di buon grado ciò che ti è dato
e non invidiare ciò che è dato ad altri.
Non lasciare che l’invidia
turbi la tua meditazione.

366 Anche gli dei lodano quel bhikshu
che accetta di buon grado ciò che gli è dato,
per quanto poco sia,
e vive con purezza e totalità.

367 É un vero bhikshu colui
che non si identifica con alcun nome o forma,
che non si appropria di nulla
e non si rattrista per ciò che non c’è.

368 Vivi nell’amore e nella serenità,
segui fiducioso il cammino del Buddha
e raggiungi il luogo di pace
dove l’esistenza è a riposo.

369 Svuota la tua barca, o bhikshu,
rendila più leggera.
Abbandona le passioni e l’odio
e naviga verso la libertà.

370 Elimina i cinque ostacoli,
liberati dei cinque attaccamenti,
sviluppa le cinque virtù.
Chi si è liberato dei cinque legami
è detto oghatinnoti,
“uno che ha attraversato la corrente”.

371 Medita, o bhikshu,
non essere negligente.
Non smarrirti nella ricerca del piacere,
non ingoiare la palla di ferro rovente
per poi gridare di dolore.

372 Non c’è meditazione
senza profonda percezione,
non c’è profonda percezione
senza meditazione.
Quando entrambe sono presenti,
sei prossimo al nirvana.

373 Sovrumana è la beatitudine di quel bhikshu
che penetra nella casa vuota
con la pace nel cuore
e coglie l’essenza del dharma.

374 Contemplando il sorgere e lo svanire
degli elementi dell’esistenza fenomenica,
gioisci realizzando l’eterno.

375 Questi sono i primi passi del cammino:
padronanza dei sensi,
semplicità,
pratica degli insegnamenti,
coltivare amicizie pure, virtuose, attive.

376 Vivi l’amicizia
e svolgi i tuoi compiti.
La tua felicità diverrà sempre più profonda
e metterà fine alla sofferenza.

377 Lascia cadere le passioni e l’odio
come il gelsomino lascia cadere
i suoi fiori appassiti.

378 Indifferente agli allettamenti del mondo,
metti pace nel tuo corpo,
metti pace nelle tue parole,
metti pace nei tuoi pensieri.

379 Risvegliati da te,
sii l’osservatore di te stesso.
Consapevole e autonomo,
vivi felice.

380 Tu sei il tuo maestro.
Tu sei il tuo rifugio.
Guida te stesso
come un mercante controlla un cavallo focoso.

381 Vivi nella gioia,
segui fiducioso il cammino del Buddha
e raggiungi il luogo di pace
dove l’esistenza è a riposo.

382 Il giovane bhikshu
che intraprende il cammino del dharma
illumina il mondo
come la luna che emerge da dietro le nubi.

Dhammapada25. The Monk

  1. Good is restraint over the eye;
    good is restraint over the ear;
    good is restraint over the nose;
    good is restraint over the tongue.
  2. Good is restraint in the body;
    good is restraint in speech;
    good is restraint in thought.
    Restraint everywhere is good.
    The monk restrained in every way
    is freed from all suffering.
  3. He who has control over his hands,
    feet and tongue;
    who is fully controlled,
    delights in inward development,
    is absorbed in meditation,
    keeps to himself and is contented —
    him do people call a monk.
  4. That monk who has control over his tongue,
    is moderate in speech, unassuming
    and who explains the Teaching
    in both letter and spirit —
    whatever he says is pleasing.
  5. The monk who abides in the Dhamma,
    delights in the Dhamma,
    meditates on the Dhamma,
    and bears the Dhamma well in mind —
    he does not fall away
    from the sublime Dhamma.
  6. One should not despise
    what one has received,
    nor envy the gains of others.
    The monk who envies the gains of others
    does not attain to meditative absorption.
  7. A monk who does not despise
    what he has received,
    even though it be little,
    who is pure in livelihood
    and unremitting in effort —
    him even the gods praise.
  8. He who has no attachment whatsoever
    for the mind and body,
    who does not grieve for what he has not —
    he is truly called a monk.
  9. The monk who abides in universal love
    and is deeply devoted
    to the Teaching of the Buddha
    attains the peace of Nibbana,
    the bliss of the cessation
    of all conditioned things.
  10. Empty this boat, O monk!
    Emptied, it will sail lightly.
    Rid of lust and hatred,
    you shall reach Nibbana.
  11. Cut off the five, abandon the five,
    and cultivate the five.
    The monk who has overcome the five bonds
    is called one who has crossed the flood.
  12. Meditate, O monk! Do not be heedless.
    Let not your mind whirl on sensual pleasures.
    Heedless, do not swallow a red-hot iron ball,
    lest you cry when burning, “O this is painful!”
  13. There is no meditative concentration
    for him who lacks insight,
    and no insight for him
    who lacks meditative concentration.
    He in whom are found both
    meditative concentration and insight,
    indeed, is close to Nibbana.
  14. The monk who has retired
    to a solitary abode
    and calmed his mind,
    who comprehends the Dhamma with insight,
    in him there arises a delight
    that transcends all human delights.
  15. Whenever he sees with insight
    the rise and fall of the aggregates,
    he is full of joy and happiness.
    To the discerning one
    this reflects the Deathless.
  16. Control of the senses, contentment, restraint
    according to the code of monastic discipline —
    these form the basis of holy life
    here for the wise monk.
  17. Let him associate with friends
    who are noble, energetic, and pure in life,
    let him be cordial and refined in conduct.
    Thus, full of joy,
    he will make an end of suffering.
  18. Just as the jasmine creeper
    sheds its withered flowers,
    even so, O monks,
    should you totally shed lust and hatred!
  19. The monk who is calm in body,
    calm in speech,
    calm in thought,
    well-composed
    and who has spewn out worldliness —
    he, truly, is called serene.
  20. By oneself one must censure oneself
    and scrutinize oneself.
    The self-guarded and mindful monk
    will always live in happiness.
  21. One is one’s own protector,
    one is one’s own refuge.
    Therefore, one should control oneself,
    even as a trader controls a noble steed.
  22. Full of joy, full of faith
    in the Teaching of the Buddha,
    the monk attains the Peaceful State,
    the bliss of cessation of conditioned things.
  23. That monk who while young devotes himself
    to the Teaching of the Buddha
    illumines this world like the moon
    freed from clouds.

Dhammapada XXIV


Dhammapada XXIV La bramosia

334 Nell’inconsapevole
la bramosia cresce come un rampicante.
Egli salta di vita in vita,
come una scimmia alla ricerca di frutti
nella foresta
salta di albero in albero.

335 Se sei sopraffatto dal veleno
di questo ardente desiderio
la tua sofferenza cresce
rigogliosa come la gramigna.

336 Ma se sottometti la compulsione del desiderio,
difficile da dominare,
la sofferenza scivola via
come una goccia d’acqua su una foglia di loto.

337 Perciò vi esorto,
voi tutti che siete qui raccolti:
sradicate il desiderio
come si sradica la gramigna
per trovare la radice di usira,
affinché la morte non vi trascini via
sempre di nuovo,
come un fiume in piena
si porta via le fragili canne
che crescono sulla riva.

338 Perché, come un albero tagliato
ricresce sempre di nuovo
se la sua radice è intatta,
così la sofferenza
si riproduce sempre di nuovo
se la radice del desiderio
non è stata estirpata.

339 Quando i trentasei torrenti
che scorrono verso i piaceri dei sensi
si precipitano tumultuosi
e i pensieri sono carichi di passione,
la corrente ti trascina via.

340 I torrenti del desiderio
scorrono in ogni direzione,
il rampicante della bramosia
ricresce continuamente.
Appena lo vedi spuntare,
sradicalo per mezzo della saggezza.

341 Tutti gli esseri cercano i piaceri dei sensi
e vi si attaccano.
Abbracciando quei piaceri e inseguendoli,
essi continuano a ripercorrere
il ciclo della nascita e della morte.

342 Spinti dalla bramosia,
gli uomini corrono in cerchi
come lepri inseguite
e la loro sofferenza
si riproduce sempre di nuovo.

343 Spinti dalla bramosia,
gli uomini corrono in cerchi
come lepri inseguite.
Perciò, o bhikshu,
se vuoi liberarti delle passioni
trascendi il desiderio.

344 Alcuni escono dalla foresta
dei desideri mondani
solo per addentrarsi nella foresta
dei desideri spirituali.
Guardali! Sono liberi
e corrono di nuovo verso la schiavitù.
345 Il legame più forte
non è una catena di ferro,
né una morsa di legno, né una fune,
ma l’attaccamento a un gioiello,
ai figli, a una donna.

346 Il legame più tenace è quello che,
pur essendo morbido,
non si scioglie e ti trascina giù.
Chi taglia anche questo legame
diventa indifferente ai piaceri dei sensi
e si ritira dal mondo.

347 Se sei schiavo delle passioni
resti prigioniero della corrente del desiderio
come un ragno della tela
che lui stesso ha tessuto.
Il saggio arresta la corrente del desiderio,
e, libero da ogni ansia,
va al di là della sofferenza.

348 Abbandona passato, presente e futuro.
Attraversa il fiume dell’esistenza
e raggiungi l’altra sponda.
La mente completamente libera,
non ricadrai più
nel ciclo della vita e della morte.

349 Se i tuoi pensieri sono carichi di passione,
se la tua mente è agitata
dalla ricerca del piacere,
i tuoi legami si rafforzano sempre più.

350 Medita. Rendi silenziosa la tua mente.
Contempla la sofferenza
dell’esistenza fenomenica
e taglia i lacci della morte.

351 Colui che ha raggiunto la meta
è libero da ogni ansia,
da ogni passione e desiderio.
Ha spezzato le frecce della sofferenza
e questo è il suo ultimo corpo.

352 Colui che è libero
dalla bramosia e dall’attaccamento,
comprende il significato delle parole
e sa servirsene,
viene detto “grande saggio”, “grande uomo”.
Questo è il suo ultimo corpo.

353 “Ho vinto, so, sono senza macchia.
Ho rinunciato a tutto
e, distruggendo il desiderio,
mi sono liberato.
Da solo ho trovato la via.
Chi posso chiamare mio maestro?”

354 Il dono del dharma è il dono più grande,
il sapore del dharma è il sapore più dolce,
la gioia del dharma è la gioia più grande.
L’estinzione del desiderio
è la fine di ogni sofferenza.

355 La sete di ricchezza
schiaccia l’inconsapevole,
non chi è proteso verso l’altra sponda.
Cercando la ricchezza l’inconsapevole
distrugge se stesso e gli altri.

356 Come le erbacce soffocano i campi,
le passioni soffocano la natura umana.
Perciò onora chi è libero dalle passioni.

357 Come le erbacce soffocano i campi,
l’odio soffoca la natura umana.
Perciò onora chi è libero dall’odio.

358 Come le erbacce soffocano i campi,
l’illusione soffoca la natura umana.
Perciò onora chi è libero dall’illusione.

359 Come le erbacce soffocano i campi,
il desiderio soffoca la natura umana.
Perciò onora chi è libero dal desiderio.

The Dhammapada Chapter XXIV. Thirst

334. The thirst of a thoughtless man grows like a creeper; he runs from life to life, like a monkey seeking fruit in the forest.

335. Whomsoever this fierce thirst overcomes, full of poison, in this world, his sufferings increase like the abounding Birana grass.

336. He who overcomes this fierce thirst, difficult to be conquered in this world, sufferings fall off from him, like water-drops from a lotus leaf.

337. This salutary word I tell you, `Do ye, as many as are hereassembled, dig up the root of thirst, as he who wants the sweet-scented Usira root must dig up the Birana grass, that Mara (the tempter) may not crush you again and again, as the stream crushes the reeds.’

338. As a tree, even though it has been cut down, is firm so long as its root is safe, and grows again, thus, unless the feeders of thirst are destroyed, the pain (of life) will return again and again.

339. He whose thirst running towards pleasure is exceeding strong in the thirty-six channels, the waves will carry away that misguided man, viz. his desires which are set on passion.

340. The channels run everywhere, the creeper (of passion) standssprouting; if you see the creeper springing up, cut its root by means of knowledge.

341. A creature’s pleasures are extravagant and luxurious; sunk in lust and looking for pleasure, men undergo (again and again) birth and decay.

342. Men, driven on by thirst, run about like a snared hare; held in fetters and bonds, they undergo pain for a long time, again and again.

343. Men, driven on by thirst, run about like a snared hare;let therefore the mendicant drive out thirst, by striving afterpassionlessness for himself.

344. He who having got rid of the forest (of lust) (i.e. after having reached Nirvana) gives himself over to forest-life (i.e. to lust), and who, when removed from the forest (i.e. from lust), runs to the forest (i.e. to lust), look at that man! though free, he runs into bondage.

345. Wise people do not call that a strong fetter which is made of iron, wood, or hemp; far stronger is the care for precious stones and rings, for sons and a wife.

346. That fetter wise people call strong which drags down, yields, but is difficult to undo; after having cut this at last, people leave the world, free from cares, and leaving desires and pleasures behind.

347. Those who are slaves to passions, run down with the stream (of desires), as a spider runs down the web which he has made himself; when they have cut this, at last, wise people leave the world free from cares, leaving all affection behind.

348. Give up what is before, give up what is behind, give up what is in the middle, when thou goest to the other shore of existence; if thy mind is altogether free, thou wilt not again enter into birth and decay.

349. If a man is tossed about by doubts, full of strong passions, and yearning only for what is delightful, his thirst will grow more and more, and he will indeed make his fetters strong.

350. If a man delights in quieting doubts, and, always reflecting, dwells on what is not delightful (the impurity of the body, &c.), he certainly will remove, nay, he will cut the fetter of Mara.

351. He who has reached the consummation, who does not tremble, who is without th rst and without sin, he has broken all the thorns of life: this will be his last body.

352. He who is without thirst and without affection, who understands the words and their interpretation, who knows the order of letters (those which are before and which are after), he has received his last body, he is called the great sage, the great man.

353. `I have conquered all, I know all, in all conditions of life I am free from taint; I have left all, and through the destruction of thirst I am free; having learnt myself, whom shall I teach?’

354. The gift of the law exceeds all gifts; the sweetness of the law exceeds all sweetness; the delight in the law exceeds all delights; the extinction of thirst overcomes all pain.

355. Pleasures destroy the foolish, if they look not for the other shore; the foolish by his thirst for pleasures destroys himself, as if he were his own enemy.

356. The fields are damaged by weeds, mankind is damaged by passion: therefore a gift bestowed on the passionless brings great reward.

357. The fields are damaged by weeds, mankind is damaged by hatred: therefore a gift bestowed on those who do not hate brings great reward.

358. The fields are damaged by weeds, mankind is damaged by vanity: therefore a gift bestowed on those who are free from vanity brings great reward.

359. The fields are damaged by weeds, mankind is damaged by lust:therefore a gift bestowed on those who are free from lust brings great reward.

Dhammapada XIV Il risvegliato


Dhammapada XIV Il risvegliato

179 L’invincibile, colui che si è risvegliato,
infinita consapevolezza
che non lascia tracce,
da quali parole può essere descritto?

180 La rete velenosa del desiderio
non ha più potere su di lui.

181 Si è ridestato.
É libero, consapevole,
immerso nella luce
e nella pace gioiosa della meditazione.
Anche gli dei lo invidiano.

182 Difficile è ottenere di nascere
come essere umano,
più difficile vivere umanamente,
ancora più difficile incontrare il dharma
ed estremamente difficile risvegliarsi.

183 L’insegnamento
di coloro che si sono risvegliati è:
evita il male,
fa il bene,
purifica la tua mente.

184 Alla fine del cammino, la liberazione.
Durante il cammino, coltiva la pazienza
che sa attraversare ogni sofferenza.
Non opprimere e non causare dolore ad alcuno.

185 Non ferire alcuno
con parole o con atti.
Vivi semplicemente,
mangia con moderazione,
coltiva la solitudine,
purifica la tua mente.
Questo è l’insegnamento dei Buddha.

186 Il desiderio di piacere non è saziato
neppure da una pioggia d’oro.
Il saggio sa che per ogni goccia di piacere
esso porta con sé un bagno di dolore.

187 Il desiderio di piacere non è saziato
neppure da tutte le gioie celesti.
Perciò il discepolo del Buddha
trova la sua gioia
solo nel bruciare ogni desiderio.

188 Spinti dalla paura, gli uomini cercano rifugio
negli eremi montani e nelle foreste,
presso sacri alberi e templi.

189 Ma nessuno di questi luoghi
è un rifugio sicuro.
Nessuno di essi
ti mette al riparo dalla sofferenza.

190 Prendi rifugio nel Buddha,
nella legge eterna,
nella comunità dei ricercatori.
Comprendi le quattro nobili verità:

191 la sofferenza,
l’origine della sofferenza,
la cessazione della sofferenza
e il nobile ottuplice cammino
che porta alla cessazione della sofferenza.

192 Questo è un rifugio sicuro.
Questo è un rifugio
che ti mette al riparo dalla sofferenza.

193 Rari sono coloro che si risvegliano.
Fortunata è la casa
dove nasce un Buddha.

194 Benedetta è la nascita del Buddha,
benedetto il suo insegnamento,
benedetta la comunità dei ricercatori,
benedetta la loro concordia e determinazione.

195 E benedetto è chi onora
il Buddha e i suoi discepoli,
chi onora colui che ha trasceso tutti i mali
e attraversato il fiume della sofferenza.

196 Incalcolabile è il merito di chi onora
colui che ha trasceso la paura
e raggiunto la liberazione.

14. The Awakened

The one whose conquest cannot be conquered again,
into whose conquest no one in this world enters,
by what track can you lead that one,
the awakened, the omniscient, the trackless?

The one whom no desire
with its snares and poisons can lead astray,
by what track can you lead that one,
the awakened, the omniscient, the trackless?

Even the gods emulate those who are awakened and aware,
who are given to meditation, who are wise,
and who find joy in the peace of renunciation.

It is difficult to be born as a human being;
difficult is the life of mortals;
difficult is the hearing of the true path;
difficult is the awakening of enlightenment.

Not to do wrong, to do good, and to purify one’s mind,
that is the teaching of the awakened ones.
The awakened call patience the highest sacrifice;
the awakened declare nirvana the highest good.

The one who strikes others is not a hermit;
one is not an ascetic who insults others.
Not to blame, not to strike,
to live restrained under the law,
to be moderate in eating, to live alone,
and to practice the highest consciousness—
this is the teaching of the awakened ones.

There is no satisfying lusts,
even by a shower of gold pieces.
Whoever knows that lusts have a short taste
and cause pain is wise.
Even in heavenly pleasures one finds no satisfaction;
the disciple who is fully awakened
finds joy only in the destruction of all desires.

People driven by fear go for refuge
to mountains and forests, to sacred groves and shrines.
That is not a safe refuge; that is not the best refuge.
After having got to that refuge,
a person is not delivered from all pains.

Whoever takes refuge with the awakened one,
the truth, and the community,
who with clear understanding perceives the four noble truths:
namely suffering, the origin of suffering,
the cessation of suffering, and the eightfold holy way
that leads to the cessation of suffering,
that is the safe refuge; that is the best refuge;
having gone to that refuge,
a person is delivered from all pains.

A person of true vision is not easy to find;
they are not born everywhere.
Wherever such a sage is born, the people there prosper.
Blessed is the arising of the awakened;
blessed is the teaching of the truth;
blessed is the harmony of the community;
blessed is the devotion of those who live in peace.

Whoever gives reverence to those worthy of reverence,
whether the awakened or their disciples,
those who have overcome the army
and crossed the river of sorrow,
whoever gives reverence to such as have found deliverance
and are free of fear,
their merit cannot be measured by anyone.

Abbandona ogni desiderio


LUNA NUOVA — giovedì 13 dicembre — da Ajahn Munindo.

 

Maestro è chi ha abbandonato
ogni desiderio e ogni presa sul mondo
chi ha visto la verità
al di là delle forme eppure possiede
una profonda conoscenza delle parole.
Di tale grande essere si può dire
che abbia portato a compimento
il suo scopo.

Dhammapada strofa 352

Lasciar andare non è qualcosa che facciamo, è qualcosa che accade quando capiamo che quello che facciamo causa sofferenza. Finché siamo intrappolati nel cercare di lasciar andare, l’io che sta cercando di lasciar andare crea squilibrio. Ma anche non provarci affatto non è corretto. Cosa possiamo fare per realizzare il grande compito della ricerca della libertà? Che cosa significa fare un retto sforzo? Un aspetto del retto sforzo consiste nell’esaminare il tipo di sforzo che stiamo già facendo. Ci domandiamo: quello che facciamo è una forma di
egocentrismo, o viene da un luogo più profondo, più quieto, un
semplice interesse verso il vero? Sappiamo di voler essere liberi dalla sofferenza, ma è davvero utile il modo in cui lo vogliamo? Anche voler essere liberi può creare ostacoli se ci aggrappiamo a tale desiderio. La nostra aspirazione a ‘vedere la verità al di là delle forme’ può essere di sostegno al retto sforzo, se rallentiamo, ci ricordiamo della gentilezza, ed esaminiamo come riceviamo l’esperienza del presente.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Santacittarama
Monastero Buddhista
02030 Frasso Sabino (RI) Italy

 

NEW MOON – Thursday, December 13 – by Ajahn Munindo.
Master is one who has abandoned
every desire and every grip on the world
who has seen the truth
beyond the forms and yet possesses
a deep understanding of the words.
Of this great being can be said
that has achieved
its purpose.

Dhammapada verse 352

Letting go is not something we do, it is something that happens when we realize that what we do cause suffering. As long as we get caught up in trying to let go, the ‘I’ who is trying to let go creates imbalance. But do not try at all is incorrect. What can we do to accomplish the great task of the search for freedom? What does it mean to make a right effort? One aspect of the right effort is to examine the type of effort that we are already doing. We ask ourselves, what we do is a form of
egocentrism, or comes from a place deeper, more quietly, as a
simple interest in the truth? We want to be free from suffering, but is very useful the way we want it? Also want to be free can create barriers if we cling to that desire. Our aspiration to ‘see the truth beyond the forms’ can be of support to the right effort, if we slow down, we remember the kindness, receive and examine how the experience of the present.

With Metta,

bhikkhu Munindo

(Thanks to Chandra for the translation)

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Santacittarama
Buddhist Monastery
02030 Frasso Sabino (RI) Italy

Dhammapada XI La vecchiaia


Dhammapada
XI La vecchiaia

146 Di che cosa puoi rallegrarti
mentre il tuo mondo brucia?
Sei immerso nell’oscurità
e non cerchi la luce?

147 Guarda questo tuo corpo:
un fantoccio dipinto
che sta insieme in qualche modo,
malato, pieno di ferite,
agitato da fantasie mutevoli e vacue.

148 Questo tuo corpo fragile,
malato, putrescente,
destinato, come ogni cosa vivente,
a morire e a dissolversi.

149 Guarda queste bianche ossa,
che un giorno saranno gettate via
come zucche in autunno.

150 Queste ossa costituiscono una fortezza
intonacata di carne e di sangue,
abitata da orgoglio e ipocrisia,
vecchiaia e morte.

151 Anche gli splendidi carri dei re
perdono con il tempo i loro colori.
Così il corpo invecchia.
Ma la legge eterna non invecchia:
questo è l’insegnamento che i saggi
trasmettono ai saggi.

152 Chi non impara dalla vita
invecchia come un bue:
la sua carne cresce,
ma non la sua saggezza.

153 Innumerevoli vite ho attraversato
cercando invano il costruttore
di questo edificio di ossa e di carne.
Doloroso è continuare a rinascere.

154 Ma ora ti ho trovato, costruttore,
e non ricostruirai mai più questa mia dimora.
La trave di colmo è spezzata,
le travi sono rotte.
Ogni desiderio è estinto
e la mente riposa nel nirvana.

155 Coloro che hanno dissipato
gli anni della loro giovinezza
da vecchi intristiscono
come vecchie gru in un lago senza pesci.

156 Giacciono inutili come archi spezzati,
rimpiangendo il passato.

Dhammapada
11. Old Age

Why is there laughter, why is there joy
while this world is always burning?
Why do you not seek a light,
you who are shrouded in darkness?

Consider this dressed-up lump covered with wounds,
joined with limbs, diseased, and full of many schemes
which are neither permanent nor stable.
This body is wearing out, a nest of diseases and frail;
this heap of corruption falls apart; life ends in death.

What pleasure is there
for one who sees these white bones
like gourds thrown away in the autumn?
A fortress is made out of the bones,
plastered over with flesh and blood,
and in it lives old age and death, pride and deceit.

The glorious chariots of the kings wear out;
the body also comes to old age;
but the virtue of good people never ages;
thus the good teach each other.

People who have learned little grow old like an ox;
their flesh grows, but their knowledge does not grow.

I have run through a course of many births
looking for the maker of this dwelling and did not find it;
painful is birth again and again.
Now you are seen, the builder of the house;
you will not build the house again.
All your rafters are broken; your ridgepole is destroyed;
your mind, set on the attainment of nirvana,
has attained the extinction of desires.

People who have not practiced proper discipline
who have not acquired wealth in their youth,
pine away like old cranes in a lake without fish.
People who have not practiced proper discipline,
who have not acquired wealth in their youth,
lie like broken bows, sighing after the past.

Dhammapada XVI Il piacere


Dhammapada XVI Il piacere

209 Non lasciare che la ricerca del piacere
ti distragga dalla meditazione
e dal tuo stesso bene.

210 Va al di là del piacere e del dispiacere.
Sia cercando il piacere
sia fuggendo il dispiacere
alimenti la sofferenza.

211 Non attaccarti a nulla.
La perdita di ciò a cui sei attaccato
è sofferenza.
Chi non nutre attaccamento né avversione 
è libero.

212 Ogni desiderio
è fonte di dolore e di paura.
Liberati dal desiderio
e non conoscerai dolore né paura.

213 Ogni piacere
è fonte di dolore e di paura.
Liberati dal piacere
e non conoscerai dolore né paura.

214 Ogni avidità
è fonte di dolore e di paura.
Liberati dall’avidità
e non conoscerai dolore né paura.

215 Ogni passione
è fonte di dolore e di paura.
Liberati dalle passioni
e non conoscerai dolore né paura.

216 Ogni attaccamento
è fonte di dolore e di paura.
Liberati dall’attaccamento
e non conoscerai dolore né paura.

217 Tutti amano chi è virtuoso e saggio, 
saldo nel cammino,
sincero e devoto ai suoi compiti.

218 Colui la cui sola nostalgia è l’ineffabile, 
la cui coscienza è desta
e il cui cuore è libero da ogni desiderio 
viene detto uddhamsoto,
“uno che ha risalito la corrente”.

219 Con gioia amici e parenti accolgono 
chi ritorna dopo lungo tempo
da terre lontane.

220 Con la stessa gioia
le tue buone azioni ti accolgono
all’ingresso nella tua prossima vita.

16. Pleasure

Whoever gives oneself to distractions
and does not give oneself to meditation,
forgetting true purpose and grasping at pleasure,
will eventually envy the one who practices meditation.

Let no one cling to what is pleasant or unpleasant.
Not to see what is pleasant is painful,
as it is to see what is unpleasant.
Therefore do not become attached to anything;
loss of what is loved is painful.
Those who have neither likes nor dislikes have no chains.

From pleasure comes grief; from pleasure comes fear.
Whoever is free from pleasure knows neither grief nor fear.

From attachment comes grief; from attachment comes fear.
Whoever is free from attachment knows neither grief nor fear.

From greed comes grief; from greed comes fear.
Whoever is free from greed knows neither grief nor fear.

From lust comes grief; from lust comes fear.
Whoever is free from lust knows neither grief nor fear.

From craving comes grief; from craving comes fear.
Whoever is free from craving knows neither grief nor fear.

Whoever has virtue and insight,
who is just, truthful, and does one’s own work,
the world will love.

The one in whom a desire for the ineffable has arisen,
whose mind is satisfied
and whose thoughts are free from desires
is called one who ascends the stream.

Family, friends, and well-wishers welcome a person
who has been away long and returns safely from afar.
Similarly, one’s good actions receive the good person
who has gone from this world to the other,
as family receive a friend who is returning.

Dhammapada XII Te stesso


XII Te stesso

Se ti ami, osservati.
Veglia durante una parte della notte.

Prima di mostrare il cammino ad altri
consolidalo in te,
se vuoi evitare la sofferenza

Pratica ciò che predichi.
Prima di cercare di correggere gli altri
fa una cosa più difficile:
correggi te stesso.

Tu sei il tuo solo maestro.
Chi altro può guidarti?
Diventa padrone di te stesso
e scopri il tuo maestro interno.

L’inconsapevole è spezzato dal male
che lui stesso fa,
come una pietra è spezzata da un diamante.

E’ soffocato dal male che lui stesso fa
come un albero è soffocato da un rampicante.
Da sé si riduce in uno stato
che solo il suo peggior nemico
potrebbe augurargli.

E’ difficile
fare ciò che ci è veramente d’aiuto.
E’ facile fare del male,
fare ciò che ci nuoce.

L’inconsapevole si fa beffe della saggezza,
deride coloro che seguono
la via della consapevolezza
e si perde in false dottrine.
Il frutto delle sue azioni
è la sua rovina,
come avviene per la canna di khattaka,
che muore dopo aver fruttificato.

Facendo del male,
tu stesso ti corrompi.
Ma facendo del bene,
tu stesso ti purifichi.
Tu sei la fonte
di ogni purezza e di ogni impurità.
Nessuno può purificare un’altra persona.

Non trascurare il tuo compito
per intraprenderne un altro,
per quanto grande possa essere.
Scopri il tuo compito
e dedicati a esso con tutto il cuore.

12. Self

If a person holds oneself dear,
let one watch oneself carefully.
The wise should be watchful
during at least one of the three watches.

Let each person first direct oneself to what is right;
then let one teach others; thus the wise will not suffer.
If a person makes oneself as one teaches others to be,
then being well-controlled, that one might guide others,
since self-control is difficult.

Self is the master of self;
who else could be the master?
With self well-controlled
a person finds a master such as few can find.

The wrong done by oneself, born of oneself,
produced by oneself, crushes the fool,
just as a diamond breaks even a precious stone.
The one whose vice is great brings oneself down
to that condition where one’s enemy wishes one to be,
just as a creeper overpowers the entangled sala tree.
Bad actions and actions harmful to ourselves are easy to do;
what is beneficial and good, that is very difficult to do.

The fool who scorns the teaching of the saintly,
the noble, and the virtuous, and follows wrong ideas,
bears fruit to one’s own destruction,
like the fruits of the katthaka reed.

By oneself is wrong done; by oneself one suffers;
by oneself is wrong left undone; by oneself is one purified.
Purity and impurity come from oneself;
no one can purify another.

Let no one neglect one’s own duty
for the sake of another’s, however great;
let a person after one has discerned one’s own duty,
be always attentive to this duty.