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Alla ricerca del sole


Alla ricerca del sole

Alcuni uomini cercavano la via per arrivare alla vetta di una montagna,essi sapevano che arrivati sulla cima avrebbero visto il sole molto vicino. Dunque decisero da che parte iniziare il viaggio.

Uno disse – io vado a nord – sicuramente la mia strada è quella migliore.
Un altro uomo disse – oh no! Tu stai sbagliano, la strada migliore è a sud, io andrò da quella parte!
Il terzo uomo disse -voi siete in errore – la vera via è a est! Io vado ad est.
Il quarto uomo disse, amici siete tutti in errore – voi non sapete cosa è scritto nei sacri testi? la via sacra è a ovest, io salgo la montagna da ovest . perchè voi non seguite me?
Ma nessuno voleva seguire l’uomo perchè tutti erano convinti della loro opinione.

Gli uomini iniziarono la loro salita, da diverse direzioni.
Infine tutti giunsero sulla cima, nello stesso luogo e tutti dissero – ma come siamo stupidi.
Il sole è qui per tutti, esso non sceglie – esso è un vero dono.

02.06.2011 Poetyca

In search of the sun

Some men were seeking a way to reach the top of a mountain, they knew that arrived on the summit would see the sun very closely.
So they decided where to begin the journey.
One said – I’m going north – definitely my way is the best.
Another man said – oh no! You’re wrong, the best way is to the south, I’ll go that way!
The third man said, you are in error – the true way is east! I’m going to the east.
The fourth man said, friends are all wrong – you do not know what is written in sacred texts? is the sacred way to the west, I climb the mountain from the west. why do not you follow me?
But no one wanted to follow the man that everyone was convinced of their opinion.

The men began their ascent, from different directions.
Finally, all reached the top, in the same place and they all said – but as we are stupid.
The sun is here for everyone, it does not choose – it is a true gift.

02.06.2011 Poetyca

Cigno nero


Cigno nero

Girasole era stanca di volare,lei, giovane cigno nero, era sempre stata considerata diversa dagli altri cigni: bianchi, fieri, altezzosi e incapaci di credere alla possibilità di conoscere verità superiori. Si era trovata quasi per caso in quello stagno e il ricordo più lontano risaliva a quando piccolissima e debole era riuscita a nascondersi tra le fronde di un cespuglio,lontano dai pericoli ed una superba mamma di altri piccoli cigni come lei, le indicò lo stagno come luogo tranquillo. Condivideva con tutti gli altri l’ora del bagno e il cibo ed in fondo erano gentili , ma era evidente che lei, cigno nero dovesse avere una diversa provenienza , così come diverso era il mondo che sentiva dentro. Non era per quello stagno, quel limite nel quale gli altri , i cigni bianchi, sembrava si sentissero a loro agio. In fondo per loro la vita era tutta racchiusa nelle abitudini: il cibo,il bagno,e la stagione degli amori, anche quest’ultima la rendeva triste, nessun cigno bianco infatti cercava le sue attenzioni. Era in volo dal giorno precedente, sola e senza nessuno che in fondo si preoccupasse della sua assenza, era stato più forte di lei, sentiva infatti che la grande saggia : la nonna di tutti i cigni bianchi che viveva nel parco da anni, si sbagliava quando diceva che loro non erano migratori e che la vita migliore era quella che conducevano nel parco. Girasole lo sentiva dentro che non era così e che se lei era diversa ci sarebbe stata una ragione, intendeva scoprirla piuttosto che fermarsi in quel luogo senza dar vita a quello che sentiva essere vero, i cigni bianchi comunque erano felici con quello che avevano e non cercavano altro, ma non era per lei quel vivere. Ora era stanca e doveva cercare un giaciglio e un pò di cibo prima che giungesse la notte, dall’alto vide un campo e una casa, forse lì poteva riposare, scese e si nascose all’interno di un cespuglio che sembrava adatto al suo riposo. mangiò alcune foglie prima di scivolare in un sonno profondo. Fece un sogno : Un grande cigno nero volava in testa ad uno stormo e l’accoglieva nel gruppo dicendo : “Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…la rotta non è dimenticata e non è mai tardi.” Era un bel sogno, non la faceva sentire sola ma con la sicurezza di trovare altri cigni neri come lei. Al risveglio fu felice ed il pensiero che per la prima volta avesse sognato dei suoi simili la colmò di gioia malgrado la stanchezza e le titubanze per quel suo viaggio, chissà, forse la meta era vicina e comunque qualcosa le faceva comprendere che per lei tutto presto sarebbe cambiato, poteva ora ascoltare l’istinto che si svegliava come un orologio biologico pronto a compiere il proprio dovere,non solo, sentiva infatti che qualcuno l’avrebbe accolta,qualcuno non diverso da lei e quindi capace di comprenderla. Quel sogno le mise una nuova carica. Si guardò intorno e si mise all’ascolto dei suoni dell’ambiente, ad un tratto senti un gracidare sommesso, a poca distanza doveva esserci uno stagno, attraversò la breve distanza a passi misurati ponendo attenzione ad eventuali pericoli, era da tempo abituata a badare a se stessa ma quello era un territorio sconosciuto, la prudenza era necessaria.Lo vide: piccolo e verde con un fare vivace che metteva allegria : ” Ciao, arrivata oggi? Che carina che sei, ma ti sei persa? Non ti sei accorta dei tuoi compagni partiti due giorni fa? Dormivi? A fare tutte quelle domande era Greg : un ranocchio gonfio e verde con due occhietti vispi che fece sorridere Girasole.Lei raccontò di essere lì dalla sera precedente e chiese di che colore fossero i cigni che Greg aveva considerato suoi compagni.” Oh bella! ma come te! Perché di che colore sono i cigni dalle tue parti?” Lei sorrise ancora, era evidente che lui non conoscesse i cigni bianchi, rimase infatti stupito nell’apprenderne l’esistenza , un ranocchio sempre vissuto in quello stagno non poteva immaginare diversi pezzettini di mondo a lui sconosciuti. Dunque altri cigni neri erano in volo , chissà,forse anche loro verso ” casa” come aveva compreso attraverso il suo sogno, ancora più forte sentì l’emozione dominarla insieme alla necessità di ascoltare il cuore che le avrebbe mostrato in che direzione volare. Restò poco presso quello stagno e dopo aver ringraziato ( quel ranocchio era stato molto prezioso) e salutato calorosamente si mise in ascolto del vento e dei fremiti del suo cuore, presto sarebbe tornata a casa. Seguendo il cammino del sole giunse presso la riva di un lago, avrebbe dormito lì , era infatti molto stanca dopo ore d’interminabile volo, si accoccolò tra canne di bambù, mangiò un pò e si addormentò. Era l’alba quando aprì gli occhi, il chiarore l’avvolse ,un nuovo giorno era pronto ad accoglierla con le braccia protese verso di lei, nuotò nel lago a lungo poi…si mise a correre sul pelo d’acqua e finalmente si staccò da esso…Lì in alto uno stormo messo in formazione a ” V ” era pronto per il viaggio, lei si avvicinò ad un giovane cigno che con occhi languidi le disse ” Ti aspettavo, è ora di tornare a casa “. Ecco il suo sogno che si realizzava, sapeva ora che quello in cui aveva creduto era possibile : Davanti allo stormo, a guidarlo per il viaggio riconobbe il grande cigno nero che le sorrise e dentro di sé risuonarono le stesse parole ” Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…La rotta non è dimenticata e non è mai tardi” Ecco ora era pronta per il viaggio, stava tornando a casa, sorrise al giovane cigno e rispose ” Sono pronta”.

© Poetyca

Black Swan

Sunflower was tired of flying, her young black swan, had always been considered different from other swans: white, proud, arrogant and unable to believe the opportunity to learn higher truths. It was found by chance in that pond and the memory went back as far as small and weak she could hide among the branches of a bush, away from danger and a proud mother of other children like her swans, pointed to the pond as quiet place. Shared with all other hours of the bathroom and the food and ultimately they were friendly, but it was obvious that she, black swan would have a different origin, as well as different was the world he felt inside. It was not that pond, that limit in which the other, the white swans, seemed to feel at ease. In the bottom for them life was encapsulated in habits: food, towels, and the mating season, it also made her sad, because no white swan sought his attention. It was in flight from the previous day, alone and with no one cared at the bottom of his absence, was stronger than she, in fact, felt that the great wise: the grandmother of all the white swans that lived in the park for years, he was wrong when he said that they were not migratory, and that the best life was that which led into the park. Sunflower felt within him that was not as if she was different and that there would be a reason, wanted to discover it rather than stay in that place without giving rise to what he felt was true, the white swans were still happy with what they had and not tried another, but that was not for her life. Now she was tired and had to try a bed and some food the night before he came, he saw a top field and a house, maybe there could rest, went and hid in a bush that seemed suited to his rest . ate some leaves before slipping into a deep sleep. He had a dream: a big black swan flew into a flock and head welcomed the group saying: “Hear the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … the route is not forgotten and not it is never too late. “It was a beautiful dream, do not make her feel alone but with the certainty of finding other swans blacks like her. Upon awakening he was happy and thought that for the first time he had dreamed of his fellow human beings filled with joy, despite the tiredness and reticence for his trip, who knows, maybe the goal was near, and still something made her understand that she very quickly would be changed, could now listen to the instinct that is awakened as a biological clock ready to do his duty, not only because he felt that someone would have received, someone other than you and therefore able to understand it. That dream put a new post. He looked around and started listening to the sounds of the environment, all of a sudden you hear a faint croak, a short distance there was a pond, crossed the short distance with measured steps, paying attention to possible dangers, had long been accustomed to look after in itself, but it was unknown territory, prudence was necessaria.Lo saw: small and green with a spirited put to cheer: “Hello, come now? What you’re cute, but you missed? You did not notice your mates went two days ago? Were you asleep? To do all those questions was Greg: A green frog with two eyes swollen and he smiled gaily as Girasole.Lei told to be there the night before and asked what color were the swans that Greg had seen his companions. “Oh good! but like you! Because what color are the swans in your part? “She smiled again, it was evident that he knew the white swans, was in fact surprised nell’apprenderne existence, always had a frog in that pond could not imagine different pieces of the world unknown to him. So blacks were more swans in flight, who knows, maybe even to their “home” as understood by his dream, even more strongly felt emotion dominate along with the need to listen to the heart that would show which way to fly. He stayed at the little pond and thanked (the frog was very valuable) and greeted warmly began listening to the wind and tremors of his heart, he would soon be returned home. Following the path of the sun arrived at the shore of a lake, he would sleep there, it was very tired after hours of endless flight, crouched between bamboo poles, ate a little and fell asleep. It was dawn when he opened his eyes, the glow enveloped her, a new day was ready to welcome it with arms outstretched towards her, swam in the lake for a long time … then he ran on the surface and finally broke away it … There he put up a flight training in “V” was ready for the trip, she came to a young swan with languishing eyes said, “I was waiting, it’s time to go home.” Here’s his dream come true, now that he knew what he had believed was possible: In front of the flock, to guide him for the trip recognized the great black swan who smiled and inwardly echoed the same words, “Hear the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … The route is not forgotten and is never late, “Here he was now ready for the trip, was returning home, the young swan smiled and replied” I’m ready. “

© Poetyca

L’elefantino Chimbo



 

L’elefantino Chimbo

Il vento racconta sempre tante storie e per chi non riesce a dormire e resta in ascolto,la notte è capace di portarne sempre di nuove,basta restare in silenzio e far riposare i pensieri . C’era una volta nella foresta africana una bella famiglia di elefanti,tutti erano in attesa della nascita di un nuovo elefantino che avrebbe arricchito il “ Grande gruppo”. L’evento era molto atteso e le elefantesse più anziane tenevano d’occhio Aurora la giovane sposina che cominciava ad agitarsi… La luna era piena e giù al fiume le canne erano agitate dal vento… Aurora sentì essere giunto il momento di allontanarsi per il grande evento lentamente si spostò dove sapeva esserci uno spiazzo e vicino un cespuglio che l’avrebbe protetta da occhi indiscreti. Dopo qualche attimo di smarrimento per la visuale poco nitida e per la trepidazione per quanto stesse per accadere,l’elefantessa sentì l’istinto che la guidava… Dopo un po’ di tempo vide nell’erba un esserino tenero che coccolò amorevolmente,ecco ora poteva fare la conoscenza del suo piccolo e volle chiamarlo Chimbo. L’elefantino era vivace e amava scoprire tutte le cose che il mondo conteneva : odori,suoni e sapori,non era una cosa di tutti i giorni avere un mondo da assaggiare e una mamma così premurosa! Ritornata al gruppo con quel nuovo componente venne festeggiata ed accolta da tutti con gioia,il suo piccolo era proprio carino. La mamma era paziente ed ogni mattina lo portava al fiume per fare il bagno e gli insegnava i luoghi dove avrebbe trovato l’erba migliore. Il piccolo Chimbo era davvero felice,non conosceva il pericolo e nessuno gli avrebbe mai fatto del male con la presenza della sua adorata mamma. Un giorno dal cielo scese uno strano animale che nella sua pancia trasportava degli umani,scesero dei cacciatori in cerca di nuove prede da vendere ai circhi più importanti d’Europa. Era un gruppo,tra i vari cacciatori il più temuto ed abile Albert ,era quello che sapeva fare il suo mestiere con destrezza,tutti sapevano che la cicatrice che aveva nel braccio era per la lotta che ebbe con un feroce leone,lui non temeva nulla e conosceva il territorio come nessuno. La notte dell’arrivo fu subito impiegata per mettere delle reti molto robuste e il fatto che la luna mandasse poca luce a causa delle nubi era per lui un’occasione da non far fuggire. Si nascose nei pressi del fiume che sapeva essere territorio di abbeverata per gli elefanti con la speranza di trovarne uno abbastanza giovane in modo da essere addestrato in un Circo. Alle prime luci dell’alba l’elefantino assetato si sveglio e si allontanò per andare a bere al fiume,non volle svegliare la madre che era molto stanca. Appena si avvicino alla riva senti un odore sconosciuto ma non ci fece caso e ZAC! fu prigioniero della rete,il cacciatore soddisfatto per la sua preda,prima che l’elefantino potesse emettere un suono lo narcotizzò e lo mise in una grande cassa dotata di ruote agganciata alla sua jeep. Il piccolo era confuso,non comprendeva nulla e sapeva solo che si sentiva molto pesante. Dopo ore di sonno si risvegliò in un luogo rumoroso e buio con la strana sensazione di rollare,era infatti nel bagagliaio di un aereo,cominciò a pensare alla sua mamma,alla foresta e al suo fiume,gli amici che forse non avrebbe più rivisto…Si mise a piangere e una brutta voce rispose “ Ti sei svegliato finalmente? Tu ed io dovremmo fare un lungo viaggio insieme e poi…Sarai importante sai? Sarai capace di lavorare in un bellissimo Circo! Era il domatore del Circo Betrix che era andato a prenderlo,era un omone grosso,grosso con uno sguardo che metteva paura,per lui,domatore di leoni ed elefanti era importante dover essere imponente e farsi rispettare soprattutto dalle belve. L’ elefantino lo temeva,aveva una voglia matta di andare dalla sua mamma,ma dov’era? Il piccolo si mise a piangere…Sentì una vocettina che gli disse : “ Non piangere piccino,vedrai che non è poi così brutto il Circo,sai,ci sono tanti bambini che ci vengono a vedere e ci regalano mille sorrisi !” Era Coco la scimmietta del domatore,com’era piccola e buffa con quel vestitino rosso con bottoni dorati,addirittura aveva un cappellino! Chimbo la guardò e sorrise ,si,era proprio carina,le ricordava Dolly e Molly le sue amiche della foresta. Così ,da questo primo incontro Coco e Chimbo rimasero sempre insieme,l’elefantino imparò molti esercizi ed era bravo,non poteva però cancellare dal cuore la foresta e la sua mamma. Un giorno la piccola Coco rimase chiusa in una scatola,conteneva dei vestiti colorati da pagliaccio e lei non riuscì a trattenere la sua curiosità ,la serratura scattò ma essendo difettosa la rese prigioniera. Non riusciva a respirare,era buio ed aveva paura,cominciò allora a piangere e ad agitarsi. Per fortuna Chimbo la sentì poiché era vicino al tendone dove stava provando i suoi esercizi,subito corse e con la proboscide aprì la scatola e la trasse in salvo. Coco fu felice per la dimostrazione d’amicizia e chiese cosa desiderasse tanto e se lei potesse aiutarlo per ricambiare l’atto d’amicizia. Chimbo divenne triste,voleva tornare nella sua foresta,era felice di fare gli esercizi per i sorrisi dei bambini ma lui non poteva dimenticare la foresta e la sua mamma,voleva che Coco prendesse la chiave della sua gabbia dalla roulotte del domatore per poter tornare a casa. Quella notte Coco con le chiavi sottratte al domatore aprì la gabbia del suo amico che lo salutò con le lacrime agli occhi riconoscente per la conquistata libertà e per doversi separare,le chiese se volesse andare con lui ma la scimmietta rifiutò dicendo di non aver mai visto una foresta e di essere nata nel Circo e non avrebbe mai lasciato il sorriso dei bambini che amava. Chimbo sparì nel buio della notte,non sapeva dove andare,era stanco e infreddolito,troppi rumori minacciosi,aveva fame e voleva sempre di più la presenza della sua mamma. Finì distrutto in un parco e si addormentò. Al mattino presto Angelo e suo padre insieme al cane Ringo erano andati a fare la passeggiata del mattino. Quando Angelo lo vide credette di sognare,com’era possibile che ci fosse un elefante nel parco? Lo portarono nel giardino di casa e poi in garage stando attenti a non farsi scoprire,il padre di Angelo amava la natura e gli animali e conosceva molti zoofili così organizzò un viaggio e dopo pochi giorni il piccolo Chimbo vide dal finestrino dell’aereo la sua amata foresta e il fiume degli elefanti. Quando lo fecero scendere si voltò per salutare il bambino con uno dei suoi esercizi più belli e il bambino dopo averlo abbracciato gli regalo un sorriso,per Chimbo fu il più prezioso che conserva ancora nel cuore. Il vento ha portato questa storia raccolta in uno dei suoi lunghi viaggi e altre ne raccoglie se in silenzio lo sai ascoltare.

®Poetyca

 

The baby elephant Chimbo
The wind always tells many stories and for those who can not sleep and listens, the night is always able to bring new, just remain silent and let rest thoughts. Once upon a time in a beautiful African forest elephant family, everyone was awaiting the birth of a new baby elephant that would have enriched the “Large Group”. The event was highly anticipated and older female elephants were watching the Aurora young bride who was beginning to stir … The moon was full and down the river reeds were shaken by the wind … Aurora felt to be high time to get away for the big event slowly moved where he knew a clearing near a bush and that would protect her from prying eyes. After a few moments of bewilderment for the view blurry and trepidation for what was about to happen, the elephant felt the instinct that drove … After a bit ‘of time saw a creature in the grass tender that lovingly petted, here now could make the acquaintance of his little and wanted to call Chimbo. The elephant was lively and loved discover all the things that the world contained: smells, sounds and tastes, was not a thing of every day have a world to taste and a mother so thoughtful! Returned to the group with the new component was celebrated and welcomed by all with joy, his little was really nice. Mom was patient and every morning took him to the river to bathe and taught him the places where he would find the best grass. The small Chimbo was really happy, did not know the danger and no one would ever hurt by the presence of his beloved mother. One day the sky fell a strange animal in his belly carrying humans, they went down the hunters in search of new prey to sell to circuses most important in Europe. It was a group, among other hunters the most feared and skilled Albert, was the one who knew how to do his job with skill, everyone knew that the scar that he was in the arm for the fight he had with a ferocious lion, he was not afraid of anything and knew the territory as anyone. The night arrival was immediately used to put the networks very robust and the fact that the moon would send little light because of clouds was for him an opportunity not to flee. He hid near the river he knew to be the territory of watering for elephants in the hope of finding one young enough to be trained in a Circus. At first light the thirsty elephant is awake and moved away to go to the river to drink, he would not wake up the mother who was very tired. As soon as you get close to the shore you feel a strange smell but took no notice and ZAC! was a prisoner of the network, the hunter satisfied for its prey, before the elephant could make a sound narcotizzò him and put him in a large chest with wheels attached to his jeep. The child was confused, did not understand anything and only knew that he felt very heavy. After hours of sleep he woke up in a dark and noisy place with the strange sensation of rolling, it was in the trunk of a plane, began to think of his mother, to the forest and its river, the friends that he might not see again … began to weep and a bad voice replied “You woke up finally? You and I should make a long journey together and then … You will be important to know? You will be able to work in a beautiful Circus! It was tamer Circus Betrix who had gone to pick him up, he was a big man, big with a look that was frightening for him, tamer of lions and elephants have to be impressive, and it was important to be respected especially by wild beasts. L ‘elephant feared him, he had a strong desire to go to her mother, but where was it? The small began to cry … She heard a little voice that said, “Do not cry baby, you’ll see that it’s not that bad the Circus, you know, there are many children who come to see us and give us a thousand smiles!” It was the Coco monkey’s tamer, it was small and funny with that little red dress with gold buttons, even had a hat! Chimbo looked at her and smiled, it was really pretty, reminded Dolly Molly and her friends of the forest. So, from this first meeting and Coco Chimbo were always together, the elephant learned many years and it was good, but could not clear the forest from the heart and her mom. One day the little Coco remained closed in a box, contained clothes colored clown and she could not hold back her curiosity, the lock clicked but being defective made her prisoner. He could not breathe, it was dark and he was afraid, then began to cry and fidget. Fortunately Chimbo heard her because it was near the tent where he was rehearsing his exercises, and immediately ran with the trunk opened the box and pulled to safety. Coco was happy for the demonstration of friendship and asked what he wanted so much and if she could help him to reciprocate the act of friendship. Chimbo became sad, he wanted to return to his forest, he was happy to do the exercises for the smiles of the children, but he could not forget the forest and his mother, who wanted Coco took the key to his cage by caravans of tamer to return to home. That night Coco with the keys removed from tamer opened the cage of his friend who greeted him with tears in her eyes grateful for the conquered freedom and for parting, he asked if she wanted to go with him but the monkey refused, saying that he had never seen a forest and being born in Circus and would never let the smile of the children he loved. Chimbo disappeared into the darkness of the night, he did not know where to go, he was tired and cold, too many noises threatening, he was hungry and wanted more and more the presence of his mother. Was destroyed in a park and fell asleep. Early in the morning Angelo and his father together with the dog Ringo had gone to do the walk in the morning. When Angelo saw it believed to dream, as it was possible that there was an elephant in the park? They took him in the garden of the house and then in the garage being careful not to be discovered, the father of Angelo loved nature and animals and knew so many animal lovers organized a trip and after a few days the little Chimbo saw the window of his beloved forest and river of elephants. When they made him get turned to greet the child with one of his most beautiful exercises and the baby after it embraced the gift of a smile, for Chimbo was the more valuable it still keeps the heart. The wind brought this story in a collection of his long journeys and other collects if you know listen in silence.

®Poetyca

I tre passeri


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I tre passeri

Tre amici andarono a fare una passeggiata,
era Inverno e faceva freddo.
I tre amici si imbatterono nella presenza
di tre passeri, caduti dal nido, infreddoliti
e deboli, incapaci di volare.
Gli amici decisero di prendersi cura,
ognuno a proprio modo dei passeri
e si sarebbero incontrati il giorno dopo
in una radura, per vedere chi di loro
avesse trovato la migliore soluzione
per portare benessere al proprio passero.

Il primo uomo pensò che Dio, nella sua misericordia,
non abbandona mai le sue creature, dunque si sedette a terra,
avvolto in una calda coperta, iniziando a pregare e cantare,
invocando un intervento divino che salvasse il passero,
il quale, intanto, era ancora nel punto preciso del ritrovamento,
la notte sopraggiungeva e l’uomo era ancora intento a pregare.

Il secondo uomo, che da bambino amava andare nel bosco con il padre,
penso di accendere un fuoco, di costruire un piccolo rifugio per
il passero, mantenendo caldo e asciutto il terreno circostante,
accarezzando la testolina del passero che ora era più vitale.

Il terzo uomo,molto sensibile, reagì come era solito fare,
tante lacrime sgorgavano, si disperava, mentre guardava il passero,
pensava come fosse ingiusto che quella piccola creatura
stesse tanto male, ricordando tutte le volte che lui stesso
si era sentito come quel passero, arrabbiandosi per le ingiustizie della vita.

Il giorno dopo, di buon mattino, i tre uomini si incamminarono
verso la radura, ognuno con il passero in mano, chi sconsolato,
pensando alla grande ingiustizia, chi profondamente ferito per non essere
stato in grado di fare qualcosa, avendo sperato in un intervento divino
e chi soddisfatto per essere riuscito a trarre in salvo la vita del passero
del quale si prese cura.

Nella radura era presente un uomo, con la barba incolta,
con uno sguardo amichevole, sembrava li stesse aspettando.
I tre uomini arrivarono, poco alla volta, l’uomo chiese loro
cosa avessero in mano e perchè due di loro erano tanto tristi.
Gli uomini allora raccontarono quanto fosse accaduto e come
avessero impiegato il cuore, la speranza e l’azione per poter
aiutare quelle piccole creature.
L’uomo, rimasto per un attimo pensieroso, con un gesto della mano,
invitò gli uomini a sedersi accanto al fuoco che aveva acceso nel frattempo.
Fece avvicinare l’uomo che aveva solo pregato, chiedendo se, accanto al fuoco
sentisse calore. L’uomo rispose che, naturalmente, con la presenza del fuoco
ora provava la sensazione benefica del calore.Comprendendo che il solo pregare,
senza aver acceso un fuoco per il passero, era stato del tutto inutile.
Poi fece avvicinare il secondo uomo, che teneva con delicatezza il suo passero,
salvo dalla disavventura. Gli sorrise e gli disse che aveva agito e trovato
una soluzione tangibile.
Poi fece avvicinare il terzo uomo, che sconsolato accarezzata la testolina
del passero, morto, nella sua mano. Gli disse che egli aveva un grande cuore,
ma piangere e disperarsi, arrabbiarsi persino, senza trovare una retta azione
era solo muovere polvere che sarebbe di nuovo ricaduta, senza cambiare nulla.

I tre uomini, grati per le parole di quella persona saggia,
si ripromisero di parlare ancora, tra di loro, dei sentimenti provati,
di come poter meglio aver cura delle soluzioni adatte nel percorso della vita.
Convinti che quell’esperienza e quell’uomo incontrato nella radura
era un seme da coltivare con gioia.

03.11.2014 Poetyca

The three sparrows

Three friends went for a walk,
it was winter and it was cold.
The three friends came across in the presence
three sparrows, fallen from the nest, cold
and weak, unable to fly.
The friends decided to take care,
each in its own way Sparrow
and they would meet the next day
in a clearing, to see which of them
had found the best solution
to bring well-being to their sparrow.

The first man thought that God, in His mercy,
does not abandon his creatures, then sat on the ground,
wrapped in a warm blanket and began to pray and sing,
invoking divine intervention that would save the sparrow,
which, meanwhile, was still in the exact spot of the discovery,
the night came up and the man was still trying to pray.

The second man, who as a child loved to go into the woods with his father,
I think I make a fire, build a shelter for small
the sparrow, keeping warm and dry the surrounding land,
stroking the little head of the sparrow was now more vital.

The third man, very sensitive, reacted like he used to,
so many tears flowed, in despair, as he watched the sparrow,
thought how unfair it was that the little creature
themselves so bad, remembering all the times that he
he felt like the sparrow, angry at the injustices of life.

The next day, early in the morning, the three men walked
toward the clearing, each with the sparrow in his hand, who sadly,
thinking about the great injustice, who deeply hurt not to be
was able to do something, having hoped for divine intervention
and who is pleased to be able to rescue the life of sparrow
which took care.

In the clearing there was a man with a beard,
with a friendly glance, it looked like he was waiting for them.
The three men arrived, little by little, the man asked them
what they had in hand, and because two of them were so sad.
The men then told him what had happened and how
had used the heart, hope and action to
help those little creatures.
He remained thoughtful for a moment, with a wave of his hand,
invited the men to sit by the fire she had in the meantime.
He brought the man who had just prayed, asking if, by the fire
feel the heat. The man replied that, of course, with the presence of fire
now felt a sense of charity calore.Comprendendo the only pray,
without a fire for the sparrow, was totally unnecessary.
Then he brought the second man, who was holding her gently sparrow,
except by misadventure. She smiled at him and told him that he had done and found
a tangible solution.
Then he brought the third man, who caressed her head sadly
Sparrow, who died in his hand. He told him that he had a big heart,
but weep and despair, angry even, without finding a right action
it was just moving dust that would relapse again, without changing anything.

The three men, grateful for the words of the wise,
vowed to speak again, to each other, the feelings experienced,
how to better take care of the appropriate solutions in the path of life.
Convinced that experience in the clearing and the man met
was a seed to grow with joy.

11/03/2014 Poetyca

Malgrado tutto


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Malgrado tutto

Anche quella mattina il sole era sbiadito, quasi inesistente.
Anna era incapace di sorridere da quando aveva saputo della sua malattia, era troppo stanca per lottare, per farsene una ragione.
Quel treno, era un piccolo mondo, un incontrare gente proveniente da ogni parte della città, sopratutto pendolari che al mattino si recavano al lavoro.
Lui era lì, forse per la prima volta, da quando la sua vita era cambiata, ora non si poteva più permettere una macchina, era un uomo che si arrangiava nella vita, specialmente da quando era disoccupato. Non si immaginava che la crisi lo avrebbe toccato.
Se Anna era lì per recarsi la lavoro, indossando una parrucca ben acconciata, almeno lei credeva, l’uomo era invece salito sul treno per cedere il suo salone di bellezza, ora che non aveva più soldi per mantenerlo. Voleva recarsi in un agenzia in una città vicina, nella speranza di sistemare la situazione.
Il loro sguardo si era incrociato per un solo attimo e sembrava si riconoscessero, almeno così era sembrato.
Così Giorgio sorrise ad Anna, la quale, sollevato lo sguardo dalla rivista che stava sfogliando, si ricordò del suo compagno di scuola ai tempi delle scuole medie.
Lui le appoggiò una mano sul braccio e con aria attenta le chiese se potesse fare qualcosa per lei!
Perché quella domanda?
Allora lui spiegò che quando era salito sul treno era molto arrabbiato, nel vederla, invece quella tensione si era dissolta subito.
Lei le mostrò una foto dal giornale e sorridendo le disse che le sarebbe piaciuto poter avere l’acconciatura della ragazza sul giornale, ma lo disse solo per scherzare, Giorgio invece, con uno sguardo attento studiò il taglio e pensò che Anna con quell’acconciatura poteva stare davvero bene.
Allora entrambi, ridendo rumorosamente, incuranti del luogo in cui si trovavano, dissero che in fondo tutto era possibile. Una frase che usavano spesso ai tempi della scuola, ma come in questo caso?
Giorgio sfilò dallo zaino che aveva con sè una custodia che conteneva un paio di forbici, spiegando con un sorriso che Anna aveva di fronte un mago delle forbici, così, di fronte alla gente incredula, accolse la parrucca che Anna gli porgeva. A lei non interessava di mostrarsi senza capelli, anzi, quello era ora per Anna un importante motivo di sfida.
Quando, insieme arrivarono alla stazione, scesero dal treno e passeggiarono sottobraccio: il sole fece capolino per coronare quella giornata speciale.
Non importava più nulla ad Anna e Giorgio, solo di poter affrontare tutto con un sorriso.

15.01.2015 Poetyca

 

Despite all

That morning the sun had faded, almost nonexistent.
Anna was unable to smile since he had learned of his illness, he was too tired to fight, to get over it.
That train, it was a small world, a meet people from all over the city, especially in the morning commuters on their way to work.
He was there, perhaps for the first time since his life was changed, now you could not afford a car, was a man who made do in life, especially since he was unemployed. Never thought that the crisis would have touched.
If Anna was there to go to work, wearing a wig well coiffed, at least she believed the man had boarded the train instead to give her beauty salon, now that he had no more money to maintain it. He wanted to go to an agency in a nearby town, hoping to fix the situation.
Their eyes were crossed for a moment and seemed to recognize, at least so it seemed.
So George smiled at Anna, which, looked up from the magazine he was leafing, remembered his classmate at the time of middle school.
He put a hand on his arm and air careful asked if he could do something for her!
Why that question?
Then he explained that when he got on the train was very angry to see her instead that tension had dissolved immediately.
She showed her a picture from the newspaper and smiling told her that she would like to have the hairstyle of the girl in the newspaper, but he said only joking, Giorgio instead, with an eye studied cutting and thought that Anna with quell’acconciatura could be really good.
Then both, laughing loudly, regardless of where they were, they said that basically everything was possible. A phrase often used in school, but as in this case?
George pulled from the bag he was carrying a case containing a pair of scissors, explaining with a smile that Anna had faced a magician of the scissors, so, in front of people in disbelief, welcomed the wig that Anna handed him. She did not care to show no hair, in fact, that it was time for Anna an important reason to challenge.
When they arrived together at the station, got off the train and walked arm in arm, the sun peeped to cap that special day.
No longer cared to Anna and George, only to face everything with a smile.

01/15/2015 Poetyca

Ariel il messaggero degli alberi


Ariel il messaggero degli alberi

“In passato tutta la vita si fondava sugli alberi. I loro fiori ci abbellivano,i frutti ci sfamavano,le foglie e le fibre ci vestivano e ci davano riparo. Noi ci nascondevamo tra i rami per proteggerci dagli animali selvatici. Il legno ci scaldava, o utilizzavamo per fare i bastoni che ci sorreggevano nella vecchiaia e armi per difenderci. Eravamo molto legati agli alberi. Oggi,circondati da macchine sofisticate e computer  ad alte prestazioni nei nostri  uffici ultra moderni, è facile per noi dimenticare il legame con la natura.”

XIV Dalai Lama

Ariel lesse questa frase prima di chiudere il libro che aveva comprato una settimana prima presso una grande libreria del centro. Aveva fretta e doveva prepararsi per la serata alla festa di un amico. Aveva scelto accuratamente il libro e per essere sicuro ne aveva acquistato due copie, una per sé e una per il suo amico, nel caso non fosse del tutto convinto del contenuto avrebbe fatto in tempo per cambiare, ma si riteneva soddisfatto da quanto letto e non era necessario scegliere un diverso libro per la festa di laurea in scienza politiche di Alessio.

Naturalmente insieme al libro avrebbe ben figurato con il  set di penne stilografiche e il navigatore satellitare che quella sera avrebbe regalato ad Alessio. Infatti era in programma per l’Estate successiva un viaggio insieme in Brasile e i due ragazzi non vedevano l’ora di andare nelle zone rurali e di incontrare i nativi del luogo, in particolare era nel loro programma una settimana nella foresta per studiare usi e costumi delle popolazione e per apprendere alcune arcane scienze che in Occidente erano state sin troppo edulcorate attraverso alcuni libri che erano stati a lungo il best seller nelle vetrine della grande libreria del centro ma che, in realtà, nulla spiegavano circa alcuni particolari fenomeni che sia in Ariel che in Alessio si erano presentati in forma del tutto spontanea.

Quello da un paio di anni sembrava essere nelle capacità dei due ragazzi era il contatto particolare con le piante, ne avvertivano l’aura e quelle energie sottili erano in grado di far cogliere lo stato di salute delle piante, questo aveva spinto i due ragazzi ad assolvere molte pratiche burocratiche al fine di entrare in possesso di alcuni terreni agricoli ed impiantare delle specie rare di piante e di curare la loro crescita in forma del tutto biologica senza uso di concimi o di antiparassitari di origine chimica.

Ogni cosa era coordinata e messa in pratica attraverso una forma di istinto e di ascolto profondo e sembrava fossero le piante stesse a “ suggerire” cosa fosse necessario. Il loro piccolo Paradiso era diventato in poco tempo un luogo di armonia e di serenità, dove molti erano i volontari e i braccianti regolarmente registrati che offrivano assistenza per la parte più pratica del lavoro.

Persino un comitato scientifico era giunto dagli Stati Uniti per cercare di misurare i campi elettrici e le emissioni di energia delle piante , sembrava infatti che vi fosse una sorta di presenza di “ endorfine” e che nell’insieme il solo sostare poco più di trenta minuti nei pressi della cooperativa agricola favoriva sensazioni piacevoli alle persone, non solo ogni cosa era studiata per non utilizzare generatori di corrente inquinanti e per favorire ogni processo naturale, un fenomeno che avrebbe condotto a studi sull’energia alternativa da impiegare insieme a quella eolica. Tutto funzionava sfruttando il vento, il sole e un grande mulino faceva  muovere in canali appositi l’acqua per irrigare le piante favorendo un’autonomia di circa dieci giorni senza fare la fatica di abbeverare manualmente le piante.

Questo progetto era nato da profonde intuizioni da parte dei due ragazzi che, malgrado questo sogno, mai avevano smesso di studiare e di seguire il senso pratico della vita. Il prodotto finale consistente in prodotti ortofrutticoli di prima qualità veniva venduto e con parte del ricavato si era pensato di aiutare popolazioni lontane e in difficoltà.

La festa venne organizzata nel patio e in giardino dove alcuni tavoli ben decorati con fiori freschi facevano la loro bella figura. Gli invitati arrivarono e l’atmosfera familiare e serena faceva da contorno perché tutti si sentissero a proprio agio, alcuni amici che non avevano creduto troppo nel loro progetto e che negli ultimi tempi si erano allontanati, erano quella sera tra gli invitati e naturalmente la tavola venne imbandita con diverse pietanze vegetariane, nulla infatti sarebbe stato usato sacrificando degli animali, anzi in una zona poco distante dalla grande casa di pietra erano stati curati degli animali scampati all’abbandono da parte di proprietari senza rispetto e ora scorazzavano felici su una vasta area, era personale cura di Ariel e di Alessio visitarli ogni giorno e molte tempo era speso in coccole.

Quella sera anche gli orgogliosi genitori di Alessio erano presenti, commossi da quel luogo e dalla capacità imprenditoriale del loro figlio, mai infatti avrebbero pensato, con le grandi difficoltà che quest’epoca comporta di poter vedere assicurato al proprio figlio un futuro così intelligente e capace di salvaguardare la salute e l’ambiente, quel loro sacrificio in sostegno del figlio, insieme ai genitori di Ariel era davvero valso  permettendo di fare di quel progetto una realtà della quale essere orgogliosi.

I due ragazzi erano davvero persone in gamba e la loro attività era stata in principio ostacolata da persone che non ne capivano la portata ma ora, finalmente, avevano tutte le carte in regola per fare della loro scelta di “ tornare alla terra” uno dei migliori esempi per coloro che oramai stanchi di competizioni, veleni e recessioni, insieme alla corsa al potere erano stressati e logorati, perdendo soprattutto identità a causa delle maschere che la società vuole fare indossare a chi “ entra nella corsa”.

Ma da qualche tempo il livello di cultura medio, le incompetenze e la corruzione in diversi settori aveva resto i cittadini scontenti ed incapaci di una pur minima iniziativa. Era davvero una grande soddisfazione vedere dei ragazzi impegnati anche socialmente, capaci di affidarsi alla capacità intuitiva nel rispetto della natura, doti che sembravano essere sopite da lungo tempo.

La serata fu molto piacevole e Alessio ricevette molti doni, in particolare il libro di Arie fu per lui un gradito regalo, aveva sentito parlare di Dharma e di compassione e lo trovava essere un percorso naturale in lui, ma in fondo anche Ariel ara un ragazzo compassionevole, capace di essere profondamente attento al sentimenti , davvero lui era un grande amico, un compagno d’infanzia che aveva sempre ceduto alla compassione e mai aveva alimentato contrapposizioni o attaccamento.

Avere affrontato con lui quell’avventura tra piante e animali, con il fine di offrire alle persone svantaggiate un particolare contributo, soprattutto per il mercato equo solidale era a suo avviso la scelta migliore che si potesse fare e andare a visitare personalmente quei lontani luoghi, avere l’occasione di abbracciare i bambini e di fare parte della loro vita per alcuni giorni era la cosa più bella che potesse capitare loro, in particolare avrebbero riprodotto il modello di azienda agricola presso quelle popolazioni, per evitare loro un aggravio di spese in modo che una economia naturale potesse allentare il peso delle spese e li avrebbe resi indipendenti. In quel momento non ricordava chi avesse detto “ Se vuoi aiutare qualcuno a mangiare, non dare il pesce ma insegna a pescare”, quello era il loro intento perché alcune aziende agricola non fossero  oppresse dalle grandi Lobby e non dovessero trovarsi a comprare semi transgenici e sterili, questo era una vera follia per paesi poveri, il loro contributo avrebbe permesso di offrire come una sorta di “ banca delle sementi” solo prodotti di ottima qualità e a prezzo di favore, dove non ci sarebbe stata la necessità di comprare ancora perché quanto offerto  era produttivo e non sterile.

Trascorsi alcuni mesi tutto era pronto per il viaggio in Brasile, sia i documenti che il carico di sementi ed i bagagli, questo sarebbe stato uno dei momenti più importanti per la loro vita ed anche sul loro sito web era stato annunciato come da lì a pochi giorni sarebbero partiti, per l’estate avevano avuto alcune prenotazioni nella loro azienda per alcuni matrimoni ed anche un paio di negozi avevano ordinato le loro marmellate le i biscotti che “ Mamma Lina” preparava magnificamente, parte del ricavato era già destinato per aiutare le popolazioni in Brasile. Ogni cosa era davvero fonte di serenità e di fermento per le emozioni che li avrebbero attesi.

Lo spostamento dall’aeroporto all’albergo avvenne senza troppi scossoni, sia Alessio che Ariel erano stravolti per il lungo viaggio e una camera li attendeva, ci sarebbe voluta una bella doccia e poi direttamente una dormita, il fuso orario si faceva sentire e l’indomani mattina dovevano essere pronti per spostarsi nella zona interna al confine con la foresta, un viaggio non facile li attendeva ma non si sarebbero certo scoraggiati perché i loro intenti erano la forza motrice che li spingeva ad avventurarsi in zone impervie e in situazioni imprevedibili.

La notte fu agitata a causa delle zanzare e del caldo ma soprattutto Ariel il mattino dopo raccontò di un sogno, forse una visione dove entrambi erano stati catturati da persone che volevano impedire loro di aiutare le popolazioni, alcuni interessi economici avrebbero spinto  alcuni nativi a svendere le proprie origini e la foresta era in pericolo. Malgrado queste sensazioni forti di pericolo sia Ariel che Alessio decisero di non farsi suggestionare, in qualche modo, il loro intento era di aiutare, qualunque cosa fosse accaduta.

Al mattino il bagaglio fu pronto, anche una scorta di viveri venne sistemata nella jeep e soprattutto acqua e medicine che sarebbero potute servire per i bambini e per gli anziani.

Il viaggio si protrasse per tre lunghi giorni, le jeep puntavano a nord e la strada era molto sconnessa, a tratti ampie pianure assolate mostravano il luogo dove intere porzioni di foresta era stata deforestata e, incredibile, vi erano persino delle discariche di immondizia, uno spettacolo inaspettato, come era possibile la produzione di quella immondizia e di materiale ingombrante in una zona tanto povera?

Cosa stava accadendo? La guida disse che grossi camion la notte andavano a scaricare e che coprivano la targa, non si sapeva da dove provenissero e al mattino non vi era traccia, solo nuovi cumoli di immondizia e molti animali erano morti, altri si erano spostati. Ma chi era tanto incosciente da non tutelare questo polmone verde per il mondo intero?

Forse Alessio e Ariel avevano alti ideali ma non avevano fatto i conti con la cruda realtà che solo andando di persona presso quelle popolazioni avrebbero potuto costatare.

Chi era tanto cieco, per una manciata di soldi, da attentare la vita dell’intero pianeta?

Finalmente il viaggio ebbe fine e toccarono l’ambita meta, una sgranchita alle gambe, un sopralluogo ai posti che avevano solo visto sulla cartina e un po’ di tempo per acclimatarsi, ora molto lavoro li attendeva, soprattutto erano attesi da un’altra guida e da un facilitatore culturale che li avrebbe aiutati a comprendere usi e costumi dei nativi.

Era quasi l’ora del tramonto quando giunsero di fronte ad una grande capanna posta al centro di una serie di altre sette capanne che ospitavano altre famiglie e una piccola scuola, un dispensario e una foresteria.

Vennero accolti da un anziano che con un gesto e un’espressione gutturale fu felice di accoglierli, quando la guida disse chi erano il vecchio si aprì ad un ampio sorriso sdentato e offrì del latte di cocco in una tazza di legno.

Alessio e Ariel erano stralunati ma felici, con calma e attenzione, che mostrasse di essere in ascolto, fecero scaricare le medicine, i viveri e alcuni doni per la collettività, infatti erano stati avvisati che il capo tribù mai avrebbe accettato doni personali ma solo quanto potesse essere gradito e di uso comune  per tutti.

Un nugolo di bambini, sorridenti e timidi si avvicinarono e salutarono nella lingua dei visitatori i quali restarono stupiti, il vecchio saggio sorrise ed indicò il loro maestro della piccola scuola per fare capire che se i bambini sapevano quella lingua era per merito suo.

Dopo i primi momenti  di timidezza i bambini furono pronti a mostrare la loro grande curiosità per quei gradi pacchi che venivano scaricati dalle due jeep di supporto a quella che aveva accompagnato Alessio e Ariel. Venne mostrata ai nuovi ospiti la foresterie e i “ confort” che avrebbero avuto: un ventilatore molto vecchio ma funzionante e delle zanzariere avviluppate intorno ai loro letti.

Non era molto importante come era strutturata la loro temporanea dimora, era molto più importante, il mattino seguente, poter parlare di come organizzare un miglioramento alle risorse di quella popolazione perché “ imparassero a pescare”. Il mattino dopo era stato progettata anche una visita alla porzione di foresta che i nativi occupavano da millenni perché i nuovi visitatori prendessero confidenza con il territorio e soprattutto con il clima. Ci sarebbe stata una visita anche al fiume e al “ grande albero” che da sempre era stato il “ consigliere” del capo villaggio, un privilegio che non a tutti era concesso ma il vecchio saggio aveva percepito in Ariel la sua particolare sensibilità con le piante e mai gli era accaduto di trovare un occidentale così aperto alla natura vegetale, era allora importante che si potesse avere questo contatto, utile soprattutto a Ariel come “ messaggero” del mondo occidentale.

Una nuova notte trascorse ed ancora una volte fu agitata, questa volta non avevano alcuna responsabilità le zanzare ma Ariel percepiva quei luoghi come molto familiari, come se appartenesse a quel territorio e si fosse allontanato da tempo, come un ritorno a casa, ma non sapeva ben focalizzare quella sensazione, mai infatti era stato prima di allora in quei luoghi.

Il mattino seguente il capo tribù raccontò una storia che  riguardava una ragazza forse una leggenda che da alcuni anni si raccontava presso un villaggio vicino:

Una ragazza era stata rapita da un villaggio del quale non si conosceva il nome  da un “ uomo bianco” che l’aveva portata con sé strappandola alla sua gente, il fratello della ragazza, aveva promesso che l’avrebbe cercata per riportarla indietro, ma il tempo passava e non gli fu possibile trovarla  con grande dispiacere di tutto il  villaggio che la aveva vista crescere , il fratello morì e non si seppe più nulla della ragazza. Una storia che forse faceva capire come la presenza dell’uomo bianco avesse spesso invaso e saccheggiato tutto a quella povera gente del tutto inerme e pacifica che conoscenza erbe e piante per curare e non sapeva offendere o aggredire era del tutto impotente alla sete di potere che come un’ombra si stagliava sulle mire di chi voleva quei territori per tagliare alberi e per svendere i terreni per farne allevamenti di mucche.

Ariel a sentire quella storia si sentì turbato, era come se quella storia per una strana ragione lo riguardasse e provò una profonda compassione per quella ragazza, strappata dalla sua terra, dal villaggio, per andare a vivere chissà dove, se per ipotesi avesse dovuto vivere in Occidente, come si sarebbe adattata?

Davvero una tragedia ed una perdita di valori atavici scolpiti del cuore di quella gente che sarebbero stati inquinati da una corsa alle apparenze, al possesso e al vuoto di valori, in fondo per quanto quel villaggio potesse apparire piccolo, insignificante, povero di tutto, sia i bambini che gli adulti emanavano una forza vibrante, una luce d’amore che mai nella sua vita aveva incontrato, erano persona spontanee, pronte ad abbracciare, ad aiutarsi l’un l’altro e la collaborazione e la condivisione erano del tutto spontanei, non aveva infatti osservato alcun gesto di stizza o di competizione ma tutti erano come un gruppo affiatato che si prodigava al benessere di tutti. I bambini non appartenevano ad una sola famiglia ma spesso si mangiava tutti insieme e si esercitava una comune attenzione alla protezione della prole e alla costruzione di case o locali comuni. Alessio al sentire queste spiegazioni da parte del facilitatore rimase pensieroso per un attimo pensando a come nelle grande metropoli dell’Occidente accadesse l’esatto contrario, dove la competizione e la superficialità distruggono il dialogo sincero e la manifestazione dei sentimenti.

La sere di fronte al fuoco arrivò in fretta, tutto il giorno fu dedicato alla spiegazione di come Alessio e Ariel organizzassero il loro progetto e come le strutture permettessero l’uso di energia naturale, in particolare fu importante dare disposizioni, per quel tipo di terreno ad alcuni adulti del luogo su come costruire il mulino e  i canali dell’acqua condotta dal vicino fiume per evitare viaggio con i secchi e permettere una irrigazione automatica delle culture, venne anche dato inizio alla costruzione di un magazzino per conservare le sementi e vennero collocati due generatori di energia eolica vicino alla foresteria e vicino alla piccola scuola per poter usufruire di energia pulita.

Nelle prime ore del pomeriggio in programma era stata preparata la visita alla zona sacra dove solo in capo villaggio  e Ariel si sarebbero avvicinato al “ grande albero”, l’ispiratore delle visioni e il protettore del villaggio. Presso i nativi infatti, non solo la foresta era considerata sacra perché fonte di vita, con le piogge e le erbe mediche ma in particolare il saggio era in grado di percepire l’albero a capo della intera foresta che con la sua saggezza e presenza governava il regno vegetale, permetteva alle piante di rigenerarsi, di produrre i frutti seguendo le stagioni e di cadere nel grande sonno quando era finito il loro tempo di vita.

Lungo il cammino, circa otto kilomentri a piedi presso un altipiano, il capo villaggio aiutato dal facilitatore fece capire a Ariel come il grande albero fosse preoccupato per l’ecosistema e come molti fratelli siano stati abbattuti, che era necessario proteggere la foresta, il rispetto da parte dell’Uomo di ogni albero anche nei grandi centri urbani perché possa svolgere il proprio compito di fornire umidità ed ossigeno per la vita di tutto il pianeta. Ariel era stupito di come il vecchio saggio parlasse di inquinamento e centri urbani, cosa che non pensava potesse conoscere in quell’angolo remoto di mondo, allora si azzardò a chiedere come sapesse di inquinamento, di ossigeno e di cose lontane, il vecchio fece un largo sorriso e disse – me io non so nulla, mai ho visto qualcosa di lontano da questo luogo- è il Maestro albero che mi racconta tutto, lui ascolta il vento o gli uccelli migratori, io ascolto lui ed imparo davvero molte cose. Forse tu, caro ragazzo, non sai che siamo tutti interconnessi? Che ogni cosa è legata e si supporta a vicenda?

Ariel aveva in mente le parole del libro:

 

“In passato tutta la vita si fondava sugli alberi. I loro fiori ci abbellivano,i frutti ci sfamavano,le foglie e le fibre ci vestivano e ci davano riparo. Noi ci nascondevamo tra i rami per proteggerci dagli animali selvatici. Il legno ci scaldava, o utilizzavamo per fare i bastoni che ci sorreggevano nella vecchiaia e armi per difenderci. Eravamo molto legati agli alberi. Oggi,circondati da macchine sofisticate e computer  ad alte prestazioni nei nostri  uffici ultra moderni, è facile per noi dimenticare il legame con la natura.”

XIV Dalai Lama

Sorrise pensando che quel vecchio non aveva bisogno di leggere un libro ma davvero viveva quella dimensione e che gli alberi sono sempre stati una presenza importante nella vita umana ma che tutti si è diventati ciechi ed incapaci di capire.

Con passi lenti si avvicinarono ad un enorme albero, Ariel avvertì una potente energia, molto più pulita di quelle delle piante nella sua cooperativa, in realtà tutto il luogo emanava una forte energia di compassione e di bellezza, sembrava che tutta l’energia primordiale del mondo provenisse da quel luogo e pensò come fosse fortunato il capo villaggio ad avere quel privilegio di vivere quello spazio, sino a quando gli fosse consentito, gli venne in mente il suo brutto sogno e i pericoli che quella gente pacifica attraversavano per la sola ragione che essi vivono quel luogo da sempre.

Che senso avrebbe annullare ogni cosa per il potere o il denaro, inquinando o devastando senza ritegno, possibile non potesse esserci una soluzione?

Un fremere di foglie sembrava avere ascoltato i suoi pensieri, il capo villaggio disse al facilitatore che il Maestro albero era felice di incontrare Ariel e che finalmente era arrivato.

Finalmente? Era così atteso? Ma questa volta il Maestro albero parlò direttamente dentro di lui e anche il capo villaggio poté capire perché si trattava della lingua delle visioni, dove non si hanno parole e meccanismi mentali ma un sentire diretto.

La visione apparve, in un luogo del mondo era nato un bambino, un essere di luce, ricco di compassione che avrebbe avuto a cuore le sorti del pianeta, avrebbe aiutato la gente in difficoltà.

Il Maestro albero disse che la crisi, lo scossone era inevitabile per spezzare la vecchia guardia ed anche se molti fratelli alberi erano stati sacrificati, anche se la terra era avvelenata, questa non sarebbe stata la fine definitiva, che tutto  deve trovare la collaborazione di tutti, che non si devono sfruttare risorse inquinanti.

Ariel era scosso nel profondo, toccato, incapace di parlare ma aveva recepito a fondo il messaggio, aveva capito che la collaborazione, lo sforzo di tutti, la pulizia morale sarebbero state la “ culla “ per quel bambino, per quella era in arrivo della quale tutti noi siamo responsabili.

Quando Ariel ritornò al villaggio sembrava emanare luce, era vibrante e anche Alessio si accorse di questo, con un filo di voce, temendo di disturbare, chiese all’amico cosa fosse accaduto, ma non servì parlare, Ariel prese le mani di Alessio e la visione venne trasferita a lui.

Ebbero la certezza di avere scelto la strada giusta nella propria vita e di essere messaggeri di amore.

12.07.2010 © Poetyca


Ariel the messenger of the trees

In the past life was based on trees. Their flowers there
embellished, we fed the fruits, leaves and fibers we dress and we
gave shelter. We hid among the branches to protect us from
wildlife. The wood we warmed, or used to make
ci sticks holding up in old age and weapons to defend ourselves.
We were tied to trees. Today, surrounded by sophisticated machines
and high performance computers in our ultra modern offices, is
easy for us to forget the connection with nature. “

Dalai Lama

Ariel read this sentence before closing the book he had bought
a week before at a major library in the center. Hurry and
was to prepare for the evening at a friend’s party. Chose
the book carefully and be sure it had bought two copies,
one for himself and for his friend, if not entirely convinced
content would have had time to change, but it was believed
satisfied by the bed and it was not necessary to choose a different
free for the feast of science degree in political Alessio.

Of course with the book was well illustrated with a set of pens
fountain and a navigation system that evening would
given to Alexis. In fact it was scheduled for next summer a
travel together in Brazil and the two boys could not wait to go
in rural areas and meet the natives, in particular was
into their programs a week in the forest to study customs
of people and learn some arcane science in the West
were all too sweeten through some books that were
Long the best seller in the windows of the great library of the center but
that, in reality, nothing explained about some particular phenomena that
is that Ariel Alexis were presented in a completely
spontaneous.

What a couple of years seemed to be in the ability of two boys
was the particular contact with plants, I felt the aura and those
subtle energies were able to capture the health status of
plants that had pushed the two boys to perform many practices
bureaucracy in order to get hold of some farmland and
planting of rare species of plants and care for their growth
form entirely without the use of organic fertilizers or pesticides
chemical origin.

Everything was coordinated and implemented through a form of
instinct and deep listening and seemed to be the plants themselves ”
suggest “what was needed. Their little paradise had become
soon a place of harmony and serenity, where there were many
volunteers and laborers regularly registered offering assistance
to the more practical work.

Even a scientific committee had come from the United States to seek
to measure electric fields and power plant emissions,
it appeared that there was a sort of presence of “endorphins” and that
throughout the stand only a little over thirty minutes near
agricultural cooperative favored pleasant feelings to people, not only
everything was designed to not use power generators
pollution and to encourage every natural process, a phenomenon that would
studies led to alternative energy to be used together with the
wind. Everything worked using the wind, sun and a large mill
did move in the appropriate channels the water to irrigate plants
promoting a range of about ten days without the trouble of
Manually watering the plants.

This project was born of profound insights by two guys
that despite this dream, never ceased to study and follow
the practical sense of life. The final product consists of products
top quality fruit was sold and the proceeds
was designed to help people in remote and difficult.

The festival was organized on the patio and garden tables where some very
decorated with fresh flowers made them look good. Guests
arrived and the family atmosphere was serene and surround it
everyone feel at ease, some friends who had not believed
too in their project and had recently moved,
were among the guests that evening and of course the table was
laid with several vegetarian dishes, it was nothing
sacrificing of animals used, even in an area not far from
large stone house had been treated animals survived
abandoned by owners no respect and now roamed
happy over a wide area, was personal care of Ariel and Alexis
visit every day and many time was spent on pampering.

That night also the proud parents of Alexis were present,
moved from that place and the entrepreneurial skills of their son,
never thought it would, with great difficulty this time
means assured of being able to see their child as a future
intelligent and capable of safeguarding health and the environment, that their
sacrifice in support of the child, with parents of Ariel was
really worth it possible to make this project a reality
which to be proud of.

The two boys were really good people and their activity was
at first hampered by people who did not understand the scale but now
finally had all it takes to make their choice
“back to earth” one of the best examples for those who now
tired of competitions, poisons and recessions, with the race
power were stressed and worn out, especially losing identity because
masks that society wants to wear on those who “enters
race.

But recently the level of culture medium, incompetence and
corruption in different sectors had other disgruntled citizens and
unable to even a small initiative. It was really great
satisfaction to see children engaged socially capable of
rely on intuition to respect nature, qualities that
appeared to be dormant for a long time.

The evening was very pleasant and Alessio received many gifts,
Arie particular book was a welcome gift for him, he heard
about Dharma and compassion, which she found a path
natural in him, but they were also an altar boy Ariel compassionate
able to be deeply attentive to the feelings, he really was a
great friend, a childhood friend who had always yielded to
compassion and never had fueled opposition or attachment.

Have discussed with him the adventure between plants and animals with the
order to give the disadvantaged a particular contribution,
especially for the fair trade market was in its view, the choice
best we could do and to visit personally those
distant places, have the opportunity to embrace the children and make
part of their lives for a few days was the best thing that could
happen to them, in particular-The specimen holding
farm at those people for them avoid additional cost
so that a natural economy could ease the burden of costs and
would make them independent. At that moment he remembered those who had
said “If you help someone to eat the fish but not to teach
to fish, that was their intent because some farms do not
were oppressed by the big lobby and should not be buying
transgenic seeds and sterile, this was a madness for poor countries
their contribution would be allowed to offer as a “bank
seed “only products of excellent quality and favorable price, where
there would be no need to buy again because the
offered was not productive and sterile.

After some months, everything was ready for the trip to Brazil, both
documents that the load of seed and storage, this would be a
the most important moments in their lives and also on their website
was announced as a few days would leave for
Summer had some reservations in their company for some
weddings and a couple of stores had ordered their jams
the cookies that “Mamma Lina” magnificently prepared, the
proceeds was intended to help people in Brazil. Every
What was really a source of serenity and emotional turmoil for them
would have expected.

Moving from the airport to happen without too many shocks,
is that Ariel Alexis were twisted along for the ride and a room
waiting for them, it would take a shower and then a direct
sleep, time zone and the next morning was felt had
be ready to move to the area inside the edge of the forest,
a challenging journey awaited them but you would certainly have discouraged
because their intent was the driving force that pushes them to
venturing into inaccessible areas and in unpredictable situations.

The night was restless because of the mosquitoes and heat but also
Ariel the next morning told of a dream, perhaps a vision where
both were caught by people who wanted to prevent them
assist populations, economic interests have led some
some natives to sell off their roots and the forest was in danger.
Despite these strong feelings of danger that is Ariel Alexis
decided not to influence in some way, their intent was
to help, whatever happened.

In the morning the bag was ready, even a supply of food was
placed in the jeep and especially water and medicine that could have
serve children and the elderly.

The journey lasted for three long days, the jeep and pointed to the north
the road was very bumpy at times showed large sunny plains
the place where portions of the forest was deforested and
unbelievable, there were even the garbage dumps, a
show unexpected, as it was possible to produce the
garbage and bulky material in an area so poor?

What was happening? The guide said that big trucks on the night were
download and covering the plate, no one knew where they came from
In the morning there was no evidence, only new mounds of dirt and many
animals were killed, others were moved. But who was so
irresponsible not to protect this green lung for the whole world?

Perhaps Alexis and Ariel had high ideals but had not reckoned
with the harsh reality that only by going in person to those people
could ascertain.

Who was so blind, for a handful of money, by undermining the life
the entire planet?

Finally the journey ended and touched the coveted goal, a limbered
legs, a visit to the places they had only seen on the map
and a little ‘time to acclimatise, now a lot of work waiting for them,
especially were expected to be another guide and a facilitator cultural
that would help them understand and customs of the natives.

It was almost sunset when they came across a large
hut in the center of a series of seven huts
other families and housed a small school, a dispensary and a
guesthouse.

They were greeted by an elderly man who with a gesture and expression guttural
were happy to welcome them, when the guide said those were the old man
opened a wide toothless smile and offered the coconut milk in a cup
wood.

Alexis and Ariel were dazed but happy, calmly and carefully, which
showed to be listening, they download the medicines, food and
some gifts to the community, it had been advised that the Chief
tribes have never accepted personal gifts but what could be
acceptable and common for all.

A swarm of children, smiling and shy approached and greeted
in the language of the visitors who were amazed, the wise old man
smiled and pointed to the small school for their teacher to understand
that if children knew that language was because of him.

After the first moments of shyness, the children were ready to show
their curiosity for those packages that were downloaded by degrees
two jeeps of support that had accompanied Alexis and Ariel.
Was shown to the guests the new guesthouses and “comfort” that would
had: a very old but working fan and mosquito nets
wrapped around their beds.

It was not very important as it was structured their temporary residence,
was much more important the next morning to talk about how
better organize the resources of that population because ”
learn to fish. ” The next morning was also designed
visit to the portion of forest that occupied the natives for millennia
that new visitors become familiar with the area and
especially with the climate. There was a visit to river and
“Big tree” that had always been the “Board” of Chapter
village, not a privilege that was granted to all but the old
essay had received in Ariel with his particular sensitivity
plants and never had happened to find a way open to Western
vegetable nature, was so important that we could have this
contact, especially useful to Ariel as a “messenger” of the world
West.

A new night passed and once again was upset this time
had no responsibility but the mosquitoes Ariel those perceived
places such as very familiar, as if it belonged to that territory and
was removed by time, like a homecoming, but did not know well
focus on that feeling, it never was before then
those places.

The next morning the tribal chief told a story about a
girl perhaps a legend that some years it was said at a
Village near

A girl was kidnapped from a village which was not known
the name of a “white man” who had brought with him tearing
his people, the girl’s brother, had promised that he would
sought to bring her back, but time passed and he was not
You can find it with great regret of the whole village that the
He had seen her grow, the brother died and no one knew anything about
girl. A story that was perhaps understand how the human presence
White had often invaded and plundered all that poor people
completely unarmed and peaceful knowledge that herbs and plants to treat and not
could offend or attack was totally helpless to the thirst for power
that as a shadow loomed over ambitions of those who wanted these territories
to cut trees and sell off land to make farms
cows.

Ariel felt shocked to hear that story, it was as if the story
for some strange reason it felt a deep concern and compassion
for that girl, torn from their land, from the village to go
to live somewhere, if assumptions were to live in the West
adapted as he would?

Truly a tragedy and a loss of ancestral values carved heart
of those people that were polluted by a race
appearance to the possession and lack of values, in the end as that
village might appear small, insignificant, poor in everything, whether
children and adults gave off a vibrant force, a light of love
that never in his life he had met were spontaneous person, ready
to embrace, to help each other and collaboration and
sharing were completely spontaneous, but they had not observed any
gesture of anger or competition but all were a close group
who lavished the welfare of all. Children do not belong to
but one family often ate together and practiced a
Joint attention to the protection of children and building homes
or local municipalities. Alessio to hear these explanations from the
facilitator remained thoughtful for a moment thinking about how great the
metropolis of the West the opposite happen, where
competition and destroy the superficiality and sincere dialogue
expression of feelings.

The evening before the fire arrived quickly throughout the day was dedicated
explanation as to how Alexis and Ariel organize their project
and how the structures would allow the use of natural energy in
was particularly important to give instructions for that type of land to
some adult site how to build the mill and channels
conduct water from the nearby river to avoid traveling with the buckets and
allow an automatic irrigation of cultures, was also given
starting the construction of a warehouse to store seeds and
were placed two wind generators near the guesthouse
and near the small school to take advantage of clean energy.

In the early hours of the afternoon program was prepared to visit
the sacred zone where only the village chief and Ariel would
approached the “big tree”, the inspiration of the visions and
protecting the village. In fact, the natives, not only the forest
was considered sacred because the source of life, with the rains and herbs
medical, but especially the paper was able to perceive the tree
head of the entire forest with his wisdom and presence governed the
plant kingdom, allows plants to regenerate to produce the
fruits according to season and fall asleep when he was in great
over their lifetimes.

Along the way, about eight kilometers away on foot at a plateau, the
village head helped by the facilitator made it clear to Ariel as
large tree was concerned about the ecosystem and how many brothers
been killed, it was necessary to protect the forest,
Man of compliance by each tree even in large urban centers
it can do its task of providing moisture and oxygen
for the life of the planet. Ariel was amazed at how the old
essay talking about pollution and urban centers, which is not thought
could meet in that corner of the remote world, then ventured to
ask how he knew of pollution, oxygen and distant objects, the
old smiled broadly and said – I do not know anything about me, I have never seen
something away from this place-is the master tree that tells me
all, he hears the wind or migrating birds, I listen to him and
really learned a lot. Perhaps you, dear boy, you do not know that we
all interconnected? That everything is connected and support each other?

Ariel had in mind the words of the book:

“In the past life was based on trees. Their flowers there
embellished, we fed the fruits, leaves and fibers we dress and we
gave shelter. We hid among the branches to protect us from
wildlife. The wood we warmed, or used to make
sticks to sustain us in old age and weapons to defend ourselves.
We were tied to trees. Today, surrounded by sophisticated machines
and high performance computers in our ultra modern offices, is
easy for us to forget the connection with nature. “

Dalai Lama

He smiled thinking about that old did not need to read a book
but that size really lived and that the trees were always
an important presence in human life but all is now
blind and unable to understand.

With slow steps came to a huge tree, Ariel felt a
powerful energy, much cleaner than plants in its
Cooperative, in fact all over the place gave off a strong energy
compassion and beauty, it seemed that all the energy of the primordial
world came from that place and thought how lucky was the head
village to have the privilege of living space that, until
he had allowed, he remembered his nightmare and dangers
that people peacefully through for the sole reason that they
live in that place forever.

What sense would cancel everything for power or money,
polluting or destroying without restraint, there could be a possible
solution?

A shudder of leaves seemed to have heard his thoughts, his head
village told the facilitator that the tree was happy to Master
meet Ariel and who had finally arrived.

Finally? It was so long awaited? But this time the tree spoke to Master
directly into him and even the village chief could understand why
it was the language of vision, where there are no words
mental mechanisms, but a direct feel.

The vision appeared in a place the world was born a child, be
light, full of compassion that would care about the fate of
planet, would help people in distress.

Master tree said that the crisis, the shock was inevitable
break the old guard, and although many trees were brothers
sacrificed, even if the land was poisoned, it was not
the definitive end that everything must be cooperation of all
that we should not exploit resources pollutants.

Ariel was deeply shocked, touched, unable to speak but had
transposed to end the message, he realized that collaboration, the
efforts of all, the moral cleanliness were the “cradle” for that
child, for that was on the way which we are all
responsible.

When Ariel returned to the village seemed to emanate light, it was vibrant and
Alessio also noticed that, with a whisper, fearing
disturbed, asked his friend what had happened, but it was talking
Ariel took her hands and the vision of Alexei was transferred to him.

They had the certainty of having chosen the right path in life and
to be messengers of love.

 

12.07.2010 © Poetyca

 

Cigno nero


Cigno nero
Girasole era stanca di volare,lei, giovane cigno nero, era sempre stata considerata diversa dagli altri cigni: bianchi, fieri, altezzosi e incapaci di credere alla possibilità di conoscere verità superiori. Si era trovata quasi per caso in quello stagno e il ricordo più lontano risaliva a quando piccolissima e debole era riuscita a nascondersi tra le fronde di un cespuglio,lontano dai pericoli ed una superba mamma di altri piccoli cigni come lei, le indicò lo stagno come luogo tranquillo. Condivideva con tutti gli altri l’ora del bagno e il cibo ed in fondo erano gentili , ma era evidente che lei, cigno nero dovesse avere una diversa provenienza , così come diverso era il mondo che sentiva dentro. Non era per quello stagno, quel limite nel quale gli altri , i cigni bianchi, sembrava si sentissero a loro agio. In fondo per loro la vita era tutta racchiusa nelle abitudini: il cibo,il bagno,e la stagione degli amori, anche quest’ultima la rendeva triste, nessun cigno bianco infatti cercava le sue attenzioni. Era in volo dal giorno precedente, sola e senza nessuno che in fondo si preoccupasse della sua assenza, era stato più forte di lei, sentiva infatti che la grande saggia : la nonna di tutti i cigni bianchi che viveva nel parco da anni, si sbagliava quando diceva che loro non erano migratori e che la vita migliore era quella che conducevano nel parco. Girasole lo sentiva dentro che non era così e che se lei era diversa ci sarebbe stata una ragione, intendeva scoprirla piuttosto che fermarsi in quel luogo senza dar vita a quello che sentiva essere vero, i cigni bianchi comunque erano felici con quello che avevano e non cercavano altro, ma non era per lei quel vivere. Ora era stanca e doveva cercare un giaciglio e un pò di cibo prima che giungesse la notte, dall’alto vide un campo e una casa, forse lì poteva riposare, scese e si nascose all’interno di un cespuglio che sembrava adatto al suo riposo. mangiò alcune foglie prima di scivolare in un sonno profondo. Fece un sogno : Un grande cigno nero volava in testa ad uno stormo e l’accoglieva nel gruppo dicendo : “Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…la rotta non è dimenticata e non è mai tardi.” Era un bel sogno, non la faceva sentire sola ma con la sicurezza di trovare altri cigni neri come lei. Al risveglio fu felice ed il pensiero che per la prima volta avesse sognato dei suoi simili la colmò di gioia malgrado la stanchezza e le titubanze per quel suo viaggio, chissà, forse la meta era vicina e comunque qualcosa le faceva comprendere che per lei tutto presto sarebbe cambiato, poteva ora ascoltare l’istinto che si svegliava come un orologio biologico pronto a compiere il proprio dovere,non solo, sentiva infatti che qualcuno l’avrebbe accolta,qualcuno non diverso da lei e quindi capace di comprenderla. Quel sogno le mise una nuova carica. Si guardò intorno e si mise all’ascolto dei suoni dell’ambiente, ad un tratto senti un gracidare sommesso, a poca distanza doveva esserci uno stagno, attraversò la breve distanza a passi misurati ponendo attenzione ad eventuali pericoli, era da tempo abituata a badare a se stessa ma quello era un territorio sconosciuto, la prudenza era necessaria.Lo vide: piccolo e verde con un fare vivace che metteva allegria : ” Ciao, arrivata oggi? Che carina che sei, ma ti sei persa? Non ti sei accorta dei tuoi compagni partiti due giorni fa? Dormivi? A fare tutte quelle domande era Greg : un ranocchio gonfio e verde con due occhietti vispi che fece sorridere Girasole.Lei raccontò di essere lì dalla sera precedente e chiese di che colore fossero i cigni che Greg aveva considerato suoi compagni.” Oh bella! ma come te! Perché di che colore sono i cigni dalle tue parti?” Lei sorrise ancora, era evidente che lui non conoscesse i cigni bianchi, rimase infatti stupito nell’apprenderne l’esistenza , un ranocchio sempre vissuto in quello stagno non poteva immaginare diversi pezzettini di mondo a lui sconosciuti. Dunque altri cigni neri erano in volo , chissà,forse anche loro verso ” casa” come aveva compreso attraverso il suo sogno, ancora più forte sentì l’emozione dominarla insieme alla necessità di ascoltare il cuore che le avrebbe mostrato in che direzione volare. Restò poco presso quello stagno e dopo aver ringraziato ( quel ranocchio era stato molto prezioso) e salutato calorosamente si mise in ascolto del vento e dei fremiti del suo cuore, presto sarebbe tornata a casa. Seguendo il cammino del sole giunse presso la riva di un lago, avrebbe dormito lì , era infatti molto stanca dopo ore d’interminabile volo, si accoccolò tra canne di bambù, mangiò un pò e si addormentò. Era l’alba quando aprì gli occhi, il chiarore l’avvolse ,un nuovo giorno era pronto ad accoglierla con le braccia protese verso di lei, nuotò nel lago a lungo poi…si mise a correre sul pelo d’acqua e finalmente si staccò da esso…Lì in alto uno stormo messo in formazione a ” V ” era pronto per il viaggio, lei si avvicinò ad un giovane cigno che con occhi languidi le disse ” Ti aspettavo, è ora di tornare a casa “. Ecco il suo sogno che si realizzava, sapeva ora che quello in cui aveva creduto era possibile : Davanti allo stormo, a guidarlo per il viaggio riconobbe il grande cigno nero che le sorrise e dentro di sé risuonarono le stesse parole ” Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…La rotta non è dimenticata e non è mai tardi” Ecco ora era pronta per il viaggio, stava tornando a casa, sorrise al giovane cigno e rispose ” Sono pronta”
®Poetyca

Black Swan
Sunflower was tired of flying, her young black swan, had always been considered different from other swans: white, proud, haughty and unable to believe in the possibility of knowing truth superiors. It was found by chance in that pond and the earliest memory dates back to when small and weak she could hide among the branches of a bush, away from the dangers and superb mom of other small swans as she pointed to the pond as quiet place. Shared with all other bath time and the food and in the end they were friendly, but it was obvious that she, black swan should have a different origin, as well as different was the world he felt inside. It was not for that pond, the limit to which the other, the white swans, seemed to feel at ease. Basically for their life was encapsulated in the habits: the food, the bathroom, and the season of love, it also made her sad, no white swan in fact sought his attentions. Was flying from the previous day, alone and with no one at the bottom he cared for his absence, he was stronger than she, in fact, felt that the great wise: the grandmother of all the white swans that lived in the park for years, he was wrong when he said that they were not migratory, and that life was better that they led in the park. Sunflower he felt inside was not as if she was different and that there would be a reason, intended to discover it rather than stopping in that place without giving life to what he felt to be true, however, the white swans were happy with what they had and not tried another, but that was not for her to live. Now she was tired and had to look for a bed and some food the night before he came, he saw from a field and a house, maybe there could rest, got out and hid in a bush that seemed suitable to his rest . ate some leaves before slipping into a deep sleep. Had a dream: A big black swan flew overhead to a flock and welcomed the group saying, “Listen to the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … the route is not forgotten and is never late. ” It was a beautiful dream, not made her feel alone but with the certainty of finding other swans blacks like her. Upon awakening was happy and thought that for the first time he had dreamed of his fellows filled her with joy despite fatigue and hesitation for his trip, who knows, maybe the goal was near and still something made her realize that for her all soon would change, could now hear the instinct that woke as a biological clock ready to do their duty, not only, in fact, felt that someone would welcome, someone different from you and therefore able to understand it. That dream put a new charge. He looked around and started listening to the sounds of the environment, all of a sudden you hear a faint croak, not far there had to be a pond, crossed the short distance measured with attention to possible dangers, had long been accustomed to look after in itself, but it was unknown territory, prudence was necessaria.Lo saw: small and green with a lively do that put joy: “Hello, arrived today? What you’re cute, but you missed? Have not you noticed the your classmates started two days ago? You were asleep? To do all those questions was Greg: a frog swollen and green with two lively eyes that made him smile Girasole.Lei told to be there the night before and asked what color they were swans that Greg had considered his companions. ” Oh beautiful! but like you! Because of that color are the swans in your part? “She smiled again, it was obvious that he did not know the white swans, was in fact amazed nell’apprenderne existence, a frog always lived in that pond could not imagine different pieces of world unknown to him. So other swans blacks were in the air, who knows, maybe even their “home” as understood through his dream, he felt even stronger emotions dominate and the need to listen to the heart that would have shown that direction to fly. He stayed at the little pond and thanked (the frog had been very valuable) and greeted warmly he listened wind and tremors of his heart, would be home soon. Following the path of the sun arrived at the shore of a lake, he would sleep there, it was in fact very tired after hours of endless flight, snuggled between bamboo poles, ate a little and fell asleep. It was dawn when he opened his eyes, the light enveloped her, a new day was ready to welcome her with his arms outstretched toward her, swam in the lake for a long time … then began to run on the surface of the water and finally broke away from it … There, at the top a flock put in training “V” was ready for the journey, she approached a young swan with languid eyes said “I expected you, it’s time to go home.” Here is his dream come true, now that he knew what he had believed was possible: In front of the flock, to guide him for the trip recognized the big black swan who smiled and within himself echoed the same words “Listen to the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … The route is not forgotten and is never late “Here now was ready for the trip, was returning home, he smiled at the young swan and replied” I’m ready “

 
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