Archivio tag | Favole di Poetyca

Viola


Viola

Seduta sul bordo del suo lettino Viola attendeva che la mamma arrivasse, anche questa volta aveva fatto un brutto sogno e dopo aver sudato tanto, compreso che si trattava solo un sogno, aveva chiamato la mamma perché l’abbracciasse e le raccontasse una delle sue bellissime storie.

Non era facile per Viola di soli cinque anni capire come mai non tutti erano capaci di fare cose che lei faceva spontaneamente e non aveva intenzione di dare preoccupazione alle persone , solo che non capiva cosa era possibile manifestare e cosa era meglio trattenere o fare solo quando nessuno guardava, come accaduto la mattina prima, quando in giardino aveva visto una farfalla battere inesorabilmente e con grande fatica le ali, era davvero un grande sforzo per lei volare di nuovo.

Viola  indicò  quella povera farfalla al nonno e la bambina disse  che voleva aiutala a volare, il nonno spiegò che aveva volato tanto ma ora era il tempo di un lungo sonno, che per tutti arriva la fatica e quel sonno, che ci sono cose che accadono e che non si può reagire, lei non avrebbe potuto fare nulla!

Eppure Viola sentiva quel solletico sulla punta delle dita, sentiva quel calore e vedeva intorno alla farfalla un alone colorato che stava per spegnersi, perché non offrire un poco dei suoi colori alla farfalla? In fondo aveva dato gioia al cielo e ai fiori!

Viola disse al nonno di non preoccuparsi, ci avrebbe pensato lei! Il nonno sorrise per il candore e la convinzione di quella bimbetta, così simile nell’esprimere i sogni che la sua mamma faceva da piccola, lei che inventava fiabe ed era solitaria, seria e attenta a tutto. Quanta fatica per aiutarla a cambiare perché i sogni non servono a nulla nella vita e si deve essere concreti.

Viola si avvicinò alla farfalla, la prese delicatamente e la adagiò sul palmo della mano sinistra mente con la mano destra compiva degli strani movimenti circolari intorno alle ali della farfalla, il nonno guardava stupito e scettico, preoccupato della imminente delusione che la piccola Viola avrebbe avuto a breve.

Restava in silenzio, pronto a cercare parole adatte, ad accogliere le lacrime della bambina. Trascorsero pochi attimi e  come una piccola nuvola azzurrina apparve avvolgendo la farfalla, il nonno credeva di avere delle allucinazioni perché immediatamente dopo la farfalla iniziò a muovere le ali e a volare intorno alla bambina disegnando alcuni ghirigori festanti.

Come era possibile? Si trattava di una particolare coincidenza?

Eppure solo pochi minuti prima quella farfalla era disidratata e morta, certamente non era così colorata e viva come adesso!

La bimba aveva un’aria soddisfatta e a guardare il viso serio e stupito del nonno  si rese conto che forse aveva fatto qualcosa di sbagliato, almeno per il nonno e chiese: – Nonno sono stata cattiva? Perché i tuoi occhi mi stanno rimproverando?

Cosa ho fatto di sbagliato?

Il nonno non sapeva cosa rispondere, quello allora era un prodigio se la bambina era consapevole di avere fatto qualcosa per cambiare la realtà della farfalla, l’unica cosa che riuscì a chiedere fu: – Ma dove hai imparato? Sei così piccina, come hai fatto?

La bimba sgranò gli occhi :

–          Perché nonno tu non lo sai fare?

–         No piccola mia io non sono capace, nessuno mi ha insegnato o forse ..non ho mai provato perché non credevo possibile una cosa del genere. Comunque piccola mia forse è meglio non dire questo alla mamma, potrebbe preoccuparsi e se proprio devi fare queste cose, stai molto attenta che non ti veda nessuno!

Viola percepì ancora una volta come il nonno fosse turbato e che lei ne era la causa, allora disse al nonno di rilassarsi e di non essere preoccupato perché lei avrebbe fatto attenzione, non lo avrebbe detto neppure a Francy la sua migliore amica.

Il sogno era stato davvero spaventoso, una grossa nube scura si stava spostando e con dei vortici che sembravano tentacoli cercava di penetrare nelle case, nei boschi e dove arrivava sotto forma di nebbia cambiava l’aspetto delle cose; alberi e rocce, fiumi e mari, tutto sembrava perdere vita, come un contenitore vuoto, senza più energia, la gente sembrava non avere volontà ed agiva senza riflettere.

Nel suo sogno le farfalle, gli uccelli, i pesci e le voci di altri bambini come lei, così sensibili e speciali sembrava la chiamassero per portare aiuto e per riportare energie colorate a quel disastro.

Quel sogno appariva così vero! Infine la farfalla che la mattina prima l’aveva ringraziata con la danza del cuore le appariva e le diceva che per gratitudine le avrebbe presentato la fatina del giardino e che con lei avrebbe potuto aiutare piante e d insetti, animali ed esseri umani, ma non sarebbe stata sola, altre fatine avevano l’incarico di parlare con altri bambini e si sarebbero tutti incontrati, che una missione la stava attendendo.

Viola si svegliò perché quella brutta visione della nube la faceva sentire come senza fiato, come avrebbe potuto aiutare tutti lei che era tanto piccola?

Poi ricordò come il nonno fosse preoccupato e cercò la mamma per capire cosa stesse accadendo.

La mamma arrivò, semi addormentata ma calma, chiese cosa fosse accaduto e cosa la bambina avesse sognato di tanto brutto.

Ascoltò attenta, sebbene la bambina non sapesse come fare per dire che nel sogno era stata richiesta per aiutare , ma che il nonno che aveva assistito al volo della farfalla era preoccupato.

Viola disse che era stato un sogno brutto, che era presente una brutta nuvola che si sentiva soffocare per questo ma che alcune cose erano difficili da capire per la mamma come lo erano per il nonno, che forse qualcosa di sbagliato era nelle sue mani.

La mamma accarezzò la fronte della bambina e le stampò un bacio, seduta sul letto, con la manina stretta alla sua, le disse di non temere, che la mamma non aveva mai pensato che lei potesse essere sbagliata, che anzi, da quando lei era nel pancione e la mamma sentiva i suoi calcetti sapeva come quella fosse stata una bimba speciale che sognava spesso e come alla nascita la piccola Viola fosse esattamente come nel sogno, persino il piccolo neo a forma di cuore sul pancino!

Le disse che anche lei quando era una bambina per molte persone poteva apparire strana, ricca di fantasia, solitaria e che solo se immersa nella natura si sentiva bene.

Solo che aveva dovuto mettere da parte ogni sogno, ogni fiaba per essere come altri volevano e solo ora, con la piccola Viola poteva raccontare le sue favole e le sue sensazioni che altri non avrebbero compreso. Dunque di non temere perché la mamma sapeva quanto lei fosse speciale.

La bimba allora, ritrovata fiducia le disse della farfalla e la mamma sorrise, le disse del sogno e di come dovesse l’indomani andare in giardino a ricercare la farfalla e come questa le avrebbe fatto conoscere la fatina del giardino.

La mamma sorrise ancora, sembrava le credesse e la bimba si rilassò, chiedendo un bicchiere d’acqua e una favola nuova.

La mamma andò in cucina e prese l’acqua con sé e lì per lì inventò una favola che parlava dei sogni dei bambini, di come ogni sogno ricco di bellezza, di purezza e di amore fosse energia colorata che salva il mondo, che tante cose invece sono capaci di inaridire la vita, soprattutto non saper sognare o avere paura di farlo,di come tante cose possano invece contaminare e distruggere la bellezza e la Natura, perché si perde il rispetto e si è sordi alla voce del cuore.

La bimba comprese come la mamma le stesse indicando di credere in se stessa, di non farsi influenzare delle cose che spesso i grandi dicono perché hanno perso quella fiducia e camminano su una strada che ha perso colori.

Il mattino dopo Viola e la sua mamma andarono in giardino insieme, mano nella mano, sorridenti e piene di speranze.

Improvvisamente apparve la farfalla, ma a guardarla meglio era una fatina minuscola che emanava grazia e colori, ovunque battesse le sue piccole ali folate di polvere di stelle sprizzavano allegramente e con la sua piccola bacchetta magica fece dei ghirigori e disse con una vocina dolcissima a Viola che lei non doveva mai smettere di manifestare quelle sue doti speciali, che l’intero mondo ne aveva bisogno e se persone tristi e scettiche preferivano restare cieche, lei e altri bambini che presto avrebbe conosciuto non devono fermarsi ma portare avanti l’Opera dalle Bellezza e del Cuore Puro, per salvare la terra da quella nube velenosa che lei aveva sognato.

L’appuntamento era nel parco, un centinaio di bambini venuti da ogni parte del mondo avevano fatto dei sogni di vita, di speranza e di bellezza ed ora, con i genitori che attraverso di loro avevano capito come si stessero dimenticando il valore profondo delle  cose, finalmente si sarebbero incontrati.

Quanta emozione e quanti abbracci! Finalmente si poteva regalare luce e colori alla Natura morente per fermare le nubi tossiche della violenza e del rancore per portare pace e compassione nel Mondo.

Viola era felice, raggiante e vibrava alla medesima frequenza di quei bambini.

Tutto stava per iniziare.

© Poetyca

Violet

Sitting on the edge of his bed Viola waited for her mother arrived, this time he had a bad dream, and after sweating so much, including that it was only a dream, because her mother had called the hug and tell her one of her beautiful histories.

It was not easy for Viola just five years to understand why not everyone was able to do things that she did voluntarily and was not going to give concern to people, just do not understand what was possible to demonstrate and to retain what was best or only when doing no one was looking, as happened in the morning before, in the garden when he saw a butterfly beating relentlessly and with great difficulty the wings, was really a great effort for her to fly again.

Purple Butterfly indicated that poor girl and her grandfather said he wanted to help her fly, explained that his grandfather had flown a lot but now it was time for a long sleep, that for all the hard work and get that sleep, that there are things that happen and that we can not respond, she could not do anything!

Yet Viola felt that tickled my fingertips, feeling the heat and saw the glow around the butterfly that was about to go out, why not offer a little of its color to the butterfly? In the end he gave joy to the sky and the flowers!

Viola told his grandfather not to worry, she would have done! The grandfather smiled for the candor and conviction of that little girl, so like to express the dreams that his mother was a child, she was lonely and invented tales, serious and attentive to everything. How much effort to help change that dreams serve no purpose in life and you must be concrete.

Viola went to the butterfly, took it gently and laid him on the left palm with his right hand He made the mind of strange circular motions around the wings of the butterfly, the grandfather looked surprised and skeptical, worried about the impending disappointment that little Violet would short.

He remained silent, ready to seek appropriate words, to accept the tears of a child. They spent a few moments and appeared as a small blue cloud enveloping the butterfly, the grandfather thought he had hallucinations because immediately after the butterfly began to move his wings and fly around the little girl drawing a few squiggles revelers.

How was this possible? This was a particular coincidence?

Yet only a few minutes before that butterfly was dehydrated and died, it certainly was not so colorful and lively as now!

The girl looked pleased and surprised look on his face serious and grandfather realized that perhaps he had done something wrong, at least for my grandfather and asked: – I was Grandpa bad? Because your eyes are blaming me?

What did I do wrong?

The grandfather did not know what to answer, what was then a miracle if the child was conscious of having done something to change the reality of the butterfly, the only thing I could ask was: – But where did you learn? You’re so tiny, like you did?

The girl’s eyes widened:

– Why do not you know my grandfather do?

– No, my baby I’m not able, or perhaps no one has taught me .. I never tried because I did not believe such a thing possible. However, my baby I probably should not say this to my mother, and may worry if you must do these things, be very careful that you do not see anyone!

Viola felt once more like his grandfather was upset and she was the cause, then told his grandfather to relax and not be worried because you have been paying attention, he would not even told her best friend to Francy.

The dream was really scary, a big dark cloud was moving with the vortices that appeared tentacles trying to break into houses, forests, and where he came in the form of fog changed the look of things, trees and rocks, rivers and seas , everything seemed to lose life, like an empty shell, without energy, people seemed to have no will and acted without thinking.

In his dream, butterflies, birds, fish, and the voices of other children like her, so sensitive and special seemed to call her in to help restore energy and color of this disaster.

That dream seemed so real! Finally, the butterfly in the morning before he had thanked her with the dance of the heart appeared to her and told her she would submit to the gratitude of the fairy garden and that she could help with plants and insects, animals and humans, but not been alone, other fairies were assigned to talk to other children and they would all be met, which was waiting at a mission.

Violet woke up that ugly vision of the cloud because it made her feel as breathless as she could to help everyone who was so small?

Then he remembered how his grandfather was worried about his mother and tried to understand what was happening.

The mother arrived, half asleep, but calm, asked what had happened and what the girl had dreamed of as ugly.

He listened attentively, although the girl did not know how to say that the dream had been asked to help, but the grandfather who had witnessed the flight of the butterfly was worried.

Viola said he had been a bad dream, that there was a nasty cloud that was being choked for this but some things that were difficult to understand for the mother as they were for his grandfather, that maybe something was wrong in his hands.

The mother stroked the child’s forehead and planted a kiss sitting on the bed, with her hand close to her, told her not to worry, that my mother had never thought she could be wrong, that indeed, since she was in the belly and the mother felt her kicks knew how this had been a special little girl who dreamed about the birth and how often the little Violet was just like in the dream, even the small heart-shaped mole on his tummy!

He told her that when she was a girl might seem strange to many people, full of fantasy, solitary and immersed in nature only if it felt good.

Only he had to put aside every dream, every fairy tale to be like others wanted and only now, with little Violet could tell his stories and feelings that others would not understand. So not to worry because my mother knew what she was special.

The girl then told her newfound confidence of the butterfly and the mother smiled, told her the dream and how he had to go the next day to search for the butterfly garden and how it would have made known to the fairy garden.

The mother smiled again, and seemed to believe the child is relaxed, asking for a glass of water and a new story.

The mother went into the kitchen and took the water with them and there and then concocted a story that spoke of the dreams of children, like every dream world of beauty, purity and love were colored energy that saves the world, that so many things Instead they are capable of drying up the life, especially not to dream or be afraid to do so, instead of how many things can contaminate and destroy the beauty and nature, because you lose the respect and they are deaf to the voice of the heart.

Including the child as her mother was indicating to believe in herself, not to be influenced of the great things that often say they have lost that trust and walk on a road that has lost color.

The next morning, Violet and her mom went into the garden together, hand in hand, smiling and full of hope.

Suddenly, there was the butterfly, but a closer look was a tiny fairy who exuded grace and color, its tiny wings beat anywhere gusts of dust and stars flashed brightly with her little magic wand made of doodles and said with a sweet little voice in Purple that she must never stop manifesting those special skills, that the whole world needed it and if people preferred to remain sad and skeptical blind, she and other children who would soon have known not to stop but to continue the Work by Beauty and Pure Heart, to save the earth from the poisonous cloud that she had dreamed.

The appointment was in the park, hundreds of children come from all over the world had had dreams of life, hope and beauty and now, with parents who had got through them as they were forgetting the profound value of things at last they met.

How much excitement and many hugs! Finally you could give the dying light and color to nature to stop toxic clouds of violence and hatred to bring peace and compassion in the world.

Viola was happy, radiant and vibrated at the same frequency of those children.

Everything was about to begin.

© Poetyca

Il soldato a la vestale



Il Soldato e la Vestale.

Era di Vesta il tempio,nella Roma antica, epoca che tutti sanno e conoscono dai libri di Storia. Ma questa storia non ebbe mai gloria né citazione a causa della vergogna e del disonore per aver rotto il patto ed antico giuramento. Lei,di timido candore aveva lo sguardo che lanciava fugace con un sospiro a quell’eroe delle gesta gloriose. Lui, che conosceva sangue e furore e delle battaglie aveva il destino. Fu quando L’imperatore per una sentita minaccia di invasioni straniere dietro suggerimento della moglie devota a Vesta Dea della Purificazione volle la guardia rinforzare. Mai ella conobbe uomo,giovinetta fu condotta presso l’altare,fu iniziata alla modestia e all’elevazione dello Spirito,a Vesta dedicata, lei che in se aveva lo Spirito Puro e la modestia. Quale delicatezza,quale fragilità e quale pudore in quei tratti fini, in quell’incedere silenzioso presso l’altare. Lui che delle battaglie conosceva la polvere e le ferite,che di donne conosceva quelle mercenarie che in se aveva una sicura forza e non conosceva commozione,la vide con il suo sorriso ed il pudore di chi non conobbe mai il mondo e la corruzione di feste e banchetti. Il giuramento lui fece alla legione e l’onore era sacro, la sua vita era di ordini a cui obbedire ciecamente,senza chiedere mai nulla.Lei giovinetta il voto fece e non doveva disobbedire ormai tutta la sua vita a Vesta era dedicata e il Sacro fuoco era la sua ragione di devozione, il suo tempo ed il suo amore erano per quel fuoco La sera quando le ombre di allungavano e la fiamma mandava i suoi suggestivi bagliori, il soldato stanco ed infreddolito desiderava avvicinarsi a quel fuoco per rubare un po’ di calore per le proprie stanche membra. Non poteva,regola voleva che non si avvicinasse mai ad alcuna Vestale, neanche a quella dallo sguardo sì dolce che emanava soave candore. Ma la vestale dal grande Cuore,non poteva restare a vegliare il fuoco sapendo il soldato infreddolito. Solo un muto sguardo per l’invito ad avvicinarsi al fuoco,in fondo che male ci sarebbe stato,nessuna regola infranta se il fuoco poteva servire a scaldare il soldato, la Dea ne sarebbe stata felice, un soldato romano avrebbe avuto un po’ di conforto, in fondo difendeva le sue ancelle. Con modi un po’ bruschi da guerriero fiero il soldato si avvicinò,non voleva mostrare la debolezza delle sue membra ma il freddo di quelle notti non era un piacere,meglio una battaglia con coraggio che ore fermo presso un tempio. Anche se la visione di quella fanciulla aveva da giorni corroso qualcosa. Cosa era accaduto a lui così insensibile ormai a tutto?,lui si poneva mille ragioni e da soldato preparava strategie,alla vita era pronto. Questo era quel che aveva creduto. Solo da qualche giorno sostava per le guardie davanti al tempio e già si sentiva sconvolgere dentro alla vista della fanciulla. Si sentiva ardere un fuoco del tutto simile a quel Sacro fuoco che la fanciulla doveva vegliare. Ella vedendolo la sera si abbandonava a pensieri,ad emozioni che mai aveva provati e di cui non conosceva il nome, ma che le accadeva?Mai vista la forza ed i muscoli in quel luogo, mai visto quel rigore,si era luogo Sacro ma con le altre fanciulle si cantava e la vita era soave. Sguardo fiero aveva quell’uomo e nelle battaglie chissà quante cose aveva veduto,ma la tenerezza,quella non l’aveva mai conosciuta. La ragazza quante volte si sentiva prendere da paure,da incertezze ed anche se serena desiderava sicurezza. Fu quello sguardo fugace ad avvicinare i due mondi,a dargli legame. Occhi che parlavano,si cercavano anche se proibito. Quante cose in quello sguardo desiderio di proteggere la Donna e ricerca di quelle braccia per farsi cullare. Ma una promessa,un pegno, un giuramento,un voto. Non poter parlare,non poter osare tanto. Se fossero stati scoperti così vicini era la morte,la persecuzione,il disonore. Che fare?no povera fanciulla,il soldato non voleva violare quel tenero fiore,quella purezza. Timida lei non poteva chieder nulla,che solitudine tra quelle mura,neanche il calore del fuoco poteva riscaldarla dal suo freddo interiore. Da lì a poche ore lui sarebbe andato a dormire e lei doveva restare ancora presso il Sacro fuoco. Come la notte precedente lei ne avrebbe sentito il vuoto,avrebbe ricordato i fugaci sorrisi…. Lui lungo il tragitto per raggiungere la residenza dei soldati avrebbe ripensato a come lei fosse bella,delicata,che pensieri indegni gli giungevano, si doveva trattenere,era la fanciulla una vestale e non una donna di facili costumi. Da lì a poco sarebbe finito il turno e sarebbe stato sostituito,che tristezza presagiva. Ancora un po’ vicino al fuoco, a quell’ora nessuno se ne sarebbe accorto. Se solo potesse stringerle le mani,null’altro! Come ad intuire il pensiero del soldato,con molta indecisione la fanciulla si avvicinò a lui, con lo sguardo basso e pieno di vergogna,un passo ancora,sarebbe stata vicinissima … D’improvviso un grido si levò nella notte,non era neppure soffocato,forse sarebbe stato meglio! Vergogna,disonore,scandalo,non si capì bene il motivo del grido,in realtà nulla era ancora accaduto, la fantasia a volte precede i fatti. Forse se la fanciulla avesse solo leggermente allungato una mano poi i desideri che ardevano avrebbero fatto il loro corso o il soldato avrebbe retto il giuramento a Roma ma contro se stesso ed il suo volere. La legge era chiara al riguardo e questa volta la legge era Divina per Vesta e terrena per il soldato. Condannati!!Torture,supplizi, che cosa li attendeva? Quel grido era una condanna,un’accusa più forte della coscienza. Non doveva perdurare,si doveva far tacere… Fu un attimo ,uno scatto,fu zittito dal pugnale del soldato quel grido,era di un’altra vestale,tutti sarebbero accorsi per qualcosa di non compiuto,non ancora aveva sfiorato quella mano. Sangue,l’urlo della ragazza,paura. Basta,una sola cosa ora, fuggire nella notte, nascondersi,cercare riparo. Prese per mano la ragazza intontita e confusa e con lei fuggì nella notte. Nessuno ne seppe nulla,non se ne volle parlare e non entrò mai nella Storia.

© Poetyca

 

The Soldier and the Vestal.

It was the temple of Vesta in ancient Rome, an era that everyone knows and they know from history books. But this story never had glory, nor quote because of the shame and disgrace for having broken the covenant and ancient oath. She had the look of shy innocence that he threw a fleeting sigh that hero of the glorious deeds. He, who knew blood and fury and the fate of battles had. It was when the emperor felt a threat of foreign invasion at the suggestion of a devoted wife Vesta Goddess of Purification wanted to strengthen the guard. She never knew a man, a girl was brought to the altar, was begun at the modesty and the elevation of the Spirit, dedicated to Vesta, that if she had the Spirit Pure and modesty. As gently as fragility and modesty in those traits for which, in quell’incedere silent at the altar. He knew that the dust of battles and wounds, that the women knew that if she had a mercenary force and did not know certain emotion, saw her with her smile and the decency of those who never knew the world and the corruption of parties and banquets. The oath he made to the legion and the honor was sacred, his life was to obey orders blindly, without asking nulla.Lei girl ever did and the vote was not to disobey now his whole life was dedicated to Vesta and the Sacred fire was the devotion of his reason, his time and his love for that fire was the evening when the shadows lengthened and the flame sent its rays striking the soldier tired and wanted to go near that cold fire to steal a little ‘ Heat to their tired limbs. He could not, would not rule it never approached any Vestal, even to that which emanated from the look so sweet sweet innocence. But the great heart from Vestal, could not stay to watch the fire knowing the soldier shivering. Only a dumb look for the invitation to approach the fire, after all what harm there would be no rule broken if the fire could be used to heat the soldier, the Goddess would have been happy, a Roman soldier would have had a bit ‘of comfort, after defending her maids. With a little ways’ sudden fierce warrior from the soldier came up, did not want to show the weakness of his limbs but the cold of those nights was not a pleasure, rather a battle with courage what time it stopped at a shrine. Although the vision of that girl had eaten anything for days. What had happened to him so numb to everything now?, He placed a thousand reasons and a soldier preparing strategies, life was ready. This was what he had believed. Only a few days for the guards stood in front of the temple and he was already upset at the sight of the girl inside. He felt a fire burning very similar to that sacred fire which the girl had to watch. She saw him the night he gave himself up to thoughts, emotions that had never tested and not know the name, but that happened? Never seen the strength and the muscles in that place, never seen that penalty, but it was the Sacred Shrine the other girls are singing and life was sweet. A proud man and he battles a lot of things he had seen, but the tenderness, that he had never known. She felt many times as you take from fears, uncertainties, and although serene wanted security. It was that fleeting glimpse to bring the two worlds, to give bond. Eyes that speak, even if you were trying prohibited. How many things in that glance desire to protect the woman and search for those arms to be rocked. But a promise, a pledge, an oath, a vow. Not to mention, they can not dare so much. If they were found so close was death, persecution, reproach. What to do? No poor girl, the soldier did not want to violate that tender flower, that purity. Shy she could not ask anything, that alone within these walls, even the heat of the fire could heat it from its cold interior. From there a few hours he would go to sleep and she still had to remain at the Sacred Fire. Like the night before she would have felt the void, he would remember the fleeting smiles …. Him along the journey to the residence of the soldiers would have thought about how she was beautiful, delicate, unworthy thoughts that came to him, you had to hold back, the girl was a vestal virgin and not a woman of easy virtue. After a while it would end the round and would be replaced, how sad presaging. Just a little ‘by the fire, at that time no one would notice. If only he could shake hands, nothing else! How to grasp the mind of the soldier, with much hesitation the girl approached him, looking down and full of shame, a step further, it would have been very close … Suddenly a cry arose in the night, was not even suffocated, might have been better! Shame, shame, scandal, not well understood why the cry, in fact nothing had happened yet, fantasy sometimes precedes the facts. Maybe if the girl had only slightly elongated one hand and then i want that burned would run their course, or the soldier would hold the swearing in Rome but against himself and his will. The law was clear about it and this time the law was divine and the earthly to Vesta for the soldier. Doomed! Torture, torture, what awaited them? That cry was a conviction, a charge stronger than conscience. It was not to last, you had to keep quiet … It was a moment, one shot, was silenced by the dagger of the soldier that cry, was another Vestal, everyone would be noticed for something unfinished, had not yet touched that hand. Blood, the cries of the girl, afraid. Just, one thing now, fleeing into the night, hide, seek shelter. He took the girl by the hand numb and confused, and she fled into the night. No one knew nothing, he wanted to talk and never entered into history.

© Poetyca

I tre passeri


images

I tre passeri

Tre amici andarono a fare una passeggiata,
era Inverno e faceva freddo.
I tre amici si imbatterono nella presenza
di tre passeri, caduti dal nido, infreddoliti
e deboli, incapaci di volare.
Gli amici decisero di prendersi cura,
ognuno a proprio modo dei passeri
e si sarebbero incontrati il giorno dopo
in una radura, per vedere chi di loro
avesse trovato la migliore soluzione
per portare benessere al proprio passero.

Il primo uomo pensò che Dio, nella sua misericordia,
non abbandona mai le sue creature, dunque si sedette a terra,
avvolto in una calda coperta, iniziando a pregare e cantare,
invocando un intervento divino che salvasse il passero,
il quale, intanto, era ancora nel punto preciso del ritrovamento,
la notte sopraggiungeva e l’uomo era ancora intento a pregare.

Il secondo uomo, che da bambino amava andare nel bosco con il padre,
penso di accendere un fuoco, di costruire un piccolo rifugio per
il passero, mantenendo caldo e asciutto il terreno circostante,
accarezzando la testolina del passero che ora era più vitale.

Il terzo uomo,molto sensibile, reagì come era solito fare,
tante lacrime sgorgavano, si disperava, mentre guardava il passero,
pensava come fosse ingiusto che quella piccola creatura
stesse tanto male, ricordando tutte le volte che lui stesso
si era sentito come quel passero, arrabbiandosi per le ingiustizie della vita.

Il giorno dopo, di buon mattino, i tre uomini si incamminarono
verso la radura, ognuno con il passero in mano, chi sconsolato,
pensando alla grande ingiustizia, chi profondamente ferito per non essere
stato in grado di fare qualcosa, avendo sperato in un intervento divino
e chi soddisfatto per essere riuscito a trarre in salvo la vita del passero
del quale si prese cura.

Nella radura era presente un uomo, con la barba incolta,
con uno sguardo amichevole, sembrava li stesse aspettando.
I tre uomini arrivarono, poco alla volta, l’uomo chiese loro
cosa avessero in mano e perchè due di loro erano tanto tristi.
Gli uomini allora raccontarono quanto fosse accaduto e come
avessero impiegato il cuore, la speranza e l’azione per poter
aiutare quelle piccole creature.
L’uomo, rimasto per un attimo pensieroso, con un gesto della mano,
invitò gli uomini a sedersi accanto al fuoco che aveva acceso nel frattempo.
Fece avvicinare l’uomo che aveva solo pregato, chiedendo se, accanto al fuoco
sentisse calore. L’uomo rispose che, naturalmente, con la presenza del fuoco
ora provava la sensazione benefica del calore.Comprendendo che il solo pregare,
senza aver acceso un fuoco per il passero, era stato del tutto inutile.
Poi fece avvicinare il secondo uomo, che teneva con delicatezza il suo passero,
salvo dalla disavventura. Gli sorrise e gli disse che aveva agito e trovato
una soluzione tangibile.
Poi fece avvicinare il terzo uomo, che sconsolato accarezzata la testolina
del passero, morto, nella sua mano. Gli disse che egli aveva un grande cuore,
ma piangere e disperarsi, arrabbiarsi persino, senza trovare una retta azione
era solo muovere polvere che sarebbe di nuovo ricaduta, senza cambiare nulla.

I tre uomini, grati per le parole di quella persona saggia,
si ripromisero di parlare ancora, tra di loro, dei sentimenti provati,
di come poter meglio aver cura delle soluzioni adatte nel percorso della vita.
Convinti che quell’esperienza e quell’uomo incontrato nella radura
era un seme da coltivare con gioia.

03.11.2014 Poetyca

The three sparrows

Three friends went for a walk,
it was winter and it was cold.
The three friends came across in the presence
three sparrows, fallen from the nest, cold
and weak, unable to fly.
The friends decided to take care,
each in its own way Sparrow
and they would meet the next day
in a clearing, to see which of them
had found the best solution
to bring well-being to their sparrow.

The first man thought that God, in His mercy,
does not abandon his creatures, then sat on the ground,
wrapped in a warm blanket and began to pray and sing,
invoking divine intervention that would save the sparrow,
which, meanwhile, was still in the exact spot of the discovery,
the night came up and the man was still trying to pray.

The second man, who as a child loved to go into the woods with his father,
I think I make a fire, build a shelter for small
the sparrow, keeping warm and dry the surrounding land,
stroking the little head of the sparrow was now more vital.

The third man, very sensitive, reacted like he used to,
so many tears flowed, in despair, as he watched the sparrow,
thought how unfair it was that the little creature
themselves so bad, remembering all the times that he
he felt like the sparrow, angry at the injustices of life.

The next day, early in the morning, the three men walked
toward the clearing, each with the sparrow in his hand, who sadly,
thinking about the great injustice, who deeply hurt not to be
was able to do something, having hoped for divine intervention
and who is pleased to be able to rescue the life of sparrow
which took care.

In the clearing there was a man with a beard,
with a friendly glance, it looked like he was waiting for them.
The three men arrived, little by little, the man asked them
what they had in hand, and because two of them were so sad.
The men then told him what had happened and how
had used the heart, hope and action to
help those little creatures.
He remained thoughtful for a moment, with a wave of his hand,
invited the men to sit by the fire she had in the meantime.
He brought the man who had just prayed, asking if, by the fire
feel the heat. The man replied that, of course, with the presence of fire
now felt a sense of charity calore.Comprendendo the only pray,
without a fire for the sparrow, was totally unnecessary.
Then he brought the second man, who was holding her gently sparrow,
except by misadventure. She smiled at him and told him that he had done and found
a tangible solution.
Then he brought the third man, who caressed her head sadly
Sparrow, who died in his hand. He told him that he had a big heart,
but weep and despair, angry even, without finding a right action
it was just moving dust that would relapse again, without changing anything.

The three men, grateful for the words of the wise,
vowed to speak again, to each other, the feelings experienced,
how to better take care of the appropriate solutions in the path of life.
Convinced that experience in the clearing and the man met
was a seed to grow with joy.

11/03/2014 Poetyca

L’elefantino Chimbo



 

L’elefantino Chimbo

Il vento racconta sempre tante storie e per chi non riesce a dormire e resta in ascolto,la notte è capace di portarne sempre di nuove,basta restare in silenzio e far riposare i pensieri . C’era una volta nella foresta africana una bella famiglia di elefanti,tutti erano in attesa della nascita di un nuovo elefantino che avrebbe arricchito il “ Grande gruppo”. L’evento era molto atteso e le elefantesse più anziane tenevano d’occhio Aurora la giovane sposina che cominciava ad agitarsi… La luna era piena e giù al fiume le canne erano agitate dal vento… Aurora sentì essere giunto il momento di allontanarsi per il grande evento lentamente si spostò dove sapeva esserci uno spiazzo e vicino un cespuglio che l’avrebbe protetta da occhi indiscreti. Dopo qualche attimo di smarrimento per la visuale poco nitida e per la trepidazione per quanto stesse per accadere,l’elefantessa sentì l’istinto che la guidava… Dopo un po’ di tempo vide nell’erba un esserino tenero che coccolò amorevolmente,ecco ora poteva fare la conoscenza del suo piccolo e volle chiamarlo Chimbo. L’elefantino era vivace e amava scoprire tutte le cose che il mondo conteneva : odori,suoni e sapori,non era una cosa di tutti i giorni avere un mondo da assaggiare e una mamma così premurosa! Ritornata al gruppo con quel nuovo componente venne festeggiata ed accolta da tutti con gioia,il suo piccolo era proprio carino. La mamma era paziente ed ogni mattina lo portava al fiume per fare il bagno e gli insegnava i luoghi dove avrebbe trovato l’erba migliore. Il piccolo Chimbo era davvero felice,non conosceva il pericolo e nessuno gli avrebbe mai fatto del male con la presenza della sua adorata mamma. Un giorno dal cielo scese uno strano animale che nella sua pancia trasportava degli umani,scesero dei cacciatori in cerca di nuove prede da vendere ai circhi più importanti d’Europa. Era un gruppo,tra i vari cacciatori il più temuto ed abile Albert ,era quello che sapeva fare il suo mestiere con destrezza,tutti sapevano che la cicatrice che aveva nel braccio era per la lotta che ebbe con un feroce leone,lui non temeva nulla e conosceva il territorio come nessuno. La notte dell’arrivo fu subito impiegata per mettere delle reti molto robuste e il fatto che la luna mandasse poca luce a causa delle nubi era per lui un’occasione da non far fuggire. Si nascose nei pressi del fiume che sapeva essere territorio di abbeverata per gli elefanti con la speranza di trovarne uno abbastanza giovane in modo da essere addestrato in un Circo. Alle prime luci dell’alba l’elefantino assetato si sveglio e si allontanò per andare a bere al fiume,non volle svegliare la madre che era molto stanca. Appena si avvicino alla riva senti un odore sconosciuto ma non ci fece caso e ZAC! fu prigioniero della rete,il cacciatore soddisfatto per la sua preda,prima che l’elefantino potesse emettere un suono lo narcotizzò e lo mise in una grande cassa dotata di ruote agganciata alla sua jeep. Il piccolo era confuso,non comprendeva nulla e sapeva solo che si sentiva molto pesante. Dopo ore di sonno si risvegliò in un luogo rumoroso e buio con la strana sensazione di rollare,era infatti nel bagagliaio di un aereo,cominciò a pensare alla sua mamma,alla foresta e al suo fiume,gli amici che forse non avrebbe più rivisto…Si mise a piangere e una brutta voce rispose “ Ti sei svegliato finalmente? Tu ed io dovremmo fare un lungo viaggio insieme e poi…Sarai importante sai? Sarai capace di lavorare in un bellissimo Circo! Era il domatore del Circo Betrix che era andato a prenderlo,era un omone grosso,grosso con uno sguardo che metteva paura,per lui,domatore di leoni ed elefanti era importante dover essere imponente e farsi rispettare soprattutto dalle belve. L’ elefantino lo temeva,aveva una voglia matta di andare dalla sua mamma,ma dov’era? Il piccolo si mise a piangere…Sentì una vocettina che gli disse : “ Non piangere piccino,vedrai che non è poi così brutto il Circo,sai,ci sono tanti bambini che ci vengono a vedere e ci regalano mille sorrisi !” Era Coco la scimmietta del domatore,com’era piccola e buffa con quel vestitino rosso con bottoni dorati,addirittura aveva un cappellino! Chimbo la guardò e sorrise ,si,era proprio carina,le ricordava Dolly e Molly le sue amiche della foresta. Così ,da questo primo incontro Coco e Chimbo rimasero sempre insieme,l’elefantino imparò molti esercizi ed era bravo,non poteva però cancellare dal cuore la foresta e la sua mamma. Un giorno la piccola Coco rimase chiusa in una scatola,conteneva dei vestiti colorati da pagliaccio e lei non riuscì a trattenere la sua curiosità ,la serratura scattò ma essendo difettosa la rese prigioniera. Non riusciva a respirare,era buio ed aveva paura,cominciò allora a piangere e ad agitarsi. Per fortuna Chimbo la sentì poiché era vicino al tendone dove stava provando i suoi esercizi,subito corse e con la proboscide aprì la scatola e la trasse in salvo. Coco fu felice per la dimostrazione d’amicizia e chiese cosa desiderasse tanto e se lei potesse aiutarlo per ricambiare l’atto d’amicizia. Chimbo divenne triste,voleva tornare nella sua foresta,era felice di fare gli esercizi per i sorrisi dei bambini ma lui non poteva dimenticare la foresta e la sua mamma,voleva che Coco prendesse la chiave della sua gabbia dalla roulotte del domatore per poter tornare a casa. Quella notte Coco con le chiavi sottratte al domatore aprì la gabbia del suo amico che lo salutò con le lacrime agli occhi riconoscente per la conquistata libertà e per doversi separare,le chiese se volesse andare con lui ma la scimmietta rifiutò dicendo di non aver mai visto una foresta e di essere nata nel Circo e non avrebbe mai lasciato il sorriso dei bambini che amava. Chimbo sparì nel buio della notte,non sapeva dove andare,era stanco e infreddolito,troppi rumori minacciosi,aveva fame e voleva sempre di più la presenza della sua mamma. Finì distrutto in un parco e si addormentò. Al mattino presto Angelo e suo padre insieme al cane Ringo erano andati a fare la passeggiata del mattino. Quando Angelo lo vide credette di sognare,com’era possibile che ci fosse un elefante nel parco? Lo portarono nel giardino di casa e poi in garage stando attenti a non farsi scoprire,il padre di Angelo amava la natura e gli animali e conosceva molti zoofili così organizzò un viaggio e dopo pochi giorni il piccolo Chimbo vide dal finestrino dell’aereo la sua amata foresta e il fiume degli elefanti. Quando lo fecero scendere si voltò per salutare il bambino con uno dei suoi esercizi più belli e il bambino dopo averlo abbracciato gli regalo un sorriso,per Chimbo fu il più prezioso che conserva ancora nel cuore. Il vento ha portato questa storia raccolta in uno dei suoi lunghi viaggi e altre ne raccoglie se in silenzio lo sai ascoltare.

®Poetyca

 

The baby elephant Chimbo
The wind always tells many stories and for those who can not sleep and listens, the night is always able to bring new, just remain silent and let rest thoughts. Once upon a time in a beautiful African forest elephant family, everyone was awaiting the birth of a new baby elephant that would have enriched the “Large Group”. The event was highly anticipated and older female elephants were watching the Aurora young bride who was beginning to stir … The moon was full and down the river reeds were shaken by the wind … Aurora felt to be high time to get away for the big event slowly moved where he knew a clearing near a bush and that would protect her from prying eyes. After a few moments of bewilderment for the view blurry and trepidation for what was about to happen, the elephant felt the instinct that drove … After a bit ‘of time saw a creature in the grass tender that lovingly petted, here now could make the acquaintance of his little and wanted to call Chimbo. The elephant was lively and loved discover all the things that the world contained: smells, sounds and tastes, was not a thing of every day have a world to taste and a mother so thoughtful! Returned to the group with the new component was celebrated and welcomed by all with joy, his little was really nice. Mom was patient and every morning took him to the river to bathe and taught him the places where he would find the best grass. The small Chimbo was really happy, did not know the danger and no one would ever hurt by the presence of his beloved mother. One day the sky fell a strange animal in his belly carrying humans, they went down the hunters in search of new prey to sell to circuses most important in Europe. It was a group, among other hunters the most feared and skilled Albert, was the one who knew how to do his job with skill, everyone knew that the scar that he was in the arm for the fight he had with a ferocious lion, he was not afraid of anything and knew the territory as anyone. The night arrival was immediately used to put the networks very robust and the fact that the moon would send little light because of clouds was for him an opportunity not to flee. He hid near the river he knew to be the territory of watering for elephants in the hope of finding one young enough to be trained in a Circus. At first light the thirsty elephant is awake and moved away to go to the river to drink, he would not wake up the mother who was very tired. As soon as you get close to the shore you feel a strange smell but took no notice and ZAC! was a prisoner of the network, the hunter satisfied for its prey, before the elephant could make a sound narcotizzò him and put him in a large chest with wheels attached to his jeep. The child was confused, did not understand anything and only knew that he felt very heavy. After hours of sleep he woke up in a dark and noisy place with the strange sensation of rolling, it was in the trunk of a plane, began to think of his mother, to the forest and its river, the friends that he might not see again … began to weep and a bad voice replied “You woke up finally? You and I should make a long journey together and then … You will be important to know? You will be able to work in a beautiful Circus! It was tamer Circus Betrix who had gone to pick him up, he was a big man, big with a look that was frightening for him, tamer of lions and elephants have to be impressive, and it was important to be respected especially by wild beasts. L ‘elephant feared him, he had a strong desire to go to her mother, but where was it? The small began to cry … She heard a little voice that said, “Do not cry baby, you’ll see that it’s not that bad the Circus, you know, there are many children who come to see us and give us a thousand smiles!” It was the Coco monkey’s tamer, it was small and funny with that little red dress with gold buttons, even had a hat! Chimbo looked at her and smiled, it was really pretty, reminded Dolly Molly and her friends of the forest. So, from this first meeting and Coco Chimbo were always together, the elephant learned many years and it was good, but could not clear the forest from the heart and her mom. One day the little Coco remained closed in a box, contained clothes colored clown and she could not hold back her curiosity, the lock clicked but being defective made her prisoner. He could not breathe, it was dark and he was afraid, then began to cry and fidget. Fortunately Chimbo heard her because it was near the tent where he was rehearsing his exercises, and immediately ran with the trunk opened the box and pulled to safety. Coco was happy for the demonstration of friendship and asked what he wanted so much and if she could help him to reciprocate the act of friendship. Chimbo became sad, he wanted to return to his forest, he was happy to do the exercises for the smiles of the children, but he could not forget the forest and his mother, who wanted Coco took the key to his cage by caravans of tamer to return to home. That night Coco with the keys removed from tamer opened the cage of his friend who greeted him with tears in her eyes grateful for the conquered freedom and for parting, he asked if she wanted to go with him but the monkey refused, saying that he had never seen a forest and being born in Circus and would never let the smile of the children he loved. Chimbo disappeared into the darkness of the night, he did not know where to go, he was tired and cold, too many noises threatening, he was hungry and wanted more and more the presence of his mother. Was destroyed in a park and fell asleep. Early in the morning Angelo and his father together with the dog Ringo had gone to do the walk in the morning. When Angelo saw it believed to dream, as it was possible that there was an elephant in the park? They took him in the garden of the house and then in the garage being careful not to be discovered, the father of Angelo loved nature and animals and knew so many animal lovers organized a trip and after a few days the little Chimbo saw the window of his beloved forest and river of elephants. When they made him get turned to greet the child with one of his most beautiful exercises and the baby after it embraced the gift of a smile, for Chimbo was the more valuable it still keeps the heart. The wind brought this story in a collection of his long journeys and other collects if you know listen in silence.

®Poetyca

Cigno nero


Cigno nero
Girasole era stanca di volare,lei, giovane cigno nero, era sempre stata considerata diversa dagli altri cigni: bianchi, fieri, altezzosi e incapaci di credere alla possibilità di conoscere verità superiori. Si era trovata quasi per caso in quello stagno e il ricordo più lontano risaliva a quando piccolissima e debole era riuscita a nascondersi tra le fronde di un cespuglio,lontano dai pericoli ed una superba mamma di altri piccoli cigni come lei, le indicò lo stagno come luogo tranquillo. Condivideva con tutti gli altri l’ora del bagno e il cibo ed in fondo erano gentili , ma era evidente che lei, cigno nero dovesse avere una diversa provenienza , così come diverso era il mondo che sentiva dentro. Non era per quello stagno, quel limite nel quale gli altri , i cigni bianchi, sembrava si sentissero a loro agio. In fondo per loro la vita era tutta racchiusa nelle abitudini: il cibo,il bagno,e la stagione degli amori, anche quest’ultima la rendeva triste, nessun cigno bianco infatti cercava le sue attenzioni. Era in volo dal giorno precedente, sola e senza nessuno che in fondo si preoccupasse della sua assenza, era stato più forte di lei, sentiva infatti che la grande saggia : la nonna di tutti i cigni bianchi che viveva nel parco da anni, si sbagliava quando diceva che loro non erano migratori e che la vita migliore era quella che conducevano nel parco. Girasole lo sentiva dentro che non era così e che se lei era diversa ci sarebbe stata una ragione, intendeva scoprirla piuttosto che fermarsi in quel luogo senza dar vita a quello che sentiva essere vero, i cigni bianchi comunque erano felici con quello che avevano e non cercavano altro, ma non era per lei quel vivere. Ora era stanca e doveva cercare un giaciglio e un pò di cibo prima che giungesse la notte, dall’alto vide un campo e una casa, forse lì poteva riposare, scese e si nascose all’interno di un cespuglio che sembrava adatto al suo riposo. mangiò alcune foglie prima di scivolare in un sonno profondo. Fece un sogno : Un grande cigno nero volava in testa ad uno stormo e l’accoglieva nel gruppo dicendo : “Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…la rotta non è dimenticata e non è mai tardi.” Era un bel sogno, non la faceva sentire sola ma con la sicurezza di trovare altri cigni neri come lei. Al risveglio fu felice ed il pensiero che per la prima volta avesse sognato dei suoi simili la colmò di gioia malgrado la stanchezza e le titubanze per quel suo viaggio, chissà, forse la meta era vicina e comunque qualcosa le faceva comprendere che per lei tutto presto sarebbe cambiato, poteva ora ascoltare l’istinto che si svegliava come un orologio biologico pronto a compiere il proprio dovere,non solo, sentiva infatti che qualcuno l’avrebbe accolta,qualcuno non diverso da lei e quindi capace di comprenderla. Quel sogno le mise una nuova carica. Si guardò intorno e si mise all’ascolto dei suoni dell’ambiente, ad un tratto senti un gracidare sommesso, a poca distanza doveva esserci uno stagno, attraversò la breve distanza a passi misurati ponendo attenzione ad eventuali pericoli, era da tempo abituata a badare a se stessa ma quello era un territorio sconosciuto, la prudenza era necessaria.Lo vide: piccolo e verde con un fare vivace che metteva allegria : ” Ciao, arrivata oggi? Che carina che sei, ma ti sei persa? Non ti sei accorta dei tuoi compagni partiti due giorni fa? Dormivi? A fare tutte quelle domande era Greg : un ranocchio gonfio e verde con due occhietti vispi che fece sorridere Girasole.Lei raccontò di essere lì dalla sera precedente e chiese di che colore fossero i cigni che Greg aveva considerato suoi compagni.” Oh bella! ma come te! Perché di che colore sono i cigni dalle tue parti?” Lei sorrise ancora, era evidente che lui non conoscesse i cigni bianchi, rimase infatti stupito nell’apprenderne l’esistenza , un ranocchio sempre vissuto in quello stagno non poteva immaginare diversi pezzettini di mondo a lui sconosciuti. Dunque altri cigni neri erano in volo , chissà,forse anche loro verso ” casa” come aveva compreso attraverso il suo sogno, ancora più forte sentì l’emozione dominarla insieme alla necessità di ascoltare il cuore che le avrebbe mostrato in che direzione volare. Restò poco presso quello stagno e dopo aver ringraziato ( quel ranocchio era stato molto prezioso) e salutato calorosamente si mise in ascolto del vento e dei fremiti del suo cuore, presto sarebbe tornata a casa. Seguendo il cammino del sole giunse presso la riva di un lago, avrebbe dormito lì , era infatti molto stanca dopo ore d’interminabile volo, si accoccolò tra canne di bambù, mangiò un pò e si addormentò. Era l’alba quando aprì gli occhi, il chiarore l’avvolse ,un nuovo giorno era pronto ad accoglierla con le braccia protese verso di lei, nuotò nel lago a lungo poi…si mise a correre sul pelo d’acqua e finalmente si staccò da esso…Lì in alto uno stormo messo in formazione a ” V ” era pronto per il viaggio, lei si avvicinò ad un giovane cigno che con occhi languidi le disse ” Ti aspettavo, è ora di tornare a casa “. Ecco il suo sogno che si realizzava, sapeva ora che quello in cui aveva creduto era possibile : Davanti allo stormo, a guidarlo per il viaggio riconobbe il grande cigno nero che le sorrise e dentro di sé risuonarono le stesse parole ” Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…La rotta non è dimenticata e non è mai tardi” Ecco ora era pronta per il viaggio, stava tornando a casa, sorrise al giovane cigno e rispose ” Sono pronta”
®Poetyca

Black Swan
Sunflower was tired of flying, her young black swan, had always been considered different from other swans: white, proud, haughty and unable to believe in the possibility of knowing truth superiors. It was found by chance in that pond and the earliest memory dates back to when small and weak she could hide among the branches of a bush, away from the dangers and superb mom of other small swans as she pointed to the pond as quiet place. Shared with all other bath time and the food and in the end they were friendly, but it was obvious that she, black swan should have a different origin, as well as different was the world he felt inside. It was not for that pond, the limit to which the other, the white swans, seemed to feel at ease. Basically for their life was encapsulated in the habits: the food, the bathroom, and the season of love, it also made her sad, no white swan in fact sought his attentions. Was flying from the previous day, alone and with no one at the bottom he cared for his absence, he was stronger than she, in fact, felt that the great wise: the grandmother of all the white swans that lived in the park for years, he was wrong when he said that they were not migratory, and that life was better that they led in the park. Sunflower he felt inside was not as if she was different and that there would be a reason, intended to discover it rather than stopping in that place without giving life to what he felt to be true, however, the white swans were happy with what they had and not tried another, but that was not for her to live. Now she was tired and had to look for a bed and some food the night before he came, he saw from a field and a house, maybe there could rest, got out and hid in a bush that seemed suitable to his rest . ate some leaves before slipping into a deep sleep. Had a dream: A big black swan flew overhead to a flock and welcomed the group saying, “Listen to the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … the route is not forgotten and is never late. ” It was a beautiful dream, not made her feel alone but with the certainty of finding other swans blacks like her. Upon awakening was happy and thought that for the first time he had dreamed of his fellows filled her with joy despite fatigue and hesitation for his trip, who knows, maybe the goal was near and still something made her realize that for her all soon would change, could now hear the instinct that woke as a biological clock ready to do their duty, not only, in fact, felt that someone would welcome, someone different from you and therefore able to understand it. That dream put a new charge. He looked around and started listening to the sounds of the environment, all of a sudden you hear a faint croak, not far there had to be a pond, crossed the short distance measured with attention to possible dangers, had long been accustomed to look after in itself, but it was unknown territory, prudence was necessaria.Lo saw: small and green with a lively do that put joy: “Hello, arrived today? What you’re cute, but you missed? Have not you noticed the your classmates started two days ago? You were asleep? To do all those questions was Greg: a frog swollen and green with two lively eyes that made him smile Girasole.Lei told to be there the night before and asked what color they were swans that Greg had considered his companions. ” Oh beautiful! but like you! Because of that color are the swans in your part? “She smiled again, it was obvious that he did not know the white swans, was in fact amazed nell’apprenderne existence, a frog always lived in that pond could not imagine different pieces of world unknown to him. So other swans blacks were in the air, who knows, maybe even their “home” as understood through his dream, he felt even stronger emotions dominate and the need to listen to the heart that would have shown that direction to fly. He stayed at the little pond and thanked (the frog had been very valuable) and greeted warmly he listened wind and tremors of his heart, would be home soon. Following the path of the sun arrived at the shore of a lake, he would sleep there, it was in fact very tired after hours of endless flight, snuggled between bamboo poles, ate a little and fell asleep. It was dawn when he opened his eyes, the light enveloped her, a new day was ready to welcome her with his arms outstretched toward her, swam in the lake for a long time … then began to run on the surface of the water and finally broke away from it … There, at the top a flock put in training “V” was ready for the journey, she approached a young swan with languid eyes said “I expected you, it’s time to go home.” Here is his dream come true, now that he knew what he had believed was possible: In front of the flock, to guide him for the trip recognized the big black swan who smiled and within himself echoed the same words “Listen to the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … The route is not forgotten and is never late “Here now was ready for the trip, was returning home, he smiled at the young swan and replied” I’m ready “

 
®Poetyca

Una stella in sogno


Una stella in sogno

Ho visto e percepito una piccola casa, raccolta e ricca della bellezza delle cose semplici,
costruita con legni profumati e con un’ampia finestra. Il camino in Inverno riscalda il cuore
e con il suo scoppiettare tiene compagnia. In estate questa casetta diventa un faro,
dove tanti gabbiani si raccolgono e cantano canzoni antiche al mare.
Conosco questo luogo,il suo profumo di buono: cioccolata calda, resina dei boschi e nocciole.
Un luogo dove nessuno alza mai la voce, dove anche il silenzio sa comunicare armonia, pace del cuore.
Dove guardando fuori dalla finestra le stelle della notte sembrano sempre grandi e vicine:
giocano, mandano bagliori per accendere le nostre emozioni più profonde. Questa casa è il tuo cuore,
ora aperto a tutti, in offerta per abbracciare tutti coloro che ti vogliono bene.
Ho portato un regalo, un piccolo pacchetto rosso con un fiocco giallo e sulla carta sono disegnate piccole Trilly che spargono con una scia di stelline armonia per chi lo apre. Il pacchetto contiene una piccola stella
raccolta sulla spiaggia, ma non è una stella marina, è una vera stella scesa dal cielo per restare in questa tua casetta ed illuminare tutti i momenti che penserai di essere sola. Ti accorgerai allora di quanti cuori battono insieme al tuo per creare la favola più bella che l’amore sappia creare.

06.01.2011 Poetyca

A star in a dream

I saw and felt a small house, and rich collection of the beauty of simple things,
constructed of wood and scented with a large window. The fireplace in winter warms the heart
and his company keeps popping. In summer, this house becomes a beacon,
where many gulls gather and sing ancient songs of the sea.
I know this place, its scent is good, hot chocolate, resin, woods and nuts.
A place where no one ever raises his voice, where even the silence can communicate harmony, peace of heart.
Looking out the window where the stars of the night always seem larger and closer:
play, they send rays to kindle our deepest emotions. This home is your heart,
now open to all, offered to embrace all those who love you.
I brought a gift, a small red packet with a yellow ribbon and paper are designed with small Tinkerbell scattering a trail of stars who opens it to harmony. The package contains a small star
collection on the beach but not a starfish, is a star falling from heaven for your stay in this house and enlighten every moment that you think you are alone. Then you’ll see how many hearts beat with your tale to create the most beautiful love with creating.

06.01.2011 Poetyca

La ragazza che guardava le stelle


310857_10150322455414646_742844645_8288748_1579224996_n

 

La ragazza che guardava le stelle

C’era una volta una ragazza che nella propria vita conosceva il buio della notte
ma non dimenticava di guardare  anche le stelle.
              In una notte splendida la ragazza pensò di voler diventare una Lady di Luce,
questo era il suo più grande desiderio, con il convincimento che potesse aiutare gli altri.
Ella espresse  il desiderio ad una stella cadente e quando la ragazza andò a dormire non poteva
essere a conoscenza del fatto che il suo cammino era già diverso.
 
              Nel tempo  la ragazza si accorse  di come alcune cose la facessero soffrire e di come,
in quei momenti, si sentisse tanto fragile e sola,temeva  allora di aver perduto tutte le proprie forze,
decise  allora che tutte le sue lacrime  dovessero essere conservate in una boccetta di cristallo.
In poco tempo la ragazza riempì la sua boccetta e la teneva attaccata ad una catena d’argento
come ciondolo, per rendersi conto di quanto fosse fragile.
Avrebbe voluto recuperare le sue forze, essere diversa e non dover piangere per ogni circostanza,
senza saper come fare per cambiare le cose, nella sua vita e in quella degli altri.
 
             Una notte di luna piena, mentre  la ragazza era accanto ad un lago, incapace di riposare, vide la sua immagine riflessa e rimase stupita nel constatare che il suo volto, a differenza del passato, fosse tanto luminoso,chiese allora ad un cerbiatto con occhi dolcissimi  che era lì vicino, per quale motivo la sua immagine fosse luminosa, la ragazza sentiva che quell’animale era in grado di dare una risposta e il cerbiatto che altri non era che la fata Speranza , le rispose che quello era il momento più bello, capace di mostrare come le cose siano trasformate e come si possano usare degli strumenti che erano già in noi ma che erano dimenticati, quel momento  si chiamava “consapevolezza”.La ragazza si fece spiegare il senso di quelle parole e la fata mostrò le sue vere sembianze, svelo di non essere un cerbiatto bensì Fata Speranza, chiedendo alla ragazza di gettare la boccetta nel lago, poiché il suo cuore aveva sempre racchiuso un prezioso tesoro che l’avrebbe resa Lady Luce : la sensibilità.

Non era necessario raccogliere le lacrime e temere di perdere le forze, di essere fragili, ma era importante agire
con il Cuore e con gli strumenti dimenticati.
La ragazza si specchio di nuovo nelle acque del lago e vide se stessa che ora era una principessa di Luce bellissima,comprese dunque che tutto quel dolore era a causa di quel cuore sensibile, che ogni lacrima era un dono che una stella faceva , un prezioso frutto del Cuore che è seme per imparare ad accogliere e comprendere anche la sofferenza degli altri.

La ragazza non raccolse più le lacrime e non si sentì fragile ma capace di comprendere la forza della sensibilità.
 
Poetyca

The girl looked at the stars

There once was a girl in his life he knew the dark of night
but do not forget to also look at the stars.
              In one night the beautiful girl he thought he wanted to be a Lady of Light,
this was his greatest desire, with the belief that he could help others.
She expressed a wish to a shooting star, and when the girl went to sleep could not
be aware of the fact that his path was already different.
 
              Over time, she realized that some of the things made him suffer and how,
in those moments, he felt so fragile and alone, then he feared that he had lost all his strength,
then decided that all her tears were to be preserved in a bottle of crystal.
In a short time she filled his flask and kept attached to a silver chain
as a pendant, to realize how fragile it was.
He wanted to recover his strength, be different and not have to cry for all circumstances,
without knowing how to go about changing things in his life and the lives of others.
 
             A full moon night, while the girl was next to a lake, unable to rest, he saw his reflection and was startled to see that his face, unlike in the past, it was so bright, then asked a young stag with eyes sweet that was close by, why his image was bright, she felt that this animal was able to give an answer, and the fawn that was none other than the fairy Hope, he replied that it was the most beautiful moment capable of showing how things have transformed and how you can use the tools that were already in us, but they were forgotten, that time was called “mindfulness.” She stepped explain the meaning of those words and the fairy showed his true likeness, reveal that it is not a deer but Fata Hope, asking the girl to throw the bottle in the lake, because his heart had always enclosed a precious treasure that would make Lady Light: the sensitivity.

It was not necessary to collect the tears and fear losing the forces, to be fragile, but it was important to act
with the heart and with the tools forgotten.
The girl in the mirror again and saw the waters of the lake itself was now a beautiful princess of Light, including, therefore, that all that pain was due to the sensitive heart, every tear that was a gift that was a star, a valuable Heart fruit of that seed is to learn to accept and even understand the suffering of others.

The girl did not pick up more tears and did not feel fragile but able to understand the strength of feeling.
 
Poetyca