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Viola


Viola

Seduta sul bordo del suo lettino Viola attendeva che la mamma arrivasse, anche questa volta aveva fatto un brutto sogno e dopo aver sudato tanto, compreso che si trattava solo un sogno, aveva chiamato la mamma perché l’abbracciasse e le raccontasse una delle sue bellissime storie.

Non era facile per Viola di soli cinque anni capire come mai non tutti erano capaci di fare cose che lei faceva spontaneamente e non aveva intenzione di dare preoccupazione alle persone , solo che non capiva cosa era possibile manifestare e cosa era meglio trattenere o fare solo quando nessuno guardava, come accaduto la mattina prima, quando in giardino aveva visto una farfalla battere inesorabilmente e con grande fatica le ali, era davvero un grande sforzo per lei volare di nuovo.

Viola  indicò  quella povera farfalla al nonno e la bambina disse  che voleva aiutala a volare, il nonno spiegò che aveva volato tanto ma ora era il tempo di un lungo sonno, che per tutti arriva la fatica e quel sonno, che ci sono cose che accadono e che non si può reagire, lei non avrebbe potuto fare nulla!

Eppure Viola sentiva quel solletico sulla punta delle dita, sentiva quel calore e vedeva intorno alla farfalla un alone colorato che stava per spegnersi, perché non offrire un poco dei suoi colori alla farfalla? In fondo aveva dato gioia al cielo e ai fiori!

Viola disse al nonno di non preoccuparsi, ci avrebbe pensato lei! Il nonno sorrise per il candore e la convinzione di quella bimbetta, così simile nell’esprimere i sogni che la sua mamma faceva da piccola, lei che inventava fiabe ed era solitaria, seria e attenta a tutto. Quanta fatica per aiutarla a cambiare perché i sogni non servono a nulla nella vita e si deve essere concreti.

Viola si avvicinò alla farfalla, la prese delicatamente e la adagiò sul palmo della mano sinistra mente con la mano destra compiva degli strani movimenti circolari intorno alle ali della farfalla, il nonno guardava stupito e scettico, preoccupato della imminente delusione che la piccola Viola avrebbe avuto a breve.

Restava in silenzio, pronto a cercare parole adatte, ad accogliere le lacrime della bambina. Trascorsero pochi attimi e  come una piccola nuvola azzurrina apparve avvolgendo la farfalla, il nonno credeva di avere delle allucinazioni perché immediatamente dopo la farfalla iniziò a muovere le ali e a volare intorno alla bambina disegnando alcuni ghirigori festanti.

Come era possibile? Si trattava di una particolare coincidenza?

Eppure solo pochi minuti prima quella farfalla era disidratata e morta, certamente non era così colorata e viva come adesso!

La bimba aveva un’aria soddisfatta e a guardare il viso serio e stupito del nonno  si rese conto che forse aveva fatto qualcosa di sbagliato, almeno per il nonno e chiese: – Nonno sono stata cattiva? Perché i tuoi occhi mi stanno rimproverando?

Cosa ho fatto di sbagliato?

Il nonno non sapeva cosa rispondere, quello allora era un prodigio se la bambina era consapevole di avere fatto qualcosa per cambiare la realtà della farfalla, l’unica cosa che riuscì a chiedere fu: – Ma dove hai imparato? Sei così piccina, come hai fatto?

La bimba sgranò gli occhi :

–          Perché nonno tu non lo sai fare?

–         No piccola mia io non sono capace, nessuno mi ha insegnato o forse ..non ho mai provato perché non credevo possibile una cosa del genere. Comunque piccola mia forse è meglio non dire questo alla mamma, potrebbe preoccuparsi e se proprio devi fare queste cose, stai molto attenta che non ti veda nessuno!

Viola percepì ancora una volta come il nonno fosse turbato e che lei ne era la causa, allora disse al nonno di rilassarsi e di non essere preoccupato perché lei avrebbe fatto attenzione, non lo avrebbe detto neppure a Francy la sua migliore amica.

Il sogno era stato davvero spaventoso, una grossa nube scura si stava spostando e con dei vortici che sembravano tentacoli cercava di penetrare nelle case, nei boschi e dove arrivava sotto forma di nebbia cambiava l’aspetto delle cose; alberi e rocce, fiumi e mari, tutto sembrava perdere vita, come un contenitore vuoto, senza più energia, la gente sembrava non avere volontà ed agiva senza riflettere.

Nel suo sogno le farfalle, gli uccelli, i pesci e le voci di altri bambini come lei, così sensibili e speciali sembrava la chiamassero per portare aiuto e per riportare energie colorate a quel disastro.

Quel sogno appariva così vero! Infine la farfalla che la mattina prima l’aveva ringraziata con la danza del cuore le appariva e le diceva che per gratitudine le avrebbe presentato la fatina del giardino e che con lei avrebbe potuto aiutare piante e d insetti, animali ed esseri umani, ma non sarebbe stata sola, altre fatine avevano l’incarico di parlare con altri bambini e si sarebbero tutti incontrati, che una missione la stava attendendo.

Viola si svegliò perché quella brutta visione della nube la faceva sentire come senza fiato, come avrebbe potuto aiutare tutti lei che era tanto piccola?

Poi ricordò come il nonno fosse preoccupato e cercò la mamma per capire cosa stesse accadendo.

La mamma arrivò, semi addormentata ma calma, chiese cosa fosse accaduto e cosa la bambina avesse sognato di tanto brutto.

Ascoltò attenta, sebbene la bambina non sapesse come fare per dire che nel sogno era stata richiesta per aiutare , ma che il nonno che aveva assistito al volo della farfalla era preoccupato.

Viola disse che era stato un sogno brutto, che era presente una brutta nuvola che si sentiva soffocare per questo ma che alcune cose erano difficili da capire per la mamma come lo erano per il nonno, che forse qualcosa di sbagliato era nelle sue mani.

La mamma accarezzò la fronte della bambina e le stampò un bacio, seduta sul letto, con la manina stretta alla sua, le disse di non temere, che la mamma non aveva mai pensato che lei potesse essere sbagliata, che anzi, da quando lei era nel pancione e la mamma sentiva i suoi calcetti sapeva come quella fosse stata una bimba speciale che sognava spesso e come alla nascita la piccola Viola fosse esattamente come nel sogno, persino il piccolo neo a forma di cuore sul pancino!

Le disse che anche lei quando era una bambina per molte persone poteva apparire strana, ricca di fantasia, solitaria e che solo se immersa nella natura si sentiva bene.

Solo che aveva dovuto mettere da parte ogni sogno, ogni fiaba per essere come altri volevano e solo ora, con la piccola Viola poteva raccontare le sue favole e le sue sensazioni che altri non avrebbero compreso. Dunque di non temere perché la mamma sapeva quanto lei fosse speciale.

La bimba allora, ritrovata fiducia le disse della farfalla e la mamma sorrise, le disse del sogno e di come dovesse l’indomani andare in giardino a ricercare la farfalla e come questa le avrebbe fatto conoscere la fatina del giardino.

La mamma sorrise ancora, sembrava le credesse e la bimba si rilassò, chiedendo un bicchiere d’acqua e una favola nuova.

La mamma andò in cucina e prese l’acqua con sé e lì per lì inventò una favola che parlava dei sogni dei bambini, di come ogni sogno ricco di bellezza, di purezza e di amore fosse energia colorata che salva il mondo, che tante cose invece sono capaci di inaridire la vita, soprattutto non saper sognare o avere paura di farlo,di come tante cose possano invece contaminare e distruggere la bellezza e la Natura, perché si perde il rispetto e si è sordi alla voce del cuore.

La bimba comprese come la mamma le stesse indicando di credere in se stessa, di non farsi influenzare delle cose che spesso i grandi dicono perché hanno perso quella fiducia e camminano su una strada che ha perso colori.

Il mattino dopo Viola e la sua mamma andarono in giardino insieme, mano nella mano, sorridenti e piene di speranze.

Improvvisamente apparve la farfalla, ma a guardarla meglio era una fatina minuscola che emanava grazia e colori, ovunque battesse le sue piccole ali folate di polvere di stelle sprizzavano allegramente e con la sua piccola bacchetta magica fece dei ghirigori e disse con una vocina dolcissima a Viola che lei non doveva mai smettere di manifestare quelle sue doti speciali, che l’intero mondo ne aveva bisogno e se persone tristi e scettiche preferivano restare cieche, lei e altri bambini che presto avrebbe conosciuto non devono fermarsi ma portare avanti l’Opera dalle Bellezza e del Cuore Puro, per salvare la terra da quella nube velenosa che lei aveva sognato.

L’appuntamento era nel parco, un centinaio di bambini venuti da ogni parte del mondo avevano fatto dei sogni di vita, di speranza e di bellezza ed ora, con i genitori che attraverso di loro avevano capito come si stessero dimenticando il valore profondo delle  cose, finalmente si sarebbero incontrati.

Quanta emozione e quanti abbracci! Finalmente si poteva regalare luce e colori alla Natura morente per fermare le nubi tossiche della violenza e del rancore per portare pace e compassione nel Mondo.

Viola era felice, raggiante e vibrava alla medesima frequenza di quei bambini.

Tutto stava per iniziare.

© Poetyca

Violet

Sitting on the edge of his bed Viola waited for her mother arrived, this time he had a bad dream, and after sweating so much, including that it was only a dream, because her mother had called the hug and tell her one of her beautiful histories.

It was not easy for Viola just five years to understand why not everyone was able to do things that she did voluntarily and was not going to give concern to people, just do not understand what was possible to demonstrate and to retain what was best or only when doing no one was looking, as happened in the morning before, in the garden when he saw a butterfly beating relentlessly and with great difficulty the wings, was really a great effort for her to fly again.

Purple Butterfly indicated that poor girl and her grandfather said he wanted to help her fly, explained that his grandfather had flown a lot but now it was time for a long sleep, that for all the hard work and get that sleep, that there are things that happen and that we can not respond, she could not do anything!

Yet Viola felt that tickled my fingertips, feeling the heat and saw the glow around the butterfly that was about to go out, why not offer a little of its color to the butterfly? In the end he gave joy to the sky and the flowers!

Viola told his grandfather not to worry, she would have done! The grandfather smiled for the candor and conviction of that little girl, so like to express the dreams that his mother was a child, she was lonely and invented tales, serious and attentive to everything. How much effort to help change that dreams serve no purpose in life and you must be concrete.

Viola went to the butterfly, took it gently and laid him on the left palm with his right hand He made the mind of strange circular motions around the wings of the butterfly, the grandfather looked surprised and skeptical, worried about the impending disappointment that little Violet would short.

He remained silent, ready to seek appropriate words, to accept the tears of a child. They spent a few moments and appeared as a small blue cloud enveloping the butterfly, the grandfather thought he had hallucinations because immediately after the butterfly began to move his wings and fly around the little girl drawing a few squiggles revelers.

How was this possible? This was a particular coincidence?

Yet only a few minutes before that butterfly was dehydrated and died, it certainly was not so colorful and lively as now!

The girl looked pleased and surprised look on his face serious and grandfather realized that perhaps he had done something wrong, at least for my grandfather and asked: – I was Grandpa bad? Because your eyes are blaming me?

What did I do wrong?

The grandfather did not know what to answer, what was then a miracle if the child was conscious of having done something to change the reality of the butterfly, the only thing I could ask was: – But where did you learn? You’re so tiny, like you did?

The girl’s eyes widened:

– Why do not you know my grandfather do?

– No, my baby I’m not able, or perhaps no one has taught me .. I never tried because I did not believe such a thing possible. However, my baby I probably should not say this to my mother, and may worry if you must do these things, be very careful that you do not see anyone!

Viola felt once more like his grandfather was upset and she was the cause, then told his grandfather to relax and not be worried because you have been paying attention, he would not even told her best friend to Francy.

The dream was really scary, a big dark cloud was moving with the vortices that appeared tentacles trying to break into houses, forests, and where he came in the form of fog changed the look of things, trees and rocks, rivers and seas , everything seemed to lose life, like an empty shell, without energy, people seemed to have no will and acted without thinking.

In his dream, butterflies, birds, fish, and the voices of other children like her, so sensitive and special seemed to call her in to help restore energy and color of this disaster.

That dream seemed so real! Finally, the butterfly in the morning before he had thanked her with the dance of the heart appeared to her and told her she would submit to the gratitude of the fairy garden and that she could help with plants and insects, animals and humans, but not been alone, other fairies were assigned to talk to other children and they would all be met, which was waiting at a mission.

Violet woke up that ugly vision of the cloud because it made her feel as breathless as she could to help everyone who was so small?

Then he remembered how his grandfather was worried about his mother and tried to understand what was happening.

The mother arrived, half asleep, but calm, asked what had happened and what the girl had dreamed of as ugly.

He listened attentively, although the girl did not know how to say that the dream had been asked to help, but the grandfather who had witnessed the flight of the butterfly was worried.

Viola said he had been a bad dream, that there was a nasty cloud that was being choked for this but some things that were difficult to understand for the mother as they were for his grandfather, that maybe something was wrong in his hands.

The mother stroked the child’s forehead and planted a kiss sitting on the bed, with her hand close to her, told her not to worry, that my mother had never thought she could be wrong, that indeed, since she was in the belly and the mother felt her kicks knew how this had been a special little girl who dreamed about the birth and how often the little Violet was just like in the dream, even the small heart-shaped mole on his tummy!

He told her that when she was a girl might seem strange to many people, full of fantasy, solitary and immersed in nature only if it felt good.

Only he had to put aside every dream, every fairy tale to be like others wanted and only now, with little Violet could tell his stories and feelings that others would not understand. So not to worry because my mother knew what she was special.

The girl then told her newfound confidence of the butterfly and the mother smiled, told her the dream and how he had to go the next day to search for the butterfly garden and how it would have made known to the fairy garden.

The mother smiled again, and seemed to believe the child is relaxed, asking for a glass of water and a new story.

The mother went into the kitchen and took the water with them and there and then concocted a story that spoke of the dreams of children, like every dream world of beauty, purity and love were colored energy that saves the world, that so many things Instead they are capable of drying up the life, especially not to dream or be afraid to do so, instead of how many things can contaminate and destroy the beauty and nature, because you lose the respect and they are deaf to the voice of the heart.

Including the child as her mother was indicating to believe in herself, not to be influenced of the great things that often say they have lost that trust and walk on a road that has lost color.

The next morning, Violet and her mom went into the garden together, hand in hand, smiling and full of hope.

Suddenly, there was the butterfly, but a closer look was a tiny fairy who exuded grace and color, its tiny wings beat anywhere gusts of dust and stars flashed brightly with her little magic wand made of doodles and said with a sweet little voice in Purple that she must never stop manifesting those special skills, that the whole world needed it and if people preferred to remain sad and skeptical blind, she and other children who would soon have known not to stop but to continue the Work by Beauty and Pure Heart, to save the earth from the poisonous cloud that she had dreamed.

The appointment was in the park, hundreds of children come from all over the world had had dreams of life, hope and beauty and now, with parents who had got through them as they were forgetting the profound value of things at last they met.

How much excitement and many hugs! Finally you could give the dying light and color to nature to stop toxic clouds of violence and hatred to bring peace and compassion in the world.

Viola was happy, radiant and vibrated at the same frequency of those children.

Everything was about to begin.

© Poetyca

Una stella in sogno


Una stella in sogno

Ho visto e percepito una piccola casa, raccolta e ricca della bellezza delle cose semplici,
costruita con legni profumati e con un’ampia finestra. Il camino in Inverno riscalda il cuore
e con il suo scoppiettare tiene compagnia. In estate questa casetta diventa un faro,
dove tanti gabbiani si raccolgono e cantano canzoni antiche al mare.
Conosco questo luogo,il suo profumo di buono: cioccolata calda, resina dei boschi e nocciole.
Un luogo dove nessuno alza mai la voce, dove anche il silenzio sa comunicare armonia, pace del cuore.
Dove guardando fuori dalla finestra le stelle della notte sembrano sempre grandi e vicine:
giocano, mandano bagliori per accendere le nostre emozioni più profonde. Questa casa è il tuo cuore,
ora aperto a tutti, in offerta per abbracciare tutti coloro che ti vogliono bene.
Ho portato un regalo, un piccolo pacchetto rosso con un fiocco giallo e sulla carta sono disegnate piccole Trilly che spargono con una scia di stelline armonia per chi lo apre. Il pacchetto contiene una piccola stella
raccolta sulla spiaggia, ma non è una stella marina, è una vera stella scesa dal cielo per restare in questa tua casetta ed illuminare tutti i momenti che penserai di essere sola. Ti accorgerai allora di quanti cuori battono insieme al tuo per creare la favola più bella che l’amore sappia creare.

06.01.2011 Poetyca

A star in a dream

I saw and felt a small house, and rich collection of the beauty of simple things,
constructed of wood and scented with a large window. The fireplace in winter warms the heart
and his company keeps popping. In summer, this house becomes a beacon,
where many gulls gather and sing ancient songs of the sea.
I know this place, its scent is good, hot chocolate, resin, woods and nuts.
A place where no one ever raises his voice, where even the silence can communicate harmony, peace of heart.
Looking out the window where the stars of the night always seem larger and closer:
play, they send rays to kindle our deepest emotions. This home is your heart,
now open to all, offered to embrace all those who love you.
I brought a gift, a small red packet with a yellow ribbon and paper are designed with small Tinkerbell scattering a trail of stars who opens it to harmony. The package contains a small star
collection on the beach but not a starfish, is a star falling from heaven for your stay in this house and enlighten every moment that you think you are alone. Then you’ll see how many hearts beat with your tale to create the most beautiful love with creating.

06.01.2011 Poetyca

Alla ricerca del sole


Alla ricerca del sole

Alcuni uomini cercavano la via per arrivare alla vetta di una montagna,essi sapevano che arrivati sulla cima avrebbero visto il sole molto vicino. Dunque decisero da che parte iniziare il viaggio.

Uno disse – io vado a nord – sicuramente la mia strada è quella migliore.
Un altro uomo disse – oh no! Tu stai sbagliano, la strada migliore è a sud, io andrò da quella parte!
Il terzo uomo disse -voi siete in errore – la vera via è a est! Io vado ad est.
Il quarto uomo disse, amici siete tutti in errore – voi non sapete cosa è scritto nei sacri testi? la via sacra è a ovest, io salgo la montagna da ovest . perchè voi non seguite me?
Ma nessuno voleva seguire l’uomo perchè tutti erano convinti della loro opinione.

Gli uomini iniziarono la loro salita, da diverse direzioni.
Infine tutti giunsero sulla cima, nello stesso luogo e tutti dissero – ma come siamo stupidi.
Il sole è qui per tutti, esso non sceglie – esso è un vero dono.

02.06.2011 Poetyca

In search of the sun

Some men were seeking a way to reach the top of a mountain, they knew that arrived on the summit would see the sun very closely.
So they decided where to begin the journey.
One said – I’m going north – definitely my way is the best.
Another man said – oh no! You’re wrong, the best way is to the south, I’ll go that way!
The third man said, you are in error – the true way is east! I’m going to the east.
The fourth man said, friends are all wrong – you do not know what is written in sacred texts? is the sacred way to the west, I climb the mountain from the west. why do not you follow me?
But no one wanted to follow the man that everyone was convinced of their opinion.

The men began their ascent, from different directions.
Finally, all reached the top, in the same place and they all said – but as we are stupid.
The sun is here for everyone, it does not choose – it is a true gift.

02.06.2011 Poetyca

Cigno nero


Cigno nero

Girasole era stanca di volare,lei, giovane cigno nero, era sempre stata considerata diversa dagli altri cigni: bianchi, fieri, altezzosi e incapaci di credere alla possibilità di conoscere verità superiori. Si era trovata quasi per caso in quello stagno e il ricordo più lontano risaliva a quando piccolissima e debole era riuscita a nascondersi tra le fronde di un cespuglio,lontano dai pericoli ed una superba mamma di altri piccoli cigni come lei, le indicò lo stagno come luogo tranquillo. Condivideva con tutti gli altri l’ora del bagno e il cibo ed in fondo erano gentili , ma era evidente che lei, cigno nero dovesse avere una diversa provenienza , così come diverso era il mondo che sentiva dentro. Non era per quello stagno, quel limite nel quale gli altri , i cigni bianchi, sembrava si sentissero a loro agio. In fondo per loro la vita era tutta racchiusa nelle abitudini: il cibo,il bagno,e la stagione degli amori, anche quest’ultima la rendeva triste, nessun cigno bianco infatti cercava le sue attenzioni. Era in volo dal giorno precedente, sola e senza nessuno che in fondo si preoccupasse della sua assenza, era stato più forte di lei, sentiva infatti che la grande saggia : la nonna di tutti i cigni bianchi che viveva nel parco da anni, si sbagliava quando diceva che loro non erano migratori e che la vita migliore era quella che conducevano nel parco. Girasole lo sentiva dentro che non era così e che se lei era diversa ci sarebbe stata una ragione, intendeva scoprirla piuttosto che fermarsi in quel luogo senza dar vita a quello che sentiva essere vero, i cigni bianchi comunque erano felici con quello che avevano e non cercavano altro, ma non era per lei quel vivere. Ora era stanca e doveva cercare un giaciglio e un pò di cibo prima che giungesse la notte, dall’alto vide un campo e una casa, forse lì poteva riposare, scese e si nascose all’interno di un cespuglio che sembrava adatto al suo riposo. mangiò alcune foglie prima di scivolare in un sonno profondo. Fece un sogno : Un grande cigno nero volava in testa ad uno stormo e l’accoglieva nel gruppo dicendo : “Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…la rotta non è dimenticata e non è mai tardi.” Era un bel sogno, non la faceva sentire sola ma con la sicurezza di trovare altri cigni neri come lei. Al risveglio fu felice ed il pensiero che per la prima volta avesse sognato dei suoi simili la colmò di gioia malgrado la stanchezza e le titubanze per quel suo viaggio, chissà, forse la meta era vicina e comunque qualcosa le faceva comprendere che per lei tutto presto sarebbe cambiato, poteva ora ascoltare l’istinto che si svegliava come un orologio biologico pronto a compiere il proprio dovere,non solo, sentiva infatti che qualcuno l’avrebbe accolta,qualcuno non diverso da lei e quindi capace di comprenderla. Quel sogno le mise una nuova carica. Si guardò intorno e si mise all’ascolto dei suoni dell’ambiente, ad un tratto senti un gracidare sommesso, a poca distanza doveva esserci uno stagno, attraversò la breve distanza a passi misurati ponendo attenzione ad eventuali pericoli, era da tempo abituata a badare a se stessa ma quello era un territorio sconosciuto, la prudenza era necessaria.Lo vide: piccolo e verde con un fare vivace che metteva allegria : ” Ciao, arrivata oggi? Che carina che sei, ma ti sei persa? Non ti sei accorta dei tuoi compagni partiti due giorni fa? Dormivi? A fare tutte quelle domande era Greg : un ranocchio gonfio e verde con due occhietti vispi che fece sorridere Girasole.Lei raccontò di essere lì dalla sera precedente e chiese di che colore fossero i cigni che Greg aveva considerato suoi compagni.” Oh bella! ma come te! Perché di che colore sono i cigni dalle tue parti?” Lei sorrise ancora, era evidente che lui non conoscesse i cigni bianchi, rimase infatti stupito nell’apprenderne l’esistenza , un ranocchio sempre vissuto in quello stagno non poteva immaginare diversi pezzettini di mondo a lui sconosciuti. Dunque altri cigni neri erano in volo , chissà,forse anche loro verso ” casa” come aveva compreso attraverso il suo sogno, ancora più forte sentì l’emozione dominarla insieme alla necessità di ascoltare il cuore che le avrebbe mostrato in che direzione volare. Restò poco presso quello stagno e dopo aver ringraziato ( quel ranocchio era stato molto prezioso) e salutato calorosamente si mise in ascolto del vento e dei fremiti del suo cuore, presto sarebbe tornata a casa. Seguendo il cammino del sole giunse presso la riva di un lago, avrebbe dormito lì , era infatti molto stanca dopo ore d’interminabile volo, si accoccolò tra canne di bambù, mangiò un pò e si addormentò. Era l’alba quando aprì gli occhi, il chiarore l’avvolse ,un nuovo giorno era pronto ad accoglierla con le braccia protese verso di lei, nuotò nel lago a lungo poi…si mise a correre sul pelo d’acqua e finalmente si staccò da esso…Lì in alto uno stormo messo in formazione a ” V ” era pronto per il viaggio, lei si avvicinò ad un giovane cigno che con occhi languidi le disse ” Ti aspettavo, è ora di tornare a casa “. Ecco il suo sogno che si realizzava, sapeva ora che quello in cui aveva creduto era possibile : Davanti allo stormo, a guidarlo per il viaggio riconobbe il grande cigno nero che le sorrise e dentro di sé risuonarono le stesse parole ” Ascolta la voce che parla nel cuore, ti indica la strada e sarai capace di giungere a casa…La rotta non è dimenticata e non è mai tardi” Ecco ora era pronta per il viaggio, stava tornando a casa, sorrise al giovane cigno e rispose ” Sono pronta”.

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Black Swan

Sunflower was tired of flying, her young black swan, had always been considered different from other swans: white, proud, arrogant and unable to believe the opportunity to learn higher truths. It was found by chance in that pond and the memory went back as far as small and weak she could hide among the branches of a bush, away from danger and a proud mother of other children like her swans, pointed to the pond as quiet place. Shared with all other hours of the bathroom and the food and ultimately they were friendly, but it was obvious that she, black swan would have a different origin, as well as different was the world he felt inside. It was not that pond, that limit in which the other, the white swans, seemed to feel at ease. In the bottom for them life was encapsulated in habits: food, towels, and the mating season, it also made her sad, because no white swan sought his attention. It was in flight from the previous day, alone and with no one cared at the bottom of his absence, was stronger than she, in fact, felt that the great wise: the grandmother of all the white swans that lived in the park for years, he was wrong when he said that they were not migratory, and that the best life was that which led into the park. Sunflower felt within him that was not as if she was different and that there would be a reason, wanted to discover it rather than stay in that place without giving rise to what he felt was true, the white swans were still happy with what they had and not tried another, but that was not for her life. Now she was tired and had to try a bed and some food the night before he came, he saw a top field and a house, maybe there could rest, went and hid in a bush that seemed suited to his rest . ate some leaves before slipping into a deep sleep. He had a dream: a big black swan flew into a flock and head welcomed the group saying: “Hear the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … the route is not forgotten and not it is never too late. “It was a beautiful dream, do not make her feel alone but with the certainty of finding other swans blacks like her. Upon awakening he was happy and thought that for the first time he had dreamed of his fellow human beings filled with joy, despite the tiredness and reticence for his trip, who knows, maybe the goal was near, and still something made her understand that she very quickly would be changed, could now listen to the instinct that is awakened as a biological clock ready to do his duty, not only because he felt that someone would have received, someone other than you and therefore able to understand it. That dream put a new post. He looked around and started listening to the sounds of the environment, all of a sudden you hear a faint croak, a short distance there was a pond, crossed the short distance with measured steps, paying attention to possible dangers, had long been accustomed to look after in itself, but it was unknown territory, prudence was necessaria.Lo saw: small and green with a spirited put to cheer: “Hello, come now? What you’re cute, but you missed? You did not notice your mates went two days ago? Were you asleep? To do all those questions was Greg: A green frog with two eyes swollen and he smiled gaily as Girasole.Lei told to be there the night before and asked what color were the swans that Greg had seen his companions. “Oh good! but like you! Because what color are the swans in your part? “She smiled again, it was evident that he knew the white swans, was in fact surprised nell’apprenderne existence, always had a frog in that pond could not imagine different pieces of the world unknown to him. So blacks were more swans in flight, who knows, maybe even to their “home” as understood by his dream, even more strongly felt emotion dominate along with the need to listen to the heart that would show which way to fly. He stayed at the little pond and thanked (the frog was very valuable) and greeted warmly began listening to the wind and tremors of his heart, he would soon be returned home. Following the path of the sun arrived at the shore of a lake, he would sleep there, it was very tired after hours of endless flight, crouched between bamboo poles, ate a little and fell asleep. It was dawn when he opened his eyes, the glow enveloped her, a new day was ready to welcome it with arms outstretched towards her, swam in the lake for a long time … then he ran on the surface and finally broke away it … There he put up a flight training in “V” was ready for the trip, she came to a young swan with languishing eyes said, “I was waiting, it’s time to go home.” Here’s his dream come true, now that he knew what he had believed was possible: In front of the flock, to guide him for the trip recognized the great black swan who smiled and inwardly echoed the same words, “Hear the voice that speaks in the heart, shows you the way and you will be able to get home … The route is not forgotten and is never late, “Here he was now ready for the trip, was returning home, the young swan smiled and replied” I’m ready. “

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L’elefantino Chimbo



 

L’elefantino Chimbo

Il vento racconta sempre tante storie e per chi non riesce a dormire e resta in ascolto,la notte è capace di portarne sempre di nuove,basta restare in silenzio e far riposare i pensieri . C’era una volta nella foresta africana una bella famiglia di elefanti,tutti erano in attesa della nascita di un nuovo elefantino che avrebbe arricchito il “ Grande gruppo”. L’evento era molto atteso e le elefantesse più anziane tenevano d’occhio Aurora la giovane sposina che cominciava ad agitarsi… La luna era piena e giù al fiume le canne erano agitate dal vento… Aurora sentì essere giunto il momento di allontanarsi per il grande evento lentamente si spostò dove sapeva esserci uno spiazzo e vicino un cespuglio che l’avrebbe protetta da occhi indiscreti. Dopo qualche attimo di smarrimento per la visuale poco nitida e per la trepidazione per quanto stesse per accadere,l’elefantessa sentì l’istinto che la guidava… Dopo un po’ di tempo vide nell’erba un esserino tenero che coccolò amorevolmente,ecco ora poteva fare la conoscenza del suo piccolo e volle chiamarlo Chimbo. L’elefantino era vivace e amava scoprire tutte le cose che il mondo conteneva : odori,suoni e sapori,non era una cosa di tutti i giorni avere un mondo da assaggiare e una mamma così premurosa! Ritornata al gruppo con quel nuovo componente venne festeggiata ed accolta da tutti con gioia,il suo piccolo era proprio carino. La mamma era paziente ed ogni mattina lo portava al fiume per fare il bagno e gli insegnava i luoghi dove avrebbe trovato l’erba migliore. Il piccolo Chimbo era davvero felice,non conosceva il pericolo e nessuno gli avrebbe mai fatto del male con la presenza della sua adorata mamma. Un giorno dal cielo scese uno strano animale che nella sua pancia trasportava degli umani,scesero dei cacciatori in cerca di nuove prede da vendere ai circhi più importanti d’Europa. Era un gruppo,tra i vari cacciatori il più temuto ed abile Albert ,era quello che sapeva fare il suo mestiere con destrezza,tutti sapevano che la cicatrice che aveva nel braccio era per la lotta che ebbe con un feroce leone,lui non temeva nulla e conosceva il territorio come nessuno. La notte dell’arrivo fu subito impiegata per mettere delle reti molto robuste e il fatto che la luna mandasse poca luce a causa delle nubi era per lui un’occasione da non far fuggire. Si nascose nei pressi del fiume che sapeva essere territorio di abbeverata per gli elefanti con la speranza di trovarne uno abbastanza giovane in modo da essere addestrato in un Circo. Alle prime luci dell’alba l’elefantino assetato si sveglio e si allontanò per andare a bere al fiume,non volle svegliare la madre che era molto stanca. Appena si avvicino alla riva senti un odore sconosciuto ma non ci fece caso e ZAC! fu prigioniero della rete,il cacciatore soddisfatto per la sua preda,prima che l’elefantino potesse emettere un suono lo narcotizzò e lo mise in una grande cassa dotata di ruote agganciata alla sua jeep. Il piccolo era confuso,non comprendeva nulla e sapeva solo che si sentiva molto pesante. Dopo ore di sonno si risvegliò in un luogo rumoroso e buio con la strana sensazione di rollare,era infatti nel bagagliaio di un aereo,cominciò a pensare alla sua mamma,alla foresta e al suo fiume,gli amici che forse non avrebbe più rivisto…Si mise a piangere e una brutta voce rispose “ Ti sei svegliato finalmente? Tu ed io dovremmo fare un lungo viaggio insieme e poi…Sarai importante sai? Sarai capace di lavorare in un bellissimo Circo! Era il domatore del Circo Betrix che era andato a prenderlo,era un omone grosso,grosso con uno sguardo che metteva paura,per lui,domatore di leoni ed elefanti era importante dover essere imponente e farsi rispettare soprattutto dalle belve. L’ elefantino lo temeva,aveva una voglia matta di andare dalla sua mamma,ma dov’era? Il piccolo si mise a piangere…Sentì una vocettina che gli disse : “ Non piangere piccino,vedrai che non è poi così brutto il Circo,sai,ci sono tanti bambini che ci vengono a vedere e ci regalano mille sorrisi !” Era Coco la scimmietta del domatore,com’era piccola e buffa con quel vestitino rosso con bottoni dorati,addirittura aveva un cappellino! Chimbo la guardò e sorrise ,si,era proprio carina,le ricordava Dolly e Molly le sue amiche della foresta. Così ,da questo primo incontro Coco e Chimbo rimasero sempre insieme,l’elefantino imparò molti esercizi ed era bravo,non poteva però cancellare dal cuore la foresta e la sua mamma. Un giorno la piccola Coco rimase chiusa in una scatola,conteneva dei vestiti colorati da pagliaccio e lei non riuscì a trattenere la sua curiosità ,la serratura scattò ma essendo difettosa la rese prigioniera. Non riusciva a respirare,era buio ed aveva paura,cominciò allora a piangere e ad agitarsi. Per fortuna Chimbo la sentì poiché era vicino al tendone dove stava provando i suoi esercizi,subito corse e con la proboscide aprì la scatola e la trasse in salvo. Coco fu felice per la dimostrazione d’amicizia e chiese cosa desiderasse tanto e se lei potesse aiutarlo per ricambiare l’atto d’amicizia. Chimbo divenne triste,voleva tornare nella sua foresta,era felice di fare gli esercizi per i sorrisi dei bambini ma lui non poteva dimenticare la foresta e la sua mamma,voleva che Coco prendesse la chiave della sua gabbia dalla roulotte del domatore per poter tornare a casa. Quella notte Coco con le chiavi sottratte al domatore aprì la gabbia del suo amico che lo salutò con le lacrime agli occhi riconoscente per la conquistata libertà e per doversi separare,le chiese se volesse andare con lui ma la scimmietta rifiutò dicendo di non aver mai visto una foresta e di essere nata nel Circo e non avrebbe mai lasciato il sorriso dei bambini che amava. Chimbo sparì nel buio della notte,non sapeva dove andare,era stanco e infreddolito,troppi rumori minacciosi,aveva fame e voleva sempre di più la presenza della sua mamma. Finì distrutto in un parco e si addormentò. Al mattino presto Angelo e suo padre insieme al cane Ringo erano andati a fare la passeggiata del mattino. Quando Angelo lo vide credette di sognare,com’era possibile che ci fosse un elefante nel parco? Lo portarono nel giardino di casa e poi in garage stando attenti a non farsi scoprire,il padre di Angelo amava la natura e gli animali e conosceva molti zoofili così organizzò un viaggio e dopo pochi giorni il piccolo Chimbo vide dal finestrino dell’aereo la sua amata foresta e il fiume degli elefanti. Quando lo fecero scendere si voltò per salutare il bambino con uno dei suoi esercizi più belli e il bambino dopo averlo abbracciato gli regalo un sorriso,per Chimbo fu il più prezioso che conserva ancora nel cuore. Il vento ha portato questa storia raccolta in uno dei suoi lunghi viaggi e altre ne raccoglie se in silenzio lo sai ascoltare.

®Poetyca

 

The baby elephant Chimbo
The wind always tells many stories and for those who can not sleep and listens, the night is always able to bring new, just remain silent and let rest thoughts. Once upon a time in a beautiful African forest elephant family, everyone was awaiting the birth of a new baby elephant that would have enriched the “Large Group”. The event was highly anticipated and older female elephants were watching the Aurora young bride who was beginning to stir … The moon was full and down the river reeds were shaken by the wind … Aurora felt to be high time to get away for the big event slowly moved where he knew a clearing near a bush and that would protect her from prying eyes. After a few moments of bewilderment for the view blurry and trepidation for what was about to happen, the elephant felt the instinct that drove … After a bit ‘of time saw a creature in the grass tender that lovingly petted, here now could make the acquaintance of his little and wanted to call Chimbo. The elephant was lively and loved discover all the things that the world contained: smells, sounds and tastes, was not a thing of every day have a world to taste and a mother so thoughtful! Returned to the group with the new component was celebrated and welcomed by all with joy, his little was really nice. Mom was patient and every morning took him to the river to bathe and taught him the places where he would find the best grass. The small Chimbo was really happy, did not know the danger and no one would ever hurt by the presence of his beloved mother. One day the sky fell a strange animal in his belly carrying humans, they went down the hunters in search of new prey to sell to circuses most important in Europe. It was a group, among other hunters the most feared and skilled Albert, was the one who knew how to do his job with skill, everyone knew that the scar that he was in the arm for the fight he had with a ferocious lion, he was not afraid of anything and knew the territory as anyone. The night arrival was immediately used to put the networks very robust and the fact that the moon would send little light because of clouds was for him an opportunity not to flee. He hid near the river he knew to be the territory of watering for elephants in the hope of finding one young enough to be trained in a Circus. At first light the thirsty elephant is awake and moved away to go to the river to drink, he would not wake up the mother who was very tired. As soon as you get close to the shore you feel a strange smell but took no notice and ZAC! was a prisoner of the network, the hunter satisfied for its prey, before the elephant could make a sound narcotizzò him and put him in a large chest with wheels attached to his jeep. The child was confused, did not understand anything and only knew that he felt very heavy. After hours of sleep he woke up in a dark and noisy place with the strange sensation of rolling, it was in the trunk of a plane, began to think of his mother, to the forest and its river, the friends that he might not see again … began to weep and a bad voice replied “You woke up finally? You and I should make a long journey together and then … You will be important to know? You will be able to work in a beautiful Circus! It was tamer Circus Betrix who had gone to pick him up, he was a big man, big with a look that was frightening for him, tamer of lions and elephants have to be impressive, and it was important to be respected especially by wild beasts. L ‘elephant feared him, he had a strong desire to go to her mother, but where was it? The small began to cry … She heard a little voice that said, “Do not cry baby, you’ll see that it’s not that bad the Circus, you know, there are many children who come to see us and give us a thousand smiles!” It was the Coco monkey’s tamer, it was small and funny with that little red dress with gold buttons, even had a hat! Chimbo looked at her and smiled, it was really pretty, reminded Dolly Molly and her friends of the forest. So, from this first meeting and Coco Chimbo were always together, the elephant learned many years and it was good, but could not clear the forest from the heart and her mom. One day the little Coco remained closed in a box, contained clothes colored clown and she could not hold back her curiosity, the lock clicked but being defective made her prisoner. He could not breathe, it was dark and he was afraid, then began to cry and fidget. Fortunately Chimbo heard her because it was near the tent where he was rehearsing his exercises, and immediately ran with the trunk opened the box and pulled to safety. Coco was happy for the demonstration of friendship and asked what he wanted so much and if she could help him to reciprocate the act of friendship. Chimbo became sad, he wanted to return to his forest, he was happy to do the exercises for the smiles of the children, but he could not forget the forest and his mother, who wanted Coco took the key to his cage by caravans of tamer to return to home. That night Coco with the keys removed from tamer opened the cage of his friend who greeted him with tears in her eyes grateful for the conquered freedom and for parting, he asked if she wanted to go with him but the monkey refused, saying that he had never seen a forest and being born in Circus and would never let the smile of the children he loved. Chimbo disappeared into the darkness of the night, he did not know where to go, he was tired and cold, too many noises threatening, he was hungry and wanted more and more the presence of his mother. Was destroyed in a park and fell asleep. Early in the morning Angelo and his father together with the dog Ringo had gone to do the walk in the morning. When Angelo saw it believed to dream, as it was possible that there was an elephant in the park? They took him in the garden of the house and then in the garage being careful not to be discovered, the father of Angelo loved nature and animals and knew so many animal lovers organized a trip and after a few days the little Chimbo saw the window of his beloved forest and river of elephants. When they made him get turned to greet the child with one of his most beautiful exercises and the baby after it embraced the gift of a smile, for Chimbo was the more valuable it still keeps the heart. The wind brought this story in a collection of his long journeys and other collects if you know listen in silence.

®Poetyca

I tre passeri


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I tre passeri

Tre amici andarono a fare una passeggiata,
era Inverno e faceva freddo.
I tre amici si imbatterono nella presenza
di tre passeri, caduti dal nido, infreddoliti
e deboli, incapaci di volare.
Gli amici decisero di prendersi cura,
ognuno a proprio modo dei passeri
e si sarebbero incontrati il giorno dopo
in una radura, per vedere chi di loro
avesse trovato la migliore soluzione
per portare benessere al proprio passero.

Il primo uomo pensò che Dio, nella sua misericordia,
non abbandona mai le sue creature, dunque si sedette a terra,
avvolto in una calda coperta, iniziando a pregare e cantare,
invocando un intervento divino che salvasse il passero,
il quale, intanto, era ancora nel punto preciso del ritrovamento,
la notte sopraggiungeva e l’uomo era ancora intento a pregare.

Il secondo uomo, che da bambino amava andare nel bosco con il padre,
penso di accendere un fuoco, di costruire un piccolo rifugio per
il passero, mantenendo caldo e asciutto il terreno circostante,
accarezzando la testolina del passero che ora era più vitale.

Il terzo uomo,molto sensibile, reagì come era solito fare,
tante lacrime sgorgavano, si disperava, mentre guardava il passero,
pensava come fosse ingiusto che quella piccola creatura
stesse tanto male, ricordando tutte le volte che lui stesso
si era sentito come quel passero, arrabbiandosi per le ingiustizie della vita.

Il giorno dopo, di buon mattino, i tre uomini si incamminarono
verso la radura, ognuno con il passero in mano, chi sconsolato,
pensando alla grande ingiustizia, chi profondamente ferito per non essere
stato in grado di fare qualcosa, avendo sperato in un intervento divino
e chi soddisfatto per essere riuscito a trarre in salvo la vita del passero
del quale si prese cura.

Nella radura era presente un uomo, con la barba incolta,
con uno sguardo amichevole, sembrava li stesse aspettando.
I tre uomini arrivarono, poco alla volta, l’uomo chiese loro
cosa avessero in mano e perchè due di loro erano tanto tristi.
Gli uomini allora raccontarono quanto fosse accaduto e come
avessero impiegato il cuore, la speranza e l’azione per poter
aiutare quelle piccole creature.
L’uomo, rimasto per un attimo pensieroso, con un gesto della mano,
invitò gli uomini a sedersi accanto al fuoco che aveva acceso nel frattempo.
Fece avvicinare l’uomo che aveva solo pregato, chiedendo se, accanto al fuoco
sentisse calore. L’uomo rispose che, naturalmente, con la presenza del fuoco
ora provava la sensazione benefica del calore.Comprendendo che il solo pregare,
senza aver acceso un fuoco per il passero, era stato del tutto inutile.
Poi fece avvicinare il secondo uomo, che teneva con delicatezza il suo passero,
salvo dalla disavventura. Gli sorrise e gli disse che aveva agito e trovato
una soluzione tangibile.
Poi fece avvicinare il terzo uomo, che sconsolato accarezzata la testolina
del passero, morto, nella sua mano. Gli disse che egli aveva un grande cuore,
ma piangere e disperarsi, arrabbiarsi persino, senza trovare una retta azione
era solo muovere polvere che sarebbe di nuovo ricaduta, senza cambiare nulla.

I tre uomini, grati per le parole di quella persona saggia,
si ripromisero di parlare ancora, tra di loro, dei sentimenti provati,
di come poter meglio aver cura delle soluzioni adatte nel percorso della vita.
Convinti che quell’esperienza e quell’uomo incontrato nella radura
era un seme da coltivare con gioia.

03.11.2014 Poetyca

The three sparrows

Three friends went for a walk,
it was winter and it was cold.
The three friends came across in the presence
three sparrows, fallen from the nest, cold
and weak, unable to fly.
The friends decided to take care,
each in its own way Sparrow
and they would meet the next day
in a clearing, to see which of them
had found the best solution
to bring well-being to their sparrow.

The first man thought that God, in His mercy,
does not abandon his creatures, then sat on the ground,
wrapped in a warm blanket and began to pray and sing,
invoking divine intervention that would save the sparrow,
which, meanwhile, was still in the exact spot of the discovery,
the night came up and the man was still trying to pray.

The second man, who as a child loved to go into the woods with his father,
I think I make a fire, build a shelter for small
the sparrow, keeping warm and dry the surrounding land,
stroking the little head of the sparrow was now more vital.

The third man, very sensitive, reacted like he used to,
so many tears flowed, in despair, as he watched the sparrow,
thought how unfair it was that the little creature
themselves so bad, remembering all the times that he
he felt like the sparrow, angry at the injustices of life.

The next day, early in the morning, the three men walked
toward the clearing, each with the sparrow in his hand, who sadly,
thinking about the great injustice, who deeply hurt not to be
was able to do something, having hoped for divine intervention
and who is pleased to be able to rescue the life of sparrow
which took care.

In the clearing there was a man with a beard,
with a friendly glance, it looked like he was waiting for them.
The three men arrived, little by little, the man asked them
what they had in hand, and because two of them were so sad.
The men then told him what had happened and how
had used the heart, hope and action to
help those little creatures.
He remained thoughtful for a moment, with a wave of his hand,
invited the men to sit by the fire she had in the meantime.
He brought the man who had just prayed, asking if, by the fire
feel the heat. The man replied that, of course, with the presence of fire
now felt a sense of charity calore.Comprendendo the only pray,
without a fire for the sparrow, was totally unnecessary.
Then he brought the second man, who was holding her gently sparrow,
except by misadventure. She smiled at him and told him that he had done and found
a tangible solution.
Then he brought the third man, who caressed her head sadly
Sparrow, who died in his hand. He told him that he had a big heart,
but weep and despair, angry even, without finding a right action
it was just moving dust that would relapse again, without changing anything.

The three men, grateful for the words of the wise,
vowed to speak again, to each other, the feelings experienced,
how to better take care of the appropriate solutions in the path of life.
Convinced that experience in the clearing and the man met
was a seed to grow with joy.

11/03/2014 Poetyca

Malgrado tutto


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Malgrado tutto

Anche quella mattina il sole era sbiadito, quasi inesistente.
Anna era incapace di sorridere da quando aveva saputo della sua malattia, era troppo stanca per lottare, per farsene una ragione.
Quel treno, era un piccolo mondo, un incontrare gente proveniente da ogni parte della città, sopratutto pendolari che al mattino si recavano al lavoro.
Lui era lì, forse per la prima volta, da quando la sua vita era cambiata, ora non si poteva più permettere una macchina, era un uomo che si arrangiava nella vita, specialmente da quando era disoccupato. Non si immaginava che la crisi lo avrebbe toccato.
Se Anna era lì per recarsi la lavoro, indossando una parrucca ben acconciata, almeno lei credeva, l’uomo era invece salito sul treno per cedere il suo salone di bellezza, ora che non aveva più soldi per mantenerlo. Voleva recarsi in un agenzia in una città vicina, nella speranza di sistemare la situazione.
Il loro sguardo si era incrociato per un solo attimo e sembrava si riconoscessero, almeno così era sembrato.
Così Giorgio sorrise ad Anna, la quale, sollevato lo sguardo dalla rivista che stava sfogliando, si ricordò del suo compagno di scuola ai tempi delle scuole medie.
Lui le appoggiò una mano sul braccio e con aria attenta le chiese se potesse fare qualcosa per lei!
Perché quella domanda?
Allora lui spiegò che quando era salito sul treno era molto arrabbiato, nel vederla, invece quella tensione si era dissolta subito.
Lei le mostrò una foto dal giornale e sorridendo le disse che le sarebbe piaciuto poter avere l’acconciatura della ragazza sul giornale, ma lo disse solo per scherzare, Giorgio invece, con uno sguardo attento studiò il taglio e pensò che Anna con quell’acconciatura poteva stare davvero bene.
Allora entrambi, ridendo rumorosamente, incuranti del luogo in cui si trovavano, dissero che in fondo tutto era possibile. Una frase che usavano spesso ai tempi della scuola, ma come in questo caso?
Giorgio sfilò dallo zaino che aveva con sè una custodia che conteneva un paio di forbici, spiegando con un sorriso che Anna aveva di fronte un mago delle forbici, così, di fronte alla gente incredula, accolse la parrucca che Anna gli porgeva. A lei non interessava di mostrarsi senza capelli, anzi, quello era ora per Anna un importante motivo di sfida.
Quando, insieme arrivarono alla stazione, scesero dal treno e passeggiarono sottobraccio: il sole fece capolino per coronare quella giornata speciale.
Non importava più nulla ad Anna e Giorgio, solo di poter affrontare tutto con un sorriso.

15.01.2015 Poetyca

 

Despite all

That morning the sun had faded, almost nonexistent.
Anna was unable to smile since he had learned of his illness, he was too tired to fight, to get over it.
That train, it was a small world, a meet people from all over the city, especially in the morning commuters on their way to work.
He was there, perhaps for the first time since his life was changed, now you could not afford a car, was a man who made do in life, especially since he was unemployed. Never thought that the crisis would have touched.
If Anna was there to go to work, wearing a wig well coiffed, at least she believed the man had boarded the train instead to give her beauty salon, now that he had no more money to maintain it. He wanted to go to an agency in a nearby town, hoping to fix the situation.
Their eyes were crossed for a moment and seemed to recognize, at least so it seemed.
So George smiled at Anna, which, looked up from the magazine he was leafing, remembered his classmate at the time of middle school.
He put a hand on his arm and air careful asked if he could do something for her!
Why that question?
Then he explained that when he got on the train was very angry to see her instead that tension had dissolved immediately.
She showed her a picture from the newspaper and smiling told her that she would like to have the hairstyle of the girl in the newspaper, but he said only joking, Giorgio instead, with an eye studied cutting and thought that Anna with quell’acconciatura could be really good.
Then both, laughing loudly, regardless of where they were, they said that basically everything was possible. A phrase often used in school, but as in this case?
George pulled from the bag he was carrying a case containing a pair of scissors, explaining with a smile that Anna had faced a magician of the scissors, so, in front of people in disbelief, welcomed the wig that Anna handed him. She did not care to show no hair, in fact, that it was time for Anna an important reason to challenge.
When they arrived together at the station, got off the train and walked arm in arm, the sun peeped to cap that special day.
No longer cared to Anna and George, only to face everything with a smile.

01/15/2015 Poetyca