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Il gallo e la volpe – La Fointaine


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Il gallo e la volpe

Sul ramo di un grande albero stava l’astuto gallo a far da sentinella. Fu allora che la volpe, con aria da santarella, gli disse:
– Lo sai amico mio? Non siamo più in guerra adesso, c’è la pace universale. Scendi, ti voglio abbracciare. Fa presto, vieni giù perché devo portare questa notizia in cento luoghi e più. Ora siete liberi di andar dove volete, noi saremo come fratelli. Vi siano fuochi artificiali, allegria e buonumore! Scendi a prendere il bacio del fraterno amore!
– Amica – le rispose il furbo gallo – mi commuovono queste cose e te ne sono grato. Ma voglio fare la pace in modo più solenne e gaio abbracciando, insieme a te, anche quel levriero che corre verso di noi. Sarà sicuramente un corriere mandato a dare questo annuncio. Mentre egli arriva, io scendo dalla pianta, così potremo abbracciarci tutti quanti.
– Salutamelo – rispose la volpina – ho troppa fretta e la strada che devo fare è molto lunga. Nel caso, festeggeremo domattina. –
E, in fretta e furia, se la svignò per la campagna delusa dal fallimento del suo tranello.
Vedendo ciò il vecchio gallo sorrise e cantò questa celebre sentenza: è doppio il perdono quando inganni chi ti inganna.

La Fontaine

The rooster and the fox

On the branch of a large tree was the wily rooster to act as sentinel. It was then that the fox, with air from goody, said:
– Do you know my friend? We are no longer at war now, there is universal peace. Come down, I want to embrace. Hurry, come down because I have to bring this news and more in a hundred places. Now you are free to go where you want, we will be like brothers. There are fireworks, joy and good humor! Go down and take the kiss of brotherly love!
– Amica – he replied the crafty rooster – these things move me and I appreciate it. But I want to make peace in a more solemn and gay embracing, with you, even that greyhound racing toward us. It will surely be a courier sent to this ad. As he arrives, I go down from the tree, so we can embrace everyone.
– Say hello – said the fox – I hurry and the way I have to do it very long. In the event, we will celebrate tomorrow. –
And, in a hurry, he slunk off to the countryside disappointed by the failure of his catch.
Seeing this, the old cock smiled and sang this famous sentence: is double forgiveness when deceive those who are deceiving you.

La Fontaine

Il vecchio e l’asino


Il Vecchio e l’Asino
Un giorno un vecchio contadino col suo giovane nipotino intrapresero un viaggio. Come mezzo di trasporto avevano un asinello. Il vecchio fece salire il nipotino sull’animale e iniziarono a camminare. Lungo il percorso sentirono commentare delle persone: “Guardate quel ragazzo quanto è maleducato, lui sull’asino e il povero vecchio a piedi che lo tira, che vergogna!”. Udendo questo, il vecchio fece scendere il bambino dall’asino e salì lui. Dopo qualche metro però incontrarono un altro gruppo di persone che disse ad alta voce: “Guardate che sfacciato quel tipo, lascia che il ragazzino tiri l’asino mentre lui se ne sta comodamente in groppa, che vergogna!”. Il contadino allora disse al nipote di salire sull’asinello anche lui, ma poco più avanti udirono un nuovo gruppo di persone commentare: “Guardate quei due, conun asinello così piccolo gli stanno sopra entrambi, finiranno per sfiancarlo, che vergogna!”. A queste parole il vecchio scese dall’asinello e fece scendere anche il nipote, poi si incamminarono a piedi, tirando l’asino, ma non passò molto tempo che udirono nuovamente i commenti della gente:”Guardate quei due, vanno a piedi anche se hanno un asino a disposizione, che stupidi!”
Quando facciamo qualcosa facciamolo per noi, non per compiacere gli altri;
se nelle nostre scelte cercheremo l’approvazione altrui non l’otterremo mai.

Da Jean de La Fontaine

The Old Man and the Donkey
One day an old farmer with his young grandson embarked on a journey. As a means of transportation had a donkey. The old man made up his grandson on the animal and began to walk. Along the way they heard people comment: “Look at that guy because it is rude, his donkey and the old man on foot and pulls him, what a shame.” Hearing this, the old man down the boy and the donkey got him. After a few meters, however, encountered another group of people who said loudly: “Look at that cheeky kind, let the kid throws the ass while he is sitting comfortably on my back, what a shame.” The farmer then told his nephew to go sull’asinello too, but little later they heard a new group of people commenting: “Look at those two, CONUN the donkey so small they are above both, will eventually sfiancarlo, what a shame.” A these words the old man fell dall’asinello and brought down his nephew, then walked on foot, pulling the donkey, but it was not long before they heard again, people had to say: “Look at those two, go on foot, although they available to an ass, that stupid! “
When we do let’s do something for us, not to please others;
whether in our choices we will not get the approval of others never.

By Jean de La Fontaine

Il leone ed il topo – Esopo


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Il leone ed il topo

Mentre un leone sonnecchiava nel bosco, topi di campagna facevano baldoria. Uno di loro, un po’ sbadato, nel correre si buttò su quel corpo sdraiato. Povero disgraziato! Il leone con una rapida zampata lo afferrò deciso a sbranarlo. Il topolino supplicò clemenza e promise, in cambio della libertà, eterna riconoscenza. Il re della foresta scoppiò a ridere e lo risparmiò.
Una sera, poco tempo dopo, il leone, attraversando la foresta, cadde in una rete tesa dai cacciatori, si impigliò nelle maglie e rimase prigioniero. Il topolino udì i suoi ruggiti di lamento e accorse in suo aiuto. Senza perdere tempo, con i suoi dentini aguzzi si mise a rosicchiare la corda.
Dopo averlo liberato gli disse: – Ecco! Tempo fa hai riso di me perché credevi di non poter ricevere la ricompensa del bene che mi hai fatto. Ora sai che anche un piccolo topolino può essere d’aiuto ad un grande leone! –

Esopo

The lion and the mouse 

While a lion dozing in the woods, field mice they whooped. One of them, a little ‘careless, as he ran and fell on his body lying. Poor wretch! The lion with a quick paw grabbed decided to tear him to pieces. The mouse begged forgiveness and promised, in exchange for freedom, eternal gratitude. The king of the forest laughed and spared him.
One evening, shortly after, the lion, through the forest, fell into a net spread by hunters, got entangled in the net and remained a prisoner. The mouse heard his roars of complaint and came to his rescue. Wasting no time, with its sharp teeth began to gnaw the rope.
After freeing him said – Here! Some time ago you laughed at me because you thought you could not receive the reward of the good you did to me. Now you know that even a small mouse can help to a great lion! –

Aesop

L’albero triste


L’Albero Triste

C’era una volta un bellissimo giardino, con alberi e fiori di ogni tipo, meli, aranci, rose, tutti felici e soddisfatti. C’era solo felicità in quel giardino, tranne che per un albero che era molto triste. Il povero albero aveva un problema: non sapeva chi fosse!

“Ti manca la concentrazione” gli disse il melo, “se davvero ti impegni, puoi fare mele deliziose. Guarda com’è facile”. “Non ascoltarlo” intervenne il cespuglio di rose ”e guarda quanto siamo belle noi!”. L’albero disperato provò ogni cosa gli venisse suggerita, provò a produrre mele e a far sbocciare rose, ma -non riuscendo- ad ogni tentativo si sentiva sempre più frustrato.

Un giorno un gufo arrivò nel giardino, era il più saggio di tutti gli uccelli, e vedendo la disperazione dell’albero esclamò: “Non ti preoccupare. Il tuo problema non è così serio. E’ lo stesso di tanti esseri umani sulla terra! Ti darò io la soluzione: non passare la tua vita ad essere ciò che gli altri vogliono che tu sia. Sii te stesso. Conosci te stesso e per far ciò ascolta la tua voce interiore”. Poi il gufo scomparve.

“La mia voce interiore? Essere me stesso? Conoscere me stesso?” l’albero disperato pensava tra sé e sé, quando all’improvviso comprese. Si tappò le orecchie e aprì il suo cuore e sentì la sua voce interiore che gli stava dicendo “Non darai mai mele perché non sei un melo, e non fiorirai ogni primavera perché non sei un cespuglio di rose. Tu sei una Sequoia, e il tuo destino è crescere alto e maestoso. Sei qui per offrire riparo agli uccelli, ombra ai viaggiatori, bellezza al paesaggio! Tu hai questa missione! Seguila!”. A queste parole, l’albero si sentì forte e sicuro di sé e troncò ogni tentativo di diventare quello che gli altri si aspettavano da lui. In breve tempo riempì il suo spazio e divenne ammirato e rispettato da tutti. Solo da quel momento il giardino divenne completamente felice.

Guardiamoci intorno e chiediamoci: quante sono le sequoie che non sanno di essere tali? Quanti sono i cespugli di rose che per paura danno solo spine? Quanti alberi di mele non sanno di poter far frutta? Nella vita tutti abbiamo una missione da realizzare, uno spazio da riempire. Non permettiamo a niente e nessuno di impedirci di conoscere e condividere la meravigliosa essenza del nostro essere.
The Sad Tree

There was once a beautiful garden with trees and flowers of all kinds, apples, oranges, roses, all happy and satisfied. There was only joy in the garden, except for a tree that was very sad. The poor tree had a problem: he did not know who he was!

“You lack the concentration,” said the apple, “if you really commit yourself, you can make delicious apples. Watch how easy it is. ” “Do not listen to him,” broke in the bush of roses “and look how beautiful we are.” The tree desperately tried everything suggested he be, he tried to produce apples and roses to bloom, but-not-succeeding at every attempt he felt increasingly frustrated.

One day an owl arrived in the garden, was the wisest of all birds, and seeing the despair of the tree exclaimed: “Do not worry. Your problem is not so serious. It ‘the same as many human beings on earth! I’ll give you the solution: Do not spend your life to be what others want you to be. Be yourself. Know yourself and listen to what your inner voice. ” Then the owl disappeared.

“My inner voice? Be myself? Knowing myself? “Tree desperate thought to himself, when he suddenly understood. He covered his ears and opened his heart and heard his inner voice was saying “Do not ever give apples because you’re not an apple tree, and do not bloom every spring because you are not a rose bush. You are a Sequoia, and your destiny is to grow tall and majestic. You are here to provide shelter for birds, shade for travelers, beauty to the landscape! You have this mission! Follow her. ” At these words, the tree he felt strong and confident, and cut short any attempt to become what others expect from him. Soon it filled its space and was admired and respected by all. Only by that time the garden was completely happy.

Look around and ask: how many redwoods do not know they are these? How many rose bushes for fear that harm only thorns? How many apple trees do not know they can make fruit? In life we all have a mission to create a space to fill. We do not allow anyone or anything to prevent us know and share the wonderful essence of our being.

I vasi – Esopo


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I vasi – Esopo

Un vaso di terra cotta e un vaso di rame
galleggiavano trascinati dalla corrente di un fiume.
Il vaso di terra cotta diceva a quello di metallo:
<< Nuota al largo, non al mio fianco,
perché, anche se non ho nessuna voglia di toccarti,
basta che tu mi tocchi ed io vado in frantumi. >>
Insicura è la sorte del debole che ha per vicino un potente.

The vessels – Aesop

A vase of terra cotta and a Copper Vase
They floated carried by the current of a river.
The terra cotta pot said to the metal:
<< Swims off, not by my side,
      because, although I do not want to touch you,
     I just touch me and I go to pieces. >>
Uncertain is the fate of the weak who for a powerful close.

Malgrado tutto


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Malgrado tutto

Anche quella mattina il sole era sbiadito, quasi inesistente.
Anna era incapace di sorridere da quando aveva saputo della sua malattia, era troppo stanca per lottare, per farsene una ragione.
Quel treno, era un piccolo mondo, un incontrare gente proveniente da ogni parte della città, sopratutto pendolari che al mattino si recavano al lavoro.
Lui era lì, forse per la prima volta, da quando la sua vita era cambiata, ora non si poteva più permettere una macchina, era un uomo che si arrangiava nella vita, specialmente da quando era disoccupato. Non si immaginava che la crisi lo avrebbe toccato.
Se Anna era lì per recarsi la lavoro, indossando una parrucca ben acconciata, almeno lei credeva, l’uomo era invece salito sul treno per cedere il suo salone di bellezza, ora che non aveva più soldi per mantenerlo. Voleva recarsi in un agenzia in una città vicina, nella speranza di sistemare la situazione.
Il loro sguardo si era incrociato per un solo attimo e sembrava si riconoscessero, almeno così era sembrato.
Così Giorgio sorrise ad Anna, la quale, sollevato lo sguardo dalla rivista che stava sfogliando, si ricordò del suo compagno di scuola ai tempi delle scuole medie.
Lui le appoggiò una mano sul braccio e con aria attenta le chiese se potesse fare qualcosa per lei!
Perché quella domanda?
Allora lui spiegò che quando era salito sul treno era molto arrabbiato, nel vederla, invece quella tensione si era dissolta subito.
Lei le mostrò una foto dal giornale e sorridendo le disse che le sarebbe piaciuto poter avere l’acconciatura della ragazza sul giornale, ma lo disse solo per scherzare, Giorgio invece, con uno sguardo attento studiò il taglio e pensò che Anna con quell’acconciatura poteva stare davvero bene.
Allora entrambi, ridendo rumorosamente, incuranti del luogo in cui si trovavano, dissero che in fondo tutto era possibile. Una frase che usavano spesso ai tempi della scuola, ma come in questo caso?
Giorgio sfilò dallo zaino che aveva con sè una custodia che conteneva un paio di forbici, spiegando con un sorriso che Anna aveva di fronte un mago delle forbici, così, di fronte alla gente incredula, accolse la parrucca che Anna gli porgeva. A lei non interessava di mostrarsi senza capelli, anzi, quello era ora per Anna un importante motivo di sfida.
Quando, insieme arrivarono alla stazione, scesero dal treno e passeggiarono sottobraccio: il sole fece capolino per coronare quella giornata speciale.
Non importava più nulla ad Anna e Giorgio, solo di poter affrontare tutto con un sorriso.

15.01.2015 Poetyca

 

Despite all

That morning the sun had faded, almost nonexistent.
Anna was unable to smile since he had learned of his illness, he was too tired to fight, to get over it.
That train, it was a small world, a meet people from all over the city, especially in the morning commuters on their way to work.
He was there, perhaps for the first time since his life was changed, now you could not afford a car, was a man who made do in life, especially since he was unemployed. Never thought that the crisis would have touched.
If Anna was there to go to work, wearing a wig well coiffed, at least she believed the man had boarded the train instead to give her beauty salon, now that he had no more money to maintain it. He wanted to go to an agency in a nearby town, hoping to fix the situation.
Their eyes were crossed for a moment and seemed to recognize, at least so it seemed.
So George smiled at Anna, which, looked up from the magazine he was leafing, remembered his classmate at the time of middle school.
He put a hand on his arm and air careful asked if he could do something for her!
Why that question?
Then he explained that when he got on the train was very angry to see her instead that tension had dissolved immediately.
She showed her a picture from the newspaper and smiling told her that she would like to have the hairstyle of the girl in the newspaper, but he said only joking, Giorgio instead, with an eye studied cutting and thought that Anna with quell’acconciatura could be really good.
Then both, laughing loudly, regardless of where they were, they said that basically everything was possible. A phrase often used in school, but as in this case?
George pulled from the bag he was carrying a case containing a pair of scissors, explaining with a smile that Anna had faced a magician of the scissors, so, in front of people in disbelief, welcomed the wig that Anna handed him. She did not care to show no hair, in fact, that it was time for Anna an important reason to challenge.
When they arrived together at the station, got off the train and walked arm in arm, the sun peeped to cap that special day.
No longer cared to Anna and George, only to face everything with a smile.

01/15/2015 Poetyca

Il lupo e il leone – Esopo


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Il lupo e il leone – Esopo

Un lupo aveva rubato una pecora dal gregge
e la trascinava nel suo covo, quando un leone
gli si fece incontro e gliela portò via.
Tenendosi a una certa distanza, il lupo gli gridò:
<< Bell’ingiustizia ! mi porti via quello che è mio! >>
E il leone, ridendo: << Già ! perché tu l’avevi avuta
secondo giustizia, da un amico …>>
La favola è un’accusa contro i ladri e i prepotenti
che si incolpano a vicenda quando hanno la peggio.

The wolf and the lion – Aesop

A wolf stole a sheep from the flock
and he dragged her into his lair, when a lion
She met him and brought it to her on.
Keeping a certain distance, the wolf shouted:
<< Bell’ingiustizia! I take away what’s mine! >>
And the lion, laughing: << Yeah! because you had had the
      in righteousness, by a friend … >>
The story is an indictment against the thieves and bullies
who they blame each other when they have the worst.