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L’asino nel pozzo – The Donkey in the Well


 

L’Asino nel Pozzo

Un giorno l’asino di un contadino cadde in un pozzo.

Il pozzo era profondo e l’asino, resosi conto di non poterne uscire, iniziò a ragliare disperatamente. Il contadino pensò come aiutarlo, ma in breve concluse che l’asino era ormai molto vecchio, che il pozzo era ormai secco e che, pertanto, non valeva la pena di sforzarsi per tirare fuori l’animale.

Chiamò quindi i suoi vicini perché lo aiutassero a seppellire vivo l’asino. Ognuno di loro prese una pala e cominciò a buttare palate di terra dentro al pozzo. L’asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo e ragliò ancora più forte. Dopo un po’, con gran sorpresa di tutti, l’asino non emise più suono.

Il contadino guardò allora dentro il pozzo per vedere se fosse già morto, ma con grande stupore, non solo lo trovò ancora vivo, ma vide anche che l’asino si scrollava dalla groppa ogni palata di terra che gli cadeva addosso, facendola cadere al suolo e salendoci sopra.

In breve l’asino riuscì ad arrivare all’imboccatura del pozzo e a uscirne trottando.

A volte la ‘terra’ che ci viene buttata addosso può costituire la soluzione e non il problema!

 

❤ ❤ ❤ 

 

The Donkey in the Well

One day a farmer’s donkey fell down a well.

The well was deep and the donkey, he realized could not get out, desperatelybegan to bray. The farmer thought how to help him, but soon concluded that the donkey was already very old, the well was dry by now and that, therefore, not worththe effort to bring out the animal.

So he called his neighbors to help him bury alive the ass. Each of them took ashovel and began to toss shovelfuls of earth into the well. The donkey was not slow to realize what they were doing and brayed louder. After a while ‘, much toeveryone’s surprise, the donkey gave no more sound.

The farmer then looked into the well to see if he was dead, but with the amazement, not only found him still alive, but he also saw that the donkey is therump shaking every shovelful of earth that fell on her, causing her to fall to the ground and salendoci above.

In short the donkey managed to reach the mouth of the well and trotted to get out.

Sometimes the ‘land’ is that there can be thrown upon the solution not the problem!

 
 
 

Il Girasole tra le spighe – The sunflower among the Ears


Il Girasole tra le Spighe

In una distesa di grano, un giorno nacque un girasole. Le spighe incuriosite si chiesero che cosa fosse quella strana cosa cresciuta in mezzo a loro e cominciarono a prenderlo in giro: “Sei una spiga mal riuscita? Non devi essere così, non vedi come siamo fatte noi? Sei proprio brutto, devasti il manto dorato che noi formiamo, nasconditi!”.
Così, il girasole, umiliato da tutte quelle parole, crebbe con la testa china, senza mai osare alzarla per la vergogna.
Un giorno però passò di lì un bambino che gridò gioioso: “Guarda mamma, in mezzo a quelle spighe c’è un girasole!”, la madre rispose, “E’ vero! Sai che i girasoli sono gli unici fiori al mondo che guardano sempre in faccia il sole con fierezza?”.
A quelle parole il girasole comprese la sua vera natura, capì di non essere una spiga mal riuscita ma il re dei fiori, alzò la testa e fece risplendere la sua meraviglia. Anche le spighe, avendo udito la donna, non gli diedero mai più fastidio e, invece di considerarlo un’anomalia nel loro campo, iniziarono a pensare di essere fortunate ad avere un fiore tanto speciale tra loro.

Ogni creatura porta dentro di sé la propria bellezza e lo scopo della propria esistenza.
Se non lo abbiamo ancora fatto, troviamo la nostra bellezza e il nostro scopo!

The sunflower among the Ears
In a field of wheat, one day came a sunflower. The ears curiously wondered whatthat strange thing was brought up in their midst and began to tease him: “You’re abotched ear? Must not be so, we do not see how we made? You’re ugly,devastates the golden mantle that we form hide. “
Thus, the sunflower, humbled by all those words, she grew up with china head,without ever daring to raise it to shame.
But one day passed by a joyful child who cried: “Look Ma, in the midst of thosespikes is a sunflower!” The mother replied, “It ‘s true! Know that sunflowers are the only flowers in the world who look always face the sun with pride? “.
At these words the sunflower understood his true nature, he knew not to be abotched ear but the king of flowers, raised his head and made her wonder shine.Even the ears, hearing the woman he ever gave him more trouble and instead of considering it an anomaly in their field, they began to think they are lucky to have a flower so special together.

Every creature bears within itself its own beauty and purpose of their existence.
If we have not yet done so, we find our beauty and our goal!

Il corvo e la volpe – Esopo – The Fox and the Crow – Aesop


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Il corvo e la volpe – Esopo

Un corvo che aveva rubato un pezzo di formaggio volò su un ramo di un albero.
Una volpe lo vide e volendo per se il formaggio,
si mise a lodare il corvo per la sua eleganza, la sua bellezza,
gli disse che nessuno meglio di lui poteva essere considerato il Re degli uccelli,
e che lo sarebbe diventato presto…
<< Peccato che tu sia muto ! >>
Allora il corvo, per far sentire che aveva una bella voce,
spalancò il becco ed emise un grido.
Subito la volpe si precipitò sul formaggio caduto a terra:
<< Caro corvo, nulla ti mancherebbe per essere Re, se avessi un po’ di cervello >>
La vanità spesso acceca e fa commettere delle sciocchezze.
The Fox and the Crow – Aesop

A crow stole a piece of cheese flew on a branch of a tree.
A fox saw him and wanting to whether the cheese,
she began to praise the crow by its elegance, its beauty,
She told him that no one better than he could be considered the king of birds,
and that it would soon become …
<< Too bad it’s dumb! >>
Then the raven, to feel that he had a beautiful voice,
He opened its beak and let out a cry.
Immediately the fox ran over the cheese fell to the ground:
<< Dear crow, it would lack nothing to be King, if I had a little ‘brain >>
Vanity blinds and often does commit nonsense.

I viandanti e il platano – Esopo – The travelers and the plane tree Aesop


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I viandanti e il platano Esopo

Un giorno d’estate, quando il sole era alto,
due viandanti accaldati e stanchi videro un platano
e si sdraiarono alla sua ombra per riposare.
Poi, levato lo sguardo verso il platano,
presero a dire che quell’albero così sterile
era inutile agli uomini. Ma l’albero rispose:
<< Ingrati !
Mi accusate di essere sterile e inutile,
mentre ancora state godendo dei miei benefici. >>
Anche tra gli uomini ci sono persone modeste
alla cui bontà non si presta attenzione,
malgrado facciano del bene al loro prossimo.

 

The travelers and the plane tree Aesop

One summer day, when the sun was up,
two travelers hot and tired they saw a plane
and they lay down to rest in its shade.
Then lifted his gaze to the plane,
they said that tree so sterile
it was useless to men. But the tree replied:
<< Ungrateful!
You accuse me of being sterile and useless,
while you are still enjoying my benefits. >>
Even among men there are modest people
to whose goodness you’re not careful,
although they do good to their neighbor.

I vasi – The vessels – Esopo


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I vasi – Esopo

Un vaso di terra cotta e un vaso di rame
galleggiavano trascinati dalla corrente di un fiume.
Il vaso di terra cotta diceva a quello di metallo:
<< Nuota al largo, non al mio fianco,
perché, anche se non ho nessuna voglia di toccarti,
basta che tu mi tocchi ed io vado in frantumi. >>
Insicura è la sorte del debole che ha per vicino un potente.

The vessels – Aesop

A vase of terra cotta and a Copper Vase
They floated carried by the current of a river.
The terra cotta pot said to the metal:
<< Swims off, not by my side,
      because, although I do not want to touch you,
     I just touch me and I go to pieces. >>
Uncertain is the fate of the weak who for a powerful close.

Il cane invitato a pranzo – The dog invited to lunch – Esopo


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Il cane invitato a pranzo Esopo

Un signore aveva preparato un banchetto per ricevere un suo amico.
Il suo cane chiamò un altro cane e gli disse:
<< Amico mio, vieni qui da me. Ti invito a pranzo. >>
Quello venne e alla vista del gran banchetto disse tra se:
<< Che fortuna ho avuto. Che magnifico banchetto !
Mangerò fino alla nausea in modo da non avere più fame
per un paio di giorni. >>
Mentre pensava queste cose e dimenava la coda,
pieno di fiducia nel suo amico, il cuoco lo notò,
lo afferrò per la coda e lo scaraventò fuori dalla finestra.
Con grandi guaiti si allontanò deluso e dolorante da quella casa.
Uno dei cani che incontrò sulla strada gli chiese:
<< Allora, come è andato il pranzo ? >>
<< Oh, ho bevuto così tanto da ubriacarmi e dimenticarmi perfino
da quale parte sono passato per uscire dalla casa. >>
La favola mostra che non ci si deve fidare di chi
promette di beneficiarci a spese altrui.

The dog invited to lunch Aesop

A gentleman had prepared a banquet to receive his friend.
Her dog called another dog and said:
<< My friend, come here to me. I invite you to lunch. >>
That was the view of the great feast and said to himself:
<< What luck I had. What a magnificent feast!
I eat nauseum so no longer hungry
for a couple of days. >>
While he is thinking these things and wiggled his tail,
full of confidence in his friend, the chef noticed,
He grabbed him by the tail and threw it out the window.
With great yelps walked away disappointed and sore from that house.
One of the dogs he met on the street asked,
<< So, how was lunch? >>
<< Oh, I drank so much to get drunk and forget even
which side I am passed out of the house. >>
The fable shows that we should not trust people who
He promises to beneficiarci at the expense of others.

La cornacchia e la brocca – The crow and the pitcher – Esopo


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La cornacchia e la brocca 

Una cornacchia mezza morta di sete trovò una brocca che una volta era stata piena d’acqua. Quando

infilò il becco nella brocca per abbeverarsi, si rese conto che vi era rimasto soltanto un goccio

d’acqua sul fondo. Provò e riprovò inutilmente.
D’un tratto le venne un’idea e, preso un sasso, lo gettò nella brocca.
Poi prese un altro sasso e lo gettò nella brocca.
Ne prese un altro e gettò anche questo nella brocca.
Ne prese un altro e gettò anche questo nella brocca.
Ne prese un altro e gettò anche questo nella brocca.
Ne prese un altro e gettò anche questo nella brocca.
Ne prese un altro e gettò anche questo nella brocca.
Pian piano vide l’acqua salire verso di sé e, dopo aver gettato ancora altri sassi riuscì a bere

salvandosi la vita.

A poco a poco si arriva a tutto.

Esopo

The crow and the pitcher 

A crow half dead of thirst found a jug that had once been filled with water. when

poked their beaks into the pitcher to drink, he realized that there was still only a drop

of water on the bottom. He tried and tried again to no avail.
Suddenly she had an idea, and took a stone, threw it into the pitcher.
Then he took another pebble and threw it into the pitcher.
He took another and also threw this into the pitcher.
He took another and also threw this into the pitcher.
He took another and also threw this into the pitcher.
He took another and also threw this into the pitcher.
He took another and also threw this into the pitcher.
Gradually he saw the water rise up to him and, after throwing stones others still managed to drink

life saving themselves.

Gradually you get to everything.

Aesop

Il leone ed il topo – The lion and the mouse – Esopo


favolediesopo

Il leone ed il topo

Mentre un leone sonnecchiava nel bosco, topi di campagna facevano baldoria. Uno di loro, un po’ sbadato, nel correre si buttò su quel corpo sdraiato. Povero disgraziato! Il leone con una rapida zampata lo afferrò deciso a sbranarlo. Il topolino supplicò clemenza e promise, in cambio della libertà, eterna riconoscenza. Il re della foresta scoppiò a ridere e lo risparmiò.
Una sera, poco tempo dopo, il leone, attraversando la foresta, cadde in una rete tesa dai cacciatori, si impigliò nelle maglie e rimase prigioniero. Il topolino udì i suoi ruggiti di lamento e accorse in suo aiuto. Senza perdere tempo, con i suoi dentini aguzzi si mise a rosicchiare la corda.
Dopo averlo liberato gli disse: – Ecco! Tempo fa hai riso di me perché credevi di non poter ricevere la ricompensa del bene che mi hai fatto. Ora sai che anche un piccolo topolino può essere d’aiuto ad un grande leone! –

Esopo

The lion and the mouse 

While a lion dozing in the woods, field mice they whooped. One of them, a little ‘careless, as he ran and fell on his body lying. Poor wretch! The lion with a quick paw grabbed decided to tear him to pieces. The mouse begged forgiveness and promised, in exchange for freedom, eternal gratitude. The king of the forest laughed and spared him.
One evening, shortly after, the lion, through the forest, fell into a net spread by hunters, got entangled in the net and remained a prisoner. The mouse heard his roars of complaint and came to his rescue. Wasting no time, with its sharp teeth began to gnaw the rope.
After freeing him said – Here! Some time ago you laughed at me because you thought you could not receive the reward of the good you did to me. Now you know that even a small mouse can help to a great lion! –

Aesop

L’albero triste


L’Albero Triste

C’era una volta un bellissimo giardino, con alberi e fiori di ogni tipo, meli, aranci, rose, tutti felici e soddisfatti. C’era solo felicità in quel giardino, tranne che per un albero che era molto triste. Il povero albero aveva un problema: non sapeva chi fosse!

“Ti manca la concentrazione” gli disse il melo, “se davvero ti impegni, puoi fare mele deliziose. Guarda com’è facile”. “Non ascoltarlo” intervenne il cespuglio di rose ”e guarda quanto siamo belle noi!”. L’albero disperato provò ogni cosa gli venisse suggerita, provò a produrre mele e a far sbocciare rose, ma -non riuscendo- ad ogni tentativo si sentiva sempre più frustrato.

Un giorno un gufo arrivò nel giardino, era il più saggio di tutti gli uccelli, e vedendo la disperazione dell’albero esclamò: “Non ti preoccupare. Il tuo problema non è così serio. E’ lo stesso di tanti esseri umani sulla terra! Ti darò io la soluzione: non passare la tua vita ad essere ciò che gli altri vogliono che tu sia. Sii te stesso. Conosci te stesso e per far ciò ascolta la tua voce interiore”. Poi il gufo scomparve.

“La mia voce interiore? Essere me stesso? Conoscere me stesso?” l’albero disperato pensava tra sé e sé, quando all’improvviso comprese. Si tappò le orecchie e aprì il suo cuore e sentì la sua voce interiore che gli stava dicendo “Non darai mai mele perché non sei un melo, e non fiorirai ogni primavera perché non sei un cespuglio di rose. Tu sei una Sequoia, e il tuo destino è crescere alto e maestoso. Sei qui per offrire riparo agli uccelli, ombra ai viaggiatori, bellezza al paesaggio! Tu hai questa missione! Seguila!”. A queste parole, l’albero si sentì forte e sicuro di sé e troncò ogni tentativo di diventare quello che gli altri si aspettavano da lui. In breve tempo riempì il suo spazio e divenne ammirato e rispettato da tutti. Solo da quel momento il giardino divenne completamente felice.

Guardiamoci intorno e chiediamoci: quante sono le sequoie che non sanno di essere tali? Quanti sono i cespugli di rose che per paura danno solo spine? Quanti alberi di mele non sanno di poter far frutta? Nella vita tutti abbiamo una missione da realizzare, uno spazio da riempire. Non permettiamo a niente e nessuno di impedirci di conoscere e condividere la meravigliosa essenza del nostro essere.
The Sad Tree

There was once a beautiful garden with trees and flowers of all kinds, apples, oranges, roses, all happy and satisfied. There was only joy in the garden, except for a tree that was very sad. The poor tree had a problem: he did not know who he was!

“You lack the concentration,” said the apple, “if you really commit yourself, you can make delicious apples. Watch how easy it is. ” “Do not listen to him,” broke in the bush of roses “and look how beautiful we are.” The tree desperately tried everything suggested he be, he tried to produce apples and roses to bloom, but-not-succeeding at every attempt he felt increasingly frustrated.

One day an owl arrived in the garden, was the wisest of all birds, and seeing the despair of the tree exclaimed: “Do not worry. Your problem is not so serious. It ‘the same as many human beings on earth! I’ll give you the solution: Do not spend your life to be what others want you to be. Be yourself. Know yourself and listen to what your inner voice. ” Then the owl disappeared.

“My inner voice? Be myself? Knowing myself? “Tree desperate thought to himself, when he suddenly understood. He covered his ears and opened his heart and heard his inner voice was saying “Do not ever give apples because you’re not an apple tree, and do not bloom every spring because you are not a rose bush. You are a Sequoia, and your destiny is to grow tall and majestic. You are here to provide shelter for birds, shade for travelers, beauty to the landscape! You have this mission! Follow her. ” At these words, the tree he felt strong and confident, and cut short any attempt to become what others expect from him. Soon it filled its space and was admired and respected by all. Only by that time the garden was completely happy.

Look around and ask: how many redwoods do not know they are these? How many rose bushes for fear that harm only thorns? How many apple trees do not know they can make fruit? In life we all have a mission to create a space to fill. We do not allow anyone or anything to prevent us know and share the wonderful essence of our being.

Il vecchio e l’asino


Il Vecchio e l’Asino
Un giorno un vecchio contadino col suo giovane nipotino intrapresero un viaggio. Come mezzo di trasporto avevano un asinello. Il vecchio fece salire il nipotino sull’animale e iniziarono a camminare. Lungo il percorso sentirono commentare delle persone: “Guardate quel ragazzo quanto è maleducato, lui sull’asino e il povero vecchio a piedi che lo tira, che vergogna!”. Udendo questo, il vecchio fece scendere il bambino dall’asino e salì lui. Dopo qualche metro però incontrarono un altro gruppo di persone che disse ad alta voce: “Guardate che sfacciato quel tipo, lascia che il ragazzino tiri l’asino mentre lui se ne sta comodamente in groppa, che vergogna!”. Il contadino allora disse al nipote di salire sull’asinello anche lui, ma poco più avanti udirono un nuovo gruppo di persone commentare: “Guardate quei due, conun asinello così piccolo gli stanno sopra entrambi, finiranno per sfiancarlo, che vergogna!”. A queste parole il vecchio scese dall’asinello e fece scendere anche il nipote, poi si incamminarono a piedi, tirando l’asino, ma non passò molto tempo che udirono nuovamente i commenti della gente:”Guardate quei due, vanno a piedi anche se hanno un asino a disposizione, che stupidi!”
Quando facciamo qualcosa facciamolo per noi, non per compiacere gli altri;
se nelle nostre scelte cercheremo l’approvazione altrui non l’otterremo mai.

Da Jean de La Fontaine

The Old Man and the Donkey
One day an old farmer with his young grandson embarked on a journey. As a means of transportation had a donkey. The old man made up his grandson on the animal and began to walk. Along the way they heard people comment: “Look at that guy because it is rude, his donkey and the old man on foot and pulls him, what a shame.” Hearing this, the old man down the boy and the donkey got him. After a few meters, however, encountered another group of people who said loudly: “Look at that cheeky kind, let the kid throws the ass while he is sitting comfortably on my back, what a shame.” The farmer then told his nephew to go sull’asinello too, but little later they heard a new group of people commenting: “Look at those two, CONUN the donkey so small they are above both, will eventually sfiancarlo, what a shame.” A these words the old man fell dall’asinello and brought down his nephew, then walked on foot, pulling the donkey, but it was not long before they heard again, people had to say: “Look at those two, go on foot, although they available to an ass, that stupid! “
When we do let’s do something for us, not to please others;
whether in our choices we will not get the approval of others never.

By Jean de La Fontaine

Il lupo e il leone – Esopo


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Il lupo e il leone – Esopo

Un lupo aveva rubato una pecora dal gregge
e la trascinava nel suo covo, quando un leone
gli si fece incontro e gliela portò via.
Tenendosi a una certa distanza, il lupo gli gridò:
<< Bell’ingiustizia ! mi porti via quello che è mio! >>
E il leone, ridendo: << Già ! perché tu l’avevi avuta
secondo giustizia, da un amico …>>
La favola è un’accusa contro i ladri e i prepotenti
che si incolpano a vicenda quando hanno la peggio.

The wolf and the lion – Aesop

A wolf stole a sheep from the flock
and he dragged her into his lair, when a lion
She met him and brought it to her on.
Keeping a certain distance, the wolf shouted:
<< Bell’ingiustizia! I take away what’s mine! >>
And the lion, laughing: << Yeah! because you had had the
      in righteousness, by a friend … >>
The story is an indictment against the thieves and bullies
who they blame each other when they have the worst.

Il lupo e il cane – Esopo


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Il lupo e il cane – Esopo

Un lupo vide un gran bel cane
attaccato per il collare e gli chiese:
<< Chi è che ti ha legato
e ti ha dato tanto da mangiare ? >>
E il cane rispose:
<< Un cacciatore >>
<< Se c’è un lupo che è mio amico,
Dio gli risparmi questa sorte :
meglio la fame,
che il giogo del collare. >>
La favola mostra che nella sventura
non si possono gustare le gioie dello stomaco.

The wolf and the dog – Aesop

A wolf saw a great dog
attached to the collar and asked him:
<< Who is it that has tied
      and he has given much to eat? >>
And the dog responded:
<< >> A hunter
<< If there’s a wolf who is my friend,
      God save this fate:
      better to hunger,
      that the yoke of the collar. >>
The fable shows that adversity
you can taste the joys of the stomach.

Il leone e l’onagro – Esopo


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Il leone e l’onagro – Esopo

Il leone e l’onagro andavano a caccia di bestie selvatiche,
il leone mettendo a profitto la sua forza,
e l’onagro la velocità delle sue gambe.
Quando ebbero catturato una certa quantità di selvaggina,
il leone fece le parti; divise tutto in tre mucchi, e dichiarò:
<< La prima spetta al primo, cioè a me che sono il re.
La seconda mi spetta come socio a pari condizioni.
Quanto alla terza, ti porterà gran disgrazia,
se non ti decidi a squagliarti. >>
Conviene agire secondo le proprie forze,
e coi più potenti di noi
non immischiarsi né associarsi.
Nota: onagro : asino selvatico di taglia piccola
The lion and the wild ass – Aesop

The lion and the wild ass hunted wild animals,
the lion by harnessing its strength,
the onager and the speed of his legs.
When they caught a certain amount of game,
the lion made parts; He divided everything into three piles, and declared:
<< The first pertains to the first, that is, to me that I’m the king.
The second falls to me as a partner on equal terms.
As for the third, it will bring great misfortune,
if you decide to squagliarti. >>
It should act according to his ability,
and with the most powerful of us
not meddle nor associate.
Note: onagro: wild donkey Small

Il leone ed il topolino riconoscente – Esopo


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Il leone ed il topolino riconoscente – Esopo

Un topolino correva sul corpo di un leone addormentato,
il quale si svegliò e, acchiappatolo, fece per ingoiarlo.
La bestiola allora lo supplicò di risparmiarlo e che,
se ne usciva salvo, gli avrebbe dimostrata la sua riconoscenza.
Allora il leone scoppiò a ridere e lo lasciò andare.
Dopo un certo tempo, il leone fu catturato da cacciatori
che lo legarono con una corda ad un albero.
Il topo, che udì i suoi lamenti, accorse,
rosicchiò la corda e lo liberò, dicendo:
<< Tu quella volta ridevi di me perché non immaginavi mai
di poter avere una ricompensa da parte mia.
Ora hai capito che anche i topi sono capaci di gratitudine. >>
La favola mostra come, con il mutare delle circostanze,
anche i potenti possono avere bisogno dei deboli.
The lion and the mouse grateful – Aesop

A mouse ran over the body of a sleeping lion,
who he woke up and, acchiappatolo, started to swallow it.
The animal then begged him to spare him and that,
he went out except, would demonstrated her gratitude.
Then the Lion laughed and let him go.
After some time, the lion was captured by hunters
which tied him with a rope to a tree.
The mouse, that he heard her moaning, saw,
He gnawed the rope and freed him, saying:
<< You that time you laughed at me because you never imagined ever
     You can have a reward from me.
      Now you understand that even the rats are capable of gratitude. >>
The story shows how, with the changing circumstances,
even the mighty may need the weak.

Il corvo di Ermes – Esopo


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Il corvo di Ermes – Esopo

Un corvo, preso al laccio, pregò il dio Apollo di liberarlo,
promettendogli un’offerta di incenso;
ma una volta libero si dimenticò della promessa.
Quando fu preso al laccio una seconda volta,
non si rivolse ad Apollo ma promise al dio Ermes un’offerta.
Ma Ermes gli disse:
<< Sciagurato, come puoi immaginare che io ti creda,
dopo che hai ingannato il tuo primo signore ? >>
Chi si mostra ingrato verso i suoi benefattori
non trova nessuno che lo aiuti quando è nei guai.

Ermes ( Hermes o Ermete ): dio greco dell’astuzia dei commerci

The crow of Hermes – Aesop

A crow, snared, prayed to the god Apollo to free him,
promising an offering of incense;
but once free he forgot the promise.
When he snared a second time,
He not turned to Apollo but promised the god Hermes bid.
But Hermes said:
<< Wretched, as you can imagine that I believe you,
      after that you have deceived your first ladies? >>
Who shows ungrateful to his benefactors
can not find anyone to help him when he’s in trouble.

Hermes (Hermes or Hermes): greek god of cunning businesses

Il cinghiale, il cavallo ed il cacciatore – Esopo


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Il cinghiale, il cavallo ed il cacciatore – Esopo

Un cinghiale e un cavallo
andavano a pascolare nello stesso posto.
Ma il cinghiale calpestava continuamente l’erba
e intorbidiva l’acqua al cavallo, il quale,
per vendicarsi, chiese aiuto al cacciatore.
Questi gli rispose che non poteva far nulla per lui
se non si lasciava mettere il morso e le briglia
e non lo prendeva in groppa.
Il cavallo acconsentì a tutte le sue richieste.
Allora il cacciatore salì sul cavallo, uccise il cinghiale,
ma poi condusse il cavallo nella stalla e lo legò alla mangiatoia.
Così molti, mossi da un cieco impulso di collera,
per vendicarsi dei propri nemici, si precipitano sotto il giogo altrui.

The wild boar, the horse and the hunter – Aesop

A boar and a horse
they went to pasture in the same place.
But the boar trampled continually grass
and intorbidiva the water to the horse, which,
for revenge, he appealed for help to the hunter.
He answered that he could do nothing for him
if you do not let put the bite and bridle
and he did not take him on his back.
The horse agreed to all his demands.
Then the hunter climbed on the horse, killed the boar,
but then he led the horse into the stable and tied to the manger.
So many, driven by blind impulses of anger,
to take revenge on their enemies, they rush under the yoke of others.

Il cane e la lepre – Esopo


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Il cane e la lepre Esopo

Un cane da caccia che aveva catturato una lepre,
un momento la mordeva e un momento le leccava il muso.
<< Ehi, tu >> disse, sfinita, la lepre
<< o la smetti di mordermi, o smetti di baciarmi,
affinché io possa capire se sei un amico o un nemico. >>
Questa favola è adatta alle persone ambigue.

 

The dog and the hare Aesop

A hunting dog that had caught a hare,
a moment a moment and biting licking its nose.
<< Hey, you >> said, exhausted, the hare
<< Or stop to bite me, or stop kissing me,
      so I can understand if you’re a friend or an enemy. >>
This story is suitable for people ambiguous.

Il lupo e la volpe – La Fontaine


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Il lupo e la volpe

Per il vecchio Esopo, solo la volpe è birbante e maestra d’astuzia.
Per conto mio non vale meno ogni altro animale in quanto a furbizia.
Ma anche questa volta, tra il lupo e la volpe, è quest’ultima la più scaltra.

Una sera la volpe vide in fondo ad un pozzo il grosso cerchio della luna; così tondo e giallo le sembrò un formaggio. Dei due secchi che servivano ad attingere l’acqua, uno stava in alto, tenuto sospeso dall’altro che stava in basso. La volpe affamata entrò nel secchio superiore e subito si trovò in fondo al pozzo. Si accorse allora del sue errore e subito fu colta dal timore: sarebbe potuta risalire soltanto se un altro animale affamato, attirato dall’immagine del falso formaggio, fosse entrato nell’altro secchio riportando il suo verso l’alto.
Due giorni stette dentro al buco nero senza che un cane la vedesse. Il tempo fece il suo mestiere e in due notti l’astro circolare si era ridotto ad una mezzaluna.
La volpe era disperata quand’ecco che passò di là il lupo affamato e si fermò a contemplare quel luccicante oggetto.
– Amico mio – gridò la volpe – voglio offrirti da mangiare. Vedi questa cosa accanto a me? E’ un formaggio squisito ed eccellente, fatto col latte di una mucca famosa e, se qualcuno un po’ sofferente mangiasse un pochin di questa cosa, sarebbe subito risanato, tant’è squisita e appetitosa. Vedi, io stessa ne ho uno spicchio rosicchiato ma ne resta, se ti va, un bel boccone prelibato. Scendi a gustarlo: ho lasciato un secchio apposta per te. –
L’imbroglio funzionò; il lupo, sciocco, si lasciò ingannare: nel secchio entrò e, il suo peso, la volpe in alto riportò.

Non ridiamo, perchè sovente a noi succede di mangiare del formaggio anche peggiore. Facilmente l’uomo di buona fede si lascia affascinare da ciò che lo illude o lo spaventa e, spesso, crede al diavolo stesso che lo tenta.

La Fontaine

The wolf and the fox
For the old Aesop, only the fox is cunning rogue and teacher.
For my part not worth less every other animal in terms of smarts.
But this time, between the wolf and the fox, it is the most cunning.

One evening he saw the fox in the bottom of a pit the big circle of the moon; so round and yellow seemed a cheese. Of the two buckets that served to draw water, one was up, he was held pending on the other down. The hungry fox entered the bucket higher and soon found himself at the bottom of the well. He became aware of its error and then immediately was seized by fear: she could go back only if another animal hungry, attracted by the image of fake cheese, he entered another bucket bringing her up.
Two days remained in the black hole that dog seeing him. The weather did its job and in two nights the star circular had been reduced to a crescent.
The fox was desperate when suddenly passed by the hungry wolf and stopped to contemplate that shiny object.
– My friend – shouted the fox – I want to buy you eat. See this thing next to me? It ‘an exquisite and excellent cheese, made with the milk of a cow and famous, if someone a little’ suffering ate a Pochin of this thing, it would be immediately restored, so much so exquisite and appetizing. See, I myself have one clove eaten but still, if you like, a pretty tasty dish. Come down to enjoy it: I left a bucket just for you. –
The scam worked; the wolf, fool, fooled: in the bucket and went, his weight, the fox in the upper back.

We do not laugh, because it often happens to us to eat the cheese even worse. Easily the man of good faith is fascinated by what deceives him or frightens him, and often believe the devil himself who tempts him.

La Fontaine

Il leone malato e la volpe – La Fontaine


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Il leone malato e la volpe

Un giorno il leone, ormai vecchio ed ammalato, comandò a tutti i sudditi che lo andassero a trovare, promettendo in cambio della visita la salvaguardia da zanne e artigli.
Mentre tutti gli animali andavano, in solenne sfilata, a far visita al re della foresta, una volpe poco persuasa decise di restar nella sua casa.
E si dice che dicesse: – Se osservate le orme impresse nel terreno, vedrete che nessuno torna indietro. Ad uno ad uno cadon tutti nella trappola. Grazie tante, maestà, della grazia che ci fa. Benissimo si vede che nella tana si può entrare, ma non si vede altrettanto bene come da lì si possa uscire. –

Coi malvagi di natura, la prudenza non è mai troppa!

La Fontaine

The sick lion and the fox

One day the lion was old and sick, commanded all the subjects that they were going to find, promising in return the visit the safeguard fangs and claws.
While all the animals went in solemn procession, to visit the king of the forest, a little fox persuaded decided to remain in her home.
It is said that said: – If you look at the footprints in the ground, you will see that nobody comes back. One by one they all are desolate in the trap. Thank you, your majesty, the grace that makes us. Well you see that in the den you can enter, but do not see as well as from there you can go out. –

With the evil of nature, prudence is never enough!

La Fontaine

La parte del leone – Fedro


favolefedro

La parte del leone

La mucca, la capretta e la pecora, tolleranti delle offese, si allearono nei boschi col leone. Avendo essi preso un grosso cervo, dopo aver fatto le parti, il leone prese la parola e disse: – Io mi prendo la prima perché mi chiamo leone; la seconda me la concederete perché sono forte; la terza parte toccherà a me perché valgo di più; quanto alla quarta, guai a chi la tocca! –
Così l’arroganza di uno solo portò via l’intera preda.

Dell’alleanza col potente non ci si può mai fidare.

Fedro

The lion’s share

The cow, goat and sheep, tolerant of offenses, allied themselves with the lion in the woods. Since they took a big deer, after the parties, the lion spoke up and said: – I’ll take the first because my name is lion; the second will grant me because they are strong; the third part will touch me because I am worth more; As to the fourth, woe betide anyone who touches it! –
So the arrogance of one took away the whole prey.

Alliance with the powerful you can not ever trust.

Phaedrus

Il lupo e l’agnello – Fedro


favolefedro

Il lupo e l’agnello

Un giorno un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si trovarono a bere al medesimo ruscello. Mentre il lupo stava in alto, l’agnello era più in basso. Ed ecco che il brigante, spinto dalla sua insaziabile fame, suscitò un pretesto per litigare.
– Perché – disse il lupo – hai reso torbida l’acqua che sto bevendo? –
L’agnellino, spaventato, replicò: – Come potrei fare ciò di cui ti lamenti, lupo? L’acqua parte da te e poi scende alla mia bocca –
Sconfitto dalla forza della verità il lupo disse: – Hai sparlato di me sei mesi fa –
L’agnello rispose: – Veramente non ero ancora nato –
Ma il lupo urlò di nuovo: – Allora fu tuo padre a parlar male di me – E lanciandosi sul povero agnellino lo sbranò, dandogli ingiusta morte.

Questa favola è stata scritta per gli uomini che opprimono gli innocenti con falsi pretesti.

Fedro

The wolf and the lamb

One day a wolf and a lamb, driven by thirst, they found drinking at the same stream. While the wolf was high, the lamb was lower. And then the robber, driven by his insatiable hunger, caused a pretext for arguing.
– Why – he said the wolf – have made murky water I’m drinking? –
The lamb, trembled, and answered: – How could I do that of which you complain, wolf? The water part of you and then down to my mouth –
Defeated by the force of the truth the wolf said: – You have spoken ill of me six months ago –
The lamb replied: – Actually I was not yet born –
But the wolf shouted again: – So was your father to speak ill of me – and throwing it on the poor lamb Sbrano, giving unjust death.

This story was written by men who oppress the innocent with false pretenses.

Phaedrus

I figli discordi – Esopo


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I figli discordi – Esopo

I figli di un contadino non andavano d’accordo, ed egli,
per quanto continuasse ad ammonirli, non riusciva a correggerli.
Pensò allora di ricorrere ad un esempio pratico,
e disse loro di portargli un fascio di verghe.
Unì le verghe in un fascio ben stretto,
le consegnò ai figli e ordinò loro di spezzarle,
ma per quanti sforzi facessero non ci riuscirono.
Allora sciolse il fascio e diede loro le verghe una ad una,
e siccome le rompevano senza difficoltà, soggiunse:
<< Così anche voi, figli miei, se sarete uniti,
non sarete sopraffatti dai nemici,
ma se litigherete, offrirete loro una facile preda. >>
La favola mostra che più grande è la concordia,
maggiore è l’unione e la forza.

The children divided – Aesop

The children of a farmer did not get along, and he,
however he continued to warn, could not correct them.
Then thought to have recourse to a practical example,
and he told them to bring him a bundle of rods.
He joined the rods into a tight beam,
handed to the children and ordered them to break them,
but try as they did they could not.
Then untied the bundle and gave them the rods one by one,
and as the broke without difficulty, he added:
<< So you also, my children, if you will be united,
      you will not be overwhelmed by enemies,
      but if you quarrel, you shall offer them an easy prey. >>
The fable shows that the greater harmony,
greater unity and strength.

Tra il dire ed il fare – Esopo


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Tra il dire ed il fare

Un giorno i topi si riunirono a congresso per escogitare il modo di sfuggire all’orribile gatto
che abitava nel loro stesso appartamento.
Ad un tratto un giovane topolino esclamò: – Vi dirò io che cosa dobbiamo fare…una cosa
semplice: attaccare un campanello alla coda del gatto. Quando si muoverà, il campanello suonerà e
noi sapremo dov’è la bestiaccia. –
I topi si misero a strillare saltellando di gioia finchè un vecchio topone domandò: – E chi andrà
ad attaccare il campanello? –
Tutti tacquero. Nessuno dei topi era disposto a tentare l’impresa.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Esopo

Between saying and doing

One day the mice gathered in Congress to figure out how to escape the horrible cat who lived in their own apartment.
Suddenly a young rat exclaimed: – I’ll tell you what to do … something simple: attach a bell to the cat’s tail. When you move, the bell will ring and we will know where the beast. –
The mice began to shriek with joy hopping until an old rat asked – and who will go to attack the bell? –
All were silent. None of the mice was willing to groped the company.

Between saying and doing is middle of the sea.

Aesop

 

La rana ed il bue – Fedro


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La rana ed il bue

Un giorno, in un prato, una rana vide un bue. Le sembrò magnifico e provò una profonda invidia per la sua imponenza.
Incominciò così a gonfiarsi quanto più poteva. Interrogò poi i suoi piccoli chiedendo loro se fosse più grande del bue. Essi risposero di no.
Subito tese la pelle con sforzo maggiore e chiese di nuovo chi fosse più grande. I figli risposero: – Il bue! –
Sdegnata, la rana si gonfiò ancora di più e alla fine scoppiò.

Quando i piccoli vogliono imitare i grandi finiscono male.

Fedro

The Frog and the Ox

One day, in a meadow, a frog saw an ox. It seemed beautiful and felt a deep envy for its grandeur.
So he began to swell as much as he could. Then he asked his little asking them if it was larger than the ox. They said no.
Immediately taut skin with more effort and again asked who was the greatest. The children answered – The ox! –
Indignant, the frog swelled even more and eventually burst.

When the little ones want to imitate the great end badly.

Phaedrus

Il lupo e la cicogna – La Fontaine


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Il lupo e la cicogna
I lupi sono bestie che, si sa, mangian sempre con grande avidità.
Un giorno ad un lupo, che mangiava a più non posso, andò di traverso un intero osso.
Con quell’affare conficcato in mezzo alla gola sarebbe presto morto se la cicogna dal becco lungo non gliel’avesse tolto. Con l’abilità di un chirurgo il lupo liberò ed una ricompensa per sè domandò.
– Tu scherzi – rise il lupo – ringrazia il ciel che ti ho risparmiata. Ora vattene, sciagurata, impara ad esser grata, e prega i santi di non capitarmi più davanti. –

Non sperate mai nulla dai potenti e non aspettatevi da loro alcun compenso per i vostri favori.

La Fontaine

The wolf and the stork
Wolves are beasts, you know, they eat more and with great eagerness.
One day a wolf, he ate like crazy, I choked on an entire bone.
With that thing stuck in the middle of the gorge would soon die if the stork-billed long gliel’avesse not removed. With the skill of a surgeon wolf freed and a reward in itself he asked.
– You joke – the wolf laughed – thank heaven that I spared. Now go away, wretched, learn to be grateful, and prays the saints not to have happened more ahead. –

Do not expect anything from the powerful and do not expect them any compensation for your favors.

La Fontaine

La cicala e la formica – La Fontaine


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La cicala e la formica

La cicala imprevidente che aveva passato tutta l’estate a cantare sotto il sol, al giungere dell’inverno senza provviste si trovò. Affamata e piagnucolosa domandò alla formica laboriosa di prestarle qualche cosa.
– Ti pagherò – le disse – prima dell’agosto, interessi e capitale: te lo prometto, parola di cicala! –
La formica che ha il difetto di prestar malvolentieri, le rispose chiaro e netto:
– Che cos’hai fatto fino a ieri? –
– Notte e giorno, senza posa, cantavo e cantavo… –
– Ebbene…adesso balla!

La favoletta insegna che non bisogna mai essere imprevidenti perché la leggerezza si paga cara.

La Fontaine

The Ant and the Grasshopper

The grasshopper improvident who had spent all summer singing in the sun, to reach winter without provisions he found himself. Hungry and weepy asked the industrious ant to lend anything.
– I’ll pay – he said – before August, interest and principal: I promise, word cicada! –
The ant that has the defect to lend reluctantly, answered loud and clear:
– What have you done until now? –
– Night and day, incessantly, sang and sang … –
– Well … now dance!

The tale teaches that you should never be careless because lightness you pay dearly.

La Fontaine

La volpe e l’uva – Fedro


favolefedro

La volpe e l’uva

Un giorno una volpe affamata passò accanto a una vigna e vide alcuni bellissimi grappoli d’uva che pendevano da un pergolato.
– Bella quell’uva! – esclamò la volpe e spiccò un balzo per cercare di afferrarla, ma non riuscì a raggiungerla, perchè era troppo alta. Saltò ancora e poi ancora e più saltava più le veniva fame.
Quando si accorse che tutti i suoi sforzi non servivano a nulla disse: – Quell’uva non è ancora matura e acerba non mi piace! – E si allontanò dignitosa, ma con la rabbia nel cuore.

La favola è scritta per coloro che disprezzano a parole ciò che non possono avere.

Fedro

The Fox and the Grapes

One day a hungry fox passed by a vineyard and saw some beautiful bunches of grapes hanging from a pergola.
– That grape Beautiful! – He exclaimed the fox and leaped to try to grab it, but could not reach it, because it was too high. He jumped again and again and most would jump more was hungry.
When he realized that all his efforts were of no use said – that grape is not yet mature and immature I do not like! – And he walked away with dignity, but with anger in my heart.

The story is written for those who despise what words can not have.

Phaedrus

I due viandanti e l’orso – Esopo


favolediesopo

I due viandanti e l’orso – Esopo

Due amici viaggiavano insieme,
quand’ecco apparire davanti a loro un grosso orso.
Uno di loro salì veloce su un albero e si nascose,
mentre l’altro, che stava per essere preso,
si gettò al suolo fingendo di essere morto.
L’orso gli avvicinò il muso, annusandolo, ed egli tratteneva il respiro,
perché, a quanto pare, l’orso non tocca i cadaveri.
Quando l’orso si fu allontanato, quello sull’albero discese e chiese:
<< Cosa ti ha detto nell’orecchio quando ti annusava ? >>
<< Di non viaggiare mai più con un compagno che,
nel pericolo, non rimane al tuo fianco. >>
La favola mostra che le disgrazie
mettono alla prova la bontà degli amici
The two hikers and the bear – Aesop

Two friends traveling together,
when suddenly appear in front of them a big bear.
One of them came up fast on a tree and hid,
while the other, which was about to be taken,
he fell to the ground pretending to be dead.
The bear approached the snout, sniffing it, and he was holding his breath,
because, apparently, the bear does not touch the corpses.
When the bear was gone, the tree came down and asked:
<< What you said in your ear when you sniffing? >>
<< Of never travel with a companion,
      in danger, it does not stay by your side. >>
The fable shows that misfortunes
test the kindness of friends

La volpe e la cicogna – Fedro


favolefedro

La volpe e la cicogna

Un giorno la volpe invitò a cena la cicogna; per prendersi gioco di lei le servì del brodo in un piatto largo. Mentre la volpe lo lambì facilmente, la cicogna col suo lungo becco tentò inutilmente, rimanendo a bocca asciutta.
La cicogna non disse nulla ma pochi giorni dopo ricambiò l’invito. Per cena preparò una gustosa zuppa di carne tritata che servì in un fiasco lungo e stretto. Il becco della cicogna ci passava senza difficoltà mentre il muso della volpe non riusciva ad entrarci.
Mentre la volpe leccava invano il collo dei quel fiasco l’uccello migratore disse: – Deve ognuno seguire di buon grado quello di cui egli stesso ha dato esempio! –

Chi la fa l’aspetti!

Fedro

The fox and the stork

One day the fox invited the stork to dinner; to make fun of her the broth served in a large plate. While the fox easily lapped, the stork with his long beak tried unsuccessfully, remaining high and dry.
The stork did not say anything but a few days later returned the invitation. For dinner prepared a tasty soup with minced meat it served in a fiasco that long and narrow. The beak of the stork he passed without difficulty while the nose of the fox could not get into it.
While the fox licking vain neck of the flask the migratory bird said – everyone must follow willingly what he himself gave example! –

What goes around comes around!

Phaedrus

Il cane, il gallo e la volpe – Esopo


favolediesopo

Il cane, il gallo e la volpe Esopo
Un cane e un gallo erano amici e viaggiavano insieme.
Giunta la sera, per dormire il gallo salì su un albero
e il cane si sistemò tra le sue radici.
Al mattino, come sua abitudine, il gallo cantò.
Una volpe l’udì e accorse sotto l’albero:
<< Come canti bene! Che bella voce !
Scendi che ti voglio abbracciare .>>
<< Certo, ma prima devi svegliare il portiere
che sta ai piedi dell’albero. >>
Ma mentre la volpe stava per svegliare il ‘portiere’
il cane balzò fuori e la fece a pezzi.
Le persone di buon senso, con qualche stratagemma
sviano gli assalti dei loro nemici verso qualcuno più forte di loro.
The dog, the rooster and the fox Aesop
A dog and a rooster were friends and traveled together.
In the evening, to sleep rooster climbed a tree
and the dog settled between its roots.
In the morning, as usual, the cock crowed.
A fox and heard and saw under the tree:
<< As you sing! What a beautiful voice!
Downs that you want to embrace. >>
<< Yes, but first you have to awaken the concierge
standing at the foot of the tree. >>
But while the fox was going to wake the ‘keeper’
the dog jumped out and shattered.
People of common sense, with some ruse
mislead the assaults of their enemies against someone stronger than them.