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Amore e Libertà – Love and Freedom Involution


Amore e Libertà

Involuzione

“Ciò che viene chiamato “involuzione” è il processo attraverso il
quale l’essere umano è sceso dalle regioni celesti. Via via che
egli procedeva in questa discesa nella materia e si allontanava
dal fuoco primordiale, si caricava di corpi sempre più densi,
sino al corpo fisico. Esattamente come in inverno quando, dovendo
affrontare il freddo, siamo costretti a infilarci una quantità di
indumenti, a partire dalla maglia fino ad arrivare al cappotto.
Per riprendere ora il cammino verso le altezze, l’essere umano
deve svestirsi, simbolicamente parlando, ossia deve sbarazzarsi
di tutto ciò che lo appesantisce. Invece di continuare a
sprofondare in preoccupazioni di ogni genere e in attività
eteroclite e inutili, deve imparare a rinunciare, a liberarsi. È
l’accumulo che favorisce la discesa. Ogni pensiero, ogni
sentimento o desiderio che non sia di natura spirituale va ad
incollarsi a lui come la brina sui rami degli alberi in inverno.
Occorre che il sole della primavera ricominci a brillare in noi
perché la brina si sciolga, perché noi ritroviamo il nostro vero
essere… e possiamo sentirci attraversare dal soffio divino.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Kali – Yuga

In esoterismo l’attuale fase storica, è definita Kali-Yuga. Questo termine, il cui significato è l’era di Kalì, è tratto dalla speculazione indiana dei Veda. La Kali-yuga, è la faccia con un solo punto: quello perdente. Essa si caratterizza per la non possibilità di alternativa, in quanto l’umanità dovrà percorrere completamente questo calvario di sofferenze, per redimersi. Una catarsi dovuta al fatto che l’uomo è decaduto, ha perso le sue prerogative divine, è vittima dell’illusione della materia. L’involuzione spirituale tocca il suo zenit: è un continuo precipitare, un vorticoso perdersi. Quest’era è stabilita nei Veda nella durata di 1000 anni divini, con poi 100 per ciascun crepuscolo, per complessivi 1200 anni divini. In quest’ultimo periodo, quello attuale iniziato nel 3102 a. C., la virtù è ridotta a un quarto. Dove per virtù si deve intendere la capacità dell’Uomo di comprendere il messaggio dell’Assoluto, e la sua funzionalità alla creazione.
E’ perciò questa l’epoca più corrotta, quella del materialismo, della perdita dei valori, della morte spirituale, della ‘disputa, della discordia, della confusione ed è dominata dalle tenebre rappresentate da Kali, la Sakti tremenda di Siva, distruttrice del tempo.
Kali è colei che porta morte e distruzione, ma al contempo speranza di un futuro. In quanto è colei che segna, come la morte dei tarocchi, la fine di un ciclo decadente e la sua rinascita. Solo abbattendo l’attuale stato delle realtà, sarà possibile erigerne uno nuovo. Questa epoca degenerata è caratterizzata da uno sfrenato desiderio di ricchezza e lussuria, dalla mancanza di fede e di onore, dal ritualismo religioso. Un ritualismo religioso, che ha sostituito il vero messaggio
esoterico, di risveglio tramite la trasmutazione interiore. Lo ha nascosto e mutato, corrompendo la tradizione Universale e Perenne. Al fine di relegare l’umanità in uno stato di beata ignoranza.
La Kali – Yuga, è segnata da gravi disordini sociali, da tensioni economiche, da manifestazioni di violenza compulsiva, ed è indicata oltre dai veda indiani, da numerose dottrine esoteriche, e da molteplici pensatori: Guenon, Evola, Samael Aun Weor, Blavatsky Helena, Gurdjieff, ecc.. Tutti questi pensatori e movimenti, concordano nel ritenere che la condizione umana, invece di progredire è decaduta. Come se al progresso materiale, sia correlato un regresso spirituale. L’uomo moderno, ha perso il legame con il mondo tradizionale, rendendo sottile il legame con l’Assoluto. Legame che può e deve essere recuperato, in quanto unica via di uscita dal caos. E’ proprio in quest’epoca, che gli Illuminati, i Maestri, gettano i semi della conoscenza, affinché coloro che sapranno cogliere il frutto del giardino dell’Eden, siano in grado di ottenere il risveglio.

Tratto da: http://www.robertolapaglia.org/

Amore e Consapevolezza

…AMORE… questo termine apre dinanzi ad ognuno orizzonti sconfinati, capaci di offrire la prospettiva di un universo meraviglioso che vede protagonista l’intera manifestazione.
Il solo pronunciare la parola …Amore… fa sì che il Cuore si scaldi, si espanda e subito la mente porta ognuno nella dimora del proprio Amore, o meglio, del concetto che si ha di Esso. L’Amore fa vivere emozioni travolgenti, irripetibili, come ad esempio la nascita di un figlio, l’incontro con la persona amata, l’incontro con il Maestro, la scoperta di un rapporto più profondo e diretto con il Divino.
Quello degli esseri umani è un percorso lungo: la vita è un’avventura straordinaria e va vissuta come tale, proprio come un’avventura ricca di fascino di mistero e di imprevedibilità ma … mai abbassare la guardia, mai distrarsi, neanche per un solo istante: ogni momento potrebbe essere quello giusto per cogliere al volo l’occasione per migliorare la propria vita, e per fare ciò è necessario essere pronti, avere coraggio, perché ogni circostanza offre un’opportunità di crescita. Anche le situazioni più critiche, quelle che talvolta inducono a correre il rischio di “chiudere” e “indurire” il Cuore, a causa del dolore e della sofferenza che procurano, costituiscono dei momenti particolari dell’esistenza che possono trasformarsi e diventare un’opportunità di crescita, se vissuti con consapevolezza e intelligenza. Mai cedere al fascino perverso e subdolo della sofferenza perché, per quanto ogni essere detesti soffrire e tema la sofferenza, quando essa, inesorabile, bussa alla porta di ogni esistenza cerca di trovare una dimora stabile, e a volte capita che la trovi, protetta e sostenuta dai limiti, dalle paure, dalle illusioni, dall’ignoranza, insomma a causa di uno scarso livello di Coscienza.
Ma se quella della sofferenza è una sfera d’ombra presente in ogni esistenza umana (almeno fino a quando non si diventa Coscienti) è altrettanto vero che essa può essere vinta attraverso la Luce che vince ogni tenebra: …l’AMORE.
Il tutto ha principio dall’Amore di sé, che è ben lontano dall’egocentrismo e dal narcisismo.
Ma parliamo della Donna: ella prima di ogni altra cosa è figlia, poi sorella, amica, amante, moglie, compagna, madre e il ciclo continua all’infinito.
Ogni Donna è un essere sublime, incantevole, Ella è un riflesso Divino che emana energia, forza, gioia, armonia e …AMORE…
Non esistono Donne belle o Donne brutte, semmai esiste un concetto riferito ad un’idea di Bellezza che viene comunque completamente stravolta da tutto ciò che la Bellezza comprende, e che è ben lungi dall’essere solamente un fatto esteriore: i diamanti brillano tutti della stessa luce, siano essi piccoli o grandi, solo il buio occulta il loro splendore, quel “buio” generato dall’inconsapevolezza.
Il primo passo da compiere per imparare ad amare se stesse è costituito dal diventare consapevoli dell’Essenza Divina che anima la propria vita. Non amare se stesse è come negare l’Amore Divino che ci ha generate e che dà l’impulso all’intera esistenza. Comprendere profondamente questo aspetto pone nelle condizioni di intraprendere la via che conduce ad una crescita spirituale concreta e consapevole.
Quello evolutivo è il sentiero che conduce alla perfezione dell’essere, ed è a questa perfezione che si deve aspirare, vedendola come una meta raggiungibile, un obiettivo, uno scopo da perseguire con tenacia, coraggio e piena fiducia nelle proprie possibilità.
Tutto ha principio da noi stesse, qui e ora, ed è lì (all’interno del nostro essere) che è necessario concentrare la nostra attenzione, diventando consapevoli delle nostre qualità, delle nostre potenzialità, riconoscendo i limiti e trasformandoli in virtù, facendo leva su quelle che sono le qualità e le caratteristiche elevate specifiche del nostro essere.
La realizzazione di tutte le virtù umane, o gran parte di esse, può essere conseguita da un essere che si è liberato da tutti gli attaccamenti. Per fare ciò, che costituisce una grande liberazione, è necessario comprendere quali sono i limiti e i condizionamenti che impediscono tale realizzazione. Tutti gli esseri sono “calati in un cosmo individuale”, un piccolo mondo esclusivo fatto di convinzioni e di pregiudizi che tende ad allontanarli, sempre di più, dalle Leggi Divine Universali più profonde che reggono e mantengono l’Armonia Cosmica.
Spesso si vive nella convinzione che la gioia e la serenità derivino da un senso di completezza, che può essere dato principalmente da una relazione di coppia armoniosa ed equilibrata ma. Sebbene in questa convinzione non ci sia nulla di strano, è doveroso riconoscere che essa appartiene a quella categoria di idee preconcette che inducono ai più grandi errori umani, proprio a causa della loro apparente legittimità che però nasconde il rischio più grande: quello di perdere la propria identità, la propria libertà, a causa di una volontaria sottomissione, frutto di una forma subdola di vigliaccheria o semplicemente dell’incapacità di prendere in mano le redini della propria esistenza. Questo è un gioco molto pericoloso che, oltre a mettere a repentaglio noi stesse, provoca il generarsi di un’idea totalmente distorta dell’Amore che riduce in schiavitù noi stesse e chi ci è a fianco, con tutte le conseguenze karmiche che un atteggiamento di questo tipo può generare.
Dalla coppia alla famiglia, dalla famiglia ai rapporti sociali, ognuno è alla ricerca di protezione. Ma da chi o da che cosa è necessario proteggersi se non dai propri limiti? D’altra parte non bisogna essere dei geni per comprendere che se non si superano i propri limiti si resta degli esseri incompleti, anche se si ha accanto un partner eccezionale. Ma presto o tardi arriva, anche per coloro che non hanno neanche un barlume di coscienza della “Vita Reale”, quel senso di vuoto incolmabile, inspiegabile, che rende fragili e indifesi, al quale si usa dare il nome di “ansia” o “attacco di panico”. Non è null’altro che la Coscienza che inizia a volere uno spazio, ed è l’unica cosa che può colmare quel particolare “senso di vuoto”.
Quindi è necessario cominciare da se stessi, ma questo non vuol dire necessariamente che si deve iniziare a scavare nel fango e nei luoghi più bui del proprio essere per trovarsi di fronte a penosi e sofferenti vissuti interiori, è semplicemente necessario iniziare a considerare la possibilità di cambiare i propri schemi mentali per liberarsene ed iniziare a vivere pienamente se stesse come esseri divini.
Uno psicologo contemporaneo molto noto afferma che “…la consapevolezza è l’unica cosa capace di determinare cambiamenti e trasformazioni profonde”. Troppo spesso gli esseri trascorrono intere esistenze alla ricerca spasmodica di una continua approvazione da parte di chi li circonda, prima dei genitori, poi dei professori, dei compagni di scuola, del proprio partner e dell’interra società e, sebbene sia un fatto tanto comune quanto diffuso sia fra gli uomini che le donne, non può essere considerato normale e tanto meno accettabile in un momento storico in cui più che mai è necessario risvegliare la propria coscienza. Quindi, con buona volontà e pieni di fiducia in se stessi è, prima di ogni altra cosa, necessario imparare a riconoscersi come esseri divini, e comprendere che è per Volontà Divina che ogni essere occupa in questo mondo, in questo momento, un posto che gli spetta per merito e/o per diritto e che questo comporta delle responsabilità che per alcuni non si limitano solo alla continuazione della specie.
Nei libri si parla di esseri straordinari che hanno cambiato le sorti dell’intero universo in nome dei più sublimi ideali, esseri che hanno avuto il coraggio delle proprie convinzioni e che non sono mai scesi a compromessi, a costo della loro stessa vita.
Ogni donna consapevole, essendo testimone di un dono Divino immenso, ha il dovere di elevare se stessa al di sopra dei banali limiti che le forniscono solo gli alibi per condurre un’esistenza esteriorizzata ed estranea alla Verità Reale.
Tutto ha origine dall’Amore, ed è l’Amore, sotto ogni sua forma, che va perseguito, suscitato e vissuto come una forma di intima fusione con l’Assoluto. Non esiste nessuno al di fuori di se stessi che possa condurre alla Suprema Dimora dell’Amore, che non ha né mura né cancelli se non quelli che crea l’essere stesso ogni volta che cede, per esempio, alla gelosia, al senso del possesso, all’attaccamento. Questi sentimenti, oltre a generare una barriera fra se stessi e l’Amore, sono causa di un’involuzione spirituale, che si manifesta con un drastico abbassamento del livello vibratorio e che conduce inesorabilmente ad una deleteria amplificazione dell’ego, il quale è senza dubbio l’antitesi dell’Amore, come di tutti i sentimenti elevati e sublimi e di tutte le virtù.
Il coraggio che contraddistingue ogni Donna è straordinario: ella ha il coraggio della vita e della morte. Una Donna attraversa le fiamme della passione ed ogni volta è pronta a gettarsi nel fuoco, ha infinite risorse per rigenerare se stessa e quando ama è capace di vincere ogni difficoltà in nome dell’Amore. Ma come è vero che per una Donna è semplice e naturale mettere in gioco la sua stessa vita per Amore, è altrettanto vero che spesso non riesce a riflettere neanche un barlume di quello stesso Amore verso se stessa.
L’Amore verso se stessa di cui si parla non va assolutamente confuso con l’egoismo, si tratta soprattutto di imparare a valutare se stesse come esseri compiuti, completi, e riconoscere l’Uomo come colui che è differente da se stessa ma non colui che le manca per essere completa. Sono le caratteristiche specifiche maschili per un Uomo e quelle specifiche femminili per una donna che ogni essere deve amplificare e portare alla perfezione. E’ un errore pensare che un Uomo senza una Donna sia incompleto e viceversa, e che ciò che manca all’uno lo si deve cercare nell’altro, perché in questo modo ognuno, individualmente, resterebbe incompleto e carente. E’ per questo che quando una storia d’Amore finisce il partner che viene lasciato vive il dramma della perdita, dell’abbandono e del tradimento, e spesso finisce anche per perdere fiducia in tutti gli esseri del sesso opposto.Questo è un errore tanto frequente quanto deleterio sia per la categoria maschile che per quella femminile, e non è raro incontrare uomini che arrivano a convincersi che le donne siano tutte prostitute o degli esseri poco intelligenti, e donne che arrivano a convincersi che gli uomini siano degli esseri superficiali con il pallino del sesso, completamente soggiogati dal fascino femminile… e come dargli torto, del resto, se le cose stessero veramente così?
Ma le cose non sono esattamente così, infatti le ragioni e le motivazioni che sono la causa di molte incomprensioni sono molto più profonde e vanno ricercate all’origine.
Cerchiamo di comprendere bene il concetto di completezza al quale si è accennato in precedenza: l’Uomo e la Donna sono complementari e questo è un fatto indiscutibile, in quanto ognuno di essi ha delle caratteristiche specifiche proprie del genere al quale appartiene. Ma questo non vuol dire che si completano a vicenda e che l’uno senza l’altra sono esseri incompleti, perché, se così fosse, ogni unione fra un Uomo e una Donna dovrebbe condurre entrambi gli esseri alla perfezione, ma ciò non avviene. Qual è dunque la motivazione profonda di questo “insuccesso”?
Essa è paradossalmente semplice e facilmente comprensibile per un essere che ha, anche solo in minima parte, compreso la Legge della Risonanza e le dinamiche karmiche ed evolutive. Se un individuo, sia esso Uomo o Donna, ha delle carenze in uno qualsiasi degli ambiti della propria sfera esistenziale non può e non ha il diritto di credere che ci possa essere qualcun altro che rimedi alle proprie carenze. Facciamo un esempio banale: se, per esempio, una donna ha delle difficoltà a ricordarsi alcune cose come la scadenza del pagamento di una bolletta, e invece per il partner è una cosa spontanea e naturale, però stenta a ricordare la data del compleanno dei figli, degli amici più cari, o degli anniversari, cosa che ad una Donna difficilmente accadrebbe, non vuol dire che i due partner siano complementari, infatti, da questo esempio si evince che i partner, che sono due esseri distinti, valgono per una persona, e che, pur stando insieme, sopperendo a vicenda alle mancanze dell’altro, individualmente rimangono degli esseri incompleti, ed è questo il vero dramma.
Un Uomo ed una Donna, insieme, devono sì aspirare a diventare Uno, ma questo non vuol dire che devono essere due metà, essi devono aspirare a diventare due unità perfettamente complete, per compiere la fusione totale che genera l’Unione Cosmica che conduce alla Realizzazione Suprema e alla comunione con l’Assoluto Divino.
Quindi è bene guardarsi dentro e comprendere che la pienezza interiore non può essere data dall’approvazione di coloro che ci circondano e soprattutto del partner, perché questo determinerebbe una dipendenza straziante, dannosa e devastante, sul piano spirituale, per entrambi i partners.
Lo scopo di un percorso di conoscenza che conduca alla piena consapevolezza di sé, è essenzialmente questo: diventare degli esseri perfetti, delle Donne elevate, complete, pienamente femminili, intelligenti, sensuali, consapevoli di se stesse, del proprio valore, piene di dignità, capaci di distinguere l’Amore dalla necessità di sentirsi amate che, intendiamoci, non è una colpa, ma induce spesso a commettere degli errori dei quali si è responsabili per se stesse e per l’altro. Infatti non è raro che poi si cerchi di addossare tutte le colpe all’altro, adottando atteggiamenti che rasentano il vittimismo, degradanti e anti spirituali, sintomo di poca intelligenza in considerazione soprattutto del fatto che esiste la legge del karma, la quale inesorabilmente presenta presto il conto per gli errori commessi.
L’Amore non va estorto, va suscitato nell’essere che intendiamo conquistare, e se ciò non avviene non ci si può concedere la banale superficialità di illudersi che è chi ci è di fronte a non essere pronto ad amare ad un certo livello, perché non si deve mai dimenticare che incontriamo sempre delle persone con le quali siamo in risonanza, che ci fanno da specchio e che nei limiti che vediamo in loro non possiamo che riconoscere i nostri, che forse si manifestano in modo diverso ma hanno la stessa origine e sono della stessa natura.
La più grande garanzia per se stesse e per coloro con i quali si entra in contatto è l’AMORE. Solo se si Ama profondamente si può beneficiare di una protezione Divina e di un sostegno inimmaginabili, solo in questo modo il rapporto con l’altro può offrire un’opportunità di crescita straordinaria.
Ma andiamo per gradi, iniziamo con l’Amore verso se stesse e da un principio sublime ed elevato: …L’Amore è Libertà.

Shiva e Shakti – La coppia cosmica

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Lo SHIVA PURANA afferma che “l’intero universo è stato creato da SHIVA e SHAKTI”. Essi simboleggiano due polarità opposte, due principi assoluti ed eterni: il Maschile ed il Femminile, che attraverso la loro unione danno vita all’intera manifestazione.
Il Pantheon induista è popolato di divinità; quasi tutte hanno una controparte, poiché si crede che ogni principio superiore può esistere solo attraverso una combinazione di maschile e femminile. Di conseguenza, ogni divinità maschile è concepita come inseparabile da un’Energia contraria femminile o SHAKTI.
“SHIVA è L’Esistenza Pura, il Principio Divino immortale. SHIVA è pura Coscienza, incondizionata e trascendente. SHIVA è la divinità della mente, il Signore dello Yoga, il Maestro dei tre mondi e il vincitore sulla morte”. (SHIVA PURANA)
SHIVA è il principio della forza centrifuga per mezzo della quale ogni vita, ogni forma, ogni sistema cosmico si dissolve nell’infinita immensità del divino. Tutto ha origine in Lui. Egli è la forza di espansione del mondo, è la fonte energetica dell’esistenza, il principio della vita, ma anche il principio della dissoluzione e della trasformazione.
La forza trascendentale di SHIVA è una porta d’ingresso che conduce al di là delle cose terrene; va dal mondano al metafisico e fa nascere la comprensione della reale natura dell’esistenza. E’ il potere penetrante della pura coscienza non differenziata; è la qualità trascendente estatica dell’evoluzione. Cielo e terra trovano in SHIVA la loro sintesi, poiché Egli è anche nel mondo, nella natura, negli animali, nella sete stessa di vita di ogni essere vivente.
SHIVA significa il “Benigno” e da questo punto di vista costituisce l’aspetto benefico della divinità, mentre l’aspetto terribile è rappresentato da RUDRA o “Fiammeggiante”, colui che fa scorrere le lacrime.
Il dualismo positivo/negativo caratterizza sempre la figura di SHIVA. Si tratta di componenti apparentemente contraddittorie ma che in realtà si riferiscono ad aspetti diversi in cui si manifesta la divinità. Infatti le sue ipostasi sono numerose (1008) ed ognuna esprime alcune caratteristiche specifiche che gli sono proprie.
Poiché tutto vibra, tutto ha un ritmo, SHIVA è anche il Signore del ritmo e della danza e come tale dà origine al mondo delle forme. La sua rappresentazione artistica più importante e nota è appunto NATARAJA, SHIVA il Signore della Danza. La danza, considerata un tipo di magia, in quanto permette di liberare le forze soprannaturali del danzatore, costituisce in SHIVA un vero e proprio atto creativo.
Come abbiamo già accennato, SHIVA non può essere concepito senza la sua metà femminile, la SHAKTI. Egli può diventare attivo solo quando l’energia della SHAKTI gli dà forza. Senza SHAKTI, SHIVA diventa SHAVA, ossia un corpo senza vita.
Nell’induismo, la SHAKTI viene promossa al rango di Madre divina, che alimenta tanto l’Universo e tutte le sue creature quanto le molteplici manifestazioni degli dèi. In ciò emerge una sorta di riscoperta religiosa del mistero della Donna, in quanto ogni donna rappresenta un’incarnazione della SHAKTI. Essa simboleggia l’irriducibilità del sacro e del divino, l’essenza inafferrabile della realtà ultima. La Donna incarna allo stesso tempo il mistero della Creazione e il mistero dell’Essere, di tutto ciò che è e che diviene, che muore e rinasce in modo incomprensibile.
SHAKTI: dalla radice shak significa essere capace di fare, avere la forza di fare, di agire; sostanzialmente vuol dire potenza. Essa è il principio universale di energia, potenza e creatività. SHAKTI è inseparabile da colui che la possiede – SHAKTIMAN, principio maschile o Padre Universale. L’universo è il prodotto di questa coppia di opposti: uno statico (SHAKTIMAN) l’altro dinamico (SHAKTI). La parte esteriore di ogni cosa è l’aspetto creativo della forza dinamica, e all’interno di ogni creatura dinamica c’è la forza statica, che è il nucleo dell’esistenza fenomenica.
SHIVA e SHAKTI costituiscono la contrapposizione dei principi costitutivi dell’universo; il primo è lo spirito, l’uomo cosmico (PURUSHA), la seconda è l’energia del mondo (PRAKRITI). L’intera manifestazione è il prodotto dell’energia che deriva dalla potenza della loro unione che genera beatitudine; ovvero è il prodotto della gioia e del piacere.
Il congiungimento di SHIVA e SHAKTI simbolizza l’impulso a riunire “l’essere”, la consapevolezza e la potenza, l’energia, l’aspetto trascendente e l’aspetto immanente. A SHIVA è proprio l’essere, l’immutabilità, la natura dell’atma o principio cosciente; a SHAKTI è proprio invece il movimento, il mutamento; essa è l’origine di ogni produzione, generazione e vivificazione.
SHAKTI è ciò che in un essere vi è di potenza non ancora attuata nella forma di SHIVA; SHIVA è invece ciò che in esso vi è di unificato e trasmutato, di ricongiunto con se stesso, di trasparente e luminoso. In particolare, alla prima corrisponde tutto ciò che è materia, corpo e mente, al secondo il principio cosciente; entrambi si presentano dunque nel tantrismo solo come due modi di apparire di un unico principio, di un’unica realtà. La loro sintesi suprema è paragonabile ad una fiamma che ha consumato tutta la materia e ora è soltanto se stessa, come pura energia o atto puro.
Si narra che per reggere l’universo e tutte le sue creature, SHIVA, in quanto assoluto neutro, si sia diviso in due parti complementari. Dall’unione del Dio e della Dea si forma ogni realtà vivente. Dall’unione della coppia mistica procede l’intero universo nei suoi aspetti sia statici e stabili, sia dinamici; sia nelle forme immateriali e coscienti, sia in quelle immateriali e inconsce. Gli elementi attivo/passivo, maschile/femminile, che appaiono solo nella loro opposizione, sono in verità uno solo. Nell’iconografia indù questo pensiero viene rappresentato mediante una figura androgina, metà maschile e metà femminile che racchiude in sé sinteticamente tutti gli aspetti e le caratteristiche delle due polarità: ARDHANARISHVARA.
Durante i rituali sessuali tantrici i due amanti ricreano tale ricongiungimento tramite l’unione mistica, in cui diventano essi stessi due divinità grazie a un processo di trasfigurazione reciproca, realizzando interiormente il perfetto Stato Androginale.
L’uomo e la donna incarnano, durante l’atto amoroso con consacrazione, continenza e trasfigurazione, i due principi divini, SHIVA e SHAKTI, che si fondono in un abbraccio cosmico inebriandosi di beatitudine infinita.
La coppia umana diventa una Coppia Divina, Cosmica e trasforma un atto fisico in un momento sacro nel quale si producono dei vissuti interiori sublimi, elevati, estatici che sfociano in stati di coscienza superiori e permettono di realizzare l’Assoluto.
Il processo di trasfigurazione naturalmente non deve rimanere circoscritto all’ambito della fusione amorosa. In ogni momento, due esseri che si amano devono trasfigurare se stessi e l’altro come SHAKTI o SHIVA. L’uomo deve riconoscere nella donna l’incarnazione della SHAKTI, la manifestazione dell’energia primordiale creatrice, e adorarla come una Dea, così come la donna deve riconoscere nell’uomo l’incarnazione di SHIVA, la manifestazione della Coscienza Divina ed esprimere nei suoi confronti devozione e amore infinito.
Ogni donna, identificandosi con SHAKTI ne assimilerà, gli attributi specifici. Inizierà a manifestare un’energia splendida, irresistibile che esprime attraverso la passione, ma anche una bellezza profonda, delicatezza, grazia interiore e armonia. Dimostrerà saggezza, compassione e calma, ma anche forza, potenza e una volontà ferrea.
Un’autentica SHAKTI emana il sortilegio della dolcezza che inebria di divino il suo SHIVA; è capace di trasmettere una felicità profonda e di trasformare la vita in una meravigliosa beatitudine. Con il suo potere incantatore l’esistenza diventa un’opera celeste, che rivela i segreti mistici dell’estasi e che fa scorgere il ritmo delle armonie della potenza della creazione.

Essere Donna

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L’universo femminile è quanto di più affascinante e misterioso possa esistere. Comprenderlo appieno è impresa pressoché impossibile, in quanto la caratteristica principale che lo governa è quella di “obbedire” alla Legge del Mutamento, che in verità rende la donna libera e indipendente da qualsiasi schema comportamentale. La parola chiave che racchiude buona parte del significato intrinseco della Legge del Mutamento è CICLICITA’, che a sua volta ci rimanda ad un’altra dimensione che ne esplica la causa: la dimensione Ciclica Lunare.
Cerchiamo ora di comprendere le ragioni per cui la “ciclicità” caratterizza ancora oggi la femminilità collocandola in una posizione privilegiata rispetto al genere maschile. Il modello sociale attuale ha cancellato i riti iniziatici che si sono perpetuati nel corso dei secoli in tutte le popolazioni di ogni luogo, per lasciare il posto ad una “filosofia del comportamento” di natura fortemente razionale destinata più a “classificare” in una fascia di appartenenza, in base al sesso e all’età, che a preparare gli individui ad affrontare le varie fasi di crescita attraverso una responsabilizzazione ed un sostegno reale.
I riti iniziatici presenti in ogni società arcaica erano legati ai principali passaggi dell’esistenza umana come la nascita, la sessualità, il matrimonio e la morte che li presiede tutti; la ragion d’essere di ogni rito iniziatico consisteva e consiste nel facilitare quelli che possiamo definire dei veri e propri “passaggi spirituali” che scandiscono il tempo dell’esistenza di ogni essere umano.
Per quello che riguarda i riti iniziatici femminili, si ritiene fossero meno “formalizzati” essendo già scanditi dai ritmi fisiologici come la comparsa delle mestruazioni, la prima gravidanza, il parto e, essendo essa genitrice diretta della morte, l’iniziazione femminile rappresenta da sempre per la donna vivere se stessa nella sua totalità. Per gli uomini la cosa procede in modo più astratto, dipende da un’età determinata e da un atto volontario della coscienza.
Per l’iniziazione maschile vengono richieste delle qualità che si basano sulla consapevolezza del proprio essere, sulla necessità di uno stato di fermezza, di coraggio, di forza interiore e fisica.
Per questo motivo, oggi come oggi la donna ha meno difficoltà ad essere e a sentirsi “iniziata” o psicologicamente matura, infatti, a differenza dei riti iniziatici di maturità e coraggio che emancipavano gli uomini, e che sono praticamente scomparsi, la fisiologia ciclica femminile non è cambiata.
L’iniziazione comporta l’esperienza diretta del trascendente e l’assunzione dell’obbligo di restare in contatto con esso. Ogni iniziazione è di carattere irreversibile, sacrifica tutta la vita che l’ha preceduta e questo richiede uno stato di abbandono al vissuto di morte che essa comporta: nulla di tutto ciò che era è più.
Una delle caratteristiche essenziali dell’Iniziazione è quello dell’apprendimento immediato e diretto, riferito ad una conoscenza rivelata che permette all’essere di emancipare se stesso ad una condizione migliore alla quale giungerebbe molto più tardi, ed esiste l’eventualità che ciò possa avvenire addirittura dopo molte rinascite e in condizioni totalmente diverse.
E’ bene considerare che non è la rivelazione illuminante o il rituale iniziatico a trasformare l’individuo in un illuminato o in un iniziato nei misteri che governano le leggi universali, infatti l’apprendimento è relativo al livello di coscienza, che rappresenta l’ostacolo più grande per il conseguimento della realizzazione massima.
Per una donna, grazie ai fattori sopra esposti, aver mantenuto un continuum garantito dalla naturale ciclicità che la caratterizza, significa avere ancora presente e vivo in se stessa il collegamento atavico all’archetipo della MAGNA MATER, la GRANDE DEA MADRE, la DEA LUNARE che si è perpetuato nei secoli in quasi tutte le tradizioni e le religioni. Tale collegamento ancestrale, sebbene sia spesso inconsapevole, è quello che rende ogni Donna capace di affrontare situazioni estreme con grande forza; è la ragione della sua capacità di rinnovare se stessa e di “rinascere dalle proprie ceneri” anche quando la vita la sottopone al “dolore più grande” del quale non è consentito neanche parlare. E’ “l’Eterno Femminino” di Goethe, il principio creativo immortale, dal quale tutto ha principio e nel quale tutto ritorna, è questa misteriosa realtà che ogni Donna custodisce in sé, che impregna la sua matrice e che continua a perpetuarsi attraverso di lei.
Questa realtà, riconosciuta e temuta dai religiosi, incensata dai santi, largamente indagata dai filosofi e magnificata dai poeti, ha senza dubbio reso la Donna l’essere più affascinante e imperscrutabile che esista, ponendola però nella pericolosa condizione di illudersi di avere, in virtù della sua “forza interiore conclamata”, il diritto di ritenersi superiore al genere maschile, cosa che al giorno d’oggi risulta essere tanto evidente quanto deludente. Questo è l’errore più grande che un essere incarnato Donna possa commettere, perché le procura inesorabilmente una caduta rovinosa dalla cima della “sacra torre d’avorio” sulla quale è giunta attraverso i secoli sfidando pregiudizi, abusi di potere e soprusi che sono stati lo scenario di sacrifici umani e di inenarrabile sofferenza. Ogni Donna ha un diritto fondamentale che non coincide affatto con il rivendicare se stessa in un gioco subdolo in cui tenta di prevalere su un essere incarnato Uomo, qualunque sia il campo di sfida, perché ella sarebbe sconfitta in partenza, non nell’ambito in cui ha scelto di agire, nel quale indubbiamente avrebbe grandi possibilità di vittoria, ma ella sarebbe sconfitta dal tradimento della sua Sacra Essenza, che vuole che ogni Donna espleti se stessa nella potenza immane di un gesto o di uno sguardo, e non in una corsa affannata al raggiungimento di un obiettivo sterile che esula totalmente dalla sacralità che ha la responsabilità di salvaguardare.
E’ indispensabile che ogni Donna prenda pienamente coscienza della propria femminilità facendola affiorare, manifestando tutti quegli aspetti che fanno di lei un’espressione Divina capace di trasformare in modo benefico, con la sua energia creatrice, tutto ciò con cui entra in contatto.
Quali sono le caratteristiche essenziali che è bene che una donna manifesti?
Dolcezza – Pazienza – Amorevolezza – Comprensione – Capacità empatica – Compassione; ma per fare in modo che una donna manifesti appieno la sua Essenza deve amplificare anche la Grazia nei gesti, nel parlare, e nell’impostazione della voce, che deve nascere dal cuore; deve amplificare la Sensualità, prendendone coscienza e vivendola come una magnifica espressione della sua natura interiore; prendere coscienza dello stato di Mistero che può manifestare quando diventa consapevole, in modo costruttivo ed intelligente, delle sue potenzialità e della sua natura così complessa e… semplicemente Divina allo stesso tempo. E’ necessario coltivare tutti gli aspetti femminili, come l’aspetto materno, della relazione d’amore, l’aspetto fraterno, di amicizia ecc…
Tutto ciò che concerne la Sfera della Femminilità deve essere risvegliato, perché non esiste Donna che non possieda tutte le qualità elencate, e anche molte di più, anche se spesso non vengono manifestate in modo armonioso ed equilibrato fra loro. Ogni Donna ha la sua personalità, un suo modo personale di esprimere se stessa, ma lo scopo di ogni essere incarnato, Donna o Uomo che sia, è quello di evolvere, e ciò vuol dire migliorare, crescere, perfezionarsi, diventare esseri completi capaci di esprimere al massimo tutto quello che abbiamo ricevuto “in dotazione” alla nascita: tutte le potenzialità possono diventare reali qualità e caratteristiche di espressione di ogni individuo che le possiede. Il processo di crescita interiore e di conoscenza non deve mai arrestarsi: si conosce, si diventa consapevoli, si agisce supportati dalla consapevolezza e dal buon senso, poi si cristallizzano nel proprio essere le qualità che man mano si sviluppano, per poi manifestarle, facendoci avvicinare sempre di più a quel modello Divino che, se una volta sembrava essere così distante, ora sappiamo che è proprio qui, dentro noi stessi: al centro del nostro essere.
Per un essere incarnato Donna, evolvere non può che voler dire diventare straordinariamente, inequivocabilmente, ineffabilmente, squisitamente, misteriosamente e infinitamente DONNA, capace di Ricevere e instancabile nel Dare, piena di Amore e di Dignità.
Le vie di realizzazione per una Donna che persegue lo scopo sovrano del suo status sono molteplici, e le sue infinite potenzialità, la sua forza straordinaria e la tenacia che la caratterizzano sono le qualità che la pongono di fronte ad un probabile e formidabile successo, capace di condurla ad occupare il posto di “intercessore divino”che le spetta per compiere il suo destino in questa dimensione terrena.
http://www.extaticvenus.it/

Love and Freedom Involution

“What is called” involution “is the process by
which human beings fell from the heavenly places. As we
He proceeded in this descent into matter and moved away
by the primordial fire, is charged with increasingly dense bodies,
until the physical body. Just like in winter when, having
face the cold, we are forced to squeeze a lot of
garments from knitted up to the coat.
Hours to resume the journey to the heights, the human being
must disrobe, symbolically speaking, that should get rid
of all that weight. Instead of continuing to
sink into concerns of any kind and in activities
heterogeneous and unnecessary, must learn to give up, to break free. You
accumulation that favors the descent. Every thought, every
feeling or desire that is not of a spiritual nature to be
stick to him like the frost on the branches of the trees in winter.
Should start again in the spring sun shine in us
because the ice melts, because we find our true
… and can be felt through the divine breath. “

Mikhael Omraam Aïvanhov
Kali – Yuga
In esotericism the current phase of history, is defined Kali-Yuga. This term, whose meaning is the age of Kali, is drawn from the speculation of the Indian Vedas. Kali-yuga, is the face with a single point: the loser. It is characterized by the impossibility of an alternative, because humanity will run all this ordeal of suffering, to redeem himself.A catharsis due to the fact that man is fallen, has lost its divine prerogatives, is a victim of the illusion of matter. The spiritual decline reaches its zenith is a continuous fall, a dizzying lost. This era is defined in the Vedas in the duration of 1000 divine years, then with 100 for each dusk, for a total of 1200 years God. In the latter period, the current one began in 3102 a. C., the power is reduced to one quarter. Where virtue is to be understood as the human capacity to understand the message of the Absolute, and its functionality to create.
It ‘so this is the most corrupt era, that of materialism, loss of values, spiritual death, the’ strife, discord, confusion, and is dominated by darkness represented by Kali, the terrible Sakti of Siva, destroyer of time .
Kali is the one who brings death and destruction, but at the same time hope for the future. As is the one that marks, as the death of the Tarot, the decadent end of a cycle and its rebirth. Only by breaking down the current state of reality, you can erect a new one. This era is characterized by a warped desire for wealth and unbridled lust, lack of faith and honor, from religious rituals. A religious ritual, which has replaced the real message
esoteric awakening through the inner transmutation. He changed and hidden, corrupting the tradition of universal and perennial. In order to confine humanity in a state of blissful ignorance.
Kali – Yuga, is marked by serious social unrest, economic tensions, from compulsive manifestations of violence, and is indicated as well see the Indians, many esoteric doctrines, and many thinkers: Guenon, Evola, Samael Aun Weor, Helena BlavatskyGurdjieff, etc. .. All these thinkers and movements agree that the human condition, instead of progress is canceled. As if the material progress, is related a spiritual retreat. Modern man has lost the link with the traditional world, making the subtle connection with the Absolute. Bond that can and must be recovered, as the only way out of the chaos. It ‘just in this, the Illuminati, the Masters, and sow the seeds of knowledge, so that those who will take the fruit of the Garden of Eden, to be able to get the awakening.
From: http://www.robertolapaglia.org/
Love and Awareness
… Love … this time before everyone opens unlimited horizons, able to offer the prospect of a universe where the protagonist is wonderful the whole event.
Just say the word … Love … makes the heart warms, it expands the mind and now leads everyone into the shelter of your love, or rather, the concept we have of it. Love gives life overwhelming emotions, unique, such as the birth of a child, the encounter with the beloved, the encounter with the Master, the discovery of a deeper and more direct relationship with the Divine.
That of humans is a long, life is an extraordinary adventure and should be lived as such, just like an adventure full of mystery and unpredictability of charm … but never complacent, never distracted, even for a moment : any time may be right to seize the opportunity to improve their lives, and to do that you must be ready, be brave, because every circumstance is an opportunity for growth. Even the most critical situations, those that sometimes lead to the risk of “close” and “harden” the heart, because of the pain and suffering which provide, are of particular moments of existence that can transform itself and become an opportunity growth, if lived with awareness and intelligence. Never yield to the devious and perverse charm of suffering because, as every hate to suffer the pain and fear when it relentlessly, knocking on the door of every life trying to find a permanent home, and sometimes it happens that you find it, protected and promoted bounds, by fears and delusions, ignorance, short due to a low level of consciousness.
But if that suffering is a shadow in every sphere of human existence (at least until you become conscious) is equally true that it can be won through the Light that overcomes all darkness … LOVE.
The principle has everything from love of self, which is far from egocentrism and narcissism.
But talking about women: first and foremost she is a daughter, then sister, friend, lover, wife, girlfriend, mother, and the cycle continues indefinitely.
Every woman is to be a sublime, beautiful, she is a reflection of the Divine that gives off energy, strength, joy and harmony … LOVE …
There are beautiful women or ugly women, if anything, there is a concept that refers to an idea of beauty that is still completely misinterpreted by the Beauty includes everything, and that is far from being simply a fact exterior: the diamonds shine all thesame light, whether large or small, only the dark hidden their glory, that “dark” generated from unconsciousness.
The first step in learning to love themselves is by becoming aware of the Divine Essence that drives his life. Do not love themselves is to deny the divine love that created us and that gives impetus to all existence. Deep understanding of this issue arises in a position to take the path that leads to a real spiritual growth and awareness.
What is the evolutionary path leading to the perfection of being, and it is this perfection that must suck, seeing it as a goal to reach a goal, a goal to be pursued with tenacity, courage and confidence in its possibilities.
Everything has a beginning from ourselves, here and now, and it is there (inside of our being) that is necessary to focus our attention, becoming aware of our quality, our potential, recognizing the limits and turning them into virtues, by leveraging on what are the qualities and characteristics of high specification of our being.
The realization of all human virtue, or most of them can be achieved by a being that is free from all attachments. To do this, which is a great release, you should understand what are the limitations and constraints that hinder such attainment. All beings are “embodied into a personal cosmos, a unique little world made up of beliefs and prejudices that tend to remove them, increasingly, from the deepest Universal Divine Laws that govern and maintain the cosmic harmony.
Often they live in the belief that joy and serenity derived from a sense of completeness that can be given mainly from a couple’s relationship but harmonious and balanced.Although this belief there is nothing strange, it must be acknowledged that it belongs to that class of preconceived ideas that lead to the greatest human error, precisely because of their apparent legitimacy, however, hides the biggest risk: that of losingown identity, its freedom, due to a voluntary submission, the result of a subtle form of cowardice or simply the inability to take the reins of their lives. This is a very dangerous game that not only endanger ourselves, it causes the generation of totally distorted idea of the Love that enslaves ourselves and those we are next, with all the karmic consequences that an attitude of this can generate.
From couples to family, from family to social relationships, everyone is looking for protection. But who or what is necessary to protect itself if its boundary? On the other hand should not be a genius to understand that if you do not exceed their limits of human remains incomplete, even if you are near a great partner. But sooner or later arrive, even for those who do not even have a glimmer of awareness of “real life”, that sense of overwhelming emptiness, unexplained, which makes it fragile and vulnerable, which is used to give the name of “anxiety” or ” panic attack. “Consciousness is nothing but starting to want a space, and is the only thing that can fill that particular “sense of emptiness.”
So you need to start by themselves, but this does not necessarily mean that you have to start digging in the mud and in the darkest places of his being to be confronted with painful inner feelings and suffering, you simply need to start considering the possibility of to change their mindsets and begin to live fully rid themselves as divine beings.
A psychologist well-known contemporary states that “… awareness is the only thing that can cause changes and profound changes.” Too often beings spend entire lives in search of a continuous spasmodic approval from those around them, before their parents, then teachers, classmates, and siltation of its partner companies, although it’s a fact so common As is common among men than women, can not be considered normal and even less acceptable in a historical moment in which more than ever is necessary to awaken their conscience. So, with good will and full of self-confidence is, above all else, must learn to see themselves as divine beings, and understand that it is by God’s will that all be involved in this world right now, a place that it’s on merit and / or to law and that this leads to some of the responsibilities are not limited to the continuation of the species.
In the books it comes to extraordinary creatures that have changed the destiny of the entire universe in the name of the loftiest ideals, beings who had the courage of his convictions and never compromises at the cost of their lives.
Every woman aware, being witness to an immense Divine gift, has the duty to elevate itself above the mundane limits that provide only an excuse to lead a foreign exteriorized and the real truth.
It all started with Love, and Love, in all its forms, which must be maintained, raised and lived as a form of intimate fusion with the Absolute. There is no one outside of themselves that might lead to the Supreme Abode of Love, which has no walls or gates, but those who create the very being every time he sells, for example, the jealousy, the sense of ownership , attachment. These feelings, in addition to create a barrier between themselves and Love, are the cause of spiritual involution, which is manifested by a drastic lowering of the vibrational level and that leads inexorably to a deleterious amplification of the ego, which is undoubtedly the antithesis of love, as all the lofty sentiments and sublime of all virtues.
The courage that distinguishes every woman is extraordinary: she has the courage of life and death. A woman through the flames of passion and each time it is ready to jump into the fire, has infinite resources to regenerate itself when it loves and is able to overcome all difficulties in the name of love. But it is true that a woman is simple and natural to stake his life for love, it is equally true that it often fails to reflect even a glimmer of the same love towards herself.
Love to itself that you absolutely should not be confused with talk about selfishness, it is mainly to learn how to assess themselves as being made, complete, and recognized the man as one who is different from itself but not the one she lacks to be complete. Are the specific characteristics for a masculine man and those specific to women that every woman should amplify and bring to perfection. It ‘s a mistake to think that a man is incomplete without a woman and vice versa, and that what is lacking to the one you should try another, because in this way, every one, individually, would remain incomplete and inadequate. ‘S why it’s a love story ends when the partner is allowed to live the tragedy of loss, abandonment and betrayal, and often also ends up losing confidence in all beings, sex is a mistake so opposto.Questo As is often deleterious for the men than for females, and it is not unusual to see men come to believe that women are all prostitutes or unintelligent beings, and women who come to believe that men are superficial beings with ball of sex is completely subdued by feminine charm … and how he’s wrong, after all, if things were really so?
But things are not exactly so, in fact the reasons and motivations that are the cause of many misunderstandings are much deeper and must be sought the origin.
We try to understand the concept of completeness which we mentioned earlier: the Man and Woman are complementary and this is an indisputable fact, as each has its own specific characteristics of the genus to which it belongs. But this does not mean that they complement each other and that one without the other beings are incomplete, because, if so, any union between a man and a woman should lead both to human perfection, but it does not. So what is the motive of this “failure”?
It is paradoxically simple and easily understood by a being who, even if only minimally, including the Law of Resonance and the karmic and evolutionary dynamics.If an individual, whether man or woman, has some deficiencies in any of the contexts of his existential sphere can not and does not have the right to believe that there might be someone else to remedy its shortcomings. Let’s take a simple example: if, for example, a woman has trouble remembering things like the date for payment of a bill, and instead to the partner is something spontaneous and natural, but hard to remember the birthday of the children , of close friends, or anniversaries, which hardly happen to a woman, does not mean that the two partners are complementary, in fact, this example shows that partners who are two distinct beings, are valid for one person, and that, while being together, compensating each other for the deficiencies of the other, individual beings remain incomplete, and this is the real tragedy.
A man and a woman, together, should you aspire to become one, but this does not mean you have to be two halves, they should aspire to become perfectly complete two units, to fulfill the full merger that creates the cosmic unity that leads to Supreme Creation and communion with the Absolute Divine.
So it is good to look inside and realize that the interior can not be given full approval of those around us and especially the partners, because it would create a dependency heartbreaking, harmful and devastating, the spiritual plane, for both partners.
The purpose of a knowledge path leading to full self-awareness, is essentially this: to become perfect beings, Women’s high, complete, fully feminine, intelligent, sensual, aware of themselves, of their value, full of dignity, able to distinguish love from the need to feel that love, mind you, is not a fault, but often leads to mistakes of which you are responsible for themselves and for each other. In fact it is not uncommon then try to shift the blame to another, adopting attitudes that border on the victim, and degrading antispirituali, a symptom of little intelligence in particular given the fact that there is the law of karma, which inevitably presents soon account for the errors.
Love should not be extorted, it being raised that they’re taking over, and if this does not happen we can not grant the banal superficiality of illusion that is who we are dealing with not being ready to love on some level, because we must never forget that always meet people with whom we are in resonance, there are the mirror and to the extent that we see in them that we recognize our own, that might manifest themselves in different ways but have the same origin and are of the same nature.
The greatest security for themselves and for those with whom you come into contact is LOVE. Only if you love deeply you can qualify for a Divine protection and support imaginable, only in this way the relationship with the other can provide an opportunity for extraordinary growth.
But let’s step by step, we start with the love of themselves and a sublime and high principle: … Love is Freedom.
Shiva and Shakti – The two cosmic
The Shiva Purana says that “the entire universe was created by Shiva and Shakti.”They symbolize two opposite poles, two absolutes and eternal: the male and female, who give life through their union to the whole event.
The Hindu pantheon is peopled with gods, and almost all have a counterpart, since it is believed that any higher principle can only exist through a combination of masculine and feminine. Therefore, any male deity is conceived as inseparable from an Energy contrary female or Shakti.
“Shiva is the pure existence, the immortal Divine Principle. Shiva is pure consciousness, unconditional and transcendent. Shiva is the deity of the mind, the Lord of Yoga, the Master of the three worlds and the victor over death. ” (Shiva Purana)
SHIVA is the principle of centrifugal force by which all life, every form, every cosmic system dissolves in the infinite immensity of the divine. Everything has its origin in Him He is the force of expansion of the world, is the energy source of existence, the principle of life, but also the principle of dissolution and transformation.
The transcendent force of Shiva is a door that leads beyond the earthly things, ranging from mundane to the metaphysical and gives birth to understanding the true nature of existence. It ‘s the penetrating power of pure consciousness is not separate and is ecstatic about the transcendent quality of evolution. Heaven and earth are in SHIVA their synthesis, for he is also in the world, nature, animals, the same thirst for life of every living being.
Shiva means “Benign” and from this point of view is the beneficial aspect of divinity, and the terrible aspect is represented by Rudra or “Flaming”, the one that makes the tears flow.
The dualism of positive / negative features always the figure of Shiva. They are provided seemingly contradictory but in fact relate to other aspects in which we see the deity. In fact, his hypostasis are numerous (1008) and each has some specific characteristics that are peculiar to it.
Since everything vibrates, everything has a rhythm, Lord Shiva is also the rhythm and dance, and as such gives rise to the world of forms. Her most important artistic representation is precisely known and Nataraja, Shiva is the Lord of Dance. The dance, which is considered a kind of magic, as it allows to leave the supernatural forces of the dancer, Shiva is in a true creative act.
As mentioned above, Shiva can not be conceived without its female half, the Shakti.He can become active only when the energy of Shakti gives him strength. Without Shakti, Shiva becomes Shave, which is a lifeless body.
In Hinduism, Shakti is promoted to the rank of Divine Mother, which feeds both the Universe and all its creatures as the many manifestations of the gods. In this emerges a kind of rediscovery of the religious mystery of the woman, because every woman is an incarnation of Shakti. It symbolizes the irreducibility of the sacred and the divine, the elusive essence of ultimate reality. The woman at the same time embodies the mystery of creation and the mystery of Being, all that is and becomes, who dies and is reborn in an incomprehensible way.
SHAKTI: from the root shak means being able to do, have the strength to do, to act, essentially it means power. It is the universal principle of energy, power and creativity.Shakti is inseparable from him who possesses it – Shaktiman, male principle, or Universal Father. The universe is the product of this pair of opposites: a static (Shaktiman), the other dynamic (Shakti). The exterior of everything is the creative aspect of dynamic force, and within all creation is dynamic static force, which is the core of phenomenal existence.
Shiva and Shakti are the contrast of the constituent principles of the universe, the first is the spirit, the cosmic man (Purusha), the second is the energy of the world (Prakriti). The entire event is the product of the energy that comes from the power of their union that produces blessedness, that is the product of the joy and pleasure.
The conjunction of Shiva and Shakti symbolizes the urge to bring together “being”, the awareness and power, energy, the look and appearance transcendent immanent.Shiva and his being, immutability, the nature of atma or conscious principle, it is instead a SHAKTI movement, change and since it is the source of each production, generation and life-giver.
SHAKTI is what there is to be a power not yet implemented in the form of SHIVA, SHIVA is hand in it that there is unified and transmuted to reunited with himself, transparent and bright. In particular, the first is all that matter, body and mind, according to the conscious principle, and both occur in Tantrism therefore only two ways to appear as a single principle, a single reality. Their supreme synthesis is comparable to a fire that has consumed all matter and now it is only itself, as pure energy or pure act.
It is said that to hold the universe and all its creatures, SHIVA, as absolute neutral, it is divided into two complementary parts. The union of the God and Goddess forms every living thing. Mystical union of the couple carry the whole universe in its aspects of both static and stable, and dynamic, whether of the assets and conscious, and in those intangible and unconscious. Elements active / passive, masculine / feminine, which appear only in their opposition, are actually one. Hindu iconography that thought is represented by an androgynous figure, half male and half female, which briefly encapsulates all the aspects and characteristics of the two polarities: Ardhanarishvara.
During the ritual tantric sex the two lovers reunited by recreating the mystical union, they become two gods themselves through a process of transfiguration with each other, creating the perfect inside androgynous state.
The man and woman embody in the act of love with consecration, continence and transfiguration, the two divine principles, Shiva and Shakti, which merge in a cosmic embrace smell the infinite bliss.
The human couple becomes a couple Divine, Cosmic, and transformed a physical act in a sacred moment in which we produce inner experiences of the sublime, elevated, ecstatic that lead to higher states of consciousness and allow the creation of the Absolute.
The transformation of course should not remain confined to the fusion of love. At any time, two beings who love each other must transform themselves as Shakti or Shiva.Man must recognize the woman the embodiment of shakti, the manifestation of the primordial energy of creation, and worship as a goddess, as she must recognize that man is the incarnation of Shiva, the manifestation of divine consciousness and express the endless love and devotion to him.
Every woman, identifying herself with them assimilate SHAKTI, specific attributes. It will start to manifest an energy splendid, irresistible she expresses through her passion, but also a deep beauty, delicacy, grace and inner harmony. Demonstrate wisdom, compassion and calm, but also strength, power and an iron will.
A real spell the Shakti of the intoxicating sweetness of his divine SHIVA, is capable of transmitting a profound happiness and transform lives in a wonderful bliss. With his power charmer heavenly existence becomes a work that reveals the secrets of mystical ecstasy and see which is the rhythm of the harmonies of the power of creation.
Being a woman
The female population is the most fascinating and mysterious can exist. Fully understand it is almost impossible undertaking, as the main feature that the government is to “obey” the Law of Change, which really makes the woman free and independent of any pattern of behavior. The keyword that is a big part of the intrinsic meaning of the Law of Change is cyclical, ‘which in turn refers us to another dimension that exerts the cause: the cyclical dimension Moon.
Let us now try to understand the reasons for which the “cyclical” still characterizes femininity by putting it in a privileged position compared to the male gender. The social model has now canceled the initiation rites that have been perpetuated over the centuries in all populations of all places, to give way to a “philosophy of behavior” of highly rational nature intended more to “classify” in a strip membership, by sex and age, that prepare individuals to meet the various stages of growth through accountability and real support.
The initiation rites in every archaic society was tied to the main passages of life as birth, sexuality, marriage and death that presides over them all, the raison d’être of any initiation ritual was and is to facilitate those who we can define the real “spiritual steps” that mark the time of the existence of every human being.
As for women’s initiation rites, it is believed they were less “formalized” as it is already marked by physiological rhythms such as the onset of menstruation, first pregnancy, childbirth, and, since it is a direct parent of the death, initiation is always female for the woman herself to live in its entirety. For men it is proceeding at a more abstract, depending on specific age and a voluntary act of conscience.
Men are required for initiation of the qualities that are based on the awareness of being, the need for a state of steadfastness, courage, inner strength and fitness.
For this reason, nowadays women have less difficulty in being and feeling “started” or psychologically mature, in fact, unlike the initiation rites of maturity and courage that emancipated the people, and have practically disappeared, the physiology of female non-cyclical has changed.
The initiation involves the direct experience of the transcendent and the assumption of the obligation to keep in touch with it. Each initiation is irreversible, he sacrificed all his life that preceded it and that requires a state of disrepair to the experience of death that it entails: none of this is that it was more.
One of the essential features of the initiative is direct and immediate learning, which refers to revealed knowledge that allows the being to emancipate itself to a better position to which would come much later, and there is the possibility that they may beeven after many rebirths and in totally different conditions.
It ‘good to consider that the disclosure is not illuminating or initiation ritual to transform the individual into an enlightened or an initiate into the mysteries that govern the universal laws, in fact, learning is related to the level of consciousness, which is the obstacle largest for the attainment of maximum realization.
For a woman, thanks to the above requirements, maintaining a continuum provided by the natural cycles that characterizes it, this means he still alive and in itself the ancestral connection to the archetype of the Magna Mater, the Great Mother Goddess, the Goddess lunar has been perpetuated over the centuries in almost all traditions and religions. This ancestral connection, although it is often unconscious, is what makes every woman capable of dealing with extreme situations with great force, is the reason for its ability to renew itself and be “reborn from its ashes” even when they submit it to life ” greatest pain “which is not allowed to even speak. It is’ the Eternal Feminine “by Goethe, the creative principle immortal, from which everything has a beginning and in which everything returns, it is this mysterious reality that every woman holds within itself, which permeates the matrix and which continues to be perpetuated through her.
This reality is recognized and feared by men, incensed by the Saints, widely investigated by philosophers and poets extolled, has undoubtedly made the woman be the most fascinating and inscrutable that there is, however, putting the dangerous condition of the illusion of having, by virtue of his “inner strength overt” means the right to consider himself superior to the male gender, which today appears to be as clear as disappointing. This is the biggest mistake that a woman can commit to be incarnated, because the attorney inexorably to a disastrous fall from the top of the “sacred ivory tower” on which has come down through the centuries by challenging prejudice, abuse of power and abuse that have been the scene of human sacrifice and unspeakable suffering. Every woman has a fundamental right which does not coincide with the claim itself in a game in which subtle attempt to prevail on a man to be incarnate, whatever their field of challenge, because she would be leaving in defeat, not in the context in which has chosen to act, which undoubtedly would have great chances of winning, but she was defeated by the treachery of its sacred essence, that we want every woman carries herself in the huge power of a gesture or a look, and not in a rush of breath to achieve a goal that entirely outside the sterile sacredness that has the responsibility to protect.
E ‘is essential that every woman should be fully aware of her femininity by making emerge, showing all the aspects that make her capable of transforming an expression of the Divine in a beneficial way, with its creative energy, everything it touches.
What are the essential characteristics that a woman is good for posters?
Sweetness – Patience – Loving Kindness – Understanding – Ability empathy – compassion, but to ensure that women fully manifest its essence must also amplify the grace of gesture, speech, and the concept of voice, which must come from the heart; should boost Sensuality, becoming aware and living as a wonderful expression of his inner nature, raises awareness of the mystery that may occur when it becomes aware, in a constructive and intelligent, its potential and of its complex and simply divine … at the same time. It ‘necessary to cultivate all aspects of women, as the maternal aspect of loving relationship, the look and fraternal friendship, etc. …
All matters relating to the Sphere of femininity must be awakened, because there is no woman who does not possess all the qualities listed, as well as many more, though often not expressed in a harmonious and balanced each other. Every woman has its own personality, its own way of expressing herself, but the goal of every embodied being, male or female may be, is to evolve, and that means improve, grow, improve and become complete beings capable of to fully express all that we have been “supplied” at birth: the potential can become real qualities and characteristics of expression of every individual who owns them. The process of inner growth and knowledge must never stop: you know, you become aware, we act supported by the knowledge and common sense, then crystallize in his being the qualities as they grow, and then manifest them, putting us closer and closer to that model the Divine, where once seemed so distant now that we know is right here within ourselves: the center of our being.
For a woman to be incarnated, can not evolve to become extraordinarily mean, unmistakably, ineffably, exquisite, mysterious and infinitely WOMAN, capable of receiving and tireless in giving full of love and dignity.
The ways of realization for a woman who pursues the aim of its sovereign status are manifold, and its infinite potential, its extraordinary strength and tenacity that characterize it are the qualities that put it in front of a likely and formidable success, capable to take her to the post of “divine intercessor” which she is entitled to fulfill his destiny in this earthly dimension.
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Essere innocenti – Be innocent – Osho


A tutti noi viene insegnato ad essere colti, non ad essere innocenti o a percepire la meraviglia dell’esistenza; ci vengono insegnati i nomi dei fiori; degli alberi e non come entrare in comunicazione con loro, in sintonia con l’esistenza. L’esistenza è un mistero e non è accessibile a coloro che vogliono sempre analizzare, selezionare, ma solo a coloro che sono disposti ad innamorarsene, a danzare con lei.

— Osho

We are all taught to be educated, not to be innocent or perceive the wonder of existence, we are taught the names of flowers, trees and how to get into communication with them, in harmony with existence. Existence is a mystery and is not accessible to those who always want to analyze, select, but only to those who are willing to fall in love, to dance with her.

– Osho

Compassione e saggezza – Compassion and Wisdom  


Compassione e saggezza

Paralleli tra brani dei Vangeli e sutra buddhisti

“Gli insegnamenti e le parole dei due Maestri a confronto”
Titolo originale dell’opera: Jesus and Buddha: The Parallel Sayings
Traduzione di Adria Tissoni Prefazione e introduzione:
Gruppo Editoriale Armenia S.p.A. Via Valtellina, 63 – Milano

Oggi, la cultura asiatica si sovrappone a quella europea e nordamericana; la terra non e’ che un minuscolo globo nell’universo e i suoi continenti vanno alla deriva secondo modalita’ che nessun geologo avrebbe mai previsto. Se avessimo letto i testi sacri buddhisti e cristiani con maggiore attenzione, avremmo probabilmente capito tempo fa quanto simili siano le varie culture e le diverse religioni.

O, forse, avremmo ripreso a leggere la famosa poesia di Kipling dal verso in cui afferma che “l’Oriente e’ l’Oriente, e l’Occidente e’ l’Occidente”, al verso in cui annuncia che questi due mondi non si incontreranno mai, fino a imbatterci in una strofa che il ventesimo secolo pare aver scordato, in cui l’autore osserva: “Non c’e’, ne’ Oriente, ne’ Occidente, ne’ Confine, ne’ Stirpe, ne’ Nascita / Quando due uomini forti si trovano faccia a faccia, pur provenendo dalle estremita’ della terra!”.

LA COMPASSIONE

L’affinita’ piu’sorprendente fra Gesu’ e il Buddha riguarda il concetto di amore: entrambi, infatti, predicano la Regola d’Oro, in base a cui ogni uomo deve trattare il suo prossimo come se stesso. Molte delle piu’ note affermazioni di Cristo, in ordine al fatto di porgere l’altra guancia, di amare i propri nemici; nonche’ l’idea che chi di spada ferisce, di spada perisce, si rispecchiano nelle parole del Buddha.
“La dottrina morale del Buddha”, osserva Burnett Hillman Streeter, illustre studioso di Oxford, “e’ sorprendentemente simile al discorso evangelico”. Inoltre, le parole dette da Gesu’ sulla montagna costituiscono il suo piu’ grande insegnamento, esattamente come il Dhammapada, concettualmente affine al Sermone, costituisce il libro piu’ importante del buddhismo: se esso e’ la trasposizione scritta in lingua pali della tradizione orale sorta tra i primi iniziati buddhisti, il discorso evangelico della montagna e altre parti dei quattro Vangeli vengono infatti attribuiti ai primi seguaci di Cristo.
…………………………………

Cio’ che volete gli uomini facciano a Voi, anche voi fatelo a loro. LUCA 6, 31

Chi considera (gli altri) uguali a se stesso non danneggia, non uccide. DHAMMAPADA X, 129-130

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A chi ti percuote sulla guancia porgi anche l’altra. LUCA 6, 29

Se qualcuno ti colpisce con la mano, con un bastone, o con un coltello, dovresti abbandonare ogni desiderio e non pronunciare parole malvagie. MAJJHIMA NIKAYA 21, 6

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Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano.
[…]
A chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’a chiunque ti chiede; e a chi prende il tuo, non richiederlo. LUCA 6, 27-30

Ecco proprio in causa dell’ostilita’ mai si placa l’ostilita’, solo con la non ostilita’ si placa: questo e’ immutabile elemento.
[…]
Con la calma vinci l’ira, col bene vinci il male. Vinci la miseria con la liberalita’, con la verita’, la menzogna. DHAMMAPADA I, 5; XVII, 223

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In verita’ vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli piu’ piccoli, non l’avete fatto a me. MATTEO 25, 45

Se non vi aiutate gli uni gli altri, chi ci sara’ ad aiutarvi? Chiunque aiuta me, deve aiutare i malati. VINAYA, MAHAVAGGA 8, 26, 3

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Rimetti la spada nel fodero, perche’ tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. MATTEO 26, 52

Distaccandosi dal desiderio di prendere la vita, l’ascetico Gautama esiste, evitando di prendere la vita, senza bastone, ne’ spada. DIGHA NIKAYA 1, 1, 8

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Questo e’ il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha amore piu’ grande di questo: dare la vita per i propri amici. GIOVANNI 15, 12-13

Come una madre difenderebbe con la vita il suo proprio figlio, il suo unico figlio, cosi’ sviluppi egli un animo illimitato nei riguardi di tutti gli esseri viventi. Coltivi benevolenza ed animo illimitatamente benigno per tutto il mondo. SUTTA NIPATA 149-150

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La grazia e la verita’ vennero per mezzo di Gesu’ Cristo. GIOVANNI 1, 17

Il corpo del Buddha e’ nato dall’amore, dalla pazienza, dalla gentilezza e dalla verita’. VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 2

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Cosi’, vi dico, c’e’ gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte. LUCA 15, 10

Il bodhisattva ama tutti gli esseri viventi, come fossero tutti suoi figli. VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 5

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Tu conosci i miei comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre”. MARCO 10, 19

Astieniti dall’uccidere e dal prendere cio’ che non ti e’ dato. Astieniti dall’impurita’ e dal dire il falso. Non accettare oro e argento. KHUDDAKAPATHA 2

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LA SAGGEZZA

Alla base del cristianesimo, che influenza gran parte del mondo occidentale , e del buddhismo, che rappresenta una forza trainante della cultura orientale, si ritrova la stessa saggezza. Sia Gesu’, sia il Buddha hanno posto l’accento sull’individuo, sottolineando che l’interiorita’ e’ piu’ importante dell’esteriorita’ e che ognuno di noi dovrebbe considerare la propria vita, invece di criticare quella altrui. Per descrivere la realta’ morale entrambi ricorrono, peraltro, alle medesime immagini: luce e tenebra , sole e pioggia, la pianta che da’ frutti e quella infruttifera. Gli studiosi che si interessano a Cristo come figura storica conferiscono oggi sempre piu’ importanza al suo ruolo di saggio del primo secolo: molti degli aforismi che citano per ritrarlo come tale racchiudono gli stessi consigli che il Buddha diede ai suoi seguaci, cinque secoli prima.

“Il regno dei cieli si puo’ paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso e’ il piu’ piccolo di tutti i semi; ma, una volta cresciuto, e’ piu’ grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli dal cielo e si annidano fra i Suoi rami. MATTEO 13, 31-32

Non supporre del bene: “non mi raggiungerà'”. Come versando l’acqua da una brocca si riempie un bicchiere, cosi’ il saggio si riempie di bene accumulandolo a poco a poco. DHAMMAPADA IX, 122

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Perche’ guardi la pagliuzza che e’ nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che e’ nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che e’ nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che e’ nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. LUCA 6, 41-42

I difetti altrui sono piu’ facili da vedere rispetto ai propri; i difetti degli altri vengono visti facilmente, perche’ vengono setacciati come pula; ma, i propri sono difficili da vedere. E’ come il baro che nasconde i suoi dadi e mostra quelli dell’avversario, richiamando l’attenzione sulle mancanze di questi, pensando continuamente di accusarlo. UDANAVARGA 27, 1

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“Maestro, questa donna e’ stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mose’, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”
[…]
E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzo’ il capo e disse loro: “Chi di voi e’ senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. GIOVANNI 8, 4-5; 7

Non le altrui cattive azioni non cio’ che gli altri fanno, o non fanno, ciascuno guardi Cio’ che lui stesso fa o non fa. DHAMMAPADA IV, 50

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“La lucerna del tuo corpo e’ l’occhio. Se il tuo occhio e’ sano, anche il tuo corpo e’ tutto nella luce; ma, se e’ malato, anche il tuo corpo e’ nelle tenebre. Bada dunque che la luce che e’ in te non sia tenebra. Se il tuo corpo e’ tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sara’ luminoso, come quando la lucerna ti illumina col suo bagliore”. LUCA 11, 34-36 Un uomo con gli occhi che porta una lampada vede tutti gli oggetti, cosi’ come uno che ha ascoltato la Legge Morale. diventera’ perfettamente saggio. UDANAVARGA 22, 4

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Percio’, vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete, o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale piu’ del cibo e il corpo piu’ del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, ne’ mietono, ne’ ammassano nei granai; eppure, il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse piu’ di loro? MATTEO 6, 25-26

Di chi non ha provviste, di chi ben conosce il valore del cibo, di chi libero si pasce di vacanza senza immagini mentali, la via e’ difficile a conoscere quale di uccello nel cielo. Di chi ha totalmente esausti gli asava, di chi e’ staccato dal cibo, di chi libero si pasce di vacanza senza immagini mentali, l’orma e’ difficile a conoscere quale di uccello nel cielo. DHAMMAPADA VII, 92-93

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Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori; perche’ siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. MATTEO 5, 45

La grande nuvola fa piovere su tutto, che sia di natura superiore, o inferiore. La luce del sole e della luna illumina tutto il mondo, sia colui che fa il bene sia colui che fa il male, sia colui che si eleva sia colui che si abbassa. SADHARMAPUNDARIKA SUTRA 5

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Non c’e’ albero buono che faccia frutti cattivi, ne’ albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero, infatti, si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, ne’ si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perche’ la bocca parla dalla pienezza del cuore. LUCA 6, 43-45

Qualsiasi cosa commetta una persona, che siano azioni virtuose o peccaminose, nessuna di esse ha poca importanza; tutte hanno qualche frutto. UDANAVARGA 9, 8

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“Non c’e’ nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo: sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo”. MARCO 7, 15

“L’uccidere, il massacrare, il ferire, l’imprigionare esseri viventi; il furto, la menzogna, l’inganno, la frode, l’ipocrisia, l’adulterio: questo e’ putredine, non il cibo carneo”. SUTTA NIPATA 242

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Gesu’, pero’, non si confidava con loro, perche’ conosceva tutti e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che c’e’ in ogni uomo. GIOVANNI 2, 24-25

Era esperto nel conoscere i pensieri e le azioni degli esseri viventi. VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 2

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Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo!”. GIOVANNI 7, 46

“Non ho mai visto prima d’ora – disse il venerabile Sariputto – ne’ ho mai udito riferire da alcuno di un maestro che parli cosi’ amabilmente, venuto dal cielo dei Tusita”. SUTTA NIPATA 955

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Compassion and Wisdom  

Parallels between the Gospels and the Buddhist sutra

“The teachings and words of two teachers in comparison”
Original title: Jesus and Buddha: The Parallel Sayings
Translated by Adria Tissoni Preface and introduction:
Gruppo Editoriale Armenia S.p.A. Via Valtellina, 63 – Milan

Today, the Asian culture overlaps with that of Europe and North America, the land is not ‘that a tiny globe in the universe and its continents drift in accordance with methods’ that no geologist would ever have expected. If we read the Buddhist scriptures and Christians more closely, we would have probably figured out long ago how similar the different cultures and different religions.

Or, perhaps, we started to read the famous poem by Kipling verse stating that ‘the East and’ the East and the West and ‘the West’, the direction in which to announce that these two worlds will never meet, to come across a verse that seems to have forgotten the twentieth century, in which the author observes: “There is no ‘, it’ East, it ‘the West, it’ Border, it ‘Stirpe, I’ Birth / When two strong men come face to face, even though they came from the ends’ of the earth. ”

COMPASSION

The affinity ‘piu’sorprendente between Jesus’ and Buddha to the concept of love: both, in fact, they preach the Golden Rule, under which every man should treat his neighbor as himself. Many of the more ‘known Christ’s claims, regarding the fact of turning the other cheek, to love their enemies, as well as’ the idea that he who lives by the sword, dies by the sword, are reflected in the words of the Buddha.
“The moral teaching of the Buddha,” says Burnett Hillman Streeter, a distinguished Oxford scholar, “and ‘strikingly similar to the evangelical speech.” In addition, the words spoken by Jesus ‘on the mountain are his most’ great teaching, just as the Dhammapada, conceptually similar to the Sermon, the book is the most ‘important of Buddhism: and if it’ written in Pali language the transposition of the oral tradition sort of the first Buddhists started, the Gospel discourse on the Mount and other parts of the four Gospels are in fact attributed to the early followers of Christ.
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‘You want others to do to you, do ye even so to them. Luke 6: 31

Those who consider (others) equal to itself does not hurt, not kill. X Dhammapada, 129-130

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What strikes you on the cheek offer the other also. Luke 6, 29

If someone hits you with his hand with a stick or a knife, you should abandon any desires and utter no evil words. Majjhima Nikaya 21, 6

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Love your enemies, do good to them that hate you, bless those who curse you, pray for those who mistreat you.
[…]
Who takes away your cloak, do not withhold your tunic. Da’a anyone asks you, and who takes your goods do not ask. Luke 6, 27-30

That’s precisely because of the hostility ‘never calms down the hostilities’, not only with hostility ‘calms down: this’ unchanging element.
[…]
With the win quiet anger, overcome evil with good. Win the misery with the liberal ‘with the truth’, the lie. The Dhammapada, 5, XVII, 223

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In truth, ‘I tell you every time you did it to one of my brothers’ children, you’ve done to me. Matthew 25, 45

If you do not help one another, who will be there ‘to help you? Whoever helps me, must help the sick. Vinay, MAHAVAGGA 8, 26, 3

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Put your sword, ‘cause all those who take the sword shall perish by the sword.Matthew 26, 52

Departing from the desire to take life, the ascetic Gautama there, will refrain from taking life, without a stick, it ‘sword. Digha Nikaya 1, 1, 8

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That ‘s my commandment: love one another as I have loved you. No one has more love ‘of this great man lay down his life for his friends. John 15: 12-13

As a mother would protect with his life for his own son, her only son, so ‘he develop an unlimited mind towards all living beings. Cultivate kindness and unlimited benign mood for the whole world. Sutta Nipata 149-150

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The grace and truth ‘came through Jesus’ Christ. JOHN 1: 17

The body of the Buddha ‘born of the love, patience, kindness and the truth’.VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 2

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So, ‘I tell you, there’ joy before the angels of God over one sinner who repents. Luke 15, 10

The bodhisattva loves all living beings, as were all her children.VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 5

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You know my commandments: “Thou shalt not kill, Do not commit adultery, steal, bear false witness, Do not defraud, Honor your father and mother.” March 10, 19

Refrain from killing and from taking what ‘and you do not’ data. Abstain from impurity ‘and saying what is false. Do not accept gold and silver. KHUDDAKAPATHA 2

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WISDOM

The basis of Christianity, which affects much of the Western world, and Buddhism, which is a driving force of Eastern culture, we find the same wisdom. Both Jesus’, both the Buddha put emphasis on the individual, stressing that the inner ‘and’ most ‘important of the exterior’ and that everyone should consider their own lives, instead of criticizing that of others. To describe the reality ‘moral use both, however, the same images: light and darkness, sun and rain, the plant from’ fruit and the zero return.Scholars who are interested in Christ as a historical figure now give more and more ‘importance to its role as the rate of the first century, many of the aphorisms mentioning to portray him as such contain the same advice that the Buddha gave to his followers, five centuries before.

“The kingdom of heaven is’ like a grain of mustard seed which a man took and sowed in his field. It is’ the most ‘least of all seeds: but when he grew up, and’ more ‘of the other great shrubs and becomes a tree, so that the birds from the sky and make nests in its branches. Matthew 13: 31-32

Do not assume the good: “I do not reach ‘.” Like pouring water from a jug fills a glass, so ‘the wise man becomes full of good accumulating gradually. Dhammapada IX, 122

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‘Cause look at the speck that is’ in your brother, but do not notice the log that is’ in your own? How can you say to your brother, ‘Let me remove the speck that is’ in your eye, and you do not see the beam that is’ in your own? You hypocrite, first take the log out of your eye and then you will see clearly to take the speck out of your brother. Luke 6, 41-42

The faults of others are more ‘easy to see compared to their own and other defects are easily seen,’ cause they are sifted like chaff, but its difficult to see. It ‘s like the cheater who hides his dice and shows those of the adversary, drawing attention to the lack of them, constantly planning to indict him. UDANAVARGA 27, 1

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“Teacher, this woman ‘was caught in adultery. Now Moses’ in the law commanded us to stone such women. What do you think?”
[…]
As they persisted, get up ‘and said to them: “Which of you and’ without sin cast the first stone at her.” JOHN 8, 4-5, 7

Not the bad actions of others is not what ‘others are doing, or do not, everyone looks at what’ that he does or does not. Dhammapada IV, 50

………………………………

“The lamp of your body and the ‘eye. If your eye and’ healthy, even your body and ‘full of light but, if and’ sick, your body ‘in the darkness. Take heed therefore that the and light ‘in you is not darkness. If your body and’ full of light, having no part in the darkness, everything will be ‘bright, as when the lamp illumines you with its glow. “Luke 11: 34-36 A man with eyes can see a light that brings all the objects, so ‘as one who has listened to the Moral Law. become ‘perfectly wise. UDANAVARGA 22, 4

………………………………

So, ‘I tell you, do not worry about your life what you will eat or drink, nor about your body, what you will wear Is not life worth more than’ the food and the body more ‘clothing? Look at the birds of the air do not sow or ‘reap or’ gather into barns, yet your heavenly Father feeds them. Are you not much more ‘of them? Matthew 6: 25-26

Who has not provided, who knows well the value of food, free of those feeds on vacation without mental images, the way and ‘difficult to know which of bird in the sky.Of those who have totally exhausted the ASAVA, to whom and ‘cut off from food, free of those feeds on vacation without mental images, the footprint and’ difficult to know which of bird in the sky. Dhammapada VII, 92-93

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Love your enemies and pray for those who persecute you, ‘cause you may be sons of your heavenly Father, who makes his sun rise on the evil and the good, and sends rain on the just and the unjust. Matthew 5, 45

The great cloud rains on the whole, that the nature of higher or lower. The light from the sun and the moon illuminates the whole world, is one who does good is he who does evil is the one who stands to be one who falls. SADHARMAPUNDARIKA SUTRA 5

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There is no ‘good tree bear bad fruit, nor’ bad tree bear good fruit. Every tree, in fact, is known by its fruit do not gather figs from thorns, nor ‘do they pick grapes from a bramble bush. The good man brings forth good from the good treasure of his heart and the evil man out of his evil treasure brings out evil, ‘cause the abundance of the heart the mouth speaks. Luke 6, 43-45

Whatever a person commits, they are virtuous or sinful actions, none of them is of little importance, and all have some fruit. UDANAVARGA 9, 8

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“There is’ nothing outside a man which going into him can defile: are things which come out to the contamination.” March 7, 15

“The killing, the massacre, the hurt, the imprisonment of living beings, stealing, lying, deception, fraud, hypocrisy, adultery, and this’ decay, not the meaty food.” Sutta Nipata 242

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Jesus ‘, but’ does not trust himself to them, ‘cause everyone knew and did not need anyone to give his testimony in another, for he knew what was’ in every man. JOHN 2, 24-25

He was expert in knowing the thoughts and actions of living beings.VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 2

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They said the guards: “No man ever spoke like this man.” JOHN 7, 46

“I’ve never seen before – said the venerable Sāriputta – I ‘I never heard any report from a teacher who speaks so’ kindly, came from the sky Tusita. Sutta Nipata 955


Meditare – Meditate – Guendune Rinpoché


 

Meditare

Meditare non vuol dire tentare di vedere colori o forme o cercare di
modellare questa o quell’esperienza. Meditazione è sgombrare, liberare la
mente da tutte le forme di appiglio, di attaccamento, di intenzionalità, di
caratterizzazione delle cose. Non si tratta tanto di fare qualcosa, quanto
di disfare i vincoli e i legami della mente. Abbandonando l’attaccamento
alle cose, basato sulla convinzione che queste abbiano una realtà oggettiva,
si mollerà la presa della mente nei confronti di queste cose e
dell’intenzione che vi è connessa, in modo che l’apparenza si troverà ad
essere libera da sola.

Spesso si crede che meditare significhi imporre uno stato di vuoto alla
mente, uno stato senza pensiero nè movimento mentale: quest’idea è
sbagliata, perché se la meditazione fosse uno stato senza pensiero, questo
stesso tavolo starebbe meditando! La meditazione non ha niente a che fare
con il fatto di creare un vuoto volontario nella mente: meditare non vuol
dire bloccare il movimento dei pensieri, ma restare in uno stato in cui
questi pensieri non fanno presa. Se non ci fossero pensieri o movimento
concettuale nella mente, chi mediterebbe?

Meditare è semplicemente riconoscere ciò che ci lega alle apparenze, alle
manifestazioni esteriori, e mollare la presa delle fissazioni mentali.
Significa creare una distensione rispetto al condizionamento abituale, e
lasciare che questa distensione faccia effetto: gli oggetti su cui la mente
si fissa cadono da soli, i nodi si disfano da soli.

Meditare vuol dire disfarsi della corazza che ci siamo forgiati, dei vestiti
superflui che indossiamo; allora, abbandoniamo a uno a uno gli abiti
mentali, per restare nella nudità primordiale. In questa distensione si
sperimenta lo stato naturale della mente come luce, come coscienza
conoscente, come viva lucidità. Questa chiarezza della mente è definita come
coscienza istantanea, immediata, uno stato esente da elaborazioni mentali o
reificazione.

Semplicemente restiamo nel godimento di questo stato, lasciando la mente
nella dimensione che le è propria, senza caratterizzare o giudicare nulla,
senza neppure concepire la nozione di meditazione. Quando la mente riesce a
mantenersi stabile in quello stato, sperimenta il proprio spazio, e tutti i
fenomeni esteriori ed interiori vengono percepiti come vuoti. Questo stato
non è limitato da nulla, è libero da ogni orientamento, privo di sostegno e
in esso c’è la conoscenza fondamentale libera da punti di riferimento. E
anche uno stato di felicità e di benessere libero da ogni impedimento
concettuale. L’apparizione di queste qualità della mente è segno di successo
della pacificazione mentale; lo sviluppo di questa meditazione, quando si
rimane assorti in tale stato senza perderlo o alterarlo, è il conseguimento
del samadhi.

È importante non giudicare la propria meditazione, non pensare che il tale
stato sia «buono» e che quell’altro sia «cattivo»; che quando la mente è
calma la nostra sia una «buona meditazione», mentre quando la mente è
agitata la nostra sia una «cattiva meditazione». Quando, nel corso della
meditazione, vengono idee del genere, si può dirigere la propria attenzione
verso chi sta giudicando in questo modo, verso la coscienza che sta
valutando la meditazione; con l’introspezione, questa coscienza scopre di
essere priva di forma o di colore; l’osservatore è privo di qualsiasi
specificità che potrebbe provare la sua esistenza. Come avevamo fatto per
l’oggetto percepito, ritroviamo la dimensione vuota della mente percipiente,
l’assenza di realtà del soggetto.

Dunque, quali che siano i fenomeni che sorgono nella mente si trattano
cosi’: non si tenta di prevenire il loro insorgere nè di farli cessare una
volta che sono presenti; non vanno seguiti, ma apprezzati per quel che sono.
Ogni volta che si riconosce l’essenza attraverso lo sguardo diretto,
ritroviamo la dimensione della mente non ostruita, libera da ogni ostacolo.

Meditare cercando qualcosa di più all’esterno porta all’insoddisfazione. Ciò
che si deve fare è esattamente il processo inverso: liberarci da ciò che
ingombra la mente volgendoci all’interno, fino allo stato spontaneo in cui
non sussiste nè ricerca nè sofferenza: la pienezza onnipresente.

La dimensione naturale della nostra mente è il Dharmakaya, che è spontaneo
per natura. L’unico modo di incontrare la mente è armonizzarla con questa
natura priva di cause e solo uno stato di distensione e di apertura può
consentire a quest’essenza spontanea di sorgere da sé.

 Guendune Rinpoché

Meditate

Meditation does not mean groped to see colors or shapes or try to
model this or that experience. Meditation is clear, release the
mind from all forms of grip, attachment, intentionality, of
characterization of things. It is not just to do something, as
to undo the bonds and the bonds of mind. Abandoning attachment
things, based on the belief that they have an objective reality,
you break up with the power of the mind towards these things and
intention that there is connected, so that the appearance will be found to
be free alone.

It is often believed that meditation means to impose a state of emptiness to
mind, a state of mind without thought nor movement: the idea is
wrong, because if it were a state of meditation without thought, this
same table would be meditating! Meditation has nothing to do
with the fact that it creates a vacuum volunteer in mind: not to meditate
say block the movement of thoughts, but remain in a state in which
these thoughts are not taken. If there were no thoughts or movement
conceptual mind, who wants to meditate?

Meditation is simply to recognize what binds us to appearances, the
external manifestations, and let go of the mental fixations.
It means creating a relaxing compared to the usual conditioning, and
let this relaxing side effect: the objects of the mind
attaches fall alone, the nodes come apart on their own.

Meditating means to get rid of the armor that we have forged, clothes
that unnecessary wear; then, we leave one by one the clothes
mental, to remain in the primordial nakedness. In this distension is
experience the natural state of the mind as light as consciousness
knowing, as living lucidity. This clarity of mind is defined as
instantaneous consciousness, immediate, a state free of mental processes or
reification.

Simply remain in the enjoyment of this state, leaving the mind
in size that is proper, it does not identify or judge anything,
without even conceive the notion of meditation. When the mind is able to
remain stable in that state, experience their own space, and all
outer and inner phenomena are perceived as empty. This was
is not limited by anything, is free from any orientation, without support and
in it there is the fundamental knowledge free from points of reference. It
also a state of happiness and well-being free from hindrances
conceptual. The appearance of these qualities of the mind is a sign of success
of peace of mind, the development of this meditation, when
remains absorbed in that country without losing or altering it, is to achieve
samadhi.

It is important not to judge your meditation, do not think that this
was both “good” and that other one is ‘bad’, that when the mind is
calm ours is a “good meditation,” and when the mind is
agitated ours is a “bad meditation.” When, in the course of
meditation are such ideas, you can direct your attention
towards who is judging in this manner, towards consciousness that is
considering meditation with introspection, this consciousness discovers
be devoid of form or color; the observer is devoid of any
specificity that could prove his existence. As we did for
the perceived object, we find the size of the empty mind perceiving
the lack of reality of the subject.

So, whatever the phenomena that arise in the mind are treated
so ‘: do not try to prevent their occurrence nor to make them stop a
Once they are present, should not be followed, but appreciated for what they are.
Whenever you recognize the essence through direct gaze,
find the dimension of the mind unobstructed, free of any obstacle.

Meditating looking for something more outside door dissatisfaction. That
you need to do is exactly the reverse process: get rid of what
cluttered mind by turning within, to the state in which spontaneous
there is neither research nor suffering the fullness everywhere.

The natural dimension of our mind is the Dharmakaya, which is spontaneous
by nature. The only way to meet the mind harmonize with this
free nature and causes only a state of relaxation and openness can
allow this essence to arise spontaneously by itself.

 Guendune Rinpoche

Condizionamenti – Conditionings – Osho


Condizionamenti

I genitori dovrebbero essere consapevoli di come condizionano i loro figli. E ai bambini dovrebbe essere data ogni libertà di sperimentare il bene e il male, così che possano decidere da soli. Lasciate che trovino la loro strada: voi state soltanto molto attenti che non cadano in un fosso! Non dite mai nulla ai vostri figli che non sia una vostra esperienza esistenziale. Accettate la vostra ignoranza, questo vi procurerà un maggior rispetto, più fiducia in ciò che siete. L’ego del genitore pretenderebbe di conoscere tutto! Siate rispettosi nei confronti del bambino; i genitori si aspettano il rispetto dei figli, ma si dimenticano che è una cosa reciproca: rispetta i bambini e loro ti rispetteranno! Fidati dei bambini e loro si fideranno di te, allora sarà possibile una comunicazione.
Osho

Conditionings
Parents should be aware of how they affect their children. And children should be given every freedom to experience the good and evil, so they can decide for themselves. Let them find their way: you’re just very careful not to fall into a ditch! Do not say anything to your children that is not your own life experience. Accept your ignorance, this will provide you with more respect, more confidence in what you are. The ego of the parent claims to know everything! Be respectful of the child, parents expect the respect of children, but they forget that it is a mutual thing: respect children and they will respect you! Trust children and they will trust you, then you can a communication.
– Osho

La via dell’intelligenza – Intelligence way


La via dell’intelligenza

“Non può essere vulnerato da nessun dolore, né colpito da nessuna violenza; insensibile a ogni malvagità, atleta nella gara più sublime, […] pronto ad accogliere amoroso, con l’anima tutta quanta, quello che accade e quello che gli viene assegnato, tutto; […]. Quest’uomo sa che in suo potere è unicamente la propria interiorità e pensa senza interruzione alle cose proprie, quelle che l’universale connessione degli eventi gli arreca; e la prima cerca di rendere bella; nutre fede, invece, che le seconde siano buone. […]
L’unica cosa che rimane a chi è buono, come propria caratteristica, è l’amore, l’atteggiamento d’un’anima serena e tranquilla che accolga gli eventi a lei destinati.


“L’atteggiamento d’un’anima serena e tranquilla” Marco Aurelio
“L’intelletto non è ancora l’intelligenza e occorre imparare a
distinguere tra i due. L’intelletto è uno strumento dato all’uomo
perché possa cavarsela sul piano materiale, perché possa
risolvere i problemi della vita quotidiana, studiare la Natura e
trarre qualche conclusione da quello studio. L’intelligenza,
invece, nel senso iniziatico del termine, è una facoltà ben
superiore: posta al di sopra del piano astrale e mentale, ha la
capacità di dominare i sentimenti, i pensieri e tutte le
manifestazioni della vita psichica.
È questa intelligenza che gli Iniziati considerano come la vera
intelligenza; essa è legata al mondo della supercoscienza, che è
il mondo divino. Tutti gli esseri che hanno imparato a lavorare
dominando i propri pensieri, i propri sentimenti e legandosi alle
regioni superiori per fare con queste degli scambi, sono stati
capaci di realizzazioni sublimi. Sono loro che hanno permesso
all’umanità di progredire veramente.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov
☸ڿڰۣ–☀☼★ ♥☀ ☼★ ♥
L’intelligenza ha una doppia capacità secondo la direzione cui viene diretta, può essere orientata verso l’esterno o verso l’interno.
La natura del suo orientamento è la chiave dell’evoluzione dell’umanità.
L’intelligenza diretta verso l’esterno operando attraverso i sensi diventa “intelletto” la parte concreta e informativa dell’intelligenza.
Operando verso l’interno per mezzo della coscienza profonda diventa quel che si può definire vera intelligenza.
La distinzione tra intelletto e vera intelligenza è fondamentale per capire la condizione odierna del mondo.
L’intelletto fa riferimento a un’intelligenza che per determinare la verità usa la ragione ed è basata sull’attività sensoriale. Amplifica la capacità dei sensi con vari strumenti, come telescopi o microscopi, aumenta la capacità di calcolo con varie macchine come i computer e per comprendere il mondo inventa vari sistemi di misurazioni spaziali e temporali.
L’intelletto costruisce la realtà basandola sull’idea di un mondo esterno, annota i nomi e le forme delle cose nel mondo e le colloca in carie categorie e gerarchie.
Da qui deriva il concetto ayurvedico di mondo esterno come luogo di realizzazione dei piaceri, da esso nasce una visione materialistica della vita e una visione meccanicistica dell’Universo.
L’intelletto dirige la vita verso mete esterne: piacere, ricchezza, potere e conoscenza del mondo.
Crea un’idea corporea dell’esistenza, per cui si rimane intrappolati nel tempo e nello spazio, nel dispiacere e nella morte.
L’intelletto pone l’attenzione sull’esteriorità, i ruoli, l’identità, stato sociale e averi.
L’intelletto opera sotto il controllo dell’ego e delle emozioni.
La vera intelligenza è un potere di percezione interna e diretta. Rivela la natura delle cose trascendendo le apparenze sensoriali.
La vera intelligenza è pienamente consapevole dell’impermanenza di ogni realtà esterna e non ci lega a nessun nome o forma prefissata.
Impariamo per mezzo di essa a percepire la coscienza che sta dietro i movimenti della materia e dell’energia nel mondo esterno.
Ci liberiamo da strutture esterne che riguardano la religione, l’autorità e le istituzioni, trascendendo il tempo e lo spazio nella realtà della nostra Vera Natura.
L’intelletto ha una conoscenza indiretta e mediata riguardo i nomi, i numeri e le apparenze, per questa ragione non può risolvere i problemi umani a infondere un senso di pace. Non è sufficiente sapere concettualmente quali sono i nostri problemi, dobbiamo capirne l’origine nel cuore e nell’anima.
Senza il risveglio della vera intelligenza, la società rimarrà emotivamente instabile e spiritualmente poco evoluta. La cultura occidentale ha glorifica nella scienza una visione intellettuale della vita.
L’Ayurveda, che si basa sulla filosofia dello Yoga, considera l’intelletto come una intelligenza minore e ci aiuta a sviluppare l’intelligenza profonda che porta al di là dei sensi, verso la Verità all’interno del Cuore.
liberamente tratto da “Ayurveda e la Mente” di David Frawley
☸ڿڰۣ–☀☼★ ♥☀ ☼★ ♥
Memoria e intelletto
“Memoria ed Intelletto” sono termini riferiti a due funzionalità distinte del Cervello; la prima corrisponde alla capacità di evocazione selettiva della informazione acquisita nel passato, la seconda alla capacità di ragionamento che in gran misura viene specificatamente finalizzata a risolvere, ovvero ad evitare problemi da affrontare nel corso della propria vita intellettuale; le due funzioni di integrazione cerebrale cooperano per adeguare flessibilmente le proprie riflessioni e ragionamenti finalizzati a una maggiore o minore ampiezza problematica sia nella dimensione del futuro più immediato o di quello ben più distante.
Certamente “Memoria e Intelletto” formano una unità di enti complementari, tale che l’eccesso di uno rispetto all’altro deprime il valore esprimibile come prodotto di tali funzionalità, datosi che la prima funzione si arresterebbe all’esistenza e la seconda descriverebbe un divenire pieno di speranze o di timori, ma vuoto ed inutile nel generare un’effettiva crescita della propria personalità intelligente.
Dosare opportunamente le funzioni della “Memoria ad Intelletto” in relazione ad un fine è importante come andare in bicicletta, dove per procedere bisogna agire sull’uno e sull’altro pedale.
Come nella bicicletta possiamo usare un cambio per dosare gli sforzi sui pedali in modo da evitare fatiche non utili alla propria salute, così dobbiamo imparare ad utilizzare vari sistemi di integrazione delle aree cerebrali rispondenti a percorsi cerebrali differenziati; questi ultimi infatti correlano i due emisferi cerebrali essenzialmente con la parte emozionale del cervello (talamo quale sede della memoria emotiva), con l’ippocampo (sede principale della memoria a lungo termine) e con il cervelletto (che interagisce nella formazione della memoria operativa che implica il coordinamento di movimenti degli arti e del corpo). Pertanto “Memoria e Intelletto” costituiscono i due principali processi di integrazione tra le varie aree celebrali, che congiuntamente facilitano la evocazione delle memorie esperite in precedenza e le utilizzano per sviluppare l’esercizio di varie forme di intelletto più adeguate alla problematica da risolvere. Possiamo dire che, se il processo di integrazione privilegia il rapporto tra l’emisfero sinistro e l’ippocampo, riconosciamo tale tipologia di memorizzazione come “Memoria Semantica”, cioè appropriata all’espressione linguistica; se invece il rapporto focalizza il processo di integrazione cerebrale nell’area talamica, allora siamo in presenza di una evocazione mnemonica di tipo “Emotivo ovvero Empatico”; se invece nel processo integrativo della memoria viene incluso il cervelletto, allora parliamo di “Memoria Operativa” e così via dicendo.
Le memorie evocate sono come ombre che debbono essere ricondotte al confronto significativo con il presente in una prospettiva di sviluppo e risoluzione della informazione in conoscenza. Per attuare tale transizione tra passato, presente e anticipazione cognitiva, l’intelletto agisce come un processo parallelo di confronto selettivo della informazione memorizzata e attualizzata dai dati sensibili, teso a convergere verso un fine ovvero nella direzione finalizzata a risolvere determinati obiettivi e atteggiare la propria attività al seguito dell’impulso delle propria volontà e intuito. Dall’incrocio del sistema di integrazione divergente, della ricerca di una più o meno ampia evocazione mnemonica, con il processo convergente di elaborazione finalizzata più proprio dell’intelletto, emergono varie potenziali forme di intelligenza (critica, analitica, pragmatica, artistica , ecc. ecc ).
Howard Gardner e anche Edward De Bono, noti pedagogisti contemporanei, nei loro scritti finalizzati ad insegnare come sviluppare le abilità di pensiero, sostengono che “non” abbiamo un’intelligenza unica, ma almeno “sette” tipi diversi di intelligenza, ognuno dei quali può avere la prevalenza nelle diverse occasioni di risoluzione dei problemi. Comunque è bene osservare attentamente che i processi mentali organizzati da “memoria e intelletto”, debbono essere preceduti da una capacità di apprendere come articolare i processi di integrazione cerebrale, proprio al fine di rispondere, con peculiari strategie cognitive, a “pre-definire le aspettative e i risultati attesi”, che possono emergere dalla capacità di memorizzare ed nell’elaborare l’informazione in modo intelligente ed efficace. Prima di risolverlo o evitarlo, un problema va infatti pre-ordinato sulla base di una strategia basata sulla volontà e sull’intuito. Tale situazione è detta generalmente Problem Setting perché capace di elaborare con immediatezza le memorie a breve termine e integrarle con le altre forme di memoria a più lungo termine precedentemente descritte. Le categorie di integrazione della memoria e dell’intelletto vanno quindi a dipendere dalla preliminare capacità di porsi finalità ed obiettivi o scopi che sono in relazione diretta con il possibile prognostico relativo ai risultati attesi. È solo cosi che il circuito cerebrale del pensiero può infatti svilupparsi armonicamente.
Lo studio delle potenzialità di una tipologia specifica della Intelligenza, è stato attentamente realizzato sia con la “Risonanza Magnetica funzionale” sia mediante interviste ai campioni di scacchi, un ben noto ed antico gioco di strategie di Problem Solving.
Al contrario di un principiante, il quale tende normalmente a immaginarsi le mosse possibili di ogni singolo pezzo della scacchiera, il campione di scacchi facilita la integrazione funzionale delle memorie evocando il posizionamento di alcune schermate (Templates) della memoria evocate dalla propria esperienza, le quali vanno a focalizzare alcuni blocchi critici delle possibili configurazioni della scacchiera, sia in relazione ai pezzi che agli spazi rimasti vuoti (Chunk). Il campione, a differenza del dilettante, ragiona esclusivamente su di essi (Templates & Chunk) per reperire la strategia e ordire ingegnosamente una soluzione vincente denominata Scacco Matto.
Tale impostazione del gioco di famosi scacchisti è messa ancor più in evidenza da alcuni loro aforismi (cioè brevi concetti tratti dalla lunga esperienza).
1) Cerca di essere il giocatore di scacchi, non il pezzo sulla scacchiera (Ralph Charrell)
2) Un Maestro di scacchi non cerca la mossa migliore: la vede (Garry Gasparov)
3) A scacchi io mi sforzo sempre di giocare contro i pezzi del mio avversario piuttosto che contro di lui (Svezotar Gligoric)
Da tali aforismi si comprende quale sia il miglior modo di porsi il problema di risolvere soluzioni critiche basandole su finalità proprie di un giocatore professionista, che imposta il gioco utilizzando concezioni finalizzate ad integrare intelligentemente i processi mnemonici ed intellettivi per raggiungere l’obbiettivo mediante una serie di mosse vincenti.
Pertanto l’intelligenza e l’ingegno creativo non risiedono direttamente nella memoria o nell’ intelletto; proprio in quanto “memoria ed intelletto” presi fine a se stessi sono solo due funzioni cerebrali necessarie ma non sufficienti per produrre attività creative capaci di costruire conoscenze innovative.
L’espressione di intelligenza e creatività risulta quindi essere una funzione complessa dipendente dalla capacità di definire a priori apposite unità o configurazioni interpretative, che sono frutto dell’intuito e della volontà e quindi delle attività più recondite ed ancestrali degli esseri viventi.
Ciò è naturale in quanto, per esempio, è facile notare quanto sia difficile memorizzare una fila di “settanta” numeri in sequenza casuale, rispetto a rammentare “dieci” numeri telefonici di sette numeri ciascuno; infatti la memoria in questo caso è facilitata dalla suddivisione in blocchi dei numeri telefonici, ma in vero principalmente dalla opportunità di comunicare con altre persone. Similmente, sarebbe praticamente impossibile capire il significato di una frase se le parole non fossero disgiunte tra di loro e di fatto non si sapesse a priori dall’indice e dal titolo del libro il quadro cognitivo che andiamo scoprendo dedicandoci alla sua lettura.
La previsione realizzabile con l’intuito e la volontà di capire il divenire di una situazione è ciò che in fin dei conti permette di trovare soluzioni intelligenti e creative in un corretto apprendimento della funzionalità mnemonica e intellettiva del cervello.
Il conclusione possiamo ripetere con Seneca: “Non c’è vento favorevole a chi non sa dove andare”; pertanto, memoria e intelletto sono funzioni cerebrali che debbono coordinarsi per una esperienza consapevole finalizzata a verificare un’ipotesi, un sogno e comunque un fine che sta maturando dentro di noi… altresì inquietudini dovute al dubbio e all’indeterminazione di eventi inattesi ci tormenta e ci assale costantemente, affossando progressivamente tutti i valori costruiti dalla memoria e dall’ingegno più raffinato ed eloquente.
Nel ciel che più de la sua luce prende
fu’ io, e vidi cose che ridire
né sa né può chi di là su discende;
perché appressando sé al suo disire,
nostro intelletto si profonda tanto,
che dietro la memoria non può ire.
Veramente quant’io del regno santo
ne la mia mente potei far tesoro,
sarà ora materia del mio canto.
Dante Alighieri, Paradiso – Canto I
http://www.steppa.net/html/scienza_arte/scienza_arte25.htm
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Intelligence way

“It can not be hacked by any pain, nor suffering from any violence, numb to all wickedness, the most sublime athlete in the race, […] ready to receive love with the whole soul, what is happening and what is assigned, everything […]. This man knows that his power is only in its interior and think without interruption to their own interests, those of the universal connection of events adversely, and the first attempts to make nice ; nourishes faith, however, that the latter are good. […]
The only thing left to those who are good, as its characteristic is the love, the attitude of a soul in peace and tranquility that will accept her for events.
“The attitude of a soul in peace and tranquility” Marcus Aurelius


“The intellect is not the intelligence and we must learn to
distinguish between the two. The intellect is an instrument given to man
because they can get by on the material before it can
solve the problems of everyday life, study the nature and
draw some conclusions from that study. Intelligence,
Instead, in the sense of initiation of the term, is an option well
Top: placed above the astral and mental, has the
ability to control the feelings, thoughts and all
manifestations of psychic life.
It is this intelligence that the initiatives considered as the true
intelligence, it is linked to the world of super-consciousness, which is
the divine world. All beings who have learned to work
dominating their thoughts, their feelings and binding to
upper regions to do with this trade, were
capable of sublime creations. It is they who have allowed
humanity to really progress. ”
Mikhael Omraam Aïvanhov
Intelligence has a double capacity in the direction which is directed, it can be outward or inward.
The nature of his approach is the key to evolution of humanity.
The intelligence directed towards the outside by working through the senses becomes “understanding” the practical side of intelligence and information.
Working inward to the middle of the deep consciousness becomes what we can define true intelligence.
The real distinction between intellect and intelligence is critical to understand the situation today in the world.
The intelligence refers to intelligence that used to determine the truth and the reason is sensory-based activity. Amplifies the ability of the senses with various tools such as telescopes or microscopes, increased computing capacity with various machines such as computers and to understand the world invented various systems of measurements of space and time.
The mind constructs reality basing on the idea of an external world, note the names and shapes of things in the world and places them in categories and hierarchies caries.
Hence the concept of Ayurvedic outside world as a place of realization of pleasures, it comes from a materialistic vision of life and a mechanistic view of the universe.
The intellect directs his life towards external goals: pleasure, wealth, power and knowledge of the world.
Create an idea of bodily existence, so it remains trapped in time and space, in sorrow and death.
The mind focuses on the exterior, roles, identity, social status and possessions.
The intellect operates under the control of the ego and emotions.
The real intelligence is a power of inner perception and direct. Reveals the nature of things transcending sensory appearances.
The true intelligence is fully aware of the impermanence of all external reality, and there binds to any name or form fixed.
We learn to perceive it through the consciousness behind the movements of matter and energy in the outside world.
We are liberated from external concerning religion, authority and institutions, transcending time and space in the reality of our true nature.
The intellect has a mediated and indirect knowledge about the names, numbers and appearances, for this reason can not solve human problems to instill a sense of peace. It is not enough to know conceptually what are our problems, we must understand its origin in the heart and soul.
Without the awakening of true intelligence, the company will remain unstable emotionally and spiritually undeveloped. Western culture has glorified in science an intellectual vision of life.
Ayurveda, which is based on the philosophy of yoga, consider the intellect as a lesser intelligence and helps us to develop intelligence that leads to deep beyond the senses, to the Truth in the Heart.
freely based on “Ayurveda and the Mind” by David Frawley
Memory and intellect
“Memory and Intellect” are terms referring to two distinct features of the Brain: the first is the capacity of selective evocation of the information gathered in the past, the second to the ability to reason that in large measure is specifically designed to solve or prevent problems from face in the course of his intellectual life, the two functions of the brain work together to integrate flexibly adapt its thinking and reasoning aimed at a greater or lesser extent problematic both in size of the future of the much more immediate or more distant.
Of course, “Memory and Intellect” form a unity of complementary institutions, such that over each other to depress the value expressed as a product of these features, gave himself that the first function stops the existence and the second describes a becoming full of hopes or fears, but empty and useless in generating real growth of its intelligent personality.
Measure out the appropriate functions of the “Memory for Intellect” in relation to an end is as important as cycling, where do we need to act on one and on foot.
How we can use a bicycle in exchange for the determination of the efforts on the pedals to avoid hard work not relevant to their health, so we must learn to use various systems for the integration of brain areas responding to different brain pathways, the latter fact, correlate the two cerebral hemispheres mainly with the emotional part of the brain (the thalamus as the seat of emotional memory), with the hippocampus (headquarters of the long-term memory) and the cerebellum (which interact in the formation of working memory that involves the coordination of limb movements and the body). Therefore, “Memory and Intellect” are the two main processes of integration between different brain areas, which together facilitate the evocation of previously experienced memories and use them to develop the practice of various forms of understanding the most appropriate problem to be solved. We can say that if the integration process focuses on the relationship between the left hemisphere and the hippocampus, we recognize this type of storage as a “semantic memory”, that is appropriate linguistic expression, but if the report focuses on the integration process of brain thalamic area, then we are in the presence of a type of mnemonic evocation “or Emotional Empathy”, but if the memory is in the integration process including the cerebellum, then we speak of “working memory” and so on.
Evoked memories are like shadows that must be traced to the meaningful comparison with this in a perspective of development and resolution of information into knowledge. To implement such a transition between past, present and anticipating the cognitive intellect acts as a parallel process of selective comparison of information stored and updated from the sensitive data, tended to converge towards an end or in the direction aimed at solving particular its objectives and attitudes activities to follow the impulse of his will and intuition. From the intersection of the system of diverging, seeking a greater or lesser degree mnemonic evocation, through the process of development aimed more convergent their intellect, arise various potential forms of understanding (critical, analytical, pragmatic, artistic, etc.. etc.).
Howard Gardner and Edward De Bono also known contemporary educationists, in their writings aimed to teach how to develop thinking skills, say “no” we only intelligence, but at least “seven” different types of intelligence, each of which can have on several occasions in the prevalence of problem resolution. However it should be noted carefully that the mental processes organized by “memory and intellect,” must be preceded by a capacity to learn how to articulate the integration processes of the brain, precisely in order to respond with specific cognitive strategies, a “pre-define expectations and the expected results, which may arise from the capability of storing and processing information in an intelligent and effective. Prior to resolve or avoid this problem is in fact a pre-ordered on the basis of a strategy based on the will and intuition. This situation is generally described as “problem setting” because it is capable of developing an immediate short-term memories and integrate them with other forms of memory in the longer term described above. The categories of integration of memory and intellect are so dependent on the prior ability to ask the purposes and objectives or purposes that are directly related to the possible prognosis on the expected results. It is only then that the brain circuitry of thought can in fact develop in harmony.
The study of the potential of a specific type of intelligence, has been carefully designed with both the “functional MRI” and through interviews with samples of chess, a well known and ancient game of problem solving strategies.
Instead of a beginner, who normally tend to imagine the possible moves of each piece of the board, the chess champion facilitates the functional integration of evoking memories of some positioning screens (Templates) of the memory evoked by its experience, which going to focus some critical blocks of the possible configurations of the board, both in relation to the pieces that the empty spaces (Chunk). The sample, unlike the amateur thinks exclusively on them (Templates & Chunk) to find the strategy and a winning plot ingeniously called Checkmate.
This view of the famous chess game is put into sharper focus by some of their aphorisms (ie short concepts drawn from long experience).
1) Try to be the chess player, not the piece on the board (Ralph Charrell)
2) A Master of chess does not look the best move: he sees (Garry Gasparov)
3) In chess I always try to play against my opponent’s pieces rather than against him (Svezotar Gligoric)
From these aphorisms, one wonders what is the best way to address the problem solutions to solve critical building it on their goals of a professional player, which sets the game using concepts designed to intelligently integrate the intellectual and memory processes to achieve the goal through a series winning moves.
Therefore, the creative intelligence and ingenuity do not reside directly in your memory or ‘intellect, just as “memory and intellect,” taken as an end in themselves are only two brain functions necessary but not sufficient to produce creative activities capable of building innovative knowledge .
The expression of intelligence and creativity turns out to be a complex function dependent on the ability to define a priori the appropriate units or interpretative configurations, which are the result of intuition and the will and therefore of the most recondite and the ancestral beings.
This is natural as, for example, is easy to see how difficult it is to store a row of “seventy” in random numbers, compared to remind the “ten” numbers of seven numbers each, because the memory in this case is facilitated by division in blocks of telephone numbers, but mainly by the real opportunity to communicate with other people. Similarly, it would be virtually impossible to understand the meaning of a sentence if the words were not separated among themselves and did not know a priori from the index and the title of the book we discover that the cognitive framework dedicated to his reading.
The prediction achieved with the insight and the will to understand the future of a situation is what ultimately allows you to find creative and intelligent solutions in the successful acquisition of intellectual and mnemonic functions of the brain.
The conclusion we can say with Seneca: “There is no favorable wind for those who do not know where to go”, so memory and intellect are brain functions that must coordinate to a conscious experience aimed at verifying a hypothesis, however, a dream and a goal which is ripening within us … also due to doubts and fears of unexpected events all’indeterminazione assails us and haunts us constantly, gradually slowing down all the values built from memory and ingenuity more refined and eloquent.
Within that heaven which most his light receives
was’ me, and saw things that
neither knows nor can, who from above descends;
so near approaching its desire,
our understanding is so deep,
that memory can not go.
Truly whatever of the holy kingdom
Into my mind could treasure
will now become the subject of my song.
Dante Alighieri, Paradiso – Canto I
http://www.steppa.net/html/scienza_arte/scienza_arte25.htm

Istruzioni per la vita – Instruction for life – Dr Rahula Walpola


Istruzioni per la vita

1. Prendi in considerazione il fatto che un grande amore e grandi risultati comportano un grande rischio.

2. Quando perdi, non perdere la lezione.

3. Segui le tre R: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, e
La Responsabilità per tutte le tue azioni.

4. Ricorda che non ottenere quello che vuoi a volte è un meraviglioso
colpo di fortuna.
5. Impara le regole in modo da sapere come infrangerle in modo corretto.

6. Non lasciare che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7. Quando ti accorgi di aver commesso un errore, prendi misure immediate per correggerlo.

8. Passa un po ‘di tempo da solo ogni giorno.

9. Apri le tue braccia al cambiamento, ma non perdere i tuoi valori.

10. Ricorda che il silenzio a volte è la migliore risposta.

11. Vivi una vita buona e onorabile. Poi, quando sarai vecchio e ricorderai il passato,sarai ingrado di godere una seconda volta.

12. Un atmosfera amorosa in casa è il fondamento della tua vita.

13. Nei litigi con chi ami, parla solo della corrente situazione. Non
rivangare il passato.

14. Condividi le tue conoscenze. È un modo per ottenere l’immortalità.

15. Sii gentile con la terra.

16. Una volta all’anno, visita un luogo dove non sei mai stato prima.

17. Ricorda che la migliore relazione è quella in cui il vostro amore per
l’altro supera il vostro bisogno dell ‘ altro.

18. Giudica il tuo successo da quello a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.
19. Approcciati all’ amore e alla cucina senza preoccupazioni.

Dr Rahula Walpola

Instruction for life

1. Take into account that great love and great achievements involve great risk.

2. When you lose, don’t lose the lesson.

3. Follow the three R’s: Respect for self; Respect for others; and Responsibility for
all your actions.

4. Remember that not getting what you want is sometimes a wonderful stroke of
luck.
5. Learn the rules so you know how to break them properly.

6. Don’t let a little dispute injure a great friendship.

7. When you realize you’ve made a mistake, take immediate steps to correct it.

8. Spend some time alone every day.

9. Open your arms to change, but don’t let go of your values.

10. Remember that silence is sometimes the best answer.

11. Live a good, honorable life. Then when you get older and think back, you’ll be
able to enjoy it a second time.

12. A loving atmosphere in your home is the foundation for your life.

13. In disagreements with loved ones, deal only with the current situation. Don’t
bring up the past.

14. Share your knowledge. It’s a way to achieve immortality.

15. Be gentle with the earth.

16. Once a year, go someplace you’ve never been before.

17. Remember that the best relationship is one in which your love for each other
exceeds your need for each other.

18. Judge your success by what you had to give up in order to get it.
19. Approach love and cooking with reckless abandon.

Dr Rahula Walpola

Non violenza – No Violence – Thich Nhat Hanh


Non violenza

“Noi che abbiamo toccato la guerra hanno il dovere di portare la verità sulla guerra a coloro che non hanno avuto un’esperienza diretta. Siamo la luce sulla punta della candela. E ‘davvero calda, ma ha il potere di lucentezza e illuminazione. Se si pratica la consapevolezza, sapremo guardare a fondo la natura della guerra e, con la nostra visione, le persone si svegliano in modo che insieme possiamo evitare di ripetere gli stessi orrori ancora e ancora. “
Thich Nhat Hanh, Love in azione: Scritti su Nonviolento cambiamento sociale
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“We who have touched war have a duty to bring the truth about war to those who have not had a direct experience of it. We are the light at the tip of the candle. It is really hot, but it has the power of shining and illuminating. If we practice mindfulness, we will know how to look deeply into the nature of war and, with our insight, wake people up so that together we can avoid repeating the same horrors again and again.”
Thich Nhat Hanh, Love in Action: Writings on Nonviolent Social Change

L’arte di amare – The Art of Loving – Erih Fromm


L’arte di amare

“Amore per se stessi. Mentre non suscita nessuna obiezione l’applicazione del concetto d’amore a vari oggetti, è opinione diffusa che sia virtuoso amare gli altri e peccato amare se stessi. Si ritiene che nella misura in cui amo me stesso non posso amare gli altri, che l’amore per se stessi sia una forma egoistica d’amore. Questo punto di vista ha la sua origine nel pensiero occidentale. Calvino parla di amore per se stessi come di ” una peste “, Freud ne parla in termini psichiatrici, ma, nonostante ciò, il suo giudizio è uguale a quello di Calvino. Per lui, amore per se stessi significa narcisismo, libido verso se stessi. Il narcisismo è il primo stadio dello sviluppo umano, e la persona che in età adulta ritorna a questo stadio è incapace di amare; nel caso estremo è malata di mente. Freud parte dal presupposto che l’amore sia la manifestazione della libido, e che la libido sia o rivolta verso altri (amore) o verso se stessi (amore per se stessi). Amore per gli altri e amore per se stessi sono reciprocamente esclusivi, nel senso che più ve n’è di uno, meno ve n’è dell’altro. Se l’amore per se stessi è peccato, ne deriva che l’altruismo è virtù. Sorgono ora queste domande: L’osservazione psicologica sopporta la tesi che ci sia una contraddizione basilare tra l’amore per se stessi e l’amore per gli altri? È l’amore per se stessi lo stesso fenomeno dell’egoismo, oppure è l’opposto? Inoltre, è l’egoismo per l’uomo moderno un vero interesse per se stesso come individuo, con tutte le sue possibilità intellettuali, emotive e sensuali? Non è egli diventato un’appendice del suo ruolo economico-sociale? È il suo egoismo uguale all’amore per se stesso, oppure è cagionato dalla mancanza di esso?…
….Siamo ora arrivati alle premesse psicologiche sulle quali si fonda il nostro argomento. Generalmente queste premesse sono come segue: non solo altri, ma anche noi stessi siamo l’oggetto dei nostri sentimenti e attitudini; le attitudini verso gli altri e verso noi stessi sono fondamentalmente congiuntive Rispetto al problema in questione ciò significa: l’amore per se stessi si trova in coloro che sono capaci di amare il prossimo. L’amore, come principio, è indissolubile per quel che riguarda la connessione tra “oggetti” e noi stessi. L’amore genuino è un’espressione di produttività ed implica cure, rispetto, responsabilità e comprensione. Non è un “affetto” nel senso di essere amato da qualcuno, ma uno sforzo attivo per la crescita e la felicità dell’essere amato, dettato dalla propria capacità di amare.
Amare qualcuno è la realizzazione e la concentrazione dei potere d’amore. L’affermazione fondamentale contenuta nell’amore è diretta verso la persona amata come verso un’incarnazione di qualità essenzialmente umane. L’amore per una persona implica l’amore per l’uomo come tale. La “divisione del lavoro “, come William James la chiama, per cui un uomo ama la famiglia ma non sente niente per lo ” straniero “, è sintomo d’incapacità d’amare. L’amore dell’uomo non è, come generalmente si crede, una astrazione che viene dopo l’amore per una specifica persona, ma è la sua premessa, sebbene geneticamente la si acquisisca amando specifici individui.
Ne deriva che il mio io deve essere un oggetto di amore tanto quanto ogni altro essere. L’affermazione della propria vita, felicità, crescita, libertà è determinata dalla propria capacità di amare, cioè nelle cure, nel rispetto, nella responsabilità e nella comprensione. Se un individuo è capace di amare in modo produttivo, ama anche se stesso; se può amare solo gli altri, non può amare completamente.
Se l’amore per se stessi non è disgiunto dall’amore per gli altri, come ci spieghiamo l’egoismo, che ovviamente esclude qualsiasi interesse genuino per gli altri? L’egoista s’interessa solo di se stesso, vuole tutto per sé, non prova gioia nel dare, ma solo nel ricevere. Vede il mondo esterno solo dal punto di vista di ciò che può ricavarne; non ha interesse per le necessità degli altri, né rispetto per la loro dignità e integrità. Non può vedere altro che se stesso; giudica tutto e tutti dall’utilità che gliene deriva; è fondamentalmente incapace d’amare. Questo non prova che l’interesse per gli altri e l’interesse per se stessi sono alternative inevitabili? Sarebbe così se l’egoismo e l’amore per se stessi fossero la stessa cosa. Ma questa convinzione è l’errore che ha suscitato tante conclusioni errate riguardo il nostro problema. Egoismo e amore per se stessi, anziché essere uguali, sono opposti. L’egoista non ama troppo se stesso, ma troppo poco; in realtà odia se stesso. Questa mancanza di amore per sé, che è solo un’espressione di mancanza di produttività, lo lascia vuoto e frustrato. È solo un essere infelice e ansioso di trarre dalla vita le soddisfazioni che impedisce a se stesso di raggiungere. Sembra interessarsi troppo di sé, ma in realtà non fa che un inutile tentativo di compensare la mancanza di amore per sé. Freud sostiene che l’egoista è un narcisista, che ha concentrato su se stesso ogni capacità d’amore. P vero che gli egoisti sono incapaci di amare gli altri, ma sono anche incapaci di amare se stessi.
È più facile capire l’egoismo se lo si paragona ad un morboso interesse per gli altri, come lo troviamo, ad esempio, in una madre troppo premurosa. Mentre lei crede di essere particolarmente attaccata al suo bambino, in realtà ha una profonda, repressa ostilità per l’oggetto del proprio interesse. È eccessivamente premurosa, non perché ami troppo il proprio figlio, ma perché deve compensare la sua incapacità di amarlo.
Questa teoria sulla natura dell’egoismo è nata dall’esperienza psicoanalitica dell'”altruismo” nevrotico, un sintomo di nevrosi osservato in molti soggetti turbati non solo da questo sintomo, ma da altri ad esso connessi, quali la depressione, la stanchezza, l’incapacità di lavorare, il fallimento nei rapporti col prossimo, e via dicendo. Non solo l’altruismo non è considerato un “sintomo”; è spesso l’unico tratto positivo del carattere del quale i soggetti si vantano. La persona ” altruista ” non vuole niente per sé; vive solo per gli altri, si vanta di non considerarsi importante. È sorpresa di scoprire che, ad onta del proprio altruismo, è assai infelice e che i suoi rapporti con coloro che la circondano non l’appagano. Uno studio analitico dimostra che questo altruismo non è qualcosa di separato dagli altri sintomi, ma uno di essi, e spesso il più importante; che il soggetto è inibito nelle proprie capacità di amare e di godere; che è pieno di ostilità verso la vita e che dietro la facciata dell’altruismo si nasconde un sottile ma intenso egocentrismo. Questo individuo può essere curato solo se anche il suo altruismo è interpretato come un sintomo tra gli altri, in modo che la sua aridità, che sta alla base sia dell’altruismo che degli altri sintomi, possa essere corretta.”

Tratto da “L’arte di Amare” di Erich Fromm edito da Mondadori

The Art of Loving

Love yourself. While it raises no objection to the application of the concept of love to various objects, it is widely believed that it is virtuous to love others, love yourself and sin. It is Fro that as far as I can not love myself love others, that love for oneself is a selfish form of love. This view has its origins in Western thought. Calvin speaks of love for oneself as a “plague”, Freud speaks in termspsychiatric disorders, but despite that, his opinion is equal to that of Calvin. For him, love for oneself is narcissism, libido towards themselves. Narcissism is the first stage of human development, and the person returns in adulthood at this stage is unable to love, in the extreme case of mind is sick. Freud starts from the premise that love is the manifestation of libido, and libido is or is facing other (love) or to oneself (self-love themselves). Love for others and self-love are mutually exclusive in the sense that there is something more than one, unless there is something other. If the self-love is a sin, it follows that ‘altruism is a virtue. now these questions arise: The psychological observation supports the thesis that there is a basic contradiction between love for oneself and love for others? It is love for oneself the same phenomenon of’ selfishness, or is it the opposite? In addition, it is selfishness for the modern man a real interest for himself as an individual, with all his intellectual capabilities, emotional and sensual? Is he not become an appendage of its economic role -Social? his selfishness is equal to the love for himself, or is caused by the lack of it? ……. We are now arrived at the psychological premises on which it is based on our subject. Generally, these assumptions are as follows: not only others but also we ourselves are the object of our feelings and attitudes, attitudes toward others and ourselves are basically conjunctivae Compared to the problem in question, which means: self-love is the same in those who are capable of loving our neighbor.Love, in principle, is indissoluble as regards the connection between “objects” and ourselves. Genuine love is an expression of productivity and implies care, respect, responsibility and understanding. It is not an “affection” in the sense of being loved by someone, but an active effort for growth and happiness of the loved one, dictated by their capacity to love.
To love someone is the realization and the concentration of the power of love. The fundamental assertion contained in the love is directed toward a loved one to an embodiment as essentially human quality. Love for one person implies love for man as such. The “division of labor” as William James calls it, a man that loves his family but he feels nothing for the “foreign” is a symptom of inability to love.The love of man is not, as generally believed, an abstraction that is after the love for a specific person, but his premise, although it is genetically loving acquire specific individuals.
The result is that my ego has to be an object of love as any other being. The affirmation of life, happiness, growth, freedom is determined by its capacity to love, that is in the care, respect, responsibility and the understanding. If an individual is able to love productively, he loves himself too, if he can love only others can not love completely.
If the love of self is not separated from love for others, as we explain the self-interest, which of course excludes any genuine concern for others? The selfish, interested only in himself, wants everything for himself, feels no joy in giving, but only receive. He sees the outside world only in terms of what we can obtain, is not interested in the needs of others, or respect for their dignity and integrity. Can not see nothing but himself; judges everything and all the utility that comes him, is basically incapable of love. This does not prove that the concern for others and self-interest alternatives are inevitable? It would be so if the selfishness and self-love were the same thing. But this belief is the error that has caused so many wrong conclusions about our problem. Selfishness and self-love, instead of being equal, are opposites. The egoist is not too fond of himself, but too little, actually hates himself. This lack of self-love, which is only an expression of lack of productivity, leaves him empty and frustrated. It is only to be unhappy and anxious to reap the rewards from life that keeps himself to reach. It seems too self-interested, but it does not make a futile attempt to compensate for the lack of love for oneself. Freud argues that the egoist is a narcissist, he focused on himself all the ability to love. P selfish true that they are incapable of loving others, but they are also unable to love themselves.
It is easier to understand selfishness when compared to a morbid interest in others, as we find, for example, in a caring mother too. While she believes to be particularly attached to her baby actually has a deep, pent-up hostilities for the object of his interest. It is too thoughtful, too, not because you love your son, but because it must compensate for his inability to love him.
This theory about the nature of egoism is born from the experience of the psychoanalytic ‘”altruism” neurotic, a symptom of neurosis seen in many individuals not only troubled by this symptom, but by others connected to it, such as depression, fatigue, the ‘inability to work, failure in relationships with others, and so on. Not only that altruism is not considered a “symptom” is often the only positive trait of character of those who boast. The person “caring” does not want anything for himself and lives only for others, it has not considered important. It’s no surprise to discover that, in spite of their altruism, is very unhappy and that her relationships with those around her did not gratify. One case study shows that this altruism is not something separate from other symptoms, but one of them, and often the most important, that the subject is inhibited in their ability to love and enjoy, which is full of hostility towards life and that behind the facade of altruism lies a subtle but intense self-centeredness. This individual can be treated only if their altruism is interpreted as a symptom among others, so that its aridity, which is the basis of altruism is that of the other symptoms, can be corrected. “
Taken from “The Art of Loving” by Erich Fromm published by Mondadori

Il distacco dalle cose – The detachment from the things


Il distacco dalle cose

Il grande santo buddhista Nagarjuna andava in giro tutto nudo, con solo il perizoma e, paradossalmente, una ciotola dorata per raccogliere l’elemosina, dono del re che era suo discepolo. Una sera stava per mettersi a dormire, fra le rovine di un antico monastero, quando si accorse che un ladro lo stava spiando da dietro una colonna. “Tieni, prendila”, disse Nagarjuna, porgendogli la ciotola. “Così non mi verrai a disturbare quando sarò addormentato”. Il ladro arraffò la ciotola e fuggì via, per ritornare però il mattino seguente con la ciotola e una richiesta: “Quando ieri sera mi hai regalato questa ciotola con tanta generosità, mi hai fatto sentire molto povero. Insegnami come fai a procurarti la ricchezza che ti permette di avere questo sereno distacco dalle cose”.

The detachment from the things

The great Buddhist saint Nagarjuna went about naked, with only a loincloth and, paradoxically, a golden bowl to collect alms, a gift of the king who was his disciple. One evening he was going to get to sleep in the ruins of an ancient monastery, when he realized that a thief was spying on him from behind a column. “Here, take it,” said Nagarjuna, handing him the bowl. “So do not you come to disturb me when I’m asleep.” The thief snatched the bowl and ran away, but to return the next morning with a bowl and a request: “When last night you gave me this bowl so generously, you made me feel very poor. Teach me how do you get the wealth that allows you to have this serene detachment from things. “

Quando ho iniziato ad amare me stesso – When I started loving myself



“Quando ho iniziato ad amare me stesso”
apparentemente di Charlie Chaplin scritto sul suo 70 ° compleanno il 16 aprile 1959:

Quando ho iniziato ad amare me stesso
Ho capito che sono sempre e in ogni opportunità offerta
nel posto giusto al momento giusto.
E ho capito che tutto ciò che accade è giusto –
da allora in poi avrei potuto essere calmo.

Oggi lo so: si chiama FIDUCIA.
Quando ho iniziato ad amare me stesso ho capito quanto può offendere qualcuno
Quando cerco di forzare i miei desideri su questa persona,
anche se sapevo che il tempo non era giusto e la persona non era pronta per esso,
e anche se questa persona c’ è stata.

Oggi lo so: si chiama “rispetto”.
Quando ho iniziato ad amare me stesso
Potrei riconoscere che il dolore emotivo e dolore
sono solo avvertenze per il mio vivere non contro la mia verità.

Oggi lo so: Si chiama AUTENTICO ESSERE.
Quando ho iniziato ad amare me stesso
Ho smesso di desiderio di un’altra vita
e potevo vedere che tutto intorno a me era una richiesta a crescere.

Oggi lo so: Si chiama maturità.
Quando ho iniziato ad amare me stesso
Ho smesso di privare  me stesso del mio tempo libero
e ho smesso di disegnare ulteriori progetti magnifici per il futuro.

Oggi faccio solo ciò che è divertimento e gioia per me,
ciò che amo e ciò che fa ridere il mio cuore,
a modo mio e nel mio tempo.

Oggi lo so: si chiama onestà.
Quando ho iniziato ad amare me stesso
Sono scappato da tutto ciò che non era salutare per me,
da piatti, persone, cose, situazioni
e da ogni cosa che  mi tira giù e lontano da me stesso.
All’inizio l’ ho chiamato il “sano egoismo”,
ma oggi lo so: si chiama amor proprio.

Quando ho iniziato ad amare me stesso
Ho smesso di voler essere sempre nella ragione
così sono stato meno in torto.
Oggi ho riconosciuto: si chiama umiltà.

Quando ho iniziato ad amare me stesso
Ho rifiutato di vivere ulteriormente nel passato
e di preoccuparsi per il mio futuro.

Ora vivo solo, in questo momento in cui tutto avviene,
in questo modo io vivo ogni giorno e io lo chiamo COSCIENZA.

Quando ho iniziato ad amare me stesso
Ho riconosciuto che il mio pensiero
può farmi infelice e malato.
Quando ho chiesto se per le mie forze  del cuore,
la mia mente ha un partner importante.

Io chiamo questo oggi SAGGEZZA connessione al CUORE.
Non abbiamo bisogno di temere ulteriori discussioni,
conflitti e problemi con noi stessi e gli altri
dal momento che anche le stelle a volte battono l’una sull’altra
e creano nuovi mondi.

Oggi lo so: QUESTO E ‘QUESTA VITA!

“When I started loving myself”

apparently by Charlie Chaplin written on his 70th birthday on April 16, 1959:

When I started loving myself
I’ve understood that I’m always and at any given opportunity
in the right place at the right time.
And I’ve understood that all that happens is right –
from then on I could be calm.

Today I know: It’s called TRUST.
When I started to love myself I understood how much it can offend somebody
When I try to force my desires on this person,
even though I knew the time was not right and the person was not ready for it,
and even though this person was me.

Today I know: It’s called “RESPECT”.
When I started loving myself
I could recognize that emotional pain and grief
are just warnings for me to not live against my own truth.

Today I know: It’s called AUTHENTICALLY BEING.
When I started loving myself
I have stopped longing for another life
and could see that everything around me was a request to grow.

Today I know: It’s called MATURITY.
When I started loving myself
I’ve stopped depriving myself of my free time
and I’ve stopped sketching further magnificent projects for the future.

Today I only do what’s fun and joy for me,
what I love and what makes my heart laugh,
in my own way and in my tempo.

Today I know: it’s called HONESTY.
When I started loving myself
I’ve escaped from all what wasn’t healthy for me,
from dishes, people, things, situations
and from everyhting pulling me down and away from myself.
In the beginning I called it the “healthy egoism”,
but today I know: it’s called SELF-LOVE.

When I started loving myself
I’ve stopped wanting to be always right
thus I’ve been less wrong.
Today I’ve recognized: it’s called HUMBLENESS.

When I started loving myself
I’ve refused to live further in the past
and to worry about my future.

Now I live only at this moment where EVERYTHING takes place,
like this I live every day and I call it CONSCIOUSNESS.

When I started loving myself
I recognized, that my thinking
can make me miserable and sick.
When I though requested for my heart forces,
my mind got an important partner.

I call this connection today HEART WISDOM.
We do not need to fear further discussions,
conflicts and problems with ourselves and others
since even stars sometimes bang on each other
and create new worlds.

Today I know: THIS IS THIS LIFE!

Karma:La Possessione che ci segue ovunque – Karma: The Possession That Follows Us Everywhere


Karma:La Possessione che ci segue ovunqueSi tratta di volizione mentale, o monaci, che io chiamo karma.
Avendo voluto, si agisce attraverso il corpo, la parola o la mente.– Il Buddha (Anguttaranikaya, III, pag 41.)

Karma è un argomento molto importante, quello che dovremmo capire chiaramente. Karma non è un concetto o una teoria, il karma è una legge naturale dell’universo. Comprendere il karma è la giusta comprensione (o Vista a destra) del Nobile Sentiero del Buddha. Con la giusta comprensione, ci rendiamo conto dei sani, vitali azioni che portano beneficio e la felicità a tutti gli esseri, come pure i malsani, le azioni negative che portano infelicità e sofferenza. Con questa comprensione corretta siamo in grado di coltivare la vera sapienza. La nostra attuale comprensione del karma possono essere vaghe o poco chiare. Anche se possiamo sapere che i nostri pensieri, parole e azioni portare beneficio o sofferenza a noi stessi e gli altri in questa vita presente, abbiamo dato una profonda considerazione del fatto che il karma è un bene che abbiamo portato con noi dal passato, e uno che sicuramente ci seguirà ovunque … anche in futuro?

Che cos’è il Karma?E ‘essenziale per capire il karma come fondamento per il nostro comportamento, per la nostra pratica del Dharma, e per la qualità della nostra vita nel suo complesso. La parola sanscrita karma significa azione. Questo si riferisce alla intenzionali azioni fisiche, verbali o mentali. Il karma è direttamente correlata alla nostra intenzione o motivazione, mentre facendo un’azione. Molto semplicemente, noi riceviamo ciò che diamo, noi esattamente quello che abbiamo raccolto delle piante. Le nostre azioni, siano essi positivi o negativi, virtuosi o non virtuosi, lasciare impronte o semi nella nostra mente, e queste impronte maturare nelle nostre esperienze di vita, quando le condizioni opportune si fondono insieme. Karma è la legge universale di causa ed effetto. I semi delle nostre azioni continueranno con noi da una vita all’altra e non perdersi. Il nostro rapporto con karma è molto semplice – noi siamo il prodotto reale del nostro karma. Siamo il prodotto di ogni pensiero, sentimento, parola e azione dal nostro passato e ci sarà il prodotto del nostro karma nel futuro.La vita è un continuum senza soluzione di continuità, ininterrottamente intrecciato con i fili del nostro karma, le nostre volitive (intenzionale) azioni. Che sia buono o cattivo, il nostro karma ci segue ovunque, in questa vita e il successivo. Se siamo compassionevole, saggio, onesto e abile, creiamo situazioni positive e armonico nella vita questa e delle future. Commettere azioni impure crudeli, disonesti, e altri tipi di corpo, parola e mente, noi certamente non sfuggire alle conseguenze di questi atti, sia in questa vita o in futuro. Qualunque sia la felicità e la fortuna che sperimentiamo nella vita o proviene da nostre azioni positive. I nostri problemi e conflitti derivare anche da nostre azioni negative e distruttive. Karma è la nostra unica proprietà vero – bene o nel male, ci segue ovunque. Pertanto, la legge del karma insegna che la responsabilità per le azioni impure nasce dalla persona che li commette. Anche in questo caso, il karma è la nostra unica vera proprietà.

Può essere fonte  alla confusione quando vediamo persone crudeli in posizioni di grande potere, persone ricche che sono disonesto o egoista, o molto gentili persone che hanno cose brutte accadono a loro o che muoiono giovani. Vedendo questo, possiamo certamente interrogarsi sulla Legge del Karma. Il nostro più grande ostacolo alla comprensione o addirittura credere nel karma può essere il fattore tempo. Molto spesso, i risultati delle nostre azioni verranno visualizzati con un ritardo di tempo. Come comuni esseri umani, che non hanno sviluppato l’occhio onnisciente della saggezza, non possiamo vedere nelle vite passate. Pertanto, è difficile distinguere quale azione che ha causato risultato. Dobbiamo renderci conto che stiamo solo guardando un periodo di tempo molto breve in questa vita uno. Molte delle esperienze che abbiamo in questa vita sono i risultati inevitabili di azioni compiute nelle vite precedenti. Inoltre, i semi delle nostre azioni in questa vita matureranno nelle vite future.

Le contemplazioni seguenti sono stati offerti dal Buddha nel Sutta Upajjhatthana: “Io sono il proprietario delle mie azioni (karma), erede di mie azioni, nato dalle mie azioni, connesse attraverso le mie azioni, e le mie azioni come il mio giudice. Qualsiasi cosa io faccia, nel bene o nel male, che si ereditano “.

Le quattro leggi del Karma

1. I risultati sono simili alla causa. Karma ed i suoi risultati sono certi e indefettibile. Azioni positive di corpo, parola e la mente sarà sempre portare il risultato positivo di una qualche forma di felicità e di beneficio. Azioni negative di corpo, parola e della mente porterà sempre il risultato negativo di una qualche forma di sofferenza. Karma ed i suoi risultati sono esattamente come un seme e il suo frutto.

2. Nessun risultato sono senza una causa. Azioni non impegnato, non porta risultati. E ‘ovvio che le cose non solo appaiono dal nulla. Se la causa non è stato creato, l’effetto non sarà sperimentato.

3. Una volta un’azione è fatto, il risultato non si perde. Un’azione fatto, non è perso e sarà sicuramente maturare e portare un risultato.

4. Karma si espande. Una volta che abbiamo un’impronta di un’azione nella nostra mente, tende ad essere assuefazione.

Cambiare il nostro Karma

  Alcune persone fraintendono il concetto di karma. Prendono la dottrina del Buddha della
legge di causalità nel senso che tutto è predeterminato, che non c’è nulla che l’individuo può fare.
Questo è un equivoco totale. Il termine stesso di karma o azione è un termine di forza attiva, che indica
che gli eventi futuri sono nelle vostre mani. Poiché l’azione è un fenomeno che è commesso da
una persona, un essere vivente, è nelle vostre mani se non ci si impegna in azione.

– Sua Santità il Dalai Lama, dal suo libro: Path to Bliss

Comprendere la legge universale del Karma, piuttosto che essere scoraggiante o travolgente, può effettivamente essere molto stimolante ed esaltante. Con una chiara comprensione della Legge del Karma (causa ed effetto / causalità), possiamo scegliere di essere il capitano della nostra nave. Siamo in grado di navigare la nostra vita nella direzione esatta che scegliamo, invece di essere sballottati sui mari tempestosi della nostra ignoranza e l’illusione. Se ignoriamo il funzionamento del karma, che tendono a creare molti problemi per noi stessi e gli altri. Tuttavia, con questo eccellente comprensione, abbiamo la capacità di trasformare la nostra mente, il cuore e la vita in meglio, e saremo in grado di beneficiare altri.

Cambiare il nostro karma non è difficile. Tuttavia, questo cambiamento richiede una realizzazione molto sobrio e semplice, il riconoscimento che la nostra situazione nella vita è il risultato delle nostre azioni! Secondo gli insegnamenti buddisti, non c’è nessuno nell’universo che sta distribuendo premi e punizioni. Ci creare le cause delle nostre esperienze di vita dai nostri pensieri, parole e azioni, e noi sperimentiamo i risultati. In questo modo, possiamo imparare ad essere responsabile. Siamo in grado di assumere piena responsabilità per le nostre vite. Una volta che noi riconosciamo che la nostra situazione di vita è il risultato delle nostre azioni, possiamo cominciare a cambiare il nostro karma.

Per cambiare il nostro karma, abbiamo bisogno di comprendere le azioni negative, negativo, e non virtuosi che portano il dolore, l’infelicità e la sofferenza. Dobbiamo anche capire le azioni virtuose, positivo e virtuoso che portano beneficio e la felicità. Il resto è pratica diligente. Praticando il fondamento essenziale del sentiero buddhista, la moralità (integrità personale), trasformiamo il nostro karma e le nostre esperienze di vita. Attraverso la comprensione delle Quattro Nobili Verità e seguire il Nobile Ottuplice Sentiero noi trasformare il nostro karma. Praticando le Sei Paramita (Perfezioni), trasformiamo il nostro karma. Coltivando positivi, pensieri virtuosi, sentimenti, parole e azioni, esercitando la compassione, la gentilezza amorevole, e la saggezza nella nostra vita quotidiana, trasformiamo il nostro karma. A titolo di questa pratica, cambieremo l’intero corso della nostra esperienza di vita e di muoversi rapidamente verso la liberazione.

Gli insegnamenti buddhisti di tutte le linee offrono molte pratiche eccellenti per addestrare la mente, purificare il cuore di contaminazioni, e trasformare le nostre tendenze karmiche. E ‘saggio per noi veramente a contemplare il funzionamento del karma in modo che non siamo influenzati da opinioni illusi della realtà. Capire il karma e imparare ad assumersi la responsabilità per ogni nostro pensiero, parola e azione è vera sobrietà, saggezza, e il risveglio.

Le quattro potenze di purificazione

La purificazione pratica troviamo negli insegnamenti buddisti sono simili a quelle di molte altre religioni. Il fattore più importante che si richiede è la sincerità o l’onestà con se stessi. Quando vogliamo purificare il passato karma negativo, dobbiamo applicarci di impegnarsi in tutte le azioni con la motivazione corretta e utilizzando i seguenti quattro Forze di purificazione:

1. Potenza dell’oggetto: Si dovrebbe praticare ricordare e di pensare di tutti gli esseri senzienti si può hanno ferito. Tradizionalmente, si ricorda e genera compassione per tutti gli esseri senzienti e si rifugia nei Tre Gioielli di Buddha, Dharma e Sangha.

2. Power of Regret: Ci si accorge sobriamente, “quello che ho fatto è stato sbagliato e negativo.” One si rammarica di aver commesso l’azione e si sente il rimpianto nel cuore. Questo rimpianto non dovrebbe essere priva di senso senso di colpa, auto-recriminazione, o critiche, che si dice essere inutile tortura emotiva. Cosa si intende qui è quello di esaminare se stessi e le proprie azioni e di riconoscere veramente che le azioni negative compiute in passato erano molto imprudente. Con il rimpianto di potenza, ci si sente profondo rimorso per le loro azioni passate negative.

3. Power of Promise o Rimedio: Come logica conseguenza di quanto sopra, si deve promettere di non ripetere queste azioni negative se stessi e applicare diligentemente a fare azioni virtuose per contrastare quelli negativi. Può essere utile almeno a se stessi promettere per evitare un comportamento negativo per un determinato periodo di tempo. Non essendo onesti, in questa fase la pratica rende inutile o addirittura dannoso per se stessi. Qui si può anche contare su e pregare il Buddha e Bodhisttavas per la purificazione delle azioni negative ci si pente.

4. Power of Practice: Fondamentalmente qualsiasi azione positiva con una buona motivazione può essere utilizzato. Tradizionalmente nel Buddismo si può utilizzare pratiche quali prostrazioni (come un mezzo per distruggere l’orgoglio), fare offerte (per contrastare l’avidità), la lettura di testi buddisti (per contrastare l’ignoranza e pensieri negativi), e atti di cortesia a coltivare un cuore compassionevole, e così via.

Attraverso l’applicazione di queste quattro potenze di purificazione e di dedicarsi al percorso del Buddha della Liberazione, siamo in grado di purificare il karma delle azioni negative e trasformare completamente la nostra vita!

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Karma: The Possession That Follows Us Everywhere

It is mental volition, O monks, that I call karma.
Having willed, one acts through body, speech or mind.

– The Buddha (Anguttaranikaya, III, p. 41)

Karma is a very important subject, one which we should understand clearly. Karma is not a concept or a theory; karma is a natural law of the universe. Comprehending karma is the Right Understanding (or Right View) of Buddha’s Noble Eightfold Path. With right understanding, we realize the wholesome, life-affirming actions that bring benefit and happiness to all beings, as well the unwholesome, negative actions which bring unhappiness and suffering. With this correct understanding we are able to cultivate true wisdom. Our present understanding of karma may be vague or unclear. Although we may know that our thoughts, speech, and actions bring benefit or suffering to ourselves and others in this present life, have we given deep consideration to the fact that karma is a possession we have brought with us from the past, and one that will certainly follow us everywhere…even into the future?

What is Karma?

It is essential to understand karma as a foundation for our behavior, for our dharma practice, and for the quality of our lives as a whole. The Sanskrit word karma means action. This refers to intentional physical, verbal, or mental actions. Karma is directly related to our intention or motivation while doing an action. Very simply, we receive what we give; we harvest exactly what we plant. Our actions, whether they are positive or negative, virtuous or non virtuous, leave imprints or seeds in our minds, and these imprints ripen into our life experiences when the appropriate conditions come together. Karma is the universal law of cause and effect. The seeds of our actions continue with us from one lifetime to the next and do not get lost. Our relationship to karma is very simple — we are the actual product of our karma. We are the product of every thought, feeling, word, and action from our past and we will be the product of our karma in the future as well.

Life is a seamless continuum, uninterruptedly weaved together with the threads of our karma; our volitional (intentional) actions. Whether it is good or bad, our karma follows us everywhere, in this life and the next. If we are compassionate, wise, honest, and skillful, we create positive and harmonious circumstances in this and future lives. Committing cruel, dishonest, and other unskillful actions of body, speech, and mind, we will certainly not escape the consequences of these deeds, either in this life or in the future. Whatever happiness and good fortune we experience in or lives comes from our own positive actions. Our problems and conflicts also arise from our own negative and destructive actions. Karma is our only true property — for better or worse, it follows us everywhere. Therefore, the Law of Karma teaches that responsibility for unskillful actions is born by the person who commits them. Again, karma is our only true property.

It can be confusing when we see cruel people in positions of great power, wealthy people who are dishonest or selfish, or very kind people who have bad things happen to them or who die young. Seeing this, we may certainly wonder about the Law of Karma. Our largest obstacle to understanding or even believing in karma may be the factor of time. Most often, the results of our actions will show up after a delay of time. As ordinary human beings, who have not developed the omniscient eye of wisdom, we cannot see into past lives. Thus, it is difficult to discern which action caused which result. We must realize that we are only looking at a very small period of time in this one life. Many of the experiences we have in this life are the inevitable results of actions done in previous lives. In addition, the seeds of our actions in this life will ripen in future lives.

The following contemplations were offered by the Buddha in the Upajjhatthana Sutta: “I am the owner of my actions (karma), heir to my actions, born from my actions, related through my actions, and have my actions as my judge. Whatever I do, for good or for evil, that I will inherit.”

The Four Laws of Karma

1. Results are similar to the cause. Karma and its results are certain and unfailing. Positive actions of body, speech, and mind will always bring the positive result of some form of happiness and benefit. Negative actions of body, speech, and mind will always bring the negative result of some form of suffering. Karma and its results are exactly like a seed and its fruit.

2. No results come without a cause. Actions not engaged, will not brings results. It is obvious that things do not just appear out of nothing. If the cause has not been created, the effect will not be experienced.

3. Once an action is done, the result is never lost. An action done, is not lost and will definitely ripen and bring a result.

4. Karma expands. Once we have an imprint of an action in our mind, it tends to be habit-forming.

Changing Our Karma

  Some people misunderstand the concept of karma. They take the Buddha’s doctrine of the
law of causality to mean that all is predetermined, that there is nothing that the individual can do.
This is a total misunderstanding. The very term karma or action is a term of active force, which indicates
that future events are within your own hands. Since action is a phenomenon that is committed by
a person, a living being, it is within your own hands whether or not you engage in action.

– His Holiness the Dalai Lama, from his book: Path to Bliss

Understanding the universal Law of Karma, rather than being discouraging or overwhelming, can actually be very inspiring and uplifting. With a clear understanding of the Law of Karma (cause and effect/causality), we can choose to be the captain of our own ship. We can navigate our life in the exact direction we choose, rather than being tossed about upon the stormy seas of our own ignorance and delusion. If we ignore the workings of karma, we tend to create many problems for ourselves and others. However, with this excellent understanding, we have the ability to transform our mind, heart, and life for the better, and we will be able to benefit others as well.

Changing our karma is not difficult. However, this change does require a very sober realization and acknowledgment—simply that our situation in life is the result of our own actions! According to Buddhist teachings, there is nobody in the universe who is distributing rewards and punishments. We ourselves create the causes of our life experiences by our own thoughts, speech, and actions, and we experience the results. In this way, we can learn to be accountable. We can take full responsibility for our lives. Once we acknowledge that our situation in life is the result of our own actions, we can begin to change our karma.

To change our karma, we need to understand the unwholesome, negative, and non virtuous actions that bring pain, unhappiness, and suffering. We also need to understand the wholesome, positive, and virtuous actions that bring benefit and happiness. The rest is diligent practice. By practicing the essential foundation of the Buddhist Path, morality (personal integrity), we will transform our karma and our life experiences. By understanding the Four Noble Truths and following the Noble Eightfold Path we will transform our karma. By practicing The Six Paramitas (Perfections), we will transform our karma. By cultivating positive, virtuous thoughts, feelings, words, and actions, exercising compassion, loving-kindness, and wisdom in our daily lives, we will transform our karma. By way of this practice, we will change the entire course of our life experience and move swiftly toward liberation.

The Buddhist teachings of all lineages offer many excellent practices for training the mind, purifying the heart of defilements, and transforming our karmic tendencies. It is wise for us to truly contemplate the workings of karma so that we are not influenced by deluded views of reality. Understanding karma and learning to take responsibility for our every thought, word, and action is true sobriety, wisdom, and awakening.

The Four Powers of Purification

The purification practices we find in Buddhist teachings are similar to those in many other religions. The most essential factor that one requires is sincerity or honesty with oneself. When we want to purify past negative karma, we must apply ourselves to engaging in all actions with the correct motivation and by using the following Four Powers of Purification:

1. Power of the Object: One should practice remembering and thinking of all sentient beings one may have hurt. Traditionally, one remembers and generates compassion for all sentient beings and takes refuge in the Three Jewels of Buddha, Dharma, and Sangha.

2. Power of Regret: One realizes soberly, “what I did was wrong and negative.” One regrets having committed that action and feels this regret in their heart. This regret should not be senseless guilt, self-recrimination, or criticism, which are said to be useless emotional torture. What is intended here is to examine oneself and one’s actions and to truly recognize that negative actions done in the past were very unwise. With the power regret, one feels deep remorse for their past negative actions.

3. Power of Promise or Remedy: As a logical consequence of the above, one should promise not to repeat these negative actions and apply oneself diligently to doing virtuous actions in order to counteract the negative ones. It can be helpful to at least promise oneself to avoid a negative behavior for a specific period of time. Not being honest at this stage makes the practice useless or even harmful to oneself. Here one can also rely on and pray to the Buddhas and Bodhisttavas for the purification of the negative actions one regrets.

4. Power of Practice: Basically any positive action with a good motivation can be used. Traditionally in Buddhism one can use practices such as prostrations (as a means to destroy pride), making offerings (to counteract greed), reading Buddhist texts (to counteract ignorance and negative thoughts), and acts of kindness to cultivate a heart of compassion, and so forth.

Through applying these Four Powers of Purification and dedicating ourselves to the Buddha’s Path of Liberation, we can purify the karma of negative actions and completely transform our lives!

http://www.naljorprisondharmaservice.org/pdf/Karma.htm

A voi miei amici – To you my friends – Paramhansa Yogananda


A voi miei amici

Ai miei amici, di ogni paese, auguri e benevolenza!

Ovunque voi siate, chiunque voi siate, di qualunque colore, razza, o
credo, Vi invio il mio amore e il pegno della mia lealtà, Voi, che per
centinaia di anni, o per solo un giorno, avete lavorato e lottato per
la giustizia, la libertà, e la Verità, ricevete la mia gratitudine e
la mia devozione.

Sia che dimoriate in palazzi o baracche, in città o nelle giungle, in
ville o tuguri – se nel vostro cuore avete l’impulso verso la
direzione più alta, migliorando la vostra vita ed elevandone gli
ideali, credetemi quando dico che sono vostro amico, e che vi ritengo
miei fratelli benedetti.

Molti di voi li ho conosciuti nel passato, e altri non li ho mai
visti, ma penso che Dio al momento opportuno mi permetterà di
incontrare ciascuno di voi faccia a faccia dandovi dimostrazione del
mio amore.

Comunque, non importa non essere insieme ora, e non importa neanche la
separazione del tempo, della spazio, o la distanza più infinita.
L’unica cosa che conta e che siamo amici, lavorando insieme per una
Causa comune, la Causa della rettitudine e dell’evoluzione dei figli
di Dio.

Sebbene io non vi veda, spesso sento vicino a me la vostra presenza, e
il brivido dei nobili pensieri che inviate. Sebbene voi non abbiate
mai letto le parole che io sto scrivendo ora, Io dichiaro che
sentirete la vibrazioni della tenerezza e della gentilezza che emanano
da me a voi tutti. Il nostro lavoro, il nostro amore, i propositi,
sono solo Uno.

Marciate, cari amici, verso il più alto e luminoso traguardo!
Continuate nel sognare giorni felici e nel perseguire il vostro atto
di servizio al prossimo. Proteggete la fiaccola della Fede dai venti
del dubbio, affinché la tempesta non disturbi la pace della vostra
mente.

 Paramhansa Yogananda

“East-West”, 6-1, November, 1933

To you my friends

To my friends, from every country, cards and kindness!

Wherever you are, whoever you are, whatever their color, race, or
I think, I send you my love and my pledge of loyalty, you, who
hundreds of years, or for only one day, you have worked and fought for
justice, freedom, and truth, receive my gratitude and
my devotion.

Whether you may dwell in palaces and barracks in the city or in the jungles, in
villas or huts – if in your heart you have the impulse towards
towards higher, improving your life and raising the
ideals, believe me when I say that I am your friend, and you think
my blessed brothers.

Many of you I have known in the past, and others I’ve never
seen, but I think when the time comes that God will allow me to
meet each of you face to face giving evidence of
my love.

However, no matter not be together now, and it does not matter even the
separation of time, space, or distance longer infinite.
The only thing that matters and that we are friends, working together for a
Common cause, the cause of righteousness and the evolution of children
of God

Although I do not see you often feel your presence near me, and
the thrill of noble thoughts you send. Although you did not
never read the words that I’m writing now, I declare that
feel the vibrations of tenderness and kindness emanating
from me to you all. Our work, our love, our resolutions,
have only one.

March on, my friends, to the highest and bright finish!
Keep in dreaming happy days and in pursuing your act
of service to others. Protect the torch of faith by the winds
of doubt, that the storm does not disturb the peace of your
mind.

  Paramhansa Yogananda

“East-West”, 6-1, November, 1933

 

Fiducia – Confidence – Chogyam Trungpa


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Fiducia

Fiducia non vuol dire aver fiducia in qualcosa, ma è il restare nello stato di fiducia, libero dalla competizione o dal desiderio di primeggiare. Questo è uno stato incondizionato, nel quale semplicemente possiedi una disposizione d’animo stabile che non ha bisogno di alcun punto di riferimento.
Non c’è spazio per il dubbio; proprio la questione del dubbio non si pone. Questo tipo di fiducia ha in sé gentilezza, perché il concetto di paura non sorge; vigoria, perché nello stato di fiducia c’è una assidua pienezza di risorse; e gioia, perché la fiducia nel cuore porta un gran senso dell’umorismo.
Questa fiducia si può manifestare come regalità, eleganza, e ricchezza nella vita della persona.
Chogyam Trungpa

Confidence
Confidence does not mean to trust in something, but it is to remain in the state of confidence, free from competition or the desire to excel. This is a state of unconditional love, which simply possess a stable state of mind that does not need any reference point.
There is no room for doubt; precisely the question of the doubt does not arise. This type of trust has in self-kindness, because the concept of fear does not arise; vigor, because in the state of confidence, there is a constant fullness of resources; and joy, because they trust in the heart brings a great sense of humor.
This confidence may manifest as royalty, elegance, and wealth in the life of the person.
Chogyam Trungpa

La necessità di amore e compassione – The need of love and compassion


La necessità di amore e compassione

Possiamo rifiutare qualsiasi altra cosa: la religione, l’ideologia, tutta la saggezza impartitaci. Ma non possiamo sfuggire alla necessità di amore e compassione. Questa dunque è la mia vera religione, la mia semplice fede. In questo senso, non c’è bisogno per templi o chiese, per moschee o sinagoghe, non c’è bisogno di filosofie complicate, dottrine o dogmi. Il nostro cuore, la nostra mente sono il tempio. La dottrina è la compassione. Amore per gli altri e rispetto per i loro diritti e la loro dignità, non importa chi o cosa siano: queste sono le sole cose di cui in ultima analisi abbiamo bisogno. Fintanto che mettiamo in pratica nelle nostre esistenze quotidiane queste cose, senza tener conto del fatto che si sia istruiti o meno, se si creda in Buddha, Dio, si seguano altre religioni o non se ne segua alcuna, fintanto che abbiamo compassione per gli altri e ci comportiamo con compostezza e senso di responsabilità, non c’è alcun dubbio che saremo felici.(…) Pertanto, con le mani giunte, faccio appello ai lettori, affinché si assicurino di rendere il resto della loro vita quanto più significativo possibile. Fate questo impegnandovi nella pratica spirituale, se potete. …. Dal momento che, spero di aver chiarito, non c’è niente di misterioso in essa. Non consiste altro che nel comportarsi sulla base dell’attenzione agli altri. E posto che intraprendete questa pratica con sincerità e persistenza, poco a poco, passo dopo passo sarete gradualmente capaci di riorganizzare le vostre abitudini ed attitudini in modo da pensare meno ai vostri angusti interessi e più a quelli degli altri. Nel fare questo, scoprirete di provare pace e felicità per voi stessi. Abbandonate la vostra invidia, lasciate andare il vostro desiderio di trionfare su altri. Provate invece ad essere loro di beneficio. Con gentilezza, con coraggio e con la sicurezza che nel fare questo sicuramente avrete successo, date il benvenuto agli altri con un sorriso. Siate diretti. E provate ad essere imparziali. Trattate tutte le persone come se fossero amici intimi. Non dico questo né in veste di Dalai Lama, né come qualcuno dotato di abilità o poteri speciali. Non ne ho. Parlo come essere umano: uno che, come voi, desidera di essere felice e di non soffrire. Se non potete, per qualsiasi ragione, essere di beneficio agli altri, almeno non danneggiateli. Consideratevi dei turisti. Pensate al nostro pianeta come può essere visto dallo spazio, così piccolo ed insignificante ma tuttavia così bello. Ci può realmente essere qualcosa da guadagnare nel danneggiare gli altri durante la nostra permanenza qui? Non è preferibile, e più ragionevole rilassarsi e godere di noi stessi in modo quieto, proprio come se stessimo visitando un quartiere diverso? Pertanto, se nel mezzo del vostro godimento delle cose del mondo avete un momento, provate ad aiutare, in qualsiasi piccolissimo modo, coloro che sono oppressi e coloro che, per qualsiasi ragione, non possono o non sono capaci di aiutare sé stessi. Provate a non volgere lo sguardo da coloro la cui apparenza è disturbante, dai diseredati e malati. Provate a non pensarli mai inferiori a voi. Se potete, provate a non pensarvi nemmeno migliori del più umile dei mendicanti. Avrete il suo stesso aspetto nella tomba. Per concludere, vorrei condividere una breve preghiera che mi dona grande ispirazione nella mia richiesta di essere di beneficio agli altri: Possa io divenire in tutti i tempi, ora e per sempre Un protettore per coloro che non hanno protezione Una guida per coloro che hanno perso la strada Una barca per coloro che hanno oceani da attraversare Un ponte per coloro che hanno fiumi da attraversare Un santuario per coloro che sono in pericolo Una lampada per coloro che hanno bisogno di luce Un luogo di rifugio per coloro che hanno bisogno di riparo E un servitore di tutti coloro che hanno bisogno.

Sua Santità il Dalai Lama

Tratto da “Ancient wisdom, Modern world – Ethics for a new millennium” di S.S. Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama Little Brown – Gran Bretagna 1999 – Buddhismo Tibetano Traduzione di Valentina
Dolara.


The need of love and compassion

We can reject everything else: religion, ideology, all the wisdom impartitaci. But we can not escape the need for love and compassion. So this is my true religion, my simple faith. In this sense, there is no need for temples or churches, mosques or synagogues, there is no need for complicated philosophy, doctrine or dogma. Our hearts, our minds are the temple. The doctrine is compassion. Love for others and respect for their rights and their dignity, no matter who or what they are: these are the only things that ultimately we need. As long as we practice these things in our daily lives, without taking into account the fact that it is educated or not, if you believe in Buddha, God, follow other religions or do not follow any, as long as we have compassion for others and behave with poise and sense of responsibility, there is no doubt that we will be happy. (…) Therefore, with folded hands, I appeal to readers, so ensure you make the rest of their lives as meaningful as possible. Do this by engaging in spiritual practice, if you can. …. Since, I hope I have explained, there is nothing mysterious about it. It consists not only in acting on the basis of attention to others. And the place that you undertake this practice with sincerity and persistence, little by little, step by step you will be able to gradually reorganize your habits and attitudes to think less of your interests and more narrow than the other. In doing this, you will find peace and happiness to try for yourself. Leave your envy, let go of your desire to triumph over others. Try instead to be beneficial to them. With kindness, with courage and with confidence that surely you will succeed in doing this, please welcome to the other with a smile. Be direct. And try to be impartial. Treat all people as if they were close friends. I say this neither as Dalai Lama nor as someone with special skills or powers. I have not. I speak as a human being: one who, like you, want to be happy and not to suffer. If you can not, for whatever reason, be of benefit to others, at least not danneggiateli. Consider yourself the tourists. Take care of our planet as can be seen from space, so small and insignificant yet so beautiful. There may actually be something to gain by harming others during our stay here? It is preferable and more reasonable to relax and enjoy ourselves quietly, as if we were visiting a different neighborhood? Therefore, if in the midst of your enjoyment of the things the world you have a moment, try to help in any small way, those who are oppressed and those who, for whatever reason, can not or are unable to help themselves. Try not to turn away from those whose appearance is disturbing, from the poor and sick. Try not to think of you, never below. If you can, try not to think of even the best of the humblest of beggars. You will have the same look in his grave. To conclude, let me share a short prayer which gives me great inspiration in my request to be beneficial to others: May I become at all times, now and forever A protector for those without protection A guide for those who have lost A boat the way for those with oceans to cross A bridge for those with rivers to cross A sanctuary for those who are in danger A lamp for those who need light A place of refuge for those who need shelter and a servant of all those in need.

His Holiness the Dalai Lama

From “Ancient Wisdom, Modern World – Ethics for a New Millennium” by SS Tenzin Gyatzo, the fourteenth Dalai Lama’s Little Brown – Great Britain 1999 – Translation of Tibetan Buddhism Valentina Dolar.

Il bozzolo – The cocoon – dal web


Il bozzolo

Un giorno, apparve un piccolo buco in un bozzolo; un uomo che passava per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco.
Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione. Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva, e che non avesse più la possibilità di fare niente altro.
Allora l’uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo. La farfalla uscì immediatamente. Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.
L’uomo continuò ad osservare perché sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo,
e che essa cominciasse a volare. Non successe nulla! In quanto, la farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate. Non fu mai capace di volare.
Ciò che quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare non capiva, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare. Era la forma con cui Dio la faceva crescere e sviluppare.
A volte, lo sforzo é esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita. Se Dio ci permettesse di vivere la nostra esistenza senza incontrare nessun ostacolo, saremmo limitati. Non potremmo essere così forti come siamo.
Non potremmo mai volare.
Chiesi la forza… e Dio mi ha dato le difficoltà per farmi forte.
Chiesi la sapienza… e Dio mi ha dato problemi da risolvere.
Chiesi la prosperità… e Dio mi ha dato cervello e muscoli per lavorare.
Chiesi di poter volare… e Dio mi ha dato ostacoli da superare.
Chiesi l’amore… e Dio mi ha dato persone con problemi da poter aiutare.
Chiesi favori… e Dio mi ha dato opportunità.
Non ho ricevuto niente di quello che chiesi…
Però ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno.
Vivi la vita senza paura, affronta tutti gli ostacoli e dimostra che puoi superarli.

Dal web
The cocoon
A man found a cocoon of a butterfly. One day a small opening appeared. He sat and watched the butterfly for several hours as it struggled to force its body through that little hole. Then it seemed to stop making any progress. It appeared as if it had gotten as far as it could, and it could go no further.
So the man decided to help the butterfly. He took a pair of scissors and snipped off the remaining bit of the cocoon.
The butterfly then emerged easily. But it had a swollen body and small, shriveled wings. The man continued to watch the butterfly because he expected that, at any moment, the wings would enlarge and expand to be able to support the body, which would contract in time.
Neither happened! In fact, the butterfly spent the rest of its life crawling around with a swollen body and shriveled wings. It never was able to fly.
What the man, in his kindness and haste, did not understand was that the restricting cocoon and the struggle required for the butterfly to get through the tiny opening were God’s way of forcing fluid from the body of the butterfly into its wings so that it would be ready for flight once it achieved its freedom from the cocoon.
Sometimes struggles are exactly what we need in our lives. If God allowed us to go through our lives without any obstacles, it would cripple us.
We would not be as strong as what we could have been. We could never fly!

I asked for strength … and God gave me difficulties to make me strong.
I asked for wisdom … and God gave me problems to solve.
I asked for prosperity … and God gave me brains and brawn to work. I asked if I could fly … and God gave me obstacles to overcome.
I asked for love … and God gave me to help people with problems. I asked for favors … and God gave me opportunities.
I have not received anything that I asked …
But I received everything I needed.
Live life without fear, tackle all obstacles and prove that you can overcome them.
~Author Unknown~

Ti auguro – I Wish you – Pam Brown


 

Ti auguro

Ti auguro la gioia di avere sempre qualcuno

con cui dividere ogni cosa…

Ti auguro di avere dei bei ricordi

cui ritornare col pensiero nei brutti momenti…

Ti auguro una tra le migliori piccole gioie quotidiane:

aprire un libro che ricordi bene,

lasciarne le pagine,

leggere le prime parole famigliari

Ti auguro la primavera e la meraviglia di

constatare che è sempre migliore di quanto

avevi osato sperare.

Ti auguro la felicità di un regalo da un bambino:

– un mazzo di denti di leone appassiti,

– una caramella succhiata a metà

– una rana

– un bacio

Ti auguro che tu possa, anche se solo una volta nella vita,

vedere qualcosa di infinitamente raro, strano e bello.

Ti auguro la malinconia di un giardino in inverno e,

dopo mesi d’attesa, i piccoli, verdi vegetali della primavera.

Ti auguro di rimanere affascinato dall’infinita

varietà della vita animale

Ti auguro la fiducia di una creatura selvatica,

conquistata con pazienza e amore.

Ti auguro che tu possa non dover comprare

l’amore al prezzo dell’umiliazione.

Ti auguro che tu possa sempre trovare le

parole giuste per mantenere al loro posto

gli spacconi e avere abbastanza forza

nelle ginocchia per camminare con dignità.

Ti auguro che tu possa avere un cuore pieno d’amore

e giudizi accorti.

Ti auguro la gioia di essere desiderato,

e di trovare il regalo perfetto,

sentire il profumo della terra, dal prato aperto.

Ti auguro lettere:

con una calligrafia che riconosci immediatamente,

con una calligrafia che non vedevi da anni.

Ti auguro lettere piene di elogi, piene di incoraggiamenti:

lettere di gratitudine e di amore.

Ti auguro lettere sciupate,

macchiate di inchiostro, scritte tutte storte

coperte di baci.

Ti auguro la felicità di dimenticare il passato

e di trovare nuovi inizi.

Ti auguro la felicità delle idee,

l’eccitamento della ragione,

il trionfo della conoscenza,

lo schiarirsi della vista, l’acuirsi dell’udito,

il protendersi verso nuove scoperte,

il trarre piacere dal passato così come dal presente.

Ti auguro la gioia della creatività.

Ti auguro felicità… ma non la felicità che si ottiene chiudendo fuori il mondo.

Nemmeno quella di rinnegare il tuo sogno per amor di agiatezza.

Ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi.

Di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di dare, di correre il rischio d’amare.

Tratta la felicità con gentilezza: è un prestito

Pam Brown

I wish you

I wish you the joy of always having someone

with whom to share everything …

I hope you have good memories

laid back with the thought in bad times …

I wish one of the best small daily joys:

open a book that you remember well,

leave the pages,

read the first word family

I wish you the wonder of spring and

stated that it is always better than

had dared to hope.

I wish you the happiness of a gift from a child:

– A bouquet of wilted dandelions,

– A half-sucked candy

– A frog

– A kiss

We hope that you can, even if only once in a lifetime,

see something infinitely rare, strange and beautiful.

I wish you the melancholy of a winter garden,

After months of waiting, the small, green vegetable of spring.

I wish to remain fascinated by the endless

variety of animal life

I wish you the confidence of a wild creature,

conquered with patience and love.

We hope that you will not have to buy

love at the price of humiliation.

We hope that you can always find

right words to keep in place

the bullies and have enough strength

in the knees to walk with dignity.

We hope that you might have a heart full of love

noticed and evaluations.

I wish you the joy of being wanted,

and find the perfect gift,

smell of the earth, from the open meadow.

I wish you letters:

with handwriting that you recognize immediately,

in a hand you have not seen for years.

I wish you letters full of praise, full of encouragement:

letters of gratitude and love.

I wish you letters wasted,

ink-stained, crooked written

covered with kisses.

I wish you happiness to forget the past

and find new beginnings.

I wish you the happiness of ideas,

the excitement of reason,

the triumph of knowledge,

clearing, the view, the worsening of hearing,

reaching out to new discoveries,

take pleasure in the past as well as from the present.

I wish you the joy of creativity.

I wish you happiness … but not the happiness that is achieved by closing out the world.

Not even to deny your dreams for the sake of comfort.

I wish you the happiness of doing what you do in the best way.

Run the risk of groped, to take the risk to give, to take the risk of loving.

Happiness is with kindness: it is a loan

Pam Brown

La Presenza di Dio – The Presence of God – Hazrat Inayat Khan


 

“La Presenza di Dio”

A proposito di Dio, direi che tutto ciò che è presente ci sembra reale
e tutto ciò che è assente ci sembra meno reale; quindi le condizioni
in cui ci troviamo a vivere sembrano reali al momento e hanno su di
noi il massimo effetto. Tristi o gioiose, che ci portino felicità o
sconforto, tali condizioni sono le uniche reali in quel momento; ma
quando non sono più presenti, non sono altro che una favola.

Durante la notte, mentre si sogna, un sogno di orrore e di paura, o di
felicità, quel sogno è reale, in quel momento, a chi lo sogna. Ma,
spuntato il mattino, gli occhi si aprono: era solo un sogno.

Se riflettiamo: le nostre delusioni e i nostri dispiaceri, o invece le
nostre gioie, la felicità, le soddisfazioni che ci siamo prese nei
diversi periodi della vita, che valore hanno ora per noi? Nel momento
in cui viviamo più intensamente, nel momento dell’esperienza, o del
dolore, ci sembra di non poter vivere un minuto di più; poi quando
quel momento è passato e il dolore si è mitigato e ce ne ricordiamo
più tardi è solo un racconto. Fosse pure durato mille anni, oggi non è
che un sogno, una favola. Certo, ha lasciato qualche impressione, ma
il passato è passato. Quello che conta e il presente; ciò che è
davanti a noi ora è la sola cosa che conta.

La gente si fa idee diverse di Dio. Per alcuni Lui è il Creatore. Ciò
significa che era presente quando il mondo fu creato, ma che ora è
assente. Per qualcuno è il Giudice, è legato al Giorno del Giudizio.
Quindi ora deve essere assente, poiché ci sì rende conto che non vi è
giustizia, in questo mondo. Per queste persone, vi è la speranza di
essere portate un giorno davanti al Giudice del mondo e forse allora
potranno verificare che Dio è realmente presente; attualmente non lo
è. C’è anche chi pensa: ” Dio era presente quando mi ha creato, ma ora
non è più di fronte a me. Non è dove mi trovo io, poiché Lui è in
cielo e io sono sulla terra. Perciò non sono in presenza di Dio “.

È evidente quindi che non solo chi non crede in Dio, ma anche chi ci
crede, chi guarda a Lui come all’Essere celeste, che risiede in cielo,
sono parimenti lontani da Dio! Arrivando alla filosofia della
Presenza, troviamo che ciò che vediamo, udiamo e sperimentiamo attorno
a noi con i nostri sensì, e quello che chiamiamo ” presente “, mentre
ciò che i nostri sensi non riescono a percepire, sembra essere
assente. In realtà però, oltre quello che percepiamo è presente
qualche altra cosa; e nonostante la presenza di tante cose, che gli
danno conforto, benessere, felicità, l’uomo è generalmente infelice,
per l’inconscio desiderio di quella cosa. Ci si può sentire disperati,
pur vivendo in un palazzo, in mezzo a ogni genere di piaceri e
nonostante la ricchezza e le attenzioni si può continuare a essere
infelici. Ma è anche possibile vivere molto felici senza piaceri,
lontani dal lusso e dagli agi.

Che significa tutto ciò? Significa che in realtà il mondo esteriore è
più lontano da noi del mondo interiore e che vi è un mondo interiore
immediato per il nostro essere, che è il primo di cui siamo
consapevoli. Dato che siamo in presenza del mondo esterno, non
riconosciamo il mondo interiore; tuttavia il suo effetto è lo stesso.
Questo significa che una persona che vive in un luogo piacevole,
circondata dal lusso, dalle cose piacevoli e o dagli agi, può essere
invidiata e considerata molto felice e fortunata. In realtà, forse,
potrebbe essere molto sventurata. A lei il mondo esterno ha dato tutto
ciò che desiderava, ma il mondo interno, l’essere interiore, è
infelice. Perciò qualche cosa manca, ed essa lo vorrebbe. Ciò mostra
che la presenza interna è necessaria; la presenza esterna non è il
solo benessere.

Ma ora ci chiediamo: presenza interna di che cosa? Molti diranno: “
Sappiamo di essere talvolta infelici nonostante la ricchezza, gli agi,
la gioia, gli amici e coloro che amiamo “. Forse essi non crederanno
che vi è un’altra mancanza, la mancanza dell’ideale divino che li
rende infelici. Altri pensano che la vita richieda un’aspirazione a
progredire, e che sia la mancanza di aspirazioni che causa la più
grande infelicità. Costoro pensano di non potersi evolvere nel lavoro
che compiono, di non poter far meglio degli altri. Un pensiero simile
è peggio della morte. La vita è illimitata e ha bisogno di spazio per
espandersi ed elevarsi. Senza questo spazio, la vita è infelice. Ciò
lo si riscontra non solo tra gli esseri umani, ma anche nella natura.
Basta guardare al costante progresso del sole e della luna, la loro
ascensione verso lo zenit, e poi il tramonto. Guardate la crescita
della mezzaluna e il suo progresso fino a diventare luna piena. Vi è
dunque un’aspirazione della mezzaluna a divenire luna piena. Questo
progresso è la sola cosa che dà felicità o piacere o gioia nella vita;
la sua assenza non è che morte.

Per quanto deluso uno possa essere, per non avere una particolare
professione, o un rango o posizione nella vita, egli manifesta
entusiasmo ed energia non appena vede una possibilità per progredire.
La sua delusione si manifesta solo davanti a un orizzonte chiuso.
Anche se fosse nella profondità della terra, non avrebbe importanza,
fino a quando può pensare: “Un giorno mi porterò ad un livello più
elevato “.

Un’altra cosa meravigliosa che vediamo e che convalida questa teoria è
la tendenza di tutte le cose nella natura ad elevarsi. La tendenza
della terra è di innalzarsi con montagne e colline. Quando le
guardiamo e ammiriamo la loro altezza, anche il nostro cuore sembra
elevarsi; quando le scaliamo il nostro cuore s’infiamma; se le
osserviamo dal basso, pare che la terra stessa voglia alzarsi ed
andare verso l’alto.

Se poi consideriamo la perfezione dell’acqua nel mare, nell’oceano;
come anche essa solleva le sue onde, ci pare che ogni onda alzandosi
dica, tendendo le mani verso l’alto: ” Portatemi in su, più su, sempre
più in alto “. E’ lo stesso desiderio che si nasconde in tutta la
natura, quando si protende per raggiungere qualcosa di più alto. Cosi
anche il fuoco. Gli antichi popoli della Persia sono stati chiamati
adoratori del sole o adoratori del fuoco. In realtà non è che un
simbolo per mostrare come, con la sua fiamma, il fuoco vuole
ascendere. Esso partecipa al comune desiderio di ogni cosa: salire.
Anche nella nostra vita è la stessa cosa. Chi cerca la ricchezza vuole
diventare sempre più ricco; chi ricopre una carica vuole aumentare dì
grado. Qualunque sia la meta, ogni cuore vuole salire più in alto.

Ma questi sono desideri esteriori. L’uomo non si sente appagato se
resta solo alla periferia esterna; esiste un mondo più elevato.
Possiamo chiamare cattivo chi si diletta a fare del male, a procurare
dolore a un altro essere, e sì mostra scortese; se però potessimo
studiare la sua natura, ci accorgeremmo che anche questo individuo
detesta la malvagità e la cattiveria. Il fatto è che il suo senso di
giustizia non si è ancora svegliato. Se gli viene fatto del male, egli
lo sente; è solo il male che fa agli altri che non sente. Egli è
esaltato del male che fa e quindi non lo sente. Ma il fatto che non
gli piaccia ricevere il male da un altro, dimostra che anche lui cerca
la bontà.

In ogni cuore si trova il desiderio della bontà. Quando una persona
pensa alla bontà e cerca la bontà in ogni essere al mondo, questa
persona, per modo di dire, raccoglie bontà. Riconoscere la bontà negli
altri, e come raccogliere dei granelli di bontà e seminarli nel nostro
cuore. Quando invece uno cerca il male, vedrà solo del male in tutti.
In questo modo egli si abitua al male e il suo mondo se ne riempie.
Egli l’ha contemplato, l’ha cercato e l’ha creato. Vedrete che un
individuo lamentoso si lamenterà sempre dei torti che gli altri gli
fanno. Ricorderà gli errori di migliaia di persone. Nel suo cuore il
mondo è registrato. E come un disco, il disco di tutti quelli che
hanno fatto del male e operato ingiustizie. Se lo esaminate bene,
vedrete che questo individuo ha tanta cattiveria quanta ne ha
accumulata, forse anche di più, poiché se un uomo ha in sé il male, ne
raccoglie mille volte di più – diventa un tesoriere del male, un
custode del male, benché in realtà sia scontento del male.

Quando altri parlano del male, egli si sente buono e pensa di esserlo,
di essere immune dal male. Vediamo questa particolarità della natura
anche nei bimbi. Un bambino verrà a raccontare quanto è cattivo un
altro, pensando: «Diranno che sono buono! . Questa tendenza cresce e
si sviluppa; la vita imprime la cattiveria nella gente, il cuore viene
segnato, e col tempo, il male si accumula e diventa un tesoro, un
mondo interiore. Colui che aceumula il male non riesce a vedere il
bene, dato che non esiste bene in questo mondo, ehe non abbia anche
una scintilla di male in sé e non vi è male in questo mondo che non
abbia in sé anche una scintilla di bene. Se solo una persona tentasse
di trovare la seintilla del bene, la troverebbe; e se una persona
cercasse una scintilla di male nel bene, troverà pure questa. Qualcuno
può dire di un altro: ” Egli è molto buono “. Ma il suo vicino dice: “
Certo, è buono, ma tu non sai tutto di lui, voglio raccontarti ciò che
fa! “. Quando si loda qualcuno, non c e forse sempre chi contraddice?
Nella storia non è esistito nessuno di cui la gente non abbia parlato
male.

Che cosa è veramente buono? La risposta è: non esiste una cosa ” buona
” o ” cattiva “; vi è la bellezza. Ciò che è bello, noi lo chiamiamo
bene. Ciò che in confronto al bello è ” brutto “, noi lo chiamiamo “
male ” – sia che si tratti di costumi, di idee, di usi, di pensieri o
di azioni. Ciò dimostra che tutto il fenomeno dell’universo è un
fenomeno di bellezza. Ogni anima è portata ad ammirare la bellezza, a
cercare la bellezza, ad amare la bellezza e a sviluppare la bellezza;
Dio stesso ama la bellezza.

In tutte le epoche le varie religioni hanno dato diverse valutazioni
al bene e al male, dando loro il nome di virtù e di peccato. La virtù
di una nazione è stata il peccato dell’altra – la virtù della seconda,
il peccato della prima. Per quanto si possa viaggiare per tutto il
mondo, leggere le tradizioni e la storia delle nazioni, troveremo
sempre che ciò che una chiama male, l’altra chiama bene. Per questa
ragione nessuno riesce a stabilire una norma universale per il bene e
il male. La discriminazione tra il bene e il male alberga nell’anima
umana. Ogni uomo può giudicare per se stesso, poiché in ogni uomo vi è
un senso di am- mirazione per la bellezza. L’uomo però non è
soddisfatto di ciò che fa da sé, sente disagio, disgusto per i propri
sforzi. Molti continuano a perseverare nelle proprie debolezze, o
errori, oppure sono esaltati da qualche azione che il mondo o loro
stessi chiamano male, continuando tuttavia a compierlo. Infine verrà
il giorno in cui saranno disgustati e allora penseranno al suicidio.
Non vi è più felicità per ìoro. Vi è felicità solo nel pensare o nel
fare quello che si considera bello; l’azione diventerà virtù,
diventerà bontà: questa bontà è la bellezza.

Che cosa è la bellezza? C’è la bellezza della forma, la bellezza senza
forma, la bellezza del pensiero, la bellezza del sentimento, la
bellezza dell’ideale. La bellezza non si vede solo nei fiori nei
frutti e negli alberi – si vede una bellezza ben maggiore
nell’immaginazione e nei pensieri. Si ha la sensazione che si potrebbe
dare tutta la propria ricchezza o perfino la vita per un pensiero
meraviglioso o per un bellissimo sogno.

Forti ricompense sono stare date – in tempi antichi – a poeti,
scrittori, pensatori che esprimevano la loro armonia in poesia o negli
scritti. Ma non si potrà mai dare una ricompensa sufficiente per la
bellezza del pensiero e dell’immaginazione. Vi e tuttavia una bellezza
ancora maggiore: il sentimento di gentilezza, di sacrificio, di
devozione e di amore. La bellezza che ha fatto il una tale impressione
sul mondo che non morirà mai, la bellezza che sì ammira nella vita di
Cristo, fatta di perdono, di amore per l’umanità, di dolcezza, di
umiltà – è tanto grande che nulla può esserle paragonato. Non può
quindi venire limitata a nomi o a forme o al mondo esteriore.

Vi è la bellezza del pensiero, una grande bellezza di sentimenti, di
sensibilità, di gentilezza, di altruismo e di abnegazione. Vi è però
un progresso ancor più grande che si può attuare: la ricerca della
sorgente della bellezza. Nella lingua inglese si dice: Il dono non è
nulla senza il donatore “. Proviamo certamente una grande emozione
nell’ascoltare la composizione di un grande musicista, ma sentiamo
pure dentro di noi il desiderio di incontrarlo per poterlo ringraziare
personalmente. Che gioia! Avete non solo ascoltato la musica ma
incontrato il compositore! Potete esprimere il vostro piacere, dirgli
quanto la sua musica vi abbia deliziato.

Oppure, potete ammirare un ottimo quadro, ma sarebbe più intensa la
gioia se poteste dire al pittore quanto vi piace la sua opera. Cosi è
anche con l’amore della bontà: la costante crescita della bontà, la
confortante ricerca della bontà negli altri, la coscienza di fare del
bene agli altri e la gioia della propria bon- tà. A questo progresso
non vi è limite. ” Questa bontà apparteneva a mio padre, a mia madre,
alla mia amata, al mio amico, ai miei conoscenti, ad un estraneo “.
Ma, sommando tutto questo, a Chi appartiene? Non c’è Nessuno che io
possa ringraziare?

Si possono visitare diversi luoghi, palazzi, giardini meravigliosi,
musei, si possono anche incontrare persone di ogni genere, ma sarebbe
questo il desiderio finale? No di certo, sarebbe quello di incontrare
il re! ” Se solo potessi salutarlo, poiché tutta la bontà che ho visto
e ammirato, mi fa desiderare di vederne il sovrano! “.

Si può essere stati a lungo in corrispondenza con una persona molto
lontana. In ogni lettera si leggono tante belle osservazioni e sì
ammirano i suoi pensieri. Non sarebbe forse un grandissimo piacere
incontrare quella persona a faccia a faccia? Così, alla fine, il
desiderio di ogni anima è quello di trovarsi a faccia a faccia con i1
Proprietario della bellezza, a Cui tutta la bellezza e tutta la bontà
appartengono.

Se considerate questo tema dai punti di vista religioso, filosofico o
scientifico, non vi è differenza alcuna fra i tre punti. Vi è solo una
conclusione: che tutta la vita, con tutte le sue manifestazioni e
varietà, è semplicemente la manifestazione di una sola vita. Il
credente e il non credente si troveranno d’accordo nel riconoscere che
vi è una sola vita dietro a tutto ciò, una sola sorgente di tutte le
manifestazioni, una vita costante, che è come uno stimolo, un
nutrimento, l’origine e il traguardo dell’intera manifestazione.
Nessuno che veda questo con il sentimento, il pensiero, la sensibilità
e con ammirazione potrebbe negare, per un solo momento, che la più
grande felicità sarebbe di venire in contatto, in un modo o
nell’altro, con ” questa Sorgente di tutta la bellezza e bontà “, che
si è cercata per tutta la vita e sempre ammirata progredendo sul
sentiero.

Esistono senza dubbio degli esseri che sono cosi assorbiti dalle ìoro
necessità quotidiane, da non sentire il desiderio di cercare questa
fonte; eppure un inconscio affanno per raggiungere la fonte è sempre
presente. Se non è quello di trovarsi a faccia a faccia col Signore,
sarà un altro ideale: se si ama la musica, di incon- trare il
compositore; se si ama la pittura, di vedere l’artista; se si è
interessati alle riforme, di vederne il capo; se si ammirano le grandi
personalità, l’uomo più illustre. Qualunque sia l’attrazione di un
uomo, egli sarà sempre felice di vedere la persona che identifica con
ciò che ammira.

Ma come è possibile trovarsi a faccia a faccia con la Divinità, con
colui che è senza forma, senza nome, che non può mai essere
rappresentato, mai sognato? Questo è un quesito intelligente e fino a
quando non sarà risolto, chi pretende di trovarsi a faccia a faccia
col suo Dio è un presuntuoso. E la risposta è: ” La Divinità è un
Essere separato, o è senza forma, senza nome e al di sopra di tutte ìe
limitazioni? “.

E certamente il desiderio della presenza di Dio che spiega la tendenza
umana a costruire degli idoli e a venerarli. E’ stato il desiderio di
vedere la Divinità e di adorarla che ha portato l’uomo davanti al sole
e davanti a un albero per adorarli. Questo però non lo poteva
soddisfare, perché stava adorando un oggetto limitato. In verità la
prima lezione sulla presenza di Dio è, come dice un filosofo: “Se non
hai un Dio, createlo “. Quanto è vero che prima di raggiungere il
concetto di Dio, bisogna crearLo proprio cuore. La parola ” Dio” ha la
stessa radice della parola ” bontà ” (goodness in inglese) ma la sua
origine nella vec- chia lingua ebraica, ” Yod “, ” Yaw “, significa “
ideale “. Lo Yaw e stato cambiato in “G “.

Che cos’è l’ideale? L’ideale e qualcosa che noi creiamo. Quando
pensiamo che una persona sia molto buona, pensiamo alla sua bontà,
questa bontà ammanta la persona e le nostre tendenze artistiche e
idealistiche ci aiutano a dipingerne la bontà nel migliore e più
armonioso dei modi possibili. Possiamo renderla perfettamente buona
con la nostra facoltà artistica. Questo si chiama ideale. Quando
qualcuno desidera che una persona sia malvagia, egli descrive la sua
malvagità e tutta la cattiveria che vi è e ne fa il proprio ideale di
malvagità. Pensando alla propria madre o a un amico, egli se li ritrae
in modo da arrivare all’ideale di bontà. Nessuno è in grado di farlo
altrettanto bene per noi, quanto possiamo fare noi stessi.

Vi è un apologo su Majnun, il grande innamorato della Persia: “Oh
Majnun ” gli disse la gente, “la tua fanciulla non è bella 1 quanto tu
pensi. Tu stai sacrificando la tua vita, tu ti affliggi da troppo
tempo per questa fanciulla, ma essa non è poi cosi bella! “. E Majnun
rispose: ” Voi dovreste vedere Leila con i miei occhi; a voi mancano
gli occhi del mio cuore. E’ il mio cuore che ha creato la mia Leila “.
Ecco ciò che si chiama ” ideale “, e l’ideale della perfezione lo
trasforma in bellezza.

L’ideale della perfezione è l’ideale di ” Dio “, e ricorrete ad esso
nelle vostre difficoltà, nelle vostre preoccupazioni e nei vostri
dubbi. Se, spaventati dalla morte, avete vicino a voi questo ideale,
vi sentite protetti. Se avete una delusione è ancora l’ideale che è
vicino a voi a rincorarvi. Voi dite: “Non importa, non sono veramente
deluso, perché Tu sei presente nel mio cuore, io sento la Tua
Presenza, Tu sei diventato il mio Ideale “. Nei dispiaceri, nel
dolore, nella povertà, nelle difficoltà, nell’assenza di amici – in
tutte queste vicissitudini a cui nessuno sulla terra può sfuggire-Egli
è vicino a noi. Più andiamo avanti negli anni e più sentiamo: “Fino a
quando posso essere utile a questo mondo, il i mondo mi vorrà. Appena
non sarò più in grado di prestare la mia opera, e sarò inutile, il
mondo si stancherà di me e non mi vorrà più. Il mondo cerca ciò che io
non sono. Se sono ricco, cerca la mia ricchezza e non me, se ho
raggiunto una certa posizione di prestigio, il mondo chiede di me per
il mio rango, ma i non cerca me “. Il mondo corre dietro al falso. Il
mondo è falso. La sola sicurrezza nel mondo ci e data dall’avere
l’ideale di Dio vìvente e costantemente presente. “Con questo ideale
sono pago ed ho pace e tranquillità non solo qui sulla terra ma anche
nell’ aldila io sarò tra le braccia del Divino!.

Nessuno puo essere così caro, cosi vicino – né figli, marito o moglie,
ne amico quanto questo Ideale perfetto. Questo ideale non verrà mai
meno. Sarà sempre vicino a noi qui e nell’aldila. Voi Gli appartenete.
Siete venuti da Lui e a Lui tornerete. Nel sentire costantemente la
presenza di questo Ideale nel cuore, si avverte il sorgere di ogni
genere di bellezza, di ogni impulso, pensiero o immaginazione, di
tutto ciò che emerge da se stessi o di ciò che si vede intorno. Alla
fine si identificherà tutto con Dio. Per colui che crea la presenza di
Dio, tutta la vita che lo circonda diventa una visione unica
dell’Immanenza di Dio

dal libro “In Un Roseto d’Oriente” di Hazrat Inayat Khan (mistico sufi)

“The Presence of God”

About God, I would say that everything that is real it seems
and all that is missing seems less real, then the conditions
in which we live seem real at the moment and have about
us the maximum effect. Sad or joyful, that bring us happiness or
despair, these conditions are the only real at that moment, but
when they are no longer present, are nothing more than a fairy tale.

During the night, while dreaming, a dream of horror and fear, or
happiness, that dream is real, then, to those who dream. But,
checked in the morning, eyes open: it was just a dream.

If we think: our disappointments and our sorrows, or rather the
our joys, happiness, the satisfaction that we took in
different periods of life, what is the value to us now? In the moment
we live more intensely in the moment of experience, or
pain, it seems they can not live a minute longer, then when
that time has passed and the pain is relieved and we remember
later is just a story. Was also last a thousand years, is no
a dream, a fairy tale. Sure, he has left some impression, but
the past is the past. What matters is the present, what is
before us now is the only thing that matters.

People have different ideas of God To some He is the Creator. That
means that he was present when the world was created, but is now
absent. For some it is the Judge, is related to the Day of Judgment.
So now you must be absent, because we realize that yes there is
justice in this world. For these people, there is hope of
be taken one day before the Judge of the world and perhaps then
can verify that God is truly present; currently not
is. There are those who think, “God was present when I created it, but now
is no longer in front of me. It is not where I am, because he is
sky and I’m on the ground. So I am not in the presence of God. “

It is therefore obvious that not only does not believe in God, but also those who
believe, those who look to Him as the Being in Heaven, who resides in heaven,
are also far from God! Coming to the philosophy of
Presence, we find that what we see, hear and experience around
to us through our senses, and what we call “present”, while
what our senses can not perceive, seems to be
absent. In reality, however, over what we perceive is
something else, and despite the presence of so many things, that
give comfort, well-being, happiness, man is generally unhappy,
to the unconscious desire of that thing. You may feel desperate,
while living in a palace, surrounded by all kinds of pleasures and
despite the wealth and attention you can continue to be
unhappy. But you can also live very happy without pleasures,
away from the luxury and comfort.

What does that mean? It means that in reality the outer world is
further away from us the inner world and that there is an inner world
Immediately for our being, which is the first of which we
aware. Since we are in the presence of the outside world,
recognize the inner world, but its effect is the same.
This means that a person who lives in a nice place,
surrounded by luxury, from pleasant things eo from comfort, it can be
envied and considered to be very happy and fortunate. In fact, perhaps,
could be very unfortunate. She gave everything to the outside world
what he wanted, but the inner world, the inner being, is
unhappy. So something is missing, and she would like it. This shows
that the presence is necessary; the external presence is not the
only comfort.

But now we ask: internal presence of what? Many will say “
We know we are sometimes unhappy despite the wealth, comforts,
joy, friends and loved ones. “Maybe they will not believe
that there is another lack, the lack of the ideal divine them
makes you unhappy. Others think that life requires an aspiration to
progress, and that both the lack of aspirations that causes the most
great unhappiness. They think that they can not evolve in the work
they do, they can not do better than others. A similar thought
is worse than death. Life is unlimited and need space for
expand and rise. Without this space, life is miserable. That
it is found not only in humans but also in nature.
Just look at the constant progress of the sun and moon, their
ascent to the zenith, and then the sunset. Look at the growth
Crescent and its progress to become a full moon. There is
therefore an aspiration of the crescent moon to become full. This
progress is the only thing that gives happiness or pleasure or joy in life;
its absence is that death.

As one can be disappointed, for not having a particular
profession or rank or position in life, he expressed
enthusiasm and energy as soon as he sees a chance to progress.
His disappointment occurs only in front of a closed horizon.
Even if it were in the depths of the earth, it would not matter,
until they can think, “One day I will bring to the next level
high. “

Another wonderful thing we see and validate this theory is
the tendency of all things in nature to rise. The trend
the earth is to rise with mountains and hills. When the
look and admire their height, our hearts seem
rise, when we climb our heart flame, if the
we see from below, it seems that the earth itself wants to stand up and
go upward.

If we consider the perfection of the water in the sea, the ocean;
even as it raises its waves, it seems that every wave rising
says, holding his hands up, “Take me up, higher, always
higher. “It ‘s the same desire that lurks in all
nature, when you reach out to reach something higher. So
also the fire. The ancient peoples of Persia have been called
worshipers of the sun or fire-worshipers. It really is not that a
symbol to show how, with its flame, the fire wants
ascend. It participates in the common desire of every thing up.
Even in our lives is the same thing. Those who seek wealth wants
become richer, and who holds an office wants to increase daily
grade. Whatever the goal, every heart wants to go higher.

But these are external desires. The man does not feel satisfied if
there is only the outer periphery, there is a higher world.
We can call bad those who delight in doing evil, to provide
pain to another being, and yes exhibition rude, but if we could
study its nature, we would realize that this individual
hates evil and wickedness. The fact is that his sense of
Justice has not yet woken up. If he is hurt, he
I feel it is only evil that others do not hear. He is
exalted the evil it does and then does not hear him. But the fact that not
he likes to receive evil from another, it shows that he seeks
goodness.

In every heart there is the desire of goodness. When a person
think about the goodness and look for the goodness in everyone in the world, this
person, so to speak, collects goodness. Recognize the goodness in
others, and how to collect the grains of goodness and sow them in our
heart. But when one looks bad, will only hurt at all.
In this way he becomes accustomed to evil and his world if it fills up.
He has covered the tried and made it. You will see that a
Everyone always complaining will complain of wrongs that others
do. Recall errors of thousands of people. In his heart
world is registered. And as a disc, the disc of all those who
they hurt and operated injustice. If you look good,
you will see that this guy has so much wickedness than it has
accumulated, perhaps even more, because if a man has in itself evil, it
collects a thousand times more – become a treasurer of evil, a
guardian of evil, although in reality it is unhappy with the bad.

When others speak of evil, he feels good and think you may be
to be immune from harm. We see this peculiarity of nature
even in children. A child will tell how bad a
other, thinking, “They will say that they are good! . This trend is growing and
develops, life gives the evil in people, the heart is
marked, and over time, the evil builds up and becomes a treasure, a
inner world. He who aceumula evil can not see the
well, since there is no good in this world, ehe has also
a spark of evil in itself and there is evil in this world who do not
has within itself a spark of good. If only one person trying
seintilla to find the good, the find, and if a person
was looking for a spark of evil for good, will find this too. Someone
can be said to another: “He is very good.” But his neighbor says “
Sure, it’s good, but you do not know everything about him, let me tell you what
ago! . “When you praise someone, there is always someone who contradicts perhaps?
In the history did not exist, none of which people have not talked
evil.

What is really good? The answer is: there is something “good
“Or” bad “, there is beauty. What is beautiful, we call
fine. What is nice in comparison to the “ugly”, we call it “
evil “- whether it’s customs, ideas, customs, thoughts or
of shares. This shows that all the phenomena of the universe is a
phenomenon of beauty. Every soul is brought to admire the beauty,
search for beauty, to love beauty and to develop beauty;
God loves beauty.

In all ages the various religions have given different evaluations
to good and evil, giving them the name of virtue and sin. Virtue
of a nation was the sin of the other – the virtue of the latter,
the sin of the first. As you can travel throughout the
world, read the traditions and the history of nations, we find
always what one calls wrong the other calls right. For this
reason no one can establish a universal standard for good and
evil. Discrimination between good and evil dwells in the soul
human. Every man can judge for himself, as in every man there is
am-a sense of admiration for the beauty. But man is not
satisfied with what he does himself, feels discomfort, disgust for their
efforts. Many continue to persevere in their weaknesses, or
errors, or are enhanced by some action that the world or their
call themselves evil, but continues to do it. Finally you
the day will be disgusted and then think about suicide.
There is more happiness for Ioro. There is only happiness in thinking or
do what is considered beautiful and the action becomes virtue,
become goodness: goodness is beauty.

What is beauty? There is the beauty of form, beauty without
form, the beauty of thought, beauty of sentiment,
beauty of the ideal. The beauty can not be seen only in the flowers in the
fruits and trees – you can see a beauty far greater
imagination and thoughts. You get the feeling that you could
give all their wealth or even their lives for a thought
wonderful or a beautiful dream.

Strong rewards are to be given – in ancient times – to poets,
writers, thinkers who expressed their harmony in poetry or in
writings. But you can never give a sufficient reward for
beauty of thought and imagination. And yet there beauty
even greater feeling of kindness, sacrifice,
devotion and love. The beauty that has made such an impression
the world that will never die, so that admires the beauty in life
Christ, made up of forgiveness, love for humanity, gentleness,
humility – is so great that nothing May be compared. Can not
therefore be limited to names or forms or to the outside world.

There is beauty of thought, a great beauty of feelings,
sensitivity, kindness, altruism and self-sacrifice. There is, however,
progress even more great that you can implement: the search for
source of beauty. In English it says: The gift is not
nothing without the donor. “Let’s certainly a thrill
listening to the composition of a great musician, but we feel
well within us the desire to meet him to thank him
personally. What a joy! You not only listened to the music but
met the composer! You can express your pleasure, tell
As his music has delighted you.

Or, you can see a good picture, but it would be more intense
joy if you could tell the painter how much you like his work. So it is
with the love of goodness: the steady growth of goodness,
comforting pursuit of goodness in others, the consciousness of doing
good to others and the joy of his bon-ing. In this progress
there is no limit. “This goodness belonged to my father, my mother,
my beloved, my friend, to my friends, to a stranger. “
But adding all this, Who belongs? There is None that I
can thank?

You can visit various sites, historic buildings, beautiful gardens,
museums, you can also meet all kinds of people, but it would
This is the final wish? No, of course, would be to meet
the king! “If only I could see him, because all the goodness that I’ve seen
and admired, makes me want to see the king! “.

It can be long been in correspondence with a very
away. In every letter you read so many nice comments and
admire his thoughts. Would not it be a great pleasure
meet that person face to face? Thus, at the end, the
desire of every soul is to be face to face with i1
Owner of beauty, to Whom all the beauty and goodness
belong.

If you look at this issue from the point of view of religious, philosophical or
Scientific, there is no difference between the three points. There is only one
conclusion: that life, with all its manifestations and
variety, is simply the manifestation of a single life. The
believer and non-believer will agree in recognizing that
there is only one life behind it, a single source of all
demonstrations, a constant life, which is like a stimulus, a
nourishment, the origin and goal of the entire event.
No one who sees this with feeling, thought, feeling,
and admiration could deny for a moment that the most
great happiness would come in contact, in one way or
another, with “this Source of all beauty and goodness,” which
has been sought throughout his life and always admired progressing on
trail.

There are undoubtedly beings who are so absorbed by Ioro
daily needs, do not feel the desire to seek this
source, and yet an unconscious anxiety to reach the source is always
present. If there is to be face to face with the Lord,
will be another ideal: If you love music, to encounter the
composer, and if you love painting, to see the artist, if you are
interested in reform, see the head, if you can admire the great
personality, the greatest man. Whatever the attraction of a
man, he will always be happy to see the person who identifies with
what he admires.

But how is it possible to be face to face with the Divine,
one who is formless, nameless, that can never be
represented, never dreamed of? This is a smart question and up to
when it is not resolved, those who claim to be face-to-face
with his God is a presumptuous. And the answer is: “Divinity is a
Be separated, or is formless, nameless and above all IE
limitations? “.

And certainly the desire of God’s presence that explains the tendency
to build human idols and to worship them. It ‘was the desire to
see the Deity worship and that led to the man in front of the sun
and in front of a tree to worship. This, however, he could not
meet, because he was worshiping a limited scope. In truth, the
first lesson on the presence of God is, as a philosopher: “If
you have a God, create it. “How true it is that before reaching the
concept of God, we must create his own heart. The word “God” has
same root as the word “goodness” (in English goodness) but its
origin in the old-chia Hebrew “Yod”, “Yaw” means “
ideal. “It Yaw has been changed to” G “.

What is the ideal? The ideal and something we create. When
we think that a person is very good, we think of his goodness,
goodness cloaked person and our artistic tendencies and
idealistic help us paint the goodness in the best and most
harmonious way possible. We can make perfectly good
with our artistic faculty. This is called ideal. When
someone wishes that a person is evil, he describes his
wickedness and all the evil that there is and makes his own ideal of
evil. Thinking about his mother or a friend, if he shows them
so as to reach the ideal of goodness. No one is able to do
just as well for us as we do ourselves.

There is a fable of Majnun, the great lover of Persia: “Oh
Majnun “the people said,” your child is not one beautiful than you
think. You are sacrificing your life, you will grieve for too
time for this girl, but it is not so nice! . “And Majnun
replied, “You should see Leila with my own eyes, you are missing
the eyes of my heart. It ‘s my heart that created my Leila. “
This is what is called “ideal”, and the ideal of perfection the
transformed into beauty.

The ideal of perfection is the ideal of “God”, and make use of it
in your difficulties in your concerns and your
doubts. If, afraid of death, you have close to you this ideal,
you feel protected. If you have a disappointment is still the ideal that is
near you to rincorarvi. You say, “It does not matter, they are not really
disappointed, because You are in my heart, I feel Your
Presence, You became my ideal. “In sorrow, in
pain, poverty, need, in the absence of friends – in
all these vicissitudes to which no one on earth can escape-he
is close to us. The more we go forward over the years and more we hear: “Until
when I can be helpful in this world, the world I want. Just
I will not be able to pay my work, and I will be useless,
world will get tired of me and I do not want more. The world tries what I
are not. If you are rich, and seek my wealth and not me, if I
reached a certain position of prestige, the world is asking me to
my rank, but do not look for me. “The world runs after the fake. The
world is false. The Aviation Safety alone in the world is given to us from having
the ideal of the living God is constantly present. “With this ideal
are satisfied and have peace and quiet, not only here on earth but also
in ‘afterlife I will be in the arms of the Divine!.

No one can be so expensive, so near – no children, husband or wife,
nor friend as this perfect ideal. This ideal will never be
less. It will always be close to us here and in the afterlife. The you belong.
You came from Him and to Him you will return. On hearing constantly
presence of this ideal in the heart, there is the emergence of any
kind of beauty, every impulse, thought or imagination,
everything that emerges from yourself or what you see around. A
eventually identify all with God who creates the presence of
God, the whole life around him becomes a unique vision
Immanence of God

from the book “In A Rose Garden of the East” by Hazrat Inayat Khan (Sufi mystic)

Affrontare le emozioni negative – Dealing with Negative Emotions


Affrontare le Emozioni Negative

Tutti noi sappiamo di provare sia emozioni positive che emozioni negative. Non appena sentiamo le parole amore, gentilezza, generosità, le riconosciamo subito come emozioni positive, mentre quando sentiamo parlare di odio, collera, gelosia, depressione, le riconosciamo subito come emozioni sgradevoli.

Dal punto di vista del Buddha è possibile trasformare le nostre menti. Possiamo apprendere a conoscerci meglio, ad osservare la nostra mente e ad acquisire una grande familiarità con ciò che vi si trova.

Il motivo di ordine sostanzialmente pratico che ci spinge a intraprendere questo genere di impresa è che, innanzitutto, ci renderà più felici, e noi sappiamo bene che vogliamo essere felici e, in secondo luogo, semplificherà le nostre relazioni con gli altri.

Lavorare con le emozioni, passo per passo
Noi, di solito, soffochiamo i nostri sentimenti oppure li sbattiamo in faccia agli altri. L’approccio buddhista è di ordine pratico: per nostra, e altrui, fortuna, come abbiamo detto prima, esiste una terza opzione!
Il metodo buddhista di affrontare le emozioni implica il riconoscere di provarle e, quindi, lavorarci sopra.

1. Riconoscere e identificare le emozioni
A volte la nostra mente somiglia ad una giungla fitta di pensieri ed emozioni distruttivi: non è semplice capire veramente cosa bolle in pentola. Con consapevolezza, onestà e intelligenza selettiva, possiamo cominciare a identificare cosa è cosa: “Quella è collera; quello è desiderio; quella è paura” e così via. Una volta che sappiamo contro cosa dobbiamo schierarci, possiamo scegliere i metodi appropriati.

2. Avere un atteggiamento sano ed equilibrato rispetto alle nostre emozioni
Gli atteggiamenti da evitare comprendono il senso di colpa, l’odio verso se stessi o l’autocondanna. Inoltre, dobbiamo smetterla di identificarci con l’emozione, per esempio: “Io sono la mia rabbia”, perché questo ci porta ad esserne ossessionati e a recitare questa parte. Possiamo evitare tutto ciò grazie alla consapevolezza che le afflizioni mentali sono impermanenti, vanno e vengono nella nostra mente come nuvole nel cielo e inoltre, non sono la nostra vera natura.
Secondo il Buddha, la vera natura della nostra mente è pura, libera dalle afflizioni mentali, come un cielo limpido e senza nuvole.

3. Lavorare con l’emozione durante la meditazione, usando uno o più antidoti
Se nella nostra mente si trovano contemporaneamente molte emozioni distruttive diverse, la cosa migliore è iniziare da quella più potente e più molesta: non cercate di affrontarle tutte in blocco! Una volta che siete riusciti ad ottenere un po’ di controllo sulla più ingombrante, allora potete procedere con quella che viene subito dopo in ordine di grandezza.

Antidoti generali per le emozioni

1. Presenza mentale o consapevolezza di sé
Quando riusciamo ad essere coscienti del sorgere di un’emozione nella nostra mente, per esempio la collera, allora possiamo averne controllo e affrontarla in maniera più efficace. A volte potremmo riuscire semplicemente a lasciarla andare. Inoltre, grazie ad una pratica costante della meditazione, la nostra mente sarà più calma e sarà meno propensa a reagire alle situazioni in maniera emotiva.

2. Ricordare la natura della mente
La mente è chiara, non è materiale: è un flusso di eventi mentali che sorge e svanisce. Questi eventi mentali – pensieri, emozioni, ecc. – sono impermanenti: appaiono e scompaiono, vanno e vengono, non sono entità fisse e permanenti. Può risultare efficace immaginare che siano nuvole che vanno e vengono nel cielo, simili a sogni, simili ad arcobaleni, paragonabili al flusso e riflusso delle onde nel mare. Inoltre, è di grande aiuto imparare a non identificarsi con le emozioni: per esempio, invece di pensare “Sono arrabbiato”, pensate “La rabbia è nella mia mente”, in questo modo riduciamo il controllo che le emozioni hanno su di noi e così possiamo affrontarle in maniera più distaccata.

3. Sospendere il giudizio
Certi pensieri e certe emozioni ci piacciono mentre altri non ci piacciono. Questo conduce rispettivamente all’attaccamento/adesione e all’avversione/rifiuto. La nostra mente, quando è in preda all’attaccamento e all’avversione, non è pacifica. Piuttosto che questo, la cosa migliore da fare è coltivare un senso di equanimità: una consapevolezza non-giudicante e amorevole che accetta tutto ciò che sorge nella mente.

4. Fare un’analisi della realtà
Esplorate il concetto di “IO” che si nasconde dietro l’emozione: è qualcosa di concreto, che esiste per forza propria, indipendentemente, dalla propria parte? E’ qualcosa che potete localizzare nel vostro corpo o nella vostra mente? Che cosa è con esattezza?
Un’altra alternativa possibile è quella di esaminare l’oggetto per il quale stiamo provando quella particolare emozione: esiste proprio nel modo in cui ci appare oppure è possibile che ne stiamo avendo una percezione distorta ed erronea?

5. Pensare che i problemi degli altri sono simili ai nostri
Quando ci troviamo a sperimentare una difficoltà emotiva, tendiamo a divenirne ossessionati come se fossimo le uniche persone nell’intero universo ad avere problemi del genere. E’ ovvio che non è così; inoltre, questo modo di pensare rende il problema ancora più grave di quanto realmente sia. Perciò, è utile ricordare a noi stessi che ci sono molte altre persone che hanno un problema uguale o simile al nostro e che alcune persone hanno problemi di gran lunga peggiori dei nostri. Questo riduce il problema dalle dimensioni di una montagna a quelle di un sassolino, così è più facile da sopportare e ci aiuta anche ad essere più compassionevoli nei confronti degli altri.

Antidoti per la Collera

Nella maggior parte dei casi la nostra collera è diretta verso altre persone, ma possiamo anche prendercela con noi stessi o con oggetti inanimati. La collera spazia da una sensazione di irritazione provocata, per esempio, dal modo in cui qualcuno beve il tè, all’odio intenso che induce alla violenza fisica o, addirittura, ad uccidere.
La collera è l’esatto opposto della pazienza, della tolleranza, della compassione e dell’amore. E’ una concezione distorta, una maniera sbagliata di reagire alle situazioni, un’afflizione mentale: ci causa solo problemi e infelicità e non produce il risultato che speravamo di ottenere. Disturba la mente e ci porta a fare del male agli altri, sia con le azioni che con le parole: non è un modo di reagire intelligente ed efficace, in nessuna circostanza.
La pazienza, l’opposto della collera, è uno stato mentale di gran valore perché ci permette di accettare le difficoltà riducendo la sofferenza al minimo. Ma bisogna imparare ad avere pazienza e per svilupparla è necessario applicare gli antidoti per la collera.
L’approccio più efficace è riconoscere la collera o l’irritazione nel momento in cui sorge e affrontarla mentre si trova ancora all’interno della mente. Coglierla immediatamente non appena sorge è già di per sé sufficiente per far sbollire una buona parte dell’energia di collera. Dopodiché dovremmo esaminare l’emozione da diversi punti di vista: da cosa è stata causata? Che cosa speravamo di ricavarne? Come vediamo la situazione? Se abbiamo una comprensione chiara della collera, possiamo tenerla a bada con più risolutezza, perché nel momento in cui ci rendiamo conto di quanto sia insensata, abbiamo meno probabilità di restarne coinvolti.
La collera distorce il nostro modo di percepire le cose. Così, dopo averla analizzata, dovremmo applicare un antidoto, come uno dei metodi esposti qui di seguito, per volgere la mente verso una prospettiva più corretta e più realistica. Però, non è cosa facile. L’energia della collera è davvero intensa e noi non siamo abituati a tentare di controllarla o di trasformarla.
E’ utile applicare ripetutamente questi metodi durante la meditazione, lavorando con le esperienze di collera realmente vissute o con situazioni immaginate; in seguito, quando la collera si presenta nelle nostre relazioni quotidiane, possiamo riportare alla mente qualsiasi intuizione maturata durante le sessioni di pratica e possiamo cercare di sottrarci dal solito vecchio e familiare cliché di arrabbiarci.
Non ci riusciremo ogni volta, è ovvio. A volte, passano addirittura minuti, ore o giorni, prima che ci rendiamo conto di esserci arrabbiati e di aver fatto del male a qualcuno! Ma non è mai troppo tardi per porvi rimedio. Sedetevi, richiamate alla mente la situazione, individuate che cosa è andato storto e cercate di farvi un’idea di come evitare di commettere nuovamente lo stesso errore. Questo genere di analisi è utile anche nel caso di problemi che risalgono a tanto tempo fa. Non è il caso di demoralizzarsi se la collera continua a sorgere con violenza: ci vuole tempo per troncare le abitudini incallite. Ciò che è importante è volere lavorarci sopra e provare a farlo.

1. Contemplate i limiti o svantaggi della collera, in tal modo vi convincerete di quanto è nociva e niente affatto utile e, di conseguenza, non vorrete assecondarla. In primo luogo, considerate gli effetti immediati della collera sulla mente e sul corpo. Come vi sentite quando siete arrabbiati? La vostra mente è pacifica e felice, oppure disturbata e insoddisfatta? Riuscite a pensare con chiarezza, a prendere decisioni sensate, oppure i pensieri si fanno confusi e sconnessi? E quali sono gli effetti sul vostro corpo? Vi sentite calmi e rilassati, oppure agitati e tesi? Studi scientifici hanno dimostrato che la collera è una causa rilevante di certi problemi di salute, quali disturbi cardiaci e cancro, ed è anche causa di morte prematura.
Quali sono gli effetti della vostra collera sulle persone che vi circondano? Se manifestate la collera con parole e azioni, cosa ne risulta? Potrebbe portarvi a fare del male alle persone che amate e a compromettere le relazioni affettive. Ma anche la collera diretta verso i vostri “nemici” – quelli che, secondo voi, il male se lo meritano – potrebbe ricadervi addosso in un secondo momento. E allora vi sembra questo il modo più saggio di affrontare i “nemici”?
Oltre a ciò, la collera produce effetti più sottili, meno evidenti, sulla nostra psiche. In termini di karma, ogni istante di collera lascia nella mente impronte che produrranno esperienze dolorose in futuro: ulteriore sofferenza. Inoltre, distrugge gran parte del karma virtuoso accumulato a costo di un duro lavoro. La collera è uno degli ostacoli maggiori per coltivare le qualità positive come amore, compassione e saggezza, e per fare progressi lungo il sentiero spirituale…
Riconoscete gli effetti nocivi della collera, determinatevi a non permetterle di invadere la vostra mente e imparate, piuttosto, come fare a disinnescarla.

2. Coltivate la gentilezza amorevole. E’ possibile svilupparla attraverso la contemplazione di pensieri quali: “Possano tutti gli esseri stare bene ed essere felici.” Se acquisiamo familiarità con la gentilezza amorevole e lasciamo che la nostra mente ne sia impregnata, la collera tenderà a sbollire in maniera del tutto naturale.

3. Ricordate il karma, causa ed effetto. Se qualcuno vi fa del male in qualche modo – comportandosi in maniera prepotente oppure ostile, ingannandovi o derubandovi, oppure danneggiando cose che vi appartengono – e, secondo voi, non avevate fatto niente per meritarlo, riconsiderate la situazione. Dal punto di vista del Buddhismo, qualsiasi disgrazia ci capiti è il risultato di azioni nocive che abbiamo compiuto nel passato, in questa vita oppure in vite precedenti.
Raccogliamo quel che abbiamo seminato. Quando riusciremo a vedere i nostri problemi sotto questa luce, la nostra capacità di accettarli aumenterà e ce ne assumeremo la responsabilità, invece di scaricare la colpa sugli altri.
Per di più, non appena comprendiamo che, infuriandoci e vendicandoci, non facciamo altro che porre le cause per sperimentare ulteriori problemi in futuro, saremo determinati a essere più pazienti e a stare più attenti al karma che creiamo.

4. Mettetevi al posto degli altri: provate a guardare la situazione dal loro punto di vista. Cosa li spinge a comportarsi così? Sono in uno stato mentale pacifico e felice, oppure confuso, meschino e fuori d’ogni controllo? Sono esseri umani proprio come voi, con problemi e preoccupazioni, anche loro cercano di essere felici e di trarre il meglio dalla vita. Ripensate alle vostre stesse esperienze, alle vostre manifestazioni di collera e di villania, così avrete un’idea più precisa di come se la stanno passando gli altri.
Inoltre, considerate: che tipo di risultato ci sarà se continueranno ad agire seguendo criteri ingannevoli? Saranno felici e soddisfatti, oppure stanno solo creando le condizioni per ulteriori guai e sofferenza?
Se comprendiamo a fondo la confusione e il dolore degli altri, saremo meno propensi a reagire rabbiosamente – cosa che non farebbe altro che accrescere la loro sofferenza – e saremo più propensi a guardarli con compassione.

Considerate la persona oggetto della vostra collera come se fosse uno specchio. Verificate: che cosa non vi piace dell’altra persona o per quale motivo provate rancore nei suoi confronti? Poi domandatevi: “E’ qualcosa che esiste anche dentro di me?” Qui si considera l’ipotesi che ciò che non ci piace degli altri è qualcosa che non ci piace di noi stessi: la soluzione è quella di sviluppare una maggiore accettazione dei nostri stessi difetti e di diventare meno giudicanti.

E’ più probabile che la collera sorga nella nostra mente quando siamo infelici o insoddisfatti. Se vi accorgete di irritarvi e di infuriarvi anche per un nonnulla, sedetevi e verificate che cosa sta succedendo negli strati più profondi della vostra mente. Vi si annidano pensieri tristi e ipercritici relativi a voi stessi o ad aspetti della vostra vita?
Vi state concentrando maggiormente sul lato negativo delle cose piuttosto che su quello positivo? Se è così, allora la meditazione sulla preziosità della vita umana costituisce un ottimo rimedio. Ci sono aspetti positivi che riguardano voi e la vostra vita e, se vi prestate maggiore attenzione, la vostra mente sarà più felice e appagata e sarà meno probabile che reagiate con rabbia anche quando si verificano problemi più gravi.

Le situazioni difficili sono in genere le più proficue in termini di crescita spirituale. Così, una persona che desta la nostra collera ci sta offrendo un’occasione per imparare che abbiamo ancora molto lavoro da fare. Potremmo credere di aver fatto molta strada per quel che riguarda la comprensione e il controllo della nostra mente e che adesso siamo sufficientemente pacifici, invece, ecco che, tutt’a un tratto, sorge la collera! Allora, ne consegue che quando gli altri ci fanno infuriare, ci stanno offrendo l’occasione di servirci della nostra conoscenza e di far crescere la nostra pazienza.
Contemplate tutto ciò e consolidate la decisione di comprendere la collera, portandola sotto controllo e imparando a reagire invece con pazienza. Sarà di beneficio per voi stessi e per gli altri.

Riflettete sulla morte. Dal momento che la morte potrebbe arrivare in qualsiasi momento, è illogico rimanere aggrappati alle differenze con gli altri. Morire con strascichi di collera non risolta crea il caos nella mente e rende impossibile una morte serena. Anche l’altra persona potrebbe morire in qualsiasi momento. Come vi sentireste se ciò accadesse prima che siate riusciti a chiarire i problemi tra voi?
Non c’è dubbio che voi stessi, l’altra persona e la vostra relazione siano cose destinate a finire. Alla luce di ciò, i problemi sono davvero così importanti? Valgono l’angoscia e l’infelicità che ci causano?

9. Tutti i metodi fin qui presentati implicano la meditazione volta ad affrontare la collera per conto nostro; ma è anche possibile risolvere un conflitto dialogando con l’altra persona. Però, in questo caso, bisogna agire con molta cautela. In primo luogo, dobbiamo valutare la disponibilità dell’altra persona al dialogo e se questo dialogo potrebbe produrre risultati positivi. In secondo luogo, dovremmo esaminare molto attentamente la nostra motivazione: vogliamo davvero appianare le nostre differenze con questa persona e arrivare ad una migliore comprensione reciproca, oppure vogliamo soltanto esprimere la nostra irritazione o magari vincere la battaglia?
Se iniziamo a discutere il problema con il desiderio di ferire l’altro oppure con aspettative e pretese, la comunicazione non funzionerà. Perciò, è necessario che le nostre intenzioni siano molto chiare e che siamo davvero sinceri e onesti nell’esprimere i nostri sentimenti. Questo genere di comunicazione aperta è potentissimo e può trasformare i nemici in amici.
Ovviamente, a volte siete talmente infuriati che l’ultima cosa che desiderate fare è sedervi a meditare! Come minimo, allora, dovreste cercare di evitare di rimanerne completamente coinvolti e di parlare aspramente o diventare violenti. Potreste escogitare qualche metodo per dar sfogo alla vostra energia senza fare del male all’altra persona, o potreste provare a diventare assolutamente insensibili, come foste fatti di pietra o di legno, finché la collera non sbollisce. In un secondo momento, quando la mente si sarà calmata, potrete meditare sul problema e applicare uno degli antidoti.
Un problema che si ripresenta con una certa frequenza, per esempio vi arrabbiate spesso con le persone con le quali vivete o lavorate, può essere affrontato con maggiore efficacia se riconsiderate la situazione nel corso della meditazione e programmate cosa dire e fare la prossima volta che capita. In questo modo, sarete più preparati e sarà meno probabile che siate colti alla sprovvista.

Queste note sono state messe insieme da ven. Sangye Khadro che le ha attinte da diverse fonti appartenenti alla tradizione tibetana. L’autrice ne ha gentilmente concesso l’uso. Leggera revisione di ven. Lobsang Tönden.

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Dealing with Negative Emotions

All we know is to experience positive emotions that negative emotions. As soon as we hear the words love, kindness, generosity, we recognize immediately as positive emotions, but when we hear talk of hatred, anger, jealousy, depression, we recognize immediately as unpleasant emotions.

From the standpoint of the Buddha can transform our minds. We can learn to know ourselves better, to observe our mind and to gain a familiarity with what is there.

The practical reason in essence that drives us to undertake this kind of enterprise is that, first of all, make us happy, and we know that we want to be happy and, secondly, simplify our relationship with others.

Working with emotions, step by step
We usually smother our feelings, or slam them in the face to others. The Buddhist approach is a practical one: for us, and others, luck, as we said before, there is a third option!
The Buddhist method to deal with emotions involves recognizing to try it and then work on it.

1. Recognize and identify emotions
Sometimes our mind is like a jungle full of destructive thoughts and emotions: it is not easy to really understand what’s cooking. With awareness, honesty and intelligence selectively, we can begin to identify what is what: “That is anger, what is desire, that is fear,” and so on. Once we align ourselves against what we know, we can choose the appropriate methods.

2. Having a healthy attitude and in balance with our emotions
The attitudes to be avoided include guilt, the self-hatred or self-condemnation. In addition, we have to stop identifying with the emotion, for example: “I am my anger,” because that leads us to be obsessed and play this part. We can avoid all thanks to the awareness that mental afflictions are impermanent, they come and go in our mind like clouds in the sky and besides, they are not our true nature.
According to the Buddha, the true nature of our mind is pure, free from mental afflictions, such as a sky clear and cloudless.

3. Working with emotion during meditation, using one or more antidotes
If our minds are simultaneously many different destructive emotions, your best bet is to start from the more powerful and more troublesome: do not try to address them all by heart! Once you’ve managed to get a little ‘control on the bulkiest, then you can proceed with what comes next in order of magnitude.

Antidotes for general emotions

1. Mindfulness or awareness of self
When we can be aware of the rise of an emotion in our minds, for example anger, then we can have control and cope more effectively. Sometimes we may be able to simply let go. Moreover, thanks to constant practice of meditation, our mind will be calmer and be less inclined to react to situations emotionally.

2. Recall the nature of the mind
The mind is clear, is not material: it is a stream of mental events that arises and passes away. These mental events – thoughts, emotions, etc.. – Are impermanent: they appear and disappear, come and go, are not fixed entities and permanent. It can be effective is to imagine that clouds that come and go in the sky, like dreams, similar to rainbows, comparable to the flow and ebb of the waves in the sea. Furthermore, it is of great help to learn not to identify with the emotions: for example, instead of thinking “I’m angry”, think “The anger is in my mind”, so we reduce the control that emotions have on us and so we can address them in a more detached.

3. Suspend judgment
Certain thoughts and certain emotions we like and others do not like. This leads respectively to attachment / adhesion and aversion / rejection. Our mind, when it is in the grip attachment and aversion, is not peaceful. Rather than this, the best thing to do is to cultivate a sense of equanimity, a non-judgmental and loving awareness that accepts whatever arises in the mind.

4. Making an analysis of reality
Explore the concept of “I” who hides behind the emotion is something concrete, which exists in its own right, independently, on their side? It ‘something you can find in your body or your mind? What is it exactly?
Another possible alternative is to examine the object for which we are experiencing that particular emotion exists precisely in the way we see it, or you’re having a distorted and erroneous?

5. To think that the problems of others are similar to ours
When we are experiencing an emotional difficulty, we tend to become obsessed like we were the only people in the entire universe to have such problems. It ‘obvious that it is not so, also, this way of thinking makes the problem even more serious than it really is. Therefore, it is useful to remind ourselves that there are many other people who have a problem same as or similar to ours, and that some people have problems far worse than ours. This reduces the problem of the size of a mountain with those of a pebble, so it is easier to bear and also helps us to be more compassionate toward others.

Antidotes to Anger

In most cases, our anger is directed toward other people, but we can also blame ourselves or with inanimate objects. Anger ranges from a feeling of irritation caused, for example, by the way someone drinks the tea, which causes intense hatred or physical harm, even kill.
Anger is the exact opposite of patience, tolerance, compassion and love. It ‘a distorted view, a wrong way to react to situations, mental affliction: we only causes problems and unhappiness and does not produce the result we hoped to achieve. Disturbs the mind and leads us to do harm to others, and to actions than words: it is a way to respond intelligently and effectively, under any circumstances.
Patience, the opposite of anger is a mental state of great value because it allows us to accept the difficulties by reducing the pain to a minimum. But we must learn to have patience and to develop it is necessary to apply the antidotes to anger.
The most effective approach is to recognize the anger and irritation when they arise and deal with it while it’s still within the mind. Seize it immediately as it stands is in itself sufficient to cool off a good part of the energy of anger. Then we should examine the emotion from different points of view on what has been caused? What we were hoping to obtain? As we see the situation? If we have a clear understanding of anger, we can keep it at bay with more decisiveness, because when we realize how foolish we are less likely to restarne involved.
Anger distorts the way we perceive things. So, after having analyzed, we should apply an antidote, as one of the methods described below, to turn the mind towards a more correct and more realistic. However, it is not easy. The energy of anger is very intense and we’re not used to control it or turn it groped.
It ‘s useful to apply these methods repeatedly during meditation, working with the experiences of anger actually experienced or imagined situations, and later, when anger occurs in our everyday relationships, we can bring to mind any insight gained during the practice sessions and We usually try to escape from the old familiar cliché of being angry.
We do not succeed every time, obviously. Sometimes, even spend minutes, hours or days, before we realize that he be angry and hurt someone! But it’s never too late to remedy them. Sit down, call to mind the situation, find out what went wrong and try to get an idea of how to avoid making the same mistake again. This kind of analysis is also useful in case of problems dating back a long time ago. It is not the case of demoralized if the anger continues to rise with violence: it takes time to cut through the hardened habits. What is important is to will work at it and try to do it.

1. Contemplate the limitations or disadvantages of anger, so you will be convinced of what is harmful and not at all useful and, consequently, will not want to second it. First, consider the immediate effects of anger on the mind and body. How do you feel when you are angry? Your mind is peaceful and happy, or disturbed and dissatisfied? Can you think clearly, to make sound decisions, or the thoughts are confused and disconnected? And what are the effects on your body? You feel calm and relaxed, and tense, or agitated? Scientific studies have shown that anger is an important cause of certain health problems such as heart disease and cancer, and is also a cause of premature death.
What are the effects of your wrath on the people around you? If the anger expressed by words and deeds, what is it? It might take you hurt people you love and compromising relationships. But the anger directed toward your “enemies” – who do you think they deserve the bad – could ricadervi him later. And then I think this is the wisest way to deal with “enemies”?
In addition, anger produces effects more subtle, less obvious, on our psyche. In terms of karma, every moment of anger in the mind leaves footprints that will produce painful experiences in the future: more suffering. In addition, destroys much of the virtuous karma accumulated at the cost of hard work. Anger is one of the biggest obstacles to cultivate positive qualities such as love, compassion and wisdom, and to make progress along the spiritual path …
Recognize the harmful effects of anger, determinatevi not allow it to invade your mind and learn, rather, how to defuse it.

2. Cultivate loving kindness. And ‘possible to develop it through the contemplation of thoughts like: “May all beings be well and happy.” If we gain familiarity with loving kindness and let our minds it is impregnated, the anger will tend to cool off in a totally natural .

3. Remember karma, cause and effect. If someone does you wrong in some way – by acting in an arrogant or hostile, or ingannandovi derubandovi or damaging things that belong to you – and you think you had not done anything to deserve it, reconsidered the situation. From the standpoint of Buddhism, any misfortune happens to us is the result of malicious actions that we have done in the past, in this life or previous lives.
We collect what we have sown. When will we see our problems in this light, our ability to grow and we accept them take responsibility, instead of the blame on others.
Moreover, once we understand that, and infuriandoci vendicandoci, we only ask the causes to experience more problems in the future, we will be more patient and determined to be more careful with the karma we create.

4. Put yourself in the place of others: try to look at the situation from their point of view. What drives them to behave like this? They are in a state of mind peaceful and happy, or confused, miserable and out of each check? They are human beings just like you, with problems and concerns, they also seek to be happy and get the best out of life. Think back to your own experiences, your expressions of anger and rudeness, so you’ll have a better idea of how if the others are going through.
Also, consider what kind of result will be if we continue to act on misleading criteria? They will be happy and fulfilled, or are just setting the stage for further trouble and suffering?
If you fully understand the confusion and pain of others, we will be less likely to react angrily – something that would only increase their suffering – and we will be more inclined to look with compassion.

Consider the person the object of your anger as if it were a mirror. Check: what you do not like the other person or why try grudge against him? Then ask yourself: “It ‘something that exists inside of me?” Here we consider the hypothesis that what we do not like the others it is something that we do not like about ourselves: the solution is to develop a greater acceptance of our same flaws and become less judgmental.

It ‘s more likely that anger arises in our mind when we are unhappy or dissatisfied. If you find yourself irritated and even infuriated over nothing, sit back and see what’s happening in the deeper layers of your mind. Lurk there, and hypercritical thoughts sad for yourself or to aspects of your life?
Are you concentrating more on the negative side of things rather than the positive? If so, then meditation on the preciousness of human life is a good remedy. There are positive aspects that pertain to you and your life and, if given more attention, your mind will be happier and more satisfied and less likely to reagiate angrily even when serious problems occur.

Difficult situations are usually the most profitable in terms of spiritual growth. Thus, a person who arouses our anger is giving us an opportunity to learn that we still have much work to do. We may believe that you have come a long way as regards the understanding and control of our mind and we are now peaceful enough, but, lo, suddenly, there is anger! Then, it follows that when others make us angry, we are offering the opportunity to serve in our knowledge and grow our patience.
Contemplate this, and consolidated the decision to understand the anger, bringing under control and learning to react instead with patience. It will be of benefit to yourself and others.

Think about death. Since that death could come at any moment, it is illogical to cling to the differences with others. Dying with a legacy of unresolved anger creates havoc in the mind and makes impossible a peaceful death. The other person could die at any moment. How would you feel if this happened before you were able to clarify the problems between you?
No doubt yourself, the other person and your relationship is destined to end things. In light of this, the problems are really that important? Worth the agony and the misery we cause?

9. All methods presented here involve meditation time to face the wrath of our own, but it is also possible to resolve a conflict through dialogue with the other person. However, in this case, we must act with great caution. First, we must evaluate the person’s willingness to dialogue and if this dialogue could produce positive results. Secondly, we should consider very carefully what motivates us: we really want to iron out our differences with this person and come to a better mutual understanding, or just want to express our irritation or maybe even win the battle?
If we begin to discuss the problem with the desire to injure another or with the expectations and demands, communication will not work. Therefore, it is necessary that our intentions are very clear and we are really sincere and honest in our feelings. This kind of open communication is very powerful and can turn enemies into friends.
Of course, sometimes you are so angry that the last thing you want to do is sit and meditate! At a minimum, then, you should try to avoid being completely involved and speak harshly or become violent. You could devise some method to give vent to your energy without hurting the other person, or you could try to become completely numb, as if you were made of stone or wood, until the anger is not sbollisce. At a later stage, when the mind has calmed down, you can meditate on the problem and apply one of the antidotes.
A problem that occurs with some frequency, for example, often get angry with people with whom you live or work, can be tackled more effectively if they reconsidered the situation in the course of meditation and planned what to say and do the next time it happens . In this way, you’ll be more prepared and will be less likely to be blindsided.

These notes were put together by Fri Sangye Khadro that has gathered from various sources in the Tibetan tradition. The author has kindly allowed the use. Revised slightly to Fri Lobsang Tönden.

La scortesia degli altri – Rudeness in others


yoganandacompassione

“Fai che la repulsione della scortesia negli altri mi costringa a rendere me
stesso gradevole, con amabile gentilezza. Possano i ruvidi discorsi dei miei
compagni rammentarmi di usare sempre parole dolci. Se le pietre delle malvage
menti mi vengono lanciate, fai ch’io rilanci in restituzione soltanto proiettili
di buona volontà. Come la pianta del gelsomino sparge i suoi fiori sulle mani
che zappano attorno alle sue radici, così, su tutti coloro che agiscono da
nemici verso di me, possa io offrire i fiori del perdono.”

Paramahansa Yogananda

“Make that the repulsion of rudeness in others force me to make me
same pleasant, amiable with kindness. May the rough talk of my
companions remind me to always use gentle words. If the stones of the wicked
minds are thrown me, do I raise in return only bullets
of good will. As the plant spreads its jasmine flowers on her hands
that hoe around its roots, so, to all those who act as
enemies to me, may I offer the flowers of forgiveness. “

Paramahansa Yogananda

I quattordici addestramenti alla consapevolezza



I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh
Il Primo Addestramento: Apertura
Consapevoli della sofferenza creata dal fanatismo e dall’intolleranza, siamo determinati a non idolatrare e a non vincolarci a nessuna dottrina, teoria o ideologia, neppure a quelle buddhiste. Gli insegnamenti buddhisti sono guide che ci aiutano a imparare il guardare in profondità e a sviluppare comprensione e compassione. Non sono dottrine per cui combattere, uccidere o morire.
Il Secondo Addestramento: Non Attaccamento alle Opinioni
Consapevoli della sofferenza creata dall’attaccamento alle opinioni e alle percezioni erronee, siamo determinati a non avere una mente ristretta, legata alle opinioni attuali. Impareremo e praticheremo il non attaccamento alle opinioni, per essere aperti alla visione profonda e alle esperienze degli altri. Siamo consapevoli che la conoscenza del momento non è l’immutabile e assoluta verità. La verità si trova nella vita e noi osserveremo la vita dentro e intorno a noi in ogni momento, pronti a imparare da essa.
Il Terzo Addestramento: Libertà di Pensiero
Consapevoli della sofferenza che causiamo imponendo le nostre opinioni, ci impegniamo a non forzare gli altri, neppure i nostri figli, ad adottare le nostre opinioni con alcun mezzo: autorità, minacce, denaro, propaganda o indottrinamento. Rispetteremo il diritto degli altri di essere diversi e di scegliere in cosa credere e come decidere. Tuttavia, con il dialogo compassionevole, aiuteremo gli altri a rinunciare al fanatismo e alla ristrettezza mentale.
Il Quarto Addestramento: Consapevolezza della Sofferenza
Consapevoli che guardare in profondità la natura della sofferenza ci aiuta a sviluppare la compassione e a trovare modi per uscire dalla sofferenza, siamo determinati a non fuggire e a non chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza. Ci impegniamo a trovare modi, compresi contatti personali, immagini e suoni, per stare con coloro che soffrono, per capirne profondamente la situazione e aiutarli a trasformare la sofferenza in compassione, pace e gioia.
Il Quinto Addestramento: Vita Semplice e Sana
Consapevoli che la vera felicità si fonda sulla pace, la stabilità, la libertà e la compassione, siamo determinati a non porci come scopo della vita la fama, il profitto, il benessere o il piacere sensuale, a non accumulare ricchezza, mentre ci sono milioni di esseri che hanno fame e muoiono. Ci impegniamo a vivere con semplicità e a condividere tempo, energia e risorse materiali con chi ne ha bisogno. Praticheremo il consumo consapevole, non usando alcol, droghe o altri prodotti che introducano tossine in noi stessi, così come nel corpo e nella coscienza collettivi.
Il Sesto Addestramento: Prendersi Cura della Rabbia
Consapevoli che la rabbia blocca la comunicazione e crea sofferenza, siamo determinati a prenderci cura dell’energia della rabbia quando sorge e a riconoscerne e trasformarne i semi che giacciono nel profondo delle nostre coscienze. Quando sorge la rabbia, siamo determinati a non fare e a non dire nulla, praticando invece il respiro consapevole e la meditazione camminata, per riconoscere , abbracciare e guardare in profondità la rabbia. Impareremo a guardare con gli occhi della compassione coloro che pensiamo siano la causa della nostra rabbia.
Il Settimo Addestramento: Dimorare Felicemente nel Momento Presente
Consapevoli che la vita è disponibile solo nel momento presente e che è possibile vivere felicemente qui e ora, ci impegniamo ad addestrarci per vivere profondamente ogni momento della nostra vita quotidiana. Non ci faremo trasportare dai rimpianti del passato, dalle preoccupazioni per il futuro, o dall’avidità, dalla rabbia e dalla gelosia nel presente. Siamo determinati ad imparare l’arte del vivere consapevole, entrando in contatto con gli elementi meravigliosi, vitali e salutari che esistono in noi e intorno a noi, e nutrendo i semi di gioia, pace, amore e comprensione in noi stessi, per facilitare il lavoro di trasformazione e di guarigione della nostra coscienza.
L’Ottavo Addestramento: Comunità e Comunicazione
Consapevoli che la mancanza di comunicazione porta sempre divisione e sofferenza, ci impegniamo ad addestrarci nella pratica dell’ascolto compassionevole e della parola amorevole. Impareremo ad ascoltare in profondità, senza giudicare o reagire, e ci asterremo dal pronunciare parole che possano causare discordia o divisioni nella comunità. Faremo ogni sforzo per mantenere aperta la comunicazione e per ricomporre e risolvere tutti i conflitti, per quanto piccoli.
Il Nono Addestramento: Parola Veritiera e Amorevole
Consapevoli che le parole possono creare sofferenza o felicità, ci impegniamo a imparare a parlare in modo veritiero e costruttivo, usando solo parole che ispirino speranza e fiducia. Siamo determinati a non dire il falso per salvare interessi personali o per impressionare gli altri e a non pronunciare parole che causino divisione e odio. Non diffonderemo notizie di cui non siamo certi e non condanneremo cose di cui non siamo sicuri. Faremo del nostro meglio per denunciare situazioni di ingiustizia, anche quando ciò minacci la nostra incolumità.
Il Decimo Addestramento: Proteggere il Sangha
Consapevoli che l’essenza e lo scopo di un Sangha è la pratica della comprensione e della compassione, ci impegniamo a non usare la comunità buddhista per profitto personale e a non trasformare la nostra comunità in uno strumento politico. Tuttavia, una comunità spirituale dovrebbe prendere una chiara posizione contro l’oppressione e l’ingiustizia e dovrebbe lottare per cambiare la situazione, senza impegnarsi in conflitti di parte.
L’Undicesimo Addestramento: Retti Mezzi di Sostentamento
Consapevoli che l’ambiente e la società hanno subìto grandi violenze e ingiustizie, ci impegniamo a non vivere di una professione dannosa per gli esseri umani e per la natura. Faremo del nostro meglio per scegliere un mezzo di sostentamento che aiuti a realizzare il nostro ideale di comprensione e di compassione. Consapevoli dell’economia globale e della realtà politica e sociale, ci comporteremo in modo responsabile come consumatori e come cittadini, non investendo in aziende che privino gli altri della possibilità di vivere.
Il Dodicesimo Addestramento: Rispetto per la Vita
Consapevoli che molta sofferenza viene causata da guerre e conflitti, siamo determinati a coltivare la nonviolenza, la comprensione e la compassione nelle nostre vite quotidiane, per promuovere l’educazione alla pace, la mediazione consapevole e la riconciliazione nelle famiglie, nelle comunità, nelle nazioni e nel mondo. Siamo determinati a non uccidere e a non permettere che altri uccidano. Con il nostro Sangha praticheremo diligentemente il guardare in profondità, per scoprire modi migliori per proteggere la vita e prevenire la guerra.
Il Tredicesimo Addestramento: Generosità
Consapevoli della sofferenza causata da sfruttamento, ingiustizia sociale, furto e oppressione, ci impegniamo a coltivare la gentilezza amorevole e ad imparare modi per favorire il benessere di persone, animali, piante e minerali. Praticheremo la generosità, condividendo tempo, energie e risorse materiali con coloro che ne hanno bisogno. Siamo determinati a non rubare e a non possedere nulla che appartenga ad altri. Rispetteremo la proprietà altrui, ma cercheremo di impedire che altri traggano profitto dalla sofferenza umana e dalla sofferenza di altri esseri.
Il Quattordicesimo Addestramento: Retta Condotta
Consapevoli che le relazioni sessuali motivate dall’avidità non riescono a dissipare il sentimento di solitudine, ma creano maggior sofferenza, frustrazione e isolamento, siamo determinati a non intraprendere relazioni sessuali senza reciproca comprensione, amore e impegno a lungo termine. Nelle relazioni sessuali dobbiamo essere consapevoli della sofferenza che potremmo causare in futuro. Sappiamo che, per proteggere la felicità nostra e degli altri, dobbiamo rispettare i diritti e gli impegni nostri e degli altri. Faremo tutto quanto è in nostro potere per proteggere i bambini dagli abusi sessuali e per proteggere coppie e famiglie dalle rotture dovute a una condotta sessuale scorretta. Tratteremo il nostro corpo con rispetto e conserveremo le energie vitali (del sesso, del respiro e dello spirito) per la realizzazione del nostro ideale di bodhisattva. Saremo pienamente consapevoli della responsabilità di nuove vite e mediteremo sul mondo in cui intendiamo fare nascere nuovi esseri.
Thich Nhat Hanh
Monaco zen vietnamita, poeta e costruttore di pace, è oggi insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo.
Nato in Vietnam centrale nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha operato fin dalla sua giovinezza affinché il buddhismo portasse pace, riconciliazione e fratellanza nella società. Testimone delle devastazioni portate nel suo Paese dalla guerra, ha avuto chiara la percezione che il buddhismo non poteva rinchiudersi nei templi disinteressandosi delle vicende umane ma era chiamato ad agire con equanimità, compassione ed efficacia e portare alle persone aiuti concreti, insieme a insegnamenti e sostegno spirituale.
Nel 1964, durante la guerra in Vietnam, ha dato vita a uno dei movimenti di resistenza nonviolenta più significativi del secolo, i Piccoli Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico.
Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, già costretto all’esilio, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese. Stabilitosi in Francia, nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l’arte di vivere in consapevolezza. Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam, accompagnato da un folto gruppo di monaci e laici, per un viaggio di riconciliazione e insegnamenti.
Conduce ogni anno in tutto il mondo ritiri sull’arte di vivere in consapevolezza, ai quali partecipano migliaia di persone. Ha guidato ritiri speciali per reduci americani della guerra nel Vietnam, per parlamentari statunitensi, per psicoterapeuti, per artisti, per attivisti ambientalisti e per gruppi di praticanti israeliani e palestinesi.
I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue. Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori e Neri Pozza.
Maggiori informazioni su di lui e sulla sua comunità possono essere trovate suwww.plumvillage.org (in inglese) e sul sito www.esserepace.org (in italiano).

The Fourteen Mindfulness Trainings of Thich Nhat HanhThe First Training: OpeningAware of the suffering created by fanaticism and intolerance, we are determined not to be idolatrous about or bound to any doctrine, theory or ideology, even Buddhist ones. Buddhist teachings are guiding means to help us learn to look deeply and to develop understanding and compassion. They are not doctrines to fight, kill or die.The Second Mindfulness Training: Non-attachment to opinionsAware of the suffering created by attachment to views and wrong perceptions, we are determined to avoid being narrow-minded and bound to present views. Learn and practice non-attachment from views in order to be open to the insights and experiences of others. We are aware that the knowledge we presently possess is not changeless, absolute truth. The truth is in life and we will observe life within and around us at all times, ready to learn from it.
The Third Mindfulness Training: Freedom of Thought
Aware of the suffering we impose our views, we are committed not to force others, even our children, to adopt our views with no means of authority, threat, money, propaganda or indoctrination. We will respect the right of others to be different and to choose what to believe and how to decide. However, with the compassionate dialogue, help others renounce fanaticism and narrow-mindedness.
The Fourth Mindfulness Training: Awareness of Suffering
Aware that looking deeply at the nature of suffering can help us develop compassion and find ways out of suffering, we are determined not to avoid or close our eyes to suffering. We are committed to finding ways, including personal contact, images and sounds, to be with those who suffer, to understand their situation deeply and help them transform their suffering into compassion, peace and joy.
The Fifth Mindfulness Training: Simple and Healthy Life
Aware that true happiness is rooted in peace, stability, freedom and compassion, we are determined not to take as the aim of life fame, profit, wealth or sensual pleasure, not to accumulate wealth while millions are beings who are hungry and dying. We are committed to living simply and sharing our time, energy and material resources with those who need it. We will practice mindful consuming, not using alcohol, drugs or other products that bring toxins into our own, as well as the collective body and consciousness.
The Sixth Mindfulness Training: Dealing with Anger
Aware that anger blocks communication and creates suffering, we are determined to take care of the energy of anger when it arises and to recognize and transform the seeds that lie deep in our consciousness. When anger arises, we are determined not to do or say anything, but to practice mindful breathing and mindful walking and acknowledge, embrace and look deeply into anger. Learn to look with eyes of compassion, those we think are the cause of our anger.
The Seventh Mindfulness Training: Dwelling Happily in the Present Moment
Aware that life is only available in the present moment and that it is possible to live happily in the here and now, we are committed to training ourselves to live deeply every moment of our daily life. We will not be carried away by regrets about the past, concerns for the future, or craving, anger and jealousy in this. We are determined to learn the art of living consciously, getting in touch with the wonderful elements, vital and healthy that exist within us and around us, and nourishing the seeds of joy, peace, love and understanding in ourselves, to facilitate the work of transformation and healing of our consciousness.
The Eighth Mindfulness Training: Community and Communication
Aware that lack of communication always brings separation and suffering, we are committed to training in the practice of compassionate listening and loving speech. We will learn to listen deeply without judging or reacting and refrain from uttering words that can create discord or cause the community. We will make every effort to keep communications open and to reconcile and resolve all conflicts, however small.
The Ninth Mindfulness Training: Truthful and Loving
Aware that words can create suffering or happiness, we will learn to speak truthfully and constructively, using only words that inspire hope and confidence.We are determined not to say untruthful things for the sake of personal interest or to impress others, nor to utter words that cause division and hatred. Do not spread news that we are not certain nor criticize or condemn things of which we are not sure. We will do our best to speak out about situations of injustice, even when it threatens our safety.
The Tenth Mindfulness Training: Protecting the Sangha
Aware that the essence and aim of a Sangha is the practice of understanding and compassion, we will not use the Buddhist community for personal gain or profit or transform our community into a political tool. However, a spiritual community should take a clear stand against oppression and injustice and should strive to change the situation without engaging in partisan conflicts.
The Eleventh Mindfulness Training: Right Livelihood
Aware that the environment and society have suffered great violence and injustice, we are committed not to live with a vocation that is harmful to humans and nature. We will do our best to select a livelihood that helps realize our ideal of understanding and compassion. Aware of global economic and political life, we will behave responsibly as consumers and as citizens, not investing in companies that deprive others of their chance to live.
The Twelfth Mindfulness Training: Reverence for Life
Aware that much suffering is caused by wars and conflicts, we are determined to cultivate nonviolence, understanding and compassion in our daily lives, to promote peace education, mindful mediation and reconciliation in families, communities, nations and the world. We are determined not to kill and not let others kill. With our sangha will diligently practice deep looking to discover the best ways to protect life and prevent war.
The Thirteenth Mindfulness Training: Generosity
Aware of the suffering caused by exploitation, social injustice, stealing and oppression, we are committed to cultivating loving kindness and learn ways to promote the welfare of people, animals, plants and minerals. We will practice generosity by sharing time, energy and material resources with those who need it.We are determined not to steal and not to possess anything that should belong to others. We will respect the property of others, but will try to prevent others from profiting from human misery and suffering of other beings.
The Fourteenth Mindfulness Training: Right Conduct
Aware that sexual relations motivated by craving can not dissipate the feeling of loneliness but will create more suffering, frustration and isolation, we are determined not to engage in sexual relations without mutual understanding, love and long-term commitment. In sexual relations, we must be aware of the suffering we cause in the future. We know that to protect the happiness of ourselves and others, we must respect the rights and commitments of ourselves and others. We will do everything in our power to protect children from sexual abuse and to protect couples and families from being broken by sexual misconduct. We will treat our bodies with respect and retain the vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal. We will be fully aware of the responsibility of new life and meditate on the world in which we intend to give birth to new beings.
Thich Nhat Hanh
Monaco Vietnamese Zen, a poet and peacemaker, is now with the Dalai Lama one of the most representative figures of Buddhism in the world.
Born in central Vietnam in 1926, monaco ordained at age 16, worked from his youth that Buddhism would bring peace, reconciliation and brotherhood in society.Witness the devastation brought by the war in his country, has had a clear perception that Buddhism could not shut himself uninterested in the temples of human affairs, but was called upon to act with fairness, compassion and effectiveness and bring practical help to people, along with teaching and supportspiritual.
In 1964, during the Vietnam War, has given birth to a movement of nonviolent resistance most significant of the century, the Little Peace Corps: groups of lay people and monks who came to the land to build schools, hospitals, and to rebuild the villages bombed, suffering attacks from both sides, who considered them allies of their enemy.
In 1967, while he was in the U.S., was nominated for a Nobel Peace Prize by Martin Luther King, who after meeting has taken a public stand against the war in Vietnam. Two years later, already forced into exile, has given life to the Buddhist Peace Delegation, who participated in the peace negotiations in Paris. After the signing of the agreements he was refused permission to return to his country.Settling in France, in 1982, he founded Plum Village, a community of monks and lay near Bordeaux, where he still lives and teaches the art of living in awareness.Only in January 2005 after 39 years of exile, an official invitation of the Vietnamese government has been able to return for three months in Vietnam, accompanied by a large group of monks and lay people on a journey of reconciliation and teachings.
Conducts annual retreats around the world on the art of living in awareness, to be attended by thousands of people. He has led retreats for special veterans of the American war in Vietnam for U.S. lawmakers to psychotherapists, artists, environmental activists and groups of practitioners Israelis and Palestinians.
His numerous books have been translated into many languages. The Italian editions are published by Ubaldini, Mondadori and Blacks Pozza.
More information about him and his community can be found at http://www.plumvillage.org (in English) and http://www.esserepace.org site (in Italian).

Il bene sulla terra – The good on earth – Dannion Brinkley


7

Il bene sulla terra
Gli esseri umani sono potenti creature spirituali
destinate a generare il bene sulla terra.
Questo bene si realizza di solito, non attraverso
azioni audaci, bensì tramite singoli atti
di gentilezza tra persone. Sono le piccole cose che contano,
perché sono più spontanee e dimostrano chi sei realmente.

Dannion Brinkley
💙💛 💙💛 💙💛

The good on earth
Humans are powerful spiritual beings
intended to generate good on earth.
This is accomplished usually good, not through
bold action, but through individual acts
of kindness between people. It’s the little things that matter,
because they are more spontaneous and show who you really are.
Dannion Brinkley

Consapevolezza dell’amore – Awareness of love


Sei sicuro?

In ognuno di noi c’è un fiume di percezioni, in flusso continuo giorno e notte. Meditare vuol dire sedere sulla riva di quel fiume e osservare tutte le percezioni.

Grazie all’energia della consapevolezza possiamo scoprire la natura delle nostre percezioni e sciogliere i nodi che ci legano alle percezioni errate.

Tutta la nostra sofferenza e’ nelle nostre percezioni errate. Vi invito quindi a praticare il mantra:

“Sei sicuro?”

Thich Nhat Hanh


Consapevolezza dell’amore

Guardare in profondità e praticare la consapevolezza dell’amore ci aiuta a essere lucidi, a essere amorevoli, e quella lucidità e gentilezza amorevole ci servono da protezione, preservandoci da pericoli di ogni genere. Di solito siamo convinti che il pericolo venga fuori da noi, mentre gran parte del pericolo che ci troviamo ad affrontare viene dal nostro interno.
Spesso, se non abbiamo una visione chiara della situazione, la paura e gli equivoci in cui cadiamo ci possono trascinare in situazioni pericolose. Le afflizioni fondamentali (dette anche “I tre veleni”) sono illusione, rabbia e brama; possono essere guarite e trasformate dalla pratica della consapevolezza dell’amore. La consapevolezza dell’amore può aiutarci a fermare la sofferenza fin da subito e ci tiene lontani dalle fiamme dei veleni.
Sappiamo che la compassione deve essere pervasa di comprensione e di saggezza, prajna, perché se non si comprende, non è possibile alcuna comprensione profonda. Ecco perché la pratica della compassione inizia con la pratica dell’osservazione profonda, vipasshyana. Quando pratichiamo la consapevolezza, acquisiamo una comprensione più profonda della situazione; a partire dalla comprensione, la compassione fluisce spontanea. Prajna poi porta con se Mastri che è amore, gentilezza e compassione.
Se sei in conflitto con un’altra persona, la prima cosa che dovresti fare è cercare di capirla a fondo. Guardare in profondità ti farà vedere la sua sofferenza e allora non avrai più voglia di farle del male, di punirla o di farla soffrire, ma accetterai così com’è e cercherai di aiutarla. E’ così che la comprensione contribuisce a rendere possibile l’amore. A sua volta l’amore aiuta la comprensione ad approfondirsi: quando provi simpatia o affetto per qualcuno, sei in una posizione per capirlo o capirla. Se invece non hai alcuna empatia per quella persona, se non l’accetti, non avrai alcuna possibilità di capirla.
L’affetto e l’amore ci aiutano lungo il sentiero di prajna aumentano la nostra energia di comprensione. La comprensione e l’affetto sono interdipendenti fra loro: l’amore fatto di comprensione e la comprensione è fatta d’amore. La consapevolezza dell’amore ci può aiutare in moltissimi modi. Supponiamo che tu stia tornando a casa in auto, consapevole che a casa c’è tuo figlio ad attenderti: se pratichi la consapevolezza dell’amore, se pensi e tuo figlio che ti aspetta che tu arrivi a casa sano e salvo, sarai più presente e guiderai con più attenzione, in modo più sicuro.
Metti che ti venga in mente di bere qualcosa praticando la consapevolezza dell’amore pensi a tuo figlio e sai che fra pochi minuti dovrai metterti al volante. Anche se hai molta voglia di bere perché ti fa sentire bene,praticare la consapevolezza dell’amore ti aiuterà a scegliere di non farlo, in quel momento. E’ una buona pratica mettere una foto di tuo figlio o di qualcuno che ami sul cruscotto dell’auto che ti ricordi di praticare la consapevolezza dell’amore mentre sei al volante così guiderai con attenzione.
Puoi tenere con te una foto della persona che ami, nella cartella del lavoro o in un posto dove la puoi vedere spesso, un immagine che può anche raffigurare un buddha o un bodisattva, tua figlia, tuo figlio, il tuo coniuge o partner, perfino un animale domestico a cui sei affezionato.
Qualunque essere a cui vuoi bene può ispirarti ad essere più consapevole, a prenderti cura di te stesso, di te stessa. E prendendoti cura di te, ti prendi cura delle persone che ami. Questa è una pratica di consapevolezza dell’amore. Non occorre che tu sia una persona molto religiosa o che faccia una quantità di pratiche devozionali: basta che richiami nella mente le persone a cui vuoi bene.
Così richiamare alla mente la forma, la vista o il suono di una manifestazione di compassione può aiutarti a soffrire meno. Ogni volta che pensi a quella persona, ogni volta che prendi consapevolezza di quell’altra, ogni volta che con l’occhio della mente vedi quel luogo bellissimo, immediatamente nel tuo cuore nasce l’elemento della compassione e della comprensione. La consapevolezza dell’amore è la pratica in grado di far sgorgare in noi il nettare della compassione e della comprensione. E che ci aiuta ad evitare ogni genere di pericolo. Quando si corre dietro al denaro, alla notorietà e al potere, quando si permette chela fiamma dell’avidità bruci dentro di se, si stà malissimo.
Se non si sa come praticare, anche il fuoco del desiderio sessuale inappropriato può bruciare e far soffrire. In che modo la consapevolezza della’more e della compassione aiutano a soffrire di meno? Prima di avere una relazione sessuale con qualcuno, pratica la consapevolezza: osserva in profondità la situazione dell’altro e la tua. Quell’atto distruggerà la vostra vita darà origine a un bel po’ di sofferenza per le persone che ami, per la tua famiglia, la consapevolezza e la presenza mentale portano comprensione e saggezza. E la saggezza da come risultato l’amore e la condotta saggia, quella comprensione che ti aiuta ad astenerti dal compiere azioni che portano sofferenza.
E’ così che la consapevolezza della compassione può impedirti di bruciarti alla fiamma del desiderio. Consapevolezza, presenza mentale e compassione rendono molto facile la pratica degli Addestramenti. Una volta che hai l’amore nel cuore non devi fare niente di più: puoi praticare gli Addestramenti alla perfezione e con molta facilità, senza alcuna lotta. Ogni volta che l’energia della consapevolezza ti nasce nel cuore, puoi essere libero dall’avidità. E’ una specie di miracolo, non è una grande fatica.
La pratica dell’amore, la consapevolezza dell’amore, è bellissima; è davvero una porta universale. La compassione ci fa mettere in relazione con le altre persone e altri esseri nel migliore dei modi possibile. E’ per questo che la pratica mira a far scorrere il nettare della compassione: senza compassione ci inaridiremmo completamente, saremmo del tutto soli e isolati. La gente che non ha compassione è quella che di più soffre al mondo è terribilmente sola. Chi si comporta con crudeltà, chi non ha in sé amore e compassione soffre molto; ha bisogno di aiuto da parte nostra, non di punizione o di vendette. Se sei veramente intelligente, sai che generare sofferenza negli altri ti farà ricadere addosso solo altri pericoli e altre sofferenze.
Ogni violenza che facciamo a una persona è un atto di violenza che facciamo contro noi stessi. Se non capisci questa verità elementare, soffrirai sempre di più.
Quando hai subito torture, è molto difficile non provare rabbia nei confronti di chi ti ha fatto del male; a loro volta anche i reduci americani soffrono molto del fatto i aver ucciso o menomato tanta gente. Come aiutare sia chi ha subito violenza sia chi l’ha perpetrata con la consapevolezza e la compassione, la consapevolezza dell’amore.
Possiamo guardare con gli occhi dell’amore la persona che ci fa soffrire: ” questa persona che ho davanti, anche se ha fatto cose crudeli contro di me e contro gli altri, anche se ha perso il contatto con la propria umanità, è a sua volta una vittima della violenza della crudeltà. Praticherò per essere capace con gli occhi dell’amore e di aiutarla a entrare in contatto con la propria umanità”. La prima cosa che si nota quando si pratica la consapevolezza della compassione è che si smette di soffrire.
Quando hai in te abbastanza energia di compassione e di amore, il cuore ti diventa grande e puoi abbracciare ogni cosa, ogni persona, anche quelli che chiami nemici.
Quando sai osservare in profondità il nemico e riesci a vedere che è vittima di idee, concetti e informazioni sbagliate, di condizione di vita, culturali e sociali, allora riesci a restare calmo e a mantenere aperto il cuore e hai più possibilità di riuscire ad aiutarlo a mettersi in contatto con la propria umanità, con la propria innata natura di Buddha, e a trasformare i semi dell’odio e della violenza che ha dentro di sé.

(Il cuore del cosmo – Thich Nhat Hanh

Are you sure?

In each of us is a river of perceptions, in continuous flow day and night. Meditation means to sit on the bank of the river and observe all perceptions.

With energy awareness we discover the nature of our perceptions and loosen the knots that bind us to misperceptions.

All our suffering and ‘in our misperceptions. I therefore invite you to practice the mantra:

“Are you sure?”

Thich Nhat Hanh



Awareness of love

Looking in depth knowledge and practice of love helps us to be polished, to be loving, and loving-kindness and clarity that we need to protect, protecting them from dangers of all kinds. Usually we are convinced that the danger is outside of us, while much of the danger we face comes from within.
Often, if we do not have a clear view of the situation, fear and misunderstanding when we fall we can drag in dangerous situations. The fundamental afflictions (also called “Three Poisons”) is illusion, anger and greed, can be healed and transformed by the practice of awareness of love. Awareness of love can help stop the suffering immediately and keeps us away from the flames of poisons.
We know that compassion must be imbued with understanding and wisdom, prajna, because if you do not understand, can not be any deep understanding. That’s why the practice of compassion begins with the practical observation deep vipasshyana. When we practice awareness, gain a deeper understanding of the situation, starting with understanding, compassion flows spontaneously. Prajna then brings a Masters that is love, kindness and compassion.
If you are in conflict with another person, the first thing you should do is try to understand it thoroughly. Look deeply you will see her suffering and then you will not want to hurt her, to punish her or make her suffer, but will accept as it is and trying to help. It ‘s so that understanding can contribute to making love. In turn love helps to deepen understanding: When you feel sympathy or affection for someone, you are in a position to understand it or understand it. If you have no empathy for that person, if you do not agree, you will have no chance to understand it.
The affection and love help us along the path of prajna increase our understanding of energy. Understanding and affection are interdependent: the love that comprehension and understanding is made of love. Awareness of love can help us in many ways. Suppose you’re going home by car, knowing that your son is at home waiting for you: if you practice awareness of love, if you think that you and your child expects you to get home safely, this will be more and drive more carefully, more safely.
Suppose you have in mind a drink practicing the awareness of love you think your child and you know that in a few minutes you get behind the wheel. Even if you really want to drink because it makes you feel good, practice awareness of love will help you choose not to, at that time. It ‘s a good practice to put a picture of your child or someone you love on the dashboard that you remember to practice the awareness of love while you’re driving so drive carefully.
You can take with you a photo of the person you love, in your work or in a place where you can see often, an image that can depict a Buddha or a bodisattva, your daughter, your son, your spouse or partner, even a pet that you’re fond of.
Whatever you want to be good can inspire you to be more aware to take care of yourself, of yourself. And taking care of yourself, you take care of the people you love. This is a practical awareness of love. You need not be a very religious person, or face a variety of devotional practices: just call in mind that people you love.
So call to mind the shape, sight or sound of a demonstration of compassion can help you suffer less. Every time I think about that person every time you take awareness of that other, each time with the mind’s eye see that beautiful place immediately in your heart comes the element of compassion and understanding. Awareness is the practice of love can flow to us in the nectar of compassion and understanding. And that helps us to avoid any kind of danger. When we run after money, the notoriety and power, when you allow greed claw flame burning inside him, it ‘s terrible.
If you do not know how to practice, even the fire of sexual desire can burn and hurt inappropriate. How della’more awareness and compassion help to suffer less? Before having a sexual relationship with someone, practice awareness: look in depth the situation of others and yours. That act will destroy your life will give rise to a lot ‘of suffering for the people you love, your family, awareness and mindfulness bring understanding and wisdom. And the wisdom to result in love and wise conduct, that understanding that helps you to refrain from actions which bring suffering.
It ‘s so that awareness of compassion may prevent you from burning the flame of desire. Awareness, mindfulness and compassion make it very easy practice drills. Once you have love in the heart does not have to do anything more: you can practice trainings perfectly and very easily without any fight. Whenever the energy of awareness you born in the heart, can be free from greed. It ‘a kind of miracle, not a great effort.
The practice of love, the awareness of love, is beautiful, is really universal in scope. Compassion makes us to relate with other people and other beings in the best way possible. And ‘why the practice is to slide the nectar of compassion without pity we dry up completely, we would be completely alone and isolated. The people who have no compassion is one that suffers most of the world is terribly lonely. Those who behave with cruelty, who did not themselves suffer much love and compassion, it needs help from us, not punishment or vengeance. If you’re really smart, you know that create suffering in others you will only fall back on other hazards and other sufferings.
The violence we do to a person is an act of violence we do against ourselves. If you do not understand this basic truth, will suffer even more.
When you’ve been tortured, it is very difficult not to feel anger towards those who have wronged you, in turn, also the American veterans suffer much of the fact he killed or maimed many people. How to help both those who have suffered violence and those who have perpetrated with the knowledge and compassion, the awareness of love.
We can look with eyes of love the person that makes us suffer, “this person in front of me, even if he has done cruel things against me and against others, even though it has lost touch with their humanity, is itself Once a victim of violent cruelty. Be able to be practicing with the eyes of love and help her get in touch with their humanity. ” The first thing you notice when practice awareness of compassion is that it stops suffering.
When you’re in you enough energy of compassion and love, your heart becomes big and you can embrace everything, every person, even those you call enemies.
When you know the enemy in depth look and you see who is the victim of ideas, concepts and misinformation, living conditions, cultural and social, then you can remain calm and maintain an open heart and you have more chances of being able to help get in touch with their humanity, with its innate Buddha nature, and transform the seeds of hatred and violence that has inside.

(The heart of the cosmos – Thich Nhat Hanh

Amare – To love


L’AMORE

L’amore è, al di là delle sue manifestazioni.
Amore entra nella nostra vita manifestandosi attraverso
diversi tipi di relazioni, quali quella con i
genitori, col partner, con gli amici, verso un idea.
Questo potrebbe farci ritenere che vi siano diversi tipi
d’amore: uno per i genitori, uno per il partner,
uno per il vicino di casa, insomma, un tipo di amore per
ogni relazione. Quindi, di fronte al concetto di un Amore unico e assoluto,
universale e incondizionato, potremmo trovarci disorientati.

Paramahansa Yogananda
(Liberamente tratto da: “Il divino romanzo” – ed. Astrolabio)
La natura universale dell’amore
Tutte le espressioni dell’amore provengono dall’unico Amore cosmico che, quando si
manifesta nei diversi aspetti dell’amore umano, contiene sempre qualche imperfezione.
la mamma non sa perché ama il figlio e il bambino non sa perché ama la mamma. Non
sanno da dove viene l’amore che provano l’uno per l’altro. E’ l’amore di Dio che si
manifesta in loro, e quando l’amore è puro e disinteressato ne riflette le qualità divine.
Così, studiando con cura l’amore umano, possiamo capire qualcosa dell’amore divino
perché nell’amore umano scorgiamo un barlume dell’amore divino.

L’amore paterno
L’amore paterno nasce dalla saggezza e si basa sulla ragione. Nella coscienza paterna
predomina il pensiero: ‘Questo è mio figlio, che devo amare e proteggere’. Il padre si
comporta così disinteressatamente ed esprime il suo amore cercando di soddisfare i
desideri del figlio, di educarlo e di provvedere alle sue necessità. Ma l’amore paterno in
parte è istintivo, come tutte le forme dell’amore familiare; il padre non può fare a
meno di amare il figlio.

L’amore materno
L’amore materno è più grande. Si basa sul sentimento, piuttosto che sulla ragione. Il
vero amore materno è assoluto. Si può dire che sotto molti aspetti è più spirituale e,
quindi, più grande di quasi tutte le umane espressioni dell’amore. Dio ha impresso nel
cuore della madre un amore senza riserve, che prescinde dai meriti e dal
comportamento del figlio. Anche se il figlio dovesse un gorno diventare un assassino,
l’amore della madre rimarrebbe immutato, mentre il padre potrebbe dimostrarsi più
intollerante e meno disposto a perdonare. L’amore assoluto della madre è forse
l’amore umano che più si avvicina alla perfezione dell’amore di Dio. Egli perdona i suoi
figli quali che siano i peccati commessi.

L’amore coniugale
Al massimo della sua perfezione, l’amore coniugale può essere considerato una delle
più grandi espressioni dell’amore umano. Gesù voleva dire proprio questo quando
dichiarò: ‘Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e sarà fedele alla propria moglie’
(Mt, XIX, 5). Se l’uomo e la donna si amano con sincerità e purezza, fra loro nasce una
completa armonia nel corpo, nella mente e nell’anima.

L’amicizia
Il più grande amore umano è quello che gli amici provano l’uno per l’altro, perché il loro
affetto è libero e puro. Ciscuno di noi sceglie liberamente di amare i propri amici senza
essere condizionato dall’istinto. L’amore che si manifesta nell’amicizia può esistere fra
uomo e donna, tra donna e donna, fra uomo e uomo. Nell’amicizia non esiste
l’attrazione sessuale. Se l’essere umano desidera conoscere l’amore divino attraverso
l’amicizia, deve instaurare un rapporto casto e dimenticare completamente il sesso;
allora l’amicizia alimenta l’amore divino. Questa amicizia pura è esistita fra i santi e fra
coloro che amano veramente Dio.

[… ] L’amore dà senza pretendere niente in cambio. [… ] L’amore non si può avere a
comando; è un regalo di un cuore ad un altro cuore. Siate certi dei vostri sentimenti
quando dite a qualcuno: ‘Ti amo’. Se date il vostro amore, dev’essere per sempre, non
perché desiderate rimanere accanto a quella persona ma perché volete la perfezione
per la sua anima. L’amore divino, l’amore della vera amicizia, consiste nel desiderare la
perfezione per la persona che amate, e nel provare un sentimento di pura gioia quando
pensate alla sua anima.

[Omraam Mikhael Aivanhov
(da: ‘Regole d’oro per la vita quotidiana’ – ed. Prosveta)
Amare senza costituire un pericolo per gli altri
Quando amate qualcuno, invece di aggrapparvi egoisticamente a quella persona,
pensate a unirla al Cielo, a unirla alla Sorgente inesauribile della vita, affinché vi si
possa continuamente dissetare e rigenerare. Nulla è più importante del saper amare.
Se volete la gioia e l’evoluzione dell’essere che amate, fate attenzione a non pensare
troppo a voi stesso; lo trascinereste nei livelli inferiori dei vostri desideri e della vostra
cupidigia. Amare non significa attirare a sé un essere, ma al contrario cercare di
superare se stessi desiderando di farne qualcosa di grande, e non c’è nulla di più
grande che creargli un legame con la Sorgente.

Avvicinatevi alla persona che amate, prendetela fra le braccia e proiettatela verso il
Cielo, create per essa un’unione con la Madre Divina o col Padre Celeste… E se anche
non siete in rapporto di confidenza tale da poterla prendere fra le vostre braccia, cercate
di unirla col pensiero alla Sorgente della luce spirituale. Auguratele di intuire un nuovo
aspetto della vita, auguratele di trovare quella pace che non aveva mai assaporato
prima di allora. Fate in modo che il vostro amore contribuisca sempre all’evoluzione
degli esseri che amate.

Amare senza costituire un pericolo per noi stessi
L’amore è una forza che tende a rendervi simili a coloro che amate, Se amate un
essere egoista, volgare,disonesto e cattivo, a poco a poco le sue debolezze si
insedieranno in voi e finirete per assomigliargli. Se invece vi concentrate sul Signore, se
Lo amate con la consapevolezza che Egli è l’immensità, che è un oceano di luce e di
vita, a poco a poco la vostra coscienza si espanderà, si illuminerà e la vita divina
comincerà a fluire in voi. Fate quindi attenzione a chi amate. Si può ovviamente amare
tutti gli esseri umani, anzi, li si deve amare, ma non per adeguarvi alle loro debolezze,
dovete prima di ogni altra cosa amare il Signore. Chi ama il Signore, può amare
chiunque, senza più temere alcun rischio. L’amore divino lo renderà più forte e lo
manterrà al di sopra di ogni pericolo.

Quando un salvatore si getta in acqua per soccorrere qualcuno che sta annegando,
deve farsi afferrare per i piedi; se coliu che sta affogando volesse invece afferrarlo per
le braccia, il salvatore sarà obbligato a dargli un colpo per fargli perdere la conoscenza.
Solo in questo modo lo potrà salvare, altrimenti annegherebbero entrambi. Fate così
anche voi, conservate le vostre braccia per Dio e lasciate pure i vostri piedi per gli
uomini! Non date loro tutto il vostro amore, poiché così facendo, vi perdereste con loro.
Quanti amano senza discernimento, senza badare a chi, quando e come, e poi dicono
che l’amore porta solo problemi. Non è vero, non è così! È la loro ignoranza in merito
che porta i dispiaceri, non l’amore in sé, perché l’amore è Dio, e Dio non può portare
alcun male. Per prima cosa dovete amare Dio e impregnarvi delle sue vibrazioni per poi
poter amare gli altri ed aiutarli senza esporvi ad alcun pericolo. Dato il vostro legame
con al Sorgente, potrete dare le vostre energie senza indebolirvi, in quanto l’acqua in
voi si rinnoverà continuamente. Se invece interrompete quel legame, dato che le vostre
riserve non sono eterne, sarete presto esauriti.


La circolazione dell’amore

Non preoccupatevi di sapere se la persona da voi amata è la stessa che vi ama.
L’amore circola e va dall’uno all’altro: lo si riceve e lo si deve dare. Ciò che date
all’essere che amate, esso lo darà a sua volta a colui che ama, e si formerà così una
catena, una corrente che parte da voi e che ritorna a voi passando attraverso migliaia di
esseri. […]


L’amore porta in sé la sua ricompensa

Il nostro cuore deve essere colmo d’amore per gli esseri umani, perché sono tutti
fratelli. Dobbiamo pensare ad assisterli e ad aiutarli senza attenderci la minima
ricompensa. In realtà, la ricompensa l’abbiamo già in mano: la dilatazione interiore e il
calore che derivano dallo stato di gioia che proviamo quando amiamo, rappresentano
già una grande ricompensa, e nella vita non ne esistono di più grandi. Volete sempre
essere ricompensati per quanto avete fatto? Ciò rivela da parte vostra una scarsa
comprensione delle cose. Colui che ha compreso il segreto dell’amore, non si attende
nulla: egli dà disinteressatamente. E poiché vive costantemente nella pienezza e nella
gioia, è raggiante, ed è così che ottiene la fiducia di molti amici. Dove trovate una
ricompensa maggiore?

Autori vari
Spendi l’amore a piene mani!
L’amore è l’unico tesoro che si moltiplica dividendosi
È l’unico dono che aumenta quanto più ne sottrai.
È l’unica impresa nella quale più si spende e più si guadagna.
Regala l’amore, gettalo ovunque, vuotati le tasche,
scuoti il cesto, rovescia il bicchiere, e domani ne avrai più di prima.
(Anonimo)

“L’amore che poté morire non era amore”
(Berthold Anerbach)

“L’amore non si insegna, l’amore si dà.”
(Marcello Bernardi)

“Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con
tutta la tua mente, e ama il tuo prossimo come te stesso.”
(Gesù:)

“Il nostro amore non è fatto di vane e sapienti parole, bensì di fatti e di
sincerità.”
(Giovanni 3,18)

“Non commettere mai nulla che sia contrario all’amore.”
(Tolstoi)

“Vivere è nulla, bisogna amare.”
(R. Follereau)

G. Jampolsky – D. Cirincione
(da: ‘Inviti al risveglio’ – ed. Macro)
Se hai una passione per la compassione il tuo amore non sarà
mai razionato

La mia ardente passione di oggi è la condivisione con tutto ciò che vive. Quando ci
risvegliamo, diventiamo consapevoli che nel nostro cuore arde un inestinguibile fuoco
che ci spinge a partecipare con passione alla vita che ci pulsa tutt’intorno. Quando
abbattiamo tutte le barriere che abbiamo eretto intorno al nostro cuore, ci accorgiamo
che la condivisione e la gentilezza sono il nostro modo di essere naturale.

Conosceremo e vivremo un significato più pieno della parola
‘amore’ quando chiunque incontriamo diventerà il nostro
maestro di pazienza

Ricorderò a me stesso che pazienza e amore sono una stessa e una sola cosa.
La tua pazienza ha dei limiti? Trovi difficile aspettare? La tua impazienza ti fa
giustamente arrabbiare? Se siamo d’accordo che pazienza e amore sono una stessa e
una sola cosa, allora forse permetteremo che ogni persona che incontriamo, ogni
situazione che affrontiamo o che anche immaginiamo diventino nostri maestri di
pazienza.

Ritroviamo la nostra unità quando l’amore e il perdono
diventano un processo senza fine

Oggi sperimentiamo l’unità grazie all’amore e al perdono.
Il nostro ego ci ripete: ‘Non puoi amare tutti: alcune persone fanno cose imperdonabili’,
e in questo modo ci invita a non perdonare.
Per raggiungere la pace non dobbiamo ascoltare l’ego, ma la voce dell’amore, che ci
dice che per trovare la pace di Dio nessuno può essere escluso dalnostro amore e dal
nostroperdono. Dato che spesso abbiamo un ego molto testardo, è necessario che
l’amore e il perdono siano continuamente in azione.

L’amore è sempre nell’aria, quando ti prendi cura di qualcuno
Oggi troverò il tempo di dedicarmi agli altri.
Viviamo in un mondo in cui molti di noi hanno perso di vista le vere priorità della vita.
Assai spesso restiamo invischiati in interessi egoistici o in una serie senza fine di cose
da fare insignificanti. Troppi di noi hanno vissuto momenti oscuri dell’anima perché
hanno dimenticato che l’essenza della vita consiste
nel dedicarsi amorevolmente gli uni agli altri.
M. Luisa Mirabella – Sergio Pinarello

(da: ‘La Relazione d’Amore’ – inedito)
L’amore di cui parliamo è un Amore assoluto,
completo, totale.
Troppo spesso nell’unione di un uomo e
di una donna si commette l’errore di pensare
che l’amore sia qualcosa di esclusivo, al quale ci si deve
‘aggrappare’, perché in qualunque
momento si potrebbe perdere.
Si considera quindi il partner portatore
di una ricchezza momentanea che però
potrebbe esserci rubata o che
potremmo noi stessi per qualunque
motivo rifiutare. Confondiamo l’amore
con un bisogno del corpo, alla stessa stregua della casa, della
macchina, dei gioielli o altro.
Fino a quando il partner soddisfa i nostri “bisogni”,
sessuali, intellettuali,
materiali e affettivi ci sembra di amarlo,
quando questi bisogni non vengono più soddisfatti,
inspiegabilmente quello stesso amore
che prima era così importante,
così travolgente, svanisce nel nulla,
spesso trasformandosi in odio o rancore
o a volte divenendo indifferenza.
Come mai può avvenire ciò?
È semplice: non era mai stato amore.
Era un desiderio soddisfatto per un
dato periodo e divenuto insoddisfacente nel lungo termine.

Quando si può dire che esiste
il vero Amore in una coppia?
Sempre e quando i due partner sono in grado
di estendere il loro amore a tutto e a tutti.

Come si può definire ‘amore assoluto’
quello che si prova per una sola persona, alla quale si dà la
responsabilità della nostra felicità?
L’Amore è uno stato che è sempre stato in noi, è il nostro vero
Essere, è il Divino in noi. Amore
è riconoscere in tutto ciò che ci circonda
(persone, animali e cose) la
bellezza e l’armonia divina.
Forse direte: ‘Questo è un concetto da santi,
e noi siamo solo esseri umani’.
È proprio questo il punto, non potremo
riconoscere l’Amore se non riconosciamo che non siamo solo
esseri umani, ma esseri divini e pieni d’amore.

Quando, guardandoci dentro con consapevolezza,
riconosciamo che ciò che abbiamo
provato finora era solo un surrogato dell’Amore e sentiamo
che l’Amore dev’essere qualcosa di mille volte più bello e più
intenso, in quello stesso momento
cominciamo la vera ricerca dell’Amore.
Capiamo che l’amore inizia da noi stessi e
scopriamo che in fondo al nostro essere,
impolverato, sporco, rotto, inutilizzato,
c’è un sentimento
che può essere ripulito, può essere utilizzato,
può essere rimesso a nuovo.
E questo sentimento è magico: quando
lo si tira fuori si espande ed è incontenibile,
più ne diamo e più ce ne ritorna.
E allora – solo allora – comprendiamo che cos’è l’Amore.
Capiamo che l’Amore è sempre stato lì
e che in nessun caso possiamo limitarlo.
Comprendiamo che è impossibile ‘amare di più’ solo qualcuno.
Il ‘di più’ non può più esistere perché:

l’Amore è infinito;
l’Amore è totale;
l’Amore è assoluto;
più dai amore più ne ricevi;
l’Amore non si perde;
l’Amore non si conquista;
l’Amore non si cerca;
l’Amore si riconosce.

Antony de Mello

LOVE
Love is beyond its manifestations.
Love comes into our life manifesting through
different types of relationships, such as the one with the
parents, with partners, friends, to an idea.
This could make us believe that there are different types
love: one for parents, for a partner
for a neighbor, well, a kind of love
each report. Then, facing the concept of a unique love and absolute
universal and unconditional, we could be misguided.

Paramahansa Yogananda
(Freely adapted from “The divine romance” – ed. Astrolabe)
The universal nature of love
All expressions of love come from the only Cosmic Love that, when
manifested in various aspects of human love, always contains some imperfection.
Mother does not know why he loves his son and the child does not know why he loves his mother. Not
know where is the love they feel for each other. And ‘the love of God who
manifested in them, and when love is pure and selfless reflects the divine qualities.
So, carefully studying human love, we can understand something of the divine love
because human love we see a glimmer of divine love.

The paternal
The fatherly wisdom comes from and is based on reason. In father’s conscience
predominant thought: ‘This is my son that I love and protect.’ The father
does so selflessly and expresses his love trying to meet the
child’s wishes, to educate and provevdere its needs. But the fatherly love
part is instinctive, like all forms of family love and the father can not do
less loving son.

Mother love
Mother love is greater. It is based on sentiment rather than reason. The
true maternal love is absolute. One can say that sottomolti aspects is more spiritual and
therefore, larger than almost all human expressions of love. God has impressed on the
heart of a mother’s unconditional love, which ignore the merits and
behavior of the child. Even if the child had a Gorno become a murderess,
mother’s love would remain unchanged while the father may be more
intolerant and less willing to forgive. The absolute love of the mother is perhaps
human love that comes closest to perfection of God who forgives his
children whatever their sins.

Conjugal love
At the peak of perfection, love, marriage can be considered one of
greatest expressions of human beings. Jesus meant exactly when
stated: ‘Therefore shall a man leave his father and mother and be faithful to his wife’
(Matt., xix, 5). If man and woman love each other with sincerity and purity, among them comes a
harmony in body, mind and soul.

Friendship
The greatest human love is what friends feel for each other, because their
love is free and pure. Draw each of us freely chooses to love their friends without
be conditioned by instinct. The love that manifests itself in friendship can exist between
man and woman, between woman and woman, between man and man. In friendship there
sexual attraction. If humans want to know God’s love through
friendship, must establish a relationship chaste and forget sex;
then the friendship nourishes the divine love. This is pure friendship existed between and among the saints
those who truly love God

[… ] Love gives without expecting anything in return. [… ] Love you can not have a
command, is a gift of a heart to another heart. Be sure of your feelings
when you say to someone: ‘I love you’. If you give your love be forever, not
because you want to stay next to that person but because you want perfection
for his soul. Divine love, the love of true friendship, is to desire
perfect for the person you love, and a feeling of pure joy when
think of his soul.

[Omraam Mikhael Aivanhov
(From: ‘Golden Rules for Everyday Life’ – and. Prosveta)
To love without danger to others
When you love someone, rather than selfishly cling to that person,
designed to unite it to Heaven, to unite it with inexhaustible source of life, so there
continuously regenerate and can quench. Nothing is more important than knowing how to love.
If you want the joy and the evolution of that love, be careful not to think
too yourself, you drag in the lower levels of your desires and your
greed. Love does not attract to itself a being, but rather try to
beyond themselves wanting to make something great, and there is nothing more
creargli great that a link with the Source.

Approach the person you love, get arms and throw him to the
Heaven, it created a union with the Divine Mother or with the Heavenly Father … And even if
you are not in a relationship of confidence that it can be taken in your arms, try
to unite in spirit to the source of spiritual light. Auguratele to sense a new
aspect of life, auguratele to find the peace that had never tasted
before. Make your love always contribute to developments
beings you love.

To love without danger to ourselves
Love is a force that tends to make them similar to those you love, If you like a
be selfish, vulgar, dishonest and bad, little by little his weaknesses is
settled in and you’ll end up like him. If you focus on the Lord, if
I love knowing that He is the immensity, which is an ocean of light and
life, little by little, your consciousness expands, you light and life divine
begin to flow in you. So be careful who you love. You can love course
all human beings, indeed, we must love them, but to adapt to their weaknesses,
you first and foremost love the Lord. Who loves the Lord can love
anyone without no risk. Divine love will make him stronger and
remain above any danger.

When a rescuer jumps into water to rescue someone drowning,
must be seized by the feet, if coliu drowning would rather hold it for
arms, the savior will be obliged to give it a shot to make him lose consciousness.
Only in this way will save him, or drown them both. Do this
also you, keep your arms for God and please leave your feet for
men! Do not give them all your love, for in so doing, you lose them.
Those who love indiscriminately, regardless of who, when and how, and then say
that love only brings problems. Not true, not true! It is their ignorance about
that brings sorrow, but love itself, for love is God, and God can not bring
no harm. You must first love God is pervaded with its vibrations and then
to love others and help them without expose yourself to danger. As your bond
with the source, you can give your energy without weakening, as the water
you will be renewed continuously. If you interrupt the bond, since your
reserves are not eternal, you will soon be exhausted.

The movement of love
Do not worry whether the person you loved is the same that you love.
Love circulates and goes from one to another: it receives and must be given. What dates
Being that you love, it will turn to the One who loves you and will create a
chain, a current running from you and come back to you via thousands of
beings. […]

Love brings with it its reward
Our hearts must be full of love for humans, because they are all
brothers. We think of to assist them and help them without expecting the slightest
reward. In fact, the rewards we have in hand: the expansion and the inner
heat arising from the state of joy we feel when we love, are
already a great reward, and in life there are not bigger. You always want
be rewarded for what you did? This reveals a little on your part
understanding of things. One who has understood the secret of love, not expecting
nothing: he gives selflessly. And since he lives in constant fullness and
joy is beaming, and so getting the trust of many friends. Where to find a
greater reward?

Various authors
Pay love generously!
Love is the only treasure that multiplies by splitting
It is the only gift that increases as they subtract.
It is the only company in which the more one spends, the more you earn.
Give love, throw it everywhere, emptied his pockets,
shake the basket, down the glass, and tomorrow will be over before.
(Anonymous)

“Love was not love that could die”
(Berthold Anerbach)

“Love is not taught, the love you give.”
(Marcello Bernardi)

“Love the Lord your God with all thy heart and with all thy soul, and with
throughout your mind and love your neighbor as yourself. ”
(Jesus:)

“Our love is not made in vain and wise words, but facts and
sincerity. ”
(John 3:18)

“Do not commit anything that is contrary to love.”
(Tolstoy)

“Life is nothing, we must love.”
(R. Follereau)

G. Jampolsky – D. Cirincione
(From: ‘Invitation to awakening’ – and. Macro)
If you have a passion for compassion, your love will not be
never rationed

My burning passion now is to share with all living things. When
awaken, we become aware that in our hearts an unquenchable fire burns
which encourages us to participate with passion for life pulsates all around us. When
Breaking all the barriers that we erect around our hearts, we realize
that sharing and kindness are our natural way of being.

Know and experience a fuller meaning the word
‘Love’ when everyone will meet our
master of patience

I will remind myself that patience and love are one and the same one.
Your patience has limits? You find it hard to wait? Your impatience makes you
rightly angry? If we agree that patience and love are the same and
one, then perhaps we allow every person we meet, every
situation that we face or even imagine to become our masters
patience.

We find our unity when love and forgiveness
become a never ending process

Today, we experience unity through love and forgiveness.
Our ego tells us: ‘You can not love everyone: some people do unforgivable things’,
and thus invites us not to forgive.
To achieve peace we must not listen to the ego, but the voice of love, we
says that to find peace of God no one can be excluded dalnostro love and
nostroperdono. Since we have an ego often very stubborn, it is necessary
love and forgiveness are constantly in action.

Love is in the air when you are caring for someone
Now find the time to devote to others.
We live in a world where many of us have lost sight of the real priorities of life.
Very often we are caught up in selfish interest or an endless series of things
to do insignificant. Too many of us have experienced dark moments of the soul because
have forgotten that the essence of life is
engage in loving each other.

M. Luisa Mirabella – Sergio Pinarello
(From: ‘The Relation of Love’ – unpublished)
The love of which we speak is an absolute love,
complete, total.
Too often the union of a man and
a woman makes the mistake of thinking
that love is something exclusive, which we must
‘Hang’, because any
when you might lose.
It is considered a partner carrier
wealth but a momentary
could be stolen or
we ourselves for any
reason to refuse. Confuse love
need a body, like the house of
car, or other jewelry.
Until the partners meet our “needs”
sexual, intellectual,
material and emotional seems to love him,
when these needs are no longer satisfied,
inexplicably, the same love
before it was so important,
so overwhelming, vanishes into thin air
often turning into hatred or resentment
or sometimes becoming indifference.
Why can this happen?
It’s simple: it was never love.
It was a desire for a happy
given period and become unsatisfactory in the long term.

When you can say that there
true Love in a pair?
Always when the two partners can
to extend their love to everything and everyone.

How can you define ‘absolute love’
one feels for one person, which gives
responsibility for our happiness?
Love is a state that has always been in us, is our true
Be, and the divine in us. Love
is recognized in all that surrounds us
(People, animals and things) the
divine beauty and harmony.
Perhaps you will say: ‘This is a concept from saints
and we are only human ‘.
This is exactly the point, we can not
recognize love unless we recognize that we are not only
humans, but divine beings and full of love.

When looking into with awareness,
recognize that what we
tried so far was only a surrogate of Love and feel
Love must be something that a thousand times more beautiful and more
intense at the same moment
begin the true search of love.
We understand that love starts with ourselves and
discover that at the end of our being,
dusty, dirty, broken, unused,
there is a feeling
that can be cleaned, can be used,
can be reconditioned.
And this feeling is magical when
it pulls out and expands is uncontrollable,
we give more and more back there.
And then – only then – we understand what it is Love.
We understand that Love is always there
and that in any case we can limit it.
We understand that it is impossible to ‘love more’ a few.
The ‘more’ can not exist because:

Love is infinite;
Love is total;
Love is absolute;
more by love than they receive;
Love is not lost;
Love does not conquer;
Love does not seek;
Love is recognized.

Anthony de Mello

Preghiere di Pace – Peace Prayers


budda2

Preghiere di Pace

Preghiera indù per la pace

O Dio, guidaci dall’irreale al Reale.
O Dio, guidaci dalle tenebre alla luce.
O Dio, guidaci dalla morte all’immortalità.
Shanti, Shanti, Shanti a voi tutti.
O Signore Dio onnipotente, che la pace regni
nelle regioni celesti.
Che la pace regni sulla terra.
Che le acque siano di ristoro.
Che le erbe siano sane, e che alberi e
piante rechino a tutti la pace. Che tutti gli esseri
caritatevoli rechino a noi la pace.
Che la Legge vedica diffonda la pace
in tutto il mondo.
Che ogni cosa sia per noi fonte di pace.
Che la tua stessa pace, conceda a tutti la pace
e che venga anche a me.

Preghiera buddhista per la pace

Che tutti gli esseri ovunque afflitti dalle
sofferenze del corpo e della mente
siano subito liberati dalle loro malattie.
Che le creature spaventate smettano
d’avere paura, che quelle in catene tornino libere.
Che quelle prive di potere lo trovino
e che la gente pensi ad aiutarsi a vicenda.
Che le creature smarrite in deserti
impervi e spaventosi, bambini, anziani, indifesi,
siano protette dai caritatevoli spiriti celesti
e che presto raggiungano la Buddhità.

Preghiera zoroastriana per la pace
Preghiamo Dio affinché sradichi
ogni miseria del mondo:
affinché la comprensione trionfi
sull’ignoranza, la generosità sull’indifferenza,
la fiducia sul disprezzo, e la verità
trionfi sulla menzogna.

Preghiera giainista per la pace

La Pace e l’Amore Universale sono l’essenza
del Vangelo predicato da tutti gli Illuminati.
Il Signore ha predicato che la serenità
d’animo è il Darma lo perdono le creature tutte,
che tutte le creature perdonino me.
Per tutte nutro amicizia, per nessun’inimicizia.
So che la violenza è la radice di ogni miseria al mondo.
La violenza, in realtà, è il laccio della schiavitù.
” Non fare male ad alcun essere vivente. ”
Questa è la via eterna,
perenne e inalterabile alla vita spirituale.
Un’arma, per quanto potente,
può essere sempre soppiantata da una migliore;
tuttavia nessun’arma sarà migliore
della non violenza e dell’amore.

Preghiera ebraica per la pace
Venite, saliamo al monte del Signore,
affinché possiamo camminare
sui sentieri dell’Altissimo.
E delle nostre spade faremo zappe,
e delle nostre lance falci.
Una nazione non leverà più la spada
contro l’altra. E nessuno avrà paura,
perché la bocca del Signore
degli Eserciti ha parlato.

Preghiera shintoista per la pace

Sebbene tutte le persone che vivono di là
dall’oceano che ci circonda, siano,
io credo, nostri fratelli e sorelle,
perché a questo mondo continuano
a esserci problemi?
Perché i venti e le onde si levano
nell’oceano che ci circonda?
Sinceramente spero solo che
il vento allontani presto tutte
le nubi che incombono
sulla cima delle montagne.

Preghiera per la pace degli indigeni africani

Dio onnipotente, il Grande Pollice
cui non si sfugge per stringere qualunque nodo;
il Tuono Fragoroso che fende gli alberi possenti:
l’onniveggente Signore che su dal cielo
vede persino le impronte di un’antilope
su una massa rocciosa qui in Terra.
Sei quello che non esita a rispondere
alla nostra chiamata.
Sei la pietra angolare della pace.

Preghiera per la pace dei nativi americani

0 Grande Spirito dei nostri Antenati,
a te levo il mio calumet.
Ai tuoi messaggeri i quattro venti,
e alla Madre Terra che provvede ai tuoi figli.
Donaci la saggezza per insegnare
ai nostri figli l’amore,
il rispetto e la gentilezza reciproci,
affinché crescano con tranquillità d’animo.
Impariamo a condividere tutto il bene
che ci doni su questa Terra.

Preghiera musulmana per la pace

Nel nome di Allah, clemente, il misericordioso.
Sia lode al Signore dell’Universo
che ci ha creatocostituito in tribù e nazioni,
affinché potessimo conoscerci,
non disprezzarci a vicenda.
Se il nemico propende per la pace,
anche voi fate altrettanto e abbiate fiducia in Dio,
perché il Signore è colui che ode e conosce ogni cosa.
E i servi di Dio, Santi sono quelli che camminano
sulla Terra con umiltà, e nel rivolgerci a loro,
diciamo: ” PACE “.

Preghiera bahaista per la pace

Sii generoso nella prosperità e grato nelle avversità.
Sii giusto nei giudizi e cauto nei discorsi.
Sii un faro per coloro che camminano
nelle tenebre e un asilo per lo straniero.
Sii gli occhi per il cieco, e una guida
per i passi di chi devia dalla retta via.
Sii l’alito della vita per il corpo dell’umanítà,
e rugiada per il terreno del cuore umano
e un frutto sull’albero dell’umiltà.

Preghiera sikh per la pace

Dio ci giudica secondo le nostre azioni,
non in base alla veste che indossiamo:
tale Verità è al di sopra di tutto,
ma lo è ancor più una vita vissuta nella verità.
Sappiate che amando si raggiunge Dio,
e che quella vittoria soltanto è duratura
e grazie ad essa nessuno è sconfitto.

Preghiera cristiana per la pace
Beati i Pacifici ché saranno chiamati Figli di Dio.
Io dico a voi che udite, amate i vostri nemici,
fate del bene a coloro che vi odiano,
benedite coloro che vi maledicono,
pregate per coloro che vi molestano.
Se qualcuno vi percuote su una guancia,
porgetegli anche l’altra,
e a coloro che vi rubano il mantello,
non vietate di prendere anche la tonaca.
Date a chiunque vi chieda,
e se qualcuno vi toglie il vostro,
non ridomandateglielo.
E ciò che volete gli altri vi facciano
fatelo anche a loro.

Preghiera islamica

Dio, non consentire che sia io
il carnefice che sgozza gli agnelli,
nè un agnello nelle mani dei carnefici.

Aiutami a dire sempre la verità
anche in presenza dei forti,
e a non dire giammai bugie
per guadagnare gli applausi dei deboli.

Mio Dio,
se tu decidessi di darmi la fortuna,
non togliermi mai la pace e la felicità;

se tu decidessi di darmi la forza,
non togliermi mai il discernimento;
se mi sarà dato di prosperare,
non permettere mai che io perda la modestia.
Che il mio orgoglio sia solo la dignità di essere tuo figlio.

Aiutami ad apprezzare il lato buono di ogni cosa,
per non vedere il tradimento dei miei avversari,
e per non giudicarli con severità e senza amore.

Fa’ che io non resti colpito
dall’illusione della gloria
quando vivrò nel successo,
nè che io mi disprezzi
quando proverò l’insuccesso.

Ricordami che l’esperienza di una sconfitta
nelle tue mani può trasformarsi in un successo maggiore.

O Dio !
Fammi sentire che il perdono
è il maggior indice di forza,
e che la vendetta è soltanto
una prova di debolezza.

Se mi toglierai la fortuna,
lasciami la speranza.
Se mi mancherà la salute,
confortami con la grazia della fede.

E quando l’ingratitudine dovesse ferirmi,
fa’ che l’incomprensione dei miei fratelli
crei nella mia anima
la forza della scusa e del perdono.

E finalmente, Signore,
se io dovessi dimenticarTi,
ti prego lo stesso, Signore,
non dimenticarti mai di me!

(Sufi, anonimo del XIX secolo,
ispiratosi a Qadiri àlJilàni, di Baghdàd)

È Natale!
È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tieni la mano.
È Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta che speri con quelli che disperano.
È Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e le tue debolezze.
È Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere in te e poi lo doni agli altri.

Madre Teresa di Calcutta
—–
Possano tutti gli esseri di tutti i mondi essere felici
Non siamo isole separate, siamo anelli della stessa catena.
Ogni parola dolce, ogni sorriso, ogni buona azione aiuta
il nostro prossimo, la nostra comunità, la nostra nazione, il nostro mondo.
Preghiamo e meditiamo insieme, e raggiungeremo la riva della pace, che spande la dolce sacra fragranza dell’amore e vibra di unità e armonia.
Sintonizzando le nostre menti alla suprema coscienza, apriamo i nostri cuori, recitando le parole:
“che ognuno, ovunque sia felice”

Amma
—–
Metta Sutta (Parole del Buddha sulla gentilezza amorevole)

Questo dovrebbe fare
chi pratica il bene
e conosce il sentiero della pace:
essere abile e retto,
chiaro nel parlare,
gentile e non vanitoso,
contento e facilmente appagato;
non oppresso da impegni e di modi frugali,
calmo e discreto,
non altero o esigente;
incapace di fare
ciò che il saggio poi disapprova.
Che tutti gli esseri
vivano felici e sicuri:
tutti, chiunque essi siano,
deboli e forti,
grandi o possenti,
alti, medi o bassi,
visibili e non visibili,
vicini e lontani,
nati e non nati.
Che tutti gli esseri vivano felici!

Che nessuno inganni l’altro
né lo disprezzi
né con odio o ira
desideri il suo male.
Come una madre
protegge con la sua vita
suo figlio, il suo unico figlio
così, con cuore aperto,
si abbia cura di ogni essere,
irradiando amore
sull’universo intero;
in alto verso il cielo
in basso verso gli abissi,
in ogni luogo, senza limitazioni,
liberi da odio e rancore.

Fermi o camminando,
seduti o distesi,
esenti da torpore,
sostenendo la pratica di Metta;
questa è la sublime dimora.

Il puro di cuore,
non legato ad opinioni,
dotato di chiara visione,
liberato da brame sensuali,
non tornerà a nascere in questo mondo.

Peace Prayers

Hindu prayer for peace

O God, lead us from the unreal to the Real.
O God, lead us from darkness to light.
O God, lead us from death to immortality.
Shanti, Shanti, Shanti to you all.
O Lord God almighty, may peace reign
in the celestial regions.
May peace reign on earth.
May the waters be refreshing.
That the herbs are healthy, and that trees and
plants bring peace to all. That all beings
charitable bring us peace.
May the Vedic Law spread peace
all over the world.
May everything be a source of peace for us.
May your own peace, grant everyone peace
and may it come to me too.

Buddhist prayer for peace

That all beings everywhere afflicted by
sufferings of body and mind
are immediately freed from their diseases.
Let the frightened creatures stop
to be afraid that those in chains will return free.
May those without power find it
and that people think about helping each other.
Than creatures lost in deserts
impervious and frightening, children, the elderly, defenseless,
are protected by the charitable heavenly spirits
and that they soon reach Buddhahood.
Zoroastrian prayer for peace
We pray to God to eradicate
every misery in the world:
for understanding to triumph
on ignorance, generosity on indifference,
trust in contempt, and truth
triumphs over lies.

Jain prayer for peace

Peace and Universal Love are the essence
of the Gospel preached by all the Illuminati.
The Lord preached that serenity
Darma is soul, all creatures forgive it,
that all creatures forgive me.
For all of them I have friendship, for no enmity.
I know that violence is the root of all misery in the world.
Violence, in reality, is the snare of slavery.
“Don’t hurt any living thing.”
This is the eternal way,
perennial and unalterable to the spiritual life.
A weapon, however powerful,
it can always be supplanted by a better one;
however no weapon will be better
of non-violence and love.
Jewish prayer for peace
Come, let us go up to the mountain of the Lord,
so that we can walk
on the paths of the Most High.
And of our swords we will make hoes,
and our scythe spears.
A nation will no longer raise the sword
against each other. And no one will be afraid,
because the mouth of the Lord
of the Armies spoke.

Shinto prayer for peace

Although all the people who live there
from the ocean that surrounds us, they are,
I believe, our brothers and sisters,
because in this world they continue
there are problems?
Because the winds and the waves rise
in the ocean that surrounds us?
I honestly just hope that
the wind soon drives them all away
the looming clouds
on top of the mountains.

Prayer for peace of the indigenous Africans

Almighty God, the Great Thumb
which you do not escape to tie any knot;
the thunderous thunder that cuts through mighty trees:
the all-seeing Lord who rises from heaven
he even sees the footprints of an antelope
on a rock mass here on Earth.
You are the one who does not hesitate to answer
to our call.
You are the cornerstone of peace.

Native American Peace Prayer

0 Great Spirit of our Ancestors,
to you I take my calumet.
To your messengers the four winds,
and to Mother Earth who provides for your children.
Give us the wisdom to teach
love to our children,
mutual respect and kindness,
so that they grow with tranquility of mind.
We learn to share all the good
you give us on this Earth.

Muslim prayer for peace

In the name of Allah, the gracious, the merciful.
Praise be to the Lord of the Universe
who created us, made us into tribes and nations,
so that we could get to know each other,
do not despise each other.
If the enemy is inclined towards peace,
do the same and trust in God,
because the Lord is the one who hears and knows everything.
And the servants of God, Saints are those who walk
on Earth with humility, and in addressing them,
we say: “PEACE”.

Baha’i Prayer for Peace

Be generous in prosperity and thankful in adversity.
Be fair in your judgment and cautious in your speech.
Be a beacon for those who walk
in darkness and asylum for the stranger.
Be the eyes for the blind, and a guide
for the steps of those who stray from the right path.
Be the breath of life for the body of humanity,
and dew for the soil of the human heart
and a fruit on the tree of humility.

Sikh prayer for peace

God judges us according to our actions,
not based on the dress we wear:
such Truth is above all,
but a life lived in truth is even more so.
Know that by loving you reach God,
and that that victory alone is lasting
and thanks to it no one is defeated.
Christian prayer for peace
Blessed are the Peaceful who will be called Sons of God.
I say to you who hear, love your enemies,
do good to those who hate you,
bless those who curse you,
pray for those who harass you.
If someone hits you on the cheek,
hand him the other too,
and to those who steal your cloak,
do not forbid to take the cassock too.
Give to anyone who asks you,
and if someone takes yours away from you,
do not ask him again.
And what you want others to do to you
do it to them too.

Islamic prayer

God, don’t let it be me
the executioner who slaughters lambs,
nor a lamb in the hands of the executioners.
Help me always tell the truth
even in the presence of the strong,
and never tell lies
to earn the applause of the weak.
My God,
if you decide to give me luck,
never take away my peace and happiness;
if you decide to give me strength,
never take away my discernment;
if it is given to me to prosper,
never allow me to lose my modesty.
May my pride be only the dignity of being your son.
Help me appreciate the good side of everything,
not to see the betrayal of my opponents,
and not to judge them harshly and without love.
Don’t let me be impressed
from the illusion of glory
when i live in success,
nor that I despise myself
when I try failure.
Remind me that the experience of a defeat
in your hands it can turn into greater success.
Hate !
Let me feel that forgiveness
is the greatest strength index,
and that revenge is only
a test of weakness.
If you take away my luck,
leave me hope.
If my health is lacking,
comfort me with the grace of faith.
And when ingratitude should hurt me,
cause my brothers’ misunderstanding
you create in my soul
the strength of excuse and forgiveness.
And finally, Lord,
if I should forget You,
I beg you the same, Lord,
never forget me!

(Sufi, anonymous 19th century,
inspired by Qadiri alJilàni, from Baghdàd)

It is Christmas!
It’s Christmas every time you smile at a brother and hold his hand.
It’s Christmas every time you stay silent to listen to each other.
It’s Christmas every time you hope with those who despair.
It’s Christmas every time you humbly recognize your limitations and weaknesses.
It is Christmas every time you allow the Lord to be reborn in you and then you give it to others.

Mother Teresa of Calcutta
—–
May all beings of all worlds be happy
We are not separate islands, we are links in the same chain.
Every sweet word, every smile, every good deed helps
our neighbor, our community, our nation, our world.
Let us pray and meditate together, and we will reach the shore of peace, which spreads the sweet sacred fragrance of love and vibrates with unity and harmony.
Tuning our minds to the supreme consciousness, we open our hearts, reciting the words:
“That everyone, wherever is happy”

Amma
—–
Metta Sutta (Buddha’s Words on Loving-Kindness)

This should do
those who practice good
and knows the path of peace:
to be skillful and upright,
clear in speaking,
kind and not vain,
happy and easily satisfied;
not burdened by commitments and frugal ways,
calm and discreet,
not haughty or demanding;
unable to do
what the sage then disapproves of.
That all beings
live happy and safe:
everyone, whoever they are,
weak and strong,
large or mighty,
high, medium or low,
visible and not visible,
near and far,
born and unborn.
May all beings live happy!
Let no one deceive the other
nor do you despise him
nor with hatred or anger
you wish the evil of him.
Like a mother
protects with his life
her son, her only son
so, with an open heart,
take care of every being,
radiating love
over the whole universe;
up to the sky
down to the abyss,
everywhere, without limitations,
free from hatred and resentment.
Still or walking,
sitting or lying down,
free from numbness,
supporting the practice of metta;
this is the sublime abode.
The pure in heart,
not tied to opinions,
with clear vision,
freed from sensual longings,
he will not be born again in this world.

Perdono: come liberarsi da rancori e amarezza – Forgiveness: How to get rid of grudges and bitterness – Silvana Donato


Perdono: come liberarsi da rancori e amarezza
di Silvana Donato

Quando qualcuno che vi è caro vi ferisce, voi potete covare rabbia, risentimento e pensieri di vendetta oppure abbracciare il perdono e andare avanti.
Quasi ognuno di noi è stato ferito dalle azioni o parole di qualcun altro. Vostra madre ha criticato le vostre capacità di genitore. Un vostro amico ha spettegolato su di voi. Il vostro partner ha una storiella. Queste ferite possono lasciare in voi sentimenti duraturi di rabbia, amarezza e persino vendetta. Ma se voi non praticate il perdono, voi potreste essere i soli a pagare caramente.Abbracciando il perdono, voi abbracciate la pace, la speranza la gratitudine e la gioia.
Sì, ma come perdonare?
Qui, Katherine M. Piderman, Ph.D., cappellano del personale al Mayo Clinic, Rochester, Minn., discute il perdono e come esso può guidarvi nel cammino del benessere fisico, emozionale e spirituale.
Cos’è il perdono?
Non c’è definizione del perdono. Ma in generale, il perdono è una decisione di lasciar andare risentimento e pensieri di vendetta. Perdono è l’atto di slegare voi stessi da pensieri e sentimenti che vi legano all’offesa commessa contro di voi. Questo può ridurre il potere che questi sentimenti hanno altrimenti su di voi, così che voi potete vivere una vita più libera e più felice nel presente. Il perdono può anche condurre a sentimenti di comprensione, empatia e compassione per la persona che vi ha ferito.
Perdonare qualcuno significa che voi state dimenticando o condonando quello che è successo?
Assolutamente no! Perdonare non è lo stesso che dimenticare quello che vi è successo. L’atto che vi ha ferito o offeso può rimanere per sempre una parte della vostra vita. Ma perdonare può allentare la presa su di voi e aiutarvi a focalizzare su altre, positive parti della vostra vita. Perdonare non significa nemmeno che voi negate la responsabilità dell’altro nell’avervi offeso. E non minimizza e giustifica l’errore. Voi potete perdonare la persona senza scusare l’atto.
Quali sono i benefici di perdonare qualcuno?
I ricercatori si sono interessati nello studiare gli effetti di avere attitudine a non perdonare e a perdonare. La prova si basa sul fatto che mantenere rancori e amarezza risulta in problemi di salute a lungo termine. Il perdono, d’altro canto, offre numerosi benefici, inclusi:
* pressione sanguigna più bassa
* riduzione dello stress
* meno ostilità
* capacità di gestire meglio la rabbia
* più basso ritmo cardiaco
* più basso rischio di abuso di droghe e alcol
* minori sintomi di depressione
* minori sintomi di ansietà
* riduzioni di dolori cronici
* più amicizie
* relazioni più sane
* maggiore benessere religioso e spirituale
* migliorato benessere fisiologico
Perché noi tratteniamo rancori e diventiamo risentiti e non perdoniamo?
Le persone che è più probabile ci possano ferire sono proprio quelle più vicino a noi – i nostri partner, amici, fratelli e genitori. Quando siamo feriti da qualcuno che amiamo o confidiamo – sia che si tratti di una bugia, un tradimento, un rifiuto un abuso o un insulto – può essere estremamente difficile da superare. Anche la minima offesa può portare a grandi conflitti.
Quando voi patite un’offesa dalle azioni o le parole di qualcuno, sia che sia intenzionale o no, voi potete cominciare a percepire sentimenti negativi come rabbia, confusione o tristezza, specialmente quando è qualcuno vicino a voi. Questi sentimenti possono essere ridotti all’inizio. Ma se voi non li affrontate subito, essi possono diventare più grandi e più potenti. Essi possono pure cominciare a prevalicare sui sentimenti positivi. Rancore nutrito da risentimento, vendetta e ostilità prendono piede quando vi soffermate su eventi o situazioni penose, che si ripresentano nella vostra mente molte volte.
Subito, voi potete ritrovarvi ingoiati dalla vostra stessa amarezza o senso di ingiustizia. Voi potete sentirvi intrappolati e potete non vedere la via d’uscita. È molto duro lasciar andare i rancori a questo punto e invece voi potete rimanere pieni di risentimento e incapaci di perdonare.
Come faccio a sapere quando è tempo di provare a perdonare?
Quando noi tratteniamo dolori, vecchi rancori, amarezza e persino odio, molte aree della nostra vita possono risentirne. Se noi non perdoniamo, siamo noi stessi a pagarne il prezzo all’infinito. Noi possiamo arrivare a portare la nostra amarezza e la rabbia in ogni relazione e nuova esperienza. Le nostre vite possono essere così inviluppate nel male da impedirci di gioire nel presente. Altri segni che possano invogliare a perdonare sono:
* soffermarsi sugli eventi che circondano l’offesa
* sentire da altri che voi fate la vittima o che sguazzate nell’autocommiserazione
* essere evitato da famiglia e amici perché non gradiscono la vostra compagnia
* avere scoppi di rabbia alla più piccola mancanza di rispetto
* sentirsi spesso incompreso
* bere eccessivamente, fumare o usare droghe per provare a tenere a bada il dolore
* avere sintomi di depressione o ansietà
* essere consumati da desideri di vendetta o punizione
* pensare automaticamente il peggio di persone o situazioni
* rimpiangere la perdita di una preziosa relazione
* sentire che la vostra vita non ha senso
* sentirsi in conflitto con i vostri credo religiosi o spirituali
la linea di fondo è che voi spesso rischiate di sentirvi miserabili nella vostra vita attuale.
Come posso raggiungere lo stato del perdono?
Il perdono è un impegno per un processo di cambiamento. Esso può essere difficile e può prendere tempo. Ognuno si muove verso il perdono in modo un po’ differente. Un passo è riconoscere il valore del perdono e l’importanza nelle nostre vite ad un dato tempo. Un altro è di riflettere sui fatti della situazione, come abbiamo reagito e come questa combinazione ha condizionato le nostre vite, la nostra salute e il nostro benessere.
Poi, come siamo pronti, noi possiamo attivamente scegliere di perdonare colui che ci ha offeso. In questo modo, noi ci tiriamo fuori dal ruolo di vittima e scarichiamo il controllo e il potere che la persona e la situazione che ci hanno recato offesa hanno avuto sulle nostre vite.
Perdonare anche significa che noi cambiamo vecchi schemi di credo e azione che sono pilotati dalla nostra amarezza. Come noi lasciamo andare rancori, noi non delimiteremo più le nostre vite da come siamo stati feriti, e potremmo persino trovare compassione e comprensione.
Che succede se io non posso perdonare qualcuno?
Perdonare può essere una gran bella sfida. Può essere particolarmente difficile perdonare qualcuno che non ammette il torto o che non accenna ad un pentimento. Tenete in mente che il beneficiario primo del perdono siete voi stessi. Se vi sentite bloccati, può essere utile prendere del tempo, parlare con una persona che voi considerate saggia e compassionevole, come una guida spirituale, un assistente sociale o un imparziale membro della famiglia o amico.
Può anche essere utile riflettere sulle volte che voi avete ferito altri e su quelli che hanno perdonato voi. Se voi ricordate come vi siete sentiti, può aiutarvi per capire la posizione della persona che vi ha ferito. Può anche essere utile pregare, usare meditazioni guidate. In ogni caso, se l’intenzione di perdonare è presente, il perdono verrà a tempo debito.
Il perdono garantisce la riconciliazione?
Non sempre. In alcuni casi, la riconciliazione può essere impossibile perché chi ha offeso è morto. In altri casi, la riconciliazione può non essere appropriata. Specialmente se voi siete stati attaccati o assaltati. Ma anche in quei casi, il perdono è ancora possibile, persino se non lo è la riconciliazione.
D’altro canto, se l’evento penoso ha coinvolto un membro della famiglia o un amico prezioso, il perdono può portare alla riconciliazione. Questo può non accadere subito, dato che entrambi potreste aver bisogno di tempo per ristabilire la fiducia. Ma alla fine, la vostra relazione può certo essere quella che è ricca e soddisfacente.
Che succede se io devo interagire con la persona che mi ha ferito ma io non voglio?
Queste situazioni sono difficili. Se la ferita coinvolge un membro della famiglia, potrebbe essere non sempre possibile evitarlo completamente. Potreste essere invitato alla stessa riunioni di famiglia, per esempio. Se voi avuto raggiunto lo stato di perdono, voi potrete essere capaci di gioire queste riunioni senza coltivare le vecchie ferite. Se voi non avete raggiunto il perdono, queste riunioni possono essere tese e stressanti per ognuno, in particolare se altri membri della famiglia hanno preso delle parti nel conflitto.
Come gestire tale situazione? Primo, ricordate che voi avete una scelta se frequentare o meno raduni familiari. Rispettate voi stessi e optate per la soluzione migliore. Se voi scegliete di andare, non siate sorpresi di provare imbarazzo e persino sentimenti più intensi. È importante tenere a bada questi sentimenti. Voi non vorrete certo che essi vi inducano ad essere ingiusti o scortesi in ritorno a ciò che vi è stato fatto.
Anche, evitate di bere troppo alcol come espediente per intorpidire i vostri sentimenti o sentirvi meglio – è probabile che vi si ritorca contro. E tenete cuore e mente aperti. Le persone cambiano e forse la persona che vi ha offeso vorrà scusarsi o rimediare. Anzi potrete scoprire che la riunione vi da modo di farvi avanti a perdonare.
Come faccio a sapere quando ho veramente perdonato qualcuno?
Il perdono può risultare in parole dette con sincerità come “ti perdono” o azioni tenere che mettano a posto la relazione. Ma più che questo, il perdono porta ad un tipo di pace che vi aiuta ad andare avanti con la vita. L’offesa non è più al centro dei vostri pensieri o sentimenti. La vostra ostilità, risentimento e infelicità hanno fatto strada a compassione, gentilezza e pace.
Inoltre ricordate che il perdono non è una cosa che avviene di botto. Esso comincia con la decisione, ma poiché la memoria o un altro set di azioni o parole possono provocare vecchi sentimenti, avrete bisogno di ricorrere al perdono più volte.
E se la persona che sto perdonando non cambia?
Far si che l’altra persona cambi comportamento non è il punto del perdono. Infatti, la persona non è detto che cambi atteggiamento o si scusi per l’offesa. Pensate al perdono piuttosto come un modo per cambiare la vostra vita – portando a voi stessi più pace, felicità e benessere emozionale e spirituale.
Il perdono sottrae all’altra persona il potere di continuare a influenzare la vostra via. Attraverso il perdono, voi scegliete di non considerare più voi stessi una vittima.
Il perdono è prima di tutto fatto per voi stessi e meno per la persona che vi ha fatto del male.
E se invece sono io ad aver bisogno di perdono?
Sarebbe bene spendere del tempo per pensare all’offesa che avete commesso e provare a capire l’effetto che ha avuto su altri. A meno che ciò non provochi più danno e sofferenza, considerate di ammettere il male che avete fatto a coloro che avete ferito, parlando del vostro sincero pentimento e chiedendo perdono – senza dare delle scuse.
Ma se questo sembra poco saggio perché può portare altro danno o sofferenza, meglio non farlo – non è che voi chiedete scusa per sentirvi meglio. Non vogliate aggiungere sale sulla ferita dolente. Inoltre tenete a mente che non potete forzare qualcuno a perdonarvi. Essi avranno bisogno del loro tempo per perdonare.
In ogni caso, noi dovremmo impegnarci a perdonare noi stessi. Mantenere risentimento verso sé stessi può essere deleterio nello stesso modo come mantenere risentimento verso qualcun altro. Rendetevi conto che un comportamento mediocre o degli sbagli non fanno di voi un essere cattivo o inutile.
Accettate il fatto che voi – come chiunque altro – non siete perfetti. Accettate voi stessi a dispetto dei vostri sbagli. Ammettete i vostri errori. Cercate di trattare altri con compassione, empatia e rispetto. E ancora, parlare con una guida spirituale, un assistente sociale o un amico/parente fidato può essere utile.
Il perdono di voi stessi o di altri, sebbene non facile, può trasformare la vostra vita. Invece di indugiare nel senso di ingiustizia e vendetta, invece di sentirsi arrabbiati o amareggiati, voi potete volgervi verso una vita di pace, compassione, gioia e gentilezza.

Forgiveness: How to get rid of grudges and bitterness
by Silvana DonatoWhen someone dear to you hurts you, you can harboring anger, resentment and thoughts of revenge or embrace forgiveness and move on.
Almost everyone has been hurt by the actions or words of someone else. Your mother criticized your parenting skills. Your friend has gossiped about you. Your partner has a story. These wounds can leave lasting feelings of anger in you, bitterness and even vengeance. But if you do not practice forgiveness, you may be the only ones to pay caramente.Abbracciando forgiveness, you embrace peace, hope, gratitude and joy.
Yes, but how to forgive?
Here, Katherine M. Piderman, Ph.D., staff chaplain at Mayo Clinic, Rochester, Minn.., Discusses forgiveness and how it can guide the path of physical, emotional and spiritual.
What is forgiveness?
There is no definition of forgiveness. But in general, forgiveness is a decision to let go of resentments and thoughts of revenge. Forgiveness is the act of untying yourself from thoughts and feelings that bind you to the offense committed against you. This may reduce the power these feelings otherwise have over you, so that you can live a freer and happier in the present. Forgiveness can even lead to feelings of understanding, empathy and compassion for the person who hurt you.
Forgiving someone means that you’re forgetting or condoning what happened?
Absolutely not! Forgiving is not the same as forgetting what happened to you. The act has hurt or offended you may always remain a part of your life. But forgiveness can loosen their hold on you and help you focus on other, positive parts of your life. Forgiveness does not mean that you deny the responsibility of the other in having offended. It does not minimize and justify the mistake. You can forgive the person without excusing the act.
What are the benefits of forgiving someone?
The researchers were interested in studying the effects of having no ability to forgive and forgive. The test is based on the fact that keeping grudges and bitterness resulting in long-term health problems. Forgiveness, on the other hand, offers many benefits, including:
* Lower blood pressure
* Stress Reduction
* Less hostility
* Ability to better manage anger
* Lower heart rate
* Lower risk of drug abuse and alcohol
* Fewer symptoms of depression
* Fewer symptoms of anxiety
* Reductions in chronic pain
* More friends
* Healthy relationships
* Being more religious and spiritual
* Improved physiological well-being
Why do we hold grudges and become resentful of us and not forgive?
People who are more likely there will hurt are those closest to us – our partners, friends, siblings and parents. When we hurt someone we love or trust – whether it’s a lie, a betrayal, a refusal as an insult or abuse – can be extremely difficult to overcome. Even the slightest injury could lead to major conflicts.
When you suffered an injury from the actions or words of someone, whether it is intentional or not, you can start to feel negative emotions such as anger, confusion or sadness, especially when someone close to you. These feelings can be reduced at the beginning. But if you do not immediately addressed, they can become larger and more powerful. They may even begin to prevalicare on positive feelings. Resentment fed by resentment, vengeance and hostility take hold when you dwell on painful events or situations that have recurred many times in your mind.
Now, you may find yourself swallowed up by your own bitterness or sense of injustice. You feel trapped and you can not see the way out. It is very hard to let go of grudges at this point and instead you may remain resentful and unable to forgive.
How do I know when its time to try to forgive?
When we withhold pain, old grudges, bitterness and even hatred, many areas of our lives can suffer. If we do not forgive, we ourselves pay the price forever. We can get to take our bitterness and anger in every relationship and new experience. Our lives are so enmeshed in evil to stop us from enjoying the present. Other signs that may entice you to forgive are:
* Dwell on the events surrounding the offense
* You do hear from others who wallow in self or that the victim
* Be shunned by family and friends because they do not like your company
* Have outbursts of rage at the slightest lack of respect
* Often feels misunderstood
* Drink excessively, smoke or use drugs to try to hold off the pain
* Have symptoms of depression or anxiety
* To be consumed by desires for revenge or punishment
* Automatically think the worst about people or situations
* Mourn the loss of a valuable report
* Feel that your life has no meaning
* Feel in conflict with your religious or spiritual beliefs
The bottom line is that you often feel you risk your life miserable today.
How can I reach a state of forgiveness?
Forgiveness is a commitment to a process of change. It can be difficult and may take time. Everyone moves toward forgiveness in a somewhat ‘different. One step is to recognize the value and importance of forgiveness in our lives at any given time. Another is to reflect on the facts of the situation, how we react and how this combination has affected our lives, our health and our well-being.
Then, as we are ready, we can actively choose to forgive the person who has offended us. In this way, we pull out of the role of victim and download the control and power that the person and the situation that we have given offense has had on our lives.
Forgiveness also means that we change old patterns of belief and action that are driven by our bitterness. As we let go of grudges, we do not define most of our lives as we were wounded, and we may even find compassion and understanding.
What happens if I can not forgive someone?
Forgiveness can be a real challenge. It can be especially difficult to forgive someone who does not admit the mistake or who does not mention repentance.Keep in mind that the first recipient of forgiveness is yourself. If you feel stuck, you may want to take the time to speak with someone who you consider wise and compassionate as a spiritual guide, a social worker or an unbiased family member or friend.
It can also be useful to reflect on times that you have hurt others and those who have forgiven you. If you remember how you felt, can help to understand the position of the person who hurt you. It can also be useful to pray, use guided meditations. In any case, if the intention is to forgive, forgiveness will in due course.
Forgiveness provides a reconciliation?
Not always. In some cases, reconciliation may be impossible for he who has offended is dead. In other cases, reconciliation may not be appropriate.Especially if you have been attacked or assaulted. But even in those cases, forgiveness is still possible, even if it is not reconciliation.
On the other hand, if the incident involved a painful family member or a valued friend, forgiveness can lead to reconciliation. This may not happen immediately, since both of you may need time to restore confidence. But in the end, your relationship may well be one that is rich and satisfying.
What happens if I have to interact with the person who hurt me but I do not want?
These situations are difficult. If the wound involves a family member, may not always be possible to avoid it completely. You may be invited to the same family gatherings, for example. If you had reached the state of forgiveness, you may be able to enjoy these meetings without growing old wounds. If you have not reached forgiveness, these meetings can be tense and stressful for everyone, especially if other family members took the party to the conflict.
How to handle this situation? First, remember that you have a choice whether or not to attend family gatherings. Respect yourself and go for the best solution. If you choose to go, do not be surprised to feel embarrassed and even more intense feelings. It is important to keep these feelings at bay. You do not want certain that they will lead to be unjust or unkind to return to what has been done.
Also, avoid drinking too much alcohol as a way to numb your feelings or feel better – you’re likely to backfire against you. And keep your heart and mind open.People change and maybe the person who has offended you will excuse or remedy. In fact you will discover that the meeting will be way ahead of you to forgive.
How do I know when I have truly forgiven someone?
Forgiveness can be said with sincerity in words such as “I forgive you” or take actions that put in place the report. But more than this, forgiveness brings a kind of peace that helps you to get on with life. The offense is no longer the center of your thoughts or feelings. Your hostility, resentment and misery have made way for compassion, kindness and peace.
Also remember that forgiveness is not something that happens suddenly. It begins with the decision, but since the memory or another set of actions or words can lead to old feelings, you will need to resort to forgiveness several times.
And if the person I’m forgiving does not change?
Let the other person is changing its behavior is not the point of forgiveness. In fact, the person is not told to change attitude or apologize for the offense. Think of forgiveness rather than as a way to change your life – bringing yourself more peace, happiness and emotional well-being and spiritual.
Forgiveness removes the other person the power to continue to influence your way. Through forgiveness, you choose to no longer consider yourself a victim.
Forgiveness is first of all made for yourself and not for the person you have wronged.
What if I am in need of forgiveness?
It would be good to spend some time to think about that you committed the offense and try to understand the effect it had on others. Unless this does not cause more harm and distress, consider admitting the wrong you have done to those who hurt you, speaking of your sincere repentance and asking forgiveness – without giving an apology.
But if this seems unwise because it can bring more harm or suffering, better not do it – do not apologize for is that you feel better. Do not want to add salt to the wound sore. Also keep in mind that you can not force someone to forgive you.They will need their time to forgive.
In any case, we should commit ourselves to forgive ourselves. Keep yourself resentment may be deleterious in the same way how to keep resentment toward someone else. Realize that poor behavior or mistakes does not make you a bad or be useless.
Accept that you – like everyone else – are not perfect. Accept yourself despite your faults. Admit your mistakes. Try to treat others with compassion, empathy and respect. And again, talking with a spiritual guide, a social worker or a friend / relative can be trusted useful.
Forgiveness of yourself or others, though not easy, it can transform your life.Instead of lingering in the sense of injustice and revenge, instead of feeling angry or bitter, you can turn towards a life of peace, compassion, joy and kindness.

Consapevolezza dell’amore – Awareness of love – Thich Nhat Hanh


Consapevolezza dell’amore

Guardare in profondità e praticare la consapevolezza dell’amore ci aiuta a essere lucidi, a essere amorevoli, e quella lucidità e gentilezza amorevole ci servono da protezione, preservandoci da pericoli di ogni genere. Di solito siamo convinti che il pericolo venga fuori da noi, mentre gran parte del pericolo che ci troviamo ad affrontare viene dal nostro interno.

Spesso, se non abbiamo una visione chiara della situazione, la paura e gli equivoci in cui cadiamo ci possono trascinare in situazioni pericolose. Le afflizioni fondamentali (dette anche “I tre veleni”) sono illusione, rabbia e brama; possono essere guarite e trasformate dalla pratica della consapevolezza dell’amore. La consapevolezza dell’amore può aiutarci a fermare la sofferenza fin da subito e ci tiene lontani dalle fiamme dei veleni.

Sappiamo che la compassione deve essere pervasa di comprensione e di saggezza, prajna, perché se non si comprende, non è possibile alcuna comprensione profonda. Ecco perché la pratica della compassione inizia con la pratica dell’osservazione profonda, vipasshyana. Quando pratichiamo la consapevolezza, acquisiamo una comprensione più profonda della situazione; a partire dalla comprensione, la compassione fluisce spontanea. Prajna poi porta con se Mastri che è amore, gentilezza e compassione.

Se sei in conflitto con un’altra persona, la prima cosa che dovresti fare è cercare di capirla a fondo. Guardare in profondità ti farà vedere la sua sofferenza e allora non avrai più voglia di farle del male, di punirla o di farla soffrire, ma accetterai così com’è e cercherai di aiutarla. E’ così che la comprensione contribuisce a rendere possibile l’amore. A sua volta l’amore aiuta la comprensione ad approfondirsi: quando provi simpatia o affetto per qualcuno, sei in una posizione per capirlo o capirla. Se invece non hai alcuna empatia per quella persona, se non l’accetti, non avrai alcuna possibilità di capirla.

L’affetto e l’amore ci aiutano lungo il sentiero di prajna aumentano la nostra energia di comprensione. La comprensione e l’affetto sono interdipendenti fra loro: l’amore fatto di comprensione e la comprensione è fatta d’amore. La consapevolezza dell’amore ci può aiutare in moltissimi modi. Supponiamo che tu stia tornando a casa in auto, consapevole che a casa c’è tuo figlio ad attenderti: se pratichi la consapevolezza dell’amore, se pensi e tuo figlio che ti aspetta che tu arrivi a casa sano e salvo, sarai più presente e guiderai con più attenzione, in modo più sicuro.

Metti che ti venga in mente di bere qualcosa praticando la consapevolezza dell’amore pensi a tuo figlio e sai che fra pochi minuti dovrai metterti al volante. Anche se hai molta voglia di bere perché ti fa sentire bene,praticare la consapevolezza dell’amore ti aiuterà a scegliere di non farlo, in quel momento. E’ una buona pratica mettere una foto di tuo figlio o di qualcuno che ami sul cruscotto dell’auto che ti ricordi di praticare la consapevolezza dell’amore mentre sei al volante così guiderai con attenzione.

Puoi tenere con te una foto della persona che ami, nella cartella del lavoro o in un posto dove la puoi vedere spesso, un immagine che può anche raffigurare un buddha o un bodisattva, tua figlia, tuo figlio, il tuo coniuge o partner, perfino un animale domestico a cui sei affezionato.

Qualunque essere a cui vuoi bene può ispirarti ad essere più consapevole, a prenderti cura di te stesso, di te stessa. E prendendoti cura di te, ti prendi cura delle persone che ami. Questa è una pratica di consapevolezza dell’amore. Non occorre che tu sia una persona molto religiosa o che faccia una quantità di pratiche devozionali: basta che richiami nella mente le persone a cui vuoi bene.

Così richiamare alla mente la forma, la vista o il suono di una manifestazione di compassione può aiutarti a soffrire meno. Ogni volta che pensi a quella persona, ogni volta che prendi consapevolezza di quell’altra, ogni volta che con l’occhio della mente vedi quel luogo bellissimo, immediatamente nel tuo cuore nasce l’elemento della compassione e della comprensione.  La consapevolezza dell’amore è la pratica in grado di far sgorgare in noi il nettare della compassione e della comprensione. E che ci aiuta ad evitare ogni genere di pericolo. Quando si corre dietro al denaro, alla notorietà e al potere, quando si permette chela fiamma dell’avidità bruci dentro di se, si stà malissimo.

Se non si sa come praticare, anche il fuoco del desiderio sessuale inappropriato può bruciare e far soffrire. In che modo la consapevolezza della’more e della compassione aiutano a soffrire di meno? Prima di avere una relazione sessuale con qualcuno, pratica la consapevolezza: osserva in profondità la situazione dell’altro e la tua. Quell’atto distruggerà la vostra vita darà origine a un bel po’ di sofferenza per le persone che ami, per la tua famiglia, la consapevolezza e la presenza mentale portano comprensione e saggezza. E la saggezza da come risultato l’amore e la condotta saggia, quella comprensione che ti aiuta ad astenerti dal compiere azioni che portano sofferenza.

E’ così che la consapevolezza della compassione può impedirti di bruciarti alla fiamma del desiderio. Consapevolezza, presenza mentale e compassione rendono molto facile la pratica degli Addestramenti. Una volta che hai l’amore nel cuore non devi fare niente di più: puoi praticare gli Addestramenti alla perfezione e con molta facilità, senza alcuna lotta. Ogni volta che l’energia della consapevolezza ti nasce nel cuore, puoi essere libero dall’avidità. E’ una specie di miracolo,  non è una grande fatica.

La pratica dell’amore, la consapevolezza dell’amore, è bellissima; è davvero una porta universale. La compassione ci fa mettere in relazione con le altre persone e altri esseri nel migliore dei modi possibile. E’ per questo che la pratica mira a far scorrere il nettare della compassione: senza compassione ci inaridiremmo completamente, saremmo del tutto soli e isolati. La gente che non ha compassione è quella che di più soffre al mondo è terribilmente sola. Chi si comporta con crudeltà, chi non ha in sé amore e compassione soffre molto; ha bisogno di aiuto da parte nostra, non di punizione o di vendette. Se sei veramente intelligente, sai che generare sofferenza negli altri ti farà ricadere addosso solo altri pericoli e altre sofferenze.

Ogni violenza che facciamo a una persona è un atto di violenza che facciamo contro noi stessi. Se non capisci questa verità elementare, soffrirai sempre di più.

Quando hai subito torture, è molto difficile non provare rabbia nei confronti di chi ti ha fatto del male; a loro volta anche i reduci americani soffrono molto del fatto i aver ucciso o menomato tanta gente. Come aiutare sia chi ha subito violenza sia chi l’ha perpetrata con la consapevolezza e la compassione, la consapevolezza dell’amore.

Possiamo guardare con gli occhi dell’amore la persona che ci fa soffrire: ” questa persona che ho davanti, anche se ha fatto cose crudeli contro di me e contro gli altri, anche se ha perso il contatto con la propria umanità, è a sua volta una vittima della violenza della crudeltà. Praticherò per essere capace con gli occhi dell’amore e di aiutarla a entrare in contatto con la propria umanità”. La prima cosa che si nota quando si pratica la consapevolezza della compassione è che si smette di soffrire.

Quando hai in te abbastanza energia di compassione e di amore, il cuore ti diventa grande e puoi abbracciare ogni cosa, ogni persona, anche quelli che chiami nemici.

Quando sai osservare in profondità il nemico e riesci a vedere che è vittima di idee, concetti e informazioni sbagliate, di condizione di vita, culturali e sociali, allora riesci a restare calmo e a mantenere aperto il cuore e hai più possibilità di riuscire ad aiutarlo a mettersi in contatto con la propria umanità, con la propria innata natura di Buddha, e a trasformare i semi dell’odio e della violenza che ha dentro di sé.

(Il cuore del cosmo – Thich Nhat Hanh

Awareness of love

Look deeply and practice mindfulness of love helps us to be lucid, to be loving, and the clarity and loving kindness to us serve as protection, preservandoci dangers of every kind. Usually we are convinced that the danger is outside of us, while most of the danger we face comes from within.

Often, if we do not have a clear view of the situation, the fear and misunderstanding that can drag us fall into dangerous situations. The fundamental delusions (also known as “The three poisons”) are illusion, anger and greed, can be healed and transformed by the practice of mindfulness of love. The awareness of love can help us stop the pain right away and keeps us away from the flames of poisons.

We know that compassion must be imbued with understanding and wisdom, prajna, because if you do not understand, can not be any deep understanding. That’s why the practice of compassion begins with the practice of observation deep, vipasshyana. When we practice mindfulness, we gain a deeper understanding of the situation, based on the understanding, compassion flows spontaneously. Prajna Masters brings with it then that is love, kindness and compassion.

If you are in conflict with another person, the first thing you should do is try to understand it thoroughly. Look deeply you will see her suffering and then you will not want to hurt her, to punish her or make her suffer, but will accept as it is and try to help. It ‘s so that understanding helps to make love possible. In turn, love helps to deepen understanding: When you feel sympathy or affection for someone, you’re in a position to understand it or understand it. If you do not have any empathy for that person, if not accept, you will not have any chance of understanding it.

The affection and love help us along the path of gnosis increase our understanding of energy. The understanding and affection are interdependent: the love of understanding and comprehension that is made of love. The awareness of love can help us in many ways. Suppose you are going home by car, knowing that your son is at home waiting for you: if you practice the awareness of love, and if you think your child is waiting for you to come home safe and sound, you’ll be more present and you’ll drive more carefully, more safely.

Suppose you have in mind a drink practicing mindful of the love you think about your son and you know that in a few minutes you get behind the wheel. Even if you really want to drink because it makes you feel good, practice mindfulness of love will help you choose not to, at that time. It ‘a good practice to put a photo of your child or someone you love on your dashboard that you remember to practice the awareness of love while you’re at the wheel so you’ll drive carefully.

You can keep with you a photo of the person you love, in your work or in a place where you can often see an image that can depict a Buddha or a bodisattva, your daughter, your son, your spouse or partner, even a pet you’re attached to.

Whatever you want to be good can inspire you to be more aware, to take care of yourself, of yourself. And taking care of yourself, you take care of your loved ones. This is a practice of awareness of love. You need not be a very religious person or a face amount of devotional practices: just recall that in mind the people you love.

So call to mind the shape, the sight or sound of a manifestation of compassion can help you suffer less. Every time you think about that person, every time you take knowledge of that other, each time with the mind’s eye see that beautiful place, just in your heart comes the element of compassion and understanding. The awareness of the practice of love is able to pour into us the nectar of compassion and understanding. And that helps us to avoid any kind of danger. When one runs after money, the fame and power, when you can claw flame burns within him of greed, it is terrible.

If you do not know how to practice, even the fire of sexual abuse can burn and cause suffering. How della’more awareness and compassion help us to suffer less? Before having a sexual relationship with someone, practice mindfulness: observe in depth the situation of others and yours. That act will destroy your life will give rise to quite a lot ‘of suffering for the people you love, for your family, awareness and mindfulness bring understanding and wisdom. And as a result of the wisdom of love and wise conduct, that understanding that helps you to refrain from actions that bring suffering.

It ‘s so that the awareness of compassion can affect your ability to burn the flame of desire. Awareness, mindfulness and compassion make it very easy the practice of Trainings. Once you have love in your heart you must not do anything more, you can practice the Trainings perfection and with great ease, without any fight. Whenever the energy of mindfulness will rise in the heart, you can be free from greed. It ‘a kind of miracle, not a great effort.

The practice of love, the awareness of love, is beautiful, is really a universal gate. Compassion makes us to relate with other people and other beings in the best way possible. And ‘why the practice is to slide the nectar of compassion: compassion without inaridiremmo us completely, we would be totally alone and isolated. The people who have no compassion is the one that suffers most in the world is terribly lonely. Who behaves with cruelty, who has not itself suffered much love and compassion, but we need help from us, not for punishment or revenge. If you’re really smart, you know cause suffering in others you will bring back wearing only other dangers and other afflictions.

All violence we do to a person is an act of violence we do against ourselves. If you do not understand this basic truth, you will suffer even more.

When you have been subjected to torture, it is very difficult not to feel anger towards those who have wronged you, in turn, also suffer a lot of American veterans have done a lot of people killed or maimed. How to help both those who have been abused or those who have perpetrated with the knowledge and compassion, the awareness of love.

We can look with the eyes of the person who makes us suffer, “this person in front of me, although he did cruel things against me and against others, even though it has lost touch with their humanity, is in its Once a victim of violence, of cruelty. I practice to be able with eyes of love and help her get in touch with their humanity. ” The first thing you notice when you practice awareness of compassion is that you stop suffering.

When you have enough energy in you with compassion and love, your heart becomes big and you can embrace everything, everyone, even those who call enemies.

When you know you look deep into the enemy and you can see who is the victim of ideas, concepts and misinformation, condition of life, cultural and social, then you can remain calm and maintain an open heart and you have more chance of being able to help get in touch with their humanity, with their innate Buddha nature, and transform the seeds of hatred and violence that has inside.

(The heart of the cosmos – Thich Nhat Hanh

Frammenti di cuore – Pieces of heart


Frammenti di cuore

Puoi cercare in tutto l’universo qualcuno che sia meritevole del tuo amore e del tuo affetto più di te stesso

e non lo troverai in alcun luogo. Tu stesso, come chiunque altro nell’intero universo, meriti il tuo amore ed il tuo affetto.”


Buddha

“Il rancore a cui rimani attaccato
è come un carbone ardente che vuoi tirare a qualcun altro,
ma sei tu a rimanerne scottato.”


Buddha

“La gentilezza comincia davvero a casa propria
e con sé stessi,
perché la fonte di tutta la gentilezza
è il cuore umano,
e un cuore inaridito
ha ben poco da dare.”

La buona educazione consiste nel nascondere quanto bene pensiamo di noi stessi e quanto male degli altri

(Mark Twain)

La generosità è dare più di quanto puoi, l’orgoglio è prendere meno di quanto ti occorre.

(K. Gibran)

La gentilezza delle parole crea fiducia. La gentilezza di pensieri crea profondità. La gentilezza nel donare crea amore.

(Lao-Tzu)

Le cose migliori e più belle del mondo non possono essere viste e nemmeno toccate. Bisogna sentirle col cuore.

(Helen Keller)

Pieces of heart


“You can search the entire universe for someone who is worthy of your love and your love more than yourself and you will not find anywhere. You, like everyone else in the entire universe, deserve your love and your affection. “

Buddha

The bitterness that remains attached is like a hot coal that you want to pull someone else but if thou wilt be burnt.

Buddha

“The kindness truly begins at home and with themselves, because the source of all the kindness is the human heart, and a withered heart has little to give. “

A good education consists in concealing how well we think of ourselves and how bad the other

(Mark Twain)

Generosity is giving more than you, pride is taking less than you need.

(K. Gibran)

The kindness of the words creates confidence. Kindness creates depth of thought. Kindness in giving creates love.

(Lao-Tzu)

The best and most beautiful things in the world can not be seen nor touched. We must hear from the heart.

(Helen Keller)


La battaglia dei due lupi


La battaglia dei due lupi

Una sera un anziano Cherokee raccontò al nipote della battaglia che avviene dentro le persone.
E disse: “Figlio mio, la battaglia è tra i due lupi che vivono dentro di noi.
Uno è infelicità, paura, preoccupazione, gelosia, dispiacere, autocommiserazione, rancore, senso di inferiorità.
L’altro è felicità, gioia, amore, speranza, serenità, gentilezza, generosità, verità, compassione”.
Il piccolo ci pensò su per un minuto e poi chiese: “Quale dei due lupi vince?”.
L’anziano Cherokee rispose semplicemente: “Quello a cui dai da mangiare”

Dal web 

The battle of the two wolvesOne evening an old Cherokee told his grandson about the battle that goes on inside people.
He said: “My son, the battle is between two wolves that live within us.
One is unhappiness, fear, worry, jealousy, sorrow, self-pity,resentment, inferiority.
The other is happiness, joy, love, hope, serenity, kindness, generosity, truth, compassion. “
The little thought for a minute and then asked: “Which wolf wins?”.
The old Cherokee simply replied: “That which you feed”

from the web

L’arte della trascendenza – The Art Of Transcendence – Osho


L’arte delle trascendenza

“Un giorno il Buddha stava attraversando una foresta. Era un afoso giorno d’estate e aveva molta sete; disse ad Ananda, il suo discepolo più vicino: «Ananda, torna indietro. Cinque o sei chilometri fa, abbiamo attraversato un ruscello. Porta un po’ d’acqua, prendi la mia ciotola. Sono molto stanco e assetato». Era invecchiato…

Ananda tornò indietro, ma quando raggiunse il ruscello erano passati alcuni carri che avevano reso fangosa l’acqua. Le foglie morte che giacevano sul fondo erano sulla superficie; non era più possibile berla, perché si era intorbidita. Egli tornò a mani vuote e disse: «Dovrai aspettare un po’; andrò più avanti. Ho sentito dire che due, tre chilometri più avanti c’è un grande fiume. Porterò l’acqua da là».
Ma il Buddha insistette: «Torna indietro e prendi l’acqua da quel ruscello».

Ananda non riusciva a capire la sua insistenza, ma se il Maestro diceva così, il discepolo doveva eseguire l’ordine. Sebbene vedesse l’assurdità della cosa – camminare ancora per cinque chilometri, nonostante l’acqua non si potesse bere – si mise in cammino.

Mentre partiva, il Buddha gli disse: «Non tornare se l’acqua è ancora torbida. In quel caso, siediti sulla riva in silenzio. Non fare nulla, non entrare nel fiume. Siediti sulla riva in silenzio e osserva. Prima o poi l’acqua tornerà limpida, riempirai la ciotola e tornerai indietro».

Ananda andò e il Buddha aveva ragione: l’acqua era quasi pulita, le foglie se n’erano andate, il fango si era depositato; ma poiché non era ancora totalmente limpida, egli si sedette sulla riva a guardare il fiume scorrere. A poco a poco divenne chiaro come un cristallo. Allora tornò indietro danzando: aveva capito l’insistenza del Buddha. In ciò che era successo c’era un messaggio per lui, e l’aveva compreso. Diede l’acqua al Buddha e, ringraziandolo, gli toccò i piedi.

Il Buddha disse: «Che cosa stai facendo? Sono io che dovrei ringraziarti, poiché mi hai portato l’acqua».
Ananda rispose: «Adesso posso capire. Prima ero arrabbiato; non l’ho fatto vedere, ma lo ero perché pensavo fosse assurdo tornare indietro.

Tuttavia, ora comprendo il messaggio: era davvero ciò di cui avevo bisogno in questo momento. Seduto sulla riva del fiume, ho capito che la stessa cosa accade con la mente. Se salto nel ruscello, lo sporcherò di nuovo. Se salto nella mente, si crea più rumore, cominciano a sorgere nuovi problemi. Seduto in disparte, ho imparato la tecnica.

«Adesso anche con la mente mi siederò in disparte, osservandola in tutti i suoi problemi, la sporcizia, le foglie morte, le ferite, i traumi, i ricordi, i desideri. Imperturbato, starò seduto sulla riva, aspettando il momento in cui tutto sarà limpido.»
Accade da sé, perché quando siedi sulla riva della mente, non le dai più energia. Questa è la meditazione autentica. La meditazione è l’arte della trascendenza.”

OSHO, The Dhammapada: The Way of the Buddha, vol. 10, cap. 4.

The Art Of Transcendence

One day Buddha is passing by a forest. It is a hot summer day and he is feeling very thirsty. He says to Ananda, his chief disciple, “Ananda, you go back. Just three, four miles back we passed a small stream of water. You bring a little water — take my begging bowl. I am feeling very thirsty and tired.” He had become old.

Ananda goes back, but by the time he reaches the stream, a few bullock carts have just passed through the stream and they have made the whole stream muddy. Dead leaves which had settled into the bed have risen up; it is no longer possible to drink this water — it is too dirty. He comes back empty-handed, and he says, “You will have to wait a little. I will go ahead. I have heard that just two, three miles ahead there is a big river. I will bring water from there.”

But Buddha insists. He says, “You go back and bring water from the same stream.”

Ananda could not understand the insistence, but if the master says so, the disciple has to follow. Seeing the absurdity of it — that again he will have to walk three, four miles, and he knows that water is not worth drinking — he goes.

When he is going, Buddha says, “And don’t come back if the water is still dirty. If it is dirty, you simply sit on the bank silently. Don’t do anything, don’t get into the stream. Sit on the bank silently and watch. Sooner or later the water will be clear again, and then you fill the bowl and come back.”

Ananda goes there. Buddha is right: the water is almost clear, the leaves have moved, the dust has settled. But it is not absolutely clear yet, so he sits on the bank just watching the river flow by. Slowly slowly, it becomes crystal-clear. Then he comes dancing. Then he understands why Buddha was so insistent. There was a certain message in it for him, and he understood the message. He gave the water to Buddha, and he thanked Buddha, touched his feet.

Buddha says, “What are you doing? I should thank you that you have brought water for me.”

Ananda says, “Now I can understand. First I was angry; I didn’t show it, but I was angry because it was absurd to go back. But now I understand the message. This is what I actually needed in this moment. The same is the case with my mind — sitting on the bank of that small stream, I became aware that the same is the case with my mind. If I jump into the stream I will make it dirty again. If I jump into the mind more noise is created, more problems start coming up, surfacing. Sitting by the side I learned the technique.

“Now I will be sitting by the side of my mind too, watching it with all its dirtiness and problems and old leaves and hurts and wounds, memories, desires. Unconcerned I will sit on the bank and wait for the moment when everything is clear.”

And it happens on its own accord, because the moment you sit on the bank of your mind you are no longer giving energy to it. This is real meditation. Meditation is the art of transcendence.

Osho, The Dhammapada: The Way of the Buddha, Vol. 10, ch. 4.