Archivio tag | Perle vive

Kundalini – Sri Aurobindo


Kundalini – Sri Aurobindo

Il processo di risveglio della kundalini che sale attraverso i centri, come pure la purificazione dei centri, è una conoscenza tantrica. Nel nostro yoga non c’è un processo volontario di purificazione e apertura dei centri e neppure un sollevamento della kundalini mediante un processo stabilito. Viene usato un altro metodo, ma c’è sempre l’ascesa della coscienza da e attraverso diversi livelli per congiungersi alla coscienza superiore al di sopra; c’è l’apertura dei centri e dei piani (mentale, vitale e fisico) cui questi centri presiedono; c’è anche la discesa, che è la chiave principale della trasformazione spirituale. Per questo c’è, come ho detto, una conoscenza tantrica dietro al processo di trasformazione nel nostro yoga.

Nel nostro yoga non c’è un’apertura voluta dei cakra; essi si aprono spontaneamente con la discesa della Forza. Nella disciplina tantrica si aprono dal basso verso l’alto, prima di tutti il mūlādhāra; nel nostro yoga si aprono dall’alto verso il basso. Ma l’ascesa della forza dal mūlādhāra avviene anche qui.

Nel Tantra i centri vengono aperti e la kundalini risvegliata con un processo particolare, l’azione della sua ascesa viene percepita attraverso la spina dorsale. Qui, invece, è una pressione della Forza dall’alto a risvegliarla e ad aprire i centri. C’è poi un’ascesa della coscienza che sale fino ad unirsi alla coscienza superiore al di sopra. Questo si ripete fin quando tutti i centri sono aperti e la coscienza s’innalza al di sopra del corpo. Ad uno stadio successivo, essa rimane al di sopra e si espande nella coscienza cosmica e nel sé universale. Questo è il decorso normale, ma a volte il processo è più rapido e c’è un’apertura improvvisa e definitiva al di sopra.

L’ascesa e la discesa della Forza in questo yoga si compiono a modo loro senza necessariamente riprodurre i particolari indicati nei libri tantrici. Molti diventano coscienti dei centri, ma altri sentono semplicemente l’ascesa e la discesa in modo generale o da un livello all’altro piuttosto che da un centro all’altro, sentono cioè la Forza che discende prima nella testa, poi nel cuore, poi nell’ombelico e ancora più sotto. Non è affatto necessario divenire coscienti delle divinità nei centri secondo la descrizione tantrica, ma alcuni sentono la Madre nei diversi centri. In queste cose la nostra sadhana non si attiene alla conoscenza data nei libri, ma aderisce solo alla verità essenziale che sta dietro e la realizza indipendentemente, senza sottostare alle antiche forme e simboli. I centri stessi hanno qui un’interpretazione diversa da quella data nei libri dei tantrici.

Sì, lo scopo del nostro yoga è stabilire un contatto diretto col Divino al di sopra e far discendere la Coscienza divina dall’alto in tutti i centri. I poteri occulti che appartengono ai piani mentali, vitali e fisico-sottile non sono il nostro scopo. Strada facendo, si può avere un contatto con varie Forze e Personalità divine, ma non occorre stabilirle nei centri, benché a volte ciò avvenga automaticamente per un certo tempo nel corso della sadhana. Ma non è una regola: il nostro yoga vuole essere plastico e permettere tutte le operazioni necessarie del Potere divino secondo la natura, ma queste, nei loro particolari, possono variare in ciascun individuo.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 83-85

In questo yoga il movimento avviene dall’alto verso il basso: all’inizio i due centri della testa, poi il centro del cuore, quindi quello ombelicale e infine gli altri due. Se l’esperienza superiore, con la sua coscienza, conoscenza e volontà superiori, si stabilisce dapprima e pienamente nei tre centri superiori, dopo è più facile aprire i tre centri inferiori senza creare troppo scompiglio.

SA, ivi, vol. IV, p. 234

Kundalini – Sri Aurobindo

The process of awakening the kundalini rising through the centers, as well as the purification of the centers, is a tantric knowledge. In this Yoga there is a voluntary process of purification and opening of the centers and even a lifting of the kundalini through an established process. Another method is used, but there is always the rise of consciousness and through various levels to join the higher consciousness above, there is the opening of centers and floors (mental, vital and physical) to which these centers preside over and there is also the descent, which is the main key of spiritual transformation. That is, as I said, tantric knowledge behind the process of transformation in our yoga.

In this Yoga there is no intentional opening of chakras, and they open spontaneously with the descent of the Force. In the discipline tantric open from bottom to top, first of all the muladhara; in our yoga open from top to bottom. But the rise of force from Muladhara is also here.

In Tantra the centers are opened and kundalini awakened with a particular process, the action of its rise is seen through the spine. Here, however, is a force of pressure from above to awaken and open centers. Then there is an ascent of consciousness that rises up to join the higher consciousness above. This is repeated until all the centers are open and the consciousness rises above the body. At a later stage, it remains above and expands into the cosmic consciousness and the universal self. This is the normal course, but sometimes the process is faster and there is an opening sudden and definitive above.

The ascent and descent of the Force in this yoga will make their way without necessarily reproduce the details mentioned in the books Tantric. Many become aware of the centers, but others simply feel the rise and descent in a general or from one level to another rather than from one center to another, feel that the Force which comes first in the head, then heart, then and even more below the navel. There is no need to become aware of the deities in tantric centers according to the description, but some feel the Mother in different centers. In these things our sadhana does not adhere to the knowledge given in the books, but only adheres to the essential truth that lies behind and produces independently, without being subjected to the ancient forms and symbols. The centers themselves have here a different interpretation from that given in the books of tantra.

Yes, our aim in yoga is to establish direct contact with the Divine above and to derive from the Divine Consciousness in all centers. The occult powers that belong to the mental planes, vital and physical-thin is not our purpose. Along the way, you can make contact with the various forces and divine personalities, but no need to establish them in the centers, although sometimes this is done automatically for some time in the course of sadhana. But there is one rule: our yoga aims to be plastic and allow all the necessary operations according to the nature of divine power, but these, in their details may vary in each individual.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 83-85

In this yoga movement is from top to bottom: at the two centers of the head, then the heart center, then the cord and then the other two. If the superior experience, with his conscience, knowledge and desire above, and fully settled first in the three higher centers, it is easier to open after the three lower centers without creating too much havoc.

SA, ibid, vol. IV, p. 234

Pubblicità

Sull’umanità – il progresso, l’aiuto agli altri – Mankind – progress, helping others – Sri Aurobindo


Sull’umanità – il progresso, l’aiuto agli altri – Sri Aurobindo
L’umiltà davanti al Divino è anch’essa una conditio sine qua non della vita spirituale, mentre l’orgoglio, l’arroganza, la vanità e la presunzione spirituale spingono sempre verso il basso. (…) Il disprezzo per gli altri è sempre fuori luogo, tanto più che il Divino è in tutti. È ovvio che le attività e le aspirazioni degli uomini non sono né insignificanti né senza valore, poiché tutta la vita è una crescita dell’anima dall’oscurità alla Luce.
Secondo il nostro modo di vedere, l’umanità non può uscire dalle sue limitazioni e crescere con i normali mezzi adottati dalla mente umana: politica, riforme sociali, filantropia, ecc; questi possono essere solo palliativi temporanei o circoscritti. L’unica vera via d’uscita è un cambiamento di coscienza in un modo d’essere più grande, più vasto e più puro, e una vita e un’azione basate su tale cambiamento. È dunque a questo che bisogna rivolgere le energie una volta che l’orientamento spirituale sia completo. Questo non implica alcun disprezzo, significa preferire i soli mezzi efficaci a quelli che sono stati trovati inefficaci.
(Lettere, I, 190-1)
Personalmente, non ho un rispetto esagerato per l’Umanità e per quello che essa è, ma dire che non ha fatto alcun progresso è un pessimismo esagerato così come furono un ottimismo esagerato gli entusiastici alleluia del diciannovesimo secolo per un’Umanità in pieno progresso. (…) E, dopo tutto, il miglior modo di far progredire l’Umanità è avanzare personalmente; ciò può suonare individualistico o egoistico, ma non lo è: è solo buon senso. Come dice la Gita: “Tutto ciò che fanno i migliori viene preso a modello dagli altri” [III, 21].
(Lettere, II, 28-9)
Naturalmente la maggior parte degli uomini vive nella mente fisica e nel vitale, eccetto pochi santi e un numero un po’ più grande di intellettuali. È per questo che, come si è ora scoperto, l’umanità ha fatto pochi progressi negli ultimi tremila anni, eccetto nel campo della scienza e in quello materiale. Un po’ meno crudeltà e brutalità forse, più elasticità dell’intelletto nell’élite, una capacità più rapida di cambiamento nelle forme, ma tutto qui.
La nostra epoca è allo stesso tempo peggiore e migliore [di quella del passato]: da un lato la natura umana si è degradata fin nei suoi aspetti peggiori e c’è uno scatenamento delle forze vitali; dall’altro c’è, in compenso, una maggiore ricerca di qualcosa di oltre, una ricerca che ha in sé più luce e conoscenza.
(Lettere, V, 57)
Si deve spesso rinunciare al dharma inferiore per arrivare a un dharma più vasto, per esempio i doveri sociali, i debiti da saldare, una famiglia a cui badare, contribuire a servire il proprio paese, ecc.: chi si volge alla vita spirituale deve spesso lasciarsi indietro tutto ciò, e da molti viene rimproverato come adharma. Ma, se non segue questo adharma, resta sempre vincolato alla vita inferiore – dato che lì vi è sempre qualche dovere da assolvere – e non può dedicarsi al dharma spirituale, oppure può farlo solo quando è vecchio e le sue facoltà sono diminuite.
(Lettere, II, 26)
Il vero scopo dello yoga non è la filantropia, ma trovare il Divino, entrare nella coscienza divina e scoprire il proprio vero essere nel Divino.
L’idea di essere utili all’umanità è la vecchia confusione dovuta a idee di seconda mano importate dall’Occidente. Ovviamente, per essere ‘utili’ all’umanità non c’è bisogno dello yoga: chiunque conduca la vita umana è utile all’umanità, in un modo o nell’altro. Lo yoga è diretto verso il Divino, non verso l’uomo. Se fosse possibile far discendere una coscienza e un potere divino supermentale e stabilirli nel mondo materiale, questo evidentemente significherebbe un immenso cambiamento per la terra, inclusa l’umanità stessa e la sua vita. Ma l’effetto sull’umanità non sarebbe che uno dei risultati del cambiamento; in sé non costituisce lo scopo della sadhana. Lo scopo della sadhana può essere solo quello di vivere nella coscienza divina e manifestarla nella vita.
(Lettere, II, 26-7)
E’ sempre così nel comportamento umano: gli uomini vogliono aiutarsi l’un l’altro, spinti da motivi nascosti o da sentimenti che provengono dall’ego. Solo quando si vive in una coscienza superiore accade diversamente.
L’idea di aiutare gli altri è una sottile forma di ego. Solo la Forza divina può aiutare. Si può essere un Suo strumento, ma si deve allora prima imparare a diventare uno strumento idoneo e privo di ego.
L’idea di aiutare gli altri è un’illusione dell’ego. Solo quando la Madre autorizza e dà la Sua Forza si può aiutare, e anche allora solo entro certi limiti.
(Lettere, II, 260-1)
Mankind – progress, helping others – Sri Aurobindo

The humility before the Divine is also a conditio sine qua non of spiritual life, and pride, arrogance, vanity and presumption spiritual always pushes down. (…) The contempt for others is always out of place, especially since the Divine is in all. It is obvious that the activities and aspirations of men are neither trivial nor without value, because all life is a growth of the soul from darkness to light.
In our view, humanity can not escape from its limitations and grow with the normal means used by the human mind: politics, social reform, philanthropy, etc., these may be only temporary palliatives or circumscribed. The only real way out is a change of consciousness in a way of being bigger, broader, more pure, and life and action based on that change. It is therefore this that we must address the energy once the spiritual orientation is complete. This does not imply any contempt, means preferring the only effective means to those that have been found ineffective.
(Letters, I, 190-1)
Personally, I do not have an exaggerated respect for humanity and for what it is, but saying that he has made no progress is an exaggerated pessimism as an exaggerated optimism were the enthusiastic hallelujahs of the nineteenth century for Humanity in full progress. (…) And, after all, the best way to advance humanity is to advance personally, this may sound selfish or individualistic, but it is not: it’s just common sense. As the Gita says: “All they do is best modeled by others” [III, 21].
(Letters, II, 28-9)
Of course, most men live in the physical mind and life, except for a few saints and a number a little ‘bigger than intellectual. That is why, as we have now discovered, mankind has made little progress over the last three thousand years, except in science and in the material. A little ‘less cruelty and brutality, perhaps, more flexible intellectual elite, a capacity of more rapid change in the forms, but that’s all.
Our age is both worse and better [than the past]: on the one hand, human nature is degraded even in its worst and there is an outburst of vital forces, and secondly there is, on the other hand , looking for something more than a search that has in it more light and knowledge.
(Letters, V, 57)
It often has to give up less to get to a dharma dharma larger, for example, social duties, debts to be paid, a family to look after, help serve their country, etc..: Who turns to the spiritual life is often leaving behind everything, and is criticized by many as adharma. But, if it does not follow this adharma, remains bound to the lower life – because there is always a duty to perform – and can not devote himself to spiritual dharma, or can only do so when he is old, and his faculties are diminished.
(Letters, II, 26)
The real purpose of yoga is not philanthropy, but finding the Divine, to enter into the divine consciousness and discover their true being in the Divine.
The idea of being useful to humanity is the confusion due to old ideas of second-hand imported from the West. Obviously, to be ‘useful’ to humanity there is no need of yoga is anyone lead human life is useful to humanity in one way or another. Yoga is directed towards the Divine, not to man. If it were possible to bring down a supramental consciousness and a divine power and establish them in the material world, this of course would mean a huge change for the earth, including humanity itself and its life. But the effect would be that humanity is not a result of the change, in itself is not the purpose of sadhana. The purpose of sadhana can only be to live in divine consciousness and manifest it in life.
(Letters, II, 26-7)
It ‘always the case in human behavior: people want to help each other, driven by hidden motives or feelings that come from ego. Only when you live in a higher consciousness is just the same.
The idea of helping others is a subtle form of ego. Only the Divine Force can help. It may be His instrument, but then you must first learn to be an appropriate and selfless.
The idea of helping others is an illusion of the ego. Only when the mother allows and gives His strength you can help, and even then only within certain limits.
(Letters, II, 260-1)

Le due rane – Two frogs – Anonimo


 

Le due rane

Un gruppo di rane stavano viaggiando attraverso la foresta quando due di loro caddero dentro una buca profonda. Quando le altre rane videro quanto era profonda la buca, suggerirono a quelle finite lì dentro che erano spacciate.

Le due rane ignorarono i commenti e cercarono di saltare fuori dalla buca con tutte le loro forze. Le compagne nel bosco continuavano a dire loro che era inutile tentare di saltar fuori, perché tanto erano spacciate. Alla fine, una delle due rane si rassegnò alle predizioni delle compagne e smise di cercare di uscire. Estenuata, morì.

L’altra rana continuò a saltare più forte che poteva. Ancora una volta, la folla di rane alla cima della buca gridava di rassegnarsi, smettere di soffrire e lasciarsi morire. La rana saltò con ancora maggior forza e alla fine ce la fece ad uscire.

Quando fu fuori, le altre rane le chiesero, “Ma non hai sentito quello che ti gridavamo?”. La rana spiegò loro che era sorda. Pensava che le sue compagne, per tutto il tempo, la stessero incoraggiando.

La storia ci insegna due lezioni:

1. C’è potere di vita e di morte in ciò che diciamo. Una parola incoraggiante a chi sta perdendo la speranza può aiutarlo a tirare avanti e continuare a lottare.

2. Una parola distruttiva a chi sta perdendo la speranza può essere quello che serve per farlo definitivamente arrendere.

Il mondo che ci circonda quando siamo bambini può forgiare la nostra capacità di reagire alle situazioni difficili e di perseverare nonostante le condizioni avverse. Situazioni familiari, culturali e ambientali diverse possono renderci arrendevoli e pessimisti piuttosto che tenaci e focalizzati sulle possibilità.

In quale ambiente familiare sei cresciuto? Gli adulti nella tua famiglia, i maestri a scuola, gli altri bambini con cui giocavi ti infondevano fiducia nelle tue capacità, sostenendo i tuoi sforzi e dimostrando di credere che potevi farcela oppure ti scoraggiavano minimizzando i tuoi sforzi, sottolineando i tuoi punti di debolezza e suggerendoti di lasciar perdere?

In quale modo, ora, sei tu a scoraggiare chi ti sta intorno (o addirittura te stesso!), ad usare parole demotivanti, a concentrarti sulle difficoltà e sulle possibili conseguenze negative?

Poni attenzione a quello che dici.

Offri energia vitale a te stesso e a coloro che attraversano la tua strada. Molte volte è difficile comprendere che una parola incoraggiante può avere degli effetti tanto positivi. Chiunque può parlare in modo da privare qualcuno dello spirito che serve per affrontare tempi difficili. Diventa speciale la persona che si prende il compito di incoraggiare gli altri.

Autore sconosciuto

Two frogs

A group of frogs were traveling through the woods, and two of them
fell into a deep pit. When the other frogs saw how deep the pit
was, they told the two frogs that they were as good as dead. The
two frogs ignored the comments and tried to jump up out of the pit
with all their might. The other frogs kept telling them to stop,
that they were as good as dead. Finally, one of the frogs took
heed to what the other frogs were saying and gave up. He fell down
and died.

The other frog continued to jump as hard as he could. Once again,
the crowd of frogs yelled at him to stop the pain and just die. He
jumped even harder and finally made it out. When he got out, the
other frogs said, “Did you not hear us?” The frog explained to
them that he was deaf. He thought they were encouraging him the
entire time.

This story teaches two lessons:

1. There is power of life and death in the tongue. An encouraging
word to someone who is down can lift them up and help them make it
through the day.

2. A destructive word to someone who is down can be what it takes
to kill them.

Be careful of what you say. Speak life to those who cross your
path. The power of words… it is sometimes hard to understand
that an encouraging word can go such a long way. Anyone can speak
words that tend to rob another of the spirit to continue in
difficult times. Special is the individual who will take the time
to encourage another.

Author Unknown

Difficoltà nel Cammino – Difficulties in the Way – Sri Aurobindo


Difficoltà nel Cammino – Sri Aurobindo

“L’esacerbarsi di certi movimenti vitali è un fenomeno ben noto nello yoga e non significa che si sia caduti indietro, ma solo che ci si trova ora alle prese con gli istinti fondamentali della natura vitale e terrestre invece di continuare ad avere con loro un rapporto piacevole e cortese. Io stesso ho avuto l’esperienza, durante un certo stadio dello sviluppo spirituale, dell’esasperarsi di certe cose che prima esistevano appena o sembravano del tutto assenti dalla pura vita yogica. Queste cose si sollevano in tal modo perché stanno lottando per la propria sopravvivenza; […] in seguito, quando tali movimenti non riescono a raggiungere il loro scopo, che è di far deviare il sadhaka dalla sadhana, il tutto scompare e non c’è più alcun serio disturbo”.
(Lettere, V, 97)

“Sono del tutto d’accordo con voi nel non trovare allettante l’idea di un altro attacco [delle forze ostili] di questo genere. Se io stesso sono un eroe, credo che sia più per necessità che per scelta; non amo infatti le tempeste e le battaglie, almeno sul piano sottile. Può darsi che la via soleggiata sia un’illusione, anche se non credo che lo sia, perché ho visto persone seguirla per anni; […] ma non è detto che il sentiero debba essere periodicamente flagellato da violente tempeste, benché sia un fatto evidente che è così per moltissimi sadhaka”
(Lettere, VI, 86)

“Tutte le nature dal forte carattere hanno una forza rajasica estroversa, espansiva, e se bastasse questo a renderci inadatti allo yoga, pochissimi di noi avrebbero avuto una probabilità di riuscirvi. Quanto al dubbio della mente fisica sul fatto che ci si possa riuscire o no, chi non l’ha avuto? Per quanto mi riguarda, mi ha perseguitato per anni e anni, ed è solo negli ultimi due anni che l’ultima ombra del dubbio – non sulla fattibilità teorica, ma sulla certezza pratica della sua realizzazione allo stato attuale del mondo e della natura umana – mi ha interamente abbandonato”.
(Lettere, VI, 116 – Questa lettera è stata scritta il 16.04.1923)

“Non è che questa vostra difficoltà sia personale; ogni sadhaka che intraprenda il Cammino deve affrontare simili ostacoli. Mi ci sono voluti quattro anni di sforzo interiore per trovare un vero Sentiero, anche se l’aiuto divino era sempre con me, e anche allora mi sembrò di averlo trovato per caso; e mi ci sono voluti altri dieci anni di yoga intenso sotto una suprema guida interiore per tracciarlo, e ciò perché ho dovuto assimilare e superare il mio passato e il passato del mondo, prima di poter trovare il futuro e gettarne le basi”.
(Lettere, V, 121)

“Quanto alla Madre e me, abbiamo dovuto provare tutte le strade, seguire tutti i metodi, superare montagne di difficoltà, portare un fardello di gran lunga più pesante del vostro o di chiunque altro nell’Ashram e fuori, subire condizioni di gran lunga più difficili, combattere battaglie, sopportare ferite, aprire strade attraverso paludi, deserti e foreste impenetrabili, vincere masse ostili: un lavoro quale, sono certo, nessun altro ha compiuto prima di noi. Perché la Guida del Cammino, in un lavoro come il nostro, deve non solo far discendere, rappresentare o incarnare il Divino, ma rappresentare anche l’elemento ascendente dell’umanità, portare tutto il fardello dell’umanità, e sperimentare, non per puro gioco Lila, ma del tutto seriamente, tutte le ostruzioni, difficoltà e opposizioni possibili, in un’impresa irta di ostacoli e impedimenti, solo a lungo termine coronata da successo. Ma non è indispensabile né tollerabile che altri debbano sperimentare tutto da capo. È perché la nostra esperienza è completa che possiamo indicare agli altri una via più diretta e più facile… se solo accetteranno di seguirla. È grazie alla nostra esperienza, conquistata a duro prezzo, che possiamo esortare voi e gli altri: Prendete l’atteggiamento psichico, sostenuti apertamente o segretamente dal Divino – se segretamente, Egli si mostrerà tuttavia a tempo debito. Non insistete nel procedere su un sentiero faticoso, pieno di ostacoli e di difficoltà, su una via traversa”.
(Lettere, V, 120)

“Quanto alla fede, scrivete come se io non avessi mai avuto alcun dubbio o alcuna difficoltà. Ho avuto dubbi e difficoltà peggiori di quanto qualunque mente umana possa immaginare. Non è perché io abbia ignorato le difficoltà, ma proprio perché le ho viste più chiaramente e le ho sperimentate su una scala più vasta di qualsiasi mio contemporaneo o predecessore che, avendole affrontate e misurate, sono certo dei risultati del mio lavoro. Ma anche se vedessi la possibilità che esso finisca in un niente (il che è impossibile), continuerei imperturbato, perché avrei comunque eseguito come meglio potevo il lavoro che dovevo fare, e ciò che si fa in questo spirito conta sempre nell’economia dell’universo. Ma perché dovrei pensare che tutto questo potrebbe finire in un niente, quando vedo ogni passo e dove esso porta, e quando ogni settimana, ogni giorno – una volta era ogni anno, poi ogni mese, e in futuro sarà ogni giorno e ogni ora – mi porta sempre più vicino alla meta? Lungo la strada che si percorre sotto la Luce dall’alto, perfino ogni difficoltà può essere un aiuto e ha il suo valore, e la Notte stessa porta in sé la Luce che deve venire”.
(Lettere, VI, 91-2)

Difficulties in the Way – Sri Aurobindo

“The exacerbation of certain movements of life is a phenomenon well known in the yoga and does not mean that it has fallen back, but only that you are now grappling with the basic instincts of nature, life and earth instead of continuing to have with them a ratio pleasant and courteous. I myself have had the experience, during a certain stage of spiritual development, dell’esasperarsi certain things that previously existed or just appeared totally absent from the pure yogic life. These things are raised in this way because they are struggling for survival, […] later, when such movements can not reach their goal, which is to divert the sadhaka of the sadhana, everything disappears and there is no longer any serious disturbance. “
(Letters, V, 97)

“I totally agree with you in not find attractive the idea of ​​another attack [the insurgents] of this kind. If I am a hero, I think it is more by necessity than by choice, not because I love storms and battles, at least on the subtle plane. Maybe the way sunny is an illusion, although I do not think it is because I have seen people follow it for years […] but it is said that the path should be regularly lashed by violent storms, though it is an obvious fact that is so for many sadhaka “
(Letters, VI, 86)

“All natures have a force strong character rajasic extroverted, expansive, and if this was enough to make it unfit to yoga, very few of us would have had a chance to succeed. As to the question of the physical mind that you can succeed or not, who has not had? For me, haunted me for years and years, and is only over the past two years since the last shadow of doubt – not on theoretical feasibility, but on the practical certainty of its realization in the current state of the world and human nature – I was completely abandoned. “
(Letters, VI, 116 – This letter was written on 16/04/1923)

“It’s not that your difficulty is personal, every sadhaka who undertake the Walk facing similar obstacles. It took me four years of inner struggle to find a true path, even if divine help was always with me, and even then it seemed to have found it by accident, and it took me another ten years of intense yoga under a Supreme inner guidance to trace it, and that is because I had to assimilate and overcome my past and the past of the world, before you can find the future and lay a foundation. “
(Letters, V, 121)

“As for Mother and me, we had to try all the roads, follow all the methods, overcome mountains of difficulty, take a much heavier burden of your or anyone else in the Ashram and outside, subject to conditions far more hard, fight battles, bear wounds, open roads through swamps, deserts and impenetrable forests, to win the masses hostile work which I am sure no one else has done before us. Because the Guide of the Way, in a work like ours, must not only bring down, represent or embody the Divine, but also represent the ascending part of humanity, taking the whole burden of humanity, and experience, not by pure Lila game, but quite seriously, all obstructions, possible difficulties and opposition, in an enterprise fraught with obstacles and impediments, only long-term successful. But it is not necessary nor acceptable that others should experience all over again. It is because our experience is complete we can show others a more direct and easier … if only they agree to follow. Thanks to our experience, gained at a heavy price, we can encourage you and others: Take the psychic attitude, supported by the Divine openly or secretly – if secretly, He will, however, in due course. Do not insist on moving forward on a difficult path full of obstacles and difficulties, on a side street. “
(Letters, V, 120)

“With regard to faith, write as if I never had any doubt or any difficulty. I had doubts and difficulties worse than any human mind can imagine. It’s not because I’ve ignored the challenge, but because I saw them more clearly and I tried on a larger scale than my contemporary or predecessor who, having faced and measured, I am sure the results of my work. But even if I saw the possibility that it will end in nothing (which is impossible), I would continue undisturbed, because I would have done the job as best I could that I had to do, and what is done in this spirit of economy has always’ universe. But why should I think that all this could end in nothing, when I see each step and where it leads, and when every week, every day – it was once every year, then every month, and in the future will be every day and every hour – brings me closer to the goal? Along the road that runs under the light from above, even every difficulty can be a help and has its value, and the night brings with it the same light that must come. “
(Letters, VI, 91-2)

Una parte della verità – Part of the Truth


Una parte della Verità

“Quale religione bisogna seguire?”. “L’umanitarismo: questa è il vero Dharma (religione, legge, dovere)”. Se tutte le cose create si manifestano dalla medesima ‘sostanza’, dall’Energia dell’Assoluto, l’Anima Priva di Forma, allora tutte le cose in realtà sono Uno e le varie parti di quell’Uno dovrebbero vivere e funzionare in armonia le une con le altre. Per un essere umano, la religione in senso lato – l’espressione della fede nell’Assoluto e la Sua Creazione – non può che manifestarsi attraverso pensieri, parole e azioni di stampo umanitario. “La Creazione è vasta e vi sono molte dottrine. Aderite a un principio…quello di Verità, Semplicità e Amore. Vivete in Verità, Semplicità e Amore”. Le religioni formalizzate, con i loro rituali, i loro sistemi di credenze, le loro divinità e i miti che le circondano, costituiscono un aiuto vitale e una guida per l’umanità, ma l’esistenza e l’attività di Dio nella Creazione non dipendono in alcun modo dall’adorazione e dalle fede degli uomini. Le nostre limitate menti umane non sono in grado di comprendere o esprimere l’Infinito. Tutte le religioni contengono una parte della Verità e offrono ai loro praticanti un percorribile e collaudato sentiero per raggiungere e sperimentare Dio; tutte le religioni hanno prodotto santi e maestri di comprovata realizzazione, ma nessuna possiede tutta la Verità, perché il Divino può essere sperimentato in un infinito numero di maniere, come infinito è il numero di coloro che Lo cercano. A causa delle limitazioni del linguaggio e della varietà delle esperienze spirituali, i rituali e le tecniche di adorazione prescritte da ciascuna religione saranno in grado di condurre il ricercatore della verità solo fino a un certo punto del cammino: gli ultimi passi che lo separano dall’unione completa con Dio non sono riportati su alcuna carta e vengono ‘disegnati’ di volta in volta a seconda dei casi. “Seguite la religione che è nei vostri cuori”. Quando una persona vive in armonia con il Divino e la Creazione nel suo complesso, è libera di scegliere la religione e i rituali con i quali si sente maggiormente in sintonia. “In ogni città esiste una piazza centrale verso la quale confluiscono tutte le strade che la attraversano. Allo stesso modo, tutte le religioni confluiscono verso il medesimo punto: Dio. Per questo motivo, qualsiasi sia la religione che seguite, alla fine raggiungerete Dio”.

Babaji di Herakhan

Part of the Truth

“Which religion should follow?”. “Humanitarianism: This is the true Dharma (religion, law, duty).” If all things made manifest by the same ‘substance’, from Energy of the Absolute, the soul With no form, then all things are really one and the various parts of that One should live and work in harmony to with each other. For a human being, religion in the broadest sense – the expression of faith in the Absolute and His Creation – can only manifest through thoughts, words and actions of humanitarian mold. “Creation is vast and there are many doctrines. Adhere to the principle … that of Truth, Simplicity and Love. Live in Truth, Simplicity and Love.” Formalized religions, with their rituals, their belief systems, their deities and myths that surround them, are a vital support and guidance for mankind, but the existence and activity of God in creation does not depend in any way by the adoration and faith of men. Our limited human minds are unable to understand or express the Infinite. All religions contain a portion of the Truth and their practitioners to offer a viable and proven path to get to and experience God, all religions have produced saints and teachers with proven construction, but none has the whole truth, because the Divine can be experienced in an infinite number of ways, as infinite is the number of those who seek Him. Because of the limitations of language and the variety of spiritual experiences, rituals and techniques of worship prescribed by each religion will be able to lead the seeker of truth only to a certain point in the journey: the last steps that separate it from ‘ complete union with God are not listed on any paper and are ‘designed’ from time to time depending on the case. “Follow the religion that is in your hearts.” When a person lives in harmony with the Divine and Creation as a whole, is free to choose the religion and rituals with which you feel most in tune. “In every city there is a central square towards which converge all the roads that cross it. Similarly, all religions converge towards the same point: God For this reason, whatever religion they follow, in order to reach God” .

Babaji Herakhan

La mia Sadhana è per la Terra Sri Aurobindo – My Sadhana for the Earth – Sri Aurobindo


La mia Sadhana è per la Terra Sri Aurobindo

[Aurobindo parla qui di sé usando la prima persona plurale]
“Quello che stiamo facendo, se e quando vi riusciremo, sarà un inizio, non un compimento. Saranno le basi di una nuova coscienza sulla terra, una coscienza con infinite possibilità di manifestazione. Nella manifestazione c’è un eterno progresso; al di là di essa non c’è alcun progresso. Se lo scopo fosse la liberazione dell’anima dal rivestimento fisico, allora non ci sarebbe bisogno di far discendere la coscienza supermentale, la mukti e il nirvana basterebbero. Se lo scopo fosse di elevarsi ai piani sovrafisici, anche in questo caso non ci sarebbe bisogno di far discendere la coscienza supermentale: si può entrare in qualche paradiso superiore con la devozione al Signore di quel paradiso, ma questo non è progredire. Questi altri mondi sono di tipo fisso, ciascuno fissato nel proprio genere, nel proprio tipo e nella propria legge. L’evoluzione ha luogo qui sulla Terra e perciò la Terra è il terreno più idoneo al progresso”.
(Lettere, vol. I, p. 24-25)

“L’azione del potere supermentale che io vedo non è un’influenza sul fisico, che gli offra facoltà anormali, ma una penetrazione e permeazione che lo trasformi interamente. L’espressione ‘natura fisica’ non significa solo il corpo, ma include la trasformazione dell’intera mente fisica, del vitale e della natura materiale – non imponendo loro delle siddhi, ma creando una nuova natura fisica che dovrà essere la dimora dell’essere e della coscienza supermentale in una nuova evoluzione. Non ho appreso l’idea dai Veda né dalle Upanishad, e non sapevo se lì vi fosse qualcosa di simile. La conoscenza che ho ricevuto riguardo alla supermente è stata diretta, non mi è stata data in modo indiretto; solo in seguito ho scoperto, a conferma, certe rivelazioni nelle Upanishad e nei Veda”.
(Lettere, I, 88-89)

“La supermente non è grandiosa, distante, fredda e austera; non è qualcosa di opposto a una piena manifestazione vitale e fisica, o incompatibile con essa; al contrario, porta in sé l’unica possibilità della completa pienezza della forza vitale e della vita fisica sulla terra. Proprio perché è così, perché così mi è stata rivelata e per nessun altro motivo io l’ho seguita e ho perseverato finché sono venuto in contatto con essa e sono stato in grado di fare discendere qualche potere suo e la sua influenza. Io mi occupo della terra, non dei mondi al di là in quanto tali; io cerco una realizzazione terrestre, non un volo verso cime lontane. Gli altri yoga considerano questa vita una illusione o una fase passeggera; lo yoga supermentale la considera una cosa creata dal Divino per una manifestazione progressiva e si prefigge come scopo la perfezione della vita e del corpo. La supermente è semplicemente la Coscienza di Verità, e quel che porta nella sua discesa è la piena verità della vita, la piena verità della coscienza nella Materia”.
(Lettere, I, 100)

“La mia vita e il mio yoga personali sono sempre stati, fin dalla mia venuta in India, tanto di questo mondo quanto dell’altro. Tutti gli interessi umani appartengono, penso, a questo mondo e la maggior parte di essi sono entrati nel mio campo mentale e alcuni, come la politica, nella mia vita; ma allo stesso tempo, da quando ho messo piede sul suolo indiano a Bombay, ho cominciato ad avere esperienze spirituali, che non erano però separate da questo mondo, ma avevano anzi con esso un rapporto interiore e infinito, come ad esempio la percezione dell’Infinito che pervade lo spazio materiale e dell’Immanente che dimora negli oggetti e nei corpi materiali. Contemporaneamente, ho cominciato ad entrare in mondi e piani sovrafisici che avevano delle influenze e un effetto sul piano materiale, per cui mi era impossibile creare una netta separazione o un’opposizione inconciliabile fra quelli che ho chiamato i due termini dell’esistenza e tutto ciò che si trova fra di loro. Per me tutto è Brahman e trovo il Divino ovunque.

Ognuno ha il diritto di gettar via questo mondo e optare esclusivamente per un altro mondo, e se con questa scelta trova la pace è per lui una grande benedizione. Personalmente, per avere la pace, non ho trovano necessario fare una scelta. Nel mio yoga mi sono trovato spinto a includere entrambi i mondi nella mia prospettiva – lo spirituale e il materiale – e a cercare di stabilire la Coscienza divina e il Potere divino nel cuore degli uomini e nella vita terrestre, non per una salvezza personale soltanto, ma per una vita divina qui sulla terra.

Questo mi sembra uno scopo altrettanto spirituale di qualsiasi altro e il fatto che faccia entrare nella sua sfera gli interessi terreni e le cose terrene di questa vita non può, credo, appannarne la spiritualità o alterarne il carattere indiano. Questa per lo meno è sempre stata la mia opinione e la mia esperienza della realtà e della natura del mondo, delle cose e del Divino: mi sembra la verità integrale più aderente possibile ad essi e ho parlato quindi di tale ricerca come uno yoga integrale. Ognuno, naturalmente, è libero di rifiutare e non credere in questo tipo di integralità o di credere nella necessità spirituale di volgersi totalmente verso un altro mondo, ma questo renderebbe impossibile la pratica del mio yoga. […] E’ questo ideale di una vita divina e della conquista del mondo materiale da parte dello Spirito, è questa visione ed esperienza delle cose e della verità dell’esistenza, che mi ha permesso di scrivere La Vita Divina e Savitri”.
(Lettere, I, 130-1)

My Sadhana for the Earth Sri Aurobindo

[Aurobindo speaks here of himself using the first person plural]
“What we’re doing, and when you succeed, it will be a beginning, not an accomplishment. Will be the foundation of a new consciousness on earth, a consciousness with infinite possibilities of expression. In the event there is an eternal progress, beyond it there is no progress. If the purpose was the liberation of the soul from the physical coating, then there would be no need to bring down the supramental consciousness, mukti and nirvana would be enough. If the objective of rising to supraphysical plans, even in this case there would be no need to bring down the supramental consciousness: you can go to some paradise with more devotion to the Lord of that paradise, but this is not progress. These other worlds are of fixed type, each set in its class, and type in your own law. The evolution takes place here on Earth and the Earth so the ground is more suitable to progress. “
(Letters, vol. I, p. 24-25)

“The action of the supramental power that I see is not an influence on the physical, that will offer faculty abnormal, but penetration and permeation that transform spaces. The term ‘physical’ means not only the body, but includes the transformation of the entire physical mind, the vital and material nature – not imposing on them the siddhis, but creating a new physical nature to be the abode of being and the supramental consciousness into a new evolution. I have not learned the idea from the Vedas or the Upanishads, and did not know if there will be something similar. The knowledge I have received regarding the supermind was directed, I was given in an indirect way, and only later I discovered, confirming, certain revelations in the Upanishads and the Vedas. “
(Letters, I, 88-89)

“The supermind is not great, distant, cold and austere, is not something opposed to a full manifestation of life and physical sciences, or incompatible with it, on the contrary, possesses the unique ability of the complete fullness of life force and life physical earth. Because it is so, because that was revealed to me and for no other reason I followed and I persevered until I came into contact with it and I was able to take her down some power and influence. I take care of the earth, not the worlds beyond, as such, I seek a construction land, not a flight to distant summits. The other yoga consider this life a delusion or a passing phase; supramental yoga considers a thing created by the Divine for a progressive event and has set as goal the perfection of life and body. The supermind Consciousness is simply the truth, and what he brings to his descent is the full truth of life, the full truth of consciousness in Matter. “
(Letters, I, 100)

“My life and my personal yoga have always been, ever since my arrival in India, much of this world as the other. All belong to human interests, I think, in this world and most of them came into my mind field and some, like politics, in my life, but at the same time, since I set foot on Indian soil in Bombay, I began to have spiritual experiences, which had not separated from this world, but rather had an inner relationship with it, infinite, such as the perception of the Infinite that pervades the space material and the Immanent who dwells in the objects and material bodies. At the same time, I started to get into worlds and plans supraphysical who had the influence and effect on the material plane, so I was unable to create a clear separation or irreconcilable opposition between those who have called the two terms of life and everything which is located between them. For me everything is Brahman and I find the Divine everywhere.

Everyone has the right to throw away this world and opt only for another world, and if that choice is peace is a great blessing for him. Personally, to have peace, I find it necessary to make a choice. In my yoga, I found myself compelled to include in my perspective both worlds – the spiritual and the material – and to try to establish the Divine Consciousness and Divine Power in the hearts of men and terrestrial life, not for personal salvation only, but for a divine life here on earth.

This seems like a spiritual purpose as any other and the fact that it is entering into its sphere earthly interests and the things of this earthly life can not, I believe, appannarne spirituality or alter the character of India. This at least has always been my opinion and my experience of reality and the nature of the world, of things and the Divine: I think the whole truth as closely as possible to them and then I spoke of this research as an integral yoga. Everyone, of course, is free to reject and not believe in this kind of wholeness or spiritual belief in the need to turn to a totally different world, but this would make it impossible to practice my yoga. […] And ‘this ideal of a divine life and the conquest of the material world by the Spirit, is the vision and experience of things and the truth of existence, which allowed me to write The Life Divine and Savitri. “
(Letters, I, 130-1)

Amici – Friend – Vinicius De Moraes


Amici
“Ho amici che non sanno quanto sono miei amici.
Non percepiscono tutto l’amore che sento per loro né quanto siano necessari per me.
L’amicizia è un sentimento più nobile dell’amore. Questo fa sì che il suo oggetto si divida tra altri affetti, mentre l’amore è imprescindibile dalla gelosia, che non ammette rivalità.
Potrei sopportare, anche se non senza dolore, la morte di tutti i miei amori, ma impazzirei se morissero tutti i miei amici!
Anche quelli che non capiscono quanto siano miei amici e quanto la mia vita dipenda dalla loro esistenza…
Non cerco alcuni di loro, mi basta sapere che esistono. Questa semplice condizione mi incoraggia a proseguire la mia vita. Ma, proprio perché non li cerco con assiduità, non posso dir loro quanto io li ami. Loro non mi crederebbero.
Molti di loro, leggendo adesso questa “crônica” non sanno di essere inclusi nella sacra lista dei miei amici. Ma è delizioso che io sappia e senta che li amo, anche se non lo dichiaro e non li cerco.
E a volte, quando li cerco, noto che loro non hanno la benché minima nozione di quanto mi siano necessari, di quanto siano indispensabili al mio equilibrio vitale, perché loro fanno parte del mondo che io faticosamente ho costruito, e sono divenuti i pilastri del mio incanto per la vita.
Se uno di loro morisse io diventerei storto.
Se tutti morissero io crollerei.
E’ per questo che, a loro insaputa, io prego per la loro vita.
E mi vergogno perché questa mia preghiera è in fondo rivolta al mio proprio benessere. Essa è forse il frutto del mio egoismo.
A volte mi ritrovo a pensare intensamente a qualcuno di loro. Quando viaggio e sono di fronte a posti meravigliosi, mi cade una lacrima perché non sono con me a condividere quel piacere…
Se qualcosa mi consuma e mi invecchia è perché la furibonda ruota della vita non mi permette di avere sempre con me, mentre parlo, mentre cammino, vivendo, tutti i miei amici, e soprattutto quelli che solo sospettano o forse non sapranno mai che sono miei amici.
Un amico non si fa, si riconosce.
Vinicius De Moraes♥ ♥ ♥ 

Friends
“I have friends who do not know how my friends.
Not receive all the love I feel for them and not what is needed for me.
Friendship is a most noble sentiment of love. This means that its object is divided among other emotions, while love is inseparable from jealousy, which admits of no rivalry.
I could stand, although not without pain, the death of all my loves, but I’d go mad if they die all my friends!
Even those who do not understand how my friends and how much my life depends on their existence …
Do not try some of them, I just know they exist. This simple condition encourages me to continue my life. But, just because I look for them assiduously, I can not tell them how much I love them. They do not believe me.
Many of them, now reading this “chronic” knows not to be included in the sacred list of my friends. But it’s nice that I know and feel that I love them, even if you do not declare them and not try.
And sometimes, when I look for them, I notice that they do not have the slightest notion of what I needed to be, what is essential to balance my life, because they are part of the world that I have painstakingly built, and have become the pillars of my fascination for life.
If one of them died I be wrong.
If all die I’d collapse.
And ‘why, unbeknownst to them, I pray for their lives.
And I am ashamed because my prayer is basically directed to my own welfare. It is perhaps the result of my selfishness.
Sometimes I find myself thinking hard about any of them. When I travel and I am in front of wonderful places, I drop a tear because they are not with me to share that pleasure …
If something has consumed me and I get older is furious because the wheel of life will not allow me to always have with me, as I speak, as I walk, live, all my friends, and especially those who only suspect or perhaps will never know who are my friends.
A friend does not, it is recognized. “Vinicius De Moraes

 
 

Le 10 Abitudini che Devi Abbandonare per Essere Felice -The 10 Habits You Need to Quit Being Happy


Le 10 Abitudini che Devi Abbandonare per Essere Felice
“Bisognerebbe tentare di essere felici, se non altro per dare l’esempio”. – Jacques Prevert

Quando smetti di fare le cose sbagliate, automaticamente crei più spazio per le cose che ti rendono felice. Quindi, a partire da oggi… 1. Smetti di dare la colpa agli altri. Smetti di incolpare gli altri per quello che ti capita nella tua vita. Quando dai la colpa agli altri per cio’ che ti accade, stai rifiutando di assumerti la responsabilita’ della tua vita e stai evitando di affrontare i tuoi problemi.
Riprenditi il potere di decidere le sorti della tua esistenza e trova negli altri un alleato, non un nemico. Dare la colpa al prossimo e’ soltanto una scusa e le scuse sono il primo passo verso il fallimento. L’unico responsabile della tua vita e delle tue scelte sei tu. 2. Smetti di cercare di evitare i cambiamenti. Se nulla cambiasse non esisterebbe neppure l’alba del mattino seguente. Molti di noi sono a proprio agio dove si trovano, anche se l’intero universo che ci circonda è in continua evoluzione. Imparare ad accettare questo è vitale per la nostra felicità e il nostro benessere. Perché solo quando si cambia si cresce, e solo attraverso il cambiamento cominciamo a vedere un mondo che non sapevamo potesse esistere.
E non dimenticare che la tua situazione attuale, per quanto positiva o negativa essa sia, presto o tardi cambierà. Questa è l’unica cosa su cui puoi fare affidamento. Allora abbraccia il cambiamento, perché questo è il vero alleato della tua crescita.
3. Smetti di cercare di controllare cio’ che e’ al di fuori del tuo controllo.
Se tenti di controllare ogni cosa e poi ti preoccupi delle cose che non puoi controllare, sei inevitabilmente destinato a una vita di frustrazione e miseria.
Alcune forze sono fuori dal tuo controllo, ma è sempre possibile controllare come reagire alle vicende della vita. L’esistenza di ciascuno di noi presenta aspetti positivi e negativi – che tu sia felice o meno dipende in gran parte dagli aspetti sui quali decidi di concentrarti.
La cosa migliore che puoi fare è lasciare andare ciò che non puoi controllare, e investire le tue energie nelle cose sulle quali puoi incidere.
4. Smetti di buttarti giu’ da solo.
Nulla ti porterà verso il basso più rapidamente dell’ rimproverare te stesso. La mente è uno strumento eccellente se usato bene, ma se usato in modo non corretto, diventa estremamente distruttivo.
Cerca di essere sempre consapevole del girovagare dei tuoi pensieri e del tuo chiacchiericcio mentale. Noi tutti in silenzio parliamo a noi stessi nelle nostre teste, ma non sempre siamo consapevoli di quello che ci stiamo dicendo.
Come Henry Ford una volta ha dichiarato: “Se pensi che puoi, o pensi che non puoi, in ogni caso avrai ragione.” Una delle cause principali che ci allontanano dalla felicita’ e’ legato all’insicurezza e ai pensieri negativi che elaboriamo nelle nostre menti.
Il modo per superare i pensieri negativi e le emozioni distruttive è quello di sviluppare opposte, emozioni positive che siano più forti e più potenti. Ascolta il tuo chiacchiericcio mentale e sostituisci i pensieri negativi con quelli positivi, ben presto la tua vita ne beneficiera’ su tutti i fronti.
5. Smetti di criticare gli altri.
La negatività che riversi sugli altri quando li critichi finisce innanzitutto per compromettere la tua felicita’. Il segreto per non precipitare in questa spirale negativa e’ imparare ad accettare innanzitutto i tuoi difetti e i tuoi limiti. Quando riesci a sentirti a tuo agio con i tuoi difetti, non ti senti più minacciato dagli altri e non hai più bisogno di rimarcare le imperfezioni altrui.
Quindi, smetti di preoccuparti dei difetti che hanno le altre persone e concentrati su te stesso. Lascia che il costante impegno a crescere e a migliorare ti tenga cosi’ occupato da non avere tempo per criticare gli altri. 6. Smetti di fuggire dai tuoi problemi e dalle tue paure. Affronta i problemi e le paure in modo diretto, non scappare da loro. La soluzione migliore è quella di affrontarli a testa alta, non importa quanto potenti possano sembrare.
I timori, in particolare, ti impediscono di cogliere opportunita’ e di prendere decisioni. Ti tengono confinato esclusivamente nel piccolo spazio in cui ti senti completamente a tuo agio. Ma la storia della tua vita è semplicemente il culmine di molte piccole, uniche esperienze, molte delle quali ti richiedono di uscire dalla tua zona di comfort.
Fai in modo che le tue paure e i tuoi problemi ti consentano di vivere, non limitarti a soppravvivere.
7. Smetti di vivere lontano dal “qui e ora”.
Alcune persone passano tutta la loro vita cercando di vivere in un altro tempo e in un altro luogo. Si lamentano di ciò che è stato, di ciò che avrebbe potuto essere, o di cosa potrebbe accadere domani. Tuttavia, il passato è passato, e il futuro non esiste.
Non importa quanto tempo passiamo a rimuginare e a lamentarci, non cambia nulla. Uno dei paradossi più estremi della vita è che la grandezza del nostro futuro dipende dalla nostra capacità di prestare attenzione a cio’ che stiamo facendo proprio oggi, proprio qui, proprio ora.
Vivi nel momento. Cerca sempre di essere presente e consapevole dell’istante che stai vivendo.
Non fantasticare di essere in vacanza quando sei a lavoro, e non preoccuparti per il lavoro che si sta accumulando sulla scrivania quando sei in vacanza. Vivi qui, vivi ora. Ammira la bellezza della vita che si dispiega intorno a te.
8. Smetti di cercare di essere qualcuno che non sei.
Una delle più grandi sfide nella vita è riuscire ad essere se stessi in un mondo che sta cercando di omologarti a tutti gli altri. Qualcuno sarà sempre più bello, qualcuno sarà sempre più intelligente, qualcuno sarà sempre più giovane, ma non sarai tu.
Non cambiare per cercare di piacere agli altri. Sii te stesso e le persone giuste ti ameranno, e tu ti amerai di più. 9. Smetti di non essere riconoscente. A volte non tutti i pezzi del puzzle della vita sembrano combaciare, ma col tempo ti renderai conto che tutto quadra perfettamente. Quindi sii grato per le cose che non hanno funzionato, perché hanno fatto spazio per le cose belle che ti sono accadute.
E sii riconoscente per coloro che si sono allontanati da te, perche’ hanno permesso di avvicinare a te coloro che oggi sono al tuo fianco.
Non importa quanto le cose stiano andando bene o male nella tua vita, cerca sempre di essere riconoscente per cio’ che hai. Piuttosto che pensare a quello che ti manca, impara ad apprezzare quanto di bello hai gia’. 10. Smetti di rimandare i tuoi obiettivi. Alcune persone sognano il successo, mentre altre si danno da fare e lavorano sodo per raggiungerlo. Azione e cambiamento vanno inevitabilmente di pari passo. Cerca semplicemente di mettere un pizzico di disciplina nella tua vita. Rimandare qualcosa la rende istantaneamente più difficile e complicata da realizzare.
Cio’ che non inizi oggi non sarà completato entro domani. E non c’è niente di più stressante che il persistente pensiero di un’attivita’ incompiuta. Il segreto per portare a termine qualcosa è semplicemente iniziare. Il solo fatto di iniziare di solito è sufficiente per creare una dinamica positiva in grado di condurti al risultato. Prova allora a dimenticare la linea del traguardo e concentrati solamente sulla sfida del primo passo.
The 10 Habits You Need to Quit Being Happy“Groped ought to be happy, if only to set an example”. – Jacques Prévert
When you stop doing the wrong things, you automatically create more space for the things that make you happy. So, starting today …1. Stop blaming others.
Stop blaming others for what happens to you in your life. When you blame others for what ‘happens to you, you’re refusing to take responsibility’ of your life and you are avoiding to deal with your problems.
Take back the power to decide the fate of your life and find the other an ally, not an enemy. Blaming others and to ‘just an excuse and apology is the first step toward failure. The only person responsible for your life and your choices is you.
2. Quit trying to avoid changes.
If nothing changed there would not even dawn the next morning. Many of us are comfortable where they are, even if the entire universe around us is changing. Learning to accept this is vital for our happiness and well being. Because only when you change you grow, and only through change can begin to see a world we never knew existed.
And do not forget that your current situation, positive or negative it is, sooner or later will change. This is the only thing you can count on. Then embraces change, because this is the true ally of your growth.
3. Stop trying to control what ‘which is outside of your control.
If you try to control everything and then you worry about things beyond your control, you are inevitably destined to a life of frustration and misery.
Some forces are out of your control, but you can always control how you react to the vicissitudes of life. The existence of each of us has good and bad – you’re happy or not depends largely on the aspects on which you decide to concentrate.
The best thing you can do is let go of what you can not control, and invest your energies in things on which you can affect.
4. Stop yourself down ‘by itself.
Nothing will bring down more quickly of ‘blame yourself. The mind is an excellent tool if used well, but if used incorrectly, it becomes very destructive.
Always be aware of the wanderings of your thoughts and your mental chatter. We all talk to ourselves silently in our heads, but we are not always aware of what we are saying.
As Henry Ford once said: “If you think you can or think you can not, in any case, you’re right.” One of the main causes that move us away from happiness ‘and’ linked to insecurity and negative thoughts that we develop in our minds.
The way to overcome negative thoughts and destructive emotions is to develop opposing, positive emotions that are stronger and more powerful. Listen to your mental chatter and replace negative thoughts with positive ones, soon it will benefit your life ‘on all fronts.
5. Stop criticizing others.
The negativity that pours over others when they criticize first ends up compromising your happiness’. The secret to not falling into this downward spiral and ‘first learn to accept your faults and your limits. When you can feel comfortable with your flaws, you do not feel threatened by others and you no longer need to point out the imperfections of others.
So, stop worrying flaws that other people have and focus on yourself. Let’s ongoing commitment to grow and improve so will keep you ‘busy have no time to criticize others.
6. Stop to escape from your problems and your fears.
Addresses the problems and fears in a direct way, no escape from them. The best solution is to face them head on, no matter how powerful they may seem.
The concerns, in particular, opportunities to take you from ‘and make decisions. They keep you confined exclusively in the small space where you feel completely comfortable. But the story of your life is simply the culmination of many small, unique experiences, many of which require you to leave your comfort zone.
Make sure that your fears and your problems will allow to live, do not just soppravvivere.
7. Stop living far from the “here and now.”
Some people spend their whole lives trying to live in another time and another place. They complain of what was, what could have been, or what might happen tomorrow. However, the past is past and the future does not exist.
No matter how much time is spent brooding and complaining, nothing changes. One of the most extreme paradoxes of life is that the greatness of our future depends on our ability to pay attention to what ‘we’re doing right now, right here, right now.
Live in the moment. Always try to be present and aware of the moment you’re experiencing.
Do not fantasize about being on vacation when you’re at work and not worry about the work that is accumulating on your desk when you’re on vacation. You live here, live now. Admire the beauty of life that unfolds around you.
8. Quit trying to be someone you are not.
One of the biggest challenges in life is to be able to be yourself in a world that is trying to omologarti to all others. Someone will always be more beautiful, will always be someone smarter, someone will always be younger, but not be you.
Do not try to change to please others. Be yourself and the right people will love you and you love the most.
9. Cease not to be grateful.
Sometimes not all the puzzle pieces of life seem to fit together, but over time you will realize that everything fits perfectly. So be grateful for things that did not work, because they have made room for the good things that have happened to you.
And be thankful for those who have fallen away from you, ‘cause you have permission to bring those who are now at your side.
No matter how things are going well or badly in your life, always try to be thankful for what ‘you. Rather than thinking about what you lack, learn to appreciate how beautiful you already ‘.
10. Stop delaying your goals.
Some people dream of success, while others are busy and work hard to achieve it. Action and change inevitably go hand in hand. Just try to put a bit of discipline in your life. Postponing something makes it instantly more difficult and complicated to implement.
This’ it starts today will not be completed by tomorrow. And there’s nothing more stressful than the persistent thought of an activity ‘unfinished.
The secret to get something done is simply to start. The fact alone is usually enough to begin to create a positive dynamic that can lead you to the result. So try to forget the finish line and just concentrated on taking the first step.
http://www.vivizen.com/2012/06/le-10-abitudini-che-devi-abbandonare.html

La Donna che doveva attraversare il fiume – The Woman who had to cross the River – Osho


L Ego

La Donna che Doveva Attraversare il Fiume

L’ego è un fenomeno sociale – è proprio alla società, non sei tu. D’altra parte ti dà una funzione all’interno della società, un posto nella gerarchia della società. E se ti limiti ad accontentarti di quel ruolo, ti lascerai sfuggire completamente l’opportunità di trovare il tuo sé reale.

Non hai mai notato che ogni sorta di miserie entra nella tua vita attraverso l’ego? No, l’ego non potrà mai renderti estatico; potrà solo renderti infelice. L’ego è inferno. In qualsiasi caso ti ritrovi a soffrire, prova semplicemente a osservare, analizza lo stato di cose in cui sei, e troverai che da qualche parte l’ego ha provocato ciò che stai vivendo, ne è la causa primaria.

Due monaci buddhisti in cammino verso il loro monastero, giunsero a un torrente. La corrente era forte, era un torrente di montagna. Sulla sponda videro una giovane, molto bella, che aspettava qualcuno che l’aiutasse ad attraversare quelle acque impetuose. Aveva paura a farlo da sola.

Un monaco, ovviamente il più vecchio… e per questo camminava per primo – sono tutti giochi dell’ego: il monaco più anziano deve camminare davanti, i più giovani seguire un po’ discosti. Poiché veniva per primo, la giovane chiese al monaco più anziano: “Potresti aiutarmi, anche solo tenendomi per mano? Ho paura: la corrente è così forte che potrebbe travolgermi”.

Il vecchio monaco chiuse gli occhi – è ciò che il Buddha ha detto di fare: “Se vedete una donna, e se è bella, chiudete gli occhi”. Ma la cosa mi stupisce: già l’avete vista, perché mai chiudere gli occhi? Infatti, come potreste dire altrimenti che è una donna, e che è bella? Già ne siete stati toccati, e ora chiudete gli occhi! Ma così fece quel monaco, che entrò nel torrente senza risponderle.

Poi arriva il secondo monaco, il più giovane. La donna è titubante, ma non può fare altrimenti: il sole sta tramontando, tra poco sarà notte. Per cui chiede ancora: “Per favore, potresti tenermi per mano? La corrente è forte e potrebbe travolgermi… ho paura”.

E il monaco: “Lo vedo, e tenerti per mano non servirà: ti prenderò in spalla e ti porterò sull’altra riva”.

Quando giunsero al monastero, il vecchio monaco disse al giovane: “Ragazzo, hai commesso un peccato e dovrò riferirlo: non solo hai toccato una donna, non solo le hai parlato, l’hai anche portata sulle spalle! Dovresti essere espulso dalla nostra comunità; non sei degno di essere un monaco!” .

Il giovane scoppiò semplicemente a ridere e disse: “Sebbene io abbia depositato a terra quella ragazza cinque chilometri fa, sembra che tu la stia ancora portando sulle tue spalle. Sono passati cinque chilometri: ancora ne sei preoccupato?”.

Ebbene, cosa accadde a quel vecchio monaco? La ragazza era bella e lui si lasciò sfuggire l’opportunità. È in collera, è geloso; trabocca di sessualità, è in subbuglio. Il giovane è limpido e cristallino. Prese la ragazza sulle spalle, le fece attraversare il fiume e la lasciò sull’altra sponda, tutto qui: la storia era ormai conclusa.

Non lottare mai con l’avidità, l’ego, la rabbia, la gelosia, l’odio – non li puoi uccidere, non li puoi annientare. Puoi solo esserne semplicemente consapevole – e allorché ne sei consapevole, scompaiono. Alla luce l’oscurità scompare semplicemente.

Da una storiella buddhista

Fonte Osho Timens

The Ego

The Woman who had to cross the River

The ego is a social phenomenon – it is society, not you. On the other hand gives you a function in society, a place in the hierarchy of society. And if you limit yourself to settle for that role, you will miss completely the opportunity to find your real self.

Do not you ever noticed that all sorts of misery enters your life through the ego? No, the ego can never make you ecstatic, will only make you unhappy. Ego is hell. In any case you find yourself suffering, simply try to observe, analyze the state of things where you are, and you’ll find that somewhere the ego has caused what you are experiencing, it is the primary cause.

Two Buddhist monks on their way to their monastery, they came to a stream. The current was strong, was a mountain stream. On the shore they saw a young, very beautiful, looking for someone to help her to cross the raging waters. He was afraid to do it alone.

A monk, obviously the oldest … and so walked to the first – they are all games of the ego: the monaco older must walk in front, the younger ones take a little ‘departs. Since it was first, the young man asked the elder monaco: “Could you help me, just holding my hand? I fear the current is so strong it could travolgermi “.

The old man closed his eyes monaco – is what the Buddha said to do: “If you see a woman, and if she is beautiful, close your eyes.” But what amazes me: you have seen it already, why close your eyes? Indeed, how could you say otherwise is a woman, and she is beautiful? Already they have been touched, and now close your eyes! But so did the monaco, who entered the river without answering.

Then comes the second monaco, the youngest. She is hesitant, but can not do otherwise: the sun is setting, it will soon be night. So asks, “Please, you may hold my hand? The current is strong and could travolgermi … I’m afraid. “

And Monk: “I see it, and will not hold your hand: I will take on their shoulders and take you to the other side.”

When they came to the monastery, the old monaco said to the boy: “Boy, you’ve committed a sin and I will report it: not only did you touch a woman, not only have spoken, have also carried on the shoulders! You should be expelled from our community are not worthy to be a monaco “.

The young man simply burst out laughing and said: “Although I have deposited on the ground that girl is five kilometers, it seems that you’re still carrying on to your shoulders. It’s been five kilometers, yet they’re concerned? “.

Well, what happened to that old monk? The girl was beautiful and he let slip the opportunity. It is angry, is jealous, full of sexuality, is in turmoil. The young man is crystal clear. He took the girl on his shoulders, made her cross the river and let the other side, all here: the story was over.

Do not ever fight with greed, ego, anger, jealousy, hatred – you just can not kill, you just can not destroy. You can just simply be aware of – and when you are aware, disappear. In the light the darkness simply disappears.

From a Buddhist story

Source Osho Timens


Vedere la mente e il corpo tramite il ”conoscitore” – See the mind and body through the”expert “-


– Vedere la mente e il corpo tramite il ”conoscitore” –

Sati è la capacità di riportarci al presente, come quando ci chiediamo: “Cosa sto facendo?”.
Sampajañña è la consapevolezza che in questo momento sto facendo questo o quest’altro.
Osserviamo l’inspirazione e l’espirazione con sati e sampajañña.
Solo la mente conta.
Ecco perché si dice che bisogna educarla. Ma se la mente è la mente, con quale strumento la educhiamo?
Sostenendo sati e sampajañña con continuità, saremo in grado di conoscerla. Il ‘conoscitore’ è un passo oltre la mente, è ciò che conosce lo stato della mente. La mente è la mente. Ciò che la riconosce semplicemente come tale è ‘il conoscitore’, che trascende la mente. Il conoscitore trascende la mente, ed è per questo che può sorvegliarla e insegnarle cosa è bene e cosa è male. Alla fine tutto si riconduce a questa mente iperattiva.
Quando la mente resta coinvolta nella sua stessa proliferazione, la consapevolezza è assente e la pratica è sterile. Dunque educhiamo la mente per udire il Dhamma, per coltivare il Buddho, la consapevolezza chiara e luminosa, ciò che sorpassa e trascende la mente ordinaria, che ne conosce tutte le vicissitudini. Ecco perché meditiamo sulla parola ‘Buddho’, per conoscere la mente oltre la mente. Osservate tutti i suoi movimenti, buoni o cattivi, finché il conoscitore comprende che la mente è soltanto la mente, non un sé o una persona. È ciò che si definisce cittanupassana, la contemplazione della mente. Contemplando così scopriremo che è impermanente, imperfetta e priva di un proprietario. Che questa mente non ci appartiene.
Riassumendo: la mente è ciò che riconosce gli oggetti dei sensi, i quali sono distinti dalla mente; il conoscitore è ciò che conosce tanto la mente che gli oggetti dei sensi per quelli che sono. Dobbiamo ricorrere a sati per ripulire di continuo la mente.
Tutti hanno sati; anche un gatto, quando va a caccia di topi. Un cane la possiede quando abbaia ai passanti. Anche questa è sati, ma non è quella del Dhamma. Benché tutti la possiedano, ne esistono diversi livelli, come ci sono molti livelli nel modo di guardare le cose. Come quando parlo della contemplazione del corpo; c’è che mi dice: “Ma cosa c’è da contemplare? È sotto gli occhi di tutti. Kesa e loma li vediamo già. E allora? La gente è fatta così. Certo che vede il corpo, ma è una visione distorta, non vede attraverso il Buddho, il conoscitore, il risvegliato.
Vede con gli occhi fisici, alla maniera ordinaria.
Vedere il corpo non è abbastanza. Limitarsi a questo è fonte di guai. Bisogna vedere il corpo dentro il corpo, allora si comincia a capire. Vederlo e basta ci espone ai suoi inganni, al fascino del suo aspetto esteriore. Quando non si vede l’impermanenza, l’imperfezione e l’assenza di un proprietario, si produce kamachanda, il desiderio sensoriale.
Ci si lascia sedurre dalle forme, dai suoni, dagli odori, dai sapori e dalle sensazioni. Vedere così è vedere con gli ordinari occhi di carne, che si spingono all’amore e all’odio e a discriminare fra piacevole e spiacevole. Il Buddha ha insegnato che non basta. Bisogna vedere con gli occhi della mente. Vedere il corpo nel corpo. Provate a guardarci dentro… che disgusto! Ci sono le cose di oggi mischiate alle cose di ieri, non ci si capisce nulla. Vedere in quest’altro modo è molto più rivelante che vedere con gli occhi fisici. Contemplate, guardate con gli occhi della mente, con gli occhi della saggezza. La capacità di comprensione varia da persona a persona. Per alcuni le cinque meditazione non hanno senso.
Cosa c’è da contemplare nei peli, i capelli, le unghie, i denti e la pelle? A sentir loro li vedono già, ma in realtà li vedono solo con l’occhio carnale, con quest’occhio pazzo che guarda solo quello che vuole guardare. Per vedere il corpo nel corpo c’è bisogno di una vista molto più acuta. Con questa pratica si può estirpare alla radice l’attaccamento ai cinque khandha. Sradicare l’attaccamento significa sradicare la sofferenza, dal momento che la sofferenza deriva dall’attaccarsi ai cinque khandha. Non dai cinque khandha in quanto tali, ma dal vederli come qualcosa che ci appartiene. Quando se ne vede chiaramente la natura attraverso la pratica meditativa, la sofferenza non fa più presa, come un bullone svitato.

Ven. Buddhadasa

http://www.buddhismobari.it/Buddhismo.htm

– See the mind and body through the”expert “-

Sati is the ability to bring us back to this, as when we ask, “What am I doing? ‘”.
Sampajañña is the realization that at this moment I’m doing this or that.
We observe the inhalation and exhalation with sati and sampajañña.
Only the mind is important.
That’s why we say that we must educate. But if the mind is the mind, as a tool to educate?
Supporting sampajañña sati and continuously, we will be able to meet you. The ‘expert’ is a step beyond the mind, you know what state of mind. The mind is the mind. This recognizes that this is simply as ‘the knower’, which transcends the mind.The knower transcends the mind, and that is why I can watch over and teach what is good and what is bad. At the end everything comes back to this hyperactive mind.
When the mind is involved in its own proliferation, awareness is absent and the practice is sterile. So we educate the mind to hear the Dhamma, to cultivate the Buddha, bright, clear awareness, which surpasses and transcends the ordinary mind, which knows all the ups and downs. That’s why we meditate on the word ‘Buddha’, to know the mind beyond the mind. Look at all his movements, good or bad, as long as the expert understands that the mind is only the mind, not a self or a person. It is what is called cittanupassana, the contemplation of the mind.Contemplating find that it is impermanent, imperfect, and without an owner. Mind that this does not belong to us.
In summary, the mind is what recognizes the objects of the senses, which are distinct from the mind, is what the knower knows that both the mind and the sense objects for what they are. We need to use sati to clear the mind constantly.
Everybody has sati, even a cat when it hunts for mice. A dog barks when it owns to the passers. This too is sati, but that is not the Dhamma. Although all have it, there are different levels, as there are many levels in the way of looking at things. Like when I speak of contemplation of the body is telling me: “What is there to contemplate? It is in everyone’s eyes. Loma kesa and already we see them. So what? People are like that. Of course I see the body, but it is a distorted view, does not see through the Buddha, the knower, the awakened one.
You see with physical eyes, in the ordinary way.
See the body is not enough. Simply this is a source of trouble. You have to see the body inside the body, then you begin to understand. See it just exposes us to his deception, the charm of his appearance. When you do not see the impermanence, imperfection and the absence of such an owner is produced kamachanda, sensory desire.
We are seduced by forms, sounds, smells, tastes and feelings. See so you see with the eyes of ordinary meat, which is pushing for love and hate and discriminate between pleasant and unpleasant. The Buddha taught that it is not enough. You have to see with the eyes of the mind. See the body in the body. Try to look inside …disgust! There are things to mix things today than yesterday, we do not understand anything. See in that way is much more revealing to see with physical eyes. Look out, look through the eyes of the mind, with eyes of wisdom. The ability of understanding varies from person to person. For some, the five meditation does not make sense.
What is there to provide in hair, hair, nails, teeth and skin? According to them they see them already, but in reality they see only the carnal eye, this eye with a madman who wants to watch only what you watch. To see the body in the body need a much more acute. This practice can eradicate the root attachment to the five khandhas.Eradicating the attachment means to eradicate suffering, because suffering comes from attachment to five khandhas. Not the five khandhas as such, but by seeing them as something that belongs to us. When he sees clearly the nature through the practice of meditation, suffering is no longer taken as a bolt unscrewed.

Fri Buddhadasa

http://www.buddhismobari.it/Buddhismo.htm

Relazioni di Amore – Odio – Relations of Love – Hate – Eckhart Tolle


 

Relazioni di Amore – Odio

A meno che e fintanto che non accedete alla frequenza di consapevolezza della presenza, tutte le relazioni umane, e in particolare quelle intime, saranno profondamente imperfette e in definitiva disfunzionali.
Potranno sembrare perfette per un po’, come quando siete “innamorati” , ma inevitabilmente questa apparente perfezione verrà sconvolta quando avranno luogo con frequenza crescente litigi, conflitti, insoddisfazioni e violenze emozionali e perfino fisiche.
Sembra che la maggior parte delle “relazioni d’amore” diventi relazione di amore-odio entro breve tempo.
L’amore può allora in un batter d’occhio trasformarsi in attacchi selvaggi, sentimenti di ostilità o in una completa rinuncia all’affetto.
E’ considerato normale. Allora il rapporto per qualche tempo, mesi o anni, oscilla fra le polarità dell’ “amore” e dell’ “odio” e fornisce piacere e dolore in egual misura. Non è insolito per le coppie diventare dipendenti da questi cicli.
Il loro dramma le fa sentire vive. Quando l’equilibrio fra le polarità positiva e negativa va perduto e i cicli negativi, distruttivi, si ripetono con frequenza crescente, il che tende ad avvenire presto o tardi, allora entro breve tempo la relazione crolla definitivamente.
………………………..
il lato negativo di un rapporto affettivo è naturalmente più facile da riconoscere come disfunzione rispetto al lato positivo.
Ed è anche più facile riconoscere la fonte della negatività nell’altra persona piuttosto che vederla in se stessi.
Può manifestarsi sotto varie forme: ossessività, gelosia, controllo, chiusura in se’ stessi e risentimento inespresso, bisogno di avere ragione, insensibilità, esigenze emotive e manipolazione, impulso a litigare, criticare, giudicare, biasimare oppure attacco, collera, vendetta inconsapevole per il dolore passato inflitto da un genitore, rabbia e violenza fisica.
Dal lato positivo voi siete “innamorati” dell’altra persona.
Questo è dapprima uno stato profondamente soddisfacente. Vi sentite intensamente vivi. La vostra esistenza è all’improvviso diventata significativa perché qualcuno ha bisogno di voi, vi vuole e vi fa sentire speciali, e voi fate lo stesso nei suoi confronti.
Quando siete assieme, vi sentite completi.
Questa sensazione può diventare tanto intensa che il resto del mondo sbiadisce e diventa insignificante.
Tuttavia avrete forse notato che in tale intensità vi sono un senso di bisogno e una qualità di attaccamento.
Diventate dipendenti dall’altra persona, che agisce su di voi come una droga. Siete “su di giri” quando la droga è disponibile, ma perfino la possibilità che tale persona possa non esserci più per voi può condurvi a gelosia, ossessività, tentativi di manipolazione attraverso ricatti emotivi, biasimo e accuse: paura della perdita. Se l’altra persona vi lascia, questo fatto può far nascere la più intensa ostilità o l’afflizione o la disperazione più profonda. In un attimo la tenerezza affettuosa può trasformarsi in un attacco selvaggio o in un dolore orribile.
Dov’è finito l’amore? L’amore può trasformarsi nel suo contrario in un attimo?
Era amore in primo luogo o soltanto un attaccamento dovuto alla dipendenza?

Tratto da : “Il potere di adesso”
di Eckhart Tolle

 

Relations of Love – Hate

Unless and until access to the frequency of awareness of the presence, all human relationships, particularly intimate ones, are deeply flawed and ultimately dysfunctional.
They may seem perfect for a while ‘, as when you are “in love”, but inevitably this will be shocked when apparent perfection will take place with increasing frequency quarrels, conflicts, dissatisfaction, and emotional and even physical violence.
It seems that most “love relationships” become love-hate relationship within a short time.
Love can then in a blink of an eye turn into a savage attack, feelings of hostility or affection in a complete renunciation and considered normal. Then the relationship for some time, months or years, oscillating between the polarities of “love” and “hatred” and provides pleasure and pain in equal measure. It is not uncommon for couples to become addicted to these cycles.
Their drama makes them feel alive. When the balance between positive and negative polarities is lost and the negative cycles, destructive, are repeated with increasing frequency, which tends to happen sooner or later, then soon the relationship finally collapses.
… … … … … … … … … ..
the downside of a loving relationship is of course easier to recognize as a failure compared to the positive side.
It is also easier to recognize the source of negativity in the other person rather than see it in oneself.
It may be in various forms: possessiveness, jealousy, control, closure – if themselves – and unspoken resentment – need to be right, insensitivity, emotional demands and manipulation, urge to argue, criticize, judge, blame, or attack, anger, revenge for unconscious past pain inflicted by a parent, rage and physical violence.
On the positive side you are “in love” with the other person.
This is first a deeply satisfying state. You feel intensely alive. Your existence has suddenly become meaningful because someone needs you, wants you and makes you feel special, and you do the same to him ot her.
When you are together, you feel complete.
This feeling can become so intense that the rest of the world fades and becomes insignificant.
However, you may have noticed that in this intensity, there is a sense of need and quality of attachment.
Becoming dependent on the other person, who acts on you like a drug. You are “high” when the drug is available, but even the possibility that this person might not be there for you can lead to jealousy, possessiveness, attempts at manipulation through emotional blackmail, blaming and accusations, fear of loss. If the other person leaves you, this can give rise to the most intense hostility or distress or deeper despair. In an instant, loving tenderness can turn into a savage attack or dreadful pain.
Where’s the love? Love can turn into its opposite in an instant?
It was love at first or only attachment due to addiction?

Taken from: “The Power of Now”
Eckhart Tolle 

Amore Universale – Universal Love – Deepak Chopra


Amore Universale


L’amore universale, e l’innamoramento di coppia
Intervista a Deepak Chopra (*)

Deepak Chopra, di Tim Miejan.
Microfono puntato su un altro grande personaggio della nuova era, il “medico New Age” indiano, che da molti anni si è trasferito negli Stati Uniti, dove, tra l’altro, è diventato la “guida spirituale” di numerose star dello spettacolo.
Al di là di facili malizie, si tratta effettivamente di un uomo affascinante, che sembra vivere davvero molte delle splendide cose che scrive.
E ascoltarlo è comunque un piacere.
Qui, prendendo spunto dalla realizzazione del suo primo CD musicale, ci parla soprattutto del rapporto d’amore, con se stessi e con la vita, oltre che con un partner.
– Il suo ultimo lavoro, “A Gift of Love” (Un dono d’amore), è un potente tributo all’amore. Perché ha scelto Rumi? –
“Jalaleddin Rumi nacque nel 1207 e fu un Sufi. All’interno delle cerchie di Sufi islamici, viene considerato un profeta e riverito come tale”. –
– Era un mistico? –
“Senza dubbio. Parlava soprattutto dell’esperienza dell’amore. Diceva che, in un vero rapporto, due persone possono trovare l’una nell’altra e, perciò, aprire la porta all’esperienza di Dio. Ed il modo migliore di trovare Dio è attraverso il rapporto umano.
Rumi dice che nel rapporto umano si entra in contatto e si comunica con un’altra anima; che il rapporto è la cosa più importante nella vita.
L’esistenza senza rapporti sarebbe impossibile. La comunione non implica soltanto la fiducia, ma la parità e la sensibilità, nonché un livello di comunicazione aperta, onesta e fiduciosa. Ma ciò rappresenta soltanto il preludio alle varie fasi dell’amore, tra le quali figurano l’attrazione, l’infatuazione, l’intimità, l’arrendersi, la passione e l’estasi.

L’obiettivo fondamentale è l’esperienza dell’estasi, che è il nostro stato primordiale ed originario. E questa estasi è letteralmente la trascendenza dal mondo ordinario e mondano al mondo della magia e del mistero. L’estasi giunge attraverso l’amore e attraverso l’accesso a livelli sempre più profondi di comprensione dell’amore. “L’amore non è un semplice sentimento. L’amore non è una semplice emozione. L’amore è la verità fondamentale alla base della creazione.
E la verità fondamentale alla base della creazione è che esiste uno soltanto di noi che finge di essere tanti di noi.
Quando parliamo di amore per noi stessi, non parliamo di amore per il nostro ego, o per l’immagine che abbiamo di noi, ma parliamo di intimità con una parte più vasta di noi stessi. Una volta arrivati a quella parte di noi stessi che è il fondamento del nostro essere, riconosciamo l’esistenza di un’intelligenza che governa l’attività della nostra mente e del nostro corpo. E quando ci sintonizziamo maggiormente con essa, ci rendiamo conto che si tratta della stessa intelligenza che governa l’attività di tutte le
menti e di tutti i corpi, nonché, in effetti, di tutto l’universo.

Questo significa sperimentare coscientemente l’unità di tutto ciò che esiste. Ed è quando sperimentiamo questa unità che siamo innamorati. Ed essere innamorati è la nostra condizione originaria. E trovare questa condizione originaria significa superare la paura della mortalità, che è alla base di qualsiasi altra paura.
La coscienza dell’unità del tutto è quello stato di consapevolezza in cui sai veramente, a livello di esperienza, che tutti noi siamo un’unica cosa, che l’osservatore e la cosa osservata, l’amante e l’amato, colui che conosce e l’oggetto della sua conoscenza sono tutti lo stesso essere, sia pure in guise diverse. La coscienza dell’unità è l’intelligenza che in realtà fa di noi un’unica cosa, ma che si differenzia nell’apparente separazione che esiste tra di noi”.
– E quale è il collegamento tra l’amore e l’energia che collega ogni cosa? –
“L’amore è il mezzo per trovare questo collegamento”.
– Dunque, quando ci innamoriamo, si apre davanti a noi una porta che conduce a questa consapevolezza? –
“Quando qualcuno si innamora per la prima volta, entra in contatto con lo spirito. Dentro di sé, perde le abituali certezze, il che costituisce uno dei primi modi di esplorare l’ignoto, che è spirito. Chi è innamorato si distacca dalle cose mondane, triviali. E’ pervaso da un senso di meraviglia, è più esposto, più vulnerabile, ma anche più spensierato, più allegro. Sono questi i segni del fatto che, in realtà, sta sperimentando una connessione con lo spirito. E’ anche uno stato d’innocenza.
Pensi a un bambino”.

– Ed è l’essere nel momento presente. –
“Quando si è innamorati, si sta nel momento presente. Quando si è allegri e scherzosi, si sta nel momento presente. Quando si ha l’innocenza, si sta nel momento presente. E in realtà, è questo l’unico momento che esiste. Il momento presente è l’unico che non ha mai fine. Tutto il resto è nell’immaginazione. E’ la nostra immaginazione che ci distoglie dall’essere innamorati”.
– Esistono dei modi per rimanere ininterrottamente in questo stato? –
“Sì. Innanzitutto, sentirsi a proprio agio con ciò che si è. Quando cerchiamo di non essere chi siamo, ci mettiamo addosso costantemente delle maschere, e in questo modo ci priviamo del nostro fascino. Il nostro fascino deriva dalle nostre contraddizioni, dal sentirci a nostro agio con le nostre contraddizioni. Il nostro fascino deriva dalla sicurezza interiore che avere delle debolezze non significa essere imperfetti, ma completi. Se si vuole fare esperienza dell’amore, la prima cosa da fare è sentirsi a proprio agio con se stessi. E’ un altro modo per dire: ama te stesso. Ma bisogna anche imparare a non giudicare il comportamento degli altri. Non bisogna aspettarsi nulla in risposta al proprio atteggiamento amorevole. Quest’ultimo rappresenta la sua stessa ricompensa. Bisogna credere profondamente di essere degni d’amore. Bisogna imparare a dare sempre. Se si fa questo, allora ci si sente davvero innamorati”.
– Ed una società piena d’amore sarebbe davvero straordinaria! –
“Una società piena d’amore guarirebbe di certo le ferite della nostra anima, perché è quello di cui siamo alla ricerca. E’ questa la base di tutte le guerre, di tutto il razzismo, ed anche della profanazione del nostro pianeta e della nostra ecologia. Tutto questo deriva dall’incapacità di entrare in contatto con quella parte di noi stessi che è piena d’amore”.
– Nel suo CD, lei parla della differenza tra Amore e Attaccamento. Nella nostra società attuale c’è molto attaccamento collegato all’amore. –
“Sì, è una cosa terribile che facciamo. L’attaccamento deriva dal preoccuparsi solo di sé, dall’autocommiserazione, dal dare importanza solo a sé e dal lamentarsi per sé. E’ perciò il vero contrario dell’amore. L’attaccamento è incentrato su di Me, non su di Te. E l’amore, nel vero senso, non è incentrato su di Me, ma su di Te. E’ la capacità di dare, di permettere, di lasciare che le persone siano ciò che sono. Vede, quando si è davvero innamorati, non si sente la necessità di pensare a se stessi. Quando si è in quello stato di consapevolezza in cui non si ha la necessità di manipolare, controllare, blandire, convincere, insistere, pregare, o sedurre, allora si è davvero innamorati. Tutto il resto è soltanto una maschera della presunzione”.
– Lei afferma nel libretto che accompagna il CD che una delle sue missioni è trovare guarigione ed amore. –
“La mia missione sta andando sempre più in quella direzione: guarigione, amore e servizio”.
– Il fatto di aver realizzato questo CD sta ad indicare che Rumi ha rappresentato per lei un’ispirazione. –
“Rumi è stato una delle maggiori ispirazioni nella mia vita, fin da quando ero bambino. Nella mia infanzia, sono cresciuto nutrendomi molto di poesia, sia orientale sia occidentale, grazie ai miei genitori che me ne leggevano ogni sera, quando era il momento di andare a letto. Sono stato molto influenzato dai poeti visionari. Rumi era un poeta che andavamo certamente ad ascoltare la sera quando le persone ne recitavano i versi e danzavano. E, subito dopo Rumi, c’era Tagore, il poeta indiano. A dire il vero, attualmente sto lavorando ad una nuova traduzione delle poesie di Tagore, che affrontano il fenomeno della morte e il modo in cui possiamo superare la paura della morte. Sono poesie davvero belle e raffinate”.
– Lei ha fatto riferimento, prima al collegamento, tra l’amore ed il superamento della paura della morte. –
“Sì. Il superamento della paura della morte deriva unicamente dal trovare quella parte di se stessi che non muore. Il corpo muore, la mente muore, le emozioni muoiono, l’intelletto muore e l’ego muore – si spera! – ma c’è una parte di sé che non muore. L’anima è fondamentalmente un coagulo d’amore con un po’ di software karmico registrato sopra”.
– Mi chiedo se, nel nostro processo di evoluzione come esseri umani, ci stiamo evolvendo anche nel modo di comprendere l’amore. –
“Credo di sì. Le varie fasi dell’evoluzione della coscienza umana sono ben delineate nella tradizione vedantica. I Vedanta descrivono sette stadi distinti nell’evoluzione della coscienza: il primo stadio è quello di sonno profondo, poi si passa a quello onirico, alla veglia, a quello in cui si intravede l’anima, alla coscienza cosmica, alla coscienza divina e, infine, alla coscienza dell’unità. “Man mano che ci evolviamo attraverso questi stadi, acquisiamo spontaneamente gli attributi dell’amore. Siamo in grado di essere felici e di provare compassione e amore. Abbiamo la capacità di provare gioia anche quando attraversiamo un momento di agitazione, e siamo in grado di estendere questa gioia agli altri. Ci sentiamo connessi alla parte creativa dell’universo, al mistero che tiene insieme tutto. Sentiamo altresì che la nostra vita ha un senso e uno scopo. E tutto questo fa parte della nostra sempre maggiore capacità di sperimentare l’amore”.
– Qual è la principale barriera che ci separa dall’amore? –
“La non conoscenza di noi stessi. La distrazione. Il fatto di non essere collegati alla nostra essenza. Trascorriamo più tempo con chiunque altro che con noi stessi. Veniamo indottrinati, ci viene fatto il lavaggio del cervello, siamo programmati per trascorrere il nostro tempo praticamente con qualsiasi cosa ci distragga. Siamo distratti continuamente da preoccupazioni assai ordinarie e viviamo una vita davvero inconsapevole. Diventiamo una massa di riflessi condizionati, innescati da persone e circostanze per portarci a dei risultato totalmente prevedibili. Quando guardate la televisione e vedete, per esempio, i politici, in realtà sullo schermo state vedendo dei bambini di cinque anni in corpi vecchi. Non c’è stata alcuna crescita, alcuna evoluzione, alcuna maturità. Ciononostante, queste persone hanno raggiunto livelli straordinari di successo nella società. In effetti, sono le persone che ci governano”.
– Mi chiedo cosa le piaccia fare nella sua vita privata, quando si trova in uno spazio aperto… –
“Mi piace andare nuotare sott’acqua, mi piace paracadutarmi da un aereo, mi piace andare in deltaplano, oppure mi piace semplicemente mettermi seduto a scrivere, o a leggere delle belle poesie di Rumi”.
– Non riesco ad immaginarla mentre vola su un deltaplano… –
“E invece lo faccio abbastanza spesso con i miei figli”.
– Molte persone hanno paura di un’esperienza del genere. –
“Ogni paura, in realtà, non è che paura dell’ignoto. Una volta che cominci a gettarti nell’abisso dell’ignoto, ti accorgi che ciò comporta un senso di esaltazione che il noto non riuscirà mai più a procurarti”.
– E quando riesci a superare una paura, è facile superarle tutte. –
“E’ vero. Assolutamente”.
(Deepak Chopra)
*************************
(L’autore) Deepak Chopra, indiano di nascita, ma americano d’adozione, oltre ad essere il più celebre “medico New Age” del mondo (è endocrinologo ed esperto di medicina ayurvedica, e dirige il Chopra Center for Well Being a San Diego, in California) è soprattutto l’autore di libri tra i più ispiranti degli ultimi anni.

Universal Love

Universal love, and falling in love as a couple
Interview with Deepak Chopra (*)
Deepak Chopra, by Tim Miejan.
Microphone aimed at another great character of the new era, the Indian “New Age doctor”, who for many years has moved to the United States, where, among other things, he has become the “spiritual guide” of numerous stars of the show.
Beyond easy mischief, he is indeed a charming man, who seems to really experience many of the splendid things he writes.
And listening to him is still a pleasure.
Here, taking inspiration from the creation of his first music CD, he speaks above all of the relationship of love, with oneself and with life, as well as with a partner.
– His latest work, “A Gift of Love”, is a powerful tribute to love. Why did you choose Rumi? –
“Jalaleddin Rumi was born in 1207 and was a Sufi. Within the circles of Islamic Sufis, he is considered a prophet and revered as such.” –
– Was he a mystic? –
“Without a doubt. He spoke mostly of the experience of love. He said that, in a true relationship, two people can find each other and, therefore, open the door to the experience of God. And the best way to find God is through the human relationship.
Rumi says that in the human relationship one comes into contact and communicates with another soul; that relationship is the most important thing in life.
Existence without relationships would be impossible. Communion implies not only trust, but equality and sensitivity, as well as a level of open, honest and trusting communication. But this is only the prelude to the various stages of love, which include attraction, infatuation, intimacy, surrender, passion and ecstasy.
The fundamental objective is the experience of ecstasy, which is our primordial and original state. And this ecstasy is literally the transcendence from the ordinary and mundane world to the world of magic and mystery. Ecstasy comes through love and through accessing ever deeper levels of understanding of love. “Love is not a simple feeling. Love is not a simple emotion. Love is the fundamental truth behind creation.
And the fundamental truth behind creation is that there is only one of us pretending to be many of us.
When we talk about love for ourselves, we are not talking about love for our ego, or for the image we have of ourselves, but we are talking about intimacy with a larger part of ourselves. Once we get to that part of ourselves which is the foundation of our being, we recognize the existence of an intelligence that governs the activity of our mind and body. And when we tune into it more, we realize that it is the same intelligence that governs the activity of all
minds and all bodies, as well as, indeed, the whole universe.
This means consciously experiencing the unity of all that exists. And it is when we experience this unity that we are in love. And being in love is our original condition. And finding this primal condition means overcoming the fear of mortality, which is the basis of any other fear.
The consciousness of the unity of the whole is that state of awareness in which you truly know, on the level of experience, that we are all one, that the observer and the observed, the lover and the beloved, the one who he knows and the object of his knowledge are all the same being, albeit in different guises. The consciousness of unity is the intelligence that actually makes us one thing, but which differs in the apparent separation that exists between us “.
– And what is the connection between love and the energy that connects everything? –
“Love is the means to find this connection”.
– So, when we fall in love, does a door open before us that leads to this awareness? –
“When someone falls in love for the first time, he comes into contact with the spirit. Inside himself, he loses his usual certainties, which is one of the first ways to explore the unknown, which is spirit. Whoever is in love detaches himself from things worldly, trivial. He is pervaded by a sense of wonder, he is more exposed, more vulnerable, but also more carefree, more cheerful. These are the signs that, in reality, he is experiencing a connection with the spirit. a state of innocence.
Think of a child. ”
– And it’s being in the present moment. –
“When you are in love, you are in the present moment. When you are cheerful and playful, you are in the present moment. When you have innocence, you are in the present moment. And in reality, this is the only moment that exists. . The present moment is the only one that never ends. Everything else is in the imagination. It is our imagination that distracts us from being in love. ”
– Are there any ways to remain in this state continuously? –
“Yes. First of all, to feel comfortable with who you are. When we try not to be who we are, we constantly put on masks, and in this way we deprive ourselves of our charm. Our charm derives from our contradictions, from feeling ourselves at ease with our contradictions. Our fascination comes from the inner confidence that having weaknesses does not mean being imperfect, but complete. If you want to experience love, the first thing to do is to feel comfortable with yourself. It is another way of saying: love yourself. But you also have to learn not to judge the behavior of others. You shouldn’t expect anything in response to your loving attitude. The latter is your own reward. You have to deeply believe that you are worthy. love. We must learn to always give. If you do this, then you feel truly in love. ”
– And a society full of love would be truly extraordinary! –
“A society full of love would certainly heal the wounds of our soul, because that is what we are looking for. This is the basis of all wars, of all racism, and also of the desecration of our planet and ours. ecology. All this derives from the inability to get in touch with that part of ourselves that is full of love “.
– On your CD, you talk about the difference between Love and Attachment. In our current society there is a lot of attachment connected with love. –
“Yes, it’s a terrible thing we do. Attachment comes from worrying only about oneself, from self-pity, from giving importance only to oneself and from complaining for oneself. It is therefore the true opposite of love. Attachment is centered on Me, not on You. And love, in the true sense, is not centered on Me, but on You. It is the ability to give, to allow, to let people be what they are . You see, when you are truly in love, you don’t feel the need to think about yourself. When you are in that state of awareness where you don’t need to manipulate, control, coax, persuade, insist, pray, or seduce , then you are really in love. Everything else is just a mask of presumption “.
– You state in the booklet accompanying the CD that one of your missions is to find healing and love. –
“My mission is moving more and more in that direction: healing, love and service.”
– The fact that she made this CD indicates that Rumi was an inspiration for her. –
“Rumi has been one of the greatest inspirations in my life, ever since I was a child. In my childhood, I grew up eating a lot of poetry, both Eastern and Western, thanks to my parents who read it to me every night, when it was time to I was very influenced by visionary poets. Rumi was a poet that we certainly went to listen to in the evenings when people recited his verses and danced. And, right after Rumi, there was Tagore, the Indian poet. true, I am currently working on a new translation of Tagore’s poems, which address the phenomenon of death and how we can overcome the fear of death. They are really beautiful and refined poems. ”
– You referred first to the connection between love and overcoming the fear of death. –
“Yes. Overcoming the fear of death comes solely from finding that part of yourself that does not die. The body dies, the mind dies, the emotions die, the intellect dies and the ego dies – hopefully! – but c “it’s a part of oneself that doesn’t die. The soul is basically a love clot with some karmic software recorded on it.”
– I wonder if, in our process of evolution as human beings, we are also evolving in the way of understanding love. –
“I believe so. The various phases of the evolution of human consciousness are well delineated in the Vedantic tradition. The Vedantas describe seven distinct stages in the evolution of consciousness: the first stage is that of deep sleep, then we move on to the oneiric one, to the wakefulness to that in which the soul is glimpsed, to cosmic consciousness, to divine consciousness and, finally, to the consciousness of unity. “As we evolve through these stages, we spontaneously acquire the attributes of love. We are able to be happy and have compassion and love. We have the ability to feel joy even when we are going through a moment of turmoil, and we are able to extend that joy to others. We feel connected to the creative part of the universe, to the mystery that holds everything together. We also feel that our life has meaning and purpose. And all of this is part of our growing capacity to experience love. ”
– What is the main barrier that separates us from love? –
“Not knowing about ourselves. Distraction. Not being connected to our essence. We spend more time with anyone else than with ourselves. We are indoctrinated, we are brainwashed, we are programmed to spend our time. with practically anything distracting us. We are continually distracted by very ordinary worries and live a truly unconscious life. We become a mass of conditioned reflexes, triggered by people and circumstances to lead us to totally predictable results. When you watch television and see, for example , the politicians, actually on the screen you are seeing five-year-old children in old bodies. There has been no growth, no evolution, no maturity. Nonetheless, these people have achieved extraordinary levels of success in society. In fact, they are the people who govern us “.
– I wonder what she likes to do in her private life, when she is in an open space … –
“I like to go swimming underwater, I like to parachute from a plane, I like to hang gliding, or I like to just sit down to write, or read some beautiful poems by Rumi”.
– I can’t imagine her flying on a hang glider … –
“But I do it quite often with my children.”
– Many people are afraid of such an experience. –
“All fear, in reality, is nothing but fear of the unknown. Once you begin to throw yourself into the abyss of the unknown, you realize that this brings about a sense of exaltation that the known will never be able to give you again.”
– And when you can overcome one fear, it’s easy to overcome them all. –
“It’s true. Absolutely.”
(Deepak Chopra)
*************************
(The author) Deepak Chopra, Indian by birth, but American by adoption, as well as being the most famous “New Age doctor” in the world (he is an endocrinologist and expert in Ayurvedic medicine, and directs the Chopra Center for Well Being in San Diego, California) is above all the author of some of the most inspiring books of recent years.

C’è sempre una via d’uscita – – There is always a way out – Yogananda


– C’è sempre una via d’uscita –

L’ansia non vi aiuta certamente. Non soltanto logora i nervi,
rendendovi irritabili e di cattivo umore, ma sottopone il cuore a una
tensione supplementare. Quando lasciate il lavoro alla fine della
giornata, dimenticatelo; non continuate a pensarci portandolo a casa
con voi. L’ansia annebbia la mente e, quindi, vi impedisce di pensare
con chiarezza. Dovete imparare ad affidarvi di più a Dio. Questa è una
scienza, è una legge divina. C’è sempre una via d’uscita dai vostri
problemi; e se trovate il tempo di pensare chiaramente, di pensare al
modo di liberarvi dalla causa della vostra ansia, invece di continuare
soltanto a preoccuparvene, diventerete un maestro.

Molti vengono da me per parlarmi delle loro angosce. Io li esorto a
sedersi in silenzio, a meditare e a pregare; e, dopo essersi
interiormente rasserenati, a pensare ai vari modi che possono
risolvere o eliminare il problema. Quando la loro mente è serenamente
concentrata su Dio, quando la loro fede in Dio è forte, trovano
finalmente una soluzione. Le vostre difficoltà non si risolveranno né
ignorandole né preoccupandovene. Meditate finché non vi
tranquillizzerete; poi pensate al vostro problema e pregate
profondamente, invocando l’aiuto di Dio. Concentratevi e troverete una
soluzione senza dover subire la terribile tensione suscitata
dall’ansia.

Tratto da: “Il Divino Romanzo” di Yogananda

– There is always a way out –

Anxiety does not help of course. Not only worn nerves,
making you irritable and moody, but subjects the heart to a
additional voltage. When you leave work at the end of
day, forget it, do not keep thinking about bringing home
with you. Anxiety clouds the mind and thus prevents you from thinking
clearly. You have to learn to trust more in God This is a
science, is a divine law. There is always a way out of your
problems, and if you find the time to think clearly, to think
how to get rid of the cause of your anxiety, instead of continuing
only worry about it, you will become a master.

Many people come to me to tell me about their anxieties. I urge them to
sit in silence to meditate and pray, and, after
soothed inwardly, to think about the various ways that can
solve or eliminate the problem. When their minds are peacefully
focused on God when their faith in God is strong, are
finally a solution. Your troubles will not be solved or
ignoring or preoccupandovene. Meditate until you
tranquillizzerete, then think about your problem and pray
deeply, invoking the help of God and you will find a Focus
solution without having to suffer the terrible tension induced
anxiety.

Taken from “The Divine Romance” by Yogananda

Il silenzio – The Silence – Juddu Krishnamurti


22

Il silenzio
Il silenzio ha molte qualità. C’è il silenzio fra due rumori, il silenzio fra due note e il silenzio che si allarga nell’intervallo fra due pensieri. C’è il singolare, quieto, pervadente silenzio che si diffonde in campagna alla sera; c’è il silenzio nel quale si ode il latrato di un cane in lontananza o il fischio di un treno che arranca per una ripida salita; il silenzio che regna in una casa quando tutti sono andati a letto e il suo particolare risalto quando ti svegli nel cuore della notte e ascolti un gufo gridare nella valle; e c’è il silenzio che precede le risposte della compagna del gufo. C’è il silenzio di una vecchia casa abbandonata, e il silenzio di una montagna; il silenzio fra due esseri umani quando hanno visto la stessa cosa, sentito la stessa cosa, e agito. Quella notte, specialmente in quella valle remota con le antichissime colline e i loro macigni di forma singolare, il silenzio era reale come le pareti che toccavi. E tu guardavi dalla finestra le stelle luccicanti. Non era un silenzio autoprodottosi; non era perchè la terra fosse quieta e gli abitanti del villaggio fossero addormentati, ma veniva da ogni dove, dalle stelle remote, da quelle colline scure e dalla tua mente, dal tuo cuore. Questo silenzio sembrava coprire tutto, dal più piccolo granello di sabbia del greto del fiume – che conosceva acqua corrente solo quando pioveva – all’alto, frondoso fico di Banian e una leggera brezza che cominciava a spirare. C’è il silenzio della mente che non è mai toccata da alcun rumore, da alcun pensiero o da l’effimero vento dell’esperienza. Questo è il silenzio innocente, e pertanto infinito. Quando c’è questo silenzio della mente, da esso scaturisce l’azione e questa azione non è causa di confusione o infelicità. La meditazione di una mente che sia totalmente in silenzio è la benedizione che l’uomo sempre cerca. In questo silenzio ogni qualità del silenzio c’è. C’è quello strano silenzio che regna in un tempio o in una chiesa sperduta nella campagna, senza il rumore dei fedeli e dei turisti; e il pesante silenzio che regna nell’acqua è parte di quello che è fuori del silenzio della mente. La mente meditativa contiene tutte queste varietà, tutti questi cambiamenti e movimenti del silenzio. Questo silenzio della mente è la vera mente religiosa, e il silenzio degli dèi è il silenzio della terra. La mente meditativa scorre in questo silenzio, e l’amore è la via di questa mente. In questo silenzio c’è la pace.
Juddu Krishnamurti
The silence
The silence has many qualities . There is the silence between two noises, the silence between two notes and the silence that grows in the interval between two thoughts . There is a unique , quiet , pervading silence that spreads in the countryside in the evening , there is the silence in which you can hear the barking of a dog in the distance or the whistle of a Trano trudging up a steep hill , the silence that reigns in a house when everyone went to bed and its particular prominence when you wake up in the middle of the night and hear an owl cry in the valley , and there is the silence that precedes the responses of the companion of the owl. There is the silence of an old abandoned house , and the silence of a mountain , the silence between two human beings when they saw the same thing, heard the same thing , and acted. That night, especially in the remote valley with ancient hills and boulders in their singular form , the silence was as real as you touched the walls . And you looked out the window at the stars shining . It was a silence autoprodottosi ; was not because the earth was quiet and the villagers were asleep , but it came from everywhere, from distant stars , those dark hills and from your mind , from your heart. This silence seemed to cover everything , from the smallest grain of sand in the bed of the river – who knew running water only when it rained – the high , leafy fig Banian and a light breeze began to blow . There is the silence of the mind that is never touched by any noise from any thought or experience the fleeting wind . This is the innocent silence , and therefore infinite. When there is this silence of the mind , the action flows from it and this action does not cause confusion or unhappiness. Meditation of a mind that is totally silent is the blessing that man always looks for. In this silence every kind of silence there . There is this strange silence that reigns in a temple or a church in the remote countryside, without the noise of the faithful and tourists, and the heavy silence that reigns in the water is part of what is out of the silence of the mind . The meditative mind contains all these varieties , all of these changes and movements of silence. This silence of the mind is the true religious mind , and silence is the silence of the gods of the earth. The meditative mind flowing into this silence, and love is the way of this mind. In this silence there is peace .
Juddu Krishnamurti

Lettera sulla felicità -Letter to Menoeceus – Epicuro


Epicuro

Lettera sulla felicità

Meneceo,

Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’anima. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l’età. Da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l’avvenire. Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c’è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per averla.

Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato: sono fondamentali per una vita felice. Prima di tutto considera l’essenza del divino materia eterna e felice, come rettamente suggerisce la nozione di divinità che ci è innata. Non attribuire alla divinità niente che sia diverso dal sempre vivente o contrario a tutto ciò che è felice, vedi sempre in essa lo stato eterno congiunto alla felicità. Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha. Perciò non è irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che i giudizi del popolo attribuisce alla divinità.

Tali giudizi, che non ascoltano le nozioni ancestrali, innate, sono opinioni false. A seconda di come si pensa che gli dei siano, possono venire da loro le più grandi sofferenze come i beni più splendidi. Ma noi sappiamo che essi sono perfettamente felici, riconoscono i loro simili, e chi non è tale lo considerano estraneo. Poi abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza. L’esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, togliendo l’ingannevole desiderio dell’immortalità.

Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c’è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l’affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire. La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c’è, quando c’è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c’è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.

Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c’è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è l’arte del ben vivere e del ben morire. Ancora peggio chi va dicendo: bello non essere mai nato, ma, nato, al più presto varcare la porta dell’ Ade.

Se è così convinto perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece se lo dice così per dire fa meglio a cambiare argomento. Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro. Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s’avveri, né allo stesso modo disperare del contrario. Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra i necessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita.

Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell’animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall’ansia. Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell’animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno.

Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore. E’ bene primario e naturale per noi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venirci più male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi se un piacere più grande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo. Ogni piacere dunque è bene per sua intima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tutti sono sempre da fuggire.

Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene. Consideriamo inoltre una gran cosa l’indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l’abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l’inutile è difficile.

I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l’acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d’apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un’esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte. Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l’animo a essere sereno.

Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l’animo causa di immensa sofferenza. Di tutto questo, principio e bene supremo è la saggezza , perciò questa è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia saggia, bella e giusta, né vita saggia, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili.

Chi suscita più ammirazione di colui che ha un’opinione corretta e reverente riguardo agli dei, nessun timore della morte, chiara coscienza del senso della natura, che tutti i beni che realmente servono sono facilmente procacciabili, che i mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare ? Questo genere d’uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode.

Piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici, era meglio allora credere ai racconti degli dei, che almeno offrono la speranza di placarli con le preghiere, invece dell’atroce, inflessibile necessità. La fortuna per il saggio non è una divinità come per la massa – la divinità non fa nulla a caso – e neppure qualcosa priva di consistenza. Non crede che essa dia agli uomini alcun bene o male determinante per la vita felice, ma sa che può offrire l’avvio a grandi beni o mali.

Però è meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti, e nella pratica è preferibile che un bel progetto non vada in porto piuttosto che abbia successo un progetto dissennato. Medita giorno e notte tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell’ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini. Non sembra più nemmeno mortale l’uomo che vive fra beni immortali.

Letter to Menoeceus

Epicurus

In this letter, Epicurus summarizes his ethical doctrines:

Epicurus to Menoeceus, greetings:

Let no one be slow to seek wisdom when he is young nor weary in the search of it when he has grown old. For no age is too early or too late for the health of the soul. And to say that the season for studying philosophy has not yet come, or that it is past and gone, is like saying that the season for happiness is not yet or that it is now no more. Therefore, both old and young alike ought to seek wisdom, the former in order that, as age comes over him, he may be young in good things because of the grace of what has been, and the latter in order that, while he is young, he may at the same time be old, because he has no fear of the things which are to come. So we must exercise ourselves in the things which bring happiness, since, if that be present, we have everything, and, if that be absent, all our actions are directed towards attaining it.

Those things which without ceasing I have declared unto you, do them, and exercise yourself in them, holding them to be the elements of right life. First believe that God is a living being immortal and blessed, according to the notion of a god indicated by the common sense of mankind; and so believing, you shall not affirm of him anything that is foreign to his immortality or that is repugnant to his blessedness. Believe about him whatever may uphold both his blessedness and his immortality. For there are gods, and the knowledge of them is manifest; but they are not such as the multitude believe, seeing that men do not steadfastly maintain the notions they form respecting them. Not the man who denies the gods worshipped by the multitude, but he who affirms of the gods what the multitude believes about them is truly impious. For the utterances of the multitude about the gods are not true preconceptions but false assumptions; hence it is that the greatest evils happen to the wicked and the greatest blessings happen to the good from the hand of the gods, seeing that they are always favorable to their own good qualities and take pleasure in men like themselves, but reject as alien whatever is not of their kind.

Accustom yourself to believing that death is nothing to us, for good and evil imply the capacity for sensation, and death is the privation of all sentience; therefore a correct understanding that death is nothing to us makes the mortality of life enjoyable, not by adding to life a limitless time, but by taking away the yearning after immortality. For life has no terrors for him who has thoroughly understood that there are no terrors for him in ceasing to live. Foolish, therefore, is the man who says that he fears death, not because it will pain when it comes, but because it pains in the prospect. Whatever causes no annoyance when it is present, causes only a groundless pain in the expectation. Death, therefore, the most awful of evils, is nothing to us, seeing that, when we are, death is not come, and, when death is come, we are not. It is nothing, then, either to the living or to the dead, for with the living it is not and the dead exist no longer.

But in the world, at one time men shun death as the greatest of all evils, and at another time choose it as a respite from the evils in life. The wise man does not deprecate life nor does he fear the cessation of life. The thought of life is no offense to him, nor is the cessation of life regarded as an evil. And even as men choose of food not merely and simply the larger portion, but the more pleasant, so the wise seek to enjoy the time which is most pleasant and not merely that which is longest. And he who admonishes the young to live well and the old to make a good end speaks foolishly, not merely because of the desirability of life, but because the same exercise at once teaches to live well and to die well. Much worse is he who says that it were good not to be born, but when once one is born to pass quickly through the gates of Hades. For if he truly believes this, why does he not depart from life? It would be easy for him to do so once he were firmly convinced. If he speaks only in jest, his words are foolishness as those who hear him do not believe.

We must remember that the future is neither wholly ours nor wholly not ours, so that neither must we count upon it as quite certain to come nor despair of it as quite certain not to come.

We must also reflect that of desires some are natural, others are groundless; and that of the natural some are necessary as well as natural, and some natural only. And of the necessary desires some are necessary if we are to be happy, some if the body is to be rid of uneasiness, some if we are even to live. He who has a clear and certain understanding of these things will direct every preference and aversion toward securing health of body and tranquillity of mind, seeing that this is the sum and end of a blessed life. For the end of all our actions is to be free from pain and fear, and, when once we have attained all this, the tempest of the soul is laid; seeing that the living creature has no need to go in search of something that is lacking, nor to look for anything else by which the good of the soul and of the body will be fulfilled. When we are pained because of the absence of pleasure, then, and then only, do we feel the need of pleasure. Wherefore we call pleasure the alpha and omega of a blessed life. Pleasure is our first and kindred good. It is the starting-point of every choice and of every aversion, and to it we come back, inasmuch as we make feeling the rule by which to judge of every good thing.

And since pleasure is our first and native good, for that reason we do not choose every pleasure whatsoever, but will often pass over many pleasures when a greater annoyance ensues from them. And often we consider pains superior to pleasures when submission to the pains for a long time brings us as a consequence a greater pleasure. While therefore all pleasure because it is naturally akin to us is good, not all pleasure is should be chosen, just as all pain is an evil and yet not all pain is to be shunned. It is, however, by measuring one against another, and by looking at the conveniences and inconveniences, that all these matters must be judged. Sometimes we treat the good as an evil, and the evil, on the contrary, as a good.

Again, we regard independence of outward things as a great good, not so as in all cases to use little, but so as to be contented with little if we have not much, being honestly persuaded that they have the sweetest enjoyment of luxury who stand least in need of it, and that whatever is natural is easily procured and only the vain and worthless hard to win. Plain fare gives as much pleasure as a costly diet, when once the pain of want has been removed, while bread and water confer the highest possible pleasure when they are brought to hungry lips. To habituate one’s self, therefore, to simple and inexpensive diet supplies all that is needful for health, and enables a man to meet the necessary requirements of life without shrinking, and it places us in a better condition when we approach at intervals a costly fare and renders us fearless of fortune.

When we say, then, that pleasure is the end and aim, we do not mean the pleasures of the prodigal or the pleasures of sensuality, as we are understood to do by some through ignorance, prejudice, or willful misrepresentation. By pleasure we mean the absence of pain in the body and of trouble in the soul. It is not an unbroken succession of drinking-bouts and of revelry, not sexual lust, not the enjoyment of the fish and other delicacies of a luxurious table, which produce a pleasant life; it is sober reasoning, searching out the grounds of every choice and avoidance, and banishing those beliefs through which the greatest tumults take possession of the soul. Of all this the beginning and the greatest good is wisdom. Therefore wisdom is a more precious thing even than philosophy ; from it spring all the other virtues, for it teaches that we cannot live pleasantly without living wisely, honorably, and justly; nor live wisely, honorably, and justly without living pleasantly. For the virtues have grown into one with a pleasant life, and a pleasant life is inseparable from them.

Who, then, is superior in your judgment to such a man? He holds a holy belief concerning the gods, and is altogether free from the fear of death. He has diligently considered the end fixed by nature, and understands how easily the limit of good things can be reached and attained, and how either the duration or the intensity of evils is but slight. Fate, which some introduce as sovereign over all things, he scorns, affirming rather that some things happen of necessity, others by chance, others through our own agency. For he sees that necessity destroys responsibility and that chance is inconstant; whereas our own actions are autonomous, and it is to them that praise and blame naturally attach. It were better, indeed, to accept the legends of the gods than to bow beneath that yoke of destiny which the natural philosophers have imposed. The one holds out some faint hope that we may escape if we honor the gods, while the necessity of the naturalists is deaf to all entreaties. Nor does he hold chance to be a god, as the world in general does, for in the acts of a god there is no disorder; nor to be a cause, though an uncertain one, for he believes that no good or evil is dispensed by chance to men so as to make life blessed, though it supplies the starting-point of great good and great evil. He believes that the misfortune of the wise is better than the prosperity of the fool. It is better, in short, that what is well judged in action should not owe its successful issue to the aid of chance.

Exercise yourself in these and related precepts day and night, both by yourself and with one who is like-minded; then never, either in waking or in dream, will you be disturbed, but will live as a god among men. For man loses all semblance of mortality by living in the midst of immortal blessings.

Affrontare le emozioni negative – Dealing with Negative Emotions


Affrontare le Emozioni Negative

Tutti noi sappiamo di provare sia emozioni positive che emozioni negative. Non appena sentiamo le parole amore, gentilezza, generosità, le riconosciamo subito come emozioni positive, mentre quando sentiamo parlare di odio, collera, gelosia, depressione, le riconosciamo subito come emozioni sgradevoli.

Dal punto di vista del Buddha è possibile trasformare le nostre menti. Possiamo apprendere a conoscerci meglio, ad osservare la nostra mente e ad acquisire una grande familiarità con ciò che vi si trova.

Il motivo di ordine sostanzialmente pratico che ci spinge a intraprendere questo genere di impresa è che, innanzitutto, ci renderà più felici, e noi sappiamo bene che vogliamo essere felici e, in secondo luogo, semplificherà le nostre relazioni con gli altri.

Lavorare con le emozioni, passo per passo
Noi, di solito, soffochiamo i nostri sentimenti oppure li sbattiamo in faccia agli altri. L’approccio buddhista è di ordine pratico: per nostra, e altrui, fortuna, come abbiamo detto prima, esiste una terza opzione!
Il metodo buddhista di affrontare le emozioni implica il riconoscere di provarle e, quindi, lavorarci sopra.

1. Riconoscere e identificare le emozioni
A volte la nostra mente somiglia ad una giungla fitta di pensieri ed emozioni distruttivi: non è semplice capire veramente cosa bolle in pentola. Con consapevolezza, onestà e intelligenza selettiva, possiamo cominciare a identificare cosa è cosa: “Quella è collera; quello è desiderio; quella è paura” e così via. Una volta che sappiamo contro cosa dobbiamo schierarci, possiamo scegliere i metodi appropriati.

2. Avere un atteggiamento sano ed equilibrato rispetto alle nostre emozioni
Gli atteggiamenti da evitare comprendono il senso di colpa, l’odio verso se stessi o l’autocondanna. Inoltre, dobbiamo smetterla di identificarci con l’emozione, per esempio: “Io sono la mia rabbia”, perché questo ci porta ad esserne ossessionati e a recitare questa parte. Possiamo evitare tutto ciò grazie alla consapevolezza che le afflizioni mentali sono impermanenti, vanno e vengono nella nostra mente come nuvole nel cielo e inoltre, non sono la nostra vera natura.
Secondo il Buddha, la vera natura della nostra mente è pura, libera dalle afflizioni mentali, come un cielo limpido e senza nuvole.

3. Lavorare con l’emozione durante la meditazione, usando uno o più antidoti
Se nella nostra mente si trovano contemporaneamente molte emozioni distruttive diverse, la cosa migliore è iniziare da quella più potente e più molesta: non cercate di affrontarle tutte in blocco! Una volta che siete riusciti ad ottenere un po’ di controllo sulla più ingombrante, allora potete procedere con quella che viene subito dopo in ordine di grandezza.

Antidoti generali per le emozioni

1. Presenza mentale o consapevolezza di sé
Quando riusciamo ad essere coscienti del sorgere di un’emozione nella nostra mente, per esempio la collera, allora possiamo averne controllo e affrontarla in maniera più efficace. A volte potremmo riuscire semplicemente a lasciarla andare. Inoltre, grazie ad una pratica costante della meditazione, la nostra mente sarà più calma e sarà meno propensa a reagire alle situazioni in maniera emotiva.

2. Ricordare la natura della mente
La mente è chiara, non è materiale: è un flusso di eventi mentali che sorge e svanisce. Questi eventi mentali – pensieri, emozioni, ecc. – sono impermanenti: appaiono e scompaiono, vanno e vengono, non sono entità fisse e permanenti. Può risultare efficace immaginare che siano nuvole che vanno e vengono nel cielo, simili a sogni, simili ad arcobaleni, paragonabili al flusso e riflusso delle onde nel mare. Inoltre, è di grande aiuto imparare a non identificarsi con le emozioni: per esempio, invece di pensare “Sono arrabbiato”, pensate “La rabbia è nella mia mente”, in questo modo riduciamo il controllo che le emozioni hanno su di noi e così possiamo affrontarle in maniera più distaccata.

3. Sospendere il giudizio
Certi pensieri e certe emozioni ci piacciono mentre altri non ci piacciono. Questo conduce rispettivamente all’attaccamento/adesione e all’avversione/rifiuto. La nostra mente, quando è in preda all’attaccamento e all’avversione, non è pacifica. Piuttosto che questo, la cosa migliore da fare è coltivare un senso di equanimità: una consapevolezza non-giudicante e amorevole che accetta tutto ciò che sorge nella mente.

4. Fare un’analisi della realtà
Esplorate il concetto di “IO” che si nasconde dietro l’emozione: è qualcosa di concreto, che esiste per forza propria, indipendentemente, dalla propria parte? E’ qualcosa che potete localizzare nel vostro corpo o nella vostra mente? Che cosa è con esattezza?
Un’altra alternativa possibile è quella di esaminare l’oggetto per il quale stiamo provando quella particolare emozione: esiste proprio nel modo in cui ci appare oppure è possibile che ne stiamo avendo una percezione distorta ed erronea?

5. Pensare che i problemi degli altri sono simili ai nostri
Quando ci troviamo a sperimentare una difficoltà emotiva, tendiamo a divenirne ossessionati come se fossimo le uniche persone nell’intero universo ad avere problemi del genere. E’ ovvio che non è così; inoltre, questo modo di pensare rende il problema ancora più grave di quanto realmente sia. Perciò, è utile ricordare a noi stessi che ci sono molte altre persone che hanno un problema uguale o simile al nostro e che alcune persone hanno problemi di gran lunga peggiori dei nostri. Questo riduce il problema dalle dimensioni di una montagna a quelle di un sassolino, così è più facile da sopportare e ci aiuta anche ad essere più compassionevoli nei confronti degli altri.

Antidoti per la Collera

Nella maggior parte dei casi la nostra collera è diretta verso altre persone, ma possiamo anche prendercela con noi stessi o con oggetti inanimati. La collera spazia da una sensazione di irritazione provocata, per esempio, dal modo in cui qualcuno beve il tè, all’odio intenso che induce alla violenza fisica o, addirittura, ad uccidere.
La collera è l’esatto opposto della pazienza, della tolleranza, della compassione e dell’amore. E’ una concezione distorta, una maniera sbagliata di reagire alle situazioni, un’afflizione mentale: ci causa solo problemi e infelicità e non produce il risultato che speravamo di ottenere. Disturba la mente e ci porta a fare del male agli altri, sia con le azioni che con le parole: non è un modo di reagire intelligente ed efficace, in nessuna circostanza.
La pazienza, l’opposto della collera, è uno stato mentale di gran valore perché ci permette di accettare le difficoltà riducendo la sofferenza al minimo. Ma bisogna imparare ad avere pazienza e per svilupparla è necessario applicare gli antidoti per la collera.
L’approccio più efficace è riconoscere la collera o l’irritazione nel momento in cui sorge e affrontarla mentre si trova ancora all’interno della mente. Coglierla immediatamente non appena sorge è già di per sé sufficiente per far sbollire una buona parte dell’energia di collera. Dopodiché dovremmo esaminare l’emozione da diversi punti di vista: da cosa è stata causata? Che cosa speravamo di ricavarne? Come vediamo la situazione? Se abbiamo una comprensione chiara della collera, possiamo tenerla a bada con più risolutezza, perché nel momento in cui ci rendiamo conto di quanto sia insensata, abbiamo meno probabilità di restarne coinvolti.
La collera distorce il nostro modo di percepire le cose. Così, dopo averla analizzata, dovremmo applicare un antidoto, come uno dei metodi esposti qui di seguito, per volgere la mente verso una prospettiva più corretta e più realistica. Però, non è cosa facile. L’energia della collera è davvero intensa e noi non siamo abituati a tentare di controllarla o di trasformarla.
E’ utile applicare ripetutamente questi metodi durante la meditazione, lavorando con le esperienze di collera realmente vissute o con situazioni immaginate; in seguito, quando la collera si presenta nelle nostre relazioni quotidiane, possiamo riportare alla mente qualsiasi intuizione maturata durante le sessioni di pratica e possiamo cercare di sottrarci dal solito vecchio e familiare cliché di arrabbiarci.
Non ci riusciremo ogni volta, è ovvio. A volte, passano addirittura minuti, ore o giorni, prima che ci rendiamo conto di esserci arrabbiati e di aver fatto del male a qualcuno! Ma non è mai troppo tardi per porvi rimedio. Sedetevi, richiamate alla mente la situazione, individuate che cosa è andato storto e cercate di farvi un’idea di come evitare di commettere nuovamente lo stesso errore. Questo genere di analisi è utile anche nel caso di problemi che risalgono a tanto tempo fa. Non è il caso di demoralizzarsi se la collera continua a sorgere con violenza: ci vuole tempo per troncare le abitudini incallite. Ciò che è importante è volere lavorarci sopra e provare a farlo.

1. Contemplate i limiti o svantaggi della collera, in tal modo vi convincerete di quanto è nociva e niente affatto utile e, di conseguenza, non vorrete assecondarla. In primo luogo, considerate gli effetti immediati della collera sulla mente e sul corpo. Come vi sentite quando siete arrabbiati? La vostra mente è pacifica e felice, oppure disturbata e insoddisfatta? Riuscite a pensare con chiarezza, a prendere decisioni sensate, oppure i pensieri si fanno confusi e sconnessi? E quali sono gli effetti sul vostro corpo? Vi sentite calmi e rilassati, oppure agitati e tesi? Studi scientifici hanno dimostrato che la collera è una causa rilevante di certi problemi di salute, quali disturbi cardiaci e cancro, ed è anche causa di morte prematura.
Quali sono gli effetti della vostra collera sulle persone che vi circondano? Se manifestate la collera con parole e azioni, cosa ne risulta? Potrebbe portarvi a fare del male alle persone che amate e a compromettere le relazioni affettive. Ma anche la collera diretta verso i vostri “nemici” – quelli che, secondo voi, il male se lo meritano – potrebbe ricadervi addosso in un secondo momento. E allora vi sembra questo il modo più saggio di affrontare i “nemici”?
Oltre a ciò, la collera produce effetti più sottili, meno evidenti, sulla nostra psiche. In termini di karma, ogni istante di collera lascia nella mente impronte che produrranno esperienze dolorose in futuro: ulteriore sofferenza. Inoltre, distrugge gran parte del karma virtuoso accumulato a costo di un duro lavoro. La collera è uno degli ostacoli maggiori per coltivare le qualità positive come amore, compassione e saggezza, e per fare progressi lungo il sentiero spirituale…
Riconoscete gli effetti nocivi della collera, determinatevi a non permetterle di invadere la vostra mente e imparate, piuttosto, come fare a disinnescarla.

2. Coltivate la gentilezza amorevole. E’ possibile svilupparla attraverso la contemplazione di pensieri quali: “Possano tutti gli esseri stare bene ed essere felici.” Se acquisiamo familiarità con la gentilezza amorevole e lasciamo che la nostra mente ne sia impregnata, la collera tenderà a sbollire in maniera del tutto naturale.

3. Ricordate il karma, causa ed effetto. Se qualcuno vi fa del male in qualche modo – comportandosi in maniera prepotente oppure ostile, ingannandovi o derubandovi, oppure danneggiando cose che vi appartengono – e, secondo voi, non avevate fatto niente per meritarlo, riconsiderate la situazione. Dal punto di vista del Buddhismo, qualsiasi disgrazia ci capiti è il risultato di azioni nocive che abbiamo compiuto nel passato, in questa vita oppure in vite precedenti.
Raccogliamo quel che abbiamo seminato. Quando riusciremo a vedere i nostri problemi sotto questa luce, la nostra capacità di accettarli aumenterà e ce ne assumeremo la responsabilità, invece di scaricare la colpa sugli altri.
Per di più, non appena comprendiamo che, infuriandoci e vendicandoci, non facciamo altro che porre le cause per sperimentare ulteriori problemi in futuro, saremo determinati a essere più pazienti e a stare più attenti al karma che creiamo.

4. Mettetevi al posto degli altri: provate a guardare la situazione dal loro punto di vista. Cosa li spinge a comportarsi così? Sono in uno stato mentale pacifico e felice, oppure confuso, meschino e fuori d’ogni controllo? Sono esseri umani proprio come voi, con problemi e preoccupazioni, anche loro cercano di essere felici e di trarre il meglio dalla vita. Ripensate alle vostre stesse esperienze, alle vostre manifestazioni di collera e di villania, così avrete un’idea più precisa di come se la stanno passando gli altri.
Inoltre, considerate: che tipo di risultato ci sarà se continueranno ad agire seguendo criteri ingannevoli? Saranno felici e soddisfatti, oppure stanno solo creando le condizioni per ulteriori guai e sofferenza?
Se comprendiamo a fondo la confusione e il dolore degli altri, saremo meno propensi a reagire rabbiosamente – cosa che non farebbe altro che accrescere la loro sofferenza – e saremo più propensi a guardarli con compassione.

Considerate la persona oggetto della vostra collera come se fosse uno specchio. Verificate: che cosa non vi piace dell’altra persona o per quale motivo provate rancore nei suoi confronti? Poi domandatevi: “E’ qualcosa che esiste anche dentro di me?” Qui si considera l’ipotesi che ciò che non ci piace degli altri è qualcosa che non ci piace di noi stessi: la soluzione è quella di sviluppare una maggiore accettazione dei nostri stessi difetti e di diventare meno giudicanti.

E’ più probabile che la collera sorga nella nostra mente quando siamo infelici o insoddisfatti. Se vi accorgete di irritarvi e di infuriarvi anche per un nonnulla, sedetevi e verificate che cosa sta succedendo negli strati più profondi della vostra mente. Vi si annidano pensieri tristi e ipercritici relativi a voi stessi o ad aspetti della vostra vita?
Vi state concentrando maggiormente sul lato negativo delle cose piuttosto che su quello positivo? Se è così, allora la meditazione sulla preziosità della vita umana costituisce un ottimo rimedio. Ci sono aspetti positivi che riguardano voi e la vostra vita e, se vi prestate maggiore attenzione, la vostra mente sarà più felice e appagata e sarà meno probabile che reagiate con rabbia anche quando si verificano problemi più gravi.

Le situazioni difficili sono in genere le più proficue in termini di crescita spirituale. Così, una persona che desta la nostra collera ci sta offrendo un’occasione per imparare che abbiamo ancora molto lavoro da fare. Potremmo credere di aver fatto molta strada per quel che riguarda la comprensione e il controllo della nostra mente e che adesso siamo sufficientemente pacifici, invece, ecco che, tutt’a un tratto, sorge la collera! Allora, ne consegue che quando gli altri ci fanno infuriare, ci stanno offrendo l’occasione di servirci della nostra conoscenza e di far crescere la nostra pazienza.
Contemplate tutto ciò e consolidate la decisione di comprendere la collera, portandola sotto controllo e imparando a reagire invece con pazienza. Sarà di beneficio per voi stessi e per gli altri.

Riflettete sulla morte. Dal momento che la morte potrebbe arrivare in qualsiasi momento, è illogico rimanere aggrappati alle differenze con gli altri. Morire con strascichi di collera non risolta crea il caos nella mente e rende impossibile una morte serena. Anche l’altra persona potrebbe morire in qualsiasi momento. Come vi sentireste se ciò accadesse prima che siate riusciti a chiarire i problemi tra voi?
Non c’è dubbio che voi stessi, l’altra persona e la vostra relazione siano cose destinate a finire. Alla luce di ciò, i problemi sono davvero così importanti? Valgono l’angoscia e l’infelicità che ci causano?

9. Tutti i metodi fin qui presentati implicano la meditazione volta ad affrontare la collera per conto nostro; ma è anche possibile risolvere un conflitto dialogando con l’altra persona. Però, in questo caso, bisogna agire con molta cautela. In primo luogo, dobbiamo valutare la disponibilità dell’altra persona al dialogo e se questo dialogo potrebbe produrre risultati positivi. In secondo luogo, dovremmo esaminare molto attentamente la nostra motivazione: vogliamo davvero appianare le nostre differenze con questa persona e arrivare ad una migliore comprensione reciproca, oppure vogliamo soltanto esprimere la nostra irritazione o magari vincere la battaglia?
Se iniziamo a discutere il problema con il desiderio di ferire l’altro oppure con aspettative e pretese, la comunicazione non funzionerà. Perciò, è necessario che le nostre intenzioni siano molto chiare e che siamo davvero sinceri e onesti nell’esprimere i nostri sentimenti. Questo genere di comunicazione aperta è potentissimo e può trasformare i nemici in amici.
Ovviamente, a volte siete talmente infuriati che l’ultima cosa che desiderate fare è sedervi a meditare! Come minimo, allora, dovreste cercare di evitare di rimanerne completamente coinvolti e di parlare aspramente o diventare violenti. Potreste escogitare qualche metodo per dar sfogo alla vostra energia senza fare del male all’altra persona, o potreste provare a diventare assolutamente insensibili, come foste fatti di pietra o di legno, finché la collera non sbollisce. In un secondo momento, quando la mente si sarà calmata, potrete meditare sul problema e applicare uno degli antidoti.
Un problema che si ripresenta con una certa frequenza, per esempio vi arrabbiate spesso con le persone con le quali vivete o lavorate, può essere affrontato con maggiore efficacia se riconsiderate la situazione nel corso della meditazione e programmate cosa dire e fare la prossima volta che capita. In questo modo, sarete più preparati e sarà meno probabile che siate colti alla sprovvista.

Queste note sono state messe insieme da ven. Sangye Khadro che le ha attinte da diverse fonti appartenenti alla tradizione tibetana. L’autrice ne ha gentilmente concesso l’uso. Leggera revisione di ven. Lobsang Tönden.

♥ ♥ ♥

Dealing with Negative Emotions

All we know is to experience positive emotions that negative emotions. As soon as we hear the words love, kindness, generosity, we recognize immediately as positive emotions, but when we hear talk of hatred, anger, jealousy, depression, we recognize immediately as unpleasant emotions.

From the standpoint of the Buddha can transform our minds. We can learn to know ourselves better, to observe our mind and to gain a familiarity with what is there.

The practical reason in essence that drives us to undertake this kind of enterprise is that, first of all, make us happy, and we know that we want to be happy and, secondly, simplify our relationship with others.

Working with emotions, step by step
We usually smother our feelings, or slam them in the face to others. The Buddhist approach is a practical one: for us, and others, luck, as we said before, there is a third option!
The Buddhist method to deal with emotions involves recognizing to try it and then work on it.

1. Recognize and identify emotions
Sometimes our mind is like a jungle full of destructive thoughts and emotions: it is not easy to really understand what’s cooking. With awareness, honesty and intelligence selectively, we can begin to identify what is what: “That is anger, what is desire, that is fear,” and so on. Once we align ourselves against what we know, we can choose the appropriate methods.

2. Having a healthy attitude and in balance with our emotions
The attitudes to be avoided include guilt, the self-hatred or self-condemnation. In addition, we have to stop identifying with the emotion, for example: “I am my anger,” because that leads us to be obsessed and play this part. We can avoid all thanks to the awareness that mental afflictions are impermanent, they come and go in our mind like clouds in the sky and besides, they are not our true nature.
According to the Buddha, the true nature of our mind is pure, free from mental afflictions, such as a sky clear and cloudless.

3. Working with emotion during meditation, using one or more antidotes
If our minds are simultaneously many different destructive emotions, your best bet is to start from the more powerful and more troublesome: do not try to address them all by heart! Once you’ve managed to get a little ‘control on the bulkiest, then you can proceed with what comes next in order of magnitude.

Antidotes for general emotions

1. Mindfulness or awareness of self
When we can be aware of the rise of an emotion in our minds, for example anger, then we can have control and cope more effectively. Sometimes we may be able to simply let go. Moreover, thanks to constant practice of meditation, our mind will be calmer and be less inclined to react to situations emotionally.

2. Recall the nature of the mind
The mind is clear, is not material: it is a stream of mental events that arises and passes away. These mental events – thoughts, emotions, etc.. – Are impermanent: they appear and disappear, come and go, are not fixed entities and permanent. It can be effective is to imagine that clouds that come and go in the sky, like dreams, similar to rainbows, comparable to the flow and ebb of the waves in the sea. Furthermore, it is of great help to learn not to identify with the emotions: for example, instead of thinking “I’m angry”, think “The anger is in my mind”, so we reduce the control that emotions have on us and so we can address them in a more detached.

3. Suspend judgment
Certain thoughts and certain emotions we like and others do not like. This leads respectively to attachment / adhesion and aversion / rejection. Our mind, when it is in the grip attachment and aversion, is not peaceful. Rather than this, the best thing to do is to cultivate a sense of equanimity, a non-judgmental and loving awareness that accepts whatever arises in the mind.

4. Making an analysis of reality
Explore the concept of “I” who hides behind the emotion is something concrete, which exists in its own right, independently, on their side? It ‘something you can find in your body or your mind? What is it exactly?
Another possible alternative is to examine the object for which we are experiencing that particular emotion exists precisely in the way we see it, or you’re having a distorted and erroneous?

5. To think that the problems of others are similar to ours
When we are experiencing an emotional difficulty, we tend to become obsessed like we were the only people in the entire universe to have such problems. It ‘obvious that it is not so, also, this way of thinking makes the problem even more serious than it really is. Therefore, it is useful to remind ourselves that there are many other people who have a problem same as or similar to ours, and that some people have problems far worse than ours. This reduces the problem of the size of a mountain with those of a pebble, so it is easier to bear and also helps us to be more compassionate toward others.

Antidotes to Anger

In most cases, our anger is directed toward other people, but we can also blame ourselves or with inanimate objects. Anger ranges from a feeling of irritation caused, for example, by the way someone drinks the tea, which causes intense hatred or physical harm, even kill.
Anger is the exact opposite of patience, tolerance, compassion and love. It ‘a distorted view, a wrong way to react to situations, mental affliction: we only causes problems and unhappiness and does not produce the result we hoped to achieve. Disturbs the mind and leads us to do harm to others, and to actions than words: it is a way to respond intelligently and effectively, under any circumstances.
Patience, the opposite of anger is a mental state of great value because it allows us to accept the difficulties by reducing the pain to a minimum. But we must learn to have patience and to develop it is necessary to apply the antidotes to anger.
The most effective approach is to recognize the anger and irritation when they arise and deal with it while it’s still within the mind. Seize it immediately as it stands is in itself sufficient to cool off a good part of the energy of anger. Then we should examine the emotion from different points of view on what has been caused? What we were hoping to obtain? As we see the situation? If we have a clear understanding of anger, we can keep it at bay with more decisiveness, because when we realize how foolish we are less likely to restarne involved.
Anger distorts the way we perceive things. So, after having analyzed, we should apply an antidote, as one of the methods described below, to turn the mind towards a more correct and more realistic. However, it is not easy. The energy of anger is very intense and we’re not used to control it or turn it groped.
It ‘s useful to apply these methods repeatedly during meditation, working with the experiences of anger actually experienced or imagined situations, and later, when anger occurs in our everyday relationships, we can bring to mind any insight gained during the practice sessions and We usually try to escape from the old familiar cliché of being angry.
We do not succeed every time, obviously. Sometimes, even spend minutes, hours or days, before we realize that he be angry and hurt someone! But it’s never too late to remedy them. Sit down, call to mind the situation, find out what went wrong and try to get an idea of how to avoid making the same mistake again. This kind of analysis is also useful in case of problems dating back a long time ago. It is not the case of demoralized if the anger continues to rise with violence: it takes time to cut through the hardened habits. What is important is to will work at it and try to do it.

1. Contemplate the limitations or disadvantages of anger, so you will be convinced of what is harmful and not at all useful and, consequently, will not want to second it. First, consider the immediate effects of anger on the mind and body. How do you feel when you are angry? Your mind is peaceful and happy, or disturbed and dissatisfied? Can you think clearly, to make sound decisions, or the thoughts are confused and disconnected? And what are the effects on your body? You feel calm and relaxed, and tense, or agitated? Scientific studies have shown that anger is an important cause of certain health problems such as heart disease and cancer, and is also a cause of premature death.
What are the effects of your wrath on the people around you? If the anger expressed by words and deeds, what is it? It might take you hurt people you love and compromising relationships. But the anger directed toward your “enemies” – who do you think they deserve the bad – could ricadervi him later. And then I think this is the wisest way to deal with “enemies”?
In addition, anger produces effects more subtle, less obvious, on our psyche. In terms of karma, every moment of anger in the mind leaves footprints that will produce painful experiences in the future: more suffering. In addition, destroys much of the virtuous karma accumulated at the cost of hard work. Anger is one of the biggest obstacles to cultivate positive qualities such as love, compassion and wisdom, and to make progress along the spiritual path …
Recognize the harmful effects of anger, determinatevi not allow it to invade your mind and learn, rather, how to defuse it.

2. Cultivate loving kindness. And ‘possible to develop it through the contemplation of thoughts like: “May all beings be well and happy.” If we gain familiarity with loving kindness and let our minds it is impregnated, the anger will tend to cool off in a totally natural .

3. Remember karma, cause and effect. If someone does you wrong in some way – by acting in an arrogant or hostile, or ingannandovi derubandovi or damaging things that belong to you – and you think you had not done anything to deserve it, reconsidered the situation. From the standpoint of Buddhism, any misfortune happens to us is the result of malicious actions that we have done in the past, in this life or previous lives.
We collect what we have sown. When will we see our problems in this light, our ability to grow and we accept them take responsibility, instead of the blame on others.
Moreover, once we understand that, and infuriandoci vendicandoci, we only ask the causes to experience more problems in the future, we will be more patient and determined to be more careful with the karma we create.

4. Put yourself in the place of others: try to look at the situation from their point of view. What drives them to behave like this? They are in a state of mind peaceful and happy, or confused, miserable and out of each check? They are human beings just like you, with problems and concerns, they also seek to be happy and get the best out of life. Think back to your own experiences, your expressions of anger and rudeness, so you’ll have a better idea of how if the others are going through.
Also, consider what kind of result will be if we continue to act on misleading criteria? They will be happy and fulfilled, or are just setting the stage for further trouble and suffering?
If you fully understand the confusion and pain of others, we will be less likely to react angrily – something that would only increase their suffering – and we will be more inclined to look with compassion.

Consider the person the object of your anger as if it were a mirror. Check: what you do not like the other person or why try grudge against him? Then ask yourself: “It ‘something that exists inside of me?” Here we consider the hypothesis that what we do not like the others it is something that we do not like about ourselves: the solution is to develop a greater acceptance of our same flaws and become less judgmental.

It ‘s more likely that anger arises in our mind when we are unhappy or dissatisfied. If you find yourself irritated and even infuriated over nothing, sit back and see what’s happening in the deeper layers of your mind. Lurk there, and hypercritical thoughts sad for yourself or to aspects of your life?
Are you concentrating more on the negative side of things rather than the positive? If so, then meditation on the preciousness of human life is a good remedy. There are positive aspects that pertain to you and your life and, if given more attention, your mind will be happier and more satisfied and less likely to reagiate angrily even when serious problems occur.

Difficult situations are usually the most profitable in terms of spiritual growth. Thus, a person who arouses our anger is giving us an opportunity to learn that we still have much work to do. We may believe that you have come a long way as regards the understanding and control of our mind and we are now peaceful enough, but, lo, suddenly, there is anger! Then, it follows that when others make us angry, we are offering the opportunity to serve in our knowledge and grow our patience.
Contemplate this, and consolidated the decision to understand the anger, bringing under control and learning to react instead with patience. It will be of benefit to yourself and others.

Think about death. Since that death could come at any moment, it is illogical to cling to the differences with others. Dying with a legacy of unresolved anger creates havoc in the mind and makes impossible a peaceful death. The other person could die at any moment. How would you feel if this happened before you were able to clarify the problems between you?
No doubt yourself, the other person and your relationship is destined to end things. In light of this, the problems are really that important? Worth the agony and the misery we cause?

9. All methods presented here involve meditation time to face the wrath of our own, but it is also possible to resolve a conflict through dialogue with the other person. However, in this case, we must act with great caution. First, we must evaluate the person’s willingness to dialogue and if this dialogue could produce positive results. Secondly, we should consider very carefully what motivates us: we really want to iron out our differences with this person and come to a better mutual understanding, or just want to express our irritation or maybe even win the battle?
If we begin to discuss the problem with the desire to injure another or with the expectations and demands, communication will not work. Therefore, it is necessary that our intentions are very clear and we are really sincere and honest in our feelings. This kind of open communication is very powerful and can turn enemies into friends.
Of course, sometimes you are so angry that the last thing you want to do is sit and meditate! At a minimum, then, you should try to avoid being completely involved and speak harshly or become violent. You could devise some method to give vent to your energy without hurting the other person, or you could try to become completely numb, as if you were made of stone or wood, until the anger is not sbollisce. At a later stage, when the mind has calmed down, you can meditate on the problem and apply one of the antidotes.
A problem that occurs with some frequency, for example, often get angry with people with whom you live or work, can be tackled more effectively if they reconsidered the situation in the course of meditation and planned what to say and do the next time it happens . In this way, you’ll be more prepared and will be less likely to be blindsided.

These notes were put together by Fri Sangye Khadro that has gathered from various sources in the Tibetan tradition. The author has kindly allowed the use. Revised slightly to Fri Lobsang Tönden.

La fine del “dramma” di vita – The end of “drama” Life – Eckhart Tolle


La fine del “dramma” di vita

Gran parte del cosiddetto ‘male’ che avviene nella vita delle persone è
dovuto all’inconsapevolezza. Si crea da solo, o, meglio, è creato
dall’io. Talvolta io chiamo queste cose “dramma”. Quando siamo pienamente
consapevoli, il dramma non entra più nella nostra vita. Vorrei rammentare
brevemente come opera l’io e come crea il dramma.

L’io è la mente non osservata che gestisce la nostra vita quando non
siamo presenti come consapevolezza testimone, come osservatori. L’io si
percepisce come frammento separato in un universo ostile, senza alcuna
connessione interiore con ogni altro essere, circondato da altri io che
considera potenziali minacce o che cercherà di usare per i propri fini.
Gli schemi fondamentali dell’io sono creati per combattere la sua
radicata paura e il suo senso di mancanza. Si tratta di resistenza,
dominio, potere, avidità, difesa, attacco. Alcune delle strategie dell’io
sono estremamente abili, eppure non risolvono mai alcuno dei suoi
problemi, semplicemente perché l’io stesso è il problema.

Quando gli io si riuniscono insieme, che si tratti di rapporti personali
o di organizzazioni o istituzioni, prima o poi accade il “male”: un
dramma di qualche genere, sotto forma di conflitti, problemi, lotte di
potere, violenza emotiva o fisica, eccetera. Fra questi vi sono mali
collettivi come guerre, genocidi e sfruttamenti, tutti dovuti
all’inconsapevolezza accumulata. Inoltre molti tipi di malattie sono
causati dalla resistenza continua dell’io, che crea restrizioni e blocchi
nel flusso di energia attraverso il corpo. Quando ci ricolleghiamo
all’Essere e non siamo più gestiti dalla nostra mente, smettiamo di
creare queste cose. Non creiamo e non partecipiamo più al dramma.

Quando due o più io si uniscono insieme, ne consegue un dramma di qualche
genere. Ma anche chi vive completamente solo crea il proprio dramma.
Quando noi ci sentiamo dispiaciuti per noi stessi, questo è dramma.
Quando ci sentiamo in colpa o in ansia, questo è dramma. Quando lasciamo
che il passato o il futuro oscurino il presente, creiamo il tempo, il
tempo psicologico, la sostanza di cui è fatto il dramma. Quando non
onoriamo il momento presente consentendogli di essere, creiamo il dramma.

Quasi tutti sono innamorati del proprio dramma di vita particolare. La
loro storia è la loro identità. L’io gestisce la loro vita. Vi hanno
investito l’intero loro senso del sé. Perfino la loro ricerca (di solito
infruttuosa) di una risposta, di una soluzione, o di una guarigione ne
diventa parte. Ciò che temono e a cui resistono di più è la fine del loro
dramma. Fintanto che SONO la loro mente, ciò che temono e a cui resistono
di più è il loro risveglio.

Quando viviamo in completa accettazione di ciò che esiste, questa è la
fine di ogni dramma della nostra vita. Nessuno può nemmeno litigare con
noi, per quanto ci provi. Non possiamo litigare con una persona
pienamente consapevole. Il litigio implica l’identificazione con la mente
e una posizione mentale, nonché resistenza e reazione alla posizione
dell’altra persona. Il risultato è che le opposte polarità si forniscono
energia reciprocamente. Questa è la meccanica dell’inconsapevolezza.
Possiamo ancora esprimere la nostra opinione chiaramente e fermamente, ma
non vi sarà dietro nessuna forza reattiva, nessuna difesa e nessun
attacco. Allora non si trasformerà in dramma. Quando siamo pienamente
consapevoli, smettiamo di essere in conflitto. “Nessuno che sia in unione
con se stesso può nemmeno concepire un conflitto”: questo si riferisce
non soltanto al conflitto con altre persone ma fondamentalmente al
conflitto dentro di noi, che viene meno quando non vi è più alcuno
scontro fra le esigenze e le aspettative della mente e ciò che esiste.

di Eckhart Tolle
tratto da “Il potere di Adesso” – Armenia editore


The end of “drama” Life

Much of the so-called ‘evil’ that occurs in people’s lives is
due to unawareness. It creates its own, or rather, is created
ego. Sometimes these things I call “drama”. When we are fully
aware, the drama no longer enters into our lives. I would remind
briefly how the ego operates and how to create drama.

The ego is the mind that runs our lives observed when
we present as a witness consciousness, as observers. This is me

perceived as a separate fragment in a hostile universe, with no
inner connection with any other being, surrounded by others that I

considered potential threats or try to use for their own purposes.
The basic ego patterns are designed to combat his
rooted fear and sense of loss
This resistance
domain, power, greed, defense, attack. Some of the strategies of the ego

are highly skilled, yet never solve any of its
problems, simply because I myself is the problem.

When I gather together, be it personal relationships
or organizations or institutions, sooner or later happens, the “evil”: a
drama of some sort, in the form of conflicts, problems, struggles
power, physical or emotional violence, and so on. Among these are evils
collective such as wars, genocide and exploitation, all due
to unconsciousness accumulated. Moreover, many types of diseases are
caused by the continuing strength of the ego, which creates restrictions and blockages
in the flow of energy through the body. When we reconnect
Being and we are no longer managed by our mind, we stop
create these things. Not create and do not participate more in the drama.

When two or more I join together, the result is a drama of some
kind. But even those who live completely alone creates its own drama.
When we feel sorry for ourselves, this is drama.
When we feel guilty or anxious, this is drama. When we leave
that the past or the future obscure this, we create the time,
psychological time, the substance of which is done the drama. When not
honor the present moment allowing it to be, we create the drama.

Almost everyone is enamored of their particular life drama. The
Their story is their identity. The ego runs their life. We have
invested their entire sense of self. Even their research (usually
unsuccessful) for an answer, a solution or a cure or
becomes part. What they fear and resist most is that the end of their
drama. Long as they are their minds, what they fear and which resist
most is their wake.

When we live in complete acceptance of what exists, this is the
end of each drama of our lives. No one can even argue with
us, try as I might. We can not argue with a person
fully aware. The dispute involves identifying with the mind
and a mental position, as well as resistance and reaction to the position
the other person. The result is that the polarities are provided
energy each other. This is the mechanics of unconsciousness.
We can still express our views clearly and firmly, but
there will be no reactive force behind, no defense and no
attack. Then will not turn into tragedy. When we are fully
aware, we cease to be in conflict. “No one who is in union
himself can not even conceive of a conflict “: this refers
not only conflict with other people but basically the
conflict within us, which is less when there is no
clash between the needs and expectations of the mind and what exists.

of Eckhart Tolle

taken from “The Power of Now” – Armenia publisher

 

Il respiro consapevole – Conscious breathing – Eckhart Tolle


36348_406177909645_742844645_4688831_8274134_n

Il respiro consapevole – Eckhart Tolle

Scoprite lo spazio interiore creando degli intervalli nel flusso dei pensieri. Senza questi intervalli, il vostro pensiero diventa ripetitivo, non ispirato, privo di ogni scintilla creativa, come è tuttora per la maggior parte delle persone sul pianeta.

Non avete bisogno di preoccuparvi della durata di questi intervalli, pochi secondi basteranno. A poco a poco aumenteranno da soli, senza alcuno sforzo da parte vostra. Più che la loro lunghezza è importante farli accadere frequentemente, cosi che le vostre attività giornaliere e il flusso dei vostri pensieri si alternino con lo spazio.

Recentemente qualcuno mi ha mostrato il programma annuale di una vasta organizzazione spirituale. Mentre lo esaminavo, ero colpito dalla grande scelta di interessanti seminari e gruppi di lavoro. Mi ricordava uno smorgasbord, uno di quei buffet scandinavi dove si può scegliere tra un enorme varietà di cibi abbondanti. Quella persona mi chiese se potevo raccomandargliene uno o due. “Non so” dissi. “Questi seminari sembrano tutti molto interessanti. “Ma una cosa so di sicuro” aggiunsi. “Rimani consapevole del tuo respiro più spesso che puoi, ogni volta che te ne ricordi. Fai questo per un anno e ciò produrrà una trasformazione più potente che non la partecipazione a tutti questi corsi. E non costa niente”.

Essere consapevoli del respiro sposta l’attenzione dai pensieri e crea spazio. È un modo di generare consapevolezza. Sebbene la pienezza della coscienza esista già in forma non manifestata, siamo qui per portare la coscienza in questa dimensione.

Siate consapevoli del respiro. Fate attenzione alla sensazione del respiro. Sentite l’aria che entra ed esce dal corpo. Osservate come il petto e l’addome si espandono e si contraggono leggermente con l’inspirazione e l’espirazione. Un respiro consapevole è sufficiente a creare spazio li dove prima c’era un interrotta successione di un pensiero dopo l’altro. Un respiro consapevole, due o tre sarebbe ancora meglio, molte volte al giorno, è un modo eccellente per portare spazio nella vostra vita.

Anche se meditate sul respiro per due ore o più, cosa che alcuni hanno fatto, un solo respiro è tutto ciò di cui avete bisogno per essere consapevoli o meglio, tutto ciò di cui potete essere consapevoli. Il resto è memoria o anticipazione, cioè pensiero.

Il respirare non è in realtà qualcosa che si fa, ma qualcosa che si può osservare mentre accade. Il respirare accade da solo. È l’intelligenza interna del corpo che lo fa. Tutto quello che dovete fare è osservarlo mentre accade. Non implica alcuno sforzo o tensione. Fate attenzione, inoltre, alla breve pausa nel respiro, in particolare al punto di quiete alla fine dell’espirazione, prima dell’inizio di una nuova inspirazione.

In molte persone il respiro è innaturalmente superficiale. Quanto più sarete consapevoli del respiro, tanto più questo ritroverà la sua naturale profondità. Poiché il respiro in se non ha forma, è stato fin dall’antichità considerato uguale allo spirito: l’unica Vita senza forma. “Allora il Signore Dio modello l’uomo con la polvere del terreno e soffio nelle sue narici un alito di vita; così l’uomo divenne un essere vivente”.

La parole respiro in tedesco, Atmen, deriva dall’antica parola indiana (sanscrita) Atman, il cui significato è lo spirito divino innato o Dio dentro di noi.

Il fatto che il respiro non abbia forma è una delle ragioni per cui la consapevolezza del respiro è un modo straordinariamente efficace di portare spazio nella vostra vita, di generare consapevolezza. È un eccellente oggetto di meditazione proprio perché non è un oggetto, non ha struttura né forma. L’altro motivo è che il respiro è uno dei fenomeni più sottili e apparentemente più insignificanti. “La cosa più piccola” che, secondo Nietzsche, crea “la più grande felicità”.

Praticare o meno la consapevolezza del respiro come forma di meditazione vera e propria è una vostra scelta. La meditazione praticata regolarmente, comunque, non è un sostituto del portare la coscienza dello spazio nella vita di ogni giorno.

Essere consapevoli del vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori. Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti. Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro. Il respiro cosciente ferma la mente. Ma lungi dall’essere in trance o mezzo addormentati, siete completamente svegli e totalmente vigili. Non state cadendo al di sotto del pensiero, ma vi state elevando sopra di esso. E se guardate più attentamente troverete che queste due cose, arrivare pienamente nel presente e smettere di pensare senza perdere consapevolezza, sono in realtà una sola e unica cosa, il sorgere della coscienza nello spazio.

– tratto dal libro “Un Mondo Nuovo” 

 

Conscious breathing – Eckhart Tolle

Discover inner space by creating intervals in the flow of thoughts. Without these intervals, your thinking becomes repetitive, not inspired, devoid of any creative spark, as is still for most of the people on the planet.

You do not need to worry about the duration of these intervals, a few seconds will do. Gradually increase alone, without any effort on your part. More than their length is important to make them happen frequently, so that your daily activities and the flow of your thoughts to alternate with the space.

Someone recently showed me the annual program of a large spiritual organization. As I examined him, I was struck by the great choice of interesting seminars and working groups. It reminded me of a smorgasbord, one of those Scandinavian buffet where you can choose from a huge variety of foods abundant. That person asked me if I could raccomandargliene one or two. “I do not know,” I said. “These seminars all look very interesting. “But one thing I know for sure,” I added. “Stay aware of your breathing as often as you can, whenever you remember. Do this for a year and this will produce a more powerful processing that does not participate in these courses. It does not cost anything. “

Being aware of the breath shifts attention from the thoughts and creates space. It is a way to generate awareness. Although the fullness of consciousness exists already in unmanifested form, we are here to bring consciousness into this dimension.

Be aware of the breath. Pay attention to the sensation of the breath. Feel the air that enters and leaves the body. See how the chest and abdomen expand and contract slightly with the inhalation and exhalation. A conscious breath is enough to create them space where before there was an interrupted sequence one thought after another. A conscious breathing, two or three would be even better, many times a day, is an excellent way to bring the space in your life.

Even if you meditate on the breath for two hours or more, which some have done, a single breath is all that you need to be aware or rather, all that you can be aware. The rest is memory or anticipation, that thought.

Breathing is not really something you do, but something that can be observed as it happens. Breathing happens by itself. It is the inner intelligence of the body that does. All you have to do is watch him happens. Does not involve any effort or strain. Pay attention also to the brief pause in breathing, especially at the point of rest at the end of exhalation, before the start of a new inspiration.

In many people’s breath is unnaturally shallow. The more you are aware of the breath, the more this will regain its natural depth. Because the breath itself has no form, has been since ancient times considered equal to the spirit, the only life without form. “Then the Lord God model man with the dust of the ground and breathed into his nostrils the breath of life; so man became a living being. “

The words breath in German, Breathing, comes from the Indian word (Sanskrit) Atman, whose meaning is innate divine spirit or God within us.

The fact that the breath has no form is one of the reasons why breath awareness is an extraordinarily effective way of bringing space into your life, to generate awareness. It is an excellent meditation object precisely because it is not an object, does not have the structure or form. The other reason is that the breath is one of the phenomena more subtle and seemingly insignificant. “The smallest thing” that, according to Nietzsche, creates “the greatest happiness”.

Practicing or not breath awareness as a form of meditation itself is your choice. Meditation practiced regularly, however, is not a substitute for bringing awareness of space in everyday life.

Be aware of your breath forces you to stay in the present moment, which is the key to all inner transformation. Whenever you are aware of the breath, you are absolutely present. You also realize that you can not think, and, at the same time, be aware of your breath. The breath stops the conscious mind. But far from being in a trance or half asleep, you are fully awake and fully alert. Not are falling below the thought, but there are raising above it. And if you look more closely you will find that these two things, get fully in the present and stop thinking without losing consciousness, they are actually one and the same thing, the rise of consciousness in space.

– Based on the book “A New World”

I doni di Dio – The gifts of God


farfalla

I doni di Dio

Un giorno l’uomo ha chiesto a Dio in regalo un fiore e una farfalla.
Ma come risposta Dio gli ha dato un cactus e un bruco.
L’uomo ci rimase male triste nell’anima perchè la sua richiesta non era stata esaudita.
Ha pensato che Dio, che si prende cura di tante persone, non ha pensato a lui.
In cuor suo ha deciso di dimenticare la sua richiesta e di non pensarci più.
Dopo qualche tempo quest’uomo ha visto il cactus e il bruco che nel frattempo si erano completamente trasformati.
Egli è rimasto molto sorpreso, quando si è accorto che su quel brutto cactus pieno di spine era spuntato un magnifico fiore.

E quel bruco, viscido si era trasformato in una splendida farfalla.
Dio le cose le fa sempre in modo giusto.
La sua via è sempre la migliore, anche quando sembra tutto sbagliato.
Se hai chiesto a Dio una cosa e ne hai ricevuto un’altra completamente diversa: abbi fiducia.

Puoi essere certo che Lui ti dà sempre e a tempo opportuno quello di cui tu hai bisogno.

Quello che vuoi non è sempre quello che ti serve.
Dio esaudisce sempre le nostre richieste. Allora, non smettere di rivolgerti a Lui, ma senza dubitare e senza lamentarti.
La spina di oggi è il fiore di domani.
Dio sceglie sempre le cose migliori per quelli che lasciano la scelta a Lui.

Dal web

The gifts of God

One day the man asked God the gift of a flower and a butterfly.
But how to answer God gave him a cactus and a caterpillar.
The man was upset sad soul because his request had not been answered.
He thought that God, who takes care of so many people, did not think of him.
In his heart he decided to forget his request and forget about it.
After some time the man saw the cactus and the caterpillar which in the meantime had completely transformed.
He was very surprised when he realized that on that ugly cactus full of thorns had popped a beautiful flower.

And the caterpillar, slimy had turned into a beautiful butterfly.
God always makes things in the right way.
His way is always the best, even when it seems all wrong.
If you asked God for one thing and you’ve got another completely different, be confident.

You can be sure that He always gives you the appropriate time and what you need.

What you want is not always what you need.
God always hears our requests. So, do not stop to turn to Him, but without doubt and without complaint.
The plug is now the flower of tomorrow.
God always chooses the best things for those who leave the choice to Him

from the web

La Presenza di Dio – The Presence of God – Hazrat Inayat Khan


 

“La Presenza di Dio”

A proposito di Dio, direi che tutto ciò che è presente ci sembra reale
e tutto ciò che è assente ci sembra meno reale; quindi le condizioni
in cui ci troviamo a vivere sembrano reali al momento e hanno su di
noi il massimo effetto. Tristi o gioiose, che ci portino felicità o
sconforto, tali condizioni sono le uniche reali in quel momento; ma
quando non sono più presenti, non sono altro che una favola.

Durante la notte, mentre si sogna, un sogno di orrore e di paura, o di
felicità, quel sogno è reale, in quel momento, a chi lo sogna. Ma,
spuntato il mattino, gli occhi si aprono: era solo un sogno.

Se riflettiamo: le nostre delusioni e i nostri dispiaceri, o invece le
nostre gioie, la felicità, le soddisfazioni che ci siamo prese nei
diversi periodi della vita, che valore hanno ora per noi? Nel momento
in cui viviamo più intensamente, nel momento dell’esperienza, o del
dolore, ci sembra di non poter vivere un minuto di più; poi quando
quel momento è passato e il dolore si è mitigato e ce ne ricordiamo
più tardi è solo un racconto. Fosse pure durato mille anni, oggi non è
che un sogno, una favola. Certo, ha lasciato qualche impressione, ma
il passato è passato. Quello che conta e il presente; ciò che è
davanti a noi ora è la sola cosa che conta.

La gente si fa idee diverse di Dio. Per alcuni Lui è il Creatore. Ciò
significa che era presente quando il mondo fu creato, ma che ora è
assente. Per qualcuno è il Giudice, è legato al Giorno del Giudizio.
Quindi ora deve essere assente, poiché ci sì rende conto che non vi è
giustizia, in questo mondo. Per queste persone, vi è la speranza di
essere portate un giorno davanti al Giudice del mondo e forse allora
potranno verificare che Dio è realmente presente; attualmente non lo
è. C’è anche chi pensa: ” Dio era presente quando mi ha creato, ma ora
non è più di fronte a me. Non è dove mi trovo io, poiché Lui è in
cielo e io sono sulla terra. Perciò non sono in presenza di Dio “.

È evidente quindi che non solo chi non crede in Dio, ma anche chi ci
crede, chi guarda a Lui come all’Essere celeste, che risiede in cielo,
sono parimenti lontani da Dio! Arrivando alla filosofia della
Presenza, troviamo che ciò che vediamo, udiamo e sperimentiamo attorno
a noi con i nostri sensì, e quello che chiamiamo ” presente “, mentre
ciò che i nostri sensi non riescono a percepire, sembra essere
assente. In realtà però, oltre quello che percepiamo è presente
qualche altra cosa; e nonostante la presenza di tante cose, che gli
danno conforto, benessere, felicità, l’uomo è generalmente infelice,
per l’inconscio desiderio di quella cosa. Ci si può sentire disperati,
pur vivendo in un palazzo, in mezzo a ogni genere di piaceri e
nonostante la ricchezza e le attenzioni si può continuare a essere
infelici. Ma è anche possibile vivere molto felici senza piaceri,
lontani dal lusso e dagli agi.

Che significa tutto ciò? Significa che in realtà il mondo esteriore è
più lontano da noi del mondo interiore e che vi è un mondo interiore
immediato per il nostro essere, che è il primo di cui siamo
consapevoli. Dato che siamo in presenza del mondo esterno, non
riconosciamo il mondo interiore; tuttavia il suo effetto è lo stesso.
Questo significa che una persona che vive in un luogo piacevole,
circondata dal lusso, dalle cose piacevoli e o dagli agi, può essere
invidiata e considerata molto felice e fortunata. In realtà, forse,
potrebbe essere molto sventurata. A lei il mondo esterno ha dato tutto
ciò che desiderava, ma il mondo interno, l’essere interiore, è
infelice. Perciò qualche cosa manca, ed essa lo vorrebbe. Ciò mostra
che la presenza interna è necessaria; la presenza esterna non è il
solo benessere.

Ma ora ci chiediamo: presenza interna di che cosa? Molti diranno: “
Sappiamo di essere talvolta infelici nonostante la ricchezza, gli agi,
la gioia, gli amici e coloro che amiamo “. Forse essi non crederanno
che vi è un’altra mancanza, la mancanza dell’ideale divino che li
rende infelici. Altri pensano che la vita richieda un’aspirazione a
progredire, e che sia la mancanza di aspirazioni che causa la più
grande infelicità. Costoro pensano di non potersi evolvere nel lavoro
che compiono, di non poter far meglio degli altri. Un pensiero simile
è peggio della morte. La vita è illimitata e ha bisogno di spazio per
espandersi ed elevarsi. Senza questo spazio, la vita è infelice. Ciò
lo si riscontra non solo tra gli esseri umani, ma anche nella natura.
Basta guardare al costante progresso del sole e della luna, la loro
ascensione verso lo zenit, e poi il tramonto. Guardate la crescita
della mezzaluna e il suo progresso fino a diventare luna piena. Vi è
dunque un’aspirazione della mezzaluna a divenire luna piena. Questo
progresso è la sola cosa che dà felicità o piacere o gioia nella vita;
la sua assenza non è che morte.

Per quanto deluso uno possa essere, per non avere una particolare
professione, o un rango o posizione nella vita, egli manifesta
entusiasmo ed energia non appena vede una possibilità per progredire.
La sua delusione si manifesta solo davanti a un orizzonte chiuso.
Anche se fosse nella profondità della terra, non avrebbe importanza,
fino a quando può pensare: “Un giorno mi porterò ad un livello più
elevato “.

Un’altra cosa meravigliosa che vediamo e che convalida questa teoria è
la tendenza di tutte le cose nella natura ad elevarsi. La tendenza
della terra è di innalzarsi con montagne e colline. Quando le
guardiamo e ammiriamo la loro altezza, anche il nostro cuore sembra
elevarsi; quando le scaliamo il nostro cuore s’infiamma; se le
osserviamo dal basso, pare che la terra stessa voglia alzarsi ed
andare verso l’alto.

Se poi consideriamo la perfezione dell’acqua nel mare, nell’oceano;
come anche essa solleva le sue onde, ci pare che ogni onda alzandosi
dica, tendendo le mani verso l’alto: ” Portatemi in su, più su, sempre
più in alto “. E’ lo stesso desiderio che si nasconde in tutta la
natura, quando si protende per raggiungere qualcosa di più alto. Cosi
anche il fuoco. Gli antichi popoli della Persia sono stati chiamati
adoratori del sole o adoratori del fuoco. In realtà non è che un
simbolo per mostrare come, con la sua fiamma, il fuoco vuole
ascendere. Esso partecipa al comune desiderio di ogni cosa: salire.
Anche nella nostra vita è la stessa cosa. Chi cerca la ricchezza vuole
diventare sempre più ricco; chi ricopre una carica vuole aumentare dì
grado. Qualunque sia la meta, ogni cuore vuole salire più in alto.

Ma questi sono desideri esteriori. L’uomo non si sente appagato se
resta solo alla periferia esterna; esiste un mondo più elevato.
Possiamo chiamare cattivo chi si diletta a fare del male, a procurare
dolore a un altro essere, e sì mostra scortese; se però potessimo
studiare la sua natura, ci accorgeremmo che anche questo individuo
detesta la malvagità e la cattiveria. Il fatto è che il suo senso di
giustizia non si è ancora svegliato. Se gli viene fatto del male, egli
lo sente; è solo il male che fa agli altri che non sente. Egli è
esaltato del male che fa e quindi non lo sente. Ma il fatto che non
gli piaccia ricevere il male da un altro, dimostra che anche lui cerca
la bontà.

In ogni cuore si trova il desiderio della bontà. Quando una persona
pensa alla bontà e cerca la bontà in ogni essere al mondo, questa
persona, per modo di dire, raccoglie bontà. Riconoscere la bontà negli
altri, e come raccogliere dei granelli di bontà e seminarli nel nostro
cuore. Quando invece uno cerca il male, vedrà solo del male in tutti.
In questo modo egli si abitua al male e il suo mondo se ne riempie.
Egli l’ha contemplato, l’ha cercato e l’ha creato. Vedrete che un
individuo lamentoso si lamenterà sempre dei torti che gli altri gli
fanno. Ricorderà gli errori di migliaia di persone. Nel suo cuore il
mondo è registrato. E come un disco, il disco di tutti quelli che
hanno fatto del male e operato ingiustizie. Se lo esaminate bene,
vedrete che questo individuo ha tanta cattiveria quanta ne ha
accumulata, forse anche di più, poiché se un uomo ha in sé il male, ne
raccoglie mille volte di più – diventa un tesoriere del male, un
custode del male, benché in realtà sia scontento del male.

Quando altri parlano del male, egli si sente buono e pensa di esserlo,
di essere immune dal male. Vediamo questa particolarità della natura
anche nei bimbi. Un bambino verrà a raccontare quanto è cattivo un
altro, pensando: «Diranno che sono buono! . Questa tendenza cresce e
si sviluppa; la vita imprime la cattiveria nella gente, il cuore viene
segnato, e col tempo, il male si accumula e diventa un tesoro, un
mondo interiore. Colui che aceumula il male non riesce a vedere il
bene, dato che non esiste bene in questo mondo, ehe non abbia anche
una scintilla di male in sé e non vi è male in questo mondo che non
abbia in sé anche una scintilla di bene. Se solo una persona tentasse
di trovare la seintilla del bene, la troverebbe; e se una persona
cercasse una scintilla di male nel bene, troverà pure questa. Qualcuno
può dire di un altro: ” Egli è molto buono “. Ma il suo vicino dice: “
Certo, è buono, ma tu non sai tutto di lui, voglio raccontarti ciò che
fa! “. Quando si loda qualcuno, non c e forse sempre chi contraddice?
Nella storia non è esistito nessuno di cui la gente non abbia parlato
male.

Che cosa è veramente buono? La risposta è: non esiste una cosa ” buona
” o ” cattiva “; vi è la bellezza. Ciò che è bello, noi lo chiamiamo
bene. Ciò che in confronto al bello è ” brutto “, noi lo chiamiamo “
male ” – sia che si tratti di costumi, di idee, di usi, di pensieri o
di azioni. Ciò dimostra che tutto il fenomeno dell’universo è un
fenomeno di bellezza. Ogni anima è portata ad ammirare la bellezza, a
cercare la bellezza, ad amare la bellezza e a sviluppare la bellezza;
Dio stesso ama la bellezza.

In tutte le epoche le varie religioni hanno dato diverse valutazioni
al bene e al male, dando loro il nome di virtù e di peccato. La virtù
di una nazione è stata il peccato dell’altra – la virtù della seconda,
il peccato della prima. Per quanto si possa viaggiare per tutto il
mondo, leggere le tradizioni e la storia delle nazioni, troveremo
sempre che ciò che una chiama male, l’altra chiama bene. Per questa
ragione nessuno riesce a stabilire una norma universale per il bene e
il male. La discriminazione tra il bene e il male alberga nell’anima
umana. Ogni uomo può giudicare per se stesso, poiché in ogni uomo vi è
un senso di am- mirazione per la bellezza. L’uomo però non è
soddisfatto di ciò che fa da sé, sente disagio, disgusto per i propri
sforzi. Molti continuano a perseverare nelle proprie debolezze, o
errori, oppure sono esaltati da qualche azione che il mondo o loro
stessi chiamano male, continuando tuttavia a compierlo. Infine verrà
il giorno in cui saranno disgustati e allora penseranno al suicidio.
Non vi è più felicità per ìoro. Vi è felicità solo nel pensare o nel
fare quello che si considera bello; l’azione diventerà virtù,
diventerà bontà: questa bontà è la bellezza.

Che cosa è la bellezza? C’è la bellezza della forma, la bellezza senza
forma, la bellezza del pensiero, la bellezza del sentimento, la
bellezza dell’ideale. La bellezza non si vede solo nei fiori nei
frutti e negli alberi – si vede una bellezza ben maggiore
nell’immaginazione e nei pensieri. Si ha la sensazione che si potrebbe
dare tutta la propria ricchezza o perfino la vita per un pensiero
meraviglioso o per un bellissimo sogno.

Forti ricompense sono stare date – in tempi antichi – a poeti,
scrittori, pensatori che esprimevano la loro armonia in poesia o negli
scritti. Ma non si potrà mai dare una ricompensa sufficiente per la
bellezza del pensiero e dell’immaginazione. Vi e tuttavia una bellezza
ancora maggiore: il sentimento di gentilezza, di sacrificio, di
devozione e di amore. La bellezza che ha fatto il una tale impressione
sul mondo che non morirà mai, la bellezza che sì ammira nella vita di
Cristo, fatta di perdono, di amore per l’umanità, di dolcezza, di
umiltà – è tanto grande che nulla può esserle paragonato. Non può
quindi venire limitata a nomi o a forme o al mondo esteriore.

Vi è la bellezza del pensiero, una grande bellezza di sentimenti, di
sensibilità, di gentilezza, di altruismo e di abnegazione. Vi è però
un progresso ancor più grande che si può attuare: la ricerca della
sorgente della bellezza. Nella lingua inglese si dice: Il dono non è
nulla senza il donatore “. Proviamo certamente una grande emozione
nell’ascoltare la composizione di un grande musicista, ma sentiamo
pure dentro di noi il desiderio di incontrarlo per poterlo ringraziare
personalmente. Che gioia! Avete non solo ascoltato la musica ma
incontrato il compositore! Potete esprimere il vostro piacere, dirgli
quanto la sua musica vi abbia deliziato.

Oppure, potete ammirare un ottimo quadro, ma sarebbe più intensa la
gioia se poteste dire al pittore quanto vi piace la sua opera. Cosi è
anche con l’amore della bontà: la costante crescita della bontà, la
confortante ricerca della bontà negli altri, la coscienza di fare del
bene agli altri e la gioia della propria bon- tà. A questo progresso
non vi è limite. ” Questa bontà apparteneva a mio padre, a mia madre,
alla mia amata, al mio amico, ai miei conoscenti, ad un estraneo “.
Ma, sommando tutto questo, a Chi appartiene? Non c’è Nessuno che io
possa ringraziare?

Si possono visitare diversi luoghi, palazzi, giardini meravigliosi,
musei, si possono anche incontrare persone di ogni genere, ma sarebbe
questo il desiderio finale? No di certo, sarebbe quello di incontrare
il re! ” Se solo potessi salutarlo, poiché tutta la bontà che ho visto
e ammirato, mi fa desiderare di vederne il sovrano! “.

Si può essere stati a lungo in corrispondenza con una persona molto
lontana. In ogni lettera si leggono tante belle osservazioni e sì
ammirano i suoi pensieri. Non sarebbe forse un grandissimo piacere
incontrare quella persona a faccia a faccia? Così, alla fine, il
desiderio di ogni anima è quello di trovarsi a faccia a faccia con i1
Proprietario della bellezza, a Cui tutta la bellezza e tutta la bontà
appartengono.

Se considerate questo tema dai punti di vista religioso, filosofico o
scientifico, non vi è differenza alcuna fra i tre punti. Vi è solo una
conclusione: che tutta la vita, con tutte le sue manifestazioni e
varietà, è semplicemente la manifestazione di una sola vita. Il
credente e il non credente si troveranno d’accordo nel riconoscere che
vi è una sola vita dietro a tutto ciò, una sola sorgente di tutte le
manifestazioni, una vita costante, che è come uno stimolo, un
nutrimento, l’origine e il traguardo dell’intera manifestazione.
Nessuno che veda questo con il sentimento, il pensiero, la sensibilità
e con ammirazione potrebbe negare, per un solo momento, che la più
grande felicità sarebbe di venire in contatto, in un modo o
nell’altro, con ” questa Sorgente di tutta la bellezza e bontà “, che
si è cercata per tutta la vita e sempre ammirata progredendo sul
sentiero.

Esistono senza dubbio degli esseri che sono cosi assorbiti dalle ìoro
necessità quotidiane, da non sentire il desiderio di cercare questa
fonte; eppure un inconscio affanno per raggiungere la fonte è sempre
presente. Se non è quello di trovarsi a faccia a faccia col Signore,
sarà un altro ideale: se si ama la musica, di incon- trare il
compositore; se si ama la pittura, di vedere l’artista; se si è
interessati alle riforme, di vederne il capo; se si ammirano le grandi
personalità, l’uomo più illustre. Qualunque sia l’attrazione di un
uomo, egli sarà sempre felice di vedere la persona che identifica con
ciò che ammira.

Ma come è possibile trovarsi a faccia a faccia con la Divinità, con
colui che è senza forma, senza nome, che non può mai essere
rappresentato, mai sognato? Questo è un quesito intelligente e fino a
quando non sarà risolto, chi pretende di trovarsi a faccia a faccia
col suo Dio è un presuntuoso. E la risposta è: ” La Divinità è un
Essere separato, o è senza forma, senza nome e al di sopra di tutte ìe
limitazioni? “.

E certamente il desiderio della presenza di Dio che spiega la tendenza
umana a costruire degli idoli e a venerarli. E’ stato il desiderio di
vedere la Divinità e di adorarla che ha portato l’uomo davanti al sole
e davanti a un albero per adorarli. Questo però non lo poteva
soddisfare, perché stava adorando un oggetto limitato. In verità la
prima lezione sulla presenza di Dio è, come dice un filosofo: “Se non
hai un Dio, createlo “. Quanto è vero che prima di raggiungere il
concetto di Dio, bisogna crearLo proprio cuore. La parola ” Dio” ha la
stessa radice della parola ” bontà ” (goodness in inglese) ma la sua
origine nella vec- chia lingua ebraica, ” Yod “, ” Yaw “, significa “
ideale “. Lo Yaw e stato cambiato in “G “.

Che cos’è l’ideale? L’ideale e qualcosa che noi creiamo. Quando
pensiamo che una persona sia molto buona, pensiamo alla sua bontà,
questa bontà ammanta la persona e le nostre tendenze artistiche e
idealistiche ci aiutano a dipingerne la bontà nel migliore e più
armonioso dei modi possibili. Possiamo renderla perfettamente buona
con la nostra facoltà artistica. Questo si chiama ideale. Quando
qualcuno desidera che una persona sia malvagia, egli descrive la sua
malvagità e tutta la cattiveria che vi è e ne fa il proprio ideale di
malvagità. Pensando alla propria madre o a un amico, egli se li ritrae
in modo da arrivare all’ideale di bontà. Nessuno è in grado di farlo
altrettanto bene per noi, quanto possiamo fare noi stessi.

Vi è un apologo su Majnun, il grande innamorato della Persia: “Oh
Majnun ” gli disse la gente, “la tua fanciulla non è bella 1 quanto tu
pensi. Tu stai sacrificando la tua vita, tu ti affliggi da troppo
tempo per questa fanciulla, ma essa non è poi cosi bella! “. E Majnun
rispose: ” Voi dovreste vedere Leila con i miei occhi; a voi mancano
gli occhi del mio cuore. E’ il mio cuore che ha creato la mia Leila “.
Ecco ciò che si chiama ” ideale “, e l’ideale della perfezione lo
trasforma in bellezza.

L’ideale della perfezione è l’ideale di ” Dio “, e ricorrete ad esso
nelle vostre difficoltà, nelle vostre preoccupazioni e nei vostri
dubbi. Se, spaventati dalla morte, avete vicino a voi questo ideale,
vi sentite protetti. Se avete una delusione è ancora l’ideale che è
vicino a voi a rincorarvi. Voi dite: “Non importa, non sono veramente
deluso, perché Tu sei presente nel mio cuore, io sento la Tua
Presenza, Tu sei diventato il mio Ideale “. Nei dispiaceri, nel
dolore, nella povertà, nelle difficoltà, nell’assenza di amici – in
tutte queste vicissitudini a cui nessuno sulla terra può sfuggire-Egli
è vicino a noi. Più andiamo avanti negli anni e più sentiamo: “Fino a
quando posso essere utile a questo mondo, il i mondo mi vorrà. Appena
non sarò più in grado di prestare la mia opera, e sarò inutile, il
mondo si stancherà di me e non mi vorrà più. Il mondo cerca ciò che io
non sono. Se sono ricco, cerca la mia ricchezza e non me, se ho
raggiunto una certa posizione di prestigio, il mondo chiede di me per
il mio rango, ma i non cerca me “. Il mondo corre dietro al falso. Il
mondo è falso. La sola sicurrezza nel mondo ci e data dall’avere
l’ideale di Dio vìvente e costantemente presente. “Con questo ideale
sono pago ed ho pace e tranquillità non solo qui sulla terra ma anche
nell’ aldila io sarò tra le braccia del Divino!.

Nessuno puo essere così caro, cosi vicino – né figli, marito o moglie,
ne amico quanto questo Ideale perfetto. Questo ideale non verrà mai
meno. Sarà sempre vicino a noi qui e nell’aldila. Voi Gli appartenete.
Siete venuti da Lui e a Lui tornerete. Nel sentire costantemente la
presenza di questo Ideale nel cuore, si avverte il sorgere di ogni
genere di bellezza, di ogni impulso, pensiero o immaginazione, di
tutto ciò che emerge da se stessi o di ciò che si vede intorno. Alla
fine si identificherà tutto con Dio. Per colui che crea la presenza di
Dio, tutta la vita che lo circonda diventa una visione unica
dell’Immanenza di Dio

dal libro “In Un Roseto d’Oriente” di Hazrat Inayat Khan (mistico sufi)

“The Presence of God”

About God, I would say that everything that is real it seems
and all that is missing seems less real, then the conditions
in which we live seem real at the moment and have about
us the maximum effect. Sad or joyful, that bring us happiness or
despair, these conditions are the only real at that moment, but
when they are no longer present, are nothing more than a fairy tale.

During the night, while dreaming, a dream of horror and fear, or
happiness, that dream is real, then, to those who dream. But,
checked in the morning, eyes open: it was just a dream.

If we think: our disappointments and our sorrows, or rather the
our joys, happiness, the satisfaction that we took in
different periods of life, what is the value to us now? In the moment
we live more intensely in the moment of experience, or
pain, it seems they can not live a minute longer, then when
that time has passed and the pain is relieved and we remember
later is just a story. Was also last a thousand years, is no
a dream, a fairy tale. Sure, he has left some impression, but
the past is the past. What matters is the present, what is
before us now is the only thing that matters.

People have different ideas of God To some He is the Creator. That
means that he was present when the world was created, but is now
absent. For some it is the Judge, is related to the Day of Judgment.
So now you must be absent, because we realize that yes there is
justice in this world. For these people, there is hope of
be taken one day before the Judge of the world and perhaps then
can verify that God is truly present; currently not
is. There are those who think, “God was present when I created it, but now
is no longer in front of me. It is not where I am, because he is
sky and I’m on the ground. So I am not in the presence of God. “

It is therefore obvious that not only does not believe in God, but also those who
believe, those who look to Him as the Being in Heaven, who resides in heaven,
are also far from God! Coming to the philosophy of
Presence, we find that what we see, hear and experience around
to us through our senses, and what we call “present”, while
what our senses can not perceive, seems to be
absent. In reality, however, over what we perceive is
something else, and despite the presence of so many things, that
give comfort, well-being, happiness, man is generally unhappy,
to the unconscious desire of that thing. You may feel desperate,
while living in a palace, surrounded by all kinds of pleasures and
despite the wealth and attention you can continue to be
unhappy. But you can also live very happy without pleasures,
away from the luxury and comfort.

What does that mean? It means that in reality the outer world is
further away from us the inner world and that there is an inner world
Immediately for our being, which is the first of which we
aware. Since we are in the presence of the outside world,
recognize the inner world, but its effect is the same.
This means that a person who lives in a nice place,
surrounded by luxury, from pleasant things eo from comfort, it can be
envied and considered to be very happy and fortunate. In fact, perhaps,
could be very unfortunate. She gave everything to the outside world
what he wanted, but the inner world, the inner being, is
unhappy. So something is missing, and she would like it. This shows
that the presence is necessary; the external presence is not the
only comfort.

But now we ask: internal presence of what? Many will say “
We know we are sometimes unhappy despite the wealth, comforts,
joy, friends and loved ones. “Maybe they will not believe
that there is another lack, the lack of the ideal divine them
makes you unhappy. Others think that life requires an aspiration to
progress, and that both the lack of aspirations that causes the most
great unhappiness. They think that they can not evolve in the work
they do, they can not do better than others. A similar thought
is worse than death. Life is unlimited and need space for
expand and rise. Without this space, life is miserable. That
it is found not only in humans but also in nature.
Just look at the constant progress of the sun and moon, their
ascent to the zenith, and then the sunset. Look at the growth
Crescent and its progress to become a full moon. There is
therefore an aspiration of the crescent moon to become full. This
progress is the only thing that gives happiness or pleasure or joy in life;
its absence is that death.

As one can be disappointed, for not having a particular
profession or rank or position in life, he expressed
enthusiasm and energy as soon as he sees a chance to progress.
His disappointment occurs only in front of a closed horizon.
Even if it were in the depths of the earth, it would not matter,
until they can think, “One day I will bring to the next level
high. “

Another wonderful thing we see and validate this theory is
the tendency of all things in nature to rise. The trend
the earth is to rise with mountains and hills. When the
look and admire their height, our hearts seem
rise, when we climb our heart flame, if the
we see from below, it seems that the earth itself wants to stand up and
go upward.

If we consider the perfection of the water in the sea, the ocean;
even as it raises its waves, it seems that every wave rising
says, holding his hands up, “Take me up, higher, always
higher. “It ‘s the same desire that lurks in all
nature, when you reach out to reach something higher. So
also the fire. The ancient peoples of Persia have been called
worshipers of the sun or fire-worshipers. It really is not that a
symbol to show how, with its flame, the fire wants
ascend. It participates in the common desire of every thing up.
Even in our lives is the same thing. Those who seek wealth wants
become richer, and who holds an office wants to increase daily
grade. Whatever the goal, every heart wants to go higher.

But these are external desires. The man does not feel satisfied if
there is only the outer periphery, there is a higher world.
We can call bad those who delight in doing evil, to provide
pain to another being, and yes exhibition rude, but if we could
study its nature, we would realize that this individual
hates evil and wickedness. The fact is that his sense of
Justice has not yet woken up. If he is hurt, he
I feel it is only evil that others do not hear. He is
exalted the evil it does and then does not hear him. But the fact that not
he likes to receive evil from another, it shows that he seeks
goodness.

In every heart there is the desire of goodness. When a person
think about the goodness and look for the goodness in everyone in the world, this
person, so to speak, collects goodness. Recognize the goodness in
others, and how to collect the grains of goodness and sow them in our
heart. But when one looks bad, will only hurt at all.
In this way he becomes accustomed to evil and his world if it fills up.
He has covered the tried and made it. You will see that a
Everyone always complaining will complain of wrongs that others
do. Recall errors of thousands of people. In his heart
world is registered. And as a disc, the disc of all those who
they hurt and operated injustice. If you look good,
you will see that this guy has so much wickedness than it has
accumulated, perhaps even more, because if a man has in itself evil, it
collects a thousand times more – become a treasurer of evil, a
guardian of evil, although in reality it is unhappy with the bad.

When others speak of evil, he feels good and think you may be
to be immune from harm. We see this peculiarity of nature
even in children. A child will tell how bad a
other, thinking, “They will say that they are good! . This trend is growing and
develops, life gives the evil in people, the heart is
marked, and over time, the evil builds up and becomes a treasure, a
inner world. He who aceumula evil can not see the
well, since there is no good in this world, ehe has also
a spark of evil in itself and there is evil in this world who do not
has within itself a spark of good. If only one person trying
seintilla to find the good, the find, and if a person
was looking for a spark of evil for good, will find this too. Someone
can be said to another: “He is very good.” But his neighbor says “
Sure, it’s good, but you do not know everything about him, let me tell you what
ago! . “When you praise someone, there is always someone who contradicts perhaps?
In the history did not exist, none of which people have not talked
evil.

What is really good? The answer is: there is something “good
“Or” bad “, there is beauty. What is beautiful, we call
fine. What is nice in comparison to the “ugly”, we call it “
evil “- whether it’s customs, ideas, customs, thoughts or
of shares. This shows that all the phenomena of the universe is a
phenomenon of beauty. Every soul is brought to admire the beauty,
search for beauty, to love beauty and to develop beauty;
God loves beauty.

In all ages the various religions have given different evaluations
to good and evil, giving them the name of virtue and sin. Virtue
of a nation was the sin of the other – the virtue of the latter,
the sin of the first. As you can travel throughout the
world, read the traditions and the history of nations, we find
always what one calls wrong the other calls right. For this
reason no one can establish a universal standard for good and
evil. Discrimination between good and evil dwells in the soul
human. Every man can judge for himself, as in every man there is
am-a sense of admiration for the beauty. But man is not
satisfied with what he does himself, feels discomfort, disgust for their
efforts. Many continue to persevere in their weaknesses, or
errors, or are enhanced by some action that the world or their
call themselves evil, but continues to do it. Finally you
the day will be disgusted and then think about suicide.
There is more happiness for Ioro. There is only happiness in thinking or
do what is considered beautiful and the action becomes virtue,
become goodness: goodness is beauty.

What is beauty? There is the beauty of form, beauty without
form, the beauty of thought, beauty of sentiment,
beauty of the ideal. The beauty can not be seen only in the flowers in the
fruits and trees – you can see a beauty far greater
imagination and thoughts. You get the feeling that you could
give all their wealth or even their lives for a thought
wonderful or a beautiful dream.

Strong rewards are to be given – in ancient times – to poets,
writers, thinkers who expressed their harmony in poetry or in
writings. But you can never give a sufficient reward for
beauty of thought and imagination. And yet there beauty
even greater feeling of kindness, sacrifice,
devotion and love. The beauty that has made such an impression
the world that will never die, so that admires the beauty in life
Christ, made up of forgiveness, love for humanity, gentleness,
humility – is so great that nothing May be compared. Can not
therefore be limited to names or forms or to the outside world.

There is beauty of thought, a great beauty of feelings,
sensitivity, kindness, altruism and self-sacrifice. There is, however,
progress even more great that you can implement: the search for
source of beauty. In English it says: The gift is not
nothing without the donor. “Let’s certainly a thrill
listening to the composition of a great musician, but we feel
well within us the desire to meet him to thank him
personally. What a joy! You not only listened to the music but
met the composer! You can express your pleasure, tell
As his music has delighted you.

Or, you can see a good picture, but it would be more intense
joy if you could tell the painter how much you like his work. So it is
with the love of goodness: the steady growth of goodness,
comforting pursuit of goodness in others, the consciousness of doing
good to others and the joy of his bon-ing. In this progress
there is no limit. “This goodness belonged to my father, my mother,
my beloved, my friend, to my friends, to a stranger. “
But adding all this, Who belongs? There is None that I
can thank?

You can visit various sites, historic buildings, beautiful gardens,
museums, you can also meet all kinds of people, but it would
This is the final wish? No, of course, would be to meet
the king! “If only I could see him, because all the goodness that I’ve seen
and admired, makes me want to see the king! “.

It can be long been in correspondence with a very
away. In every letter you read so many nice comments and
admire his thoughts. Would not it be a great pleasure
meet that person face to face? Thus, at the end, the
desire of every soul is to be face to face with i1
Owner of beauty, to Whom all the beauty and goodness
belong.

If you look at this issue from the point of view of religious, philosophical or
Scientific, there is no difference between the three points. There is only one
conclusion: that life, with all its manifestations and
variety, is simply the manifestation of a single life. The
believer and non-believer will agree in recognizing that
there is only one life behind it, a single source of all
demonstrations, a constant life, which is like a stimulus, a
nourishment, the origin and goal of the entire event.
No one who sees this with feeling, thought, feeling,
and admiration could deny for a moment that the most
great happiness would come in contact, in one way or
another, with “this Source of all beauty and goodness,” which
has been sought throughout his life and always admired progressing on
trail.

There are undoubtedly beings who are so absorbed by Ioro
daily needs, do not feel the desire to seek this
source, and yet an unconscious anxiety to reach the source is always
present. If there is to be face to face with the Lord,
will be another ideal: If you love music, to encounter the
composer, and if you love painting, to see the artist, if you are
interested in reform, see the head, if you can admire the great
personality, the greatest man. Whatever the attraction of a
man, he will always be happy to see the person who identifies with
what he admires.

But how is it possible to be face to face with the Divine,
one who is formless, nameless, that can never be
represented, never dreamed of? This is a smart question and up to
when it is not resolved, those who claim to be face-to-face
with his God is a presumptuous. And the answer is: “Divinity is a
Be separated, or is formless, nameless and above all IE
limitations? “.

And certainly the desire of God’s presence that explains the tendency
to build human idols and to worship them. It ‘was the desire to
see the Deity worship and that led to the man in front of the sun
and in front of a tree to worship. This, however, he could not
meet, because he was worshiping a limited scope. In truth, the
first lesson on the presence of God is, as a philosopher: “If
you have a God, create it. “How true it is that before reaching the
concept of God, we must create his own heart. The word “God” has
same root as the word “goodness” (in English goodness) but its
origin in the old-chia Hebrew “Yod”, “Yaw” means “
ideal. “It Yaw has been changed to” G “.

What is the ideal? The ideal and something we create. When
we think that a person is very good, we think of his goodness,
goodness cloaked person and our artistic tendencies and
idealistic help us paint the goodness in the best and most
harmonious way possible. We can make perfectly good
with our artistic faculty. This is called ideal. When
someone wishes that a person is evil, he describes his
wickedness and all the evil that there is and makes his own ideal of
evil. Thinking about his mother or a friend, if he shows them
so as to reach the ideal of goodness. No one is able to do
just as well for us as we do ourselves.

There is a fable of Majnun, the great lover of Persia: “Oh
Majnun “the people said,” your child is not one beautiful than you
think. You are sacrificing your life, you will grieve for too
time for this girl, but it is not so nice! . “And Majnun
replied, “You should see Leila with my own eyes, you are missing
the eyes of my heart. It ‘s my heart that created my Leila. “
This is what is called “ideal”, and the ideal of perfection the
transformed into beauty.

The ideal of perfection is the ideal of “God”, and make use of it
in your difficulties in your concerns and your
doubts. If, afraid of death, you have close to you this ideal,
you feel protected. If you have a disappointment is still the ideal that is
near you to rincorarvi. You say, “It does not matter, they are not really
disappointed, because You are in my heart, I feel Your
Presence, You became my ideal. “In sorrow, in
pain, poverty, need, in the absence of friends – in
all these vicissitudes to which no one on earth can escape-he
is close to us. The more we go forward over the years and more we hear: “Until
when I can be helpful in this world, the world I want. Just
I will not be able to pay my work, and I will be useless,
world will get tired of me and I do not want more. The world tries what I
are not. If you are rich, and seek my wealth and not me, if I
reached a certain position of prestige, the world is asking me to
my rank, but do not look for me. “The world runs after the fake. The
world is false. The Aviation Safety alone in the world is given to us from having
the ideal of the living God is constantly present. “With this ideal
are satisfied and have peace and quiet, not only here on earth but also
in ‘afterlife I will be in the arms of the Divine!.

No one can be so expensive, so near – no children, husband or wife,
nor friend as this perfect ideal. This ideal will never be
less. It will always be close to us here and in the afterlife. The you belong.
You came from Him and to Him you will return. On hearing constantly
presence of this ideal in the heart, there is the emergence of any
kind of beauty, every impulse, thought or imagination,
everything that emerges from yourself or what you see around. A
eventually identify all with God who creates the presence of
God, the whole life around him becomes a unique vision
Immanence of God

from the book “In A Rose Garden of the East” by Hazrat Inayat Khan (Sufi mystic)

Sull’Amore – About love


Sull’amore

Osho afferma che l’amore non è un fenomeno che possa essere confinato, si può tenere nella mano aperta, ma non nel pugno: appena si chiudono le mani esso si dilegua.

Il termine amore,in inglese “love”, deriva dal sanscrito “lobha” che significa avidità. Una volta che viene assimilata, digerita, l’avidità si trasforma in amore. L’avidità incorporea, tende al possesso; l’amore condivide, dona, senza chiedere nulla in cambio. Esiste un processo all’interno di noi che ci permette di passare dall’avidità all’amore.

Per poter donare dobbiamo avere qualcosa da offrire, ma, a volte (e, in alcuni casi, mai), questo non è possibile. Tutto parte dall’amore nei propri confronti.

Amare se stessi significa rispettarsi, non condannarsi, non giudicarsi, non farsi del male, implica rispettare quella forma di spiritualità, quella forma di trascendenza che va al di là di qualsiasi specifico credo religioso, che alberga in ciascuno di noi: la nostra esistenza qui e adesso è motivata da un Volere supremo ed è espressione di un Amore che ci è stato donato.

Amare se stessi significa poter contemplare se stessi, la propria esistenza ed il proprio Esserci.

L’amore verso di sé deve essere seguito dall’osservazione di sé:è l’amore per se stessi che pone le basi per conoscersi. Conoscersi è un atto di amore nei propri confronti, significa dedicarsi spazio, tempo e attenzione. La meditazione, cioè il mettere la mente, intesa come creazione sociale, da parte, può essere uno degli strumenti per realizzare questo. Allo stesso modo, anche la psicoterapia può essere un mezzo per aumentare l’autoconsapevolezza.

Contrariamente a quanto socialmente e culturalmente trasmesso, essere egoisti, cioè centrati su di sé, che implica essere soddisfatti, felici, è fondamentale per poter essere altruisti. Avere qualcosa dentro di sé da donare, qualcosa come la gioia, la felicità, l’amore che si sentono traboccare è naturale che fluiscano anche all’esterno verso gli altri. Sono forme di energia che in completa naturalezza noi lasciamo scorrere anche verso gli altri. Se, al contrario, siamo infelici, insoddisfatti un eventuale altruismo che potremmo mostrare non sarebbe autentico, sarebbe un modo per non pensare a noi stessi, un dovere, una formalità,un sacrificio.

Spesso si tende ad utilizzare una definizione non corretta di amore. Non è una forma di bisogno, di carenza, come accade per il neonato che necessita di una figura di riferimento che soddisfi le sue necessità, senza la quale non potrebbe sopravvivere. Al contrario, l’amore autentico è dono incondizionato, abbondanza, è un avere così tanta vita dentro di sé che è fin “troppa” per se stessi ed è spontaneo condividerla. Anzi, il vero dono lo offre chi riceve tale amore. In ogni caso, una persona che ha così tanto da offrire vive ed è felice anche senza che ci sia nessuno che riceva: è come un fiore in una foresta: c’è, esiste, risplende anche senza che vi sia alcuno che lo possa ammirare, il riconoscimento da parte di un altro è accidentale, è un di più. Il mero fluire della vita, della gioia dell’amore è ciò che riempie e rende felici.

L’amore non è dipendenza, non è qualcosa che quando non ci viene donato ci svuota, non è ricatto, non è una forma di potere, non è un oggetto di contrattazione.

L’amore è come un’aurea che nasce da dentro di noi e che ci circonda: se non lo si possiede, lo si chiede ad altri e si diventa dipendenti. In questo caso, l’amore non sarà mai abbastanza e le aspettative nei confronti degli altri non saranno mai realizzate.

Ecco, quindi, ancora una volta  si impone la necessità di imparare prima a stare da soli con se stessi e poi con gli altri. A quel punto si sarà in grado di stare con altre persone in una forma di unità che non distrugge, ma anzi fortifica l’individualità di ciascuno e incita alla libertà. Se non si è in grado di stare da soli ci si imporrà di stare con gli altri, ma questo risulterà soffocante, costrittivo, perché limiterà la propria libertà a causa di una personale incapacità. E l’odio, la rabbia, il disprezzo neo propri confronti quasi inevitabilmente verrà rivolto non solo contro se stessi, ma anche verso chi ci circonda, innescando un circolo vizioso di sentimenti negativi.

Spezzare questa catena è possibile, partendo da se stessi, mettendosi al centro del proprio cammino emotivo, spirituale, fisico e sociale che vede negli altri dei compagni di viaggio, altrettante persone alla ricerca di se stesse con le quali è possibile una parte più o meno ampia della propria esistenza. Tra queste persone, poi, diventerà più semplice, una volta che ci predisporremo interiormente all’incontro, al dialogo, allo scambio, sarà più probabile incontrare una persona con cui instaurare un legame preferenziale, più profondo e duraturo.
L’importante, come ci insegnano i maestri zen, è “lasciare che sia”.

Anna Fata    

About Love

Osho says that love is not something that can be confined, you can hold in your hand open, but not in the hand: as soon as you close your hands it disappears.

The word love in English “love” comes from the Sanskrit “lobha” which means greed. Once it is absorbed, digested, greed turns into love. Greed disembodied, tends to possession, love sharing, giving, without asking for anything in return. Is there a process within us that allows us to move from greed to love.

To be able to donate we must have something to offer, but, at times (and, in some cases, never), this is not possible. All the love in their comparisons.

To love oneself is to be respected, not condemn, do not judge, do not get hurt, means respecting that form of spirituality, that form of transcendence that goes beyond any particular religious belief, that dwells in each of us: our existence here and now it is motivated by a Supreme Volition and is an expression of a love that was given to us.

Loving yourself means that you can contemplate themselves, their lives and their being there.

The love of self must be followed by observation of self, is the self-love which paves the way to get to know. Know it is an act of love toward them, means focusing space, time and attention. Meditation, that is, putting the mind, understood as a social creation, by hand, can be one of the tools to achieve this. Similarly, also psychotherapy can be a means to increase the self-awareness.

Contrary to what is socially and culturally transmitted, being selfish, that is centered on himself, which involves being satisfied and happy, it is important to be selfless. Having something within himself to give, something like joy, happiness, love that they feel it is natural that overflow to flow outward to others also. These are forms of energy that we leave in full natural flow, even to others. If, on the contrary, we are unhappy, dissatisfied with any altruism that we could show it would not be authentic, it would be a way to not think of ourselves, a duty, a formality, a sacrifice.

Often we tend to use an incorrect definition of love. It is a form of need, lack, as is the case for the baby that needs a reference point that meets their needs, without which it could not survive. On the contrary, true love is unconditional gift, abundance, is to have so much life in himself that it is all “too much” for themselves and it is natural to share it. Indeed, the true gift offers the recipient of such love. In any case, a person who has so much to offer and is happy lives, even if there is no one who receives it’s like a flower in a forest: there, there, it shines even without that there is no one who can see the , the recognition by another is accidental, is a more. The mere flow of life, the joy of love is what fills and makes you happy.

Love is not dependence, is not something that is given to us when we emptied, is not blackmail, it is a form of power, is not a subject of bargaining.

Love is like an aura that comes from within us and around us: if you do not have it, you ask someone else and you become addicted. In this case, the love will never be enough, and the expectations of others will never be realized.

Here, then, once again there is the need to first learn to be alone with yourself and then with others. At that point you will be able to be with other people in a form of unity that does not destroy, but rather strengthens the individuality of each and incites freedom. If you are not able to be alone you will require to be with others, but this will be stifling, constricting, why limit its freedom because of a personal failure. And hate, anger, contempt towards their neo almost inevitably will be directed not only against themselves, but also to those around us, creating a vicious circle of negative feelings.

You can break this chain, starting with themselves, placing themselves at the center of his journey emotional, spiritual, physical and social environment that sees in the other fellow travelers, many people searching for themselves with which it is possible a more or less wide of his life. Among these people, then it will become easier once inside we will prepare the meeting, dialogue, exchange, will be more likely to meet a person with whom to establish a preferential binding, more profound and lasting.
The important thing, as some of the Zen masters, is “let it be”.

Anna Fata

Rilassati. L’esistenza ha bisogno di te così come sei – Relax. Existence needs you just as you are – Osho


Rilassati. L’esistenza ha bisogno di te così come sei


Amore

Ricordati di non immagazzinare il tuo amore, di non essere calcolatore. Non essere meschino, cosi tu perderai tutto. Al contrario, permetti che il tuo amore fiorisca e condividilo, offrilo, permetti che lui cresca.

Auto Accettazione

Tu non puoi essere altro che te stesso. Allora rilassati. Lesistenza ha bisogno di te cosi come sei.

Pentimento

Sii cosciente che anche quando commetti un errore, anche questo può essere una opportunità. Quando percepisci che è successo contro la tua propria verità e ha tradito quello che senti nel tuo cuore, permetti che le lacrime galleggino profondamente di te, e loro possono essere una trasformazione.

Fiducia

Quando senti profonda fiducia, questa qualità trasforma la tua vita, non importa le circostanze

Compassione

Compassione non è avere un cuore ripieno di pietà nei confronti degli altri. Compassione è un amore cosi profondo che sei disposto a fare quello che è necessario per portare luce a una situazione

Coscienza

Sempre quando stai agendo con incoscienza, fermati, non essere un robô, non agire a partire dall ego. Prendi una tazzina di tè – svegliati e allora agisci con coscienza.

Coraggio

Questo è una annotazione: quando entri nel cammino per incontrare Dio, non esiste ritorno possibile. E questo esige un coraggio tremendo Intelligenza Usa la tua intelligenza per cercare le cose dove sono, anche se fosse scuro. – Guarda dentro

Mente

Sii pronto a prendere la responsabilità per la tua propria miseria, allegria, negatività, positività, inferno o paradiso. Quando questa responsabilità è capita e accettata, cambiamenti cominciano a succedere. Sii aperto a una nuova possibilità.

Rabbia

Quando senti rabbia, non dare la colpa agli altri e nemmeno prova a reprimerla. Lei è un bel fenomeno che può essere transformato in un fenomeno positivo.

Fracasso

Quando tenti di fare qualcosa da solo, separato da tutto, questo diventa un fracasso. Il successo è in Dio e con Dio

Sesso

Permetti che sia il primo passo, ma non l’ultimo.

Tristezza

Quando tu segui la natura delle cose, non esiste ombra. Anche la tristezza è luminosa… Lei non è mai la tua nemica. Laccoglierai, perché ne avrai bisogno. E senza di lei tu sarai meno, non più.

Creatività

Smetti di usare la tua pazzia, negatività e distruttività contro te stesso e gli altri. Questo è molto facile, distruzione anche un bambino la sa fare. Adesso voltati per qualcosa di interno, non completamente familiare. Questo esige molto coraggio e forza. Permettiti di esprimere la tua creatività

Risata

La risata è una forza cosi transformatrice che non è più necessario niente…. Se tu trasformi la tua tristezza in celebrazione, allora sarai anche capace di trasformare la tua morte in resurrezione.

Speranza

Non perderti nella trappola della speranza, non lasciarti trasportare dall’idea che l’aiuto viene da altri. L’altro non lo riempirà. Riempimento è interno.

Gratitudine

Quando il tuo cuore è pieno di gratitudine, qualsiasi porta apparentemente chiusa può essere una apertura per una benedizione maggiore Essere interi Guarda dentro di te e percepisci se tu sei intero.

Forbici

Sono come la mente, loro tagliano, dividono… L’ago è come lamore, unisce le cose, restaura quello che è a pezzi. Apri il tuo cuore all’amore, e lui lo renderà intero

Preghiera

Non interferire nellamore e nella preghiera dellaltra persona. Abbandona l’idea che tu conosci la maniera di pregare. Semplicemente rispetta…Sii quello che è la loro maniera, lei è la forma perfetta per loro.

Abuso di potere

Quando tu usi il potere, devi avere un profondo rispetto e amore per gli altri e per tutta lesistenza. Non interferire nella vita dell’altro a partire dalle sue proprie concessioni intelletuali. Se tu hai il potere, non manipolare gli altri; usalo creativamente

Meditazione

Fai attenzione a tutto. Non esiste grande o piccolo Tu puoi incontrare Dio in ogni luogo. Cercando,Prendendo,Investigando… Tu sei in serio pericolo! In qualsiasi momento puoi stare amando, ridendo, approfittando… Tu puoi accidentalmente incontrare Dio

Incidente finale

Sii sincero nella tua ricerca; Fai tutto per lei. È la sete di conoscere l’originale attraverso il riflesso che ti fa degno dell’incidente finale- Lilluminazione –

Osho

Relax. Existence needs you just as you are 

Love

Remember not to store your love, not to be calculated. Do not be mean, so you will lose everything. Instead, allow your love to blossom and share it, offer it, allowing him to grow.

Auto Acceptance

You can not be anything but yourself. So relaxed. Existence needs you just as you are.

Repentance

Be aware that even when you make a mistake, this can also be an opportunity. When you perceive that happened against your own truth and betrayed what you feel in your heart, you let the tears float deeply about you, and they can be a transformation.

Confidence

When you feel deep confidence, this quality becomes your life, no matter the circumstances

Compassion

Compassion is not having a heart filled with compassion towards others.Compassion is a love so deep that you’re willing to do what is necessary to bring light to a situation

Consciousness

Always when you are working with unconsciousness, stop, do not be a robot, not to act as from ego. Get a cup of tea – and then act with awakened consciousness.

Courage

This is a note: when you enter the path to find God, there is no possible return. And this requires a tremendous courage Intelligence Use your intelligence to try things where they are, even if it was dark. – Look inside

Mind

Be prepared to take responsibility for your own misery, happiness, negativity, positivity, hell or heaven. When this responsibility is understood and accepted, changes begin to happen. Be open to new possibilities.

Anger

When you feel anger, do not blame others or even try to suppress it. She is a beautiful phenomenon that can be transformed into a positive phenomenon. Fracasso When you try to do something alone, separate from everything, it becomes a crash.The success is in God and with God

Sex

Allow to be the first step, but not the last.

Sadness

When you follow the nature of things, there is no shadow. The sadness is bright …She is never your enemy. Laccoglierai, because you need it. And without it you will be less, not more.

Creativity

Stop using your madness, negativity and destructiveness against yourself and others.This is very easy, destruction, even a child can do. Now turned to something internal, not completely familiar. This requires great courage and strength. Allow yourself to express your creativity Laughter Laughter is a transformative force so that you no longer need anything …. If you turn your sadness in celebration, then you’ll be able to turn your death into resurrection.

Hope

Do not miss the trap of hope, not getting carried away by the idea that the aid comes from others. The other did not fill him. Filling procedure.

Gratitude

When your heart is full of gratitude, every door seems closed may be an opening for a greater blessing be whole look inside yourself and feel if you’re full.

Scissors

They are like the mind, their cut, divide … The needle is like the love, combining things, restores what is broken. Open your heart to love, and he will fly

Prayer

Do not interfere in love and prayer dellaltra person. Abandon the idea that you know the way of praying. Simply respects … Be what you is their way, she is the perfect shape for them.

Abuse of power

When you use power, you must have a deep respect and love for others and for all lesistenza. Do not interfere in the lives of the other concessions from its own intellectuals. If you have the power, not manipulate others, use it creatively

Meditation

Pay attention to everything. There is big or small you can find God everywhere.Searching, Taking, investigating … You are in serious danger! At any time you can feel loving, laughing, enjoying … You may accidentally encounter God

Final Accident

Be sincere in your search; Do it all for you. It is the thirst to know the original by the reflex that makes you worthy of the incident illumination-final –

Osho

 

Ragione e passione Gibran – On Reason and Passion Kahlil Gibran


Il Profeta

di

Kahlil Gibran

Ragione e Passione

[…] E la sacerdotessa parlò di nuovo e disse: Parlaci della Ragione e della Passione.

Ed egli rispose, dicendo:

La vostra anima è spesso un campo di battaglia dove il giudizio e la ragione

fanno guerra alla passione e agli appetiti.

Vorrei essere il pacificatore della vostra anima,

e trasformare la discordia e la rivalità dei vostri elementi in unità e armonia!

Ma come potrò farlo, se non siete voi stessi i pacificatori, anzi, gli amanti di ogni vostro elemento?

Ragione e passione sono il timone e la vela della vostra anima in viaggio.

Se il timone o la vela si rompono, andrete sballottati alla deriva o resterete immobili in mezzo alle onde.

Perché la ragione, se governa da sola, è una forza che limita;

e la passione, lasciata incustodita, è una fiamma che brucia fino alla distruzione.

Perciò la vostra anima esalti la ragione alle altezze della passione, così che possa cantare;

E guidi la vostra passione con la ragione,

affinché la passione possa vivere ogni giorno la sua resurrezione

e come la fenice risorgere dalle sue ceneri.

Vorrei che riteneste il giudizio e l’appetito come due ospiti ugualmente amati.

Sicuramente non fareste più onore all’uno che all’altro; perché chi ha cura di uno solo,

perde l’affetto e la fiducia di entrambi.

In mezzo alle colline, quando sedete all’ombra fresca d’un pioppo,

condividendo la serena pace di campi e prati lontani, fate che il vostro cuore dica in silenzio:

“Dio riposa nella ragione”.

E quando arriva la tempesta, e venti possenti squassano la foresta,

e tuoni e fulmini proclamano la maestà del cielo,

fate che il vostro cuore dica nello sgomento: “Dio si muove nella passione”.

E poiché siete un soffio nella sfera di Dio, ed una foglia nella Sua foresta,

dovreste riposare anche voi nella ragione e muovervi nella passione.


On Reason and Passion
Kahlil Gibran

Your soul is oftentimes a battlefield, upon which your reason and your judgment wage war against your passion and your appetite.
Would that I could be the peacemaker in your soul, that I might turn the discord and the rivalry of your elements into oneness and melody.
But how shall I, unless you yourselves be also the peacemakers, nay, the lovers of all your elements?

Your reason and your passion are the rudder and the sails of your seafaring soul. If either your sails or your rudder be broken, you can but toss and drift, or else be held at a standstill in mid-seas.
For reason, ruling alone, is a force confining; and passion, unattended, is a flame that burns to its own destruction.
Therefore let your soul exalt your reason to the height of passion, that it may sing;
And let it direct your passion with reason, that your passion may live through its own daily resurrection, and like the phoenix rise above its own ashes.

I would have you consider your judgment and your appetite even as you would two loved guests in your house.
Surely you would not honour one guest above the other; for he who is more mindful of one loses the love and the faith of both.

Among the hills, when you sit in the cool shade of the white poplars, sharing the peace and serenity of distant fields and meadows — then let your heart say in silence, “God rests in reason.”
And when the storm comes, and the mighty wind shakes the forest, and thunder and lightning proclaim the majesty of the sky — then let your heart say in awe, “God moves in passion.”
And since you are a breath in God’s sphere, and a leaf in God’s forest, you too should rest in reason and move in passion.

La pratica della meditazione – The practice of meditation


La pratica della meditazione
La pratica della meditazione non è quel che comunemente si intende per pratica, nel senso di ripetizione intesa a preparare a una qualche prova futura. Può sembrare strano e illogico dire che la meditazione sotto forma di yoga, dhyana o za-zen, come è in uso presso gli induisti e i buddhisti è una pratica priva di scopo nel futuro immediato o lontano, poiché è l’arte dell’essere completamente centrati nel qui e ora. “Io non sono addormentato e non c’è nessun posto in cui voglia andare”.
Viviamo in una cultura totalmente stregata dall’illusione del tempo, in cui il cosiddetto momento presente è sentito come qualcosa di infinitesimale fra un passato potentemente condizionante e un futuro la cui importanza è assoluta. Non abbiamo un presente. La nostra coscienza è quasi totalmente occupata dal ricordo e dall’aspettativa. Non ci rendiamo conto che non c’è mai stata, non c è e non ci sarà mai altra esperienza che quella del presente.
Siamo perciò privi di contatto con la realtà. Confondiamo il mondo di cui si parla, che si descrive e si misura col mondo qual è in realtà. Siamo sotto l’incantesimo di quegli utili strumenti che sono i nomi, i numeri, i simboli, i segni, i concetti e le idee. Ecco dunque che la meditazione è l’arte di sospendere temporaneamente il pensiero verbale e simbolico, un po’ come un pubblico beneducato interrompe le conversazioni quando sta per iniziare un concerto.
Limitatevi a stare seduti, chiudere gli occhi e ascoltare tutti i suoni che possono essere nell’aria, senza provare a identificarli o a definirli. Ascoltate come ascoltereste la musica. Se vi accorgete che il dialogo mentale continua, non cercate di interromperlo con la volontà. Limitatevi a lasciare la lingua rilassata, abbandonata e comoda nella mascella inferiore, e ascoltate i vostri pensieri come ascoltereste gli uccelli che cinguettano fuori dalla finestra, puro rumore nella vostra testa: i pensieri alla fine si placheranno da soli, come uno stagno agitato e fangoso si calma e torna limpido se non lo si disturba.
Ancora, prendete coscienza del vostro respiro e lasciate che i vostri polmoni funzionino al ritmo loro congeniale. E per un po’ restate semplicemente ad ascoltare e sentire il respiro. Ma, se possibile, non chiamatelo così. Limitatevi a vivere l’evento non verbale. Si può obiettare che questa non è meditazione ’spirituale’ ma semplice attenzione al mondo fisico: si dovrebbe però comprendere che spirituale e fisico sono soltanto idee, concetti filosofici, e che la realtà di cui ora avete coscienza non è un’idea. Di più, non c’è in voi un io che ne è cosciente. Anche quella era solo un’idea. Potete udirvi in ascolto?
E adesso cominciate a lasciar ‘cadere’ il vostro respiro all’esterno, lentamente e comodamente. Non sforzate né tendete i polmoni, ma lasciate che il respiro esca allo stesso modo di quando vi abbandonate in un letto accogliente. Lasciatelo semplicemente andare, andare, e andare. Non appena c’è un minimo sforzo, fatelo semplicemente rientrare come un riflesso, senza pressioni o strappi. Non pensate all’orologio. Non pensate a contare. Mantenete semplicemente questo stato tanto a lungo quanto dura il senso di beatitudine che dà.
Usando il respiro in questa maniera, scoprite come produrre energia senza forza. Ad esempio, una delle tecniche (in sanscrito upaya) usate per quietare la mente pensante e il suo meccanico chiacchiericcio è nota come mantra – che è il salmodiare un suono in quanto suono, piuttosto che per il significato. Per cui cominciate a emettere un’unica nota sull’onda dell’espirazione, all’altezza che vi viene più facile. Gli induisti e i buddhisti usano per questa pratica sillabe come OM, AUM (cioè HUNG), e i cristiani possono preferire AMEN O ALLELUIA, i mussulmani ALLAH e gli ebrei ADONAI: sostanzialmente non fa differenza, dal momento che ciò che conta è solo e unicamente il suono. Come i Buddhisti Zen potreste usare semplicemente la sillaba Mu (~). Scegliere questa sillaba, e lasciate che la vostra coscienza sprofondi giù, giù, giù dentro il suono fino a quando non provate più nessun senso di sforzo.
Soprattutto, non puntate a un risultato, a un improvviso cambiamento di coscienza o al satori: l’essenza della pratica della meditazione è tutta nel concentrarsi su ciò che È, non su ciò che dovrebbe o potrebbe essere. Il problema è: non usare la forza per svuotare la mente, o per concentrarsi su un punto di luce o altro, anche se, fatto senza accanimento, queste cose possono essere meravigliose.
Quanto dovrebbe durare tutto ciò? La mia idea, forse non ortodossa, è che lo si possa far durare fintanto che non c’è sensazione di sforzo – e può voler dire arrivare a trenta o quaranta minuti a seduta; dopo di che vorrete tornare allo stato di normale riposo e distrazione.
Sedendo per meditare, è bene mettere sul pavimento un cuscino abbastanza consistente, tenere la spina dorsale diritta ma non rigida, tenere le mani in grembo – a palme in alto – poggiare morbidamente l’una sull’altra e sedere a gambe incrociate nella posizione del Buddha, nella postura del mezzo ‘loro’ o del loto completo, o inginocchiati e seduti all’indietro sui calcagni. ‘Loro’ significa che uno o entrambi i piedi poggiano, con la pianta rivolta verso l’alto, sulla coscia opposta. Queste posture sono leggermente scomode, ma hanno, proprio per questo, il vantaggio di tenervi desti.
Può accadere che nel corso della meditazione abbiate visioni stupefacenti, idee abbaglianti e meravigliose fantasie. Può anche succedervi di avere l’impressione di stare per diventare chiaroveggenti, o di poter lasciare il corpo e viaggiare a volontà. Ma tutto ciò è distrazione. Lasciatelo stare e osservate semplicemente cosa accade ADESSO. Non si medita per acquistare poteri straordinari:
infatti, se riusciste a diventare onnipotenti e onniscienti, che fareste? Non ci sarebbero ad attendervi altre sorprese, e tutta la vostra vita sarebbe come far l’amore con una donna di plastica. Attenti, quindi, a tutti quei guru che promettono ‘meravigliosi risultati’ e altri futuri benefici dal loro insegnamento. Ciò che importa veramente è rendersi conto che il futuro non esiste, e che il vero senso della vita è l’esplorazione dell’eterno presente. FERMATEVI, GUARDATE e ASCOLTATE!
Si racconta che un uomo andò dal Buddha con un’offerta di fiori in ambo le mani. Il Buddha disse: “Lascialo cadere!”. Per cui egli fece cadere i fiori che aveva nella mano sinistra. Il Buddha disse ancora: “Lascialo cadere!”, ed egli lasciò cadere i fiori che teneva nella mano destra. Ma il Buddha disse: “Lascia cadere quello che non hai né a sinistra né a destra ma al centro!”. E l’uomo fu di colpo illuminato.
È meraviglioso avere la sensazione che tutto ciò che vive e che si muove sta cadendo o segue la gravità. Dopotutto, la terra sta cadendo intorno al sole, e a sua volta il sole sta cadendo intorno a qualche altra stella. Poiché l’energia è semplicemente il prendere la via della minima resistenza. L’energia è nella massa. La potenza dell’acqua è nel seguire il suo stesso peso. Tutto viene a colui che ha peso.
Un brano tratto dal testo di Alan Watts, “La via della liberazione”.

The practice of meditation

The practice of meditation is not what is commonly meant by practice, in the sense of repetition in order to prepare some future trial. It may seem strange and illogical to say that meditation in the form of yoga, dhyana or zazen, as is used by Hindus and Buddhists is no practical purpose in the near future or far away, as is the art of being completely centered in the here and now. “I’m not sleepy and there is no place where you want to go.”
We live in a culture totally bewitched by the illusion of time, in which the so-called present moment is felt as something between an infinitesimal powerfully past conditioning and a future whose importance is absolute. We have no present. Our consciousness is almost completely occupied by the memory and anticipation. We do not realize that there never was, is not there and there will never be another one of this experience.
We are therefore deprived of contact with reality. Confuse the world of which we speak, which is described and measured with the world what it really is. We are under the spell of those useful tools that are the names, numbers, symbols, signs, concepts and ideas. Here, then, that meditation is the art of temporarily suspending verbal and symbolic thought, a little ‘a polite audience interrupts the conversations when a concert is about to begin.
Limit yourself to sit, close your eyes and listen to all sounds that can be in the air, without trying to identify or define them. Listen as you listen to music. If you find that the mental dialogue continues, do not try to stop it at will. Limit yourself to leave the tongue relaxed and comfortable in the lower jaw dropped, and listen to your thoughts as we shall hear the birds chirping outside the window, pure noise in your head: thoughts eventually subside on their own, as a rough and muddy pond is calm and clear back if you do not bother.
Again, be aware of your breathing and let your lungs are working at their pace congenial. And for a while ‘stay just to listen and feel the breath. But, if possible, do not call it that. Limit yourself to experience the event non-verbal. It might be objected that this is not meditation ‘spiritual’ but simple attention to the physical world: But you should understand that the spiritual and physical are only ideas, philosophical concepts, and that the reality of which we have consciousness is not an idea. Moreover, there is an I in you that is conscious. Even that was just an idea. You can hear you listening?
And now you begin to let it ‘fall’ your breath out slowly and comfortably. Do not strive or tend the lungs, but let the breath go out the same way as when you indulge in a cozy bed. Just let it go, go, and go. As soon as there is a minimum of effort, just do it back in as a reflex, without pressure or tearing. Do not think the clock. Do not think that counts. Simply leave this state lasts as long as it gives a sense of bliss.
Using the breath in this way, discover how to produce energy without force. For example, one of the techniques (in Sanskrit upaya) used to quiet the thinking mind chatter and his mechanic is known as a mantra – which is the chanting sound as sound, rather than the meaning. So you begin to emit a single note on the wave of exhalation, the height that is easier. Hindus and Buddhists use this practice as a syllable OM, AUM (ie HUNG), and Christians may prefer O AMEN Alleluia, Muslims and Jews ALLAH ADONAI: basically makes no difference, since what matters is only and solely the sound. Like the Zen Buddhists might simply use the syllable Mu (~). Choose this syllable, and let your consciousness sink down, down, down into the sound until you try more than any sense of effort.
Above all, do not aim at a result, a sudden change in consciousness or satori: the essence of the practice of meditation is all about what is in focus, not on what should or could be. The problem is: do not use force to clear your mind, or focus on a point of light or otherwise, even if done without ferocity, these things can be wonderful.
How long should all this? My idea, perhaps unorthodox, is that it can be to take as long as there is no sense of effort – and can mean even reach thirty or forty minutes per session, after which you will want to return to normal rest and distraction .
Sitting down to meditate, it is good to put a pillow on the floor fairly consistent, keep the spine straight but not stiff, keep your hands in your lap – palms up – rest softly upon each other and sit cross-legged in the position of Buddha in the posture of the vehicle ‘them’ or full-lotus, or kneeling and sitting back on his heels. ‘They’ means that one or both feet are flat, with the sole facing upwards, on the opposite thigh. These postures are slightly uncomfortable, but, because of this, the advantage of keeping you awake.
It can happen that you have visions during meditation drugs, dazzling ideas and wonderful fantasies. It can also happen to have the impression of being to become clairvoyant, or you can leave the body and travel at will. But everything is a distraction. Leave it alone and simply observe what is happening NOW. Do not you meditate to acquire extraordinary powers:
In fact, if you managed to become omnipotent and omniscient, what would you do? There would be no more surprises waiting for you, and your whole life would be like making love to a women’s plastic. Beware, therefore, to all those gurus that promise ‘amazing results’ and other future benefits from their teaching. What really matters is to realize that the future does not exist, and that the true meaning of life is the exploration of the eternal present. STOP, LOOK and LISTEN!
It is said that a man came to the Buddha by offering flowers in both hands. The Buddha said: “Drop it.” So he dropped the flowers she had in her left hand. The Buddha also said: “Drop it!”, And he dropped the flowers she held in her right hand. But the Buddha said, “Drop what you do not have neither left nor right but in the middle.” And the man was suddenly illuminated.
It is wonderful to have the feeling that everything that lives and moves is falling or follows gravity. After all, the earth is falling around the sun, and in turn the sun is falling around some other star. Because energy is simply take the path of least resistance. Energy is in the mass. The power of water is in following its own weight. Everything comes to him who has weight.
An excerpt from the text of Alan Watts, “The path to liberation.”

La via dell’intelligenza – Intelligence way


La via dell’intelligenza

“Non può essere vulnerato da nessun dolore, né colpito da nessuna violenza; insensibile a ogni malvagità, atleta nella gara più sublime, […] pronto ad accogliere amoroso, con l’anima tutta quanta, quello che accade e quello che gli viene assegnato, tutto; […]. Quest’uomo sa che in suo potere è unicamente la propria interiorità e pensa senza interruzione alle cose proprie, quelle che l’universale connessione degli eventi gli arreca; e la prima cerca di rendere bella; nutre fede, invece, che le seconde siano buone. […]
L’unica cosa che rimane a chi è buono, come propria caratteristica, è l’amore, l’atteggiamento d’un’anima serena e tranquilla che accolga gli eventi a lei destinati.


“L’atteggiamento d’un’anima serena e tranquilla” Marco Aurelio
“L’intelletto non è ancora l’intelligenza e occorre imparare a
distinguere tra i due. L’intelletto è uno strumento dato all’uomo
perché possa cavarsela sul piano materiale, perché possa
risolvere i problemi della vita quotidiana, studiare la Natura e
trarre qualche conclusione da quello studio. L’intelligenza,
invece, nel senso iniziatico del termine, è una facoltà ben
superiore: posta al di sopra del piano astrale e mentale, ha la
capacità di dominare i sentimenti, i pensieri e tutte le
manifestazioni della vita psichica.
È questa intelligenza che gli Iniziati considerano come la vera
intelligenza; essa è legata al mondo della supercoscienza, che è
il mondo divino. Tutti gli esseri che hanno imparato a lavorare
dominando i propri pensieri, i propri sentimenti e legandosi alle
regioni superiori per fare con queste degli scambi, sono stati
capaci di realizzazioni sublimi. Sono loro che hanno permesso
all’umanità di progredire veramente.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov
☸ڿڰۣ–☀☼★ ♥☀ ☼★ ♥
L’intelligenza ha una doppia capacità secondo la direzione cui viene diretta, può essere orientata verso l’esterno o verso l’interno.
La natura del suo orientamento è la chiave dell’evoluzione dell’umanità.
L’intelligenza diretta verso l’esterno operando attraverso i sensi diventa “intelletto” la parte concreta e informativa dell’intelligenza.
Operando verso l’interno per mezzo della coscienza profonda diventa quel che si può definire vera intelligenza.
La distinzione tra intelletto e vera intelligenza è fondamentale per capire la condizione odierna del mondo.
L’intelletto fa riferimento a un’intelligenza che per determinare la verità usa la ragione ed è basata sull’attività sensoriale. Amplifica la capacità dei sensi con vari strumenti, come telescopi o microscopi, aumenta la capacità di calcolo con varie macchine come i computer e per comprendere il mondo inventa vari sistemi di misurazioni spaziali e temporali.
L’intelletto costruisce la realtà basandola sull’idea di un mondo esterno, annota i nomi e le forme delle cose nel mondo e le colloca in carie categorie e gerarchie.
Da qui deriva il concetto ayurvedico di mondo esterno come luogo di realizzazione dei piaceri, da esso nasce una visione materialistica della vita e una visione meccanicistica dell’Universo.
L’intelletto dirige la vita verso mete esterne: piacere, ricchezza, potere e conoscenza del mondo.
Crea un’idea corporea dell’esistenza, per cui si rimane intrappolati nel tempo e nello spazio, nel dispiacere e nella morte.
L’intelletto pone l’attenzione sull’esteriorità, i ruoli, l’identità, stato sociale e averi.
L’intelletto opera sotto il controllo dell’ego e delle emozioni.
La vera intelligenza è un potere di percezione interna e diretta. Rivela la natura delle cose trascendendo le apparenze sensoriali.
La vera intelligenza è pienamente consapevole dell’impermanenza di ogni realtà esterna e non ci lega a nessun nome o forma prefissata.
Impariamo per mezzo di essa a percepire la coscienza che sta dietro i movimenti della materia e dell’energia nel mondo esterno.
Ci liberiamo da strutture esterne che riguardano la religione, l’autorità e le istituzioni, trascendendo il tempo e lo spazio nella realtà della nostra Vera Natura.
L’intelletto ha una conoscenza indiretta e mediata riguardo i nomi, i numeri e le apparenze, per questa ragione non può risolvere i problemi umani a infondere un senso di pace. Non è sufficiente sapere concettualmente quali sono i nostri problemi, dobbiamo capirne l’origine nel cuore e nell’anima.
Senza il risveglio della vera intelligenza, la società rimarrà emotivamente instabile e spiritualmente poco evoluta. La cultura occidentale ha glorifica nella scienza una visione intellettuale della vita.
L’Ayurveda, che si basa sulla filosofia dello Yoga, considera l’intelletto come una intelligenza minore e ci aiuta a sviluppare l’intelligenza profonda che porta al di là dei sensi, verso la Verità all’interno del Cuore.
liberamente tratto da “Ayurveda e la Mente” di David Frawley
☸ڿڰۣ–☀☼★ ♥☀ ☼★ ♥
Memoria e intelletto
“Memoria ed Intelletto” sono termini riferiti a due funzionalità distinte del Cervello; la prima corrisponde alla capacità di evocazione selettiva della informazione acquisita nel passato, la seconda alla capacità di ragionamento che in gran misura viene specificatamente finalizzata a risolvere, ovvero ad evitare problemi da affrontare nel corso della propria vita intellettuale; le due funzioni di integrazione cerebrale cooperano per adeguare flessibilmente le proprie riflessioni e ragionamenti finalizzati a una maggiore o minore ampiezza problematica sia nella dimensione del futuro più immediato o di quello ben più distante.
Certamente “Memoria e Intelletto” formano una unità di enti complementari, tale che l’eccesso di uno rispetto all’altro deprime il valore esprimibile come prodotto di tali funzionalità, datosi che la prima funzione si arresterebbe all’esistenza e la seconda descriverebbe un divenire pieno di speranze o di timori, ma vuoto ed inutile nel generare un’effettiva crescita della propria personalità intelligente.
Dosare opportunamente le funzioni della “Memoria ad Intelletto” in relazione ad un fine è importante come andare in bicicletta, dove per procedere bisogna agire sull’uno e sull’altro pedale.
Come nella bicicletta possiamo usare un cambio per dosare gli sforzi sui pedali in modo da evitare fatiche non utili alla propria salute, così dobbiamo imparare ad utilizzare vari sistemi di integrazione delle aree cerebrali rispondenti a percorsi cerebrali differenziati; questi ultimi infatti correlano i due emisferi cerebrali essenzialmente con la parte emozionale del cervello (talamo quale sede della memoria emotiva), con l’ippocampo (sede principale della memoria a lungo termine) e con il cervelletto (che interagisce nella formazione della memoria operativa che implica il coordinamento di movimenti degli arti e del corpo). Pertanto “Memoria e Intelletto” costituiscono i due principali processi di integrazione tra le varie aree celebrali, che congiuntamente facilitano la evocazione delle memorie esperite in precedenza e le utilizzano per sviluppare l’esercizio di varie forme di intelletto più adeguate alla problematica da risolvere. Possiamo dire che, se il processo di integrazione privilegia il rapporto tra l’emisfero sinistro e l’ippocampo, riconosciamo tale tipologia di memorizzazione come “Memoria Semantica”, cioè appropriata all’espressione linguistica; se invece il rapporto focalizza il processo di integrazione cerebrale nell’area talamica, allora siamo in presenza di una evocazione mnemonica di tipo “Emotivo ovvero Empatico”; se invece nel processo integrativo della memoria viene incluso il cervelletto, allora parliamo di “Memoria Operativa” e così via dicendo.
Le memorie evocate sono come ombre che debbono essere ricondotte al confronto significativo con il presente in una prospettiva di sviluppo e risoluzione della informazione in conoscenza. Per attuare tale transizione tra passato, presente e anticipazione cognitiva, l’intelletto agisce come un processo parallelo di confronto selettivo della informazione memorizzata e attualizzata dai dati sensibili, teso a convergere verso un fine ovvero nella direzione finalizzata a risolvere determinati obiettivi e atteggiare la propria attività al seguito dell’impulso delle propria volontà e intuito. Dall’incrocio del sistema di integrazione divergente, della ricerca di una più o meno ampia evocazione mnemonica, con il processo convergente di elaborazione finalizzata più proprio dell’intelletto, emergono varie potenziali forme di intelligenza (critica, analitica, pragmatica, artistica , ecc. ecc ).
Howard Gardner e anche Edward De Bono, noti pedagogisti contemporanei, nei loro scritti finalizzati ad insegnare come sviluppare le abilità di pensiero, sostengono che “non” abbiamo un’intelligenza unica, ma almeno “sette” tipi diversi di intelligenza, ognuno dei quali può avere la prevalenza nelle diverse occasioni di risoluzione dei problemi. Comunque è bene osservare attentamente che i processi mentali organizzati da “memoria e intelletto”, debbono essere preceduti da una capacità di apprendere come articolare i processi di integrazione cerebrale, proprio al fine di rispondere, con peculiari strategie cognitive, a “pre-definire le aspettative e i risultati attesi”, che possono emergere dalla capacità di memorizzare ed nell’elaborare l’informazione in modo intelligente ed efficace. Prima di risolverlo o evitarlo, un problema va infatti pre-ordinato sulla base di una strategia basata sulla volontà e sull’intuito. Tale situazione è detta generalmente Problem Setting perché capace di elaborare con immediatezza le memorie a breve termine e integrarle con le altre forme di memoria a più lungo termine precedentemente descritte. Le categorie di integrazione della memoria e dell’intelletto vanno quindi a dipendere dalla preliminare capacità di porsi finalità ed obiettivi o scopi che sono in relazione diretta con il possibile prognostico relativo ai risultati attesi. È solo cosi che il circuito cerebrale del pensiero può infatti svilupparsi armonicamente.
Lo studio delle potenzialità di una tipologia specifica della Intelligenza, è stato attentamente realizzato sia con la “Risonanza Magnetica funzionale” sia mediante interviste ai campioni di scacchi, un ben noto ed antico gioco di strategie di Problem Solving.
Al contrario di un principiante, il quale tende normalmente a immaginarsi le mosse possibili di ogni singolo pezzo della scacchiera, il campione di scacchi facilita la integrazione funzionale delle memorie evocando il posizionamento di alcune schermate (Templates) della memoria evocate dalla propria esperienza, le quali vanno a focalizzare alcuni blocchi critici delle possibili configurazioni della scacchiera, sia in relazione ai pezzi che agli spazi rimasti vuoti (Chunk). Il campione, a differenza del dilettante, ragiona esclusivamente su di essi (Templates & Chunk) per reperire la strategia e ordire ingegnosamente una soluzione vincente denominata Scacco Matto.
Tale impostazione del gioco di famosi scacchisti è messa ancor più in evidenza da alcuni loro aforismi (cioè brevi concetti tratti dalla lunga esperienza).
1) Cerca di essere il giocatore di scacchi, non il pezzo sulla scacchiera (Ralph Charrell)
2) Un Maestro di scacchi non cerca la mossa migliore: la vede (Garry Gasparov)
3) A scacchi io mi sforzo sempre di giocare contro i pezzi del mio avversario piuttosto che contro di lui (Svezotar Gligoric)
Da tali aforismi si comprende quale sia il miglior modo di porsi il problema di risolvere soluzioni critiche basandole su finalità proprie di un giocatore professionista, che imposta il gioco utilizzando concezioni finalizzate ad integrare intelligentemente i processi mnemonici ed intellettivi per raggiungere l’obbiettivo mediante una serie di mosse vincenti.
Pertanto l’intelligenza e l’ingegno creativo non risiedono direttamente nella memoria o nell’ intelletto; proprio in quanto “memoria ed intelletto” presi fine a se stessi sono solo due funzioni cerebrali necessarie ma non sufficienti per produrre attività creative capaci di costruire conoscenze innovative.
L’espressione di intelligenza e creatività risulta quindi essere una funzione complessa dipendente dalla capacità di definire a priori apposite unità o configurazioni interpretative, che sono frutto dell’intuito e della volontà e quindi delle attività più recondite ed ancestrali degli esseri viventi.
Ciò è naturale in quanto, per esempio, è facile notare quanto sia difficile memorizzare una fila di “settanta” numeri in sequenza casuale, rispetto a rammentare “dieci” numeri telefonici di sette numeri ciascuno; infatti la memoria in questo caso è facilitata dalla suddivisione in blocchi dei numeri telefonici, ma in vero principalmente dalla opportunità di comunicare con altre persone. Similmente, sarebbe praticamente impossibile capire il significato di una frase se le parole non fossero disgiunte tra di loro e di fatto non si sapesse a priori dall’indice e dal titolo del libro il quadro cognitivo che andiamo scoprendo dedicandoci alla sua lettura.
La previsione realizzabile con l’intuito e la volontà di capire il divenire di una situazione è ciò che in fin dei conti permette di trovare soluzioni intelligenti e creative in un corretto apprendimento della funzionalità mnemonica e intellettiva del cervello.
Il conclusione possiamo ripetere con Seneca: “Non c’è vento favorevole a chi non sa dove andare”; pertanto, memoria e intelletto sono funzioni cerebrali che debbono coordinarsi per una esperienza consapevole finalizzata a verificare un’ipotesi, un sogno e comunque un fine che sta maturando dentro di noi… altresì inquietudini dovute al dubbio e all’indeterminazione di eventi inattesi ci tormenta e ci assale costantemente, affossando progressivamente tutti i valori costruiti dalla memoria e dall’ingegno più raffinato ed eloquente.
Nel ciel che più de la sua luce prende
fu’ io, e vidi cose che ridire
né sa né può chi di là su discende;
perché appressando sé al suo disire,
nostro intelletto si profonda tanto,
che dietro la memoria non può ire.
Veramente quant’io del regno santo
ne la mia mente potei far tesoro,
sarà ora materia del mio canto.
Dante Alighieri, Paradiso – Canto I
http://www.steppa.net/html/scienza_arte/scienza_arte25.htm
❤♫❤♫❤.•*¨`*•..¸♥☼♥ ¸.•*¨`*•.♫❤♫❤♫❤

Intelligence way

“It can not be hacked by any pain, nor suffering from any violence, numb to all wickedness, the most sublime athlete in the race, […] ready to receive love with the whole soul, what is happening and what is assigned, everything […]. This man knows that his power is only in its interior and think without interruption to their own interests, those of the universal connection of events adversely, and the first attempts to make nice ; nourishes faith, however, that the latter are good. […]
The only thing left to those who are good, as its characteristic is the love, the attitude of a soul in peace and tranquility that will accept her for events.
“The attitude of a soul in peace and tranquility” Marcus Aurelius


“The intellect is not the intelligence and we must learn to
distinguish between the two. The intellect is an instrument given to man
because they can get by on the material before it can
solve the problems of everyday life, study the nature and
draw some conclusions from that study. Intelligence,
Instead, in the sense of initiation of the term, is an option well
Top: placed above the astral and mental, has the
ability to control the feelings, thoughts and all
manifestations of psychic life.
It is this intelligence that the initiatives considered as the true
intelligence, it is linked to the world of super-consciousness, which is
the divine world. All beings who have learned to work
dominating their thoughts, their feelings and binding to
upper regions to do with this trade, were
capable of sublime creations. It is they who have allowed
humanity to really progress. ”
Mikhael Omraam Aïvanhov
Intelligence has a double capacity in the direction which is directed, it can be outward or inward.
The nature of his approach is the key to evolution of humanity.
The intelligence directed towards the outside by working through the senses becomes “understanding” the practical side of intelligence and information.
Working inward to the middle of the deep consciousness becomes what we can define true intelligence.
The real distinction between intellect and intelligence is critical to understand the situation today in the world.
The intelligence refers to intelligence that used to determine the truth and the reason is sensory-based activity. Amplifies the ability of the senses with various tools such as telescopes or microscopes, increased computing capacity with various machines such as computers and to understand the world invented various systems of measurements of space and time.
The mind constructs reality basing on the idea of an external world, note the names and shapes of things in the world and places them in categories and hierarchies caries.
Hence the concept of Ayurvedic outside world as a place of realization of pleasures, it comes from a materialistic vision of life and a mechanistic view of the universe.
The intellect directs his life towards external goals: pleasure, wealth, power and knowledge of the world.
Create an idea of bodily existence, so it remains trapped in time and space, in sorrow and death.
The mind focuses on the exterior, roles, identity, social status and possessions.
The intellect operates under the control of the ego and emotions.
The real intelligence is a power of inner perception and direct. Reveals the nature of things transcending sensory appearances.
The true intelligence is fully aware of the impermanence of all external reality, and there binds to any name or form fixed.
We learn to perceive it through the consciousness behind the movements of matter and energy in the outside world.
We are liberated from external concerning religion, authority and institutions, transcending time and space in the reality of our true nature.
The intellect has a mediated and indirect knowledge about the names, numbers and appearances, for this reason can not solve human problems to instill a sense of peace. It is not enough to know conceptually what are our problems, we must understand its origin in the heart and soul.
Without the awakening of true intelligence, the company will remain unstable emotionally and spiritually undeveloped. Western culture has glorified in science an intellectual vision of life.
Ayurveda, which is based on the philosophy of yoga, consider the intellect as a lesser intelligence and helps us to develop intelligence that leads to deep beyond the senses, to the Truth in the Heart.
freely based on “Ayurveda and the Mind” by David Frawley
Memory and intellect
“Memory and Intellect” are terms referring to two distinct features of the Brain: the first is the capacity of selective evocation of the information gathered in the past, the second to the ability to reason that in large measure is specifically designed to solve or prevent problems from face in the course of his intellectual life, the two functions of the brain work together to integrate flexibly adapt its thinking and reasoning aimed at a greater or lesser extent problematic both in size of the future of the much more immediate or more distant.
Of course, “Memory and Intellect” form a unity of complementary institutions, such that over each other to depress the value expressed as a product of these features, gave himself that the first function stops the existence and the second describes a becoming full of hopes or fears, but empty and useless in generating real growth of its intelligent personality.
Measure out the appropriate functions of the “Memory for Intellect” in relation to an end is as important as cycling, where do we need to act on one and on foot.
How we can use a bicycle in exchange for the determination of the efforts on the pedals to avoid hard work not relevant to their health, so we must learn to use various systems for the integration of brain areas responding to different brain pathways, the latter fact, correlate the two cerebral hemispheres mainly with the emotional part of the brain (the thalamus as the seat of emotional memory), with the hippocampus (headquarters of the long-term memory) and the cerebellum (which interact in the formation of working memory that involves the coordination of limb movements and the body). Therefore, “Memory and Intellect” are the two main processes of integration between different brain areas, which together facilitate the evocation of previously experienced memories and use them to develop the practice of various forms of understanding the most appropriate problem to be solved. We can say that if the integration process focuses on the relationship between the left hemisphere and the hippocampus, we recognize this type of storage as a “semantic memory”, that is appropriate linguistic expression, but if the report focuses on the integration process of brain thalamic area, then we are in the presence of a type of mnemonic evocation “or Emotional Empathy”, but if the memory is in the integration process including the cerebellum, then we speak of “working memory” and so on.
Evoked memories are like shadows that must be traced to the meaningful comparison with this in a perspective of development and resolution of information into knowledge. To implement such a transition between past, present and anticipating the cognitive intellect acts as a parallel process of selective comparison of information stored and updated from the sensitive data, tended to converge towards an end or in the direction aimed at solving particular its objectives and attitudes activities to follow the impulse of his will and intuition. From the intersection of the system of diverging, seeking a greater or lesser degree mnemonic evocation, through the process of development aimed more convergent their intellect, arise various potential forms of understanding (critical, analytical, pragmatic, artistic, etc.. etc.).
Howard Gardner and Edward De Bono also known contemporary educationists, in their writings aimed to teach how to develop thinking skills, say “no” we only intelligence, but at least “seven” different types of intelligence, each of which can have on several occasions in the prevalence of problem resolution. However it should be noted carefully that the mental processes organized by “memory and intellect,” must be preceded by a capacity to learn how to articulate the integration processes of the brain, precisely in order to respond with specific cognitive strategies, a “pre-define expectations and the expected results, which may arise from the capability of storing and processing information in an intelligent and effective. Prior to resolve or avoid this problem is in fact a pre-ordered on the basis of a strategy based on the will and intuition. This situation is generally described as “problem setting” because it is capable of developing an immediate short-term memories and integrate them with other forms of memory in the longer term described above. The categories of integration of memory and intellect are so dependent on the prior ability to ask the purposes and objectives or purposes that are directly related to the possible prognosis on the expected results. It is only then that the brain circuitry of thought can in fact develop in harmony.
The study of the potential of a specific type of intelligence, has been carefully designed with both the “functional MRI” and through interviews with samples of chess, a well known and ancient game of problem solving strategies.
Instead of a beginner, who normally tend to imagine the possible moves of each piece of the board, the chess champion facilitates the functional integration of evoking memories of some positioning screens (Templates) of the memory evoked by its experience, which going to focus some critical blocks of the possible configurations of the board, both in relation to the pieces that the empty spaces (Chunk). The sample, unlike the amateur thinks exclusively on them (Templates & Chunk) to find the strategy and a winning plot ingeniously called Checkmate.
This view of the famous chess game is put into sharper focus by some of their aphorisms (ie short concepts drawn from long experience).
1) Try to be the chess player, not the piece on the board (Ralph Charrell)
2) A Master of chess does not look the best move: he sees (Garry Gasparov)
3) In chess I always try to play against my opponent’s pieces rather than against him (Svezotar Gligoric)
From these aphorisms, one wonders what is the best way to address the problem solutions to solve critical building it on their goals of a professional player, which sets the game using concepts designed to intelligently integrate the intellectual and memory processes to achieve the goal through a series winning moves.
Therefore, the creative intelligence and ingenuity do not reside directly in your memory or ‘intellect, just as “memory and intellect,” taken as an end in themselves are only two brain functions necessary but not sufficient to produce creative activities capable of building innovative knowledge .
The expression of intelligence and creativity turns out to be a complex function dependent on the ability to define a priori the appropriate units or interpretative configurations, which are the result of intuition and the will and therefore of the most recondite and the ancestral beings.
This is natural as, for example, is easy to see how difficult it is to store a row of “seventy” in random numbers, compared to remind the “ten” numbers of seven numbers each, because the memory in this case is facilitated by division in blocks of telephone numbers, but mainly by the real opportunity to communicate with other people. Similarly, it would be virtually impossible to understand the meaning of a sentence if the words were not separated among themselves and did not know a priori from the index and the title of the book we discover that the cognitive framework dedicated to his reading.
The prediction achieved with the insight and the will to understand the future of a situation is what ultimately allows you to find creative and intelligent solutions in the successful acquisition of intellectual and mnemonic functions of the brain.
The conclusion we can say with Seneca: “There is no favorable wind for those who do not know where to go”, so memory and intellect are brain functions that must coordinate to a conscious experience aimed at verifying a hypothesis, however, a dream and a goal which is ripening within us … also due to doubts and fears of unexpected events all’indeterminazione assails us and haunts us constantly, gradually slowing down all the values built from memory and ingenuity more refined and eloquent.
Within that heaven which most his light receives
was’ me, and saw things that
neither knows nor can, who from above descends;
so near approaching its desire,
our understanding is so deep,
that memory can not go.
Truly whatever of the holy kingdom
Into my mind could treasure
will now become the subject of my song.
Dante Alighieri, Paradiso – Canto I
http://www.steppa.net/html/scienza_arte/scienza_arte25.htm

Come essere imperatori di sé – How to be emperors of himself – Sadhguru Jaggi Vasudev


“Come essere imperatori di sè”

di Sadhguru Jaggi Vasudev

“Essere spirituali significa essere imperatori di sé. Questo è il modo di
essere, ce n’è forse un altro? C’è qualcuno che in coscienza sceglierebbe di
cercare qualcosa di altro o da altri? Non significa che si debba diventare
completamente autosufficienti. Vi sarà sempre inter-dipendenza, ma all’interno
di noi stessi vi è tutto: non c’è bisogno di cercare altrove. Persino la
compagnia di qualcuno non è necessaria. Se qualcuno la desidera, gliela potete
offrire, ma per voi stessi non ne avete bisogno. Questo significa che non siete
più dei mendicanti, dentro. Solo per le cose esteriori vi servirà il mondo
esterno. Questa è la libertà finale.
La spiritualità non è per i deboli. Se non siete capaci di fare altro nella
vita, e perciò pensate di poter essere spirituali, vi sbagliate. Solo se sarete
capaci di intraprendere e fare bene qualsiasi cosa di questo mondo, forse ci
saranno delle possibilità che siate adatti alla spiritualità.
Non è qualcosa di destinato a gente che non sappia fare niente altro. Oggi,
l’impressione che ha l’intero paese, e forse tutto il mondo, è che solo gente
inutile e buoni a niente diventino ricercatori spirituali, perchè della gente
cosiddetta spirituale è diventata così. Persone incapaci di fare qualsiasi cosa
o di reggere gli alti e bassi della vita, tutto quello che devono fare è
indossare l’abito ocra e sedere davanti a un tempio, così la loro vita è
risolta. Ma questa non è spiritualità. E’ solo accattonaggio in uniforme. Se
dovete conquistare la vostra coscienza, se dovete raggiungere l’apice della
coscienza, non potrete farcela mendicando.
Esistono due tipi di mendicante – Gautama, il Buddha, e le persone di quel
livello, sono mendicanti supremi. Tuti gli altri sono semplici mendicanti. Direi
che il mendicante sulla strada e il re sul suo trono sono entrambi mendicanti.
Entrambi chiedono continuamente qualcosa all’esterno. Il mendicante di strada
chiederà soldi, cibo o ricovero. Il re potrebbe chiedere la felicità, o la
conquista di un altro regno, o simili insensatezze. Lo vedete come ciascuno sta
mendicando qualcosa? Gautama mendicava soltanto il cibo, per il resto era del
tutto autosufficiente. Tutti gli altri l’unica cosa che non mendicano è il cibo.
Mendicano per qualsiasi altra cosa. Tutta la loro vita è accattonaggio.
Guadagnano solo cibo. Un essere spirituale ha guadagnato ogni altra cosa al suo
interno e mendica solo per il cibo. Qualunque modo pensiate sia il migliore,
siate. La via che pensate sia la più efficace per vivere, vivetela.
Una volta che si sia realizzato questo, si conduce una vita differente. Quando
non ci sono più desideri, niente più bisogni interiori, solo allora si comprende
cos’è l’amore, la gioia e cosa significa condividere. Condividere è: ‘Tu non mi
devi nulla, perchè io non ho bisogno di nulla da te, ma, comunque, io dividerò
questo con te’. Una vita intera fondata sul baratto può essere conveniente, ma è
la via dei deboli.
Questa debolezza è la prima cosa che si deve abbandonare quando si incontra
Shiva. Se si vuole incontrarLo, è bene stare alle Sue condizioni. Shiva non
viene a incontrare un semplice mendicante. Dunque si deve imparare ad
incontrarLo alle sue condizioni, o dissolversi; queste sono due vie. Gnana e
Bhakti significano proprio questo. Bhakti significa fare di sè stessi lo zero
assoluto e incontrare Lui. Gnana significa incontrare Shiva alle Sue condizioni:
diventare infiniti. Altrimenti, non ci sono possibilità di incontrarLo.
Amore, o Bhakti, sembra la via più facile. Lo è, ma vi sono un maggior numero di
tranelli lungo il cammino, rispetto a Gnana. Nella Bahkti non è dato sapere.
Anche se si è caduti in una trappola, non è dato di saperlo; così è questa via.
Non si sa neppure di essere preda delle proprie illusioni. In Gnana non è così.
Ogni passo che si fa, si conosce. Non posso dire se sia un cammino difficile, ma
è un cammino per coraggiosi, non per deboli. Il deboli non potrebbero mai farlo,
ma ognuno ha la possibilità di farlo. Tutti hanno le capacità per farlo se
superano le proprie limitazioni. Dipende solo dal possedere o no la volontà di
farlo, tutto qui.
Si diventa ciò che si pensa. Spontaneamente le energie tendono verso ciò che
consideriamo supremo. Chi desideri percorrere il cammino spirituale deve fare in
modo che esso sia il pensiero dominante nella sua mente, che sia ‘la prima e
l’ultima cosa che voglio nella mia vita’. In questo modo, spontaneamente, le
energie si orienteranno ad esso. Solo allora la lotta che si combatte momento
per momento è finita e non si deve più lottare per correggere sé stessi.”
“How to be emperors of himself”
<!– –>

By Sadhguru Jaggi Vasudev
“To be spiritual is to be emperor himself. This is the way
be, there is perhaps another? Is anyone in good conscience choose to
look for something else or by someone else? It does not mean that we should become
completely self-sufficient. There will always be inter-dependence, but within
of ourselves is all: there is no need to look elsewhere. Even the
company of someone is not necessary. If someone wants it, I’ll you
offer, but for yourself you do not need. This means that you are not
most of the beggars, inside. Only for the things you will need the external world
outside. This is the ultimate freedom.
Spirituality is not for the weak. If you are unable to do anything else in
life and thus think you can be spiritual, you are wrong. Only if you
able to undertake anything and do well in this world, perhaps there
the chance that you will be suited to spirituality.
It is not something intended for people who do not know anything else. Today
the impression that the whole country, and perhaps the world, is that only people
useless good for nothing and become spiritual seekers, because of the people
so-called spiritual has become so. People unable to do anything
or to withstand the ups and downs of life, all they have to do is
ocher wear the dress and sit in front of a temple, so their life is
resolved. But this is not spirituality. It ‘s just begging in uniform. If
you have to earn your conscience, if you need to reach the peak of
consciousness, you can not do it by begging.
There are two types of beggar – Gautama, the Buddha, and the people of that
level, beggars are supreme. Tuti others are simply beggars. I would say
the beggar on the street and the king on his throne are both beggars.
Both are constantly demanding something outside. The street beggar
ask for money, food or shelter. The king could ask for happiness, or
conquer another kingdom, or similar nonsense. You see how each is
begging for something? Gautama begged only the food, the rest was
entirely self-sufficient. All other the only thing that is not begging for food.
Begging for anything else. Their whole life is begging.
They earn only food. A spiritual being has won anything in his
Internal and just begs for food. Whichever way you think is best,
are. The way you think is the most effective way to live, live it.
Once this has been achieved, he leads a different life. When
there are no desires, no more inner needs, only then will we understand
What is love, joy and what it means to share. Share it: ‘I do not like
you have nothing, because I did not need anything from you, but, anyway, I divide
this with you ‘. A lifetime based on barter may be convenient, but it is
the way of the weak.
This weakness is the first thing you have to give up when you meet
Shiva. If you want to meet him, you should be on his terms. Shiva
is easy to meet a beggar. Therefore, we must learn to
meet its conditions, or dissolve, and these are two ways. And Gnana
Bhakti means just that. Bhakti means zero to do with themselves
absolute and meet him Gnana means Shiva to meet your requirements:
become infinite. Otherwise, there is a chance to meet him.
Love or Bhakti, it seems the easy way out. It is, but there are a greater number of
pitfalls along the way, than Gnana. In Bahkti is not known.
Even if one has fallen into a trap, not given to know, so is this way.
You do not even know to be prey to their illusions. In Gnana not.
Every step you do, you know. I can not say whether it is a difficult road, but
is a path for the brave, not weak. The weak can never do it,
but everyone has the opportunity to do so. Everyone has the capacity to do so if
outweigh its limitations. Depends only on the desire to have or not
do, that’s all.
You become what you think. Spontaneously energies tend toward what
we consider supreme. If you wish to walk the spiritual path should make
so that it is the dominant thought in his mind, which is’ the first and
the last thing I want in my life ‘. In this way, spontaneously, the
energies will be oriented to it. Only then the fight can be fought at
for the moment is over and no longer have to fight to correct themselves. “

Vivi in Armonia – adesso – Live in Harmony – now


Vivi in Armonia – adesso

“Immaginate di tracciare un solco e in questo solco di far
scorrere dell’acqua. Quel solco è la saggezza che vi indica la
giusta direzione, il cammino da seguire, mentre l’acqua è l’amore
che vi sostiene lungo tutto il cammino. Ogni giornata che vivete
nella saggezza e nell’amore prepara la giornata successiva,
nella quale avanzerete più facilmente. L’oggi fa seguito a ieri,
a sua volta verrà il domani, poi verranno i mesi, gli anni… tutta
la vita. E una vita traccia la via per le incarnazioni future.
All’inizio, sicuramente sentirete di non avere potere su
un’intera giornata e nemmeno su un’ora, ma solo sul minuto
presente. Ebbene, almeno per un minuto, fate lo sforzo di creare
in voi la chiarezza e la pace. Questo minuto influenzerà quello
seguente, e così, di minuto in minuto, vivrete in armonia
l’intera giornata.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Le dodici sfide dell’Armonia e della Serenità
1. Amare l’altro non significa che devi “volergli bene”, ma che il tuo stato di coscienza ti permette di vedere che tu e l’altro siete realmente Uno,almeno prova a crederci…

2. Se un tuo compagno si “dimentica” di salutarti, non ti offendere sicuramente non lo ha fatto apposta, e se anche fosse sappi che ha solo difficoltà a gestire la sua personalità, come l’addestratore con il suo cavallo selvaggio.

3. Se un tuo compagno ti appare antipatico, fastidioso o ti crea disagio chiediti sempre qual è lo specchio di te che ti rimanda (non possiamo percepire qualcosa che non ci appartiene).

4. Sappi distinguere dentro di te tra anima e personalità: l’anima non si offende, non si arrabbia, non si perde nel particolare, l’anima vuole giocare, sorridere, unire nella semplicità e vede solo ciò che conta veramente.

5. L’anima è semplice come un bambino, non conosce i formalismi, ma è saggia come un anziano, l’anima non teme la “brutta figura” e porta avanti i suoi impegni perché sa viverli con leggerezza e con gioia, come in un gioco.

6. Non ti identificare con le tue idee, né con il tuo lavoro, tu non sei né le tue idee, né il tuo lavoro.
Non ti identificare, con i tuoi pensieri, né con le tue emozioni, pensieri ed emozioni non sono tuoi… …vivi leggero!

7. Qualunque cosa intendi fare, falla perché ti dà gioia e falla per te stesso e per l’essenza che tu chiami Dio o come tu la senti, per nessun altro.

8. Ogni volta che ti senti “superiore” o “inferiore” a qualcuno sappi che sei in una grande illusione, siamo tutti tessere dello stesso mosaico, ognuna con un suo compito e delle sue qualità specifiche.

9. Concediti di osservare quando la personalità ti domina: ogni volta che hai paura sei nella personalità, ogni volta che ti offendi sei nella personalità, ogni volta che ti arrabbi sei nella personalità. Sii sincero e tenero con te stesso e con gli altri, comprendi le difficoltà a gestire le reazioni meccaniche e vai oltre.

10. Non c’è nulla di male a cadere, l’importante è accorgersene e rialzarsi, e se cadi 100 volte, rialzati 100 volte e continua a camminare.

11. Accetta che il tuo compagno possa cadere e non curarti della sua personalità, vai oltre e collegati alla sua anima, concentrati sempre sulla bellezza e sulle qualità positive tue e dell’altro.

12. Sappi ripristinare dentro di te lo stato di Armonia con te stesso e con gli altri non appena hai compreso che la tua Essenza più vera e quella dell’altro sono la stessa cosa, la stessa “Energia”. Osserva la tua personalità e ricorda chi sei veramente: sii più forte delle tue paure, più forte delle tue vergogne, più forte delle tuo orgoglio, più forte della tua rabbia… non prenderti troppo sul serio! Sii forte ridendo! Ridendo a tutte queste illusioni e torna a giocare con i tuoi compagni, ti stanno aspettando!

http://centrodiarmonia.guidaalbenessere.it/home.ctr

Live in Harmony – now

“Imagine tracking a groove and this groove to
flowing water. That groove is the wisdom that shows the
right direction, the path to follow, while the water is love
that supports you throughout the journey. Every day you live
in wisdom and love preparing the next day,
in which progress more easily. The today follows yesterday,
in turn will be tomorrow, then will be months, years … all
life. And a life points the way for future incarnations.
At first, certainly feels it has no power over
whole day or even one hour, but only on the minutes
present. Well, at least for a minute, you make the effort to create
in you clarity and peace. This minute will affect the
following, and so, by the minute, you will live in harmony
the whole day. “

Mikhael Omraam Aïvanhov

The twelve challenges Harmony and Serenity
1. Loving others does not mean you “love him”, but that your state of consciousness allows you to see that you are really one and the other, at least try to believe it …

2. If your partner is a “forget” to say goodbye, do not be offended certainly did not do it on purpose, and know that even if he only has difficulty managing his personality, as the trainer with his wild horse.

3. If your partner when you begin an unpleasant, uncomfortable or makes them uncomfortable, you always ask yourself what is the mirror of you, who refers (we can not perceive something that is not ours).

4. Know inside you distinguish between soul and personality: the soul is not offended, not angry, not lost in the detail, the soul wants to play, laugh, join in the simplicity and sees only what really matters.

5. The soul is as simple as a child does not know the formalism, but as a wise elder, the soul does not fear the “bad shape” and carries out its commitments because they know live them with joy and lightness, as in a game .

6. Do not you identify with your ideas or with your work, you are neither your ideas or your work.
Do not you identify with your thoughts, neither with your emotions, thoughts and emotions are not your light … … live!

7. Whatever you want to do, do it because it gives you joy and do it for yourself and for the essence that you call God or how you feel it, for anyone else.

8. Whenever you feel “above” or “inferior” to know that someone you’re in a great illusion, we are all the same mosaic tiles, each with a specific task and its quality.

9. Give yourself permission to be observed when the personality dominates you: Whenever you are afraid you are in personality, every time you’re in the huff personality, every time you get angry you are in personality. Be sincere and gentle with yourself and with others, understand the difficulty in managing the mechanical responses and go beyond.

10. There is nothing wrong to fall, it is important to notice and get up, and if you fall 100 times, 100 times raised and continues to walk.

11. Accept that your partner can fall and take no note of her personality, go over and connected to his soul, always focused on the beauty and positive qualities and your other.

12. Know inside you restore the state of harmony with yourself and with others as soon as you realized that your true essence and that of the other are the same, the same “energy”. Watch your character and remember who you really are: be stronger than your fears, stronger than your shame, stronger than your pride, stronger than your anger … do not take themselves too seriously! Be strong, laughing! Laughing at all those illusions and come back to play with your teammates, waiting for you!

http://centrodiarmonia.guidaalbenessere.it/home.ctr

Pensieri di Luce – Thoughts of Light –



Pensieri di Luce

“È naturale che vogliate attirare l’amore o l’amicizia di qualcuno, ma non dovete mai ricorrere a mezzi di pressione come il denaro, i regali, la seduzione o il ricatto. Anche se tanti uomini e donne si servono in generale di questi mezzi, perché sono ovviamente i più facili, voi, guardatevi bene dall’utilizzarli.Il solo mezzo di cui avete il diritto di servirvi per attirare l’amore è la luce, ed è anche l’unico che sia veramente efficace. Inviate all’essere dal quale volete farvi amare dei doni di luce spirituale, dei colori che spargerete attorno a lui, sapendo che la luce e i colori sono entità vive. Quando la sua anima sentirà la presenza di quelle entità benefiche, penserà a voi con riconoscenza e vi apprezzerà sempre più.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Thoughts of Light

“It is natural that we want to attract love or friendship
someone, but you should never resort to means such as pressure
money, gifts, seduction or blackmail. Although many
men and women are in general of these vehicles, because
are obviously the easiest, you look good
from using them.
The only way that you attract the right to serve
love is the light, and is also the only one that is truly effective.
Notify me of being from which you want to make you love the gifts of light
spiritual, colors spreading around him, knowing that
the light and the colors are living entities. When his soul feel
the presence of those charitable entities, will think of you with
gratitude and appreciate you more. “
Mikhael Omraam Aïvanhov

emozioni

Dal momento che la nostra cultura ammira l’approccio più maschile e razionale verso la vita, e disprezza il lato femminile, più portato ai sentimenti, tutti hanno imparato, in qualche misura, a nascondere i propri sentimenti, persino a se stessi.
Abbiamo imparato a seppellire la maggior parte delle nostre sensazioni nel profondo di noi stessi, e a mostrare al mondo soltanto quello che sembra sicuro, e generalmente non è molto.
La maggior parte di noi si sente particolarmente a disagio con i sentimenti comunemente considerati “negativi”, come la paura, la tristezza, il dolore, la collera e la sensazione di essere feriti. In realtà non esistono sentimenti negativi.
Noi definiamo negativi le cose perché non le capiamo e quindi ne abbiamo paura. Tutti questi sentimenti sono naturali e importanti; ognuno ha una funzione significativa nell’esperienza umana. Invece di respingerli ed evitarli, abbiamo bisogno di esplorare e scoprire il dono che ogni sentimento ci offre.
I pensieri sono molto più collegati alla mente cosciente e alla volontà, mentre i sentimenti vengono da un luogo più profondo e meno razionale. In una certa misura possiamo scegliere coscientemente i nostri pensieri, ma l’unica scelta che abbiamo riguardo ai nostri sentimenti è il modo in cui affrontarli.
Per esempio, la persona che è stata licenziata potrebbe scegliere di crogiolarsi in pensieri critici o vendicativi sul suo capoufficio, oppure concentrarsi su pensieri che riguardano la ricerca di un altro lavoro.
Ma le emozioni sottostanti di rabbia e di paura rimangono lì, immutate. La persona può scegliere se affrontare queste sensazioni rimanendo seduto in casa in preda alla depressione, oppure andando in ufficio a gridare contro il capo oppure sfogandosi con un amico o un terapista, per poi andare in cerca di un nuovo lavoro.
In altre parole, può reprimere i suoi sentimenti, sfogarli, oppure esplorarli esprimerli, accettarli, e infine trovare un modo di agire appropriato per prendersi cura di se stesso.
Permettendoci di riconoscere e di vivere i nostri sentimenti quando si presentano, sviluppiamo gli strumenti per rimanere in contatto con essi.
È importante entrare in contatto con i bisogni che si trovano sotto le nostre emozioni e imparare a comunicarli con efficacia. Al di sotto della maggior parte delle nostre emozioni si trovano le nostre esigenze basilari di amore, accettazione, sicurezza e autoconsiderazione.
Abbiamo bisogno di conoscere il bambino vulnerabile che vive ancora nel profondo di noi, e di diventare il genitore affettuoso di cui il nostro bambino interiore ha bisogno.
I nostri sentimenti sono una parte importante della forza vitale che si muove costantemente attraverso di noi. Impedendo a se stessi di vivere appieno le proprie emozioni, si interrompe il flusso naturale della forza vitale.
L’energia viene bloccata nel corpo fisico e può rimanere così per anni o addirittura per tutta la vita, finché non viene liberata. Questo stato genera dolore emozionale e fisico, e malattie.
Sentimenti repressi = energia bloccata = malattie emozionali e fisiche.
Accettare le nostre emozioni, concederci di viverle e imparare a comunicarle in modo costruttivo e equilibrato, fa sì che scorrano facilmente e naturalmente attraverso di noi. Così la forza vitale fluisce senza impedimenti attraverso il corpo fisico, e produce la guarigione emozionale e fisica.
Vivere i sentimenti = fluire libero dell’energia = salute e benessere emozionale e fisico.
Mi piace usare l’analogia che paragona le nostre emozioni alle condizioni meteorologiche, in costante trasformazione a volte buie, a volte luminose, a volte violente e intense, altre volte calme e tranquille.
Cercare di resistere o di controllare le esperienze emotive è come cercare di controllare le condizioni atmosferiche: il massimo della futilità e della frustrazione! Inoltre, se vivessimo solo giornate di sole alla temperatura esatta di 20 gradi, la vita sarebbe piuttosto noiosa.
Quando siamo in grado di apprezzare la bellezza della pioggia, del vento e della neve come quella del sole, siamo liberi di godere della vita in tutta la sua pienezza.
sensazioni
Dopo aver represso e bloccato le nostre sensazioni non possiamo metterci in contatto con l’universo insito in noi, non possiamo prestare ascolto alla nostra voce intuitiva e non possiamo certo godere di essere vivi.
Quando sorvegliamo le nostre sensazioni impediamo all’energia vitale di fluire attraverso il nostro corpo. L’energia di queste sensazioni represse e inespresse rimane bloccata nel nostro corpo e ciò causa sconforto emotivo e fisico e, a lungo andare, malattie e disturbi fisici. Diventiamo apatici, quasi fossimo morti.
Dopo aver sperimentato e liberato emozioni del passato, prima represse, un maggiore flusso di energia e di vitalità arricchirà la vostra vita. E’ importante che impariate a essere in contatto con le vostre sensazioni non appena esse compaiono: in questo modo possono continuare a muoversi attraverso voi e il vostro canale rimarrà libero.
Le emozioni hanno una natura ciclica e, come il tempo meteorologico, cambiano costantemente. Nel corso di un’ora, di un giorno o di una settimana possiamo provare sensazioni diverse.
Se capiamo ciò, possiamo imparare ad apprezzare tutte le nostre sensazioni e permettere loro di continuare a cambiare.
Ma quando temiamo alcune sensazioni, quali la tristezza o la paura, inizieremo a usare i nostri freni emotivi non appena ne avremo la percezione. Non vogliamo percepirle completamente, così ci fermiamo a metà strada senza completare l’esperienza.
Tendiamo a considerare dolorose alcune sensazione e, quindi, vorremmo evitarle. Ho scoperto, tuttavia, che il dolore deriva realmente dalla resistenza a una sensazione.
A livello emotivo quel che ci provoca dolore è la nostra resistenza a una sensazione “negativa”. Mentre, se permettiamo a noi stessi di percepirla e di accettarla totalmente, essa diventa una sensazione intensa, non una sensazione dolorosa.
Non vi sono molte sensazioni “negative” o “positive”: noi le rendiamo tali, a seconda che le rifiutiamo o le accettiamo. Per me, tutte le sensazioni sono parte dell’indicibile e mutevole sensazione di essere viva. Se amiamo tutte le differenti sensazioni, esse ci appaiono come i colori dell’arcobaleno della vita.
Louise Hay
http://www.suonodiluce.com/Pensiero/hay.htm
emotions
Since our culture admires the most masculine and rational approach to life, and despise the feminine side, more inclined to feelings, everyone has learned, in some measure, to hide their feelings, even to themselves.
We have learned to bury most of our feelings deep inside ourselves, and show the world just what it seems safe, and generally is not much.
Most of us feel very uncomfortable with the feelings commonly regarded as “negative”, such as fear, sadness, pain, anger and the feeling of being hurt. In reality there are no negative feelings.
We define negative things because they do not understand, and then we are afraid. All these feelings are natural and important, and each has a significant role in human experience. Instead of rejecting them and avoid them, we need to explore and discover the gift that gives us all feeling.
Thoughts are much more connected to the conscious mind and the will, and feelings come from a place deeper and less rational. To some extent we can consciously choose our thoughts, but the only choice we have about our feelings is the way the deal.
For example, the person who has been dismissed may choose to bask in critical thinking or vindictive about his boss, or focus on thoughts that relate to the search for another job.
But the underlying emotions of anger and fear are still there, unchanged. The person may choose to deal with these feelings while sitting at home in the throes of depression, or going to yell at the head office or venting to a friend or a therapist, and then go looking for a new job.
In other words, it can suppress your feelings, vent, express or explore, accept, and then find a way to act appropriately to take care of itself.
Allowing us to recognize and live our feelings when they occur, we develop the tools to stay in touch with them.
It is important to get in touch with the needs that lie beneath our emotions and learn to communicate effectively. Under most of our emotions are our basic needs of love, acceptance, security and autoconsiderazione.
We need to know the vulnerable child who still lives deep within us, and become the loving parent that our inner child needs.
Our feelings are an important part of the life force that is constantly moving through us. Preventing oneself to truly experience their emotions, it stops the natural flow of life force.
The energy is locked in the physical body and may remain so for years or even for life, until he is freed. This state creates emotional and physical pain, and disease.
Repressed feelings = energy = blocked physical and emotional illnesses.
Accepting our emotions, grant us to live and learn to communicate in a constructive and balanced, makes it flow easily and naturally through us. So the life force flows unimpeded through the physical body, and produces physical and emotional healing.
Experience the feelings flow = free energy = health and emotional well-being and physical.
I like to use the analogy that compares our emotions to the weather, constantly changing sometimes dark, sometimes bright, intense and sometimes violent, sometimes calm and quiet.
Try to resist or control the emotional experience is like trying to control the weather: the ultimate futility and frustration! Moreover, if we lived only on sunny days the exact temperature of 20 degrees, life would be pretty boring.
When we can appreciate the beauty of the rain, wind and snow as the sun, we are free to enjoy life in all its fullness.
feelings
After repressed and blocked our feelings we can not get in touch with the universe within us, we can not listen to our intuitive voice and we can not enjoy being alive.
When supervise our feelings are preventing vital energy to flow through our bodies. The energy of these feelings repressed and unexpressed get stuck in your body and this causes emotional and physical distress and, over time, disease and physical ailments. We become apathetic, if we were dead.
After experiencing the emotions of the past and freed before repressed, an increased flow of energy and vitality will enrich your life. It ‘important that you learn to be in touch with your feelings as soon as they appear: in this way they can continue to move through you and your channel will remain free.
Emotions have a cyclical nature and, like the weather, constantly changing. In the course of an hour, a day or a week we can try different sensations.
If we understand what we are learning to appreciate all our feelings and allow them to continue to change.
But when we fear some feelings such as sadness or fear, we will start to use our emotional brakes as soon as we have the perception. We will not perceive them completely, so we stopped half way without completing the experience.
We tend to consider some painful sensation, and therefore we would like to avoid them. I discovered, however, that the pain really comes from resistance to a sensation.
On an emotional level that hurts us is our resistance to feeling a “negative”. While, if we allow ourselves to receive it and accept it totally, it becomes an intense feeling, not a pain.
There are a lot of feeling “negative” or “positive” give us these, depending on whether we reject or accept. To me, all sensations are part of the inexpressible feeling of being alive and changing. If we love all the different sensations, they seem like the colors of the rainbow of life.
Louise Hay
http://www.suonodiluce.com/Pensiero/hay.htm

Consapevolezza dell’amore – Awareness of love


Sei sicuro?

In ognuno di noi c’è un fiume di percezioni, in flusso continuo giorno e notte. Meditare vuol dire sedere sulla riva di quel fiume e osservare tutte le percezioni.

Grazie all’energia della consapevolezza possiamo scoprire la natura delle nostre percezioni e sciogliere i nodi che ci legano alle percezioni errate.

Tutta la nostra sofferenza e’ nelle nostre percezioni errate. Vi invito quindi a praticare il mantra:

“Sei sicuro?”

Thich Nhat Hanh


Consapevolezza dell’amore

Guardare in profondità e praticare la consapevolezza dell’amore ci aiuta a essere lucidi, a essere amorevoli, e quella lucidità e gentilezza amorevole ci servono da protezione, preservandoci da pericoli di ogni genere. Di solito siamo convinti che il pericolo venga fuori da noi, mentre gran parte del pericolo che ci troviamo ad affrontare viene dal nostro interno.
Spesso, se non abbiamo una visione chiara della situazione, la paura e gli equivoci in cui cadiamo ci possono trascinare in situazioni pericolose. Le afflizioni fondamentali (dette anche “I tre veleni”) sono illusione, rabbia e brama; possono essere guarite e trasformate dalla pratica della consapevolezza dell’amore. La consapevolezza dell’amore può aiutarci a fermare la sofferenza fin da subito e ci tiene lontani dalle fiamme dei veleni.
Sappiamo che la compassione deve essere pervasa di comprensione e di saggezza, prajna, perché se non si comprende, non è possibile alcuna comprensione profonda. Ecco perché la pratica della compassione inizia con la pratica dell’osservazione profonda, vipasshyana. Quando pratichiamo la consapevolezza, acquisiamo una comprensione più profonda della situazione; a partire dalla comprensione, la compassione fluisce spontanea. Prajna poi porta con se Mastri che è amore, gentilezza e compassione.
Se sei in conflitto con un’altra persona, la prima cosa che dovresti fare è cercare di capirla a fondo. Guardare in profondità ti farà vedere la sua sofferenza e allora non avrai più voglia di farle del male, di punirla o di farla soffrire, ma accetterai così com’è e cercherai di aiutarla. E’ così che la comprensione contribuisce a rendere possibile l’amore. A sua volta l’amore aiuta la comprensione ad approfondirsi: quando provi simpatia o affetto per qualcuno, sei in una posizione per capirlo o capirla. Se invece non hai alcuna empatia per quella persona, se non l’accetti, non avrai alcuna possibilità di capirla.
L’affetto e l’amore ci aiutano lungo il sentiero di prajna aumentano la nostra energia di comprensione. La comprensione e l’affetto sono interdipendenti fra loro: l’amore fatto di comprensione e la comprensione è fatta d’amore. La consapevolezza dell’amore ci può aiutare in moltissimi modi. Supponiamo che tu stia tornando a casa in auto, consapevole che a casa c’è tuo figlio ad attenderti: se pratichi la consapevolezza dell’amore, se pensi e tuo figlio che ti aspetta che tu arrivi a casa sano e salvo, sarai più presente e guiderai con più attenzione, in modo più sicuro.
Metti che ti venga in mente di bere qualcosa praticando la consapevolezza dell’amore pensi a tuo figlio e sai che fra pochi minuti dovrai metterti al volante. Anche se hai molta voglia di bere perché ti fa sentire bene,praticare la consapevolezza dell’amore ti aiuterà a scegliere di non farlo, in quel momento. E’ una buona pratica mettere una foto di tuo figlio o di qualcuno che ami sul cruscotto dell’auto che ti ricordi di praticare la consapevolezza dell’amore mentre sei al volante così guiderai con attenzione.
Puoi tenere con te una foto della persona che ami, nella cartella del lavoro o in un posto dove la puoi vedere spesso, un immagine che può anche raffigurare un buddha o un bodisattva, tua figlia, tuo figlio, il tuo coniuge o partner, perfino un animale domestico a cui sei affezionato.
Qualunque essere a cui vuoi bene può ispirarti ad essere più consapevole, a prenderti cura di te stesso, di te stessa. E prendendoti cura di te, ti prendi cura delle persone che ami. Questa è una pratica di consapevolezza dell’amore. Non occorre che tu sia una persona molto religiosa o che faccia una quantità di pratiche devozionali: basta che richiami nella mente le persone a cui vuoi bene.
Così richiamare alla mente la forma, la vista o il suono di una manifestazione di compassione può aiutarti a soffrire meno. Ogni volta che pensi a quella persona, ogni volta che prendi consapevolezza di quell’altra, ogni volta che con l’occhio della mente vedi quel luogo bellissimo, immediatamente nel tuo cuore nasce l’elemento della compassione e della comprensione. La consapevolezza dell’amore è la pratica in grado di far sgorgare in noi il nettare della compassione e della comprensione. E che ci aiuta ad evitare ogni genere di pericolo. Quando si corre dietro al denaro, alla notorietà e al potere, quando si permette chela fiamma dell’avidità bruci dentro di se, si stà malissimo.
Se non si sa come praticare, anche il fuoco del desiderio sessuale inappropriato può bruciare e far soffrire. In che modo la consapevolezza della’more e della compassione aiutano a soffrire di meno? Prima di avere una relazione sessuale con qualcuno, pratica la consapevolezza: osserva in profondità la situazione dell’altro e la tua. Quell’atto distruggerà la vostra vita darà origine a un bel po’ di sofferenza per le persone che ami, per la tua famiglia, la consapevolezza e la presenza mentale portano comprensione e saggezza. E la saggezza da come risultato l’amore e la condotta saggia, quella comprensione che ti aiuta ad astenerti dal compiere azioni che portano sofferenza.
E’ così che la consapevolezza della compassione può impedirti di bruciarti alla fiamma del desiderio. Consapevolezza, presenza mentale e compassione rendono molto facile la pratica degli Addestramenti. Una volta che hai l’amore nel cuore non devi fare niente di più: puoi praticare gli Addestramenti alla perfezione e con molta facilità, senza alcuna lotta. Ogni volta che l’energia della consapevolezza ti nasce nel cuore, puoi essere libero dall’avidità. E’ una specie di miracolo, non è una grande fatica.
La pratica dell’amore, la consapevolezza dell’amore, è bellissima; è davvero una porta universale. La compassione ci fa mettere in relazione con le altre persone e altri esseri nel migliore dei modi possibile. E’ per questo che la pratica mira a far scorrere il nettare della compassione: senza compassione ci inaridiremmo completamente, saremmo del tutto soli e isolati. La gente che non ha compassione è quella che di più soffre al mondo è terribilmente sola. Chi si comporta con crudeltà, chi non ha in sé amore e compassione soffre molto; ha bisogno di aiuto da parte nostra, non di punizione o di vendette. Se sei veramente intelligente, sai che generare sofferenza negli altri ti farà ricadere addosso solo altri pericoli e altre sofferenze.
Ogni violenza che facciamo a una persona è un atto di violenza che facciamo contro noi stessi. Se non capisci questa verità elementare, soffrirai sempre di più.
Quando hai subito torture, è molto difficile non provare rabbia nei confronti di chi ti ha fatto del male; a loro volta anche i reduci americani soffrono molto del fatto i aver ucciso o menomato tanta gente. Come aiutare sia chi ha subito violenza sia chi l’ha perpetrata con la consapevolezza e la compassione, la consapevolezza dell’amore.
Possiamo guardare con gli occhi dell’amore la persona che ci fa soffrire: ” questa persona che ho davanti, anche se ha fatto cose crudeli contro di me e contro gli altri, anche se ha perso il contatto con la propria umanità, è a sua volta una vittima della violenza della crudeltà. Praticherò per essere capace con gli occhi dell’amore e di aiutarla a entrare in contatto con la propria umanità”. La prima cosa che si nota quando si pratica la consapevolezza della compassione è che si smette di soffrire.
Quando hai in te abbastanza energia di compassione e di amore, il cuore ti diventa grande e puoi abbracciare ogni cosa, ogni persona, anche quelli che chiami nemici.
Quando sai osservare in profondità il nemico e riesci a vedere che è vittima di idee, concetti e informazioni sbagliate, di condizione di vita, culturali e sociali, allora riesci a restare calmo e a mantenere aperto il cuore e hai più possibilità di riuscire ad aiutarlo a mettersi in contatto con la propria umanità, con la propria innata natura di Buddha, e a trasformare i semi dell’odio e della violenza che ha dentro di sé.

(Il cuore del cosmo – Thich Nhat Hanh

Are you sure?

In each of us is a river of perceptions, in continuous flow day and night. Meditation means to sit on the bank of the river and observe all perceptions.

With energy awareness we discover the nature of our perceptions and loosen the knots that bind us to misperceptions.

All our suffering and ‘in our misperceptions. I therefore invite you to practice the mantra:

“Are you sure?”

Thich Nhat Hanh



Awareness of love

Looking in depth knowledge and practice of love helps us to be polished, to be loving, and loving-kindness and clarity that we need to protect, protecting them from dangers of all kinds. Usually we are convinced that the danger is outside of us, while much of the danger we face comes from within.
Often, if we do not have a clear view of the situation, fear and misunderstanding when we fall we can drag in dangerous situations. The fundamental afflictions (also called “Three Poisons”) is illusion, anger and greed, can be healed and transformed by the practice of awareness of love. Awareness of love can help stop the suffering immediately and keeps us away from the flames of poisons.
We know that compassion must be imbued with understanding and wisdom, prajna, because if you do not understand, can not be any deep understanding. That’s why the practice of compassion begins with the practical observation deep vipasshyana. When we practice awareness, gain a deeper understanding of the situation, starting with understanding, compassion flows spontaneously. Prajna then brings a Masters that is love, kindness and compassion.
If you are in conflict with another person, the first thing you should do is try to understand it thoroughly. Look deeply you will see her suffering and then you will not want to hurt her, to punish her or make her suffer, but will accept as it is and trying to help. It ‘s so that understanding can contribute to making love. In turn love helps to deepen understanding: When you feel sympathy or affection for someone, you are in a position to understand it or understand it. If you have no empathy for that person, if you do not agree, you will have no chance to understand it.
The affection and love help us along the path of prajna increase our understanding of energy. Understanding and affection are interdependent: the love that comprehension and understanding is made of love. Awareness of love can help us in many ways. Suppose you’re going home by car, knowing that your son is at home waiting for you: if you practice awareness of love, if you think that you and your child expects you to get home safely, this will be more and drive more carefully, more safely.
Suppose you have in mind a drink practicing the awareness of love you think your child and you know that in a few minutes you get behind the wheel. Even if you really want to drink because it makes you feel good, practice awareness of love will help you choose not to, at that time. It ‘s a good practice to put a picture of your child or someone you love on the dashboard that you remember to practice the awareness of love while you’re driving so drive carefully.
You can take with you a photo of the person you love, in your work or in a place where you can see often, an image that can depict a Buddha or a bodisattva, your daughter, your son, your spouse or partner, even a pet that you’re fond of.
Whatever you want to be good can inspire you to be more aware to take care of yourself, of yourself. And taking care of yourself, you take care of the people you love. This is a practical awareness of love. You need not be a very religious person, or face a variety of devotional practices: just call in mind that people you love.
So call to mind the shape, sight or sound of a demonstration of compassion can help you suffer less. Every time I think about that person every time you take awareness of that other, each time with the mind’s eye see that beautiful place immediately in your heart comes the element of compassion and understanding. Awareness is the practice of love can flow to us in the nectar of compassion and understanding. And that helps us to avoid any kind of danger. When we run after money, the notoriety and power, when you allow greed claw flame burning inside him, it ‘s terrible.
If you do not know how to practice, even the fire of sexual desire can burn and hurt inappropriate. How della’more awareness and compassion help to suffer less? Before having a sexual relationship with someone, practice awareness: look in depth the situation of others and yours. That act will destroy your life will give rise to a lot ‘of suffering for the people you love, your family, awareness and mindfulness bring understanding and wisdom. And the wisdom to result in love and wise conduct, that understanding that helps you to refrain from actions which bring suffering.
It ‘s so that awareness of compassion may prevent you from burning the flame of desire. Awareness, mindfulness and compassion make it very easy practice drills. Once you have love in the heart does not have to do anything more: you can practice trainings perfectly and very easily without any fight. Whenever the energy of awareness you born in the heart, can be free from greed. It ‘a kind of miracle, not a great effort.
The practice of love, the awareness of love, is beautiful, is really universal in scope. Compassion makes us to relate with other people and other beings in the best way possible. And ‘why the practice is to slide the nectar of compassion without pity we dry up completely, we would be completely alone and isolated. The people who have no compassion is one that suffers most of the world is terribly lonely. Those who behave with cruelty, who did not themselves suffer much love and compassion, it needs help from us, not punishment or vengeance. If you’re really smart, you know that create suffering in others you will only fall back on other hazards and other sufferings.
The violence we do to a person is an act of violence we do against ourselves. If you do not understand this basic truth, will suffer even more.
When you’ve been tortured, it is very difficult not to feel anger towards those who have wronged you, in turn, also the American veterans suffer much of the fact he killed or maimed many people. How to help both those who have suffered violence and those who have perpetrated with the knowledge and compassion, the awareness of love.
We can look with eyes of love the person that makes us suffer, “this person in front of me, even if he has done cruel things against me and against others, even though it has lost touch with their humanity, is itself Once a victim of violent cruelty. Be able to be practicing with the eyes of love and help her get in touch with their humanity. ” The first thing you notice when practice awareness of compassion is that it stops suffering.
When you’re in you enough energy of compassion and love, your heart becomes big and you can embrace everything, every person, even those you call enemies.
When you know the enemy in depth look and you see who is the victim of ideas, concepts and misinformation, living conditions, cultural and social, then you can remain calm and maintain an open heart and you have more chances of being able to help get in touch with their humanity, with its innate Buddha nature, and transform the seeds of hatred and violence that has inside.

(The heart of the cosmos – Thich Nhat Hanh

Amore e Libertà – Love and Freedom Involution


Amore e Libertà

Involuzione

“Ciò che viene chiamato “involuzione” è il processo attraverso il
quale l’essere umano è sceso dalle regioni celesti. Via via che
egli procedeva in questa discesa nella materia e si allontanava
dal fuoco primordiale, si caricava di corpi sempre più densi,
sino al corpo fisico. Esattamente come in inverno quando, dovendo
affrontare il freddo, siamo costretti a infilarci una quantità di
indumenti, a partire dalla maglia fino ad arrivare al cappotto.
Per riprendere ora il cammino verso le altezze, l’essere umano
deve svestirsi, simbolicamente parlando, ossia deve sbarazzarsi
di tutto ciò che lo appesantisce. Invece di continuare a
sprofondare in preoccupazioni di ogni genere e in attività
eteroclite e inutili, deve imparare a rinunciare, a liberarsi. È
l’accumulo che favorisce la discesa. Ogni pensiero, ogni
sentimento o desiderio che non sia di natura spirituale va ad
incollarsi a lui come la brina sui rami degli alberi in inverno.
Occorre che il sole della primavera ricominci a brillare in noi
perché la brina si sciolga, perché noi ritroviamo il nostro vero
essere… e possiamo sentirci attraversare dal soffio divino.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Kali – Yuga

In esoterismo l’attuale fase storica, è definita Kali-Yuga. Questo termine, il cui significato è l’era di Kalì, è tratto dalla speculazione indiana dei Veda. La Kali-yuga, è la faccia con un solo punto: quello perdente. Essa si caratterizza per la non possibilità di alternativa, in quanto l’umanità dovrà percorrere completamente questo calvario di sofferenze, per redimersi. Una catarsi dovuta al fatto che l’uomo è decaduto, ha perso le sue prerogative divine, è vittima dell’illusione della materia. L’involuzione spirituale tocca il suo zenit: è un continuo precipitare, un vorticoso perdersi. Quest’era è stabilita nei Veda nella durata di 1000 anni divini, con poi 100 per ciascun crepuscolo, per complessivi 1200 anni divini. In quest’ultimo periodo, quello attuale iniziato nel 3102 a. C., la virtù è ridotta a un quarto. Dove per virtù si deve intendere la capacità dell’Uomo di comprendere il messaggio dell’Assoluto, e la sua funzionalità alla creazione.
E’ perciò questa l’epoca più corrotta, quella del materialismo, della perdita dei valori, della morte spirituale, della ‘disputa, della discordia, della confusione ed è dominata dalle tenebre rappresentate da Kali, la Sakti tremenda di Siva, distruttrice del tempo.
Kali è colei che porta morte e distruzione, ma al contempo speranza di un futuro. In quanto è colei che segna, come la morte dei tarocchi, la fine di un ciclo decadente e la sua rinascita. Solo abbattendo l’attuale stato delle realtà, sarà possibile erigerne uno nuovo. Questa epoca degenerata è caratterizzata da uno sfrenato desiderio di ricchezza e lussuria, dalla mancanza di fede e di onore, dal ritualismo religioso. Un ritualismo religioso, che ha sostituito il vero messaggio
esoterico, di risveglio tramite la trasmutazione interiore. Lo ha nascosto e mutato, corrompendo la tradizione Universale e Perenne. Al fine di relegare l’umanità in uno stato di beata ignoranza.
La Kali – Yuga, è segnata da gravi disordini sociali, da tensioni economiche, da manifestazioni di violenza compulsiva, ed è indicata oltre dai veda indiani, da numerose dottrine esoteriche, e da molteplici pensatori: Guenon, Evola, Samael Aun Weor, Blavatsky Helena, Gurdjieff, ecc.. Tutti questi pensatori e movimenti, concordano nel ritenere che la condizione umana, invece di progredire è decaduta. Come se al progresso materiale, sia correlato un regresso spirituale. L’uomo moderno, ha perso il legame con il mondo tradizionale, rendendo sottile il legame con l’Assoluto. Legame che può e deve essere recuperato, in quanto unica via di uscita dal caos. E’ proprio in quest’epoca, che gli Illuminati, i Maestri, gettano i semi della conoscenza, affinché coloro che sapranno cogliere il frutto del giardino dell’Eden, siano in grado di ottenere il risveglio.

Tratto da: http://www.robertolapaglia.org/

Amore e Consapevolezza

…AMORE… questo termine apre dinanzi ad ognuno orizzonti sconfinati, capaci di offrire la prospettiva di un universo meraviglioso che vede protagonista l’intera manifestazione.
Il solo pronunciare la parola …Amore… fa sì che il Cuore si scaldi, si espanda e subito la mente porta ognuno nella dimora del proprio Amore, o meglio, del concetto che si ha di Esso. L’Amore fa vivere emozioni travolgenti, irripetibili, come ad esempio la nascita di un figlio, l’incontro con la persona amata, l’incontro con il Maestro, la scoperta di un rapporto più profondo e diretto con il Divino.
Quello degli esseri umani è un percorso lungo: la vita è un’avventura straordinaria e va vissuta come tale, proprio come un’avventura ricca di fascino di mistero e di imprevedibilità ma … mai abbassare la guardia, mai distrarsi, neanche per un solo istante: ogni momento potrebbe essere quello giusto per cogliere al volo l’occasione per migliorare la propria vita, e per fare ciò è necessario essere pronti, avere coraggio, perché ogni circostanza offre un’opportunità di crescita. Anche le situazioni più critiche, quelle che talvolta inducono a correre il rischio di “chiudere” e “indurire” il Cuore, a causa del dolore e della sofferenza che procurano, costituiscono dei momenti particolari dell’esistenza che possono trasformarsi e diventare un’opportunità di crescita, se vissuti con consapevolezza e intelligenza. Mai cedere al fascino perverso e subdolo della sofferenza perché, per quanto ogni essere detesti soffrire e tema la sofferenza, quando essa, inesorabile, bussa alla porta di ogni esistenza cerca di trovare una dimora stabile, e a volte capita che la trovi, protetta e sostenuta dai limiti, dalle paure, dalle illusioni, dall’ignoranza, insomma a causa di uno scarso livello di Coscienza.
Ma se quella della sofferenza è una sfera d’ombra presente in ogni esistenza umana (almeno fino a quando non si diventa Coscienti) è altrettanto vero che essa può essere vinta attraverso la Luce che vince ogni tenebra: …l’AMORE.
Il tutto ha principio dall’Amore di sé, che è ben lontano dall’egocentrismo e dal narcisismo.
Ma parliamo della Donna: ella prima di ogni altra cosa è figlia, poi sorella, amica, amante, moglie, compagna, madre e il ciclo continua all’infinito.
Ogni Donna è un essere sublime, incantevole, Ella è un riflesso Divino che emana energia, forza, gioia, armonia e …AMORE…
Non esistono Donne belle o Donne brutte, semmai esiste un concetto riferito ad un’idea di Bellezza che viene comunque completamente stravolta da tutto ciò che la Bellezza comprende, e che è ben lungi dall’essere solamente un fatto esteriore: i diamanti brillano tutti della stessa luce, siano essi piccoli o grandi, solo il buio occulta il loro splendore, quel “buio” generato dall’inconsapevolezza.
Il primo passo da compiere per imparare ad amare se stesse è costituito dal diventare consapevoli dell’Essenza Divina che anima la propria vita. Non amare se stesse è come negare l’Amore Divino che ci ha generate e che dà l’impulso all’intera esistenza. Comprendere profondamente questo aspetto pone nelle condizioni di intraprendere la via che conduce ad una crescita spirituale concreta e consapevole.
Quello evolutivo è il sentiero che conduce alla perfezione dell’essere, ed è a questa perfezione che si deve aspirare, vedendola come una meta raggiungibile, un obiettivo, uno scopo da perseguire con tenacia, coraggio e piena fiducia nelle proprie possibilità.
Tutto ha principio da noi stesse, qui e ora, ed è lì (all’interno del nostro essere) che è necessario concentrare la nostra attenzione, diventando consapevoli delle nostre qualità, delle nostre potenzialità, riconoscendo i limiti e trasformandoli in virtù, facendo leva su quelle che sono le qualità e le caratteristiche elevate specifiche del nostro essere.
La realizzazione di tutte le virtù umane, o gran parte di esse, può essere conseguita da un essere che si è liberato da tutti gli attaccamenti. Per fare ciò, che costituisce una grande liberazione, è necessario comprendere quali sono i limiti e i condizionamenti che impediscono tale realizzazione. Tutti gli esseri sono “calati in un cosmo individuale”, un piccolo mondo esclusivo fatto di convinzioni e di pregiudizi che tende ad allontanarli, sempre di più, dalle Leggi Divine Universali più profonde che reggono e mantengono l’Armonia Cosmica.
Spesso si vive nella convinzione che la gioia e la serenità derivino da un senso di completezza, che può essere dato principalmente da una relazione di coppia armoniosa ed equilibrata ma. Sebbene in questa convinzione non ci sia nulla di strano, è doveroso riconoscere che essa appartiene a quella categoria di idee preconcette che inducono ai più grandi errori umani, proprio a causa della loro apparente legittimità che però nasconde il rischio più grande: quello di perdere la propria identità, la propria libertà, a causa di una volontaria sottomissione, frutto di una forma subdola di vigliaccheria o semplicemente dell’incapacità di prendere in mano le redini della propria esistenza. Questo è un gioco molto pericoloso che, oltre a mettere a repentaglio noi stesse, provoca il generarsi di un’idea totalmente distorta dell’Amore che riduce in schiavitù noi stesse e chi ci è a fianco, con tutte le conseguenze karmiche che un atteggiamento di questo tipo può generare.
Dalla coppia alla famiglia, dalla famiglia ai rapporti sociali, ognuno è alla ricerca di protezione. Ma da chi o da che cosa è necessario proteggersi se non dai propri limiti? D’altra parte non bisogna essere dei geni per comprendere che se non si superano i propri limiti si resta degli esseri incompleti, anche se si ha accanto un partner eccezionale. Ma presto o tardi arriva, anche per coloro che non hanno neanche un barlume di coscienza della “Vita Reale”, quel senso di vuoto incolmabile, inspiegabile, che rende fragili e indifesi, al quale si usa dare il nome di “ansia” o “attacco di panico”. Non è null’altro che la Coscienza che inizia a volere uno spazio, ed è l’unica cosa che può colmare quel particolare “senso di vuoto”.
Quindi è necessario cominciare da se stessi, ma questo non vuol dire necessariamente che si deve iniziare a scavare nel fango e nei luoghi più bui del proprio essere per trovarsi di fronte a penosi e sofferenti vissuti interiori, è semplicemente necessario iniziare a considerare la possibilità di cambiare i propri schemi mentali per liberarsene ed iniziare a vivere pienamente se stesse come esseri divini.
Uno psicologo contemporaneo molto noto afferma che “…la consapevolezza è l’unica cosa capace di determinare cambiamenti e trasformazioni profonde”. Troppo spesso gli esseri trascorrono intere esistenze alla ricerca spasmodica di una continua approvazione da parte di chi li circonda, prima dei genitori, poi dei professori, dei compagni di scuola, del proprio partner e dell’interra società e, sebbene sia un fatto tanto comune quanto diffuso sia fra gli uomini che le donne, non può essere considerato normale e tanto meno accettabile in un momento storico in cui più che mai è necessario risvegliare la propria coscienza. Quindi, con buona volontà e pieni di fiducia in se stessi è, prima di ogni altra cosa, necessario imparare a riconoscersi come esseri divini, e comprendere che è per Volontà Divina che ogni essere occupa in questo mondo, in questo momento, un posto che gli spetta per merito e/o per diritto e che questo comporta delle responsabilità che per alcuni non si limitano solo alla continuazione della specie.
Nei libri si parla di esseri straordinari che hanno cambiato le sorti dell’intero universo in nome dei più sublimi ideali, esseri che hanno avuto il coraggio delle proprie convinzioni e che non sono mai scesi a compromessi, a costo della loro stessa vita.
Ogni donna consapevole, essendo testimone di un dono Divino immenso, ha il dovere di elevare se stessa al di sopra dei banali limiti che le forniscono solo gli alibi per condurre un’esistenza esteriorizzata ed estranea alla Verità Reale.
Tutto ha origine dall’Amore, ed è l’Amore, sotto ogni sua forma, che va perseguito, suscitato e vissuto come una forma di intima fusione con l’Assoluto. Non esiste nessuno al di fuori di se stessi che possa condurre alla Suprema Dimora dell’Amore, che non ha né mura né cancelli se non quelli che crea l’essere stesso ogni volta che cede, per esempio, alla gelosia, al senso del possesso, all’attaccamento. Questi sentimenti, oltre a generare una barriera fra se stessi e l’Amore, sono causa di un’involuzione spirituale, che si manifesta con un drastico abbassamento del livello vibratorio e che conduce inesorabilmente ad una deleteria amplificazione dell’ego, il quale è senza dubbio l’antitesi dell’Amore, come di tutti i sentimenti elevati e sublimi e di tutte le virtù.
Il coraggio che contraddistingue ogni Donna è straordinario: ella ha il coraggio della vita e della morte. Una Donna attraversa le fiamme della passione ed ogni volta è pronta a gettarsi nel fuoco, ha infinite risorse per rigenerare se stessa e quando ama è capace di vincere ogni difficoltà in nome dell’Amore. Ma come è vero che per una Donna è semplice e naturale mettere in gioco la sua stessa vita per Amore, è altrettanto vero che spesso non riesce a riflettere neanche un barlume di quello stesso Amore verso se stessa.
L’Amore verso se stessa di cui si parla non va assolutamente confuso con l’egoismo, si tratta soprattutto di imparare a valutare se stesse come esseri compiuti, completi, e riconoscere l’Uomo come colui che è differente da se stessa ma non colui che le manca per essere completa. Sono le caratteristiche specifiche maschili per un Uomo e quelle specifiche femminili per una donna che ogni essere deve amplificare e portare alla perfezione. E’ un errore pensare che un Uomo senza una Donna sia incompleto e viceversa, e che ciò che manca all’uno lo si deve cercare nell’altro, perché in questo modo ognuno, individualmente, resterebbe incompleto e carente. E’ per questo che quando una storia d’Amore finisce il partner che viene lasciato vive il dramma della perdita, dell’abbandono e del tradimento, e spesso finisce anche per perdere fiducia in tutti gli esseri del sesso opposto.Questo è un errore tanto frequente quanto deleterio sia per la categoria maschile che per quella femminile, e non è raro incontrare uomini che arrivano a convincersi che le donne siano tutte prostitute o degli esseri poco intelligenti, e donne che arrivano a convincersi che gli uomini siano degli esseri superficiali con il pallino del sesso, completamente soggiogati dal fascino femminile… e come dargli torto, del resto, se le cose stessero veramente così?
Ma le cose non sono esattamente così, infatti le ragioni e le motivazioni che sono la causa di molte incomprensioni sono molto più profonde e vanno ricercate all’origine.
Cerchiamo di comprendere bene il concetto di completezza al quale si è accennato in precedenza: l’Uomo e la Donna sono complementari e questo è un fatto indiscutibile, in quanto ognuno di essi ha delle caratteristiche specifiche proprie del genere al quale appartiene. Ma questo non vuol dire che si completano a vicenda e che l’uno senza l’altra sono esseri incompleti, perché, se così fosse, ogni unione fra un Uomo e una Donna dovrebbe condurre entrambi gli esseri alla perfezione, ma ciò non avviene. Qual è dunque la motivazione profonda di questo “insuccesso”?
Essa è paradossalmente semplice e facilmente comprensibile per un essere che ha, anche solo in minima parte, compreso la Legge della Risonanza e le dinamiche karmiche ed evolutive. Se un individuo, sia esso Uomo o Donna, ha delle carenze in uno qualsiasi degli ambiti della propria sfera esistenziale non può e non ha il diritto di credere che ci possa essere qualcun altro che rimedi alle proprie carenze. Facciamo un esempio banale: se, per esempio, una donna ha delle difficoltà a ricordarsi alcune cose come la scadenza del pagamento di una bolletta, e invece per il partner è una cosa spontanea e naturale, però stenta a ricordare la data del compleanno dei figli, degli amici più cari, o degli anniversari, cosa che ad una Donna difficilmente accadrebbe, non vuol dire che i due partner siano complementari, infatti, da questo esempio si evince che i partner, che sono due esseri distinti, valgono per una persona, e che, pur stando insieme, sopperendo a vicenda alle mancanze dell’altro, individualmente rimangono degli esseri incompleti, ed è questo il vero dramma.
Un Uomo ed una Donna, insieme, devono sì aspirare a diventare Uno, ma questo non vuol dire che devono essere due metà, essi devono aspirare a diventare due unità perfettamente complete, per compiere la fusione totale che genera l’Unione Cosmica che conduce alla Realizzazione Suprema e alla comunione con l’Assoluto Divino.
Quindi è bene guardarsi dentro e comprendere che la pienezza interiore non può essere data dall’approvazione di coloro che ci circondano e soprattutto del partner, perché questo determinerebbe una dipendenza straziante, dannosa e devastante, sul piano spirituale, per entrambi i partners.
Lo scopo di un percorso di conoscenza che conduca alla piena consapevolezza di sé, è essenzialmente questo: diventare degli esseri perfetti, delle Donne elevate, complete, pienamente femminili, intelligenti, sensuali, consapevoli di se stesse, del proprio valore, piene di dignità, capaci di distinguere l’Amore dalla necessità di sentirsi amate che, intendiamoci, non è una colpa, ma induce spesso a commettere degli errori dei quali si è responsabili per se stesse e per l’altro. Infatti non è raro che poi si cerchi di addossare tutte le colpe all’altro, adottando atteggiamenti che rasentano il vittimismo, degradanti e anti spirituali, sintomo di poca intelligenza in considerazione soprattutto del fatto che esiste la legge del karma, la quale inesorabilmente presenta presto il conto per gli errori commessi.
L’Amore non va estorto, va suscitato nell’essere che intendiamo conquistare, e se ciò non avviene non ci si può concedere la banale superficialità di illudersi che è chi ci è di fronte a non essere pronto ad amare ad un certo livello, perché non si deve mai dimenticare che incontriamo sempre delle persone con le quali siamo in risonanza, che ci fanno da specchio e che nei limiti che vediamo in loro non possiamo che riconoscere i nostri, che forse si manifestano in modo diverso ma hanno la stessa origine e sono della stessa natura.
La più grande garanzia per se stesse e per coloro con i quali si entra in contatto è l’AMORE. Solo se si Ama profondamente si può beneficiare di una protezione Divina e di un sostegno inimmaginabili, solo in questo modo il rapporto con l’altro può offrire un’opportunità di crescita straordinaria.
Ma andiamo per gradi, iniziamo con l’Amore verso se stesse e da un principio sublime ed elevato: …L’Amore è Libertà.

Shiva e Shakti – La coppia cosmica

Attenzione: apre in una nuova finestra.
Lo SHIVA PURANA afferma che “l’intero universo è stato creato da SHIVA e SHAKTI”. Essi simboleggiano due polarità opposte, due principi assoluti ed eterni: il Maschile ed il Femminile, che attraverso la loro unione danno vita all’intera manifestazione.
Il Pantheon induista è popolato di divinità; quasi tutte hanno una controparte, poiché si crede che ogni principio superiore può esistere solo attraverso una combinazione di maschile e femminile. Di conseguenza, ogni divinità maschile è concepita come inseparabile da un’Energia contraria femminile o SHAKTI.
“SHIVA è L’Esistenza Pura, il Principio Divino immortale. SHIVA è pura Coscienza, incondizionata e trascendente. SHIVA è la divinità della mente, il Signore dello Yoga, il Maestro dei tre mondi e il vincitore sulla morte”. (SHIVA PURANA)
SHIVA è il principio della forza centrifuga per mezzo della quale ogni vita, ogni forma, ogni sistema cosmico si dissolve nell’infinita immensità del divino. Tutto ha origine in Lui. Egli è la forza di espansione del mondo, è la fonte energetica dell’esistenza, il principio della vita, ma anche il principio della dissoluzione e della trasformazione.
La forza trascendentale di SHIVA è una porta d’ingresso che conduce al di là delle cose terrene; va dal mondano al metafisico e fa nascere la comprensione della reale natura dell’esistenza. E’ il potere penetrante della pura coscienza non differenziata; è la qualità trascendente estatica dell’evoluzione. Cielo e terra trovano in SHIVA la loro sintesi, poiché Egli è anche nel mondo, nella natura, negli animali, nella sete stessa di vita di ogni essere vivente.
SHIVA significa il “Benigno” e da questo punto di vista costituisce l’aspetto benefico della divinità, mentre l’aspetto terribile è rappresentato da RUDRA o “Fiammeggiante”, colui che fa scorrere le lacrime.
Il dualismo positivo/negativo caratterizza sempre la figura di SHIVA. Si tratta di componenti apparentemente contraddittorie ma che in realtà si riferiscono ad aspetti diversi in cui si manifesta la divinità. Infatti le sue ipostasi sono numerose (1008) ed ognuna esprime alcune caratteristiche specifiche che gli sono proprie.
Poiché tutto vibra, tutto ha un ritmo, SHIVA è anche il Signore del ritmo e della danza e come tale dà origine al mondo delle forme. La sua rappresentazione artistica più importante e nota è appunto NATARAJA, SHIVA il Signore della Danza. La danza, considerata un tipo di magia, in quanto permette di liberare le forze soprannaturali del danzatore, costituisce in SHIVA un vero e proprio atto creativo.
Come abbiamo già accennato, SHIVA non può essere concepito senza la sua metà femminile, la SHAKTI. Egli può diventare attivo solo quando l’energia della SHAKTI gli dà forza. Senza SHAKTI, SHIVA diventa SHAVA, ossia un corpo senza vita.
Nell’induismo, la SHAKTI viene promossa al rango di Madre divina, che alimenta tanto l’Universo e tutte le sue creature quanto le molteplici manifestazioni degli dèi. In ciò emerge una sorta di riscoperta religiosa del mistero della Donna, in quanto ogni donna rappresenta un’incarnazione della SHAKTI. Essa simboleggia l’irriducibilità del sacro e del divino, l’essenza inafferrabile della realtà ultima. La Donna incarna allo stesso tempo il mistero della Creazione e il mistero dell’Essere, di tutto ciò che è e che diviene, che muore e rinasce in modo incomprensibile.
SHAKTI: dalla radice shak significa essere capace di fare, avere la forza di fare, di agire; sostanzialmente vuol dire potenza. Essa è il principio universale di energia, potenza e creatività. SHAKTI è inseparabile da colui che la possiede – SHAKTIMAN, principio maschile o Padre Universale. L’universo è il prodotto di questa coppia di opposti: uno statico (SHAKTIMAN) l’altro dinamico (SHAKTI). La parte esteriore di ogni cosa è l’aspetto creativo della forza dinamica, e all’interno di ogni creatura dinamica c’è la forza statica, che è il nucleo dell’esistenza fenomenica.
SHIVA e SHAKTI costituiscono la contrapposizione dei principi costitutivi dell’universo; il primo è lo spirito, l’uomo cosmico (PURUSHA), la seconda è l’energia del mondo (PRAKRITI). L’intera manifestazione è il prodotto dell’energia che deriva dalla potenza della loro unione che genera beatitudine; ovvero è il prodotto della gioia e del piacere.
Il congiungimento di SHIVA e SHAKTI simbolizza l’impulso a riunire “l’essere”, la consapevolezza e la potenza, l’energia, l’aspetto trascendente e l’aspetto immanente. A SHIVA è proprio l’essere, l’immutabilità, la natura dell’atma o principio cosciente; a SHAKTI è proprio invece il movimento, il mutamento; essa è l’origine di ogni produzione, generazione e vivificazione.
SHAKTI è ciò che in un essere vi è di potenza non ancora attuata nella forma di SHIVA; SHIVA è invece ciò che in esso vi è di unificato e trasmutato, di ricongiunto con se stesso, di trasparente e luminoso. In particolare, alla prima corrisponde tutto ciò che è materia, corpo e mente, al secondo il principio cosciente; entrambi si presentano dunque nel tantrismo solo come due modi di apparire di un unico principio, di un’unica realtà. La loro sintesi suprema è paragonabile ad una fiamma che ha consumato tutta la materia e ora è soltanto se stessa, come pura energia o atto puro.
Si narra che per reggere l’universo e tutte le sue creature, SHIVA, in quanto assoluto neutro, si sia diviso in due parti complementari. Dall’unione del Dio e della Dea si forma ogni realtà vivente. Dall’unione della coppia mistica procede l’intero universo nei suoi aspetti sia statici e stabili, sia dinamici; sia nelle forme immateriali e coscienti, sia in quelle immateriali e inconsce. Gli elementi attivo/passivo, maschile/femminile, che appaiono solo nella loro opposizione, sono in verità uno solo. Nell’iconografia indù questo pensiero viene rappresentato mediante una figura androgina, metà maschile e metà femminile che racchiude in sé sinteticamente tutti gli aspetti e le caratteristiche delle due polarità: ARDHANARISHVARA.
Durante i rituali sessuali tantrici i due amanti ricreano tale ricongiungimento tramite l’unione mistica, in cui diventano essi stessi due divinità grazie a un processo di trasfigurazione reciproca, realizzando interiormente il perfetto Stato Androginale.
L’uomo e la donna incarnano, durante l’atto amoroso con consacrazione, continenza e trasfigurazione, i due principi divini, SHIVA e SHAKTI, che si fondono in un abbraccio cosmico inebriandosi di beatitudine infinita.
La coppia umana diventa una Coppia Divina, Cosmica e trasforma un atto fisico in un momento sacro nel quale si producono dei vissuti interiori sublimi, elevati, estatici che sfociano in stati di coscienza superiori e permettono di realizzare l’Assoluto.
Il processo di trasfigurazione naturalmente non deve rimanere circoscritto all’ambito della fusione amorosa. In ogni momento, due esseri che si amano devono trasfigurare se stessi e l’altro come SHAKTI o SHIVA. L’uomo deve riconoscere nella donna l’incarnazione della SHAKTI, la manifestazione dell’energia primordiale creatrice, e adorarla come una Dea, così come la donna deve riconoscere nell’uomo l’incarnazione di SHIVA, la manifestazione della Coscienza Divina ed esprimere nei suoi confronti devozione e amore infinito.
Ogni donna, identificandosi con SHAKTI ne assimilerà, gli attributi specifici. Inizierà a manifestare un’energia splendida, irresistibile che esprime attraverso la passione, ma anche una bellezza profonda, delicatezza, grazia interiore e armonia. Dimostrerà saggezza, compassione e calma, ma anche forza, potenza e una volontà ferrea.
Un’autentica SHAKTI emana il sortilegio della dolcezza che inebria di divino il suo SHIVA; è capace di trasmettere una felicità profonda e di trasformare la vita in una meravigliosa beatitudine. Con il suo potere incantatore l’esistenza diventa un’opera celeste, che rivela i segreti mistici dell’estasi e che fa scorgere il ritmo delle armonie della potenza della creazione.

Essere Donna

Attenzione: apre in una nuova finestra.
L’universo femminile è quanto di più affascinante e misterioso possa esistere. Comprenderlo appieno è impresa pressoché impossibile, in quanto la caratteristica principale che lo governa è quella di “obbedire” alla Legge del Mutamento, che in verità rende la donna libera e indipendente da qualsiasi schema comportamentale. La parola chiave che racchiude buona parte del significato intrinseco della Legge del Mutamento è CICLICITA’, che a sua volta ci rimanda ad un’altra dimensione che ne esplica la causa: la dimensione Ciclica Lunare.
Cerchiamo ora di comprendere le ragioni per cui la “ciclicità” caratterizza ancora oggi la femminilità collocandola in una posizione privilegiata rispetto al genere maschile. Il modello sociale attuale ha cancellato i riti iniziatici che si sono perpetuati nel corso dei secoli in tutte le popolazioni di ogni luogo, per lasciare il posto ad una “filosofia del comportamento” di natura fortemente razionale destinata più a “classificare” in una fascia di appartenenza, in base al sesso e all’età, che a preparare gli individui ad affrontare le varie fasi di crescita attraverso una responsabilizzazione ed un sostegno reale.
I riti iniziatici presenti in ogni società arcaica erano legati ai principali passaggi dell’esistenza umana come la nascita, la sessualità, il matrimonio e la morte che li presiede tutti; la ragion d’essere di ogni rito iniziatico consisteva e consiste nel facilitare quelli che possiamo definire dei veri e propri “passaggi spirituali” che scandiscono il tempo dell’esistenza di ogni essere umano.
Per quello che riguarda i riti iniziatici femminili, si ritiene fossero meno “formalizzati” essendo già scanditi dai ritmi fisiologici come la comparsa delle mestruazioni, la prima gravidanza, il parto e, essendo essa genitrice diretta della morte, l’iniziazione femminile rappresenta da sempre per la donna vivere se stessa nella sua totalità. Per gli uomini la cosa procede in modo più astratto, dipende da un’età determinata e da un atto volontario della coscienza.
Per l’iniziazione maschile vengono richieste delle qualità che si basano sulla consapevolezza del proprio essere, sulla necessità di uno stato di fermezza, di coraggio, di forza interiore e fisica.
Per questo motivo, oggi come oggi la donna ha meno difficoltà ad essere e a sentirsi “iniziata” o psicologicamente matura, infatti, a differenza dei riti iniziatici di maturità e coraggio che emancipavano gli uomini, e che sono praticamente scomparsi, la fisiologia ciclica femminile non è cambiata.
L’iniziazione comporta l’esperienza diretta del trascendente e l’assunzione dell’obbligo di restare in contatto con esso. Ogni iniziazione è di carattere irreversibile, sacrifica tutta la vita che l’ha preceduta e questo richiede uno stato di abbandono al vissuto di morte che essa comporta: nulla di tutto ciò che era è più.
Una delle caratteristiche essenziali dell’Iniziazione è quello dell’apprendimento immediato e diretto, riferito ad una conoscenza rivelata che permette all’essere di emancipare se stesso ad una condizione migliore alla quale giungerebbe molto più tardi, ed esiste l’eventualità che ciò possa avvenire addirittura dopo molte rinascite e in condizioni totalmente diverse.
E’ bene considerare che non è la rivelazione illuminante o il rituale iniziatico a trasformare l’individuo in un illuminato o in un iniziato nei misteri che governano le leggi universali, infatti l’apprendimento è relativo al livello di coscienza, che rappresenta l’ostacolo più grande per il conseguimento della realizzazione massima.
Per una donna, grazie ai fattori sopra esposti, aver mantenuto un continuum garantito dalla naturale ciclicità che la caratterizza, significa avere ancora presente e vivo in se stessa il collegamento atavico all’archetipo della MAGNA MATER, la GRANDE DEA MADRE, la DEA LUNARE che si è perpetuato nei secoli in quasi tutte le tradizioni e le religioni. Tale collegamento ancestrale, sebbene sia spesso inconsapevole, è quello che rende ogni Donna capace di affrontare situazioni estreme con grande forza; è la ragione della sua capacità di rinnovare se stessa e di “rinascere dalle proprie ceneri” anche quando la vita la sottopone al “dolore più grande” del quale non è consentito neanche parlare. E’ “l’Eterno Femminino” di Goethe, il principio creativo immortale, dal quale tutto ha principio e nel quale tutto ritorna, è questa misteriosa realtà che ogni Donna custodisce in sé, che impregna la sua matrice e che continua a perpetuarsi attraverso di lei.
Questa realtà, riconosciuta e temuta dai religiosi, incensata dai santi, largamente indagata dai filosofi e magnificata dai poeti, ha senza dubbio reso la Donna l’essere più affascinante e imperscrutabile che esista, ponendola però nella pericolosa condizione di illudersi di avere, in virtù della sua “forza interiore conclamata”, il diritto di ritenersi superiore al genere maschile, cosa che al giorno d’oggi risulta essere tanto evidente quanto deludente. Questo è l’errore più grande che un essere incarnato Donna possa commettere, perché le procura inesorabilmente una caduta rovinosa dalla cima della “sacra torre d’avorio” sulla quale è giunta attraverso i secoli sfidando pregiudizi, abusi di potere e soprusi che sono stati lo scenario di sacrifici umani e di inenarrabile sofferenza. Ogni Donna ha un diritto fondamentale che non coincide affatto con il rivendicare se stessa in un gioco subdolo in cui tenta di prevalere su un essere incarnato Uomo, qualunque sia il campo di sfida, perché ella sarebbe sconfitta in partenza, non nell’ambito in cui ha scelto di agire, nel quale indubbiamente avrebbe grandi possibilità di vittoria, ma ella sarebbe sconfitta dal tradimento della sua Sacra Essenza, che vuole che ogni Donna espleti se stessa nella potenza immane di un gesto o di uno sguardo, e non in una corsa affannata al raggiungimento di un obiettivo sterile che esula totalmente dalla sacralità che ha la responsabilità di salvaguardare.
E’ indispensabile che ogni Donna prenda pienamente coscienza della propria femminilità facendola affiorare, manifestando tutti quegli aspetti che fanno di lei un’espressione Divina capace di trasformare in modo benefico, con la sua energia creatrice, tutto ciò con cui entra in contatto.
Quali sono le caratteristiche essenziali che è bene che una donna manifesti?
Dolcezza – Pazienza – Amorevolezza – Comprensione – Capacità empatica – Compassione; ma per fare in modo che una donna manifesti appieno la sua Essenza deve amplificare anche la Grazia nei gesti, nel parlare, e nell’impostazione della voce, che deve nascere dal cuore; deve amplificare la Sensualità, prendendone coscienza e vivendola come una magnifica espressione della sua natura interiore; prendere coscienza dello stato di Mistero che può manifestare quando diventa consapevole, in modo costruttivo ed intelligente, delle sue potenzialità e della sua natura così complessa e… semplicemente Divina allo stesso tempo. E’ necessario coltivare tutti gli aspetti femminili, come l’aspetto materno, della relazione d’amore, l’aspetto fraterno, di amicizia ecc…
Tutto ciò che concerne la Sfera della Femminilità deve essere risvegliato, perché non esiste Donna che non possieda tutte le qualità elencate, e anche molte di più, anche se spesso non vengono manifestate in modo armonioso ed equilibrato fra loro. Ogni Donna ha la sua personalità, un suo modo personale di esprimere se stessa, ma lo scopo di ogni essere incarnato, Donna o Uomo che sia, è quello di evolvere, e ciò vuol dire migliorare, crescere, perfezionarsi, diventare esseri completi capaci di esprimere al massimo tutto quello che abbiamo ricevuto “in dotazione” alla nascita: tutte le potenzialità possono diventare reali qualità e caratteristiche di espressione di ogni individuo che le possiede. Il processo di crescita interiore e di conoscenza non deve mai arrestarsi: si conosce, si diventa consapevoli, si agisce supportati dalla consapevolezza e dal buon senso, poi si cristallizzano nel proprio essere le qualità che man mano si sviluppano, per poi manifestarle, facendoci avvicinare sempre di più a quel modello Divino che, se una volta sembrava essere così distante, ora sappiamo che è proprio qui, dentro noi stessi: al centro del nostro essere.
Per un essere incarnato Donna, evolvere non può che voler dire diventare straordinariamente, inequivocabilmente, ineffabilmente, squisitamente, misteriosamente e infinitamente DONNA, capace di Ricevere e instancabile nel Dare, piena di Amore e di Dignità.
Le vie di realizzazione per una Donna che persegue lo scopo sovrano del suo status sono molteplici, e le sue infinite potenzialità, la sua forza straordinaria e la tenacia che la caratterizzano sono le qualità che la pongono di fronte ad un probabile e formidabile successo, capace di condurla ad occupare il posto di “intercessore divino”che le spetta per compiere il suo destino in questa dimensione terrena.
http://www.extaticvenus.it/

Love and Freedom Involution

“What is called” involution “is the process by
which human beings fell from the heavenly places. As we
He proceeded in this descent into matter and moved away
by the primordial fire, is charged with increasingly dense bodies,
until the physical body. Just like in winter when, having
face the cold, we are forced to squeeze a lot of
garments from knitted up to the coat.
Hours to resume the journey to the heights, the human being
must disrobe, symbolically speaking, that should get rid
of all that weight. Instead of continuing to
sink into concerns of any kind and in activities
heterogeneous and unnecessary, must learn to give up, to break free. You
accumulation that favors the descent. Every thought, every
feeling or desire that is not of a spiritual nature to be
stick to him like the frost on the branches of the trees in winter.
Should start again in the spring sun shine in us
because the ice melts, because we find our true
… and can be felt through the divine breath. “

Mikhael Omraam Aïvanhov
Kali – Yuga
In esotericism the current phase of history, is defined Kali-Yuga. This term, whose meaning is the age of Kali, is drawn from the speculation of the Indian Vedas. Kali-yuga, is the face with a single point: the loser. It is characterized by the impossibility of an alternative, because humanity will run all this ordeal of suffering, to redeem himself.A catharsis due to the fact that man is fallen, has lost its divine prerogatives, is a victim of the illusion of matter. The spiritual decline reaches its zenith is a continuous fall, a dizzying lost. This era is defined in the Vedas in the duration of 1000 divine years, then with 100 for each dusk, for a total of 1200 years God. In the latter period, the current one began in 3102 a. C., the power is reduced to one quarter. Where virtue is to be understood as the human capacity to understand the message of the Absolute, and its functionality to create.
It ‘so this is the most corrupt era, that of materialism, loss of values, spiritual death, the’ strife, discord, confusion, and is dominated by darkness represented by Kali, the terrible Sakti of Siva, destroyer of time .
Kali is the one who brings death and destruction, but at the same time hope for the future. As is the one that marks, as the death of the Tarot, the decadent end of a cycle and its rebirth. Only by breaking down the current state of reality, you can erect a new one. This era is characterized by a warped desire for wealth and unbridled lust, lack of faith and honor, from religious rituals. A religious ritual, which has replaced the real message
esoteric awakening through the inner transmutation. He changed and hidden, corrupting the tradition of universal and perennial. In order to confine humanity in a state of blissful ignorance.
Kali – Yuga, is marked by serious social unrest, economic tensions, from compulsive manifestations of violence, and is indicated as well see the Indians, many esoteric doctrines, and many thinkers: Guenon, Evola, Samael Aun Weor, Helena BlavatskyGurdjieff, etc. .. All these thinkers and movements agree that the human condition, instead of progress is canceled. As if the material progress, is related a spiritual retreat. Modern man has lost the link with the traditional world, making the subtle connection with the Absolute. Bond that can and must be recovered, as the only way out of the chaos. It ‘just in this, the Illuminati, the Masters, and sow the seeds of knowledge, so that those who will take the fruit of the Garden of Eden, to be able to get the awakening.
From: http://www.robertolapaglia.org/
Love and Awareness
… Love … this time before everyone opens unlimited horizons, able to offer the prospect of a universe where the protagonist is wonderful the whole event.
Just say the word … Love … makes the heart warms, it expands the mind and now leads everyone into the shelter of your love, or rather, the concept we have of it. Love gives life overwhelming emotions, unique, such as the birth of a child, the encounter with the beloved, the encounter with the Master, the discovery of a deeper and more direct relationship with the Divine.
That of humans is a long, life is an extraordinary adventure and should be lived as such, just like an adventure full of mystery and unpredictability of charm … but never complacent, never distracted, even for a moment : any time may be right to seize the opportunity to improve their lives, and to do that you must be ready, be brave, because every circumstance is an opportunity for growth. Even the most critical situations, those that sometimes lead to the risk of “close” and “harden” the heart, because of the pain and suffering which provide, are of particular moments of existence that can transform itself and become an opportunity growth, if lived with awareness and intelligence. Never yield to the devious and perverse charm of suffering because, as every hate to suffer the pain and fear when it relentlessly, knocking on the door of every life trying to find a permanent home, and sometimes it happens that you find it, protected and promoted bounds, by fears and delusions, ignorance, short due to a low level of consciousness.
But if that suffering is a shadow in every sphere of human existence (at least until you become conscious) is equally true that it can be won through the Light that overcomes all darkness … LOVE.
The principle has everything from love of self, which is far from egocentrism and narcissism.
But talking about women: first and foremost she is a daughter, then sister, friend, lover, wife, girlfriend, mother, and the cycle continues indefinitely.
Every woman is to be a sublime, beautiful, she is a reflection of the Divine that gives off energy, strength, joy and harmony … LOVE …
There are beautiful women or ugly women, if anything, there is a concept that refers to an idea of beauty that is still completely misinterpreted by the Beauty includes everything, and that is far from being simply a fact exterior: the diamonds shine all thesame light, whether large or small, only the dark hidden their glory, that “dark” generated from unconsciousness.
The first step in learning to love themselves is by becoming aware of the Divine Essence that drives his life. Do not love themselves is to deny the divine love that created us and that gives impetus to all existence. Deep understanding of this issue arises in a position to take the path that leads to a real spiritual growth and awareness.
What is the evolutionary path leading to the perfection of being, and it is this perfection that must suck, seeing it as a goal to reach a goal, a goal to be pursued with tenacity, courage and confidence in its possibilities.
Everything has a beginning from ourselves, here and now, and it is there (inside of our being) that is necessary to focus our attention, becoming aware of our quality, our potential, recognizing the limits and turning them into virtues, by leveraging on what are the qualities and characteristics of high specification of our being.
The realization of all human virtue, or most of them can be achieved by a being that is free from all attachments. To do this, which is a great release, you should understand what are the limitations and constraints that hinder such attainment. All beings are “embodied into a personal cosmos, a unique little world made up of beliefs and prejudices that tend to remove them, increasingly, from the deepest Universal Divine Laws that govern and maintain the cosmic harmony.
Often they live in the belief that joy and serenity derived from a sense of completeness that can be given mainly from a couple’s relationship but harmonious and balanced.Although this belief there is nothing strange, it must be acknowledged that it belongs to that class of preconceived ideas that lead to the greatest human error, precisely because of their apparent legitimacy, however, hides the biggest risk: that of losingown identity, its freedom, due to a voluntary submission, the result of a subtle form of cowardice or simply the inability to take the reins of their lives. This is a very dangerous game that not only endanger ourselves, it causes the generation of totally distorted idea of the Love that enslaves ourselves and those we are next, with all the karmic consequences that an attitude of this can generate.
From couples to family, from family to social relationships, everyone is looking for protection. But who or what is necessary to protect itself if its boundary? On the other hand should not be a genius to understand that if you do not exceed their limits of human remains incomplete, even if you are near a great partner. But sooner or later arrive, even for those who do not even have a glimmer of awareness of “real life”, that sense of overwhelming emptiness, unexplained, which makes it fragile and vulnerable, which is used to give the name of “anxiety” or ” panic attack. “Consciousness is nothing but starting to want a space, and is the only thing that can fill that particular “sense of emptiness.”
So you need to start by themselves, but this does not necessarily mean that you have to start digging in the mud and in the darkest places of his being to be confronted with painful inner feelings and suffering, you simply need to start considering the possibility of to change their mindsets and begin to live fully rid themselves as divine beings.
A psychologist well-known contemporary states that “… awareness is the only thing that can cause changes and profound changes.” Too often beings spend entire lives in search of a continuous spasmodic approval from those around them, before their parents, then teachers, classmates, and siltation of its partner companies, although it’s a fact so common As is common among men than women, can not be considered normal and even less acceptable in a historical moment in which more than ever is necessary to awaken their conscience. So, with good will and full of self-confidence is, above all else, must learn to see themselves as divine beings, and understand that it is by God’s will that all be involved in this world right now, a place that it’s on merit and / or to law and that this leads to some of the responsibilities are not limited to the continuation of the species.
In the books it comes to extraordinary creatures that have changed the destiny of the entire universe in the name of the loftiest ideals, beings who had the courage of his convictions and never compromises at the cost of their lives.
Every woman aware, being witness to an immense Divine gift, has the duty to elevate itself above the mundane limits that provide only an excuse to lead a foreign exteriorized and the real truth.
It all started with Love, and Love, in all its forms, which must be maintained, raised and lived as a form of intimate fusion with the Absolute. There is no one outside of themselves that might lead to the Supreme Abode of Love, which has no walls or gates, but those who create the very being every time he sells, for example, the jealousy, the sense of ownership , attachment. These feelings, in addition to create a barrier between themselves and Love, are the cause of spiritual involution, which is manifested by a drastic lowering of the vibrational level and that leads inexorably to a deleterious amplification of the ego, which is undoubtedly the antithesis of love, as all the lofty sentiments and sublime of all virtues.
The courage that distinguishes every woman is extraordinary: she has the courage of life and death. A woman through the flames of passion and each time it is ready to jump into the fire, has infinite resources to regenerate itself when it loves and is able to overcome all difficulties in the name of love. But it is true that a woman is simple and natural to stake his life for love, it is equally true that it often fails to reflect even a glimmer of the same love towards herself.
Love to itself that you absolutely should not be confused with talk about selfishness, it is mainly to learn how to assess themselves as being made, complete, and recognized the man as one who is different from itself but not the one she lacks to be complete. Are the specific characteristics for a masculine man and those specific to women that every woman should amplify and bring to perfection. It ‘s a mistake to think that a man is incomplete without a woman and vice versa, and that what is lacking to the one you should try another, because in this way, every one, individually, would remain incomplete and inadequate. ‘S why it’s a love story ends when the partner is allowed to live the tragedy of loss, abandonment and betrayal, and often also ends up losing confidence in all beings, sex is a mistake so opposto.Questo As is often deleterious for the men than for females, and it is not unusual to see men come to believe that women are all prostitutes or unintelligent beings, and women who come to believe that men are superficial beings with ball of sex is completely subdued by feminine charm … and how he’s wrong, after all, if things were really so?
But things are not exactly so, in fact the reasons and motivations that are the cause of many misunderstandings are much deeper and must be sought the origin.
We try to understand the concept of completeness which we mentioned earlier: the Man and Woman are complementary and this is an indisputable fact, as each has its own specific characteristics of the genus to which it belongs. But this does not mean that they complement each other and that one without the other beings are incomplete, because, if so, any union between a man and a woman should lead both to human perfection, but it does not. So what is the motive of this “failure”?
It is paradoxically simple and easily understood by a being who, even if only minimally, including the Law of Resonance and the karmic and evolutionary dynamics.If an individual, whether man or woman, has some deficiencies in any of the contexts of his existential sphere can not and does not have the right to believe that there might be someone else to remedy its shortcomings. Let’s take a simple example: if, for example, a woman has trouble remembering things like the date for payment of a bill, and instead to the partner is something spontaneous and natural, but hard to remember the birthday of the children , of close friends, or anniversaries, which hardly happen to a woman, does not mean that the two partners are complementary, in fact, this example shows that partners who are two distinct beings, are valid for one person, and that, while being together, compensating each other for the deficiencies of the other, individual beings remain incomplete, and this is the real tragedy.
A man and a woman, together, should you aspire to become one, but this does not mean you have to be two halves, they should aspire to become perfectly complete two units, to fulfill the full merger that creates the cosmic unity that leads to Supreme Creation and communion with the Absolute Divine.
So it is good to look inside and realize that the interior can not be given full approval of those around us and especially the partners, because it would create a dependency heartbreaking, harmful and devastating, the spiritual plane, for both partners.
The purpose of a knowledge path leading to full self-awareness, is essentially this: to become perfect beings, Women’s high, complete, fully feminine, intelligent, sensual, aware of themselves, of their value, full of dignity, able to distinguish love from the need to feel that love, mind you, is not a fault, but often leads to mistakes of which you are responsible for themselves and for each other. In fact it is not uncommon then try to shift the blame to another, adopting attitudes that border on the victim, and degrading antispirituali, a symptom of little intelligence in particular given the fact that there is the law of karma, which inevitably presents soon account for the errors.
Love should not be extorted, it being raised that they’re taking over, and if this does not happen we can not grant the banal superficiality of illusion that is who we are dealing with not being ready to love on some level, because we must never forget that always meet people with whom we are in resonance, there are the mirror and to the extent that we see in them that we recognize our own, that might manifest themselves in different ways but have the same origin and are of the same nature.
The greatest security for themselves and for those with whom you come into contact is LOVE. Only if you love deeply you can qualify for a Divine protection and support imaginable, only in this way the relationship with the other can provide an opportunity for extraordinary growth.
But let’s step by step, we start with the love of themselves and a sublime and high principle: … Love is Freedom.
Shiva and Shakti – The two cosmic
The Shiva Purana says that “the entire universe was created by Shiva and Shakti.”They symbolize two opposite poles, two absolutes and eternal: the male and female, who give life through their union to the whole event.
The Hindu pantheon is peopled with gods, and almost all have a counterpart, since it is believed that any higher principle can only exist through a combination of masculine and feminine. Therefore, any male deity is conceived as inseparable from an Energy contrary female or Shakti.
“Shiva is the pure existence, the immortal Divine Principle. Shiva is pure consciousness, unconditional and transcendent. Shiva is the deity of the mind, the Lord of Yoga, the Master of the three worlds and the victor over death. ” (Shiva Purana)
SHIVA is the principle of centrifugal force by which all life, every form, every cosmic system dissolves in the infinite immensity of the divine. Everything has its origin in Him He is the force of expansion of the world, is the energy source of existence, the principle of life, but also the principle of dissolution and transformation.
The transcendent force of Shiva is a door that leads beyond the earthly things, ranging from mundane to the metaphysical and gives birth to understanding the true nature of existence. It ‘s the penetrating power of pure consciousness is not separate and is ecstatic about the transcendent quality of evolution. Heaven and earth are in SHIVA their synthesis, for he is also in the world, nature, animals, the same thirst for life of every living being.
Shiva means “Benign” and from this point of view is the beneficial aspect of divinity, and the terrible aspect is represented by Rudra or “Flaming”, the one that makes the tears flow.
The dualism of positive / negative features always the figure of Shiva. They are provided seemingly contradictory but in fact relate to other aspects in which we see the deity. In fact, his hypostasis are numerous (1008) and each has some specific characteristics that are peculiar to it.
Since everything vibrates, everything has a rhythm, Lord Shiva is also the rhythm and dance, and as such gives rise to the world of forms. Her most important artistic representation is precisely known and Nataraja, Shiva is the Lord of Dance. The dance, which is considered a kind of magic, as it allows to leave the supernatural forces of the dancer, Shiva is in a true creative act.
As mentioned above, Shiva can not be conceived without its female half, the Shakti.He can become active only when the energy of Shakti gives him strength. Without Shakti, Shiva becomes Shave, which is a lifeless body.
In Hinduism, Shakti is promoted to the rank of Divine Mother, which feeds both the Universe and all its creatures as the many manifestations of the gods. In this emerges a kind of rediscovery of the religious mystery of the woman, because every woman is an incarnation of Shakti. It symbolizes the irreducibility of the sacred and the divine, the elusive essence of ultimate reality. The woman at the same time embodies the mystery of creation and the mystery of Being, all that is and becomes, who dies and is reborn in an incomprehensible way.
SHAKTI: from the root shak means being able to do, have the strength to do, to act, essentially it means power. It is the universal principle of energy, power and creativity.Shakti is inseparable from him who possesses it – Shaktiman, male principle, or Universal Father. The universe is the product of this pair of opposites: a static (Shaktiman), the other dynamic (Shakti). The exterior of everything is the creative aspect of dynamic force, and within all creation is dynamic static force, which is the core of phenomenal existence.
Shiva and Shakti are the contrast of the constituent principles of the universe, the first is the spirit, the cosmic man (Purusha), the second is the energy of the world (Prakriti). The entire event is the product of the energy that comes from the power of their union that produces blessedness, that is the product of the joy and pleasure.
The conjunction of Shiva and Shakti symbolizes the urge to bring together “being”, the awareness and power, energy, the look and appearance transcendent immanent.Shiva and his being, immutability, the nature of atma or conscious principle, it is instead a SHAKTI movement, change and since it is the source of each production, generation and life-giver.
SHAKTI is what there is to be a power not yet implemented in the form of SHIVA, SHIVA is hand in it that there is unified and transmuted to reunited with himself, transparent and bright. In particular, the first is all that matter, body and mind, according to the conscious principle, and both occur in Tantrism therefore only two ways to appear as a single principle, a single reality. Their supreme synthesis is comparable to a fire that has consumed all matter and now it is only itself, as pure energy or pure act.
It is said that to hold the universe and all its creatures, SHIVA, as absolute neutral, it is divided into two complementary parts. The union of the God and Goddess forms every living thing. Mystical union of the couple carry the whole universe in its aspects of both static and stable, and dynamic, whether of the assets and conscious, and in those intangible and unconscious. Elements active / passive, masculine / feminine, which appear only in their opposition, are actually one. Hindu iconography that thought is represented by an androgynous figure, half male and half female, which briefly encapsulates all the aspects and characteristics of the two polarities: Ardhanarishvara.
During the ritual tantric sex the two lovers reunited by recreating the mystical union, they become two gods themselves through a process of transfiguration with each other, creating the perfect inside androgynous state.
The man and woman embody in the act of love with consecration, continence and transfiguration, the two divine principles, Shiva and Shakti, which merge in a cosmic embrace smell the infinite bliss.
The human couple becomes a couple Divine, Cosmic, and transformed a physical act in a sacred moment in which we produce inner experiences of the sublime, elevated, ecstatic that lead to higher states of consciousness and allow the creation of the Absolute.
The transformation of course should not remain confined to the fusion of love. At any time, two beings who love each other must transform themselves as Shakti or Shiva.Man must recognize the woman the embodiment of shakti, the manifestation of the primordial energy of creation, and worship as a goddess, as she must recognize that man is the incarnation of Shiva, the manifestation of divine consciousness and express the endless love and devotion to him.
Every woman, identifying herself with them assimilate SHAKTI, specific attributes. It will start to manifest an energy splendid, irresistible she expresses through her passion, but also a deep beauty, delicacy, grace and inner harmony. Demonstrate wisdom, compassion and calm, but also strength, power and an iron will.
A real spell the Shakti of the intoxicating sweetness of his divine SHIVA, is capable of transmitting a profound happiness and transform lives in a wonderful bliss. With his power charmer heavenly existence becomes a work that reveals the secrets of mystical ecstasy and see which is the rhythm of the harmonies of the power of creation.
Being a woman
The female population is the most fascinating and mysterious can exist. Fully understand it is almost impossible undertaking, as the main feature that the government is to “obey” the Law of Change, which really makes the woman free and independent of any pattern of behavior. The keyword that is a big part of the intrinsic meaning of the Law of Change is cyclical, ‘which in turn refers us to another dimension that exerts the cause: the cyclical dimension Moon.
Let us now try to understand the reasons for which the “cyclical” still characterizes femininity by putting it in a privileged position compared to the male gender. The social model has now canceled the initiation rites that have been perpetuated over the centuries in all populations of all places, to give way to a “philosophy of behavior” of highly rational nature intended more to “classify” in a strip membership, by sex and age, that prepare individuals to meet the various stages of growth through accountability and real support.
The initiation rites in every archaic society was tied to the main passages of life as birth, sexuality, marriage and death that presides over them all, the raison d’être of any initiation ritual was and is to facilitate those who we can define the real “spiritual steps” that mark the time of the existence of every human being.
As for women’s initiation rites, it is believed they were less “formalized” as it is already marked by physiological rhythms such as the onset of menstruation, first pregnancy, childbirth, and, since it is a direct parent of the death, initiation is always female for the woman herself to live in its entirety. For men it is proceeding at a more abstract, depending on specific age and a voluntary act of conscience.
Men are required for initiation of the qualities that are based on the awareness of being, the need for a state of steadfastness, courage, inner strength and fitness.
For this reason, nowadays women have less difficulty in being and feeling “started” or psychologically mature, in fact, unlike the initiation rites of maturity and courage that emancipated the people, and have practically disappeared, the physiology of female non-cyclical has changed.
The initiation involves the direct experience of the transcendent and the assumption of the obligation to keep in touch with it. Each initiation is irreversible, he sacrificed all his life that preceded it and that requires a state of disrepair to the experience of death that it entails: none of this is that it was more.
One of the essential features of the initiative is direct and immediate learning, which refers to revealed knowledge that allows the being to emancipate itself to a better position to which would come much later, and there is the possibility that they may beeven after many rebirths and in totally different conditions.
It ‘good to consider that the disclosure is not illuminating or initiation ritual to transform the individual into an enlightened or an initiate into the mysteries that govern the universal laws, in fact, learning is related to the level of consciousness, which is the obstacle largest for the attainment of maximum realization.
For a woman, thanks to the above requirements, maintaining a continuum provided by the natural cycles that characterizes it, this means he still alive and in itself the ancestral connection to the archetype of the Magna Mater, the Great Mother Goddess, the Goddess lunar has been perpetuated over the centuries in almost all traditions and religions. This ancestral connection, although it is often unconscious, is what makes every woman capable of dealing with extreme situations with great force, is the reason for its ability to renew itself and be “reborn from its ashes” even when they submit it to life ” greatest pain “which is not allowed to even speak. It is’ the Eternal Feminine “by Goethe, the creative principle immortal, from which everything has a beginning and in which everything returns, it is this mysterious reality that every woman holds within itself, which permeates the matrix and which continues to be perpetuated through her.
This reality is recognized and feared by men, incensed by the Saints, widely investigated by philosophers and poets extolled, has undoubtedly made the woman be the most fascinating and inscrutable that there is, however, putting the dangerous condition of the illusion of having, by virtue of his “inner strength overt” means the right to consider himself superior to the male gender, which today appears to be as clear as disappointing. This is the biggest mistake that a woman can commit to be incarnated, because the attorney inexorably to a disastrous fall from the top of the “sacred ivory tower” on which has come down through the centuries by challenging prejudice, abuse of power and abuse that have been the scene of human sacrifice and unspeakable suffering. Every woman has a fundamental right which does not coincide with the claim itself in a game in which subtle attempt to prevail on a man to be incarnate, whatever their field of challenge, because she would be leaving in defeat, not in the context in which has chosen to act, which undoubtedly would have great chances of winning, but she was defeated by the treachery of its sacred essence, that we want every woman carries herself in the huge power of a gesture or a look, and not in a rush of breath to achieve a goal that entirely outside the sterile sacredness that has the responsibility to protect.
E ‘is essential that every woman should be fully aware of her femininity by making emerge, showing all the aspects that make her capable of transforming an expression of the Divine in a beneficial way, with its creative energy, everything it touches.
What are the essential characteristics that a woman is good for posters?
Sweetness – Patience – Loving Kindness – Understanding – Ability empathy – compassion, but to ensure that women fully manifest its essence must also amplify the grace of gesture, speech, and the concept of voice, which must come from the heart; should boost Sensuality, becoming aware and living as a wonderful expression of his inner nature, raises awareness of the mystery that may occur when it becomes aware, in a constructive and intelligent, its potential and of its complex and simply divine … at the same time. It ‘necessary to cultivate all aspects of women, as the maternal aspect of loving relationship, the look and fraternal friendship, etc. …
All matters relating to the Sphere of femininity must be awakened, because there is no woman who does not possess all the qualities listed, as well as many more, though often not expressed in a harmonious and balanced each other. Every woman has its own personality, its own way of expressing herself, but the goal of every embodied being, male or female may be, is to evolve, and that means improve, grow, improve and become complete beings capable of to fully express all that we have been “supplied” at birth: the potential can become real qualities and characteristics of expression of every individual who owns them. The process of inner growth and knowledge must never stop: you know, you become aware, we act supported by the knowledge and common sense, then crystallize in his being the qualities as they grow, and then manifest them, putting us closer and closer to that model the Divine, where once seemed so distant now that we know is right here within ourselves: the center of our being.
For a woman to be incarnated, can not evolve to become extraordinarily mean, unmistakably, ineffably, exquisite, mysterious and infinitely WOMAN, capable of receiving and tireless in giving full of love and dignity.
The ways of realization for a woman who pursues the aim of its sovereign status are manifold, and its infinite potential, its extraordinary strength and tenacity that characterize it are the qualities that put it in front of a likely and formidable success, capable to take her to the post of “divine intercessor” which she is entitled to fulfill his destiny in this earthly dimension.
http://www.extaticvenus.it/