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Nessuno diventa illuminato


Nessuno diventa illuminato

Una volta credevo veramente che le persone diventassero illuminate e che quell’evento fosse simile a qualcuno che vince il primo premio alla lotteria nazionale. Una volta vinto il premio, il beneficiario avrebbe avuto garantita beatitudine permanente, infallibilità e incorruttibile bontà.

Nella mia ignoranza pensavo che queste persone avessero ottenuto e possedessero qualcosa che le rendesse speciali e totalmente diverse da me.

Questa idea illusoria aveva rinforzato in me la credenza che l’illuminazione fosse virtualmente impossibile da ottenere eccetto che per poche persone elette e straordinarie. Questi malintesi sorgevano da qualche immagine che mantenevo riguardo a come dovesse essere uno stato di perfezione. Non ero ancora in grado di vedere che l’illuminazione non ha nulla a che fare con la perfezione. Queste credenze erano grandemente rafforzate nel momento in cui comparavo la mia immaginaria inadeguatezza con l’immagine che intrattenevo di qualunque “eroe spirituale” verso cui in quel momento mi sentissi attratto.

Sento che la maggior parte delle persone vedono l’illuminazione in modo simile. Certamente ci sono state molte persone, e ancora ce ne sono, che cercano di incoraggiare tali credenze e che, in effetti, reclamano di essersi illuminate.

Ora posso vedere come questa sia una dichiarazione senza senso tanto quella di un qualcuno che proclami al mondo di essere in grado di respirare. Essenzialmente la realizzazione dell’illuminazione porta con sé l’improvvisa comprensione che non ci sia nessuno e nulla che si illumini.
L’Illuminazione semplicemente è. Non può essere posseduta, così come non può essere raggiunta o vinta come se fosse un trofeo.

Tutto e ogni cosa sono l’Uno, e tutto ciò che facciamo è metterci di mezzo attraverso il nostro cercare di arrivare a questo uno.
Coloro che reclamano l’illuminazione o prendono tale posizione, semplicemente non ne hanno realizzato la natura paradossale e presumono di possedere uno stato che immaginano di aver raggiunto.

Essi hanno probabilmente avuto una profonda esperienza personale di qualche natura, ma questa non supporta assolutamente nessuna relazione con l’illuminazione.
Di conseguenza resteranno ingabbiati nei propri concetti individualistici basati sul loro particolare sistema di credenze.

Queste persone hanno spesso bisogno di intraprendere il ruolo di “insegnanti spirituali” o “maestri illuminati” e inevitabilmente attraggono coloro che hanno bisogno di essere studenti o discepoli. I loro insegnamenti, ancora radicati nel dualismo, promuovono una netta e incolmabile scissione tra l’“insegnante” e chi segue l’insegnamento. Quando il seguito dell’insegnante cresce, anche il ruolo esclusivo del maestro ha bisogno di essere esaltato.

Uno dei sintomi più classici, quando tale ruolo è stato adottato, è di evitare qualunque ammissione o segno di “umana debolezza”. Inoltre di solito si crea una maggiore distanza tra il “maestro” e i suoi seguaci.

Man mano che l’essere speciale del “maestro” diventa sempre più effettivo e le richieste da parte dei seguaci divengono sempre più grandi, invariabilmente gli insegnamenti diventano più oscuri e contorti.

Quando l’oscurità degli insegnamenti cresce, anche la scissione diventa più ampia e molti dei seguaci spesso diventano più confusi e sottomessi. L’effetto tipico su coloro che ne restano coinvolti può essere di indiscussa adulazione, disillusione, o un risveglio e un andare oltre.

Comunque, questo tipo di influenze si sono affermate e hanno mantenuto un senso illusorio di dubbio e inadeguatezza nell’inconscio collettivo riguardo alla capacità delle persone di realizzare e permettere qualcosa che è naturale, semplice e disponibile come il respirare.

Coloro che hanno pienamente compreso e abbracciato l’illuminazione non hanno assolutamente nulla da vendere. Quando condividono la loro realizzazione, non hanno bisogno di abbellirsi o di abbellire quello che condividono. Né hanno alcun interesse nell’essere delle madri, dei padri o degli insegnanti.

L’esclusività alimenta l’esclusione, mentre la libertà è condivisa attraverso l’amicizia.

Tony Parsons (“The open secret-tutto ciò che è”, © Laris Editrice 2009

There is no person that becomes enlightened

Out of all the many awakenings that have been described to me, it is continuously confirmed that one of the first realisations that arises is the seeing that no-one awakens. And yet we see that the majority of teachings, both traditional and contemporary, are constantly speaking to an apparent separate seeker (subject) and recommending that in order to attain enlightenment (object) they should choose to meditate, self-enquire, purify, cultivate understanding, still the mind and the ego, surrender, be honest, seek earnestly, give up seeking, do therapy, do nothing, be here now, and so on . . . the ideas are as endless and as complicated as the mind from where they are generated.

These recommendations arise from the belief that the “enlightenment” of the “teacher” has been attained or earned through the application of choice, effort, acceptance or surrender, and that other seekers can be taught to do the same.

Of course there can be nothing right or wrong with earnest seeking, meditation, self-enquiry, understanding and so on. They are simply what they appear to be. But who is it that is going to choose to make the effort? Where is the effort going to take the apparent chooser to? – where is there to go if there is only oneness? If there is no separate individual there is no volition, and so how can an illusion dispel itself?

There is no person that becomes enlightened. No-one awakens. Awakening is the absence of the illusion of individuality. Already there is only awakeness, oneness, timeless being, radical aliveness. When the dream seeker is no more it is seen (by no-one) that there is nothing to seek and no-one to become liberated.

Here is oneness, the realisation of wholeness that cannot be attained or owned. This is the awakening in which the awareness of what is arises together with the dreaming of that which cannot be known. There can be a dance between dreaming and being, and in that dance there can be a return to the fascination of personal ownership.

However, the realisation that the dream seeker is also oneness is liberation, the uncaused, impersonal, silent stillness which is the celebration of unconditional love. This is all there is.

There is no me or you, no seeker, no enlightenment, no disciple and no guru. There is no better or worse, no path or purpose, and nothing that has to be achieved.

All appearance is source. All that apparently manifests in the hypnotic dream of separation – the world, the life story, the search for home, is one appearing as two, the nothing appearing as everything, the absolute appearing as the particular.

There is no separate intelligence weaving a destiny and no choice functioning at any level. Nothing is happening but this, as it is, invites the apparent seeker to rediscover that which is… the abiding, uncaused, unchanging, impersonal silence from which unconditional love overflows and celebrates. It is the wonderful mystery.

Tony Parsons (“The open secret-tutto ciò che è”, © Laris Editrice 2009) 

The open secret

Mauna – Una Sorgente di Silenzio e di Energia


“Mauna” o “Mouna”
in sanscrito vuol dire: silenzio.
E’ uno stato ampio di benessere,di ritorno al centro dell’armonia.
E’ il silenzio come ascolto di noi stessi, della nostra voce interiore, ascolto
delle energie dentro e fuori.
Il silenzio “Mauna” non è concentrazione o memorizzazione o ricerca…
ma “abbandono” all’accadere della realtà così come è,senza nostre interpretazioni,
un fluire nell’ascolto della autenticità…

Termine sanscrito: Mauna

Mauna è il silenzio interiore, da non confondersi con il silenzio inespressivo o consenziente.
Mauna è il silenzio dell’ascolto della dimensione dell’essere.

In India e altre zone dell’est asiatico, mauna rappresentava la parte essenziale della meditazione,
o meglio del “Dhyana” disciplina yogica meditativa basata sul “silenzio interiore.

Termini Sanscrito: Dhyana Mauna

Mauna è uno stato di quiete mentale, dove le voci della propria personalità, del vivere quotidiano o dei legami sociali,vengono placate.
Tali voci rappresentano un rumore costante che non permette l’ascolto della nostra vera essenza,e del nostro io più profondo.In ultimo approccio “Mauna” diventa una porta per l’accesso ad una reale visione delle cose con la propria fonte di chiarezza e intuizione.

Il primo ostacolo alla fruizione del “mauna” sono le istanze abitudinali fisiche o mentali, che escludono l’intervento di uno stato sereno e quieto del vivere,per favorire una fibrillazione costante della mente e dell’angosciata ricerca mentale.
Questo flusso incalzante di pensieri,emozioni,ricordi,regole,e “istruzioni” ereditate,rappresentano un labirinto per la nostra vita,senza chiarezza del senso e dei valori.
Inoltre l’identificazione in un “ego” porta a una difesa dei confini,alla lotta con tutti e con tutto,
con risultati come contrasti,guerre,aparteid,razzismi,angosce ed infine l’autodistruzione..
A tutto questo si oppone l’energia del silenzio: mauna shakti

Mauna
è infatti, anche un vettore di energia,o “ki”, o “Prana”, o “Orgone”, o “Energia Quantica” che permette di unificarsi in armonia con lo stato delle cose e la loro energia.
Lo stato di unione o “Oneness” o “EkaIsta” con l’energia universale o cosmica,con le dinamiche energetiche personali e dell’intera umanità, spinge a coinvolgere se stessi in un viaggio reale di benessere e armonia col tutto.
Lo stato della persona in “mauna” è uno stato di pace, chiaro,cosciente e quindi anche trascendente il normale mentale. Lo stato di pace esperienziato si chiama” shantim”.
La energia di questo stato,rinnova la proria vita e le relazioni in benefico sviluppo di benessere e positività.

Mauna è in ultima istanza, l’accesso autentico alla nostra libertà e consapevolezza

Mauna – Una Sorgente di Silenzio e di Energia

I grandi pensatori sono stati anche grandi parlatori?

L’essere spiritualmente evoluto si riconosce dal fiume di parole con cui annega chiunque si avvicini a lui?

Le parole crociate ci aiutano veramente a sviluppare l’intelligenza o rappresentano uno dei più pericolosi “vampiri” di energia mentale? Sappiamo davvero come dovremmo utilizzare al meglio la nostra energia mentale?

Una volta, molto tempo fa, un discepolo di nome Bahashkali si avvicinò al suo guru che si chiamava Bhava e gli chiese: dov’è l’Eterno e il Supremo Assoluto Brahman (Dio Padre) di cui parlano le Upanishad? Il maestro però non gli rispose e rimase in profondo silenzio.

Il discepolo continuò e glielo domandò nuovamente, ma nonostante ciò il maestro non gli rispose in nessun modo, continuando a rimanere zitto e immobile. Solo alla fine gli disse: “Io ti ho già risposto ogni volta, ma tu non sei stato capace di capire. Cosa posso fare? Brahman (Dio Padre), l’Assoluto o l’Eterno, non può essere spiegato con le parole! Solo in un profondo silenzio pieno di aspirazione e amore qualcuno può conoscerLo. Non esiste luogo in cui Egli possa essere trovato al di fuori del profondo piacere del Sé Supremo (Atman)! Questo Atman è prima di tutto eterno Silenzio”.

La pace oltre il suono è Dio

Dio Padre o Brahman è prima di tutto eterno silenzio. L’anima nel suo profondo è silenzio. La pace mentale è silenzio. Atman (il Sé Supremo) è silenzio. Il Silenzio è il linguaggio essenziale di Dio l’Eterno Misterioso. Il Silenzio è il linguaggio profondo del cuore e inoltre è il vero linguaggio del saggio, perché in primo luogo il silenzio rappresenta un potere immenso, costituendo una prova viva della verità eloquente di Dio.

Il silenzio profondamente coscientizzato è Dio. Di conseguenza è il substrato ultimo o l’essenza di questo corpo, del prana e della mente. Il silenzio è il fondale su cui si proietta tutto l’universo dei sensi, è una misteriosa realtà. Quella pace profonda beatifica che trascende ogni comprensione razionale è il vero silenzio. L’essenza della vita ma anche il fine dell’intera nostra esistenza è il silenzio. Oltre tutti i rumori e tutti i suoni si trova il silenzio. Esso è la caratteristica di quelle coscienze che percepiscono direttamente la realtà attraverso un’esperienza intuitiva estatica. È in realtà il tuo essere profondo. Essere sprofondato nel silenzio significa di fatto aprirti completamente, per essere tutt’uno con Dio. Proprio per questo lo scopo ultimo della vita può essere considerato (senza errori) la reintegrazione perfettamente cosciente nel silenzio misterioso ed intenso beatifico di Dio. In questo senso troviamo molti esempi, come: il messaggio del deserto del Sahara è silenzio; il messaggio dei monti Himalaya è silenzio; il messaggio del saggio Avadhota che vive nudo sul lago ghiacciato Kangotri o Kailash è silenzio. Quando il tuo cuore è pieno di amore di Dio e quando sei circondato dall’estasi allora sei nel silenzio. Chi può descrivere a parole la gloria del silenzio?

Non esiste balsamo guaritore più buono del silenzio per quegli uomini che hanno il cuore indurito a causa degli insuccessi, delle delusioni o delle perdite. Non esiste miglior rimedio del silenzio per quelli che hanno i nervi tesi al massimo a causa delle loro vite tumultuose, dello stress e dei litigi di ogni tipo.

Ogni volta in cui raggiungiamo lo stato di sonno profondo e senza sogni sperimentiamo il misterioso ed ineffabile stato di silenzio, ma il velo dell’ignoranza (avidya) nasconde alle nostre coscienze questa esperienza. Il silenzio che raggiungiamo durante il sonno profondo e senza sogni, come il silenzio che si diffonde naturalmente in tutta la natura quando appare la notte, sono prove dell’esistenza di quell’oceano misterioso ed infinito di silenzio o Brahman (Dio Padre).

Dal silenzio fisico lo stato di riposo perfetto della mente

Nel caso dell’uomo comune la mente è quasi permanentemente turbata o stuzzicata da almeno uno degli undici “organi” (indriya) ad essa subordinati (questi sono i cinque organi della conoscenza: olfatto, gusto, vista, udito, tatto; i cinque organi di azione: le corde vocali, le mani, le gambe, l’organo di escrezione e gli organi sessuali; e alla fine il mentale inferiore (manas) che agisce come un sui generis filtro di interfaccia tra i sensi e la coscienza dell’ego). Per ottenere il pieno controllo sulla mente è necessario quindi calmare la volontà di attività di questi organi. Solo allora in noi si rivelerà il silenzio.

Al livello della comprensione intellettuale comune, rimanere zitto per un certo periodo di tempo senza parlare con nessuno significa ritirarti nel silenzio, ma per estensione questa esperienza può essere applicata anche ad altri ambiti. Ad esempio se il tuo migliore amico non ti scrive per un lungo periodo di tempo penserai “il mio amico manifesta un lungo periodo di silenzio non so perché”; se durante una conferenza l’oratore si ferma per alcuni momenti durante una lettura appassionante potremmo interpretare questa cosa nel seguente modo “c’è stato un attimo di silenzio quella sera alla conferenza”; se fossi in India e ti incontri con due uomini che hanno raggiunto lo stato di santità (sadhu) è possibile che uno di loro ti dica “questo uomo santo (sadhu) è costantemente nel silenzio (mauna). È mio amico e rispetta rigorosamente questo tapas da sei anni”.

Tutto ciò rappresenta il silenzio fisico.

Se invece decidi di non vedere più, chiudendo gli occhi, e ti allontani in modo costante dagli oggetti, con la pratica di pratyahara o dama (il perfetto controllo degli organi di senso) ciò attira a sé il silenzio di un indriya, la vista. Se decidi di non sentire più suoni significa che hai ottenuto il silenzio di un altro indriya, l’udito. Allo stesso modo il digiuno alimentare completo nei giorni santi di festa presuppone un silenzio di un altro organo di azione (indriya), la lingua. Se non fai nessun movimento e pratichi la postura del loto (padmasana) per tre ore otterrai la calma dell’attività delle mani e dei piedi. Tutte queste cose sono utili ma quello che è da desiderare più di tutto è il silenzio dall’agitazione mentale. Possiamo rispettare rigorosamente il tapas del silenzio fisico e ciò nonostante la nostra mente può generare di continuo sempre nuove immagini.

In questo modo il pensiero (chitta) potrà portare di nuovo nel campo della nostra coscienza ogni tipo di ricordo. L’immaginazione, la motivazione, il riflesso e altre varie funzioni della mente non si fermeranno in modo obbligatorio dall’attività solo rispettando strettamente il giuramento del silenzio fisico. Dunque dobbiamo capire che solo attraverso questo tipo di silenzio non possiamo avere la garanzia di raggiungere una reale pace e un perfetto stato di silenzio interiore!

In questo caso la sola soluzione è che l’intelletto rallenti a poco a poco il suo funzionamento quando non abbiamo bisogno indispensabile di lui. Questa funzione del corpo astrale dovrebbe essere quindi in uno stato di riposo perfetto per poter passare più facilmente oltre di essa. È necessario far sì che tutte le fluttuazioni della mente siano completamente bloccate. La nostra mente deve riposarsi quindi nell’oceano del misterioso Silenzio o Brahman (Dio Padre). Solo allora possiamo percepire veramente la reale ed eterna calma misteriosa.

quattro giuramenti
Il senso letterario della parola mauna è giuramento del silenzio, ma in realtà esistono molti tipi di mauna:

1. il controllo completo della parola è chiamato vak mauna. Di conseguenza se mantieni l’organo di azione della parola (vak indriya) perfettamente zitto questo è vak mauna;

2. il completo arresto di tutte le azioni fisiche volontarie è coshta mauna. Lo stato perfetto di coshta mauna è estremamente utile a maggior ragione per gli aspiranti che cercano la rivelazione del Sé Supremo (Atman) non si deve muovere neanche la testa. Non devi far nessun segno. Non devi scrivere niente su carta e non devi esprimere idee non conta in che modo. Con lo stato di vak mauna e di coshta mauna non sono ancora stoppate le azioni mentali;

3. un punto di vista perfettamente uguale su tutte le cose esseri e fenomeni di come mantenere ferma in mente l’idea che tutto è in fondo nient’altro che Dio Brahman (Dio Padre) rappresenta susupti mauna (susupti significa in realtà il modo di funzionare della coscienza umana in uno stato di sonno profondo senza sogni) allontanare quasi totalmente dalla mente tutti i problemi dopo la realizzazione ferma del carattere illusorio di questo mondo è susupti mauna. La conclusione giusta che l’intero macrocosmo non è nient’altro che il corpo di Brahman (Dio Padre) è quindi susupti mauna;

4. Brahman (Dio Padre) è chiamato maha mauna perché Lui è l’impersonificazione suprema del silenzio. Possiamo dire che il maha mauna è il vero mauna.

Per questo motivo vak mauna rappresenta solo una tappa nella via per raggiungere maha mauna, essendo il motivo per cui mauna della mente è molto superiore a vak mauna o mauna della parola.

Parlando si mantiene l’anima in errore

Vak indriya, o l’organo di azione della parola è di fatto una grande arma del mondo fenomenale illusorio (maya) per mantenere in errore l’animo vivo (jiva) perturbando di continuo la mente. La parola provoca cosi una continua esteriorizzazione della mente. Litigi, dispute, ecc. appaiono spesso dovute al turbolento gioco di questo vak indriya. In simili situazioni la lingua può essere considerata come una spada e le parole come frecce. In questo modo noi feriamo spesso i sentimenti degli altri e facciamo apparire risentimenti.

Lo studio approfondito dei domini scientifici, come ad esempio la letteratura, il diritto, la lingua sanscrita, ecc. rende alcuni uomini molto loquaci, sentendosi quasi forzati ad entrare in discussioni (molto spesso inutili) per mostrare, spinti dall’orgoglio, la conoscenza scolaresca. La pedanteria o l’esporre malamente ciò che si è imparato è un attributo specifico degli studenti immaturi ed orgogliosi.

In questo senso è molto significativa una metafora dell’antica saggezza che paragona il comportamento di un giovane ed entusiasta aspirante sulla via spirituale con il rumore fatto dall’aria che esce forzatamente per far entrare l’acqua in una bottiglia vuota messa sott’acqua. In questo specifico caso, il comportamento di un aspirante che ha quasi raggiunto la realizzazione del Sé Supremo (Atman) è analogicamente parlando paragonato al rumore impercettibile che fa l’aria quando la bottiglia è quasi piena: una volta che questa sia piena completamente (quando si raggiunge la realizzazione del Sé Supremo – Atman) si diffonde poi il silenzio…

Il vak indriya è molto spesso impetuoso e turbolento e per questo è considerato molto dannoso. Quando inizieremo a controllarlo cercherà di non sottomettersi. Dobbiamo invece cercare di essere convinti e coraggiosi. In queste situazioni non dobbiamo lasciare che ci venga in mente niente, assolutamente niente, attraverso il vak indriya. Proprio per questo è necessario che pratichiamo mauna. Lo sforzo perseverante, costante e distaccato ci aiuterà. Quando il successo si mostra sapremo che abbiamo allontanato un’importante sorgente di agitazione. In caso di riuscita, le orecchie (o in altre parole il senso dell’udito) potranno così essere molto più facilmente controllate in quanto, se riusciamo a controllare vak indriya, possiamo dire che già controlliamo la metà della mente.

La forza che cura malattie senza medicina

Si perde molta energia psico-mentale con parole inutili e pettegolezzi. Gli uomini abituali non si accorgono di questo in nessun caso. Mauna ci permette di conservare energie e potremo così praticare in modo efficiente e, resistendo sempre di più in ogni attività benefica fisica o mentale, chi si trova sulla via spirituale potrà ottenere in questo modo molte meditazioni coronate dal successo. Mantenere mauna per giorni interi ha una buona influenza sul cervello e sui nervi. Con la pratica sistematica di mauna l’energia sottile della parola è gradatamente sublimata in ojas shakti o energia spirituale.

In più mauna sviluppa considerevolmente il potere della volontà ed aumenta il controllo sull’immaginazione (sankalpa) aiutando così a trasformarla in una forza creatrice e, inibendo con il controllo l’impulso delle parole stupide e incontrollate, permette di far apparire la pace mentale. Mauna ci è di grande aiuto per rispettare tenacemente la libertà come anche per il controllo delle manie. Le emozioni sono così facilmente controllabili, la suscettibilità sparisce come per incanto. Con l’aiuto di mauna non mentiremo più e sempre grazie ad esso potremo acquisire la capacità di sopportazione. Quando qualcuno soffre, mauna gli darà in modo graduale la pace mentale; condizione in cui ogni sofferenza è più facilmente sopportabile. In più l’essere umano rispettivo si potrà mobilitare così molto più facilmente per lottare con la malattia o eliminare la causa della sua sofferenza.

Chi applica spesso mauna attinge ad uno stato di pace, forza e felicità che sono completamente sconosciuti agli uomini abituali. Acquisterà un’infinita energia perché il silenzio è la sorgente di grandi forze: saggezza, pace profonda, felicità, equilibrio e beatitudine. Sempre nel silenzio scopriamo la vera libertà ed affettività.

Se praticheremo, otterremo pace profonda e forza spirituale

Gli uomini molto occupati con attività che necessitano di grandi sforzi di comunicazione dovrebbero praticare mauna almeno 1 ora al giorno; se possono fare questo per 2 ore giornaliere, ancor meglio. Sabato e domenica possiamo praticare mauna 6 ore o per l’intera giornata. Comunque gli uomini ci disturberanno di meno in questi momenti. Così come si abituano al fatto che alcuni vanno regolarmente ad uno spettacolo, inizieranno ad abituarsi anche al fatto che noi pratichiamo mauna in alcune ore della giornata. Poco a poco, tra amici e membri della nostra famiglia non si dispiaceranno più e non ci distrarranno se gli annunceremo prima le nostre intenzioni. E’ l’ideale se utilizziamo questo periodo di mauna all’inizio per la preghiera e poi, man mano che avanzeremo nella nostra pratica spirituale, per il laya yoga o per le meditazioni. Se vogliamo praticare mauna in un modo molto intenso dobbiamo essere sufficientemente impegnati nella meditazione o nella pratica spirituale in generale. In un simile periodo non ci aiuterà in nessun modo di mischiarci insieme agli uomini con preoccupazioni esclusivamente materialiste.

Dobbiamo allo stesso modo non lasciare per molto tempo il luogo della pratica spirituale. Perché cosi l’energia sottile della parola sarà sublimata ed utilizzata in un modo elevato. Solo allora potremo gioire veramente di serenità, di pace profonda, di calma e di un grande potere spirituale.

Quando pratichiamo mauna non dobbiamo leggere nessun giornale. Leggere i giornali (o seguire le trasmissioni alla televisione) porta nella coscienza, insieme a nuove informazioni, anche alla riattivazione di impressioni latenti di precisi pensieri dalla mente subcosciente (samskara) e così la pace mentale sarà disturbata. Anche se viviamo in pace e in serenità sul monte Himalaya, ma continuiamo, allo stesso tempo a leggere i giornali, la nostra mente sarà, praticamente, sempre nella società. Procedendo così non otterremo grandi benefici dalla pratica di mauna, e la meditazione spirituale sarà seriamente disturbata. Per capire correttamente questo contesto, merita riflettere profondamente sul contenuto dei versetti (sutra) 62-64 della Bhagavad Gita, capitolo 2: “Quando si porta l’attenzione agli oggetti dei sensi nasce un attaccamento. Dall’attaccamento emerge il desiderio e dal desiderio insoddisfatto l’irascibilità. Dall’irascibilità procede lo smarrimento, dallo smarrimento la perdita della memoria, dalla perdita della memoria la diminuzione della ragione e l’uomo privo di ragione corre verso la sua rovina.”

Il grande saggio e liberato Sri Balayogi (tradotto il bambino yogi) nel momento cruciale della sua esistenza terrestre (l’entrata in decine d’anni di estasi divina ininterrotta, samadhi, il 27 marzo 1949) ha pronunciato uno dei suoi aforismi più celebri: “Si può meditare su Dio onnipotente anche quando compi i tuoi doveri quotidiani, anche quelli di un re, ma come puoi allora raggiungere una perfetta stabilità mentale? L’agitazione non disparirà mai completamente. Di quando in quando, l’essere dovrà far fronte a delle sofferenze, che gli sembreranno senza fine. Non sarà mai pieno completamente della grazia infinita di Dio se non con il trascendere completamente questi problemi o pensieri”.

Quando pratichiamo mauna è necessario scrivere meno biglietti possibile e fare pochissimi gesti o azioni con cui cerchiamo di esprimere pensieri verso quelli che ci stanno attorno. È consigliato anche trattenere il riso.

Quando l’orientamento cosciente dell’essere inizia ad essere in modo preponderante diretto verso il sé (Atman) anche mauna verrà al Sé, naturalmente, in modo euforico. Quando arrivi a vivere nella Verità, mauna viene totalmente dal Sé (Atman); in quel momento saremo nella pace assoluta di Dio e vivremo pienamente lo stato di glorificazione.

Parlate poco e ascoltate molto!

Dobbiamo cercare di essere una persona che pratica mauna solo per un bisogno ed una convenzione interna e non perché è una tecnica yoga nuova che adesso va di moda. Con mauna cerchiamo di divenire uomini che misurano con saggezza le parole. Mauna ci aiuta ad imparare ad evitare facilmente lunghe discussioni inutili, accese, passionali ed in generale tutte le discussioni che non sono indispensabili o che si trovano essere fin dall’inizio sterili. Mauna ci permette di allontanarci facilmente dalla società di quelli che privi di discernimento si perdono sempre in simili dibattiti. In questo modo potremo vedere quanto è utile e pratica questa tecnica per noi.

Nelle fasi superiori di pratica mauna ci permetterà di seguire con attenzione ogni parola. Questa può diventare in modo graduale un’alta disciplina mentale. Così avremo la rivelazione che di fatto le parole rappresentano una grande forza di cui ognuno dovrebbe diventare cosciente.

Mauna ci insegna ad utilizzare con molta attenzione le parole, ci aiuta a controllare il discorso e ci offre la possibilità di non lasciare la lingua parlare senza freno. Chi ha praticato sufficientemente a lungo, e così come si deve, mauna controlla le proprie parole prima che arrivino alle labbra. Parla poco e ascolta molto. Ha imparato a tacere. L’utilizzo prevalente di parole erudite e complicate provoca una preoccupazione per il linguaggio esaustivo ed è molte volte sterile. Un simile modo di parlare è molto stancante. Usando parole semplici e intensamente sentite riusciamo a conservare così la nostra energia. È ammirevole conservare la nostra energia per amare di più Dio ed è essenziale consacrare mano a mano sempre maggior tempo alla vita interiore di meditazione, di introspezione e di contemplazione del nostro Sé Supremo (Atman).

È molto importante purificare la mente e meditare. Grazie a mauna scopriamo la voce misteriosa del silenzio e ci diamo così e vediamo come il Sé Supremo (Atman) in ognuno di noi è uno con Dio. Praticando in modo corretto mauna calmiamo la mente, calmiamo i pensieri e sublimiamo facilmente le emozioni passeggere. Mauna ci aiuta ad addentrarci nelle profondità misteriose del nostro cuore ed a rallegrarci pienamente della sua pace oceanica. Misteriosa ed euforica è questa quiete. Grazie a lei si entra nel silenzio.

Ogni uomo che aspira a conoscere veramente Dio Padre onnipotente deve conoscere questo silenzio. Allora egli è così il silenzio stesso e in questo modo diventa maha mauna, realizzando Dio Padre qui e ora.

prof. di Yoga Gregorian Bivolaru

tratto da: http://www.yoga-integrale.it/index.htm

“Mauna” or “Mouna”
in Sanskrit means: silence.
It ‘a state of well-being, return to the center of harmony.
And ‘silence as listening to ourselves, our inner voice, listening
energy in and out.
The silence “Mauna” is not concentration or memory, or search …
but “abandoned” the incident of reality as it is, without our interpretations,
listening to the authenticity of a flow …

Sanskrit: Mauna

Mauna is the inner silence, not to be confused with the silent consent, or blank.
Mauna is the silence of the dimension of being.

In India and other parts of East Asia, Mauna represented the essential part of meditation,
or rather the “Dhyana” meditative yogic discipline based on “inner silence.

Terms Sanskrit: Dhyana Mauna

Mauna is a state of mental stillness, where the voices of their own personality, daily living or social ties, are placated.
These items are a constant noise that does not allow listening to our true essence, and I most of our last approach profondo.In “Mauna” becomes a door for access to a real view of things with their own source of clarity and intuition.

The first obstacle to the use of “Mauna” are instances abitudinali physical or mental, which exclude the intervention of a state of calm and quiet life, to promote fibrillation constant anguish of mind and mental search.
This relentless stream of thoughts, emotions, memories, rules, and “instructions” inherited, are a maze for our lives, without clarity of meaning and values.
Moreover, the identification in a “self” leads to a defense of the borders, the fight with everyone and everything
outcomes such as conflict, wars, apartheid, racism, anxiety and ultimately self-destruction ..
All this is opposed to the energy of silence, mauna shakti

Mauna
in fact, also a carrier of energy, or “ki”, or “prana”, or “Orgone”, or “Quantum Energy” which allows to unify in harmony with the state of things and their energy.
The state of union or “Oneness” or “EkaIsta” with the universal energy or cosmic energy dynamics with the personal and of all humanity, urges to involve themselves in a real journey of wellness and harmony with all.
The status of the person “mauna” is a state of peace, clear, conscious and therefore transcends the normal mind. The experiential state of peace called “shantim”.
The energy of this state, he renews the life and relationships in the prow beneficial development of well-being and positivity.

Mauna is a last resort, access to real freedom and our awareness

Mauna – A Source of Energy and Silence

The great thinkers have also been big talkers?

Being spiritually evolved is recognized by the river of words with which to drown anyone who approaches him?

Crosswords really help us to develop intelligence, or are one of the most dangerous “vampires” of mental energy? We know how we should really make the best use of our mental energy?

Once, long ago, a disciple named Bahashkali approached his guru called Bhava, and asked: Where is the Lord and the Supreme Absolute Brahman (God Father) spoken of in the Upanishads? But the teacher did not answer and remained in deep silence.

The disciples went and asked him again, but despite what the teacher did not answer in any way, continuing to remain silent and motionless. Only at the end said: “I have already answered every time, but you have not been able to understand. What can I do? Brahman (God Father), the Absolute, or the Lord, can not be explained with words! Only in deep silence, full of aspiration and love someone can know Him. There is no place where He can be found outside the profound pleasure of the Supreme Self (Atman)! This Atman is first of all eternal silence. “

Peace is God besides the sound

God the Father or Brahman is first of all eternal silence. The soul is in its deep silence. Peace of mind is silent. Atman (the Self Supreme) is silence. Silence is the essential language of God, the Eternal Mystery. Silence is the language of your heart and is also the true language of the essay, because first the silence is an immense power, creating a living proof of God’s truth telling

The silence is God intimately deep As a result, the substrate or the last essence of this body, prana and mind. Silence is the backdrop on which projects the entire universe of the senses, is a mysterious reality. That deep peace which transcends all understanding beatific rational is the real silence. The essence of life but also the end of our entire existence is silence. Besides all the sounds and all sounds is the silence. It is the hallmark of those minds that perceive reality directly through an intuitive ecstatic. It is actually your deepest being. Being buried in the silence actually means open yourself completely, to be one with God’s why the ultimate goal of life can be considered (without errors) restitution fully conscious and intense in the mysterious silence of God beatific In this sense we find many examples, such as the message of the Sahara Desert is silence and the message of the Himalaya mountains is silence, the message of the essay Avadhota living naked on the frozen lake or Kangotri Kailash is silence. When your heart is full of love of God and then you’re in ecstasy when you’re surrounded in silence. Who can describe in words the glory of silence?

There is more good healing balm of silence for those men whose hearts are hardened because of failures, disappointments or losses. There is no better remedy of silence for those who have the nerves to the max because of their tumultuous lives, stress and strife of all kinds.

Whenever we reach a state of deep sleep without dreams and experience the mysterious and ineffable state of silence, but the veil of ignorance (avidya) hides this experience to our consciences. The silence that reach deep sleep without dreams, like the silence that spreads naturally in all of nature when it appears at night, is evidence of that ocean of silence and mystery and infinite Brahman (God Father).

From the state of physical silence perfect rest of mind

In the case of the common man’s mind is almost constantly teased or disturbed for at least one of the eleven “bodies” (indriya) subordinated to it (these are the five organs of knowledge: smell, taste, sight, hearing, touch, the five organs Action: the vocal cords, hands, legs, body and sexual organs of excretion, and eventually the lower mental (manas), which acts as a sui generis filter interface between the senses and the ego-consciousness ). To gain full control over the mind is therefore necessary to appease the will of activity of these organs. Only then we will prove the silence.

At the level of the common intellectual understanding, to remain silent for a certain period of time without talking to anyone means to retreat into silence, but by extension this experience can be applied to other areas. For example, if your best friend you do not write for a long period of time you will think “my friend shows a long period of silence do not know why” at a conference when the speaker stops for a few moments during a reading exciting we could interpret do this in the following way “there was a moment of silence that evening at the conference” if I were in India and you meet two men who have attained the state of holiness (sadhus) it is possible that one of them tell you “this holy man (sadhu) is constantly in silence (mauna). He is my friend and strictly adhere to this tapas to six years. “

All this represents the physical silence.

If you choose not to see more, closing his eyes, and you walk away from the objects consistently with the practice of pratyahara or drafts (perfect control of the sense organs) what attracts to itself the silence of a indriya, the view. If you decide not to hear more sounds means you’ve got the silence of another indriya, hearing. Similarly, the fast food full of celebration in the holy days requires a silence of another organ of action (indriya), the language. If you do not make any movement and practicing the lotus posture (Padmasana) for three hours you’ll get the calm of the hands and feet. All these things are useful but what is to be desired most of all is the silence of mental agitation. We adhere strictly to the tapas of physical silence and yet your mind can always generate continuously new images.

In this way thought (chitta) can bring back into the field of our consciousness every type of memory. The imagination, motivation, reflection and various other functions of the mind will not stop the activity in an obligatory manner only in strict accordance with the oath of physical silence. So we must understand that only through this kind of silence can not be guaranteed to reach a real peace and a perfect state of inner silence!

In this case the only solution is that the intellect gradually slow down its operation when necessary we do not need him. This feature of the astral body should then be in a state of perfect rest in order to more easily move beyond it. It is necessary to ensure that all the fluctuations of the mind are completely blocked. Our mind must rest in the ocean so the mysterious Silence or Brahman (God Father). Only then can we feel truly real and eternal calm mysterious.

four oaths
The literal sense of the word is Mauna oath of silence, but in reality there are many types of Mauna:

1. complete control of the word is called vak mauna. Therefore if you keep the organ of action of the word (vak indriya) vak mauna this is perfectly quiet;

2. complete stop of all voluntary physical actions is coshta mauna. The perfect state of mauna coshta more so is extremely useful for candidates who seek the revelation of the Supreme Self (Atman) must not move your head even. You must not make any sign. You should not write anything on paper and do not have to express their ideas does not matter how. With the state of vak mauna mauna coshta and blocks are not mental acts;

3. a point of view on all things perfectly equal beings and phenomena of how to keep firmly in mind the idea that everything is basically nothing that God Brahman (God Father) is Mauna Sushupti (Sushupti actually means how to operate the human consciousness in a state of deep dreamless sleep) almost completely away from the mind all the problems stopped after the realization of the illusory nature of this world is Mauna Sushupti. The correct conclusion that the whole macrocosm is nothing but the body of Brahman (God Father) is then Sushupti mauna;

4. Brahman (God Father) is called Maha Mauna because He is the supreme embodiment of silence. We can say that the maha is the real mauna mauna.

For this reason vak mauna is only one step on the path to reach maha mauna, mauna being the reason why the mind is much higher than vak mauna mauna or the word.

Talking keeps the soul in error

Indriya Vak, or organ of action of the word is actually a great weapon of the phenomenal world an illusion (maya) failure to keep alive the spirit (jiva) continually disrupting the mind. The word thus causes a continuous externalization of the mind. Quarrels, disputes, etc.. are often due to a turbulent game of this vak indriya. In such situations, the language can be considered as a sword and words like arrows. In this way, we often we hurt the feelings of others and we look resentments.

The study of scientific domains, such as literature, law, Sanskrit, etc.. makes some people very talkative, feeling almost forced to enter into discussions (often unnecessary) to show, driven by pride, the knowledge of schoolchildren. The pedantry or ill expose what has been learned is a specific attribute of immature students and proud.

In this sense it is very significant metaphor that compares the behavior of the ancient wisdom of a young and enthusiastic aspirant on the spiritual path with the noise from the air that comes out forcibly made to let the water into an empty bottle placed under water. In this specific case, the behavior of an aspirant who has almost reached the realization of the Supreme Self (Atman) is compared analogically speaking inaudible noise that makes the air when the bottle is almost full: once it is completely full (when you reach the realization of the Supreme Self – Atman) then spreads the silence …

The vak indriya is often impetuous and turbulent, and this is considered very harmful. As we begin to control it will not submit. Instead, we must try to be confident and courageous. In these situations we must not allow ourselves to come to mind nothing, absolutely nothing, through the vak indriya. For this it is necessary that we practice mauna. Persistent effort, constant and will help us posted. When success shows we will know that we have removed an important source of agitation. If successful, the ears (or in other words, the sense of hearing) may thus be more easily controlled because, if we can control indriya vak, we can say that already control half of the mind.

The strength that cures diseases without medicine

You lose a lot of energy psycho-mental unnecessary words and gossip. Men usually do not notice this in any case. Mauna allows us to conserve energy and we can practice efficiently and, more and more in resisting any activity beneficial physical or mental, who is on the spiritual path can be obtained in this way many meditations crowned with success. Keep Mauna for days has a good influence on the brain and nerves. With systematic practice of mauna the subtle energy of the word is gradually sublimated into ojas shakti or spiritual energy.

In addition Mauna develops considerably increases the power of the will and control on the imagination (sankalpa), helping to transform it into a creative force and, with the control by inhibiting the impulse of the words stupid and uncontrolled, can bring up the peace of mind. Mauna there is a great help to respect the freedom as well as fiercely for control of delusions. The emotions are so easily controlled, the susceptibility vanishes as if by magic. With the help of Mauna not to lie again and again thanks to it we can gain the ability to endure. When someone suffers, Mauna gradually will give peace of mind, a condition in which all suffering is more easily bearable. In the more human beings than we can mobilize so much easier to fight with the disease or eliminate the cause of his suffering.

About Mauna draws often applied to a state of peace, strength and happiness that are completely unknown to regular people. Acquire infinite energy because the silence is the source of great forces: wisdom, deep peace, happiness, balance and bliss. Still in silence, we find true freedom and affection.

If we practice, we get deep peace and spiritual strength

The men are very busy with activities that require large communication efforts should practice Mauna least 1 hour per day if they can do this for 2 hours a day, even better. Saturday and Sunday we practice mauna 6 hours or all day. However, we will disturb less than men in these moments. So how do you get used to the fact that some regularly go to a show, start to get used to the fact that we practice in a few hours of the day mauna. Little by little, friends and members of our family was sorry over and if we do not distract first announce our intentions. And ‘ideal if we use this period of Mauna early for prayer and then, as we advance in our spiritual practice, the Laya Yoga or meditation. If we are practicing in a very intense Mauna must be sufficiently engaged in meditation or spiritual practice in general. In such a time will not help us in any way to mix with men with only materialistic concerns.

We must not leave the same way for a long time the place of spiritual practice. Why so the subtle energy of the word will be sublimated and used in a way high. Only then can we really enjoy the serenity of deep peace, calm and a great spiritual power.

When we practice Mauna we should not read any newspaper. Read the paper (or follow the broadcasts on television) brings into consciousness, along with new information, including reactivation of latent impressions of precise thoughts from the subconscious mind (samskara), and so the peace of mind will be disturbed. Even though we live in peace and serenity on the mountain Himalayas, but we continue at the same time reading the newspapers, our minds are practically always in the company. Because of that we will not get great benefits from the practice of mauna, spiritual and meditation will be seriously disturbed. To properly understand this context, it is worth thinking deeply about the content of the verses (sutras) 62-64 of the Bhagavad Gita, Chapter 2: “When you bring attention to the objects of the senses comes an attachment. Emerges from attachment desire and be desired by the irascibility. Dall’irascibilità proceeds the confusion, the bewilderment of memory loss, memory loss from the decline of reason and the man devoid of reason runs to his downfall. “

The great sage Sri Balayogi and released (translated Yogis the child) at the crucial moment of his earthly existence (the entry into decades of uninterrupted divine ecstasy, Samadhi, March 27, 1949) gives one of his most famous aphorisms: “You can meditate on God Almighty even when you turn your daily duties, even those of a king, but as you can then get a perfect mental stability? The agitation disparirà never completely. From time to time, the being will face the suffering, that will seem endless. It will never be completely full of infinite grace of God, but with completely transcend these problems or thoughts. “

When we practice Mauna not need to write tickets as possible and make a few gestures or actions with which we try to express thoughts to those around us. It is also recommended retaining the rice.

When the orientation is beginning to be conscious of being predominantly directed toward the self (Atman) is also at Mauna Self, of course, so euphoric. When you get to live in Truth, mauna is totally out of the Self (Atman), at which time we will be in absolute peace of God and live fully the state of glorification.

Talk little and listen a lot!

We must try to be a person who practices only to a need and Mauna own convention and not because it is a new yoga technique that now goes out of fashion. With Mauna try to become men who measure words wisely. Mauna helps us to learn how to easily avoid unnecessary lengthy discussions, heated, passionate, and in general all topics that are not essential or are beginning to be sterile. Mauna allows us to easily move away from the company of those who undiscerning get lost in such discussions. In this way we can see how this technique is useful and practical for us.

In the upper stages of practice Mauna allow us to follow every word carefully. This may gradually become a high mental discipline. So we have the revelation that in fact the words are a great strength that everyone should become conscious.

Mauna teaches us to use the words very carefully, helps us to control the speech and gives us the ability to not let the language speak without restraint. Those who have practiced long enough, and as it should, check the Mauna own words before they reach the lips. Talk little and listen much. He learned to keep quiet. The prevalent use of words learned and complicated causes a concern for the language is limited and often sterile. Such a manner of speaking is very tiring. Using simple words and hard to maintain so we can feel our energy. It is admirable to keep our energy to love God more and is essential to devote time, gradually increasing the interior life of meditation, introspection and contemplation of our Supreme Self (Atman).

It is very important to purify the mind and meditate. With Mauna discover the mysterious voice of the silence and give us so and we see how the Supreme Self (Atman) within each of us is one with God Doing properly Mauna calm the mind, calm the thoughts and emotions passing easily sublimate. Mauna helps us delve into the mysterious depths of our hearts and rejoice in his peace fully oceanic. Mysterious is this calm and euphoric. Thanks to you we enter into silence.

Every man who aspires to truly know God the Father Almighty must know this silence. Then he is so silence itself and thus becomes maha mauna, making God the Father here and now.

prof. Yoga Gregorian Bivolaru

Taken from: http://www.yoga-integrale.it/index.htm

Il segreto della felicità


Il segreto della Felicità

Un mercante, una volta, mandò il figlio ad apprendere il segreto della felicità dal più saggio di tutti gli uomini. Il ragazzo vagò per quaranta giorni nel deserto, finché giunse a un meraviglioso castello in cima a una montagna. Là viveva il Saggio che il ragazzo cercava.
Invece di trovare un sant’uomo, però, il nostro eroe entrò in una sala dove regnava un’attività frenetica: mercanti che entravano e uscivano, ovunque gruppetti che parlavano, una orchestrina che suonava dolci melodie. E c’era una tavola imbandita con i più deliziosi piatti di quella regione del mondo. Il Saggio parlava con tutti, e il ragazzo dovette attendere due ore prima che arrivasse il suo turno per essere ricevuto.
Il Saggio ascoltò attentamente il motivo della visita, ma disse al ragazzo che in quel momento non aveva tempo per spiegargli il segreto della felicità. Gli suggerì di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore.
Nel frattempo, voglio chiederti un favore, concluse il Saggio, consegnandogli un cucchiaino da tè su cui versò due gocce d’olio. Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza versare l’olio.
Il ragazzo cominciò a salire e scendere le scalinate del palazzo, sempre tenendo gli occhi fissi sul cucchiaino. In capo a due ore, ritornò al cospetto del Saggio.
Allora, gli domandò questi, hai visto gli arazzi della Persia che si trovano nella mia sala da pranzo? Hai visto i giardini che il Maestro dei Giardinieri ha impiegato dieci anni a creare? Hai notato le belle pergamene della mia biblioteca?’
Il ragazzo, vergognandosi, confessò di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d’olio che il Saggio gli aveva affidato.
Ebbene, allora torna indietro e guarda le meraviglie del mio mondo, disse il Saggio. Non puoi fidarti di un uomo se non conosci la sua casa.
Tranquillizzato, il ragazzo prese il cucchiaino e di nuovo si mise a passeggiare per il palazzo, questa volta osservando tutte le opere d’arte appese al soffitto e alle pareti. Notò i giardini, le montagne circostanti, la delicatezza dei fiori, la raffinatezza con cui ogni opera d’arte disposta al proprio posto. Di ritorno al cospetto del Saggio, riferì particolareggiatamente su tutto quello che aveva visto.
Ma dove sono le due gocce d’olio che ti ho affidato? domandò il Saggio.
Guardando il cucchiaino, il ragazzo si accorse di averle versate.
Ebbene, questo è l’unico consiglio che ho da darti, concluse il più Saggio dei saggi.
Il segreto della felicità consiste nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza dimenticare le due gocce d’olio nel cucchiaino

di Paulo Coelho
tratto da: “L’Alchimista”

 

The Secret of Happiness

A merchant once sent his son to learn the secret of happiness from the wisest of all men. The boy wandered in the wilderness for forty days, until he reached a beautiful castle atop a mountain.There lived the sage that the young man was looking.
Instead of finding a saintly man, though, our hero entered a room where a flurry of activity reigned; merchants coming and going, wherever small groups talking, an orchestra playing sweet melodies. And there was a table laden with the most delectable dishes of that region of the world. The Sage spoke with everyone, and the boy had to wait two hours before he got his turn to be received.
He listened attentively to the reason for the visit, but said that at that moment the boy had no time to explain the secret of happiness. He suggested a ride to the palace and come back in two hours.
In the meantime, I ask you a favor, concluded the Wise, giving him a teaspoon of which he poured two drops of oil. While you walk, carry this spoon without spilling the oil.
The boy began to ascend and descend the stairs of the palace, keeping his eyes fixed on the spoon. After two hours, returned to the sage.
Then, they asked, did you see the Persian tapestries that are in my dining room? Have you seen the gardens that the Master Gardeners took ten years to create? Did you notice the beautiful parchments in my library? ‘
The boy, ashamed, confessed that he had seen anything. His only concern had been not to spill the drops of oil that the wise man had entrusted to him.
Well, then go back and look at the wonders of my world, said the wise man. You can not trust a man if you do not know his house.
Relieved, the boy took the spoon and strolled again through the palace, this time looking at all the works of art hanging from the ceiling and walls. He noted the gardens, the surrounding mountains, the delicacy of flowers, the taste with which each work of art placed in its proper place. Returning to the sage, he reported in detail about everything he saw.
But where are the two drops of oil I entrusted to you? asked the sage.
Looking at the spoon, the boy noticed them paid.
Well, this is the only advice I have to give, concluded the wisest of the wise.
The secret of happiness lies in looking at all the wonders of the world without forgetting the two drops of oil in the spoon

by Paulo Coelho
taken from: “The Alchemist”

William Shakespeare – Sonetto 116


William Shakespeare – Sonetto 116

Non sia mai ch’io ponga impedimenti
All’unione di due anime fedeli; Amore non è amore
Se muta quando scopre un mutamento
O tende a svanire quando l’altro s’allontana.

Oh no! Amore è un faro sempre fisso
Che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
È la stella che guida di ogni barca,
Il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.

Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra
E gote dovran cadere sotto la sua curva lama;
Amore non muta in poche ore o settimane,

Ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;
Se questo è un errore e mi sarà provato,
Io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.

William Shakespeare (1564 – 1616)



William Shakespeare – Sonet 116

Let me not to the marriage of true minds

Admit impediments. Love is not love

Which alters when it alteration finds,

Or bends with the remover to remove:

O no! it is an ever-fixed mark

That looks on tempests and is never shaken;

It is the star to every wandering bark,

Whose worth’s unknown, although his height be taken.

Love’s not Time’s fool, though rosy lips and cheeks

Within his bending sickle’s compass come:

Love alters not with his brief hours and weeks,

But bears it out even to the edge of doom.

If this be error and upon me proved,

I never writ, nor no man ever loved.


William Shakespeare (1564 – 1616)


Ti auguro


 

Ti auguro

Ti auguro la gioia di avere sempre qualcuno
con cui dividere ogni cosa…

Ti auguro di avere dei bei ricordi
cui ritornare col pensiero nei brutti momenti…

Ti auguro una tra le migliori piccole gioie quotidiane:
aprire un libro che ricordi bene,
lasciarne le pagine,
leggere le prime parole famigliari

Ti auguro la primavera e la meraviglia di
constatare che è sempre migliore di quanto
avevi osato sperare.

Ti auguro la felicità di un regalo da un bambino:
– un mazzo di denti di leone appassiti,
– una caramella succhiata a metà
– una rana
– un bacio

Ti auguro che tu possa, anche se solo una volta nella vita,
vedere qualcosa di infinitamente raro, strano e bello.

Ti auguro la malinconia di un giardino in inverno e,
dopo mesi d’attesa, i piccoli, verdi vegetali della primavera.

Ti auguro di rimanere affascinato dall’infinita
varietà della vita animale
Ti auguro la fiducia di una creatura selvatica,
conquistata con pazienza e amore.

Ti auguro che tu possa non dover comprare
l’amore al prezzo dell’umiliazione.

Ti auguro che tu possa sempre trovare le
parole giuste per mantenere al loro posto
gli spacconi e avere abbastanza forza
nelle ginocchia per camminare con dignità.

Ti auguro che tu possa avere un cuore pieno d’amore
e giudizi accorti.

Ti auguro la gioia di essere desiderato,
e di trovare il regalo perfetto,
sentire il profumo della terra, dal prato aperto.

Ti auguro lettere:
con una calligrafia che riconosci immediatamente,
con una calligrafia che non vedevi da anni.

Ti auguro lettere piene di elogi, piene di incoraggiamenti:
lettere di gratitudine e di amore.
Ti auguro lettere sciupate,
macchiate di inchiostro, scritte tutte storte
coperte di baci.

Ti auguro la felicità di dimenticare il passato
e di trovare nuovi inizi.

Ti auguro la felicità delle idee,
l’eccitamento della ragione,
il trionfo della conoscenza,
lo schiarirsi della vista, l’acuirsi dell’udito,
il protendersi verso nuove scoperte,
il trarre piacere dal passato così come dal presente.
Ti auguro la gioia della creatività.

Ti auguro felicità… ma non la felicità che si ottiene chiudendo fuori il mondo.
Nemmeno quella di rinnegare il tuo sogno per amor di agiatezza.
Ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi.
Di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di dare, di correre il rischio d’amare.
Tratta la felicità con gentilezza: è un prestito

Pam Brown

I wish you

I wish you the joy of always having someone
with whom to share everything …

I hope you have good memories
laid back with the thought in bad times …

I wish one of the best small daily joys:
open a book that you remember well,
leave the pages,
read the first word family

I wish you the wonder of spring and
stated that it is always better than
had dared to hope.

I wish you the happiness of a gift from a child:
– A bouquet of wilted dandelions,
– A half-sucked candy
– A frog
– A kiss

We hope that you can, even if only once in a lifetime,
see something infinitely rare, strange and beautiful.

I wish you the melancholy of a winter garden,
After months of waiting, the small, green vegetable of spring.

I wish to remain fascinated by the endless
variety of animal life
I wish you the confidence of a wild creature,
conquered with patience and love.

We hope that you will not have to buy
love at the price of humiliation.

We hope that you can always find
right words to keep in place
the bullies and have enough strength
in the knees to walk with dignity.

We hope that you might have a heart full of love
noticed and evaluations.

I wish you the joy of being wanted,
and find the perfect gift,
smell of the earth, from the open meadow.

I wish you letters:
with handwriting that you recognize immediately,
in a hand you have not seen for years.

I wish you letters full of praise, full of encouragement:
letters of gratitude and love.
I wish you letters wasted,
ink-stained, crooked written
covered with kisses.

I wish you happiness to forget the past
and find new beginnings.

I wish you the happiness of ideas,
the excitement of reason,
the triumph of knowledge,
clearing, the view, the worsening of hearing,
reaching out to new discoveries,
take pleasure in the past as well as from the present.
I wish you the joy of creativity.

I wish you happiness … but not the happiness that is achieved by closing out the world.
Not even to deny your dreams for the sake of comfort.
I wish you the happiness of doing what you do in the best way.
Run the risk of groped, to take the risk to give, to take the risk of loving.
Happiness is with kindness: it is a loan

Pam Brown

La bellezza di una donna


La bellezza di una donna

Per avere labbra attraenti,
pronuncia parole gentili
Per avere uno sguardo amorevole,
cerca il lato buono delle persone
Per avere un aspetto magro,
condividi il tuo cibo con l’affamato
Per avere capelli bellissimi,
lascia che un bimbo li attraversi con le proprie dita una volta al giorno.
Ricorda, se mai avrai bisogno di una mano,
le troverai alla fine di entrambe le tue braccia.
Quando diventerai anziana, scoprirai di avere due mani,
una per aiutare te stessa,
la seconda per aiutare gli altri.
La bellezza di una donna aumenta con il passare degli anni.

La bellezza di una donna non risiede nell’estetica,
ma la vera bellezza in una donna è riflessa nella propria anima.
E’ la preoccupazione di donare con amore, la passione che essa mostra.

di Audrey Hepburn

The Beauty of a Woman

For attractive lips, speak words of kindness.
For lovely eyes, seek out the good in people.
For a slim figure, share your food with the hungry.
For beautiful hair, let a child run his or her fingers through it once a day.
For poise, walk with the knowledge that you never walk alone.

People, even more than things, have to be restored, renewed, revived, reclaimed and redeemed; never throw out anyone. Remember, if you ever need a helping hand, you’ll find one at the end of each of your arms. As you grow older, you will discover that you have two hands, one for helping yourself, the other for helping others.

The beauty of a woman is not in the clothes she wears, the figure that she carries or the way she combs her hair. The beauty of a woman must be seen from in her eyes, because that is the doorway to her heart, the place where love resides.

The beauty of a woman is not in a facial mode but the true beauty in a woman is reflected in her soul. It is the caring that she lovingly gives, the passion that she shows. The beauty of a woman grows with the passing years.

by Audrey Hepburn

Sul Tao


Sul Tao

“Il Tao nel senso più ampio è per il modo in cui l’universo funziona caratterizzata da creatività spontanea o da alterazioni regolari di fenomeni (come il giorno seguito dalla notte) che procedono senza sforzo.”

“Azione senza sforzo si può vedere nella condotta dell’acqua, che accetta senza opporre resistenza il livello più basso ma logora la sostanza più dura. Esseri umani seguendo il Tao devono abiurare ogni lotta ed imparare il valore del wu-wei (non-sforzo) attraverso il quale ci si accosta ad una fase di possibilità creative a volte simboleggiate come un bambino o un neonato negli scritti taoisti “.

“In un certo senso approssimativo esso è così come il peccato per il cristiano, il disordine cosmico (o, a livello locale, l’ansia personale) è per il taoista. Lo stato ideale di essere, pienamente raggiungibili solo attraverso la contemplazione mistica è la semplicità e la libertà dal desiderio, paragonabile a quella di “un blocco di roccia non intagliato”.

[Thomas Merton “Pensieri On The East”, p. 10.]

On Tao

“The Tao, in the broadest sense, is the way the universe functions, characterized by spontaneous creativity or by regular alterations of phenomena (such as day followed by night) that proceed without effort.”

“Effortless action can be seen in the conduct of water, which unresistingly accepts the lowest level yet wears away the hardest substance. Human beings following the Tao, must abjure all struggle and learn the value of wu-wei (non-striving) through which one approaches a stage of creative possibility sometimes symbolized as a child or infant in Taoist writings.”

“In a rough sense, what sin is to the Christian, cosmic disorder (or, at the local level, personal anxiety) is to the Taoist. The ideal state of being, fully attainable only by mystical contemplation, is simplicity and freedom from desire, comparable to that of “an uncarved block.”

[Thomas Merton ,”Thoughts On The East,” p. 10.]