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Delle mosche del mercato


Delle mosche del mercato

«Fuggi, amico mio, nella solitudine! Io ti vedo stordito dal chiasso
dei grandi uomini e punzecchiato dagli aculei dei piccoli. Il bosco e
la roccia sapranno degnamente tacere con te. Sii simile all’albero che
tu ami, quello dall’ampia ramaglia: che è sospeso quieto sul mare e
silenzioso ascolta. Dove finisce la solitudine, comincia il mercato; e
dove comincia il mercato, comincia anche il chiasso dei grandi attori
drammatici e il ronzio delle mosche velenose.
«Nel mondo, le cose migliori non sono utili a nulla, senza che
qualcuno le rappresenti: il popolo chiama grandi uomini i commedianti.
Il popolo capisce poco la grandezza, cioè la creazione. Ma ha senso
per tutti i commedianti e gli attori drammatici di cose grandi. Ma il
mondo fa pernio intorno agli scopritori di nuovi valori: vi gira
intorno invisibilmente. Il polo e la fama girano invece intorno agli
attori drammatici: così “va il mondo”.
«L’attore drammatico ha spirito, ma ha poca coscienza dello spirito.
Crede sempre in ciò con cui riesce più fortemente a far credere gli
altri: credere in se stesso! Domani ha una nuova fede e dopodomani
un’altra. Ha sensi irascibili, come il popolo, e umore volubile.
Chiama “dimostrare” il distruggere. E “persuadere” il far impazzire. E
il sangue gli sembra la migliore delle ragioni. Una verità che penetri
solamente in orecchie fini la chiama bugia e nullità. In realtà, egli
non crede che agli dèi che fanno un gran rumore nel mondo!
«Il mercato è zeppo di gravi burloni, e il popolo si gloria dei suoi
grandi uomini, essi sono per lui i signori dell’ora. Ma l’ora li
spinge: ed essi ti spingono a loro volta. E anche da te vogliono un sì
o un no. Ahimè, forse che tu vuoi metterti a sedere su una sedia in
mezzo al pro e al contro? Non essere geloso di questi assolutisti e
violenti, tu, amante della verità! Giammai la verità si è appesa al
braccio di un assolutista. Fuggi i burloni e torna indietro verso la
tua sicurezza: solo sul mercato possono aggredirti con un sì o un no.
«Lento è il processo dl maturazione in tutti i pozzi profondi: bisogna
saper attendere a lungo, per sapere che cosa è caduto nelle loro
profondità. Tutte le grandi cose accadono fuori dal mercato e dalla
fama: gli scopritori di nuovi valori sono sempre vissuti lontani dal
mercato e dalla fama. Fuggi, amico mio, nella tua solitudine: io ti
vedo punzecchiato dalle mosche velenose. Fuggi lassù, dove spira una
forte e rude atmosfera! Fuggi nella tua solitudine! Sei vissuto troppo
a lungo vicino ai piccoli e ai meschini. Fuggi la loro invisibile
vendetta! Contro di te essi non possono se non vendicarsi! Mai più
alzerai il braccio contro di loro! Essi sono innumerevoli, e non è tuo
compito fare lo scacciamosche. Innumerevoli sono i piccoli e i
meschini; e più d’un superbo edificio è crollato a causa delle gocce
di pioggia e dell’erbaccia che vi cresceva intorno.
«Tu non sei una pietra, ma già sei scavato dalle molte gocce. Le
troppe gocce potrebbero spezzarti e farti scoppiare. Io ti vedo stanco
di queste mosche velenose, ti scorgo punto a sangue in cento luoghi; e
il tuo orgoglio non vuole neppure adirarsi. Desiderano con tutta
innocenza il sangue, bramano sangue le loro anime anemiche; e così ti
punzecchiano in tutta innocenza. Ma tu, profondo, tu soffri troppo
profondamente anche delle piccole ferite; e prima ancora che tu
guarisca, il medesimo verme velenoso finisce per strisciarti sulla
mano. Tu sei troppo orgoglioso per uccidere questi golosi. Ma bada di
non dover poi sopportare il destino della loro velenosa ingiustizia!
«Ronzano intorno a te anche con la loro lode: ma la loro lode non è
che invadenza. Vogliono la vicinanza della tua pelle e del tuo sangue.
Ti adulano come un dio o un demonio; gemono davanti a te come davanti
a un dio o a un diavolo. Che importa? Non sono che adulatori e
piagnoni. Spesso si rivestono anche di un piacevole aspetto. Ma questa
è stata sempre la prudenza dei vigliacchi. Perché i vigliacchi sono
prudenti! Nelle loro misere anime pensano di te molte cose, perché tu
desti i loro dubbi! Il molto pensare suscita dubbi. Ti puniscono per
tutte le tue virtù. Ti perdonano di vero cuore solo i tuoi errori.
Poiché tu sei indulgente e giusto, e dici: “Sono innocenti nella loro
piccola esistenza”. Ma la loro misera anima pensa: “Colpa è ogni
grande esistenza”. Anche quando sei indulgente con loro, essi tuttavia
si sentono da te disprezzati; e ricambiano i tuoi benefici con oscuri
malefici. Il tuo silenzioso orgoglio va sempre contro il loro gusto;
sono felici, quando tu sei una volta così modesto da mostrarti
presuntuoso.
«Ciò che noi riconosciamo in un uomo, lo accendiamo in lui.
Guardiamoci quindi dai piccoli! Davanti a te essi si sentono piccoli,
e la loro inferiorità cova sotto la cenere e brucia, preparando contro
di te una invisibile vendetta. Non hai osservato come spesso sono
divenuti muti, quando ti sei avvicinato a loro, ed hanno perso ogni
forza, come il fumo di un fuoco che sta spegnendosi? Sì, amico mio, tu
sei la cattiva coscienza per i tuoi vicini: perché essi sono indegni
di te. Perciò ti odiano e desidererebbero succhiare il tuo sangue. I
tuoi vicini saranno sempre delle mosche velenose; ciò che è in te
grande è appunto ciò che li rende velenosi e li accomuna alle mosche.
Fuggi, amico mio, nella tua solitudine, là dove spira una forte e rude
atmosfera! Non è tuo compito fare lo scacciamosche».

Così parlò Zarathustra.


In fondo la vita è più dura di quanto possano attendersi le nostre
aspettative;
da quanti pericoli ci si deve guardare? Colui che giudica in forma malevola
è spesso chi riconosce in noi, persino nella nostra umiltà o nel cuore puro
una forma di attacccamento o di necessità di apparire.
Ecco che dunque è necessario comprendere che si dona ogni cosa
senza nulla attendersi, questo non è paragonabile a nichilismo ma a quella
capacità di seminare senza aspettare che il seme germogli.

03.01.2008 Poetyca

Flies market

“Flee, my friend, in solitude! I see you dazed by the noise
of great men, and stung by the spines of children. Forest and
the rock will keep quiet dignity with you. Be like the tree that
you love, that pruning From the wide-which is still pending and the sea
silent listener. Where does the loneliness, the market begins, and
begins where the market is also getting the noise of great actors
dramatic and the buzzing of flies.
“In the world, the best things are not useful for nothing, without
someone to represent: the people call great men comedians.
The little people understand the magnitude, namely the creation. But it makes sense
for all comedians and dramatic actors of great things. But
world revolves around the discoverers of new values: you turn
around invisibly. The pole and fame instead of running around
dramatic actors: thus “goes the world.”
“The dramatic actor has spirit but little conscience of the spirit.
Always believe in that which is able to believe more strongly in the
others believe in themselves! Tomorrow a new faith and the day after
another. Has meaning angry, like people, and volatile temper.
Call “demonstrate” destroy. And “persuade” the madden. E
the blood seems to be the best of reasons. A truth that penetrates
only lie in the ear for calls and void. In fact, he
not believe that the gods that make a great noise in the world!
“The market is full of serious pranksters, and the people of his glory
great men, they are the lords time for him. But now we
drives: and they will push themselves. And you want a yes
or not. Alas, maybe you want to sit down on a chair
middle of the pros and cons? Do not be jealous of these absolutists and
violent, you, lover of truth! Never has the truth hanging from the
arm of an absolutist. Escape the pranksters and back to
your security: only the market can hurt you with a yes or no.
“Slow is the maturation process dl in all wells depths: we must
able to wait long to know what fell into their
depth. All great things happen out of the market and
fame: the discoverers of new values have always lived far from
market and reputation. Flee, my friend, into your solitude: I will
I teased by flies. Fly above, where a loop
strong and rugged atmosphere! Flee into your solitude! You lived too
long near the small and petty. Flee their invisible
revenge! Against you unless they can not retaliate! Never again
get up arm against them! They are innumerable, and not your
do the task swatter. Innumerable are the small and the
petty, and most of a superb building collapsed due to drops
rain and weed that grew around.
“You’re not a stone, but already six excavated from many drops. The
could be broken too many drops and you explode. I see you tired
of these flies, I see you point to blood in a hundred places, and
your pride will not even angry. Wish with all
innocent blood, their souls crave blood anemic and so you
taunt in all innocence. But thou, profound, you suffer too
profoundly small wounds, and before you
heal the poisonous worm that ends up smeared on
hand. You are too proud to kill these gluttons. But be careful
not having to endure the fate of their poisonous injustice!
“Buzzing around you with their praise, but their praise is not
that intrusiveness. They want the closeness of your skin and your blood.
You flatter as a god or a devil groan before you as before
to a god or a devil. Who cares? That are not flattering and
whiners. Often you are also a pleasant appearance. But this
has always been the prudence of cowards. Why are cowards
conservative? In their miserable souls think of you many things, because you
intended their doubts! The very thought raises doubts. Punish you for
all your virtues. Do you forgive from the heart only your mistakes.
Because you are gracious and righteous, and say: “I am innocent in their
small existence. “But their wretched souls think:” Blame it all
big life. “Also when you indulge them, but they
you feel despised and reciprocate your benefits with dark
evil. Your silent pride always goes against their taste;
are happy, when you’re once so modest show
presumptuous.
“What we recognize in a man, it ignites in him.
Let us then from small! In front of you, they feel small,
and their inferiority smoldering and burning, preparing against
you an invisible vengeance. Did not you notice how often
become silent when you approached them, and have lost all
strength, like smoke from a fire that is dying? Yes, my friend, you
are the bad conscience for your neighbors because they are unworthy
you. So you hate and would want to suck your blood. The
Your neighbors will always be poisonous flies; what is in you
great is precisely what makes them poisonous and they share the flies.
Flee, my friend, into your solitude, where a strong blows and rude
atmosphere! It is not your job to do the fly-whisk.

Thus Spake Zarathustra.


After all, life is tougher than they expect our
expectations;
how many dangers we should watch? He who believes in the form of malevolent
is often one who recognizes in us, even in our humility or clean heart
a form of attacccamento or need to appear.
So here it is necessary to understand everything that is given
nothing to expect, this is not comparable to nihilism but to that
ability to spread without waiting for the seed sprouts.

03.01.2008 Poetyca

Quella terapia chiamata Compassione


Quella terapia chiamata Compassione

Tutto ciò che è malato nell’uomo nasce dalla mancanza d’amore. Tutto ciò che non va nell’uomo è in qualche maniera collegato con l’amore: o non è stato capace d’amare oppure non è stato capace di ricevere amore. Non è riuscito a condividere il suo essere. Da qui la sofferenza che crea complessi d’ogni genere.

Queste ferite interne possono venire a galla in molti modi: possono diventare disturbi fisici o malattie mentali – ma, di base, ciò di cui l’uomo soffre è la mancanza d’amore. Proprio come il cibo è necessario per il corpo, l’amore lo è per l’anima. Il corpo non può vivere senza nutrimento e l’anima non può vivere senza amore. In realtà, senza amore l’anima non nasce nemmeno – non arrivi nemmeno al punto di pensare alla sopravvivenza.

Se non hai amato, non hai mai conosciuto la tua anima. Solo nell’amore arrivi a comprendere che sei più del corpo, più della mente.

Ecco perché sostengo che la compassione è terapeutica. Ma che cos’è la compassione? È la forma più pura d’amore. Il sesso è la forma più bassa dell’amore, la compassione la più alta. Nel sesso il contatto è soprattutto fisico, nella compassione è soprattutto spirituale. Nell’amore, sesso e compassione sono mescolati, fisico e spirituale sono mescolati. L’amore è a metà strada tra il sesso e la compassione.

Puoi anche chiamare la compassione preghiera, oppure meditazione. È in ogni caso la forma più alta dell’energia. La parola compassione è molto bella: comprende in sé passione — la passione dev’essere raffinata al punto da non essere più passione ma diventare compassione.

Nel sesso, usi l’altro, lo riduci a un mezzo, a un oggetto. Ecco perché nella relazione sessuale ti senti in colpa. Questo senso di colpa non ha nulla a che fare con gli insegnamenti religiosi; va molto più in profondità di questo. In una relazione puramente sessuale ti senti in colpa perché stai riducendo la persona a oggetto, a un qualcosa che puoi usare e poi gettare via.

Nell’amore c’è gratitudine, una riconoscenza profonda. Sai che l’altro non è una cosa, sai che possiede una sua grandezza, una personalità, un’anima, una sua individualità. Nell’amore dai totale libertà all’altro. Certo, dai e prendi; è una relazione di dare e ricevere, ma sempre con rispetto.

Nella compassione, dai solamente; nella tua mente non hai l’idea di ricevere qualcosa in cambio. Non che non ti arrivi nulla in cambio! Ricevi milioni di volte ciò che hai dato, ma solo come effetto collaterale, come conseguenza naturale. Non è una cosa che desideri e che insegui.

La compassione è la forma più alta dell’amore. Riceverai in cambio moltissimo – ti dico, milioni di volte quello che hai dato – ma non è quello il punto, non sei lì ad aspettare. Se non ricevi nulla, non ti lamenti. Se ricevi, ne rimani sorpreso! Se arriva qualcosa, è un fatto quasi incredibile. Se non ricevi nulla, non è un problema – non avevi dato il tuo cuore a qualcuno con l’idea di fare un baratto.
Elargisci ciò che hai perché ce l’hai, perché possiedi così tanto che se non ne dai un po’ ti sentirai oppresso, proprio come una nuvola carica d’acqua deve esprimersi nella pioggia. La prossima volta, quando una nuvola ha distribuito la sua pioggia e la terra l’ha assorbita, osserva in silenzio, e sentirai la nuvola che dice alla terra: “Grazie”. La terra l’ha aiutata a scaricarsi del suo fardello.

Quando un fiore sboccia, deve condividere la sua fragranza con i venti. È naturale! Non è una contrattazione, un affare; è naturale! Il fiore è colmo di fragranza, cosa può farne? Se tenesse per sé tutto il suo profumo si sentirebbe molto teso e angosciato.
L’angoscia più grande nella vita è quella di non riuscire a comunicare, a condividere. L’uomo più povero è colui che non ha nulla da condividere, o che, pur avendo qualcosa, ha perso la capacità, l’arte di condividerla – allora è veramente povero.

L’uomo di compassione è il più ricco di tutti: è in cima al mondo. Non ha né confini, né limiti. Dà, e poi va per la sua strada. Non aspetta neppure che tu gli dica grazie; condivide la sua energia con grandissimo amore. Questo è ciò che chiamo terapeutico.

Buddha diceva ai suoi discepoli: “Dopo ogni meditazione, sii compassionevole – immediatamente dopo – perché, quando mediti, l’amore cresce e il cuore è colmo. Dopo ogni meditazione, prova compassione per il mondo intero; in questo modo potrai condividere il tuo amore e irradiare quest’energia nell’atmosfera dove potrà essere usata da altri”.

Anch’io vorrei dirvi: dopo ogni meditazione, mentre celebri, prova compassione. Senti che la tua energia sta andando ad aiutare la gente, in qualunque modo ne abbia bisogno. Esprimila! Ti sentirai più leggero, rilassato, molto più calmo e tranquillo, e le vibrazioni che hai espresso saranno di aiuto a molti. Termina la tua meditazione sempre con la compassione.

La compassione è incondizionata. Non puoi avere compassione solo per chi è amichevole con te, o solo per chi è in relazione con te. La compassione, di per sé, è onnicomprensiva. Se non riesci a provare compassione per il tuo vicino, la tua meditazione non ha alcun senso, perché la compassione non ha nulla a che fare con una persona in particolare, ma piuttosto con il tuo stato interiore. Devi diventare tu stesso compassione! Una compassione incondizionata, non indirizzata a qualcuno in particolare. Allora potrai essere una forza di guarigione in questo mondo così tribolato.

Osho

That treatment called Compassion

All that is sick man arises from the lack of love. Anything wrong man is in some way connected with love, or was not capable of loving or not was able to receive love. Failed to share his being. Hence the suffering that creates all kinds of complexes.

These internal injuries may come to the surface in many ways: they can become physical or mental illness – but, basically, what man suffers is the lack of love. Just as food is necessary for the body, the love is for the soul. The body can not live without food and the soul can not live without love. In fact, without love the soul does not even born – not even reach the point of thinking about survival.

If you have not loved, you never knew your soul. Just come to understand that you love more than the body, more than the mind.

That’s why I say that compassion is therapeutic. But what is the compassion? It is the purest form of love. Sex is the lowest form of love, compassion, the highest. In sex the contact is mainly physical, compassion is above all spiritual. In love, and compassion are mixed sex, physical and spiritual are blended. Love is halfway between sex and compassion.

You can also call compassion prayer or meditation. However, it is the highest form of energy. The word compassion is very beautiful in itself includes passion – the passion to be refined to the point of no longer become a passion, but compassion.

In sex, the other uses, reduces it to half, to an object. That’s why the sexual relationship you feel guilty. This guilt has nothing to do with religious teachings, goes much deeper than that. In a purely sexual relationship you feel guilty because you’re reducing the person to object to something that you can use and then throw away.

In love there is gratitude, deep gratitude. You know that the other is not one thing, you know that has its own greatness, a personality, a soul, its own individuality. Love the total freedom to another. Sure, give and take, is a relationship of giving and receiving, but always with respect.

In compassion, the only, in your mind does not have the idea of ​​receiving something in return. Not that you do not come for nothing! Get millions of times what you gave, but only as a side effect, as a natural consequence. It’s not something you want and chase.

Compassion is the highest form of love. You will receive in return a great deal – I tell you, millions of times what you gave – but that’s not the point, you’re not there to wait. If you do not receive anything, do not complain. If you receive, it is surprised! If something comes, it is a fact almost incredible. If you do not receive anything, not a problem – you had given your heart to someone with the idea of ​​making a bargain.
Pour out what you have because you’ve got, because you have so much that if you give a little ‘you will feel overwhelmed, just like a cloud full of water must be expressed in the rain. Next time, when a cloud has distributed its rain and the earth soaked it up, keep silent, and hear the cloud to the ground says: “Thanks.” The land has helped to discharge its burden.

When a flower blooms, it must share its fragrance with the winds. It’s natural! It’s not a bargain, a bargain, it is natural! The flower is full of fragrance, what can it? If it were all his own fragrance would feel very anxious and distressed.
The biggest fear in life is to fail to communicate, to share. The poorest man is he who has nothing to share, or who, while having something, has lost the ability, the art of sharing it – then it is really poor.

The man of compassion is the richest of all: it is at the top of the world. It has no borders, no limits. Gives, and then goes his way. Do not even expect you to tell him thanks, shares his power with great love. This is what I call therapy.

Buddha told his disciples: “After each meditation, be compassionate – immediately – because when you meditate, love grows and the heart is full. After each meditation, compassion for the whole world in this way you can share your love and radiate this energy into the atmosphere where it can be used by others. “

I would also like to tell you: after each meditation, while famous, feels compassion. Do you feel that your energy is going to help people in whatever way they need it. Esprimila! You will feel lighter, relaxed, more calm and quiet, and the vibration that you will be given help to many. End your meditation always with compassion.

Compassion is unconditional. You can only have compassion for those who are friendly with you, or just for those in relationship with you. Compassion, in itself, is all-inclusive. If you can not feel compassion for your neighbor, your meditation has no meaning, because compassion has nothing to do with a particular person, but rather with your inner state. You must be compassion for yourself! An unconditional compassion, not addressed to anyone in particular. Then you can be a healing force in this world so troubled.

Osho

La potenza del sorriso


sorriso

 

 

Sabato 19 luglio 2014

« Avete già sperimentato la potenza del sorriso? Provate una delusione, incontrate una difficoltà, un dispiacere, qualcuno vi ha offeso ecc.: invece di lasciarvi andare all’irritazione o allo scoraggiamento, cercate di utilizzare il metodo del sorriso. Direte: «Il metodo del sorriso? Che cos’è? Sorridere agli altri?» No, non necessariamente. Anche se siete da soli, cercate di sorridere, così, per mostrare a voi stessi che siete al di sopra di tutti i piccoli inconvenienti della vita. Provate a pensare che nel più profondo di voi stessi siete invulnerabili, immortali, eterni, e passando davanti a uno specchio fatevi un sorriso... Forse da principio quel sorriso sarà un po' forzato, ma che importa? Sarà già l’inizio di qualcosa. Dal momento che avete deciso di essere favorevolmente disposti prendendo le distanze dagli avvenimenti, riuscirete più facilmente a superare le vostre contrarietà.  »

 

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Saturday, July 19, 2014

« Have you already experienced the power smiling has? Suppose you feel disappointed, you encounter a difficulty, something annoys you, or someone has hurt you, etc. Instead of giving way to irritation or discouragement, try using the method of smiling. You will say, ‘The smiling method? What’s that? Smiling at other people?’ No, not necessarily. Even if you are alone, try smiling, like that, to show yourself you are above all life’s little drawbacks. Tell yourself that deep down you are invulnerable, immortal and eternal. And when you pass a mirror give yourself a smile. To begin with it may be a bit of a grimace, but what does that matter? It’s already a start! Once you’ve decided to be in a good mood and see events in perspective, you will manage to overcome your irritation more easily. »

Omraam Mikhaël Aïvanhov

 

I Samskara



I Samskara

La teoria dei samskara è un corollario della legge del karma.

Durante il ciclo di morti e rinascite (samsara) l’anima trattiene con sé il corpo sottile costituito da prana, manas, dal karma e da ahankara. Il karma, più precisamente il karmashaya, contiene le impressioni di esperienze accumulate nelle vite precedenti (samskara) che determinano l’orientamento dell’essere incarnato (jiva) nella vita presente.

Tali impressioni una volta pervenute attraverso gli organi dei sensi , penetrano nella mente esteriore (manas), nella mente intermedia (buddhi), per poi passare alla mente profonda (citta), inaccessibile all’io cosciente.

Qui creano “solchi” nella psiche, i samskara appunto, i quali sono tracce di memoria, residui latenti, all’origine delle tendenze e degli automatismi mentali, estremamente difficili da estirpare proprio perché radicati a livello inconscio.

Sono gli aggregati psichici o samskara che generano le tendenze caratteriali (vasana) e costituiscono la base sommersa della personalità, quella che caratterizzerà il soggetto anche nella vita successiva.

Vasana è la risultante delle forze interagenti tra i vari samskara, è la traccia psichica che si esprime attraverso preferenze, gusti, propensioni, attitudini e modalità di comportamento i quali provano che una persona non giunge dal nulla, ma si porta dietro un cospicuo bagaglio esperienziale accumulato di vita in vita.

L’unica forza opponibile a quella potentemente condizionante e altrimenti invariabile della tendenza è la forza di volontà, con la quale è possibile arginare e riorientare le vasana distruttive e rafforzare i comportamenti positivi già acquisiti e propedeutici alla evoluzione psichica e spirituale dell’essere umano.

http://www.orientespirituale.it/induismo/leggi-universali/i-samskara.html

The samskaras

The theory of samskaras is a corollary of the law of karma.

During the cycle of death and rebirth (samsara), the soul holds with it the subtle body consists of prana, manas, and the karma ahankara. Karma, more precisely karmashaya, contains the impressions of experience accumulated in previous lives (samskaras) that determine the orientation of being incarnate (jiva) in the present life.

These impressions once received through the sense organs, penetrate the outer mind (manas), intermediate in the mind (buddhi), before moving to the deep mind (citta), inaccessible to the conscious ego.

You create “grooves” in the psyche, just samskaras, which are memory traces, residual latent source of trends and mental automatism, which is extremely difficult to eradicate because ingrained at an unconscious level.

Samskaras are the psychic aggregates or trends that generate character (vasanas) and form the basis of the submerged personality that characterize the subject well in later life.

Vasana is the resultant of the forces interacting between the various samskaras, is the trace of the psyche that is expressed through preferences, tastes, inclinations, attitudes and modes of behavior which prove that a person does not come from nothing, but he carries a large bag experiential accumulated from life to life.

The only force powerful conditioning and enforceable against the otherwise invariable tendency is the strength of will, with which it is possible to contain and redirect the destructive vasanas and reinforce positive behavior already acquired and in preparation to the evolution of the human psychic and spiritual.

http://www.orientespirituale.it/induismo/leggi-universali/i-samskara.html

Il tao del coraggio


Il Tao del coraggio  La vita non segue la tua logica e procede, indisturbata, per la sua strada

Tu devi ascoltare la vita; non sarà mai la vita ad ascoltare la tua logica, non la degna della benché minima attenzione.

La via del cuore  La parola “coraggio” è molto interessante: viene dalla radice latina cor, che significa “cuore”; quindi essere coraggiosi significa vivere con il cuore.

La via dell’intelligenza  L’intelligenza è vitalità e spontaneità, è apertura e vulnerabilità ed è imparzialità. L’intelligenza è il coraggio di agire senza partire da conclusioni a priori.

La via della fiducia  La fiducia è il livello di intelligenza più elevato. Perché le persone non hanno fiducia? Poiché non si fidano della propria intelligenza. Hanno paura, temono di essere imbrogliate. Hanno paura, ecco perché dubitano: il dubbio sgorga dalla paura.

La via dell’innocenza  Il problema reale non è il coraggio, il problema reale è questo: il conosciuto è morto, l’ignoto è il vivente. Aggrapparsi a ciò che si conosce significa vivere aggrappati a un cadavere. Liberarsi da quell’attaccamento non richiede coraggio; in realtà, richiede coraggio continuare ad aggrapparsi a un cadavere.

osho

<3 <3 <3

The Tao of Life dare not follow your logic and proceeds undisturbed, on his way. You must listen to life, life will never listen to your logic, not worthy of any attention.

The way of the heart The word “courage” is very interesting is from the Latin root cor, which means “heart”, so be brave to live with the heart.

The way of intelligence, intelligence is vitality and spontaneity, openness and vulnerability and impartiality. Intelligence is the courage to act without starting from a priori conclusions.

The path of trust Trust is the highest level of intelligence. Because people do not trust? Because they do not trust their own intelligence. They are afraid, afraid of being cheated. They are afraid, why doubt: doubt springs from fear.

The path of innocence The real problem is not the courage, the real problem is this: the known dead, the unknown is living. Hang on to what you know means to live clinging to a corpse. Get rid of that attachment does not require courage, but in reality, it requires courage to continue to cling to a corpse.

Osho

Felicita’ e sofferenza


Felicita’ e sofferenza

La felicità e la sofferenza vengono dalla vostra stessa mente,
non dal mondo là fuori.
La vostra stessa mente è la causa della felicità,
la vostra stessa mente è la causa della sofferenza;
per conquistare la felicità e sedare la sofferenza
dovete lavorare dentro la vostra stessa mente.
                                    Lama Zopa Rinpoche – Il cammino della felicità

Happiness and suffering

Happiness and suffering come from your own mind,
not from the outside world.
Your own mind is the cause of happiness,
your own mind is the cause of suffering;
to gain happiness and soothe the pain
you have to work within your own mind.

Lama Zopa Rinpoche – The way to happiness

Sii cambiamento ed azione


Sii cambiamento ed azione

Amore gli uni verso gli altri

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato,
e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da
parte sua e lo glorificherà subito.

Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli
altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Gv 13,31-33a. 34-35

Inno all’amore di Paolo di Tarso

“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l’Amore (agápê), sarei come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e possedessi tutta la conoscenza e avessi anche tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi l’Amore, non sarei nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e offrissi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi l’Amore, nulla mi gioverebbe. L’Amore è paziente, l’Amore è benevolo; non invidia, non si vanta l’Amore, non si inorgoglisce, non si vergogna, non chiede per sé, non si affretta, non tien conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si compiace della verità; tutto difende, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. L’Amore non verrà mai meno”.

(1 Corinzi, 13, 1-8)

*

Amare gli altri attraverso l’azione

Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli
chiese :«Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso
e l’Inferno»

Dio condusse il sant’uomo verso due porte.
Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno.
C’era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente
contenente cibo dal profumo delizioso.
Il sant’uomo sentì l’acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre,
dall’aspetto livido e malato.
Avevano tutti l’aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle
loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne
un po’, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del
loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca.

Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle
loro sofferenze.
Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”.

Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta. Dio
l’aprì.
La scena che l’uomo vide era identica alla precedente.
C’era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece
venire l’acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai
dai lunghi manici.
Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano
tra di loro sorridendo.

Il sant’uomo disse a Dio: «Non capisco!»

E’ semplice, – rispose Dio, – essi hanno imparato che il
manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire se
stessi…. ma permette di nutrire il proprio vicino.
Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri
Quelli dell’altra tavola, invece, non pensano che a loro
stessi…

Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura…
La differenza la portiamo dentro di noi!!!

“Sulla terra c’è abbastanza per soddisfare i bisogni di
tutti ma non per soddisfare l’ingordigia di pochi.
I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono
perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”.

Mahatma Gandhi.

Nota – I tre modi di amare secondo il Vangelo:

http://spazioinwind.libero.it/gburrini/temieper/vangeli/vangeli3.html

Be change and action

Love for each other

When Judas was gone [from the Last Supper], Jesus said, “Now the Son of Man glorified,
and God is glorified in him. If God is glorified in him, God will glorify
its part and will glorify him immediately.

Children, I am with you shortly. I give you a new commandment: love one’s
others. As I have loved you, so you must love one another.

By this all men will know that you are my disciples, if ye have love for one another. “

Jn 13.31-33rd. 34-35

Hymn to Love Paul of Tarsus

“If I speak in the tongues of men and of angels, but have not love (agape), I am a sounding brass or a clanging cymbal. And if I have the gift of prophecy and understand all mysteries, and though I have all the knowledge and I also had faith to move mountains, but have not love, I am nothing. And if I bestow all my substances and offered my body to be burned, but have not love, I gain nothing. Love is patient, love is kind, not envy, Love does not boast, not proud, not ashamed, not asking themselves, does not hurry, does not take account of the injury received, does not enjoy the ‘ injustice but rejoices with the truth, defends everything, always trusts, always hopes, always perseveres. Love never fails. “

(1 Corinthians 13, 1-8)

*

Loving others through action

A holy man was a day to converse with God and
asked, “Lord, I’d like to know how Paradise
and Hell ‘

God led the holy man to two doors.
He opened one and allowed him to look inside.
There was a huge round table.
At the center of the table was a large container
containing the food smelled delicious.
The holy man heard your mouth water.
The people sitting around the table were thin,
looking pale and sick.
They were hungry all the air.
The handles of the spoons were long, attached to
their arms.
Everyone could reach the plate of food and collect
a bit ‘, but because the handle of the spoon was longer than the
their arm could not pull the food to the mouth.

The holy man shuddered at the sight of their misery and
their suffering.
God said, “You’ve just seen Hell.”

God and man headed the second goal. God
opened.
The man saw that the scene was identical to the previous year.
There was the large round table, the container that had
watering.
People around the table also had the spoons
with long handles.
This time, however, were well fed, happy and talking
between them, smiling.

The holy man said to God: “I do not understand!”

It ‘s simple, – said God – they have learned that the
handle of the spoon too long, not if you feed
same …. but allows you to nurture a close.
So they learned to eat with each other
Those of the table, however, do not think that they
same …

Heaven and Hell are identical in structure …
The difference is we carry within us!

“On earth there is enough to meet the needs of
all but not to satisfy the greed of a few.
Our thoughts, however good they may be, are
fake pearls until they are transformed into action.
Be the change you want to see in the world. “

Mahatma Gandhi.

Note – The three ways to love the Gospel ( italian) :

http://spazioinwind.libero.it/gburrini/temieper/vangeli/vangeli3.html