Archivio tag | Prendere rifugio – Riflettendo

La chiave


Riflettendo…

Recidere un Fiore

Posso recidere il tuo gambo, piccolo fiore,
regalo della Terra e del Cielo?

Grazie, caro Bodhisattva,
per rendere la vita così meravigliosa.

Maestro Thich Nhat Hanh

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La bellezza non si possiede,
rispettarne la grazia
è accorgersi del suo valore.

L’umiltà riconosce
solo in altri la presenza
di quel cuore che accoglie
ed accresce tale fortuna.

Poetyca

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L’insegnamento

La Chiave

Il Buddha comprese che l’ignoranza della nostra vera natura
è la radice di tutti i tormenti del samsara
e che la radice dell’ignoranza stessa
è l’abituale tendenza della mente alla distrazione.

Porre termine alla distrazione della mente,
significherebbe estinguere lo stesso samsara.

La chiave per realizzare ciò, Egli comprese,
è riportare la mente a dimorare nella sua vera natura,
mediante la pratica della meditazione.

Sogyal Rinpoche

—————————

Fermati ed ascolta
senza deviare, senza distrarti
dal tuo percorso
ed immergiti, senza giudizio
nell’attimo che vivi.

Tutto è nella realtà
osservata ed accolta
per come essa è,
nella porta aperta
verso la vera comprensione,
senza separazione alcuna.

Poetyca

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05.01.2008 Poetyca

testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

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Uno spazio vuoto


Riflettendo…

La Riflessione

L’esperienza personale, calma e chiara,
è l’unico modo per essere sicuri
di ciò che sperimentiamo.

Altrimenti,
la nostra comprensione delle persone, delle idee, delle cose,
sono solo percezioni superficiali.

Suona come una meditazione?
La realtà ultima si comprende
solo attraverso una profonda meditazione!

Shian

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In attesa ed in silenzio
tutto è più chiaro,
ricercando l’attenzione
il flusso calmo della mente
offre di sè pace e comprensione.

Non ti attaccare a nulla,
lascia fluire e sorridi
perchè vacuità ed impermanenza
sono traccia del cammino.

Poetyca

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L’insegnamento

Uno spazio vuoto

Nella nostra mente ordinaria, percepiamo il flusso dei pensieri come un continuo,
ma, in realtà, non è così.
Scoprirete da soli che fra due pensieri, c’è uno iato, uno spazio vuoto.

Quando l’ultimo pensiero è passato e il prossimo pensiero non è ancora sorto,
troverete sempre uno spazio vuoto nel quale la natura della mente si rivela.

Così, il lavoro della meditazione è far sì che i pensieri rallentino,
in modo da rendere questo spazio sempre più evidente.

Sogyal Rinpoche

“Fra un pensiero e l’altro, c’è un vuoto.
In quel vuoto TU sei.”

Raphael

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Respira calmo e lascia
che il cerchio s’allarghi,
allenta la tensione
ed osserva senza trattenere
un pensiero che sorge,
un pensiero che va.

Tra un respiro e l’altro
è il vuoto da non temere,
ricco di chiarezza
dove in profondità
sai accogliere la realtà.

Non trattenere nulla
e tutto svanisce
facendoti dono
di un vuoto che è ricchezza
perchè è la casa
della tua vera natura.

Poetyca

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25.05.2008 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Con Armonia


Due amanti silenziosi somigliano a due arpe con lo stesso diapason e pronte a confondere le voci in una divina armonia. (p. 50)

Jean-Baptiste Alphonse Karr, Aforismi sulle donne, sull’uomo e sull’amore, a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1993.

Armonia

“Mettete la parola “armonia” nel cuore della vostra esistenza,
custoditela in voi come una sorta di diapason, e non appena vi
sentite un po’ inquieti o turbati, prendete quel diapason e
ascoltatelo in modo da mettere tutto il vostro essere in
consonanza con la vita illimitata, la vita cosmica.
Dite che riuscite già ad armonizzarvi con la vostra famiglia,
con i vostri amici, con i vostri vicini, con i vostri colleghi di
lavoro?… Va bene, ma non è sufficiente. Potete essere in
accordo con la vostra famiglia o con la società, ma essere in
disaccordo con la vita universale, e allora, a poco a poco tale
dissonanza si infiltra in voi e rode il vostro organismo
psichico. Sforzatevi sin da ora di accordarvi con la vita
universale; sarà questa a portarvi la salute, la bellezza, la
luce, la gioia, e a fare di voi, ovunque andrete, un fattore di
armonia.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Dai Discorsi di Thich Nhat Hanh

Sorridere a voi stessi è un atto molto gentile nei vostri confronti, perchè state soffrendo e quando soffrite avete bisogno di amore. Voi siete la prima persona che può offrirvelo, non aspettate che sia un’altra a farlo. La pratica della meditazione è la pratica del guardare in profondità nella natura delle cose. E quando sarete in grado di guardare nella natura delle cose otterrete la comprensione, che può liberarvi dalla vostra sofferenza. Nel buddhismo la liberazione avviene attraverso l’intuizione, non attraverso la grazia, e quell’intuizione non sarà possibile senza la pratica della meditazione e del guardare in profondità. Non perdete neanche un minuto delle vostre giornate, ogni minuto della vostra giornata può essere utilizzato per generare l’energia della presenza mentale:camminando, respirando, sedendo. Inspirate, godetevi il vostro respiro e dite:”Sono arrivato”. Lo scopo è smettere di correre. Quando espirate dite:”Sono a casa”, e la vostra casa comincerà a rivelarvisi. Dovrebbe esserci sempre al vostro interno una specie di dialogo permanente con voi stessi, così che possiate scoprire qual è il sentiero da percorrere. E, quando conoscerete il vostro sentiero, smetterete di soffrire. Quando fate qualcosa per far sentire un altro sollevato, improvvisamente vi sentite molto felice. Se non avete la possibilità di fare qualcosa per dar sollievo a qualcun altro ma desiderate essere in grado di farlo, già quella voglia vi renderà più felice. Chi non ha l’energia dell’amore, chi non ha nessuna voglia di amare, è perso, molto solo e molto infelice.

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La retta parola

Nel Vinaya leggiamo queste istruzioni: «Chiunque
stia per ammonire un altro deve suscitare in sé
cinque qualità prima di aprir bocca, in modo da
poter dire così: “Parlerò a tempo debito, non nel
momento sbagliato. Dirò la verità, non bugie.
Parlerò soavemente, non con severità. Parlerò a
suo vantaggio, non a suo danno. Parlerò con
intento gentile, non con rabbia”».

Parlare rettamente è sopratutto mantenere una costante attenzione
al proprio modo di esprimersi in ogni circostanza,
perchè la parola è manifestazione del proprio essere.

Una delle cose importanti è il non parlare vanamente,
l’essere prudenti e misurati andando a verificare le fonti,
perchè non si trasmetta ad altri qualcosa di non vero,
che propagasse ignoranza (nel senso di falsa conoscenza).

Sopratutto nell’evitare di sovraccaricare gli altri
di troppe parole che non sempre sono utili.
Si deve sviluppare un processo di sintesi
per trasmettere l’essenza e dare spazio agli altri
nella ricerca ed ascolto interiore.

Non è la mente che deve parlare e soppesare
ma il nostro accostarci con amorevolezza
e compassione, in questo modo cade il giudizio
e la rabbia per mantenere sempre posizioni di supremazia.

Essere duali è percorrere la strada della competizione
e non ci sono giudici e gare.

Si apprende molto osservando ad ascoltando,
mentre non si ha nulla da insegnare a nessuno imponendo
delle proprie opinioni. Meglio tenerle per se stessi
o chiedersi se sono davvero valide o frutto
di condizionamenti della nostra mente.

La ricerca interiore è un giardino che ogni essere
coltiva in prima persona, possiamo solo dare sostegno
e non serve essere concitati ed agitarsi con gli altri
per far capire di essere vicini o di sentirsi distanti.

Meglio un fermo silenzio, addolcito da un sorriso
ed un amorevole accoglienza che il farsi trascinare
da un fiume in piena che non placa la mente.

Non giova sapere se si è approvati o disapprovati
da qualcuno, è importante riflettere e capire
se il passo che compiamo è costruttivo
o arreca danno ad altri esseri, in questo
possiamo essere capaci da soli.

Si è davvero vicino ad una persona restando in silenzio,
per permetterle di leggersi nel profondo,
ed aspettando che quello che noi avevavo compreso,
finalmente trovi chiarezza nell’altro attraverso
la retta visione ed il suo retto sforzo.
Possiamo suggerire con dolcezza, mai sovrapporci
o sostituirci agli altri.

Questo è nella mia esperienza e nel mio
modo di porgere la mia presenza in tanti anni.

Nel nostro rapporto con gli altri
non abbiamo merito alcuno, siamo solo testimoni
del loro sforzo per migliorare.
Ma sopratutto non dobbiamo distrarci
dal lavoro che serve per migliorare noi stessi.

Un sorriso
Poetyca

Vinaya è un termine sanscrito e pāli che significa disciplina e nel Buddhismo indica la raccolta scritturale delle norme di condotte seguite dai monaci (bhiksu, sanscr., bhikkhu, pāli) e dalle monache (bhiksuni, sanscr., bhikkhuni, pāli).
Il vinaya è una delle due categorie degli antichi insegnamenti del Buddha Shakyamuni (o Buddhadharma) insieme al ‘Dharma’ (ovvero dottrina). Un altro termine per indicare il Buddhismo è infatti Dharmavinaya.
Attualmente disponiamo di sette vinaya delle antiche scuole (Buddhismo dei Nikaya).
Il vinaya Theravada, di probabile origine Sthaviravada Vibhajyavada, è conservato nel Canone pāli ed è suddiviso in tre parti:

Suttavibhanga, le regole di condotta fondamentali dei monaci e delle monache (patimokkha) con le storie all’origine di ciascuna regola;
Khandhaka, a sua volta suddiviso in:
Mahavagga, altre regole di condotta e di etichetta per il sangha insieme ad altri discorsi e insegnamenti del Buddha;
Cullavagga, elaborazioni sull’etichetta e le norme dei monaci e delle monache e la trattazione di come vadano affrontati i casi di infrazione delle regole monastiche;
Parivara, una ricapitolazione delle sezioni precedenti riportante in sunto le regole classificate in vari modi a scopo didattico.

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Harmony

Two lovers are like two harps silent with the same pitch and ready to confuse the entries in a divine harmony. (P. 50)Jean-Baptiste Alphonse Karr, aphorisms on women, man and love, by Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1993.Harmony

“Put the word” harmony “in the heart of your existence,
Guard them in you as a kind of tuning fork, and as soon as you
feel a bit ‘anxious or upset, take this fork and
listen to put your whole being in
consonance with unlimited life, cosmic life.
You say you have failed to harmonize with your family,
with your friends, your neighbors, your colleagues
work? … Okay, but not enough. You may be
agreement with your family or society, but be
disagreement with the universal life, and then, little by little this
dissonance seeps into you and eats your body
psychic. Make an effort from now to agree with the life
universal, this will take you to the health, beauty,
light, joy, and to you, wherever you go, a factor
harmony. “

Mikhael Omraam Aïvanhov

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Speeches by Thich Nhat Hanh

Smiling to yourself is an act very kind to you, because you are suffering and suffering when you need love. You are the first to offer it can not wait until it is another to do so.The practice of meditation is the practice of looking deeply into the nature of things.And when you’re able to look at the nature of things will get understanding, which can free you from your suffering. In Buddhism, liberation is through intuition, not through the grace and intuition will not be possible without the practice of meditation and deep looking. Do not miss a minute of your day, every minute of your day can be used to generate the energy of mindfulness: walking, breathing, sitting. Breathe, enjoy your breath and say, “I came.” The aim is to stop running. When you exhale say, “I’m home, and your home will begin to rivelarvisi. There should always be your kind of interior permanent dialogue with yourself, so you can find out what path to take. And, when you know your path, stop suffering. When you do something to make another raise, suddenly you feel very happy. If you do not have the opportunity to do something to give relief to someone else but would like to be able to do so, that should already make you happier. Who has the energy of love, who has no desire to love is lost, very lonely and very unhappy.

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Right speech

In the Vinaya read these instructions: “Whoever
is to warn another to be perceived as such
five qualities before opening his mouth, so
I can say this: “I will in due course, not in
wrong time. Tell the truth, not lies.
I will speak softly, not with severity. I’ll talk to
his advantage, not to their detriment. I’ll talk to
kind intent, not with anger. “

Speak directly above is to maintain a consistent focus
its mode of expression in all circumstances,
because the word is a manifestation of his being.

One of the important things is to not speak in vain,
being cautious and measured by checking the sources,
why do not you send to others something that is not true,
that propagates ignorance (in the sense of false consciousness).

Above all, avoid overloading the other
too many words that are not always useful.
We must develop a synthesis process
to convey the essence and give space to others
in research and inner listening.

It is the mind that has to speak and weigh
but our approach with kindness
and compassion, so that falls on court
and anger to maintain positions of supremacy.

Being dual is the path of competition
and there are judges and competitions.

You learn a lot by watching to listening,
while you have nothing to teach anyone requiring
of their views. Better to keep it for themselves
or whether they are really valid or fruit
of conditioning of our mind.

The research is an inner garden that every
grow personally, we can only give support
and no need to be excited and agitated with the other
to understand to be near or distant feel.

Better a still silence, softened by a smile
and a loving welcome that being dragged
by a swollen river that calms the mind.

Not useful to know whether you approve or disapprove
by someone, it is important to reflect and understand
if the step you take is constructive
or causes harm to other beings, in this
we may be able by themselves.

It was really close to a person remaining silent,
to enable it to read in depth,
and waiting for what we had understood,
finally find clarity in the other through
the right view and its right effort.
We suggest gently, never sovrapporci
or replace them with others.

This is in my experience and my
way to extend my presence in many years.

In our relationship with others
we have no merit, we are only witnesses
of their effort to improve.
But above all we must not distract us
the work they need to improve ourselves.

A smile
Poetyca

Vinaya is a Sanskrit word that means discipline and Pali and in Buddhism means the collection of scriptural standards of conduct of monks (bhiksu, Skt., Bhikkhus, poles) and nuns (bhiksuni, Skt., Bhikkhuni, poles).
The Vinaya is one of two categories of the ancient teachings of Buddha Shakyamuni (or Buddhadharma) together with the ‘Dharma’ (ie doctrine). Another term for Buddhism is in fact Dharmavinaya.
Currently we have seven schools of the ancient Vinaya (the Buddhist Nikaya).
The Theravada Vinaya, probably from Sthaviravada Vibhajyavada, is preserved in the Pali Canon and is divided into three parts:

Suttavibhanga, the fundamental rules of conduct of monks and nuns (Patimokkha) with the origin stories of each rule;
Khandhaka in turn divided into:
Mahavagga, other rules of conduct and label for the sangha with other discourses and teachings of the Buddha;
Cullavagga, processing and labeling standards of monks and nuns and the discussion of how to be dealt with breaches of monastic rules;
Parivara, a recapitulation of the previous sections showing in summary the rules classified in various ways for teaching purposes.

Buddha non ancora


Riflettendo…

La Riflessione

Attento!

Perfino le gocce di rugiada illuminate dalla luna,
se sei smanioso di guardarle,
sono un muro che ti separa dalla verità.

Maestro Sogyo (18° secolo)

————-

Perchè questa fretta,
di carpire, di possesso;
dove nulla si possiede,
questa voglia di stringere nel pugno
che strappa un sospiro?

Tutto ha il suo tempo,
il suo spazio, ma se sai
aprirti senza aspettative,
cade il muro che separa
e sarai nel momento dove devi essere:
– qui ed ora – con occhio che vede
e cuore che accoglie senza separare.

Poetyca

————–

L’insegnamento

Buddha: non ancora!

Non vi aspettate che gli altri si comportino come dei Buddha,
nemmeno gli “insegnanti” di Dharma o gli altri “anziani”,
semplicemente perché in realtà la maggior parte di loro
è lontana dall’essere un Buddha.. finora.

È meglio sforzarsi personalmente di essere come un Buddha,
piuttosto che aspettarsi che lo faccia qualcun altro.
Moltissima sofferenza proviene dalle aspettative;
è una forma di attaccamento, una causa di sofferenza.

Più vi aspettate che gli altri siano dei Buddha,
più voi stessi siete lontani dal diventare un Buddha.

Maestro Shian

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Il seme dell’aspettativa genera dolore,
la sofferenza è nel nostro proiettare fuori
una perfezione che non esiste,poi delusi si è pronti
nel formulare un giudizio che separa: non è fuori
l’appiglio e la ricerca, ma in noi,
nell’accoglienza dei nostri limiti si trova la serenità.
Sul lavoro retto da buone intenzioni il loro scioglimento.

In noi il retto agire,la scelta di lavorare per migliorarci.
Non si gettano lontano i semi, siamo noi terreno da dissodare:
tutto quel che ci serve è leggere con lealtà quel che siamo
e lavorare per abbracciare la realtà come essa è.

A poco serve proiettare su altri i nostri limiti o attendersi una guida.
Solo noi possiamo conoscere quello che siamo e su questo lavorare.

Dove non si giudica è la forza per accogliere,
dove non si compete la via della comprensione,
perchè amorevolezza sia il seme della compassione

E’ nell’interessere la scoperta di opportunità
che ci prendono per mano verso la crescita:
perchè Shanga è mutuo accogliere limiti e punti di forza
in noi stessi e negli altri ( che non sono separati da noi),
senza aggrapparci ad aspettative inutili,
ma fornendo il nostro sostegno con sincerità ed attenzione.

Poetyca

……..

01.09.2007 Poetyca

 

Reflecting …

Reflection

Look out!

Even moonlit dewdrops,
if you are eager to look at,
have a wall that separates you from the truth.

Master Sogyo (18 century)

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Why this haste,
to steal, to possess;
where no one has,
this desire to shake the hand
ripping a sigh?

Everything has its time,
its space, but if you know
open yourself without expectations,
falls on the wall that separates
and you will be in the moment where you have to be:
– Here and now – with an eye that sees
and heart that welcomes without separating.

Poetyca

————–

The teaching

Buddha: not yet!

Do not expect others to behave as the Buddha,
even the “teachers” of Dharma or the other “older”
simply because in reality most of them
is far from being a Buddha .. so far.

It is best to personally strive to be like a Buddha,
rather than expecting someone else does.
A great deal of suffering comes from expectations;
is a form of attachment, a cause of suffering.

The more you expect others to be the Buddha,
more yourself you are far from becoming a Buddha.

Master Shian

————–

The seed of expectation causes pain,
suffering is in our project outside
a perfection that does not exist, then disappointed you are ready
in formulating an opinion that separates: it is not out
the grip and research, but in us,
in welcoming our limitations is the serenity.
Work supported by the good intentions of their dissolution.

Right action in us, the choice of working to improve.
You do not throw away the seeds, we are tilling the ground by:
all we need is what we read with loyalty
and work to embrace the reality as it is.

There is little other project on our limits or expect a guide.
Only we can know and what we are working on this.

Where it is judged is the power to receive,
where you compete the way of understanding,
because loving is the seed of compassion

And ‘in the interest of the discovery of opportunities
we join hands to growth:
Sangha is because mortgage accommodate limitations and strengths
in ourselves and in others (which are not separated from us),
without holding on to unnecessary expectations,
but with sincerity by providing our support and attention.

Poetyca

……..

01.09.2007 Poetyca

texts from:

Il Fiore di Bodhidharma

                                                                                                    Prendere rifugio – Riflettendo

Venti minuti


Riflettendo…

La Riflessione

Mangiare con empatia

Quando mangiate in abbondanza
e godete della buona compagnia,
pensate anche a coloro
che non hanno cibo sufficiente
e che sono soli.

Inviate loro amore
a condividete con loro la vostra gioia
nella vostra mente-cuore.

Des Boo-Ngoh

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Condividere è offrire quel che possiamo,
è dividere con altri quanto ci porti gioia,
quanto ci possa nutrire e dare sostegno.

Non sempre possiamo materialmente offrire
quello che abbiamo, ma il sentimento di gioia,
il beneficio che traiamo è quanto si possa donare:
in un gesto consapevole che corrisponde anche
al riconoscimento della bellezza e alla gratitudine
per quello che noi abbiamo accolto.

POrtare ad altri sentimenti di amorevolezza e compassione,
inviandoli dalla nostra essenza profonda
è portare beneficio a coloro
che non hanno il nostro stesso momento di benessere.

Poetyca

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L’insegnamento

Venti minuti

Spesso la gente mi chiede:

“Quanto a lungo devo meditare? E quando?
Devo praticare venti minuti al mattino e venti minuti alla sera,
o è meglio fare ripetute sedute brevi durante il giorno?”

Si, è buono meditare venti minuti,
anche se non è che venti minuti siano un limite.
Non ho trovato alcun riferimento nelle scritture su “venti minuti”;
credo che sia un’idea sorta in Occidente,
personalmente la chiamo: Tempo Standard Occidentale.

Il punto non è quanto a lungo meditate;
il punto è se la pratica vi porta realmente ad un certo stato di consapevolezza e presenza mentale,
dove siate un po’ più aperti ed in grado di connettervi con il cuore della vostra essenza.

E cinque minuti di pratica seduta consapevole e risvegliata,
ha un valore ben più importante di venti minuti di sonnolenza!

Sogyal Rinpoche

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Il valore di ogni cosa
non si attribuisce dalle apparenze:
intensa è la comprensione di noi stessi
se applicandoci non lasciamo aperta la porta
alla distrazione, per questo non ha valore la misura
del nostro essere presenti nel tempo
se esso va sprecato inutilmente.

Il vero attributo è nella retta attenzione
che fa aprire la corolla del fiore del nostro cuore.
Anche poco tempo, se rettamente speso è sufficiente
a portare consapevolezza ed attenzione al nostro interno,
per poi essere presenti a se stessi e manifestare
il retto frutto del nostro lavoro da persone sveglie e mature.

Poetyca

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05.01.2009 Poetyca

Testi tratti da:http://www.bodhidharma.it

Coscienza


Riflettendo…

La Riflessione

Qual è il significato del termine “illusione”?
Significa che i fenomeni non esistono indipendentemente da altri fenomeni,
che la loro apparente autonomia nel manifestarsi è illusoria.

Questo è ciò che si intende con “illusione”,
non che qualcosa non è realmente là.

Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama

——————————-

Ogni atto ha una conseguenza,
nulla è sganciato ed indipendente:
ogni anello costituisce la catena di eventi.

Illusorio è credere di non muovere
conseguenze da atti nocivi
per se stessi e per gli altri.

Illusorio è credere
di non poter generare
effetti benevoli da atti
amorevoli e compassionevoli.

Tutto è interdipendente
e si ricuce a quanto si sia compiuto
e a quanto si compie; come per un sassolino
che gettato tra le acque calme di un lago,
allarga cerchi di conseguenza alla forza
con il quale viene scagliato.

Poetyca

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L’insegnamento

Coscienza

La coscienza ha a che vedere con il cervello?
La nostra tendenza è vederla come uno stato mentale che dipende dal cervello.
Gli scienziati occidentali sostengono che la coscienza risiede nel cervello.

Ma più la esplorate con la presenza mentale e la comprensione,
più vi accorgete che il cervello, il sistema nervoso,
tutto il sistema psicofisico nel suo insieme,
sorgono nella coscienza e sono permeati di coscienza.
È per questo che possiamo essere consapevoli del corpo.

Riflettiamo sulle quattro posizioni (stare seduti, in piedi, camminare e giacere).
Quando siamo consapevoli dello star seduti così come le percepiamo adesso,
non ci limitiamo a qualcosa che è nel cervello, ma il corpo stesso è nella coscienza.
Siamo consapevoli dell’intero corpo nell’esperienza di stare seduti.

Ajahn Sumedho

—————————

Avere coscienza di qualcosa
significa esserne consapevoli.
Porre l’attenzione alla nostra presenza,
alla porzione di spazio che occupiamo
e in che modo viene fatto.

Porsi in ascolto:

Sapersi allenare, allentando tutte le tensioni,
in quella condizione che ci ponga ad attraversare
il qui ed ora – sganciati da un prima e da un dopo –
è un modo per capire con quale atteggiamento
siamo veramente presenti.

Condizione ottimale è
il condursi alla presenza mentale
che ci mantiene attenti a quanto facciamo
e come lo facciamo, cercando consapevolezza,
con tutta l’attenzione possibile.

Poetyca

————————–

28.06.2008 Poetyca

Testi tratti da http://www.bodhidharma.it

La via da percorrere


Riflettendo…

La Riflessione

Il Dharma (Realtà così com’è) è privo di esseri viventi,
poiché è libero dalla materia degli esseri viventi.

È vuoto di un sé, poiché è libero dalle tracce del desiderio.
È senza vita, perché è libero da nascita e morte.

È vuoto di qualunque personalità,
perché non è toccato da origini passate o destini futuri.

Il Buddha nel Vimalakirti Sutra

…………………….

Oltre tutte le apparenze,
i legami e le esperienze
che sono fonte di sofferenza
esiste una realtà che oltrepassa
il conosciuto ma che è verità
che libera da ogni illusione.
Abbracciare questa realtà
è comprendere per svegliarsi
alla comprensione e alla compassione.

Poetyca

…………………….

L’insegnamento

La via da non percorrere

Non c’è ragione, in sostanza,
di custodire nulla in questo mondo.

Qualunque possesso o guadagno
può essere facilmente distrutto,
andare perduto o essere sottratto.

Per questa ragione,
se avete come obiettivo di vita
l’acquisire e il custodire beni o una posizione sociale,
state percorrendo la via dell’ansietà e del dolore.

Muso Kokushi (1275-1351)

……………………….

Nulla ci appartiene
e nulla può essere sottratto.
Tutto siamo e tutto possiamo offrire
con cuore aperto e presente
in amorevole accoglienza
dove quel che si impara è incondizionato
e non attende alcuna ricompensa.
Chi soffre si attende qualcosa
chi si libera da attaccamento
nulla si aspetta ed è libero di essere.

Poetyca

………………………

31.10.2009 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Reflecting …

Reflection

The Dharma (Reality as it is) is devoid of living beings,
because it is free from the material of living things.

It is empty of a self, because it is free from traces of desire.
It is lifeless, because it is free from birth and death.

It is void of any personality,
because it is not affected by past or future destinies origins.

The Buddha in the Vimalakirti Sutra

… … … … … … … ….

Beyond all appearances,
ties and experiences
which are a source of suffering
there is a reality that goes beyond
the truth is known but
that free from all illusions.
Embracing this reality
to wake up is to understand
understanding and compassion.

Poetyca

… … … … … … … ….

The teaching

The way ahead is not

There is no reason, in essence,
to keep anything in this world.

Any possession or gain
can be easily destroyed,
be lost or stolen.

For this reason,
if you have the objective of living
acquire and preserve the property or social position,
you are walking the path of the anxiety and pain.

Muzzle Kokushi (1275-1351)

… … … … … … … … ….

Nothing belongs to us
and nothing can be subtracted.
Everything we are and all we can offer
with an open heart and present
in loving welcome
where what you learn is unconditional
and not waiting for any reward.
Sufferers are waiting for something
Who is free from attachment
nothing is free and is expected to be.

Poetyca

… … … … … … … … …

31.10.2009 Poetyca

Text taken from: http://www.bodhidharma.it

Il Fiore di Bodhidharma