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Non sono mai lontano


Riflettendo…

La Riflessione

Non sono mai lontano

Non sono mai lontano da coloro che hanno fede,
o perfino da coloro che non ne hanno, perché non mi vedono.

I miei figli saranno sempre e comunque protetti dalla mia compassione.

Padmasambhava

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Solo chi resta ancorato alla difesa del proprio spazio,
chi vive di aspettative e alimenta la paura
tiene sigillata la porta del cuore.

Credere è socchiudere la porta,
sperare è oliare la serratura,
affinché non si chiuda ancora definitivamente.

Con la forza della compassione
si crea il percorso di ascolto interiore con fede,
si aprono prospettive nuove dove nulla è separato
ma ogni persona sarà in grado di comprendere profondamente
se stessa e coloro che vivono nella sofferenza.

Come per un fiore di loto, con al centro la luce della compassione
che rappresenta il Cuore ed intorno tutti i petali,
che rappresentano coloro ai quali offriamo la linfa vitale
della nostra presenta compassionevole,
nulla è separato, ed anche se non si vivesse in profondità,
non si fosse capaci di vivere questo, nel mondo sottile
questa è realtà che offre la propria bellezza ed accoglienza viva.

Poetyca

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13.06.2010 Poetyca

Reflecting …

Reflection

I’m never far away

I’m  never far from those who have faith,

or even by those who have none, because I do not see it.

My children are always protected by my compassion.

Padmasambhava

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Only those who remain anchored to the defense of their own space,
expectations of those who live and feeding the fear
keep sealed the door of the heart.

Believing is the door ajar,
hope for is to oil the lock,
that still does not close completely.

With the power of compassion
you create a path to inner listening with faith,
open new perspectives where nothing is separated
but each person will be able to understand deeply
herself and those who live in suffering.

Like a lotus flower, with a central light of compassion
that represents the heart and around all the petals,
representing those to whom we offer the lifeblood
presents our compassionate
nothing is separate, and even if you do not live in deep,
had not been able to live this world in thin
this is a reality that has its own beauty and hospitality alive.

Poetyca

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13.06.2010 Poetyca

Text taken from:

Testo tratto da:

Il Fiore di Bodhidharma

Cinque cose da ricordare


Riflettendo…

La Riflessione

Non parliamo di karma,
ma semplicemente di responsabilità verso il mondo intero.

Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama

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Quando accogliamo in noi
il senso della responsabilità
possiamo comprendere
che possiamo migliorare noi stessi,
di conseguenza il mondo.

Nulla è solo predeterminato
ed immodificabile,
noi possiamo agire
perchè ogni cosa migliori.

Poetyca

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L’insegnamento

Cinque cose da ricordare

Cinque cose sono state ben insegnate da quel beato che sa e vede,
da quel puro, risvegliato perfettamente da se stesso,
ovvero le cose che tutte le persone, donne e uomini, monaci e laici,
dovrebbero ricordare ogni giorno.

Quali cinque cose?

1) La mia natura è di decadere:
io non sono esente dalla decadenza.

2) La mia natura è d’essere soggetto a malattia:
io non sono immune dalle malattie.

3) La mia natura è di dover morire:
io non sono immune dalla morte.

4) Tutto quel che ho, che mi è caro e fonte di piacere,
cambierà e sparirà.

5) Io sono il padrone delle mie azioni, l’erede delle mie azioni,
originato dalle mie azioni, dipendente dalle mie azioni,
vivo sostentandomi con le mie azioni.

Di qualunque azione compia, buona o cattiva che sia,
sarò io ad ereditare il frutto.

Anguttara Nikaya, V, 57

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In noi la scelta e l’opportunità
per coltivare una buon seme
che non conosca veleni,
che sappia offrire attenzione
con compassione ed amorevolezza
verso tutti gli esseri.

In noi la capacità di comprendere
cosa sia davvero durevole e cosa
sia evanescente perchè si possa
seguire la via del risveglio
che come filo invisibile ma robusto
unisce ogni essere come una perla
di una preziosa collana.

Poetyca

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12.10.2008 Poetyca
testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

La ricerca interiore


La divinità

C’era un tempo in cui tutti gli uomini erano dei, ma abusavano talmente tanto della loro divinità che Brahma, capo degli dei, decise di togliere loro la potenza divina e nasconderla dove non l’avrebbero mai trovata.
Dove nascondarla divenne quindi il grande problema.
Quando gli dei minori furono chiamati a consiglio per valutare questo problema, dissero: “Seppelliremo la divinità dell’uomo in fondo alla terra”.
Ma Brahma disse: “No, questo non basta perchè l’uomo scaverà e la troverà”.
Allora dissero gli dei: “Bene, allora affonderemo la sua divinità nell’oceano più profondo”.
Ma Brahma gli rispose ancora: “No, perchè prima o poi l’uomo esplorerà le profondità dell’oceano e sarà certo che un giorno la troverà e la riporterà in superficie per sempre”.
Allora gli dei conclusero: “Non sappiamo dove nasconderla, perchè sembra che non ci sia nessun posto sulla terra o nel mare dove l’uomo non potrebbe eventualmente raggiungerla”.
Allora Brahma disse: “Ecco cosa faremo con la divinità dell’uomo: la nasconderemo profondamente in lui stesso perchè non penserà mai a cercarla lì”.
E da allora, l’uomo è andato su e giù per la terra esplorando, arrampicandosi, tuffandosi e scavando, cercando qualcosa che è già dentro di lui

Leggenda Indù

L’insegnamento

Insegnamento sul respiro

Quando sei consapevole del tuo repiro
sei totalmente impegnato ad imparare te stesso.

Stai imparando come il tuo Corpo-Mente reagisce
nel suo personale ed unico modo.

Desboo-ngoh

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Possiamo essere aperti, liberi da condizionamenti
e concentrati su Corpo – Mente
nelle sue azioni e reazioni,
per poi apprendere la manifestazione di quel che siamo.
Fare pratica è condurre l’attenzione al momento presente.
è viverci,per comprendere la nostra unicità,
un percorso limpido e non condizionato.

testo tratto da: 

Il Fiore di Bodhidharma

Poetyca

07.07.2010 Poetyca

Divinity

There was a time when all men were gods, but they abused so much of their deities Brahma, chief of the gods, decided to deprive them of their divine power and hide where they would not have ever found.
Where to hide it then became the big problem.
When the children were called in council to evaluate this issue, said, “we will bury man’s divinity deep in the earth.”
But Brahma said, “No, this is not enough because the man will dig and find it.”
Then the gods said: “Well, then sink his divinity deep in the ocean.”
But Brahma replied again: “No, because sooner or later man will explore the ocean depths to be sure that one day will find it and bring back to the surface for ever.”
Then the gods concluded: “We do not know where to hide it, because it seems that there is no place on earth or the sea where the man could not possibly achieve it.”
Then Brahma said, “That’s what we do with the divinity of man: the hiding deep in him why do not you ever think to look there.”
Since then, the man went up and down the land exploring, climbing, diving and digging, looking for something that is already inside of him

Hindu legend

Teaching

Teaching breath

When you are aware of your Respirable
you are totally committed to learning yourself.

You’re learning how your body reacts Mind
in his personal and unique way.

Desboo-ngoh

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We can be open, free from conditioning
and concentrates on the Body – Mind
in his actions and reactions,
then learn the manifestation of what we are.
Practice is to conduct the focus at present.
is live, to understand our uniqueness,
clear a path and not conditional.

Poetyca

07.07.2010 Poetyca

text taken from  

Il Fiore di Bodhidharma

Nella filosofia buddista e la psicologia, la mente e il corpo non sono entità separate. Anche i testi medici della cultura buddista curare la mente e il corpo come parte di un intero spettro. Curare e calmare la mente e il corpo è guarito e calmato, l’inverso si applica anche. Buddisti tibetani, in particolare, hanno studiato e praticato la salute psico-fisica. Per capire questo “ecosistema” di interdipendenza, l’uso della “mente” termini e hanno bisogno di “corpo” di essere definite in modo buddista.

Per il buddista, il concetto della mente è molto più ampio di comprensione occidentale.
“La mente è definita nel buddismo come un fenomeno non-fisico che percepisce, pensa, riconosce, esperienze e reagisce all’ambiente.” http://www.buddhism.kalachakranet.org
Lama Zopa Rinpoche ricorda che la mente, come uno specchio, riflette chiaramente gli oggetti. Il sistema immunitario è la mente del corpo stesso. Si evidenzia come sano stati emotivi promuovere la salute e le emozioni negative portano malattie. In molti modi, questo interpretion buddista della mente prende in considerazione il funzionamento dell’intero sistema nervoso centrale. Solo la meditazione può esplorare e stabilizzare la mente, e, per impostazione predefinita, contemporaneamente, il corpo.

Il corpo, al buddista, è tutto ciò che è soggetta a fenomeni fisici, compresa l’espressione fisica in reazione ad uno stimolo. In tal modo, il corpo comprende il dolore fisico ed emotivo. Questa interpretazione estensiva della nozione di “corpo” identifica chiaramente il motivo per cui è difficile, per un buddista, alla mente e corpo separato. Per il pensiero occidentale, il dolore emotivo è più una mentalità piuttosto che una funzione del corpo. Eppure, per il buddista, il dolore emotivo si verifica quando la mente non riesce ad elevarsi al di sopra negatività, che porta sulla malattia del corpo. I due sono collegati tra loro.

Per i buddisti corpo, la mente “consapevolezza” = coscienza. Gli stati fisici, mentali e spirituali costantemente interagire nel regno della coscienza. La prospettiva occidentale che la coscienza emerge dalla attività del cervello, per il buddista, pari a una stretta prospettiva “materialista”. Attraverso la meditazione, il Buddista ritiene che un “consapevolezza intrinseca” in grado di sviluppare al di là del cervello e la percezione sensoriale.

Buddisti tibetani individuare otto tipi di coscienza:
* Shi Kun è il livello universale. Qui, “sé” si distingue dagli oggetti di consapevolezza.
* Sems è il livello di pensiero o di cognizione.
* 6 Sensi cognizione è il 6 ° senso, il coordinamento vista, udito, gusto, olfatto e tatto.

Buddisti sostengono che il loro sistema di credenze è una scienza spirituale. In altre parole, è “verificabile”. Nel 1940, uno studio era fatto di studenti dell’Università di Harvard. Sulla base delle loro personali, saggi di riflessione, gli studenti sono stati classificati come pessimisti o ottimisti. La loro salute è stata esaminata la storia 30 anni dopo. Pessimisti, con il loro 40, aveva una gamma più grave delle malattie e problemi di salute rispetto ai loro omologhi ottimista. Questo è solo uno di una serie di studi dimostrando una stretta correlazione tra salute mentale e fisica. Inoltre, accumulando prove che dimostrano che è malattia mentale in grado di avviare malessere fisico. Rabbia, ansia e depressione sono sempre più riconosciuta come veleni emozionale del corpo.

Sviluppare “sati” o consapevolezza e togliere il focus su “sé”. Poi, nel modo in cui buddista, la mente e il corpo possono essere sincronizzati e sani. Non ci può essere Illuminismo, quando il corpo e la mente sono visti come separati. Per un buddista, mente e corpo sono un tutt’uno. Esse devono essere!

Fonti
om http://www.healing.about.c
rg http://www.buddhism.kalachakranet.o
http://www.maithri.com
http://www.lifepositive.com
http://www.scienc e-spirit.org

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In Buddhist philosophy and psychology, the mind and body are not separate entities. Even the medical texts of Buddhist culture treat the mind and body as part of a whole spectrum. Heal and calm the mind, and the body is healed and calmed; the reverse applies also. Tibetan Buddhists, in particular, have studied and practiced psycho-physical health. To understand this “ecosystem” of interdependence, the use of the terms “mind” and “body” need to be defined in the Buddhist way.

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To the Buddhist, the concept of the mind is far broader than Western understanding.
“Mind is defined in Buddhism as a non-physical phenomenon which perceives, thinks, recognises, experiences and reacts to the environment.” http://www.buddhism.kalachakranet.org
Lama Zopa Rinpoche points out that the mind, like a mirror, clearly reflects objects. The immune system is the body’s own mind. It highlights how wholesome emotional states promote health and negative emotions bring illness. In many ways, this Buddhist interpretion of the mind takes into account the whole workings of the central nervous system. Only meditation can explore and stabilize the mind, and, by default, simultaneously, the body.

The body, to the Buddhist, is all that is prone to physical phenomena, including physical expression in reaction to a stimulus. Thereby, the body includes physical and emotional pain. This broad interpretation of the term “body” clearly identifies why it is difficult, for a Buddhist, to separate mind and body. To Western thinking, emotional pain is more a mind-set rather than a body function. Yet, for the Buddhist, emotional pain occurs when the mind fails to rise above negativity; it brings on body sickness. The two are inter-connected.

For the Buddhist, mind + body + “awareness” = consciousness. Physical, mental and spiritual states constantly interact in the realm of consciousness. The Western perspective that consciousness emerges from brain activity, for the Buddhist, amounts to a narrow, “materialistic” perspective. Through meditation, the Buddhist believes that an “intrinsic awareness” can develop beyond brain and sensory perception.

Tibetan Buddhists identify 8 kinds of consciousness:
* Kun shi is the universal level. Here, “self” is distinct from objects of awareness.
* Sems is the thought or cognition level.
* 6 Senses Cognition is the 6th sense, co-ordinating sight, hearing, taste, smell and touch.

Buddhists claim that their belief system is a spiritual science. In other words, it is “testable”. In the 1940’s, a study was made of students at Harvard University. Based on their personal, reflective essays, students were classified as pessimists or optimists. Their health history was examined 30 years later. Pessimists, by their 40’s, had a more serious range of diseases and health problems than their optimistic counterparts. This is only one of a number of studies proving a close correlation between mental and physical health. Further, accumulating evidence is showing that mental ill health can initiate physical ill health. Anger, anxiety and depression are becoming recognized as emotional poisons of the body.

Develop “sati” or mindfulness and remove the focus on “self”. Then, in the Buddhist way, the mind and body can be synchronized and healthy. There can be no Enlightenment when the body and mind are viewed as separate. For a Buddhist, mind and body are one. They MUST be one!

Sources
http://www.healing.about.c om
http://www.buddhism.kalachakranet.o rg
http://www.maithri.com
http://www.lifepositive.com
http://www.scienc e-spirit.org

Esperienze e realizzazione


Riflettendo…

La Riflessione

I fenomeni materiali e mentali vengono e vanno,
come nuvole nel cielo azzurro.

Avidità, collera e ignoranza; queste tre forme,
appaiono e scompaiono come un miraggio nell’oceano.

Yoka-daishi (d. 713)

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Nulla resta immutabile,
ed è speranza il sapere
che cercando le cause
sappiano soffiare via anche il dolore.

Poetyca

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L’insegnamento

Esperienze e realizzazione

Continuando a praticare la meditazione,
può capitarvi di avere ogni tipo di esperienza,
sia piacevole che spiacevole.

Potete sperimentare stati di estasi, chiarezza o assenza di pensieri.
In un certo senso, queste sono esperienze molto positive
e segni di un progresso nella meditazione.

Questo perché, se sperimentate beatitudine,
è un segno che il desiderio si è temporaneamente dissolto.
Quando sperimentate vera chiarezza,
è un segno che l’aggressività è temporaneamente cessata.
Se sperimentate uno stato di assenza di pensiero,
significa che la vostra inconsapevolezza è temporaneamente estinta.

Si tratta, quindi, di esperienze molto positive,
ma se sviluppate un attaccamento verso di esse, allora diventano ostacoli.

Le esperienze non sono, in se stesse, la realizzazione;
ma se vi mantenete liberi dall’attaccamento,
esse divengono ciò che sono realmente e cioè
una risorsa, un nutrimento per la realizzazione.

Sogyal Rinpoche

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La meditazione e quanto, attraverso essa,
si sappia portare in luce,è solo un mezzo e non il fine
per la nostra chiarezza interiore,
per imparare il non giudizio e per essere equidistanti.
Non si deve perseguire, attraverso essa, uno strumento
che ci limiti e sia motivo di attaccamento al risultato,
cosi come non si deve considerare di avere un arma
che ci faccia sentire superiori agli altri.
Se quanto emerge è fonte di appagamento, non deve
essere posta come via di fuga dalle problematiche quotidiane,
è piuttosto motivo per comprendere i nostri meccanismi interiori.

Poetyca

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Percorsi

La pace e l’azione

Ricordiamo che “Percorsi” è una raccolta di condivisione e non una serie di insegnamenti dottrinali. Nessun percorso rappresenta una definitiva e inappellabile risposta alla riflessione di partenza. Non si stupiscano i lettori, se non troveranno qui espressi dei principi non relativi e non opinabili, come alcuni preferirebbero. Il Buddhismo è un sentiero che creiamo con i nostri stessi passi, facendo esperienza di quella realtà così com’è nel qui ed ora che chiamiamo Dharma, non un insieme di dogmi.

Riflessione

La pace è anche fare le piccole come le grandi cose con totale non attaccamento ai risultati.
Nostra è l’azione, ma non il risultato dell’azione.
Questo è il Karma Yoga, lo Yoga dell’abilità nell’azione.

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Fare dono di sè, portare armonia in noi stessi
e per gli altri, è spargere dei semi su ogni terreno,
senza pensare se esso potrà produrre frutto
o se la sua aridità non ci offrirà nulla.
Portare pace, dove era la disarmonia a scompigliare il dialogo,
è semplicemente manifestare le proprie capacità senza aspettative.

Poetyca

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16.06.2007 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

Meditare senza forzare


Riflettendo…

La Riflessione

Come può Egli sorridere così felice?

Non confrontarlo con gli altri;

Il suo essere nel mondo non è mondano,

la sua gioia sgorga dalla sua Vera Natura.

Maestro Fugai Ekun (1568-1654)

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In noi la vera natura,
nascosta, negata, non riconosciuta.

Aggrappati alle apparenze,
a quel che c’inganna
con l’attaccamento ad una falsa realtà.

In noi lo sciogliere di ombre
per ritrovare la luce del sole,
per accogliere in profondità
la reale sostanza del nostro essere.

Poetyca

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L’insegnamento

Meditate senza forzare

Fate attenzione a non imporre alcunché alla mente.

Quando meditate, non ci dovrebbe essere sforzo di controllare qualcosa.

Né tentativi forzati di essere tranquilli.

Non siate eccessivamente solenni e cercate di non sentirvi coinvolti in uno speciale rituale:

lasciate andare perfino l’idea che state meditando.

Lasciate che il corpo rimanga così com’è e il respiro così come lo trovate.

Pensate a voi stessi come al cielo, che abbraccia l’intero universo.

Sogyal Rinpoce

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Guardare i pensieri,
l’origine delle emozioni,
come si guarda uno stormo in volo.

Non provare attaccamento,
è sapere che quanto nasce, appare e ci abbandona
perchè impermanente,è come sono le nuvole che passano.

Non identificarsi, per vivere quest’attimo,
per comprendere che tutto è interconnesso,
riconoscendo nell’ignoranza
il riflesso delle nostre aspettative;
ci rende liberi e capaci di sorriso in ogni istante.

Poetyca

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05.07.2008 Poetyca

Reflecting …

Reflection

How can he smile so happy?

Do not compare with others;

His being in the world is not mundane,

his joy springs from his True Nature .

Master Fugai Ekun (1568-1654)

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In us the true nature ,
hidden , denied, not recognized.

Hold on to appearances,
to that which deceives us
with attachment to a false reality.

We dissolve into shadows
to find the light of the sun,
to receive in-depth
the real essence of our being.

Poetyca

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The teaching

Meditate without forcing

Be careful not to impose anything to mind .

When you meditate , there should be no effort to check something.

Neither attempts forced to be quiet .

Do not be too solemn and try not to feel involved in a special ritual :

let go of even the idea that you are meditating .

Let your body remains as it is and the breath as you find it.

Think of yourself as the sky, which encompasses the entire universe .

Sogyal Rinpoche

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Watch your thoughts,
the origin of emotions,
you look like a flock in flight.

Do not try attachment,
is to know that what is born, and it appears we are left
because impermanent , it’s like the clouds are passing by.

Do not identify yourself in order to live this moment ,
to understand that everything is interconnected,
recognizing ignorance
the reflection of our expectations;
makes us free and able to smile at all times.

Poetyca

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05.07.2008 Poetyca

bodhidarma

Teoria e realtà


Riflettendo…

La Riflessione

Non cercate solo ciò che volete vedere,
questo sarebbe cosa futile.

Non cercate nulla in particolare,
ma lasciate che l’intuizione abbia una possibilità di arrivare spontaneamente.

Quell’intuizione profonda vi aiuterà a liberarvi.

Thich Nhat Hanh

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Ascoltare profondamente non comporta una scelta:
non si lega al prestare attenzione solo a qualcosa
negando spazio e valore ad altro.
Essere aperti è permettere che le cose si possano manifestare
come esse sono, che ogni segnale possa essere accolto.
Solo attraverso quest’apertura siamo capaci di sciogliere
tutte le mura della diffidenza, di una mente che si aggrappa
a quanto vorrebbe e separa il resto viziata da una precisa aspettativa.

Un orecchio educato ad ascoltare ogni suono
è capace di profonda sensibilità, nello stesso modo
possiamo entrare in sintonia con l’armonia che ovunque ci richiama
e ci spinge ad essere come siamo, senza provare disagio
perchè sulla medesima frequenza.

Poetyca

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L’insegnamento

Teoria e realtà

Ci sono coloro che guardano alla morte con un’ingenuità spensierata,
pensando che, per qualche ragione sconosciuta,
la morte sarà per loro un qualcosa di semplice e che non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Quando penso a loro, mi torna alla memoria ciò che disse un maestro tibetano:

“Molti spesso fanno l’errore di essere frivoli nei confronti della morte e pensano:
‘Oh beh, tutti si muore. Non è nulla di speciale, è una cosa naturale. Andrà tutto bene’.”

Questa è una bella teoria. Finché non si sta morendo.

Sogyal Rinpoche

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Siamo responsabili del nostro percorso
e di quanto seminiamo qui ed ora:

Non possiamo nascondere a noi stessi la paura,
non è fuggendole che si affronta,
Un atteggiamento che tocca solo la superficie
non ci permette di comprendere
e cause della nostra ed altrui sofferenza.

La paura della separazione
e l’attaccamento sono l’anticamera
del timore della morte
e Solo guardando in profondità,
accogliendo la realtà dell’impermanenza,
siamo capaci di non nutire l’aspettativa
ma siamo in grado di trasformare
quanto temiamo in reale e profonda compassione.

Poetyca
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24.04.2010 Poetyca

Testi tratti dal sito

Reflecting …

Reflection

Do not look for only what you want to see,
this would be futile.

Do not look for anything in particular,
but let that intuition has a chance to come spontaneously.

Deep intuition will help you get rid of.

Thich Nhat Hanh

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Deep listening does not involve a choice:
does not bind to only pay attention to something
denying space and value to another.
Being open is to allow things to manifest
as they are, that any signal can be accepted.
Only through this understanding we are able to dissolve
all the walls of mistrust, of a mind that clings
would like and what separates the rest vitiated by a precise expectation.

A trained ear to hear every sound
is capable of deep sensitivity in the same way
We can empathize with the harmony that reminds us anywhere
and urges us to be like us, without feeling uncomfortable
because on the same frequency.

Poetyca

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Teaching

Theory and Reality

There are those who look at death with naive carefree,
thinking that, for some unknown reason,
death will be for them something simple and that there is nothing to worry about.

When I think of them, I recall what I said a Tibetan master:

“Many people often make the mistake of being frivolous about death and think:
‘Oh well, everyone dies. It’s nothing special, it’s a natural thing. You’ll be fine ‘. “

This is a nice theory. As long as you’re not dying.

Sogyal Rinpoche

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We are responsible for our own path
and what we sow here and now:

We can not conceal from ourselves the fear,
is no escaping that addresses,
An attitude that only touches the surface
does not allow us to understand
and causes of our own and others’ suffering.

Fear of separation
and the attachment are the antechamber
the fear of death
Only by looking in depth and,
accepting the reality of impermanence,
we can not nutire expectancy
but we are able to transform
As in real fear and deep compassion.

Poetyca
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24.04.2010 Poetyca

Text taken from the website:

Il Fiore di Bodhidharma

Paura dell’ignoto


Riflettendo…

La Riflessione

Il Buddhismo è un progetto di vita,
concepito per coltivare tutto ciò
che è di maggior beneficio per tutti gli esseri.

E’ una religione di saggezza,
in cui predominano la comprensione e l’intelligenza.

Il Buddha non predicò per ottenere conversioni,
ma per illuminare coloro che lo ascoltavano.

Insegnante di Dharma

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Conoscere le cause,
prodigarsi per un atteggiamento
che corregga il nostro percorso deviato,
è fare della compassione e dell’armonia
un effetto a catena che scaccia le nubi,
una pennellata di colore al nostro spazio interiore.
Fare della sofferenza il fulcro
che ci aiuti a non gettare
il seme della rabbia e della separazione,
a non provare attaccamento nel tentativo
di conservare una falsa identità
è accogliere la causa maggiore
nel Nobile Ottuplice Sentiero,
per comprendere profondamente l’interconnesione
tra tutti gli esseri senzienti
dove tutto scorre nella medesima acqua d’amore

Poetyca

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L’insegnamento

Paura dell’ignoto

Le persone hanno grande difficoltà
a lasciar andare la loro sofferenza.

Travolti dalla paura dell’ignoto,
preferiscono la sofferenza,
che è qualcosa di più familiare.

Thich Nhat Hanh

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La sofferenza, conosciuta, attravarsata
capace di consumare il coraggio;
per guardare in profondità e per scrollarci di dosso
il nostro atteggiamento passivo a volte è preferita,
coccolata e vista come punto di riferimento certo,
capace di farci sentire vittime di qualcosa
e per questo come per uno stato di diritto
incapaci di portare azioni costruttive.
Ma solo il nostro atteggiamento, corretto e riformulato
è in grando di lastricare una nuova strada
che ci permetta di essere liberi persino
dal nostro stesso autocondizionarci.

Poetyca

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17.04.2010 Poetyca

Reflecting …

Reflection

Buddhism is a life project,
designed to cultivate everything
which is of greatest benefit to all beings.

It ‘a religion of wisdom,
with predominant understanding and intelligence.

The Buddha did not preach for conversions,
but to enlighten those who heard him.

Teacher of Dharma

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Knowing the causes,
efforts to an attitude
to correct our path deviated
has to do with compassion and harmony
a ripple effect that drives away the clouds,
a touch of color to our inner space.
Making the fulcrum of suffering
help us not to throw
the seed of anger and separation,
attachment in an attempt not to try
to maintain a false identity
is to accept the major cause
in the Noble Eightfold Path,
to deeply understand the interconnection
among all sentient beings
where everything flows in the same water of love

Poetyca

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Teaching

Fear of the unknown

People have great difficulty
to let go of their suffering.

Overwhelmed by fear of the unknown,
prefer suffering,
which is something more familiar.

Thich Nhat Hanh

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The suffering, known attravarsata
capable of consuming the courage;
to look deeply and shake off
Our passive is sometimes preferred,
petted and seen as a point of reference,
able to make us feel victims of something
and therefore as a rule of law
unable to take constructive action.
But only our attitude, correct and reformulated
is in great to pave a new road
that allows us to be free even
by our own self-conditioning.

Poetyca

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17.04.2010 Poetyca

Text taken from:

Il Fiore di Bodhidharma