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Offrire quel che siamo – What we are offer


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Offrire quel che siamo

 Possiamo cercare negli altri la luce, i colori e la bellezza,
 a volte sembra tutto nascosto talmente bene da sembrare
che tali aspetti siano assenti, ma non dobbiamo dimenticare
che ogni persona ha i nostri stessi sentimenti, la stessa sensibilità
e attende la medesima attenzione. Che attendiamo allora a presentarci
e offrire quel che siamo?

10.11.2014 Poetyca

What we are offer

We can look in the other light, color and beauty,
Sometimes it all seems so well hidden that it seems
that these aspects are absent, but we must not forget
that every person has our same feelings, the same sensitivity
and expects the same attention. What to expect then introduce
and what we offer?

10/11/2014 Poetyca

Costruire la pace – Building peace



Costruire la pace.
“Quando punti il dito per condannare, tre dita restano puntate contro di te”

Proverbio cinese
Amicizia e riflessione
Credo sia importante un’analisi relativa alle proprie responsabilità,
alle aspettative e se e in che modo abbiamo trasmesso amicizia o altro.
Sicuramente,se è amicizia che offriamo ( e non pretendiamo ),
dobbiamo essere in grado di scacciare da noi stessi sentimenti di possesso,
cogliere in noi se,dietro la parola amicizia si cela altro.
Prima di puntare il dito su quanto altri non avrebbero fatto verso
di noi sarebbe opportuno chiedersi se, in fondo, ci attendevamo qualcosa.

Se riusciamo a non fuggire le nostre responsabilità,se siamo capaci
di vedere cosa abbiamo sbagliato, se siamo capaci di manifestare
dove si sia colto un malinteso( facile interpretare diversamente
ed il dialogo leale serve a questo)allora si è capaci di portare
avanti un rapporto maturo.Troppo facile dare ad altri responsabilità
e non vedere la trave che ci renderebbe ciechi.
Dialogo,condivisione,senza nulla pretendere, è la migliore base
per mettere le radici a rapporti destinati a durare nel tempo.
Quando muore in fretta era solo illusione.

Luglio 2007 Poetyca
Grandi e piccoli. Gli adulti per primi e i bambini per spirito d’emulazione
imparano a tenere stretta un’opinione.A voler dimostrare a tutti i costi
di avere ragione, dimenticando spesso come la realtà che si potrebbe cogliere,
quando non si è liberi dall’attaccamemto è sempre distorta.
Pestare i piedi, urlare l’altrui torto, dimenticando di leggere
in profondità cosa possa avere mosso in noi delle eccessive reazioni,
è solo alimentare il nostro ego che non ci permette di distaccarci
dall’attaccamento alle proprie opinioni,si diventa ” territoriali”,
come se la difesa ad oltranza di quello che possa essere uno spazio che
ci rappresenti sia capace di tenere in equilibrio una già precaria opinione di sè.
Si cercano alleanze, attenzioni e altre persone che ci possano appoggiare.
Ma,riflettendo,è meglio avere accanto il ” paladino a spada tratta”
che inconsciamente alimenta la nostra dipendenza o chi, pur sapendo
di rischiare la profonda incomprensione, sia capace di farci capire che,
in fondo, è necessario mettere in atto una profonda analisi sull’eccessiva
reazione legata a questa insicurezza?

Naturalmente si è liberi nelle personali scelte, esse saranno rispettate,
ma non ha senso entrare in nuovi ” loop” ( percorsi senza uscita con la
ripetizione sistematica degli stessi atteggiamenti mentali) e non fare nulla
per venirne fuori. Essere capaci di maturità è tra le nostre opportunità.
siamo sempre tutti pronti a puntare il dito contro gli altri. Gli altri
sbagliano, gli altri si comportano male, gli altri mentono, gli altri
sono incapaci e diversi da quanto vorremmo.

Gli altri,e noi?
E’comune il puntare l’indice contro qualcuno dicendo che ha fatto un errore,
ma se osserviamo la nostra mano è facile notare che nel fare questo gesto
ci sono altre tre dita che sono puntate contro di noi,
Il ruolo di queste tre dita è è la chiave di volta per imparare che:

1) Non si deve essere sempre sicuri di avere ragione.
2) Anche se avessimo ricevuto un torto, è anche vero che non siamo infallibili.
3) La frustrazione ed il disagio provati ora ed altre volte
precedenti devono indurre e non ripetere il nostro autoinganno.

Non è mai stato facile crescere, superare dei modelli che sono autoindotti
ma avere modo di sperimentare l’ascolto interiore, di mettere una nuova procedura
che spezzi la coazione a ripetere è la via che ci insegni a non giudicare e
a ” lasciare andare ” la presa. Un modo maturo per non essere fonte di energie
quali la rabbia ed il rancore che sono distanti dalla pace interiore e pongono
in atto un percorso legato all’ignoranza e all’illusione.

Tre dita, non uno soltanto sono la necessità di alimentare la pace interiore.
30.03.2008 Poetyca

Building peace.

“When you point your finger to condemn, three fingers are pointed at you”

Chinese proverb
Friendship and reflection
I think it’s important to test for their responsibilities,
expectations and whether and how we have transmitted friendship or more.
Surely, if friendship is that we (and do not claim)
we must be able to rid ourselves of feelings of ownership,
If we take in, hides behind the word friendship more.
Before pointing the finger at what others have done to
of us would be asked whether, after all, we expected something.

If we can not escape our responsibilities, if we can
to see what we did wrong, if we are able to express
where it is caught a misunderstanding (easy to interpret differently
and honest dialogue serves this) then you are able to bring
maturo.Troppo easy to forward a report to other responsibilities
and not see the beam that blinds us.
Dialogue, sharing nothing to claim, is the best basis
to take roots in relationships intended to last.
When he dies in a hurry was just an illusion.

July 2007 Poetyca
Large and small. Adults and children first in the spirit of emulation
learn to keep close review. want to show at all costs
to be right, as often forgetting the reality that they could grasp
when you are not free dall’attaccamemto is always distorted.
Stamping his feet, shouting the others wrong, forgetting to read
What may have moved deep in us excessive reactions,
Food is only our egos that we can detach
from attachment to their opinions, we become “territorial”
as if to defend to the bitter end of what could be a space that
represent us is able to balance a precarious opinion of himself.
We seek alliances, attention and other people who can support.
But, on reflection, it is better to have the next “champion to the hilt”
unconsciously feeds our addiction or who, knowing
to risk profound misunderstanding is capable of making us understand that
basically, you need to implement a deep analysis on the excessive
reaction related to this insecurity?

Of course you are free on personal choices, they will be met,
it is nonsense to enter new loop (with no exit routes
systematic repetition of the same mind) and do nothing
to get out. Being able to maturity is one of our opportunities.
We are all always ready to point the finger at others. Other
wrong, the others behave badly, others lie, the other
are unable and different from what we want.

The other, and we?
E’comune the point the finger at someone saying that he made a mistake,
but if we keep our hand is easy to see that in making this gesture
There are three other fingers are pointed at us,
The role of these three fingers and is the key to learn that:

1) You should not always be sure of being right.
2) Even if we had been wronged, it is also true that we are not infallible.
3) The frustration and discomfort proven time and other times
above should lead and not repeat our self-deception.

It has never been easy to grow, to overcome patterns that are self-induced
but having to experience the inner listening, putting a new procedure
that breaks the repetition compulsion is the way we teach and not giudcare
to “let go” grip. A mature way to not be a source of energy
such as anger and resentment that are distant from inner peace and pose
act in a way linked to ignorance and illusion.

Three fingers, not one only are the need to nurture inner peace.
30.03.2008 Poetyca

Compagni di viaggio – Travel friends



Compagni di viaggio
Penso che quando si entra in contatto con un gruppo di ricercatori, sia fondamentale porsi la domanda: – Cosa mi aspetto da questi compagni di viaggio?
Sebbene ci si dimentichi spesso: – Cosa ho intenzione di offrire di me stesso agli altri?

Accade allora che siamo noi stessi ad idealizzare, a mettere in atto una forma di proiezione circa quel ” mondo perfetto” che, chiaramente, troverà un impatto contro la realtà.
Nessuno abbraccia la perfezione, in primis chi si attende che gli altri ci trascinino, addirittura ci possano portare in braccio per qualche tratto di strada.

E’ importante il mettere in atto l’offerta e l’interscambio, senza arroccarsi, magari con la pretesa di prendere senza mai avere una briciola di gratitudine.
Così come è importante ogni giorno chiedersi ( magari a fine giornata): – Cosa ho seminato oggi? Potrei fare di meglio?
Molto bello il seguente pensiero:
“Il dono prezioso
Ricorda sempre che tu sei un dono e tale devi essere per tutte le persone che ti circondano.
Non entrare nella vita di qualcuno se non riesci ad essere un dono. Quando qualcuno entra inaspettatamente nella tua vita, cerca di capire quale dono è venuto a ricevere da te.

Neale Donald Walsch”
In realtà lo sforzo va compiuto singolarmente, il confronto non deve rappresentare qualcosa di frustrante ma uno stimolo, un’apertura che ci faccia sentire parte di un gruppo. Per il buddhismo il Shanga ( il gruppo di praticanti) è tra i fondamenti del cammino stesso, infatti, insieme a Dharma e Buddha è considerato come uno dei tre gioielli. Fare parte di un Shanga non significa che si abbia accanto dei “tutori” che ci facciano da scudo durante le tempeste, piuttosto è naturale che si possa coltivare il seme dell’amorevolezza e della compassione nei confronti di chi in noi generi rabbia o incomprensione, questo perchè senza le opportunità di confronto non si avrebbe modo di leggere nel profondo quali atteggiamenti vadano osservati, accolti e poi fatti andare. Essere da soli, percorrere – la via stretta – è qualcosa che resta indelebile in noi, siamo infatti artefici delle nostre personali scelte, delle conseguenze che ne possano derivare, però è fondamentale mettere in comune ed applicare quelle piccole conquiste nell’ambito sociale. In fondo anche Gesù aveva bisogno del sostegno di una comunità, era importante che si mettesse a frutto ogni insegnamento e non ci sarebbe confronto senza il lavoro comune.
Poetyca 01.04.2008

Travel friends

I think that when you come into contact with a group of researchers, it is essential to ask yourself the question: – What do I expect from these travel companions?
Although we often forget: – What am I going to offer of myself to others?
It then happens that we ourselves idealize, implement a form of projection about that “perfect world” which, clearly, will find an impact against reality.
Nobody embraces perfection, first of all those who expect others to drag us, even they can carry us in their arms for some stretch of the road.
It is important to implement the offer and the exchange, without entrenching oneself, perhaps with the pretense of taking without ever having a crumb of gratitude.
Just as it is important every day to ask oneself (perhaps at the end of the day): – What have I sown today? Could I do better?
Very nice the following thought:
“The precious gift
Always remember that you are a gift and that you must be for all the people around you.
Don’t enter someone’s life if you can’t be a gift. When someone unexpectedly enters your life, try to understand what gift they have come to receive from you.

Neale Donald Walsch ”

In reality, the effort must be made individually, the comparison must not represent something frustrating but a stimulus, an opening that makes us feel part of a group. For Buddhism the Shanga (the group of practitioners) is among the foundations of the path itself, in fact, together with Dharma and Buddha it is considered as one of the three jewels. Being part of a Shanga does not mean that we have “guardians” next to us to shield us during storms, rather it is natural that we can cultivate the seed of kindness and compassion towards those in us who generate anger or misunderstanding, this is because without the opportunities for comparison there would be no way of reading in depth which attitudes should be observed, accepted and then let go. Being alone, walking – the narrow way – is something that remains indelible in us, we are in fact the architects of our personal choices, of the consequences that may derive from them, but it is essential to share and apply those small achievements in the social sphere. Basically, even Jesus needed the support of a community, it was important that every teaching be put to good use and there would be no comparison without common work.

Poetyca 01.04.2008

Verità – Truth


Verità

Ogni storia, ogni vissuto è traccia da percorrere e da leggere nella sua verità, è come una pepita d’oro da cercare tra la sabbia, uno specchio a cui togliere la polvere per ritrovarne la luminosità. Non sempre si è pronti per accogliere la verità, non sempre essa si manifesta in forma tangibile. Un esempio è nell’essere ” illuminati” improvvisamente e nel cogliere che quanto ci fosse sempre stato sotto gli occhi, senza una spiegazione sembra assumere una diversa percezione e l’oro che si cercava non era lontano da noi, inutile il viaggio che ci allontanasse dalla nostra casa, infatti era nascosto in un angolo e non ce ne accorgevamo, malgrado quell’angolo era da noi vissuto giorno dopo giorno. La verità assume la caratteristica di ” vissuto personale” e non si potrebbe indicare ad altri, in particolare se non pronti a cogliere cosa essa sia, non si potrebbe perchè chi ha timore non sa accoglierla. Possiamo invece offrire strumenti, “essere con” chi sia confuso e non ha imboccato ancora un sentiero che lo conduca verso la ricerca. Non serve che questo, insieme alla pazienza ed un giorno la Verità si rivelerà agli occhi ed al cuore di chi ha cercato con cuore puro, come un fanciullo.

12.07.2005 Poetyca

Truth

Every story, every track is lived forward and read in its truth, is like a gold nugget to search the sand, a mirror in which to remove the dust to find their luminosity. Not always ready to accept the truth, it does not always manifested in tangible form. An example is being “enlightened” suddenly and seize it as it had always been under the eyes, without an explanation seems to be a different perception and the gold that was sought was not far from us, needless journey that takes us away from our house, it was hidden in a corner and do not realize it, although the corner was that we lived day by day. The truth takes on the characteristic of “personal experience” and not one could give to others, particularly if not ready to grasp what it is, because we could not accept those who do not know fear. We are able to offer tools, “being with” who is confused and does not yet embarked on a path that leads towards research. We do not need this, along with patience and one day the truth will be revealed to the eyes and the hearts of those who have tried with a pure heart, like a child.

12.07.2005 Poetyca

Maschere – Maskes


Maschere

Non ha senso spendere del tempo ad indossare una maschera,
il vero senso del dialogo, della condivisione,
del nostro percorso interiore è nel togliere ogni maschera
per offrire a noi stessi e ad altri la vera essenza.
Il cuore puro che è libero da condizionamenti.
Chi è senza coraggio usa imitare per avere approvazione,
chi rispetta se stesso e gli altri non usa inganno.

29.06.2011 Poetyca

Maskes

It makes no sense to spend the time to wear a mask,
the true meaning of dialogue, sharing of our inner journey
is to take out any forms to give to ourselves and others
the true essence. The pure heart that is free from conditioning.
Who uses imitate without courage for approval, who respects
himself and others do not use deception.

29.06.2011 Poetyca

Amicizia e riflessione – Friendship and reflection


Amicizia e riflessione

Credo sia importante un’analisi relativa alle proprie responsabilità , alle aspettative e se e in che modo abbiamo trasmesso amicizia o altro .
Sicuramente , se è amicizia che offriamo ( e non pretendiamo ) , dobbiamo essere in grado di scacciare da noi stessi sentimenti di possesso , cogliere in noi se , dietro la parola amicizia si cela altro .
Prima di puntare il dito su quanto altri non avrebbero fatto verso di noi sarebbe opportuno chiedersi se , in fondo ci attendevamo qualcosa .

Se riusciamo a non fuggire le nostre responsabilità , se siamo capaci di vedere cosa abbiamo sbagliato , se siamo capaci di manifestare dove si sia colto un malinteso ( facile interpretare diversamente ed il dialogo leale serve a questo ) allora si è capaci di portare avanti un rapporto maturo . Troppo facile dare ad altri responsabilità e non vedere la trave che ci renderebbe ciechi. Dialogo , condivisione , senza nulla pretendere è la migliore base per mettere le radici a rapporti destinati a durare nel tempo . Quando muore in fretta era solo illusione .
© Poetyca

Friendship and reflection

I think it is important to analyze one’s responsibilities, expectations and whether and how we have transmitted friendship or other.
Surely, if it is friendship that we offer (and we do not expect), we must be able to drive away from ourselves feelings of possession, to grasp in us if, behind the word friendship there is something else.
Before pointing the finger at what others would not have done towards us, it would be appropriate to ask ourselves if, after all, we expected something.

If we manage not to flee our responsibilities, if we are able to see what we did wrong, if we are able to express where a misunderstanding has been caught (easy to interpret differently and loyal dialogue is for this) then we are able to carry on a relationship mature. Too easy to give others responsibility and not see the beam that would make us blind. Dialogue, sharing, without expecting anything is the best basis for putting down roots to relationships destined to last over time. When he dies quickly it was just an illusion.

© Poetyca

Madre terra – Mother Earth


Madre terra

Come noi siamo vita, dotati di consapevolezza, lo stesso è la Natura tutta in continua trasformazione. Non c’é solo materia ma quell’essenza che porta il senso stesso della vita e che ci rende parte del Tutto.Per gli Indù è Atman o scintilla divina di Brahnan, non dimentichiamo di rispettare e di accordare il nostro percorso con le leggi sottili dello Spirito.Per i buddhisti è importante la legge del Dharma che regola tutte le cose e alla quale andare in contrapposizione causa sofferenza.Saper seguire e non contrapporre la legge dell’armonia è abbracciare ogni essere con compassione senza sentirsene separati.Perchè dunque adottare un sistema antropomorfo ( con l’Uomo al centro )? Questo svilisce il valore degli altri esseri viventi e alimenta un atteggiamento di dominio e sfruttamento che stravolge la Natura e la impoverisce con conseguenze che avvelenano L’Uomo stesso.
Rispetto di sè, capacità di assumere un atteggiamento responsabile è offrire il meglio per proteggere ogni essere senziente con compassione e gentilezza amorevole.

31.01.2010 Poetyca

Mother Earth

As we are living, with awareness, the same is Nature all change constantly. There is not only matter but that essence that brings the very meaning of life and that makes us part of the Whole. For the Hindus is Atman or the divine spark of Brahnan not forget to respect and give our path with the laws of the thin Spirit. For Buddhists it is important to the law of Dharma, which regulates all things and which go into opposition causes suffering. Able to follow and not to impose the laws of harmony and embrace every being with compassion without feeling separated. Why then adopt a system anthropomorphic (with the man at the center)? This demeans the value of other living beings and feeds a attitude of domination and exploitation that distorts the nature and impoverishes with consequences that are poisoning the man himself.
Self-respect, ability to take a responsible attitude is offer the best to protect all sentient beings with compassion and loving-kindness.

21.01.2011 Poetyca

La ricerca interiore – Inner search


La divinità

C’era un tempo in cui tutti gli uomini erano dei, ma abusavano talmente tanto della loro divinità che Brahma, capo degli dei, decise di togliere loro la potenza divina e nasconderla dove non l’avrebbero mai trovata.
Dove nasconderla divenne quindi il grande problema.
Quando gli dei minori furono chiamati a consiglio per valutare questo problema, dissero: “Seppelliremo la divinità dell’uomo in fondo alla terra”.
Ma Brahma disse: “No, questo non basta perchè l’uomo scaverà e la troverà”.
Allora dissero gli dei: “Bene, allora affonderemo la sua divinità nell’oceano più profondo”.
Ma Brahma gli rispose ancora: “No, perchè prima o poi l’uomo esplorerà le profondità dell’oceano e sarà certo che un giorno la troverà e la riporterà in superficie per sempre”.
Allora gli dei conclusero: “Non sappiamo dove nasconderla, perchè sembra che non ci sia nessun posto sulla terra o nel mare dove l’uomo non potrebbe eventualmente raggiungerla”.
Allora Brahma disse: “Ecco cosa faremo con la divinità dell’uomo: la nasconderemo profondamente in lui stesso perchè non penserà mai a cercarla lì”.
E da allora, l’uomo è andato su e giù per la terra esplorando, arrampicandosi, tuffandosi e scavando, cercando qualcosa che è già dentro di lui

Leggenda Indù

L’insegnamento

Insegnamento sul respiro

Quando sei consapevole del tuo repiro
sei totalmente impegnato ad imparare te stesso.
Stai imparando come il tuo Corpo-Mente reagisce
nel suo personale ed unico modo.
Desboo-ngoh
————————————–
Possiamo essere aperti, liberi da condizionamenti
e concentrati su Corpo – Mente
nelle sue azioni e reazioni,
per poi apprendere la manifestazione di quel che siamo.
Fare pratica è condurre l’attenzione al momento presente.
è viverci,per comprendere la nostra unicità,
un percorso limpido e non condizionato.

testo tratto da:

Poetyca

07.07.2010 Poetyca

Divinity
There was a time when all men were gods, but they abused so much of their deities Brahma, chief of the gods, decided to deprive them of their divine power and hide where they would not have ever found.
Where to hide it then became the big problem.
When the children were called in council to evaluate this issue, said, “we will bury man’s divinity deep in the earth.”
But Brahma said, “No, this is not enough because the man will dig and find it.”
Then the gods said: “Well, then sink his divinity deep in the ocean.”
But Brahma replied again: “No, because sooner or later man will explore the ocean depths to be sure that one day will find it and bring back to the surface for ever.”
Then the gods concluded: “We do not know where to hide it, because it seems that there is no place on earth or the sea where the man could not possibly achieve it.”
Then Brahma said, “That’s what we do with the divinity of man: the hiding deep in him why do not you ever think to look there.”
Since then, the man went up and down the land exploring, climbing, diving and digging, looking for something that is already inside of him
Hindu legend

Teaching

Teaching breath
When you are aware of your Respirable
you are totally committed to learning yourself.
You’re learning how your body reacts Mind
in his personal and unique way.
Desboo-ngoh
————————————–
We can be open, free from conditioning
and concentrates on the Body – Mind
in his actions and reactions,
then learn the manifestation of what we are.
Practice is to conduct the focus at present.
is live, to understand our uniqueness,
clear a path and not conditional.

Poetyca
07.07.2010 Poetyca
Nella filosofia buddista e la psicologia, la mente e il corpo non sono entità separate. Anche i testi medici della cultura buddista curare la mente e il corpo come parte di un intero spettro. Curare e calmare la mente e il corpo è guarito e calmato, l’inverso si applica anche. Buddisti tibetani, in particolare, hanno studiato e praticato la salute psico-fisica. Per capire questo “ecosistema” di interdipendenza, l’uso della “mente” termini e hanno bisogno di “corpo” di essere definite in modo buddista.
Per il buddista, il concetto della mente è molto più ampio di comprensione occidentale.
“La mente è definita nel buddismo come un fenomeno non-fisico che percepisce, pensa, riconosce, esperienze e reagisce all’ambiente.” http://www.buddhism.kalachakranet.org
Lama Zopa Rinpoche ricorda che la mente, come uno specchio, riflette chiaramente gli oggetti. Il sistema immunitario è la mente del corpo stesso. Si evidenzia come sano stati emotivi promuovere la salute e le emozioni negative portano malattie. In molti modi, questo interpretion buddista della mente prende in considerazione il funzionamento dell’intero sistema nervoso centrale. Solo la meditazione può esplorare e stabilizzare la mente, e, per impostazione predefinita, contemporaneamente, il corpo.
Il corpo, al buddista, è tutto ciò che è soggetta a fenomeni fisici, compresa l’espressione fisica in reazione ad uno stimolo. In tal modo, il corpo comprende il dolore fisico ed emotivo. Questa interpretazione estensiva della nozione di “corpo” identifica chiaramente il motivo per cui è difficile, per un buddista, alla mente e corpo separato. Per il pensiero occidentale, il dolore emotivo è più una mentalità piuttosto che una funzione del corpo. Eppure, per il buddista, il dolore emotivo si verifica quando la mente non riesce ad elevarsi al di sopra negatività, che porta sulla malattia del corpo. I due sono collegati tra loro.
Per i buddisti corpo, la mente “consapevolezza” = coscienza. Gli stati fisici, mentali e spirituali costantemente interagire nel regno della coscienza. La prospettiva occidentale che la coscienza emerge dalla attività del cervello, per il buddista, pari a una stretta prospettiva “materialista”. Attraverso la meditazione, il Buddista ritiene che un “consapevolezza intrinseca” in grado di sviluppare al di là del cervello e la percezione sensoriale.
Buddisti tibetani individuare otto tipi di coscienza:
* Shi Kun è il livello universale. Qui, “sé” si distingue dagli oggetti di consapevolezza.
* Sems è il livello di pensiero o di cognizione.
* 6 Sensi cognizione è il 6 ° senso, il coordinamento vista, udito, gusto, olfatto e tatto.
Buddisti sostengono che il loro sistema di credenze è una scienza spirituale. In altre parole, è “verificabile”. Nel 1940, uno studio era fatto di studenti dell’Università di Harvard. Sulla base delle loro personali, saggi di riflessione, gli studenti sono stati classificati come pessimisti o ottimisti. La loro salute è stata esaminata la storia 30 anni dopo. Pessimisti, con il loro 40, aveva una gamma più grave delle malattie e problemi di salute rispetto ai loro omologhi ottimista. Questo è solo uno di una serie di studi dimostrando una stretta correlazione tra salute mentale e fisica. Inoltre, accumulando prove che dimostrano che è malattia mentale in grado di avviare malessere fisico. Rabbia, ansia e depressione sono sempre più riconosciuta come veleni emozionale del corpo.
Sviluppare “sati” o consapevolezza e togliere il focus su “sé”. Poi, nel modo in cui buddista, la mente e il corpo possono essere sincronizzati e sani. Non ci può essere Illuminismo, quando il corpo e la mente sono visti come separati. Per un buddista, mente e corpo sono un tutt’uno. Esse devono essere!
Fonti
om http://www.healing.about.c
rg http://www.buddhism.kalachakranet.o
http://www.maithri.com
http://www.lifepositive.com
http://www.scienc e-spirit.org
—–
In Buddhist philosophy and psychology, the mind and body are not separate entities. Even the medical texts of Buddhist culture treat the mind and body as part of a whole spectrum. Heal and calm the mind, and the body is healed and calmed; the reverse applies also. Tibetan Buddhists, in particular, have studied and practiced psycho-physical health. To understand this “ecosystem” of interdependence, the use of the terms “mind” and “body” need to be defined in the Buddhist way.

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To the Buddhist, the concept of the mind is far broader than Western understanding.
“Mind is defined in Buddhism as a non-physical phenomenon which perceives, thinks, recognises, experiences and reacts to the environment.” http://www.buddhism.kalachakranet.org
Lama Zopa Rinpoche points out that the mind, like a mirror, clearly reflects objects. The immune system is the body’s own mind. It highlights how wholesome emotional states promote health and negative emotions bring illness. In many ways, this Buddhist interpretion of the mind takes into account the whole workings of the central nervous system. Only meditation can explore and stabilize the mind, and, by default, simultaneously, the body.

The body, to the Buddhist, is all that is prone to physical phenomena, including physical expression in reaction to a stimulus. Thereby, the body includes physical and emotional pain. This broad interpretation of the term “body” clearly identifies why it is difficult, for a Buddhist, to separate mind and body. To Western thinking, emotional pain is more a mind-set rather than a body function. Yet, for the Buddhist, emotional pain occurs when the mind fails to rise above negativity; it brings on body sickness. The two are inter-connected.
For the Buddhist, mind + body + “awareness” = consciousness. Physical, mental and spiritual states constantly interact in the realm of consciousness. The Western perspective that consciousness emerges from brain activity, for the Buddhist, amounts to a narrow, “materialistic” perspective. Through meditation, the Buddhist believes that an “intrinsic awareness” can develop beyond brain and sensory perception.
Tibetan Buddhists identify 8 kinds of consciousness:
* Kun shi is the universal level. Here, “self” is distinct from objects of awareness.
* Sems is the thought or cognition level.
* 6 Senses Cognition is the 6th sense, co-ordinating sight, hearing, taste, smell and touch.

Buddhists claim that their belief system is a spiritual science. In other words, it is “testable”. In the 1940’s, a study was made of students at Harvard University. Based on their personal, reflective essays, students were classified as pessimists or optimists. Their health history was examined 30 years later. Pessimists, by their 40’s, had a more serious range of diseases and health problems than their optimistic counterparts. This is only one of a number of studies proving a close correlation between mental and physical health. Further, accumulating evidence is showing that mental ill health can initiate physical ill health. Anger, anxiety and depression are becoming recognized as emotional poisons of the body.
Develop “sati” or mindfulness and remove the focus on “self”. Then, in the Buddhist way, the mind and body can be synchronized and healthy. There can be no Enlightenment when the body and mind are viewed as separate. For a Buddhist, mind and body are one. They MUST be one!

Riflettere per costruire – Reflecting to build


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Riflettere per costruire

Riflettere è un passo per comprendere e costruire.
Perchè non si migliora il mondo per i propri figli?
In realtà non si rende migliore neppure per noi
stessi e per chi coabita in esso, seppure l’essere genitori
possa fare leva per una migliore qualità della vita; questo
non sembra essere sufficiente anzi a volte spinge a lavorare
di più per produrre. Troppe le situazioni che fanno venire
meno la fiducia, che pongono dei condizionamenti e non permettono
di sentire che; nel proprio piccolo, realmente si possano avere
delle soluzioni. Eppure basterebbe un controllo della qualità
degli acquisti relativamente a cosa si introduca tra le proprie
pareti domestiche ( ci sono più veleni in una casa che in un ambiente
risaputo come insalubre), nel nostro piatto, e sulla qualità
del tempo che spendiamo per ” ricaricarci”. Una vita che
sia votata solo al lavoro, al produrre qualcosa che sia tangibile
e releghi come ” perdita di tempo” la lettura, una passeggiata,
il contatto con noi stessi e con un dialogo amorevole con chi
ci circonda; spesso producendo sforzi solo per erigere barriere;
con la convinzione che le cose ” astratte” contino poco,
allontanando quello che possa distrarre o non coltivando
dei rapporti umani costruttivi ed amichevoli per diffidenza
o timore, è sicuramente un modo, non solo per seminare male
nei confronti di noi stessi ma, di conseguenza per gli altri,
non ultimi i nostri figli.
Uno sforzo produttivo nel cercare di non sprecare i beni;
come l’acqua, il tempo, il denaro e quanto sia legato alle energie
è un modo per essere capaci di collaborare con responsabilità.
Ma importante è la ricerca alla consapevolezza e alla trasformazione
per migliorare noi stessi ed il rapporto con gli altri,
facendo fiorire : gentilezza, compassione ed amore.Quando
avremo migliorato la qualità del nostro quotidiano, nello sforzo
delle piccole cose, saremo in grado di riflettere e cogliere
in cosa possiamo migliorare attimo per attimo;il nostro vivere
e di conseguenza;saper proiettare serenità e pace interiore
senza dualità per essere capaci di farne dono agli altri..
Ecco che si prospetta, a volte un capovolgimento di valori,
un rendersi conto che piuttosto che l’accumulo di beni materiali,
con conseguente stress e discutibile valore della vita, sai da preferire
il rispetto e la conservazione; senza inutili sprechi dei beni esistenti
e questo diverrebbe anche uno strumento ( da genitori) di educazione
all’ecologia che sia capace di accorgersi di quello che abbiamo
la fortuna di avere, ma senza dimenticare di alimentare
il valore dell'” essere”; quello strumento che sappia farci condividere
e offrire con compassione il nostro sentire.
©Poetyca
Reflecting to build
Reflecting is a step to understand and build. Why not improve the world for its children? In reality, it makes it even better for ourselves and for those cohabiting in it. Even though the parents may be of educational goodwill, for signposting quality for life does not seem to be sufficient even at times resulting in working harder to follow this of a better quality of life.Too many situations which make you lose confidence, which place a condition of I and not allow you to feel that, in its small, you can actually have solutions. But enough of the quality control of purchases with reference to what they introduce in their domestic walls (there are more poisons in a house in an environment known as unhealthy), in our flat, and the quality of time we spend
to “recharge”. A life that is devoted only to work, to produce something that is tangible and relegated as “wasting time” reading, a walk, contact with ourselves and with a loving dialogue with those around us, often producing only efforts to build barriers, with the conviction that the
things appearing “abstract” count little, removing what may distract or non-cultivating constructive and friendly human relations to distrust or fear, is surely a way not only to wreak evil against ourselves but for others as a result, involving our children too.
A productive effort in trying not to waste the assets; as water, time, money and how much is related to energy is a way to be able to work responsibly.
But it is important to research into awareness and transformation to improve ourselves and our relationship with others, with the blossoms: kindness, compassion and love.
When we have improved the quality of our daily lives, in the effort of small things, we will be able to reflect and take in what we can improve from moment to moment, our life and therefore, are able to project calm and inner peace without duality enabling us to gift to others .. Here are promises, sometimes a reversal of values, a realization that rather than the accumulation of material goods, resulting in stress and questionable value of life, you know the preferred compliance and conservation, without unnecessary waste of existing assets which also becomes an instrument (by parents) to ecology education that is capable of realizing what we are fortunate to have, but do not forget to feed the value of ‘”to be” the tool that let us know and offer to share our taste with compassion.
© Poetyca

Il biglietto – The ticket


Il biglietto

Quel tempo tra nascita e morte che tutti chiamiamo vita,
con un corpo e quelle ” imperfezioni” come la malattia, la vecchiaia,
la paura, e quella cappa pesante che è l’ego è solo un momento di passaggio,
un veicolo che ci permette di viaggiare e di capire da dove veniamo
e dove stiamo andando.
Il nostro abito corporeo è necessario, come necessaria è questa
condizione di fragilità che spesso sembra essere una prigione,
in particolare se ci confrontiamo con una dimensione diversa,
dove non esiste tempo e spazio.

Non sempre raggiungiamo la vera meta,ci confondiamo, perdiamo la strada,
ed il viaggio ricomincia, ogni volta con un tassello nuovo per ricomporre
la mappa e per capire dove siamo diretti,
sino quando saremo in grado di scoprire quante cose nella nostra mente
sono solo frutto di illusione, di false idee: possiamo imparare solo attraverso
la nostra personale esperienza cosa personalmente stiamo cercando
e come rispondere alle nostre domande.

Per qualcuno il vivere non ha un senso, per altri esso è nella religione,
per qualcuno è nel proiettarsi oltre questa vita, magari senza fare davvero nulla
per renderla migliore, convinti che non ci si debba perdere tempo.
Ma è Adesso, con quel bagaglio leggero che portiamo in una mano ( e nel cuore) che
possiamo fare uno sforzo per capire dove siamo diretti.

Amare è sicuramente il biglietto per viaggiare lontano,
la chiave che ci permette di aprire molte porte,
di guardare oltre le stanze che contengono nuovi elementi per comporre la mappa
del nostro percorso, ma sopratutto, è con onestà e coerenza che possiamo
guardare profondamente alla scoperta del nostro Essere.

31.08.2011 Poetyca

The ticket

That time between birth and death that all call life,
with a body and those “imperfections” such as illness, old age,
fear, and the heavy hood is the ego is only a transition,
a vehicle that allows us to travel and to understand where we came from
and where we are going.
Our body suit is necessary, as this is necessary
fragile condition that often seems to be a prison,
especially when we are confronted with a different size,
where there is time and space.

Not always reach the true goal, get confused, we lose the road,
and the journey begins again, each time a new piece to redial
map and understand where we’re headed,
until when we are able to discover many things in our mind
are merely the result of illusion, of false ideas we can learn only through
our own personal experience what we are trying
and how to respond to our questions.

For someone to live does not make sense, for others it is in religion,
for some, is the project beyond this life, perhaps without really nothing
to make it better, believe that we should not waste time.
But it is now, with that lightweight luggage that we carry in one hand (and heart) that
we make an effort to understand where we’re headed.

Love is definitely the ticket to travel far,
the key that allows us to open many doors,
to look over the rooms that contain new elements to compose the map
of our journey, but most of all, it is with honesty and integrity that we can
look deeply at the discovery of our Being.

31.08.2011 Poetyca

La vita che ci attraversa – The life that passes through us


candido_giglio_1024

La vita che ci attraversa

Ogni giorno nasce per tutti l’occasione per manifestare noi stessi, la nostra Luce e la nostra vera natura, senza deviare, senza farci contaminare dal nostro ego, dalla paura, dalla sete di potere. Ci sono giorni sprecati, da cancellare, per quel silenzio che non ha portato frutto. Altri giorni sono come squarci di vita tra il grigiore delle nubi, un piccolo cenno di risveglio che permette di sperare per la consapevolezza delle nostre personali responsabilità. Nulla è mai sprecato, passo dopo passo saremo in grado di comprendere, di accogliere e di allearci a quel grande sentimento di Compassione che ci fa sentire che non esiste dualismo o separatività tra quel che siamo e quanto è ogni altro essere che rappresenta parte di quel che siamo.
Dopo aver disperso in mille rivoli in nostro seme di Luce, è necessario ritrovare l’essenza di un sentimento di Amore Incondizionato per dare colore al nostro esistere e di conseguenza a quella Vita che ci attraversa.

25.04.2013 Poetyca

The life that passes through us

Every day is born for all the opportunity to express ourselves, our light and our true nature, without deviation, without being contaminated by the ego, fear, lust for power. There are days wasted, to erase, to the silence that has not borne fruit. Other days are like glimpses of life among the gray clouds, a small wave of awakening that allows us to hope for the awareness of our personal responsibility. Nothing is ever wasted, step by step we will be able to understand, to accept and to ally ourselves to that great feeling of compassion that makes us feel that there is no duality or separateness between what we are and how every other being that is part of that who we are.
After dispersed in a thousand streams in our seed of Light, you must find the essence of a feeling of Unconditional Love to give color to our existence, and consequently to that Life which passes through us.

25.04.2013 Poetyca

Sul sentiero del cuore – On the path of the heart


Sul sentiero del cuore


A tentare di cambiare se stessi perchè il giudizio degli altri diventa un

disagio,si rischia di procurarsi un disagio peggiore, infatti,ad andare contro la

propria natura sensibile,coprirla di razionale ” buonsenso”,si invade quello

che vorrebbe emergere,bloccandolo.

Se un seme sta per scostare lo strato di terriccio che lo ricopre, per

trovare la luce che lo faccia sviluppare bene,aggiungere una barriera con altra terra

ne fa sprecare le energie e poi cresce male.

Quindi si deve essere contenti,semplicemente,del fatto che malgrado gli

altri non comprendano,si possa essere se stessi.

Quale migliore soddisfazione e sensazione di armonia nell’essere capaci di

portare fuori il meglio di sè?

Mostrare ad esempio aggressività , quasi a dover difendere un territorio,

non è detto che sia manifestazione di coraggio ma spesso nascondono le paure.

Chi dunque è sereno, allegro,capace di entusiasmo e soprattutto di dono di sé

agli altri, malgrado sia consapevole di non cercare nulla in cambio,

credo si possa ritenere maggiormente generoso e sereno rispetto a chi,

per paura ed egoismo, tiene stretto il poco che è, nel timore

di perdere approvazione ed attenzione esterna.

Dunque si matura attraverso un cammino che non blocchi il livello di

crescita interiore ma, malgrado i previsti ostacoli non fa reagire

chiudendosi in se stessi. Chi consiglia o giudica,

chi interferisce sulle scelte degli altri o sul loro modo di essere

che è espressione di sensibilità ed esperienze di vita,

relativamente alla necessità di chiudersi, ritenendo sciocco

il continuare a dare, direi che si ci arrende e si fugge

e non si ascolta il coraggio del cuore.

Si,è la mente che confonde e desidera lanciare messaggi ” terroristici” che

facciano vedere come,malgrado si sia dato qualcosa non si è ottenuto nulla in cambio,

ma chi si ferma ad attendere qualcosa non segue la via della generosità libera

e spontanea,questa ma aspettativa: Essere schiavi delle aspettative è chiudersi in una prigione,

dimenticando dove sono le chiavi,essere capaci di non avere alcuna aspettativa è essere liberi

nel seguire il coraggio,lasciando alle spalle le paure ed essere capaci

di scegliere di camminare – qui ed ora – sul sentiero del cuore.


23.11.2004 Poetyca


On the path of the heart

A groped to change themselves because the opinion of others becomes a
discomfort, it could get worse discomfort, in fact, to go against
its sensitive nature, cover rational “common sense”, it invades the
that would emerge, locking it.

If a seed is about to pull away the layer of soil which covers it, for
find the light that it does develop well, add a barrier with more land
it is wasting energy and then grows ill.

Then you must be content simply to the fact that despite the
others do not understand, you can be yourself.

What better feeling of harmony and satisfaction in being able to
bring out the best in you?

Show such aggression, almost having to defend a territory,
is said to be a manifestation of courage but often hide their fears.

Who then is calm, cheerful, capable of enthusiasm and above all self-giving
others, despite being aware not to seek anything in return,
I think we can feel more generous and peaceful than those who
fear and selfishness, keep the little that is close, for fear
of losing approval and attention outside.

So you walk through a couple that does not block the level of
inner growth, but despite the obstacles set does not react
cut themselves. Who recommends or judges,
who interfere with the choices of others or on their way to be
which is an expression of feelings and life experiences,
regarding the need to close, feeling foolish
The continue to give, I would say that we give up and flee
and do not listen to the courage of the heart.

Yes, it confuses the mind and want to send messages “terrorist” that
We show how, despite being given is not something you got nothing in return,
But who stops to wait for something does not follow the way of free generosity
and spontaneous, but this expectation: Be slaves of expectations is locked in a prison
forgetting where the keys be able to have no expectation to be free
the courage to follow, leaving behind the fears and be able
choose to walk – here and now – on the path of the heart.

23.11.2004 Poetyca

Alla ricerca di Pace – Looking for Peace



Alla ricerca di Pace


Non ci accorgiamo spesso che, prendiamo gli altri come bersaglio da colpire con le nostre frustrazioni; attribuiamo ” colpe” e crediamo irrisolvibili alcune situazioni, ci chiudiamo nella gabbia delle illusioni,perchè pensare che altri abbiano torti e noi assolutamente ragione ci pone nella condizione di sentirci superiori alle situazioni. A volte accade il ripetersi di esperienze o ” nodi” che siamo incapaci di sciogliere e tutto parte da noi stessi, dal nostro attaccamento, dal nostro ego ferito. Ed è sempre da noi l’opportunità di fermarci a cogliere cosa e perchè alimenti la nostra reazione di rabbia.
Perchè si ami attribuire colpe a ” ologrammi” esteriori?

Mi viene in mente, quando da bambini, se cadevamo o ci facevamo male contro qualcosa, per consolarci un adulto diceva che la ” colpa” era del sasso che ha fatto inciampare o della porta contro la quale urtavamo.
Magari ci credevamo e vedere come si attribuisse ” colpa” agli oggetti ci faceva stare meglio.
Ora non si starebbe meglio se, nel retto sforzo, non provassimo a rendere pace il nostro cuore.
La nostra non realtà è spesso indotta dai mezzi di informazione; dal nascondere i veri motivi delle cose.
Come si sa è sempre stato nella politica delle guerre cercare motivazioni al farle scoppiare, motivazioni che montino giudizi ” contro” ma la realtà si lega alle risorse di un territorio che facciano gola, al potere che amplifichi l’egemonia e sempre a carico della vita di innocenti.
Miseria, divisione, sopruso e quella forma di violenza non sempre fisica sono i mezzi per piegare un popolo e parole come ” pulizia etnica” , come ” genocidio”, ” olocausto,” sono tra le più ignobili che l’umanità possa aver coniato. Spero sempre che ci possa essere un ravvedimento ed un modo di condurre verso un’inversione di rotta che non conosca violenza ma dialogo ed equanimità.
Forse, agire dal nostro piccolo mondo del quotidiano non sarebbe sufficiente ma che non ci sia confusione tra “pace ” e quei movimenti politici che dietro alle bandiere hanno altri fini. La pace si conquista ( parola forte che appare bellica) dentro di sè per essere poi capaci di avere comportamenti costruttivi.

La guerra, come si sa, è sempre stata antagonista dell’amore, della saggezza e dell’equità. Minacce, promesse di rivendicazione sono quanto possa mettere in atto chi voglia caricare di rabbia gente che in fondo non ha chiesto guerre. Difesa ed offesa, mezzi che non si giustificano ma fanno perdere il senso della misura; ogni guerra ha conosciuto atti immorali, il piegare ” il nemico” dimostrando la propria forza.
Un’ombra ingigantisce la fama di chi se la costruisce, è mostrarsi potente è farsi temere; mezzi che sono lontani dall’abbandonare la forza per mostrare maggiore maturità.
Poi, si fa anche tanto parlare, senza realizzare nulla; una forma di dispersione che non arriva neppure all’essenzialità e che non ha alcuna opportunità risolutiva per situazioni che degenerano in violenza e prevaricazione.
Si resta impotenti, incapaci di trovare soluzioni e superamento di condizioni che si trascinano senza fine.
Si tratta di libere scelte, per noi, per coloro che davanti ad un dilemma possano essere presi nella trappola del ” fare come gli altri”, perchè magari li fa stare meglio. Ci sono persone ” attive” – sentono il bisogno di essere presenti ad alzare la voce – a muoversi e magari le fa stare meglio. Ci sono poi persone che, nel silenzio sono partecipi ai dolori del mondo seppure apparentemente distanti. Credo, semplicemente, che senza altrui suggerimenti, attivi con alzare di voci o apparentemente ” passivi” e compassionevoli – senza alcun giudizio – perchè il dolore, la privazione e la violenza tocca tutti indistintamente e non solo una parte della terra rispetto ad un’altra. Tutti siamo uno, infatti, credo che si possa includere nella nostra via anche la capacità di ” allargare il cerchio” del nostro non- dividere, del nostro ascolto nelle piccole cose del quotidiano che siano briciola di pace che s’espande. Possiamo lavorare su noi stessi, cercare pace interiore per non allargare a macchia d’olio effetti che incrinano armonia.
Si parte dal non giudizio o meglio dal non alimentare dualità. Andare ad una manifestazione, in libertà perchè si sente di farlo e non per ” moda” o perchè non si trovano altre soluzioni , per aver letto un manifesto che invitasse a farlo o perchè ce lo consigliano ( è poi una soluzione la marcia di Pace?) è opportuno solo se si sente – lo si accoglie -da consapevoli; come per la pratica.
Semplicemente si deve dare voce e manifestazione a quel rispetto per tutti gli esseri sensienti senza ricerca di torto o ragioni, di verità o menzogna perchè la guerra, tutte le guerre, non ha sconfitti e vincitori;
se si arriva all’odio, al mancato dialogo – si è tutti sconfitti.
In particolare se per il potere si calpesta il valore di vite.

In fondo tutti coloro che possono, in base alle proprie caratteristiche ed opportunità, dare voce alla pace, possono coinvolgere gli altri nel parlarne, con amorevolezza e lontani dal giudizio. Per parlare di pace si deve essere pace.
La consapevolezza è la capacità di raccogliere dalle esperienze del passato per offrire – qui ed ora – energie al futuro nella via di trasformazione – dalle tenebre dell’ignoranza alla luce dell’Amore.

Noi possiamo!
Poetyca 13.08.2006

Looking for Peace

We don’t often notice that, we target others to target with our frustrations; we attribute “faults” and believe some situations to be unsolvable, we lock ourselves in the cage of illusions, because to think that others are wrong and we absolutely right puts us in a position to feel superior to situations. Sometimes the repetition of experiences or “knots” happens that we are unable to untie and everything starts from ourselves, from our attachment, from our wounded ego. And it is always with us the opportunity to stop and understand what and why feed our anger reaction.
Why do you love to blame external “holograms”?
It occurs to me, when as children, if we fell or hurt ourselves against something, to console us, an adult said that the “fault” was of the stone he tripped or the door we hit.
Maybe we believed it and seeing how we attributed “guilt” to objects made us feel better.
Now it would not be better if, in the right effort, we did not try to make our heart peaceful.
Our non-reality is often induced by the media; from hiding the real reasons for things.
As you know, it has always been in the politics of wars to look for motivations to make them burst, motivations that mount judgments “against” but reality is tied to the resources of a territory that make a throat, to the power that amplifies hegemony and always borne by life of innocents.
Misery, division, abuse and that form of violence that is not always physical are the means to bend a people and words like “ethnic cleansing”, like “genocide”, “holocaust,” are among the most ignoble that humanity could have coined. I always hope that there can be a repentance and a way of leading towards a change of direction that knows no violence but dialogue and equanimity.
Perhaps, acting from our small everyday world would not be enough but that there is no confusion between “peace” and those political movements that have other purposes behind flags. Peace is conquered (a strong word that appears warlike) within oneself in order to be capable of constructive behavior.
War, as we know, has always been the antagonist of love, wisdom and fairness. Threats, promises of vindication are what can be put in place by those who want to charge people with anger who have not asked for wars. Defense and offense, means that are not justified but make you lose the sense of measure; every war has known immoral acts, to bend “the enemy” by showing its strength.
A shadow magnifies the fame of those who build it, it is to be powerful and to be feared; means that are far from abandoning strength to show greater maturity.
Then, there is also a lot of talk, without realizing anything; a form of dispersion that does not even reach essentiality and that has no solution opportunity for situations that degenerate into violence and abuse.
We remain powerless, unable to find solutions and overcome conditions that drag on endlessly.
These are free choices, for us, for those who, in the face of a dilemma, can be caught in the trap of “doing like the others”, because maybe it makes them feel better. There are “active” people – they feel the need to be present to raise their voices – to move and maybe make them feel better. Then there are people who, in silence, participate in the pains of the world, although apparently distant. I simply believe that without others’ suggestions, you are active with voices or apparently “passive” and compassionate – without any judgment – because the pain, deprivation and violence affects everyone indiscriminately and not just one part of the earth compared to another . We are all one, in fact, I believe that we can also include in our way the ability to “widen the circle” of our non-sharing, of our listening to the little things of everyday life that are a crumb of peace that expands. We can work on ourselves, seek inner peace so as not to spread effects that damage harmony like wildfire.
It starts from non-judgment or better not from nourishing duality. Go to a demonstration, in freedom because you feel like doing it and not because of “fashion” or because there are no other solutions, for having read a poster that invited you to do it or because they recommend it to us (is the Peace March a solution? ) it is only appropriate if you feel it – you welcome it – by being aware; as for practice.
Simply one must give voice and manifestation to that respect for all sensible beings without seeking wrong or reason, of truth or lie because war, all wars, has no defeats and winners;
if it comes to hatred, to lack of dialogue – everyone is defeated.
In particular if the value of lives is trampled for power.
After all, all those who can, according to their characteristics and opportunities, give voice to peace, can involve others in talking about it, lovingly and far from judgment. To speak of peace one must be peace.
Awareness is the ability to gather from past experiences to offer – here and now – energies to the future on the path of transformation – from the darkness of ignorance to the light of Love.

We can!

Poetyca 13.08.2006

Dal buio al seme – From dark to seed


Dal buio al seme

Sicuramente nel mondo duale non si potrebbe cadere nell’inganno di
aggrapparsi a qualcosa per rigettare il suo opposto . Non esiste
antagonismo o qualcosa di ” buono ” da coltivare e qualcosa di ” cattivo”
da demonizzare. Tutto è come per il Tao: lo ying e lo yang , seppure con elementi opposti è nell’unità che tutto coesiste , non solo ma è presente la ciclicità dagli eventi .
Se, ad esempio ,nel chiaro intento di trovare il Bene in noi stessi , ci
illudessimo che disconoscendo e soffocando la nostra parte ” ombra” essa
non esistesse , cosa accadrebbe ? Giustificando ogni azione eccessiva
diverremmo come quegli integralisti che , non rendendosi conto , usano
un’ideologia o il suo archetipo per delle guerre giustificate.
La vera pace , la consapevolezza e conoscenza di noi stessi prendono vita dall’attraversamento di un tunnel buio ( il nostro inconscio ) per ritrovare la luce duratura dell’armonia degli opposti e la vera consapevolezza .

Non servono metodologie alla moda che promettono miracoli o sostanze
allucinogene per andare a cercare quello che è in noi . Non ci si deve
sentire falliti se non si toccano subito risultati , anzi non è quello il
fine , semplicemente si osserva la mente e si accoglie il dono che essa ci
potrebbe fare : anche e sopratutto attraverso quei pensieri o quelle
sensazioni disturbanti che vorremmo disconoscere perché proviamo
attaccamento ad un”immagine di noi che sia positiva e rassicurante.
Non dimentichiamo che il seme per germogliare ha bisogno del buio.

© Poetyca

From dark to seed

Surely in the dual world one could not be fooled by
cling to something to reject its opposite. Does not exist
antagonism or something “good” to cultivate and something “bad”
to demonize. Everything is as for the Tao: the ying and the yang, albeit with opposite elements, is in the unity that everything coexists, not only but the cyclicity from events is present.
If, for example, in the clear intent to find the Good in ourselves, there
we deluded ourselves that by disavowing and suffocating our “shadow” part it
did not exist, what would happen? Justifying any excessive action
we would become like those fundamentalists who, not realizing it, use it
an ideology or its archetype for justified wars.
True peace, awareness and knowledge of ourselves come to life through the passage of a dark tunnel (our unconscious) to find the lasting light of the harmony of opposites and true awareness.
You don’t need trendy methodologies that promise miracles or substances
hallucinogens to go and find what is in us. You don’t have to
to feel unsuccessful if results are not touched immediately, or rather it is not that
In the end, one simply observes the mind and welcomes the gift it gives us
could do: even and especially through those thoughts or those
disturbing sensations that we would like to ignore because we feel
attachment to an image of us that is positive and reassuring.
Let’s not forget that in order to germinate the seed needs darkness.

© Poetyca

Offerta – Offer


Offerta

Due passerotti sul ramo;si osservano, si cercano.Inevitabile che ogni tanto debbano spiccare il volo,la loro natura è quella; eppure ad ali spiegate nell’azzurrità del cielo, nell’apparente essere lontani;da quel ramo, dalla visione dell’altro passero,non ci si è mai allontanati, le foglie, i luoghi e l’albero;il senso di dolce compagnia vissuta con il compagno sono per sempre nella memoria e nel cuore.Basta semplicemente essere consapevoli di questo.Raccogliere questa capacità di evocazione, porre la fragile forza di essere oltre distanze ed apparenze dinnanzi a noi, per sapere che tutto è un lampo;solo noi possiamo decidere se è timore o luce che squarcia il buio; come colmare le attese se di rimpianto o di quella gioia per la gratitudine di ogni attimo vissuto : la sua ricchezza ed offerta d’amore.

19.09.2006 Poetyca
Offer
Two sparrows on the branch, are observed, are sought.
Inevitable that sometimes must fly,
their nature is, and yet to spread wings
the blue sky, being away in apparent;
from that branch, from viewing the sparrow
there has never been removed, the leaves, place and the tree;
the sense of sweet company lived with her boyfriend
are forever in his mind and heart.
Just be aware of this.
Ability to meet this evocation, put
the strength to be weak over distances and appearances
before us, to know that everything has a flash;
only we can decide whether it is fear or light
that pierces the dark as to fill the expectations
if of regret or gratitude for the joy
every moment lived, its wealth and offer love.
19.09.2006 Poetyca

La scelta – The choice


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La scelta

Ogni esperienza ci chiede di fare una scelta:
una via per dare ad altri l’impressione di seguire
la loro strada ( i condizionamenti, le paure,
le negazioni del cuore) oppure una scelta che
è espressione della nostra vera essenza,
una scelta che non è sempre approvata,
che non avrà mai applausi, ma è quello che siamo,
che ci permette di manifestare con libertà la nostra
vera natura e questa è sempre una scelta d’amore.
Non possiamo rinnegare la nostra vera natura, la nostra
capacità di amare malgrado tutto, perchè per ogni strada
che noi percorriamo solo per orgoglio o per essere approvati
da altri noi rinneghiamo la bellezza e purezza che è dentro di noi.

La scelta più corretta è sempre dove l’amore ci attrae
e ci rende sua manifestazione viva. Se proviamo disagio
allora non è la scelta migliore.

27.05.2011 Poetyca

The choice

Each experience requires us to make a choice:
a way to give others the impression of following
their way (the pressures, fears,
the negatives of the heart) or a choice
is an expression of our true essence,
a choice that is not always approved,
that will have no applause, but that’s what we are,
that allows us to freely express our
true nature and this is always a choice of love.
We can not deny our true nature, our
ability to love despite everything, because for every road
only that we walk out of pride or to be approved
by others deny us the beauty and purity that is within us.

The correct choice is always where love draws us
and its manifestation makes us alive. If you feel uncomfortable
then it is not the best choice.

27.05.2011 Poetyca

Nuovo giorno – New day




Nuovo giorno


Un nuovo giorno, forse identico a tanti, stessi gesti, stesse attese. Ma nessun giorno indossa le stesse sfumature interiori, siamo noi costruttori del giorno, dei respiri che imprimono senso alla nascita del sole,
al calore dell’anima che s’eleva verso l’orizzonte per essere seguita da membra stanche di vagare oltre il confine della notte.
Siamo noi che raccogliamo sprazzi di silenzio per farne preghiera e speranza – luce viva – che guidi nella tormenta di dolore ed illusioni,noi ad aprire il pugno, che troppo stretto tiene sogni strappati al tempo.
Soli di fronte a noi stessi, pellegrini di questo percorso saremo capaci semplicemente di essere, gettando lontano tutte le apparenze, ombre inutili che proiettano solo inganni, saremo figli della Luce che sanno raccoglie Speranza e farne dono con il vibrare del coraggio.

© Poetyca

New day

A new day, perhaps identical to many, same gestures, same expectations. But no day wears the same inner shades, we are the builders of the day, of the breaths that give meaning to the birth of the sun,
to the warmth of the soul that rises towards the horizon to be followed by limbs tired of wandering beyond the border of the night.
It is we who collect flashes of silence to make them prayer and hope – living light – which guides us in the torment of pain and illusions, we who open our fist, which too tightly holds dreams torn from time.
Alone in front of ourselves, pilgrims of this path we will be able to simply be, throwing away all appearances, useless shadows that project only deceptions, we will be children of the Light who know how to gather Hope and make it a gift with the vibrating courage.

© Poetyca

Sull’Amare – On loving


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Sull’Amare

Ci troviamo a cercare e a confrontarci con noi stessi per seminare le cose in cui crediamo. Il rapporto con gli altri,diversi da noi per consuetudini ed idee è spesso un rapporto di compromesso: Apertura e disponibilitá sono la via spianata per esperire atteggiamenti,attenzione e confronto con altri aspetti di noi stessi in altre persone,le quali a volte fungono da specchio.E’ attraverso questo confronto che possiamo mettere in atto flessibilità,accoglienza e compassione ma questo non deve farci perdere di vista il rispetto di sè,la continuità della ricerca interiore ed un mirato ascolto di quanto si manifesta,in modo spontaneo,senza farsi manipolare o piegare dall’altrui giudizio o da pressioni esterne atte a farci mutare comportamento o, soprattutto,dal nostro attaccamento alla nostra immagine o alle apparenze. Amare o partecipare alla vita degli altri deve essere un percorso spontaneo ed incondizionato. Tutti noi dovremmo lavorare per trovare la gioia di un confronto costruttivo. Senza rabbia o timore.

Esistono persone capaci di amare…malgrado tutto e senza pianificare nulla.
Non lo fanno in nome di un Dio o per guadagnarsi un lontano Paradiso, semplicemente provano una gioia profonda nell’esprimere la propria natura.Non tentano di trarre piacere ma vivono pienamente l’attimo presente. Perchė consapevoli che tutto è Amore.

Il ricevere quel che si semina è una legge naturale, qualcuno lo chiama Karma.
Anche nella Bibbia, nell’Antico Testamento, in Proverbi si afferma che ” Chi semina vento raccoglie tempesta” (Osea 8,7). Una piccola nota per comprendere che siamo responsabili delle nostre azioni. Amare non è qualcosa che si programma o si imita, accade.
La rabbia, l’odio, la vendetta, hanno una sorta di potere corrosivo che danneggia chi per primo coltiva tali semi.
Meglio dimenticare le cause di sofferenze e amare comunque ( anche se difficile) che farsi contaminare da energie corrosive e distruttive.

16.01.2014 Poetyca

On loving

We are to seek and confront ourselves to sow the things we believe . The relationship with others different from us for traditions and ideas is often a relationship of compromise : Opening and availability are clearing the way for seeking attitudes , attention and comparison with other aspects of ourselves in other people , which sometimes act as specchio.E ‘ through this comparison we can implement flexibility , warmth and compassion but this should not make us lose sight of the self-respect , the continuity of soul searching and a focused listening to what occurs in a spontaneous way , without being manipulate or bend dall’altrui judgment or by outside pressures designed to make us change behavior or , more importantly, from our attachment to our image or appearances. To love or to participate in the lives of others should be a path spontaneous and unconditional . All of us should work to find the joy of a constructive dialogue . Without anger or fear .

There are people who are able to love in spite of everything … and not planning anything.
Do not do it in the name of God or to earn a distant paradise , simply feel a deep joy in expressing their natura.Non try to get pleasure but fully live the present moment . Because they are aware that everything is Love.

The get what you sow is a natural law , some call it Karma .
Even in the Bible, in the Old Testament , Proverbs says that “He who sows the wind reaps the whirlwind .” (Osea 8,7) A small note to understand that we are responsible for our actions. Love is not something you or program imitates , it happens .
Anger , hatred , revenge, have some sort of corrosive power that harms those who first cultivated these seeds.
Better to forget the causes of suffering and still love (although difficult ) to be contaminated by corrosive and destructive energies .

16/01/2014 Poetyca

Il giardino fiorito – The flower garden


Il giardino fiorito


Curare il giardino della nostra anima, significa irrorarlo,

nutrirlo di opportunità che sappiano coinvolgere energie positive .

Pensiero, emozione ed azione, poi, tutta la nostra volontà.

Spesso in questo lavoro si possono incontrare le brutte

stagioni: i momenti di assopimento, si possono incontrare

tempeste improvvise; non tutto dipende da noi ma

dall’ambiente esterno che, malgrado si tenti di accogliere,

di integrarsi ad esso, non è detto che sia poi come “essere

a casa”.

Quando accade che gli eventi, scatenati da persone non “in

linea” con il nostro modo di essere, con il nostro impegno,

possano deturpare il nostro giardino, semplicemente è

necessaria qualche potatura.

Le chiavi di questo luogo non si potrebbero consegnare a

tutti, solo a chi, sa camminare in punta di piedi e tenti

di non rovinare tutto il nostro lavoro.

Scopriamo poi il giardino degli altri: a volte rovinato,

pieno di erbacce, tentiamo, con umiltà, di aiutare a

migliorarlo,

Non sempre questo viene accolto e la cecità porta queste

persone alla pretesa di avere un giardino come il nostro,

estirpando le nostre piante senza aver preparato il loro

terreno; eppure basterebbe togliere le erbacce che

soffocano quelle meravigliose piante che crescono stentate;

tentiamo di farlo comprendere, eppure non vogliono .

Allora, ricordiamo sempre che, se volessimo aiutare, non

dovremmo estirpare le nostre piante, curate con amore, per

trapiantarle; possiamo solo dare dei semi.

Poi è compito di chi li riceve curarli e farli crescere.

Dobbiamo rispettare la scelta di chi, malgrado tutto,

continua a non curare il proprio giardino; ma è necessario,

quando ci accorgiamo che non rispetta il nostro, difenderlo

e non farlo calpestare.

Solo in questo modo si è capaci di avere rispetto per se stessi.


17.03.2005 Poetyca


The flower garden

Treating the garden of our soul, means spraying
opportunity to feed who can involve positive energy.
Thought, emotion and action, then all our will.
Often in this job you can find the bad
seasons: the moments of drowsiness, you may encounter
sudden storms, but not everything depends on us
from the external environment that, despite trying to accept,
integrate it, then it is said that “being
home.
When it happens that events, triggered by people “in
line with our way of being with our commitment,
to disfigure our garden, is simply
require some pruning.
The keys of this site may not deliver to
all, only those who can walk on tiptoe and tries
not to ruin all our work.
Then discover the gardens of others: sometimes ruined,
full of weeds, trying, with humility, to help
improve,
This is not always welcomed and blindness brings these
people claim to have a garden like ours,
uprooting our trees without having prepared their
land, yet sufficient to remove the weeds
stifle those wonderful plants that grow stunted;
try to understand it and yet do not want.
So, always remember that if we wanted help, not
we uproot our trees, treated with love,
transplant, we can only give seeds.
Then it is up to those who receive them and treat them grow.
We must respect the choice of who, despite everything,
still does not treat its own garden, but it is necessary
when we realize that does not respect our own, defend
and not to trample.
Only in this way one is able to have respect for themselves.

17.03.2005 Poetyca

Ricerca interiore – Inner search


Ricerca interiore

La ricerca interiore è uno sforzo che ci insegni a guardare in profondità,

a portare fuori quanto è già in noi, spesso salvaguardandolo dalle troppe

contaminazioni esterne, dalla cortina di ignoranza e di superficialità

che non permette di far fiorire o riconoscere la bellezza già esistente.

siamo tutti responsabili del nostro sentire e delle azioni

per creare armonia e pace, per toccare la realtà interiore e

guadare come uno specchio la vita al di fuori di noi.

Siamo capaci di creare armonia nel nostro cuore per dare il nostro meglio

in condivisione per il mondo.

Da una semplice presenza chiara in noi è possibile muovere

un soffio di amore incondizionato per il mondo.

Come un arcobaleno che abbraccio di colori e di armonia tutto il mondo

02.04.2011 Poetyca

Inner search

The inner search is an effort to teach us to look deeply,

to carry out what is already in us, too often shielding them

from external contamination, the veil of ignorance and superficiality

that does not allow to flower or recognize the beauty that already exists.

We are all responsible for our feelings and actions

to create harmony and peace, to touch the inner reality and

wade like a mirror life outside of us.

We are capable of creating harmony in our hearts to give our best

in sharing the world. From a simple presence is clear we can move

a breath unconditional love for the world.

How to embrace a rainbow of colors and harmony around the world

02.04.2011 Poetyca

Viaggiare – Travel


Viaggiare

Il primo suono da ascoltare è quello del silenzio, dove trovare se stessi, il battito del cuore ed il senso delle proprie pulsioni.

Troverai colori, tinte pastello o tinte forti, segni dell’umano essere che rincorre a volte una chimera ma al…tre afferra la propria stella dalla coda e ricompone il senso di notti di nostalgia dell’indefinito o con rabbia straccia tutto perchè sente a pelle quell’inquetudine senza nome che è fuoco, spinta a cercare ancora.

Questo è un interminabile viaggio al quale si crede di saper trovare qualcosa, ma alla fine ci si arrende a quel che accade, passo dopo passo perchè il vero senso non è la meta, la scoperta di qualcosa ma è semplicemente accogliere ogni cosa, e dimenticare perchè si era iniziato a viaggiare. Il senso di tutto è unicamente il viaggio.

27.09.2010 Poetyca

Travel

The first sound of silence is to listen to, where to find oneself, one’s heartbeat and a sense of their own instincts.

You will find colors, pastels or bright colors, signs of the human being who sometimes pursues a chimera but … three catches his star in the tail and recreates the sense of longing nights of the indefinite or anger because he feels all waste skin quell’inquetudine unnamed fire is urged to search again.

This is an endless journey to which we believe will be able to find something, but eventually gives in to what is happening, step by step because the true meaning is not the goal, the discovery of something but just accept everything, and forget because he had begun to travel. The meaning of everything is only the journey.

27.09.2010 Poetyca

Con Armonia – With Harmony


Due amanti silenziosi somigliano a due arpe con lo stesso diapason e pronte a confondere le voci in una divina armonia. (p. 50)

Jean-Baptiste Alphonse Karr, Aforismi sulle donne, sull’uomo e sull’amore, a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1993.

Armonia

“Mettete la parola “armonia” nel cuore della vostra esistenza,
custoditela in voi come una sorta di diapason, e non appena vi
sentite un po’ inquieti o turbati, prendete quel diapason e
ascoltatelo in modo da mettere tutto il vostro essere in
consonanza con la vita illimitata, la vita cosmica.
Dite che riuscite già ad armonizzarvi con la vostra famiglia,
con i vostri amici, con i vostri vicini, con i vostri colleghi di
lavoro?… Va bene, ma non è sufficiente. Potete essere in
accordo con la vostra famiglia o con la società, ma essere in
disaccordo con la vita universale, e allora, a poco a poco tale
dissonanza si infiltra in voi e rode il vostro organismo
psichico. Sforzatevi sin da ora di accordarvi con la vita
universale; sarà questa a portarvi la salute, la bellezza, la
luce, la gioia, e a fare di voi, ovunque andrete, un fattore di
armonia.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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Dai Discorsi di Thich Nhat Hanh

Sorridere a voi stessi è un atto molto gentile nei vostri confronti, perchè state soffrendo e quando soffrite avete bisogno di amore. Voi siete la prima persona che può offrirvelo, non aspettate che sia un’altra a farlo. La pratica della meditazione è la pratica del guardare in profondità nella natura delle cose. E quando sarete in grado di guardare nella natura delle cose otterrete la comprensione, che può liberarvi dalla vostra sofferenza. Nel buddhismo la liberazione avviene attraverso l’intuizione, non attraverso la grazia, e quell’intuizione non sarà possibile senza la pratica della meditazione e del guardare in profondità. Non perdete neanche un minuto delle vostre giornate, ogni minuto della vostra giornata può essere utilizzato per generare l’energia della presenza mentale:camminando, respirando, sedendo. Inspirate, godetevi il vostro respiro e dite:”Sono arrivato”. Lo scopo è smettere di correre. Quando espirate dite:”Sono a casa”, e la vostra casa comincerà a rivelarvisi. Dovrebbe esserci sempre al vostro interno una specie di dialogo permanente con voi stessi, così che possiate scoprire qual è il sentiero da percorrere. E, quando conoscerete il vostro sentiero, smetterete di soffrire. Quando fate qualcosa per far sentire un altro sollevato, improvvisamente vi sentite molto felice. Se non avete la possibilità di fare qualcosa per dar sollievo a qualcun altro ma desiderate essere in grado di farlo, già quella voglia vi renderà più felice. Chi non ha l’energia dell’amore, chi non ha nessuna voglia di amare, è perso, molto solo e molto infelice.

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La retta parola

Nel Vinaya leggiamo queste istruzioni: «Chiunque
stia per ammonire un altro deve suscitare in sé
cinque qualità prima di aprir bocca, in modo da
poter dire così: “Parlerò a tempo debito, non nel
momento sbagliato. Dirò la verità, non bugie.
Parlerò soavemente, non con severità. Parlerò a
suo vantaggio, non a suo danno. Parlerò con
intento gentile, non con rabbia”».

Parlare rettamente è sopratutto mantenere una costante attenzione
al proprio modo di esprimersi in ogni circostanza,
perchè la parola è manifestazione del proprio essere.

Una delle cose importanti è il non parlare vanamente,
l’essere prudenti e misurati andando a verificare le fonti,
perchè non si trasmetta ad altri qualcosa di non vero,
che propagasse ignoranza (nel senso di falsa conoscenza).

Sopratutto nell’evitare di sovraccaricare gli altri
di troppe parole che non sempre sono utili.
Si deve sviluppare un processo di sintesi
per trasmettere l’essenza e dare spazio agli altri
nella ricerca ed ascolto interiore.

Non è la mente che deve parlare e soppesare
ma il nostro accostarci con amorevolezza
e compassione, in questo modo cade il giudizio
e la rabbia per mantenere sempre posizioni di supremazia.

Essere duali è percorrere la strada della competizione
e non ci sono giudici e gare.

Si apprende molto osservando ad ascoltando,
mentre non si ha nulla da insegnare a nessuno imponendo
delle proprie opinioni. Meglio tenerle per se stessi
o chiedersi se sono davvero valide o frutto
di condizionamenti della nostra mente.

La ricerca interiore è un giardino che ogni essere
coltiva in prima persona, possiamo solo dare sostegno
e non serve essere concitati ed agitarsi con gli altri
per far capire di essere vicini o di sentirsi distanti.

Meglio un fermo silenzio, addolcito da un sorriso
ed un amorevole accoglienza che il farsi trascinare
da un fiume in piena che non placa la mente.

Non giova sapere se si è approvati o disapprovati
da qualcuno, è importante riflettere e capire
se il passo che compiamo è costruttivo
o arreca danno ad altri esseri, in questo
possiamo essere capaci da soli.

Si è davvero vicino ad una persona restando in silenzio,
per permetterle di leggersi nel profondo,
ed aspettando che quello che noi avevavo compreso,
finalmente trovi chiarezza nell’altro attraverso
la retta visione ed il suo retto sforzo.
Possiamo suggerire con dolcezza, mai sovrapporci
o sostituirci agli altri.

Questo è nella mia esperienza e nel mio
modo di porgere la mia presenza in tanti anni.

Nel nostro rapporto con gli altri
non abbiamo merito alcuno, siamo solo testimoni
del loro sforzo per migliorare.
Ma sopratutto non dobbiamo distrarci
dal lavoro che serve per migliorare noi stessi.

Un sorriso
Poetyca

Vinaya è un termine sanscrito e pāli che significa disciplina e nel Buddhismo indica la raccolta scritturale delle norme di condotte seguite dai monaci (bhiksu, sanscr., bhikkhu, pāli) e dalle monache (bhiksuni, sanscr., bhikkhuni, pāli).
Il vinaya è una delle due categorie degli antichi insegnamenti del Buddha Shakyamuni (o Buddhadharma) insieme al ‘Dharma’ (ovvero dottrina). Un altro termine per indicare il Buddhismo è infatti Dharmavinaya.
Attualmente disponiamo di sette vinaya delle antiche scuole (Buddhismo dei Nikaya).
Il vinaya Theravada, di probabile origine Sthaviravada Vibhajyavada, è conservato nel Canone pāli ed è suddiviso in tre parti:

Suttavibhanga, le regole di condotta fondamentali dei monaci e delle monache (patimokkha) con le storie all’origine di ciascuna regola;
Khandhaka, a sua volta suddiviso in:
Mahavagga, altre regole di condotta e di etichetta per il sangha insieme ad altri discorsi e insegnamenti del Buddha;
Cullavagga, elaborazioni sull’etichetta e le norme dei monaci e delle monache e la trattazione di come vadano affrontati i casi di infrazione delle regole monastiche;
Parivara, una ricapitolazione delle sezioni precedenti riportante in sunto le regole classificate in vari modi a scopo didattico.

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Harmony

Two lovers are like two harps silent with the same pitch and ready to confuse the entries in a divine harmony. (P. 50)Jean-Baptiste Alphonse Karr, aphorisms on women, man and love, by Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1993.Harmony

“Put the word” harmony “in the heart of your existence,
Guard them in you as a kind of tuning fork, and as soon as you
feel a bit ‘anxious or upset, take this fork and
listen to put your whole being in
consonance with unlimited life, cosmic life.
You say you have failed to harmonize with your family,
with your friends, your neighbors, your colleagues
work? … Okay, but not enough. You may be
agreement with your family or society, but be
disagreement with the universal life, and then, little by little this
dissonance seeps into you and eats your body
psychic. Make an effort from now to agree with the life
universal, this will take you to the health, beauty,
light, joy, and to you, wherever you go, a factor
harmony. “

Mikhael Omraam Aïvanhov

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Speeches by Thich Nhat Hanh

Smiling to yourself is an act very kind to you, because you are suffering and suffering when you need love. You are the first to offer it can not wait until it is another to do so.The practice of meditation is the practice of looking deeply into the nature of things.And when you’re able to look at the nature of things will get understanding, which can free you from your suffering. In Buddhism, liberation is through intuition, not through the grace and intuition will not be possible without the practice of meditation and deep looking. Do not miss a minute of your day, every minute of your day can be used to generate the energy of mindfulness: walking, breathing, sitting. Breathe, enjoy your breath and say, “I came.” The aim is to stop running. When you exhale say, “I’m home, and your home will begin to rivelarvisi. There should always be your kind of interior permanent dialogue with yourself, so you can find out what path to take. And, when you know your path, stop suffering. When you do something to make another raise, suddenly you feel very happy. If you do not have the opportunity to do something to give relief to someone else but would like to be able to do so, that should already make you happier. Who has the energy of love, who has no desire to love is lost, very lonely and very unhappy.

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Right speech

In the Vinaya read these instructions: “Whoever
is to warn another to be perceived as such
five qualities before opening his mouth, so
I can say this: “I will in due course, not in
wrong time. Tell the truth, not lies.
I will speak softly, not with severity. I’ll talk to
his advantage, not to their detriment. I’ll talk to
kind intent, not with anger. “

Speak directly above is to maintain a consistent focus
its mode of expression in all circumstances,
because the word is a manifestation of his being.

One of the important things is to not speak in vain,
being cautious and measured by checking the sources,
why do not you send to others something that is not true,
that propagates ignorance (in the sense of false consciousness).

Above all, avoid overloading the other
too many words that are not always useful.
We must develop a synthesis process
to convey the essence and give space to others
in research and inner listening.

It is the mind that has to speak and weigh
but our approach with kindness
and compassion, so that falls on court
and anger to maintain positions of supremacy.

Being dual is the path of competition
and there are judges and competitions.

You learn a lot by watching to listening,
while you have nothing to teach anyone requiring
of their views. Better to keep it for themselves
or whether they are really valid or fruit
of conditioning of our mind.

The research is an inner garden that every
grow personally, we can only give support
and no need to be excited and agitated with the other
to understand to be near or distant feel.

Better a still silence, softened by a smile
and a loving welcome that being dragged
by a swollen river that calms the mind.

Not useful to know whether you approve or disapprove
by someone, it is important to reflect and understand
if the step you take is constructive
or causes harm to other beings, in this
we may be able by themselves.

It was really close to a person remaining silent,
to enable it to read in depth,
and waiting for what we had understood,
finally find clarity in the other through
the right view and its right effort.
We suggest gently, never sovrapporci
or replace them with others.

This is in my experience and my
way to extend my presence in many years.

In our relationship with others
we have no merit, we are only witnesses
of their effort to improve.
But above all we must not distract us
the work they need to improve ourselves.

A smile
Poetyca

Vinaya is a Sanskrit word that means discipline and Pali and in Buddhism means the collection of scriptural standards of conduct of monks (bhiksu, Skt., Bhikkhus, poles) and nuns (bhiksuni, Skt., Bhikkhuni, poles).
The Vinaya is one of two categories of the ancient teachings of Buddha Shakyamuni (or Buddhadharma) together with the ‘Dharma’ (ie doctrine). Another term for Buddhism is in fact Dharmavinaya.
Currently we have seven schools of the ancient Vinaya (the Buddhist Nikaya).
The Theravada Vinaya, probably from Sthaviravada Vibhajyavada, is preserved in the Pali Canon and is divided into three parts:

Suttavibhanga, the fundamental rules of conduct of monks and nuns (Patimokkha) with the origin stories of each rule;
Khandhaka in turn divided into:
Mahavagga, other rules of conduct and label for the sangha with other discourses and teachings of the Buddha;
Cullavagga, processing and labeling standards of monks and nuns and the discussion of how to be dealt with breaches of monastic rules;
Parivara, a recapitulation of the previous sections showing in summary the rules classified in various ways for teaching purposes.

Silenzio…parla il cuore! – … Silence speaks the heart!


Silenzio…parla il cuore!

Spesso le persone temono di manifestare o addirittura di ascoltare quando detti il cuore,
infatti evitano la connessione con i sentimenti perchè temono di soffrire, di essere derisi,
di non essere accolti se non ” conformi” alle altrui aspettative.
Questo comporta un continuo feeback per incasellarsi in una sorta di modello comportamentale
dove ognuno debba essere simile a convenzioni o modelli ricevuti.

Il coraggio di spezzare questo iter non è in tutti, intanto il cuore ed i sentimenti repressi, tentano di farsi ascoltare, ci si trova in una condizione di mancato equilibrio,
di meccanismo automatico senza aprire uno spazio all’ascolto profondo.

Per fortuna ci sono persone dotate di maggiore attenzione e sensibiltà verso i sentimenti,
ad anche a costo di sentirsi emarginate portano avanti il loro quotidiano percorso, spesso
coinvongendo coloro che vorrebbero avere il medesimo ” coraggio” ma non sanno fare un solo passo senza il timore di non essere capaci di manifestarsi.

Nella mia esperienza mi accade di dialogare e di scoprire come molti sentano che quello che leggono è quando vivono interiormente ma non sarebbero stati capaci di esprimerlo,
allora se un’altra persona lo fa per loro, se provano a specchiarsi, è già uno spiraglio alla capacitò di non soffocare del tutto se stessi.

21.01.2009 Poetyca


… Silence speaks the heart!

Often people are afraid to express or even listen when the heart,
in fact avoid the connection with the feelings of suffering because they fear of being mocked,
not be accepted if not “conform” to the expectations of others.
This involves continuous feedback for incasellarsi in a kind of behavioral model
where everyone should be similar to the conventions or models received.

The courage to break this process is not at all, while his heart and feelings repressed, trying to be heard, you are in a state of imbalance,
the automatic mechanism without an open space deep listening.

Fortunately there are people with greater attention and sensitivity to the feelings,
and even if it means to feel marginalized carry on their daily route, often
coinvongendo those who would have the same “courage” but do not know a single step without the fear of not being able to express himself.

In my experience I am going to talk and find out how many feel that what they read is when they live inside but were not able to express it,
then if someone else does it for them, if you try to be reflected, is a glimmer of the ability to not choke at all themselves.

21.01.2009 Poetyca

Perdono tra oriente ed occidente – Forgiveness between East and West


Perdono tra oriente ed occidente

Per-dono: fare dono
di qualcosa, il lasciare andare sentimenti che tengono
legato qualcuno e la sua ombra oltre il tempo dell’azione
che ha ferito, che ha sconvolto l’esistenza ha una diversa
valenza in Oriente e in Occidente.

Non si potrebbe pretendere di essere compresi, non tutti
sono capaci di capire in cosa e in che misura si possa
essere calpestati; non tutti saprebbero soffrire del male
arrecato; allora se chiedere scusa è provare disagio per la
sofferenza inflitta, con responsabilità e vera capacità a
non ripetere l’azione si coglie un frutto per la persona
che ha compreso. Ma chi sente con consapevolezza che
un’azione provoca una reazione può evitare di compierla.

Essere capaci – prima – è degli orientali; per gli
occidentali è un po’ una sorta di cammino per tentativi ed
errori dove spesso si incappa nella ripetizione di azioni;
poi basta chiedere perdono e si crede di “sanare” una
situazione. Per orgoglio è difficile chiedere scusa,
accogliere le scuse… Ma quanto gioverebbe essere capaci
di non ferire e di essere com-passionevoli. Non è la mente
o l’abitudine a dover tracciare il nostro percorso, ma
quella parte che spesso non sappiamo ascoltare per timore
dei sentimenti: il Cuore.
© Poetyca

Forgiveness between East and West

For-gift: to give
of something, letting go of the feelings they hold
tied someone and the shadow of him beyond the time of action
that has hurt, that has upset the existence has a different
valence in the East and in the West.

One could not expect to be understood, not all of them
they are able to understand to what extent and to what extent
to be trampled on; not everyone would know how to suffer from evil
caused; then if to apologize is to feel uneasy about the
suffering inflicted, with responsibility and true capacity a
not repeating the action, you reap a fruit for the person
that he understood. But who feels with awareness that
an action provokes a reaction can avoid carrying it out.

Being able – first – belongs to the Orientals; for the
Westerners is a bit of a trial and error path
mistakes where you often run into the repetition of actions;
then you just need to ask for forgiveness and you think you are “healing” one
situation. For pride it’s hard to apologize,
accept the apologies … But how good it would be to be able
not to hurt and to be com-passionate. It is not the mind
or the habit of having to trace our path, but
that part that we often do not know how to listen to for fear
of feelings: the Heart.

© Poetyca

Sensibilità – Feeling


Sensibilità

La sensibilità è quello strumento che ci permette di cogliere le cose oltre le apparenze, di comprenderne il peso e la forma, ma non tutti hanno lo stesso grado di percezione. Non possiamo combattere contro il nostro modo di essere ma possiamo imparare ad accogliere quello che siamo e i mezzi che ci permettono di camminare nel mondo.
Ci accorgiamo che tutti sono sensibili, tutti hanno le stesse paure.
Soffrire per gli altri ( non solo a causa di altri ) è mettere a disposizione la nostra sensibilità per accompagnarci al loro percorso con Compassione e Amore incondizionato.
26.02.2012 Poetyca
Feeling

Feeling is the tool that allows us to grasp things beyond appearances, to understand the weight and shape, but not all have the same degree of perception. We can not fight the way we are, but we can learn to accept who we are and the means that allow us to walk in the world.
We realize that everyone is sensitive, everyone has the same fears.
Suffering for others (not only because of others) is to provide our sensitivity to accompany their path with Compassion and Unconditional Love.
26.02.2012 Poetyca

Viaggio – Journey


soffrire
Viaggio
Nulla è lasciato al caso ed ogni apparente ostacolo
chiama in appello le nostre esperienze
per praticare ogni insegnamento assimilato nel percorso.
Svuotato il fardello del timore e del dubbio
siamo in grado di proseguire il nostro viaggio
verso la comprensione di noi stessi.
23.09.2015 Poetyca

Journey
Nothing is left to chance and every apparent obstacle
calls on appeal our experiences
to practice every teaching assimilated into the path.
Emptied the burden of fear and doubt
we can continue our journey
toward the understanding of ourselves.
09/23/2015 Poetyca

Il sasso nello stagno – The stone in the pond


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Il sasso nello stagno
Attraverso una semplice metafora
possiamo osservare alcuni meccanismi
della nostra mente che spesso ci sfuggono,
attraverso tale osservazione possiamo
assumerci le nostre personali responsabilità
riguardo quegli eventi che ci riguardano da vicino,
senza assumere l’atteggiamento da vittima,
soprattutto senza incolpare gli altri di quanto
ci accade:
Osserviamo come, lanciando un sasso in un stagno,
esso sia causa di una reazione dell’acqua, infatti
si vengono a formare dei cerchi concentrici e maggiore
e la spinta che imprimiamo al lancio
e maggiore è la reazione a tale spinta.
A volte si possono lanciare sassi con una tecnica
del tutto diversa, allora possiamo osservare come
il sasso possa rimbalzare sull’acqua.
Solo in nostro porre attenzione consapevolmente
permette di modificare traiettoria ed effetti.
Se ora attribuiamo ad ogni elemento la giusta collocazione,
ci accorgiamo che il sasso rappresenta il nostro ” Ego”,
quello che la mente considera essere un io,
una personalità, un soggetto pensante ed agente.
Dunque ad ogni nostra azione, spesso non ponderata nei suoi effetti,
dettata a volte come reazione o concausa ad eventi,
si scatenano dunque delle onde concentriche,
le quali coinvolgeranno tutto quel che incontrano.
Se, ad esempio, per un gesto di rabbia,
dettato dalla paura o dall’inconsapevolezza,
noi agiamo senza considerare che stiamo solo agendo
con il pilota automatico, senza conoscere le conseguenze,
siamo responsabili di quanto si genera.
Lo stesso accade quando, in una forma passiva,
dobbiamo subire le conseguenze degli atti di altre persone
( non consapevoli o vittime passive).
Se imparassimo ad usare attenzione,
a vivere con Compassione o Amorevolezza ( Metta)
verso coloro che agiscono senza sapere,
saremmo aperti ad un’alternativa molto importante.
Invece di farci risucchiare dal gorgo delle acque stagnanti
come quelle dell’odio, della rivalsa, della vendetta,
saremmo capaci di scelta, aprendoci a nuove prospettive.
Possiamo imparare a surfare sulle onde,
a stoppare la reazione a catena per operare in modo diverso,
un modo che faccia dello stagno un luogo limpido,
calmo,metafora per condurre la nostra pace interiore,
divenendo causa di amore incondizionato.
27.11. 2014 Poetyca
The stone in the pond
Through a simple metaphor
we can observe some mechanisms
of our mind that often elude us,
through this observation we can
assume our personal responsibility
about those events that concern us closely,
without assuming the attitude of the victim,
especially without blaming others than
happens to us:
We observe that, throwing a stone into a pond,
it is due to a reaction of water, in fact
are formed of concentric circles and greater
and the boost to the launch imprimiamo
and the greater the reaction to such a thrust.
Sometimes you can throw stones with a technique
completely different, then we can see how
the stone can bounce on water.
Only in our pay attention consciously
allows you to change the trajectory and spin.
If now we attribute to each element the right place,
we realize that the stone represents our “Ego”
what the mind sees as an I,
a personality, a thinking subject and agent.
So to all our actions, often unweighted in its effects,
dictated sometimes in reaction to events or contributing cause,
are unleashed therefore of concentric waves,
which will involve all I meet.
If, for example, for a gesture of anger,
dictated by fear or unconsciousness,
we act without considering that we are only acting
on autopilot, without knowing the consequences,
we are responsible for what you build.
The same happens when, in a passive form,
we must suffer the consequences of the acts of other persons
(Conscious or not passive victims).
If we learn to use attention,
to live with Compassion or Loving Kindness (Metta)
toward those who act without knowing,
we would be open to a very important alternative.
Instead of us sucked into the whirlpool of stagnant water
like those of hatred, revenge, revenge,
would be able to choice, opening up new perspectives.
We can learn to surf the waves,
to stop the chain reaction to operate in a different way,
a way that makes a place clear of the pond,
calm, metaphor to conduct our inner peace,
becoming a cause of unconditional love.
27.11. 2014 Poetyca

Amicizia – Friendship


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Amicizia

L’amicizia è sentimento che io reputo sacro,dove si cresce e si attraversano momenti significativi,dove la lealtà, il rispetto, la capacità di cogliere sfumature sottili, la riconoscenza tacita
e la cura verso l’altro, l’ascolto di suggerimenti dettati dal bene che si vorrebbe per l’altro,sono la cosa più preziosa che ci possa essere.

Parole, le mie, forse troppo idealiste, infatti è davvero difficile incontrare persone dall’animo onesto
e capaci di mettere in discussione se stesse per migliorarsi e per portare amorevolezza e chiarezza in un rapporto che una volta
che nasce dovrebbe durare tutta la vita.

In amore si è molto coinvolti e non sempre è facile mantenere equidistanza,diventa infatti un evento naturale, che si pensi a se stessi, anche se è spesso fonte di sofferenza.
Però l’anicizia che è compartecipazione profonda è una cosa diversa, è il giusto sostegno,la confindenza interiore capace di farci migliorare
di giorno in giorno perchè il vero amico è il nostro specchio.

Io tengo talmente tanto all’amicizia che se sapessi di essere tradita, oppure che una mia amica venisse calpestata, senza che lo meritasse ( tante le persone
che dietro la parola ” amicizia” usano gli altri!),divento una vera guerriera a favore della lealtà e della verità perchè non c’è cosa peggiore dell’ipocrisia e della menzogna nel calpestare gli altri.

19.04.2008 Poetyca

Friendship

Friendship is a feeling that I consider sacred, where meaningful moments of growth, loyalty, respect, the ability to capture subtle nuances, tacit gratitude grow and pass through.
and caring for others, listening to suggestions dictated by the good one wants for the other, are the most precious thing that can be there.

Words, mine, perhaps too idealistic, in fact it is really difficult to meet people with an honest soul
and capable of questioning themselves to improve themselves and to bring kindness and clarity to a relationship that once
which is born should last a lifetime.

In love you are very involved and it is not always easy to maintain equidistance, it becomes a natural event, that you think of yourself, even if it is often a source of suffering.
But the friendship that is deep sharing is a different thing, it is the right support, the inner confindence that can make us improve
from day to day because the true friend is our mirror.

I care so much about friendship that if I knew I was betrayed, or that a friend of mine was trampled on, without her deserving it (so many people
that behind the word “friendship” others use!), I become a true warrior in favor of loyalty and truth because there is nothing worse than hypocrisy and lies in trampling on others.

19.04.2008 Poetyca

 

Autorità e rispetto – Authority and Respect



Autorità e Rispetto
La base di tutto parte dal rispetto, appare una parola limitante, confusa come ” essere assoggettati ad un autorità ”
– poi tra autorità ed autoritario – passa un’altra differenza.
Si crede ad esempio di dover essere capaci di porgere di tutto per colmare ed ” essere vicini “, che ci si debba adeguare ai tempi e spesso non è¨ una vera presenza la nostra ma un imporre e proporre cose, un volere mostrare solo il nostro punto di vista senza sforzarci a comprendere cosa l’altro abbia vissuto, cosa colga la sua sensibilità e quali pietre miliari segnino il suo cammino interiore.
Allora si educano i figli ad avere tutto, persino quello che non è mai stato chiesto, che non era nel loro interesse e si gareggia a dimostare la grande conoscenza che possano avere, con amici e conoscenti – lontana da cultura e da assimilazione- si diviene assuefatti , incapaci di mettere in moto la curiosità, la vigilanza e la voglia di seguire una via precisa – tutto è talmente superficiale e troppo vasto da non cogliere essenzialità oppure, come per le specializzazioni, diviene talmente – parte del tutto – da non avere più la conoscenza generale.
Di sicuro era meglio la cultura di un tempo.
Non credo sia possibile una ” libertà” di comportamento senza tenere conto degli altri (il mancato rispetto), di quello che l’agire in forma “anarchica” possa comportare nel calpestare altrui sensibilità, in fondo abbiamo tutti delle linee guida, penso che relativamente al tenere conto del ” giudizio”, che lego a confronto o paragone con gli altri al voler credere che alcune reazioni siano giustificabili,denoto che spesso giudicare è¨ pre-meditare qualcosa non sempre inerente ad una comprensione degli atteggiamenti degli altri ma ergersi come ” migliori “. Esiste un migliore, quando in fondo abbiamo tutti un diverso cammino? Non è¨ la competizione, il saper lasciare indietro gli altri a renderci ” al di sopra”, la saggezza è¨ in colui che se lo desidera sa anche aspettare e non decidere di andare oltre i gradini della competizione, sa cogliere opportunità e conoscenza da quello che vive attimo per attimo. Anche questo è¨ modo per setacciare ” verità ” e tra i dubbi trovare il senso delle cose .
Rispetto è scandire il proprio valore e quello altrui attraverso la consapevolezza e la fuga dall’ovvietà delle cose, è cogliere piccole sfumature che nobilitino se stessi e gli altri per farne compagni di viaggio se li troviamo a noi affini.
E’ dialogo e capacità di trovare negli altri gli elementi che li caratterizzino, semplicemente accogliendone la loro unicità.

07.05.2005 Poetyca
Authority and Respect

The basis of all the respect, it is a word boundary, confused as “the goodwill to be an authority”
– Then between authority and authoritarian – passing another difference.
It is believed for example that they must be able to give everything to fill and “being close”, that we should adapt to the times and often is ° a real presence but we propose and impose things, will only show our point of view without trying harder to understand what others have experienced, what captures her sensitivity and what milestones will mark his inner journey.
Then they raise their children to have everything, even what he has never asked, that was not in their interest to compete and can show the great knowledge which may have, with friends and acquaintances – away from culture and assimilation, it becomes addicted, unable to start the curiosity, attention and the desire to steer a clear – everything is so superficial and too vast to grasp essential or not, as specializations, it becomes so – the part of all – they no longer general knowledge.
It was certainly better the culture of the past.
I do not think there is a “freedom” to conduct without taking into account other (non-compliance) of what the act as “anarchist” could result in trampling other people’s sensibilities, basically we have all the guidelines, I think relatively to take into account the “opinion”, tying compare or comparison with others to want to believe that some reactions are justifiable, denotes that often pre-judge is ° not always reflect something inherent to an understanding of the attitudes of others but stand as ” best “. There is better when the end we all have a different way? ¨ It is not competition, the ability to leave behind the others to make “above”, ¨ in wisdom is one who knows even if they want to wait and decide not to go beyond the steps of competition, knows how to seize opportunities and knowledge one who lives moment to moment. This is also s no way to sift the “truth” among the doubts find the meaning of things.
Respect is articulate its value and that of others through awareness and flight dall’ovvietà of things, is to capture small nuances that nobilitino themselves and others to make traveling companions if they are related to us.
And ‘dialogue and ability to find other elements that characterize them, just accept their uniqueness.

07.05.2005 Poetyca

Quando scrivi – When writing


Quando scrivi

Quando scrivi puoi sentire dentro sensazioni accese da quello che vedi intorno,
da emozioni che prorompono e ti ci adagi piano…
Tendi l’orecchio del cuore e assapori ogni istante.
Comunicare è desiderio di portare quanto hai scoperto,
quanto è inciso e temi di perdere come i cristalli
di ghiaccio che perdono le loro geometrie se compare il sole,
eppure il sole riscalda e si dona.
Ogni attimo è ricchezza che sfiori piano, per paura di perdere ogni cosa…
Ti accorgi che se racconti o scrivi quello che giace semiaddormentato dentro di te
hai la capacità magica di dar vita agli stessi sorrisi o alle stesse paure
in chi assorbe e raccoglie le tue parole,ti accorgi che se leggi o ti raccontano
di paure o sogni tu stessa sei capace di raccoglierne ogni aspetto.
Un pensiero è una freccia scagliata che attraversa l’infinito e annulla
il tempo se lo scrivi e lo regali a chi lo raccoglie.
Ti accorgi di quanto sia illusione credere distante altre persone
che possono leggerti dentro se solo raccolgono quanto scrivi.
Allora nulla è distante se tutti possono attraversare la strada che porta
al tuo cuore…
Basta uno spazio bianco da riempire con tanti caratteri che composti insieme
possono dare senso a parole e immagini interiori,
basta proiettarsi verso lo spazio e restituire a se stessi e agli altri
la dimensione dei pensieri nati improvvisi come lampi da catturare.

Tutto questo è un percorso magico che apre la porta che da cuore a cuore
permette una comunicazione oltre le parole e quanto è possibile dire.
Scrivere non deve mai essere usato come arma,si deve infatti sempre servire
la coerenza e la verità, abbiamo infatti un’opportunità per donare il meglio possibile, nel rispetto di se stessi e degli altri, della Poesia e dell’Arte che non vanno strumentalizzate come mezzo di offesa ma vanno rispettate apportando un contributo sincero, senza competizioni,
senza disprezzare il lavoro degli altri,senza derubare quanto altri condividono.
Scrivere è confronto con se stessi,trasmettere sentimenti è una responsabilità che ci deve insegnare ad avere la mente sgombra, ad offrire sempre coerenza e la parte migliore di noi stessi, per portare sempre amorevolezza e compassione.

08.04.2003 Poetyca

When writing

When you write you feel burning sensation inside that you see around
burst of emotions that we sit and we plan …
I listen the heart and savor every moment.
Communicating is the desire to bring what you have discovered,
what is engraved and themes of losing like crystals
ice lose their geometry if you see the sun,
yet the sun warm and giving.
Each moment has richness that touches floor, for fear of losing everything …
You realize that if you tell or write what lies half asleep inside of you
you have the magical ability to create the same smiles and the same fears
who absorbs and collects in your words, you realize that if you hear or read
fears or dreams you yourself are able to collect every aspect.
A thought is an arrow shot through the infinite void
time if you write and gifts to those who collect.
You realize how far illusion to believe other people
that can read in only if you collect what you write.
So far nothing is where everybody can cross the road
to your heart …
Just a blank to be filled with so many characters that all compounds
can give meaning to words and images within,
just projected into space and return to themselves and others
the size of thoughts born from sudden lightning capture.

All this is a magical journey that opens the door from heart to heart
allows communication beyond words and what you can say.
Writing should never be used as a weapon, it must always serve
consistency and truth, we have an opportunity to give it the best we can, respecting themselves and others, of poetry and art that can not be exploited as a means of offense but must be respected by making a sincere contribution, without competition ,
not despise the work of others, without robbing what others share.
Writing is compared with themselves, convey feelings is a responsibility that we must teach to have an open mind, to offer more consistency and the best part of ourselves, to bring more kindness and compassion.

08.04.2003 Poetyca