Archivio tag | Riflessioni di Poetyca

La nostra responsabilità


 

La nostra responsabilità

Avete il pennello, avete i colori, dipingete l’inferno, fate pure,

dipingetelo, ma poi non date la colpa ai vostri genitori, non date la

colpa alla società e, per amor del cielo, non date la colpa a Dio.

Assumetevi la piena responsabilità di aver creato il vostro inferno.

Nikos Kazantzakis

Amare se stessi

Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza che ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere appreso dai genitori, se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri. Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo che a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi, amando altre persone ,è in realtà una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare: sensibilità , doti da non far emergere, sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri. Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi. Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore che non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.

30.07.2006 Poetyca

Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione, se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino a far emergere in sè quella parte che non è germogliata ancora, si sostiene e non si possiede nulla. E’ importante capire come l’amore universale sia diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose. Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare, invece di restare ancorati alla ;perdita, si deve capire che hanno finito il loro compito, che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori. Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico, è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli per essere migliori

07.04.2007 Poetyca

Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare che che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno che questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione. Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci. Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri che lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna. Mi viene in mente la frase del buddismo Se incontri il Budda per strada…uccidilo!

rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.

04.12.2005 Poetyca

In punta di piedi…oltre il silenzio

Non temo il mondo e non ho motivo di nascondere quel che attimo per attimo si manifesta, offro la voce che su note intime conduce una lunga storia, quella che mi segue e mi sostiene da tanto tempo. Posso anche tacere, non è importante cosa posso ricevere, se il mondo accoglie o rigetta chi non sia riconosciuto, seguo quel che il cuore detta, non conosco separatezza da altre essenze che sono parte di me stessa.Per questo spesso non scrivo solo quello che vivo in prima persona, ma anche quanto per empatia a volte con sofferenza raccolgo degli altri, si vive e ci trasforma, si accoglie e si porge quel che ci è possibile dare con amorevolezza e speranza, ma non si tratta di qualcosa da sottolineare, di cui rivestirci per meglio apparire, è tutto a livello sottile e non sempre è facile descrivere a parole, la poesia, l’essenza concentrata delle sensazioni, l’energia che scaturisce e di getto suggerisce parole è capace di colmare queste lacune, da tempo però non le permetto di manifestarsi, indirizzo altrove la mia attenzione.Spesso si vive nel silenzio per poi dare il meglio possibile per accompagnare, è spesso attesa, presenza silenziosa dove ci si adatta agli altri. La fucina o la fornace del nostro essere è in continua evoluzione e si cerca semplicemente di stare accanto, solo se viene consentito, senza nulla imporre. Semplicemente posso tacere quando avverto di creare disagio. Quando comprendo che si cerca altro e non si tenta di fare nulla per responsabilizzarsi, spesso proiettando le cause; di disagio su altri, compresa me e non sulle proprie scelte personali.Conosco i miei limiti e non insisto, non ha senso farlo, con ulteriore presenza se essa non è compresa:

“Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. 8 E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. Marco 6, 7-13

Non ho la pretesa di – portare a me – nessuno e non lo faccio nel nome di nessuno,sopratutto preferisco il dialogo con persone capaci di attenzione verso di sè, di maturità e che non abbiano pretesa alcuna di possesso, che condividano con la gioia di farlo senza attaccamento e pretese di attenzione continua – motivo di possesso – ma che sappiano apprezzare ed alimentare la libertà reciproca, per quel senso sottile di rispetto, non impongo e non ho attaccamento o pretesa di essere accolta, chi sono io per pretenderlo? Semplicemente mi anima l’entusiasmo della condivisione, ma non cambia nulla se quel poco che sono capace di offrire non fosse accolto, si potrebbe essere sgraditi e non per questo si deve avere la pretesa di imporsi agli altri…Va tutto bene così come è.

29.07.2007 Poetyca

Il mio scritto è una sorta di analisi, sofferta è vero, di come quello che si offre, si è, si attraversa con un certo atteggiamento, fosse anche il tacere per rispetto e perchè si attendono i tempi degli altri, venga poi reinterpretato con la personalità di chi legge, di chi si sentisse deluso o non trova attenzioni particolari che colmino delle lacune che trovano risoluzione attraverso un lavoro interiore personale e non aggrappandosi alla mia presenza. Non è facile quando qualcuno crede essere dovuto l’essere presenti, poi in nome di qualcosa che , in realtà non ricade neppure su mie capacità o responsabilità . Non è facile non cadere in conflitto tra quelle intenzioni che si erano preposte espresse con chiarezza e quanto si riporti a disamina da parte di altri individui di atteggiamenti e atti che vengono visti con uno spirito che non mi rappresenta. L’orgoglio, la voglia di chiarire, la voglia di prendermela con me stessa per avere offerto cose che sono state male interpretate o disprezzate, che hanno seminato la diffidenza perchè non saprei fornire cose diverse da quello che ci si attendeva sono momenti particolarmente difficili da attraversare, sopratutto perchè non si riesce a non provare attaccamento, a non reagire contro l’ingiustizia. Il silenzio, la ricerca di equilibrio oppure il rispetto dei tempi degli altri, senza nulla pretendere, viene visto come atteggamento giudicante, come rappresaglia malevola. Ma come spiegare? Sembra persino giustificare agli occhi di chi ha già tratto delle conclusioni. Non è facile far capire la propria natura, matura o meno che sia, sicuramente diversa da tante persone. Ecco l’origine del mio scritto, non resta che accogliere le cose così come sono ed imparare sulla pelle cosa sia quella sensazione di solitudine a volte. In fondo tutti abbiamo sperimentato come più si proceda nella Sadhana e come maggiore sia il senso di estraneità verso un Mondo che forse non comprende ma non si potrebbe fare a meno di comprenderlo: nei limiti, nelle aspettative e nell’incapacità di accogliere il proprio essere così come si è piuttosto che rappresentazione delle altrui proiezioni possessive.

un sorriso

29.07.2007 Poetyca

Our responsibility

You brush, you have the colors, paint the hell, go ahead,
paint them, but then do not blame your parents, do not give
blame the company and, for heaven’s sake, do not blame God
Assume full responsibility for having created your own hell.

Nikos Kazantzakis

love yourself

To love oneself is often branded as selfish, sometimes it’s pure spirit of survival that they are really our wounds, past experiences that break down our image of ourselves, then love we should have learned from their parents, if we have been neglected could become unexpressed anger or apathy, feelings of inferiority and a belief to count little or nothing for others. The path to healing is long, sometimes takes full years or cycles before you can understand that we are worth it in spite of what made us believe that we are trying to fill that void at all costs, loving other people, is actually a voice that asks us to love, appreciate and discover who we are and everything that made us choke: sensitivity, qualities not to give rise to, are our essence – to be respected by us all – and enforced by others. The pain that Buddhism is something that we create ourselves and make us slaves was the result of attachment and expectations, illusions, melting this slavery we are really free to be ourselves. Especially as we feel that something is a source of discomfort or pain in us we must seek the cause and have a lot of knocks when gratitude because it is growth opportunity for free from the lies of the mind. E ‘healing process that gives us the path to inner growth that we must not flee but to touch the root that is often more profound than we think.

30.07.2006 Poetyca

Love and loss

Love knows no fear, but especially taxation does not know if you love it allows the other to manifest itself, it even helps to bring out the part that in itself is not sprouted yet, it is claimed, and you do not have anything. It ‘important to understand how universal love is different from a relationship, one must not confuse things. We are fellow travelers who arrive in our lives, but whether they should go, instead of being anchored to, loss, you must understand that they have finished their task, which lost them is just an illusion because their presence is in us and what we have taught, the transformation that has made us better. Often the obstacles and trials of life are discarded, make us panic, it is through this step instead of us can grasp the limits and overcome them to be better

07.04.2007 Poetyca

Growing

The repetition, in the guise of different situations that contain the essence of the lessons that we have refused to take to fear, has given us the opportunity to learn to mature in us, our weaknesses, attachments, and in holding the opportunity to love. That step to overcome is expecting our commitment to read through this life experience, the karma that we have the tools to guide our personal lesson. Everything that we set aside that amount and it is time that separates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems in order to better direct us towards our evolving. A Master teaches us life, the ability to grow and relate to ourselves and others away from the illusions and fear that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, not to mention that he is the finger that showed the moon and the moon. I am reminded of the phrase in Buddhism If you meet the Buddha on the road … kill him!

represents our need to detach ourselves from the source of the teaching that has been our crutch to begin the journey within ourselves to be …. The most important journey of our life.

04.12.2005 Poetyca

tiptoe … beyond the silence

Do not fear the world and I have no reason to hide what is obvious from moment to moment, I offer private voice notes on conducting a long history, one that follows me and supports me a long time. I can also be quiet, it does not matter what I get, if the world accepts or rejects anyone who is not recognized, I follow what my heart said, I know of separateness from other species that are part of me stessa.Per this is often not only what I write I live in person, but also how to empathize with suffering, sometimes I pick the other, lives and transforms us, and we welcome it extends what we can give with kindness and hope, but it is not something to stress, of which seem best to put on, it’s all in subtle and not always easy to describe in words, poetry, the concentrated essence of the feelings, the energy of the jet suggests words and is able to fill these gaps, however long does not allow her to appear, my address elsewhere attenzione.Spesso you live in silence and then give the best to accompany you, it is often waiting, silent presence, where you adapt to others. The forge or furnace of our being is constantly changing and just trying to be close, unless it is allowed, without imposing anything. Just keep quiet when I feel I can create discomfort. When you try to understand each other and not try to do anything to take responsibility, often projecting their causes; uncomfortable about others, including me, and not on their choices personali.Conosco my limits and do not insist, does not make sense to do so, with further presence if it is not included:

“Then he called the twelve, and began to send them out two by two and gave them authority over unclean spirits. 8 And commanded them that, besides the stick, do not take anything for the trip: no bread, no bag, no money in the bag, but to wear sandals and not put on two tunics. And he said to them, “you enter a house, stay there until you leave from that place. If any place will not welcome them and do not hear you, on leaving, shake off the dust under your feet as a testimony to them. ” They went out and preached that men should repent, cast out many demons, and anointed with oil many that were sick and healed them. Mark 6, 7-13

I do not pretend to – bring to me – and no I do not do in the name of anyone, especially my favorite dialogue with people capable of paying attention to oneself, to maturity and do not have any claim of ownership, which share the joy of do it without attachment and claims constant attention – because of the possession – but who appreciate the freedom and power with each other, for that subtle sense of respect, and I do not impose attachment or claims to be accepted, who am I to expect? I simply share the enthusiasm of the soul, but does not change anything if what little I can offer is not accepted, it could be unpleasant and not for this one must have the pretension to impose other … Everything is fine as is.

29.07.2007 Poetyca

My writing is a kind of analysis, painful it is true, as what is offered, it is, you cross a certain attitude, even if the silence out of respect and because you are awaiting the other, is then reinterpreted with the personality of the reader, who felt disappointed or not special attention is to bridge the gaps that they find a resolution through personal inner work and not clinging to my presence. It is not easy when someone thinks is due to be present, then the name of something that really does not fall on either my ability or responsibility. It is not easy to fall into conflict with those intentions that were expressed clearly in charge and what is reported to scrutiny by other people’s attitudes and actions which are seen with a spirit that does not represent me. The pride, the desire to clarify, the urge to blame myself for having offered things that were misunderstood or despised, they have sown distrust because I could not provide something different from what was expected to be particularly difficult moments through, especially because you can not not try attachment, not to react against injustice. The silence, the search for balance on time or the other, with nothing to claim, is seen as a judgmental attitude, as spiteful retaliation. But how to explain? Seems to justify even in the eyes of those who have already drawn conclusions. It is not easy to understand its nature, mature or not it is certainly different from many people. Here is the source of my writing, you just have to accept things as they are on the skin and learn what that feeling of loneliness at times. Basically we have all experienced as more and how to proceed in Sadhana greater is the sense of estrangement from a world that perhaps does not understand but you could not help but understand it: the limits, expectations and be unable to accommodate your as it is rather that the representation of other people’s projections possessive.

a smile

29.07.2007 Poetyca

Cambiamento


tavolozza

Oltre
Oltre il tempo
ed oltre lo spazio
il distinguere del tempo
e l’estinguere di ragioni
per essere …semplicemente

16.10.2005 Poetyca

 

Riflettere per costruire

Riflettere è un passo per comprendere e costruire.
Perchè non si migliora il mondo per i propri figli? In realtà non si rende migliore neppure per noi stessi e per chi coabita in esso, seppure l’essere genitori possa fare leva per una miglore qualità della vita; questo non sembra essere sufficiente anzi a volte spinge a lavorare di più per produrre. Troppe le situazioni che fanno venire meno la fiducia, che pongono dei condizonamenti e non permettono di sentire che; nel proprio piccolo, realmente si possano avere delle soluzioni. Eppure basterebbe un controllo della qualità degli acquisti relativamente a cosa si introduca tra le proprie pareti domestiche ( ci sono più veleni in una casa che in un ambiente risaputo come insalubre), nel nostro piatto, e sulla qualità del tempo che spendiamo
per ” ricaricarci”. Una vita che sia votata solo al lavoro, al produrre qualcosa che sia tangibile e releghi come ” perdita di tempo” la lettura, una passeggiata, il contatto con noi stessi e con un dialogo amorevole con chi ci circonda; spesso producendo sforzi solo per erigere barriere; con la convinzione che le
cose ” astratte” contino poco, allontanando quello che possa distrarre o non coltivando dei rapporti umani costruttivi ed amichevoli per diffidenza o timore, è sicuramente un modo, non solo per seminare male nei confronti di noi stessi ma, di conseguenza per gli altri, non ultimi i nostri figli.
Uno sforzo produttivo nel cercare di non sprecare i beni; come l’acqua, il tempo, il denaro e quanto sia legato alle energie è un modo per essere capaci di collaborare con responsabilità.
Ma importante è la ricerca alla consapevolezza e alla trasformazione per migliorare noi stessi ed il rapporto con gli altri, facendo fiorire : gentilezza, compassione ed amore.
Quando avremo migliorato la qualità del nostro quotidiano, nello sforzo delle piccole cose, saremo in grado di riflettere e cogliere in cosa possiamo migliorare attimo per attimo;il nostro vivere e di conseguenza;saper proiettare serenità e pace interiore senza dualità per essere capaci di farne dono agli altri.. Ecco che si prospetta, a volte un capovolgimento di valori, un rendersi conto che piuttosto che l’accumulo di beni materiali, con conseguente stress e discutibile valore della vita, sai da preferire il rispetto e la conservazione; senza inutili sprechi dei beni esistenti e questo diverrebbe anche uno strumento ( da genitori) di educazione all’ecologia che sia capace di accorgersi di quello che abbiamo la fortuna di avere, ma senza dimenticare di alimentare il valore dell'” essere”; quello strumento che sappia farci condividere e offrire con compassione il nostro sentire.

Un buon cammino
Poetyca

sea


Opposti in ricerca di unità

Nella società e nella visione legata alla struttura delle cose tutto è separato e posto in antagonismo : Luce/Ombra – Giorno/Notte- Buono/Cattivo .Eppure sono aspetti mutabili della stessa cosa a noi comprendere ed integrare. E’ vero che si tende a produrre il disagio della separazione , seppure il mondo sia duale con gli opposti , questo non significa che il campo della ricerca che coinvolga la ” Luce” o quello che appare nascosto e protetto prevalentemente negli stati alterati di coscienza debba essere colto fuori dagli aspetti prettamente “quotidiani” Le cose sono più semplici di quello che appaia e seppure sembra che la capacità di studio, di disciplina o di ricerca di mezzi per trovare la parte legata alla spiritualità o il modo di alterare la coscienza richieda un particolare sforzo e sopratutto l’allontanamento dalla vita comune , è pur vero che si richiede padronanza e consapevolezza proprio nella vita ” ordinaria ” . Si perde altrimenti di vista una cosa importante , non si deve infatti sfuggire il disagio , le paure o le ombre – lo stress del vivere – è invece proprio quello l’ambito che la vita stessa ci presenta per apprendere le nostre lezioni .
Ogni esperienza è opportunità per porre le sue lezioni , a noi il modo di reagire .Ci si offre un piano sottile per comprendere che solo in noi è la capacità di donare amore o rabbia , luce o ombra a noi stessi e agli altri . Importante la legge di causa ed effetto o Karma e se si lasciasse qualcosa di incompiuto per ricercare ” paradisi artificiali” nella vana illusione di progredire , lasciando da parte il tunnel delle ombre , in realtà non andremmo molto lontano .Si deve vedere in faccia la realtà per avere poi la capacità di trasformarla e integrarla come accade con i due emisferi cerebrali ( Ragione e Sentimento ) sono le due parti del nostro piccolo universo e con la Com-passione possiamo amare , perdonare e comprendere noi stessi e gli altri .Utile la disciplina del buddismo – tra le altre – che fa ” osservare e accogliere” sentimenti come la rabbia e ci consente di migliorare la nostra vita .Sopratutto è aprendoci e confrontandoci che possiamo smettere di creare barriere inutili.
© Poetyca

Opposites in search of unity

In society and the vision related to the structure of things everything is separated and placed in antagonism: Light / Shadow – Day/Night – Good / Bad. Yet variable aspects are the same things to us to understand and integrate. It is true that we tend to produce the inconvenience of the separation, although the world is opposed to duality. This does not mean that research involving the “Light” or what is hidden and protected mainly in altered states of consciousness should be strictly picked out “daily” from the aspects. Things are more simple than it appears and although it seems that the ability to study, discipline or research resources to find the part related to spirituality or how to alter the consciousness, requires special effort and especially the separation from common life, the fact remains that it requires knowledge and awareness in their “ordinary” lives. Otherwise you lose sight of something important. It must not escape the discomfort, the fears and shadows – the stress of living – is just to what extent that life itself presents us to learn our lessons.
Every experience is the opportunity to put its lessons to us how to react. It offers a subtle plan to understand that only in us is the ability to give love or anger, or light shade to ourselves and to others. It is important to the law of cause and effect or karma, and if you leave something unfinished to search for “artificial paradises” in the illusion of progress to no purpose, leaving the tunnel of darkness, do not actually go very far. We must see the reality then to have the ability to transform and integrate it as with the two cerebral hemispheres (Reason and Feelings) which are the two parts of our little universe, and the Com-passion to love, forgive and understand ourselves and others. Utile discipline Buddhism – among others – which is “to observe and accept” feelings such as anger that allows us to improve our lives. Especially when opening and comparing them we can stop creating unnecessary barriers.

© Poetyca


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Opposti in cerca di unità


Opposti in cerca di unità


Nella società e nella visione legata alla struttura delle
cose tutto è separato e posto in antagonismo: Luce/Ombra;
Giorno/Notte; Buono/Cattivo. Eppure sono aspetti mutabili
della stessa cosa a noi comprendere ed integrare.

E’ vero che si tende a produrre il disagio della
separazione, seppure il mondo sia duale con gli opposti,
questo non significa che il campo della ricerca che
coinvolga la “Luce” o quello che appare nascosto e protetto
prevalentemente negli stati alterati di coscienza debba
essere colto fuori dagli aspetti prettamente ” quotidiani”.
Le cose sono più semplici di quello che appare e seppur
sembri che la capacità di studio, di disciplina o di
ricerca di mezzi per trovare la parte legata alla
spiritualità o il modo di alterare la coscienza richieda un
particolare sforzo e sopratutto l’allontanamento dalla vita
comune, è pur vero che si richiede padronanza e
consapevolezza proprio nella vita “ordinaria”. Si perde
altrimenti di vista una cosa importante, non si deve
infatti sfuggire il disagio, le paure o le ombre — lo
stress del vivere — è invece proprio quello l’ambito che
la vita stessa ci presenta per apprendere le nostre
lezioni. Ogni esperienza è opportunità per porre le sue
lezioni, a noi il modo di reagire.

Ci si offre un piano sottile per comprendere che solo in
noi è la capacità di donare amore o rabbia, luce o ombra a
noi stessi e agli altri. Importante la legge di causa ed
effetto o karma e se si lasciasse qualcosa di incompiuto
per ricercare “paradisi artificiali” nella vana illusione
di progredire, lasciando da parte il tunnel delle ombre, in
realtà non andremmo molto lontano.

Si deve vedere in faccia la realtà per avere poi la
capacità di trasformarla e integrarla come accade con i due
emisferi cerrebrali (Ragione e Sentimento) sono le due parti
del nostro piccolo universo e con la Com-passione possiamo
amare, perdonare e comprendere noi stessi e gli altri.

Utile la disciplina del buddhismo che fa “osservare e
accogliere” sentimenti come la rabbia e ci consente di
migliorare la nostra vita. Sopratutto è aprendoci e
confrontandoci che possiamo smettere di creare barriere
inutili.

29.08.2005 Poetyca


Opposites in search of unity

In society and the vision related to the structure of
all things shall be separated and placed in antagonism: Light / Shade;
Day / Night, Good / Bad. Yet they are mutable aspects
the same thing to us understand and integrate.

It ‘true that we tend to produce discomfort
segregation, even if the world is dual with opposite
This does not mean that research that
involving the “Light” or what is hidden and protected
mainly in altered states of consciousness should
be read out from the strictly “newspapers”.
Things are simpler than it appears and although
seems that the study skills, discipline or
finding ways to find the part related to
spirituality or how to alter consciousness requires
special effort and especially the removal of life
common, the fact remains that requires mastery and
awareness in their lives “ordinary”. You lose
otherwise having something important, you should not
in fact escape the discomfort, fear or the shadows – the
stress of living – but just what is the scope that
Life itself presents us to learn our
lessons. Every experience is opportunity to put his
lectures us on how to react.

One plan offers a subtle understanding that only
us is the ability to give love or anger, or light shade
ourselves and others. Important to the law of cause and
and effect or karma if you leave something unfinished
search for “artificial paradises” in the vain illusion
to move forward, leaving aside the tunnel of shadows in
really would not go very far.

You must see reality in the face for the then
ability to transform and integrate as with the two
cerrebrali hemispheres (Sense and Sensibility) are the two parts
of our small world and the compassion we can
love, forgive and understand ourselves and others.

Useful discipline of Buddhism that is “observe and
welcome “feelings such as anger and allows us to
improve our lives. Above is by opening and
comparison that we can stop creating barriers
unnecessary.

29.08.2005 Poetyca

Percorso di Armonia


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Percorso di Armonia

Tutte le religioni insegnano riguardo una Presenza divina e la presenza di Deva o Angeli, come messaggeri o aiuti che servono a stabilire ordine e giustizia. Ma la cosa fondamentale da ricordare è come tutto sia governato da leggi di Armonia e che se si infrangono esse,si è responsabili del proprio destino. La legge che ordina ogni cosa è la legge di Causa ed Effetto o Karma.
Si sente spesso dire che si ha un cattivo karma o si possiede un buon karma ma questo destino non è casuale ma causale ( infatti non è frutto del caos ma di una causa precisa), esso è infatti l’effetto del nostro personale comportamento e della nostra personale capacità di rispettare o infrangere tali leggi universali.
Noi non siamo soli ed abbandonati a noi stessi lungo il percorso ma in noi e con noi è presente un’intuizione, un buonsenso che ci permette di comprendere e di seguire la strada migliore per la nostra trasformazione, tale Presenza è un guru interiore che prende nome di Guru Tattwa.
E’ importante ascoltare questo nostro intuito perché rappresenta una manifestazione divina, dunque Dio. L’Essere Divino non è distante esso è anche in noi.
Noi possiamo vedere nella creazione, nella parte tangibile dell’Universo, nella Natura un aspetto materiale e grossolano ma noi non dobbiamo dimenticare che ogni cosa è energia e anche se i nostri sensi non sono capaci di cogliere l’aspetto inisibile ( agli occhi fisici) esso esiste, esso è come un raggio di un unico sole.
Il nostro destino accumulato vita dopo vita è scritto, come su una lavagna,l’esperienza e il nostro modo di apprendere lezioni e la nostra trasformazione al fine di migliorare ed avvicinarci all’Essenza divina è come una necessità, una scoperta di quello che personalmente costituisce la nostra indole
e il modo di superare ogni ostacolo, in questa vita attuale noi abbiamo bisogno di comprendere chi siamo e cosa è necessario fare, questo attuale destino si chiama Prarabdha.
Conoscere esso e applicare la nostra profonda attenzione è cercare la virtù per superare ogni prova e procedere nel migliore modo lungo il nostro cammino.
 E’ molto importante applicare quello che si sente essere adeguato e non temere di manifestare quella Luce in noi.

13.12.2012 Poetyca

Path of Harmony

All religions teach about a divine presence and the presence of Devas or Angels as messengers or aid are required to establish order and justice. But the key thing to remember is that everything is governed by laws of harmony and that if you break them, you are responsible for their own destiny. The law which orders all things is the Law of Cause and Effect or Karma.
It is often said that you have a bad karma or you have a good karma but this fate is not random but causal (that is not the result of chaos but an exact cause), it is in fact the result of our personal behavior and our personal ability to comply with or violate these universal laws.
We are not alone and left to ourselves but the path length in us and with us is an insight, a sense that allows us to understand and follow the best path for our processing, this presence is an inner guru that takes name of Guru Sattwa.
It ‘important to listen to our intuition because this is a manifestation of God, then God, The Divine Being is not far away it is also in us.
We can see in the creation, in the visible Universe, in Nature a material with coarse but we must not forget that everything is energy, and even though our senses are not capable of grasping the appearance inisibile (the physical eyes) it exists, it is like the beam of a single sun.
Our destiny is written accumulated life after life, as on a blackboard, the experience and the way we learn lessons and our transformation to improve and get closer to the essence of God is as a necessity, a discovery of what I personally constitutes our character and the way to overcome every obstacle, in this present life, we need to understand who we are and what needs to be done, this is called Prarabdha current fate.
Know it and apply our deep attention is to try the virtue to overcome every trial and proceed in the best way on our way. It ‘s very important to apply what you feel to be appropriate and not afraid to show that Light within us.

13.12.2012 Poetyca

Mosaico


Mosaico

Siamo tutti dei frammenti di un mosaico; possiamo comporre l’immagine che altri vi vanno a cercare .Essere capaci di offrire colori brillanti, esempio e sincerità nasce da quella capacità di mettere in atto la nostra lealtà,il nostro impegno e la professionalità.
Cosa potremmo insegnare se noi stessi non provassimo ad imparare dalla vita stessa le sue lezioni ?
La prima cosa che vorremmo è che la giustizia sia applicata nei nostri confronti; è importante analizzare se e quando in noi predomini una sorta di rivalsa o il desiderio di equità e compassione per gli altri; quella forma solidale che possa dare il senso di unità.Essere giusti allora è essere equi; portare insegnamento solo con l’esempio.
Ricordiamo che il nostro frammento per quanto piccolo sarà sempre da collocare insieme agli altri per offrire una visione d’insieme che rappresenti sempre una valida traccia per gli altri.
Uniti possiamo dare la meraviglia della nostra collaborazione e il disegno che possa restare a lungo impresso nella vita di molti.

17.12.2006 Poetyca

Mosaic

We are all fragments of a mosaic, we can compose the image others will go on trying. Being able to offer brilliant colors, such as sincerity and arises from the ability to implement our loyalty, our commitment and professionalism.
What if we could teach ourselves not trying to learn his lessons from life itself?
The first thing we want is that justice be applied to us, it is important to determine whether and when it predominates in us a sort of revenge or the desire for fairness and compassion for others, this form of solidarity that can give a sense of unity. To be fair then to be fair, make up only teaching by example.
Recall that our fragment as small will always be placed with others to provide an overview of which is always a good track for others.
Together, we can give the wonder of our collaboration and design that can be imprinted in the long life of many.

17.12.2006 Poetyca

Artefice della tua vita


viviadesso
Artefice della tua vita

Non aspettare troppo tempo per riappacificarti con qualcuno,
aspetta ancora un pò prima di arrabbiarti, concediti il tempo
di comprendere, di provare a vedere le cose dal punto di vista degli altri,
sicuramente desisterai dal reagire senza aver provato
a metterti nei panni degli altri.
Sei tu a scegliere, nessun altro al posto tuo potrebbe essere
artefice della tua tristezza o della tua gioia.

06.11.2014 Poetyca

The architect of your life

Do not wait too long to riappacificarti with someone,
wait a bit before you get angry, give yourself time
to understand, to try to see things from the point of view of others,
desisterai definitely reacting without trying
to put yourself in others’ shoes.
You choose, no one else in your place would be
architect of your sorrow or your joy.

06/11/2014 Poetyca

Prigioni


bluroses

Prigioni

Spesso si resta intrappolati in schemi mentali,da noi stessi costruiti,
si accusano gli altri,il mondo intero o si scivola in una forma di vittimismo.
Eppure solo noi abbiamo la chiave per uscire dalla prigione:
non sempre ė vero quel che appare.
Ritrovare se stessi specchiandosi alle acque della realtà
e riconoscendo come il sogno possa essere una porta all’illusione:,
seppure doloroso, ė un percorso necessario per ritrovare forza ed identità.

17.09.2015 Poetyca
Prisons

Often it remains trapped in mindsets, built by ourselves,
They accuse the other, the whole world or we slip into a form of victimhood.
Yet only we have the key to get out of prison:
It is not always true what appears.
Find themselves mirrored waters of reality
and recognizing how the dream can be a door to the illusion :,
though painful, is a necessary path for new strength and identity.

17/09/2015 Poetyca