Archivio tag | Riflessioni di Poetyca

Ricerca interiore – Inner Path



Ricerca interiore

L’immagine che guardiamo attraverso lo specchio non siamo noi, essa è solo un riflesso di una parte di quel che siamo e della quale ci identifichiamo sempre più spesso. Siamo abituati, addestrati a rivolgerci a noi stessi attraverso le percezioni del nostro piccolo io, a parlare di esse, a dialogare di esse e a manifestare dei bisogni per mantenere in vita la macchina, il mezzo che ci permette di vivere.
Ma la vita non è solo il passaggio da nascita a morte, essa è un complesso di stadi, di apprendimento e la fioritura di quei semi, le nostre attitudini, la capacità di superare gli ostacoli, come sassi che deviano la corrente naturale del fiume, per permettere a noi stessi di comprendere chi siamo veramente e come manifestare il nostro Essere.

Attraversare con profonda attenzione la nostra vita, il suo significato è trascendere tutte le apparenze, gli attaccamenti e l’indentificazione con aspetti parziali del nostro essere in vita.

Il silenzio non è soltanto assenza di parola, esso è il percorso che ci fa scendere in profondità, ci permette di spostare il punto di vista e di guardare oltre le apparenze,. ascoltare oltre i suoni e toccare una realtà interdipendente dove vibrazione e assenza di separatività diventano essenza del percorso stesso.
Non è allora il tempo o il luogo a dare significato a quel percorso che si attraversa ma tutto è nella capacità di avvicinarsi alla Fonte del tutto, da dove si proviene e dove si è destinati.
Una la via maestra che, tolta la polvere si deve ricercare, con sensibilità, rispetto e compassione: Amare.

27.04.2011 Poetyca

Inner Path

The image that we look through the mirror is not us, it is only a reflection of a part of who we are and what we identify more and more often. We are accustomed, trained to turn to ourselves through the perceptions of our small self, to speak of them, to talk to them and express the needs for maintaining a car, the medium that enables us to live.
But life is not only the passage from birth to death, it is a complex of stadiums, learning and the flowering of those seeds, our attitudes, the ability to overcome obstacles such as rocks that divert the natural current of the river, to allow ourselves to understand who we really are and how to manifest our being.

Cross with great attention to our life, its meaning is to transcend all appearances, the attachments and the identifier with partial aspects of our being alive.

Silence is not merely the absence of speech, it is the path that makes us go deep, we can move the point of view and look beyond appearances. listen beyond the sound and touch an interdependent reality where vibration and lack of separateness become the essence of the path itself.
Then it is not the time or place to give meaning to the path that goes through everything is in the ability to approach the Source of everything, from where you came from and where it is intended.
The way a teacher who removed the powder should be sought,
with sensitivity, respect and compassion: Love.

27.04.2011 Poetyca

Amicizia – Friendship


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Amicizia

L’amicizia è sentimento che io reputo sacro,dove si cresce e si attraversano momenti significativi,dove la lealtà, il rispetto, la capacità di cogliere sfumature sottili, la riconoscenza tacita
e la cura verso l’altro, l’ascolto di suggerimenti dettati dal bene che si vorrebbe per l’altro,sono la cosa più preziosa che ci possa essere.

Parole, le mie, forse troppo idealiste, infatti è davvero difficile incontrare persone dall’animo onesto
e capaci di mettere in discussione se stesse per migliorarsi e per portare amorevolezza e chiarezza in un rapporto che una volta
che nasce dovrebbe durare tutta la vita.

In amore si è molto coinvolti e non sempre è facile mantenere equidistanza,diventa infatti un evento naturale, che si pensi a se stessi, anche se è spesso fonte di sofferenza.
Però l’anicizia che è compartecipazione profonda è una cosa diversa, è il giusto sostegno,la confindenza interiore capace di farci migliorare
di giorno in giorno perchè il vero amico è il nostro specchio.

Io tengo talmente tanto all’amicizia che se sapessi di essere tradita, oppure che una mia amica venisse calpestata, senza che lo meritasse ( tante le persone
che dietro la parola ” amicizia” usano gli altri!),divento una vera guerriera a favore della lealtà e della verità perchè non c’è cosa peggiore dell’ipocrisia e della menzogna nel calpestare gli altri.

19.04.2008 Poetyca

Friendship

Friendship is a feeling that I consider sacred, where meaningful moments of growth, loyalty, respect, the ability to capture subtle nuances, tacit gratitude grow and pass through.
and caring for others, listening to suggestions dictated by the good one wants for the other, are the most precious thing that can be there.

Words, mine, perhaps too idealistic, in fact it is really difficult to meet people with an honest soul
and capable of questioning themselves to improve themselves and to bring kindness and clarity to a relationship that once
which is born should last a lifetime.

In love you are very involved and it is not always easy to maintain equidistance, it becomes a natural event, that you think of yourself, even if it is often a source of suffering.
But the friendship that is deep sharing is a different thing, it is the right support, the inner confindence that can make us improve
from day to day because the true friend is our mirror.

I care so much about friendship that if I knew I was betrayed, or that a friend of mine was trampled on, without her deserving it (so many people
that behind the word “friendship” others use!), I become a true warrior in favor of loyalty and truth because there is nothing worse than hypocrisy and lies in trampling on others.

19.04.2008 Poetyca

 

Parole – Words


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Parole

Non sempre le parole sembra abbiano lo stesso significato:
Chi le offre, come manifestazione di quello che è,
chi invece ci si aggrappa per costruire impressioni.
Quando lo specchio, dove si erano posati occhi pieni di speranza,
inevitabilmente si spezza, le ferite sono molto profonde.

25.07.2015 Poetyca

Words

The words not always seem to have the same meaning:
Who offer that, as a manifestation of what it is,
those who clings to build impressions.
When the mirror, where they had laid eyes full of hope,
inevitably breaks, the wounds are very deep.

07/25/2015 Poetyca

Chi siamo? – Who we are ?


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Chi siamo?
Gli altri, gli accadimenti, le cose che ci fanno reagire sono solo lo specchio nel quale scrutare il nostro volto.Sono le opportunità per educare la mente, che, come l’elefante fugge l’addestramento, proietta su altri le cause di un disagio, le accuse, le ” voci” che ci indeboliscono.
In psicologia Freud chiamò SuperIo questa voce che ci reguardisce:
– devi…non sei abbastanza…non sei capace…non ci riuscirai!
Se facessimo un viaggio a ritroso scopriremmo che è la stessa voce dei nostri genitori, della loro volontà di ” educare” magari con una forma che non rispettava le nostre inclinazioni ma aveva la pretesa di farci a ” loro immagine”, anche i genitori hanno avuto le frustrazioni nella vita, cause e concause che li abbia forgiati in quel modo, vorremmo essere come loro o cercare la nostra vera natura? Per fortuna con l’adolescenza avviene la riscoperta di sè e la capacità di sganciarci da questi condizionamenti per formare la nostra personalità. Purtroppo non è sempre facile, sia perchè non tutti si sanno rendere indipendenti dai condizionamenti ( la pesantezza) sia perchè in noi spesso si crea conflitto se desideriamo combattere la figura genitoriale ( che nel bene o nel male amiamo) e non possiamo ” distruggere”, in realtà non si devono attaccare i genitori ma si deve cercare in noi la causa del malessere, le aspettative, spesso hanno agito come meglio hanno potuto o saputo, malgrado un certo cumulo di errori, quello che dobbiamo capire è che ci possiamo liberare dalle loro energie, a volte da una subdola dipendenza o dall’insicurezza di non essere stati amati, ed allora spinti da aspettative strisciamo ai loro piedi nell’eterna attesa di un gesto che ci faccia capire che forse oggi ci dimostreranno l’amore che non hanno dato ieri. Ai genitori possiamo dare compassione, consapevoli che hanno dei limiti come tutti, possiamo invece trasformare dentro di noi quella voce che ci discredita, che ci appare quando siamo fragili, possiamo incominciare a non darle ascolto, sappiamo che è la nostra mente che non ci vuole diversi, non ci vuole fare decondizionare, alimenta la paura, la fragilità – il dolore.
Chi siamo? Quello che la mente dice? NO!
Siamo quello che altri possano pensare o dire di noi? La Persona ( la maschera secondo Jung)? NO! Siamo contenitori della buddhità, esseri meravigliosi che possono aprire gli occhi ed amare la vita, le opportunità, la presenza di piccole cose che, con attenzione scopriremo giorno per giorno. Ecco, lasciare andare l’ordinario, le abitudini, lo stress, i doveri e iniziare ad amare quello che facciamo, che siamo, che gli altri sono, senza giudizio, separatività è dare a noi stessi l’opportunità di danzare sul sorriso che regaleremo al mondo perchè il sorriso siamo noi.

08.08.2007 Poetyca

Who we are?

The others, the events, the things that make us react are only the mirror in which to scrutinize our face.They are the opportunities to educate the mind, which, like the elephant flees training, projects the causes of a discomfort onto others. , the accusations, the “rumors” that weaken us.
In psychology, Freud called this voice that concerns us super-ego:
– you must … you are not enough … you are not capable … you will not succeed!
If we made a journey backwards we would discover that it is the same voice as our parents, of their desire to “educate” perhaps with a form that did not respect our inclinations but had the claim to make us in “their image”, even the parents have had the frustrations in life, causes and contributing causes that forged them that way, would we like to be like them or seek our true nature? Fortunately, with adolescence there is the rediscovery of oneself and the ability to disengage from these conditionings to form our personality. Unfortunately it is not always easy, both because not everyone knows how to make themselves independent from conditioning (heaviness) and because conflict is often created in us if we want to fight the parental figure (which for better or for worse we love) and we cannot “destroy”, in reality we must not attack the parents but we must look for the cause of the malaise in us, the expectations, often they acted as best they could or knew, despite a certain accumulation of errors, what we need to understand is that we can free ourselves from them energies, sometimes from a devious addiction or from the insecurity of not having been loved, and then driven by expectations we crawl to their feet in the eternal waiting for a gesture that makes us understand that perhaps today they will show us the love they have not given yesterday. We can give compassion to parents, aware that they have limits like everyone else, we can instead transform within us that voice that discredits us, which appears to us when we are fragile, we can begin not to listen to it, we know that it is our mind that does not want us. different, does not want us to decondition, it feeds fear, fragility – pain.
Who we are? What does the mind say? NO!
Are we what others may think or say about us? The Person (the mask according to Jung)? NO! We are containers of Buddhahood, wonderful beings who can open our eyes and love life, opportunities, the presence of little things that we will carefully discover day by day. Here, letting go of the ordinary, habits, stress, duties and starting to love what we do, who we are, what others are, without judgment, separativeness is to give ourselves the opportunity to dance on the smile that we will give. to the world because we are the smile.
08.08.2007 Poetyca

Il cambiamento consapevole – The conscious change



Il cambiamento consapevole

Si dice che quando si è di fronte ad un problema, ad una nostra condizione di caos interiore – il prendere consapevolezza – possa indicare già una via risolutiva.
Se con atteggiamento incoerente si dicesse solo a parole di voler sanare un nostro atteggiamento ( riconoscendoci responsabili della realtà esteriore come specchio della propria interiorità) ma ad esso non seguisse alcuno sforzo o fatto concreto, persino il prendere atto sarebbe energia dispersa.

Ecco che l’informazione approfondita, il riconoscere reali cause e reali effetti equivale alla retta visione.
Ma ad essere deve fare seguito il retto sforzo, la capacità di abbracciare quella volontà che possa rendere attenta la nostra capacità di agire rettamente.

Chiaramente si delinea la scelta di quanto si faccia, di cosa si voglia apportare – partendo dal nostro quotidiano – assumendo precise responsabilità e tentando di scuoterci dalla letargia di chi accetta tutto, non si pone domande, non tenta di cambiare le proprie abitudini e segue il solito branco.
Forse non si potrebbe varcare la soglia del cambiamento, della determinazione e della volontà se non si arrivasse sull’orlo del baratro, solo guardando verso il fondo e sentendo premere lo spirito di conservazione potremmo essere capaci di quella iniziativa che ” salva il mondo”.
Un tempo Giovanbattista Vico parlava di corsi e ricorsi storici, di ere e di atteggiamenti politici che erano destinati a decadere per poi ritornare, una muta spirale che ci conduce ad essere passivi e mai capaci di consapevolezza, di valore individuale.
Eppure ci sono cose che potrebbero cambiare, che possono apparire controtendenza ma sono realmente efficaci se solo si volesse percorrere con intelligenza il percorso che spazza via l’egemonia di alcune ” corporazione” che schiacciano i più deboli e che mantengono il loro impero sul petrolio e sul dollaro.
Che affamano gli Stati più poveri del mondo attraverso il debito pubblico e i semi transgenici, che permettono all’economia di far pascolare vacche per il consumo di carne senza criterio e non incrementa la coltivazione di cereali per il fabbisogno dei paesi del terzo mondo.

Basterebbe utilizzare risorse non inquinanti, a basso costo con l’energia alternativa. Ma gli interessi per non lanciare queste risorse,per mantenere l’attuale stato di cose, sono molto alti.Non si pensa all’effetto serra, all’entropia e alle reali cause delle guerre e quanto conduca alla situazione attuale in Medio Oriente per via del petrolio.
Basti pensare che se si usasse l’olio di colza, persino ritenuto nocivo per la salute ma venduto nei supermercati, come carburante per auto, esso in funzione di carburante avrebbe il suo prezzo maggiorato perchè si devono pagare le tasse governative e si verrebbe multati se ci si sottrae a questo, eppure il prodotto è il medesimo!
Se il corporativismo, ad imitazione ed accettazione di quella sorta di globalizzazione servaggia deve stravolgere l’economia dei popoli, se solo alcuni paesi devono essere ricchi e non si pensa al beneficio di tutti.
Se è sempre sulla pelle dei più deboli, di bambini che sono sfruttati, se la causa delle carestie e delle migrazioni di massa si lega al corpotativismo che con la sua pressione non sa tutelare e proteggere,
davvero credo che si perderà ogni giorno il valore delle tradizioni, delle piccole cose e di quanto sia insito in una cultura che va morendo giorno per giorno perchè al progresso non deve mai corrispondere lo spazzare il vecchio. Una cultura senza radici è destinata a morire. Tutti noi stiamo morendo e non vogliamo fare nulla.

Riflettiamo

28.04.2009 Poetyca

The conscious change

It is said that when we are faced with a problem, with our condition of inner chaos – becoming aware – it can already indicate a solution.
If with an incoherent attitude we were told only in words that we wanted to heal our attitude (recognizing ourselves responsible for the external reality as a mirror of our own interiority)but no concrete effort or fact followed, even taking note would be dispersed energy.
Here, in-depth information, recognizing real causes and real effects is equivalent to right view.
But right effort must follow, the ability to embrace that will that can make our ability to act rightly attentive.
The choice of what to do, what to bring – starting from our daily life – is clearly defined responsibility and trying to shake us from the lethargy of those who accept everything, do not ask questions, do not try to change their habits and follows the usual pack.
Perhaps one could not cross the threshold of change, determination and will if one did not reach the brink of the abyss, just looking down and feeling the spirit press of conservation we might be capable of that initiative that “saves the world”.
Giovanbattista Vico once spoke of historical courses and recourses, of eras and political attitudes that were destined to decay and then return, a silent spiral that leads us to be passive and never capable of awareness, of individual value.
Yet there are things that could change, which may seem counter-trend but are really effective if only one wanted to travel with intelligence the path that sweeps away the hegemony of some “corporations” that crush the weakest and maintain their empire on oil and the dollar.
That starve the poorest states in the world through public debt and the transgenic seeds, which they allow the economy of grazing cows for the consumption of meat without criteria and does not increase the cultivation of cereals for the needs of third world countries.
It would be enough to use non-polluting, low-cost resources with alternative energy. But the interest in not launching these resources, in maintaining the current state of affairs, is very high entropy and the real causes of wars and how much oil leads to the current situation in the Middle East.
Just think that if you used the oil of rapeseed, even considered harmful to health but sold in supermarkets, as fuel for cars, it would have its price as fuel increased because you have to pay government taxes and you would be fined if you avoid this, yet the product is the same!
If corporatism, in imitation and acceptance of that sort of globalization, serves it must upset the economy of peoples, if only some countries are to be rich and not everyone’s benefit is thought of.
If it is always on the skin of the weakest, of children who are exploited, if it causes it of famines and mass migrations is linked to corpotativism that with its pressure does not know how to protect and protect,
I really believe that every day we will lose the value of traditions, small things and what is inherent in a culture that is dying day by day because progress must never match the sweep the old. A rootless culture is doomed to die. We are all dying and we don’t want to do anything.
We reflect

28.04.2009 Poetyca

Immagine ed essenza


Immagine ed essenza

Immagine ed essenza sono la medesima cosa, non è l’occhio a vedere ma l’origine del tuo essere a circumnavigare quel lembo di terra che contiene lo scrigno dell’essere che tu stai cercando. Guarda te stesso e scopri che non è che lo specchio di quel che sono, guarda in me e trovi quel che sei. Mi trovi se ascoltando il tuo silenzio, in una vibrazione o in un palpito saprai riconoscere la mia – non immagine.

E’ la mente che si aggrappa ad immagini e visioni, ma esse sono cristallizzazione di concetti. Come catturare quel che è mobilità e trasformazione?

Sono qui per essere accanto, per condividere ed essere specchio, senza essere diversa da quel che tu stesso già sei.

04.04.2009 Poetyca

Image and essence

Image and essence are the same thing, not the eye to see but
the origin of your being to circumnavigate the strip of land
contains the casket being that you’re looking for. Watch yourself and
discover that it is not that mirror what they are, see me and find
what you are. Find me if your listening silence, or a vibration
in the throb be able to recognize my own – no image.

And ‘the mind that clings to the mages and visions, but they are
crystallization of concepts. How to capture what is mobility and
transformation?

I’m here to be close, to share and be a mirror, without
be different from what you yourself already are.

04.04.2009 Poetyca

Sull’Amare – On loving


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Sull’Amare

Ci troviamo a cercare e a confrontarci con noi stessi per seminare le cose in cui crediamo. Il rapporto con gli altri,diversi da noi per consuetudini ed idee è spesso un rapporto di compromesso: Apertura e disponibilitá sono la via spianata per esperire atteggiamenti,attenzione e confronto con altri aspetti di noi stessi in altre persone,le quali a volte fungono da specchio.E’ attraverso questo confronto che possiamo mettere in atto flessibilità,accoglienza e compassione ma questo non deve farci perdere di vista il rispetto di sè,la continuità della ricerca interiore ed un mirato ascolto di quanto si manifesta,in modo spontaneo,senza farsi manipolare o piegare dall’altrui giudizio o da pressioni esterne atte a farci mutare comportamento o, soprattutto,dal nostro attaccamento alla nostra immagine o alle apparenze. Amare o partecipare alla vita degli altri deve essere un percorso spontaneo ed incondizionato. Tutti noi dovremmo lavorare per trovare la gioia di un confronto costruttivo. Senza rabbia o timore.

Esistono persone capaci di amare…malgrado tutto e senza pianificare nulla.
Non lo fanno in nome di un Dio o per guadagnarsi un lontano Paradiso, semplicemente provano una gioia profonda nell’esprimere la propria natura.Non tentano di trarre piacere ma vivono pienamente l’attimo presente. Perchė consapevoli che tutto è Amore.

Il ricevere quel che si semina è una legge naturale, qualcuno lo chiama Karma.
Anche nella Bibbia, nell’Antico Testamento, in Proverbi si afferma che ” Chi semina vento raccoglie tempesta” (Osea 8,7). Una piccola nota per comprendere che siamo responsabili delle nostre azioni. Amare non è qualcosa che si programma o si imita, accade.
La rabbia, l’odio, la vendetta, hanno una sorta di potere corrosivo che danneggia chi per primo coltiva tali semi.
Meglio dimenticare le cause di sofferenze e amare comunque ( anche se difficile) che farsi contaminare da energie corrosive e distruttive.

16.01.2014 Poetyca

On loving

We are to seek and confront ourselves to sow the things we believe . The relationship with others different from us for traditions and ideas is often a relationship of compromise : Opening and availability are clearing the way for seeking attitudes , attention and comparison with other aspects of ourselves in other people , which sometimes act as specchio.E ‘ through this comparison we can implement flexibility , warmth and compassion but this should not make us lose sight of the self-respect , the continuity of soul searching and a focused listening to what occurs in a spontaneous way , without being manipulate or bend dall’altrui judgment or by outside pressures designed to make us change behavior or , more importantly, from our attachment to our image or appearances. To love or to participate in the lives of others should be a path spontaneous and unconditional . All of us should work to find the joy of a constructive dialogue . Without anger or fear .

There are people who are able to love in spite of everything … and not planning anything.
Do not do it in the name of God or to earn a distant paradise , simply feel a deep joy in expressing their natura.Non try to get pleasure but fully live the present moment . Because they are aware that everything is Love.

The get what you sow is a natural law , some call it Karma .
Even in the Bible, in the Old Testament , Proverbs says that “He who sows the wind reaps the whirlwind .” (Osea 8,7) A small note to understand that we are responsible for our actions. Love is not something you or program imitates , it happens .
Anger , hatred , revenge, have some sort of corrosive power that harms those who first cultivated these seeds.
Better to forget the causes of suffering and still love (although difficult ) to be contaminated by corrosive and destructive energies .

16/01/2014 Poetyca

Verità – Truth


Verità

Ogni storia, ogni vissuto è traccia da percorrere e da leggere nella sua verità, è come una pepita d’oro da cercare tra la sabbia, uno specchio a cui togliere la polvere per ritrovarne la luminosità. Non sempre si è pronti per accogliere la verità, non sempre essa si manifesta in forma tangibile. Un esempio è nell’essere ” illuminati” improvvisamente e nel cogliere che quanto ci fosse sempre stato sotto gli occhi, senza una spiegazione sembra assumere una diversa percezione e l’oro che si cercava non era lontano da noi, inutile il viaggio che ci allontanasse dalla nostra casa, infatti era nascosto in un angolo e non ce ne accorgevamo, malgrado quell’angolo era da noi vissuto giorno dopo giorno. La verità assume la caratteristica di ” vissuto personale” e non si potrebbe indicare ad altri, in particolare se non pronti a cogliere cosa essa sia, non si potrebbe perchè chi ha timore non sa accoglierla. Possiamo invece offrire strumenti, “essere con” chi sia confuso e non ha imboccato ancora un sentiero che lo conduca verso la ricerca. Non serve che questo, insieme alla pazienza ed un giorno la Verità si rivelerà agli occhi ed al cuore di chi ha cercato con cuore puro, come un fanciullo.

12.07.2005 Poetyca

Truth

Every story, every track is lived forward and read in its truth, is like a gold nugget to search the sand, a mirror in which to remove the dust to find their luminosity. Not always ready to accept the truth, it does not always manifested in tangible form. An example is being “enlightened” suddenly and seize it as it had always been under the eyes, without an explanation seems to be a different perception and the gold that was sought was not far from us, needless journey that takes us away from our house, it was hidden in a corner and do not realize it, although the corner was that we lived day by day. The truth takes on the characteristic of “personal experience” and not one could give to others, particularly if not ready to grasp what it is, because we could not accept those who do not know fear. We are able to offer tools, “being with” who is confused and does not yet embarked on a path that leads towards research. We do not need this, along with patience and one day the truth will be revealed to the eyes and the hearts of those who have tried with a pure heart, like a child.

12.07.2005 Poetyca

Sciogliere le ombre


Sciogliere le ombre

Si dissipano tutte le ombre quando si comprende che non esiste in nessun essere umano la perfezione; non possiamo esigerla in noi stessi, così come, se leggiamo la realtà attraverso il cuore; non la potremmo pretendere dagli altri; è pur vero però, che possiamo accogliere il nostro cammino imperfetto; svelare i nostri timori, i sentimenti che non accettiamo e che possiamo fare lo sforzo di migliorare, anche e sopratutto tentando di aiutare gli altri; che non significa fingere di non vederne i limiti ma tentare di porgere la nostra presenza, cercare di cogliere da dove nasca il loro comportamento e comprendere.

Non sarebbe costruttivo avere aspettative da chi, troppo diverso da noi, non potrebbe cogliere la nostra mente e la nostra sensibilità; mai nessuno dev’essere il nostro bastone per camminare, il nostro specchio per riflettere un’immagine che ci piaccia; non sono gli altri lo strumento che ci faccia sentire più o meno buoni; siamo noi che dobbiamo manifestare, in tutta onestà quel che sentiamo, scoprire perchè lo sentiamo e da dove nascano i nostri sentimenti. Spesso prima di poterci confrontare con gli altri nacessitiamo di confrontarci con noi stessi, per maturare, ” lasciare andare” i nostri attaccamenti e le incertezze, essere talmente gioiosi nel porgere quel che si manifesta ; senza nulla imporre fino al non avvertire alcun peso nel nostro essere come siamo. Questo processo di trasformazione, di abbandono delle paure ( del giudizio altrui,del non fare una cosa giusta, delle conseguenze delle nostre scelte) è la cosa più importante che ci possa accadere; un confronto che ci dia l’opportunità di essere noi stessi, quell’essenza che ci abita, piuttosto che incarnare quanto gli altri vorrebbero vedere in noi. E’ molto difficile sciogliere condizionamenti ed aspettative, trovare intorno persone aperte e capaci di seguire il nostro modo di essere, oppure doversi adattare a strumenti che ci vengono offerti ma che appaiono restrittivi. Ma quando tutto scorre, neppure le domande vengono fuori perchè tutto è esattamente come dev’essere.

16.02.2006

Poetyca

Dissolve the shadows

Dissipate all the shadows when you realize that there is no perfection in any human being, we can not claim it in ourselves, as well as, if we look at reality through the heart, we might not expect from others, it is also true, however, we can accommodate our way imperfect; reveal our fears, feelings, and we do not accept that we can make the effort to improve, even and especially trying to help others, and that does not mean pretending not to see the limits but groped to extend our presence , try to understand where to be born and to understand their behavior.

It would not be constructive to have those expectations, too different from us, could not capture our minds and our senses; nobody must be our cane to walk, our mirror to reflect an image that we like, are not the other tool that makes us feel more or less good, we who must demonstrate, in all honesty what we feel, find out why and where we feel our feelings arise. Often, before we compare with other nacessitiamo to confront ourselves, to mature, “let go” of our attachments and uncertainties, so joyful to be that which is manifested in turning, without imposing anything to not feel any weight in our be like us. This transformation process, fears of abandonment (of the judgments of others, of not doing the right thing, the consequences of our choices) is the most important thing that can happen, a comparison that gives us the opportunity to be ourselves, essence that lives there, rather than what others would like to see embodied in us. It ‘very difficult to loosen constraints and expectations around to find people who are open and able to follow our way of being, or having to adapt to tools that are offered but are restrictive. But when everything is flowing, the questions are not even out why everything is exactly as it should be.

16.02.2006

Poetyca

Un abbraccio al mondo – An embrace to world



Un abbraccio al mondo
In tutti noi una risorsa,
la fonte ricca di beni:

Cuore forte nell’amorevolezza
senza giudizio alcuno.

Fermo esempio di equidistanza,
dove non si sceglie ma si esperisce
la compassione per tutti gli esseri.

A volte è il silenzioso rumore
di una lacrima che solca il viso,
solo perchè le braccia sono corte
per un abbraccio al mondo.

25.03.2009 Poetyca

An embrace to world

In all of us a resource,
the rich source of goods:

Heart strong in love
without any trial.

firm example of equidistance,
do not choose where it carries
compassion for all beings.

Sometimes it’s the quiet noise
a tear that solca face,
just because your arms are short
for a hug in the world.

25.03.2009 Poetyca

Quando apriamo gli occhi alla realtà, al suo significato più profondo, siamo capaci di accogliere ma anche di dare.
Nel dialogo e nella presenza incondizionata è l’opportunità di offrirsi e di accogliere quanto si manifesti negli altri.

In richiamo
Sospeso in un solo respiro
è quel senso di evanescenza,
dove tutto è richiamo,
indicazione di un meraviglioso attimo
che vissuto – qui ed ora – ripete
l’armonia di gesti e di ricerca viva.

14.08.2008 Poetyca
In tutti noi una traccia sottile della quale cogliere che il dualismo non è Amore e non si sposa con la negazione di quella scintilla meravigliosa
che spinge verso gli altri con gentilezza e compassione perchè intersiamo e non potremmo pensare che le risorse che riusciamo a maturare attraverso il nostro percorso interiore, la capacità di superare nodi e tensioni restino come un ” bottino” del quale conservare solo per noi stessi il merito e la sostanza.

Ogni cosa che siamo capaci di essere, dopo aver aperto la strada alla consapevolezza è un dono ricevuto, sempre per causa di altri ( anche e sopratutto in situazioni problematiche) e come altri ci hannno permesso di vincere una battaglia con noi stessi, attaverso il canovaccio della vita, così anche noi nel nostro essere in ricerca possiamo essere causa per altri di chiarificazione e maturazione. Non è la rabbia o l’attaccamento, la confusione e le illusioni a farci da viatico ma l’apertura amorevole verso noi stessi e verso gli altri. Una delle immagini fondamentali che vorremmo avere presente è che coloro che ci appaiono come ” nemici ” o ostili, sono specchio di una parte di noi che va attraversata e risolta, solo con pazienza ed amore possiamo apprendere cosa queste persone ci stiano indicando con il loro tormento e la loro inquietudine e possiamo adoperarci per essere attenti a non dare ” risposta” con il medesimo atteggiamento. Solo l’amore scaccia le ombre.
Un abbraccio dal cuore
Poetyca

When we open our eyes to reality, it is a deeper way
we can accept but also to give.

In dialogue and unconditional presence is the opportunity to offer and
to accept as it occurs in others.

In reference
Suspended in one breath
is that sense of evanescence,
where everything is decoy,
indication of a wonderful second
who lived – here and now – repeat
the harmony of gestures and research alive.

14.08.2008 Poetyca
In all of us a thin track which does not grasp the duality
Love is not married and the negation of that wonderful spark
pushing towards others with kindness and compassion because cross
and we could not believe that the resources we can to mature through
our path interior nodes and the ability to overcome tensions
remain as a “booty” of which only keep for ourselves the
merit and substance.

Everything that we can be, having pioneered
awareness is a gift, again because of other (and also
especially in problem situations) and how others will permit hannno
to win a battle with ourselves, the canvas of attaverso
life, we too in our research can be cause
for more clarification and maturation. It is not anger or
attachment, confusion and delusions to be our food for the journey but
opening loving towards ourselves and towards others. One of
Images fundamental to have in mind is that those who
appear as enemies or hostile, are a mirror of us who
goes through and resolved, only with patience and love we can learn
What these people are giving us with their anguish and their
concern and we strive to be careful not to give “
response “with the same attitude. Only love dispels the shadows.

A hug from the heart
Poetyca

Unicità – Uniqueness


Unicità
Essere capaci di vedere quel che siamo,
nella nostra unicità, rispettando noi stessi
è una strada spianata per imparare
ad accogliere gli altri per come essi sono,
senza timore o pretesa alcuna
di cambiare gli altri per farne il nostro specchio.
23.04.2012 Poetyca
Uniqueness
Being able to see what we are,
in our uniqueness, respecting ourselves
esplanade is a road to learn
to accept others as they are,
without fear or claim any
to change others to make our mirror.
23.04.2012 Poetyca

Sorriso – Smile



Sorriso

 

Il sorriso è uno stato d’animo, una consapevolezza che ci collega alla profondità della nostra mente: come un lago che nel suo profondo è calmo e non si fa toccare da quanto accada in superficie.

Puoi vedere onde increspare la parte che è a contatto con il mondo, eppure è nel suo profondo che resta imperturbabile la forza di restare ancorati al proprio senso.

Come un cielo che ospita nuvole: esse appaiono e presto se ne andranno, questo è il mondo delle apparenze dove a nulla ti aggrappi e sai che nulla è capace di farti turbare.

© Poetyca

Smile

The smile is a state of mind, an awareness that connects us to the depths of our mind like a lake that at its core is calm and does not touch on what happens on the surface.

You can see the waves ripple the part that is in contact with the world, yet it remains deep in his imperturbable strength to remain anchored to their meaning.

As a sky that is home to clouds: they appear and soon they will go, this is the world of appearances where you cling to anything and you know that nothing is able to make you upset.

© Poetyca

Amare commento a Osho – Loving commentary on Osho


Osho (3)
Amare,commento ad Osho
L’Amore diventa attaccamento perchè non c’è amore Ma come mai l’Amore si trasforma in attaccamento? La prima cosa da capire è che, se l’amore si trasforma in attacamento, era sono un’ illusione:stavi ingannado te stesso e pensavi fosse amore. In realtà , avevi bisogno dell’attacamento e, se vai ancora più in profondità , scoprirai che avevi anche bisogno di diventare uno schiavo. La libertà provoca una paura sottile: tutti vorrebbero essere degli schiavi. Tutti, naturalmente, parlano di libertà , ma nessuno ha il coraggio di essere davvero libero che infatti, quando sei davvero libero sei solo. Puoi essere libero unicamente se hai il coraggio di essere solo. Ma nessuno ha il coraggio sufficente per essere solo. Hai bisogno di qualcuno. Perchè? Tu hai paura della tua solitudine, ti annoi di te stesso. In realtà , quando sei solo, nulla sembra avere significato. Se c’è qualcun’altro, hai qualcosa da fare e crei significati artificiali intorno a te. Poichè non sei in grado di vivere per te stesso, cominci a vivere per quacun’altro. Due persone, spaventate dalla propria solitudine, si mettono insieme e cominciano una recita: la recita dell’amore….
Osho

Diciamo spesso di non tollerare i condizionamenti, di voler essere capaci di manifestare una libertà assoluta. Magari imputiamo all’amare una responsabilità non veritiera quando consideriamo il legame come un laccio che ci cattura e non permette di essere liberi. Eppure la libertà è nella scelta di amare, di non incorrere in pressioni e controllo sull’altro, nella continua verifica di quanto si possa essere considerati importanti per la persona amata. Amare è sapere donare, senza attendere il contraccambio, liberarsi nell’espressione dei sentimenti, senza il timore di diventare fragili per questo. Donarsi non impoverisce ma ci rendere co – partecipi e capaci di confronto e crescita interiore. Si potrebbe essere soli se si è liberi? In parte si perchè chi è svincolato dalla paura del giudizio degli altri, chi si manifesta senza piegare il capo ad approvazione altrui o condizionamenti è spesso incompreso e attaccato da chi lo teme e tenta di difendersi perchè non governabile. Ma amare non rende mai soli, non perchè si possegga qualcuno ma perchè si offre quell’opportunità di reciproca crescita. Amare è seminare e veder nascere fiori bellissimi da chi ci accompagna perchè è poi capace di manifestare se stesso. Guai se non si permettesse agli altri di essere se stessi, non sarebbe amare la loro unicità ma desiderare che si uniformino alle nostre aspettative.
Un sorriso
Poetyca

Love, comment on Osho
Love becomes attachment because there is love But why is Love
changes in attachment? The first thing to understand is that if you love
becomes attacked, have had an ‘illusion you’re ingannado
and the same thought was love. In fact, you needed dell’attacamento
and if you go even deeper, you’d also need to find
become a slave. Freedom causes a subtle fear: all
want to be slaves. All, of course, speak of freedom
But nobody has the courage to be truly free, that in fact, when
you are really only six free. You can be free only if you have
courage to be alone. But nobody has the courage enough to be
only. You need someone. Why? You’re afraid of your aloneness,
you get bored of yourself. In fact, when you’re alone, nothing seems to have
meaning. If there is someone else, you have something to do and create
artificial meanings around you. Because you are not able to live
for yourself, you begin to live quacun’altro. Two people, frightened
his aloneness come together and begin a performance: the
states love ….

Osho
We often say not to tolerate the conditioning, you want to be able
absolute freedom of expression. Maybe we impute a loving
responsibility is not true when we consider the link as a string
we capture and does not allow to be free. Yet freedom is
choosing to love, to avoid pressure and control
other, in the continuous verification of what can be considered
important to someone. To love is to know to donate, without waiting
repaid, free expression of feelings, without
fear of becoming vulnerable to this. Self-giving does not impoverish us, but
make co – participation and power of comparison and inner growth. One
could be alone if you are free? Partly because those who are released
fear of scrutiny by others, who appears without bending the
Head to the approval of others or condition is often misunderstood and
attacked by those who fear him and try to defend why not governable. But
love makes no never alone, not because someone has, but because it is
offers that opportunity for mutual growth. To love is to plant and see
beautiful flowers come with us because of who is then able to
manifest itself. Woe if you do not allow others to be if
themselves, not their uniqueness but want to love you
conformable to our expectations.

A smile
Poetyca

Apri il tuo Cuore – Open your heart


Apri il tuo cuore

Solo chi resta ancorato alla difesa del proprio spazio,
chi vive di aspettative e alimenta la paura
tiene sigillata la porta del cuore.

Credere è socchiudere la porta,
sperare è oliare la serratura,
affinché non si chiuda ancora definitivamente.

Con la forza della compassione
si crea il percorso di ascolto interiore con fede,
si aprono prospettive nuove dove nulla è separato
ma ogni persona sarà in grado di comprendere profondamente
se stessa e coloro che vivono nella sofferenza.

Come per un fiore di loto, con al centro la luce della compassione
che rappresenta il Cuore ed intorno tutti i petali,
che rappresentano coloro ai quali offriamo la linfa vitale
della nostra presenta compassionevole,
nulla è separato, ed anche se non si vivesse in profondità,
non si fosse capaci di vivere questo, nel mondo sottile
questa è realtà che offre la propria bellezza ed accoglienza viva.

13.06.2010 Poetyca

Open your heart

Only those who remain anchored to the defense of their own space,
expectations of those who live and feeding the fear
keep sealed the door of the heart.

Believing is the door ajar,
hope for is to oil the lock,
that still does not close completely.

With the power of compassion
you create a path to inner listening with faith,
open new perspectives where nothing is separated
but each person will be able to understand deeply
herself and those who live in suffering.

Like a lotus flower, with a central light of compassion
that represents the heart and around all the petals,
representing those to whom we offer the lifeblood
presents our compassionate
nothing is separate, and even if you do not live in deep,
had not been able to live this world in thin
this is a reality that has its own beauty and hospitality alive.

13.06.2010 Poetyca

Oriente – East


Oriente

In Oriente si rispetta ogni essere visto come manifestazione divina, contenitore di divinità e il solo gesto semplicissimo del saluto ( la mudra) del Namaste è indicativo dell’inchinarsi e riconoscere nell’altro la divinità. Immagina dunque se essa sgorgasse da persona elevata, che genere di devozione si possa applicare.

Noi siamo abituati diversamente, considerandoci creature e spesso miserevoli e non meritevoli di attenzione divine. Questo in eredità della tradizione ebraica, dal quale deriva il Vangelo.

Possiamo in fondo avvicinarci alla lettura e cultura orientale ma in noi, nel nostro tessuto sociale, resta il rispetto di sè e il non fare delle persone un motivo di venerazione, questo perchè cogliamo il divino in forma esterna e non ” dentro” le persone.

Non ci poniamo problemi su Atman e Brahman, su quella scintilla che rappresenta l’essere abitati dal divino stesso, come sua manifestazione in svariate forme.

Nell’Antico Testamento si raffigura la Creazione come l’emissione della ” Ruah”, il soffio divino, l’emissione dello Spirito nella materia, ma si vede la presenza di un Padre e noi le creture impefette che devono ancora maturare, per capire la differenza tra Bene e Male.

Si cade in quella che è la dualità, questo mondo la rappresenta.

In Oriente ( inteso come cultura orientale) la dualità è solo illusione ( Maya) della quale liberarsi, alla quale strappare il velo per riconoscere come il divino sia in ogni forma, anche in coloro che ci appaiano distanti e nemici.
Ogni essere viene considerato come parte di noi stessi, questo perchè tutti è lo stessi divino.

Da questo nasce il considerare : Tutto in Uno – Uno in Tutto.

A distaccarsi da questi atteggiamenti di venerazione di Guru e Dei è la scuola del Buddha, dove lui stesso ha spiegato che tutti sono contenitori di un seme di buddhità e che si è uniti nel Dharmakaya ( una sorta di filo che unisce le perle di una collana) che permette l’interconnessione, ma non trova in questo alcuna presenza divina ma la contemplazione della ” realtà come essa è” e dunque l’armonia con la legge immutabile del Dharma.

Lo spezzare l’armonia procura la sofferenza.
Il Buddha non si pone alcuna domanda circa la presenza divina, concentra la sua attenzione sulla liberazione dalla sofferenza, la ricerca delle sue cause e la soluzione sarebbe nel rispetto di quella legge naturale che è il Dharma.

Lui stesso non amava essere visto come una sorta di estensione o rappresentazione divina.

Come immagini allora è importante entrare nella mentalità di chi si esprime negli scritti, coglierne l’essenza e considerare quanto comunque sia poco importante dal punto di vista formale.

Ogni via contiene un seme d’insegnamento.

24.09.2008 Poetyca

East

In the East, we respect each be seen as a manifestation of God, gods, and the container only simple gesture of greeting (the mudra) of namaste is indicative dell’inchinarsi and recognize the divinity in the other. Imagine then if it flowed from high person, what kind of devotion can be applied.

We are used differently, and often perceived as mere miserable and not worthy of divine attention.
This is a legacy of the Jewish tradition, which derives from the Gospel.

We can get closer to the bottom in reading and Eastern culture but in ourselves, in our social fabric, there is the self-respect and not make people a reason to worship, this is because we take the divine in external form and not “inside” people.

No problems on ourselves Atman and Brahman, on the spark that is being inhabited by the divine itself, as its manifestation in different forms.

The Old Testament depicts the Creation as the issue of “Ruah”, the divine breath, the release of the Spirit in matter, but you can see the presence of a Father and we creture impefette that have yet to mature, to understand the difference between Good and Evil.

You fall into what is the duality, this world is.

In the East (as a culture of Eastern Europe) the duality is only an illusion (Maya) which escape, which tear the veil to recognize how the divine is, in any form, even those who appear distant enemies.
Each will be considered as part of ourselves, because all this is the same God.

From this comes the consideration of: All in One – All in One.

A move away from this attitude of worship of Gods and Gurus is a school of Buddha, where he explained that all containers are the seed of Buddhahood and that we are united in the Dharmakaya (a sort of common thread between the beads of a necklace ) that allows the interconnection, but can not find this in any but the contemplation of divine presence “reality as it is,” and therefore in harmony with the immutable law of Dharma.

The breaking of the harmony brings suffering.
The Buddha does not arise any question about the divine presence, focuses on the liberation from suffering,
the search for its causes and the solution would have respected the natural law that is the Dharma.

He himself did not like being seen as a kind of extension or representation of God.

How do you picture then it is important to get into the mindset of those who express themselves in writing, grasping the essence and is still considered as unimportant by the formal point of view.

Each path contains a seed of education.

24.09.2008 Poetyca

L’amare – To love


L’amare

Vorrei condividere quanto scrissi tempo fa a proposito dell’amare, di quanto venga insegnato o ci venga richiesto relativamente all’amare gli altri, dimenticando spesso quella cura che dobbiamo a noi stessi che sicuramente non avremmo molto da dare se non sappiamo bastare a noi stessi senza attaccamento ed aspettative nei confronti di chi non sembra accorgersi di noi. Sopratutto amare non è un modo di dimostare la nostra bontà ma è essere compagni di vita, di percorso dove le esperienze possano aiutare a crescere. Amore e dolore, Morte ed attaccamento spesso sono intrecciati tra loro, a noi sciogliere questi nodi per essere liberi e capaci di una forma di amore incondizionato, di gratitudine e di forza sottile che ci elevino oltre le apparenze. Amare è responsabilità e accoglienza senza giudizio, dove il possesso non ha presa ma ci si sente a proprio agio se si permette e si aiutano gli altri ad essere quel che sono.

Amare se stessi

Amare se stessi spesso è tacciato come egoismo, a volte è puro spirito di sopravvivenza che ma sono realmente le nostre ferite, le esperienze passate che disgregano l’immagine che abbiamo di noi stessi, allora l’amore che dovremmo avere appreso dai genitori, se siamo stati trascurati potrebbe divenire rabbia inespressa oppure apatia, senso di inferiorità e la convinzione di contare poco o nulla per gli altri. Il cammino di autoguarigione è lungo, a volte impiega interi anni o cicli prima di poter capire che valiamo che a dispetto di quello che ci hanno fatto credere, che quel vuoto che cerchiamo di riempire a tutti i costi, amando altre persone ,è in realtà una voce che ci chiede di amarci, apprezzarci, scoprire chi siamo e tutto quello che ci hanno fatto soffocare: sensibilità , doti da non far emergere, sono la nostra essenza – va rispettata da noi stessi – e fatta rispettare dagli altri. Il dolore che per il buddhismo è qualcosa che noi stessi generiamo e ci rende schiavi è il frutto di attaccamento, di aspettative, di illusioni: sciogliendo questa schiavitù siamo realmente liberi di essere noi stessi. Sopratutto quanto avvertiamo che qualcosa è fonte di disagio o dolore dobbiamo cercare in noi la causa e quando bussa avere tanta gratitudine perchè è opportunità di crescita per liberarci dalle bugie della mente. E’ processo di guarigione che ci da la via verso la crescita interiore che non si deve fuggire ma toccare la sua radice che spesso è più profonda di quel che pensiamo.

30.07.2006 Poetyca

Ma per approfondire, ci sarebbe da dire anche che spesso si confonde l’amore con i rapporti di coppia, con una sorta di giuramento e lagame alla reciproca fedeltà , che non signiifica approvare ogni cosa dell’altro come atto di sottomissione ma aiuto vicendevole per crescere in armonia, perdere il proprio compagno di viaggio non significa gettare via i semi ricevuti ma impegnarsi, con gratitudine affinchè possano restare in noi

Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione, se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino a far emergere in sè quella parte che non è germogliata ancora, si sostiene e non si possiede nulla. E’ importante capire come l’amore universale sia diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose. Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare, invece di restare ancorati alla ;perdita, si deve capire che hanno finito il loro compito, che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori. Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico, è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli per essere migliori

07.04.2007 Poetyca

Per amare, per riconoscere questo bisogno,quest’opportunità che la vita ci insegna, esperienza dopo esperienza è opportuno leggere in noi stessi e crescere….

Crescere

Il ripetersi, sotto diverse vesti di situazioni che contengano l’essenza delle lezioni da imparare che che abbiamo rifiutato di cogliere per timore, è l’opportunità concessaci per imparare a maturare in noi: le nostre fragilità, gli attaccamenti e quanto freni l’opportunità di amare. Quel gradino da superare attende il nostro impegno che questa vita da leggere attraverso l’esperienza, il karma che ci guida sono gli strumenti per la nostra personale lezione. Ogni cosa che mettiamo da parte è tempo che si somma e che ci allontana dal raggiungimento di esperienza ed ogni nostro impegno è scoperta e sottrazione alle difficoltà per meglio dirigerci verso il nostro evolverci. Un Maestro ci insegna la vita, la possibilità di crescere e relazionarci con noi stessi e gli altri che lontani dalle illusioni e dai timori che ci ingabbiano.Ad un certo punto quel che il Maesto possa aver indicato deve essere condotto da noi stessi, senza dimenticare che egli è il dito che ha mostrato la luna e non la luna. Mi viene in mente la frase del buddismo Se incontri il Budda per strada…uccidilo!
rappresenta la nostra necessità di distaccarci dalla fonte dell’insegnamento che ci ha fatto da stampella per cominciare il viaggio dentro noi stessi… Per essere. Il viaggio più importante della nostra vita.

04.12.2005 Poetyca

Ecco.. in noi tutti gli strumenti per aprirci alla compassione, per non alimentare l’attaccamento e per Amare.

Un sorriso

Poetyca

To love

Let me share what I wrote recently about the beloved, to what is taught or are being requested for loving others, often forgetting that care we owe to ourselves that surely we would not have much to give if we do not know enough about ourselves without attachment and expectations of those who do not seem to notice us. Above all, love is not a way of demonstrating our goodness but to be companions in life, the path where experiences can help to grow. Love and pain, death and attachment are often intertwined, we untie these knots to be free and able to a form of unconditional love, gratitude and subtle force we elevino than appearances. Love and acceptance is the responsibility without a trial, where the possession did not take but one feels at ease if you can and help others to be what they are.


To love oneself

To love oneself is often branded as selfish, sometimes it is pure spirit of survival that they are really our wounds, past experiences that break down our image of ourselves, then love we should have learned from their parents, if we have neglected may become apathetic or unexpressed anger, feelings of inferiority and a belief to count little or nothing for others. The path to healing is long, sometimes takes years or whole cycles before you can understand that we are worth it despite what have made us believe that we are trying to fill that void at all costs, loving other people, is actually a voice that asks us to love, appreciate and discover who we are and everything that made us choke: sensitivity, qualities not give rise to, are our essence – must be respected by ourselves – and enforced by others. The pain that Buddhism is something that we create ourselves and make us slaves was the result of attachment and expectations, illusions, melting this slavery we really free to be ourselves. Especially as we feel that something is a source of discomfort or pain in us we must seek the cause and have a lot of knocks when gratitude is why growth opportunities for free from the lies of the mind. And ‘healing process that gives us the path to inner growth that we should not flee but touch the root of which is often deeper than we think.

30.07.2006 Poetyca

But further, one might also say that often confuses love relationships of torque, with a sort of oath and lagame mutual fidelity, not signiifica approve all of the other as an act of submission but for mutual help grow in harmony, losing his traveling companion does not mean throwing away the seeds received but engage with gratitude so that we can remain on

Love and Loss

Love knows no fear, but especially taxation does not know if you love it allows another to express himself, he even helps bring out the party itself has not sprung yet, you support and do not have anything. It ‘important to understand how universal love is different from a couple relationship, you should not confuse things. We are fellow travelers who arrive in our lives, but if they go, instead of remaining anchored to, loss, one must understand that they have finished their task, which had lost only in us is illusion because their presence and what we have taught, the transformation that has made us better. Often the obstacles, the trials of life are discarded, make us fall into a panic, it is through this step instead of us can grasp the limits and overcome them to be better

07.04.2007 Poetyca

To love, to recognize this need, this opportunity that life teaches us, experience after experience should be read in ourselves and grow ….

Grow

The repetition, in various situations of clothes that contain the essence of the lessons that we have refused to take to fear, has granted us the opportunity to learn to mature in us, our fragility, attachments and brakes as an opportunity loving. That step expected to exceed our commitment to this life to read through experience the karma that we have the tools to guide our personal lesson. Everything is time we put aside that sum and that alienates us from achieving all our experience and commitment to discovery and subtraction problems to better direct us towards our evolving. A Master teaches us life, the opportunity to grow and relate to ourselves and others away from illusions and fears that there ingabbiano.Ad some point that might have indicated that the Majesty must be conducted by ourselves, without forgetting he is the finger that showed the moon and the moon. I am reminded of the phrase in Buddhism If you meet the Buddha on the road … kill him!
represents our need to detach from the source of course we did from crutch to begin the journey within ourselves … To be. The most important journey of our life.

04.12.2005 Poetyca

Here .. in all of us the means to open ourselves to compassion, not to feed the attachment and love.

A smile

Poetyca

Il suono della Natura – The sound of nature


Il suono della natura
La Natura ha un suono, è musica, armonia che ci nutre, che ci sospinge in una danza vibrante, in muto scambio di energie sottili. Guardare, accarezzare, assaporare la Manifestazione è essere quel che con stupore si scopre: parte viva dell’Universo, cuore che lava e che tiepido riscalda il tempo, lo infrange e come soffio restituisce vita e prende la tua parte di scintilla divina oltre ogni possibile descrizione, quanto le parole sono insufficienti.Siamo circondati da piccole cose:l’alba, un raggio di sole e il nostro poggiare lo sguardo dove nasce sorriso. Ma siamo anche presi dalla corsa del tempo, distratti, pieni di impegni e incapaci di soffermarci là dove l’attimo ci sta offrendo bellezza. Basta poco per far scivolare la nostra attenzione all’Adesso per scoprire quanto un solo attimo contenga.Il coraggio di manifestare la nostra unicità, di seguire il percorso che ci conduca al senso, alla vita, alla luce che è già.Un coraggio che era nel nostro percorso insieme a qualità ancora da scoprire, depositate nel nostro cuore.Abbiamo tutto con noi, come per quel seme era già presente l’dea del germoglio, in noi è presente l’idea dell’Amore ma possiamo realizzarla con la pratica nella vita e con il coraggio di affrontare tutte le paure.
Se non conoscessimo il buio e le difficoltà della vita, oggi non sapremmo il significato e la fugacità ( ma preziosa essenza) della gioia. Chi crede che la gioia o il dolore siano espressioni che immutabili, forse non ha compreso che tutto segue un ciclo e che nel mondo nulla è permanente. Provando ad osservare la Natura comprendiamo quanto tutto sia soggetto a trasformazione e come ” afferrare l’attimo” sia viverlo intensamente. Dipende da noi capire che ogni cosa che raggiunge un picco ha anche una caduta. L’esistenza è la nostra scuola di vita ed attraverso essa impariamo ad essere solidali con la altrui sofferenza e a provare amore incondizionato, come un seme gettato nel vento del quale non conosci se attecchirà e che frutti possa dare.
Sorridere dentro è il massimo della saggezza e della purezza interiore. Non un sorriso a fior di labbra che presto sfiorisce ma un fiore che sboccia nel silenzio e non disperde nulla ma accresce amore ed armonia.
10.11.2010 Poetyca
The sound of nature
Nature has a sound, it is music, harmony that feeds us, urging us on in a vibrant dance, silent in exchange of subtle energies. Look at, caress, enjoy the event is to be surprised what you find: a living part of the Universe, lava and warm heart that warms the time, breaks and returns as a breath of life and take your share of the divine spark beyond any possible description, because the words are insufficient.
We are surrounded by small things: the sunrise, a ray of sunshine and rest our eyes Where did smile. But we are also taken from the travel time, distracted, busy and unable to dwell where the moment is offering us beauty. Very little is needed to slide our attention all’Adesso to find out how to contain a single moment.
The courage to express our uniqueness, to follow the path that leads us to sense, life in the light that is già.Un courage that was in our path with quality yet to be discovered, lodged in our cuore.Abbiamo everything with us , such that seed was already the idea of a shoot, this is in us the idea of love but with practice we can achieve in life and the courage to face all the fears.
If we did not know the darkness and the difficulties of life, today we would not know the meaning and fleeting (but precious essence) of happiness. Those who believe that the joy and pain are expressions unchanging, perhaps did not understand that everything follows a cycle and that nothing is permanent in the world. Trying to observe nature we realize how everything is subject to change and how to “seize the moment” is to live it intensely. It’s up to us to understand that everything that reaches a peak has also dropped. The existence is our school life and through it we learn to be in solidarity with the suffering of others and to experience unconditional love, like a seed sown in the wind which we do not know if that will take root and fruit can provide.
Smiling is the best in the wisdom and inner purity. Not a smile to his lips but that soon fades a flower that blooms in silence and does not release anything but it increases love and harmony.
10.11.2010 Poetyca

Le origini – Sources


Le origini

Noi abbiamo sulla origine della vita o cosa c’è dopo la morte,molte domande,
ma le risposte arrivano da diverse fonti che a volte si contraddicono:
la posizione della religione, di diverse religioni e
della scienza in particolare ci permette di ricevere diverse teorie, che a volte si smentiscono nel tempo, in particolare se riceviamo risposte dalla scienza e dagli strumenti che misurano le origini del nostro pianeta, la comparsa delle diverse forme di vita e non è sempre facile identificare una chiara origine di tutto. Ancora oggi non abbiamo risposte certe su:
Il Big Bang o Dio, una casualità oppure cosa ci sia dopo la morte fisica, se tutto finisce o se esiste continuità.
Forse a causa di questo, possono fiorire diverse religioni o un atteggiamento scettico o ateo.
Dunque, dal momento che nessuno è realmente a conoscenza della origine della vita o cosa ci sia dopo la morte, è importante riuscire a non separare ma a accogliere tutti anche riguardo le proprie credenze religiose. Nessuno ha la verità, neppure noi.

22.08.2011 Poetyca

Sources

We have on the origin of life or what happens after death, many questions,
but the answers come from different sources sometimes contradict each other:
the position of religion, of different religions and
of science in particular allows us to receive several theories, which sometimes belie the time, especially if we get answers from science and instruments that measure the origins of our planet, the emergence of different life forms and is not always easy to identify a clear source of everything. Still do not have definite answers to:
The Big Bang or God, there is a coincidence or what after physical death, if everything ends or if there is continuity.
Perhaps because of this, various religions can flourish or a skeptical attitude or atheist.
So, since nobody is really aware of the origin of life or what is after death, it is important not to separate but to be able to accommodate everyone, even about their own religious beliefs. Nobody has the truth, not even us.

22.08.2011 Poetyca

Amare – To love


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Amare

L’Amore non abita nella mente

“Finchè esiste attività della mente, di sicuro
non può esservi amore.
Quando ci sarà amore, non avremo problemi sociali.
Ma l’amore non è una cosa che viene acquisita.
La mente può cercare di acquisirlo, come un nuovo pensiero,
un nuovo gadget, un nuovo modo di pensare;
ma la mente non può trovarsi in uno stato d’amore
finchè il pensiero sta acquisendo l’amore.
Finchè la mente cerca di essere in uno stato di non avidità,
certamente è ancora avida, o no?
Allo stesso modo, finchè la mente spera, desidera e si esercita
per essere in uno stato in cui ci sia amore,
sicuramente nega questo stato”

Jiddu Krishnamurti – La ricerca della felicita’

Amare non è qualcosa che si accende e si spegne con un timer ben programmato,
non è una serie di opzioni che gli altri devono saper mostrare dove si sceglie
su un catalogo la persona che potrebbe essere migliore per noi: che offre le migliori
prestazioni alla nostra pressante richiesta. Per fortuna l’amore è ancora inattaccabile
da questa corsa alla ricerca di consumismo e di produzione. Chi sta ancora cercando
un amore che riempie il vuoto è chi non ha compreso che quel vuoto interiore
non ha bisogno di un tappo dallo esterno ma di attenzione profonda dall’interno.

Amare è seguire una strada che ha un cuore…per donare se stessi senza paura.

16.05.2011 Poetyca

To love

Love do not live in the mind

“As long as there is activity of the mind, for sure
there can be no love.
When there is love, we will not have social problems.
But love is not something that is acquired.
The mind can try to acquire it, as a new thought,
a new gadget, a new way of thinking;
but the mind can not be in a state of love
until the thought is gaining love.
As long as the mind tries to be in a state of greed,
is certainly still hungry, or not?
Similarly, until the mind hopes, desires and practices
to be in a state where there is love,
certainly deny this state “

(Jiddu Krishnamurti – The Pursuit of Happyness’)

Love is not something you turn on and off with a well-programmed timer,
not a series of options that the others must be able to show where
you click on a catalog that the person might be better for us: that
offers the best performance to our urgent request. Fortunately, the love
is still resistant to this race in search of consumption and production.
Who is still looking for a love that fills the void is the one who did
not understand that this emptiness does not need a cap of attention
from the outside but deep inside.

To love is to follow a path with heart … to giving of themselves without fear.

16.05.2011 Poetyca

La causa del nostro dolore – The cause of our pain



La causa del nostro dolore

In un certo senso è come se, usciti da un grembo materno che ci garantiva un ambiente perfetto, camminando a tentoni attraverso una realtà che nasconde armi accuminate ne temiamo l’offesa.
Quante volte ci si proietta al passato, a quel mondo che possa avere regalato gioia, oppure che ancora oggi a distanza di anni semina in noi rabbia e rancore per cose che, a ben vedere dovrebbero aver perso il loro alone di colore per essere sbiadite in un angolo, eppure non permettiamo di ” mollare la presa” e ripetiamo come un disco rigato lo stesso meccanismo di ” voci ininterrotte” che ci accusano o ci demoliscono interiormente, accanto ad una catena di ” se avessi…avrei potuto”. Tutti modi questi per portare uno zaino pesante sulle spalle che ci faccia procedere a fatica e ci impedisce di guardare al nostro presente.

Quante volte invece, presi da progetti immaginiamo il nostro futuro, lo ipotechiamo con tutte le nostre energie e poi…quando vediamo che quello che vorremmo non si realizza stiamo male?
O quante volte, spinti dal timore di non riuscita ci pre- occupiamo di qualcosa restando inchiodati al terreno invece di progredire? Eppure siamo qui ed ora, il nostro tempo, la nostra attenzione sono un’ininterrotta catena di attimi che se colti con attenzione, con atteggiamento retto ed equidistante sono motivo per far diradare le nebbie della mente e cogliere la realtà esattamente come è.

Questa forma di realismo non è paragonabile a nichilismo o a disfattismo, nel presente, letto con attenzione sono possibili tantissime sfumature motivo di leggerezza e gioia, opportunità per maturare il non attaccamento e scoprire una dimensione limpida che, come fonte viva sa dare energie all’amorevolezza, al non giudizio e all’apertura verso gli altri. Solo allora il nostro procedere, senza peso alcuno ci offre il senso profondo della vita.
Per maturare questo atteggiamento è necessario ricavare uno spazio interiore, un ascolto profondo che sia ” cura della mente” e della sua voce per rassicurarla, per indicare gli inganni. Un’attenzione che è data all’ininterrotto fluire di pensieri – la loro nascita, l’apparire con il loro mormorio ed il loro allontanamento.
Una mente calma sa accogliere il silenzio come nutrimento e l’attenzione verso di sè come opportunità che sappia tracciare nel respiro il percorso verso l’ascolto del profondo e nel battito del cuore il suono della calma che ci faccia espandere oltre la mente.

La meditazione è ” lasciare andare”, depositare lo zaino al bordo della strada per rinnovarci di nuovo vigore ed essere pronti verso il nostro cammino.
© Poetyca
The cause of our pain
In a sense it’s like, come out of a womb, which guaranteed us a perfect environment, walking blindly through a reality that hides its weapons accuminate temiano offense.
How many times do you project to the past, to the world that could have given joy, or that still today after many years sown in us anger and resentment for things that in hindsight should have lost their aura of color to be washed in a corner, but we do not allow for “letting go” and repeat like a scratched record the same mechanism of “unbroken voices” who accuse us or we break down inside, next to a chain of “if I had … I could.” All these ways to carry a heavy backpack on his shoulders to make us hard and we do not look at our present.
How many times instead, taken from projects we imagine our future, the ipotechiamo with all our energies and then … when we see that what we want we’re not done badly?
Or how many times, driven by fear of failure we deal with some remaining pre-nailed to the ground instead of progressing? Yet we are here and now, our time, our attention is an unbroken chain of moments that if carefully cultivated, with straight and equidistant atteggamento have reason to dispel the fog of mind and grasp the reality exactly as it is.
This form of realism is not comparable to defeatism or nihilism, in the present, carefully read many nuances are possible reason of lightness and joy, opportunities for mature non-attachment and discover a dimension clear that, as a living source can give energy all’amorevolezza , the non-judgmental and open to others. Only then will we proceed, without any weight gives us the deep meaning of life.
In order to mature this attitude is necessary to derive an inner space, a deep listening that “care of the mind” and to reassure her of her voice, to indicate deception. Attention that is given all’ininterrotto flow of thoughts – their birth, appear with their murmurs and their removal.
A calm mind can embrace silence as nourishment and attention toward you know that as an opportunity to draw breath in the path to listening to the heartbeat of the deep and the sound of calm that makes us expand beyond the mind.
Meditation is “let go”, deposit the bag at the roadside to renew again and be ready to force our way.
© Poetyca

Meditiamo con… Gibran – Let’s meditate with … Gibran



Meditiamo con… Gibran
Kahlil Gibran
commentato da Poetyca

Chi è Gibran :
Poeta Pittore Filosofo
Kahlil, nasce a Bisherri,una cittadina nel Libano settentrionale,il 6
gennaio 1883, luogo circondato dai famosi “Cedri del Libano”. Si chiamava
Gibran Khalil Gibran e quando emigrò negli Stati Uniti a undici anni il
nome gli fu abbreviato da un’insegnante inglese. Nei suoi scritti in
inglese la sua firma sarà sempre
Kahlil Gibran.

I genitori sono cristiani maroniti,religione cattolica formata dopo lo
scisma bizantino del V sec a.C., ha due sorelle, Mariana e Sultana, e il
fratellastro Boutros (nato da un precedente matrimonio della madre). La sua
formazione si può ricostruire attraverso gli anni neoplatonici e
paganeggianti di Boston, ove emigra nel 1894 con la madre, i fratelli ed
alcuni zii. Sono gli anni dell’emigrazione araba verso gli Stati Uniti e il
Brasile. Il padre, semialcoolizzato, rimane in Libano forse in prigione,
Gibran non avrà un buon ricordo del rapporto con lui. E la madre, Kamele
Rahmè, gli trasmette la religiosità e i valori umani della sua tradizione
culturale.

A 14 anni Kahlil torna in Libano per frequentare la scuola superiore all’
Hikmè di Beirut. In questo periodo si imbatte nel classicismo libanese che
separa abissalmente i ricchi dai poveri, l’aristocrazia ed il clero dal
popolo. Verosimilmente risale a questi anni il contatto più profondo e
duraturo con le Sacre Scritture.Completati gli studi, nel 1897, viaggia
attraverso il Libano e la Siria. Vi fa ritorno nel 1902 come guida e
interprete di una famiglia americana, ma presto deve rientrare a Boston a
causa della malattia della madre, che muore di tisi l’anno seguente, e
sucessivamente anche i suoi fratelli.

A Boston,nel 1904, conosce Mary Haskell,
l’incontro più importante della sua vita. Mary sarà sua mecenare,
collaboratrice, amica, musa, e più tardi curatrice delle sue opere. Mary
rappresentò un sostegno decisivo per lui, morale e materiale. Si sono
incontrati all’esposizione di alcuni quadri di Kahlil presso lo studio di un
amico fotografo. Mary che ha 10 anni più di lui, è preside di una scuola
femminile. Grazie ai suoi contributii Gibran studia pittura a Parigi, tra il
1908 e il 1910, all’Acadèmie Lucien (accademia delle belle arti di Parigi).
Legge Voltaire e Rousseau, Blake, Nietzsche; scrive “Spiriti Ribelli”,
pubblicato in arabo nel 1908, una breve raccolta di racconti dal tono aspro
e nostalgico sulla società libanese. Tornato negli Stati Uniti (1912), va a
vivere a New York dove apre uno studio, da lui definito nei suoi scritti
“l’eremo” si dedica contemporaneamente alla letteratura e alle arti
figurative. Insieme all’amico Mikhail Naimy é la figura di spicco di
un’associazione letteraria Siro-Libanese, Arrabitah-al-Alima, nata a Boston
e New York tra letterati e pittori arabi d’oltre oceano, i Mahjar
“immigrati” appunto.

Con il suo impegno in questa associazione Gibran vuole portare avanti una
“rivolta contro l’occidente tramite l’oriente”, parole scritte in occasione
della pubblicazione de “Il Folle” (1918), cioè contro il decadentismo
dell’occidente e il tradimento del suo stesso Romanticismo. Allo stesso
tempo sente il bisogno di un rinnovamento formale e contenutistico della
letteratura araba, per esempio si libera della poesia monorima e
quantitativa per il verso libero. Nel nuovo continente egli si inserisce
nella poesia americana sulla scia di Thoreau, Whiteman, Emerson (che stimò
in modo particolare), poeti naturalisti di tradizione protestante e
predicatoria. Spesso pubblica dei disegni insieme alle opere, mai lunghe.

Le prime biografie di Gibran, scritte da chi lo frequentò molto negli ultimi
anni, come Mikhail Naimy e Barbara Young, e in parte dettate da Kahlil
stesso, non sono tuttavia completamente affidabili, in quanto tendono ad
alimentare il ruolo di Guru che molti ammiratori già vedevano in Gibran. Il
primo studio serio su di lui è quello di Kahlil S. Hawi, pubblicato a Beirut
nel 1963.

La salute di Gibran è piuttosto minata negli ultimi anni di vita che
trascorre tra New York e Boston, dove vive e lavora sua sorella Mariana.
Muore a New York, di cirrosi epatica e con un polmone colpito da
tubercolosi, il 10 Aprile 1931, aveva 48 anni e stava lavorando a “The
Wanderer” raccolta di parabole e parole. Gibran è sepolto in un antico
monastero del suo paese d’origine, secondo la sua volontà. Fu sepolto in un
giorno di pioggia, accompagnato da pochi amici, tra i quali Barbara Young.
Per l’occasione il giornale “The New York Sun” annuncio’: “A Prophet is
Dead.” “Un profeta è morto”. Gibran lascia i diritti d’autore in eredità
agli abitanti di Bisherri per opere di pubblico beneficio.

Sensibile scrittore divenuto celebre per la poetica raccolta di
scritti riuniti nel volume “Il profeta”, Kahlil Gibran è nato il 6 dicembre
1883 a Bisharri (Libano), da una famiglia piccolo-borghese maronita. I
genitori erano cristiani maroniti, cattolici della Palestina
settentrionale;crebbe con due sorelle, Mariana e Sultana, e il fratellastro
Boutros, nato dal primo matrimonio della madre, rimasta vedova.

Famiglia unita e permeata dal rispetto reciproco, i Gibran si videro
costretti ad emigrare per ragioni economiche negli Stati Uniti. Approdarono
così sul suolo americano nel 1895. A dodici anni Kahlil cominciò a
frequentare le scuole del posto ed è per questo motivo che il suo nome venne
abbreviato in Kahlil Gibran, formula che usò successivamente anche nei suoi
scritti in inglese.

In seguito, adulto, visse a Boston nel quartiere cinese, abitato da
immigrati italiani, irlandesi e siriani.
Tornato nel 1899 per tre anni a Beirut per studiare la lingua e la
letteratura araba, soggiornò poi in Libano e Siria, ma nel 1902, desideroso
di rivedere la terra che aveva segnato gran parte della sua vita, tornò a
Boston.

Nel 1908 è a Parigi per studiare all’Accademia di Belle Arti e si
avvicina alla filosofia di Nietzsche e di Rousseau. Nel 1920 è tra i
fondatori a New York della Lega Araba, che doveva rinnovare la tradizione
araba con l’apporto della cultura occidentale.

Il successo (occidentale) di Gibran, infatti, si deve soprattutto al
fascinoso sincretismo religioso che permea “Il profeta” (scritto nel 1923):
su tutto prevale l’idea di una generica concezione della divinità, in cui vi
si intrecciano immagini e simboli di ogni religione e filosofia
(cattolicesimo, induismo, islamismo, mistici sufi accanto agli idealisti
europei, romanticisti, Nietzsche e mistici arabi).
Per Kahlil Gibran l’esistenza è il tempo regalato per ricomporre la
frattura esistente tra noi e Dio; quando nell’individuo bene e male,
perfezione e imperfezione, piccoli sentimenti e grandi passioni riusciranno
a convivere, ecco che nella coincidenza degli opposti si manifesteranno
saggezza, perfezione e felicità.
La mistica di Gibran sfugge a ogni classificazione, il poeta parla per
immagini ricorrendo a un mondo simbolico dai mille significati, che per la
sua universalità sollecita l’uomo indù e il cristiano, l’ateo e il credente.
Il suo successo deriva proprio dal suo porsi tra oriente e occidente,
tra Beirut, Parigi e New York.

In qualità di artista Gibran è stato un personaggio davvero eclettico,
contrariamente a quanto la sua fama, legata perlopiù a “Il Profeta”, faccia
presupporre.
Oltre che scrittore infatti Gibran fu anche pittore e organizzatore di
cultura, in controtendenza al suo carattere schivo ed introverso. Gran parte
delle sue iniziative si devono al lodevole aiuto della sua amica Mary
Haskell, che lo ha finanziato più volte.

Tra le altre sue opere segnaliamo “Il miscredente,” breve romanzo
scritto nel 1908 per la rivista “L’Emigrante”, in cui impegno politico e
tensione civile prevalgono ancora sulla dimensione religiosa.
Altre sue produzioni da ricordare sono il testo autobiografico (in cui
esprime il dolore per la morte dell’adorata moglie Selma), “Le ali infrante”
(1912), scritto in inglese e le “Massime spirituali”, un testo tipico della
sua produzione, tra l’aforistico e il mistico, teso a una conciliazione tra
occidente e oriente.

Morì a New York il giorno 11 aprile 1931, stroncato dalla cirrosi
epatica e dalla tubercolosi; la sua salma fu portata, secondo le sue
volontà, in un eremo libanese.
Due anni dopo verrà pubblicata un’opera che aveva lasciato incompiuta:
“Il Giardino del Profeta”.

Stralci da ” Il Profeta “:
I figli
E una donna che portava un bimbo al seno disse,
Parla con noi dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono vostri figli.
Essi sono i figli e le figlie della brama della Vita per la vita.
Essi vengono attraverso voi ma non per voi.
E benché essi siano con voi essi non appartengono a voi.
Voi potete dare loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri,
Poiché essi hanno i propri pensieri.
Voi potete custodire i loro corpi, ma non le loro anime,
Poiché le loro anime dimorano case di domani, che non potrete visitare,
neppure in sogno.
Potrete essere come loro, ma non cercate di farli simili a voi,
Poiché la vita procede e non si ferma a ieri.
Voi siete gli archi di i vostri figli sono frecce vive scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sulla strada dell’infinito, ed Egli con forza vi
tende affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Piegatevi nelle mani dell’Arciere con gioia:
Poiché come egli ama la freccia che vola, così Egli ama l’equilibrio
dell’arco

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]
Poetyca:” Viene preso in considezione il rapporto più importante e forse
contraddittorio che un essere umano possa condurre – quello di genitore – si
pone l’accento sul senso del possesso, sulle aspettative e su come,aver
generato dei figli non debba essere fonte di – riscatto – su quanto la vita
possa aver sottratto relativamente alle nostra ambizioni.
Amare dunque, è sicuramente non strumentalizzare e soffocare le generazioni
future ma avere quella sensibilità e capacità educativa che sappia – tirare
fuori – quello che è già – piuttosto che riempire un vaso con l’intento di
mettere i nostri preconcetti e condizionamenti culturali.

Non si è – buone madri o buoni padri – se plasmiamo un figlio come vorremmo.
Credo che lo stesso discorso valga per un rapporto d’amicizia o d’amore.
Non si andrebbe troppo lontano con l’attaccamento e con le aspettative,
allora amare sarebbe colmare il nostro bisogno.

Amicizia
E un ragazzo disse: Parlaci dell’Amicizia
…E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. È il campo
che seminate con amore e mietete con riconoscenza.

È la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui
e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l’amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione,
né abbiate paura di contraddirlo.

E quando tace,il vostro cuore
non smetta di ascoltare il suo cuore.

Nell’amicizia ogni pensiero,ogni desiderio,
ogni attesa nasce in silenzio
e viene condiviso con inesprimibile gioia.

Quando vi separate dall’amico, non rattristatevi.
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara dalla pianura.

E non vi sia nell’amicizia altro scopo
che l’approfondimento dello spirito.

Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi
lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
ma una rete lanciata in avanti
e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.

Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.

Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si
ristora.

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]
Poetyca: ” La rugiada delle piccole cose, il bisogno saziato, la gioia
condivisa ma sopratutto il discernimento che il dialogo sia non legato solo
ad un aspetto,al meglio di sè per poi tenere nascosta l’altra faccia della
luna. Non si deve temere di mostare se stessi: fragilità e timori, al
contempo non si deve confondere l’amare con il colmare un proprio vuoto
interiore,una propria insoddisfazione attraverso la presenza dell’amico o
degli altri.
Possiamo indubbiamente essere tutti ottimi compagni di viaggio,essere
preziosi gli uni per gli altri -senza perdere di vista- che si deve essere
consapevoli e pronti all’ascolto di sè stessi senza gravare sugli altri.
Questo sarebbe capace di fare dell’amicizia una preziosa offerta e
strumento per maturare, sopratutto se ci sforzassimo di essere un pò meno
egocentrici e sapessimo cogliere con empatia quanto vivano gli altri.Basta
poco per dare segni di presenza,molto meno di quanto sia capace di ferire
il silenzio. Rispetto e dignità vanno di pari passo con la chiarezza ed il
dialogo,senza nascondimenti.”

Il bene ed il male :
E un anziano della città disse:
Parlaci del Bene e del Male

Io posso parlare del bene che è in voi, ma non del male.
Poiché il cattivo non è che un buono torturato dalla fame e dalla sete.
In verità, quando buono è affamato cerca cibo anche in una caverna buia e
quando è assetato beve anche acqua morta.

Siate buoni quando siete in armonia con voi stessi.
Tuttavia, quando non siete una sola cosa con voi stessi, voi non siete
cattivi.

Una casa divisa non è un covo di ladri, è semplicemente una casa divisa.
E una nave senza timone può errare senza meta tra isole pericolose senza
fare naufragio.

Siete buoni nello sforzo di donare voi stessi, tuttavia non siete cattivi
quando perseguite il vostro vantaggio.
Quando cercate di ottenere, non siete che una radice avvinghiata alla terra
per succhiare il seno.
Certo, il frutto non può dire alla radice: «Sii come me, maturo e pieno e
sempre generoso della tua abbondanza».
Poiché come il frutto ha bisogno di dare, così la radice ha bisogno di
ricevere.
Siete buoni quando la vostra parola è pienamente consapevole,
Tuttavia non siete cattivi quando nel sonno la vostra lingua vaneggia.
E anche un discorso confuso può rafforzare una debole lingua.
Siete buoni quando procedete verso la meta, decisi e con passo sicuro.
Tuttavia non siete cattivi quando vagate qua e là zoppicando.
Anche chi zoppica procede in avanti.
Ma chi è agile e forte, non zoppichi davanti allo zoppo stimandosi cortese.
Vi siete buoni in molteplici modi e non siete cattivi quando non siete
buoni.
Siete soltanto pigri e indolenti.
Purtroppo il cervo non può insegnare alla tartaruga ad essere veloce.
Nel desiderio del gigante che è in voi risiede la vostra bontà, e questo
desiderio è di tutti.
In alcuni è un torrente che scorre impetuoso verso il mare, trascinando con
sé i segreti delle colline e il canto delle foreste.
in altri è una corrente placida che si perde in declivi e indugia prima di
raggiungere la sponda.
Ma chi desidera molto non dica a chi desidera poco: «Perché esiti e
indugi?».
Poiché, in verità, chi è buono non chiede a chi è nudo: « Dov’é il tuo
vestito? », né a chi è senza tetto: «Cos’è accaduto alla tua casa?».

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]
Poetyca :” Viviamo in un mondo duale,non si potrebbe infatti apparire o
essere del tutto buoni o del tutto cattivi, non avrebbe senso alcuno
persino dare ” giudizio” e dividere questi due aspetti: luci ed ombre sono
in tutto ed in tutti.
Si evidenzia attraverso il pensiero espresso da Gibran che in chi è
attraversato dai mali come la rabbia o la necessità di colpire difendendosi
, in realtà sia presente la fame e la sete …ma di cosa ? Sicuramente si è
fragili e si cerca attenzione ed amore,una reazione che porta poi gli
altri a difendersi e a negare quell’amore richiesto.
Basta osservare un gattino spaventato per vedere come, smarrito e timido
mostri aggressività per difendere la propria vita. In una forma più sottile
accade questo a chi,temendo il rifiuto mette in atto meccanismi di difesa.
Ecco sarebbe da tenere questo in considerazione.
Ci si difende se ci si sente invasi o feriti,poi in realtà-in forma
silente- i chiede attenzione ed amore,che non va elargito in modo da
alimentare il vittimismo e il senso di dipendenza ma piuttosto alimentando
la consapevolezza e la ricerca del proprio valore ed autostima.

Non abbiamo un valore(Gibran lo evidenzia) a priscindere se apparissimo
cattivi o buoni.
In noi la ricerca per stimare e cogliere la nostra Luce interiore, che non
deve essere appresa dagli altri- come attraverso uno specchio – ma avere la
certezza di quello che siamo e del nostro valore, meritiamo sempre e
comunque amore e siamo ricchi di doni.

Come cominciare a trovare consapevolezza e la capacità di cogliere la realtà
senza farcene coinvolgere?

SU RAGIONE E PASSIONE
E ancora la sacerdotessa parlò e disse: Parlaci della Ragione e della
Passione.
E lui rispose dicendo:

La vostra anima è sovente un campo di battaglia dove giudizio e ragione
muovono guerra all’avidità e alla passione.
Potessi io essere il pacificatore dell’anima vostra, che converte
rivalità e discordia in unione e armonia.
Ma come potrò, se non sarete voi stessi i pacificatori, anzi gli amanti
di ogni vostro elemento?

La ragione e la passione sono il timone e la vela di quel navigante che è
l’anima vostra.
Se il timone e la vela si spezzano, non potete far altro che, sbandati,
andare alla deriva, o arrestarvi nel mezzo del mare.
Poiché se la ragione domina da sola, è una forza che imprigiona, e la
passione è una fiamma che, incustodita, brucia fino alla sua distruzione.
Perciò la vostra anima innalzi la ragione fino alla passione più alta,
affinché essa canti,
E con la ragione diriga la passione, affinché questa viva in quotidiana
resurrezione, e come la fenice sorga dalle proprie ceneri.

Vorrei che avidità e giudizio fossero per voi come sgraditi ospiti nella
vostra casa.
Certo non onorereste più l’uno dell’altro, perché se hai maggiori
attenzioni per uno perdi la fiducia di entrambi.
Quando sui colli sedete alla fresca ombra dei pallidi pioppi,
condividendo la pace e la serenità dei campi e dei prati lontani, allora vi
sussurri il cuore: “Nella ragione riposa Dio”.
E quando infuria la tempesta e il vento implacabile scuote la foresta, e
lampi e tuoni proclamano la maestà del cielo, allora dite nel cuore con
riverente trepidazione: “Nella passione agisce Dio”.
E poiché siete un soffio nella sfera di Dio e una foglia nella sua
foresta, voi pure riposerete nella ragione e agirete nella passione.

[da: ” Il Profeta” di Gibran Kalil Gibran]
Poetyca:” I grandi antagonisti del nostro cammino:Ragione e Passione,
dove l’una non deve prevalere sull’altra e dove l’equilibrio e il
discernimento sono l’albero maestro che non si spezza alle tempeste. In
fondo è proprio la capacità di integrazione tra queste due parti(come gli
emisferi cerebrali) che ci conduce verso il non attaccamento e verso la
possibilità di avere rettitudine.Riconoscersi come microscopico elemento
dinnanzi all’infinito,ma interconnesso ad esso con il suo valore e
riflesso di quello che sappiamo vivere e cogliere è sapere che affidandosi
alla grandezza del Tutto siamo sempre particella d’Amore.
Trovare Pace nel dialogo tra questi antagonisti è accogliere e vivere le
opportunità della vita nel non attaccamento e nelle aspettative.

Amore ed amicizia pensieri di Gibran:
°
Ognuno ha qualcosa che desidera donare:
e così, troppo spesso,
nessuno è disposto a prendere.
Poniamo che io abbia una casa
e inviti gente.
Verranno e accetteranno la mia casa,
il mio cibo e perfino le mie idee,
ma non il mio amore.
E invece proprio l’amore
è ciò che la maggior parte di noi
desidera donare sopra ogni altra cosa.

Citato da Mary Haskell, “Journal”
Cambridge, 30 maggio 1922

°
A volte, quando le anime sono piccole
e in primo luogo sono piccole le cose,
dobbiamo lasciarle stare
nei loro momenti bui,
perché vengano alla luce
in quella che è la loro stagione.
Ma il gesto di lasciarle a sé stesse
dev’essere un gesto d’amore.

Citato da Mary Haskell, “Journal”
New York, 5 febbraio 1921

.
Nessun rapporto umano
dà l’uno in possesso dell’altro.
in ogni coppia d’anime
i due sono assolutamente diversi.
In amicizia come in amore,
i due, a fianco a fianco,
sollevano le mani
insieme
per trovare ciò che né l’uno né l’altro
può raggiungere da solo.

Citato da Mary Haskell, “Journal”
New York, 8 giugno 1924

Poetyca:”Dopo un lavoro consapevole si è capaci di un rapporto maturo che
sappia condurre alla vera gioia e alla condivisione e dove si è capaci di
stare bene insieme,si sta bene anche da soli perchè, con l’aiuto degli
altri (presenza indispensabile se non prendono e basta ma sanno anche
offrirsi in dono) si è capaci di arricchimento reciproco e pienezza, si è
capaci di essere miglior .”

Un aforisma di autore ignoto cita:- Ti amo non per chi sei ma per chi sono
io quando sono con te. Credo che dovremmo tenere questo a mente,essere
migliori per la presenza di una persona,comprendere che ci accolga e
valorizzi non significa che sia l’amore ricevuto a trasformarci ma che noi
stessi siamo persone capaci di miglioramento,che siamo persone propositive
e non dovremmo attaccarci alle aspettative e alle persone,ma piuttosto
saper donare senza attendere poi di vedere la nostra immagine riflessa nei
frutti.Un lungo lavoro che sa portare lontano.

Poetyca 09.09.2005

Let’s meditate with … Gibran
Kahlil Gibran
commented by Poetyca

Who is Gibran:
Poet Painter Philosopher
Kahlil was born in Bisherri, a town in northern Lebanon, on the 6th
January 1883, place surrounded by the famous “Cedars of Lebanon”. He was called
Gibran Khalil Gibran and when he emigrated to the United States at the age of eleven
name was abbreviated by an English teacher. In his writings in
English his signature will always be
Kahlil Gibran.
The parents are Maronite Christians, a Catholic religion formed after him
Byzantine schism of the fifth century BC, has two sisters, Mariana and Sultana, and the
half-brother Boutros (born from a previous marriage of the mother). Her
formation can be reconstructed through the Neoplatonic years and
paganeggianti of Boston, where he emigrated in 1894 with his mother, brothers and
some uncles. These are the years of Arab emigration to the United States and the
Brazil. The half-alcoholic father remains in Lebanon perhaps in prison,
Gibran won’t have a good memory of the relationship with him. And the mother, Kamele
Rahmè, he transmits the religiosity and human values of his tradition
cultural.
At 14 Kahlil returns to Lebanon to attend high school at the
Beirut hikmè. In this period he comes across Lebanese classicism which
abyssally separates the rich from the poor, the aristocracy and the clergy from
people. The most profound contact probably dates back to these years
lasting with the Holy Scriptures. After completing his studies, in 1897, he traveled
through Lebanon and Syria. He returned in 1902 as a guide and
interpreter of an American family, but soon has to return to Boston a
cause of the mother’s disease, who died of phthisis the following year, and
later also his brothers.
In Boston, in 1904, he met Mary Haskell,
the most important meeting of his life. Mary will be her patron,
collaborator, friend, muse, and later curator of her works. Mary
represented a decisive support for him, both moral and material. Yes. I am
met at the exhibition of some paintings by Kahlil at a studio
friend photographer. Mary, 10 years older than him, is the principal of a school
female. Thanks to his contributions Gibran studied painting in Paris, between the
1908 and 1910, at the Acadèmie Lucien (Paris Academy of Fine Arts).
Voltaire and Rousseau, Blake, Nietzsche law; writes “Rebel Spirits”,
published in Arabic in 1908, a short collection of stories with a harsh tone
and nostalgic about Lebanese society. Back in the United States (1912), he goes to
living in New York where he opens a studio, which he defines in his writings
“the hermitage” is dedicated simultaneously to literature and the arts
figurative. Together with his friend Mikhail Naimy he is the leading figure of
a Syrian-Lebanese literary association, Arrabitah-al-Alima, born in Boston
and New York among overseas Arab writers and painters, the Mahjar
“immigrants” in fact.
With his commitment in this association Gibran wants to carry on one
“turned against the West through the East”, words written on the occasion
of the publication of “Il Folle” (1918), that is against decadentism
of the West and the betrayal of its own Romanticism. At the same
time feels the need for a formal and content renewal of the
Arabic literature, for example, gets rid of monorime poetry and
quantity for the free verse. In the new continent he inserts himself
in American poetry in the wake of Thoreau, Whiteman, Emerson (whom he estimated
in particular), naturalist poets of Protestant tradition and
preachy. He often publishes drawings together with his works, which are never long.
The first biographies of Gibran, written by those who frequented him a lot in the last few
years, such as Mikhail Naimy and Barbara Young, and partly dictated by Kahlil
itself, however, are not completely reliable, as they tend to
feed the role of Guru that many admirers already saw in Gibran. The
first serious study on him is that of Kahlil S. Hawi, published in Beirut
in 1963.
Gibran’s health is somewhat undermined in the last few years of his life
he spends between New York and Boston, where his sister Mariana lives and works.
He dies of liver cirrhosis in New York and with a lung affected by
tuberculosis, on April 10, 1931, was 48 years old and was working on “The
Wanderer “collection of parables and words. Gibran is buried in an ancient
monastery of his country of origin, according to his will. He was buried in a
rainy day, accompanied by a few friends, including Barbara Young.
For the occasion, the newspaper “The New York Sun” announced: “A Prophet is
Dead. “” A prophet is dead. “Gibran bequeaths copyright
to the inhabitants of Bisherri for works of public benefit.
Sensitive writer who became famous for his poetic collection
writings gathered in the volume “The Prophet”, Kahlil Gibran was born on December 6th
1883 in Bisharri (Lebanon), from a Maronite petty-bourgeois family. THE
parents were Maronite Christians, Catholics from Palestine
Northern; he grew up with two sisters, Mariana and Sultana, and his half-brother
Boutros, born of her mother’s first marriage, remained a widow.
Family united and permeated by mutual respect, the Gibrans saw each other
forced to emigrate to the United States for economic reasons. They landed
so on American soil in 1895. At twelve Kahlil began to
attend local schools and that’s why his name came
abbreviated as Kahlil Gibran, a formula that was later used in his
written in english.
Later, as an adult, he lived in Boston in the Chinese neighborhood, inhabited by
Italian, Irish and Syrian immigrants.
He returned to Beirut for three years in 1899 to study the language and the
Arabic literature, then stayed in Lebanon and Syria, but in 1902, eager
to review the land that had marked much of his life, he returned to
Boston.
In 1908 he was in Paris to study at the Academy of Fine Arts and yes
approaches the philosophy of Nietzsche and Rousseau. In 1920 he was among the
founders in New York of the Arab League, which was to renew the tradition
Arab with the contribution of western culture.
The (western) success of Gibran, in fact, is mainly due to
fascinating religious syncretism that permeates “The prophet” (written in 1923):
above all the idea of a generic conception of divinity prevails, in which there
images and symbols of every religion and philosophy are intertwined
(Catholicism, Hinduism, Islamism, Sufi mystics alongside idealists
Europeans, Romanticists, Nietzsche and Arab Mystics).
For Kahlil Gibran, existence is the time given to recompose the
fracture between us and God; when in the individual good and evil,
perfection and imperfection, small feelings and great passions will succeed
to coexist, here in the coincidence of opposites will manifest
wisdom, perfection and happiness.
Gibran’s mystique escapes any classification, the poet speaks for
images resorting to a symbolic world of a thousand meanings, which for the
Its universality urges the Hindu man and the Christian, the atheist and the believer.
Its success derives from its position between east and west,
between Beirut, Paris and New York.
As an artist Gibran was a truly eclectic character,
contrary to what his fame, mostly linked to “The Prophet”, does
assume.
In addition to being a writer, Gibran was also a painter and organizer of
culture, in contrast to its shy and introverted character. Most of
of his initiatives are due to the praiseworthy help of his friend Mary
Haskell, who financed it several times.
Among his other works we point out “Il miscredente,” short novel
written in 1908 for the magazine “L’Emigrante”, in which political commitment and
Civil tension still prevail over the religious dimension.
Other of his productions to remember are the autobiographical text (in which
expresses sorrow for the death of his beloved wife Selma), “The broken wings”
(1912), written in English and the “Spiritual Maxims”, a typical text of the
his production, between the aphoristic and the mystical, aimed at a conciliation between
west and east.
He died in New York on April 11, 1931, struck down by cirrhosis
liver and tuberculosis; his body was brought, according to his
will, in a Lebanese hermitage.
Two years later a work that had left unfinished will be published:
“The Garden of the Prophet”.
Excerpts from “The Prophet”:
Children
And a woman who carried a baby on her breast said,
Talk to us about the Sons.
And he said:
Your children are not your children.
They are the sons and daughters of Life’s lust for life.
They come through you but not through you.
And although they are with you they do not belong to you.
You can give them your love, but not your thoughts,
Because they have their own thoughts.
You can guard their bodies, but not their souls,
Since their souls dwell in tomorrow’s houses, which you cannot visit,
not even in a dream.
You can be like them, but don’t try to make them similar to you,
Because life goes on and does not stop yesterday.
You are the bows of your children are live arrows shot far away.
The Archer sees the target on the way to infinity, and He forcefully there
he tends so that his arrows can go fast and far.
Bend into the hands of the Archer with joy:
For as he loves the arrow that flies, so he loves balance
arc
[from: “The Prophet” by Gibran Kalil Gibran]
Poetyca: “The most important and perhaps most important relationship is taken into consideration
contradictory that a human being can lead – that of parent – yes
emphasizes the sense of possession, expectations and how to have
begotten children should not be a source of – redemption – on how much life
may have stolen in relation to our ambitions.
To love therefore, is surely not to exploit and suffocate the generations
future but have that sensitivity and educational capacity that I know – to pull
outside – what it is already – rather than filling a vase with the intent of
put our cultural preconceptions and conditioning.
We are not – good mothers or good fathers – if we shape a child as we would like.
I believe the same goes for a friendship or love relationship.
You wouldn’t go too far with attachment and expectations
then loving would fill our need.
Friendship
And a boy said: Tell us about friendship
… And he replied saying:
Your friend is your need. It is the field
that you sow with love and reap with gratitude.
It is your canteen and your hearth.
Because, hungry, you take refuge in him
and you seek it for your peace.
When your friend confides his thought to you,
don’t deny your approval,
nor be afraid to contradict him.
And when your heart is silent
don’t stop listening to his heart.
In friendship every thought, every desire,
all waiting arises in silence
and is shared with inexpressible joy.
When you separate from your friend, don’t be sad.
His absence can clarify what you love most about him,
like the climber, the mountain is clearer from the plain.
And there is no other purpose in friendship
than the deepening of the spirit.
Because love that does not seek in all ways
the unfolding of one’s mystery is not love,
but a network launched forward
and that only grasps what is in vain.
And the best of you is for your friend.
If he has to know the ebb of your tide,
let me know its full.
Which friend is yours, to look for him in the hours of death?
Always look for it in the hours of life.
For he can fill your every need, but not your emptiness.
And share the pleasures by smiling in the sweetness of friendship.
For in the dew of small things the heart finds its morning again and yes
refreshed.
[from: “The Prophet” by Gibran Kalil Gibran]
Poetyca: “The dew of small things, the need satiated, the joy
shared but above all the discernment that dialogue is not only linked
to one aspect, to the best of himself and then to hide the other face of the
moon. One should not be afraid to show oneself: fragility and fears, al
at the same time love should not be confused with filling one’s own void
inner, one’s own dissatisfaction through the presence of the friend or
of others.
We can undoubtedly all be excellent travel companions, be
precious to each other -without losing sight- that one must be
aware and ready to listen to themselves without burdening others.
This would be able to make friendship a valuable offer
tool to mature, especially if we tried to be a little less
self-centered and we knew how to empathize how much others live
little to show signs of presence, much less than it is capable of hurting
silence. Respect and dignity go hand in hand with clarity and
dialogue, without hiding. ”
The good and the bad:
And an elder of the city said:
Tell us about Good and Evil
I can speak of the good in you, but not of the bad.
For the bad is nothing but a good tortured by hunger and thirst.
Indeed, when good is hungry, he looks for food even in a dark cave
when thirsty he also drinks dead water.
Be good when you are in harmony with yourself.
However, when you are not one with yourself, you are not
bad.
A divided house is not a den of thieves, it is simply a divided house.
And a ship without a rudder can wander aimlessly between dangerous islands without
shipwreck.
You are good in the effort to give yourself, however you are not bad
when you pursue your advantage.
When you try to obtain, you are only a root clinging to the earth
to suck the breasts.
Of course, the fruit cannot say at the root: «Be like me, mature and full and
always generous with your abundance ».
Since as the fruit needs to give, so the root needs
receive.
You are good when your word is fully aware,
However, you are not evil when your tongue rambles in sleep.
And even confused speech can strengthen a weak language.
You are good when you proceed towards the goal, determined and with a sure step.
However, you are not bad when you wander limp here and there.
Even those who limp proceed forward.
But who is agile and strong, do not limp in front of the lame esteeming courteous.
You are good in many ways and you are not bad when you are not
good.
You are just lazy and indolent.
Unfortunately, the deer cannot teach the turtle to be fast.
Your goodness lies in the desire of the giant within you, and this
desire belongs to everyone.
In some it is a torrent that flows impetuously towards the sea, dragging with
the secrets of the hills and the song of the forests.
in others it is a placid current that is lost in slopes and lingers before
reach the shore.
But those who want a lot do not say to those who want little: «Why do you hesitate and
ado? “.
For, in truth, who is good does not ask who is naked: “Where is yours
dress? Nor to those who are homeless: “What happened to your home?”
[from: “The Prophet” by Gibran Kalil Gibran]
Poetyca: “We live in a dual world, we couldn’t in fact appear either
to be completely good or completely bad, it wouldn’t make any sense
even give “judgment” and divide these two aspects: lights and shadows are
in all and in all.
It is highlighted through the thought expressed by Gibran that in who he is
crossed by evils such as anger or the need to strike defending oneself
, actually there is hunger and thirst … but what? It certainly is
fragile and seeking attention and love, a reaction that then leads to him
others defend themselves and deny that required love.
Just look at a frightened kitten to see how it is, lost and shy
show aggression to defend your life. In a more subtle form
this happens to those who, fearing rejection, put in place defense mechanisms.
Here would be to take this into consideration.
We defend ourselves if we feel invaded or injured, then actually-fit
silent – he asks for attention and love, which should not be given in such a way
fueling victimization and a sense of addiction but rather fueling
awareness and the search for one’s own value and self-esteem.
We have no value (Gibran highlights it) regardless of whether we appeared
bad or good.
In us the search to estimate and grasp our inner Light, which is not
it must be learned from others – like through a mirror – but have the
certainty of who we are and of our value, we always deserve and
however love and we are rich in gifts.
How to start finding awareness and the ability to grasp reality
without getting involved?
ON REASON AND PASSION
And again the priestess spoke and said: Tell us about Reason and
Passion.
And he replied saying:
Your soul is often a battleground where judgment and reason
they wage war on greed and passion.
I could be the pacifier of your soul, which converts
rivalry and discord in union and harmony.
But how can I, if you are not yourself the peacemakers, indeed the lovers
of all your elements?
Reason and passion are the rudder and the sail of that sailor who is
your soul.
If the rudder and the sail are broken, you can not help but skid,
drifting, or stopping in the middle of the sea.
For if reason dominates on its own, it is a force that imprisons, and there
passion is a flame that, unattended, burns to its destruction.
So your soul raises reason to the highest passion,
for it to sing,
And with reason direct the passion, so that it lives in everyday life
resurrection, and how the phoenix rises from its ashes.
I wish greed and judgment were for you as unwelcome guests in the
your home.
Of course you would not honor each other anymore, because if you have more
attention for one you lose the trust of both.
When on the hills you sit in the cool shade of the pale poplars,
sharing the peace and serenity of the distant fields and meadows, then vi
your heart whispers: “God rests in reason.”
And when the storm rages and the relentless wind shakes the forest, e
lightning and thunder proclaim the majesty of heaven, then say in the heart with
reverent trepidation: “God works in passion”.
And because you are a breath in the sphere of God and a leaf in his
forest, you also will rest in reason and act in passion.
[from: “The Prophet” by Gibran Kalil Gibran]
Poetyca: “The great antagonists of our journey: Reason and Passion,
where one should not prevail over the other and where balance and
discernment I am the master tree that does not break in storms. In
the bottom line is precisely the ability to integrate these two parts (like
cerebral hemispheres) which leads us to non-attachment and to
possibility of having righteousness. Recognizing oneself as a microscopic element
before infinity, but interconnected to it with its value e
reflection of what we know how to live and grasp is knowing that by entrusting ourselves
to the greatness of the Whole we are always a particle of Love.
Finding peace in the dialogue between these antagonists is welcoming and living the
life’s opportunity in non-attachment and expectations.
Love and friendship thoughts of Gibran:
°
Everyone has something they want to donate:
and so, too often,
nobody is willing to take.
Let’s say I have a home
and invite people.
They will come and accept my home,
my food and even my ideas,
but not my love.
Instead, just love
is what most of us do
want to donate above all else.
Quoted from Mary Haskell, “Journal”
Cambridge, May 30, 1922
°
Sometimes when souls are small
and in the first place things are small,
we have to leave them alone
in their dark moments,
because they come to light
in what is their season.
But the gesture of leaving them to themselves
it must be a gesture of love.
Quoted from Mary Haskell, “Journal”
New York, February 5, 1921
.
No human relationship
gives one in possession of the other.
in every couple of souls
the two are absolutely different.
In friendship as in love,
the two, side by side,
raise your hands
together
to find what neither
can reach alone.
Quoted from Mary Haskell, “Journal”
New York, June 8, 1924
Poetyca: “After conscious work one is capable of a mature relationship that
know how to lead to true joy and sharing and where you are capable of
feel good together, you feel good even on your own because, with the help of the
others (indispensable presence if they don’t just take it but they also know
offering oneself as a gift) one is capable of mutual enrichment and fullness, one is
capable of being better. ”
An aphorism by an unknown author quotes: – I love you not for who you are but for who I am
me when I’m with you. I think we should keep this in mind, be
better for the presence of a person, understand that he welcomes us and
Valuing does not mean that it is the love received that transforms us, but that we do
we ourselves are people capable of improvement, who are proactive people
and we shouldn’t stick to expectations and people, but rather
knowing how to donate without waiting to see our image reflected in the
fruits: a long job that can take you far.

Poetyca 09.09.2005

Amicizia – Friendship



Amicizia
L’amicizia è sentimento che io reputo sacro,
dove si cresce e si attraversano momenti significativi,
dove la lealtà, il rispetto, la capacità di cogliere
sfumature sottili, la riconoscenza tacita
e la cura verso l’altro, l’ascolto di suggerimenti
dettati dal bene che si vorrebbe per l’altro,
sono la cosa più preziosa che ci possa essere.

Parole, le mie, forse troppo idealiste, infatti è
davvero difficile incontrare persone dall’animo onesto
e capaci di mettere in discussione se stesse
per migliorarsi e per portare amorevolezza
e chiarezza in un rapporto che una volta
che nasce dovrebbe durare tutta la vita.

In amore si è molto coinvolti e non sempre
è facile mantenere equidistanza,
diventa infatti un evento naturale, che si pensi a
se stessi, anche se è spesso fonte di sofferenza.
Però l’amicizia che è compartecipazione profonda
è una cosa diversa, è il giusto sostegno,
la confidenza interiore capace di farci migliorare
di giorno in giorno perchè il vero amico è il nostro specchio.

Io tengo talmente tanto all’amicizia che se sapessi
di essere tradita, oppure che una mia amica venisse
calpestata, senza che lo meritasse ( tante le persone
che dietro la parola ” amicizia” usano gli altri!),
divento una vera guerriera a favore della lealtà e
della verità perchè non c’è cosa peggiore
dell’ipocrisia e della menzogna nel calpestare gli altri.

Poetyca

Friendship
Friendship is the feeling that I consider sacred,
where we grow and cross moments,
where loyalty, respect, understanding of
subtle nuances, the tacit recognition
and care to others, listening to suggestions
well that would be dictated by another,
are the most precious thing we can be.

Words, my, perhaps too idealistic, in fact is
really hard to meet people from the soul honest
and able to challenge themselves
to improve and to bring kindness
and clarity in a relationship that once
born should last a lifetime.

In love you are very involved and not always
it is easy to maintain equidistance,
it becomes a natural event that you think
themselves, although it is often a source of suffering.
But the partnership is deep anicizia
is different, it is the right support,
confindenza the interior capable of making us better
day by day because the true friend is our mirror.

I hold friendship so much that if I knew
being betrayed, or that a friend of mine was
trampled, without the deserved (many people
that the word “friendship” others are using?)
become a true warrior for the loyalty and
the truth because there is nothing worse
hypocrisy and lies in the other tread.

Poetyca

Coscienza ed amore – Consciousness and Love


Coscienza ed amore

Non c’è niente da ottenere. Niente da diventare. Non da cercare la verità, non da fuggire l’illusione. Semplicemente, essere presenti, qui ed ora, con il nostro spirito e il nostro corpo.Allora apparirà la coscienza profonda e pura, universale e illimitata.

Dogen

La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa sente se stessa e percepisce la propria vita. Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non sono la stessa cosa. L’amore è desiderio fattosi saggio; l’amore non
vuole avere, vuole soltanto dare.


H. Hesse

Amore e perdita

L’amore non conosce paura, ma sopratutto non conosce imposizione,
se si ama si permette all’altro di manifestare se stesso, si aiuta persino
a far emergere in sé quella parte che non è germogliata ancora,
si sostiene e non si possiede nulla.

E’ importante capire come l’amore universale sia
diverso da un rapporto di coppia, non si devono confondere le cose.

Ci sono compagni di viaggio che arrivano nella nostra vita, ma se devono andare,
invece di restare ancorati alla ” perdita”, si deve capire che hanno finito il loro compito,
che averli persi è solo illusione perchè in noi resta la loro presenza e quanto ci abbiano
insegnato, quella trasformazione che ci ha resi migliori.

Spesso gli ostacoli, le prove della vita sono rigettati, ci fanno cadere nel panico,
è attraverso questo passaggio invece che possiamo cogliere in noi i limiti e superarli
per essere migliori.

Poetyca


Consciousness and Love

There’s nothing to get. Nothing to be. Not seek the truth, not to escape the illusion. Simply be present, here and now, with our spirits and our conscience will corpo.Allora deep and pure, universal and unlimited.

Dogen

Happiness is love, nothing else. Happy is he who knows how to love. Love is every movement of our soul as it perceives itself and feels his life. Felix is so who is capable of loving much. But love and desire are not the same thing. Love is desire who became wise not love
wants to have, just wants to give.

H Hesse

Love and loss

Love knows no fear, but mostly do not know taxation
if you love it allows another to manifest itself, it even helps
to bring out the part which in itself is not sprung yet,
you support and do not have anything.

It ‘important to understand how love is universal
other than a couple relationship, you should not confuse things.

We are fellow travelers who arrive in our life, but if they go,
instead of remaining anchored to the “loss”, you must understand that they have finished their job,
that had lost only in us is illusion because their presence and what we have
taught, the transformation that has made us better.

Often the obstacles, the trials of life are discarded, we are falling into panic
is through this step instead we can see in us the limits and overcome them
to be better.

Poetyca

Seme – Seed


Seme
Prima di offrire un seme o un frutto a chi non lo conosca, io credo si debba ben assimilare in noi il suo significato. In particolare si deve cercare di comprendere cosa in noi faccia motivare la ” necessità” di portarlo ad altri.
Una delle fondamentali basi, credo sia nel completo disinteresse al risultato.
Se, ad esempio, noi offrissimo quanto a nostro avviso sia molto prezioso ma sconosciuto ad altri, non potremmo sperare di un immediata accettazione.
Prima di comporre una voglia di offerta, forse si deve analizzare il nostro voler offrire e il modo con il quale comunichiamo dei contenuti, se chi ci circonda è capace di comprenderli o se non è ancora pronto.
Poichè il giusto atteggiamento è nel mezzo ci si assume la responsabilità di come comunichiamo, spesso rispettando i tempi degli altri. Non avrebbe senso cercare delle ” colpe” in chi non ci accogliesse, sebbene un sentimento di apertura e reciprocità sarebbe adatto per non rendere sterile il terreno del dialogo.
Il maggior sforzo deve provenire da parte nostra, senza attaccamento ed aspettativa, motivo questo che ci insegna ad accogliere l’altro per quello che è, per quanto abbia anche lui da offrire.
Le domande che deve nascere in noi sono:
– Perchè voglio dare
– Desidero convincere qualcuno della validità delle mie tesi e perchè?
– So essere sereno anche di fronte a mancate risposte o di fronte alle critiche?
In noi la possibilità di scoprire se in fondo stiamo cercando solo attenzione verso la nostra persona
o se desideriamo essere antagonisti per ” convincere” gli altri di essere in torto e noi di avere qualcosa di migliore, che addirittura possa ” salvare ” o portare beneficio agli altri.
Qualora si verificasse in noi di avere atteggiamenti di attaccamento alla nostra persona o alle nostre tesi, io credo che saremmo gli artefici della nostra sofferenza e frustrazione.
Comprendendo questo avremmo una nuova opportunità per lavorare in noi stessi per un atteggiamento più retto.
Il dialogo con gli altri è la più grande scuola che ci insegna ad interagire con serenità ed umiltà, soprattutto ad apprendere cose nuove, a mettere alla prova noi stessi nello sforzo di fare sempre del nostro meglio.
08.11.2008 Poetyca
Seed
Before offering a seed or a fruit to those who do not know , I think we should assimilate well in us its meaning. In particular, we must try to understand what we face in motivating the “need” to bring it to others.
One of the fundamental bases , I believe in complete disregard to the result.
If, for example , we offered what we believe is very valuable but unknown to others, we can not expect an immediate acceptance .
Before dialing a desire to offer , perhaps you should analyze our wish to offer and the way in which we communicate content , if those around us are capable of understanding them or if it is not ready yet.
As the right attitude is in the middle you assume responsibility for how we communicate , often on time than others. It would not make sense to look for the ” sins ” of those who do not uphold , although a feeling of openness and reciprocity would be suitable for making non- sterile soil of the dialogue.
The major effort has to come from us, without attachment and expectation , for which reason teaches us to accept others for what it is , as he has to offer.
The questions that must be born in us are:
– Because I want to give
– I want to convince someone of the validity of my thesis and why?
– I can be calm even in the face of non-response or the face of criticism ?
In us the opportunity to find out if we are looking only at the bottom of attention towards our person
or if you want to be antagonistic to “convince ” others to be wrong , and we have something better , that it can even “save” or to benefit others .
Should there be in us to have an attitude of attachment to our person or our thesis , I believe that we make our own suffering and frustration.
Realizing this we would have a new opportunity to work for ourselves in a more upright .
The dialogue with others is the biggest school that teaches us to interact with serenity and humility , especially to learn new things, to test ourselves in an effort to always do our best.
08.11.2008 Poetyca

Gabbiani – Seagulls



Gabbiani

Io vivo in una città di mare e sono allora affascinata dai gabbiani, da come possano apparire insignificanti quando non sono in volo:grigi, sparuti e fragili e completamente diversi quando si tuffano sicuri tra le onde del mare, quando sembra seguano traiettorie precise disegnando archi nel cielo con eleganza e sincronia.
Forse siamo tutti un poco gabbiani sparuti all’inizio ed intimiditi portiamo appena un saluto…per dimenticare che siamo capaci di volare, di armonizzarci e di seguire un filo invisibile che guida al senso del volo e dell’essere gabbiani tra le traiettorie tra mare e cielo.
Passi lenti sulla sabbia ed occhio attento per studiare le maree.

Quando osservo i gabbiani spesso resto in silenzio,accompagnata dal battito del cuore e dai capelli scompigliati dal vento, nell’armonizzarmi con lo spazio intorno colgo disegni che hanno un senso oltre le apparenze.
Dobbiamo imparare a guardare profondamente…per sentire quando spiccare il volo.

28.03.2010 Poetyca

Seagulls

I live in a seaside city and I am then fascinated by seagulls, by how insignificant they can appear when they are not in flight: gray, haggard and fragile and completely different when they dive safely in the waves of the sea, when they seem to follow precise trajectories by drawing arches in the sky with elegance and synchrony.
Maybe we are all a little seagulls at the beginning and intimidated we just bring a greeting … to forget that we are able to fly, to harmonize and to follow an invisible thread that guides the sense of flight and being seagulls between the trajectories between sea and sky.
Slow footsteps on the sand and careful eye to study the tides.

When I observe the seagulls I often remain silent, accompanied by the beating of the heart and the hair ruffled by the wind, in harmonizing with the space around me I pick up drawings that make sense beyond appearances.
We must learn to look deeply … to feel when to fly.

28.03.2010 Poetyca

Impermanenza – Impermanence


Impermanenza

“Nessun oggetto è permanente, e l’impermanenza sottile delle cose è tale che ad ogni istante l’oggetto cambia. Poichè la coscienza è attivata dall’oggetto, ci sono tanti istanti di coscienza quanti stati dell’oggetto impermanente. Questa nozione di impermanenza istantanea dei fenomeni e del pensiero porta molto lontano, perchè mostra che se esistesse, nel mondo fenomenico anche una sola entità fissa, permanente e intrinsecamente esistente, la coscienza resterebbe come incollata a quest’oggetto, e si prolungherebbe indefinitamente. Alla fine tutte le coscienze del mondo si ritroverebbero in qualche modo intrappolate da quest’oggetto, dal quale non potrebbero staccarsi. La presenza di questa impermanenza sottile porta il buddhismo a paragonare il mondo fenomenico a un sogno o a un’illusione, a un flusso che cambia continuamente e che non può essere arrestato. Anche le cose che ci sembrano stabili, per esempio una tavola, mutano di continuo. Così pure il flusso del pensiero è composto di istanti infinitesimali, che vengono attivati da ognuno di questi mutamenti infinitesimali del mondo esteriore. Solo la sintesi di questi istanti dà l’impressione di una realtà rozza”
di Matthieu Ricard tratto da “Il monaco e il filosofo” di Jean Francois Revel e Matthieu Ricard
Noi siamo oltre il passo che cerca sicurezza, la mano che afferra e l’occhio che cerca riferimenti;
siamo soffio e brezza che cattura il tempo senza tempo ed una carezza d’infinito come goccia di pioggia lucente tra le dita. Una storia lieve che si racconta e che si disegna nel silenzio tra sogno e meraviglia.

Un sorriso
Poetyca

Impermanence
“Nothing is permanent, and the subtle impermanence of things is such that at each moment the object changes. Since consciousness is activated by the object,there are so many moments of conscience who were impermanent object. This notion of impermanence instantaneous phenomena and thought very far, because it shows that if there were, in the phenomenal world is also a single entity fixed, permanent and inherently exists, consciousness would be like glued to this object,and continues indefinitely. at the end of all consciousness the world would find themselves trapped in some way by this object, from which they could come off.the presence of this subtle impermanence brings Buddhism to compare thephenomenal world in a dream or an illusion, a flow that is constantly changing and that can be stopped. Even things that seem stable, for example a table, are constantly changing. So also the flow of thought is composed of infinitesimalmoments, which are activated by each of these infinitesimal changes in the external world. Only the synthesis of these moments gives the impression of areally rough “by Matthieu Ricard from “The Monaco and the philosopher” by Jean FrancoisRevel and Matthieu RicardWe are seeking safety over the pass, the hand that grabs the eye and looking forreferences;
we breath and the breeze that captures the timeless time and a caress of infinitegleaming like a drop of rain between the fingers. A little story that is told and thatyou draw in the silence between dream and wonder.
a smile
Poetyca

A cuore leggero – A light heart


A cuore leggero

Il passato scava un solco profondo nel cuore,
le ferite bruciano e si spera sempre in un sogno,
in quella medicina che cura tutto, si accende la fiamma
in una speranza che accompagna sulla strada di un futuro migliore,
che permette di vivere la meritata felicità.
Quanto lunga è stata l’attesa? E poi…senza pazienza correre, volare,
dimenticando di fare un passo alla volta, ma inciampare nel mantello che
aveva troppe stelle e troppi sogni, che impediva di costruire qualcosa
questo è come avere dimenticato che i solchi profondi attendevano un seme,
la nostra attenzione a guardare in faccia il passato per essere veramente pronti,
dopo avere sedimentato le vecchie ferite, a quella vita che ora attende
la vera opportunità per girare pagina e inizare da oggi a vivere attimo per attimo
– qui ed ora – la concretezza di chi,senza chiedere qualcosa si offre
ed è grato di tutto, delle cose per come esse sono, apre gli occhi alla realtà
e abbracciando ogni momento sa essere grato per la lezione che la vita regala.
Non è mai tardi per ricominciare, per riconciliare noi stessi con le ferite passate
e per essere liberi da ogni peso che impedisce di andare avanti a cuore leggero.

03.10-2011 Poetyca

A light heart

The past digs a deep groove in the heart,
burn wounds, and you always hope in a dream,
in the medicine to cure everything, lights the flame
in a hope that goes on the road to a better future,
to provide a truly well-deserved happiness.
How long was the wait? And then … without patience, run, fly,
forgetting to take one step at a time, but trip over the mantle
had too many stars and too many dreams, to build something that prevented
this is like having forgotten that the deep furrows waited a seed,
our attention to face the past to be truly ready,
Having settled the old wounds, to the life that now awaits
the real opportunity to turn the page and start now to live moment by moment
– Here and now – the reality of those who, without asking for something
and is grateful for offers everything, of things as they are,
open your eyes to reality and embracing every moment he can be grateful
for the lessons that life offers.
It is never late to start over, to reconcile ourselves with the past hurts
and to be free from any burden that can not go forward at a light heart.

03.10-2011 Poetyca

Meditare – Meditation


Meditare

Meditare è attraversare, raccogliere come un osservatore tutto quanto possa scorrere nel nostro panorama interiore; senza divisione, o meglio senza dualismo, senza imprigionare nulla e soprattutto provando a mettere la nostra attenzione in condizione di verificare come reagiamo alle causa del nostro disagio: paura, attaccamento, illusioni e quello che possa distruggere il nostro sogno di una realtà perfetta.

In un certo senso è come se, usciti da un grembo materno che ci garantiva un ambiente perfetto, camminando a tentoni attraverso una realtà che nasconde armi accuminate ne temiamo l’offesa.
Quante volte ci si proietta al passato, a quel mondo che possa avere regalato gioia, oppure che ancora oggi a distanza di anni semina in noi rabbia e rancore per cose che, a ben vedere dovrebbero aver perso il loro alone di colore per essere sbiadite in un angolo, eppure non permettiamo di ” mollare la presa” e ripetiamo come un disco rigato lo stesso meccanismo di ” voci ininterrotte” che ci accusano o ci demoliscono interiormente, accanto ad una catena di ” se avessi…avrei potuto”. Tutti modi questi per portare uno zaino pesante sulle spalle che ci faccia procedere a fatica e ci impedisce di guardare al nostro presente.
Quante volte invece, presi da progetti immaginiamo il nostro futuro, lo ipotechiamo con tutte le nostre energie e poi…quando vediamo che quello che vorremmo non si realizza stiamo male?
O quante volte, spinti dal timore di non riuscita ci pre- occupiamo di qualcosa restando inchiodati al terreno invece di progredire? Eppure siamo qui ed ora, il nostro tempo, la nostra attenzione sono un’ininterrotta catena di attimi che se colti con attenzione, con atteggiamento retto ed equidistante sono motivo per far diradare le nebbie della mente e cogliere la realtà esattamente come essa è.Questa forma di realismo non è paragonabile a nichilismo o a disfattismo, nel presente, letto con attenzione sono possibili tantissime sfumature motivo di leggerezza e gioia, opportunità per maturare il non attaccamento e scoprire una dimensione limpida che, come fonte viva sa dare energie all’amorevolezza, al non giudizio e all’apertura verso gli altri. Solo allora il nostro procedere, senza peso alcuno ci offre il senso profondo della vita.
Per maturare questo atteggiamento è necessario ricavare uno spazio interiore, un ascolto profondo che sia ” cura della mente” e della sua voce per rassicurarla, per indicare gli inganni. Un’attenzione che è data all’ininterrotto fluire di pensieri – la loro nascita, l’apparire con il loro mormorio ed il loro allontanamento.
Una mente calma sa accogliere il silenzio come nutrimento e l’attenzione verso di sè come opportunità che sappia tracciare nel respiro il percorso verso l’ascolto del profondo e nel battito del cuore il suono della calma che ci faccia espandere oltre la mente.
La meditazione è ” lasciare andare”, depositare lo zaino al bordo della strada per rinnovarci di nuovo vigore ed essere pronti verso il nostro cammino.

17.04.2007 Poetyca

Meditation

Meditation is to cross, as an observer to collect all that can flow into our inner landscape, without division, or rather without duality, without anything to imprison and especially trying to put our attention in a position to see how we react to the cause of our discomfort, fear,attachment and illusions that can destroy our dream of a perfect reality.

In a way, as if emerging from a womb that guaranteed us the perfect environment for walking groping through a reality that hides the sharp weapons it temiano offense.
How many times have you projected the past, to the world that could have given joy, or that even today after years of sowing resentment and anger in us for things that, in hindsight would have lost their aura of color to be faded in a corner, and yet not allow it to “let go” and repeat like a striped disk the same mechanism of “unbroken voices” who accuse us or we break down inside, near a chain of “if I had … I could.” All these ways to carry a heavy backpack on his shoulders so that we do proceed to fatigue and prevents us from looking at our present.
How many times have instead taken from projects we imagine our future, the mortgage with all our energy and then … when we see what we’re not done wrong?
Or how many times, driven by the fear of us failed to pre-occupy some remain nailed to the ground instead of forward? Yet we are here and now, our time our attention is an unbroken chain of moments that, if read carefully, with attitudes are equally spaced right reason to dispel the mists of the mind and grasp the reality exactly as it is.
This form of realism is not comparable to nihilism, or defeatism in the present, carefully read lots of nuances are possible because of lightness and joy, opportunities for mature non-attachment and discover a dimension clear that, as a living source can give energy to loveness , opening the proceedings and not to others. Only then will our progress, by no offers us the deepest meaning of life.
For mature attitude is necessary to produce an interior space, deep listening that is a “cure of mind” and to reassure her of her voice to indicate deception. Attention that is given all’ininterrotto flow of thoughts – their birth, appear with their murmuring and their removal.
A calm mind can embrace silence as food and attention toward you know that as an opportunity to draw breath in the path of deep listening to the heartbeat and the sound of calm that makes us expand beyond the mind
Meditation is “letting go”, deposit the bag at the roadside to renew again and be ready to force our way.

17.04.2007 Poetyca

L’albero si vede dai frutti – The tree can be seen from the fruits


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L’albero si vede dai suoi frutti

“Io non credo affatto in un Dio personale che giudica l’uomo per il suo
operato.
Non posso immaginare un Dio che premi e punisca gli oggetti della sua
creazione, i cui fini siano modellati sui nostri, un Dio, in breve, che non
è che un riflesso della fragilità umana.”

Albert Einstein

Non si potrebbe credere in un Dio,sempre nell’aspetto “punitivo”,
dimenticando che Dio è Amore.Il Dio dell’Antico Testamento in fondo è stato superato: Cristo nel Vangelo ci ha insegnato il ” comandamento nuovo” dell’amore reciproco, è l’insegnamento che egli stesso ha dato. Il Vangelo di Giovanni ( denominato Vangelo della Luce) è, dall’inizio alla fine un tracciato di Amore.
Ma se andassimo a cogliere altri percorsi, per l’Islaàm, in particolare il Sufismo,
Dio è l’Amato da cercare, da riconoscere per essere con Lui Amore.
Per il Vedantismo Brahaman è Amore del quale siamo portatori di una scintilla ( Atman)
e il percorso da compiere è nella ricerca e nell’assorbimento in Dio.
Ogni etica religiosa è legata alla consapevolezza che il nostro viaggio nella vita
è per riconoscere la nostra consapevolezza, per sciogliere l’ego e trasformarci in Amore.
Prendendo l’immagine del Vangelo : “L’albero si vede dai frutti”, i nostri frutti, come umanità devono essere frutti d’Amore, esso è accoglienza, attenzione per in cammino sia verticale ( verso Dio ) che orizzontale (verso il fratelli)
una simbologia che somiglia alla croce dove al centro è posto il Cuore.
L’albero nell’Eden era l’albero del Bene e del Male, questo dualismo va superato per ricondurci ad un’Unità che è Amore, riconoscimento e gioia nell’Unione con il Divino.

Per in Buddhismo tutto poggia sulla consapevolezza di essere artefici del proprio percorso personale. Come mai potrebbe essere che il Dharma ( la legge eterna) o il Karma ( il rapporto di causa ed effetto che somiglia all’albero del Bene e del Male ) siano disarmonici o pumitivi? Difatti la legge del karma è legge dell’armonia.
In realtà siamo noi stessi a seminare e portare quei frutti all’albero.
Tutto ha una ragione di essere, si impronta all’accompagnarci alla consapevolezza che quel che seminiamo raccoglieremo. Ma non si parla di un Dio ( è presente il concetto di Anatman – non Sè) che punisce ma della responsabilità personale sulle azioni che sono ” causa” che generano un ” effetto”.

Se si comprendesse che non è un Dio a punire, che siamo noi stessi a dover maturare per essere responsabili delle nostre azioni, sentiremmo meno rancore, meno timore e ci sentiremmo liberi da questi schemi mentali.
Naturalmente la mia riflessione non è un tentativo di sincretismo ( che non avrebbe senso) ma è la volontà di cogliere come per ogni percorso vi sia una visione che non si aggrappa all’idea di un Dio punitivo, siamo noi che dovremmo aprirci di più ed essere portatori di amore.

23.09.2007 Poetyca
The tree seen by its fruits

“I do not believe in a personal God who judges man for his work.
I can not imagine a God who rewards and punishes the objects of his creation, whose purposes are modeled on our own, a God, in short, that is not a reflection of human frailty. “

Albert Einstein

The tree seen by its fruits

“I do not believe in a personal God who judges man for his work.
I can not imagine a God who rewards and punishes the objects of his creation, whose purposes are modeled on our own, a God, in short, that is not a reflection of human frailty. “

Albert Einstein

You might not believe in a God who is always in appearance “punitive”
forgetting that God is Love. The God of the Old Testament has been passed down: Christ in the Gospel has taught us the “new commandment” to love one another, is the teaching that he gave. The Gospel of John (called the Gospel of Light) is a path from beginning to end of love.
But if we were to take other routes, for Islaam, especially Sufism,
God is the Beloved to look for, to acknowledge Love to be with him.
For the Vedanta Brahman is Love which we are bearers of a spark (Atman) and the road ahead is in research and in absorption in God
Every religious ethics is linked to the realization that our journey in life
is to acknowledge our awareness, to dissolve the ego and transform ourselves into Love.

Taking the image of the Gospel: “The tree is seen by its fruits”, our fruits, such as humanity should be fruits of love, it is welcome, attention to the road or vertically (to God) and horizontal (to the brothers )
a symbology that resembles the cross where the center is placed the Heart.
The tree in Eden was the tree of Good and Evil, this dualism must be overcome to lead us back to a Unit that is love, and joy in the recognition of the Divine.

For in all Buddhism is based on the awareness of being agents of their own personal journey. Why might it be that the Dharma (the eternal law) or Karma (the relationship of cause and effect that resembles the tree of Good and Evil) are discordant or pumitivi? In fact, the law of karma is the law of harmony.
In fact, we ourselves and bring the fruit tree planting.
Everything has a reason for being, you mark the accompaniment to the realization that we reap what we sow. But no one speaks of a God (there is the concept of anatman – not if), but the personal responsibility that punishes actions that are “causes” that create an “effect”.

If you understood that it is not a God to punish, that we ourselves
have to grow to be responsible for our actions, feelings
less anger, less fear and we feel free from these mindsets.
Of course, my reflection is not an attempt at syncretism (which would not make sense) but it is the will to grasp how each path there is a vision that does not cling to the idea of ​​a punitive God , are we that we should become more open and be bearers of love.

23.09.2007 Poetyca

La mia vera natura è Amore – My true nature is Love


La mia vera natura è Amore

La mia vera natura è Amore. L’amore tende naturalmente a esprimersi, affermarsi, superare le difficoltà . Quando avrai capito che il mondo è amore in azione?, lo vedrai in un modo tutto diverso. Ma prima deve cambiare il tuo atteggiamento verso la sofferenza, che è anzitutto una richiesta di attenzione, essa stessa un moto d’amore. Più che la felicità, l’amore vuole la crescita, l’allargamento e l’approfondimento della coscienza e dell’essere. Tutto ciò che lo impedisce, diviene causa di dolore?, e l’amore, si sa, non si sottrae al dolore. Il sattva, l’energia che opera a favore della giustizia e di uno sviluppo ordinato, non deve essere ostacolato. Altrimenti, si rivolta contro se stesso e diviene distruttivo. Ogni volta che si frena l’amore e si permette alla sofferenza di espandersi, la guerra diventa inevitabile. La nostra indifferenza alla pena del vicino, porta la pena alla nostra porta.

Tratto da Io sono Quello di Nisargadatta

Seguendo il nostro disagio, paura ed attaccamento alla mancata attenzione accade di temere la perdita, di mettere in moto meccanismi che come per chi precipita dal un dirupo sono di autoconsevazione dell’ego e imprimono la necessità di attaccarsi saldamente alla roccia. La mente intenta la battaglia con quelle energie che nobilitano e conducono allo scuoterci e al condurci alla nostra vera natura. Amorevolezza e compassione sono quel disvelamento del velo di Maya, la capacità di comprendere come gli altri siano specchio e proiezione di noi stessi, come, piuttosto che combattere contro quello che possano rappresentare,per il timore della perdita, si possa incentrare la nostra attenzione verso quei movimenti interiori e cercarne le vere cause per riportare equidistanza. Il vero lavoro è dentro di noi, nella capacità di applicare con sincerità quanto si sia appreso delle esperienze di vita. Molti dei miei movimenti di timore e di senso di perdita, che un tempo erano capaci di farmi bloccare e di trattenere in una sorta di mura difensive la mia vera natura, erano legati alla mia aspettiva per il mio sentimento di lealtà calpestato. Ho compreso come, in fondo fossi io stessa a determinare quei meccanismi, motivo per analizzare a fondo e saper lasciare andare, con il tempo ogni attaccamento. Conosco dunque molto bene questo genere di percorso e posso dire che averne trasformato la causa mi ha liberata e resa più accogliente degli eventi e più forte. Spesso è Avidya l’ignoranza a condurci su vie controverse, ma è pur vero che ogni ostacolo, ogni motivo di inquietudine è opportunità per portare in luce il lavoro compiuto. I praticanti possono scacciare le ombre e rinnovare la Luce. Poi, in fondo è solo dentro noi stessi il lavoro da compiere e lasciato andare l’ultimo lembo di Ego è possibile accogliere Amore, essere Amore che si riconosce e manifesta. Se non si diviene contenitori vuoti, senza alcuna resistenza sarebbe difficile poter comprendere come tutto sia interconnesso e che, in fondo, gli altri sono esattamente come noi: stesse paure e stesse aspirazioni. Nessun nemico se non noi stessi.

07.02.2007 Poetyca

My true nature is Love

My true nature is Love. The love naturally tends to express itself, assert itself, overcome the difficulties. Once you understand that the world is love in action?, You’ll see a totally different way. But first he must change your attitude to suffering, which is primarily a demand for attention, itself a movement of love. More than happiness, love wants growth, enlargement and deepening of consciousness and being. All that prevents, becomes the cause of pain?, Love, you know, is not immune to pain. Sattva, the energy that works on behalf of justice and orderly development, must not be hindered. Otherwise, it turns against itself and becomes destructive. Every time you brake the love and suffering is allowed to expand, the war becomes inevitable. Our indifference to the pain of having close, brings pain to our door.

 

Adapted from What I am Nisargadatta

Following our discomfort, fear and attachment to the lack of attention happens to fear of loss, set in motion the mechanisms as to who falls from a cliff are autoconsevazione ego and impress the need to stick firmly to the rock. The mind intent battle with the energies that bring glory and lead to shake us and bring us to our true nature. Kindness and compassion that are uncovering the veil of Maya, the ability to understand how others are mirror projection of ourselves as, rather than fight against what can be, for fear of loss, we can focus our attention to those inner movements and seeking the real causes for back spacing. The real work is inside us, the ability to apply what you have learned with sincerity of life experiences. Many of my movements with fear and sense of loss, which once were able to block and keep me in a sort of defensive walls my true nature, were linked to my expectation for my sense of loyalty trampled. I understand how, after I had myself to determine the mechanisms, so thoroughly analyze and be able to let go, with time each attachment. So I know very well this kind of path and I can say that because I have turned the liberated and made more welcoming events and stronger. Avidya is ignorance often lead to inland controversial, but it is true that every obstacle, every reason for concern is opportunity to bring to light the work done. Practitioners can cast shadows and re-light. Then, it is only within ourselves the job done and let go the last part of Ego can receive love, be love that is acknowledged and manifest. If you do not become empty, without any resistance would be difficult to understand how everything is interconnected and that, basically, the rest are just like us, those same fears and aspirations. No enemy but ourselves.

07.02.2007 Poetyca