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Il vero sentiero


56. Il vero sentiero

Subito prima che Ninakawa morisse, gli fece visita il maestro di Zen Ikkyu.

«Devo farti da guida?» domandò Ikkyu. Ninakawa rispose: «Sono venuto qui da solo e da solo me ne vado. Che aiuto potresti darmi?».

Ikkyu rispose: «Se credi veramente che vieni e che vai, questo è il tuo errore. Lascia che ti mostri il sentiero dove non si viene e non si va».

Con queste parole Ikkyu aveva rivelato il sentiero con tanta chiarezza che Ninakawa sorrise e spirò.

Tratto da 101 Storie Zen 

The True Path

Just before Ninakawa passed away the Zen master Ikkyu visited him. “Shall I lead you on?” Ikkyu asked.

Ninakawa replied: “I came here alone and I go alone. What help could you be to me?”

Ikkyu answered: “If you think you really come and go, that is your delusion. Let me show you the path on which there is no coming and going.”

With his words, Ikkyu had revealed the path so clearly that Ninakawa smiled and passed away.

Taken to 101 Zen Stories

La barca vuota


La barca vuota

“Quando ero giovane, mi affascinava andare in barca.
Avevo una piccola barca e da solo me ne andavo sul lago; rimanevo lì per ore a meditare sulla calma del lago.
Un giorno ero rilassato ad occhi chiusi ed una barca vuota sospinta dalla corrente colpì la mia.
I miei occhi erano chiusi per cui pensai che qualcuno mi fosse venuto addosso e mi arrabbiai, poi aprì gli occhi e stavo per assalire con furia quell’uomo, ma mi resi subito conto che la barca era vuota.
A quel punto rimasi paralizzato – su chi potevo riversare la mia rabbia? – Era assurdo riversare la rabbia su una barca vuota. Perciò chiusi gli occhi e contattai la mia rabbia che era presente perché non trovò via d’uscita ed usai tale sentimento per entrare all’interno, sull’onda di quella rabbia, e quella barca vuota divenne la mia realizzazione.
In quella giornata toccai un punto di me stesso: quella barca vuota fu il mio Maestro.
E adesso se qualcuno con la sua barca mi urta e mi insulta io sorrido e dico che anche questa barca è vuota.
Chiudo gli occhi e vado dentro.”

Maestro Zen, Lin-tsi

The empty boat

“When I was young, I was fascinated by boating.
I had a small boat alone and I went on the lake, stood there for hours to meditate on calm lake.
One day I was relaxed with closed eyes and an empty boat driven by the current hit mine.
My eyes were closed so I thought someone had come upon me and I was angry, then opened his eyes and was about to attack with fury man, but I soon realized that the boat was empty.
At that point I was paralyzed – over who could pour out my anger? – It was absurd to pour out anger on an empty boat. So I closed my eyes and I contacted my anger that was present for he found no way out and I used to get that feeling in the wake of the anger, and the empty boat became my realization.
On that day I touched a point to myself: the empty boat was my Master.
Now if someone hits me with his boat and insults me I smile and say that this boat is empty.
I close my eyes and go inside. “

Zen teacher, Lin-tsi

Shoun e sua madre


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15. Shoun e sua madre

Shoun diventò un insegnante di Zen Soto. Faceva ancora i suoi studi quando gli era morto il padre, lasciando la vecchia madre affidata alle sue cure.

Tutte le volte che andava in una sala di meditazione Shoun portava con sé la madre. Da quando essa lo accompagnava, però, lui nei monasteri non poteva più vivere coi monaci. Sicché le costruiva una casetta e si prendeva cura della madre. Copiava sutra e poesie buddhiste, e in questo modo guadagnava quel poco di che vivere.

Quando Shoun comprava un po’ di pesce per la madre, la gente rideva di lui, perché a un monaco è vietato mangiare pesce. Shoun non se ne curava. Ma a sua madre dispiaceva che gli altri ridessero del figlio. E infine disse a Shoun: «Credo che mi farò monaca. Posso diventare vegetariana anch’io». Così fece, e cominciarono a studiare insieme.

Shoun era appassionato di musica ed era un virtuoso dell’arpa, strumento che anche sua madre suonava. Nelle notti di plenilunio avevano l’abitudine di suonare insieme.

Una notte una giovane signora passò davanti alla sua casa e udì la musica. Profondamente commossa, invitò Shoun la sera dopo in casa sua perché suonasse per lei. Shoun accettò l’invito. Dopo qualche giorno incontrò per la strada la giovane signora e la ringraziò della sua ospitalità. Gli altri risero di lui. Era andato in casa di una donna di piacere.

Un giorno Shoun andò a fare una conferenza in un tempio lontano. Tornò a casa dopo qualche mese e trovò che la madre era morta. Gli amici non sapevano dove rintracciarlo, e il funerale si stava celebrando in quel momento.

Shoun si avvicinò e picchiò sulla bara col bastone. «Mamma, tuo figlio è tornato» disse. «Sono contenta di vedere che sei tornato, figlio» rispose Shoun per la madre.

«Sì, sono contento anch’io» disse Shoun. Poi annunciò a quelli che stavano intorno a lui: «La cerimonia funebre è finita. Potete seppellire il corpo».

Quando fu vecchio, Shoun sapeva che la sua fine era prossima. La mattina chiese ai suoi discepoli di radunarsi intorno a lui e disse che sarebbe morto a mezzogiorno. Bruciando incenso davanti ai ritratti di sua madre e del suo vecchio maestro, scrisse una poesia:

Ho vissuto sessant’anni come meglio potevo

Facendo la mia strada in questo mondo.

Ora la pioggia è cessata, le nubi scompaiono,

Il cielo azzurro ha una luna piena.

I suoi discepoli si raccolsero intorno a lui recitando un sutra, e Shoun spirò durante l’invocazione.

tratto da 101 Storie Zen 

Shoan and His Mother

Shoun became a teacher of Soto Zen. When he was still a student his father passed away, leaving him to care for his old mother.

Whenever Shoun went to a meditation hall he always took his mother with him. Since she accompanied him, when he visited monasteries he could not live with the monks. So he would build a little house and care for her there. He would copy sutras, Buddhist verses, and in this manner receive a few coins for food.

When Shoun bought fish for his mother, the people would scoff at him, for a monk is not supposed to eat fish. But Shoun did not mind. His mother, however, was hurt to see the others laugh at her son. Finally she told Shoun: “I think I will become a nun. I can be a vegaterian too.” She did, and they studied together.

Shoun was fond of music and was a master of the harp, which his mother also played. On full-moon nights they used to play together.

One night a young lady passed by their house and heard music. Deeply touched, she invited Shoun to visit her the next evening and play. He accepted the invitation. A few days later he met the young lady on the street and thanked her for her hospitality. Others laughed at him. He had visited the house of a woman of the streets.

One day Shoun left for a distant temple to deliver a lecture. A few months afterwards he returned home to find his mother dead. Friends had not known where to reach him, so the funeral was then in progress.

Shoun walked up and hit the coffin with his staff. “Mother, your son has returned,” he said.

“I am glad to see you have returned, son,” he answered for his mother.

“Yes, I am glad too,” Shoun responded. Then he announced to the people about him: “The funeral ceremony is over. You may bury the body.”

When Shoun was old he knew his end was approaching. He asked his disciples to gather around him in the morning, telling them he was going to pass on at noon. Burning incense before the picture of his mother and his old teacher, he wrote a poem:

For fifty-six years I lived as best I could,
Making my way in this world.
Now the rain has ended, the clouds are clearing,
The blue sky has a full moon.

His disciples gathered about him, reciting a sutra, and Shoun passed on during the invocation.

Taken from 101 Zen Stories

Lo Zen di ogni istante


35. Lo Zen di ogni istante

Gli studenti di Zen stanno coi loro maestri almeno dieci anni prima di presumere di poter insegnare a loro volta. Nan-in ricevette la visita di Tenno, che dopo aver fatto il consueto tirocinio era diventato insegnante. Era un giorno piovoso, perciò Tenno portava zoccoli di legno e aveva con sé l’ombrello. Dopo averlo salutato, Nan-in disse: «Immagino che tu abbia lasciato gli zoccoli nell’anticamera. Vorrei sapere se hai messo l’ombrello alla destra o alla sinistra degli zoccoli».

Tenno, sconcertato, non seppe rispondere subito. Si rese conto che non sapeva portare con sé il suo Zen in ogni istante. Diventò allievo di Nan-in e studiò ancora sei anni per perfezionare il suo Zen di ogni istante.

Every-Minute Zen

Zen students are with their masters at least two years before they presume to teach others. Nan-in was visited by Tenno, who, having passed his apprenticeship, had become a teacher. The day happened to be rainy, so Tenno wore wooden clogs and carried an umbrella. After greeting him Nan-in remarked: “I suppose you left your wooden clogs in the vestibule. I want to know if your umbrella is on the right or left side of the clogs.”

Tenno, confused, had no instant answer. He realized that he was unable to carry his Zen every minute. He became Nan-in’s pupil, and he studied six more years to accomplish his every-minute Zen.

Il suono di una sola mano


21. Il suono di una sola mano

Il maestro del tempio Kennin era Mokurai, Tuono Silenzioso. Aveva un piccolo protetto, un certo Toyo, un ragazzo appena dodicenne. Toyo vedeva che i discepoli più grandi andavano ogni mattina e ogni sera nella stanza del maestro per essere istruiti nel Sanzen o per avere privatamente qualche consiglio, e che il maestro dava loro dei koan per fermare le divagazioni della mente.

Anche Toyo voleva fare il Sanzen.

«Aspetta un poco» disse Mokurai. «Sei troppo giovane».

Ma il piccolo insisteva, e l’insegnante finì con l’acconsentire.

Quella sera, all’ora giusta, il piccolo Toyo si presentò alla porta della stanza Sanzen di Mokurai. Batté il gong per annunciarsi, fece tre rispettosi inchini prima di entrare, poi andò a sedersi in riguardoso silenzio davanti al maestro.

«Tu puoi sentire il suono di due mani quando battono l’una contro l’altra» disse Mokurai. «Ora mostrami il suono di una sola mano».

Toyo fece un inchino e se ne andò nella sua stanza per riflettere su questo problema.

Dalla sua finestra poteva sentire la musica delle geishe.

«Ah, ho capito!» proruppe.

La sera dopo, quando il suo insegnante gli chiese di illustrargli il suono di una sola mano, Toyo cominciò a suonare la musica delle geishe.

«No, no» disse Mokurai. «Questo non serve. Questo non è il suono di una sola mano. Non hai capito niente».

Temendo che quella musica potesse disturbarlo, Toyo si trasferì in un luogo tranquillo.

Riprese a meditare. «Quale può essere il suono di una sola mano?». Per caso sentì gocciolare dell’acqua. «Stavolta ci sono» si figurò Toyo.

Quando tornò davanti al suo insegnante, Toyo imitò il gocciolare dell’acqua.

«Che cos’è?» disse Mokurai. «Questo è il suono dell’acqua che gocciola, non il suono di una sola mano. Prova ancora».

Invano Toyo meditava per sentire il suono di una sola mano. Sentì il respiro del vento.

Ma quel suono venne respinto.

Sentì il grido di un gufo. Anche questo venne rifiutato.

Nemmeno le locuste erano il suono di una sola mano.

Più di dieci volte Toyo andò da Mokurai con suoni diversi. Erano tutti sbagliati. Per quasi un anno si domandò quale potesse essere il suono di una sola mano.

Finalmente il piccolo Toyo entrò nella vera meditazione e superò tutti i suoni. «Non potevo mettere insieme nient’altro,» spiegò più tardi «così ho raggiunto il suono senza suono».

Toyo aveva realizzato il suono di una sola mano.

Tratto da 101 Storie Zen


The Sound of One Hand

The master of Kennin temple was Mokurai, Silent Thunder. He had a little protégé named Toyo who was only twelve years old. Toyo saw the older disciples visit the master’s room each morning and evening to receive instruction in sanzen or personal guidence in which they were given koans to stop mind-wandering.

Toyo wished to do sanzen also.

“Wait a while,” said Mokurai. “You are too young.”

But the child insisted, so the teacher finally consented.

In the evening little Toyo went at the proper time to the threshold of Mokurai’s sanzen room. He struck the gong to announce his presence, bowed respectfully three times outside the door, and went to sit before the master in respectful silence.

“You can hear the sound of two hands when they clap together,” said Mokurai. “Now show me the sound of one hand.”

Toyo bowed and went to his room to consider this problem. From his window he could hear the music of the geishas. “Ah, I have it!” he proclaimed.

The next evening, when his teacher asked him to illustrate the sound of one hand, Toyo began to play the music of the geishas.

“No, no,” said Mokurai. “That will never do. That is not the sound of one hand. You’ve not got it at all.”

Thinking that such music might interrupt, Toyo moved his abode to a quiet place. He meditated again. “What can the sound of one hand be?” He happened to hear some water dripping. “I have it,” imagined Toyo.

When he next appeared before his teacher, he imitated dripping water.

“What is that?” asked Mokurai. “That is the sound of dripping water, but not the sound of one hand. Try again.”

In vain Toyo meditated to hear the sound of one hand. He heard the sighing of the wind. But the sound was rejected.

He heard the cry of an owl. This was also refused.

The sound of one hand was not the locusts.

For more than ten times Toyo visited Mokurai with different sounds. All were wrong. For almost a year he pondered what the sound of one hand might be.

At last Toyo entered true meditation and transcended all sounds. “I could collect no more,” he explained later, “so I reached the soundless sound.”

Toyo had realized the sound of one hand.

By 101 Zen Stories

Il cavallo , la principessa e il trono.



Il cavallo , la principessa e il trono.

Verso la fine della dinastia Chin, Mo Tun, affermò la propria supremazia al vertice del potere nella sua regione. Gli Hu dell’est, regione confinante, erano forti ed inviarono alcuni ambasciatori per parlamentare: “Desideriamo il cavallo dei cinquecento chilometri che possedete”. Mo Tun consultò i propri consiglieri, che esclamarono: “ Il cavallo dei cinquecento chilometri! Una delle cose più preziose del Paese! Non può cederlo!” Mo Tun rispose: “Perché negare un cavallo ad un vicino?”.
Gli Hu non tardarono ad inviare nuovi delegati che dissero: “Desideriamo una delle vostre principesse”. Mo Tun si rivolse ai suoi Ministri, che collerici dissero:”Gli Hu sono perversi! Adesso chiedono una principessa! Ti imploriamo, attaccali!”. Mo Tun disse: “Come si può negare una moglie ad un vicino?”. E diede loro una principessa.
Poco dopo, gli Hu tornarono e dissero: “Possedete mille chilometri quadrati di territorio che non utilizzate, lo vogliamo!”. Mo Tun tornò a sentire i suoi consiglieri. Alcuni sostenevano che fosse razionale cedere quelle terre, altri no. Mo Tun si infuriò e disse: “Il territorio è il fondamento dello Stato. Come si può cederlo?”. Tutti quelli che avevano suggerito la resa furono decapitati. Mo Tun saltò sul suo cavallo, ordinò la decapitazione di tutti quelli che non lo avrebbero seguito e lanciò un attacco a sorpresa. Gli Hu dell’est avevano sottovalutato Mo Tun e quindi non erano preparati alla guerra. Furono subito annientati. Mo Tun si diresse quindi a Ovest e poi a Sud riconquistando gli antichi territori che gli aveva strappato il Generale Meng Tien.

Commentario a “L’arte della Guerra” di Sun Tsu – J.M.Sanchez Barrio

The horse, the princess and the throne.

Towards the end of the Chin dynasty, Mo Tun, asserted their supremacy at the top of the power in its region. The Eastern Hu, the border region, were strong and some ambassadors sent to Parliament: “We want five hundred kilometers of the horse that you own.” Mo Tun consulted his advisers, who exclaimed: “The horse of the five hundred miles! One of the most precious things in the country! Can not sell it! “Mo Tun replied:” Why deny a horse to a neighbor? “.
The Hu did not take long to send new delegates who said: “We want one of your princesses.” Mo Tun said to his ministers, who said angry: “The Hu are wicked! Now ask for a princess! Beseech thee, them attack. “Mo Tun said, “How can you deny a wife to a neighbor?”. It gave them a princess.
Shortly thereafter, the Hu returned and said: “Do you have thousand square kilometers of territory that is not used, we want it.” Mo Tun came to hear his advisers. Some argued that it was rational to give those lands, others do not. Mo Tun was furious and said: “The land is the foundation of the state. How can you sell it? “. All those who had suggested the yield were beheaded. Mo Tun jumped on his horse, he ordered the beheading of those who would not have followed and launched a surprise attack. The Eastern Hu Mo Tun had underestimated and therefore were not prepared for war. Were immediately destroyed. Mo Tun then headed west and then south to recapture the ancient territories that had torn the General Meng Tian.

Commentary on “The Art of War” by Sun Tzu – Barrio JMSanchez

Storia Zen: I tre ostacoli


Storia Zen: i tre ostacoli

Un giorno un Maestro accolse tre candidati che volevano diventare suoi discepoli. Al primo incontro il Maestro iniziò a comportarsi in modo eccentrico a tavola, facendo discorsi assurdi e avendo atteggiamenti strani. Disse anche talune parolacce e mangiò il suo cibo con le mani, asciugandosi la bocca al polsino della camicia. Uno di questi tre discepoli se ne andò, scandalizzato di questo atteggiamento. Il secondo fu avvisato dai discepoli anziani (istruiti così dal Maestro) che questi era un truffatore, che si stavano organizzando per fargliela pagare e che lui doveva stare ben attento a fidarsi di un uomo così. Anche il secondo uscì dal gruppo. Al terzo il Maestro proibì categoricamente di prendere la parola ogni volta che la chiedeva e di porre qualsiasi tipo di domande. Anche il terzo se ne andò, sdegnato ed offeso. Quando il Maestro fu solo con i suoi allievi disse: “Il comportamento di coloro che se ne sono andati illustra tre validi concetti. Il primo “non giudicare a prima vista”. Il secondo “non giudicare cose di grande importanza da ciò che dicono gli altri”. Il terzo “non fare della tua percezione di stima ed apprezzamento altrui il metro per il tuo giudizio su di loro.”
“Ti muovi in un circolo vizioso e un muro ti circonda, ma è sottilissimo e non puoi vederlo, non puoi sentirlo. Nel momento in cui inizi a comprendere che la mente è quel muro, inizierai ad abbandonarla”…
La verità è qui-e-ora.
Solo la verità è.
Non esiste altro.

Perciò, quando sollevi una domanda sulla verità te ne sei già allontanato: sei già altrove, non sei più qui-e-ora. La verità non può essere insegnata perché le parole non possono trasmetterla, sono impotenti. La verità è sconfinata e le parole sono molto limitate: non puoi costringere la verità dentro le parole. impossibile.
L’insegnante è colui che insegna, il Maestro è colui che è. L’insegnante e colui che ti parla della “verità”, il Maestro è egli stesso la verità: tu la puoi apprendere, ma egli non può insegnartela.

Il Maestro può essere presente, aperto, disponibile, ma sei tu a berlo e a mangiarlo: devi imbeverti di lui; ti devi lasciar impregnare da lui.

Maestro è colui che è diventato la verità ed è disponibile per tutti coloro che sono pronti ad assorbirlo. Per questo Gesù disse ai suoi discepoli: “Mangiatemi” La verità può essere mangiata, ma non può essere insegnata. Puoi lasciare che arrivi a te, non può esserti inculcata con la forza, la verità è assolutamente non violenta, non bussa neppure alla tua porta, anzi, un semplice bussare sarebbe troppo aggressivo. Se sei disponibile, accogliente, se sei recettivo, la verità è totalmente presente. Se sei chiuso, se non sei ricettivo, potrai cercarla per milioni di vite e continuerai a lasciartela sfuggire ma la verità è sempre presente, è sempre stata presente. Non devi fare neppure un passo, non devi neanche aprire gli occhi. Non devi fare neanche un piccolo movimento per raggiungerla: la verità e sempre stata presente. Devi soltanto essere recettivo. La verità non può essere insegnata ma può essere appresa, pertanto tutta l’arte consiste nel come diventare un discepolo.

L’umanità si divide in tre parti.

1) Una, la maggioranza, in pratica il novantasei per cento del genere umano, non si interessa mai della verità. Costoro rimangono immemori, sono completamente addormentati. Non indagano, vivono come sonnambuli, L’interrogativo: ‘Cos’è la verità” non sorge mai in loro. Per la maggior parte dell’umanità è così. Costoro vivono nell’ignoranza, sono completamente inconsapevoli di essere ignoranti, e non soltanto sono inconsapevoli di essere ignoranti, possono addirittura pensare e sognare di sapere. Fa parte del loro sonno: pensano di sapere, quindi che bisogno hanno di imparare? Distruggere il bisogno d’imparare: questa è la cosa migliore da fare per continuare a sentire di sapere già tutto. Così il problema di apprendere non esiste e quella gente non sente alcun bisogno di diventare un discepolo: è soddisfatta nella sua tomba. Sono persone già morte! Questa è la condizione della maggior parte dell’umanità.

2) La seconda parte dell’umanità indaga, ma non è pronta perciò continua a girovagare fra teorie, ipotesi, proiezioni, filosofie e trappole metafisiche. Queste persone continuano a cambiare diventando dei girovaghi saltando come canguri da una credenza all’altra. Costoro ricercano, ma non comprendono che questa ricerca necessita di una trasformazione interiore. In questa dimensione l’apprendimento non e come negli altri casi: è possibile imparare la chimica, la fisica, la matematica senza alcun cambiamento nella propria consapevolezza, non hai alcun bisogno di cambiare la tua consapevolezza, così come sei tu puoi imparare. Viceversa, nella dimensione spirituale, è un apprendimento nel quale il requisito base è questo: prima di tutto cambia la tua consapevolezza. Prima ancora che l’apprendimento inizi, devi essere preparato a questo mutamento: e necessaria una lunga preparazione, senza la quale non puoi iniziare alcun apprendimento.
Questa seconda parte dell’umanità diventa una massa vagabonda di indagatori che non guadagnano mai molto. Niente le soddisfa, ma non sono consapevoli che il loro problema non è il Maestro: non sono pronti a essere dei discepoli, e se non sei pronto a essere un discepolo, come puoi trovare il Maestro? La tradizione è questa: quando il discepolo è pronto, il Maestro appare. Non devi neppure cercarlo, il Maestro arriva a te.

3) Poi viene una terza parte costituita da esseri umani molto rari, da eccezioni. Questa terza parte comprende coloro che cercano, che indagano, ma la loro indagine non è intellettuale, è totale.
La loro indagine non assomiglia allo studio di qualsiasi altra materia: indagano in modo così totale, da esser pronti a morire per la loro ricerca. Sono pronti a cambiare tutto il loro essere, sono pronti a soddisfare qualsiasi condizione: anche se morte fosse una condizione inderogabile, sono pronti a morire. A ogni costo vogliono conoscere cos’è la verità, vogliono essere nel mondo della verità e non vogliono vivere nel mondo delle menzogne e delle illusioni e dei sogni e delle proiezioni.
Chi appartiene a questo terzo tipo può diventare un discepolo. E soltanto chi appartiene a questo terzo tipo, quando si sarà realizzato, potrà diventare un Maestro. Ecco perché dico che la verità non può essere insegnata, ma può essere appresa: tutto dipende da te.
Un Maestro esiste. Si deve essere in sua presenza completamente svuotati da se stessi: questo è il significato della morte. Un discepolo arriva e muore davanti al Maestro: ecco cosa significa arrendersi. Egli arriva e lascia se stesso fuori ti dalla porta: dove lascia le proprie scarpe, lascia anche se stesso. Arriva dal Maestro completamente vuoto. Proprio in questo vuoto, la verità è possibile. Proprio in questo vuoto il Maestro comincia a fluire: diventa come una possente cascata d’acqua che precipita nella valle del discepolo. Dalle vette del proprio essere, il Maestro raggiunge le abissali profondità dell’essere del discepolo; e ricorda: il Maestro non fa niente. Accade semplicemente. Quando la valle è pronta, la cascata d’acqua precipita spontaneamente: l’essere del Maestro inizia a fluire nell’essere del discepolo. Non che il Maestro faccia qualcosa. Non che il discepolo faccia qualcosa. Nessuno dei due fa alcunché: il Maestro è alla presenza del discepolo e il discepolo è alla presenza del Maestro e il fenomeno accade spontaneamente. La fiamma del Maestro fa un balzo ne1 cuore del discepolo; ma il cuore del discepolo deve rimanere aperto e il discepolo deve rimanere vuoto: una semplice accoglienza.
Ecco perché continuo a ripetere che l’arte di essere un discepolo è l’arte di essere una consapevolezza femminile ricettiva, accogliente, che non crea barriere, che non chiude le porte, che non cerca di mettersi in salvo e di essere al sicuro. Una consapevolezza che ha fiducia.
Fiducia è la parola esatta; e nella fiducia la verità accade. Avere fiducia significa essere pronti a imparare. Certo, fiducia è la parola esatta: avere fiducia significa essere un discepolo.
Se stai ancora pensando, allora cerchi ancora di controllarti; non ti sei arreso. Se stai ancora dicendo: “Questo è giusto e quello è sbagliato”, allora la tua mente presente e tu appartieni alla seconda parte dell’umanità, non alla terza.

Adesso mi permetto ancora di dividere l’umanità in queste tre parti, ma partendo da una diversa prospettiva.

1) La prima parte dell’umanità ha come propria anima il dubbio, e il dubbio e tanto forte da diventare quasi una fiducia nel dubbio, un credo nel non credere. Il dubbio è così forte perché la prima parte dell’umanità — la parte predominante, la maggioranza – non dubita mai dei propri dubbi, ha fiducia nel dubbio. Chi è assolutamente compenetrato nel dubbio, totalmente certo dei propri dubbi rimane completamente chiuso non apre neppure uno spiraglio. In questo caso essere un discepolo è qualcosa di estremamente remoto, persino diventare uno studente risulta difficile. Addirittura ti è impossibile accettare l’idea che qualcuno sappia più di te.

2) La seconda parte dell’umanità è formata da coloro che indagano: i loro dubbi sono scossi, ma in loro la fiducia non si è ancora radicata. Non fanno più parte della maggioranza dell’umanità, si sono allontanati un pochino dalla maggioranza – ma anche questo poco è troppo per fare marcia indietro — però sono ancora nel limbo, sono sospesi proprio nel mezzo. Non hanno fiducia.
La prima parte dell’umanità ha troppa fiducia nel dubbio la seconda parte è arrivata a dubitare dei propri dubbi ma in costoro la fiducia non è ancora nata.
3) La terza parte dell’umanità ha fiducia nella fiducia: la loro fiducia è assoluta e le persone appartenenti alla seconda parte li definiranno ciechi. La fiducia nella fiducia apparirà loro come una cecità. Mentre invece la prima parte dell’umanità li definiranno folli. La fiducia le sembrerà soltanto una follia: come può una persona raziocinante credere cosi totalmente? È impossibile.
Ma per la terza parte dell’umanità, per coloro cui la fiducia è accaduta, la cecità sarà l’unica capacità di vedere. E per loro, la follia sarà 1 unica cosa sensata.
Queste tre diverse parti di umanità hanno linguaggi differenti non comunicano mai fra loro. E’ un eventualità pressoché impossibile, proprio come quando tu parli a qualcuno che non conosce la tua lingua e tu non conosci la sua — al massimo mediante i gesti diventa possibile un minimo di comunicazione, mi non di più.
Soltanto la terza parte dell’umanità può imparare: per il resto, il loro atteggiamento di chiusura e nell’essere “troppo pieni” di sé, non possono apprendere oltre a ciò che già credono di sapere…
i Maestri Zen sono molto selettivi. È molto difficile essere accettato da un Maestro, è davvero molto difficile; egli erige intorno a sé ogni sorta di ostacoli. La fiducia nella fiducia è la chiave per entrare nel Vero.
Gesù: «Non permettere che la tua mano sinistra conosca ciò che fa la tua mano destra”… vivi completamente nell’oscurità, abbraccia il mistero e abbi fiducia: in questo atteggiamento recuperi la possibilità di gioire nella Luce…
Nelle altre discipline, tu rimarrai sempre lo stesso e continui solo ad accumulare informazioni: se vuoi imparare la geografia, vai da un insegnante e apprendi. Tu rimani sempre lo stesso, in te continuano ad aumentare solo le informazioni; diventi sempre più colto, ma il tuo essere, la tua qualità di essere, il tuo stato dell’essere rimangono gli stessi. Quando vieni da un Maestro spirituale, allora tutto cambia: in te non c’e alcun accumulo d’informazioni, né un aumento del tuo sapere, in te accade una crescita dell’essere. Tu non saprai di più, ma sarai di più. La tua memoria non sarà accresciuta dall’esercizio, niente affatto; viceversa il tuo stesso essere, il tuo vero essere, diventerà più e nutrito e silenzioso, estatico.
“Quando metti una lampada accesa accanto a un’altra spenta, all’improvviso la fiamma balza dalla lampada accesa a quella spenta. La lampada accesa rimane la stessa perché non ha perso nulla, neppure un briciolo di luminosità, ma una nuova luce ha cominciato a esistete. E stato un salto, un balzo della verità dal Maestro al discepolo”.
Se vuoi essere un discepolo, se vuoi permetterti una reale trasformazione, qualsiasi cosa tu sappia devi lasciarla perdere: è necessaria una lavagna pulita. Tu sei stato riempito a dismisura e porti fin troppo sapere nella tu mente. Un uomo si presentò da Maharishi, dicendogli: “Vengo da molto lontano, un paese sperduto, e sono venuto qui per imparare da te». Maharishi gli rispose: “Allora va’ altrove perché qui noi insegniamo a disimparare, non è nostro metodo va’ altrove»…
La ricerca dipende dal ricercatore. I Maestri possono solo mostrate il cammino. La ricerca dipende dal ricercatore: dalle qualità del suo essere, dalla qualità della sua investigazione, dalle qualità che il ricercatore immette nella propria ricerca.
I Maestri possono soltanto mostrare il cammino: possono solo indicarlo, tutto il resto devi farlo tu, deve farlo il discepolo. Non ti sarà imposta alcuna disciplina, nessun Maestro impone mai una disciplina a qualcuno. Egli ti aiuta a trovare la tua disciplina questa è la differenza tra un insegnante e un vero Maestro.
Un insegnante è qualcuno che ha già in mente una formula prefabbricata, ha un modello. Egli impone quel modello a tutti indistintamente, non importa chi arriva davanti a lui; per un insegnante non è molto importante valutare la persona che gli sta di fronte, è solo un numero, non è una persona, e soltanto qualcuno sul quale può proiettare e al quale imporre la propria disciplina, qualcosa di prefabbricato.
Nella mente dell’insegnante esiste già quel progetto. Un insegnante uccide molta gente, distrugge molte persone, perché nell’essere interiore di ciascun essere umano esiste già una traccia individuale della propria crescita; nessun essere umano ha bisogno di un’altra disciplina proveniente dall’esterno. Un vero Maestro non ti impone niente, ti aiuta semplicemente a trovare la tua disciplina interiore, ti aiuta a cercare la tua via, ti aiuta a crescere, non seguendo i suoi schemi, ma assecondando il tuo essere interiore, perché tu sei il seme e il tuo albero nascerà da te.
Al massimo, il Maestro può essere un giardiniere amorevole, compassionevole, una compassione che si riversa di continuo su di te. Si prende cura di te e non ti impone nulla.
Adesso sei qui con me: io non ti costringo a seguire alcuna disciplina, ma ciò non significa che le sia contrario. Niente affatto, io sono del tutto favorevole alla disciplina; ma dovrebbe scaturire dall’interno del tuo essere, la tua disciplina sarà tua, e di nessun altro, il tuo fiore sarà il tuo fiore, non apparterrà a nessun altro. Il tuo fiore sarà unico – qui sta la bellezza della verità ogni volta che viene conquistata, è sempre unica, perché ciascuno la conquista a modo suo. Ciascuno di voi fiorirà in essa come individuo. Diventerete degli individui sempre più autentici. Questo è il significato della “resurrezione”: in te morirà ciò che nel tuo essere è falso; ma ciascun essere umano porta dentro di se il Reale: da sempre ne sei ricolmo, e il Reale che c’e in te dev’essere aiutato.
Un vero Maestro è proprio ciò che Socrate era solito dire di se stesso: “Io sono una levatrice”. Un vero Maestro è una levatrice: non ti dà nulla, aiuta semplicemente il tuo essere interiore a venire alla luce, a nascere.
Oggigiorno, in Occidente, si continua a lavorare molto intorno al concetto di crescita, ma non mi sono ancora imbattuto in qualcuno che opera all’interno del Movimento per la Crescita del potenziale umano che sia consapevole di questa evidenza: la crescita in se non è la meta, non può esserlo. Si può crescere nel modo sano e creativo. Si può crescere nel modo insano e distruttivo.
Ricordalo: la meta non è la crescita in sé, la meta è la crescita sana. E una volta cresciuto in modo inadeguato, bloccarti diventa sempre più difficile, a ogni passo, a ogni livello di crescita più sei andato lontano, più difficile sarà farti tornare indietro, perché la crescita insana e distruttiva diventa un modello rigido. La crescita sana e creativa è una cosa totalmente diversa. Fin dall’inizio devi essere consapevole, di conseguenza hai bisogno di un Maestro altrimenti come potresti essere consapevole fin dal primo passo? Tu diventerai consapevole alla fine della Via, come potresti essere consapevole all’inizio? All’inizio puoi solo brancolare nel buio. Quindi, se inizi il cammino spirituale da solo, avrai novantanove possibilità su cento di crescere nel modo inadeguato rispetto a un reale processo evolutivo… infatti chi può dirti che quello per te non è il modo giusto di crescere? E ogni crescita all’inizio sembra buona, perché ti espandi, il tuo essere interiore si ingrandisce! Ogni crescita ti può sembrare buona anche una crescita insana, una crescita inadeguata non richiede molti sforzi: assomiglia alle erbacce che invadono il giardino, non richiedono molte cure, un po’ d’acqua ogni tanto basterà per farle crescere. Ma se cerchi di far crescere delle rose, comprendi che hanno bisogno di cure, hanno bisogno di un giardino e che di erbacce non ne hai bisogno.
In Occidente, il Movimento per la crescita del potenziale umano si sta muovendo in molte direzioni, ma rimane completamente ignaro del fatto che si può anche aiutare la gente a crescere nel modo inadeguato. In questo caso sorgeranno delle difficoltà, perché si crea nelle persone qualcosa che poi sarà sempre più difficile estirpare, col passare del tempo.
E necessario un Maestro in grado di vedere fin dall’inizio il seme “oscuro”, e capace di aiutarti a estirparlo, in modo da poter trovare in te il seme “luminoso” dato che in te, tu porti anche il seme buono. Voi tutti siete confusi rispetto a ciò che è più opportuno e adeguato per voi… Fate confusione tra le erbacee e le rose: dev’essere presente qualcuno in grado di fare distinzione, perché nello stato attuale della vostra consapevolezza non siete in grado di farlo, tutto il vostro essere è saturo di confusione.
Quando un discepolo va dal Maestro, la prima domanda che sorge nel Maestro è questa: “Perche è venuto da me?”. E inizia a scrutare nell’essere del discepolo: “Perche? Per quale motivo? Cosa lo ha portato da me?”. Devo aver osservato tante persone arrivate da me: accade raramente che qualcuno venga per un motivo giusto. E’ rarissimo. L’umanità sembra essere in pessima forma: è rarissimo che qualcuno si presenti con una adeguata motivazione. Forse può pensare di essere venuto per il motivo giusto, questo è irrilevante: ciò che lui pensa non ha un gran valore, perché la motivazione è nascosta più in profondità, nell’inconscio, non è mai visibile in superficie. Nessuno è in grado di percepirla con il pensiero. La prima domanda che sorge nel Maestro è: “Perché? Perché quest’uomo è venuto da me?”. E il Maestro non può ascoltarti, non può credere in te. Qualsiasi cosa tu dica non ha molto valore per lui, perché l’attimo dopo dirai qualcos’altro. Domani cambierai la tua motivazione: tu sei un flusso, il tuo essere interiore non ha alcun centro cristallizzato in grado di rispondere. Il Maestro deve andare più in profondità, nel tuo stato incosciente, toccare le radici del tuo essere, per vedere perché sei venuto da lui: non ti può ascoltare e non può credere in te, perché ancora non sei credibile. Sei così illusorio e ingannevole da non sapere che sei in grado di illudere perfino te stesso. Una volta rilevata la tua motivazione, si può fare qualcosa: a quel punto la si deve
portare alla luce della tua consapevolezza. La tua crescita futura può essere fondata e costruita solo sulla giusta motivazione.
Il Maestro migliore per te è quello che si accorda meglio al tuo temperamento. Il Maestro è quello che ti trasmette un’esperienza, non solo chiacchiere. Se parla troppo è un insegnante e non un Maestro. La tua evoluzione spirituale sarebbe molto più lenta prendendo l’iniziazione da un insegnante spiritualmente evoluto e non da un Maestro. Il Maestro è capace di respirare attraverso il tuo respiro; di darti la coscienza della sua Anima; di farti toccare il cuore calmando la tua mente; di farti volare tra le più elevate vibrazioni della Luce.
“La piuma vola in alto, ma la perla giace in basso”
Non lasciarti incantare dalla piuma… la strada evolutiva implica un grande investimento energetico; una ricerca attiva; un calarsi nelle profondità degli abissi della pratica trasformativa… Affidarsi a un Maestro di realtà è un vero e proprio tuffo nel mistero: è l’attraversare sé stessi in piena presenza.
La Verità è certamente una sola, ma ha una realtà multidimensionale, e ogni Maestro deve scegliere una dimensione specifica. Non può parlare di tutte le dimensioni contemporaneamente. Ogni maestro ha il proprio stile, il proprio modo di parlare, il proprio modo di esprimersi. Più elevata è la consapevolezza e più diventi unico, più diventi un individuo. Lascia che ti spieghi: individualità non significa personalità. La personalità ti viene data dalla società. L’individualità è la tua natura intrinseca. La personalità è fittizia, falsa. L’individualità è il tuo Buddha interiore, la tua illuminazione interiore, la soglia interiore che conduce al divino. Ma è inevitabile che ogni maestro abbia un modo di esprimersi assolutamente unico. Tutti dicono la stessa cosa, tutti indicano la stessa luna, ma le dita sono diverse. Non possono non esserlo. Il dito di Gesù, il dito del Buddha, il dito di Lao Tzu sono necessariamente diversi. Se si presta troppa attenzione al dito, è inevitabile dimenticare l’oggetto. L’oggetto non era il dito, era la luna. Solo le dita, le espressioni, sono differenti. L’esperienza della verità è una, ma per tradurla in parole ogni maestro deve trovare il proprio strumento. Ecco perché perfino gli illuminati sembrano dire cose diverse, contraddittorie addirittura; perché l’esistenza non ha fonti unidimensionali, è multidimensionale. Accoglie tutte le contraddizioni. Nel Cosmo tutte le contraddizioni si sciolgono.
Ebbene, è impossibile ricondurre l’intero cosmo a un’affermazione, qualunque essa sia. Tutte le filosofie falliscono, tutte le lingue sembrano inadeguate. Le teologie riescono a esprimere una verità molto parziale. E ricorda: una verità parziale non è verità. La verità non può essere divisa in parti. E’ una, organicamente, non meccanicamente. Un’automobile può essere smontata e rimontata di nuovo, ma la stessa cosa non può essere fatta con un organismo vivente. Un uomo non può essere ridotto in pezzi e poi riassemblato. Lo puoi fare, ma l’uomo non ci sarà più. Avrai solo un cadavere tra le mani. Questo è uno dei problemi più difficili che gli illuminati si sono trovati ad affrontare: come trasmettere la verità? E hanno escogitato stratagemmi, metodi, meditazioni. Hanno creato aperture attraverso le quali tu possa vedere la verità con i tuoi occhi. Naturalmente ogni maestro avrà le sue. L’esistenza può essere avvicinata in milioni di modi, e quando un maestro realizza la verità, ci arriva da una via particolare. Ovviamente parlerà della via che ha condotto lui alla verità. La verità è una ma le vie sono molte. E finché non lo comprendiamo, nelle menti dei ricercatori ci saranno sempre conflitti e fraintendimenti.
Ogni maestro è unico, simile a un Everest che si erge maestoso, fino a toccare le stelle; completamente solo. Non paragonare mai due maestri. Il confronto non è l’atteggiamento adeguato nel mondo dei maestri. Il confronto è mentale, è intellettuale e la realizzazione del maestro è al di la della mente: è spirituale. Nel mondo dello spirito, nel mondo del sublime, il confronto non esiste. Ognuno è unico, ma arreso, devoto alla stessa verità da prospettive diverse. Occorre una straordinaria capacità di comprensione, e tale comprensione non deve nascere dalla mente, deve nascere dalla meditazione. La mente è in grado di comprendere tutto ciò che è altro da sé. Il mondo oggettivo è accessibile alla mente: scienza, tecnica, filosofia, teologia: sono tutte mentali.
Ma la tua interiorità si trova dietro la mente, al di la di essa. E si rivela nella meditazione, quando inizi a lasciar cadere i pensieri e ti rilassi sempre più profondamente., quando rimane solo il testimone. Il corpo è remoto, tu non sei più il corpo, la mente è solo un eco nelle valli, tu non sei più la mente. Nel centro più intimo del tuo essere non c’è un solo pensiero, una sola nuvola, tutto è silenzio. In quel silenzio, sorge una comprensione autentica. In quel silenzio, sei in contatto con il divino. Quel silenzio è una via, un ponte, un sentiero, un collegamento con la realtà suprema.
Quando ti trovi di fronte a un Maestro, devi decidere al più presto cosa fare… se rimanere o andare… perché non ti trovi in una situazione ordinaria: corri un rischio enorme, tutta la tua vita è a rischio. Rischi di perdere il tuo ego; rischi di perdere le tue maschere; rischi di perdere il senso dei tuoi autoinganni; rischi una reale e profonda trasformazione interiore; rischi di diventare gioioso e libero da ogni tipo di prigione; rischi di diventare te stesso, autentico, semplice, fluido, leggero, rilassato, luminoso…
“Ti muovi in un circolo vizioso e un muro ti circonda, ma è sottilissimo e non puoi vederlo, non puoi sentirlo. Nel momento in cui inizi a comprendere che la mente è quel muro, inizierai ad abbandonarla”…
“Ricorda solo una cosa: ogni volta che chiami in causa la mente, introduci la pazzia, Ogni volta che metti in gioco la mente, introduci un fattore che distorce, un fattore frustrante”

http://www.guarigionezen.it/Maestro%20e%20Discepolo.htm

Zen story: the three obstacles

One day a teacher received three candidates who wanted to become his disciples. At the first meeting the Master began to behave eccentrically at the table, making absurd speeches and having strange attitudes. He also said some bad words and ate his food with your hands, wiping his mouth to the shirt cuff. One of these three disciples went away, shocked by this attitude. The second was warned by senior disciples (as instructed by the Master) that he was a swindler, who were planning to make him pay and that he had to be careful to trust a man like that. The second came from the group. On the third Master categorically forbade to speak whenever asked and to ask any questions. The third went away angry and offended. When the Master was alone with his students said: “The behavior of those who have left shows three valid concepts. The first” do not judge at first sight. “The second” do not judge things of great importance to what they say other. “The third” do not do with your perception of others’ respect and appreciation of the meter for your opinion on them. “
“You move in a vicious circle and a wall around you, but it is very thin and you can not see it, you can not hear. The moment you begin to understand that the mind is that wall, you will begin to leave “…
The truth is here-and-now.
Only the truth is.
There is no other.

Therefore, when raising a question of the truth did you already removed: you are already somewhere else, you are no longer here-and-now. The truth can not be taught because words can not pass it, they are powerless. The truth is boundless, and the words are very limited: you can not force the truth into words. impossible.
The teacher is one who teaches, the teacher is one who is. The teacher and one who speaks to you the “truth”, the Master himself is the truth: you can learn to, but he can not teach.

The Master can be present, open, available, but you are to drink it and eat it: you have to soak him, you have to let him soak.

Teacher is one who has become the truth and is available for those who are ready to absorb it. This is why Jesus told his disciples: “eat me” The truth can be eaten, but it can not be taught. You can let it get to you, it works for you, inculcated by force, the truth is absolutely non-violent, not even knock on your door, or rather, a simple knock would be too aggressive. If you are comfortable, cozy, if you are receptive, the truth is totally present. If you are closed, if you’re not receptive, you can look for millions of lives and continue to let it slip but the truth is always present, has always been present. You do not have to make even one step, you do not even open his eyes. You do not have to do even a small movement to reach it: the truth has always been present. You just have to be receptive. The truth can not be taught but can be learned, so all the art is how to become a disciple.

Humanity is divided into three parts.

1) A, the majority, in practice the ninety-six percent of the human race, is not interested in the truth ever. They remain oblivious, they are completely asleep. Do not investigate, they live like sleepwalkers, the question: ‘What is truth “never rises in them. For most of humanity is so. They live in ignorance, unaware that they are completely ignorant and unaware that they are not only ignorant, they can even think and dream of knowing. It’s part of their sleep, they think they know, so that they need to learn? Destroy the need to learn: this is the best thing to do to continue to feel that you already know everything. So the problem does not exist and to learn that people do not feel any need to become a disciple, is satisfied in his grave. People are already dead! This is the condition of most of humanity.

2) The second part investigates humanity, but is not ready, therefore, continues to roam between theories, assumptions, projections, philosophies and metaphysical traps. These people continue to change to become wanderers of jumping like kangaroos from a belief to another. They seek, but do not understand that this research requires an inner transformation. In this dimension is not learning as in other cases it is possible to learn chemistry, physics, mathematics without any change in your awareness, you have no need to change your consciousness, just as you are you can learn. Conversely, in the spiritual dimension, in which learning is a basic requirement is this: first of all change your consciousness. Even before learning starts, you must be prepared for this change: a long and necessary preparation, without which no learning can begin.
This second part of humanity becomes a wandering mass of investigators who do not earn much ever. Nothing satisfies them, but they are not aware that their problem is not the Master, are not ready to be disciples, and if you’re not ready to be a disciple, as you can find the Master? The tradition is this: when the disciple is ready the Master appears. You do not even look for him, the Master comes to you.

3) Then comes the third part consists of a very rare human beings, with exceptions. This third part includes those who are seeking, investigating, but their investigation is not intellectual, it is total.
Their study does not look like any other subject in the study: investigating so completely as to be ready to die for their research. I am ready to change their whole being, they are ready to meet any condition, even if death were a mandatory condition, ready to die. At all costs they want to know what the truth is, they want to be in the world of truth and do not want to live in the world of lies and illusions and dreams and projections.
Who belongs to this third type may become a disciple. And only those who belong to this third type, when it will be realized, it can become a Master. That’s why I say that the truth can not be taught, but can be learned: everything depends on you.
A teacher there. It must be completely emptied in his presence for themselves: this is the meaning of death. A disciple dies before the Master comes and here is what it means to surrender. He comes to you and let himself out the door, where he leaves his shoes to leave himself. Teacher comes from completely empty. Precisely in this void, the truth is possible. Precisely in this vacuum the Master begins to flow: it becomes like a mighty waterfall that plunges into the valley of the disciple. From the peaks of their being, the Master reaches the abyssal depths of the disciple, and remember, the Master does nothing. It is simply. When the valley is ready, the waterfall rushes spontaneously: the being of being Master of the disciple begins to flow. Not that the Master do something. Not that the disciple to do something. Neither does anything: the Master is the presence of the disciple and the disciple is the presence of the Master and the phenomenon occurs spontaneously. The flame of the Master jumps NE1 heart of the disciple, but the heart of the disciple and the disciple must remain open should be left blank: a simple reception.
That’s why I keep repeating that the art of being a disciple is the art of being a consciousness receptive female, friendly, does not create barriers that will not close the door, that does not try to escape and be safe. This awareness has confidence.
Trust is the right word, and trust in the truth happens. To trust means to be ready to learn. Of course, trust is the right word: trust is to be a disciple.
If you’re still thinking about it, then try again to control you, you have not given up. If you are still saying: “This is right and what is wrong”, then your mind and you belong to this second part of humanity, not the third.

Now allow me to divide mankind into three parts, but from a different perspective.

1) The first part of humanity has as its core the doubt, and doubt, and so strong as to become almost a faith in doubt, a belief in not believing. The doubt is so strong because the first part of humanity – the predominant part, the majority – never doubts their doubts, trust in doubt. Who is totally penetrated in doubt, doubt remains totally certain of its fully closed will not open even a crack. In this case, being a disciple is something extremely remote, even become a student is difficult. I can not even accept the idea that someone knows more than you do.

2) The second part of mankind is formed by those who investigate: their doubts are shaken, but their confidence has not yet been established. Are no longer part of the majority of humanity, have strayed a little from the majority – but even this is too little to reverse – but they are still in limbo, are suspended in the middle. They have no confidence.
The first part of humanity has too much faith in doubt the second part has come to doubt their own doubts, but in them the confidence is not born yet.
3) The third part of humanity has confidence in confidence, their trust is absolute and persons belonging to the second part will define them blind. The trust will trust them as blindness. While the first part of humanity instead define them crazy. The trust will seem only madness: how can a rational person to believe so completely? It is impossible.
But for the third part of humanity for those whose confidence has occurred, the blindness will be the only ability to see. And for them, the madness will be 1 only sensible thing.
These three different parts of humanity have different languages ​​do not ever communicate with each other. And ‘an almost impossible eventuality, just like when you talk to someone who knows your language and you do not know her – the most by the gestures of communication becomes possible to a minimum, I no more.
Only the third part of humanity can learn, for the rest, their feeling of isolation and being “too full” of himself, can not learn beyond what they already believe they know …
Zen Masters are very selective. It is very difficult to be accepted by a Master, it is very difficult, and he erected around himself all sorts of obstacles. Confidence in the trust is the key to enter the True.
Jesus: “Do not let your left hand know what thy right hand is” … live completely in the dark, embrace the mystery and trust: this attitude has regained its ability to rejoice in the Light …
In other disciplines, you will remain the same, and only continues to accumulate information: if you want to learn geography, Vai and learn from a teacher. You stay the same, continue to grow in you just the information, becomes more and more educated, but your being, the quality of your being, your state of being, remain the same. When you come from a spiritual teacher, then everything changes, in you there is no accumulation of information, or increase your knowledge, growth happens in you being. You will not know more, but you will be more. Your memory will not be increased by exercise, not at all; back your own being, your true self, and become more nourished and quiet, ecstatic.
“When you put a lamp next to another off, suddenly jumps from the flame that lit the lamp off. The lamp remains the same because he has not lost anything, even a bit of brightness, but a new light began to exist. It was a leap, a leap of truth from Master to disciple. “
If you want to be a disciple, if you want to afford a real transformation, you must leave everything you know to lose: you need a clean slate. You were filled to excess and ports too to know you in mind. A man introduced by Maharishi, saying: “I come from far away, a remote village, and I came here to learn from you.” Maharishi replied, “Then it ‘elsewhere because we teach here to unlearn, our method is not to be’ elsewhere ‘…
The search depends on the researcher. The Masters can only show the way. The search depends on the researcher: the quality of his being, the quality of its investigation, the qualities that the researcher enter in your search.
The Masters can only lead the way: they can only point it out, everything else you should do it, the disciple must do. You will not be imposed no discipline, no master ever imposes a discipline someone. He helps you find your discipline that is the difference between a teacher and a true Master.
A teacher is someone who has already had in mind a formula above ground, has a model. He requires that model to all and sundry, no matter who comes before him for a teacher is not very important to evaluate the person in front of him, is just a number, not a person, and only someone who can project and the which impose their own discipline, something prefabricated.
Already exists in the mind of the teacher that project. A teacher kills many people, destroys many people because in the inner being of every human being there is already an individual track their own growth, no human being in need of another discipline from the outside. A true Master does not force you anything, just to help you find your inner discipline, helps you find your way, helps you grow, not followed its design, but indulging your inner being, because you are the seed and your tree will come from you.
At most, the Master Gardener can be a loving, compassionate, a compassion that is poured continuously over you. Take care of yourself and do not impose anything.
You are here with me: I will not force you to follow any rules, but that does not mean that it is not. Not at all, I am completely in favor of the discipline, but should emerge from within your being, your discipline will be yours, and no one else, your flower will be your flower, does not belong to anyone else. Your flower will be unique – here’s the beauty of truth each time it is earned, it is always unique, because each winning in its own way. Each of you will flourish in it as an individual. Individuals become more and more authentic. This is the meaning of “resurrection” in you will die in your being that which is false, but each human being carries within itself the Real: they always are filled, and the real one in you must be helped .
A true Master is precisely what Socrates used to say of himself: “I am a midwife.” A true Master is a midwife: does not give you anything, just helps your inner being to come to light, to be born.
Today, in the West, it continues to work hard around the concept of growth, but I have not come across someone who operates within the Movement for the growth of human potential that is aware of this evidence: the growth itself is not the goal can not be. It can grow in a healthy and creative. It can grow as unhealthy and destructive.
Remember: the goal is not growth itself, the goal is healthy growth. And when he grew poorly, it becomes increasingly difficult to block you at every step, at every level of growth you went away, the harder it will make you go back, because the insane and destructive growth becomes a rigid model. The healthy growth and creative is a totally different thing. From the beginning you should be aware, therefore you need a teacher as otherwise you may be aware from the first step? You will become aware at the end of the path, as you may be aware at the beginning? At the beginning you can only grope in the dark. So, if you start your own spiritual journey, you will have one hundred ninety-nine chance to grow in poorly compared to a real evolutionary process … for who can tell you what for you is not the right way to grow? It looks good all growth at the beginning, because you expand, you enlarge your inner being! All growth you can look good even unhealthy growth, inadequate growth does not require much effort: like the weeds that invade the garden, do not require much care, a bit ‘of water every so often just to grow them. But if you try to grow roses, you understand that they need care, they need a garden of weeds and do not need it.
In the West, the Movement for the growth of human potential is moving in many directions, but remains completely oblivious to the fact that you can also help people to grow in improperly. In this case difficulties arise, because it creates in people, then something will be increasingly difficult to eradicate, as time passes.
It must be able to see a master beginning the seed “dark”, and able to help eradicate it, so you can find in you the seed “bright” as in you, you also bring the good seed. You are all confused as to what is most appropriate and suitable for you … Take the confusion between grass and roses: This must be someone who can make the distinction, because in the current state of your awareness you are unable to do so, your whole being is full of confusion.
When a student goes by the Master, the first question that arises in the Master, is this: “Why you come to me?”. It starts to scan the being of the disciple: “Why? Why? What brought it to me? “. I must have seen many people come to me rarely happens that someone is right for a reason. It ‘very rare. Humanity seems to be in bad shape: it is rare that someone will come up with an adequate justification. Perhaps you could think of coming for the right reason, this is irrelevant: what he thinks has a great value, because motivation is hidden deeper, unconscious, is never visible on the surface. Nobody can perceive it with the thought. The first question that arises in the Master is, “Why? Why this man is come to me? “. And the Master can not hear, can not believe in you. Whatever you say is not worth much to him, because the next moment say anything else. Tomorrow you will change your motivation: you are a stream, your inner being has no center crystallized in a position to respond. The Master must go deeper in your unconscious state, touching the roots of your being, why did you come to see him: you can hear and can not believe in you because you are not yet credible. You are so deceptive and misleading not to know that you are able to deceive even yourself. Once you found your motivation, you can do something, then it must be
bring the light of your awareness. Your future growth can be founded and built only on the right motivation.
The Master’s best for you is what best fits your temperament. The Master is the one that sends you an experience, not just talk. If he talks too much is a teacher and not a master. Your spiritual evolution is much slower taking initiation from a teacher and not spiritually evolved from a Master. The Master is able to breathe through your breath, to give you an awareness of his soul, to make you touch the heart by calming your mind, you can fly to one of the highest vibration of Light.
“The feather flies high, but the pearl lying down”
Do not let yourself be charmed by … down the road of evolution implies a large energy investment, an active search, a descend into the depths of the abyss of transformative practice … Relying on a Master of reality is a real dive into the mystery: it is through self- in full presence.
Truth is certainly one, but it has a multidimensional reality, and every teacher has to choose a specific size. He can not mention all the dimensions simultaneously. Every teacher has their own style, their way of speaking, his way of speaking. The higher the awareness and become more unique, more becomes an individual. Let me explain: it does not mean individual personality. The personality is given to you by the company. Individuality is your intrinsic nature. The personality is fictitious, false. Individuality is your Buddha within, your inner light, inner threshold that leads to the divine. But it is inevitable that every teacher has a unique mode of expression. Everyone says the same thing, all indicate the same moon, but the fingers are different. They must be so. The finger of Jesus, the Buddha’s finger, the finger of Lao Tzu are necessarily different. If you pay too much attention to the finger, it is inevitable to forget the object. The object was not the finger, was the moon. Only the fingers, the expressions are different. The experience of truth is one, but to put it into words, each teacher must find his own instrument. That’s why even the enlightened seem to say different things, even contradictory, because there is not one-dimensional sources, is multidimensional. Welcomes all the contradictions. Cosmos in all its contradictions dissolve.
Well, it is impossible to reduce a claim to the entire cosmos, whatever that is. All philosophies fail, all languages ​​seem inadequate. The theologies fail to express a very partial truth. And remember: a partial truth is not truth. The truth can not be divided into parts. And ‘one, organically, not mechanically. A car can be disassembled and reassembled again, but the same can not be done with a living organism. A man can not be torn to pieces and then reassembled. You can do this, but the man there will be no more. You will have only a corpse in his hands. This is one of the most difficult problems that have illuminated faced: how to convey the truth? And they have devised tricks, methods, meditations. They have created openings through which you can see the truth for yourself. Of course, every teacher will have her. The existence can be approached in a million ways, and when a teacher realizes the truth, it comes from a particular street. Of course, talk about the path that led him to the truth. The truth is one, but the paths are many. And until we understand it, in the minds of researchers there will always be conflicts and misunderstandings.
Every teacher is unique, like an Everest which rises majestically, until you touch the stars, completely alone. Do not ever compare the two masters. The comparison is not the proper attitude of the teachers in the world. The comparison is mental, intellectual, and is the realization of the master is beyond the mind is spiritual. In the spirit world, the world of the sublime, the comparison does not exist. Everyone is unique, but gave up, devoted to the same truth from different perspectives. It should be an extraordinary ability to understand, and that realization should not be born from the mind, must come from meditation. The mind is able to understand everything that is other than itself. The objective world is accessible to the mind: science, technology, philosophy, theology, are all mentally.
But your inner life is behind the mind, beyond it. It is revealed in meditation, when thoughts begin to drop and relax more deeply. When only the witness remains. The body is remote, you are no longer the body, the mind is only an echo in the valleys, you are no longer the mind. In the innermost center of your being there is not a single thought, a single cloud, all is silence. In that silence, there is a genuine understanding. In that silence, you are in touch with the divine. That silence is a way, a bridge, a path, a link with the supreme reality.
When you are faced with a Master, you have to decide soon what to do … whether to stay or go … because you are not in an ordinary situation: run a huge risk, your life is at risk. Risk of losing your ego, you risk losing your masks, you risk losing your sense of self-deception; risk a real and profound inner transformation; risk of becoming happy and free from any kind of prison; risk of becoming yourself, authentic , simple, smooth, light, relaxed, bright …
“You move in a vicious circle and a wall around you, but it is very thin and you can not see it, you can not hear. The moment you begin to understand that the mind is that wall, you will begin to leave “…
“Just remember one thing: every time you call into question the mind, introduce the madness, Every time you put your mind into play, introduce a factor that distorts, a factor frustrating”

http://www.guarigionezen.it/Maestro% 20e% 20Discepolo.htm