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David Sylvian Anthology 1987-2011


[youtube https://youtu.be/uF7ppq4l2ZI]

David Sylvian, al secolo David Alan Batt (Beckenham, 23 febbraio 1958), è un cantante, musicista compositore britannico, noto per essere stato frontman della bandJapan e per la sua carriera solista, improntata ad una musica sofisticata e sperimentale.

Dal 1978 al 1983 è stato la voce dei Japan, band londinese nata dal Glam rock/New wave che negli ultimi album, da Gentlemen Take Polaroids fino a Tin Drum, si cimenterà in sonorità ispirate alla musica giapponese, grazie anche alla collaborazione di Ryūichi Sakamoto.

Ha poi intrapreso una carriera da solista tra musica elettronica, rock progressivo e ambient music. Ha collaborato con Sakamoto, Robert Fripp (negli album The First Daye Damage: live), Bill Nelson, Holger Czukay (con il quale ha inciso Flux And Mutability e Plight And Premoniton), Christian Fennesz, Mark Isham, Jon Hassell, David Torn,Chris Vrenna, Blonde Redhead, Virginia Astley, Arve Henriksen, Joan Wasser e molti altri.

Tra i suoi lavori si annoverano gli album Brilliant Trees, Gone to Earth, Secrets of the Beehive (considerato da molti la sua pietra miliare), The First Day (in collaborazione con Robert Fripp), Dead Bees on a Cake, Blemish e Snow Borne Sorrow con il progetto Nine Horses. La sua musica viene definita “intimista”, “minimalista” o “rock postmoderno”.

Ha scritto una canzone dal titolo For the Love of Life per l’adattamento in anime del manga Monster di Naoki Urasawa, di cui diviene la sigla di chiusura per la prima metà della serie.

Per Manafon del 2009 David Sylvian ha collaborato con Evan Parker, John Tilbury, Keith Rowe, Christian Fennesz, Yoshihide Otomo e altri.

https://it.wikipedia.org/wiki/David_Sylvian

David Sylvian (born David Alan Batt, 23 February 1958) is an English singer-songwriter and musician who came to prominence in the late 1970s as the lead vocalist and main songwriter in the group Japan. His subsequent solo work is described by AllMusic critic Jason Ankeny as “a far-ranging and esoteric career that encompassed not only solo projects but also a series of fascinating collaborative efforts.”[1] Sylvian’s solo work has been influenced by a variety of musical styles and genres, includingjazz, avant-garde, ambient, electronic, and progressive rock.

https://en.wikipedia.org/wiki/David_Sylvian

Sciogliere le ombre


Sciogliere le ombre

Si dissipano tutte le ombre quando si comprende che non esiste in nessun essere umano la perfezione; non possiamo esigerla in noi stessi, così come, se leggiamo la realtà attraverso il cuore; non la potremmo pretendere dagli altri; è pur vero però, che possiamo accogliere il nostro cammino imperfetto; svelare i nostri timori, i sentimenti che non accettiamo e che possiamo fare lo sforzo di migliorare, anche e sopratutto tentando di aiutare gli altri; che non significa fingere di non vederne i limiti ma tentare di porgere la nostra presenza, cercare di cogliere da dove nasca il loro comportamento e comprendere.

Non sarebbe costruttivo avere aspettative da chi, troppo diverso da noi, non potrebbe cogliere la nostra mente e la nostra sensibilità; mai nessuno dev’essere il nostro bastone per camminare, il nostro specchio per riflettere un’immagine che ci piaccia; non sono gli altri lo strumento che ci faccia sentire più o meno buoni; siamo noi che dobbiamo manifestare, in tutta onestà quel che sentiamo, scoprire perchè lo sentiamo e da dove nascano i nostri sentimenti. Spesso prima di poterci confrontare con gli altri nacessitiamo di confrontarci con noi stessi, per maturare, ” lasciare andare” i nostri attaccamenti e le incertezze, essere talmente gioiosi nel porgere quel che si manifesta ; senza nulla imporre fino al non avvertire alcun peso nel nostro essere come siamo. Questo processo di trasformazione, di abbandono delle paure ( del giudizio altrui,del non fare una cosa giusta, delle conseguenze delle nostre scelte) è la cosa più importante che ci possa accadere; un confronto che ci dia l’opportunità di essere noi stessi, quell’essenza che ci abita, piuttosto che incarnare quanto gli altri vorrebbero vedere in noi. E’ molto difficile sciogliere condizionamenti ed aspettative, trovare intorno persone aperte e capaci di seguire il nostro modo di essere, oppure doversi adattare a strumenti che ci vengono offerti ma che appaiono restrittivi. Ma quando tutto scorre, neppure le domande vengono fuori perchè tutto è esattamente come dev’essere.

16.02.2006

Poetyca

Dissolve the shadows

Dissipate all the shadows when you realize that there is no perfection in any human being, we can not claim it in ourselves, as well as, if we look at reality through the heart, we might not expect from others, it is also true, however, we can accommodate our way imperfect; reveal our fears, feelings, and we do not accept that we can make the effort to improve, even and especially trying to help others, and that does not mean pretending not to see the limits but groped to extend our presence , try to understand where to be born and to understand their behavior.

It would not be constructive to have those expectations, too different from us, could not capture our minds and our senses; nobody must be our cane to walk, our mirror to reflect an image that we like, are not the other tool that makes us feel more or less good, we who must demonstrate, in all honesty what we feel, find out why and where we feel our feelings arise. Often, before we compare with other nacessitiamo to confront ourselves, to mature, “let go” of our attachments and uncertainties, so joyful to be that which is manifested in turning, without imposing anything to not feel any weight in our be like us. This transformation process, fears of abandonment (of the judgments of others, of not doing the right thing, the consequences of our choices) is the most important thing that can happen, a comparison that gives us the opportunity to be ourselves, essence that lives there, rather than what others would like to see embodied in us. It ‘very difficult to loosen constraints and expectations around to find people who are open and able to follow our way of being, or having to adapt to tools that are offered but are restrictive. But when everything is flowing, the questions are not even out why everything is exactly as it should be.

16.02.2006

Poetyca

Sfaccettature del mondo


Sfaccettature del mondo

Tutti noi quando agiamo mettiamo in pratica un personale convincimento, possiamo credere in qualcosa, forse idealizzare la vita ma con la pratica noi possiamo capire come il nostro convincimento possa essere errato ( non ha un riscontro nei fatti ) oppure corretto ( ci permette di superare alcuni ostacoli).

accade di vedere il mondo attraverso i nostri occhi e di interpretare ogni cosa con poca elasticità verso le altrui opinioni o diversi stili di vita, proviamo disagio a convivere con persone diverse, allora non permettiamo a noi stessi di guardare la vita attraverso gli occhi degli altri. Quando soffriamo, noi andiamo a cozzare contro un limite, un’immagine diversa della vita che altri ci impongono forse questo serve come lezione per imparare a cambiare qualcosa, eravamo forse troppo ingenui? O per accettare che la vita ha aspetti che non comprendevamo ancora. Ogni esperienza è opportunità per diventare più ricchi, per guardare sfaccettature nuove del mondo.

01.11.2011 Poetyca

Facets of the world

All of us when we act we put into practice a personal conviction, we believe in something, perhaps idealize life but with practice we can understand how our belief may be wrong (in fact has no feedback) or incorrect (it allows us to overcome some obstacles).

happen to see the world through our eyes and interpret everything with little flexibility to the opinions of others, or different lifestyles, we feel uncomfortable to live with different people, then we do not allow ourselves to look at life through the eyes of others . When we suffer, we go up against a limit, a different picture of life that others impose on us, perhaps this serves as a lesson to learn how to change something, maybe we were too naive? Or to accept that life has aspects that do not yet understand. Each experience is becoming richer opportunities for new faces to watch in the world.

01.11.2011 Poetyca

Una sola bussola


Una sola bussola

Ogni attimo è un’opportunità per apprendere
e non possiedo nessuna verità in tasca
per me stessa e per nessun altro.

Ci sono persone che per ragioni non spiegabili
sentono da tempo di avere ” qualcosa” da fare
in un immediato futuro, un percorso che
è maturato in forma sottile, una sorta di risveglio
e di preparazione per un avvenimento che le trova coinvolte.

Un lavoro personale che contribuisce ad un lavoro collettivo,
fondato sulla sintonia vibratoria, sull’armonia che possa
cambiare le energie della collettività, energie da innalzare
per entrare in una sintonia diversa, per recuperare
una ” barca” se sta navigando per inerzia
verso una rotta karmica nociva.

Ma non sono i messaggi canalizzati
a dare queste sensazioni, esse erano presenti
da molto più tempo, attraverso i messaggi
si trovano dei riferimenti, delle eventuali conferme.

In me sento che molte cose sono accadute
negli ultimi 10 anni a livello percettivo,
malgrado da sempre io sia particolarmente
sensibile alla percezione di vibrazioni.

Un percorso di apprendimento accelerato
una sorta di strappo del velo delle apparenze.
Non è facile trovare conferme al proprio sentire,
cogliere di vedere oltre l’apparente
e poter condividere questo particolare aspetto percettivo.

A volte si usano diversi linguaggi
o ci si identifica con quanto si senta essere in assonanza:
spiritualità orientali, esoterismo o nulla di tutto questo.

Ma credo importante l’attenzione che ci aiuta a condurci
senza esaltazione, con quel buonsenso che ci renda
reali protagonisti dell’ascolto profondo di noi stessi,
piuttosto che il seguire suggestioni esterne
da qualunque fonte provengano) perchè solo
chi è realmente temprato e capace di elasticità
sa affrontare le difficoltà che non mancano e non mancheranno.

Una sola la bussola – Il Cuore.

22.12.2010 Poetyca

Just one compass

Every moment is an opportunity to learn
and possesses no truth in your pocket
for myself and for anyone else.

There have people who, for unexplained reasons
feel for a long time to have “something” to do
in the near future, a path that
has matured in fine form, a kind of awakening
and preparing for an event that is involved.

A personal work that contributes to a collective work,
based on vibrational harmony, that harmony can
change the energies of the community, by raising energy
to enter a different tune, to recover
a “boat” if you’re browsing for inertia
route to a karmic harmful.

But they are not channeled messages
to write these feelings, they were
much longer, through the messages
are references, any confirmations.

In me feel that much has happened
in the last 10 years to the perceptual level,
although I have always particularly
sensitive to the perception of vibration.

A path of accelerated learning
a sort of tearing the veil of appearances.
It is not easy to find your confirmation hearing,
take a look beyond the apparent
and to share this particular aspect of perception.

Sometimes they use different languages
or you identify with what feels to be in assonance:
Eastern spirituality, esoteric or anything like that.

But I think the important focus that helps us to lead
without excitement, with that sense that makes us
real protagonists of deep listening to ourselves,
rather than follow the external influences
whatever their source), because only
who really is tempered and capable of elasticity
can cope with the problems there and not miss them.

Just one compass – The heart.

22.12.2010 Poetyca

Vedere oltre le apparenze


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Vedere oltre le apparenze

Dovremmo imparare a non restare ancorati a concetti o idee,
con la consapevolezza che la ricerca prevede
 non solo un formulare una tesi, un confutarla con una antitesi
ma, sopratutto, che il valore primario è nella sintesi.
Trovare la sintesi è un andare incontro, un arricchirsi e un cogliere aspetti
che prima non si vedevano. Abbracciare ad oltranza una tesi,
con un senso di rigidità non conduce ad alcun progresso.
Infatti si resta cristallizzati e si guarda con circospezione agli altri,
a coloro che, attraverso una visione spesso opposta alla nostra,
 possono offrire opportunità nuove.
Essere aperti è seguire l’evolvere delle cose, sviluppare in noi
la capacità di vivere l’impermanenza come flessibilità e arricchimento.
Chi si sforza a colmare e comprendere che da tesi ed antitesi
si possa trarre l’essenza, diviene capace di vedere oltre le apparenze.

24.09.2014 Poetyca

See beyond appearances

We should learn not to remain anchored in the concepts or ideas,
with the understanding that the research provides
  not only formulate a thesis, an antithesis to refute it with a
but, above all, that the primary value is in the synthesis.
Find the synthesis is an encounter, a rich and a capture aspects
not seen that before. Embrace a thesis to the bitter end,
with a sense of rigidity does not lead to any progress.
In fact, it is crystallized and looks warily to the other,
to those who, through a vision often opposite to ours,
  can offer new opportunities.
Being open is to follow the evolution of things, develop in us
the ability to live impermanence as flexibility and enrichment.
Who strives to bridge and understand that thesis and antithesis
you can take the essence, it becomes capable of seeing beyond appearances.

24/09/2014 Poetyca

Una strada diversa


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Una strada diversa

Quando sentiamo che le cose non sono come vorremmo,
che forse stiamo per perdere qualcosa…
ricordiamoci delle opportunità presenti nel dover percorrere
una strada diversa da quella che ci aspettavamo.

07.08.2015 Poetyca

A different way

When we feel that things are not as we would like,
that maybe we’re going to lose something …
let us remember the opportunities in having to travel
a way different from what we expected.

07/08/2015 Poetyca

Destino


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Destino

Il destino non è cieco,
conosce e trova il suo intento,
 insegna amore, perché da amore è guidato.
Tutto quello che regala è da cercare,
 ascoltare è nostro compito.

27.09.2011 Poetyca

Fate

Destiny is not blind,
knows and finds its intent,
teaches love, because by love is driven.
All that gives is to be found,
Our job is to listen.

27.09.2011 Poetyca

Il biglietto da visita


30. Il biglietto da visita

Keichu, il grande insegnante di Zen dell’era Meiji, era il capo di Kofuku, una cattedrale di Kyoto. Un giorno il governatore di Kyoto andò per la prima volta a fargli visita. Il suo aiutante presentò il biglietto del governatore, sul quale era scritto: Kitagaki, Governatore di Kyoto.

«Io non ho nulla a che fare con questo individuo» disse Keichu al suo aiutante. «Digli che se ne vada».

L’aiutante andò a restituire il biglietto con molte scuse. «È stata colpa mia» disse il governatore, e con una matita cancellò le parole ‘Governatore di Kyoto’. «Torna ad annunciarmi al tuo maestro».

«Oh, è Kitagaki?» esclamò il maestro quando lesse il biglietto. «Voglio vedere quest’uomo».

Tratto da 101 Storie Zen

Calling Card

Keichu, the great Zen teacher of the Meiji era, was the head of Tofuku, a cathedral in Kyoto. One day the governor of Kyoto called upon him for the first time.

His attendant presented the card of the governor, which read: Kitagaki, Governor of Kyoto.

“I have no business with such a fellow,” said Keichu to his attendant. “Tell him to get out of here.”The attendant carried the card back with apologies. “That was my error,” said the governor, and with a pencil he scratched out the words Governor of Kyoto. “Ask your teacher again.”

“Oh, is that Kitagaki?” exclaimed the teacher when he saw the card. “I want to see that fellow.”

Guardare con amore


Guardare con amore

Avete mai guardato con amore ad un qualsiasi oggetto? Si può dire sì, perché non sai cosa vuol dire guardare con amore a un oggetto. Potresti aver guardato per desiderarla, un oggetto – che è un’altra cosa. Questo è totalmente diverso, diametralmente opposto. Quindi, prima, la differenza, provare a sentire la differenza.

Un bel viso, un bel corpo – si guardi, e ti senti che stai guardando con amore. Ma perché stai guardando? Vuoi ottenere qualcosa fuori di esso? Allora è la lussuria, non l’amore. Vuoi sfruttarla? Allora è la lussuria, non l’amore. Poi in realtà, si sta pensando di come utilizzare questo corpo, come possesso, come fare questo corpo uno strumento per la vostra felicità.

Lust significa come usare qualcosa per la tua felicità, l’amore per la tua felicità non è affatto interessato. In realtà, la lussuria significa come ottenere qualcosa di fuori di esso e l’amore significa come dare qualcosa. Essi sono diametralmente opposti. Se vedi un bel viso e si sente l’amore verso la faccia, la sensazione immediata nella vostra coscienza sarà come fare qualcosa per rendere questa faccia felice, come fare qualcosa per rendere quest’uomo o questa donna felice. La preoccupazione non è con te stesso, la preoccupazione è con l’altra.

In amore l’altro è importante, nella lussuria sei importante. In lust stai pensando come fare l’altro strumento, in amore stai pensando come diventare uno strumento da soli. In lust si sta andando a sacrificare l’altro, in amore si sta andando a sacrificare se stessi. Amore significa dare, la lussuria significa ottenere. L’amore è una resa, la lussuria è un’aggressione.

Quello che dici non ha senso. Anche in lussuria si parla in termini di amore. La tua lingua non è molto significativo, in modo da non essere ingannati. Guardarsi dentro, e poi si arriva a capire che hai non una volta nella vostra vita con amore verso qualcuno o qualche oggetto.

Fonte – Book Osho “Vigyan Bhairav Tantra, Vol. 1”

Look with love

Have you ever looked lovingly at any object? You may say yes because you do not know what it means to look lovingly at an object. You may have looked lustfully at an object – that is another thing. That is totally different, diametrically opposite. So first, the difference; try to feel the difference.

A beautiful face, a beautiful body – you look at it, and you feel that you are looking at it lovingly. But why are you looking at it? Do you want to get something out of it? Then it is lust, not love. Do you want to exploit it? Then it is lust, not love. Then really, you are thinking of how to use this body, how to possess it, how to make this body an instrument for your happiness.

Lust means how to use something for your happiness; love means your happiness is not at all concerned. Really, lust means how to get something out of it and love means how to give something. They are diametrically opposite. If you see a beautiful face and you feel love toward the face, the immediate feeling in your consciousness will be how to do something to make this face happy, how to do something to make this man or this woman happy. The concern is not with yourself, the concern is with the other.

In love the other is important; in lust you are important. In lust you are thinking how to make the other your instrument; in love you are thinking how to become an instrument yourself. In lust you are going to sacrifice the other; in love you are going to sacrifice yourself. Love means giving; lust means getting. Love is a surrender; lust is an aggression.

What you say is meaningless. Even in lust you talk in terms of love. Your language is not very meaningful, so do not be deceived. Look within, and then you will come to understand that you have not once in your life looked lovingly toward someone or some object.

Source – Osho Book “Vigyan Bhairav Tantra, Vol 1″

Illuminazione


Prima dell’illuminazione,
spaccavo legna e portavo l’acqua.

Dopo l’illuminazione,
spacco legna e porto l’acqua.

Detto Zen

 

Before enlightenment,
spaccavo wood and carried water.

After enlightenment,
splitting firewood and water harbor.

Zen saying

Risvegliato


Risvegliato

Sotto l’albero della vita
seduto
tra foglie che cadono
e sfiorano in silenzio
il palpito
di un soffice attimo
tu sei oltre il tempo

Tu accordi
qui ed ora
la linfa del cuore
per l’armonia celeste
che pace conosce
ed il risveglio dell’Essere
come contagio senza parole

27.11.2011 Poetyca

Awakened One

Under the tree of life
sitting
between falling leaves
and skim in silence
the pulse
of a soft second
you are beyond time

You chords
here and now
the sap of the heart
for celestial harmony
that know peace
and the awakening of Being
as a contagious loss for words

27.11.2011 Poetyca

Se ami


Se ami saprai che tutto inizia e tutto finisce e che c’è un momento per l’inizio e un momento per la fine e questo non crea una ferita. Non rimani ferito, sai che quella stagione è finita. Non ti disperi, riesci a comprendere e ringrazi l’altro: “Mi hai dato tanti bei doni, mi hai donato nuove visioni della vita, hai aperto finestre nuove che non avrei mai scoperto da solo. Adesso è arrivato il momento di separarci, le nostre strade si dividono”. Non con rabbia, non con risentimento, senza lamentele e con infinita gratitudine, con grande amore, con il cuore colmo di riconoscenza. Se sai come amare, saprai come separarti.

Osho

If you love know that everything begins and everything ends and that there is a time for the beginning and the end for a moment and this does not create a wound. Do not stay hurt, you know that the season is over. Do not despair, you can understand and thank the other: “You gave me so many beautiful gifts, have given me new visions of life, have opened new windows that I would never have discovered alone. Now it’s time to separate, the our paths diverge. “Not with anger, not with resentment, without complaint and with infinite gratitude, with love, with hearts full of gratitude. If you know how to love, you know how to separate yourself.

Osho

Figlio di questo tempo


Figlio di questo tempo

Caro figlio di questo tempo
Luce è in te, nel tuo cuore
danza d’amore è in ogni battito
intensa pulsione di vita
che avvolge e accompagna
ogni tuo passo
nella scelta della direzione
sia sempre puro intento
e voce del cuore
catene spezzate
della paura e del possesso
perchè nulla è separato
e domani tu raccoglierai
quello che tu semini adesso
Armonia e pace nel tuo cuore
adesso ed ogni istante
che oltrepassa il confine
che vuole delineare
solo la nostra mente
Porta sempre in te
il fuoco d’amore
che mai si estingue
e irradia bellezza ad ogni passo
perchè questo è il senso profondo
del nostro vivere in questo tempo
siamo tutti figli della stessa fiamma
che non si sbiadisce dopo un istante
perchè oltre silenzio ed apparenze
noi insieme accenderemo d’amore il mondo

29.05.2011 Poetyca

Son of this time

Dear son of this time
Light is in you, in your heart
dance of love is in every beat
intense life drive
that surrounds and accompanies
every step
the choice of direction
is always pure intent
and voice of the heart
broken chains
and the fear of possession
because nothing is separate
and tomorrow you reap
what you sow now
Harmony and peace in your heart
now and every moment
that crosses the border
who wants to draw
only our minds
Always have you
the fire of love
that never dies
and radiates beauty at every step
because this is the profound meaning
of our time to live
we are all children of the same flame
that will not fade after a while
because more than silence and appearances
we set the world alight with love

29.05.2011 Poetyca

Se tramontasse il sole


Se tramontasse il sole

E non tramonta il sole
che riscalda l’anima
oltre il tempo
ed oltre le distanze
per essere vita
che raccoglie emozione
che non cancella
briciole d’universo
che in te soffiano armonia

E non svanisce
la voglia d’amare
che si specchia
nel sentire sensazioni
che accarezzano il cuore
come cerchi su un lago
che donano certezza
oltre le parole
per essere vita ancora
anche se tramontasse il sole

08.03.2005 Poetyca

If the sun went down

And the sun never sets
that warms the soul
beyond time
and over distances
for life
emotion that collects
that does not erase
crumbs of universe
that you blow harmony

It does not fade
the desire to love
which is reflected
at hearing feelings
that caress the heart
as circles on a lake
that give certainty
beyond words
life still to be
even if the sun went down

08.03.2005 Poetyca

Nelle mie mani


Nelle mie mani

Nelle mie mani

ti ho portato un nuovo giorno

caleidoscopio di colori

che appare leggero

soffio di parole

carezze e respiro

per questo interminabile momento

armonia vibrante

cancella le incertezze di ieri

abbraccio di gioia

sogni soffici

danza in ascolto del cuore

palpiti e luce armoniosa

nella vera essenza

di questa vita che si svela

24.05.2011 Poetyca

In my hands

In my hands

I brought a new day

kaleidoscope of colors

which appears slightly

breath of words

caresses and breath

for this endless time

vibrant harmony

remove the uncertainties of the past

embrace of joy

soft dreams

dance to listen to the heart

palpitations and light harmonious

in true essence

of this life that is revealed

24.05.2011 Poetyca

Il mio equilibrio


Il mio equilibrio

Molte volte capita di vivere in modo assolutamente lontano se non opposto a quello in armonia con noi stessi, con la nostra essenza, con la parte più profonda, meno modificabile, più strutturale di noi. La comprensione del fondo di noi stessi non è cosa facile, soprattutto quando coesistono aspetti in contrasto tra loro magari al punto che la presenza di una parte rende molto difficile quella di un’altra. Eppure si può sempre trovare un equilibrio, rinunciando anche a qualcosa di noi, purché non sia quella più importante, vivendo poi molto meglio. Ci sono parti di noi che possiamo e dobbiamo cambiare, altre che possiamo ma non necessariamente dobbiamo cambiare ed altre che, anche volendo, non possiamo proprio cambiare.

L’equilibrio è anche di periodo: ogni persona ha equilibri diversi a seconda dei periodi della sua vita. Ci sono componenti di noi che in un certo periodo vengono particolarmente sacrificate non importa per quale motivo. Il nostro sistema cercherà un equilibrio in questa situazione, ma non è detto che sia sopportabile per sempre. Può darsi che il nostro essere, dopo un certo periodo, non regga più ed abbia bisogno di cambiare, probabilmente soddisfacendo quanto è stato sacrificato fino a quel momento. A questo punto è facile trovarsi davanti a una specie di legge del pendolo con il bisogno di quanto precedentemente sacrificato che emerge in modo particolarmente forte, più forte di quello che sarebbe stato normale per noi, creando una situazione altrettanto squilibrata quanto quello che l’ha causato. Saremo noi a dover cercare di riequilibrare le cose, ma per farlo bisognerà prima di tutto capire che tutto ciò è successo. Ed ecco che torna opportuno abituarsi a pensare, a cercare di capirsi: conosci te stesso non è una frase né inutile né scontata, anche se non bisogna certo passare tutto il proprio tempo a fare solo questo.

A molti sarà capitato, alla fine di un rapporto affettivo d’amore o di amicizia, di domandarsi: ma come ho fatto ad innamorarmi di questa persona? Cosa ci trovavo mai di stupendo? Non capisco! E veramente non riusciamo a spiegarci che cosa ci aveva veramente affascinato in quel modo, perché ora non è più così. E spesso le situazioni a questo punto possono essere veramente pesanti per noi e per gli altri.
Ma come siamo arrivati a questo punto? Come è potuto accadere?
Prima di tutto dobbiamo capire che nel frattempo tutti siamo cambiati e perciò quello che ora diremo per noi vale anche per gli altri. Quando abbiamo incontrato la persona in oggetto eravamo in un certo modo, cioè con le nostre idee ed esigenze di fondo e di periodo (non sono la stessa cosa). Di fondo sono quelle più profonde, che durano tutta la vita. Di periodo sono quelle esigenze legate ad un certo momento della nostra vita e cambiano, o possono cambiare nel tempo. Ad esempio chi ha passato un periodo molto dinamico ha bisogno di un po’ di quiete, dopo molta socialità c’è il bisogno di stare in casa, dopo la varietà e il rischio la tranquillità e la sicurezza, dopo la noia e la ripetitività l’imprevisto, dopo il dedicarsi molto agli altri il pensare un po” a se stessi, e così via. Quando cioè si fa il pieno di qualche cosa a scapito di qualcos’altro, il bisogno schiacciato si fa sentire. Allora il bisogno di forza diciamo 10, dopo la soppressione diventa dominante, di forza 100, sovrastando anche bisogni di fondo che a questo punto vengono sacrificati e diventeranno a loro volta eccessivamente dominanti in futuro. La persona che quindi ci andrebbe bene per come è fatta in un periodo, può essere assolutamente inadeguata in un altro. L’importante perciò è capire in che periodo siamo, quali sono le cose di cui abbiamo bisogno e se sono così importanti solo in questo periodo o se lo sono di fondo. E per capire quali sono le nostre esigenze di fondo dobbiamo prima capire come siamo fatti noi. Se la situazione che stiamo vivendo non risponde ai nostri bisogni di fondo viviamola pure e godiamocela ma non inventiamoci che durerà tutta la vita, perché la delusione sarebbe certa e potrebbe coinvolgere altre persone che non c’entrano nulla, verso le quali dovremmo comportarci in modo responsabile.

A questo proposito dobbiamo sempre diffidare dall’eccesso di rigore generalizzato, totale, perché in realtà non è umano, né possibile, nemmeno per chi lo sostiene. Di solito tanto più rigido è il rigore tanto meno è applicato nelle cose importanti da chi lo propugna. Sicuramente esiste chi è onestamente rigido con se stesso come con gli altri, ma non credo sia la scelta giusta. Non siamo nati per soffrire! No, non c’è nessun motivo per crederlo. Se qualcuno vuole assolutamente soffrire questa è una scelta sua, ma credo che sia immorale, veramente immorale volere portare altri, convincerli, obbligarli in modo più o meno diretto o indiretto o subdolo, o con ricatti più o meno morali a seguire la stessa strada. La vita può essere più gioiosa, più viva, più positiva, migliore da vivere e credo che tutti abbiano il diritto di cercare di viverla meglio. Le difficoltà, i dolori, i dispiaceri fanno già parte del pacchetto, ma non sono le sole componenti. Alcuni cercano di propinare dolore e tristezza perché… hanno dei problemi, hanno rancori, rabbie, invidie, tristezze, sfiducia, fallimenti, insicurezze e cercano di far sì che anche gli altri vivano in qualche modo male come loro. Al contrario, mi sembra più giusto e morale diffondere positività, bene e gioia, cercando di risolvere i problemi esistenti non inventandone di nuovi, magari impossibili da risolvere, in modo che anche gli altri abbiano il loro fallimento. Mal comune mezzo gaudio. E invece no! Invece di rinunciare cercando di portare altri a fare male come noi, possiamo cercare altre strade senza mollare, cercando in noi la forza di vivere, non cercando di farla perdere agli altri.

(Marco Dal Negro)

http://www.mybestlife.com/ita_idee/ilmioequilibrio.htm

My balance

Many times it happens to live in a completely opposite to that far if not in harmony with ourselves, with our essence, with the most profound, less changeable, more structural of us. Understanding the background of ourselves is not easy, especially when aspects coexist in conflict with each other even to the point that the presence of a part that makes it very difficult for another. Yet you can always find a balance, even renouncing something of ourselves, if not the most important, much better then living. There are parts of ourselves that we can and must change, but others may not necessarily have to change and others that, even if they wanted, we really can not change.

The balance is for the period: each person has different balances depending on the period of his life. There are parts of us that in a certain period are particularly sacrificed for whatever reason. Our system will seek a balance in this situation, but not necessarily be viable for ever. It may be that our being, after a certain period, no longer holds and needs to change, probably what has been sacrificed to meet at that time. At this point it is easy to be faced with some sort of law of the pendulum with the needs of what has been sacrificed in order that emerges particularly strong, stronger than what would be normal for us, creating a situation just as unbalanced as the one that has caused. We will have to try to balance things, but to do so we must first understand that all this has happened. And there should be accustomed to thinking back, trying to understand: you know yourself is not a sentence nor useless nor taken for granted, even if some do not have to spend all their time doing just that.

A lot will happen at the end of an emotional relationship of love or friendship, to ask: how did I fall in love with this person? What was a surprise? I do not understand! And we can not really explain what it was really fascinating in that way, because now is not so. And often the situation at this point can be really heavy for us and for others.
But as we got to this point? How could this happen?
First we must understand that in the meantime we are all changed and therefore what I now say to us is also true for the other. When we met the person in question were in a certain way, that is, with our ideas and needs of the fund and the period (not the same thing). Background are the most profound, that last a lifetime. Period requirements are those related to a certain point in our lives and change, or which may change over time. For example, someone who has spent a very dynamic needs a little ‘quiet, after a lot of socializing there is the need to stay at home, after the variety and the risk the peace and security, after the boredom and repetitiveness ‘Unexpected, after much to devote a little more thinking to themselves”, and so on. That is, when it fills up with something at the expense of something else, the need is felt crushed. So the need for drive say 10, after the suppression becomes dominant, 100 strong, dominating even basic needs that at this point are sacrificed themselves and become too dominant in the future. The person should be so good for us as it is in a period, can be absolutely inappropriate in another. The important thing is to understand at what time so we are, what are the things we need and if they are so important only at this time or if they are skiing. And to understand what are our basic needs we must first understand how we are. If the situation we are experiencing does not meet our basic needs as well, and let’s enjoy Let us experience but it’s invent that will last a lifetime, because the disappointment would be certain and may involve other people who have nothing to do, to which we should behave responsible for.

In this regard, we must always be wary of excess generalized rigor, total, because it really is not human, nor possible, even for those who support it. Usually the stiffer penalty is applied in the less important things to those who champions. Surely there who is honest with himself as hard with the other, but I do not think is the right choice. We are not born to suffer! No, there is no reason to believe it. If someone wants to suffer this way is his choice, but I think it’s unethical, immoral, really want to bring others to convince them, force them in a more or less direct, indirect or subtle, or more or less moral blackmail to follow the same path. Life can be more joyous, more alive, more positive, better living and I think that everyone has the right to try to live it better. The difficulties, pains, sorrows, are already part of the package, but are not the only components. Some people try pouring out grief and sadness because … have problems, have grudges, anger, envy, sadness, hopelessness, failure, insecurity and seek to ensure that others live like them in some way evil. On the contrary, it seems to me more just and moral to spread positivity, good and happiness, trying to solve problems not by inventing new ones, maybe impossible to solve, so that other people have their own failure. Trouble shared is trouble halved. But no! Instead of giving up trying to get others to do evil as we are, we can look for other ways to give up without looking at us the strength to live, not trying to lose it to others.

(Marco Dal Negro)

La luce della consapevolezza


È la luce della consapevolezza che rende le cose preziose e straordinarie.
    E allora le piccole cose non sono più piccole.
    Quando un uomo, con attenzione, sensibilità e amore tocca un comune sassolino sulla spiaggia, quel sasso diventa un kohinoor.
    E se tu tocchi un kohinoor in stato di inconsapevolezza, diventerà una comune pietra o nemmeno quella.
    La tua vita avrà tanta profondità e significato quanta sarà la tua consapevolezza.
    La gente si chiede, in tutto il mondo: “Qual è il significato della vita?”. Per forza il significato si è perso, perché avete smarrito lo strumento per trovare il significato; e lo strumento è la consapevolezza.

— Osho

It is the light of consciousness that makes things valuable and extraordinary.
    And then the little things are no longer small.
    When a man, with care, sensitivity and love touches a common pebble on the beach, the rock becomes a Kohinoor.
    And if you touch a Kohinoor in a state of unconsciousness, stone or even become a common one.
    Your life will have so much depth and meaning how much will your awareness.
    People are wondering, all over the world: “What is the meaning of life?”. Of course the meaning is lost because you lost the tool to find meaning, and the tool is awareness.

– Osho

Sulla scia di stelle


Sulla scia di stelle

Sono stanca
di questo statico andare
tra sagome di cartone
senza occhi
senza cuore
dove le parole sono pretesto
per imbellettare il viso
dove si ruba l’essenza
a chi è sempre stato onesto
nel dirigere la rotta
all’interno dell’anima

Sono sbiadite tutte le bandiere
che si agitano al vento
senza una vera opinione
un vero tesoro da dare
troppe le apparenze
per attirare le mosche
che senza discernimento
accolgono tutto
e l’esatto contrario
senza capire
lo stato di contraddizione

Ma che mondo è questo?
Non lo specchio del mio sentire
io ho altre scelte da fare
percorsi e ricami di cielo
che non restano cementati
tra rovine di cartone
– palcoscenico antico –
di questo teatro senza regia
figlio del caos e della confusione
disarmonia blasfema
che separa invece di unire

Davanti a me
il viaggio continua
in perenne ricerca
di note ed ottave
per ricucire lo strappo
di questo vagare
oltre apparenze e fumo
dove nulla e come appare
nel gioco di specchi
di gente miope
con il dito da puntare

Ricordi e frammenti
di questo mosaico infinito
sono raccolta di pezzi
per la storia che ricompone
– Unità e Bellezza –
su armonie celesti
dove nulla si separa
dalla Fonte di VIta
sulla scia di stelle
che accompagna a casa
Tu dammi la mano è tempo di andare

29.06.2011 Poetyca

In the wake of stars

I’m tired
to this static going
between cardboard cutouts
eyeless
heartless
where words are a pretext
to rouge on the face
where it steals the essence
to those who has always been honest
in directing the course
within the soul

Have all faded flags
flapping in the wind
without a real opinion
a real treasure to give
too many appearances
to attract the flies
that indiscriminately
all welcome
and the exact opposite too
without understanding
the state of contradiction

What world is this?
Not the mirror in the my feelings
I have other choices to make
paths and embroidery of the sky
that are not cemented
among the ruins of cardboard
– Old stage –
of this theater without director
son of the chaos and confusion
blasphemous disharmony
that separates rather than unites

Before me
the journey continues
in perennial search
of notes and eighth
to mend the rift
of this wandering
beyond appearances and smoke
where nothing is as it seems
in the game of mirrors
myopia of people
the finger to point

Memories and fragments
of this infinite mosaic
are collection of pieces
for the history that recomposes
– Unity and Beauty –
on celestial harmonies
where nothing separates
from Source of Life
in the wake of stars
that carry to home
You give me your hand it is time to go

29.06.2011 Poetyca

D’infinito errare


D’infinito errare

Un pensiero non ha
occhi o mani
ma vola libero nell’aria
e con leggerezza
sa essere discreta presenza
che bussa e porta
sorriso per te

Alitano tra
i colori del giorno
respiri intensi
di vita
– magie impalpabili –
che donano senso
ai sorrisi d’anime viandanti

Si schiudono ora
i miei petali d’alba
Sopraggiunti istanti
sono armonia
in note d’infinito
– inscindibile emozione-
che percorre intrecci d’universo

25.11.2003 Poetyca

On the endless wandering

A thought has not
eyes or hands
but fly free in the air
and lightly
knows how to be discreet presence
door knocking and
smile for you

Breathing between
the colors of the day
Deep breaths
Life
– intangible magic –
that give meaning
the smiles of souls travelers

Hatch hours
my petals of dawn
Arrived moments
harmony are
notes in the infinite
– inseparable emotion-
that runs through plots of the universe

25.11.2003 Poetyca

Rose


Rose

Rose per te
petali e istanti
che donano pace
gioia che innalza
armonia celeste
dove tutto è silenzio

05.03.2011 Poetyca

Roses

Roses for you
petals and moments
which offer peace
joy that rises
heavenly harmony
where all is silence

o5.03.2011 Poetyca

Sognare un mondo migliore


Sognare un mondo migliore

I presupposti dettati da Socrate sono molto importantie capaci di aiutarci a trovare confidenza in noi stessi per porgere agli altri ASCOLTO e GENTILEZZA, dimenticandoc idi noi stessi, attraverso un percorso empatico che sia anche incoraggiamento.  E’ stato comprovato che una orma educativa legata alla pressione e sottolineatura delle incapacità del bambino lo bloccano e lo sminuiscono rispetto all’incoraggiamento che aiuta a far fiorire la sua creatività. Apparire, prevaricare, cercare sempre di essere al centro dell’attenzione è un sinonimo di insicurezza e questa non migliora se ci circondiamo di persone che approvano tutto, alimentano il nostro ego, piuttosto che insegnarci ad avere una vera fiducia in noi stessi.Quante volte l’ho immaginato, ho creduto, sperato e cercato di trovare la mappa per svelarela via d’accesso ad un mondo migliore, equo e ricco d’amore. Ma so che è possibile, che tutto è capacità di essere e di manifestare armonia e volontà, con uno sforzo responsabile ed una mano tesa a chi abbiamo accanto. Non saprei che farmene di sogno se non è condiviso.
17.02.2011 Poetyca

Dreaming a better world

The conditions dictated by Socrates are very important
and able to help us find confidence in ourselves
LISTENING to give to others and KINDNESS, forgetting
ourselves, through a process that is also sympathetic encouragement.
It ‘been proven that a footprint related to the pressure and emphasis on educational
the inability of the child lock and the encouragement that helps to diminish respect forhis creativity to flourish. Appear, prevaricate, always try to be the focus of attention is a synonym for insecurity and this does not improve if we surround ourselves withpeople who approve all feed our ego, rather than teach us to have a real confidencein ourselves. How many times have I thought, I believed, hoped and tried to find the map to revealthe gateway to a better world, fair and full of love. But I know it’s possible that  everything is being and ability to manifest harmony and will, with a responsible effortand a helping hand to those who we have next. I do not know what to do if a dream is not shared.

17.02.2011 Poetyca

Chiudere gli occhi


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Chiudere gli occhi

Conosco
la profondità
del silenzio
origine d’armonia
da dove tutto s’innalza
senza tempo e spazio
basta chiudere gli occhi

10.02.2016 Poetyca

Close your eyes

I know
the depth
of silence
harmony origin
where it all stands
without time and space
just close your eyes

02/10/2016 Poetyca

Adattamento e interconnessione


Adattamento e interconnessione

Tutte le cose vicine o lontane
segretamente sono legate le une alle altre
e non si può cogliere un fiore
senza disturbare una stella

Gregory Bateson

❤¸¸.•*¨*•♫❤¸¸.•*¨*•♫❤

“Ciò che caratterizza la vita è il fatto di non essere mai la
stessa: la vita scorre, circola e si trasforma, spostando gli
esseri e le cose. Oggi avevate un problema da risolvere e ci
siete riusciti impiegando un certo metodo; ma ecco che l’indomani
si presenta un altro evento e voi non potete affrontarlo
utilizzando gli stessi metodi e mantenendo lo stesso
atteggiamento del giorno prima: siete costretti ad adattarvi alla
nuova situazione.
È così: la vita vi presenterà sempre problemi diversi da
risolvere, e ciascuno richiederà una soluzione particolare. Ieri,
per esempio, la soluzione consisteva in un gesto di bontà, di
generosità. Oggi invece avete un altro problema da risolvere, e
questa volta ad aiutarvi saranno il ragionamento, la fermezza o
perfino l’ostinazione. Un’altra volta sarà l’indifferenza o la
volontà di dimenticare… Cercate dunque ogni giorno come
adeguarvi. “

Omraam Mikhaël Aïvanhov

❤♫❤♫❤.•*¨`*•..¸♥☼♥ ¸.•*¨`*•.♫❤♫❤♫❤

“Dopo un tempo di declino viene il punto di svolta…
… il movimento è naturale, sorge spontaneamente, perciò la trasformazione di ciò che è invecchiato diventa facile. Il vecchio viene rifiutato e da esso subentra il nuovo… (I Ching)”.

“Qualunque sia il limite del Nirvana
quello è il limite dell’esistenza ciclica.
Non c’è nemmeno la più lieve differenza fra loro,
o la cosa più sottile”
“La Pacificazione di ogni oggettivizzazione
e la pacificazione dell’illusione:
Nessun dharma è mai stato insegnato dal Buddha
in nessun tempo, in nessun luogo, a nessuna persona”

(Nagarjuna, Mulamadhyamakakarika 25)

Un giorno morì un uomo che viveva nelle vicinanze del Tempio di Chang Chou. Dogo, il Maestro del tempio, si recò, insieme al suo discepolo Zengen, a fare le condoglianze alla famiglia.

Durante la visita Zengen colpì la bara e chiese: “È vivo o morto?”.
Dogo rispose: “Non dico che è vivo, non dico che è morto”.
Zengen disse: “Perché non vuoi dirlo?”.
Dogo ripetè: “Non lo dirò, non lo dirò”.

Sulla via del ritorno, Zengen chiese ancora: “Vi prego, Maestro, ditemi chiaramente se era vivo o morto. Se non me lo direte io vi picchierò”.

Il Maestro rispose: “Picchiami se vuoi, ma io non lo dirò”.

Zengen lo colpì.

Passarono gli anni e un giorno Dogo morì; Zengen, ancora tormentato dal dilemma, andò a visitare Sekiso, un Maestro molto conosciuto; gli raccontò come molti anni prima avesse picchiato il suo vecchio Maestro perché non aveva risposto alla domanda sulla vita e sulla morte. Poi ripetè la stessa domanda a Sekiso. Sekiso disse: “Non dico che è vivo, non dico che è morto. Non lo dirò, non lo dirò”.

In quel momento Zengen raggiunse l’illuminazione; lasciò subito il Maestro e, con una vanga in spalla, andò nella sala principale del monastero mettendosi a camminare in su e in giù.

Sekiso lo vide e gli chiese: “Che cosa stai facendo?”.

Zengen rispose: “Sto cercando le reliquie del mio vecchio Maestro”.

Sekiso disse: “C’è un grande fiume con immense onde che riempiono l’intero universo. Le reliquie del tuo Maestro non saranno trovate in nessun posto.”

[…]

Commento del Maestro Philip Kapleau[1]

Che cosa sta realmente chiedendo Zengen?
Ovviamente lui sa che la persona che è nella bara è morta. Quindi qual è la vera domanda? Forse è: “Che cosa accade dopo la morte?” o “Che cos’è la morte?” o “Che cosa accadrà di me dopo la morte?” o “Esiste veramente la morte?” o “Se quest’uomo è morto, allora che cos’è l’immortalità?”.

Forse il suo tormento interiore – quello che veramente gli sta a cuore, come il suo comportamento successivo dimostra – si sviluppò o si intensificò recitando il Sutra del Cuore: “…niente nasce e niente muore, niente è puro e niente è impuro, niente cresce o diminuisce. Niente deperisce e niente muore e non esiste né deperimento né morte”.
Che cosa vogliono dire queste parole?
Noi, come ogni praticante dello Zen, recitiamo tutti giorni questo grande Sutra. Bene, che cosa significano realmente queste parole?

Zengen era profondamente turbato dal problema della vita e della morte. Ma, in ultima analisi, non è così per tutti? Il nostro comune modo di vivere, tuttavia, nasconde l’ansia esistenziale con innumerevoli mezzi: cinema, televisione, video, computer, settimanali, quotidiani, shopping. Abbiamo a disposizione un numero talmente ampio, per non dire illimitato, di modi per distrarci, per non pensare, che dovremmo essere al riparo; ma non è così; le ansie esistenziali sono così forti che superano facilmente il muro dietro cui tentiamo di proteggerci.

L’antica credenza nell’armonia delle sfere celesti è stata distrutta dall’evidenza delle catastrofi che avvengono normalmente e casualmente nello spazio cosmico. Lo stesso accade a noi, qui sulla terra; siamo quotidianamente colpiti da notizie di morte di esseri viventi, di distruzione di foreste, di inquinamento dell’atmosfera e dei mari, di orribili pulizie etniche e cresce il terrore di destabilizzazioni politiche ed economiche prodotte, almeno in parte, dalla rapida e stupefacente evoluzione tecnologica. Quando, ogni giorno, apriamo il giornale, l’impermanenza ci colpisce in volto. Le nostre distrazioni, i nostri meccanismi di difesa, si moltiplicano allora di conseguenza, rendendo così arduo affrontare le vere questioni esistenziali e, in particolare, l’eterno dilemma che assedia tutta l’umanità: perché sono nato?

[…]

Possiamo dire che questo koan [2] era il suo koan, che naturalmente cresceva nel suo animo; un koan che sorge spontaneamente dalle esperienze della propria vita può essere il migliore per raggiungere la comprensione. Ovviamente il Maestro era consapevole della profondità della domanda di Zengen e non volle cedere di fronte alla sua sofferenza, non lo volle placare con una risposta rassicurante. Non gli ha detto: “Non ti preoccupare. Tutto va bene. La tua rinascita sarà influenzata dagli effetti karmici delle tue azioni passate, mentali o corporee” ma gli ha detto: “Non dico che è vivo, non dico che è morto”.
Perché no?

Il suo discepolo era fortemente turbato dalla questione della nascita e della morte, in particolare su che cosa accade dopo che uno muore.
Una volta un monaco chiese al Buddha: “Che cosa accade a una persona illuminata dopo la morte? Esiste dopo la morte o no?”. Il Buddha si rifiutò di rispondere.

Un illuminato è una persona che ha purificato la propria mente a tutti i più profondi livelli di consapevolezza, liberandola da ogni macchia di avidità, di rabbia, di egoismo e desiderio. Così, che cosa accade a un tipo del genere dopo la morte? Accade la stessa cosa che agli altri? Il testo dice che Buddha “rimase in un nobile silenzio”. C’è una buona ragione per un tipo di risposta del genere, e il koan lo rende molto chiaro.

Sulla via del ritorno Zengen era ancora molto agitato. La domanda tormentava la sua mente. Egli aveva visto un cadavere nella sua rigidità. L’immagine era vivida. Dov’era finito colui che era nel corpo? “Perché non lo dici?” domandò al suo insegnante. E Dogo ripetè enfaticamente: ”Non lo dirò, non lo dirò”. Zengen lo implorò “Vi prego, Maestro, ditemi con franchezza se era morto o era vivo!”.
Allora, disperato, gridò:“Se non me lo direte, vi picchierò”. In questo si può vedere quanto profondamente sentisse la questione e che rischi era disposto a correre. Picchiare la propria guida spirituale è fatto molto grave, con profonde implicazioni karmiche. Uno studente può alzare una mano mimando di colpire il Maestro, per esempio, nel dare una dimostrazione di un koan. Ma è raro che uno studente picchi davvero il proprio Maestro ed è considerato un evento molto grave.
Yasutani Roshi disse una volta che se un monaco dovesse picchiare il Maestro ciò avrebbe delle gravi ripercussioni su tutto il monastero. Ma Dogo rimase imperturbabile di fronte alle minacce di Zengen e semplicemente rispose: “Picchiami se vuoi ma non lo dirò”.

[…]

Proviamo a immaginare un insegnante di oggi che a uno zelante studente che gli chiede una spiegazione su qualcosa di importante, risponda: ”Non te lo dirò”. Verrebbe considerato un’offesa allo studente e in contrasto con il nostro concetto di educazione.

“Ma voi siete il Maestro!” potrebbe esclamare lo studente “Il vostro lavoro è rispondere alle domande! Perché non volete rispondere alla mia?” Ma Maestri Zen come Dogo e Sekiso dicono “Tu puoi picchiarmi, tu puoi anche uccidermi ma io non lo spiegherò. Tu devi risolvere questo da solo. Non ti priverò della lotta interiore che ti appartiene e della tua personale risposta”.
Giobbe, il patriarca della Bibbia, che soffrì a lungo tormenti di questo tipo, dette una risposta simile. Tutte le sue profonde, laceranti domande sarebbero state lasciate irrisolte da una risposta convenzionale. Soltanto la diretta esperienza della voce di Dio che parlò attraverso il turbine risolse i suoi dubbi. Solo quella rispose a tutto.

I praticanti Zen di ogni epoca hanno espresso una profonda gratitudine ai propri Maestri per aver avuto la saggezza e la compassione di non spiegare troppo. Questa gratitudine non era mero “formalismo” e sorse nel loro cuore dopo una lunga e durissima lotta interiore. Il Maestro Zen Dogen dice, in effetti, che il Buddismo non è altro che affrontare e risolvere il problema della morte. Lo Zen ci insegna come andare oltre i concetti e le nozioni ordinari, oltre le interpretazioni dei dati dei sensi che costruiscono una visione del mondo basata su “me qui e ogni altra cosa là fuori”. Questa visione è incompleta e falsa. Poiché è falsa e incompleta, noi soffriamo terribilmente, come può soffrire un pesce in una vasca troppo piccola e piena di acqua stagnante e torbida. I Maestri di molte tradizioni sono d’accordo che il nostro mondo, il mondo nel quale viviamo normalmente è, come dice il sutra del Diamante, come un miraggio, un sogno, una bolla di sapone. Ovvero non ha sostanza, tutto passa e non ha realtà durevole.

Questo mondo di nascita e morte muta costantemente. La pratica e lo studio dello Zen ci insegnano come non essere coinvolti e avvinti in questo eterno cambiamento, fino a precipitarci. Come vivere nel mutamento costante e adattarsi liberamente al nostro ambiente, senza sforzi, costrizioni, o ansietà è l’essenza dello studio e della comprensione Zen. Il buddismo Zen non è né pessimista né nichilista. Piuttosto guarda correttamente ai fatti, e poi ci apre la via per vivere veramente, senza ricreare continuamente sofferenza.
Ancora, l’insegnamento del buddismo riguardo la rinascita può essere mal compreso dalla cultura materialista del nostro tempo. Il buddismo insegna che siamo morti e rinati innumerevoli volte e che moriremo e rinasceremo ancora innumerevoli volte. Negli scritti dei Maestri viene detto che possiamo nascere in uno dei sei regni: il regno degli uomini, degli dei, degli spiriti guerrieri, degli spiriti affamati, degli esseri demoniaci, degli animali. Possiamo nascere in un regno o nell’altro, in una forma di vita “alta” o “bassa”. Qualche volta questo viene interpretato psicologicamente. Nella mia esperienza in Giappone ho constatato che i Maestri più anziani erano meno inclini a una spiegazione psicologica. Tendevano a un’interpretazione prettamente mitica, accettando pienamente che ci sono molti mondi, dimensioni e regni. Gli insegnanti più giovani tendevano invece a darne una lettura psicologica. In realtà, la questione non è se l’approccio al problema è psicologico, mitico, fisico o da altro punto di vista. Si arriva sempre allo stesso punto: in verità, tutto è in costante cambiamento. E, tuttavia, dentro quel cambiamento c’è sia quello che non cambia sia quello che rende possibili tutti i cambiamenti. Questo non è qualcosa che accade solamente dopo la morte, dopo quello che chiamiamo la scomparsa del corpo fisico. In ogni momento, in ogni respiro, c’è la vita e c’è la morte. Nella vita c’è la morte, nella morte c’è la vita. La vita intera si ricrea dalla propria fine. Tutta la vita è rinascita. Come allora possiamo parlare di una vita e di una morte definitiva? Dogen dice che nella vita c’è solo vita, nella morte solo morte. Così, quando voi siete vivi, voi siete uno con la vostra vita; nella morte voi siete uno con la vostra morte. Prendete una candela che brucia: bruciare è sia la sua vita sia la sua morte.

Perché Zengen, dopo l’illuminazione, porta con sé una vanga sulla spalla e cammina in su e in giù nella sala principale del tempio? Che significa questo? Voleva onorare le spoglie del suo Maestro, mostrare gratitudine per quello che Dogo aveva provato così risolutamente a mostrargli? Sekiso lo vede marciare avanti e indietro e gli chiede “Che stai facendo?”, Zengen risponde “Sto cercando le reliquie del mio vecchio maestro”.

[…]

Sekiso risponde “C’è un grande fiume con immense onde che riempiono tutto l’universo. Le ceneri del Maestro non saranno trovate da nessuna parte”.
Come dobbiamo comprendere questo?

Ci sono delle collane buddiste utilizzate per il rosario, chiamate juzu, che sono scolpite nella forma di un teschio. I teschi rappresentano la vera Mente, che, come un teschio, rimane dopo la morte. Il teschio rappresenta anche la realtà della morte, dell’universale impermanenza. Il teschio è veramente un’immagine concentrata essendo sia un simbolo di ciò che possiamo chiamare l’aspetto relativo della morte e del cambiamento sia anche di quello che possiamo chiamare l’Assoluto, il non nato, l’eterno.
Dicendo che sta cercando le ossa o le reliquie del suo vecchio Maestro, quello, cioè, che rimane dopo la morte e la cremazione del corpo, Zengen ci sta suggerendo che la Mente del suo Maestro deve ancora essere trovata? Sta dicendo che le sue reliquie sono effettivamente in ogni luogo, in tutte le direzioni? ”Immense onde riempiono l’intero universo” può simbolizzare la nostra vita quotidiana. Ogni onda riempie l’immensità di ogni cosa. Cosa c’è fuori di essa? Essere uno con la propria vita quotidiana, mangiando, piangendo, lavorando, dormendo, amando, facendo ogni cosa con un cuore puro, con mente pura, è una grande onda che riempie l’universo, fino alle stelle. Questa non è una teoria, non è un’astrazione, passato, presente, futuro, non è una valutazione. E’ questo! Che cosa c’è da cercare ancora!

[…]

Per dimostrare la propria comprensione di un koan non si può parlare di esso. Non si può fare della teoria. Si deve dimostrare lo spirito del koan, che, in questo caso, significa lo spirito della nascita e della morte. Questo koan, possiamo dire, è solo uno fra i molti che trattano del problema cruciale della vita e della morte e che dimostra lo spirito fondamentale dello Zen.
Non è tanto importante quanto noi possiamo provare ad accettare che il morire è una cosa semplice, ordinaria, naturale, quanto possiamo credere che sia una alta esperienza spirituale – “una conclusione che dovremmo augurarci a mani giunte” – come Shakespeare fa dire ad Amleto – noi tutti, se siamo onesti con noi stessi, dobbiamo ammettere che ne abbiamo paura. E’ un territorio sconosciuto, come dice Amleto, dal quale nessuno è tornato. E’ la fine di tutto quello che conosciamo, di tutto quello che sogniamo o a cui siamo attaccati.
E così può essere terrificante.

Anche il Maestro Mumon, nel suo commento al koan numero trentacinque del Mumonkan, intitolato “Sei e la sua anima sono separati”, dice che noi passiamo da un minuto all’altro, da un giorno all’altro, da una vita all’altra come un viaggiatore passa da un albergo a un altro o come una fiamma che attraversa, bruciandoli, differenti fastelli di legna, rimanendo però sempre se stessa. Così è che questa energia, che chiamiamo “nostra”, continua a manifestarsi prendendo così molte forme. Allora Mumon aggiunge che se noi non sappiamo realmente questo – cioè ne facciamo diretta esperienza – noi saremo al momento della morte come un granchio dentro l’acqua bollente. E’ una immagine orribile – tutte queste gambe che si contorcono senza controllo.
Mumon conclude: ”Non dire che non ti avevo avvertito”.

Carl Jung, l’eminente psicologo, scrisse che non aveva mai avuto un paziente oltre i quaranta anni per il quale il reale problema non fosse radicato nella paura di morire – ovvero per cui il riconoscimento della necessità di lasciare ciò che aveva conquistato con difficoltà, di lasciare la vita, non fosse l’ostacolo reale alla pace della mente. Ognuno può sentire molti discorsi riguardo la vita e la morte e leggere molti libri ma fino a quando non si ha una qualche esperienza della continuità della vita, di quello che è al di là della vita e della morte eppure non è separato da esse, permane necessariamente una certa vulnerabilità. La potenza trasformativa e liberatoria di questa verità esperenziale è al cuore di questo koan.

Naturalmente, più si ascolta riguardo il tema della rinascita, più facilmente si può accettare l’idea di una eterna continuità. Più uno legge riguardo l’esperienza della Vera Natura, più un qualche senso del reale contesto può entrare dentro di lui. Così ascoltare e partecipare a conferenze, impiegando tempo a leggere, può essere d’aiuto fino a quando la nostra personale esperienza potrà confermarlo. Tuttavia, una tale fiducia intellettuale, per quanto utile, è limitata. Non ci eviterà di svegliarci nel cuore della notte con la terribile consapevolezza che la mattina non farà altro che avvicinarci di un giorno alla ineludibile realtà della nostra propria inevitabile morte.

Lo Zen è al cuore dell’insegnamento del Buddha e come tale ha a che fare con il più importante problema dell’essere, la nascita e la morte, un mistero che ogni essere umano deve risolvere. Alla gente non è data la possibilità di scegliere se occuparsi o meno di questo. E’ la nostra natura, la natura della vita, che ci obbliga ad affrontare questi problemi. E’ l’insegnamento degli insegnamenti, perchè è inevitabile. Per quanto noi possiamo desiderare di evitarlo, non possiamo. I koan non sono, come molti pensano, enigmi bizzarri. Essi ci indirizzano alla realtà, all’eterna verità, alla nostra vita quotidiana. Essi rivelano l’insegnamento fondamentale del Buddha, che era un grande pragmatico. Egli non inventava le verità. Egli sperimentava e insegnava su quello che aveva sperimentato. Ma i koan rivelano queste verità in un modo unico e creativo. Piuttosto che descrivere semplicemente o parlare di esse, i koan ci spingono a sperimentare da noi stessi queste verità. E ci spingono a sentire e vivere questa esperienza. Piuttosto che aumentare la nostra conoscenza, essi ci trasformano.

Dobbiamo essere molto grati per i semplici misteri che sono al cuore del vivere e del morire; e dobbiamo essere riconoscenti per la pratica e per gli insegnamenti che abbiamo potuto conoscere.

Ma se voi mi chiedeste: “Quanto?” o “Perché?” io potrei soltanto rispondere: “Non lo dirò, non lo dirò”.

Traduzione di Massimo Squilloni Shido[3].

Philip Kapleau (1912-2004), americano, studia legge diventando cronista giudiziario. Segue i lavori del Tribunale Militare Internazionale di Norimberga e poi i processi per crimini di guerra in Giappone. Gli orrori della guerra provocano in lui una profonda crisi esistenziale; si avvicina allo Zen attraverso le lezioni di filosofia buddista tenute da Daisetz Suzuki alla Columbia University. Nel 1953 diventa discepolo del Maestro Zen Hakuun Yasutani con il quale pratica in Giappone per oltre tredici anni. Nel 1966 ritorna negli Stati Uniti e fonda il Rochester Zen Center di New York. Autore di libri di grande successo, che hanno contributo ad avvicinare europei e americani allo Zen (fra gli altri, I tre pilastri dello Zen, La nascita dello Zen in Occidente, ambedue pubblicati da Ubaldini Editore), è stato una delle figure di riferimento dello Zen occidentale.

Note

1] P. Kapleau commenta il caso (koan) n. 55 di uno dei classici dello Zen: “La Raccolta della Roccia Blu”.

2] In cinese la parola koan aveva il significato di “caso pubblico”, con valenza giuridica; nello Zen, in particolare nello Zen Rinzai, il koan è utilizzato come pratica di meditazione e mezzo di realizzazione della propria natura; può avere diverse strutture: un dialogo tra discepolo e Maestro, una singola frase o una parte di un discorso di un Maestro, brani dai Sutra o da altri insegnamenti. Logicamente impenetrabile, il Koan nasconde in sè la visione Zen di un aspetto della vita dell’uomo; sta al discepolo dimostrare al Maestro, nel corso di incontri one to one, lo spirito del koan, il suo significato segreto.

3] Ringrazio Stephen Bush e Paola Di Felice per i suggerimenti nella traduzione; grazie anche a Marco Di Stasio, autentico “Maestro di Office”.

http://www.zenshinji.org/home/?p=220

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Adaptation and interconnection  

All things both near and far
secretly are linked to each other
and you can not pick a flower
without disturbing a star

Gregory Bateson

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“What characterizes the fact that life is never the
same: life goes on, it circulates and is transformed by moving
beings and things. Today you had a problem to be solved and we
you have succeeded by using a certain method, but then the next day
there is another event and you can not deal with it
using the same methods and maintaining the same
attitude of the day before you are forced to adjust to
new situation.
It is this: life will always present problems different from
solve, and each requires a particular solution. Yesterday
For example, the solution consisted in a gesture of kindness,
generosity. But today you have another problem to solve, and
this time will help to reasoning, or firmness
even stubbornness. Another time it will be indifference or
will therefore seek to forget … every day as
adapt. ”

Mikhael Omraam Aïvanhov

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“After a time of decline is the turning point …
… the movement is natural, naturally arises, therefore, the transformation of what is old becomes easy. The old is discarded and it takes over again … (I Ching). ”

“Whatever the limit of Nirvana
what is the limit of cyclic existence.
There is even the slightest difference between them,
or the most subtle ”
“The Pacification of all objectification
and the pacification of illusion:
No dharma has never been taught by the Buddha
at any time, anywhere, to any person ”

(Nagarjuna, Mulamadhyamakakarika 25)

One day he died a man who lived near the Temple of Chang Chou. Dogo, the Master of the Temple, went along with his disciple Zengen, to make their condolences to the family.

During the visit Zengen hit the coffin and asked, “Is he alive or dead?”.
Dogo said, “I’m not saying he is alive, do not say it’s dead.”
Zengen said, “Why will not you tell?”.
Dogo repeated: “I will not tell, I will not tell.”

On the way back, Zengen asked again: “Please, Master, tell me clearly if he was alive or dead. If I did not say I will beat you. ”

The master replied: “Beat me if you want, but I will not tell.”

Zengen struck him.

Years passed and one day Dogo died; Zengen, still tormented by the dilemma, he went to visit Sekiso, a well known teacher, told him how many years before he had beaten his former master because he had not answered the question about life and death. Then he repeated the same question Sekiso. Sekiso said: “I’m not saying he is alive, do not say it’s dead. I will not tell, I will not tell. ”

At that moment Zengen attained enlightenment and he left immediately and the Master, with a spade on his shoulder, went into the main hall of the monastery started walking up and down.

Sekiso saw him and asked, “What are you doing?”.

Zengen said: “I am looking for the remains of my old master.”

Sekiso said: “There is a big river with huge waves that fill the entire universe. The relics of your Master will not be found anywhere. ”

[…]

Commentary by Master Philip Kapleau [1]

What is really asking Zengen?
Obviously he knows that the person is dead in the coffin. So what’s the real question?Perhaps it is, “What happens after death?” Or “What is death?” Or “What will happen to me after death?” Or “Is there really death?” Or “If this man is dead , then what is immortality? “.

Maybe his inner torment – that he really care about, like his subsequent behavior shows – developed or intensified by reciting the Heart Sutra: “… nothing is born and nothing dies, nothing is pure and nothing is impure, nothing grows or decreases.Nothing wastes away and nothing dies and there is no decay or death. ”
What do these words mean?
We, as every practitioner of Zen, we pray every day this great Sutra. Well, what do these words really mean?

Zengen was deeply troubled by the problem of life and death. But ultimately, it is not for everyone? Our common way of life, however, conceals the existential anxiety with many mediums: film, television, video, computer, weekly, daily, shopping. We have a number so large, if not unlimited, of ways to distract, not to think that we should be safe, but it is not so, the existential angst are so strong that they easily outweigh the wall behind which we try to protect us.

The ancient belief in the harmony of the spheres has been destroyed by the evidence of catastrophes that normally occur randomly and in outer space. The same happens to us here on earth, we are daily affected by news of the death of living things, destruction of forests, pollution of the atmosphere and seas, of horrific ethnic cleansing and terror of growing political and economic destabilization produced, at least in part, by the rapid and amazing technological change. When, every day, open the newspaper, impermanence strikes us in the face. Our distractions, our defense mechanisms, then multiply accordingly, thus making it difficult to address the real issues of existence and, in particular, the eternal dilemma that besiege all mankind: why was I born?

[…]

We can say that this koan [2] was his koan, which grew naturally in his mind, a koan that arises spontaneously from the experiences of his life may be the best way to reach understanding. Obviously the teacher was aware of the depth of the application for Zengen and would not yield in the face of his suffering, did not want him buried with a reassuring response. Did not tell him: “Do not worry. Everything is fine. Your birth will be influenced by the karmic effects of your past actions, mental or bodily, “but said:” I’m not saying he is alive, do not say it’s dead. ”
Why not?

His disciple was deeply troubled by the question of birth and death, particularly on what happens after one dies.
Once a monaco asked the Buddha: “What happens to an enlightened person after death? Exist after death or not? “. The Buddha refused to answer.

An enlightened man is one who has cleansed his mind to all the deeper levels of awareness, freeing her from any taint of greed, anger, selfishness and desire. So, what happens to a guy like after death? It happens the same thing to others? The text says that Buddha was a noble silence. ” There is good reason for such a type of response, and the koan makes it very clear.

On the way back Zengen was still very agitated. The question nagged his mind. He had seen a dead body in its rigidity. The image was vivid. Where was he who was in the body? “Why do not you say?” Asked his teacher. Dogo And he repeated emphatically, “I will not tell, I will not tell.” Zengen pleaded “Please, Master, tell me frankly if he was alive or dead.”
Then, in desperation, he shouted: “If I did not say, I beat you.” In this you can see how deeply he felt the matter and was willing to take risks. Beating their spiritual leader is very serious, with profound implications karmic. A student may raise a hand to strike mimicking the teacher, for example, in giving a demonstration of a koan. But it is rare that a student really peaks his master and is considered a very serious event.
Yasutani Roshi once said that if Monaco were to beat the master of this would have serious repercussions throughout the monastery. Dogo but remained unflappable in the face of threats of Zengen and simply said, “Beat me if you want but I will not tell.”

[…]

Imagine a teacher today that a zealous student who asks for an explanation of something important, answer: “Do not tell.” The student would be considered offensive and contrary to our concept of education.

“But you are the Master!” The student might exclaim, “Your job is to answer questions! Why do not you answer my? “But as the Zen Master Dogo Sekiso and say,” You can hit me, you can even kill me but I’ll explain. You have to solve this alone.Do not deprive it of inner struggle that belongs to you and your personal response. ”
Job, the patriarch of the Bible, which long suffered such torments, gave a similar response. All of his deep, piercing questions were left unresolved by a conventional response. Only the direct experience of God’s voice speaking through the turbines resolved his doubts. Only one answer to everything.

Zen practitioners of all ages have expressed deep gratitude to their teachers for having the wisdom and compassion not to explain too much. This gratitude was not mere “formalism” and rose in their hearts after a long, hard struggle. Zen Master Dogen says, in effect, that Buddhism is nothing more than to face and solve the problem of death. Zen teaches us how to go beyond the ordinary concepts and notions, as well as interpretations of sense data that construct a worldview based on “me here and everything else out there.” This view is incomplete and false. Since it is false and incomplete, we suffer terribly, may suffer as a fish in a tank too small and full of stagnant water and muddy. The masters of many traditions agree that our world, the world we live normally, as the Diamond Sutra, like a mirage, a dream, a soap bubble. That has no substance, all past and did not really durable.

This world of birth and death is constantly changing. The practice and study of Zen does not teach us how to get involved and engrossed in this eternal change, up to rush. How to live freely in the constant change and adapt to our environment, without effort, coercion, or anxiety is the essence of the study and understanding of Zen. Zen Buddhism is neither pessimistic nor nihilistic. Rather than look at the facts correctly, and then opens the way to true life, without constantly re-create suffering.
Still, teaching about the revival of Buddhism can be misunderstood by the materialistic culture of our time. Buddhism teaches that we have died and been reborn countless times and who will die and be reborn again and again. In the writings of the Masters are told that we are born into one of six realms: the realm of men, gods, spirits of warriors, of the hungry ghosts, demonic beings, animals. We can be born in a kingdom or another, in a form of life “high” or “low”. Sometimes this is interpreted psychologically. In my experience in Japan I found that the older teachers were less prone to psychological explanation. They tended to interpret purely mythical, fully accepting that there are many worlds, dimensions and realms. The younger teachers tend to give a psychological reading. In reality, the question is not whether the approach to the problem is psychological, mythical, physical or other point of view. It always ends the same point: in truth, everything is constantly changing.And yet, in that change there is what never changes is what makes possible all changes. This is not something that happens only after death, after what we call the death of the physical body. In every moment, every breath, there is life there is death.In life there is death, death is life. All of life is recreated from their end. All life is rebirth. How then can we talk about life and death final? Dogen says that in life there is only life, death, only death. So when you’re alive, you are one with your life, in death you are one with your death. Take a candle burning: burning is both his life and his death.

Why Zengen, after enlightenment, carrying a spade on his shoulder and walking up and down the main hall of the temple? What does this mean? He wanted to honor the remains of his master, to show gratitude for what Dogo had tried so vigorously to show? Sekiso sees him marching back and forth and asked “What are you doing?” Zengen answers “I’m looking for the remains of my old master.”

[…]

Sekiso says, “There is a big river with huge waves that fill the whole universe. The ashes of the Master will not be found anywhere. ”
How should we understand this?

We are used to the Buddhist rosary necklaces, juzu calls, which are carved in the shape of a skull. The skulls represent the true mind, which, like a skull, remains after death. The skull is also the reality of death, the universal impermanence. The skull is really focused image being both a symbol of what we call the aspect of death and change is also what we call the Absolute, the unborn, the eternal.
Saying that is looking for bones or relics of his old master, that is, that remains after death and cremation of the body, there is suggesting that Zengen the mind of his Master is yet to be found? Are you saying that his relics are indeed everywhere, in all directions? “Huge waves fill the whole universe” can symbolize our daily lives. Each wave fills the immensity of everything. What’s outside it? Be one with their daily lives, eating, crying, working, sleeping, loving, doing all things with a pure heart, with pure mind, is a big wave that fills the universe, to the stars. This is not a theory, not an abstraction, past, present and future, is not an evaluation. And ‘this! What is there to try again!

[…]

To demonstrate their understanding of a koan can not speak of it. You can not do theory. It should demonstrate the spirit of the koan, which in this case, means the spirit of birth and death. This koan, we can say, is just one of many dealing with the critical issue of life and death, and demonstrates that the fundamental spirit of Zen.
It is not as important as we try to accept that dying is a simple, ordinary, natural, how can we believe that it is a high spiritual experience – “a conclusion that we hope with folded hands” – as Shakespeare is said to Hamlet – all of us, if we are honest with ourselves, we must admit that we are afraid. E ‘uncharted territory, as Hamlet says, from which none returned. ‘S the end of everything we know, everything that we dream or we are attached.
And so it can be terrifying.

The Master Mumon, in his commentary on the koan number thirty-five Mumonkan, entitled “You and her soul are separated,” says that we pass from one minute to another, from one day to another, from one life to another as a traveler went from one hotel to another, or like a flame passing through burning, different bundles of wood, yet always remaining herself. So is this energy that we call “our”, continues to manifest itself by taking so many forms. Mumon then adds that if we do not really know this – that we do with direct experience – we will be at the time of death as a crab into the boiling water. It ‘s a horrible image – all of these legs twitch uncontrollably.
Mumon concludes: “Do not say I did not warn you.”

Carl Jung, the eminent psychologist, wrote that he had never had a patient over forty years for which the real problem was not rooted in fear of dying – or for which recognition of the need to leave what he had achieved with difficulty, to leave the life, not the real obstacle to peace of mind. Everyone can hear a lot of talk about life and death, and read many books but until you have some experience of the continuity of life, of what is beyond life and death and yet is not separate from them, remainsnecessarily a certain vulnerability. The transformative and liberating power of this experiential truth is at the heart of this koan.

Of course, the more you hear about the theme of rebirth, you can more easily accept the idea of an eternal continuity. The more one reads about the experience of the True Nature, plus a few real sense of context can get inside of him. So listen and attend conferences, take time to read, can help as long as our personal experience can confirm this. However, such an intellectual confidence, however useful, is limited. We will refrain from waking up in the middle of the night with the terrible knowledge that the morning will only bring us closer to a day at the inescapable reality of our own inevitable death.

Zen is at the heart of the teaching of Buddha and as such has to do with the most important problem being, the birth and death, a mystery that every human must answer. People are not given the opportunity to choose whether or not this deal. It ‘s our nature, the nature of life, which forces us to address these issues. E ‘teaching of lessons, because it is inevitable. As we want to avoid it, we can not. Koans are not, as many think, bizarre puzzles. They direct us to the reality, the eternal truth to our everyday lives. They reveal the fundamental teaching of the Buddha, who was a great pragmatist. He did not invent the truth. He experimented with and taught about what they had experienced. But koans reveal these truths in a unique and creative. Rather than simply describe or talk about them, the koan we push ourselves to experience these truths. And lead us to feel and live this experience. Rather than increase our knowledge, they transform us.

We must be very grateful for the simple mysteries that lie at the heart of life and death and we must be grateful for the practice and the lessons that we have known.

But if you asked me: “How much?” Or “Why?” I could only reply: “I will not tell, I will not tell.”

Translated by Massimo Squilloni Shido [3].

Kapleau Philip (1912-2004), American, studied law making police reporter. Following the work of the International Military Tribunal at Nuremberg, and then the war crimes trials in Japan. The horrors of war provoke in him a deep existential crisis, is close to the Zen Buddhist philosophy through the lessons taught by Daisetz Suzuki at Columbia University. In 1953 he became a disciple of Zen Master Hakuun Yasutani with whom practice in Japan for more than thirteen years. Back in 1966 the United States and founded the Rochester Zen Center in New York. Author of best selling books, which have contributed to bring Europeans and Americans Zen (among others, The Three Pillars of Zen, The Birth of Zen in the West, both published by Ubaldini Publisher), was one of the leading figures of the Zen West.

Notes

1] P. Kapleau comments on the case (koan) No 55 one of the classics of Zen: “The Harvest of Blue Rock.”

2] In Chinese, the word had koan means “public case”, with legal value, in Zen, particularly in the Rinzai Zen, the koan is used as a meditation practice and means of implementing its nature, can have different structures: a dialogue between master and disciple, a single sentence or part of a speech by a teacher, or other songs from Sutra teachings. Logically impenetrable, the Koan hides itself in the vision of a Zen aspect of human life, the disciple is to demonstrate to the teacher during one to one meetings, the spirit of the koan, its secret meaning.

3] I thank Stephen Bush and Paola Di Felice for advice in the translation, thanks to Marco Di Stasio, a true “Master of the Office.”

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Madre terra


Madre terra

Come noi siamo vita, dotati di consapevolezza, lo stesso è la Natura tutta in continua trasformazione. Non c’é solo materia ma quell’essenza che porta il senso stesso della vita e che ci rende parte del Tutto.Per gli Indù è Atman o scintilla divina di Brahnan, non dimentichiamo di rispettare e di accordare il nostro percorso con le leggi sottili dello Spirito.Per i buddhisti è importante la legge del Dharma che regola tutte le cose e alla quale andare in contrapposizione causa sofferenza.Saper seguire e non contrapporre la legge dell’armonia è abbracciare ogni essere con compassione senza sentirsene separati.Perchè dunque adottare un sistema antropomorfo ( con l’Uomo al centro )? Questo svilisce il valore degli altri esseri viventi e alimenta un atteggiamento di dominio e sfruttamento che stravolge la Natura e la impoverisce con conseguenze che avvelenano L’Uomo stesso.
Rispetto di sè, capacità di assumere un atteggiamento responsabile è offrire il meglio per proteggere ogni essere senziente con compassione e gentilezza amorevole.

31.01.2010 Poetyca

Mother Earth

As we are living, with awareness, the same is Nature all change constantly. There is not only matter but that essence that brings the very meaning of life and that makes us part of the Whole. For the Hindus is Atman or the divine spark of Brahnan not forget to respect and give our path with the laws of the thin Spirit. For Buddhists it is important to the law of Dharma, which regulates all things and which go into opposition causes suffering. Able to follow and not to impose the laws of harmony and embrace every being with compassion without feeling separated. Why then adopt a system anthropomorphic (with the man at the center)? This demeans the value of other living beings and feeds a attitude of domination and exploitation that distorts the nature and impoverishes with consequences that are poisoning the man himself.
Self-respect, ability to take a responsible attitude is offer the best to protect all sentient beings with compassion and loving-kindness.

21.01.2011 Poetyca

La vera felicità


La vera felicità

La vera felicità nasce dalla nostra capacità
di essere capaci di tenere a bada noi stessi:
attaccamenti, desideri, la paura e il possesso.
Solo se noi siamo capaci di governare noi stessi
allora possiamo accogliere la realtà come essa è.
Dunque essere felici corrisponde ad essere
liberi dalla schiavitù della nostra mente.
tutti noi possiamo interpretare, possiamo reagire, possiamo creare la nostra realtà – a volte davvero possiamo ottenere così tanta disarmonia e la causa di essa, lascia andare tutte le buone opportunità e l’essenza dell’ esperienza come ciechi, non così in grado di capire quello che sta intorno a loro , La vita è un test e siamo in grado di perdere tutto, che siamo davvero così lontano dalla nostra luce! Così tutto è una scelta di avere profondamente attenzione per ottenere armonia, ed aprire il cuore per vivere, non un senso di paura o di vendetta o intenzioni separative come pregiudizio o la ricerca di utili gli uni dagli altri, ma si può avere il rispetto e la compassione vera, ed è per ottenere la nostra manifestazione sul nostro modo reale e profondo per la conferma della nostra luce interiore.

07.06.2011 Poetyca

True happiness

True happiness comes from our ability
to be able to hold off ourselves
attachments, desires, fear and possession.
Only if we are able to govern ourselves
then we can accept reality as it is.
So be happy is to be
free from the bondage of our minds. we all can interpretate, we can react, we can create our reality – sometime really we can get so much disarmony and cause of it, we lets go all the good opportunities and essence of experience like blind not so able to understand what is around them, life is a test and we can lose all, that we really going so far from our own light! So all is a choosing to have deeply attention to get harmony, to open heart and to live not a way of fear or revenge or separative intentions like prejudice or search of usefull from each others but we can have respect and true compassion and it is to get our manifestation on our real and deep way for confirmation of our inner light.

07.06.2011 Poetyca

Scegliere


Scegliere

Farsi piacere qualcosa, a discapito di qualcos’altro
considerato come opposto è un gradino, una scelta precisa,
che forse indica cosa desideriamo o come ci confrontiamo con gli altri.
E’ facile decidere. è facile decidere da che parte stare…la cosa difficile
è essere…coerenti…leali e capaci di seguire le nostre scelte
nel rispetto di quelle di altri, senza considerarle peggiori perchè
tanto distanti dalle nostre. Prima di preparare un lungo elenco
di cosa apprezziamo e di cosa cancelliamo dalla nostra vita
( malgrado prima o poi inciamperemo e sarà necessario un confronto
con quanto evitiamo e aborriamo) è importante abbracciare la non scelta,
la capacità di tenere aperta l’attenzione e la compassione verso coloro
che sentiamo diversi perchè un tempo anche noi avevamo lo stesso caos interiore
e voltare le spalle a quello che siamo stati è non tendere la mano
verso chi trova difficile migliorare per vivere armonia ed amore incondizionato.

17.02.2011 Poetyca

 

Choose

To like something, at the expense of something else
opposite is seen as a step, a clear choice,
perhaps indicates that what we want or how we compare with others.
It ‘s easy to decide. is easy to decide which side to be the hard part …
… be consistent … is loyal and able to follow our choices
in accordance with those of others, without considering the worst because
so distant from ours. Before preparing a long list
what we value and what we erase from our lives
(although sooner or later stumble, and you need a comparison
with what we avoid and abhor) is important not to embrace the choice
the ability to keep open the care and compassion for those
we feel different because once we had the same inner chaos
and turn our backs on what we have been reaching out is not
to live for those who find it difficult to improve harmony and unconditional love.

17.02.2011 Poetyca

Bellezza manifesta


libera1

Bellezza manifesta

Oltre ricordi ed apparenze
si estende il campo di ricerca
in eteree scie di stelle
in estensioni d’armonia
E’osservazione della Bellezza
semplice e complessa
di mille luci e vibrazioni
nel manifestare se stessa

09.09.2014 Poetyca

 

Manifested beauty

Beyond memories and appearances
extends the search field
in ethereal trails of stars
in extensions of harmony
It is the observation of Beauty
simple and complex
with thousands of lights and vibrations
manifesting itself

09/09/2014 Poetyca

La malattia della felicità


Copia (2) di felicita

La malattia della felicità

Attenzione! Una nuova pandemia mondiale sì sta diffondendo a velocità vertiginosa. L’OMB (Organizzazione Mondiale del Benessere) prevede che ci saranno milioni di casi nei prossimi anni.

Ecco gli agghiaccianti sintomi di questa devastante malattia:

1 Tendenza a lasciarsi guidare dalla propria intuizione anziché dalle paure, dalle idee ricevute e dai condizionamenti del passato.

2 Mancanza totale d’interesse a giudicare gli altri e/o se stessi e a interessarsi a tutto ciò che genera conflitti.

3 Perdita completa della capacità di “stare in ansia” (questo rappresenta uno dei sintomi più preoccupanti).

4 Piacere costante nell’apprezzare le cose e gli esseri viventi così come sono.

5 Desiderio intenso di trasformare se stessi per gestire positivamente i propri pensieri, le emozioni, il corpo fisico, la vita materiale e il proprio ambiente in modo da sviluppare incessantemente il proprio potenziale di salute, di creatività e di amore.

6 Attacchi continui di voglia dì sorridere e di dire grazie. Questi attacchi provocano una sensazione di unità e di armonia con tutto ciò che vive.

7 Apertura progressiva ed inarrestabile verso lo spirito dell’infanzia, la semplicità, il ridere e l’allegria.

• 8 Episodi sempre più frequenti di comunicazione con l’Anima o lo Spirito, la non dualità.

9 Piacere a far la parte del «guaritore portatore di gioia e di luce» piuttosto che quella del «critico» o dell’«indifferente».

10 Capacità di vivere da solo, in coppia, in famiglia e in comunità nella fluidità e nell’uguaglianza, senza essere dominati, voler dominare o essere salvatori di nessuno.

11 Sentimento di responsabilità e di felicità nel poter offrire al mondo i propri sogni di un futuro abbondante, armonioso e pacifico.

12 Accettazione assoluta della propria presenza sulla terra e della volontà di scegliere, ad ogni istante, il bello, il buono, il vero e il vivo.

Se volete poter continuare a vivere nella paura, la dipendenza, i conflitti, la malattia e il conformismo, evitate ogni contatto con persone che presentano questi sintomi!
Questa malattia è estremamente contagiosa. Se presentate alcuni di questi sintomi sappiate che la prognosi è molto pessimista giacché il processo del male è quasi sempre irreversibile.
I diversi trattamenti medici possono far sparire temporaneamente alcuni dei sintomi ma non possono opporsi alla progressione ineluttabile del male. Non esiste a questa ora nessun vaccino anti-felicità.
Visto che questa terribile malattia provoca anche una sostanziale diminuzione della paura di morire, che è una delle credenze fondamentali sulle quali poggia la società materialista moderna, sono previsti i seguenti seri disturbi sociali:
• Sciopero dello spirito bellicoso e del bisogno di aver ragione;
• Raggruppamenti di persone felici che cantano e ballano e celebrano la vita;
• Cerchi di condivisione e di guarigione;
• Attacchi di riso incontenibile;

• Sedute di sfogo emotivo collettivo.

E proprio verso questi cambiamenti che stiamo andando a grandi passi !!!!!!

Dentro di noi, per affrontare in modo adeguato questo cambiamento, deve avvenire un processo di sviluppo verso una maggior consapevolezza di noi stessi, del nostro processo evolutivo, del nostro ambiente inteso come pianeta ma anche come l’altro .

E’ grazie ad una accresciuta consapevolezza che la Pace, il Rispetto, la Fiducia, la Gioia si realizzano dentro di noi e si manifestano all’esterno permettendoci di creare situazioni diverse, positive, in tutti i campi, dal lavoro alle relazioni sociali per noi e per gli altri.
Ciò significa secondo Gandhi, permettere a ciò che e’ positivo in noi di sbocciare.

” …se cambiamo noi stessi potremo cambiare il mondo”

Tratto da Il Manuale delle Emozioni – Johanne Razananahay e Christian Tal Schaller

The disease of happiness

Caution! A new global pandemic is spreading at breakneck speed. The OMB (World of Wellness) predicts that there will be millions of cases in the coming years.

Here are the horrifying symptoms of this devastating disease:

1 • Tendency to be guided by their intuition rather than by fears and ideas received from past conditioning.

• 2 Total loss of interest in judging others and / or themselves and to take an interest in anything that generates conflicts.

• 3 Complete loss of the ability to “be anxious” (this is one of the most troubling symptoms).

• 4 Pleasure constant in appreciating things and living beings as they are.

• 5 intense desire to transform themselves to deal positively with their own thoughts, emotions, physical body, material life and its environment in order to constantly develop their potential for health, creativity and love.

• 6 Attacks continue to want to smile and say thank you. These attacks result in a feeling of unity and harmony with all living things.

• 7 Opening progressive and inexorable towards the spirit of childhood, simplicity, laughter and happiness.

• 8 episodes become more frequent communication with the Soul or Spirit, the non-duality.

• 9 Pleasure to be part of the “healer bearer of joy and light,” rather than that of the ‘critical’ or of ‘”indifferent”.

10 • Ability to live alone, in couples, families and communities in the fluidity and equality, without being dominated, wanting to dominate or be saviors of anyone.

• 11 Feeling of responsibility and happiness in being able to offer the world their dreams of a future abundant, harmonious and peaceful.

• 12 Acceptance absolute of its presence on earth and the will to choose, at each instant, the beautiful, the good, the true and the living.

If you want to be able to continue to live in fear, dependency, conflict, disease and conformism, avoid all contact with people who have these symptoms!
This disease is highly contagious. If you submit some of these symptoms to know that the prognosis is very pessimistic because the process of evil is almost always irreversible.
The different medical treatments can get rid of some of the symptoms temporarily but they can not oppose the inevitable progression of evil. There is no vaccine at this time anti-happiness.
Since this terrible disease also causes a substantial decrease in fear of death, which is one of the fundamental beliefs that underpin the modern materialistic society, there are the following serious social disorders:
• Strike the fighting spirit and the need to be right;
• Grouping of happy people who sing and dance and celebrate life;
• Try to sharing and healing;
• Attacks of uncontrollable laughter;
• Sessions of collective emotional outburst.

And it is to these changes that we are going to great strides!!

Inside of us, to deal adequately with this change, there must be a process of development towards a greater awareness of ourselves, of our evolutionary process, our environment is understood as a planet, but also as the other.

And ‘thanks to a growing awareness that the Peace, Respect, Confidence, Joy are made manifest within us and outside allowing us to create different situations, positive, in all fields, from work to social relations for us and for others.
This means according to Gandhi, and allow what is’ good in us to blossom.

“… If we change ourselves we can change the world”

Taken from The Handbook of Emotions – Johanne Razananahay and Christian Tal Schaller

La paura dell’amore


La paura dell’amore

Ci sono due modi di vivere. Uno: dominati dalla paura; l’altro: orientati verso l’amore.

Vivere dominato dalla paura non ti condurrà mai a un rapporto profondo. Resti impaurito e non tolleri l’altro, non permetti all’altro di arrivare fino al tuo centro. Gli dai il permesso fino a un certo punto – poi c’è un muro e tutto si ferma.

La persona orientata verso l’amore è la persona religiosa. Una persona orientata verso l’amore è una persona che non ha paura del futuro, che non ha paura dei risultati e delle conseguenze, che vive qui e ora.

Se sai vivere in questo momento, nel momento presente, in questa pienezza, solo allora sai amare. L’amore è un fiore raro. Fiorisce solo ogni tanto. Milioni e milioni di persone vivono nella falsa convinzione di essere innamorate. Credono di amare, ma è soltanto una loro idea.

L’amore è un fiore raro perché fiorisce soltanto quando non c’è paura, mai prima. Questo vuol dire che l’amore può accadere solo a una persona profondamente spirituale, religiosa. Il sesso è per tutti, la conoscenza superficiale è per tutti. L’amore no.

Solo quando non ti senti impaurito, allora non c’è nulla da nascondere, allora puoi aprirti, allora puoi eliminare tutti i confini. E allora puoi invitare l’altro a penetrare fino al tuo centro.
E ricorda: se permetti a qualcuno di penetrarti profondamente, anche l’altro ti permetterà di farlo, perché quando lasci che qualcuno ti penetri, crei fiducia. Quando non hai paura, l’altro diventa intrepido.

Nell’amore che vediamo oggi intorno a noi, la paura è troppo spesso presente. Il marito ha paura della moglie, la moglie ha paura del marito. Gl’innamorati hanno sempre paura. Non si aprono, non eliminano i confini. Ma questo non è amore. È soltanto un contratto fra due persone impaurite, che dipendono l’una dall’altra, che si combattono, si sfruttano, si controllano, si dominano e si posseggono – ma non è amore.

Se puoi lasciare accadere l’amore, non c’è bisogno di preghiere, non c’è bisogno di meditazione, non c’è bisogno di nessuna chiesa, nessun tempio. Attraverso l’amore ti sarà successo tutto: meditazione, preghiera, dio. Ti sarà successo tutto. Questo è ciò che intende Gesú quando dice: L’Amore è dio. Ma l’amore è difficile. Bisogna abbandonare la paura. E questa è la stranezza: hai tanta paura ma non hai niente da perdere.

Cos’hai da perdere? Niente. Questo corpo sarà preso dalla morte. Prima che sia preso dalla morte, fanne dono all’amore. Tutto ciò che hai ti verrà tolto. Prima che ti sia tolto, perché non condividerlo? Questo è l’unico modo di possederlo davvero. Se sei capace di donare e condividere, sei il maestro. Ti verrà tolto. Non c’è niente che puoi tenere in eterno. La morte distruggerà tutto.

Così, se hai capito ciò che ho detto, la lotta è tra l’amore e la morte. Se sai donare, non ci sarà la morte. Prima che qualcosa ti sia tolta, l’avrai già donata, ne avrai fatto dono. Non può esserci morte. Per chi ama non c’è morte.

Allora cos’è questa paura? Perché hai così tanta paura?

Anche se si venisse a sapere tutto di te e tu diventassi come un libro aperto, perché aver paura? In quale maniera questo può farti del male? Sono solo idee sbagliate, condizionamenti dati dalla società – che ti devi nascondere, che ti devi proteggere, che devi stare sempre in guardia, che tutti sono dei nemici, che tutti sono contro di te.

Non c’è niente di cui avere paura. Questo deve essere compreso prima che possa accadere una vera relazione sentimentale. Non c’è niente di cui aver paura.

Meditaci su. E poi permetti all’altro di entrare in te, invitalo a entrare. Non creare barriere da nessuna parte, diventa un passaggio sempre aperto, senza porte, senza lucchetti. Allora l’amore è possibile.

Quando due centri s’incontrano, nasce una cosa nuova. Questa cosa nuova è l’amore. Ed è proprio come l’acqua – la sete di tante e tante vite viene appagata. Improvvisamente ti senti soddisfatto.

Quello è il segno visibile dell’amore; ti senti contento, come se avessi raggiunto tutto ciò che desideri. Non c’è più nulla da conseguire ora; sei arrivato alla meta. Non c’è un’altra meta, il destino si è compiuto. Il seme è diventato fiore, è arrivato alla completa fioritura.
Una profonda contentezza è il segno visibile dell’amore. Ogni qualvolta una persona è innamorata, si sente profondamente appagata. L’amore non si può vedere, ma la contentezza, la soddisfazione profonda tutt’intorno… ogni suo respiro, ogni suo atto, il suo essere stesso è contentezza.

Puoi sorprenderti quando dico che l’amore ti rende privo di desideri, ma il desiderio viene dall’insoddisfazione. Desìderi perché non hai. Desìderi perché pensi che se avrai qualcosa, sarai contento. Il desiderio viene dalla scontentezza.

Ma quando c’è l’amore e i due centri si sono incontrati, uniti e dissolti, ed è nata una nuova qualità alchemica, ti senti appagato. È come se l’intera esistenza si fosse fermata – non c’è più movimento. Allora, il momento presente è l’unico momento.

Per questo ti dico: l’amore fa sparire i desideri. Sii coraggioso, liberati dalla paura, sii aperto. Lascia che il centro di un altro s’incontri con quello che è in te e attraverso questo rinascerai, si creerà una nuova qualità dell’essere.

Se c’è l’amore, sentirai veramente per la prima volta che l’esistenza è divina e tutto il creato è una benedizione. Ma c’è molto da distruggere prima che ciò sia possibile. Molto dev’essere distrutto prima che ciò sia possibile. Devi abbattere tutto ciò che crea delle barriere dentro te.

Fai dell’amore un sadhana, una disciplina interiore. Non permettere che sia soltanto una cosa frivola, non permettere che sia solo un’occupazione della mente. Non permettere che sia soltanto una soddisfazione del corpo. Fanne una ricerca interiore.

La chiave di base è questa: devi permettere all’altro di penetrarti sin nel recesso più profondo del tuo intimo, fino alle fondamenta del tuo essere. La distruzione dell’ego è la meta. Da qualunque porta si entri nel mondo interiore – dall’amore, dalla meditazione, dallo yoga, dalla preghiera – qualunque sentiero si scelga, la meta è la stessa: la distruzione dell’ego, buttare via l’ego. Attraverso l’amore può essere fatto molto facilmente, ed è cosí naturale! L’amore è la religione naturale.

Osho

Fear of love

There are two ways to live. A: dominated by fear, the other: oriented towards love.

Life dominated by fear never lead you to a deep relationship. Remains scared and do not tolerate each other, do not allow one to reach to your center. You give permission to a certain point – then there is a wall and everything stops.

The oriented person, love is the religious person. A love-oriented person is a person who is not afraid of the future that is not afraid of the results and consequences that lives here and now.

If you can live in this moment, in the present moment, in this fullness, then you know only love. Love is a rare flower. It blooms only occasionally. Millions and millions of people live in the false belief of being in love. They believe that they love, but it is only their idea.

Love is a rare flower that blooms only when there is fear, never before. This means that love can only happen in a deeply spiritual, religious. Sex is for all, superficial knowledge is for everyone. Love not.

Only when you feel fearful, then there is nothing to hide, then you open yourself, then you can delete all the boundaries. And then you can invite the other to penetrate up to your center.
And remember: if you allow someone to penetrate deeply, the other will allow you to do so, because when you let someone penetrate, create trust. When you have no fear, the other becomes fearless.

In love we see around us today, the fear is too often present. The husband is afraid of his wife, the wife is afraid of her husband. Gl’innamorati are always afraid. Do not open, do not eliminate the boundaries. But this is not love. It is only a contract between two people afraid that depend on each other, fighting each other, are exploited, they control, dominate and possess – but not love.

If you happen to leave the love, there is no need of prayers, there is no need of meditation, you do not need no church, no temple. Through love you will all happened: meditation, prayer, god. You will all happened. This is what Jesus means when he says: Love is God. But love is difficult. We must abandon fear. And this is strange: you’re so afraid but you have nothing to lose.

You got to lose? Nothing. This body will be taken by death. Before it is taken by death, and make a gift of love. Everything you do you will be removed. Before you is taken away, why not share it? This is the only way to really own it. If you are capable of giving and sharing, are the master. You will be removed. There is nothing that you can keep forever. Death will destroy everything.

So, if you understood what I said, the fight is between love and death. If you can donate, there is death. Before anything will be removed, you must have already donated, you’ll become a gift. There can be no death. For those who love there is no death.

So what is this fear? Why did you so afraid?

Even if you came to know all about you and you became like an open book, why be afraid? In what way can this hurt? These are just misconceptions, conditioning data from the company – you have to hide, you have to protect yourself, you have to be constantly on guard, who are all enemies, that everyone is against you.

There is nothing to fear. This must be understood before it can happen a real relationship. There is nothing to be afraid.

Meditaci up. And then allow the other to enter into you, invite them to join. Do not create barriers anywhere, becomes a passage always open, no doors, no locks. So love is possible.

When two centers meet, something new is born. This new thing is love. And it is like water – the thirst of so many lives is satisfied. Suddenly you feel satisfied.

What is the visible sign of love, you feel happy, like I have achieved everything you want. There’s nothing left to achieve now; you get to your destination. There is another goal, destiny was fulfilled. The seed has become a flower, came to full bloom.
A deep contentment is the visible sign of love. Whenever a person is in love, you feel deeply satisfied. The love you can not see, but contentment, deep satisfaction all around … every breath, every action, his very being and contentment.

You may be surprised when I say that love makes you free from want, but the desire is dissatisfaction. Because you did not want. Why do you think that if you want something, you’ll be pleased. The desire comes from discontent.

But when there is love and the two centers have met together and dissolved, and was born a new quality alchemy, you feel satisfied. It is as if the whole life had stopped – no more movement. Then, the present moment is the only time.

For this reason I say love makes you want to disappear. Be brave and free of fear, be open. Let the center of another encounter with what is in you and through this rebirth, we will create a new quality of being.

If there is love, really feel for the first time the existence of God and all creation is a blessing. But there is much to be destroyed before it can be. Much needs to be destroyed before it can be. You have to break down all that he creates barriers within yourself.

Make love a sadhana, an inner discipline. Do not allow it to be just a frivolous thing, do not let the mind is just a job. Do not allow it to be only a satisfaction of the body. Make it a soul-searching.

The basic key is this: you must allow the other to penetrate even into the deepest recesses of your inner self, to the very foundations of your being. The destruction of the ego is the goal. Whichever door you enter the inner world – love, meditation, yoga, prayer – whatever path you choose, the goal is the same: the destruction of the ego, throw away the ego. Through love can be done very easily, and is so natural! Love is the natural religion.

Osho

Esperienze


Esperienze

Ci sono persone che
sanno accogliere ogni esperienza
con tutto quello che la vita offre
altre che sono confuse
e si aggrappano a tutto
incapaci di capire
che ogni cosa è preziosa esperienza:

Esse vivono sperando
solo in qualcosa da prendere
e lasciando quello che non piace
a causa di attaccamento e aspettative
Questo lo fanno solo i parassiti

Criticando quello che altri fanno
senza avere cura delle proprie azioni
e vivendo con il desiderio di apparire
ricevendo solo gratificazioni

Restando in superficie
senza fare sforzi per migliorare
La loro vita è come una maschera
da indossare secondo le mode

Spesso chi vede nella propria vita
solo il proprio dolore,
crede che siano gli altri la causa di esso
chi vede la propria frustazione
accusa gli altri di avere colpito
Dimentica allora di non essere
l’unico a soffrire
che tutti siamo collegati e non separati
– che molto spesso
il nostro atteggiamento di rifiuto
la nostra critica facile è come un’arma
capace di uccidere
sopratutto noi stessi e la nostra armonia
poi chi vive vicino a noi
– eppure fingiamo di essere vittime di altri
di essere separati a causa dell’ignoranza

Chi accoglie la vita come essa è
non perde energie e tempo
e vive ogni cosa con gratitudine
accogliendo gli altri per come essi sono
senza cercare un vantaggio
senza ripudiare quello che sono loro stessi

Provando a fare grandi sforzi
per mettere in pratica
amore incondizionato e compassione
si impara a vivere in completa accoglienza
senza creare voragini di sofferenza inutile

Se incontriamo persone
cieche e incapaci di comprendere
non abbiamo responsabilità per loro
la nostra unica responsabilità
è verso noi stessi e quello
che scegliamo di essere e di fare
noi non possiamo scegliere per altri
e non abbiamo nulla da insegnare:
tanto abbiamo da imparare
e da mettere in pratica
noi possiamo vivere la nostra vita
nello sforzo di cercare all’interno del nostro essere
mettendo in pratica il frutto delle esperienze

Ogni essere ha la propria strada
e raccoglie il frutto di quello che sa seminare:
non è colpa di altri il vivere in inquietudine.

24.06.2011 Poetyca

Experiences

There are people who
are ready to accept every experience
with all that life offers
others are confused
and cling to everything
unable to understand
that everything is precious experience:

They live in hope
only something to be taken
and leaving what you do not like
because of attachment and expectations
This will only do the parasites

Criticizing what others do
without caring for their actions
and living with the desire to appear
only receiving rewards

Staying on the surface
without making efforts to improve
Their life is like a mask
to wear according to the mode

Often those who see in their lives
only their own pain,
others believed to be the cause of it
those who see their frustration
accuses the other of having struck
Forget not then be
the only one to suffer
that we are all connected and not separate
– That very often
Our negative attitude
our criticism is easy as a weapon
capable of killing
especially ourselves and our harmony
Then those who live near us
– And yet we pretend to be victims of other
to be separated because of ignorance

Who accepts life as it is
does not waste time and energy
lives and all things with thankfulness
accepting others as they are
without seeking an advantage
without repudiating what they are themselves

Trying to make great efforts
to practice
unconditional love and compassion
you learn to live in complete acceptance
without creating chasms of unnecessary suffering

If we meet people
blind and unable to understand
we have no responsibility for their
our sole responsibility
it to ourselves and the
we choose to be and do
we can not choose for others
and we have nothing to teach:
so we have to learn
and put into practice
we can live our lives
in an effort to look inside of our being
putting into practice the fruits of experience

Every being has their own way
and gathers the fruit of what he knows to sow:
is not the fault of others live in anxiety.

24.06.2011 Poetyca