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Bagliore Haiku


Bagliore Haiku

Piccola follia
accarezza l’istante:
Lampi di luce

11.11.2011 Poetyca

Glow Haiku

little madness
Shakes the moment:
Flashes of light

11.11.2011 Poetyca

Separati


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Continuiamo a credere che siamo separati.
Non lo siamo – neanche per un solo istante.
Lascia andare l’idea della separazione
e sparirà la paura della morte.  
Se diventi uno con il tutto, vivrai per sempre,
sarai al di là della nascita e della morte.

                                          Osho

We continue to believe that we are separate.
We’re not – not even for an instant.
Let go of the idea of ​​separation
will disappear and the fear of death.
If you become one with everything, you will live forever,
‘re beyond birth and death.

                                           Osho

Sii te stesso


Sii te stesso

Tu non devi seguire nessuno.
Certo,devi comprendere,ascoltare, imparare,
restare aperto, ma segui solo la tua spontaneità.
Segui il tuo essere.

E aiuta la gente a essere se stessa.
Nello stesso modo in cui, nel mio giardino, io aiuto le mie rose
a essere rose e i fiori di loto a essere fiori di loto.

Io non cerco di far diventare la rosa un fiore di loto,
il mondo è ricco perché c’è varietà.
Sarebbe orribile se crescessero solo rose… esistono migliaia di fiori
e il mondo e’ meraviglioso.

Allo stesso modo,
ogni persona deve essere autenticamente se stessa,
totalmente e unicamente se stessa.

Osho – La danza della luce e delle ombre

Be yourself

Thou shalt not follow anyone.
Of course, you have to understand, listen, learn,
remain open, but just follow your spontaneity.
Follow your being.

It helps people to be herself.
In the same way, in my garden, I help my roses
to be roses and lotus flowers lotus flowers to be.

I do not try to make the rose a lotus flower,
the world is full because there is variety.
It would be horrible if you just grow roses … there are thousands of flowers
and the world and ‘wonderful.

Similarly,
each person must be authentically itself,
totally and solely for herself.

Osho – The dance of light and shadows

Ciclone


La forza della gratitudine

Tutti i momenti sono belli, ma devi essere ricettivo e in atteggiamento di resa.
Tutti i momenti sono benedizioni, ma devi essere capace di vederli.
Tutti i momenti sono regali.
Se li accetti con profonda gratitudine, niente andrà mai storto…
Osho

Ciclone

Ogni ciclone, ogni vortice ha un centro,
una causa che permette di rendere possibile
un moto e le conseguenze. Spesso ci identifichiamo
con gli oggetti esterni, li reputiamo come la causa
della nostra reazione. Ma non è all’esterno
che si scatenano le cause, esse sono dentro di noi.
Non è colpa di un evento se ci fa arrabbiare o ci rende felici
ma tutto ha origine dalle nostre aspettative gratificate o deluse.
Allora la passione è la fiamma del nostro Essere
che sa manifestare un fuoco interno, non lo smorza
e non ci si confonde nel percepirne la presenza.
In te, in me, in chi sa vedere in profondità con attenzione
è la capacità di percepire e di donarsi all’esterno.
In noi si manifestano ali,una porta, un dare voce
e forma a quello che è già: Energia,risposta del nostro Essere
all’Amore – Chiave di volta dell’esistenza.

29.11.2011 Poetyca
The power of gratitude

All times are nice, but you have to be receptive and in an attitude of surrender.
All times are blessings, but you should be able to see them.
All times are gifts.
If you accept with deep gratitude, nothing ever goes wrong ..
Osho

Cyclone

Each storm, each vortex has a center,
a cause that can make possible
motion and its implications. Often we identify
with external objects, we consider them as the cause
of our reaction. But it is not outside
that causes the trigger, they are within us.
It is not the fault of an event if it makes us angry or makes us happy
but it all stems from our expectations disappointed or gratified.
So the passion is the flame of our Being
who knows how to show an inner fire, not blunts
and no one gets confused perceive in its presence.
In you, in me, in those who can see deep into carefully
is the ability to perceive, and to give out.
Wings are manifested in us, a door, a voice to
and form to what is already: Energy response of our Being
Love – Keystone existence.

29.11.2011 Poetyca

Essere innocenti


A tutti noi viene insegnato ad essere colti, non ad essere innocenti o a percepire la meraviglia dell’esistenza; ci vengono insegnati i nomi dei fiori; degli alberi e non come entrare in comunicazione con loro, in sintonia con l’esistenza. L’esistenza è un mistero e non è accessibile a coloro che vogliono sempre analizzare, selezionare, ma solo a coloro che sono disposti ad innamorarsene, a danzare con lei.

— Osho

We are all taught to be educated, not to be innocent or perceive the wonder of existence, we are taught the names of flowers, trees and how to get into communication with them, in harmony with existence. Existence is a mystery and is not accessible to those who always want to analyze, select, but only to those who are willing to fall in love, to dance with her.

– Osho

Verso la fonte


Verso la fonte

Se sorge dell’odio per qualcuno, o dell’amore, che cosa facciamo? Lo proiettiamo sulla’altra persona….Ricordato che sei tu la fonte di quell’emozione, o di quel sentimento. Noi proiettiamo i nostri stati d’animo sugli altri…. Resta centrato. Sei tu la fonte, percio’ non spostarti verso l’altro: muoviti verso la fonte. Quando provi odio, non andare verso l’oggetto: va verso il punto da cui l’odio sta affiorando… Muoviti verso il centro, va’ verso l’interno. usa il tuo odio, il tuo amore o qualunque altra cosa come un viaggio verso il tuo centro interiore, va alla fonte. Muoviti verso la fonte e resta centrato in essa. provaci!
L’altro non e’ la fonte del tuo stato d’animo. la fonte e’ sempre dentro di te. L’altro colpisce la fonte, ma se dentro di te non c’e’ rabbia, non puo’ fuoriuscire…
Nel momento in cui affiora uno stato d’animo, non importa se positivo o negativo, spostati immediatamente dentro di te e raggiungi la fonte da cui quell’emozione o quel sentimento stanno affiorando. resta centrato in quel punto, non muoverti verso l’altro, verso l’oggetto.
Qualcuno ti ha dato l’occasione per essere consapevole della tua rabbia: ringrazialo immediatamente e dimenticati di lui. Chiudi gli occhi, spostati dentro di te, e metti a fuoco la fonte dalla quale questo amore o questo odio scaturiscono. da dove nascono? Va’ all’interno, muoviti dentro di te: troverai quella fonte perche’ la rabbia sta fuoriuscendo dalla tua fonte interiore.
Come gestire le emozioni negative?
Limitati ad osservare l’energia che affiora in te e scendi dentro di te, quanto piu’ possibile, per trovarne la fonte. Scopri da dove proviene. E non appena ne hai trovato la fonte, rimani centrato in essa.
Non fare nulla rispetto alla rabbia, ricordalo! Usala semplicemente come un sentiero. Penetra profondamente in essa, solo per arrivare a comprendere da dove e’ fuoriuscita. E non appena ne hai trovata la fonte, sara’ molto facile essere centrato in quel punto. Se la reprimi, non ne troverai la fonte. Ti limiterai a lottare con l’energia affiorata, e che vuole essere espressa. La puoi reprimere,ma prima o poi tornera’ ad esprimersi, perche’ e’ impossibile vincere contro quell’energia: deve venire espressa.
Pertanto puoi non esprimerla su A, ma a quel punto la esprimerai su B o C. nel momento in cui troverai qualcuno piu’ debole di te, ecco che darai sfogo a quella energia. E se non la esprimerai, ti sentirai oppresso, teso, pesante, a disagio. In ogni caso, alla fine verra’ espressa…non la puoi reprimere per sempre.
Questa tecnica utilizza il tuo stato d’animo, la tua energia, come un sentiero che puoi percorrere per penetrare in profondita’ dentro di te.
Usa semplicemente questa energia per scendere verso la fonte dentro di te da cui scaturisce. E non appena la raggiungerai, l’energia verra’ inghiottita dalla fonte stessa. Non si tratta di repressione: l’energia e’ tornata alla fonte da cui era scaturita.

Fonte: Cogli l’attimo, Osho, pp. 117-124


La luce della consapevolezza


È la luce della consapevolezza che rende le cose preziose e straordinarie.
    E allora le piccole cose non sono più piccole.
    Quando un uomo, con attenzione, sensibilità e amore tocca un comune sassolino sulla spiaggia, quel sasso diventa un kohinoor.
    E se tu tocchi un kohinoor in stato di inconsapevolezza, diventerà una comune pietra o nemmeno quella.
    La tua vita avrà tanta profondità e significato quanta sarà la tua consapevolezza.
    La gente si chiede, in tutto il mondo: “Qual è il significato della vita?”. Per forza il significato si è perso, perché avete smarrito lo strumento per trovare il significato; e lo strumento è la consapevolezza.

— Osho

It is the light of consciousness that makes things valuable and extraordinary.
    And then the little things are no longer small.
    When a man, with care, sensitivity and love touches a common pebble on the beach, the rock becomes a Kohinoor.
    And if you touch a Kohinoor in a state of unconsciousness, stone or even become a common one.
    Your life will have so much depth and meaning how much will your awareness.
    People are wondering, all over the world: “What is the meaning of life?”. Of course the meaning is lost because you lost the tool to find meaning, and the tool is awareness.

– Osho

Roy Harper Full Concert – London 1990


[youtube https://youtu.be/MvvmDWqM7SM]

 

Roy Harper (Rusholme, 12 giugno 1941) è un cantautore inglese. Il suo stile è caratterizzato da lunghe digressione strumentali, da un particolare uso della voce e da testi spesso bizzarri.

https://it.wikipedia.org/wiki/Roy_Harper

Roy Harper (born 12 June 1941) is an English folk rock singer, songwriter and guitarist who has been a professional musician since 1964. Harper has released 22 studio albums and 10 live albums across his 50-year career.

Harper’s earliest musical influences were American blues musician Lead Belly and folk singer Woody Guthrie and, in his teens, jazz musician Miles Davis. Harper was also exposed to classical music in his childhood and has pointed to the influence of Jean Sibelius’s Karelia Suite. Lyrical influences include the 19th century Romantics, especially Shelley, and Keats’s poem “Endymion”. Harper has also cited the Beat poets as being highly influential, particularly Jack Kerouac. As a musician, Harper is known for his distinctive fingerstyle playing and lengthy, lyrical, complex compositions, a result of his love of jazz and Keats.

His influence upon other musicians has been acknowledged by Jimmy Page, Robert Plant, Pete Townshend, Kate Bush, Pink Floyd, and Ian Anderson of Jethro Tull, who said Harper was his “…primary influence as an acoustic guitarist and songwriter.” Neil McCormick of The Daily Telegraph described him as “one of Britain’s most complex and eloquent lyricists and genuinely original songwriters.”[7] His influence reached across the Atlantic where he was acknowledged by Seattle-based acoustic band Fleet Foxes, American musician and producer Jonathan Wilson and Californian harpist Joanna Newsom with whom he has also toured.

In 2005, Harper was awarded the MOJO Hero Award, and in 2013 a Lifetime Achievement Award at the BBC Radio 2 Folk Awards. In 2011, to celebrate his 70th birthday, he performed a celebratory concert at London’s Royal Festival Hall. His most recent album, Man and Myth, was released in 2013.

https://en.wikipedia.org/wiki/Roy_Harper

Discesa della Supermente – Sri Aurobindo


Discesa della Supermente

[I metodi del passato utilizzarono la mente, o il piano emotivo, o la volontà, o discipline fisiche come strumenti di realizzazione], ma per questo nostro compimento non è ancora stato scoperto il vero metodo e il vero potere specifico dello Spirito nel corpo. Possiamo dire quindi che la Coscienza universale, dopo essere discesa nella Materia, vi ha condotto l’evoluzione lungo due direttrici: una di ascesa alla scoperta del Sé e dello Spirito, l’altra di discesa attraverso i livelli già evoluti della mente, della vita e del corpo così da far discendere anche in questi la coscienza spirituale e portare a compimento qualche segreta intenzione nella creazione dell’universo materiale. Il nostro yoga è nel suo principio un proseguimento, un riassunto e un completamento di questo processo, un tentativo di salire al più alto livello supermentale possibile e riportarne giù la coscienza e il potere nella mente, nella vita e nel corpo.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 18

La discesa della supermente è un processo lungo, o perlomeno un processo che richiede una lunga preparazione; si può dire solo che il lavoro procede a volte con una forte pressione per il suo completamento, a volte ritardato dalle cose che si sollevano dal basso e che devono essere affrontate prima di poter compiere un nuovo progresso. È un processo di evoluzione spirituale, concentrato in un breve periodo; potrebbe farsi in altro modo (attraverso quello che gli uomini considererebbero un intervento miracoloso) solo se la mente umana fosse più flessibile e meno attaccata di quel che è alla sua ignoranza.

Così come la concepiamo, la supermente deve manifestarsi prima in una minoranza e poi estendersi, ma non è probabile che domini la terra in un momento. Non è consigliabile discutere troppo su ciò che farà e come lo farà, perché queste sono cose che stabilirà quella Coscienza stessa, agendo in base alla Verità divina che ha in sé, e la mente non deve cercare di fissare i solchi che dovrà seguire. […]

La discesa della supermente è una necessità inevitabile nella logica degli eventi ed è quindi certa. Poiché non capiscono che cosa sia la supermente o non comprendono il significato dell’emersione della coscienza in un mondo di Materia incosciente, gli uomini sono incapaci di concepire questa inevitabilità.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 22

Una percezione costante e vivida della Forza della Madre che opera in voi, scendendo dall’alto e prendendo possesso dei diversi piani del vostro essere, è spesso una condizione che precede il duplice movimento di ascesa e discesa. Queste cose richiedono molto tempo per divenire percettibili, soprattutto quando la mente è abituata ad essere molto attiva, ma non ad essere silenziosa. Quando il velo di questa attività è presente, molto lavoro dev’essere proseguito dietro lo schermo mobile della mente; il sadhaka pensa che nulla stia succedendo, mentre in realtà è in atto una lunga preparazione.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 273

Nel nostro yoga la coscienza (dopo che il campo inferiore è stato preparato da un certo numero di esperienze psico-spirituali-occulte) viene attirata verso l’alto sopra il brahmarandhra, verso le sfere al di sopra che appartengono alla coscienza spirituale vera e propria, e invece di ricevere semplicemente da quelle sfere, deve vivere in esse e – da lì – cambiare completamente la coscienza inferiore. C’è lì infatti un dinamismo proprio della coscienza spirituale, la cui natura è Luce, Potere, Ananda, Pace, Conoscenza, Vastità infinita, che occorre possedere e che deve discendere nell’intero essere. Altrimenti si può ottenere la mukti, ma non la perfezione o trasformazione – eccetto un relativo cambiamento psico-spirituale. (…).

A questo proposito, posso dire che nelle Upanishad (soprattutto nella Taittiriya) ci sono alcune indicazioni di questi piani superiori e della loro natura e della possibilità di raccogliere l’intera coscienza e innalzarsi fino ad essi. Ma questo è stato poi dimenticato e si è parlato solo della buddhi come cosa più alta, con il Purusha o proprio Sé al di sopra, ma senza una chiara idea di questi piani superiori. Ergo: ascesa possibile nelle regioni celesti sconosciuti e ineffabili in samadhi, ma nessuna discesa possibile, quindi nessun mezzo, nessuna possibilità di trasformazione quaggiù, solo la fuga dalla vita e la mukti in Goloka, Brahmaloka, Shivaloka, o nell’Assoluto.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 119

Non insisto perché tutti passino attraverso la mia esperienza o seguano la Verità che ne deriva. Non trovo da ridire su chi accetti il Mayavada come la Verità della sua anima o la verità della sua mente o il modo di uscire dalla difficoltà cosmica. Ho da ridire solo se qualcuno cerca di farlo ingoiare a me o al mondo come l’unica spiegazione possibile, soddisfacente e onnicomprensiva delle cose. Perché non lo è affatto. Ci sono molte altre possibili spiegazioni; questa non è soddisfacente perché alla fine non spiega nulla, non è minimamente onni-comprensiva, anzi è onni-esclusiva – e deve esserlo per forza, a meno che non si allontani dalla sua stessa logica. […]

L’esclusività e l’unilateralità stessa del Mayavada ne fanno un forte sostegno o un potente stimolo per un tentativo spirituale che intenda essere unilaterale, radicale ed esclusivo. Esso sostiene lo sforzo della Mente per fuggire da se stessa e dalla Vita con una scorciatoia verso la sovra-coscienza. O meglio, è il Purusha della Mente (manomayapurusha) che vuole fuggire dalle limitazioni della Mente e della Vita per entrare nell’Infinito sovra-cosciente. Teoricamente, per riuscirvi, la mente deve negare tutte le proprie percezioni e tutti i desideri del vitale e vederli e trattarli come illusioni. In pratica, quando la mente si ritira da se stessa, entra facilmente in una pace senza relazioni, in cui niente ha importanza (perché nella sua assolutezza non esistono valori mentali o vitali) e da cui può rapidamente avanzare verso quella grande scorciatoia che la porta alla sovra-coscienza, alla trance senza mente, suşupti. Nella misura in cui quel movimento diventa completo, tutte le percezioni che una volta aveva accettato le diventano irreali – illusioni, Maya. È sulla strada che la porta all’immersione.

Il Mayavada quindi, col suo accento esclusivo sul Nirvana, a parte i suoi difetti in quanto teoria mentale delle cose, serve ad un grande fine spirituale e, quale sentiero, può portare molto in alto e molto lontano. Non sarei neppure contrario ad accettarlo come l’unica via di uscita, se la Mente fosse l’ultima parola e non ci fosse altro al di là di essa se non il puro Spirito. Quello infatti che la Mente con le sue percezioni e il vitale con i suoi desideri hanno fatto della vita in questo mondo è un bruttissimo pasticcio, e se non ci fosse niente di meglio da sperare, la scorciatoia più breve per uscirne sarebbe la migliore.

Ma la mia esperienza è che esiste qualcosa al di là della Mente; la Mente non è quaggiù l’ultima parola dello Spirito. La Mente è una coscienza d’ignoranza e le sue percezioni non possono essere altro che false, confuse o imperfette; anche quando sono vere, sono solo un riflesso parziale della Verità e non il corpo vero e proprio della Verità stessa. Ma esiste una Coscienza di Verità, non solo statica e introspettiva, ma anche dinamica e creativa, ed io preferisco raggiungere Quella e vedere ciò che ha da dire sulle cose e ciò che può fare, piuttosto che allontanarmi dalle cose prendendo la scorciatoia offerta dell’Ignoranza come proprio fine.

SA, Lettere, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 62-63

Descent of the Supermind

[The methods of the past used the mind, or emotional, or will, or as a means of achieving physical disciplines], but for that our fulfillment is not yet discovered the true method and the true specific power of the Spirit in the body. We can therefore say that the Universal Consciousness, after descending into matter, has guided the evolution along two lines: an ascent to the discovery of the Self and the Spirit, the other down through the levels already evolved the mind, life and body so as to bring down even in these spiritual consciousness and fulfill some secret intention in creating the material universe. Our yoga is in principle a continuation, a summary and a completion of this process, an attempt to climb to the highest level possible and bring back down the supramental consciousness and the power in the mind, life and body.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 18

The descent of the supermind is a long process, or at least a process that requires a long preparation, we can only say that the work goes sometimes with a strong pressure for its completion, sometimes delayed by the things that rise from below and must be addressed before we can make new progress. It is a process of spiritual evolution, concentrated in a short period, could be another way (through what men consider it a miraculous intervention) only if the human mind was more flexible and less attached to what is in his ignorance.

As we understand it, the supermind must occur first and then spread in a minority, but it is not likely to dominate the earth at a time. It is advisable to discuss too much about what they will do and how it will, because these are things that will establish the same consciousness, acting pursuant to the Truth that God has in himself, and the mind should not try to fix the ruts that will follow. […]

The descent of the supermind is an inevitable necessity in the logic of events and then some. Because they do not understand what the supermind or understand the significance of the emergence of consciousness in an unconscious world of matter, men are incapable of conceiving this inevitability.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 22

A constant and vivid perception of the Force of the Mother who works in you, coming down from above and taking possession of the different planes of your being, is often a condition that precedes the double movement of ascent and descent. These things take time to become noticeable, especially when the mind is accustomed to being very active, but not to be silent. When the veil of this activity is present, much work must be continued behind the mobile screen of the mind, the sadhaka thinks that nothing is happening, while it is in place a long preparation.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 273

In our yoga consciousness (after that the bottom field has been prepared by a number of experiences psycho-spiritual-occult) is drawn upwards above the brahmarandhra, towards the spheres above that belong to the spiritual consciousness real , and instead of simply receiving those spheres, and must live in them – from there – completely change the lower consciousness. In fact there is a dynamism of their own spiritual consciousness, whose nature is Light and Power, Ananda, Peace, Knowledge, Vastness infinite, it is necessary to possess and that he must descend into the whole being. Otherwise you may get mukti, but not perfection or transformation – except for a relative change in psycho-spiritual. (…).

In this regard, I can say that the Upanishads (especially in the Taittiriya) there are some indications of these upper floors, and its nature and the possibility of raising the whole consciousness and rise up to them. But this was forgotten and was only spoken of as something higher buddhi, the Purusha or the Self above, but without a clear idea of ​​these upper floors. Ergo: the rise in the heavenly realms unknown and can be uttered in samadhi, but no descent possible, so no middle, no possibility of change here, the only escape from life and mukti in Goloka, Brahmaloka, Shivaloka, or the Absolute.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 119

Do not insist that all pass through my experience and follow the truth it brings. I find no fault with those who accept the Mayavada as the Truth of his soul or the truth of his mind or how to get out of the cosmic difficulties. I have to say if someone tries to swallow it to me or to the world as the only possible explanation, satisfying and all-encompassing of things. Why not be far off. There are many other possible explanations, this is not satisfactory because in the end explains nothing, is in no way all-inclusive, rather it is all-exclusive – and not have to be, unless he moves away from its own logic. […]

The exclusivity and one-sidedness of the same Mayavada make it a strong support and a powerful stimulus for a spiritual attempt wishing to be unilateral, radical and exclusive. It supports the effort of mind to escape from life itself and a shortcut to the supra-consciousness. Or rather, is the Purusha of the Mind (manomayapurusha) who wants to escape the limitations of the Mind and Life to enter into the Infinite supra-conscious. Theoretically, for this, the mind must deny all his perceptions and desires of all life and see them and treat them as illusions. In practice, when the mind withdraws from itself, it easily fits in a peace without relations, in which nothing matters (because there are no absolute values ​​in his mental or vital) and which can rapidly advance toward that great shortcut that leads the supra-consciousness, mindless trance, susupti. To the extent that movement becomes complete, all the perceptions that he had once accepted become unreal – illusion, Maya. It is the road that leads to immersion.

The Mayavada then, with its exclusive emphasis on Nirvana, apart from his shortcomings as a theory of mental things, serves a great purpose and spiritual, which path, can carry very high up and far away. I would not be opposed to even accept it as the only way out, if the mind had the last word and there was nothing beyond it except the pure Spirit. That fact that the mind and its perceptions and life with his desires have made life in this world is an ugly mess, and if there was nothing better to hope, the shortest short cut to get out would be the best.

But my experience is that there is something beyond the mind, the mind is not here the last word of the Spirit. The Mind is a consciousness of ignorance and perceptions can not be anything but false, confusing or imperfect, even when they are true, are only a partial reflection of the truth and not the actual body of the Truth itself. But there is a consciousness of Truth, not only static and introspective, but also dynamic and creative, and I prefer That reach and see what he has to say about things and what they can do rather than taking things away from the offer of short-cut ‘ Ignorance as its end.

SA, Letters, ed. Arka, 1988, vol. I, p. 62-63

La paura e l’amore


La Paura e l’Amore

Alcuni affermano che esistono solo due cose al mondo: Dio e la paura; l’amore e la paura sono le sole cose.

C’è un solo male al mondo: la paura.
C’è un solo bene al mondo: l’amore.

Talvolta viene definito con altri nomi. Talvolta si chiama felicità, o libertà, o pace, o gioia o Dio o chissà cosa. Ma l’etichetta non ha grande importanza. E non esiste male al mondo che non possa essere fatto risalire alla paura.

Nemmeno uno.

Ignoranza e paura, ignoranza causata dalla paura: è da qui che deriva ogni male, è da qui che deriva la vostra violenza. La persona veramente non violenta, incapace di violenza, è una persona senza paura. È solo quando si ha paura che ci si arrabbia.

Pensate all’ultima volta che vi siete arrabbiati. Avanti, riflettete. Pensate all’ultima volta che vi siete arrabbiati e andate in cerca della paura che era sottintesa. Che cosa temevate di perdere? Che cosa pensavate che potesse esservi sottratto? È da lì che viene la rabbia. Pensate a una persona arrabbiata, magari una di cui avete paura. Riuscite a vedere quanto è spaventata? Lo è davvero. È davvero spaventata, altrimenti non sarebbe arrabbiata.

In ultima analisi, esistono solo due cose: l’amore e la paura.

In questa sede preferisco mantenere una discussione come questa, non strutturata, capace di spostarsi da un argomento all’altro e di tornare di volta in volta ai diversi temi, perché in questo modo è possibile riuscire ad afferrare veramente quello che dico. Se un’affermazione non vi colpisce la prima volta, potrebbe farlo la seconda, e quel che non colpisce una persona può colpirne un’altra. Parlo di temi diversi, ma trattano tutti della stessa cosa. Chiamatela consapevolezza, libertà, risveglio o come volete. È davvero la stessa cosa.

Tratto da Messaggio per un’aquila che si crede un pollo
di Anthony De Mello

Fear and Love

Some say that there are only two things in the world: and fear God, love and fear are the only things.

There is only one evil in the world: fear.
There is only good for the world: love.

It is sometimes called by other names. Sometimes it is called happiness, or freedom, or peace or joy or God or whatever. But the label is not important. And there is evil in the world that can not be traced back to fear.

Not one.

Ignorance and fear, ignorance caused by fear: this is where all evil comes, it comes from here that your violence. The truly non-violent person, incapable of violence, is a person without fear. It is only when you are afraid you’d get angry.

Think about the last time you’re angry. Next, think again. Think about the last time you’re angry and go in search of a fear that was implied. What were afraid of losing? What you thought might be stolen? That’s where the anger is. Think of an angry person, maybe one of you fear. Can you see how scared you? It really is. It really scared, otherwise it would not be angry.

Ultimately, there are only two things: love and fear.

Here we prefer to keep a discussion such as this, unstructured, capable of moving from one topic to another and back from time to time to different subjects, because this way you can fail to really grasp what I say. If a statement does not hit you the first time, could do the second, and what affects one person may not to hit another. I talk about different issues, but dealing with all the same thing. Call it awareness, freedom, awakening or whatever you want. It’s really the same thing.

Taken from the Message for an eagle that thinks he is a chicken
Anthony De Mello

Apprendi le tre difficoltà


Apprendi le tre difficoltà

Nel raggiungimento della consapevolezza ci sono tre difficoltà ed è essenziale che ogni ricercatore le comprenda. Di fatto ciascun essere umano diventa consapevole, ma solo quando l’azione è terminata. Sei andato in collera, hai schiaffeggiato tua moglie o hai tirato un cuscino a tuo marito; più tardi, quando la collera è sbollita, diventi consapevole della tua azione, ma ora è inutile, non puoi fare niente per cancellarla. Oramai è troppo tardi: ciò che hai fatto non puo’ essere disfatto.

Devi ricordare tre cose. la prima: devi diventare consapevole mentre compi l’azione. Questa è la prima difficoltà che incontra chi vuole raggiungere la consapevolezza: diventare consapevole mentre compie l’azione. E’ presente la rabbia, come un fumo interiore. All’inizio vedrai che diventi consapevole solo dopo che la collera sarà sbollita, ne diventerai consapevole solo dopo una quindicina di minuti. Con qualche sforzo ulteriore, diventerai consapevole dopo cinque minuti. Con qualche sforzo ulteriore, diventerai consapevole dopo un minuto soltanto. Con un altro sforzo, diventerai consapevole proprio mentre la collera starà sbollendo. Ancora uno sforzo e diventerai consapevole proprio mentre sei in preda alla collera. In questo consiste il primo passo: essere consapevole mentre si compie l’azione.

Poi viene il secondo passo, ancora piu’ difficile, perché ora ti stai addentando in acque profonde. Il secondo passo, o la seconda difficoltà, è essere consapevole prima di compiere l’azione, quando non hai ancora compiuto l’azione, ma essa è gia’ presente nel tuo pensiero, non l’hai ancora messa in atto, ma è già diventata un pensiero nella tua mente. Il pensiero dell’azione è là, potenzialmente è un seme che puoi trasformare in azione in qualsiasi momento

Questi sono i tre stadi: prima sorge il sentimento, poi arriva il pensiero e poi accade l’azione.
Apprendi le tre difficoltà. Se riuscirai a fare queste tre cose, improvvisamente cadrai nel nucleo piu’ profondo del tuo essere. L’azione è elemento più lontano dal tuo essere, poi viene il pensiero e per ultimo il sentimento. E nascosto proprio dietro il sentimento c’è il tuo essere. Quell’essere è universale. Quell’essere è la meta di tutti i meditatori, la meta di tutti coloro che pregano, puoi chiamarla Dio, atman, Sè o non-Sé, qualsiasi nome tu voglia darle questa rimane la meta del meditatore. Devi comunque attraversare queste tre barriere. Esse sono come tre cerchi concentrici che circondano il centro del tuo essere.

Fonte: Cogli l’attimo, Osho, pp. 129-132

Learn the three difficulties

In reaching awareness, there are three difficulties and it is essential that all researchers understand them. In fact, each human being becomes conscious, but only when the action is completed. You went into a rage, you slapped your wife or you pulled a pillow to your husband, and later, when the anger has subsided, you become aware of your action, but now is useless, can not do anything to delete it. It is now too late: you’ve done can not ‘be undone.

You have to remember three things. first: you must become aware while doing the action. This is the first difficulties faced by those who want to reach awareness to become aware of while performing the action. And ‘this anger, like smoke inside. At the beginning you’ll see that only after becoming aware that anger is subsided, they will become aware only after fifteen minutes. With some extra effort, you will become aware after five minutes. With some extra effort, you will become aware only after a minute. In another effort, you will become aware of the anger will stay just as cool off. One more effort and you will become aware of their own while you are in anger. This is the first step: to be aware when you perform the action.

Then comes the second step, even more ‘difficult, because now you’re biting into deep water. The second step, or the second difficulty is to be aware of before taking the action, where you have not yet taken action, but it is already ‘present in your thinking, you have not yet implemented, but it is already become a thought in your mind. The action is thought there is a seed that can potentially be transformed into action at any time

These are the three stages: first there is the feeling, then comes the thought and then action occurs.
Learn the three difficulties. If you can do these three things suddenly fall into the nucleus more ‘depth of your being. The action element is further away from your being, then comes the last thought and feeling. And hidden behind the feeling your being there. That being is universal. That being is the goal of all meditators, the goal of all those who pray, you can call it God, Atman, the Self or non-self, whatever name you want to give this remains the goal of the meditator. You must still go through these three barriers. They are like three concentric circles surrounding the center of your being.

Source: Seize the day, Osho, pp. 129-132

La morte non è niente


 

La morte non è niente di Henry Scott Holland

La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.


Death is nothing at all

Death is nothing at all,
I have only slipped away
into the next room.

I am I,
and you are you;
whatever we were to each other,
that, we still are.

Call me by my old familiar name,
speak to me in the easy way
which you always used,
put no difference in your tone,
wear no forced air
of solemnity or sorrow.

Laugh as we always laughed
at the little jokes we shared together.
Let my name ever be
the household word that it always was.
Let it be spoken without effect,
without the trace of a shadow on it.

Life means all
that it ever meant.
It is the same as it ever was.
There is unbroken continuity.

Why should I be out of mind
because I am out of sight?

I am waiting for you,
for an interval,
somewhere very near,
just around the corner.

All is well.

Henry Scott Holland
1847 -1918

Passi nella memoria


Passi nella memoria

Passi solitari
in un mattino dove
la malinconia
gioca a nascondere
agli occhi senza tempesta
crepuscoli ed albe
ed il cuore s’interroga
di gente e le loro strade
di vite che sembrano
fantasmi senza dimore
voci soffocate
che non vogliono disturbare
il muto vagare

Forza ed inquietudine
dal sogno smagrito
tra le folle distanti
perchè tutto non scompaia
alla deriva di un tempo
senza più ombra
quando con le mani
affondate nelle tasche
è solo il passato
con gesta e grida
a farsi spazio
tra le ombre allungate
della mia memoria

21.08.2011 Poetyca

Steps in the memory

Lonely walk
in a morning where
melancholy
play to hide
in the eyes without a storm
sunsets and sunrises
and the heart inquires
of people and their ways
of lives that seem
homeless ghosts
voices drowned
who do not want to disturb
wander the silent

Strength and anxiety
by thin dream
away from the multitudes
because all does not disappear
drift of a time
without shadow
when hands
deep in the pockets
is only the past
with gestures and shouts
to make room
in the shadows lengthen
of my memory

21.08.2011 Poetyca

Petali d’oro


Petali d’oro

Come araba fenice

tutto si trasforma

e si innalza lasciando

alle nostre spalle la radice

della paura e dell’ ombra

Nuovo giorno nasce

su petali d’oro di vera bellezza

come carezza del cielo

sulla nostra anima in risveglio

Luce che alimenta Amore

14.05.2011 Poetyca

Golden Petals

Like phoenix

everything changes

rises and leaves

behind our backs the root

of fear and of shadow

A new day is born

on golden petals of real beauty

as caress from sky

on our soul awakening

Light that feeding Love

14.05.2011 Poetyca

La vita si manifesta


La vita si manifesta

Quale solitudine è così silenziosa?
Quale ombra è tremante
senza luce?
Siamo tutti in viaggio,
una ricerca che confonde,
le nostre domande senza risposte
che non riconosciamo ancora:
mani vuote e la paura dell’ignoto.

Poi…è solo una carezza leggera
e la vita si manifesta!

21.05.2011 Poetyca

Life is manifested

What is so quiet solitude?
Which shadow is trembling
without light?
We are all on this journey
research that confuses,
our questions without answers
that still does not recognize:
empty-handed and the fear of the unknown.

Then … it’s just a light caress
and life manifests itself!

21.05.2011 Poetyca

L’amore


L’amore

L’amore è una cosa strana, e quanto facilmente ne smarriamo la calda fiamma!
La fiamma è spenta, e resta il fumo, che riempie i nostri cuori e le nostre menti,
e i giorni trascorrono nelle lacrime e nell’amarezza.
La canzone è dimenticata, e le parole hanno perso il loro significato;
il profumo è svanito, e le nostre mani sono vuote.
Non sappiamo mai come mantenere la fiamma sgombra dal fumo, e il fumo soffoca
sempre la fiamma; ma l’amore non è della mente, non è nella rete dei pensieri,
non può essere cercato, coltivato, nutrito;
è lì quando la mente è silenziosa e il cuore è vuoto dalle creazioni della mente.

Jiddu Krishnamurti

Love

Love is a strange thing, and how easily they get lost the hot flame!
The flame is extinguished, and remains the smoke that fills our hearts and our minds,
and days spent in tears and bitterness.
The song is forgotten, and words have lost their meaning;
the smell is gone, and our hands are empty.
We never know how to keep the flames from the smoke clears, and the smoke suffocates
Always the flame, but love is not of the mind, not in the network of thoughts,
can not be sought, cultivated, nurtured;
is there when the mind is silent and my heart is empty from the creations of the mind.

Jiddu Krishnamurti

Tutto svapora


Tutto svapora

Tutto è
quello che è
non c’è gioia
non c’è dolore
è un corridoio
al centro
da attraversare

E’ colore vermiglio
fantasie in chi
vuole interpretare
ogni tuo gesto
ogni tuo respiro
ogni tuo pensiero
che non hai mai accolto
in te stessa
prima di tutto
aprendo il cuore

Guerra di opposti
tra ragione e cuore
dove ragionevole
non è il dire
non è il fare
non è neppure
la risposta a tutto
a dare tregua
ad un sospiro

Cala la notte
tre respiri ancora
e nel sonno
che ovatta tutto
il tempo resta
filo sospeso nel vuoto

Non mi aggrappo
non cerco risposte
vago dove mi conduce
questo placido respiro
Io cancello dalla lavagna
ogni ombra che avanza
ogni timore
tutto scorre piano
tutto svapora

Adesso vivo
oltre figure danzanti
figlie dell’illusione
che mute mordono l’aurora
immergendomi
in questo istante
senza più ombre

10.04.2011 Poetyca

Everything evaporates

Everything is
that it is
there is no joy
there is no pain
is a passage
at the center
to across

It is ruby color
patterns in people who
wants to interpreting
your every gesture
your every breath
all your thoughts
that you never accepted
in yourself
prior to of
opening the heart

War of opposites
among reason and heart
where reasonable
is not to say
is not doing
is not even
the answer to everything
to provide respite
to a whisper

Night falls
three breaths again
and in his sleep
that padding all
time remains
wire suspended in the void

I do not cling
I do not seek answers
I vague which leads me
this serene breathing
I delete on the blackboard
every shadow that moves
all fears
everything flows up
all evaporates

Now I live
besides dancing figures
daughters of illusion
that mute they biting dawn
immersing myself
at this moment
with no more shadows

10.04.2011 Poetyca

La vita è dono


La vita è un dono meraviglioso
    cerca di viverla intensamente
    senza sciuparne neppure un attimo.

    Solo allora capirai il gusto
    di ogni tua azione
    bella o brutta che sia!

— Osho

Life is a wonderful gift
    try to live it intensely
    Without marring even a moment.

    Only then you will understand the taste
    of your every action
    beautiful or ugly!

– Osho

Mancare il punto


Mancare il punto

“Se non hai incontrato l’amore hai mancato il punto.
Sei nato, hai vissuto, sei morto, ma hai mancato il punto.
E’ un fallimento assoluto. Non hai colto l’intervallo tra le due note….

La via verso quell’esperienza consiste di quattro passi: ricordali.

Il primo passo è: sii qui-e-ora. Perché l’amore è possibile solo nel qui-e-ora.
Il passato e il futuro sono solo modi di evitare l’amore.

Il secondo passo è: impara a trasformare i tuoi veleni in miele.
Perché parecchi amano ma il loro amore è contaminato da veleni:
odio, gelosia, ira, possessività.

Terzo: condividi. Quando una cosa è negativa tienila per te,
quando è positiva condividila. Di solito la gente fa il contrario.

Quarto: sii nulla. Quando sei pieno di ego l’amore scompare.
Così facendo vivrai nel modo giusto ovvero vivrai nel mondo
ma non permetterai al mondo di vivere in te”

dal libro di Osho “Quell’oscuro intervallo è l’amore”

Missing the point

“If you have not met the love you’ve missed the point.
You were born, you lived, you died, but you missed the point.
It ‘an absolute failure. Do not have used the interval between two notes ….

The path to that experience consists of four steps: remember that.

The first step is: be here-and-now. For love is only possible in the here-and-now.
The past and future are just ways to avoid love.

The second step: Learn how to transform your poisons in honey.
Because much love but their love is contaminated with poisons:
hatred, jealousy, anger, possessiveness.

Third: Share. When a thing is bad for you keep it,
it is positive when it share it. Usually people do the opposite.

Fourth: be nothing. When you’re full of ego, love disappears.
By doing so you will live in the right way or you will live in the world
but not allow the world to live in you “

from Osho’s book “That Obscure range is love”

Che cos’è il coraggio?


Che cos’è il coraggio?  All’inizio non c’è molta differenza tra un uomo coraggioso e un codardo. L’unica differenza è che il codardo ascolta le proprie paure e le asseconda; invece l’uomo coraggioso mette da parte le proprie paure e va avanti. L’uomo coraggioso entra nell’ignoto, malgrado le proprie paure.

Osho

❤ ❤ ❤

What is courage? At the beginning there is not much difference between a brave man and a coward. The only difference is that the coward listens to their fears and favors, but the brave man puts aside their fears and go forward. The brave man enters into the unknown, despite their fears.

Osho

Best Songs of Tom Waits | Tom Waits’s Greatest Hits


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=g7OVmLLAvhc]

Tom Alan Waits (Pomona, 7 dicembre 1949) è un cantautore e attore statunitense. Ha esercitato una notevole influenza su molti cantautori delle generazioni successive alla sua, ed è ampiamente considerato dalla critica musicale come uno dei massimi autori del Novecento[1][2][3]

Artista poliedrico, ha lavorato anche nel cinema e nel teatro.

Ha ricevuto numerose candidature per premi e riconoscimenti in campo musicale, e ha vinto il Grammy Awards per due album, Bone Machine e Mule Variations.

Il critico musicale Daniel Durchholz descrisse la voce di Waits: come se fosse stata immersa in un tino di whiskey, poi appesa in un affumicatoio per qualche mese e infine portata fuori e investita con una macchina[4].

http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Waits

 

Thomas AlanTomWaits (born December 7, 1949) is an American singer-songwriter, composer, and actor. Waits has a distinctive voice, described by critic Daniel Durchholz as sounding “like it was soaked in a vat of bourbon, left hanging in the smokehouse for a few months, and then taken outside and run over with a car.”[1] With this trademark growl, his incorporation of pre-rock music styles such as blues, jazz, and vaudeville, and experimental tendencies verging on industrial music,[2] Waits has built up a distinctive musical persona. He has worked as a composer for movies and musical plays and has acted in supporting roles in films, including Paradise Alley andBram Stoker’s Dracula; he also starred in Jim Jarmusch’s 1986 film Down by Law. He was nominated for an Academy Award for his soundtrack work on One from the Heart.

Waits’ lyrics frequently present atmospheric portraits of grotesque, often seedy characters and places—although he has also shown a penchant for more conventional ballads. He has a cult following and has influenced subsequent songwriters despite having little radio or music video support. His songs are best-known through cover versions by more commercial artists: “Jersey Girl“, performed by Bruce Springsteen, “Ol’ ’55“, by the Eagles, and “Downtown Train“, by Rod Stewart. Although Waits’ albums have met with mixed commercial success in his native United States, they have occasionally achieved gold album sales status in other countries. He has been nominated for a number of major music awards and has won Grammy Awards for two albums, Bone Machine and Mule Variations. In 2011, Waits was inducted into theRock and Roll Hall of Fame.[3][4]

Waits lives in Sonoma County, California, with his wife and musical collaborator Kathleen Brennan, and three children.

http://en.wikipedia.org/wiki/Tom_Waits

 

Buddhismo e dualismo


Buddhismo e dualismo

Per il buddhismo non si contempla scissione netta relativa al dualismo, al
punto che non si cerca di ricomporla , si è consapevoli che ogni cosa è e non è.
Che tutto è impermanente e che la realtà è diversa da quella che la mente ci
propone. Dunque se l’illusione ci mostra un albero, per esempio, esso si
considera anche come non albero, poichè frutto della percezione dei sensi. Non
ci si oppone a quanto la mente ci mostri, si cerca solo di non provare
attaccamento verso quegli elementi che possano generare conflitto accogliendoli
ma sapendo che sono impermanenti..
Si potrebbe allora essere ” buoni” e allo stesso tempo ” non -buoni” , “cattivi
” e allo stesso tempo” non -cattivi”, un modo questo per neutralizzare il
giudizio dettato dalla mente stessa e per accogliere la realtà delle cose,
diversa da quanto la mente indichi. Un modo per non attaccarsi alle proprie
opinioni e alla necessità della critica, strumento dettato dalla mente quanto si
avverte paura.
La paura, in particolare quella inconsapevole ma sempre viva della morte è una
delle principali causa del dolore, come si sa il buddhismo mette in atto
dei meccanismi efficaci, perchè sperimentabili proprio per liberarsi dal dolore.

Il koan è tipico della scuola zen ed ha il compito di spezzare, in forma veloce,
quegli inganni della mente per aprire un varco al risveglio. Si tratta si
particolari ” indovinelli” che mandano in corto circuito la logica mentale e
fanno ritrovare una diversa dimesione. Solo nella scuola zen è presa in
considerazione la possibiltà del risveglio in questa vita e viene perseguito
attraverso questo meccanismoe non solo, le altre scuole non definiscono e non
ricercano un risveglio attraverso questi mezzi ma si dedicano allo studio dei
testi o all’uso di mantra, fondamentale è la meditazione che conduca ad un
lavoro interiore di notevole efficacia.

Consideriamo che per ogni scelta, ogni aspetto del nostro comportamento o quella
Persona ( come la definisce C.G.Jung) protratto nel tempo, quello che vogliamo
mostrare di essere, determini anche che scartiamo aspetti di noi che manteniamo
nell’ombra. Proprio per il principio del dualismo ed il timore di ricevere un
giudizio frustrante e doloroso, ci porta ad alimentare una seconda nostra
personalità che manteniamo sotterranea e che prende il nome di Ombra ( sempre
per C.G..Jung) Ora sebbene sia netto il confronto è come se si dicesse che un
uomo integerrimo abbia nascosto l’uomo scapestrato, la donna esemplare abbia in
uno spazio sotterraneo nascosto la sua parte ombra e dunque la donna
trasgressiva. Certo queste oltre ad essere teorie demarcano confini netti.
Ma il mio richiamo serve per far riflettere che, in fondo quelle parti di noi
scisse, perchè non accolte ed allontanate per effetto del dualismo, diventano
poi dei pesi ingombranti, delle energie che potrebbero emergere d’improvviso
perchè non accolte ed approfondite a suo tempo.

In un certo senso alimentare il dualismo porta sempre dei rischi, oltre a negare
la vita a parti di noi stessi, mai riconosciute, sopratutto perchè si segue il
modello di condizionamenti, accade che si alimenti un pesante giudizio nei
confronti degli altri e si desidera ” combattere” su di essi quello che
nascondiamo a noi stessi della nostra parte Ombra.
In fondo il buddhismo ha dissolto questo atteggiamento attraverso il
riconoscimento della dicotomia degli opposti nel retto sforzo di abbracciare la
realtà per quella che è, sopratutto limitando quelle proiezioni su altri e
lavorando nella lettura profonda di sè stessi..
Ma aspetto importante, a mio avviso, il buddhismo contempla che tutti contengono
un seme di buddhità che va ricercato ed alimentato.
Dunque anche chi ci apparisse distante da un comportamento apprezzabile è un
potenziale risvegliando. Motivo maggiore per non alimentare il giudizio, sotto i
panni della persona contestabile è presente il suo opposto, lo stesso si
potrebbe dire per chi sia apparentemente perfetto. La ricerca conduce ad
alimentare la via di mezzo, quel giusto equilibrio che possa mantenere un
atteggiamento equidistante su avventimenti della vita e giudizio e nel contempo
insegni ad abbracciare ogni nostro aspetto facendolo convivere senza
conflittualità ma anche la presenza di rispetto verso gli altri che sono
riconosciuti come interdipendenti.

06.10.2007 Poetyca

Buddhism and dualism

For Buddhism is not considered a net spin on the duality, the
point that no one tries to reassemble it, you are aware that everything is and is not.
That everything is impermanent and that reality is different from that which the mind there
proposes. So if it shows us the illusion of a tree, for example, it
considered as non-tree, as the result of the perception of the senses. Not
we are opposed to what the mind shows us, you just try not to try
attachment to those elements that may generate conflict, welcoming
but knowing that they are impermanent ..
It would then be “good” while “no-good” “bad
“While” non-evil “, a way to neutralize this
opinion dictated by the mind itself and accept the reality of things,
different from what the mind indicate. One way not to stick to their
opinions and needs of the critical tool that is dictated by the mind
feel afraid.
Fear, in particular the unconscious but still alive is a death
the main cause of the pain, as you know, Buddhism implements
effective mechanisms, because experiencing right to be free of pain.

The koan is typical of the Zen school and its mission is to break, at a fast pace,
those tricks of the mind to open a path to awakening. It is
special “riddles” that short-circuit the mental logic and
return to a normal size are different. Only in the Zen school is taken into
consider the possibility of awakening in this life and is pursued
meccanismoe not only through this, other schools and do not define
looking for a revival through such means but they dedicate themselves to the study of
texts or the use of mantras, meditation is the key that leads to a
inner work of considerable effectiveness.

Consider that for every choice, every aspect of our behavior or that
Person (as defined by CG Jung) lasted, what we want
show that they, too, that leads to discard aspects of us that we keep
shadows. Just for the principle of duality and the fear of receiving a
rating frustrating and painful, brings us to our food a second
personality that keep underground and is called the Shadow (always
for CG.Jung) Now although the comparison is less like saying that a
upright man hid reckless man, the woman has in an exemplary
underground space hidden his shadow side and therefore the woman
transgressive. Of course these theories in addition to demarcate clear boundaries.
But my point is to reflect that, after all those parts of us
split, and why not accepted due to the duality away, become
then the bulky weights, energies that might emerge suddenly
why not accepted at the time and depth.

In a sense the duality of food always brings risks, as well as denying
life to parts of ourselves, never recognized, especially because it follows the
model of conditioning, it happens that a heavy food court proceedings
toward others and want to “fight” on them that
we hide ourselves part of our Shadow.
After all, Buddhism has dissolved this attitude through the
recognition of the dichotomy of opposites in the right effort to embrace the
reality for what it is, mostly limited to those with projections of others and
working in deep reading of themselves ..
But important, in my opinion, Buddhism, provides that all contain
a seed of Buddhahood which is researched and energized.
So even those who appeared far from a behavior is a valuable
potential awakening. More reason not to feed the trial, under
shoes of the person objectionable is its opposite, the same
could say who is seemingly perfect. The search leads to
feed the middle way, that it can maintain a proper balance
Adventist equidistant attitude of the life and trial and at the same time
teach you to embrace every aspect of our co-exist without causing
conflict but also the presence of respect towards others who are
recognized as interdependent.

06.10.2007 Poetyca

Gioco di specchi


Gioco di specchi

Gioco di specchi:
orgoglio ed attesa
luce riflessa ed ombra
catena che non si spezza
arroventa il silenzio
alleanza e disfatta
fuga d’amore
sfiora soddisfatta
immaginazione e palpito

16.02.2011 Poetyca

 

Mirrors game

Mirrors game:
pride and expectation
reflected light and shadow
chain does not break
red hot silence
alliance and defeat
romantic getaway
touches satisfied
imagination and pulse

16.02.2011 Poetyca

Resto in un respiro


Resto in un respiro

Questo cuore
come foglio stracciato
gettato in un angolo
non ha più ali
invisibili percorsi
che disegnano aurore
Una voce che chiama
non ha eco e suoni
per le orecchie
che tappate
non sanno ascoltare

Resto
in un respiro
che si slancia
un solo vago momento
nella consapevolezza
che ad occhi chiusi
nessuna alba
è certezza
spalanco il cuore
ad accarezzare
vortici di luce
racchiusi nel cuore
dove la nebbia di dirada
su placide radure
e non gioco con l’ombra
da tempo fuggita lontano
oltre quei confini
che solo tu sai tracciare

19.04.2011 Poetyca

I remain in one breath

This heart
as a leaf torn out
thrown into a corner
has no wings
invisible paths
that draw dawns
A voice calling
has no echoes and sound and I
for the ears
that you plug
do not to listen

I remain
in one breath
that is thrown
only a vague moment
in the consciousness
that with your eyes closed
no dawn
is uncertain
I open wide the heart
to caress
vortices of light
enclosed in the heart
where the fog thins out
on calm glades
and I do not play with the shadow
a long time escaped away
beyond those boundaries
that only drawing

19.04.2011 Poetyca

Respiro lontano


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Respiro lontano

La nostalgia
è un respiro
lontano e presente
come onda
s’infrange sui ricordi
per accarezzare il cuore

26.10.2015 Poetyca

Breathing away

the longing
It is a breath
far and present
as wave
shattered on the memories
to stroke the heart

26/10/2015 Poetyca

Jimi Hendrix Greatest Hits


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=PQyGrPw8P50&list=PLMKA5kzkfqk2GEImRCIqGqWmQvKYygUhG]

Jimi Hendrix, all’anagrafe James Marshall Hendrix (Seattle, 27 novembre 1942Londra, 18 settembre 1970), è stato un chitarrista e cantautore statunitense.

È stato uno dei maggiori innovatori nell’ambito della chitarra elettrica: durante la sua parabola artistica, tanto breve quanto intensa, si è reso precursore di molte strutture e del sound di quelle che sarebbero state le future evoluzioni del rock attraverso un’inedita fusione di blues, rhythm and blues/soul, hard rock, psichedelia e funky.[3]

Secondo la classifica stilata nel 2011 dalla rivista Rolling Stone, è stato il più grande chitarrista di tutti i tempi. Si trova infatti al primo posto della lista dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone, precedendo Eric Clapton e Jimmy Page.[4]

Due sue esibizioni, in particolare, sono entrate di prepotenza nell’immaginario collettivo: il suo esordio al festival di Monterey del 1967, in cui concluse la performance dando fuoco alla sua chitarra davanti ad un pubblico allibito, e la chiusura del festival di Woodstock del 1969, durante la quale, con dissacrante visionarietà artistica, reinterpretò l’inno nazionale statunitense in modo provocatoriamente distorto e cacofonico.[5]

Hendrix è stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1992.[6]

http://it.wikipedia.org/wiki/Jimi_Hendrix

James MarshallJimiHendrix (born Johnny Allen Hendrix; November 27, 1942 – September 18, 1970) was an American guitarist, singer, and songwriter. Although his mainstream career spanned only four years, he is widely regarded as one of the most influential electric guitarists in the history of popular music, and one of the most celebrated musicians of the 20th century. The Rock and Roll Hall of Fame describes him as “arguably the greatest instrumentalist in the history of rock music”.[1]

Born in Seattle, Washington, Hendrix began playing guitar at the age of 15. In 1961, he enlisted in the US Army; he was granted an honorable discharge the following year. Soon afterward, he moved to Clarksville, Tennessee, and began playing gigs on the chitlin’ circuit, earning a place in the Isley Brothers‘ backing band and later withLittle Richard, with whom he continued to work through mid-1965. He then played with Curtis Knight and the Squires before moving to England in late 1966 after being discovered by Linda Keith, who in turn interested bassist Chas Chandler of the Animals in becoming his first manager. Within months, Hendrix had earned three UK top ten hits with the Jimi Hendrix Experience: “Hey Joe“, “Purple Haze“, and “The Wind Cries Mary“. He achieved fame in the US after his performance at the Monterey Pop Festival in 1967, and in 1968 his third and final studio album, Electric Ladyland, reached number one in the US; it was Hendrix’s most commercially successful release and his first and only number one album. The world’s highest-paid performer, he headlined the Woodstock Festival in 1969 and the Isle of Wight Festival in 1970 beforehis accidental death from barbiturate-related asphyxia on September 18, 1970, at the age of 27.

Hendrix was inspired musically by American rock and roll and electric blues. He favored overdriven amplifiers with high volume and gain, and was instrumental in utilizing the previously undesirable sounds caused by guitar amplifier feedback. He helped to popularize the use of a wah-wah pedal in mainstream rock, and was the first artist to use stereophonic phasing effects in music recordings. Holly George-Warren of Rolling Stone commented: “Hendrix pioneered the use of the instrument as an electronic sound source. Players before him had experimented with feedback and distortion, but Hendrix turned those effects and others into a controlled, fluid vocabulary every bit as personal as the blues with which he began.”[2]

Hendrix was the recipient of several music awards during his lifetime and posthumously. In 1967, readers of Melody Maker voted him the Pop Musician of the Year, and in 1968, Billboard named him the Artist of the Year and Rolling Stone declared him the Performer of the Year. Disc and Music Echo honored him with the World Top Musician of 1969 and in 1970, Guitar Player named him the Rock Guitarist of the Year. The Jimi Hendrix Experience was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 1992 and the UK Music Hall of Fame in 2005. Rolling Stone ranked the band’s three studio albums, Are You Experienced, Axis: Bold as Love, and Electric Ladyland, among the 100 greatest albums of all time, and they ranked Hendrix as the greatest guitarist and the sixth greatest artist of all time.

http://en.wikipedia.org/wiki/Jimi_Hendrix

La pace e la non mente


La pace e la non mente

Il problema, che è alla base di tutti i problemi, è la mente stessa. Quindi, come prima cosa, è necessario sapere che cosa sia la mente; di che materiale sia fatta, se sia un’entità o solo un processo; se sia sostanziale o solo un’apparenza. E, a meno che non conosciate la natura della mente, non riuscirete mai a risolvere nessun problema della vostra vita. Potete sforzarvi, ma se cercate di risolvere problemi singoli, individuali, siete destinati a fallire. Infatti, non esiste un solo problema individuale: la mente è il problema. Anche se risolvi questo o quel problema, non servirà a nulla, perché la radice rimane intoccata. E’ proprio come potare i rami di un albero, sfrondarlo senza sradicarlo. Nuove foglie spunteranno, nuovi rami cresceranno, anche più di prima; la potatura aiuta l’albero a diventare più rigoglioso. Distruggerai te stesso, non l’albero. In quella lotta, sprecherai energia, tempo, vita, e l’albero diventerà sempre più forte, più fitto e più folto. Non cercare di risolvere i singoli problemi separatamente: non ne esistono; la mente in quanto tale è il problema. Ma la mente è nascosta sottoterra; per questo dico che è la radice: non si vede. Quando ti trovi ad affrontare un problema, questo è alla luce del sole, puoi vederlo, e per questo t’inganna. Ricorda sempre che ciò che si vede non è mai la radice: la radice rimane sempre invisibile, è sempre nascosta. Non lottare mai con ciò che è manifesto, perché ti troverai a lottare con delle ombre. Se osservi la tua vita, puoi capire ciò che intendo dire. Non sto parlando della mente su un piano teorico, ma della sua realtà pratica. Questo è il fatto: la mente dev’essere dissolta. Le persone vengono da me e mi chiedono: “Come si può arrivare ad avere una mente serena?” E io rispondo: “Non esiste niente di simile. Mente serena? Non ne ho mai sentito parlare.” La mente non è mai serena, la pace è non-mente. La mente di per sé, non può mai essere serena, silenziosa. Per sua stessa natura, la mente è in tensione, è in uno stato di confusione. La mente non può mai essere limpida; non può avere chiarezza, perché per sua natura è confusione, annebbiamento. La chiarezza è possibile senza la mente; la pace è possibile senza la mente; il silenzio è possibile senza la mente. Perciò, la prima cosa da fare è comprendere la natura della mente. Se provi a osservare, vedrai che non ti imbatti mai in qualcosa di simile alla mente. Non è una cosa, assomiglia a una folla. Esistono pensieri individuali, ma si agitano così velocemente che è impossibile vedere gli intervalli tra l’uno e l’altro. L’insieme dei pensieri — milioni di pensieri — ti danno l’illusione che la mente esista. E’ proprio come una folla: milioni di persone che si affollano; esiste qualcosa che possa essere definibile “folla”? Puoi dire che una folla esiste, al di là di un insieme di individui che sono raccolti in uno stesso luogo? Ma il loro stare insieme, il fatto che sono raccolti in gruppo, ti dà la sensazione che esista qualcosa che puoi definire “folla”. Questo è il primo passo nella comprensione della mente. Osserva e troverai i pensieri, ma non incontrerai la mente. E se questa osservazione diventa davvero una tua esperienza diretta, molte cose inizieranno a cambiare. Osserva la mente, e guarda dov’è, che cos’è. Scoprirai che i pensieri galleggiano, e che esistono spazi intermedi fra l’uno e l’altro. E se prolunghi la tua osservazione, ti accorgerai che gli intervalli sono più numerosi dei pensieri, perché ogni pensiero deve essere separato dall’altro; di fatto, ogni parola è separata dall’altra. E più vai a fondo, e più intervalli troverai, e sempre più ampi. Vedrai un pensiero che galleggia, poi uno spazio dove non c’è alcun pensiero; quindi verrà un altro pensiero, poi un altro spazio ancora. Se sei inconsapevole, non puoi scorgere questi intervalli: salti da un pensiero all’altro, non vedi mai quell’intervallo. Se acquisti consapevolezza, vedrai spazi sempre più numerosi; se diventi del tutto consapevole, allora ti si riveleranno spazi immensi. E proprio in quegli spazi, la verità bussa alla tua porta. In quegli spazi si realizza dio, o in qualsiasi altro modo tu voglia chiamare questa esperienza. Accade proprio come con le nuvole: le nuvole si muovono, e possono essere così dense, da non permettere di vedere il cielo nascosto dietro di loro. Si è perduta l’azzurra vastità del cielo; sei completamente avvolto dalle nuvole. In questo caso continua a osservare: una nube si muove e un’altra non è ancora entrata nel tuo campo visivo e… all’improvviso, uno squarcio nell’azzurro del cielo infinito. La stessa cosa accade dentro di te: tu sei l’azzurra vastità del cielo, e i pensieri sono come nubi che si librano sopra di te, ti riempiono. Questa è dunque la prima cosa: la mente non esiste come entità separata, solo i pensieri esistono. La seconda cosa: i pensieri esistono indipendentemente da te; non sono un tutt’uno con la tua natura, ma vanno e vengono, mentre tu continui a esistere, permani. Tu sei come il cielo: è sempre là, né viene, né va. Le nubi invece passano; sono un fenomeno di pochi attimi, non durano in eterno. Anche se cerchi di attaccarti a un pensiero, non puoi trattenerlo a lungo: deve andare, perché nasce e muore. I pensieri non sono tuoi, non ti appartengono. Sono visitatori, ospiti, ma non sono i padroni di casa. Osserva profondamente, e a quel punto sarai davvero il padrone e i pensieri saranno gli ospiti. E finché rimangono tali sono belli, ma se ti dimentichi completamente di essere il padrone di casa, ed essi prendono il tuo posto, allora sarai nei pasticci. Ecco cos’è l’inferno: tu sei il padrone di casa, la casa ti appartiene, ma i padroni sono gli ospiti… ricevili, prenditene cura, ma non ti identificare con loro, altrimenti diventeranno i padroni. La mente diventa il problema, perché i pensieri sono così profondamente radicati in te, che hai scordato completamente le distanze fra te e loro, ha scordato che sono solo dei visitatori che vanno e vengono. Ricorda sempre colui che dimora in te: quella è la tua natura. Stai sempre attento a ciò che mai va e mai viene, proprio come il cielo. Cambia la “gestalt”: non ti fissare sui visitatori; rimani radicato nella consapevolezza di essere il padrone: gli ospiti potranno andare e venire. Il mattino, il giorno, la sera, vengono e poi se ne vanno; arriva la notte e poi ancora il mattino. Tu permani (non in quanto “tu”, perché anche questo è un pensiero) in quanto pura consapevolezza; non il tuo nome, anche questo è un pensiero; non la tua forma, anch’essa è un pensiero; non il tuo corpo, perché un giorno ti accorgerai che anch’esso è un pensiero: solo pura consapevolezza, senza nome, senza forma. Solo la purezza, l’assenza di forma e di nome; solo il fenomeno reale dell’essere consapevole; solo questo permane. Se ti identifichi, diventi la mente. Se ti identifichi, diventi il corpo. Se ti identifichi diventi il nome e la forma, e a questo punto il padrone si è perso e tu dimentichi l’eterno e ciò che è momentaneo acquista importanza e rilievo. Ciò che è momentaneo è il mondo, l’eterno è divino. Questa è la seconda intuizione a cui devi giungere: riconoscere che tu sei il padrone e i pensieri sono gli ospiti. Se continui a osservare, presto arriverai al terzo punto: ti accorgerai, cioè, che i pensieri sono stranieri, intrusi, estranei. Nessun pensiero ti appartiene: entrano sempre dall’esterno; tu sei solo un passaggio. Un uccello entra in casa da una porta e vola via da un’altra. Proprio come un pensiero entra e esce da te. Un pensiero è altrettanto esterno a te, quanto un oggetto. Esiste una qualità dell’essere completamente diversa, che nasce dal non pensiero: non pensieri positivi o negativi, semplicemente uno stato di non pensiero. Limitati ad osservare, rimani consapevole, ma non pensare. E se qualche pensiero entra… ed entrerà sicuramente, perché i pensieri non sono tuoi, galleggiano nell’aria. Tutt’intorno esiste una noosfera, una sfera del pensiero che ti circonda completamente. Così come l’aria, il pensiero è tutt’intorno a te, e continua a entrare in te per conto suo: si ferma solo col crescere della tua consapevolezza. Allorché diventi più consapevole, il pensiero scompare semplicemente, si dissolve, perché la consapevolezza crea un’energia più forte del pensiero. La consapevolezza è come il fuoco per il pensiero. Quando accendi una lampada in casa, l’oscurità non riesce più a entrare; la spegni, e da ogni parte il buio si diffonde: in meno di un attimo ti avvolge. L’oscurità non entra in una casa con le luci accese; i pensieri sono come l’oscurità: entrano soltanto se all’interno non c’è luce. La consapevolezza è un fuoco: più diventi consapevole, meno pensieri entrano in te. Se ti integri veramente nella tua consapevolezza, i pensieri non entrano in te: diventi come una cittadella inespugnabile, niente può penetrarvi. Ciò non significa essere chiusi, anzi, vuol dire essere incondizionatamente aperti, ma la stessa energia della consapevolezza diventa la tua roccaforte. E se i pensieri non possono entrare in te, ti gireranno intorno e se ne andranno. Li vedrai arrivare e, semplicemente, non appena ti arrivano vicini, prenderanno un’altra strada. A quel punto potrai andare ovunque, niente potrà sfiorarti più. Questo è ciò che intendiamo per illuminazione.

Osho

The peace and the not mind

The problem, which is the basis of all problems, is the mind itself. So, first thing you need to know what is the mind, what material is made, whether an entity or just a process, whether substantive or only an appearance. And, unless you know the nature of mind, you will never solve any problem in your life. You may strive, but if you try to solve individual problems, individual, you are destined to fail. In fact, there is one particular problem: the mind is the problem. Even if you solve this or that problem, it will not help, because the root remains untouched. It ‘just like pruning the branches of a tree, prune without eliminating it. Sprout new leaves, new branches will grow, even more than before, pruning helps the tree to become more lush. Destroy yourself, not the tree. In that struggle, wasting energy, time, life, and the tree will become stronger, thicker and thicker. Do not attempt to solve individual problems separately: they do not exist, the mind itself is the problem. But the mind is hidden underground, which is why I say that is the root: not seen. When you’re facing a problem, this is the sunlight, you can see it, and so deceived. Always remember that what you see is never the root: the root is always invisible, it is always hidden. Do not fight with what ever it is manifest, because you’ll be fighting with shadows. If you look at your life, you can understand what I mean. I’m not talking about the mind on a theoretical level, but its practical reality. Here’s the thing: the mind must be dissolved. People come up to me and ask: “How can you get to have a peaceful mind?” And I say, “There is nothing like it. Mind serene? I’ve never heard of.” The mind is never quiet, peace is no-mind. The mind in itself, can never be peaceful, quiet. By its very nature, the mind is in tension, is in a state of confusion. The mind can never be clear, can not be clear, because by its nature is confusion, blurred. Clarity is possible without the mind, peace is possible without the mind, the silence is possible without the mind. So the first thing to do is understand the nature of the mind. If you try to look, you’ll see that you come into something like the mind. It is one thing, looks like a crowd. There are individual thoughts, but you shake so fast that it is impossible to see the intervals between one and another. The set of thoughts – thoughts of millions – they give you the illusion that the mind exists. It ‘just like a crowd: millions of people who flock; there something that can be defined as “crowd”? You can say that there is a crowd, beyond a set of individuals who are gathered in one place? But their being together, that are gathered in groups, it gives you the feeling that there is something you can define “crowd”. This is the first step in understanding the mind. Look and you will find thoughts, but do not meet the mind. And if this observation becomes truly your own experience, many things begin to change. Observe your mind and see where that is. You’ll find that the thoughts float, and that there are spaces between the intermediate and the other one. And if you prolong your observation, you will see that the intervals are more numerous than thought, because every thought must be separated from the other, in fact, each word is separate. And more, go to the bottom, and you’ll find more than one range, and larger and larger. You will see a thought that floats, then a space where there is no thought, then it will be another thought, then another space again. If you are unaware, you can not see these intervals: jumping from one thought to another, you never see that range. If you purchase awareness, you will see more and more space, if you become fully aware, then you will prove immense spaces. And in those spaces, the truth is knocking at your door. God is realized in those spaces, or in any other way you want to call this experience. It happens just like the clouds: the clouds are moving, and can be so dense as not to allow to see the sky behind them. He lost the blue vastness of the sky, you are completely enveloped in clouds. In this case goes on to observe: a cloud moves and another has not yet entered in your field of view e. .. suddenly, a glimpse into the blue of the endless sky. The same thing happens inside you that you are the blue vastness of the sky, and thoughts are like clouds that hover above you, they give you. So this is the first thing the mind does not exist as separate entities, there are only thoughts. The second thing: the thoughts exist apart from you are not one with your nature, but come and go, while you continue to exist, remains. You are like the sky is always there, nor is, nor should we. The clouds pass instead, are a phenomenon of a few moments, do not last forever. Even if you try to cling to a thought, you can not keep him down: it’s going, because it is born and dies. The thoughts are not yours, do not belong. Visitors, guests, but they are the hosts. Look deeply, at which point you will be truly the master and thoughts will be the guests. And as long as these remain are beautiful, but if you forget entirely to be the landlord, and they take your place, then you will be in trouble. That’s what hell is: you are the owner of the house, the house belongs to you, but the owners are the guests … receive them, Take care of it, but do not identify with them, otherwise this will become the masters. The mind becomes the problem, because thoughts are so deeply rooted in you that you have completely forgotten the distance between you and them, has forgotten that they are only visitors who come and go. Always remember the one who dwells in you: that is your nature. Always be careful what you never and never will be, just as the sky. Change the “Gestalt” do not lay down on the visitors, remain rooted in the awareness of being the master, guests can come and go. The next morning, day, evening, come and then leave, come the night and then again in the morning. You remain (not as “you”, because this is a thought) as pure consciousness, not your name, this is a thought, not your form, it too is a thought, not your body, because one day you will realize that it is also a thought: only pure consciousness, nameless, formless. Only the purity, the absence of form and name, only the real phenomenon of being conscious; only this remains. If you identify with, the mind becomes. If you identify with, becomes the body. If you identify the name and becomes the form, and at this point the master is lost and you forget what is eternal and the momentary gains importance and relevance. What is the world is momentary, the eternal is divine. This is the second insight that you have come to recognize that you are the master and thoughts are the guests. If you continue to see, soon you will come to the third point: you will see, that is, that thoughts are foreign intruders, strangers. No thought is yours: always enter from the outside, you’re just a step. A bird enters the house through a door and flies away from another. Just as a thought comes in and goes out to you. A thought is just outside of you, as an object. There is a quality of being completely different, that comes from not thinking, not thoughts, positive or negative, is not simply a state of mind. Limited to observing, stay aware but not thinking. And if some thought enters … and surely will, because they are not your thoughts, floating in the air. All around there is a noosphere, a sphere of thought that surrounds you completely. Just as the air, the thought is all around you, and you still get in on his own: just stop with the growth of your consciousness. When becoming more aware, thinking simply disappear, dissolve, because consciousness creates stronger energy of thought. Awareness is like fire to the thought. When you light a lamp at home, the darkness can no longer enter, turn it off, and the darkness spread all over in less than a second you wrap. The darkness does not go into a house with the lights on, the thoughts are like the darkness: enter only if there is no light inside. Awareness is a fire: more aware you become, the less thoughts come into you. If you really integrate into your awareness, thoughts do not come in you: become like an impregnable citadel, nothing can penetrate it. This does not mean to be closed, rather, is to be unconditionally open, but the same energy awareness becomes your stronghold. And if the thoughts you can not get in, you will turn around and leave. You’ll see them coming, and just as soon as you get close, take another route. Then you can go anywhere, nothing can more touching you. This is what we mean by enlightenment.

Osho

Briciole di pensiero


L’albero di mango

Un uomo molto anziano stava scavando nel suo giardino. “Cosa stai facendo? ”, gli chiesero.
“Pianto alberi di mango”, rispose. “Pensi di riuscire a mangiarne? ”.
“No, io non vivrò abbastanza, ma gli altri sì. Per tutta la vita ho gustato manghi piantati da altri.
Questo è il mio modo di dimostrare la mia riconoscenza”

Anthony De Mello

Per la strada vidi una ragazzina che tremava di freddo.
Aveva un vestitino leggero e ben poca speranza in un pasto decente.
Mi arrabbiai e dissi a Dio:
“Perché permetti questo? Perché non fai qualcosa?”
Per un po’ Dio non disse niente.
Poi improvvisamente, quella notte mi rispose:
“Certo che ho fatto qualcosa. Ho fatto te”.

Un discepolo una volta si lamentava con il maestro: “Ci racconti delle storie, ma non ci sveli mai il loro significato”.
Il maestro disse: “Che ne diresti se qualcuno ti offrisse un frutto e lo masticasse prima di dartelo?”.
Nessuno può sostituirsi a te per trovare il tuo significato. Neppure il maestro.

da: “Il Canto degli Uccelli” di Anthony De Mello – Ed. Paoline

«L’uomo che ha accettato con tutto il cuore l’oscurità,
scopre che essa è diventata Luce.
E chi accoglie il dolore a braccia aperte
scopre che per lui esiste solo felicità.»

Osho

The mango tree

A very old man was digging in his garden. “What are you doing? “They asked.
“Wailing mango trees,” he said. “Think you can eat? “.
“No, I will not live enough, but the others do. All my life I have enjoyed mangoes planted by others.
This is my way of showing my gratitude “

Anthony De Mello

In the street I saw a girl who was shaking with cold.
He was lightly dressed and very little hope for a decent meal.
I got angry and said to God:
“Why did you allow this? Why not do something?”
For a while, ‘God said nothing.
Then suddenly, one night I said:
“Of course I have done something. I made you.”

A disciple once complained to the teacher: “We tell stories, but there never reveal their meaning.”
The master said: “What would you say if someone offered you fruit and chewed before you give it to you?”.
No one can replace you to find your own meaning. Not even the teacher.

by: “The Song of the Birds” by Anthony De Mello – Ed Pauline

“The man who has wholeheartedly accepted the darkness,
discovers that it has become light.
Anyone who welcomes him with open arms the pain
discovers that there is only happiness for him. “

Osho

The Best of Patti Smith


[youtube https://www.youtube.com/playlist?list=PL6A0E9CCF4B45E549 ]

Patricia Lee Smith (Chicago, 30 dicembre 1946) è una cantante e poetessa statunitense. Figura atipica e rivoluzionaria nel rock degli anni ’70, è stata tra le grandi protagoniste del proto-punk e della New wave.[1][2][3] Il grande carisma interpretativo e la suggestiva potenza delle sue liriche le hanno fatto guadagnare il soprannome di ”sacerdotessa maudit del rock”.[4]

La rivista Rolling Stone la inserisce al quarantasettesimo posto nella sua classifica dei 100 migliori artisti

http://it.wikipedia.org/wiki/Patti_Smith

 

Patricia LeePattiSmith (born December 30, 1946)[1] is an American singer-songwriter, poet and visual artist who became a highly influential component of the New York City punk rock movement with her 1975 debut album Horses.[2]

Called the “punk poet laureate”, Smith fused rock and poetry in her work. Smith’s most widely known song is “Because the Night“, which was co-written with Bruce Springsteen and reached number 13 on the Billboard Hot 100 chart in 1978.[2] In 2005, Patti Smith was named a Commander of the Ordre des Arts et des Lettres by the French Ministry of Culture,[3] and in 2007, she was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame.[4] On November 17, 2010, she won the National Book Award for her memoir Just Kids.[5] She is also a recipient of the 2011 Polar Music Prize.

http://en.wikipedia.org/wiki/Patti_Smith

Dimmi chi sono io?


Dimmi chi sono io?
Sono soltanto una rosa
che Tu tieni nel palmo della Tua mano:
briciola nel vento
in cerca della Tua aurora
Luce che rivesta
questa mia anima
per essere libera
di porgere Amore
dove la Tua voce
mi conduce
Dimmi oh Dio
del mio sentiero
e di tutte le volte
che un velo di lacrime
non mi ha fatto vedere
la tua Presenza
Di questo silenzio
increspato da piccole onde
colme del lieve vibrare
di un emozione nuova
Eppure la conoscevo
ne sentivo il profumo
– aria di casa .
e non lo credevo che un sogno
una favola lieta
per chi non ha più nulla
a cui potersi appigliare
Piccola cosa
trattenuta nella Tua mano
posso donare un poco di vita
prima che si possa sciupare
Un petalo per volta
lo voglio sfogliare
e restate senza più nulla
Essere soltato un’ essenza lieve
che abbia portato
gocce del Tuo Amore
e poi nulla vorrei
soltato restare
ancora un istante
avvolta di Luce
Farne tesoro
per tutte le volte
che chi teme ed è smarrito
non sa trovare la strada
che a Te conduca
Farne fiaccola per lenire
ogni ferita
– stella nella notte –
che conduca a lidi di speranza
ma per Te soltanto
Tu lo sai che non sono nulla
ed un giorno
cadrò da quella Tua mano
per essere polvere nel vento
– come Tu mi hai voluta-
felice di aver donato tutto
quel che ero
con il cuore colmo di Vita
18.05.2005 Poetyca

Tell me who I am?

I’m just a rose
You keep it in the palm of your hand:
shred in the wind
Your in search of sunrise
Light that is of
my soul
to be free
Love to extend
where your voice
I leads
Tell me, oh God
of my path
and whenever
a veil of tears
I showed
Your Presence
In this silence
creased by small waves
filled the slight vibration
a new emotion
Yet I knew
I felt the smell
– Homey.
and did not think that a dream
a fairy tale happy
for those who have nothing
to which to cling
little thing
held in your hand
I can give a little life
before it can spoil
A petal at a time
I want to browse
and stay with nothing
Basis only to be a ‘mild essence
that led
drops of Your Love
and then nothing I want
basis only remain
another moment
wrapped in light
to treasure
for all times
and those who fear that is lost
can not find the way
that leads to You
Torch it to soothe
all wounds
– Star in the night –
leading to the shores of hope
but only for you
You know that I am nothing
and one day
I fall from your hand
to be dust in the wind
– As Thou hast willed-
happy to have donated all
what was
with hearts full of Life
18.05.2005 Poetyca