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L’ostacolo alla felicità


L’ostacolo alla felicità 

L’unico problema con la tristezza, la disperazione, la rabbia, l’ansia e l’infelicità, è che vuoi sbarazzartene. Questo è l’unico ostacolo.

Devi vivere con queste emozioni; sfuggire non è possibile. Esse sono le componenti della situazione in cui la vita può crescere e diventare integrata. Sono le sfide della vita. Accettale. Sono benedizioni sotto mentite spoglie. Se vuoi sfuggirle, se vuoi in qualche modo sbarazzartene, allora nasce il problema, perché quando vuoi liberarti di qualcosa non la guardi mai in modo diretto; a quel punto quella cosa cercherà di nascondersi, perché tu la condanni. Andrà più in profondità nell’inconscio, si nasconderà negli angoli più oscuri del tuo essere dove non riuscirai più a trovarla. Si sposterà nella cantina del tuo essere, e lì si nasconderà. Ma, naturalmente, più va in profondità e più problemi provoca, perché si mette ad operare da angoli sconosciuti del tuo essere e tu ti ritrovi completamente impotente.

Quindi la prima cosa è: non reprimere mai. La prima cosa è: ciò che è, è. Accetta e lascia che accada; lascia che appaia proprio davanti a te. In realtà, il solo affermare: “Non reprimere”, non è sufficiente. Se me lo permetti, vorrei dire: “Fattela amica”.
Ti senti triste? Fai amicizia con questa sensazione. Abbine compassione. Anche la tristezza ha un suo essere. Lascialo apparire, abbraccialo; siedi insieme a esso, e tienilo per mano. Sii amichevole. Amalo. La tristezza è bellissima! Non c’è nulla di sbagliato in essa. Che ti ha detto che c’è qualcosa di sbagliato nell’essere tristi? La tristezza può solo darti profondità. La risata è superficiale, la felicità è solo a fior di pelle. La tristezza arriva fino alle ossa, al midollo. Nulla va così in profondità come la tristezza.

Quindi non preoccuparti. Resta con l’emozione, ed essa ti condurrà fino al tuo nucleo più profondo. Viaggerai su quest’onda e sarai in grado di apprendere alcune cose nuove sul tuo essere, cose che non avevi mai saputo prima. Quelle cose possono esserti rivelate solo in uno stato di tristezza, non in uno di gioia. L’oscurità è anch’essa positiva, l’oscurità è anch’essa divina.

Una persona che riesce essere paziente con la sua tristezza, all’improvviso una mattina scoprirà che la felicità sta sorgendo nel suo cuore da qualche fonte nascosta. Quella fonte nascosta è l’esistenza. Ti sei guadagnato la felicità se sei stato autenticamente triste; se sei stato autenticamente disperato, infelice, ti sei guadagnato il paradiso. Ne hai pagato il prezzo.

Affronta la vita, confrontala. Ci saranno momenti difficili, ma un giorno vedrai che quei momenti difficili ti hanno dato forza, proprio perché li hai affrontati. Erano necessari. Mentre li stai attraversando sono difficili, ma dopo vedrai che ti hanno reso più integrato. Senza quei momenti non avresti mai trovato il tuo centro, le tue basi.

Fa’ che esprimere sia una delle regole fondamentali della tua vita. Se devi soffrire per questo, soffri pure, ma non sarai mai un perdente. Quella sofferenza ti renderà sempre più capace di goderti la vita, di celebrare la tua vita.

Osho

Tratto da :
http://www.vivizen.com/2009/06/osho-fare-amicizia-con-le-relazioni.html

The obstacle to happinessThe only problem with sadness, despair, anger, anxiety and unhappiness, is that you want to get rid of it. This is the only obstacle.You have to live with these emotions, you can not escape. They are the components of the situation in which life can grow and become integrated. These are the challenges of life. Accept them. They are blessings in disguise. If you want to escape it, if you want to get rid of in some way, then comes the problem, because when you want to get rid of something do not ever look directly at which point it will try to hide that thing, that you condemn. It will go deeper into the unconscious, will hide in the darkest corners of your being where you will not be able to find it. Will move to the basement of your being, and there will be hidden. But, of course, is more deeply and causes more problems, because it puts to operate from unknown corners of your being and you find yourself completely powerless.

So the first thing is do not ever suppress. The first thing is: what is, is. Accept and let it happen, let it appear in front of you. In fact, the only state: “Do not repress” is not enough. If you let me, let me say: “Get it friend.”
Do you feel sad? Make friends with this feeling. Take good compassion. Even sadness has its being. Let him appear, embrace him, sit with it, and hold hands. Be friendly. Love it. Sadness is beautiful! There is nothing wrong with it. What did he say that there is something wrong with being sad? Sadness can only give you depth.Laughter is superficial happiness is only skin-deep. The sadness comes down to the bone, the marrow. Nothing is so deep as sadness.

So do not worry. Stay with emotion, and it will lead you to your deepest core. You’ll travel on this wave and you will be able to learn some new things about your being, things that you never knew before. Those things I can be revealed only in a state of sadness, not one of joy. Darkness is also positive, darkness is also divine.

A person who can be patient with his sadness, suddenly one morning discovers that happiness is rising in his heart from some hidden source. That is the hidden source of life. You have earned happiness if you were truly sad, if you have been truly desperate, unhappy, you’ve earned heaven. Have you paid the price.

Goes through life, compare. There are difficult moments, but one day you’ll see that those difficult times you have given strength, just because you’ve dealt with. Were necessary. While they’re going through is difficult, but after that you’ll have made more integrated. Without those moments you never find your center, your bases.

It ‘is that expressing one of the fundamental rules of your life. If you suffer for it, suffer as well, but you’ll never be a loser. That suffering will make you more able to enjoy life, to celebrate your life.

Osho

Taken from:
http://www.vivizen.com/2009/06/osho-fare-amicizia-con-le-relazioni.html

Il momento perfetto


Il momento perfetto

Il momento perfetto è quello in cui nulla può succedere per renderlo più
speciale di come già è.

Può capitare in qualunque istante, da soli o in compagnia, con la pioggia o
col sole, di giorno o di notte.

Quel che conta è che è perfetto esattamente così com’è.

Non è carente e non abbonda.

E’ quel momento in cui può capitare di pensare: se morissi adesso, morirei
felice.

I momenti perfetti sono quelli che cerchiamo di far tornare ricreando le
stesse situazioni, per poi accorgerci che anche con tutte le variabili
rimesse al loro posto, le sensazioni non sono le stesse: i momenti perfetti,
infatti, sono irripetibili.

Quanto dura un momento perfetto? Non c’è un limite stabilito: diciamo finché
non arriva qualcosa a spezzarne l’equilibrio.

Può essere breve come un battito d’ali di farfalla, o lungo come l’apnea di
una balena.

Può essere talmente intenso da sentire il cuore che quasi scoppia nel petto,
o arrivare tanto leggermente che ti accorgi che era perfetto solo quando è
ormai passato.

Quanti momenti perfetti si possono vivere nella propria vita? Molto pochi, a
meno che non si conosca il segreto per coglierli.

Il segreto per cogliere il momento perfetto è tanto semplice quanto
difficile.

E’ la presenza a sé stessi con ogni fibra del proprio essere, con ogni
pensiero e sensazione, di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, nell’
azione o nel riposo.

In ogni caso, ti lascia la sensazione che è per questo che viviamo: per
assaporarne la gioia pacata con la certezza che prima o poi, chissà in quale
forma, il momento perfetto si ripresenterà a dirti che la vita ha uno scopo,
e che tale scopo è perfetto.

Shoshin

The perfect time

The perfect moment is one in which nothing can happen to make it more
Special as already is.

It can happen at any moment, alone or in company, with rain or
with the sun, day or night.

What matters is that it is perfect exactly as it is.

It is weak and does not abound.

It ‘s that time when it can happen to think if I died now, I would die
happy.

The perfect moments are the ones who are trying to bring back recreating the
same situations, to then realize that even with all variables
returned to their place, the feelings are not the same: the perfect moments,
in fact, are not recoverable.

How long does a perfect moment? There is a threshold; say until
not something comes to spezzarne the balance.

It can be as short as a butterfly flapping its wings, or as long as the apnea
a whale.

May be so intense as almost breaks my heart in my chest,
or get slightly so that you realize that it was perfect only when it is
gone.

How many perfect moments you can experience in your life? Very few,
Unless you know the secret to catch them.

The secret to capture the perfect moment is as simple as
difficult.

It ‘presence for themselves with every fiber of his being, with each
thought and feeling, of being in the right place at the right time, in ‘
action or in repose.

In any case, it leaves you feeling that is why we live for
savor the quiet joy in the knowledge that sooner or later, who knows what
form, the perfect moment will recur to tell you that life has a purpose,
and that this aim is perfect.

Shoshin

Tu sogna


Tu sogna

Chiudi gli occhi
sogna e respira
luce del mondo
che accorda un canto
d’armonia e pace
un solo cuore che batte
una sola voce che armonizza
gioia e colore vivo:
arcobaleni danzanti
che in una sola notte
abbracciano il mondo
e fanno svanire tutte le paura.

Chiudi gli occhi e credi
come io credo
che tutto è forza
che abbraccia ed accoglie
con compassione e speranza
la vera vita

21.11.2009 Poetyca

You dream

Close your eyes
dreams and breathes
Light of the World
granting a song
of harmony and peace
one heart that beats
one voice harmonizing
joy and bright color:
rainbows dancing
that in one night
embrace the world
and they vanish all fear.

Close your eyes and think
as I believe
that everything is under
that embraces and welcomes
with compassion and hope
real life

21.11.2009 Poetyca

Fede


Fede

“Il rispetto, l’ammirazione e la venerazione che i discepoli
nutrono per il proprio istruttore, devono servire prima di tutto
a stimolarli nel loro lavoro, altrimenti, quel rispetto,
quell’ammirazione e quella venerazione rappresentano un fardello
per l’istruttore, e i discepoli non imparano nulla.
Alcuni credono nel loro Maestro come credono in Dio: si illudono
che la propria fede li salverà e che il Maestro compirà per
loro dei miracoli. No, la sola fede – pur se riposta in Dio o
in un Maestro – non ha mai salvato nessuno. Quindi, i discepoli
smettano di contare sui miracoli che secondo loro il Maestro può
fare per essi: avanzeranno più in fretta, poiché a quel punto
egli li aiuterà veramente. Se rimangono lì, con gli occhi
sempre fissi sul Maestro e aspettando tutto da lui, lo
paralizzano: il Maestro non può fare niente per loro ed essi
rimangono sterili. Ma lavorino, invece, si preparino! Nel momento
in cui saranno pronti, riceveranno un aiuto.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

 

Faith – in a Master is not enough; you have to work

“The respect, admiration and veneration disciples have toward their teacher must serve, above all else, as a stimulus for their own work. Otherwise, their respect, admiration and veneration are a burden for him, and the disciples learn nothing.
Some believe in their Master the way they believe in God, believing their faith will save them and the Master will work miracles for them. No, faith alone, whether in God or in a Master, has never saved anyone. So, disciples should stop counting on the miracles they imagine their Master can do for them, and they will progress more quickly, for then he will really be able to help them. If they are always looking to him, expecting everything from him, they paralyse him, he can do nothing for them and they remain unproductive. But if they work and prepare themselves, as soon as they are ready they will receive help.”

Omraam Mikhael Aivanhov

Nello stesso oceano


Nello stesso oceano

Siamo tutti immersi nello stesso mare,
possiamo vivere la sua essenza, comprendere la presenza dell’acqua,
eppure ogni essere ne coglie diversi aspetti, sente un diverso ritmo
nelle sue onde. Se andassimo tutti a riva per osservare e ci scambiassimo
le informazioni, potremmo scoprire come ogni essere ne veda solo un aspetto.

Solo quando, con accoglienza e senza aggrapparci al credere in noi l’unica
verità possibile, sappiamo accogliere il punto di vista degli altri, siamo in grado di capire cosa davvero sia il mare.

Ma sarebbe ancora soltanto una parte, poichè non conosciamo ancora ” il grande oceano”.
Dovremmo allora tentare di non aggrapparci a quello che possiamo conporendere, a quello che crediamo essere la realtà, poichè sono tante le bracciate che non abbiamo mai fatto per raccogliere davvero l’esperienza dell’oceano.

10.05.2009 Poetyca

At the same ocean

We are all immersed in the same sea,
we can live its essence, to understand the presence of water,
and yet every captures different aspects, he hears a different rhythm
in its waves. If we all go to the shore to watch and we exchanged
information, we may discover how to see it all be just one aspect.

Only when, without holding on to the reception and we believe in the only
truth as possible, we accept the point of view of others, we are able to understand what really is the sea.

But it would still be only a part, since we do not know yet the great ocean.”
We should then groped not to cling to what we can conporendere, what we believe to be the reality, because there are so many strokes that we never really made ​​to collect the experience of the ocean.

10.05.2009 Poetyca

 

Unico cuore


Unico cuore

Un piccolo angelo
con la purezza nell’anima
un sorriso che porta luce
in un mondo che offre vuote parole

Un uomo grande
nei gesti e nella forza
in semplice offerta
di scaglie di cielo

Un attimo ancora caro amico
per disegnare nel mondo
la speranza nella quale
anche io credo

Una sicura presenza
dove il silenzio è gesto
che senza parole
sa condurre nel profondo

Una complice attesa
della stella del mattino
per portare nel mondo
un unico cuore

03.11.2009 Poetyca

Single heart

A little angel
with pure soul
a smile that brings light
in a world that offer empty words

A great man
gestures and strength
in simple offer
sky flakes

A moment yet my friend
to draw the world
the hope in which
I also believe

Definite presence
where silence gesture
without words
sa lead deep

An accomplice waiting
of the morning star
to bring the world
one heart

03.11.2009 Poetyca

Credenti


“Ci sono tre tipi di devoti”, diceva il Maestro “I credenti che
frequentano la chiesa e si accontenano di questo; i credenti che
vivono una vita retta, ma non fanno alcuno sforzo per raggiungere
l’unità con Dio; e i credenti che sono decisi a scoprire la loro vera
identità”.

Paramahansa Yogananda

“There are three types of devotees,” said the Master, “I believe that
attend church and accontenano of this, believers
live a good life, but they make no effort to reach
unity with God, and the believers who are determined to discover their true
identity. “

Paramahansa Yogananda

Una perla la giorno – Lao Tzu


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“Rispetta la vincita del tuo prossimo
come se fosse la tua,
e la sconfitta del tuo prossimo
come se fosse la tua”

Lao Tzu T’ai Shang Kan Ying P’ien 213-218.

“Respect the winning your next
as if it were your own,
and the defeat of your next
as if it were your own “

Lao Tzu T’ai Shang Kan Ying P’ien 213-218.

Raggiungere la serenità


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Credo che nessuno riesca a raggiungere una completa serenità perché siamo abituati a considerare con nostalgia il passato ricordandolo più roseo di quanto non fosse, e viviamo il presente considerandolo peggiore di quanto non sia, immaginando un futuro migliore di quello che sarà. Il valore della vita non sta nel classificare il tempo. ma nell’uso che ne facciamo.

Romano Battaglia, Foglie, 2009
I believe that nobody can reach a complete serenity because we are accustomed to consider the past with nostalgia remembering brighter than it was, and we live this considering it worse than it is, imagining a better future than they will. The value of life is not to classify the time. but in the use we make of it.

Romano Battaglia, Leaves, 2009

Buona ricerca


Buona ricerca

Quando tu vuoi cercare la Verità, non restare nel chiasso, essa svanirebbe.
Tu immergiti nel silenzio, dove nulla distrae il tuo ascolto, tu non fare vagare la mente da una immagine ad una altra. Tu semplicemente ascolta dentro di te cosa dice il tuo cuore.

Tu non ti aggrappare ad una aspettativa, tu non ti gonfiare di orgoglio credendo di avere realizzato un traguardo solo per avere sperimentato una piccola Siddhi ( potere esteriore che nasce da una piccola realizzaziione interiore di noi stessi), non è questo il motivo della ricerca, tu vai avanti sicuro e non perdere mai la tua volontà e la fiducia in te stesso.

Un giorno, dopo avere attraversato il deserto, quando tu guarderai alle tue spalle ti accorgerai di come tu sia stato capace di camminare a lungo e di come la forza sia sempre stata in te, come la speranza sia stata la tua lampada nel buio della notte.
Tu ti accorgerai che in te hai già tutto e che non sei mai stato solo: l’amore è la più grande potenza che sa condurre oltre ogni difficoltà, tu ama e dimentica il sudore e la fatica, tu ama e saprai sempre trovare
la strada giusta che ti impedisce di perderti nelle tenebre.

01.01.2009 Poetyca

Good search

When you want to search for the truth, do not stay in the noise, itwould vanish.
You immerse yourself in the silence, where nothing distracts yourlistening, you do not mind wander from one image to another. Yousimply listen in to what you said in your heart.

You do not cling to an expectation, you do not swell with pridethinking of having achieved a goal only to have experienced a smallSiddhi (external power that comes from a small inner realizzaziione of ourselves), this is not the reason for the research, sure you go onand never lose your will and trust in yourself.

One day, after crossing the desert when you will look behind youyou’ll see how you were able to walk and how long the power hasalways been in you, that hope has been your lamp in the darkness of the night .
You realize that you already have everything that you’ve never beenjust that: love is the greatest power that knows how to carry overevery difficulty, you love and forget the sweat and toil, you’ll always know you love and find
the right way that prevents you from getting lost in the darkness.

01.01.2009 Poetyca

Verità e sogno


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Verità e sogno

Disciogli grani di sale
in gocce di luna
al centro del cuore
emoliente dolcezza
dissolve ogni dolore
Figli della sorte e del tempo
siamo tutti
in ricerca di senso
danza di memorie ataviche
intessute d’esperienza
Respiro d’amore
abbraccia
il vecchio ed il nuovo:
Incantesimo perfetto
tra verità e sogno

17.06.2013 Poetyca

Truth and dream

You dissolve grains of salt
in drops of moon
at the center of the heart
softening sweetness
dissolves all pain
Sons of fate and time
we are all
in search for meaning
dance of atavistic memories
interwoven with experience
Breath of Love
embraces
the old and the new:
  perfect spell
between truth and dream

17.06.2013 Poetyca

Preghiera


Preghiera

 

« Il pregare è nella religione ciò che il pensiero è nella filosofia. Il senso religioso prega come l’organo del pensiero pensa »
Novalis

La preghiera è una delle pratiche comuni a tutte le religioni. Essa consiste nel rivolgersi alla dimensione del sacro con la parola o con il pensiero; gli scopi della preghiera possono essere molteplici: invocare, chiedere un aiuto, lodare, ringraziare, santificare, o esprimere devozione o abbandono. La preghiera è solitamente considerata come il momento in cui l’uomo ‘parla’ al sacro, mentre la fase inversa è la meditazione, durante la quale è il sacro che ‘parla’ all’uomo.
La preghiera può essere personale, oppure liturgica; solitamente questa seconda forma si ritrova come preghiera scritta (o comunque tramandata in qualche modo). Una delle forme di preghiera più diffuse è il canto devozionale.
Secondo la dottrina cattolica, quando l’uomo prega si eleva a Dio in modo cosciente. Il “tappeto di preghiera” è un piccolo tappeto che i musulmani usano per inginocchiarsi durante le preghiere giornaliere.

Forme di preghiera pubblica

Nell’ebraismo sono previsti per gli uomini tre preghiere nei giorni feriali, in ricordo dei sacrifici di animali e vegetali che venivano praticati nel Santuario: l’Arvith, Shachrith e Minchah. Le preghiere sono quattro il sabato e altri giorni particolari (5 volte per Yom Kippur). L’ordine delle preghiere si trova nel Siddur, il tradizionale libro delle preghiere ebraico. Sebbene la preghiera individuale sia valida, pregare con un minyan (numero minimo di dieci maschi adulti) è considerato ideale. Molte sinagoghe hanno un hazzan, cioè un cantore che guida la preghiera della comunità.
Nel Cristianesimo la forma classica e più antica di preghiera pubblica sono le ore canoniche, cioè momenti fissi durante la giornata in cui vengono recitati (o cantati) dei salmi più altre preghiere, dalla bibbia o composte dalle Chiese, oltre a inni e intercessioni. Di origine antichissima (la struttura è stata ereditata dalla preghiera ebraica sinagogale e del Tempio di Gerusalemme), le ore canoniche ebbero particolare rilievo nelle comunità monastiche come ufficio corale.
Nell’Islam la preghiera canonica è chiamata ṣalāt, prescritta 5 volte al giorno, in forma singola o collettiva, anche se sono previste e consigliate altre preghiere volontarie.

Forme di preghiera privata

Nelle devozioni private esistono vari tipi di preghiere, che hanno un unico fine: elevare l’anima a Dio. Elevare l’anima a Dio è infatti la definizione ufficiale della preghiera così come riportato dal Catechismo della Chiesa Cattolica.
In realtà, come dice la Bibbia (Sap 1,7 e At 17,28), noi già viviamo ed esistiamo dentro Dio; come pure affermano alcune tradizioni religiose antiche dei popoli asiatici e americani. Essendo però Dio di natura trascendente e spirituale, la sua presenza non appare sempre immediatamente percepibile ed evidente. Ecco perché è necessario elevare l’anima a Dio, cioè compiere un atto di volontà (la volontà è una delle tre potenze dell’anima insieme alla memoria e all’intelletto) che ci rende più attenti, più sensibili, più partecipi di questa presenza che è sempre e ovunque. I modi di muovere la volontà e dunque l’anima a questa consapevolezza e a questa comunione sono molti e diversi. La tradizione cattolica ne enumera svariate decine che sono state ispirate dai santi nel corso dei secoli passati e che hanno trovato una eco più o meno duratura e diffusa, in funzione della semplicità, della praticità e della bellezza delle stesse modalità di preghiera.
Tra le forme private di preghiera più diffuse dalla tradizione cristiana troviamo:
la preghiera biblica (che utilizza direttamente le parole della Sacra Scrittura oppure che parte dalla lettura della Bibbia per poi aprirsi al colloquio personale con Dio, come fa la lectio divina);
il colloquio personale con Dio (che l’uomo può vivere in qualunque tempo e luogo);
il Santo Rosario (una forma devozionale nata nel Medioevo e diffusa oggi in tutti i popoli cattolici);
il culto delle immagini (fondato sul fatto che l’immagine sacra subito richiama alla mente la persona divina rappresentata e diffuso, oltre che nelle chiese, specialmente nei luoghi dove le chiese e i luoghi di culto pubblico sono lontani); tale culto non è accettato dal Protestantesimo;
la via crucis (devozione nata nel Medioevo e diffusa nel XVII secolo da san Leonardo da Porto Maurizio);
la vigilanza (cioè l’atteggiamento interiore dell’uomo che vigila sui suoi pensieri, discernendo quelli buoni da quelli malvagi per coltivare quelli buoni e rinnegare, dissolvere, dimenticare quelli malvagi);
la ripetizione (cioè l’atto della volontà che dà inizio ad un ciclo ripetitivo di brevi invocazioni o preghiere ben conosciute, che l’uomo ripete dentro di sé fino a formare un tappeto morbido e robusto sul quale l’anima si stende e si rilassa per poi entrare nella contemplazione);
la contemplazione (è la forma di preghiera considerata più santa, in quanto comunione stessa con il Santo, essendo stata definita dall’uomo la santità come la natura stessa di Dio; la contemplazione è la presenza viva di Dio nell’uomo che ispira direttamente pensieri, parole, immagini, azioni, per cui nella contemplazione l’uomo vede ciò che Dio vede, sente ciò che Dio sente, fa ciò che Dio fa);
la meditazione (è il fluire o il sorgere di pensieri che vengono suggeriti, stimolati, ispirati dalle fonti più diverse: ricordi, incontri, discorsi, letture, fatti, immagini, simboli, etc. Essendo immenso il bacino di spunti per la meditazione, essa è probabilmente la forma di orazione più praticata di ogni tempo).

Bibliografia

Jörg Zink, Come pregare, Claudiana, Torino 1988.
Giordano Berti, Preghiere di tutto il mondo, Vallardi, Milano 1999.
Gérald Messadié (a cura di), Il piccolo libro delle preghiere, Armenia, Milano 2003.
Catechismo della Chiesa Cattolica (di cui la Parte Quarta è interamente dedicata alla preghiera)

Prayer

Prayer is a form of religious practice that seeks to activate a volitional rapport to God or spirit through deliberate practice. Prayer may be either individual or communal and take place in public or in private. It may involve the use of words or song. When language is used, prayer may take the form of a hymn, incantation, formal creed, or a spontaneous utterance in the praying person. There are different forms of prayer such as petitionary prayer, prayers of supplication, thanksgiving, and worship/praise. Prayer may be directed towards a deity, spirit, deceased person, or lofty idea, for the purpose of worshipping, requesting guidance, requesting assistance, confessing sins or to express one’s thoughts and emotions. Thus, people pray for many reasons such as personal benefit or for the sake of others.
Most major religions involve prayer in one way or another. Some ritualize the act of prayer, requiring a strict sequence of actions or placing a restriction on who is permitted to pray, while others teach that prayer may be practiced spontaneously by anyone at any time.
Scientific studies regarding the use of prayer have mostly concentrated on its effect on the healing of sick or injured people. The efficacy of petition in prayer for physical healing to a deity has been evaluated in numerous studies, with contradictory results There has been some criticism of the way the studies were conducted

Forms of prayer

Various spiritual traditions offer a wide variety of devotional acts. There are morning and evening prayers, graces said over meals, and reverent physical gestures. Some Christians bow their heads and fold their hands. Some Native Americans regard dancing as a form of prayer. Some Sufis whirl. Hindus chant mantras. Orthodox Jews sway their bodies back and forth[10] and Salah for Muslims (“kneel and prostrate as seen on the right”). Quakers keep silent. Some pray according to standardized rituals and liturgies, while others prefer extemporaneous prayers. Still others combine the two.
These methods show a variety of understandings to prayer, which are led by underlying beliefs.
These beliefs may be that
the finite can communicate with the infinite
the infinite is interested in communicating with the finite
prayer is intended to inculcate certain attitudes in the one who prays, rather than to influence the recipient
prayer is intended to train a person to focus on the recipient through philosophy and intellectual contemplation
prayer is intended to enable a person to gain a direct experience of the recipient
prayer is intended to affect the very fabric of reality as we perceive it
prayer is a catalyst for change in oneself and/or one’s circumstances, or likewise those of third party beneficiaries
the recipient desires and appreciates prayer
or any combination of these.[citation needed]
The act of prayer is attested in written sources as early as 5000 years ago. Some anthropologists, such as Sir Edward Burnett Tylor and Sir James George Frazer, believed that the earliest intelligent modern humans practiced something that we would recognize today as prayer.
Friedrich Heiler is often cited in Christian circles for his systematic Typology of Prayer which lists six types of prayer: primitive, ritual, Greek cultural, philosophical, mystical, and prophetic

The act of worship

Prayer has many different forms. Prayer may be done privately and individually, or it may be done corporately in the presence of fellow believers. Prayer can be incorporated into a daily “thought life”, in which one is in constant communication with a god. Some people pray throughout all that is happening during the day and seek guidance as the day progresses. This is actually regarded as a requirement in several Christian denominations,[15] although enforcement is not possible nor desirable. There can be many different answers to prayer, just as there are many ways to interpret an answer to a question, if there in fact comes an answer.[15] Some may experience audible, physical, or mental epiphanies. If indeed an answer comes, the time and place it comes is considered random. Some outward acts that sometimes accompany prayer are: anointing with oil;[16] ringing a bell;[17] burning incense or paper;[18] lighting a candle or candles;[19] facing a specific direction (i.e. towards Mecca[20] or the East); making the sign of the cross. One less noticeable act related to prayer is fasting.
A variety of body postures may be assumed, often with specific meaning (mainly respect or adoration) associated with them: standing; sitting; kneeling; prostrate on the floor; eyes opened; eyes closed; hands folded or clasped; hands upraised; holding hands with others; a laying on of hands and others. Prayers may be recited from memory, read from a book of prayers, or composed spontaneously as they are prayed. They may be said, chanted, or sung. They may be with musical accompaniment or not. There may be a time of outward silence while prayers are offered mentally. Often, there are prayers to fit specific occasions, such as the blessing of a meal, the birth or death of a loved one, other significant events in the life of a believer, or days of the year that have special religious significance. Details corresponding to specific traditions are outlined below.


Pre-Christian Europe

Etruscan, Greek, and Roman paganism
In the pre-Christian religions of Greeks and Romans (Ancient Greek religion, Roman religion), ceremonial prayer was highly formulaic and ritualized.[21][22] The Iguvine Tables contain a supplication that can be translated, “If anything was said improperly, if anything was done improperly, let it be as if it were done correctly.”
The formalism and formulaic nature of these prayers led them to be written down in language that may have only been partially understood by the writer, and our texts of these prayers may in fact be garbled. Prayers in Etruscan were used in the Roman world by augurs and other oracles long after Etruscan became a dead language. The Carmen Arvale and the Carmen Saliare are two specimens of partially preserved prayers that seem to have been unintelligible to their scribes, and whose language is full of archaisms and difficult passages.
Roman prayers and sacrifices were often envisioned as legal bargains between deity and worshipper. The Roman principle was expressed as do ut des: “I give, so that you may give.” Cato the Elder’s treatise on agriculture contains many examples of preserved traditional prayers; in one, a farmer addresses the unknown deity of a possibly sacred grove, and sacrifices a pig in order to placate the god or goddess of the place and beseech his or her permission to cut down some trees from the grove

Germanic paganism

An amount of accounts of prayers to the gods in Germanic paganism survived the process of Christianization, though only a single prayer has survived without the interjection of Christian references. This prayer is recorded in stanzas 2 and 3 of the poem Sigrdrífumál, compiled in the 13th century Poetic Edda from earlier traditional sources, where the valkyrie Sigrdrífa prays to the gods and the earth after being woken by the hero Sigurd.
A prayer to the bigger god Odin is mentioned in chapter 2 of the Völsunga saga where King Rerir prays for a child. His prayer is answered by Frigg, wife of Odin, who sends him an apple, which is dropped on his lap by Frigg’s servant in the form of a crow while Rerir is sitting on a mound. Rerir’s wife eats the apple and is then pregnant with the hero Völsung. In stanza 9 of the poem Oddrúnargrátr, a prayer is made to “kind wights, Frigg and Freyja, and many gods,” although since the poem is often considered one of the youngest poems in the Poetic Edda, the passage has been the matter of some debate.[26]
In chapter 21 of Jómsvíkinga saga, wishing to turn the tide of the Battle of Hjörungavágr, Haakon Sigurdsson eventually finds his prayers answered by the goddesses Þorgerðr Hölgabrúðr and Irpa (the first of the two described as Haakon’s patron goddess) who appear in the battle, kill many of the opposing fleet, and cause the remnants of their forces to flee. However, this depiction of a pagan prayer has been criticized as inaccurate due to the description of Haakon dropping to his knees.
The 11th century manuscript for the Anglo-Saxon charm Æcerbot presents what is thought to be an originally pagan prayer for the fertility of the speaker’s crops and land, though Christianization is apparent throughout the charm.[28] The 8th century Wessobrunn Prayer has been proposed as a Christianized pagan prayer and compared to the pagan Völuspá[29] and the Merseburg Incantations, the latter recorded in the 9th or 10th century but of much older traditional origins

Abrahamic religions

Bible
In the common Bible of the Abrahamic religions, various forms of prayer appear; the most common forms being petition, thanksgiving, and worship. The longest book in the Bible is the Book of Psalms, 150 religious songs which are often regarded as prayers. Other well-known Biblical prayers include the Song of Moses (Exodus 15:1-18), the Song of Hannah (1 Samuel 2:1-10), and the Magnificat (Luke 1:46-55). But perhaps the best-known prayer in the Christian Bible is the Lord’s Prayer (Matthew 6:9–13; Luke 11:2-4).
See also: Tanakh, New Testament, Prayer in the Hebrew Bible, and Prayer in the New Testament

Judaism

Jews pray three times a day, with lengthier prayers on special days, such as the Shabbat and Jewish holidays. The siddur is the prayerbook used by Jews all over the world, containing a set order of daily prayers. Jewish prayer is usually described as having two aspects: kavanah (intention) and keva (the ritualistic, structured elements).
The most important Jewish prayers are the Shema Yisrael (“Hear O Israel”) and the Amidah (“the standing prayer”).
Communal prayer is preferred over solitary prayer, and a quorum of 10 adult males (a minyan) is considered by Orthodox Judaism a prerequisite for several communal prayers.

Rationalist approach to prayer

In this view, ultimate goal of prayer is to help train a person to focus on divinity through philosophy and intellectual contemplation. This approach was taken by Maimonides and the other medieval rationalists. One example of this approach to prayer is noted by Rabbi Steven Weil, who was appointed the Orthodox Union’s Executive-Vice President in 2009. He notes that the word “prayer” is a derivative of the Latin “precari”, which means “to beg”. The Hebrew equivalent “tefilah”, however, along with its root “pelel” or its reflexive “l’hitpallel”, means the act of self-analysis or self-evaluation. This approach is sometimes described as the person praying having a dialogue or conversation with God.

Educational approach to prayer

In this view, prayer is not a conversation. Rather, it is meant to inculcate certain attitudes in the one who prays, but not to influence. This has been the approach of Rabbenu Bachya, Yehuda Halevy, Joseph Albo, Samson Raphael Hirsch, and Joseph Dov Soloveitchik. This view is expressed by Rabbi Nosson Scherman in the overview to the Artscroll Siddur (p. XIII); note that Scherman goes on to also affirm the Kabbalistic view (see below).

Kabbalistic approach to prayer

Kabbalah (Jewish mysticism) uses a series of kavanot, directions of intent, to specify the path the prayer ascends in the dialog with God, to increase its chances of being answered favorably. Kabbalists ascribe a higher meaning to the purpose of prayer, which is no less than affecting the very fabric of reality itself, restructuring and repairing the universe in a real fashion. In this view, every word of every prayer, and indeed, even every letter of every word, has a precise meaning and a precise effect. Prayers thus literally affect the mystical forces of the universe, and repair the fabric of creation.
Among Jews, this approach has been taken by the Chassidei Ashkenaz (German pietists of the Middle-Ages), the Arizal’s Kabbalist tradition, Ramchal, most of Hassidism, the Vilna Gaon, and Jacob Emden.

Christianity

Main articles: Prayer in Christianity and Christian worship

Christian prayers are quite varied. They can be completely spontaneous, or read entirely from a text, like the Anglican Book of Common Prayer. Probably the most common and universal prayer among Christians is the Lord’s Prayer, which according to the gospel accounts is how Jesus taught his disciples to pray. Some Protestant denominations choose not to recite the Lord’s Prayer or other rote prayers.
Christians generally pray to God or to the Father. Some Christians (e.g., Catholics, Orthodox) will also ask the righteous in heaven and “in Christ,” such as Virgin Mary or other saints to intercede by praying on their behalf (intercession of saints). Formulaic closures include “through our Lord Jesus Christ, Your Son, who lives and reigns with You, in the unity of the Holy Spirit, God, through all the ages of ages,” and “in the name of the Father, and the Son, and the Holy Spirit.”
It is customary among Protestants to end prayers with “In Jesus’ name, Amen” or “In the name of Christ, Amen”[34] However, the most commonly used closure in Christianity is simply “Amen” (from a Hebrew adverb used as a statement of affirmation or agreement, usually translated as so be it).
There is also the form of prayer called hesychast which is a repetitious type of prayer for the purpose of meditation. In the Western or Latin Rite of Catholic Church, probably the most common is the Rosary; In the Eastern Church (the Eastern rites of the Catholic Church and Orthodox Church), the Jesus Prayer.
Roman Catholic tradition includes specific prayers and devotions as acts of reparation which do not involve a petition for a living or deceased beneficiary, but aim to repair the sins of others, e.g. for the repair of the sin of blasphemy performed by others

Pentecostalism

In Pentecostal congregations, prayer is often done by speaking in a foreign tongue, a practice now known as glossolalia.[36] Practitioners of Pentecostal glossolalia may claim that the languages they speak in prayer are real foreign languages, and that the ability to speak those languages spontaneously is a gift of the Holy Spirit;[37][38] however, many people outside the movement have offered alternative views. George Barton Cutten suggested that glossolalia was a sign of mental illness.[39] Felicitas Goodman suggested that tongue speakers were under a form of hypnosis.[40] Others suggest that it is a learned behaviour. Some of these views have allegedly been refuted

Christian Science

Christian Science teaches that prayer is a spiritualization of thought or an understanding of God and of the nature of the underlying spiritual creation. Adherents believe that this can result in healing, by bringing spiritual reality (the “Kingdom of Heaven” in Biblical terms) into clearer focus in the human scene. The world as it appears to the senses is regarded as a distorted version of the world of spiritual ideas. Prayer can heal the distortion. Christian Scientists believe that prayer does not change the spiritual creation but gives a clearer view of it, and the result appears in the human scene as healing: the human picture adjusts to coincide more nearly with the divine reality. Christian Scientists do not practice intercessory prayer as it is commonly understood, and they generally avoid combining prayer with medical treatment in the belief that the two practices tend to work against each other. (However, the choice of healing method is regarded as a matter for the individual, and the Christian Science Church exerts no pressure on members to avoid medical treatment if they wish to avail of it as an alternative to Christian Science healing.) Prayer works through love: the recognition of God’s creation as spiritual, intact, and inherently lovable

Prevalence of prayer for health

Some modalities of alternative medicine employ prayer. A survey released in May 2004 by the National Center for Complementary and Alternative Medicine, part of the National Institutes of Health in the United States, found that in 2002, 43% of Americans pray for their own health, 24% pray for others’ health, and 10% participate in a prayer group for their own healt

Islam

Muslims pray a ritualistic prayer called salah or salat in Arabic, facing the Kaaba in Mecca, five times a day. The command to pray is in the Quran in several chapters. The prophet Muhammed showed each Muslim the true method of offering prayers thus the same method is observed till date. There is the “call for prayer” (adhan or azaan), where the muezzin calls for all the followers to stand together for the prayer. The prayer consists of standing, by mentioning -àllàh o -àqbàr (God is great) followed by recitation of the first chapter of the Quran. After the person bends and praises god, then prostrates and again praises god. The prayer ends with the following words “peace and blessings be upon you”. During the prayer a Muslim cannot talk or do anything else besides praying. Once the prayer is complete one can offer voluntary prayers or supplicate -àllàh for his needs. There are also many standard duas or supplications, also in Arabic, to be recited at various times, e.g. for one’s parents, after salah, before eating. Muslims may also say dua in their own words and languages for any issue they wish to communicate with God in the hope that God will answer their prayers.[20] Certain Shia fiqhs pray 3 times a day.

Bahá’í

Main article: Prayer in the Bahá’í Faith
Bahá’u’lláh, the Báb, and `Abdu’l-Bahá have revealed many prayers for general use, and some for specific occasions, including for unity, detachment, spiritual upliftment, and healing among others. Bahá’ís are also required to recite each day one of three obligatory prayers revealed by Bahá’u’lláh. The believers have been enjoined to face in the direction of the Qiblih when reciting their Obligatory Prayer. The longest obligatory prayer may be recited at any time during the day; another, of medium length, is recited once in the morning, once at midday, and once in the evening; and the shortest can be recited anytime between noon and sunset. Bahá’ís also read from and meditate on the scriptures every morning and evening.

Eastern religions

In contrast with Western religion, Eastern religion for the most part discards worship and places devotional emphasis on the practice of meditation alongside scriptural study. Consequently, prayer is seen as a form of meditation or an adjunct practice to meditation

Buddhism

n certain Buddhist sects, prayer accompanies meditation. Buddhism for the most part sees prayer as a secondary, supportive practice to meditation and scriptural study. Gautama Buddha claimed that human beings possess the capacity and potential to be liberated, or enlightened, through contemplation, leading to insight. Prayer is seen mainly as a powerful psycho-physical practice that can enhance meditation.[48]
In the earliest Buddhist tradition, the Theravada, and in the later Mahayana tradition of Zen (or Chán), prayer plays only an ancillary role. It is largely a ritual expression of wishes for success in the practice and in helping all beings.[49][50][51][52]
The skillful means (Sanskrit: upaya) of the transfer of merit (Sanskrit: parinamana) is an evocation and prayer. Moreover, indeterminate buddhas are available for intercession as they reside in awoken-fields (Sanskrit: buddha-kshetra).
The nirmanakaya of a awoken-field is what is generally known and understood as mandala. The opening and closing of the ring (Sanskrit: mandala) is an active prayer. An active prayer is a mindful activity, an activity in which mindfulness is not just cultivated but is.[53] A common prayer is “May the merit of my practice, adorn Buddhas’ Pure Lands, requite the fourfold kindness from above, and relieve the suffering of the three life-journeys below. Universally wishing sentient beings, Friends, foes, and karmic creditors, all to activate the bodhi mind, and all to be reborn in the Pure Land of Ultimate Bliss.” (願以此功德 莊嚴佛淨土 上報四重恩 下濟三途苦 普願諸眾生 冤親諸債主 悉發菩提心 同生極樂國)[54]
The Generation Stage (Sanskrit: utpatti-krama) of Vajrayana involves prayer elements.[55]
The Tibetan Buddhism tradition emphasizes an instructive and devotional relationship to a guru; this may involve devotional practices known as guru yoga which are congruent with prayer. It also appears that Tibetan Buddhism posits the existence of various deities, but the peak view of the tradition is that the deities or yidam are no more existent or real than the continuity (Sanskrit: santana; refer mindstream) of the practitioner, environment and activity. But how practitioners engage yidam or tutelary deities will depend upon the level or more appropriately yana at which they are practicing. At one level, one may pray to a deity for protection or assistance, taking a more subordinate role. At another level, one may invoke the deity, on a more equal footing. And at a higher level one may deliberately cultivate the idea that one has become the deity, whilst remaining aware that its ultimate nature is shunyata. The views of the more esoteric yana are impenetrable for those without direct experience and empowerment.
Pure Land Buddhism emphasizes the recitation by devotees of prayer-like mantras, a practice often called Nembutsu.[56]:190 On one level it is said that reciting these mantras can ensure rebirth into a sambhogakaya land (Sanskrit: buddha-kshetra) after bodily dissolution, a sheer ball spontaneously co-emergent to a buddha’s enlightened intention. According to Shinran, the founder of the Pure Land Buddhism tradition that is most prevalent in the US[56]:193[57] “for the long haul nothing is as efficacious as the Nembutsu.”[56]:197[58] On another, the practice is a form of meditation aimed at achieving realization.[citation needed]
But beyond all these practices the Buddha emphasized the primacy of individual practice and experience. He said that supplication to gods or deities was not necessary. Nevertheless, today many lay people in East Asian countries pray to the Buddha in ways that resemble Western prayer—asking for intervention and offering devotion.

Hinduism

Hinduism has incorporated many kinds of prayer (Sanskrit: prārthanā), from fire-based rituals to philosophical musings. While chanting involves ‘by dictum’ recitation of timeless verses or verses with timings and notations, dhyanam involves deep meditation (however short or long) on the preferred deity/God. Again the object to which prayers are offered could be a persons referred as devtas, trinity or incarnation of either devtas or trinity or simply plain formless meditation as practiced by the ancient sages. All of these are directed to fulfilling personal needs or deep spiritual enlightenment. Ritual invocation was part and parcel of the Vedic religion and as such permeated their sacred texts. Indeed, the highest sacred texts of the Hindus, the Vedas, are a large collection of mantras and prayer rituals. Classical Hinduism came to focus on extolling a single supreme force, Brahman, that is made manifest in several lower forms as the familiar gods of the Hindu pantheon[dubious – discuss]. Hindus in India have numerous devotional movements. Hindus may pray to the highest absolute God Brahman, or more commonly to Its three manifestations namely creator god called Brahma, preserver god called Vishnu and destroyer god (so that the creation cycle can start afresh) Shiva, and at the next level to Vishnu’s avatars (earthly appearances) Rama and Krishna or to many other male or female deities. Typically, Hindus pray with their hands (the palms) joined together in pranam. The hand gesture is similar to the popular Indian greeting namaste.

Jainism

Although Jains believe that no spirit or divine being can assist them on their path, they do hold some influence, and on special occasions, Jains will pray for right knowledge to the twenty-four Tirthankaras (saintly teachers) or sometimes to Hindu deities such as Ganesha.

Shinto

The practices involved in Shinto prayer are heavily influenced by Buddhism; Japanese Buddhism has also been strongly influenced by Shinto in turn. The most common and basic form of devotion involves throwing a coin, or several, into a collection box, ringing a bell, clapping one’s hands, and contemplating one’s wish or prayer silently. The bell and hand clapping are meant to wake up or attract the attention of the kami of the shrine, so that one’s prayer may be heard.
Shinto prayers quite frequently consist of wishes or favors asked of the kami, rather than lengthy praises or devotions. Unlike in certain other faiths, it is not considered irregular or inappropriate to ask favors of the kami in this way, and indeed many shrines are associated with particular favors, such as success on exams.
In addition, one may write one’s wish on a small wooden tablet, called an ema, and leave it hanging at the shrine, where the kami can read it. If the wish is granted, one may return to the shrine to leave another ema as an act of thanksgiving.

Sikhism

The Ardās (Punjabi: ਅਰਦਾਸ) is a Sikh prayer that is done before performing or after undertaking any significant task; after reciting the daily Banis (prayers); or completion of a service like the Paath (scripture reading/recitation), kirtan (hymn-singing) program or any other religious program. In Sikhism, these prayers are also said before and after eating. The prayer is a plea to God to support and help the devotee with whatever he or she is about to undertake or has done.
The Ardas is usually always done standing up with folded hands. The beginning of the Ardas is strictly set by the tenth Sikh Guru, Guru Gobind Singh. When it comes to conclusion of this prayer, the devotee uses word like “Waheguru please bless me in the task that I am about to undertake” when starting a new task or “Akal Purakh, having completed the hymn-singing, we ask for your continued blessings so that we can continue with your memory and remember you at all times”, etc. The word “Ardās” is derived from Persian word ‘Arazdashat’, meaning a request, supplication, prayer, petition or an address to a superior authority.
Ardās is a unique prayer based on the fact that it is one of the few well-known prayers in the Sikh religion that was not written in its entirety by the Gurus. The Ardās cannot be found within the pages of the Guru Granth Sahib because it is a continually changing devotional text that has evolved over time in order for it to encompass the feats, accomplishments, and feelings of all generations of Sikhs within its lines. Taking the various derivation of the word Ardās into account, the basic purpose of this prayer is an appeal to Waheguru for his protection and care, as well as being a plea for the welfare and prosperity of all mankind, and a means for the Sikhs to thank Waheguru for all that he has done

Taoism

Prayer in Taoism is less common than Fulu, which is the drawing and writing of supernatural talismans

Animism

Although prayer in its literal sense is not used in animism, communication with the spirit world is vital to the animist way of life. This is usually accomplished through a shaman who, through a trance, gains access to the spirit world and then shows the spirits’ thoughts to the people. Other ways to receive messages from the spirits include using astrology or contemplating fortune tellers and healers. The native religions in some parts of North, East and South Asia, America, Africa, and Oceania are often animistic.

America

The Aztec religion was not strictly animist. It had an ever increasing pantheon of deities, and the shamans performed ritual prayer to these deities in their respective temples. These shamans made petitions to the proper deities in exchange for a sacrifice offering: food, flowers, effigies, and animals, usually quail. But the larger the thing required from the God the larger the sacrifice had to be, and for the most important rites one would offer one’s own blood; by cutting his ears, arms, tongue, thighs, chest or genitals, and often a human life; either warrior, slave, or even self-sacrifice.[63]
The Pueblo Indians are known to have used prayer sticks, that is, sticks with feathers attached as supplicatory offerings. The Hopi Indians used prayer sticks as well, but they attached to it a small bag of sacred meat

Australia

In Australia, prayers to the “Great Wit” are performed by the “clever wapmen” and “clever women”, or kadji. These Aboriginal shamans use maban or mabain, the material that is believed to give them their purported magical powers

Neopaganism

Adherents to forms of modern Neopaganism pray to various gods. The most commonly worshiped and prayed to gods are those of Pre-Christian Europe, such as Celtic, Norse, or Graeco-Roman gods. Prayer can vary from sect to sect, and with some (such as Wicca) prayer may also be associated with ritual magick.

Theurgy and Western Esotericism

Practitioners of theurgy and western esotericism may practice a form of ritual which utilizes both pre-sanctioned prayers and names of God, and prayers “from the heart” that, when combined, allows the participant to ascend spiritually, and in some instances, induce a trance in which God or other spiritual beings may be realized. Very similar to hermetic qabala, and orthodox qabala, it is believed that prayer can influence both the physical and non-physical worlds. The use of ritualistic signs and names are believed to be archetypes in which the subconscious may take form as the Inner God, or another spiritual being, and the “prayer from the heart” to be that spiritual force speaking through the participant.

Meher Baba

The Indian spiritual teacher Meher Baba emphasized both the beauty of prayer as praise and the power of prayer as petition:
“The ideal prayer to the Lord is nothing more than spontaneous praise of His being. You praise Him, not in the spirit of bargain but in the spirit of self-forgetful appreciation of what He really is. You praise Him because He is praiseworthy. Your praise is a spontaneous appreciative response to his true being, as infinite light, infinite power and infinite bliss.”[66]
“Through repeated sincere prayers it is possible to effect an exit from the otherwise inexorable working out of the law of karma. The forgiveness asked from God evokes from Him His inscrutable grace, which alone can give new direction to the inexorable karmic determination

http://it.wikipedia.org/wiki/Preghiera

http://en.wikipedia.org/wiki/Prayer

Offerta di Canti


Offerta di Canti

1 Tu mi hai fatto senza fine, secondo il tuo piacere. Tu vuoti e rivuoti questo
fragile vasello, e sempre lo riempi di nuova vita. Per monti e per pianure hai
portato con te questo piccolo flauto di canna e sempre vi soffi melodie
eternamente nuove

2 Quando mi sfiorano le tue mani immortali, il mio piccolo cuore perde nella
gioia i suoi confini e da’ vita a parole ineffabili. I tuoi doni infiniti
giungono a me su queste mie piccole mani. Passa il tempo: tu continui a versare
e sempre c’e’ da riempire. Quando mi ordini di cantare, il mio cuore sembra
spezzarsi dall’orgoglio; guardo il tuo viso e mi vengono le lagrime agli occhi.
Tutto ciò che è aspro e discorde nella mia vita, si fonde in un’unica dolce
armonia e la mia devozione apre le ali come un uccello felice quando vola
attraverso il mare. So che ti diletti del mio canto e che solo quale cantore
sono venuto innanzi a te. L’ala spiegata del mio canto sfiora i tuoi piedi, che
non aspirerei mai a raggiungere. Nell’ebbrezza gioiosa del canto dimentico me
stesso, e chiamo amico Te, che sei il mio Signore.

3 Non so come canti, o mio Maestro! Io ascolto sempre con tacita meraviglia. La
fiamma della tua musica illumina il mondo. L’alito di vita della tua musica
corre da un cielo all’altro. L’onda sacra della tua musica infrange gli ostacoli
piu’ duri e corre via veloce. Il mio cuore brama di prendere parte al tuo canto,
ma invano tenta di trovar pace. Vorrei parlare, ma la parola non diventa canto,
e, vinto, mi lamento. Ah! Maestro mio, tu hai imprigionato il cuore negli
infiniti lacci della tua musica

Da “Gitanjali” – di Rabindranath Tagore

 

Song Offert

1 You made me endless, according to your pleasure. You empty rivuoti this
fragile vase, and always filled with new life. Up hill and plains have
brought with you this little reed flute melodies and always will blow
forever new

2 When I touch your hands immortal, my little heart loses in
joy its borders and ‘life in words uttered. Your infinite blessings
come to me of these my little hands. Time passes: you continue to pay
and always there ‘to fill. When you order me to sing, my heart seems
break pride, I look at your face and I get tears in my eyes.
All that is harsh and discordant in my life melts into one sweet
harmony and my devotion spreads its wings like a bird happy when flying
across the sea. I know that you delight in my hand and that only as a singer
I have come before you. The wing explained my hand touches your feet,
should decline not never reach. Intoxication joyful singing forget me
same, and I call you friend, you are my Lord.

3 Do not know how to sing, O my Master! I always listen with silent wonder. The
flame of thy music illumines the world. The breath of life to your music
runs from one heaven to the other. The wave of your sacred music breaks barriers
more ‘hard and runs away fast. My heart is eager to take part in your hand,
but in vain attempts to find peace. I would like to talk about, but the word does not become hand,
and won, I complain. Ah! My Master, thou hast imprisoned in the heart
infinite strings of your music
From “Gitanjali” – Rabindranath Tagore

Ascoltando


Ascoltando

Ascoltando getto via il fardello
pieno di dubbi, di verità preconcette,
di condizionamenti che non sono la realtà.
Ascoltando libero la mente
da ogni atteggiamento separativo
ed ” io ” e ” mio” restano tacitati.
Ascoltando apro la mente/cuore
in completa accoglienza
per essere retta attenzione.
Ascoltando non reagisco ma raccolgo
come spettatore tutto quel che accade
e respiro equidistanza con dolcezza.
Ascoltando in empatia raccolgo, comprendo e mi svuoto,
per dare tutta la mia amorevole attenzione
e aperta la mano tutto è interconnesso.
Ascoltando non conosco sofferenza
mentre si libera energia che avvolge tutto
ed un fiore di loto sboccia in delicata fragranza.

02.10.2009 Poetyca


Listening

Listening to cast off the burden
full of doubt, truth bias,
of constraints that are not reality.
Listening to free the mind
every separative attitude
and “I” and “mine” are silenced.
Listening to open my mind / heart
in complete reception
attention to be straight.
Listening to react but not gather
everything that happens as a spectator
equidistance and breath gently.
Listening to gather sympathy, and I understand I empty,
to give all my loving attention
open hand everything is interconnected.
Listening not know suffering
while the free energy that surrounds all
and a lotus flower blooms in delicate fragrance.

02.10.2009 Poetyca

Una perla al giorno – Mahâbhârata


mandala3

Se un forte, ma disattento,
combatte contro un debole, ma attento,

il forte ha la peggio
in conseguenza della sua disattenzione.

Mahâbhârata

If a stronger, but careless,
fights against a weak, but careful,

the fort has the worse
as a result of his carelessness.

Mahabharata

Cercare la realtà


Se cercate la realtà è necessario impostare  se stessi senza  ogni estrazione, di tutte le culture, di tutte le forma di pensare e di sentire. Anche l’idea di essere uomo o donna, o anche umana deve essere eliminata. L’oceano della vita contiene tutto, non solo gli esseri umani. Quindi, prima di tutto abbandonare tutto auto-identificazione, smettere di pensare a te stesso in quanto tale-e-tale o così e così, questo o quello. Lasciate ogni preoccupazione di sé, non preoccuparsi il tuo benessere, materiale o spirituale, abbandonare ogni desiderio, grossolana o sottile, smettere di pensare di realizzazione di qualsiasi tipo. Siete completare qui e ora, avete bisogno di niente.

   Nisargadatta Maharaj

If you seek reality you must set yourself free of all backgrounds, of all cultures, of all patterns of thinking and feeling.  Even the idea of being man or woman, or even human should be discarded.  The ocean of life contains all, not only humans.  So, first of all abandon all self-identification, stop thinking of yourself as such-and-such or so-and-so, this or that.  Abandon all self-concern, worry not about your welfare, material or spiritual, abandon every desire, gross or subtle, stop thinking of achievement of any kind.  You are complete here and now, you need absolutely nothing.

   Nisargadatta Maharaj

Dal libro I Am That, tradotto da Maurice Frydman da Acorn Press.

Il tuo Angelo


Il tuo Angelo

E’ lì che guarda,conosce tutto e legge nel cuore,
vede scivolare lacrime e nulla chiede…
Si crede dimenticato,forse mai cercato
ma non potrebbe mostrare nulla,
non potrebbe scaldarti il cammino
se non cerchi la sua strada:
fatta di soffi ed emozioni,
inaspettata forza e cose senza spiegazione.
Cercalo riflesso in un sorriso,nelle parole
che scivolano nel cuore in un sogno vivido :
è lui…Il tuo Angelo.

17.01.2003 Poetyca

Your Angel

He is there watching, he knows everything and reads in the heart,
see slide tears and asks nothing …
It is believed forgotten, perhaps never tried
but could not display anything,
could not warm up the path
if not looking his way;
made of puffs and emotions,
strength and unexpected things without explanation.
Seek reflected in a smile, in the words
slipping in the heart in a vivid dream:
… he is your angel.

17.01.2003 Poetyca

Ariel il messaggero degli alberi


Ariel il messaggero degli alberi

“In passato tutta la vita si fondava sugli alberi. I loro fiori ci abbellivano,i frutti ci sfamavano,le foglie e le fibre ci vestivano e ci davano riparo. Noi ci nascondevamo tra i rami per proteggerci dagli animali selvatici. Il legno ci scaldava, o utilizzavamo per fare i bastoni che ci sorreggevano nella vecchiaia e armi per difenderci. Eravamo molto legati agli alberi. Oggi,circondati da macchine sofisticate e computer  ad alte prestazioni nei nostri  uffici ultra moderni, è facile per noi dimenticare il legame con la natura.”

XIV Dalai Lama

Ariel lesse questa frase prima di chiudere il libro che aveva comprato una settimana prima presso una grande libreria del centro. Aveva fretta e doveva prepararsi per la serata alla festa di un amico. Aveva scelto accuratamente il libro e per essere sicuro ne aveva acquistato due copie, una per sé e una per il suo amico, nel caso non fosse del tutto convinto del contenuto avrebbe fatto in tempo per cambiare, ma si riteneva soddisfatto da quanto letto e non era necessario scegliere un diverso libro per la festa di laurea in scienza politiche di Alessio.

Naturalmente insieme al libro avrebbe ben figurato con il  set di penne stilografiche e il navigatore satellitare che quella sera avrebbe regalato ad Alessio. Infatti era in programma per l’Estate successiva un viaggio insieme in Brasile e i due ragazzi non vedevano l’ora di andare nelle zone rurali e di incontrare i nativi del luogo, in particolare era nel loro programma una settimana nella foresta per studiare usi e costumi delle popolazione e per apprendere alcune arcane scienze che in Occidente erano state sin troppo edulcorate attraverso alcuni libri che erano stati a lungo il best seller nelle vetrine della grande libreria del centro ma che, in realtà, nulla spiegavano circa alcuni particolari fenomeni che sia in Ariel che in Alessio si erano presentati in forma del tutto spontanea.

Quello da un paio di anni sembrava essere nelle capacità dei due ragazzi era il contatto particolare con le piante, ne avvertivano l’aura e quelle energie sottili erano in grado di far cogliere lo stato di salute delle piante, questo aveva spinto i due ragazzi ad assolvere molte pratiche burocratiche al fine di entrare in possesso di alcuni terreni agricoli ed impiantare delle specie rare di piante e di curare la loro crescita in forma del tutto biologica senza uso di concimi o di antiparassitari di origine chimica.

Ogni cosa era coordinata e messa in pratica attraverso una forma di istinto e di ascolto profondo e sembrava fossero le piante stesse a “ suggerire” cosa fosse necessario. Il loro piccolo Paradiso era diventato in poco tempo un luogo di armonia e di serenità, dove molti erano i volontari e i braccianti regolarmente registrati che offrivano assistenza per la parte più pratica del lavoro.

Persino un comitato scientifico era giunto dagli Stati Uniti per cercare di misurare i campi elettrici e le emissioni di energia delle piante , sembrava infatti che vi fosse una sorta di presenza di “ endorfine” e che nell’insieme il solo sostare poco più di trenta minuti nei pressi della cooperativa agricola favoriva sensazioni piacevoli alle persone, non solo ogni cosa era studiata per non utilizzare generatori di corrente inquinanti e per favorire ogni processo naturale, un fenomeno che avrebbe condotto a studi sull’energia alternativa da impiegare insieme a quella eolica. Tutto funzionava sfruttando il vento, il sole e un grande mulino faceva  muovere in canali appositi l’acqua per irrigare le piante favorendo un’autonomia di circa dieci giorni senza fare la fatica di abbeverare manualmente le piante.

Questo progetto era nato da profonde intuizioni da parte dei due ragazzi che, malgrado questo sogno, mai avevano smesso di studiare e di seguire il senso pratico della vita. Il prodotto finale consistente in prodotti ortofrutticoli di prima qualità veniva venduto e con parte del ricavato si era pensato di aiutare popolazioni lontane e in difficoltà.

La festa venne organizzata nel patio e in giardino dove alcuni tavoli ben decorati con fiori freschi facevano la loro bella figura. Gli invitati arrivarono e l’atmosfera familiare e serena faceva da contorno perché tutti si sentissero a proprio agio, alcuni amici che non avevano creduto troppo nel loro progetto e che negli ultimi tempi si erano allontanati, erano quella sera tra gli invitati e naturalmente la tavola venne imbandita con diverse pietanze vegetariane, nulla infatti sarebbe stato usato sacrificando degli animali, anzi in una zona poco distante dalla grande casa di pietra erano stati curati degli animali scampati all’abbandono da parte di proprietari senza rispetto e ora scorazzavano felici su una vasta area, era personale cura di Ariel e di Alessio visitarli ogni giorno e molte tempo era speso in coccole.

Quella sera anche gli orgogliosi genitori di Alessio erano presenti, commossi da quel luogo e dalla capacità imprenditoriale del loro figlio, mai infatti avrebbero pensato, con le grandi difficoltà che quest’epoca comporta di poter vedere assicurato al proprio figlio un futuro così intelligente e capace di salvaguardare la salute e l’ambiente, quel loro sacrificio in sostegno del figlio, insieme ai genitori di Ariel era davvero valso  permettendo di fare di quel progetto una realtà della quale essere orgogliosi.

I due ragazzi erano davvero persone in gamba e la loro attività era stata in principio ostacolata da persone che non ne capivano la portata ma ora, finalmente, avevano tutte le carte in regola per fare della loro scelta di “ tornare alla terra” uno dei migliori esempi per coloro che oramai stanchi di competizioni, veleni e recessioni, insieme alla corsa al potere erano stressati e logorati, perdendo soprattutto identità a causa delle maschere che la società vuole fare indossare a chi “ entra nella corsa”.

Ma da qualche tempo il livello di cultura medio, le incompetenze e la corruzione in diversi settori aveva resto i cittadini scontenti ed incapaci di una pur minima iniziativa. Era davvero una grande soddisfazione vedere dei ragazzi impegnati anche socialmente, capaci di affidarsi alla capacità intuitiva nel rispetto della natura, doti che sembravano essere sopite da lungo tempo.

La serata fu molto piacevole e Alessio ricevette molti doni, in particolare il libro di Arie fu per lui un gradito regalo, aveva sentito parlare di Dharma e di compassione e lo trovava essere un percorso naturale in lui, ma in fondo anche Ariel ara un ragazzo compassionevole, capace di essere profondamente attento al sentimenti , davvero lui era un grande amico, un compagno d’infanzia che aveva sempre ceduto alla compassione e mai aveva alimentato contrapposizioni o attaccamento.

Avere affrontato con lui quell’avventura tra piante e animali, con il fine di offrire alle persone svantaggiate un particolare contributo, soprattutto per il mercato equo solidale era a suo avviso la scelta migliore che si potesse fare e andare a visitare personalmente quei lontani luoghi, avere l’occasione di abbracciare i bambini e di fare parte della loro vita per alcuni giorni era la cosa più bella che potesse capitare loro, in particolare avrebbero riprodotto il modello di azienda agricola presso quelle popolazioni, per evitare loro un aggravio di spese in modo che una economia naturale potesse allentare il peso delle spese e li avrebbe resi indipendenti. In quel momento non ricordava chi avesse detto “ Se vuoi aiutare qualcuno a mangiare, non dare il pesce ma insegna a pescare”, quello era il loro intento perché alcune aziende agricola non fossero  oppresse dalle grandi Lobby e non dovessero trovarsi a comprare semi transgenici e sterili, questo era una vera follia per paesi poveri, il loro contributo avrebbe permesso di offrire come una sorta di “ banca delle sementi” solo prodotti di ottima qualità e a prezzo di favore, dove non ci sarebbe stata la necessità di comprare ancora perché quanto offerto  era produttivo e non sterile.

Trascorsi alcuni mesi tutto era pronto per il viaggio in Brasile, sia i documenti che il carico di sementi ed i bagagli, questo sarebbe stato uno dei momenti più importanti per la loro vita ed anche sul loro sito web era stato annunciato come da lì a pochi giorni sarebbero partiti, per l’estate avevano avuto alcune prenotazioni nella loro azienda per alcuni matrimoni ed anche un paio di negozi avevano ordinato le loro marmellate le i biscotti che “ Mamma Lina” preparava magnificamente, parte del ricavato era già destinato per aiutare le popolazioni in Brasile. Ogni cosa era davvero fonte di serenità e di fermento per le emozioni che li avrebbero attesi.

Lo spostamento dall’aeroporto all’albergo avvenne senza troppi scossoni, sia Alessio che Ariel erano stravolti per il lungo viaggio e una camera li attendeva, ci sarebbe voluta una bella doccia e poi direttamente una dormita, il fuso orario si faceva sentire e l’indomani mattina dovevano essere pronti per spostarsi nella zona interna al confine con la foresta, un viaggio non facile li attendeva ma non si sarebbero certo scoraggiati perché i loro intenti erano la forza motrice che li spingeva ad avventurarsi in zone impervie e in situazioni imprevedibili.

La notte fu agitata a causa delle zanzare e del caldo ma soprattutto Ariel il mattino dopo raccontò di un sogno, forse una visione dove entrambi erano stati catturati da persone che volevano impedire loro di aiutare le popolazioni, alcuni interessi economici avrebbero spinto  alcuni nativi a svendere le proprie origini e la foresta era in pericolo. Malgrado queste sensazioni forti di pericolo sia Ariel che Alessio decisero di non farsi suggestionare, in qualche modo, il loro intento era di aiutare, qualunque cosa fosse accaduta.

Al mattino il bagaglio fu pronto, anche una scorta di viveri venne sistemata nella jeep e soprattutto acqua e medicine che sarebbero potute servire per i bambini e per gli anziani.

Il viaggio si protrasse per tre lunghi giorni, le jeep puntavano a nord e la strada era molto sconnessa, a tratti ampie pianure assolate mostravano il luogo dove intere porzioni di foresta era stata deforestata e, incredibile, vi erano persino delle discariche di immondizia, uno spettacolo inaspettato, come era possibile la produzione di quella immondizia e di materiale ingombrante in una zona tanto povera?

Cosa stava accadendo? La guida disse che grossi camion la notte andavano a scaricare e che coprivano la targa, non si sapeva da dove provenissero e al mattino non vi era traccia, solo nuovi cumoli di immondizia e molti animali erano morti, altri si erano spostati. Ma chi era tanto incosciente da non tutelare questo polmone verde per il mondo intero?

Forse Alessio e Ariel avevano alti ideali ma non avevano fatto i conti con la cruda realtà che solo andando di persona presso quelle popolazioni avrebbero potuto costatare.

Chi era tanto cieco, per una manciata di soldi, da attentare la vita dell’intero pianeta?

Finalmente il viaggio ebbe fine e toccarono l’ambita meta, una sgranchita alle gambe, un sopralluogo ai posti che avevano solo visto sulla cartina e un po’ di tempo per acclimatarsi, ora molto lavoro li attendeva, soprattutto erano attesi da un’altra guida e da un facilitatore culturale che li avrebbe aiutati a comprendere usi e costumi dei nativi.

Era quasi l’ora del tramonto quando giunsero di fronte ad una grande capanna posta al centro di una serie di altre sette capanne che ospitavano altre famiglie e una piccola scuola, un dispensario e una foresteria.

Vennero accolti da un anziano che con un gesto e un’espressione gutturale fu felice di accoglierli, quando la guida disse chi erano il vecchio si aprì ad un ampio sorriso sdentato e offrì del latte di cocco in una tazza di legno.

Alessio e Ariel erano stralunati ma felici, con calma e attenzione, che mostrasse di essere in ascolto, fecero scaricare le medicine, i viveri e alcuni doni per la collettività, infatti erano stati avvisati che il capo tribù mai avrebbe accettato doni personali ma solo quanto potesse essere gradito e di uso comune  per tutti.

Un nugolo di bambini, sorridenti e timidi si avvicinarono e salutarono nella lingua dei visitatori i quali restarono stupiti, il vecchio saggio sorrise ed indicò il loro maestro della piccola scuola per fare capire che se i bambini sapevano quella lingua era per merito suo.

Dopo i primi momenti  di timidezza i bambini furono pronti a mostrare la loro grande curiosità per quei gradi pacchi che venivano scaricati dalle due jeep di supporto a quella che aveva accompagnato Alessio e Ariel. Venne mostrata ai nuovi ospiti la foresterie e i “ confort” che avrebbero avuto: un ventilatore molto vecchio ma funzionante e delle zanzariere avviluppate intorno ai loro letti.

Non era molto importante come era strutturata la loro temporanea dimora, era molto più importante, il mattino seguente, poter parlare di come organizzare un miglioramento alle risorse di quella popolazione perché “ imparassero a pescare”. Il mattino dopo era stato progettata anche una visita alla porzione di foresta che i nativi occupavano da millenni perché i nuovi visitatori prendessero confidenza con il territorio e soprattutto con il clima. Ci sarebbe stata una visita anche al fiume e al “ grande albero” che da sempre era stato il “ consigliere” del capo villaggio, un privilegio che non a tutti era concesso ma il vecchio saggio aveva percepito in Ariel la sua particolare sensibilità con le piante e mai gli era accaduto di trovare un occidentale così aperto alla natura vegetale, era allora importante che si potesse avere questo contatto, utile soprattutto a Ariel come “ messaggero” del mondo occidentale.

Una nuova notte trascorse ed ancora una volte fu agitata, questa volta non avevano alcuna responsabilità le zanzare ma Ariel percepiva quei luoghi come molto familiari, come se appartenesse a quel territorio e si fosse allontanato da tempo, come un ritorno a casa, ma non sapeva ben focalizzare quella sensazione, mai infatti era stato prima di allora in quei luoghi.

Il mattino seguente il capo tribù raccontò una storia che  riguardava una ragazza forse una leggenda che da alcuni anni si raccontava presso un villaggio vicino:

Una ragazza era stata rapita da un villaggio del quale non si conosceva il nome  da un “ uomo bianco” che l’aveva portata con sé strappandola alla sua gente, il fratello della ragazza, aveva promesso che l’avrebbe cercata per riportarla indietro, ma il tempo passava e non gli fu possibile trovarla  con grande dispiacere di tutto il  villaggio che la aveva vista crescere , il fratello morì e non si seppe più nulla della ragazza. Una storia che forse faceva capire come la presenza dell’uomo bianco avesse spesso invaso e saccheggiato tutto a quella povera gente del tutto inerme e pacifica che conoscenza erbe e piante per curare e non sapeva offendere o aggredire era del tutto impotente alla sete di potere che come un’ombra si stagliava sulle mire di chi voleva quei territori per tagliare alberi e per svendere i terreni per farne allevamenti di mucche.

Ariel a sentire quella storia si sentì turbato, era come se quella storia per una strana ragione lo riguardasse e provò una profonda compassione per quella ragazza, strappata dalla sua terra, dal villaggio, per andare a vivere chissà dove, se per ipotesi avesse dovuto vivere in Occidente, come si sarebbe adattata?

Davvero una tragedia ed una perdita di valori atavici scolpiti del cuore di quella gente che sarebbero stati inquinati da una corsa alle apparenze, al possesso e al vuoto di valori, in fondo per quanto quel villaggio potesse apparire piccolo, insignificante, povero di tutto, sia i bambini che gli adulti emanavano una forza vibrante, una luce d’amore che mai nella sua vita aveva incontrato, erano persona spontanee, pronte ad abbracciare, ad aiutarsi l’un l’altro e la collaborazione e la condivisione erano del tutto spontanei, non aveva infatti osservato alcun gesto di stizza o di competizione ma tutti erano come un gruppo affiatato che si prodigava al benessere di tutti. I bambini non appartenevano ad una sola famiglia ma spesso si mangiava tutti insieme e si esercitava una comune attenzione alla protezione della prole e alla costruzione di case o locali comuni. Alessio al sentire queste spiegazioni da parte del facilitatore rimase pensieroso per un attimo pensando a come nelle grande metropoli dell’Occidente accadesse l’esatto contrario, dove la competizione e la superficialità distruggono il dialogo sincero e la manifestazione dei sentimenti.

La sere di fronte al fuoco arrivò in fretta, tutto il giorno fu dedicato alla spiegazione di come Alessio e Ariel organizzassero il loro progetto e come le strutture permettessero l’uso di energia naturale, in particolare fu importante dare disposizioni, per quel tipo di terreno ad alcuni adulti del luogo su come costruire il mulino e  i canali dell’acqua condotta dal vicino fiume per evitare viaggio con i secchi e permettere una irrigazione automatica delle culture, venne anche dato inizio alla costruzione di un magazzino per conservare le sementi e vennero collocati due generatori di energia eolica vicino alla foresteria e vicino alla piccola scuola per poter usufruire di energia pulita.

Nelle prime ore del pomeriggio in programma era stata preparata la visita alla zona sacra dove solo in capo villaggio  e Ariel si sarebbero avvicinato al “ grande albero”, l’ispiratore delle visioni e il protettore del villaggio. Presso i nativi infatti, non solo la foresta era considerata sacra perché fonte di vita, con le piogge e le erbe mediche ma in particolare il saggio era in grado di percepire l’albero a capo della intera foresta che con la sua saggezza e presenza governava il regno vegetale, permetteva alle piante di rigenerarsi, di produrre i frutti seguendo le stagioni e di cadere nel grande sonno quando era finito il loro tempo di vita.

Lungo il cammino, circa otto kilomentri a piedi presso un altipiano, il capo villaggio aiutato dal facilitatore fece capire a Ariel come il grande albero fosse preoccupato per l’ecosistema e come molti fratelli siano stati abbattuti, che era necessario proteggere la foresta, il rispetto da parte dell’Uomo di ogni albero anche nei grandi centri urbani perché possa svolgere il proprio compito di fornire umidità ed ossigeno per la vita di tutto il pianeta. Ariel era stupito di come il vecchio saggio parlasse di inquinamento e centri urbani, cosa che non pensava potesse conoscere in quell’angolo remoto di mondo, allora si azzardò a chiedere come sapesse di inquinamento, di ossigeno e di cose lontane, il vecchio fece un largo sorriso e disse – me io non so nulla, mai ho visto qualcosa di lontano da questo luogo- è il Maestro albero che mi racconta tutto, lui ascolta il vento o gli uccelli migratori, io ascolto lui ed imparo davvero molte cose. Forse tu, caro ragazzo, non sai che siamo tutti interconnessi? Che ogni cosa è legata e si supporta a vicenda?

Ariel aveva in mente le parole del libro:

 

“In passato tutta la vita si fondava sugli alberi. I loro fiori ci abbellivano,i frutti ci sfamavano,le foglie e le fibre ci vestivano e ci davano riparo. Noi ci nascondevamo tra i rami per proteggerci dagli animali selvatici. Il legno ci scaldava, o utilizzavamo per fare i bastoni che ci sorreggevano nella vecchiaia e armi per difenderci. Eravamo molto legati agli alberi. Oggi,circondati da macchine sofisticate e computer  ad alte prestazioni nei nostri  uffici ultra moderni, è facile per noi dimenticare il legame con la natura.”

XIV Dalai Lama

Sorrise pensando che quel vecchio non aveva bisogno di leggere un libro ma davvero viveva quella dimensione e che gli alberi sono sempre stati una presenza importante nella vita umana ma che tutti si è diventati ciechi ed incapaci di capire.

Con passi lenti si avvicinarono ad un enorme albero, Ariel avvertì una potente energia, molto più pulita di quelle delle piante nella sua cooperativa, in realtà tutto il luogo emanava una forte energia di compassione e di bellezza, sembrava che tutta l’energia primordiale del mondo provenisse da quel luogo e pensò come fosse fortunato il capo villaggio ad avere quel privilegio di vivere quello spazio, sino a quando gli fosse consentito, gli venne in mente il suo brutto sogno e i pericoli che quella gente pacifica attraversavano per la sola ragione che essi vivono quel luogo da sempre.

Che senso avrebbe annullare ogni cosa per il potere o il denaro, inquinando o devastando senza ritegno, possibile non potesse esserci una soluzione?

Un fremere di foglie sembrava avere ascoltato i suoi pensieri, il capo villaggio disse al facilitatore che il Maestro albero era felice di incontrare Ariel e che finalmente era arrivato.

Finalmente? Era così atteso? Ma questa volta il Maestro albero parlò direttamente dentro di lui e anche il capo villaggio poté capire perché si trattava della lingua delle visioni, dove non si hanno parole e meccanismi mentali ma un sentire diretto.

La visione apparve, in un luogo del mondo era nato un bambino, un essere di luce, ricco di compassione che avrebbe avuto a cuore le sorti del pianeta, avrebbe aiutato la gente in difficoltà.

Il Maestro albero disse che la crisi, lo scossone era inevitabile per spezzare la vecchia guardia ed anche se molti fratelli alberi erano stati sacrificati, anche se la terra era avvelenata, questa non sarebbe stata la fine definitiva, che tutto  deve trovare la collaborazione di tutti, che non si devono sfruttare risorse inquinanti.

Ariel era scosso nel profondo, toccato, incapace di parlare ma aveva recepito a fondo il messaggio, aveva capito che la collaborazione, lo sforzo di tutti, la pulizia morale sarebbero state la “ culla “ per quel bambino, per quella era in arrivo della quale tutti noi siamo responsabili.

Quando Ariel ritornò al villaggio sembrava emanare luce, era vibrante e anche Alessio si accorse di questo, con un filo di voce, temendo di disturbare, chiese all’amico cosa fosse accaduto, ma non servì parlare, Ariel prese le mani di Alessio e la visione venne trasferita a lui.

Ebbero la certezza di avere scelto la strada giusta nella propria vita e di essere messaggeri di amore.

12.07.2010 © Poetyca


Ariel the messenger of the trees

In the past life was based on trees. Their flowers there
embellished, we fed the fruits, leaves and fibers we dress and we
gave shelter. We hid among the branches to protect us from
wildlife. The wood we warmed, or used to make
ci sticks holding up in old age and weapons to defend ourselves.
We were tied to trees. Today, surrounded by sophisticated machines
and high performance computers in our ultra modern offices, is
easy for us to forget the connection with nature. “

Dalai Lama

Ariel read this sentence before closing the book he had bought
a week before at a major library in the center. Hurry and
was to prepare for the evening at a friend’s party. Chose
the book carefully and be sure it had bought two copies,
one for himself and for his friend, if not entirely convinced
content would have had time to change, but it was believed
satisfied by the bed and it was not necessary to choose a different
free for the feast of science degree in political Alessio.

Of course with the book was well illustrated with a set of pens
fountain and a navigation system that evening would
given to Alexis. In fact it was scheduled for next summer a
travel together in Brazil and the two boys could not wait to go
in rural areas and meet the natives, in particular was
into their programs a week in the forest to study customs
of people and learn some arcane science in the West
were all too sweeten through some books that were
Long the best seller in the windows of the great library of the center but
that, in reality, nothing explained about some particular phenomena that
is that Ariel Alexis were presented in a completely
spontaneous.

What a couple of years seemed to be in the ability of two boys
was the particular contact with plants, I felt the aura and those
subtle energies were able to capture the health status of
plants that had pushed the two boys to perform many practices
bureaucracy in order to get hold of some farmland and
planting of rare species of plants and care for their growth
form entirely without the use of organic fertilizers or pesticides
chemical origin.

Everything was coordinated and implemented through a form of
instinct and deep listening and seemed to be the plants themselves ”
suggest “what was needed. Their little paradise had become
soon a place of harmony and serenity, where there were many
volunteers and laborers regularly registered offering assistance
to the more practical work.

Even a scientific committee had come from the United States to seek
to measure electric fields and power plant emissions,
it appeared that there was a sort of presence of “endorphins” and that
throughout the stand only a little over thirty minutes near
agricultural cooperative favored pleasant feelings to people, not only
everything was designed to not use power generators
pollution and to encourage every natural process, a phenomenon that would
studies led to alternative energy to be used together with the
wind. Everything worked using the wind, sun and a large mill
did move in the appropriate channels the water to irrigate plants
promoting a range of about ten days without the trouble of
Manually watering the plants.

This project was born of profound insights by two guys
that despite this dream, never ceased to study and follow
the practical sense of life. The final product consists of products
top quality fruit was sold and the proceeds
was designed to help people in remote and difficult.

The festival was organized on the patio and garden tables where some very
decorated with fresh flowers made them look good. Guests
arrived and the family atmosphere was serene and surround it
everyone feel at ease, some friends who had not believed
too in their project and had recently moved,
were among the guests that evening and of course the table was
laid with several vegetarian dishes, it was nothing
sacrificing of animals used, even in an area not far from
large stone house had been treated animals survived
abandoned by owners no respect and now roamed
happy over a wide area, was personal care of Ariel and Alexis
visit every day and many time was spent on pampering.

That night also the proud parents of Alexis were present,
moved from that place and the entrepreneurial skills of their son,
never thought it would, with great difficulty this time
means assured of being able to see their child as a future
intelligent and capable of safeguarding health and the environment, that their
sacrifice in support of the child, with parents of Ariel was
really worth it possible to make this project a reality
which to be proud of.

The two boys were really good people and their activity was
at first hampered by people who did not understand the scale but now
finally had all it takes to make their choice
“back to earth” one of the best examples for those who now
tired of competitions, poisons and recessions, with the race
power were stressed and worn out, especially losing identity because
masks that society wants to wear on those who “enters
race.

But recently the level of culture medium, incompetence and
corruption in different sectors had other disgruntled citizens and
unable to even a small initiative. It was really great
satisfaction to see children engaged socially capable of
rely on intuition to respect nature, qualities that
appeared to be dormant for a long time.

The evening was very pleasant and Alessio received many gifts,
Arie particular book was a welcome gift for him, he heard
about Dharma and compassion, which she found a path
natural in him, but they were also an altar boy Ariel compassionate
able to be deeply attentive to the feelings, he really was a
great friend, a childhood friend who had always yielded to
compassion and never had fueled opposition or attachment.

Have discussed with him the adventure between plants and animals with the
order to give the disadvantaged a particular contribution,
especially for the fair trade market was in its view, the choice
best we could do and to visit personally those
distant places, have the opportunity to embrace the children and make
part of their lives for a few days was the best thing that could
happen to them, in particular-The specimen holding
farm at those people for them avoid additional cost
so that a natural economy could ease the burden of costs and
would make them independent. At that moment he remembered those who had
said “If you help someone to eat the fish but not to teach
to fish, that was their intent because some farms do not
were oppressed by the big lobby and should not be buying
transgenic seeds and sterile, this was a madness for poor countries
their contribution would be allowed to offer as a “bank
seed “only products of excellent quality and favorable price, where
there would be no need to buy again because the
offered was not productive and sterile.

After some months, everything was ready for the trip to Brazil, both
documents that the load of seed and storage, this would be a
the most important moments in their lives and also on their website
was announced as a few days would leave for
Summer had some reservations in their company for some
weddings and a couple of stores had ordered their jams
the cookies that “Mamma Lina” magnificently prepared, the
proceeds was intended to help people in Brazil. Every
What was really a source of serenity and emotional turmoil for them
would have expected.

Moving from the airport to happen without too many shocks,
is that Ariel Alexis were twisted along for the ride and a room
waiting for them, it would take a shower and then a direct
sleep, time zone and the next morning was felt had
be ready to move to the area inside the edge of the forest,
a challenging journey awaited them but you would certainly have discouraged
because their intent was the driving force that pushes them to
venturing into inaccessible areas and in unpredictable situations.

The night was restless because of the mosquitoes and heat but also
Ariel the next morning told of a dream, perhaps a vision where
both were caught by people who wanted to prevent them
assist populations, economic interests have led some
some natives to sell off their roots and the forest was in danger.
Despite these strong feelings of danger that is Ariel Alexis
decided not to influence in some way, their intent was
to help, whatever happened.

In the morning the bag was ready, even a supply of food was
placed in the jeep and especially water and medicine that could have
serve children and the elderly.

The journey lasted for three long days, the jeep and pointed to the north
the road was very bumpy at times showed large sunny plains
the place where portions of the forest was deforested and
unbelievable, there were even the garbage dumps, a
show unexpected, as it was possible to produce the
garbage and bulky material in an area so poor?

What was happening? The guide said that big trucks on the night were
download and covering the plate, no one knew where they came from
In the morning there was no evidence, only new mounds of dirt and many
animals were killed, others were moved. But who was so
irresponsible not to protect this green lung for the whole world?

Perhaps Alexis and Ariel had high ideals but had not reckoned
with the harsh reality that only by going in person to those people
could ascertain.

Who was so blind, for a handful of money, by undermining the life
the entire planet?

Finally the journey ended and touched the coveted goal, a limbered
legs, a visit to the places they had only seen on the map
and a little ‘time to acclimatise, now a lot of work waiting for them,
especially were expected to be another guide and a facilitator cultural
that would help them understand and customs of the natives.

It was almost sunset when they came across a large
hut in the center of a series of seven huts
other families and housed a small school, a dispensary and a
guesthouse.

They were greeted by an elderly man who with a gesture and expression guttural
were happy to welcome them, when the guide said those were the old man
opened a wide toothless smile and offered the coconut milk in a cup
wood.

Alexis and Ariel were dazed but happy, calmly and carefully, which
showed to be listening, they download the medicines, food and
some gifts to the community, it had been advised that the Chief
tribes have never accepted personal gifts but what could be
acceptable and common for all.

A swarm of children, smiling and shy approached and greeted
in the language of the visitors who were amazed, the wise old man
smiled and pointed to the small school for their teacher to understand
that if children knew that language was because of him.

After the first moments of shyness, the children were ready to show
their curiosity for those packages that were downloaded by degrees
two jeeps of support that had accompanied Alexis and Ariel.
Was shown to the guests the new guesthouses and “comfort” that would
had: a very old but working fan and mosquito nets
wrapped around their beds.

It was not very important as it was structured their temporary residence,
was much more important the next morning to talk about how
better organize the resources of that population because ”
learn to fish. ” The next morning was also designed
visit to the portion of forest that occupied the natives for millennia
that new visitors become familiar with the area and
especially with the climate. There was a visit to river and
“Big tree” that had always been the “Board” of Chapter
village, not a privilege that was granted to all but the old
essay had received in Ariel with his particular sensitivity
plants and never had happened to find a way open to Western
vegetable nature, was so important that we could have this
contact, especially useful to Ariel as a “messenger” of the world
West.

A new night passed and once again was upset this time
had no responsibility but the mosquitoes Ariel those perceived
places such as very familiar, as if it belonged to that territory and
was removed by time, like a homecoming, but did not know well
focus on that feeling, it never was before then
those places.

The next morning the tribal chief told a story about a
girl perhaps a legend that some years it was said at a
Village near

A girl was kidnapped from a village which was not known
the name of a “white man” who had brought with him tearing
his people, the girl’s brother, had promised that he would
sought to bring her back, but time passed and he was not
You can find it with great regret of the whole village that the
He had seen her grow, the brother died and no one knew anything about
girl. A story that was perhaps understand how the human presence
White had often invaded and plundered all that poor people
completely unarmed and peaceful knowledge that herbs and plants to treat and not
could offend or attack was totally helpless to the thirst for power
that as a shadow loomed over ambitions of those who wanted these territories
to cut trees and sell off land to make farms
cows.

Ariel felt shocked to hear that story, it was as if the story
for some strange reason it felt a deep concern and compassion
for that girl, torn from their land, from the village to go
to live somewhere, if assumptions were to live in the West
adapted as he would?

Truly a tragedy and a loss of ancestral values carved heart
of those people that were polluted by a race
appearance to the possession and lack of values, in the end as that
village might appear small, insignificant, poor in everything, whether
children and adults gave off a vibrant force, a light of love
that never in his life he had met were spontaneous person, ready
to embrace, to help each other and collaboration and
sharing were completely spontaneous, but they had not observed any
gesture of anger or competition but all were a close group
who lavished the welfare of all. Children do not belong to
but one family often ate together and practiced a
Joint attention to the protection of children and building homes
or local municipalities. Alessio to hear these explanations from the
facilitator remained thoughtful for a moment thinking about how great the
metropolis of the West the opposite happen, where
competition and destroy the superficiality and sincere dialogue
expression of feelings.

The evening before the fire arrived quickly throughout the day was dedicated
explanation as to how Alexis and Ariel organize their project
and how the structures would allow the use of natural energy in
was particularly important to give instructions for that type of land to
some adult site how to build the mill and channels
conduct water from the nearby river to avoid traveling with the buckets and
allow an automatic irrigation of cultures, was also given
starting the construction of a warehouse to store seeds and
were placed two wind generators near the guesthouse
and near the small school to take advantage of clean energy.

In the early hours of the afternoon program was prepared to visit
the sacred zone where only the village chief and Ariel would
approached the “big tree”, the inspiration of the visions and
protecting the village. In fact, the natives, not only the forest
was considered sacred because the source of life, with the rains and herbs
medical, but especially the paper was able to perceive the tree
head of the entire forest with his wisdom and presence governed the
plant kingdom, allows plants to regenerate to produce the
fruits according to season and fall asleep when he was in great
over their lifetimes.

Along the way, about eight kilometers away on foot at a plateau, the
village head helped by the facilitator made it clear to Ariel as
large tree was concerned about the ecosystem and how many brothers
been killed, it was necessary to protect the forest,
Man of compliance by each tree even in large urban centers
it can do its task of providing moisture and oxygen
for the life of the planet. Ariel was amazed at how the old
essay talking about pollution and urban centers, which is not thought
could meet in that corner of the remote world, then ventured to
ask how he knew of pollution, oxygen and distant objects, the
old smiled broadly and said – I do not know anything about me, I have never seen
something away from this place-is the master tree that tells me
all, he hears the wind or migrating birds, I listen to him and
really learned a lot. Perhaps you, dear boy, you do not know that we
all interconnected? That everything is connected and support each other?

Ariel had in mind the words of the book:

“In the past life was based on trees. Their flowers there
embellished, we fed the fruits, leaves and fibers we dress and we
gave shelter. We hid among the branches to protect us from
wildlife. The wood we warmed, or used to make
sticks to sustain us in old age and weapons to defend ourselves.
We were tied to trees. Today, surrounded by sophisticated machines
and high performance computers in our ultra modern offices, is
easy for us to forget the connection with nature. “

Dalai Lama

He smiled thinking about that old did not need to read a book
but that size really lived and that the trees were always
an important presence in human life but all is now
blind and unable to understand.

With slow steps came to a huge tree, Ariel felt a
powerful energy, much cleaner than plants in its
Cooperative, in fact all over the place gave off a strong energy
compassion and beauty, it seemed that all the energy of the primordial
world came from that place and thought how lucky was the head
village to have the privilege of living space that, until
he had allowed, he remembered his nightmare and dangers
that people peacefully through for the sole reason that they
live in that place forever.

What sense would cancel everything for power or money,
polluting or destroying without restraint, there could be a possible
solution?

A shudder of leaves seemed to have heard his thoughts, his head
village told the facilitator that the tree was happy to Master
meet Ariel and who had finally arrived.

Finally? It was so long awaited? But this time the tree spoke to Master
directly into him and even the village chief could understand why
it was the language of vision, where there are no words
mental mechanisms, but a direct feel.

The vision appeared in a place the world was born a child, be
light, full of compassion that would care about the fate of
planet, would help people in distress.

Master tree said that the crisis, the shock was inevitable
break the old guard, and although many trees were brothers
sacrificed, even if the land was poisoned, it was not
the definitive end that everything must be cooperation of all
that we should not exploit resources pollutants.

Ariel was deeply shocked, touched, unable to speak but had
transposed to end the message, he realized that collaboration, the
efforts of all, the moral cleanliness were the “cradle” for that
child, for that was on the way which we are all
responsible.

When Ariel returned to the village seemed to emanate light, it was vibrant and
Alessio also noticed that, with a whisper, fearing
disturbed, asked his friend what had happened, but it was talking
Ariel took her hands and the vision of Alexei was transferred to him.

They had the certainty of having chosen the right path in life and
to be messengers of love.

 

12.07.2010 © Poetyca

 

Le dimensioni dell’Amore


Le dimensioni dell’Amore

Una è la dipendenza, nella quale vive la maggioranza della gente. La moglie dipende dal marito, il marito dipende dalla moglie: si sfruttano e si dominano a vicenda, si possiedono a vicenda e riducono l’altro ad una merce. Questo è ciò che accade nel mondo nel 99% dei casi. Ecco perché l’amore, che dovrebbe aprire le porte del paradiso, apre soltanto le porte dell’inferno.

La seconda è l’indipendenza. Questo accade una volta ogni tanto. Ma anche questa possibilità porta infelicità, perché il conflitto è costante. Nessun accordo è possibile: entrambi sono assolutamente indipendenti e nessuno dei due è pronto a scendere a compromessi. Essi danno libertà all’altro, ma essa è più simile all’indifferenza che alla libertà. Entrambi vivono nei propri spazi e il loro rapporto sembra solo superficiale. Entrambi hanno paura di penetrare la profondità dell’altro, perchè entrambi sono più attaccati alla propria libertà che non all’amore.

La terza possibilità è l’interdipendenza. Accade assai raramente, ma ogni volta che accade, una parte di paradiso cade sulla terra. Accade tra due persone: né dipendenti, né indipendenti, ma in profonda sincronia tra loro; come se respirassero uno per l’altra, un’anima in due corpi: ogni volta che accade, accade l’amore.

Solo in questo caso è amore.

Osho  Bhagwan Shree Rajneesh

Discorsi di Bhagwan Shree Rajneesh. Le dimensioni dell’amore.

«Rajneesh» n. 13, dicembre 1983-marzo 1984

Libreria Editrice Psiche, Torino.

Pp. 48, 6,20 euro.

ISBN 88-85142-10-9


Da che cos’è l’amore

Domanda: Perché la gente ha così paura di essere amata?

Bhagwan: La domanda è stata posta da Krishna Gopa.

La gente ha paura di essere amata, perché l’amore porta infelicità.

L’amore porta con sé bugie. L’amore porta con sé prigionia; l’amore comporta schiavitù, l’amore distrugge la libertà. Per questo la gente ha paura.

E allo stesso tempo la gente non può restare senza amore perché è un nutrimento indispensabile. Per questo ricercano spasmodicamente l’amore, desiderano amare ed essere amati. Non riescono a restare soli. Ma nel momento in cui incontrano una persona, l’altro – l’uomo, la donna – si impauriscono, perché sanno che ora stanno entrando in una gabbia.

E questo accade perché l’amore non è ancora libero da condizioni: ecco perché la gente ha paura dell’amore. E poiché l’amore porta con sé un’infinità di compromessi, la gente ne ha ancora più paura: si deve scendere a compromessi tali da giungere a perdere quasi definitivamente il proprio volto originale. E allo stesso tempo non possono restarne senza, perché è un nutrimento indispensabile all’anima. E di fatto è proprio per questo che la gente ha imparato a sfruttarlo; proprio perché è un nutrimento indispensabile per l’anima. Se non fosse stato un bisogno così primario, non ci sarebbe stato nessuno sfruttamento. L’amore è un bisogno così essenziale che lo puoi sfruttare, puoi porre delle condizioni. Puoi dire: «Ti amerò solo se fai questo. Ti amerò solo se amerai unicamente me, nessun altro, e questo per sempre. E ti amerò solo se accetterai queste mie condizioni». Questo è un mettere condizioni. E un uomo affamato le accetterà inevitabilmente. Inizierà a dire bugie, giocherà dei trucchi, inizierà ad essere falso. Inizierà a fare cose che non avrebbe mai voluto fare, e smetterà di fare le cose che avrebbe sempre voluto fare. E prima o poi arriverà a pensare che questo amore costa troppo caro; è meglio non essere in amore, è meglio essere solo.

Di conseguenza la gente continua a spostarsi dalla solitudine all’amore, e dall’amore alla solitudine. Quando sono soli sentono la fame, e quando sono insieme ne vedono la bruttura.

Mi hanno raccontato:

Il vecchio prete arrivò, alla fine, in paradiso e disse a San Pietro: «Basta lavoro. Ora posso riposarmi».

San Pietro assentì: «Scegliti la nuvoletta più soffice, e dormi. Te lo sei meritato».

Con un sospiro il sacerdote si tuffò nel tepore della nuvoletta scelta e si addormentò. Ma non riuscì a riposarsi perché ogni tanto una campanella, o una campana suonavano, svegliandolo. Per alcune ore riuscì a resistere, alla fine, prossimo ad una crisi di nervi, si alzò, corse da San Pietro a lamentarsi: «Riposo, riposo, ma come posso riposarmi? Questo è un inferno… e la campana più grossa suona proprio quanto sto per addormentarmi!!!».

«Mi dispiace, amico mio, ma non posso farci nulla. Dovrai abituarti. Vedi, in questo modo noi registriamo tutte le bugie che si dicono sulla terra. Ma ora che sai di che cosa si tratta, non ci farai più caso, vedrai… sogni d’oro!».

E fu proprio così: il prete si rituffò nella sua nuvoletta e si addormentò profondamente.

Ma all’improvviso, nel cuore della notte, venne un’esplosione di tuoni, e l’eco di milioni di campane soffocarono l’urlo di terrore del nostro povero pretino, che corse da San Pietro, tappandosi le orecchie come poteva. « Pietro, Pietro, salvami! Cosa succede?».

E Pietro è pronto a coprire le orecchie del povero prete con le sue amorevoli mani: «Povero caro. Vedi, questa è l’ora in cui gli amanti si incontrano e si sussurrano le loro bellissime frasi d’amore … » .

L’amore porta nella vita mille ed una bugia. È umiliante. Ci si sente in gabbia, imprigionati, compromessi. Ci si sente paralizzati, storpiati. In mille ed un modo ci si sente incatenati. Per questo, Gopa, la gente ha paura dell’amore.

Uno dei miei messaggi fondamentali è: non sfruttate mai l’amore. Questa sarà un’immensa rivoluzione religiosa nella vostra vita. Non sfruttate mai l’amore. Se qualcuno vi ama, non introducete nessuna condizione. Se amate qualcuno, non storpiatelo. Lascia che il tuo amore si espanda, dona all’altro più spazio di quanto ne abbia mai avuto quando era solo. Nutritelo, ma non avvelenate il suo nutrimento, non possedetelo. Lasciate che sia libero, più libero di quanto non sia mai stato. In questo caso l’amore crescerà in una profonda intimità.

Quando l’amore porta con sé la libertà, scende a profondità maggiori. Quando l’amore fa sentire l’altro rispettato, non umiliato, non distrutto ma sostenuto, quando l’amore ci fa sentire nutriti, liberi, allora scende a profondità maggiori. In questo caso diventa preghiera. Diventa l’esperienza più elevata, suprema della vita.

Non sfruttate l’amore. Ricordatelo, ogni volta che siete in amore. E dovrete sforzarvi di ricordarlo, perché per migliaia di anni l’uomo ha sfruttato l’amore, e questa è diventata un’abitudine.

Osho  Bhagwan Shree Rajneesh

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The size of Love

One is the addiction, the home of the majority of the people. The wife depends on her husband, the husband depends on his wife will take advantage and dominate each other, you have each other and reduce the other to a commodity. This is what happens in the world in 99% of cases. That’s why love, which should open the gates of paradise, only opens the gates of hell.

The second is independence. This happens once in a while. But even this possibility brings unhappiness, because the conflict is settled. No agreement is possible: both are completely independent and neither is ready to compromise. They give freedom to another, but it is more like indifference than freedom. Both live in their spaces and their relationship seems only superficial. Both are afraid to penetrate the depth of the other, because both are more attached to their freedom not to love.

The third possibility is interdependence. It happens very rarely, but every time this happens, a piece of heaven falling to earth. It happens between two people: neither employees, nor independent, but deep in sync with each other, as if breathed for each other, one soul in two bodies: Every time that happens, love happens.

Only in this case is love.

Osho Bhagwan Shree Rajneesh

Discourses of Bhagwan Shree Rajneesh. The dimensions of love.

“Rajneesh” No 13 December 1983-March 1984

Psyche Libreria Editrice, Torino.

Pp. 48, 6.20 €.

ISBN 88-85142-10-9

From what is love

Question: Why are people so afraid to be loved?

Bhagwan: The question was asked by Krishna Gopa.

People are afraid of love, because love brings misery.

Love brings with it lies. Love brings captivity, slavery comes with love, love destroys freedom. That’s why people are afraid.

And while people can not remain without love because it is a nutrient essential. That is frantically looking for love, want love and be loved.They can not be alone. But when they encounter a person, the other – man, woman – is scared because they know that they are now entering a cage.

This is because love is not free from conditions, which is why people are afraid of love. And because love brings with it countless compromises, people will have no fear: you have to make compromises such as to reach almost definitely lose your original face. And at the same time can not be without, because it is a nutrient essential to the soul. Indeed, this is precisely why people have learned to exploit it, because it is an essential nourishment for the soul. If it was not a primary need so, there would be no exploitation.Love is an essential need so that you can use, you can impose conditions. You can say, ‘I’ll love you if you do this. I’ll love you only if you love only me, nobody else, and this forever. And I will love them only if you accept my terms. ” This is a place conditions. And a hungry man will accept the inevitable. It will start to tell lies, play tricks, begin to be false. It will start to do things they would never have wanted to do, and stop doing the things he always wanted to do. And sooner or later come to believe that love costs too expensive, it is better not to be in love, it’s better to be alone.

As a result, people continue to move from loneliness to love, from love and loneliness. When I just feel hungry, and when they are together they see the ugliness.

They told me:

The old priest came in the end to heaven and said to St. Peter: “Just work. Now I can rest. “

St. Peter nodded, “Choose the softest puff and sleep. You deserve it. “

With a sigh the priest threw himself in the warmth of the cloud and the choice fell asleep. But he could not relax because every time a bell or a bell ringing, waking him. For several hours he was able to resist in the end, next to a nervous breakdown, he got up and went to St. Peter’s to complain: “Rest, rest, but how can I rest? This is hell …and the largest bell sounds just what I’m about to fall asleep !!!».

“I’m sorry, my friend, but I can not help it. You’ll get used. See, this way we record all the lies that are said on earth. But now that you know what it is, there will no longer matter, you’ll see … pleasant dreams. “

It was precisely this: the priest plunged in its cloud and fell fast asleep.

But suddenly, in the middle of the night was an explosion of thunder, and the echo of millions of bells drowned the cries of terror of our poor little priest, who ran St. Peter’s, plugging his ears as he could.”Peter, Peter, save me! What happens? “.

And Peter is ready to cover the ears of the poor priest with his loving hands, “Poor dear. See, this is the time when lovers meet and whisper their beautiful words of love … ‘.

Love brings to life a thousand and one lie. It’s humiliating. You feel caged, imprisoned, compromise. You feel paralyzed, crippled. In a thousand and one way it feels chained. For this reason, Gopa, people are afraid of love.

One of my key messages is: untapped ever love. This will be a huge religious revolution in your life. Untapped ever love. If someone loves you, does not introduce any condition. If you love someone, storpiatelo. Let your love expand, the other gives more space than they have ever had when he was alone. Feed him, but not poisoned his food, not possedetelo. Let me be free, freer than ever before. In this case, love will grow into a deep intimacy.

When love brings freedom, comes down to greater depths. When love makes you feel more respected, not humiliated, not destroyed, but argued, when love makes us feel nourished, free, then descends to greater depths. In this case it becomes prayer. Experience becomes higher, the highest of life.

Not exploited love. Remember, whenever you’re in love. And you have to force yourself to remember it, because for thousands of years man has used love, and this has become a habit.

Osho Bhagwan Shree Rajneesh



Sii cosciente


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Qualunque cosa fai, falla coscientemente.
E insisto: qualunque cosa fai!
Non vi dico che dovete fare certe cose e non altre, no.
Basta che tu sia consapevole di tutto quello che fai e,
un po’ alla volta, ogni tua azione
ti rendera’ sempre piu’ asciutto.
Imparerai ad essere distaccato,
perche’ il distacco e’ una conseguenza della consapevolezza.

(Bhagwan Shree Rajneesh (Osho) – L’armonia nascosta)

Seguire passo passo ogni pensiero, ogni azione, perchè la mente non scivoli da un momento all’altro, ma sia ancorata a quanto accada dentro di sè, alle azioni e persino alle intenzioni; che siano capaci di coerenza e non lascino tracce confuse, lontane dalla nostra attenzione. Portare serenità e sfatare tutte le paure, con il coraggio di smascherare ogni illusione. Comprendere le nostre debolezze e non provare rabbia, frustrazione, abbracciando noi stessi ed i nostri blocchi interiori. Provare gratitudine per le piccole o grandi cose, per le bellissime opportunità che la vita ci offre. Comprendere che non esiste fallimento o vittoria ma tante opportunità per la nostra esperienza. Non provare attaccamento, perchè non è in atto una gara, con mete da raggiungere. Non si vince nessun premio, ma semplicemente si impara la compassione verso se stessi e gli altri. Nulla è separato e le vere conquiste sono quelle che tu puoi vivere se ti apri all’amorevolezza e alla compassione.

23.03.2009 Poetyca

Una perla al giorno – Bhradaranyaka Upanisad


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Come non si possono sentire
le singole note del suono d’un violino,
ma solo la totalità del suono
e l’azione del violinista,
così gli esseri individuali
non si possono capire
se non se ne conosce la fonte, l’Atman,
Dio che è il solo attore sulla scena del mondo.

Bhradaranyaka Upanisad, V, 10

As you can not hear
the individual notes of the sound of a violin,
but only the totality of the sound
and the action of the violinist,
so the living entities
you can not understand
if you do not know the source, the Atman,
God is the only actor on the world stage.

Bhradaranyaka Upanishads, V, 10

Pietà e compassione


Riflettendo….

La Riflessione

Lavandomi le mani

L’acqua scorre su queste mani.

Che io possa usarle abilmente
per preservare il nostro prezioso pianeta.

Gatha del Maestro Thich Nhat Hanh

—————————————–

Consapevole è il gesto
di chi cerca purezza,
per essere armonia e saggezza
in ogni sua azione:
pulizia profonda di mente e cuore,
per dare alimento alla retta azione.

Poetyca

—————————————–

L’insegnamento

Compassione e pietà

La compassione è molto più profonda e nobile della pietà.

La pietà ha le sue radici nella paura e porta in sé un senso di arroganza e condiscendenza,
alle volte anche una compiaciuta sensazione del tipo: “Meno male che non è capitato a me”.

Come disse Stephen Levine:

“Quando la tua paura tocca il dolore di qualcuno, diventa pietà;
quando è il tuo amore a toccare il dolore di qualcuno, diventa compassione”.

Praticare la compassione significa essere consapevoli che tutti gli esseri sono uguali e soffrono nello stesso modo,
onorare tutti coloro che soffrono e sapere che non siamo né separati da alcuno, né superiori ad alcuno.

Sogyal Rinpoche

—————————————–

Accompagnare con la nostra sofferenza chi soffre
è alleggerirne il peso, è comprendere e condividere
con la presenza del cuore il momento difficile.
Compassione è tendere una mano con la stessa passione ( sentimento).

La pietà è di chi spera di colmare un proprio disagio,
offre attenzione senza reale sentimento ma placa soltanto la mente.

Tenta di allontanare da sè una eventuale disgrazia futura
attraverso una atteggiamento di solidale presenza, ma dettato
solo da un atto formale.

Nessun essere è separato e la sofferenza che tocca la vita di qualcuno
è sottilmente collegata a noi stessi, le lacrime dunque sono uguali per tutti.

Poetyca

——————————————–

11.01.2009 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

I 18 principi fondamentali del XIV Dalai Lama per il nuovo millennio


I 18 principi fondamentali del XIV Dalai Lama

per il nuovo millennio

1  Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.

2 Quando perdi, non perdere la lezione.

3 Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.

4 Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.

5) Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.

6 Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7  Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.

8 Trascorri un po’ di tempo da solo ogni giorno.

9 Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.

10 Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.

11  Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.

12 Un’atmosfera amorevole nella tua casa dev’essere il fondamento della tua vita.

13  Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.

14  Condividi la tua conoscenza. E’ un modo di raggiungere l’immortalità.

15 Sii gentile con la Terra.

16 Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.

17  Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro.

18  Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.



Dalai Lama’s Instructions for Life

1. Take into account that great love and great achievements involve great risk.

2. When you lose, don’t lose the lesson.

3. Follow the three Rs: Respect for self, respect for others, responsibility for all your actions.

4. Remember that not getting what you want is sometimes a wonderful stroke of luck.

5. Learn the rules so you know how to break them properly.

6. Don’t let a little dispute injure a great friendship.

7. When you realize you’ve made a mistake, take immediate steps to correct it.

8. Spend some time alone every day.

9. Open your arms to change, but don’t let go of your values.

10. Remember that silence is sometimes the best answer.

11. Live a good, honorable life. Then when you get older and think back, you’ll be able to enjoy it a second time.

12. A loving atmosphere in your home is the foundation for your life.

13. In disagreements with loved ones, deal only with the current situation. Don’t bring up the past.

14. Share your knowledge. It’s a way to achieve immortality.

15. Be gentle with the earth.

16. Once a year, go someplace you’ve never been before.

17. Remember that the best relationship is one in which your love for each other exceeds your need for each other.

18. Judge your success by what you had to give up in order to get it.

Naturali e spaziosi


Riflettendo…

La Riflessione

Il Risvegliato
può solo indicare la via:
siamo noi a doverla percorrere.

Chi con saggezza riflette
e intraprende il sentiero
è libero dai ceppi di Mara.

Dhammapada – 276

————————

Toccare la terra
è saper distinguere
tutte le tentazioni,
le illusioni di una mente
che non guarda in profondità.
Nel gioco dell’attaccamento
sono confuse le immagini,
a noi prendere la via
per riconoscere la realtà
come essa è,
e con volontà restare centrati
verso la nostra ricerca.

Poetyca

————————

L’insegnamento

Naturali e spaziosi

In meditazione, siate a vostro agio, siate quanto più naturali e spaziosi possibile.

Scivolate quietamente oltre i lacci del vostro sé, come sempre ansioso,
lasciate andare tutti gli attaccamenti e rilassatevi, abbandonandovi nella vostra vera natura.

Lasciate che la pace lavori su di voi e vi permetta di riunire la vostra mente dispersa
nella consapevolezza di una profonda e stabile quiete,
risvegliando in voi l’illuminazione di una chiara e profonda visione.

Sogyal Rinpoche

………………………

Nel momento presente
tutto è quiete,
nella forza di questa consapevolezza
basta semplicemente respirare
e portare attenzione
a questo momento in serenità,
senza aspettativa alcuna:
essenza che respira e si pacifica
con tutto quel che sa accogliere.

Poetyca

……………………..

13.06.2009 Poetyca

Testi tratti da: 

Reflecting …

Reflection

the Awakened
can only point the way:
us having to go.

Who wisely reflects
and takes the path
is free from the fetters of Mara.

Dhammapada – 276

——–

Touch the Earth
is able to distinguish
all temptations,
the illusions of a mind
that does not look in depth.
In the game of attachment
images are blurred,
we take the path
to recognize the reality
as it is,
and will be centered
to our research.

Poetyca

——–

The teaching

Natural and spacious

In meditation, you are at ease, be as natural and spacious as possible.

Glide quietly over the laces of your self, eager as always,
let go of all attachments and relax, lose yourself in your true nature.

Let the peace work of you and will let you bring your mind scattered
in the awareness of a deep and stable peace,
awakening in you lighting a clear and profound vision.

Sogyal Rinpoche

… … … … … … … … …

At the present time
everything is quiet,
in the strength of this awareness
simply breathing
and bring attention
at this moment in serenity,
without any expectation:
essence that breathes and peaceful
with everything that feels welcoming.

Poetyca

… … … … … … … … ..

13.06.2009 Poetyca

 

 

                                                                                                    Prendere rifugio – Riflettendo

Ricorda la visione


Riflettendo…

La Riflessione

Dove metterò la mia attenzione oggi?
Cosa creerò?
Cosa imparerò e ricorderò?
Quali abitudini rafforzerò e quali indebolirò?

La domanda importante non è, “Posso cambiare?”
La vera domanda è, “Dove devo porre la mia attenzione in questo momento?”

Insegnante di Dharma

————————————

Troppe domande,
timore di non avere risposte,
di fallire, di non essere capaci
sono solo passi tra illusioni
che la mente ci sollecita a fare.

In silemzio non hai domande
hai solo la consapevolezza
di trovare risposte ad ogni passo
– qui ed ora – dove la tua attenzione
sa essere pronta a quel che adesso vivi.

Poetyca

———————————–

L’insegnamento

Ricorda la visione

Visioni sbagliate e convinzioni erronee sono le nostre peggiori illusioni.
Difatti, il cuore dell’insegnamento del Buddha è saper vedere
“la vera natura delle cose così come sono” e questo è chiamato retta visione.

È una visione che onnicomprensiva, poiché la funzione dell’insegnamento spirituale
è proprio darci una prospettiva completa della natura della mente e della realtà.

Sogyal Rinpoche

———————————–

Mente e realtà,
capacità di allontanare il passo,
dalla distorsione che disorienta,
con appigli del passato
e timori del futuro,
nella consapevole attenzione
per essere con serenità
presenza di questo attimo
che respiriamo con armonia.

Cosa è il vero
se non la nostra attenzione
a non proiettare condizionamenti
e timori avvelenando la realtà?

Solo la purezza del nostro essere attenti
con discernimento e senza giudizio
è prenderci cura di quel che siamo
per essere capaci di offrirlo ad altri.

Poetyca

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18.04.2009. Poetyca

 

Reflecting … Reflection Where to put my attention today?
What I create?
What will I learn and remember?
What habits and what will strengthen indebolirò?

The important question is, “Can I change?”
The real question is, “Where should I put my attention right now?”

Teacher of Dharma

————————————

Too many questions,
fear of not having answers,
of failing, of not being able
are just steps away from illusions
that the mind urges us to do.

In silemzio you have questions
you only have the knowledge
to find answers to each step
– Here and now – where your attention
knows to be ready at that now live.

Poetyca

———————————–

The teaching

Remember the vision

Wrong views and false beliefs are our worst illusions.
In fact, the heart of Buddha’s teaching is being able to see
“The true nature of things as they are” and this is called right view.

It is a vision that all-encompassing, because the function of the spiritual
is just give us a full perspective of the nature of mind and reality.

Sogyal Rinpoche

———————————–

Mind and reality
ability to ward off the pace,
the distortion that is confusing,
grips with the past
and fears of the future,
in conscious attention
to be calmly
presence of this second
we breathe in harmony.

What is the true
but our attention
not to project constraints
poisoning fears and the reality?

Only the purity of our being careful
with insight and without judgment
is to take care of what we
to be able to offer it to others.

Poetyca

———————————-

18.04.2009. Poetyca

Text taken from:

Il Fiore di Bodhidharma

Questo momento


Questo momento

Riflettendo…

La Riflessione

Fino a che sarete soggetti al giogo della vita,
ad essa legati dalla forza dell’abitudine,
non potrete essere liberi dal grave peso del corpo.

Maestro Kuei-Shan (771-854)

——————————

Seguire solo l’abitudine,
senza ricerca di consapevolezza,
senza progetto e senza attenzione
per realizzare la libertà di essere
ci fa somigliare a cavalli
che conoscono a memoria la strada
e non cambiano mai percorso,
perchè incapaci di immaginare
che possa esserci un altro percorso
rispetto a quello inciso nella memoria
e divenuto abitudine.

Anche l’elefante, da sempre legato
ad un albero e condotto dall’uomo
non è capace di ribellarsi
malgrado la sua forza, difatti
non sa di possederla e non la sa usare
in forma indipendente rispetto agli ordini
che gli sono impartiti.

Solo nella nostra ricerca interiore
possiamo capire di cosa siamo capaci
e sappiamo affinare i nostri talenti,
per essere quel che veramente siamo
e non solo emulatori di altrui aspettative.

Poetyca

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L’insegnamento

Questo momento

Portate la vostra attenzione a questo momento, al qui ed ora.
Qualsiasi cosa stiate sentendo fisicamente o emotivamente,
di qualsiasi natura essa sia, questo è il modo in cui essa è.

Questa conoscenza del modo in cui la cosa è si chiama consapevolezza;
è il modo in cui noi facciamo esperienza dell’ora.

Prestate attenzione a questo.
Quando siamo pienamente coscienti, attenti al qui e ora senza attaccamento,
allora non stiamo cercando di risolvere i nostri problemi,
non stiamo ricordando il passato o pianificando il futuro.

E se stiamo facendo queste cose allora fermiamoci e riconosciamo quello che stiamo facendo.
Il non attaccamento significa che non stiamo creando niente di più nella nostra mente; siamo solo presenti.
Questo significa riflettere sul modo in cui la cosa è.

Ajahn Sumedho

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Comprendere, vivere attimo per attimo,
accogliere e non proiettare aspettative
è avere la chiave per restare attenti all’adesso,
al momento che sto vivendo senza scappare lontano.

Saper accogliere la realtà come essa è,
senza reagire, restando equidistanti
è non sollevare eccessiva polvere
a cause delle emozioni,
nella consapevolezza che quello che arriva
è destinato a cessare.

Poetyca

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01.08.2009 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it

This time

Reflecting …

Reflection

As long as you will be subject to the yoke of life,
linked to it by the force of habit,
can not be free from the heavy weight of the body.

Master Kuei-Shan (771-854)

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Follow only the habit
without looking for awareness,
without attention and without project
to achieve the freedom to be
makes us look like horses
who know by heart the way
and never change the path,
unable to imagine why
that there may be another route
than that recorded in the memory
and became a habit.

Even the elephant, always connected
to a tree and led by the man
is not able to rebel
Despite its strength, in fact
can not possess it and not know how to use
in the form independent of the orders
that are taught.

Only in our inner search
we can understand what we are capable
and we refine our talents,
to be what we really are
and not just emulators expectations of others.

Poetyca

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The teaching

This time

Bring your attention to this moment, the here and now.
Whatever you are feeling physically or emotionally,
whichever it is, this is the way it is.

This knowledge of how the thing is called knowledge;
is the way we experience time.

Pay attention to this.
When we are fully conscious, attentive to the here and now without attachment,
then we are not trying to solve our problems,
we are not remembering the past or planning for the future.

And if we are doing these things then we stop and recognize what we’re doing.
Non-attachment does not mean that we are creating nothing more in mind, we are only at present.
This is to reflect on how it is.

Ajahn Sumedho

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Understanding, living moment to moment,
welcome and not to project expectations
the key is to have to stay alert Adesso,
right now I’m living without run away.

Know how to accept reality as it is,
without reacting, remaining equidistant
is not to raise excessive dust
causes of emotions,
in the knowledge that what comes
is destined to end.

Poetyca

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01.08.2009 Poetyca

Text taken from:

 

Il Fiore di Bodhidharma

                                                                                                    Prendere rifugio – Riflettendo

Semplicemente siamo


Riflettendo…..

La Riflessione

Più grande in battaglia di chi sconfigge un milione di nemici
è colui che conquista se stesso.

(Dhammapada, 103)

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Il nostro potere e la nostra attenzione
possono essere diretti verso l’interno:
un viaggio di conquista che ci permetta
di essere persone migliori, in grado
di portare in luce le nostre ombre,
le cause di sofferenza e le proiezioni
di esse, per essere liberi dalle consuete reazioni
che ci impediscono di mettere in pratica
le lezioni che la vita ci offre attraverso
la presenza di altri che vediamo come nemici.

Poetyca

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L’insegnamento

Semplicemente sono

Quando sono saldo nella natura della mente, il pensiero ordinario non c’è più.
Non c’è più bisogno di sostenere e puntellare una sensazione di essere: semplicemente sono.

È presente una certezza fondamentale.
Non v’è nulla di particolare da fare.

Sogyal Rinpoche

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La natura della mente:
barca che ci permette il passaggio
nelle tempeste delle illusione,
dove incontaminata resta la vera presenza
del nostro essere.

Quando siamo consapevoli di essere a bordo,
nulla serve per navigare:
siamo già al riparo e conosciamo
ogni segreto della navigazione.

Poetyca

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04.07.2009 Poetyca

Testi tratti da:
Reflecting …..

Reflection

The larger of those defeated in battle a million enemies
is the one who conquers himself.

(Dhammapada, 103)

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Our power and our attention
can be directed inwards:
a journey of achievement that allows us
to be better people, able
to bring to light our shadows,
the causes of suffering and projections
of them, to be free from the usual reactions
that prevent us from putting into practice
the lessons that life offers us through
the presence of others who we see as enemies.

Poetyca

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The teaching

are simply

When they are firm in the nature of the mind, the ordinary thinking is gone.
No need to support and bolster a sense of being: they just are.

There is a fundamental certainty.
There is nothing particular to do.

Sogyal Rinpoche

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The nature of the mind:
boat that allows the passage
in the storms of illusion,
where it remains untouched the real presence
of our being.

When we are aware of being on board,
no need to navigate:
We already know the shelter and
all the secrets of navigation.

Poetyca

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04.07.2009 Poetyca

Text taken from:

Il Fiore di Bodhidharma

                                                                                                    Prendere rifugio – Riflettendo