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 “Kansas “There’s Know Place Like Home” 2009 (Full Concert) HD”


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Sul silenzio


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Sul silenzio

Il silenzio è la nostra vera natura. Ciò che siamo è fondamentalmente
solo silenzio. Il silenzio è libero da inizio e da fine. Esisteva
prima dell’inizio di tutte le cose. È senza causa. La sua grandezza
sta nel fatto che semplicemente è.

Nel silenzio tutti gli oggetti hanno il loro fondamento. È la luce che
crea gli oggetti, che li plasma e li forma. Tutti i movimenti, tutte
le attività sono armonizzate dal silenzio. Il silenzio non è opposto
al rumore. È al di là del positivo e del negativo. Il silenzio
dissolve tutti gli oggetti. Non è connesso ad alcuna controparte che
appartenga alla mente. Il silenzio non ha niente a che fare con la
mente. Non può essere definito, ma può essere sentito direttamente
perché è la nostra intimità.

Il silenzio è libertà senza restrizione e senza centro. È la nostra
interezza, non è né dentro né fuori dal corpo. Il silenzio è gioioso,
non gradevole. Non è psicologico. È sentire senza colui che sente. Il
silenzio non ha bisogno di intermediari. Il silenzio è sacro. Il
silenzio sa guarire. Non c’è paura nel silenzio. Il silenzio è
autonomo come l’amore e la bellezza. È intoccato dal tempo. Il
silenzio è meditazione, senza alcuna intenzione, senza colui che
medita. Il silenzio è l’assenza in se stessa o il silenzio è l’assenza
dell’assenza. Il suono che viene dal silenzio è musica. Ogni attività
che nasce dal silenzio è creativa. È un costante e nuovo inizio.

Il silenzio precede la parola, la poesia, la musica, e tutte le arti.

Il silenzio è il terreno di ogni attività creativa. Ciò che è
veramente creativo è parola, è verità. Il silenzio è la parola. Il
silenzio è verità. Chi dimora nel silenzio vive in costante offerta,
in preghiera senza richiesta, in gratitudine, in costante amore.

Jein Klein

On the silence

Silence is our true nature. What we are is fundamentally
only silence. Silence is clear from the beginning and the end. there was
before the beginning of all things. It is without a cause. His greatness
lies in the fact that simply is.

In the silence of all the objects have their foundation. It is the light that
creates objects, which shapes them and form them. All movements, all
activities are harmonized by silence. Silence is not the opposite
to noise. It is beyond the positive and the negative. the silence
dissolves all objects. It is not connected to any counterparty
belongs to the mind. The silence has nothing to do with the
mind. Can not be defined, but can be heard directly
because it is our intimacy.

Silence is freedom without restriction and without a center. It is our
entirety, is neither inside nor outside the body. Silence is joyful,
not pleasant. It is psychological. You feel that no one hears. the
silence did not need any. Silence is golden. the
silence knows heal. There is no fear in silence. Silence is
as self-love and beauty. It is untouched by time. the
silence is meditation, no intention, no one who
meditate. Silence is the absence itself or silence is the absence
absence. The sound of silence is music. every activity
that comes from silence is creative. It is a constant and a new beginning.

The silence precedes the word, poetry, music, and all the arts.

Silence is the ground of all creative activity. What is
really creative word is truth. The silence is the word. the
Silence is truth. He who abides in silence lives in constant supply,
in prayer without request, in gratitude, in steadfast love.

Jein Klein

Viola


Viola

Seduta sul bordo del suo lettino Viola attendeva che la mamma arrivasse, anche questa volta aveva fatto un brutto sogno e dopo aver sudato tanto, compreso che si trattava solo un sogno, aveva chiamato la mamma perché l’abbracciasse e le raccontasse una delle sue bellissime storie.

Non era facile per Viola di soli cinque anni capire come mai non tutti erano capaci di fare cose che lei faceva spontaneamente e non aveva intenzione di dare preoccupazione alle persone , solo che non capiva cosa era possibile manifestare e cosa era meglio trattenere o fare solo quando nessuno guardava, come accaduto la mattina prima, quando in giardino aveva visto una farfalla battere inesorabilmente e con grande fatica le ali, era davvero un grande sforzo per lei volare di nuovo.

Viola  indicò  quella povera farfalla al nonno e la bambina disse  che voleva aiutala a volare, il nonno spiegò che aveva volato tanto ma ora era il tempo di un lungo sonno, che per tutti arriva la fatica e quel sonno, che ci sono cose che accadono e che non si può reagire, lei non avrebbe potuto fare nulla!

Eppure Viola sentiva quel solletico sulla punta delle dita, sentiva quel calore e vedeva intorno alla farfalla un alone colorato che stava per spegnersi, perché non offrire un poco dei suoi colori alla farfalla? In fondo aveva dato gioia al cielo e ai fiori!

Viola disse al nonno di non preoccuparsi, ci avrebbe pensato lei! Il nonno sorrise per il candore e la convinzione di quella bimbetta, così simile nell’esprimere i sogni che la sua mamma faceva da piccola, lei che inventava fiabe ed era solitaria, seria e attenta a tutto. Quanta fatica per aiutarla a cambiare perché i sogni non servono a nulla nella vita e si deve essere concreti.

Viola si avvicinò alla farfalla, la prese delicatamente e la adagiò sul palmo della mano sinistra mente con la mano destra compiva degli strani movimenti circolari intorno alle ali della farfalla, il nonno guardava stupito e scettico, preoccupato della imminente delusione che la piccola Viola avrebbe avuto a breve.

Restava in silenzio, pronto a cercare parole adatte, ad accogliere le lacrime della bambina. Trascorsero pochi attimi e  come una piccola nuvola azzurrina apparve avvolgendo la farfalla, il nonno credeva di avere delle allucinazioni perché immediatamente dopo la farfalla iniziò a muovere le ali e a volare intorno alla bambina disegnando alcuni ghirigori festanti.

Come era possibile? Si trattava di una particolare coincidenza?

Eppure solo pochi minuti prima quella farfalla era disidratata e morta, certamente non era così colorata e viva come adesso!

La bimba aveva un’aria soddisfatta e a guardare il viso serio e stupito del nonno  si rese conto che forse aveva fatto qualcosa di sbagliato, almeno per il nonno e chiese: – Nonno sono stata cattiva? Perché i tuoi occhi mi stanno rimproverando?

Cosa ho fatto di sbagliato?

Il nonno non sapeva cosa rispondere, quello allora era un prodigio se la bambina era consapevole di avere fatto qualcosa per cambiare la realtà della farfalla, l’unica cosa che riuscì a chiedere fu: – Ma dove hai imparato? Sei così piccina, come hai fatto?

La bimba sgranò gli occhi :

–          Perché nonno tu non lo sai fare?

–         No piccola mia io non sono capace, nessuno mi ha insegnato o forse ..non ho mai provato perché non credevo possibile una cosa del genere. Comunque piccola mia forse è meglio non dire questo alla mamma, potrebbe preoccuparsi e se proprio devi fare queste cose, stai molto attenta che non ti veda nessuno!

Viola percepì ancora una volta come il nonno fosse turbato e che lei ne era la causa, allora disse al nonno di rilassarsi e di non essere preoccupato perché lei avrebbe fatto attenzione, non lo avrebbe detto neppure a Francy la sua migliore amica.

Il sogno era stato davvero spaventoso, una grossa nube scura si stava spostando e con dei vortici che sembravano tentacoli cercava di penetrare nelle case, nei boschi e dove arrivava sotto forma di nebbia cambiava l’aspetto delle cose; alberi e rocce, fiumi e mari, tutto sembrava perdere vita, come un contenitore vuoto, senza più energia, la gente sembrava non avere volontà ed agiva senza riflettere.

Nel suo sogno le farfalle, gli uccelli, i pesci e le voci di altri bambini come lei, così sensibili e speciali sembrava la chiamassero per portare aiuto e per riportare energie colorate a quel disastro.

Quel sogno appariva così vero! Infine la farfalla che la mattina prima l’aveva ringraziata con la danza del cuore le appariva e le diceva che per gratitudine le avrebbe presentato la fatina del giardino e che con lei avrebbe potuto aiutare piante e d insetti, animali ed esseri umani, ma non sarebbe stata sola, altre fatine avevano l’incarico di parlare con altri bambini e si sarebbero tutti incontrati, che una missione la stava attendendo.

Viola si svegliò perché quella brutta visione della nube la faceva sentire come senza fiato, come avrebbe potuto aiutare tutti lei che era tanto piccola?

Poi ricordò come il nonno fosse preoccupato e cercò la mamma per capire cosa stesse accadendo.

La mamma arrivò, semi addormentata ma calma, chiese cosa fosse accaduto e cosa la bambina avesse sognato di tanto brutto.

Ascoltò attenta, sebbene la bambina non sapesse come fare per dire che nel sogno era stata richiesta per aiutare , ma che il nonno che aveva assistito al volo della farfalla era preoccupato.

Viola disse che era stato un sogno brutto, che era presente una brutta nuvola che si sentiva soffocare per questo ma che alcune cose erano difficili da capire per la mamma come lo erano per il nonno, che forse qualcosa di sbagliato era nelle sue mani.

La mamma accarezzò la fronte della bambina e le stampò un bacio, seduta sul letto, con la manina stretta alla sua, le disse di non temere, che la mamma non aveva mai pensato che lei potesse essere sbagliata, che anzi, da quando lei era nel pancione e la mamma sentiva i suoi calcetti sapeva come quella fosse stata una bimba speciale che sognava spesso e come alla nascita la piccola Viola fosse esattamente come nel sogno, persino il piccolo neo a forma di cuore sul pancino!

Le disse che anche lei quando era una bambina per molte persone poteva apparire strana, ricca di fantasia, solitaria e che solo se immersa nella natura si sentiva bene.

Solo che aveva dovuto mettere da parte ogni sogno, ogni fiaba per essere come altri volevano e solo ora, con la piccola Viola poteva raccontare le sue favole e le sue sensazioni che altri non avrebbero compreso. Dunque di non temere perché la mamma sapeva quanto lei fosse speciale.

La bimba allora, ritrovata fiducia le disse della farfalla e la mamma sorrise, le disse del sogno e di come dovesse l’indomani andare in giardino a ricercare la farfalla e come questa le avrebbe fatto conoscere la fatina del giardino.

La mamma sorrise ancora, sembrava le credesse e la bimba si rilassò, chiedendo un bicchiere d’acqua e una favola nuova.

La mamma andò in cucina e prese l’acqua con sé e lì per lì inventò una favola che parlava dei sogni dei bambini, di come ogni sogno ricco di bellezza, di purezza e di amore fosse energia colorata che salva il mondo, che tante cose invece sono capaci di inaridire la vita, soprattutto non saper sognare o avere paura di farlo,di come tante cose possano invece contaminare e distruggere la bellezza e la Natura, perché si perde il rispetto e si è sordi alla voce del cuore.

La bimba comprese come la mamma le stesse indicando di credere in se stessa, di non farsi influenzare delle cose che spesso i grandi dicono perché hanno perso quella fiducia e camminano su una strada che ha perso colori.

Il mattino dopo Viola e la sua mamma andarono in giardino insieme, mano nella mano, sorridenti e piene di speranze.

Improvvisamente apparve la farfalla, ma a guardarla meglio era una fatina minuscola che emanava grazia e colori, ovunque battesse le sue piccole ali folate di polvere di stelle sprizzavano allegramente e con la sua piccola bacchetta magica fece dei ghirigori e disse con una vocina dolcissima a Viola che lei non doveva mai smettere di manifestare quelle sue doti speciali, che l’intero mondo ne aveva bisogno e se persone tristi e scettiche preferivano restare cieche, lei e altri bambini che presto avrebbe conosciuto non devono fermarsi ma portare avanti l’Opera dalle Bellezza e del Cuore Puro, per salvare la terra da quella nube velenosa che lei aveva sognato.

L’appuntamento era nel parco, un centinaio di bambini venuti da ogni parte del mondo avevano fatto dei sogni di vita, di speranza e di bellezza ed ora, con i genitori che attraverso di loro avevano capito come si stessero dimenticando il valore profondo delle  cose, finalmente si sarebbero incontrati.

Quanta emozione e quanti abbracci! Finalmente si poteva regalare luce e colori alla Natura morente per fermare le nubi tossiche della violenza e del rancore per portare pace e compassione nel Mondo.

Viola era felice, raggiante e vibrava alla medesima frequenza di quei bambini.

Tutto stava per iniziare.

© Poetyca

Violet

Sitting on the edge of his bed Viola waited for her mother arrived, this time he had a bad dream, and after sweating so much, including that it was only a dream, because her mother had called the hug and tell her one of her beautiful histories.

It was not easy for Viola just five years to understand why not everyone was able to do things that she did voluntarily and was not going to give concern to people, just do not understand what was possible to demonstrate and to retain what was best or only when doing no one was looking, as happened in the morning before, in the garden when he saw a butterfly beating relentlessly and with great difficulty the wings, was really a great effort for her to fly again.

Purple Butterfly indicated that poor girl and her grandfather said he wanted to help her fly, explained that his grandfather had flown a lot but now it was time for a long sleep, that for all the hard work and get that sleep, that there are things that happen and that we can not respond, she could not do anything!

Yet Viola felt that tickled my fingertips, feeling the heat and saw the glow around the butterfly that was about to go out, why not offer a little of its color to the butterfly? In the end he gave joy to the sky and the flowers!

Viola told his grandfather not to worry, she would have done! The grandfather smiled for the candor and conviction of that little girl, so like to express the dreams that his mother was a child, she was lonely and invented tales, serious and attentive to everything. How much effort to help change that dreams serve no purpose in life and you must be concrete.

Viola went to the butterfly, took it gently and laid him on the left palm with his right hand He made the mind of strange circular motions around the wings of the butterfly, the grandfather looked surprised and skeptical, worried about the impending disappointment that little Violet would short.

He remained silent, ready to seek appropriate words, to accept the tears of a child. They spent a few moments and appeared as a small blue cloud enveloping the butterfly, the grandfather thought he had hallucinations because immediately after the butterfly began to move his wings and fly around the little girl drawing a few squiggles revelers.

How was this possible? This was a particular coincidence?

Yet only a few minutes before that butterfly was dehydrated and died, it certainly was not so colorful and lively as now!

The girl looked pleased and surprised look on his face serious and grandfather realized that perhaps he had done something wrong, at least for my grandfather and asked: – I was Grandpa bad? Because your eyes are blaming me?

What did I do wrong?

The grandfather did not know what to answer, what was then a miracle if the child was conscious of having done something to change the reality of the butterfly, the only thing I could ask was: – But where did you learn? You’re so tiny, like you did?

The girl’s eyes widened:

– Why do not you know my grandfather do?

– No, my baby I’m not able, or perhaps no one has taught me .. I never tried because I did not believe such a thing possible. However, my baby I probably should not say this to my mother, and may worry if you must do these things, be very careful that you do not see anyone!

Viola felt once more like his grandfather was upset and she was the cause, then told his grandfather to relax and not be worried because you have been paying attention, he would not even told her best friend to Francy.

The dream was really scary, a big dark cloud was moving with the vortices that appeared tentacles trying to break into houses, forests, and where he came in the form of fog changed the look of things, trees and rocks, rivers and seas , everything seemed to lose life, like an empty shell, without energy, people seemed to have no will and acted without thinking.

In his dream, butterflies, birds, fish, and the voices of other children like her, so sensitive and special seemed to call her in to help restore energy and color of this disaster.

That dream seemed so real! Finally, the butterfly in the morning before he had thanked her with the dance of the heart appeared to her and told her she would submit to the gratitude of the fairy garden and that she could help with plants and insects, animals and humans, but not been alone, other fairies were assigned to talk to other children and they would all be met, which was waiting at a mission.

Violet woke up that ugly vision of the cloud because it made her feel as breathless as she could to help everyone who was so small?

Then he remembered how his grandfather was worried about his mother and tried to understand what was happening.

The mother arrived, half asleep, but calm, asked what had happened and what the girl had dreamed of as ugly.

He listened attentively, although the girl did not know how to say that the dream had been asked to help, but the grandfather who had witnessed the flight of the butterfly was worried.

Viola said he had been a bad dream, that there was a nasty cloud that was being choked for this but some things that were difficult to understand for the mother as they were for his grandfather, that maybe something was wrong in his hands.

The mother stroked the child’s forehead and planted a kiss sitting on the bed, with her hand close to her, told her not to worry, that my mother had never thought she could be wrong, that indeed, since she was in the belly and the mother felt her kicks knew how this had been a special little girl who dreamed about the birth and how often the little Violet was just like in the dream, even the small heart-shaped mole on his tummy!

He told her that when she was a girl might seem strange to many people, full of fantasy, solitary and immersed in nature only if it felt good.

Only he had to put aside every dream, every fairy tale to be like others wanted and only now, with little Violet could tell his stories and feelings that others would not understand. So not to worry because my mother knew what she was special.

The girl then told her newfound confidence of the butterfly and the mother smiled, told her the dream and how he had to go the next day to search for the butterfly garden and how it would have made known to the fairy garden.

The mother smiled again, and seemed to believe the child is relaxed, asking for a glass of water and a new story.

The mother went into the kitchen and took the water with them and there and then concocted a story that spoke of the dreams of children, like every dream world of beauty, purity and love were colored energy that saves the world, that so many things Instead they are capable of drying up the life, especially not to dream or be afraid to do so, instead of how many things can contaminate and destroy the beauty and nature, because you lose the respect and they are deaf to the voice of the heart.

Including the child as her mother was indicating to believe in herself, not to be influenced of the great things that often say they have lost that trust and walk on a road that has lost color.

The next morning, Violet and her mom went into the garden together, hand in hand, smiling and full of hope.

Suddenly, there was the butterfly, but a closer look was a tiny fairy who exuded grace and color, its tiny wings beat anywhere gusts of dust and stars flashed brightly with her little magic wand made of doodles and said with a sweet little voice in Purple that she must never stop manifesting those special skills, that the whole world needed it and if people preferred to remain sad and skeptical blind, she and other children who would soon have known not to stop but to continue the Work by Beauty and Pure Heart, to save the earth from the poisonous cloud that she had dreamed.

The appointment was in the park, hundreds of children come from all over the world had had dreams of life, hope and beauty and now, with parents who had got through them as they were forgetting the profound value of things at last they met.

How much excitement and many hugs! Finally you could give the dying light and color to nature to stop toxic clouds of violence and hatred to bring peace and compassion in the world.

Viola was happy, radiant and vibrated at the same frequency of those children.

Everything was about to begin.

© Poetyca

Come


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Come

Come nuvole
fragili momenti
persi tra le dita
Come attesa
di luce nuova
in scaglie di silenzio
Come passi
senza orme
nei pressi del cuore
Come te e me
adesso
senza più parole

14.09.2015 Poetyca

Like

Like clouds
fragile moments
lost between your fingers
Like expected
new light
flakes of silence
Like steps
no footsteps
in the vicinity of the heart
Like you and me
right now
without more words

14/09/2015 Poetyca

Oltre l’ostacolo


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Oltre l’ostacolo

Non sprecare nessun momento
con gli altri.
Sono tutti importanti.
Anche i peggiori momenti
con le persone peggiori.
L’amore và dato a tutti.
Certo,alcuni bisognerà allontanarli
perché potrebbero farci del male.
Ma dentro,il tuo cuore
deve rimanere caldo,
vi dev’essere calore,affetto,amore.
“…E prega per i tuoi nemici”,
ci ha insegnato Gesù.

Giuseppe Bustone

Unico cuore


Unico cuore

Un piccolo angelo
con la purezza nell’anima
un sorriso che porta luce
in un mondo che offre vuote parole

Un uomo grande
nei gesti e nella forza
in semplice offerta
di scaglie di cielo

Un attimo ancora caro amico
per disegnare nel mondo
la speranza nella quale
anche io credo

Una sicura presenza
dove il silenzio è gesto
che senza parole
sa condurre nel profondo

Una complice attesa
della stella del mattino
per portare nel mondo
un unico cuore

03.11.2009 Poetyca

Single heart

A little angel
with pure soul
a smile that brings light
in a world that offer empty words

A great man
gestures and strength
in simple offer
sky flakes

A moment yet my friend
to draw the world
the hope in which
I also believe

Definite presence
where silence gesture
without words
sa lead deep

An accomplice waiting
of the morning star
to bring the world
one heart

03.11.2009 Poetyca

Tim Buckley Anthology


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=D9xFTX011O8]

Timothy Charles Buckley III nacque a Washington, figlio di Elaine, un’italoamericana, e di Tim Charles Buckley Jr., un pluridecorato della seconda guerra mondiale con origini irlandesi. Trascorse l’infanzia ad Amsterdam, cittadina industriale dello Stato di New York, dove ebbe i primi contatti con la musica: la madre era una fan di Miles Davis e il padre della musica country. Nel 1956 la famiglia si trasferì a Bell Gardens in California.[6]

A tredici anni imparò a suonare il banjo e con il compagno di scuola Dan Gordon formò un gruppo ispirato al The Kingston Trio. Entrò nella squadra di football americanodella scuola, dove coprì il ruolo di quarterback. Durante uno scontro di gioco si ruppe le prime due dita della mano sinistra. Non riottenne mai l’uso completo delle dita, tanto che non poté più suonare il barré e ciò lo costrinse a usare accordi estesi. Durante il periodo delle scuole superiori conobbe Larry Beckett, autore della maggior parte dei testi dei suoi primi brani, e Jim Fiedler. Il 25 ottobre del 1965, a diciannove anni, sposò la compagna di scuola Mary Guibert, dalla quale, un anno più tardi, ebbe un figlio, Jeff Buckley, nato il 17 novembre 1966. Anche egli, negli anni novanta, sarebbe divenuto un musicista.

Finita la scuola iniziò a esibirsi in diversi club di Los Angeles. In uno di questi spettacoli venne notato da Jac Holzman, proprietario della Elektra Records, che lo mise sotto contratto, permettendogli di pubblicare nel dicembre del 1966 il suo primo LP, l’omonimo Tim Buckley. In supporto al disco cominciò un lungo tour negli Stati Uniti, durante il quale partecipò anche allo show televisivo di Johnny Carson.[7]

Nel 1967, ancora per l’Elektra, pubblicò Goodbye and Hello, disco fortemente influenzato dal folk rock di Bob Dylan e dal rock psichedelico in auge in quegli anni. L’album è considerato dalla critica il primo dei suoi capolavori.[8] I brani I Never Asked to Be Your Mountain e Once I Was verranno reinterpretati dal figlio Jeff durante il concerto in memoria del padre, tenutosi a New York il 26 aprile del 1991. Un altro brano, Morning Glory, verrà reinterpretato dalla band britannica This Mortal Coil nell’album del 1986 Filigree & Shadow. Anche a questo disco fece seguito un lungo tour, che giunse anche in Europa, dove si esibì per lo show radiofonico di John Peel.

Nel 1969 uscì il terzo album, Happy Sad, influenzato questa volta più dal jazz, in particolare da Miles Davis, con brani più dilatati rispetto al disco precedente. Anche questo lavoro è ben valutato dalla critica, nonostante lo scarso successo di vendite.[9]

Nello stesso anno rescisse il contratto con l’Elektra, passando alla Straight Records di Frank Zappa e del produttore Herb Cohen. Per questa etichetta pubblicò Blue Afternoon (1969). Nel 1970 uscì per l’Elektra l’album Lorca, che venne registrato contemporaneamente a Blue Afternoon.[10] Proprio Lorca è generalmente considerato dalla critica come l’album di passaggio fra il “periodo folk” di Goodbye and Hello e Happy Sad a quello “psichedelico” del successivo Starsailor.[11]

Nel 1970 realizzò e diede alle stampe Starsailor, disco più vicino alla sperimentazione, considerato da molti critici il suo massimo capolavoro e indubbiamente uno dei più ardui esperimenti sul canto mai realizzati.[12]In questo album è presente il brano Song to the Siren, probabilmente il più famoso di Buckley, la cui reinterpretazione della band inglese This Mortal Coil sull’album It’ll End in Tears del 1984 riscuoterà notevole successo. Il brano verrà inoltre reinterpretato nel 2002 da Robert Plant sul suo album Dreamland, nel 2009 da John Frusciante su The Empyrean e nel 2010 da Sinéad O’Connor.

In seguito allo scarso successo commerciale dei suoi dischi, dopo la pubblicazione di Starsailor Buckley sospese temporaneamente l’attività musicale, cadendo preda della depressione e sviluppando una dipendenza per l’alcool e le droghe. Inoltre, si dedica ad altre attività, come il cinema, scrivendo sceneggiature e recitando nel film mai uscito Why?, di Victor Stoloff.[13]

Nel 1972 vi fu il ritorno sulle scene con l’album Greetings from L.A., che virò il suono verso il funk,[14] a cui fecero seguito nel 1973 Sefronia e nel 1974 Look at the Fool, due album considerati dalla critica come il punto più basso della sua produzione.[15][16]

Tim Buckley morì la sera del 29 giugno 1975 a Santa Monica, in California, per overdose di eroina e alcool.[17]

http://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Buckley

 

Tim Buckley was born in Washington, D.C. on St. Valentine’s Day, to Elaine (née Scalia), an Italian American, and Timothy Charles Buckley Jr., a highly decoratedWorld War II veteran who was the son of Irish immigrants from Cork. He spent his early childhood in Amsterdam, New York, an industrial city approximately 40 miles northwest of Albany; at five years old he began listening to his mother’s progressive jazz recordings, particularly Miles Davis.

Buckley’s musical life began in earnest after his family moved to Bell Gardens in southern California in 1956. His grandmother introduced him to the work of Bessie Smith and Billie Holiday, his mother to Frank Sinatra and Judy Garland and his father to the country music of Hank Williams and Johnny Cash.[1] When the folk music revolution came around in the early 1960s, Buckley taught himself the banjo at age 13, and with several friends formed a folk group inspired by the Kingston Trio that played local high school events.[2]

During his initial high school years, Buckley was a popular and engaged student; he was elected to numerous offices, played on the baseball team and quarterbacked the football team.[3] During a football game he broke the first two fingers on his left hand, permanently damaging them. He later said that the injury prevented him from playing barre chords. This disability may have led to his use of extended chords, many of which don’t require barres.[4]

Buckley attended Loara High School in Anaheim, California,[5] which left him disillusioned. He quit football and cut classes regularly, focusing most of his attention on music instead. He befriended Larry Beckett, his future lyricist, and Jim Fielder, a bass player with whom he formed two separate musical groups, The Bohemians, who initially played popular music,[6] and The Harlequin 3, a folk group which regularly incorporatedspoken word and beat poetry into their gigs.[1]

In 1965, during French class, Buckley met Mary Guibert, one grade his junior. Their relationship inspired some of Buckley’s music, and provided him time away from his turbulent home life. His father had become unstable, angry and occasionally violent in his later years. He had suffered a serious head injury during the war; that, along with a severe work-related injury, was said to have affected his mental balance.[7]

Buckley and Guibert married on October 25, 1965, as Guibert believed she was pregnant.[3] The marriage angered Mary’s father and he did not attend the wedding; Buckley’s father attended, but joked to the priest, “I give it six months”. Shortly after the wedding Mary realized that she was not pregnant after all.

The marriage was tumultuous, and Buckley quickly moved out, but Mary soon became pregnant. After several months, Buckley found himself neither willing nor able to cope with marriage and impending fatherhood. From then on he and Mary only saw each other sporadically. They divorced in October 1966, about a month before their son Jeffrey Scott was born.[8]

By then, he and lyricist/friend Beckett had written dozens of songs; several were to appear on Tim’s debut album, Tim Buckley. “Buzzin’ Fly”, was also written during this period, and was featured on Happy Sad, his 1969 LP.[8]

Buckley’s ill-conceived college career at Fullerton College lasted only two weeks in 1965;[2][3] Buckley dropped out and dedicated himself fully to his music and to playing L.A. folk clubs. During the summer of 1965 he played regularly at a club co-founded by Dan Gordon. Later in the year he played various Orange County coffeehouses, such as the White Room in Buena Park, and the Monday night hootenannies at the famed Los Angeles Troubadour.[9] That year Cheetah Magazine deemed Buckley an up-and-comer, one of “The Orange County Three”, along with Steve Noonan and Jackson Browne.[1]

In February 1966, following a gig at L.A.’s It’s Boss, The Mothers of Invention‘s drummer Jimmy Carl Black recommended Buckley to Mothers manager, Herb Cohen. Cohen saw potential in Tim[2] and landed him an extended gig at the Nite Owl Cafe in Greenwich Village. Buckley’s new girlfriend, Jainie Goldstein, drove him cross-country to New York in her VW bug.[7] While living in the Bowery with Jainie, Buckley ran into Lee Underwood, and asked him to play guitar for him. From there, they became lifelong friends and collaborators.

Under Cohen’s management, Buckley recorded a six song demo acetate disc, which he sent to Elektra records owner Jac Holzman,[1][6] who offered him a recording contract.

http://en.wikipedia.org/wiki/Tim_Buckley

I Samskara



I Samskara

La teoria dei samskara è un corollario della legge del karma.

Durante il ciclo di morti e rinascite (samsara) l’anima trattiene con sé il corpo sottile costituito da prana, manas, dal karma e da ahankara. Il karma, più precisamente il karmashaya, contiene le impressioni di esperienze accumulate nelle vite precedenti (samskara) che determinano l’orientamento dell’essere incarnato (jiva) nella vita presente.

Tali impressioni una volta pervenute attraverso gli organi dei sensi , penetrano nella mente esteriore (manas), nella mente intermedia (buddhi), per poi passare alla mente profonda (citta), inaccessibile all’io cosciente.

Qui creano “solchi” nella psiche, i samskara appunto, i quali sono tracce di memoria, residui latenti, all’origine delle tendenze e degli automatismi mentali, estremamente difficili da estirpare proprio perché radicati a livello inconscio.

Sono gli aggregati psichici o samskara che generano le tendenze caratteriali (vasana) e costituiscono la base sommersa della personalità, quella che caratterizzerà il soggetto anche nella vita successiva.

Vasana è la risultante delle forze interagenti tra i vari samskara, è la traccia psichica che si esprime attraverso preferenze, gusti, propensioni, attitudini e modalità di comportamento i quali provano che una persona non giunge dal nulla, ma si porta dietro un cospicuo bagaglio esperienziale accumulato di vita in vita.

L’unica forza opponibile a quella potentemente condizionante e altrimenti invariabile della tendenza è la forza di volontà, con la quale è possibile arginare e riorientare le vasana distruttive e rafforzare i comportamenti positivi già acquisiti e propedeutici alla evoluzione psichica e spirituale dell’essere umano.

http://www.orientespirituale.it/induismo/leggi-universali/i-samskara.html

The samskaras

The theory of samskaras is a corollary of the law of karma.

During the cycle of death and rebirth (samsara), the soul holds with it the subtle body consists of prana, manas, and the karma ahankara. Karma, more precisely karmashaya, contains the impressions of experience accumulated in previous lives (samskaras) that determine the orientation of being incarnate (jiva) in the present life.

These impressions once received through the sense organs, penetrate the outer mind (manas), intermediate in the mind (buddhi), before moving to the deep mind (citta), inaccessible to the conscious ego.

You create “grooves” in the psyche, just samskaras, which are memory traces, residual latent source of trends and mental automatism, which is extremely difficult to eradicate because ingrained at an unconscious level.

Samskaras are the psychic aggregates or trends that generate character (vasanas) and form the basis of the submerged personality that characterize the subject well in later life.

Vasana is the resultant of the forces interacting between the various samskaras, is the trace of the psyche that is expressed through preferences, tastes, inclinations, attitudes and modes of behavior which prove that a person does not come from nothing, but he carries a large bag experiential accumulated from life to life.

The only force powerful conditioning and enforceable against the otherwise invariable tendency is the strength of will, with which it is possible to contain and redirect the destructive vasanas and reinforce positive behavior already acquired and in preparation to the evolution of the human psychic and spiritual.

http://www.orientespirituale.it/induismo/leggi-universali/i-samskara.html

Cat Stevens Greatest Hits


Yusuf Islam, nato Steven Demetre Georgiou e a lungo conosciuto con il suo nome d’arte Cat Stevens (Londra, 21 luglio 1948), è un cantautore britannico.

Figlio di padre greco-cipriota (Stavros Georgiou) e madre svedese (Ingrid Wickman), cresce a Shaftesbury Avenue, nel quartiere di Soho a Londra, sopra il ristorante di proprietà del padre dove veniva spesso suonata musica popolare greca, dalla quale verrà influenzato.[2] Per un breve periodo della sua infanzia si sposta con la madre a Gävle in Svezia, dove impara i primi rudimenti della pittura dallo zio Hugo. Ciò influenzerà la carriera artistica del futuro Cat Stevens, spesso autore delle copertine dei propri album.

All’inizio della sua carriera musicale, Georgiou adotta il nome “Cat Stevens” dopo che un’amica gli fa notare che i suoi sembrano gli occhi di un gatto. Siamo in pieno periodo Swinging London, e Stevens incarna in pieno lo stereotipo del cantante pop commerciale dell’epoca, un’immagine dalla quale egli si distanzierà notevolmente negli anni a seguire. Dopo i primi due album Matthew and Son e New Masters, che ottengono un tiepido successo soprattutto grazie a qualche singolo come I Love My Dog, Stevens si ammala gravemente di tubercolosi e passa un certo periodo in un sanatorio di Midhurst, nella campagna inglese. Qui comincia a riflettere sul proprio futuro, sulla propria carriera (cambia casa discografica), sul proprio stile di vita, decidendo di operare un drastico cambiamento anche a partire dall’immagine: capelli più lunghi, barba e abiti più informali.

Il periodo lontano dalle scene lascia il segno e nel giro di due anni (1970 e 1971) dà alle stampe Mona Bone Jakon, Tea for the Tillerman e Teaser and the Firecat, che lo faranno diventare famoso in tutto il mondo: Lady D’Arbanville che arriva prima in Francia per quattro settimane, seconda nei Paesi Bassi ed ottava nel Regno Unito, Wild World, Father and Son, Morning Has Broken, Moonshadow, Peace Train tra le più celebri. Da segnalare la presenza tra i musicisti di artisti del calibro di Peter Gabriel (flauto in Katmandu) e Rick Wakeman, all’epoca quasi sconosciuti ai più.

Lo stile musicale che ne esce fuori è quello che contraddistinguerà Cat Stevens per tutta la sua carriera: chitarre acustiche in primo piano, sonorità delicate, richiami alla tradizione greca, testi a metà strada tra la canzone d’amore ed il misticismo, il tutto condito dalla calda vocalità dello stesso Stevens. In questo periodo partecipa alla colonna sonora del film Harold e Maude, con brani già editi e i due inediti Don’t Be Shy e If You Want to Sing Out, Sing Out. Gli album successivi Catch Bull at Four, Foreigner, Buddha and the Chocolate Box e Numbers abbandonano in parte lo stile acustico per soluzioni sperimentali più elettriche.
Yusuf Islam/Cat Stevens (2009)
Decisivo è in tal senso l’ingresso, nel gruppo di musicisti che accompagna Stevens, del tastierista Jean Roussell. Tra i brani di maggior successo di tali album vi sono Sitting, The Hurt e Oh Very Young. Nel frattempo Stevens intraprende una serie di tour intorno al mondo e arriverà a vendere oltre quaranta milioni di dischi. Il suo unico concerto in Italia si tiene a Roma nel 1974. Si trasferisce successivamente in Brasile per motivi di tasse, e comincia ad avvicinarsi a tematiche prettamente religiose. Nel 1976 suo fratello, di ritorno da un viaggio a Gerusalemme, gli regala una copia del Corano: quest’avvenimento segnerà la vita del cantautore.

Nel 1977, dopo aver rischiato di morire annegato a Malibù, secondo un aneddoto da lui stesso citato più volte, Stevens si converte all’Islam adottando il nome Yusuf Islam. Incide ancora Isitzo e Back to Earth dopodiché si ritira completamente dalle scene e diventa un membro eminente della comunità musulmana di Londra, aprendo anche la Islamia Primary School, una scuola nel nord della capitale britannica. Balza agli onori delle cronache nel 1989, quando apparentemente appoggia la fatwa lanciata contro lo scrittore Salman Rushdie per i suoi I versi satanici. In realtà Islam, il quale si trovava al Kingston Polytechnic di Londra per un incontro con gli studenti, si era limitato a spiegare il perché di quella condanna da parte del mondo musulmano, senza mai invocare direttamente alcuna sanzione, precisando successivamente che non avrebbe appoggiato la richiesta dell’ayatollah Khomeini in quanto lesiva della legislazione britannica. Questa controversia comunque gli avrebbe causato l’ostracismo di gran parte del mondo musicale per lungo tempo.

Nel 2004 Islam è di nuovo nell’occhio del ciclone quando gli viene negato l’ingresso negli USA perché il suo nome è nella lista degli indesiderati dopo gli eventi dell’11 settembre 2001. Il cantautore si trovava su un volo Londra-Washington, quando all’improvviso l’aeroplano viene dirottato in un altro aeroporto e Islam viene trattenuto e fatto tornare in patria. Il caso fa mobilitare anche l’allora Ministro degli Esteri britannico Jack Straw in difesa del cantante. Yusuf Islam vive tuttora a Londra con sua moglie e i suoi cinque figli. Ha fondato associazioni benefiche come Muslim Aid e Small Kindness per assistere le vittime della carestia in Africa. Inoltre, il cantante ha donato parte delle royalties del suo Box Set americano del 2001 al fondo per le vittime degli attentati dell’11 settembre 2001.

Tornato a calcare le scene, collaborando di nuovo con Peter Gabriel in occasione di un concerto in onore di Nelson Mandela a Johannesburg nel 2013, duettando con Ronan Keating il brano Father and Son, nel 2006 ha pubblicato l’album An Other Cup. Nel 2007 pubblica un DVD live, Yusuf’s Cafè Session, registrato durante un concerto tenuto al Porchester Hall di Londra, mentre nel 2009 esce il suo album Roadsinger, per il quale nel 2011 si è esibito in un tour europeo. Nel 2012 ha scritto, sceneggiato e prodotto un suo musical, denominato Moonshadow, in world premiere a Melbourne, con 58 appuntamenti in Australia: il tour europeo è ancora da definire. Nel 2014 partecipa come ospite alla serata iniziale del Festival di Sanremo dove propone Peace Train, Maybe There´s a World (con citazione di All You Need Is Love dei Beatles) e Father and Son e annuncia il suo prossimo album, in fase di ultimazione. Nel 2014 esce il suo ultimo album Tell ‘Em I’m Gone, metà cover e metà scritte da lui, accompagnato dal nuovo tour Peace train… late again tour con un’unica data italiana al Forum di Assago.

https://it.wikipedia.org/wiki/Cat_Stevens

Cat Stevens

Yusuf Islam (born Steven Demetre Georgiou, 21 July 1948), commonly known by his former stage name Cat Stevens, is a British singer-songwriter, multi-instrumentalist, humanitarian, and education philanthropist. His 1967 debut album reached the top 10 in the UK, and the album’s title song “Matthew and Son” charted at number 2 on the UK Singles Chart. His albums Tea for the Tillerman (1970) and Teaser and the Firecat (1971) were both certified triple platinum in the US by the RIAA.

His 1972 album Catch Bull at Four spent three weeks at number one on the Billboard 200, and fifteen weeks at number one in the Australian ARIA Charts. He earned two ASCAP songwriting awards in 2005 and 2006 for “The First Cut Is the Deepest”, and the song has been a hit for four different artists. His other hit songs include “Father and Son”, “Wild World”, “Peace Train”, “Moonshadow”, and “Morning Has Broken”. In 2007 he received the British Academy’s Ivor Novello Award for Outstanding Song Collection.

In December 1977, Stevens converted to Islam[10] and adopted the name Yusuf Islam the following year. In 1979, he auctioned all his guitars for charity[11] and left his music career to devote himself to educational and philanthropic causes in the Muslim community. He was embroiled in a long-running controversy regarding comments he made in 1989 about the death fatwa on author Salman Rushdie. He has received two honorary doctorates and awards for promoting peace from two organisations founded by Mikhail Gorbachev.

In 2006, he returned to pop music – releasing his first album of new pop songs in 28 years, titled An Other Cup. With that release and for subsequent ones, he dropped the surname “Islam” from the album cover art – using the stage name “Yusuf” as a mononym. In 2009, he released the album Roadsinger, and in 2014, he released the album Tell ‘Em I’m Gone, and began his first US tour since 1978. He was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 2014.

https://en.wikipedia.org/wiki/Cat_Stevens

Una perla al giorno – Theragatha


 

mandala1

Alzati, svegliati, Kâtiyâna,
siediti a gambe incrociate.
Non esser preda della sonnolenza:
sta’ sveglio e serbati vigile.
Rampollo di una stirpe distratta,
non permettere che il Re della Morte
con un un semplice trucco
ti sopraffaccia nell’autoindulgenza.

Theragatha, 411
Get up, wake up, Kâtiyâna,
sit cross-legged.
Do not be a prey of sleepiness:
is’ laid up awake and alert.
Scion of a race distracted,
not to allow the King of Death
with a simple trick
nell’autoindulgenza overwhelm you.

Theragatha, 411

Il nostro niente


Il nostro niente
Niente siamo noi e forse Tutto noi vorremmo,
perchè non è facile accogliere il nostro nulla,
distaccare gli occhi dal nostro senso di importanza.
Poi viene un soffio di vento, l’albero si scuote
e cade anche l’ultima foglia, una carezza lieve
prima di tornare alla terra da dove siamo nati.
31.01.2009 Poetyca
Our nothing
Nothing is us and maybe we all want,
because it is not easy to accept our nothingness,
detach his eyes from our sense of importance.
Then comes a puff of wind shakes the tree
and the last leaf falls, a slight caress
before returning to land from where we were born.
31.01.2009 Poetyca

Tacere


Tacere

E nel silenzio rimane

questa ferita che sanguina

e non la potrai vedere

nel luogo invisibile dell’anima

Per parole non dette

o forse da dire

e non è il loro netto confine

non è il loro stagliare ombre

Per non essere compresa

– forse cosa difficile –

nel silenzio come sempre

raccolgo forze nuove

Smetterò d’illudere

il tempo che resta

con parole irreali

e poco credibili

Ancora una volta

ho trovato quel muro

dove sbattere la testa

mi fermerò allora

Io che devo comprendere

sempre tutto

-le altrui ragioni-

posso solo tacere

19.08.2003 Poetyca

Be silent

It in the silence remains

this wound that bleeds

and you can not see

invisible place in the soul

For words not spoken

or perhaps to say

and not their sharp line

is not their shadows stand out

In order not to be understood

– Maybe something hard –

in silence as usual

gather new forces

I will stop to deceive

time remains

words unreal

and not very credible

Again

I found that wall

which way to turn

I’ll stop then

I understand that I must

always everything

-others’ reasons-

I can only keep silent

19.08.2003 Poetyca

 

La vita


La vita


La vita non è un viaggio.
Non è una meta.
E’ un processo.
Arrivate passo per passo.
E se ogni passo è meraviglioso,
se ogni passo è magico,
lo sarà anche la vita.
E non sarete mai di quelli
che arrivano in punto di morte
senza aver vissuto.
Perchè non vi sarete mai
lasciati sfuggire nulla.
Non guardate al di sopra
delle spalle degli altri.
Guardateli negli occhi.
Non parlate ai vostri figli.
Prendete i loro visi tra le man
i e parlate con loro.
Non fate l’amore con un corpo,
fate l’amore con una persona.
E fatelo ora. Perchè questo momento
non durerà in eterno.
Sparirà in fretta e non tornerà mai più.
Tanti di noi passano la vita
a piangere sui momenti passati.
Troppo tardi! Ma c’è un milione di momenti
che devono ancora venire.

Osho Rajneesh Chandra Mohan


Life

Life is not a journey.
It is not a goal.
It is a process.
Arrive step by step.
And if every step is wonderful,
if each step is magical,
it is also life.
And you’ll never be those
arriving at the point of death
without having lived.
Why there will never be
missed anything.
Do not look beyond
the shoulders of others.
Look at them in the eye.
Do not talk to your children.
Take their faces between the man
and i talk to them.
Do not make love to a body,
make love with someone.
And do it now. Why now
will not last forever.
Disappear quickly and will never return.
Many of us spend our lives
to cry on past moments.
Too late! But there’s a million times
yet to come.

Osho Rajneesh Chandra Mohan

Inaspettato percorso


Inaspettato percorso

Inaspettato
il frutto del tempo:
speranze e timori
percorso che sovrasta
le voci all’imbrunire

Ma nulla è vano
e dietro le ombre
ceneri fumanti
attendono sempre
un giorno nuovo

Come araba fenice
nell’impalpabile volo
di vita mai sazia
in traiettoie indelebili
di bellezza e gioia

03.04.2011 Poetyca

Unexpected path

Unexpected
the result of time:
hopes and fears
location overlooking
entries at dusk

But nothing is in vain
and behind the shadows
smoking ashes
still waiting
a new day

How phoenix
in the impalpable flight
of living never sated
in trajectory indelible
the beauty and joy

03.04.2011 Poetyca

Nello specchio


Nello specchio

Dentro questo specchio
io posso vedere me stesso:
luci ed ombre
ed una mano che accompagna
nel percorso della vita
una nebbia che si allontana
e mostra con chiarezza
il mio volto

Dentro questo specchio
guardo nel profondo degli occhi
e non ho paura di essere
quello che io sono
nell’abbraccio della vita
e della tua presenza

20.06.2009 Poetyca

In the mirror

Inside this mirror
I can see myself:
lights and shadows
and a hand that accompanies
in the path of life
a mist that recedes
and clearly shows
my face

Inside this mirror
I look deep into the eyes
and I’m not afraid of being
what I am
in the embrace of life
and your presence

20.06.2009 Poetyca

U2 The Best of 1980-1990: New Year’s Day



Gli U2 sono un gruppo musicale irlandese formatosi a Dublino nel 1976. Il gruppo è composto da Paul David Hewson in arte Bono (cantante), David Howell Evans in arte The Edge (chitarrista), Adam Clayton (bassista) e Larry Mullen Jr. (batterista).

Nella loro carriera hanno venduto 150 milioni di dischi[7] e ricevuto il maggior numero di Grammy Awards per un gruppo, con 22 premi[8].

Nel 2005, appena raggiunto il termine minimo dei 25 anni di carriera, sono stati introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame.

Fin dagli esordi, gli U2 si sono occupati della questione irlandese e del rispetto per i diritti civili, improntando su questi temi anche buona parte della loro attività artistica. Inoltre gli U2 sono tra i pochi gruppi internazionali a potersi vantare di aver sempre mantenuto la propria formazione originale.

https://it.wikipedia.org/wiki/U2

U2 are an Irish rock band from Dublin. Formed in 1976, the group consists of Bono (vocals and guitar), The Edge (guitar, keyboards, and vocals), Adam Clayton (bass guitar), and Larry Mullen Jr. (drums and percussion). U2’s early sound was rooted in post-punk but eventually grew to incorporate influences from many genres of popular music. Throughout the group’s musical pursuits, they have maintained a sound built on melodic instrumentals. Their lyrics, often embellished with spiritual imagery, focus on personal themes and sociopolitical concerns.

The band formed at Mount Temple Comprehensive School in 1976 when the members were teenagers with limited musical proficiency. Within four years, they signed with Island Records and released their debut album Boy. By the mid-1980s, U2 had become a top international act. They were more successful as a touring act than they were at selling records until their 1987 album The Joshua Tree which, according to Rolling Stone, elevated the band’s stature “from heroes to superstars”.[1] Reacting to musical stagnation and criticism of their earnest image and musical direction in the late-1980s, U2 reinvented themselves with their 1991 album, Achtung Baby, and the accompanying Zoo TV Tour; they integrated dance, industrial, and alternative rock influences into their sound, and embraced a more ironic and self-deprecating image. They embraced similar experimentation for the remainder of the 1990s with varying levels of success. U2 regained critical and commercial favour in the 2000s with the records All That You Can’t Leave Behind (2000) and How to Dismantle an Atomic Bomb (2004), which established a more conventional, mainstream sound for the group. Their U2 360° Tour from 2009–2011 was the highest-attended and highest-grossing concert tour in history.

U2 have released 13 studio albums and are one of the world’s best-selling music artists of all time, having sold more than 170 million records worldwide.[2] They have won 22 Grammy Awards, more than any other band; and, in 2005, were inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in their first year of eligibility. Rolling Stone ranked U2 at number 22 in its list of the “100 Greatest Artists of All Time”, and labelled them the “Biggest Band in the World”.[3] Throughout their career, as a band and as individuals, they have campaigned for human rights and philanthropic causes, including Amnesty International, the ONE/DATA campaigns, Product Red, and The Edge’s Music Rising.

https://en.wikipedia.org/wiki/U2

La qualità della pratica


Riflettendo…

La Riflessione

In verità, non ci sono individui.
Siamo uno, insieme con l’infinito.

Il filo d’erba, il nostro maestro,
il sassolino nella nostra scarpa, il nostro insegnante.

Impariamo.

Rev. Dr. So Daiho-roshi

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Nulla è separato,
solo la nostra mente
in una visione duale
pone giudizio e si aggrappa.

Nulla è esterno o distante,
solo il nostro ego alza la voce
in una incessante ricerca
di attenzione e di individualità.

Ma se tu sai fare scorrere ogni cosa,
tu impari ad abbracciare tutto
in unità ed amorevolezza,
per comprendere che tutto è
quello che è, senza conflitto.

Poetyca

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L’insegnamento

La qualità della pratica

Sapendo pochissimo di Dhamma
ma vivendo in sincero accordo con esso
trasformando le passioni
l’avidità, l’odio, la confusione.

Liberandosi da ogni attaccamento
al presente e al futuro
si gustano i benefici
del percorrere la Via.

(Dhammapada 20)

In questa strofa di nuovo il Buddha ci ricorda di mettere l’accento
sulla qualità anziché sulla quantità.

Stiamo vivendo con tutto il cuore “in accordo” con quel che abbiamo già imparato?
Questa è una linea di riflessione più utile che non chiedersi:

“Quando posso andare a un altro ritiro”, oppure:
“ Se solo mi mettessi di buona lena a studiare di più.” o:
“Dove posso trovare un insegnante che mi istruisca opportunamente?”

Teorizzare riguardo alla retta pratica o a come gestire una comunità spirituale,
o qualsiasi altra cosa nella nostra vita, non è lo stesso di viverla.

Bhikkhu Munindo

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Respirando, con consapevole attenzione,
camminando, attimo dopo attimo,
sulla via del percorso interiore,
con sereno accordo di intenti,
con retto sforzo per essere presenti
in questo nostro essere qui ed ora,
è il saggio praticare quel che troppe parole,
troppe spiegazioni, troppe separazioni
dettate dalla mente critica non sapranno donare.

Poetyca

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22.03.2009 Poetyca

testi tratti da: http://www.bodhiddharma.it

Non fuggire dal dolore


Non fuggire dal dolore

Quando c’è dolore, il sistema nervoso subisce un grande shock, è un enorme colpo sia per la parte fisiologica che per quella psicologica dell’essere. Di solito cerchiamo di vincere il dolore prendendo qualche sostanza, dandoci al bere o attraverso qualche forma di religione. Oppure diventiamo cinici e accettiamo le cose come inevitabili. Possiamo approfondire questa questione seriamente? È possibile non fuggire affatto dal dolore? Mio figlio è morto e c’è un dolore immenso, un grande shock, e scopro di essere veramente solo. Non posso affrontare questa cosa, non posso sopportarla, e cerco qualche fuga. Ci sono molti modi per fuggire da questo stato: mondani, religiosi o filosofici e questa fuga è uno spreco di energia. È possibile non fuggire di fronte a nessun dolore? Il dolore della solitudine, dell’angoscia, di uno shock, ma rimanere completamente con l’evento, con questa cosa chiamata sofferenza, è possibile? Possiamo sostenere qualsiasi problema, stare lì senza cercare di risolverlo, cercando di guardarlo e di tenerlo fra le mani come se fosse un bellissimo e prezioso gioiello? La bellezza di quel gioiello è talmente affascinante, talmente magnetica che continuiamo a guardarlo. Allo stesso modo, se potessimo tenere completamente il nostro dolore, senza il minimo movimento di pensiero o di fuga, l’atto stesso di non fuggire da quel fatto porta a un totale scioglimento di ciò che ha causato dolore. –

Jiddu Krishnamurti -That Benediction is Where You Are, pp 60-61

Do not run away from the pain

When there is pain, the nervous system undergoes a major shock, is a huge blow for both the physiological to the psychological being. Usually try to overcome the pain by taking some substance, giving us to drink or through some form of religion. Or become cynical and accept things as inevitable. We investigate this issue seriously? You can not run away from the pain at all? My son is dead and there’s a huge pain, a great shock, and I find to be truly alone. I can not face this thing, I can not bear it, and try some escape. There are many ways to escape from this state: worldly, religious or philosophical and this escape is a waste of energy. You can not run from no pain? The pain of loneliness, anxiety, a shock, but remain completely with the event, with this thing called suffering, is it possible? We can support any problem, be there without trying to solve it, trying to look at it and to keep it in his hands as if it were a beautiful and precious jewel? The beauty of this jewel is so fascinating, so magnetic that we continue to look at him. Similarly, if we could keep our pain completely, without any movement of thought or escape, the act of not escape from this fact leads to a total dissolution of what caused pain. –

Jiddu Krishnamurti-That Benediction is Where You Are, pp 60-61

Sono arrivato, sono a casa


Riflettendo…

La Riflessione

Non fate l’errore di immaginare che la natura della mente sia qualcosa di limitato alle nostre menti.
Essa, infatti, è la natura di tutti i fenomeni.

Non si dice mai abbastanza che realizzare la natura della mente
significa realizzare la natura di tutte le cose.

Sogyal Rinpoche

………………….

Nulla è distante o separato,
tutti i fenomeni conoscono causa
ed interconnessione e non esiste
un ” luogo”isolato e limitato
dove possa risiedere la mente:
essa è come l’aria che – pur non vedendola
sa permeare tutti gli spazi e le cose.

Quel che guardiamo attraverso l’occhio
e crediamo diverso da noi – distante
e separato – come causa esterna –
è in realtà riflesso della nostra stessa
mente e attraverso esso noi reagiamo
alla nostra interpretazione delle cose.
Equidistanza è saper accogliere la realtà
come essa è, per non dare energia
a fenomeni atti a ingenerare veleni.

Poetyca

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L’insegnamento

Sono arrivato, sono a casa

Sono arrivato, sono a casa.
Nel qui. Nell’adesso.
Sono solido, sono libero.
Dimoro nella realtà ultima.

Inspirare, sorridere e toccare le condizioni di felicità che sono disponibili,
è qualcosa che tutti noi possiamo fare.
In questo modo possiamo porci a dimorare nel momento presente.
Questo è l’insegnamento del vivere felici nel momento presente.

Per favore, addestratevi a fare del momento presente,
del qui ed ora, la vostra vera casa.
Questa è la sola casa che possediamo.
Questo è il solo luogo dove possiamo toccare la vita.

Maestro Thich Nhat Hanh

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Ogni qualvolta sentiamo il peso della collera,
perchè le nostre aspettative sono deluse
o lo stress ci fa dimenticare lo stato di calma:
possiamo fermarci a respirare consapevolmente
e vivere il – qui ed ora.

Molto spesso restiamo ancorati
ad eventi passati – portandoceli dietro,
come un peso sulle spalle –
oppure facciamo correre la mente al futuro,
dimenticando che preoccuparci o costruire
le nostre illusioni è solo una trappola
da noi stessi architettata.

Meglio allora – lasciare andare ogni cosa –
e sorridendo centrare la nostra consapevolezza
alla serenità e bellezza di questo momento presente:
trovando la nostra vera casa – quella dimora
di armonia e bellezza che nulla può intaccare.

Poetyca

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07.06.2009 Poetyca

Testi tratti da

Reflection

Do not make the mistake of imagining that the nature of mind is something limited to our minds.
Indeed, it is the nature of all phenomena.

It is not said often enough that realize the nature of the mind
means to realize the nature of all things.

Sogyal Rinpoche

… … … … … … ….

Nothing is distant or separate
Because they know all the phenomena
and interconnection, and there
a “place” isolated and limited
where the mind can reside:
it is like the air that – while not seeing
known to permeate all space and things.

What we look through the eye
and believe differently from us – away
and separate – such as external cause –
is actually a reflection of our own
mind and through it we react
to our interpretation of things.
Equidistance is able to accommodate the reality
As it is, not to give energy
likely to give rise to phenomena poisons.

Poetyca

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The teaching

I arrived, I’m home

I arrived, I’m home.
In here. In the now.
They are solid, they are free.
I dwell in the ultimate reality.

Breathe, smile and touch the conditions of happiness that are available,
is something that we can all do.
In this way we can ask ourselves to dwell in the present moment.
This is the teaching of living happily in the present moment.

Please addestratevi to make the present moment,
the here and now, your true home.
This is the only home we have.
This is the only place where we can touch their lives.

Master Thich Nhat Hanh

———–

Whenever we feel the weight of anger,
because our expectations are disappointed
or stress makes us forget about the state of calm:
we can pause to breathe consciously
and live – here and now.

Very often we remain anchored
to past events – doors behind
as a burden on his shoulders –
or we take the mind to the future,
than worry about forgetting or build
our illusions is just a trap
engineered by ourselves.

Better then – let go of everything –
and smiling to focus our awareness
the serenity and beauty of this present moment:
finding our true home – the home
of harmony and beauty that nothing can affect.

Poetyca

———–

07.06.2009 Poetyca

Text taken from

 

Il Fiore di Bodhidharma

                                                                                                    Prendere rifugio – Riflettendo

Mente in meditazione


Riflettendo…

La Riflessione

La gratitudine non solo è necessaria. È pratica.

Quando accendete in voi la gratitudine,
spegnete quella parte del cervello che sta alimentando la sofferenza.

La gratitudine e la compassione unite insieme,
aprono la porta all’esperienza della gioia.

Insegnante di Dharma

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L’armonia trova radici dalla capacità
di guardare in ogni sua parte la realtà:
non solo quel che sembra non essere presente,
sopratutto tutta la bellezza di quanto
è causa e concausa della nostra esistenza.
Nella risorsa sempre presente in noi del guardare
a cosa sia interconnesso – oltre le apparenze –
tutto ciò che ci avvolge,per trovare
come risposta un’ onda di amore.

La gratitudine è saper guardare in profondità,
sino a farci toccare nella sua essenza,
quanto siamo in grado di riconoscere
il valore di come tutti intersiamo:
tutti sullo stesso percorso riceviamo spesso
più di quanto siamo in grado di dare.

Poetyca

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L’insegnamento

Mente in meditazione

Cosa dovremmo “fare” con la mente durante la meditazione?
Assolutamente nulla. Lasciamola, semplicemente, così com’è.

Un Maestro descrisse la meditazione come:
“Mente, sospesa nello spazio, in nessun luogo”.

Sogyal Rinpoche

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Spesso si crede di dover apportare o togliere qualcosa,
di dover raggiungere un preciso fine,
come se il meditare fosse un lavoro di indagine
nel quale portare modifiche a quanto sia presente,
non accetto e da rigettare. Oppure come se fosse
un percorso a tappe dopo del quale si possa conseguire
un premio del quale fare mostra.
Nessun fine va cercato, nessuna ricerca particolare
se non quella del silenzio e della calma per scivolare
nell’assenza di percorso.
Solo in questo modo ci si riempie di un vuoto
che è la pienezza stessa della nostra attenzione.

Poetyca

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25.04.2009 Poetyca

Testi tratti da

Reflecting …

Reflection

Gratitude is not only necessary. It is practical.

When you turn in you gratitude,
turn off that part of the brain that is fueling the suffering.

Gratitude and compassion joined together,
open the door to the experience of joy.

Teacher of Dharma

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The harmony is rooted on the ability
to look reality in its entirety:
not only what appears to be missing,
above all the beauty of what
is the cause and contributing cause of our existence.
In the resource always present in us the look
what is interconnected – beyond appearances –
everything that surrounds us, to find
response as a ‘wave of love.

Gratitude is able to look in depth,
up to us to tap into its essence,
As we are able to recognize
the value of all intersiamo as:
all on the same path we often receive
more than we can give.

Poetyca

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The teaching

Mind in Meditation

What we “do” with the mind during meditation?
Absolutely nothing. Let it, simply, as it is.

A master described meditation as:
“Mind, suspended in space, nowhere.”

Sogyal Rinpoche

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Often thought of having to make or remove something,
having to reach a definite end,
as if it were a meditate survey work
in which to bring changes to what is present,
I do not accept and reject. Or as if it were
a journey in stages after which you can achieve
an award which shows do.
No end to be sought, no particular research
than that of silence and stillness to slide
in the absence of the path.
Only in this way one fills a void
which is the same fullness of our attention.

Poetyca

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25.04.2009 Poetyca

Il Fiore di Bodhidharma

Top Tracks for Steve Miller Band


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=DzSC2__LXk4&list=PLN5z36XuyXJe0rUfavquTahXaAOWZ0u8h]

La Steve Miller Band è un gruppo musicale rock statunitense costituito nel 1967 a San Francisco, California.[1] Il gruppo è diretto da Steve Miller che si esibisce allachitarra e nella veste di voce solista, noto per una serie di singoli, soprattutto di metà degli anni 1970, che rappresentano pietre miliari del rock classico radiofonico.

Nel 1965 dopo essersi trasferito a Chicago per suonare il blues, Steve Miller e il tastierista Barry Goldberg fondarono la Blues Band Goldberg-Miller insieme al bassistaShawn Yoder, al chitarrista ritmico Craymore Stevens, e il batterista Lance Haas. Il gruppo venne messo sotto contratto dall’etichetta discografica Epic Records dopo aver suonato in molti club di Chicago ed essere apparsi nella serie televisiva Hullabaloo assieme ai Four Tops and the Supremes.

Miller lasciò il gruppo per andare a San Francisco, dove era fiorente la scena psichedelica. Lì costituì, nel 1967, la Steve Miller Blues Band. Harvey Kornspan, socio manager del gruppo, negoziò e sottoscrisse un grande contratto (860 000 dollari in cinque anni, oltre a 25 000 dollari di denaro promozione che doveva essere speso a discrezione della band) con l’allora presidente della Capitol Records, Alan Livingston. Poco dopo, il nome della band venne accorciato a Steve Miller Band, al fine di ampliare il suo fascino. La band, composta da Miller, dal chitarrista James Cooke, dal bassista Lonnie Turner, dal batterista Tim Davis (che sostituì Lance Haas alla batteria) e Jim Peterman all’organo Hammond B3, accompagnò Chuck Berry in un concerto presso la Fillmore West che venne registrato e pubblicato come album live,Live at Fillmore Auditorium.[2] Il chitarrista Boz Scaggs si unì al gruppo subito dopo, quando lo stesso gruppo si esibì in giugno al Monterey Pop Festival.

Nel febbraio 1968, in Inghilterra, il gruppo registrava l’album di debutto, Children of the Future, presso gli studi Olympic con Glyn Johns al missaggio. L’album fu un insuccesso e non entrò fra i Top 100 chart album, ma i brani migliori erano l’acustico “Baby’s Calling Me Home” e il blues funky “Steppin’ Stone”. Il brano di chiusura del disco era una versione lenta del blues “Key To The Highway”.

Il loro secondo album Sailor vide la luce nell’ottobre 1968, balzando subito al numero 24 del Billboard. Fra i maggiori successi i singoli “Livin’ In The USA”, “Lucky Man”, “Overdrive” e “Dime-A-Dance Romance”.

La fama del gruppo andò crescendo alla pubblicazione di ogni nuovo album: Brave New World (numero 22, 1969), con le canzoni di successo “Space Cowboy” e “My Dark Hour” scritta e interpretata con Paul McCartney (aka Paul Ramon) alle percussioni, basso, chitarra e voce di fondo; seguita da Your Saving Grace (numero 38, 1969) e Number 5 (numero 23, 1970).

Nel 1971, Miller ebbe un incidente d’auto che gli procurò un frattura al collo. La Capitol Records pubblicò l’album Rock Love. L’album era caratterizzato inedite registrazioni dal vivo (tra cui una jam session di undici minuti sulla traccia del titolo) e materiale realizzato in studio, uno dei due album della Steve Miller Band non ancora pubblicato su CD, assieme all’altro Recall the Beginning…A Journey From Eden. Nel 1972, il doppio album compilation Anthology è stato pubblicato con 16 canzoni tratte dai primi cinque album della band.

The Joker (numero 2, 1973) mostrò al pubblico un nuovo stile della band. La traccia del titolo divenne un singolo numero 1 singolo nella Billboard Hot 100, nella UK Singles Chart, in Irlanda e nei Paesi Bassi per due settimane ed in Nuova Zelanda, secondo in Canada e Norvegia, quarto in Svezia, quinto in Svizzera ed Austria e settimo in Germania e venne certificato disco di platino per il raggiungimento di oltre un milione di copie vendute.

Tre anni dopo la band tornò con Fly Like an Eagle, che si piazzò al numero 3. I tre singoli estratti: “Take The Money and Run” (numero 11), “Fly Like an Eagle” (numero 2) e il secondo pezzo al primo posto, “Rock’n Me“. Miller dichiarò che l’introduzione della chitarra in “Rock’n Me” era un tributo alla canzone “All Right Now” della bandFree.[3]

Book of Dreams (numero 2, 1977) comprendeva altri tre successi: “Jet Airliner” (numero 8), “Jungle Love” (numero 23) (successivamente utilizzata per i titoli di testa dell’ottava stagione della sitcom Everybody Loves Raymond), e “Swingtown” (numero 17). L’album del 1982 Abracadabradiede al gruppo il terzo numero 1 con singolo del titolo. Il singolo di Miller scalzò dal primo posto della classifica i Chicago con la loro “Hard to Say I’m Sorry“, proprio come aveva fatto “Rock’n Me” con “If You Leave Me Now” nel 1976.[3]

Nel 1978 uscì Greatest Hits 1974-78 vendendo più di 13 milioni di copie mentre Miller continuava a tenere concerti da tutto esaurito.[4]

Il 15 giugno 2010 venne pubblicato Bingo!, un nuovo album di cover blues e R&B e il 18 aprile 2011 vide la luce Let Your Hair Down, album gemello di Bingo!.[5]

Uno dei decani della band, Norton Buffalo, morì di cancro ai polmoni il 30 ottobre 2009. John King (batterista durante l’era “The Joker”) morì poco dopo di cancro al rene il 26 ottobre 2010. James Cooke è morto di cancro il 16 maggio 2011.[6][7]

Il chitarrista blues Jacob Peterson entrò a far parte della band prima del tour di primavera del 2011. Dopo l’ingresso di Petersen, il chitarrista Kenny Lee Lewis passò definitivamente al basso.

Il 10 novembre 2011 la band si esibì all’interno degli stabilimenti Boeing di Everett, nello Stato di Washington, per celebrare il definitivo progetto dell’aereo 747-8. Il concerto iniziò con “Jet Airliner”.[8]

http://it.wikipedia.org/wiki/Steve_Miller_Band

The Steve Miller Band is an American rock band formed in 1966 in San Francisco, California.[4] The band is managed by Steve Miller on guitar and lead vocals, and is best known today for a string of (mainly) mid-1970s hit singles that are staples of classic rock radio, as well as several earlier acid rock albums. Steve Miller left his first band to move to San Francisco and form the Steve Miller Blues Band. Shortly after Harvey Kornspan negotiated the band’s landmark contract with Capitol Records in 1967, the band shortened its name to ‘Steve Miller Band’. In February 1968, the band recorded its debut album Children of the Future. They went on to produce albumsSailor, Brave New World, Your Saving Grace, Number 5, Rock Love and more. The Steve Miller Band’s Greatest Hits 1974-1978, released in 1978, sold over 13 million copies. They continued to produce more albums and in 2014, Steve Miller Band is touring with the rock band Journey.

In 1965 after moving to Chicago to play the blues, Steve Miller and keyboardist Barry Goldberg founded the Goldberg-Miller Blues Band along with bassist Shawn Yoder, rhythm guitarist Craymore Stevens, and drummer Lance Haas. The band was contracted to Epic Records after playing many Chicago clubs. They also appeared onHullabaloo with the Four Tops and the Supremes.

Miller left the group to go to San Francisco where the psychedelic scene was flourishing. He then formed the Steve Miller Blues Band. Harvey Kornspan, managing partner, wrote and negotiated the band’s landmark contract ($860,000 over 5 years as well as $25,000 of promotion money that was to be spent at the band’s discretion) with Capitol Records then president, Alan Livingston in 1967. Shortly after, the band’s name was shortened to the Steve Miller Band in order to broaden its appeal. The band, consisting of Miller, guitarist James Cooke, bassist Lonnie Turner, drummer Tim Davis (who replaced the departing Lance Haas on drums) and Jim Peterman on Hammond B3 organ, backed Chuck Berry at a gig at the Fillmore West that was released as the live album, Live at Fillmore Auditorium.[5] Guitarist Boz Scaggs joined the band soon after and the group performed at the Magic Mountain Festival and the Monterey Pop Festival in June.

In February 1968, while in England, the band recorded their debut album Children of the Future at Olympic studios with Glyn Johns as engineer/producer. The album did not score among the Top 100 album chart. The second album Sailor appeared in October 1968 and climbed the Billboard chart to #24. Successes included the single “Living in the USA”.

Brave New World (#22, 1969) featured the song “Space Cowboy” and “My Dark Hour” which was co-written by “Paul Ramon” (alias Paul McCartney) who also played drums, bass and guitar and sang backing vocals. This was followed by Your Saving Grace (#38, 1969); and then Number 5 (#23, 1970).

In 1971 Miller broke his neck in a car accident. Capitol Records released the album Rock Love, featuring unreleased live performances (including an eleven-minute jam on the title track) and studio material. This is one of two Steve Miller Band albums not to be released on CD, the other being Recall the Beginning…A Journey from Eden. In 1972, the double album compilation Anthology was released, containing 16 songs from the band’s first five albums.

The style and personnel of the band changed radically with The Joker (#1, 1973), concentrating on straightforward rock and leaving the psychedelic side of the band behind. The title track became a #1 single and was certified platinum, reaching over one million sales.

Three years later, the band returned with the album Fly Like an Eagle, which charted at #3. Three singles were released from the album: “Take the Money and Run” (#11), “Fly Like an Eagle” (#2) and their second Number One success, “Rock’n Me“. Miller credits the guitar intro to “Rock’n Me” as a tribute to the classic song by Free, “All Right Now“.[6]

Book of Dreams (#2, 1977) also included three successes: “Jet Airliner” (#8), “Jungle Love” (#23) (later becoming the song played over the opening credits of the 8th season of the sitcom Everybody Loves Raymond), and “Swingtown” (#17). 1982’s Abracadabra album gave Steve Miller his third Number One success with the title track. Miller’s hit pushed Chicago‘s “Hard to Say I’m Sorry” out of the #1 spot, just as his “Rock’n Me” had knocked Chicago’s “If You Leave Me Now” out of the #1 spot in 1976.[6]

Released in 1978, The Steve Miller Band’s Greatest Hits 1974-1978 has sold over 13 million copies and Miller continues to perform successful sold-out concert performances.[7]

Bingo!, a new album of blues and R&B covers, was released on June 15, 2010. Let Your Hair Down, a companion release to Bingo!, was released 10 months later, on April 18, 2011.[8]

Founding member Tim Davis died from complications due to diabetes on September 20, 1988 at the age of 44. Longtime band member Norton Buffalo died from lung cancer on October 30, 2009. John King (drummer during “The Joker” era) died after a short bout with kidney cancer on October 26, 2010. James Cooke died from cancer on 16 May 2011.[9][10]

Blues guitarist Jacob Peterson officially joined the band before the Spring 2011 tour. Following Petersen joining the band, longtime guitarist Kenny Lee Lewis switched instruments to become the band’s full-time bassist.

On November 10, 2011 the band played inside the Boeing factory in Everett, Washington to celebrate the successful delivery milestones of the 747-8 program. They opened the set with “Jet Airliner”.[11]

In 2014 Steve Miller Band is touring with fellow San Francisco rock band Journey.[12]

http://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Miller_Band

L’anima e la colazione


L’Anima e la Colazione

Un giorno uno studente Zen chiese al suo Maestro:

“Maestro, l’anima è immortale, oppure no? Noi sopravviviamo alla morte del nostro corpo, oppure veniamo annientati? Ci reincarniamo veramente? La nostra anima si dissolve e si divide in elementi che vengono riciclati , oppure entriamo, in quanto singola unità, nel corpo di un organismo biologico? Inoltre, conserviamo i nostri ricordi, oppure no? E’ forse falsa la dottrina della reincarnazione? E’ forse più giusta la nozione cristiana della resurrezione? E se è così, si risorge in quanto corpi, oppure la nostra anima entra in una sfera spirituale meravigliosamente platonica?”.

Il suo Maestro rispose:

“Guarda che ti si raffredda la colazione”.

Lo studente capì allora la che la colazione era più importante di qualsiasi paradiso, è molto più importante di qualsiasi concezione di Dio, perché solo la colazione era nel qui-e-ora.

La mente non è mai nel presente, mentre il tempo è sempre presente;
per cui la mente e il tempo non si incontrano mai.
Ecco dov’è il problema…

 

The Soul and Breakfast

One day a Zen student asked his teacher:

“Master, the soul is immortal, or not? We survive the death of our body, or we aredestroyed? There really reincarnate? Our soul dissolves and is divided into elements that are recycled, or enter as a single unit, in the body of a biological organism? addition, we store our memories, or not? And ‘perhaps the falsedoctrine of reincarnation? And’ perhaps more just the Christian notion of resurrection? And if so, is resurrected as bodies, or the our soul enters into aspiritual sphere wonderfully platonic? “.

His master replied:

“Look, you cool the breakfast.”

The student then realized that breakfast was more important than any paradise, is much more important than any conception of God, because only the breakfast was in the here-and-now.

The mind is never in the present, while the time is always present;
which the mind and the time never meet.
Here’s the problem …

L’arte della Felicità


L’arte della felicità

Se definiamo l’amore il desiderio genuino di saper felice un altro, ne consegue che ciascuno di noi in realtà ama se stesso: tutti noi desideriamo sinceramente la nostra felicità.

“Per raggiungere il nostro pieno potenziale umano, dobbiamo riuscire a bilanciare l’esigenza di intimità e unione con il senso di autonomia, ovvero con quel bisogno di rivolgere l’attenzione verso noi stessi che è parte integrante della nostra evoluzione di individui.”

Mutare prospettiva è spesso uno degli strumenti più potenti ed efficaci che abbiamo a disposizione quando ci confrontiamo con i problemi quotidiani della vita.

Sostanzialmente mutare prospettiva non vuol dire essere incoerenti oppure bandiere al vento. Ma se espressione della nostra voglia di capire gli altri rispecchiano la capacità di guardare la situazione da un altro punto di vista che in certe situazioni potrebbe essere anche quello del nostro peggiore nemico.

Cercare di capire il nostro nemico è anche segno di misericordia. Rispettare ed amare colui che ci ha fatto del male vuol dire far crescere in noi il seme della compassione. E se il mondo si dovesse riempire di compassione non ci sarebbe più posto per guerre, cattiverie e crudeltà.

 tratto da “L’Arte della felicità” – Dalai Lama

The Art of Happiness

If we define love the genuine desire to know another happy, it follows that each of us really loves himself: we all sincerely wish our happiness.

“To reach our full human potential, we have to balance the need for intimacy and union with the sense of autonomy, ie the need to draw attention to ourselves that it is an integral part of our evolution of individuals.”

Changing perspective is often one of the most powerful and effective tools available to us when we deal with everyday problems of life.

Substantially changing the perspective does not mean being inconsistent or waving flags. But if an expression of our desire to understand others reflect the ability to look at the situation from another point of view that in certain situations could also be that our worst enemy.

Try to understand our enemy is also a sign of mercy. Respect and love one who has done evil means to grow in us the seed of compassion. And if the world becomes full of compassion there would be no place for war, wickedness and cruelty.

  From “The Art of Happiness” – Dalai Lama

L’ostacolo alla felicità


L’ostacolo alla felicità 

L’unico problema con la tristezza, la disperazione, la rabbia, l’ansia e l’infelicità, è che vuoi sbarazzartene. Questo è l’unico ostacolo.

Devi vivere con queste emozioni; sfuggire non è possibile. Esse sono le componenti della situazione in cui la vita può crescere e diventare integrata. Sono le sfide della vita. Accettale. Sono benedizioni sotto mentite spoglie. Se vuoi sfuggirle, se vuoi in qualche modo sbarazzartene, allora nasce il problema, perché quando vuoi liberarti di qualcosa non la guardi mai in modo diretto; a quel punto quella cosa cercherà di nascondersi, perché tu la condanni. Andrà più in profondità nell’inconscio, si nasconderà negli angoli più oscuri del tuo essere dove non riuscirai più a trovarla. Si sposterà nella cantina del tuo essere, e lì si nasconderà. Ma, naturalmente, più va in profondità e più problemi provoca, perché si mette ad operare da angoli sconosciuti del tuo essere e tu ti ritrovi completamente impotente.

Quindi la prima cosa è: non reprimere mai. La prima cosa è: ciò che è, è. Accetta e lascia che accada; lascia che appaia proprio davanti a te. In realtà, il solo affermare: “Non reprimere”, non è sufficiente. Se me lo permetti, vorrei dire: “Fattela amica”.
Ti senti triste? Fai amicizia con questa sensazione. Abbine compassione. Anche la tristezza ha un suo essere. Lascialo apparire, abbraccialo; siedi insieme a esso, e tienilo per mano. Sii amichevole. Amalo. La tristezza è bellissima! Non c’è nulla di sbagliato in essa. Che ti ha detto che c’è qualcosa di sbagliato nell’essere tristi? La tristezza può solo darti profondità. La risata è superficiale, la felicità è solo a fior di pelle. La tristezza arriva fino alle ossa, al midollo. Nulla va così in profondità come la tristezza.

Quindi non preoccuparti. Resta con l’emozione, ed essa ti condurrà fino al tuo nucleo più profondo. Viaggerai su quest’onda e sarai in grado di apprendere alcune cose nuove sul tuo essere, cose che non avevi mai saputo prima. Quelle cose possono esserti rivelate solo in uno stato di tristezza, non in uno di gioia. L’oscurità è anch’essa positiva, l’oscurità è anch’essa divina.

Una persona che riesce essere paziente con la sua tristezza, all’improvviso una mattina scoprirà che la felicità sta sorgendo nel suo cuore da qualche fonte nascosta. Quella fonte nascosta è l’esistenza. Ti sei guadagnato la felicità se sei stato autenticamente triste; se sei stato autenticamente disperato, infelice, ti sei guadagnato il paradiso. Ne hai pagato il prezzo.

Affronta la vita, confrontala. Ci saranno momenti difficili, ma un giorno vedrai che quei momenti difficili ti hanno dato forza, proprio perché li hai affrontati. Erano necessari. Mentre li stai attraversando sono difficili, ma dopo vedrai che ti hanno reso più integrato. Senza quei momenti non avresti mai trovato il tuo centro, le tue basi.

Fa’ che esprimere sia una delle regole fondamentali della tua vita. Se devi soffrire per questo, soffri pure, ma non sarai mai un perdente. Quella sofferenza ti renderà sempre più capace di goderti la vita, di celebrare la tua vita.

Osho

Tratto da :
http://www.vivizen.com/2009/06/osho-fare-amicizia-con-le-relazioni.html

The obstacle to happinessThe only problem with sadness, despair, anger, anxiety and unhappiness, is that you want to get rid of it. This is the only obstacle.You have to live with these emotions, you can not escape. They are the components of the situation in which life can grow and become integrated. These are the challenges of life. Accept them. They are blessings in disguise. If you want to escape it, if you want to get rid of in some way, then comes the problem, because when you want to get rid of something do not ever look directly at which point it will try to hide that thing, that you condemn. It will go deeper into the unconscious, will hide in the darkest corners of your being where you will not be able to find it. Will move to the basement of your being, and there will be hidden. But, of course, is more deeply and causes more problems, because it puts to operate from unknown corners of your being and you find yourself completely powerless.

So the first thing is do not ever suppress. The first thing is: what is, is. Accept and let it happen, let it appear in front of you. In fact, the only state: “Do not repress” is not enough. If you let me, let me say: “Get it friend.”
Do you feel sad? Make friends with this feeling. Take good compassion. Even sadness has its being. Let him appear, embrace him, sit with it, and hold hands. Be friendly. Love it. Sadness is beautiful! There is nothing wrong with it. What did he say that there is something wrong with being sad? Sadness can only give you depth.Laughter is superficial happiness is only skin-deep. The sadness comes down to the bone, the marrow. Nothing is so deep as sadness.

So do not worry. Stay with emotion, and it will lead you to your deepest core. You’ll travel on this wave and you will be able to learn some new things about your being, things that you never knew before. Those things I can be revealed only in a state of sadness, not one of joy. Darkness is also positive, darkness is also divine.

A person who can be patient with his sadness, suddenly one morning discovers that happiness is rising in his heart from some hidden source. That is the hidden source of life. You have earned happiness if you were truly sad, if you have been truly desperate, unhappy, you’ve earned heaven. Have you paid the price.

Goes through life, compare. There are difficult moments, but one day you’ll see that those difficult times you have given strength, just because you’ve dealt with. Were necessary. While they’re going through is difficult, but after that you’ll have made more integrated. Without those moments you never find your center, your bases.

It ‘is that expressing one of the fundamental rules of your life. If you suffer for it, suffer as well, but you’ll never be a loser. That suffering will make you more able to enjoy life, to celebrate your life.

Osho

Taken from:
http://www.vivizen.com/2009/06/osho-fare-amicizia-con-le-relazioni.html

Una perla al giorno – Bhagavad Gita


mandala6

Conoscilo, Colui che è al di là dell’intelligenza;
e che la sua pace ti doni la pace.
Sii un guerriero e uccidi il desiderio,
questo potente nemico dell’anima.

Bhagavad Gita, III, 43

Know him, the One who is beyond intelligence;
and that his peace will give you peace.
Be a warrior and kill desire,
this powerful enemy of the soul.

Bhagavad Gita, III, 43

La mente


La Mente agisce mediante rappresentazioni e costruzioni, separando e tessendo assieme i dati che ha costruito; può creare una costruzione sintetica e vederla come il tutto, ma quando cerca la realtà delle cose si rifugia nelle astrazioni: non ha la visione concreta, l’esperienza, il contatto che il mistico e il ricercatore spirituale inseguono.
Per conoscere il Sé e la Realtà in modo diretto o vero, essa deve diventare silenziosa e riflettere un po’ della loro luce, oppure superare se stessa e trasformarsi, e questo è possibile solo se una Luce superiore discende in essa o se essa stessa ascende in una Luce d’esistenza superiore, se l’assorbe in sé o s’immerge in essa.

Dalle “Lettere sullo yoga” – Sri Aurobindo
Libro 4 – cap. 20 – parte 2 – pag. 23

The mind works through representations and constructions, splitting and weaving together the data that has built and can create a synthetic construction and see how it all, but when the reality of things you look for refuge in abstractions: it has no real vision, experience , contact the mystic and spiritual seeker chase.
To know the Self and Reality in a direct or true, it must be quiet and think a bit ‘of their light, or go beyond itself and become, and this is only possible if a higher Light descends into itself or if it ascends in light of a higher existence, whether or absorbs itself immersed in it.

From “Letters on Yoga” – Sri Aurobindo
Book 4 – Ch. 20 – Part 2 – p. 23

Vita – Life – Osho


Vita

La vita in se stessa
è una tela vuota;
diventa ciò che tu
dipingi su di essa.
Puoi dipingere infelicità,
puoi dipingere estasi.
Questa è la tua gloria.

Osho

Life

Life in itself
it is an empty canvas;
it becomes what you
paint on it.
You can paint unhappiness,
you can paint ecstasy.
This is your glory.

Osho

Magazine


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=pzkZy7J9-mo]

Magazine è un gruppo musicale post-punk inglese formatosi a Manchester nel 1977 e attivo fino al 1981, prima della reunion avvenuta nel 2009.

Il singolo di debutto del gruppo è la hit Shot by Both Sides, mentre l’album d’esordio è Real Life.

Nel 2004 il chitarrista e fondatore John McGeogh è deceduto.

Nel 2009 la band si è riunita e nel 2011 ha pubblicato un disco di materiale inedito intitolato No Thyself.

https://it.wikipedia.org/wiki/Magazine_(gruppo_musicale)

 

Magazine were an English post-punk band active from 1977 to 1981, then again from 2009-2011. The band was formed by Howard Devoto after leaving punk bandBuzzcocks in early 1977. Devoto had decided to create a more progressive and less “traditional” rock band.

Magazine reunited in 2009 for a UK tour, with almost all the remaining members of the “classic” lineup, with the exception of guitarist John McGeoch, who died in 2004. He was replaced by Noko, who had played with Devoto in Luxuria. Magazine released an album of new material, No Thyself, in October 2011, followed by a short UK tour.

https://en.wikipedia.org/wiki/Magazine_(band)