Archivio | aprile 2021

Gabbiani – Seagulls



Gabbiani

Io vivo in una città di mare e sono allora affascinata dai gabbiani, da come possano apparire insignificanti quando non sono in volo:grigi, sparuti e fragili e completamente diversi quando si tuffano sicuri tra le onde del mare, quando sembra seguano traiettorie precise disegnando archi nel cielo con eleganza e sincronia.
Forse siamo tutti un poco gabbiani sparuti all’inizio ed intimiditi portiamo appena un saluto…per dimenticare che siamo capaci di volare, di armonizzarci e di seguire un filo invisibile che guida al senso del volo e dell’essere gabbiani tra le traiettorie tra mare e cielo.
Passi lenti sulla sabbia ed occhio attento per studiare le maree.

Quando osservo i gabbiani spesso resto in silenzio,accompagnata dal battito del cuore e dai capelli scompigliati dal vento, nell’armonizzarmi con lo spazio intorno colgo disegni che hanno un senso oltre le apparenze.
Dobbiamo imparare a guardare profondamente…per sentire quando spiccare il volo.

28.03.2010 Poetyca

Seagulls

I live in a seaside city and I am then fascinated by seagulls, by how insignificant they can appear when they are not in flight: gray, haggard and fragile and completely different when they dive safely in the waves of the sea, when they seem to follow precise trajectories by drawing arches in the sky with elegance and synchrony.
Maybe we are all a little seagulls at the beginning and intimidated we just bring a greeting … to forget that we are able to fly, to harmonize and to follow an invisible thread that guides the sense of flight and being seagulls between the trajectories between sea and sky.
Slow footsteps on the sand and careful eye to study the tides.

When I observe the seagulls I often remain silent, accompanied by the beating of the heart and the hair ruffled by the wind, in harmonizing with the space around me I pick up drawings that make sense beyond appearances.
We must learn to look deeply … to feel when to fly.

28.03.2010 Poetyca

Gocce – Drops


🌸Gocce🌸

Gocce vive
essenza distillata
in impalpabile
percorso

Anche oggi
tutto è inizio
filo rosso
oltre il tempo

15.01.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Drops

Live drops
distilled essence
in impalpable
path

Also today
everything is beginning
Red thread
beyond the time

15.01.2021 Poetyca

Grandi distanze – Great distances


Grandi distanze

Hai aperto gli occhi
tu che trattenevi silenzi
e guardavi le stanze vuote

Hai aperto il cuore
per raccogliere
mille parole scritte

Non ti spieghi
tutto il valore
di un momento vivo

Pagine nuove
per accendere
le fiamme del tuo animo

Vita sorride
insieme ai sogni
e palpita lieve

Tutto è vero
e supera confini
annulla apparenze

La storia ha inizio
e non importano
le grandi distanze

10.02.2003 Poetyca

Long distances

You have opened my eyes
you silence that held
and looked at the empty rooms

You opened your heart
to collect
thousand words written

Do not Explain
full value
a moment live

New pages
to turn
the flames of your soul

Life smiles
along with the dreams
and trembles slightly

Everything is true
and beyond borders
cancels appearances

The story begins
and do not import
large distances

10.02.2003 Poetyca

Grandi Onde – Great Waves – tratto da 101 storie Zen


8. Grandi Onde

All’inizio dell’era Meiji viveva un famoso lottatore che si chiamava O-nami, Grandi Onde. O-nami era fortissimo e conosceva l’arte della lotta. Quando gareggiava in privato, vinceva persino il suo maestro, ma in pubblico era così timido che riuscivano a batterlo anche i suoi allievi.

O-nami capì che doveva farsi aiutare da un maestro di Zen. In un piccolo tempio poco lontano soggiornava temporaneamente Hakuju, un insegnante girovago. O-nami andò a trovarlo e gli spiegò il suo guaio.

«Tu ti chiami Grandi Onde,» gli disse l’insegnante «perciò stanotte rimani in questo tempio. Immaginati di essere quei marosi. Non sei più un lottatore che ha paura. Tu sei quelle ondate enormi che spazzano via tutto davanti a loro, distruggendo qualunque cosa incontrino. Fa’ così, e sarai il più grande lottatore del paese».

L’insegnante lo lasciò solo. O-nami rimase in meditazione, cercando di immaginare se stesso come onde. Pensava alle cose più disparate. Poi, gradualmente, si soffermava sempre più spesso sulla sensazione delle onde. Man mano che la notte avanzava le onde si facevano più grosse. Spazzarono via i fiori coi loro vasi. Sommersero perfino il Buddha nella sua cappella. Prima dell’alba il tempio non era più che il continuo fluire e rifluire di un mare immenso.

Al mattino l’insegnante trovò O-nami assorto in meditazione, con un lieve sorriso sul volto. Gli batté sulla spalla. «Ora niente potrà più turbarti» gli disse. «Tu sei quelle onde. Travolgerai tutto ciò che ti trovi davanti».

Quel giorno stesso O-nami partecipò alle gare di lotta e vinse. E da allora, nessuno in Giappone riuscì più a batterlo.

tratto da 101 storie Zen

 

Great Waves

In the early days of the Meiji era there lived a well-known wrestler called O-nami, Great Waves.

O-nami was immensly strong and knew the art of wresting. In his private bouts he defeated even his teacher, but in public was so bashful that his own pupils threw him.

O-nami felt he should go to a Zen master for help. Hakuju, a wandering teacher, was stopping in a little temple nearby, so O-nami went to see him and told him of his great trouble.

“Great Waves is your name,” the teacher advised, “so stay in this temple tonight. Imagine that you are those billows. You are no longer a wrestler who is afraid. You are those huge waves sweeping everything before them, swallowing all in their path. Do this and you will be the greatest wrestler in the land.”

The teacher retired. O-nami sat in meditation trying to imagine himself as waves. He thought of many different things. Then gradualy he turned more and more to the feeling of waves. As the night advanced the waves became larger and larger. They swept away the flowers in their vases. Even the Buddha in the shrine was inundated. Before dawn the temple was nothing but the ebb and flow of an immense sea.

In the morning the teacher found O-nami meditating, a faint smile on his face. He patted the wrestler’s shoulder. “Now nothing can disturb you,” he said. “You are those waves. You will sweep everything before you.”

The same day O-nami entered the wrestling contests and won. After that, no one in Japan was able to defeat him.

Take from 101 Zen Stories

Il Costante Mezzo – The constant middle Confucius – Confucio


§ 1 §

Chiamiamo natura la legge dell’universo. Chiamiamo norma il seguire questa legge. Chiamiamo educazione la pratica della norma. A noi non è possibile allontanarci neppure per un attimo dalla norma. Se potessimo farlo, non sarebbe la norma. E per questo che il signore ha un atteggiamento prudente e attento verso tutto ciò che ancora non è possibile vedere, ed è timoroso e si preoccupa per tutto ciò che ancora non è possibile udire. Nulla è più evidente di ciò che è nascosto, nulla risalta più chiaramente di ciò che è molto piccolo. Ecco perché il signore si comporta in modo assai prudente anche quando è solo.

Si è in una posizione di mezzo, ovvero di centro, quando non si è preda della collera o della gioia, della malinconia o del piacere. Quando invece si provano queste emozioni però senza oltrepassare il giusto equilibrio, allora si è in una situazione di armonia. Il mezzo è la grande origine di ogni cosa che esiste, e l’armonia ne rappresenta l’aspetto favorevole e positivo.

Giunti nella posizione di mezzo e conseguita l’armonia, allora Cielo e terra sono al loro posto ed è così che ogni cosa sotto il cielo può svilupparsi.

§ 2 §

Ciung-ni disse: Il signore pratica il costante mezzo. (1) L’uomo comune invece non lo pratica. Il signore cerca di raggiungere il costante mezzo avendo l’opportunità di essere nel mezzo. L’uomo comune non cerca di raggiungere il costante mezzo in quanto nulla ha da evitare e nulla ha da perdere.

§ 3 §

Il maestro disse: Il costante mezzo è il massimo, (2) l’apice e il vertice, e sono pochi gli uomini capaci di attenervisi a lungo.

§ 4 §

So bene che la norma non viene praticata. Coloro che la conoscono proseguono oltre e gli stupidi non giungono a praticarla. So anche che la norma non può essere spiegata. Gli uomini elevati vanno oltre a essa, gli immeritevoli non giungono a capirla. Non è forse vero che tutti gli uomini possono mangiare e bere, ma soltanto pochi sanno capire ciò che ha sapore?

§ 5 §

Il maestro disse: La norma non è affatto praticata!

§ 6 §

Il maestro disse: Sciun, l’imperatore, era molto sapiente. Gli piaceva formulare delle domande e poi soppesare le parolea nche più semplici. Non svelava il lato negativo delle parole; divulgava piuttosto le parole che scaturivano dall’esperienza. Dovendo agire nei confronti del popolo, teneva conto dei due estremi e applicava il giusto mezzo. Grazie a questo comportamento è diventato Sciun, l’imperatore.

§ 7 §

Il maestro disse: Ogni uomo sostiene di sapere. Così facendo finisce in una rete, in una trappola che non sa come evitare. Ogni uomo sostiene di sapere. Se però ogni uomo si attiene al costante mezzo, lo fa per un mese appena.

§ 8 §

Il maestro disse: Huei, il mio discepolo, è uomo che applica il costante mezzo. Lo pratica davvero e se lo porta in cuore. Non lo smarrisce mai!

§ 9 §

Il maestro disse: Tutto si può governare – la famiglia, il regno, ogni cosa esistente sotto il cielo. A tutto si può rinunciare – a onorificenze, a prestigiosi incarichi. Si può anche camminare su lame taglienti e ciò nonostante, si può non essere capaci di praticare il costante mezzo.

§ 10 §

Il discepolo Tse-lu chiese a Confucio di parlare della forza. Il maestro allora disse: Ti riferisci alla forza dei paesi del Sud, o a quella dei territori del Nord? Oppure alla tua?

Comandare con cortesia e gentilezza senza mai vendicarsi di chi non segue la norma – è questa la forza dei paesi del Sud. Il signore sa esercitarla. Stare sempre con le armi pronte e poi morire senza alcun sentimento di odio – ecco la forza dei territori del Nord. La esercitano i forti. Pertanto, il signore sa intrattenere buoni rapporti con tutti, senza eccedere in nulla. Così, la sua forza è solida. Il signore pratica il costante mezzo e non pende né da un lato né dall’altro. La sua forza è solida. Se il regno non è retto dalla nonna, vi subentra la morte. La sua forza è solida.

§ 11 §

Il maestro disse: Mai indagherò l’arcano o compierò gesta singolari allo scopo di essere ricordato dalle generazioni future. Il signore pratica la norma e nell’azione vi si adegua. Mai potrò seguire una stradale abbandonarla prima di averla percorsa tutta. L’uomo elevato pratica il costante mezzo. Solo l’uomo elevato riesce a distaccarsi dal mondo, a non perseguire notorietà, a non avere attaccamenti e quindi rimpianti.

§ 12 §

L’uomo elevato persegue una norma sottile e ardua. (3)

Uomini e donne, sebbene limitati, possono attingere alla sua sapienza. Ma neppure l’uomo e levato può raggiungere il vertice della sapienza. Sebbene limitati, uomini e donne possono conformarsi a essa, ma nemmeno l’uomo elevato può raggiungerne il vertice. Pur grandi, il cielo e la terra non bastano e l’uomo elevato, se parla della norma, parla di una grandezza che non può essere racchiusa da tutto quanto esiste sotto il cielo. La sottigliezza di cui parla, parlando della norma, é più sottile della più sottile cosa che esiste sotto il cielo.

“Il libro dei canti” afferma: Il falco si innalza al cielo, il pesce discende nell’abisso. Dunque la norma si esprime sia in alto sia in basso. La norma dell’uomo elevato ha le radici negli uomini e nelle donne comuni, poi si estende fino ad abbracciare il cielo e la terra.

§ 13 §

Il maestro disse: La norma non è lontana dall’uomo. Se gli fosse lontana, che norma sarebbe?

“Il libro dei canti” dice: Quando si fa il manico di un ascia, -il modello è li accanto. Si osserva il manico del modello e si taglia l’altro. Guardando entrambi in prospettiva, ci sembra di vederli lontani l’uno dall’altro. Allo stesso modo, il signore, governa l’uomo tenendo a modello l’uomo.

Chi rispetta i principi della propria natura non è lontano dalla norma. Né è lontano dalla norma chi non si comporta con gli altri come non vorrebbe che gli altri si comportino con lui.

Il signore mette in pratica quattro norme, delle quali neppure una io so praticare. Non so rispettare mio padre come desidero faccia mio figlio con me. Non so servire il signore come desidero faccia un mio suddito con me. Non so rispettare il mio fratello più anziano come desidero che il mio fratello più giovane faccia con me. Non so agire per primo verso un amico come voglio che lui faccia con me.

Chi si applica con costanza all’azione e presta costante attenzione alle parole che pronuncia, si sforza allora di colmare le proprie lacune e di eliminare i propri eccessi, cosicché le parole sono come l’azione, e l’azione corrisponde alle parole. É questa coerenza che distingue il signore.

§ 14 §

Il signore si comporta secondo il suo proprio rango e non desidera nulla di ciò che appartiene a un rango superiore. Se è giusto onorare la ricchezza, occorre comportarsi onorandola. Se è giusto appartenere a un basso rango, occorre comportarsi secondo tale basso rango. Se è giusto appartenere a una tribù selvaggia, occorre comportarsi secondo i canoni della tribù selvaggia. Se dolore e disastri sono giusti, occorre comportarsi secondo dolore e disastri. Il signore dev’essere se stesso in ogni circostanza.

Appartenendo a un rango elevato, non bisogna offendere gli inferiori. Appartenendo a un rango inferiore, bisogna lasciarsi guidare dai superiori.

Chi è sufficiente a se stesso e non chiede ad altri, non avrà a risentirsi di nulla.

Il superiore non si irrita con il Cielo, non si lamenta degli inferiori – il signore rimane calmo e attende il destino. L’uomo comune corre pericoli perché ricerca la prosperità.

Il maestro disse: Il signore è come l’arciere – se manca il bersaglio ricerca la causa in se stesso.

§ 15 §

La norma del signore è come il comportamento di chi, dovendo raggiungere un luogo lontano, inizia il viaggio da un luogo inevitabilmente vicino. É come il comportamento di chi, dovendo raggiungere una vetta, inizia la scalata inevitabilmente dal punto più basso.

“Il libro dei canti” afferma: Moglie e figli si amino e siano in accordo come nell’armonia della lira e del liùto; fratelli maggiori e fratelli minori siano in armonia e traggano motivo di piacere e di contentezza dai buoni rapporti tra loro. Sono queste le cose che arrecano ordine nella famiglia e nella dimora, e gioia nella moglie e nei figli.

Il maestro disse: Quale contentezza e quale vantaggio per il padre e la madre!

§ 16 §

Il maestro disse: Com’è incisiva e multiforme l’azione degli spiriti! (4) Osservandola non la vedi, ascoltandola non la senti. Gli spiriti compenetrano le cose e sono da esse inseparabili.

Gli spiriti fanno sì che dovunque sotto il Cielo gli uomini digiunino e si mettano gli abiti migliori per le cerimonie. Occupano numerosissimi ogni cosa dovunque.

“Il libro dei canti” dice: Indagare il mondo degli spiriti non è possibile, ma come ignorarne l’esistenza? Ciò che è misterioso si manifesta, e avvengono fenomeni che è impossibile negare!

§ 17 §

Il maestro disse: Sciun palesava un grande rispetto filiale. Si comportava come un uomo elevato ed era venerato come “figlio del Cielo”, non c’era ricchezza tra i quattro mari che non fosse sua, (5) compiva sacrifici sull’altare degli antenati e così avrebbero fatto poi i figli suoi e i nipoti. Questo comportamento fu per lui motivo di inevitabile elevazione del rango, della prosperità e della fama che fino a tarda età gli appartennero.

Difatti il Cielo dà origine a ogni cosa, e a ogni cosa conferisce la sua capacità. Nutre la pianta che cresce e abbatte quella che stenta.

“Il libro dei canti” afferma: Il nostro illustre e benamato signore compie azioni eccellenti, mette ordine tra il popolo e tra, gli uomini, (6) ha ottenuto protezione dal Cielo che infatti lo aiuta e che gli affida la missione, e che queste cose sempre gli rinnova.

A motivo di questo suo elevato comportamento, riceve dal Cielo il potere.

§ 18 §

Il maestro disse: Soltanto il re Wen non ebbe dolore. Suo padre fu il re Ci ed ebbe per figlio Wu. Il figlio seppe trasmettere ciò che suo padre aveva fatto. Dunque il re Wu continuò l’opera di re T’ai, di re Ci e di re Wen. Un’unica volta mosse guerra conquistando tutto ciò che esiste sotto il cielo ed ebbe dovunque una grande fama. Lo venerarono come “figlio del Cielo” e possedeva tutte le ricchezze esistenti tra i quattro mari. Compiva sacrifici al tempio degli antenati, e altrettanto avrebbero fatto poi i suoi figli e i suoi nipoti.

Il re Wu ottenne dunque il potere, poi il signore di Ciu completò l’opera di Wen e di Wu, e conferì dopo la loro morte il titolo di imperatore sia a T’ai sia a Ci, cosicché poté fare sacrifici ai suoi nobili antenati secondo il rito imperiale.

Questi riti si estesero a tutti i nobili e a tutte le alte cariche, così pure ai saggi, agli studiosi e alle masse del popolo.

Quando il padre è un alto ufficiale dell’esercito e il figlio uno studioso, le onoranze funebri del padre devono essere quelle per un alto ufficiale, e il sacrificio del figlio per l’antenato quello di uno studioso. Quando il padre è uno studioso e il figlio un alto ufficiale, le onoranze funebri del padre devono essere quelle per uno studioso e il sacrificio del figlio per l’antenato quello di un alto ufficiale. Cosi, la consuetudine di un anno di lutto si estese anche agli alti ufficiali e quello di tre anni di lutto all’imperatore.

É unico e identico il lutto per il padre e per la madre e non c’è differenza fra nobili e gente comune.

§ 19 §

Il maestro disse: Era invero grande il rispetto filiale dimostrato dall’imperatore Wu e dal signore di Ciu! Questo loro rispetto filiale li portò a fare proprie le esperienze e gli intendimenti di coloro che li avevano preceduti, comportandosi di conseguenza. Ogni primavera e ogni autunno facevano compiere delle grandi pulizie nel tempio degli antenati, esibivano gli utensili, le insegne e gli abiti e facevano offerte con i prodotti della stagione. In occasione dei riti nel tempio degli antenati venivano stabilite le precedenze secondo il rango, nonché tra nobili e gente comune, e secondo benemerenze e meriti. Nei brindisi gli inferiori servivano i superiori, cosicché anche gli inferiori potevano partecipare al rito. Poi, durante il banchetto che seguiva la cerimonia, le precedenze venivano stabilite secondo l’età dei partecipanti.

Occupare i posti che gli antenati avevano occupato in vita, eseguire i riti che loro avevano seguito, suonare la loro musica, onorare ciò che loro avevano onorato, amare ciò che loro avevano amato, servirli e rispettarli nella morte così come nella vita come se non se ne fossero mai andati: è questo il più alto rispetto filiale.

Mediante il rito al Cielo e alla terra si rende onore al “Sovrano celeste”; mediante il rito agli antenati si rende onore a coloro che ci hanno preceduti.

Così, per chi sa capire il rito al Cielo e alla terra e, (7) il significato dei sacrifici offerti agli antenati, governare è come guardare nel palmo della propria mano.

§ 20 §

Il signore di Ai fece delle domande sull’arte di governare.

Il maestro rispose: Il metodo per governare seguito da Wen e Wu è riportato negli annali. Se fossero ancora in vita il loro metodo di governo sarebbe palese, siccome però sono morti, non è più palese.

Il metodo di governo di chi conosce la norma; è come le piante a cui la terra dà nascita, come le canne che crescono lungo le rive dei fiumi.

Il metodo di governare consiste nell’uomo nell’attrarre gli uomini per mezzo di loro stessi, secondo la norma; e, ancora, regolandola secondo il criterio della superiorità. É la superiorità che fa l’uomo; Il fulcro di tutto ciò sta nell’amore verso i genitori.

Giustizia significa comportarsi nel modo opportuno. La cosa più importante è onorare i meritevoli. Sono i riti che stabiliscono l’affetto che si deve ai consanguinei e al parenti secondo la gerarchia i rispetto che va dimostrato ai meritevoli secondo la giusta graduatoria. Ecco perché il signore deve coltivare se stesso servendo la propria famiglia. Per essere in grado di servire la propria famiglia deve saper conoscere gli uomini. Per saper,conoscere gli uomini deve conoscere le leggi che reggono l’universo.

Per ogni cosa che esiste sotto il cielo le regole sono cinque e i metodi tre.

Per ogni cosa che esiste sotto il cielo le cinque regole sono queste: i rapporti tra il signore e il suddito, tra il padre e i figli, tra il marito e la moglie, tra il fratello maggiore e il fratello minore, tra gli amici.

Per ogni cosa che esiste sotto il cielo i tre metodi sono: avere coscienza del proprio ruolo superiore e quindi della propria missione; avere coraggio; manifestare verso tutto ciò che esiste sotto il cielo una azione che sia degna di nota. Applicando questi tre metodi si raggiunge una condizione di unità.

C’è chi queste cose nasce già conoscendole,c’è chi le assimila con lo studio, e c’è chi le apprende attraversando prove e difficoltà. In ogni caso, si tratta sempre della medesima comprensione. C’è chi senza fatica alcuna e con vantaggio ne fa la base del proprio agire; e c’è chi ci riesce con il sacrificio. In ogni caso, l’efficacia è sempre la medesima.

Il maestro disse: Chi ama lo studio è prossimo alla conoscenza, chi ama l’azione compiuta con energia è prossimo alla superiorità, chi sa provare vergogna è prossimo al coraggio. Sono queste le tre regole che occorre conoscere, ed è questo il metodo mediante il quale si coltiva se stessi.

Sapere come coltivare se stessi è il metodo con cui arrivare al governo degli uomini. Sapere come governare gli uomini è il metodo con cui arrivare a governare la famiglia, il regno e ogni cosa sotto il cielo.

Sono nove le regole seguite da colui che governa la famiglia, il regno e ogni cosa sotto il cielo.

Queste regole sono: coltivare se stesso, rispettare i meritevoli, amare la famiglia, rispettare i grandi dello Stato e avere considerazione per quelli di minore rango, trattare il popolo come si tratta un bimbo, incoraggiare ogni genere di attività e di lavoro, mostrare cortesia verso, gli stranieri e cordialità verso i nobili.

Coltivando se stesso stabilirà la norma. Rispettando i meritevoli non commetterà errore. Amando la famiglia non scontenterà i fratelli maggiori e minori. Rispettando i grandi,dello Stato non commetterà errore. Avendo considerazione per quelli di minor rango ne sarà contraccambiato. Trattando il popolo come un bimbo stimolerà tutti a incitarsi l’un l’altro. Incoraggiando ogni genere di attività e di lavoro potrà utilizzare fino in fondo ogni genere di ricchezza. Mostrando cortesia verso gli stranieri, li attirerà da ogni dove. Mostrando cordialità verso i nobili sarà rispettato e temuto ovunque sotto il cielo.

Si incoraggiano i meritevoli coltivando se stessi, facendo digiuni e indossando per i sacrifici le vesti più belle, attenendosi ai riti, allontanandosi dagli adulatori, attribuendo poca importanza alla ricchezza e molta all’azione.

Si coltiva l’amore tra i famigliari rispettandone la posizione, incrementando il loro benessere, condividendo i loro apprezzamenti e il loro disprezzo. Si incoraggiano i grandi dello Stato usufruendo dell’opera di molti funzionari. Si incitano i funzionari dimostrando fiducia in loro e incrementando il loro benessere.

Si incoraggia il popolo stabilendo i tempi per il lavoro e alleggerendo le tasse.

Si esortano i lavoratori seguendo la loro opera ogni giorno, esaminandola ogni mese, e retribuendoli secondo il servizio che hanno reso.

Si onorano gli stranieri e i forestieri andando loro incontro, accompagnandoli alla partenza, apprezzandone l’esperienza e pazientando se non ne hanno.

Necessario è inoltre ristabilire la successione in quelle famiglie che ne sono rimaste prive, dare nuova vitalità a regni che più non ne hanno, riportare l’ordine dove non c’è più, aiutare i regni che sono in pericolo, regolare a corte le udienze, essere generosi con chi parte e non avere pretese verso chi arriva.

Colui che governa la famiglia e il regno e ogni cosa che esiste sotto il cielo ha queste nove regole e un unico metodo per applicarle.

Se si predispongono e preparano le cose per tempo, esse arrivano a soluzione; altrimenti, non riescono.

Una parola che sia stata meditata per tempo potrà risultare efficace.

Una cosa che sia stata decisa tempestivamente non avrà problemi.

Un’azione che sia stata predisposta per tempo risulterà positiva.

Una norma che sia stata fissata per tempo non risulterà difettosa.

Quando si occupa una posizione inferiore non si può ottenere la fiducia del superiore e pertanto non si possono comandare gli uomini: esiste una norma per ottenere la fiducia del superiore. Chi non dimostra fiducia negli amici, non ha la fiducia del superiore: esiste una norma per ottenere la fiducia degli amici. Non obbedire ai propri genitori e non amar i non ottiene la fiducia degli amici: esiste una norma per obbedire ai propri genitori e amarli. Se esaminiamo sinceramente noi stessi, non ci consideriamo equilibrati, né persone che obbediscono ai propri genitori e che li amano veramente: esiste una regola per essere persone equilibrate. Se non si sa comprendere l’esperienza, non si è veramente equilibrati!

L’equilibrio è la norma del Cielo. Raggiungerlo è la norma dell’uomo. (8) Questo equilibrio privo di costrizioni è il mezzo, e significa raggiungerlo senza affanni. L’uomo superiore mette in pratica la norma del mezzo senza difficoltà.

Si giunge a questo equilibrio soppesando, bene l’esperienza e poi attenendovisi rigorosamente.

Per ottenere una grande conoscenza occorre apprendere a valutare, a riflettere e ad agire con molta attenzione, distinguendo con chiarezza e agendo con la sincerità.

Quando non si comprende qualcosa, oppure quando pur comprendendola non si riesce a metterla in pratica, non bisogna desistere. Né bisogna desistere se non si hanno domande, oppure se si hanno domande prive di risposta. Non bisogna desistere se non si riesce a distinguere, oppure se si distingue però non con chiarezza. Né bisogna desistere se non si agisce, oppure se si agisce però non con la sincerità.

C’è chi ottiene l’equilibrio in un colpo solo, e chi ci arriva in cento colpi. C’è chi riesce in dieci colpi, e chi in mille. Questa regola è certamente alla portata degli, uomini. Così, l’ignorante potrà diventare intelligente, il debole potrà diventare forte.

§ 21 §

La conoscenza risultante dall’equilibrio si chiama natura. L’equilibrio che risulta dalla conoscenza si chiama educazione. Quando esiste equilibrio esiste la conoscenza, e quando esiste la conoscenza esiste l’equilibrio.

§ 22 §

Soltanto i migliori, di ogni cosa che esiste sotto il cielo, sono equilibrati e possono pertanto manifestare la loro natura in tutta la sua pienezza. Potendo manifestare in tutta la sua pienezza la loro natura, possono manifestare la natura degli uomini. Potendo manifestare la natura degli uomini, possono manifestare la natura di ogni cosa vivente. Potendo manifestare la natura di ogni cosa vivente possono secondare il Cielo e la terra quando fanno nascere e quando trasformano. Potendo secondare il Cielo e la terra quando fanno nascere e quando trasformano, possono partecipare pienamente al Cielo e alla terra.

§ 23 §

Chi viene dietro a queste persone attinge alla loro potenzialità. Ogni potenzialità deve essere equilibrata. Quando è equilibrata può assumere forma. Assumendo forma, si manifesta. Quando si manifesta, risplende. Risplendendo, comincerà a muoversi. Quando si muove causa delle trasformazioni. Causando delle trasformazioni eserciterà un’influenza. Colui che raggiunge il vertice dell’equilibrio può esercitare un’influenza su ogni cosa che esiste sotto il cielo.

§ 24 §

Colui che raggiunge il vertice dell’equilibrio può prevedere le cose.

Un nuovo regno, quando sta per sorgere, viene sempre annunciato da lieti presagi. Invece, quando un regno sta per sprofondare, viene sempre accompagnato da strani avvertimenti. (9) Presagi e avvertimenti possono essere scorti su foglie e gusci di tartaruga. Quando stanno per sopraggiungere disgrazie o fortune, dentro o fuori la nostra personale esperienza, le disgrazie e le fortune possono essere previste.

Perciò, colui che raggiunge un simile equilibrio è come uno spirito.

§ 25 §

L’equilibrio, così come la norma, sono completi. L’equilibrio è inizio e fine di ogni creatura che vive senza equilibrio non c’è creatura che possa esistere. Pertanto, il signore sa apprezzare l’equilibrio.

L’equili,rio è di per sé completo, e completa ogni creatura che vive. L’uomo è reso completo dall’essere superiore. Tutti gli uomini sono resi completi dalla comprensione di ciò. Così opera la natura, così entrano in armonia aspetto interiore e aspetto esteriore. Pertanto, dev’esserci un tempo idoneo per l’azione della natura.

§ 26 §

L’equilibrio al suo vertice è inarrestabile. Siccome non si ferma mai, è durevole. Essendo durevole, si manifesta. Siccome si manifesta, si fa più vasto ed esteso. Facendosi più vasto ed esteso, diventa ampio e profondo. Siccome diventa ampio e profondo, si fa grande e splendente.

Nella sua ampiezza e profondità comprende ogni cosa; nella sua luminosità e grandezza comprende ogni cosa. Nella sua estensione e durevolezza completa ogni cosa. E ampio e profondo quanto la terra, vasto e splendente quanto il cielo, grande e durevole quanto ciò che non ha alcun limite. Pertanto può manifestarsi senza che sia possibile vederlo, trasforma senza neppure compiere un gesto, e completa ogni cosa senza nulla agitare.

Il cielo è soltanto un punticino luminoso, ma nella sua vastità contiene sole, luna, stelle e ricopre ogni cosa. La terra è soltanto un mucchietto di fango, ma nella sua vastità e profondità contiene lo svettante Monte Hua senza risentisse il peso, e fiumi e mari e dunque ogni cosa.

Quel monte laggiù è soltanto un mucchietto di sassi, ma nella sua altezza e nella sua vastità fa crescere piante e alberi; gli uccelli e gli altri animali vi trovano rifugio ed è ricco di preziosissimi tesori.

Quest’acqua può essere contenuta in un minuscolo cucchiaio, ma nell’incalcolabile sua vastità nutre le tartarughe grandi e piccole, i coccodrilli e i pesci e racchiude innumerevoli tesori.

“I1 libro dei canti” afferma: La legge dell’universo è profonda, ed è infinita.

§ 27 §

Immensa è la norma dell’uomo elevato! Si propaga per ogni dove, sta all’origine di ogni cosa e nutre ogni cosa. E talmente leggera che risale al Cielo. Racchiude i trecento riti tanto è vasta, e anche le trecento regole del giusto comportamento. Ma per potere agire necessita dell’uomo giusto.

Pertanto si è soliti dire: perché la norma possa manifestarsi occorre la giusta azione.

Questa è la ragione per cui il signore esamina la natura dell’azione, pone domande e studia. Sviluppa il più possibile la portata dell’azione, ne valuta gli aspetti meno evidenti e poi si mantiene con costanza in una posizione di mezzo.

Il signore sa ricordare il passato e capire il presente, e acquista importanza e stima al cospetto degli altri osservando i riti.

Quando si trova in una posizione superiore non mostra superbia, e quand’è, in una posizione inferiore non palesa disubbidienza.

“Il libro dei canti” dice: L’uomo elevato si salvaguarda grazie alla comprensione e alla prudenza.

§ 28 §

Il maestro disse: L’uomo volgare che si attiene unicamente al proprio giudizio, l’uomo inferiore che pretende di addossarsi delle responsabilità, un uomo d’oggi che vuole applicare le norme antiche – tutti questi incontreranno inevitabili sciagure.

Solo il “figlio del Cielo” può decidere riti, leggi, studi – pertanto, in ogni cosa che esiste sotto il cielo le ruote dei carri sono sempre uguali, i libri contengono sempre la stessa cultura e le azioni degli uomini obbediscono sempre al medesimo impulso.

Se al rango di un uomo non si accompagna la giusta azione, costui non può celebrare né riti né musiche. Se un uomo compie una data azione, e questa non si accompagna al giusto rango, costui non può celebrare né riti né musiche.

§ 29 §

Il sovrano di ogni cosa che esiste sotto il cielo riduce il proprio margine di errore mediante tre cose importanti. Gli imperatori che sono stati non sono seguiti nonostante la loro esperienza. Non essendo seguiti, non riscuotono fiducia. Non essendoci questa fiducia, il popolo non ne segue l’esempio. Un uomo comune, per quanta esperienza abbia, non riscuote onori. Non riscuotendo onori, non riceve fiducia. Non essendoci questa fiducia, il popolo non ne segue l’esempio.

Se dunque la norma del signore ha origine in lui medesimo, lui avrà come seguaci folle di uomini. Valutato il comportamento dei tre imperatori che lo hanno preceduto, non riscontra in esso alcun errore. Dopo avere considerato il Cielo e la terra, non si comporta diversamente da loro. Nei riguardi degli spiriti non ha dubbio alcuno. Riterrebbe non ingiusto attendere un uomo superiore finanche cento generazioni.

Il fatto che nei riguardi degli spiriti non abbia dubbio alcuno, vuol dire che conosce il Cielo. Il fatto che non riterrebbe ingiusto attendere un uomo superiore finanche cento generazioni, vuol dire che conosce gli uomini.

Così, l’azione del signore diventa la regola per ogni cosa che esiste sotto il cielo. La sua azione e la sua parola divengono legge. I lontani desiderano stargli vicino, i vicini non si stancano di stargli accanto.

“Il libro dei canti” afferma: Nessuno lo detesta, nessuno ne è infastidito. Sarà quindi ricordato per sempre. Soltanto giungendo a questo livello il signore potrà trovare fama in ogni cosa che esiste sotto il cielo.

§ 30 §

Il maestro seguiva anzi tutto il corso delle stagioni, poi si adeguava all’acqua e alla terra. Oh, cielo e terra ricoprono e danno riparo a tutte le cose, e danno loro sostentamento! Oh, le quattro stagioni si susseguono Oh, sole e luna brillano alternandosi.

Le cose tutte evolvono senza danneggiarsi l’un l’altra, ognuna segue il suo corso e non interferisce con l’altra. La più piccola azione si manifesta a mo’ di torrente. Ogni grande azione provoca mutamenti straordinari. Pertanto, si è soliti dire che cielo e terra sono grandi.

§ 31 §

Tra tutte le cose che esistono sotto il cielo, solamente l’uomo elevato, quand’è al suo vertice, è capace di manifestare intelligenza, rapidità, discernimento, capacità di governare. t allora tollerante, generoso, cortese, capace di autocontrollo. Parco nel mangiare, sano, vive attenendosi al mezzo e sa manifestare rispetto. É educato, ha cura della propria persona, sa analizzare ed è in grado di distinguere.

Ha l’ampiezza e la profondità della primavera che sempre ritorna. Ha l’ampiezza e la profondità del cielo, dell’abísso e della primavera. Quando si mostra riscuote il rispetto del popolo. Quando parla, il popolo gli crede. Quando agisce, il poolo lo stima.

La sua fama si propaga ovunque nel regno e raggiunge i barbari del settentrione e dei meridione. Ovunque l’uomo viaggi e lavori, ovunque il cielo ricopra e la terra sostenga, ovunque sole e luna rischiarano con la loro luce, ovunque ci siano rugiada e brina – ovunque l’uomo elevato raccoglie rispetto. Pertanto, si è soliti dire che è come il Cielo.

§ 32 §

Ovunque sotto il cielo solo chi ha ottenuto l’equilibrio può fissare le norme che regolano le attività umane, può decidere l’essenziale e conoscere l’azione di Cielo e terra che produce e nutre ogni cosa. Come potrebbe costui ricercare qualcosa fuori da sé medesimo?

Sua è difatti una superiorità vera e profonda e vasta. Chi sa conoscere l’uomo superiore se non colui che è a sua volta solido, acuto, pieno di intelligenza e che sa riproporre l’azione del Cielo per quanto difficile sia da comprendere?

§ 33 §

“Il libro dei canti” afferma: Sopra l’abito di seta indossa una semplice veste, così non ostenterai i lusso. Allo stesso modo l’uomo elevato nasconde la norma e ciò nonostante essa si manifesta in lui sempre di più. L’uomo comune, invece, esibisce la propria e ciò nonostante essa si attenua in lui sempre di più. Il signore sa rendere insapore la propria norma così da non disgustare nessuno – la rende semplice e però ricca, cortese e però granitica.

Le cose lontane nascono da quelle vicine. Ciò che si manifesta scaturisce da ciò che non si manifesta.

“Il libro dei canti” dice: Pur sprofondandosi e nascondendosi, l’uomo elevato è sempre visibile. Il signore è contento quando, esaminandosi, si vede privo di errore. Ha cura di sé anche laddove gli uomini non possono vederlo.

“Il libro dei canti” dice: Abbi cura affinché nella tua casa, anche nel più riposto cortiletto, non vi sia motivo di vergogna. Pertanto, anche se non si muove il signore ottiene rispetto, e anche se non parla ottiene fiducia.

“Il libro dei canti” afferma: Fate le offerte senza dirlo, così da non provocare disagio. Pertanto, il signore non ricompensa nessun uomo e ciò nonostante il popolo si sente stimolato. Il signore sa farsi rispettarsi senza palesare collera.

“Il libro dei canti” dice: Non serve esibire l’azione perché sia imitata. Pertanto, il signore si comporta lealmente e con rispetto, e ogni cosa che esiste sotto il cielo sta nella pace.

“Il libro dei canti” dice: Non importa che abbia voce e volto ciò che può influenzare il popolo.

L’azione è lieve come piuma, ma la piuma ha dimensioni. L’azione del Cielo non ha voce e non ha odore – ed è questo il massimo!

Note a

IL COSTANTE MEZZO

1. Ciung ni: nome da adulto di Confucio. Ai tempi in cui visse, era tradizione in Cina conferire a ogni bambino un nome d’infanzia, detto ming. A vent’anni riceveva un nome d’adulto, detto tse. In famiglia le persone continuavano a essere chiamate confidenzialmente con il nome d’infanzia. Fuori dalla famiglia e negli atti ufficiali venivano invece chiamate con il nome di adulto.

2. Il maestro: cioè Confucio.

3. L’uomo elevato: nei testi confuciani ricorre il termine “uomo elevato” e, più frequentemente, “uomo superiore”. Il termine originale è quello cinese di Scieng e sta per uomo di grande elevazione spirituale, santo o, appunto, confuciano. Nelle traduzioni in varie lingue occidentali (inglese, francese, tedesco ecc.) dei testi confuciani il termine è tradotto anche come “uomo saggio”, “uomo sacro”. In ogni caso, incontrando termini quali “superiorità”, “uomo superiore” ecc., è bene riferirsi sempre a concetti quali “elevazione spirituale”, “uomo spiritualmente elevato” ecc.

4. In Cina era viva la convinzione dell’esistenza di un mondo spirituale, e quindi di entità spirituali che agivano sul mondo materiale influenzandolo. Gli spiriti, secondo i cinesi, erano essenzialmente di due generi: quelli che esprimevano, personificandole, le forze della natura; e gli spiriti dei defuntí. Gli antichi cinesi ritenevano che questi spiriti intervenissero nelle opere e anche nei pensieri degli uomini.

5. Tra i quattro mari: espressione tipicamente cinese per indicare il mondo nella sua vastità e interezza.

6. Confucio distingue tra il popolo e gli uomini, attribuendo il titolo di “uomo” a quella persona che ha raggiunto la superiorità ovvero l’elevazione spirituale.

7. Nel pensiero e nella pratica del confucianesimo rito non ha solo un significato religioso. Il termine rito si riferisce a tutto quel consistentissimo e severissimo insieme di cerimoniali che regolavano la vita politica e ufficiale, e che serviva a ordinare e sottolineare ogni aspetto della vita della società e del popolo. I riti, quindi, divenivano un mezzo per spezzettare, spiegare e disciplinare il corso della esistenza collettiva e individuale. Imponevano con rigore estremo a ognuno la consapevolezza di ogni azione espletata e subita. Sarà, poi, il taoismo, con la sua carica dirompente e “rivoluzionaria” rispetto alla rigidità confuciana, a porre in dubbio il rito inteso in tale accezione.

8. L’equilibrio: la parola cinese cen è tradotta come “equilibrio” o “stato, condizione di equilibrio”. Nelle varie traduzioni dei testi confuciani nelle diverse lingue occidentali, questo stesso termine è tradotto anche come “sincerità”, “sincerità assoluta”, “integrità”, “bontà”. Si tende ora a preferire il termine “equilibrio” in quanto più prossimo al concetto di “posizione di mezzo” che è costante nel pensiero di Confucio.

9. Nell’antica Cina gli indovini esaminavano le foglie di certe piante e, appunto, i gusci delle tartarughe.

 

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Il Costante Mezzo – Confucio in Italiano

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The constant middle Confucius 

§ 1 §

Call nature the law of the universe. We call normally follow this law. We call the practice of education provision. We can not turn away even for a moment from the norm. If we could do, would not be the norm. That’s why the Lord has a cautious and careful attitude to all that still can not see, and is shy and is worried about all that still can not hear. Nothing is more obvious what is hidden, nothing stands out more clearly what is very small. That’s why the gentleman behaves very well when it is only prudent.

It was in a middle position, or center, when you are not prey to anger or joy, sadness or pleasure. But when you feel these emotions but do not go the right balance, then you are in a state of harmony. The medium is the great source of everything that exists, and the harmony it is the look favorable and positive.

Joints in the middle position and achieved harmony, then heaven and earth are in place and that’s everything under the sky may develop.

§ 2 §

Ciung-ni said, “The Lord of the constant practice means. (1) The common man but not practical. The Lord seeks to meet the constant half having the opportunity to be in the middle. The common man does not try to reach half the steady since nothing has to be avoided and has nothing to lose.

§ 3 §

The master said: The constant is half the maximum, (2) the apex and the summit, and very few men able to follow them for long.

§ 4 §

I know that the rule is not practiced. Those who know her well and continue the stupid do not come to practice. I also know that the rule can not be explained. The men are higher than it, the undeserving are unable to understand it. Is it not true that all people can eat and drink, but only few can understand what it taste?

§ 5 §

The master said: The rule is not practical!

§ 6 §

The master said: Sciun, the emperor was very wise. He liked to ask questions and then weigh the parolea ven simpler. Not revealed the downside of the words, rather than preached the words that sprang from experience. Having to act against the people, took account of both extremes and applied the right way. Thanks to this behavior has become Sciun, the emperor.

§ 7 §

The master said: Every man claims to know. In doing so ends up in a network, a trap that does not know how to avoid. Each man claims to know. But if everyone follows the constant half, just do it for a month.

§ 8 §

The master said: Huei, my disciple, is a man who constantly applies the half. The very practice and carries it in his heart. Do not ever lose it!

§ 9 §

The master said: All you can control – the family, the kingdom, everything that exists under the sky. To all you can give – to awards, prestigious jobs. You can also walk on sharp edges, and yet, you may not be able to practice the continuous medium.

10 § §

The disciple Tse Lu asked Confucius to speak of the force. The teacher then said, Are you referring to the strength of the South, or that of the northern territories? Or yours?

Order with courtesy and kindness and never take revenge on those who do not follow the norm – this is the strength of the countries of the South Lord knows exercise.Always be ready with the weapons and then die without any feeling of hatred – that’s the strength of the Northern Territory. The exercise strong. Therefore, the Lord knows good relations with everyone, not to exceed in anything. Thus, its strength is solid. The Lord of the constant practice and not hanging half or one side or the other. Its strength is solid. If the kingdom is ruled by her grandmother, will take over the deaths. Its strength is solid.

11 § §

The master said: Never will investigate the mystery will make or processed individually in order to be remembered by future generations. The Lord of the norm and practice in action you are adjusting. I will never abandon it to follow a road until you have traveled all over. The man continued to practice high half. Only the wise man able to break away from the world, not to pursue fame, not to have attachments, and then regrets.

12 § §

The man pursues a high standard thin and hard. (3)

Men and women, although limited, can draw on his wisdom. Even the man and raised can reach the summit of wisdom. Although limited, men and women can adhere to it, but neither man can reach the highest summit. While big, the sky and the earth are not enough and wise man, if he speaks of the rule, speaks of a magnitude that can not be surrounded by all that exists under the sky. The subtlety of which he speaks, speaking of the rule, is thinner than the thinnest thing that exists under the sky.

“The book of songs,” says Hawk is raised to heaven, the fish descends into the abyss. So the rule is expressed both on the top is down. The high standard of man has its roots in men and women on the street, then extends to encompass the heavens and the earth.

13 § §

The master said: The rule is not far from man. If it were far away, that would rule?

“The book of songs,” says: When does the handle of an ax-the model is beside them.It is observed the handle of the template and cut the other. Looking both in perspective, we seem to see them away from each other. Similarly, the master, controls the man holding a model man.

Those who respect the principles of its nature is not far from the norm. Nor is it far from the norm who does not behave with others as you would not want others to behave with him.

The Lord does them four rules, which I know not a single practice. I do not know to respect my father as I would like to make my son with me. I do not know how I want to serve the Lord with me face my own subject. I do not know to respect my elder brother as I want my face with my younger brother. I do not know the first act to a friend as I want him to do with me.

Who applies consistently to action and provides constant attention to the words he utters, then tries to bridge their gaps and to eliminate its excesses, so that the words are like action, corresponds to the words and action. It is this consistency that distinguishes the gentleman.

14 § §

The Lord acts according to his own rank and do not want anything that belongs to a higher rank. If it is right to honor the rich, it should behave honoring. If it is right to belong to a lower rank, should behave in such a low rank. If it is right to belong to a savage tribe, it must behave according to the canons of savage tribes. If pain and disasters are right, it should behave according to pain and disaster. The Lord himself must in all circumstances.

Belonging to a higher rank, we must not offend less. Belonging to a lower rank, must be guided by his superiors.

Who is self-sufficient and not asking others, will not have to resent anything.

The above does not irritate the Sky, do not complain of lower – the gentleman is calm and waits for fate. The common man is in danger because it looks for prosperity.

The master said: The Lord is like the archer – if you miss the target because the research itself.

15 § §

The rule of the Lord is like the behavior of those who, having to reach a distant place, the journey begins from a place near inevitable. It’s like the behavior of those who, having reached a peak, the climb begins inevitably from the lowest point.

“The book of songs,” says wife and children to love one another and are in agreement as the harmony of the lyre and the lute; older brothers and younger brothers are in harmony and reason to derive pleasure and satisfaction from the good relations between them. These are the things that bring order in the family and home, and joy in his wife and children.

The master said: What happiness and what good for the father and mother!

16 § §

The master said: How effective and multifaceted action of the spirits! (4) Comments not see it, do not feel like hearing it. The spirits penetrate things and they are inseparable.

The spirits make it anywhere in the sky men to fast and puts on his best clothes for the ceremonies. They occupy a large number of everything everywhere.

“The book of songs,” says: Investigate the world of spirits is not possible, but as unaware of its existence? What is mysterious is manifested, and phenomena that occur is impossible to deny!

§ § 17

The master said: Sciun obviously a great filial respect. He behaved like a wise man and he was revered as “the son of Heaven,” there was no wealth among the four seas that was not his, (5) make sacrifices on the altar of the ancestors, and so would have done then the children and his grandchildren . This action was inevitable for him because of elevation of rank, prosperity and fame that’s belonged to an old age.

Indeed Heaven creates all things, and gives everything its capacity. It nourishes the growing plant and reduces that difficulty.

“The book of songs,” says our illustrious and beloved Lord accomplishes excellent, creates order and among the people, men, (6) has obtained protection from heaven that it helps him and gives him the mission, and that these things always renewed.

Owing to its high behavior, receives power from heaven.

18 § §

The master said: Only the King Wen had no pain. His father was the king there and he had to son Wu. The son was able to convey what his father had done. So the King Wu continued the work of King T’ai, King and King Wen There. Once waged war conquering everything that exists anywhere in the sky and had a great reputation.Venerate him as “son of heaven” and had all the riches that exist between the four seas. Make sacrifices to the temple of the ancestors, and so would have done then his children and his grandchildren.

King Wu then got the power, then the ladies completed the work of Chou Wen and Wu, after their deaths and awarded the title of Emperor T’ai is in us both, so that he could make sacrifices to his noble ancestors according to the imperial ritual.

These rites were extended to all princes, and all the high offices, so also the sages, scholars and the masses of the people.

When the father is a senior military official and the son a scholar, the funeral of the father may be as a high official, and the sacrifice of his son for the ancestor of a scholar. When the father is a scholar and a senior officer’s son, the funeral of the father may be as a scholar and for the sacrifice of his son for the ancestor to a senior officer. Thus, the practice of a year of mourning was extended to senior officers and that of three years of mourning the emperor.

It is one and the same mourning for his father and mother, and there is no difference between nobles and common people.

19 § §

The master said: It was indeed great filial respect shown by the Emperor Wu of Chou and the Lord! This led them to their filial respect to their experiences and intentions of those who preceded them and behave accordingly. Every spring and autumn did make some spring cleaning in the temple of the ancestors, exhibited the tools, signs and clothing and made deals with the products of the season. On the occasion of the rites in the temple of the ancestors were established precedence according to rank, and between nobles and common people, and according to merit and merit. Toast served in the lower to upper, lower, so too could participate in the ritual. Then, during the banquet which followed the ceremony, the priorities were established according to the age of the participants.

Take the places their ancestors had occupied in life, perform the rituals that had followed them, play their music, to honor what they had honored, loved what they loved them, serve them and respect them in death as in life as if if they had ever gone: that’s higher than the branch.

Through the rite to Heaven and earth are honoring the “Heavenly Sovereign” by the ceremony honoring the ancestors of those who preceded us.

So, for those who can understand the ritual to heaven and earth, and (7) the meaning of the sacrifices offered to ancestors, to govern is like watching the palm of your hand.

20 § §

The Master of the applications made on the art of governing.

The master said: The method to rule followed by Wen and Wu can be found in the annals. If they were alive their method of government is obvious, but since have died, is no longer evident.

The method of government to those who know the norm is like the plants in which the earth gives birth, as the reeds that grow along the banks of rivers.

The method of governing is the man to attract men by themselves, according to the norm, and, again, adjusted according to the criterion of superiority. And superiority that makes the man The center of everything is love for their parents.

Justice means to behave in an appropriate manner. The most important thing is to honor the deserving. These are the rituals that establish the affection that is due to blood relatives and relatives in accordance with the hierarchy, the respect they deserve to be shown according to the proper classification. That’s why the ladies should cultivate himself serving his family. To be able to serve your family must be able to know the men. To know, know men should know the laws that govern the universe.

For everything that exists under the sky, the rules are five and three methods.

For everything that exists in heaven the five rules are these: the relationship between lord and subject, between father and children, between husband and wife, between elder brother and younger brother, among friends.

For everything that exists in the sky the three methods are: to be aware of their role, and then more of its mission, to have courage to express all that is under heaven an action that is worthy of note. By applying these three methods you can reach a state of unity.

There are those who created these things they already know, there are those who assimilate with the study, and there are those who learn through trial and difficulty. In any case, it is always the same understanding. There are those who effortlessly and with no advantage makes it the basis of their action, and there are people who succeed with the sacrifice. In any case, the effectiveness is still the same.

The Master said: He who loves the study is close to knowledge, those who love the action done with energy is close to the superior, who knows next to courage is shame. These are the three rules you need to know, and this is the method by which it is grown themselves.

Knowing how to cultivate oneself is the method by which to reach the government of men. Knowing how to govern men is the method by which to get the family to rule the kingdom and all things under heaven.

There are nine rules followed by the one who rules the family, the kingdom and all things under heaven.

These rules are: to cultivate himself, deserve respect, love, family, respect the great state and have consideration for those of lesser rank, the people treat it as a child, to encourage all sorts of activities and work, to show courtesy to, and friendly towards foreigners nobles.

Cultivate themselves establish the norm. Respecting the deserving will not commit error. Loving the family scontenterà older siblings and children. In keeping with the great, the State will not commit error. Having consideration for those of lower rank will be reciprocated. By treating the people like a child will encourage everyone to incite each other. Encouraging all sorts of activities and work can make full use of all kinds of wealth. Showing courtesy to strangers, they will attract from all over. Showing friendliness toward the nobles will be respected and feared everywhere under heaven.

We encourage deserving cultivating themselves, by fasting for the sacrifices and wearing the finest clothes, according to the rites and away from flatterers, giving little attention to the wealth and plenty of action.

It is cultivated the love between family members while respecting their position, increasing their well-being, sharing their appreciation and their contempt. We encourage the great advantage of the work of many state officials. We encourage officials demonstrating their confidence in and enhancing their welfare.

It encourages the people setting the time for work and easing taxes.

We urge the workers according to their work every day, examining every month, and wages by the service they have rendered.

We honor the foreigners and foreigners are going to meet them, accompanying them at the start, appreciating the experience and patient if you do not have.

Is also necessary to re-establish the succession in those families who were left destitute, give new life to realms that no longer have them, bring order where there is no more, help the kingdoms that are at risk, regular court hearings , to be generous with those who leave and have no pretensions to those arriving.

He who rules the family and the kingdom and everything that exists in the sky these nine rules and one way to apply them.

If you prepare and prepare things on time, they reached a solution, otherwise fail.

A word that has been pondered for time will be effective.

One thing that has been decided upon without delay will have no problems.

An action that has been established for time will be positive.

A standard has been set for that time will not be defective.

When it comes below you can gain the trust of the superior and therefore can not control people: is there a standard to gain the confidence of his superior. Who does not establish trust in friends, does not have the confidence of the top: there is a standard to gain the confidence of friends. Do not obey their parents and not love does not get the trust of friends, there is a rule to obey their parents and love them. If we look at ourselves honestly, we do not look balanced, no other people and obey their parents who love them really: is there a rule to be balanced people. If you do not know understand the experience, you are not really balanced!

The balance is the norm of Heaven. Reaching it is the rule of man. (8) This balance without coercion is the means, and means to achieve it with no worries. The superior man puts into practice the rule of the medium without difficulty.

We arrive at this balance weighing, good experience and then attenendovisi rigorously.

To obtain a wide knowledge necessary to learn how to evaluate, to think and act carefully, distinguishing clearly and act with sincerity.

When you do not understand something, or if while I understand you can not put it into practice, we must not give up. Nor should we give up if you have questions, or if you have questions unanswered. We must not give up if you can not distinguish, or having a different but not clearly. Nor should we give up if you do not act, or if it does not, however, with sincerity.

There are those who get the balance in one go, and whoever comes to us in a hundred shots. There are those who succeed in ten shots, and who in a thousand.This rule is certainly within the reach of men. Thus, the ignorant will become intelligent, the weak will become strong.

21 § §

The knowledge resulting equilibrium is called nature. The balance resulting from knowledge about education. When there is balance there is knowledge, and knowledge exists when there is balance.

22 § §

Only the best of everything that exists under the heaven are balanced and can therefore manifest their nature in all its fullness. Being able to express in all its fullness of their nature, can manifest the nature of men. Being able to express the nature of men, may experience the nature of every living thing. Being able to express the nature of every living thing can according to the Heavens and the earth when they are born and when transformed. Being able to second heaven and earth when they are born and when transformed, can participate fully in the sky and the earth.

§ § 23

Who is behind these people draw on their potential. Each potential must be balanced.When balance takes shape. Assuming form, it manifests itself. When it occurs, it shines. Shining, begin to move. When you move because of the transformations. Due to changing exercise influence. One who reaches the summit of the balance may have an influence on everything that exists in the sky.

24 § §

One who reaches the summit can provide balance things.

A New Kingdom, when he is about to rise, it is always announced by happy omens.Instead, when a kingdom is about to collapse, it is always accompanied by strange warnings. (9) Omens and warnings may be accompanied on leaves and tortoise shells. When misfortunes or fortunes are about to occur inside or outside our personal experience, the misfortunes and fortunes can be made.

Therefore, one who achieves such a balance is like a spirit.

25 § §

The balance, as is the norm, are complete. The balance is the beginning and end of every creature that lives without balance there is no creature can exist. Therefore, the ladies who appreciate the balance.

The balanced, river itself is full, and complete any living creature. Man is made from full top. All men are made by the full understanding of this. So by nature, so come into harmony and inner aspect of appearance. Therefore, there must be a suitable time for the action of nature.

26 § §

The balance on its top is unstoppable. Because it never stops, it is durable. Being durable, it happens. As it appears, is more extensive and extended. By becoming wider and extended, it becomes wide and deep. As it becomes wide and deep, becomes large and bright.

In its breadth and depth includes every thing in its brightness and size includes everything. In its full extent and durability everything. Is wide and deep as the earth, vast and bright as heaven, great and enduring as that which has no limit. Therefore, it can occur without any possibility of it, turns without even making a gesture, and complete everything with nothing shake.

The sky is only a punticino bright, but in its vastness contains the sun, moon, stars and covering everything. The earth is just a pile of mud, but in its breadth and depth of the towering Mount Hua has buckled under the weight without, and rivers and seas, and therefore everything.

That mountain over there is just a pile of stones, but in its breadth and its height grows plants and trees, birds and other animals find refuge and is filled with priceless treasures.

This water can be contained in a tiny spoon, but its vastness nell’incalcolabile feeds the large and small turtles, crocodiles and fish and holds countless treasures.

“I1 hymnal,” says: The law of the universe is deep, and is infinite.

27 § §

Immense is the high standard of man! It spreads everywhere, is at the origin of all things and nourishes all things. And so light that goes back to Heaven. It contains three hundred rites is so vast, and even the three hundred rules of good behavior. But the just man needs to be able to act.

Therefore it is customary to say, because the rule may occur should the right action.

This is the reason why the man examines the nature of the action, asks questions and studies. Develop as much as possible the scale of the evaluation of the less obvious aspects and then you keep constantly in a middle position.

The ladies remember the past and understand the present, and gained importance and esteem in the sight of the other observing the rites.

When in a higher position does not show pride, and when he is in a lower position reveals not disobedience.

“The book of songs,” says: The wise man is safeguarded thanks to the understanding and care.

28 § §

The master said: The vulgar man who holds to your own opinion, the lower man who claims to take on responsibility, a man of today who wants to apply the old rules – will meet all of these inevitable disasters.

Only the “Son of Heaven” may decide rites, laws, studies – therefore, everything that exists under the sky chariot wheels are always the same, the books always contain the same culture and the actions of men always obey the same impulse .

If the rank of a man is not accompanied by right action, he can not celebrate or ritual or music. If a man performs a given action, and this is not accompanied at the right rank, he can not celebrate or ritual or music.

29 § §

The ruler of everything that exists under the sky reduces your margin for error with three important things. The emperors who were not followed in spite of their experience. Not being followed, not be trusted. Not having this confidence, the people do not follow their example. A common man, to have as much experience, never earning honors. Not receiving honors, receives no confidence. Not having this confidence, the people do not follow their example.

If, therefore, the rule of the lord has the same origin in him, he will have as followers of mad men. Assess the behavior of the three emperors who preceded him, does not see any error in it. After considering the heaven and the earth, was no different from them. In respect of the spirits did not doubt. Would find it unfair not to wait for a man even more than a hundred generations.

The fact that in respect of the spirits did not doubt, means that heaven knows. That would not consider it unfair to expect a man even more than a hundred generations, means that he knows men.

Thus, the action of man becomes the rule for everything that exists under the sky. His actions and his words become law. I want to be near him away, the neighbors do not get tired of stand by him.

“The book of songs,” says: No one hates, no one is bothered. It will then be remembered forever. Just reaching this level, the ladies will find fame in everything that exists under the sky.

30 § §

The master of all, it followed the course of the seasons, then appropriate to land and water. Oh, heaven and earth and gives shelter to cover all things, and give their support! Oh, the four seasons are Oh, sun and moon shine alternately.

All things evolve without hurting one another, each follows its course and not interfere with each other. The smallest action is manifested by way ‘of stream. Every action causes great changes overtime. Therefore, it is customary to say that heaven and earth are great.

31 § §

Of all the things that exist under heaven, only the wise man, when he is at its highest point, is able to demonstrate intelligence, quickness, discernment, the ability to govern. t so tolerant, generous, kind, capable of self-control. Park in eating healthy, living according to the medium and to manifest respect. It is polite, takes care of his own person, able to analyze and is able to distinguish.

He has the breadth and depth of the spring that always comes back. He has the breadth and depth of the sky and the abyss of spring. When you show respect for the people collecting. When he speaks, people believe him. When does the pool the estimates.

His fame spread throughout the kingdom, and reaches the barbarians of the north and south. Wherever men and women travel and work wherever the sky covers the land and support, wherever the sun and moon illuminate with their light, wherever there is dew and frost – wherever man collects high respect. Therefore, it is customary to say that is like heaven.

32 § §

Everywhere beneath the sky just who got the balance may determine the rules that govern human activities, decide what is essential and knowing the action of Heaven and earth that produces and nourishes all things. How could he look for something outside of himself?

His superiority is in fact a true and deep and wide. Who knows more about the man than the man who, in turn, solid, sharp, full of intelligence and that could offer the action of Heaven is as difficult to understand?

33 § §

“The book of songs,” says: Over the silk dress, wearing a simple dress, so you do not flaunt the luxury. Likewise, the wise man hides the norm, and yet it is manifested in him more and more. The common man, however, exhibits its own and yet it is attenuated in him more and more. The Lord knows how to make your taste so you do not normally sicken anyone – makes it simple and yet rich, but friendly and granite.

Things come from distant neighbors. What flows from that which occurs does not occur.

“The book of songs,” says: While sinking and hiding, the wise man is always visible.The Lord is pleased when, considering, we see no error. Takes care of himself even if humans can not see it.

“The hymnal,” he says: Take care for your home, even in the innermost courtyard, there is no reason for shame. Therefore, even if it does not move the ladies get respect, and even if you do not get about trust.

“The book of songs,” says: Do not say it offers, so as not to cause discomfort.Therefore, the Lord does not reward any man and yet the people feel stimulated. The Lord knows how to be respected without express anger.

“The book of songs,” says: You do not need to show why the action is imitated.Therefore, the Lord acts fairly and with respect, and everything that exists in heaven is peace.

“The book of songs,” says: No matter who has a voice and face that can influence the people.

The action is as light as a feather, but the feather in size. The action of Heaven has no voice and no smell – and this is the best!

Footnotes

ESTABLISHED BY THE

1. Ciung ni: adult name of Confucius. Back when he lived, was a tradition in China to give every child a childhood name, said Ming. Twenty years received a name of an adult, said Tse. In families, people continued to be called familiarly by the name of childhood. Outside the family and the official acts were instead called by the name of an adult.

2. The Master: Confucius say.

3. The wise man: in the Confucian texts used the term “wise man” and, more frequently, “a superior man.” The original term is Scieng Chinese and is a man of great spiritual elevation, saint or, indeed, Confucian. In translations in many Western languages (English, French, German, etc..) Confucian texts of the term is also translated as “wise man”, “sacred man.” In any case, meeting with terms such as “superiority”, “superior man” and so on. , you should always refer to concepts such as “spiritually uplifting”, “man spiritually elevated” and so on.

4. In China he was alive the belief in a spiritual world, and therefore of spiritual entities acting on the world materially affected. The spirits, according to the Chinese, were essentially of two kinds: those that expressed, personified the forces of nature and the spirits of the dead. The ancient Chinese believed that these spirits intervene in the operations and also in the thoughts of men.

5. Among the four seas: typical Chinese expression to describe the world in its vastness and wholeness.

6. Confucius distinguishes between the people and men, giving the title of “man” to that person who has reached the superiority or spiritual elevation.

7. In Confucian thought and practice of ritual is not only a religious meaning. The term ritual refers to everything that consistentissimo and strict set of rituals that regulated the political and official, and I needed to sort and highlight every aspect of society and the people. The rites, then, became a means to break up, explain and govern the course of individual and collective existence. Imposed with extreme rigor in each awareness of every action executed as well experienced. Maybe, then, Taoism, with its explosive power and “revolutionary” than the strict Confucian, to call into question the ritual understood in that sense.

8. The balance: the Chinese word center is translated as “balance” or “state, equilibrium condition.” In the various translations of Confucian texts in the various Western languages, this same word is translated as “sincerity”, “absolute sincerity,” “integrity,” “goodness.” It now tends to prefer the term “balance” as closer to the concept of “middle position” which is constant in the thought of Confucius.

9. In ancient China the soothsayers examining the leaves of certain plants and, of course, the shells of turtles.

 

Vita che respira


Vita che respira

Ogni cuore rifugge
se inarrestabile è il frastuono
e si frappone il silenzio
nella capacità di raccogliere
il giusto valore delle cose
A volte è prezzo troppo alto
che incide e scava
senza chiedere permesso
e come una frustata
segna l’anima confusa
Attimi e realtà
che non sfuggono più
e tra le dita scorrono
in un istante magico
che colora di tutto il senso
Nell’ovattato sentire
si percepisce l’attimo
che ci elargisce il dono
che non si era compreso:
e ancora è vita che respira

13.06.2007 Poetyca

That breathes life

Each heart shrinks
if the noise is unstoppable
and silence imposed by the
the ability to gather
the true value of things
Sometimes the price is too high
affecting and digs
without asking permission
and as a whip
marks the confused soul
Moments and reality
not escape more
and between the fingers slide
in a magical moment
that colors all the way
Nell’ovattato feel
you feel the moment
we bestow the gift
that was not included:
and still is breathing life

13.06.2007 Poetyca

Oltre il caos – Beyond chaos


Oltre il caos

Dimmi Uomo
dove raccogli
fruscii d’Anima
e cosa racconta
la Vita nei tratteggi
che in chiaroscuro
salutano il giorno:
volti e sorrisi
per condursi
oltre l’apparire

Attimi perpetui
di un tempo senza tempo
in elementi instabili:
pensiero ed emozione
– bussola del tuo percorso –
per non confondere
nell’alone lunare
quella lacrima che culla
ogni tuo sperare

Parlami della Storia
che non ha portato voci
e dei sogni racchiusi
nel proiettare attese
– oltre ogni parola espressa –
e di quel fiore sbocciato
dal fango primordiale

Socchiudi la mente
all’impermanenza
di ogni costruzione
per far crollare certezze
e ritrovare il senso
di una matassa dimenticata

Per conoscere nel Tutto
ritmo ed Armonia
senza dualità
e ricordare semplicemente
di essere respiro
oltre ogni tempo
– qui ed ora –
nel tiepido sole
di una gioia che oscilla

16.11.2005 Poetyca

Beyond chaos

Say Man
where to collect
rustling of Soul
and what says
Life in the hatch
in chiaroscuro
greet the day:
faces and smiles
to behave
beyond the appearance

Perpetual Moment
a timeless time
in unstable elements:
thought and emotion
– Compass of your path –
not to confuse
nell’alone lunar
the tear that cradle
your every hope

Tell the Story
that did not lead items
and dreams enclosed
projecting expected
– More than any words spoken –
and that flower bloom
from primordial mud

Closes the mind
impermanence
of each construction
to collapse certainties
and find the meaning
a skein Forgot

Everything you need to get in
rhythm and harmony
without duality
and just remember
be breathing
over all time
– Here and now –
in the warm sun
a joy that oscillates

16.11.2005 Poetyca

Il nemico della religione – The enemy of religion


Riflettendo…

La Riflessione

Tale è la mente, tale è il Buddha.
Così com’è il Buddha, così sono anche gli esseri viventi.

E’ necessario comprendere che la natura essenziale
del Buddha e della mente, è illimitata.

Avatamsaka Sutra

————————

Non ha inizio o fine
la vera natura della mente:
oltre le apparenze
tutto è limpido
ed abbraccia nell’interessere
amorevolezza e compassione.

Poetyca

————————

L’insegnamento

Il nemico della religione

Non c’è nulla che si possa chiamare “dogma” nell’insegnamento buddhista.

Con un’ampiezza di vedute rara per quel tempo,
e non comune nemmeno ai tempi nostri,
il Buddha rifiutò di soffocare la critica e l’analisi.

L’intolleranza gli apparve come il più grande nemico della religione.

Dr. S Radhakrishnan

———————–

Nel rispetto di ogni essere
è il percorso che non separa,
che accoglie e non pone diversità:
senza dogma da erigere come muro,
la mente pura è accoglienza e comprensione.

Poetyca

———————–

06.09.2008 Poetyca

Reflecting …

The Reflection

Such is the mind, such is the Buddha.
As the Buddha is, so too are living beings.

It is necessary to understand that nature is essential
of the Buddha and mind, it is unlimited.

Avatamsaka Sutra

————————

It has no beginning or end
the true nature of the mind:
beyond appearances
everything is clear
and embraces in being
kindness and compassion.

Poetyca

————————

The teaching

The enemy of religion

There is nothing that can be called “dogma” in Buddhist teaching.

With a breadth of views rare for that time,
and not common even in our times,
the Buddha refused to stifle criticism and analysis.

Intolerance appeared to him as the greatest enemy of religion.

Dr. S Radhakrishnan

———————–

In respect of every being
is the path that does not separate,
that welcomes and does not place diversity:
without dogma to build as a wall,
the pure mind is welcoming and understanding.

Poetyca

———————–

06.09.2008 Poetyca

Buddità – Buddhahood – Hevajra Tantra


Buddità

Tutti gli esseri sono Buddha,
ma questo è nascosto da macchie avventizie.
Quando le loro macchie saranno purificate,
la loro Buddità è rivelata.

—Hevajra Tantra
🌸🌿🌸#pensierieparole

Buddhahood

All beings are Buddhas,
but this is concealed by adventitious stains.
When their stains are purified,
their Buddhahood is revealed.

—Hevajra Tantra

Guardare oltre – Look over


🌸Guardare oltre🌸

Tutto si interpreta
in base al personale punto di vista:
Condizionamenti,esperienze,
idee o convinzioni.
È importante riuscire
a guardare in modo equidistante,
per poter scorgere
sfumature prima non percepite.

20.03.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Look over

Everything is interpreted
based on personal point of view:
Conditioning, experiences,
ideas or beliefs.
It is important to succeed
to look equidistant,
to be able to see
previously not perceived nuances.

20.03.2021 Poetyca

Il percorso di ricerca – Search path


Il percorso di ricerca

Il percorso prende inizio dalla capacità di far tacitare la mente, dalla capacità di comprensione di come spesso si usi interpretare gli eventi della vita come se tutto fosse centrato al nostro vantaggio o alla perdita di qualcosa. Solo imparando a lasciare andare ( attaccamento ed aspettativa) ad accogliere gli eventi per quello che sono, a non aggrapparci al percorso lasciato alle spalle ( il rancore verso gli eventi del passato) o proiettando troppa aspettative al futuro, ci rendiamo conto di dove stia poggiando il nostro passo – qui ed ora. Attraversare questo momento, entrare in profondità in noi stessi è accorgerci di cosa si muova in noi, dello spazio senza confine che fa vibrare energia, che ci restituisce una sensazione di benessere. Amare è accogliere noi stessi per come siamo, accogliere gli altri senza sentirci separati.
Amare è ascoltare con empatia le altrui vicende della vita, non temere questo aspetto e non opporre difesa ma farci portare dal Cuore.
Amare è il senso profondo della vita, un linguaggio nascosto che tutti noi conosciamo e che possiamo applicare per essere quel che siamo ogni istante.
26.12.2010 Poetyca
Search path

The path begins with the ability to silence the mind, the understanding of how often you use to interpret life events as if everything was centered to our advantage or to the loss of something. Only by learning to let go (attachment and expectation) to host events for what they are, not to cling to the path left behind (the grudge against the events of the past) or projecting too much expectations to the future, we realize where he is resting our pace – here and now. Go through this time, go deep into ourselves and realize what is moving in us, the area without border energy that vibrates, which gives us a feeling of well being. To love is to accept ourselves as we are, accept the other without feeling separated.
To love is to listen with empathy to others’ stories of life, not fear and do not oppose this aspect of defense, but let us take from the Heart.
Loving is the deepest meaning of life, a hidden language that we all know and we can apply to be what we are every moment.
26.12.2010 Poetyca

Viaggio – Travel


🌸Viaggio🌸

Vola
in alto
e non temere
le nubi

Dispiega
sempre
le tue ali
come aquila

Sia ancora
il coraggio
il compagno
di questo viaggio

Tutto
è sempre
possibile
se tu
ci credi

18.03.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Travel

Fly
up
and fear not
the clouds

Unfold
always
your wings
like an eagle

Let it still be
the bravery
the mate
of this trip

All
is always
possible
if you
Do you believe

18.03.2021 Poetyca

Haiku – struttura – structure


🌈🌈🌈

Haiku

5/7/5

Un quinario (5 sillabe)
un settenario (7 sillabe)
un quinario (5 sillabe)

Tanka

5/7/5 /7/7

Un quinario (5 sillabe)
un settenario (7 sillabe)
un quinario (5 sillabe)
un settenario (7 sillabe)
un settenario (7 sillabe)

Sedoka

2 strofe

da 5/7/7 sillabe ciascuna

Un quinario (5 sillabe)
un settenario (7 sillabe)
un settenario (7 sillabe)

Un quinario (5 sillabe)
un settenario (7 sillabe)
un settenario (7 sillabe)

Prevale il contenuto intimistico
accanto alla tematica naturalistica.

kigo con riferimenti naturalistici
muki senza riferimenti naturalistici

🌸🌸🌸

Haiku

5/7/5

One quinary (5 syllables)
a septenary (7 syllables)
a quinary (5 syllables)

Tanka

5/7/5 /7/7

One quinary (5 syllables)
a septenary (7 syllables)
a quinary (5 syllables)
a septenary (7 syllables)
a septenary (7 syllables)

Sedoka

2 stanzas

from 5/7/7 syllables each

One quinary (5 syllables)
a septenary (7 syllables)
a septenary (7 syllables)

One quinary (5 syllables)
a septenary (7 syllables)
a septenary (7 syllables)

Intimate content prevails
alongside the naturalistic theme.

kigo with naturalistic references
muki without naturalistic references

🌸🌸🌸

Audacia – Audacity – Johann Wolfgang Goethe


🌸Audacia🌸

Qualunque cosa tu possa fare,
o sognare di fare, incominciala.
L’audacia ha in sé
genio, potere e magia.
Incomincia adesso.

Johann Wolfgang von Goethe
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Audacity

Whatever you can do,
or dream of doing, start it.
Boldness has it in itself
genius, power and magic.
Start now.

Johann Wolfgang von Goethe

The Alan Parson’s Project


The Alan Parsons Project (Abbreviato APP) è stato un gruppo rock progressivo britannico nato nel 1975 per iniziativa di Alan Parsons ed Eric Woolfson, attivo, discograficamente parlando, dal 1976 sino ad inizio anni novanta, anche se il periodo di maggior successo si ferma al 1987.

The Alan Parsons Project were a British progressive rock band, active between 1975 and 1990,[1] consisting of Eric Woolfson and Alan Parsons surrounded by a varying number of session musicians and some relatively consistent band members such as guitarist Ian Bairnson, bassist and vocalist David Paton, drummer Stuart Elliott and vocalist Lenny Zakatek.

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Alan_Parsons_Project

Behind the revolving line-up and the regular sidemen, the true core of the Project was the duo of Parsons and Woolfson. Woolfson was a songwriter by profession, but also a composer and pianist. Parsons was a successful producer and accomplished engineer. Almost all songs on the band’s albums are credited to “Woolfson/Parsons”.

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Alan_Parsons_Project

★ cღPoeti amici ღ★


RELATIVITA’

Batte
un ansito
di vita
in ogni
piccola cosa
Piccola
eppure immensa
grande
come l’infinito
in fondo piccolo
racchiuso
in questo corpo
e nel centro
d’un atomo
Tutto è uno
e uno è tutto

© 2016 Aran Lukas

https://www.facebook.com/versidispersi/

 

 

 

Una perla la giorno – Samyutta


buddha03

Coloro che attraversano questo mare brulicante, duro con le onde possenti.

Loro la vita santa della Sapienza hanno vissuto,l’ estremità del mondo hanno raggiunto, andando oltre.

 Samyutta

Those who cross this teeming sea, hard with mighty waves.

 Wisdom’s theirs the holy life lived, world’s end reached, gone beyond.

 Samyutta

Il silenzio è l’essenza del cuore – Silence is the essence of the heart – Paul Ferrini


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Il silenzio è l’essenza del cuore
Paul Ferrini
Puoi essere nel tuo cuore se hai perdonato te stesso e gli altri. Puoi essere nel tuo cuore solo senza rabbia o preoccupazioni. Puoi essere nel tuo cuore se respiri senza affanno. Quando il respiro è affannoso, il pensiero è guidato dalla paura e dall’ansia. I tuoi stati mentali affondano le loro radici nel passato o nel futuro. Sei concentrato su ciò che fanno altre persone, su come puoi compiacerle o su come proteggerti dalle loro azioni. Praticamente stai innalzando una fortezza di pensieri attorno al tuo cuore. Respira profondamente e riportati nel tuo cuore. Se non farai ritorno al tuo cuore, non riuscirai a vivere con compassione. Questo è l’unico modo per vedere il mondo con chiarezza e senza esagerazioni o esasperazioni. Quando sei nel tuo cuore, ti trovi nel silenzio da cui proviene ogni suono. Come una barca sul mare, senti il mormorio delle onde sotto di te. E ti muovi con le onde, ma sai che non sei l’onda. I pensieri vanno e vengono, eppure tu sai che non sei i tuoi pensieri. Adesso sei nel flusso e riflusso della marea, essendo consapevole del contrarsi e l’espandersi del pensiero puoi rimanerci dentro o uscirne, secondo la tua volontà . Al di sotto della mente pensante c’è una consapevolezza pura che non giudica. Quando tu scopri questa consapevolezza entri nel tuo cuore. Allora darai e riceverai senza sforzo alcuno.
Un rapporto … qui e ora
In un rapporto sincero, i bisogni del partner sono importanti quanto i propri. Non più importanti. Non meno importanti. Ma importanti allo stesso modo. Il matrimonio estende al partner la stessa attenzione, la stessa intenzione amorevole con cui si guarda a se stessi. Non è un gesto nuovo, ma l’estensione di un gesto familiare. Il matrimonio non è la promessa di stare assieme per l’eternità , perchè nessuno è in grado di fare questa promessa, la promessa di essere presenti qui e ora è un voto che deve essere rinnovato in ogni momento, se deve avere un significato. In realtà , si può essere sposati un momento e non esserlo in quello successivo. Il matrimonio è perciò un processo, un cammino verso il divenire pienamente presenti a se stessi e all’altro. [pag. 50] «Per imparare con dolcezza, scegli un compagno che non prema tutti i tuoi bottoni nello stesso momento. Scegli un partner che desideri una relazione consapevole e sia intenzionato ad assumersi la responsabilità di affrontare le proprie paure. Scegli un compagno che ti piaccia e che ti rispetti, una persona che conservi per te uno spazio sicuro e amoroso. Non accontentarti di meno». [pag. 53] «Una volta che sarai in pace con i tuoi genitori, smetterai di ricreare gli stessi modelli nelle tue relazioni sentimentali. Avrà fine quell’eterno ciclo di abuso inconsapevole e reattivo che la guarigione della tua ferita verrà spostata in una zona di piena consapevolezza, con un compagno/a in grado di fare lo stesso». [pag. 68] «Dio non è un’astrazione, ma una presenza viva nella tua vita, che puoi sperimentare anche tu. Tuttavia non è come qualunque altro essere vivente, perchè non ha forma. Se desideri comprendere che cos’è Dio, pensa a qualcuno che ti era vicino e che è morto. Questa persona non ha più forma umana, eppure la sua essenza rimane con te. Dio è l’essenza di tutti gli esseri. il respiro stesso che anima tutte le forme viventi, la comprensione definitiva, che tutto include, il dono dell’amore più grande su tutte le cose. Se ti sentivi vicino al tuo amico, a colui/colei che non c’è più, riesci a immaginare quanto puoi sentirti vicino a Dio, se solo gli permetti di entrare». [pag. 77-78] «Non accettare intermediari tra te e Dio. Respingi i vari guru e chiunque voglia darti lezioni. Non accettare concezioni di Dio che provengano da altri. Rifiuta l’idea della magia. Lascia perdere pozioni e formule. Dimentica quello che pensi di sapere. Dimentica ciò che ti è stato insegnato. Vieni a Dio vuoto di tutto, in stato di resa totale. Lasciati indietro le tue richieste, le tue agende. Sii con Lui senza aspettarti nulla. Limitati a essere, e lascia che Lui ti trovi così come sei, nella tua essenza più semplice». [pag. 80] «Andare verso la tua felicità non è da egoisti. In realtà è l’azione più gentile che tu possa fare nei confronti degli altri. Questo perchè il tuo dono è necessario. Lo spirito degli altri non può essere innalzato se tu non hai fiducia nel tuo dono e non lo dai al mondo senza condizioni. Considera quanto sarebbe vuota la vita se gli altri, intorno a te, scegliessero di abbandonare i loro doni. Tutto ciò che tu trovi meraviglioso nella vita: la musica, la poesia, i film, lo sport, le risate svanirebbe completamente, se gli altri trattenessero i loro doni. Non tenere i tuoi doni per te. Non fare l’errore di credere di non avere alcun dono per gli altri. Tutti hanno un dono. Ma non paragonare i tuoi con quelli degli altri, perchè potresti non dar loro il giusto valore. Quei doni portano gioia a te e agli altri. Se nella tua vita non c’è gioia, è perchè stai tenendo il dono dentro di te. Non hai fiducia nel suo valore. Non ti stai adoperando perchè si manifesti nella tua vita». [pag. 109] «La ricerca di approvazione si basa sulla paura di non bastare a se stessi. Tu vuoi che gli altri ti diano l’amore che secondo te manca nella tua vita. Questa richiesta, però, è inutile. Se ti senti vuoto e cerchi di riempire i tuoi vuoti dall’esterno, gli altri si sentiranno aggrediti. Percepiranno la tua richiesta di apprezzamento come una pretesa, e ne saranno allontanati. E allora ti sentirai ancora più vuoto, rifiutato, usato. L’energia non può ritornare a te finchè tu non decidi di farla uscire. Esprimere una richiesta non è come esprimere energia. Significa esprimere un vuoto che risucchia l’energia di altre persone. è come gridare al mondo: «Ho bisogno che mi apprezziate, perchè io non mi stimo». Se tu non ti vuoi bene e non ti stimi, gli altri non riceveranno il tuo dono, per quanto tu provi a darglielo». [pag. 111] «Fai la scelta coraggiosa di essere solo. Essere soli significa essere pienamente se stessi. Significa essere tutt’uno. Significa che tutti i diversi aspetti del sè hanno imparato a coesistere e a danzare assieme intorno a un centro. Quando sarai completamente nella tua vita, sarai attratto verso altre persone che stanno facendo la stessa cosa. Allora non dovrai rinunciare alla tua vita per qualcun altro. Entrambi potrete essere nella vostra vita ed esplorare, vedere come potrebbe essere camminare insieme. Questo è l’inizio di una danza diversa. Ma è una danza che non può cominciare se ognuno dei due non è in armonia con se stesso e non sta danzando già nella propria verità ». [pag. 137-138] «Ma che cos’è la continuità , se non una proiezione del vecchio sul nuovo? Se una cosa è continua, non è miracolosa. Gli eventi miracolosi non sono in continuità con ciò che è avvenuto prima. Rappresentano uno spostamento di energia. Un movimento al di fuori della percezione e dei limiti passati. Sono imprevedibili, inaspettati e, in molti casi, inspiegabili. Li chiamiamo miracoli perchè in essi c’è la mano di Dio. Ma, senza il nostro permesso, non potrebbero accadere. Senza la nostra rinuncia al passato, i miracoli non potrebbero entrare nelle nostre vite. Siamo noi che prepariamo il terreno. Noi creiamo lo spazio in cui il miracolo accade». [pag. 180] «Onorare questo processo è essenziale per una vita vissuta in modo autentico. Gli altri avranno sempre idee, suggerimenti e progetti per te. Ringraziali per il loro interessamento, ma chiarisci bene che sei tu e non loro a prendere le decisioni che ti riguardano. Ricorda che una bassa autostima ti rende un facile bersaglio per quelle persone che negano se stesse facendo prediche agli altri. Renditi conto chiaramente, e una volta per tutte, che chiunque pensi di conoscere la tua vita meglio di te non è altro che un ladro che si atteggia a guaritore. Ha bisogno di rubare agli altri, perchè si sente terribilmente insicuro. Guardati da coloro che ti criticano per il tuo bene. E stai molto attento quando qualcuno fa leva sul tuo senso di colpa. Tu non devi niente a nessuno, tranne la verità ». [pag. 202]
Paul Ferrini – dal libro Il silenzio del cuore

Silence is the essence of the heart
Paul Ferrini

You can be in your heart if you have forgiven yourself and others. You can only be in your heart without anger or worry. You can be in your heart if you breathe without breathlessness. When breathing is labored, thought is driven by fear and anxiety. Your mental states have their roots in the past or the future. You are focused on what other people are doing, how you can please them or how to protect yourself from their actions. You are practically building a fortress of thoughts around your heart. Breathe deeply and bring yourself back into your heart. If you don’t return to your heart, you won’t be able to live with compassion. This is the only way to see the world clearly and without exaggeration or exasperation. When you are in your heart, you are in the silence from which every sound comes. Like a boat on the sea, you hear the murmur of the waves below you. And you move with the waves, but you know you are not the wave. Thoughts come and go, yet you know you are not your thoughts. Now you are in the ebb and flow of the tide, being aware of the contraction and expansion of thought you can stay in it or leave it, according to your will. Below the thinking mind there is a pure awareness that does not judge. When you discover this awareness you enter your heart. Then you will give and receive without any effort.
A relationship… here and now
In a sincere relationship, your partner’s needs are as important as your own. No more important. No less important. But important equally. Marriage extends to the partner the same attention, the same loving intention with which one looks at oneself. It is not a new gesture, but the extension of a familiar gesture. Marriage is not the promise of being together for eternity, because no one is able to make this promise, the promise to be present here and now is a vow that must be renewed at all times, if it is to have any meaning. In fact, you can be married one moment and not be married the next. Marriage is therefore a process, a path towards becoming fully present to oneself and to the other. [pag. 50] «To learn gently, choose a partner who doesn’t press all your buttons at the same time. Choose a partner who desires a conscious relationship and is willing to take responsibility for dealing with their fears. Choose a companion who you like and who respects you, a person who keeps a safe and loving space for you. Don’t settle for less ». [pag. 53] «Once you are at peace with your parents, you will stop recreating the same patterns in your romantic relationships. That eternal cycle of unconscious and reactive abuse will end when the healing of your wound will be moved to an area of full awareness, with a partner able to do the same “. [pag. 68] “God is not an abstraction, but a living presence in your life, which you too can experience. However it is not like any other living being, because it has no form. If you want to understand what God is, think of someone who was close to you and who died. This person is no longer human form, yet his essence remains with you. God is the essence of all beings. the very breath that animates all living forms, the definitive understanding, which includes everything, the gift of the greatest love over all things. If you felt close to your friend, to the one who is no longer there, you can imagine how close you can feel to God, if you only allow him to enter “. [pag. 77-78] «Do not accept intermediaries between you and God. You reject the various gurus and anyone who wants to give you lessons. Do not accept conceptions of God that come from others. Reject the idea of magic. Forget about potions and formulas. Forget what you think you know. Forget what you have been taught. Come to God empty of everything, in a state of total surrender. Leave behind your requests, your agendas. Be with him without expecting anything. Just be, and let Him find you just as you are, in your simplest essence ». [pag. 80] «Going towards your happiness is not selfish. In reality it is the kindest action you can do towards others. This is because your gift is necessary. The spirit of others cannot be lifted if you don’t trust your gift and give it to the world without conditions. Consider how empty life would be if others around you chose to give up their gifts. Everything that you find wonderful in life: music, poetry, movies, sports, laughter would vanish completely if others withheld their gifts. Don’t keep your gifts to yourself. Do not make the mistake of believing that you have no gift for others. Everyone has a gift. But don’t compare yours with those of others, because you may not give them the right value. Those gifts bring joy to you and others. If there is no joy in your life, it is because you are holding the gift within you. You have no faith in its value. You are not trying to make it manifest in your life ». [pag. 109] «The search for approval is based on the fear of not being enough for oneself. You want others to give you the love that you think is missing in your life. This request, however, is useless. If you feel empty and try to fill your voids from the outside, others will feel attacked. They will perceive your request for appreciation as a demand, and will be turned away from it. And then you will feel even more empty, rejected, used. The energy cannot return to you until you decide to let it out. Expressing a request is not like expressing energy. It means expressing a void that sucks up the energy of other people. it’s like shouting to the world: “I need you to appreciate me, because I don’t respect myself.” If you do not love yourself and do not esteem yourself, others will not receive your gift, however much you try to give it to them ». [pag. 111] «Make the courageous choice to be alone. To be alone is to be fully yourself. It means being one. It means that all the different aspects of the self have learned to coexist and dance together around a center. When you are fully in your life, you will be attracted to other people who are doing the same thing. Then you won’t have to give up your life for someone else. You can both be in your life and explore, see what it might be like to walk together. This is the beginning of a different dance. But it is a dance that cannot begin if each of the two is not in harmony with himself and is not already dancing in his own truth ». [pag. 137-138] “But what is continuity, if not a projection of the old on the new? If something is continuous, it is not miraculous. The miraculous events are not in continuity with what happened before. They represent a shift of energy. A movement beyond perception and past limits. They are unpredictable, unexpected and, in many cases, inexplicable. We call them miracles because in them there is the hand of God. But, without our permission, they could not happen. Without our renunciation of the past, miracles could not enter our lives. It is we who prepare the ground. We create the space in which the miracle happens ». [pag. 180] “Honoring this process is essential for a life lived in an authentic way. Others will always have ideas, suggestions and plans for you. Thank them for their concern, but make it clear that it is you and not them who make the decisions that affect you. Remember that low self-esteem makes you an easy target for those people who deny that they were lecturing others. Realize clearly, and once and for all, that anyone who thinks they know your life better than you is nothing more than a thief posing as a healer. He needs to steal from others, because he feels terribly insecure. Beware of those who criticize you for your own good. And be very careful when someone leverages your guilt. You don’t owe anything to anyone, except the truth. ‘ [pag. 202]

Paul Ferrini – from the book The silence of the heart

In bilico – Poised


in bilico

In bilico

Ed io
adesso resto
in bilico
nell’angolo
del torto
nell’angolo
della ragione
come pendolo
In ricerca
senza separazione
sopra le parti
con il giudizio
in deroga
confine senza inizio
oltrepassando
 immagini
Archetipo dormiente
cerchio dorato
sole e luce
a spezzare
vecchie catene
del dualismo buio
confusa parodia
di essenza e verità

16.05.2013 Poetyca

In balance

And I
now rest
in the balance
in the corner
of wrong
in the corner
of reason
as a pendulum
In search
without separation
over the parts
with judgment
in derogation
border with no beginning
crossing
images
Archetype dormant
golden circle
sun and light
to break
old chains
of dualism of dark
confused parody
of essence and truth

16.05.2013 Poetyca

In armonia – In harmony


Friendship is like music: two matching strings also vibrate together even if they touch one

Francis Quarles

In armonia

Un suono che oltrepassa il silenzio,

un vibrare che non conosce distanza – perchè tutto è qui ed ora –

e come un arco scocca una freccia e colpisce il bersaglio,

così è l’essenza che unisce chi è nella medesima sintonia.

Prima di mostare di fare o di saper dire si deve essere capaci di essere.

Presenza nell’attimo, manifestazione che in ascolto effonde un sentire interiore

che è forza motrice di un modo di essere in armonia con tutto.

Il percorso prende inizio dal saper ascoltare,

dal cercare il senso di percezioni, dall’ essere fedeli

e non contraddittori tra quel che sentiamo

e quanto portiamo all’esterno, a volte controccorente,

tenendo la distanza da quanto sia generalizzato,

da quanto rappresenti il frutto di altrui aspettative,

un rimasticare concetti e proposizioni non del tutto capito

o mai sperimentati. Usare l’inerzia non conduce lontano,

infatti la spinta iniziale di estingue e non trova nuovo alimento.

Poter manifestare se stessi, sulla stessa sintonia

e sull’accordo di una musica interiore, di sensazioni

legate al buonsenso è non andare contro il proprio essere,

ma sopratutto non farsi trascinare da correnti esterne,

da quello che altri vorrebbero noi fossimo,

più per una personale necessità che per il nostro reale beneficio.

Accordare il nostro sentire, portare voce e limpidezza

come emanazione limpida, come diamante che nelle sue sfaccettature

dona luce e forza è armonizzare anche altre persone verso l’armonia.

Non esiste un’ armonia perfetta ma un continuo lavoro di assestamento,

una flessibilità che spesso ci deve fare cambiare frequenza vibratoria

perchè nulla è fermo ma si trasforma, ci rende capaci di crescita

e di attenzione profonda, a volte provocando un’onda d’urto tale

da coinvolgere altri come catalizzatori che offrono infinite parti di luce

a coloro che sanno guardare con cuore aperto e a loro volta gettano semi

nell’infinito percorso della transcendenza dell’Amore Universale.

07.10.2010 Poetyca

In harmony

A sound that goes beyond the silence,
a vibration that knows no distance – because everything is here and now –
like a bow and shoots an arrow and hits the target,
so is the essence that unites those who are in the same tune.

First of showing to do or how to say it must be capable of being.
Presence in the moment, an event that plays an inner feeling pours
which is the driving force behind a way of being in harmony with all.

The route begins by knowing how to listen,
from seeking the meaning of perceptions, from ‘be faithful
and contradictory relationship between what you feel
and how we carry out, sometimes controccorente,
taking distance from what is generalized,
from what represents the fruit of others’ expectations,
a rehashing concepts and propositions not fully understood
or never experienced. Use the inertia does not lead away,
In fact, the initial push to find new food and do not expire.

Being able to express themselves on the same line
and the agreement of an inner music, sensations
related to common sense is not to go against one’s being,
but above all not to get carried away by currents external
from what others would like us to be,
more for a personal need for our real benefit.

Match the way we feel, lead vocals and clarity
emanation as clear as that in the diamond facets
gives light and strength is to harmonize other people into harmony.

There is no perfect harmony, but a continuous adjustment,
flexibility that we often must change frequency vibration
because nothing is firm but turns, makes us capable of growth
and deep attention, sometimes causing a shock wave that
to involve other catalysts that have infinite components of light
to those who can look with an open heart and in turn throw seeds
path of the infinite transcendence of Universal Love.

07.10.2010 Poetyca

Iniziare da adesso – Iniziare da adesso


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Iniziare da adesso

 E’ importante aprire le gabbie delle nostre prigioni,
 gli eventi passati, le esperienze con alcune persone
che sono stati motivo di sofferenza e di rabbia.
Siamo sempre in tempo per rimediare, per concederci
un nuovo inizio, una nuova opportunità, ma dobbiamo ricordare
di inziare da adesso, lasciando alle nostre spalle i veleni del passato.

10.11.2014 Poetyca

Start from now

 it is important to open the cages of our prisons,
 past events, experiences with some people
which have been a source of pain and anger.
We are always on time to fix it, to give us
a new beginning, a new opportunity, but we must remember
set me up to now, leaving behind us the poisons of the past.

10/11/2014 Poetyca

✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼ Problema ✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼


Problema

Un problema
diventa un problema
solo se sei tu ad avvertirlo
come tale.
E spesso gli altri ‎ci vedono
‎come ci vediamo noi.

Chitra Banerjee Divakaruni

A Problem

A problem
it becomes a problem
only if you are to warn him
as such.
And often the others see us
As we see ourselves.

Chitra Banerjee Divakaruni

L’ego e il falso centro – Ego – The False Center – Osho


L’ego: il falso centro

Come prima cosa, si deve comprendere cos’è l’ego.

Un bimbo nasce.

Egli viene al mondo senza alcuna cognizione, né coscienza del suo sé. E quando un bimbo nasce la prima cosa di cui diventa consapevole non è se stesso: come prima cosa diventa consapevole dell’altro. E’ naturale, perché gli occhi si aprono verso l’esterno, le mani toccano gli altri, le orecchie ascoltano gli altri, la lingua sente il sapore del cibo e il naso sente gli odori esterni. Tutti questi sensi sono aperti verso l’esterno.

Nascere significa questo.

Nascita significa venire in questo mondo: il mondo di ciò che sta fuori. Per cui, quando nasce un bambino, egli nasce a questo mondo. Apre gli occhi, vede gli altri.

Gli “Altri” significano il tu. Egli dapprima diventa consapevole della madre. Poi, un po’ alla volta, diventa consapevole del suo corpo. Anche questo è l’altro, anche questo appartiene al mondo esterno. Ha fame e sente il suo corpo; il suo bisogno viene soddisfatto,

ed egli si dimentica del corpo.

E’ così che un bimbo cresce.

Prima diventa consapevole dell’altro, e poi, a poco a poco, in contrasto con l’altro, diviene consapevole di se stesso.

Tale consapevolezza è una consapevolezza riflessa. Egli non è consapevole di chi lui sia. E’ semplicemente consapevole della madre e di ciò che lei pensa di lui. Se sorride, se gli fa dei complimenti, se gli dice: “Quanto sei bello”, se lo abbraccia e lo bacia, il bimbo è soddisfatto di sé.

In questo modo, è nato l’ego.

Attraverso i complimenti, l’amore, le cure, egli si sente bene, sente di essere apprezzato, sente di avere un significato. Nasce un centro.

Ma questo centro è un centro riflesso. Non è il suo vero essere. Egli non sa chi è; sa solo quello che gli altri pensano di lui.

E questo è l’ego: il riflesso, ciò che pensano gli altri. Se nessuno pensa che lui sia utile, se nessuno gli fa i complimenti, se nessuno gli sorride, anche in questo caso nasce un ego: un ego malato, triste, rifiutato, simile a una ferita; un ego che si sente inferiore, indegno. Anche questo è ego. Anche questo è un riflesso.

Dapprima viene la madre, e all’inizio la madre rappresenta tutto il mondo. Poi alla madre si uniscono gli altri, e il mondo continua a crescere. E più il mondo cresce, più l’ego diventa complesso, perché vi si riflettono le opinioni di molte altre persone.

L’ego è un fenomeno di accumulazione, un sottoprodotto della vita vissuta con gli altri. Se un bambino vive completamente solo, non accadrà che in lui cresca un ego. Ma questo non aiuta affatto. Egli rimarrà come un animale. Questo non vuol dire che arriverà a conoscere il suo autentico sé, per nulla!

Il reale può essere conosciuto solo attraverso il falso, quindi l’ego è necessario. Bisogna passarci attraverso. E’ una disciplina. Il reale può essere conosciuto solo attraverso l’illusione. Non potete conoscere la verità direttamente. Prima dovete conoscere ciò che non è vero. Prima dovete scontrarvi con il falso: questo incontro, vi aiuterà a conoscere la verità. Se conoscete il falso in quanto tale, la verità sorgerà in voi.

L’ego è una necessità; è una necessità sociale, è una conseguenza della società. La società è tutto ciò che vi circonda: non siete voi, ma quello che vi sta intorno.

Tutto, eccetto voi, è la società. E tutti riflettono. Andrai a scuola e il maestro rifletterà chi sei. Diventerai amico di altri bambini, e gli altri bambini rifletteranno chi sei. Pian piano, tutti quanti aggiungono qualcosa al tuo ego, e tutti cercano di modificarlo, in modo tale che tu non divenga un problema per la società.

Gli altri non si preoccupano di te.

Il loro unico interesse è la società.

La società si preoccupa di se stessa, e così dev’essere.

A loro non importa che tu divenga un conoscitore di te stesso. A loro importa che tu divenga una parte efficiente del meccanismo della società: devi adattarti allo schema.

Quindi, cercano di darti un ego compatibile con la società.

Ti insegnano una morale. La morale comporta il darti un ego compatibile con la società. Se sei immorale, in un modo o nell’altro, sarai sempre un disadattato.

Ecco perché mettiamo i criminali in prigione: non perché abbiano fatto qualcosa di sbagliato; non perché la prigione possa aiutarli a migliorare, anzi… semplicemente, essi non sono compatibili. Sono fonte di problemi. Hanno ego particolari, che la società non approva. Se la società li approvasse, tutto andrebbe bene.

Un uomo ammazza qualcuno: è un assassino.

E lo stesso uomo, in tempo di guerra, uccide migliaia di persone… e diventa un grande eroe. La società non è disturbata da un delitto, però il delitto deve essere commesso negli interessi della società: in questo caso è pienamente accettato. La società non si preoccupa della moralità.

La moralità presuppone semplicemente che tu ti debba adattare alla società.

Se la società è in guerra, la morale cambia.

Se la società è in pace, esiste una morale diversa.

La morale è politica sociale. E’ diplomazia. E ogni bambino deve essere allevato ed educato in maniera tale, da rientrare negli schemi della società: questo è tutto, in quanto alla società interessa avere componenti efficienti.

Alla società non interessa che tu raggiunga la conoscenza di te stesso.

La società crea un ego, perché l’ego può essere controllato e manipolato. Il sé non potrà mai essere né controllato né manipolato. Nessuno ha mai sentito parlare di un società che controlli il sé: non è possibile.

E il bambino ha bisogno di un centro; il bambino è totalmente inconsapevole del suo centro. La società gli dà un centro, e il bambino a poco a poco, si convince che quello sia il suo vero centro: l’ego che gli dà la società.

Un bambino torna a casa: se è risultato il primo della classe, tutta la famiglia è felice. Lo abbracciate e lo baciate, ve lo prendete sulle spalle, lo fate ballare, e gli dite: “Figlio bello! Siamo orgogliosi di te.” Gli state dando un ego, un ego sottile. E se il bambino torna a casa deluso, sconfitto, una frana — non ce l’ha fatta, oppure lo hanno messo nell’ultimo banco — allora nessuno gli fa complimenti, ed egli si sente rifiutato… la prossima volta ci metterà più impegno, perché il suo centro è stato scosso.

L’ego è sempre agitato, è sempre in cerca di alimento, in cerca di qualcuno che gli faccia delle lodi. E’ per questo motivo che chiedete continuamente attenzione.

Ho sentito raccontare:

Mulla Nasruddin e sua moglie stavano uscendo da un cocktail party, e Mulla disse: “Cara, nessuno ti ha mai detto che sei affascinante, che sei bella, che sei stupenda?”

Sua moglie si sentì salire alle stelle, era felicissima. Rispose: “Mi domando come mai nessuno me l’abbia mai detto.”

Nasruddin replicò: “E allora, cosa te lo fa pensare… ?”

Tu prendi dagli altri l’idea di chi sei.

Non è un’esperienza diretta.

Sono gli altri a darti l’idea di chi sei. Essi danno forma al tuo centro. Questo centro è falso, perché porti in te stesso il tuo vero centro.

Nessun altro può metterci voce…. non sono affari suoi!

Nessun altro gli può dare una forma… vieni al mondo con quel centro.

Tu sei nato con lui.

Quindi, tu hai due centri. Un centro tuo, che ti è dato dall’esistenza stessa: questo è il sé. E l’altro creato dalla società: questo è l’ego. E’ una cosa falsa… ed è in se stesso un grandissimo stratagemma. Attraverso di esso la società ti controlla: devi comportarti in un certo modo, perché solo in questo caso la società ti apprezza.

Devi camminare in un certo modo; devi ridere in un certo modo; devi assumere un certo comportamento, avere una morale, un codice. Solo così la società ti apprezzerà, e se ciò non accade, il tuo ego ne sarà sconvolto. E quando l’ego viene scosso, tu non sai più dove sei, non sai più chi sei.

Gli altri ti hanno dato quell’idea.

Quell’idea è l’ego.

Cercate di capirlo quanto più profondamente possibile, perché questa è una cosa che si deve gettare via. E a meno che non la gettiate via, non potrete mai raggiungere il sé… perché voi tutti siete dipendenti dal centro: non potete muovervi, e di conseguenza non siete in grado di guardare nella direzione del sé.

E ricordate: ci sarà un periodo di transizione, un intervallo di tempo, durante il quale l’ego sarà fatto a pezzi; voi non saprete più dove siete né chi siete, e tutti i confini si confonderanno.

Sarete confusi, nel caos.

In questo caos, avrete paura di perdere il vostro ego, ma deve essere così. Bisogna passare attraverso il caos per arrivare a toccare il vero centro. Se avrete coraggio, questo periodo sarà breve.

Se invece avete paura e ricadete nell’ego, e ricominciate ancora una volta a organizzarlo, allora ci vorrà moltissimo tempo, forse addirittura intere vite.

Una volta un bambino andò a far visita ai nonni; aveva solo quattro anni. La sera, quando la nonna lo mise a letto, improvvisamente si mise a gridare, a piangere: “Voglio andare a casa, ho paura del buio.”

La nonna allora gli disse: “So bene che anche a casa dormi al buio, non ho mai visto la luce accesa, perché allora qui hai paura?”

Il bambino rispose: “E’ vero, ma quello è il mio buio; questo buio qui, invece, non lo conosco.”

Anche dell’oscurità si pensa: “Questa è la mia”.

All’esterno… un’oscurità sconosciuta. Con l’ego la sensazione è: “Questa è la mia oscurità.”

Può anche essere difficoltoso; può creare molte sofferenze, tuttavia si pensa: è mio. Qualcosa da afferrare; qualcosa a cui aggrapparsi; qualcosa sotto i piedi… non siete in un limbo, nel vuoto. Puoi anche essere infelice, ma perlomeno esisti. Persino l’essere sofferente ti dà il senso di “Io sono”. Se te ne allontani, arriva la paura; inizi a temere l’oscurità che non conosci e il caos… perché la società è riuscita a far luce solo su una piccola parte del tuo essere.

E’ come entrare in una foresta: fai un po’ di pulizia, liberi un piccolo spazio, lo recinti, costruisci una capanna, un giardinetto, un prato… e sei soddisfatto. Oltre la siepe, la foresta, il mondo selvaggio. Qui tutto è a posto: hai pianificato tutto. E’ accaduta la stessa cosa.

La società ha fatto un po’ di pulizia nella vostra consapevolezza. Ha ripulito perfettamente una piccola parte e l’ha recintata. E lì dentro tutto è a posto.

E’ questo che fanno tutte le vostre università. Tutta la cultura e tutti i condizionamenti, servono solo a ripulire quella piccola porzione del vostro essere in modo tale da farvi sentire a casa.

Ma ecco che vi spaventate.

Oltre la siepe c’è il pericolo.

Voi esistete oltre la siepe, così come esistete al suo interno, e la vostra mente cosciente è appena una parte, un decimo di tutto il vostro essere. Gli altri nove decimi sono in attesa, nell’oscurità, e in questi nove decimi è nascosto, da qualche parte, il vostro centro reale.

E’ necessario rischiare… essere coraggiosi.

Occorre fare un passo nell’ignoto.

Per un attimo, tutti i confini spariranno.

Per un attimo, avrete le vertigini.

Per un attimo, sarete spaventati e sconcertati, come se fosse avvenuto un terremoto.

Ma se siete coraggiosi e non tornate indietro, se non ricadete di nuovo nell’ego e continuate ad andare avanti… dentro di voi esiste un centro, che possedete da vite intere.

Questa è la vostra anima, il vostro sé.

Quando vi ci avvicinerete, tutto cambierà, tutto si organizzerà di nuovo. Ma questa volta l’assestamento non sarà opera della società. Ora ogni cosa diventerà un tutto organico e armonico, non un caos: nascerà un nuovo ordine.

Ma questo non è più l’ordine della società: è l’ordine stesso dell’esistenza: è ciò che Buddha, chiama Dhamma; Lao Tzu, Tao; Eraclito, Logos. Non è fatto dall’uomo: è l’ordine stesso dell’esistenza.

Ecco che allora, all’improvviso, tutto sarà di nuovo bello; anzi, per la prima volta, è davvero bello, perché le cose fatte dall’uomo non possono essere belle. Al massimo se ne può nascondere la bruttezza, ma niente di più. Si può cercare di renderle attraenti, ma non potranno mai essere belle.

La differenza è la stessa che esiste tra un fiore vero e uno di plastica o di carta. L’ego è un fiore di plastica, morto. Sembra un fiore, ma non lo è. Di fatto, non lo si può chiamare fiore. Anche da un punto di vista linguistico è sbagliato, perché un fiore è qualcosa che fiorisce, mentre questo oggetto di plastica è solo un oggetto, non può fiorire. E’ morto, in lui non c’è vita alcuna.

Tu hai, dentro di te, un centro in fiore. E’ per questo che gli hindu lo chiamano Fior di Loto, perché è qualcosa che fiorisce. Lo chiamano il loto dai mille petali.” Mille”, significa “infiniti petali”. E continua a fiorire, non si ferma mai, non muore mai.

Voi però, vi accontentate di un ego di plastica.

E sono molti i motivi per cui vi accontentate. Con una cosa morta ci sono molti vantaggi. Il primo, è che una cosa morta non muore mai. Non può… non è mai stata viva. Quindi, potete comprare fiori di plastica; sotto un certo aspetto vanno bene: durano molto… non sono eterni, ma durano a lungo.

Il fiore vero, che spunta in giardino, è eterno, ma non dura a lungo. E ciò che è eterno ha un suo modo di esserlo. E questa è la via di ciò che è eterno: nascere e morire continuamente. Con la morte si ricrea, torna a essere di nuovo giovane.

A noi sembra che il fiore vero sia morto… non muore mai, cambia semplicemente corpo, e in questo modo è sempre fresco.

Lascia il vecchio corpo e entra in quello nuovo. Fiorisce da qualche altra parte… e continua a fiorire.

Ma noi non siamo in grado di cogliere questa continuità, perché è invisibile: vediamo solo un fiore e poi un altro fiore… non vediamo mai la continuità.

E’ lo stesso fiore che è sbocciato ieri.

E’ lo stesso sole… ma con un abito diverso.

L’ego ha una sua qualità: è morto, è una cosa di plastica. Ed è molto facile averlo, perché sono gli altri a dartelo. Non hai bisogno di cercarlo, non è richiesta nessuna ricerca. Ecco perché solo diventando un ricercatore dell’ignoto, potrai essere un individuo, altrimenti non lo sarai mai.

Tu sei solo parte della folla. Sei tu stesso una folla.

Se non hai un centro reale, come farai a essere un individuo?

L’ego non è dell’individuo. E’ un fenomeno sociale, appartiene alla società, non è tuo. Ti dà però una funzione nella società, ti inserisce in una gerarchia. E se ti accontenti di questo, perderai ogni occasione di trovare il tuo “sé”. Ed è per questo che sei così infelice. Con un vita artificiale, come puoi essere felice?

Con una vita falsa, come puoi vivere in estasi e in beatitudine? Ed ecco che questo ego crea molte sofferenze, milioni di sofferenze.

Tu non lo puoi vedere, perché è la tua stessa oscurità e tu sei identificato con essa.

Non hai mai notato che tutti i tipi di infelicità penetrano in te attraverso l’ego? Non ti può rendere beato, può solo renderti infelice.

L’ego è l’inferno.

Ogni volta che soffri, cerca semplicemente di osservare, di analizzare… e scoprirai, che è l’ego, in qualche modo, la causa di tutto. Inoltre, esso continua a scoprire nuovi motivi di sofferenza.

Una volta mi trovavo a casa di Mulla Nasruddin, e la moglie diceva cose terribili su di lui in modo rabbioso, villano, aggressivo, era quasi sul punto di scoppiare, con violenza. Il Mulla se ne stava però seduto in silenzio, e ascoltava. All’improvviso la moglie si voltò verso di lui e gli disse: “E così, hai ancora da ridire, vero?”

Mulla rispose: “Ma se non ho aperto bocca.”

“Lo so”, rispose la moglie, “ma stai ascoltando in modo molto aggressivo.”

Sei un egoista, come tutti. Alcuni problemi sono grossolani, superficiali, e non presentano troppe difficoltà. Altri invece sono sottili, profondi e sono questi i veri problemi.

L’ego lotta in continuazione con gli altri, perché non ha nessuna confidenza con se stesso; non può averne, è qualcosa di falso. Quando non hai niente in mano e invece pensi di avere qualcosa, ecco che nasce il problema. Se qualcuno dice: “Non c’è niente”, comincerà subito la lotta, perché anche tu senti che non c’è niente… l’altro ti rende cosciente di questa evidenza.

L’ego è falso, è nulla, e questo lo sai anche tu. Come puoi non saperlo? E’ impossibile. Un essere consapevole, come può non sapere che il suo ego è semplicemente falso? Gli altri gli dicono che non c’è niente, e tutte le volte che gli altri ti dicono che non c’è niente, ti feriscono, dicono la verità, e niente colpisce come la verità. Devi difenderti: se non lo fai, se non stai sulla difensiva, che cosa accadrà di te?

Ti perderai. La tua identità si spezzerà.

Per questo devi difenderti e lottare: qui nasce il conflitto.

Chi è centrato nel suo sé, non è mai in conflitto. Possono essere gli altri a lottare con lui, ma lui non si metterà mai in conflitto con nessuno.

Una volta, mentre un maestro Zen camminava per la strada, un uomo si precipitò su di lui e lo colpì duramente. Il maestro cadde, poi si rialzò, e riprese a camminare nella stessa direzione di prima, senza neppure voltarsi indietro.

Un discepolo che era con il maestro rimase molto colpito e chiese: “Chi è quell’uomo? Che cosa vuol dire tutto questo? Nessuno può voler uccidere un essere che vive come te; e tu non lo hai neppure guardato. Chi è, e perché l’ha fatto?”

Il maestro rispose: “E’ un problema suo, non mio.”

Puoi metterti a combattere con un illuminato, ma sarà un tuo problema, non suo. E se tu rimani ferito in quella lotta, anche questo sarà un tuo problema, non suo. L’illuminato non può colpirti. E’ come picchiare contro un muro: ti potrai anche ferire, ma non è il muro che ti colpisce.

L’ego è sempre alla ricerca di guai. Perché? Perché se nessuno ti presta attenzione, il tuo ego inizia a sentirsi affamato.

Vive sull’attenzione degli altri.

Perciò, anche se qualcuno lotta ed è in collera con te, questo ti va bene: per lo meno ti ha prestato attenzione. Se qualcuno ti ama tutto va bene; ma se nessuno ti ama, ti va bene anche la rabbia. Perlomeno sei oggetto di attenzione. Se però questa attenzione non esiste, se nessuno pensa che sia importante, che tu sia qualcuno, come farai a nutrire l’ego?

E’ necessaria l’attenzione degli altri… e tu cerchi di attirarla in mille modi: ti vesti in un certo modo, cerchi di farti bello, ti comporti in modo educato, cerchi di cambiare. Quando percepisci che la situazione è di un certo tipo, ti adegui immediatamente, in modo che la gente ti presti attenzione.

Questo è vero e proprio mendicare.

Un vero mendicante è colui che ricerca e chiede attenzione. E un vero imperatore è colui che vive di se stesso, che ha un proprio centro e non dipende da nessun’altro.

Buddha è seduto sotto l’albero del bodhi… se il mondo di colpo scomparisse, farebbe forse qualche differenza per lui? No, per nulla. Se il mondo intero scomparisse, non farebbe alcuna differenza, perché egli ha conseguito il proprio centro.

Tu invece, se tua moglie scappa, divorzia, va con qualcun altro, vai in pezzi, resti completamente sconvolto: lei, infatti, ti prestava attenzione, si dedicava a te, ti amava, ti stava sempre attorno, ti faceva sentire qualcuno. Ora, il tuo impero è completamente perduto, sei semplicemente distrutto. Cominci a pensare al suicidio. Ma perché? Perché se la moglie ti lascia, dovresti suicidarti? Perché se il marito ti lascia, dovresti suicidarti? Perché non hai nessun centro che sia davvero tuo. Erano il marito o la moglie a dartelo.

Questo è il modo in cui la gente vive. Questo è il modo in cui si diventa dipendenti dagli altri. E’ una vera e propria schiavitù, ed è molto profonda. L’ego deve essere schiavo: dipende dagli altri. Solo una persona priva di ego è per la prima volta un maestro, non più uno schiavo. Cerca di capirlo.

Inizia a cercare l’ego: non negli altri — che non ti riguarda — ma in te stesso. Tutte le volte che ti senti infelice, meschino, chiudi immediatamente gli occhi: cerca di scoprire dove ha origine questa infelicità, e ogni volta scoprirai che il tuo falso centro è entrato in conflitto con qualcuno.

Ti aspetti qualcosa… e non succede niente. Ti aspetti qualcosa… e accade tutto il contrario: il tuo ego ne rimane sconvolto, cadi nell’infelicità più nera. Limitati ad osservarlo: quando ti senti infelice prova a scoprirne il motivo.

Le cause non stanno al di fuori di te.

Il motivo fondamentale è dentro di te, ma tu guardi sempre al di fuori, chiedi sempre: chi mi rende così infelice?

Chi provoca questa mia rabbia, questa mia angoscia?

Se guardi all’esterno, non lo scoprirai mai.

Limitati a chiudere gli occhi e a guardare sempre dentro di te.

La fonte di ogni miseria, rabbia, angoscia, è nascosta dentro di te: è il tuo ego.

E se trovi la fonte, sarà facile andare oltre. Se riesci a vedere che il tuo stesso ego è la causa di ogni sofferenza, preferirai abbandonarlo, perché nessuno può portarsi dietro la causa della propria sofferenza, una volta che la conosce.

E ricordarti che non c’è bisogno di lasciar cadere l’ego. Non puoi farlo. Se ci provi, arriverai ad avere un ego più raffinato che dirà: “Sono diventato umile”.

Non cercare di essere umile. Di nuovo sarà una maschera dell’ego, ancora non sarà morto. Non cercare di essere umile.

Nessuno può darsi da fare per essere umile; e nessuno lo può diventare attraverso lo sforzo. Quando l’ego non c’è più, in te nasce l’umiltà. Non è una creazione: è l’ombra del vero centro.

Un uomo davvero umile, non è né umile né egoista.

E’ unicamente semplice.

Non è neppure consapevole di esser umile.

Se si è consapevoli di essere umili, l’ego esiste ancora.

Guarda le persone umili… ce ne sono a milioni che credono di esserlo. Si inchinano molto profondamente, ma osservali: sono gli egoisti più elusivi. Ora si nutrono alla fonte dell’umiltà. Dicono: “Sono umile”, e poi ti guardano e aspettano la tua approvazione.

“Come sei umile!” vorrebbero sentirti dire. “Sei davvero l’uomo più umile del mondo; nessuno è umile come te.” E osserva il sorriso che compare sui loro volti.

Che cos’è l’ego? L’ego è una gerarchia che si fonda sull’idea: ” Nessuno è come me”, e che può benissimo alimentarsi con l’umiltà. “Nessuno è come me, sono il più umile di tutti gli uomini.”

Una volta, accadde che un fachiro, un mendicante, pregasse in una moschea, la mattina presto, quando era ancora buio. Era una festa religiosa per i mussulmani, e lui pregava dicendo: “Non sono nessuno, sono il più povero dei poveri, il più peccatore tra i peccatori.”

All’ improvviso, un’altra persona cominciò a pregare. Era l’imperatore di quel Paese, che non si era accorto che qualcun altro stava pregando — era ancora buio — e anche lui cominciò a dire: “Non sono nessuno, non sono niente. Sono semplicemente vuoto, un mendicante che bussa alla tua porta.” E quando si accorse che qualcun altro stava dicendo la stessa cosa, sbottò: “Smettila! Chi è che cerca di superarmi? Chi sei? Come osi dire davanti al tuo imperatore che non sei nessuno, mentre anche lui lo sta dicendo?”

Ecco come funziona l’ego. E’ così sottile e astuto, che bisogna stare molto, molto attenti: solo così lo si può vedere.

Non cercare di essere umile, cerca semplicemente di capire che tutta l’infelicità e l’angoscia nascono dall’ego.

Osserva semplicemente! Non c’è bisogno di lasciarlo cadere, non si può. Chi ci riuscirà? A quel punto, colui che lo lascerà cadere, diventerà un nuovo ego, perché l’ego ritorna sempre.

Qualunque cosa tu faccia, limitati a metterti in disparte e osserva, guarda: non fare altro.

Qualunque cosa tu faccia — umiliarti, renderti modesto e semplice — niente ti sarà di aiuto. Puoi solo fare una cosa: limitarti a osservare che l’ego è la fonte di ogni miseria. Ma non dirlo, non ripeterlo, osserva. Perché dire che è la fonte di ogni infelicità, e continuare a ripeterlo, non serve a niente. Tu devi arrivare a capirlo. Ogni volta che ti senti infelice, chiudi semplicemente gli occhi: non cercare di scoprirne le cause all’esterno; prova a vedere da dove viene questa disperazione.

E’ il tuo stesso ego.

Se continui a sentire e a capire, se questa comprensione che l’ego ne sia la causa, si radica profondamente in te, un giorno, all’improvviso, ti accorgerai che l’ego è semplicemente scomparso. Nessuno lo lascia cadere; nessuno è in grado di lasciarlo cadere. Puoi semplicemente osservare che, a un certo punto, è scomparso, perché la comprensione stessa che sia l’ego a creare ogni sofferenza, lo fa cadere. Questa profonda comprensione, è la caduta stessa dell’ego.

Ma tu sei bravissimo a vedere l’ego degli altri; anche se nessuno, in realtà, è in grado di vedere l’ego di un altro…. quando invece riguarda te, nasce il problema, perché non conosci questa regione, non l’hai mai attraversata.

Il vero sentiero verso il divino, verso l’assoluto, deve passare attraverso la regione dell’ego. Bisogna riconoscere come falso ciò che è falso. Bisogna riconoscere la fonte della nostra sofferenza in quanto tale, e a questo punto l’ego cade da solo, semplicemente.

Quando ti rendi conto che è un veleno, cade da sé. Quando ti rendi conto che è fuoco, cade da sé. Quando ti rendi conto che è l’inferno, cade da sé. Quindi non affermare mai: “Ho lasciato cadere l’ego”. Ridi semplicemente di tutto, del fatto che eri tu stesso l’autore di tutta la tua sofferenza.

Stavo guardando dei fumetti di Charlie Brown. In uno di questi, gioca con i cubi, per costruirsi una casa. E’ seduto al centro, e monta le pareti… a un certo punto, si trova chiuso dentro: ha costruito pareti tutt’intorno a sé, e si mette a gridare: “Aiuto! Aiuto!”

E’ stato lui a fare tutto! E ora è chiuso dentro, imprigionato. E’ un atteggiamento infantile, ma è quello che avete fatto tutti voi, finora. Avete costruito una casa tutto intorno a voi, e ora gridate: “Aiuto! Aiuto!” E la sofferenza aumenta a dismisura, perché colui che dovrebbe portarvi aiuto, si trova sulla stessa barca.

Una donna bellissima va dallo psicanalista per la prima seduta, e lui, d’acchito, le chiede: “Per favore si avvicini”. E non appena la paziente gli si avvicina, il dottore le salta addosso, stringendosela tra le braccia e baciandola.

La donna rimane esterrefatta. Lo psicanalista continua: “Ora si segga pure. Questo risolve i miei problemi… adesso parliamo dei suoi!”

Il problema diventa complesso, perché chi dovrebbe portare aiuto, si trova sulla stessa barca. Ed è, inoltre, felice di aiutare, perché in questo modo l’ego si sente molto, molto bene: sei di grande aiuto, sei un guru, un maestro, stai aiutando una infinità di persone; e quanto più numerosi sono i tuoi seguaci, tanto meglio ti senti.

Ma tu sei sulla stessa barca: non puoi aiutarli.

Anzi, li danneggerai.

Chi ha ancora i propri problemi, non può essere di grande aiuto. Solo chi non ne ha più, può aiutarti. Solo allora, avrà la chiarezza per vedere attraverso di te: una mente che non ha problemi propri, può vederti: per lei diventi trasparente.

Una mente che non ha problemi, può vedere dentro di sé, ed è per questo che è in grado di vedere attraverso gli altri.

In Occidente, esistono numerose scuole di psicoanalisi, ma non sono di aiuto alle persone, anzi sono piuttosto un danno. E questo perché chi aiuta gli altri, o cerca di aiutarli, o si propone in quanto aiuto, in realtà si trova sulla stessa barca di coloro che vorrebbe salvare.

E’ difficile vedere il proprio ego.

E’ molto facile vedere quello degli altri. Ma non è questo il punto, tu non li puoi aiutare.

Prova a vedere il tuo ego.

Osservalo semplicemente.

E non avere fretta di lasciarlo cadere, osservalo semplicemente. Quanto più lo osservi, tanto più sarai in grado di osservarlo. E un giorno, all’improvviso, ti accorgerai che è semplicemente caduto. E quando cade per conto suo, solo in questo caso cade veramente. Non c’è altro modo. Non puoi farlo cadere prima del tempo.

Cade esattamente come una foglia secca.

L’albero non fa niente: basta un soffio di vento, qualcosa che accade… e la foglia secca semplicemente si stacca. L’albero non si accorge nemmeno che la foglia secca sia caduta. Non fa rumore, non pretende niente, proprio niente.

La foglia secca cade semplicemente, e non fa altro che frantumarsi sul terreno. Proprio così…

Quando, attraverso la comprensione e la consapevolezza, maturerai, e avrai realizzato davvero che l’ego è la causa di tutta la tua sofferenza, un giorno vedrai semplicemente cadere quella foglia secca.

Si poserà a terra, morirà per conto suo, senza che tu abbia fatto nulla, senza la pretesa di essere stato tu a farla cadere. Ti accorgerai che l’ego è semplicemente scomparso, e in quel momento emergerà il vero centro.

Questo vero centro è l’anima, il sé, dio, la verità o qualsiasi altro nome gli vogliate dare.

E’ senza nome, per cui gli si può dare qualunque nome.

Puoi dargli tu stesso il nome che preferisci.

Osho, Tratto da: Oltre le Frontiere della mente.

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Ego – The False Center

From Beyond the Frontier of the Mind by Osho

The first thing to be understood is what ego is. A child is born. A child is born without any knowledge, any consciousness of his own self. And when a child is born the first thing he becomes aware of is not himself; the first thing he becomes aware of is the other. It is natural, because the eyes open outwards, the hands touch others, the ears listen to others, the tongue tastes food and the nose smells the outside. All these senses open outwards.

That is what birth means. Birth means coming into this world, the world of the outside. So when a child is born, he is born into this world. He opens his eyes, sees others. ‘Other’ means the thou. He becomes aware of the mother first. Then, by and by, he becomes aware of his own body. That too is the other, that too belongs to the world. He is hungry and he feels the body; his need is satisfied, he forgets the body.

This is how a child grows. First he becomes aware of you, thou, other, and then by and by, in contrast to you, thou, he becomes aware of himself.

This awareness is a reflected awareness. He is not aware of who he is. He is simply aware of the mother and what she thinks about him. If she smiles, if she appreciates the child, if she says, “You are beautiful,” if she hugs and kisses him, the child feels good about himself. Now an ego is born.

Through appreciation, love, care, he feels he is good, he feels he is valuable, he feels he has some significance.

A center is born.

But this center is a reflected center. It is not his real being. He does not know who he is; he simply knows what others think about him. And this is the ego: the reflection, what others think. If nobody thinks that he is of any use, nobody appreciates him, nobody smiles, then too an ego is born: an ill ego; sad, rejected, like a wound; feeling inferior, worthless. This too is the ego. This too is a reflection.

First the mother – and mother means the world in the beginning. Then others will join the mother, and the world goes on growing. And the more the world grows, the more complex the ego becomes, because many others’ opinions are reflected.

The ego is an accumulated phenomenon, a by-product of living with others. If a child lives totally alone, he will never come to grow an ego. But that is not going to help. He will remain like an animal. That doesn’t mean that he will come to know the real self, no.

The real can be known only through the false, so the ego is a must. One has to pass through it. It is a discipline. The real can be known only through the illusion. You cannot know the truth directly. First you have to know that which is not true. First you have to encounter the untrue. Through that encounter you become capable of knowing the truth. If you know the false as the false, truth will dawn upon you.

Ego is a need; it is a social need, it is a social by-product. The society means all that is around you – not you, but all that is around you. All, minus you, is the society. And everybody reflects. You will go to school and the teacher will reflect who you are. You will be in friendship with other children and they will reflect who you are. By and by, everybody is adding to your ego, and everybody is trying to modify it in such a way that you don’t become a problem to the society.

They are not concerned with you.

They are concerned with the society.

Society is concerned with itself, and that’s how it should be.

They are not concerned that you should become a self-knower. They are concerned that you should become an efficient part in the mechanism of the society. You should fit into the pattern. So they are trying to give you an ego that fits with the society. They teach you morality. Morality means giving you an ego which will fit with the society. If you are immoral, you will always be a misfit somewhere or other. That’s why we put criminals in the prisons – not that they have done something wrong, not that by putting them in the prisons we are going to improve them, no. They simply don’t fit. They are troublemakers. They have certain types of egos of which the society doesn’t approve. If the society approves, everything is good.

One man kills somebody – he is a murderer.

And the same man in wartime kills thousands – he becomes a great hero. The society is not bothered by a murder, but the murder should be commited for the society – then it is okay. The society doesn’t bother about morality.

Morality means only that you should fit with the society.

If the society is at war, then the morality changes.

If the society is at peace, then there is a different morality.

Morality is a social politics. It is diplomacy. And each child has to be brought up in such a way that he fits into the society, that’s all. Because society is interested in efficient members. Society is not interested that you should attain to self-knowledge.

The society creates an ego because the ego can be controlled and manipulated. The self can never be controlled or manipulated. Nobody has ever heard of the society controlling a self – not possible.

And the child needs a center; the child is completely unaware of his own center. The society gives him a center and the child is by and by convinced that this is his center, the ego that society gives.

A child comes back to his home – if he has come first in his class, the whole family is happy. You hug and kiss him, and you take the child on your shoulders and dance and you say, “What a beautiful child! You are a pride to us.” You are giving him an ego, a subtle ego. And if the child comes home dejected, unsuccessful, a failure – he couldn’t pass, or he has just been on the back bench – then nobody appreciates him and the child feels rejected. He will try harder next time, because the center feels shaken.

Ego is always shaken, always in search of food, that somebody should appreciate it. That’s why you continuously ask for attention.

You get the idea of who you are from others.

It is not a direct experience.

It is from others that you get the idea of who you are. They shape your center. This center is false, because you carry your real center. That is nobody’s business. Nobody shapes it.

You come with it.

You are born with it.

So you have two centers. One center you come with, which is given by existence itself. That is the self. And the other center, which is created by the society, is the ego. It is a false thing – and it is a very great trick. Through the ego the society is controlling you. You have to behave in a certain way, because only then does the society appreciate you. You have to walk in a certain way; you have to laugh in a certain way; you have to follow certain manners, a morality, a code. Only then will the society appreciate you, and if it doesn’t, you ego will be shaken. And when the ego is shaken, you don’t know where you are, who you are.

The others have given you the idea.

That idea is the ego.

Try to understand it as deeply as possible, because this has to be thrown. And unless you throw it you will never be able to attain to the self. Because you are addicted to the center, you cannot move, and you cannot look at the self.

And remember, there is going to be an interim period, an interval, when the ego will be shattered, when you will not know who you are, when you will not know where you are going, when all boundaries will melt.

You will simply be confused, a chaos.

Because of this chaos, you are afraid to lose the ego. But it has to be so. One has to pass through the chaos before one attains to the real center.

And if you are daring, the period will be small.

If you are afraid, and you again fall back to the ego, and you again start arranging it, then it can be very, very long; many lives can be wasted.

I have heard: One small child was visiting his grandparents. He was just four years old. In the night when the grandmother was putting him to sleep, he suddenly started crying and weeping and said, “I want to go home. I am afraid of darkness.” But the grandmother said, “I know well that at home also you sleep in the dark; I have never seen a light on. So why are you afraid here?” The boy said, “Yes, that’s right – but that is MY darkness.” This darkness is completely unknown.

Even with darkness you feel, “This is MINE.”

Outside – an unknown darkness.

With the ego you feel, “This is MY darkness.”

It may be troublesome, maybe it creates many miseries, but still mine. Something to hold to, something to cling to, something underneath the feet; you are not in a vacuum, not in an emptiness. You may be miserable, but at least you ARE. Even being miserable gives you a feeling of ‘I am’. Moving from it, fear takes over; you start feeling afraid of the unknown darkness and chaos – because society has managed to clear a small part of your being.

It is just like going to a forest. You make a little clearing, you clear a little ground; you make fencing, you make a small hut; you make a small garden, a lawn, and you are okay. Beyond your fence – the forest, the wild. Here everything is okay; you have planned everything. This is how it has happened.

Society has made a little clearing in your consciousness. It has cleaned just a little part completely, fenced it. Everything is okay there. That’s what all your universities are doing. The whole culture and conditioning is just to clear a part so that you can feel at home there.

And then you become afraid.

Beyond the fence there is danger.

Beyond the fence you are, as within the fence you are – and your conscious mind is just one part, one-tenth of your whole being. Nine-tenths is waiting in the darkness. And in that nine-tenths, somewhere your real center is hidden.

One has to be daring, courageous.

One has to take a step into the unknown.

For a while all boundaries will be lost.

For a while you will feel dizzy.

For a while, you will feel very afraid and shaken, as if an earthquake has happened. But if you are courageous and you don’t go backwards, if you don’t fall back to the ego and you go on and on, there is a hidden center within you that you have been carrying for many lives.

That is your soul, the self.

Once you come near it, everything changes, everything settles again. But now this settling is not done by the society. Now everything becomes a cosmos, not a chaos; a new order arises.

But this is no longer the order of the society – it is the very order of existence itself.

It is what Buddha calls Dhamma, Lao Tzu calls Tao, Heraclitus calls Logos. It is not man-made. It is the VERY order of existence itself. Then everything is suddenly beautiful again, and for the first time really beautiful, because man-made things cannot be beautiful. At the most you can hide the ugliness of them, that’s all. You can decorate them, but they can never be beautiful.

The difference is just like the difference between a real flower and a plastic or paper flower. The ego is a plastic flower – dead. It just looks like a flower, it is not a flower. You cannot really call it a flower. Even linguistically to call it a flower is wrong, because a flower is something which flowers. And this plastic thing is just a thing, not a flowering. It is dead. There is no life in it.

You have a flowering center within. That’s why Hindus call it a lotus – it is a flowering. They call it the one-thousand-petaled-lotus. One thousand means infinite petals. And it goes on flowering, it never stops, it never dies.

But you are satisfied with a plastic ego.

There are some reasons why you are satisfied. With a dead thing, there are many conveniences. One is that a dead thing never dies. It cannot – it was never alive. So you can have plastic flowers, they are good in a way. They are permanent; they are not eternal, but they are permanent.

The real flower outside in the garden is eternal, but not permanent. And the eternal has its own way of being eternal. The way of the eternal is to be born again and again and to die. Through death it refreshes itself, rejuvenates itself.

To us it appears that the flower has died – it never dies.

It simply changes bodies, so it is ever fresh.

It leaves the old body, it enters a new body. It flowers somewhere else; it goes on flowering.

But we cannot see the continuity because the continuity is invisible. We see only one flower, another flower; we never see the continuity.

It is the same flower which flowered yesterday.

It is the same sun, but in a different garb.

The ego has a certain quality – it is dead. It is a plastic thing. And it is very easy to get it, because others give it. You need not seek it, there is no search involved. That’s why unless you become a seeker after the unknown, you have not yet become an individual. You are just a part of the crowd. You are just a mob.

When you don’t have a real center, how can you be an individual?

The ego is not individual. Ego is a social phenomenon – it is society, its not you. But it gives you a function in the society, a hierarchy in the society. And if you remain satisfied with it, you will miss the whole opportunity of finding the self.

And that’s why you are so miserable.

With a plastic life, how can you be happy?

With a false life, how can you be ecstatic and blissful? And then this ego creates many miseries, millions of them.

You cannot see, because it is your own darkness. You are attuned to it.

Have you ever noticed that all types of miseries enter through the ego? It cannot make you blissful; it can only make you miserable.

Ego is hell.

Whenever you suffer, just try to watch and analyze, and you will find, somewhere the ego is the cause of it. And the ego goes on finding causes to suffer.

You are an egoist, as everyone is. Some are very gross, just on the surface, and they are not so difficult. Some are very subtle, deep down, and they are the real problems.

This ego comes continuously in conflict with others because every ego is so unconfident about itself. Is has to be – it is a false thing. When you don’t have anything in your hand and you just think that something is there, then there will be a problem.

If somebody says, “There is nothing,” immediately the fight will start, because you also feel that there is nothing. The other makes you aware of the fact.

Ego is false, it is nothing.

That you also know.

How can you miss knowing it? It is impossible! A conscious being – how can he miss knowing that this ego is just false? And then others say that there is nothing – and whenever the others say that there is nothing they hit a wound, they say a truth – and nothing hits like the truth.

You have to defend, because if you don’t defend, if you don’t become defensive, then where will you be?

You will be lost.

The identity will be broken.

So you have to defend and fight – that is the clash.

A man who attains to the self is never in any clash. Others may come and clash with him, but he is never in clash with anybody.

It happened that one Zen master was passing through a street. A man came running and hit him hard. The master fell down. Then he got up and started to walk in the same direction in which he was going before, not even looking back.

A disciple was with the master. He was simply shocked. He said, “Who is this man? What is this? If one lives in such a way, then anybody can come and kill you. And you have not even looked at that person, who he is, and why he did it.”

The master said, “That is his problem, not mine.”

You can clash with an enlightened man, but that is your problem, not his. And if you are hurt in that clash, that too is your own problem. He cannot hurt you. And it is like knocking against a wall – you will be hurt, but the wall has not hurt you.

The ego is always looking for some trouble. Why? Because if nobody pays attention to you, the ego feels hungry.

It lives on attention.

So even if somebody is fighting and angry with you, that too is good because at least the attention is paid. If somebody loves, it is okay. If somebody is not loving you, then even anger will be good. At least the attention will come to you. But if nobody is paying any attention to you, nobody thinks that you are somebody important, significant, then how will you feed your ego?

Other’s attention is needed.

In millions of ways you attract the attention of others; you dress in a certain way, you try to look beautiful, you behave, you become very polite, you change. When you feel what type of situation is there, you immediately change so that people pay attention to you.

This is a deep begging.

A real beggar is one who asks for and demands attention. And a real emperor is one who lives in himself; he has a center of his own, he doesn’t depend on anybody else.

Buddha sitting under his bodhi tree…if the whole world suddenly disappears, will it make any difference to Buddha? -none. It will not make any difference at all. If the whole world disappears, it will not make any difference because he has attained to the center.

But you, if the wife escapes, divorces you, goes to somebody else, you are completely shattered – because she had been paying attention to you, caring, loving, moving around you, helping you to feel that you were somebody. Your whole empire is lost, you are simply shattered. You start thinking about suicide. Why? Why, if a wife leaves you, should you commit suicide? Why, if a husband leaves you, should you commit suicide? Because you don’t have any center of your own. The wife was giving you the center; the husband was giving you the center.

This is how people exist. This is how people become dependent on others. It is a deep slavery. Ego HAS to be a slave. It depends on others. And only a person who has no ego is for the first time a master; he is no longer a slave. Try to understand this.

And start looking for the ego – not in others, that is not your business, but in yourself. Whenever you feel miserable, immediately close you eyes and try to find out from where the misery is coming and you will always find it is the false center which has clashed with someone.

You expected something, and it didn’t happen.

You expected something, and just the contrary happened – your ego is shaken, you are in misery. Just look, whenever you are miserable, try to find out why.

Causes are not outside you. The basic cause is within you – but you always look outside, you always ask:

Who is making me miserable?

Who is the cause of my anger?

Who is the cause of my anguish?

And if you look outside you will miss.

Just close the eyes and always look within.

The source of all misery, anger, anguish, is hidden in you, your ego.

And if you find the source, it will be easy to move beyond it. If you can see that it is your own ego that gives you trouble, you will prefer to drop it – because nobody can carry the source of misery if he understands it.

And remember, there is no need to drop the ego.

You cannot drop it.

If you try to drop it, you will attain to a certain subtle ego again which says, “I have become humble.”

Don’t try to be humble. That’s again ego in hiding – but it’s not dead.

Don’t try to be humble.

Nobody can try humility, and nobody can create humility through any effort of his own – no. When the ego is no more, a humbleness comes to you. It is not a creation. It is a shadow of the real center.

And a really humble man is neither humble nor egoistic.

He is simply simple.

He’s not even aware that he is humble.

If you are aware that you are humble, the ego is there.

Look at humble persons…. There are millions who think that they are very humble. They bow down very low, but watch them – they are the subtlest egoists. Now humility is their source of food. They say, “I am humble,” and then they look at you and they wait for you to appreciate them.

“You are really humble,” they would like you to say. “In fact, you are the most humble man in the world; nobody is as humble as you are.” Then see the smile that comes on their faces.

What is ego? Ego is a hierarchy that says, “No one is like me.” It can feed on humbleness – “Nobody is like me, I am the most humble man.”

It happened once:

A fakir, a beggar, was praying in a mosque, just early in the morning when it was still dark. It was a certain religious day for Mohammedians, and he was praying, and he was saying, “I am nobody. I am the poorest of the poor, the greatest sinner of sinners.”

Suddenly there was one more person who was praying. He was the emperor of that country, and he was not aware that there was somebody else there who was praying – it was dark, and the emperor was also saying:

“I am nobody. I am nothing. I am just empty, a beggar at our door.” When he heard that somebody else was saying the same thing, he said, “Stop! Who is trying to overtake me? Who are you? How dare you say before the emperor that you are nobody when he is saying that he is nobody?”

This is how the ego goes. It is so subtle. Its ways are so subtle and cunning; you have to be very, very alert, only then will you see it. Don’t try to be humble. Just try to see that all misery, all anguish comes through it.

Just watch! No need to drop it.

You cannot drop it. Who will drop it? Then the DROPPER will become the ego. It always comes back.

Whatsoever you do, stand out of it, and look and watch.

Whatsoever you do – humbleness, humility, simplicity – nothing will help. Only one thing is possible, and that is just to watch and see that it is the source of all misery. Don’t say it. Don’t repeat it – WATCH. Because if I say it is the source of all misery and you repeat it, then it is useless. YOU have to come to that understanding. Whenever you are miserable, just close the eyes and don’t try to find some cause outside. Try to see from where this misery is coming.

It is your own ego.

If you continuously feel and understand, and the understanding that the ego is the cause becomes so deep-rooted, one day you will suddenly see that it has disappeared. Nobody drops it – nobody can drop it. You simply see; it has simply disappeared, because the very understanding that ego causes all misery becomes the dropping. THE VERY UNDERSTANDING IS THE DISAPPEARANCE OF THE EGO.

And you are so clever in seeing the ego in others. Anybody can see someone else’s ego. When it comes to your own, then the problem arises – because you don’t know the territory, you have never traveled on it.

The whole path towards the divine, the ultimate, has to pass through this territory of the ego. The false has to be understood as false. The source of misery has to be understood as the source of misery – then it simply drops.

When you know it is poison, it drops. When you know it is fire, it drops. When you know this is the hell, it drops.

And then you never say, “I have dropped the ego.” Then you simply laugh at the whole thing, the joke that you were the creator of all misery.

I was just looking at a few cartoons of Charlie Brown. In one cartoon he is playing with blocks, making a house out of children’s blocks. He is sitting in the middle of the blocks building the walls. Then a moment comes when he is enclosed; all around he has made a wall. Then he cries, “Help, help!”

He has done the whole thing! Now he is enclosed, imprisoned. This is childish, but this is all that you have done also. You have made a house all around yourself, and now you are crying, “Help, help!” And the misery becomes a millionfold – because there are helpers who are also in the same boat.

It happened that one very beautiful woman went to see her psychiatrist for the first time. The psychiatrist said, “Come closer please.” When she came closer, he simply jumped and hugged and kissed the woman. She was shocked. Then he said, “Now sit down. This takes care of my problem, now what is your problem?”

The problem becomes multifold, because there are helpers who are in the same boat. And they would like to help, because when you help somebody the ego feels very good, very, very good – because you are a great helper, a great guru, a master; you are helping so many people. The greater the crowd of your followers, the better you feel.

But you are in the same boat – you cannot help.

Rather, you will harm.

People who still have their own problems cannot be of much help. Only someone who has no problems of his own can help you. Only then is there the clarity to see, to see through you. A mind that has no problems of its own can see you, you become transparent.

A mind that has no problems of its own can see through itself; that’s why it becomes capable of seeing through others.

In the West, there are many schools of psychoanalysis, many schools, and no help is reaching people, but rather, harm. Because the people who are helping others, or trying to help, or posing as helpers, are in the same boat.

…It is difficult to see one’s own ego.

It is very easy to see other’s egos. But that is not the point, you cannot help them.

Try to see your own ego.

Just watch it.

Don’t be in a hurry to drop it, just watch it. The more you watch, the more capable you will become. Suddenly one day, you simply see that it has dropped. And when it drops by itself, only then does it drop. There is no other way. Prematurely you cannot drop it.

It drops just like a dead leaf.

The tree is not doing anything – just a breeze, a situation, and the dead leaf simply drops. The tree is not even aware that the dead leaf has dropped. It makes no noise, it makes no claim – nothing.

The dead leaf simply drops and shatters on the ground, just like that.

When you are mature through understanding, awareness, and you have felt totally that ego is the cause of all your misery, simply one day you see the dead leaf dropping.

It settles into the ground, dies of its own accord. You have not done anything so you cannot claim that you have dropped it. You see that it has simply disappeared, and then the real center arises.

And that real center is the soul, the self, the god, the truth, or whatsoever you want to call it.

It is nameless, so all names are good.

You can give it any name of your own liking.

From Beyond the Frontier of the Mind by Osho