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★★。¸.☆☆Buonanotte¸.☆☆


notte40

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Tutta la vita


Tutta la vita

Mai lunga è la notte
se sai cercare tra le stelle
la via mai perduta

Anche se scivola il tempo
e resta qualche ferita
tu lo sai che puoi sperare

Mai sola lungo il sentiero
se guardi quell’anima vicina
che ti fa lume con un sorriso

E tu lo sai ne sei sicura
perchè senti la voce
nel cuore che batte

E se cadi trovi sostegno
nelle emozioni che
ti raccontano tutta la vita

20.01.2003 Poetyca

Lifetime

Never is a long night
If you can look to the stars
never lost the way

Even if the time slips
and remains some injury
you know that you can hope

Never alone along the path
soul if you look close
that makes you light with a smile

And you know it you’re sure
because you hear the sound
in beating heart

And if you fall you will find support
emotions that
tell you all my life

20.01.2003 Poetyca

Vite parallele 



​Vite parallele

Nel vuoto
di parole
silenzi
allargano
nuove
percezioni
Aquile
scrutano
l’orizzonte
abbracciando
sensazioni:
Vite parallele

06.07.2016 Poetyca

Parallel lives

Into the void
of words
silences
widen
new
perceptions
Eagles
scrutinize
the horizon
embracing
sensations:
Parallel lives

07/06/2016 Poetyca

Solo brividi


Solo brividi

Se ti guardi intorno
non trovi i riflessi del cuore
solo questo buio
che non porterà lontano

Tasche vuote
senza meta
in oscuri orizzonti
come trappole mortali

Troppi dubbi
troppe paure
e la tua luce che chiama
solo occhi che non sanno guardare

Se ti arrampichi sui muri
delle divisioni
non trovi i percorsi
che nessuno vuol più segnare

E nel gemito della notte
tra le stelle ormai lontane
solo brividi raccolgono spazi
ma la speranza non la sai abbandonare

11.03.2003 Poetyca

Only chills

If you look around
are not reflections of the heart
only this dark
that will not away

Empty pockets
aimlessly
in dark horizons
as deadly traps

Too many doubts
too many fears
and your call light
only eyes that can look

If you climb the walls
Divisions
can not find paths
that nobody wants to score more

And the moan of the night
amongst the stars far away now
chills collect only spaces
But hope
you are not able to leave it

11.03.2003 Poetyca

L’ascolto compassionevole dà sollievo alla sofferenza


L’ASCOLTO COMPASSIONEVOLE DA’ SOLLIEVO ALLA SOFFERENZA

Se una persona si esprime con rabbia è perché sta soffrendo
profondamente: la sofferenza la riempie di amarezza, dunque è
sempre pronta a lamentarsi e a biasimare gli altri per i suoi
problemi. Per questa ragione trovi molto sgradevole starla ad
ascoltare e fai di tutto per evitarla.

Per comprendere e trasformare la rabbia dobbiamo imparare la
pratica dell’ascolto compassionevole e imparare ad esprimerci con
parole amorevoli.

[…]

Ascoltare con compassione può aiutare a soffrire di meno. Con le
migliori intenzioni, infatti, non riuscirai ad ascoltare l’altro
in profondità se non alleni te stesso nell’arte dell’ascolto
compassionevole; se invece sei capace di stare seduto tranquillo
e di ascoltare quella persona per un’ora con vera compassione,
puoi alleviare molta della sua sofferenza.

Ascolta con un solo scopo: permettere all’altro di esprimere se
stesso e di trovare sollievo dalla sua sofferenza. Mantieni viva
la compassione per tutto il tempo dell’ascolto.

Mentre ascolti devi essere molto concentrato, devi focalizzarti
sulla pratica dell’ascolto con tutta l’attenzione, con tutto te
stesso: occhi, orecchie, corpo e mente. Se fai finta di
ascoltare, se non ascolti con il cento per cento di te stesso,
l’altro se ne accorge e non si sente affatto sollevato dalla sua
sofferenza. Se invece sai praticare il respiro consapevole e sai
rimanere concentrato sul desiderio di aiutare l’altro a trovare
sollievo, allora ascoltandolo riesci a mantenere viva al tua
compassione.

L’ascolto compassionevole è una pratica molto profonda. Stai ad
ascoltare senza giudicare né biasimare; stai ad ascoltare solo
perché desideri che l’altra persona soffra di meno.

L’altro potrebbe essere nostro padre, nostro figlio, nostra
figlia, il nostro partner. Imparare ad ascoltare l’altro può
aiutarlo realmente a trasformare la sua rabbia e la sua
sofferenza.

da: Thich Nath Hanh – “Spegni il fuoco della rabbia”, Mondadori

COMPASSIONATE LISTENING TO ‘THE PAIN RELIEF

If a person expresses anger is cause is suffering
deeply: suffering fills it with bitterness, is so
always ready to complain and blame others for his
problems. For this reason, are very unpleasant to
listen and do everything to avoid it.

To understand and transform anger we must learn
practice of compassionate listening and learning how to express ourselves with
loving words.

[…]

Listen with compassion can help you suffer less. with the
best of intentions, in fact, not be able to listen to the other
in depth if you do not train yourself in the art of listening
compassionate, but if you are able to sit quiet
and listen to that person for an hour with true compassion,
can alleviate much of its suffering.

Play with one purpose: to allow the other to express
itself and to find relief from his suffering. Keep alive
compassion for all the time listening.

As you listen you have to be very focused, you focused yourself
the practice of listening with full attention, with all your
same eyes, ears, mind and body. If you pretend to
listen, if you do not listen with one hundred percent of yourself,
the other knows it and does not feel quite relieved of its
suffering. If you know to practice mindful breathing and you know
stay focused on the desire to help others find
relief, then you can keep listening to your living
compassion.

The compassionate listening is a practice very deep. You are to
listen without judgment or blame, you’re to listen only
because you want the other person to suffer less.

The other could be our father, our son, our
daughter, our partners. Learning to listen to the other can
really help to turn his anger and his
suffering.

by: Thich Nath Hanh – “Turn off the fire of anger”, Mondadori

Essere felici – Be happy


🌸Essere felici🌸

Partendo dal presupposto
che debba mancare sempre e comunque qualcosa per fare albergare la felicità
in noi,siamo capaci di dare più spazio
alla tristezza di quanto,in fondo,
abbia diritto di occuparne.

Per sfrattare la tristezza
non dobbiamo alimentare aspettative
circa il “cosa serve per” o “come “
essere felici,magari seguendo cliché
di altri,ma imparare ad essere grati
e godere di quanto è già
e non sempre vediamo.

13.01.2018 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Be happy

Assuming
that there must always be something missing to keep happiness away
in us, we are able to give more space
to the sadness of what, after all,
has the right to occupy it.

To evict sadness
we must not feed expectations
about the “thing you need for” or “how”
be happy, perhaps following cliche
of others, but learn to be grateful
and enjoy what is already
and we do not always see.

13.01.2018 Poetyca

L’incensiere


 
79. L’incensiere

Una donna di Nagasaki, una certa Kame, faceva parte dell’esigua schiera di fabbricanti di incensieri del Giappone. Questi incensieri sono opere d’arte da usarsi soltanto in una sala da tè o davanti a un reliquiario di famiglia.

Kame, che era figlia di un uomo che era stato anche lui un artista, aveva il vizio di bere. Inoltre fumava e aveva continuamente rapporti con gli uomini. Non appena metteva insieme un po’ di denaro dava una festa alla quale invitava artisti, poeti, falegnami, operai, uomini di molte vocazioni e di molti mestieri. In loro compagnia elaborava i suoi disegni.

Kame era lentissima nel creare, ma la sua opera, una volta finita, era sempre un capolavoro. I suoi incensieri erano gelosamente custoditi in case dove le donne non bevevano, non fumavano e non si accompagnavano liberamente con gli uomini.

Una volta il sindaco di Nagasaki pregò Kame di fare un incensiere per lui. Ma lei rimandò il lavoro così a lungo che trascorsero quasi sei mesi. Allora il sindaco, che aveva ottenuto una carica in una città lontana, andò a trovare Kame e la sollecitò a darsi da fare per il suo incensiere.

Venutale finalmente l’ispirazione, Kame fece l’incensiere. Dopo averlo finito lo posò su un tavolo. Lo guardò a lungo e attentamente. Fumò e bevve davanti all’oggetto come se esso costituisse tutta la sua compagnia di amici. Lo osservò per tutta la giornata.

Infine, preso un martello, Kame lo ridusse in pezzi. Aveva visto che non era la creazione perfetta che la sua mente esigeva

Tratto da 101 Storie Zen

Incense Burner

A woman of Nagasaki named Kame was one of the few makers of incense burners in Japan. Such a burner is a work of art to be used only in a tearoom of before a family shrine.

Kame, whose father before her had been such an artist, was fond of drinking. She also smoked and associated with men most of the time. Whenever she made a little money she gave a feast inviting artists, poets, carpenters, workers, men of many vocations and avocations. In their association she evolved her designs.

Kame was exceedingly slow in creating, but when her work was finished it was always a masterpiece. Her burners were treasured in homes whose womanfolk never drank, smoked, or associated freely with men.

The mayor of Nagasaki once requested Kame to design an incense burner for him. She delayed doing so until almost half a year had passed. At that time the mayor, who had been promoted to office in a distant city, visited her. He urged Kame to begin work on his burner.

At last receiving the inspiration, Kame made the incense burner. After it was completed she placed it upon a table. She looked at it long and carefully. She smoked and drank before it as if it were her own company. All day she observed it.

At last, picking up a hammer, Kame smashed it to bits. She saw it was not the perfect creation her mind demanded.

Taken from 101 Zen Stories