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Coraggio e amore – Courage and love – Kahlil Gibran


Coraggio e amore

Dammi il supremo coraggio dell’Amore :

Questa è la mia preghiera,

Il coraggio di parlare,

Di agire, di soffrire,

Di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo.

Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore,

E aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.

Dammi la suprema certezza nell’Amore, e dell’Amore,

Questa è la mia preghiera,

La certezza che appartiene

Alla vita nella morte,

Alla vittoria nella sconfitta,

Alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,

A quella dignità nel dolore, che accetta l’offesa,

Ma disdegna di ripagarla

Con l’offesa.

Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.

Kahlil Gibran

Il coraggio di vivere coscientemente

Che cos’è il coraggio?

Il coraggio non è l’assenza di paura, ma piuttosto sapere che qualcos’altro è più importante della paura.

– Ambrose Redmoon

Il coraggio è resistenza alla paura, la padronanza della paura – non assenza di paura.

– Mark Twain

Il coraggio è essere spaventati a morte, ma procedere lo stesso.

– John Wayne

Elevare la propria coscienza

La vita si restringe o si espande in proporzione al proprio coraggio.

– Anais Nin

Il coraggio è il prezzo che la vita esige per la concessione di pace.

– Amelia Earhart

Spostarsi dalla paura alla azione, anche se si prevede di fallire

Quando passi risoluto dal giovane fino al bullo grande, il mondo, lo prendi

con coraggio per la barba, egli è spesso sorpreso di trovarci fuori in mano, e che era solo legata allo spaventare gli avventurieri timido.

– Ralph Waldo Emerson

La maggior parte dei nostri ostacoli si scioglierebbe subito se, invece di rannicchiarci davanti a loro, dobbiamo fare camminare la nostra mente con coraggio attraverso di loro.

– Orison Marden Swett

Coraggio e perseveranza hanno un talismano magico, prima che le difficoltà scompaiono e gli ostacoli svaniscono nell’aria.

– John Quincy Adams

La paura non è il tuo nemico. E ‘una bussola che indica le aree di cui si ha bisogno per crescere. Così quando incontri una nuova paura dentro di te, celebrala come occasione di crescita, proprio come si celebra il raggiungimento di un nuovo traguardo per migliorare la forza personale

Intravedere tua grandezza

Ogni individuo ha talento. Ciò che è raro è il coraggio di seguire il talento nel luogo oscuro dove ci porta.

– Erica Jong

Il più alto è il coraggio di osare per sembrare ciò che si è.

– John Lancaster Spalding

Qualunque cosa tu faccia, ci vuole coraggio. Qualunque percorso si decide, c’è sempre qualcuno a dirvi che vi sbagliate. Ci sono sempre delle difficoltà derivanti che invitano a credere le critiche giuste. Per tracciare un percorso di azione e di seguirle sino in fondo richiede un po ‘dello stesso coraggio di cui un soldato ha bisogno. La pace ha le sue vittorie, ma ci vogliono uomini e donne coraggiosi per vincere loro.

– Ralph Waldo Emerson

Quindi, che cosa fate con il vostro coraggio di nuova concezione? Dove lo conduce? La risposta è che vi permetterà di condurre una ben più appagante vita piena di significato. Si comincerà a vivere come un essere umano audace invece di un topo timido. Potrete scoprire e sviluppare il vostro più grande talento. Potrete cominciare a vivere molto più consapevolmente e deliberatamente di quanto abbiate mai fatto prima. Invece di reagire agli eventi, è in modo proattivo fabbricando i tuoi eventi.

Il coraggio è qualcosa che si può solo veramente sperimentare. E ‘una vittoria privata, e no pubblica. Iniziando con il coraggio di ascoltare il vostro più intimo desiderio non è un’attività di gruppo e non il risultato di un consenso con gli altri. Kahlil Gibran scrive in Il Profeta, “La visione di un uomo non presta le proprie ali a un altro uomo”. Lo scopo della tua esistenza è solo vostra, da scoprire. Nessuno sulla terra ha vissuto attraverso le esperienze esattamente le stesse che hai, e nessuno pensa che i pensieri facciano esattamente lo stesso.

Da un lato, questa è una realizzazione solitaria. Sia che si viva da soli o si goda della più profonda intimità con un partner amoroso, in fondo devi ancora affrontare la realtà che la tua vita è tua solo per viverla. Si può scegliere di cedere temporaneamente il controllo della tua vita agli altri, sia che si tratti di una società, un coniuge, o semplicemente per le pressioni della vita quotidiana, ma non si può mai dare via la propria responsabilità personale per i risultati. Sia che si assuma il controllo diretto e consapevole sulla propria vita o semplicemente si reagisca agli eventi mentre accadono a te, e tu da solo devi sopportarne le conseguenze.

Se ci si impegnano a seguire il percorso del coraggio, alla fine si sarà costretto a confrontarsi con quella che è forse la paura più grande di tutti – che è molto più potente e capaci di quanto inizialmente ci si renda conto, che il tuo ultimo potenziale è di gran lunga superiore a qualsiasi cosa mai vissuta in passato, e che con questa potenza si ha una responsabilità tremenda. Potresti non essere in grado di risolvere tutti i mali di questo pianeta, ma se mai volessi impegnarti personalmente al 100% per la realizzazione del tuo vero potenziale, si possono influenzare notevolmente la vita di molte persone, e l’ impatto avrà ondulazioni attraverso il futuro per le generazioni a venire.

Abbracciare l’avventura del dare

Prima di intraprendere qualsiasi percorso porsi la domanda: Questa strada ha un cuore? Se la risposta è no, lo saprete e quindi è necessario scegliere un altro percorso. Il guaio è che nessuno si pone la domanda. E quando un uomo si rende conto finalmente di aver preso un sentiero senza un cuore il percorso è pronto a ucciderlo.

– Carlos Castaneda

Tanto più profondo è il dolore che incide il vostro essere, tanta più gioia potrete contenere. Non è il calice che contiene il vostro vino la coppa stessa che era stata bruciata nel forno del vasaio? E non è il liuto che rasserena il vostro spirito, lo stesso legno scavato dal coltello?

– Kahlil Gibran

Razze inazione dubbi e paure. Azione razze fiducia e coraggio. Se si vuole vincere la paura, non ti sedere a casa e pensare. Vai fuori e datti da fare.

– Dale Carnegie

Come si sviluppa un senso del vostro vero scopo nella vita, si può cominciare a sentirsi a disagio uno scollamento tra la vostra situazione di vita attuale e quella che immaginate Questi due mondi possono sembrare così diversi da voi che non si può concepire mentalmente di come costruire un ponte tra di loro. Come si può bilanciare la realtà pratica di prendersi cura dei vostri obblighi di terza dimensione come guadagnare denaro per pagare le bollette e le tasse far piacere al vostro capo, mantenere la tua famiglia e relazioni sociali con persone che non possono riferirsi anche a quello che si riscontra come nuova visione di se stessi nel disperato desiderio di muoversi verso.una miriade di nuove paure che possono sorgere correlate a questo cambiamento apparentemente impossibile. Come si gestisce? Che ne sarà dei vostri rapporti? Stai deludendo te stesso?

Tratto e tradotto da : http://ezinearticles.com/?The-Courage-to-Live-Consciously&id=98627

Courage and love

Give me the supreme courage of Love:

This is my prayer;

Courage to speak, to act, to suffer.

Strengthen me with perilous tasks,

Honor me with pain,

And help me to stand each time I fall!

Give me the supreme certainty with love,

And of love – this is my prayer,

Certainty which belongs to life in death,

To victory in defeat,

To such dignity in pain,

Which can accept an offence,

But refuses to give an offence in return.

Kahlil Gibran

The Courage to Live consciously

What Is Courage?

Courage Is Not The Absence Of Fear, But Rather The Judgement That something else is more important Than fear.

– Ambrose Redmoon

Courage is resistance to fear, mastery of fear – not fear of Absence.

– Mark Twain

Courage Is Being Scared to Death, But saddling up anyway.

– John Wayne

Raise Your Consciousness

Life Shrinks or expands in Proportion to one’s courage.

– Anais Nin

That Courage is the price Life exacts for granting peace.

– Amelia Earhart

Move From Fear to Action, Even if You Expect to Fail

When a resolute young fellow steps up to the great bully, the world, and boldly by the beard Takes HIM, Often he is surprised to find it comes off in His hand, and That It Was Only tied on to scare away the timid adventurers.

– Ralph Waldo Emerson

Most of Our Would Obstacles melt away if, INSTEAD OF cowering before Them, We Should Our make up minds to walk boldly through Them.

– Orison Swett Marden

Courage and perseverance Have a magical talisman, before Which Difficulties Disappear and Obstacles Vanish into air.

– John Quincy Adams

Fear is not your enemy. It is a compass pointing you to the Areas Where You need to grow. So When you encounter a new fear Within yourself, celebrate it as an opportunity for growth, just as you celebrated Would Reaching a new personal best with strength training.

Catch a Glimpse of Your Own Greatness

Everyone has talent. What is rare is the courage to follow the talent to the dark place Where It Leads.

– Erica Jong

The Highest is to give courage to appear to be what one is.

– John Lancaster Spalding

Whatever you do, you need courage. Whatever course you decide upon, there is always someone to tell you That you are wrong. There are always Difficulties Arising That tempt you to believe your critics are right. To map out a course of action and follow it to an end Requires Some Of The Same That courage a soldier needs. Peace has ITS victories, But It Takes brave men and women to Win Them.

– Ralph Waldo Emerson

So what do you do with your newly Developed courage? Where will it lead you? The answer Is that it will permit you to lead to a more fulfilling and Meaningful Life. You will truly begin living as a human being daring INSTEAD of a timid mouse. You will uncover and Develop your greatest talents. You will begin to living more consciously and Deliberately Than You Ever Have Before. Instead of Reacting to events, you will proactively manufacture your own events.

Courage is something you can only truly experience alone. It is a private victory, not a public one. Summoning the courage to listen to your innermost Desires is not a group activity and does not result from building a consensus with others. Kahlil Gibran writes in The Prophet, “The vision of one man lends not ITS wings to Another Man.” The purpose of your Existence is yours alone to discover. No one on earth has lived through the exact examination Experiences you have, and no one Thinks the Same exact thoughts you do.

On the one hand, this is a lonely realization. Whether you live alone or enjoy the Deepest intimacy with a loving partner, deep down you still must face the reality That your life is yours alone to live. You can choose to Temporarily yield control of your life to others, Whether it be to a company, a spouse, or Simply to the Pressures of daily living, But You can never give away your personal responsibility for the results. Whether you take direct and conscious control over your life or Merely As They react to events happen to you, you and you alone must bear the consequences.

If you commit to Following the path of courage, Ultimately you will be forced to confront what is Perhaps the greatest fear of all – That You Are Far More Powerful Than You Initially Realized and capable, That is your ultimate potential to Greater Than anything you ‘ you experienced in your past, and That with this power comes tremendous responsibility. You May Not Be Able to solve all the Woes of this planet, But if you ever do commit yourself 100% to the fulfillment of your true potential, you can Significantly Impact the lives of many people, and That impact will ripple through the future for Generations to Come.

Embrace the Daring Adventure

Before you embark on Any path ask the question, does this path Have a heart? If the answer is no, you will know it and then you must Choose another path. The trouble is nobody That Asks the question. And When a man finally realizes That he has taken a path without a heart the path is ready to kill HIM.

– Carlos Castaneda

The Deeper sorrow That Carves Into Your Being, the more joy you can contain. Is not the cup That Holds your wine the very cup That Was burned in the potter’s oven? And is not the lute That soothes your spirit, the very wood That Was hollowed with knives?

– Kahlil Gibran

Inaction breeds doubt and fear. Action breeds confidence and courage. If You Want to conquer fear, do not sit home and think about it. Go out and get busy.

– Dale Carnegie

As You Develop a sense of your true purpose in life, May you begin to feel an uneasy disconnect Between your current life situation and the one you envision moving Towards. These two worlds May Seem So Different to you That you can not mentally conceive of how to build a bridge Between Them. How can you balance the Practical reality of taking care of your third-dimensional Obligations like earning money to pay your bills and taxes, pleasing your boss, raising your family, and Maintaining social relationships with people who can not even Relate to what you ‘ King vs experiencing. the new vision of yourself you desperately Want to Move Towards. A whole host of new Fears May crop up related to this seemingly impossible shift. How will you support yourself? What Will Become of your relationships? Are you just deluding yourself?

Taken to: http://ezinearticles.com/?The-Courage-to-Live-Consciously&id=98627

Compassione e saggezza – Compassion and Wisdom


Compassione e saggezza

Tutto quel che vediamo e comprendiamo
passa attraverso gli occhi, l’intelletto e il cuore:
non sempre siamo capaci di mantenere un atteggiamento equidistante,
dove ci si astiene dal giudizio e dalla reazione agli eventi
che noi stessi interpretiamo, ancora prima di comprendere e
accoglierli per come essi davvero sono.
Spesso, malgrado si avverta una necessità a mantenere
equilibrio ed armonia si teme la perdita di importanza,
la paura ci accompagna con reazioni illogiche capaci
di compromettere il nostro percorso e quello di chi ci vive intorno.
E’ chiaro ed indubbio che ogni essere è distinto,
con proprie capacità o propri limiti, che possa trovare identità nell’ego
che lo contraddistingue da altri. A volte questo serve per prendere coscienza
e per difendersi ma è attraverso un percorso interiore profondo si comprende
come non si sia realmente separati ma si faccia parte della stessa Essenza
che guida ed accompagna verso la Luce e L’Amore. Quando si realizza la comprensione
di questo e si subisce una trasformazione radicale e profonda non è necessario seguire
delle “regole” o dei codici che accompagnino verso un comportamento etico
poiché ogni espressione di Sè diventa manifestazione di Amore.

Chi si rende consapevole del fatto che le ingiustizie sociali
toccano tutti e non solo una parte del mondo, che le discriminazioni
e la violenza, l’incapacità di condurre un percorso etico che supporti
tutti con equanimità e rispetto in favore di pochi, legati al potere e all’ego
è chi sa vedere oltre le apparenze e non c’è bisogno di violenza per far valere
dei diritti ma di una profonda attenzione che sappia dare forma ad energie
di Amore Incondizionato, che sappia abbracciare la sofferenza
per alimentare compassione e saggezza.

03.07.2011 Poetyca

Compassion and Wisdom

All that we see and understand
passes through the eye, the intellect and the heart:
we are not always able to maintain an equidistant attitude,
where one abstains from the trial and the reaction to the events
we interpret them, even before they understand and
accept them for how they really are.
Often, although it feels a need to maintain
balance and harmony, it is feared the loss of importance,
Fear accompanies us with illogical reactions capable
to compromise our path and that of those who live around.
It ‘clear and indisputable that each is distinct,
with their own abilities or limitations, which can be found in the ego identity
which distinguishes it from others. Sometimes this is to become aware
and to defend itself but through a deep inner journey will include
is really not as separate but part of the same Essence
that guides and accompanies to the Light and Love. When building an understanding
of this and it undergoes a radical transformation and deep is not necessary to follow
the “rules” or codes to ethical behavior that accompany
since every self-expression becomes a manifestation of Love.

Who makes you aware that social injustice
affect everyone and not just part of the world, that discrimination
and violence, the inability to conduct an ethical path that supports
everyone with fairness and respect in favor of a few linked to power and ego
it is those who can see beyond appearances and there is no need for violence to enforce
rights but a profound attention to who knows how to shape energy
Unconditional Love, who can embrace the suffering
Food for compassion and wisdom.

03.07.2011 Poetyca

Rondine del tuo cielo – A swallow of your sky


🌼Rondine del tuo cielo🌼

E tu
stavi
contro
al muro
respirando
piano
per non fare
rumore
Era
tempesta
di emozioni
a tenere
imprigionato
il cuore
in attesa
di un aquilone
Ti voglio dire
– Sciogli le catene! –
per un destino nuovo
nella libertà
di essere
oltre le apparenze
rondine
del tuo cielo

10.10.2018 Poetyca
🌼🌿#Poetycamente

🌼A swallow of your sky

And you
that you were
against
at the wall
breathing
slowly
not to do
noise
It was
storm
of emotions
to hold
imprisoned
the heart
waiting
of a kite
I want to tell you
– Untie the chains! –
for a new destiny
in freedom
to be
beyond appearances
a swallow
of your sky

10.10.2018 Poetyca

Non identificazione – No identification


🌸Non identificazione🌸

La non identificazione è osservare,
poter fare una scelta coerente
e saper lasciare andare,
anche per permettere un’evoluzione.
Tutto cambia,si trasforma e quanto più
vogliano credere di essere qualcosa
o qualcuno di definito, più non sappiamo “mollare la presa” per aprirci ad altro.
È importante cogliere il momento presente:
quanto è stato già è destinato a logorarsi
e non sappiamo molto di quanto accadrà.

19.02.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸No identification

No-identification is observing,
to be able to make a coherent choice
and knowing how to let go,
also to allow an evolution.
Everything changes, transforms
and how much more
want to believe they are something
or someone definite, we no longer know how to “let go” to open up to something else.
It is important to grasp the present moment:
what has already been is destined to wear out
and we don’t know much about what will happen.

19.02.2022 Poetyca

Presenza mentale – Mental presence


🌸Presenza mentale🌸

Il primo passo
per la presenza mentale:
Essere attenti a quello
che si sta facendo,adesso.
Poi,riuscire ad estendere
tale attenzione nel tempo.
Meditare non va assimilato
al restare fermi senza fare nulla
solo per una porzione di tempo
durante la giornata, piuttosto
al fare ogni cosa consapevolmente.

14.08.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Mental presence

The first step to mindfulness:
Be attentive to what you are doing now. Then, being able to extend
this attention over time.
Meditating should not be equated
with staying still without doing
for only a portion of time
during the day, rather than
doing everything consciously.

14.08.2019 Poetyca

Misterioso universo – Mysterious universe


Misterioso universo

Argentei riflessi
tra piccole onde
che cullano i pensieri
moti dell’anima
che al mattino
son nascosti da nebbie

Ti vengo a cercare
e m’ascolti
oltre il silenzio
bevendo gli attimi
che m’attraversano

Vita parallela
d’ attese e sogni
nel tempo che s’abbatte
per la lezione della vita
che è dono

Tutto di me conosci
del mio percorso
e come padre
mi consoli
insieme ai salici

In te mi specchio
liquido occhio
che tutto leggi
e m’abbracci

Fiume placido
che a volte
in un moto di vita
percorre il confine
e poi tracima

Con te i primi inganni
e le lacrime che rigavano
l’anima inqueta
e tu m’accoglievi
portando pace
al mio vivere le paure

Te ritraggo
in immagini vive
per essere di te figlio
che impara
il respiro di vita
oltre le stagioni

Tu amico
che la notte
accogli la luna
e ti fai accarezzare
dal generoso vento

Fonte di vita
per tutte le tue creature
che benevolo sorvegli
abbeverando radici
e dissetando stormi

Mi dicono in attesa
come te fratello
che nella mia anima vivo
e son guardiano
che raccoglie con te
speranze e sogni

Il sole gira ancora
e la mia anima accarezza
oltre il timore
di cadere da sottile lama

E tutto ora comprendo
del senso delle cose
e di questo respiro immoto
d’ un misterioso universo

14.04.2005 Poetyca

Mysterious universe

silvery reflections
of small waves
that cradle your thoughts
motions of the soul
in the morning
are hidden by fog

I’ll come and look
and hear me
than silence
drinking the moments
that m’attraversano

parallel lives
‘s hopes and dreams
in time s’abbatte
Lesson for life
which is a gift

Know everything about me
of my path
and as a father
comfort me
together with willows

My reflection in you
liquid eye
that all laws
and hug me

leisurely
that sometimes
in a movement of life
crosses the border
and then overflows

With you the first deception
and the tears streaming down
soul inqueta
welcomes me and you
bringing peace
I live in fear

you flinch
lives in pictures
for you son
who learns
the breath of life
over the seasons

you friend
the night
you welcome the moon
and I do pat
by the generous wind

Source of life
for all your creatures
monitor that kind
providing water in roots
flocks and drink

They tell me on hold
brother like you
I live in my soul
and I am the guardian
gathering with you
hopes and dreams

The sun still revolves
and caresses my soul
beyond fear
falling from thin blade

And I understand everything now
the meaning of things
and this breath motionless
d ‘a mysterious universe

14.04.2005 Poetyca

Senza tempo – Timeless


🌸Senza tempo🌸

Guardarsi dentro
e mai nulla
voler possedere

Momento
dopo momento
essere respiro

Qui ed ora
un tuffo profondo
senza tempo

02.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Timeless

Look inside
and never anything
want to own

Moment
after moment
be breath

Here and now
a deep dive
timeless

02.03.2022 Poetyca

Tutti in viaggio – All travelers


Tutti in viaggio

Tutti siamo in viaggio:
scoperta di quel che siamo,
leggero il bagaglio – togliendo via
quel che è inutile –
Sentimenti di attaccamento;
timori e rabbia a nulla serviranno.

Tutti sulla stessa via,
alla ricerca di senso:
scoperta del tempo
che non ha tempo
dello spazio
senza spazio
per essere Fratelli
e Sorelle dell’Anima
che chiama.

Una sola coperta
che riscalda il cuore
una sola borraccia
per estinguere la sete
Amore che raccoglie
anche l’ultima stella
nel riflesso della gioia.

La meta è vicina
e non dimentichiamo
anche l’ultimo viandante
che non crede più
e non spera
in quest’attesa,
perchè non manda via la nebbia
delle sue illusioni.

01.12.2005 Poetyca

All travelers

We are all travelers:
discover what we are,
lightweight luggage – taking away
what is useless –
Feelings of attachment;
fears and anger at nothing will.

All in the same way,
in search of meaning:
discovery of time
no time
space
no space
for Brothers
Sisters and Soul
the caller.

One blanket
that warms the heart
one bottle
to quench thirst
Love that collects
also the last star
the reflection of the joy.

The end is near
and do not forget
the last wanderer
that no longer believes
and hopes
in this expectation,
why not send away the fog
of his illusions.

01.12.2005 Poetyca

Sull’Amore – About love


Sull’amore

Osho afferma che l’amore non è un fenomeno che possa essere confinato, si può tenere nella mano aperta, ma non nel pugno: appena si chiudono le mani esso si dilegua.

Il termine amore,in inglese “love”, deriva dal sanscrito “lobha” che significa avidità. Una volta che viene assimilata, digerita, l’avidità si trasforma in amore. L’avidità incorporea, tende al possesso; l’amore condivide, dona, senza chiedere nulla in cambio. Esiste un processo all’interno di noi che ci permette di passare dall’avidità all’amore.

Per poter donare dobbiamo avere qualcosa da offrire, ma, a volte (e, in alcuni casi, mai), questo non è possibile. Tutto parte dall’amore nei propri confronti.

Amare se stessi significa rispettarsi, non condannarsi, non giudicarsi, non farsi del male, implica rispettare quella forma di spiritualità, quella forma di trascendenza che va al di là di qualsiasi specifico credo religioso, che alberga in ciascuno di noi: la nostra esistenza qui e adesso è motivata da un Volere supremo ed è espressione di un Amore che ci è stato donato.

Amare se stessi significa poter contemplare se stessi, la propria esistenza ed il proprio Esserci.

L’amore verso di sé deve essere seguito dall’osservazione di sé:è l’amore per se stessi che pone le basi per conoscersi. Conoscersi è un atto di amore nei propri confronti, significa dedicarsi spazio, tempo e attenzione. La meditazione, cioè il mettere la mente, intesa come creazione sociale, da parte, può essere uno degli strumenti per realizzare questo. Allo stesso modo, anche la psicoterapia può essere un mezzo per aumentare l’autoconsapevolezza.

Contrariamente a quanto socialmente e culturalmente trasmesso, essere egoisti, cioè centrati su di sé, che implica essere soddisfatti, felici, è fondamentale per poter essere altruisti. Avere qualcosa dentro di sé da donare, qualcosa come la gioia, la felicità, l’amore che si sentono traboccare è naturale che fluiscano anche all’esterno verso gli altri. Sono forme di energia che in completa naturalezza noi lasciamo scorrere anche verso gli altri. Se, al contrario, siamo infelici, insoddisfatti un eventuale altruismo che potremmo mostrare non sarebbe autentico, sarebbe un modo per non pensare a noi stessi, un dovere, una formalità,un sacrificio.

Spesso si tende ad utilizzare una definizione non corretta di amore. Non è una forma di bisogno, di carenza, come accade per il neonato che necessita di una figura di riferimento che soddisfi le sue necessità, senza la quale non potrebbe sopravvivere. Al contrario, l’amore autentico è dono incondizionato, abbondanza, è un avere così tanta vita dentro di sé che è fin “troppa” per se stessi ed è spontaneo condividerla. Anzi, il vero dono lo offre chi riceve tale amore. In ogni caso, una persona che ha così tanto da offrire vive ed è felice anche senza che ci sia nessuno che riceva: è come un fiore in una foresta: c’è, esiste, risplende anche senza che vi sia alcuno che lo possa ammirare, il riconoscimento da parte di un altro è accidentale, è un di più. Il mero fluire della vita, della gioia dell’amore è ciò che riempie e rende felici.

L’amore non è dipendenza, non è qualcosa che quando non ci viene donato ci svuota, non è ricatto, non è una forma di potere, non è un oggetto di contrattazione.

L’amore è come un’aurea che nasce da dentro di noi e che ci circonda: se non lo si possiede, lo si chiede ad altri e si diventa dipendenti. In questo caso, l’amore non sarà mai abbastanza e le aspettative nei confronti degli altri non saranno mai realizzate.

Ecco, quindi, ancora una volta  si impone la necessità di imparare prima a stare da soli con se stessi e poi con gli altri. A quel punto si sarà in grado di stare con altre persone in una forma di unità che non distrugge, ma anzi fortifica l’individualità di ciascuno e incita alla libertà. Se non si è in grado di stare da soli ci si imporrà di stare con gli altri, ma questo risulterà soffocante, costrittivo, perché limiterà la propria libertà a causa di una personale incapacità. E l’odio, la rabbia, il disprezzo neo propri confronti quasi inevitabilmente verrà rivolto non solo contro se stessi, ma anche verso chi ci circonda, innescando un circolo vizioso di sentimenti negativi.

Spezzare questa catena è possibile, partendo da se stessi, mettendosi al centro del proprio cammino emotivo, spirituale, fisico e sociale che vede negli altri dei compagni di viaggio, altrettante persone alla ricerca di se stesse con le quali è possibile una parte più o meno ampia della propria esistenza. Tra queste persone, poi, diventerà più semplice, una volta che ci predisporremo interiormente all’incontro, al dialogo, allo scambio, sarà più probabile incontrare una persona con cui instaurare un legame preferenziale, più profondo e duraturo.
L’importante, come ci insegnano i maestri zen, è “lasciare che sia”.

Anna Fata    

About Love

Osho says that love is not something that can be confined, you can hold in your hand open, but not in the hand: as soon as you close your hands it disappears.

The word love in English “love” comes from the Sanskrit “lobha” which means greed. Once it is absorbed, digested, greed turns into love. Greed disembodied, tends to possession, love sharing, giving, without asking for anything in return. Is there a process within us that allows us to move from greed to love.

To be able to donate we must have something to offer, but, at times (and, in some cases, never), this is not possible. All the love in their comparisons.

To love oneself is to be respected, not condemn, do not judge, do not get hurt, means respecting that form of spirituality, that form of transcendence that goes beyond any particular religious belief, that dwells in each of us: our existence here and now it is motivated by a Supreme Volition and is an expression of a love that was given to us.

Loving yourself means that you can contemplate themselves, their lives and their being there.

The love of self must be followed by observation of self, is the self-love which paves the way to get to know. Know it is an act of love toward them, means focusing space, time and attention. Meditation, that is, putting the mind, understood as a social creation, by hand, can be one of the tools to achieve this. Similarly, also psychotherapy can be a means to increase the self-awareness.

Contrary to what is socially and culturally transmitted, being selfish, that is centered on himself, which involves being satisfied and happy, it is important to be selfless. Having something within himself to give, something like joy, happiness, love that they feel it is natural that overflow to flow outward to others also. These are forms of energy that we leave in full natural flow, even to others. If, on the contrary, we are unhappy, dissatisfied with any altruism that we could show it would not be authentic, it would be a way to not think of ourselves, a duty, a formality, a sacrifice.

Often we tend to use an incorrect definition of love. It is a form of need, lack, as is the case for the baby that needs a reference point that meets their needs, without which it could not survive. On the contrary, true love is unconditional gift, abundance, is to have so much life in himself that it is all “too much” for themselves and it is natural to share it. Indeed, the true gift offers the recipient of such love. In any case, a person who has so much to offer and is happy lives, even if there is no one who receives it’s like a flower in a forest: there, there, it shines even without that there is no one who can see the , the recognition by another is accidental, is a more. The mere flow of life, the joy of love is what fills and makes you happy.

Love is not dependence, is not something that is given to us when we emptied, is not blackmail, it is a form of power, is not a subject of bargaining.

Love is like an aura that comes from within us and around us: if you do not have it, you ask someone else and you become addicted. In this case, the love will never be enough, and the expectations of others will never be realized.

Here, then, once again there is the need to first learn to be alone with yourself and then with others. At that point you will be able to be with other people in a form of unity that does not destroy, but rather strengthens the individuality of each and incites freedom. If you are not able to be alone you will require to be with others, but this will be stifling, constricting, why limit its freedom because of a personal failure. And hate, anger, contempt towards their neo almost inevitably will be directed not only against themselves, but also to those around us, creating a vicious circle of negative feelings.

You can break this chain, starting with themselves, placing themselves at the center of his journey emotional, spiritual, physical and social environment that sees in the other fellow travelers, many people searching for themselves with which it is possible a more or less wide of his life. Among these people, then it will become easier once inside we will prepare the meeting, dialogue, exchange, will be more likely to meet a person with whom to establish a preferential binding, more profound and lasting.
The important thing, as some of the Zen masters, is “let it be”.

Anna Fata

Canzoni d’amore – Love songs


🌸Canzoni d’amore🌸

Cantiamo l’amore
facciamolo volare
oltre le barriere
delle menti oscure
perché si possa
fare conoscere
cosa sia vivere
in armonia

01.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Love songs

We sing about love
let’s make it fly
beyond the barriers
of dark minds
because you can
make known
what it is to live
in harmony

01.03.2022 Poetyca

Attesa – Wait – Haiku


🌸Attesa🌸

Respiri tesi
senza altre parole :
nuovi estuari

© Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Wait

Tense breaths
without other words:
new estuaries

© Poetyca

Willy DeVille


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=vB-WF4lvVhw&list=PL9F487E77BA659370]

Willy DeVille nasce come William Borsay a Stamford, nel Connecticut (assumerà il nome di Willy DeVille nel 1975). Sua nonna materna era un’irochese; inoltre, è di discendenza basca e irlandese. Per dirla con le sue parole, “Un po’ di questo e un po’ di quello; un vero cane randagio”[2] Lascia la scuola al suo decimo anno di studi [3]e inizia a frequentare il Lower East Side e il West Village, a Manhattan. “Sembrava che non facessi altro che girare senza meta. Volevo suonare, ma non mi sembrava di trovare l’ambiente giusto. C’erano parecchie band di rock psichedelico, ma non erano fatte per me”[4] In questo periodo, gli interessi di DeVille erano indirizzati principalmente verso il blues, e in particolar modo verso John P. Hammond, Muddy Waters e John Lee Hooker.[5][6]

DeVille lascia allora la sua band “Billy and the Kids” e prova a raggiungere Londra, in cerca di musicisti con le sue stesse idee, ma non riesce a trovarne. Torna quindi a New York, dopo due anni di assenza.[7] La sua band successiva, i “Royal Pythons” (“una gang trasformata in gruppo musicale”[8]) rimase un altro tentativo senza successo.

Dopo alcuni pellegrinaggi si ferma a San Francisco, dove forma un gruppo con il bassista Ruben Siguenza e il batterista Tom “Manfred” Allen. Il gruppo suona sotto i nomi di “Billy DeSade & the Marquis” e “The Lazy Eights” prima di trovare il nome “Mink DeVille”. Dopo un po’ di tempo DeVille porta la band a New York, dove viene assunto il chitarrista Louis X. Erlanger, le cui abilità nel campo degli arrangiamenti aiutano ulteriormente il processo di perfezionamento del sound del gruppo. Nel 1981, quando esce il quarto album dei “Mink DeVille”, Coup de Grâce, tutti i componenti originali del gruppo, escludendo Willy, se ne sono già andati. Nel 1987 DeVille inizia a registrare sotto il proprio nome.

DeVille ha recitato in due film negli anni ottanta, rivestendo prima il ruolo di un truffatore in “Va Banque” (1986) e poi di una guardia del corpo in “Homeboy“, nel 1988. Nel corso della sua vita ha sofferto a lungo di dipendenza da droga, cosa che ha danneggiato seriamente la sua carriera. Possedeva abitazioni a New Orleans e nel Mississippi.

Una sua canzone, Demasiado corazón, è stata scelta come sigla della trasmissione televisiva italiana Zelig.

Il suo gruppo, inoltre, ha suonato a lungo al CBGB, lo storico nightclub newyorkese in cui ebbe origine il punk rock intorno agli anni settanta. A New Orleans, luogo in cui si trasferì nel 1988, diede un contributo importante al tentativo di dare nuova importanza al R&B locale. I suoi testi profondi e i legami con i ritmi tipici della musica latina hanno portato alla definizione di un nuovo genere di musica, chiamata Ispanico-americana.[9] Ha raggiunto la notorietà in Europa, mentre non fu particolarmente conosciuto negli Stati Uniti.

Nel 1994 è ospite musicale in una puntata della trasmissione satirica Tunnel con Serena Dandini (dove poco tempo prima lo avevano preceduto i Nirvana) ed esegue Cadillac Walk, prestandosi poi per qualche istante ai siparietti scherzosi di Corrado Guzzanti, Adolfo Margiotta, Maurizio Crozza e Carla Signoris.

http://it.wikipedia.org/wiki/Willy_DeVille

Willy DeVille (August 25, 1950 – August 6, 2009) was an American singer and songwriter. During his thirty-five-year career, first with his band Mink DeVille (1974–1986) and later on his own, Deville created original songs rooted in traditional American musical styles. He worked with collaborators from across the spectrum of contemporary music, including Jack Nitzsche, Doc Pomus, Dr. John, Mark Knopfler, Allen Toussaint, and Eddie Bo. Latin rhythms, blues riffs, doo-wop, Cajun music, strains of Frenchcabaret, and echoes of early-1960s uptown soul can be heard in DeVille’s work.

Mink DeVille was a house band at CBGB, the historic New York City nightclub where punk rock was born in the mid-1970s. DeVille helped redefine the Brill Building sound. In 1987 his song “Storybook Love” was nominated for an Academy Award. After his move to New Orleans in 1988, he helped spark the roots revival of classic New Orleans R&B. His soulful lyrics and explorations in Latin rhythms and sounds helped define a new musical style sometimes called “Spanish-Americana”.[1]

DeVille died of pancreatic cancer on August 6, 2009 in a New York hospital. He was 58 years old.[2][3][4] Although his commercial success waxed and waned over the years, his legacy as a songwriter has influenced many other musicians such as Mark Knopfler and Peter Wolf.

http://en.wikipedia.org/wiki/Willy_DeVille

Una perla al giorno – Mahatma Gandhi


mandala

“Un piccolo corpo con spirito determinato
alimentato on una fede inestinguibile nella sua missione
può alterare il corso della storia “.

Mahatma Gandhi

“A small body of determined spirits
 fired by an unquenchable faith in their mission
can alter the course of history.”

 Mahatma Gandhi

Nessuna confusione -No confusion – Ramesh S. Balkesar


Nessuna confusione

Nessuna confusione potrebbe sorgere nel ricercatore spirituale se i concetti fondamentali della manifestazione e del suo funzionamento che chiamiamo “vita e vivere” fossero profondamente incisi nella sua psiche.
Questi concetti sono i seguenti:

1. La manifestazione fenomenica è l’attivazione del potenziale noumenico dell’Energia-Sorgente-Coscienza; quando l’energia scatenata dal Big Bang si esaurisce, la manifestazione attivata torna al potenziale, fino a che non si verifica di nuovo un evento simile.

2. La totalità della manifestazione fenomenica è la totalità di tutti gli oggetti di ogni specie immaginabile; una pietra, un albero, un animale, un essere umano ecc. fanno tutti parte della totalità della manifestazione.

3. Quel che succede in ogni momento per ogni oggetto manifestato può avvenire soltanto in accordo con la Legge Cosmica in vigore fin dal primo giorno della manifestazione e fino a che questa non ha termine.

Nessuno può arrivare a conoscere le basi di questa Legge Cosmica impersonale.

4. Il Creatore ha infuso nell’oggetto chiamato essere umano:

a) un’anima-vita animale con i sensi, con una comprensione o consapevolezza attiva in quanto elemento funzionante attraverso i sensi;

b) una mente-intelligenza che crea l’identificazione dell’ego con un corpo particolare e un nome in quanto entità separata, munita di libero arbitrio e del senso di essere l’autore dell’azione.

5. La manifestazione, fondamentalmente, funziona sulla dualità, ossia sull’esistenza costante di opposti polari di ogni genere, come maschio e femmina, bellezza e bruttezza, bene e male, salute e malattia, conoscenza e ignoranza, luce e oscurità ecc.

Il saggio è tale perché ha accettato questo fatto; ha realizzato che la sua programmazione è una combinazione di elementi positivi e negativi, che non può essere un essere umano perfetto (e che nessuno può esserlo); in questo modo è capace di accettare gli eventi, senza giudicare mai niente e nessuno.

In altre parole: egli è in grado di accettare, senza difficoltà alcuna, “Ciò che È”, ovvero quello che avviene nel momento presente.

La persona non realizzata, generalmente, non è capace di accettare questa dualità come fondamento della vita e del vivere; osserva ogni cosa con occhio critico e, nelle varie situazioni di dualità che la vita le presenta, vive un’altalena di preferenze. Per questa ragione molti si sentono perennemente scontenti e frustrati.

In altre parole: il saggio, avendo accettato le dualità della vita, vive con un atteggiamento di grande tolleranza e quindi gode di una pace costante, sentendosi appagato e tranquillo; al contrario la persona non realizzata vive immersa nel dualismo, e passa da una preferenza all’altra il che la porta a giudicare e a fare dei continui paragoni, rifiutando ciò che il momento presente le offre.

Questa situazione porta con sé profondo scontento, cattivo umore e confusione.

6. Un altro aspetto della vita che non viene afferrato chiaramente è quello della sua incertezza.

Nessuno può sapere ciò che avverrà il momento seguente, dolore o piacere, e nessuno può evitare né l’uno né l’altro.

La ricerca spirituale non ha niente a che vedere con tutto ciò.

Ci sono ricercatori che non hanno afferrato questo concetto e si rivolgono a uno Swami nella speranza di ridurre la propria sofferenza fisica, psicologica o economica, ma in questi casi non si può parlare di ricerca spirituale.

C’è bisogno di chiarezza. Anche i migliori tra i saggi hanno dovuto sopportare la sofferenza.

Se per ridurre la propria sofferenza una persona compie degli sforzi impegnandosi in pratiche spirituali di ogni genere, non potrà evitare enormi sensi di frustrazione e maggiore confusione.

Cito il caso di un importante uomo politico che aveva annunciato pomposamente di aver perso la fede in Dio perché, prima di mettersi in viaggio, sua moglie si era recata in un certo tempio, e nonostante questo, durante il viaggio era morta in un incidente.

Un altro devotissimo ricercatore spirituale si vantava di non avere mai omesso, neppure per un solo giorno, di compiere i suoi rituali devozionali (puja).

Quando suo figlio morì, l’uomo accettò il fatto con coraggio e adottò un parente come figlio, ma anche questo figlio adottivo morì in un incidente.

Questo fatto lo fece sentire così frustrato che entrò nella stanza dove aveva allestito un piccolo altare, raccolse tutte le statuette delle divinità in un sacchetto e le buttò nel pozzo (è accaduto in un villaggio molti anni fa); dopo di che egli non celebrò mai più alcun rito devozionale, né partecipò a cerimonie religiose.

Ogni cosa è predeterminata; non esiste pratica spirituale con cui poter ridurre il dolore o aumentare il piacere assegnatoli dal Creatore secondo la Legge Cosmica. Se il ricercatore spirituale ignora questo aspetto rischia di prendere una grossa cantonata.

7. Il Buddha ha affermato: “L’illuminazione significa la fine della sofferenza”.

Questo potrebbe creare confusione se non si comprende che la sofferenza è causata dall’individuo che crede di avere il libero arbitrio e d’essere colui che agisce.

I sensi di colpa e i rancori sono le conseguenze ovvie di una erronea comprensione.

Soltanto la piena accettazione del fatto che non esiste, in nessun caso, un individuo che agisce potrà rimuovere questo tipo di sofferenza e di ansie.

Fonte: Ramesh S. Balkesar – Non più confusione – Ed. Laris

No confusion
No confusion can arise if the spiritual seeker the fundamental concepts of the event and its operation that we call “life and living” were deeply etched into his psyche.
These concepts are the following:
1. The phenomenal manifestation is the activation of the potential noumenal Energy-Source-Consciousness; when the energy unleashed by the Big Bang is exhausted, the event turned back to potential, until it occurs again for a similar event.
2. The totality of the phenomenal manifestation is the totality of all objects of every kind imaginable; a stone, a tree, an animal, a human being etc. are all part of the totality of the event.
3. What happens at all times for each object can only be expressed in accordance with the Cosmic Law in force since the first day of the event and until this has no end.
No one can get to know the basics of this Cosmic Law impersonal.
4. The Creator has instilled in the object called a human being:
a) a soul-animal life with the senses, with an understanding or awareness as active element working through the senses;
b) a mind-intelligence that creates the ego identification with a particular body and a name as a separate entity, equipped with free will and the sense of being the author of the action.
5. The event, basically, it works on duality, ie the existence of constant polar opposites of all kinds, as male and female, beauty and ugliness, good and evil, health and disease, knowledge and ignorance, light and darkness etc.
The essay is that it has accepted this fact; has realized that its programming is a combination of positive and negative elements, which can not be a perfect human being (and that no one can be); in this way it is able to accept the events, without ever judging anyone or anything.
In other words: he is able to accept, without any difficulty, “What is”, or what is happening in the present moment.
The person is not realized, generally, is not able to accept this duality as the foundation of life and living; observes everything with a critical eye and, in various situations of duality that life presents, lives a swing of preferences. For this reason many feel perpetually dissatisfied and frustrated.
In other words: the wise, having accepted the dualities of life, lives with an attitude of great tolerance and therefore enjoys a constant peace, feeling satisfied and quiet; on the contrary the person unrealized lives immersed in dualism, and passes by a preference to another which leads to the judge and to the continual comparisons, rejecting what the present moment offers.
This situation brings deep discontent, bad mood and confusion.
6. Another aspect of life that is not clearly grasped is that of its uncertainty.
No one can know what will happen the next moment, pain or pleasure, and no one can prevent neither the one nor the other.
The spiritual quest has nothing to do with anything.
There are researchers who have not grasped this concept and are turning to a Swami in the hope of reducing their physical suffering, psychological or economic, but in these cases we can not speak of the spiritual quest.
There is need for clarity. Even the best of the sages have had to endure the suffering.
If to reduce their suffering a person makes efforts by engaging in spiritual practices of any kind, can not avoid huge senses of frustration and more confusion.
I cite the case of a prominent politician who had pompously announced that he had lost faith in God because, prior to travel, his wife had gone to a temple, and in spite of this, during the trip had died in an accident.
Another devoted spiritual seeker boasted that it never failed, even for a single day, to make his devotional rituals (puja).
When his son died, the man accepted the fact with courage and adopted a relative as a child, but even that adopted son died in an accident.
This fact made him feel so frustrated that he entered the room where he had set up a small altar, picked up all the statues of the gods in a bag and threw it into the well (it happened in a village many years ago); after which he never celebrated any devotional rite, nor participated in religious ceremonies.
Everything is predetermined; there is no spiritual practice which can reduce pain or increase pleasure assigned to him by the Creator according to the Cosmic Law. If the spiritual seeker ignores this aspect is likely to take a big blunder.
7. The Buddha said: “The lighting means the end of suffering.”
This could be confusing if you do not understand that suffering is caused by the individual who believes he has the free will and of being the doer.
Feelings of guilt and resentment are the obvious consequences of an erroneous understanding.
Only the full acceptance of the fact that there is, in any case, an individual acting will remove this type of suffering and anxiety.
Source: S. Ramesh Balkesar – No more confusion – Ed. Laris

Le quattro nobili verità – The four noble truths


Sow a thought …

Sow a thought and action will be born. Sow an action and a habit born. Sow a habit and will create a character. Sow a character and give birth to a destiny …
Since the mind above the ways of being, originated from the mind, created by the mind. In the mind is the origin of suffering. In the mind originates the cessation of suffering.
(From the sayings of the Buddha perle.risveglio.net © copyleft)

Le quattro Nobili Verità

Le Quattro Nobili Verità (sans. चत्वारि आर्यसत्यानि catvāri-ārya-satyāni, pāli cattāri ariya-saccāni, cinese 四諦 pinyin sì dì Wade-Giles ssu-ti, tibetano ‘phags pa’i bden pa bzhi, bden pa rnam pa bzhi, coreano 사제 sa che, vietnamita tứ đế) rappresentano un elemento cardine della dottrina buddhista.
La narrazione classica delle vicende che portarono il principe Siddhārtha Gautama, detto il Buddha, a sviluppare la dottrina della religione di cui fu il primo maestro lo riporta tanto sollecito e ansioso di risolvere il problema esistenziale di base della vita umana dall’abbandonare la vita principesca di palazzo per intraprendere le varie vie di ricerca e di pratica religiosa del tempo.
La prima conclusione ferma di tale ricerca fu lo sviluppo della dottrina delle Quattro Nobili Verità, della cui essenza gli sorse la consapevolezza durante una meditazione condotta nel Parco dei Cervi (o delle gazzelle) di Sārnāth, presso Varanasi.
« O monaci, il Tathāgatha, il Venerabile, il Perfettamente risvegliato, ha messo in moto presso Vāraṇasī, a Isipatana (Sarnath), nel Parco delle gazzelle, l’incomparabile ruota della Legge (dhammacakka), che non può essere ostacolata da alcun asceta o brāhamana o deva o Māra o Brahmā né da chiunque altro al mondo – la ruota della Legge, cioè l’annunciazione, l’esposizione, la dichiarazione, la manifestazione, la determinazione, la chiarificazione, l’esposizione dettagliata delle Quattro nobili verità. E di quali quattro? Della nobile verità del dolore, della nobile verità dell’origine del dolore, della nobile verità della cessazione del dolore, della nobile verità della via che porta alla cessazione del dolore.. »
(Buddha Shakyamuni Saccavibhaṅga Sutta, Majjhima Nikāya, 141.[1] )
Le Quattro Nobili Verità
LA SOFFERENZA – PRIMA NOBILE VERITÀ
Qual è la Nobile Verità della sofferenza? La nascita è sofferenza, la vecchiaia è sofferenza, la morte è sofferenza. Separarsi da ciò che si ama è sofferenza, non ottenere ciò che si desidera è sofferenza: tutte le cinque categorie dell’attaccamento sono sofferenza. C’è la Nobile Verità della sofferenza: questa fu la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima. Questa Nobile Verità deve essere penetrata attraverso la piena comprensione della sofferenza: questa fu la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima. Questa Nobile Verità è stata penetrata con la piena comprensione della sofferenza: così fu la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima.
L’ORIGINE DELLA SOFFERENZA – SECONDA NOBILE VERITÀ
Qual è la Nobile Verità dell’Origine della Sofferenza? È la brama che dà luogo ad una nuova rinascita e, legata alla voluttà e al desiderio, trova nuovi piaceri ora qui ora là, ossia: brama del piacere dei sensi, brama di esistenza, brama di non-esistenza. Da dove questa brama sorge e prende vigore? Ovunque vi siano delle cose che sembrano dilettevoli e gratificanti, da lì questa brama sorge e prende vigore. C’è la Nobile Verità dell’origine della sofferenza. Questa fu la visione, l’intuizione, la sapienza, la conoscenza, la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima. Questa Nobile Verità deve essere compresa a fondo abbandonando l’origine stessa della sofferenza… Questa Nobile Verità è stata compresa a fondo abbandonando l’origine stessa della sofferenza: questa fu la visione, l’intuizione, la sapienza, la conoscenza, la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima.
LA CESSAZIONE DELLA SOFFERENZA – TERZA NOBILE VERITÀ
Qual è la Nobile Verità della cessazione della sofferenza? È la completa scomparsa ed estinzione della brama, la rinuncia ad essa e il suo abbandono, la liberazione e il distacco da essa. Ma dove questa brama può essere abbandonata, dove può essere estinta? Ovunque nel mondo vi siano cose apparentemente dilettevoli e piacevoli, là questa brama può essere abbandonata, là può essere estinta. C’è la Nobile Verità della cessazione della sofferenza: questa fu la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima. Questa Nobile Verità deve essere penetrata realizzando la cessazione della sofferenza… Questa Nobile Verità è stata penetrata realizzando la cessazione della sofferenza: questa fu la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima.
IL SENTIERO CHE CONDUCE ALLA CESSAZIONE DELLA SOFFERENZA – QUARTA NOBILE VERITÀ
Qual è la Nobile Verità del sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza? È il Nobile Ottuplice Sentiero e cioè: Retta Comprensione, Retta Aspirazione, Retta Parola, Retta Azione, Retti Mezzi di Sostentamento, Retto Sforzo, Retta Presenza Mentale, Retta Concentrazione. C’è la Nobile Verità del Sentiero che conduce alla cessazione della Sofferenza: questa fu la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima… Tale Nobile Verità deve essere penetrata sviluppando e coltivando il Sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza. Tale Nobile Verità è stata penetrata sviluppando e coltivando il Sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza: fu questa la visione, l’intuizione, la saggezza, la conoscenza e la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima.
[Samyutta Nikaya LVI, 11]
Il Nobile Ottuplice Sentiero che conduce alla cessazione della Sofferenza (Quarta Nobile Verità)
SAGGEZZA (panna)
1. Retta Visione
2. Retta Risoluzione
MORALITA’ (sila)
3. Retta Parola
4. Retta Azione
5. Retti Mezzi di Sostentamento
CONCENTRAZIONE (samadhi)
6. Retto Sforzo
7. Retta Consapevolezza
8. Retta Concentrazione
I Precetti (cinque per i laici più tre per Monaci e Novizi)
1. Non violenza: astenersi dall’uccidere o danneggiare intenzionalmente qualunque forma di vita.
2. Onestà: astenersi dal prendere ciò che non viene dato.
3. Castità: astenersi da ogni attività sessuale impropria.
4. Retta parola: astenersi da un linguaggio falso, violento o irrispettoso nei confronti degli altri.
5. Sobrietà: astenersi da sostanze intossicanti come alcol e droghe. (i tre seguenti per i soli Monaci e Novizi)
6. Rinuncia: non mangiare dopo mezzogiorno.
7. Raccoglimento: astenersi da attività distraenti e di evasione come giochi o spettacoli, e dall’uso di ornamenti e cosmetici.
8. Vigilanza: non indulgere al sonno e alla pigrizia.
METTA SUTTA (Sutta Nipata I.8)
Questo dovrebbe fare
chi pratica il bene
e conosce il sentiero della pace:
essere abile e retto,
chiaro nel parlare,
gentile e non vanitoso,
contento e facilmente appagato;
non oppresso da impegni e di modi frugali,
calmo e discreto,
non altero o esigente;
incapace di fare
ciò che il saggio poi disapprova.
Che tutti gli esseri
vivano felici e sicuri:
tutti, chiunque essi siano,
deboli e forti,
grandi o possenti,
alti, medi o bassi,
visibili e non visibili,
vicini e lontani,
nati e non nati.
Che tutti gli esseri vivano felici!
Che nessuno inganni l’altro
né lo disprezzi
né con odio o ira
desideri il suo male.
Come una madre
protegge con la sua vita
suo figlio, il suo unico figlio
così, con cuore aperto,
si abbia cura di ogni essere,
irradiando amore
sull’universo intero;
in alto verso il cielo
in basso verso gli abissi,
in ogni luogo, senza limitazioni,
liberi da odio e rancore.
Fermi o camminando,
seduti o distesi,
esenti da torpore,
sostenendo la pratica di Metta;
questa è la sublime dimora.
Il puro di cuore,
non legato ad opinioni,
dotato di chiara visione,
liberato da brame sensuali,
non tornerà a nascere in questo mondo.
Per approfondimenti:
http://www.dhamma.it/jsps/portal/cammino/ap3.jsp
The four noble truths
The Four Noble Truths (sans. चत्वारि आर्यसत्यानि catvāri-Arya-satyāni, Poles Cattari-Ariya Saccani, Chinese pinyin 四谛 yes Wade-Giles ssu-ti, Tibetan ‘Phags pa’i bden bzhi pa, pa mam pa bzhi bden, Korean 사제 know that you DJE Vietnamese) are a cornerstone of Buddhist doctrine.
The classic narrative of the events that led to Prince Siddhartha Gautama, the Buddha said, to develop the doctrine of the religion that was the first teacher brings him back so attentive and eager to solve the problem of existential basis of human life from abandoning the princely life to undertake the building of several avenues of research and of religious practice of the time.
The first firm conclusion of this research was the development of the doctrine of the Four Noble Truths, the essence of which arose the awareness during meditation conducted in Deer Park (or gazelles) at Sarnath, near Varanasi.
“O monks, the Tathagatha, the Venerable, the perfectly awakened, has set in motion at Varanasi, in Isipatana (Sarnath), in the deer park, the incomparable wheel of the law (dhammacakka), which can not be hindered by any ascetic or Brahman or deva or Mara or Brahma or by anyone else in the world – the Wheel of Law, namely, the Annunciation, exhibition, declaration, demonstration, determination, clarification, a detailed discussion of the Four Noble Truths. And what four? The noble truth of suffering, the noble truth of the origin of suffering, the noble truth of cessation of suffering, the noble truth of the street leading to the cessation of pain .. “
(Buddha Shakyamuni Saccavibhaṅga Sutta, Majjhima Nikāya, 141 [1].)
The Four Noble Truths
THE SUFFERING – THE FIRST NOBLE TRUTH
What is the Noble Truth of suffering? Birth is suffering, aging is suffering, death is suffering. Separate from what you love is suffering, not getting what one wants is suffering: all five categories of attachment are suffering. There is this Noble Truth of Suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before. This Noble Truth must be penetrated by fully understanding suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before. This Noble Truth has been penetrated by fully understanding suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before.
THE ORIGIN OF SUFFERING – THE SECOND NOBLE TRUTH
What is the Noble Truth of the Origin of Suffering? It is the desire that gives rise to a new rebirth, and tied to the lust and desire, find new delights now here now there, namely: craving for sensual pleasure, craving for existence, craving for nonexistence. Where this craving arises and takes effect? Everywhere there are things that seem delightful and rewarding, from there this craving arises and takes effect. There is this Noble Truth of the origin of suffering. This was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before. This Noble Truth must be understood fully abandoning the very origin of suffering … This Noble Truth has been well understood abandoning the very origin of suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before.
The cessation of suffering – THIRD NOBLE TRUTH
What is the Noble Truth of the cessation of suffering? It is the complete disappearance and extinction of craving, surrender to it and its abandonment, liberation and detachment from it. But where this desire can be abandoned, and may be extinct? Throughout the world there are delightful and pleasurable things apparently, there this craving may be abandoned, there may be extinct. There is this Noble Truth of the cessation of suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before. This Noble Truth must be penetrated achieving the cessation of suffering … This Noble Truth has been penetrated achieving the cessation of suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before .
The path leading to the cessation of suffering – FOURTH NOBLE TRUTH
What is the Noble Truth of the path leading to the cessation of suffering? It is the Noble Eightfold Path, namely: Right Understanding, Right Aspiration, Right speech, right action, right livelihood, right effort, right mindfulness, right concentration. There is this Noble Truth of the Path Leading to the Cessation of Suffering: such was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before … This Noble Truth must be penetrated by developing and cultivating the path leading to the cessation of suffering. This Noble Truth has been penetrated by developing and cultivating the path leading to the cessation of suffering: this was the vision, insight, wisdom, knowledge and light that arose in me about things not heard before.
[Samyutta Nikaya LVI, 11]
The Noble Eightfold Path leading to cessation of suffering (the Fourth Noble Truth)
Wisdom (panna)
1. Right View
2. Right Resolution
MORALITY ‘(sila)
3. Right Speech
4. Right Action
5. Right livelihood
Concentration (samadhi)
6. Right Effort
7. Right Mindfulness
8. Right Concentration
The Precepts (for lay five to three more monks and novices)
1. Nonviolence: refrain from killing or intentionally damage any form of life.
2. Honesty: to abstain from taking what is not given.
3. Chastity: refraining from any inappropriate sexual activity.
4. Right speech: refrain from false speech, violent or disrespectful of others.
5. Sobriety: abstain from intoxicants such as alcohol and drugs. (The following three only for monks and novices)
6. Renunciation: not eating after noon.
7. Recollection: refrain from distracting activities and evasion as games or performances, and the use of ornaments and cosmetics.
8. Supervision: Do not indulge in sleep and laziness.
Metta Sutta (Sutta Nipata I.8)
This should make
those who practice good
and knows the path of peace:
be able and upright,
clear speech,
kind and not vain,
easily pleased and satisfied;
not burdened with commitments and frugal ways,
Quiet and discreet,
not haughty or demanding;
unable to do
what the essay then disapprove.
May all beings
live happy and safe:
everyone, whoever they are,
weak and strong,
large or powerful,
high, medium or low,
visible and invisible,
near and far,
born and unborn.
May all beings live in happiness!
Let no one deceive another
nor despise
not with hatred or anger
its evil desires.
As a mother
protects with her life
her son, her only child
so with an open heart,
you take care of all being,
radiating love
entire universe;
up towards the sky
down to the depths,
everywhere, without limitation,
free from hatred and rancor.
Standing or walking,
sitting or lying down,
free from torpor
supporting the practice of Metta;
this is the sublime abode.
The pure in heart,
not tied to views,
with a clear vision,
free from sensual desires,
not return to be born into this world.
For more information:
http://www.dhamma.it/jsps/portal/cammino/ap3.jsp

Perseverare – Reflection


bodhidarma

Riflettendo…

La Riflessione

Pur non accadendo nulla,
invecchiamo nelle nostre vite indaffarate.
Piangiamo e ridiamo, il tutto nella vacuità.

Originariamente non c’è un sé,
perciò, vita e morte possono essere messe da parte.

Maestro Sheng-yen

———————–

Sul percorso inconsapevole
ogni cosa appare e passa
senza lasciare significato,
ogni cosa si equivale
ed infine nulla resta da raccogliere.

se non siamo capaci di comprendere
il senso profondo dell’attimo
che spalanca la porta alla profondità
senza passato e futuro,
nulla in noi ha traccia ed insegnamento
che ci permettano di seminare e raccogliere
oltre ogni apparenza sul percorso
da nascita a morte.

Poetyca

———————-

L’insegnamento

Perseverare

Ancora ed ancora dobbiamo cercare di comprendere
Il sottile lavoro che compiono in noi l’insegnamento e la pratica.

Ed anche quando non notiamo alcun cambiamento straordinario,
perseverare ugualmente con calma e pazienza.

Sogyal Rinpoche

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Senza attaccamento,
senza bruciare le tappe,
nella nostra attesa di risultato,
è la via della saggezza
che ci permette di apprendere
e comprendere, nel rispetto
del giusto tempo,
il personale percorso
che si delinea senza
mettere in mostra un risultato,
per essere umile via di comprensione.

Poetyca

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07.03.2009 Poetyca

Reflecting …

Reflection

Although it is not going nowhere,
age in our busy lives.
We cry and laugh, all in the emptiness.

Originally there is no self,
Therefore, life and death can be put aside.

Master Sheng-yen

———————–

On the way unconscious
everything appears and passes
without a meaning,
everything is equal
and finally nothing left to collect.

if we are not able to understand
the deep sense of the moment
which opens the door to the depth
without past and future,
nothing in us track and teaching
that allow us to sow and reap
over all appearance on the path
from birth to death.

Poetyca

———————-

The teaching

Persevere

Again and again we must try to understand
The fine work they do in our teaching and practice.

And even when we do not notice any dramatic change,
equally persevere with calm and patience.

Sogyal Rinpoche

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Without attachment,
without burning stages,
our expectation of a result,
is the path of wisdom
that allows us to learn
and understanding, respecting
the right time,
the personal journey
that is delineated without
showcasing a result,
to be humble way of understanding.

Poetyca

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07.03.2009 Poetyca

Passi nel mondo – Steps in the world


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Passi nel mondo

Con fatica ci muoviamo nel mondo, in ricerca di senso, ci aggrappiamo a mille illusioni, credendo che la conquista è nel possedere tutto.
Dimentichiamo noi stessi, la forza che scaturisce da quello spazio nascosto in noi dove ogni volta che manifestiamo la nostra vera natura siamo capaci di connetterci attraverso il cuore alla vera Pace, all’essenza più vera del nostro essere.

03.07.2015 Poetyca

Steps in the world

With difficulty we move into the world in search of meaning, we cling to a thousand illusions, believing that winning is in owning everything.
We forget ourselves, the strength that comes from that space hidden in us where every time we manifest our true nature we are able to connect through the heart to true peace, truest essence of our being.

07/03/2015 Poetyca

Sogni – Dreams


🌸Sogni🌸

Sogni dormienti
si realizzano
quando li riconosciamo.

01.03.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Dreams

Sleeping dreams
come true
when we recognize them.

01.03.2022 Poetyca

Il derviscio – The dervish – Storia Sufi


Il derviscio

Un giorno un derviscio dalla mentalità convenzionale, prodotto di un’austera scuola religiosa, stava passeggiando lungo un corso d’acqua, completamente assorto in problemi teologici e morali, perché quella era la forma che l’insegnamento sufi aveva assunto nella comunità cui apparteneva. Per lui la religione emotiva corrispondeva alla ricerca della Verità Suprema.
All’improvviso il filo dei suoi pensieri fu interrotto da un forte grido: qualcuno stava ripetendo l’invocazione derviscia. “Non serve a niente”, si disse, “perché quell’uomo pronuncia male le sillabe. Anziché salmodiare YA HU, dice U YA HU …”.
Il derviscio ritenne allora che fosse suo dovere – lui che aveva studiato con tanto zelo – correggere quel poveretto che sicuramente non aveva avuto l’opportunità di essere guidato nel modo giusto, e che probabilmente faceva solo del suo meglio per entrare in armonia con l’idea sottesa nei suoni.
Noleggiata una barca, remò in direzione dell’isola donde sembrava provenire la voce.
In una capanna di canne scorse, seduto per terra, un uomo vestito da derviscio che si dondolava al ritmo della ripetizione della formula iniziatica. “Amico mio”, gli disse, “la tua pronuncia è sbagliata. Mi incombe dirtelo perché è meritevole dare consigli e altrettanto meritevole accettarli. Ecco come devi pronunciare”. E glielo spiegò.
“Grazie”, disse l’altro con umiltà.
Il primo derviscio risalì in barca, molto soddisfatto di aver compiuto una buona azione. Dopo tutto, non è detto che colui che riesce a ripetere correttamente la formula sacra possiede anche il potere di camminare sulle acque? Il derviscio non aveva mai visto nessuno compiere un simile prodigio, ma aveva sempre sperato, per qualche ragione, di riuscirci prima o poi.
Dalla capanna non arrivava più alcun suono; tuttavia, era convinto che la lezione aveva dato i suoi frutti.
Fu allora che udì un U YA pronunciato con esitazione: il derviscio dell’isola si era messo nuovamente a pronunciare la formula a modo suo…
Mentre il primo derviscio era assorto nelle sue riflessioni, meditando sulla perversità degli uomini e sulla loro cocciutaggine nel perseverare nell’errore, i suoi occhi scorsero uno strano spettacolo: il derviscio della capanna aveva lasciato la sua isola e stava venendo verso di lui camminando sulla superficie dell’acqua…
Stupefatto, smise di remare. L’altro lo raggiunse e si rivolse a lui con queste parole: “Fratello, perdonami se ti importuno, ma sono venuto a pregarti di insegnarmi ancora una volta il modo corretto di ripetere l’invocazione, perché ho difficoltà a ricordarlo”.

Storia Sufi


The dervish

One day a dervish from the conventional wisdom, the product of an austere religious school, was walking along a water course, completely absorbed in theological and moral issues, because that was the shape that the Sufis had taken training in the community to which he belonged. For him religion emotional corresponded to the pursuit of the Supreme Truth.
Suddenly the train of thought was interrupted by a loud cry: someone was repeating the invocation dervish. “There’s no point,” he said, “because the man mispronounced syllables. Instead of chanting HU YA, YA U HU says …”.
The dervish then felt it his duty – he had studied with such zeal – that certainly does not fix the poor fellow had had the opportunity to be guided in the right way, and probably only did his best to be in harmony with the ‘ idea behind the sounds.
Chartered a boat, rowed towards the island from whence the voice seemed to come.
In a reed hut he saw, sitting on the floor, a man dressed as a dervish who swayed to the rhythm of repetition of the formula initiation. “My friend,” he said, “Your pronunciation is wrong. I tell lies because it is worthwhile to give advice and accept them just as deserving. Here’s how you say”. And he told her.
“Thanks,” said the other humbly.
The first dervish got into the boat, very happy to have done a good deed. After all, it is said that he who fails to correctly repeat the sacred formula also has the power to walk on water? The dervish had never seen anyone perform such a miracle, but he had always hoped for some reason, to succeed sooner or later.
From the hut could no longer any sound, however, was convinced that the lessons had paid off.
It was then that he heard a U YA pronounced hesitation, the dervish of the island was once again put to utter the formula in his own way …
While the former dervish was absorbed in thought, meditating on the perversity of men and their stubbornness to persevere in error, his eyes saw a strange sight: the dervish of the hut had left his island and was coming toward him walking on the surface of the water …
Stunned, he stopped rowing. The other joined him and addressed him with these words: “Brother, forgive me if I importune, but I came to ask you once again to teach the proper way to repeat the prayer, because I have trouble remembering.”

Sufi Story