Archivio per autore | Copyrights © Poetyca https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/

cღPoeti amici ღ★


Pubblicità

Questa notte – This night


🌸Questa notte🌸

Si svuotano
le strade
la gente emigra
ed il vuoto
diventa una piaga
difficile da arginare

Memoria di voci
tra giochi di bambini
quando si era
spensierati
regalano emozioni
a questa notte

04.08.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸This night

They empty
roads
people emigrate
and emptiness
becomes a plague
difficult to stem

Memory of voices
between children’s games
when it was
carefree
they give emotions
to this night

04.08.2022 Poetyca

Con il cuore – By heart – Yogi Bhajan


🌸Con il cuore🌸

Lavorare con il cuore
significa usare
i tuoi sentimenti
ed emozioni per guidarti
al tuo senso spirituale
dell’esistenza.

Yogi Bhajan
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸By heart

Working by heart
means using
your feelings
and emotions to lead you
to your spiritual sense
of existence.

Yogi Bhajan

Senza tempo -Timeless – Haiku


🌸Senza tempo – Haiku🌸

Senza tempo è
il passo di velluto
sul nostro cuore

12.05.2018 Poetyca
🌸🍃🌸
🌸Timeless – Haiku

Timeless is
the velvet step
on our heart

12.05.2018 Poetyca

Una perla al giorno – Tirukkural, 834


199192_213452008681493_180153952011299_915126_1582933_n

Non c’è sciocco più insensato di colui
che espone ardentemente ad altri
una sapienza che non riesce a seguire egli stesso.

Tirukkural, 834
There is no fool more foolish of him
that exposes ardently to other
a wisdom that can not follow himself.

Tirukkural, 834

Amarti – Love you


Amarti

Nelle prospettive
danzanti
di albe
fluttuanti
ho imprigionato la notte.

Nello scorrere
lieve
di mille carezze
ho sciolto il dolore.

Nei sogni improvvisi
come scrosci
di pioggia
ho lavato il grigiore.

Nei sorrisi accesi
di giorni di festa
ho steso le labbra.

Con la bocca appoggiata
sulla tua bocca
ho placato
la furia del vento
che ora i pensieri
t’accarezza.

Con sorrisi fragranti
ho ipotecato
i nostri sogni
garanzia
d’ebbrezza.

Con occhi d’argento
ho fermato
visioni
svettavano decise
malgrado
smagriti colori.

Nel passato perduto
agonia del presente
ho perdonato
ricordi.
Nella speranza vitale
che palpita sempre
ho affidato futuro.

Dalla teoria del nulla
nascevano dubbi………..

………….Dissolti
in abbraccio
ho la balenata certezza
d’amarti.

10.05.2002 Poetyca

Love you

In Perspective
dancing
sunrises
floating
I locked the night.

Scroll through
slight
a thousand caresses
I dismissed the pain.

In dreams sudden
as bursts
rain
I washed the gray.

In the bright smiles
of holidays
I stretched my lips.

With his mouth resting
On your mouth
I calmed
the fury of the wind
now the thoughts
caresses.

With smiles fragrant
I mortgaged
our dreams
Warranty
intoxicating.

With silver eyes
I stopped
visions
soared decided
despite
emaciated colors.

In the past lost
agony of this
I have forgiven
memories.
Hoping life
that beats forever
I entrusted the future.

From the theory of nothing
doubts arose … … … ..

… … … …. Dissolved
to embrace
I flashed the certainty
loving you.

10.05.2002 Poetyca

Sull’umanità – il progresso, l’aiuto agli altri – Mankind – progress, helping others – Sri Aurobindo


Sull’umanità – il progresso, l’aiuto agli altri – Sri Aurobindo
L’umiltà davanti al Divino è anch’essa una conditio sine qua non della vita spirituale, mentre l’orgoglio, l’arroganza, la vanità e la presunzione spirituale spingono sempre verso il basso. (…) Il disprezzo per gli altri è sempre fuori luogo, tanto più che il Divino è in tutti. È ovvio che le attività e le aspirazioni degli uomini non sono né insignificanti né senza valore, poiché tutta la vita è una crescita dell’anima dall’oscurità alla Luce.
Secondo il nostro modo di vedere, l’umanità non può uscire dalle sue limitazioni e crescere con i normali mezzi adottati dalla mente umana: politica, riforme sociali, filantropia, ecc; questi possono essere solo palliativi temporanei o circoscritti. L’unica vera via d’uscita è un cambiamento di coscienza in un modo d’essere più grande, più vasto e più puro, e una vita e un’azione basate su tale cambiamento. È dunque a questo che bisogna rivolgere le energie una volta che l’orientamento spirituale sia completo. Questo non implica alcun disprezzo, significa preferire i soli mezzi efficaci a quelli che sono stati trovati inefficaci.
(Lettere, I, 190-1)
Personalmente, non ho un rispetto esagerato per l’Umanità e per quello che essa è, ma dire che non ha fatto alcun progresso è un pessimismo esagerato così come furono un ottimismo esagerato gli entusiastici alleluia del diciannovesimo secolo per un’Umanità in pieno progresso. (…) E, dopo tutto, il miglior modo di far progredire l’Umanità è avanzare personalmente; ciò può suonare individualistico o egoistico, ma non lo è: è solo buon senso. Come dice la Gita: “Tutto ciò che fanno i migliori viene preso a modello dagli altri” [III, 21].
(Lettere, II, 28-9)
Naturalmente la maggior parte degli uomini vive nella mente fisica e nel vitale, eccetto pochi santi e un numero un po’ più grande di intellettuali. È per questo che, come si è ora scoperto, l’umanità ha fatto pochi progressi negli ultimi tremila anni, eccetto nel campo della scienza e in quello materiale. Un po’ meno crudeltà e brutalità forse, più elasticità dell’intelletto nell’élite, una capacità più rapida di cambiamento nelle forme, ma tutto qui.
La nostra epoca è allo stesso tempo peggiore e migliore [di quella del passato]: da un lato la natura umana si è degradata fin nei suoi aspetti peggiori e c’è uno scatenamento delle forze vitali; dall’altro c’è, in compenso, una maggiore ricerca di qualcosa di oltre, una ricerca che ha in sé più luce e conoscenza.
(Lettere, V, 57)
Si deve spesso rinunciare al dharma inferiore per arrivare a un dharma più vasto, per esempio i doveri sociali, i debiti da saldare, una famiglia a cui badare, contribuire a servire il proprio paese, ecc.: chi si volge alla vita spirituale deve spesso lasciarsi indietro tutto ciò, e da molti viene rimproverato come adharma. Ma, se non segue questo adharma, resta sempre vincolato alla vita inferiore – dato che lì vi è sempre qualche dovere da assolvere – e non può dedicarsi al dharma spirituale, oppure può farlo solo quando è vecchio e le sue facoltà sono diminuite.
(Lettere, II, 26)
Il vero scopo dello yoga non è la filantropia, ma trovare il Divino, entrare nella coscienza divina e scoprire il proprio vero essere nel Divino.
L’idea di essere utili all’umanità è la vecchia confusione dovuta a idee di seconda mano importate dall’Occidente. Ovviamente, per essere ‘utili’ all’umanità non c’è bisogno dello yoga: chiunque conduca la vita umana è utile all’umanità, in un modo o nell’altro. Lo yoga è diretto verso il Divino, non verso l’uomo. Se fosse possibile far discendere una coscienza e un potere divino supermentale e stabilirli nel mondo materiale, questo evidentemente significherebbe un immenso cambiamento per la terra, inclusa l’umanità stessa e la sua vita. Ma l’effetto sull’umanità non sarebbe che uno dei risultati del cambiamento; in sé non costituisce lo scopo della sadhana. Lo scopo della sadhana può essere solo quello di vivere nella coscienza divina e manifestarla nella vita.
(Lettere, II, 26-7)
E’ sempre così nel comportamento umano: gli uomini vogliono aiutarsi l’un l’altro, spinti da motivi nascosti o da sentimenti che provengono dall’ego. Solo quando si vive in una coscienza superiore accade diversamente.
L’idea di aiutare gli altri è una sottile forma di ego. Solo la Forza divina può aiutare. Si può essere un Suo strumento, ma si deve allora prima imparare a diventare uno strumento idoneo e privo di ego.
L’idea di aiutare gli altri è un’illusione dell’ego. Solo quando la Madre autorizza e dà la Sua Forza si può aiutare, e anche allora solo entro certi limiti.
(Lettere, II, 260-1)
Mankind – progress, helping others – Sri Aurobindo

The humility before the Divine is also a conditio sine qua non of spiritual life, and pride, arrogance, vanity and presumption spiritual always pushes down. (…) The contempt for others is always out of place, especially since the Divine is in all. It is obvious that the activities and aspirations of men are neither trivial nor without value, because all life is a growth of the soul from darkness to light.
In our view, humanity can not escape from its limitations and grow with the normal means used by the human mind: politics, social reform, philanthropy, etc., these may be only temporary palliatives or circumscribed. The only real way out is a change of consciousness in a way of being bigger, broader, more pure, and life and action based on that change. It is therefore this that we must address the energy once the spiritual orientation is complete. This does not imply any contempt, means preferring the only effective means to those that have been found ineffective.
(Letters, I, 190-1)
Personally, I do not have an exaggerated respect for humanity and for what it is, but saying that he has made no progress is an exaggerated pessimism as an exaggerated optimism were the enthusiastic hallelujahs of the nineteenth century for Humanity in full progress. (…) And, after all, the best way to advance humanity is to advance personally, this may sound selfish or individualistic, but it is not: it’s just common sense. As the Gita says: “All they do is best modeled by others” [III, 21].
(Letters, II, 28-9)
Of course, most men live in the physical mind and life, except for a few saints and a number a little ‘bigger than intellectual. That is why, as we have now discovered, mankind has made little progress over the last three thousand years, except in science and in the material. A little ‘less cruelty and brutality, perhaps, more flexible intellectual elite, a capacity of more rapid change in the forms, but that’s all.
Our age is both worse and better [than the past]: on the one hand, human nature is degraded even in its worst and there is an outburst of vital forces, and secondly there is, on the other hand , looking for something more than a search that has in it more light and knowledge.
(Letters, V, 57)
It often has to give up less to get to a dharma dharma larger, for example, social duties, debts to be paid, a family to look after, help serve their country, etc..: Who turns to the spiritual life is often leaving behind everything, and is criticized by many as adharma. But, if it does not follow this adharma, remains bound to the lower life – because there is always a duty to perform – and can not devote himself to spiritual dharma, or can only do so when he is old, and his faculties are diminished.
(Letters, II, 26)
The real purpose of yoga is not philanthropy, but finding the Divine, to enter into the divine consciousness and discover their true being in the Divine.
The idea of being useful to humanity is the confusion due to old ideas of second-hand imported from the West. Obviously, to be ‘useful’ to humanity there is no need of yoga is anyone lead human life is useful to humanity in one way or another. Yoga is directed towards the Divine, not to man. If it were possible to bring down a supramental consciousness and a divine power and establish them in the material world, this of course would mean a huge change for the earth, including humanity itself and its life. But the effect would be that humanity is not a result of the change, in itself is not the purpose of sadhana. The purpose of sadhana can only be to live in divine consciousness and manifest it in life.
(Letters, II, 26-7)
It ‘always the case in human behavior: people want to help each other, driven by hidden motives or feelings that come from ego. Only when you live in a higher consciousness is just the same.
The idea of helping others is a subtle form of ego. Only the Divine Force can help. It may be His instrument, but then you must first learn to be an appropriate and selfless.
The idea of helping others is an illusion of the ego. Only when the mother allows and gives His strength you can help, and even then only within certain limits.
(Letters, II, 260-1)

Il viaggio continua – The journey continues


257057_10150197686309646_1221769_o

Il viaggio continua

Immersi in questo abisso, nel caos di voci,
di finte luci, che infine confondono, distolgono
da quel senso profondo che ci ha accesi,
dato impulso alla nostra scintilla vitale.
Il viaggio sfianca, ci trova impreparati,
perdiamo qualche compagno lungo il cammino:
non dobbiamo portare solo il nostro bagaglio
ma anche il loro, lasciato a margine della strada.
Ogni passo è insegnamento, ogni tappa
deve farci rivolgere lo sguardo al cielo
sintonizzati al nostro Cuore con sentimento di gratitudine.
Nessuno si separa davvero, ci si ritrova in luoghi nuovi.

17.01.2015 Poetyca

The journey continues

Immersed in this abyss, in the chaos of voices,
of fake lights, which ultimately confuse, distract
from that deep sense that we have turned,
gave impetus to our vital spark.
The exhausting journey, there is unprepared,
we lose some companion along the way:
we must not only carry our luggage
but also their, left edge of the road.
Each step is teaching, each stage
should make us turn our gaze to the sky
tuned to our heart with feelings of gratitude.
Nobody really separates, you find yourself in new places.

17.01.2015 Poetyca

Namastè


Namastè

Io con un respiro accarezzo il cielo
ora a mani giunte é di prana e pace
questo infinito e profondo soffio
ebbrezza degli istanti senza velo
bellezza srotola essenza vitale

Resto in silenzio senza turbamento
abbracciando tutto senza giudicare
una metamorfosi in un solo passo
acqua vitale sgorga nel mio deserto
in fiumi manifesto pace e amore

02.05.2011 Poetyca

Namaste

I caress the sky with a breathe
now joined hands is prana and peace
this endless, deep blow
thrill of the moment without veil
beauty unfolds vital essence

I remain quietly without agitation
embracing all without judgment
a transformation in one step
Life water gushes into my desert
in rivers I manifest peace and love

02.05.2011 Poetyca

Armonia – Harmony


🌸Armonia🌸

Si mescolano colori
a regalare vita
come attimo intenso
in carezza d’anima

03.08.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Harmony

Colors are mixed
to give life
as an intense moment
in a caress of the soul

03.08.2022 Poetyca

Le due rane – Two frogs – Anonimo


 

Le due rane

Un gruppo di rane stavano viaggiando attraverso la foresta quando due di loro caddero dentro una buca profonda. Quando le altre rane videro quanto era profonda la buca, suggerirono a quelle finite lì dentro che erano spacciate.

Le due rane ignorarono i commenti e cercarono di saltare fuori dalla buca con tutte le loro forze. Le compagne nel bosco continuavano a dire loro che era inutile tentare di saltar fuori, perché tanto erano spacciate. Alla fine, una delle due rane si rassegnò alle predizioni delle compagne e smise di cercare di uscire. Estenuata, morì.

L’altra rana continuò a saltare più forte che poteva. Ancora una volta, la folla di rane alla cima della buca gridava di rassegnarsi, smettere di soffrire e lasciarsi morire. La rana saltò con ancora maggior forza e alla fine ce la fece ad uscire.

Quando fu fuori, le altre rane le chiesero, “Ma non hai sentito quello che ti gridavamo?”. La rana spiegò loro che era sorda. Pensava che le sue compagne, per tutto il tempo, la stessero incoraggiando.

La storia ci insegna due lezioni:

1. C’è potere di vita e di morte in ciò che diciamo. Una parola incoraggiante a chi sta perdendo la speranza può aiutarlo a tirare avanti e continuare a lottare.

2. Una parola distruttiva a chi sta perdendo la speranza può essere quello che serve per farlo definitivamente arrendere.

Il mondo che ci circonda quando siamo bambini può forgiare la nostra capacità di reagire alle situazioni difficili e di perseverare nonostante le condizioni avverse. Situazioni familiari, culturali e ambientali diverse possono renderci arrendevoli e pessimisti piuttosto che tenaci e focalizzati sulle possibilità.

In quale ambiente familiare sei cresciuto? Gli adulti nella tua famiglia, i maestri a scuola, gli altri bambini con cui giocavi ti infondevano fiducia nelle tue capacità, sostenendo i tuoi sforzi e dimostrando di credere che potevi farcela oppure ti scoraggiavano minimizzando i tuoi sforzi, sottolineando i tuoi punti di debolezza e suggerendoti di lasciar perdere?

In quale modo, ora, sei tu a scoraggiare chi ti sta intorno (o addirittura te stesso!), ad usare parole demotivanti, a concentrarti sulle difficoltà e sulle possibili conseguenze negative?

Poni attenzione a quello che dici.

Offri energia vitale a te stesso e a coloro che attraversano la tua strada. Molte volte è difficile comprendere che una parola incoraggiante può avere degli effetti tanto positivi. Chiunque può parlare in modo da privare qualcuno dello spirito che serve per affrontare tempi difficili. Diventa speciale la persona che si prende il compito di incoraggiare gli altri.

Autore sconosciuto

Two frogs

A group of frogs were traveling through the woods, and two of them
fell into a deep pit. When the other frogs saw how deep the pit
was, they told the two frogs that they were as good as dead. The
two frogs ignored the comments and tried to jump up out of the pit
with all their might. The other frogs kept telling them to stop,
that they were as good as dead. Finally, one of the frogs took
heed to what the other frogs were saying and gave up. He fell down
and died.

The other frog continued to jump as hard as he could. Once again,
the crowd of frogs yelled at him to stop the pain and just die. He
jumped even harder and finally made it out. When he got out, the
other frogs said, “Did you not hear us?” The frog explained to
them that he was deaf. He thought they were encouraging him the
entire time.

This story teaches two lessons:

1. There is power of life and death in the tongue. An encouraging
word to someone who is down can lift them up and help them make it
through the day.

2. A destructive word to someone who is down can be what it takes
to kill them.

Be careful of what you say. Speak life to those who cross your
path. The power of words… it is sometimes hard to understand
that an encouraging word can go such a long way. Anyone can speak
words that tend to rob another of the spirit to continue in
difficult times. Special is the individual who will take the time
to encourage another.

Author Unknown

Difficoltà nel Cammino – Difficulties in the Way – Sri Aurobindo


Difficoltà nel Cammino – Sri Aurobindo

“L’esacerbarsi di certi movimenti vitali è un fenomeno ben noto nello yoga e non significa che si sia caduti indietro, ma solo che ci si trova ora alle prese con gli istinti fondamentali della natura vitale e terrestre invece di continuare ad avere con loro un rapporto piacevole e cortese. Io stesso ho avuto l’esperienza, durante un certo stadio dello sviluppo spirituale, dell’esasperarsi di certe cose che prima esistevano appena o sembravano del tutto assenti dalla pura vita yogica. Queste cose si sollevano in tal modo perché stanno lottando per la propria sopravvivenza; […] in seguito, quando tali movimenti non riescono a raggiungere il loro scopo, che è di far deviare il sadhaka dalla sadhana, il tutto scompare e non c’è più alcun serio disturbo”.
(Lettere, V, 97)

“Sono del tutto d’accordo con voi nel non trovare allettante l’idea di un altro attacco [delle forze ostili] di questo genere. Se io stesso sono un eroe, credo che sia più per necessità che per scelta; non amo infatti le tempeste e le battaglie, almeno sul piano sottile. Può darsi che la via soleggiata sia un’illusione, anche se non credo che lo sia, perché ho visto persone seguirla per anni; […] ma non è detto che il sentiero debba essere periodicamente flagellato da violente tempeste, benché sia un fatto evidente che è così per moltissimi sadhaka”
(Lettere, VI, 86)

“Tutte le nature dal forte carattere hanno una forza rajasica estroversa, espansiva, e se bastasse questo a renderci inadatti allo yoga, pochissimi di noi avrebbero avuto una probabilità di riuscirvi. Quanto al dubbio della mente fisica sul fatto che ci si possa riuscire o no, chi non l’ha avuto? Per quanto mi riguarda, mi ha perseguitato per anni e anni, ed è solo negli ultimi due anni che l’ultima ombra del dubbio – non sulla fattibilità teorica, ma sulla certezza pratica della sua realizzazione allo stato attuale del mondo e della natura umana – mi ha interamente abbandonato”.
(Lettere, VI, 116 – Questa lettera è stata scritta il 16.04.1923)

“Non è che questa vostra difficoltà sia personale; ogni sadhaka che intraprenda il Cammino deve affrontare simili ostacoli. Mi ci sono voluti quattro anni di sforzo interiore per trovare un vero Sentiero, anche se l’aiuto divino era sempre con me, e anche allora mi sembrò di averlo trovato per caso; e mi ci sono voluti altri dieci anni di yoga intenso sotto una suprema guida interiore per tracciarlo, e ciò perché ho dovuto assimilare e superare il mio passato e il passato del mondo, prima di poter trovare il futuro e gettarne le basi”.
(Lettere, V, 121)

“Quanto alla Madre e me, abbiamo dovuto provare tutte le strade, seguire tutti i metodi, superare montagne di difficoltà, portare un fardello di gran lunga più pesante del vostro o di chiunque altro nell’Ashram e fuori, subire condizioni di gran lunga più difficili, combattere battaglie, sopportare ferite, aprire strade attraverso paludi, deserti e foreste impenetrabili, vincere masse ostili: un lavoro quale, sono certo, nessun altro ha compiuto prima di noi. Perché la Guida del Cammino, in un lavoro come il nostro, deve non solo far discendere, rappresentare o incarnare il Divino, ma rappresentare anche l’elemento ascendente dell’umanità, portare tutto il fardello dell’umanità, e sperimentare, non per puro gioco Lila, ma del tutto seriamente, tutte le ostruzioni, difficoltà e opposizioni possibili, in un’impresa irta di ostacoli e impedimenti, solo a lungo termine coronata da successo. Ma non è indispensabile né tollerabile che altri debbano sperimentare tutto da capo. È perché la nostra esperienza è completa che possiamo indicare agli altri una via più diretta e più facile… se solo accetteranno di seguirla. È grazie alla nostra esperienza, conquistata a duro prezzo, che possiamo esortare voi e gli altri: Prendete l’atteggiamento psichico, sostenuti apertamente o segretamente dal Divino – se segretamente, Egli si mostrerà tuttavia a tempo debito. Non insistete nel procedere su un sentiero faticoso, pieno di ostacoli e di difficoltà, su una via traversa”.
(Lettere, V, 120)

“Quanto alla fede, scrivete come se io non avessi mai avuto alcun dubbio o alcuna difficoltà. Ho avuto dubbi e difficoltà peggiori di quanto qualunque mente umana possa immaginare. Non è perché io abbia ignorato le difficoltà, ma proprio perché le ho viste più chiaramente e le ho sperimentate su una scala più vasta di qualsiasi mio contemporaneo o predecessore che, avendole affrontate e misurate, sono certo dei risultati del mio lavoro. Ma anche se vedessi la possibilità che esso finisca in un niente (il che è impossibile), continuerei imperturbato, perché avrei comunque eseguito come meglio potevo il lavoro che dovevo fare, e ciò che si fa in questo spirito conta sempre nell’economia dell’universo. Ma perché dovrei pensare che tutto questo potrebbe finire in un niente, quando vedo ogni passo e dove esso porta, e quando ogni settimana, ogni giorno – una volta era ogni anno, poi ogni mese, e in futuro sarà ogni giorno e ogni ora – mi porta sempre più vicino alla meta? Lungo la strada che si percorre sotto la Luce dall’alto, perfino ogni difficoltà può essere un aiuto e ha il suo valore, e la Notte stessa porta in sé la Luce che deve venire”.
(Lettere, VI, 91-2)

Difficulties in the Way – Sri Aurobindo

“The exacerbation of certain movements of life is a phenomenon well known in the yoga and does not mean that it has fallen back, but only that you are now grappling with the basic instincts of nature, life and earth instead of continuing to have with them a ratio pleasant and courteous. I myself have had the experience, during a certain stage of spiritual development, dell’esasperarsi certain things that previously existed or just appeared totally absent from the pure yogic life. These things are raised in this way because they are struggling for survival, […] later, when such movements can not reach their goal, which is to divert the sadhaka of the sadhana, everything disappears and there is no longer any serious disturbance. “
(Letters, V, 97)

“I totally agree with you in not find attractive the idea of ​​another attack [the insurgents] of this kind. If I am a hero, I think it is more by necessity than by choice, not because I love storms and battles, at least on the subtle plane. Maybe the way sunny is an illusion, although I do not think it is because I have seen people follow it for years […] but it is said that the path should be regularly lashed by violent storms, though it is an obvious fact that is so for many sadhaka “
(Letters, VI, 86)

“All natures have a force strong character rajasic extroverted, expansive, and if this was enough to make it unfit to yoga, very few of us would have had a chance to succeed. As to the question of the physical mind that you can succeed or not, who has not had? For me, haunted me for years and years, and is only over the past two years since the last shadow of doubt – not on theoretical feasibility, but on the practical certainty of its realization in the current state of the world and human nature – I was completely abandoned. “
(Letters, VI, 116 – This letter was written on 16/04/1923)

“It’s not that your difficulty is personal, every sadhaka who undertake the Walk facing similar obstacles. It took me four years of inner struggle to find a true path, even if divine help was always with me, and even then it seemed to have found it by accident, and it took me another ten years of intense yoga under a Supreme inner guidance to trace it, and that is because I had to assimilate and overcome my past and the past of the world, before you can find the future and lay a foundation. “
(Letters, V, 121)

“As for Mother and me, we had to try all the roads, follow all the methods, overcome mountains of difficulty, take a much heavier burden of your or anyone else in the Ashram and outside, subject to conditions far more hard, fight battles, bear wounds, open roads through swamps, deserts and impenetrable forests, to win the masses hostile work which I am sure no one else has done before us. Because the Guide of the Way, in a work like ours, must not only bring down, represent or embody the Divine, but also represent the ascending part of humanity, taking the whole burden of humanity, and experience, not by pure Lila game, but quite seriously, all obstructions, possible difficulties and opposition, in an enterprise fraught with obstacles and impediments, only long-term successful. But it is not necessary nor acceptable that others should experience all over again. It is because our experience is complete we can show others a more direct and easier … if only they agree to follow. Thanks to our experience, gained at a heavy price, we can encourage you and others: Take the psychic attitude, supported by the Divine openly or secretly – if secretly, He will, however, in due course. Do not insist on moving forward on a difficult path full of obstacles and difficulties, on a side street. “
(Letters, V, 120)

“With regard to faith, write as if I never had any doubt or any difficulty. I had doubts and difficulties worse than any human mind can imagine. It’s not because I’ve ignored the challenge, but because I saw them more clearly and I tried on a larger scale than my contemporary or predecessor who, having faced and measured, I am sure the results of my work. But even if I saw the possibility that it will end in nothing (which is impossible), I would continue undisturbed, because I would have done the job as best I could that I had to do, and what is done in this spirit of economy has always’ universe. But why should I think that all this could end in nothing, when I see each step and where it leads, and when every week, every day – it was once every year, then every month, and in the future will be every day and every hour – brings me closer to the goal? Along the road that runs under the light from above, even every difficulty can be a help and has its value, and the night brings with it the same light that must come. “
(Letters, VI, 91-2)

Cose vere – Real things – Oscar Wilde


🌸Cose vere🌸

Le cose vere della vita
non si studiano
né si imparano,
ma si incontrano.

Oscar Wilde
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Real things

The real things in life
they are not studied
nor are they learned,
but they meet.

Oscar Wilde

Attesa – Wait


🌸Attesa🌸

Ed è attesa,
nello sperare intenso
di un segno,di uno spiraglio
perché sia dialogo
ed espressione d’amore.

02.08.2022 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Wait

And it is expected,
in intense hoping
of a sign, of a glimmer
because it is dialogue
and expression of love.

02.08.2022 Poetyca

Confine – Border – Haiku


🌸Confine – Haiku🌸

Oltre quello che
il tuo occhio ora vede
non c’è confine

26.08.2018 Poetyca
🌸🍃🌸
🌸Border – Haiku

Beyond what
your eye now sees
there is no border

26.08.2018 Poetyca

Steve Earle – Full Performance


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=hM9jNKniayg&index=2&list=RD0m-p2IAQj5A]

Steve Earle (Fort Monroe, 17 gennaio 1955) è un cantautore statunitense. Nato in Virginia con il nome Stephen Fain Earle, è un cantautore noto soprattutto per la sua produzione rock e country. La sua attività si estende comunque in altri campi, avendo in passato scritto e diretto un’opera teatrale ed essendo anche uno scrittore ed un attivista politico.

http://it.wikipedia.org/wiki/Steve_Earle

Stephen Fain “Steve” Earle (/ˈɜrl/) (born January 17, 1955) is an American rock, country and folk singer-songwriter, record producer, author and actor. Earle began his career as a songwriter in Nashville and released his first EP in 1982. His breakthrough album was the 1986 album Guitar Town. Since then Earle has released 15 other studio albums and received three Grammy awards. His songs have been recorded by Johnny Cash, Waylon Jennings, Travis Tritt, Vince Gill, Shawn Colvin and Emmylou Harris.[2] He has appeared in film and television, and has written a novel, a play, and a book of short stories.

http://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Earle

Una perla al giorno – Tirukkural


mandala9
Come l’ombra segue l’uomo ovunque vada,
la distruzione segue i passi
di coloro che commettono il male.

Tirukkural, 208

As the shadow follows the man wherever he goes,
the destruction follows the steps
of those who do evil.

Tirukkural, 208

Meditazione – Meditation – Riflettendo…


Riflettendo…

La Riflessione

Nella vostra vita di discepoli Zen,
se giungete ad una difficoltà così grande
da sembrare una montagna del Nepal,
e che sembra non offrire alcun sentiero,
saprete che c’è sempre una via per attraversarla.

Shunryu Suzuki Roshi

———————————-

Anche dove non appare la via
essa è profondamente in te,
cerca e medita, raccogli ed attendi:
Nel Dharmakaya sai trovare
forza e splendore del tuo sentire.

Poetyca

———————————-

L’insegnamento

Meditazione

Il vero splendore della meditazione non risiede in alcun metodo,
ma nella continua esperienza vitale della presenza mentale.

Nonché nella sua armonia, chiarezza, pace e, più importante di ogni cosa,
nella completa assenza di attaccamento.

Sogyal Rinpoche

———————————–

Fermati ed ascolta,
respira ed attraversa
tempo senza tempo,
nel qui ed ora
dove tutto è chiarezza
per conoscere quel che sei.
In armonia le tue orme
imprimono nel Dharma traccia,
in silenzio accogli il suono
della tua attenzione:
oltre apparenze ed illusioni
tutto è adesso amorevolezza
ed interessere nell’impermanenza
di ogni attimo, dove tutto svanisce
e rinasce svuotandoti dall’attaccamento.

Poetyca

———————————–

04.11.2007 Poetyca

The Reflection

In your life as a Zen disciple,
if you come to such a great difficulty
to look like a mountain in Nepal,
and which seems to offer no path,
you will know that there is always a way to cross it.

Shunryu Suzuki Roshi

Even where the street does not appear
it is deep in you,
seek and meditate, collect and wait:
In the Dharmakaya you can find
strength and splendor of your feeling.

Poetyca

———————————-

The teaching

Meditation

The true splendor of meditation does not lie in any method,
but in the continuing vital experience of mindfulness.

As well as in its harmony, clarity, peace, and most important of all,
in the complete absence of attachment.

Sogyal Rinpoche

———————————–

Stop and listen,
breathe and cross
timeless time,
in the here and now
where everything is clarity
to know what you are.
Your footsteps in harmony
imprint in the Dharma a trace,
in silence welcome the sound
of your attention:
beyond appearances and illusions
all is now love
and interest in impermanence
of every moment, where everything vanishes
and reborn emptying you of attachment.

Poetyca

———————————–

04.11.2007 Poetyca

L’Araba fenice – The Phoenix


220916_10150167431824646_742844645_7037291_25996893
L’Araba Fenice – 01.04.2004
Credo che la condivisione , in particolare con chi sia affine, il saper ascoltare la parte di noi stessi che il quotidiano con la sua ragionevole razionalità ci ruba, non possa che dar voce a quanto la sensibilità suo malgrado ,sia costretta a soffocare giorno per giorno. Esiste persino la cosiddetta “ terapia della scrittura”,ragione per la quale poter tirare fuori quanto resta impigliato dentro è sicuramente un modo di dare vita e voce a se stessi , un modo per cercare la consapevolezza e affinare un percepire le emozioni che vogliono trovare una via che travalichi lo schema quotidiano che porta a comportamenti che spesso devono “ accontentare gli altri” e poco noi stessi, l’Arte in ogni sua forma è sempre stata linguaggio individuale ma universale della porzione e percezione di “ Anima” che s’innalza delle ceneri di una vita non sempre appagante.
Fa piacere sapere che l’ “ Araba Fenice” possa riprendere il volo e non sia visto come sogno illusorio ma come spazio vitale per prendere fiato.

© Poetyca

The Phoenix – 01.04.2004

I believe that sharing, in particular with those who are similar, knowing how to listen to the part of ourselves that the everyday with its reasonable rationality steals from us, can only give voice to how much sensitivity, despite itself, is forced to suffocate day by day. . There is even the so-called “writing therapy”, the reason why being able to pull out what remains entangled inside is certainly a way of giving life and a voice to oneself, a way to seek awareness and refine a perception of the emotions that want to find a way that goes beyond the daily pattern that leads to behaviors that often have to “please others” and little ourselves, Art in all its forms has always been an individual but universal language of the portion and perception of “Soul” that rises from ashes of a life that is not always satisfying.
It is nice to know that the “Arabian Phoenix” can take off again and is not seen as an illusory dream but as a vital space to catch your breath.

© Poetyca