Archivio | aprile 2019

Un Buddha


13. Un Buddha

A Tokyo, nell’era Meiji, vivevano due illustri insegnanti molto diversi tra loro. L’uno Unsho, istruttore a Shingon, osservava scrupolosamente i precetti di Buddha. Non beveva mai alcolici, e non mangiava mai dopo le undici del mattino. L’altro insegnante, Tanzan, professore di filosofia all’università imperiale, non osservava nessun precetto. Quando aveva voglia di mangiare mangiava, e quando aveva voglia di dormire durante il giorno dormiva.

Un giorno Unsho fece visita a Tanzan e lo trovò che stava bevendo del vino, che un Buddhista non dovrebbe mai nemmeno assaggiare.

«Salve, fratello» lo salutò Tanzan. «Ne vuoi un bicchiere?».

«Io non bevo mai!» esclamò Unsho solennemente.

«Chi non beve non è neanche umano» disse Tanzan.

«Vorresti dire che sono inumano solo perché non mi concedo bevande alcoliche!» proruppe Unsho incollerito. «Se non sono umano, allora, che cosa sono?».

«Un Buddha» rispose Tanzan.

tratto da 101 Storie Zen

A Buddha

In Tokyo in the Meiji era there lived two prominent teachers of opposite characteristics. One, Unsho, an instructor in Shingon, kept Buddha’s precepts scrupulously. He never drank intoxicants, nor did he eat after eleven o’clock in the morning. The other teacher, Tanzan, a professor of philosophy at the Imperial University, never observed the precepts. When he felt like eating, he ate, and when he felt like sleeping in the daytime, he slept.

One day Unsho visited Tanzan, who was drinking wine at the time, not even a drop of which is supposed to touch the tongue of a Buddhist.

“Hello, brother,” Tanzan greeted him. “Won’t you have a drink?”

“I never drink!” exclaimed Unsho solemnly.

“One who does not drink is not even human,” said Tanzan.

“Do you mean to call me inhuman just because I do not indulge in intoxicating liquids!” exclaimed Unsho in anger. “Then if I am not human, what am I?”

“A Buddha,” answered Tanzan.

Ispirazione


Ispirazione

E’ un piccolo segreto nel cuore
a volte regala lacrime
di partecipante presenza
molte altre volte sorriso che danza
che colora questo soffice istante.

E’ una luce viva che arde come fiamma
e ci prendere per mano, fanciulla dalle gote arrossate
che timida avanza e poi corre
con capriole e la forza dell’anima che si svela.
Si chiama ispirazione

22.02.2011 Poetyca

 

Inspiration

It ‘s a little secret in the heart
sometimes gives tears
presence of participant
many times that dances smile
This soft colors that moment.

It ‘s a bright light that burns like a flame
and we join hands, cheeks flushed girl
that modest advances and then runs
with capers and strength of soul that is revealed.
It’s called inspiration

22.02.2011 Poetyca

Intenzioni


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Intenzioni

Le intenzioni
sono lampi
capaci
di squarciare
il cielo della calma
Tieni a bada
i tuoi pensieri
alimenta la purezza
perché nessuna nube
possa turbare il cuore

25.06.2016 Poetyca

Intentions

Intentions
are flashes
capable
to rend
the sky of calm
Keep at bay
your thoughts
feeds the purity
because no cloud
can upset the heart

06/25/2016 Poetyca

Il tuo presente – Your Present – Budda


Il tuo presente

Se qualcosa è degna di essere fatta, falla con tutto il tuo cuore. Se vuoi conoscere il passato, guarda il tuo presente. Se vuoi conoscere il futuro,
guarda il tuo presente

Budda

Your Present

If something is worthy of being done, do it with all your heart. If you want to know the past, look at your present. If you want to know the future,
look at your present.

Buddha

Il Buddha dal naso nero


49. Il Buddha dal naso nero

Una monaca che cercava l’Illuminazione fece una statua di Buddha e la ricoprì tutta di una lamina d’oro. Dovunque andasse, portava con se questo Buddha d’oro.

Passarono gli anni e la monaca, sempre portandosi dietro il suo Buddha, andò a vivere in un piccolo tempio in un paese dove c’erano molti Buddha, ognuno col suo altare.

La monaca voleva bruciare l’incenso davanti al suo Buddha d’oro. Non garbandole l’idea che il profumo deviasse verso gli altri Buddha, si fabbricò una specie di piccola canna fumaria che avrebbe fatto salire il fumo soltanto alla sua statua. Così il naso del Buddha d’oro diventò nero, rendendolo particolarmente brutto.

Tratto da 101 Storie Zen

49 Black-Nosed Buddha

A nun who was searching for enlightenment made a statue of Buddha and covered it with gold leaf. Wherever she ent she carried this golden Buddha with her.

Years passed and, still carrying her Buddha, the nun came to live in a small temple in a country where there were many Buddhas, each one with its own particular shrine.

The nun wished to burn incense before her golden Buddha. Not liking the idea of the perfume straying to others, she devised a funnel through which the smoke would ascend only to her statue. This blackened the nose of the golden Buddha, making it especially ugly.

Taken from 101 Zen Stories

Anno-Omraam Mikhaël Aïvanhov


 “Un anno termina e un altro sta per cominciare… È il periodo in cui tutti formulano auguri per se stessi, per la loro famiglia, per i loro amici, per il mondo intero. È usanza incontrarsi, scambiarsi un abbraccio, invitarsi, sperando che il nuovo anno porti a ciascuno ogni bene. Ma prima di pensare al nuovo anno, soffermatevi per un momento sull’anno che se ne va e rivolgetevi a lui… Siete stupiti. Come? Parlare all’anno?… Sì, la Kabbala dice che un anno è un essere vivente: significa dunque che potete parlargli. Allora, rivolgetevi all’anno che si allontana e chiedetegli di ricordarsi di voi. Essendo vivo, l’anno non rimane inattivo: ha registrato non solo le vostre azioni, ma anche i vostri desideri, i vostri sentimenti e i vostri pensieri. L’ultimo giorno, l’anno fa il suo rapporto ai Signori dei Destini e vi collega all’anno nuovo: sappiatelo salutare, prima di lasciarlo.” Omraam Mikhaël Aïvanhov

Year – a living entity

“One year is ending, and another is about to begin. This is the time when everyone makes wishes for themselves, for their family and friends and for the whole world. It is the custom to come together, to embrace, to invite one another, in the hope that the new year will bring everyone all manner of good things. But before thinking about the new year, consider for a moment the year that is on its way out, and speak to it… You are surprised. What? Speak to the year? Yes. The Cabbalah tells us a year is a living being, so you can speak to it. So, talk to the year that is departing, and ask it to remember you. As it is alive, it doesn’t remain inactive; it has recorded not only your actions but also your wishes, your feelings and your thoughts. On the last day, it reports back to the lords of destiny, and it links you in to the new year. Know how to say goodbye to it before you take leave of it. “

Omraam Mikhael Aivanhov

Dhammapada 15


Dhammapada 15

Quando con chiarezza vediamo
la nostra mancanza di virtù
il rammarico ci assale;
sia ora che in futuro ci affliggiamo.

Verse 15. Sorrow Springs From Evil Deeds

Here one grieves, one grieves hereafter,
in both ways does the evil-doer grieve;
one grieves and is afflicted,
one’s own base kammas seeing.

Amare


Amare

“Qualcuno dice: “Io amo”… Sì, ama, d’accordo, ma si pone delle
domande sulla natura di quell’amore? Si preoccupa di sapere che
esistono due tipi di amore, uno interessato e l’altro
disinteressato? L’amore disinteressato non aspetta nulla dagli
altri, non si arrabbia, non si aggrappa a loro, non li turba. È
una sorgente che zampilla, che dona senza sosta, senza
preoccuparsi di sapere chi verrà ad attingere la sua acqua; gli
piace distribuirla senza fare calcoli. L’amore interessato,
invece, agisce sugli esseri come una costrizione, cerca
unicamente di prendere e trascina con sé l’impazienza, la
delusione, la collera, la gelosia, l’angoscia…
L’amore disinteressato evita anche le discussioni, i dubbi, la
diffidenza, e porta la gioia, la bellezza, la speranza. È una
nuova vita che si apre il cammino e rende gli esseri sempre più
liberi, forti e felici. È il cammino della resurrezione. Quindi,
ora, cercate di scoprire a cosa assomiglia il vostro amore.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

To Love

“Someone says,” I love you “… Yeah, like, all right, but it poses
questions about the nature of that love? Is concerned to learn that
There are two kinds of love, a concerned and the other
disinterested? The selfless love not expect anything from
others, does not get angry, does not cling to them, do not crowd them. You
a spring welling up, which gives non-stop, without
worry about who is to draw its water, the
like to distribute it without making calculations. The love interest,
Instead, it acts as a constraint in humans, search
only to take and move forward with it, the
disappointment, anger, jealousy, anxiety …
The selfless love also avoids the discussions, doubts,
mistrust, and brings the joy, beauty, hope. It is a
new life that opens the way and makes things more
free, strong and happy. It is the path of the resurrection. So
Now, try to find out what it looks like your love. “

Mikhael Omraam Aïvanhov

Nessuno perverrà mai alla liberazione attraverso una dottrina


Nessuno perverrà mai alla liberazione attraverso una dottrina

Ma Siddharta passeggiava pensieroso attraverso il boschetto. S’imbatté così in Gotama, il Sublime, e lo salutò rispettosamente e poiché lo sguardo del Buddha era pieno di bontà e di dolcezza, il giovane si fece animo e chiese al degno uomo il permesso di parlargli. Con un cenno silenzioso, il Sublime acconsentì.

Parlò Siddharta: «Ieri, o Sublime, mi fu dato di ascoltare la tua mirabile dottrina. Insieme col mio amico io venni da lontano per ascoltare la dottrina. E ora il mio amico rimarrà coi tuoi uomini, egli si rifugia in te. Ma io riprendo ancora il mio pellegrinaggio».

«Come ti piace» disse il degno uomo cortesemente.

«Troppo ardite son le mie parole,» continuò Siddharta «ma non vorrei lasciare il Sublime senza avergli esposto schiettamente il mio pensiero. Vuole il Venerabile prestarmi ascolto ancora un momento?».

Con un cenno silenzioso il Sublime assentì.

Disse Siddharta: «Una cosa, o Venerabilissimo, ho ammirato soprattutto nella tua dottrina. Tutto in essa è perfettamente chiaro e dimostrato; come una perfetta catena, mai in nessun luogo interrotta, tu mostri il mondo: una eterna catena, contesta di cause e di effetti. Mai ciò è stato visto con tanta chiarezza, né esposto in modo più irrefutabile; certamente più vivo deve battere il cuore in petto a ogni Brahmino quand’egli, guidato dalla tua dottrina, senza soluzioni di continuità, limpido come un cristallo, non dipendente dal caso, non dipende dagli dèi. Se esso sia buono o cattivo, se la vita in esso sia gioia o dolore, può forse rimanere oscuro (può anche essere che questo non sia la cosa essenziale); ma l’unità del mondo, la connessione di tutti gli avvenimenti, l’inclusione di ogni essere, grande e piccolo, nella stessa corrente, nella stessa legge delle cause ultime, del divenire e del morire, questo risplende chiaramente dalla tua sublime dottrina, o Perfettissimo. Ma ora, secondo la tua stessa dottrina, in un punto è interrotta questa unità e consequenzialità di tutte le cose, attraverso un piccolo varco irrompe in questo mondo unitario qualcosa che prima non era e che non può essere indicato né dimostrato: e questo varco è la dottrina del superamento del mondo, della liberazione. Ma con questo piccolo spiraglio, con questa piccola rottura viene di nuovo infranto e compromesso l’intero ordinamento del mondo unitario ed eterno. Voglimi perdonare, se ho osato proporti quest’obiezione».

Tranquillo e immobile l’aveva ascoltato Gotama. Quindi parlò a sua volta, il Perfetto: parlò con la sua voce benigna, con la sua voce chiara e cortese: «Tu hai udito la dottrina, o figlio di Brahmino, e torna a tuo onore di avervi riflettuto così profondamente. Tu vi hai trovato una frattura, un errore. Possa tu andar oltre col pensiero. Permetti solo ch’io ti metta in guardia, o tu che sei avido di sapere, contro la molteplicità delle opinioni e contro le contese puramente verbali. Le opinioni non contano niente, possono essere belle o odiose, intelligenti o stolte, ognuno può adottarle o respingerle. Ma la dottrina che hai udito da me, non è mia opinione, e il suo scopo non è di spiegare il mondo agli uomini avidi di sapere. Un altro è il suo scopo: la liberazione dal dolore. Questo è ciò che Gotama insegna, null’altro».

«Perdona il mio ardire, o Sublime» disse il giovane. «Non per avere una discussione con te, una discussione puramente terminologica, ti ho parlato poc’anzi in questo modo. In verità, hai ragione: contano poco le opinioni. Ma permettimi di dire ancora questo: non un minuto io ho dubitato di te. Non un minuto ho dubitato che tu sei Buddha, che tu hai raggiunto la meta, la somma meta verso la quale si affaticano tante migliaia di Brahmini e di figli di Brahmini. Tu hai trovato la liberazione dalla morte. Essa è venuta a te attraverso la tua ricchezza, ti è venuta incontro sulla tua stessa strada, attraverso il tuo pensiero, la concentrazione, la conoscenza, la rivelazione. Non ti è venuta attraverso la dottrina! E – tale è il mio pensiero, o Sublime – nessuno perverrà mai alla liberazione attraverso una dottrina! A nessuno, o Venerabile, tu potrai mai, con parole, e attraverso una dottrina, comunicare ciò che avvenne in te nell’ora della tua illuminazione! Molto contiene la dottrina del Buddha cui la rivelazione è stata largita: a molti insegna a vivere rettamente, a evitare il male. Ma una cosa non contiene questa dottrina così limpida, così degna di stima: non contiene il segreto di ciò che il Sublime stesso ha vissuto, egli solo fra centinaia di migliaia. Questo è ciò di cui mi sono accorto, mentre ascoltavo la dottrina. Questo è il motivo per cui continuo la mia peregrinazione: non per cercare un’altra e migliore dottrina, poiché lo so, che non ve n’è alcuna, ma per abbandonare tutte le dottrine e tutti i maestri e raggiungere da solo la mia meta o morire. Ma spesso ripenserò a questo giorno, o Sublime, e a questa ora, in cui i miei occhi videro un Santo».

Chetamente fissavano il suolo gli occhi del Buddha, chetamente raggiava in perfetta calma il suo viso imperscrutabile.

«Voglia il cielo che i tuoi pensieri non siano errori!» parlò lentamente il Venerabile. «Possa tu giungere alla meta! Ma dimmi, hai tu visto la schiera dei miei Samana, dei molti miei fratelli che si sono convertiti alla dottrina? E credi tu, o Samana forestiero, credi tu che per tutti costoro sarebbe meglio abbandonare la dottrina e rientrare nella vita del mondo e dei piaceri?».

«Lungi da me un tal pensiero!» gridò Siddharta. «Possano essi rimaner tutti fedeli alla dottrina, possano raggiungere la loro meta. Non tocca a me giudicare la vita di un altro. Solo per me, per me solo devo giudicare, devo scegliere, devo scartare. Liberazione dall’Io è quanto cerchiamo noi Samana, o Sublime. Se io diventassi ora uno dei tuoi discepoli, o Venerabile, mi avverrebbe – temo – che solo in apparenza, solo illusoriamente, il mio Io giungerebbe alla quiete e si estinguerebbe, ma in realtà, esso continuerebbe a vivere e a ingigantirsi, poiché lo materierei della dottrina, della mia devozione e del mio amore per te, della comunità con i monaci!».

Con un mezzo sorriso, con immutata e benigna serenità Gotama guardò lo straniero negli occhi e lo congedò con un gesto appena percettibile.

«Tu sei intelligente, o Samana» disse il Venerabile. «Sai parlare con intelligenza!».

Il Buddha s’allontanò, e il suo sguardo e il suo mezzo sorriso rimasero per sempre incisi nella memoria di Siddharta.

Mai ho visto un uomo guardare, sorridere, sedere, camminare a quel modo, egli pensava, così veramente desidero anch’io saper guardare, sorridere, sedere e camminare, così libero, venerabile, modesto, aperto, infantile e misterioso. Così veramente guarda e cammina soltanto l’uomo che è disceso nell’intimo di se stesso. Bene, cercherò anch’io di discendere nell’intimo di me stesso.

Ho visto un uomo, pensava Siddharta, un uomo unico, davanti al quale ho dovuto abbassare lo sguardo. Davanti a nessun altro voglio mai più abbassare lo sguardo: a nessun altro. Nessuna dottrina mi sedurrà mai più, poiché non m’ha sedotto la dottrina di quest’uomo.

Il Buddha m’ha derubato, pensava Siddharta, m’ha derubato, eppure è ben più prezioso ciò ch’egli mi ha donato. M’ha derubato del mio amico, di colui che credeva in me e che ora crede in lui, che era la mia ombra e che ora è l’ombra di Gotama. Ma mi ha donato Siddharta, mi ha fatto dono di me stesso.

– da “Siddharta” di Hermann Hesse –

Nobody ever will arrive at liberation through a doctrine

But Siddhartha walked thoughtfully through the grove. So he met Gotama, the Sublime, and greeted him respectfully, and as the gaze of the Buddha was full of goodness and kindness, the young man took heart and asked permission to talk to him a worthy man. With a nod silently, the Blessed One consented.

He spoke Siddhartha: “Yesterday, or sublime, I was able to listen to your wonderful teaching. Together with my friend I came from a distance to the doctrine. And now my friend will stay with your man, he takes refuge in you. But I still I take my pilgrimage. “

“As you like it,” said the worthy man politely.

“Too bold are my words,” Siddhartha continued, “but I would not leave without having exposed Sublime frankly my thoughts. Venerable wants to listen for a moment? “.

With a nod silently assented the Sublime.

Siddhartha said: “One thing or Venerable, I especially admired in your teachings. Everything in it is perfectly clear and shown, as a perfect chain, never stopped nowhere, you show the world an eternal chain of causes and effects challenges. Never saw what was so clearly exposed in a more or irrefutable, certainly more alive to his heart beat in my chest every Brahmin when he led by your doctrine, seamless, clear as a crystal, not dependent on case, it depends on the gods. If it is good or bad, if life in it is joy or pain, may perhaps remain obscure (it may be that this is not the main thing), but the unity of the world, the connection of all events, the ‘ inclusion of all beings, great and small, in the same current, the same law of final causes, of becoming and dying, it shines clear from your sublime doctrine, or perfect. But now, according to your own doctrine, is interrupted at one point this unit and consequentiality of all things, through a small hole breaks into this world unity was something that did not and can not be shown or demonstrated, and this passage is the doctrine of the overcoming of the world, the liberation. But with this small window of opportunity, with this little break is broken again and compromise the entire world order and united forever. Voglimi forgive, if I dared to propose this objection. “

Quiet and motionless Gotama had listened to him. Then spoke in turn, the Perfect: benign spoke with his voice, with her clear voice and polite, “You have heard the doctrine, or the son of Brahmin, and back to your honor to have you thinking so deeply. You will have found a fracture, an error. May you go beyond thought. Let me just put you on guard, O you who are eager for knowledge, against the multiplicity of opinions and disputes against the purely verbal. The opinions do not matter, can be beautiful or hideous, intelligent or foolish, anyone can adopt them or reject them. But the doctrine which you heard from me, not my opinion, and its purpose is not to explain the world to men eager to know. Another is its purpose: freedom from pain. This is what Gotama teaches, nothing else. “

“Forgive my boldness, and Sublime,” the boy said. “Not to have a discussion with you, merely a discussion of terminology, I told you about earlier in this way. In truth, you’re right: the views count for little. But let me say this again: not a minute I doubted you. Not a minute I doubted that you are Buddha, you’ve reached the goal, the goal towards which the sum is tired of so many thousands of children of Brahmins and Brahmins. You have found deliverance from death. It has come to you through your wealth, did you encounter on your own way, through your thought, concentration, knowledge, revelation. You are not coming through the doctrine! And – this is my thought, or Sublime – no one ever will arrive at liberation through a doctrine! No one, or Venerable, you can never, by word, and through a doctrine, you communicate what happened in the hour of your enlightenment! Very contains the doctrine of the Buddha which the revelation was bestowed: teaches many to live righteously, to avoid evil. But this doctrine does not contain something so clear, so worthy of esteem: does not contain the secret of what the Blessed One himself lived, he alone among hundreds of thousands. This is what I realized as I listened to the doctrine. This is why I continue my pilgrimage, not to seek another and better doctrine, because I know that there is none, but to leave all doctrines and all teachers and reach my goal by itself or die. But often look back at this day, or sublime, and this time, when my eyes saw a Ghost. “

Quietly staring at the ground Buddha’s eyes, shone softly in perfect calm on his face inscrutable.

“God grant that your thoughts are not errors,” the Venerable spoke slowly. “May you reach the goal! But tell me, have you seen the multitude of my Samana, many of my brothers who have converted to the doctrine? And do thou, O stranger, Samana, do you believe that all these would be better to abandon the doctrine and re-enter the world and the pleasures of life? “.

“Far from me such a thought,” cried Siddhartha. “May they all remain faithful to the doctrine, they reach their destination. It is not for me to judge the life of another. Only for me, I have to judge for myself alone, I have to choose, I have to discard. Is what we seek liberation from the Samana, and Sublime. If I became now one of your disciples, Venerable, I would be – I fear – that only in appearance, only illusory, my ego would come to rest and become extinct, but in reality, it would continue to live and magnified, because the materials of doctrine, of my devotion and my love for you, the community with the monks. “

With a half smile, with unchanged and benign serenity Gotama looked at the stranger in the eye and sent him away with a barely perceptible gesture.

“You’re smart, or Samana,” said the Venerable. “Can you speak with intelligence.”

The Buddha turned away, and her eyes and her smile remained forever etched half the memory of Siddhartha.

Never have I seen a man look, smile, sit, walk that way, he thought, so I really would like to know how to look, smile, sit and walk, so free, honorable, modest, open, childlike and mysterious. So truly looks and walks only man who descended into the depths of himself. Well, I will try to descend into the depths of myself.

I saw a man, Siddhartha thought, a single man, before whom I had to look down. Faced with no other I never look down: no one else. No doctrine ever seduce me, because it seduced me the doctrine of this man.

The Buddha robbed me, thought Siddhartha, robbed me, yet is far more precious than what he gave me. Robbed me of my friend, one who believed in me and now believe in him, that was my shadow and is now a shadow of Gotama. But I won Siddhartha, I made a gift of myself.

– From “Siddhartha” by Hermann Hesse –

Imparare a vivere – Learning to live


🌸Imparare a vivere🌸

Nell’attesa
tutto accade
mentre
in un corollario
di sensazioni
osservo
Non fuggo
la realtà
ogni petalo
è lezione
per imparare
a vivere

29.04.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Learning to live

Pending
everything happens
while
in a corollary
of sensations
I look
I don’t run away
reality
each petal
it’s a lesson
to learn
to live

29.04.2019 Poetyca

Erba nuova


Erba nuova

Cresce l’erba
alimentata dalla luna
nuove forze
occultano il sapere

Passi sotterranei
proiezioni in spazi
che non si conoscono

Nel deserto
spunterà l’erba

Sarà il tempo
del nuovo seme
che ripopolerà la terra
dopo il gran vuoto

Erba nuova
ed il futuro
respira ancora

Nessuna lacrima
era nascosta

16.09.2003 Poetyca

New grass

Grass grows
powered by the moon
new forces
conceal the knowledge

Underground passages
projections in space
who do not know

In the desert
the grass shall grow

Time will
of new seed
ripopolerà that the earth
after the great void

New grass
and the future
still breathing

No tears
was hidden

16.09.2003 Poetyca

Stelle fiorite


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Stelle fiorite

Come fiore
nel deserto
inaspettato
ovunque
sboccia
la vita
Come stelle
nascoste
nelle tenebre
si fa varco
l’ordine
dal caos

19.06.2016 Poetyca

Star flower

like flower
in the desert
unexpected
everywhere
blossoms
the life
as stars
hidden
in darkness
you breach
the order
from chaos

19/06/2016 Poetyca

Da soli – Alone – Albert Einstein


🌸Da soli🌸

Colui che segue la folla
non andrà mai
più lontano della folla.
Colui che va da solo
sarà più probabile
che si troverà in luoghi
dove nessuno è mai arrivato

Albert Einstein
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Alone

The one who follows the crowd
it will never go
farther than the crowd.
One who goes alone
it will be more likely
that will be found in places
where no one has ever arrived

Albert Einstein

A passi di danza – dance steps


🌸A passi di danza🌸

Avanzerò
cercherò
un senso
ad ogni palpito
Continuerò
scegliendo
un percorso
nuovo
Raccogliamo
adesso
il canto
del vento
Armonia
distillata
in ogni goccia
di vita
Coreografia
in ricerca
di colore
a passi di danza

22.04.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸 Dance steps

I will advance
I will try
a sense
at every heartbeat
I will continue
choosing
a new
path
We collect
now
the singing
of the wind
Harmony
distilled
in every drop
of life
Choreography
in research
of color
in dance steps

22.04.2019 Poetyca

Le porte del Paradiso


57. Le porte del paradiso

Un soldato che si chiamava Nobushige andò da Hakuin e gli domandò: «C’è davvero un paradiso e un inferno?».

Chi sei?» volle sapere Hakuin. «Sono un samurai» rispose il guerriero.

«Tu un soldato!» rispose Hakuin. «Quale governante ti vorrebbe come sua guardia? Hai una faccia da accattone!».

Nobushige montò così in collera che fece per snudare la spada, ma Hakuin continuò: «Sicché hai una spada! Come niente la tua arma è troppo smussata per tagliarmi la testa».

Mentre Nobushige snudava la spada, Hakuin osservò: «Qui si aprono le porte dell’inferno!».

A queste parole il samurai, comprendendo l’insegnamento del maestro, rimise la spada nel fodero e fece un inchino.

«Ora si aprono le porte del paradiso» disse Hakuin.

 Tratto da 101 Storie Zen 

The Gates of Paradise

A soldier named Nobushige came to Hakuin, and asked: “Is there really a paradise and a hell?”

“Who are you?” inquired Hakuin.

“I am a samurai,” the warrior replied.

“You, a soldier!” exclaimed Hakuin. “What kind of ruler would have you as his guard? Your face looks like that of a beggar.”

Nobushige became so angry that he began to draw his sword, but Hakuin continued: “So you have a sword! Your weapon is probably much too dull to cut off my head.”

As Nobushige drew his sword Hakuin remarked: “Here open the gates of hell!”

At these words the samurai, perceiving the master’s discipline, sheathed his sword and bowed.

“Here open the gates of paradise,” said Hakuin.

Taken from 101 Zen Stories

La freccia avvelenata


La freccia avvelenata (storia zen)

“Se un uomo viene colpito da una freccia avvelenata e non vuole che gli sia tolta prima di sapere chi l’abbia lanciata, a quale casta appartenga, quale sia il suo nome, quale sia la sua famiglia, quale sia la sua statura, quale sia la sua carnagione, da quale paese provenga, il tipo di arco che usa, il tipo di corda, il tipo di freccia, il tipo di penne, il tipo di punta, ecc., costui morirà prima di conoscere tutte queste cose.”

Buddha

Commento: Nella ricerca della verità – argomenta il Buddha – incontriamo numerose domande inutili: se l’universo sia o non sia eterno, se sia o non sia limitato, se esista o non esista un’anima, se esista o non esista un Dio, e così via. Ma “se un uomo vuole rimandare la ricerca e la pratica dell’Illuminazione fino a risolvere questi problemi, morirà senza aver trovato la Via.” Che cos’è questa freccia avvelenata se non la mente che perde tempo con il pretesto di dover prima risolvere innumerevoli questioni

 

The poisoned arrow (Zen story)

“If a man is hit by a poisoned arrow and does not want to be removedbefore you know who has launched, what caste belongs to, what ishis name, what his family, as is his stature as her complexion is, what country it comes from, the type of bow used, the type of string, thearrow type, the type of pens, the kind of tip, etc.., he will die before knowing all these things. “

Buddha

Comment: In the search for truth – the Buddha argues – we find manyuseless questions: whether the universe is eternal or not, whether or not it is limited, if a soul exists or not, whether or not there is a God,and so on. But “if a man wants to postpone the research and the practice of enlightenment to solve these problems, he will die without having found the Way.” What is this poisoned arrow, if not mindlosing time with the pretext of having to answer countless questions

Disarmati


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Disarmati

Empatico
viaggio
nel tuffo
d’istanti
dove nulla
è separato
e Tutto
attraversa
il nostro Essere
lasciandoci
disarmati

19.06.2016 Poetyca

Unarmed

Empath
travel
in dip
of instants
where nothing
it is separated
that’s all
 crossing
our Being
leaving
unarmed

19/06/2016 Poetyca

Il suono di una mano sola


Il suono di una mano sola

C’era una volta un grande maestro Zen, e c’era un bambino di 9 anni che lo serviva. Moltissime persone giungevano dal maestro per prostrarsi ai suoi piedi, e chiedergli un koan che potesse aiutarli. Così anche il bambino, un po’ invidioso, decise un giorno, in tutta serieta’, di fare lo stesso. Il maestro rise, ma visto che il bambino insisteva proprio, gli disse: “Prova ad ascoltare il suono prodotto da una mano sola. Quando l’avrai sentito, fammelo sapere.” Il bambino s’impegno’ a fondo, tanto che non dormiva nemmeno la notte. Dopo qualche giorno torno’ dal maestro e disse: “L’ho trovato! E’ il suono del vento che soffia tra gli alberi!”. Ma il maestro scosse il capo: “Non è questo. Prova di nuovo.” E così il bambino s’impegno e s’impegno’, e quasi tutti i giorni tornava dal maestro per suggerirgli qualche suono – inevitabilmente sbagliato. Un giorno il bambino non si trovava da nessuna parte, e il maestro preoccupato mando’ dei discepoli a cercarlo. Lo trovarono nel bosco, assorto a contemplare un albero. I discepoli lo riferirono al maestro: “Non vogliamo disturbare il bambino: sembra possedere la vera natura di un buddha! Forse ha sentito quel suono.” Così fu il maestro ad andare dal bambino, e gli chiese se aveva finalmente sentito il suono prodotto da una mano. Rispose il bambino: “L’ho sentito, ma è privo di suono.”

 

The sound of one hand clapping

There once was a great Zen master, and there was a 9 year old boy who served him. So many people came from the teacher to fall prostrate at his feet, and ask a koan that could help them. So the baby, a little ‘jealous, decided one day, in all seriousness’, to do the same. The teacher laughed, but seeing that the child insisted on their own, said: “Try to listen to the sound produced by only one hand. When you hear that, let me know.” He engaged the child ‘in depth, did not sleep much that night either. After a few days back ‘from the teacher and said: “I found it! It is the sound of wind blowing through the trees.” But the master shook his head: “It’s not that. Try again.” And so the child committed himself and committed himself ‘, and almost every day he returned from the master, prompting some sound – inevitably wrong. One day the child could not be found anywhere, and send the teacher concerned ‘disciples to look for him. They found him in the woods, intent to contemplate a tree. The disciples told the teacher: “We do not want to disturb the child seems to possess the true nature of a Buddha! Maybe he heard that sound.” So the teacher was going to a child, and asked if he had finally heard the sound produced by a hand. The child replied: “I’ve heard, but no sound.”

Cattivo karma – Bad karma -Zhi Gang Sha


Cattivo karma

Il cattivo karma è il debito spirituale accumulato per i propri errori da tutte le vite precedenti e da questa vita. Comprende uccidere, danneggiare, sfruttare, imbrogliare, rubare e altro ancora. Su Madre Terra, quando acquisti una casa, estrai un mutuo da una banca. Questo mutuo è il tuo debito verso la banca. Paghi ogni mese per quindici, venti o trenta anni per cancellare il tuo debito finanziario. Nel regno spirituale, se hai un cattivo karma, potresti dover pagare per molte vite per cancellare il tuo debito spirituale.

Zhi Gang Sha

Bad karma

Bad karma is the spiritual debt one has accumulated for one’s mistakes from all previous lives and this life. It includes killing, harming, taking advantage, cheating, stealing, and more. On Mother Earth, when you buy a house, you take out a mortgage from a bank. This mortgage is your debt to the bank. You pay every month for fifteen, twenty, or thirty years to clear your financial debt. In the spiritual realm, if you have bad karma, you may have to pay for many lifetimes to clear your spiritual debt.

Zhi Gang Sha

Dimenticherai il mio nome


Dimenticherai il mio nome

Quando io busso alla tua porta
tu apri il tuo cuore
quando racconto la mia storia
tu resta ad ascoltare
anche le pagine dell’Inverno
quando sono morte le foglie
e io non volevo più credere
che i piccoli germogli
avrebbero avuto linfa
per riprendere a respirare
Ma tu presenza senza volto
ti sei sbriciolata nel silenzio
perchè hai deciso
che la mente è un orologio
con un meccanismo da riparare
e non sai seguire più il tempo
ti inceppi in ricordi confusi
convinto di sapere tutto
non hai imparato a leggere
le piccole cose non dette
ma palesi davanti agli occhi
di chi con un gesto gentile
apre ed espande in un sorriso
lo spazio del cuore
io so che tu stai scivolando
dietro agli indecifrabili disegni
di un antico ventaglio
e forse domani senza rendertene conto
dimenticherai il mio nome

16.06.2011 Poetyca

Will forget my name

When I knock on your door
You open your heart
when I tell my story
you stay to listen
the pages of Winter
When the leaves are dead
and I did not want to believe
that the small buds
would have sap
to breathe again
But you faceless presence
you crumbled in silence
why did you decide
that the mind is a clock
with a mechanism to repair
and knowest not take more time
you jamming in confused memories
thinks to knows all
have not learned to read
smaller things unsaid
, but obvious before the eyes
of those with a kind gesture
opens and expands into a smile
space of the heart
I know that youare slipping
behind the indecipherable drawings
of an antique fan
and perhaps without realizing it tomorrow
you forget my name

16.06.2011 Poetyca

Dhammapada 14


Dhammapada 14

Come la pioggia non può penetrare
attraverso un tetto ben impagliato
così le passioni non invadono
un cuore ben addestrato.

Verse 14. The Disciplined Mind Keeps Lust Away

As rain does never penetrate
a house that is well-thatched,
so lust does never penetrate
the mind well cultivated

Per un istante


Per un istante

Per un istante
uno soltanto
vorrei abbandonarmi
all’ ascolto della voce del cuore
e far espandere
per tutti
quel suono che non sanno
più ascoltare

Vorrei semplicemente
potermi abbandonare
e librarmi
oltre i confini
dell’indifferenza
per sapere
ancora una volta
che esiste Amore

29.03.2004 Poetyca

For a moment

For a moment
only one
I would surrender
to listen to the voice of the heart
and expand
for all
the sound that they do not know
more listening

I would simply
being able to leave
and soar
beyond the boundaries
of indifference
to know
once more
that there is Love

29.03.2004 Poetyca

Sperimentare se stessi



Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo ‘universo’, una parte limitata nel tempo e nello spazio.
Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza.
Questa illusione è una sorta di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all’affetto per le poche persone che ci sono più vicine.
Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.

                                                                              Albert Einstein

A human being is part of a whole which we call the ‘universe’, a part limited in time and space.
He experiences himself, his thoughts and feelings as something separated from the rest, in what is a kind of optical delusion of consciousness.
This delusion is a kind of prison, restricting us to our personal desires and to affection for a few persons nearest to us.
Our task is to free ourselves from this prison by widening concentric circles in our compassion to embrace all living creatures and the whole of nature in its beauty.

                                                                               Albert Einstein

Vita


image

Vita

Perle
allineate
come giorni
istanti
Preziosi
respiri
intessuti
senza tempo
Per superare
oggi
tutte le regole
dettate dalla mente

18.06.2016 Poetyca

Life

Perle
lined
as days
moments
precious
breaths
woven
timeless
to overcome
today
all the rules
listen to your mind

06/18/2016 Poetyca

Gratitudine – Gratitude – Harbhajan Singh Yogi


🌸Gratitudine🌸

La gratitudine è
la porta aperta
all’abbondanza.

Harbhajan Singh Yogi
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Gratitude

Gratitude is
the open door
to abundance.

Harbhajan Singh Yogi

Liberi – Free


🌸Liberi🌸

Liberi
nell’impalpabile
sentire la vita
per condursi
ai confini
di questo mondo
Percorsi
sgombri da dubbi
dove il sole
accompagna
ad ogni passo

21.04.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Free

Free
impalpable
feel life
to behave
at the borders
of this world
paths
free from doubts
where is the sun
accompanies
at every step

21.04.2019 Poetyca

Briciole


base

Briciole

Sono briciole
attimi catturati a cullare
volo oltre la realtà prigione
mentre mille sfere di cielo
danzano nell’anima:
luci soffuse come musica
riempiono i confini del vuoto

25.07.2004 Poetyca

Crumbs

They are crumbs
captured moments to cradle
flight over reality prison
while a thousand spheres of heaven
dancing in the soul:
soft lighting like music
fill boundaries of the vacuum

25.07.2004 Poetyca

Virtù – Virtue – Dogen


“Non preoccuparti dei difetti di altre persone, non vedere le colpe degli altri con una mente odiosa, c’è un vecchio detto che se smetti di vedere le colpe degli altri, allora in modo naturale gli anziani e gli adolescenti sono venerati.Non imitate le colpe degli altri, coltivate semplicemente la virtù, il Buddha proibiva azioni non salutari, ma non ci diceva di odiare coloro che praticavano azioni malsane “.

Dogen

“Do not be concerned with the faults of other persons. Do not see others’ faults with a hateful mind. There is an old saying that if you stop seeing others’ faults, then naturally seniors and venerated and juniors are revered. Do not imitate others’ faults; just cultivate virtue. Buddha prohibited unwholesome actions, but did not tell us to hate those who practice unwholesome actions.”

Dōgen

Gentilezza


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Un po’ di gentilezza verso una persona vale più di un grande amore verso l’umanità intera.

Richard Dehmel, Gli amici dell’uomo, 1917

A bit of kindness toward a person is worth more than a great love for all humanity.

Richard Dehmel, Friends of Man, 1917