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Dhammapada – Capitolo XXII – La Caduta


Dhammapada – Capitolo XXII – La Caduta

306. Colui che afferma il falso,
e colui che nega ciò che ha fatto
entrambi, dopo la morte,
precipitano nello stesso stato
nell’altro mondo.

307. Molti indossano l’abito giallo,
ma si comportano in maniera
irresponsabile ed egoistica.
Costoro rinascono all’inferno.

308. E meglio per un tale bhikkhu
ingoiare una palla di ferro rovente
che vivere della carità dei fedeli.

309. Chi commette adulterio
perde meriti, sonno, onore
e infine precipita nell’oscurità.

310. Perdita di meriti,
il rischio di una pesante condanna,
la discesa nel buio:
ben misero è il piacere di un uomo spaventato
fra le braccia di una donna spaventata.

311. Ma, come anche un filo d’erba maneggiato
male può tagliarti, così anche l’ascetismo vissuto male
può precipitarti nell’oscurità.

312. Se agisci sbadatamente,
se osservi i voti meccanicamente,
se rispetti la regola di castità per paura,
la tua disciplina non dà buoni frutti.

313. Se una cosa va fatta,
falla con tutta la tua energia.
il monaco svogliato
si copre soltanto di polvere.

314. Non fare il male,
che è seguito dalla sofferenza.
Fa il bene,
che non è seguito dalla sofferenza.

315. Veglia su te stesso
come su una città fortificata
ai confini del regno.
Non lasciare che un solo momento
trascorra nell’inconsapevolezza.
Coloro che si lasciano sfuggire
il momento presente
precipitano nell’oscurità.

316. Coloro che, sviati da false dottrine,
si vergognano di ciò di cui non dovrebbero
e non si vergognano di ciò di cui dovrebbero
precipitano nell’oscurità.

317. Coloro che, sviati da false dottrine,
temono ciò che non dovrebbero temere
e non temono ciò che dovrebbero temere
precipitano nell’oscurità.

318. Coloro che, sviati da false dottrine,
vedono il male in ciò che non è male
e non vedono il male in ciò che è male
precipitano nell’oscurità.

319. Ma chi, vedendo la verità,
sa discernere il bene e il male
percorre il cammino ascendente.


Dhammapada 22. Hell

The liar goes to the state of woe;
also he who, having done (wrong), says,
“I did not do it.”
Men of base actions both,
on departing they share the same destiny
in the other world.
There are many evil characters
and uncontrolled men
wearing the saffron robe.
These wicked men
will be born in states of woe
because of their evil deeds.
It would be better
to swallow a red-hot iron ball,
blazing like fire,
than as an immoral and uncontrolled monk
to eat the alms of the people.
Four misfortunes befall the reckless man
who consorts with another’s wife:
acquisition of demerit,
disturbed sleep,
ill-repute,
and (rebirth in) states of woe.
Such a man acquires demerit
and an unhappy birth in the future.
Brief is the pleasure
of the frightened man and woman,
and the king imposes heavy punishment.
Hence, let no man consort with another’s wife.
Just as kusa grass wrongly handled cuts the hand,
even so, a recluse’s life wrongly lived
drags one to states of woe.
Any loose act,
any corrupt observance,
any life of questionable celibacy —
none of these bear much fruit.
If anything is to be done,
let one do it with sustained vigor.
A lax monastic life
stirs up the dust of passions all the more.
An evil deed is better left undone,
for such a deed torments one afterwards.
But a good deed is better done,
doing which one repents not later.
Just as a border city is closely guarded
both within and without, even so, guard yourself.
Do not let slip this opportunity (for spiritual growth).
For those who let slip this opportunity
grieve indeed when consigned to hell.
Those who are ashamed
of what they should not be ashamed of,
and are not ashamed
of what they should be ashamed of —
upholding false views,
they go to states of woe.
Those who see something to fear
where there is nothing to fear,
and see nothing to fear
where there is something to fear —
upholding false views,
they go to states of woe.
Those who imagine evil
where there is none,
and do not see evil where it is —
upholding false views,
they go to states of woe.
Those who discern
the wrong as wrong
and the right as right —
upholding right views,
they go to realms of bliss.

Dhammapada IX Il male


IX Il male

116 Affrettati a fare il bene.
Astieniti dal male.
Se trascuri di coltivare il bene,
il male infesta la tua mente.

117 Se ti capita di fare del male,
non ripeterlo,
non lasciare che metta radici in te,
onde non incorrere nella sofferenza.

118 Se ti capita di far del bene,
ripetilo,
lascia che metta radici in te
e ti riempia di gioia.

119 Anche chi ha fatto del male
può gioire
finché le conseguenze del male fatto
non sono maturate.

120 che chi ha fatto del bene
può soffrire
finché il bene che ha fatto
non dà i suoi frutti.

121 Non prendere alla leggera
il male che fai,
pensando che non ti tocchi.
Una brocca si riempie
d’acqua che cade goccia a goccia.

122 Non prendere alla leggera
il bene che fai,
pensando che non ti tocchi.
Una brocca si riempie
d’acqua che cade goccia a goccia.

123 Come un ricco mercante
che viaggia senza scorta
evita un cammino pericoloso,
come chi ama la vita evita un veleno,
così evita il male.

124 Ma una mano senza ferite
può maneggiare veleni senza danno.
Così il male non tocca l’innocente.

125 Il male fatto a un innocente
è come polvere gettata controvento.
Esso si ritorce contro chi lo fa.

126 Alcuni rinascono in questo mondo,
altri all’inferno,
altri ancora in paradiso.
Ma coloro che sono senza macchia
entrano nel nirvana.

127 In nessun luogo al mondo,
né in cielo, né in fondo al mare,
né nelle più remote gole montane,
puoi sottrarti alle conseguenze
del male che hai fatto.

128 In nessun luogo al mondo,
né in cielo, né in fondo al mare,
né nelle più remote gole montane,
puoi sottrarti al dominio
della morte.

9. Good and Bad

A person should hurry toward the good
and restrain one’s thoughts from the bad.
If a person is slow in doing good,
one’s mind will find pleasure in wrong.

If a person does what is wrong, let one not do it again.
Let one not find pleasure in wrong.
Painful is the accumulation of bad conduct.

If a person does what is good, let one do it again.
Let one find joy in it.
Happiness is the result of good conduct.

Even a wrong-doer sees happiness
as long as one’s wrong action does not ripen;
but when the wrong action has ripened,
then does the wrong-doer see bad.

Even a good person sees bad
as long as one’s good action does not ripen;
but when one’s good action has ripened,
then the good person sees the good.

Let no one underestimate evil,
thinking, “It will not come near me.”
Even a water-pot is filled by the falling of drops of water.
A fool becomes full of evil
even if one gathers it little by little.

Let no one underestimate good,
thinking, “It will not come near me.”
Even a water-pot is filled by the falling of drops of water.
A wise person becomes full of goodness
even if one gathers it little by little.

Let a person avoid wrong actions, as a merchant,
who has few companions and carries much wealth,
avoids a dangerous road;
as a person who loves life avoids poison.

Whoever has no wound on one’s hand
may touch poison with that hand;
poison does not affect one who has no wound;
nor does evil one who does no wrong.

Whoever does wrong to an innocent person
or to one who is pure and harmless,
the wrong returns to that fool
just like fine dust thrown against the wind.

Some people are born again in the womb;
wrong-doers go to hell;
the good go to heaven;
those free from worldly desires attain nirvana.

Neither in the sky nor in the middle of the ocean
nor by entering the caves of mountains
is there known a place on earth
where a person can escape from a wrong action.

Neither in the sky nor in the middle of the ocean
nor by entering the caves of mountains
is there known a place on earth
where a person can escape from death.

Dhammapada XVIII L’impurità


Dhammapada

XVIII L’impurità

235 Sei ora come una foglia secca,
i messaggeri della morte ti sono vicini.
Stai per partire per un lungo viaggio
e non hai fatto alcun preparativo.

236 Fa di te stesso un’isola,
affrettati, sii saggio.
Dissolvi ogni impurità
e raggiungi il cielo degli eletti.

237 La tua vita è prossima alla fine,
sei giunto in presenza della morte.
Non ci sono soste in questo viaggio
e non hai fatto alcun preparativo.

238 Fa di te stesso un’isola,
affrettati, sii saggio.
Dissolvi ogni impurità
e va al di là della nascita e della morte.

239 A poco a poco,
come il gioielliere
separa le impurità dall’argento,
così il saggio
si libera di ogni impurità.

240 Sei consumato dal male che fai
come il ferro é corroso
dalla propria ruggine.

241 Una pecca è l’oblio dei sacri testi,
una pecca l’abbandono della casa,
una pecca la pigrizia del corpo,
una pecca il sonno della sentinella.

242 Una pecca nella donna è la condotta lasciva,
una pecca in chi dona è l’avarizia,
una pecca in questa e nella prossima vita
è il male fatto.

243 Ma la pecca più grande
è l’ignoranza.
0 bhikshu! Liberati di quella macchia
e sarai libero da ogni macchia.

244 La vita è facile
per chi è senza vergogna,
impudente come un corvo,
arrogante, corrotto ed egoista.

245 Più difficile è vivere
nella modestia, nella purezza,
disinteressatamente e saggiamente.

246 Chi uccide, mente, ruba,
chi commette adulterio,

247 chi si ubriaca,
scava la propria fossa
in questa stessa vita.

248 Non lasciare che l’avidità
e una vita vissuta male
ti precipitino a lungo nella sofferenza.

249 Chi invidia ciò che è dato a un altro
perde la propria pace giorno e notte.

250 Sradica in te lo spirito dell’invidia
e vivi in pace giorno e notte.

251 Nessun fuoco brucia come la passione,
nessun cappio strangola come l’odio,
nessuna rete è più tenace dell’illusione,
nessun torrente più impetuoso del desiderio.

252 É facile vedere i difetti altrui,
più difficile vedere i tuoi.
Vagli i difetti degli altri come la pula,
i tuoi li nascondi
come un baro nasconde un lancio perdente.

253 Ergendoti a censore dei difetti altrui
moltiplichi i tuoi.
In questo modo sei ben lontano
dal liberarti delle tue impurità.

254 Non c’è alcuna via nel cielo,
la via è dentro di te.
Gli uomini cercano la felicità
nei propri attaccamenti.
Il Tathagata,
“colui che cammina nel semplice essere-così”,
è libero da ogni attaccamento.

255 Non c’è alcuna via nel cielo,
la via è dentro di te.
Non c’è nulla di eterno
nel mondo fenomenico,
ma immutabile è la coscienza del Buddha.

Dhammapada

18. Impurity

Like a withered leaf are you now;
death’s messengers await you.
You stand on the eve of your departure,
yet you have made no provision for your journey!
Make an island for yourself!
Strive hard and become wise!
Rid of impurities and cleansed of stain,
you shall enter the celestial abode of the Noble Ones.
Your life has come to an end now;
You are setting forth
into the presence of Yama, the king of death.
No resting place is there for you on the way,
yet you have made no provision for the journey!
Make an island unto yourself!
Strive hard and become wise!
Rid of impurities and cleansed of stain,
you shall not come again to birth and decay.
One by one, little by little, moment by moment,
a wise man should remove his own impurities,
as a smith removes his dross from silver.
Just as rust arising from iron
eats away the base from which it arises,
even so, their own deeds
lead transgressors to states of woe.
Non-repetition is the bane of scriptures;
neglect is the bane of a home;
slovenliness is the bane of personal appearance,
and heedlessness is the bane of a guard.
Unchastity is the taint in a woman;
niggardliness is the taint in a giver.
Taints, indeed, are all evil things,
both in this world and the next.
A worse taint than these is ignorance,
the worst of all taints.
Destroy this one taint and become taintless, O monks!
Easy is life for the shameless
one who is impudent as a crow,
is backbiting and forward,
arrogant and corrupt.
Difficult is life for the modest
one who always seeks purity,
is detached and unassuming,
clean in life, and discerning.
One who destroys life,
utters lies,
takes what is not given,
goes to another man’s wife,
and is addicted to intoxicating drinks —
such a man digs up his own root
even in this world.
Know this, O good man:
evil things are difficult to control.
Let not greed and wickedness
drag you to protracted misery.
People give according to their faith or regard.
If one becomes discontented
with the food and drink given by others,
one does not attain meditative absorption,
either by day or by night.
But he in who this (discontent) is fully destroyed,
uprooted and extinct,
he attains absorption, both by day and by night.
There is no fire like lust;
there is no grip like hatred;
there is no net like delusion;
there is no river like craving.
Easily seen is the fault of others,
but one’s own fault is difficult to see.
Like chaff one winnows another’s faults,
but hides one’s own,
even as a crafty fowler
hides behind sham branches.
He who seeks another’s faults,
who is ever censorious —
his cankers grow.
He is far from destruction of the cankers.
There is no track in the sky,
and no recluse outside (the Buddha’s dispensation).
Mankind delights in worldliness,
but the Buddhas are free from worldliness.
There is not track in the sky,
and no recluse outside (the Buddha’s dispensation).
There are no conditioned things
that are eternal,
and no instability in the Buddhas.

Dhammapada VII L’illuminato



VII L’illuminato

90 Ha portato a termine il suo viaggio.
E’ andato al di là della sofferenza.
Ha spezzato ogni vincolo
e vive in piena libertà.

91 Egli non dimora in alcun luogo,
ma costantemente spicca il volo
come i cigni che lasciano il proprio lago.

92 Segue una rotta invisibile
come il volo degli uccelli.
Non accumula nulla
e si nutre di saggezza.
Conosce la libertà ultima.

93 Segue una rotta invisibile
come il volo degli uccelli.
Non desidera nulla
e si nutre del vuoto.
Conosce la libertà ultima.

94 Ha domato la mente e i sensi,
è libero dall’orgoglio e senza macchia,
è ammirato perfino dagli dei.

95 Paziente come la terra,
saldo come una soglia,
trasparente come un lago limpido,
ha trasceso il ciclo della vita e della morte.

96 La sua mente è silenziosa,
le sue parole e le sue azioni irradiano pace.
La verità lo ha liberato.

97 E’ al di là di ogni fede,
conosce la realtà increata.
Ha tagliato ogni legame,
ha trasceso ogni desiderio,
è andato al di là di ogni tentazione.
Ha raggiunto l’apice dell’umano.

98 Dovunque egli viva,
nel villaggio o nella foresta,
nella valle o sulla collina,
regna la gioia.

99 Trova la gioia
anche nella profonda foresta,
non amata dagli uomini,
perché non desidera nulla.

7. The Saint

There is no suffering for the one
who has completed the journey,
who is freed from sorrow,
who has freed oneself on all sides,
who has thrown off all chains.

The thoughtful exert themselves;
they do not delight in a home;
like swans who have left their lake,
they leave their house and home.

Those who have no accumulations, who eat properly,
who have perceived release and unconditioned freedom,
their path is difficult to understand,
like that of birds in the sky.

Those whose passions are stilled,
who are indifferent to pleasure,
who have perceived release and unconditioned freedom,
their path is difficult to understand,
like that of birds in the sky.

Even the gods admire one whose senses are controlled,
like horses well tamed by the driver,
who is free from pride and free from appetites.
Such a dutiful one who is tolerant like the earth,
who is firm like a pillar,
who is like a lake without mud:
no new births are in store for this one.

One’s thought is calm;
calm is one’s word and one’s action
when one has obtained freedom by true knowledge
and become peaceful.
The one who is free from gullibility,
who knows the uncreated, who has severed all ties,
removed all temptations, renounced all desires,
is the greatest of people.

In a village or in a forest, in a valley or on the hills,
wherever saints live, that is a place of joy.
Forests are delightful; where others find no joy,
there the desireless will find joy,
for they do not seek the pleasures of the senses.

Dhammapada XV La gioia



Dhammapada XV La gioia

197 Vivi nella gioia, vivi nell’amore, 
libero dall’odio
anche fra coloro che odiano.

198 Vivi nella gioia, vivi nella salute, 
libero dalla malattia
anche fra coloro che sono malati.

199 Vivi nella gioia, vivi nella serenità, 
libero dall’ansia
anche fra coloro che sono ansiosi.

200 Vivi nella gioia,
vivi senza possedere nulla,
nutrendoti di gioia
come gli dei risplendenti.

201 La vittoria si lascia dietro
una scia di odio,
perché il vinto soffre.
Abbandona ogni pensiero di vittoria e sconfitta 
e vivi nella pace e nella gioia.

202 Non c’è fuoco come la passione,
non c’è malattia come l’odio,
non c’è dolore come l’esistere nella separazione, 
non c’è gioia come la pace.

203 L’avidità è il massimo dei mali,
il desiderio è la massima sofferenza.
L’estinzione di ogni desiderio
è la gioia più alta.

204 La salute è il massimo bene,
la semplicità è la più grande ricchezza,
la fiducia è la miglior compagna,
il nirvana è la gioia più alta.

205 Assapora la dolcezza della meditazione
nella solitudine e nella pace.
Bevi il nettare del dharma
e liberati da ogni paura e attaccamento.

206 Gioioso è guardare il volto del Buddha,
gioioso è vivere in compagnia dei saggi.
Beato chi fugge la compagnia degli inconsapevoli.

207 Lungo e doloroso è viaggiare
in compagnia degli inconsapevoli,
come viaggiare con un nemico.
Gioioso è trovare nei saggi
la propria famiglia.

208 Perciò segui il cammino dei saggi,
dei risvegliati,
dei pazienti,
dei risplendenti,
di coloro che vivono nell’amore e nella virtù, 
come la luna segue il cammino delle stelle.

15. Joy

Let us live in joy, not hating those who hate us.
Among those who hate us, we live free of hate.
Let us live in joy,
free from disease among those who are diseased.
Among those who are diseased, let us live free of disease.
Let us live in joy, free from greed among the greedy.
Among those who are greedy, we live free of greed.
Let us live in joy, though we possess nothing.
Let us live feeding on joy, like the bright gods.

Victory breeds hate, for the conquered is unhappy.
Whoever has given up victory and defeat
is content and lives joyfully.

There is no fire like lust, no misfortune like hate;
there is no pain like this body;
there is no joy higher than peace.

Craving is the worst disease;
disharmony is the greatest sorrow.
The one who knows this truly
knows that nirvana is the highest bliss.

Health is the greatest gift;
contentment is the greatest wealth;
trusting is the best relationship;
nirvana is the highest joy.

Whoever has tasted the sweetness
of solitude and tranquillity
becomes free from fear and sin
while drinking the sweetness of the truth.
The sight of the noble is good;
to live with them is always joyful.

Whoever does not see fools will always be happy.
Whoever associates with fools suffers a long time.
Being with fools, as with an enemy, is always painful.

Being with the wise, like meeting with family, is joyful.
Therefore, one should follow the wise, the intelligent,
the learned, the patient, the dutiful, the noble;
one should follow the good and wise,
as the moon follows the path of the stars.

Dharmapada V L’inconsapevole


V L’inconsapevole

60 Lunga è la notte per l’insonne,
lungo è il cammino per il viaggiatore stanco,
lungo il vagare attraverso molte vite 
per l’inconsapevole 
che non ha ancora trovato 
la via del dharma.

61 Se non trovi una guida
o degni compagni di viaggio,
va solo,
piuttosto che in compagnia degli inconsapevoli.

62 L’inconsapevole è roso dall’ansia
per i suoi figli, per i suoi beni.
Ma come possono i figli o i beni appartenergli? 
Lui stesso non si appartiene.

63 L’inconsapevole che sa di essere tale 
è in parte saggio.
Ma l’inconsapevole che si crede saggio
è uno sciocco incurabile.

64 Come può un cucchiaio
percepire il sapore della minestra?
L’inconsapevole può trascorre tutta la vita
in compagnia di un Buddha 
senza cogliere il sapore del dharma.

65 Ma, come la lingua percepisce subito
il sapore della minestra,
basta un attimo di consapevolezza 
in compagnia di un Buddha 
per comprendere la via.

66 L’inconsapevole è il peggior nemico di se stesso:
le sue azioni cieche producono frutti amari.

67 Perché fare ciò di cui ti pentirai?
Perché fare ciò che ti porterà lacrime?

68 Fa ciò di cui non ti pentirai, 
fa ciò che ti porterà gioia.

69 Il male fatto nell’inconsapevolezza 
può dapprima sembrare dolce come il miele.
Ma i suoi frutti sono amari 
e fonte di sofferenza.

70 Per mesi puoi cibarti solo 
di ciò che sta sulla punta di un filo d’erba.
Ma nessuna pratica ascetica 
vale un sedicesimo
di un attimo di comprensione del dharma.

71 Come il latte appena munto 
non inacidisce subito,
così il male fatto nell’inconsapevolezza 
cova come fuoco sotto la cenere.

72 Il sapere non giova all’inconsapevole;
nella sua cecità, l’uso che ne fa 
si ritorce contro di lui.

73 L’inconsapevole aspira al prestigio, 
al predominio sugli altri monaci, 
al potere nel monastero.

74 Vuole essere ammirato 
per le sue opere,
vuole dettare agli altri 
ciò che devono e non devono fare.
In questo modo coltiva in sé 
l’attaccamento e l’orgoglio.

75 Due sono le vie:
una va verso l’acquisire nel mondo, 
l’altra verso la liberazione.
Perciò il discepolo del Buddha
non cerca gli onori,
ma solo la saggezza.

5. The Fool

Long is the night to one who is awake.
Long is ten miles to one who is tired.
Long is the cycle of birth and death
to the fool who does not know the true path.

If a traveler does not meet with one who is better or equal,
let one firmly travel alone;
there is no companionship with a fool.

“These sons belong to me, and this wealth belongs to me;”
with such thoughts a fool is tormented.
One does not belong to oneself;
how much less sons and wealth?

The fool who knows one’s own folly,
is wise at least to that extent;
but the fool who thinks oneself wise is really a fool.

If a fool is associated with a wise person all one’s life,
the fool will not perceive the truth,
any more than a spoon will taste the soup.

If an intelligent person is associated with a wise person
for only one minute, one will soon perceive the truth,
just as the tongue does the taste of soup.

Fools of little understanding are their own worst enemies,
for they do wrong deeds which bear bitter fruits.
That action is not well done, which having been done,
brings remorse, whose result one receives crying with tears.
But that action is well done, which having been done,
does not bring remorse,
whose result one receives gladly and cheerfully.

As long as the wrong action does not bear fruit,
the fool thinks it is like honey;
but when it bears fruit, then the fool suffers grief.

Let a fool month after month
eat food with the tip of kusha grass;
nevertheless one is not worth one-sixteenth
of those who have understood the truth.

A wrong action, like newly drawn milk, does not turn soon;
smoldering, like fire covered by ashes, it follows the fool.
When the wrong action, after it has become known,
turns to sorrow for the fool,
then it destroys one’s brightness and splits the head.

Let the fool wish for reputation,
for precedence among the mendicants,
for authority in the convents,
for veneration among the people.

“Let both the householders and the mendicants
think that this is done by me.
Let them always ask me
what should be done and what should not be done.”

Such is the wish of the fool
of increasing desire and pride.
One road leads to wealth; another road leads to nirvana.
Let the mendicant, the disciple of Buddha, learn this,
and not strive for honor but seek wisdom.

Dhammapada VI Il saggio


VI Il saggio

76 Se ti imbatti in un saggio
che ti mostra i tuoi errori
e ti segnala i pericoli del cammino,
seguilo come seguiresti
chi possiede la mappa di un tesoro.

77 Lasciati ammonire, lasciati guidare,
lasciati distogliere dall’errore.
Un uomo cosiffatto è amato
da tutti coloro che cercano la verità.

78 Non frequentare cattive compagnie.
Cerca l’amicizia di coloro che amano la verità.

79 Bevi alla sorgente del dharma
e vivi nella serenità e nella gioia.

80 Come il contadino incanala l’acqua,
come il fabbro raddrizza le sue frecce,
come il falegname lavora il legno,
così il saggio lavora se stesso.

81 Come una rupe non è scossa dal vento,
egli non è scosso
dall’elogio o dal biasimo degli uomini,

82 Nell’udire la verità,
il suo cuore diventa come un lago profondo,
limpido e calmo.

83 Non desidera nulla
e non parla a vuoto.
Qualsiasi cosa gli accada,
nella fortuna e nella disgrazia,
va per la sua strada
senza attaccarsi a nulla.

84 Non desidera né figli, né ricchezza, né potere,
per sé o per altri.
Non cerca di imporsi
con mezzi sleali.

85 Pochi sono coloro che arrivano all’altra sponda.
La maggior parte degli uomini
si agita su e giù lungo questa sponda.

86 Ma coloro che vivono il dharma
arrivano all’altra sponda,
al luogo dove la morte non ha potere.

87 Il saggio lascia la via dell’oscurità
per quella della luce.
Lascia la propria casa nel mondo
per dimorare soltanto in se stesso.

88 Abbandonando ogni desiderio
e ogni senso di possesso,
purifica il suo cuore
e conosce la gioia.

89 Ben radicato nei sette elementi
dell’illuminazione,
libero da ogni attaccamento e appetito,
raggiunge la libertà ultima
e diviene un faro per questo mondo.

6. The Wise

If you see a wise person who shows you your faults,
who shows what is to be avoided,
follow that wise person
as you would one who reveals hidden treasures;
you will be better not worse for following that one.
Let one admonish; let one teach; let one forbid the wrong;
and one will be loved by the good and hated by the bad.

Do not have wrong-doers for friends;
do not have despicable people for friends;
have virtuous people for friends;
have for friends the best people.

Whoever drinks in the truth
lives happily with a serene mind.
The wise are joyful in the truth
revealed by the noble ones.

Engineers of canals guide the water;
fletchers make the arrow straight;
carpenters shape the wood;
the wise mold themselves.

As a solid rock is not shaken by the wind,
so the wise are not shaken by blame and praise.
As a deep lake is clear and calm,
so the wise become tranquil after they listened to the truth.

Good people walk on regardless of what happens to them.
Good people do not babble on about their desires.
Whether touched by happiness or by sorrow,
the wise never appear elated or depressed.

Whoever for one’s sake or for another’s,
does not wish for a son or wealth or power,
and if one does not wish for success by unfair means,
that one certainly is virtuous, wise, and holy.

Few are those people who reach the farther shore;
the other people here run along this shore.
But those who, when the truth has been taught to them,
follow the truth, will pass over the dominion of death,
however difficult to cross.

Leaving behind the path of darkness
and following the path of light,
let the wise person go from home to a homeless state,
in retirement looking for enjoyment
where enjoyment seemed difficult.
Letting go of all pleasures, calling nothing one’s own,
let the wise cleanse oneself
from all the troubles of the mind.

Those whose minds are well grounded
in the elements of enlightenment,
who without clinging to anything
find joy in freedom from attachment,
whose appetites have been conquered,
and who are full of light,
they are free in this world.