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 “Roger Waters – What God Wants, Pt. I (2015)”


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David Bowie Greatest Hits | Best Songs Of David Bowie (Full Album 2015)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=SbyNyjSzxAg%5D]

David Bowie, [ˈboʊi]; pseud. di David Robert Jones (Londra, 8 gennaio 1947), è un cantautore, polistrumentista, attore e compositore britannico.

Attivo dalla metà degli anni sessanta, Bowie ha attraversato cinque decenni della musica rock, reinventando nel tempo il suo stile e la sua immagine e creando alter ego come Ziggy Stardust, Halloween Jack, Nathan Adler, e The Thin White Duke (noto in Italia come il “Duca Bianco”). Dal folk acustico all’elettronica, passando attraverso il glam rock, il soul e il krautrock, David Bowie ha lasciato tracce che hanno influenzato molti artisti.[1]

Come attore, dopo alcune piccole apparizioni ha avuto un ottimo successo nel 1976 come protagonista del film di fantascienza L’uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roeg. Tra le sue interpretazioni più note si ricordano Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence) di Nagisa Oshima del 1983, Absolute Beginners e Labyrinth del 1986 e Basquiat di Julian Schnabel del 1996 nel quale interpreta il ruolo di Andy Warhol.

David Bowie è sposato dal 1992 con la modella somala Iman Mohamed Abdulmajid ed ha due figli, Duncan Zowie Haywood (nato nel 1971 dal precedente matrimonio con Mary Angela Barnett) e Alexandria Zahra (nata nel 2000), oltre a Zulekha, nata dal precedente matrimonio di Iman. Nel 2008 è stato inserito al 23º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone[2], e tra le sue migliori “tracce vocali” ci sono Life on Mars?, Space Oddity, Starman ed Heroes[3]. Nel 2007 è secondo la rivista Forbes al quarto posto nell’elenco dei cantanti più ricchi del mondo[4].

Al ritmo di un disco all’anno, Bowie per parecchi anni nel bene e nel male non si è mai limitato a creare un “marchio Bowie” uguale a se stesso e rassicurante: dalle nostalgie beat con Pin Ups, agli incubi orwelliani di Diamond Dogs, al R&B bianco con Station to Station e Young Americans, all’electro pop intellettuale che, secondo molti critici, costituirà la fase più creativa della sua carriera fra il 1977 e il 1979, con la cosiddetta trilogia berlinese di Low, Heroes e Lodger, album in realtà (salvo il secondo) realizzati solo parzialmente a Berlino, ma comunque fortemente influenzati dalle contaminazioni tra rock ed elettronica di cui erano maestri i Kraftwerk e i Neu!, gruppi entrambi tedeschi.

Decisivo l’incontro con Brian Eno, altro reduce dal glam-rock dei primi settanta con i Roxy Music del dandy Bryan Ferry. Altrettanto decisivo un successo ormai consolidato che permette all’artista di sperimentare soluzioni nuove senza inseguire il riscontro commerciale. Nel frattempo il personaggio non è più l’androgino Ziggy Stardust ma un thin white duke (sottile duca bianco) dalle inquietanti suggestioni androgine sotto uno stile musicale esteriormente sempre più virile, colto, e raffinato.

https://it.wikipedia.org/wiki/David_Bowie
David Bowie (/ˈboʊ.i/;[1] born David Robert Jones, 8 January 1947) is an English singer, songwriter, multi-instrumentalist, record producer, arranger, and actor. He is also a painter and collector of fine art.[2] Bowie has been a major figure in the world of popular music for over four decades, and is renowned as an innovator, particularly for his work in the 1970s. He is known for his distinctive baritone voice as well as the intellectual depth and eclecticism of his work. Aside from his musical abilities, he is recognised for his androgynous beauty, which was an iconic element to his image, particularly in the 1970s and 1980s.[3][4]

Bowie first caught the eye and ear of the public in July 1969 when his song “Space Oddity” reached the top five of the UK Singles Chart. After a three-year period of experimentation he re-emerged in 1972 during the glam rock era with the flamboyant, androgynous alter ego Ziggy Stardust, spearheaded by the hit single “Starman” and the album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. Bowie’s impact at that time, as described by biographer David Buckley, “challenged the core belief of the rock music of its day” and “created perhaps the biggest cult in popular culture.”[5] The relatively short-lived Ziggy persona proved merely one facet of a career marked by continual reinvention, musical innovation and striking visual presentation.

In 1975, Bowie achieved his first major American crossover success with the number-one single “Fame” and the hit album Young Americans, which the singer characterised as “plastic soul”. The sound constituted a radical shift in style that initially alienated many of his UK devotees. He then confounded the expectations of both his record label and his American audiences by recording the minimalist album Low (1977)—the first of three collaborations with Brian Eno over the next two years. Low, “Heroes”, and Lodger, the so-called “Berlin Trilogy” albums, all reached the UK top five and received lasting critical praise. After uneven commercial success in the late 1970s, Bowie had UK number ones with the 1980 single “Ashes to Ashes”, its parent album Scary Monsters (and Super Creeps), and “Under Pressure”, a 1981 collaboration with Queen. He then reached a new commercial peak in 1983 with Let’s Dance, which yielded several hit singles. Throughout the 1990s and 2000s, Bowie continued to experiment with musical styles, including blue-eyed soul, industrial, adult contemporary, and jungle. He has not toured since the 2003–04 Reality Tour and has not performed live since 2006. Bowie’s latest studio album The Next Day was released in March 2013.

David Buckley says of Bowie: “His influence has been unique in popular culture—he has permeated and altered more lives than any comparable figure.”[5] In the BBC’s 2002 poll of the 100 Greatest Britons, Bowie was placed at number 29. Throughout his career, he has sold an estimated 140 million albums.[6] In the UK, he has been awarded nine Platinum album certifications, 11 Gold and eight Silver, and in the US, five Platinum and seven Gold certifications. In 2004, Rolling Stone ranked him 39th on their list of the “100 Greatest Artists of All Time”, and 23rd on their list of the best singers of all time.

https://en.wikipedia.org/wiki/David_Bowie

Analisi del 2015


I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Il Madison Square Garden può accogliere 20 000 spettatori per un concerto. Questo blog è stato visto circa 65.000 volte nel 2015. Se fosse un concerto al Madison Square Garden, ci vorrebbero circa 3 rappresentazioni esaurite perché lo vedessero altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

The Moody Blues — A Question of Balance — 1970.


The Moody Blues sono un gruppo rock inglese.

Pongono le loro radici nel rhythm and blues, per poi giungere al rock psichedelico e a quello progressivo, grazie al sound caratterizzato anche dall’uso del mellotron. Fu questo il loro marchio di fabbrica, nel periodo aureo, dal 1967 al 1974. Rispetto ad altri gruppi definiti progressivi, i Moody Blues prediligono però la forma “canzone”, con melodie ad ampio respiro. Esempio calzante è il loro più grande successo, Nights in White Satin del 1967. Tutt’oggi è una delle rock band più longeve della storia, con quasi 50 anni di attività live, e 70 milioni di dischi venduti.

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Moody_Blues

The Moody Blues are an English rock band. Among their innovations was a fusion with classical music, as heard in their 1967 album Days of Future Passed.

The Moody Blues have sold more than 70 million albums worldwide [5] and have been awarded 18 platinum and gold discs. As of 2015 they remain active with one member from the original 1964 band (drummer Graeme Edge) and two more from the 1966 lineup (bassist John Lodge and guitarist Justin Hayward).

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Moody_Blues

Aurora



Aurora

Nel tormento
del silenzio
prendono forma
mille emozioni
senza voce
come l’aria immota
della sera
Sussurri
scandiscono
il tempo
sguardi densi
d’impercettibile
significato
non svelato ancora
Stagioni
dispiegano
il loro dono
a volte figlio
di stelle
altre trauma
di mille tempeste
Ed è Aurora
a prendere distanze
dalla voce
di ombre incallite
nuove speranze
a donare luce
a questo cuore

02.07.2016 Poetyca

Aurora

In torment
of silence
take shape
of thousand emotions
voiceless
as the still air
evening
Whispers
mark
the weather
dense looks
of imperceptible
meaning
not yet revealed
Seasons
unfold
their gift
sometimes son
of stars
other trauma
a thousand storms
And it is Aurora
to take distances
of the voice
of hardened shadows
new hopes
to give light
to this heart

07/02/2016 Poetyca

The best of Van Morrison



Sir George Ivan “Van” Morrison (Belfast, 31 agosto 1945) è un cantante, polistrumentista e paroliere proveniente dall’Irlanda del Nord; suona diversi strumenti tra i quali chitarra, armonica a bocca, tastiere, sassofono e occasionalmente anche la batteria.

Dopo gli esordi blues rock con i Them, Morrison intraprese una carriera solista in bilico tra la passione giovanile per la musica nera, una forte vena sperimentale (che lo ha portato a sconfinare spesso in territori jazz) e uno stretto legame con la musica tradizionale della sua terra d’origine[1][2]. A rendere unico il suo stile contribuiscono la sua caratteristica vocalità[3] e una intensa poetica che abbraccia musica e parole in modo altamente espressivo.

La rivista Rolling Stone lo classifica quarantaduesimo nella sua lista dei cento migliori artisti di sempre[4] nonché ventiquattresimo in quella dei cento migliori cantanti[5]. Le sue esibizioni dal vivo, al suo meglio, sono state definite come mistiche e trascendenti.

Inoltre due suoi album, Astral Weeks e Moondance, compaiono nella lista dei 500 migliori album di sempre, ancora secondo Rolling Stone [6][7].

https://it.wikipedia.org/wiki/Van_Morrison

Sir George Ivan “Van” Morrison, OBE[1] (born 31 August 1945) is a Northern Irish singer-songwriter and musician. Some of his recordings, such as the studio albums Astral Weeks and Moondance and the live album It’s Too Late to Stop Now, are critically acclaimed. He has received six Grammy Awards, the Brit Award for Outstanding Contribution to Music, and has been inducted into both the Rock and Roll Hall of Fame and the Songwriters Hall of Fame. In 2015 he was knighted for his services to popular music.

Known as “Van the Man” to his fans, Morrison started his professional career when, as a teenager in the late 1950s, he played a variety of instruments including guitar, harmonica, keyboards and saxophone for various Irish showbands covering the popular hits of the day. He rose to prominence in the mid-1960s as the lead singer of the Northern Irish R&B band Them, with whom he recorded the garage band classic “Gloria”. His solo career began under the pop-hit oriented guidance of Bert Berns with the release of the hit single “Brown Eyed Girl” in 1967. After Berns’ death, Warner Bros. Records bought out his contract and allowed him three sessions to record Astral Weeks in 1968.[2] Even though this album would gradually garner high praise, it was initially a poor seller; however, the next one, Moondance, established Morrison as a major artist,[3] and throughout the 1970s he built on his reputation with a series of critically acclaimed albums and live performances. Morrison continues to record and tour, producing albums and live performances that sell well and are generally warmly received, sometimes collaborating with other artists, such as Georgie Fame and the Chieftains. In 2008 he performed Astral Weeks live for the first time since 1968.

Much of Morrison’s music is structured around the conventions of soul music and R&B, such as the popular singles “Brown Eyed Girl”, “Jackie Wilson Said (I’m in Heaven When You Smile)”, “Domino” and “Wild Night”. An equal part of his catalogue consists of lengthy, loosely connected, spiritually inspired musical journeys that show the influence of Celtic tradition, jazz, and stream-of-consciousness narrative, such as Astral Weeks and lesser-known works such as Veedon Fleece and Common One.[4][5] The two strains together are sometimes referred to as “Celtic Soul”

https://en.wikipedia.org/wiki/Van_Morrison

Nero a metà


[youtube http://www.youtube.com/watch?v=d716FTzdBAo]
 Nero a metà

Tu nero a metà con la voce dal ritmo cadenzato mettevi magia nelle parole nel ritmo che raccoglievi lontano ed era tuo lo sguardo di chi vive borghi e quartieri sin dentro l’anima tu a dare voce a chi non ha valore in un mondo diviso tra chi sfrutta senza guardare a chi si arrangia a vivere

Tu con la tua forza con il tuo raccontare la vita capace di prendere per mano chi osserva e non capisce anche l’ultima apparenza chi non ha la volontà di abbattere il baluardo della vita comoda per abbracciare la lotta del cuore

Anche se tu sei andato oltre le cortine di nubi dove tutto è puro non è mai inquinato ci hai lasciato migliaia di note la musica continua sai una musica che tu hai acceso perchè ti facevi tante domande perchè volevi un mondo migliore

Anni di musica anni che hanno inciso come scultura nella roccia il tuo essere eroe dove gli eroi non bastano mai se sanno accendere stelle perchè questo mondo risuoni dell’eco di un’unica speranza

05.01.2015 Poetyca

Black in half

You black in half with the voice from the rhythm put yourself in the magic words Gather it into the rhythm that far and it was your gaze of those who live villages and neighborhoods sin in the soul you to give voice to those who have no value in a world divided between those who exploit without looking at who gets by on living

You with your strength with your describing life able to hold your hand observer and does not understand also the last appearance who does not have the will to break down the bulwark the comfortable life to embrace the struggle of the heart

Even though you’re gone beyond the curtain of clouds where everything is pure is never polluted you left us thousands of notes the music continues know music that you have turned on because you made so many questions because you wanted a better world

Years of music years that have affected like sculpture in the rock be your hero where heroes are never enough if they can turn on stars because this world echo resounds of one hope

05/01/2015 Poetyca

La Compassione è sempre terapeutica


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La compassione è sempre terapeutica

 La compassione è sempre terapeutica, qualunque il vostro livello, che vi aiuta. La compassione è l’amore purificato – tanto che è sufficiente dare e non chiedere nulla in cambio. Buddha diceva ai suoi discepoli: “Dopo ogni meditazione, sii compassionevole – immediatamente – perché quando si medita, cresce l’amore, il cuore è pieno. Dopo ogni meditazione, prova compassione per il mondo intero in modo da condividere il tuo amore e si rilascia l’energia nell’atmosfera e che l’energia può essere utilizzato da altri. “

Vorrei anche dire che a voi: Dopo ogni meditazione, quando si sta celebrando, avere compassione. Sento che la vostra energia dovrebbe andare ad aiutare le persone in qualsiasi modo ne hanno bisogno. Basta rilasciare! Vi sarà alleggerito, vi sentirete molto rilassata, ti sentirai molto calmo e tranquillo, e le vibrazioni che hanno pubblicato aiuterà molti. Terminate le vostre meditazioni sempre con compassione. E la compassione è incondizionata. Non si può avere compassione solo per coloro che sono amichevoli verso di voi, solo per coloro che sono legati a voi.

E ‘successo in Cina: Quando Bodhidharma andò in Cina, un uomo venne da lui. Ha detto, “ho seguito i tuoi insegnamenti: medito e poi mi sento compassione per tutto l’universo – non solo per gli uomini, ma per gli animali, per le rocce e fiumi anche.
Ma c’è un problema: non riesco a provare compassione per il mio prossimo. No – è impossibile! Quindi la prego di dirmi: posso escludere dal mio vicino di casa mia compassione? I includono l’intera esistenza, conosciuta, sconosciuta, ma posso escludere il mio prossimo? – Perché è molto difficile, impossibile. Non riesco a provare compassione per lui. “

Bodhidharma disse: “Allora dimenticare la meditazione, perché, se esclude la compassione qualcuno, allora non è più lì.”
La compassione è all-inclusive – intrinsecamente all-inclusive. Quindi, se non si riesce a provare compassione per il prossimo ~~~V poi dimenticare tutto meditazione – perché non ha nulla a che fare con qualcuno in particolare. Ha qualcosa a che fare con il vostro stato interiore. Essere compassione! incondizionatamente, senza direzione, senza indirizzo. Poi si diventa una forza di guarigione in questo mondo di miseria.

Gesù dice: “Ama il prossimo tuo come te stesso” – ancora e ancora. E dice anche: “Ama il tuo nemico come te stesso.” E se si analizza entrambe le frasi, si verrà a scoprire che il prossimo e il nemico è quasi sempre la stessa persona. “Ama il prossimo tuo come te stesso” e “Ama il tuo nemico come te stesso.” Che cosa vuol dire?

Vuol dire semplicemente: non hanno ostacoli per la vostra compassione, per il tuo amore. Come ami te stesso, ama l’intera esistenza – perché in ultima analisi l’intera esistenza è te stesso. Vi è – riflette in molti specchi. Sei tu – non è separato da voi.

Il tuo prossimo è solo una forma di voi, il vostro nemico è anche una forma di voi. Tutto ciò che si incontra, ci si imbatte in voi stessi. Non si può riconoscere, perché non siete molto attenti, potreste non essere in grado di vedere al posto degli altri, ma poi qualcosa non va con la tua visione, c’è qualcosa di sbagliato con i vostri occhi. La compassione è terapeutica.

Osho

Compassion is always therapeutic

 Compassion is always therapeutic; whatsoever your level, it helps you. Compassion is love purified — so much so that you simply give and don’t ask anything in return. Buddha used to say to his disciples, “After each meditation, be compassionate — immediately — because when you meditate, love grows, the heart becomes full. After each meditation, feel compassion for the whole world so that you share your love and you release the energy into the atmosphere and that energy can be used by others.”

I would also like to say that to you: After each meditation, when you are celebrating, have compassion. Just feel that your energy should go and help people in whatsoever ways they need it. Just release it! You will be unburdened, you will feel very relaxed, you will feel very calm and quiet, and the vibrations that you have released will help many. End your meditations always with compassion. And compassion is unconditional. You cannot have compassion only for those who are friendly towards you, only for those who are related to you.

It happened in China: When Bodhidharma went to China, a man came to him. He said, “I have followed your teachings: I meditate and then I feel compassion for the whole universe — not only for men, but for animals, for rocks and rivers also.
But there is one problem: I cannot feel compassion for my neighbor. No — it is impossible! So you please tell me: can I exclude my neighbor from my compassion? I include the whole existence, known, unknown, but can I exclude my neighbor? — because it is very difficult, impossible. I cannot feel compassion for him.”

Bodhidharma said, “Then forget about meditation, because if compassion excludes anybody then it is no more there.”
Compassion is all-inclusive — intrinsically all-inclusive. So if you cannot feel compassion for your neighbor~ then forget all about meditation — because it has nothing to do with somebody in particular. It has something to do with your inner state. Be compassion! unconditionally, undirected, unaddressed. Then you become a healing force into this world of misery.

Jesus says: “Love thy neighbor as thyself” — again and again. And he also says: “Love thy enemy as thyself.” And if you analyze both the sentences together, you will come to find that the neighbor and the enemy are almost always the same person. “Love thy neighbor as thyself” and”Love thy enemy as thyself.” What does he mean?

He simply means: don’t have any barriers for your compassion, for your love. As you love yourself, love the whole existence — because in the ultimate analysis the whole existence is yourself. It is you — reflected in many mirrors. It is you — it is not separate from you.

Your neighbor is just a form of you; your enemy is also a form of you. Whatsoever you come across, you come across yourself. You may not recognize because you are not very alert; you may not be able to see yourself in the other, but then something is wrong with your vision, something is wrong with your eyes. COMPASSION is therapeutic.

Osho

Una perla al giorno – Srimad Bhagavatam


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In verità, come le varie parti del corpo
non possono vedere gli occhi,
così gli esseri viventi
non possono capire Dio con i sensi,
con la mente, con lo spirito vitale,
anche se ognuno di noi
Lo porta nel profondo del cuore.

Srimad Bhagavatam, VI, 3, 16

In truth, as the various parts of the body
They can not see the eyes,
so living beings
They can not understand God with the senses,
with the mind, with the spirit of life,
even though each of us
The door in the bottom of my heart.

Srimad Bhagavatam, VI, 3, 16