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Dido



Dido Florian Cloud De Bounevialle O’Malley Armstrong (Londra, 25 dicembre 1971) è una cantante britannica, nota semplicemente come Dido.
Dido nasce al St. Mary Abbots Hospital a Kensington, Londra, dalla madre Clare Collins, poetessa, e dal padre William O’Malley Armstrong, editore e manager di origine irlandese. Cresciuta studiando e ascoltando musica classica, a sei anni inizia a frequentare la London Guildhall School Of Music, dove studia pianoforte e violino. Grazie anche all’influenza del fratello Rowland Constantine (detto Rollo), futuro leader del gruppo pop Faithless, entra in contatto con i generi musicali più svariati; comincia quindi a fare esperienza come cantante in varie band, prima di entrare nei Faithless nel ruolo di seconda vocalist. Con il gruppo parteciperà alla registrazione di Reverence (1996) e di Sunday 8pm (1998).

Nel 1995 Dido comincia a scrivere anche materiale proprio traendone varie demo, che, riunite in una raccolta intitolata Odds & Ends pubblicata su cd, catturano l’attenzione dell’Arista Records, portando alla firma di un contratto con Dido negli USA. Delle canzoni incluse in Odds & Ends, Take my hand è stata inclusa come bonus track in tutte le edizioni di No Angel, Sweet eyed baby è stata remixata e reintitolata Don’t think of me, mentre Worthless e Me sono state incluse solo nell’edizione giapponese.

https://it.wikipedia.org/wiki/Dido_(cantante)

Dido Florian Cloud de Bounevialle O’Malley Armstrong, known as Dido (/ˈdaɪdoʊ/, born 25 December 1971), is a British singer and songwriter. Dido attained international success with her debut album No Angel (1999). It sold over 21 million copies worldwide,[3] and won several awards, including the MTV Europe Music Award for Best New Act, two NRJ Awards for Best New Act and Best Album, and two Brit Awards for Best British Female and Best Album. Her next album, Life for Rent (2003), continued her success with the hit singles “White Flag” and “Life for Rent”.

Dido’s first two albums are among the best-selling albums in UK Chart history, and both are in the top 10 best-selling albums of the 2000s in the UK. Her third studio album, Safe Trip Home (2008), received critical acclaim but failed to duplicate the commercial success of her previous efforts.[5] She was nominated for an Academy Award for the song “If I Rise”. Dido was ranked No. 98 on the Billboard chart of the top Billboard 200 artists of the 2000s (2000–2009) based on the success of her albums in the first decade of the 21st century.[7] Dido made a comeback in 2013, releasing her fourth studio album Girl Who Got Away, which reached the Top 5 in the United Kingdom.

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Sade


[youtube https://youtu.be/iHNwLH7Qemo]

Sade ([ʃɑːˈdeɪ] in inglese, /ʃaˈde/ sciadé in italiano) sono un gruppo jazz-pop britannico molto popolare, che prende il nome dalla propria leader Sade Adu. La loro musica fonde elementi di R&B, soul music, jazz e soft rock.

L’album di debutto, Diamond Life, fu pubblicato nel 1984 e raggiunse la posizione n. 2 nella UK Albums Chart, con oltre 1,2 milioni di copie vendute nel solo Regno Unito. L’album si aggiudicò anche il BRIT Award per il miglior album britannico del 1985. L’album fu un successo internazionale, raggiungendo la prima posizione in diversi Paesi e la top ten negli Stati Uniti, dove vendette oltre 4 milioni di copie. A fine 1985 i Sade pubblicarono il loro secondo album, Promise, che arrivò al numero 1 sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti.] L’album fu certificato nel Regno Unito con il doppio disco di platino dalla BPI e negli USA con il quadruplo disco di platino dalla RIAA. Nel 1986 la band vinse il Grammy Award al miglior artista esordiente.[4] Nel 2002 Sade ha vinto un Grammy con l’album Lovers Rock nella categoria “Best Pop Vocal Album; for solo artists, duos or groups” . Il sesto album registrato in studio, Soldier of Love, fu pubblicato l’8 febbraio 2010 a raggiunse il n. 4 in Inghilterra ed il n. 1 negli Stati Uniti Nel 2011 la band ha vinto il quarto Grammy Award per la “miglior performance R&B”

Secondo la RIAA Sade ha venduto 23,5 milioni di copie negli USA ed oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo. L’emittente televisiva VH1 li ha messi al 50º posto nell’elenco dei cento migliori artisti di tutti i tempi

https://it.wikipedia.org/wiki/Sade_(gruppo_musicale)

Sade (/ʃɑːˈd/ shah-day) are an English soul and R&B band formed in London in 1982. However, three of their members were originally from Kingston upon Hull in the East Riding of Yorkshire. Sade is the lead singer of the eponymous band. Their music also features elements of jazz and soft rock.

Sade’s debut album, Diamond Life, was released in 1984, reaching No. 2 in the UK Album Chart, selling over 1.2 million copies in the UK, and won the Brit Awardfor Best British Album in 1985.[1] The album was also a hit internationally, reaching No. 1 in several countries and the top ten in the US where it has sold in excess of 4 million copies. In late 1985, Sade released their second album, Promise, which peaked at No. 1 in both the UK and the US.[2][3] It was certified double platinumin the UK, and quadruple platinum in the US. In 1986 the band won a Grammy Award for Best New Artist.[4] Their 2000 album, Lovers Rock, won the Grammy Award for Best Pop Vocal Album. Sade’s sixth studio album, Soldier of Love, was released on 8 February 2010, and peaked at No. 4 in the UK, and No. 1 in the US. In 2011, the band won their fourth Grammy Award for Best R&B Performance by a Duo or Group with Vocals

Sade’s US certified sales so far stand at 23.5 million units according to Recording Industry Association of America (RIAA) and have sold more than 50 million units worldwide to date. The band were ranked at No. 50 on VH1’s list of the “100 greatest artists of all time.”

https://en.wikipedia.org/wiki/Sade_(band)

Gocce


Gocce

Siamo gocce
precipitate
nell’oceano
Un attimo
di turbamento
prima della pace
Parte del Tutto
con armonia
torniamo all’origine

30.03.2018 Poetyca

Drops

We are drops
precipitated
in the ocean
A moment
of disturbance
before peace
Part of the Whole
with harmony
let’s go back to the origin

03.03.2018 Poetyca

Sappiamo dare un senso alla sofferenza?


Dolori, patimenti e disagi, sofferenze.

Sappiamo il dolore della fame e del freddo, della carne martoriata, compressa,
ustionata; i patimenti dell’abbandono, del disamore, della prigionia; la
sofferenza delle situazioni-limite che provocano l’uomo ed esigono risposte
indifferibili: la previsione della morte, il disfarsi di ciò che si è in anni
costruito, il rischio del non-senso.

Soffrire (sub ferre), sostenere, sopportare, essere oppressi e a volte
schiacciati dal dubbio e dalla disperazione, mentre la domanda incalza: «Perché?
Perché proprio a me? Perché proprio ora?»

È con la stessa apparizione della coscienza, segnata dalla separazione e
dall’isolamento, che l’umanità ha incontrato la sofferenza: «per il fatto di
essere privati dell’originaria armonia con la natura, caratteristica
dell’animale la cui vita è determinata da istinti innati, e di essere dotati di
ragione e autocoscienza, non possiamo fare a meno di sperimentare la nostra
totale separazione da ogni altro essere umano» (E. Fromm). Separazione dagli
altri esseri umani e separazione dal mondo naturale nel suo insieme. La
solitudine dell’uomo nell’universo, che lo fa isolato anche dal suo stesso
corpo, è all’origine dell’odissea che, con molteplici vie, attraversa la storia
alla ricerca, attraverso un “vero” corpo, il lavoro, la sessualità., di una
possibile reintegrazione nel reale, coincidente con un ritrovamento di senso.

L’esistente è esperienza, l’esperienza dualità, la dualità mancanza. La
separatezza definisce la condizione umana in base al suo vivere nel mondo dei
contrari, alla sua caduta nel tempo ordinario, nel tempo della precarietà. Jung
ci ricorda che non è la sofferenza in sé a essere particolarmente dolorosa
quanto l’incapacità di dare a essa un significato. «La psiconevrosi», egli
scrive, «è in ultima analisi una sofferenza della psiche che non ha trovato il
proprio significato». E poiché «soltanto ciò che ha significato redime» sono le
grandi dottrine di vita che hanno potuto offrire strumenti salvifici e strategie
di dominio del patire (dalle sue forme più crude e oscure fino alla sofferenza
spirituale) in quanto hanno saputo collocare la sofferenza in una
rappresentazione ordinata del mondo, che consente di dare un significato alla
vita e alla molteplicità dei fenomeni.

Se la sofferenza è legata alla separazione, al dualismo e alla precarietà, la
liberazione risiederà in uno stato non-condizionato, uno stato che supera i
contrari e implica una uscita dalle contingenze del tempo, liberando l’uomo da
quello che è stato detto “terrore della storia” (Eliade): è infatti proprio
nella storia che l’umanità incontra le malattie e la morte, le calamità
naturali, le ingiustizie sociali. Le tradizioni spirituali, nelle loro promesse
di altri mondi e/o nelle loro proposte di diversi modi di vivere, possono essere
pertanto viste come procedure di riconciliazione degli opposti e vie di uscita
dall’idolatria della realtà “ordinaria” e dal monoteismo dell’io. L’homo
religiosus mediante il continuo riferimento alla Realtà ultima, assoluta e
non-duale, realizza quella donazione di senso in cui ha sempre riposto la
speranza di liberazione e salvezza.

Tra i diversi scenari in cui le culture hanno collocato la sofferenza, quello
offerto dalla tradizione ebraico-cristiana è caratterizzato dalla
“giustificazione” del male come effetto di una colpa originaria, colpa che ha
introdotto nel mondo la distruzione, la malattia e la morte. Incapace di
autonoma salvezza, l’uomo attende il compimento di una promessa inimmaginabile e
inaudita perché proveniente da dio stesso: quella di un mondo senza il male,
quella in cui il dio redentore «tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà
più la morte né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate» (Ap.,
21, 4). Saranno realizzati un tempo nuovo, una eterna domenica della vita, e uno
spazio nuovo, un luogo di cui si possa dire: «Là riposeremo e vedremo, vedremo e
ameremo, ameremo e loderemo» (Agostino, De Civ. Dei , 29, 5). Il santo si nutre
di questa speranza, la conserva e diffonde; ma la fede, intanto, è messa alla
prova dall’interminabile attesa ed estenuata
dall’angosciata domanda: «Fino a quando, Signore?» (Sal., 13).

Un diverso scenario incontriamo nelle tradizioni orientali e, tra esse, in
particolare, nel buddhismo. In questa prospettiva, positivo e negativo,
costruzione e distruzione, nascita e morte, nella loro inseparabilità
costituiscono il flusso circolare e ininterrotto della vita, da accogliere nella
totalità dei suoi aspetti. Il dolore non ha dunque bisogno di una
giustificazione particolare, non più di qualunque altro aspetto del reale.
L’impermanenza e la mancanza di consistenza dei fenomeni e dell’io divengono
fonte di patimento se si mettono in atto attaccamenti e avversioni, basati
sull’ignoranza (avidya=ignoranza trascendentale, collettiva e individuale) e
sull’immatura protesta di chi vorrebbe un mondo illusoriamente diverso da quello
che è. Il messaggio dell’Illuminato è pertanto quello di una pratica incessante
di attenzione, rivolta a vedere le cose come sono: «L’attenzione è il sentiero
che conduce all’immortalità, la disattenzione è il sentiero della morte. Coloro
che sono attenti non muoiono, i disattenti sono già come morti» (Dhp., 21). La
“via di mezzo”, tra mortificazione di sé e passioni egoistiche e incontrollate,
è la via che conduce al Nirvana, sinonimo di libertà e pace. La saggezza,
illuminata dalla luce della Vacuità, sa che nulla ci appartiene, non la vita e
neppure il dolore. L’approssimarsi della morte può essere allora vissuto come un
prepararsi a ritornare serenamente a casa, la casa da dove siamo venuti. Quando
ci verrà chiesto di restituire ciò che non era nostro, il saggio potrà
rispondere, con le parole di Seneca: «Riprenditi un animo migliore di come l’hai
dato; non tergiverso, non mi sottraggo; hai qui pronto e da una persona
consapevole ciò che le hai dato senza che ne avesse percezione: porta pure via».

La modernità ha prodotto storicismo (l’uomo si è voluto “storico”),
secolarizzazione (l’uomo ha voluto essere il garante della sua propria
salvezza), utopia (la terra senza il male realizzata dall’opera dell’uomo).
Nella postmodernità (e postsecolarizzazione), compreso che il maggior pericolo
per l’uomo è diventato l’uomo stesso, senza più difese esterne contro il
“terrore della storia”, l’umanità si muove tra una tecnologia, per sua natura
ambivalente, a volte incontrollabile, sempre parziale e dunque sempre
“relativa”, e il tentativo di recupero di tradizioni religiose e sapienziali che
faticano ad adattarsi al mondo contemporaneo. Ma il dolore esige risposte e non
consente rinvii: la vera questione di vita o di morte rimane sempre la lotta per
dare senso alla sofferenza, per mettere una cornice al quadro del negativo, per
contenerlo, circoscriverlo, dominarlo: ma il contenuto spesso preme, minaccia di
debordare e dilagare in tragedia; la cornice deve venire allargata,
per comprenderlo, ancora e di nuovo. Ognuno è chiamato a questa sfida, a
esercitare quotidianamente la sua volontà buona nell’esercizio di bonifica
almeno di un frammento del mondo, nel ricostruire e adattare, giorno dopo
giorno, le cornici che ha a disposizione perché il male possa essere
circoscritto, avere “la sua parte” nel mondo (Jung) e, in tal modo, forse, anche
redenzione.

(pubbl. in Gigi Ghirotti-Notizie, Trimestrale del Com. naz. Gigi Ghirotti 2000,
n. 4)

Pain, suffering and hardships, sufferings. 

We know the pain of hunger and cold, the flesh torn, compressed, 
burned, the sufferings of abandonment, of estrangement, imprisonment, and the 
suffering of the extreme situations that cause the man and demand answers 
postponed: the prediction of death, to get rid of what you have in years 
built, the risk of non-sense. 

Suffering (sub iron), sustain, endure, be oppressed, and sometimes 
overwhelmed by doubt and despair, while the question persisted: “Why? 
Why me? Why now? ” 

It is with the same appearance of consciousness, marked by separation and 
isolation, that mankind has encountered the suffering “because of 
be deprived of the original harmony with nature, a characteristic 
the animal whose life is determined by innate instincts, and be equipped with 
reason and self-awareness, we can not help but experience our
completely independent of every other human being “(E. Fromm). Separation by 
other people and separation from the natural world as a whole.The 
alone in the universe, which makes him isolated even from his own 
body, the odyssey that is at the origin, with multiple pathways, through history 
looking through a “real” body, work, sexuality., a 
possible reintegration into the real, coincident with a sense of discovery. 

The existing experience, the experience of duality, the duality lack. The 
separation defines the human condition based on its experience in the world of 
contrary, its fall in ordinary time, in time of uncertainty. Jung 
reminds us that suffering is not in itself to be particularly painful 
as the inability to give a meaning to it. “The psycho-neuroses,” he 
writes, “is ultimately a pain in the psyche that did not find the 
its meaning. ” And since “only what it meant saving grace” are the 
great doctrines of life that they could offer saving tools and strategies 
domain of suffering (from its most raw and dark until the pain 
spiritual) as they have been able to locate the pain in a 
orderly representation of the world, allowing you to give meaning to 
living and the multiplicity of phenomena. 

If the pain is related to separation, duality and insecurity, 
Liberation will reside in a non-conditional, a state that exceeds 
against and imply an exit from the contingencies of time, freeing man from 
what has been called the “terror of history” (Eliade) is in fact 
in history that humanity meets the illness and death, disasters 
natural, social injustice. The spiritual traditions, in their promises
of other worlds and / or proposals in their different ways of living, can be 
therefore seen as a process of reconciliation of opposites and the way out 
idolatry of reality “ordinary” and the monotheism of the self.Homo 
religiosus by the continual reference to the ultimate reality, absolute and 
non-dual, the donation makes sense that he always placed the 
hope of deliverance and salvation. 

Among the different scenarios in which cultures have placed the suffering, the 
offered by the Jewish-Christian tradition is characterized by 
“Justification” of evil as an effect of original sin, guilt has 
introduced the world to destruction, disease and death. Unable to 
self-salvation, the man waits for the fulfillment of a promise and unimaginable 
unheard of because it came from God himself: that of a world without evil, 
one in which the redeeming God “will wipe away every tear from their eyes, there will be 
no more death or crying or pain, for the former things have passed away “(Rev., 
21, 4). Will be made once again, an eternal life Sunday, and a 
new space, a place where you can say: “There shall rest and see, and we will see 
we will love, love and praise “(Augustine, De Civ. Dei, 29, 5).The saint feeds 
This hope, preserves and spreads, but the faith, meanwhile, is put to 
exhausted by the endless waiting and testing 
anxiety question: “How long, Lord?” (Ps. 13). 

A different scenario, we meet in the Eastern traditions, and among them, in 
particularly in Buddhism. In this perspective, positive and negative, 
construction and destruction, birth and death, in their inseparability 
represent the circular flow of life, uninterrupted, to be accepted in 
all of its aspects. The pain did not therefore need a 
special justification, any more than any other aspect of reality. 
The impermanence and lack of consistency of phenomena and the ego becomes 
source of suffering if you put in place attachments and aversions, based 
ignorance (Avidya = ignorance transcendental collective and individual) and 
sull’immatura protest from those who would like a world different from the illusory 
it is. The message of the Enlightened One, therefore, is a ceaseless practice 
of attention paid to see things as they are: “Attention is the path 
that leads to immortality, inattention is the path of death. Those 
who are careful not die, the heedless are already as dead “(Dhp., 21). The 
“Middle path” between self-mortification of passions and selfish and uncontrolled, 
is the path that leads to Nirvana, stands for freedom and peace.Wisdom, 
illuminated by the light of emptiness, he knows that nothing belongs to us, not life and 
even pain. The approach of death can then be experienced as a 
prepare to return home peacefully, the house where we came from. When 
we will be asked to return what was not ours, the essay will 
respond with the words of Seneca: “Snap out a mind better than you do 
given, do not fiddle around, I do not subtract, you have a person here and ready 
aware of what you gave that he had no perception also leads on. ” 

Modernity has produced historicism (the man he wanted to “historical”) 
secularization (the man wanted to be the guarantor of its own 
salvation), Utopia (the land without evil created by man). 
In postmodernity (and postsecolarizzazione), including that the greatest danger 
for man has become the man himself, with no outer defenses against 
“Terror of history”, humanity is moving from a technology, by its nature 
ambivalent, at times uncontrollable, always partial, and therefore always 
“Relative”, and the attempted recovery of religious traditions and wisdom that 
struggle to adapt to the contemporary world. But the pain is demanding answers and not 
allows postponement: the real question of life or death is always the struggle for 
give meaning to suffering, to put a frame to the picture of the negative, for 
restrain, circumscribe it, dominate it: but the content is often pressed, the threat of 
overflowing and spreading in tragedy; the frame must be enlarged, 
to understand it, again and again. Everyone is called to this challenge, 
good day to exercise his will during the remediation 
at least a fragment of the world, to rebuild and fit, day after 
days, the frames he has available because evil can be 
circumscribed, have “their part” in the world (Jung) and, thus, perhaps, even 
redemption. 

(Published in Gigi Ghirotti-News, Quarterly of Com Nat. Ghirotti Gigi 2000, 
No 4)

Nascere – To be born – Osho


Nascere

Nessuno nasce
per qualcun altro
e nessuno esiste
per realizzare
gli ideali di qualcun altro.

Osho

To be born

No one is born
for someone else
and nobody exists
to realize
the ideals of someone else.

Osho

Enjoy


Enjoy

Enjoy  your life

Close your eyes

Open your heart

To love.

Look the light

In your soul.

Drive away the ghost

Of the night

And listen my voice,

I’m crying my love.

Give me your hand,

We gone far

In a new world

Without sorrow

But full fredom

And love.

Hope always in a good tomorrow

And I’ll follow you

Because I’m your sister in love.

21.12.2000 Poetyca

Gioisci

Gioisci la vita

chiudi gli occhi

apri il tuo cuore

per amore.

Guarda la luce

Nella tua anima.

Scaccia i fantasmi

della notte

e ascolta la mia voce,

grido il mio amore.

Dammi la mano,

siamo andati lontano

In un mondo nuovo

senza dolore

Ma completa libertà

e amore.

La speranza in un domani sempre migliore

Ed io ti seguirò

Perchè io sono tua sorella in amore.

21.12.2000 Poetyca

Attendo – I’ m waiting


🌸Attendo🌸

Attendo
un passo nuovo
ed una voce
Attendo
nel silenzio
della stanza
Attendo
e sorrido
trattenendo il fiato
Attendo
ed arrivi
come luce viva

16.05.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸I’m waiting

I’m waiting
a new step
and a voice
I’m waiting
in the silence
of the room
I’m waiting
and I smile
holding your breath
I’m waiting
and arrivals
like bright light

16.05.2019 Poetyca

Viaggio – Travel – Haiku


🌸Viaggio – Haiku🌸

Viaggio perfetto
oltre ogni distanza
tra mente e il cuore.

04.03.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Travel – Haiku

Just a perfect trip
beyond every distance
between mind and heart.

04.03.2019 Poetyca

Espansione


 

Espansione

Scandire del tempo

che determina passi:

Partire dal centro

dove risiede il tutto

e affluire ai bordi

varcando confini.

Brezza notturna

sfiora ricordi

donando altezze

all’emozionato fluire.

Nebbioline sparse:

Certezze appagate

restituiscono eterno.

18.05.20002 Poetyca

Expansion

Scan time

determining steps:

From the center

where is it all

and flow at the edges

crossing borders.

Night Light

touching memories

giving heights

the emotion flow.

Mists spread:

Certainties contented

eternal return.

18.05.20002 Poetyca

U2 The Best of 1980-1990: New Year’s Day



Gli U2 sono un gruppo musicale irlandese formatosi a Dublino nel 1976. Il gruppo è composto da Paul David Hewson in arte Bono (cantante), David Howell Evans in arte The Edge (chitarrista), Adam Clayton (bassista) e Larry Mullen Jr. (batterista).

Nella loro carriera hanno venduto 150 milioni di dischi[7] e ricevuto il maggior numero di Grammy Awards per un gruppo, con 22 premi[8].

Nel 2005, appena raggiunto il termine minimo dei 25 anni di carriera, sono stati introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame.

Fin dagli esordi, gli U2 si sono occupati della questione irlandese e del rispetto per i diritti civili, improntando su questi temi anche buona parte della loro attività artistica. Inoltre gli U2 sono tra i pochi gruppi internazionali a potersi vantare di aver sempre mantenuto la propria formazione originale.

https://it.wikipedia.org/wiki/U2

U2 are an Irish rock band from Dublin. Formed in 1976, the group consists of Bono (vocals and guitar), The Edge (guitar, keyboards, and vocals), Adam Clayton (bass guitar), and Larry Mullen Jr. (drums and percussion). U2’s early sound was rooted in post-punk but eventually grew to incorporate influences from many genres of popular music. Throughout the group’s musical pursuits, they have maintained a sound built on melodic instrumentals. Their lyrics, often embellished with spiritual imagery, focus on personal themes and sociopolitical concerns.

The band formed at Mount Temple Comprehensive School in 1976 when the members were teenagers with limited musical proficiency. Within four years, they signed with Island Records and released their debut album Boy. By the mid-1980s, U2 had become a top international act. They were more successful as a touring act than they were at selling records until their 1987 album The Joshua Tree which, according to Rolling Stone, elevated the band’s stature “from heroes to superstars”.[1] Reacting to musical stagnation and criticism of their earnest image and musical direction in the late-1980s, U2 reinvented themselves with their 1991 album, Achtung Baby, and the accompanying Zoo TV Tour; they integrated dance, industrial, and alternative rock influences into their sound, and embraced a more ironic and self-deprecating image. They embraced similar experimentation for the remainder of the 1990s with varying levels of success. U2 regained critical and commercial favour in the 2000s with the records All That You Can’t Leave Behind (2000) and How to Dismantle an Atomic Bomb (2004), which established a more conventional, mainstream sound for the group. Their U2 360° Tour from 2009–2011 was the highest-attended and highest-grossing concert tour in history.

U2 have released 13 studio albums and are one of the world’s best-selling music artists of all time, having sold more than 170 million records worldwide.[2] They have won 22 Grammy Awards, more than any other band; and, in 2005, were inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in their first year of eligibility. Rolling Stone ranked U2 at number 22 in its list of the “100 Greatest Artists of All Time”, and labelled them the “Biggest Band in the World”.[3] Throughout their career, as a band and as individuals, they have campaigned for human rights and philanthropic causes, including Amnesty International, the ONE/DATA campaigns, Product Red, and The Edge’s Music Rising.

https://en.wikipedia.org/wiki/U2

Tom Petty greatest hits


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=TsH4CrwExCQ&list=PLupOSjd2mAJDGEqaZeac4zWVQtJyFQRQY]

Thomas Earl Petty è nato a Gainesville, in Florida, e non aveva nessuna aspirazione musicale finché Elvis Presley non visitò la sua città natale. Dopo aver fatto parte di alcune band come The Sundowners, The Epics, e Mudcrutch (di cui facevano parte i futuri membri degli Heartbreakers Mike Campbell e Benmont Tench) inizia la sua carriera discografica come Tom Petty & the Heartbreakers, quando la band irrompe nella scena musicale nel 1976 con l’album omonimo di debutto. La canzoneBreakdown, pubblicata come singolo, entra nella Top 40 nel 1977.

Il secondo album You’re Gonna Get It! uscito nel 1978 conferma le buone musicalità dell’album di debutto, ma i singoli tratti da questo album (Listen To Her Heart e I Need To Know non ripetono il successo di Breakdown. Petty stesso racconta che in quel periodo erano considerati troppo hard per gli amanti del mainstream e troppo soft per i punk.

Nel periodo successivo la sua casa discografica fallisce, scatenando l’apertura di una causa giudiziaria con la nuova per la proprietà dei diritti d’autore delle sue canzoni. Petty finanzierà le spese della causa con un nuovo tour chiamato appunto Lawsuite Tour. In questo stato precario nasce il suo album di maggior successo, Damn the Torpedoes, che raggiunge negli USA il triplo platino. L’album successivo, Hard Promises, ottiene un buon giudizio di critica, ma un minor successo di pubblico, risultando tuttavia un buon lavoro.

Sul suo quinto album Long After Dark (1982), il bassista Ron Blair è sostituito da Howie Epstein, che completa la line-up degli Heartbreakers. Petty in quel periodo ha problemi di stress dovuto al successo e si prende un periodo di pausa dalle scene.

Con il suo album del ritorno Southern Accents (1985) Tom Petty & The Heartbreakers ricominciano lì da dove avevano interrotto. Secondo il progetto iniziale il disco doveva essere doppio, avendo una parte più acustica dedicata alla riscoperta del sud degli Stati Uniti e una parte più sperimentale alla quale collabora Dave Stewart. Durante le registrazioni si verificano problemi e Petty a, causa della frustrazione, si frattura la mano sinistra, tirando un pugno contro il muro. Per questo incidente l’artista non potrà suonare la chitarra per circa otto mesi e questo farà tramontare del tutto l’idea dell’album doppio. Il singolo tratto dall’album èDon’t Come Around Here No More prodotto da Dave Stewart, il video della canzone vede Tom vestito come il Cappellaio Matto dal libro Alice nel Paese delle Meraviglie.

Il tour è un successo, e verrà documentato sull’album Pack Up The Plantation: Live! (1986). Le capacità live della band vengono ulteriormente confermate quando Bob Dylan invita Tom Petty & the Heartbreakers a unirsi a lui durante il True Confessions Tour attraverso USA, Australia, Giappone nel (1986) ed Europa nel (1987).

Durante il 1987, il gruppo incide anche l’album Let Me Up (I’ve Had Enough), un album in studio che presenta sonorità assimilabili a quelle di un album dal vivo, registrato utilizzando tecniche prese in prestito da Bob Dylan. L’album include Jammin’ Me, che Petty scrive con Dylan.

Prima di Full Moon Fever, Lynne e Petty lavorano insieme nella all-stars band Traveling Wilburys, nella quale sono presenti anche Bob Dylan, George Harrison e Roy Orbison.[1] I Traveling Wilburys nascono per gioco per registrare il lato B di un singolo di George Harrison, ma Handle with Care, la canzone che ne viene fuori, è considerata troppo valida per essere relegata sul lato B di un singolo e infatti ha un tale successo che i membri decidono di registrare un intero album. Traveling Wilburys Vol. 1 esce nel 1988 ma pochi mesi dopo la morte improvvisa di Roy Orbison fa calare un’ombra sul successo dell’album, visto anche che Del Shannon, con il quale il gruppo avrebbe intenzione di sostituirlo, si suicida. Nonostante ciò un secondo album, curiosamente chiamato Traveling Wilburys Vol. 3 segue nel 1990.

Nel 1989, Petty registra Full Moon Fever, solo nominalmente un progetto solista, infatti altri membri degli Heartbreakers e altri musicisti famosi partecipano alla produzione. Mike Campbell co-produce l’album con Petty e Jeff Lynne. Il disco raggiunge la Top Ten della rivista Billboard e vi rimane per più di 34 settimane, raggiungendo il triplo disco di platino, insieme ai singoli I Won’t Back Down, Free Fallin’ e Runnin’ Down A Dream.

Petty si riunisce con gli Heartbreakers per l’album successivo, Into the Great Wide Open nel 1991. È prodotto di nuovo da Jeff Lynne e include i singoli Learning to Fly e la title-track Into the Great Wide Open, che vede gli attori Johnny Depp, Gabrielle Anwar e Faye Dunaway nel video.

Nel 1994, Petty registra il suo secondo album solista, Wildflowers prodotto da Rick Rubin, che include i singoli You Don’t Know How It Feels, You Wreck Me, It’s Good to Be King, A Higher Place e Honey Bee. Petty considera questo uno dei suoi album più riusciti, parere condiviso anche dalla critica.

Due anni dopo 1996 realizza la colonna sonora del film Il senso dell’amore del regista Edward Burns. Nominato direttore artistico del progetto, non riusce però a trovare nessun altro musicista disposto a fornirgli brani validi e decide quindi di usare insieme alle canzoni nuove composte per l’occasione, anche brani non usati nel disco precedente.

Dovranno passare ancora tre anni, periodo travagliato del divorzio dalla prima moglie, prima che esca il successivo album in studio Echo, con cui Petty ottiene un buon successo soprattutto negli USA. Nonostante in questo periodo conosca Dana, quella che diventerà la sua seconda moglie, l’album ha testi molto tristi e sofferti.

Dopo che nel 2000 esce un’altra antologia in doppio CD, nel 2002 esce The Last DJ, in cui parte dei testi esprimono una critica all’industria discografica, che a suo parere schiaccia la vera arte per cercare solo l’utile economico. La critica musicale non è tenera e giudica l’album il peggiore in assoluto della sua carriera, giudizio senz’altro severo visto che il disco benché sia distante dai picchi della sua produzione, resta un disco ascoltabile con qualche pezzo discreto. L’artista stesso si stupirà di come tutte le critiche siano rivolte ai testi senza nessun accenno alla qualità delle canzoni.

Il 24 luglio 2006 è uscito Highway Companion, nuovo album solista dell’artista, realizzato nuovamente con Jeff Lynne e il fido Mike Campbell.[2] L’album prodotto come l’album solista Wildflower del 1994 da Rick Rubin, è il primo inciso per la American Recordings, etichetta del produttore stesso, che fa parte della Warner con la quale Tom Petty incide da più di dieci anni. Si tratta di un album certamente migliore da un punto di vista musicale rispetto al precedente anche se certi capolavori sembrano oramai irripetibili. 

Nella primavera del 2008 Tom Petty riunisce la sua prima band, i Mudcrutch, con cui non aveva mai inciso alcun disco e pubblica l’album Mudcrutch, che stilisticamente non si discosta troppo dalle sue recenti produzioni.

Nel giugno 2010 Petty pubblica, nuovamente con gli Heartbrakers, l’album Mojo, seguito nel luglio 2014 da Hypnotic Eye.

http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Petty

 

Thomas EarlTomPetty (born October 20, 1950) is an American musician, singer, songwriter, multi-instrumentalist, and record producer. He is best known as the lead vocalist of Tom Petty and the Heartbreakers, but is also known as a member and co-founder of the late 1980s supergroup the Traveling Wilburys (under the pseudonymsof Charlie T. Wilbury, Jr. and Muddy Wilbury) and Mudcrutch.

He has recorded a number of hit singles with the Heartbreakers and as a solo artist, many of which remain heavily played on adult contemporary and classic rock radio. His music has been classified as rock and roll, heartland rock and even stoner rock. His music, and notably his hits, have become popular among younger generations as he continues to host sold-out shows.[1] Throughout his career, Petty has sold more than 80 million records worldwide, making him one of the best-selling music artists of all time.[2] In 2002, he was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame.

http://en.wikipedia.org/wiki/Tom_Petty

Passaggio


PASSAGGIO

“Spirito che lasciata questa Vita
ti libri nell’aria
e sei pronto ad andare
lontano verso l’infinito,
aspetta ancora un po’,
ascolta ciò che ti vorrei dire;
raccontami del tuo viaggio,
di quello che hai imparato
perché si deve soffrire,
ascolterò tutte le tue parole
e proverò a riflettere
sul senso di questa mia vita”.
“Un lungo viaggio ho fatto
per monti e per mare,
tramonti e nuvole
ho imparato ad amare,
dietro quel grigio e quel velo
che provoca quasi paura
c’è la nostalgia
per la terra che ho
dovuto lasciare.
È stata solo un ombra,
è durata un attimo,
ho sofferto è vero,
ma è solo un ricordo,
il tempo di un respiro.
Ora vivo nella Luce e nell’amore.
Cosa ti posso insegnare?
Sappi che tutto è illusione,
non cercare cose vane,
il vero tesoro
è dentro di te,
cercalo!…è l’amore!”

24.09.2000 Poetyca

STEP

“Spirit, who departed this life
you book air
and you’re ready to go
away to infinity,
wait a while ‘,
listen to what you would say;
tell me about your trip
what you’ve learned
because you have to suffer,
hear all your words
and try to reflect
the meaning of my life. ”
“A long journey I made
mountains and sea,
sunsets and clouds
I learned to love,
behind that gray veil
causing almost afraid
There is nostalgia
for the land that I
had to leave.
It was only a shadow
lasted a moment,
I have suffered is true,
but it is only a memory,
time to breathe.
Now I live in light and love.
What can you teach?
Know that everything is illusion
not seek vain things,
the real treasure
is within you,
look for it! … It is love! “

24.09.2000 Poetyca

Speranza


Speranza

Ogni uomo ha qualcosa

Da costruire,

ogni ragazzo ha qualcosa

da realizzare,

futuro da progettare,

vite da vivere con amore.

Ma come si può cambiare

Con le mani vuote,

i sorrisi spenti e

la paura nel cuore?

Come sarà il domani

Senza aiuto e speranza,

senza la dignità

che dia la forza d’affrontare

gli ostacoli della vita?

Non uccidere la speranza perché:

nessuno chiede pane ma

la possibilità di macinare

il grano,

nessuno chiede denaro ma

la possibilità di guadagnare

con il lavoro.

La terra ha tante risorse ma

Tutti ne devono godere

Non solo chi ha il potere.

Con l’egoismo ed il profitto

Nel cuore

Non ci sarà pace ma

Solo il dolore di gente innocente

Che piena di speranze ancora attende

Di avere giustizia e amore

Dalla vita.

Aiutala anche tu!

Riempi quelle mani vuote,

dai senso al loro patire,

non ignorare il grido silenzioso

di chi soffre,

dai voce a quel dolore.

Ricorda :”quello che voi farete

Ad uno di questi piccoli

È come se l’aveste fatto a me”.

Sono parole del Signore,

fai risuonare la Sua voce

nel tuo cuore,

ricorda che gli altri sono parte di te,

non li abbandonare,

il bene che farai sarà prezioso

perché solo così cancellerai

da quegli occhi il dolore

e regalerai sorrisi

che daranno luce

alla tua anima.


23.10.2000 Poetyca


Hope

Every man has something

To build,

every child has something

to implement,

future to design,

lives to live with love.

But how can you change

With empty hands,

the smiles off and

fear in your heart?

What will tomorrow

Without help and hope

without dignity

giving the strength to face

obstacles in life?

Do not kill the hope for:

but no one asks for bread

the ability to grind

wheat,

no one asks for money but

the ability to earn

with work.

The earth has many resources but

Everyone should enjoy

Not only those in power.

With selfishness and profit

In the heart

There will be peace but

Only the pain of innocent people

Hopeful that still awaits

For justice and love

From life.

Help her too!

Fill those empty handed

the sense of their suffering,

not ignore the silent scream

of those who suffer

from voice to that pain.

Remember: what you do

For one of these little

It is as if you did it to me. “

These words of the Lord

do echo of your voice

in your heart,

remember that others are part of you,

not abandon them,

the good that will do precious

because only then will erase

eyes from the pain

and give us smiles

that give light

your soul.

23.10.2000 Poetyca


Dono d’amore – Gift of love


🌸Dono d’amore🌸

È questo cuore
che batte
colmo di gioia
Questo camminare
su nuvole
al di sopra di tutto
La ricerca viva
di nuovo colore
nella prospettiva dei giorni
Sono i silenzi
densi di senso
e la luce delle parole
Sei tu nel disincanto
a dare senso
al reciproco dono d’amore

12.04.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Gift of love

It is this heart
that beats
full of joy
This walking
on clouds
above all
Live research
of new color
in the perspective of days
They are the silences
full of meaning
and the light of words
It’s you in disenchantment
to make sense
to the mutual gift of love

12.04.2019 Poetyca

Scricchiolio – Crunch


🌸Scricchiolio🌸

Armonia spezzata
in questo silenzio
nato da sempre
come luogo
di vero ascolto
Scricchiolio
di foglie
sussulto del cuore
come tenebra
spezza l’incanto
Una lucina in cuore
improvvisa
ricompone la realtà
e scopro allora
che non esiste oscurità

27.03.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Crunch

Broken harmony
in this silence
born forever
as a place
of true listening
Crunch
of leaves
jolt of the heart
as darkness
breaks the spell
A light in the heart
sudden
recomposes reality
and I find out then
that there is no darkness

27.03.2019 Poetyca

Stelle – Stars


🌸Stelle🌸

Guarda le stelle
e sogna
anche questa notte
Ricerca l’immagine
di un mondo
senza fretta
Piccole fiamme
sono speranze
e carezze d’amore
Non siamo
anime sole
ogni respiro è vita

27.03.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Stars

Look at the stars
and dreams
even this night
Search the image
of a world
no hurry
Small flames
they are hopes
and caresses of love
We are not
souls alone
every breath is life

27.03.2019 Poetyca

The Best of the Doors


I Doors sono stati un gruppo musicale statunitense, fondato nel 1965 da Jim Morrison (cantante), Ray Manzarek (tastierista), Robby Krieger (chitarrista) e John Densmore (batterista), e scioltosi definitivamente dopo otto anni di carriera effettiva nel 1973[2], due anni dopo la morte di Jim Morrison (avvenuta il 3 luglio del 1971). Sono considerati uno dei gruppi più influenti e controversi nella storia della musica, alla quale hanno unito con successo elementi blues, psichedelia[2] e jazz[3][4]. Molti dei loro brani, come Light My Fire, The End, Hello, I Love You e Riders on the Storm, sono considerati dei classici e sono stati reinterpretati da numerosi artisti delle generazioni successive.

I Doors hanno venduto più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo.[5][6] Tre album in studio della band, The Doors (1967), L.A. Woman (1971) e Strange Days (1967), sono presenti nella lista dei 500 migliori album, rispettivamente alle posizioni 42, 362 e 407. Nel 1993 i Doors furono inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame.

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Doors

 

The Doors were an American rock band formed in 1965 in Los Angeles, with vocalist Jim Morrison, keyboardist Ray Manzarek, drummer John Densmore and guitaristRobby Krieger. The band took its name from the title of Aldous Huxley‘s book The Doors of Perception,[2] which itself was a reference to a William Blake quote: “If the doors of perception were cleansed every thing would appear to man as it is, infinite.”[3] They were among the most controversial, influential and unique rock acts of the 1960s and beyond, mostly because of Morrison’s wild, poetic[4] lyrics and charismatic but unpredictable stage persona. After Morrison’s death on 3 July 1971, aged 27, the remaining members continued as a trio until disbanding in 1973.[5]

Signing with Elektra Records in 1966, the Doors released eight albums between 1967 and 1971. All but one hit the Top 10 of the Billboard 200 and went platinum or better. The 1967 release of The Doors was the first in a series of top ten albums in the United States, followed by Strange Days (1967), Waiting for the Sun (1968), The Soft Parade (1969), Morrison Hotel (1970), Absolutely Live (1970) and L.A. Woman (1971), with 21 Gold, 14 Platinum and 5 Multi-Platinum album awards in the United States alone.[6] The band’s biggest hits are “Light My Fire” (US, number 1), “People Are Strange” (US, number 12), “Love Me Two Times” (US, number 25), “Hello, I Love You” (US, number 1), “The Unknown Soldier“, (US, number 39), “Touch Me” (US, number 3), “Love Her Madly” (US, number 11), and “Riders On The Storm” (US, number 14). After Morrison’s death in 1971, the surviving trio released two albums Other Voices and Full Circle with Manzarek and Krieger sharing lead vocals. The three members also collaborated on the spoken-word recording of Morrison’s An American Prayer in 1978 and on the “Orange County Suite” for a 1997 boxed set. Manzarek, Krieger and Densmore reunited in 2000 for an episode of VH1’s “Storytellers” and subsequently recorded Stoned Immaculate: The Music of the Doors with a variety of vocalists.

Although the Doors’ active career ended in 1973, their popularity has persisted. According to the RIAA, they have sold 36.6 million certified units in the US[7] and over 100 million records worldwide,[8] making them one of the best-selling bands of all time.[9] The Doors has been listed as one of the greatest artists of all time by many magazines, including Rolling Stone, which ranked them 41st on its list of The 100 Greatest Artists of All Time.[10] The Doors were the first American band to accumulate eight consecutive gold and platinum LPs.[11]

In 2002 Manzarek and Krieger started playing together again, branding themselves as the Doors of the 21st Century, with Ian Astbury of the The Cult on vocals. Densmore opted to sit out and, along with the Morrison estate, sued the duo over proper use of the band name and won. After a short time as Riders On the Storm, they settled on the name Manzarek-Krieger and continued to tour until Manzarek’s death in 2013, at the age of 74.

Three of the band’s studio albums, The Doors (1967), L.A. Woman (1971), and Strange Days (1967), were featured in the Rolling Stone list of The 500 Greatest Albums of All Time, at positions 42, 362 and 407 respectively.

The band, their work, and Morrison’s celebrity are considered important to the counterculture of the 1960s.[12][13][14][15][16]

The Doors were inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 1993.

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Doors

Gioisci


Gioisci

Gioisci la vita
chiudi gli occhi
apri il tuo cuore
per amore.

Guarda la luce
Nella tua anima.
Scaccia i fantasmi
della notte
e ascolta la mia voce,
grido il mio amore.
Dammi la mano,
siamo andati lontano
In un mondo nuovo
senza dolore
Ma completa libertà
e amore.

Spera in un domani sempre migliore
ed io ti seguirò
Perchè io sono tua sorella in amore.

21.12.2000 Poetyca

Enjoy

Enjoy your life
close your eyes
open your heart
to love.

Looking light
in your soul.
Drive away the ghost
of the night
and listen my voice,
I’m crying my love.
give me your hand,
we gone far
in a new world
without sorrow
but full freedom
and love.

Hope always in a good tomorrow
and I’ll follow you
cause I’m your sister in love.

21.12.2000 Poetyca

Occhio puro


Horus, Dio dalla testa di Falco, figlio di Iside e Osiride era considerato il Dio della preveggenza. Il suo occhio simboleggia la spietata acutezza dello sguardo giustiziere cui nulla sfugge. Grazie a lui Iside riuscì a vendicare il marito e a scacciare Seth, dando inizio al Regno dei Faraoni.
Secondo la mitologia l’occhio di Horus è l’occhio che “tutto vede” . Veniva impresso all’ingresso delle case, sui sarcofagi e sulle tombe, per contrastare il maligno o per proteggere il viaggio del defunto verso l’aldilà.

Nell’esoterismo egizio le figure terrene, non sono immagini delle realtà corrispondenti, ma funzioni multiple di potenze che attivano un proprio sistema di significanti. Una delle più famose immagini egizie è l’Occhio di Horus nella quale si visualizza l’occhio magico che Osiride, una volta reintegrate le membra disperse da Seth, grazie all’opera di Iside e Neftis, dona al figlio Horus allorquando, emergendo dal mondo della luce velata, la Duat, lo abbraccia trasmettendogli il potere della conoscenza, della consapevolezza e della trasformazione.

Nella rinascita l’Occhio di Horus vira su un piano superiore, anche nel dato numerico, lo smembramento di Osiride e questo processo è registrato nella sua polarizzazione, come mostra il Duplice Occhio di Horus ai lati di Osiride risorto con Corona Atef, nella tomba di Sennedjen, XIX dinastia.

 

 

 

Horus, the falcon-headed God, son of Isis and Osiris was considered the god of foresight. His eye symbolizes the grim avenger acuteness of vision which nothing escapes. Thanks to him, Isis was able to avenge her husband Seth and cast, starting the Kingdom of the Pharaohs.
According to mythology the eye of Horus is the eye that “sees everything”. He was impressed at the entrance of the houses on the sarcophagi and tombs in order to counter the evil or to protect the deceased’s journey to the afterlife.

 

Egyptian esotericism earthly figures, no images match reality, but multiple functions of powers that enable its own system of signifiers. One of the most famous images is the Egyptian Eye of Horus in which you see the magic eye to Osiris, once replenished the members dispersed by Seth, thanks to the work of Isis and Neftis, gives to his son Horus when, emerging from the world the veiled light, the Duat, embraces the power of imparting knowledge, awareness and transformation.

In the Eye of Horus turns rebirth on a higher plane, even in numerical data, the dismemberment of Osiris, and this process is recorded in its polarization, as shown in the Dual Eye of Horus on the sides of Osiris risen with Atef Crown, in the tomb of Sennedjen, Dynasty XIX.

 

Occhio puro – retta visione


Escludendo il mondo esterno, con lo sguardo fisso tra le sopracciglia, i respiri affluenti ed effluenti che fluiscono regolari per le narici, con i sensi, la mente e l’intelletto sotto controllo, giunto alla meta della liberazione, il muni (saggio), gettati via desiderio, paura e ira, è per sempre libero.

Bhagavad Gita (V, 27,28)

“Se dunque il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà illuminato”.
(Matteo, 6, 22)

(E’ da presumere che le Bibbie più antiche dicessero proprio “occhio singolo”, forma che si trova nella Bibbia di Martin Lutero e ancor oggi nelle traduzioni greche e inglesi. Più tardi, non comprendendo il vero significato della parola, i traduttori cambiarono “singolo” in “semplice” e poi ancora in “puro” N.d.T.). Durante la meditazione profonda, l’occhio unico o spirituale diventa visibile nella parte centrale della fronte. Le scritture si riferiscono in vari modi a questo occhio onnisciente: quale terzo occhio, stella d’Oriente, l’occhio interiore, la colomba che scende dal cielo, l’occhio di Shiva, l’occhio dell’intuizione, ecc.

Paramahansa Yogananda, Autobiografia di uno Yogi. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1971, p. 153

Il corpo fisico ha due occhi – positivo e negativo – a causa della legge della relatività. Il corpo astrale ha soltanto un occhio, variamente chiamato: occhio spirituale, occhio singolo (dalla Bibbia cristiana), terzo occhio (dalla Bibbia indù), stella dell’est, stella di saggezza, colomba che discende dal cielo, occhio interiore, occhio intuitivo, occhio di Shiva, stella attraverso cui vedono i saggi, ecc. Quando fu battezzato dallo Spirito Santo, Gesù lo percepì come un suono cosmico o Cielo, e vide l’occhio spirituale come una colomba.

Il Vangelo di Gesù secondo Paramhansa Yogananda. Volume primo. Edizioni Vidyananda

L’insegnamento giunge solo a indicare la via; ma la visione sarà di colui che avrà voluto vedere. … E’ necessario che l’occhio si faccia uguale all’oggetto per accostarsi a contemplarlo. … Il tuo occhio interiore ha dinnanzi a se una grande bellezza. Ma se cerchi di contemplarla con un occhio ammalato o non pulito, o debole, avrai troppa poca energia per vedere gli oggetti più brillanti e non vedrai nulla, anche se sei dinnanzi ad un oggetto che può essere visto.

Sophia – Plotino. (Commento: qui Sophia potrebbe essere quindi intesa come la saggezza di colui che osserva con occhio singolo, lo stesso che talvolta si scorge durante la meditazione).

Quando la mente si concentra,prima o poi si manifesta un segno.
Questo non e’ per tuttiil medesimo.
Per alcuni potra’ essere una forma come una stella,un diadema di gemmeo un filo di perle.
Altri lo avvertiranno come un fior di loto,la ruota di un carro,il disco della luna,il disco del sole.
Se appare un segno luminoso,non bisogna cominciare a pensarci ne’ dargli attenzione diretta.
Il segno e’ originato dalla percezione.
Percio’ bisogna capire che appare diverso a causa della differenza di percezione.

(Visuddhi Magga)

Non identificatevi … siate un testimone, un osservatore. Allora, se vi riesce di essere testimoni, sarete focalizzati nel terzo occhio. … anche l’opposto è possibile. Se siete focalizzati nel terzo occhio, diventerete un testimone.
… focalizzati nel centro del terzo occhio la vostra immaginazione diventa potente, efficace. Ecco perché si è insistito così tanto sulla purezza …

Rajneesh (Osho) – Il libro dei segreti, Bompiani, 1978, p. 90 e seg.

Lo spazio tra i nostri due occhi (terzo occhio) non è uno spazio delimitato nel vostro corpo fisico. E’ lo spazio infinito che è penetrato in voi. Una volta che questo spazio venga conosciuto, non sarete più la stessa persona. Non appena conoscerete questo spazio interiore, avrete conosciuto l’immortale. Allora non c’è più alcuna morte.

Rajneesh (Osho) – Il libro dei segreti, Bompiani, 1978, p. 217

Se per un’ora al giorno fissi una fiamma e pratichi questa tecnica per alcuni mesi, il tuo terzo occhio inizia a funzionare alla perfezione. Diventi più attento, più luminoso.

Rajneesh (Osho) – Il libro arancione, Mediterranee, 1983, p.109

I Maestri indù hanno insegnato che, per conquistare la più profonda conoscenza, bisogna focalizzare lo sguardo attraverso l’onnisciente occhio spirituale. Quando ci si concentra fortemente, anche chi non sia uno yoghi aggrotta la fronte nel punto fra le sopracciglia: il centro della concentrazione e dello sferico occhio spirituale, sede dell’intuizione dell’anima. Questa è la vera “sfera di cristallo” in cui guarda lo yoghi per apprendere i segreti dell’universo. Coloro che andranno abbastanza profondo nella loro concentrazione penetreranno quel “terzo occhio” e vedranno Dio. I ricercatori della verità dovrebbero perciò sviluppare la facoltà di proiettare la loro percezione attraverso l’occhio spirituale. La pratica dello Yoga aiuta l’aspirante ad aprire l’occhio singolo della coscienza intuitiva.
L’intuizione, o conoscenza diretta, non dipende da alcun dato fornito dai sensi. Per questo la facoltà intuitiva è spesso chiamata il “sesto senso”. Tutti hanno questo sesto senso, ma la maggior parte delle persone non lo sviluppa. Tuttavia, quasi tutti hanno avuto qualche esperienza intuitiva, forse l’intuizione che una determinata cosa sarebbe dovuta accadere, sebbene non ci fosse alcun segno percepibile dai sensi a indicarlo.

Paramahansa Yogananda, L’eterna ricerca dell’uomo. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1980, p. 31-32

Signore, esiste un metodo scientifico, oltre il Kriya, che può portare un devoto a Dio?, s’informò uno studente.”Si”, disse il Maestro. “Una via rapida e sicura che porta all’infinito è quella di tenere la propria attenzione fissa nel centro della Coscienza Cristica fra le sopracciglia”.

Paramahansa Yogananda, Il Maestro disse. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1970, p. 66

Coloro i quali non meditano regolarmente e profondamente sono irrequieti, ovunque essi meditino, e rinunciano dopo un breve sforzo. Ma se voi fate uno sforzo più grande, giorno dopo giorno, verrà l’abilità di immergervi più profondamente. Io non debbo fare alcuno sforzo, adesso; il mondo intero sparisce istantaneamente, quando chiudo i miei occhi e fisso istantaneamente il Centro Cristico (l’occhio spirituale, nella fronte fra le ciglia).
(Paramahansa Yogananda

Ora, vedete, nessun Gesù Cristo viene dall’esterno dentro la visione di nessuno. Nessun Rama, Nessun Krishna, nessun Buddha, nessun Baba Faqir si manifesta da fuori a nessuno. Queste visioni sono fenomeni provocati dalle impressioni e dalle suggestioni che il devoto ha già accolto nella propria mente. Queste impressioni e suggestioni gli appaiono come un sogno. Ma nessuno viene da fuori. Questa è la pura verità.
(Baba Faqir Chand, 1886-1981)

Gli illusi non vedono l’anima quando lascia il corpo e nemmeno quando ci abita dentro. Non si può veder l’anima mentre si gode degli oggetti dei sensi o si agisce mossi dall’attaccamento alle passioni, all’ignoranza o alla purezza. Solo coloro che hanno l’occhio della saggezza vedono.

(Bhagavad Gita 15:10)

Se uno tenesse la propria mente costantemente concentrata nel punto fra le sopracciglia (nel Centro Cristico), vedesse l’occhio spirituale e gli comandasse di ricaricare il corpo d’energia, esso lo farebbe. Facendo questo, la gente smetterebbe d’invecchiare

Paramahansa Yogananda – Alomentazione Yoga – Edizioni Vidyananda

Il terzo occhio non fa parte del corpo fisico, ma del corpo sottile, il secondo corpo, quello interiore.

Osho – I segreti della trasformazione, Bompiani, 2000, p. 150

Quando il terzo occhio si apre per la prima volta, il buio sparirà, e ci sarà luce, una luce senza sorgente. … Per questo le Upanishad dicono che Dio non è come il sole o una fiamma. E’ una luce senza sorgente.

Osho – I segreti della trasformazione, Bompiani, 2000, p. 169, 170

La prima delle otto vie fondamentali del Nobile ottuplice sentiero è la Retta Visione per cui si contempla la realtà così com’è, senza inquinarla coi propri complessi inconsci, abitudini inveterate, pregiudizi, ripugnanze innate, limitazioni caratteriali, memoria automatica ecc.

Le altre vie sono: retto pensiero, retta parola o retto modo di parlare, retta azione o karma, retto comportamento o modo di guadagnarsi la vita, retto sforzo, retta consapevolezza, retta concentrazione o samadhi.

Secondo un moderno maestro occidentale, qui l’aggettivo retto non è usato come contrapposto a sbagliato, secondo il comune modo di pensare dualistico, ma si potrebbe tradurre come “non”, non concetto, non visione. “Eliminando tutti i concetti, si ottiene la retta visione. Procedendo di un passo si elimina anche la non visione.” (Bernie Glassman, “Cerchio Infinito” p. 57, Oscar Mondatori).

“Vedete la pagliuzza nell’occhio del fratello ma non la trave nel vostro. Quando vi sarete tolti la trave dagli occhi allora sarete in grado di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello” (Tommaso, 26).

I concetti sono quelli che distolgono la Retta Visione, i pre-giudizi, i pre-concetti, le idee pre-formate. Tutti guardiamo il mondo attraverso queste lenti deformanti ma non ce ne accorgiamo. Siamo però molto bravi a vedere le lenti, anche piccole, negli occhi degli altri. I nostri concetti, i nostri giudizi sono quelli giusti, quelli veri, quelli saggi; poverino il vicino o il fratello che è costretto a guardare con quella pagliuzza che lo disturba e gli deforma la vista.

Ma “quando vi sarete tolti la trave dagli occhi allora sarete in grado di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello” perché quando cominciamo a vedere rettamente, cioè a vedere eliminando tutti i concetti, aiutiamo tutti coloro che ci sono vicini: fino a quando, però, non vedremo quanto grande sia la trave che ci portiamo dentro l’occhio e in che modo deformato guardiamo il mondo e gli altri, continueremo a sproloquiare di giusto e sbagliato, bianco e nero, morale e non morale e tutti i difetti li vedremo nell’occhio del nostro fratello.

“Il sesto patriarca disse: – Io vedo e non vedo -. Allora Shen-hui chiese: – Maestro, cosa significa “vedere” e “non vedere”? – Il maestro disse: – Io vedo. Vedo sempre le mie trasgressioni e i miei difetti. Per questo dico che vedo. Non vedo. Nel mondo non vedo le trasgressioni e le colpe degli altri. Per questo vedo e non vedo -. (citato in “La Mente allo specchio”, a cura di Leonardo Vittorio Arena, Oscar Mondatori, p.188).


Pure eye – right view

 

Excluding the outside world, his gaze fixed between the eyebrows, the breathing regular tributaries and effluents that flow through the nostrils, with senses, mind and intellect under control, came to the goal of liberation, the muni (sage) cast away desire, fear and anger, is always free.

Bhagavad Gita (V, 27,28)

“Therefore if thine eye be single, thy whole body shall be enlightened.”
(Matthew, 6, 22)

(can be assumed that the oldest Bible say its “single eye” form that is in the Bible of Martin Luther and even today in Greek and English translations. Later on, not understanding the true meaning of the word, the translators changed ” single “in” simple “and then again in” pure “NDT). During deep meditation, or spiritual eye becomes visible only in the middle of the forehead. The records relate in many ways this all-knowing eye: as the third eye, Star of the East, the inner eye, the dove descending from heaven, the eye of Shiva, the eye of intuition, and so on.

Paramahansa Yogananda, Autobiography of a Yogi. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1971, p. 153

The physical body has two eyes – positive and negative – because of the law of relativity. The astral body has only one eye, variously called: spiritual eye, single eye (from the Christian Bible), third eye (from the Hindu Bible), Eastern Star, star of wisdom, the dove descending from heaven, inner eye, eye intuitive eye of Shiva, they see the star through essays, etc.. When he was baptized by the Holy Spirit, Jesus perceived it as a cosmic sound or Heaven, and saw the spiritual eye as a dove.

The Gospel of Jesus according to Paramhansa Yogananda. Volume first. Editions Vidyanand

The teaching comes only to show the way, but the vision will be the one who wanted to see. … And ‘necessary that the eye is equal to the face of approaching to contemplate. … Your inner eye has before him a great beauty. But if you try to contemplate it with an eye on sick or not clean, or weak, you have too little energy to see the brightest objects and do not see anything, even if you’re in front of an object which can be seen.

Sophia – Plotinus. (Comment: Sophia here could thus be seen as the wisdom of the observer with a single eye, the same can be seen that sometimes during meditation).

When the mind is focused, sooner or later it shows a sign.
This is not ‘for allThe same.
For some you can ‘be a shape like a star, a tiara gemmeo a string of pearls.
Others will feel like a lotus, the wheel of a wagon, the disc of the moon, the sun’s disc.
If you see a bright sign, do not start thinking about it ‘to give direct attention.
The sign and ‘originated from the perception.
Therefore ‘we must understand that it is different because of the difference in perception.

(Visuddhi Magga)

Do not identify … Be a witness, an observer. So, if you can bear witness, you will be focused in the third eye. … The opposite is also possible. If you are focused in the third eye, you become a witness.
… third eye focused in the center of your imagination becomes a powerful and effective. That’s why we have insisted so much on the purity …

Rajneesh (Osho) – The Book of Secrets, Bompiani, 1978, p. 90 et seq.

The space between our two eyes (third eye) is not a designated area in your physical body. E ‘infinite space that has penetrated you. Once this space is known, you will not be the same person. As soon as you know this inner space, you know the immortal. So there’s no death.

Rajneesh (Osho) – The Book of Secrets, Bompiani, 1978, p. 217

If one hour a day set a fire and practice this technique for several months, your third eye begins to work perfectly. You become more alert, brighter.

Rajneesh (Osho) – The Orange Book, Mediterranee, 1983, p.109

The Hindu masters have taught that in order to gain the deeper knowledge, you must focus your gaze through the omniscient spiritual eye. When you focus strongly, even those who are not a yogi frowns at the point between the eyebrows, the center of the concentration and the spiritual eye ball, the seat of the intuition of the soul. This is the real “crystal ball” in which the yogi looking to learn the secrets of the universe. Those who go deep enough in their concentration will penetrate the “third eye” and I see God seekers of truth should therefore develop the ability to project their perception by the spiritual eye. The practice of Yoga helps the aspirant to open the single eye of intuitive consciousness.
The intuition, or direct knowledge, does not depend on any information provided by the senses. For this reason, the intuitive faculty is often called the “sixth sense”. Everyone has this sixth sense, but most people do not develop it. However, almost everyone has had some experience intuitive, perhaps the intuition that a certain thing was supposed to happen, although there was no sign to indicate perceptible to the senses.

Paramahansa Yogananda, The eternal human search. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1980, p. 31-32

Lord, there is a scientific method, as well as the Kriya, which can lead a devotee to God?, He asked one student. “Yes,” said the Master. “A quick and safe way that takes forever is to keep its attention fixed in the center of Christ Consciousness between the eyebrows.”

Paramahansa Yogananda, The Master said. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1970: 66

Those who do not meditate regularly and are deeply restless, wherever they meditate and give up after a short effort. But if you make a greater effort, day after day, will be the ability to dive deeper. I should not make any effort, now, the whole world disappears instantly, when I close my eyes and instantly fixed the Christ center (the spiritual eye, the forehead between the eyebrows).
(Paramahansa Yogananda

Now, you see, no Jesus Christ is outside the vision of anyone inside. Rama No, no Krishna, no Buddha, no Baba Faqir is obvious to anyone outside. These visions are phenomena caused by the impressions and suggestions that the devotee has already accepted in his own mind. These impressions and suggestions to appear like a dream. But no one from outside. This is the truth.
(Baba Faqir Chand, 1886-1981)

The deluded do not see when the soul leaves the body and even when we live within. You can not see the soul while you enjoy the sense objects or acts motivated by an adherence to the passions, ignorance or purity. Only those who have seen the wisdom eye.

(Bhagavad Gita 15:10)

If one held one’s mind constantly focused at the point between the eyebrows (the Christ center), the spiritual eye could see, and commanded him to recharge the body of energy, it would. By doing this, people would stop getting old

Paramahansa Yogananda – Alomentazione Yoga – Edizioni Vidyanand

The third eye is not part of the physical body, but the subtle body, the second body, the inner one.

Osho – The secrets of transformation, Bompiani, 2000, p. 150

When the third eye opens for the first time, the darkness will disappear, and there will be light, a light without a source. … This is why the Upanishads say God is not like the sun or a flame. It ‘s a light without a source.

Osho – The secrets of transformation, Bompiani, 2000, p. 169, 170

The first of the eight basic ways of the Noble Eightfold Path is the right understanding for which we contemplate reality as it is, without polluting it with their own complex unconscious, ingrained habits, prejudices, innate repugnance, character restrictions, automatic memory etc..

Other ways are: right thought, right speech and right way of speaking, right action, or karma, right conduct or way of earning a living, right effort, right mindfulness, right concentration or samadhi.

According to a Western modern master, here the right adjective is not used as opposed to wrong, according to the common dualistic way of thinking, but could be translated as “no”, no concept, no vision. “By removing all the concepts, you get the right view. Going a step will also remove the non-vision. “(Bernie Glassman,” Infinite Circle “p. 57, Oscar Mondadori).

“You see the mote in your brother but not the beam in yours. When you removed the beam from his eyes then you will be able to take the speck out of his brother (Thomas 26).

The concepts are those who turn aside the right understanding, the prejudices, pre-concepts, pre-formed ideas. All these we see the world through distorting lenses but do not realize it. However, we are very good at seeing the slow, however small, in the eyes of others. Our concepts, our judgments are the right ones, real ones, wise ones, the poor or near his brother who is forced to watch with the straw that disturbs and distorts the view.

But “when you have removed the beam from his eyes then you will be able to take the speck out of his brother” because when we begin to see rightly, that eliminating all concepts see, we help all those who are close to us: as long as However, we do not see how big the beam that we carry inside the eye and how warped look at the world and others, continue to rant about right and wrong, black and white, moral and not moral flaws and all them we will see in the eye of our brother.

“The Sixth Patriarch said: – I see and I do not see -. Shen-hui, then asked: – Master, what does “see” and “not see”? – The master said: – I see. I always see my transgressions and my faults. For this reason I say that I see. I can not wait. In the world I do not see the transgressions and sins of others. To see this and I do not see -. (Quoted in “The Mind of the mirror,” by Leonardo Vittorio Arena, Oscar Mondadori, p.188).

Azione – Action – Eckhart Tolle


🌸Azione🌸

“Qualsiasi azione è spesso
meglio di niente,
soprattutto se sei stato
bloccato in un infelice
situazione per molto tempo. ”

Eckhart Tolle
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Action

“Any action is often
better than no action,
especially if you have been
stuck in an unhappy
situation for a long time.”

Eckhart Tolle

Pronti a ricominciare – 🌸Ready to start again


🌸Pronti a ricominciare🌸

Le emozioni trascinano,
a volte sono incontenibili.
Nessuno è immune
ma ogni uragano
anche se distruttivo
e lascia macerie,
poi passa.
Si deve essere
sempre pronti
a ricominciare.

23.02.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Ready to start again

Emotions drag,
sometimes
they are uncontainable.
Nobody is immune
but every hurricane
even if destructive
and leaves rubble
then it passes.
We must be
always ready
to start over.

23.02.2019 Poetyca

Metamorfosi – Metamorphosis


🌸Metamorfosi🌸

Sono attimi
respiri sfuggenti
tra le sfumature
della notte
Tremore essenziale
per poi riprendere
il viaggio e le sue rotte
in albe nuove

20.02.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Metamorphosis

They are moments
elusive breaths
among the nuances
of the night
Essential tremor
and then resume
the journey and its routes
in new dawns

20..02.2019 Poetyca

Metamorfosi – Metamorphosis


🌸Metamorfosi🌸

Sono attimi
respiri sfuggenti
tra le sfumature
della notte
Tremore essenziale
per poi riprendere
il viaggio e le sue rotte
in albe nuove

20.02.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Metamorphosis

They are moments
elusive breaths
among the nuances
of the night
Essential tremor
and then resume
the journey and its routes
in new dawns

20..02.2019 Poetyca

Allmand Brothers Band.- a Decade of hits (1969-1979)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=Vp9qJJZsBBs]

La Allman Brothers Band è un gruppo statunitense formatosi a Jacksonville, Florida, tra il 23 e il 26 marzo 1969[3] attorno ai due fratelli Duane e Gregg Allman. Sono considerati i principali inventori del southern rock[4], genere nato dalla miscela di elementi del blues, del rock, del country e del jazz in generale.[5]

La discografia ufficiale comprende dodici album studio, quattordici album live e sedici raccolte.

Nel 1995 la Allman Brothers Band è entrata a far parte della Rock and Roll Hall of Fame.

http://it.wikipedia.org/wiki/The_Allman_Brothers_Band

The Allman Brothers Band was an American rock band formed in Jacksonville, Florida in 1969 by brothers Duane Allman (slide guitar and lead guitar) and Gregg Allman (vocals, keyboards, songwriting), as well as Dickey Betts (lead guitar, vocals, songwriting), Berry Oakley (bass guitar), Butch Trucks (drums), and Jai Johanny “Jaimoe” Johanson (drums). While the band has been called the principal architects of southern rock, they also incorporate elements of blues, jazz, and country music, and their live shows have jam band-style improvisation and instrumentals.

The group’s first two studio releases stalled commercially, but their 1971 live release, At Fillmore East, represented an artistic and commercial breakthrough. The album features extended renderings of their songs “In Memory of Elizabeth Reed” and “Whipping Post“, and is often considered among the best live albums. Group leader Duane Allman was killed in a motorcycle accident not long afterward, and the band completed Eat a Peach (1972) in his memory, a dual studio/live album that cemented the band’s popularity. Following the death of bassist Berry Oakley later that year, the group recruited keyboardist Chuck Leavell and bassist Lamar Williams for 1973’sBrothers and Sisters, which, combined with the hit single, “Ramblin’ Man“, placed the group at the forefront of 1970s rock music. Internal turmoil overtook the band soon after; the group dissolved in 1976, reformed briefly at the end of the decade with additional personnel changes, and dissolved again in 1982.

The band reformed once more in 1989, releasing a string of new albums and touring heavily. A series of personnel changes in the late 1990s was capped by the departure of Betts. The group found stability during the 2000s with bassist Oteil Burbridge and guitarists Warren Haynes and Derek Trucks (the nephew of their drummer), and became renowned for their month-long string of shows at New York City‘s Beacon Theater each spring. The band retired in 2014 with the departure of the aforementioned members. The band has been awarded eleven gold and five platinum albums,[2] and was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame in 1995. Rolling Stone ranked them 52nd on their list of the 100 Greatest Artists of All Time in 2004.

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Allman_Brothers_Band

Libero per sempre – Free forever


🌸Libero per sempre🌸

Corri amico mio
vai a cercare un luogo
di armonia e libertà
dove guarire
i graffi d’anima
e dove la tua luce
possa trionfare
Le mura buie
della tua prigione
sono scivolose
e respingono la luce
ma tu oggi ricorda
chi sei davvero
e sarai libero per sempre

14.02.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Free forever

Run my friend
go look for a place
of harmony and freedom
where to heal
the scratches of soul
and where your light is
can triumph
The dark walls
of your prison
they are slippery
and they reject the light
but today you remember
who you really are
and you will be free forever

14.02.2018 Poetyca