Risultati della ricerca per: 2000

Santana – Live In Tokyo 2000 / Supernatural Tour (FULL CONCERT)


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=48z01HxVtjA]

Carlos Augusto Alves Santana (Autlán de Navarro, 20 luglio 1947) è un chitarrista e compositore messicano naturalizzato statunitense.

Ha cominciato a riscuotere consensi tra gli anni settanta e ottanta, con il suo gruppo, chiamato semplicemente Santana. Già allora mescolava vari generi, quali salsa,rock classico, blues e fusion. Allora come oggi Santana usava in modo estensivo i suoi assoli di chitarra e si avvaleva anche di strumenti più tradizionali del suo paese. In seguito ha continuato a sperimentare questa formula, tra alterne fortune.

Nel corso degli anni novanta Santana rischiò il declino, scongiurato nel 1999 dall’album Supernatural. Grazie a questo lavoro, il più importante successo della sua carriera, ha fatto conoscere la sua filosofia musicale alle nuove generazioni.

Ha venduto più di 80 milioni di dischi[2] ed è anche considerato tra i migliori chitarristi rock esistenti. La rivista Rolling Stone lo ha inserito nella Lista dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone al 20º posto.

http://it.wikipedia.org/wiki/Carlos_Santana

 

Carlos Santana (born July 20, 1947) is a Mexican and American musician who first became famous in the late 1960s and early 1970s with his band,Santana, which pioneered a fusion of rock and Latin American music. The band’s sound featured his melodic, blues-based guitar lines set against Latin and African rhythms featuring percussion instruments such as timbales and congas not generally heard in rock music. Santana continued to work in these forms over the following decades. He experienced a resurgence of popularity and critical acclaim in the late 1990s. In 2003 Rolling Stone magazine listed Santana at number 15[2] on their list of the 100 Greatest Guitarists of All Time.[3] He has won 10 Grammy Awards and three Latin Grammy Awards.[4]

http://en.wikipedia.org/wiki/Carlos_Santana

 

Cambiamento


tavolozza

Oltre
Oltre il tempo
ed oltre lo spazio
il distinguere del tempo
e l’estinguere di ragioni
per essere …semplicemente

16.10.2005 Poetyca

 

Riflettere per costruire

Riflettere è un passo per comprendere e costruire.
Perchè non si migliora il mondo per i propri figli? In realtà non si rende migliore neppure per noi stessi e per chi coabita in esso, seppure l’essere genitori possa fare leva per una miglore qualità della vita; questo non sembra essere sufficiente anzi a volte spinge a lavorare di più per produrre. Troppe le situazioni che fanno venire meno la fiducia, che pongono dei condizonamenti e non permettono di sentire che; nel proprio piccolo, realmente si possano avere delle soluzioni. Eppure basterebbe un controllo della qualità degli acquisti relativamente a cosa si introduca tra le proprie pareti domestiche ( ci sono più veleni in una casa che in un ambiente risaputo come insalubre), nel nostro piatto, e sulla qualità del tempo che spendiamo
per ” ricaricarci”. Una vita che sia votata solo al lavoro, al produrre qualcosa che sia tangibile e releghi come ” perdita di tempo” la lettura, una passeggiata, il contatto con noi stessi e con un dialogo amorevole con chi ci circonda; spesso producendo sforzi solo per erigere barriere; con la convinzione che le
cose ” astratte” contino poco, allontanando quello che possa distrarre o non coltivando dei rapporti umani costruttivi ed amichevoli per diffidenza o timore, è sicuramente un modo, non solo per seminare male nei confronti di noi stessi ma, di conseguenza per gli altri, non ultimi i nostri figli.
Uno sforzo produttivo nel cercare di non sprecare i beni; come l’acqua, il tempo, il denaro e quanto sia legato alle energie è un modo per essere capaci di collaborare con responsabilità.
Ma importante è la ricerca alla consapevolezza e alla trasformazione per migliorare noi stessi ed il rapporto con gli altri, facendo fiorire : gentilezza, compassione ed amore.
Quando avremo migliorato la qualità del nostro quotidiano, nello sforzo delle piccole cose, saremo in grado di riflettere e cogliere in cosa possiamo migliorare attimo per attimo;il nostro vivere e di conseguenza;saper proiettare serenità e pace interiore senza dualità per essere capaci di farne dono agli altri.. Ecco che si prospetta, a volte un capovolgimento di valori, un rendersi conto che piuttosto che l’accumulo di beni materiali, con conseguente stress e discutibile valore della vita, sai da preferire il rispetto e la conservazione; senza inutili sprechi dei beni esistenti e questo diverrebbe anche uno strumento ( da genitori) di educazione all’ecologia che sia capace di accorgersi di quello che abbiamo la fortuna di avere, ma senza dimenticare di alimentare il valore dell'” essere”; quello strumento che sappia farci condividere e offrire con compassione il nostro sentire.

Un buon cammino
Poetyca

sea


Opposti in ricerca di unità

Nella società e nella visione legata alla struttura delle cose tutto è separato e posto in antagonismo : Luce/Ombra – Giorno/Notte- Buono/Cattivo .Eppure sono aspetti mutabili della stessa cosa a noi comprendere ed integrare. E’ vero che si tende a produrre il disagio della separazione , seppure il mondo sia duale con gli opposti , questo non significa che il campo della ricerca che coinvolga la ” Luce” o quello che appare nascosto e protetto prevalentemente negli stati alterati di coscienza debba essere colto fuori dagli aspetti prettamente “quotidiani” Le cose sono più semplici di quello che appaia e seppure sembra che la capacità di studio, di disciplina o di ricerca di mezzi per trovare la parte legata alla spiritualità o il modo di alterare la coscienza richieda un particolare sforzo e sopratutto l’allontanamento dalla vita comune , è pur vero che si richiede padronanza e consapevolezza proprio nella vita ” ordinaria ” . Si perde altrimenti di vista una cosa importante , non si deve infatti sfuggire il disagio , le paure o le ombre – lo stress del vivere – è invece proprio quello l’ambito che la vita stessa ci presenta per apprendere le nostre lezioni .
Ogni esperienza è opportunità per porre le sue lezioni , a noi il modo di reagire .Ci si offre un piano sottile per comprendere che solo in noi è la capacità di donare amore o rabbia , luce o ombra a noi stessi e agli altri . Importante la legge di causa ed effetto o Karma e se si lasciasse qualcosa di incompiuto per ricercare ” paradisi artificiali” nella vana illusione di progredire , lasciando da parte il tunnel delle ombre , in realtà non andremmo molto lontano .Si deve vedere in faccia la realtà per avere poi la capacità di trasformarla e integrarla come accade con i due emisferi cerebrali ( Ragione e Sentimento ) sono le due parti del nostro piccolo universo e con la Com-passione possiamo amare , perdonare e comprendere noi stessi e gli altri .Utile la disciplina del buddismo – tra le altre – che fa ” osservare e accogliere” sentimenti come la rabbia e ci consente di migliorare la nostra vita .Sopratutto è aprendoci e confrontandoci che possiamo smettere di creare barriere inutili.
© Poetyca

Opposites in search of unity

In society and the vision related to the structure of things everything is separated and placed in antagonism: Light / Shadow – Day/Night – Good / Bad. Yet variable aspects are the same things to us to understand and integrate. It is true that we tend to produce the inconvenience of the separation, although the world is opposed to duality. This does not mean that research involving the “Light” or what is hidden and protected mainly in altered states of consciousness should be strictly picked out “daily” from the aspects. Things are more simple than it appears and although it seems that the ability to study, discipline or research resources to find the part related to spirituality or how to alter the consciousness, requires special effort and especially the separation from common life, the fact remains that it requires knowledge and awareness in their “ordinary” lives. Otherwise you lose sight of something important. It must not escape the discomfort, the fears and shadows – the stress of living – is just to what extent that life itself presents us to learn our lessons.
Every experience is the opportunity to put its lessons to us how to react. It offers a subtle plan to understand that only in us is the ability to give love or anger, or light shade to ourselves and to others. It is important to the law of cause and effect or karma, and if you leave something unfinished to search for “artificial paradises” in the illusion of progress to no purpose, leaving the tunnel of darkness, do not actually go very far. We must see the reality then to have the ability to transform and integrate it as with the two cerebral hemispheres (Reason and Feelings) which are the two parts of our little universe, and the Com-passion to love, forgive and understand ourselves and others. Utile discipline Buddhism – among others – which is “to observe and accept” feelings such as anger that allows us to improve our lives. Especially when opening and comparing them we can stop creating unnecessary barriers.

© Poetyca


Bookmark and Share

Dominare la collera


Dominare la collera
“Chi non sa dominare la propria collera ignora che quella forza
viene da molto più lontano e vuole introdursi in lui. Crede
persino, almeno per un momento, che quella corrente potente gli
trasmetta qualche cosa della propria potenza. Ma è un’illusione,
perché è la corrente stessa ad essere potente, e non chi viene
attraversato dalla corrente. Così, dopo il suo passaggio, il
povero infelice si ritrova talmente debole che in lui tutto
trema: mascelle, gambe, mani.
Il discepolo di una Scuola iniziatica ha compreso che dominando
la collera che sente salire dentro di sé e cercando di
trasformarla, acquisisce la vera potenza. Avviene la stessa cosa
con l’energia sessuale: dominandola, ci si rinforza
considerevolmente. Ecco perché gli Iniziati, che hanno imparato a
dominare l’istinto di aggressività, così come l’istinto sessuale,
possiedono tante energie per pensare e parlare, al fine di
illuminare gli esseri.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

✿•*¨`*•. (¯`v´¯) (¯`v´¯) .•*¨`*•✿

Saggio è colui che sa dominare la collera

Prof.ssa Alessandra Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

“Adirarsi è facile. Ma farlo con chi si deve, nella misura giusta, al momento opportuno, con lo scopo e nel modo convenienti, non è da tutti né facile. Ed è per questo che il farlo bene è cosa rara, degna di lode e bella”.
Il concetto cardinale illustrato più di 2500 anni fa dal saggio Aristotele, nell’Etica Nicomachea, era uno solo: la differenza tra il lasciarsi dominare dall’ira, in uno spontaneismo dilagante, oggi più di ieri, e l’essere protagonisti dell’ira. Nel senso di essere così capaci di mantenere saldo il controllo razionale di sé e della situazione, da riuscire a scegliere in modo mirato come e quando adirarsi, con chi e perché. In modo così elegante da arrivare ad un’estetica dell’ira. Con il risultato di essere capaci di finalizzare la collera, come un puntatore laser, così da renderla mirata, efficace e costruttiva – o distruttiva, se necessario – ma sempre sotto il lucido controllo di una visione lungimirante del suo significato. Una visione che aiuta a scegliere le argomentazioni più efficaci, le parole più appropriate, l’obiettivo più strategico e la modalità espressiva più rigorosa. In taluni momenti e contesti, questo tipo di collera può arrivare a elevarsi a indignazione sacra. In questo senso, perfino degna di lode. Perché è quella forma di sdegno profondo e risonante, che nasce dal riconoscere l’indegnità – in genere etica – di un comportamento e di una situazione che ci fa dire in fondo al cuore: “Fosse anche l’ultimo giorno della mia vita, su questo non posso tacere”. E che fa dire tutto quello che non va “apertis verbis”, con parole aperte e chiare, e con il coraggio che viene dal cuore. Perché questa indignazione non nasce dalla frustrazione di bisogni personali, come la collera di bassa lega, ma da un senso alto della vita e dei suoi valori. A costo anche di attirarsi antipatie, controaggressioni o ritorsioni di vario tipo e livello.
Sull’impulsività e sullo spontaneismo, sulle ondate di parole vomitate e laide, sotto l’influsso di una collera informe e bruta, su questo è bene riflettere. Viviamo in tempi che hanno osannato il diritto di lasciarsi andare alle emozioni e all’espressione di ogni moto dell’animo, con picchi di furore che trovano nel mezzo televisivo l’amplificazione più destruente. Assistiamo allora ad un’espressione di collera non filtrata dall’intelligenza e dall’educazione, né dal senso del tempo e della misura. La propria “verità”, fino all’insulto, viene lanciata in faccia, possibilmente in pubblico, in un gusto perverso – nel senso di distruttivo – dell’esibizione di quanto di più magmatico esista nell’animo e nel cervello umani. Di fatto diventando preda dell’emozione più distruttiva per sé e per gli altri.
L’uomo, e la donna, che sentano una profonda emozione di collera, sono come il cavaliere, o l’amazzone, sul cavallo di razza, ma ombroso. Come il cavaliere, che sa controllare e indirizzare l’energia e la forza del suo cavallo, può costruire un’unità di pensiero e di azione straordinarie, così l’uomo che sa indirizzare la sua collera può incidere sul contesto in cui vive, sul suo tempo, anche scardinando obsoleti equilibri e opportunismi, se la esplosiva energia vitale che si libera resta governata e indirizzata. Così fece Alessandro Magno con lo straordinario Bucefalo, montato a pelo  e volto sgroppante verso il sole, sotto gli occhi terrorizzati del padre e dei cortigiani, che vedevano in quell’animale, che era bellezza e forza della natura allo stato puro, un rischio mortale per il giovane principe. Eppure Alessandro, con la forza lucida del suo corpo e il vigore intelligente della sua anima, fece sentire a Bucefalo che nessun’altro avrebbe saputo indirizzare la sua energia in modo migliore. E il cavallo divenne un tutt’uno con il suo cavaliere. Così racconta Plutarco. E così è l’uomo che sa vivere la sua collera con quell’intelligenza forte e lucida al punto da farne un tutt’uno con il suo io, in tempo di pace e di guerra. Nel senso di saper tenere calma e pronta la sua arma migliore. La soddisfazione per l’efficacia con cui riesce a portarla sull’obiettivo nei modi e con il tempismo appropriato di nuovo assomiglia alla squisita concentrazione di forza e leggerezza con cui il cavaliere porta il suo cavallo sull’ostacolo più alto, raccolto e potente nell’attacco, e poi disteso nell’arrivare oltre l’ostacolo, in perfetto e apparentemente rilassato controllo.
Questa capacità è naturale? No. E’ bene dirlo con chiarezza. Nasce da un esercizio continuo. Non ci si improvvisa cavalieri perfetti e potenti, come non ci si può improvvisare nell’uso lucido della propria collera, l’emozione che con più probabilità può disarcionare e fracassare l’uomo – o la donna – che credano di dominarla facilmente.
Fin da bambini dovremmo essere educati  a saper governare quest’emozione antica e potente. Il che non significa reprimere, come tanti a torto pensano, ma indirizzare, canalizzare, rendere efficace. Un esercizio straordinario, utile sia nel migliorare la capacità di abitare anche i propri astratti o concreti furori, sia nel diventare sempre più incisivi. Ma richiede esercizio nell’arte di pensare con efficacia, di dialogare, di scegliere le parole che meglio vestano il proprio sentire.
Nella collera tutto va a mille: e il pensiero confuso porta fuori strada, e dalla parte del torto assoluto, l’uomo che si faccia dominare dal proprio istinto più cieco. Non a caso letto come vizio.
Ancora una volta, ecco un apprendimento al saper vivere che dovrebbe iniziare con il caffelatte, fin dai primi anni di vita, quando cresce in noi anche il senso etico della vita. E allora potremmo dire che esiste nell’adirarsi una dimensione etica: cui si può attingere solo se l’emozione abbia decantato tutte le proprie impurità istintuali e sia forza pura e passione limpida, al servizio di una causa che meriti la nostra energia e il nostro cuore.

✿•*¨`*•. (¯`v´¯) (¯`v´¯) .•*¨`*•✿

RABBIA : la emozione a tinte fortidi Vittoria Nervi

Ero arrabbiato con il mio amico, gli dissi della mia rabbia, la rabbia sparì. Ero arrabbiato con il mio nemico Non gli dissi della mia rabbia, la mia rabbia aumentò. William Blake
La nostra salute ne risente e specialmente il nostro sistema immunitario che e’ la combat zone dei conflitti che si agitano dentro di noi.Somatizziamo.Io non mi arrabbio, non sono bravo ad esprimere l’ira. È uno dei problemi che ho.Interiorizzo, invece; mi allevo un tumore”.Woody Allen, “Manhattan”Spesso le persone non sono consapevoli dei conflitti  perche’ sono nel profondo del nostro inconscio o ormai di vecchia data e ormai sepolti.Sembrano all’apparenza tranquille quindi non si rendono conto per esempio di essere arrabbiate. L’EMOZIONE ROSSA
La rabbia è una emozione antica, primitiva, presente sin dall’infanzia dell’uomo oltre che nel regno animale
E’ una reazione alla frustrazione .Ci  arrabbiamo per vari motivi:
1  quando c’e’ un ostacolo tra noi e un possibile bisogno. 2 situazioni fisiche che possono minacciare l’incolumità di se stessi e dei propri beni3 disturbi o ostacoli alle proprie attività o che non ci permettono di concentrarci4 ingiustizie nei confronti nostri o altrui,accuse ingiustificate5 una persona che continua ad irritarci con il suo atteggiamento6 qualcuno che non ha mantenuto una promessa7 una minaccia di fallimento, sconfitta, perdita di sicurezza in sé, una paura della propria inadeguatezza nell’affrontare situazioni difficili.Spesso la collera improvvisa  che ci porta a  sfogare tutto il nostro rancore e la nostra rabbia, è il risultato del senso di impotenza nel realizzare i propri desideri o raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi  per incapacità decisionale. In questo caso riversiamo addosso agli altri la nostra rabbia,diamo loro la colpa o a volte al resto del mondo8 Paura della sconfitta e della perdita (gelosia)9  quando viene minacciata l’immagine di sé ,la propria autostima10  quando sentiamo che qualcosa o qualcuno a cui teniamo si oppone volutamente alla realizzazione di un nostro bisogno,Lo fa di proposito per ferirci . La nostra rabbia e’ maggiore contro le persone alle quali teniamo  per due motivi :a)perché le nostre aspettative nei loro confronti sono molto elevate, e quindi inevitabilmente  possiamo subire una delusioneb)perché sappiamo che siccome provano amore,affetto per noi non si vendicheranno Con gli estranei ci arrabbiamo molto di meno perché li frequentiamo poco e abbiamo quindi poche occasioni possibili di scontro.Con le persone che non sopportiamo o  odiamo perché tendiamo a  tenerle a distanza. Possiamo arrabbiarci contro un oggetto/persona che ci provoca la frustrazione o  con un altro oggetto/persona sostitutivi perche’ non abbiamo il coraggio di affrontare, ma su un obiettivo meno temibile o più facilmente raggiungibile: il capro espiatorio. Oppure prendercela con noi stessi,autopunirci ,colpevolizzarci,criticarci perché non troviamo  altro  su cui orientare il proprio scontento. La rabbia si esprime anche in altri modi piu’ mascherati:con la calunnia, l’ironia, le insinuazioni e le critiche denigratorie per mettere in cattiva luce l’altra persona,svalutarla o farla sentire in colpa. La rabbia è quindi una maniera di far valere i propri diritti basilar .
Secondo Lowen quelli basilari sono:
il diritto di esistere il diritto di sicurezzail diritto all’autonomia e all’indipendenza il diritto di desiderare e soddisfare i propri bisogni.  Chi non esprime in alcun modo i propri sentimenti di rabbia tende a viverli per un tempo più lungo. Spesso reprimiamo la rabbia perche’ esprimere questa emozione va contro le regole educative e sociali e perche’ abbiamo paura di perdere il controllo e provocare danni o la rottura irreparabile di una amicizia o di un rapporto.Non riuscendo ad esprimerla o far valere i nostri diritti in maniera assertiva ci sentiamo deboli e accumuliamo altra rabbia (escalation della rabbia)
La depressione è la rabbia senza entusiasmo
LE RABBIE
Vi sono vari tipi di rabbia:
1 la rabbia primaria In questo caso c’e’ stata una reale violazione dei propri diritti.Invece di reagire spesso in questo caso vengono adottate diverse strategie a seconda del tipo di persona e del suo vissuto- crollo emozionale, accompagnato da lacrime e senso di impotenza – minimizzazione-razionalizzazione- lamentoLa rabbia diventa disadattiva: quando e’ la risposta non a una violazione reale del presente ma ad una situazione che ci riporta indietro ad eventi simili del passato accompagnati da rabbia (es: mi arrabbio con te ORA….perche’ mi ricordi mia madre,mio padre quando mi diceva…)  2 la rabbia secondaria: la rabbia copre un’ altra emozione piu’ profonda  per esempio una delusione o una preoccupazione(es qualcuno che aspettavamo non chiama..) oppure la tristezza( la rabbia cancella il dolore).E’ importante allora non fermarsi alla rabbia ma capire cosa si cela sotto questa emozione e rielaborarla con la consapevolezza o facendosi aiutare da un/una professionista .A volte ci si arrabbia con se stessi perche’ avremmo dovuto fare…..o non avremmo dovuto dire…  o perche’ non accettiamo alcune parti di noi stessi.La depressione e’ spesso rabbia rivolta contro se stessi.3 la rabbia strumentale: in questo caso la rabbia diventa un mezzo per controllare gli altri e convincerli a fare cio’ che noi vogliamo.La reazione degli altri e’ di solito: amarezza, risentimento e distacco.4 la collera conseguente al sentirsi ignorati nei propri bisogni fondamentali.5 l’ira è la rabbia di essere stati invasi ed ha come obiettivo il ristabilireconfini adeguati.6 il litigio come discussione e’ una forma di rabbia che ha a che fare col non aver avuto adeguate informazioni; il suo scopo è di ottenere le informazioni che servono per capire il senso di determinate regole o modi di agire. 7 il risentimento è un tipo di rabbia legata all’essere fraintesi o malcompresi rispetto ad un sentimento importante per la persona. Il suo obiettivo è di far sentire l’altro responsabile di tale errata comprensione
A cosa serve la rabbia?
Diamo alla rabbia una connotazione  negativa quindi  da rimuovere,inutile. In realtà è un segnale che ci avverte che dobbiamo farci valere e ci dà la motivazione per farlo. L’espressione della rabbia è spesso più convincente di qualsiasi discorso e permette talvolta di ottenere quel che si chiede, di affrontare e risolvere situazioni di sopruso e di riaffermare se stessi e il proprio mondo dei valori. Ma per questo ci vuole la “giusta misura”, ,cosa che non c’e’ quando siamo alterati  dalla rabbia. Spesso ci viene insegnato che bisogna controllarsi per educazione ed evitare di esprimere la rabbia.Questa e’ piu’ una regola sociale che un bisogno vero poiche’ Il trattenere, il reprimere situazioni di disagio può portare a sofferenze fisiche e mentali serie.La gestione  della rabbia è un problema fondamentale nella nostra società. L’incapacità di auto-controllarsi porta a  situazioni spesso drammatiche che tutti noi sentiamo durante i TG. o leggiamo sulle pagine di cronaca nera. E’ fondamentale, quindi che ognuno riconosca i segnali della propria rabbia e di quella altrui e si  chieda da dove viene  quella rabbia  e come nella maniera più adeguata.

come fare per gestire la rabbia ?
Ecco alcuni suggerimenti.Quando qualcuno e’ arrabbiato con noi spesso re-agiamo istintivamente con la stessa emozione di rabbia il che’ non fa che innescare l’escalation e peggiorare la situazione.Riuscire a mantenere la calma non e’ facile quando ci sentiamo offesi,feriti e attaccati, Se riusciamo a mantenere la calma e capire quali possono essere  le cause della rabbia dell’altro, saremo  sulla buona strada.- LA RABBIA IMPEDISCE DI capire quale e’ il problema reale da risolvereSe siamo arrabbiati/e una buona tecnica e’ quella delTIME OUT : la tecnica dello spostamento utile per ridurla rimandare la discussione,cambiare argomento,andar via a far quattro passi o sdrammatizzare con delicatezzaSe e’ l’altra persona che e’ arrabbiata con noi cerchiamo di farle capire che la sua rabbia ci impedisce di capire o risolvere il problema .Diamole modo di ‘svuotare il cestino’ senza ribattere e cerchiamo di riportare la discussione al nocciolo del problema senza allargare il campo ( pero’ tu quella volta….ecco,sei sempre il solito..pero’ tu..)Spesso si alza la voce ma chi urla non e’ mai il piu’ forte. – SPAZIO RABBIA
questa tecnica  e’ utile se ci troviamo a contatto con persone che spesso ci fanno arrabbiare.Programmiamo dei momenti in cui ciascuno e’ libero di sfogarsi.Sapremo che in quei momenti sono fatti per quello.  1. Stabiliamo quando e dove farlo senza altre persone che ci ascoltino e chiariamo con precisione su che cosa vogliamo discutere.Non coinvolgere parenti o amici.Peggiorano  la situazione creando ulteriori malintesi.2. Stabiliamo la durata di questo spazio rabbia (in genere vanno bene 15/20 minuti)3. Lasciamo parlare l’altra persona senza interromperla4. A turno prendiamo la parola per un tempo stabilito come fanno nei dibattiti in tv (non più  5 minuti)5. Facciamo delle pause se l’altro ne ha bisogno 6 evitiamo l’ uso della violenza verbale e fisica facendo notare all’altra persona i limiti da non superare e difendendo  i propri confini altrimenti ci allontaneremo (usciamo di casa,andiamo in un’altra stanza…..).7  stiamo nel qui e oraDurante la discussione non andate a rinvangare altri momenti  simili per sostenere la vostra ragione. Non si rinfacciano i litigi passati. Tirare in ballo genitori e parenti (a meno che non siano motivo della discussione) sono proibiti quindi evitare il ‘sei come tua madre ecc’Questo allarga il fronte della discussione e allontana dalla soluzione dei problemi confondendo entrambi.Quindi lasciate perdere i ‘pero’ tu quella volta mi hai detto,hai fatto…’.Non confondete il problema con la persona8  win-windiscutere non e’ una gara per vincere e imporre il proprio punto di vista, né per dimostrare la propria superiorità o per dare una lezione all’altra persona.Evitiamo di svalutare l’altra persona o usare il sarcasmo perche’  porta solo a  una reazione aggressiva.Cerchiamo un punto in comune e una soluzione creativa.Ognuno ha il suo punto di vista sulle cose.Rimanere ostinatamente rigidi sulle proprie posizioni senza mai cercare di mettersi nei panni dell’altra persona porta solo ad altre discussioniRinegoziare i compiti in casa,riguardo ai figli, i propri spazi per rilassarsi,per rimanere insieme ecc  invece di far finta e serbare rancore o mettere in atto ripicche inutili.Si parla con sincerità senza usare il silenzio come un’arma  o tenere il muso per farsi chiedere “cos’hai”  o per far sentire in colpa l’altra persona9 le parole “sempre” e “mai” sono ASSOLUTAMENTE PROIBITE (invece di “non mi stai mai a sentire” dite ” ora  non mi hai ascoltata” invece di “non mi fai mai un complimento ” dite “da qualche giorno non mi dici niente di gentile”
BIBLIOTERAPIASimionato, Anderson Terapia d’urto. La comunicazione come strumento per gestire le proprie emozioni Franco Angeli W. Davies Dominare la rabbia ArmeniaH. Lerner La danza della rabbia    TEA Pratica

✿•*¨`*•. (¯`v´¯) (¯`v´¯) .•*¨`*•✿


Bonno, l’inganno delle passioni
Scopi e trappole del buddhismo
di Cristiano Martorella

Il buddhismo è l’insegnamento esposto dal saggio della famiglia Shakya, Siddhartha (563-483 a.C.) detto il Buddha(1). La pratica e l’applicazione dell’insegnamento buddhista hanno lo scopo di liberare gli esseri umani dal giogo del dolore e della sofferenza, e quindi sviluppare pienamente le loro vite. Però lo stesso Buddha predisse che col tempo il suo insegnamento sarebbe stato corrotto, frainteso e degenerato(2). Questa profezia trova conferma in un’analisi puntuale delle pratiche del buddhismo nei paesi più lontani dall’originario insegnamento, ossia Cina e Giappone. Quest’ultimo paese conobbe anche un vivace scontro, spesso violento e feroce, fra i riformatori del buddhismo.Tuttavia è stato proprio il conflitto delle passioni a rendere il buddhismo giapponese(3) più attivo e interessante, nonostante il travisamento dell’insegnamento originario. Ciò spiega anche il successo in Europa e negli Stati Uniti delle sette giapponesi in tutte le loro forme (comunità di monaci, associazioni di laici, centri di studio accademici, etc.). Per comprendere adeguatamente il buddhismo giapponese è necessario penetrare criticamente nei princìpi che regolano le pratiche buddhiste.
Il termine giapponese bonno indica le passioni e le illusioni che dominano la nostra vita. La parola bonno traduce il vocabolo sanscrito klesa che significa appunto passione ingannevole, illusione che avvince l’animo umano. Il termine bonno è composto da bon (letto anche come wazurawashii significa complesso, problematico, difficoltoso) e no (nella forma verbale nayamu significa soffrire, tormentarsi, angosciarsi). Da un punto strettamente psicologico è chiaro il senso di questa teoria. Le passioni ed emozioni forti sono capaci di provocare una distorsione cognitiva che altera le percezioni della realtà. Viceversa le emozioni sono necessarie per creare le motivazioni, e dunque non possono essere eliminate completamente. Ciò che propone Buddha è una moderazione ed una consapevolezza che rende manifesto ogni aspetto del reale piuttosto che le false aspettative. La questione della distorsione cognitiva(4) è cruciale sia dal punto di vista psicologico, sia nel contesto della corretta pratica religiosa. Il buddhismo non nega la realtà del mondo, ma propone un migliore rapporto con essa, più autentico e verace. Il buddhismo è nichilismo nel senso che distrugge e annienta le illusioni, svelando la verità dell’essere.
La questione della distorsione cognitiva è ripresa anche in un altro insegnamento buddhista, presente in quasi tutte le sette giapponesi: i tre veleni (sandoku). I tre veleni che inquinano l’animo umano sono il desiderio (musabori), la collera (ikari) e l’ignoranza (oroka). L’affrancamento dai tre veleni avviene tramite le tre porte che conducono alla liberazione: non desiderio, non sé, non forma. Praticamente nell’esercizio di trasformare (hendoku iyaku) i tre veleni. Si trasforma così il desiderio in compassione, la collera in forza vitale, l’ignoranza in saggezza. Purtroppo i tre veleni sono capaci di infiltrarsi dappertutto e assumere aspetti insospettabili. La stessa pratica buddhista è contaminata dai tre veleni, come dimostrano i numerosi tradimenti e scismi, e Buddha spronava sempre gli adepti a non abbassare la guardia nei confronti delle insidie dei falsi maestri e delle dottrine nocive. Chi usa il buddhismo per i suoi meschini scopi personali reca grave danno a sé e agli altri. Lo scopo del buddhismo è la liberazione ed è esattamente il contrario dell’asservimento autoritario praticato in molte sette, scuole e associazioni che ne usano il nome.
Per questo motivo, molte tecniche mistiche sono nocive piuttosto che benefiche. L’adorazione di un oggetto di culto(5), il gohonzon, è una pratica contraria e opposta all’insegnamento di Siddhartha. Chi venera un oggetto di culto non ne è mai libero, ma ne è lo schiavo. Ci si aspetta dall’oggetto di culto miracoli o interventi divini, benefici e protezione. Però quello che si ottiene è l’alimentazione e la diffusione dei tre veleni (sandoku). La dinamica psicologica di questo processo è chiara ed evidente. Si crede ciecamente nei poteri miracolosi di un oggetto di culto venerato come un idolo. Ciò avviene per ignoranza, superstizione, stupidità (oroka). Si esprime il desiderio (musabori) e si prova rabbia e collera (ikari) perché non esaudito. L’oggetto di culto diventa così lo strumento di tortura che produce i tre veleni in questa sequenza: l’ignoranza, il desiderio e la collera. In conclusione si ottiene l’effetto contrario a quanto auspicato. Paradossalmente chi crede di praticare il buddhismo anche sbagliando finisce inevitabilmente per dimostrare la pericolosità delle passioni che ingannano la mente, ossia la correttezza dell’analisi del Buddha storico, Siddhartha.

Note

1. Il titolo Buddha significa “risvegliato” o “illuminato”, ossia colui che si è liberato dell’ignoranza e conosce la verità circa l’esistenza. Siddhartha (563-483 a.C.) nacque a Kapilavastu, località attualmente in Nepal, ma all’epoca regno indipendente di tipo repubblicano gentilizio. Secondo la cronologia più attendibile sarebbe nato nel 563 a.C. e morto nel 463 a.C. circa. Tuttavia altre datazioni spostano le coordinate temporali in maniera rilevante. Secondo la cronologia singalese sarebbero 663-543 a.C. circa, le date secondo la tradizione nell’India settentrionale sarebbero 463-383 a.C. circa.
2. In giapponese l’epoca in cui l’insegnamento di Buddha è divenuto incomprensibile è chiamato mappo. Attualmente l’epoca moderna in cui viviamo sarebbe nel periodo del mappo.
3. Le scuole giapponesi più importanti sono Hosso, Kegon, Tendai, Shingon, Rinzai, Soto, Obaku, Ritsu, Nichiren e Jodo.
4. Le analisi più interessanti sulla distorsione cognitiva sono state pubblicate da Jon Elster. Cfr. Elster, Jon, Più tristi ma più saggi? Razionalità ed emozioni, Anabasi, Milano, 1994. Si veda anche il volume Uva acerba. Cfr. Elster, Jon, Uva acerba. Versioni non ortodosse della razionalità, Feltrinelli, Milano, 1989.
5. L’oggetto di culto, in giapponese gohonzon, è presente in molte sette buddhiste. Nella setta della Terra Pura (Jodo) è rappresentato da statue di Amida, mentre per la setta di Nichiren è un mandala costituito da un rotolo con l’iscrizione dei nomi di divinità sovrannaturali e il titolo del Sutra del Loto. Al contrario, Bodhidharma proibiva l’uso di oggetti di culto, perciò le sette zen giapponesi ne sono privi.

Bibliografia

Botto, Oscar, Buddha, Mondadori, Milano, 1985.
Conze, Edward, Scritture buddhiste, Astrolabio-Ubaldini, Roma, 1973.
Conze, Edward, Breve storia del Buddhismo, Rizzoli, Milano, 1985.
Coomaraswami, Ananda, Vita di Buddha, SE, Milano, 2000.
Filippani Ronconi, Pio, Il buddhismo, Newton Compton, Roma, 1994.
Filippani Ronconi, Pio, Buddha. Aforismi e discorsi, Newton Compton, Roma, 1994.
Filippani Ronconi, Pio, Canone buddhista, UTET, Torino, 1976.
Forzani, Giuseppe, I fiori del vuoto, Bollati Boringhieri, Torino, 2006.
Martorella, Cristiano, Gioco linguistico e satori. Relazione del corso di filosofia del linguaggio, Facoltà di Lettere e Filosofia, Genova, 1999.
Martorella, Cristiano, Affinità fra il Buddhismo Zen e la filosofia di Wittgenstein, in “Quaderni Asiatici”, anno XX, n. 61, marzo 2003.
Martorella, Cristiano, La verità e il luogo, in “Diogene Filosofare Oggi”, n. 4, anno II, giugno-agosto 2006.
Martorella, Cristiano, Filosofare da cuore a cuore, in “Diogene Filosofare Oggi”, n. 4, anno II, giugno-agosto 2006.
Oldenberg, Hermann, Budda. La vita, gli insegnamenti e il retaggio dell’illuminato, TEA, Milano, 1998.
Puech, Henri-Charles, Storia del buddhismo, Arnoldo Mondadori, Milano, 1992.
Puech, Henri-Charles, Le religioni dell’Estremo Oriente, Laterza, Roma-Bari, 1988.

 

׺°”˜`”°º×׺°”˜`”°º×★ ☆ ENGLISH★☆ ★׺°”˜`”°º×׺°”˜`”°º×

Mastering anger

“Those who can not control his anger ignores that the force
comes from much further away and wants to break into it. He believes
even, at least for a moment, that’s the current powerful
convey something of its power. But it is an illusion,
because it is the current itself to be powerful, not who is
current passes through it. Thus, after its passage, the
poor wretch is so weak that he found all
tremble jaws, legs, hands.
The initiation of a school pupil has understood that dominating
the rage he feels rising within himself and trying to
turn, becomes the true power. It is the same
with sexual energy: domination, there is strengthened
considerably. That’s why the Initiates, who have learned to
dominate the instinct of aggression, as well as the sexual instinct,
have so much energy to think and talk in order to
light beings. ”

Mikhael Omraam Aïvanhov

✿ • * ¨ * `•. (¯ `v ‘¯) (¯` v’ ¯). • * ¨ `* • ✿

Wise is he who can control the anger

Prof. Alessandra Graziottin
Director of the Center of Gynecology and Medical Sexology H. San Raffaele Resnati, Milan

“Angry is easy. But who should do it in the right size, when appropriate, with the purpose and as convenient, not everyone is not easy. And that is why the do it right is rare, praiseworthy and beautiful. ”
The cardinal concept shows more than 2500 years ago by the sage Aristotle, Nicomachean Ethics, there was only one: the difference between letting yourself be overcome by anger, in a rampant spontaneity, today more than ever, and being the protagonists of anger. So as to be able to maintain balance the rational control of self and situation to be able to choose how and when to target angry, with whom and why.In such an elegant way to arrive at an aesthetic of anger. With the result of being able to finalize the rage, like a laser pointer, so as to make targeted, effective and constructive – destructive or, if necessary – but always under the control of a polished farsighted vision of its meaning. A vision that will help you choose the most effective arguments, the more appropriate words, the goal more strategic and more rigorous way of expression. In certain moments and contexts, this kind of anger can get to rise in indignation sacred. In this sense, even praiseworthy. Why is that form of anger and deep resonance that comes from recognizing the indignity – in general ethics – a behavior or a situation that makes us say in his heart “was also the last day of my life, on this can not be silent. ” And that is to say everything that is wrong “in words”, words with open and clear, and the courage that comes from the heart. Why the anger is born from the frustration of personal needs, such as anger, low alloy, but by a high sense of life and its values. At the risk of incurring even dislikes, controaggressioni or retaliation of various kinds and levels.
Sull’impulsività on spontaneity and, on the waves of vomit and ugly words, under the influence of a formless anger and brute is good to reflect on this. We live in times that have celebrated the right to indulge in emotion and expression of each movement of the soul, with peaks of rage that found in television amplification more destructive.Then we witness an expression of anger is not filtered by the intelligence and education, nor the sense of time and measurement. Its “truth”, to insult, is thrown in your face, preferably in public, in a perverse taste – in the sense of destructive – the exhibition of the most chaotic and there is soul in the human brain. In fact most destructive emotion becoming prey for themselves and others.
The man and the woman, who feel a deep emotion of anger, they are like the knight, ol’amazzone on the horse race, but shady. Like the knight, who knows how to control and direct the energy and the strength of his horse, can build a unit of thought and action, amazing, so the man who knows how to direct its anger can affect the context in which he lives, on their time, even breaking up obsolete balances and relevant, whether the explosive life energy that is released is governed and directed. So did Alexander the Great to the extraordinary Bucephalus, mounted bareback and sgroppante face towards the sun, under the terrified eyes of his father and his courtiers, who saw the creature, that was the beauty and power of nature at its best, a life-threatening risk for the young prince. Yet Alexander, with the strength of its shiny body and intelligent force of his soul, he felt that nobody would know Bucephalus to direct its energy in a better way. And the horse became one with his rider. So says Plutarch. And so is the man who knows how to live his anger with loud and clear that intelligence to the extent that it becomes one with his ego, in peacetime and war. In the sense of being able to keep calm and ready for his best weapon. The satisfaction with the effectiveness with which it manages to bring the lens in the manner and with the appropriate timing of new looks to the exquisite concentration of power and ease with which the rider takes his horse over the obstacle highest in the harvesting and powerful ‘ attack, and then spread over the obstacle in arriving, apparently relaxed and in perfect control.
This ability is natural? No. ‘should be said clearly. It comes from constant practice.There is sudden and powerful knights perfect as you can not improvise in the use of polished his anger, the emotion that most likely can throw and smash the man – or woman – who think they control it easily.
Since children should be educated to know how to govern this emotion ancient and powerful. This does not mean suppress, as many wrongly think, but direct, channel, to be effective. An exercise extraordinary, useful in improving the ability to also live their fury abstract or concrete, is becoming increasingly effective. But the art takes practice to think effectively, to communicate, to choose appropriate words to adorn his own feelings.
In anger all goes to a thousand: and the muddled thinking is misleading and absolutely in the wrong, the man who is made to dominate by their instincts more blind. Not by chance read as vice.
Again, here is a learning experience that should be able to start with the coffee, from the earliest years of life, it grows in us the sense of ethical life. And then we could say that there is an ethical dimension nell’adirarsi: that can be drawn only if the emotion has praised all its impurities and instinctual power is pure passion and clear in the service of a cause that deserves our energy and our heart.

✿ • * ¨ * `•. (¯ `v ‘¯) (¯` v’ ¯). • * ¨ `* • ✿

ANGER: The emotion strong colors  di Vittoria Nervi

I was angry with my friend, I told him of my anger, the anger was gone. I was angry with my foe did not tell him of my anger, my anger grew. William Blake
Our health is affected and especially our immune system and ‘the combat zones of conflict that move within noi.Somatizziamo.Io not get angry, I’m not good at expressing anger. It is one of the problems ho.Interiorizzo, however, brought me up a tumor. “Woody Allen’s” Manhattan “Often people are not aware of the conflicts’ cause I’m deep in our unconscious or long-standing and now all sepolti.Sembrano’seemingly quiet so they do not realize, for example, to be angry. THE THRILL RED
Anger is an emotion ancient, primitive, this man since childhood as well as in the animal kingdom
It ‘a reaction to frustration. We get angry for several reasons:
1 when there is’ an obstacle between us and a possible need. Two physical situations that can threaten the safety of themselves and their beni3 disturbances or obstacles to their activities or do not allow us to concentrarci4 injustices against us or others, accusations ingiustificate5 a person who continues to annoy us with his atteggiamento6 someone did not maintain a promessa7 a threat of failure, defeat, loss of self-confidence, a fear of their own inadequacy in dealing with situations difficili.Spesso sudden anger that leads us to give vent to all our grievances and our anger is the result the sense of helplessness in achieving their desires or achieve the goals we have set ourselves for inability to make decisions. In this case, the other poured upon our anger, guilt or sometimes we give them the rest of the mondo8 Fear of defeat and loss (Jealousy) 9 when it is threatened self-image, their autostima10 when we feel that something or someone we care about is deliberately opposed to the realization of our need, He does it on purpose to hurt us. Our anger and ‘higher against the persons to whom we hold for two reasons: a) because our expectations are very high for them, and then we will inevitably suffer a delusioneb) because we feel that as love, affection for us not to retaliate With strangers we get angry a lot less because they did not spend much and have so few opportunities possible scontro.Con people who do not endure or hate because we tend to keep them away.We can get angry against an object or person that causes us frustration or with another object / person substitutes’ cause we do not have the courage to face, but on a goal less fearful or more easily accessible: the scapegoat. Or take ourselves, autopunirci, blame, criticize us because we do not find much on which to orient their discontent. Anger is expressed in other ways more ‘masked: the slander, irony, innuendo and smear critics to put the other person look bad, devalue or make her feel guilty. Anger is thus a way of asserting their basic right.
According to Lowen basic ones are:
the right to exist the right to sicurezzail right to autonomy and independence and want the right to meet their own needs. Who does not in any way express his feelings of anger tends to experience them for a longer time. Often repress anger because ‘to express this emotion goes against the rules and social and educational’ cause we are afraid to lose control and cause irreparable damage or breakdown of a friendship or a rapporto.Non able to express or enforce our rights assertive in a way we feel weak and accumulate more anger (anger escalation)
Depression is anger without enthusiasm
THE ANGER
There are various types of anger:
A primary rabies in this case there ‘was a real violation of their diritti.Invece to react in this case are often adopted different strategies depending on the type of person and experiences-emotional collapse, accompanied by tears and a sense of Impotence – minimization, rationalization-lamentoLa anger becomes maladaptive when and ‘the answer is not a real violation of this but to a situation that brings us back to similar events of the past accompanied by anger (eg, I get angry with you now. … because ‘I remember my mother, my father when he told me …) 2 secondary anger: anger covers an’ other emotions’ such as a deep disappointment or concern (eg someone who does not call waiting ..) or sadness (the anger clears the pain). It ‘important, then look beneath the anger but to understand what lies beneath this emotion and rework it with the knowledge or with assistance from a / a professional. Sometimes we get angry with yourself’ cause we had to do … .. or not … or why we should say ‘we do not accept some parts of us stessi.La depression’ is often anger turned against rabies if stessi.3 instrumental in this case, anger becomes a means to control others and convince them to do this ‘that we vogliamo.La reaction of others and’ the usual bitterness, resentment and anger caused by the distacco.4 feel ignored in their needs fondamentali.5 anger is the anger of having been invaded and its aim is theristabilireconfini adeguati.6 the discussion and argument as’ a form of anger that has to do with not having adequate information, its purpose is to get the information you need to understand the meaning of certain rules or ways of acting. 7, the resentment is a type of anger related to being misunderstood or badly understood important than a feeling for the person. Its goal is to make you feel more responsible for this misunderstanding
What is anger?
We give a negative connotation to anger and then to remove and useless. It’s actually a sign that warns us that we must assert ourselves and gives us the motivation to do so. The expression of anger is often more convincing than any words and can sometimes get what you ask, to address and resolve situations of abuse and to reassert themselves and their world of values. But for this we need the “right size”, which is not there ‘when we are affected by anger. Often we are taught that education should check for and avoid expressing rabbia.Questa and ‘more’ a social rule that a real need since ‘detention, suppressing the uncomfortable situations can lead to mental and physical sufferings serie.La management Anger is a fundamental problem in our society. The inability of self-control often leads to dramatic situations that we all feel during the TG. or read on the pages of crime. E ‘therefore important that everyone recognize the signs of his anger and that of others and ask where it comes from and how that anger is most appropriate.

how to manage anger?
Here are some suggerimenti.Quando someone ‘angry with us often re-act instinctively with the same emotion of anger which’ does nothing but worsen the trigger and escalate situazione.Riuscire to remain calm and not ‘easy when we feel offended , attacked and wounded, If we can keep calm and understand what may be the causes of the anger of others, we are on track .- PREVENT RABIES to understand what is’ the real problem by risolvereSe we are angry / and a good technique and ‘that delTIME OUT: useful technique to reduce the displacement postpone the debate, change the subject, go away to make a walk or play down with delicatezzaSe and’ the other person who is’ angry with us trying to make them understand that his angerprevents us from understanding or solving the problem. let us give way to ‘empty the trash’ without reply and try to bring the discussion to the core of the problem without enlarging the field (but ‘you this time. … here, you’re still the same though .. ‘you ..) often raises his voice but not shouting’ ever more ‘strong. – AREA RAGE
this technique and ‘useful if we are in contact with people who are often times when each arrabbiare.Programmiamo and’ free sfogarsi.Sapremo that in those moments are made for that. 1. Identify when and where other people do not listen to us and let’s be clear on exactly what we want to involve relatives or discutere.Non amici.Peggiorano the situation by creating more malintesi.2. State the duration of this space rage (usually 15-20 minutes is good) 3. Let the other person talk without interromperla4. In turn, we take the floor for a set time as they do in the debates on TV (not more than 5 minutes) 5. We pauses if the other has avoided the need 6 ‘use of verbal and physical violence to another person by pointing out the limits are not exceeded and defending its borders or we turn away (we leave the house, go to another room … ..) .7 oraDurante we are in the here and the discussion does not go rinvangare other similar moments to support your reason. Do not reproach the squabbles in the past. To bring in parents and relatives (unless they are a matter of debate) is prohibited thereby avoid the ‘you’re like your mother ecc’Questo broadens the debate and facing away from the solution of the problems confounding entrambi.Quindi let go of the’ but ‘ you that time you told me, did you …. ‘Do not confuse the issue with the win-persona8 windiscutere not’ a race to win and impose their point of view, nor to demonstrate its superiority or to give a lesson to ‘ other persona.Evitiamo to devalue the other person or use sarcasm because ‘only leads to a reaction aggressiva.Cerchiamo a common point and a solution creativa.Ognuno has its own views on cose.Rimanere stubbornly rigid on their position without never try to take the role of the other person just leads to other discussioniRinegoziare tasks at home, in regard to children, their own space to relax, to stay together so instead of pretending and keep grudges or resentments implement inutili.Si speaks honestly without the use of silence as a weapon or keep its nose to get to ask “what have you” or to feel guilty about the other persona9 the words “always” and “never” are absolutely prohibited (instead of “I do not you never hear “you say” now I’ve heard “instead of” You never make me a compliment, “you say” some days I do not say anything nice ”
BIBLIOTERAPIASimionato, Anderson Anger Management. Communication as a tool to manage their emotions Franco Angeli W. Davies Dominate ArmeniaH anger.Lerner The Dance of Anger TEA Practice

✿•*¨`*•. (¯`v´¯) (¯`v´¯) .•*¨`*•✿

 

Bonno, deception of the passions
Aims and traps of Buddhism
Cristiano MartorellaBuddhism is the teaching expounded by the sage of the Shakya family, Siddhartha (563-483 BC) known as the Buddha (1). The practice and application of Buddhist teaching are designed to liberate human beings from the yoke of pain and suffering, and then develop their full lives. But the Buddha himself predicted that in time his teaching would have been corrupted, misunderstood and degenerate (2). This prophecy is confirmed by a detailed analysis of the practices of Buddhism in countries further from the original teaching, namely China and Japan.The latter country also enjoyed a lively battle, fierce and often violent, between buddhismo.Tuttavia reformers was precisely the conflict of passions to make Japanese Buddhism (3) more active and interesting, despite the misrepresentation of the original teaching. This also explains the success in Europe and the United States of the seven Japanese in all their forms (community of monks, lay associations, academic centers of learning, etc.).. To fully understand Japanese Buddhism is critically necessary to penetrate in the principles that govern the Buddhist practices.
The Japanese word Bonno indicates the passions and illusions that dominate our lives. Bonno The word translates the Sanskrit word which means “passion klesa misleading illusion that captivates the human soul. The term Bonn is composed of bon (bed also means wazurawashii complex, difficult, difficult) and not (in verbal form nayamu means suffering, torment, anguish). From a strictly psychological explain the reason of this theory. The passions and emotions are capable of causing a cognitive distortion that alters the perceptions of reality. In contrast, the emotions are necessary to establish the motives, and therefore can not be eliminated completely. This suggests that the Buddha is a restraint and an awareness that demonstrates every aspect of the real rather than false expectations. The issue of cognitive distortion (4) is crucial both from the psychological point of view, both in the context of proper religious practice. Buddhism does not deny the reality of the world, but offers a better relationship with it, most authentic and true. Buddhism is nihilism in the sense that it destroys and destroys the illusion, revealing the truth of being.
The issue of cognitive distortions and resumed in another Buddhist teaching, present in almost all the sects in Japan: the three poisons (sandoku). The three poisons that pollute the human soul is the desire (musabori), anger (Ikari) and ignorance (Orok).The freeing of the three poisons with the three doors leading to the release, not desire, not themselves, not form. The exercise of virtually transform (hendoku iyaku) the three poisons. It becomes so desire into compassion and anger in life force, ignorance into wisdom. Unfortunately, the three poisons are able to penetrate everywhere and assume unexpected dimensions. The Buddhist practice itself is contaminated by the three poisons, as evidenced by the numerous schisms and betrayals, and Buddha urged their followers to always remain vigilant against the dangers of false teachers and doctrines harmful. Who is using Buddhism for his petty personal use causes serious harm to himself and others. The aim of Buddhism is liberation and that is exactly the opposite dell’asservimento authoritarian practiced in many sects, schools and associations that use the name.
For this reason, many mystical techniques are detrimental rather than beneficial. The worship of a cult (5), the Gohonzon, it is a practice that is contrary and opposed to the teachings of Siddhartha. Who worships an object of worship is not never free, but it is the slave. We expect miracles from the object of worship or divine intervention, benefits and protection. But what you get is the power and the spread of the three poisons (sandoku). The psychological dynamic of this process is clear and obvious.He blindly believes in the miraculous powers of a venerated object of worship as an idol. This is done out of ignorance, superstition, stupidity (Orok). It expresses the desire (musabori) and try fury and anger (Ikari), why not fulfilled. The object of worship becomes the instrument of torture that produces this sequence in the three poisons: ignorance, desire and anger. Finally you get the opposite effect to what is desired.Paradoxically, those who believe they practice Buddhism also inevitably prove wrong the dangers of the passions that deceive the mind, namely the correctness of the historical Buddha, Siddhartha.

Notes

1. The title Buddha means “awakened” or “enlightened”, ie one who has freed himself of ignorance and know the truth about existence. Siddhartha (563-483 BC) was born in Kapilavastu locations currently in Nepal, but then independent kingdom of noble republican type. According to the most reliable history was born in 563 BC and died in 463 BC about. However, other dates moving time coordinates in a significant way.According to the Sri Lankan history would be 663-543 BC about the dates according to the tradition in northern India would be 463-383 BC about.
2. In Japanese, the time when the teachings of Buddha has become incomprehensible is called map. Currently, the modern age in which we live would be the time of the map.
3. The Japanese schools are more important Hoss, Kegon, Tendai, Shingon, Rinzai, Soto, Obaku, Ritsu, Jodo and Nichiren.
4. The most interesting analysis on the cognitive distortions have been published by Jon Elster. See Elster, Jon, sadder but wiser? Rationality and emotions, Anabasis, Milan, 1994. See also the volume of sour grapes. See Elster, Jon, sour grapes.Unorthodox versions of rationality, Feltrinelli, Milano, 1989.
5. The object of worship, the Gohonzon in Japanese, is present in many Buddhist sects. In the Pure Land sect (Jodo) is represented by statues of Amida, while the Nichiren sect is a mandala made up of a scroll with the inscription of the names of supernatural deity and the title of the Lotus Sutra. On the contrary, Bodhidharma forbade the use of religious objects, so the Japanese Zen sect do not.

Bibliography

Botto, Oscar, Buddha, Mondadori, Milano, 1985.
Conze, Edward, Buddhist Scriptures, Astrolabe-Ubaldini, Rome, 1973.
Conze, Edward, A Short History of Buddhism, Rizzoli, Milano, 1985.
Coomaraswami, Ananda, The Life of Buddha, SE, Milan, 2000.
Filippani Ronconi, Pio, Buddhism, Newton Compton, Rome, 1994.
Filippani Ronconi, Pio, Buddha. Aphorisms and speeches, Newton Compton, Rome, 1994.
Filippani Ronconi, Pio, Buddhist Canon, UTET, Torino, 1976.
Forzani, Joseph, Flowers of emptiness, Boringhieri Bollati, Torino, 2006.
Martorella, Christian, language games and satori. Report of the Philosophy of Language, Faculty of Humanities, Genova, 1999.
Martorella, Christian, affinity between Zen Buddhism and the philosophy of Wittgenstein, in “Quaderni Asians”, year XX, No 61 March 2003.
Martorella, Christian, Truth, and the place, “Diogenes philosophers today,” No 4, year II, from June to August 2006.
Martorella, Christian, Philosophy from heart to heart, “Diogenes philosophers today,” No 4, year II, from June to August 2006.
Oldenberg, Hermann, Buddha. The life, teachings and legacy of the Enlightenment, TEA, Milano, 1998.
Puech, Henri-Charles, History of Buddhism, Arnoldo Mondadori, Milan, 1992.
Puech, Henri-Charles, Eastern Religions, Laterza, Roma-Bari, 1988.

 

Occhio puro


Horus, Dio dalla testa di Falco, figlio di Iside e Osiride era considerato il Dio della preveggenza. Il suo occhio simboleggia la spietata acutezza dello sguardo giustiziere cui nulla sfugge. Grazie a lui Iside riuscì a vendicare il marito e a scacciare Seth, dando inizio al Regno dei Faraoni.
Secondo la mitologia l’occhio di Horus è l’occhio che “tutto vede” . Veniva impresso all’ingresso delle case, sui sarcofagi e sulle tombe, per contrastare il maligno o per proteggere il viaggio del defunto verso l’aldilà.

Nell’esoterismo egizio le figure terrene, non sono immagini delle realtà corrispondenti, ma funzioni multiple di potenze che attivano un proprio sistema di significanti. Una delle più famose immagini egizie è l’Occhio di Horus nella quale si visualizza l’occhio magico che Osiride, una volta reintegrate le membra disperse da Seth, grazie all’opera di Iside e Neftis, dona al figlio Horus allorquando, emergendo dal mondo della luce velata, la Duat, lo abbraccia trasmettendogli il potere della conoscenza, della consapevolezza e della trasformazione.

Nella rinascita l’Occhio di Horus vira su un piano superiore, anche nel dato numerico, lo smembramento di Osiride e questo processo è registrato nella sua polarizzazione, come mostra il Duplice Occhio di Horus ai lati di Osiride risorto con Corona Atef, nella tomba di Sennedjen, XIX dinastia.

 

 

 

Horus, the falcon-headed God, son of Isis and Osiris was considered the god of foresight. His eye symbolizes the grim avenger acuteness of vision which nothing escapes. Thanks to him, Isis was able to avenge her husband Seth and cast, starting the Kingdom of the Pharaohs.
According to mythology the eye of Horus is the eye that “sees everything”. He was impressed at the entrance of the houses on the sarcophagi and tombs in order to counter the evil or to protect the deceased’s journey to the afterlife.

 

Egyptian esotericism earthly figures, no images match reality, but multiple functions of powers that enable its own system of signifiers. One of the most famous images is the Egyptian Eye of Horus in which you see the magic eye to Osiris, once replenished the members dispersed by Seth, thanks to the work of Isis and Neftis, gives to his son Horus when, emerging from the world the veiled light, the Duat, embraces the power of imparting knowledge, awareness and transformation.

In the Eye of Horus turns rebirth on a higher plane, even in numerical data, the dismemberment of Osiris, and this process is recorded in its polarization, as shown in the Dual Eye of Horus on the sides of Osiris risen with Atef Crown, in the tomb of Sennedjen, Dynasty XIX.

 

Occhio puro – retta visione


Escludendo il mondo esterno, con lo sguardo fisso tra le sopracciglia, i respiri affluenti ed effluenti che fluiscono regolari per le narici, con i sensi, la mente e l’intelletto sotto controllo, giunto alla meta della liberazione, il muni (saggio), gettati via desiderio, paura e ira, è per sempre libero.

Bhagavad Gita (V, 27,28)

“Se dunque il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà illuminato”.
(Matteo, 6, 22)

(E’ da presumere che le Bibbie più antiche dicessero proprio “occhio singolo”, forma che si trova nella Bibbia di Martin Lutero e ancor oggi nelle traduzioni greche e inglesi. Più tardi, non comprendendo il vero significato della parola, i traduttori cambiarono “singolo” in “semplice” e poi ancora in “puro” N.d.T.). Durante la meditazione profonda, l’occhio unico o spirituale diventa visibile nella parte centrale della fronte. Le scritture si riferiscono in vari modi a questo occhio onnisciente: quale terzo occhio, stella d’Oriente, l’occhio interiore, la colomba che scende dal cielo, l’occhio di Shiva, l’occhio dell’intuizione, ecc.

Paramahansa Yogananda, Autobiografia di uno Yogi. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1971, p. 153

Il corpo fisico ha due occhi – positivo e negativo – a causa della legge della relatività. Il corpo astrale ha soltanto un occhio, variamente chiamato: occhio spirituale, occhio singolo (dalla Bibbia cristiana), terzo occhio (dalla Bibbia indù), stella dell’est, stella di saggezza, colomba che discende dal cielo, occhio interiore, occhio intuitivo, occhio di Shiva, stella attraverso cui vedono i saggi, ecc. Quando fu battezzato dallo Spirito Santo, Gesù lo percepì come un suono cosmico o Cielo, e vide l’occhio spirituale come una colomba.

Il Vangelo di Gesù secondo Paramhansa Yogananda. Volume primo. Edizioni Vidyananda

L’insegnamento giunge solo a indicare la via; ma la visione sarà di colui che avrà voluto vedere. … E’ necessario che l’occhio si faccia uguale all’oggetto per accostarsi a contemplarlo. … Il tuo occhio interiore ha dinnanzi a se una grande bellezza. Ma se cerchi di contemplarla con un occhio ammalato o non pulito, o debole, avrai troppa poca energia per vedere gli oggetti più brillanti e non vedrai nulla, anche se sei dinnanzi ad un oggetto che può essere visto.

Sophia – Plotino. (Commento: qui Sophia potrebbe essere quindi intesa come la saggezza di colui che osserva con occhio singolo, lo stesso che talvolta si scorge durante la meditazione).

Quando la mente si concentra,prima o poi si manifesta un segno.
Questo non e’ per tuttiil medesimo.
Per alcuni potra’ essere una forma come una stella,un diadema di gemmeo un filo di perle.
Altri lo avvertiranno come un fior di loto,la ruota di un carro,il disco della luna,il disco del sole.
Se appare un segno luminoso,non bisogna cominciare a pensarci ne’ dargli attenzione diretta.
Il segno e’ originato dalla percezione.
Percio’ bisogna capire che appare diverso a causa della differenza di percezione.

(Visuddhi Magga)

Non identificatevi … siate un testimone, un osservatore. Allora, se vi riesce di essere testimoni, sarete focalizzati nel terzo occhio. … anche l’opposto è possibile. Se siete focalizzati nel terzo occhio, diventerete un testimone.
… focalizzati nel centro del terzo occhio la vostra immaginazione diventa potente, efficace. Ecco perché si è insistito così tanto sulla purezza …

Rajneesh (Osho) – Il libro dei segreti, Bompiani, 1978, p. 90 e seg.

Lo spazio tra i nostri due occhi (terzo occhio) non è uno spazio delimitato nel vostro corpo fisico. E’ lo spazio infinito che è penetrato in voi. Una volta che questo spazio venga conosciuto, non sarete più la stessa persona. Non appena conoscerete questo spazio interiore, avrete conosciuto l’immortale. Allora non c’è più alcuna morte.

Rajneesh (Osho) – Il libro dei segreti, Bompiani, 1978, p. 217

Se per un’ora al giorno fissi una fiamma e pratichi questa tecnica per alcuni mesi, il tuo terzo occhio inizia a funzionare alla perfezione. Diventi più attento, più luminoso.

Rajneesh (Osho) – Il libro arancione, Mediterranee, 1983, p.109

I Maestri indù hanno insegnato che, per conquistare la più profonda conoscenza, bisogna focalizzare lo sguardo attraverso l’onnisciente occhio spirituale. Quando ci si concentra fortemente, anche chi non sia uno yoghi aggrotta la fronte nel punto fra le sopracciglia: il centro della concentrazione e dello sferico occhio spirituale, sede dell’intuizione dell’anima. Questa è la vera “sfera di cristallo” in cui guarda lo yoghi per apprendere i segreti dell’universo. Coloro che andranno abbastanza profondo nella loro concentrazione penetreranno quel “terzo occhio” e vedranno Dio. I ricercatori della verità dovrebbero perciò sviluppare la facoltà di proiettare la loro percezione attraverso l’occhio spirituale. La pratica dello Yoga aiuta l’aspirante ad aprire l’occhio singolo della coscienza intuitiva.
L’intuizione, o conoscenza diretta, non dipende da alcun dato fornito dai sensi. Per questo la facoltà intuitiva è spesso chiamata il “sesto senso”. Tutti hanno questo sesto senso, ma la maggior parte delle persone non lo sviluppa. Tuttavia, quasi tutti hanno avuto qualche esperienza intuitiva, forse l’intuizione che una determinata cosa sarebbe dovuta accadere, sebbene non ci fosse alcun segno percepibile dai sensi a indicarlo.

Paramahansa Yogananda, L’eterna ricerca dell’uomo. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1980, p. 31-32

Signore, esiste un metodo scientifico, oltre il Kriya, che può portare un devoto a Dio?, s’informò uno studente.”Si”, disse il Maestro. “Una via rapida e sicura che porta all’infinito è quella di tenere la propria attenzione fissa nel centro della Coscienza Cristica fra le sopracciglia”.

Paramahansa Yogananda, Il Maestro disse. Roma, Astrolabio-Ubaldini Editore, 1970, p. 66

Coloro i quali non meditano regolarmente e profondamente sono irrequieti, ovunque essi meditino, e rinunciano dopo un breve sforzo. Ma se voi fate uno sforzo più grande, giorno dopo giorno, verrà l’abilità di immergervi più profondamente. Io non debbo fare alcuno sforzo, adesso; il mondo intero sparisce istantaneamente, quando chiudo i miei occhi e fisso istantaneamente il Centro Cristico (l’occhio spirituale, nella fronte fra le ciglia).
(Paramahansa Yogananda

Ora, vedete, nessun Gesù Cristo viene dall’esterno dentro la visione di nessuno. Nessun Rama, Nessun Krishna, nessun Buddha, nessun Baba Faqir si manifesta da fuori a nessuno. Queste visioni sono fenomeni provocati dalle impressioni e dalle suggestioni che il devoto ha già accolto nella propria mente. Queste impressioni e suggestioni gli appaiono come un sogno. Ma nessuno viene da fuori. Questa è la pura verità.
(Baba Faqir Chand, 1886-1981)

Gli illusi non vedono l’anima quando lascia il corpo e nemmeno quando ci abita dentro. Non si può veder l’anima mentre si gode degli oggetti dei sensi o si agisce mossi dall’attaccamento alle passioni, all’ignoranza o alla purezza. Solo coloro che hanno l’occhio della saggezza vedono.

(Bhagavad Gita 15:10)

Se uno tenesse la propria mente costantemente concentrata nel punto fra le sopracciglia (nel Centro Cristico), vedesse l’occhio spirituale e gli comandasse di ricaricare il corpo d’energia, esso lo farebbe. Facendo questo, la gente smetterebbe d’invecchiare

Paramahansa Yogananda – Alomentazione Yoga – Edizioni Vidyananda

Il terzo occhio non fa parte del corpo fisico, ma del corpo sottile, il secondo corpo, quello interiore.

Osho – I segreti della trasformazione, Bompiani, 2000, p. 150

Quando il terzo occhio si apre per la prima volta, il buio sparirà, e ci sarà luce, una luce senza sorgente. … Per questo le Upanishad dicono che Dio non è come il sole o una fiamma. E’ una luce senza sorgente.

Osho – I segreti della trasformazione, Bompiani, 2000, p. 169, 170

La prima delle otto vie fondamentali del Nobile ottuplice sentiero è la Retta Visione per cui si contempla la realtà così com’è, senza inquinarla coi propri complessi inconsci, abitudini inveterate, pregiudizi, ripugnanze innate, limitazioni caratteriali, memoria automatica ecc.

Le altre vie sono: retto pensiero, retta parola o retto modo di parlare, retta azione o karma, retto comportamento o modo di guadagnarsi la vita, retto sforzo, retta consapevolezza, retta concentrazione o samadhi.

Secondo un moderno maestro occidentale, qui l’aggettivo retto non è usato come contrapposto a sbagliato, secondo il comune modo di pensare dualistico, ma si potrebbe tradurre come “non”, non concetto, non visione. “Eliminando tutti i concetti, si ottiene la retta visione. Procedendo di un passo si elimina anche la non visione.” (Bernie Glassman, “Cerchio Infinito” p. 57, Oscar Mondatori).

“Vedete la pagliuzza nell’occhio del fratello ma non la trave nel vostro. Quando vi sarete tolti la trave dagli occhi allora sarete in grado di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello” (Tommaso, 26).

I concetti sono quelli che distolgono la Retta Visione, i pre-giudizi, i pre-concetti, le idee pre-formate. Tutti guardiamo il mondo attraverso queste lenti deformanti ma non ce ne accorgiamo. Siamo però molto bravi a vedere le lenti, anche piccole, negli occhi degli altri. I nostri concetti, i nostri giudizi sono quelli giusti, quelli veri, quelli saggi; poverino il vicino o il fratello che è costretto a guardare con quella pagliuzza che lo disturba e gli deforma la vista.

Ma “quando vi sarete tolti la trave dagli occhi allora sarete in grado di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello” perché quando cominciamo a vedere rettamente, cioè a vedere eliminando tutti i concetti, aiutiamo tutti coloro che ci sono vicini: fino a quando, però, non vedremo quanto grande sia la trave che ci portiamo dentro l’occhio e in che modo deformato guardiamo il mondo e gli altri, continueremo a sproloquiare di giusto e sbagliato, bianco e nero, morale e non morale e tutti i difetti li vedremo nell’occhio del nostro fratello.

“Il sesto patriarca disse: – Io vedo e non vedo -. Allora Shen-hui chiese: – Maestro, cosa significa “vedere” e “non vedere”? – Il maestro disse: – Io vedo. Vedo sempre le mie trasgressioni e i miei difetti. Per questo dico che vedo. Non vedo. Nel mondo non vedo le trasgressioni e le colpe degli altri. Per questo vedo e non vedo -. (citato in “La Mente allo specchio”, a cura di Leonardo Vittorio Arena, Oscar Mondatori, p.188).


Pure eye – right view

 

Excluding the outside world, his gaze fixed between the eyebrows, the breathing regular tributaries and effluents that flow through the nostrils, with senses, mind and intellect under control, came to the goal of liberation, the muni (sage) cast away desire, fear and anger, is always free.

Bhagavad Gita (V, 27,28)

“Therefore if thine eye be single, thy whole body shall be enlightened.”
(Matthew, 6, 22)

(can be assumed that the oldest Bible say its “single eye” form that is in the Bible of Martin Luther and even today in Greek and English translations. Later on, not understanding the true meaning of the word, the translators changed ” single “in” simple “and then again in” pure “NDT). During deep meditation, or spiritual eye becomes visible only in the middle of the forehead. The records relate in many ways this all-knowing eye: as the third eye, Star of the East, the inner eye, the dove descending from heaven, the eye of Shiva, the eye of intuition, and so on.

Paramahansa Yogananda, Autobiography of a Yogi. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1971, p. 153

The physical body has two eyes – positive and negative – because of the law of relativity. The astral body has only one eye, variously called: spiritual eye, single eye (from the Christian Bible), third eye (from the Hindu Bible), Eastern Star, star of wisdom, the dove descending from heaven, inner eye, eye intuitive eye of Shiva, they see the star through essays, etc.. When he was baptized by the Holy Spirit, Jesus perceived it as a cosmic sound or Heaven, and saw the spiritual eye as a dove.

The Gospel of Jesus according to Paramhansa Yogananda. Volume first. Editions Vidyanand

The teaching comes only to show the way, but the vision will be the one who wanted to see. … And ‘necessary that the eye is equal to the face of approaching to contemplate. … Your inner eye has before him a great beauty. But if you try to contemplate it with an eye on sick or not clean, or weak, you have too little energy to see the brightest objects and do not see anything, even if you’re in front of an object which can be seen.

Sophia – Plotinus. (Comment: Sophia here could thus be seen as the wisdom of the observer with a single eye, the same can be seen that sometimes during meditation).

When the mind is focused, sooner or later it shows a sign.
This is not ‘for allThe same.
For some you can ‘be a shape like a star, a tiara gemmeo a string of pearls.
Others will feel like a lotus, the wheel of a wagon, the disc of the moon, the sun’s disc.
If you see a bright sign, do not start thinking about it ‘to give direct attention.
The sign and ‘originated from the perception.
Therefore ‘we must understand that it is different because of the difference in perception.

(Visuddhi Magga)

Do not identify … Be a witness, an observer. So, if you can bear witness, you will be focused in the third eye. … The opposite is also possible. If you are focused in the third eye, you become a witness.
… third eye focused in the center of your imagination becomes a powerful and effective. That’s why we have insisted so much on the purity …

Rajneesh (Osho) – The Book of Secrets, Bompiani, 1978, p. 90 et seq.

The space between our two eyes (third eye) is not a designated area in your physical body. E ‘infinite space that has penetrated you. Once this space is known, you will not be the same person. As soon as you know this inner space, you know the immortal. So there’s no death.

Rajneesh (Osho) – The Book of Secrets, Bompiani, 1978, p. 217

If one hour a day set a fire and practice this technique for several months, your third eye begins to work perfectly. You become more alert, brighter.

Rajneesh (Osho) – The Orange Book, Mediterranee, 1983, p.109

The Hindu masters have taught that in order to gain the deeper knowledge, you must focus your gaze through the omniscient spiritual eye. When you focus strongly, even those who are not a yogi frowns at the point between the eyebrows, the center of the concentration and the spiritual eye ball, the seat of the intuition of the soul. This is the real “crystal ball” in which the yogi looking to learn the secrets of the universe. Those who go deep enough in their concentration will penetrate the “third eye” and I see God seekers of truth should therefore develop the ability to project their perception by the spiritual eye. The practice of Yoga helps the aspirant to open the single eye of intuitive consciousness.
The intuition, or direct knowledge, does not depend on any information provided by the senses. For this reason, the intuitive faculty is often called the “sixth sense”. Everyone has this sixth sense, but most people do not develop it. However, almost everyone has had some experience intuitive, perhaps the intuition that a certain thing was supposed to happen, although there was no sign to indicate perceptible to the senses.

Paramahansa Yogananda, The eternal human search. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1980, p. 31-32

Lord, there is a scientific method, as well as the Kriya, which can lead a devotee to God?, He asked one student. “Yes,” said the Master. “A quick and safe way that takes forever is to keep its attention fixed in the center of Christ Consciousness between the eyebrows.”

Paramahansa Yogananda, The Master said. Rome, Astrolabe-Ubaldini Publisher, 1970: 66

Those who do not meditate regularly and are deeply restless, wherever they meditate and give up after a short effort. But if you make a greater effort, day after day, will be the ability to dive deeper. I should not make any effort, now, the whole world disappears instantly, when I close my eyes and instantly fixed the Christ center (the spiritual eye, the forehead between the eyebrows).
(Paramahansa Yogananda

Now, you see, no Jesus Christ is outside the vision of anyone inside. Rama No, no Krishna, no Buddha, no Baba Faqir is obvious to anyone outside. These visions are phenomena caused by the impressions and suggestions that the devotee has already accepted in his own mind. These impressions and suggestions to appear like a dream. But no one from outside. This is the truth.
(Baba Faqir Chand, 1886-1981)

The deluded do not see when the soul leaves the body and even when we live within. You can not see the soul while you enjoy the sense objects or acts motivated by an adherence to the passions, ignorance or purity. Only those who have seen the wisdom eye.

(Bhagavad Gita 15:10)

If one held one’s mind constantly focused at the point between the eyebrows (the Christ center), the spiritual eye could see, and commanded him to recharge the body of energy, it would. By doing this, people would stop getting old

Paramahansa Yogananda – Alomentazione Yoga – Edizioni Vidyanand

The third eye is not part of the physical body, but the subtle body, the second body, the inner one.

Osho – The secrets of transformation, Bompiani, 2000, p. 150

When the third eye opens for the first time, the darkness will disappear, and there will be light, a light without a source. … This is why the Upanishads say God is not like the sun or a flame. It ‘s a light without a source.

Osho – The secrets of transformation, Bompiani, 2000, p. 169, 170

The first of the eight basic ways of the Noble Eightfold Path is the right understanding for which we contemplate reality as it is, without polluting it with their own complex unconscious, ingrained habits, prejudices, innate repugnance, character restrictions, automatic memory etc..

Other ways are: right thought, right speech and right way of speaking, right action, or karma, right conduct or way of earning a living, right effort, right mindfulness, right concentration or samadhi.

According to a Western modern master, here the right adjective is not used as opposed to wrong, according to the common dualistic way of thinking, but could be translated as “no”, no concept, no vision. “By removing all the concepts, you get the right view. Going a step will also remove the non-vision. “(Bernie Glassman,” Infinite Circle “p. 57, Oscar Mondadori).

“You see the mote in your brother but not the beam in yours. When you removed the beam from his eyes then you will be able to take the speck out of his brother (Thomas 26).

The concepts are those who turn aside the right understanding, the prejudices, pre-concepts, pre-formed ideas. All these we see the world through distorting lenses but do not realize it. However, we are very good at seeing the slow, however small, in the eyes of others. Our concepts, our judgments are the right ones, real ones, wise ones, the poor or near his brother who is forced to watch with the straw that disturbs and distorts the view.

But “when you have removed the beam from his eyes then you will be able to take the speck out of his brother” because when we begin to see rightly, that eliminating all concepts see, we help all those who are close to us: as long as However, we do not see how big the beam that we carry inside the eye and how warped look at the world and others, continue to rant about right and wrong, black and white, moral and not moral flaws and all them we will see in the eye of our brother.

“The Sixth Patriarch said: – I see and I do not see -. Shen-hui, then asked: – Master, what does “see” and “not see”? – The master said: – I see. I always see my transgressions and my faults. For this reason I say that I see. I can not wait. In the world I do not see the transgressions and sins of others. To see this and I do not see -. (Quoted in “The Mind of the mirror,” by Leonardo Vittorio Arena, Oscar Mondadori, p.188).

Tom Petty greatest hits


[youtube https://www.youtube.com/watch?v=TsH4CrwExCQ&list=PLupOSjd2mAJDGEqaZeac4zWVQtJyFQRQY]

Thomas Earl Petty è nato a Gainesville, in Florida, e non aveva nessuna aspirazione musicale finché Elvis Presley non visitò la sua città natale. Dopo aver fatto parte di alcune band come The Sundowners, The Epics, e Mudcrutch (di cui facevano parte i futuri membri degli Heartbreakers Mike Campbell e Benmont Tench) inizia la sua carriera discografica come Tom Petty & the Heartbreakers, quando la band irrompe nella scena musicale nel 1976 con l’album omonimo di debutto. La canzoneBreakdown, pubblicata come singolo, entra nella Top 40 nel 1977.

Il secondo album You’re Gonna Get It! uscito nel 1978 conferma le buone musicalità dell’album di debutto, ma i singoli tratti da questo album (Listen To Her Heart e I Need To Know non ripetono il successo di Breakdown. Petty stesso racconta che in quel periodo erano considerati troppo hard per gli amanti del mainstream e troppo soft per i punk.

Nel periodo successivo la sua casa discografica fallisce, scatenando l’apertura di una causa giudiziaria con la nuova per la proprietà dei diritti d’autore delle sue canzoni. Petty finanzierà le spese della causa con un nuovo tour chiamato appunto Lawsuite Tour. In questo stato precario nasce il suo album di maggior successo, Damn the Torpedoes, che raggiunge negli USA il triplo platino. L’album successivo, Hard Promises, ottiene un buon giudizio di critica, ma un minor successo di pubblico, risultando tuttavia un buon lavoro.

Sul suo quinto album Long After Dark (1982), il bassista Ron Blair è sostituito da Howie Epstein, che completa la line-up degli Heartbreakers. Petty in quel periodo ha problemi di stress dovuto al successo e si prende un periodo di pausa dalle scene.

Con il suo album del ritorno Southern Accents (1985) Tom Petty & The Heartbreakers ricominciano lì da dove avevano interrotto. Secondo il progetto iniziale il disco doveva essere doppio, avendo una parte più acustica dedicata alla riscoperta del sud degli Stati Uniti e una parte più sperimentale alla quale collabora Dave Stewart. Durante le registrazioni si verificano problemi e Petty a, causa della frustrazione, si frattura la mano sinistra, tirando un pugno contro il muro. Per questo incidente l’artista non potrà suonare la chitarra per circa otto mesi e questo farà tramontare del tutto l’idea dell’album doppio. Il singolo tratto dall’album èDon’t Come Around Here No More prodotto da Dave Stewart, il video della canzone vede Tom vestito come il Cappellaio Matto dal libro Alice nel Paese delle Meraviglie.

Il tour è un successo, e verrà documentato sull’album Pack Up The Plantation: Live! (1986). Le capacità live della band vengono ulteriormente confermate quando Bob Dylan invita Tom Petty & the Heartbreakers a unirsi a lui durante il True Confessions Tour attraverso USA, Australia, Giappone nel (1986) ed Europa nel (1987).

Durante il 1987, il gruppo incide anche l’album Let Me Up (I’ve Had Enough), un album in studio che presenta sonorità assimilabili a quelle di un album dal vivo, registrato utilizzando tecniche prese in prestito da Bob Dylan. L’album include Jammin’ Me, che Petty scrive con Dylan.

Prima di Full Moon Fever, Lynne e Petty lavorano insieme nella all-stars band Traveling Wilburys, nella quale sono presenti anche Bob Dylan, George Harrison e Roy Orbison.[1] I Traveling Wilburys nascono per gioco per registrare il lato B di un singolo di George Harrison, ma Handle with Care, la canzone che ne viene fuori, è considerata troppo valida per essere relegata sul lato B di un singolo e infatti ha un tale successo che i membri decidono di registrare un intero album. Traveling Wilburys Vol. 1 esce nel 1988 ma pochi mesi dopo la morte improvvisa di Roy Orbison fa calare un’ombra sul successo dell’album, visto anche che Del Shannon, con il quale il gruppo avrebbe intenzione di sostituirlo, si suicida. Nonostante ciò un secondo album, curiosamente chiamato Traveling Wilburys Vol. 3 segue nel 1990.

Nel 1989, Petty registra Full Moon Fever, solo nominalmente un progetto solista, infatti altri membri degli Heartbreakers e altri musicisti famosi partecipano alla produzione. Mike Campbell co-produce l’album con Petty e Jeff Lynne. Il disco raggiunge la Top Ten della rivista Billboard e vi rimane per più di 34 settimane, raggiungendo il triplo disco di platino, insieme ai singoli I Won’t Back Down, Free Fallin’ e Runnin’ Down A Dream.

Petty si riunisce con gli Heartbreakers per l’album successivo, Into the Great Wide Open nel 1991. È prodotto di nuovo da Jeff Lynne e include i singoli Learning to Fly e la title-track Into the Great Wide Open, che vede gli attori Johnny Depp, Gabrielle Anwar e Faye Dunaway nel video.

Nel 1994, Petty registra il suo secondo album solista, Wildflowers prodotto da Rick Rubin, che include i singoli You Don’t Know How It Feels, You Wreck Me, It’s Good to Be King, A Higher Place e Honey Bee. Petty considera questo uno dei suoi album più riusciti, parere condiviso anche dalla critica.

Due anni dopo 1996 realizza la colonna sonora del film Il senso dell’amore del regista Edward Burns. Nominato direttore artistico del progetto, non riusce però a trovare nessun altro musicista disposto a fornirgli brani validi e decide quindi di usare insieme alle canzoni nuove composte per l’occasione, anche brani non usati nel disco precedente.

Dovranno passare ancora tre anni, periodo travagliato del divorzio dalla prima moglie, prima che esca il successivo album in studio Echo, con cui Petty ottiene un buon successo soprattutto negli USA. Nonostante in questo periodo conosca Dana, quella che diventerà la sua seconda moglie, l’album ha testi molto tristi e sofferti.

Dopo che nel 2000 esce un’altra antologia in doppio CD, nel 2002 esce The Last DJ, in cui parte dei testi esprimono una critica all’industria discografica, che a suo parere schiaccia la vera arte per cercare solo l’utile economico. La critica musicale non è tenera e giudica l’album il peggiore in assoluto della sua carriera, giudizio senz’altro severo visto che il disco benché sia distante dai picchi della sua produzione, resta un disco ascoltabile con qualche pezzo discreto. L’artista stesso si stupirà di come tutte le critiche siano rivolte ai testi senza nessun accenno alla qualità delle canzoni.

Il 24 luglio 2006 è uscito Highway Companion, nuovo album solista dell’artista, realizzato nuovamente con Jeff Lynne e il fido Mike Campbell.[2] L’album prodotto come l’album solista Wildflower del 1994 da Rick Rubin, è il primo inciso per la American Recordings, etichetta del produttore stesso, che fa parte della Warner con la quale Tom Petty incide da più di dieci anni. Si tratta di un album certamente migliore da un punto di vista musicale rispetto al precedente anche se certi capolavori sembrano oramai irripetibili. 

Nella primavera del 2008 Tom Petty riunisce la sua prima band, i Mudcrutch, con cui non aveva mai inciso alcun disco e pubblica l’album Mudcrutch, che stilisticamente non si discosta troppo dalle sue recenti produzioni.

Nel giugno 2010 Petty pubblica, nuovamente con gli Heartbrakers, l’album Mojo, seguito nel luglio 2014 da Hypnotic Eye.

http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Petty

 

Thomas EarlTomPetty (born October 20, 1950) is an American musician, singer, songwriter, multi-instrumentalist, and record producer. He is best known as the lead vocalist of Tom Petty and the Heartbreakers, but is also known as a member and co-founder of the late 1980s supergroup the Traveling Wilburys (under the pseudonymsof Charlie T. Wilbury, Jr. and Muddy Wilbury) and Mudcrutch.

He has recorded a number of hit singles with the Heartbreakers and as a solo artist, many of which remain heavily played on adult contemporary and classic rock radio. His music has been classified as rock and roll, heartland rock and even stoner rock. His music, and notably his hits, have become popular among younger generations as he continues to host sold-out shows.[1] Throughout his career, Petty has sold more than 80 million records worldwide, making him one of the best-selling music artists of all time.[2] In 2002, he was inducted into the Rock and Roll Hall of Fame.

http://en.wikipedia.org/wiki/Tom_Petty

Comunicare



Comunicare

Comunicare è dar vita a un sogno, respiro all’anima che viaggia per raggiungere atmosfere d’infinito.

Mettere le ali ai pensieri e lasciarli catturare da chi 

li intreccia ai tuoi, desiderando accendere emozioni.

Prendere colori e spargerli nel vento, che possa

restituire senso a quello che era chiuso e diventa libero.

Comunicare è desiderio di donare quello che attraverso le parole ed il suono sparsi intorno, non ti appartiene più.

Comunicare è fare il nido nei pensieri di chi t’accoglie con un sorriso e ti ha aperto il cuore.

18.11.2002 Poetyca

Communicate

To communicate is to give life to a dream, breathing soul who travels to reach the infinite atmospheres.

Give wings to the thoughts and let them capture those who

weaves them to yours, wishing to turn emotions.

Take color and scatter in the wind, which can

give meaning to that which was closed and becomes free.

Communicate what you wish to donate through the words and the sound spread around, no longer belongs to you.

To communicate is to make nests in the thoughts of those who t’accoglie with a smile and you opened your heart.

18.11.2002 Poetyca

I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh


buddha1

I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh
Il Primo Addestramento: Apertura
Consapevoli della sofferenza creata dal fanatismo e dall’intolleranza, siamo determinati a non idolatrare e a non vincolarci a nessuna dottrina, teoria o ideologia, neppure a quelle buddhiste. Gli insegnamenti buddhisti sono guide che ci aiutano a imparare il guardare in profondità e a sviluppare comprensione e compassione. Non sono dottrine per cui combattere, uccidere o morire.

Il Secondo Addestramento: Non Attaccamento alle Opinioni
Consapevoli della sofferenza creata dall’attaccamento alle opinioni e alle percezioni erronee, siamo determinati a non avere una mente ristretta, legata alle opinioni attuali. Impareremo e praticheremo il non attaccamento alle opinioni, per essere aperti alla visione profonda e alle esperienze degli altri. Siamo consapevoli che la conoscenza del momento non è l’immutabile e assoluta verità. La verità si trova nella vita e noi osserveremo la vita dentro e intorno a noi in ogni momento, pronti a imparare da essa.

Il Terzo Addestramento: Libertà di Pensiero
Consapevoli della sofferenza che causiamo imponendo le nostre opinioni, ci impegniamo a non forzare gli altri, neppure i nostri figli, ad adottare le nostre opinioni con alcun mezzo: autorità, minacce, denaro, propaganda o indottrinamento. Rispetteremo il diritto degli altri di essere diversi e di scegliere in cosa credere e come decidere. Tuttavia, con il dialogo compassionevole, aiuteremo gli altri a rinunciare al fanatismo e alla ristrettezza mentale.

Il Quarto Addestramento: Consapevolezza della Sofferenza
Consapevoli che guardare in profondità la natura della sofferenza ci aiuta a sviluppare la compassione e a trovare modi per uscire dalla sofferenza, siamo determinati a non fuggire e a non chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza. Ci impegniamo a trovare modi, compresi contatti personali, immagini e suoni, per stare con coloro che soffrono, per capirne profondamente la situazione e aiutarli a trasformare la sofferenza in compassione, pace e gioia.

Il Quinto Addestramento: Vita Semplice e Sana
Consapevoli che la vera felicità si fonda sulla pace, la stabilità, la libertà e la compassione, siamo determinati a non porci come scopo della vita la fama, il profitto, il benessere o il piacere sensuale, a non accumulare ricchezza, mentre ci sono milioni di esseri che hanno fame e muoiono. Ci impegniamo a vivere con semplicità e a condividere tempo, energia e risorse materiali con chi ne ha bisogno. Praticheremo il consumo consapevole, non usando alcol, droghe o altri prodotti che introducano tossine in noi stessi, così come nel corpo e nella coscienza collettivi.

Il Sesto Addestramento: Prendersi Cura della Rabbia
Consapevoli che la rabbia blocca la comunicazione e crea sofferenza, siamo determinati a prenderci cura dell’energia della rabbia quando sorge e a riconoscerne e trasformarne i semi che giacciono nel profondo delle nostre coscienze. Quando sorge la rabbia, siamo determinati a non fare e a non dire nulla, praticando invece il respiro consapevole e la meditazione camminata, per riconoscere , abbracciare e guardare in profondità la rabbia. Impareremo a guardare con gli occhi della compassione coloro che pensiamo siano la causa della nostra rabbia.

Il Settimo Addestramento: Dimorare Felicemente nel Momento Presente
Consapevoli che la vita è disponibile solo nel momento presente e che è possibile vivere felicemente qui e ora, ci impegniamo ad addestrarci per vivere profondamente ogni momento della nostra vita quotidiana. Non ci faremo trasportare dai rimpianti del passato, dalle preoccupazioni per il futuro, o dall’avidità, dalla rabbia e dalla gelosia nel presente. Siamo determinati ad imparare l’arte del vivere consapevole, entrando in contatto con gli elementi meravigliosi, vitali e salutari che esistono in noi e intorno a noi, e nutrendo i semi di gioia, pace, amore e comprensione in noi stessi, per facilitare il lavoro di trasformazione e di guarigione della nostra coscienza.

L’Ottavo Addestramento: Comunità e Comunicazione
Consapevoli che la mancanza di comunicazione porta sempre divisione e sofferenza, ci impegniamo ad addestrarci nella pratica dell’ascolto compassionevole e della parola amorevole. Impareremo ad ascoltare in profondità, senza giudicare o reagire, e ci asterremo dal pronunciare parole che possano causare discordia o divisioni nella comunità. Faremo ogni sforzo per mantenere aperta la comunicazione e per ricomporre e risolvere tutti i conflitti, per quanto piccoli.

Il Nono Addestramento: Parola Veritiera e Amorevole
Consapevoli che le parole possono creare sofferenza o felicità, ci impegniamo a imparare a parlare in modo veritiero e costruttivo, usando solo parole che ispirino speranza e fiducia. Siamo determinati a non dire il falso per salvare interessi personali o per impressionare gli altri e a non pronunciare parole che causino divisione e odio. Non diffonderemo notizie di cui non siamo certi e non condanneremo cose di cui non siamo sicuri. Faremo del nostro meglio per denunciare situazioni di ingiustizia, anche quando ciò minacci la nostra incolumità.

Il Decimo Addestramento: Proteggere il Sangha
Consapevoli che l’essenza e lo scopo di un Sangha è la pratica della comprensione e della compassione, ci impegniamo a non usare la comunità buddhista per profitto personale e a non trasformare la nostra comunità in uno strumento politico. Tuttavia, una comunità spirituale dovrebbe prendere una chiara posizione contro l’oppressione e l’ingiustizia e dovrebbe lottare per cambiare la situazione, senza impegnarsi in conflitti di parte.

L’Undicesimo Addestramento: Retti Mezzi di Sostentamento
Consapevoli che l’ambiente e la società hanno subìto grandi violenze e ingiustizie, ci impegniamo a non vivere di una professione dannosa per gli esseri umani e per la natura. Faremo del nostro meglio per scegliere un mezzo di sostentamento che aiuti a realizzare il nostro ideale di comprensione e di compassione. Consapevoli dell’economia globale e della realtà politica e sociale, ci comporteremo in modo responsabile come consumatori e come cittadini, non investendo in aziende che privino gli altri della possibilità di vivere.

Il Dodicesimo Addestramento: Rispetto per la Vita
Consapevoli che molta sofferenza viene causata da guerre e conflitti, siamo determinati a coltivare la nonviolenza, la comprensione e la compassione nelle nostre vite quotidiane, per promuovere l’educazione alla pace, la mediazione consapevole e la riconciliazione nelle famiglie, nelle comunità, nelle nazioni e nel mondo. Siamo determinati a non uccidere e a non permettere che altri uccidano. Con il nostro Sangha praticheremo diligentemente il guardare in profondità, per scoprire modi migliori per proteggere la vita e prevenire la guerra.

Il Tredicesimo Addestramento: Generosità
Consapevoli della sofferenza causata da sfruttamento, ingiustizia sociale, furto e oppressione, ci impegniamo a coltivare la gentilezza amorevole e ad imparare modi per favorire il benessere di persone, animali, piante e minerali. Praticheremo la generosità, condividendo tempo, energie e risorse materiali con coloro che ne hanno bisogno. Siamo determinati a non rubare e a non possedere nulla che appartenga ad altri. Rispetteremo la proprietà altrui, ma cercheremo di impedire che altri traggano profitto dalla sofferenza umana e dalla sofferenza di altri esseri.

Il Quattordicesimo Addestramento: Retta Condotta
Consapevoli che le relazioni sessuali motivate dall’avidità non riescono a dissipare il sentimento di solitudine, ma creano maggior sofferenza, frustrazione e isolamento, siamo determinati a non intraprendere relazioni sessuali senza reciproca comprensione, amore e impegno a lungo termine. Nelle relazioni sessuali dobbiamo essere consapevoli della sofferenza che potremmo causare in futuro. Sappiamo che, per proteggere la felicità nostra e degli altri, dobbiamo rispettare i diritti e gli impegni nostri e degli altri. Faremo tutto quanto è in nostro potere per proteggere i bambini dagli abusi sessuali e per proteggere coppie e famiglie dalle rotture dovute a una condotta sessuale scorretta. Tratteremo il nostro corpo con rispetto e conserveremo le energie vitali (del sesso, del respiro e dello spirito) per la realizzazione del nostro ideale di bodhisattva. Saremo pienamente consapevoli della responsabilità di nuove vite e mediteremo sul mondo in cui intendiamo fare nascere nuovi esseri.

Thich Nhat Hanh

Monaco zen vietnamita, poeta e costruttore di pace, è oggi insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo.

Nato in Vietnam centrale nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha operato fin dalla sua giovinezza affinché il buddhismo portasse pace, riconciliazione e fratellanza nella società. Testimone delle devastazioni portate nel suo Paese dalla guerra, ha avuto chiara la percezione che il buddhismo non poteva rinchiudersi nei templi disinteressandosi delle vicende umane ma era chiamato ad agire con equanimità, compassione ed efficacia e portare alle persone aiuti concreti, insieme a insegnamenti e sostegno spirituale.

Nel 1964, durante la guerra in Vietnam, ha dato vita a uno dei movimenti di resistenza nonviolenta più significativi del secolo, i Piccoli Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico.

Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, già costretto all’esilio, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese. Stabilitosi in Francia, nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l’arte di vivere in consapevolezza. Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam, accompagnato da un folto gruppo di monaci e laici, per un viaggio di riconciliazione e insegnamenti.

Conduce ogni anno in tutto il mondo ritiri sull’arte di vivere in consapevolezza, ai quali partecipano migliaia di persone. Ha guidato ritiri speciali per reduci americani della guerra nel Vietnam, per parlamentari statunitensi, per psicoterapeuti, per artisti, per attivisti ambientalisti e per gruppi di praticanti israeliani e palestinesi.
I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue. Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori e Neri Pozza.

Maggiori informazioni su di lui e sulla sua comunità possono essere trovate su www.plumvillage.org (in inglese) e sul sito www.esserepace.org (in italiano).

tay

The Fourteen Mindfulness Trainings Introduction
(from Interbeing by Thich Nhat Hanh)

1. The First Mindfulness Training: Openness
Aware of the suffering created by fanaticism and intolerance, we are determined not to be idolatrous about or bound to any doctrine, theory, or ideology, even Buddhist ones. Buddhist teachings are guiding means to help us learn to look deeply and to develop our understanding and compassion. They are not doctrines to fight, kill, or die for.

2. The Second Mindfulness Training: Nonattachment from Views
Aware of the suffering created by attachment to views and wrong perceptions, we are determined to avoid being narrow-minded and bound to present views. We shall learn and practice nonattachment from views in order to be open to others’ insights and experiences. We are aware that the knowledge we presently possess is not changeless, absolute truth. Truth is found in life, and we will observe life within and around us in every moment, ready to learn throughout our lives.

3. The Third Mindfulness Training: Freedom of Thought
Aware of the suffering brought about when we impose our views on others, we are committed not to force others, even our children, by any means whatsoever – such as authority, threat, money, propaganda, or indoctrination – to adopt our views. We will respect the right of others to be different and to choose what to believe and how to decide. We will, however, help others renounce fanaticism and narrowness through practicing deeply and engaging in compassionate dialogue.

4. The Fourth Mindfulness Training: Awareness of Suffering
Aware that looking deeply at the nature of suffering can help us develop compassion and find ways out of suffering, we are determined not to avoid or close our eyes before suffering. We are committed to finding ways, including personal contact, images, and sounds, to be with those who suffer, so we can understand their situation deeply and help them transform their suffering into compassion, peace, and joy.

5. The Fifth Mindfulness Training: Simple, Healthy Living
Aware that true happiness is rooted in peace, solidity, freedom, and compassion, and not in wealth or fame, we are determined not to take as the aim of our life fame, profit, wealth, or sensual pleasure, nor to accumulate wealth while millions are hungry and dying. We are committed to living simply and sharing our time, energy, and material resources with those in need. We will practice mindful consuming, not using alcohol, drugs, or any other products that bring toxins into our own and the collective body and consciousness.

6. The Sixth Mindfulness Training: Dealing with Anger
Aware that anger blocks communication and creates suffering, we are determined to take care of the energy of anger when it arises and to recognize and transform the seeds of anger that lie deep in our consciousness. When anger comes up, we are determined not to do or say anything, but to practice mindful breathing or mindful walking and acknowledge, embrace, and look deeply into our anger. We will learn to look with the eyes of compassion at ourselves and at those we think are the cause of our anger.

7. The Seventh Mindfulness Training: Dwelling Happily in the Present Moment
Aware that life is available only in the present moment and that it is possible to live happily in the here and now, we are committed to training ourselves to live deeply each moment of daily life. We will try not to lose ourselves in dispersion or be carried away by regrets about the past, worries about the future, or craving, anger, or jealousy in the present. We will practice mindful breathing to come back to what is happening in the present moment. We are determined to learn the art of mindful living by touching the wondrous, refreshing, and healing elements that are inside and around us, and by nourishing seeds of joy, peace, love, and understanding in ourselves, thus facilitating the work of transformation and healing in our consciousness.

8. The Eighth Mindfulness Training: Community and Communication
Aware that lack of communication always brings separation and suffering, we are committed to training ourselves in the practice of compassionate listening and loving speech. We will learn to listen deeply without judging or reacting and refrain from uttering words that can create discord or cause the community to break. We will make every effort to keep communications open and to reconcile and resolve all conflicts, however small.

9. The Ninth Mindfulness Training: Truthful and Loving Speech
Aware that words can create suffering or happiness, we are committed to learning to speak truthfully and constructively, using only words that inspire hope and confidence. We are determined not to say untruthful things for the sake of personal interest or to impress people, nor to utter words that might cause division or hatred. We will not spread news that we do not know to be certain nor criticize or condemn things of which we are not sure. We will do our best to speak out about situations of injustice, even when doing so may threaten our safety.

10. The Tenth Mindfulness Training: Protecting the Sangha
Aware that the essence and aim of a Sangha is the practice of understanding and compassion, we are determined not to use the Buddhist community for personal gain or profit or transform our community into a political instrument. A spiritual community should, however, take a clear stand against oppression and injustice and should strive to change the situation without engaging in partisan conflicts.

11. The Eleventh Mindfulness Training: Right Livelihood

Aware that great violence and injustice have been done to our environment and society, we are committed not to live with a vocation that is harmful to humans and nature. We will do our best to select a livelihood that helps realize our ideal of understanding and compassion. Aware of global economic, political and social realities, we will behave responsibly as consumers and as citizens, not supporting companies that deprive others of their chance to live.

12. The Twelfth Mindfulness Training: Reverence for Life
Aware that much suffering is caused by war and conflict, we are determined to cultivate nonviolence, understanding, and compassion in our daily lives, to promote peace education, mindful mediation, and reconciliation within families, communities, nations, and in the world. We are determined not to kill and not to let others kill. We will diligently practice deep looking with our Sangha to discover better ways to protect life and prevent war.

13. The Thirteenth Mindfulness Training: Generosity
Aware of the suffering caused by exploitation, social injustice, stealing, and oppression, we are committed to cultivating loving kindness and learning ways to work for the well-being of people, animals, plants, and minerals. We will practice generosity by sharing our time, energy, and material resources with those who are in need. We are determined not to steal and not to possess anything that should belong to others. We will respect the property of others, but will try to prevent others from profiting from human suffering or the suffering of other beings.

14. The Fourteenth Mindfulness Training: Right Conduct
(For lay members): Aware that sexual relations motivated by craving cannot dissipate the feeling of loneliness but will create more suffering, frustration, and isolation, we are determined not to engage in sexual relations without mutual understanding, love, and a long-term commitment. In sexual relations, we must be aware of future suffering that may be caused. We know that to preserve the happiness of ourselves and others, we must respect the rights and commitments of ourselves and others. We will do everything in our power to protect children from sexual abuse and to protect couples and families from being broken by sexual misconduct. We will treat our bodies with respect and preserve our vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal. We will be fully aware of the responsibility of bringing new lives into the world, and will meditate on the world into which we are bringing new beings.

(For monastic members): Aware that the aspiration of a monk or a nun can only be realized when he or she wholly leaves behind the bonds of worldly love, we are committed to practicing chastity and to helping others protect themselves. We are aware that loneliness and suffering cannot be alleviated by the coming together of two bodies in a sexual relationship, but by the practice of true understanding and compassion. We know that a sexual relationship will destroy our life as a monk or a nun, will prevent us from realizing our ideal of serving living beings, and will harm others. We are determined not to suppress or mistreat our body or to look upon our body as only an instrument, but to learn to handle our body with respect. We are determined to preserve vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal


Biography of  teacher Thich Nhat Hanh

One of the best known and most respected Zen masters in the world today, poet, peace and human rights activist, Thich Nhat Hanh has led an extraordinary life. Born in central Vietnam in 1926, Nhat Hanh was ordained a Buddhist monk in 1942, at the age of sixteen. Just eight years later, he co-founded what was to become the foremost center of Buddhist studies in South Vietnam , the An Quang Buddhist Institute.

In 1961, Nhat Hanh came to the United States to study and teach comparative religion at Columbia and Princeton Universities . But in 1963, his monk-colleagues in Vietnam invited him to come home to join them in their work to stop the US-Vietnam war. After returning to Vietnam , he helped lead one of the great nonviolent resistance movements of the century, based entirely on Gandhian principles.

In 1964, along with a group of university professors and students in Vietnam, Thich Nhat Hanh founded the School of Youth for Social Service, called by the American press the “little Peace Corps,” in which teams of young people went into the countryside to establish schools and health clinics, and later to rebuild villages that had been bombed. By the time of the fall of Saigon, there were more than 10,000 monks, nuns, and young social workers involved in the work. In the same year, he helped set up what was to become one of the most prestigious publishing houses in Vietnam, La Boi Press. In his books and as editor-in-chief of the official publication of the Unified Buddhist Church, he called for reconciliation between the warring parties in Vietnam, and because of that his writings were censored by both opposing governments.

In 1966, at the urging of his fellow monks, he accepted an invitation from the Fellowship of Reconciliation and Cornell University to come to the U.S. “to describe to [us] the aspirations and the agony of the voiceless masses of the Vietnamese people” ( New Yorker , June 25, 1966). He had a densely packed schedule of speaking engagements and private meetings, and spoke convincingly in favor of a ceasefire and a negotiated settlement. Martin Luther King, Jr. was so moved by Nhat Hanh and his proposals for peace that he nominated him for the 1967 Nobel Peace Prize, saying, “I know of no one more worthy of the Nobel Peace Prize than this gentle monk from Vietnam .” Largely due to Thich Nhat Hanh’s influence, King came out publicly against the war at a press conference, with Nhat Hanh, in Chicago .

When Thomas Merton, the well-known Catholic monk and mystic, met Thich Nhat Hanh at his monastery, Gethsemani, near Louisville , Kentucky , he told his students, “Just the way he opens the door and enters a room demonstrates his understanding. He is a true monk.” Merton went on to write an essay, “Nhat Hanh Is My Brother,” an impassioned plea to listen to Nhat Hanh’s proposals for peace and lend full support for Nhat Hanh’s advocacy of peace. After important meetings with Senators Fullbright and Kennedy, Secretary of Defense McNamara, and others in Washington, Thich Nhat Hanh went to Europe, where he met with a number of heads of state and officials of the Catholic church, including two audiences with Pope Paul VI, urging cooperation between Catholics and Buddhists to help bring peace to Vietnam .

In 1969, at the request of the Unified Buddhist Church of Vietnam, Thich Nhat Hanh set up the Buddhist Peace Delegation to the Paris Peace Talks. After the Peace Accords were signed in 1973, he was refused permission to return to Vietnam , and he established a small community a hundred miles southwest of Paris , called “Sweet Potato.” In 1976-77, Nhat Hanh conducted an operation to rescue boat people in the Gulf of Siam , but hostility from the governments of Thailand and Singapore made it impossible to continue. So for the following five years, he stayed at Sweet Potato in retreat – meditating, reading, writing, binding books, gardening, and occasionally receiving visitors.

In 1982, Thich Nhat Hanh established Plum Village, a larger, thriving retreat center near Bordeaux, France, where he has been living in exile from his native Vietnam . Since 1983 he has traveled to North America to lead retreats and give lectures on mindful living and social responsibility, “making peace right in the moment we are alive.” He has offered retreats for Vietnam veterans, mental health and social workers, prison inmates, ecologists, businessmen, police officers and members of Congress. In 1997, Nhat Hanh founded the Green Mountain Dharma Center and Maple Forest Monastery in Vermont . In 2000, he founded Deer Park Monastery in Escondido, California. He has ordained over two hundred monks and nuns from different parts of the world. In addition, 230 lay practice communities practicing in the tradition of Thich Nhat Hanh meet regularly throughout the United States and around the world.

Since his days in Vietnam , Thich Nhat Hanh has been a leading proponent of “engaged Buddhism,” a way of life and a spiritual practice that works actively in the world to relieve suffering. Nhat Hanh continues his work to alleviate the suffering of refugees, boat people, political prisoners and hungry families in Vietnam and other Third World countries. He has been instrumental in initiating the declaration, by the General Assembly of the United Nations, dedicating 2001-2010 as the “International Decade for a Culture of Peace and Non-Violence for the Children of the World” (Resolution A/RES/53/2519/111998). He collaborated with the Nobel Peace Laureates in drafting the “Manifesto 2000,” with six points on the Practice of Peace and Non-violence distributed by UNESCO. In December 2000, Thich Nhat Hanh was invited to give a lecture at the White House World Summit Conference on HIV and AIDS. He has also been invited to speak at The Gorbachev World Forum and the World Economic Summit in Davos , Switzerland .

Thich Nhat Hanh has received recognition for his prolific writings on meditation, mindfulness, and peace. He has published over 85 titles of accessible poems, prose, and prayers, with more than 40 of those works in English. His best-known books include Peace is Every Step , Being Peace , Touching Peace , Call Me by My True Names , Living Buddha, Living Christ , Teachings on Love , and Anger .

Now eighty years old, Thich Nhat Hanh is emerging as one of the great teachers of our time. In the midst of our society’s emphasis on speed, efficiency, and material success, Thich Nhat Hanh’s ability to walk calmly with peace and awareness and to teach us to do the same has led to his enthusiastic reception in the West. Although his mode of expression is simple, his message reveals the quintessence of the deep understanding of reality that comes from his meditations, his Buddhist training, and his work in the world.

Oltre



Oltre

A te che ti leghi alle mode
anche quando ascolti una canzone.

A te che non vai mai controcorrente,
cosa direbbe mai la gente?

A te che guardi immagini in televisione
e da fan vivi nel sogno e nell’illusione.

Vorrei dire molte parole ma …
dico solo “Vai oltre”

Oltre le notizie che riguardano gli altri
cosa leggi nel Tuo cuore?

Vai oltre ciò che vedi perché
nulla è come appare!

Perché in quel mondo dorato
tu celi il dolore?

Sappi che oltre le mie parole
c’è qualcosa da capire.

Impara ad amare e costruisci
la Tua storia anche se è fatica.

Gioisci della tua vita
e non restare solo a guardare.

Cerca nel tuo cuore
i sentimenti che hai soffocato.

Altre cose ti vorrei dire ma …
Ti colpiscono le mie parole?

21.12.2000 Poetyca

Over

To you that you attach to fashion
Even when a song plays.

To you who never go against the current,
What people would never guess?

To you who watch on television
And fans live the dream and illusion.

I would say many words but …
I just say, “Go Beyond”

Beyond the news regarding the other
What you see in your heart?

Go beyond what you see because
Nothing is as it appears!

Because in that world gold
You conceal the pain?

Know that over my words
There is something to understand.

Learn to love and build
Your story
Although it is hard.

Rejoice in your life
And do not be alone to watch.

Search your heart
The feelings that you choked.

Other things you would like to say but …
Are you hit cause  my words?

21.12.2000 Poetyca

Passaggio


PASSAGGIO

“Spirito che lasciata questa Vita
ti libri nell’aria
e sei pronto ad andare
lontano verso l’infinito,
aspetta ancora un po’,
ascolta ciò che ti vorrei dire;
raccontami del tuo viaggio,
di quello che hai imparato
perché si deve soffrire,
ascolterò tutte le tue parole
e proverò a riflettere
sul senso di questa mia vita”.
“Un lungo viaggio ho fatto
per monti e per mare,
tramonti e nuvole
ho imparato ad amare,
dietro quel grigio e quel velo
che provoca quasi paura
c’è la nostalgia
per la terra che ho
dovuto lasciare.
È stata solo un ombra,
è durata un attimo,
ho sofferto è vero,
ma è solo un ricordo,
il tempo di un respiro.
Ora vivo nella Luce e nell’amore.
Cosa ti posso insegnare?
Sappi che tutto è illusione,
non cercare cose vane,
il vero tesoro
è dentro di te,
cercalo!…è l’amore!”

24.09.2000 Poetyca

STEP

“Spirit, who departed this life
you book air
and you’re ready to go
away to infinity,
wait a while ‘,
listen to what you would say;
tell me about your trip
what you’ve learned
because you have to suffer,
hear all your words
and try to reflect
the meaning of my life. ”
“A long journey I made
mountains and sea,
sunsets and clouds
I learned to love,
behind that gray veil
causing almost afraid
There is nostalgia
for the land that I
had to leave.
It was only a shadow
lasted a moment,
I have suffered is true,
but it is only a memory,
time to breathe.
Now I live in light and love.
What can you teach?
Know that everything is illusion
not seek vain things,
the real treasure
is within you,
look for it! … It is love! “

24.09.2000 Poetyca

Speranza


Speranza

Ogni uomo ha qualcosa

Da costruire,

ogni ragazzo ha qualcosa

da realizzare,

futuro da progettare,

vite da vivere con amore.

Ma come si può cambiare

Con le mani vuote,

i sorrisi spenti e

la paura nel cuore?

Come sarà il domani

Senza aiuto e speranza,

senza la dignità

che dia la forza d’affrontare

gli ostacoli della vita?

Non uccidere la speranza perché:

nessuno chiede pane ma

la possibilità di macinare

il grano,

nessuno chiede denaro ma

la possibilità di guadagnare

con il lavoro.

La terra ha tante risorse ma

Tutti ne devono godere

Non solo chi ha il potere.

Con l’egoismo ed il profitto

Nel cuore

Non ci sarà pace ma

Solo il dolore di gente innocente

Che piena di speranze ancora attende

Di avere giustizia e amore

Dalla vita.

Aiutala anche tu!

Riempi quelle mani vuote,

dai senso al loro patire,

non ignorare il grido silenzioso

di chi soffre,

dai voce a quel dolore.

Ricorda :”quello che voi farete

Ad uno di questi piccoli

È come se l’aveste fatto a me”.

Sono parole del Signore,

fai risuonare la Sua voce

nel tuo cuore,

ricorda che gli altri sono parte di te,

non li abbandonare,

il bene che farai sarà prezioso

perché solo così cancellerai

da quegli occhi il dolore

e regalerai sorrisi

che daranno luce

alla tua anima.


23.10.2000 Poetyca


Hope

Every man has something

To build,

every child has something

to implement,

future to design,

lives to live with love.

But how can you change

With empty hands,

the smiles off and

fear in your heart?

What will tomorrow

Without help and hope

without dignity

giving the strength to face

obstacles in life?

Do not kill the hope for:

but no one asks for bread

the ability to grind

wheat,

no one asks for money but

the ability to earn

with work.

The earth has many resources but

Everyone should enjoy

Not only those in power.

With selfishness and profit

In the heart

There will be peace but

Only the pain of innocent people

Hopeful that still awaits

For justice and love

From life.

Help her too!

Fill those empty handed

the sense of their suffering,

not ignore the silent scream

of those who suffer

from voice to that pain.

Remember: what you do

For one of these little

It is as if you did it to me. “

These words of the Lord

do echo of your voice

in your heart,

remember that others are part of you,

not abandon them,

the good that will do precious

because only then will erase

eyes from the pain

and give us smiles

that give light

your soul.

23.10.2000 Poetyca


Bob Dylan – Bootleg Series (Complete) (Live)


Bob Dylan, nato con il nome di Robert Allen Zimmerman (Duluth, 24 maggio 1941), è un cantautore e compositore statunitense.

Distintosi anche come scrittore, poeta, attore, pittore, scultore e conduttore radiofonico, è una delle più importanti figure degli ultimi cinquant’anni nel campo musicale, in quello della cultura popolare e della letteratura a livello mondiale.[2][3][4]

La maggior parte delle sue canzoni più conosciute risale agli anni sessanta, quando l’artista si è posto come figura chiave del movimento di protesta americano. Canzoni come Blowin’ in the Wind e The Times They Are A-Changin’[5] sono diventate gli inni dei movimenti pacifisti e per i diritti civili.

I testi delle sue prime canzoni affrontano temi politici, sociali e filosofici e risentono di influenze letterarie, sfidando le convenzioni della musica pop e appellandosi allacontrocultura del tempo.

Nel corso degli anni Dylan ha ampliato e personalizzato il suo stile musicale arrivando a toccare molti generi diversi come country, blues, gospel, rock and roll, rockabilly,jazz e swing, ma anche musica popolare inglese, scozzese ed irlandese[6][7].

Oltre ad aver di fatto inventato (o re-inventato) la figura del cantautore contemporaneo[8][9], a Dylan si devono, tra le altre cose, l’ideazione del folk-rock (in particolare con l’album Bringing It All Back Home, del 1965)[10], il primo singolo di successo ad avere una durata non commerciale (gli oltre 6 minuti della celeberrima Like a Rolling Stone, del 1965)[11] e il primo album doppio della storia del rock (Blonde on Blonde, del 1966)[12]. Il video promozionale del brano Subterranean Homesick Blues (1965) è considerato da alcuni il primo videoclip in assoluto[13][14].

Tra i molti riconoscimenti che gli sono stati conferiti vanno menzionati almeno il Grammy Award alla carriera nel 1991[15], il Polar Music Prize (ritenuto da alcuni equivalente del premio Nobel in campo musicale[16]) nel 2000[17], il Premio Oscar nel 2001 (per la canzone Things Have Changed, dalla colonna sonora del film Wonder Boys, per la quale si è aggiudicato anche il Golden Globe)[18], il Premio Pulitzer nel 2008[19], la National Medal of Arts nel 2009[20] e la Presidential Medal of Freedom nel2012[21].

La rivista Rolling Stone lo inserisce al secondo posto nella lista dei 100 miglior artisti[22] e al settimo in quella dei 100 migliori cantanti[23].

http://it.wikipedia.org/wiki/Bob_Dylan

 

Bob Dylan (/ˈdɪlən/; born Robert Allen Zimmerman, May 24, 1941) is an American singer-songwriter, artist, and writer. He has been influential in popular music and culture for more than five decades. Much of his most celebrated work dates from the 1960s when his songs chronicled social unrest, although Dylan repudiated suggestions from journalists that he was a spokesman for his generation. Nevertheless, early songs such as “Blowin’ in the Wind” and “The Times They Are a-Changin’” became anthems for the American civil rights and anti-war movements. Leaving his initial base in the American folk music revival, Dylan’s six-minute single “Like a Rolling Stone” altered the range of popular music in 1965. His mid-1960s recordings, backed by rock musicians, reached the top end of the United States music charts while also attracting denunciation and criticism from others in the folk movement.

Dylan’s lyrics have incorporated various political, social, philosophical, and literary influences. They defied existing pop music conventions and appealed to the burgeoningcounterculture. Initially inspired by the performances of Little Richard, and the songwriting of Woody Guthrie, Robert Johnson and Hank Williams, Dylan has amplified and personalized musical genres. His recording career, spanning 50 years, has explored the traditions in American song—from folk, blues, and country to gospel, rock and roll, and rockabilly to English, Scottish, and Irish folk music, embracing even jazz and the Great American Songbook. Dylan performs with guitar, keyboards and harmonica. Backed by a changing line-up of musicians, he has toured steadily since the late 1980s on what has been dubbed the Never Ending Tour. His accomplishments as a recording artist and performer have been central to his career, but his greatest contribution is considered his songwriting.

Since 1994, Dylan has published six books of drawings and paintings, and his work has been exhibited in major art galleries. As a musician, Dylan has sold more than 100 million records, making him one of the best-selling artists of all time; he has received numerous awards including Grammy, Golden Globe and Academy Award; he has been inducted into the Rock and Roll Hall of Fame, Minnesota Music Hall of Fame, Nashville Songwriters Hall of Fame, and Songwriters Hall of Fame. The Pulitzer Prize jury in 2008 awarded him a special citation for “his profound impact on popular music and American culture, marked by lyrical compositions of extraordinary poetic power.” In May 2012, Dylan received the Presidential Medal of Freedom from Barack Obama.

http://en.wikipedia.org/wiki/Bob_Dylan

Sulle ali del sogno


image

Sulle ali del sogno 

Quali parole

io riesco a respirare

nel silenzio lieve

quando chiudo gli occhi?

Gocciolare di respiri

incanto e palpiti

dove infinito

è il viaggio

sulle ali del sogno

20.04.2013 Poetyca

On the wings of a dream

What words

I can breathe

in the silence mild

when I close my eyes?

Drip of breaths

charm and thrills

where infinite

 it’s the journey

on the wings of a dream

20.04.2013 Poetyca

Solo


SOLO

La tenerezza che è
nel tuo cuore
vorresti leggerla
nello sguardo di
chi ti vuole bene,
se non è così,
non ci soffrire,
non tutti hanno imparato
dalle tempeste della vita
ad amare e a capire
chi ci vive accanto.

Cercano in te
un punto fermo
ma non sanno
che a volte
come naufraghi
tra le onde
si cerca un appiglio
ed un po’ d’amore
per cercare di resistere
al dolore.

Amico non sei solo
nel tuo tormento,
non sentirti rifiutato,
non tutti sanno che
anche chi appare forte
ha bisogno
d’essere amato.

Trova la forza
nel tuo cuore,
squarcia le tenebre
del dolore,
chiudi gli occhi
ed ascolta
la voce
che ti grida:
“Coraggio,
ce la puoi fare!”

25.09.2000 Poetyca

ALONE

Tenderness that is
in your heart
you would like to read
in the eyes of
Who loves you,
if no coming,
you not suffer
not all have learned
by the storms of life
to love and understand
those near to us.

Looking for in you
a fixed point
but do not know
sometimes
as survivors
the waves
you search for a foothold
and a little ‘love
to try to resist
pain.

Friends are not alone
your torment
do not feel rejected,
not everyone knows that
who also appears strong
needs
to be loved.

Find the force
in your heart,
pierces the darkness
pain,
close your eyes
and listen
voice
crying to you
“Courage
you can do it! “

25.09.2000 Poetyca

Enjoy


Enjoy

Enjoy  your life

Close your eyes

Open your heart

To love.

Look the light

In your soul.

Drive away the ghost

Of the night

And listen my voice,

I’m crying my love.

Give me your hand,

We gone far

In a new world

Without sorrow

But full fredom

And love.

Hope always in a good tomorrow

And I’ll follow you

Because I’m your sister in love.

21.12.2000 Poetyca

Gioisci

Gioisci la vita

chiudi gli occhi

apri il tuo cuore

per amore.

Guarda la luce

Nella tua anima.

Scaccia i fantasmi

della notte

e ascolta la mia voce,

grido il mio amore.

Dammi la mano,

siamo andati lontano

In un mondo nuovo

senza dolore

Ma completa libertà

e amore.

La speranza in un domani sempre migliore

Ed io ti seguirò

Perchè io sono tua sorella in amore.

21.12.2000 Poetyca

Espansione


Espansione

Scandire del tempo
che determina passi:
Partire dal centro
dove risiede il tutto
e affluire ai bordi
varcando confini.
Brezza notturna
sfiora ricordi
donando altezze
all’emozionato fluire.
Nebbioline sparse:
Certezze appagate
restituiscono eterno.

18.05.20002 Poetyca

Expansion

Scan time
determining steps:
From the center
where is it all
and flow at the edges
crossing borders.
Night Light
touching memories
giving heights
the emotion flow.
Mists spread:
Certainties contented
eternal return.

18.05.20002 Poetyca

Espansione


 

Espansione

Scandire del tempo

che determina passi:

Partire dal centro

dove risiede il tutto

e affluire ai bordi

varcando confini.

Brezza notturna

sfiora ricordi

donando altezze

all’emozionato fluire.

Nebbioline sparse:

Certezze appagate

restituiscono eterno.

18.05.20002 Poetyca

Expansion

Scan time

determining steps:

From the center

where is it all

and flow at the edges

crossing borders.

Night Light

touching memories

giving heights

the emotion flow.

Mists spread:

Certainties contented

eternal return.

18.05.20002 Poetyca

Sappiamo dare un senso alla sofferenza?


Dolori, patimenti e disagi, sofferenze.

Sappiamo il dolore della fame e del freddo, della carne martoriata, compressa,
ustionata; i patimenti dell’abbandono, del disamore, della prigionia; la
sofferenza delle situazioni-limite che provocano l’uomo ed esigono risposte
indifferibili: la previsione della morte, il disfarsi di ciò che si è in anni
costruito, il rischio del non-senso.

Soffrire (sub ferre), sostenere, sopportare, essere oppressi e a volte
schiacciati dal dubbio e dalla disperazione, mentre la domanda incalza: «Perché?
Perché proprio a me? Perché proprio ora?»

È con la stessa apparizione della coscienza, segnata dalla separazione e
dall’isolamento, che l’umanità ha incontrato la sofferenza: «per il fatto di
essere privati dell’originaria armonia con la natura, caratteristica
dell’animale la cui vita è determinata da istinti innati, e di essere dotati di
ragione e autocoscienza, non possiamo fare a meno di sperimentare la nostra
totale separazione da ogni altro essere umano» (E. Fromm). Separazione dagli
altri esseri umani e separazione dal mondo naturale nel suo insieme. La
solitudine dell’uomo nell’universo, che lo fa isolato anche dal suo stesso
corpo, è all’origine dell’odissea che, con molteplici vie, attraversa la storia
alla ricerca, attraverso un “vero” corpo, il lavoro, la sessualità., di una
possibile reintegrazione nel reale, coincidente con un ritrovamento di senso.

L’esistente è esperienza, l’esperienza dualità, la dualità mancanza. La
separatezza definisce la condizione umana in base al suo vivere nel mondo dei
contrari, alla sua caduta nel tempo ordinario, nel tempo della precarietà. Jung
ci ricorda che non è la sofferenza in sé a essere particolarmente dolorosa
quanto l’incapacità di dare a essa un significato. «La psiconevrosi», egli
scrive, «è in ultima analisi una sofferenza della psiche che non ha trovato il
proprio significato». E poiché «soltanto ciò che ha significato redime» sono le
grandi dottrine di vita che hanno potuto offrire strumenti salvifici e strategie
di dominio del patire (dalle sue forme più crude e oscure fino alla sofferenza
spirituale) in quanto hanno saputo collocare la sofferenza in una
rappresentazione ordinata del mondo, che consente di dare un significato alla
vita e alla molteplicità dei fenomeni.

Se la sofferenza è legata alla separazione, al dualismo e alla precarietà, la
liberazione risiederà in uno stato non-condizionato, uno stato che supera i
contrari e implica una uscita dalle contingenze del tempo, liberando l’uomo da
quello che è stato detto “terrore della storia” (Eliade): è infatti proprio
nella storia che l’umanità incontra le malattie e la morte, le calamità
naturali, le ingiustizie sociali. Le tradizioni spirituali, nelle loro promesse
di altri mondi e/o nelle loro proposte di diversi modi di vivere, possono essere
pertanto viste come procedure di riconciliazione degli opposti e vie di uscita
dall’idolatria della realtà “ordinaria” e dal monoteismo dell’io. L’homo
religiosus mediante il continuo riferimento alla Realtà ultima, assoluta e
non-duale, realizza quella donazione di senso in cui ha sempre riposto la
speranza di liberazione e salvezza.

Tra i diversi scenari in cui le culture hanno collocato la sofferenza, quello
offerto dalla tradizione ebraico-cristiana è caratterizzato dalla
“giustificazione” del male come effetto di una colpa originaria, colpa che ha
introdotto nel mondo la distruzione, la malattia e la morte. Incapace di
autonoma salvezza, l’uomo attende il compimento di una promessa inimmaginabile e
inaudita perché proveniente da dio stesso: quella di un mondo senza il male,
quella in cui il dio redentore «tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà
più la morte né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate» (Ap.,
21, 4). Saranno realizzati un tempo nuovo, una eterna domenica della vita, e uno
spazio nuovo, un luogo di cui si possa dire: «Là riposeremo e vedremo, vedremo e
ameremo, ameremo e loderemo» (Agostino, De Civ. Dei , 29, 5). Il santo si nutre
di questa speranza, la conserva e diffonde; ma la fede, intanto, è messa alla
prova dall’interminabile attesa ed estenuata
dall’angosciata domanda: «Fino a quando, Signore?» (Sal., 13).

Un diverso scenario incontriamo nelle tradizioni orientali e, tra esse, in
particolare, nel buddhismo. In questa prospettiva, positivo e negativo,
costruzione e distruzione, nascita e morte, nella loro inseparabilità
costituiscono il flusso circolare e ininterrotto della vita, da accogliere nella
totalità dei suoi aspetti. Il dolore non ha dunque bisogno di una
giustificazione particolare, non più di qualunque altro aspetto del reale.
L’impermanenza e la mancanza di consistenza dei fenomeni e dell’io divengono
fonte di patimento se si mettono in atto attaccamenti e avversioni, basati
sull’ignoranza (avidya=ignoranza trascendentale, collettiva e individuale) e
sull’immatura protesta di chi vorrebbe un mondo illusoriamente diverso da quello
che è. Il messaggio dell’Illuminato è pertanto quello di una pratica incessante
di attenzione, rivolta a vedere le cose come sono: «L’attenzione è il sentiero
che conduce all’immortalità, la disattenzione è il sentiero della morte. Coloro
che sono attenti non muoiono, i disattenti sono già come morti» (Dhp., 21). La
“via di mezzo”, tra mortificazione di sé e passioni egoistiche e incontrollate,
è la via che conduce al Nirvana, sinonimo di libertà e pace. La saggezza,
illuminata dalla luce della Vacuità, sa che nulla ci appartiene, non la vita e
neppure il dolore. L’approssimarsi della morte può essere allora vissuto come un
prepararsi a ritornare serenamente a casa, la casa da dove siamo venuti. Quando
ci verrà chiesto di restituire ciò che non era nostro, il saggio potrà
rispondere, con le parole di Seneca: «Riprenditi un animo migliore di come l’hai
dato; non tergiverso, non mi sottraggo; hai qui pronto e da una persona
consapevole ciò che le hai dato senza che ne avesse percezione: porta pure via».

La modernità ha prodotto storicismo (l’uomo si è voluto “storico”),
secolarizzazione (l’uomo ha voluto essere il garante della sua propria
salvezza), utopia (la terra senza il male realizzata dall’opera dell’uomo).
Nella postmodernità (e postsecolarizzazione), compreso che il maggior pericolo
per l’uomo è diventato l’uomo stesso, senza più difese esterne contro il
“terrore della storia”, l’umanità si muove tra una tecnologia, per sua natura
ambivalente, a volte incontrollabile, sempre parziale e dunque sempre
“relativa”, e il tentativo di recupero di tradizioni religiose e sapienziali che
faticano ad adattarsi al mondo contemporaneo. Ma il dolore esige risposte e non
consente rinvii: la vera questione di vita o di morte rimane sempre la lotta per
dare senso alla sofferenza, per mettere una cornice al quadro del negativo, per
contenerlo, circoscriverlo, dominarlo: ma il contenuto spesso preme, minaccia di
debordare e dilagare in tragedia; la cornice deve venire allargata,
per comprenderlo, ancora e di nuovo. Ognuno è chiamato a questa sfida, a
esercitare quotidianamente la sua volontà buona nell’esercizio di bonifica
almeno di un frammento del mondo, nel ricostruire e adattare, giorno dopo
giorno, le cornici che ha a disposizione perché il male possa essere
circoscritto, avere “la sua parte” nel mondo (Jung) e, in tal modo, forse, anche
redenzione.

(pubbl. in Gigi Ghirotti-Notizie, Trimestrale del Com. naz. Gigi Ghirotti 2000,
n. 4)

Pain, suffering and hardships, sufferings. 

We know the pain of hunger and cold, the flesh torn, compressed, 
burned, the sufferings of abandonment, of estrangement, imprisonment, and the 
suffering of the extreme situations that cause the man and demand answers 
postponed: the prediction of death, to get rid of what you have in years 
built, the risk of non-sense. 

Suffering (sub iron), sustain, endure, be oppressed, and sometimes 
overwhelmed by doubt and despair, while the question persisted: “Why? 
Why me? Why now? ” 

It is with the same appearance of consciousness, marked by separation and 
isolation, that mankind has encountered the suffering “because of 
be deprived of the original harmony with nature, a characteristic 
the animal whose life is determined by innate instincts, and be equipped with 
reason and self-awareness, we can not help but experience our
completely independent of every other human being “(E. Fromm). Separation by 
other people and separation from the natural world as a whole.The 
alone in the universe, which makes him isolated even from his own 
body, the odyssey that is at the origin, with multiple pathways, through history 
looking through a “real” body, work, sexuality., a 
possible reintegration into the real, coincident with a sense of discovery. 

The existing experience, the experience of duality, the duality lack. The 
separation defines the human condition based on its experience in the world of 
contrary, its fall in ordinary time, in time of uncertainty. Jung 
reminds us that suffering is not in itself to be particularly painful 
as the inability to give a meaning to it. “The psycho-neuroses,” he 
writes, “is ultimately a pain in the psyche that did not find the 
its meaning. ” And since “only what it meant saving grace” are the 
great doctrines of life that they could offer saving tools and strategies 
domain of suffering (from its most raw and dark until the pain 
spiritual) as they have been able to locate the pain in a 
orderly representation of the world, allowing you to give meaning to 
living and the multiplicity of phenomena. 

If the pain is related to separation, duality and insecurity, 
Liberation will reside in a non-conditional, a state that exceeds 
against and imply an exit from the contingencies of time, freeing man from 
what has been called the “terror of history” (Eliade) is in fact 
in history that humanity meets the illness and death, disasters 
natural, social injustice. The spiritual traditions, in their promises
of other worlds and / or proposals in their different ways of living, can be 
therefore seen as a process of reconciliation of opposites and the way out 
idolatry of reality “ordinary” and the monotheism of the self.Homo 
religiosus by the continual reference to the ultimate reality, absolute and 
non-dual, the donation makes sense that he always placed the 
hope of deliverance and salvation. 

Among the different scenarios in which cultures have placed the suffering, the 
offered by the Jewish-Christian tradition is characterized by 
“Justification” of evil as an effect of original sin, guilt has 
introduced the world to destruction, disease and death. Unable to 
self-salvation, the man waits for the fulfillment of a promise and unimaginable 
unheard of because it came from God himself: that of a world without evil, 
one in which the redeeming God “will wipe away every tear from their eyes, there will be 
no more death or crying or pain, for the former things have passed away “(Rev., 
21, 4). Will be made once again, an eternal life Sunday, and a 
new space, a place where you can say: “There shall rest and see, and we will see 
we will love, love and praise “(Augustine, De Civ. Dei, 29, 5).The saint feeds 
This hope, preserves and spreads, but the faith, meanwhile, is put to 
exhausted by the endless waiting and testing 
anxiety question: “How long, Lord?” (Ps. 13). 

A different scenario, we meet in the Eastern traditions, and among them, in 
particularly in Buddhism. In this perspective, positive and negative, 
construction and destruction, birth and death, in their inseparability 
represent the circular flow of life, uninterrupted, to be accepted in 
all of its aspects. The pain did not therefore need a 
special justification, any more than any other aspect of reality. 
The impermanence and lack of consistency of phenomena and the ego becomes 
source of suffering if you put in place attachments and aversions, based 
ignorance (Avidya = ignorance transcendental collective and individual) and 
sull’immatura protest from those who would like a world different from the illusory 
it is. The message of the Enlightened One, therefore, is a ceaseless practice 
of attention paid to see things as they are: “Attention is the path 
that leads to immortality, inattention is the path of death. Those 
who are careful not die, the heedless are already as dead “(Dhp., 21). The 
“Middle path” between self-mortification of passions and selfish and uncontrolled, 
is the path that leads to Nirvana, stands for freedom and peace.Wisdom, 
illuminated by the light of emptiness, he knows that nothing belongs to us, not life and 
even pain. The approach of death can then be experienced as a 
prepare to return home peacefully, the house where we came from. When 
we will be asked to return what was not ours, the essay will 
respond with the words of Seneca: “Snap out a mind better than you do 
given, do not fiddle around, I do not subtract, you have a person here and ready 
aware of what you gave that he had no perception also leads on. ” 

Modernity has produced historicism (the man he wanted to “historical”) 
secularization (the man wanted to be the guarantor of its own 
salvation), Utopia (the land without evil created by man). 
In postmodernity (and postsecolarizzazione), including that the greatest danger 
for man has become the man himself, with no outer defenses against 
“Terror of history”, humanity is moving from a technology, by its nature 
ambivalent, at times uncontrollable, always partial, and therefore always 
“Relative”, and the attempted recovery of religious traditions and wisdom that 
struggle to adapt to the contemporary world. But the pain is demanding answers and not 
allows postponement: the real question of life or death is always the struggle for 
give meaning to suffering, to put a frame to the picture of the negative, for 
restrain, circumscribe it, dominate it: but the content is often pressed, the threat of 
overflowing and spreading in tragedy; the frame must be enlarged, 
to understand it, again and again. Everyone is called to this challenge, 
good day to exercise his will during the remediation 
at least a fragment of the world, to rebuild and fit, day after 
days, the frames he has available because evil can be 
circumscribed, have “their part” in the world (Jung) and, thus, perhaps, even 
redemption. 

(Published in Gigi Ghirotti-News, Quarterly of Com Nat. Ghirotti Gigi 2000, 
No 4)

50. La chiara realizzazione di Ryonen


50. La chiara realizzazione di Ryonen

La monaca buddhista conosciuta col nome di Ryonen nacque nel 1797. Era una nipote del famoso guerriero giapponese Shingen. Il suo genio poetico e la sua seducente bellezza erano così grandi che a diciassette anni era già tra le dame di corte dell’imperatrice. Nonostante la sua giovanissima età, la fama già le schiudeva le porte.

L’amata imperatrice morì improvvisamente e i sogni e le speranze di Ryonen crollarono. La fanciulla prese dolorosamente coscienza dell’instabilità della vita in questo mondo. Allora le venne il desiderio di studiare lo Zen. Ma i suoi parenti non furono dello stesso avviso, e praticamente la costrinsero al matrimonio. Ryonen, ottenuta la promessa che avrebbe potuto farsi monaca dopo aver messo al mondo tre figli, finì con l’acconsentire. Prima ancora di compiere venticinque anni, aveva già ottemperato a questa condizione. Allora il marito e i parenti non poterono più dissuaderla dal suo proposito. Ella si rase il capo, prese il nome di Ryonen, che vuol dire realizzare chiaramente, e cominciò il suo pellegrinaggio.

Andò nella città di Edo e chiese a Tetsugyu di accettarla come discepola. Il maestro la respinse alla prima occhiata perché era troppo bella. Allora Ryonen andò da un altro maestro, Hakuo. Hakuo la rifiutò per la stessa ragione, dicendo che la sua bellezza non avrebbe procurato che guai.

Ryonen si fece dare un ferro rovente e se lo appoggiò sul viso. In pochi istanti la sua bellezza era sparita per sempre.

Allora Hakuo la accettò come discepola. Commemorando questo avvenimento, Ryonen scrisse una poesia sul retro di un piccolo specchio:

Al servizio della mia imperatrice bruciavo incenso per profumare le mie belle vesti,

Adesso, mendica senza dimora, brucio il mio viso per entrare in un tempio Zen.

Quando stava per lasciare questo mondo, Ryonen scrisse un’altra poesia:

Sessantasei volte questi occhi hanno guardato la mutevole scena dell’autunno.

Ho parlato abbastanza del chiaro di luna,

Non domandare altro.

Ma ascolta la voce dei pini e dei cedri quando non c’è un alito di vento.

Ryonen’s Clear Realization

The Buddhist nun known as Ryonen was born in 1797. She was a graddaughter of the famous Japanese warrior Shingen. Her poetical genius and alluring beauty were such that at seventeen she was serving the empress as one of the ladies of the court. Even at such a youthful age fame awaited her.

The beloved empress died suddenly and Ryonen’s hopeful dreams vanished. She became acutely aware of the impermanency of life in this world. It was then that she desired to study Zen.

Her relatives disagreed, however, and practically forced her into marriage. With a promise that she might become a nun aftr she had borne three children, Ryonen assented. Before she was twenty-five she had accomplished this condition. Then her husband and relatives could no longer dissuade her from her desire. She shaved her head, took the name of Ryonen, which means to realize clearly, and started on her pilgrimage.

She came to the city of Edo and asked Tetsugya to accept her as a disciple. At one glance the master rejected her because she was too beautiful.

Ryonen went to another master, Hakuo. Hakuo refused her for the same reason, saying that her beauty would only make trouble.

Ryonen obtained a hot iron and placed it against her face. In a few moments her beauty had vanished forever.

Hakuo then accepted her as a disciple.

Commemorating this occasion, Ryonen wrote a poem on the back of a little mirror:

In the service of my Empress I burned incense to perfume my exquisite clothes,
Now as a homeless mendicant I burn my face to enter a Zen temple.

When Ryonen was about to pass from this world, she wrote another poem:

Sixty-six times have these eyes beheld the changing scene of autumn.
I have said enough about moonlight,
Ask no more.
Only listen to the voice of pines and cedars when no wind stirs.

Pensieri d’amore


>pensieri spirituali di meher bada

Pensieri d’amore.

“Di certe persone abitate dall’odio, dalla violenza e dallo
spirito di distruzione, si dice che dovunque passino non ricresce
più l’erba. Questa immagine è ovviamente simbolica, ma non è
esagerata. Altri esseri, invece, che sono abitati dall’amore e
dalla bontà, lasciano dappertutto impronte veramente benefiche, e
chi si trova a passare per quei luoghi dopo di loro si sente
illuminato, riscaldato, vivificato. Allora, il fatto di conoscere
questa verità, non vi ispira la volontà di manifestarvi ovunque
come una presenza benefica? In tutti i luoghi in cui vi trovate,
almeno per qualche istante pensate a pronunciare gli auspici
migliori: “Che tutti coloro che verranno qui siano toccati dalla
luce! Poiché sono tutti figli di Dio, sia trasmesso loro il
desiderio di lavorare per la pace, per la fratellanza!”
Direte che nessuno vi ha mai paralato di una pratica simile. Ma
per quale ragione è necessario che qualcuno ve ne parli? È forse
necessario suggerirvi di desiderare le cose migliori per gli
esseri a voi cari? No, lo fate spontaneamente, perché i vostri
sentimenti vi spingono a farlo. Allora, perché non pensare
spontaneamente a formulare i migliori auspici anche per il mondo
intero?”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Pensieri spirituali di Meher Baba

Affinché l’umanità rinasca, bisogna che si schiuda il cuore dell’uomo perché vi nasca un amore nuovo: un amore che non conosce corruzione ed è assolutamente libero dall’avidità sia individuale che collettiva.

<3<3<3<3

La Nuova Umanità prenderà vita grazie a un’effusione di amore di smisurata abbondanza, e una simile elargizione di amore può solamente sgorgare dal risveglio spirituale suscitato dai Maestri Perfetti.

<3<3<3<3

L’amore è sostanzialmente contagioso: chi non ne ha lo prende da chi lo ha. Chi riceve Amore da altri non può non dare una risposta che è della natura stessa dell’amore.

<3<3<3<3

L’amore vero è invincibile: si rafforza e si espande fino a trasformare, alla fine, tutti quelli che tocca. L’umanità raggiungerà un nuovo modo di essere e di vivere mediante lo scambio libero e insopprimibile di amore puro tra cuore e cuore.

<3<3<3<3

Grazie all’amore divino la Nuova Umanità apprenderà l’arte di una vita armoniosa e collaborativa. Si libererà dalla tirannia delle forme morte e effonderà la vita creativa della saggezza spirituale; abbandonerà tutte le illusioni e si consoliderà nella Verità; godrà pace e perenne felicità; sarà iniziata alla vita dell’Eternità.

<3<3<3<3

L’Amore puro non è una cosa che si può imporre, né sottrarre a un altro con la forza. Deve manifestarsi dal di dentro con piena spontaneità. Quello che si può ottenere con una decisione audace è l’eliminazione di quei fattori che impediscono all’amore di manifestarsi.

<3<3<3<3

L’amore è la cosa più significativa della vita. Non può essere risvegliato che dal contatto con l’Incarnazione dell’amore. Meditazioni teoriche sull’amore potranno tessere una teoria al riguardo, ma il cuore rimarrà vuoto come prima. Amore genera amore; non lo si può risvegliare con alcun mezzo meccanico.

<3<3<3<3

Nello stato Aldilà, dal quale deriva l’universo intero e nel quale in fine esso si fonde, Dio è Amore infinito eternamente.

<3<3<3<3

Nella sfera mentale l’amore si esprime come completa rassegnazione alla volontà di Dio, l’Amato. Ogni desiderio egoistico è scomparso, comprese il volere intensamente la presenza dell’Amato, poiché l’enfasi ora è unicamente sul valore e la volontà dell’Amato e dell’unione con Lui.

<3<3<3<3

L’amore diventa consapevolmente infinito sia nell’essere che nell’espressione quando è trascesa la mente individuale. Questo amore può a ragione essere chiamato divino, perché è caratteristico dello stato di Dio nel quale ogni dualità è finalmente superata.

<3<3<3<3

La vita e l’amore sono inseparabili l’uno dall’altra. Dove c’è vita, c’è amore.

Brani tratti da DISCORSI – Meher Baba, Orizzonti Edizioni, maggio 2000

http://www.andreapangos.it/tutti/Pagine/Menu_verticale/Pensieri_spirituali/meher_baba_amore.html

<<<<<<<<<<<<<<<<3—-<3<<<<<<<<<<<<<<<<<<

Thoughts of love.

“In some people live by hatred, violence and
spirit of destruction, it is said that wherever not pass grows
more grass. This image is obviously symbolic, but it is not
exaggerated. Other things, however, which are inhabited by love and
goodness, they leave footprints everywhere really beneficial, and
who is to go after them for those places you hear
lighted, heated, brought to life. So, the fact of knowing
this truth, there inspires the desire to express to anywhere
as a beneficial presence? In all the places where you are,
at least for a moment think about pronouncing the auspices
best: “Let all those who come here are touched by
light! Since they are all children of God, is transmitted to them
desire to work for peace, brotherhood! “
You say that nobody has ever paralic a similar practice. But
why must you talk to someone? It is perhaps
necessarily suggest a desire for better things
beings to you dear? No, you do so voluntarily, because your
feelings push you to do so. So why not think
spontaneously to express my best wishes for the world
whole? “

Mikhael Omraam Aïvanhov


Spiritual Thoughts of Meher Baba

That humanity is reborn, we must that opens the human heart, because there arises a new love, a love that knows no corruption and is absolutely free from greed both individual and collective.

❤ ❤ ❤ ❤

The New Humanity will come to life thanks to an outpouring of love of boundless abundance, and a similar outpouring of love can only spring from the spiritual awakening sparked by Perfect Masters.

❤ ❤ ❤ ❤

Love is essentially contagious: those who do not take it from whoever has it. Those who receive love from others can not give an answer that is the nature of love.

❤ ❤ ❤ ❤

True love is invincible: strengthens and expands to transform the end, all those it touches. Humanity will reach a new way of being and living through the free exchange of love and irrepressible pure of heart and heart.

❤ ❤ ❤ ❤

Through divine love the new humanity will learn the art of living a harmonious and cooperative. It will free from the tyranny of dead forms and poured out the creative life of spiritual wisdom, abandon all illusions and will strengthen the Truth will enjoy peace and everlasting happiness will be started in the life of Eternity.

❤ ❤ ❤ ❤

Pure love is not something that can be imposed, nor subtract from another with force. It must be seen from the inside with complete spontaneity. What can be achieved with a bold decision is to eliminate those factors that prevent love to manifest.

❤ ❤ ❤ ❤

Love is the most important thing in life. It can not be awakened by contact with the incarnation of love. Theoretical meditations on love can build a theory on this, but my heart will remain empty as before. Love begets love, it can not be awakened by any mechanical means.

❤ ❤ ❤ ❤

Beyond state, under whom the entire universe and where it merges in the end, God is infinite Love eternally.

❤ ❤ ❤ ❤

The mental and love is expressed as a full resignation to the will of God, the Beloved. Every selfish desire has disappeared, including the intensely will the presence of the Beloved, since the emphasis is now solely on the value and the will of the Beloved, and union with Him

❤ ❤ ❤ ❤

Love becomes conscious being who is infinite in the expression is transcended when the individual mind. This love can rightly be called divine, because it is characteristic of the rule of God in which all duality is finally over.

❤ ❤ ❤ ❤

Life and love are inseparable from each other. Where there is life, there is love.

Excerpts from speeches – Meher Baba, Horizons Publishing, May 2000

http://www.andreapangos.it/tutti/Pagine/Menu_verticale/Pensieri_spirituali/meher_baba_amore.html

Gioisci


Gioisci

Gioisci la vita
chiudi gli occhi
apri il tuo cuore
per amore.

Guarda la luce
Nella tua anima.
Scaccia i fantasmi
della notte
e ascolta la mia voce,
grido il mio amore.
Dammi la mano,
siamo andati lontano
In un mondo nuovo
senza dolore
Ma completa libertà
e amore.

Spera in un domani sempre migliore
ed io ti seguirò
Perchè io sono tua sorella in amore.

21.12.2000 Poetyca

Enjoy

Enjoy your life
close your eyes
open your heart
to love.

Looking light
in your soul.
Drive away the ghost
of the night
and listen my voice,
I’m crying my love.
give me your hand,
we gone far
in a new world
without sorrow
but full freedom
and love.

Hope always in a good tomorrow
and I’ll follow you
cause I’m your sister in love.

21.12.2000 Poetyca

Vincente


Vincente

Vagare per stanze vuote,
riempire il silenzio con la musica,
ma non sono le tue parole.

Cercare negli sguardi della gente
Un po’ di calore…
Nulla vale, nulla riempie il cuore.

Sforzarsi di sorridere,cercare l’amore
Ma dove?
Guardati dentro, cosa c’è?
Emozioni perdute,
strane sensazioni,
cosa leggi? Dillo a me!

Sto aspettando le tue parole
Che mi facciano capire
Chi sono io per te?

Amica; sorella; spinta a lottare…
Per questa Vita e per il suo colore,
il suo profumo e l’amore che è dentro te.

Non soffocare ciò che provi,
fai emergere emozioni,
non ti possono far male,
hanno qualcosa da insegnare,
lotta per la tua Vita e per la sua Luce più vera!

Dopo il lungo inverno vedrai la primavera,
non sei solo perché io lotto con te!

Non offuscare il mio ricordo,
cerca intorno a te le sensazioni
e in ogni cosa che fai,
ricorda le mie parole:
“tu ce la puoi fare e Vincerai!”

02.12.2000 Poetyca

Winning

Wander through empty rooms,
fill the silence with music,
but they are not your words.

Look in the eyes of the people
A little ‘heat …
Nothing is, nothing fills the heart.

Strive to smile, look for love
But where?
Look inside, what is it?
Lost emotions,
strange sensations
What laws? Tell me!

I’m waiting for your words
I do understand
Who am I to you?

Friend, sister, driven to fight …
For this life and its color,
its smell and the love that is inside you.

Do not suppress what you feel,
emotions do arise,
you can not hurt,
have something to teach,
fight for your life and your truest light!

After the long winter will see the spring,
You are not alone because I fight with you!

Do not tarnish my memory,
looking around you feelings
and in everything you do,
remember my words:
“You can do it and win!”

02.12.2000 Poetyca

Stella


STELLA

Piccolo angelo,
piccolo tesoro,
la tua breve vita
quante cose ci ha insegnato,
quante cose pure ci ha regalato.
L’amore e la pazienza
Nel sopportare il dolore.
Dovevi riprendere il tuo volo
A noi hai lasciato
Un gran vuoto
Ed il cuore straziato.
Sappiamo che vivi nella Luce,
sei una grande stella luminosa,
segna il nostro cammino
ora che siamo nel buio,
accendi la nostra speranza,
stai a noi vicino,
nel buio della notte
guardando il cielo
vogliamo sentirti vicina
e sapere che la tua sofferenza
come la nostra non è stata vana
perché a chi ti è stato vicino
tu creatura piccola e fragile
hai insegnato il linguaggio
dell’amore.
Noi sappiamo che
un giorno potremo
ritrovarti ancora,
e saremo riuniti
nella luce dell’aurora,
che tu ci accoglierai
e ci stringerai
nel tuo abbraccio
di luce,
intanto siamo in cammino
per capire il senso
della tua breve vita,
vorremmo averti ancora accanto,
anche se confusi
cerchiamo di essere sereni,
ma sei tu che ci manchi.
Piccola stella fai sentire
Che ci sei ancora
Con tutto il tuo amore.

29.10.2000 Poetyca

STAR

Little angel
treasure,
your short life
taught us many things,
also gave us many things.
The love and patience
In the pain.
You had to take your flight
We’ve left
A great void
And the broken heart.
We know that live in the Light,
‘re a big bright star,
marks our path
now that we are in the dark
turn our hope,
‘re close to us,
in the dark
looking at the sky
we want to hold you near
and know that your suffering
like ours was not in vain
because who’s been close
small and fragile creature you
You taught the language
love.
We know that
one day we can
find you again,
and we will be meeting
in the light of dawn,
We welcome you
and we shook
in your embrace
light,
Meanwhile we are journeying
to understand the meaning
of your short life,
we still have you near,
although confused
try to be calm,
But it’s you that we lack.
Small star you hear
We’re still
With all your love.

29.10.2000 Poetyca

Sade


[youtube https://youtu.be/iHNwLH7Qemo]

Sade ([ʃɑːˈdeɪ] in inglese, /ʃaˈde/ sciadé in italiano) sono un gruppo jazz-pop britannico molto popolare, che prende il nome dalla propria leader Sade Adu. La loro musica fonde elementi di R&B, soul music, jazz e soft rock.

L’album di debutto, Diamond Life, fu pubblicato nel 1984 e raggiunse la posizione n. 2 nella UK Albums Chart, con oltre 1,2 milioni di copie vendute nel solo Regno Unito. L’album si aggiudicò anche il BRIT Award per il miglior album britannico del 1985. L’album fu un successo internazionale, raggiungendo la prima posizione in diversi Paesi e la top ten negli Stati Uniti, dove vendette oltre 4 milioni di copie. A fine 1985 i Sade pubblicarono il loro secondo album, Promise, che arrivò al numero 1 sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti.] L’album fu certificato nel Regno Unito con il doppio disco di platino dalla BPI e negli USA con il quadruplo disco di platino dalla RIAA. Nel 1986 la band vinse il Grammy Award al miglior artista esordiente.[4] Nel 2002 Sade ha vinto un Grammy con l’album Lovers Rock nella categoria “Best Pop Vocal Album; for solo artists, duos or groups” . Il sesto album registrato in studio, Soldier of Love, fu pubblicato l’8 febbraio 2010 a raggiunse il n. 4 in Inghilterra ed il n. 1 negli Stati Uniti Nel 2011 la band ha vinto il quarto Grammy Award per la “miglior performance R&B”

Secondo la RIAA Sade ha venduto 23,5 milioni di copie negli USA ed oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo. L’emittente televisiva VH1 li ha messi al 50º posto nell’elenco dei cento migliori artisti di tutti i tempi

https://it.wikipedia.org/wiki/Sade_(gruppo_musicale)

Sade (/ʃɑːˈd/ shah-day) are an English soul and R&B band formed in London in 1982. However, three of their members were originally from Kingston upon Hull in the East Riding of Yorkshire. Sade is the lead singer of the eponymous band. Their music also features elements of jazz and soft rock.

Sade’s debut album, Diamond Life, was released in 1984, reaching No. 2 in the UK Album Chart, selling over 1.2 million copies in the UK, and won the Brit Awardfor Best British Album in 1985.[1] The album was also a hit internationally, reaching No. 1 in several countries and the top ten in the US where it has sold in excess of 4 million copies. In late 1985, Sade released their second album, Promise, which peaked at No. 1 in both the UK and the US.[2][3] It was certified double platinumin the UK, and quadruple platinum in the US. In 1986 the band won a Grammy Award for Best New Artist.[4] Their 2000 album, Lovers Rock, won the Grammy Award for Best Pop Vocal Album. Sade’s sixth studio album, Soldier of Love, was released on 8 February 2010, and peaked at No. 4 in the UK, and No. 1 in the US. In 2011, the band won their fourth Grammy Award for Best R&B Performance by a Duo or Group with Vocals

Sade’s US certified sales so far stand at 23.5 million units according to Recording Industry Association of America (RIAA) and have sold more than 50 million units worldwide to date. The band were ranked at No. 50 on VH1’s list of the “100 greatest artists of all time.”

https://en.wikipedia.org/wiki/Sade_(band)

Dido



Dido Florian Cloud De Bounevialle O’Malley Armstrong (Londra, 25 dicembre 1971) è una cantante britannica, nota semplicemente come Dido.
Dido nasce al St. Mary Abbots Hospital a Kensington, Londra, dalla madre Clare Collins, poetessa, e dal padre William O’Malley Armstrong, editore e manager di origine irlandese. Cresciuta studiando e ascoltando musica classica, a sei anni inizia a frequentare la London Guildhall School Of Music, dove studia pianoforte e violino. Grazie anche all’influenza del fratello Rowland Constantine (detto Rollo), futuro leader del gruppo pop Faithless, entra in contatto con i generi musicali più svariati; comincia quindi a fare esperienza come cantante in varie band, prima di entrare nei Faithless nel ruolo di seconda vocalist. Con il gruppo parteciperà alla registrazione di Reverence (1996) e di Sunday 8pm (1998).

Nel 1995 Dido comincia a scrivere anche materiale proprio traendone varie demo, che, riunite in una raccolta intitolata Odds & Ends pubblicata su cd, catturano l’attenzione dell’Arista Records, portando alla firma di un contratto con Dido negli USA. Delle canzoni incluse in Odds & Ends, Take my hand è stata inclusa come bonus track in tutte le edizioni di No Angel, Sweet eyed baby è stata remixata e reintitolata Don’t think of me, mentre Worthless e Me sono state incluse solo nell’edizione giapponese.

https://it.wikipedia.org/wiki/Dido_(cantante)

Dido Florian Cloud de Bounevialle O’Malley Armstrong, known as Dido (/ˈdaɪdoʊ/, born 25 December 1971), is a British singer and songwriter. Dido attained international success with her debut album No Angel (1999). It sold over 21 million copies worldwide,[3] and won several awards, including the MTV Europe Music Award for Best New Act, two NRJ Awards for Best New Act and Best Album, and two Brit Awards for Best British Female and Best Album. Her next album, Life for Rent (2003), continued her success with the hit singles “White Flag” and “Life for Rent”.

Dido’s first two albums are among the best-selling albums in UK Chart history, and both are in the top 10 best-selling albums of the 2000s in the UK. Her third studio album, Safe Trip Home (2008), received critical acclaim but failed to duplicate the commercial success of her previous efforts.[5] She was nominated for an Academy Award for the song “If I Rise”. Dido was ranked No. 98 on the Billboard chart of the top Billboard 200 artists of the 2000s (2000–2009) based on the success of her albums in the first decade of the 21st century.[7] Dido made a comeback in 2013, releasing her fourth studio album Girl Who Got Away, which reached the Top 5 in the United Kingdom.

The Church


I The Church sono fra gli esponenti del rock psichedelico degli anni ottanta. La formazione è nata a Sydney, in Australia nel 1978.

Esordiscono nel 1980 con il singolo She Never Said. L’anno successivo pubblicano per il mercato australiano, il loro primo album intitolato Of Skins and Heart trainato dai singoli The Ungarded Moment, Too Fast for You e Tear It All Away, che a breve distanza viene pubblicato anche in Europa con il titolo di The Church.

La band propone un rock neopsichedelico con venature pop, sull’onda di analoghe neonate formazioni come R.E.M., Rain Parade, Green on Red, Dream Syndicate, Game Theory, The Triffids, Three O’Clock, Plimsouls, Hoodoo Gurus, The Long Ryders, si stava affermando nello scenario rock di quegli anni.

Il sound dei Church, tuttavia, si contraddistingue per le forti tonalità visionarie che, coi successivi album The Blurred Crusade (del 1982), Seance (del 1983) e Remote Luxury (del 1984), trovano la loro piena espressione.

Ma è con Heyday (del 1985) e Starfish (del 1988), che Steve Kilbey, Marty Willson-Piper, Peter Koppes e Richard Ploog sfiorano il successo mondiale, grazie a un rock che si fa più sostenuto e corposo e strizza l’occhio anche a sonorità più radiofoniche. Il singolo Under the Milky Way con le sue atmosfere agrodolci e arpeggi di chitarra che richiamano atmosfere irreali, rimane il loro brano più conosciuto, grazie anche ad un videoclip promozionale in assidua rotazione sulle televisioni musicali più note di quel periodo.

Il sound dei Church negli anni 90 si è sviluppato percorrendo nuove strade, pur mantenendo una coerenza stilistica di base, senza però ottenere il successo precedente. Si è accentuato l’uso dell’elettronica soprattutto negli album come Priest=Aura e Sometime Anywhere. Sono invece arrivati ad una buona mediazione tra il loro sound degli anni ottanta e la sperimentazione dei novanta nei lavori prodotti dopo il 2000: After Everything Now This, Forget Yourself e Uninvited, Like the Clouds, i tre dischi forse più completi e maturi che la band australiana abbia mai prodotto.

I componenti del gruppo hanno affiancato un’intensa carriera solista e di progetti paralleli. Si segnalano gli Hex e i Jack Frost di Kilbey, i Well di Koppes.

Il 17 ottobre 2014 esce il 25º album in studio intitolato “Further/Deeper”, registrato in soli otto giorni alla fine del 2013. L’album segna l’ingresso nella band del chitarrista Ian Haug al posto di Marty Wilson Piper che, secondo Kilbey, si era dichiarato non disponibile per l’incisione di un nuovo disco e ralativo tour.

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Church

The Church is an Australian psychedelic rock band formed in Sydney in 1980. Initially associated with new wave, neo-psychedelia and indie rock, their music later came to feature slower tempos and surreal soundscapes reminiscent of dream pop and post-rock. Glenn A. Baker has written that “From the release of the ‘She Never Said’ single in November 1980, this unique Sydney-originated entity has purveyed a distinctive, ethereal, psychedelic-tinged sound which has alternatively found favour and disfavor in Australia”.The Los Angeles Times has described the band’s music as “dense, shimmering, exquisite guitar pop”.

The founding members were Steve Kilbey on lead vocals and bass guitar, Peter Koppes and Marty Willson-Piper on guitars and Nick Ward on drums. Ward only played on their debut album and the band’s drummer for the rest of the 1980s was Richard Ploog. Jay Dee Daugherty (ex-Patti Smith Group) played drums from 1990 to 1993 and was replaced by Tim Powles, who has remained with them ever since. Koppes left the band from 1992 to 1997 and Willson-Piper left in 2013. He was replaced by Ian Haug, formerly of Powderfinger. Kilbey, Koppes and Powles also recorded together as “The Refo:mation” in 1997.

The Church’s debut album, Of Skins and Heart (1981), delivered their first radio hit “The Unguarded Moment” and they were signed to major labels in Australia, Europe and the United States. However, the US label was dissatisfied with their second album and dropped the band without releasing it. This put a dent in their international success, but they returned to the charts in 1988, with the album Starfish and the US Top 40 hit “Under the Milky Way”. Subsequent mainstream success has proved elusive, but the band retains a large international cult following and were inducted into the ARIA Hall of Fame in Sydney in 2011. The Church continue to tour and record, releasing their 24th studio album, Further/Deeper, in October 2014.
https://en.wikipedia.org/wiki/The_Church_(band)

PJ Harvey


Polly Jean “PJ” Harvey (Yeovil, 9 ottobre 1969) è una cantautrice e musicista britannica.

https://it.wikipedia.org/wiki/PJ_Harvey

Polly Jean Harvey, MBE (born 9 October 1969), known as PJ Harvey, is an English musician, singer-songwriter, writer, poet, composer and occasional artist.Primarily known as a vocalist and guitarist, she is also proficient with a wide range of instruments including piano, organ, bass, saxophone, harmonica and, most recently, the autoharp.

Harvey began her career in 1988 when she joined local band Automatic Dlamini as a vocalist, guitarist, and saxophone player. The band’s frontman, John Parish, would become her long-term collaborator. In 1991, she formed an eponymous trio and subsequently began her professional career. The trio released two studio albums, Dry (1992) and Rid of Me (1993) before disbanding, after which Harvey continued as a solo artist. Since 1995, she has released a further six studio albums with collaborations from various musicians including John Parish, former bandmate Rob Ellis, Mick Harvey, and Eric Drew Feldman and has also worked extensively with record producer Flood.

Among the accolades she has received are the 2001 and 2011 Mercury Prize for Stories from the City, Stories from the Sea (2000) and Let England Shake (2011)[ respectively—the only artist to have been awarded the prize twice—eight Brit Award nominations, six Grammy Award nominations and two further Mercury Prize nominations. Rolling Stone awarded her 1992’s Best New Artist and Best Singer Songwriter and 1995’s Artist of the Year, and listed Rid of Me, To Bring You My Love (1995) and Stories from the City, Stories from the Sea on its 500 Greatest Albums of All Time list. In 2011, she was awarded for Outstanding Contribution To Music at the NME Awards.[10] In June 2013, she was awarded an MBE for services to music.

https://en.wikipedia.org/wiki/PJ_Harvey

Sulla tela


Sulla tela

Non puoi smarrire il sole
tra gli aliti di vita
e tra le nubi ritrovi un sogno
che s’invola senza peso
Non puoi smarrire il senso
che ti chiama ancora
e tra colori di una tela
riconosci la storia
della tua anima leggera

01.09.2003 Poetyca

On the canvas

You can not lose the sun
between the breaths of life
between the clouds and find a dream
that flies away without weight
You can not lose the sense
you still call
and among colors of a painting
recognize the history
light of your soul

01.09.2003 Poetyca

Radiohead


I Radiohead sono un gruppo musicale rock inglese proveniente dall’Oxfordshire e formatosi nel 1985. Fino al 1992, quando cambiarono nome, erano noti come On a Friday. Hanno venduto più di 30 milioni di dischi in tutto il mondo.

La band è formata da Thom Yorke (voce, chitarra, pianoforte), Jonny Greenwood (chitarra solista, tastiere), Ed O’Brien (chitarra, voce di supporto), Colin Greenwood (basso elettrico, sintetizzatori) e Philip Selway (percussioni).

I Radiohead pubblicarono il loro primo singolo, Creep, nel 1992. La canzone fu inizialmente un insuccesso, ma dopo la pubblicazione dell’album di debutto Pablo Honey, il singolo ebbe un inaspettato successo mondiale. L’album, seppur ben accolto negli Stati Uniti, passò quasi inosservato in Inghilterra. Il successo in patria arrivò solo con il secondo album, The Bends (1995), che fece guadagnare al gruppo numerosi fan. La loro reputazione crebbe ancor di più con l’uscita del terzo album; caratterizzato da un suono più esteso e dal tema ricorrente dell’alienazione moderna, OK Computer (1997) è riconosciuto da diversi critici come una pietra miliare della musica rock degli anni novanta.
Con i loro successivi album Kid A (2000) e Amnesiac (2001), la popolarità dei Radiohead arrivò ai massimi livelli. Con questi dischi la band conobbe un’ulteriore evoluzione del proprio stile musicale, fortemente influenzato dalla musica classica contemporanea, dal free jazz e dall’elettronica. Il loro sesto album, Hail to the Thief (2003), caratterizzato da testi maggiormente rivolti all’attualità, è sembrato mescolare influenze da tutta la carriera della band.

I Radiohead, dopo quattro anni di assenza dalle scene, nel 2007, completarono le registrazioni del loro settimo album, intitolato In Rainbows, disponibile per il download digitale a partire dal 10 ottobre 2007.

Nel 2011 il gruppo ha pubblicato il suo ottavo album in studio, The King of Limbs, scaricabile anch’esso dal sito della band a partire dal 18 febbraio 2011.

La rivista statunitense Rolling Stone ha incluso cinque album dei Radiohead nella sua lista dei 500 migliori album: Kid A alla posizione 67, The Bends alla 111,OK Computer alla 162,[14] Amnesiac alla 320 e In Rainbows alla 336.[16] La stessa rivista ha inoltre inserito i Radiohead alla posizione numero 73 nella propria lista dei 100 migliori artisti. Gli stessi cinque album sono inseriti nel libro 1001 Albums You Must Hear Before You Die.

https://it.wikipedia.org/wiki/Radiohead

Radiohead are an English rock band from Abingdon, Oxfordshire, formed in 1985. The band consists of Thom Yorke (lead vocals, guitar, piano), Jonny Greenwood (lead guitar, keyboards, other instruments), Colin Greenwood (bass), Phil Selway (drums, percussion, backing vocals) and Ed O’Brien (guitar, backing vocals).

Radiohead released their debut single “Creep” in 1992. It became a worldwide hit after the release of the band’s debut album, Pablo Honey (1993). Their popularity rose in the United Kingdom with the release of their second album, The Bends (1995). Radiohead’s third album, OK Computer (1997), propelled them to international fame; featuring an expansive sound and themes of modern alienation, OK Computer is often acclaimed as one of the landmark records of the 1990s and one of the best albums of all time.

Kid A (2000) and Amnesiac (2001) marked a dramatic evolution in Radiohead’s musical style, as they incorporated experimental electronic music, krautrock and jazz influences. Hail to the Thief (2003), a mix of piano and guitar rock, electronics, and lyrics inspired by war, was the band’s final album for their record label, EMI. Radiohead self-released their seventh album In Rainbows (2007) as a digital download for which customers could set their own price, to critical and chart success. Their eighth album, The King of Limbs (2011), was an exploration of rhythm and quieter textures, and was also self-released.

Radiohead have sold more than 30 million albums worldwide.[7] Their work places highly in both listener polls and critics’ lists of the best music of the 1990s and 2000s.[8][9] In 2005, they were ranked 73rd in Rolling Stone’s list of “The Greatest Artists of All Time”; Jonny Greenwood (48th[10]) and O’Brien were both included in Rolling Stone‍ ’​s list of greatest guitarists, and Yorke (66th[11]) in their list of greatest singers. In 2009, Rolling Stone readers voted the group the second best artist of the 2000s.

https://en.wikipedia.org/wiki/Radiohead