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Conoscere ed ignorare – Know and ignore – Socrate




🌸Conoscere ed ignorare🌸

“Esiste un solo bene,
la conoscenza
e un solo male,
l’ignoranza.“

Socrate
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Know and ignore

“There is only one good,
knowledge
and only one evil,
ignorance. “

Socrate

Universo – Universe – Ejay Ivan Lac




🌸Universo🌸

Non riuscirai mai
ad attraversare l’universo,
semplicemente restando
a guardare le stelle.

Ejay Ivan Lac
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Universe

You will never succeed
to cross the universe,
simply by staying
watching the stars.

Ejay Ivan Lac

Amore e Libertà – Love and Freedom Involution


Amore e Libertà

Involuzione

“Ciò che viene chiamato “involuzione” è il processo attraverso il
quale l’essere umano è sceso dalle regioni celesti. Via via che
egli procedeva in questa discesa nella materia e si allontanava
dal fuoco primordiale, si caricava di corpi sempre più densi,
sino al corpo fisico. Esattamente come in inverno quando, dovendo
affrontare il freddo, siamo costretti a infilarci una quantità di
indumenti, a partire dalla maglia fino ad arrivare al cappotto.
Per riprendere ora il cammino verso le altezze, l’essere umano
deve svestirsi, simbolicamente parlando, ossia deve sbarazzarsi
di tutto ciò che lo appesantisce. Invece di continuare a
sprofondare in preoccupazioni di ogni genere e in attività
eteroclite e inutili, deve imparare a rinunciare, a liberarsi. È
l’accumulo che favorisce la discesa. Ogni pensiero, ogni
sentimento o desiderio che non sia di natura spirituale va ad
incollarsi a lui come la brina sui rami degli alberi in inverno.
Occorre che il sole della primavera ricominci a brillare in noi
perché la brina si sciolga, perché noi ritroviamo il nostro vero
essere… e possiamo sentirci attraversare dal soffio divino.”
Omraam Mikhaël Aïvanhov

Kali – Yuga

In esoterismo l’attuale fase storica, è definita Kali-Yuga. Questo termine, il cui significato è l’era di Kalì, è tratto dalla speculazione indiana dei Veda. La Kali-yuga, è la faccia con un solo punto: quello perdente. Essa si caratterizza per la non possibilità di alternativa, in quanto l’umanità dovrà percorrere completamente questo calvario di sofferenze, per redimersi. Una catarsi dovuta al fatto che l’uomo è decaduto, ha perso le sue prerogative divine, è vittima dell’illusione della materia. L’involuzione spirituale tocca il suo zenit: è un continuo precipitare, un vorticoso perdersi. Quest’era è stabilita nei Veda nella durata di 1000 anni divini, con poi 100 per ciascun crepuscolo, per complessivi 1200 anni divini. In quest’ultimo periodo, quello attuale iniziato nel 3102 a. C., la virtù è ridotta a un quarto. Dove per virtù si deve intendere la capacità dell’Uomo di comprendere il messaggio dell’Assoluto, e la sua funzionalità alla creazione.
E’ perciò questa l’epoca più corrotta, quella del materialismo, della perdita dei valori, della morte spirituale, della ‘disputa, della discordia, della confusione ed è dominata dalle tenebre rappresentate da Kali, la Sakti tremenda di Siva, distruttrice del tempo.
Kali è colei che porta morte e distruzione, ma al contempo speranza di un futuro. In quanto è colei che segna, come la morte dei tarocchi, la fine di un ciclo decadente e la sua rinascita. Solo abbattendo l’attuale stato delle realtà, sarà possibile erigerne uno nuovo. Questa epoca degenerata è caratterizzata da uno sfrenato desiderio di ricchezza e lussuria, dalla mancanza di fede e di onore, dal ritualismo religioso. Un ritualismo religioso, che ha sostituito il vero messaggio
esoterico, di risveglio tramite la trasmutazione interiore. Lo ha nascosto e mutato, corrompendo la tradizione Universale e Perenne. Al fine di relegare l’umanità in uno stato di beata ignoranza.
La Kali – Yuga, è segnata da gravi disordini sociali, da tensioni economiche, da manifestazioni di violenza compulsiva, ed è indicata oltre dai veda indiani, da numerose dottrine esoteriche, e da molteplici pensatori: Guenon, Evola, Samael Aun Weor, Blavatsky Helena, Gurdjieff, ecc.. Tutti questi pensatori e movimenti, concordano nel ritenere che la condizione umana, invece di progredire è decaduta. Come se al progresso materiale, sia correlato un regresso spirituale. L’uomo moderno, ha perso il legame con il mondo tradizionale, rendendo sottile il legame con l’Assoluto. Legame che può e deve essere recuperato, in quanto unica via di uscita dal caos. E’ proprio in quest’epoca, che gli Illuminati, i Maestri, gettano i semi della conoscenza, affinché coloro che sapranno cogliere il frutto del giardino dell’Eden, siano in grado di ottenere il risveglio.

Tratto da: http://www.robertolapaglia.org/

Amore e Consapevolezza

…AMORE… questo termine apre dinanzi ad ognuno orizzonti sconfinati, capaci di offrire la prospettiva di un universo meraviglioso che vede protagonista l’intera manifestazione.
Il solo pronunciare la parola …Amore… fa sì che il Cuore si scaldi, si espanda e subito la mente porta ognuno nella dimora del proprio Amore, o meglio, del concetto che si ha di Esso. L’Amore fa vivere emozioni travolgenti, irripetibili, come ad esempio la nascita di un figlio, l’incontro con la persona amata, l’incontro con il Maestro, la scoperta di un rapporto più profondo e diretto con il Divino.
Quello degli esseri umani è un percorso lungo: la vita è un’avventura straordinaria e va vissuta come tale, proprio come un’avventura ricca di fascino di mistero e di imprevedibilità ma … mai abbassare la guardia, mai distrarsi, neanche per un solo istante: ogni momento potrebbe essere quello giusto per cogliere al volo l’occasione per migliorare la propria vita, e per fare ciò è necessario essere pronti, avere coraggio, perché ogni circostanza offre un’opportunità di crescita. Anche le situazioni più critiche, quelle che talvolta inducono a correre il rischio di “chiudere” e “indurire” il Cuore, a causa del dolore e della sofferenza che procurano, costituiscono dei momenti particolari dell’esistenza che possono trasformarsi e diventare un’opportunità di crescita, se vissuti con consapevolezza e intelligenza. Mai cedere al fascino perverso e subdolo della sofferenza perché, per quanto ogni essere detesti soffrire e tema la sofferenza, quando essa, inesorabile, bussa alla porta di ogni esistenza cerca di trovare una dimora stabile, e a volte capita che la trovi, protetta e sostenuta dai limiti, dalle paure, dalle illusioni, dall’ignoranza, insomma a causa di uno scarso livello di Coscienza.
Ma se quella della sofferenza è una sfera d’ombra presente in ogni esistenza umana (almeno fino a quando non si diventa Coscienti) è altrettanto vero che essa può essere vinta attraverso la Luce che vince ogni tenebra: …l’AMORE.
Il tutto ha principio dall’Amore di sé, che è ben lontano dall’egocentrismo e dal narcisismo.
Ma parliamo della Donna: ella prima di ogni altra cosa è figlia, poi sorella, amica, amante, moglie, compagna, madre e il ciclo continua all’infinito.
Ogni Donna è un essere sublime, incantevole, Ella è un riflesso Divino che emana energia, forza, gioia, armonia e …AMORE…
Non esistono Donne belle o Donne brutte, semmai esiste un concetto riferito ad un’idea di Bellezza che viene comunque completamente stravolta da tutto ciò che la Bellezza comprende, e che è ben lungi dall’essere solamente un fatto esteriore: i diamanti brillano tutti della stessa luce, siano essi piccoli o grandi, solo il buio occulta il loro splendore, quel “buio” generato dall’inconsapevolezza.
Il primo passo da compiere per imparare ad amare se stesse è costituito dal diventare consapevoli dell’Essenza Divina che anima la propria vita. Non amare se stesse è come negare l’Amore Divino che ci ha generate e che dà l’impulso all’intera esistenza. Comprendere profondamente questo aspetto pone nelle condizioni di intraprendere la via che conduce ad una crescita spirituale concreta e consapevole.
Quello evolutivo è il sentiero che conduce alla perfezione dell’essere, ed è a questa perfezione che si deve aspirare, vedendola come una meta raggiungibile, un obiettivo, uno scopo da perseguire con tenacia, coraggio e piena fiducia nelle proprie possibilità.
Tutto ha principio da noi stesse, qui e ora, ed è lì (all’interno del nostro essere) che è necessario concentrare la nostra attenzione, diventando consapevoli delle nostre qualità, delle nostre potenzialità, riconoscendo i limiti e trasformandoli in virtù, facendo leva su quelle che sono le qualità e le caratteristiche elevate specifiche del nostro essere.
La realizzazione di tutte le virtù umane, o gran parte di esse, può essere conseguita da un essere che si è liberato da tutti gli attaccamenti. Per fare ciò, che costituisce una grande liberazione, è necessario comprendere quali sono i limiti e i condizionamenti che impediscono tale realizzazione. Tutti gli esseri sono “calati in un cosmo individuale”, un piccolo mondo esclusivo fatto di convinzioni e di pregiudizi che tende ad allontanarli, sempre di più, dalle Leggi Divine Universali più profonde che reggono e mantengono l’Armonia Cosmica.
Spesso si vive nella convinzione che la gioia e la serenità derivino da un senso di completezza, che può essere dato principalmente da una relazione di coppia armoniosa ed equilibrata ma. Sebbene in questa convinzione non ci sia nulla di strano, è doveroso riconoscere che essa appartiene a quella categoria di idee preconcette che inducono ai più grandi errori umani, proprio a causa della loro apparente legittimità che però nasconde il rischio più grande: quello di perdere la propria identità, la propria libertà, a causa di una volontaria sottomissione, frutto di una forma subdola di vigliaccheria o semplicemente dell’incapacità di prendere in mano le redini della propria esistenza. Questo è un gioco molto pericoloso che, oltre a mettere a repentaglio noi stesse, provoca il generarsi di un’idea totalmente distorta dell’Amore che riduce in schiavitù noi stesse e chi ci è a fianco, con tutte le conseguenze karmiche che un atteggiamento di questo tipo può generare.
Dalla coppia alla famiglia, dalla famiglia ai rapporti sociali, ognuno è alla ricerca di protezione. Ma da chi o da che cosa è necessario proteggersi se non dai propri limiti? D’altra parte non bisogna essere dei geni per comprendere che se non si superano i propri limiti si resta degli esseri incompleti, anche se si ha accanto un partner eccezionale. Ma presto o tardi arriva, anche per coloro che non hanno neanche un barlume di coscienza della “Vita Reale”, quel senso di vuoto incolmabile, inspiegabile, che rende fragili e indifesi, al quale si usa dare il nome di “ansia” o “attacco di panico”. Non è null’altro che la Coscienza che inizia a volere uno spazio, ed è l’unica cosa che può colmare quel particolare “senso di vuoto”.
Quindi è necessario cominciare da se stessi, ma questo non vuol dire necessariamente che si deve iniziare a scavare nel fango e nei luoghi più bui del proprio essere per trovarsi di fronte a penosi e sofferenti vissuti interiori, è semplicemente necessario iniziare a considerare la possibilità di cambiare i propri schemi mentali per liberarsene ed iniziare a vivere pienamente se stesse come esseri divini.
Uno psicologo contemporaneo molto noto afferma che “…la consapevolezza è l’unica cosa capace di determinare cambiamenti e trasformazioni profonde”. Troppo spesso gli esseri trascorrono intere esistenze alla ricerca spasmodica di una continua approvazione da parte di chi li circonda, prima dei genitori, poi dei professori, dei compagni di scuola, del proprio partner e dell’interra società e, sebbene sia un fatto tanto comune quanto diffuso sia fra gli uomini che le donne, non può essere considerato normale e tanto meno accettabile in un momento storico in cui più che mai è necessario risvegliare la propria coscienza. Quindi, con buona volontà e pieni di fiducia in se stessi è, prima di ogni altra cosa, necessario imparare a riconoscersi come esseri divini, e comprendere che è per Volontà Divina che ogni essere occupa in questo mondo, in questo momento, un posto che gli spetta per merito e/o per diritto e che questo comporta delle responsabilità che per alcuni non si limitano solo alla continuazione della specie.
Nei libri si parla di esseri straordinari che hanno cambiato le sorti dell’intero universo in nome dei più sublimi ideali, esseri che hanno avuto il coraggio delle proprie convinzioni e che non sono mai scesi a compromessi, a costo della loro stessa vita.
Ogni donna consapevole, essendo testimone di un dono Divino immenso, ha il dovere di elevare se stessa al di sopra dei banali limiti che le forniscono solo gli alibi per condurre un’esistenza esteriorizzata ed estranea alla Verità Reale.
Tutto ha origine dall’Amore, ed è l’Amore, sotto ogni sua forma, che va perseguito, suscitato e vissuto come una forma di intima fusione con l’Assoluto. Non esiste nessuno al di fuori di se stessi che possa condurre alla Suprema Dimora dell’Amore, che non ha né mura né cancelli se non quelli che crea l’essere stesso ogni volta che cede, per esempio, alla gelosia, al senso del possesso, all’attaccamento. Questi sentimenti, oltre a generare una barriera fra se stessi e l’Amore, sono causa di un’involuzione spirituale, che si manifesta con un drastico abbassamento del livello vibratorio e che conduce inesorabilmente ad una deleteria amplificazione dell’ego, il quale è senza dubbio l’antitesi dell’Amore, come di tutti i sentimenti elevati e sublimi e di tutte le virtù.
Il coraggio che contraddistingue ogni Donna è straordinario: ella ha il coraggio della vita e della morte. Una Donna attraversa le fiamme della passione ed ogni volta è pronta a gettarsi nel fuoco, ha infinite risorse per rigenerare se stessa e quando ama è capace di vincere ogni difficoltà in nome dell’Amore. Ma come è vero che per una Donna è semplice e naturale mettere in gioco la sua stessa vita per Amore, è altrettanto vero che spesso non riesce a riflettere neanche un barlume di quello stesso Amore verso se stessa.
L’Amore verso se stessa di cui si parla non va assolutamente confuso con l’egoismo, si tratta soprattutto di imparare a valutare se stesse come esseri compiuti, completi, e riconoscere l’Uomo come colui che è differente da se stessa ma non colui che le manca per essere completa. Sono le caratteristiche specifiche maschili per un Uomo e quelle specifiche femminili per una donna che ogni essere deve amplificare e portare alla perfezione. E’ un errore pensare che un Uomo senza una Donna sia incompleto e viceversa, e che ciò che manca all’uno lo si deve cercare nell’altro, perché in questo modo ognuno, individualmente, resterebbe incompleto e carente. E’ per questo che quando una storia d’Amore finisce il partner che viene lasciato vive il dramma della perdita, dell’abbandono e del tradimento, e spesso finisce anche per perdere fiducia in tutti gli esseri del sesso opposto.Questo è un errore tanto frequente quanto deleterio sia per la categoria maschile che per quella femminile, e non è raro incontrare uomini che arrivano a convincersi che le donne siano tutte prostitute o degli esseri poco intelligenti, e donne che arrivano a convincersi che gli uomini siano degli esseri superficiali con il pallino del sesso, completamente soggiogati dal fascino femminile… e come dargli torto, del resto, se le cose stessero veramente così?
Ma le cose non sono esattamente così, infatti le ragioni e le motivazioni che sono la causa di molte incomprensioni sono molto più profonde e vanno ricercate all’origine.
Cerchiamo di comprendere bene il concetto di completezza al quale si è accennato in precedenza: l’Uomo e la Donna sono complementari e questo è un fatto indiscutibile, in quanto ognuno di essi ha delle caratteristiche specifiche proprie del genere al quale appartiene. Ma questo non vuol dire che si completano a vicenda e che l’uno senza l’altra sono esseri incompleti, perché, se così fosse, ogni unione fra un Uomo e una Donna dovrebbe condurre entrambi gli esseri alla perfezione, ma ciò non avviene. Qual è dunque la motivazione profonda di questo “insuccesso”?
Essa è paradossalmente semplice e facilmente comprensibile per un essere che ha, anche solo in minima parte, compreso la Legge della Risonanza e le dinamiche karmiche ed evolutive. Se un individuo, sia esso Uomo o Donna, ha delle carenze in uno qualsiasi degli ambiti della propria sfera esistenziale non può e non ha il diritto di credere che ci possa essere qualcun altro che rimedi alle proprie carenze. Facciamo un esempio banale: se, per esempio, una donna ha delle difficoltà a ricordarsi alcune cose come la scadenza del pagamento di una bolletta, e invece per il partner è una cosa spontanea e naturale, però stenta a ricordare la data del compleanno dei figli, degli amici più cari, o degli anniversari, cosa che ad una Donna difficilmente accadrebbe, non vuol dire che i due partner siano complementari, infatti, da questo esempio si evince che i partner, che sono due esseri distinti, valgono per una persona, e che, pur stando insieme, sopperendo a vicenda alle mancanze dell’altro, individualmente rimangono degli esseri incompleti, ed è questo il vero dramma.
Un Uomo ed una Donna, insieme, devono sì aspirare a diventare Uno, ma questo non vuol dire che devono essere due metà, essi devono aspirare a diventare due unità perfettamente complete, per compiere la fusione totale che genera l’Unione Cosmica che conduce alla Realizzazione Suprema e alla comunione con l’Assoluto Divino.
Quindi è bene guardarsi dentro e comprendere che la pienezza interiore non può essere data dall’approvazione di coloro che ci circondano e soprattutto del partner, perché questo determinerebbe una dipendenza straziante, dannosa e devastante, sul piano spirituale, per entrambi i partners.
Lo scopo di un percorso di conoscenza che conduca alla piena consapevolezza di sé, è essenzialmente questo: diventare degli esseri perfetti, delle Donne elevate, complete, pienamente femminili, intelligenti, sensuali, consapevoli di se stesse, del proprio valore, piene di dignità, capaci di distinguere l’Amore dalla necessità di sentirsi amate che, intendiamoci, non è una colpa, ma induce spesso a commettere degli errori dei quali si è responsabili per se stesse e per l’altro. Infatti non è raro che poi si cerchi di addossare tutte le colpe all’altro, adottando atteggiamenti che rasentano il vittimismo, degradanti e anti spirituali, sintomo di poca intelligenza in considerazione soprattutto del fatto che esiste la legge del karma, la quale inesorabilmente presenta presto il conto per gli errori commessi.
L’Amore non va estorto, va suscitato nell’essere che intendiamo conquistare, e se ciò non avviene non ci si può concedere la banale superficialità di illudersi che è chi ci è di fronte a non essere pronto ad amare ad un certo livello, perché non si deve mai dimenticare che incontriamo sempre delle persone con le quali siamo in risonanza, che ci fanno da specchio e che nei limiti che vediamo in loro non possiamo che riconoscere i nostri, che forse si manifestano in modo diverso ma hanno la stessa origine e sono della stessa natura.
La più grande garanzia per se stesse e per coloro con i quali si entra in contatto è l’AMORE. Solo se si Ama profondamente si può beneficiare di una protezione Divina e di un sostegno inimmaginabili, solo in questo modo il rapporto con l’altro può offrire un’opportunità di crescita straordinaria.
Ma andiamo per gradi, iniziamo con l’Amore verso se stesse e da un principio sublime ed elevato: …L’Amore è Libertà.

Shiva e Shakti – La coppia cosmica

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Lo SHIVA PURANA afferma che “l’intero universo è stato creato da SHIVA e SHAKTI”. Essi simboleggiano due polarità opposte, due principi assoluti ed eterni: il Maschile ed il Femminile, che attraverso la loro unione danno vita all’intera manifestazione.
Il Pantheon induista è popolato di divinità; quasi tutte hanno una controparte, poiché si crede che ogni principio superiore può esistere solo attraverso una combinazione di maschile e femminile. Di conseguenza, ogni divinità maschile è concepita come inseparabile da un’Energia contraria femminile o SHAKTI.
“SHIVA è L’Esistenza Pura, il Principio Divino immortale. SHIVA è pura Coscienza, incondizionata e trascendente. SHIVA è la divinità della mente, il Signore dello Yoga, il Maestro dei tre mondi e il vincitore sulla morte”. (SHIVA PURANA)
SHIVA è il principio della forza centrifuga per mezzo della quale ogni vita, ogni forma, ogni sistema cosmico si dissolve nell’infinita immensità del divino. Tutto ha origine in Lui. Egli è la forza di espansione del mondo, è la fonte energetica dell’esistenza, il principio della vita, ma anche il principio della dissoluzione e della trasformazione.
La forza trascendentale di SHIVA è una porta d’ingresso che conduce al di là delle cose terrene; va dal mondano al metafisico e fa nascere la comprensione della reale natura dell’esistenza. E’ il potere penetrante della pura coscienza non differenziata; è la qualità trascendente estatica dell’evoluzione. Cielo e terra trovano in SHIVA la loro sintesi, poiché Egli è anche nel mondo, nella natura, negli animali, nella sete stessa di vita di ogni essere vivente.
SHIVA significa il “Benigno” e da questo punto di vista costituisce l’aspetto benefico della divinità, mentre l’aspetto terribile è rappresentato da RUDRA o “Fiammeggiante”, colui che fa scorrere le lacrime.
Il dualismo positivo/negativo caratterizza sempre la figura di SHIVA. Si tratta di componenti apparentemente contraddittorie ma che in realtà si riferiscono ad aspetti diversi in cui si manifesta la divinità. Infatti le sue ipostasi sono numerose (1008) ed ognuna esprime alcune caratteristiche specifiche che gli sono proprie.
Poiché tutto vibra, tutto ha un ritmo, SHIVA è anche il Signore del ritmo e della danza e come tale dà origine al mondo delle forme. La sua rappresentazione artistica più importante e nota è appunto NATARAJA, SHIVA il Signore della Danza. La danza, considerata un tipo di magia, in quanto permette di liberare le forze soprannaturali del danzatore, costituisce in SHIVA un vero e proprio atto creativo.
Come abbiamo già accennato, SHIVA non può essere concepito senza la sua metà femminile, la SHAKTI. Egli può diventare attivo solo quando l’energia della SHAKTI gli dà forza. Senza SHAKTI, SHIVA diventa SHAVA, ossia un corpo senza vita.
Nell’induismo, la SHAKTI viene promossa al rango di Madre divina, che alimenta tanto l’Universo e tutte le sue creature quanto le molteplici manifestazioni degli dèi. In ciò emerge una sorta di riscoperta religiosa del mistero della Donna, in quanto ogni donna rappresenta un’incarnazione della SHAKTI. Essa simboleggia l’irriducibilità del sacro e del divino, l’essenza inafferrabile della realtà ultima. La Donna incarna allo stesso tempo il mistero della Creazione e il mistero dell’Essere, di tutto ciò che è e che diviene, che muore e rinasce in modo incomprensibile.
SHAKTI: dalla radice shak significa essere capace di fare, avere la forza di fare, di agire; sostanzialmente vuol dire potenza. Essa è il principio universale di energia, potenza e creatività. SHAKTI è inseparabile da colui che la possiede – SHAKTIMAN, principio maschile o Padre Universale. L’universo è il prodotto di questa coppia di opposti: uno statico (SHAKTIMAN) l’altro dinamico (SHAKTI). La parte esteriore di ogni cosa è l’aspetto creativo della forza dinamica, e all’interno di ogni creatura dinamica c’è la forza statica, che è il nucleo dell’esistenza fenomenica.
SHIVA e SHAKTI costituiscono la contrapposizione dei principi costitutivi dell’universo; il primo è lo spirito, l’uomo cosmico (PURUSHA), la seconda è l’energia del mondo (PRAKRITI). L’intera manifestazione è il prodotto dell’energia che deriva dalla potenza della loro unione che genera beatitudine; ovvero è il prodotto della gioia e del piacere.
Il congiungimento di SHIVA e SHAKTI simbolizza l’impulso a riunire “l’essere”, la consapevolezza e la potenza, l’energia, l’aspetto trascendente e l’aspetto immanente. A SHIVA è proprio l’essere, l’immutabilità, la natura dell’atma o principio cosciente; a SHAKTI è proprio invece il movimento, il mutamento; essa è l’origine di ogni produzione, generazione e vivificazione.
SHAKTI è ciò che in un essere vi è di potenza non ancora attuata nella forma di SHIVA; SHIVA è invece ciò che in esso vi è di unificato e trasmutato, di ricongiunto con se stesso, di trasparente e luminoso. In particolare, alla prima corrisponde tutto ciò che è materia, corpo e mente, al secondo il principio cosciente; entrambi si presentano dunque nel tantrismo solo come due modi di apparire di un unico principio, di un’unica realtà. La loro sintesi suprema è paragonabile ad una fiamma che ha consumato tutta la materia e ora è soltanto se stessa, come pura energia o atto puro.
Si narra che per reggere l’universo e tutte le sue creature, SHIVA, in quanto assoluto neutro, si sia diviso in due parti complementari. Dall’unione del Dio e della Dea si forma ogni realtà vivente. Dall’unione della coppia mistica procede l’intero universo nei suoi aspetti sia statici e stabili, sia dinamici; sia nelle forme immateriali e coscienti, sia in quelle immateriali e inconsce. Gli elementi attivo/passivo, maschile/femminile, che appaiono solo nella loro opposizione, sono in verità uno solo. Nell’iconografia indù questo pensiero viene rappresentato mediante una figura androgina, metà maschile e metà femminile che racchiude in sé sinteticamente tutti gli aspetti e le caratteristiche delle due polarità: ARDHANARISHVARA.
Durante i rituali sessuali tantrici i due amanti ricreano tale ricongiungimento tramite l’unione mistica, in cui diventano essi stessi due divinità grazie a un processo di trasfigurazione reciproca, realizzando interiormente il perfetto Stato Androginale.
L’uomo e la donna incarnano, durante l’atto amoroso con consacrazione, continenza e trasfigurazione, i due principi divini, SHIVA e SHAKTI, che si fondono in un abbraccio cosmico inebriandosi di beatitudine infinita.
La coppia umana diventa una Coppia Divina, Cosmica e trasforma un atto fisico in un momento sacro nel quale si producono dei vissuti interiori sublimi, elevati, estatici che sfociano in stati di coscienza superiori e permettono di realizzare l’Assoluto.
Il processo di trasfigurazione naturalmente non deve rimanere circoscritto all’ambito della fusione amorosa. In ogni momento, due esseri che si amano devono trasfigurare se stessi e l’altro come SHAKTI o SHIVA. L’uomo deve riconoscere nella donna l’incarnazione della SHAKTI, la manifestazione dell’energia primordiale creatrice, e adorarla come una Dea, così come la donna deve riconoscere nell’uomo l’incarnazione di SHIVA, la manifestazione della Coscienza Divina ed esprimere nei suoi confronti devozione e amore infinito.
Ogni donna, identificandosi con SHAKTI ne assimilerà, gli attributi specifici. Inizierà a manifestare un’energia splendida, irresistibile che esprime attraverso la passione, ma anche una bellezza profonda, delicatezza, grazia interiore e armonia. Dimostrerà saggezza, compassione e calma, ma anche forza, potenza e una volontà ferrea.
Un’autentica SHAKTI emana il sortilegio della dolcezza che inebria di divino il suo SHIVA; è capace di trasmettere una felicità profonda e di trasformare la vita in una meravigliosa beatitudine. Con il suo potere incantatore l’esistenza diventa un’opera celeste, che rivela i segreti mistici dell’estasi e che fa scorgere il ritmo delle armonie della potenza della creazione.

Essere Donna

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L’universo femminile è quanto di più affascinante e misterioso possa esistere. Comprenderlo appieno è impresa pressoché impossibile, in quanto la caratteristica principale che lo governa è quella di “obbedire” alla Legge del Mutamento, che in verità rende la donna libera e indipendente da qualsiasi schema comportamentale. La parola chiave che racchiude buona parte del significato intrinseco della Legge del Mutamento è CICLICITA’, che a sua volta ci rimanda ad un’altra dimensione che ne esplica la causa: la dimensione Ciclica Lunare.
Cerchiamo ora di comprendere le ragioni per cui la “ciclicità” caratterizza ancora oggi la femminilità collocandola in una posizione privilegiata rispetto al genere maschile. Il modello sociale attuale ha cancellato i riti iniziatici che si sono perpetuati nel corso dei secoli in tutte le popolazioni di ogni luogo, per lasciare il posto ad una “filosofia del comportamento” di natura fortemente razionale destinata più a “classificare” in una fascia di appartenenza, in base al sesso e all’età, che a preparare gli individui ad affrontare le varie fasi di crescita attraverso una responsabilizzazione ed un sostegno reale.
I riti iniziatici presenti in ogni società arcaica erano legati ai principali passaggi dell’esistenza umana come la nascita, la sessualità, il matrimonio e la morte che li presiede tutti; la ragion d’essere di ogni rito iniziatico consisteva e consiste nel facilitare quelli che possiamo definire dei veri e propri “passaggi spirituali” che scandiscono il tempo dell’esistenza di ogni essere umano.
Per quello che riguarda i riti iniziatici femminili, si ritiene fossero meno “formalizzati” essendo già scanditi dai ritmi fisiologici come la comparsa delle mestruazioni, la prima gravidanza, il parto e, essendo essa genitrice diretta della morte, l’iniziazione femminile rappresenta da sempre per la donna vivere se stessa nella sua totalità. Per gli uomini la cosa procede in modo più astratto, dipende da un’età determinata e da un atto volontario della coscienza.
Per l’iniziazione maschile vengono richieste delle qualità che si basano sulla consapevolezza del proprio essere, sulla necessità di uno stato di fermezza, di coraggio, di forza interiore e fisica.
Per questo motivo, oggi come oggi la donna ha meno difficoltà ad essere e a sentirsi “iniziata” o psicologicamente matura, infatti, a differenza dei riti iniziatici di maturità e coraggio che emancipavano gli uomini, e che sono praticamente scomparsi, la fisiologia ciclica femminile non è cambiata.
L’iniziazione comporta l’esperienza diretta del trascendente e l’assunzione dell’obbligo di restare in contatto con esso. Ogni iniziazione è di carattere irreversibile, sacrifica tutta la vita che l’ha preceduta e questo richiede uno stato di abbandono al vissuto di morte che essa comporta: nulla di tutto ciò che era è più.
Una delle caratteristiche essenziali dell’Iniziazione è quello dell’apprendimento immediato e diretto, riferito ad una conoscenza rivelata che permette all’essere di emancipare se stesso ad una condizione migliore alla quale giungerebbe molto più tardi, ed esiste l’eventualità che ciò possa avvenire addirittura dopo molte rinascite e in condizioni totalmente diverse.
E’ bene considerare che non è la rivelazione illuminante o il rituale iniziatico a trasformare l’individuo in un illuminato o in un iniziato nei misteri che governano le leggi universali, infatti l’apprendimento è relativo al livello di coscienza, che rappresenta l’ostacolo più grande per il conseguimento della realizzazione massima.
Per una donna, grazie ai fattori sopra esposti, aver mantenuto un continuum garantito dalla naturale ciclicità che la caratterizza, significa avere ancora presente e vivo in se stessa il collegamento atavico all’archetipo della MAGNA MATER, la GRANDE DEA MADRE, la DEA LUNARE che si è perpetuato nei secoli in quasi tutte le tradizioni e le religioni. Tale collegamento ancestrale, sebbene sia spesso inconsapevole, è quello che rende ogni Donna capace di affrontare situazioni estreme con grande forza; è la ragione della sua capacità di rinnovare se stessa e di “rinascere dalle proprie ceneri” anche quando la vita la sottopone al “dolore più grande” del quale non è consentito neanche parlare. E’ “l’Eterno Femminino” di Goethe, il principio creativo immortale, dal quale tutto ha principio e nel quale tutto ritorna, è questa misteriosa realtà che ogni Donna custodisce in sé, che impregna la sua matrice e che continua a perpetuarsi attraverso di lei.
Questa realtà, riconosciuta e temuta dai religiosi, incensata dai santi, largamente indagata dai filosofi e magnificata dai poeti, ha senza dubbio reso la Donna l’essere più affascinante e imperscrutabile che esista, ponendola però nella pericolosa condizione di illudersi di avere, in virtù della sua “forza interiore conclamata”, il diritto di ritenersi superiore al genere maschile, cosa che al giorno d’oggi risulta essere tanto evidente quanto deludente. Questo è l’errore più grande che un essere incarnato Donna possa commettere, perché le procura inesorabilmente una caduta rovinosa dalla cima della “sacra torre d’avorio” sulla quale è giunta attraverso i secoli sfidando pregiudizi, abusi di potere e soprusi che sono stati lo scenario di sacrifici umani e di inenarrabile sofferenza. Ogni Donna ha un diritto fondamentale che non coincide affatto con il rivendicare se stessa in un gioco subdolo in cui tenta di prevalere su un essere incarnato Uomo, qualunque sia il campo di sfida, perché ella sarebbe sconfitta in partenza, non nell’ambito in cui ha scelto di agire, nel quale indubbiamente avrebbe grandi possibilità di vittoria, ma ella sarebbe sconfitta dal tradimento della sua Sacra Essenza, che vuole che ogni Donna espleti se stessa nella potenza immane di un gesto o di uno sguardo, e non in una corsa affannata al raggiungimento di un obiettivo sterile che esula totalmente dalla sacralità che ha la responsabilità di salvaguardare.
E’ indispensabile che ogni Donna prenda pienamente coscienza della propria femminilità facendola affiorare, manifestando tutti quegli aspetti che fanno di lei un’espressione Divina capace di trasformare in modo benefico, con la sua energia creatrice, tutto ciò con cui entra in contatto.
Quali sono le caratteristiche essenziali che è bene che una donna manifesti?
Dolcezza – Pazienza – Amorevolezza – Comprensione – Capacità empatica – Compassione; ma per fare in modo che una donna manifesti appieno la sua Essenza deve amplificare anche la Grazia nei gesti, nel parlare, e nell’impostazione della voce, che deve nascere dal cuore; deve amplificare la Sensualità, prendendone coscienza e vivendola come una magnifica espressione della sua natura interiore; prendere coscienza dello stato di Mistero che può manifestare quando diventa consapevole, in modo costruttivo ed intelligente, delle sue potenzialità e della sua natura così complessa e… semplicemente Divina allo stesso tempo. E’ necessario coltivare tutti gli aspetti femminili, come l’aspetto materno, della relazione d’amore, l’aspetto fraterno, di amicizia ecc…
Tutto ciò che concerne la Sfera della Femminilità deve essere risvegliato, perché non esiste Donna che non possieda tutte le qualità elencate, e anche molte di più, anche se spesso non vengono manifestate in modo armonioso ed equilibrato fra loro. Ogni Donna ha la sua personalità, un suo modo personale di esprimere se stessa, ma lo scopo di ogni essere incarnato, Donna o Uomo che sia, è quello di evolvere, e ciò vuol dire migliorare, crescere, perfezionarsi, diventare esseri completi capaci di esprimere al massimo tutto quello che abbiamo ricevuto “in dotazione” alla nascita: tutte le potenzialità possono diventare reali qualità e caratteristiche di espressione di ogni individuo che le possiede. Il processo di crescita interiore e di conoscenza non deve mai arrestarsi: si conosce, si diventa consapevoli, si agisce supportati dalla consapevolezza e dal buon senso, poi si cristallizzano nel proprio essere le qualità che man mano si sviluppano, per poi manifestarle, facendoci avvicinare sempre di più a quel modello Divino che, se una volta sembrava essere così distante, ora sappiamo che è proprio qui, dentro noi stessi: al centro del nostro essere.
Per un essere incarnato Donna, evolvere non può che voler dire diventare straordinariamente, inequivocabilmente, ineffabilmente, squisitamente, misteriosamente e infinitamente DONNA, capace di Ricevere e instancabile nel Dare, piena di Amore e di Dignità.
Le vie di realizzazione per una Donna che persegue lo scopo sovrano del suo status sono molteplici, e le sue infinite potenzialità, la sua forza straordinaria e la tenacia che la caratterizzano sono le qualità che la pongono di fronte ad un probabile e formidabile successo, capace di condurla ad occupare il posto di “intercessore divino”che le spetta per compiere il suo destino in questa dimensione terrena.
http://www.extaticvenus.it/

Love and Freedom Involution

“What is called” involution “is the process by
which human beings fell from the heavenly places. As we
He proceeded in this descent into matter and moved away
by the primordial fire, is charged with increasingly dense bodies,
until the physical body. Just like in winter when, having
face the cold, we are forced to squeeze a lot of
garments from knitted up to the coat.
Hours to resume the journey to the heights, the human being
must disrobe, symbolically speaking, that should get rid
of all that weight. Instead of continuing to
sink into concerns of any kind and in activities
heterogeneous and unnecessary, must learn to give up, to break free. You
accumulation that favors the descent. Every thought, every
feeling or desire that is not of a spiritual nature to be
stick to him like the frost on the branches of the trees in winter.
Should start again in the spring sun shine in us
because the ice melts, because we find our true
… and can be felt through the divine breath. “

Mikhael Omraam Aïvanhov
Kali – Yuga
In esotericism the current phase of history, is defined Kali-Yuga. This term, whose meaning is the age of Kali, is drawn from the speculation of the Indian Vedas. Kali-yuga, is the face with a single point: the loser. It is characterized by the impossibility of an alternative, because humanity will run all this ordeal of suffering, to redeem himself.A catharsis due to the fact that man is fallen, has lost its divine prerogatives, is a victim of the illusion of matter. The spiritual decline reaches its zenith is a continuous fall, a dizzying lost. This era is defined in the Vedas in the duration of 1000 divine years, then with 100 for each dusk, for a total of 1200 years God. In the latter period, the current one began in 3102 a. C., the power is reduced to one quarter. Where virtue is to be understood as the human capacity to understand the message of the Absolute, and its functionality to create.
It ‘so this is the most corrupt era, that of materialism, loss of values, spiritual death, the’ strife, discord, confusion, and is dominated by darkness represented by Kali, the terrible Sakti of Siva, destroyer of time .
Kali is the one who brings death and destruction, but at the same time hope for the future. As is the one that marks, as the death of the Tarot, the decadent end of a cycle and its rebirth. Only by breaking down the current state of reality, you can erect a new one. This era is characterized by a warped desire for wealth and unbridled lust, lack of faith and honor, from religious rituals. A religious ritual, which has replaced the real message
esoteric awakening through the inner transmutation. He changed and hidden, corrupting the tradition of universal and perennial. In order to confine humanity in a state of blissful ignorance.
Kali – Yuga, is marked by serious social unrest, economic tensions, from compulsive manifestations of violence, and is indicated as well see the Indians, many esoteric doctrines, and many thinkers: Guenon, Evola, Samael Aun Weor, Helena BlavatskyGurdjieff, etc. .. All these thinkers and movements agree that the human condition, instead of progress is canceled. As if the material progress, is related a spiritual retreat. Modern man has lost the link with the traditional world, making the subtle connection with the Absolute. Bond that can and must be recovered, as the only way out of the chaos. It ‘just in this, the Illuminati, the Masters, and sow the seeds of knowledge, so that those who will take the fruit of the Garden of Eden, to be able to get the awakening.
From: http://www.robertolapaglia.org/
Love and Awareness
… Love … this time before everyone opens unlimited horizons, able to offer the prospect of a universe where the protagonist is wonderful the whole event.
Just say the word … Love … makes the heart warms, it expands the mind and now leads everyone into the shelter of your love, or rather, the concept we have of it. Love gives life overwhelming emotions, unique, such as the birth of a child, the encounter with the beloved, the encounter with the Master, the discovery of a deeper and more direct relationship with the Divine.
That of humans is a long, life is an extraordinary adventure and should be lived as such, just like an adventure full of mystery and unpredictability of charm … but never complacent, never distracted, even for a moment : any time may be right to seize the opportunity to improve their lives, and to do that you must be ready, be brave, because every circumstance is an opportunity for growth. Even the most critical situations, those that sometimes lead to the risk of “close” and “harden” the heart, because of the pain and suffering which provide, are of particular moments of existence that can transform itself and become an opportunity growth, if lived with awareness and intelligence. Never yield to the devious and perverse charm of suffering because, as every hate to suffer the pain and fear when it relentlessly, knocking on the door of every life trying to find a permanent home, and sometimes it happens that you find it, protected and promoted bounds, by fears and delusions, ignorance, short due to a low level of consciousness.
But if that suffering is a shadow in every sphere of human existence (at least until you become conscious) is equally true that it can be won through the Light that overcomes all darkness … LOVE.
The principle has everything from love of self, which is far from egocentrism and narcissism.
But talking about women: first and foremost she is a daughter, then sister, friend, lover, wife, girlfriend, mother, and the cycle continues indefinitely.
Every woman is to be a sublime, beautiful, she is a reflection of the Divine that gives off energy, strength, joy and harmony … LOVE …
There are beautiful women or ugly women, if anything, there is a concept that refers to an idea of beauty that is still completely misinterpreted by the Beauty includes everything, and that is far from being simply a fact exterior: the diamonds shine all thesame light, whether large or small, only the dark hidden their glory, that “dark” generated from unconsciousness.
The first step in learning to love themselves is by becoming aware of the Divine Essence that drives his life. Do not love themselves is to deny the divine love that created us and that gives impetus to all existence. Deep understanding of this issue arises in a position to take the path that leads to a real spiritual growth and awareness.
What is the evolutionary path leading to the perfection of being, and it is this perfection that must suck, seeing it as a goal to reach a goal, a goal to be pursued with tenacity, courage and confidence in its possibilities.
Everything has a beginning from ourselves, here and now, and it is there (inside of our being) that is necessary to focus our attention, becoming aware of our quality, our potential, recognizing the limits and turning them into virtues, by leveraging on what are the qualities and characteristics of high specification of our being.
The realization of all human virtue, or most of them can be achieved by a being that is free from all attachments. To do this, which is a great release, you should understand what are the limitations and constraints that hinder such attainment. All beings are “embodied into a personal cosmos, a unique little world made up of beliefs and prejudices that tend to remove them, increasingly, from the deepest Universal Divine Laws that govern and maintain the cosmic harmony.
Often they live in the belief that joy and serenity derived from a sense of completeness that can be given mainly from a couple’s relationship but harmonious and balanced.Although this belief there is nothing strange, it must be acknowledged that it belongs to that class of preconceived ideas that lead to the greatest human error, precisely because of their apparent legitimacy, however, hides the biggest risk: that of losingown identity, its freedom, due to a voluntary submission, the result of a subtle form of cowardice or simply the inability to take the reins of their lives. This is a very dangerous game that not only endanger ourselves, it causes the generation of totally distorted idea of the Love that enslaves ourselves and those we are next, with all the karmic consequences that an attitude of this can generate.
From couples to family, from family to social relationships, everyone is looking for protection. But who or what is necessary to protect itself if its boundary? On the other hand should not be a genius to understand that if you do not exceed their limits of human remains incomplete, even if you are near a great partner. But sooner or later arrive, even for those who do not even have a glimmer of awareness of “real life”, that sense of overwhelming emptiness, unexplained, which makes it fragile and vulnerable, which is used to give the name of “anxiety” or ” panic attack. “Consciousness is nothing but starting to want a space, and is the only thing that can fill that particular “sense of emptiness.”
So you need to start by themselves, but this does not necessarily mean that you have to start digging in the mud and in the darkest places of his being to be confronted with painful inner feelings and suffering, you simply need to start considering the possibility of to change their mindsets and begin to live fully rid themselves as divine beings.
A psychologist well-known contemporary states that “… awareness is the only thing that can cause changes and profound changes.” Too often beings spend entire lives in search of a continuous spasmodic approval from those around them, before their parents, then teachers, classmates, and siltation of its partner companies, although it’s a fact so common As is common among men than women, can not be considered normal and even less acceptable in a historical moment in which more than ever is necessary to awaken their conscience. So, with good will and full of self-confidence is, above all else, must learn to see themselves as divine beings, and understand that it is by God’s will that all be involved in this world right now, a place that it’s on merit and / or to law and that this leads to some of the responsibilities are not limited to the continuation of the species.
In the books it comes to extraordinary creatures that have changed the destiny of the entire universe in the name of the loftiest ideals, beings who had the courage of his convictions and never compromises at the cost of their lives.
Every woman aware, being witness to an immense Divine gift, has the duty to elevate itself above the mundane limits that provide only an excuse to lead a foreign exteriorized and the real truth.
It all started with Love, and Love, in all its forms, which must be maintained, raised and lived as a form of intimate fusion with the Absolute. There is no one outside of themselves that might lead to the Supreme Abode of Love, which has no walls or gates, but those who create the very being every time he sells, for example, the jealousy, the sense of ownership , attachment. These feelings, in addition to create a barrier between themselves and Love, are the cause of spiritual involution, which is manifested by a drastic lowering of the vibrational level and that leads inexorably to a deleterious amplification of the ego, which is undoubtedly the antithesis of love, as all the lofty sentiments and sublime of all virtues.
The courage that distinguishes every woman is extraordinary: she has the courage of life and death. A woman through the flames of passion and each time it is ready to jump into the fire, has infinite resources to regenerate itself when it loves and is able to overcome all difficulties in the name of love. But it is true that a woman is simple and natural to stake his life for love, it is equally true that it often fails to reflect even a glimmer of the same love towards herself.
Love to itself that you absolutely should not be confused with talk about selfishness, it is mainly to learn how to assess themselves as being made, complete, and recognized the man as one who is different from itself but not the one she lacks to be complete. Are the specific characteristics for a masculine man and those specific to women that every woman should amplify and bring to perfection. It ‘s a mistake to think that a man is incomplete without a woman and vice versa, and that what is lacking to the one you should try another, because in this way, every one, individually, would remain incomplete and inadequate. ‘S why it’s a love story ends when the partner is allowed to live the tragedy of loss, abandonment and betrayal, and often also ends up losing confidence in all beings, sex is a mistake so opposto.Questo As is often deleterious for the men than for females, and it is not unusual to see men come to believe that women are all prostitutes or unintelligent beings, and women who come to believe that men are superficial beings with ball of sex is completely subdued by feminine charm … and how he’s wrong, after all, if things were really so?
But things are not exactly so, in fact the reasons and motivations that are the cause of many misunderstandings are much deeper and must be sought the origin.
We try to understand the concept of completeness which we mentioned earlier: the Man and Woman are complementary and this is an indisputable fact, as each has its own specific characteristics of the genus to which it belongs. But this does not mean that they complement each other and that one without the other beings are incomplete, because, if so, any union between a man and a woman should lead both to human perfection, but it does not. So what is the motive of this “failure”?
It is paradoxically simple and easily understood by a being who, even if only minimally, including the Law of Resonance and the karmic and evolutionary dynamics.If an individual, whether man or woman, has some deficiencies in any of the contexts of his existential sphere can not and does not have the right to believe that there might be someone else to remedy its shortcomings. Let’s take a simple example: if, for example, a woman has trouble remembering things like the date for payment of a bill, and instead to the partner is something spontaneous and natural, but hard to remember the birthday of the children , of close friends, or anniversaries, which hardly happen to a woman, does not mean that the two partners are complementary, in fact, this example shows that partners who are two distinct beings, are valid for one person, and that, while being together, compensating each other for the deficiencies of the other, individual beings remain incomplete, and this is the real tragedy.
A man and a woman, together, should you aspire to become one, but this does not mean you have to be two halves, they should aspire to become perfectly complete two units, to fulfill the full merger that creates the cosmic unity that leads to Supreme Creation and communion with the Absolute Divine.
So it is good to look inside and realize that the interior can not be given full approval of those around us and especially the partners, because it would create a dependency heartbreaking, harmful and devastating, the spiritual plane, for both partners.
The purpose of a knowledge path leading to full self-awareness, is essentially this: to become perfect beings, Women’s high, complete, fully feminine, intelligent, sensual, aware of themselves, of their value, full of dignity, able to distinguish love from the need to feel that love, mind you, is not a fault, but often leads to mistakes of which you are responsible for themselves and for each other. In fact it is not uncommon then try to shift the blame to another, adopting attitudes that border on the victim, and degrading antispirituali, a symptom of little intelligence in particular given the fact that there is the law of karma, which inevitably presents soon account for the errors.
Love should not be extorted, it being raised that they’re taking over, and if this does not happen we can not grant the banal superficiality of illusion that is who we are dealing with not being ready to love on some level, because we must never forget that always meet people with whom we are in resonance, there are the mirror and to the extent that we see in them that we recognize our own, that might manifest themselves in different ways but have the same origin and are of the same nature.
The greatest security for themselves and for those with whom you come into contact is LOVE. Only if you love deeply you can qualify for a Divine protection and support imaginable, only in this way the relationship with the other can provide an opportunity for extraordinary growth.
But let’s step by step, we start with the love of themselves and a sublime and high principle: … Love is Freedom.
Shiva and Shakti – The two cosmic
The Shiva Purana says that “the entire universe was created by Shiva and Shakti.”They symbolize two opposite poles, two absolutes and eternal: the male and female, who give life through their union to the whole event.
The Hindu pantheon is peopled with gods, and almost all have a counterpart, since it is believed that any higher principle can only exist through a combination of masculine and feminine. Therefore, any male deity is conceived as inseparable from an Energy contrary female or Shakti.
“Shiva is the pure existence, the immortal Divine Principle. Shiva is pure consciousness, unconditional and transcendent. Shiva is the deity of the mind, the Lord of Yoga, the Master of the three worlds and the victor over death. ” (Shiva Purana)
SHIVA is the principle of centrifugal force by which all life, every form, every cosmic system dissolves in the infinite immensity of the divine. Everything has its origin in Him He is the force of expansion of the world, is the energy source of existence, the principle of life, but also the principle of dissolution and transformation.
The transcendent force of Shiva is a door that leads beyond the earthly things, ranging from mundane to the metaphysical and gives birth to understanding the true nature of existence. It ‘s the penetrating power of pure consciousness is not separate and is ecstatic about the transcendent quality of evolution. Heaven and earth are in SHIVA their synthesis, for he is also in the world, nature, animals, the same thirst for life of every living being.
Shiva means “Benign” and from this point of view is the beneficial aspect of divinity, and the terrible aspect is represented by Rudra or “Flaming”, the one that makes the tears flow.
The dualism of positive / negative features always the figure of Shiva. They are provided seemingly contradictory but in fact relate to other aspects in which we see the deity. In fact, his hypostasis are numerous (1008) and each has some specific characteristics that are peculiar to it.
Since everything vibrates, everything has a rhythm, Lord Shiva is also the rhythm and dance, and as such gives rise to the world of forms. Her most important artistic representation is precisely known and Nataraja, Shiva is the Lord of Dance. The dance, which is considered a kind of magic, as it allows to leave the supernatural forces of the dancer, Shiva is in a true creative act.
As mentioned above, Shiva can not be conceived without its female half, the Shakti.He can become active only when the energy of Shakti gives him strength. Without Shakti, Shiva becomes Shave, which is a lifeless body.
In Hinduism, Shakti is promoted to the rank of Divine Mother, which feeds both the Universe and all its creatures as the many manifestations of the gods. In this emerges a kind of rediscovery of the religious mystery of the woman, because every woman is an incarnation of Shakti. It symbolizes the irreducibility of the sacred and the divine, the elusive essence of ultimate reality. The woman at the same time embodies the mystery of creation and the mystery of Being, all that is and becomes, who dies and is reborn in an incomprehensible way.
SHAKTI: from the root shak means being able to do, have the strength to do, to act, essentially it means power. It is the universal principle of energy, power and creativity.Shakti is inseparable from him who possesses it – Shaktiman, male principle, or Universal Father. The universe is the product of this pair of opposites: a static (Shaktiman), the other dynamic (Shakti). The exterior of everything is the creative aspect of dynamic force, and within all creation is dynamic static force, which is the core of phenomenal existence.
Shiva and Shakti are the contrast of the constituent principles of the universe, the first is the spirit, the cosmic man (Purusha), the second is the energy of the world (Prakriti). The entire event is the product of the energy that comes from the power of their union that produces blessedness, that is the product of the joy and pleasure.
The conjunction of Shiva and Shakti symbolizes the urge to bring together “being”, the awareness and power, energy, the look and appearance transcendent immanent.Shiva and his being, immutability, the nature of atma or conscious principle, it is instead a SHAKTI movement, change and since it is the source of each production, generation and life-giver.
SHAKTI is what there is to be a power not yet implemented in the form of SHIVA, SHIVA is hand in it that there is unified and transmuted to reunited with himself, transparent and bright. In particular, the first is all that matter, body and mind, according to the conscious principle, and both occur in Tantrism therefore only two ways to appear as a single principle, a single reality. Their supreme synthesis is comparable to a fire that has consumed all matter and now it is only itself, as pure energy or pure act.
It is said that to hold the universe and all its creatures, SHIVA, as absolute neutral, it is divided into two complementary parts. The union of the God and Goddess forms every living thing. Mystical union of the couple carry the whole universe in its aspects of both static and stable, and dynamic, whether of the assets and conscious, and in those intangible and unconscious. Elements active / passive, masculine / feminine, which appear only in their opposition, are actually one. Hindu iconography that thought is represented by an androgynous figure, half male and half female, which briefly encapsulates all the aspects and characteristics of the two polarities: Ardhanarishvara.
During the ritual tantric sex the two lovers reunited by recreating the mystical union, they become two gods themselves through a process of transfiguration with each other, creating the perfect inside androgynous state.
The man and woman embody in the act of love with consecration, continence and transfiguration, the two divine principles, Shiva and Shakti, which merge in a cosmic embrace smell the infinite bliss.
The human couple becomes a couple Divine, Cosmic, and transformed a physical act in a sacred moment in which we produce inner experiences of the sublime, elevated, ecstatic that lead to higher states of consciousness and allow the creation of the Absolute.
The transformation of course should not remain confined to the fusion of love. At any time, two beings who love each other must transform themselves as Shakti or Shiva.Man must recognize the woman the embodiment of shakti, the manifestation of the primordial energy of creation, and worship as a goddess, as she must recognize that man is the incarnation of Shiva, the manifestation of divine consciousness and express the endless love and devotion to him.
Every woman, identifying herself with them assimilate SHAKTI, specific attributes. It will start to manifest an energy splendid, irresistible she expresses through her passion, but also a deep beauty, delicacy, grace and inner harmony. Demonstrate wisdom, compassion and calm, but also strength, power and an iron will.
A real spell the Shakti of the intoxicating sweetness of his divine SHIVA, is capable of transmitting a profound happiness and transform lives in a wonderful bliss. With his power charmer heavenly existence becomes a work that reveals the secrets of mystical ecstasy and see which is the rhythm of the harmonies of the power of creation.
Being a woman
The female population is the most fascinating and mysterious can exist. Fully understand it is almost impossible undertaking, as the main feature that the government is to “obey” the Law of Change, which really makes the woman free and independent of any pattern of behavior. The keyword that is a big part of the intrinsic meaning of the Law of Change is cyclical, ‘which in turn refers us to another dimension that exerts the cause: the cyclical dimension Moon.
Let us now try to understand the reasons for which the “cyclical” still characterizes femininity by putting it in a privileged position compared to the male gender. The social model has now canceled the initiation rites that have been perpetuated over the centuries in all populations of all places, to give way to a “philosophy of behavior” of highly rational nature intended more to “classify” in a strip membership, by sex and age, that prepare individuals to meet the various stages of growth through accountability and real support.
The initiation rites in every archaic society was tied to the main passages of life as birth, sexuality, marriage and death that presides over them all, the raison d’être of any initiation ritual was and is to facilitate those who we can define the real “spiritual steps” that mark the time of the existence of every human being.
As for women’s initiation rites, it is believed they were less “formalized” as it is already marked by physiological rhythms such as the onset of menstruation, first pregnancy, childbirth, and, since it is a direct parent of the death, initiation is always female for the woman herself to live in its entirety. For men it is proceeding at a more abstract, depending on specific age and a voluntary act of conscience.
Men are required for initiation of the qualities that are based on the awareness of being, the need for a state of steadfastness, courage, inner strength and fitness.
For this reason, nowadays women have less difficulty in being and feeling “started” or psychologically mature, in fact, unlike the initiation rites of maturity and courage that emancipated the people, and have practically disappeared, the physiology of female non-cyclical has changed.
The initiation involves the direct experience of the transcendent and the assumption of the obligation to keep in touch with it. Each initiation is irreversible, he sacrificed all his life that preceded it and that requires a state of disrepair to the experience of death that it entails: none of this is that it was more.
One of the essential features of the initiative is direct and immediate learning, which refers to revealed knowledge that allows the being to emancipate itself to a better position to which would come much later, and there is the possibility that they may beeven after many rebirths and in totally different conditions.
It ‘good to consider that the disclosure is not illuminating or initiation ritual to transform the individual into an enlightened or an initiate into the mysteries that govern the universal laws, in fact, learning is related to the level of consciousness, which is the obstacle largest for the attainment of maximum realization.
For a woman, thanks to the above requirements, maintaining a continuum provided by the natural cycles that characterizes it, this means he still alive and in itself the ancestral connection to the archetype of the Magna Mater, the Great Mother Goddess, the Goddess lunar has been perpetuated over the centuries in almost all traditions and religions. This ancestral connection, although it is often unconscious, is what makes every woman capable of dealing with extreme situations with great force, is the reason for its ability to renew itself and be “reborn from its ashes” even when they submit it to life ” greatest pain “which is not allowed to even speak. It is’ the Eternal Feminine “by Goethe, the creative principle immortal, from which everything has a beginning and in which everything returns, it is this mysterious reality that every woman holds within itself, which permeates the matrix and which continues to be perpetuated through her.
This reality is recognized and feared by men, incensed by the Saints, widely investigated by philosophers and poets extolled, has undoubtedly made the woman be the most fascinating and inscrutable that there is, however, putting the dangerous condition of the illusion of having, by virtue of his “inner strength overt” means the right to consider himself superior to the male gender, which today appears to be as clear as disappointing. This is the biggest mistake that a woman can commit to be incarnated, because the attorney inexorably to a disastrous fall from the top of the “sacred ivory tower” on which has come down through the centuries by challenging prejudice, abuse of power and abuse that have been the scene of human sacrifice and unspeakable suffering. Every woman has a fundamental right which does not coincide with the claim itself in a game in which subtle attempt to prevail on a man to be incarnate, whatever their field of challenge, because she would be leaving in defeat, not in the context in which has chosen to act, which undoubtedly would have great chances of winning, but she was defeated by the treachery of its sacred essence, that we want every woman carries herself in the huge power of a gesture or a look, and not in a rush of breath to achieve a goal that entirely outside the sterile sacredness that has the responsibility to protect.
E ‘is essential that every woman should be fully aware of her femininity by making emerge, showing all the aspects that make her capable of transforming an expression of the Divine in a beneficial way, with its creative energy, everything it touches.
What are the essential characteristics that a woman is good for posters?
Sweetness – Patience – Loving Kindness – Understanding – Ability empathy – compassion, but to ensure that women fully manifest its essence must also amplify the grace of gesture, speech, and the concept of voice, which must come from the heart; should boost Sensuality, becoming aware and living as a wonderful expression of his inner nature, raises awareness of the mystery that may occur when it becomes aware, in a constructive and intelligent, its potential and of its complex and simply divine … at the same time. It ‘necessary to cultivate all aspects of women, as the maternal aspect of loving relationship, the look and fraternal friendship, etc. …
All matters relating to the Sphere of femininity must be awakened, because there is no woman who does not possess all the qualities listed, as well as many more, though often not expressed in a harmonious and balanced each other. Every woman has its own personality, its own way of expressing herself, but the goal of every embodied being, male or female may be, is to evolve, and that means improve, grow, improve and become complete beings capable of to fully express all that we have been “supplied” at birth: the potential can become real qualities and characteristics of expression of every individual who owns them. The process of inner growth and knowledge must never stop: you know, you become aware, we act supported by the knowledge and common sense, then crystallize in his being the qualities as they grow, and then manifest them, putting us closer and closer to that model the Divine, where once seemed so distant now that we know is right here within ourselves: the center of our being.
For a woman to be incarnated, can not evolve to become extraordinarily mean, unmistakably, ineffably, exquisite, mysterious and infinitely WOMAN, capable of receiving and tireless in giving full of love and dignity.
The ways of realization for a woman who pursues the aim of its sovereign status are manifold, and its infinite potential, its extraordinary strength and tenacity that characterize it are the qualities that put it in front of a likely and formidable success, capable to take her to the post of “divine intercessor” which she is entitled to fulfill his destiny in this earthly dimension.
http://www.extaticvenus.it/

Felicità – Happiness – Sergio Bambarén




🌸Felicità🌸

La felicità non va inseguita,
ma è un fiore da cogliere ogni giorno,
perché essa è sempre intorno a te.
Basta accorgersene.

Sergio Bambarén
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Happiness

Happiness is not to be chased,
but it is a flower to be picked every day,
because it is always around you.
Just notice it.

Sergio Bambarén

Essere innocenti – Be innocent – Osho


A tutti noi viene insegnato ad essere colti, non ad essere innocenti o a percepire la meraviglia dell’esistenza; ci vengono insegnati i nomi dei fiori; degli alberi e non come entrare in comunicazione con loro, in sintonia con l’esistenza. L’esistenza è un mistero e non è accessibile a coloro che vogliono sempre analizzare, selezionare, ma solo a coloro che sono disposti ad innamorarsene, a danzare con lei.

— Osho

We are all taught to be educated, not to be innocent or perceive the wonder of existence, we are taught the names of flowers, trees and how to get into communication with them, in harmony with existence. Existence is a mystery and is not accessible to those who always want to analyze, select, but only to those who are willing to fall in love, to dance with her.

– Osho

Dipendenza – Addiction


🌸Dipendenza🌸

La dipendenza è come
una corda che lega.
Quando si deve andare avanti
verso una diversa direzione
rispetto ad un’altra persona,
diventa necessario
fare sfilacciare gradualmente
quella corda per imparare
a ritrovare la propria libertà.

18.07.2020 Poetyca
🌸🍃🌸
Addiction

Addiction is like
a rope that binds.
When you must go on
in a different direction
compared to another person,
it becomes necessary
gradually fray
that rope and learn
to find one’s freedom.

18.07.2020 Poetyca

Vita – Life – Danny Kaye




🌸Vita🌸

La vita è un’enorme tela:
rovescia su di essa
tutti i colori che puoi.

Danny Kaye
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Life

Life is a huge canvas:
spills on it
all colors you can.

Danny Kaye

Dono del silenzio – Gift in silence


rose
Dono nel silenzio
Se parliamo di incontro, di dialogo, l’importanza dello stesso, credo che le persone, individualmente debbano prima incontrare se stesse. Forse un buon dialogo ( il portare fuori) è proporzionale a quanto si sia capaci di spostare l’attenzione dentro di sè, di cogliere che cosa si porta dentro. Spesso manca questa forma di attenzione e dovrebbe essere stimolata per riconoscersi e per comprendere chi siamo o cosa si vorrebbe manifestare di genuino e non solo come cassa di risonanza del ” già detto o sentito”.
Il silenzio implica una doppia presenza di ascolto:
L’ascolto di colui che si offre e quello di colui che riceve.
Nel silenzio emerge il rispetto, la gratuità di un dono.
Spesso, in un mondo chiassoso, pieno di aspettative, il silenzio è visto come negazione di sè, come atto punitivo, come distanza.
Ma solo attraverso il silenzio emerge la vera natura, la capacità di purificare la mente da ogni aggressione esterna.
Chi riconosce l’altro come parte di sè, soprattutto nel silenzio, è chi non prevalica e sa attendere con calma l’altrui manifestazione.
12.10.2013 Poetyca
Gift in silence
If we speak of encounter, dialogue , the importance of the same , I believe that people, individually must first meet themselves. Perhaps a good dialogue ( the take out ) is proportional to what one is able to shift the focus within himself , to grasp that what is within him . They often lack this form of attention and should be encouraged to recognize and to understand who we are or what you would like to express genuine and not just as a sounding board of the “already said or heard .”
Silence implies the presence of a double listening :
Listening to him who gives and the one who receives it.
In the silence emerges as respect, generosity of a gift .
Often , in a noisy world , full of expectations , silence is seen as a negation of itself, as an act of punishment , such as distance .
But only through silence emerges the true nature , the ability to purify the mind from any external aggression .
Who recognizes the other as a part of himself , especially in the silence , it is those who do not know how to wait calmly prevalica and the manifestation of others .
12.10.2013 Poetyca

Compassione e saggezza – Compassion and Wisdom  


Compassione e saggezza

Paralleli tra brani dei Vangeli e sutra buddhisti

“Gli insegnamenti e le parole dei due Maestri a confronto”
Titolo originale dell’opera: Jesus and Buddha: The Parallel Sayings
Traduzione di Adria Tissoni Prefazione e introduzione:
Gruppo Editoriale Armenia S.p.A. Via Valtellina, 63 – Milano

Oggi, la cultura asiatica si sovrappone a quella europea e nordamericana; la terra non e’ che un minuscolo globo nell’universo e i suoi continenti vanno alla deriva secondo modalita’ che nessun geologo avrebbe mai previsto. Se avessimo letto i testi sacri buddhisti e cristiani con maggiore attenzione, avremmo probabilmente capito tempo fa quanto simili siano le varie culture e le diverse religioni.

O, forse, avremmo ripreso a leggere la famosa poesia di Kipling dal verso in cui afferma che “l’Oriente e’ l’Oriente, e l’Occidente e’ l’Occidente”, al verso in cui annuncia che questi due mondi non si incontreranno mai, fino a imbatterci in una strofa che il ventesimo secolo pare aver scordato, in cui l’autore osserva: “Non c’e’, ne’ Oriente, ne’ Occidente, ne’ Confine, ne’ Stirpe, ne’ Nascita / Quando due uomini forti si trovano faccia a faccia, pur provenendo dalle estremita’ della terra!”.

LA COMPASSIONE

L’affinita’ piu’sorprendente fra Gesu’ e il Buddha riguarda il concetto di amore: entrambi, infatti, predicano la Regola d’Oro, in base a cui ogni uomo deve trattare il suo prossimo come se stesso. Molte delle piu’ note affermazioni di Cristo, in ordine al fatto di porgere l’altra guancia, di amare i propri nemici; nonche’ l’idea che chi di spada ferisce, di spada perisce, si rispecchiano nelle parole del Buddha.
“La dottrina morale del Buddha”, osserva Burnett Hillman Streeter, illustre studioso di Oxford, “e’ sorprendentemente simile al discorso evangelico”. Inoltre, le parole dette da Gesu’ sulla montagna costituiscono il suo piu’ grande insegnamento, esattamente come il Dhammapada, concettualmente affine al Sermone, costituisce il libro piu’ importante del buddhismo: se esso e’ la trasposizione scritta in lingua pali della tradizione orale sorta tra i primi iniziati buddhisti, il discorso evangelico della montagna e altre parti dei quattro Vangeli vengono infatti attribuiti ai primi seguaci di Cristo.
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Cio’ che volete gli uomini facciano a Voi, anche voi fatelo a loro. LUCA 6, 31

Chi considera (gli altri) uguali a se stesso non danneggia, non uccide. DHAMMAPADA X, 129-130

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A chi ti percuote sulla guancia porgi anche l’altra. LUCA 6, 29

Se qualcuno ti colpisce con la mano, con un bastone, o con un coltello, dovresti abbandonare ogni desiderio e non pronunciare parole malvagie. MAJJHIMA NIKAYA 21, 6

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Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano.
[…]
A chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’a chiunque ti chiede; e a chi prende il tuo, non richiederlo. LUCA 6, 27-30

Ecco proprio in causa dell’ostilita’ mai si placa l’ostilita’, solo con la non ostilita’ si placa: questo e’ immutabile elemento.
[…]
Con la calma vinci l’ira, col bene vinci il male. Vinci la miseria con la liberalita’, con la verita’, la menzogna. DHAMMAPADA I, 5; XVII, 223

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In verita’ vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli piu’ piccoli, non l’avete fatto a me. MATTEO 25, 45

Se non vi aiutate gli uni gli altri, chi ci sara’ ad aiutarvi? Chiunque aiuta me, deve aiutare i malati. VINAYA, MAHAVAGGA 8, 26, 3

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Rimetti la spada nel fodero, perche’ tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. MATTEO 26, 52

Distaccandosi dal desiderio di prendere la vita, l’ascetico Gautama esiste, evitando di prendere la vita, senza bastone, ne’ spada. DIGHA NIKAYA 1, 1, 8

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Questo e’ il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha amore piu’ grande di questo: dare la vita per i propri amici. GIOVANNI 15, 12-13

Come una madre difenderebbe con la vita il suo proprio figlio, il suo unico figlio, cosi’ sviluppi egli un animo illimitato nei riguardi di tutti gli esseri viventi. Coltivi benevolenza ed animo illimitatamente benigno per tutto il mondo. SUTTA NIPATA 149-150

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La grazia e la verita’ vennero per mezzo di Gesu’ Cristo. GIOVANNI 1, 17

Il corpo del Buddha e’ nato dall’amore, dalla pazienza, dalla gentilezza e dalla verita’. VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 2

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Cosi’, vi dico, c’e’ gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte. LUCA 15, 10

Il bodhisattva ama tutti gli esseri viventi, come fossero tutti suoi figli. VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 5

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Tu conosci i miei comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre”. MARCO 10, 19

Astieniti dall’uccidere e dal prendere cio’ che non ti e’ dato. Astieniti dall’impurita’ e dal dire il falso. Non accettare oro e argento. KHUDDAKAPATHA 2

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LA SAGGEZZA

Alla base del cristianesimo, che influenza gran parte del mondo occidentale , e del buddhismo, che rappresenta una forza trainante della cultura orientale, si ritrova la stessa saggezza. Sia Gesu’, sia il Buddha hanno posto l’accento sull’individuo, sottolineando che l’interiorita’ e’ piu’ importante dell’esteriorita’ e che ognuno di noi dovrebbe considerare la propria vita, invece di criticare quella altrui. Per descrivere la realta’ morale entrambi ricorrono, peraltro, alle medesime immagini: luce e tenebra , sole e pioggia, la pianta che da’ frutti e quella infruttifera. Gli studiosi che si interessano a Cristo come figura storica conferiscono oggi sempre piu’ importanza al suo ruolo di saggio del primo secolo: molti degli aforismi che citano per ritrarlo come tale racchiudono gli stessi consigli che il Buddha diede ai suoi seguaci, cinque secoli prima.

“Il regno dei cieli si puo’ paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso e’ il piu’ piccolo di tutti i semi; ma, una volta cresciuto, e’ piu’ grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli dal cielo e si annidano fra i Suoi rami. MATTEO 13, 31-32

Non supporre del bene: “non mi raggiungerà'”. Come versando l’acqua da una brocca si riempie un bicchiere, cosi’ il saggio si riempie di bene accumulandolo a poco a poco. DHAMMAPADA IX, 122

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Perche’ guardi la pagliuzza che e’ nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che e’ nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che e’ nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che e’ nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. LUCA 6, 41-42

I difetti altrui sono piu’ facili da vedere rispetto ai propri; i difetti degli altri vengono visti facilmente, perche’ vengono setacciati come pula; ma, i propri sono difficili da vedere. E’ come il baro che nasconde i suoi dadi e mostra quelli dell’avversario, richiamando l’attenzione sulle mancanze di questi, pensando continuamente di accusarlo. UDANAVARGA 27, 1

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“Maestro, questa donna e’ stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mose’, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”
[…]
E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzo’ il capo e disse loro: “Chi di voi e’ senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. GIOVANNI 8, 4-5; 7

Non le altrui cattive azioni non cio’ che gli altri fanno, o non fanno, ciascuno guardi Cio’ che lui stesso fa o non fa. DHAMMAPADA IV, 50

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“La lucerna del tuo corpo e’ l’occhio. Se il tuo occhio e’ sano, anche il tuo corpo e’ tutto nella luce; ma, se e’ malato, anche il tuo corpo e’ nelle tenebre. Bada dunque che la luce che e’ in te non sia tenebra. Se il tuo corpo e’ tutto luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sara’ luminoso, come quando la lucerna ti illumina col suo bagliore”. LUCA 11, 34-36 Un uomo con gli occhi che porta una lampada vede tutti gli oggetti, cosi’ come uno che ha ascoltato la Legge Morale. diventera’ perfettamente saggio. UDANAVARGA 22, 4

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Percio’, vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete, o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale piu’ del cibo e il corpo piu’ del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, ne’ mietono, ne’ ammassano nei granai; eppure, il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse piu’ di loro? MATTEO 6, 25-26

Di chi non ha provviste, di chi ben conosce il valore del cibo, di chi libero si pasce di vacanza senza immagini mentali, la via e’ difficile a conoscere quale di uccello nel cielo. Di chi ha totalmente esausti gli asava, di chi e’ staccato dal cibo, di chi libero si pasce di vacanza senza immagini mentali, l’orma e’ difficile a conoscere quale di uccello nel cielo. DHAMMAPADA VII, 92-93

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Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori; perche’ siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. MATTEO 5, 45

La grande nuvola fa piovere su tutto, che sia di natura superiore, o inferiore. La luce del sole e della luna illumina tutto il mondo, sia colui che fa il bene sia colui che fa il male, sia colui che si eleva sia colui che si abbassa. SADHARMAPUNDARIKA SUTRA 5

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Non c’e’ albero buono che faccia frutti cattivi, ne’ albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero, infatti, si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, ne’ si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perche’ la bocca parla dalla pienezza del cuore. LUCA 6, 43-45

Qualsiasi cosa commetta una persona, che siano azioni virtuose o peccaminose, nessuna di esse ha poca importanza; tutte hanno qualche frutto. UDANAVARGA 9, 8

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“Non c’e’ nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo: sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo”. MARCO 7, 15

“L’uccidere, il massacrare, il ferire, l’imprigionare esseri viventi; il furto, la menzogna, l’inganno, la frode, l’ipocrisia, l’adulterio: questo e’ putredine, non il cibo carneo”. SUTTA NIPATA 242

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Gesu’, pero’, non si confidava con loro, perche’ conosceva tutti e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro, egli infatti sapeva quello che c’e’ in ogni uomo. GIOVANNI 2, 24-25

Era esperto nel conoscere i pensieri e le azioni degli esseri viventi. VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 2

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Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo!”. GIOVANNI 7, 46

“Non ho mai visto prima d’ora – disse il venerabile Sariputto – ne’ ho mai udito riferire da alcuno di un maestro che parli cosi’ amabilmente, venuto dal cielo dei Tusita”. SUTTA NIPATA 955

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Compassion and Wisdom  

Parallels between the Gospels and the Buddhist sutra

“The teachings and words of two teachers in comparison”
Original title: Jesus and Buddha: The Parallel Sayings
Translated by Adria Tissoni Preface and introduction:
Gruppo Editoriale Armenia S.p.A. Via Valtellina, 63 – Milan

Today, the Asian culture overlaps with that of Europe and North America, the land is not ‘that a tiny globe in the universe and its continents drift in accordance with methods’ that no geologist would ever have expected. If we read the Buddhist scriptures and Christians more closely, we would have probably figured out long ago how similar the different cultures and different religions.

Or, perhaps, we started to read the famous poem by Kipling verse stating that ‘the East and’ the East and the West and ‘the West’, the direction in which to announce that these two worlds will never meet, to come across a verse that seems to have forgotten the twentieth century, in which the author observes: “There is no ‘, it’ East, it ‘the West, it’ Border, it ‘Stirpe, I’ Birth / When two strong men come face to face, even though they came from the ends’ of the earth. ”

COMPASSION

The affinity ‘piu’sorprendente between Jesus’ and Buddha to the concept of love: both, in fact, they preach the Golden Rule, under which every man should treat his neighbor as himself. Many of the more ‘known Christ’s claims, regarding the fact of turning the other cheek, to love their enemies, as well as’ the idea that he who lives by the sword, dies by the sword, are reflected in the words of the Buddha.
“The moral teaching of the Buddha,” says Burnett Hillman Streeter, a distinguished Oxford scholar, “and ‘strikingly similar to the evangelical speech.” In addition, the words spoken by Jesus ‘on the mountain are his most’ great teaching, just as the Dhammapada, conceptually similar to the Sermon, the book is the most ‘important of Buddhism: and if it’ written in Pali language the transposition of the oral tradition sort of the first Buddhists started, the Gospel discourse on the Mount and other parts of the four Gospels are in fact attributed to the early followers of Christ.
…………………………………

‘You want others to do to you, do ye even so to them. Luke 6: 31

Those who consider (others) equal to itself does not hurt, not kill. X Dhammapada, 129-130

……………………………

What strikes you on the cheek offer the other also. Luke 6, 29

If someone hits you with his hand with a stick or a knife, you should abandon any desires and utter no evil words. Majjhima Nikaya 21, 6

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Love your enemies, do good to them that hate you, bless those who curse you, pray for those who mistreat you.
[…]
Who takes away your cloak, do not withhold your tunic. Da’a anyone asks you, and who takes your goods do not ask. Luke 6, 27-30

That’s precisely because of the hostility ‘never calms down the hostilities’, not only with hostility ‘calms down: this’ unchanging element.
[…]
With the win quiet anger, overcome evil with good. Win the misery with the liberal ‘with the truth’, the lie. The Dhammapada, 5, XVII, 223

……………………………….

In truth, ‘I tell you every time you did it to one of my brothers’ children, you’ve done to me. Matthew 25, 45

If you do not help one another, who will be there ‘to help you? Whoever helps me, must help the sick. Vinay, MAHAVAGGA 8, 26, 3

………………………..

Put your sword, ‘cause all those who take the sword shall perish by the sword.Matthew 26, 52

Departing from the desire to take life, the ascetic Gautama there, will refrain from taking life, without a stick, it ‘sword. Digha Nikaya 1, 1, 8

…………………….

That ‘s my commandment: love one another as I have loved you. No one has more love ‘of this great man lay down his life for his friends. John 15: 12-13

As a mother would protect with his life for his own son, her only son, so ‘he develop an unlimited mind towards all living beings. Cultivate kindness and unlimited benign mood for the whole world. Sutta Nipata 149-150

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The grace and truth ‘came through Jesus’ Christ. JOHN 1: 17

The body of the Buddha ‘born of the love, patience, kindness and the truth’.VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 2

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So, ‘I tell you, there’ joy before the angels of God over one sinner who repents. Luke 15, 10

The bodhisattva loves all living beings, as were all her children.VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 5

………………………….

You know my commandments: “Thou shalt not kill, Do not commit adultery, steal, bear false witness, Do not defraud, Honor your father and mother.” March 10, 19

Refrain from killing and from taking what ‘and you do not’ data. Abstain from impurity ‘and saying what is false. Do not accept gold and silver. KHUDDAKAPATHA 2

…………………………….

WISDOM

The basis of Christianity, which affects much of the Western world, and Buddhism, which is a driving force of Eastern culture, we find the same wisdom. Both Jesus’, both the Buddha put emphasis on the individual, stressing that the inner ‘and’ most ‘important of the exterior’ and that everyone should consider their own lives, instead of criticizing that of others. To describe the reality ‘moral use both, however, the same images: light and darkness, sun and rain, the plant from’ fruit and the zero return.Scholars who are interested in Christ as a historical figure now give more and more ‘importance to its role as the rate of the first century, many of the aphorisms mentioning to portray him as such contain the same advice that the Buddha gave to his followers, five centuries before.

“The kingdom of heaven is’ like a grain of mustard seed which a man took and sowed in his field. It is’ the most ‘least of all seeds: but when he grew up, and’ more ‘of the other great shrubs and becomes a tree, so that the birds from the sky and make nests in its branches. Matthew 13: 31-32

Do not assume the good: “I do not reach ‘.” Like pouring water from a jug fills a glass, so ‘the wise man becomes full of good accumulating gradually. Dhammapada IX, 122

……………………………….

‘Cause look at the speck that is’ in your brother, but do not notice the log that is’ in your own? How can you say to your brother, ‘Let me remove the speck that is’ in your eye, and you do not see the beam that is’ in your own? You hypocrite, first take the log out of your eye and then you will see clearly to take the speck out of your brother. Luke 6, 41-42

The faults of others are more ‘easy to see compared to their own and other defects are easily seen,’ cause they are sifted like chaff, but its difficult to see. It ‘s like the cheater who hides his dice and shows those of the adversary, drawing attention to the lack of them, constantly planning to indict him. UDANAVARGA 27, 1

……………………………..

“Teacher, this woman ‘was caught in adultery. Now Moses’ in the law commanded us to stone such women. What do you think?”
[…]
As they persisted, get up ‘and said to them: “Which of you and’ without sin cast the first stone at her.” JOHN 8, 4-5, 7

Not the bad actions of others is not what ‘others are doing, or do not, everyone looks at what’ that he does or does not. Dhammapada IV, 50

………………………………

“The lamp of your body and the ‘eye. If your eye and’ healthy, even your body and ‘full of light but, if and’ sick, your body ‘in the darkness. Take heed therefore that the and light ‘in you is not darkness. If your body and’ full of light, having no part in the darkness, everything will be ‘bright, as when the lamp illumines you with its glow. “Luke 11: 34-36 A man with eyes can see a light that brings all the objects, so ‘as one who has listened to the Moral Law. become ‘perfectly wise. UDANAVARGA 22, 4

………………………………

So, ‘I tell you, do not worry about your life what you will eat or drink, nor about your body, what you will wear Is not life worth more than’ the food and the body more ‘clothing? Look at the birds of the air do not sow or ‘reap or’ gather into barns, yet your heavenly Father feeds them. Are you not much more ‘of them? Matthew 6: 25-26

Who has not provided, who knows well the value of food, free of those feeds on vacation without mental images, the way and ‘difficult to know which of bird in the sky.Of those who have totally exhausted the ASAVA, to whom and ‘cut off from food, free of those feeds on vacation without mental images, the footprint and’ difficult to know which of bird in the sky. Dhammapada VII, 92-93

………………………..

Love your enemies and pray for those who persecute you, ‘cause you may be sons of your heavenly Father, who makes his sun rise on the evil and the good, and sends rain on the just and the unjust. Matthew 5, 45

The great cloud rains on the whole, that the nature of higher or lower. The light from the sun and the moon illuminates the whole world, is one who does good is he who does evil is the one who stands to be one who falls. SADHARMAPUNDARIKA SUTRA 5

…………………………………..

There is no ‘good tree bear bad fruit, nor’ bad tree bear good fruit. Every tree, in fact, is known by its fruit do not gather figs from thorns, nor ‘do they pick grapes from a bramble bush. The good man brings forth good from the good treasure of his heart and the evil man out of his evil treasure brings out evil, ‘cause the abundance of the heart the mouth speaks. Luke 6, 43-45

Whatever a person commits, they are virtuous or sinful actions, none of them is of little importance, and all have some fruit. UDANAVARGA 9, 8

…………………………….

“There is’ nothing outside a man which going into him can defile: are things which come out to the contamination.” March 7, 15

“The killing, the massacre, the hurt, the imprisonment of living beings, stealing, lying, deception, fraud, hypocrisy, adultery, and this’ decay, not the meaty food.” Sutta Nipata 242

……………..

Jesus ‘, but’ does not trust himself to them, ‘cause everyone knew and did not need anyone to give his testimony in another, for he knew what was’ in every man. JOHN 2, 24-25

He was expert in knowing the thoughts and actions of living beings.VIMALAKIRTINIRDESHA SUTRA 2

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They said the guards: “No man ever spoke like this man.” JOHN 7, 46

“I’ve never seen before – said the venerable Sāriputta – I ‘I never heard any report from a teacher who speaks so’ kindly, came from the sky Tusita. Sutta Nipata 955


Meditare – Meditate – Guendune Rinpoché


 

Meditare

Meditare non vuol dire tentare di vedere colori o forme o cercare di
modellare questa o quell’esperienza. Meditazione è sgombrare, liberare la
mente da tutte le forme di appiglio, di attaccamento, di intenzionalità, di
caratterizzazione delle cose. Non si tratta tanto di fare qualcosa, quanto
di disfare i vincoli e i legami della mente. Abbandonando l’attaccamento
alle cose, basato sulla convinzione che queste abbiano una realtà oggettiva,
si mollerà la presa della mente nei confronti di queste cose e
dell’intenzione che vi è connessa, in modo che l’apparenza si troverà ad
essere libera da sola.

Spesso si crede che meditare significhi imporre uno stato di vuoto alla
mente, uno stato senza pensiero nè movimento mentale: quest’idea è
sbagliata, perché se la meditazione fosse uno stato senza pensiero, questo
stesso tavolo starebbe meditando! La meditazione non ha niente a che fare
con il fatto di creare un vuoto volontario nella mente: meditare non vuol
dire bloccare il movimento dei pensieri, ma restare in uno stato in cui
questi pensieri non fanno presa. Se non ci fossero pensieri o movimento
concettuale nella mente, chi mediterebbe?

Meditare è semplicemente riconoscere ciò che ci lega alle apparenze, alle
manifestazioni esteriori, e mollare la presa delle fissazioni mentali.
Significa creare una distensione rispetto al condizionamento abituale, e
lasciare che questa distensione faccia effetto: gli oggetti su cui la mente
si fissa cadono da soli, i nodi si disfano da soli.

Meditare vuol dire disfarsi della corazza che ci siamo forgiati, dei vestiti
superflui che indossiamo; allora, abbandoniamo a uno a uno gli abiti
mentali, per restare nella nudità primordiale. In questa distensione si
sperimenta lo stato naturale della mente come luce, come coscienza
conoscente, come viva lucidità. Questa chiarezza della mente è definita come
coscienza istantanea, immediata, uno stato esente da elaborazioni mentali o
reificazione.

Semplicemente restiamo nel godimento di questo stato, lasciando la mente
nella dimensione che le è propria, senza caratterizzare o giudicare nulla,
senza neppure concepire la nozione di meditazione. Quando la mente riesce a
mantenersi stabile in quello stato, sperimenta il proprio spazio, e tutti i
fenomeni esteriori ed interiori vengono percepiti come vuoti. Questo stato
non è limitato da nulla, è libero da ogni orientamento, privo di sostegno e
in esso c’è la conoscenza fondamentale libera da punti di riferimento. E
anche uno stato di felicità e di benessere libero da ogni impedimento
concettuale. L’apparizione di queste qualità della mente è segno di successo
della pacificazione mentale; lo sviluppo di questa meditazione, quando si
rimane assorti in tale stato senza perderlo o alterarlo, è il conseguimento
del samadhi.

È importante non giudicare la propria meditazione, non pensare che il tale
stato sia «buono» e che quell’altro sia «cattivo»; che quando la mente è
calma la nostra sia una «buona meditazione», mentre quando la mente è
agitata la nostra sia una «cattiva meditazione». Quando, nel corso della
meditazione, vengono idee del genere, si può dirigere la propria attenzione
verso chi sta giudicando in questo modo, verso la coscienza che sta
valutando la meditazione; con l’introspezione, questa coscienza scopre di
essere priva di forma o di colore; l’osservatore è privo di qualsiasi
specificità che potrebbe provare la sua esistenza. Come avevamo fatto per
l’oggetto percepito, ritroviamo la dimensione vuota della mente percipiente,
l’assenza di realtà del soggetto.

Dunque, quali che siano i fenomeni che sorgono nella mente si trattano
cosi’: non si tenta di prevenire il loro insorgere nè di farli cessare una
volta che sono presenti; non vanno seguiti, ma apprezzati per quel che sono.
Ogni volta che si riconosce l’essenza attraverso lo sguardo diretto,
ritroviamo la dimensione della mente non ostruita, libera da ogni ostacolo.

Meditare cercando qualcosa di più all’esterno porta all’insoddisfazione. Ciò
che si deve fare è esattamente il processo inverso: liberarci da ciò che
ingombra la mente volgendoci all’interno, fino allo stato spontaneo in cui
non sussiste nè ricerca nè sofferenza: la pienezza onnipresente.

La dimensione naturale della nostra mente è il Dharmakaya, che è spontaneo
per natura. L’unico modo di incontrare la mente è armonizzarla con questa
natura priva di cause e solo uno stato di distensione e di apertura può
consentire a quest’essenza spontanea di sorgere da sé.

 Guendune Rinpoché

Meditate

Meditation does not mean groped to see colors or shapes or try to
model this or that experience. Meditation is clear, release the
mind from all forms of grip, attachment, intentionality, of
characterization of things. It is not just to do something, as
to undo the bonds and the bonds of mind. Abandoning attachment
things, based on the belief that they have an objective reality,
you break up with the power of the mind towards these things and
intention that there is connected, so that the appearance will be found to
be free alone.

It is often believed that meditation means to impose a state of emptiness to
mind, a state of mind without thought nor movement: the idea is
wrong, because if it were a state of meditation without thought, this
same table would be meditating! Meditation has nothing to do
with the fact that it creates a vacuum volunteer in mind: not to meditate
say block the movement of thoughts, but remain in a state in which
these thoughts are not taken. If there were no thoughts or movement
conceptual mind, who wants to meditate?

Meditation is simply to recognize what binds us to appearances, the
external manifestations, and let go of the mental fixations.
It means creating a relaxing compared to the usual conditioning, and
let this relaxing side effect: the objects of the mind
attaches fall alone, the nodes come apart on their own.

Meditating means to get rid of the armor that we have forged, clothes
that unnecessary wear; then, we leave one by one the clothes
mental, to remain in the primordial nakedness. In this distension is
experience the natural state of the mind as light as consciousness
knowing, as living lucidity. This clarity of mind is defined as
instantaneous consciousness, immediate, a state free of mental processes or
reification.

Simply remain in the enjoyment of this state, leaving the mind
in size that is proper, it does not identify or judge anything,
without even conceive the notion of meditation. When the mind is able to
remain stable in that state, experience their own space, and all
outer and inner phenomena are perceived as empty. This was
is not limited by anything, is free from any orientation, without support and
in it there is the fundamental knowledge free from points of reference. It
also a state of happiness and well-being free from hindrances
conceptual. The appearance of these qualities of the mind is a sign of success
of peace of mind, the development of this meditation, when
remains absorbed in that country without losing or altering it, is to achieve
samadhi.

It is important not to judge your meditation, do not think that this
was both “good” and that other one is ‘bad’, that when the mind is
calm ours is a “good meditation,” and when the mind is
agitated ours is a “bad meditation.” When, in the course of
meditation are such ideas, you can direct your attention
towards who is judging in this manner, towards consciousness that is
considering meditation with introspection, this consciousness discovers
be devoid of form or color; the observer is devoid of any
specificity that could prove his existence. As we did for
the perceived object, we find the size of the empty mind perceiving
the lack of reality of the subject.

So, whatever the phenomena that arise in the mind are treated
so ‘: do not try to prevent their occurrence nor to make them stop a
Once they are present, should not be followed, but appreciated for what they are.
Whenever you recognize the essence through direct gaze,
find the dimension of the mind unobstructed, free of any obstacle.

Meditating looking for something more outside door dissatisfaction. That
you need to do is exactly the reverse process: get rid of what
cluttered mind by turning within, to the state in which spontaneous
there is neither research nor suffering the fullness everywhere.

The natural dimension of our mind is the Dharmakaya, which is spontaneous
by nature. The only way to meet the mind harmonize with this
free nature and causes only a state of relaxation and openness can
allow this essence to arise spontaneously by itself.

 Guendune Rinpoche

Guardare la vita – Looking for life


Guardare la vita

Io credo che la sensibilità è come la capacità di guardare la vita e i suoi colori,
di accogliere una gradazione di colore e di manifestare poi una propria personale modalità per esprimere quel colore che si vive dentro se stessi.
Ogni persona è sensibile, capace di percepire i colori della vita, ha una propria reazione e capacità di espressione. Non esiste una gara o una comparazione, esiste solo una voce, che con la voce di altre persone è in grado di formare un coro, un gruppo di voci per rendere migliore la vita di tutti, nel rispetto e nella espressione del cuore.

10.04.2012 Poetyca

Looking for life

I think  feeling is like the ability to look at life and its colors,
to accommodate a gradation of color and then express their own personal ways to express that color that you live within yourself.
Each person is sensitive, able to perceive the colors of life, has its own and the ability of expression. There is no competition or comparison, there is only one voice, the voice of others is capable of forming a choir, a group of items to make life better for all, respect and expression of the heart.

10.04.2012 Poetyca

✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼Come te stesso ✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼


Come te stesso

Pensa agli altri,
ci dice la società.
Ama il prossimo tuo
ci dice la Chiesa.
A quanto pare nessuno
si ricorda mai del “come te stesso”.
Se è vero che vuoi conseguire la felicità
nel presente, proprio questo, invece,
dovrai imparare a fare: amare te stesso.

Wayne Dyer

Like yourself

Think of others,
the company tells us.
Love your neighbor
the Church tells us.
Apparently no one
he never remembers “like yourself”.
If it is true that you want to achieve happiness
in the present, just this, instead,
you will have to learn to do: love yourself.

Wayne Dyer

Condizionamenti – Conditionings – Osho


Condizionamenti

I genitori dovrebbero essere consapevoli di come condizionano i loro figli. E ai bambini dovrebbe essere data ogni libertà di sperimentare il bene e il male, così che possano decidere da soli. Lasciate che trovino la loro strada: voi state soltanto molto attenti che non cadano in un fosso! Non dite mai nulla ai vostri figli che non sia una vostra esperienza esistenziale. Accettate la vostra ignoranza, questo vi procurerà un maggior rispetto, più fiducia in ciò che siete. L’ego del genitore pretenderebbe di conoscere tutto! Siate rispettosi nei confronti del bambino; i genitori si aspettano il rispetto dei figli, ma si dimenticano che è una cosa reciproca: rispetta i bambini e loro ti rispetteranno! Fidati dei bambini e loro si fideranno di te, allora sarà possibile una comunicazione.
Osho

Conditionings
Parents should be aware of how they affect their children. And children should be given every freedom to experience the good and evil, so they can decide for themselves. Let them find their way: you’re just very careful not to fall into a ditch! Do not say anything to your children that is not your own life experience. Accept your ignorance, this will provide you with more respect, more confidence in what you are. The ego of the parent claims to know everything! Be respectful of the child, parents expect the respect of children, but they forget that it is a mutual thing: respect children and they will respect you! Trust children and they will trust you, then you can a communication.
– Osho

La via dell’intelligenza – Intelligence way


La via dell’intelligenza

“Non può essere vulnerato da nessun dolore, né colpito da nessuna violenza; insensibile a ogni malvagità, atleta nella gara più sublime, […] pronto ad accogliere amoroso, con l’anima tutta quanta, quello che accade e quello che gli viene assegnato, tutto; […]. Quest’uomo sa che in suo potere è unicamente la propria interiorità e pensa senza interruzione alle cose proprie, quelle che l’universale connessione degli eventi gli arreca; e la prima cerca di rendere bella; nutre fede, invece, che le seconde siano buone. […]
L’unica cosa che rimane a chi è buono, come propria caratteristica, è l’amore, l’atteggiamento d’un’anima serena e tranquilla che accolga gli eventi a lei destinati.


“L’atteggiamento d’un’anima serena e tranquilla” Marco Aurelio
“L’intelletto non è ancora l’intelligenza e occorre imparare a
distinguere tra i due. L’intelletto è uno strumento dato all’uomo
perché possa cavarsela sul piano materiale, perché possa
risolvere i problemi della vita quotidiana, studiare la Natura e
trarre qualche conclusione da quello studio. L’intelligenza,
invece, nel senso iniziatico del termine, è una facoltà ben
superiore: posta al di sopra del piano astrale e mentale, ha la
capacità di dominare i sentimenti, i pensieri e tutte le
manifestazioni della vita psichica.
È questa intelligenza che gli Iniziati considerano come la vera
intelligenza; essa è legata al mondo della supercoscienza, che è
il mondo divino. Tutti gli esseri che hanno imparato a lavorare
dominando i propri pensieri, i propri sentimenti e legandosi alle
regioni superiori per fare con queste degli scambi, sono stati
capaci di realizzazioni sublimi. Sono loro che hanno permesso
all’umanità di progredire veramente.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov
☸ڿڰۣ–☀☼★ ♥☀ ☼★ ♥
L’intelligenza ha una doppia capacità secondo la direzione cui viene diretta, può essere orientata verso l’esterno o verso l’interno.
La natura del suo orientamento è la chiave dell’evoluzione dell’umanità.
L’intelligenza diretta verso l’esterno operando attraverso i sensi diventa “intelletto” la parte concreta e informativa dell’intelligenza.
Operando verso l’interno per mezzo della coscienza profonda diventa quel che si può definire vera intelligenza.
La distinzione tra intelletto e vera intelligenza è fondamentale per capire la condizione odierna del mondo.
L’intelletto fa riferimento a un’intelligenza che per determinare la verità usa la ragione ed è basata sull’attività sensoriale. Amplifica la capacità dei sensi con vari strumenti, come telescopi o microscopi, aumenta la capacità di calcolo con varie macchine come i computer e per comprendere il mondo inventa vari sistemi di misurazioni spaziali e temporali.
L’intelletto costruisce la realtà basandola sull’idea di un mondo esterno, annota i nomi e le forme delle cose nel mondo e le colloca in carie categorie e gerarchie.
Da qui deriva il concetto ayurvedico di mondo esterno come luogo di realizzazione dei piaceri, da esso nasce una visione materialistica della vita e una visione meccanicistica dell’Universo.
L’intelletto dirige la vita verso mete esterne: piacere, ricchezza, potere e conoscenza del mondo.
Crea un’idea corporea dell’esistenza, per cui si rimane intrappolati nel tempo e nello spazio, nel dispiacere e nella morte.
L’intelletto pone l’attenzione sull’esteriorità, i ruoli, l’identità, stato sociale e averi.
L’intelletto opera sotto il controllo dell’ego e delle emozioni.
La vera intelligenza è un potere di percezione interna e diretta. Rivela la natura delle cose trascendendo le apparenze sensoriali.
La vera intelligenza è pienamente consapevole dell’impermanenza di ogni realtà esterna e non ci lega a nessun nome o forma prefissata.
Impariamo per mezzo di essa a percepire la coscienza che sta dietro i movimenti della materia e dell’energia nel mondo esterno.
Ci liberiamo da strutture esterne che riguardano la religione, l’autorità e le istituzioni, trascendendo il tempo e lo spazio nella realtà della nostra Vera Natura.
L’intelletto ha una conoscenza indiretta e mediata riguardo i nomi, i numeri e le apparenze, per questa ragione non può risolvere i problemi umani a infondere un senso di pace. Non è sufficiente sapere concettualmente quali sono i nostri problemi, dobbiamo capirne l’origine nel cuore e nell’anima.
Senza il risveglio della vera intelligenza, la società rimarrà emotivamente instabile e spiritualmente poco evoluta. La cultura occidentale ha glorifica nella scienza una visione intellettuale della vita.
L’Ayurveda, che si basa sulla filosofia dello Yoga, considera l’intelletto come una intelligenza minore e ci aiuta a sviluppare l’intelligenza profonda che porta al di là dei sensi, verso la Verità all’interno del Cuore.
liberamente tratto da “Ayurveda e la Mente” di David Frawley
☸ڿڰۣ–☀☼★ ♥☀ ☼★ ♥
Memoria e intelletto
“Memoria ed Intelletto” sono termini riferiti a due funzionalità distinte del Cervello; la prima corrisponde alla capacità di evocazione selettiva della informazione acquisita nel passato, la seconda alla capacità di ragionamento che in gran misura viene specificatamente finalizzata a risolvere, ovvero ad evitare problemi da affrontare nel corso della propria vita intellettuale; le due funzioni di integrazione cerebrale cooperano per adeguare flessibilmente le proprie riflessioni e ragionamenti finalizzati a una maggiore o minore ampiezza problematica sia nella dimensione del futuro più immediato o di quello ben più distante.
Certamente “Memoria e Intelletto” formano una unità di enti complementari, tale che l’eccesso di uno rispetto all’altro deprime il valore esprimibile come prodotto di tali funzionalità, datosi che la prima funzione si arresterebbe all’esistenza e la seconda descriverebbe un divenire pieno di speranze o di timori, ma vuoto ed inutile nel generare un’effettiva crescita della propria personalità intelligente.
Dosare opportunamente le funzioni della “Memoria ad Intelletto” in relazione ad un fine è importante come andare in bicicletta, dove per procedere bisogna agire sull’uno e sull’altro pedale.
Come nella bicicletta possiamo usare un cambio per dosare gli sforzi sui pedali in modo da evitare fatiche non utili alla propria salute, così dobbiamo imparare ad utilizzare vari sistemi di integrazione delle aree cerebrali rispondenti a percorsi cerebrali differenziati; questi ultimi infatti correlano i due emisferi cerebrali essenzialmente con la parte emozionale del cervello (talamo quale sede della memoria emotiva), con l’ippocampo (sede principale della memoria a lungo termine) e con il cervelletto (che interagisce nella formazione della memoria operativa che implica il coordinamento di movimenti degli arti e del corpo). Pertanto “Memoria e Intelletto” costituiscono i due principali processi di integrazione tra le varie aree celebrali, che congiuntamente facilitano la evocazione delle memorie esperite in precedenza e le utilizzano per sviluppare l’esercizio di varie forme di intelletto più adeguate alla problematica da risolvere. Possiamo dire che, se il processo di integrazione privilegia il rapporto tra l’emisfero sinistro e l’ippocampo, riconosciamo tale tipologia di memorizzazione come “Memoria Semantica”, cioè appropriata all’espressione linguistica; se invece il rapporto focalizza il processo di integrazione cerebrale nell’area talamica, allora siamo in presenza di una evocazione mnemonica di tipo “Emotivo ovvero Empatico”; se invece nel processo integrativo della memoria viene incluso il cervelletto, allora parliamo di “Memoria Operativa” e così via dicendo.
Le memorie evocate sono come ombre che debbono essere ricondotte al confronto significativo con il presente in una prospettiva di sviluppo e risoluzione della informazione in conoscenza. Per attuare tale transizione tra passato, presente e anticipazione cognitiva, l’intelletto agisce come un processo parallelo di confronto selettivo della informazione memorizzata e attualizzata dai dati sensibili, teso a convergere verso un fine ovvero nella direzione finalizzata a risolvere determinati obiettivi e atteggiare la propria attività al seguito dell’impulso delle propria volontà e intuito. Dall’incrocio del sistema di integrazione divergente, della ricerca di una più o meno ampia evocazione mnemonica, con il processo convergente di elaborazione finalizzata più proprio dell’intelletto, emergono varie potenziali forme di intelligenza (critica, analitica, pragmatica, artistica , ecc. ecc ).
Howard Gardner e anche Edward De Bono, noti pedagogisti contemporanei, nei loro scritti finalizzati ad insegnare come sviluppare le abilità di pensiero, sostengono che “non” abbiamo un’intelligenza unica, ma almeno “sette” tipi diversi di intelligenza, ognuno dei quali può avere la prevalenza nelle diverse occasioni di risoluzione dei problemi. Comunque è bene osservare attentamente che i processi mentali organizzati da “memoria e intelletto”, debbono essere preceduti da una capacità di apprendere come articolare i processi di integrazione cerebrale, proprio al fine di rispondere, con peculiari strategie cognitive, a “pre-definire le aspettative e i risultati attesi”, che possono emergere dalla capacità di memorizzare ed nell’elaborare l’informazione in modo intelligente ed efficace. Prima di risolverlo o evitarlo, un problema va infatti pre-ordinato sulla base di una strategia basata sulla volontà e sull’intuito. Tale situazione è detta generalmente Problem Setting perché capace di elaborare con immediatezza le memorie a breve termine e integrarle con le altre forme di memoria a più lungo termine precedentemente descritte. Le categorie di integrazione della memoria e dell’intelletto vanno quindi a dipendere dalla preliminare capacità di porsi finalità ed obiettivi o scopi che sono in relazione diretta con il possibile prognostico relativo ai risultati attesi. È solo cosi che il circuito cerebrale del pensiero può infatti svilupparsi armonicamente.
Lo studio delle potenzialità di una tipologia specifica della Intelligenza, è stato attentamente realizzato sia con la “Risonanza Magnetica funzionale” sia mediante interviste ai campioni di scacchi, un ben noto ed antico gioco di strategie di Problem Solving.
Al contrario di un principiante, il quale tende normalmente a immaginarsi le mosse possibili di ogni singolo pezzo della scacchiera, il campione di scacchi facilita la integrazione funzionale delle memorie evocando il posizionamento di alcune schermate (Templates) della memoria evocate dalla propria esperienza, le quali vanno a focalizzare alcuni blocchi critici delle possibili configurazioni della scacchiera, sia in relazione ai pezzi che agli spazi rimasti vuoti (Chunk). Il campione, a differenza del dilettante, ragiona esclusivamente su di essi (Templates & Chunk) per reperire la strategia e ordire ingegnosamente una soluzione vincente denominata Scacco Matto.
Tale impostazione del gioco di famosi scacchisti è messa ancor più in evidenza da alcuni loro aforismi (cioè brevi concetti tratti dalla lunga esperienza).
1) Cerca di essere il giocatore di scacchi, non il pezzo sulla scacchiera (Ralph Charrell)
2) Un Maestro di scacchi non cerca la mossa migliore: la vede (Garry Gasparov)
3) A scacchi io mi sforzo sempre di giocare contro i pezzi del mio avversario piuttosto che contro di lui (Svezotar Gligoric)
Da tali aforismi si comprende quale sia il miglior modo di porsi il problema di risolvere soluzioni critiche basandole su finalità proprie di un giocatore professionista, che imposta il gioco utilizzando concezioni finalizzate ad integrare intelligentemente i processi mnemonici ed intellettivi per raggiungere l’obbiettivo mediante una serie di mosse vincenti.
Pertanto l’intelligenza e l’ingegno creativo non risiedono direttamente nella memoria o nell’ intelletto; proprio in quanto “memoria ed intelletto” presi fine a se stessi sono solo due funzioni cerebrali necessarie ma non sufficienti per produrre attività creative capaci di costruire conoscenze innovative.
L’espressione di intelligenza e creatività risulta quindi essere una funzione complessa dipendente dalla capacità di definire a priori apposite unità o configurazioni interpretative, che sono frutto dell’intuito e della volontà e quindi delle attività più recondite ed ancestrali degli esseri viventi.
Ciò è naturale in quanto, per esempio, è facile notare quanto sia difficile memorizzare una fila di “settanta” numeri in sequenza casuale, rispetto a rammentare “dieci” numeri telefonici di sette numeri ciascuno; infatti la memoria in questo caso è facilitata dalla suddivisione in blocchi dei numeri telefonici, ma in vero principalmente dalla opportunità di comunicare con altre persone. Similmente, sarebbe praticamente impossibile capire il significato di una frase se le parole non fossero disgiunte tra di loro e di fatto non si sapesse a priori dall’indice e dal titolo del libro il quadro cognitivo che andiamo scoprendo dedicandoci alla sua lettura.
La previsione realizzabile con l’intuito e la volontà di capire il divenire di una situazione è ciò che in fin dei conti permette di trovare soluzioni intelligenti e creative in un corretto apprendimento della funzionalità mnemonica e intellettiva del cervello.
Il conclusione possiamo ripetere con Seneca: “Non c’è vento favorevole a chi non sa dove andare”; pertanto, memoria e intelletto sono funzioni cerebrali che debbono coordinarsi per una esperienza consapevole finalizzata a verificare un’ipotesi, un sogno e comunque un fine che sta maturando dentro di noi… altresì inquietudini dovute al dubbio e all’indeterminazione di eventi inattesi ci tormenta e ci assale costantemente, affossando progressivamente tutti i valori costruiti dalla memoria e dall’ingegno più raffinato ed eloquente.
Nel ciel che più de la sua luce prende
fu’ io, e vidi cose che ridire
né sa né può chi di là su discende;
perché appressando sé al suo disire,
nostro intelletto si profonda tanto,
che dietro la memoria non può ire.
Veramente quant’io del regno santo
ne la mia mente potei far tesoro,
sarà ora materia del mio canto.
Dante Alighieri, Paradiso – Canto I
http://www.steppa.net/html/scienza_arte/scienza_arte25.htm
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Intelligence way

“It can not be hacked by any pain, nor suffering from any violence, numb to all wickedness, the most sublime athlete in the race, […] ready to receive love with the whole soul, what is happening and what is assigned, everything […]. This man knows that his power is only in its interior and think without interruption to their own interests, those of the universal connection of events adversely, and the first attempts to make nice ; nourishes faith, however, that the latter are good. […]
The only thing left to those who are good, as its characteristic is the love, the attitude of a soul in peace and tranquility that will accept her for events.
“The attitude of a soul in peace and tranquility” Marcus Aurelius


“The intellect is not the intelligence and we must learn to
distinguish between the two. The intellect is an instrument given to man
because they can get by on the material before it can
solve the problems of everyday life, study the nature and
draw some conclusions from that study. Intelligence,
Instead, in the sense of initiation of the term, is an option well
Top: placed above the astral and mental, has the
ability to control the feelings, thoughts and all
manifestations of psychic life.
It is this intelligence that the initiatives considered as the true
intelligence, it is linked to the world of super-consciousness, which is
the divine world. All beings who have learned to work
dominating their thoughts, their feelings and binding to
upper regions to do with this trade, were
capable of sublime creations. It is they who have allowed
humanity to really progress. ”
Mikhael Omraam Aïvanhov
Intelligence has a double capacity in the direction which is directed, it can be outward or inward.
The nature of his approach is the key to evolution of humanity.
The intelligence directed towards the outside by working through the senses becomes “understanding” the practical side of intelligence and information.
Working inward to the middle of the deep consciousness becomes what we can define true intelligence.
The real distinction between intellect and intelligence is critical to understand the situation today in the world.
The intelligence refers to intelligence that used to determine the truth and the reason is sensory-based activity. Amplifies the ability of the senses with various tools such as telescopes or microscopes, increased computing capacity with various machines such as computers and to understand the world invented various systems of measurements of space and time.
The mind constructs reality basing on the idea of an external world, note the names and shapes of things in the world and places them in categories and hierarchies caries.
Hence the concept of Ayurvedic outside world as a place of realization of pleasures, it comes from a materialistic vision of life and a mechanistic view of the universe.
The intellect directs his life towards external goals: pleasure, wealth, power and knowledge of the world.
Create an idea of bodily existence, so it remains trapped in time and space, in sorrow and death.
The mind focuses on the exterior, roles, identity, social status and possessions.
The intellect operates under the control of the ego and emotions.
The real intelligence is a power of inner perception and direct. Reveals the nature of things transcending sensory appearances.
The true intelligence is fully aware of the impermanence of all external reality, and there binds to any name or form fixed.
We learn to perceive it through the consciousness behind the movements of matter and energy in the outside world.
We are liberated from external concerning religion, authority and institutions, transcending time and space in the reality of our true nature.
The intellect has a mediated and indirect knowledge about the names, numbers and appearances, for this reason can not solve human problems to instill a sense of peace. It is not enough to know conceptually what are our problems, we must understand its origin in the heart and soul.
Without the awakening of true intelligence, the company will remain unstable emotionally and spiritually undeveloped. Western culture has glorified in science an intellectual vision of life.
Ayurveda, which is based on the philosophy of yoga, consider the intellect as a lesser intelligence and helps us to develop intelligence that leads to deep beyond the senses, to the Truth in the Heart.
freely based on “Ayurveda and the Mind” by David Frawley
Memory and intellect
“Memory and Intellect” are terms referring to two distinct features of the Brain: the first is the capacity of selective evocation of the information gathered in the past, the second to the ability to reason that in large measure is specifically designed to solve or prevent problems from face in the course of his intellectual life, the two functions of the brain work together to integrate flexibly adapt its thinking and reasoning aimed at a greater or lesser extent problematic both in size of the future of the much more immediate or more distant.
Of course, “Memory and Intellect” form a unity of complementary institutions, such that over each other to depress the value expressed as a product of these features, gave himself that the first function stops the existence and the second describes a becoming full of hopes or fears, but empty and useless in generating real growth of its intelligent personality.
Measure out the appropriate functions of the “Memory for Intellect” in relation to an end is as important as cycling, where do we need to act on one and on foot.
How we can use a bicycle in exchange for the determination of the efforts on the pedals to avoid hard work not relevant to their health, so we must learn to use various systems for the integration of brain areas responding to different brain pathways, the latter fact, correlate the two cerebral hemispheres mainly with the emotional part of the brain (the thalamus as the seat of emotional memory), with the hippocampus (headquarters of the long-term memory) and the cerebellum (which interact in the formation of working memory that involves the coordination of limb movements and the body). Therefore, “Memory and Intellect” are the two main processes of integration between different brain areas, which together facilitate the evocation of previously experienced memories and use them to develop the practice of various forms of understanding the most appropriate problem to be solved. We can say that if the integration process focuses on the relationship between the left hemisphere and the hippocampus, we recognize this type of storage as a “semantic memory”, that is appropriate linguistic expression, but if the report focuses on the integration process of brain thalamic area, then we are in the presence of a type of mnemonic evocation “or Emotional Empathy”, but if the memory is in the integration process including the cerebellum, then we speak of “working memory” and so on.
Evoked memories are like shadows that must be traced to the meaningful comparison with this in a perspective of development and resolution of information into knowledge. To implement such a transition between past, present and anticipating the cognitive intellect acts as a parallel process of selective comparison of information stored and updated from the sensitive data, tended to converge towards an end or in the direction aimed at solving particular its objectives and attitudes activities to follow the impulse of his will and intuition. From the intersection of the system of diverging, seeking a greater or lesser degree mnemonic evocation, through the process of development aimed more convergent their intellect, arise various potential forms of understanding (critical, analytical, pragmatic, artistic, etc.. etc.).
Howard Gardner and Edward De Bono also known contemporary educationists, in their writings aimed to teach how to develop thinking skills, say “no” we only intelligence, but at least “seven” different types of intelligence, each of which can have on several occasions in the prevalence of problem resolution. However it should be noted carefully that the mental processes organized by “memory and intellect,” must be preceded by a capacity to learn how to articulate the integration processes of the brain, precisely in order to respond with specific cognitive strategies, a “pre-define expectations and the expected results, which may arise from the capability of storing and processing information in an intelligent and effective. Prior to resolve or avoid this problem is in fact a pre-ordered on the basis of a strategy based on the will and intuition. This situation is generally described as “problem setting” because it is capable of developing an immediate short-term memories and integrate them with other forms of memory in the longer term described above. The categories of integration of memory and intellect are so dependent on the prior ability to ask the purposes and objectives or purposes that are directly related to the possible prognosis on the expected results. It is only then that the brain circuitry of thought can in fact develop in harmony.
The study of the potential of a specific type of intelligence, has been carefully designed with both the “functional MRI” and through interviews with samples of chess, a well known and ancient game of problem solving strategies.
Instead of a beginner, who normally tend to imagine the possible moves of each piece of the board, the chess champion facilitates the functional integration of evoking memories of some positioning screens (Templates) of the memory evoked by its experience, which going to focus some critical blocks of the possible configurations of the board, both in relation to the pieces that the empty spaces (Chunk). The sample, unlike the amateur thinks exclusively on them (Templates & Chunk) to find the strategy and a winning plot ingeniously called Checkmate.
This view of the famous chess game is put into sharper focus by some of their aphorisms (ie short concepts drawn from long experience).
1) Try to be the chess player, not the piece on the board (Ralph Charrell)
2) A Master of chess does not look the best move: he sees (Garry Gasparov)
3) In chess I always try to play against my opponent’s pieces rather than against him (Svezotar Gligoric)
From these aphorisms, one wonders what is the best way to address the problem solutions to solve critical building it on their goals of a professional player, which sets the game using concepts designed to intelligently integrate the intellectual and memory processes to achieve the goal through a series winning moves.
Therefore, the creative intelligence and ingenuity do not reside directly in your memory or ‘intellect, just as “memory and intellect,” taken as an end in themselves are only two brain functions necessary but not sufficient to produce creative activities capable of building innovative knowledge .
The expression of intelligence and creativity turns out to be a complex function dependent on the ability to define a priori the appropriate units or interpretative configurations, which are the result of intuition and the will and therefore of the most recondite and the ancestral beings.
This is natural as, for example, is easy to see how difficult it is to store a row of “seventy” in random numbers, compared to remind the “ten” numbers of seven numbers each, because the memory in this case is facilitated by division in blocks of telephone numbers, but mainly by the real opportunity to communicate with other people. Similarly, it would be virtually impossible to understand the meaning of a sentence if the words were not separated among themselves and did not know a priori from the index and the title of the book we discover that the cognitive framework dedicated to his reading.
The prediction achieved with the insight and the will to understand the future of a situation is what ultimately allows you to find creative and intelligent solutions in the successful acquisition of intellectual and mnemonic functions of the brain.
The conclusion we can say with Seneca: “There is no favorable wind for those who do not know where to go”, so memory and intellect are brain functions that must coordinate to a conscious experience aimed at verifying a hypothesis, however, a dream and a goal which is ripening within us … also due to doubts and fears of unexpected events all’indeterminazione assails us and haunts us constantly, gradually slowing down all the values built from memory and ingenuity more refined and eloquent.
Within that heaven which most his light receives
was’ me, and saw things that
neither knows nor can, who from above descends;
so near approaching its desire,
our understanding is so deep,
that memory can not go.
Truly whatever of the holy kingdom
Into my mind could treasure
will now become the subject of my song.
Dante Alighieri, Paradiso – Canto I
http://www.steppa.net/html/scienza_arte/scienza_arte25.htm

Istruzioni per la vita – Instruction for life – Dr Rahula Walpola


Istruzioni per la vita

1. Prendi in considerazione il fatto che un grande amore e grandi risultati comportano un grande rischio.

2. Quando perdi, non perdere la lezione.

3. Segui le tre R: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, e
La Responsabilità per tutte le tue azioni.

4. Ricorda che non ottenere quello che vuoi a volte è un meraviglioso
colpo di fortuna.
5. Impara le regole in modo da sapere come infrangerle in modo corretto.

6. Non lasciare che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7. Quando ti accorgi di aver commesso un errore, prendi misure immediate per correggerlo.

8. Passa un po ‘di tempo da solo ogni giorno.

9. Apri le tue braccia al cambiamento, ma non perdere i tuoi valori.

10. Ricorda che il silenzio a volte è la migliore risposta.

11. Vivi una vita buona e onorabile. Poi, quando sarai vecchio e ricorderai il passato,sarai ingrado di godere una seconda volta.

12. Un atmosfera amorosa in casa è il fondamento della tua vita.

13. Nei litigi con chi ami, parla solo della corrente situazione. Non
rivangare il passato.

14. Condividi le tue conoscenze. È un modo per ottenere l’immortalità.

15. Sii gentile con la terra.

16. Una volta all’anno, visita un luogo dove non sei mai stato prima.

17. Ricorda che la migliore relazione è quella in cui il vostro amore per
l’altro supera il vostro bisogno dell ‘ altro.

18. Giudica il tuo successo da quello a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.
19. Approcciati all’ amore e alla cucina senza preoccupazioni.

Dr Rahula Walpola

Instruction for life

1. Take into account that great love and great achievements involve great risk.

2. When you lose, don’t lose the lesson.

3. Follow the three R’s: Respect for self; Respect for others; and Responsibility for
all your actions.

4. Remember that not getting what you want is sometimes a wonderful stroke of
luck.
5. Learn the rules so you know how to break them properly.

6. Don’t let a little dispute injure a great friendship.

7. When you realize you’ve made a mistake, take immediate steps to correct it.

8. Spend some time alone every day.

9. Open your arms to change, but don’t let go of your values.

10. Remember that silence is sometimes the best answer.

11. Live a good, honorable life. Then when you get older and think back, you’ll be
able to enjoy it a second time.

12. A loving atmosphere in your home is the foundation for your life.

13. In disagreements with loved ones, deal only with the current situation. Don’t
bring up the past.

14. Share your knowledge. It’s a way to achieve immortality.

15. Be gentle with the earth.

16. Once a year, go someplace you’ve never been before.

17. Remember that the best relationship is one in which your love for each other
exceeds your need for each other.

18. Judge your success by what you had to give up in order to get it.
19. Approach love and cooking with reckless abandon.

Dr Rahula Walpola

Opinioni – Opinions – Jon Kabat – Zinn


Opinioni

Per arrivare nel punto da cui siamo partiti e conoscere il luogo come
se i nostri occhi lo vedessero per la prima volta.
Tanto per cominciare,corriamo il rischio che non succeda mai:Si possono mettere di mezzo molte cose che ci teniamo strette prendendole per buone.
Raggiungere un luogo o un punto di vista – qualunque luogo, qualunque opinione sincera – richiede apertura: in sostanza richiede una condizione di semplicità totale che ci permetta di vedere quel che c’è da vedere,
di conoscere quel che c’è da conoscere; entrambe le cose sono impossibili se persistiamo a vedere ciò che accade solo attraverso gli occhiali delle nostre idee ed opinioni,sia pure magnifiche e ricche di erudizione,e tanto più se non c’è ne accorgiamo.
L’apertura radicale a ciò che non abbiamo ancora sperimentato
– costa “niente meno che tutto”.
A volte non vogliamo pagarne il prezzo,attaccati come siamo all’idea che le cose dovrebbero andare proprio a modo nostro,condizionati come siamo a pensare di sapere come dovrebbe essere quel “modo nostro»,quando naturalmente siamo sempre gli ultimi arrivati – tutti noi – sempre vicini all’orizzonte di ciò che sta appena
al di là del familiare: l’ignoto.
E sottolineo sempre, che lo si sappia al momento oppure no,In quel territorio l’essenziale è fidarsi della propria intuizione più profonda anche se va controcorrente rispetto al pensiero convenzionale,che si voglia creare oppure scoprire qualcosa.

Jon Kabat – Zinn – Riprendere i sensi

Opinions

To get to where we started
and know the place as if our eyes
they saw it for the first time.
To begin with, we run the risk
that never happens: they can be put
half a lot of things that we hold tight by taking them for good.
Reach a place or a point of view
– any place, any sincere opinion – requires openness: in essence it requires a condition of total simplicity that allows us to see what is there
to see, to know what there is to know; both things are impossible if we persist in seeing what happens only through the glasses of our ideas and opinions, even if magnificent
and rich in learning, and even more if we do not notice it.
The radical opening to what we have not yet experienced – it costs “nothing less than everything”.
Sometimes we don’t want to pay the price,attack as we are at the idea that things should go our own way,
conditioned as we are to think
to know how it should be that “our way”, when of course we are always the last to arrive – all of us – always close to the horizon of this
which is just beyond the familiar: the unknown. And I always stress, let it be known at the moment or not, in that territory the essential thing is to trust one’s most profound intuition even if it goes against the current of conventional thinking,whether you want to create or discover something.

Jon Kabat – Zinn – Regaining the Senses

Realtà e propositi – Reality and purposes


Realtà e propositi

Quando, malgrado tante iniziative interiori, voglia di fare della nostra vita un percorso ricco di traguardi e di soddisfazioni, ci fermiamo al primo ostacolo, spesso colpevolizzando gli altri, alimentando un atteggiamento di rabbia e di vittimismo, non siamo in grado di lottare veramente per quello in cui abbiamo pensato di credere.
Da dove deriva la nostra poca autostima?
Il nostro proposito era eccessivo rispetto alla sua possibile realizzazione?

Allora dobbiamo conoscere prima noi stessi, i nostri mezzi e le nostre capacità e poi adattarci alla vita e alle sue opportunità.
Non frenare la nostra corsa ma quanto è necessario rallentare il passo per imparare a conoscere bene la strada da percorrere.

18.07.2011 Poetyca

Reality and purposes

When, despite many initiatives inner desire to make our lives a path full of goals and satisfactions, we stop at the first hurdle, often blaming others, nurturing an attitude of anger and victimhood, we are not able to really fight for that in which we thought to believe.
Where does our lack of confidence?
Our purpose was excessive in relation to its possible realization?

So first we must know ourselves, our means and our capabilities and then adapt to the life and its opportunities.
Do not stop our run, but what is necessary to slow down the pace to get to know well the way to go.

18.07.2011 Poetyca

L’arte di amare – The Art of Loving – Erih Fromm


L’arte di amare

“Amore per se stessi. Mentre non suscita nessuna obiezione l’applicazione del concetto d’amore a vari oggetti, è opinione diffusa che sia virtuoso amare gli altri e peccato amare se stessi. Si ritiene che nella misura in cui amo me stesso non posso amare gli altri, che l’amore per se stessi sia una forma egoistica d’amore. Questo punto di vista ha la sua origine nel pensiero occidentale. Calvino parla di amore per se stessi come di ” una peste “, Freud ne parla in termini psichiatrici, ma, nonostante ciò, il suo giudizio è uguale a quello di Calvino. Per lui, amore per se stessi significa narcisismo, libido verso se stessi. Il narcisismo è il primo stadio dello sviluppo umano, e la persona che in età adulta ritorna a questo stadio è incapace di amare; nel caso estremo è malata di mente. Freud parte dal presupposto che l’amore sia la manifestazione della libido, e che la libido sia o rivolta verso altri (amore) o verso se stessi (amore per se stessi). Amore per gli altri e amore per se stessi sono reciprocamente esclusivi, nel senso che più ve n’è di uno, meno ve n’è dell’altro. Se l’amore per se stessi è peccato, ne deriva che l’altruismo è virtù. Sorgono ora queste domande: L’osservazione psicologica sopporta la tesi che ci sia una contraddizione basilare tra l’amore per se stessi e l’amore per gli altri? È l’amore per se stessi lo stesso fenomeno dell’egoismo, oppure è l’opposto? Inoltre, è l’egoismo per l’uomo moderno un vero interesse per se stesso come individuo, con tutte le sue possibilità intellettuali, emotive e sensuali? Non è egli diventato un’appendice del suo ruolo economico-sociale? È il suo egoismo uguale all’amore per se stesso, oppure è cagionato dalla mancanza di esso?…
….Siamo ora arrivati alle premesse psicologiche sulle quali si fonda il nostro argomento. Generalmente queste premesse sono come segue: non solo altri, ma anche noi stessi siamo l’oggetto dei nostri sentimenti e attitudini; le attitudini verso gli altri e verso noi stessi sono fondamentalmente congiuntive Rispetto al problema in questione ciò significa: l’amore per se stessi si trova in coloro che sono capaci di amare il prossimo. L’amore, come principio, è indissolubile per quel che riguarda la connessione tra “oggetti” e noi stessi. L’amore genuino è un’espressione di produttività ed implica cure, rispetto, responsabilità e comprensione. Non è un “affetto” nel senso di essere amato da qualcuno, ma uno sforzo attivo per la crescita e la felicità dell’essere amato, dettato dalla propria capacità di amare.
Amare qualcuno è la realizzazione e la concentrazione dei potere d’amore. L’affermazione fondamentale contenuta nell’amore è diretta verso la persona amata come verso un’incarnazione di qualità essenzialmente umane. L’amore per una persona implica l’amore per l’uomo come tale. La “divisione del lavoro “, come William James la chiama, per cui un uomo ama la famiglia ma non sente niente per lo ” straniero “, è sintomo d’incapacità d’amare. L’amore dell’uomo non è, come generalmente si crede, una astrazione che viene dopo l’amore per una specifica persona, ma è la sua premessa, sebbene geneticamente la si acquisisca amando specifici individui.
Ne deriva che il mio io deve essere un oggetto di amore tanto quanto ogni altro essere. L’affermazione della propria vita, felicità, crescita, libertà è determinata dalla propria capacità di amare, cioè nelle cure, nel rispetto, nella responsabilità e nella comprensione. Se un individuo è capace di amare in modo produttivo, ama anche se stesso; se può amare solo gli altri, non può amare completamente.
Se l’amore per se stessi non è disgiunto dall’amore per gli altri, come ci spieghiamo l’egoismo, che ovviamente esclude qualsiasi interesse genuino per gli altri? L’egoista s’interessa solo di se stesso, vuole tutto per sé, non prova gioia nel dare, ma solo nel ricevere. Vede il mondo esterno solo dal punto di vista di ciò che può ricavarne; non ha interesse per le necessità degli altri, né rispetto per la loro dignità e integrità. Non può vedere altro che se stesso; giudica tutto e tutti dall’utilità che gliene deriva; è fondamentalmente incapace d’amare. Questo non prova che l’interesse per gli altri e l’interesse per se stessi sono alternative inevitabili? Sarebbe così se l’egoismo e l’amore per se stessi fossero la stessa cosa. Ma questa convinzione è l’errore che ha suscitato tante conclusioni errate riguardo il nostro problema. Egoismo e amore per se stessi, anziché essere uguali, sono opposti. L’egoista non ama troppo se stesso, ma troppo poco; in realtà odia se stesso. Questa mancanza di amore per sé, che è solo un’espressione di mancanza di produttività, lo lascia vuoto e frustrato. È solo un essere infelice e ansioso di trarre dalla vita le soddisfazioni che impedisce a se stesso di raggiungere. Sembra interessarsi troppo di sé, ma in realtà non fa che un inutile tentativo di compensare la mancanza di amore per sé. Freud sostiene che l’egoista è un narcisista, che ha concentrato su se stesso ogni capacità d’amore. P vero che gli egoisti sono incapaci di amare gli altri, ma sono anche incapaci di amare se stessi.
È più facile capire l’egoismo se lo si paragona ad un morboso interesse per gli altri, come lo troviamo, ad esempio, in una madre troppo premurosa. Mentre lei crede di essere particolarmente attaccata al suo bambino, in realtà ha una profonda, repressa ostilità per l’oggetto del proprio interesse. È eccessivamente premurosa, non perché ami troppo il proprio figlio, ma perché deve compensare la sua incapacità di amarlo.
Questa teoria sulla natura dell’egoismo è nata dall’esperienza psicoanalitica dell'”altruismo” nevrotico, un sintomo di nevrosi osservato in molti soggetti turbati non solo da questo sintomo, ma da altri ad esso connessi, quali la depressione, la stanchezza, l’incapacità di lavorare, il fallimento nei rapporti col prossimo, e via dicendo. Non solo l’altruismo non è considerato un “sintomo”; è spesso l’unico tratto positivo del carattere del quale i soggetti si vantano. La persona ” altruista ” non vuole niente per sé; vive solo per gli altri, si vanta di non considerarsi importante. È sorpresa di scoprire che, ad onta del proprio altruismo, è assai infelice e che i suoi rapporti con coloro che la circondano non l’appagano. Uno studio analitico dimostra che questo altruismo non è qualcosa di separato dagli altri sintomi, ma uno di essi, e spesso il più importante; che il soggetto è inibito nelle proprie capacità di amare e di godere; che è pieno di ostilità verso la vita e che dietro la facciata dell’altruismo si nasconde un sottile ma intenso egocentrismo. Questo individuo può essere curato solo se anche il suo altruismo è interpretato come un sintomo tra gli altri, in modo che la sua aridità, che sta alla base sia dell’altruismo che degli altri sintomi, possa essere corretta.”

Tratto da “L’arte di Amare” di Erich Fromm edito da Mondadori

The Art of Loving

Love yourself. While it raises no objection to the application of the concept of love to various objects, it is widely believed that it is virtuous to love others, love yourself and sin. It is Fro that as far as I can not love myself love others, that love for oneself is a selfish form of love. This view has its origins in Western thought. Calvin speaks of love for oneself as a “plague”, Freud speaks in termspsychiatric disorders, but despite that, his opinion is equal to that of Calvin. For him, love for oneself is narcissism, libido towards themselves. Narcissism is the first stage of human development, and the person returns in adulthood at this stage is unable to love, in the extreme case of mind is sick. Freud starts from the premise that love is the manifestation of libido, and libido is or is facing other (love) or to oneself (self-love themselves). Love for others and self-love are mutually exclusive in the sense that there is something more than one, unless there is something other. If the self-love is a sin, it follows that ‘altruism is a virtue. now these questions arise: The psychological observation supports the thesis that there is a basic contradiction between love for oneself and love for others? It is love for oneself the same phenomenon of’ selfishness, or is it the opposite? In addition, it is selfishness for the modern man a real interest for himself as an individual, with all his intellectual capabilities, emotional and sensual? Is he not become an appendage of its economic role -Social? his selfishness is equal to the love for himself, or is caused by the lack of it? ……. We are now arrived at the psychological premises on which it is based on our subject. Generally, these assumptions are as follows: not only others but also we ourselves are the object of our feelings and attitudes, attitudes toward others and ourselves are basically conjunctivae Compared to the problem in question, which means: self-love is the same in those who are capable of loving our neighbor.Love, in principle, is indissoluble as regards the connection between “objects” and ourselves. Genuine love is an expression of productivity and implies care, respect, responsibility and understanding. It is not an “affection” in the sense of being loved by someone, but an active effort for growth and happiness of the loved one, dictated by their capacity to love.
To love someone is the realization and the concentration of the power of love. The fundamental assertion contained in the love is directed toward a loved one to an embodiment as essentially human quality. Love for one person implies love for man as such. The “division of labor” as William James calls it, a man that loves his family but he feels nothing for the “foreign” is a symptom of inability to love.The love of man is not, as generally believed, an abstraction that is after the love for a specific person, but his premise, although it is genetically loving acquire specific individuals.
The result is that my ego has to be an object of love as any other being. The affirmation of life, happiness, growth, freedom is determined by its capacity to love, that is in the care, respect, responsibility and the understanding. If an individual is able to love productively, he loves himself too, if he can love only others can not love completely.
If the love of self is not separated from love for others, as we explain the self-interest, which of course excludes any genuine concern for others? The selfish, interested only in himself, wants everything for himself, feels no joy in giving, but only receive. He sees the outside world only in terms of what we can obtain, is not interested in the needs of others, or respect for their dignity and integrity. Can not see nothing but himself; judges everything and all the utility that comes him, is basically incapable of love. This does not prove that the concern for others and self-interest alternatives are inevitable? It would be so if the selfishness and self-love were the same thing. But this belief is the error that has caused so many wrong conclusions about our problem. Selfishness and self-love, instead of being equal, are opposites. The egoist is not too fond of himself, but too little, actually hates himself. This lack of self-love, which is only an expression of lack of productivity, leaves him empty and frustrated. It is only to be unhappy and anxious to reap the rewards from life that keeps himself to reach. It seems too self-interested, but it does not make a futile attempt to compensate for the lack of love for oneself. Freud argues that the egoist is a narcissist, he focused on himself all the ability to love. P selfish true that they are incapable of loving others, but they are also unable to love themselves.
It is easier to understand selfishness when compared to a morbid interest in others, as we find, for example, in a caring mother too. While she believes to be particularly attached to her baby actually has a deep, pent-up hostilities for the object of his interest. It is too thoughtful, too, not because you love your son, but because it must compensate for his inability to love him.
This theory about the nature of egoism is born from the experience of the psychoanalytic ‘”altruism” neurotic, a symptom of neurosis seen in many individuals not only troubled by this symptom, but by others connected to it, such as depression, fatigue, the ‘inability to work, failure in relationships with others, and so on. Not only that altruism is not considered a “symptom” is often the only positive trait of character of those who boast. The person “caring” does not want anything for himself and lives only for others, it has not considered important. It’s no surprise to discover that, in spite of their altruism, is very unhappy and that her relationships with those around her did not gratify. One case study shows that this altruism is not something separate from other symptoms, but one of them, and often the most important, that the subject is inhibited in their ability to love and enjoy, which is full of hostility towards life and that behind the facade of altruism lies a subtle but intense self-centeredness. This individual can be treated only if their altruism is interpreted as a symptom among others, so that its aridity, which is the basis of altruism is that of the other symptoms, can be corrected. “
Taken from “The Art of Loving” by Erich Fromm published by Mondadori

Silenzio – Silence



🌸Silenzio🌸

Impara a metterti in contatto
con il silenzio dentro di te
e scoprirai che tutto
in questa vita ha uno scopo.

Elisabeth Kubler-Ross
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Silence

Learn to connect
with the silence inside you
and you will find that everything
in this life it has a purpose.

Elisabeth Kubler-Ross

Nel rispetto di sè – In self-respect


Nel rispetto di sè
Siamo tutti contenitori di esperienze, aspettative mancate, intrecci di fiori e spine.A noi la forza di farci carico di quei segnali
che spesso intaccano la nostra anima, generando insicurezze.
Spesso interpretiamo gli eventi come se fossimo noi
la causa diretta: abbandoni, fughe, ferite e rabbia.
Ma è la vita ad essere dura, a non dare scelta e non tutti
hanno il coraggio di scavare e guardare in profondità,
di evitare gli impulsi per camminare con calma e compassione.
Ci si accanisce sugli altri, i più deboli,
per sentirci più forti,
quelli che non cedono, che sono ” normali”,
ma non sappiamo che queste maschere
ci rendono solo senza cuore.
Si proietta spesso come esterna la causa
di ogni nostro malessere,
ci viene insegnato a confrontarci con gli altri
e a vivere come uno svantaggio
se nella competizione non emergiamo
e la nostra frustrazione diventa scontento
per le conquiste degli altri, con i quali crediamo
di dover fare una gara.
Si dimentica il valore di Sè abbracciando il proprio Essere,
senza biasimo o ricerca di difetto, questo perchè
non si è avuto il sostegno emotivo
che ci incoraggiasse ad accogliere la nostra unicità.
Allora si crede che la pace sia uno stato di silenzio,
di calma dall’azione ma non è così!
La pace ha origine dal nostro interno,
dal vivere le cose con quell’apertura di cuore
che non ci rende separativi,
ma capaci di vivere ogni evento con armonia,
nel rispetto di sè e degli altri.
09.12.2011 Poetyca
In self-respect

We are all containers of experiences,
missed expectations, plots of flowers and thorns.
To us the strength to take care of those signals
that often affect our soul, creating insecurities.
We often interpret events as if we
the direct cause: neglect, escapes, injuries and anger.
But life has to be hard, not to give choice and not all
have the courage to dig deep and look,
avoid the impulse to walk calmly and compassion.
There rages on the other, the weaker
to feel stronger,
those who do not surrender, they are “normal”
but we know that these masks
only make us heartless.
projects are often the cause as external
of each of our malaise,
we are taught to deal with other
and to live as a disadvantage
If the competition does not emerge
and our frustration becomes unhappy
for the achievements of others with whom we
having to make a race.
They forget the value of embracing your Self Being,
without blame or find fault, this is because
has not had the emotional support
that encourages us to accept our uniqueness.
So you believe that peace is a state of silence,
of calm, but the action is not so!
Peace originates from our internal
from living things with openness of heart
that does not make us separative,
but able to live harmoniously with each event,
respecting yourself and others.
09.12.2011 Poetyca

La parola – The energy of the heart


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La parola

La parola racchiude energia,
essa è la manifestazione di un’intenzione.
A volte diciamo una cosa opposta a quello che pensiamo.
A volte taciamo ma dentro di noi è forte un sentimento
di risentimento o rabbia e pensiamo
che non esprimendo quello che noi viviamo internamente,
attraverso le parole, noi possiamo nascondere i sentimenti.
Ma il silenzio non è uno scudo che protegge, esso crea maggiore confusione.
E’ molto importante la chiarezza, la coerenza e il rispetto di noi stessi, ammettendo i nostri sentimenti con lealtà, questo aiuta
a rispettare anche gli altri, a permettere di accogliere
il loro aiuto e la loro comprensione.
Solo con la profonda chiarezza dentro noi stessi
le nostre parole sono pure come le nostre intenzioni.
27.01.2013 Poetyca
The word
The word is energy,
it is the manifestation of an intention.
Sometimes we say something contrary to what I think.
Sometimes we are silent but inside us
is a strong feeling of resentment or anger
and we think that expressing what we experience internally,
through words, we can mascondere feelings.
But silence is not a shield that protects it creates more confusion.
It ‘s very important to the clarity, consistency and respect for ourselves,
admitting our feelings honestly, this helps to respect the other,
to allow to accept their help and understanding.
Only with the deep clarity within ourselves
as well as our words are our intentions.
27.01.2013 Poetyca

Quando scrivi – When you write



Quando scrivi

Quando scrivi puoi sentire dentro sensazioni accese da quello che vedi intorno,
da emozioni che prorompono e ti ci adagi piano…
Tendi l’orecchio del cuore e assapori ogni istante.
Comunicare è desiderio di portare quanto hai scoperto,
quanto è inciso e temi di perdere come i cristalli
di ghiaccio che perdono le loro geometrie se compare il sole,
eppure il sole riscalda e si dona.
Ogni attimo è ricchezza che sfiori piano, per paura di perdere
ogni cosa…
Ti accorgi che se racconti o scrivi quello che giace sem iaddormentato dentro di te
hai la capacità magica di dar vita agli stessi sorrisi o alle stesse paure
in chi assorbe e raccoglie le tue parole,ti accorgi che se leggi o ti raccontano
di paure o sogni tu stessa sei capace di raccoglierne ogni aspetto.
Un pensiero è una freccia scagliata che attraversa l’infinito e annulla
il tempo se lo scrivi e lo regali a chi lo raccoglie.
Ti accorgi di quanto sia illusione credere distante altre persone
che possono leggerti dentro se solo raccolgono quanto scrivi.
Allora nulla è distante se tutti possono attraversare la strada che porta
al tuo cuore…
Basta uno spazio bianco da riempire con tanti caratteri che composti insieme
possono dare senso a parole e immagini interiori,
basta proiettarsi verso lo spazio e restituire a se stessi e agli altri
la dimensione dei pensieri nati improvvisi come lampi da catturare.
Tutto questo è un percorso magico che apre la porta che da cuore a cuore
permette una comunicazione oltre le parole e quanto è possibile dire.
Scrivere non deve mai essere usato come arma,si deve infatti sempre servire
la coerenza e la verità, abbiamo infatti un’opportunità per donare il meglio possibile, nel rispetto di se stessi e degli altri, della Poesia e dell’Arte che non vanno strumentalizzate come mezzo di offesa ma vanno rispettate apportando un contributo sincero, senza competizioni,
senza disprezzare il lavoro degli altri,senza derubare quanto altri condividono.
Scrivere è confronto con se stessi,trasmettere sentimenti è una responsabilità che ci deve insegnare ad avere la mente sgombra, ad offrire sempre coerenza e la parte migliore di noi stessi, per portare sempre amorevolezza e compassione.

08.04.2003 Poetyca

When you write

When you write you feel inside burning sensations from what you see around,
burst of emotions that we sit and we plan …
I listen and savor every moment of the heart.
Communicating is the desire to bring what you have discovered,
what is recorded and themes of losing as the crystals
ice to lose their geometry if the sun appears,
yet the sun warm and giving.
Each moment has richness that touches floor, for fear of losing
everything …
You realize that if you write stories or what lies half asleep inside of you
you have the magical ability to create the same smiles and the same fears
who absorbs and collects in your words, you realize that if you read or tell you
fears and dreams of yourself you are able to collect every aspect.
A thought is an arrow shot through the infinite void
the time if you write it and give it to whoever picks it up.
Do you realize how far illusion to believe other people
that can read in only if you collect what you write.
So far nothing is whether anyone can cross the road
to your heart …
Just a blank space to be filled with so many characters that all compounds
can give meaning to words and images within,
just projected into space and return to themselves and others
the size of the thoughts born as sudden flashes to capture.
All this is a magical journey that opens the door from heart to heart
allows a communication beyond words, and how much you can say.
Writing should never be used as a weapon, it must always serve
consistency and truth, in fact we have an opportunity to give the best possible, respecting themselves and others, of poetry and art that can not be exploited as a means of offense, but must be respected by making a sincere contribution, without competition ,
no disrespect to the work of others, without robbing the others share.
Writing is compared with themselves, convey feelings is a responsibility that should teach us to have an open mind, to offer more consistency and the best part of ourselves, to bring more kindness and compassion.

08.04.2003 Poetyca

Il suono del silenzio – The sound of silence


Il suono del silenzio
Siamo tutti abituati a riempire la nostra vita con pensieri a ciclo continuo, con suoni che possano offrire una condizione che non dia spazio al silenzio, spesso riempiendo tutto lo spazio con pensieri e parole o con musica,magari rumorosa ed inconsapevolmente non ci si accorge che essa non è confacente alla nostra ricerca d’armonia. Spesso si escogita un modo che ci tolga dal disagio o da quell’imbarazzo che nasce tra due persone qualora,non si parlasse, come se l’assenza di parola sia vissuto con assenza di significato e se siamo soli, sfuggendo quanto si possa concepire come suono del silenzio. Un suono a molti sconosciuto eppure fondamentale per il nostro ritrovare senso a quel che siamo. Si teme il silenzio come se contenesse un inganno, un precipizio verso il vuoto e dal quale non sapersi difendere. La nostra vita, riempita dalla corsa alla costruzione di una personalità esteriore, al dare energie alle apparenze, ha perso il fondamentale valore di contatto con se stessi e con la natura. Non sappiamo infatti ascoltare la mente contemplativa,quella parte interiore che si possa armonizzare proprio attraverso la ricerca del silenzio, essa è la nostra parte più autentica e ricca di intuizioni e luce. Essa è una goccia che ci collega all’oceano, solo il silenzio contiene un cordone ombelicale che ci conduca dove non esiste spaziotempo e tutto è intuizione, lampo d’infinito che si manifesta nel qui ed ora. E’ la percezione, il continuo fluire di pensieri ad emarginare la mente contemplativa e :se in questo istante pensassimo alla mente contemplativa saremmo intrappolati dalle facoltà analitiche e dalla memoria o immaginazione, ci spingeremmo a fare paragoni tra noi stessi il nostro disvalore, chi è illuminato ed irraggiungibile perchè allenato all’ascolto del silenzio e alla meditazione.Invece di mettere in pratica tale ascolto saremmo impegnati a pensare. L’unica opportunità possibile sarebbe quella di sedersi in silenzio, per udire il suono di quanto accada intorno, di quella quiete armonizzante che si attiverebbe dando vigore al corpo e chiarezza alle emozioni spesso confuse e contaminate dal giudizio. Riuscire a raggiungere il ronzio, quasi metallico del silenzio, senza per questo andarlo a cercare come finalità di meditazione, è come udire se stessi pensare, come se si trattasse di un nostro interlocutore, un modo di essere osservatori affacciati alla balaustra della nostra mente. Ascoltare il suono del silenzio è possibile anche in una situazione in cui si è circondati da persone, in realtà il silenzio è una nostra condizione interiore: è calma e vacuità è lasciare andare l’irrequietezza e la voglia di raggiungere un fine, è distanza dal mondo duale della personalità . La comunicazione è il frutto di un silenzio che sia attraversamento del nostro ascolto interiore, di un’opportunità nata dal riflettere e comprendere – dove gli altri non siano appiglio o proiezione di sè – ma compagni di viaggio che sappiano apprendere con noi la sfida del vivere giorno per giorno. La parola è verbo vivo e con la parola si scagliano sassi che colpiscono bersagli, a noi farne frecce di offesa o aquiloni che colorano il cielo della nostra anima. La parola è rispetto, discrezione, ma oltre la nostra parola, a volte imposta, il nostro desiderio di dominare, l’attaccamento ad ogni forma di apparenza e potere, è importante avere la capacità di donare ascolto in noi stessi di creare uno spazio che attraverso la vacuità sia contenitore empatico per l’ascolto, dove il silenzio ci regali una particolare capacità di attenzione per le parole interiori degli altri, per il saper decifrare energie che ci avvolgano e ci offrano il dono della sincronicità e della scoperta di una dimensione sconosciuta. Dopo una pausa allora si è capaci di occasioni migliori. Se dalla musica con il valore offerto alle pause, capaci di imprimere valore ed armonia alle note sul pentagramma e alla loro esecuzione, scorgiamo quello che emerge dalla fisica l’interconnessione tra pianeti e la loro emissione di suoni, l’armonia e l’energia che si manifesta, passiamo semplicemente alla nostra esperienza di osservazione e attenzione rivolta a noi stessi, abbiamo mai considerato quella pausa tra un respiro e l’altro? Eppure è motivo di ricerca profonda. La meditazione è silenzio, capacità di accogliere senza fretta e rumore, ma il suono mistico dato dal respiro, forse, o dal cuore ha una particolarità – è vissuto come uno strano scampanellio, è illusorio? Non per gli induisti che ne traggono persino una sorta di indicazione. Si dice che i chakra o ruote energetiche emettano dei suoni, misurabili in hertz. Allora anche il silenzio ci offre dei suoni, oltre al respiro avvertiamo il battito cardiaco. Il concentrarsi su di sè ci armonizza a questo. Ma anche le galassie emettono dei suoni registrati con dei potentissimi apparecchi elettronici. Credere ad un silenzio assoluto è ingannevole. Anche i sentimenti potrebbero emettere una valenza energetica, emissioni in hertz e magari dei suoni non percepibili a livello consapevole. Così come potrebbero emettere una gamma di colori legati all’aura. Tutto è meraviglia e non possiamo che considerane il valore. Dunque anche il silenzio, apparentemente vuoto contiene il Tutto. Noi siamo microcosmo e parte di quel Tutto che è la meta da raccogliere per essere armonia nel silenzio.Soprattutto ci si potrebbe soffermare su come dal Caos si sia arrivati all’armonia attraverso un suono,considerato come suono del silenzio ossia l˜OM Si dice che OM AUM sia il suono seme, la vibrazione creativa dell’energia Shakti. OM è il suono del silenzio Un silenzio necessario per riscoprirci gocce di un immenso mare, manifestazione che trova il proprio senso attraverso l’ascolto, il rendersi contenitori vuoti, canne di un flauto che emetta il suono dell’OM, questo è possibile se ci si distacca dalla personalità e si trova il valore della mente contemplativa. Suono è equilibrio se esso emette delle note assonanti: Esistono tecniche di equilibratura dei chakra che si basano sulla musicoterapia ed anche i mantra sono capaci di far vibrare alcuni chakra, inoltre essi sono presi in esame dal Mantra Yoga al Raja yoga o Yoga della Meditazione. Non tentiamo di rifuggire il silenzio, la nostra parte più vera ma ricerchiamola e con onestà alimentiamone il valore profondo perchè solo così possiamo essere costruttori del legame con il Divino e la nostra vera natura.
09-04-2007 Poetyca
The sound of silence
We’re all used to fill our lives with thoughts on a continuous cycle, with sounds that can offer a condition that does not give room for silence, often filling the entire space with thoughts and words or music, perhaps unknowingly, and there is heavy realizes that it is not suited to our quest for harmony. Often devises a way that removes us from the discomfort or embarrassment that comes between two people should not be spoken, as if no word is shared with no meaning and if we are alone, avoiding what can be conceived as sound of silence?. A sound to many unknown yet crucial to our sense of what we find. It is feared the silence as if it contained a hoax, a precipice into the void and not knowing what to defend. Our life is filled by a race to build a persona, to give energy to appearances, has lost the fundamental value of touch with oneself and with nature. We do not know it listening to the contemplative mind, the inner part that we can harmonize their research through the silence, it is our most authentic and full of insights and light. It is a drop in the ocean that connects us, but the silence has an umbilical cord that lead us where there is no spacetime and everything is intuition of infinity lightning occurring in the here and now. And ‘perception, the continuous flow of thoughts and to marginalize the contemplative mind: If at this moment we thought we would be trapped by the mind contemplative and analytical faculties from memory or imagination, urging us to make comparisons between ourselves, our lack thereof, who is enlightened and trained unattainable because of the silence and listen to meditazione.Invece to practice listening that we committed to thinking. The only possible chance would be to sit in silence, to hear the sound of what happens around the rest of harmonizing which would be triggered, giving force to the body and clarity to emotions often confused and contaminated by the court. Able to reach the hum, almost metallic silence, without purpose to go and try meditation, it’s like to hear themselves think, as if it were an interlocutor, a way of being observers facing the railing of our mind. Listen to the sound of silence is also possible in a situation where you are surrounded by people, in fact the silence is our inner state is calm and emptiness is to let go of restlessness and desire to reach an end, away from world of dual personality. Communication is the result of a silence that is crossing our inner listening, an opportunity born of reflection and understanding – where others do not hold or projection of himself – but fellow passengers who can learn with us the challenge of living day by day. The verb word is alive and words are hurled stones hitting targets, we make arrows offensive or kites that color the sky of our souls. The word is respect and discretion, but more than our words, sometimes imposed, our desire to dominate, attachment to any form of appearance and power, it is important to have the capacity to give ourselves listening to create a space that through the emptiness is the container for empathic listening, where silence gives us a unique ability to focus on interior words of others, his ability to decipher energy that envelops us and give us the gift of synchronicity and the discovery of an unknown dimension . After a pause, then he is capable of better opportunities. If the value offered by the music breaks, capable of imparting value and harmony to the notes on the stave and to implementation, we see what emerges from the physical interconnection between planets and their emission of sound, harmony and energy that occurs, simply pass on our experience of observation and attention to ourselves that we never considered quot; pausaquot; between a breath and another? Yet it is cause for deep search. Meditation is silence, the ability to accept without haste and noise, but the sound quot; misticoquot and given breath, maybe, or the heart has a particular – is seen as a strange ringing, it is an illusion? Not for Hindus would give them even a kind of indication. They say that the chakras or quot; energetichequot wheels; emit sound, measured in hertz. Then the silence gives us the sounds, in addition to the breath feel your heartbeat. The focus on this if we harmonize. But galaxies emit recorded sounds with powerful electronic devices. Believe the silence is deceptive. Feelings may also issue a valence energy emission in hertz and even sounds inaudible to the conscious level. So how could deliver a range of colors related to the aura. Everything is wonderful and we can RECITAL value. So the silence, apparently empty contains the whole. We are the microcosm and part of that whole which is the goal to collect to be in harmony silenzio.Soprattutto one might dwell on how we have come from chaos to harmony through sound, regarded as sound silenzioâ €? namely â € ~ OM OM AUMsia It is said that the seed sound, vibration creative energy Shakti. OM is the quot; sound silenzioquot;. Silence is necessary to discover ourselves drops an immense sea, an event that finds its way through listening, become empty, the barrel of a flute emits sound that IMO, this is possible if there is detached from the personality and is the value of the contemplative mind. Sound balance if it issues notes assonant: There chakra balancing techniques that rely on music therapy and mantras are also able to make some chakras vibrate while they are examined by the Mantra Yoga Raja Yoga or Yoga of Meditation. Do not try to escape the silence, our most real and honest but ricerchiamola alimentiamone the profound value because the only way to be builders of the link with the Divine and our true nature.
04/09/2007 Poetyca

Il potere delle parole – The power of words


Il potere delle parole

E’  stato accertato che le parole sono in grado di ferire,
di umiliare, di sollevare chi ha bisogno di attenzione.
Noi allora abbiamo una grande responsabilità nel modo di interagire con gli altri,perché quello che noi diciamo è causa di una reazione che imprime impressioni o idee nelle persone.
Un primo passo per portare pace in noi stessi e nel rapporto con gli altri
è nel dare un senso di incoraggiamento, di pulizia e armonia anche nelle nostre parole che diventano marcatori del nostro profondo rispetto per noi stessi e per gli altri.

01.07.2012 Poetyca

The power of words

It was found that words can hurt,
to humiliate, to lift those in need of attention.
We then have a great responsibility in the way we interact with others, because what we say is due to a reaction that gives impressions or ideas in people.
A first step in bringing peace in ourselves and in relationship with others
it is in giving a sense of encouragement, cleaning and harmony in our own words that become markers of our deep respect for ourselves and for others.

01.07.2012 Poetyca

Quando ho iniziato ad amare me stesso – When I started loving myself



“Quando ho iniziato ad amare me stesso”
apparentemente di Charlie Chaplin scritto sul suo 70 ° compleanno il 16 aprile 1959:

Quando ho iniziato ad amare me stesso
Ho capito che sono sempre e in ogni opportunità offerta
nel posto giusto al momento giusto.
E ho capito che tutto ciò che accade è giusto –
da allora in poi avrei potuto essere calmo.

Oggi lo so: si chiama FIDUCIA.
Quando ho iniziato ad amare me stesso ho capito quanto può offendere qualcuno
Quando cerco di forzare i miei desideri su questa persona,
anche se sapevo che il tempo non era giusto e la persona non era pronta per esso,
e anche se questa persona c’ è stata.

Oggi lo so: si chiama “rispetto”.
Quando ho iniziato ad amare me stesso
Potrei riconoscere che il dolore emotivo e dolore
sono solo avvertenze per il mio vivere non contro la mia verità.

Oggi lo so: Si chiama AUTENTICO ESSERE.
Quando ho iniziato ad amare me stesso
Ho smesso di desiderio di un’altra vita
e potevo vedere che tutto intorno a me era una richiesta a crescere.

Oggi lo so: Si chiama maturità.
Quando ho iniziato ad amare me stesso
Ho smesso di privare  me stesso del mio tempo libero
e ho smesso di disegnare ulteriori progetti magnifici per il futuro.

Oggi faccio solo ciò che è divertimento e gioia per me,
ciò che amo e ciò che fa ridere il mio cuore,
a modo mio e nel mio tempo.

Oggi lo so: si chiama onestà.
Quando ho iniziato ad amare me stesso
Sono scappato da tutto ciò che non era salutare per me,
da piatti, persone, cose, situazioni
e da ogni cosa che  mi tira giù e lontano da me stesso.
All’inizio l’ ho chiamato il “sano egoismo”,
ma oggi lo so: si chiama amor proprio.

Quando ho iniziato ad amare me stesso
Ho smesso di voler essere sempre nella ragione
così sono stato meno in torto.
Oggi ho riconosciuto: si chiama umiltà.

Quando ho iniziato ad amare me stesso
Ho rifiutato di vivere ulteriormente nel passato
e di preoccuparsi per il mio futuro.

Ora vivo solo, in questo momento in cui tutto avviene,
in questo modo io vivo ogni giorno e io lo chiamo COSCIENZA.

Quando ho iniziato ad amare me stesso
Ho riconosciuto che il mio pensiero
può farmi infelice e malato.
Quando ho chiesto se per le mie forze  del cuore,
la mia mente ha un partner importante.

Io chiamo questo oggi SAGGEZZA connessione al CUORE.
Non abbiamo bisogno di temere ulteriori discussioni,
conflitti e problemi con noi stessi e gli altri
dal momento che anche le stelle a volte battono l’una sull’altra
e creano nuovi mondi.

Oggi lo so: QUESTO E ‘QUESTA VITA!

“When I started loving myself”

apparently by Charlie Chaplin written on his 70th birthday on April 16, 1959:

When I started loving myself
I’ve understood that I’m always and at any given opportunity
in the right place at the right time.
And I’ve understood that all that happens is right –
from then on I could be calm.

Today I know: It’s called TRUST.
When I started to love myself I understood how much it can offend somebody
When I try to force my desires on this person,
even though I knew the time was not right and the person was not ready for it,
and even though this person was me.

Today I know: It’s called “RESPECT”.
When I started loving myself
I could recognize that emotional pain and grief
are just warnings for me to not live against my own truth.

Today I know: It’s called AUTHENTICALLY BEING.
When I started loving myself
I have stopped longing for another life
and could see that everything around me was a request to grow.

Today I know: It’s called MATURITY.
When I started loving myself
I’ve stopped depriving myself of my free time
and I’ve stopped sketching further magnificent projects for the future.

Today I only do what’s fun and joy for me,
what I love and what makes my heart laugh,
in my own way and in my tempo.

Today I know: it’s called HONESTY.
When I started loving myself
I’ve escaped from all what wasn’t healthy for me,
from dishes, people, things, situations
and from everyhting pulling me down and away from myself.
In the beginning I called it the “healthy egoism”,
but today I know: it’s called SELF-LOVE.

When I started loving myself
I’ve stopped wanting to be always right
thus I’ve been less wrong.
Today I’ve recognized: it’s called HUMBLENESS.

When I started loving myself
I’ve refused to live further in the past
and to worry about my future.

Now I live only at this moment where EVERYTHING takes place,
like this I live every day and I call it CONSCIOUSNESS.

When I started loving myself
I recognized, that my thinking
can make me miserable and sick.
When I though requested for my heart forces,
my mind got an important partner.

I call this connection today HEART WISDOM.
We do not need to fear further discussions,
conflicts and problems with ourselves and others
since even stars sometimes bang on each other
and create new worlds.

Today I know: THIS IS THIS LIFE!

Cambiamento – Change


Cambiamento

Tutto è evoluzione,

forza che accoglie e che lascia tutto perchè oltre le apparenze,

oltre le nostre paure – la vita merita sempre rispetto –

non viene dall’esterno la pace ma dalla nostra capacità di accogliere sempre il cambiamento.

Non ha senso attendere dall’esterno quello che sono noi stessi possiamo fare: accogliere la realtà con le sue trasformazioni.

20.06.2011 Poetyca

Change

Everything is changing,

force that accepts and leaves everything because beyond appearances,

our fears as well – life is worth more than –

But peace does not come from our ability to always accept the change.

It makes no sense to wait outside what we are ourselves we can do: accept the reality with its transformations.

20.06.2011 Poetyca

Sulle rotte dell’essere – Routes being



Sulle rotte dell’essere

Cogliere come non si debba caricare di aspettative o di retrospettive quello che è il filo sottile degli eventi ( come siamo abituati con le congetture della mente) in una forma dove tutto debba apparire sul piano della ” spiegazione” e del timore di non ” colpire il bersaglio” perchè la logica ci imprigioni con le deduzioni
che rassicurino; è anche permettere a noi stessi di vivere le cose attimo per attimo, nel ” qui ed ora” dove tutto è essenziale e pregno di valore, dove tutto è capacità di coinvolgimento totale senza remore, dove noi stessi siamo quel tutto che ci alimenta di significato. Rispetto al cammino che voglia cogliere una sorta di ascesa dove un passo e concatenato all’altro, dove le orme incise siano il senso perchè la meta è dinnanzi a noi e ci si volta indietro per meglio alimentare aspirazioni e magari orgoglio su quanto di nuovo si sia potuto apprendere; un cammino dove senza retrospettiva o prospettiva futura, nell’eterno presente, il vero valore
“è”. Come a dire che non importa dove conduca la strada ma è la consapevolezza di essere quella strada, di scoperta e di vita nell’essere desti il senso di quell’istante e della sua Verità. Essere pregni di Verità non è essere superiori a nessuno,non si deve infatti cercare una sorta di potere o dominio in scala gerarchica su nessuno, quanto l’essere presenti a se stessi, al nascere, apparire e svanire di forme/pensiero e sopratutto del motivo del loro nascere, dalla fonte del nostro soffrire ( per attaccamento, aspettative, illusioni di Maya), liberarsi di queste ” paranoie ” è andare alla radice dei propri meccanismi mentali, assumersene la piena responsabilità ( piuttosto che rimandare o giustificarsi su esperienze vittimistiche del passato o dare responsabilità ad altri).
Siamo noi e solo noi che progrediamo, cogliamo, raccogliamo e viviamo gli attimi, nella speranza di saperlo fare sempre meglio, nella speranza di assumerci responsabilità per ogni nostro atteggiamento o scelta.

Da ragazzina per me la parola ” responsabilità” era un peso, infatti è stato nell’ambito dell’educazione ricevuta che questa parola era usata ed abusata per condizionare ogni mio gesto,ogni mia scelta con la famosa spada di Damocle sul capo e metaforicamente era come essere davanti ad un bivio per ogni cosa che, spontaneamente avrei fatto ma, frenavo per valutare le eventuali conseguenze. Frutto di una pressione materna che avrebbe volentieri desiderato la ” bambina” perfetta da esibire e di cui essere orgogliosa. Inutile dire che già di mio ero alquanto timida e timorosa di non ferire gli altri, con questo atteggiamento legato al sentirsi responsabile sarebbe stato maggiormente una condizione di blocco o di ” senso di colpa” se avessi desiderato qualcosa di opposto alle supposte aspettative genitoriali. Devo però dire che, oltre a permettermi di riflettere prima di agire,pur non perdendo la spontaneità, con il tempo ho imparato a vedere oltre me stessa per comprendere come altri avrebbero potuto vivere i miei atti, poi relativamente il ” peso ” delle responsabilità il tempo ha trasformato la mia ottica e seppure abbia poi sviluppato ( e in forma tenace) un mio carattere posso affermare che se in misura equilibrata si avesse contatto con l’atteggiamento riflessivo (che esaltato sfocia in paranoia) spesso non si avrebbe modo di pentirsi di atteggiamenti o scelte avventate che possano in seguito alimentare sensi di colpa difficili da sgretolare. Chi proietta paranoie spesso blocca azioni o desideri che vede come nocivi e crede di sentire il giudizio ronzare intorno, che altri non è che il proprio senso di colpa che come un’ombra insegue passo dopo passo.
Nel campo della psicologia rappresenta il Super- Ego, le figura introiettate dei genitori che condizionano e rendono “giudicante” ogni pensiero, spesso smontando il rispetto di sè.
Questo è lontano dai criteri religiosi o spirituali ed anzi si dovrebbe analizzare con che atteggiamento si confonda “religione” e regole morali con quella voce genitoriale troppo opprimente che spesso ” mette in regola” e sminuisce il proprio rispetto di sè, spesso capita di sentirsi “buon figlio di Dio” se si è ligi alle regole ( direi rigidi nelle regole) dimenticando l’apertura del cuore. Ogni religione ( al di là di quale fosse o chi la rappresenti) coduce al trovare e manifestare Amore. Cosa improbabile se si resta rigidi nelle regole della mente e delle paranoie dove il giudizio contro di sè o problemi non risolti corrispondono anche ad integralismo ed intolleranza perchè ci si confronta in forma sbagliata, si divide con il giudizio piuttosto che manifestare compassione ed amore per gli altri (anche per se stessi).
Ecco che, nella prospettiva di un cammino interiore sarebbe utile cogliere che “vivere l’attimo” è anche allontanamento delle “colonne di Ercole” da attraversare per giungere lontano, sulla rotta della liberazione. Tali colonne sono il passato (ormai vissuto) che ci pesa addosso per le scelte, i giudizi, i rimpianti e i rimorsi, zavorra per non vivere attimi nuovi e diversi che si respirano instante dopo istante.
Il passato e il macigno che portiamo sulle spalle e potremmo lasciare al bordo della strada prima di proseguire. L’altra colonna è il futuro; non sappiamo nulla di esso eppure congetturiamo, temiamo, ci fasciamo la testa. Non pensare al futuro non significa essere nella totale incoscienza e senza un briciolo di previdenza. Non significa “Quant’ è bella giovinezza che si fugge tuttavia ! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c è certezza.” sulle orme di Lorenzo il Magnifico, significa semplicemente il vivere le cose per come esattamente sono al momento, senza farne spauracchi ed ombre che non ci sono. Ecco che in quest’ottica le paranoie o ombre si possono allontanare con la luce del nostro saper discernere ed osservare, non con la ” mente che mente” ma attraverso il cuore che legge oltre le apparenze e vive dell’attimo e delle sue emozioni. Se volessimo cogliere quale degli emisferi cerebrali venisse risvegliato o coinvolto troveremmo ampia partecipazione dell’emisfero destro. Ma il raggiungimento del ponte e contatto dei due emisferi tra mente razionale ed emozionale sarebbe il perfetto equlibrio e il bagaglio per condividere e camminare sulle rotte dell’essere.

© Poetyca

Routes being

Understand how we should not load or retrospectives of expectations that is the thin thread of events (as we are accustomed to the speculation of the mind) into a form where all must appear on the level of “explanation” and the fear of not “hit the target “because the logic imprisons us with the findings
reassure; also allow ourselves to experience things from moment to moment, in the here and now “where everything is essential and imbued with value, where everything has the capacity to involve total unhindered, where we ourselves are that we all power of meaning. Compared to the journey that will take a kind of ascent where a step is linked to another, where the tracks are etched sense because the goal is before us and we look back aspirations for better food and maybe pride on what is new be able to learn, a way where no retrospective or future prospects in the eternal present, the true value
“Is”. How to say that no matter where the road leads but the knowledge that that road of discovery and life being the intended meaning of that moment and his Truth. Being steeped in truth not be higher than anyone, you should not try it a sort of authority or hierarchy on any domain, as being present to oneself, to be born, to appear and vanish forms / thought and especially of because of their birth, the source of our suffering (for attachment, expectations, illusions of Maya), get rid of this paranoia is going to the root of his mental mechanisms, to bear full responsibility (rather than postpone or justified on experiences of victimized past or give responsibility to others).
It is we and we alone we move, we take, we collect and live the moments, hoping they can do better, hoping to take responsibility for each of our attitude and choice.

As a young girl for me the word “responsibility” was a burden, it has been in receipt of education that this word was used and abused to influence my every gesture, every my choice with the famous sword of Damocles over his head and was metaphorically like being at a crossroads for all things that I would spontaneously but slowed down to evaluate the possible consequences.Result of a maternal pressure would willingly want the “girl” perfect to show off and be proud of.Needless to say, I was already somewhat timid and fearful of not hurting others with this attitude bound to feel more responsible was a condition of detention or “guilt” if I want something opposite to the supposed parental expectations. But I must say that not only allow me to think before acting, while not losing the spontaneity, with time I learned to look beyond myself to understand how others could live my acts, then the relatively “weight” of the responsibility Time has changed my perspective and even then has developed (and as tough) I can say that my character in a balanced if you had contact with the reflective attitude (which leads to enhanced paranoia) often do not have to come to repentance attitudes and choices that they can ill after food guilt difficult to erode. About projecting paranoia often blocked actions or want to see how harmful and believes to hear the proceedings hanging around, which is none other than his guilt like a shadow chasing every step.
In the field of psychology is the Super-Ego, the introjected parental figure that condition and make “the Court” every thought, often removing the self-respect.
This is far from spiritual or religious criteria, and indeed it should be assessed with that attitude you confuse “religion” and moral rules that voice too oppressive parental often “put in order” and diminish their self-respect, often we feel ” good son of God “if you are abiding to the rules (I would say the rigid rules) forgetting the opening of the heart. Every religion (beyond what was or who the represents) coduce to find and express love. What if it remains unlikely the rigid rules of the mind and paranoia where the proceedings against him or unresolved issues are also fundamentalism and intolerance because you face in the wrong form, divides the court rather than show compassion and love for others (including themselves).
Here, in view of an inner journey would be useful to understand that “living the moment” is also removal of the “pillars of Hercules” to cross to get away, the route of liberation. These columns are the past (now living) weighing down on us for the choices, opinions, regrets and remorse, no ballast for new and different life moments that you breathe instant after instant.
The past and the boulder that we could carry on their shoulders and leave the edge of the road before continuing. The other column is the future, we know nothing of it but conjecture, we fear, we bandaged his head. Do not think the future is not to be in total unconscious and without a modicum of security. Does not mean ‘Quant’ is beautiful youth who flees though! Who wants to be happy, either: There is certainty in tomorrow. ” footsteps of Lorenzo the Magnificent, simply means living things are exactly as at present, without making bogeys and shadows that are not there. So in this sense, the paranoia and shadows can be removed with the light of our discern and observe, not the “mind mind” but through the heart reading beyond appearances and lives and emotions of the moment. If we wanted to capture the cerebral hemispheres which were awakened or involved would find broad participation of the right hemisphere. But the achievement of the bridge and contact between the two hemispheres would be the rational mind and emotional balance and perfect for sharing your luggage and walk routes being.

© Poetyca

Dolori – Pain – Sigmund Freud


🌸Dolori🌸

Così come si provocano
o si esagerano i dolori
dando loro importanza,
nello stesso modo
questi scompaiono
quando se ne distoglie
l’attenzione.

Sigmund Freud
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Pain

Just as they provoke themselves
or the pains are exaggerated
giving them importance,
alike
these disappear
when he turns away from it
attention.

Sigmund Freud

Madre terra – Mother Earth


Madre terra

Come noi siamo vita, dotati di consapevolezza, lo stesso è la Natura tutta in continua trasformazione. Non c’é solo materia ma quell’essenza che porta il senso stesso della vita e che ci rende parte del Tutto.Per gli Indù è Atman o scintilla divina di Brahnan, non dimentichiamo di rispettare e di accordare il nostro percorso con le leggi sottili dello Spirito.Per i buddhisti è importante la legge del Dharma che regola tutte le cose e alla quale andare in contrapposizione causa sofferenza.Saper seguire e non contrapporre la legge dell’armonia è abbracciare ogni essere con compassione senza sentirsene separati.Perchè dunque adottare un sistema antropomorfo ( con l’Uomo al centro )? Questo svilisce il valore degli altri esseri viventi e alimenta un atteggiamento di dominio e sfruttamento che stravolge la Natura e la impoverisce con conseguenze che avvelenano L’Uomo stesso.
Rispetto di sè, capacità di assumere un atteggiamento responsabile è offrire il meglio per proteggere ogni essere senziente con compassione e gentilezza amorevole.

31.01.2010 Poetyca

Mother Earth

As we are living, with awareness, the same is Nature all change constantly. There is not only matter but that essence that brings the very meaning of life and that makes us part of the Whole. For the Hindus is Atman or the divine spark of Brahnan not forget to respect and give our path with the laws of the thin Spirit. For Buddhists it is important to the law of Dharma, which regulates all things and which go into opposition causes suffering. Able to follow and not to impose the laws of harmony and embrace every being with compassion without feeling separated. Why then adopt a system anthropomorphic (with the man at the center)? This demeans the value of other living beings and feeds a attitude of domination and exploitation that distorts the nature and impoverishes with consequences that are poisoning the man himself.
Self-respect, ability to take a responsible attitude is offer the best to protect all sentient beings with compassion and loving-kindness.

21.01.2011 Poetyca