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Direzione – Direction – Osho


Direzione

“Non andare nella direzione
verso cui la paura ti fa muovere.
Vai dove ti conduce l’amore.
Vai nella direzione verso la quale
ti fa andare la gioia.”

Osho

Direction

“Don’t go in the direction
towards which fear makes you move.
Go where love leads you.
Go in the direction towards which
it makes you go joy. ”

Osho

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Il Sé inconoscibile


Il Sè inconoscibile

Il mistero più profondo dell’esistenza è il fenomeno della conoscenza. Puoi conoscere tutto ma non il tuo Sè. Colui che conosce non può essere conosciuto, perchè conoscere qualcosa significa ridurlo ad oggetto. Il processo cognitivo stesso si fonda sulla dualità.. Io posso conoscere te perchè dimoro nel mio essere, mentre tu ne sei all’esterno. Tu diventi un oggetto. Ma mi è impossibile conoscere il mio Sè perchè non posso ridurlo a oggetto. Non posso incontrare il mio Sè tramite un metodo oggettivo. Non posso mettere il mio Sè di fronte a me. E se potessi porre il mio Sè di fronte a me, ciò che vedrei non sarebbe il mio Sè. Come potrebbe essere il mio Sè? In verità, colui che osserva dall’interno, solo quello rimarrebbe il mio Sè.
Il Sè è soggettivo, e questa soggettività non può essere oggettivata. Da qui il paradosso: ciò che conosce ogni cosa, non può conoscere se stesso; ciò che è fonte di ogni conoscenza rimane inconoscibile. Se riesci a capirlo, questo sutra sarà una grande rivelazione: è uno dei sutra più profondi, scende a livelli mai toccati da altri mistici. In esso si dice che l’autoconoscenza è impossibile, mentre da sempre hai sentito dire, ti è stato predicato, ovunque si dice: “Conosci te stesso.” Ma come puoi conoscere te stesso? Ti è possibile conoscere tutto ciò che è altro da te, ma un solo elemento rimarrà sempre ignoto, inconoscibile: e quell’elemento sei tu.
Il termine “Conoscenza di Sè” non è affatto corretto. La conoscenza di Sè non è possibile. Ma questa impossibilità può creare in te un profondo pessimismo. Se la conoscenza del Sè non è possibile, l’intera dimensione religiosa diventa assurda perchè quello è il suo unico scopo – offrirti la conoscenza di te stesso. Per cui il termine conoscenza di Sè deve avere un altro significato. Deve esistere qualche elemento, una dimensione nascosta, attraverso la quale ti è possibile conoscere il Sè senza per questo ridurlo a un oggetto. Deve essere possibile la conoscenza in un modo radicalmente differente.
Nel mondo tutto ciò che conosciamo è oggettivo mentre il soggetto rimane inconoscibile, colui che conosce resta ignoto. Ma è possibile conoscere questo soggetto conoscente? Questa è la domanda esistenziale, il problema fondamentale. Se esiste un solo modo per conoscere – e cioè la conoscenza oggettiva – non lo si può conoscere. Per questo tutti i pensatori con mente scientifica negheranno l’esistenza del Sè. Il loro negare è significativo: chiunque sia stato educato a pensare in termini oggettivi, e di oggettività, sosterrà che non vi è un Sè.
(…)
Per cui per la scienza, la morte è totale estinzione, nulla rimane. La consapevolezza non ha sostanza, è una conseguenza. Senza il corpo non può esistere. E’ parte del corpo, una semplice combinazione di molti elementi materiali. Viene prodotta. Non è un elemento semplice: è un composto, una combinazione, una sintesi, qualcosa che dipende da altre cose. Il Sè non esiste. La scienza afferma che il Sè non esiste perchè non lo si può conoscere.
La parola “scienza” vuol dire conoscenza. E se qualcosa è inconoscibile, la scienza non lo approverà, non lo accetterà. “Scienza” indica ciò che può essere conosciuto, solo questo… la scienza non è mistica. Non può cadere nell’assurdo. Per la scienza la parola stessa “Conoscenza di Sè” è assurda.
Eppure la religione ha un valore e un senso, perchè esiste un’altra dimensione della conoscenza.
Cerca di comprendere quella dimensione del sapere dove ciò che si conosce non è ridotto ad oggetto. Per esempio: se in una stanza buia viene accesa una lampada, tutto ciò che si trova in quella stanza è illuminato, lo si conosce grazie alla luce della lampada. Ma anche la lampada viene ad essere conosciuta grazie alla luce. Tutto il resto: sedie, mobili, pareti, quadri, sono conosciuti grazie alla luce. Ma cosa ci porta a conoscere la luce stessa?
La luce si fa luce da sè. La sua semplice presenza rivela gli altri oggetti ma rivela anche se stessa. Ma queste due rivelazioni sono differenti.Quando si conosce una sedia tramite la luce, la sedia è un oggetto. La luce illumina la sedia, e se viene spenta, la sedia non può essere conosciuta. La conoscenza della sedia dipende dalla luce, ma la conoscenza della luce non dipende affatto dalla sedia. Se elimini tutto, la luce permane immutata. Non rimarrà nulla da illuminare, tuttavia continuerà a far luce a se stessa. Questa rivelazione della luce è un’autorivelazione.
Lo stesso accade nel il mondo interiore, con il Sè interiore. Per suo tramite si conosce ogni cosa, ma esso non si conosce se non per suo tramite – è un fenomeno che si rivela da sè.La conoscenza del Sè non significa che il Sè è conosciuto da qualcun altro, perchè in questo caso l’altro sarebbe il Sè. Perciò, qualsiasi cosa venga conosciuta
in modo oggettivo non può essere il Sè. Il Sè rimarrà sempre colui che conosce. Ma come è possibile conoscere questo Sè? Il Sè di per se stesso è evidente, è un fenomeno che si rivela da solo: per conoscerlo non occorre altro. Non occorre ridurlo ad oggetto.

Di fatto tutti gli oggetti vengono rimossi dalla mente, quando si rimuove ogni struttura mentale, all’improvviso il Sè si rivela da solo. E’ questa la differenza tra materia e consapevolezza: la materia non si autorivela, la consapevolezza sì. La materia deve essere conosciuta da qualcun altro, la consapevolezza si conosce da sè. Questa è la differenza fondamentale tra materia e consapevolezza. Gli alberi esistono, ma se non è presente un essere consapevole, essi non possono essere resi noti. Per essere rivelati hanno bisogno della consapevolezza di qualcuno.
Esistono le rocce, rocce splendide, ma se non vi è consapevolezza, esisteranno senza essere splendide – nessuno sarà consapevole della loro presenza. La loro esistenza sarà muta. Le rocce stesse non potranno riconoscere la propria esistenza. La vita cisarà sempre, ma non ve ne sarebbe alcuna rivelazione.
Un bimbo va a giocare vicino a quelle rocce e all’improvviso esse vengono rivelate. Ora non sono più esistenza cieca. Le rocce si sono affermate di fronte alla vita attraverso il bambino. Ora anche l’albero è stato rivelato. Ogni cosa intorno al bambino acquista vita in un senso nuovo. Il bambino è diventato fonte di rivelazione. Intorno a lui tutto ha acquistato vitalità. Per cui, più è profonda la tua consapevolezza, più profondamente riveli l’esistenza.
Quando viene al mondo un Buddha l’intera esistenza festeggia in “lui” a causa della sua profonda consapevolezza. Tutto ciò che è nascosto nella materia diviene manifesto. Prima non era mai stato conosciuto. La semplice presenza di un essere illuminato rende illuminata l’intera esistenza intorno a lui. Tramite la sua presenza tutto acquista vita e sensibilità. La consapevolezza rivela gli altri, ma ad un’altra consapevolezza non serve rivelarla: si rivela da se stessa.

Prendiamolo da un altro punto di vista: tutto deve essere dimostrato perchè tutto può essere messo in dubbio. Ma non puoi mettere in dubbio il Sè, per questo il Sè non ha mai bisogno di una prova. Puoi forse dubitare del Sè? Cartesio, uno dei più famosi pensatori occidentali, usava il dubbio quale metodo di conoscenza. Iniziò il suo viaggio di conoscenza attraverso un dubbio che penetrava molto a fondo. Cartesio decise di dubitare di tutto finché non avesse incontrato un fatto che non potesse essere messo in dubbio. E se non sussiste un fatto fondamentale che non può essere messo in dubbio, non puoi costruire il palazzo della conoscenza perchè non ha fondamenta solide su cui poggiare. Se tutto può essere messo in dubbio e deve essere dimostrato, l’intero edificio si fonda solo sulla logica. Qualcosa in profondità deve essere indubitabile, deve esistere senza bisogno di prova.
Dio può essere messo in dubbio. Ricordalo, Dio può essere messo in dubbio. Non solo, ma si può anche dimostrare che non esiste. Di fatto se qualcuno mette in dubbio Dio, non ti è possibile dimostrare la Sua esistenza. Puoi convincere solo coloro che sono già convinti ma non puoi convertire chi non crede: è impossibile. Non un solo ateo può essere convertito, perchè ha bisdgno di prove e Dio non può essere dimostrato.
Dio non è scevro dal dubbio. Lo si può dubitare e confutare. Questa ipotesi può essere definita falsa. Non ci sono prove a favore. Per questo Cartesio insiste nel dubbio, nella discussione, nella ricerca, dicendo che se non incontra qualcosa nell’esistenza di cui non si possa dubitare… non qualcosa che possa essere dimostrata, niente affatto, ma che non sia possibile mettere in dubbio. E alla fine giunge al Sè, ed egli afferma che il Sè è una realtà più sicura di Dio. Lo è, perchè non può essere messo in dubbio. Lo puoi forse dubitare? Anche per dubitarne lo devi possedere.
Per esempio, se sei in casa e qualcuno bussa e chiede se ci sei o no, e tu rispondi: “No, non ci sono”, la risposta stessa dimostra che ci sei. Non puoi negare te stesso. Proprio il tuo dire “Non ci sono”, dimostra che ci sei. La negazione stessa diventa una conferma. Non occorre un’affermazione – la stessa negazione è una conferma. Quando la negazione stessa è una prova, il fatto è indubitabile. Come potresti dubitarlo?
Non puoi dire: “Non so se esisto o no”, o puoi dirlo? Perchè anche per essere in quella confusione è necessario che tu sia presente. Come può esserci confusione se tu non sei presente? Non puoi dire: “Non credo alla mia esistenza”, perchè anche il non credere implica la presenza di qualcuno. E’ impossibile negare la tua esistenza, è impossibile negare l’esistenza dell’io.
Questo Sè è l’unico fatto indubitabile nel mondo, tutto il resto è stato messo in dubbio.
(…)
Il Sè non può essere messo in dubbio perchè è evidente di per sè. Non occorrono prove, non occorrono discussioni: si evidenzia da solo.
Mahavir negò Dio: disse che non esiste alcun Dio. Ma non poté affermare che non vi è un Sè. Per cui il Sè per lui divenne divino. Disse: “Solo il Sè è Dio.” Ed è vero! All’interno del tuo essere, il Sè è l’elemento più vicino all’esistenza divina. Per questo non può essere messo in dubbio. Si evidenzia da solo, si rivela da solo, si illumina da solo.
Questo è il secondo metodo di conoscenza. Il metodo scientifico implica conoscere una cosa in quanto oggetto. Il metodo religioso implica conoscere il soggetto in quanto soggetto. Nel metodo scientifico la conoscenza si compone di tre parti: colui che conosce, ciò che è conosciuto e la conoscenza. La conoscenza è solo un ponte tra colui che conosce e l’oggetto di conoscenza. La conoscenza religiosa non si divide in tre parti. Colui che conosce è ciò che si conosce e colui che conosce è la conoscenza. Non è suddivisa in tre elementi. E’ unica, è indivisa.

Osho

The Self unknowable

The deepest mystery of existence is the phenomenon of knowledge. You can read about everything but your self. He who knows it can not be known, because to know something means to reduce the subject. The same cognitive process is based on duality .. I can get to know you because I dwell in my being, as you will out six. You become an object. But I can not know my self because I can not reduce it to an object. I can not see my self using an objective method. I can not put my self in front of me. And if I could place my self in front of me, what I would see would not be my self. How could it be my self? Indeed, from the observer, only what would be my self.
The self is subjective and this subjectivity can not be objectified. Hence the paradox: that which knows everything, can not know himself, what is the source of all knowledge remains unknowable. If you can understand it, this will be a great revelation sutra: Sutra is one of the deeper, down to levels not affected by other mystics. It is said that self-knowledge is impossible, but you always heard, you’ve been preached, wherever it says: “Know thyself.” But how can you know yourself? You can know everything that is other than you, but only one element will always remain unknown, unknowable, and that element is you.
The term “Knowledge of Self” is not correct. Self-knowledge is not possible. But this impossibility can create in you a profound pessimism. If knowledge of the Self is not possible, the entire religious dimension becomes absurd, because that’s its only purpose – to provide you with the knowledge of yourself. So the term knowledge of the self must have a different meaning. There must be some element, a hidden dimension, through which you can learn about the self without reducing it to an object. It must be possible to know in a radically different way.
In the world everything we know is objective while the subject remains unknowable, the knower remains unknown. But you know this person know? This is the existential question, the fundamental problem. If there is only one way to know – and that objective knowledge – you can not know. Therefore, all scientific thinkers with minds deny the existence of the Self. Their denial is significant: anyone who has been trained to think in terms of objective, and objectivity, will argue that there is no self.
(…)
So for science, death is total extinction, nothing remains. Awareness has no substance, is a consequence. Without the body can not exist. It ‘part of the body, a simple combination of many material elements. Is produced. It is not a simple element: it is a compound, a combination, a synthesis, something that depends on other things. The Self does not exist. Science states that the self does not exist because you can not know.
The word “science” means knowledge. And if something is unknowable, science does not approve, will not accept it. “Science” shows what can be known, only that … science is not mystical. Can not fall in the absurd. For science the word itself “Knowledge of Self” is absurd.
Yet religion has value and meaning, because there is another dimension of knowledge.
Try to understand the dimension of knowledge where what you know is not reduced to an object. For example, if in a dark room is a lamp, all that is in that room is lit, you know it by the light of the lamp. But the lamp is to be known by the light. Everything else: chairs, furniture, walls, paintings, are known by the light. But what leads us to know the light itself?
The light it sheds light on its own. His mere presence reveals other objects, but also reveals itself. But these revelations are differenti.Quando you know the light by a chair, the chair is an object. The light illuminates the chair, and if it is turned off, the chair can not be known. Knowledge of the chair depends on the light, but the knowledge of light is unaffected by the chair. If you delete everything, the light remains unchanged. Nothing will remain to be illuminated, but will continue to shed light itself. This is a self-revelation of light.
The same happens in the inner world, with the inner self. Through it you know everything, but it is not known except through him – is a phenomenon that is revealed by sè.La knowledge of self does not mean that the Self is known by someone else, because in this case the other would be the Self. So, whatever is known
in an objective can not be the Self. The Self will always be the one who knows. But how do you know this Self? The self is evident in itself, is a phenomenon that reveals itself: to know nothing more. There is no need to reduce the subject.

In fact, all objects are removed from the mind, when you remove any frame of mind, suddenly reveals the Self alone. And ‘that’s the difference between matter and consciousness: the material does not reveals himself, the knowledge, yes. The matter must be known to someone else, you know awareness by itself. This is the fundamental difference between matter and consciousness. The trees there, but if there is a conscious being, they can not be disclosed. Proved to be the knowledge that they need someone.
There are rocks, rocks beautiful, but if there is awareness, there will not be beautiful – no one will be aware of them. Their existence will be silent. The rocks themselves may not recognize their existence. Cisar’s life forever, but there would be no revelation.
A child is playing near those rocks, and they are suddenly revealed. Now there are no longer blind. The rocks are well established with regard to life through the child. Now the tree has been revealed. Everything around the child acquires a new meaning in life. The child has become a source of revelation. Everything around him has acquired vitality. So, the deeper your awareness, deeper reveals the existence.
When the world celebrates the Buddha’s entire existence in “him” because of his deep awareness. All that is hidden in matter becomes manifest. Before it was never known. The mere presence of an enlightened being enlightened makes the whole life around him. Through its presence throughout life and acquired sensitivity. Awareness reveals the other, but need not disclose it to another consciousness: it reveals itself to be.

Let’s get another point of view: everything must be proved because everything can be questioned. But you can not put into question the self, that’s why he never needed any proof. You may doubt the self? Descartes, one of the most famous Western thinkers, the question used as a method of knowledge. He began his journey of knowledge through a question that penetrated very deeply. Descartes decided to doubt everything until he met a fact that could not be questioned. And if there is a fundamental fact that can not be questioned, you can not build the palace of knowledge because it has a solid foundation on which to rest. If everything can be questioned and must be demonstrated, the whole edifice is based only on logic. Something in depth must be no doubt, there should be no need for proof.
God can be questioned. Remember, God can be questioned. Not only that, but you can also show that does not exist. In fact, if someone calls into question God, you’re unable to prove His existence. You can only convince those who are already convinced, but you can not convert non-believers is impossible. Not a single atheist can be converted, because God has bisdgno of evidence and can not be demonstrated.
God is not free from doubt. You can doubt and refute. This hypothesis can be described as untrue. There is no evidence in favor. For Descartes insists that when in doubt, in the discussion, research, saying that if it encounters something in the existence of which can not be doubt … not something that can be demonstrated, not at all, but that is not possible to doubt. And finally comes the self, and he says that the self is a reality of God He is safer, because it can not be doubted. Perhaps you can doubt? Even you must have to doubt it.
For example, if you’re at home and someone knocks and asks if you’re there or not, and you say: “No, no,” the answer itself shows that you are there. You can not deny yourself. Just your saying “No”, shows that you are there. The denial itself becomes a confirmation. You do not need affirmation – negation is the same for confirmation. When the denial itself is a proof, the fact is indubitable. How could you doubt it?
You can not say: “I do not know if they exist or not”, or can you tell? Why even be in the mess it is necessary that you be present. As can be confusing if you are not present? You can not say: “I do not think my life”, because even they do not believe implies the presence of someone. It ‘impossible to deny your existence, it is impossible to deny the existence of the self.
This Self is the only indisputable fact in the world, everything else has been questioned.
(…)
The Self can not be questioned because it is self-evident. You do not need evidence, you do not need threads: it shows itself.
Mahavira denied God said that there is no God but could not say that there is no self. So for him the self became divine. He said: “Only the Self is God” And it’s true! Inside of your being, the Self is the closest element to the existence of God. For this can not be doubted. It is pointed out by itself, reveals itself by itself, lights alone.
This is the second method of knowledge. The scientific method involves knowing a thing as an object. The religious method involves knowing the subject as subject. Knowledge in the scientific method consists of three parts: the one who knows, what is known and knowledge. Knowledge is just a bridge between the knower and the object of knowledge. Religious knowledge is not divided into three parts. One who knows is what is known and the knower is knowledge. It is divided into three elements. And ‘one and indivisible.

Osho

Parole – Words – Zhuangzi


Parole

Lo scopo delle parole
è quello di trasmettere idee.
Quando le parole vengono trattenute
sono poi dimenticate.
Dove posso trovare un uomo
che ha dimenticato le parole?

Zhuangzi

Words

The purpose of words
is to convey ideas.
When grasped words
are forgotten.
Where can I find a man
who has forgotten words?

Zhuangzi

Sforzo – Effort


Sforzo

Lo sforzo corretto
non è lo sforzo per far accadere
qualcosa di particolare.
È lo sforzo di essere consapevoli
e svegli ogni momento,
lo sforzo per vincere
la pigrizia e il merito,
lo sforzo per rendere
ogni cosa attività
della nostra meditazione quotidiana “.

Ajahn Chah

Effort

Proper effort is not
the effort to make
something particular happen.
It is the effort
to be aware and awake each moment,
the effort to overcome laziness and merit, the effort to make each activity
of our day meditation.”

Ajahn Chah

Passato – Past


🌸Passato🌸

Lascia il passato ed il suo peso
alle tue spalle,emergi e manifesta
in modo incondizionato il tuo essere.
Senza peso inutile andrai lontano
o resti fermo a guardare
qualcosa che è già vissuto.

05.07.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Past

Leave the past and its weight
behind you, emerge and manifest
unconditionally your being.
Without unnecessary weight you will go far
or stand still and watch
something that has already lived.

05.07.2019 Poetyca

Carità del cuore – Charity of the heart – Hidayat Inayat Khan


🌸Carità del cuore🌸

La generosità in realtà si potrebbe chiamare ‘carità del cuore’. Questa carità può essere espressa in moltissimi piccoli modi: offrendo attenzioni, avendo cura degli altri,
a volte solo con un sorriso, uno sguardo
o una calorosa stretta di mano;
rendendosi disponibili, accoglienti,
e premurosi; e rendendosi generosi
nello spirito.

Hidayat Inayat Khan – Libertà Spirituale
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Charity of the heart

Generosity could actually be called ‘charity of the heart’. This charity can be expressed in many small ways: offering attention, taking care of others, sometimes only with a smile, a look or a warm handshake; making themselves available, welcoming, and considerate; and making himself generous in spirit.

Hidayat Inayat Khan – Spiritual Freedom

Amare – To love


🌸Amare🌸

Se ami,lo fai comunque,
è scintilla presente in te,
non una risposta all’amore
che ci si aspetta di ricevere.

05.07.2019 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸To love

If you love, you do it anyway,
it is a spark present in you,
not a response to love
which is expected to receive.

05.07.2019 Poetyca