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Anche se… – Though…


 

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Anche se…

Anche se ti dicono che sei idealista, cercano di farti desistere, perchè il tuo sentire sarebbe diverso dalla maggior parte delle persone, che non credono più; che si sono disperse nell’illusione che tutto sia da gettare via… Tu non ti arrendere!

Anche se dentro di te le lacrime sono l’unica fonte che possa irrigare la speranza, perchè è cocente constantare che si attraversa ogni giorno il deserto e l’indifferenza… Non smettere di credere! Ascoltati, immergiti nel silenzio e lascia andare ogni cosa… Riprendi la forza del sorriso, della consapevolezza che, in fondo, ogni amarezza, ogni paura, ogni sofferenza si lega ad una precisa scelta,anche quella di aspettarti qualcosa, di credere che altri siano capaci di seguirti,di abbracciare il tuo stesso desiderio di un mondo perfetto e giusto. Nella danza degli opposti sarebbe difficile che questo accada, sii consapevole!

Semplicemente cerca la gioia, l’equidistanza e la volontà di fare tutto il possibile, affinché, nel tuo piccolo, tu sappia dare senso al tuo essere – qui ed ora, sembra poco ma il vento accarezza ogni seme e ne fa l’essenza perchè sia frutto da offrire – nell’interessere – a tutti coloro che sono nella sofferenza.

© Poetyca

La paura dell’amore – Fear of love – Osho


La paura dell’amore

Ci sono due modi di vivere. Uno: dominati dalla paura; l’altro: orientati verso l’amore.

Vivere dominato dalla paura non ti condurrà mai a un rapporto profondo. Resti impaurito e non tolleri l’altro, non permetti all’altro di arrivare fino al tuo centro. Gli dai il permesso fino a un certo punto – poi c’è un muro e tutto si ferma.

La persona orientata verso l’amore è la persona religiosa. Una persona orientata verso l’amore è una persona che non ha paura del futuro, che non ha paura dei risultati e delle conseguenze, che vive qui e ora.

Se sai vivere in questo momento, nel momento presente, in questa pienezza, solo allora sai amare. L’amore è un fiore raro. Fiorisce solo ogni tanto. Milioni e milioni di persone vivono nella falsa convinzione di essere innamorate. Credono di amare, ma è soltanto una loro idea.

L’amore è un fiore raro perché fiorisce soltanto quando non c’è paura, mai prima. Questo vuol dire che l’amore può accadere solo a una persona profondamente spirituale, religiosa. Il sesso è per tutti, la conoscenza superficiale è per tutti. L’amore no.

Solo quando non ti senti impaurito, allora non c’è nulla da nascondere, allora puoi aprirti, allora puoi eliminare tutti i confini. E allora puoi invitare l’altro a penetrare fino al tuo centro.
E ricorda: se permetti a qualcuno di penetrarti profondamente, anche l’altro ti permetterà di farlo, perché quando lasci che qualcuno ti penetri, crei fiducia. Quando non hai paura, l’altro diventa intrepido.

Nell’amore che vediamo oggi intorno a noi, la paura è troppo spesso presente. Il marito ha paura della moglie, la moglie ha paura del marito. Gl’innamorati hanno sempre paura. Non si aprono, non eliminano i confini. Ma questo non è amore. È soltanto un contratto fra due persone impaurite, che dipendono l’una dall’altra, che si combattono, si sfruttano, si controllano, si dominano e si posseggono – ma non è amore.

Se puoi lasciare accadere l’amore, non c’è bisogno di preghiere, non c’è bisogno di meditazione, non c’è bisogno di nessuna chiesa, nessun tempio. Attraverso l’amore ti sarà successo tutto: meditazione, preghiera, dio. Ti sarà successo tutto. Questo è ciò che intende Gesú quando dice: L’Amore è dio. Ma l’amore è difficile. Bisogna abbandonare la paura. E questa è la stranezza: hai tanta paura ma non hai niente da perdere.

Cos’hai da perdere? Niente. Questo corpo sarà preso dalla morte. Prima che sia preso dalla morte, fanne dono all’amore. Tutto ciò che hai ti verrà tolto. Prima che ti sia tolto, perché non condividerlo? Questo è l’unico modo di possederlo davvero. Se sei capace di donare e condividere, sei il maestro. Ti verrà tolto. Non c’è niente che puoi tenere in eterno. La morte distruggerà tutto.

Così, se hai capito ciò che ho detto, la lotta è tra l’amore e la morte. Se sai donare, non ci sarà la morte. Prima che qualcosa ti sia tolta, l’avrai già donata, ne avrai fatto dono. Non può esserci morte. Per chi ama non c’è morte.

Allora cos’è questa paura? Perché hai così tanta paura?

Anche se si venisse a sapere tutto di te e tu diventassi come un libro aperto, perché aver paura? In quale maniera questo può farti del male? Sono solo idee sbagliate, condizionamenti dati dalla società – che ti devi nascondere, che ti devi proteggere, che devi stare sempre in guardia, che tutti sono dei nemici, che tutti sono contro di te.

Non c’è niente di cui avere paura. Questo deve essere compreso prima che possa accadere una vera relazione sentimentale. Non c’è niente di cui aver paura.

Meditaci su. E poi permetti all’altro di entrare in te, invitalo a entrare. Non creare barriere da nessuna parte, diventa un passaggio sempre aperto, senza porte, senza lucchetti. Allora l’amore è possibile.

Quando due centri s’incontrano, nasce una cosa nuova. Questa cosa nuova è l’amore. Ed è proprio come l’acqua – la sete di tante e tante vite viene appagata. Improvvisamente ti senti soddisfatto.

Quello è il segno visibile dell’amore; ti senti contento, come se avessi raggiunto tutto ciò che desideri. Non c’è più nulla da conseguire ora; sei arrivato alla meta. Non c’è un’altra meta, il destino si è compiuto. Il seme è diventato fiore, è arrivato alla completa fioritura.
Una profonda contentezza è il segno visibile dell’amore. Ogni qualvolta una persona è innamorata, si sente profondamente appagata. L’amore non si può vedere, ma la contentezza, la soddisfazione profonda tutt’intorno… ogni suo respiro, ogni suo atto, il suo essere stesso è contentezza.

Puoi sorprenderti quando dico che l’amore ti rende privo di desideri, ma il desiderio viene dall’insoddisfazione. Desìderi perché non hai. Desìderi perché pensi che se avrai qualcosa, sarai contento. Il desiderio viene dalla scontentezza.

Ma quando c’è l’amore e i due centri si sono incontrati, uniti e dissolti, ed è nata una nuova qualità alchemica, ti senti appagato. È come se l’intera esistenza si fosse fermata – non c’è più movimento. Allora, il momento presente è l’unico momento.

Per questo ti dico: l’amore fa sparire i desideri. Sii coraggioso, liberati dalla paura, sii aperto. Lascia che il centro di un altro s’incontri con quello che è in te e attraverso questo rinascerai, si creerà una nuova qualità dell’essere.

Se c’è l’amore, sentirai veramente per la prima volta che l’esistenza è divina e tutto il creato è una benedizione. Ma c’è molto da distruggere prima che ciò sia possibile. Molto dev’essere distrutto prima che ciò sia possibile. Devi abbattere tutto ciò che crea delle barriere dentro te.

Fai dell’amore un sadhana, una disciplina interiore. Non permettere che sia soltanto una cosa frivola, non permettere che sia solo un’occupazione della mente. Non permettere che sia soltanto una soddisfazione del corpo. Fanne una ricerca interiore.

La chiave di base è questa: devi permettere all’altro di penetrarti sin nel recesso più profondo del tuo intimo, fino alle fondamenta del tuo essere. La distruzione dell’ego è la meta. Da qualunque porta si entri nel mondo interiore – dall’amore, dalla meditazione, dallo yoga, dalla preghiera – qualunque sentiero si scelga, la meta è la stessa: la distruzione dell’ego, buttare via l’ego. Attraverso l’amore può essere fatto molto facilmente, ed è cosí naturale! L’amore è la religione naturale.

Osho

Fear of love

There are two ways to live. A: dominated by fear, the other: oriented towards love.

Life dominated by fear never lead you to a deep relationship. Remains scared and do not tolerate each other, do not allow one to reach to your center. You give permission to a certain point – then there is a wall and everything stops.

The oriented person, love is the religious person. A love-oriented person is a person who is not afraid of the future that is not afraid of the results and consequences that lives here and now.

If you can live in this moment, in the present moment, in this fullness, then you know only love. Love is a rare flower. It blooms only occasionally. Millions and millions of people live in the false belief of being in love. They believe that they love, but it is only their idea.

Love is a rare flower that blooms only when there is fear, never before. This means that love can only happen in a deeply spiritual, religious. Sex is for all, superficial knowledge is for everyone. Love not.

Only when you feel fearful, then there is nothing to hide, then you open yourself, then you can delete all the boundaries. And then you can invite the other to penetrate up to your center.
And remember: if you allow someone to penetrate deeply, the other will allow you to do so, because when you let someone penetrate, create trust. When you have no fear, the other becomes fearless.

In love we see around us today, the fear is too often present. The husband is afraid of his wife, the wife is afraid of her husband. Gl’innamorati are always afraid. Do not open, do not eliminate the boundaries. But this is not love. It is only a contract between two people afraid that depend on each other, fighting each other, are exploited, they control, dominate and possess – but not love.

If you happen to leave the love, there is no need of prayers, there is no need of meditation, you do not need no church, no temple. Through love you will all happened: meditation, prayer, god. You will all happened. This is what Jesus means when he says: Love is God. But love is difficult. We must abandon fear. And this is strange: you’re so afraid but you have nothing to lose.

You got to lose? Nothing. This body will be taken by death. Before it is taken by death, and make a gift of love. Everything you do you will be removed. Before you is taken away, why not share it? This is the only way to really own it. If you are capable of giving and sharing, are the master. You will be removed. There is nothing that you can keep forever. Death will destroy everything.

So, if you understood what I said, the fight is between love and death. If you can donate, there is death. Before anything will be removed, you must have already donated, you’ll become a gift. There can be no death. For those who love there is no death.

So what is this fear? Why did you so afraid?

Even if you came to know all about you and you became like an open book, why be afraid? In what way can this hurt? These are just misconceptions, conditioning data from the company – you have to hide, you have to protect yourself, you have to be constantly on guard, who are all enemies, that everyone is against you.

There is nothing to fear. This must be understood before it can happen a real relationship. There is nothing to be afraid.

Meditaci up. And then allow the other to enter into you, invite them to join. Do not create barriers anywhere, becomes a passage always open, no doors, no locks. So love is possible.

When two centers meet, something new is born. This new thing is love. And it is like water – the thirst of so many lives is satisfied. Suddenly you feel satisfied.

What is the visible sign of love, you feel happy, like I have achieved everything you want. There’s nothing left to achieve now; you get to your destination. There is another goal, destiny was fulfilled. The seed has become a flower, came to full bloom.
A deep contentment is the visible sign of love. Whenever a person is in love, you feel deeply satisfied. The love you can not see, but contentment, deep satisfaction all around … every breath, every action, his very being and contentment.

You may be surprised when I say that love makes you free from want, but the desire is dissatisfaction. Because you did not want. Why do you think that if you want something, you’ll be pleased. The desire comes from discontent.

But when there is love and the two centers have met together and dissolved, and was born a new quality alchemy, you feel satisfied. It is as if the whole life had stopped – no more movement. Then, the present moment is the only time.

For this reason I say love makes you want to disappear. Be brave and free of fear, be open. Let the center of another encounter with what is in you and through this rebirth, we will create a new quality of being.

If there is love, really feel for the first time the existence of God and all creation is a blessing. But there is much to be destroyed before it can be. Much needs to be destroyed before it can be. You have to break down all that he creates barriers within yourself.

Make love a sadhana, an inner discipline. Do not allow it to be just a frivolous thing, do not let the mind is just a job. Do not allow it to be only a satisfaction of the body. Make it a soul-searching.

The basic key is this: you must allow the other to penetrate even into the deepest recesses of your inner self, to the very foundations of your being. The destruction of the ego is the goal. Whichever door you enter the inner world – love, meditation, yoga, prayer – whatever path you choose, the goal is the same: the destruction of the ego, throw away the ego. Through love can be done very easily, and is so natural! Love is the natural religion.

Osho

Qualcosa – Something – Kahlil Gibran


Qualcosa

Esiste qualcosa di più grande e più puro rispetto a ciò che la bocca pronuncia. Il silenzio illumina l’anima, sussurra ai cuori e li unisce. Il silenzio ci porta lontano da noi stessi, ci fa veleggiare nel firmamento dello spirito, ci avvicina la cielo; ci fa sentire che il corpo è nulla più che una prigione, e questo mondo è un luogo d’esilio

Kahlil Gibran

❤ ❤ ❤

There is something greater and purer than what the mouth pronunciation. Silence illuminates the heart, whispers into the hearts and unites them. Silence takes us away from ourselves, makes us sail the firmament of the spirit, brings us closer to heaven, we feel that the body is nothing more than a prison, and this world is a place of exile

Kahlil Gibran

Nel tuo cuore – In your heart – Henry David Thoreau




🌸Nel tuo cuore🌸

Volgi i tuoi occhi all’interno,
e scoprirai migliaia di regioni, nel tuo cuore,
ancora vergini. Viaggiale tutte,
e fatti esperto in cosmografia interiore.

Henry David Thoreau
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸 In your heart

Turn your eyes inside,
and see thousands of regions, in your heart,
still virgins.You trip it all,
and make you expert in innercosmography .

Henry David Thoreau

Responsabilità – Responsability – Dalai Lama


Responsabilità

Ciascuno di noi è l’artefice del suo destino,
spetta a noi crearci le cause della felicità.
È in gioco la nostra responsabilità e quella di nessun altro.

XIV Dalai Lama

Responsability

Each of us is the architect of his destiny,
up to us to create for ourselves the causes of happiness.
At stake is our responsibility and that of anyone else.


XIV Dalai Lama

Verità – Truth – Rabindranath Tagore




🌸Verità🌸

“Se si chiude la porta
a tutti gli errori,
anche la verità resterà fuori.”

Rabindranath Tagore
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Truth

“If you close the door
to all mistakes,
even the truth will remain out. “

Rabindranath Tagore

Mente e cuore – Mind and heart – Osho




🌸Mente e cuore🌸

“Se c’è da scegliere
tra mente e cuore,
ricorda che il cuore
ha sempre ragione,
perché la mente
è stata creata dalla società.
È un prodotto dell’educazione.
Ti è stata data dalla società,
non dall’esistenza.
Il cuore è incontaminato.”

Osho
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Mind and heart

“If there is a choice
between mind and heart,
remember that the heart
he’s always right,
because the mind
it was created by the company.
It is a product of education.
It was given to you by society,
not from existence.
The heart is uncontaminated. “

Osho

Senza più confine – No more border


Senza più confine

Vorrei accennare
un passo di danza
tra i respiri di questa sera
e i riflessi di luna sul mare.

Raccogliere sorrisi d’anima
per tingere le tele del silenzio
dove tutto è vortice lieve
che accarezza l’istante.

Vorrei un eterno abbraccio
che accompagni tra stanze segrete
dove in un sussurro ti racconterei
voci e palpiti di fantasie e realtà.

Vorrei abbandonare tutte le paure
sul ciglio di questa strada
ed essere viandante che ricorda
ogni orma rincorsa e lasciata

Essere quel che sono adesso
nella magia di un riflesso di cristallo
sul mare che s’increspa ed accoglie
tutte le voci del mondo senza più confine.

01.08.2008 Poetyca

No more border

I would like to mention
a dance step
between breaths tonight
and the reflection of the moon on the sea.

Collect smiles soul
to dye the canvas of silence
where everything is slight vortex
That Shakes the moment.

I would like an eternal embrace
accompanying between secret rooms
where a whisper would tell you
voices and beats of fantasy and reality.

I would like to leave all fears
on the side of the road
wayfarer and to be reminded that
every step run-up and left

Be what they are now
a reflection in the magic of crystal
ripples on the sea and welcomes
all items in the world without borders.

01.08.2008 Poetyca

La ricerca del vero – The search for truth


La ricerca del vero
In tanti anni, in tanti intrecci di storie, di risorse umane e di maturata esperienza, posso dire solo che ringrazio tutte le difficoltà maturate nel rapporto con gli altri.
Non ho la pretesa di ritenermi nel ” giusto o nel vero”, da ricercatrice posso solo dire di sperimentare giorno per giorno, di avere gioia nella scoperta e nella sperimentazione, senza meta o verità da indicare, tutto è talmente sottile che davvero le parole sarebbero solo una prigione.

Come diceva Lao – tzu nel Tao:
” Qualsiasi cosa si possa esprimere con le parole non è vera, il Tao può essere comunicato
solo da essere ad essere. Solo attraverso la presenza del Maestro,
la Verità può essere colta solo nel silenzio.”

A che servono allora le costruzioni mentali, l’aggrapparsi a parole, ad una babele di impressioni,
i giochi a rimpiattino per dimostrare quello che non è dimostrabile ma occorre di una apertura del Cuore
che non tutti sono disposti ad avere?

Abbandonare la mente per vivere la non – mente incute troppa paura
Una cosa che ho imparato è la responsabilità personale, come a volte sia io stessa la fonte di illusioni o di aspettative.
Quando ci si aspetta che gli altri siano come noi crediamo o ci attacchiamo alla nostra immagine, è palese la delusione.

Quando ci si aspetta di conoscere la Verità essa ci sfugge.
Dopo un paio di esperienze disastrose non ho però smesso di credere negli altri, nella loro buonafede e a volte incapacità di vedere oltre alcuni aspetti. Non si tratta di reale ottusità o colpa ma di non avere ancora maturato delle esperienze.
Vorrei riportare il pensiero di oggi di Omraam Mikhaël Aïvanhov come spunto di riflessione:
“Delle entità invisibili accompagnano l’essere umano lungo tutta
la sua vita. Le entità luminose, benefiche, gli preparano il
cammino ovunque debba recarsi, mentre le entità tenebrose,
malefiche, si oppongono a tutto ciò che di utile e costruttivo
egli desidera intraprendere e lo spingono verso strade senza
uscita.
Quando un re si mette in viaggio, è preceduto da servitori che
preparano il suo arrivo: quando giunge, tutto è pronto, perché
si tratta del re. Ma chi si preoccupa di organizzare gli
spostamenti di un mendicante?… Lo stesso vale per la vita
interiore: colui che è re o principe trova inevitabilmente la
via spianata davanti a sé e una quantità di persone ad
accoglierlo, mentre il mendicante – che simbolicamente è un
essere povero di virtù – non sarà ben accolto da nessuna parte.
Il segreto della vera vita, dunque, è cercare di diventare re di
se stessi, un re che domini i propri pensieri, i propri
sentimenti e le proprie azioni. Chi è realmente padrone del
proprio regno è sempre preceduto da esseri che preparano per lui
le migliori condizioni.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov
Vorrei però aggiungere anche una riflessione su quello che spesso si compie nel portare in forma sbagliata delle energie sull’immagine di sè e qui mi viene in aiuto un piccolo aneddoto:
Un ricercatore andò da Lieh – zu e disse: ” Ho rinunciato ad ogni cosa, prendimi con te, ora io sono pronto e capace di illuminarmi!”.
Lieh zu lo guardo con amorevolezza e risposte: ” Ora sii gentile e rinuncia anche a questo! Solo allora potrai venire a stare con me!” .
Il ricercatore esterefatto replicò :” Ma io ho rinunciato a tutto!”
E Lieh – zu ” Ma non c’è bisogno che ti aggrappi anche a questo!”

La sensazione di non avere desideri, di avere raggiunto uno scopo, di essere arrrivati e di non avere alcun difetto è una ” sostituzione ” o un nuovo inganno della mente che senza identificazione non saprebbe accettare il vuoto.
Il giovane non era realmente pronto a capire, non aveva davvero fatto esperienza.
Lieh – zu rispose: ” Allora lascia anche questo ( attaccamento), perchè te lo porti dietro? ”
Il giovane naturalmente non capiva e rispose: ” Ma io non possiedo proprio nulla, io non mi sono portato dietro nulla, io ho rinunciato a tutto!”.
Pazientemente Lieh – zu che aveva chiaramente visto la situazione replicò” ” Allora non aggrapparti neppure a questo!”.

Il dialogo tra queste due persone sarebbe infinito e in fondo su due diversi piani,come si potrebbe credere che ci possa essere comprensione e costruttività?
Spesso mi capita di osservare, di tentare la comunicazione ma non sempre è facile allora che senso avrebbe ” portarmi dietro ” l’intenzione di convincere di qualcosa? Spesso sono io stessa che ho bisogno di osservare mentre assimilo esperienze, per comprendere quale lezione devo imparare, di quale atteggiamento posso benissimo fare a meno, per avere un bagaglio leggero.
Preferisco sorridere con compassione, nel rispetto della libera scelta di altri e concentrarmi sul mio percorso, per continuare a vivere in armonia.

21/04/2009 Poetyca

The search for truth

In many years, so many intertwining stories, human resources and gained experience, I can only say that I thank all the difficulties gained in relationships with others.
I do not pretend to consider them in “right or true, researchers can only say to try each day to have joy in the discovery and testing, without a goal or truth to show, everything is so thin that the very words would only a prison.

In the words of Lao – tzu in the Tao:
“Anything you can put into words is not true, the Tao can be communicated
only be to be. Only through the presence of the Master,
Truth can be grasped only in silence. ”

What are the mental constructions, then, cling to the words, a babel of impressions,
and mouse games to prove that is not certified but should be an opening of the Heart
that not everyone is willing to have?

Leaving the mind to live not – mind strikes too afraid
One thing I learned is personal responsibility, as is sometimes the source of myself illusions or expectations.
When you expect others to be like us or believe we attach to our image, it is clear disappointment.

When you expect to know the truth it escapes us.
After a couple of disastrous experiences I still have not stopped believing in others, in good faith and sometimes their inability to see beyond a few aspects. This is not real or gross stupidity but have not yet gained the experience.
I would like to bring the thought of today Omraam Mikhael Aïvanhov as food for thought:
“Of the invisible entities accompany humans throughout
his life. Entities bright beneficial to prepare the
path must go everywhere, while the dark entity,
evil, oppose all that useful and constructive
and he wishes to push the roads without
output.
When a king is a journey, is preceded by servants
preparing for his arrival: when it comes, everything is ready, because
it is the king. But who cares to organize
movements of a beggar? … The same goes for life
inner man who is king or prince is inevitably
leveled off in front of him and a lot of people to
welcome, while the beggar – which is a symbolically
virtue of being poor – will not be welcomed anywhere.
The secret of true life, then, is trying to become king of
themselves, a king who control their thoughts, their
feelings and actions. Who really is owner of
his kingdom is always preceded by beings who are preparing for him
the best conditions. ”

Omraam Mikhael Aïvanhov
But let me add a reflection on what often is accomplished in bringing in the wrong form of energy self-image and here I will help a little anecdote:
A researcher went to Lieh – zu and said: “I have renounced everything, take me now I’m ready and able to enlighten me.”
Lieh zu watch it with kindness and answers: “Now be good and also rejects this! Only then can you come and stay with me!” .
The researcher esterefatti replied: “But I gave up everything!”
It Lieh – zu “But you do not need to cling even to this!”

The feeling of not have desires to have reached an end, to be arrrivati and have no defect is a “replacement” or a new trick of the mind that no identification would be unable to accept the void.
The young man was not really ready to understand, had not really experienced.
Lieh – zu replied: “Then leave this (attack), because you take it back?”
The young man obviously did not understand and replied: “But I have nothing, I have not brought anything back, I have given up everything.”
Patiently Lieh – zu that had clearly seen the situation said “Then do not cling even to this.”

The dialogue between these two people would be infinite and bottom on two different planes, as one might think that there can be understanding and constructive?
I often observe, groped communication is not always easy, but then what would “take back” the intention to convince of anything? They are often myself I need to watch while assimilate experiences, to understand what lessons I learn, what attitude can well do without, to have a light background.
I prefer to smile with compassion, respecting the free will of others and focus on my path, to continue to live in harmony.

21/04/2009 Poetyca

Un abbraccio al mondo – An embrace to world



Un abbraccio al mondo
In tutti noi una risorsa,
la fonte ricca di beni:

Cuore forte nell’amorevolezza
senza giudizio alcuno.

Fermo esempio di equidistanza,
dove non si sceglie ma si esperisce
la compassione per tutti gli esseri.

A volte è il silenzioso rumore
di una lacrima che solca il viso,
solo perchè le braccia sono corte
per un abbraccio al mondo.

25.03.2009 Poetyca

An embrace to world

In all of us a resource,
the rich source of goods:

Heart strong in love
without any trial.

firm example of equidistance,
do not choose where it carries
compassion for all beings.

Sometimes it’s the quiet noise
a tear that solca face,
just because your arms are short
for a hug in the world.

25.03.2009 Poetyca

Quando apriamo gli occhi alla realtà, al suo significato più profondo, siamo capaci di accogliere ma anche di dare.
Nel dialogo e nella presenza incondizionata è l’opportunità di offrirsi e di accogliere quanto si manifesti negli altri.

In richiamo
Sospeso in un solo respiro
è quel senso di evanescenza,
dove tutto è richiamo,
indicazione di un meraviglioso attimo
che vissuto – qui ed ora – ripete
l’armonia di gesti e di ricerca viva.

14.08.2008 Poetyca
In tutti noi una traccia sottile della quale cogliere che il dualismo non è Amore e non si sposa con la negazione di quella scintilla meravigliosa
che spinge verso gli altri con gentilezza e compassione perchè intersiamo e non potremmo pensare che le risorse che riusciamo a maturare attraverso il nostro percorso interiore, la capacità di superare nodi e tensioni restino come un ” bottino” del quale conservare solo per noi stessi il merito e la sostanza.

Ogni cosa che siamo capaci di essere, dopo aver aperto la strada alla consapevolezza è un dono ricevuto, sempre per causa di altri ( anche e sopratutto in situazioni problematiche) e come altri ci hannno permesso di vincere una battaglia con noi stessi, attaverso il canovaccio della vita, così anche noi nel nostro essere in ricerca possiamo essere causa per altri di chiarificazione e maturazione. Non è la rabbia o l’attaccamento, la confusione e le illusioni a farci da viatico ma l’apertura amorevole verso noi stessi e verso gli altri. Una delle immagini fondamentali che vorremmo avere presente è che coloro che ci appaiono come ” nemici ” o ostili, sono specchio di una parte di noi che va attraversata e risolta, solo con pazienza ed amore possiamo apprendere cosa queste persone ci stiano indicando con il loro tormento e la loro inquietudine e possiamo adoperarci per essere attenti a non dare ” risposta” con il medesimo atteggiamento. Solo l’amore scaccia le ombre.
Un abbraccio dal cuore
Poetyca

When we open our eyes to reality, it is a deeper way
we can accept but also to give.

In dialogue and unconditional presence is the opportunity to offer and
to accept as it occurs in others.

In reference
Suspended in one breath
is that sense of evanescence,
where everything is decoy,
indication of a wonderful second
who lived – here and now – repeat
the harmony of gestures and research alive.

14.08.2008 Poetyca
In all of us a thin track which does not grasp the duality
Love is not married and the negation of that wonderful spark
pushing towards others with kindness and compassion because cross
and we could not believe that the resources we can to mature through
our path interior nodes and the ability to overcome tensions
remain as a “booty” of which only keep for ourselves the
merit and substance.

Everything that we can be, having pioneered
awareness is a gift, again because of other (and also
especially in problem situations) and how others will permit hannno
to win a battle with ourselves, the canvas of attaverso
life, we too in our research can be cause
for more clarification and maturation. It is not anger or
attachment, confusion and delusions to be our food for the journey but
opening loving towards ourselves and towards others. One of
Images fundamental to have in mind is that those who
appear as enemies or hostile, are a mirror of us who
goes through and resolved, only with patience and love we can learn
What these people are giving us with their anguish and their
concern and we strive to be careful not to give “
response “with the same attitude. Only love dispels the shadows.

A hug from the heart
Poetyca

Difetti – Defects – Lama Zopa Rinpoche


Difetti

Tutti i difetti della nostra mente – l’egoismo, l’ignoranza, la rabbia, l’attaccamento, il senso di colpa e tutti gli altri pensieri molesti – sono temporanei, non permanenti e duraturi. E poiché la causa della nostra sofferenza e dei nostri pensieri molesti è temporanea, anche la nostra sofferenza è temporanea.

Lama Zopa Rinpoche



Defects

All the defects of our minds – the selfishness, ignorance, anger, attachment, guilt and all the other disturbing thoughts – are temporary, not permanent and lasting. And since the cause of our suffering and our thoughts are temporary nuisances, even our suffering is temporary.

Lama Zopa Rinpoche

Yoga – Paramahansa Yogananda




🌸Yoga🌸

Grazie alla scienza dello Yoga,
l’anima raggiunge un’assoluta
padronanza sul corpo e sulla mente,
e si serve di questi strumenti
per conseguire la realizzazione del Sé,
ossia la consapevolezza
della propria natura trascendente
e immortale, una cosa sola con lo Spirito.

Paramahansa Yogananda
– “Il Divino Romanzo”,
– Astrolabio, Ed. 1996, p. 218
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Yoga

Thanks to the science of Yoga, the soul attains absolute mastery over the body and mind, and makes use of these tools to achieve self-realization, which is the awareness of one’s transcendent nature and immortal, one with the Spirit.

Paramahansa Yogananda – “The Divine Romance”, Astrolabe, Ed 1996, p. 218

Il derviscio – The dervish – Storia Sufi


Il derviscio

Un giorno un derviscio dalla mentalità convenzionale, prodotto di un’austera scuola religiosa, stava passeggiando lungo un corso d’acqua, completamente assorto in problemi teologici e morali, perché quella era la forma che l’insegnamento sufi aveva assunto nella comunità cui apparteneva. Per lui la religione emotiva corrispondeva alla ricerca della Verità Suprema.
All’improvviso il filo dei suoi pensieri fu interrotto da un forte grido: qualcuno stava ripetendo l’invocazione derviscia. “Non serve a niente”, si disse, “perché quell’uomo pronuncia male le sillabe. Anziché salmodiare YA HU, dice U YA HU …”.
Il derviscio ritenne allora che fosse suo dovere – lui che aveva studiato con tanto zelo – correggere quel poveretto che sicuramente non aveva avuto l’opportunità di essere guidato nel modo giusto, e che probabilmente faceva solo del suo meglio per entrare in armonia con l’idea sottesa nei suoni.
Noleggiata una barca, remò in direzione dell’isola donde sembrava provenire la voce.
In una capanna di canne scorse, seduto per terra, un uomo vestito da derviscio che si dondolava al ritmo della ripetizione della formula iniziatica. “Amico mio”, gli disse, “la tua pronuncia è sbagliata. Mi incombe dirtelo perché è meritevole dare consigli e altrettanto meritevole accettarli. Ecco come devi pronunciare”. E glielo spiegò.
“Grazie”, disse l’altro con umiltà.
Il primo derviscio risalì in barca, molto soddisfatto di aver compiuto una buona azione. Dopo tutto, non è detto che colui che riesce a ripetere correttamente la formula sacra possiede anche il potere di camminare sulle acque? Il derviscio non aveva mai visto nessuno compiere un simile prodigio, ma aveva sempre sperato, per qualche ragione, di riuscirci prima o poi.
Dalla capanna non arrivava più alcun suono; tuttavia, era convinto che la lezione aveva dato i suoi frutti.
Fu allora che udì un U YA pronunciato con esitazione: il derviscio dell’isola si era messo nuovamente a pronunciare la formula a modo suo…
Mentre il primo derviscio era assorto nelle sue riflessioni, meditando sulla perversità degli uomini e sulla loro cocciutaggine nel perseverare nell’errore, i suoi occhi scorsero uno strano spettacolo: il derviscio della capanna aveva lasciato la sua isola e stava venendo verso di lui camminando sulla superficie dell’acqua…
Stupefatto, smise di remare. L’altro lo raggiunse e si rivolse a lui con queste parole: “Fratello, perdonami se ti importuno, ma sono venuto a pregarti di insegnarmi ancora una volta il modo corretto di ripetere l’invocazione, perché ho difficoltà a ricordarlo”.

Storia Sufi


The dervish

One day a dervish from the conventional wisdom, the product of an austere religious school, was walking along a water course, completely absorbed in theological and moral issues, because that was the shape that the Sufis had taken training in the community to which he belonged. For him religion emotional corresponded to the pursuit of the Supreme Truth.
Suddenly the train of thought was interrupted by a loud cry: someone was repeating the invocation dervish. “There’s no point,” he said, “because the man mispronounced syllables. Instead of chanting HU YA, YA U HU says …”.
The dervish then felt it his duty – he had studied with such zeal – that certainly does not fix the poor fellow had had the opportunity to be guided in the right way, and probably only did his best to be in harmony with the ‘ idea behind the sounds.
Chartered a boat, rowed towards the island from whence the voice seemed to come.
In a reed hut he saw, sitting on the floor, a man dressed as a dervish who swayed to the rhythm of repetition of the formula initiation. “My friend,” he said, “Your pronunciation is wrong. I tell lies because it is worthwhile to give advice and accept them just as deserving. Here’s how you say”. And he told her.
“Thanks,” said the other humbly.
The first dervish got into the boat, very happy to have done a good deed. After all, it is said that he who fails to correctly repeat the sacred formula also has the power to walk on water? The dervish had never seen anyone perform such a miracle, but he had always hoped for some reason, to succeed sooner or later.
From the hut could no longer any sound, however, was convinced that the lessons had paid off.
It was then that he heard a U YA pronounced hesitation, the dervish of the island was once again put to utter the formula in his own way …
While the former dervish was absorbed in thought, meditating on the perversity of men and their stubbornness to persevere in error, his eyes saw a strange sight: the dervish of the hut had left his island and was coming toward him walking on the surface of the water …
Stunned, he stopped rowing. The other joined him and addressed him with these words: “Brother, forgive me if I importune, but I came to ask you once again to teach the proper way to repeat the prayer, because I have trouble remembering.”

Sufi Story

La ricerca interiore – Inner search



La divinità
C’era un tempo in cui tutti gli uomini erano dei, ma abusavano talmente tanto della loro divinità che Brahma, capo degli dei, decise di togliere loro la potenza divina e nasconderla dove non l’avrebbero mai trovata.
Dove nasconderla divenne quindi il grande problema.
Quando gli dei minori furono chiamati a consiglio per valutare questo problema, dissero: “Seppelliremo la divinità dell’uomo in fondo alla terra”.
Ma Brahma disse: “No, questo non basta perchè l’uomo scaverà e la troverà”.
Allora dissero gli dei: “Bene, allora affonderemo la sua divinità nell’oceano più profondo”.
Ma Brahma gli rispose ancora: “No, perchè prima o poi l’uomo esplorerà le profondità dell’oceano e sarà certo che un giorno la troverà e la riporterà in superficie per sempre”.
Allora gli dei conclusero: “Non sappiamo dove nasconderla, perchè sembra che non ci sia nessun posto sulla terra o nel mare dove l’uomo non potrebbe eventualmente raggiungerla”.
Allora Brahma disse: “Ecco cosa faremo con la divinità dell’uomo: la nasconderemo profondamente in lui stesso perchè non penserà mai a cercarla lì”.
E da allora, l’uomo è andato su e giù per la terra esplorando, arrampicandosi, tuffandosi e scavando, cercando qualcosa che è già dentro di lui
Leggenda Indù
L’insegnamento
Insegnamento sul respiro
Quando sei consapevole del tuo repiro
sei totalmente impegnato ad imparare te stesso.
Stai imparando come il tuo Corpo-Mente reagisce
nel suo personale ed unico modo.
Desboo-ngoh
————————————–
Possiamo essere aperti, liberi da condizionamenti
e concentrati su Corpo – Mente
nelle sue azioni e reazioni,
per poi apprendere la manifestazione di quel che siamo.
Fare pratica è condurre l’attenzione al momento presente.
è viverci,per comprendere la nostra unicità,
un percorso limpido e non condizionato.

testo tratto da:

Poetyca

07.07.2010 Poetyca

Divinity
There was a time when all men were gods, but they abused so much of their deities Brahma, chief of the gods, decided to deprive them of their divine power and hide where they would not have ever found.
Where to hide it then became the big problem.
When the children were called in council to evaluate this issue, said, “we will bury man’s divinity deep in the earth.”
But Brahma said, “No, this is not enough because the man will dig and find it.”
Then the gods said: “Well, then sink his divinity deep in the ocean.”
But Brahma replied again: “No, because sooner or later man will explore the ocean depths to be sure that one day will find it and bring back to the surface for ever.”
Then the gods concluded: “We do not know where to hide it, because it seems that there is no place on earth or the sea where the man could not possibly achieve it.”
Then Brahma said, “That’s what we do with the divinity of man: the hiding deep in him why do not you ever think to look there.”
Since then, the man went up and down the land exploring, climbing, diving and digging, looking for something that is already inside of him
Hindu legend
Teaching
Teaching breath
When you are aware of your Respirable
you are totally committed to learning yourself.
You’re learning how your body reacts Mind
in his personal and unique way.
Desboo-ngoh
————————————–
We can be open, free from conditioning
and concentrates on the Body – Mind
in his actions and reactions,
then learn the manifestation of what we are.
Practice is to conduct the focus at present.
is live, to understand our uniqueness,
clear a path and not conditional.

Poetyca
07.07.2010 Poetyca

Nella filosofia buddista e la psicologia, la mente e il corpo non sono entità separate. Anche i testi medici della cultura buddista curare la mente e il corpo come parte di un intero spettro. Curare e calmare la mente e il corpo è guarito e calmato, l’inverso si applica anche. Buddisti tibetani, in particolare, hanno studiato e praticato la salute psico-fisica. Per capire questo “ecosistema” di interdipendenza, l’uso della “mente” termini e hanno bisogno di “corpo” di essere definite in modo buddista.
Per il buddista, il concetto della mente è molto più ampio di comprensione occidentale.
“La mente è definita nel buddismo come un fenomeno non-fisico che percepisce, pensa, riconosce, esperienze e reagisce all’ambiente.” http://www.buddhism.kalachakranet.org
Lama Zopa Rinpoche ricorda che la mente, come uno specchio, riflette chiaramente gli oggetti. Il sistema immunitario è la mente del corpo stesso. Si evidenzia come sano stati emotivi promuovere la salute e le emozioni negative portano malattie. In molti modi, questo interpretion buddista della mente prende in considerazione il funzionamento dell’intero sistema nervoso centrale. Solo la meditazione può esplorare e stabilizzare la mente, e, per impostazione predefinita, contemporaneamente, il corpo.
Il corpo, al buddista, è tutto ciò che è soggetta a fenomeni fisici, compresa l’espressione fisica in reazione ad uno stimolo. In tal modo, il corpo comprende il dolore fisico ed emotivo. Questa interpretazione estensiva della nozione di “corpo” identifica chiaramente il motivo per cui è difficile, per un buddista, alla mente e corpo separato. Per il pensiero occidentale, il dolore emotivo è più una mentalità piuttosto che una funzione del corpo. Eppure, per il buddista, il dolore emotivo si verifica quando la mente non riesce ad elevarsi al di sopra negatività, che porta sulla malattia del corpo. I due sono collegati tra loro.
Per i buddisti corpo, la mente “consapevolezza” = coscienza. Gli stati fisici, mentali e spirituali costantemente interagire nel regno della coscienza. La prospettiva occidentale che la coscienza emerge dalla attività del cervello, per il buddista, pari a una stretta prospettiva “materialista”. Attraverso la meditazione, il Buddista ritiene che un “consapevolezza intrinseca” in grado di sviluppare al di là del cervello e la percezione sensoriale.
Buddisti tibetani individuare otto tipi di coscienza:
* Shi Kun è il livello universale. Qui, “sé” si distingue dagli oggetti di consapevolezza.
* Sems è il livello di pensiero o di cognizione.
* 6 Sensi cognizione è il 6 ° senso, il coordinamento vista, udito, gusto, olfatto e tatto.
Buddisti sostengono che il loro sistema di credenze è una scienza spirituale. In altre parole, è “verificabile”. Nel 1940, uno studio era fatto di studenti dell’Università di Harvard. Sulla base delle loro personali, saggi di riflessione, gli studenti sono stati classificati come pessimisti o ottimisti. La loro salute è stata esaminata la storia 30 anni dopo. Pessimisti, con il loro 40, aveva una gamma più grave delle malattie e problemi di salute rispetto ai loro omologhi ottimista. Questo è solo uno di una serie di studi dimostrando una stretta correlazione tra salute mentale e fisica. Inoltre, accumulando prove che dimostrano che è malattia mentale in grado di avviare malessere fisico. Rabbia, ansia e depressione sono sempre più riconosciuta come veleni emozionale del corpo.
Sviluppare “sati” o consapevolezza e togliere il focus su “sé”. Poi, nel modo in cui buddista, la mente e il corpo possono essere sincronizzati e sani. Non ci può essere Illuminismo, quando il corpo e la mente sono visti come separati. Per un buddista, mente e corpo sono un tutt’uno. Esse devono essere!
Fonti
om http://www.healing.about.c
rg http://www.buddhism.kalachakranet.o
http://www.maithri.com
http://www.lifepositive.com
http://www.scienc e-spirit.org
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In Buddhist philosophy and psychology, the mind and body are not separate entities. Even the medical texts of Buddhist culture treat the mind and body as part of a whole spectrum. Heal and calm the mind, and the body is healed and calmed; the reverse applies also. Tibetan Buddhists, in particular, have studied and practiced psycho-physical health. To understand this “ecosystem” of interdependence, the use of the terms “mind” and “body” need to be defined in the Buddhist way.

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To the Buddhist, the concept of the mind is far broader than Western understanding.
“Mind is defined in Buddhism as a non-physical phenomenon which perceives, thinks, recognises, experiences and reacts to the environment.” http://www.buddhism.kalachakranet.org
Lama Zopa Rinpoche points out that the mind, like a mirror, clearly reflects objects. The immune system is the body’s own mind. It highlights how wholesome emotional states promote health and negative emotions bring illness. In many ways, this Buddhist interpretion of the mind takes into account the whole workings of the central nervous system. Only meditation can explore and stabilize the mind, and, by default, simultaneously, the body.

The body, to the Buddhist, is all that is prone to physical phenomena, including physical expression in reaction to a stimulus. Thereby, the body includes physical and emotional pain. This broad interpretation of the term “body” clearly identifies why it is difficult, for a Buddhist, to separate mind and body. To Western thinking, emotional pain is more a mind-set rather than a body function. Yet, for the Buddhist, emotional pain occurs when the mind fails to rise above negativity; it brings on body sickness. The two are inter-connected.
For the Buddhist, mind + body + “awareness” = consciousness. Physical, mental and spiritual states constantly interact in the realm of consciousness. The Western perspective that consciousness emerges from brain activity, for the Buddhist, amounts to a narrow, “materialistic” perspective. Through meditation, the Buddhist believes that an “intrinsic awareness” can develop beyond brain and sensory perception.
Tibetan Buddhists identify 8 kinds of consciousness:
* Kun shi is the universal level. Here, “self” is distinct from objects of awareness.
* Sems is the thought or cognition level.
* 6 Senses Cognition is the 6th sense, co-ordinating sight, hearing, taste, smell and touch.

Buddhists claim that their belief system is a spiritual science. In other words, it is “testable”. In the 1940’s, a study was made of students at Harvard University. Based on their personal, reflective essays, students were classified as pessimists or optimists. Their health history was examined 30 years later. Pessimists, by their 40’s, had a more serious range of diseases and health problems than their optimistic counterparts. This is only one of a number of studies proving a close correlation between mental and physical health. Further, accumulating evidence is showing that mental ill health can initiate physical ill health. Anger, anxiety and depression are becoming recognized as emotional poisons of the body.
Develop “sati” or mindfulness and remove the focus on “self”. Then, in the Buddhist way, the mind and body can be synchronized and healthy. There can be no Enlightenment when the body and mind are viewed as separate. For a Buddhist, mind and body are one. They MUST be one!

Grani di riflessione – Reflection grains


Per raggiungere la serenità interiore, è bene non trascurare quel che c’è di favorevole e di buono negli avvenimenti che ci capitano contro la nostra volontà, oscurando e bilanciando il peggio con il meglio.

Plutarco

Mentre il ventunesimo secolo è già iniziato, scopriamo che il mondo è diventato più piccolo e che i popoli della terra formano quasi una sola comunità. Ci uniscono i gravi problemi che abbiamo di fronte: la sovrappopolazione, l’esaurimento delle risorse naturali e una crisi ambientale che minaccia l’aria, l’acqua, gli alberi e il vasto numero di meravigliose forme di vita che costituiscono il reale fondamento dell’esistenza su questo piccolo pianeta che condividiamo. Io credo che per affrontare queste sfide dei nostri tempi, gli esseri umani debbano sviluppare un maggior senso di responsabilità universale. Ognuno di noi deve imparare a lavorare non solo per se stesso, per la propria famiglia o per il proprio paese, ma per il beneficio di tutta l’umanità. La responsabilità universale è la vera chiave della sopravvivenza umana.

il XIV° Dalai Lama

O Dio, dacci la serenità per accettare quello che non si può cambiare,
il coraggio di cambiare quello che va cambiato,
e la saggezza per distinguere l’uno dall’altro.

R.Niebuhr

Colui che conosce il proprio obiettivo, si sente forte:questa forza lo rende sereno;questa serenità assicura la pace interiore;solo la pace interiore consente la riflessione profonda; la riflessione profonda è il punto di partenza di ogni successo

LAO-TSE

Il viaggio

Oriol Valls, che si occupa dei neonati in un ospedale di Barcellona, dice che il primo gesto umano è l’abbraccio. Dopo essere venuti al mondo, al principio dei loro giorni, i bebè agitano le mani, come per cercare qualcuno.
Altri medici, che si occupano di quelli che hanno già vissuto, dicono che i vecchi, alla fine dei loro giorni, muoiono cercando di alzare le braccia.
Ed è così, per quanto si voglia rigirare, e per quanto se ne parli.
A questa cosa, così semplice, si riduce tutto:
tra due batter d’ali, senza altre spiegazioni, trascorre il viaggio.

Eduardo Galeano
Non abbiamo ereditato la natura dai nostri padri…
L’abbiamo presa in prestito dai nostri figli

Scritta su T-Shirt Oasi del WWF
Se riuscirai a mantenere vivo un ramo verde nel tuo cuore nell’ora dell’oscurità,
allora il Signore verrà e manderà un uccello a cantare da quel ramo all’alba del giorno

proverbio Irlandese
Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta.Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine.Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te.
Franz Kafka
L’esser contenti è una ricchezza naturale. Il lusso una povertà artificiale.
Socrate
Quando c’e’ un problema,
non cercare il colpevole, ma cerca la soluzione.

Proverbio giapponese
piu’ i fiumi son profondi,
con minor rumore scorrono

detto latino
ciascuno di noi è completamente isolato in se stesso
anche se tra nuovi rapporti sono strettissimi,
la vita intera altro non è se non il tentativo
ininterrotto di ritrovarsi

thomas bernard
Amami quando non lo merito che é quando piu ne ho bisogno
stevenson
L’uomo ragionevole non cerca il piacere,bensi’ lassenza di dolore.
aristotele
Nella discussione tra coloro che amano i ragionamenti,
vince chi perde, in quanto apprende

epicuro
Data la causa,la natura opera l’effetto nel piu’ breve modo che operar si possa.
leonardo da vinci
Studia prima la scienza e poi seguita la pratica nata da essa.
leonardo da vinci
Raramente cade chi ben cammina.
leonardo da vinci
chi non punisce il male comanda che si faccia
leonardo da vinci
chi poco pensa molto erra
leonardo da vinci
la verità sola fu figlia del tempo.
leonardo da vinci
se agirete in base al profitto ne verrete divorati
confucio
Nobile è colui che non fa del male
ad alcuna creatura vivente.

Budda
Il vero signore e’ lento nel parlare e rapido nell’agire.
Confucio
Disapprovo quello che dite,
ma difendero’ fino alla morte
il vostro diritto di dirlo.

Voltaire
L’uomo ragiona, il saggio tace, il fesso discute.
proverbio cinese
—-

Reflection grains
To achieve inner peace, it should not be overlooked that there
of positive and good in the events that occur against
our will, obscuring and balancing the worse the better.

Plutarch
While the twenty-first century has started, we discover that the world is
become smaller and that the peoples of the earth are almost one
community. We share the serious problems we face: the
overpopulation, resource depletion and natural crisis
environmental threat in the air, water, trees and the vast number of
wonderful life forms that constitute the real foundation
existence on this small planet we share. I believe that
to meet these challenges of our times, human beings must
develop a greater sense of universal responsibility. Everyone
must learn to work not only for himself, for his family
or for their country, but for the benefit of all humanity. The
Universal responsibility is the real key to human survival.

the Fourteenth Dalai Lama
O God, give us the serenity to accept what can not be changed,
the courage to change what must be changed,
and the wisdom to distinguish one from another.

R. Niebuhr
One who knows his goal, he feels strong: this forces the
makes clear, this ensures calm inner peace, only peace
allows deep inner reflection, deep reflection is
starting point of all success

LAO-TSE
The journey
Oriol Valls, who takes care of newborns in a hospital in Barcelona, says
that the first human gesture is the embrace. After coming to the world,
principle of their lives, babies wave their hands, as if trying
someone.
Other doctors, who deal with those who have had, say
old at the end of their days, they die trying to raise
arms.
And so, for what you want to turn over, and as we speak.
In this thing, so simple, it reduces all:
no time between two wings, without further explanation, he spent the trip.

Eduardo Galeano
We have not inherited the nature of our fathers …
We borrowed from our children

Written on T-Shirt WWF Oasis
If you can maintain a green branch in your heart in the hour
darkness,
and then the Lord will send a bird to sing from that branch
dawn of the day

Irish proverb
You do not need you to go home. Stay at your table and ascolta.Non
even listen, only wait. Do not even wait, stay
perfect silence and solitudine.Il world you will be provided for
exposed, can not do without it, twist it before you entranced.

Franz Kafka
The rejoice is a natural wealth. The luxury of poverty
artificial.

Socrates
When there ‘s a problem,
not to seek the culprit, but seek the solution.

Japanese proverb
more ‘rivers are deep,
with less noise scroll

Latin saying
each of us is completely insulated himself
although the relationship between nuoi are tight,
whole life is nothing if not an attempt
uninterrupted find

thomas bernard
Love me when I deserve it that is when I need it most
stevenson
The reasonable man does not seek pleasure, but rather ‘lassenza pain.
Aristotle
In the debate between those who like reasonings,
wins who loses, as he learns

Epicurus
Given the cause, nature by the effect in the more ‘short so that work is
can.

Leonardo da Vinci
Study the science first and then followed the practice established by it.
Leonardo da Vinci
Who rarely falls well walk.
Leonardo da Vinci
who does not punish evil commands that do
Leonardo da Vinci
who thinks very little err
Leonardo da Vinci
the only truth was the daughter of time.
Leonardo da Vinci
if you act according to the profit they’ll be devoured
Confucius
Noble is he who does evil
any living creature.

Buddha
The real gentleman and ‘slow to speak and quick acting.
Confucius
I disapprove of what you say,
but I will defend ‘till death
your right to say it.

Voltaire
The man thinks, the wise silence, the dumb debate.
Chinese proverb

Parole – Word – Buddha


Le parole hanno il potere di distruggere e di creare; Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo.

Buddha

❤ ❤ ❤

Words have the power to destroy and create, when words are sincere and kind can change the world.

Buddha

Cose da nulla – Things of nothing – Dalai Lama


Cose da nulla

Spesso siamo anche noi ad aumentare il nostro dolore e la nostra sofferenza con l’ipersensibilità e l’iperreattività verso cose da nulla, e talvolta prendendo le cose troppo personalmente.

Dalai Lama



Things from nothing

Often we are also increasing our pain and our suffering with the hypersensitivity and hyperreactivity to things from nothing, and sometimes taking things too personally.

Dalai Lama

Verità – Truth – Tiziano Terzani




🌸Verità🌸

“Non siamo noi
a trovare la Verità.
È la Verità a trovare noi.
Dobbiamo solo prepararci.
Si può invitare un ospite
che non si conosce? No.
Ma si può mettere
la casa in ordine,
così che, quando l’ospite arriva,
si è pronti a riceverlo
e a conoscerlo.”

Tiziano Terzani
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Truth

“We are not to find the truth.’s
The Truth to find us.
We just have to prepare for it.
You can invite a guest
who does not know? No.
But you can put the house
in order, so that when the guest arrives,
you are ready to receive him
and to know him. ”

Tiziano Terzani

La realtà dell’altro – The reality of the other – Kahlil Gibran




🌸La realtà dell’altro🌸

La realtà dell’altro non è
in ciò che ti rivela,
ma in quel che non può rivelarti.
Perciò, se vuoi capirlo,
non ascoltare le parole che dice,
ma quelle che non dice.

Kahlil Gibran, da “Sabbia e schiuma”
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸The reality of the other

The reality of the other is what reveals to you but in what he can not reveal to you. So, if you understand it, do not listen to the words he says, but what it does not say.

Kahlil Gibran, from “Sand and Foam”

La leggenda dell’aquila bianca – The Legend of the White Eagle



La leggenda dell’aquila bianca
La grande aquila bianca vive più a lungo di qualsiasi altro uccello, anche fino a settant’anni. Ma per raggiungere quella veneranda età deve prendere la decisione più difficile di tutta la sua vita…La leggenda dice che a quarant’anni i sui artigli si fanno duri e più che mai affilati, le sue ali si accorciano e diventano molto pesanti e le sue piume s’assottigliano. Volare diventa un’impresa difficile. A quel punto l’aquila bianca ha due sole strade: o morire o confrontarsi con un doloroso rinnovamento che dura almeno sessanta giorni. Il processo di trasformazione consiste nel volare fino alle creste più alte della montagna e starsene lassù, in un nido, da dove per un po’ non deve uscire. A questo punto l’aquila deve iniziare a sbattere il becco contro la nuda roccia, finché riesce a strapparselo. Dopo dovrà aspettare un po’ fino a che le spunterà un rostro nuovo e lo userà per strapparsi le piume cresciute intorno agli artigli. Con gli artigli nuovi di zecca, si libererà di tutto il suo piumaggio vecchio e dopo qualche settimana di dolore sarà di nuovo in grado di affrontare un volo di rinascita, con ritrovata energia per almeno altri trent’anni.
Molte volte nella nostra vita dobbiamo prenderci una pausa di riflessione, magari per leccarci le ferite, ed è allora che parte il processo di rinascita che ci permette di continuare a volare verso i nostri sogni, di liberarci dalle vecchie abitudini, dalle sofferenze che abbiamo patito, dalle tradizioni e dai ricordi che ci addolorano. Soltanto quando saremo liberi dal fardello del passato potremo trarre beneficio da ciò che ogni rinascita porta con sé. Non riusciremo mai a volare finché saremo legati dalle catene del passato!

The Legend of the White Eagle
The great white eagle lives longer than any other bird, even up to seventy years. But to reach that venerable age has to take the most difficult decision of his life … The legend says that at forty on the claws are hard and sharp, more than ever, its wings are shortened and become very heavy and its feathers s’assottigliano. Flying becomes difficult. At that point, the white eagle has only two paths: either die or face a painful renewal that lasts at least sixty days. The process of transformation is to fly up to the highest crests of the mountains and stay there, in a nest, where for a while ‘must not go out. At this point, the eagle must start banging his beak against the bare rock, until unable to strapparselo. After will have to wait a while ‘until the break forth a rostrum again and will use it to tear the feathers grown around the claws. With claws brand new, will shed all his plumage old and after a few weeks of pain will again be able to deal with a flight of rebirth, with newfound energy for at least another thirty years.
Many times in our lives we need to take a pause for reflection, perhaps to lick our wounds, and it is then that part of the process of rebirth that allows us to continue to fly towards our dreams, to free ourselves from old habits, from the sufferings that we have endured , traditions and memories that we grieve. Only when we are free from the burden of the past we can benefit from what every revival brings. We will never fly until we are bound by the chains of the past!

L’antico linguaggio – The ancien language


L’antico linguaggio
L’unico linguaggio possibile che possiamo dirottare a noi stessi è la riflessione,
ma se tu credessi tutto vero o possibile quando senti esserlo o quanto è
frutto di elaborazione mentale senza mai “ collaudarlo” con un riscontro che
solo gli altri potrebbero dare, ti chiuderesti solo nella tua isola magica dove
non vivrebbero mai le frustrazioni e tu, piccolo Dio saresti arroccato
alle tue piccole verità plasmate nell’argilla dell’orgoglio.

A chi servirebbe?
e se le tue piccole idee o i tuoi piccoli sentimenti avessero la linfa
preziosa per la vita di chi cammina nella nebbia, per chi è deluso
e sente sempre più la solitudine che affonda ogni certezza di contare
per qualcuno e tu non te ne servissi per farne dono, per conferire
realmente un valore,per fare di quella piccola goccia una fonte
che estingua la sete di chi è assetato, non avresti compreso
la più grande lezione che la vita ti sta insegnando: Amare!

23.01.2004 Poetyca

The ancien language

The only language that we can divert ourselves is a reflection
but if you believe all true or can be when you hear or what has
result of mental processing without “testing” with a response that
others may only give you just shut your magical island where
no never would live and the frustrations you, baby God’d perched
to your little truth molded in clay pride.

Who needs it?
and if your little feelings, ideas or your children had the lymph
precious life of those who walk in the fog, for those disappointed
and feels increasingly lonely sinking any certainty count
for someone and you do not you serve as a gift, to give
really a value, make that a small drop source
quenching the thirst of those who are thirsty, you would not have understood
the greatest lesson that life is teaching: To Love!

23.01.2004 Poetyca

Parole del Buddha – Words of Buddha – Theragatha


Il Buddha Beato disse una volta:

Io sono un amico e aiuto a tutti,
Sono favorevole a tutti gli esseri viventi.
Ho sviluppare una mente piena
di amore e sono uno che ha sempre delizia dell’innocuità!
Io allieto la mia mente, riempiendola di gioia,
e rendendola immobile e incrollabile.
Io sviluppo questi stati d’animo divini
non coltivati da uomini semplici.

Theragatha 648-9

The Blessed Buddha once said:

I am a friend and helper to all,
I am sympathetic to all living beings.
I develop a mind full of love and am
one who always delight in harmlessness!
I gladden my mind, fill it with joy,
and make it immovable and unshakable.
I develop these divine states of mind
not cultivated by simple men.

Theragatha 648-9

Illuminati – Enlightened – Carl Gustav Jung




🌸Illuminati🌸

Non si diventa illuminati
immaginando scenari luminosi,
ma portando alla luce
le proprie oscurità interiori.

Carl Gustav Jung
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Enlightened

One does not become enlightened
imagining bright scenarios,
but bringing to light
their inner darkness.

Carl Gustav Jung

Sulle rotte dell’essere – Routes being



Sulle rotte dell’essere

Cogliere come non si debba caricare di aspettative o di retrospettive quello che è il filo sottile degli eventi ( come siamo abituati con le congetture della mente) in una forma dove tutto debba apparire sul piano della ” spiegazione” e del timore di non ” colpire il bersaglio” perchè la logica ci imprigioni con le deduzioni
che rassicurino; è anche permettere a noi stessi di vivere le cose attimo per attimo, nel ” qui ed ora” dove tutto è essenziale e pregno di valore, dove tutto è capacità di coinvolgimento totale senza remore, dove noi stessi siamo quel tutto che ci alimenta di significato. Rispetto al cammino che voglia cogliere una sorta di ascesa dove un passo e concatenato all’altro, dove le orme incise siano il senso perchè la meta è dinnanzi a noi e ci si volta indietro per meglio alimentare aspirazioni e magari orgoglio su quanto di nuovo si sia potuto apprendere; un cammino dove senza retrospettiva o prospettiva futura, nell’eterno presente, il vero valore
“è”. Come a dire che non importa dove conduca la strada ma è la consapevolezza di essere quella strada, di scoperta e di vita nell’essere desti il senso di quell’istante e della sua Verità. Essere pregni di Verità non è essere superiori a nessuno,non si deve infatti cercare una sorta di potere o dominio in scala gerarchica su nessuno, quanto l’essere presenti a se stessi, al nascere, apparire e svanire di forme/pensiero e sopratutto del motivo del loro nascere, dalla fonte del nostro soffrire ( per attaccamento, aspettative, illusioni di Maya), liberarsi di queste ” paranoie ” è andare alla radice dei propri meccanismi mentali, assumersene la piena responsabilità ( piuttosto che rimandare o giustificarsi su esperienze vittimistiche del passato o dare responsabilità ad altri).
Siamo noi e solo noi che progrediamo, cogliamo, raccogliamo e viviamo gli attimi, nella speranza di saperlo fare sempre meglio, nella speranza di assumerci responsabilità per ogni nostro atteggiamento o scelta.

Da ragazzina per me la parola ” responsabilità” era un peso, infatti è stato nell’ambito dell’educazione ricevuta che questa parola era usata ed abusata per condizionare ogni mio gesto,ogni mia scelta con la famosa spada di Damocle sul capo e metaforicamente era come essere davanti ad un bivio per ogni cosa che, spontaneamente avrei fatto ma, frenavo per valutare le eventuali conseguenze. Frutto di una pressione materna che avrebbe volentieri desiderato la ” bambina” perfetta da esibire e di cui essere orgogliosa. Inutile dire che già di mio ero alquanto timida e timorosa di non ferire gli altri, con questo atteggiamento legato al sentirsi responsabile sarebbe stato maggiormente una condizione di blocco o di ” senso di colpa” se avessi desiderato qualcosa di opposto alle supposte aspettative genitoriali. Devo però dire che, oltre a permettermi di riflettere prima di agire,pur non perdendo la spontaneità, con il tempo ho imparato a vedere oltre me stessa per comprendere come altri avrebbero potuto vivere i miei atti, poi relativamente il ” peso ” delle responsabilità il tempo ha trasformato la mia ottica e seppure abbia poi sviluppato ( e in forma tenace) un mio carattere posso affermare che se in misura equilibrata si avesse contatto con l’atteggiamento riflessivo (che esaltato sfocia in paranoia) spesso non si avrebbe modo di pentirsi di atteggiamenti o scelte avventate che possano in seguito alimentare sensi di colpa difficili da sgretolare. Chi proietta paranoie spesso blocca azioni o desideri che vede come nocivi e crede di sentire il giudizio ronzare intorno, che altri non è che il proprio senso di colpa che come un’ombra insegue passo dopo passo.
Nel campo della psicologia rappresenta il Super- Ego, le figura introiettate dei genitori che condizionano e rendono “giudicante” ogni pensiero, spesso smontando il rispetto di sè.
Questo è lontano dai criteri religiosi o spirituali ed anzi si dovrebbe analizzare con che atteggiamento si confonda “religione” e regole morali con quella voce genitoriale troppo opprimente che spesso ” mette in regola” e sminuisce il proprio rispetto di sè, spesso capita di sentirsi “buon figlio di Dio” se si è ligi alle regole ( direi rigidi nelle regole) dimenticando l’apertura del cuore. Ogni religione ( al di là di quale fosse o chi la rappresenti) coduce al trovare e manifestare Amore. Cosa improbabile se si resta rigidi nelle regole della mente e delle paranoie dove il giudizio contro di sè o problemi non risolti corrispondono anche ad integralismo ed intolleranza perchè ci si confronta in forma sbagliata, si divide con il giudizio piuttosto che manifestare compassione ed amore per gli altri (anche per se stessi).
Ecco che, nella prospettiva di un cammino interiore sarebbe utile cogliere che “vivere l’attimo” è anche allontanamento delle “colonne di Ercole” da attraversare per giungere lontano, sulla rotta della liberazione. Tali colonne sono il passato (ormai vissuto) che ci pesa addosso per le scelte, i giudizi, i rimpianti e i rimorsi, zavorra per non vivere attimi nuovi e diversi che si respirano instante dopo istante.
Il passato e il macigno che portiamo sulle spalle e potremmo lasciare al bordo della strada prima di proseguire. L’altra colonna è il futuro; non sappiamo nulla di esso eppure congetturiamo, temiamo, ci fasciamo la testa. Non pensare al futuro non significa essere nella totale incoscienza e senza un briciolo di previdenza. Non significa “Quant’ è bella giovinezza che si fugge tuttavia ! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c è certezza.” sulle orme di Lorenzo il Magnifico, significa semplicemente il vivere le cose per come esattamente sono al momento, senza farne spauracchi ed ombre che non ci sono. Ecco che in quest’ottica le paranoie o ombre si possono allontanare con la luce del nostro saper discernere ed osservare, non con la ” mente che mente” ma attraverso il cuore che legge oltre le apparenze e vive dell’attimo e delle sue emozioni. Se volessimo cogliere quale degli emisferi cerebrali venisse risvegliato o coinvolto troveremmo ampia partecipazione dell’emisfero destro. Ma il raggiungimento del ponte e contatto dei due emisferi tra mente razionale ed emozionale sarebbe il perfetto equlibrio e il bagaglio per condividere e camminare sulle rotte dell’essere.

© Poetyca

Routes being

Understand how we should not load or retrospectives of expectations that is the thin thread of events (as we are accustomed to the speculation of the mind) into a form where all must appear on the level of “explanation” and the fear of not “hit the target “because the logic imprisons us with the findings
reassure; also allow ourselves to experience things from moment to moment, in the here and now “where everything is essential and imbued with value, where everything has the capacity to involve total unhindered, where we ourselves are that we all power of meaning. Compared to the journey that will take a kind of ascent where a step is linked to another, where the tracks are etched sense because the goal is before us and we look back aspirations for better food and maybe pride on what is new be able to learn, a way where no retrospective or future prospects in the eternal present, the true value
“Is”. How to say that no matter where the road leads but the knowledge that that road of discovery and life being the intended meaning of that moment and his Truth. Being steeped in truth not be higher than anyone, you should not try it a sort of authority or hierarchy on any domain, as being present to oneself, to be born, to appear and vanish forms / thought and especially of because of their birth, the source of our suffering (for attachment, expectations, illusions of Maya), get rid of this paranoia is going to the root of his mental mechanisms, to bear full responsibility (rather than postpone or justified on experiences of victimized past or give responsibility to others).
It is we and we alone we move, we take, we collect and live the moments, hoping they can do better, hoping to take responsibility for each of our attitude and choice.

As a young girl for me the word “responsibility” was a burden, it has been in receipt of education that this word was used and abused to influence my every gesture, every my choice with the famous sword of Damocles over his head and was metaphorically like being at a crossroads for all things that I would spontaneously but slowed down to evaluate the possible consequences.Result of a maternal pressure would willingly want the “girl” perfect to show off and be proud of.Needless to say, I was already somewhat timid and fearful of not hurting others with this attitude bound to feel more responsible was a condition of detention or “guilt” if I want something opposite to the supposed parental expectations. But I must say that not only allow me to think before acting, while not losing the spontaneity, with time I learned to look beyond myself to understand how others could live my acts, then the relatively “weight” of the responsibility Time has changed my perspective and even then has developed (and as tough) I can say that my character in a balanced if you had contact with the reflective attitude (which leads to enhanced paranoia) often do not have to come to repentance attitudes and choices that they can ill after food guilt difficult to erode. About projecting paranoia often blocked actions or want to see how harmful and believes to hear the proceedings hanging around, which is none other than his guilt like a shadow chasing every step.
In the field of psychology is the Super-Ego, the introjected parental figure that condition and make “the Court” every thought, often removing the self-respect.
This is far from spiritual or religious criteria, and indeed it should be assessed with that attitude you confuse “religion” and moral rules that voice too oppressive parental often “put in order” and diminish their self-respect, often we feel ” good son of God “if you are abiding to the rules (I would say the rigid rules) forgetting the opening of the heart. Every religion (beyond what was or who the represents) coduce to find and express love. What if it remains unlikely the rigid rules of the mind and paranoia where the proceedings against him or unresolved issues are also fundamentalism and intolerance because you face in the wrong form, divides the court rather than show compassion and love for others (including themselves).
Here, in view of an inner journey would be useful to understand that “living the moment” is also removal of the “pillars of Hercules” to cross to get away, the route of liberation. These columns are the past (now living) weighing down on us for the choices, opinions, regrets and remorse, no ballast for new and different life moments that you breathe instant after instant.
The past and the boulder that we could carry on their shoulders and leave the edge of the road before continuing. The other column is the future, we know nothing of it but conjecture, we fear, we bandaged his head. Do not think the future is not to be in total unconscious and without a modicum of security. Does not mean ‘Quant’ is beautiful youth who flees though! Who wants to be happy, either: There is certainty in tomorrow. ” footsteps of Lorenzo the Magnificent, simply means living things are exactly as at present, without making bogeys and shadows that are not there. So in this sense, the paranoia and shadows can be removed with the light of our discern and observe, not the “mind mind” but through the heart reading beyond appearances and lives and emotions of the moment. If we wanted to capture the cerebral hemispheres which were awakened or involved would find broad participation of the right hemisphere. But the achievement of the bridge and contact between the two hemispheres would be the rational mind and emotional balance and perfect for sharing your luggage and walk routes being.

© Poetyca

I Quattordici addestramenti alla Consapevolezza – The Fourteen Mindfulness Trainings Introduction – Thich Nhat Hanh


I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh


Il Primo Addestramento: Apertura
Consapevoli della sofferenza creata dal fanatismo e dall’intolleranza, siamo determinati a non idolatrare e a non vincolarci a nessuna dottrina, teoria o ideologia, neppure a quelle buddhiste. Gli insegnamenti buddhisti sono guide che ci aiutano a imparare il guardare in profondità e a sviluppare comprensione e compassione. Non sono dottrine per cui combattere, uccidere o morire.

Il Secondo Addestramento: Non Attaccamento alle Opinioni
Consapevoli della sofferenza creata dall’attaccamento alle opinioni e alle percezioni erronee, siamo determinati a non avere una mente ristretta, legata alle opinioni attuali. Impareremo e praticheremo il non attaccamento alle opinioni, per essere aperti alla visione profonda e alle esperienze degli altri. Siamo consapevoli che la conoscenza del momento non è l’immutabile e assoluta verità. La verità si trova nella vita e noi osserveremo la vita dentro e intorno a noi in ogni momento, pronti a imparare da essa.

Il Terzo Addestramento: Libertà di Pensiero
Consapevoli della sofferenza che causiamo imponendo le nostre opinioni, ci impegniamo a non forzare gli altri, neppure i nostri figli, ad adottare le nostre opinioni con alcun mezzo: autorità, minacce, denaro, propaganda o indottrinamento. Rispetteremo il diritto degli altri di essere diversi e di scegliere in cosa credere e come decidere. Tuttavia, con il dialogo compassionevole, aiuteremo gli altri a rinunciare al fanatismo e alla ristrettezza mentale.

Il Quarto Addestramento: Consapevolezza della Sofferenza
Consapevoli che guardare in profondità la natura della sofferenza ci aiuta a sviluppare la compassione e a trovare modi per uscire dalla sofferenza, siamo determinati a non fuggire e a non chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza. Ci impegniamo a trovare modi, compresi contatti personali, immagini e suoni, per stare con coloro che soffrono, per capirne profondamente la situazione e aiutarli a trasformare la sofferenza in compassione, pace e gioia.

Il Quinto Addestramento: Vita Semplice e Sana
Consapevoli che la vera felicità si fonda sulla pace, la stabilità, la libertà e la compassione, siamo determinati a non porci come scopo della vita la fama, il profitto, il benessere o il piacere sensuale, a non accumulare ricchezza, mentre ci sono milioni di esseri che hanno fame e muoiono. Ci impegniamo a vivere con semplicità e a condividere tempo, energia e risorse materiali con chi ne ha bisogno. Praticheremo il consumo consapevole, non usando alcol, droghe o altri prodotti che introducano tossine in noi stessi, così come nel corpo e nella coscienza collettivi.

Il Sesto Addestramento: Prendersi Cura della Rabbia
Consapevoli che la rabbia blocca la comunicazione e crea sofferenza, siamo determinati a prenderci cura dell’energia della rabbia quando sorge e a riconoscerne e trasformarne i semi che giacciono nel profondo delle nostre coscienze. Quando sorge la rabbia, siamo determinati a non fare e a non dire nulla, praticando invece il respiro consapevole e la meditazione camminata, per riconoscere , abbracciare e guardare in profondità la rabbia. Impareremo a guardare con gli occhi della compassione coloro che pensiamo siano la causa della nostra rabbia.

Il Settimo Addestramento: Dimorare Felicemente nel Momento Presente
Consapevoli che la vita è disponibile solo nel momento presente e che è possibile vivere felicemente qui e ora, ci impegniamo ad addestrarci per vivere profondamente ogni momento della nostra vita quotidiana. Non ci faremo trasportare dai rimpianti del passato, dalle preoccupazioni per il futuro, o dall’avidità, dalla rabbia e dalla gelosia nel presente. Siamo determinati ad imparare l’arte del vivere consapevole, entrando in contatto con gli elementi meravigliosi, vitali e salutari che esistono in noi e intorno a noi, e nutrendo i semi di gioia, pace, amore e comprensione in noi stessi, per facilitare il lavoro di trasformazione e di guarigione della nostra coscienza.

L’Ottavo Addestramento: Comunità e Comunicazione
Consapevoli che la mancanza di comunicazione porta sempre divisione e sofferenza, ci impegniamo ad addestrarci nella pratica dell’ascolto compassionevole e della parola amorevole. Impareremo ad ascoltare in profondità, senza giudicare o reagire, e ci asterremo dal pronunciare parole che possano causare discordia o divisioni nella comunità. Faremo ogni sforzo per mantenere aperta la comunicazione e per ricomporre e risolvere tutti i conflitti, per quanto piccoli.

Il Nono Addestramento: Parola Veritiera e Amorevole
Consapevoli che le parole possono creare sofferenza o felicità, ci impegniamo a imparare a parlare in modo veritiero e costruttivo, usando solo parole che ispirino speranza e fiducia. Siamo determinati a non dire il falso per salvare interessi personali o per impressionare gli altri e a non pronunciare parole che causino divisione e odio. Non diffonderemo notizie di cui non siamo certi e non condanneremo cose di cui non siamo sicuri. Faremo del nostro meglio per denunciare situazioni di ingiustizia, anche quando ciò minacci la nostra incolumità.

Il Decimo Addestramento: Proteggere il Sangha
Consapevoli che l’essenza e lo scopo di un Sangha è la pratica della comprensione e della compassione, ci impegniamo a non usare la comunità buddhista per profitto personale e a non trasformare la nostra comunità in uno strumento politico. Tuttavia, una comunità spirituale dovrebbe prendere una chiara posizione contro l’oppressione e l’ingiustizia e dovrebbe lottare per cambiare la situazione, senza impegnarsi in conflitti di parte.

L’Undicesimo Addestramento: Retti Mezzi di Sostentamento
Consapevoli che l’ambiente e la società hanno subìto grandi violenze e ingiustizie, ci impegniamo a non vivere di una professione dannosa per gli esseri umani e per la natura. Faremo del nostro meglio per scegliere un mezzo di sostentamento che aiuti a realizzare il nostro ideale di comprensione e di compassione. Consapevoli dell’economia globale e della realtà politica e sociale, ci comporteremo in modo responsabile come consumatori e come cittadini, non investendo in aziende che privino gli altri della possibilità di vivere.

Il Dodicesimo Addestramento: Rispetto per la Vita
Consapevoli che molta sofferenza viene causata da guerre e conflitti, siamo determinati a coltivare la nonviolenza, la comprensione e la compassione nelle nostre vite quotidiane, per promuovere l’educazione alla pace, la mediazione consapevole e la riconciliazione nelle famiglie, nelle comunità, nelle nazioni e nel mondo. Siamo determinati a non uccidere e a non permettere che altri uccidano. Con il nostro Sangha praticheremo diligentemente il guardare in profondità, per scoprire modi migliori per proteggere la vita e prevenire la guerra.

Il Tredicesimo Addestramento: Generosità
Consapevoli della sofferenza causata da sfruttamento, ingiustizia sociale, furto e oppressione, ci impegniamo a coltivare la gentilezza amorevole e ad imparare modi per favorire il benessere di persone, animali, piante e minerali. Praticheremo la generosità, condividendo tempo, energie e risorse materiali con coloro che ne hanno bisogno. Siamo determinati a non rubare e a non possedere nulla che appartenga ad altri. Rispetteremo la proprietà altrui, ma cercheremo di impedire che altri traggano profitto dalla sofferenza umana e dalla sofferenza di altri esseri.

Il Quattordicesimo Addestramento: Retta Condotta
Consapevoli che le relazioni sessuali motivate dall’avidità non riescono a dissipare il sentimento di solitudine, ma creano maggior sofferenza, frustrazione e isolamento, siamo determinati a non intraprendere relazioni sessuali senza reciproca comprensione, amore e impegno a lungo termine. Nelle relazioni sessuali dobbiamo essere consapevoli della sofferenza che potremmo causare in futuro. Sappiamo che, per proteggere la felicità nostra e degli altri, dobbiamo rispettare i diritti e gli impegni nostri e degli altri. Faremo tutto quanto è in nostro potere per proteggere i bambini dagli abusi sessuali e per proteggere coppie e famiglie dalle rotture dovute a una condotta sessuale scorretta. Tratteremo il nostro corpo con rispetto e conserveremo le energie vitali (del sesso, del respiro e dello spirito) per la realizzazione del nostro ideale di bodhisattva. Saremo pienamente consapevoli della responsabilità di nuove vite e mediteremo sul mondo in cui intendiamo fare nascere nuovi esseri.

Thich Nhat Hanh

Monaco zen vietnamita, poeta e costruttore di pace, è oggi insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo.

Nato in Vietnam centrale nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha operato fin dalla sua giovinezza affinché il buddhismo portasse pace, riconciliazione e fratellanza nella società. Testimone delle devastazioni portate nel suo Paese dalla guerra, ha avuto chiara la percezione che il buddhismo non poteva rinchiudersi nei templi disinteressandosi delle vicende umane ma era chiamato ad agire con equanimità, compassione ed efficacia e portare alle persone aiuti concreti, insieme a insegnamenti e sostegno spirituale.

Nel 1964, durante la guerra in Vietnam, ha dato vita a uno dei movimenti di resistenza nonviolenta più significativi del secolo, i Piccoli Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico.

Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, già costretto all’esilio, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese. Stabilitosi in Francia, nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l’arte di vivere in consapevolezza. Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam, accompagnato da un folto gruppo di monaci e laici, per un viaggio di riconciliazione e insegnamenti.

Conduce ogni anno in tutto il mondo ritiri sull’arte di vivere in consapevolezza, ai quali partecipano migliaia di persone. Ha guidato ritiri speciali per reduci americani della guerra nel Vietnam, per parlamentari statunitensi, per psicoterapeuti, per artisti, per attivisti ambientalisti e per gruppi di praticanti israeliani e palestinesi.
I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue. Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori e Neri Pozza.

Maggiori informazioni su di lui e sulla sua comunità possono essere trovate su http://www.plumvillage.org (in inglese) e sul sito http://www.esserepace.org (in italiano).

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The Fourteen Mindfulness Trainings Introduction
(from Interbeing by Thich Nhat Hanh)

1. The First Mindfulness Training: Openness
Aware of the suffering created by fanaticism and intolerance, we are determined not to be idolatrous about or bound to any doctrine, theory, or ideology, even Buddhist ones. Buddhist teachings are guiding means to help us learn to look deeply and to develop our understanding and compassion. They are not doctrines to fight, kill, or die for.

2. The Second Mindfulness Training: Nonattachment from Views
Aware of the suffering created by attachment to views and wrong perceptions, we are determined to avoid being narrow-minded and bound to present views. We shall learn and practice nonattachment from views in order to be open to others’ insights and experiences. We are aware that the knowledge we presently possess is not changeless, absolute truth. Truth is found in life, and we will observe life within and around us in every moment, ready to learn throughout our lives.

3. The Third Mindfulness Training: Freedom of Thought
Aware of the suffering brought about when we impose our views on others, we are committed not to force others, even our children, by any means whatsoever – such as authority, threat, money, propaganda, or indoctrination – to adopt our views. We will respect the right of others to be different and to choose what to believe and how to decide. We will, however, help others renounce fanaticism and narrowness through practicing deeply and engaging in compassionate dialogue.

4. The Fourth Mindfulness Training: Awareness of Suffering
Aware that looking deeply at the nature of suffering can help us develop compassion and find ways out of suffering, we are determined not to avoid or close our eyes before suffering. We are committed to finding ways, including personal contact, images, and sounds, to be with those who suffer, so we can understand their situation deeply and help them transform their suffering into compassion, peace, and joy.

5. The Fifth Mindfulness Training: Simple, Healthy Living
Aware that true happiness is rooted in peace, solidity, freedom, and compassion, and not in wealth or fame, we are determined not to take as the aim of our life fame, profit, wealth, or sensual pleasure, nor to accumulate wealth while millions are hungry and dying. We are committed to living simply and sharing our time, energy, and material resources with those in need. We will practice mindful consuming, not using alcohol, drugs, or any other products that bring toxins into our own and the collective body and consciousness.

6. The Sixth Mindfulness Training: Dealing with Anger
Aware that anger blocks communication and creates suffering, we are determined to take care of the energy of anger when it arises and to recognize and transform the seeds of anger that lie deep in our consciousness. When anger comes up, we are determined not to do or say anything, but to practice mindful breathing or mindful walking and acknowledge, embrace, and look deeply into our anger. We will learn to look with the eyes of compassion at ourselves and at those we think are the cause of our anger.

7. The Seventh Mindfulness Training: Dwelling Happily in the Present Moment
Aware that life is available only in the present moment and that it is possible to live happily in the here and now, we are committed to training ourselves to live deeply each moment of daily life. We will try not to lose ourselves in dispersion or be carried away by regrets about the past, worries about the future, or craving, anger, or jealousy in the present. We will practice mindful breathing to come back to what is happening in the present moment. We are determined to learn the art of mindful living by touching the wondrous, refreshing, and healing elements that are inside and around us, and by nourishing seeds of joy, peace, love, and understanding in ourselves, thus facilitating the work of transformation and healing in our consciousness.

8. The Eighth Mindfulness Training: Community and Communication
Aware that lack of communication always brings separation and suffering, we are committed to training ourselves in the practice of compassionate listening and loving speech. We will learn to listen deeply without judging or reacting and refrain from uttering words that can create discord or cause the community to break. We will make every effort to keep communications open and to reconcile and resolve all conflicts, however small.

9. The Ninth Mindfulness Training: Truthful and Loving Speech
Aware that words can create suffering or happiness, we are committed to learning to speak truthfully and constructively, using only words that inspire hope and confidence. We are determined not to say untruthful things for the sake of personal interest or to impress people, nor to utter words that might cause division or hatred. We will not spread news that we do not know to be certain nor criticize or condemn things of which we are not sure. We will do our best to speak out about situations of injustice, even when doing so may threaten our safety.

10. The Tenth Mindfulness Training: Protecting the Sangha
Aware that the essence and aim of a Sangha is the practice of understanding and compassion, we are determined not to use the Buddhist community for personal gain or profit or transform our community into a political instrument. A spiritual community should, however, take a clear stand against oppression and injustice and should strive to change the situation without engaging in partisan conflicts.

11. The Eleventh Mindfulness Training: Right Livelihood
Aware that great violence and injustice have been done to our environment and society, we are committed not to live with a vocation that is harmful to humans and nature. We will do our best to select a livelihood that helps realize our ideal of understanding and compassion. Aware of global economic, political and social realities, we will behave responsibly as consumers and as citizens, not supporting companies that deprive others of their chance to live.

12. The Twelfth Mindfulness Training: Reverence for Life
Aware that much suffering is caused by war and conflict, we are determined to cultivate nonviolence, understanding, and compassion in our daily lives, to promote peace education, mindful mediation, and reconciliation within families, communities, nations, and in the world. We are determined not to kill and not to let others kill. We will diligently practice deep looking with our Sangha to discover better ways to protect life and prevent war.

13. The Thirteenth Mindfulness Training: Generosity
Aware of the suffering caused by exploitation, social injustice, stealing, and oppression, we are committed to cultivating loving kindness and learning ways to work for the well-being of people, animals, plants, and minerals. We will practice generosity by sharing our time, energy, and material resources with those who are in need. We are determined not to steal and not to possess anything that should belong to others. We will respect the property of others, but will try to prevent others from profiting from human suffering or the suffering of other beings.

14. The Fourteenth Mindfulness Training: Right Conduct
(For lay members): Aware that sexual relations motivated by craving cannot dissipate the feeling of loneliness but will create more suffering, frustration, and isolation, we are determined not to engage in sexual relations without mutual understanding, love, and a long-term commitment. In sexual relations, we must be aware of future suffering that may be caused. We know that to preserve the happiness of ourselves and others, we must respect the rights and commitments of ourselves and others. We will do everything in our power to protect children from sexual abuse and to protect couples and families from being broken by sexual misconduct. We will treat our bodies with respect and preserve our vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal. We will be fully aware of the responsibility of bringing new lives into the world, and will meditate on the world into which we are bringing new beings.

(For monastic members): Aware that the aspiration of a monk or a nun can only be realized when he or she wholly leaves behind the bonds of worldly love, we are committed to practicing chastity and to helping others protect themselves. We are aware that loneliness and suffering cannot be alleviated by the coming together of two bodies in a sexual relationship, but by the practice of true understanding and compassion. We know that a sexual relationship will destroy our life as a monk or a nun, will prevent us from realizing our ideal of serving living beings, and will harm others. We are determined not to suppress or mistreat our body or to look upon our body as only an instrument, but to learn to handle our body with respect. We are determined to preserve vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal


Biography of teacher Thich Nhat Hanh

One of the best known and most respected Zen masters in the world today, poet, peace and human rights activist, Thich Nhat Hanh has led an extraordinary life. Born in central Vietnam in 1926, Nhat Hanh was ordained a Buddhist monk in 1942, at the age of sixteen. Just eight years later, he co-founded what was to become the foremost center of Buddhist studies in South Vietnam , the An Quang Buddhist Institute.

In 1961, Nhat Hanh came to the United States to study and teach comparative religion at Columbia and Princeton Universities . But in 1963, his monk-colleagues in Vietnam invited him to come home to join them in their work to stop the US-Vietnam war. After returning to Vietnam , he helped lead one of the great nonviolent resistance movements of the century, based entirely on Gandhian principles.

In 1964, along with a group of university professors and students in Vietnam, Thich Nhat Hanh founded the School of Youth for Social Service, called by the American press the “little Peace Corps,” in which teams of young people went into the countryside to establish schools and health clinics, and later to rebuild villages that had been bombed. By the time of the fall of Saigon, there were more than 10,000 monks, nuns, and young social workers involved in the work. In the same year, he helped set up what was to become one of the most prestigious publishing houses in Vietnam, La Boi Press. In his books and as editor-in-chief of the official publication of the Unified Buddhist Church, he called for reconciliation between the warring parties in Vietnam, and because of that his writings were censored by both opposing governments.

In 1966, at the urging of his fellow monks, he accepted an invitation from the Fellowship of Reconciliation and Cornell University to come to the U.S. “to describe to [us] the aspirations and the agony of the voiceless masses of the Vietnamese people” ( New Yorker , June 25, 1966). He had a densely packed schedule of speaking engagements and private meetings, and spoke convincingly in favor of a ceasefire and a negotiated settlement. Martin Luther King, Jr. was so moved by Nhat Hanh and his proposals for peace that he nominated him for the 1967 Nobel Peace Prize, saying, “I know of no one more worthy of the Nobel Peace Prize than this gentle monk from Vietnam .” Largely due to Thich Nhat Hanh’s influence, King came out publicly against the war at a press conference, with Nhat Hanh, in Chicago .

When Thomas Merton, the well-known Catholic monk and mystic, met Thich Nhat Hanh at his monastery, Gethsemani, near Louisville , Kentucky , he told his students, “Just the way he opens the door and enters a room demonstrates his understanding. He is a true monk.” Merton went on to write an essay, “Nhat Hanh Is My Brother,” an impassioned plea to listen to Nhat Hanh’s proposals for peace and lend full support for Nhat Hanh’s advocacy of peace. After important meetings with Senators Fullbright and Kennedy, Secretary of Defense McNamara, and others in Washington, Thich Nhat Hanh went to Europe, where he met with a number of heads of state and officials of the Catholic church, including two audiences with Pope Paul VI, urging cooperation between Catholics and Buddhists to help bring peace to Vietnam .

In 1969, at the request of the Unified Buddhist Church of Vietnam, Thich Nhat Hanh set up the Buddhist Peace Delegation to the Paris Peace Talks. After the Peace Accords were signed in 1973, he was refused permission to return to Vietnam , and he established a small community a hundred miles southwest of Paris , called “Sweet Potato.” In 1976-77, Nhat Hanh conducted an operation to rescue boat people in the Gulf of Siam , but hostility from the governments of Thailand and Singapore made it impossible to continue. So for the following five years, he stayed at Sweet Potato in retreat – meditating, reading, writing, binding books, gardening, and occasionally receiving visitors.

In 1982, Thich Nhat Hanh established Plum Village, a larger, thriving retreat center near Bordeaux, France, where he has been living in exile from his native Vietnam . Since 1983 he has traveled to North America to lead retreats and give lectures on mindful living and social responsibility, “making peace right in the moment we are alive.” He has offered retreats for Vietnam veterans, mental health and social workers, prison inmates, ecologists, businessmen, police officers and members of Congress. In 1997, Nhat Hanh founded the Green Mountain Dharma Center and Maple Forest Monastery in Vermont . In 2000, he founded Deer Park Monastery in Escondido, California. He has ordained over two hundred monks and nuns from different parts of the world. In addition, 230 lay practice communities practicing in the tradition of Thich Nhat Hanh meet regularly throughout the United States and around the world.

Since his days in Vietnam , Thich Nhat Hanh has been a leading proponent of “engaged Buddhism,” a way of life and a spiritual practice that works actively in the world to relieve suffering. Nhat Hanh continues his work to alleviate the suffering of refugees, boat people, political prisoners and hungry families in Vietnam and other Third World countries. He has been instrumental in initiating the declaration, by the General Assembly of the United Nations, dedicating 2001-2010 as the “International Decade for a Culture of Peace and Non-Violence for the Children of the World” (Resolution A/RES/53/2519/111998). He collaborated with the Nobel Peace Laureates in drafting the “Manifesto 2000,” with six points on the Practice of Peace and Non-violence distributed by UNESCO. In December 2000, Thich Nhat Hanh was invited to give a lecture at the White House World Summit Conference on HIV and AIDS. He has also been invited to speak at The Gorbachev World Forum and the World Economic Summit in Davos , Switzerland .

Thich Nhat Hanh has received recognition for his prolific writings on meditation, mindfulness, and peace. He has published over 85 titles of accessible poems, prose, and prayers, with more than 40 of those works in English. His best-known books include Peace is Every Step , Being Peace , Touching Peace , Call Me by My True Names , Living Buddha, Living Christ , Teachings on Love , and Anger .

Now eighty years old, Thich Nhat Hanh is emerging as one of the great teachers of our time. In the midst of our society’s emphasis on speed, efficiency, and material success, Thich Nhat Hanh’s ability to walk calmly with peace and awareness and to teach us to do the same has led to his enthusiastic reception in the West. Although his mode of expression is simple, his message reveals the quintessence of the deep understanding of reality that comes from his meditations, his Buddhist training, and his work in the world.

Consapevolezza e paura – Awareness and Fear


Consapevolezza e Paura

Stando con te stesso… Osservandoti nella vita quotidiana con attento interesse, con l’intenzione di capire piuttosto che di giudicare, nell’accettazione completa di qualunque cosa possa emergere, per il solo fatto che è lì, tu dai modo a ciò che è profondo di venire in superficie e di arricchire la tua vita e la tua coscienza con le sue energie imprigionate. Questo è il grande lavoro della consapevolezza: rimuove gli ostacoli e libera le energie tramite la comprensione della natura della vita e della mente. L’intelligenza è la porta della libertà e l’attenzione cosciente è la madre dell’intelligenza.

Nisargadatta Maharaj

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“Consapevolezza e paura”

Vi è un momento in cui decidiamo di proteggere il nostro silenzio; sediamo in una posizione stabile e comoda, oppure ci sdraiamo completamente rilassati, o ancora iniziamo a camminare lentamente. L’attenzione è tutta sul flusso calmo e regolare del respiro, sulla madre Terra che con amore gravitazionale ci stringe a sé, su un mantra che risuona silenzioso nelle buie profondità poste oltre la percezione. È la meditazione, la nostra meditazione. È l’attimo senza tempo in cui ogni aspetto contingente si dissolve e la consapevolezza tocca il puro esistere, scevro da ogni determinazione.
Per taluni pratica quotidiana, per altri appuntamento saltuario, per tutti ostacolata dall’insopprimibile disposizione della mente a produrre inarrestabili cascate di pensieri. La consapevolezza non richiede alcuna razionalizzazione, lo sfondo mentale dovrebbe quindi essere come il cielo di settembre: intensamente azzurro e senza nuvole. Invece un continuo flusso di ricordi e anticipazioni strappano via l’attenzione dalla sacralità del presente per rivolgerla all’irrealtà di ciò che è accaduto diversamente o che non accadrà nel modo in cui vogliamo o temiamo. Talvolta è la preoccupazione per qualche cosa che riguarda la nostra situazione di vita, l’immaginare noi stessi vincitori o sconfitti, altre volte è il dolore del passato che ritorna, altre ancora si tratta di frammenti del nostro personalissimo mondo, schegge impazzite che occupano il campo dell’attenzione con una danza vorticosa. E poi ansia, smania, sonnolenza, nervosismo… chi può vantare una meditazione che non sia mai inquinata da questi fattori?
Mi sono domandato spesso quale sia la radice profonda di questi ostacoli, per quale motivo qualcosa che ha la sua origine dentro di me interferisca con una scelta che io stesso – e solo io – ho compiuto. Difficilmente si può risolvere questo problema con gli strumenti della comprensione razionale, dato che ciò che capisce e ciò che deve essere capito sono la stessa cosa. Allora, non potendo rimuovere gli ostacoli alla meditazione, la cosa migliore da fare è portarli dentro la meditazione stessa; d’altra parte «Le afflizioni mentali si superano non già in virtù di azioni e parole, bensì vedendole con chiarezza molte volte» (Anguttara Nikāya; 5, 39). Accettare quindi i pensieri, senza opporsi e senza giudicarli, cercando solo di cogliere la loro verità con l’esercizio della trascendenza del sé.
Io non so se il barlume che ho intravisto nelle profondità della mente è qualcosa che riguarda solo la mia personale situazione di vita o ha un carattere più generale, ma voglio comunque condividere il frutto delle mie riflessioni con altri cercatori, con l’auspicio che per qualcuno possa rivelarsi un’utile traccia, ben sapendo tuttavia che nessuno può percorrere il cammino della meditazione al posto di un altro, e che in tale cammino non esistono scorciatoie.
Dunque, mi sembra che la paura giochi un ruolo fondamentale nelle difficoltà che incontriamo a liberarci dai pensieri vuoti e a mantenere l’attenzione concentrata sulla pura consapevolezza. Non si tratta di una paura immediata, cosciente, non ha un oggetto specifico; essa è piuttosto una nebbia densa e uniforme che avvolge la parte più profonda della persona.
La paura è in sé qualcosa di altamente positivo e fondamentale per la sopravvivenza. Nell’approssimarsi di un pericolo tutte le energie fisiche e mentali devono essere mobilitate per superare la situazione critica, ma qui stiamo parlando di uno stato di costante insicurezza nel quale una minaccia indefinita fa sentire i suoi effetti rimanendo al di fuori del campo della coscienza. L’origine di questa forma di paura è da ricercarsi probabilmente nell’educazione (tanto in famiglia che nella scuola è presente una buona dose di violenza, anche se raramente viene esplicitata), in esperienze passate dolorose (e più in generale nella scarsa qualità dei rapporti tra le persone), nell’immagine distorta del mondo fornita dai mezzi di comunicazione di massa. Come risultato di tutti questi fattori ci sentiamo genericamente più o meno insicuri. E come reagisce la mente di fronte ad una insicurezza non consapevole?
Reagisce mantenendo il pensiero in costante attività, come una caserma in stato di preallarme; ecco allora un sottile senso di colpa che ci blocca quando chiediamo al pensiero di fermarsi, anche solo per pochi minuti. In questi voli della mente non è infrequente immaginare situazioni critiche di cui siamo i protagonisti, o comunque nelle quali ci identifichiamo; così facendo ci tranquillizziamo convincendoci di essere in grado di superare le difficoltà. Altre volte invece vediamo noi stessi vincenti e riconosciuti, ma anche il senso di gratificazione che viene da questo genere di fantasie ha la sua origine nella paura; infatti aumentare il credito di cui godiamo nel tessuto sociale in cui siamo inseriti significa accrescere le difese da molte tra le minacce che possono essere rivolte contro di noi. Ancora, i ricordi dolorosi rinforzano la paura mostrando come l’ego possa realmente essere negato; infine, il pensiero anticipatorio legato alla preoccupazione per scadenze effettive si sviluppa vestendo gli eventi futuri con la paura indistinta, riversandovi sopra l’ansia, trasfigurandoli. Insomma, il bisogno di prefigurare, di ricordare, immaginare, o semplicemente di fuggire il silenzio nasce dalla paura profonda e nascosta, sottile e inespressa, che alberga nel nostro intimo. Naturalmente queste considerazioni non vanno prese in maniera troppo categorica; esse sono solo commenti che non possono né spiegare, né dimostrare, né convincere, essendo la via maestra alla comprensione dei propri stati mentali quella che passa per il portare gli ostacoli alla meditazione all’interno della meditazione stessa, nel tentativo di coglierne la profonda verità.
Intravedere la paura è comunque il primo passo per dissolverla. Qual è infatti la causa della paura se non una minaccia? E come può sopravvivere la paura se ci rendiamo conto che non esistono minacce? Quando sediamo tranquilli in meditazione non vi è alcun motivo di paura perché non vi sono pericoli né minacce. Questo è quanto ci può dire la consapevolezza, con uno specifico accento sulla sicurezza immediata. In altre parole, quando ci immergiamo nella consapevolezza del momento presente osserviamo esplicitamente la non ostilità di quanto ci circonda, avvertiamo il nostro essere al sicuro, riconosciamo la totale assenza di qualsiasi minaccia per la nostra persona. Al nostro pensiero, allora, verrà meno un’importante molla verso l’attività compulsiva e sarà quindi più facile ottenere quel silenzio interiore che ricerchiamo.
Consapevolezza e paura, dunque, si fronteggiano opponendosi l’una all’altra. La paura è di ostacolo alla consapevolezza spingendo la mente a generare una selva di pensieri che distraggono e stordiscono il meditante, ma la consapevolezza del presente nella sua effettiva realtà, sicura e protetta, dissolve la paura togliendole la stessa ragion d’essere.

Alessandro Cordelli

☸ڿڰۣ–☀☼★ ♥☀ ☼★ ♥

La persona che desidera solo il piacere e rifiuta il dolore consuma un’enorme quantità di energia resistendo alla vita e, nello stesso tempo, va completamente fuori bersaglio. È un’aspirazione destinata ad essere frustrata, dato che, eludendo determinate forme di sofferenza, inevitabilmente cadiamo vittime di altre. Al di sotto della nostra moderna cultura del’ostentato consumo ci sono una malnutrizione e un malessere spirituali così profondi che si manifestano con ogni genere di sintomo: malattie nervose, solitudine, alienazione, mancanza di scopi. Così sopprimendo, sfuggendo, seppellendo la testa nella sabbia o nel videotape, a lungo andare non arriviamo da nessuna parte. Se desideriamo realmente risolvere i nostri problemi – e i problemi del mondo, dato che provengono dalle stesse radici – dobbiamo aprirci e accettare la realtà della sofferenza con piena consapevolezza quando ci colpisce, fisicamente, emozionalmente, mentalmente, spiritualmente nel qui e ora. Allora, per quanto possa sembrare strano, raccogliamo laute ricompense, perché la sofferenza ha il suo lato positivo: da essa deriviamo l’esperienza della profondità della pienezza della nostra umanità. Ciò ci mette completamente in contatto con l’altra gente e il resto dell’universo.

John Snelling

☸ڿڰۣ–☀☼★ ♥☀ ☼★ ♥

Amore e Paura

Tutte le azioni umane sono motivate al loro livello più profondo da uno o due sentimenti: la paura o l’amore. In effetti esistono soltanto due sentimenti, solo due parole nel linguaggio dell’anima. Esse rappresentano gli estremi opposti della grande polarità che ho creato quando ho dato vita all’universo, e al vostro mondo, come lo conoscete oggi.
Essi costituiscono i due punti, l’Alfa e l’Omega, dai quali è consentito al sistema da voi definito “relatività” di esistere. Senza questi due punti, senza queste due idee circa le cose, nessun altro concetto potrebbe esistere.
Ogni pensiero umano, e ogni azione dell’uomo, si basa sull’amore o sulla paura. Non c’è altra motivazione umana e tutti gli altri concetti derivano unicamente da questi due. Sono soltanto versioni diverse, variazioni sullo stesso tema.
Rifletti con attenzione e vedrai che è vero. E’ questo ciò che ho definito il Pensiero Promotore. Si tratta di un pensiero di amore o di paura. Si tratta del pensiero dietro il pensiero dietro il pensiero. Si tratta del pensiero primario. Si tratta della forza primaria. Si tratta della forza bruta che guida il motore dell’esperienza umana.
E’ la ragione per cui il comportamento umano dà luogo a ripetute esperienze dopo ripetute esperienze; è la ragione per cui l’umanità ama, poi distrugge, poi ama di nuovo: c’è sempre l’oscillazione da un sentimento all’altro. L’amore promuove la paura che promuove l’amore che promuove la paura…..
La prima cosa della quale vi preoccupate dopo aver pronunciato le parole “Ti amo” è di domandarvi se ve le sentirete ripetere in risposta. E se ve le sentite ripetere, cominciate allora subito a preoccuparvi del fatto di poter perdere quell’amore appena trovato. E in tal modo tutte le azioni diventano reazioni, una difesa contro la perdita, anche mentre cercate di difendervi contro la perdita di Dio.
Eppure se sapeste Chi Siete, cioè l’essere più meraviglioso mai creato da Dio, non avreste più timore. Perchè chi potrebbe respingere una così stupenda magnificenza?
Ma non sapete Chi Siete, e vi considerate molto più scadenti.
Avete dimenticato ciò che significa essere amati senza condizioni. Non ricordate l’esperienza dell’amore di Dio. E così cercate di immaginare a che cosa potrebbe essere simile quell’amore, basandovi su quello che vedete dell’amore nel mondo.
La paura è l’energia che costringe, rinchiude, trattiene, trasforma, nasconde, accaparra, danneggia.
L’amore è l’energia che espande, apre, esprime, sopporta, rivela, condivide, risana.
La paura avvolge i vostri corpi con gli abiti, l’amore ci consente di starcene nudi. La paura si avvinghia e si aggrappa a tutto quello che abbiamo, l’amore distribuisce tutto quanto possediamo. La paura tiene costretti, l’amore tiene stretti. La paura afferra, l’amore lascia liberi. La paura affligge, l’amore consola. La paura guasta, l’amore migliora.
Ogni pensiero umano, ogni parola e ogni azione si fondano sull’uno o sull’altro di questi sentimenti. Non avete scelta a tale proposito, poichè non esiste nient’altro tra cui scegliere. Ma avete la possibilità di decidere a quale dei due rivolgervi.

“Conversazioni con Dio” di Donald Walsh

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Awareness and Fear

Being with yourself … Observing them in everyday life with keen interest, with the intention to understand rather than judge, in accepting full of whatever may emerge, simply because it’s there, you give way to what is to come to the surface and deep to enrich your life and your conscience with his energy trapped. This is the great work of awareness: removes obstacles and releases energies by understanding the nature of life and mind. Intelligence is the door to freedom and conscious attention is the mother of intelligence.

Nisargadatta Maharaj

☸ ڿڰ – ☀ ☼ ★ ♥ ☀ ☼ ★ ♥

“Awareness and fear”

There is a time when we decide to protect our silence, we sit in a stable and comfortable, or we lie completely relaxed, or even begin to walk slowly. The focus is on the whole calm and regular flow of breath, with love on Mother Earth that gravity holds us apart, on a mantra that resonates quietly placed in the dark depths beyond perception. It is meditation, our meditation. It is the timeless moment in which every aspect quota dissolves and awareness touches the pure existence, free from any determination.

For some daily practice, for other occasional appointment, for all hampered dall’insopprimibile disposition of the mind to produce unstoppable cascades of thoughts. Awareness does not require a rationalization, the background should be mental as the September sky: deep blue and cloudless. Instead, a continuous flow of memories and anticipations rip attention away from the sacredness of the present to turn it unreality of what happened differently or that will not happen in the way we want or fear. Sometimes the concern is something that concerns our life situation, to imagine ourselves winners or losers, sometimes the pain of the past coming back, yet others are fragments of our personal world, occupying the loose cannon field of attention with a whirling dance. Besides anxiety, mania, drowsiness, nervousness …who can boast a meditation that is never polluted by these factors?

I have often wondered what the root cause of these obstacles, why not something that has its source in me to interfere with a choice that I myself – and I just – I have done.One can hardly solve this problem with the tools of rational understanding, as this and who understands what needs to be understood the same thing. Then, unable to remove the obstacles to meditation, the best thing to do is bring them in meditation itself, on the other hand “The mental afflictions are overcome not by virtue of actions and words, but seeing clearly many times” (Anguttara Nikāya, 5, 39). Then accept the thoughts, without judging and without restricting, just trying to grasp their truth through the exercise of self-transcendence.

I do not know if I saw that glimmer in the depths of the mind is something that only affects my personal life situation or has a more general, but I still want to share the fruit of my thoughts with other seekers, with the hope that anyone can be a useful guide, however, knowing that no one can walk the path of meditation instead of another, and that in this way there are no shortcuts.
So, it seems to me that fear plays a key role in the difficulties we encounter a blank free from thoughts and to keep attention focused on the pure awareness. This is not an immediate fear, conscious, not a specific object, it is rather a dense fog enveloping even the deepest part of the person.

The fear is in itself something very positive and essential for survival. In the run of a danger all the physical and mental energies must be mobilized to overcome the critical situation, but we’re talking about a constant state of insecurity in which a threat indefinite feel its effects remain outside the field of consciousness. The origin of this kind of fear is likely to be found in education (both at home and in school is a good dose of violence, though rarely made explicit), and in painful past experiences (and more generally in the low quality of relationships between people), the distorted picture of the world provided by means of mass communication. As a result of all these factors we feel generally more or less insecure. And how the mind reacts in front of a non-conscious insecurity?

Reacts keeping the thought in constant activity, as a barracks in the state of early warning, then here is a subtle sense of guilt that blocks us when we ask the thought of stopping, even for a few minutes. In these flights of the mind to imagine it is not uncommon in critical situations are the protagonists, or at least in which we identify, by doing so we tranquillizziamo convincing us to be able to overcome the difficulties.Other times we see ourselves winning and recognized, but also the sense of gratification that comes from this kind of fantasy has its origin in fear, because increasing the credit that we enjoy in the social fabric in which we are engaged about raising the defenses of many between the threats that may be made against us. Still, the painful memories reinforce the fear by showing how the ego can actually be denied, and finally, the thought of a concern for anticipatory deadlines actual future events develops clothing with fear indistinct, pouring over the anxiety, transfiguration.In short, the need to anticipate, remember, imagine, or simply to escape the silence born of fear and hidden deep, subtle and unspoken, that dwells within us. Of course, these considerations should not be taken in too categorical, they are only comments that can neither explain or demonstrate, or persuade, as the royal road to understanding the mental states that lead passing through the obstacles to meditation within of meditation itself, in an attempt to grasp the profound truth.

A glimpse of the fear is still the first step to dissolve it. What is in fact the cause of fear if not a threat? And how can it survive the fear if we realize that there are no threats?When we sit quietly in meditation there is no reason to fear because there is no danger or threat. That is what we can say awareness, with a specific emphasis on the immediate safety. In other words, when we immerse ourselves in the knowledge of the present moment we see no explicit hostility to what surrounds us, we feel our be safe, we recognize the total absence of any threat to our person. In our thinking, then, spring will be less important to the compulsive activity and will be easier to get that inner silence we seek.

Awareness and fear, then, facing opposing each other. Fear is an obstacle to awareness of pushing the mind to create a forest of thoughts that distract and stun the meditator, but awareness of this reality in its effective, safe and secure, dissolves fear taking away the very raison d’etre.

Alessandro Cordelli

☸ ڿڰ – ☀ ☼ ★ ♥ ☀ ☼ ★ ♥

The person who wants only pleasure and refuses pain consumes an enormous amount of energy resisting life and at the same time, it should be completely off target. Aspiration is intended to be frustrated, because, by circumventing certain forms of suffering, inevitably fall victim to others. Under our modern consumer culture del’ostentato are malnutrition and a spiritual malaise so deep that occur with all kinds of symptoms: nervous disorders, loneliness, alienation, aimlessness. So suppressing, avoiding, burying our heads in the sand or in the videotape, in the long run does not come from nowhere. If we want to really solve our problems – and the world’s problems, since they come from the same roots – we must reach out and accept the reality of suffering in full awareness when we are struck, physically, emotionally, mentally, spiritually in the here and now. Then, as it may seem strange, we collect lavish rewards, because the suffering has its positive side: it derive from the experience of the depth of the fullness of our humanity. This puts us fully in touch with other people and the rest of the universe.

John Snelling

☸ ڿڰ – ☀ ☼ ★ ♥ ☀ ☼ ★ ♥

Love and Fear

All human actions are motivated at their deepest level by one or two emotions: fear or love. In fact there are only two emotions, only two words in the language of the soul.They represent opposite ends of the great polarity that I created when I created the universe, and your world as we know it today.

They are the two points, the Alpha and the Omega, which have enabled the system you called “relativity” to exist. Without these two points, without these two ideas about things, no other idea could exist.

Every human thought, and every human action is based on love or fear. There is no other human motivation and all other concepts are derived solely from those two. They are only different versions, variations on this theme.

Think carefully and you’ll see it’s true. And ‘this is what I have called the Thought Promoter. This is a thought of love or fear. This is the thought behind the thought behind the thought. This is the primary thought. This is the primary force. This is the brute force that drives the engine of human experience.

It ‘s the reason that human behavior results in repeated experiments after repeated experiences, is the reason why mankind loves, then destroy, then love again: there is always a feeling of the swing to the other. Love promotes the fear that promotes the love that promotes fear …..

The first thing that you care about having uttered the words “I love you” is to ask if you hear repeated in the answer. And if you hear them again, then immediately start to worry about being able to lose that love just found. And so all action becomes reactions, a defense against the loss, even as you seek to defend against the loss of God

Yet if you knew Who You Are, that is, being the most beautiful ever created by God, you’d have more fear. For who could reject such a wonderful magnificence?

But I do not know who you are, and I considered very inferior.

Have you forgotten what it means to be loved unconditionally. Do not remember the experience of God so I try to imagine what it might look like love, basing on what you see love in the world.

Fear is the energy forces, locked up, holds it, transforms it, hiding, hoarding, it hurts.

Love is the energy which expands, opens, expresses, supports, reveals, shares, heals.

Fear envelops your body with clothing, love allows us to just stay naked. Fear clings and clings to everything we have, love gives all that we possess. Fear keeps forced, love held close. Fear grasps, love lets free. Fear plagues, love consoles. The fear fails, the best love.

Every human thought, every word and action are based on one or other of these feelings. You have no choice about that, because there is nothing else to choose from. But you can decide which one to target.

“Conversations with God” by Donald Walsh

Alla ricerca di Pace – percorsi di riflessione – In Search of Peace – lines of thought


Alla ricerca di Pace – percorsi di riflessione

Non ci accorgiamo spesso che, prendiamo gli altri come bersaglio da colpire con le nostre frustrazioni che attribuiamo colpe e crediamo irrisolvibili alcune situazioni, ci chiudiamo nella gabbia delle illusioni,perchè pensare che altri abbiano torti e noi assolutamente ragione ci pone nella condizione di sentirci superiori alle situazioni. A volte accade il ripetersi di esperienze o nodi che siamo incapaci di sciogliere e tutto parte da noi stessi, dal nostro attaccamento, dal nostro ego ferito. Ed è sempre da noi il seme per l’opportunità di fermarci a cogliere in cosa e perchè alimentiamo la nostra reazione di rabbia. Perchè si ama attribuire colpe a ologrammi esteriori piuttosto che focalizzarci sulla responsabilità della nostra reazione a quanto crediamo essere la causa ? Mi viene in mente, quando da bambini, se cadevamo o ci facevamo male contro qualcosa, per consolarci un adulto diceva che la colpa era del sasso che ha fatto inciampare o della porta contro la quale urtavamo. Magari ci credevamo e vedere come si attribuisse colpa agli oggetti ci faceva stare meglio. Ora non si starebbe meglio se, nel retto sforzo, non provassimo a rendere pace il nostro cuore. La nostra non realtà è spesso indotta dai mezzi di informazione che dal nascondere i veri motivi delle cose. Come si sa è sempre stato nella politica delle guerre cercare motivazioni al farle scoppiare, motivazioni che montino giudizi contro ma la realtà si lega alle risorse di un territorio che faccia gola, al potere che amplifichi l’egemonia e sempre a carico della vita di innocenti. Miseria, divisione, sopruso e quella forma di violenza non sempre fisica sono i mezzi per piegare un popolo e parole come pulizia etnica , come genocidio, olocausto, sono tra le più ignobili che l’umanità possa aver coniato. Spero sempre che ci possa essere un ravvedimento ed un modo di condurre verso un’inversione di rotta che non conosca violenza ma dialogo ed equanimità . Forse, agire dal nostro piccolo mondo del quotidiano non sarebbe sufficiente ma che non ci sia confusione tra pace e quei movimenti politici che dietro alle bandiere hanno altri fini. La pace si conquista parola forte che appare bellica dentro di sè per essere poi capaci di avere comportamenti costruttivi. La pace è nel risolvere il nostro moto interiore che vorrebbe correggere quello che sono gli altri, piuttosto che imparare ad accogliere la realtà per come è. Il vero lavoro, la pratica costruttiva è nelle nostre pulsioni che devono trovare armonizzazione per saper lasciare andare ogni attaccamento o proiezione. Non è colpa degli altri se il loro atteggiamento ingenera in noi un moto di rabbia, siamo infatti noi a scegliere se mettere il pilota automatico degli istinti o cambiare rotta verso un cammino di pace, che naturalmente nasce dal nostro essere e nulla dovrebbe turbare o mettere in moto reazioni. La guerra, come si sa, è sempre stata antagonista dell’amore, della saggezza e dell’equità . Minacce, promesse di rivendicazione sono quanto possa mettere in atto chi voglia caricare di rabbia gente che in fondo non ha chiesto guerre. Difesa ed offesa, mezzi che non si giustificano ma fanno perdere il senso della misura che ogni guerra ha conosciuto atti immorali, il piegare il nemico dimostrando la propria forza. Un’ombra ingigantisce la fama di chi se la costruisce, è mostrarsi potente è farsi temere con mezzi che sono lontani dall’abbandonare la forza per mostrare maggiore maturità . Poi, si fa anche tanto parlare, senza realizzare nulla che una forma di dispersione che non arriva neppure all’essenzialità e che non ha alcuna opportunità risolutiva per situazioni che degenerano in violenza e prevaricazione. Si resta impotenti, incapaci di trovare soluzioni e superamento di condizioni che si trascinano senza fine. Si tratta di libere scelte, per noi, per coloro che davanti ad un dilemma possano essere presi nella trappola del fare come gli altri, perchè magari li fa stare meglio. Ci sono persone attive – sentono il bisogno di essere presenti ad alzare la voce – a muoversi e magari le fa stare meglio. Ci sono poi persone che, nel silenzio sono partecipi ai dolori del mondo seppure apparentemente distanti.Sono convinta, semplicemente, che sia con pressioni, con alzar di voci o apparentemente passivi e compassionevoli, il dolore, la privazione e la violenza toccano tutti indistintamente e non solo una parte della terra rispetto ad un’altra. Tutti siamo uno, infatti, penso che si possa includere nella nostra via anche la capacità di allargare il cerchio del nostro non – dividere, del nostro ascolto nelle piccole cose del quotidiano che siano briciola di pace che s’espande. Possiamo lavorare su noi stessi, cercare pace interiore per non allargare a macchia d’olio effetti che incrinano armonia. Si parte dal non giudizio o meglio dal non alimentare dualità . Andare ad una manifestazione, in libertà perchè si sente di farlo e non per moda o perchè non si trovano altre soluzioni , per aver letto un manifesto che invitasse a farlo o perchè ce lo consigliano è poi una soluzione la marcia di Pace? è opportuno solo se si sente – lo si accoglie – da consapevoli che come per la pratica. Semplicemente si deve dare voce e manifestazione a quel rispetto per tutti gli esseri senzienti senza ricerca di torto o ragioni, di verità o menzogna perchè la guerra, tutte le guerre, non ha sconfitti e vincitori, se si arriva all’odio, al mancato dialogo – si è tutti sconfitti. In particolare se per il potere si calpesta il valore di vite. In fondo tutti coloro che possono dare voce alla pace, in base alle proprie caratteristiche ed opportunità ,possono coinvolgere gli altri nel parlarne, con amorevolezza e lontani dal giudizio. Per parlare di pace si deve essere pace ed il cammino profondo nasce in noi e dalla nostra pratica, dalla coerenza di essere quel che si dice. La consapevolezza è la capacità di raccogliere dalle esperienze del passato per offrire – qui ed ora – energie al futuro nella via di trasformazione – dalle tenebre dell’ignoranza alla luce dell’Amore incondizionato.

13.08.2006 Poetyca

In Search of Peace – lines of thought

We are not aware that often, we take the other as a target to hit with our frustrations and we believe that we attach blame unsolvable some situations, we close the cage of illusion, because others think that we are wrong and absolutely right places us in a position to feel superior situations. Sometimes it happens, the repetition of experiences or nodes that are unable to dissolve and all part of ourselves, our attachment, our wounded egos. And it is always with us the seed for the opportunity to stop and take in what they provide and our reaction to anger. Why we love to apportion blame rather than outward holograms focus on the responsibility of our response to what we believe to be the cause? Comes to mind when, as children, if we did badly against cadevamo or something, to console one adult said that the fault was of stone that has tripped or the door against which urtavamo. Maybe we thought and how to fault attributed to objects made us feel better. Currently you would be better if, right effort, do not try to make peace our hearts. Our reality is not often induced by the media to hide the real reasons of things. As you know has always been the policy of wars look for reasons to make them burst, motivations that Montini judgments against but the reality is bound to the resources of a territory that makes my throat, to boost power and hegemony always borne the life of innocent . Poverty, division, injustice and violence that are not always physical means to subdue a people and words like ethnic cleansing as genocide, holocaust, are among the most despicable that humanity may have coined. I always hope that there can be repentance and a way to lead to a reversal of that dialogue and not violence but knows equaminità. Maybe act from our little world of the everyday is not sufficient but that there is no confusion between peace and those political movements that have other purposes behind the flags. Peace is gained strong word that appears war within themselves and then be able to have constructive behavior. Peace is the answer to our inner motion that would correct what are the others, rather than learning to accept reality as it is. The real work, the construction practice is in our instincts that harmonization should be able to let go of any attachment or projection. It is not the fault of others if their attitude engenders in us a moment of anger, indeed, we choose to put the automatic pilot of the instincts or change course towards a path of peace, which naturally arises from our being and nothing should disrupt or impair Motorcycle reactions. The war, as we know, has always been antagonistic love, wisdom and fairness. Threats, promises of what are claimed to implement those who want to charge people with anger that basically did not seek war. Defense and offense, which means but do not justify losing all sense of Misuraca has known war immoral acts, the bend the enemy proving its strength. Shadow magnified if the fame of who builds it, show it is powerful to inspire fear in ways that are far from abandoning force to show more maturity. Then, you talk too much without achieving anything but a form of dispersion that can not even essentiality and has no opportunity for resolving situations degenerate into violence and abuse. It remains impotent, unable to find solutions and overcome the conditions that have been dragging endlessly. It’s free choices, for us, for those in a dilemma to be taken into the trap of doing like the others, perhaps because they felt the best. There are working people – feel the need to be present to raise their voices – and maybe move makes you feel better. There are people who are participating in the silent sorrows of the world although apparently convinced distanti.Sono simply that both pressures, with raising of voices or apparently passive and compassionate, pain, deprivation and violence affect all equally and not only part of the land over another. We are all one, in fact, I think we can include on our street also the ability to widen the circle of our not – share of our ear in the small things of everyday life that bit of peace expands. We can work on ourselves, to seek inner peace does not extend to wildfire effects crack harmony. It starts from the proceedings or not most of the non-food duality. Going to an event, because he feels at liberty to do so and not for fashion or because you do not find other solutions, for having read a manifesto calling for it or recommend it because there is a solution then the march of Peace? is only appropriate if you feel – it receives – from knowing how to practice. You simply must give voice and expression to the respect for all sentient beings without seeking right or wrong, truth or lie because the war, all wars, not losers and winners, if you get hate, not dialogue – we are all losers. In particular, if the power is contempt for the value of lives. Basically anyone who can give voice to peace, according to their characteristics and opportunities, can involve others in talking about it, with affection and away from the court. To speak of peace should be peace and the path is born deep within us and our practice, the consistency to be what they say. Awareness is the ability to collect from past experience to offer – here and now – the future of energy in the process of transformation – from the darkness of ignorance in the light of unconditional love.

13.08.2006 Poetyca

L’intelligenza Intuitiva – Intuitive Intelligence – Swami Kriyananda (J. Donald Walters)


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L’intelligenza Intuitiva

Ricorda questi principi: anche se le tue azioni vanno in una direzione sbagliata, se hai chiesto la guida interiore con sincerità sarai ricondotto alla giusta linea d’azione. Per entrare in sintonia con il fluire della supercoscienza è necessario vivere esprimendo coraggio e determinazione, ed equilibrare i propri sforzi con umiltà e apertura.

Tratto da L’intelligenza Intuitiva di Swami Kriyananda (J. Donald Walters)

L’intelligenza non è raccogliere informazioni ma saperle usare in modo appropriato.

Esistono quattro tipi d’intelligenza:

1 – Intelligenza razionale: vari test valutano e misurano il quoziente intellettivo (IQ). Alcuni hanno un quoziente molto alto, altri invece medio o anche basso. Di solito ci si riferisce a questo quando si parla di intelligenza, ma come vedremo non è l’unica “intelligenza”.

2 – Intelligenza intuitiva: è la capacità di usare la propria saggezza interiore. In ognuno di noi c’è questa saggezza, ma non tutti l’ascoltano, spesso non riescono a sentirla per i troppi pensieri, rumori e sollecitazioni sia visive che uditive.
Oggi pomeriggio ho fatto una passeggiata nel centro di Roma. Ho visto tanti negozi illuminati con vetrine piene di cose che sembravano dire: “Vieni a comprare questa giacca o questo vestito, ti darà felicità”. C’erano tante persone che andavano e venivano, prese da queste dinamiche… Tutto ciò stanca corpo e mente.

Sarebbe bene iniziare la giornata nella quiete, ascoltando se stessi, anche per pochi minuti. La mente ha bisogno di silenzio e di pace. Se si inizia la giornata con la meditazione ci sarà la forza durante il giorno per affrontare le sfide che si presenteranno. Non a caso abbiamo due orecchie e una bocca, dovremmo ascoltare di più e parlare di meno.

3 – Intelligenza emozionale: è la comprensione delle nostre emozioni. Ad esempio, perché ci arrabbiamo in certe circostanze? E’ importante capire cosa ci fa scattare la rabbia o altre emozioni negative.

Alcune persone sono particolarmente abili a spingere i nostri “bottoni rossi”, le emozioni che vengono sollecitate in negativo e fanno scattare l’irritazione, la rabbia, l’impazienza etc.
Magari se la stessa cosa viene detta o fatta da un altro, non ci provoca le stesse reazioni. Come disattivare questi bottoni rossi?

L’intelligenza emozionale bassa è basata sulla reazione e sul giudizio. Ad esempio, vedo quanto accade intorno a me, come si comportano le persone con cui vengo in contatto, recepisco i giudizi e mi adeguo. L’intelligenza emozionale elevata è basata sulla consapevolezza di essere pace, gioia e nell’auto rispetto e non su commenti e giudizi degli altri. Qualsiasi cosa possano pensare o dire di me non altera la mia pace e posso utilizzare le mie energie per superare le sfide della vita.

4 – Intelligenza spirituale: implica due aspetti importanti.

a. Il senso di identità: quanto siamo coscienti di chi siamo e con quali termini definiamo l’identità personale. Questo influenza tutta la nostra esistenza.
Andando avanti nella vita collezioniamo etichette: siamo figli, fratelli, sorelle, genitori, ingegneri, prof… e diventiamo queste etichette. E non solo percepiamo noi attraverso queste etichette ma anche gli altri. Siamo energia spirituale intrappolati nell’illusione delle varie etichette.
L’intelligenza spirituale è riconoscere chi sono veramente e cosa faccio, e quindi restare nella coscienza spirituale.

b. Il secondo aspetto è l’obiettivo di vita:
Chi sono?
Dove sto andando?
Perché sto facendo ciò che sto facendo?
La risposta a queste domande è il nostro obiettivo di vita. Se non sappiamo dove stiamo andando ci possiamo perdere.
Cosa è importante per me? La sera prima di dormire è utile porsi questa domanda per riaffermare i propri valori e viverli. E’ molto importante anche avere una motivazione interiore elevata e mantenerla. Spesso le persone iniziano qualcosa con molto entusiasmo ma, dopo un po’ l’entusiasmo cala. Una delle ragioni è perché la motivazione iniziale non era elevata e spirituale. Un buon metodo di riflessione è scrivere a se stessi la mattina presto nel silenzio.

Più diventano chiari i nostri valori più facilità avremo di essere guidati dalla nostra interiorità e sapremo effettuare le scelte giuste, dire si o dire no senza sbagliare.
Quando facciamo qualcosa che non è in sintonia con i nostri valori più profondi, allora sperimentiamo stress.

Nella vita abbiamo bisogno principalmente di due poteri:
Discernere e Decidere.
Quando la mente è troppo attiva questi due poteri soffrono e si indeboliscono. Se siamo troppo emotivi ci stanchiamo e i poteri si affievoliscono. Abbiamo costantemente bisogno di discernere e decidere, soprattutto se la decisione è importante quindi questi poteri vanno alimentati con la meditazione.

Otto slogan, da tenere presenti, aumenteranno la nostra intelligenza spirituale:

1. Se io faccio un passo di coraggio, l’Anima Suprema ne fa 100, perciò non dobbiamo mai perdere coraggio e speranza.
2. Dio è contento di coloro che hanno un cuore onesto.
3. Fede e Fiducia conducono alla vittoria.
4. La barca della verità può oscillare ma non affonda mai – ogni scelta spirituale ha i suoi ostacoli e prove ma alla fine la verità emerge.
5. La determinazione è la chiave per il successo – eliminate i pensieri sprecati e negativi e mantenete solo pensieri potenti, positivi, elevati.
6. Il frutto della pazienza è dolce – non avere fretta se i risultati non sono immediati, continuate a compiere azioni giuste e i risultati arriveranno. Se c’è qualcosa che vogliamo dobbiamo prima darla per poterla ricevere, quindi “quello che vogliamo di più diamolo agli altri”.
7. Niente è mio – se niente è mio non posso perdere niente. Abbiamo tutto in prestito, da trattare con cura e con rispetto.
8. Il passato è passato – non rimuginare sul passato, fate tesoro delle esperienze ma mettete un punto finale e andate oltre.

Tratto da:  http://www.rajayoganewsletter.com/recensine-eventi/l-intelligenza-spirituale 

Intuitive Intelligence 

Remember these principles: even if your actions are in the wrong direction, if you asked the inner guide you will be brought back to sincerely right course of action. To tune into the flow of super-consciousness is necessary to live expressing courage and determination, and to balance their efforts with humility and openness. 

Taken from Intuitive Intelligence Swami Kriyananda (J. Donald Walters) 

Intelligence is not knowing how to gather information but to use it properly. 

There are four kinds of intelligence: 

1 – Intelligence rational various tests to weigh and measure the intelligence quotient (IQ). Some have a very high IQ, others medium or even low. It usually refers to this when it comes to intelligence, but as we will see is the only “intelligence”. 

2 – Intuitive Intelligence: the ability to use their inner wisdom. In each of us is this wisdom, but not all listen to it, often can not hear it because of too many thoughts, sounds and stresses both the visual and auditory. 
This afternoon I took a walk in the center of Rome. I have seen many shops lit with windows full of things that seemed to say: “Come buy this jacket or this dress will give you happiness.”There were many people coming and going, taken from these dynamic … All this tired body and mind. 

It would be good to start the day in silence, listening to themselves, even for a few minutes. The mind needs silence and peace. If you start your day with meditation there will be strong during the day to face the challenges that arise. Not if we have two ears and one mouth, we should listen more and talk less. 

3 – Emotional Intelligence: is the understanding of our emotions. For example, why we get angry in certain circumstances? It ‘important to understand what triggers anger or other negative emotions. 

Some people are particularly adept at pushing our “red button”, the negative emotions that are stimulated and trigger irritation, anger, impatience, etc.. 
Maybe if the same thing is said or done by another, there causes the same reactions. How to turn off these red buttons? 

Emotional intelligence is low based on the reaction and feedback. For example, I see what is happening around me, as they do the people with whom I come in contact incorporate the opinions and fit myself. The high emotional intelligence is based on the awareness that peace, joy and self respect and not on the comments and judgments of others. Whatever you may think or say about me does not change my peace and I can use my energy to overcome the challenges of life. 

4 – Spiritual Intelligence: involves two important aspects. 

a. The sense of identity: as we are aware of who we are and what terms define personal identity. This affects our entire existence. 
Collect labels going forward in life: we are sons, brothers, sisters, parents, engineers, prof … and become these labels.And not only that we perceive through these labels, but also others. We are trapped in the illusion of various spiritual energy labels. 
Spiritual intelligence is to recognize who I am and what I do, and then remain in spiritual consciousness. 

b. The second aspect is the goal of life: 
Who am I? 
Where am I going? 
Why am I doing what I’m doing? 
The answer to these questions is the goal of life. If we do not know where we are going we can lose. 
What is important to me? The night before sleep is helpful to ask this question to reaffirm their values ​​and live them. It ‘very important to have a high inner motivation and keep it. Often people start something with a lot of enthusiasm, but after a while ‘enthusiasm declines. One reason is because the initial motivation was not high and spiritual. A good method is to write a reflection of themselves in the early morning silence. 

Our values ​​become more clear we will more easily be guided by our inner selves and we will make the right choices, to say yes or say no without fail. 
When we do something that is not in tune with our deepest values, then we experience stress. 

In life we ​​need two main powers: 
Discern and decide. 
When the mind is too active and suffer from these two powers are weakened. If we get tired and overly emotional powers fade. We constantly need to discern and decide, especially if the decision is important, therefore, these powers are fed by meditation. 

Eight slogan to keep in mind, will increase our spiritual understanding: 

1. If I make a step of courage, the Supreme Soul makes 100, so we must never lose courage and hope. 
2. God is pleased with those who have an honest heart. 
3. Faith and Trust lead to victory. 
4. The boat of truth may fluctuate but never sinks – every choice has its spiritual obstacles and tests, but eventually the truth emerges. 
5. Determination is the key to success – eliminate wasted thoughts and negative thoughts and keep only the powerful, positive, high. 
6. The fruit of patience is sweet – not in a hurry if the results are not immediate, continued to perform right actions and the results will come. If there is something that we want to give order to receive it first, then “what we want to let us give more to others.” 
7. Nothing is mine – if nothing is mine I can not lose anything.We have all borrowed, to be treated with care and respect. 
8. The past is the past – do not ruminate about the past, treasure the experience, but put an end point and go beyond. 

Taken from: http://www.rajayoganewsletter.com/recensine-eventi/l-intelligenza-spirituale   

Consapevolezza – Awareness – Jon Kabat Zinn


Consapevolezza

“Sono tante le ragioni per le quali ci stiamo rivolgendo verso la consapevolezza, non ultima forse l’intenzione di conservare la nostra salute mentale o di recuperare il senso delle proporzioni e o il significato delle cose, o anche solo di tenere testa al tremendo stress e alla grande insicurezza del nostro tempo …in effetti limitarsi a sedere e a stare tranquilli per un po’ di tempo per proprio conto è un atto radicale di amore.”

Jon Kabat Zinn



Awareness

“There are many reasons why we are turning toward awareness, not least perhaps the intention to maintain our mental health, or to recover a sense of proportion and / or the meaning of things, or just to keep up with the tremendous stress and the great insecurity of our time … in fact simply sit and be quiet for a while ‘time for its own account is a radical act of love. ”

Jon Kabat Zinn