Archivio | luglio 2021

Amarti – Love you


Amarti

Nelle prospettive
danzanti
di albe
fluttuanti
ho imprigionato la notte.

Nello scorrere
lieve
di mille carezze
ho sciolto il dolore.

Nei sogni improvvisi
come scrosci
di pioggia
ho lavato il grigiore.

Nei sorrisi accesi
di giorni di festa
ho steso le labbra.

Con la bocca appoggiata
sulla tua bocca
ho placato
la furia del vento
che ora i pensieri
t’accarezza.

Con sorrisi fragranti
ho ipotecato
i nostri sogni
garanzia
d’ebbrezza.

Con occhi d’argento
ho fermato
visioni
svettavano decise
malgrado
smagriti colori.

Nel passato perduto
agonia del presente
ho perdonato
ricordi.
Nella speranza vitale
che palpita sempre
ho affidato futuro.

Dalla teoria del nulla
nascevano dubbi………..

………….Dissolti
in abbraccio
ho la balenata certezza
d’amarti.

10.05.2002 Poetyca

Love you

In Perspective
dancing
sunrises
floating
I locked the night.

Scroll through
slight
a thousand caresses
I dismissed the pain.

In dreams sudden
as bursts
rain
I washed the gray.

In the bright smiles
of holidays
I stretched my lips.

With his mouth resting
On your mouth
I calmed
the fury of the wind
now the thoughts
caresses.

With smiles fragrant
I mortgaged
our dreams
Warranty
intoxicating.

With silver eyes
I stopped
visions
soared decided
despite
emaciated colors.

In the past lost
agony of this
I have forgiven
memories.
Hoping life
that beats forever
I entrusted the future.

From the theory of nothing
doubts arose … … … ..

… … … …. Dissolved
to embrace
I flashed the certainty
loving you.

10.05.2002 Poetyca

Sentiero – Pathway


image

Sentiero

Seguo il sentiero
in punta di piedi
guida è il battito
a scandire il passo
Lampada sui passi
questa Speranza viva
in un’esplosione
d’intenti d’amore
In accordo
con le armonie celesti
respiro vita
e la restituisco

13.06.2016 Poetyca
Pathway

I follow the trail
tiptoed
guide is the beat
to mark up
Lamp on the
this living Hope
in an explosion
of intent with love
According to
with celestial harmonies
breath life
and return it

06/13/2016 Poetyca

I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh


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I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh
Il Primo Addestramento: Apertura
Consapevoli della sofferenza creata dal fanatismo e dall’intolleranza, siamo determinati a non idolatrare e a non vincolarci a nessuna dottrina, teoria o ideologia, neppure a quelle buddhiste. Gli insegnamenti buddhisti sono guide che ci aiutano a imparare il guardare in profondità e a sviluppare comprensione e compassione. Non sono dottrine per cui combattere, uccidere o morire.

Il Secondo Addestramento: Non Attaccamento alle Opinioni
Consapevoli della sofferenza creata dall’attaccamento alle opinioni e alle percezioni erronee, siamo determinati a non avere una mente ristretta, legata alle opinioni attuali. Impareremo e praticheremo il non attaccamento alle opinioni, per essere aperti alla visione profonda e alle esperienze degli altri. Siamo consapevoli che la conoscenza del momento non è l’immutabile e assoluta verità. La verità si trova nella vita e noi osserveremo la vita dentro e intorno a noi in ogni momento, pronti a imparare da essa.

Il Terzo Addestramento: Libertà di Pensiero
Consapevoli della sofferenza che causiamo imponendo le nostre opinioni, ci impegniamo a non forzare gli altri, neppure i nostri figli, ad adottare le nostre opinioni con alcun mezzo: autorità, minacce, denaro, propaganda o indottrinamento. Rispetteremo il diritto degli altri di essere diversi e di scegliere in cosa credere e come decidere. Tuttavia, con il dialogo compassionevole, aiuteremo gli altri a rinunciare al fanatismo e alla ristrettezza mentale.

Il Quarto Addestramento: Consapevolezza della Sofferenza
Consapevoli che guardare in profondità la natura della sofferenza ci aiuta a sviluppare la compassione e a trovare modi per uscire dalla sofferenza, siamo determinati a non fuggire e a non chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza. Ci impegniamo a trovare modi, compresi contatti personali, immagini e suoni, per stare con coloro che soffrono, per capirne profondamente la situazione e aiutarli a trasformare la sofferenza in compassione, pace e gioia.

Il Quinto Addestramento: Vita Semplice e Sana
Consapevoli che la vera felicità si fonda sulla pace, la stabilità, la libertà e la compassione, siamo determinati a non porci come scopo della vita la fama, il profitto, il benessere o il piacere sensuale, a non accumulare ricchezza, mentre ci sono milioni di esseri che hanno fame e muoiono. Ci impegniamo a vivere con semplicità e a condividere tempo, energia e risorse materiali con chi ne ha bisogno. Praticheremo il consumo consapevole, non usando alcol, droghe o altri prodotti che introducano tossine in noi stessi, così come nel corpo e nella coscienza collettivi.

Il Sesto Addestramento: Prendersi Cura della Rabbia
Consapevoli che la rabbia blocca la comunicazione e crea sofferenza, siamo determinati a prenderci cura dell’energia della rabbia quando sorge e a riconoscerne e trasformarne i semi che giacciono nel profondo delle nostre coscienze. Quando sorge la rabbia, siamo determinati a non fare e a non dire nulla, praticando invece il respiro consapevole e la meditazione camminata, per riconoscere , abbracciare e guardare in profondità la rabbia. Impareremo a guardare con gli occhi della compassione coloro che pensiamo siano la causa della nostra rabbia.

Il Settimo Addestramento: Dimorare Felicemente nel Momento Presente
Consapevoli che la vita è disponibile solo nel momento presente e che è possibile vivere felicemente qui e ora, ci impegniamo ad addestrarci per vivere profondamente ogni momento della nostra vita quotidiana. Non ci faremo trasportare dai rimpianti del passato, dalle preoccupazioni per il futuro, o dall’avidità, dalla rabbia e dalla gelosia nel presente. Siamo determinati ad imparare l’arte del vivere consapevole, entrando in contatto con gli elementi meravigliosi, vitali e salutari che esistono in noi e intorno a noi, e nutrendo i semi di gioia, pace, amore e comprensione in noi stessi, per facilitare il lavoro di trasformazione e di guarigione della nostra coscienza.

L’Ottavo Addestramento: Comunità e Comunicazione
Consapevoli che la mancanza di comunicazione porta sempre divisione e sofferenza, ci impegniamo ad addestrarci nella pratica dell’ascolto compassionevole e della parola amorevole. Impareremo ad ascoltare in profondità, senza giudicare o reagire, e ci asterremo dal pronunciare parole che possano causare discordia o divisioni nella comunità. Faremo ogni sforzo per mantenere aperta la comunicazione e per ricomporre e risolvere tutti i conflitti, per quanto piccoli.

Il Nono Addestramento: Parola Veritiera e Amorevole
Consapevoli che le parole possono creare sofferenza o felicità, ci impegniamo a imparare a parlare in modo veritiero e costruttivo, usando solo parole che ispirino speranza e fiducia. Siamo determinati a non dire il falso per salvare interessi personali o per impressionare gli altri e a non pronunciare parole che causino divisione e odio. Non diffonderemo notizie di cui non siamo certi e non condanneremo cose di cui non siamo sicuri. Faremo del nostro meglio per denunciare situazioni di ingiustizia, anche quando ciò minacci la nostra incolumità.

Il Decimo Addestramento: Proteggere il Sangha
Consapevoli che l’essenza e lo scopo di un Sangha è la pratica della comprensione e della compassione, ci impegniamo a non usare la comunità buddhista per profitto personale e a non trasformare la nostra comunità in uno strumento politico. Tuttavia, una comunità spirituale dovrebbe prendere una chiara posizione contro l’oppressione e l’ingiustizia e dovrebbe lottare per cambiare la situazione, senza impegnarsi in conflitti di parte.

L’Undicesimo Addestramento: Retti Mezzi di Sostentamento
Consapevoli che l’ambiente e la società hanno subìto grandi violenze e ingiustizie, ci impegniamo a non vivere di una professione dannosa per gli esseri umani e per la natura. Faremo del nostro meglio per scegliere un mezzo di sostentamento che aiuti a realizzare il nostro ideale di comprensione e di compassione. Consapevoli dell’economia globale e della realtà politica e sociale, ci comporteremo in modo responsabile come consumatori e come cittadini, non investendo in aziende che privino gli altri della possibilità di vivere.

Il Dodicesimo Addestramento: Rispetto per la Vita
Consapevoli che molta sofferenza viene causata da guerre e conflitti, siamo determinati a coltivare la nonviolenza, la comprensione e la compassione nelle nostre vite quotidiane, per promuovere l’educazione alla pace, la mediazione consapevole e la riconciliazione nelle famiglie, nelle comunità, nelle nazioni e nel mondo. Siamo determinati a non uccidere e a non permettere che altri uccidano. Con il nostro Sangha praticheremo diligentemente il guardare in profondità, per scoprire modi migliori per proteggere la vita e prevenire la guerra.

Il Tredicesimo Addestramento: Generosità
Consapevoli della sofferenza causata da sfruttamento, ingiustizia sociale, furto e oppressione, ci impegniamo a coltivare la gentilezza amorevole e ad imparare modi per favorire il benessere di persone, animali, piante e minerali. Praticheremo la generosità, condividendo tempo, energie e risorse materiali con coloro che ne hanno bisogno. Siamo determinati a non rubare e a non possedere nulla che appartenga ad altri. Rispetteremo la proprietà altrui, ma cercheremo di impedire che altri traggano profitto dalla sofferenza umana e dalla sofferenza di altri esseri.

Il Quattordicesimo Addestramento: Retta Condotta
Consapevoli che le relazioni sessuali motivate dall’avidità non riescono a dissipare il sentimento di solitudine, ma creano maggior sofferenza, frustrazione e isolamento, siamo determinati a non intraprendere relazioni sessuali senza reciproca comprensione, amore e impegno a lungo termine. Nelle relazioni sessuali dobbiamo essere consapevoli della sofferenza che potremmo causare in futuro. Sappiamo che, per proteggere la felicità nostra e degli altri, dobbiamo rispettare i diritti e gli impegni nostri e degli altri. Faremo tutto quanto è in nostro potere per proteggere i bambini dagli abusi sessuali e per proteggere coppie e famiglie dalle rotture dovute a una condotta sessuale scorretta. Tratteremo il nostro corpo con rispetto e conserveremo le energie vitali (del sesso, del respiro e dello spirito) per la realizzazione del nostro ideale di bodhisattva. Saremo pienamente consapevoli della responsabilità di nuove vite e mediteremo sul mondo in cui intendiamo fare nascere nuovi esseri.

Thich Nhat Hanh

Monaco zen vietnamita, poeta e costruttore di pace, è oggi insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo.

Nato in Vietnam centrale nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha operato fin dalla sua giovinezza affinché il buddhismo portasse pace, riconciliazione e fratellanza nella società. Testimone delle devastazioni portate nel suo Paese dalla guerra, ha avuto chiara la percezione che il buddhismo non poteva rinchiudersi nei templi disinteressandosi delle vicende umane ma era chiamato ad agire con equanimità, compassione ed efficacia e portare alle persone aiuti concreti, insieme a insegnamenti e sostegno spirituale.

Nel 1964, durante la guerra in Vietnam, ha dato vita a uno dei movimenti di resistenza nonviolenta più significativi del secolo, i Piccoli Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico.

Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, già costretto all’esilio, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese. Stabilitosi in Francia, nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l’arte di vivere in consapevolezza. Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam, accompagnato da un folto gruppo di monaci e laici, per un viaggio di riconciliazione e insegnamenti.

Conduce ogni anno in tutto il mondo ritiri sull’arte di vivere in consapevolezza, ai quali partecipano migliaia di persone. Ha guidato ritiri speciali per reduci americani della guerra nel Vietnam, per parlamentari statunitensi, per psicoterapeuti, per artisti, per attivisti ambientalisti e per gruppi di praticanti israeliani e palestinesi.
I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue. Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori e Neri Pozza.

Maggiori informazioni su di lui e sulla sua comunità possono essere trovate su www.plumvillage.org (in inglese) e sul sito www.esserepace.org (in italiano).

tay

The Fourteen Mindfulness Trainings Introduction
(from Interbeing by Thich Nhat Hanh)

1. The First Mindfulness Training: Openness
Aware of the suffering created by fanaticism and intolerance, we are determined not to be idolatrous about or bound to any doctrine, theory, or ideology, even Buddhist ones. Buddhist teachings are guiding means to help us learn to look deeply and to develop our understanding and compassion. They are not doctrines to fight, kill, or die for.

2. The Second Mindfulness Training: Nonattachment from Views
Aware of the suffering created by attachment to views and wrong perceptions, we are determined to avoid being narrow-minded and bound to present views. We shall learn and practice nonattachment from views in order to be open to others’ insights and experiences. We are aware that the knowledge we presently possess is not changeless, absolute truth. Truth is found in life, and we will observe life within and around us in every moment, ready to learn throughout our lives.

3. The Third Mindfulness Training: Freedom of Thought
Aware of the suffering brought about when we impose our views on others, we are committed not to force others, even our children, by any means whatsoever – such as authority, threat, money, propaganda, or indoctrination – to adopt our views. We will respect the right of others to be different and to choose what to believe and how to decide. We will, however, help others renounce fanaticism and narrowness through practicing deeply and engaging in compassionate dialogue.

4. The Fourth Mindfulness Training: Awareness of Suffering
Aware that looking deeply at the nature of suffering can help us develop compassion and find ways out of suffering, we are determined not to avoid or close our eyes before suffering. We are committed to finding ways, including personal contact, images, and sounds, to be with those who suffer, so we can understand their situation deeply and help them transform their suffering into compassion, peace, and joy.

5. The Fifth Mindfulness Training: Simple, Healthy Living
Aware that true happiness is rooted in peace, solidity, freedom, and compassion, and not in wealth or fame, we are determined not to take as the aim of our life fame, profit, wealth, or sensual pleasure, nor to accumulate wealth while millions are hungry and dying. We are committed to living simply and sharing our time, energy, and material resources with those in need. We will practice mindful consuming, not using alcohol, drugs, or any other products that bring toxins into our own and the collective body and consciousness.

6. The Sixth Mindfulness Training: Dealing with Anger
Aware that anger blocks communication and creates suffering, we are determined to take care of the energy of anger when it arises and to recognize and transform the seeds of anger that lie deep in our consciousness. When anger comes up, we are determined not to do or say anything, but to practice mindful breathing or mindful walking and acknowledge, embrace, and look deeply into our anger. We will learn to look with the eyes of compassion at ourselves and at those we think are the cause of our anger.

7. The Seventh Mindfulness Training: Dwelling Happily in the Present Moment
Aware that life is available only in the present moment and that it is possible to live happily in the here and now, we are committed to training ourselves to live deeply each moment of daily life. We will try not to lose ourselves in dispersion or be carried away by regrets about the past, worries about the future, or craving, anger, or jealousy in the present. We will practice mindful breathing to come back to what is happening in the present moment. We are determined to learn the art of mindful living by touching the wondrous, refreshing, and healing elements that are inside and around us, and by nourishing seeds of joy, peace, love, and understanding in ourselves, thus facilitating the work of transformation and healing in our consciousness.

8. The Eighth Mindfulness Training: Community and Communication
Aware that lack of communication always brings separation and suffering, we are committed to training ourselves in the practice of compassionate listening and loving speech. We will learn to listen deeply without judging or reacting and refrain from uttering words that can create discord or cause the community to break. We will make every effort to keep communications open and to reconcile and resolve all conflicts, however small.

9. The Ninth Mindfulness Training: Truthful and Loving Speech
Aware that words can create suffering or happiness, we are committed to learning to speak truthfully and constructively, using only words that inspire hope and confidence. We are determined not to say untruthful things for the sake of personal interest or to impress people, nor to utter words that might cause division or hatred. We will not spread news that we do not know to be certain nor criticize or condemn things of which we are not sure. We will do our best to speak out about situations of injustice, even when doing so may threaten our safety.

10. The Tenth Mindfulness Training: Protecting the Sangha
Aware that the essence and aim of a Sangha is the practice of understanding and compassion, we are determined not to use the Buddhist community for personal gain or profit or transform our community into a political instrument. A spiritual community should, however, take a clear stand against oppression and injustice and should strive to change the situation without engaging in partisan conflicts.

11. The Eleventh Mindfulness Training: Right Livelihood

Aware that great violence and injustice have been done to our environment and society, we are committed not to live with a vocation that is harmful to humans and nature. We will do our best to select a livelihood that helps realize our ideal of understanding and compassion. Aware of global economic, political and social realities, we will behave responsibly as consumers and as citizens, not supporting companies that deprive others of their chance to live.

12. The Twelfth Mindfulness Training: Reverence for Life
Aware that much suffering is caused by war and conflict, we are determined to cultivate nonviolence, understanding, and compassion in our daily lives, to promote peace education, mindful mediation, and reconciliation within families, communities, nations, and in the world. We are determined not to kill and not to let others kill. We will diligently practice deep looking with our Sangha to discover better ways to protect life and prevent war.

13. The Thirteenth Mindfulness Training: Generosity
Aware of the suffering caused by exploitation, social injustice, stealing, and oppression, we are committed to cultivating loving kindness and learning ways to work for the well-being of people, animals, plants, and minerals. We will practice generosity by sharing our time, energy, and material resources with those who are in need. We are determined not to steal and not to possess anything that should belong to others. We will respect the property of others, but will try to prevent others from profiting from human suffering or the suffering of other beings.

14. The Fourteenth Mindfulness Training: Right Conduct
(For lay members): Aware that sexual relations motivated by craving cannot dissipate the feeling of loneliness but will create more suffering, frustration, and isolation, we are determined not to engage in sexual relations without mutual understanding, love, and a long-term commitment. In sexual relations, we must be aware of future suffering that may be caused. We know that to preserve the happiness of ourselves and others, we must respect the rights and commitments of ourselves and others. We will do everything in our power to protect children from sexual abuse and to protect couples and families from being broken by sexual misconduct. We will treat our bodies with respect and preserve our vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal. We will be fully aware of the responsibility of bringing new lives into the world, and will meditate on the world into which we are bringing new beings.

(For monastic members): Aware that the aspiration of a monk or a nun can only be realized when he or she wholly leaves behind the bonds of worldly love, we are committed to practicing chastity and to helping others protect themselves. We are aware that loneliness and suffering cannot be alleviated by the coming together of two bodies in a sexual relationship, but by the practice of true understanding and compassion. We know that a sexual relationship will destroy our life as a monk or a nun, will prevent us from realizing our ideal of serving living beings, and will harm others. We are determined not to suppress or mistreat our body or to look upon our body as only an instrument, but to learn to handle our body with respect. We are determined to preserve vital energies (sexual, breath, spirit) for the realization of our bodhisattva ideal


Biography of  teacher Thich Nhat Hanh

One of the best known and most respected Zen masters in the world today, poet, peace and human rights activist, Thich Nhat Hanh has led an extraordinary life. Born in central Vietnam in 1926, Nhat Hanh was ordained a Buddhist monk in 1942, at the age of sixteen. Just eight years later, he co-founded what was to become the foremost center of Buddhist studies in South Vietnam , the An Quang Buddhist Institute.

In 1961, Nhat Hanh came to the United States to study and teach comparative religion at Columbia and Princeton Universities . But in 1963, his monk-colleagues in Vietnam invited him to come home to join them in their work to stop the US-Vietnam war. After returning to Vietnam , he helped lead one of the great nonviolent resistance movements of the century, based entirely on Gandhian principles.

In 1964, along with a group of university professors and students in Vietnam, Thich Nhat Hanh founded the School of Youth for Social Service, called by the American press the “little Peace Corps,” in which teams of young people went into the countryside to establish schools and health clinics, and later to rebuild villages that had been bombed. By the time of the fall of Saigon, there were more than 10,000 monks, nuns, and young social workers involved in the work. In the same year, he helped set up what was to become one of the most prestigious publishing houses in Vietnam, La Boi Press. In his books and as editor-in-chief of the official publication of the Unified Buddhist Church, he called for reconciliation between the warring parties in Vietnam, and because of that his writings were censored by both opposing governments.

In 1966, at the urging of his fellow monks, he accepted an invitation from the Fellowship of Reconciliation and Cornell University to come to the U.S. “to describe to [us] the aspirations and the agony of the voiceless masses of the Vietnamese people” ( New Yorker , June 25, 1966). He had a densely packed schedule of speaking engagements and private meetings, and spoke convincingly in favor of a ceasefire and a negotiated settlement. Martin Luther King, Jr. was so moved by Nhat Hanh and his proposals for peace that he nominated him for the 1967 Nobel Peace Prize, saying, “I know of no one more worthy of the Nobel Peace Prize than this gentle monk from Vietnam .” Largely due to Thich Nhat Hanh’s influence, King came out publicly against the war at a press conference, with Nhat Hanh, in Chicago .

When Thomas Merton, the well-known Catholic monk and mystic, met Thich Nhat Hanh at his monastery, Gethsemani, near Louisville , Kentucky , he told his students, “Just the way he opens the door and enters a room demonstrates his understanding. He is a true monk.” Merton went on to write an essay, “Nhat Hanh Is My Brother,” an impassioned plea to listen to Nhat Hanh’s proposals for peace and lend full support for Nhat Hanh’s advocacy of peace. After important meetings with Senators Fullbright and Kennedy, Secretary of Defense McNamara, and others in Washington, Thich Nhat Hanh went to Europe, where he met with a number of heads of state and officials of the Catholic church, including two audiences with Pope Paul VI, urging cooperation between Catholics and Buddhists to help bring peace to Vietnam .

In 1969, at the request of the Unified Buddhist Church of Vietnam, Thich Nhat Hanh set up the Buddhist Peace Delegation to the Paris Peace Talks. After the Peace Accords were signed in 1973, he was refused permission to return to Vietnam , and he established a small community a hundred miles southwest of Paris , called “Sweet Potato.” In 1976-77, Nhat Hanh conducted an operation to rescue boat people in the Gulf of Siam , but hostility from the governments of Thailand and Singapore made it impossible to continue. So for the following five years, he stayed at Sweet Potato in retreat – meditating, reading, writing, binding books, gardening, and occasionally receiving visitors.

In 1982, Thich Nhat Hanh established Plum Village, a larger, thriving retreat center near Bordeaux, France, where he has been living in exile from his native Vietnam . Since 1983 he has traveled to North America to lead retreats and give lectures on mindful living and social responsibility, “making peace right in the moment we are alive.” He has offered retreats for Vietnam veterans, mental health and social workers, prison inmates, ecologists, businessmen, police officers and members of Congress. In 1997, Nhat Hanh founded the Green Mountain Dharma Center and Maple Forest Monastery in Vermont . In 2000, he founded Deer Park Monastery in Escondido, California. He has ordained over two hundred monks and nuns from different parts of the world. In addition, 230 lay practice communities practicing in the tradition of Thich Nhat Hanh meet regularly throughout the United States and around the world.

Since his days in Vietnam , Thich Nhat Hanh has been a leading proponent of “engaged Buddhism,” a way of life and a spiritual practice that works actively in the world to relieve suffering. Nhat Hanh continues his work to alleviate the suffering of refugees, boat people, political prisoners and hungry families in Vietnam and other Third World countries. He has been instrumental in initiating the declaration, by the General Assembly of the United Nations, dedicating 2001-2010 as the “International Decade for a Culture of Peace and Non-Violence for the Children of the World” (Resolution A/RES/53/2519/111998). He collaborated with the Nobel Peace Laureates in drafting the “Manifesto 2000,” with six points on the Practice of Peace and Non-violence distributed by UNESCO. In December 2000, Thich Nhat Hanh was invited to give a lecture at the White House World Summit Conference on HIV and AIDS. He has also been invited to speak at The Gorbachev World Forum and the World Economic Summit in Davos , Switzerland .

Thich Nhat Hanh has received recognition for his prolific writings on meditation, mindfulness, and peace. He has published over 85 titles of accessible poems, prose, and prayers, with more than 40 of those works in English. His best-known books include Peace is Every Step , Being Peace , Touching Peace , Call Me by My True Names , Living Buddha, Living Christ , Teachings on Love , and Anger .

Now eighty years old, Thich Nhat Hanh is emerging as one of the great teachers of our time. In the midst of our society’s emphasis on speed, efficiency, and material success, Thich Nhat Hanh’s ability to walk calmly with peace and awareness and to teach us to do the same has led to his enthusiastic reception in the West. Although his mode of expression is simple, his message reveals the quintessence of the deep understanding of reality that comes from his meditations, his Buddhist training, and his work in the world.

Cerca qualcuno da amare – Find someone to love – Stephen Littleword


speranza attesa

Cerca qualcuno da amare

Cerca qualcuno da amare
qualcosa in cui sperare,
diventerà il tuo motivo per vivere.

Stephen Littleword, Aforismi

Find someone to love

Find someone to love
something to hope for,
become your reason to live.

Stephen Littleword, Aphorisms

Aurora – Dawn




🌸Aurora🌸

Tutto ritorna,
ci nutre d’aurora
nei momenti bui
e non sempre
ci accorgiamo.

14.07.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Dawn

Everything returns,
feeds us with the dawn
in dark times
and not always
we notice.

14.07.2021 Poetyca

Sii uomo – Be a man


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Sii uomo
Continua a danzare
ed apri il pugno
per far scorrere ferite antiche
al ritmo arcaico del cuore
dove tutto s’incide
e non fa rumore
tamburellare silente
che s’impenna e segna
percorsi e tappe
oltre la memoria

Continua ad essere
giglio nel campo
che si riveste
di nuova speranza
candido manto
rinnova l’anima
e si consegna alla vittoria
Sii uomo che sogna
e realizza il suo sentire
schiodando radici
ad ogni timore
– Oggi è festa!
Lo segna il tempo
senza lancette –
La vita ritorna
e tutto ridesta
14.07.2006 Poetyca

Be a man
Continue to dance
and open the fist
to scroll through old wounds
Archaic to the rhythm of the heart
where everything incised
and no noise
drumming silent
rearing and marks
routes and stops
beyond the memory
Continues to be
lily in the field
which plays
new hope
white blanket
renews the soul
and delivery to victory
Be a man who dreams
and makes her feel
schiodando roots
every fear
– Today is a holiday!
It marks the time
without hands –
Life returns
awakens and everything
14.07.2006 Poetyca

Tu sei – You are


Tu sei

Tu sei
quella stella ad oriente
che guarda paziente
tra le pieghe della notte

Tu sei
raggio di sole
che solleva
la polvere nascosta
tra venature di vita

Tu sei
sogno reale
vittorioso e vero
dove tutto è impastato
con false parole

Tu sei
il giorno che arriva
dopo questo buio
in sospiri d’attesa
che restituisce senso
alla speranza mai sopita

Tu sei
carezza di cielo
immagine viva
che mostra il suo volto
tra le pieghe di quest’anima
che non ha smesso mai
di credere a quello che sei

12.07.2011 Poetyca

You are

You are
that star in the east
watching patient
between the folds of the night

You are
sunbeam
that raises
dust hidden
between the veins of life

You are
real dream
victorious and true
where all is mixed
with false words

You are
the day that rises
after this dark
waiting in sighs
that returns sense
to hope never appeased

You are
caress of heaven
living image
that shows its face
between the folds of this soul
that has never stopped
to believe what you are

12.07.2011 Poetyca

Passi – Steps


🌸Passi🌸

Passo dopo passo,
senza timore
si giunge lontano,
dove prima tutto
appariva irraggiungibile.

14.07.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Steps

Step by step,
without fear
you go far,
where first everything
it seemed unattainable.

14.07.2021 Poetyca

Osservare – Observe – Jiddu Krishnamurti




🌸Ossservare🌸

La capacità di osservare
senza giudicare
è la più alta forma
di intelligenza.

Jiddu Krishnamurti
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Observe

The ability to observe
without judging
it is the highest form
of intelligence.

Jiddu Krishnamurti

Una perla al giorno – Bodhidharma


 

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Oltre la mente non c’è Buddha,Oltre il Buddha non c’è nessuna mente. Se pensate che ci sia un Buddha oltre la mente, allora dove?

Bodhidharma

Beyond mind there’s no Buddha, beyond Buddha there’s no mind. If you think there is a Buddha beyond mind, then where?

Bodhidharma

Fiore di loto – Lotus Flower


stellasperanza

Fiore di loto

Gli antichi cinesi sostenevano che, dopo aver visto una volta come cresce il loto negli ambienti acquatici, non si può più dimenticarne quanto è spettacolare e altamente allusivo. Quando i popoli primitivi si ritrovarono ad assistere al risorgere del loto dal fondo dei corsi d’acqua inariditi dalla mancanza di pioggia, lo considerarono simbolico dell’immortalità e della resurrezione. I semi durissimi e impermeabili possono rimanere in uno stato di prolungata quiescenza e germinare anche dopo oltre 400 anni, ma ne sono stati ritrovati in Cina addirittura risalenti a 1.200 anni fa. I fiori delicati e profumati, del diametro fino a 25 cm, della pianta d’acqua dolce del loto hanno un profondo significato nelle religioni orientali: rappresentano la purezza e il potere creativo in un ambiente avverso, la sapienza divina, il progresso interiore della coscienza dell’individuo verso il livello superiore ma, per via del loro generarsi spontaneamente, ricordano la nascita divina e la fertilità.

Secondo alcune interpretazioni, il loto sarebbe nativo in Egitto, poi diffuso in India e assimilato dal Buddismo in seguito. Brahma, il Creatore e Dio padre dell’universo nella dottrina induista, è raffigurato nascente da un fiore di loto che spunta dall’ombelico della divinità Vishnu, il Conservatore, nelle tradizionali rappresentazioni indù. Per la sua caratteristica naturale di nascere dal fango senza risultarne macchiato, il significato del loto è diventato simbolico della purezza, dell’elevazione spirituale che emerge dal caos primordiale negli insegnamenti spirituali e nelle tradizioni filosofiche ed esoteriche tantriche originatesi nelle religioni indiane. I centri energetici (‘chakra’) della funzione vivente a multilivello sono associati con il numero variabile dei petali del loto e il suo fiorire diventa equivalente dell’illuminazione, della rivelazione finale.

Nel Buddismo, i fiori di loto costituiscono un’offerta particolarmente sacra quale simbolo di Buddha, della purezza del corpo e della parola, dell’affidabilità e dell’illuminazione della mente nell’uomo virtuoso. La preghiera buddista tradotta come ‘Oh, il gioiello del fiore di loto!’ ne esalta gli attributi di purezza, delicatezza e bellezza. I fiori si aprono soltanto per pochi giorni, poi ogni petalo scivola silenziosamente in acqua, uno per volta, nell’arco di un breve periodo, mentre le foglie coriacee rimangono sempre pulite essendo assai idrofobiche in superficie in seguito ad una proprietà denominata ‘effetto loto’. La pianta nasce da un seme che attecchisce sul fondo di acque stagnanti, immerso nel fango – sinonimo di ciò che è materiale, attaccamento, desiderio, avidità, odio, illusione – al buio come è l’ignoranza, che non consente di individuare con chiarezza la verità nella vita. La semenza cresce verso l’alto, attratta dal calore e dalla luce del sole, allo stesso modo degli esseri umani che crescono ricercando per natura l’amore, la compassione, il vero. Gli steli lunghi e tubolari portano separatamente una foglia rotonda di grandi dimensioni e un fiore appariscente che si dischiude a poco a poco, un petalo alla volta, al risveglio dei raggi del sole mattutino, come ad aprirsi completamente all’illuminazione, alla vita spirituale. I petali, come raggi di sole, galleggiano sempre in superficie, completamente alla luce, per richiudersi con il calare della sera. Il fiore rimane ancorato con le radici, ma si muove liberamente secondo il flusso di acqua, come succede ogni istante nell’evoluzione di ogni situazione. La rivelazione di Buddha nel ‘Sutra del Loto’ – uno dei testi fondamentali per le scuole buddiste cinesi e giapponesi – riguarda la forza vitale universale che origina e regola tutti i fenomeni esistenti.

http://www.giardinaggio.net/Fiori/significato-dei-fiori/Loto.asp

Lotus Flower

The ancient Chinese claimed that, having once seen as the lotus grows in aquatic environments, one can not forget what is spectacular and highly suggestive. When primitive peoples found themselves witness the resurgence of lotus from the bottom of rivers dried up from lack of rain, saw it as symbolic of immortality and resurrection. The seeds are extremely hard and impermeable to remain in a state of prolonged quiescence and germinate even after more than 400 years, but have been found in China even dating back to 1,200 years ago. The delicate flowers and fragrant, with a diameter up to 25 cm, the plant freshwater lotus have a deep meaning in Eastern religions: they represent the purity and creative power in an adverse environment, the divine wisdom, the inner progress of consciousness to the upper level of the individual, but because of their generated spontaneously, remember the divine birth and fertility.

According to some interpretations, the lotus was native to Egypt, then spread to India and assimilated by Buddhism later. Brahma, the Creator and God the Father of the universe in Hindu doctrine, is shown emerging from a lotus flower that grows from the navel of the god Vishnu, the Preserver, in the traditional Hindu representation. Due to its characteristic natural born from the mud without reason be stained, the meaning of the lotus has become symbolic of the purity of the spiritual that emerges from the primordial chaos in spiritual teachings and traditions of philosophical and esoteric Tantric originated in Indian religions. The energy centers (‘chakra’) of living in multi-function associated with the variable number of petals of the lotus flower and its becomes equivalent illumination, the final revelation.

In Buddhism, the lotus flowers are a particularly sacred as a symbol of Buddha, the purity of body and speech, reliability and enlightenment of the mind virtuous man. The Buddhist prayer translated as, ‘Oh, the jewel of the lotus flower!’ Enhances the attributes of purity, delicacy and beauty. The flowers open only for a few days, then each petal slips silently in water, one at a time, over a short period, while the leaves coriaceous remain always clean being very hydrophobic surface in response to a property named ‘lotus effect ‘. The plant originates from a seed that takes root at the bottom of stagnant water, in the mud – synonymous with what is material, attachment, desire, greed, hatred, delusion – in the dark as ignorance, which does not allow to clearly identify the truth in life. The seed grows up, attracted by the warmth and light of the sun, in the same way human beings who grow up searching for the nature of love, compassion, true. The long stems and tubular separately carry a large round leaves and a showy flower that unfolds gradually, one petal at a time, the awakening of the rays of the morning sun, as to open up completely to enlightenment, spiritual life. The petals, like rays of sunshine, always floating on the surface, the light completely, to close again with nightfall. The flower remains anchored with the roots, but moves freely according to the flow of water, as happens every moment in the evolution of each situation. The revelation of the Buddha in ‘Lotus Sutra’ – one of the fundamental texts for the Chinese and Japanese Buddhist schools – about the universal life force that creates and governs all phenomena exist.

Sinfonie arcane – Arcane symphonies


Sinfonie arcane

Conducimi nel luogo
che tu conosci
con una cascata
ai piedi dell’arcobaleno
Portami dove il sorriso
tinge le pareti
del tuo immenso cielo
Raccontami di storie
e leggende arcane
dove ogni sogno
ha la voce del cuore
Sostieni il mio cammino
stringendomi la mano
e tutto avrà i colori
che sono noi sceglieremo
Parlami al buio
con il sussurro
di vento compagno
Guidami con la forza
di speranza senza nome
capace di cambiare la vita
dove catturano paure
Sii per me compagno
oltre ogni confine

 06.09.2003 Poetyca

Arcane symphonies

Lead me to the place
you know
with a waterfall
at the foot of the rainbow
Take me smile
tinged walls
your immense sky
Tell stories
legends and arcane
where every dream
has the voice of the heart
Support my way
shaking hands
and all the colors will
which we will choose
Tell me in the dark
with the whisper
Wind friend
Guide me with the force
hope unnamed
able to change lives
where fears capture
Be my friend
every division

  06.09.2003 Poetyca

 
 
 

La vita non smette – Life does not stop



La vita non smette

La Speranza
nutre il cuore
colora l’attesa
oltre silenzio
e mille parole
La vita
non smette
di aggrapparsi
al flebile vigore
o al sottile filo
di un giorno nuovo

20.01.2017 Poetyca

Life does not stop

The hope
nourishing the heart
colors waiting
than silence
and a thousand words
The life
does not stop
to cling
the weak force
or thin wire
a new day

01/20/2017 Poetyca

✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼   In meditazione ✸¸.•°*”˜˜”*°•.☼


In meditazione

Seduto in meditazione
sul mio cuscino
seguo solo il mio respiro.
E la mia vita
non è più la somma
‎dei miei pensieri,
ma lo scorrere
del mio Essere

Maestro Tetsugen

In meditation

Sitting in meditation
on my cushion
I just follow my breath.
It’s my life
is no longer the sum
Of my thoughts,
but run it
of my Being

Maestro Tetsugen

Il Duello del Maestro di Cerimonia del Tè – The Duel of the Master of Tea Ceremony – Suzuki Daisetz T


Il Duello del Maestro di Cerimonia del Tè

Un giorno, a Edo, un pacifico maestro del tè (che non aveva il rango di samurai, sebbene il protocollo gli imponesse di vestirsi come tale) fece un incontro che aveva sempre temuto da quando aveva lasciato il castello: si imbatte in un ronin(un samurai senza padrone) che lo sfidò a duello: Il maestro del tè spiegò chi era, ma il ronin, nella speranza di estorcere danaro alla sua vittima, continuò a minacciarlo. Pagare per venire lasciato in pace sarebbe stata un’azione disonorevole per il maestro del tè, per il suo signore e per il suo clan. L’unica alternativa era accettare la sfida. Ormai rassegnato alla morte, il maestro del tè aveva l’unico desiderio di morire in un modo degno di un samurai. Perciò chiese all’avversario il permesso di rinviare lo scontro e si precipitò in una scuola di scherma che aveva visto nelle vicinanze, sperando di ricevere almeno le informazioni fondamentali, cioè di imparare a morire onorevolmente di spada. Senza lettere di presentazione di solito era difficile farsi ricevere dal maestro di una scuola, ma in questo caso, i portinai si accorsero del turbamento del maestro del tè, e rimasero colpiti dall’enfasi con cui chiedeva di entrare. Egli venne finalmente condotto dal maestro che, dopo aver ascoltato attentamente la storia, pregò il visitatore di servire un po’ di tè prima di imparare l’arte di morire. Il maestro di scherma, vedendolo compiere la cerimonia del tè con totale concentrazione e serenità mentale, a un certo punto si batté la mano sul ginocchio, in segno di cordiale approvazione ed esclamò: “Ecco! Non c’è bisogno che tu impari l’arte della morte! Lo stato d’animo in cui ora ti trovi è sufficiente per permetterti di affrontare qualunque spadaccino. Quando vedrai il tuo ronin, comportati così: prima pensa che ti accingi a servire il tè ad un ospite. Salutalo cortesemente, scusandoti per il ritardo, e digli che ora sei pronto per lo scontro. Togliti il haori, la sopravveste, piegalo con cura, e poi posa su di esso il ventaglio, come quando stai lavorando. Poi cingiti la testa con il tenugui, la fascia, rimboccati le maniche e legale con una corda, e raccogli la tua hakama. Sguaina la spada, levala sopra la testa, pronto ad abbattere l’avversario e , chiudendo gli occhi, raccogli i tuoi pensieri per il combattimento. Quando lo udrai lanciare un urlo, colpiscilo con la tua spada. Probabilmente l’incontro si concluderà con la morte di entrambi”. Ringraziando profusamente lo schermitore, il maestro del tè ritornò dal ronin, si preparò ed attese. Il ronin vide “una persona completamente diversa” e “chiese perdono al maestro del tè per la sua scortese richiesta, affrettandosi ad andarsene”

Suzuki Daisetz T. “Zen and Japanese Culture” NewYork: Pantheon Book,1960

The Duel of the Master of Tea Ceremony

One day, in Edo, a peaceful tea master (who had the rank of samurai, the protocol to impose a dress like that) had a meeting that he had always feared since she left the castle, he runs into a ronin ( a masterless samurai) who challenged him to a duel: The tea master explained who he was, but the ronin, in the hope of extorting money to his victim, continued to threaten him. Paying for being left alone would have been dishonorable action for the tea master, for his master and his clan. The only alternative was to accept the challenge. Resigned to death, the tea master was the only wish of dying in a manner worthy of a samurai. So the opponent asked for permission to postpone the fight and ran a school of fencing that had seen nearby, hoping to receive at least basic information, that is to learn to die honorably by the sword. No letters of introduction was usually difficult to be received by the master of a school, but in this case, the caretakers noticed the disturbance of the tea master, and were struck with dall’enfasi asking to enter. He was finally taken by the master who, after listening carefully to the story, the visitor asked him to serve a little ‘tea before learning the art of dying. The fencing master, seeing him do the tea ceremony with full concentration and peace of mind, at one point slapped his hand on her knee as a sign of cordial approval and exclaimed: “Behold! There is no need for you to learn the art of death! The mood you are in now is sufficient to allow it to tackle any swordsman. When you see your ronin, behaved like this: first think that you prepare to serve tea to a visitor. Greet kindly, apologizing for the delay, and tell him that you are now ready for battle. Take off the haori, the surcoat, fold it carefully, and then lay the fan on it, like when you’re working. Then gird up my head with tenugui, the band, roll up your sleeves and legal with a rope, and pick up your hakama. Draws his sword, Leval overhead, ready to shoot down the opponent, and closing his eyes, collect your thoughts for combat. When you hear a scream run, hit him with your sword. Probably the meeting will end with the death of both. ” Thanking him profusely fencer, returned from the tea master ronin, he prepared himself and waited. The ronin saw “a completely different person” and “begged forgiveness from the tea master for his rude request, hurrying to leave,”

T. Suzuki Daisetz “Zen and Japanese Culture”, New York: Pantheon Books, 1960

Malgrado tutto – In spite of everything


🌸Malgrado tutto🌸

A noi sgombrare il campo
da ogni interferenza:
Paure,aspettative,
attaccamento.

A noi rendere possibile
la rinascita con gioia e speranza
perché da ogni ferita
di manifesti luce.

A noi mantenere il passo
sull’asse d’equilibrio
delle emozioni…
Malgrado tutto.

14.03.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸In spite of everything

It is up to us to clear the field
from any interference:
Fears, expectations,
attachment.

We make it possible
rebirth with joy and hope
because from every wound
of manifest light.

It is up to us to keep up
on the axis of balance
of emotions …
In spite of everything.

14.03.2021 Poetyca

Armonia – Harmony




🌸Armonia🌸

Un soffio
ed un istante
e tutto è armonia
tutto si espande

Sto cercando
altre gocce di Luce
per abbattere
paure e tenebre

Apro ora con gioia
la mia mano
e non mi aggrappo
piú a nulla

14.07.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Harmony

A breath
and a moment
and everything is harmony
everything expands

I am looking for
other drops of Light
to break down
fears and darkness

I open now with joy
my hand
and I don’t cling
more to nothing

14.07.2021 Poetyca

Brezza estiva – Summer breeze


Brezza estiva
Tremante sfiora
capelli e occhi
tiepida carezza
che illumina istanti
Ancora colora
antichi sogni
-mai morti-
ma solo in attesa
di voli festanti
Nel fremito lieve
si donano odori
e nel sorriso
si nutre il sentire
Ogni giorno è aurora
-nascenti palpiti-
non lasciano sola
la smagrita speranza
14.08.2002 Poetyca
Summer breeze


Almost trembling
hair and eyes
warm caress
illuminating moments
More color
old dreams
-Never-dead
but only on hold
flight jubilant
In mild tremor
give themselves odors
and smile
it feeds the feeling
Every day is dawn
Infant-beating-
do not leave alone
the emaciated hope
14.08.2002 Poetyca

La serenità e l’arte -The serenity and art – Hermann Hesse


La serenità e l’arte

“La serenità, è il segreto del bello e la vera e propria sostanza di ogni arte. Il poeta, che col ritmo danzante dei versi esalta la magnificenza e l’orrore della vita, e il musicista che li fa risuonare come pura presenza, sono coloro che portano la luce, che aumentano la gioia, e la chiarità del mondo, anche se prima ci conducono attraverso lagrime e tensioni dolorose. Il poeta che ci delizia coi versi può anche essere triste e solitario, il musicista sognatore e malinconico, ma anche in questo caso la loro opera partecipa della serenità degli dei e delle stelle. Ciò che essi ci danno, non è più la loro tenebra, la loro sofferenza o angoscia, ma è una goccia di luce pura, di eterna serenità. “

Herman Hesse- Il gioco delle perle di vetro

Ovidio affermava ” Gutta cavat lapidem” – La goccia scava la roccia.

Immaginiamo se questa goccia fosse Luce. Spesso il nostro cuore si inaridisce di fronte al dolore, alle pene della vita e cosa sarebbe se non incontrassimo quella piccola goccia che, con costanza e con l’umiltà dell’acqua non fosse anche nutrimento? Il muro della diffidenza, nato dal dolore, si scaverebbe e la goccia di luce avrebbe spazio per far dono di sè. Così è per l’artista che attraverso il proprio passaggio dalle tenebre alla luce, dal timore alla speranza, impara a dissetare i cuori in ricerca di presenza attraverso la manifestazione e la condivisione della propria Opera nata spesso come travaglio interiore.

02.01.2008 Poetyca

The serenity and art

“Serenity, is the secret of beauty and true essence of all art. The poet, dancing with the rhythm of the verses that enhances the grandeur and horror of life, and the musician that makes them sound like pure presence, are those who carry the light, that increase the joy, and clarity of the world, but first take us through tears and painful tensions. The poet who delights us with verses can also be sad and lonely, melancholy dreamer and musician, but also In this case, their work shares the serenity of the gods and the stars. What they give us, is no longer their darkness, their suffering or distress, but it’s a drop of pure light, of eternal peace. “

-Herman Hesse The Glass Bead Game

Ovid said “Gutta cavat lapidem” – The drop excavates the rock.

Imagine if this drop was light. Often our hearts are withering in the face of pain, the sufferings of life and what it would be if we meet that little drop that, with perseverance and humility of the water was not even food? The wall of distrust, born of pain, you dig and the drop of light would make room for the gift of self. So is the artist who through their passage from darkness to light, from fear to hope, learn to quench the thirst of hearts in search of presence through the event and sharing their work often born as internal turmoil.

02.01.2008 Poetyca

Aurora – Dawn



Aurora
Tra cadute stelle
nasce l’aurora
in colori accesi
ti ristora
-vita-
speranza sognata
è afferrare
bagliori sopiti
10.08.2002 Poetyca
Dawn


Among fallen star
comes the dawn
in bright colors
refreshes you
-Life-
dream hope
is to grab
flashes dormant
10.08.2002 Poetyca

Amore – Love




🌸Amore🌸

Senza amore
non si giunge lontano,
si avverte una mancanza
e non si trova il senso
del proprio percorso.

Sebbene a volte
si sentano profonde ferite
a causa del cuore infranto,
dopo una pausa…
si riprende il volo!

14.07.2021 Poetyca
🌸🌿🌸#Poetycamente
🌸Love

Without love
you don’t get far,
there is a lack
and there is no sense
of your path.

Although sometimes
feel deep wounds
because of the broken heart,
after a break …
takes off again!

14.07.2021 Poetyca

Migliorare – Improve – Nikola Tesla




🌸Migliorare 🌸

La scienza non è nient’altro
che una perversione
se non ha come suo fine ultimo
il miglioramento delle condizioni
dell’umanità.

Nikola Tesla
🌸🌿🌸#pensierieparole
🌸Improve

Science is nothing else
than a perversion
if it does not have as its ultimate goal
the improvement of conditions
of humanity.

Nikola Tesla