Archivio | 03/04/2019

★★。¸.☆☆Buonanotte¸.☆☆


notte44

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Essere liberi


«Essere liberi da qualsiasi autorità, vostra o di qualcun
altro, vuol dire morire a tutto ciò che appartiene
all’ieri, così che la vostra mente sia sempre fresca,
sempre giovane, innocente, piena di vigore ed entusiasmo.
È solamente in un simile stato che si impara
e si osserva. E per questo è necessaria molta consapevolezza,
reale consapevolezza di quello che succede
dentro di voi, senza tentare di correggerlo o suggerirgli
quello che dovrebbe o non dovrebbe essere,
poiché nel momento in cui voi lo correggete stabilite
una nuova autorità, il censore»

Jiddu Krishnamurti, Freedom from the Known

“Being free from any authority, you or someone
else, it means to die to everything that belongs
of yesterday, so that your mind is always fresh,
Forever young, innocent, full of vigor and enthusiasm.
It is only in such a state that you learn
and it is observed. And this requires a lot of awareness,
real awareness of what is happening
within you, not groped to correct or suggest
what should or should not be,
because when you correct it established
a new authority, the censor »

Jiddu Krishnamurti, Freedom from the Known

La morte non è niente


La morte non è niente

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro
lo siamo ancora.

Chiamami con il nome che mi hai sempre dato,
che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso
che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce,
non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.

Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.

Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte,
proprio dietro l’angolo.

Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere,
se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

Henry Scott Holland

Death is northig at all

Death is nothing at all
I have only slipped away into the next room
I am I, and you are you.
Whatever we were to each other
That we still are.

Call me by my old familiar name
Speak to me in the easy way which you always used
Wear no forced air of solemnity or sorrow.
Laugh as we always laughed at the little jokes
We enjoyed together.

Play, smile, think of me, pray for me,
Let my name be ever the household word that
It always was.

Let it be spoken without effort,
Without the trace of a shadow on it.
Life means all that it ever meant
It is the same as it ever was
There is absolutely unbroken continuity.

Why should I be out of mind because I am
Out of sight? I am but waiting for you
For an interval
Somewhere very near
Just around the corner .

All is well.

Canon Henry Scott Holland (1847-1918)

Una carota, un uovo ed un chicco di caffè


Una carota, un uovo ed un chicco di caffè

Una giovane ragazza venne dalla madre per lamentarsi di come la vita fosse
così dura per lei. Non sapeva più come cavarsela e aveva tanta voglia di
piantare tutto; era stanca di combattere con le vicende della vita. Sembrava
che, appena un problema era risolto, un altro ne sorgesse a complicare le
cose.

La madre la portò in cucina. Riempì tre tegamini di acqua e li depose sul
gas a fuoco alto. Presto l’acqua cominciò a bollire. Nel primo mise una
carota, nel secondo un uovo, e nel terzo una manciata di chicchi di caffè
macinati. Li lasciò bollire per un certo tempo senza dire niente.

Dopo circa venti minuti spense il fuoco. Tirò fuori la carota e la depose su
un piattino. Così fece anche con l’uovo, e versò il caffè, filtrandolo, in
una tazza.

Rivolgendosi poi alla figlia, le chiese: “Dimmi cosa vedi.”

“Una carota, un uovo e del caffè”, rispose la figlia.

La madre le disse di avvicinarsi e di toccare la carota. Lo fece e notò che
era soffice. Poi la madre le disse di prendere in mano l’uovo e di romperlo.

Dopo averlo tolto il guscio, notò l’uovo indurito dalla bollitura.

Poi la madre disse alla figlia di sorseggiare il caffè. La ragazza cominciò
a sorridere al contatto con il ricco aroma del liquido che beveva.

Poi, chiese alla madre: “Che cosa significa tutto questo?”

La madre le spiegò che ognuna delle tre cose aveva dovuto far fronte alla
stessa avversità: l’acqua bollente. E ognuna di esse aveva reagito in modo
diverso.

La carota era entrata nell’acqua forte e dura…. Ma dopo aver lottato con
l’acqua bollente, si era rammollita e indebolita.

L’uovo era entrato nell’acqua fragile. Il guscio sottile proteggeva il suo
interno liquido, ma dopo aver lottato con l’acqua bollente si era indurito.

Il caffè macinato, invece, si era comportato in modo del tutto unico. Dopo
essere stato gettato nell’acqua bollente, esso aveva agito sull’acqua e
l’aveva trasformata!

“Con quale di questi tre ti identifichi”, chiese la madre alla figlia?

“Quando l’avversità bussa alla tua porta, come rispondi? Ti comporti come la
carota, come l’uovo o come i grani di caffè macinati?

Chiediti sempre “a quale di questi tre rassomiglio”? Sono come la carota che
sembra forte e dura, poi a causa della sofferenza e dell’avversità divento
soffice e rammollita e perdo la mia forza?

Sono come l’uovo che all’inizio ha un cuore tenero e malleabile, ma cambia
con il calore? Avevo un buon carattere e un’indole serena, poi a causa di
una sofferenza causata dalla morte di una persona cara o da una depressione,
una transazione finanziaria andata male o qualche altra prova, sono
diventato indurito e gelido? Forse il mio guscio sembra sempre lo stesso,
ma all’interno mi sento amareggiato e indurito, con uno spirito arido e un
cuore duro?

Oppure, sono come il caffè macinato? Se guardi bene, esso cambia l’acqua,
cioè proprio quelle circostanze che gli procurano sofferenza. Quando l’acqua
si scalda, il caffè comincia a emanare il suo aroma e la sua fragranza.

Se sei come il caffè, quando le cose cominceranno ad andarti male, tu
diventerai migliore e cambierai la situazione che ti concerne.

Quando ti senti male, e le prove della vita sembrano essere enormi, cerchi
di elevarti ad un altro livello? Come ti comporti nelle avversità? Sei come
una carota, un uovo o come i grani di caffè macinato?

Possa tu avere abbastanza gioia da renderti dolce, abbastanza prove da
renderti forte, e abbastanza sofferenze da farti rimanere umano, e
abbastanza speranza da renderti sereno.

di Anonimo

Carrot, Egg or Coffee Bean?

You will never look at a cup of coffee the same way again.

A young woman went to her mother and told her about her life and how things were so hard for her. She did not know how she was going to make it and wanted to give up. She was tired of fighting and struggling. It seemed that as one problem was solved, a new one arose.

Her mother took her to the kitchen. She filled three pots with water and placed each on a high fire. Soon the pots came to a boil. In the first, she placed carrots, in the second she placed eggs, and the last she placed ground coffee beans. She let them sit and boil, without saying a word.

In about twenty minutes she turned off the burners. She fished the carrots out and placed them in a bowl. She then pulled the eggs out and placed them in a bowl. Then she ladled the coffee out and placed it in a bowl.

Turning to her daughter, she asked, “Tell me, what do you see?”

“Carrots, eggs, and coffee,” she replied.

She brought her closer and asked her to feel the carrots. She did and noted that they were soft. She then asked her to take an egg and break it. After pulling off the shell, she observed the hard-boiled egg. Finally, she asked her to sip the coffee. The daughter smiled as she tasted its rich aroma.

The daughter then asked, “What does it mean, Mother?”

Her mother explained that each of these objects had faced the same adversity — boiling water — but each reacted differently. The carrot went in strong, hard and unrelenting. However, after being subjected to the boiling water, it softened and became weak. The egg had been fragile. Its thin outer shell had protected its liquid interior. But, after sitting through the boiling water, its inside became hardened. The ground coffee beans were unique, however. After they were in the boiling water, they had changed the water.

“Which are you?” she asked her daughter. “When adversity knocks on your door, how do you respond? Are you a carrot, an egg, or a coffee bean?”

Think of this: Which am I? Am I the carrot that seems strong, but with pain and adversity? Do I wilt and become soft and lose my strength?

Am I the egg that starts with a malleable heart, but changes with the heat? Did I have a fluid spirit, but after a death, a breakup, a financial hardship or some other trial, have I become hardened and stiff? Does my shell look the same, but on the inside am I bitter and tough with a stiff spirit and a hardened heart?

Or am I like the coffee bean? The bean actually changes the hot water, the very circumstance that brings the pain. When the water gets hot, it releases the fragrance and flavor of your life. If you are like the bean, when things are at their worst, you get better and change the situation around you. When the hours are the darkest and trials are their greatest, do you elevate to another level?

How do you handle adversity? Are you changed by your surroundings or do you bring life, flavor, to them?

ARE YOU A CARROT, AN EGG, OR A COFFEE BEAN?

~ Author Unknown ~