Archivio | 30/04/2019

Un Buddha


13. Un Buddha

A Tokyo, nell’era Meiji, vivevano due illustri insegnanti molto diversi tra loro. L’uno Unsho, istruttore a Shingon, osservava scrupolosamente i precetti di Buddha. Non beveva mai alcolici, e non mangiava mai dopo le undici del mattino. L’altro insegnante, Tanzan, professore di filosofia all’università imperiale, non osservava nessun precetto. Quando aveva voglia di mangiare mangiava, e quando aveva voglia di dormire durante il giorno dormiva.

Un giorno Unsho fece visita a Tanzan e lo trovò che stava bevendo del vino, che un Buddhista non dovrebbe mai nemmeno assaggiare.

«Salve, fratello» lo salutò Tanzan. «Ne vuoi un bicchiere?».

«Io non bevo mai!» esclamò Unsho solennemente.

«Chi non beve non è neanche umano» disse Tanzan.

«Vorresti dire che sono inumano solo perché non mi concedo bevande alcoliche!» proruppe Unsho incollerito. «Se non sono umano, allora, che cosa sono?».

«Un Buddha» rispose Tanzan.

tratto da 101 Storie Zen

A Buddha

In Tokyo in the Meiji era there lived two prominent teachers of opposite characteristics. One, Unsho, an instructor in Shingon, kept Buddha’s precepts scrupulously. He never drank intoxicants, nor did he eat after eleven o’clock in the morning. The other teacher, Tanzan, a professor of philosophy at the Imperial University, never observed the precepts. When he felt like eating, he ate, and when he felt like sleeping in the daytime, he slept.

One day Unsho visited Tanzan, who was drinking wine at the time, not even a drop of which is supposed to touch the tongue of a Buddhist.

“Hello, brother,” Tanzan greeted him. “Won’t you have a drink?”

“I never drink!” exclaimed Unsho solemnly.

“One who does not drink is not even human,” said Tanzan.

“Do you mean to call me inhuman just because I do not indulge in intoxicating liquids!” exclaimed Unsho in anger. “Then if I am not human, what am I?”

“A Buddha,” answered Tanzan.

Ispirazione


Ispirazione

E’ un piccolo segreto nel cuore
a volte regala lacrime
di partecipante presenza
molte altre volte sorriso che danza
che colora questo soffice istante.

E’ una luce viva che arde come fiamma
e ci prendere per mano, fanciulla dalle gote arrossate
che timida avanza e poi corre
con capriole e la forza dell’anima che si svela.
Si chiama ispirazione

22.02.2011 Poetyca

 

Inspiration

It ‘s a little secret in the heart
sometimes gives tears
presence of participant
many times that dances smile
This soft colors that moment.

It ‘s a bright light that burns like a flame
and we join hands, cheeks flushed girl
that modest advances and then runs
with capers and strength of soul that is revealed.
It’s called inspiration

22.02.2011 Poetyca

Intenzioni


image

Intenzioni

Le intenzioni
sono lampi
capaci
di squarciare
il cielo della calma
Tieni a bada
i tuoi pensieri
alimenta la purezza
perché nessuna nube
possa turbare il cuore

25.06.2016 Poetyca

Intentions

Intentions
are flashes
capable
to rend
the sky of calm
Keep at bay
your thoughts
feeds the purity
because no cloud
can upset the heart

06/25/2016 Poetyca

Il tuo presente – Your Present – Budda


Il tuo presente

Se qualcosa è degna di essere fatta, falla con tutto il tuo cuore. Se vuoi conoscere il passato, guarda il tuo presente. Se vuoi conoscere il futuro,
guarda il tuo presente

Budda

Your Present

If something is worthy of being done, do it with all your heart. If you want to know the past, look at your present. If you want to know the future,
look at your present.

Buddha

Il Buddha dal naso nero


49. Il Buddha dal naso nero

Una monaca che cercava l’Illuminazione fece una statua di Buddha e la ricoprì tutta di una lamina d’oro. Dovunque andasse, portava con se questo Buddha d’oro.

Passarono gli anni e la monaca, sempre portandosi dietro il suo Buddha, andò a vivere in un piccolo tempio in un paese dove c’erano molti Buddha, ognuno col suo altare.

La monaca voleva bruciare l’incenso davanti al suo Buddha d’oro. Non garbandole l’idea che il profumo deviasse verso gli altri Buddha, si fabbricò una specie di piccola canna fumaria che avrebbe fatto salire il fumo soltanto alla sua statua. Così il naso del Buddha d’oro diventò nero, rendendolo particolarmente brutto.

Tratto da 101 Storie Zen

49 Black-Nosed Buddha

A nun who was searching for enlightenment made a statue of Buddha and covered it with gold leaf. Wherever she ent she carried this golden Buddha with her.

Years passed and, still carrying her Buddha, the nun came to live in a small temple in a country where there were many Buddhas, each one with its own particular shrine.

The nun wished to burn incense before her golden Buddha. Not liking the idea of the perfume straying to others, she devised a funnel through which the smoke would ascend only to her statue. This blackened the nose of the golden Buddha, making it especially ugly.

Taken from 101 Zen Stories

Anno-Omraam Mikhaël Aïvanhov


 “Un anno termina e un altro sta per cominciare… È il periodo in cui tutti formulano auguri per se stessi, per la loro famiglia, per i loro amici, per il mondo intero. È usanza incontrarsi, scambiarsi un abbraccio, invitarsi, sperando che il nuovo anno porti a ciascuno ogni bene. Ma prima di pensare al nuovo anno, soffermatevi per un momento sull’anno che se ne va e rivolgetevi a lui… Siete stupiti. Come? Parlare all’anno?… Sì, la Kabbala dice che un anno è un essere vivente: significa dunque che potete parlargli. Allora, rivolgetevi all’anno che si allontana e chiedetegli di ricordarsi di voi. Essendo vivo, l’anno non rimane inattivo: ha registrato non solo le vostre azioni, ma anche i vostri desideri, i vostri sentimenti e i vostri pensieri. L’ultimo giorno, l’anno fa il suo rapporto ai Signori dei Destini e vi collega all’anno nuovo: sappiatelo salutare, prima di lasciarlo.” Omraam Mikhaël Aïvanhov

Year – a living entity

“One year is ending, and another is about to begin. This is the time when everyone makes wishes for themselves, for their family and friends and for the whole world. It is the custom to come together, to embrace, to invite one another, in the hope that the new year will bring everyone all manner of good things. But before thinking about the new year, consider for a moment the year that is on its way out, and speak to it… You are surprised. What? Speak to the year? Yes. The Cabbalah tells us a year is a living being, so you can speak to it. So, talk to the year that is departing, and ask it to remember you. As it is alive, it doesn’t remain inactive; it has recorded not only your actions but also your wishes, your feelings and your thoughts. On the last day, it reports back to the lords of destiny, and it links you in to the new year. Know how to say goodbye to it before you take leave of it. “

Omraam Mikhael Aivanhov

Dhammapada 15


Dhammapada 15

Quando con chiarezza vediamo
la nostra mancanza di virtù
il rammarico ci assale;
sia ora che in futuro ci affliggiamo.

Verse 15. Sorrow Springs From Evil Deeds

Here one grieves, one grieves hereafter,
in both ways does the evil-doer grieve;
one grieves and is afflicted,
one’s own base kammas seeing.